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AUTOBIOGRAFIA




Baldassarre Peruzzi: Apollo e le Muse. Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Firenze.


Ho scelto questo quadro di Apollo che danza con le Muse come
logo della mia autobiografia. Il quadro rappresenta il desiderio
universale di conoscenza.
Le muse sono nellordine, da sin a des:
Calliope dalla bella voce, presiede alla poesia epica ed
alleloquenza;
Clio colei che celebra, presiede alla storiografia ed alla
rievocazione del passato;
Erato lamabile, che ispira la poesia amorosa;
Melpomene colei che canta, presiede alla poesia tragica;
Tersicore lieta della danza, presiede al canto corale e alla danza;
Apollo ;
Polimnia dai molti inni, ispira la poesia religiosa e il canto rituale;
Euterpe colei che allieta, presiede al canto lirico;
Talia la fiorente, ispira la poesia bucolica e la commedia;
Urania la celeste, sovrintende alla conoscenza degli astri.
( Nardini B.,1982, Primo Incontro con la Mitologia Greca e
Romana. Firenze, Giunti-Marzocco Ed.; Kernyi K.,1989, Gli Dei e
gli Eroi della Grecia. Milano, Arnoldo Mondatori Ed.).

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Le Muse sono ispiratrici dellarte. Allietano con il loro canto. Sono
depositarie della memoria (in quanto figlie di Mnemosine) e del
sapere (in quanto figlie di Zeus). Sono preposte allarte in ogni
campo del sapere: letteratura, poesia, musica, danza, filosofia,
astronomia, medicina, scienze ed in genere tutte le occupazioni
intellettuali. Sono il simbolo dellarmonia nella natura.
Apollo il maestro delle Muse. Dio della luce, , da questo punto di
vista, anche il simbolo della conoscenza e della sapienza. E il
depositario della luce interiore. Sullarchitrave del portale del
tempio dedicato ad Apollo Delfico, a Delfi, era scolpito il motto:
Conosci te stesso, fatto proprio successivamente da Socrate.

1937-1946
Sono nato il 28 settembre 1937 a Potenza in Lucania da
Francesco Pisani e Angela Miraglia, ambedue di Trivigno,
provincia di Potenza. Mio nonno paterno si chiamava Rocco e mio
nonno materno Antonio. Cosi, secondo tradizione familiare, io
sono il continuatore dei miei due nonni.
Ho una sorella Carmela che pi grande di me di dieci anni.


Carmela e Rocco
(La foto di Carmela e Rocco insieme opera del cugino Pietro
Pisani, figlio dello zio Nicola).

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Mio padre era legato alla tradizione per cui, dopo dieci anni
di!inutili tentativi, sono nato io, il figlio maschio tanto atteso! Lascio
immaginare la gioia di mio padre e la disperazione di mia sorella
che, dopo anni di regno incontrastato, si vedeva spodestata dalle
grazie ed attenzioni,specie di mio padre.
Purtroppo ho perduto mio padre quando io avevo otto anni e mezzo
e lui poco pi di 49.
Mio padre era molto legato alla famiglia con un forte senso di
responsabilit paterna. Era ferroviere ed abitavamo in un
appartamento delle Ferrovie dello Stato alla Stazione Inferiore di
Potenza, che distava circa tre km dal centro della citt, situato in
collina. Durante la guerra e subito dopo circolavano pochi mezzi
pubblici. La maniera pi semplice per raggiungere il centro era
andare a piedi, cercando di consumare le scarpe il meno
possibile! Talora ci si affidava a mezzi di fortuna come ad es.
autocarri che trasportavano merci. Io sedevo in cabina vicino
allautista e mio padre viaggiava fuori in piedi sul predellino della
porta di guida. In una occasione, avevo circa quattro anni, cadendo
mentre giocavo, mi tagliai un orecchio. Mio padre mi prese per
mano e a piedi raggiungemmo il chirurgo, che lavorava al centro
della citt, per ricucire lorecchio. Di quellepisodio ricordo ancora
vivamente il calore della grossa mano di mio padre ed i confetti che
mi compr per aver affrontato lintervento chirurgico, sia pure
piangendo disperatamente.
A questo periodo risalgono dei ricordi molto belli. Avevo 3-4 anni,
mi compravano il Corriere dei Piccoli. Al piano di sotto al nostro
abitava un capostazione, il signor Giuseppe Satriano. Spesso
dormiva di giorno perch aveva lavorato o doveva lavorare di notte.
Incurante della sua stanchezza doveva leggermi comunque il
Corriere dei Piccoli! Aveva una figlia, Nuccia Satriano. Era
fidanzata con mio cugino Rocco, che avrebbe successivamente
sposato, figlio dello zio Pietro Pisani, fratello maggiore di mio padre.
Nuccia era diventata la mia insegnante. Alle sue lettere al fidanzato
aggiungeva scritti di mio pugno in cui chiedevo! cannoni, vagoni di
trenini, capostazione ecc. Ne conservo una copia. Ero un bel
bambino e naturalmente al matrimonio di Nuccia e Rocco io fui
scelto come paggetto!
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Mio padre aveva un collega di lavoro , Matteo, che faceva anche il
barbiere. Veniva a casa periodicamente. Mio padre si sedeva su
una sedia e Matteo procedeva alla rasatura della barba ed al taglio
dei capelli. Vedevo allora mio padre come una persona imponente
ed importante.


Matteo, Francesco e altri due colleghi di lavoro.
Francesco il primo in alto a destra.

Facevamo anche dei viaggi. Per me il viaggio in treno era un
avvenimento straordinario. Non vedevo lora di salire su un vagone
con i sedili di legno della III classe, oppure vellutati della II o I
Classe, che mi sembravano di una straordinaria eleganza, e partire.
In genere si trattava di viaggi da Potenza a Trivigno. Duravano non
pi di mezzora con mia grande delusione. Alla stazione di Trivigno
trovavamo un asinello o un mulo, a cavallo dei quali salivamo al
paese che si trovava in alto. Qualche volta si trattava di viaggi pi
lunghi: a Roma ad es., dove lavorava ed abitava mio cugino
Michele Pisani, oggetto di grande ammirazione da parte mia.
Conservo una foto sulla cupola di S. Pietro con mio padre, mia
madre e Michele.
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Angela, Rocco, Francesco, Michele

Siamo andati anche alle terme di Salsomaggiore, di cui non ricordo
nulla , ma ho una fotografia seduto accanto a mia madre.


Rocco e Angela a Salsomaggiore
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Unaltra mia grande passione era la bicicletta. Mio padre mi compr
una bicicletta piccola e mi insegn a pedalare. Della sua cura e
manutenzione se ne occupavano ragazzi pi grandi che abitavano
nel palazzo. Il programma era che me ne avrebbe comprata una
sempre pi grande man mano che crescevo. Purtroppo la sua
morte precoce ha impedito la realizzazione di questo programma.
Ma lho portato a termine da solo. Tuttora amo andare in bicicletta.
Ne posseggo due sportive.
Durante la guerra mio padre ha avuto lincarico di gestire uno
spaccio alimentare delle Ferrovie dello Stato chiamato La
Provvida.
Ogni tanto mi recavo alla Provvida nella speranza di commuovere
mio padre ed avere qualche cioccolata esposta sul bancone.
Macch! Mio padre aveva un atteggiamento severo ed irremovibile.
Non si lasciava commuovere! Per fortuna lavorava con lui lo zio
Rocco Potenza, che, formalmente di nascosto da mio padre,
provvedeva a rifornirmi di cioccolata, zucchero e tutto ci che
potesse essere oggetto di desiderio da parte di un bambino. Questo
zio Rocco Potenza, marito della zia Maria Michela Pisani, sorella
maggiore di mio padre, stato un uomo molto saggio, dotato di
buon senso e di una filosofia spicciola che ridimensionava tutte le
piccole beghe e contrariet della vita. Continuo ancora adesso ad
ispirarmi a lui di tanto in tanto.
Mio padre era molto serio e molto stimato. Spesso veniva chiamato
a risolvere o a dare consigli su controversie allinterno di altre
famiglie e sul posto di lavoro. Si incontrava spesso con altri adulti
che discutevano di politica e amministrazione. Ascoltava con
apprensione le notizie che venivano dal fronte da una radio Marelli
che mi sembrava monumentale ed io spesso lo disturbavo
cercando di giocare con le manopole. Anni fa ne ho trovata una
simile che ho acquistato e sistemata nel mio studio e che
custodisco con grande cura.
Mio padre ha iniziato la carriera di ferroviere partendo dai livelli pi
bassi. Si iscrisse alla scuole serali e consegui il diploma di sesta
elementare, che a quellepoca era quasi un diploma di scuole
superiori. Con quel diploma fece una bella carriera: prima come
Assistente di stazione poi come Capo Stazione. Aveva un berretto
rosso che era oggetto di ammirazione e desiderio da parte mia. Lo
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avrei voluto in eredit. Ma non lho pi trovato. Pare che mia madre
lo abbia messo nella sua bara. Purtroppo non ha potuto esercitare
a lungo la funzione di Capo Stazione perch dopo pochi mesi si
ammalato ed morto.
Pensando al mio futuro aveva come modello quello del medico di
condotta del suo paese. La sua aspirazione pi grande era che
diventassi medico e facessi una carriera analoga. Naturalmente ho
esaudito il suo desiderio e sono andato anche oltre!
La sua scomparsa lasci in me un grande vuoto. Ho sempre
lavorato alla sua ricostruzione interna. Ci sono riuscito molto bene
anche tramite i miei maestri di gruppoanalisi, alla cui scuola mi
sono formato. Mio padre tuttora mi accompagna, come! angelo
custode.
Questa estate del 2012 ho trascorso le mie vacanze a Collalbo in
provincia di Bolzano nel mese di agosto. Ci vado spesso perch il
posto molto bello. C un albergo, lHotel Post, dove Freud, cento
anni fa, amava trascorrere le vacanze e scrivere i suoi lavori, tra cui
Totem e Tab. E proprietaria la famiglia Senn, che lo gestisce
conservando un bello stile tradizionale austriaco, con laggiunta di
una atmosfera accogliente, calda e familiare.
Questa estate ho incontrato, nellHotel Post, il dott. Antonio
Martino, originario di Tricarico in provincia di Matera. Lucano DOC
come me. Mi stato presentato da Dusco Jankovich, un amico
comune, cosmopolita e poliglotta, che allet di 91 anni conserva
ancora una notevole lucidit mentale ed uno spirito di autonomia e
indipendenza. Antonio ricorda che nellestate del 1943, quando
aveva 13 anni, ha trascorso le vacanze estive con suo padre, Luigi,
alla stazione ferroviaria di Trivigno. Nella stazione prestavano
servizio mio padre e suo padre. Mio padre era il vice capostazione
e suo padre il brigadiere dei carabinieri, comandante del
distaccamento che aveva il compito di perlustrare e sorvegliare un
tratto della linea ferroviaria. Lavoravano e passavano il tempo libero
insieme. Si cre una bella amicizia. Antonio ricorda tanti particolari
di mio padre, come la pesca nel fiume Basento, vicino alla stazione.
Ricorda anche che ogni tanto mio padre si faceva accompagnare
da mia sorella, una bella signorina, con la quale talora saliva in
paese. Luigi Martino si rec a far visita a mio padre alla sua morte,
addolorato per la scomparsa del caro amico. Questo incontro mi ha
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molto commosso. E stato come rivedere mio padre attraverso
Antonio!
Sono infinitamente grato ad Antonio per questi cari ricordi.

Mia madre era una persona molto umile, aveva fatto solo la
seconda elementare e sapeva appena leggere e scrivere. Ma le
sue sorelle emigrate negli Stati Uniti di America, la zia Anna e la
zia Carmela Miraglia, erano molto legate alla loro famiglia di
origine e ci tenevano molto a comunicare, sia pure solo per lettera.
Invogliarono mia madre ad andare a scuola ed imparare a scrivere.
Cosa che puntualmente fece. Per incoraggiarla le spedivano dei
dollari per pagarsi le spese. La corrispondenza con loro
continuata fino alla loro morte e anche dopo con i figli Pietro, Tony,
Michele, Isabella e Teresa, figli della zia Anna, e Antonietta e
Melina, figlie della zia Carmela.
Ero la luce dei suoi occhi, il suo bambino bello ed ammirato. Mi
ha dato, con laiuto di mia sorella, una infanzia serena e di questo le
sono molto grato. Ha segnato il mio futuro, tutto sommato fortunato,
per lenergia vitale che mi ha trasmesso. Mi ha dotato anche,
assieme a mio padre, di generosit e senso di gratitudine. Ma era
anche molto severa, rigida, ostinata per non dire testarda, e, nei
limiti della sua istruzione, mi ha educato allordine e alla disciplina.
Spesso mi castigava quando non rispettavo certe regole. Non
potevo ad es. consumare le scarpe giocando con scatole di
metallo! non potevo frequentare altri ragazzi definiti delinquenti
ecc. Negli ultimi tempi, quando la prendevo in giro per le sue lacune
di istruzione commentava:
beato te! se non ti avessi mandato a scuola..!. La scomparsa di
mio padre stata per lei una perdita e un dolore enorme.
E morta a Roma nel novembre del 1981 allet di 86 anni.


