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Francesco Antinucci

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Francesco Antinucci direttore della sezione Processi Cognitivi e Nuove Tecnologie dell'Istituto di Psicologia del CNR. Per pi di 30 anni ha sviluppato ricerche sul linguaggio, il pensiero, il loro sviluppo (evoluzione) nei bambini e negli esseri umani. Ha insegnato Psicolinguistica all'Universit di Roma "La Sapienza" ed stato affiliato al Dipartimento di Psicologia dell'Universit di California a Berkeley e al Palo Alto Research Center (Parc) della Xerox. Ha trascorso la maggior parte degli anni '80 in Africa, prima in Somalia, e poi in Mali tra i Dogon. E' tornato negli anni '90 al Palo Alto Research Center (PARC) of Xerox. La sua attivit di ricerca focalizzata sui processi di elaborazione, comunicazione e apprendimento delle conoscenze, in relazione all'uso delle nuove tecnologie interattive basate su calcolatore. In quest'ambito, ha progettato e diretto la realizzazione di sistemi ipermediali e di realt virtuale. Contributi dell'autore all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: Trasmissioni Che cos' un ipertesto?
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http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=532[03/09/2011 17:32:25]

Francesco Antinucci

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Il Grillo (7/5/1998) Francesco Antinucci

Che cos' un ipertesto?


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Libro e ipertesto: differenze Processi cognitivi e ipertesti: due modi di apprendere Il ruolo degli insegnanti Istruzione di base e sviluppo personalizzato

ANTINUCCI: Sono uno psicologo, mi occupo di "processi cognitivi", i procedimenti mentali con cui pensiamo, parliamo, comunichiamo, elaboriamo informazioni. Da circa dieci anni me ne occupo in rapporto a quelle che si chiamano "nuove tecnologie" basate sul computer: tecnologie multimediali e di lavoro a distanza. In particolare mi sono occupato anche della scuola nell'ambito di un Istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche che si chiama appunto "Processi cognitivi e nuove tecnologie". Sono del parere che queste tecnologie sono molto importanti nei casi in cui implicato il processo d'apprendimento delle conoscenze; per questo motivo ho lavorato molto nel tentativo di introdurre queste tecnologie nella scuola.

Le nuove tecnologie interattive, basate sul computer, costituiscono dei mezzi molto potenti, se opportunamente usati per supportare e amplificare le attivit cognitive umane. E' evidente dunque che esse sono di primario interesse per la scuola, vale a dire per l'istituzione che esplicitamente dedicata a svolgere funzioni di istruzione e formazione. Due fattori sono
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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

particolarmente importanti. Innanzi tutto si tratta di tecnologie a base visiva, coinvolgenti una molteplicit di media, detti appunto per questo "multimediali". Questo permette di sanare la frattura che esiste tra l'ambiente scolastico e le nuove generazioni, immerse fin dalla nascita in ambienti comunicativi di tipo plurimediale e soprattutto visivo. Il secondo fattore, anche pi importante del primo, l'interattivit. Questa richiede un ruolo attivo da parte di chi apprende. Che la combinazione di questi fattori produca un apprendimento pi efficace, pi stabile e duraturo e anche pi piacevole, personale e motivante di quello tradizionale, stato variamente provato dai molti studi sperimentali effettuati nel mondo. Dov' allora il problema di una massiccia adozione di questi mezzi? Sembrerebbe trattarsi di un ostacolo puramente tecnico ed economico: dotare le scuole dei mezzi e della capacit di usarli. Purtroppo non cos. Prima dell'avvento dei computer vi stato un altro potente mezzo comunicativo, di natura visiva e limitatamente multimediale, anche se non interattivo: la televisione. Ebbene la televisione svolge nella scuola la funzione di un soprammobile. E' fin troppo facile vedere che la stessa fine potrebbe fare il computer nella scuola. Il vero problema che la scuola costruita e forgiata su un ben preciso modello che ha al suo centro la linearit totale, tipica del mezzo comunicativo testuale. E' questo modello che va messo in discussione. Dunque, se si vogliono introdurre gli ipertesti a scuola, allora bisogna passare all'iperscuola.

