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Il Canto della Perla

( Gnosi iraniana. II-III secolo d.c.)

Il cosiddetto "Inno della Perla" si trova negli Atti apocrifi dell'apostolo Tommaso, una composizione gnostica conservata con rielaborazione ortodosse di poco rilievo: il testo dell'inno ne completamente privo. "Inno della Perla" il titolo dato dai traduttori moderni: negli Atti invece chiamato " Canto dell'apostolo Tommaso nella terra degli Indiani". In considerazione della forma didattica e narrativa della composizione poetica, "inno" non ci sembrato del tutto appropriato e l'abbiamo sostituito con "canto". Esiste col rimanente degli Atti in una versione siriana ed una greca; quella siriana quella originale.

Il testo.
Quando ero bambino e abitavo nel regno della casa di mio Padre e mi dilettavo della ricchezza e dello splendore di coloro che mi avevano allevato, i miei genitori mi mandarono dall'oriente, nostra patria, con le provviste per il viaggio. Delle ricchezze della nostra casa fecero un carico per me: esso era grande eppure leggero, in modo che potessi portarlo da solo.Mi tolsero il vestito di gloria che nel loro amore avevano fatto per me, e il manto di porpora che era stato tessuto in modo che si adattasse perfettamente alla mia persona, e fecero un patto con me e lo scrissero nel mio cuore perch non lo potessi scordare: " Quando andrai in Egitto e ne riporterai l'Unica Perla che giace in mezzo al mare, accerchiata dal serpente sibilante, indosserai di nuovo il tuo vestito di gloria e il manto sopra esso, e con tuo fratello, prossimo a noi in dignit, sii erede del nostro regno". Lasciai l'Oriente e mi avviai alla discesa, accompagnato da due messi reali, poich il cammino era pericoloso e difficile ed io ero troppo giovane per un tale viaggio; oltrepassai i confini di Maishan, punto d'incontro dei mercati dell'Oriente, giunsi nella terra di Babel ed entrai nelle mura di Sarbrg. Scesi in Egitto e i miei compagni mi lasciarono. Mi diressi deciso al serpente e mi stabilii vicino alla sua dimora in attesa che si riposasse e dormisse per potergli prendere la Perla. Poich ero solo e me ne stavo in disparte, ero forestiero per gli abitanti dell'albergo. Pure vidi l uno della mia razza, un giovane leggiadro e bello, figlio di re ( lett.: di coloro che sono unti). Egli
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venne e si un a me; io lo accolsi familiarmente e con fiducia e gli raccontai della mia missione. Io (egli?) lo (me?) avvertii di guardarsi dagli Egiziani e di evitare il contatto con gli impuri. Tuttavia mi vestii con i loro abiti, perch non sospettassero di me, che ero venuto da fuori per prendere la Perla, e non risvegliassero il serpente contro di me. Ma in qualche modo si accorsero che non ero uno di loro e cercarono di rendersi graditi a me; mi mescerono nella loro astuzia (una bevanda), e mi dettero da mangiare della loro carne; e io dimenticai la Perla per la quale i miei genitori mi avevano mandato. Per la pesantezza dei loro cibi caddi in un sonno profondo. I miei genitori avevano notato tutto quello che mi accadeva ed erano afflitti per me. Fu proclamato nel nostro regno che tutti dovevano presentarsi alle nostre porte. E i re e i grandi della Partia e tutti i nobili dell'Oriente formarono un piano perch io non fossi lasciato in Egitto. E mi scrissero una lettera firmata col nome di ciascuno dei grandi. " Da tuo padre, il re dei re, e da tua madre signora dell'Oriente e da tuo fratello, nostro prossimo di rango, a te nostro figlio in Egitto. Svegliati e sorgi dal tuo sonno e intendi le parole della nostra lettera. Ricordati che sei figlio di re: guarda chi hai servito in schiavit. Poni mente alla Perla per la quale sei partito per l'Egitto. Ricordati del vestito di gloria, richiama il manto splendido, per indossarli e adornarti con essi, e il tuo nome possa essere letto nel libro degli eroi e tu divenga con tuo fratello, nostro delegato,erede nel nostro regno". Come un messaggero era la lettera che il Re aveva sigillato con la mano destra contro i malvagi, i figli di Babel e i demoni ribelli di Sarbrg. Si lev in forma di aquila, il re di tutti gli alti, e vol finch discese vicino a me e divenne interamente parola. Al suono della sua voce mi svegliai e mi destai dal sonno; la presi, la baciai, ruppi il sigillo e lessi. Conformi a quanto era stato scritto nel mio cuore si potevano leggere le parole della mia lettera. Mi ricordai che ero figlio di re e che la mia anima, nata libera, aspirava ai suoi salimi. Mi ricordai della Perla per la quale ero stato mandato in Egitto e cominciai ad incantare il terribile serpente sibilante. Lo indussi al sonno invocando il nome di mio Padre, il nome del nostro prossimo in rango e quello di mia madre la regina d'Oriente. Presi la Perla e mi volsi per tornare a casa da mio Padre. Mi spogliai del loro vestito sordido e impuro e lo abbandonai nella loro terra; diressi il mio cammino onde giungere alla luce della nostra patria, l'Oriente. Trovai la lettera che mi aveva ridestato davanti a me sul mio cammino; e come mi aveva svegliato con la sua voce, ora mi guidava con la sua luce che brillava dinanzi a me; e con la voce incoraggiava il mio timore e col suo amore mi traeva. E andai avantiI miei genitori mandarono incontro a me a mezzo dei loro tesorieri, a cui erano stati affidati, il vestito di gloria che avevo tolto e il manto che doveva coprirlo. Avevo dimenticato il suo splendore, avendolo lasciato da bambino nella casa di mio Padre. Mentre ora osservavo il vestito, mi sembr che
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diventasse improvvisamente uno specchio-immagine di me stesso: mi vidi tutto intero in esso ed esso tutto vidi in me, cosicch eravamo due separati eppure ancora uno per l'eguaglianza della formaE l'immagine del Re dei Re era raffigurata dappertutto su di essoE vidi anche vibrare dappertutto su di esso i movimenti della gnosi. Vidi che stava per parlare e percepii il suono delle canzoni che mormorava lungo la discesa: " Sono io che ho agito nelle azioni di colui per il quale sono stato allevato nella casa di mio Padre, ed ho sentito in me stesso che la mia statura cresceva in corrispondenza delle sue fatiche". E con i suoi movimenti regali si offerse tutto a me e dalle mani di quelli che lo portavano si affrett perch potessi prenderlo; e anch'io ero mosso dall'amore a correre verso di esse per riceverlo. E mi protesi verso di lui, lo presi, e mi avvolsi nella bellezza dei suoi colori. E gettai il manto regale intorno a tutta la mia persona. Cos rivestito, sal alla porta della salvezza e dell'adorazione. Inchinai la testa e adorai lo splendore di mio Padre che me lo aveva mandato, i cui comandi avevo adempiuto perch anch'egli aveva mantenuto ci che aveva promessoMi accolse gioiosamente ed ero con lui nel suo regno, e tutti i suoi servitori lo lodarono con voce d'organo, cantando che egli aveva promesso che avrei raggiunto la corte del Re dei Re e avendo portato la mia Perla sarei apparso insieme a lui".