1946-1955
La morte di mio padre segn un periodo molto oscuro nella vita di
famiglia. Era il 1946, immediato dopoguerra. Alle difficolt e stenti
della guerra si aggiunsero difficolt economiche relative alla
vedovanza di mia madre. Mia sorella era studentessa del secondo
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liceo. Negli anni successivi si iscrisse alla facolt di Lettere a Bari,
ove si laure. Io ero un bambino, alunno delle elementari.
Ero bravo. La maestra era la signorina Vecchioni. La pi brava della
classe si chiamava Cecilia. Naturalmente mi innamorai di lei!
Il peggio venne quando dovemmo abbandonare lalloggio delle
Ferrovie dello Stato. Alloggio destinato a personale in servizio.
Fummo sistemati in una aula delle scuole elementari della
Stazione. Tanto freddo dinverno senza riscaldamento, cibo scarso
e misurato. Pasta fatta in casa.
Facile da comprendere il grosso disagio di mia madre, con una
figlia signorina ed un bambino piccolo. A quel punto entr in azione
una figura paterna sostitutiva molto importante, lo zio Nicola Pisani,
fratello minore di mio padre. Si fece carico della nostra guida in
sostituzione di mio padre. I suoi figli sono stati quasi nostri fratelli.
Figure ausiliarie o fratelli maggiori sono stati anche i miei cugini sia
da parte di padre che di madre.
Il cugino Nicola Pisani, figlio di Pietro Pisani cugino di mio padre,
stato nostro ospite per tutti gli studi di ginnasio-liceo. vissuto con
noi come un fratello, condividendo tutti i nostri disagi.
Nelle scuole medie inferiori, non sono stato molto brillante negli
studi. Eccellevo soprattutto nelle materie letterarie. In seconda
media fui rimandato ad ottobre in matematica. I numeri sono stati
sempre la mia bestia nera. Per fortuna avevo mia cugina Camilla,
figlia dello zio Nicola, professoressa di matematica molto brava, che
mi dava delle lezioni e con un linguaggio molto semplice e chiaro
riusciva a farmi capire quello che gli insegnanti ufficiali mi
rendevano difficile ed incomprensibile.
Mi iscrissi al Liceo Ginnasio Quinto Orazio Flacco di Potenza.
Tuttora sono molto orgoglioso di avere studiato in questo Liceo, con
ottimi professori, specie di Italiano, Latino e Greco, Storia e
Filosofia, Storia dellArte.
In quinto ginnasio ebbi la mia prima ispirazione verso la psicologia.
Il Prof. Onorati, professore di italiano, era una mente illuminata.
Studiavamo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Il nostro
compito non era quello di fare i comuni riassunti, come si usava, ma
per ogni capitolo dovevamo studiare personaggi e situazioni e
scrivere dieci osservazioni sulla psicologia dei personaggi
inquadrati nella loro epoca storica e nei luoghi in cui si svolgevano
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le vicende. Io ero molto bravo in questo e ho scoperto cosi la mia
vocazione verso la psicologia. A quellepoca avevo gi deciso che,
iscrivendomi alla facolt di Medicina, mi sarei specializzato in
Psichiatria.
Studiavo con interesse anche il Francese, insegnato dal prof.
Infantino, che aveva anche lui la dote di appassionare gli studenti.
Avevo anche, a sostegno del mio interesse per le lingue straniere,
un altro insegnante di Francese che era un mio cugino acquisito, il
prof. Italo Cantore, marito di Rosa Potenza, figlia dello zio Rocco.
Mi ero cosi appassionato che in quinto ginnasio vinsi, ex equo con
un altro studente, un premio della Alliance Francaise.
Al liceo ebbi fior di professori per seriet e rigore professionale.
Oltre alla preparazione avevano anche la passione, lentusiasmo
per linsegnamento e il piacere della trasmissione del sapere.
Ricordo in particolare il prof. Tomasillo, di Latino e Greco. Era un
grosso cultore della materia che riusciva magistralmente a
trasmettere lamore della materia umanistica a noi studenti.
Linteresse per le Scienze Umanistiche stata la base
fondamentale per i miei studi di medicina, psichiatria e
gruppoanalisi.
Il Prof Lichinghi, di Latino e Greco, non stato mio professore, ma
nel Liceo era una istituzione. Era famoso perch, alla luce dei suoi
studi, era un cultore delletimologia greca e latina delle parole delle
lingue moderne. Era anche un appassionato studioso di Quinto
Orazio Flacco, che, confidenzialmente e familiarmente, chiamava il
compare Orazio, di cui ammirava il piacere di vivere e la filosofia
epicurea.
Il Prof. Mancino stato mio professore di Storia dellArte durante i
tre anni di Liceo. A lui debbo la passione, che ho sempre coltivato
per le arti: pittura, scultura ed architettura. Nei primi anni di
universit ho visitato incantato citt come Roma, Firenze, Venezia
ove potevo finalmente vedere ed ammirare dal vivo opere che il
Prof. Mancino ci aveva fatto vivere nellimmaginazione e nella
fantasia come il massimo della creativit umana. Insuperabili, quasi
divine: arte greca, romana, rinascimentale, barocca, moderna.
Il Prof. Riani, di Storia e Filosofia, mi ha trasmesso lamore per i
filosofi, specie i grandi greci: Socrate, Platone, Aristotile ecc.
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Il liceo mi ha offerto unaltra grande occasione, quella di iniziare e
praticare lattivit sportiva con regolarit. Tuttora la pratica sportiva
ha un ruolo fondamentale nella mia vita. Il Prof De Sopo, di
Educazione Fisica, mi selezion per praticare il lancio del disco. Mi
stimol e mi convinse a praticare allenamenti
continui. Mi allenavo allo stadio Viviani di Potenza
anche destate. In terza liceo partecipai come
discobolo del Liceo Classico e vinsi una medaglia
doro e una dargento ai campionati studenteschi.
Avevo 18 anni e lascio immaginare quanto
orgoglio e compiacimento cera nel salire sul podio
e ricevere le medaglie. Nelle tribune, piene di
studenti, cerano anche le ragazze da cui
desideravamo essere ammirati e per le quali
anche gareggiavamo!Poi il discobolo rientrava
perfettamente nellimmaginario dellarte classica!

Alla fine dei miei studi universitari ho ripreso a praticare vari sport:
tennis, ciclismo, sci. Tuttora pratico, sia pure in maniera molto
ridotta, alcune di queste attivit, specie la ginnastica iniziata a
praticare con il Prof. De Sopo.
Alla maturit non fui molto brillante. Fui rimandato in due materie
alla sessione autunnale in cui me la cavai definitivamente. Sia al
liceo che alluniversit non sono stato proprio eccezionale. Me la
sono sempre cavata in maniera da superare prove ed esami. Solo
in alcune materie sono stato pi brillante: Italiano,Latino e Greco,
Storia e Filosofia e Storia dellArte. Avevo un buon rendimento ma
non sono stato mai il primo della classe. Invece dopo la laurea in
Medicina e la specializzazione in Neurologia e Psichiatria
cominciata la mia ascesa che ha avuto il suo culmine
nellaffermazione nella Gruppoanalisi, specialmente in ambito
internazionale. Affermazione e riconoscimenti tuttora in crescita.




1956-1962
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Dopo la maturit classica, avendo deciso di laurearmi in Medicina
con lobbiettivo di specializzarmi in Psichiatria, dovevo scegliere la
sede universitaria. Le sedi pi vicine a Potenza erano Napoli e Bari
ove gli studenti della Lucania si recavano per tradizione. La scelta
definitiva di iscrivermi allUniversit di Roma avvenne per seguire il
mio compagno di scuola Imperio Napolitano, che si era iscritto a
Roma alla facolt di Giurisprudenza. Penso tuttora che non potevo
fare una scelta pi felice. Ancora una volta fu determinante
lincoraggiamento ed il sostegno morale ed economico da parte di
mia sorella Carmela. Mia sorella ha finanziato tutto il mio corso di
laurea e parte di quello di specializzazione; stata per me un
riferimento costante di sicurezza ed affidamento indiscusso nei
momenti di maggiore difficolt.
Dopo liscrizione, partimmo insieme alla volta di Roma. Trovammo
una pensione in via Napoleone III ed a novembre iniziai il corso
universitario di Medicina. Avevo 18 anni, avevo lasciato la piccola
citt di provincia e mi trovavo allimprovviso nella citt tentacolare.
Il clima della pensione era tuttaltro che familiare, era impersonale e
freddo e non vedevo lora che arrivassero le vacanze di Natale per
tornare a casa. Ma nello stesso tempo la piccola citt di provincia
mi stava stretta. Avevo un grande desiderio di allargare gli
orizzonti e di coltivare una specie di missione, iniziata da mio padre
e da lui moralmente affidatami, quella del riscatto e dellascesa
familiare e personale nella scala e nel rango sociale. Dovevo
diventare medico, come il medico di condotta di Trivigno, che era
laspirazione di mio padre e, possibilmente, professore universitario
come mia ambizione personale. Meta, questultima, che mi
sembrava irraggiungibile. A quellepoca nella facolt di Medicina
insegnavano fior di maestri di fama nazionale ed internazionale.
Una specie di divinit irraggiungibili!
Al ritorno dalle vacanze di Natale trovai ospitalit presso una
famiglia, la famiglia di Vittorio Beggiato e sua moglie Maria, ai quali
sono rimasto molto affezionato e grato. Mi avevano aiutato a
trovare questa sistemazione un collega di corso, Giovanni Izzi e
suo cugino Virgilio Ricci. Il clima era molto familiare e compensava
molto la lontananza dalla mia famiglia. In quegli anni iniziata
anche una profonda amicizia che dura tuttora con Vittorio Stinchelli
e sua moglie Iole. Con Vittorio ho condiviso laffitto di una camera
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per circa due anni. Sono rimasto nella famiglia Beggiato per tutto il
corso universitario e la scuola di specializzazione
A partire dal primo anno di corso mi sono innamorato di Roma e
gi nel mese di febbraio decisi che non sarei pi tornato a Potenza.
La facolt di Medicina mi si present tuttaltro che facile. Mi ero per
appassionato allo studio dellAnatomia insegnata dal Prof.Vincenzo
Virno che era il professore che per tradizione accoglieva le
matricole del primo anno. Familiarmente lo chiamavamo padre
Virno. Con lui fui brillante e allesame meritai il 30. Frequentavamo
il laboratorio di osteoartromiologia, che era un po lambiente di
iniziazione. Il tecnico Sardelletti era una specie di divinit
suprema. Tutti ad ascoltarlo come se fosse un profeta che ci
iniziava ad arti segrete e magiche..!
Purtoppo i dolori sono cominciati con lesame di fisica. Il titolare era
il Prof. Ageno grande esperto della materia, scienziato di chiara
fama, di assoluta seriet e rigore. Era il terrore di noi studenti. Se
non eravamo preparati eravamo bocciati inesorabilmente. Qualcuno
ha ripetuto lesame anche diverse volte. Io che venivo da studi
classici avevo enorme difficolt ad apprendere una materia
strettamente scientifica. Ritardai di un anno lesame. Lo superai,
con un misero 22, al! primo tentativo! Per me fu una gioia
immensa come se avessi preso la lode.
In quel periodo feci amicizia con altri studenti. Ero particolarmente
legato ad Almerico Solitro, mio grande amico, perduto purtroppo
per un incidente stradale molti anni fa. Conservo una profonda
amicizia con Piergiulio Milza, un altro compagno di scuola, con il
quale tuttora gioco, quando possibile, al tennis.
Al quarto anno mi sono imbattuto in un altro terribile scoglio:
lesame di patologia medica. Il titolare era il prof. Cataldo Cassano,
il quale, circondato da terribili aiuti, era un altro terrore degli
studenti. Studiavamo ma spesso allesame le domande vertevano
sul contenuto di lavori di cui si era parlato durante le lezioni. Ho
rinviato a lungo lesame. Il giorno in cui mi sono deciso, mentre mi
recavo al Policlinico le campane della chiesa suonavano a morto...!
Era una specie di giorno del giudizio ed il mio stato danimo era
quello di un condannato a morte. Incredibile a dirsi fui uno dei pochi
a superare la prova preliminare, circondato da un numero notevole
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di colleghi eliminati. Superai lesame finale con un voto basso, ma
ancora una volta era come se mi avessero dato la lode.
Al quarto anno di corso iniziai a frequentare come studente interno
la divisione di Medicina dellOspedale S. Giovanni in Roma, diretta
dal prof. Raffaello Liberti. Vi rimasi per tre anni fino al
conseguimento della laurea. Il relatore fu proprio il prof. Liberti con
il quale discussi la tesi: La dimetilbiguanide nel trattamento del
diabete mellito.
Lesperienza nella divisione di Medicina di questo ospedale stata
determinante. Sotto la guida del Prof Liberti e dei suoi aiuti ed
assistenti ho appreso le basi fondamentali della medicina:
lanamnesi , la semeiotica, lesame obbiettivo, la diagnosi, la
diagnosi differenziale e la prognosi. In pi, e ancora pi
determinante, la mentalit clinica che tuttora mi illumina perfino nei
trattamenti pi squisitamente psicoterapici ed analitici.
Al quinto e sesto anno della facolt ho incontrato unaltra figura
carismatica, il Prof. Luigi Condorelli. Era una Divinit. La lezione
talora cominciava con una specie di vestizione. Un bidello gli
toglieva la giacca e lo aiutava ad indossare il camice in maniera
solenne! La lezione si trasformava in una specie di cerimonia
religiosa!ed era di un livello molto alto. Veniva presentato il caso
clinico e discusso nella diagnostica differenziale, con una assoluta
semplicit e chiarezza esplicativa. Oltre che un grande medico il
Prof. Condorelli era anche un grande professore. Lo ricordo con
nostalgia. Aveva una grande cultura ed era un appassionato della
medicina ed in particolare della cardiologia. Non amava molto gli
strumenti tecnici moderni e o li considerava utili solo dopo avere
approfondito una visione dinsieme del malato nei suoi aspetti fisici
e psicologici. Partiva dal presupposto, che condivido
assolutamente, che unanamnesi accurata ed un esame obbiettivo
molto attento ed approfondito portano gi di per s alla diagnosi o
molto vicino ad essa. Era un fermo sostenitore del rapporto medico
paziente e dellimportanza della vicinanza umana alluomo che
soffre.
Lesame con lui era una vicenda tragicomica. Esigeva una assoluta
preparazione ed un ragionamento clinico essenziale. Era
inesorabile e lesame si traduceva in una specie di eliminazione
davanti ad un !plotone desecuzione!
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In genere cominciava con estrema calma, poi, man mano che gli
studenti non corrispondevano alle sue aspettative, montava la sua
collera . Talora la collera si traduceva in congestione del viso e
lancio di tremende invettive tipo: tu non sei un medico, sei un
pericolo pubblico!! La tragedia si leggeva sul volto degli studenti!
Io me la cavai con un 28/30, ma lesame lo sostenni con uno dei
suoi aiuti!
Unaltra figura importante stato il Prof. Pietro Valdoni, grande
chirurgo, anche lui figura carismatica. Ricordo le splendide riunioni
in cui venivano presentati i casi clinici, con unampia discussione
cui partecipavano radiologi, anestesisti, internisti, colleghi che
venivano anche dallesterno e noi studenti. Eravamo affascinati da
tanta Sapienza e demoralizzati al pensiero che noi non avremmo
mai raggiunto tali mete!

Al terzo anno della facolt di medicina, il 19 marzo 1958, si
verificato lavvenimento fondamentale della mia vita. Ho conosciuto
Antonina Calvisi, che preferisce farsi chiamare Nina, divenuta
successivamente mia moglie.


Nina

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Era il giorno di S. Giuseppe. Con un mio cugino Rocco DellOrco,
una mia lontana parente, Rori Blescia e una sua amica, appunto
Nina Calvisi, uscimmo a passeggio per Roma.
Doveva essere un semplice incontro, tuttal pi un flirt. Invece
cominciammo a frequentarci e gradualmente il legame divenuto
sempre pi stretto e profondo.
Nina era una bella ragazza, molto intelligente, ma soprattutto
dotata di un calore umano ed una affettivit straordinaria. Aveva gli
occhi azzurri molto belli ed un sorriso dolcissimo che mi incantava.
Fin dallinizio mi ha amato alla follia, cosa che non ha smesso di
fare per tutto il resto della vita. Gradualmente ho riflettuto che era
una grande occasione, forse lunica, di incontrare una donna di
sentimenti cosi belli e dolcissimi, occasione da non perdere
assolutamente. Nel tempo Nina si dimostrata non solo molto
intelligente, ma anche dotata di una grande modestia. Si sempre
mantenuta in secondo piano ed ha sempre assecondato le mie
iniziative, anche non condivise. Molto spesso stata la mia musa
ispiratrice.
Insomma lamore sbocci. Passammo delle splendide giornate in
giro per Roma ed al mare. Ma il ricordo pi bello quello delle gite
a Tivoli a Villa dEste in unatmosfera di sogno. E, una sera
destate, alle Terme di Caracalla dove si rappresentava lAida.


