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Come ho scoperto i danni dei vaccini sui cani di Catherine ODriscoll (prologo al libro Shock al sistema!

, edizioni Impronte di luce) http://www.improntediluce.it/schede_libri/shock_al_sistema.html Andammo a prendere Prudence in allevamento. Pat Bartlett ci port dai cuccioli. Ce nerano circa otto; grassi e molli piccoli bandoli scoordinati che rotolavano e ballonzolavano in giro con gli occhi pieni di sonno; inciampavano e cadevano uno sullaltro e correvano senza paura verso le nostre braccia aperte ansiose di afferrarli. E poi Oliver prese il mio dito nella sua piccola bocca, e Prudence si sedette di fronte a John ed emise un dolce piccolo abbaio, e sia Oliver che Prudence divennero dei magneti del cuore, e John ed io eravamo la limatura di ferro. Oliver e Prudence erano i nostri boccioli di maggio, nati in primavera e colti in piena fioritura. Poco dopo il nostro matrimonio, John ed io avevamo accolto in casa un Golden retriever di nome Chappie. Poi Sophie, poi Oliver e Prudence. Essi, i nostri figli a quattro zampe, riempivano di felicit la nostra casa. Era una situazione idilliaca. Tante persone vorrebbero avere un cane, ma lavorano e non vogliono lasciare il cane da solo tutto il giorno. Oppure vivono in appartamento o in citt, senza prati nelle vicinanze, e cos aspettano, e continuano a desiderarlo. Ma noi eravamo fortunati: i nostri cani venivano in ufficio con noi; John ed io avevamo una nostra attivit di marketing. I nostri cani ci facevano da receptionist e da distruttori di documenti, ed erano delle vere star nella citt dove passeggiavamo e giocavamo allora di pranzo. Un giorno un uomo anziano ci pass accanto nel parco e url: Quelli sono i cani pi felici di Northampton, e io ringraziai Dio, perch forse aveva ragione. Ogni giorno, nel mio ufficio, Chappie si sdraiava accanto alla finestra, Sophie ai piedi della mia scrivania, Prudence di fianco a me, e Oliver, beh, Oliver si sdraiava sui miei piedi oppure esattamente in mezzo allingresso. Era fatto cos. E ogni visitatore veniva accolto sempre con un sorriso e un benvenuto; sempre, nella stanza, cerano risate e amore. Poi, una mattina, John mi svegli come al solito con una tazza di t. Ma cera qualcosa che non andava. Oliver non era accanto a me sul letto. Dov Ollie?, chiesi, con lo sguardo offuscato. Nei quattro anni in cui lavevo conosciuto, Oliver non mi aveva mai lasciato accogliere una nuova giornata senza la sua luce nel mio cuore. Catherine, disse John, con tono davvero preoccupato, Oliver ha qualcosa che non va. Non riesce a stare in piedi. Ha le zampe posteriori paralizzate. Cos mi alzai e scesi al piano terra, dove Oliver era sdraiato. Sapete, cera un programma una volta in TV che sintitolava Il giorno che cambi la mia vita, e questo fu il giorno che cambi la mia. Esso si dipan innanzi a me come un incubo, e ancora non mi sono svegliata. Anche John non sar mai pi lo stesso. E dunque Oliver era sdraiato sul pavimento del salotto, e Prudence, Chappie e Sophie gli stavano alla larga. Non entravano nemmeno nella stanza. Ora so che i cani sentono la morte, e lasciano in pace il morente. Ma questo allora non lo sapevo, perch, se lo avessi saputo, non avrei fatto quello che facemmo quel giorno.

