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La realt cambia a seconda del modo in cui uno sceglie di osservala.

Lapplicazione dei principi della fisica quantistica al reame della mente/consapevolezza. Fred Alan Wolf PHD: sicuramente uno dei maggiori divulgatori scientifici contemporanei. Ha avuto il privilegio dincontri con straordinari uomini di scienza quali David Bohm, Richard Feynman e Werner Heisenberg. Ma quello che pi sconvolge del suo percorso il rapporto che ha con altri campi di studio, non solo la psicologia, la fisiologia... ma anche la relazione con la consapevolezza, il misticismo, la kabbalah, l'alchimia... Davvero insolito per un uomo di scienza, ma come abbiamo gi visto, la fisica contemporanea, e soprattutto quella quantistica, un campo altamente intuitivo e le cose spesso non sono come potremmo immaginarci. Come poteva Scienza e Conoscenza non intervistarlo? Vista la poliedricit del campo di Wolf lintervista avvenuta a tre voci: quella di uno studente di storia delle religioni appassionato di quanti; quella di un astrofisico PHD ed infine quella di una donna, un po giornalista curiosa e un po mistica. Il risultato stato davvero ampio e approfondito. Scienza e Conoscenza: Un campo quantico, un universo quantico fluttuazioni quantistiche queste espressioni sono ormai sulla bocca di tanti e non solo dei fisici. Ne parlano medici, scrittori, maestri spirituali, terapeuti etc. Puoi gentilmente spiegarci, secondo la tua ricerca scientifica diretta, che cosa significano e per quale motivo stanno assumendo tanto valore nel campo della ricerca interiore? F.A.Wolf: La parola "quanto" si riferisce ad unintera quantit di qualcosa dunque un quanto di mele potrebbe essere una singola mela ed un quanto denergia potrebbe essere una certa quantit intera denergia. La scoperta di un quanto denergia da parte di Max Planck condusse alla rivoluzione quantistica in fisica. La domanda da porsi era perch la natura preferisse distribuire tutto, nel suo campo, in intere unit dal momento che le teorie del tempo affermavano che non tutto dovrebbe distribuirsi in modo discontinuo. Quando la fisica quantistica fu pienamente formulata divenne chiaro che la ragione, per la quale la natura aveva creato tutte le cose discontinue, riguardava pi l'osservazione della natura stessa che non una sua oggettiva qualit intrinseca. Quindi, la coscienza inizi ad assumere un ruolo, tuttavia, quale sia questo ruolo e come lo svolga ancora fonte di dibattito scientifico. Ci che apparve chiaro era che doveva esserci una realt soggiacente a quella oggettiva di ogni giorno e che questa rimaneva nascosta alla vista. Tale tipo di realt era accessibile ai fisici tramite i rapporti matematici ma continuava ad essere non osservabile sebbene, avesse conseguenze osservabili. Lespressione campo quantico significa il campo invisibile di questa realt. Con Universo quantico sintende la comprensione corrente della realt, incluso questo campo invisibile, e le fluttuazioni quantistiche significano l'effetto di tale campo sulle cose che osserviamo.

SeC: In una tua precedente intervista hai citato, tra le figure che pi ti hanno ispirato, Richard Phillips Feynman, vincitore del premio Nobel per la fisica, e Carlos Suars, il maestro cabalista che hai incontrato durante il periodo in cui hai insegnato all'universit di Parigi. Questo appare paradossale agli occhi di molti. Come hanno potuto