Rocco e Nina nei giardini di Villa dEste aTivoli

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Nina viveva con lo zio prete, don Carmine Calvisi fratello del
padre, ed una zia, sorella della madre, zia Binetta, dallet di 5
anni. Vivevano a Castelnuovo S. Pio delle Camere, un paesino in
Abruzzo in provincia dellAquila. Portava con s la nostalgia della
madre e nello stesso tempo la semplicit, gli affetti e la cultura con
cui era stata educata nella canonica dello zio.
Quando tornava dal paese aveva un bel colore rosso sulle guance,
le scocche come io le chiamavo, un colorito naturale affascinante
impossibile da imitare artificialmente.
Quando eravamo lontani mi scriveva delle lettere bellissime, che
tuttora conservo. Quella che allinizio doveva essere un semplice
flirt si trasform cosi gradualmente in un amore che durato tutta
la vita.



1963-1974
Nel 1963, dopo la laurea conseguita con un voto non troppo
brillante nel 1962, mi sono iscritto alla Scuola di Specializzazione in
Neurologia e Psichiatria dellUniversit degli Studi di Roma La
Sapienza. Il direttore della scuola era il Prof. Mario Gozzano,
persona severa e rigorosa. Lo chiamavano il sergente
piemontese. Si diceva che fosse essenzialmente un neurologo, ed,
in effetti, era un neurologo clinico. Gran parte delle lezioni le faceva
lui di persona con la presentazione e la discussione di casi clinici in
aula. Aveva una buona preparazione anche in psichiatria ed il
pregio di una notevole chiarezza espositiva. Ha scritto un
Compendio di Psichiatria semplice e chiaro, sottovalutato ma pi
volte ristampato, sul quale molte generazioni di psichiatri si sono
formate.
Il primo anno di specializzazione lho trascorso nel reparto di
neurologia diretto dal Prof. Aldo Laterza, che ricordo con simpatia. I
miei interessi sono sempre stati per la Psichiatria, ma la formazione
neurologica con Aldo Laterza e Mario Gozzano stata per me
fondamentale. Oggi si parla tanto di Neuroscienze e si ignora che la
nostra formazione psichiatrica stata improntata alle Neuroscienze.
Personalmente ritengo un errore la successiva separazione tra la
Neurologia e la Psichiatria.
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Al secondo anno di specializzazione, nel 1964, sono stato
assegnato al reparto di Accettazione Psichiatrica Uomini, diretto dal
Prof. Guido Argenta. In questo reparto sono rimasto, dopo la
specializzazione, fino al 1974. Il reparto era lantesignano degli
attuali Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura.
Era collegato con il reparto di psichiatria di breve e media degenza,
diretto dal Prof. Sebastiano Fiume, per il settore maschile. In questo
reparto prestava servizio, o frequentava, la cremadella Scuola
Romana di Psichiatria rappresentata dagli allievi dei Professori
Ugo Cerletti e Lucio Bini. Ne facevano parte, oltre al Prof. Fiume, I
Professori Bruno Callieri, Gianfranco Tedeschi, Luigi Frighi, Isidoro
Tolentino, Ignazio Majore ed altri. A volte erano presenti anche i
Professori Lucio Bini, Tullio Bazzi e Ferdinando Accornero. La visita
cominciava al mattino e spesso finiva oltre le dodici. Ogni paziente
rappresentava uno spunto di discussione dai vari punti di vista:
biologico,socio-culturale, fenomenologico, filosofico, psicoanalitico
freudiano e junghiano ecc.
Quasi mai si trovava un accordo e la discussione finiva spesso con
grosse litigate..!
Ma il clima era quello di simposi scientifici quotidiani di alto livello.
Noi allievi specializzandi pendevamo dalle labbra di questi maestri
ed il nostro stato danimo era che non avremmo mai raggiunto simili
altezze! Ovviamente cera tanta idealizzazione, ma le basi
formative che ci hanno trasmesso sono state certamente di alto
livello.
Durante il primo anno di specializzazione cominciai a lavorare
prima come sostituto e poi come assistente nella Casa di Cura
Castello della Quiete di cui era Direttore il Prof Ferdinando
Accornero, che era stato uno degli aiuti del Prof. Ugo Cerletti e
testimone oculare del primo trattamento con Elettroshock. Ho fatto
appena in tempo a conoscere il Prof. Cerletti, prima della sua
morte, mentre lavoravo al Castello della Quiete.
Il Prof Accornero era un gran signore, ci offriva la possibilit di
guadagnare qualcosa per sbarcare il lunario, ci insegnava e ci
trattava con molto rispetto ed amicizia. Ricordo con nostalgia e
affetto il Castello della Quiete in cui ho conosciuto molte persone:
con Anna Ortu, Mario Pintucci , Rino Torrenti e Carlo Schanzer
sono rimasto a lungo molto legato. Con il collega Marcello Muscar
19
e sua moglie Lida Berardi, recentemente scomparsa, si instaurato
un rapporto di profonda amicizia tuttora in atto. Dal Prof. Accornero,
dal Prof. Argenta e dal Prof. Fiume ho appreso il metodo di
indagine clinica in psichiatria .
Erano i tempi di una psichiatria essenzialmente organicistica. La
terapia di elezione era lElettroshock e cominciavano a comparire i
primi psicofarmaci. LElettroshock stato a lungo il trattamento
sintomatico pi efficace delle Depressioni Endogene e delle fasi
acute della Schizofrenia.
Nel 1963-64 al Castello della Quiete veniva spesso il Prof. Lucio
Bini. Oltre che essere uno scienziato, il Prof Bini era un maestro ed
aveva una enorme cultura in tutti i campi della psichiatria. Ogni
paziente, di cui preparavo lanamnesi, era oggetto di una lezione
privata. Spesso si divertiva a stupirmi con citazioni bibliografiche
di cui mi riferiva la fonte, la pagina e qualche volta anche le! note.
Nella Clinica delle Malattie Nervose e Mentali preparavo talora per
lui i casi clinici da portare a lezione. Purtroppo nellestate del 1964 il
Prof. Vittorio Challiol, aiuto anche lui del Prof. Cerletti, una mattina
venne al Castello della Quiete e ci comunic che il Prof. Lucio Bini,
colpito da infarto del miocardio, era venuto a mancare.
In novembre del 1965 ho conseguito la specializzazione in
Neurologia e Psichiatria, questa volta a pieni voti, discutendo la
tesi: Contributo alla conoscenza della fisiopatologia del Delirium
Tremens. Relatore il Prof Guido Argenta.

Nel 1966 frequentava la nostra Clinica, ove si era anche
specializzato, il prof. Jaime Ondarza Linares, di origine boliviana.
Era stato a Londra ove aveva fatto una formazione in
Gruppoanalisi alla Scuola di S. H. Foulkes. Il Prof. Gozzano gli
dette lincarico di organizzare e praticare la psicoterapia
gruppoanalitica nellambulatorio della Clinica. Ovviamente nessuno
di noi aveva idea di cosa succedesse nella stanza di terapia. Si
creavano le fantasie pi disparate, a colorito suggestivo, sullonda
della moda delle psicoterapie di gruppo diffuse in America. La
formazione di tutti noi era essenzialmente organicistica. Tutte le
teorie di indirizzo psicologico erano oggetto di svalutazione, se non
di scherno, ovviamente difensivo. Quando non si riusciva in nessun
modo a cavare un ragno dal buco, o nel caso di pazienti difficili ,
20
lindicazione elettiva era quella di affidare il caso ad Ondarza. Il
quale era molto paziente ed aveva la passione della Gruppoanalisi
per cui accoglieva un po tutti, salvo poi a selezionare i pazienti pi
adatti. Ondarza ha avuto il grande merito di avere introdotto la
Gruppoanalisi nella Clinica delle Malattie Nervose e Mentali
dellUniversit di Roma nel 1966.
A quellepoca avevo acquisito gi una grossa esperienza in
psichiatria clinica, sia allUniversit che al Castello della Quiete. Io
ed altri colleghi cominciavamo per ad essere insoddisfatti
dellapproccio esclusivamente organicistico. Era poca cosa, molto
relativo e riduttivo. Anche alla luce degli scambi di idee con
psicoanalisti freudiani, tra cui Isidoro Tolentino, Roberto
Tagliacozzo, Ignazio Majore, e junghiani, primo di tutti Gianfranco
Tedeschi, cominciavamo a capire che la Psichiatria un campo
molto vasto che va al di l di puri fattori biologici: genetici, esogeni
tossici, chimici, endocrini ecc.( che pure hanno la loro grande
importanza in una visione integrata ). I disturbi psichici hanno una
etiologia multifattoriale. Trascurare gli aspetti psicologici individuali,
familiari e sociali, la cultura del gruppo di appartenenza, significa
ignorare che la psichiatria una branca della medicina che allarga
le sue conoscenze verso la psicologia, la psicoanalisi,
lantropologia, le altre scienze, la filosofia, le arti ecc.
Cominciavo a prendere in considerazione lidea di sottopormi ad
una formazione psicoanalitica. Il problema era che questa
formazione, con lalta frequenza delle sedute settimanali, costituiva
una spesa notevole che non ero in grado di affrontare. A me ed altri
colleghi venne in mente di chiedere a J. Ondarza di fare con lui la
formazione in Gruppoanalisi. Mai occasione, o destino, fu pi
propizia! Avevo intrapreso a lume di naso la strada che mi era pi
congeniale, che stata artefice della mia maturazione personale,
professionale e dei miei pi grossi successi scientifici, specie in
campo internazionale.
Ondarza accett. Con seriet, rigore e passione cre nel 1973 un
gruppo analitico didattico di cui facevamo parte io, altri colleghi
psichiatri , alcuni psicologi, un sacerdote messicano ed un
seminarista spagnolo.
Naturalmente nessuno di noi aveva voglia di esporsi. Tutti
aspiravamo a carpire i segreti di Ondarza ed a scimmiottare la sua
21
conduzione. Le sedute spesso si traducevano in lunghi silenzi, che
talora duravano per lintera seduta. Quasi sempre ci si incontrava
alla Birreria Viennese per la cena post seduta. Il gruppo
allimprovviso si animava, ritrovava la parola, con scherzi,
barzellette, storie amene, pettegolezzi ecc! Cercavamo in tutte le
maniere di coinvolgere Ondarza in questi incontri difensivi. Ma
Ondarza, con splendido distacco, non si lasciava blandire dai nostri
tentativi. Ha sempre mantenuto un rigoroso atteggiamento analitico
e condotto lanalisi con grande competenza e seriet.
Spesso accadevano episodi cosiddetti di confine. Una delle
partecipanti aveva un fidanzato geloso, il quale fantasticava che
allinterno della stanza delle sedute avvenissero festini e giochi
sessuali di gruppo ecc. Nel corso di una seduta ci fu una scossa di
terremoto. Caddero dei quadri dalle pareti facendo un gran
fracasso. Nessuno pens al terremoto, ma tutti, con gran paura,
immaginammo che fosse entrato il fidanzato della collega per fare
giustizia sommaria!
Lanalisi dur molti anni, seguita da due anni di osservazione di un
gruppo, con sedute settimanali di supervisione gruppoanalitica, e
da due anni di coconduzione con supervisione mensile. Divenni
cosi un Gruppoanalista della Scuola di S.H. Foulkes.

Il 23 settembre del 1967 io e Nina ci siamo sposati.
Io guadagnavo poco, Nina aveva una supplenza nelle scuole. Non
volevo rinunciare alla carriera universitaria ed il guadagno quasi
sicuro di Nina era una specie di garanzia di sopravvivenza. Nina
era disposta a qualsiasi sacrificio pur di assecondarmi nel
raggiungimento delle mie mete. Vivevamo con il suo stipendio,
con quello che guadagnavo io al Castello della Quiete ed un po di
libera professione che riuscivo a fare. In aggiunta mia sorella
Carmela ancora una volta era venuta in aiuto ospitandoci nella sua
casa di Roma.
Nel 1970 abbiamo comprato con pochi risparmi ed un prestito dei
cugini Luigi e Michele Miraglia la casa ove abitiamo tuttora. Luigi e
Michele ci rassicurarono tantissimo con il loro prestito. Luigi
lavorava in Venezuela, ove era emigrato. Sua moglie Maria, fece
da tramite e si adoper moltissimo in quella occasione.
Conserviamo nei loro confronti una notevole gratitudine.
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Nel 1971 Lassessore alla Sanit della provincia di Latina Osvaldo
Occhi mi chiam a prestare servizio presso il Centro di Igiene
Mentale della Provincia, con un contratto ambulatoriale a tempo
determinato. Gli sono molto grato perch la mia scelta avvenuta
solo in base alla esperienza ed ai titoli da me acquisiti. Dirigeva il
Centro il dott. Giovanni Inzerilli, con il quale ho lavorato in perfetto
accordo e collaborazione fino al 1979, occupandomi dei pazienti
adulti che venivano man mano dimessi dagli Ospedali Psichiatrici.
Ho vinto anche un concorso per un posto di psichiatria per adulti
nella provincia di Latina. Ma nel 1977 sono risultato vincitore del
concorso per un posto di Assistente Ordinario nella Clinica
Neurologica dellUniversit di Roma ed ho rinunciato al posto di
Latina.

Nel 1968 nata Angela, nel 1969 nata Francesca e nel 1974
nata Annalisa. Sono belle, intelligenti. Hanno un po il carattere del
padre, ma rassomigliano per gli affetti sopratutto alla madre. Sono
state tutte e tre molto brave a scuola.


Francesca, Angela, Annalisa

Angela si laureata in Medicina e si specializzata in Neurologia
ed in Psicologia Clinica. Ha fatto anche una formazione in analisi
individuale e di gruppo.
Francesca si laureata in Architettura. Ha preferito andare a
lavorare allestero. Vive e lavora da architetto a Parigi.
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Annalisa si laureata in Ingegneria. Si sposata nel 2008 con
Duccio Righetti. Vive e lavora da ingegnere a Roma.

Nel 1968 il Prof. Gozzano and in pensione. Dopo un interregno di
circa un anno, nel 1970 stato chiamato a ricoprire la cattedra di
Clinica delle Malattie Nervose e Mentali il Prof. Cornelio Fazio,
proveniente dalla direzione della Clinica di Genova. Come tutti i
precari di quellepoca ( eravamo Assistenti Volontari) avevamo il
grosso timore che con la venuta del nuovo Direttore, per noi non ci
sarebbe stata alcuna possibilit di continuare la carriera
universitaria.
Il Prof. Fazio aveva per il grandissimo pregio di selezionare allievi
e collaboratori in base ai meriti ed alle capacit personali, a
prescindere dagli indirizzi e scuole di provenienza.