Mi sedetti accanto a Oliver e gli parlai, ricorrendo a tutti i suoni consolatori che riuscivo a mettere insieme. Gli accarezzai la testa e il collo, e anche la pancia, perch gli piaceva, e lo baciai e gli dissi di non preoccuparsi, che lavremmo portato dal veterinario e che il veterinario lo avrebbe fatto stare meglio. E aspettai che John si lavasse e si vestisse, e poi John scese gi e io andai su a lavarmi e vestirmi. Poi mettemmo insieme una barella con alcune coperte e trasportammo Oliver allauto. Dentro di noi, dovevamo sapere che era una cosa grave, perch salii insieme a Oliver nel baule della familiare, appoggiai la sua testa sul mio grembo e mi misi a parlargli mentre lauto ondeggiava e sussultava lungo la strada. A un certo punto, Oliver si mise in testa che voleva mettersi seduto e guardare fuori dal finestrino, ma non ci riusciva, cos lo calmai e gli accarezzai il collo e gli dissi: Va tutto bene, Oliver. Non ti preoccupare. Starai bene. Mamma si prender cura di te. E i suoi occhi fissarono i miei. Quello fu il momento che cambi la mia vita. I suoi occhi agganciarono i miei e decisero di credermi, di fidarsi di me, di prendere la mia parola per vera. E in quello sguardo cera tutto lamore dellUniverso. La sapienza pi saggia che sia mai stata conosciuta. Cos arrivammo dal veterinario e tirammo fuori Oliver dallauto, e il veterinario ci stava aspettando e ci fece accomodare di corsa nellambulatorio e sdraiammo il nostro caro Oliver sul tavolo. Sapete, Oliver, quando andava dal veterinario, di solito tremava e sussultava. Era sempre fuori di s dalla paura. Ma quel giorno era calmo. Era sereno. Da lui emanava la pace, e rimase l sdraiato su quel tavolo, e aspett pazientemente mentre il veterinario provava e riprovava a trovare la vena per un prelievo di sangue, e Oliver non era per nulla preoccupato. E ora io penso, non lo so ma lo penso, che Oliver sapesse fin dallinizio che sarebbe morto in quellambulatorio veterinario. E cos Oliver sdraiato sul tavolo dellambulatorio veterinario, e John ed io siamo preoccupati, perch non si tratta del solito veterinario; un sostituto, un giovane insignificante e presuntuoso, e speriamo che sappia quello che sta facendo. Ma lui sorride e ci dice di non preoccuparci, e ci dice che pensa che Oliver abbia un virus nella spina dorsale e che dobbiamo lasciarglielo l in modo che possa fargli una flebo, una flebo di steroidi, e che Oliver dovrebbe stare bene nel giro di un paio di settimane. E il giovane veterinario indossa un camice bianco, e noi non sappiamo comunque cosaltro fare, per cui lasciamo Oliver in ambulatorio. E mentre lo trasportano verso le gabbie sul retro dellambulatorio, Oliver mi lancia unocchiata e si protende con la parte anteriore del corpo verso di me, e mi dice con gli occhi: Ti prego mamma, ti prego, non lasciarmi. Fammi venire a casa con te. E io gli dico: Va tutto bene Oliver. Starai bene. Ci vediamo pi tardi. E poi John ed io usciamo dallambulatorio e io crollo in lacrime appoggiandomi al muro. Perch la mia testa mi sta dicendo che Oliver star bene e il mio cuore sa che non vero. E, maledizione, ho ascoltato la mia testa. E ho ascoltato il veterinario. E non ho ascoltato Oliver. Cos John e io ce ne andammo e cercammo di portare avanti il lavoro. Ma io continuavo a telefonare in ambulatorio. Chi se ne frega se pensano che sono una proprietaria nevrotica? Lo sono, in ogni caso. Cos continuai a chiamare, e continuai a chiedere se il veterinario anziano poteva andare a dare unocchiata a Oliver, perch, vedete, lui ci sta molto a cuore. una persona speciale, e dobbiamo essere certi che il veterinario anziano

lo veda. E la segretaria continua a dirmi che il veterinario anziano non ancora arrivato. E poi ci dice che ha avuto troppo da fare. E io continuo a chiamare. E John chiama pure lui e gli viene detto di andare a casa. E poi chiamo io di nuovo, e il sostituto viene al telefono, e inizia a borbottare e farfugliare e io in silenzio aspetto che lui mi dica che Oliver sta bene. ancora l? mi chiede. E io emetto un rumore in modo che capisca che sono ancora l, e spero, prego, che mi dica che Oliver sta bene. Ma lui mi dice che Oliver morto. Vorrei picchiare il veterinario, e allo stesso tempo vorrei abbracciarlo, perch giovane e ha bisogno di fiducia se vuole salvare delle vite, cos me ne sto l seduta a piangere allaltro capo del telefono. John in piedi accanto a me, cos gli passo il ricevitore. E