Breve interpretazione di alcuni simboli.


La casa d'Oriente va presa come la Dimora celeste, il Tutto immanifesto, mentre la Perla custodita dal serpente allude alla preziosit celata nel serpente stesso una volta considerato come Molteplicit, come "pezzetti" dell'Unit: la Differenziazione come madre della Consapevolezza: di cosa essere consapevoli se non fosse tutto cos abilmente separato? ( diaballein= separare, da cui il nostro "diavolo": poi cos cattivo il diavolo?). L'Egitto (come le acque , il mare), era per lo gnosticismo un simbolo molto comune del mondo materiale; "il figlio di re" (il Cristo, il Verbo) scende quindi nella materia, nel mondo: s'incarna. Il vestito impuro la carne, impura perch non adatta a tornare a casa consapevolmente e il vestito di gloria il corpo glorioso promessoci dal Cristo quello immortale, frutto della resurrezione. Lo shamboga-kaja degli orientali. ( Italo direbbe che il corpo della Specie Unigenita)...

Potremmo raccontarla cos? (Dal Vangelo secondo Giovanni1,1-18) " In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il verbo era Dio. Esso era nel principio presso Dio.Tutto fu fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nemmeno una delle cose stata fattae il Verbo si fece carne ed abit in mezzo a noiE' venuto in casa sua ma i suoi non l'hanno riconosciuto(ci siamo dimenticati chi siamo.).ma a coloro che l'hanno ricevuto (la lettera, no?) ha dato il potere di divenire figli di Dio( ... la Consapevolezza, la Perla, che ci riporta a casa) perch non da carne e sangue n da volont d'uomo ma da Dio sono nati.