STUDENTE: Qual la vera utilit del computer? E' difficile dire qual la vera utilit del computer. Io potrei rovesciarti la domanda per farti capire cosa provo quando me la fai, chiedendoti: "Secondo te qual la vera utilit dell'automobile?". Il computer un elaboratore. E' un elaboratore di che cosa? Di informazioni. questo sostanzialmente. Cos come l'automobile trasporta le persone, quindi svolge un certo lavoro che potremmo chiamare fisico: se tu non hai l'automobile, devi camminare, devi andare a piedi, quindi con l'auto risparmi fatica. Quindi che vuol dire che puoi andare pi lontano, pi rapidamente, pi in fretta in pi posti e cos via. Adesso io ti dico: quando tu ti metti a studiare, a leggere o a scambiare informazioni, lo fai con il tuo corpo, quindi con le tue capacit, con il tuo linguaggio, con il tuo pensiero, eccetera. Immagina di avere un'automobile, immagina di avere un sistema, un oggetto che amplifica queste capacit e quindi ti permette di elaborare pi informazioni, di comunicare molto di pi, di assumerne molto di pi, di scambiarne molto di pi e cos via. In questo senso generico, veramente generico, come l'automobile. E' in questo modo che bisogna guardare il computer, non tanto come un oggetto specifico che ha una sola funzione.
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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

STUDENTE: Quali sono le caratteristiche principali che distinguono un ipertesto da un semplice libro? ANTINUCCI: Sono tantissime, perch il libro sostanzialmente il modo che si trovato per comunicare attraverso la forma del linguaggio scritto. L'ipertesto, per chi di voi lo conosce, invece una forma completamente diversa, anche se basata in parte sul linguaggio scritto. La differenza fondamentale questa: il libro ha un'organizzazione lineare, c' un inizio e una fine ed organizzato in modo tale che la materia distribuita un elemento dopo l'altro. Non si pu fare un libro se non si organizza su una linea quello che si vuole dire e comunicare. L'ipertesto non cos, permette di comunicare attraverso il linguaggio scritto, ma senza il bisogno di organizzare i contenuti su di una linea. Faccio un esempio pi semplice da capire. Il problema a volte nasce dal fatto che quello che vogliamo dire o comunicare non organizzabile come una linea, come una successione. Anzi la nostra conoscenza, quello che sappiamo, di solito, non affatto organizzato come un libro. Provate a pensare: quando ricordate qualche cosa, quando volete accedere a qualche informazione che gi avete, voi sfogliate un libro avanti e indietro nella mente, magari in ordine alfabetico? Assolutamente no. Se portate alla coscienza un po' questo processo, vedete che questo processo consiste nel trovare degli agganci. C' una cosa che ne ricorda un'altra e poi me ne ricorda un'altra ancora, magari saltando dall'una all'altra, con questo sistema che si arriva all'informazione. L'ipertesto cerca di riprodurre pi fedelmente il sistema con cui le conoscenze sono organizzate nella nostra mente, piuttosto che adeguarsi a quella forma particolare di sistemazione che il libro.

STUDENTE: Come la televisione anche il computer potrebbe solamente diventare un soprammobile nella scuola; come si pu evitare questo rischio? ANTINUCCI: Non semplice, perch c' un motivo per questo. Abbiamo parlato appena adesso del libro. Potrebbe venirvi in mente la domanda: ma se le conoscenze non sono organizzate in questa maniera n nella mente di chi le sa, n in quella di chi le deve apprendere, perch usiamo il libro? Perch dobbiamo passare attraverso la forma lineare? Per esempio: che questa forma non sia adeguata lo sa normalmente molto bene chi scrive libri, ma in parte lo sa anche chi li legge. La difficolt che avete, quando dovete capire un libro, un testo, la difficolt che voi leggete una successione e dovete ricostruire qualche cosa di diverso. Vi faccio un esempio di qualcosa che una successione per natura, per esempio il racconto: se io vi racconto che cosa successo in una
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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