influenzarti due figure apparentemente cos distanti tra loro? F.A.W: Ero elettrizzato allidea di seguire le lezioni del professor Feynman all' Hughes Aircraft Company in Culver City, California. Quello dal '57 al '59 fu un periodo molto fertile per la scienza americana. In quegli anni stavo per ottenere il master all' Howard Hughes Master of Science Fellowship per la UCLA University. Avevo sentito parlare di Feynman come di un insegnante eccezionale, e del suo modo d'insegnare divertente ed intuitivo, che riusciva a catturare lattenzione dei suoi studenti. Dopo averlo ascoltato, mi resi immediatamente conto, di quanto fosse affascinante la sua abilit di saltare da un argomento all'altro in fisica e quanto meraviglioso fosse il suo stile nel coinvolgere gli studenti. Quello stile, e i suoi "salti" intuitivi, mincoraggiarono non poco a cogliere pi opportunit nel mio apprendimento della fisica e a fare simili balzi nel mio modo di ragionare, specialmente nella maniera con cui poi io stesso avrei insegnato ad altri, durante le mie lezioni e seminari. Nel 1973 ero ormai disilluso del modo in cui, allora, si faceva fisica e dell'insoddisfazione che la maggior parte dei fisici percepiva quando si trattava di comprendere veramente che cosa implicasse la fisica dei quanti nella vita di tutti i giorni. La maggior parte di loro era contenta di seguire le formule senza preoccuparsi del significato della matematica. Insoddisfatto, lasciai linsegnamento alla San Diego University e nel giro di due anni mi trovai a fare un lavoro di ricerca tra Parigi e Londra. Fu vivendo a Parigi che il mio amico Bob Toben mi consigli dincontrare Carlos Suares. Cos feci, e la nostra amicizia ed il fatto di essere diventato uno suo studente di Cabala mi portarono ad una nuova apertura mentale rispetto alla fisica dei quanti e alle dinamiche della consapevolezza, cosa che mi interessava molto. Le indicazioni che ne ricavai furono che il campo quantico nascosto ai nostri occhi possedeva, non solamente possibilit fisiche, ma anche mentali e poteva con alta probabilit essere la tecnologia usata da Dio.

SeC: E' stato un simile interesse verso la consapevolezza che ti ha portato a studiare altri campi come la metafisica, l'alchimia etc. In che modo, queste cose, sono collegate con la scienza dei quanti? F.A.W: Per quello che posso comprendere di questa tecnologia di Dio, appare chiaro che la mente e la materia siano profondamente connesse e non che la mente un epifenomeno della materia e dellenergia come la maggior parte degli scienziati crede. La cabala, l'alchimia, le pratiche sciamaniche, lo yoga ed altre forme di pratica e di conoscenza mistiche continuano ad interessarmi in quanto aggiungono tasselli alla mia comprensione sul come e perch l'universo o qualsiasi altra cosa siano venute ad esistere.

SeC: Se la realt esiste veramente, come suggerisci continuamente anche nei tuoi libri, prima di tutto ad un livello virtuale, si pu pensare che allora il mondo materiale non sia altro che un riflesso del mondo primario, un po come suggeriva Platone? E la consapevolezza come sincastra in tutto questo?

F.A.W: La fisica dei quanti ci dice continuamente che esiste qualcosa prima dello spazio, del tempo e della materia. Io lo chiamo SubSpaziotempo. Altri lo hanno chiamato reame immaginale, nella moderna scienza quantistica descritto come uno spazio ad infinite dimensioni. I processi quantistici sono vitali in questo reame, e quella che noi chiamiamo consapevolezza gioca un ruolo fondamentale persino nella materia prima che consiste in atomi e particelle subatomiche. A questo livello, con linserirsi della variabile consapevolezza e presenti i principi della fisica quantistica, la scienza contemporanea necessariamente incide sulla credenza che la coscienza, o mente, nasca dalla materia come la teoria dell'evoluzione vorrebbe. Tutto questo necessita un'osservazione attenta a quello che la fisica quantistica ci dice sulla relazione tra onde di possibilit e curve di probabilit. La fisica dei quanti ha molto a che fare con questo sub-spaziotempo che va oltre la materia e la mente. Questo mondo rappresenta delle possibilit che appaiono come onde sulle quali la mente gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della realt. Potete pensare a questo sub-spaziotempo come al regno della grande mente inconscia di Dio o al luogo fondamentale dal quale la realt appare come mente e da cui la materia emerge. Il modo in cui tutto questo avviene pu essere colto dal ruolo giocato dalle onde di possibilit e dalla loro trasformazione in onde di probabilit. A differenza del pesce proverbiale che non riesce ad immaginare loceano in cui nuota, la mente sembra capace di concettualizzare il sub-spaziotempo in cui esiste. Attraverso la matematica e la scienza ma anche lo yoga ed altre discipline, la mente pu cogliere quel reame intangibile che esiste prima di ogni cosa ed in qualche modo dargli un senso. La nostra capacit di fare ci, di immaginare oltre l'immediata esperienza dei sensi, veramente notevole, e, di fatto, anche molto misteriosa. Questa sembra essere la modalit con cui la mente entra in questo spazio, "gioca" con esso e allo stesso tempo ne emerge con lintero universo materiale al rimorchio.

SeC: Losservatore in meccanica quantistica e la consapevolezza sono la stessa cosa? F.A.W: L' osservatore il nome dato a quel processo soggettivooggettivo della coscienza. Quindi vediamo la consapevolezza come l'interazione mente-materia con l'osservatore - la qualit soggettiva, e l'oggetto dell'osservazione - la qualit oggettiva.