1974-1980
Nellautunno del 1974 il Prof. Fazio mi nomin Responsabile
dellAmbulatorio Neuropsichiatrico della Clinica. LAmbulatorio
era affollato da tanti pazienti, neurologici e psichiatrici.
Regnava una confusione ed un caos sovrani, una completa
disorganizzazione. Tutte le mattine un numero notevole di pazienti
si accalcava davanti alla porta del Prof. Fazio, urlando e
protestando per il disservizio.
Ero un relativamente giovane Assistente Volontario. La nomina mi
stup, pensai che fosse una presa in giro e che il Prof. Fazio
volesse liberarsi di me in questa maniera. Avrei dovuto dirigere un
Servizio che assisteva un numero notevole di pazienti e dare
disposizioni ad Aiuti ed Assistenti, alcuni dei quali in procinto di
diventare Professori Ordinari! Protestai energicamente con il Prof.
Fazio, invitandolo, qualora avesse voluto liberarsi di me, a farlo
apertamente. Si trattava, al contrario, di una manifestazione di
grande stima, come mi fu calorosamente ribadito e come ho potuto
constatare in seguito. Era una scelta di persona qualificata, giovane
e desiderosa di affermarsi, come il Prof. Fazio era solito fare gi
quando dirigeva la Clinica di Genova.
Non avevo scelta, dovevo lasciare il reparto di Accettazione
Psichiatrica, dove avevo lavorato per 10 anni, contenendo tutto il
dispiacere che questa separazione comportava.
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Furono mesi terribili quelli iniziali. Tutti ritenevano che io fossi un
uomo di paglia, destinato a fare da capro espiatorio di tutte le
gravi lacune che il servizio allora presentava: messo li a ricoprire
una funzione di apparenza e senza alcun potere. Cerano colleghi
che dichiaravano di avere un compito pi importante da svolgere:
andare al CNR, fare esperimenti, fare lezione ecc. Qualcuno
voleva solo visite neurologiche, qualche altro solo visite
psichiatriche. Morale della favola mi ritrovavo tutte le mattine con
tanti pazienti che solo io dovevo visitare! La caposala era la pi
inferocita. In presenza mia e dei pazienti urlava: Voglio un
Caporeparto!!Lunico collega che mi aiut sostanzialmente in
quella situazione fu il Prof. Filippo De Romanis, al quale sono
rimasto sempre grato.
Nel 1974-75 le visite ambulatoriali venivano effettuate nei locali
della vecchia Accettazione Psichiatrica Uomini, successivamente
entrati a far parte della Neurochirurgia. Erano locali di fortuna in cui
i pi titolati sceglievano le stanze migliori. A me tocc
naturalmente!lantibagno, che in passato serviva come
spogliatoio del personale ausiliario!
Studiai la situazione ed i!miei uomini; dopo di che presi le mie
misure. Decisi di fare, con il sostegno del Prof. Fazio, il Capo e di
dare disposizioni e linee guida indiscutibili (pena lesonero
dallattivit ambulatoriale): prenotazioni obbligatorie, assegnazione
delle visite ai vari medici in base alla competenza specifica,
creazione di ambulatori specifici per le varie patologie (Disturbi
Vascolari, Parkinson e Disturbi Extrapiramidali, Epilessia, Cefalee,
Disturbi Psichiatrici e Psicosomatici, Psicoterapia Gruppoanalitica
ecc), ristrutturazione dei locali e delle suppellettili a disposizione
ecc. Gli ambulatori specifici sono tuttora in funzione nel
Dipartimento, almeno per quanto riguarda le branche strettamente
neurologiche.
Mi resi subito conto che il Prof. Fazio faceva sul serio: cera bisogno
di una persona esperta che si impegnasse seriamente nel far
funzionare il Servizio, allepoca svalutato rispetto ai reparti di
degenza. Il Prof. Fazio aveva avuto lintuizione dellenorme
importanza che nel futuro avrebbero avuto i trattamenti
ambulatoriali ed i Day Hospitals a scapito dei reparti di degenza.
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Erano in costruzione i padiglioni prefabbricati nel cortile della
Clinica destinati agli ambulatori.Ogni titolare di cattedra aveva la
pretesa di occuparne una parte. In realt i locali erano destinati alla
cattedra del Prof. Fazio che lasciava i vecchi locali dellAccettazione
Psichiatrica alla Neurochirurgia. Cerano grosse difficolt
burocratiche, per superare le quali c voluto molto impegno anche
da parte mia. Alla fine il nuovo Ambulatorio ci fu assegnato. Nel
1976, il Prof. Fazio, io ed il Signor Michele Venditti, ausiliario e
portiere della Clinica delle Malattie Nervose e Mentali, andammo a
prendere possesso dei locali che ci erano stati assegnati.
Successivamente, incontrando il Prof. Fazio, il Signor Michele
Venditti si rivolse confidenzialmente a lui e gli chiese: Prof. Fazio
quand che si prende un p pi cura anche del Prof. Pisani? Il
Prof Fazio rispose: presto! presto!

Sono infinitamente grato al Prof. Fazio che mi ha scelto a ricoprire
un ruolo molto importante e difficile ed ha valorizzato la mia opera
scientifica, didattica ed assistenziale. Mi ha sempre protetto e
sostenuto. In una occasione gli espressi il dubbio che, svolgendo io
unattivit prevalentemente psichiatrica, non fossi la persona pi
adatta a dirigere un ambulatorio del Dipartimento di Scienze
Neurologiche. La risposta secca fu: continui a fare quello che Lei
sa fare!.
In breve le prestazioni ambulatoriali sono migliorate fino a
raggiungere un alto livello quantitativo e qualitativo nel giro di pochi
anni.
Sono particolarmente grato ai miei collaboratori, che mi hanno
aiutato materialmente e sostenuto moralmente: Impero Caterini,
infermiere caposala, Angela Talamonti, infermiera caposala, Filippo
Frioni e Giancarlo Costa, personale ausiliario.
Nel 1977, risultato vincitore del relativo concorso, sono diventato
Assistente Ordinario e Docente nel Dipartimento di Scienze
Neurologiche dellUniversit La Sapienza di Roma. Nel 1980
venuta la nomina di Aiuto e la conferma ufficiale di Responsabile
dellAmbulatorio Neuropsichiatrico del Dipartimento.
Nel settembre del 1979, anche per festeggiare il titolo universitario
conseguito, partimmo in vacanza per Bolzano e le Dolomiti io, Nina,
Angela e Francesca. Annalisa aveva 5 anni e decidemmo di
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lasciarla a Roma con Antonietta, la tata delle figlie. Ci rimase male
e per consolarla le dicemmo che da grande la avremmo portata a
Vienna!

Nel 1980 Il Prof. Fazio and in pensione. Andai a salutarlo con mia
moglie. Mi strinse calorosamente la mano e mi disse: Pisani mi
dispiace di averLa conosciuta tardi perch Lei meritava di diventare
professore ordinario! Gli risposi che aveva fatto gi tanto per me
valorizzandomi in base ai miei meriti ed alle mie capacit e che gli
sarei rimasto sempre grato.
Nel corso degli anni successivi ho mantenuto un buon rapporto di
amicizia con lui e con sua moglie Lore. La Signora Lore Fazio era
una Gran Signora. Era una persona dotata di grande intelligenza,
saggezza e modestia. In occasione dei suoi 90 anni scrisse una
lettera magistrale sulla gratitudine. Ne riporto un brano:

La gratitudine un sentimento che fa riflettere, che esprime
ottimismo e stima delle cose positive del vissuto, che impedisce di
dimenticare, che stabilisce legami, che esalta sacrifici, affetti,
insegnamenti, che dimensiona orgoglio, presunzione e indifferenza,
che aiuta a capire e tollerare, che contrario al cinismo e
allarroganza: un atto damore ( Lore Fazio 8 giugno 2004).


1980-1985
Alla fine degli anni 70, come noto, la Psichiatria fu separata dalla
Neurologia. A mio avviso questa separazione stata un fatto
negativo. In questi ultimi tempi non si fa altro che parlare di
Neuroscienze correlate alla Psichiatria, alla Psicoanalisi ed alla
Gruppoanalisi. E una specie di riscoperta delluovo di Colombo!
Io, in ogni caso, ho continuato a dirigere lAmbulatorio tradizionale
di Neurologia e Psichiatria.
La scissione comport la fine del Servizio di Psicoterapia della
vecchia Clinica delle Malattie Nervose e Mentali.
Mi sento in dovere di ricordare che il Servizio di Psicoterapia fu
creato negli anni 60 dal Prof. Gianfranco Tedeschi, ben noto
analista junghiano, in tempi estremamente difficili per la
psicoterapia. Erano gli anni di uno stretto organicismo imperante
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negli ambienti accademici. Gianfranco Tedeschi ebbe il coraggio di
organizzare questo servizio, di aprirlo anche a psicoterapeuti di altri
indirizzi, riuscendo cosi a fornire, negli anni 60-70, assistenza ad
un numero elevato di pazienti.
Al momento della scissione Tedeschi lasci la Clinica. Decisi allora
di portare nellAmbulatorio Neuropsichiatrico ci che del Servizio di
Psicoterapia rimaneva: la Psicoterapia Gruppoanalitica.
La Gruppoanalisi, era stata introdotta, come gi detto, in Clinica da
J. Ondarza Linares nel 1966. Nel 1981 Ondarza si ritir e mi lasci
la conduzione del gruppo storico da lui iniziato e di cui sono stato
coterapeuta prima del suo ritiro. A partire da quel momento ho
continuato a condurre da solo il Gruppo Analitico Piccolo (Small
Group di S.H. Foulkes) fino al 1991, quando ho deciso di iniziare
lesperienza con il Gruppo Analitico Intermedio (Median Group di P.
de Mar). Ho condotto il Gruppo intermedio, con sedute settimanali,
dal 1991 fino al 2004 quando sono andato in pensione
dallUniversit. Le sedute del Gruppo Intermedio sono state,
registrate e trascritte dai miei allievi e raccolte in 19 volumi.
Ho portato cosi con me nellAmbulatorio le due anime: quella
biologica e quella psicoterapeutica.
Con il crescere del livello assistenziale ho sentito forte il bisogno di
dare unimpronta ancora pi scientifica e didattica allattivit,
favorita dalla presenza di psicologi frequentatori alla ricerca di una
formazione clinica.
Verso la fine degli anni 80 sorta cosi lidea di organizzare
Seminari, a frequenza settimanale, sulla falsariga di quelli che
Gianfranco Tedeschi organizzava in Clinica il mercoled. A questi
seminari ho dato limpronta di integrazione bio-psico-sociale in base
ai concetti gruppoanalitici di S.H. Foulkes: la vita psichica ed i
relativi disturbi sono lespressione di una unitariet che pu essere
scissa solo ricorrendo allastrazione. Ci che psichico o sociale
allo stesso tempo profondamente biologico e viceversa.
Seguendo il principio che la vita mentale un tutto che non pu
essere scisso, se non per approfondire un particolare settore
rispetto agli altri, si sono alternati vari seminari. Di volta in volta
hanno dato il loro contributo biologi, antropologi, psichiatri,
psicoanalisti di vari indirizzi, gruppoanalisti ecc in uno spirito di
integrazione e didattica interdisciplinare.
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Ho avuto il piacere di avere come ospiti anche antropologi culturali
e letterati. Il loro contributo stato particolarmente significativo,
tenuto conto dellimportanza che lapproccio psicoanalitico ha
sempre dato a riti, usi, costumi, folklore, letteratura ecc.
Il successo dei seminari dovuto alla collaborazione attiva di molti
colleghi ed ai validi interventi di gran parte dei relatori ai quali debbo
stima e riconoscenza.
Una citazione particolare dovuta alla Dott.ssa Helen Schur che
con il suo seminario ci ha onorato di una testimonianza unica
relativa alla vita di Freud ed alle relazioni tra Freud e Max Schur,
suo marito e medico di Freud.
Citazione particolare dovuta al Prof J. Shaked di Vienna e alla
Dott.ssa Partenope Bion, figlia di W. Bion, invitata dal dott. Mario
Giamp. Partenope ha tenuto due splendidi seminari. Ai Prof.
Eduard Klain e Niko Zurak, dellUniversit di Zagabria, dobbiamo
un seminario molto importante sulla teoria della pulsione di morte
di Freud ed il concetto di morte programmata (apoptosi).
Un ricordo particolare va alla Signora Anna Maria Vivona Domino,
professoressa di Lettere, oggi scomparsa. Ha affrontato il tema
della comunicazione attraverso il linguaggio dal punto di vista
letterario. Nel suo primo seminario ha illustrato come la confusione
e la pluralit delle lingue (Torre di Babele) attinga di fatto ad un atto
di superbia, quello del gigante Nembrot, personaggio biblico: il
narcisismo alla base della mancata comunicazione relazionale e,
viceversa, la mancanza di relazione e comunicazione spinge
allisolamento narcisistico. Il secondo seminario stato tutto
centrato sul dialogo, lo strumento per eccellenza di superamento
delle barriere narcisistiche: Dal civile confronto delle idee scaturir
il vero (A.M. Vivona). Concetti chiave in Gruppoanalisi ed in
particolare nel Gruppo Intermedio di P. de Mar.
La Dott.ssa Maria Antonia Ferrante, la Dott.ssa Anna Maria
Meoni, il Dott. Domenico Surianello e la Dott.ssa Marirosa Franco
mi hanno aiutato nella organizzazione e nella conduzione dei
seminari. La Signora Pina Meoni stata una partecipante molto
attiva e assidua. Ha contribuito con la sua presenza ed il sostegno
morale e materiale al loro successo.
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Al Prof. Luciano Palagi, clinico medico e cardiologo di chiara fama,
debbo il motto che tuttora contraddistingue i miei seminari: Vengo
ai Seminari per il piacere di pensare.
Nel mese di ottobre del 2004, per raggiunti limiti di et, sono stato
collocato a riposo dallattivit universitaria. Avrei voluto continuare i
seminari sotto forma di Insegnamento Libero nel Dipartimento, ma
mi fu obbiettato che non era pi possibile. Alcuni di questi seminari
sono stati pubblicati nel sito:
www.psychomedia.it/neuro-amp
A partire da quel momento i seminari si tengono tuttora
annualmente nella sede delle Edizioni Universitarie Romane, che
pubblica i miei libri. Sono molto grato al Prof. Gianvittorio Pallai e a
sua moglie Dott.ssa Fernanda Conti Pallai che con molta
gentilezza e generosit ha accettato di ospitarci.
www.psychomedia.it/neuro-snp il sito in cui sono pubblicati
attualmente i seminari.
Il seminario da me tenuto il 6 giugno 2012 alle Edizioni Universitarie
Romane su: Larte della conduzione in Gruppoanalisi sar
allegato nel sito.