giornata, va benissimo il libro, perch ci sono fatti che vengono uno dopo l'altro. Ma se io voglio parlare della biologia, di eventi che non sono successioni di cose, ma intrecci di cose, allora la forma scritta difficile da usare. Quindi viene la domanda: perch dobbiamo usare il libro? Il problema che quando quattro, cinque secoli fa stata inventata la tecnologia della stampa che permetteva soltanto la riproduzione di un testo scritto tutte quante le nostre conoscenze sono state tradotte in questa forma, perch, evidente, che solo traducendole in questa forma, le avremmo potute diffondere. Il problema sempre lo stesso: come faccio a raggiungere pi persone in meno tempo? Da quattro secoli si ha questa tecnologia della stampa che permette di riprodurre un testo scritto; allora si cerca di far passare tutto il sapere attraverso la forma del testo scritto, anche se non la forma ideale. Ora successo, per rispondere brevemente a quello che mi hai chiesto, che questa tecnologia rimasta invariata. Voi sapete bene che fino alla met di questo secolo, non c' stata un'altra tecnologia di comunicazione efficiente, che permette, per esempio, la riproduzione delle immagini una cosa molto complicata, una cosa molto difficile. Fino all'avvento della stampa e della fotografia, le immagini venivano fatte a mano, volta per volta, una per una. Quindi non era una buona tecnologia di diffusione. Quindi che cosa successo? E' successo che tutti i processi, che noi abbiamo organizzato e che implicano il trasferimento delle conoscenze, li abbiamo organizzati nella forma del libro. esattamente da questa forma che nasce l'organizzazione della scuola, cos come la vivete ancora oggi voi. Ci sono tante cose nella scuola che sembrano scontate. Per esempio, il fatto che voi state tutti quanti in una classe, avendo pi o meno la stessa et. Il fatto che studiate delle materie separate, una a fianco all'altra. Il fatto che se avete appreso, io vi faccia delle domande e voi dovete rispondermi esplicitamente. Ecco, queste cose che sembrano normali, non lo sono in realt, perch non detto che il miglior sistema di imparare sia quello di stare in una classe con persone della stessa et. Ora tutto questo, dipende da questo strumento di comunicazione molto importante che abbiamo creato e che ci siamo portati avanti per quattro secoli: il libro. Se lo vogliamo cambiare e se vogliamo mettere nella scuola una cosa che non funziona cos, che non a testo ma a ipertesto, sar molto difficile, perch questa innovazione si porta appresso il cambiamento di tutte queste altre cose di cui ho parlato: le classi di et, le materie, la separazione e cos via. Ecco perch difficile. Torniamo all'esempio che ho fatto all'inizio, quello della televisione. La televisione cambiata tantissimo. Lasciate stare il computer adesso, che ancora relativamente nuovo, ma pensate alla televisione. Voi siete cresciuti con la televisione, tutti l'avete avuta fin da piccoli. Provate ad immaginare com'era il mondo, prima che ci fosse la televisione, prima che voi poteste accendere questo apparecchio ogni sera. C' stato un cambiamento radicale, c' stata una mutazione nei modi di comunicare, di parlare, di diffondere le notizie, di qualsiasi cosa. Ma la televisione, credo, che a scuola, triste dirlo, entrata, solo nel senso che avete una televisione nella scuola.

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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

STUDENTE: Quali sono le abilit che si possono acquisire, utilizzando come strumento di lavoro l'ipertesto? Le abilit ? Quindi che cosa si pu fare? Ma, di nuovo, l'ipertesto una forma, non un oggetto da apprendere di per s, una forma nella quale ci si pu esprimere, non sviluppa di per s delle abilit. Si impara a fare ipertesti pi o meno come si impara a scrivere. Sono tutte e due forme che vanno apprese. Voi non sapete spontaneamente comporre un testo scritto. Lo imparate esercitandovi nel corso degli anni. Voi sapete parlare spontaneamente, dialogare, ma non sapete creare un testo, cio qualcosa che dica tutto su un argomento dall'inizio alla fine. Lo imparate stando a scuola e cos via. L'ipertesto non niente di trascendente. E' un altro modo di comunicare questo stesso contenuto. Ve l'ho detto prima, serve soprattutto quando il contenuto, di per s, non gi organizzato linearmente. Allora, conveniente utilizzare una forma, che pi simile a quella del contenuto stesso. Questo l'ipertesto. Di per s non sviluppa abilit nello stesso modo di come non sviluppa abilit il fatto di saper scrivere un testo, se non la vogliamo chiamare l'abilit di scrivere, allora quella l'abilit di scrivere ipertesti. Ma non serve a sviluppare qualche altra cosa. E' un mezzo per comunicare.