SeC: Ma, esiste una differenza tra osservatore ed osservato? F.A.W: Nella vita di tutti i giorni esiste una differenza, e dal momento che un'illusione, causa non pochi problemi. Al livello ultimo della realt, la realt che io chiamo sub-spaziotempo, non c differenza. Qui c, davvero, solo una Mente ed i pensieri che al momento possono sembrarti molto personali e ben contenuti nella tua testa, quegli stessi pensieri sono pensati dovunque, da chiunque, in un certo momento e in una qualche forma. Ci nonostante, l'auto

riflessione implica una matrice di sopravvivenza sull'unica mente e la spezza apparentemente in una miriade di menti. Quindi il tuo pensiero appare come rumore di fondo a tutte le altre menti. O per metterla in termini diversi, l'unica mente un medium molto rumoroso. Penso anche che l'evoluzione sia parte di questa Unica Mente. [] Ma viviamo in un'epoca di stress mentale. [] E' come se le nostre menti fossero tirate in qua e in l, in un involucro trascinato da una parte allaltra dalle mani del tempo. Siamo presi in questa distorsione/deformazione e nessuno di noi pu pensare con calma a come uscirne. Al contrario dobbiamo faticarci la nostra strada attraverso la distorsione, lo stress, che riecheggia ogniqualvolta tiriamo fuori nuove intuizioni come quelle sulla natura di ci che o non reale. Cos, a volte il mondo pu apparire come un luogo oscuro, ma la luce dell'unica mente continuer sempre a brillare. Non esiste fine alla lucentezza che trapela dal magico presente. Il solo fatto che esista un mondo cos miracoloso, cos impossibile da spiegare, che dovremmo, riconoscendo ed avendo fede in questo, essere sempre colmi di stupore e di gioia, nonostante le mancanze che percepiamo nella vita di tutti i giorni. Il fatto che esistiamo in forma materiale non meno miracoloso e pu darsi che la sofferenza che vediamo intorno e che sentiamo dentro di noi sia concomitante con, o il risultato del fatto che siamo spiriti che vivono in una forma materiale. Siamo solamente riflessi di quell'unica mente in uno specchio dagli infiniti riflessi. E un'illusione, ma una meravigliosa e stupefacente creazione.

SeC: Quantum leap, un altra espressione chiave, non a caso il titolo di una tua opera (Taking the quantum leap) se ne sentiva parlare gi fine anni 70 come esempio di uno shift (spostamento nella consapevolezza), come uno stato di non mente, una variazione di lunghezza donda per favore di che si tratta, in fisica, nella dimensione della coscienza e nella vita di tutti i giorni? E che significa in parole semplici fare queste salto. A proposito: tu lhai fatto? F.A.W: Tutto questo ha a che fare con il principio di complementarit della fisica dei quanti. Secondo questo principio ci che scegli di osservare influenza quello che puoi osservare. La coscienza o consapevolezza pu cambiare una probabilit pi certa in una meno certa. In un caso del genere un osservatore pu perdere un certo tipo di conoscenza ma guadagnarne unaltra, di tipo diverso. Quando questo accade l'osservatore ha mutato forma di conoscenza. La conoscenza pertanto rappresenta uno specifico risultato di tale azione ed soggetta a cambiamento. Potremmo avere conoscenza di un oggetto e nel tentativo di saperne di pi su quello stesso oggetto potremmo perdere parte della nostra conoscenza iniziale. [] Un cambiamento nel mondo fisico pu anche cambiare le possibilit. Il tempo gioca un ruolo cruciale nel determinare gli stati di coscienza. Lasciate che faccia qualche esempio. Prima di tutto necessario enfatizzare che il tempo non semplicemente "l fuori", anche se osserviamo processi oggettivi come se accadessero in "un tempo/l fuori". Ricordate, il tempo creato dalla mente, cos pure lindice dei cambiamenti nel suo fluire. Gli intervalli di tempo che oggettivamente definiamo esperienze appaiono in realta come "punteggiature" di coscienza. Quando molti di questi punti (focali) accadono, li contiamo e li definiamo come il