John dice che non vogliamo unautopsia, che non vogliamo che il nostro Oliver venga tagliato a pezzetti come se fosse solo un taglio di carne. E poi saliamo in macchina per andare a prendere Oliver e portarlo a casa, dove sarebbe dovuto rimanere per tutto il tempo. E poi ci troviamo a recitare le nostre parti nellambulatorio, le parti di quelli che piangono mentre gli altri clienti se ne stanno l seduti a guardare imbarazzati, e Oliver viene messo su una barella e lo portiamo fuori dalla porta posteriore, e in qualche modo arriviamo a casa. E poi siamo nel giardino dietro casa a cercare un posto in cui il corpo di Oliver possa riposare. Vivevamo in una casa moderna, e il costruttore aveva deposto la terra del nostro giardino sopra cumuli di macerie edilizie. E John non riusciva a scavare abbastanza in profondit per ricavare la fossa per Oliver. E cos se ne sta l in piedi con la pala in mano e le lacrime che gli scendono lungo il viso, e non riesce a scavare tra quei dannati sassi, mattoni e sacchetti di plastica, e io sono l in piedi accanto a lui con le lacrime che mi scorrono lungo il viso, e il sole sta iniziando a tramontare, e il corpo di Oliver sta aspettando nellauto e il tempo sta per scadere. Cos John mi chiede di andare a cercare un vicino che ci presti un piccone. E cos cammino lungo il marciapiede con le lacrime che scorrono lungo il viso e i singhiozzi che fanno sussultare il mio corpo, e vago chiedendomi a quale porta posso bussare con le lacrime che mi solcano il viso, e mi chiedo come potr riuscire a mettere insieme le parole che possano comunicare al mio vicino che ho bisogno di un piccone. Ian e Sue, che vivono nel cottage alla porta accanto, stanno stendendo il bucato e mi vedono passare, e vedono le mie lacrime e vengono di corsa verso di me. Non previsto che i vicini ti vedano in queste condizioni. I vicini si suppone debbano vederti sempre calmo e sicuro, con le cose che vanno sempre bene, ma Ian e Sue mi videro singhiozzare sul marciapiede e corsero fuori da me. E dissero: Oh no, non Ollie, perch sapevano che Oliver era un cane speciale. E il mio cuore e la mia testa continuavano a dire: Oh no, non Ollie. Cos Ian mi disse di tornare a casa. Disse che mi avrebbe trovato un piccone. E Ian arriv portando il piccone a John, e John scav una buca, e seppellimmo Oliver alla luce del tramonto. strano come reagirono Chappie, Sophie e Prudence. Sophie rimase seduta allaltro capo del giardino, sorridendo e scherzando, con aria allegra. Stava cercando di tirarci su il morale. Prudence girava di qua e di l preoccupata. E Chappie venne alla tomba di Oliver e gli diede un ultimo saluto. Per la prima volta nella sua vita, Chappie ulul alla luna. E per diversi mesi, Chappie continu a uscire in giardino e a sedersi sulla tomba di Oliver. In un qualche momento, nel corso di questa storia, mi chiam al telefono la mia matrigna

e io piansi e le dissi di Oliver e le dissi che non potevo parlare. Poi chiam mia sorella Leslie, perch Leslie ama i cani e poteva capire, e unamica ci mand dei fiori. E tutti gli altri pensarono che Oliver era soltanto un cane. E mi sembr strano, questo. Voglio dire, io pensavo davvero che il mio cuore stesse per esplodere, mi faceva male lo stomaco e mi doleva la testa, e linterno del mio corpo era come una pentola a pressione. Se il coperchio si fosse alzato, avrei cominciato a urlare e avrei potuto non fermarmi mai, ma quando dicevo alle persone che Oliver era morto, loro dicevano Oh, e iniziavano a parlare di qualcosaltro. Come se Oliver fosse stato solo un cane. Ma non scorder mai Ian e Sue che mi vennero incontro di corsa quando mi videro con le lacrime che colavano lungo le guance. Perch so che molte persone avrebbero tirato le tendine e non si sarebbero fatte coinvolgere. E Oliver aveva solo quattro anni. Due anni pi tardi, quando Prudence aveva solo sei anni, ci venne detto che aveva la leucemia; che aveva al massimo un paio di mesi di vita. Questa volta, la perdita non fu improvvisa; abbiamo avuto il tempo di dirle addio. Abbiamo avuto il tempo di dirle quanto la amavamo. Tempo per ringraziarla per lamore che ci aveva dato. Abbiamo avuto il tempo trenta giorni per vedere la vita allontanarsi da lei, come laria che esce da un copertone da un piccolo foro. E abbiamo avuto il tempo di sperare e pregare, e guardarla andare via. E abbiamo avuto il tempo di ascoltare Prudence. In quegli ultimi giorni, Prudence mi disse