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Sommario

luglio 2011

Attualit
24 DOSSIER
COSA NOSTRA, POLITICI E GIUDICI: LINCHIESTA CHE FA TREMARE LA SICILIA di Riccardo Lo Verso

56 TRAPANI
SCONTRO TRA MONSIGNORI, COS LA CURIA SI LACERATA di Rino Giacalone

32 CATANIA 10 RITAGLI 14 LANALISI


I (PRE)GIUDIZI SU MASSIMO CIANCIMINO di Antonio Ingroia NELLA PROCURA SPACCATA DOPO LO STRALCIO DI LOMBARDO di Antonio Condorelli

60 IL REPORTAGE
BENVENUTI A SGARBILAND di Nicola Biondo

36 SANIT
ECCO LE IMPRESE SOSPESE DALLASP di Riccardo Lo Verso

64 PRIVATIZZAZIONI
SICILIA CONTRO SICILIA PER UN AFFARE IN ALTO MARE di Eliana Marino

16 IL PROCESSO BREVE
DE MAURO, RIINA ASSOLTO. LA PALERMO ANNI 70 NO di Nicola Biondo

40 SANIT
PTA DI GIARRE, SEQUESTRATI GLI ATTI di Antonio Condorelli

68 ECONOMIA
IL FLOP DI JEREMIE E JESSICA di Geraldine Pedrotti

44 LA STORIA
CARISSIMO TOT. ECCO LE LETTERE A CUFFARO di Riccardo Lo Verso

18 IL DISAPPUNTO
LA DITTATURA DEL GAZEBO di Andrea Vecchio

82 SPRECHI
LA MATEMATICA (ALLA PROVINCIA) UNOPINIONE di Accursio Sabella

20 LOSSERVATORE ROMANO
QUEL PACCHIONE CHE CI DIVIDE di Gaetano Savatteri

48 POLITICA
TRASFORM-ARS di Salvo Toscano

86 AGRIGENTO
IL DELITTO IMPERFETTO di Alo Sciacca

22 IL VENDITORE DI PENSIERI
BUGIA MON AMOUR di Aldo Sarullo

52 SCENARI
LA PALERMO DI CAMMARATA, ANATOMIA DI UN FALLIMENTO di Salvo Toscano

90 PALAZZO DEI NORMANNI


a cura di Accursio Sabella

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Sommario

luglio 2011

Maa
94 IL LATITANTE
FRA COVI, FALSI E VERO, PER MESSINA DENARO C UN ALTRO IDENTIKIT di Nicola Biondo e Riccardo Lo Verso

108 LIBRI
TUTTI I NOMI DELLA MAFIA SECONDO LO VERSO

99 AGRIGENTO
IO, VITTIMA DELLUSURA, MINACCIATO IN NOME DI GERLANDINO di Maristella Panepinto

110 PIZZINI 112 INDICE ANALITICO


TUTTI I NOMI DALLA A ALLA Z

102 AGRIGENTO
PER CHI VOTA COSA NOSTRA di Maristella Panepinto

114 V!

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Il magazine che guarda dentro la cronaca


Anno 5, numero 40 Luglio 2011 Registrazione Tribunale di Palermo n. 5 del 04.01.2008 Societ editrice Novantacento s.r.l. Redazione, via Rosolino Pilo 11 90139 Palermo telefono 091.7308921 - fax 091.7826420 www.livesicilia .it info@s-magazine.info Direttore responsabile Francesco Foresta Redattori-coordinatori Roberto Benigno, Claudio Reale, Salvo Toscano In redazione Riccardo Lo Verso, Eliana Marino, Accursio Sabella Testi Marco Benanti, Nicola Biondo, Antonio Condorelli, Andrea Cottone, Giacomo Di Girolamo, Rino Giacalone, Antonio Ingroia, Riccardo Lo Verso, Eliana Marino, Maristella Panepinto, Geraldine Pedrotti, Claudio Reale, Accursio Sabella, Aldo Sarullo, Gaetano Savatteri, Alfio Sciacca, Enrico Sciuto, Laura Span, Salvo Toscano, Andrea Vecchio Art director Sergio Caminita Graphic designer Maria Di Gregorio, Alessandro Fiore Fotograe Ansa Tipograa Officine grafiche riunite Cosentino e Pezzino Via Prospero Favier, 10 Palermo Distribuzione AENNE Press spa - Agenzia Nangano via Cavaliere Antonino Nangano, 2 - Ficarazzi (Pa) Promoeditor - via G. G. Sirtori 25 - Palermo Concessionaria pubblicitaria Novantacento s.r.l. Tel: 091.7828852 Fax: 091.7826420 Servizio abbonamenti Tel: 091.7308921 Ufficio logistica Roberto Sutera Marketing e progetti speciali Loredana Santangelo, Adriana Lo Sicco ISSN 1974-1251 Novantacento iscritta nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 13854 Questa azienda aderisce alla campagna di Addiopizzo Contro il pizzo cambia i consumi Questa azienda iscritta a Confindustria Palermo Arretrati da richiedere in redazione 6,00

S si fa in 4
Ogni mese in edicola il nostro mensile esce con altre tre edizioni: una dedicata a Catania e provincia curata da Antonio Condorelli, una a Trapani e provincia col coordinamento di Nicola Biondo e uno speciale S Calabria, a cura di Andrea Cottone, distribuito in tutta la regione. Scopri come acquistare le diverse edizioni su www.livesicilia .it o telefonando allo 091 7308921.

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Ritagli

Regione, ne
delle baby pensioni?
Dopo il caso sollevato da S e ripreso da Panorama allinizio di giugno, lassessore regionale alla Funzione pubblica, Caterina Chinnici, ha inoltrato a Palazzo dOrleans un disegno di legge che adegua la legislazione regionale sulle pensioni a quella nazionale. Il testo prevede labrogazione delle norme che consentono ai dipendenti regionali il pensionamento anticipato in caso di malattia di un familiare. Il nuovo sistema limiterebbe il ricorso alle cosiddette baby pensioni solo nellipotesi di grave stato di salute del dipendente stesso . Il testo, dopo lapprovazione della giunta, dovr passare a sala dErcole, anche se si sta valutando di farlo votare in aula in un emendamento nella prima legge utile per accelerare i tempi di approvazione. La decisione arriva dopo linchiesta che Panorama ha pubblicato allinizio del mese, prendendo le mosse dallinchiesta di S sulle pensioni doro .

Abusi su minori, don Turturro torna in aula

iniziato il 26 maggio il giudizio dappello per padre Paolo Turturro, lex parroco antimafia della chiesa di Santa Lucia a Borgo Vecchio, nel cuore di Palermo . Per lui laccusa di abusi sessuali su minori che in primo grado gli valsa una condanna a 6 anni e mezzo col rito abbreviato e, quindi, con lo sconto di un terzo della pena . Lex prelato difeso dagli avvocati Ninni Reina e Vincenzo Gervasi.

Manipolazione del mercato Ai domiciliari Simone Cimino


Fine corsa per Simone Cimino (nella foto). Lex giovane rampante del private equity italiano finito in carcere, e poi ai domiciliari, nellambito dellinchiesta, per la quale era gi indagato, sulle operazioni spericolate di Cape Live, la creatura da lui portata in Borsa nel 2007. La societ ha ricevuto a sua volta un avviso di garanzia, anche se impegnata a marcare la distanza col finanziere. Il 49enne agrigentino, bocconiano, un passato in Montedison (1985-1991), si era imposto lo scorso anno come uno degli imprenditori pronti a scendere in pista nella riconversione dello stabilimento Fiat di Termini. Al centro della galassia c per Cape Natixis, commissariata da Bankitalia per gravi irregolarit e violazioni normative emerse nel corso di accertamenti ispettivi. Alla sgr stata contestata innanzitutto la centralit di Cimino, ma anche gli intrecci tra advisor, imprenditori e commercialisti, in alcuni casi sottoscrittori dei fondi Cape Natixis e al tempo stesso titolari delle imprese partecipate. Sotto i riflettori, infine, finita la rischiosit delle partecipazioni nelle Pmi, con investimenti di cui sono state riscontrate irregolarit di governance e del rispetto della normativa antiriciclaggio. Cimino accusato per di un presunto ostacolo allesercizio delle funzioni delle autorit pubbliche di vigilanza e manipolazione del mercato in relazione alle operazioni di Cape Live. Nel mirino degli inquirenti era finito in particolare un bond convertibile emesso nel 2009 per raccogliere 50 milioni.

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LETTERE
Cos ho acquistato le quote della New Port
In relazione allarticolo pubblicato sullultimo numero della vostra rivista Universo New Port. Ecco chi sono i 24 soci segnalati nellinteresse del mio assistito Dentici Salvatore si rappresenta quanto segue: allo stesso sarebbe addebitato, nella nota della prefettura di Palermo con la quale si negava alla New Port spa la certificazione antimafia, solo ed esclusivamente, il fatto di essere proprietario di 2.777 azioni, ha acquistato quote in altre societ con la compartecipazione del sopracitato Buccafusca Girolamo (cl. 57) e del cugino di questi, Buccafusca Girolamo (cl.61) anchegli socio della New Port spa. Relativamente a quanto sopra il Dentici, unitamente ai Buccafusca e altri 148 soci della In.Port Palermo spa hanno esercitato il loro diritto di prelazione nel momento in cui tre soci hanno deciso di cedere le loro azioni come risulta dallatto pubblico di trasferimento di azioni. La In.Port Palermo spa non altra societ rispetto alla New Port spa in quanto questultima non altro che la societ risultante dalla fusione per incorporazione della New Port srl nella In.Port Palermo spa. Oltre dette azioni societarie il Dentici non proprietario di nessun altra parecipazione in altri sodalizi e pertanto nessun altro tipo di contatti ha con i signori Buccafusca se non quello di essere dipendente, unitamente al solo Buccafusca Girolamo (cl. 61) della medesima societ. In ultimo occorre precisare che il mio assistito persona assolutamente incensurata e a carico del quale non risulta alcun procedimento penale pendente e che tra i parenti dello stesso non risultano esponenti di Cosa nostra . Per quanto sopra si chiede di dare diffusione alla presente al fine di evitare ingiuste ombre sulla personalit del Dentici. Cordiali saluti avv. Francesco Riggio Salvatore Dentici

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Lanalisi
di Antonio Ingroia

I (pre)giudizi su Massimo
l fatto che perfino uno scrittore e giornalista serio e brillante come Gaetano Savatteri sia anchegli rimasto vittima della semplificazione imperante dei luoghi comuni e dei (pre)giudizi approssimativi e sferzanti sulla vicenda di Massimo Ciancimino, che ne hanno imposto lincriminazione e larresto, credo sia una conferma di quanto andiamo dicendo da qualche tempo a proposito dei rischi di uninformazione giudiziaria non sempre improntata ai canoni di equilibrio e di aderenza ai fatti, da tenere ben distinti dalle opinioni. E cos il rischio si concretizza quando Savatteri, in un articolo pubblicato sullultimo numero di questa rivista, qualifica tout court come unimpostura e una mistificazione la parabola di Ciancimino, e quindi tutte le sue dichiarazioni allautorit giudiziaria, ignorando ogni chiave di lettura alternativa che tenga conto che accanto ad alcune accuse, rivelatesi false e calunniose, ve ne siano altre risultate gi positivamente riscontrate. E lo stesso rischio di fuorviante semplificazione si realizza quando si ritiene di cogliere un mio atteggiamento di quasi complice e compiaciuta ammirazione nei confronti di Ciancimino quando lho definito in un mio scritto molto americano nel suo rapporto coi media . Qui il fraintendimento totale, dovuto probabilmente anche ad una mia espressione forse
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Ciancimino I

troppo sibillina, sicch pu essere questa una buona occasione per chiarirla . Non cera, ovviamente, alcun compiacimento nel sottolineare il paradosso del figlio di un mafioso come Ciancimino divenuto quasi unicona dellantimafia. Tuttaltro . Quel che volevo esprimere era ed la preoccupazione per luso mediatico della propria immagine che indagati, imputati e condannati possono fare sul modello appunto americano, dove da sempre si registrano casi di criminali ed assassini diventati scrittori e autori di bestseller, come da ultimo il caso di Cesare Battisti ha evidenziato . Il dilemma semmai, e questo volevo porre gi allora, come difendersi in Italia da questa nuova deriva mediatica, senza per ostacolare il processo, in s positivo, che certi figli di mafiosi, da Ciancimino a Brusca, scelgano di aderire alla cultura della parola, rinnegando la cultura del silenzio e dellomert. Questo il tema che volevo porre al centro del dibattito, un tema che mi pareva meritare approfondimento e confronto, piuttosto che essere liquidato con la sufficienza di chi crede di sapere gi tutto avendo la verit in tasca .