STUDENTE: I processi cognitivi come possono essere modificati dalle nuove tecnologie, dagli ipertesti? Questa una buona domanda. Devo dire prima una cosa, per farvi capire perch cos importante. Se voi studiate come funziona la mente, il cervello umano, l'organo che usiamo, diciamo, per parlare, apprendere, comunicare, eccetera, scoprite che non abbiamo un solo modo di imparare le cose, di assumere informazioni, ne abbiamo due. Questo dipende da motivi biologici, dalla nostra evoluzione. Un modo quello che praticate tutti quanti tutti i giorni a scuola. Leggendo un testo, oppure quando vi si dice qualcosa, cercate di capire. Che cosa fate quando leggete o vi si parla. Io vi dico delle parole, dei simboli, che di per s non sono nulla, sono suoni, questi simboli sono legati a qualche altra cosa, si riferiscono a delle cose, a degli oggetti. Se dico "microfono" indicandolo, allora tu capisci l'oggetto che hai in mano. E' chiaro? Ma se io dico "bicicletta" che qui non c', tu che cosa capisci? Ti immagini nella mente una bicicletta. Ecco, attraverso questo sistema, tu ricomponi nella mente il quadro di quello che io ti sto dicendo. Va bene? Questo quadro lo elabori sempre nella mente, piano piano sistemi queste conoscenze. Questo un modo di imparare. E' quello che usate normalmente a scuola. E' quello, quasi l'unico, che noi chiamiamo "imparare". C' un altro modo, completamente diverso di imparare, che non dipende da questo. Allora, avete mai visto un bambino piccolo, un bambino che non parla? Avete questo bambino che "gioca"? Si agita, butta i cubi? Ecco quel bambino sta
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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

imparando, sta studiando letteralmente. Va bene? Quello che emerge, dopo che lui fa tutte queste manipolazioni, una conoscenza. Lui si impadronisce del modo con cui funziona il mondo. Capisce che c' una forza di gravit, capisce che ci sono delle dinamiche, delle forze, degli spostamenti, impara a controllarli, impara a prevederli. Quindi una conoscenza. Sa che, se fa una mossa c un certo risultato. Ecco, questo un altro modo di apprendere, completamente diverso. Lo volete vedere tra gli adulti? Si vede anche tra gli adulti. Per esempio, se avete un apparecchio davanti lasciamo stare la solita bicicletta -, ma un apparecchio: un videoregistratore. Vi mettete a leggere il manuale delle istruzioni, per usarlo, passo passo? O qualcuno di voi prova e spinge dei bottoni e vede che succede? Ecco, e vede se ottiene il risultato che vuole? Ecco, se io imparo a usare un videoregistratore, leggendomi il manuale dall'inizio alla fine, sto imparando il modo in cui normalmente imparate a scuola, ma, se invece di imparare cos, io imparo a manovrarlo, a farci quello che voglio, a registrare, a rivedere le cose, senza leggere nulla, io sto imparando nel modo simile al bambino. Ricordate che il bambino non possiede ancora il linguaggio, quindi non pu leggere e non pu capire il linguaggio. Il bambino all'inizio incapace di muoversi - intanto lo dovete guardare che non si faccia male - dopo due anni in grado di fare tantissime cose. Tutto questo lo ha imparato senza mai passare attraverso i simboli e il linguaggio. E' chiaro? Ora qual il punto? Perch ho detto che ci sono questi due modi? Perch noi, oggi, utilizziamo quasi esclusivamente il modo di leggere e pensare nella mente, per apprendere, non l'altro. L'altro lo abbiamo lasciato da parte, marginale, anche se invece un modo molto naturale, molto potente. Ecco, quello che penso io, che l'introduzione di questi strumenti - computer, tecnologie multimediali - pu servire a ritirar fuori quel modo di apprendere che pi spontaneo. E' anche pi semplice, ed anche pi piacevole. Anche abilit pi complesse possono essere apprese senza passare attraverso la lettura e i simboli. Quasi tutto pu esserlo. Nell'antichit, diciamo, dove non c'era questo sistema, quasi tutto veniva appreso in quella che si chiamava la "bottega". Io vado da uno, sa fare le cose, guardo come le fa, provo a farle anche io, lui mi corregge, magari sbaglio, mi correggo e cos via. Tutto questo apprendimento e conquista di conoscenze e fino al Quattrocento stata la via fondamentale per acquisirle.