diverse cose. Cominci trascinando il suo corpo stanco, con grande determinazione, fino ad ogni casa del paese abitata dai bambini che aveva amato. Il cuore di Pru era grande quanto lUniverso, e lei doveva dire a tutti quanto li amasse. Prima di lasciarci. E mi portava verso ogni persona che ci passava accanto per strada; e si sdraiava a terra soddisfatta non appena cominciavamo a parlare. Pochi giorni prima di morire, Prudence si diresse verso il centro ricreativo del paese. Guard dentro dalla finestra e mi disse che voleva entrare. Ma ai cani non era permesso entrare, cos la portai a casa. E il giorno dopo prese con determinazione la strada verso il centro ricreativo, e guard dentro. Cos entrammo. E si sdrai a terra accanto a me e a Sheila e aspett che io afferrassi il messaggio. Perch Prudence mi chiese di fare una cosa, prima di morire: mi chiese di dire a tutti voi voi che amate la vita perch i nostri cani stanno morendo, perch i nostri bambini stanno morendo, perch gli animali e le persone in tutto il mondo stanno morendo. E piangendo. Cos che possiamo imparare a prenderci cura luno dellaltro, cos come lei si prese cura di noi. Prudence mi ha chiesto di essere la sua voce, e la voce di tutti gli animali e di tutti i bambini, di tutte le persone che hanno il cuore spezzato, e il corpo sofferente. Prudence mi disse che lei mor, e che Oliver mor, per dimostrare al mondo che luomo sta distruggendo il pianeta e la vita su di esso. So che penserete che tutto questo folle, ma io ve lo devo dire. Sapete, la gente dice che gli animali sono inconsapevoli. Dice che le loro menti e le loro emozioni sono limitate ai bisogni corporei. Pensa che solo gli esseri umani siano capaci di emozioni complesse; che, se pensiamo diversamente, stiamo antropomorfizzando. Eppure, quando gli elefanti soffrono un lutto, possiamo vedere le loro lacrime. E quando Prudence mor, io vidi la sua tenerezza verso di me e la sua preoccupazione per me.

La malattia di Pru era una malattia crudele; tentammo di salvarla, e alle volte si riprendeva e noi pensavamo che stesse guarendo, ma poi peggiorava di nuovo, magari per riprendersi ancora il giorno successivo. La notte precedente la sua morte, Prudence chiese di venire di sopra a sdraiarsi con me nel letto. Nei giorni precedenti avevo dormito accanto a lei sul pavimento al piano terra. Ma quella notte chiese di venire di sopra, cos John la prese in braccio e la depose sul letto. Me ne stetti l sdraiata a parlarle mentre lei faticava a respirare, e notai che le sue zampe erano gelide e seppi allora che stava morendo. Cos le parlai; dissi: Sei stata sempre una brava ragazza Prudence, e io ti amo davvero tanto. Hai protetto Chappie e Sammie, e hai giocato con Sophie, e ti sei presa cura di me e di John. Sei una ragazza fantastica, e non vorrei che te ne andassi; ma se non ce la fai pi, io capir. Prudence mi guard ed emise quel suo piccolo suono sibilante ed effervescente, come una bottiglia di limonata quando viene stappata; era il suono che emetteva sempre quando esprimeva amore e gratitudine. Mi guard negli occhi; i suoi occhi erano marroni e profondi mille miglia. Mi stava ringraziando per averle dato il permesso di andare, e mi stava dicendo che anche lei mi amava. Il mattino successivo, prima che arrivasse il veterinario, John port Prudence in giardino e le disse la stessa cosa. Ci vollero due anni prima che ci dicessimo che ognuno di noi, separatamente, aveva dato a Prudence il permesso di lasciarci. Tre anni dopo la morte di Pru, leggo il seguente brano nel libro di Sogyal Rinpoche Il libro tibetano del vivere e del morire: Se rimanete attaccati alla persona morente, potete causarle molta inutile sofferenza e renderle molto difficile lasciarsi andare e morire in pace affinch la persona possa lasciarsi andare e morire serenamente, essa ha bisogno di sentire due rassicurazioni verbali da parte delle persone amate. Per prima cosa, esse devono dare alla persona il permesso di morire e poi devono rassicurarla che staranno bene una volta che lei se ne sar andata, e che non c bisogno che si preoccupi per loro. Quando mi chiedono quale sia il modo migliore per dare a una persona il permesso di morire, io dico di immaginarsi al capezzale della persona che amano mentre dicono con la pi profonda e sincera tenerezza: Sono qui con te e ti amo. Tu stai morendo, e questo del tutto naturale; succede a tutti. Vorrei che potessi restare qui con