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Massimo Ciancimino

Il processo breve
di Nicola Biondo

De Mauro, Riina assolto La Palermo anni 70 no


e a distanza di 41 anni, con lassoluzione di Salvatore Riina, il rapimento e luccisione di Mauro De Mauro rimane senza colpevoli, dalle carte giudiziarie emerge uno spaccato lucido e preciso di cosa stata la Palermo a cavallo tra gli anni 60 e 70. Roba da stomaci forti, un noir spietato che non risparmia nessuno e centrifuga vicende e personaggi che hanno fatto nel bene e nel male la storia palermitana e siciliana, restituendoli sotto una luce diversa. Partiamo allora proprio da lui, dal mitico giornalista e dallaltrettanto mitica testata dove scriveva, LOra . De Mauro era sicuramente un grande cronista con uno spirito avventuriero che lo portava a frequentare consigliori di boss mafiosi come Emanuele DAgostino, e eminenze grigie del potere siciliano come Vito Guarrasi; abile e nello stesso tempo ingenuo, De Mauro si muoveva con una discreta pratica di intelligence ereditata dal suo passato di spia fascista in quella Palermo scossa dai furori post 68 e sfregiata dalla trimurti Lima-Gioia-Ciancimino . Le carte del processo raccontano anche che LOra era abbondantemente finanziato dallEni e dallEnte minerario siciliano e se di giorno si scagliava contro il sistema politico-affaristico della citt, al chiuso del suo consiglio damministrazione godeva della presenza del pi importante esponente di quella oligarchia, lavvocato Vito Guarrasi. Proprio colui che per mesi venne sospettato di essere il mandante del rapimento del giornalista prima che la macchina del depistaggio venisse avviata . Un meccanismo, quello del depistaggio, presente in ogni momento della vicenda e che vide la partecipazione di svariati personaggi. Ed qui che davvero la storia giudiziaria del caso De Mauro utile a comprendere cosa fu la Palermo di quegli anni. Agli atti del processo e su LiveSicilia .it potete leggerlo per intero c un rapporto dei carabinieri che enumera

lincredibile susseguirsi dei depistaggi e delle omert che non hanno permesso laccertamento della verit. Partiamo dal direttore de LOra Vittorio Nistic: con lui negli ultimi mesi di vita De Mauro era entrato in rotta in collisione. Nistic lo aveva spostato allo Sport e nelle ore seguenti al sequestro forz i cassetti della scrivania del redattore entrando in possesso di alcuni suoi appunti, consegnati solo in parte alla polizia. Nistic inoltre ostacol le indagini pubblicando il nome del principale sospettato, Vito Guarrasi, indagato dalla polizia, mentre sosteneva loperato dei carabinieri che invece ricercavano il movente del sequestro nei traffici di droga che De Mauro avrebbe scoperto. Una pista incongruente, priva di spessore e palesemente inventata da Carlo Alberto Dalla Chiesa e Giuseppe Russo, divenuti dopo la morte icone dellantimafia. Del primo ha lasciato indelebile ricordo la moglie di De Mauro che a Dalla Chiesa rifer i suoi convincimenti: Signora non insista su questa tesi avrebbe detto lufficiale perch, se cos fosse, ci troveremmo dinanzi a un delitto di Stato e io non vado contro lo Stato. E non finisce qui. Ad obbedire ad altre logiche, diverse da quelle di giustizia, fu anche Bruno Contrada che epur un verbale di un testimone riguardante lultima inchiesta che De Mauro stava conducendo. A conoscenza di questo falso era anche Boris Giuliano che due mesi dopo la scomparsa del giornalista confess al magistrato titolare delle indagini che i vertici dei servizi segreti avevano deciso di far chiudere le indagini sul caso De Mauro. Magistrato che per 30 anni mantenne il silenzio su quel depistaggio. Il rapporto infine dimostra che alcune tra le massime cariche dello Stato di quel periodo sono state coinvolte o erano interessate alle indagini sulla scomparsa di De Mauro e su cosa avesse scoperto negli ultimi mesi di vita. Di fronte a questo campionario di orrori, una sorta di involontaria autobiografia di uno Stato e dei suoi apparati, non ha importanza adesso chiedersi perch De Mauro sia stato rapito e ucciso. gi abbastanza poter dimostrare, anche dopo 40 anni, che sul caso De Mauro unintera citt, un intero blocco di potere si mosse per coprire un omicidio e chi lo aveva commesso. Piuttosto, siamo sicuri che quei metodi non vengano applicati ancora oggi?
Mauro De Mauro

500 miglia intorno alla Sicilia. Un sogno diventato realt

SOLE E MARE A BORDO DI YUK HALLBERG- RA SSY 62


europea, da Erice a Selinunte, da Agrigento alla Valle dei Tempi, fino a Ragusa e il suo barocco. Ed Yuk la protagonista di questa splendida avventura. Costruita nel 2002 nei cantieri svedesi Hallberg-Rassy 8 esemplare della serie 62 ft. ancora in produzione, ha trascorso parte della sua vita ai Caraibi nello splendido arcipelago delle Isole San Blas con a bordo gli armatori che ne hanno fatto la loro dimora galleggiante. Tornata in Italia, ha partecipato alledizione 2010 della famosa regata daltura Palermo Montecarlo classificandosi al 6 posto. Sottoposta ad un refitting completo nel 2011, oggi la sua esperienza e affidabilit sono al servizio di nuovi viaggi e nuove avventure, per chi desidera ancora sognare. Solo 500 miglia intorno alla Sicilia riuscir a inebriare i sensi con cibi prelibati, tipici della ristorazione siciliana e i vini delle migliori cantine. YUK CHARTER A bordo lequipaggio sapr coccolare i suoi mob. 335.5444648 ospiti e sar sempre a disposizione in forwww.yukcharter.com mula All inclusive per garantire il massimo e-mail: info@yukcharter.com relax.

na vacanza da sogno, su una barca di classe a contatto con il mare, accarezzati dal vento. Sembra impossibile, invece si pu. Conoscere le bellezze di unisola straordinaria, al centro del Mediterraneo. Circumnavigare la Sicilia, terra straordinaria di arte e cultura millenaria dove la natura ha creato paesaggi fantastici, assaporando le prelibatezze di una cucina semplice ma dai sapori forti e caratteristici, cullati dalle onde di un mare epico e accarezzati dal vento a bordo di YUK, un Hallberg- Rassy 62. Un avventura oggi possibile grazie allorganizzazione perfetta di un evento, che permetter di vivere tutte le meraviglie di un isola unica al mondo. 500 miglia intorno alla Sicilia salpa dal porto di Palermo a bordo di YUK e tocca le pi interessanti localit della costa e degli arcipelaghi siciliani facendo tappa a San Vito Lo Capo, Favignana, Marsala, Porto Palo di Capo Passero, Siracusa, Taormina, Messina, Milazzo, Salina e Cefal attraversando le acque limpide e cristalline di ben tre mari: Tirreno, Mediterraneo e Ionio. Questo viaggio di 14 giorni, porter i passeggeri a terra a visitare i luoghi della civilt siciliana culla di quella

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Il Disappunto
di Andrea Vecchio

La dittatura
Avevo spesso mangiato un piatto che trae origine dal Maghreb, dai paesi arabo-africani, ma che viene preparato anche in Sicilia . In particolare in alcune zone dei territori delle province di Palermo e Trapani. Lavevo sempre trovato scipito, insapore, senza umori. Laltro giorno, a pranzo, mi trovavo a Marsala e per caso mi sono imbattuto in un ristorantino che pubblicizzava allesterno in un cartello: Oggi Couscous. Incuriosito e sempre alla ricerca dellautentico sapore di questo piatto sono entrato ed ho ordinato: Couscous. Grande stata la mia meraviglia alla presentazione del piatto: una ciotola fumante di couscous accompagnata da una altrettanto fumante ciotola colma di brodo e di pesce. Ottimo . Il piacere nel gustarlo ed il sapore non si possono descrivere, ma si pu andare a Marsala e ristorarsi. li spazi pubblici di strade e piazze, nelle localit pi suggestive ed amene, ma anche in paesi meno attraenti, sono occupati da palchetti, tendaggi, tettoie, da superfetazioni a vantaggio esclusivo di locali privati, bar, ritrovi, gelaterie, pizzerie e ristoranti. Basta girare per le nostre citt, per i nostri paesi, anche per i pi piccoli - non solo in Sicilia ma, purtroppo, in tutta lItalia - per essere disturbati, infastiditi, dalla presenza invasiva di istallazioni solo falsamente provvisorie, in realt stabili, definitive, che consentono a locali pubblici, in particolare a bar e ristoranti, di moltiplicare lo spazio disponibile, lo spazio commerciale per ampliare il giro daffari, a volte anche esentasse per la mancata emissione dello scontrino.

LAGENDA di ESSE LAGENDA ESSE

del gazebo

Non si riesce a capire il motivo dellatteggiamento benevolo, quasi complice, della pubblica amministrazione nei confronti di questi soggetti, a volte non molto chiari e trasparenti. Lalibi sembra quello di dovere fare di tutto per attirare turisti, per favorire, sviluppare la nostra vocazione allaccoglienza. A me appare un falso alibi. Il turista, in particolare se straniero, non ama vedere queste superfetazioni che deturpano, a volte ammorbano le nostre splendide piazze, i nostri angoli, testimonianze di storia, di un passato che deve essere esibito scevro da incrostazioni. I prospetti di alcuni palazzi barocchi, splendidi portali, raffinate paraste vengono sovrastati da queste installazioni di legno, ferro, plastica ed alluminio anodizzato color oro o bronzo. Anche piazze meno nobili, anche semplici spazi pubblici, realizzati per sempre a cura e con denaro pubblico, non credo sia giusto vengano concessi per una speculazione commerciale, anche se hanno lalibi del pagamento del suolo pubblico. Vorrei rivolgere un appello ai sindaci affinch vigilino con attenzione sul rilascio di tali autorizzazioniconcessioni. Che istituiscano delle regole ferree, che contingentino questi spazi, che li limitino alle periferie. Che lascino i centri storici liberi e puliti perch i cittadini ed i visitatori possano godere appieno delle loro bellezze. Il bello patrimonio comune ed abbiamo, tutti, il dovere di rispettarlo e salvaguardarlo .

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Losservatore romano
di Gaetano Savatteri

Quel pacchione

che ci divide
ualsiasi studente ricorda con angoscia le lezioni sulla questione della lingua italiana, a riprova che dare una lingua a un popolo non cosa semplice n scontata. In Sicilia, molto pi sbrigativamente di quanto abbiano fatto Dante, Petrarca, Manzoni e lAccademia della Crusca in seicento e passa anni, stato sufficiente un voto bipartisan allassemblea regionale siciliana per approvare una legge che in quattro articoli stabilisce che alcune ore di lezione vengano dedicate alla valorizzazione e insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole di ogni ordine e grado. Sar una coincidenza, ma suona clamoroso che la legge sia stata approvata nellanno in cui si celebra il centocinquantesimo dellUnit dItalia. In ogni caso, tre ore di italiano in meno e tre ore di Sicilia in pi. evidente che linsegnamento del patrimonio linguistico, cio il dialetto, apre in Sicilia una complessa questione linguistica. Finora ciascuno ha parlato il siciliano come meglio gli pareva, come aveva imparato a casa o con gli amici o per strada. Adesso, improvvisamente, si deve decidere dove risciacquare i panni: nellOreto o nel Simeto? Nel Salso o nel Platani? Nel Belice o pi placidamente nel lago di Pergusa? Non questione da poco. Tutti i siciliani sanno che ogni paese, perfino ogni quartiere, ha un suo dialetto. I palermitani riconoscono a orecchio chi viene dalla Kalsa o da Cruillas, chi cresciuto al Capo o ad Acqua dei Corsari. Quale dovr essere allora il dialetto da studiare a scuola? Questione semplice, si pu dire: quello del luogo. Certo, ma le immigrazioni interne hanno rimescolato le carte. Facciamo un esempio: linsegnante catanese in servizio a Palermo quale definizione dovr dare ai suoi studenti per spiegare la parola pacchione che a Palermo addita qualcuno un po in carne e a Catania invece una parte innominabile del corpo femminile?

Vabb, dettagli. Ma su questi dettagli per seicento anni si discusso in tutta Italia, al punto che ancora adesso le grammatiche non hanno stabilito se ombelico si scrive con una o con due elle. Siccome in Sicilia ragioni per litigare ce nerano poche, adesso abbiamo nuove ragioni per azzuffarci fra di noi. La circolare che, entro una novantina di giorni, indicher come e cosa fare studiare nelle scuole siciliane, riuscir a farci capire almeno unacca? Unacca, proprio cos. Quellacca che nella vasta zona che va da Licata a Ragusa scompare del tutto per cui la pioggia ciove dal cielo, i ciova vengono piantati col martello e la mincia diventa quasi irriconoscibile. Ma su questo, come su altri dettagli, si potr sempre costituire unapposita commissione con esperti, studiosi e consulenti che in una trentina danni riuscir sicuramente a fornire le certezze necessarie per codificare una lingua familiare, locale, ibrida e in continua evoluzione come il dialetto. C poi la questione della storia e della letteratura siciliana: ma qui siamo nel solco di una lunga e annosa vicenda che ha a che fare con il sicilianismo, quella corrente di pensiero un po piagnona che ha sempre considerato la Sicilia grande perch incompresa e incompresa perch grande. Eppure, nemmeno i pi accesi sicilianisti come Giuseppe Pitr si sognarono mai di scrivere in dialetto. Per me non esiste la letteratura siciliana: Verga, Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Rosso di San Secondo, Martoglio, Sciascia, Brancati, Vittorini e tutti gli altri sono i grandi autori di una letteratura nazionale scritta alla latitudine della Sicilia. Se togliessimo questi autori dagli scaffali non perderemmo la letteratura siciliana, ma un pezzo fondamentale della letteratura italiana. E quanto alla storia: ho sempre creduto che quella passata dalla Sicilia debba essere compresa, inquadrata e letta alla luce della storia nazionale e mondiale. Per il resto, so bene che finora nelle scuole molti insegnanti di buona volont, nelle loro lezioni, hanno gi parlato del dialetto, hanno approfondito gli aspetti della storia relativi alla Sicilia e hanno soffermato lattenzione dei loro studenti sui grandi romanzi che parlano della Sicilia. Queste tre ore sottratte allitaliano lingua ufficiale che molti ragazzi non riescono nemmeno a parlare e scrivere compiutamente temo ci rinchiudano ancor di pi nel nostro recinto triangolare, in questisola a volte prigione a volte giardino murato. Il siciliano si sempre imparato a casa o per strada, come tante altre cose dalla gastronomia al sesso, dalle parolacce ai cruciverba che giusto lasciare alliniziativa e alla fantasia di ciascuno. Senza nulla togliere a chi sostiene che il siciliano una lingua con tutti i crismi, ho come il presentimento che per il futuro dei nostri ragazzi sarebbero state pi utili tre ore di inglese o di tedesco o addirittura di cinese. Per farli diventare dei siciliani cittadini del mondo.