STUDENTE:Un ipertesto non rischia di dare troppe informazioni superficiali, che non vengono assimilate bene? ANTINUCCI: Vedi, tu parli cos perch pensi all'ipertesto come al testo, quindi un testo effettivamente, se non lo maneggi tutto e se non lo sai tutto, siccome una sequenza, se ne perdi un pezzo, perdi il senso. Ma un ipertesto non cos. Un ipertesto qualcosa come una grande biblioteca, una grande banca, dove tu vai a pescare, volta per volta, le cose che ti servono. Le cose sono organizzate in maniera da essere ciascuna conchiusa e in modo da potersi legare alle altre. In un ipertesto, probabilmente, c' dentro molto di pi di quello che c' nel
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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

capitolo del libro di storia o di geografia.

STUDENTESSA: Deve essere una specie di biblioteca da consultare, quando si vuole? In sostanza cos, soltanto che consultare una biblioteca, fatta da libri specifici, difficile, perch ciascuno di quei libri organizzato per essere letto tutto. Ci sono dei libri che non sono fatti cos ma per la consultazione e sono gli unici libri che non sono testi. Un esempio l'enciclopedia, per esempio. L'enciclopedia non sono testi. Infatti non li leggete tutti dalla prima all'ultima pagina. Ecco, pensate in questa forma, gli ipertesti.

STUDENTE: Secondo Lei pi importante, per imparare, utilizzare un ipertesto o un testo tradizionale? ANTINUCCI: Dipende dalla forma che ha quello che devi imparare. Se devi imparare una successione di cose, il testo va bene perch lui stesso una successione di parole. Ma pensate un attimo: voi studiate la geografia in qualche punto del vostro curriculum scolastico. Se ricordo bene, la geografia deve essere fatta prima quella dell'Italia, poi quella dell'Europa e poi quella del resto del mondo? Se facessi il contrario, se parto prima dal resto del mondo, se parto dall'Africa e poi arrivo in Europa, che differenza fa? Serve a qualche cosa quest'ordine? Ecco, in quel caso non serve un testo. Il testo ti obbliga a metterla in quella maniera, perch una linea, devi decidere. Ma la decisione arbitraria.

STUDENTESSA: Lei prima ha detto che con gli ipertesti lo studio diventa pi autonomo. Se vengono prodotti degli ipertesti per tutte le materie, gli insegnanti a questo punto che ruolo copriranno in questa iperscuola? Questo interessante, perch, se ognuno segue il suo percorso, chiaro che ognuno avr delle domande diverse, ed anche chiaro che avr bisogno di aiuto. Va bene? L'insegnante non scompare. L'insegnante sempre qualcuno che domina un campo o pi campi in maniera pi compiuta. Quello che dovrebbe fare l'insegnante accompagnarti, favorirti. Anzi il ruolo si
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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

moltiplica, perch quando tu hai molte scelte puoi essere incerto, non sai bene dove andare. Allora ti serve, ma serve un insegnante individualizzato, individuale non per fare una lezione frontale a tutti voi insieme; in questa forma non serve pi. Ma occorre per un altro scopo invece: per continuare a guidare i vari percorsi.