Lanno 1984 segna una svolta molto importante nella mia vita e
nella mia carriera scientifica.
Un po come era successo quando decisi di partire da Potenza,
sentivo un gran bisogno di allargare i miei orizzonti e di prendere
contatto con gli ambienti internazionali, anche su suggerimento del
Prof. Fazio.
Nellagosto del 1984 si tenne a Zagabria il Simposio Europeo di
Gruppoanalisi, organizzato dal Prof. Eduard Klain , Neuropsichiatra
Psicoanalista e Gruppoanalista. Ero molto emozionato allidea di
andare allestero ed incontrare tante persone importanti della
Societ Internazionale di Gruppoanalisi. Alla fine con mia moglie e
le mie figlie decidemmo di partire, un po per vacanza ed un po per
studio. A quellepoca conoscevo solo alcune parole di inglese per
cui la partecipazione alle conferenze in plenaria, quella alle sedute
dei piccoli gruppi e del gruppo grande fu per me un vero e proprio
supplizio. Mi furono di molto aiuto Romano Fiumara e Joannis
Tsegos. Romano si adoper moltissimo nel tradurre qualcosa per
me e mi present ad alcuni dei pi importanti esponenti della
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Societ, tra cui Malcolm Pines. Joannis mi accolse nel suo gruppo
greco e non mi fece sentire isolato.
Dennis Brown fece una bellissima conferenza su Dialogue for
change.
Rimasi molto colpito dalla chiarezza della conferenza di Eduard
Klain. Commentai tra me: Come parla chiaro questo
collega!inglese!. Naturalmente non sapevo ancora che era croato
e che linglese parlato dai non inglesi molto pi semplice.
Klain diventato successivamente uno dei miei migliori colleghi ed
amici.
Alloggiavamo in un bell albergo di Zagabria, lEsplanade, dove si
svolgeva anche il Simposio. Feci la conoscenza di Elizabeth
Foulkes, vedova di S.H. Foulkes, Dennis Brown, Malcolm Pines,
Terry Lear, Adele Mittwoch, Lise Rafaelsen, Peter Lewis, Werner
Knauss, Joran Ahlin ed altri provenienti dallEuropa e dal resto del
mondo.
LEsplanade era un bellalbergo, allinterno del quale suonavano
musica mitteleuropea. Mia moglie e le mie figlie si divertirono molto.
Romano Fiumara si prodig molto ed offri a mia figlia Annalisa i
cevap-ci-ci, un tipo di carne che si prepara da quelle parti.
Feci amicizia con Peter Lewis, che mostr molta simpatia e
comprensione per le mie difficolt linguistiche.
Latmosfera scientifica del Simposio mi entusiasm
molto:conferenze in plenaria poche e tutte di alto livello. Il Simposio
si svolgeva essenzialmente attraverso lelaborazione,
prevalentemente emotiva, del tema in sedute di gruppi piccoli e nel
gruppo grande. Libera facolt di espressione, partecipazione
autentica e multipla alla discussione. Organizzazione e stile
gruppoanalitici, creati da S.H. Foulkes e dai suoi allievi. Decisi di
prendere definitivamente contatto con La Group Analytic Society di
Londra.
Loccasione propizia era il Winter Workshop della Group Analytic
Society a Londra, fine dicembre 1984 e primi di gennaio 1985. Non
conoscevo affatto le modalit organizzative e di iscrizione. Decisi
comunque di partecipare. Era la prima volta che prendevo un
aereo. Mi accompagnarono mia moglie, le mie figlie e due cugine.
Mi presentai il primo giorno nella sede della Group Analytic Society.
Seguendo le comuni modalit congressuali pensavo che bastasse
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presentarsi , pagare liscrizione e partecipare. Per giunta non
parlavo affatto l inglese! Arrivato in sede mi guardarono tutti come
un extraterrestre. I posti erano solo 70 ed erano stati ampiamente
prenotati fin dal mese di novembre, mese di scadenza delle
prenotazioni. Non riuscivo a farmi capire ed ero in grave imbarazzo.
La segretaria Brenda Ling chiam Elizabeth Foulkes per decidere
il da farsi. Anche Elizabeth non riusci a farsi capire. Chiam Sabina
Strich, collega che parlava un po di italiano, che mi spieg le
modalit di partecipazione. Credo che lespressione del mio viso
fosse talmente patetica che Elizabeth, mossa a compassione, mi
concesse di partecipare solo alla conferenza inaugurale. Entrai in
sala e mi trovai in presenza di partecipanti che venivano da tutte le
parti del mondo. Tutti parlavano inglese ed io mi sentivo lunico!
idiota piovuto chiss da dove. La conferenza la tenne il Dott. David
Clark. David era stato allievo di Foulkes ed uno dei principali
artefici delle Comunit Terapeutiche in Gran Bretagna. Era un
autentico gentleman inglese, purtroppo recentemente scomparso.
Non capii nulla del suo discorso, ma fui molto impressionato e
affascinato dal suo stile, tipicamente British, e dalleleganza del
suo eloquio. Uscii dalla conferenza completamente frustrato. Decisi
che mai pi mi sarei prestato a fare simili figuracce ed appena
tornato a Roma mi iscrissi allo Shenker Institute, ove nel giro di
pochi anni sono riuscito ad imparare quel tanto di inglese sufficiente
per dialogare a livello internazionale.
Non tutti i mali vengono per nuocere!. Non potendo partecipare al
Workshop approfittai della circostanza per godermi la vacanza con i
miei. Il nostro albergo era il Mount Royal, in Oxford Street, vicino
Marble Arch. Al mattino arrivavano i camerieri orientali annunciando
il breakfast, pronunciatobrefest, rimasto talmente impresso nella
nostra mente al punto che spesso confidenzialmente annunciamo
la prima colazione cosi. La main Hall era piena di gente proveniente
da tutte le parti del mondo, una specie di Torre di Babele! Girammo
Londra in lungo ed in largo. Le mie figlie si divertirono un mondo a
salire su una metropolitana e scendere da unaltra. Visitammo
strade e luoghi principali, musei, parlamento, palazzo reale,
Trafalgar Square, Torre con il tesoro ecc. Le strade ed i negozi
erano addobbati per le vacanze di Natale e Capodanno. Una
autentica novit e delizia per i nostri occhi.
32

La Foulkes Lecture, nel maggio 1985, fu tenuta da Pat de Mar.
Cerano pi di 300 persone, disposte in pi circoli. Pat si present
con un pacco di copie della sua conferenza che deposit in un
luogo visibile a tutti. Si colloc in uno dei circoli pi esterni, parl
per circa 10 minuti poi, con sorpresa di molti, comunic che iniziava
il Large Group. Chi voleva conoscere il contenuto della sua Lecture
poteva ritirare una copia e leggerne il contenuto a fine seduta.
Conoscevo ancora poco linglese ed avevo ancora una volta una
espressione sul viso da idiota del villaggio. Ad un certo punto si
avvicina un signore e mi fa: Sei italiano, vero? Non capisci
niente, vero? Risposi ovviamente si. Era Aldo Lombardo,
medico, di formazione psicoanalitica e gruppoanalitica, che viveva e
lavorava a Londra da qualche anno. Affettuoso e generoso si
sedette al mio fianco e mi tradusse praticamente tutto quello che si
stava dicendo. Da allora tra me e Aldo si creata una grande
amicizia, tuttora in atto. Aldo poi, tornato in Italia, ha creato , a mio
avviso, una delle migliori Comunit Terapeutiche, sullo stile di
quelle britanniche.
Il contenuto di questo Large Group fu la violenza ed in particolare
la violenza sulle donne. Ricordo che furono particolarmente attivi
Daniel Sladek e Josephine Lomax Simpson, che divennero
successivamente miei amici, oggi purtroppo scomparsi. Ci furono
molte manifestazioni emotive specie di rabbia e di ansia. Alcuni
dichiararono esplicitamente che erano in preda allansia ed allo
spavento in un gruppo cosi grande. Pensai che io non sarei mai
stato capace di spiccicare una parola in un gruppo del genere,
anche se avessi saputo parlare inglese perfettamente. La qual
cosa non si successivamente avverata, perch la formazione
gruppoanalitica gradualmente mi ha messo in condizione di parlare
anche di fronte a grandi uditori. Pat verso la met della seduta fece
un breve commento relativo alla aggressivit ed allodio. Poi si
chiuse di nuovo in silenzio fino alla fine, quando dichiar che la
seduta era terminata. Io lo tenni docchio attentamente e riuscii a
capire la modalit e lo stile di conduzione gruppoanalico. Mi parve
quasi di vedere in lui anche Foulkes in azione.

33
Nellagosto del 1985, su sollecitazione di Tony figlio della zia Anna
di Chicago, decidemmo di fare il primo viaggio importante, quello
per gli Stati Uniti dAmerica. Dovevamo fare la traversata
dellAtlantico per la prima volta in aereo e naturalmente la paura
di!osare tanto ci attanagliava. Ad ogni modo la decisione era
presa. Tutti di famiglia,con mia sorella Carmela e Maria, moglie del
cugino Luigi Miraglia, partimmo. Il viaggio fu molto bello. Ricordo il
magnifico panorama dei ghiacci della Groenlandia dai finestrini
dellaereo. Allaeroporto di Chicago trovammo ad aspettarci Tony
ed un suo amico. Salimmo su una limousine lunghissima, targata
Galgano, pieni di stupore ed ammirazione. Galgano era il cognome
di Tony. Avevamo finalmente visto lAmerica! La sera ci fu una
magnifica cena a casa della cugina Isabella, sorella di Tony, e dei
suoi figli Bob e Ron Brown. Mi esibii in un discorso inglese
improvvisato, suscitando lilarit ma anche lammirazione dei
presenti. Io e Nina fummo ospitati a casa di Pietro Galgano, cugino
anche lui figlio della zia Anna, e di sua moglie Bessie. Angela e
Francesca furono ospitate a casa di Tony ed Ursula sua moglie.
Annalisa a casa di Isabella. Girammo per le strade di Chicago con
suonatori che suonavano musiche americane, come quelle che
avevamo sentito nei film. Fummo ospiti dei nostri cugini: Antonietta.
figlia della zia Carmela, John, figlio di Tony, e sua moglie.
Incontrammo anche i cugini Mike e Teresa Galgano, fratelli di Tony.
Angela un pomeriggio, in bicicletta, si perse nei viali con grande
spavento nostro. La ritrovammo nella casa di una signora di origine
italiana che ci aveva avvisato per telefono. Angela, Francesca ed
Annalisa passarono con Anna, figlia di Tony, una magnifica
giornata in un grande Luna Park: il Great America.
Da Chicago ci spostammo alle Cascate del Niagara, con Tony. Il
viaggio in aereo fu molto tormentato. Ci trovammo in piena
tempesta con terribili vuoti daria e grande spavento. A Niagara
trovammo ad attenderci Ioletta, una amica di infanzia di Nina e suo
marito Michele, detto Mike allamericana. Lesperienza delle
cascate fu bellissima. Potemmo vedere dal vivo una bellezza della
natura, che avevamo visto solo nel cinema o fantasticato.
Laccoglienza da parte di Ioletta , di suo fratello Selvino e della loro
mamma Eleonora fu molto calda ed affettuosa. Con Nina ebbero
lopportunit di ricordare i tempi antichi in cui a Castelnuovo
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frequentavano la parrocchia di Don Carmine e Nina suonava
larmonium.

1986-1992
Nel 1986 partecipai al Winter Workshop della Group Analytic
Society in Londra. Conoscevo un p meglio linglese. Negli anni
precedenti avevo letteralmente divorato i libri di S.H. Foulkes, il
quale per molti versi si prestava ad essere per me un modello
ideale. Era un Medico come me, si era formato in Neurologia in
Germania con K. Goldstein, e in Psichiatria a Vienna nella Clinica
Psichiatrica dellepoca diretta da psichiatri famosi: von Wagner-
Jauregg, Otto Potzl, non era soddisfatto della sola formazione
biologica ed aveva deciso di completarla con una formazione
Psicoanalitica a Vienna. In pi aveva coltivato interessi affini ai miei:
letteratura, musica ecc. Pirandello, ad es., con i Sei personaggi in
cerca di autore era stato uno dei suoi ispiratori nellideare il
passaggio dalla psicoanalisi alla gruppoanalisi. Cosi come i grandi
conduttori di orchestra gli avevano suggerito il concetto che
meglio usare, in gruppoanalisi, il termine di conduttore, anzich
quello di leader che si presta a connotazioni di tipo autoritario.
Aveva praticato gli stessi sport che ho praticato io: il calcio ed il
tennis, in cui era stato un vero campione in Germania. Insomma
trovavo in lui tante cose affini alle mie. Purtroppo Foulkes mor nel
1976 e, con mio grande rammarico, non feci in tempo a conoscerlo
di persona.
Curando negli anni successivi la traduzione in italiano del primo
libro di Foulkes: Introduzione alla Psicoterapia
Gruppoanalitica,avevo trovato continuamente citato Patrick De
Mar.
Durante il Workshop del 1986, una mattina stavo comunicando alla
segretaria Brenda Ling il mio rammarico per non aver conosciuto
Foulkes di persona ed il desiderio di conoscere almeno de Mar. In
quel momento la porta si apri ed entr de Mar in persona . Brenda
afferr loccasione e mi present a lui. Da quel momento inizi una
ricca e continua comunicazione sulla gruppoanalisi basata su
incontri, partecipazione ai gruppi che conduceva in varie parti del
mondo, lettere, telefonate ecc. Spesso ho manifestato il mio punto
di vista, talora diverso dal suo. Lui approvava la mia diversit di
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pensiero e valorizzava la mia libert di espressione. Quando ad es.
negli anni successivi decisi di dare al Gruppo Intermedio, da lui
creato, unimpronta analitica, diversa dal dialogo basato solo su
comunicazioni sul piano conscio, approv in pieno che un tale
gruppo potesse lavorare nellesplorazione ed elaborazione di
contenuti inconsci. In seguito si instaurata tra noi una profonda
amicizia .
Lanno successivo in occasione della Foulkes Lecture incontrai di
nuovo Pat. Pat invit me ed altri colleghi a cena in un ristorante
indiano. Chiam lo chef e si fece portare un lungo coltello indiano
da cucina. In una atmosfera carica di umorismo mi poggi il
coltellaccio sulla spalla e mi nomin Knight of the Round Table
(Cavaliere della Tavola Rotonda)!!
(Nel 2006, con cerimonia analoga in casa sua, nomin Nina, mia
moglie, prima Dama della Tavola Rotonda).

Nellagosto del 1986 si tenne a Zagabria il Congresso della Societ
Internazionale di Psicoterapia di Gruppo (IAGP). Questa volta
partimmo in comitiva io con la mia famiglia, Jaime Ondarza con la
sua e Marinetta ed Italo Di Monte con la loro. Fu una magnifica gita
in unatmosfera festosa di tutti i ragazzi che viaggiavano con noi. Il
Congresso termin con un magnifico concerto nella Lisinski Hall,
tenuto dallorchestra di Mosca composta da oltre cento professori.
Marinetta Ferrante, suo marito Italo Di Monte ed i loro figli sono stati
per noi dei compagni di viaggio e di vita. Con loro abbiamo coltivato
una calda amicizia. Purtroppo nel 2007 Italo ci ha lasciati. Alla fine
del Congresso di Zagabria io ed Ondarza decidemmo di completare
il viaggio a Vienna. Fu una visita stupenda. Vienna ci incant e
facemmo una bella gita al Grinsing, il bosco viennese, ove
suonavano musiche viennesi.
Dal 1 al 6 settembre del 1987 si tenne in Oxford il Simposio
Europeo di Gruppoanalisi organizzato da Peter Lewis nel
Somerville College. Preparai un lavoro sui Processi transpersonali
ed il S e con mia grande sorpresa Peter mi invit a presentarlo
nella sessione plenaria del mattino. Ero terrorizzato allidea di dover
parlare di fronte ad un pubblico di oltre trecento persone provenienti
da tutte le parti del mondo e per giunta in inglese. La mia relazione
fu tradotta da uno dei miei insegnanti di inglese dellepoca Robert
36
Mac Fail. Robert prepar la traduzione ed una registrazione della
lettura e dellesatta pronuncia. Per tutto il mese di agosto mi
esercitai nella lettura. La relazione plenaria si svolse allinterno dello
Sheldonian Theatre.