me, ma non voglio che continui a soffrire. Il tempo che abbiamo trascorso insieme stato sufficiente, e mi sar sempre caro. Per favore, non restare pi aggrappato a questa vita. Lascia andare. Ti do il mio pieno e sentito permesso di morire. Non sei solo, n ora n mai. Hai tutto il mio amore. Sapete, quella notte, con Prudence sdraiata sul mio letto, trascorsa guardandola morire, stato forse il momento pi tenero della mia vita. Non stavo condividendo le ultime ore di vita di un essere inferiore. Stavo condividendo le ultime ore di vita di un essere nobile; lesistenza di un cane la cui principale motivazione nella vita era stata quella di prendersi cura degli altri. E Prudence, fino alla fine, ha sempre e solo voluto farmi piacere, e aveva bisogno del mio permesso per poter morire. Qualche giorno pi tardi, presi in mano un libro e lo aprii a casaccio. Dalla pagina, mi fissarono le seguenti parole: Mi dispiace di

essermene dovuta andare, ma il dolore era troppo da sopportare. Non so, ma qualcosa mi dice che quello era un messaggio da parte di Prudence. Dovremmo ascoltare gli animali; essi sono consapevoli. Oliver e Prudence, quando vennero ad abitare nel mio cuore, accesero ciascuno una piccola candela. Tutti accendiamo una candela. la candela dellamore e della luce. Tutti insieme i cani e i gatti e il bestiame e le pecore, e persino gli esseri umani possiamo diffondere luce dove c oscurit. Perch abbiamo creato un mondo insensato, e ora dobbiamo tornare a dargli un senso. arrivato il momento. I cani sono venuti a ricordarcelo. *********** Avevamo quattro Golden retriever, e due erano morti prima di aver raggiunto la mezza et. Chappie e Sophie erano ancora con noi, ma Chappie aveva unaffezione alla tiroide e si era rotto i legamenti crociati, cosa che lo rendeva zoppo, e Sophie, a soli sei anni di et, aveva sviluppato unartrite talmente grave che al mattino non voleva alzarsi dal letto. Dopo la morte di Oliver, in famiglia entr Samson. Quando aveva solo due anni, scoprimmo che aveva una malattia autoimmune, ovvero una malattia per la quale il sistema immunitario del corpo attacca il corpo stesso. Poi, dopo la morte di Prudence, entr sulla scena Gwinnie. Era talmente allergica che, se le toccavi la schiena, questa si increspava. Continuava a mordicchiarsi la propria pelle e le zampe; era in unagonia allergica. Chiedemmo al veterinario perch Oliver fosse morto. Non lo sapeva. Cos cominciai a gemere rivolta al cielo, chiedendo perch. Alla fine, per, trovammo un veterinario omeopata che azzard unipotesi sulla morte di Oliver. Ci disse che sembrava proprio una classica reazione vaccinale: che Oliver era probabilmente stato ucciso da un vaccino. Poi, dopo la morte di Prudence, unamica, Susan Rezy, ci invi un articolo scritto da una veterinaria americana, Jean Dodds. La d.ssa Dodds sembrava a sua volta implicare i vaccini nella morte di Oliver, e cera un nesso anche con la morte di Prudence. Quando si porta a casa un cucciolo, si pensa di avere fra le mani il proprio sogno. Ma io e John avevamo fra le mani i nostri incubi. Pensavamo di essere i peggiori proprietari di cani al mondo: perch i nostri cani erano cos malati, e perch stavano morendo? Sapete, quando ci troviamo a soffrire di una tragedia personale che quasi troppo dura da sopportare, abbiamo una scelta. Possiamo permettere a quella sofferenza di amareggiarci; possiamo cercare qualcuno da incolpare e cercare la vendetta. Oppure possiamo sollevarci al di sopra di quella sofferenza, come farebbero i mistici. La terza scelta quella di trasmutare la sofferenza in una forza rivolta al bene: usare la conoscenza acquisita attraverso lesperienza per aiutare altri che si trovino in situazioni simili. Pensammo che se almeno fossimo riusciti a scoprire dove stavamo sbagliando, anche altri cani avrebbero potuto giovarne. Per una serie di coincidenze, venni presentata a una signora di nome Sally Cronk. Sally aveva perduto un cane Sadie a causa dellanemia emolitica autoimmune, e stava facendo il nostro stesso percorso. Anche lei aveva visto il lavoro di Jean Dodds e stava raccogliendo fondi per aiutare il Royal Veterinary College a studiare la straziante malattia che si era portata via Sadie. Sally ci present ad altre persone che avevano sperimentato il