tempo che passa. In questo modo acquisiamo un senso del tempo. [] Ad esempio, se sperimento cento "unit di secondi" in un secondo oggettivo, come quando ho esperienza di muovermi consciamente e rapidamente (proprio come gli atleti percepiscono in certi sport quali la discesa libera), il tempo attorno a me sembra rimanere immobile. In questo caso, sperimento un contrarsi del mio ego - forse quale risultato di una maggiore preoccupazione per la mia sicurezza - che fa passare il tempo pi velocemente. Spesso le persone che hanno incidenti stradali sperimentano il velocizzarsi del tempo. Notate, che mi riferisco qui alla mia sensazione del tempo che si fa pi veloce e non allammontare del tempo oggettivo secondo lorologio che ho davanti e che percepisco rallentato. Anche le persone che hanno esperienze fuori dal corpo (OOB) percepiscono un contrarsi del contatto dellego con la mente ed hanno una moltitudine di esperienze soggettive anche se poco tempo oggettivo passato. Mi rendo conto che questaffermazione va contro quanto di solito si abituati a sentire su ci che accade durante unesperienza di OOB ovvero, che in tale stato, la persona abbandona lego. In realt, accade l'opposto, in quanto il centro dell'attenzione si distacca dal corpo e va completamente nel cervello. Quindi l'ego si contrae ancor di pi e le informazioni ricevute sono ancora pi illusorie di quelle apprese in stato di consapevolezza ordinaria. D'altra parte, quando sperimento un centinaio di "unit di secondi" in lenta meditazione, il tempo intorno a me sembra prender velocit, e percepisco un rallentare del tempo relativo all'orologio sul muro. Ho anche esperienza del tempo che rallenta, ovvero invecchio meno rapidamente - anche se l'orologio mi dice che sto invecchiano normalmente - quando sono creativo e scrivo, cosa che del resto faccio ogni giorno. Generalmente sono occupato a scrivere per delle ore, che, in realt, mi sembrano minuti. Qui accade una sorta di abbandono dellego e perdo la concezione di chi stia creando. I medium sanno perfettamente di che tipo di esperienza parlo. In un senso molto reale, lazione creativa non solo mi distoglie dal mio ego, ma mi concede anche di accedere ad universi paralleli dove posso raccogliere tante nuove informazioni.

SeC: Il luogo in cui andiamo quando sogniamo effettivamente il reame dell'ordine implicito descritto da David Bohm? E perch abbiamo esperienza di questi livelli? F.A.W: Penso che non "andiamo" l, siamo l sempre! Solo che non ce ne rendiamo conto, a causa del ruolo che la coscienza deve giocare nei riguardi della sopravvivenza materiale. Siamo continuamente in questo reame, o ordine implicito, ma anche costantemente presi a spostare lattenzione sull'ordine esplicito che continuamente creiamo.

SeC: La teoria delle superstringhe comprende necessariamente un universo multidimensionale. Vedi un qualche rapporto tra consapevolezza quantistica e la teoria delle superstringhe? F.A.W: Solo in modo indiretto. Mi spiego; possibile che la nostra nozione della mente sia stata messa in una categoria di appartenenza

sbagliata. Visto che la mente non pu essere oggettivata, modi oggettivi di vederla - in termini psicologici o comportamentali - non possono appartenerle. Ma un nuovo modello soggettivistico della mente potrebbe cambiare il modo in cui ragioniamo scientificamente ed influenzare la ricerca scientifica in questo campo. Potrebbe anche aiutarci a comprendere l'evoluzione in un modo diverso, o a determinare come e perch un s si sviluppa credendo di essere niente altro che un corpo, anche se sospetta che ci sia qualcosa di pi. Questa idea non cos radicale come uno potrebbe pensare. Ad esempio oggi in fisica stiamo lavorando su nuovi modi di vedere come l'universo si sia originato e di che cosa sia fatto. Questa nuova strada si chiama teoria delle stringhe, ed uno dei punti pi sorprendenti che si basa su idee che non sono provabili da nessun test sperimentale. In una recente intervista il vincitore del premio Nobel Sheldon Glashow ha fatto notare: "Ai miei tempi i teorici ed gli sperimentatori erano molto in contatto. Questa intimit tra i due continuata nel tempo e continua sicuramente nella mia universit. Ma stranamente vi sono stati degli sviluppi per cui, una nuova generazione di fisici sta facendo della fisica, indiscutibilmente vera fisica, ma un tipo di fisica che non ha assolutamente niente di sperimentale. Questa nuova generazione interessata al lato sperimentale da un punto di vista culturale e non scientifico perch si sono concentrati su domande che semplicemente gli esperimenti non possono spiegare. Questo un cambiamento. E' un qualcosa che nato negli anni '80, si sviluppato negli anni '90 ed oggi attrae molti tra i pi brillanti fisici. Si chiama teoria delle superstringhe e, per quello che sono riuscito a vedere, non ha nessun legame con esperimenti o osservazioni. Se non totalmente separata dal lato sperimentale lo sicuramente molto. Questi teorici delle stringhe lo negheranno. Diranno: Abbiamo previsto l'esistenza della gravit. Ma gi ne sapevo molto a riguardo, prima ancora di sentir parlare di superstringhe, quindi questa non mi sembra una previsione. Naturalmente non esiste nessuno che possa provarla o provare il contrario, per cui questa teoria salva, permanentemente salva, ma io mi chiedo allora se si tratta di una teoria scientifica o filosofica. Stiamo assistendo ad una nuova tendenza che spinge gli scienziati contemporanei a trovare il significato dell'universo nell'intangibile, nell'inoggettivo mondo dell'immaginazione, che si trova interamente nel reame della soggettivit. Non penso che questa sia solo una moda, anzi credo che si tratti di un tassello importante nellavanzamento della comprensione soggettivistica di come l'universo funzioni. L'essenza di questo che non esiste universo senza immaginazione, non esiste immaginazione senza una mente e non esiste mente senza coscienza. Quindi come iniziamo ad addentrarci nella struttura della coscienza giungiamo alle sua fondamenta spirituali nellantica saggezza: Si tratta, dopotutto, di un mondo spirituale e comprendere le sue relazioni con la fisica dei quanti ci aiuter a vedere questa realta in modo pi chiaro.