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Il Venditore di Pensieri
di Aldo Sarullo

Buga mon amour


G
ran parte dei Dieci Comandamenti , per cos dire, laica. Mira a regolare i rapporti tra le persone a prescindere dal Paradiso. Non rubare, non uccidere, non dire falsa testimonianza... sono regole sociali volte ad un assetto civile della collettivit umana. Ma qual la pi violata, la pi trasgredita? Sembra che sia proprio lOttavo, non dire falsa testimonianza. Il suo significato non si lega ai tribunali, ma alla vita quotidiana e, pi semplicemente, invita a testimoniare coraggiosamente la Verit. Questo concetto supera lidea spicciola della buga, la allarga, la trasforma in buga come omissione, buga come trucco, buga come ipocrisa sistematica. Vediamo a proposito di Costituzione, femmine, e rapporto mediapolitica. LItalia una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. linizio del primo articolo della Costituzione italiana e, pur non dichiaratamente, funge da preambolo. Ci dicono, con fermezza, che sia immutabile, come un frutto della terra spontaneo e naturale, che cos perch non sarebbe possibile che fosse diverso. Per: a) nel preambolo della Costituzione francese si afferma: il popolo francese proclama solennemente la sua fedelt ai diritti delluomo ed ai principi della sovranit nazionale cos come sono stati definiti dalla dichiarazione del 1789, (libert, uguaglianza, fraternit); b) nel preambolo della Federazione russa leggiamo: Noi, popolo plurinazionale della Federazione Russa, uniti da un comune destino nella nostra terra, affermando i diritti e le libert della persona, la pace civile e la concordia... amore e il rispetto per la Patria...; c) in quello degli Stati Uniti: Noi, il popolo degli Stati Uniti... garantire la

giustizia, assicurare la tranquillit allinterno, provvedere alla difesa comune, promuovere il benessere generale, salvaguardare per noi e per i nostri posteri il bene della libert.... Anche in Italia lAssemblea costituente aveva immaginato altre soluzioni. Niente da fare. Rimase la frase repubblica democratica nonostante che, se la forma di Stato la repubblica (res publica), essa non pu che essere democratica; e perse la sua battaglia anche il palermitano Ugo La Malfa che aveva cercato un compromesso con il Pci proponendo: LItalia una repubblica democratica fondata sulla libert e sul lavoro. Bocciato. Ed oggi, con sistematica ipocrisa, ci viene ingiunto che larticolo primo non si pu toccare. La buga come trucco. Anche Madre Natura a suo modo pu mentire. Quando i nostri lontanissimi progenitori andavano carponi, lelemento primario della seduzione femminile erano le rotondit delle terga e laccoppiamento procedeva di conseguenza. Poi lassetto mut: tutti in piedi. La Natura provvide e mun la femmina dellhomo delle fatali rotondit anche sul davanti, cio rese permanentemente turgido quel seno che prima, come ancora oggi per tutti i mammiferi, turgido era soltanto quando secerneva il latte. E il suo maschio, con questo trucco, fu... servito. Ricevuta questa lezione, la femmina poi provvide al resto e dal maquillage ai tacchi si diede tutte quelle risorse suppletive ormai da secoli irrinunciabili alla sua identit visibile di donna. La bugia come omissione. Tra mass-media e politica la lotta quotidiana. Un esempio poco conosciuto questo: nel 2008 il presidente del Consiglio defin il neo-eletto Obama bello e abbronzato. Fu uno scandalo e giornali e tv accusarono Berlusconi di misfatto diplomatico. Insomma, una vergogna internazionale. E dire che precedentemente, negli Usa, Obama era stato definito in tv abbronzato dallattore Robin Williams a da quelle parti nessuno se nera risentito; e in Italia, su la Repubblica, Vittorio Zucconi ne aveva scritto come il senatore abbronzato. Dopo la non originale battuta di Berlusconi, il sempre informato Marco Travaglio gli lanci i suoi strali durante Annozero: razzista. E Zucconi, che era presente in studio, tacque. Che fatica questOttavo Comandamento. Condannare tutte le buge? Mm... Credo che basti sapere che esistono anche l dove non ce le aspettiamo. Cos, da di minori, almeno potremo scegliere se mandare allinferno chi ci imbroglia. aldosarullo@tiscali.it

STUDIO DI GRAZIA,

ECCELLENZA IN IMPLANTOLOGIA
Tecnologie davanguardia, grande attenzione dedicata ai pazienti, elevata professionalit: lo studio Di Grazia vanta da sempre un ruolo pionieristico nel settore implantologico. Da sempre attento alla salute orale dei propri pazienti, Mario Di Grazia, alla terza generazione di una famiglia di dentisti, considera limportanza della ricerca, garantendo la cura e la salute del corpo nel suo insieme, partendo proprio dalla bocca. In particolare, sono tre gli aspetti essenziali sui quali lo studio dentistico investe: la diagnosi completa dello stato di salute della bocca del paziente ed il relativo piano di trattamento, la comunicazione in merito alle cure e la conseguente scelta del programma terapeutico consigliato, lassoluta sicurezza e lelevata competenza negli interventi implantologici e protesici. Capace di adattarsi alle esigenze del tempo, garantendo sempre la giusta sinergia tra qualit e professionalit, lo studio combina una pluriennale esperienza allimpiego dei sistemi pi evoluti a livello internazionale, offrendo ai propri pazienti garanzie di successo a lungo termine. Valori precisi e inderogabili animano il lavoro dellaffiatato team di professionisti, quali lefficienza, la qualit dei materiali utilizzati e del servizio prestato, il buon rapporto qualit-prezzo, la motivazione costante del paziente, sul piano dei richiami, della rimozione del tartaro e della prevenzione in generale, la velocit con cui si effettuano interventi completi in ambulatorio. Tra i professionisti presenti, il professore Roberto Conte, apprezzato implantologo a livello europeo e ideatore della tecnica All-On-Four, alla cui esperienza vengono affidati i casi pi impegnativi e complessi. Seguace della innovativa scuola ispano-portoghese del professore Paolo Mal, amico e consulente-operatore, insieme allequipe dello studio Di Grazia garantisce la ricostruzione di stati di edentulia totale o parziale con protesi fisse, per ridare un eccellente sorriso, nonch unottima estetica e funzionalit alle bocche dei propri pazienti.

Curriculum vitae Dott. Mario Di Grazia


Nato a Catania il 14/07/1964, si laureato a Catania nel novembre del 1988 conseguendo il massimo dei voti 110/110. Esercita a Catania da libero professionista. 1989-1990: frequenta il centro di Odontoiatria alluniversit di Milano, reparto di implantologia. 1991: corso annuale del Prof. C. Weiss, padre insieme a Linkow delle Lame in implantologia (U.S.A) 1992: corso annuale del Prof. Scortecci, inventore e ideatore del sistema Disc-implant (Francia) 1993: corso annuale del Prof. Branemark, padre della odierna implantologia a vite 2001: corso avanzato di 3grado su dissezione cadaverica presso luniversit di Parigi tenuto dal Prof. Gaud 2003: corso avanzato di 5 grado su dissezione cadaverica presso luniversit di Barcellona tenuto dal Prof. Ruano Gil 2009: nomina a membro attivo New York University for Implantology and oral Riabilitation

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Attualit DOSSIER

Il pizzino con il quale Lo Piccolo segnalava a Provenzano il nome di Impastato . In apertura il cantiere della Sis in via Malaspina

Impastato considerato il riferimento di Lo Piccolo per gli appalti. Nel mirino degli investigatori 18 persone, fra le quali altri imprenditori e funzionari della prefettura
i subappalti e le forniture di materiali. Nel quale i politici raccomandano amici e parenti. Nel quale funzionari dello Stato passano notizie riservate. tra della stessa impresa, Angelo Mulone, amministratore unico della Geolab Srl; Giacomo, Francesco e Luigi Impastato, figli di Andrea, rispettivamente amministratore unico della Prime Iniziative e soci della Medi Tour Srl; Francesco Palermo, gi amministratore unico di Medi Tour; Giuseppa Lo Cascio, funzionario della prefettura di Palermo, Antonino De Simone, ragioniere della stessa prefettura e socio della Incas srl; Domenico DAmico, socio occulto della Sud Euroscavi; Salvatore e Ivana Adimina, anche loro soci di questultima impresa; Salvatore Dolce e Ignazio Di Giovanni, soci occulti della Orione srl, Roberto Tarantino, socio unico della Vega srl che detiene i1 40% del capitale sociale della Orione, e indicato come prestanome di Giuseppa Provenzano, sposata con Antonino Vernengo.

Lintreccio di imprese con 18 indagati


A gestire lappalto per il raddoppio del passante ferroviario lassociazione temporanea di imprese composta da Sis spa, Sintagma spa di Perugia e Geodata srl di Torino. La Sis, capofila, un consorzio stabile di imprese in cui figurano gli spagnoli della Sacyr e i torinesi della Inc General contractor spa e della Sipal spa. I lavori sono iniziati ufficialmente il 22 febbraio 2008. Finora, lunico passaggio investigativo reso noto dagli investigatori stato larresto dellimprenditore Andrea Impastato, 63 anni, originario di Cinisi ma residente a Montelepre, nel Palermitano. Finora, appunto. Siamo di fronte alla punta di un iceberg. Una frase spesso abusata che stavolta calza a pennello. In un pizzino spedito da Salvatore Lo Piccolo a Bernardo Provenzano, Impastato viene indicato come il riferimento della mafia per le forniture di cemento nei grandi appalti. Oggi scopriamo che lelenco delle persone su cui si concentrano gli investigatori molto pi lungo. Ne fanno parte diciotto nomi. Oltre a Provenzano, Lo Piccolo e Impastato, ci sono anche Giuseppe Galluzzo, ingegnere della Sis, Roberto Russo, geome-

Cosa nostra, politici e giudici Ecco le carte dellinchiesta che fa tremare la Sicilia
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Larresto dellimprenditore Andrea Impastato solo la punta di un iceberg: nellinformativa a disposizione degli investigatori i nomi di moltissimi personaggi pubblici

di Riccardo Lo Verso

inchiesta rischia di provocare un terremoto . Deputati regionali, assessori comunali, sindaci, funzionari della prefettura: in tanti hanno bussato alla porta della Sis, il consorzio di imprese che sta costruendo la metropolitana di Palermo . I loro nomi fanno capolino tra le carte dellinchiesta che sta svelando gli interessi di Cosa nostra sui lavori che devono cambiare la mobilit a Palermo . Una torta da 623 milioni di euro su cui i boss hanno messo gli occhi. Ci sono tutti i segnali un quadro sconfortante. Nel quale la mafia condiziona i cantieri e impone le ditte per

Lasse Partinico-Catania per controllare gli appalti


Le indagini della Direzione investigativa antimafia di Palermo iniziano nel febbraio 2006. Tutto parte dalle confidenze di Salvatore Imperiale, imprenditore di Partinico che ha patteggiato una condanna per mafia, al suo autista, Leonardo Baucina. Alcune persone venute da Catania sono interessate ai lavori, non ancora iniziati, per la metropolitana di Palermo. Imperiale avrebbe dovuto mettere una buona parola con un tale Castello. Dovrebbe trattarsi di
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Attualit DOSSIER
Francesco Cascio

Simone Castello, esponente di state due imprese della famiglia spicco della famiglia mafiosa di Impastato. La prefettura aveva contestato il nome della Prime Villabate. Ai catanesi fa gola il Iniziative, ma per aggirare lostacantiere dellasse Bagheria-Villacolo la stessa azienda aveva bate, zona di influenza dei Caceduto la produzione del calcestello. Alla domanda di Baucina struzzo alla Medi Tour, intestata sullinteresse per i subappalti da ai figli di Andrea Impastato. La parte di unimpresa, Imperiale Dia vuole vederci chiaro. Mette risponde: S, s... comanda Casotto controlli i telefoni della Sis tania... Catania per la Sicilia... e riempie di cimici gli uffici del c unazienda di Torino, la Spaconsorzio di imprese. gna... e catanesi ammiscati. Il riferimento alla ditta dei fratelli Lo Piccolo, Provenzano Basilotta di Castel di Judica, gi e il pizzino sul cemento coinvolta in indagini antimafia. Andrea Impastato era stato arreImperiale non lultimo arrivato. stato nel 2002. Cera il suo nome bene inserito nel settore degli nel computer di Pino Lipari, il appalti pubblici. Fa il procacragioniere di Bernardo Provenciatore di affari per conto della zano. Assolto in primo grado e famiglia mafiosa di Partinico. I condannato in appello per mapentiti lo descrivono come uomo fia, nel 2008 la sezione Misure dei Vitale e consigliere di Lo Picdi prevenzione del tribunale gli colo nel settore degli appalti. Nel ha sequestrato societ e beni per 2005 ha eseguito lavori allo sta150 milioni. Un precedente che dio Renzo Barbera di Palermo per Salvino Caputo trova conferme in un altro conto della catanese C&C Costruzioni, sottoposta a sequestro per Ma sono i nomi solo citati nelle indagini pizzino, trovato nel covo di Provenzano, a Montagna mafia, e allaeroporto Falcone e a far tremare la Sicilia: gli investigatori dei Cavalli. Cos scriveva Borsellino, sempre in subappalto hanno registrato contatti Salvatore Lo Piccolo: Mio da imprenditori catanesi. Sarebcarissimo zio, innanzitutto be la conferma dellesistenza di con 13 politici e un magistrato spero che queste mie righe un asse Catania-Partinico che ha radici antiche. Non un caso che Vito Brancaccio residenziale, Guadagna, Pa- ovunque lei si trova che la raggiungoVitale abbia trascorso parte della sua lazzo di Giustizia, Lolli, Lazio, Belgio, no unitamente ai suoi in ottima salute. La Malfa, Sferracavallo) che si aggiun- Cos lo stesso dirle di noi. Lo informo, latitanza a Catania. gono a quelle gi esistenti (Brancaccio che siccome in breve (forse in aprile) I riflettori puntati industriale, Palermo centrale, Policlini- dovrebbe iniziare la metropolitana che sul passante ferroviario co-Vespri, Orleans, Palazzo Reale, No- un grosso lavoro e quindi le volevo Ce n abbastanza per accendere i riflet- tarbartolo, Francia, San Lorenzo Colli, chiedere che se le interessa qualche caltori sullappalto del passante ferroviario Cardillo, San Filippo Neri e Tommaso cestruzzi di fare lavorare me lo faccia che riguarda il raddoppio delle tratte Natale). sapere che la inserisco nel consorziato dalla stazione centrale e dal quartiere Il tutto per terminare il collegamen- che sto facendo con Andrea IMPASTABrancaccio a Carini. I lavori sono sta- to ferroviario tra la citt e laeroporto TO. In merito attendo sue notizie. Poi ti assegnati da Rete Ferroviaria Italiana Falcone e Borsellino. La consegna dei inoltre mi sto interessando a fargli lavoalla Sis che ha aperto due uffici a Paler- lavori del gennaio 2005, ma ha cono- rare qualche mezzo a LUCA. mo: uno allinterno della stazione Lolli sciuto due stop. Il primo per la necessit e laltro in via Catania. La Sis si anche di interrare parte dei binari e il secon- Il ragioniere della Sis aggiudicata i lavori per il tram. Altro do per mancanza di fondi. Superati gli che piace ai boss mega appalto da 192 milioni. Lopera, ostacoli, i lavori partono il 22 febbraio Le vicende di Impastato non stanno a in sintesi, consiste nella costruzione del 2008, anche se la Sis gi nel 2006 aveva cuore solo ai boss. Di lui si preoccuparaddoppio della linea ferroviaria e la re- messo su il cantiere a Brancaccio. Gi no, e molto, Giuseppe Galluzzo, che fa alizzazione di nuove fermate (Roccella, allora a fornire il calcesturuzzo erano pressioni sui suoi collaboratori (Quello