STUDENTE: Non crede che utilizzando l'ipertesto e limitando un'istruzione singola per persona, la scuola a questo punto non serva pi a niente, perch tanto oramai c' l'ipertesto, che pu essere utilizzato benissimo da ogni singolo soggetto senza dover seguire un determinato programma prestabilito prima da un insegnante? ANTINUCCI: Io non so se questo significa che non serve pi la scuola. Sicuramente quello che non serve oggi la scuola cos come la conosciamo. E questo lo dico - forse in parte ve ne rendete conto anche voi - non serve in questo senso: la scuola usa una tecnologia e dei mezzi e produce dei risultati che non sono del tutto adeguati alla societ in cui viviamo. Questo mi pare abbastanza riconosciuto. Ecco, possibile che la scuola, come noi la conosciamo, sia finita, che non svolga pi questa sua funzione. E' chiaro? Non che prima non si apprendeva. Anticamente chi studiava - ed erano pochi - lo faceva con il cosiddetto "tutore" - vi ricordate? Forse n'avete sentito parlare - questa persona che in pratica impartiva un insegnamento individualizzato. Qual era il limite di questo sistema? Che poche persone si potevano permettere di avere un tutore. Quindi pochi studiavano bene e molti non studiavano. Adesso il grande punto di queste nuove tecnologie che lo possono fare quasi tutti e che siccome gran parte del carico delle conoscenze assorbito da macchine, il ruolo privilegiato dell'insegnante pu invece essere proprio quello del tutore individuale. Ha pi tempo, pi libero.

STUDENTESSA: Ho sempre pensato che la scuola dovesse dare un'istruzione di base e non di sviluppo personalizzato. Pu esistere una cosa che chiamata "istruzione di base" che non abbia a che fare con i tuoi interessi e con te stessa? Se tu devi imparare qualche cosa, vuoi che sia minimamente rilevante per te? Perch se non lo , non lo impari. Oppure ti dico io che succede: lo impari e poco dopo lo hai dimenticato, perch irrilevante, non ti serve.

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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

STUDENTESSA:S, ma appunto per questo l'ipertesto a scuola non serve a nulla. ANTINUCCI: Perch?

STUDENTESSA: Perch un'istruzione individualizzata serve appunto per una persona, non per un gruppo di persone. ANTINUCCI: Ma dove sta scritto che dobbiamo dare istruzione a gruppi di persone tutte uguali? Perch? A che cosa serve?

STUDENTESSA: No, non sto dicendo che bisogna far dei robot, tutti uguali. Per l'ipertesto pu benissimo essere utilizzato anche in disparte, senza dover per forza utilizzare la scuola come mass-media. ANTINUCCI: S, questo vero anche per il testo, al limite, vero. Vai in biblioteca, studi, e basta.

STUDENTESSA: S, ma come ha detto Lei, il testo lineare, quindi bisogna per forza seguirlo. ANTINUCCI: Quindi il risultato che produce che, se lo leggiamo tutti e due, siamo sicuri di aver fatto lo stesso percorso. Questo il punto di differenza. Che lo facciamo a casa o insieme, nella classe, non rilevante. La differenza sta proprio l, nel fatto che il percorso che seguiamo identico o diverso.

STUDENTESSA: Ma se per esempio in una classe si utilizza l'ipertesto, per il tutore pi difficile seguire tutta la classe qualcuno fa un percorso, mentre un altro pu fare un altro percorso. Esatto. Vedi pi difficile per certi versi, ma anche pi interessante ed pi utile. Immaginiamo che questi percorsi che avevo detto prima siano aperti e cio non siano confinati a una materia sola. Si sconfina subito dalla singola materia se si usa quella tecnologia. Ve l'ho fatto
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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

prima l'esempio. Posso finire dappertutto. Allora ci sono anche altre competenze, altri insegnanti che sanno altre cose e ognuno pu intervenire l dove serve. E' chiaro? Non solo, ma tutto il tempo di ripetere la stessa cosa uguale per tutti viene meno. Quindi l'insegnante ha molto tempo in realt.