senso di devastazione che noi stessi avevamo provato. Tutti noi stavamo ponendoci delle domande sui vaccini e fotocopiando articoli e inviandoceli lun laltro. Ma tutti noi, con poche eccezioni, ci trovavamo a sbattere contro il muro dellestablishment veterinario. Singoli veterinari e onorevoli istituzioni negavano la connessione vaccini-malattie autoimmuni. Pochissimi veterinari sembravano pronti ad alzarsi in piedi e a dire ci che pensavano sui vaccini; altri sembravano non essere proprio consapevoli dei rischi. Avevamo la nostra esperienza da cui partire, e avevamo anche un gruppo crescente di amici i cui cani avevano sofferto essi ritenevano per colpa di uniniezione. [] Le persone scrivevano ai produttori di vaccini, e le loro paure sui vaccini spesso venivano spietatamente negate. I veterinari usavano parole forti in difesa dei vaccini, dicendo che i nostri cani sarebbero morti senza di essi e che saremmo stati degli irresponsabili a correre il rischio di non vaccinare. E in tutto questo, il danno sospettato veniva negato o pensavamo sottostimato. Essendo persone che lavorano nel mondo degli affari, John ed io immediatamente sospettammo che fosse in corso un qualche genere di processo di copertura per proteggere gli interessi commerciali. Sai Baba, il guru indiano, ha detto: Lavidit il semenzaio del lutto, e avevo la sensazione che avesse ragione. Pensavamo che fossero necessarie ricerche indipendenti: ricerche che potevano essere condotte solo dagli amanti dei cani per i loro cani; dalle persone che non avevano niente da perdere, n finanziariamente n professionalmente, se si fosse scoperto che i vaccini erano pi dannosi che utili. Fondammo un gruppo chiamato Canine Health Concern ed invitammo gli amanti dei cani di tutto il mondo a partecipare a una ricerca indipendente. Non ci proponevamo, tuttavia, di testare solo i vaccini. Volevamo testare anche tutte le aree implicate nel penoso stato di salute dei nostri cani: dieta, ambiente, prodotti chimici, stress il risultato fu un voluminoso questionario. Contattammo i college di veterinaria di tutto il paese, chiedendo sostegno. Ci dissero di stare alla larga. Contattammo singoli veterinari: veterinari che avevano qualche sassolino nella scarpa relativamente alle proprie aree di specializzazione. Veterinari che incolpavano i cibi industriali; veterinari che incolpavano gli incroci fra cani consanguinei per ottenere i migliori soggetti da esposizione; veterinari che rifuggivano i moderni prodotti farmaceutici a favore di terapie alternative. Alla fine, avevamo messo insieme una squadra impressionante di veterinari di tutto il mondo, ognuno con le proprie teorie, pi altri terapeuti alternativi e comportamentisti che ci avrebbero aiutato a testare la teoria dello stress. Il passo successivo consisteva nellottenere il sostegno di chi amava i cani e la loro collaborazione. Pensavamo che questa sarebbe stata la parte pi semplice, ma si rivel essere la pi difficile. Tanto per cominciare, dipendevamo dalle riviste cinofile per riuscire a raggiungere il pubblico e informarlo su ci che stavamo cercando di fare. Ostentatamente etichettate come riviste destinate a chi ama i cani, divenne presto chiaro che quei periodici dipendevano dalle grosse aziende commerciali per la loro sopravvivenza. Senza entrate pubblicitarie, le riviste avrebbero chiuso; e se avessero pubblicato le teorie che CHC stava cercando di testare, le entrate pubblicitarie sarebbero presto calate. Questo pensavamo. E magari avrebbero potuto essere citate in giudizio se avessero pubblicato le nostre domande, basate sullopinione di veterinari non conformisti. Anche quando effettivamente riuscivamo a pubblicizzare la nostra ricerca, non cerano

abbastanza padroni di cani che si prendessero la briga di rispondere. Non stavamo andando da nessuna parte. I normali proprietari di cani non sapevano di cosa ci stessimo occupando. Dopo tutto, se hai un solo cane e questo muore di una malattia autoimmune, pensi semplicemente di essere stato sfortunato. solo quando hai tanti cani e questi cominciano tutti a morire o ad ammalarsi, che inizi a credere che stia veramente succedendo qualcosa. Scoprimmo che le persone la cui vita era stata toccata dalla tragica fine precoce di un animale tanto amato, a volte rispondevano. Ma avevamo anche bisogno di cani sani con cui confrontare i dati, altrimenti la ricerca sarebbe stata limitata. Cos decisi di scrivere un libro per spiegare a chi ama i cani perch questa ricerca era cos cruciale. In esso, intendevo esplorare ciascuna delle teorie: dieta, vaccini, genetica, prodotti chimici