Sheldonian Theatre

I miei colleghi erano tutti preoccupati conoscendo le mie lacune
nella lingua inglese. Della sessione di quel giorno facevano parte
anche Malcolm Pines e Raul Usandivaras, due mostri sacri della
Gruppoanalisi. Il ch aumentava il mio terrore. Fu un trionfo! Feci
una splendida relazione, non solo per il contenuto assolutamente
originale sullipocondria collegata alla matrice culturale e sul S
ipocondriaco, ma anche per la perfetta pronuncia. Alla fine del mio
intervento ci fu una grande ovazione. Erano tutti in piedi ad
applaudirmi con Eduard Klain in prima fila che urlava Italiani,
Italiani!, con un senso di compiacimento e compartecipazione.
Debbo aggiungere che allepoca esisteva nellambito della Societ
Gruppoanalitica una rivalit-competizione tra inglesi ed overseas
members, come i non inglesi venivano chiamati. Naturalmente i pi
infervorati nellapplaudirmi erano gli overseas..! Malcolm Pines
durante il Large Group si congratul con me presentandomi come
modello sia per la relazione che per limpegno che stavo mettendo
nellimparare linglese.
37
Il Simposio termin con una cena e una festa da ballo. Raul
Usandivaras si esibi ballando il tango con Marinetta Ferrante, al
suono di musica di due ragazzi siciliani. Marisa Dillon Weston
espresse il suo orgoglio di essere italiana per la bella figura che
avevo fatto.
Con Raul Usandivaras ho coltivato una calda amicizia fino alla sua
morte nel 1994. Mi ha spedito con dedica alcuni dei suoi articoli e
libri pi importanti come: Grupo, Pensamiento y Mito e Lider,
Detective y Chaman. Raul stato uno dei pi grandi
gruppoanalisti. Ha approfondito in particolare il livello primordiale di
comunicazione in Gruppoanalisi, quello dellInconscio Collettivo e
degli Archetipi di Jung.

Il Winter Workshop di Londra del gennaio 1988 fu davvero speciale.
Partecipai ad un piccolo gruppo di soli maschi, magistralmente
condotto da Dennis Brown. In questo gruppo cera anche Hans
Falck, sacerdote psicologo-psicoterapeuta svedese, divenuto
successivamente mio grande amico. Il gruppo elabor in maniera
approfondita il tema dellidentit maschile. Ci furono belle fantasie,
tra cui quella di capi riuniti in una tenda di pellerossa a discutere
problemi inerenti la trib. Il workshop termin con una cena ed un
ballo. Pat de Mar suon la fisarmonica. Ballai con Gunilla, una
bella ragazza svedese. Le chiesi il suo indirizzo (address) e lei capi
che io volessi il suo vestito (dress)!Mi rispose stupita: proprio qui!
(Just here!)!
Nel settembre del 1990 si tenne ad Oxford un altro Simposio
Europeo in Gruppoanalisi, organizzato da Peter Lewis. Questa
volta il Simposio si tenne al Keble College e le riunioni plenarie in
una grossa tenda. Peter mi invit di nuovo a presentare una
relazione in plenaria. Fu una gioia anche perch mi sentivo molto
pi padrone della lingua inglese. Feci ancora una bella figura
parlando della correlazione tra le Nevrosi e la Cultura di gruppo in
Italia Meridionale. Anche Marinetta Ferrante present una sua
relazione che ebbe un notevole successo. Nel corso della cena di
gala un collega italiano fece un brindisi in mio onore: Brindisi a
Rocco Pisani che partito dalla Basilicata a Oxford arrivato!
Dal 1 al 4 novembre del 1990 Siv Andersson e Peter Ydn
organizzarono in Goteborg (Svezia) un Workshop : On thinking
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processes and communication in large groups, condotto da Pat de
Mar. Occasione propizia per partecipare ai gruppi di Pat, ma
anche per visitare la prima volta la Svezia ed incontrare i nostri
meravigliosi amici: Siv, Peter, Hans, sua moglie Kristina e Gunilla. Il
workshop fu molto interessante e, ancora una volta, ebbi
lopportunit di rivedere Pat in azione. Ma anche il soggiorno fu
molto piacevole. Io e Nina fummo ospitati a casa di Peter che ci
riserv una calda ospitalit. Il paesaggio di Goteborg, gi innevato,
era incantevole. Peter comment che a lui, invece, sarebbe piaciuto
stare al caldo sole di Roma! Partecipammo anche alla messa
celebrata da Hans, sacerdote protestante, molto ieratico nella sua
funzione. Purtroppo dopo alcuni anni sia Peter che Siv sono
scomparsi.

Nellagosto del 1989 in Amsterdam, nel corso del Congresso della
International Association of Group Psychotherapy feci amicizia con
Ian Martin e George Christie , psichiatri ed analisti australiani. Ian
era il chairman della sessione in cui io presentai il mio lavoro sui
Meccanismi di difesa in Gruppoanalisi. Alla fine della sessione Ian
mi invit a partecipare al Rim Regional Congress of International
Association of Group Psychotherapy che si sarebbe tenuto in
Melbourne nei primi di gennaio 1991. Accettai ben volentieri. Era
quella una magnifica occasione per fare un cosi lungo viaggio e
visitare lAustralia.
NellAnno Accademico 1990-91 sono stato nominato Professore
Incaricato di Clinica Psichiatrica presso la Scuola di
Specializzazione in Neurologia del Dipartimento di Scienze
Neurologiche dellUniversit La Sapienza. Incarico che ho
mantenuto fino allAnno Accademico 2003-2004.
Il 31 dicembre 1990 io, Nina, Angela, Francesca ed Annalisa
prendemmo laereo prima per Londra e poi per Melbourne. La notte
di Capodanno 1991 la passammo su un aereo della Quantas. Fu
una ben strana esperienza brindare allanno nuovo su un aereo. Il
mattino successivo arrivammo a Melbourne. Era ad attenderci
Gorge Christie che ci accompagn in uno splendido albergo, il
Regent. George da allora in poi, fino alla sua scomparsa pochi anni
fa, si dimostrato un amico eccezionale, uno dei migliori che ho
avuto. Lhotel era un grattacielo di stile europeo. Allinterno per si
39
respirava una atmosfera orientale. In camera trovammo un cesto di
frutta orientale, con grande gioia di tutti noi. Durante il giorno siamo
andati in giro per Melbourne con una temperatura di 42 (avevamo
lasciato lEuropa in pieno inverno!). Andammo a visitare il famoso
stadio del tennis ove negli anni 50 si esibivano i famosi tennisti
australiani. Mi erano rimaste nella memoria le radiocronache delle
partite in cui giocavano, a quei tempi, Nicola Pietrangeli e gli altri
tennisti italiani. La sera del nostro arrivo Ian Martin e sua moglie
Pam ci invitarono ad una sontuosa cena in casa loro. Accettammo
molto volentieri, trascurando che eravamo reduci da un lungo
viaggio e sotto leffetto del jet lag. Nel corso della cena Angela,
Francesca ed Annalisa si addormentarono e crollarono
letteralmente sulla tavola imbandita. George dovette
accompagnarle in albergo a dormire! Ma anche io e Nina facemmo
una grande fatica a mantenere gli occhi aperti.
Il Congresso ebbe un notevole successo. Parteciparono
prevalerntemente colleghi orientali: cinesi e giapponesi, oltre che
australiani. Io feci la mia relazione sullIdentit Sessuale e
lintegrazione psicobiologica, molto apprezzata e partecipai ad un
Median Group condotto da Pat de Mar. Ci fu un magnifico gala
dinner nel corso di una crociera sul Yarra River. Alla fine del
Congresso partecipammo anche ad Farewell Party, con cena e
ballo. Molte cameriere erano italiane ed orgogliose che ci fossi
anche io, italiano, tra i relatori in un contesto scientifico
internazionale, e che tutta la famiglia partecipasse alla festa.
Nina aveva parenti in Melbourne, Augusto e Liliana Calvisi, Franco
e Livia Pagano. Ci fecero una gran festa e si prodigarono in tutte le
maniere per farci sentire a casa. Liliana riusci anche a farmi mettere
in contatto con rappresentanti della comunit lucana in Australia.
Ian Martin volle presentarmi ai suoi colleghi ed amici nel Melbourne
Club, esclusivo di tipico stile inglese.
Alla fine del congresso abbiamo fatto un tour nellAustralia
meridionale. Il tour fu organizzato da unagenzia con due Jeep
guidate da due autisti. Al nostro gruppo familiare si aggreg una
psicologa svedese, Marianne Victorin. La considerammo una
figlia!svedese adottata. Girammo in lungo ed in largo. Fummo
affascinati dalla foresta con i canguri ed i koala, la splendida costa
meridionale con gli scogli detti i dodici apostoli, la costa
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Sorrento, la Pinguin Beach. Il tour termin con una visita a Sidney
ove abbiamo ammirato la Opera House. Al porto, dove ci eravamo
recati per una crociera nella baia, trovammo dei suonatori
ambulanti cinesi che suonavano! Reginella campagnola.
Nel frattempo era scoppiata la guerra del golfo. Eravamo terrorizzati
allidea che potessero esserci degli attentati. Ci recammo
allaeroporto con lespressione di chi era condannato alla fine.
Augusto, Liliana, Franco e Livia ci accompagnarono per sostenerci
moralmente. Sullaereo cerano anche Pat e Turid de Mar, la cui
presenza ci rassicur. A Londra prendemmo laereo per tornare a
Roma. Subito dopo il decollo entrammo in un tremendo vuoto daria
e laereo letteralmente! precipit. Eravamo convinti che si
trattasse di un attentato!
Nel 1991 la traduzione del libro di Foulkes: Introduzione alla
Psicoterapia Gruppoanalitica fu terminata da Aldo Lombardo. Il
libro, curato da me, fu pubblicato dalle Edizioni Universitarie
Romane. La presentazione ufficiale avvenne il 23 novembre 1991
in Roma nella sala della Basilica di Santa Cecilia, nel corso di una
Tavola Rotonda, da me moderata. Alla Tavola Rotonda
parteciparono: Elizabeth Foulkes, Pat de Mar, Leonardo Ancona e
Jaime Ondarza Linares. In quei giorni Elizabeth e Pat
parteciparono, come ospiti, ad una seduta del Gruppo Intermedio
che io conducevo allUniversit nel Dipartimento di Scienze
Neurologiche. Non capirono ovviamente nulla della comunicazione
in italiano, ma ambedue furono molto coinvolti dallatmosfera
emotiva creata dal gruppo e dalla comunicazione non verbale. Pat
alla fine comment: Rocco io vorrei essere curato in questo
gruppo! Era certamente una maniera di congratularsi con me, ma
nello stesso tempo era molto sincero. Levento termin con una
bella festa prima in casa di Marinetta Ferrante poi in casa di Jaime
Ondarza. Pat suon la sua fisarmonica con grande diletto di tutti. Le
serate sono state riprese da Marinetta Ferrante e registrate in un
DVD, una copia della quale stata consegnata anche alla Group
Analytic Society (London).

Ad agosto 1992 partimmo per il Canada, sempre con Nina, le tre
figlie e Ettore, fidanzato di Angela, divenuto successivamente suo
marito. Partecipai al congresso della IAGP, tenuto a Montreal, con
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una relazione: Hate and Koinonia in the Median Group. Fu una
magnifica occasione per visitare in lungo ed in largo il Quebec. Il
viaggio termin con una nuova visita a Chicago, ancora ospiti dei
cugini Galgano.

NellAnno Accademico 1992-93 sono stato nominato Professore
Incaricato di Tecniche di Intervento Psicologico sui Gruppi
presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica
dellUniversit La Sapienza di Roma. Incarico che ho mantenuto
fino allAnno Accademico 2002-2003.

Dal 28 al 31 dicembre 1992 si tenne a Londra il Winter Workshpo
della Group Analytic Society. Tom Hamrogue era il Convenor
assieme a Nancy MacKenzie. Tom era rimasto particolarmente
impressionato dalla mia presentazione in occasione del Simposio
Europeo in Gruppoanalisi, Oxford 1987. MI chiese anche una copia
del mio lavoro e coltiv nei miei confronti una profonda stima. In
occasione del Winter Workshop mi invit a far parte dello staff, a
presentare una relazione e condurre un gruppo piccolo
internazionale in lingua inglese. Negli anni successivi mi ospit
nella sua casa, ove trovai una calda accoglienza anche da parte di
sua moglie Jenny e del loro bambino Jack. Rimasi particolarmente
lusingato. Ero il primo italiano al quale si offriva la conduzione di un
gruppo in un contesto internazionale. Nello stesso tempo ero
spaventato allidea di condurre un gruppo in lingua inglese. Mi
accompagn a Londra la Dott.ssa Anna Maria Meoni, primario
psichiatra di Aprilia e molto interessata alla gruppoanalisi. Anna
Maria parlava molto bene linglese e da questo punto di vista mi
rassicurava molto. La mia relazione fu: Loss and Change in the
Median Group. Fu un successo sia per la relazione che per la
conduzione del gruppo. I colleghi, specie di lingua inglese, si
congratularono con me. La relazione fu pubblicata
successivamente in Group Analysis nel 1995 con il titolo:
Narcissistic isolation and change in the Median Group. Sulla base
del successo di questanno nel Winter Workshop del dicembre
1993, fui ancora invitato da Angela Molnos, convenor, a far parte
dello staff ed a condurre un gruppo piccolo. Del mio gruppo faceva
parte anche David Clark, uno dei principali esponenti delle
42
Comunit Terapeutiche in Gran Bretagna, che avevo
particolarmente ammirato in occasione della mia prima apparizione
nella Group Analytic Society. David mi conferm una cosa
fondamentale: lumilt una caratteristica dei grandi uomini!
Partecip come un comune membro alla discussione analitica del
gruppo, senza far pesare in alcun modo la sua presenza. Fui molto
orgoglioso ed onorato della sua partecipazione.
A partire da quel momento sono stato chiamato a condurre Gruppi
Piccoli ed Intermedi (Small and Median Groups) in quasi tutti i
Congressi, Simposi e Convegni in diverse parti del mondo:
Heidelberg 1993, Zagreb 1996, Copenhagen 1996, London 1998,
Budapest 1999, Athens 2000, Dubrovnik 2000, Jerusalem 2000,
Athens 2001, Zadar 2001, Bologna 2002, Molde 2005, London
2005, Sao Paulo 2006, Dublin 2008, Roma 2009, Bolzano 2010,
Melbourne 2012, Zagreb 2012.