di cui dovremmo forzare i tempi Prime Iniziative o Medi Tour), e Roberto Russo, luomo che alla Sis si occupa di stipulare i contratti di forniture con le ditte esterne. A lui farebbero riferimento le frasi scritte in una lettera destinata a Salvatore Lo Piccolo: Poi queste persone mi hanno parlato per un altro lavoro... per la metropolitana per il cantiere di Palermo in via Parlatore questi amici mi dicono che ci possono arrivare con il capo cantiere che catanese.

I rapporti sospetti del ragioniere Russo


Russo, che nato a Scordia, non nuovo ai contatti sospetti. Il direttore dellufficio acquisti di Sis e supervisore dei cantieri ha intrattenuto rapporti, oltre che con i Basilotta, anche con Carmelo Gariffo, cugino dellomonimo nipote di Bernardo Provenzano, che risulta avere fornito ferro per il cantiere della Sis. Gariffo dimostra di conoscere parecchie cose dellappalto della Sis. Ad esempio informato che per il lavoro del tram arriver a Palermo il geometra Franco Miceli, dipendente dellIra costruzioni generali. Nella stessa azienda lavora il fratello Vincenzo, indicato come luomo che si occupava per conto dellazienda della messa a posto dei cantieri con il clan mafioso Santapaola. La moglie di Vincenzo, Giulia Priolo, figlia di un uomo donore di Ciminna. Roberto Russo in rapporti di affari con Girolamo Cimino, funzionario della Cava generali Impianti, dove finiscono i materiali di risulta dei cantieri della Sis. Cimino sposato con Giuseppa Buscemi, sorella di Maria Luisa, vedova di Antonino Buscemi, uomo donore della famiglia di Passo di Rigano e fratello del capomafia Salvatore. Nel capitolo che riguarda Russo viene citato il nome di un politico. Quando la cava satura il duo Russo-Cimino - secondo gli inquirenti - si adopera, tramite lonorevole Salvino Caputo, per fare ottenere dalla Regione la necessaria autorizzazione con apposita legge.

Salvino Caputo citato per avere fatto accelerare unautorizzazione. Il presidente dellArs Francesco Cascio avrebbe raccomandato personale non qualicato
I nomi dei politici e le raccomandazioni
Il nome di Caputo non lunico citato in uninformativa della Direzione investigativa antimafia, secondo cui nel corso delle indagini tecniche vi sono state una serie di conversazioni telefoniche e ambientali nonch incontri con alcuni politici locali e regionali che caldeggiavano assunzioni di personale e per altri motivi afferenti i lavori del passante ferroviario. I nomi dei politici sono indicati tra parentesi. Li riportiamo testualmente, senza aggiungere i nomi di battesimo omessi nellinformativa: Gli onorevoli Francesco Cascio, Salvino Caputo, Ragusa, Davide Faraone, Mario Parlavecchio, Francesco Mineo, Salvatore Lentini, Riccardo Savona, i consiglieri comunali di Palermo Lorenzo Ceraulo, Patrizio Lodato e Franco Mario Musotto, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello e lassessore del comune di Carini Agrusa. Ma non ci sono solo politici: Risultano altres alcuni contatti con il dottore Gristina dellufficio del Gip del tribunale di Palermo (lingegnere Galluzzo nel 2008 ne ha assunto la figlia).

Spuntano i nomi di Caputo e Savona


Solo per alcuni, per, linformativa scende nel dettaglio: Tra le conversazioni con i politici si segnalano quelle fra Roberto Russo e Salvino Caputo che ha chiesto a Russo lassunzione di pi persone. La Sis scarica il materiale di risulta anche alla Generale Impianti Cava Billiemi srl. I rapporti fra Caputo e Russo iniziano quando questa cava diventa satura. Lonorevole Caputo si
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Attualit DOSSIER
Franco Mineo

sarebbe adoperato - scrivono gli investi- porto abusivo di armi, produzione e ne ha pi ne metta: ...Quando vengo gatori - nel fare ottenere lautorizzazio- spaccio di droga . io non vengo come Patrizio Lodato ne allapertura della cava e allaumento ma come... tutto larco costituzionale della ricettivit. Agli atti dellinchiesta Il presidente dellArs del mio partito. Anche Franco Mineo, c una frase intercettata il 15 ottobre e gli incontri al bar deputato allArs, il 16 dicembre 2008 2008 in cui Caputo prima dice a Russo Tra i pi attivi a segnalare personale da si presenta da Galluzzo come facente che la questione la riprendono, at- assumere viene indicato Francesco Ca- capo ad un gruppo della Sicilia che tenzionata e appena scade il termine, scio, presidente dellAssemblea regiona- il gruppo del sottosegretario alla Prequello per le pubblicazioni... 45 gior- le siciliana: Lonorevole Cascio si in- sidenza che lonorevole Miccich, ni... la autorizzeranno, e poi ove fanno parte tanti sindaci Riccardo Savona lo autorizza a chiamare diretdella Sicilia. tamente quella persona. Altre richieste di assunzioni Il 22 ottobre 2008, secondo gli arrivano dal sindaco di Isola accertamenti degli inquirenti, delle Femmine, Gaspare Poralla III Commissione Attivitobello, che l8 gennaio 2009 t produttiva dellArs, di cui si rivolge a Galluzzo per alCaputo presidente, stato leviare un po di disoccupadiscusso il disegno di legge zione a Isola, e da quello di numero 133/A, Norma tranGiardinello, Salvatore Polizzi. sitoria sulle autorizzazioni Nel Comune del Palermitano il allesercizio di cava. Russo cugino di Galluzzo, Francesco apprende la notizia e corre al Giudice, aveva in corso una telefono per avvisare Girolamo Cimipratica di lottizzazione. Giudice no, che esulta: ...Ma che mi dice? A un dirigente della Sis, Galluzzo, riferisce a Galluzzo di avere detQuesta una bellissima notizia ... al- arrivano le raccomandazioni to al sindaco facciamo approlora non c bisogno che vi vado la del consigliere comunale vare il progetto e poi parliamo prossima settimana a sollecitare. di altre cose.... palermitano Franco Mario Agli atti dellinchiesta ci sono anche Quegli strani rapporti le conversazioni telefoniche nel cor- Musotto . Il deputato con i funzionari della prefettura so delle quali il consigliere comunale Riccardo Savona, invece, Era normale che i dirigenti della di Palermo Franco Mario Musotto se- segnala un fornitore Sis avessero rapporti con i fungnala allingegnere Galluzzo pi persone da fare lavorare. Tra questi, lim- contrato pi volte, tra il 2006 e il 2008, zionari della prefettura di Palermo . prenditore edile Salvatore Bisconti, di con lingegnere Galluzzo. Dallascolto Solo che, nel tempo, sarebbe stato Belmonte Mezzagno, destinatario nel delle conversazioni ambientali e telefo- superato il normale contatto forma2008 di un provvedimento di fermo niche, nonch dagli accertamenti svol- le-istituzionale. A tenere i contatti nellambito delloperazione Perseo, ti, lonorevole Cascio avrebbe richiesto Alba Panepinto, segretaria di Gale i fratelli Giuseppe e Ferdinando La lassunzione di personale, peraltro non luzzo, che il 25 febbraio 2008 spiega Iannusa . Sul primo pesano forti so- qualificato, a Galluzzo che, a pi ripre- come sia possibile che limpresa Censpetti di legami con esponenti mafiosi se, si sfogato con terzi di tali richieste. tro Edil Scavi, che non ha avuto laudi Pagliarelli e Monreale. Il secondo Gli incontri sono avvenuti al Bar delle torizzazione per il trasporto di materiali, lavori ugualmente al cantiere stato condannato in primo grado, nel Magnolie, al Cristal e al Cafe Nobel. Roccella dove la Sis sta realizzando il 2009, a sette anni di carcere per estortram: A parole noi alla Prefettura ci sione. Ed ancora nel fascicolo c il Lassessore Lodato diciamo una cosa e poi parlando parnome del deputato regionale Riccardo e il deputato Mineo Savona, che il 30 giugno 2006 segnala Lassessore alle Infrastrutture del Co- lando si concordano altre cose... norallingegnere Galluzzo, Pietro Manno, mune di Palermo, Patrizio Lodato, in- male amministrazione. Lingegnere titolare di una ditta di sbancamento tercettato il 22 dicembre 2008, si pre- Galluzzo parla con la Panepinto e terra e trasporto merci, gi rinviato senta da Galluzzo sostenendo di rap- fa i nomi di alcuni funzionari con i a giudizio per turbativa dasta . Due presentare le esigenze di 28 consiglie- quali discutono dei nulla osta (cita la suoi fratelli hanno una sfilza di pre- ri comunali di maggioranza su 50, 15 dottoressa Ministeri, il signor Latteo cedenti per furto, rapina, ricettazione, assessori, il capo di gabinetto e chi pi e il dottore Tortorici). Viene fuori che

la Ministeri non vuole contatti diretti con la Sis ( tutta sulle sue... dice non mi deve chiamare direttamente, bens deve parlare con il signor Latteo) e la Panepinto riferisce a Galluzzo andiamo con la Ministeri per da prendere con le pinze cio cercare un pochino di... di portarla piano piano dove si vuole, ecco .... Il 5 maggio 2006 la Ministeri viene intercettata mentre parla con Galluzzo e gli spiega che sta per arrivare uno stop a una ditta, la Istratel: ...Le volevo dire una cosa ingegnere, noi avevamo dato una liberatoria a suo tempo per una diciamo societ di una ditta di calcestruzzi che era la Istratel giusto ... ecco non state facendo niente sicuramente su questa Istratel ma siccome vi arriver in seguito, bloccate qualunque tipo di iniziativa ... allora io la preallerto che su questa liberatoria della Istratel le arriver un seguito .... Galluzzo

informa un suo collaboratore, Nino Santonocito, sullo stop alla Istratel: Ed una cosa molto riservata, mi ha telefonato la prefettura. Il 2 agosto 2006 Melania Lo Cascio chiama Galluzzo e discute con lui dei lavori del passante, che stavano per interessare la zona di Cardillo dove alcuni carissimi amici del funzionario erano molto disperati. La variante su Cardillo stata rigettata e la Lo Cascio preoccupata: Poverini, ma assurdo ... si deve trovare una soluzione per Cardillo ... ma pazzesco tutto questo. I due parlano anche di lavori che ricadono allinterno della citt. Il funzionario chiede a Galluzzo se la clinica Orestano viene salvata pure giusto?. Il presidente del consiglio di amministrazione della clinica Paolino Cimino, zio materno della Lo Cascio, mentre socio della clinica il cognato di Galluzzo, Pier Fausto

Fra i contatti quelli con lassessore palermitano Lodato e il deputato Mineo . E i sindaci di Isola e Giardinello chiedono di alleviare un po di disoccupazione
Orestano . Ed sempre la Lo Cascio ad avvertire Galluzzo della convocazione di una riunione. Cerca un suggerimento per avanzare la proposta di variante che interessa gli amici di Cardillo . I due si incontrano negli uffici della Sis. Allindomani Galluzzo fa recapitare a casa della Lo Cascio una busta con dei documenti, solo che la riunione con Rete Ferroviaria Italiana salta. Un altro canale allinterno della prefettura quello che collega Impastato
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Attualit DOSSIER
Il cantiere della Sis in via Malaspina . A anco il tribunale di Palermo

Gli esami sui materiali: Non ci siamo per il magnesio


Il materiale proveniente dalla cava degli Impastato non sarebbe idoneo alla miscela per il calcestruzzo . Un ipotesi che emergerebbe dalla conversazione fra Giacomo Impastato e un ingegnere amico di famiglia . Vengono eseguiti alcuni esami di laboratorio e salta fuori che c qualcosa che non va . Lingegnere sentenzia: Non ci siamo per il magnesio, alta la percentuale ci devono essere soltanto tracce.....