STUDENTESSA: Questa introduzione di massa nella scuola delle nuove tecnologie non rischia, nelle generazioni precedenti, che non sono nate e cresciute con i computer Internet e gli ipertesti, di creare dei nuovi analfabeti, che si troveranno a disagio nel mondo del lavoro? Questo pi o meno capita a tutti, quando c' il cambiamento tecnologico. Voglio dire, gi oggi gran parte della forza-lavoro deve essere riconvertita. Sentirete parlare da per tutto, nel telegiornale di formazione - di continuare a fare formazione permanente - proprio perch il cambiamento rapido e quindi bisogna intervenire anche sulle persone che hanno gi fatto queste cose, perch non le sanno, perch sono nuove. Quindi questo riguarder tutti. e che ci riguarder continuamente, perch la tecnologia sta sviluppando modi nuovi molto rapidamente.

STUDENTE: Lei ha detto che due persone che utilizzano lo stesso libro fanno lo stesso percorso, ma non detto, anzi non succede praticamente mai che due persone leggendo lo stesso libro, arrivino alla stessa conclusione. Per fortuna! Ma se ci pensate bene l'organizzazione delle classi, l'orario, eccetera, sarebbe idealmente un'organizzazione in cui tutti quanti fanno la stessa cosa nello stesso momento, se la seguissimo alla lettera. C' da dire, per fortuna, che non arriviamo tutti alle stesse conclusioni, perch, come stavi notando tu, non sarebbe un gran risultato. Allora c' da domandarsi: ma perch facciamo questo, perch insistiamo tanto a fare tutti la stessa cosa, nella stessa classe, alla stessa et e nello stesso momento? Che scopo ha?

STUDENTE: Magari per comodit.


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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

Devo dirti che questa una buona risposta. Intanto pi comodo, ma attenzione, pi comodo sempre se la forma che abbiamo a disposizione per comunicare quella l. Allora pi comodo s, pi conveniente, pi controllabile anche. Questa un'altra motivazione. E' pi facilmente controllabile.

STUDENTE: Ma un ipertesto, che si dirama in tante vie pu diventare dispersivo a un certo punto. ANTINUCCI: Certo, per vedi, quando diventa dispersivo? Immaginalo. Io comincio ad andare in una direzione e tutti quanti vanno in una direzione diversa. Ma, siccome le cose sono quelle, per tante che siano, sono quelle. Alla fine le nostre strade si incrociano, per forza. L'unica differenza sar che ci arriviamo attraverso percorsi diversi, ma la rete la stessa. Vi faccio un paragone: l'apprendimento delle parole di una lingua. Va bene? Alla fine, noi tutti, pi o meno, sappiamo in larga misura non esattamente le stesse parole, ma mica tutti quanti abbiamo seguito lo stesso percorso, tutti quanti abbiamo imparato, dalla stessa persona, le stesse parole, gli stessi anni? E' evidente che no Ognuno ha imparato le parole che capitavano nel discorso che faceva e cos via. Ma alla fine, quando ne impariamo diecimila, ventimila, saranno le stesse in larga misura. Lo stesso avviene per le conoscenze, ma le impareremo in maniera molto pi spontanea, esattamente come impariamo le parole di una lingua e non dovendo studiare tutti i giorni liste di parole che qualcuno ha stabilito.

STUDENTE: Ma il fatto di girare, a caso o quasi, nasce da una curiosit. Dopo che si vista una cosa, non detto che questa cosa si acquisisca. Si legge, una cosa superficiale e basta. ANTINUCCI: Vuol dire che non era una cosa che tu potevi agganciare, catturare nel tuo sistema. Non era pronto il tuo sistema. Se non la catturi vuol dire che non c' spazio, non sai come aggregarla, perch, se sai come aggregarla, se ti interessa, ti garantisco io che non la dimentichi pi, perch va a riempire una cosa e si attacca. Ora questo il problema vero dell'apprendimento, non tanto quante cose riesci a scorrere, ma quante restano. Dietro quest'idea degli ipertesti in genere, c' l'idea che, attraverso questo sistema, pi facile la selezione degli argomenti che restano e non si perdono.