1993 1999
Agosto 1993 Simposio Europeo Gruppoanalisi in Heidelberg. Alla
fine del Simposio, io e Nina, George e Margaret Christie, Piloo e
Sabar Rustomjiee partimmo per un viaggio in Italia. Fu un viaggio
molto bello. Visitammo nellordine: Milano, Venezia, Firenze e
Roma. In ogni citt George aveva manifestazioni di stupore e
ammirazione. Ogni volta io commentavo: George you have not
seen anything yet! (George non hai visto ancora nulla !). E George
rispondeva stupito: really! (davvero!). In Firenze Piloo trov un
ristorante ( Il Bronzino) dove avemmo una ottima cena. Tuttora
quando andiamo a Firenze andiamo a pranzo in quel ristorante per
conservare il bel ricordo. A Roma Piloo e Sabar ci lasciarono per
tornare in Australia. Noi e i Christie completammo il viaggio con una
visita a Pompei, con altre manifestazioni di stupore da parte di
George, che non aveva mai visto una citt romana ben conservata.

Nellestate del 1994 tornammo a Goteborg in vacanza. Con me e
Nina venne anche Annalisa. Fummo ospiti prima di Hans e sua
moglie Kristina. Poi facemmo un tour per la Svezia. Fummo ospiti di
Siv e dei suoi familiari in campagna. Annalisa fece un bagno in un
lago di acqua molto fredda, con le nipoti di Siv. Il loro cane correva
per la campagna rincorrendo una palla, con mio grande stupore.
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Nel villaggio ove era nata Ingrid Bergmann ci fermammo a cena in
un ristorante. Hans guidava e si rifiut fermamente di bere un po di
vino, in osservanza delle rigide regole svedesi in proposito.
Comprai una bottiglia e, alla fine, tornati nellOstello, potemmo
festeggiare. Il tono dellumore sal e cominciammo a ridere allidea
di bussare alla porta di ospiti svedesi alle tre di notte per chiedere
delle noccioline!!

Agosto 1995 Congresso della International Association of Group
Psychotherapy (IAGP) a Buenos Aires. Partimmo io, Nina, Anna
Maria Meoni e Marirosa Franco. Il viaggio era programmato per Rio
de Janeiro, Buenos Aires e Cascate di Iguaz, ma ci fermammo
anche a Montevideo.
Arrivati a Rio fummo colpiti dalla bellezza del luogo. Con nostra
grande sorpresa al momento del breakfast del primo giorno Nina si
sent chiamare per nome. Erano Piloo e Sabar Rustomjie
dellAustralia che erano diretti anchessi al Congresso in Argentina.
Erano molto meglio organizzati e ci unimmo a loro. Visitammo il
Corcovado, la spiaggia, il monte Urca e Pan di Zucchero.
Andammo in crociera allisola do Bernardo, ove mangiammo!
spaghetti. Il ristorante era gestito da un italiano. Anna Maria non si
lasci scappare loccasione di fare un bagno in mare.
La visita a Montevideo non ci dispiacque. Visitammo la citt, molto
moderna, e la casa di Garibaldi. Lepisodio pi divertente avvenne
allaeroporto per andare a Buenos Aires. La nostra prenotazione
era per il volo con la compagnia Iberia. Allaeroporto trovammo la
sorpresa: questo volo era stato soppresso e ci fu comunicato che
solo con la compagnia Pluna, sconosciuta, potevamo partire.
Prendere o lasciare! Nonostante la paura decidemmo di partire. La
prima a salire sullaereo fu Anna Maria che si affacci alla porta di
imbarco urlando: ci sono solo posti in piedi! La verit era che i
posti non erano prenotati per numero di sedia. Il volo fu comunque
tranquillo, con un pilota che fece un ottimo decollo ed atterraggio.
Al Congresso di Buenos Aires ebbi un buon successo. Presentai
una relazione sullEvoluzione della Gruppoanalisi rappresentata dal
Median Group. Visitammo la citt: Casa Rosada, Teatro Colon, la
Regoleta, il quartiere Palermo ecc. Vincenzo, un cugino di
44
Marirosa, ci invit in un ristorante tipico ove mangiammo il Baby
Beef, una montagna di carne che non riuscimmo a finire!
Le cascate di Iguaz sono un vero e proprio incanto della natura. Ci
recammo anche alle Missioni dei Gesuiti del XVII secolo allinterno
della foresta amazzonica: un vero e proprio esempio di comunit di
indigeni ed europei, andata purtroppo distrutta dagli interessi dei
trafficanti di schiavi.
Lepisodio pi preoccupante si verific nel viaggio di ritorno. E noto
ai miei ed ai miei amici che quando debbo partire mi reco con molto
anticipo allaeroporto. Naturalmente tutti, a cominciare da mia
moglie, mi prendono in giro. Anche a Buenos Aires arrivammo con
tre ore di anticipo. Purtroppo lanticipo non fu sufficiente! Tutti i posti
per non fumatori erano gi stati occupati da un gruppo di studenti
cileni e rispettivi accompagnatori per cui, per tornare in Italia, siamo
stati costretti a prendere posto nella zona dei fumatori. Fu una notte
da incubo. Fummo soffocati dal fumo, compreso quello dei cileni
che venivano nella nostra zona per fumare. Fumavano perfino nelle
toilettes, ove era proibito. Lincapacit dellequipaggio a far
rispettare le regole e mantenere lordine fu completa. Larrivo a
Roma fu una liberazione vera e propria.

Nellottobre del1995 il collega Franc Peternel mi invit a Ljubljana,
Slovenia, a tenere una conferenza sul Median Group nellambito
dellE.G.A.T.I.N. Study days. In quella occasione conobbi il Dott.
Joseph Shaked, famoso psicoanalista e gruppoanalista di Vienna.
Nel corso del Simposio Europeo di Gruppoanalisi in Heidelberg,
1993, aveva condotto un Large Group di oltre 300 persone.
Apprezz molto la mia relazione e alla fine venne da me e si
present cosi: Piacere di conoscerla Maestro Toscanini, io sono il
Maestro Furtwangler!!. Negli anni successivi venne, su mio invito,
allUniversit di Roma La Sapienza a tenere un seminario sulla
visita di Freud a Roma. Con me, a Ljubljana, cerano Nina e mia
figlia Francesca. Alla fine, in treno, ci trasferimmo a Vienna per
completare il viaggio e rivivere latmosfera magica della citt e del
Grinsing che avevamo vissuto la prima volta.

Nel maggio del 1996 I prof. Eduard Klain e Niko Zurac mi
invitarono allUniversit di Zagreb a tenere un seminario
45
rispettivamente sul Median Group e sugli aspetti psicosomatici delle
Cefalee.
Ad agosto dello stesso anno, nel corso del Simposio Europeo di
Gruppoanalisi in Copenhagen ho condotto un gruppo piccolo ed ho
avuto il grande onore di essere il Chairman di una sessione
plenaria in lingua inglese. Malcolm Pines, Estela Welldon e Colin
James tennero le relazioni con successiva discussione.

Il 6 ottobre 1997 il Prof. Fabio Mura, cattedra di Igiene Mentale
dellUniversit di Sassari, organizz un seminario su: Median
Group. Teoria e prassi. Invit Pat de Mar e me a tenere una
relazione e condurre un gruppo intermedio esperenziale. NellAula
Magna della Facolt di Lettere e Filosofia erano presenti le
maggiori autorit dellUniversit di Sassari. Le Autorit
Accademiche erano sedute su una cattedra che sovrastava dallalto
i banchi degli studenti. Pat de Mar ed io fummo invitati a prendere
posto su questa cattedra. Pat si rifiut e preferi prendere posto in
un banco assieme agli studenti. La spiegazione data fu molto
chiara. Con le autorit in cattedra da un lato e gli studenti nei
banchi dallaltro significa mantenere una struttura verticistica in cui il
gruppo proietta sui capi un ideale narcisistico grandioso che annulla
le individualit e le massifica. Scopo della gruppoanalisi ed in
particolare del Median Group quello di costruire un contesto di
dialogo libero orizzontale, guidato dal conduttore, che mira alla
demassificazione ed alla emergenza ed affermazione delle singole
individualit, in rapporto paritetico ed armonico le une con le altre
(Koinonia, che significa comunanza, compartecipazione
condivisione). Il seminario e le sedute esperenziali ebbero un buon
successo.
Levento termin con una ottima cena in un ristorante di Sassari.
Nel corso della cena Pat chiam il proprietario del ristorante, e gli
chiese di portargli un coltellaccio sardo. Il proprietario lo guard con
gran sospetto. La sua preoccupazione aument notevolmente
quando Pat fece inginocchiare Fabio Mura e, posandogli il
coltellaccio sulla spalla, lo nomin!Knight of the Round Table
(Cavaliere della Tavola Rotonda). Il proprietario nel frattempo si era
avvicinato notevolmente, rosso in viso, pronto ad intervenire
46
energicamente nel caso in cui la cosa avesse preso una brutta
piega..!
Successivamente ci spostammo a Brindisi, ove il prof Marcello
Viola, Direttore del Centro di Salute Mentale, aveva organizzato un
evento analogo. Erano con noi Turid, moglie di Pat, e Nina.
Marcello ci invit, il giorno del nostro arrivo, ad una magnifica cena
organizzata da sua moglie nella loro casa.
Pat era stanco, ma, nonostante la stanchezza, volle condurre le
sedute del Large Group, di circa 60 partecipanti. Con mia grande
ammirazione, dopo lintervallo del pranzo ed un brevissimo riposo
successivo su una poltrona, ricominci a condurre le sedute del
pomeriggio. Alla fine lasci a me il compito di !nominare Marcello
Cavaliere della Tavola Rotonda. Cosa che successivamente
avvenuta in un!ristorante di Otranto.

Nellagosto del 1998 si tenne a Londra il Congresso Internazionale
della International Association of Group Psychotherapy (IAGP).
Presentai la relazione: The Great Mother and the Great Father
archetype in the Median Group. Ebbi un notevole successo di
pubblico e di apprezzamento internazionale. Ma lavvenimento
principale fu la conduzione di un Gruppo Intermedio . Accadde
questo: Pat de Mar era stato invitato a condurre un Median
Group. La sua fama era cosi notevole che oltre cento persone si
presentarono per partecipare a questo gruppo. Pat fu disorientato.
Convoc gli aspiranti e disse che un gruppo intermedio non pu
contenere pi di trenta persone. A quel punto divise il gruppo
grande in tre gruppi intermedi, chiam me e Siv Anderson e ci
affid lo conduzione di un gruppo. Tanto per me che per Siv era la
prima volta che conducevamo un median group a livello
internazionale. Allinizio i partecipanti del mio gruppo espressero la
loro delusione di non essere stati inclusi nel gruppo di Pat. Poi
gradualmente il livello di gradimento crebbe fino al punto che, alla
fine, si congratularono con me. Leco del successo si diffuse tra gli
altri partecipanti del congresso. Roberto Schoellberger, psicologo e
gruppoanalista di Bolzano, volle conoscermi e nel corso della
conversazione mi chiese se insieme a Pat de Mar ero disposto a
tenere un convegno - workshop a Bolzano. Cosa che si attu nella
primavera del 2000.
47
Roberto divise i partecipanti in due gruppi intermedi. Uno lo affid a
Pat ed uno a me. Il workshop ebbe un notevole successo. Molti
partecipanti chiesero a Roberto di creare un gruppo di formazione
nel gruppo intermedio in Bolzano. Io accettai di creare e condurre
un gruppo gruppoanalitico, con particolare riguardo al gruppo
intermedio. Lesperienza inizi nel gennaio del 2002 con dodici
partecipanti tra psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, operatori sociali
e pazienti in senso stretto. Precisai che lobbiettivo sarebbe stato
una analisi terapeutica gruppoanalitica della durata di almeno tre
anni allo scopo di formare gruppoanalisti, oppure fornire una
esperienza ad operatori sociali ed in ogni caso, per tutti, fare una
psicoterapia. Alcuni partecipanti hanno continuato lanalisi in
maniera sempre pi approfondita. Altri hanno interrotto
precocemente la terapia, oppure hanno deciso di smettere nel
momento in cui hanno raggiunto un sufficiente insight e
cambiamento maturativi. In ogni caso, nel corso degli anni il gruppo
stato continuamente rinnovato. Il numero dei partecipanti ha
oscillato dai 10-12 fino a circa 20 membri, passando da una
esperienza di gruppo intermedio ad una di gruppo piccolo o
viceversa. Lesperienza si conclusa definitivamente nel
novembre 2012.
Da circa tre anni ho creato a Bolzano, insieme a Roberto
Schoellberger, un gruppo di supervisione e di formazione teorica
per quelli che hanno terminato il trattamento analitico ed hanno
cominciato a condurre gruppi di psicoterapia.

2000 - 2005
Nellagosto del 2000, completamente ignari dello stato di tensione
bellica tra israeliani e palestinesi, io e Nina, Anna Maria Meoni e
Marirosa Franco partimmo per Gerusalemme per partecipare al
Congresso della Associazione Internazionale di Psicoterapia di
Gruppo. Presentai un lavoro sulla Torre di Babele e sul gigante
Nembrot come espressione metaforica del narcisismo e sul dialogo
nel gruppo intermedio come strumento maturativo essenziale per
entrare nel mondo delle relazioni sociali. In quella occasione ho
condotto anche un gruppo intermedio internazionale di circa 25
partecipanti in lingua inglese.
48
Non mi pentir mai di quella visita a Gerusalemme. Anna Maria,
con laiuto di una guida locale, visit i principali siti storici con
particolare riguardo ai mosaici, di cui appassionata anche in virt
del lavoro di gruppoanalisi applicata con i suoi pazienti psicotici.
Con questi ha creato un gruppo di artisti del mosaico, con
figurazioni di profondo significato archetipico.
Girammo Gerusalemme in lungo ed in largo, assolutamente
tranquilli, anche se nella nostra guida percepivamo un radicato
timore di poter essere oggetto di attentati. Visitammo il Santo
Sepolcro, il Golgota, la Chiesa della Nativit in Betlemme, il Muro
del Pianto, la spianata delle Moschee ecc. Gerusalemme una
citt incantevole, piena di fascino storico, artistico e religioso.
Andammo anche sul Mar Morto e salimmo sulla collina di Massada,
ove i rifugiati furono massacrati dai legionari romani. La gita fu
molto bella, con una temperatura che si aggirava attorno ai 40. La
guida ci raccomand di bere qualunque cosa ( anche alcool..!) per
non rimanere disidratati.