SeC: Il mondo quantistico implica l'interazione tra un osservatore creativo e l'osservato o realt esterna. Hai un'idea qualitativa su come stabilire una funzione d'onda per ottenere una prima descrizione matematica di tale interazione, se l'elemento interagente non un fotone ma una mente conscia? Pensi che ci sar mai una fisica del mondo interno formulata in termini teorici e quantitativi?

F.A.W: Credo che sia non solo possibile, ma credo anche che una buona mole di lavoro sia gi stata svolta. Ho seguito con molto interesse il lavoro di Yakir Aharonov e alcuni collaboratori come Lev Vaidman, David Albert ed altri. Aharonov ha proposto in alcuni suoi articoli quelli che considero essere nuovi ed intelligenti spunti sulla relazione osservatore/osservato. Non la "particella" di interazione, che sia un fotone, un elettrone o un motore a scoppio che ci interessa qui, pi che altro il modo in cui trattiamo l'interazione Hamiltoniana. L'idea quella di usare l'interazione base suggerita da Von Neumann molti anni fa, e che descrive l'interazione tra uno strumento di misura ed un sistema osservato. Sotto la condizione in cui le iniziali (pre) e le finali (post) funzioni d'onda quantica sono scelte, possibile "osservare" l'oggetto che ha un valore chiamato "valore debole" e che sta largamente al di fuori dei possibili auto valori dell'oggetto. Io suggerisco che mente e materia interagiscono tramite "misurazioni deboli" e per questo, l'osservazione della realt pu apparire molto differente da osservatore ed osservatore anche se si sta guardando lo stesso oggetto. Probabilmente quella che chiamiamo fantasia una misurazione debole. Sotto alcune circostanze le misurazioni deboli e quelle forti - quelle che sono regolate per accadere con una unit di probabilit - concorderanno. Ma in altre circostanze, le misurazioni deboli possono essere alquanto bizzarre, indicando anche probabilit negative. Qual' il futuro della fisica secondo te? Pensi che la fisica quantitativa possa aggiungere nuovi importanti capitoli (inclusa la consapevolezza quantistica) o che una nuova forma di conoscenza sistematica, non sciamanicaca, possa essere creata assieme ad una nuova tecnologia? Credo di intuire che la fisica quantistica sia un necessario gradino verso un nuovo campo di scienza soggettiva spirituale nella quale gli stati interiore della coscienza saranno soggetto di ricerche e teorie e che saranno fatti tentativi sperimentali comprendenti gli stati di coscienza straordinari. Tutto, dalla grande coscienza spirituale, al motivo per cui la gente continua ad uccidersi e a rubare ne far parte!