Commento: L' "Inno della Perla" si trova negli Atti apocrifi dell'apostolo Tommaso, una composizione gnostica conservata con rielaborazione ortodosse di poco rilievo: il testo dell'inno ne completamente privo. "Inno della Perla" il titolo dato dai traduttori moderni: negli Atti invece chiamato " Canto dell'apostolo Tommaso nella terra degli Indiani". In considerazione della forma didattica e narrativa della composizione poetica, "inno" non ci sembrato del tutto appropriato e l'abbiamo sostituito con "canto". Esiste col rimanente degli Atti in una versione siriana ed una greca; quella siriana quella originale. V' un evidente addentellato tra questo inno e la parabola del figliol prodigo. Inoltre, credo che la Rowling possa aver attinto a questo mito-archetipo gnostico per modellare la figura di Harry Potter. La casa d'Oriente va presa come la Dimora celeste, il Tutto immanifesto, mentre la Perla custodita dal serpente allude alla preziosit celata nel serpente stesso una volta considerato come Molteplicit, come "pezzetti" dell'Unit: la Differenziazione come madre della Consapevolezza: di cosa essere consapevoli se non fosse tutto cos abilmente separato? ( diaballein= separare, da cui il nostro "diavolo": poi cos cattivo il diavolo?). L'Egitto (come le acque , il mare), era per lo gnosticismo un simbolo molto comune del mondo materiale; "il figlio di re" (il Cristo, il Verbo) scende quindi nella materia, nel mondo: s'incarna. Il vestito impuro la carne, impura perch non adatta a tornare a casa consapevolmente e il vestito di gloria il corpo glorioso promessoci dal Cristo quello immortale, frutto della resurrezione. Lo shamboga-kaja degli orientali. ( Italo direbbe che il corpo della Specie Unigenita)...Il testo, dietro cui si cela il dramma dellintera esistenza umana, narra la storia di un giovane principe che viene inviato dalloriente, sua patria, in Egitto per recuperare lunica perla che giace negli inferi custodita da un serpente. Giunto in Egitto, per non essere riconosciuto come straniero, il giovane indossa le vesti locali e assume le usanze del posto, dimenticando il compito che gli stato assegnato. I genitori, venuti a sapere di ci, gli inviano una lettera con il sigillo reale, rammentandogli le sue origini e ricordandogli della perla. Il giovane, ridestatosi, porta quindi a termine la sua missione e intraprende il cammino di ritorno, giungendo infine alla sua dimora dove, riavvolto nella veste splendente, si appresta con il padre a raggiungere la corte del re dei re. Nellinterpretazione gnostica il giovane principe lo spirito individuale che dalla sua patria celeste viene inviato sulla terra per recuperare una parte della sua anima che, corrotta dalla materia, giace negli inferi. Qui, a fronte dei piaceri e delle
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seduzioni della vita che lo distolgono dal suo compito, inducendolo in uno stato di torpore e oblio, vi allopposto lintervento di figure dotate di maggiore consapevolezza, i genitori, che per il tramite della lettera rievocano nel figlio antiche conoscenze relative alla sua origine celeste. In questo passaggio sta il fulcro di tutta la gnosi: la presa di coscienza, o meglio il riconoscimento, di chi si e del proprio compito. Solo a partire da tale consapevolezza il giovane pu intraprendere la conquista della perla e quindi la riunificazione della sua persona, che preludio della salvezza celeste. Pur non essendosi occupato direttamente del Canto della Perla, Jung riserv unattenzione particolare allo gnosticismo e non manc di trattare il simbolo della perla facendo convergere contributi provenienti da varie tradizioni culturali-religiose. Ricollegandosi ad un motivo ricorrente dellarte cinese classica, il drago con una perla dorata davanti a s, Jung ritiene che questultima simboleggi lunicit dellindividuo imperituro che esiste sempre, quella cosa minuscola, quellindividuo unico, quel piccolo s, che piccolo come la punta di un ago eppure, proprio perch cos piccolo, anche pi grande del grande. Applicando questa concezione al mito gnostico si ha che la riconquista della perla corrisponde, in una prospettiva Junghiana, al processo di individuazione. Tenendo presente i contributi provenienti dalla tradizione gnostica e da Jung, si quindi cercato di rileggere il testo a partire da alcune riflessioni emerse durante gli incontri. La condizione umana spesso vissuta come una specie di torpore o sonno nel quale compiamo azioni senza esserne realmente consapevoli, nel quale abbiamo la sensazione di esprimere un comportamento non nostro ma conforme alle richieste sociali; persino i nostri pensieri e la nostra identit ci appaiono come qualcosa di sovrapposto o di indotto dallesterno. Eppure non sempre abbiamo gli strumenti per uscire da questo stato di immobilit. Allora pu accadere che un evento esterno apparentemente casuale, o uno slancio interiore, o ancora una persona amata che vede la nostra difficolt, intervengano in nostro aiuto ricordandoci che abbiamo un compito: riscoprire quella parte della nostra anima andata perduta. Questa ricomposizione delle parti di s il viaggio alla scoperta dellinconscio. Non un caso che la perla si trovi sul fondo degli abissi, in una sorta di regno infernale, custodita da un serpente malvagio poich allude al lungo e faticoso passaggio che luomo compie attraverso i propri abissi e i propri inferi. Nel testo le imprese per la conquista della perla sono solo accennate; questo aspetto apparentemente singolare spiegabile alla luce della concezione gnostica secondo cui lapice dellesperienza religiosa il momento della rivelazione (gnosi), che nel testo corrisponde al risveglio del giovane sollecitato dalla lettera; tutte le azioni che seguono e che riguardano la conquista della perla, essendo considerate il frutto di questa grazia, risultano naturali, e non richiedono di essere approfondite. Tuttavia nella nostra esperienza, il primo riconoscimento di una parte di s prima ignota, pur essendo sorgente di elevate capacit trasformative, non sufficiente in s; necessaria una pratica costante e assidua di consapevolezza per contrastare le istanze regressive sempre presenti nellinconscio. E proprio in questa fase del percorso allora che occorre aprire una porta, iniziare un nuovo capitolo, che si soffermi sulle lunghe e faticose imprese delluomo alla riconquista di S e della sua ombra. E, in assenza di altre guide, in questo lungo e progressivo cammino che la psicanalisi pu fornire un imprescindibile punto di riferimento.
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