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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

STUDENTE: In generale le cose che si studiano comunque non sono quelle che interessano maggiormente, quelle che studiamo noi a scuola.

ANTINUCCI: Ecco, ma perch? Posso domandare perch deve essere cos, perch le cose che studiate a scuola non sono quelle che interessano maggiormente?

STUDENTE: Forse anche perch un obbligo impararle. ANTINUCCI: Ma perch dev'essere cos?

STUDENTE: E' un obbligo anche impararle usando l'altro sistema, perch comunque, Lei ha detto, si arriva alle stesse conclusioni. Le strade si intrecciano di nuovo, perci il risultato, alla fine, lo stesso. Ma vedi "obbligo", significa sentire una forzatura quando lo fai. Io sostengo che nell'altro modo la forzatura non la senti, non c' un obbligo in realt, proprio perch il tuo filtro attraverso cui passano e si trattengono quelle informazioni che servono, quelle che servono a te, in quel momento, quelle che puoi immagazzinare. Se continui a passare da per tutto, prima o poi le assumi. E' chiaro? Il senso dell'obbligo non viene dall'apprendimento. Noi apprendiamo sempre spontaneamente, tutto. Il senso dell'obbligo nasce proprio quando ci che apprendiamo non dovuto a una nostra motivazione, non dovuto a qualcosa che ci serve. Questo il punto. Rendere l'apprendimento delle conoscenze sempre pi simile a qualcosa che ci serve, per scolpare l'obbligo, per le stesse cose. In conclusione tutto quello che non ti serve sentito come un obbligo. Se ti serve non lo . Quindi, se qualcuno ti fa studiare la chimica in quanto tale, per forza sar un obbligo, a meno che non trova qualche altra motivazione. Se per stai curiosando dentro quell'ipertesto e vuoi sapere perch sono stati usati i gas chimici, perch in quel momento ti interessa, quella stessa informazione di chimica, tu la prendi e non la dimentichi. Questo il punto.

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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

STUDENTE: Secondo me sicuramente vero che l'ipertesto pu aiutare a ricordare meglio le cose perch crea dei passaggi logici, anche secondo la nostra curiosit, ma anche vero che un bravo insegnante li sa creare anche lui i passaggi logici. Assolutamente s. Certo che li sa creare, un bravo insegnante fa esattamente questo; il problema che c' un limite a farlo collettivamente, perch noi persone siamo diverse l'una dall'altra e quindi non detto che quello che interessa me in quel momento - attenzione, sotto interesse e curiosit non che c' solo un piacere, c' il fatto che le conoscenze precedenti che io ho immagazzinato, mi portano a curiosare su quella parte l, se io ne ho altre, non vado a curiosare su quella parte, ho altri interessi. Quindi c' un limite a quello che si pu fare collettivamente in questo senso. La cognizione, l'apprendimento, un fatto molto individuale, dipende da tutte queste altre cose, questo limite si raggiunge molto presto, soprattutto nell'istruzione superiore, l'istruzione pi avanzata. Ma chiaro che un buon insegnante fa esattamente questo lavoro. Quello che sto dicendo che lo potrebbe fare allievo per allievo, servendosi di queste tecnologie. Se siamo passati a questo sistema proprio perch ci vuole molto per fare un insegnante di questo genere e non tutti hanno accesso a un insegnante di questo genere. Quindi, per concludere, c' anche un altro problema: quello di rendere accessibile a tutti una migliore qualit dell'apprendimento e dell'istruzione. Io ho detto, per tutta questa trasmissione: torniamo al passato, in qualche modo, torniamo a prima, torniamo al tutore individuale. Ma bisogna tornarci in maniera che sia accessibile a tutti quanti e non come era prima, solo ad alcuni.

Siti web sul tema:

The RMIT HyperText Project (http://hypertext.rmit.edu.au/)

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Francesco Antinucci: Che cos' un ipertesto?

La Natura dellIpertesto (http://lgxserver.uniba.it/lei/alu/home.htm) Un ipertesto elettronico che tratta di ipertesto elettronico realizzato da Gabriella Al

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