nellambiente, prodotti farmaceutici, stress ma la questione dei vaccini emergeva fortemente e richiedeva la mia attenzione: non esisteva alcuna singola fonte di informazione relativamente ai pro e ai contro della vaccinazione per i proprietari di animali. E dal materiale che stavo raccogliendo, sembrava che le vaccinazioni fossero probabilmente il fattore maggiormente distruttivo per la salute dei nostri animali. Inoltre, sembra esserci, sul tema delle vaccinazioni, una gran quantit di emozioni coinvolte, fanatismo e posizioni di parte, ed terribilmente facile per le persone prendere decisioni senza conoscere tutti i fatti. Chiedete a qualcuno che abbia visto un cane morire di cimurro se il protocollo vaccinale dovrebbe essere modificato: invariabilmente risponderanno di no. Chiedete a un veterinario tipico, convinto che i vaccini abbiano fermato le epidemie. E poi chiedete a qualcuno il cui cane morto di anemia emolitica autoimmune o di infarto cardiaco nel giro di poche ore o giorni dal richiamo annuale. Vogliamo tutti il meglio per i nostri cani; ma la questione : che cosa il meglio? I risultati dellinchiesta sui vaccini della Canine Health Concern mostrano scientificamente che fino a un cane su cento presenta una reazione alla vaccinazione. Questa reazione pu andare da vomito e diarrea fino alle malattie croniche come lartrite e lepilessia, e pu anche arrivare alla morte. Quindi ora, studiate le prove e fate la vostra scelta informata. Ma prima di farlo, considerate questo: la prima edizione di questo libro stata pubblicata nel febbraio del 1997. Entro aprile dello stesso anno, un vaccino si era preso il terzo dei miei amici speciali. Samson mor, allet di cinque anni, il 12 aprile 1997. Se notate un po di rabbia in queste pagine, vi prego di perdonarmi. Vedete, Samson, Oliver e Prudence rientravano tutti nella categoria descritta dalla Merck: non avrebbero mai dovuto ricevere un vaccino a virus vivo. Nessuno me lo aveva detto, e solo una ristretta lite lo sapeva. Tutto ci che i produttori di vaccini per cani scelgono di condividere con noi, e con i veterinari, la frase: Limmunocompetenza pu essere compromessa da una serie di fattori. sufficiente, quando il risultato pu essere la morte? Avendo letto la prima edizione di questo libro, alcune persone hanno detto che non faranno pi fare il richiamo annuale ai loro animali, perch non necessario e nemmeno sicuro. Ma si chiedono se, forse, dovrebbero far fare le vaccinazioni al loro cucciolo e poi il primo richiamo annuale, in quanto, comprensibilmente, vogliono dare ai loro animali un minimo di protezione. Sammie morto per dirvi che questo quanto basta. Quando Samson era un cuccioletto, lo portammo dal veterinario per la sua seconda vaccinazione da cucciolo. Il giorno dopo lo trovammo in giardino con le zampe posteriori paralizzate e la dissenteria. Ai quei tempi non avevamo idea che i vaccini potessero fare

una cosa del genere. Ancora non ci eravamo ripresi dalla morte di Oliver e cos pensammo o mio Dio! che Samson avrebbe percorso la stessa strada. Visto che non sapevo che i vaccini potessero fare questo, corsi in giro per tutte le fattorie dei dintorni chiedendo se qualcuno avesse distribuito del veleno. Ma Sammie si riprese, e lanno successivo venne spedito dal veterinario per il suo richiamo perch lo amavamo, e volevamo proteggerlo. Quando ci svegliammo il mattino successivo, Sammie stava correndo per la casa urlando, con le testa gonfia come un pallone. Lo portammo di corsa dal veterinario, dove gli venne fatta uniniezione e, di nuovo, non ci venne in mente che potesse essere il vaccino. Prima del richiamo successivo, per fortuna, avevano iniziato a frequentare lambulatorio di Chris Day, e Sammie non venne mai pi vaccinato. Ma il danno era stato fatto. In precedenza, quando era morta Prudence, ero entrata nel panico, e avevo fatto controllare tutti i miei cani viventi da Chrissie Mason, una radioestesista. Sammie, apparentemente, sembrava un cane di due anni perfettamente sano, ma lanalisi di Chrissie la fece preoccupare abbastanza da consigliare unanalisi del sangue. Quando arrivarono i risultati, inorridimmo nello scoprire che il nostro cane apparentemente sano aveva una malattia autoimmune. Chris Day ci chiam con i risultati dicendo: Il suo sistema immunitario sta ingaggiando una guerra contro se stesso. Seguirono intense cure omeopatiche e nutrizionali. Effettuammo regolarmente le analisi del