Accertamenti anche sulle posizioni di due dipendenti della prefettura . Unaltra funzionaria parla con Galluzzo di una liberatoria
affari che Galluzzo ha fatto con la sua azienda di famiglia. Ad esempio ha lavorato alla costruzione di un residence con piscina in localit SantOnofrio a Trabia. A realizzarlo stata allinizio la Mira, di propriet di Marisa La Barbera, figlia di Salvatore, mafioso di Trabia. Sempre Galluzzo ha avuto rapporti di lavoro con la Sogeil trivellazioni di Sergio Troia. Anche lui gi noto alle cronache giudiziarie: nelle indagini Gotha la mafia lo indicava come referente per salvaguardare gli interessi di Cosa nostra per la metropolitana. Il padre cugino del boss, Mariano Tullio Troia. Nel 2005 la Sogeil ha preso in affitto la Sicilsonde, intestata a Mariano e figli. La Sicilsonde risulta collegata al boss Tommaso Cannella, uomo fidato di Bernardo Provenzano, che andava in giro con un fuoristrada intestato alla Sicilsonde.
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Lelenco sospetto dei fornitori Sis


Non ci sono solo le imprese degli Impastato, nel lungo elenco dei fornitori sospetti della Sis. Limpresa ha comprato materiale dalla Beton Mac, il cui rappresentante legale Daniela Rizzuto, moglie di Carmelo Seidita, arrestato con laccusa di essere il reggente del mandamento di Cruillas Noce. Ed ancora, la Centro edile Scavi con sede a Bagheria, di Francesco Raspanti, figlio di un affiliato alla famiglia di Bagheria .

Sul conto di Galluzzo anche sospetti di collusioni maose in altri affari: nel mirino la costruzione di un residence a Trabia . E da unintercettazione salta fuori un parere negativo sui materiali per i cantieri della Sis
e il ragioniere Antonio De Simone, residente a Montelepre, socio della Incas Inerti nel paese in provincia di Palermo, proprio come Francesco Impastato, fratello di Andrea. Il figlio di questultimo, Giacomo, conferma al padre, durante un colloquio allUcciardone, di avere incontrato il funzionario: Sono andato a trovare a Ninni e mi ha dato i saluti per te e mi ha detto che glieli dai.

Le forniture per il tram e la tentata estorsione


La Sis ha in corso anche lappalto per il tram. Ascoltando una conversazione gli investigatori ipotizzano un tentati-

vo di estorsione. Roberto Bonomi, che lavora alla direzione della Sis a Torino, chiede ad Antonio Liuzzo, collaboratore di Roberto Russo, come mai sia stato comprato del materiale costato il doppio rispetto ad altre offerte pi vantaggiose. Liuzzo si giustifica: C un motivo. Qualcosa in pi si capisce quando Roberto Russo parla con il capo cantiere di un altro appalto in corso a Potenza: Allora c un tipo di geotessile, molto particolare che commercializzato da un professore, un geologo, che un consulente del

Comune di Palermo committente del lavoro del tram, ed ha delle caratteristiche uniche... omissis... imposto questo coso perch quello se lo vuole vedere arrivare questordine. Quando Bonomi gli chiede, ancora una volta, spiegazioni, Russo reagisce in maniera nervosa . Ha comprato il geotessile a 0,65 invece di 0,38 perch imposto, altrimenti non ci approvano la perizia ... se no ci levano le cose... un briciolo di fiducia ... se Roberto Russo sta ordinando quello vuol dire che c un motivo.

Gli strani affari di Giuseppe Galluzzo


Senza contare che ci sono forti sospetti di collusioni mafiose anche in altri

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Attualit CATANIA
Il tribunale di Catania

La procura attende che sia nominato il successore di Vincenzo DAgata . In campo lex presidente dellAnm Giuseppe Gennaro, il procuratore generale Giovanni Tinebra e Giovanni Salvi, fratello dellex ministro Cesare
in ballo c la tenuta dellintero sistema Catania, lo stesso che governa la Sicilia e che capace di determinare politicamente la scena nazionale. Lex procuratore capo Vincenzo DAgata aveva anticipato pochi giorni dopo il pensionamento i possibili scenari per la successione. Sono andato a Roma - spiegava raggiunto telefonicamente da S - e ho visitato alcuni palazzi importanti. Vuole vedere che tra i due litiganti Gennaro e Tinebra vince Salvi?. Giuseppe Gennaro lex presidente dellAnm, procuratore antimafia ritenuto inavvicinabile dal sistema catanese, Giovanni Tinebra, attuale procuratore generale riconfermato per i prossimi 4 anni, stato pm a Caltanissetta e dirigente nazionale del Dipartimento per lAmministrazione Penitenziaria . Tinebra, consulente del ministro Angelino Alfano, grande amico delleditore Mario Ciancio: insieme appaiono alle manifestazioni pubbliche di rilievo, come il conferimento della laurea honoris causa a Francesco Bellavista Caltagirone. Ma su Iblis, linchiesta sui rapporti tra mafia e potere, che la procura si spaccata . Da questindagine dipende, oltre allaccertamento della verit, la tenuta del governo regionale e di riflesso lequilibrio nazionale. Lo scorso 13 giugno il procuratore capo facente funzioni, Michelangelo Patan, ha avocato linchiesta . In pratica lha letteralmente tolta dalle mani dei pm titolari: Antonino Fanara, GiusepIL MAGAZINE CHE GUARDA DENTRO LA CRONACA - S

Nella procura spaccata


dopo lo stralcio di Lombardo
di Antonio Condorelli

Il procuratore facente funzioni Michelangelo Patan ha avocato lindagine sul presidente della Regione, togliendola ai pm che lhanno seguita nora . Ma negli uffici giudiziari la tensione alle stelle
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li equilibri dei poteri che governano la Sicilia passano dal palazzone al centro di piazza Giovanni Verga, tra marmi centenari ed una statua di bronzo raffigurante la Dea della Giustizia . Poteri in grado di determinare gli equilibri nazionali, politica, imprenditoria e affari. Leredit dellex procuratore capo

Vincenzo DAgata forte di decine di fascicoli aperti su tutti gli ambiti possibili e immaginabili. Fascicoli spesso a carico dignoti, procedimenti non conclusi che rappresentano una patata bollente per lestablishment non solo catanese. La partita della successione aperta ormai da diversi mesi, non solo una questione di poltrone,

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Attualit CATANIA
Vincenzo DAgata

pe Gennaro, Agata Santonocito, Iole Boscarino . Il pm Gennaro corre per procuratore Capo, ed lo stesso che aveva chiesto

il rinvio a giudizio, insieme ai colleghi, di Raffaele Lombardo . Qualora venisse scelto alla guida della procura catanese, riprenderebbe in mano il

Giovanni Salvi
Nato a Lecce nel 1952, in magistratura dal 1980. stato pretore a Monza, sostituto a Roma, componente del gruppo di lavoro sul terrorismo e poi della Dda . Ha fatto parte della commissione Conso per la riforma del codice di procedura penale. stato vicepresidente dellAnm.

fascicolo stralciato da Patan. Stesso discorso vale per il procuratore generale Giovanni Tinebra: anche lui in corsa, e pare pensi ad avocare da procuratore generale il fascicolo Iblis. Giovanni Salvi, altro concorrente, fratello di Cesare Salvi, leader storico della sinistra, ministro del Lavoro nei governi DAlema e Amato .

DAgata, adesso, sta alla nestra a guardare: Sono andato a visitare alcuni palazzi importanti a Roma . Vuole vedere che tra i due litiganti Gennaro e Tinebra vince Salvi?
ma anche sui consulenti vicini a Forza Italia arruolati nella Fce sino al 2005. Da diversi mesi stata depositata uninformativa sullintero sistema di appalti, stato analizzato il cemento delle gallerie, anche quello delle tratte gestite dalla Sigenco di Santo Campione, ex braccio destro del Cavaliere Mario Rendo . Il titolare del fascicolo il pm Antonino Fanara, considerato il motore della procura di Catania, al lavoro 24 ore al giorno nella sua stanza al piano terra . Pare che il fascicolo contenga 20 mila pagine di intercettazioni, durate 18 mesi, di tutti i potenti catanesi, coinvolti direttamente e indirettamente nei tavolini per la decisione di varianti, forniture e incarichi.

Intanto in procura i fascicoli scottanti non si contano: dagli appalti milionari della Circumetnea allinchiesta su maa, appalti, politica e imprenditoria passando per le inltrazioni allaeroporto
I fascicoli caldi
La madre di tutte le indagini quella sugli appalti milionari della Ferrovia Circumetnea . A Catania limpresa dei Collini - uno dei quali stato condannato per tangenti in Trentino e poi si tolto la vita - riuscita a gestire lappalto di alcune tratte della metropolitana il cui costo variato grazie a varianti impreviste e imprevedibili che hanno comportato nel giro di un decennio la triplicazione dei costi di aggiudicazione. Ad una riunione spiega ad S Mario Spampinato, ex commissario della Circumetnea - un dirigente della Collini ci comunic che il loro consulente di fiducia era Pietro Lunardi, lo stesso che da ministro finanzi la variante. La magistratura conosce tutti i fatti da diversi anni. Non si contano i sequestri di documenti alla Fce effettuati dal Gico della Guardia di Finanza, si indaga anche sulla parentopoli autonomista che risultata vincitrice dei concorsi banditi dal Commissario Gaetano Tafuri,

Giovanni Tinebra
Nato a Enna nel 1941, in magistratura dal 1967. Ex direttore del Dap, oggi procuratore generale a Catania . Dal luglio 1992 al 2001 stato procuratore della Repubblica di Caltanissetta . In quegli anni titolare delle inchieste per la strage di Capaci e per la strage di via dAmelio .

Linchiesta X
Il vero terremoto, temuto dal sistema catanese, rappresentato dallinchiesta su mafia, appalti, imprenditori e politici, in mano al pm Gennaro . Secondo alcuni si tratterebbe del seguito di Iblis, secondo altri dellantecedente. Si parla di centinaia di indagati a tutti i livelli e di tutte le estrazioni politiche, dalla destra alla sinistra . linchiesta sul sistema Catania, che documenta le relazioni tra potenti durante le ultime elezioni politiche e amministrative del 2008. Inchiesta sviluppata in anni di lavoro proseguito con la massima riservatezza . Ma le inchieste non si contano . A partire dalle informative e dai fascicoli aperti sul porto di Catania, dalle estorsioni allIra del processo Dionisio al project financing per la gestione della vecchia dogana, per non

Giuseppe Gennaro
Nato a Catania nel 1942, in magistratura dal 1972. Procuratore aggiunto di Catania, stato due volte presidente dellAnm. stato anche componente del Csm dal 1994 al 1998. Esponente della corrente Unit per la Costituzione, ha coordinato le principali inchieste su maa e imprenditoria a Catania .

parlare del mega palazzo sequestrato al Gruppo Acquamarcia . Poi c la questione parcheggi: non si conosce al momento lesito del fascicolo aperto per turbativa dasta, con avvisi di garanzia notificati da diversi anni. Poi c il Pta di Giarre, del quale S si occupa in questo numero, e linchiesta a carico di Mario Ciancio per un presunto concorso in associazione mafiosa rispetto al quale si detto sempre estraneo . Si indaga anche sulle varianti che hanno reso i suoi terreni edificabili alla vigilia delle comunali del 2005, su questioni fiscali legate a societ del gruppo Ciancio e sulle infiltrazioni mafiose nella gestione di alcuni parcheggi, sulle forniture, sulle consulenze...

Incarichi eccellenti
E poi c il capitolo collegamenti. Lavvocato generale Salvatore Scalia consuocero di Virlinzi. Lex procuratore generale di Catania Giacomo Scalzo, candidato sindaco per lMpa a Caltagirone, attualmente presidente del consiglio di amministrazione della Sie, societ per lAcqua privatizzata che ha tra i soci il gruppo Virlinzi. Massimo

Pesce, ex assessore di Lombardo alla Provincia per lMpa, assessore comunale di Raffaele Stancanelli, sua moglie Vera Marletta uno dei giudici di punta della Corte dappello, mentre il padre Guido stato sino a pochi mesi fa presidente della Corte dAppello. La soprintendente del Teatro Massimo Bellini Rita Cinquegrana, contemporaneamente assessore di Raffaele Stancanelli, la moglie del presidente aggiunto dellufficio Gip di Catania Edoardo Gari. Gaetano Tafuri, commissario governativo della ferrovia Circumetnea in quota Mpa, ex assessore al bilancio di Umberto Scapagnini, il rampollo della principale famiglia di giuristi catanesi. Tafuri nipote dei giudici Carolina ed Elvira Tafuri e cugino del giudice Daniela Monaco Crea, il cui padre stato presidente della societ di gestione dellaeroporto di Catania . Laltro zio di Tafuri, Salvo Muscar, stato presidente dellAto Simeto Ambiente. Il genero dellex procuratore Vincenzo DAgata, Alberto Giaconia, consulente legale dei principali enti pubblici catanesi, a partire dallAsp3 e dalla Sac, la societ che gestisce laeroporto Fontanarossa .
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Attualit SANIT
Il direttore generale dellAsp di Palermo Salvatore Cirignotta

di Riccardo Lo Verso

Sprechi per due milioni, ecco le imprese sospese dallAsp


fa ospitava un servizio di psichiatria. Due reparti di Malattie infettive erano gi stati chiusi nel 2004. rimasto attivo solo un poliambulatorio che si trova in una struttura distaccata. E la camera mortuaria? Il manager dellAsp Salvatore Cirignotta si dato una risposta: Era un lavoro inutile. Andava chiusa, per sempre. E non il solo lavoro inutile scoperto dalla direzione generale che ha bloccato 47 determine considerate fasulle. Un vorticoso giro di fatture, 366 in tutto per oltre due milioni di euro, che sarebbero strapiene di irregolarit. Come dire, il caso Guadagna solo il pi eclatante. Dal conteggio, al momento, sono escluse altre 25 determine liquidate il 31 agosto 2009 per un milione e mezzo. Anche in questo caso, secondo lAsp, le irregolarit sarebbero evidenti. Il primo effetto stata la cancellazione di ventuno fornitori dallalbo dellAsp, lAzienda sanitaria provinciale di Paler-