SeC: Hai qualche idea sulle nuove modalit di comunicazioni con entit extraterrestri oltre a quelle standard dei protocolli SETI? Hai un'opinione sulla visione a distanza? Ho visto che molti scienziati di grande importanza come il Dr. Hal Puthoff e il Dr. Russel Targ stanno studiando questo fenomeno attentamente. F.A.W: Senza una qualche forma di verifica ogni tentativo di comunicazione con altre forme di vita intelligenti non verr preso seriamente in considerazione dalla scienza. Studi indipendenti o oggettivi saranno sempre necessari. Per esempio, se qualcuno sostenesse di aver comunicato con un essere su Saturno tramite un messaggio pi veloce della luce, allora qualcuno dovrebbe andare su Saturno e stabilire una stazione di comunicazione ad onde di luce lunghe e lente per provare che il fatto straordinario abbia una qualche validita.

SeC: Hai preso parte a "What the Bleep do we know", un film indipendente che sta ricevendo attenzione in tutto il mondo. Insieme a te nel film ci sono altri noti personaggi come Tiller, Dispenza,

Emoto... raccontaci della tua esperienza e del motivo per cui hai scelto di farla. I produttori ed i registi sono, che si creda o meno, miei fans che hanno partecipato pi volte alle mie conferenze! Mi fu fatto un invito speciale, per tenere una conferenza presso la scuola misterica di Ramtha di cui essi sono allievi. I miei libri sono usati dagli studenti di questa scuola, cos mi chiesero di prendere parte al film. Sono rimasto entusiasta del film e di come stato realizzato. Dopo tutto hanno coinvolto 14 scienziati e mistici, hanno prodotto delle animazioni molto ben fatte per illustrare le loro idee e messo su una sceneggiatura interessante. Molte le cose da tenere in gioco, ma il risultato stato ottimo. Posso dire di essere totalmente solidale con gli effetti ricercati e con gli sforzi di chi lo ha realizzato.

Che cosa ti aspetti o cosa desideri possa lasciare nelle persone che lo vedono? Sospetto che vi sia un forte desiderio di spiritualit che le religioni non riescono a soddisfare. Questo un film spirituale e per questo va a toccare dei punti morbidi nella psiche di chi lo guarda. La gente che lo vede inevitabilmente torna per una seconda, terza ed in certi casi n volte a vederlo (dove n sta per infinite). E' veramente una novit nel suo genere, riesce ad esporre spiritualit, scienza moderna, coscienza e, cosa pi importante, l'idea che possiamo cambiare il mondo, tramite atti di consapevolezza. Alcuni spettatori ed anche alcuni critici semplicemente non credono nel messaggio del film, cos perdono la possibilit di comprendere il significato scientifico chi vi dietro. Sorprendentemente, se riesci a bloccare la tua incredulit durante il film, riesci a cogliere che cosa sia veramente la fisica quantistica, se questo non accade il messaggio del film ti passa accanto senza toccarti. Dopo tutto la fisica quantistica un terreno difficile, ed il fatto che l'osservazione umana giochi un ruolo in quello che questa scienza ha dimostrato riguardo al funzionamento degli atomi, delle molecole e del mondo subatomico cos controverso che anche il pi conservatore degli scienziati non riesce ad evitare il fatto che sia vero. Oggi il ruolo giocato dalla coscienza nel mondo fisico cos vasto che vi sono ancora numerose interpretazioni che cercano di aggirare questo fatto. Queste interpretazioni tuttavia non fanno che aggiungere mistero a tutta questa storia.

Parteciperai al "Prophets conference" il prossimo febbraio (4-6) a Santa Monica. Una conferenza basata sugli argomenti introdotti dal film. Con te ci saranno la maggior parte delle persone intervistate nel film e tra queste anche J.Z. Knight della " School of Enlightenment". Molti sono rimasti sorpresi di vedere un importante scienziato come te e come altri nel film, partecipare a questa iniziativa con una medium, o channeller come dicono in America, che sostiene di canalizzare un maestro spirituale asceso 35000 anni fa. Quali sono le tue considerazioni?

Trovo la maggior parte degli insegnamenti di Ramtha incoraggianti e credo che posseggano un valore spirituale. La domanda che ci si pone se veramente questa donna stia canalizzando tale entit o meno, ma questo ad essere sincero non minteressa. Lasciate che la metta gi cos; se sei una donna intelligente, spiritualmente saggia e con molto da contribuire alla nostra visione del mondo, ma non hai le credenziali per dare un simile contributo, che cosa fai allora? Una risposta sicuramente canalizzare un'entit, un maschio guerriero dell'antichit. Sicuramente nessuno ti potr ignorare allora. Tutto quello che dovrai fare sar tener testa agli scettici e ai maldicenti, ma questo un piccolo prezzo da pagare per essere ascoltata. L'intervista uscita per la prima volta sul n 11 di Scienza e Conoscenza.