sangue e sembrava che stessimo vincendo la battaglia. Nel frattempo, Sammie si era conquistato il mio cuore lui, che aveva un cuore e un cervello enormi. Poi un giorno, quando Samson aveva cinque anni, John rientr dalla sua passeggiata mattutina con uno sguardo preoccupato. Sammie non sta bene, disse. Durante la passeggiata rimaneva continuamente indietro. La maggior parte dei proprietari di cani non darebbe molta importanza a una cosa del genere, ma io scoppiai in lacrime. Il mio S interiore sapeva esattamente cosa ci aspettava. Vi ho fatto piangere abbastanza; basti sapere che il mio Sammie aveva un enorme cancro sulla milza e venne sottoposto a un intervento urgente per rimuoverla. Di nuovo pensammo di aver vinto la battaglia. Il Natale arriv e pass e Sammie sembrava pi felice di quanto non fosse stato da mesi. Ma poi smise di mangiare, e mor. Tutto quello che ci volle fu una vaccinazione da cucciolo paralisi alle zampe posteriori e dissenteria e un richiamo annuale reazione di ipersensibilit per predisporre Sammie a una morte precoce. Samson venne ucciso il giorno in cui un vaccino distrusse il suo sistema immunitario. Nel corso degli ultimi anni, ho trascorso molte ore al telefono, ascoltando persone che mi raccontavano fra le lacrime come erano morti i loro cani. Per molti di noi ci vogliono anni per fare i conti con una morte non necessaria e crudele di un amico molto speciale. Dalla pubblicazione della prima edizione, ho trascorso ancora pi tempo al telefono ascoltando altre persone che piangevano. Queste chiamate sono diventate talmente numerose che molte delle vittime hanno unito le loro forze per fornire ascolto ad altre persone che condividono la stessa esperienza. Abbiamo formato una rete internazionale, con lo scopo di avvertire altri dei pericoli di cui i cosiddetti esperti non vogliono parlare. Perch abbiamo il diritto di conoscere la verit. sbagliato che gli esperti prendano decisioni al posto nostro, e che dobbiamo accettare che una certa percentuale di cani, gatti e cavalli soffra di reazioni avverse ai vaccini. La vita non dovrebbe essere misurata dagli

scienziati in termini di numeri. E nessuno dovrebbe assumersi la responsabilit di nascondere la completa verit sapendo che, in conseguenza di questo, la vita di alcuni sar sconvolta. Voglio che i veterinari sappiano che cosa significa davvero una piccola minoranza. Non perch voglia scaricare la colpa su qualcuno, ma perch la verit ha il potere di renderci tutti liberi. La scienza pu fare ci che vuole e procedere per la sua strada senza emozioni, ma io ritengo che le emozioni nella loro forma pi elevata dellamore sono la forza che porta avanti la vita. La scienza, dopo tutto, esiste a beneficio delluomo, e non il contrario e gli esseri umani non hanno altro scopo se non quello di amare. Tutto il resto vano. Gli animali sono molto importanti per le persone. Come ha scritto Capo Seattle: Cos luomo senza le bestie? Se tutte le bestie sparissero, luomo morirebbe di grande solitudine di Spirito, perch ci che succede alle bestie, presto succede anche alluomo. Tutte le cose sono connesse. Lo scopo di questo libro di aiutare una rivoluzione dei consumi che gi in corso; una rivoluzione che si sta verificando in tutto il mondo, in ogni sfera. Questa rivoluzione dice che i consumatori persone comuni non sono stupidi, e che essi hanno il diritto di conoscere la verit. La verit molto spesso, anzi invariabilmente, oscurata dalle grandi corporazioni che detengono i budget pubblicitari, il denaro destinato alle sponsorizzazioni e i cordoni della borsa dei sussidi alla ricerca. Noi crediamo, pi spesso che no, in ci che dicono gli scienziati ma io ho scoperto che gli scienziati regolarmente dicono ci che sono pagati per dire, e gli altri hanno troppa paura per uscire fuori dalla norma comunemente accettata. Per questa ragione, un libro che espone i pericoli della vaccinazione dovuto venire da una ordinaria amante dei cani: qualcuno che non pu essere cacciato dal posto di lavoro per aver sovvertito lo status quo. Ma ho anche ricevuto il sostegno e laiuto pratico di molti scienziati e veterinari. Dopo aver letto questo libro, potrete decidere di continuare a vaccinare il vostro cane tutti gli anni. Questa una vostra scelta; ma almeno sar una scelta informata. Se mi guardo indietro negli anni, e piango la perdita di Oliver, Prudence e Samson, sono convinta di un fatto: almeno avrebbero dovuto dircelo.