Scoperto un giro di forniture con fatture false, gonate o irregolari: il manager Salvatore Cirignotta esclude 21 ditte dallalbo fornitori
uarantacinque mila euro per ristrutturare la camera mortuaria di un ospedale che non esiste pi. Perdonateci la crudezza: impossibile che un paziente vi muoia, visto che di ricoveri, alla Guadagna, non se ne fanno pi. Il presidio chiuso da tempo. Fino a pochi mesi

mo. lungo lelenco delle ditte depennate: Alfano Trasporti di Giuseppe Alfano, Arin Srl, Blm Servizi di Benedetto La Marca, Cogeca srl, Costruedil Italia srl, Crivello Rosa Bianca, Ecotecno forniture e servizi, Editrade Comunication di Dario Monti, General Tek, Imess di Biagio Rossella, Impredilfa, Kalesi, La Quercia, Millenium Sud srl, Miranda trasporti e servizi, Oceanik, Pauni di Favar Rosanna, Sicuralluminio, Sud Service, Tekno edil, Teknolux srl. Si tratta di imprese che si occupano di giardinaggio, traslochi, facchinaggio e manutenzione. I carabinieri del Nucleo antisofisticazione hanno sequestrato carte e documentazione sulle forniture e li hanno depositate sul tavolo dei pubblici ministeri Maurizio Agnello e Claudia Bevilacqua. Dove finita anche la denuncia di Cirignotta che sbotta: Si facevano storie per comprare presidi per i pazienti e poi si spendevano soldi per lavori inutili. Il manager aveva sentito puzza di bruciato da subito e si era messo a caccia di riscontri. Da magistrato qual . Occhi puntati sul dipartimen-

Uno dei casi pi eclatanti riguarda lavori per 45 mila euro per ristrutturare una camera mortuaria di un ospedale che non esiste pi
to del provveditorato e sulleconomato (il primo assegna i lavori e il secondo li paga). Abbiamo ritenuto che qualcosa non quadrasse e sono stati sostituiti i dirigenti - spiega il manager -. Nel maggio del 2010 Francesco Giosu stato trasferito alla Prevenzione, mentre il responsabile degli appalti, Antonino Lucca, stato spostato al servizio patrimoniale. Infine Mineo, oggi sospeso stato trasferito agli affari regionali per occuparsi delle convenzioni. Ruoli importanti ma senza possibilit di spesa. A questo va aggiunto che stato revocato lincarico di Walter Messina, responsabile del servizio Bilancio. Ed proprio il bilancio del 2010 a far saltare
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Attualit SANIT

il banco. La direzione generale si rende conto che una serie di voci di spesa non sono congrue. In particolare, aggiunge Cirignotta, era stato stabilito di non esternalizzare alcuni servizi ed invece molte spese per il verde e i traslochi risultavano sproporzionate. Fin quando non succede il fattaccio: Avviata lindagine interna, nel marzo 2010, venuto a galla che un certo numero di ordini sono stati liquidati con determine false. Cerano determine solo in copia e non in originale, molte senza firma, altre riportavano numeri di protocollo gi utilizzati in altri atti amministrativi, alcuni lavori erano stati frazionati in piccoli interventi, in diverse occasioni le fatture erano gonfiate oppure ripor-

tavano cifre diverse fra originale e copia, spesso si sforava il budget stabilito a inizio anno. Ce n abbastanza per fare ipotizzare a Cirignotta lesistenza di un sistema che parte dal provveditorato ma che sarebbe stato bloccato se solo leconomato avesse fatto il proprio dovere di controllo. Le determine non hanno trovato ostacoli, a differenza di alcune delibere della direzione che sono tornate indietro anche per una sola virgola fuori posto. E non tutto. Puzza di bruciato il fatto che molte ditte abbiano presentato una valanga di fatture negli utili giorni di luglio. Fatture liquidate con sospetta celerit.

I carabinieri del Nas hanno sequestrato carte e documenti sulle forniture consegnandole ai pm Maurizio Agnello e Claudia Bevilacqua dove giunta anche la denuncia di Cirignotta

Il manager aspetta, fiducioso, il lavoro della magistratura ma si lascia andare ad una considerazione: Non escludo che ci possa essere dietro una vera e propria associazione a delinquere. I lavori erano inutili ma andavano fatti perch tutti dovevano lavorare. Ecco perch forse abbiamo assistito a una dura battaglia contro linformatizzazione dellufficio. A posteriori, infatti, Cirignotta guarda con luce diversa alcuni episodi che non lo hanno mai convinto . Il collegio dei revisori dei conti - dice - non ha sollevato alcuna eccezione sulle determine irregolari e, invece - aggiunge -, ha contestato lincarico assegnato a ditte esterne per la revisione del bilancio e linformatizzazione (tra il personale dellazienda non

esiste la figura del perito Occhi puntati sul dipartimento informatico). un caso? Oppure davamo fasti- del provveditorato e sulleconomato dio?. Le risposte spetta- (il primo assegna i lavori e il secondo no ai pubblici ministeri. li paga). Abbiamo ritenuto Intanto il blocco delle determine e la cancella- che qualcosa non quadrasse zione delle ditte dallalbo e sono stati sostituiti tre dirigenti dei fornitori consentir un risparmio di oltre due milioni di cui sono stato accolto, al di l di ogni euro . Si mette un freno a spese bolla- immaginazione. Cera un sistema di te come fuori controllo . Un esempio: spesa che non gradiva il cambiamen600 mila per il verde e il giardinaggio to. Nel piano di razionalizzazione nel 2009 e 2010 (Manco fossimo la previsto lavvio di un oculato inreggia di Versailles, dice Cirignotta). ventario . Ben venga . Vista la recente Razionalizzazione ed eliminazione scoperta . LAsp aveva dimenticato di delle spese superflue a vantaggio dei possedere al civico sedici di via Villaservizi al cittadino: il motto della di- eromosa, a due passi dal Politeama, rezione generale suona pi o meno due appartamenti da trecento metri cos. Nonostante, dice il manager quadrati ciascuno . Un tempo erano voluto dallassessore alla Sanit Mas- in uso alla procura . Ora sono chiusi. simo Russo, il clima di ostilit con Chiss da quanto tempo .

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Attualit SANIT
Un momento dellinaugurazione, con la contestazione dei cittadini di Giarre per la chiusura dellospedale SantIsidoro e San Giovanni Di Dio; in apertura un altro momento dellinaugurazione del Pta

timento universitario da lui diretto dallaffare ha continuato al fianco di Fidelbo . Tempi autonomisti Il 30 luglio 2010 lAsp 3 guidata dal militante dellMpa Giuseppe Calaciura sigla la convenzione con la Solsamb. Dopo poco tempo il Pd entra in giunta con il placet di Anna Finocchiaro, che il successivo 15 novembre inaugura la struttura - informatizzata dal marito al fianco dellassessore autonomista, del manager Calaciura e dellex ministro Livia Turco. Ne consegue una protesta dei cittadini di Giarre, che contestarono linaugurazione, e in particolare Anna Finocchiaro, visto che da poche settimane era stata chiusa la principale struttura ospedaliera locale. Parlano gli ispettori Lappalto della Solsamb, per, secondo gli ispettori inviati a Giarre dallassessore regionale alla Sanit Massimo Russo, sarebbe stato affidato in violazione del Codice dei contratti pubblici e dei principi di libera concorrenza si legge nella relazione degli ispettori parit di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalit, nonch quello di pubblicit. Secondo gli ispettori, in particolare, laffare avrebbe violato il Codice degli appalti perch si tratta di importi di rilevanza comunitaria e non rientra nei casi di esclusione. Gli ispettori sono intervenuti anche sul passaggio di consegne tra il Consorzio Sanit Digitale partecipato dalla Solsamb e la stessa Solsamb: In ordine a ci si legge nella relazione occorre rilevare che tale attribuzione caratterizza la fornitura quale esternalizzazione che, come noto espressamente vietata dallarticolo 21 della legge regionale 14 aprile 2009 numero 5 che dispone che fatto divieto alle aziende del servizio sanitaIL MAGAZINE CHE GUARDA DENTRO LA CRONACA - S

Pta di Giarre,
sequestrati gli atti
di Antonio Condorelli

Secondo linchiesta interna dellassessorato alla Sanit stato violato il Codice degli appalti: Si ritiene che il provvedimento di affidamento evidenzi i proli di illegittimit
Anatomia dellUniversit di Catania guidato da Salvatore Sciacca, mentre un altro 5% spetta allAzienda Sanitaria 3 di Catania, guidata ai tempi dal manager Mpa Antonio Scavone. Sono solo le briciole, perch le porzioni pi consistenti sono in mano ai privati: la Tnet srl detiene infatti una ben pi corposa quota del 40%, mentre la Solsamb srl, amministrata dal marito di Anna Finocchiaro, fa la parte del leone con il 50%. Interessante anche la struttura della Solsamb Srl: tra i soci ci sono Salvatore Sciacchitano e Salvatore Sciacca . Non un caso di omonimia: lo stesso Salvatore Sciacca che guida il dipartimento di Anatomia dellUniversit di Catania . Che, in altre parole, socio di se stesso . La rivoluzione Russo Con lavvento del governo Lombardo non servono pi Case della Salute, ma Presidi Territoriali di Assistenza. Non un mero cambio di denominazione: il nuovo piano, infatti, impone anche una rimodulazione dei costi. Una rimodulazione che comporta un consistente rialzo della spesa: servono 20 mila euro per lo studio del territorio, 420 mila per il project management, 50 mila per lassistenza al progetto hardware ed 1,2 milioni per i software diversi. Il totale lordo sale a quota 1.690.000 euro, esclusi i costi gestionali non previsti, con un incremento scrivono adesso gli ispettori della Regione inviati da Massimo Russo del 17% rispetto al progetto del 2007. Mentre i costi salgono, avviene un passaggio di consegne: il consiglio di amministrazione del Consorzio Sanit Digitale stabilisce che tutti i proventi saranno attribuiti alla Solsamb srl. Trascorsi tre anni, non stata ritenuta opportuna lindizione di una gara pubblica . E la decisione non ha comunque distolto Salvatore Sciacca dallinteresse scientifico per linformatizzione del Pta: essendo socio anche del marito di Anna Finocchiaro, dopo luscita del dipar-

opo le polemiche scatta il sequestro. Al terzo piano dellassessorato regionale alla Salute i militari della Guardia di Finanza hanno acquisito tutti gli incartamenti dellappalto affidato senza gara a Melchiorre Fidelbo, il marito della capogruppo del Partito democratico al Senato Anna Finocchiaro. Un appalto da 1,7 milioni di euro finito nellocchio del ciclone perch a tagliare il nastro, proprio accanto a Massimo Russo, cera la senatrice in persona. A Catania la Procura procede con la valutazione dei fatti chiusa nel massimo riserbo . A pochi chilometri di distanza, a Giarre, roccaforte dellMpa, il Pta informatizzato dalla societ di Melchiorre Fidelbo sem-

La guardia di nanza ha prelevato gli incartamenti dellappalto affidato senza gara a Melchiorre Fidelbo, marito di Anna Finocchiaro. Ecco cosa hanno scritto gli ispettori mandati da Russo
bra un ospedale fantasma . Corridoi vuoti, luci accese ed una donna che presidia la segreteria: Il presidio spiega a S - funziona come guardia medica. Guardando i corridoi vuoti sembra di non essere nello stesso posto affollato da telecamere e sindacalisti durante linaugurazione del 15 novembre 2010. Un po di storia . Nel 2007 il ministro alla Salute emana le linee guida ministeriali per i progetti del Piano Sanitario Nazionale. Solo un mese dopo, il Consorzio Sanit Digitale presenta il progetto per la cosiddetta Casa della Salute di Giarre: il costo previsto di 1,2 milioni di euro . Interessanti le quote del Consorzio al momento della presentazione del progetto: il 5 per cento in mano al dipartimento di

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Attualit SANIT

rio regionale o agli enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o con consulenze esterne, lespletamento di funzioni il cui esercizio rientra nelle competenze di uffici o di unit operative aziendali. La conclusione ha i caratteri del perentorio: Sulla base della documentazione acquisita e delle analisi svolte, con riguardo anche agli atti assessoriali propedeutici al procedimento autorizzativo annotano gli ispettori , si ritiene che il provvedimento di affidamento a privati dellorganizzazione ed informatizzazione del Pta, da parte dellAsp di Catania, evidenzi i profili di illegittimit, come sopra esposti. Lappalto stato revocato, ma non ancora finita . La magistratura catanese, che un tempo aveva tra i suoi inquirenti di punta Anna Finocchiaro, adesso sta indagando sullappalto affidato al marito dellesponente del Pd e inaugurato dalla stessa senatrice democratica al fianco degli autonomisti, dopo che la stessa Finocchiaro era stata candidata due anni prima contro Raffaele Lombardo . Sembra uno scioglilingua, ma in quattro righe ci sono ventanni di storia . Che fanno riflettere.