Alla fine di maggio del 2002 lAssociazione Europea di Training in
Gruppoanalisi (E.G.A.T.I.N.) mi invit a tenere una relazione sul
ruolo del conduttore in Gruppoanalisi ad Arhus (Danimarca) nel
corso delle giornate di studio. Con me vennero Nina, Anna Maria
Meoni e Marirosa Franco. Allaeroporto di Copenhagen ci sentimmo
al sicuro da ogni pericolo! In attesa del treno che ci avrebbe portato
ad Arhus conversavo con Anna Maria e Marirosa. Avevo lasciato la
borsa incustodita su un carrello, sicuro che nessuno la avrebbe
rubata. Stavo per cercare in questa borsa una guida e con mio
grande stupore constatai che la borsa era sparita..! Non cerano
documenti n denaro allinterno ma il testo della mia relazione, il
necessaire da viaggio e due bottiglie di vino che portavo a Kristian
Valbak, organizzatore dellevento. Ero disperato soprattutto per il
testo della mia relazione. Il giorno successivo si verific un
avvenimento straordinario. Qualcuno telefon a Kristian per dirgli
che in un supermercato era stata trovata la mia borsa e una collega
si premur di riportarmela nella sede del convegno. Cera tutto
tranne le due bottiglie di vino..!
La mia relazione fu molto apprezzata e ricevetti molte
congratulazioni.
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Nel mese di agosto di questo stesso anno si tenuto a Bologna il
Simposio Europeo di Gruppoanalisi organizzato dalla Prof.ssa
Luisa Brunori, Per la prima volta in un Simposio Europeo fu
organizzato un Median Group secondo i concetti di Patrick de Mar.
Ho avuto lonore di condurre questo gruppo di venti partecipanti.
Tra gli altri cerano il dott. Mayer, nipote di S.H. Foulkes, Dennis
Brown ed Eduard Klain.

Il 27 maggio del 2004 il Ministro per I Beni e le Attivit culturali mi
ha nominato Accademico della Accademia Lancisiana in Roma.

Nel settembre 2004 Vassilis Menoutis e Rita Kritikou
organizzarono in Atene il Congresso della Mediterranean Regional
Conference della International Association of Group Psychotherapy.
Fui invitato da Vassilis e Rita a tenere una relazione in plenaria
sulla matrice dei gruppi grandi e trattato con grande onore. Mi fu
consegnata anche una targa premio, commemorativa
dellavvenimento. Nina era ricoverata in ospedale e non potette
seguirmi. Con me cerano Marirosa Franco, Gloria Ballarini, Brigitte
March e Ingo Stermann. Questi ultimi tre sono stati miei allievi in
Bolzano. Si erano da poco tenute le olimpiadi in Atene ed un
italiano, Stefano Baldini, aveva vinto la Maratona in Maratona per la
prima volta nella storia. Ero molto orgoglioso di questa vittoria
italiana e feci del tutto per essere anche io allaltezza della
situazione.

Nellagosto del 2005 si tenuto a Molde in Norvegia il Simposio
Europeo di Gruppoanalisi. Vennero con me Nina e Marirosa
Franco. Prima del Congresso decidemmo di partecipare ad una
crociera lungo i fiordi della Norvegia. Fu molto bella, la nave postale
si fermava in tutti i porti, visitammo tanti paesini lungo la costa e
raggiungemmo capo nord, ove il sole non tramonta mai.
Anche a Molde ho condotto un median group internazionale e la
mia conduzione stata molto apprezzata.

Il 22 dicembre del 2005 nellAula Magna dellUniversit La
Sapienza di Roma ho ricevuto dal Rettore Prof. Renato Guarini il
Diploma di Professore Benemerito.
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Il Professor Renato Guarini, Rettore dellUniversit di Roma La Sapienza
consegna a Rocco A. Pisani il Diploma di Benemerenza.

2006 - 2012
Nel luglio del 2006 si tenuto a S.Paulo in Brasile il congresso
della International Association of Group Psichotherapy (IAGP). Ho
partecipato con una relazione sui gruppi grandi. Ho condotto un
Median Group internazionale con membri provenienti dallEuropa e
dalle Americhe. La mia conduzione stata ancora molto
apprezzata, anche da parte di autorevoli partecipanti provenienti
dagli U.S.A.
In questa occasione ho avuto modo di incontrare di nuovo il Dott.
Paulo Sandler di S. Paulo. Mi era stato presentato in precedenza
dal dott. Mario Giamp. Con lui e Mario abbiamo preso parte ad
una importante Tavola Rotonda sui Disturbi Psicosomatici
allAccademia Lancisiana in Roma. Paulo tenne anche un
seminario allUniversit e partecip come ospite ad un mio gruppo
intermedio nel Dipartimento. Rimase molto impressionato e decise
di tradurre in portoghese il mio libro: Elementi di Gruppoanalisi: il
gruppo piccolo ed intermedio (Elementos de Anlise de Grupo.
Sociedade Brasileira de Psicanlise de Sao Paulo ). Il libro tuttora
in diffusione in Brasile.
Paulo mi ha sempre manifestato una profonda e calda amicizia.

51
L ultimo incontro con Pat de Mar risale al 7 Dicembre 2006.
Andammo a visitarlo, io, mia moglie Nina, Inger Larsson, Tove
Mathlesen , Bernard Saint e Ingo Stermann. In una atmosfera
carica di umorismo Nina fu nominata Prima Dama della Tavola
Rotonda, seguita da Inger e Tove. Bernard e Ingo furono nominati
nuovi Cavalieri!! Dorothy Brown si un successivamente a noi per
la cena. Nella cucina della loro casa Pat e Turid ci offrirono una
cena indiana. Pat era stanco ma perfettamente lucido di mente. Ci
regal con dedica una copia di The history of large group
phenomena in relation to group analytic psychotherapy, che inizia
con la sintesi della storia dei Cavalieri della Tavola Rotonda di
Marcel Mauss.

Il 28 settembre del 2007 ho compiuto 70 anni. Nina, Anna Maria e
Pina Meoni, Antonella Giordani e suo marito Carlo Primavera,
Giuseppina Colangeli e suo marito Massimo Fili, Leandra Taborra,
Marinetta Ferrante, Francesco Rossomando,Ernesta e Fernanda
Cerignoli, con i rispettivi mariti, Laura, figlia di Ernesta, ed un
gruppo di amici hanno festeggiato il mio settantesimo compleanno
nellisola dElba.
Anna Maria e Pina Meoni hanno organizzato, per loccasione,uno
splendido soggiorno, una magnifica cena ed una visita al museo
locale.
Sono molto grato a Anna Maria, Pina e a tutto il gruppo per la festa
e lonore che mi hanno riservato. Antonella Giordani ha redatto il
diario dellevento.

Agosto 2008 Simposio Europeo in Gruppoanalisi in Dublin (Irlanda).
Ho partecipato con una relazione sullInconscio Sociale ed una sul
trattamento dei Disturbi Affettivi in gruppoanalisi. Ho condotto
ancora un Median Group internazionale.

Febbraio 2012 la Dott.ssa Sabar Rustomjie (Australia), Presidente
dello IOGAP (International Organization in Group Analytic
Psychotherapy) mi ha invitato a tenere a Melbourne un Congresso
di 2 giorni (18 e 19 Febbraio) dedicato esclusivamente al mio lavoro
e alla mia ricerca in Gruppoanalisi. Per me stato un grande onore.
Ho parlato del Large,Small and Median Group in Groupanalysis e
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della Cultural Matrix in Southern Italy con gran successo. Ho
condotto anche alcune sedute di median group e di supervisione
con gli allievi della scuola. Questa volta mi ha accompagnato mia
figlia Francesca.


Rocco e Sabar con alcuni partecipanti al Block Training Congress in
Groupanalysis , IOGAP, Melbourne, Australia18-19 February 2012
l 23 e 24 marzo 2012, invitato dal Prof. Eduard Klain , ho tenuto una
conferenza allIstituto di Group Analysis di Zagreb. Il tema
assolutamente originale: Esperienza personale con un Median
Group di ex pazienti ed ha suscitato molto interesse da parte dei
colleghi croati in training gruppo analitico. Il testo allegato nel sito
e sar pubblicato in lingua inglese nel numero di dicembre 2012 di
Group Analytic Contexts della Group Analytic Society International.

Malcolm Pines ha commentato la mia conferenza di Zagreb con il
seguente messaggio :

Gioved 6 settembre 2012

Dear Rocco, I return your beautiful paper with a few trivial spelling
issues. It is clear and presents Pat s views so well. He would be so
pleased! I've copied it to James.The example is excellent and the
53
argument for the continuing median group is so well made that ask
myself why i did not follow your example! We must encourage this.
With love
Malcolm.
( Caro Rocco, ti rimando il tuo bellarticolo con alcune semplici
considerazioni. E chiaro e presenta le vedute di Pat molto bene. A
lui avrebbe fatto molto piacere! Ho mandato una copia a James
(Anthony). Lesempio eccellente e le argomentazioni per
continuare con il median group sono fatte cosi bene che mi sono
chiesto perch mai non ho seguito il tuo esempio! Dobbiamo
incoraggiare questa strada .
Con affetto
Malcolm )

James Anthony mi ha scritto in proposito:

venerd 7 settembre 2012

Dear Rocco,
I have just completely digested your excellent paper. As I knew Pat,
he would have been delighted with your argument for the
continuation of the median group, and I am sure that it will be
incorporated into the educational forum of the group analytic society
in London. Malcolm will certainly arrange for this to take place. I
myself see you as a superb teacher in the group analytic world.

With warmest wishes,
E. James Anthony, MD

( Caro Rocco,
ho appena finito di leggere ed assimilare il tuo eccellente articolo.
Conoscendo Pat, egli sarebbe stato felice circa luso che tu fai del
median group come continuazione della terapia. Sono sicuro che
sar incluso nel corso di formazione della Societ Gruppoanalitica
di Londra. Malcolm (Pines) certamente far in modo che questo si
verifichi. Io personalmente ti riconosco come un superbo didatta
nel mondo gruppo analitico.
Con i pi affettuosi auguri
54
E. James Anthony, MD )


Recentemente ho ricevuto una bella lettera da parte di un mio ex
paziente: Ti sono profondamente riconoscente per il Tuo lavoro
che mi ha dato molta identit. Sto raccogliendo i frutti di questi anni,
che ritengo assolutamente fondamentali per la mia stabilit ed il mio
equilibrio!Ho imparato tantissimo da te e da tutti coloro che hanno
condiviso con me il percorso (gruppoanalitico) intrapreso sotto la
Tua saggia e, permettimi il plauso, straordinaria guida!



Alla fine di questa mia autobiografia debbo dedicare una nota
speciale al mio maestro ed amico Patrick de Mar.
Pat de Mar stato per me oltre che maestro in gruppoanalisi
anche maestro di vita. Ci siamo incontrati ed abbiamo lavorato
insieme tante volte. In Italia abbiamo organizzato incontri e
workshop a Roma, Aprilia, Sassari, Brindisi,Torino e Bolzano. Nel
1996 abbiamo lanciato ledizione italiana di Koinonia.
Nel 2000 stato pubblicato il mio libro Elementi di Gruppoanalisi. Il
gruppo piccolo e intermedio. Pat ha scritto nella prefazione: Mi
sento onorato della richiesta da parte del mio amico e collega Prof.
Rocco Pisani di scrivere una prefazione al suo importante libro
Elementi di Gruppoanalisi. Questo il primo serio tentativo di
includere il Gruppo Intermedio come parte significativa nella
Gruppoanalisi e di presentare lenorme importanza del ruolo giocato
dalla cultura e dal contesto nellinfluenzare il risultato di fallimenti o
di successi in psicoterapia. Dal 1991 al 2003, come ho gi detto,
ho condotto il gruppo intermedio, con sedute settimanali,
nellAmbulatorio del Dipartimento di Scienze Neurologiche
dellUniversit di Roma. Le sedute sono state registrate e trascritte
dai miei collaboratori e sono state raccolte in 19 volumi, attualmente
custoditi nel mio studio. Pat ha visto questo grosso lavoro e ne
stato enormemente felice.
55
A lui debbo lincoraggiamento a coltivare
sempre di pi lamore per la musica, non
solo ascoltando ma anche imparando a
suonare uno strumento. Mi ha anche
ricondotto alla religione. Nel corso delle
nostre conversazioni ribadiva limportanza
della matrice cosmica positiva in
contrapposizione alla matrice umana. La
scienza pu solo scoprire le leggi
dellesistenza e quelle che regolano
luniverso e la vita, ma non pu spiegarci
lorigine, il significato, il mistero e la
profonda armonia del cosmo. Io
personalmente gli ho espresso il parere che
la spiritualit ed il rapporto con Dio
comincia dopo essersi liberati o avere analizzato e preso sufficiente
conoscenza delle nostre nevrosi individuali e collettive. Lui si
mostrava daccordo.
Pat scomparso allet di 92 anni nel febbraio del 2008. Nel mese
di novembre dello stesso anno lIstituto di Gruppoanalisi di Londra e
la Group analytic Society hanno organizzato un incontro in Sua
memoria, dal titolo: The Median Group: Celebration of the life and
the work of Pat de Mar Sono stato invitato ed ho partecipato al
panel con una relazione sui concetti fondamentali innovatori del
gruppo intermedio in gruppoanalisi. Intervento pubblicato
successivamente in Group Analysis. Alla fine del Memorial Turid de
Mar invit nella sua casa me, Anna Maria Meoni, Marirosa Franco,
Giuseppina Colangeli e suo marito Massimo Fili, che avevano
partecipato alla cerimonia. Per loccasione mi consegn la chitarra
di Pat in eredit. Sto cercando di impegnarmi al massimo per
imparare a suonarla e ci sono riuscito abbastanza. Insieme alla
ricerca della conoscenza, la musica diventata la mia grande
passione. Il mio collega medico e gruppoanalista Salvatore Franco,
recentemente scomparso, conosciuto a Padova nel gruppo AION di
Sandro Rodighiero, mi ha inviato copia di suoi lavori. Mi piace citare
alcuni brani di questi lavori:
Elogio dellincompetenza: !non ci perderemo danimo perch
proveremo e riproveremo ad imparare, ad imparare ancora, ed
Pat de Mar
56
ancora continueremo ad imparare, esercitandoci ancora proprio
come il musicista!
Lindividuo composto di parti che cercano larmonia e la
concordia tra di essi, tra di loro! Il S dellindividuo costituto
da parti, molteplici ed eterogenee parti! parti diverse che
persuonano!che stanno come suonatori disparati allinterno di una
sala dei concerti della nostra mente, dove il nostro S, anzi il nostro
Me, prova a leggere, interpretare e dirigere questa eterogenea
orchestra, cercando di farla concordare con tutti gli altri strumenti
umani che persuonano con lui, proprio come persone nella grande
sala dellorchestra del mondo!. Caro Salvatore ti sono grato di
queste splendidi immagini! Quando le ho lette ho commentato: che
bello! E il conduttore che dirige questa splendida orchestra! Che
meraviglia e commozione! La musica il dialogo a pi voci. Pensa
che musica in un gruppo intermedio di 15-20 persone! Il Big Bang
e le Galassie rappresentano lorigine delle parti dalla Madre
Primordiale. Parti che si relazionano tra di loro in una splendida
armonia. Chi il conduttore di questa meravigliosa orchestra?
La storia continua!


Rocco Antonio Pisani
Roma Dicembre 2012