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Indignazione a corrente alternata

Luomo che cercava di infilarsi sotto le grate della metropolitana che si abbassavano nel giorno dello sciopero generale del trasporto pubblico, divenne limmagine simbolica del marted nero dellAtm. Quel 2 ottobre una sventurata serie di coincidenze che il presidente Bruno Rota ebbe la non brillante idea di definire iella, gett nel caos il trasporto pubblico: uno sciopero nazionale degli autoferrotranvieri, largamente annunciato e motivato, il malore di una passeggera che aveva bloccato un treno in stazione, un guasto al meccanismo di apertura delle porte, un convoglio fermo in galleria abbandonato dai passeggeri, le comunicazioni reticenti date dagli altoparlanti dellAtm, il confuso operare dei suoi uomini nelle stazioni Rota fin sul banco degli accusati e le opposizioni ne chiedessero le dimissioni e, con le sue, quelle del sindaco che lo aveva nominato. Cera la Lega che raccoglieva firme, chiedeva vendetta e lintervento del Prefetto, De Corato che parlava di confusione organizzativa e di responsabilit e totale assenza di coordinamento, raccogliendo il consenso anche di qualche esponente nella maggioranza, perfino l'assessore competente. Dalla Regione tuonava poi Roberto Formigoni: Le responsabilit, che indubbiamente ci sono, vanno individuate in tempi molto rapidi e le misure punitive dovranno essere adeguate e sulla stessa linea si schierava il presidente della Provincia Guido Podest. Quello che sta succedendo da tre giorni lungo le linee di Trenord non meriterebbe almeno le stesse reazioni e la stessa indignazione? Anche e soprattutto perch nel caos nel quale precipitato un altro servizio di presunta eccellenza della Regione, non centra la iella: non ci sono macchinisti in sciopero, non ci sono guasti, non ci sono malori. Trenord ha fatto tutto da sola, restando vittima di nuovo un sistema informatico per la gestione dei turni di servizio comprato a caro prezzo da una societ spagnola che lascia i treni senza personale o il personale senza treni. Solo qui, perch in Francia funziona, cos da far sospettare che sia stato malamente impostato senza considerare i vincoli dei nuovi orari invernali e quanto pattuito dal nuovo contratto. I 700mila passeggeri attendono per ore sulle banchine, mentre i dipendenti fanno quel che possono per limitare i danni. Per ironia della sorte, non si possono neanche chiedere le immediate dimissioni dellamministratore delegato Giuseppe Biesuz tratto in arresto proprio mentre si preparava ad affrontare una conferenza stampa nel corso della quale avrebbe spiegato cosa stava accadendo: una vicenda che non centra nulla con Trenord e la sua gestione, anche se interroga su come vengano selezionati i suoi top-manager. Il presidente della societ, Vincenzo Soprano, combatte per assicurarsi maggiori poteri, dalla Regione che, ritualmente, respinge la strumentalizzazione di esponenti della sinistra dei gravi disagi dei pendolari, neppure una parola per i viaggiatori e i dipendenti, mentre il neo-assessore alla Mobilit Andrea Ghilardoni non trova di meglio che suggerire di privilegiare i treni delle fasce orarie di punta.

Ai pendolari che aspettano al gelo (e rischiano di farlo fino a Natale prima che la situazione si normalizzi), non resta che riconsiderare quanto Biesuz dichiarava solo due settimane fa: Non esiste pi la vecchia ferrovia: da oggi possiamo dire che esiste anche in Italia una societ ferroviaria con tutte le caratteristiche per essere competitiva nel mercato del trasporto regionale e locale, anche a livello internazionale. Lo si comunichi, innanzitutto, ai pendolari svizzeri. (la Repubblica Milano, 13 dicembre 2012)