Il viaggio di S nel Pta: un ospedale fantasma con corridoi vuoti, luci accese e una sola addetta . Il presidio adesso funziona come guardia medica

E sulla nomina a Messina


LAGENZIA NAZIONALE CHE SELEZIONA I DIRIGENTI AVEVA ESCLUSO VINCENZO BARONE DALLELENCO DEI MIGLIORI CANDIDATI, MA POI STATO SCELTO UGUALMENTE. E RUSSO SI DIFENDE: LA VALUTAZIONE SPETTA ALLA POLITICA

scoppia la polemica

Guarda il video su www.livesicilia.it:

Giarre, il Pta fantasma


In alto Anna Finocchiaro entra nel Pta appena inaugurato . Sotto il servizio dedicato al caso Pta sei mesi fa

Tre bambini su dieci considerati talassemici senza esserlo


Nella medicina di laboratorio ci sono molti esami inutili: azotemia accoppiata sempre con la creatinina, molti esami per la mononucleosi infettiva che non hanno valore diagnostico . Questo avviene perch non aggiornato il nomenclatore regionale. Lo spiega un tecnico della sanit che parla con S a condizione che il suo nome non sia rivelato: A fronte di esami che non servono pi a nulla afferma ci sono esami nuovi che hanno efficacia diagnostica e che il cittadino deve pagare. Da 21 anni il nomenclatore fermo, contemporaneamente la medicina di laboratorio andata avanti. Per farsi la desmocleina 1 e 3 bisogna pagare lesame di pemgo, al contrario mutuabile lazotemia fatta ad un soggetto di buona salute. Se scrivo la creatinina per la funzionalit renale, non ha senso anche lazotemia . Dovrebbe essere prescritta soltanto per i dializzati, non per tutti. Ogni giorno dalla mattina alla sera vengono prescritte migliaia di azotemie inutili. Ciascuna costa circa 4 euro, moltiplicata per un anno, per tutti i giorni. Laccoppiata Gop-Gpt delle transaminasi non sempre necessaria, e cos via. una questione complessa, che sembra riguardare solo sigle incomprensibili. Ma che comporta danni evidenti. Un esempio? Il 30% dei nuovi nati ammalati di talassemia chiarisce il tecnico intervistato da S frutto di errori di laboratorio, perch i laboratori siciliani non si aggiornano . E sono dati ufficiali dellassessorato alla Salute siciliano . Come nita questa storia del nomenclatore regionale non aggiornato? Massimo Russo aveva nominato un tavolo tecnico che allimprovviso si bloccato. Il video dellintervista, con le accuse del tecnico sul nomenclatore, disponibile sul sito www.livesicilia .it. A . C.

a nomina arrivata in Gazzetta ufficiale qualche giorno fa . Poche righe per dire che Vincenzo Barone, gi direttore amministrativo dellospedale Albanese di Palermo, il nuovo direttore del Centro neurolesi Bonino Pulejo di Messina, un istituto che la Regione chiama con il complicato acronimo Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientico): la scelta, per, ricaduta su Barone dopo che il suo nome era stato escluso dalla short list dei sei candidati giudicati maggiormente allineati con il prolo dallAgenas. Tutti e 12 i candidati della rosa nale - osserva per lassessorato - possedevano i requisiti per coprire la posizione. Allinterno di tale rosa stata fatta solo una distinzione tra coloro i quali erano da considerare excellent + da quelli excel1ent. Ho voluto una rigorosa selezione dei candidati per giungere ad una rosa ristretta, certamente di Massimo Russo eccellenza, allinterno della quale poter operare una scelta oculata aggiunge lassessore Massimo Russo . Per sgombrare il campo dagli equivoci, dico subito che certe scelte spettano alla politica . Questa amministrazione sta facendo in modo di coniugare le prerogative della politica con la qualit e la competenza professionale degli uomi chiamati a ricoprire posti di responsabilit, scegliendo coloro che dimostrano di poter realizzare convintamente i progetti di cambiamento e innovazione che hanno caratterizzato lazione amministrativa di questo governo. Ma non solo su questo punto che si sono sollevate le polemiche. La selezione, infatti, con un complesso meccanismo di punteggi calcolati sulla base dellet e dellanzianit di servizio, prevedeva che gli ultrasessantenni fossero automaticamente

esclusi: un criterio, questo, che ha spinto alla protesta alcuni dei candidati rimasti fuori dalla selezione, visto che la legge prevede che no a 65 anni si possa essere nominati alla guida delle aziende sanitarie. Non cos per per la Regione: Si ritenuto corretto attribuire un punteggio pi alto a chi fosse nella fascia 51-60 anni, immaginando che la spendibilit di tali persone fosse pi ampia sostiene il dipartimento -. Non pare quindi corretto parlare di esclusione degli over 60 anni: si tratta piuttosto di una valutazione di migliore spendibilit nel tempo delle caratteristiche manageriali dei candidati. Medesima logica stata applicata nellattribuire un punteggio maggiore a chi fosse nella fascia di et no a 50 anni rispetto a chi fosse nella fascia over 60 anni. Ma nella selezione i candidati under 50, quelli con la massima spendibilit nel tempo, hanno ricevuto due punti contro i 3 assegnati agli aspiranti direttori con pi di 50 e meno di 60 anni. Inne, nellocchio del ciclone anche le modalit della selezione in se stesse: dallelenco dei candidati, infatti, stato escluso chi non ha partecipato ai test dellAgenas. Una valutazione alla quale hanno partecipato in 64, mentre nellelenco dei potenziali dirigenti denito da Russo con un decreto di met marzo erano stati inseriti 397 nomi. In altre parole 333 persone non hanno potuto prendere parte alla gara con motivazioni che gli stessi esclusi giudicano illegittime. Tutti i candidati annotano per dalla Regione sono stati avvisati in tempo per accedere alla procedura valutativa e, nellinteresse generale, come avviene in tutte le prove selettive, stato assegnato un termine per avere certezza dei tempi di conclusione del procedimento. C. R.
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Attualit LA STORIA

Carissimo Tot
Ecco le lettere a Cuffaro
di Riccardo Lo Verso arissimo Tot..... Cosa spinge a scrivere una lettera ad un politico condannato per avere favorito la mafia? Mistero . Della fede, aggiungiamo, visto che la stragrande maggioranza delle lettere ricevute in carcere da Tot Cuffaro presenta forti richiami religiosi. La fede, e siamo di fronte a un paradosso di carattere etico, finisce per essere la linea di congiunzione di due dimensioni che non dovrebbero incontrarsi. I principi religiosi dovrebbero rifiutare ogni accostamento con il potere sporcato dal malaffare. A meno che non si voglia dare conforto a chi privato della libert. Molte lettere si iscrivono nel solco della pietas religiosa . Altre, per, la oltrepassano . La vicenda Cuffaro sovverte, in alcuni casi, le regole del sentimento comune di un fetta consistente di persone. La linea di demarcazione resta netta . Da un lato chi ha gioito per la sua condanna, considerata una liberazione. Dallaltro chi piange. E prega per luomo Cuffaro . Accade persino che un gruppo di suore scriva allex presidente della Regione, spogliato ormai di ogni prestigio istituzionale. Scrivono alluomo . Per dargli forza . Per fargli giungere una parola di consolazione. Non vogliamo giudicare i sentimenti di chi prende carta e penna per inondare di lettere (sono migliaia) il

Suore, sindaci, amici di vecchia data: vi mostriamo la corrispondenza ricevuta in carcere dallex presidente della Regione. Basata su un punto: la fede. Nonostante la condanna per aver favorito la maa
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carcere romano di Rebibbia dove Cuffaro rinchiuso . Ci limitiamo a riportare stralci delle missive come fatto di cronaca . Ce le ha spedite, su nostra richiesta, lex governatore che ha provveduto, su sua scelta, a cancellare non solo la firma ma ogni riferimento che potesse fare risalire allidentit del mittente. Come nel caso di una donna che con Cuffaro ha condiviso una fetta di percorso politico universitario . Era sta-

C la donna che ha condiviso con lex governatore un tratto della carriera politica alluniversit: Ho messo una tua foto attaccata al crocisso della mia camera . Per ricordarmi ogni giorno di pregare il Signore perch ti sostenga
ta eletta al consiglio della facolt di Filosofia . Oggi scrive: Il tuo andare in carcere, da uomo, in piedi, mi ha richiamato la libera offerta di s di Cristo: accettando il verdetto umano si consegnava in realt a Dio . Per
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Attualit LA STORIA

Un sindaco si sofferma sul rispetto delle istituzioni: Io non ti dir nulla sulla colpa e sulla innocenza, come te rispetter il giudizio di quello Stato che serviamo, in altra veste, senza delegittimazione
questo ho deciso di mettere una tua foto tratta da un giornale attaccata al crocifisso della mia camera . Per ricordarmi ogni giorno di pregare il Signore perch ti sostenga in questa nuova fase della tua vita e per essere richiamata io stessa a vivere questa offerta nelle vicende di ogni giorno. vero, Cuffaro si consegnato . Va aggiunto, per, che non aveva altra scelta, scartata lipotesi della fuga . Doveva finire in carcere per espiare una condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia e rivelazione di segreto dufficio . Pena che un gruppo di suore vuole sia accompagnata da parole di speranza . Hanno conosciuto Cuffaro durante una visita dellex governatore al monastero che le ospita e da cui stata spedita la lettera: Sappiamo che lei un uomo di fede e in virt di questa fede potr sentire intimamente presente, accanto a lei, il Cristo nelle ore della sua cattivit, prima di essere condotto al calvario . S, solo lUomo dei dolori potr infonderle coraggio, pazienza, tolleranza e pace, nella certezza che Lui, la Verit, a suo tempo, far luce su tutto . Ricordi che quotidianamente nel momento della Santa Messa e durante le nostre adorazioni al SS Sacramento, ci sar sempre una preghiera per lei. Una forte connotazione religiosa contiene anche la lettera che un me-

dico, e sindaco di una citt siciliana, indirizza al caro Tot con la certezza che i valori fondamentali del Cristianesimo si stanno sempre pi cementando e che la mite rassegnazione ha guidato anche il tuo onorevole ossequio allIstituzione che hai salvaguardato e difeso . In unepoca in cui si fugge, tu sei andato incontro allo Stato che hai servito affinch fosse compiuto ci che doveva compiersi. Il mittente non entra nel merito della vicenda giudiziaria: Io non ti dir nulla sulla colpa e sulla innocenza, come te rispetter il giudizio di quello Stato che serviamo, in altra veste, senza delegittimazione. Non tutti si astengono dal commentare la sentenza . C, infatti, chi sceglie di sfidare i giudici che hanno condannato Cuffaro, in nome del popolo italiano, uomo onesto e rispettoso delle Istituzioni e dei loro dettami. A confortare Cuffaro accorrono gli amici di una vita . Ho conosciuto il lato umano di te. Eravamo nel 1996 se non sbaglio al teatro Massimo - gli ricorda un compagno di vecchia data -. Mio figlio era trapiantato da pochi mesi, tu mi hai chiesto di lui. Mi hai abbracciato in un modo strano, ho percepito in quel momento cosa volevi trasmettere, era il tuo calore umanitario . Lultima volta che ci siamo visti a casa tua, ricordi? Era la vigilia di Natale, quando stavo andando via mi hai abbracciato dicendomi, stasera dici una preghiera per me. Io da quella sera - aggiunge - caro Tot la mia preghiera va a te. Parole di stima nei suoi confronti gli rivolge anche chi lo ha conosciuto di recente. Come Francesco: Mi manca di poterti chiamare al cellulare, anche solo per potere scambiare due battute. Mi manca la consapevolezza di avere un caro amico che sempre disponibile a dispensare consigli utili sul come comportarsi e quali scelte politiche assumere. Lultima volta che ci siamo visti mi hai detto che avrei avuto un grande futuro politico

Uno degli autori delle lettere stato in carcere: Lidea che tu e i tuoi stiate vivendo la stessa esperienza mi riempie di dolore misto a rabbia perch ho creduto che anche tu, come noi, prima o poi avresti trovato un Giudice
anche senza i tuoi consigli e il tuo aiuto . Queste tue parole resteranno per me indelebili nel cuore. E c anche chi ha vissuto la stessa esperienza del carcere che oggi tocca a Cuffaro: Si affastellano nella mia mente una serie di ricordi di vita vissuta mia e della mia famiglia e, credimi, lidea che tu e i tuoi stiate vivendo la stessa esperienza mi riempie di dolore misto a rabbia perch ho creduto che anche tu, come noi, prima o poi avresti trovato un Giudice e che lincubo sarebbe finito come era giusto che fosse. Quando varcai per la prima volta quella famosa soglia mi

venne tolto tutto, umiliato nel fisico e nellanimo mi rimase soltanto la dignit di padre, di marito e di nonno e da questa dignit trovai la forza per non piangere. Infine il ricordo di una

donna che si scusa per la mano tremante: Mi trovavo a Sanpolo quando lho conosciuta, lei mi ha mandato i panettoni e le colombe per i ragazzi delloratorio.
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Attualit POLITICA

Trasform-Ars
di Salvo Toscano ultima novit si chiama Alleati per la Sicilia . Un gruppo parlamentare nuovo di zecca, di ispirazione terzopolista, che ha visto mettersi insieme deputati di vari partiti, due rutelliani, due ex berlusconiani e due ex casiniani. stato solo lultimo capitolo di una telenovela infinita, fatta di cambi di casacca, capriole e piroette tra gli scranni di Sala dErcole, scissioni e fusioni continue di gruppi e gruppuscoli politici sui quali nessun elettore ha mai segnato la propria croce. Un tempo lo chiamavano trasformismo .

In questa legislatura dellArs sono trentuno i deputati che hanno cambiato gruppo . Qualcuno anche tre, quattro o cinque volte. Ecco tutti i traslochi degli irrequieti inquilini di Sala dErcole negli ultimi tre anni
Ma oggi, nellArs della XV legislatura, la prima dellera lombardiana, i deputati-zelig, capaci di cambiare pelle e colore come camaleonti, anche pi volte nel giro di pochi mesi, non fanno quasi pi notizia E dire che la storia della legislatura era iniziata in tuttaltro modo . Quattro soli gruppi parlamentari allArs era una cosa davvero mai vista . La mannaia dello sbarramento aveva sbattuto le porte in faccia a partiti e partitini e allindomani delle elezioni regionali del 2008, solo quattro forze politiche, Pdl, Pd, Mpa e Udc, avevano potuto costituire a Sala dErcole propri gruppi. Oggi, da quattro si passati a nove, includendo il misto . E

in mezzo si visto di tutto, un traffico di porte girevoli senza precedenti. Per orientarsi non basta la bussola . Prendete Raffaele Pippo Nicotra, per esempio . Uno che gi nel curriculum poteva vantare una bella collezione di casacche, gi prima dellinizio di questa legislatura . Trascorsi democristiani, unelezione allArs nel Nuovo Psi, poi il passaggio con lMpa . Dove non deve essersi trovato molto bene, visto che alle ultime regionali si presentato col Pdl. Dove stato eletto, iscrivendosi al gruppo dei berluscones. Dal quale uscito al momento dello strappo che ha portato alla nascita del Pdl Sicilia di Miccich e compagni. L, Nicotra rimasto finch il gruppo sopravvissuto . Poi, dopo il divorzio tra Lombardo e il sottosegretario, il baffuto deputato del Catanese ha riscoperto il fascino dello Scudo crociato, iscrivendosi al gruppo dellUdc. Uno slalom alla Tomba praticamente identico a quello compiuto dallattuale capogruppo dellUdc, la battagliera Giulia Adamo, fino a poco tempo fa punta di diamante dei berluscones in provincia di Trapani, poi, con Miccich nel Pdl Sicilia, oggi con Casini. In un gruppo nel quale si trovano anche un paio di deputati eletti nellMpa, il catanese Marco Forzese, che con gli autonomisti ha rotto agli albori della legislatura, e il palermitano Tot Lentini, uscito dal partito della colomba dopo una lunga e plateale serie di incomprensioni col governatore. LMpa, in effetti, uno dei partiti che ha perso pi pezzi in questa legislatura . Ha ununica new entry, il capogruppo Francesco Musotto, eletto nel Pdl con una valanga di voti e passato molto presto con il governatore (curiosit: dei nove gruppi parlamentari attuali, solo due hanno un capogruppo effettivamente eletto con quel simbolo). Per strada, oltre ai gi citati Forzese e Lentini, Lombardo ha perso anche il vulcanico Cateno De Luca da Fiumedinisi e la grintosa Marianna

Caronia, due deputati che meritano, per le loro peregrinazioni, un capitolo a s. La Caronia, attivissima vicesindaco di Palermo, stata una delle pi mobili della legislatura: dallMpa, dove stata eletta, passata al misto, per poi approdare al Pdl, nato e voluto dalla genialit politica del nostro indiscusso leader, Silvio Berlusconi, scrisse la stessa in un comunicato stampa . Dopo nove mesi, per, anche il Pdl del geniale leader risult stretto alla deputata, che ripass al misto, per approdare, circa un semestre dopo, allUdc. Sembrava fatta, ma nel frattempo i democristiani di Sicilia si spaccarono a met: gli scissionisti del Pid formarono un nuovo gruppo, al quale la Caronia ha aderito, consumando il sesto passaggio della legislatura . Irrequieto e indomabile anche il collega De Luca . Dopo una burrascosa separazione da Lombardo, il sindaco di Fiumedinisi, oratore infaticabile, trasmigrato al misto, battezzando il proprio movimento politico Sicilia vera. Da qui, il breve ma intenso fidanzamento politico con Gianfranco Miccich, suggellato da una variopinta e interminabile kermesse in un teatro palermitano . De Luca, da leader di Sicilia vera, diventa capogruppo di Forza del Sud, ma il feeling con i miccicheiani non decolla . E cos, Cateno torna al misto, dove rimane tuttora, al netto di uniscrizione tecnica al gruppo del Pdl nei giorni convulsi dellapprovazione del bilancio, che lo ha visto indiscusso protagonista col suo ostruzionismo a oltranza . Altro partito che ha conosciuto una diaspora alla Exodus lUdc. In tre sono rimasti nel gruppo che continua a chiamarsi col nome del partito di Casini. Gli altri hanno preso il volo . I cuffariani (Rudy Maira, Nino Dina, Toto Cordaro, Tot Cascio) hanno dato vita al gruppo I Popolari di Italia domani, al quale si era iscritto anche Santi Catalano, eletto in surroga in quota Mpa ma successivamente dichiarato ineleggibile. Un altro ri-

Marianna Caronia

Giulia Adamo

AllUdc sono approdati gli ex berlusconiani Adamo e Nicotra, ma anche gli ex Mpa Forzese e Lentini. Marianna Caronia passata da Mpa, Pdl, Udc e Pid, con un paio di soste nel misto
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Attualit POLITICA

Cateno De Luca, oggi misto, ieri Mpa, ha avuto anche una parentesi tecnica al Pdl e una breve ma intensa esperienza da capogruppo di Forza del Sud. Fiorenza, ex Pd, annunci a novembre scorso il passaggio ai niani: non c mai arrivato
dato pi volte in procinto di passare allMpa . Era stato eletto nellUdc anche Pio Lo Giudice, che per aveva rotto con lallora segretario Saverio Romano, aderendo al misto e, da qui, allAlleanza per lItalia di Rutelli. Salutando la sua adesione, lex sindaco di Roma pronostic che essa preludeva a ulteriori fatti importanti. Ancora attesi. Rutelliano della prima ora stato Mario Bonomo, deputato siracusano eletto nel Pd, uno dei due soli democratici su 29 che fin qui hanno

Cateno De Luca

pescato, Nunzio Cappadona (subentrato a Pippo Gianni come primo dei non eletti dellUdc a Siracusa), ha preferito optare per il neonato Alleati per la Sicilia, del quale stato eletto capogruppo, in compagnia di un altro eretico dellUdc, Riccardo Savona,

abbandonato quello che, malgrado liti, faide e reciproche scomuniche, si dimostrato alla prova dei fatti, il pi granitico gruppo parlamentare dellArs. Il che quanto dire. Laltro democratico perso per strada Dino Fiorenza, laustraliano di Catania ( nato nella terra dei canguri, ma stato eletto alle falde dellEtna), oggi capogruppo del misto . A novembre le agenzie avevano dato notizia del suo passaggio a Futuro e libert, formalizzato dopo un incontro con Gianfranco Fini in persona . Per loccasione, il presidente della Camera aveva evidenziato limportanza della scelta di Fiorenza, apprezzandone il profilo personale, professionale e politico. Chiss quanto ci sar rima-

sto male, considerato che a sette mesi di distanza, questo passaggio non si mai tradotto nelladesione al gruppo dei finiani dellArs. Gi, i finiani. Livio Marrocco, Alessandro Aric, Carmelo Currenti e Luigi Gentile erano stati eletti nel Pdl. Poi avevano dato vita al Pdl Sicilia. Oggi sono rimasti in quattro, avendo perso per strada Carmelo Incardona, che ai passaggi degli ex compagni di partito ne ha aggiunto un altro, destinazione Forza del Sud. Dove pare finalmente abbia trovato pace. Oltre ai cinque sopracitati, il Pdl ufficiale, bersaglio prediletto dallo sfasciapartiti Lombardo, ha perso per strada tanti altri pezzi. Come i miccicheiani vecchi e nuovi Titti Bufardeci, Michele Cimino, Francesco Mineo e Toni Scilla (ex finiano, poi seguace del sottosegretario), oggi nel gruppo

Dei quattro gruppi originari, quello che ha perso meno pezzi il Pd: 2 fuoriusciti su 29. Il Pdl, invece, precipitato da 34 deputati a 19
Forza del Sud. Hanno detto bye bye a Berlusconi anche il catanese Giovanni Cristaudo e il palermitano Giovanni Greco, approdati ad Alleati per la Sicilia dopo lesperienza nel Pdl Sicilia. Mentre Guglielmo Scammacca della Bruca, anche lui eletto nel Pdl e poi passato al gruppo Sicilia, rimasto nel misto. Con i gi citati Musotto, Adamo e Nicotra in totale fanno la bellezza di quindici deputati in meno per il partito di Angelino Alfano: unecatombe. Il bollettino di guerra sarebbe salito a sedici dispersi, se non fosse stato per il ritorno a casa di Azio Marinese, in-

teressante e fin qui unico caso di trasi e nesci, che dopo il passaggio al Pdl Sicilia e da qui al gruppo Fli-Sicilia, rientrato a febbraio nei ranghi dei berlusconiani: giro completo. Sono certo che il suo ripensamento sia stato dettato da un forte senso di responsabilit nei confronti dei siciliani, esult a caldo il capogruppo Pdl Innocenzo Leontini. In tutto, fanno trenta deputati (trentadue contando Fausto Fagone, che prima di essere arrestato per linchiesta Iblis era passato dallUdc al Pid e Pippo Gianni, che aveva fatto lo stesso percorso prima di trasferirsi a Montecitorio) che hanno cambiato gruppo . Un terzo dei novanta dellAssemblea . Ma da qui alla prossima legislatura, c ancora tempo per rinsaldare il primato .

Tutti i passaggi da un gruppo allaltro

Marianna Caronia nna Mpa Misto Pdl Misto Udc Pid

Carmelo Incardona ncardona Pdl Pdl Sicilia Fli Sicilia Fds

A Azio Marinese ese Pdl Pdl Sicilia Fli Si ili Pdl Sicilia

Cateno De Luca Mpa Misto Fds Misto Pdl* Misto to

Giovanni Greco o Pdl Pdl Sicilia Misto Alleati per la Sicilia

Livio Marrocco o Pdl Pdl Sicilia Fli

Alessandro Aric o Pdl Pdl Sicilia Fli lia

Pippo Currenti i Pdl Pdl Sicilia Fli

L Luigi Gentile le P Pdl Pdl Sicilia Fli a

Mario Bonomo mo Pd Misto Alleati per la Sicilia lleati S Sii Sicilia

Giovanni Cristaudo Pdl Pdl Sicilia Misto All ti per lla Si ili li Mi t Alleati Sicilia

Pippo Nicotra cotra Pdl Pdl Sicilia Udc

Giulia Adamo damo Pdl Pdl Sicilia Udc

R Riccardo Savona ona U Udc Misto Alleati per la Sicilia leati

Gugl Guglielmo Scammacca macca Pdl Pdl Sicilia Misto to

Marco Forzese se Mpa Udc

T Tot Lentini M Mpa Udc

Dino Fiorenza za Pd Misto

Rudy Maira Udc Pid

Nino Dina Udc Pid

Pio Lo Giudice ce Udc Misto Alleati per la Sicilia

T Titti Bufardeci ardeci Pdl Pdl Sicilia Fds cilia

M Michele Cimino no P Pdl Pdl Sicilia Fds

Toni Scilla Pdl Pdl Sicilia Fds a

F Francesco Mineo eo P Pdl Pdl Sicilia Fds

Tot Cordaro ro Udc Pid

Salvatore Cascio scio Udc Pid

Francesco Musotto otto Pdl Mpa

Nunzio Cappadona ona Misto Alleati per la Sicilia** a

Santi Catalano o Misto Pid***

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* adesione tecnica ** eletto nelle liste dellUdc *** eletto nelle liste del Mpa

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Attualit SCENARI

La Palermo di Cammarata Anatomia di un fallimento


Non solo Gesip: i dieci anni di amministrazione di Palazzo delle Aquile hanno portato numerosi inciampi. Il Pdl ora teme leffetto-Pisapia: pressing per le dimissioni con lobiettivo del commissariamento
Diego Cammarata

di Salvo Toscano

ommissariare e dimenticare. Nel centrodestra palermitano, ancora sotto shock per il tracollo dei berlusconiani in tutta Italia alle amministrative, il dossier Comune viene preso in mano con molta preoccupazione. E forse con un po di ritardo. Veder cacciare via, e in malo modo, i sindaci che malgovernano o i loro compagni di partito (vedi Moratti a Milano o Morcone del Pd a Napoli, considerato

dagli elettori come il continuatore della amministrazione di Rosetta Russo Iervolino) ha dato parecchio da pensare al sempre pi spaesato centrodestra siculo. Che adesso, dopo una decina danni dincontrastato regno, ha davvero paura di perdere Palermo. Il tempo di Diego Cammarata volge allo scadere e il bilancio dei due mandati del sindaco di Palermo tuttaltro che esaltante. Gli oppositori parlano di disastro e, in effetti, unanalisi dello stato di salute della citt induce alla depressione. per questo che negli ambienti del centrodestra, reduce anche da una poco entusiasmante performance alle amministrative siciliane, si sussurra con sempre pi insistenza di una disperata exit strategy per schivare una batosta alle comunali dellanno prossimo . Il piano prevederebbe le dimissioni in estate di Cammarata, con conseguente comI lavori preliminari per il tram a Palermo

missariamento del Comune fino alla primavera . Il tempo di far dimenticare Diego ai palermitani, lasciare a un burocrate nominato da Raffaele Lombardo le mille grane dellamministrazione, a partire dalla bomba ad orologeria Gesip, e spostare da Palazzo delle Aquile a Palazzo dOrleans lobiettivo delle proteste selvagge. Con questa mossa e con la scelta di un candidato forte, c chi spera di evitare la caporetto e mantenere il governo del capoluogo. Il piano, per, si infrange con una serie di problemi. In primis, con le resistenze di Cammarata, per il quale non sarebbe ancora pronto un nuovo incarico. Il sindaco ha gi fatto sapere in questi giorni di non volersi dimettere. E poca voglia di levarsi di torno hanno anche i sempre pi numerosi assessori (una quindicina, tra i quali un paio di fresche new entry miccicheiane), per non parlare di

tutti i ghiotti e abbondanti posti di sottogoverno che potrebbero essere messi in discussione, anche alla luce della nota tendenza al repulisti di Lombardo. Se questa voglia di status quo prevarr, Cammarata tirer fino a fine mandato. E lattuale opposizione avr loccasione di giocarsi con qualche carta in pi una partita cruciale. Pur con tutte le attenuanti del caso (crisi economica, tagli ai trasferimenti statali, sfaldamento dei partiti), il bilancio delle sindacature Cammarata, e della seconda in particolare, un bollettino di guerra. Dalla viabilit alle municipalizzate, dalla cultura al sociale, il quadro di Palermo a tinte fosche. Gli oppositori bersagliano da anni il sindaco, il cui ruolo di capro espiatorio fa gioco anche alla sua stessa coalizione, che invece, piaccia o no, condivide con Cammarata la responsabilit della gestione, per molti versi censurabile, della citt.

Sui trasporti molti ritardi: metropolitana leggera, tram, anello e passante ferroviario sulla carta dovrebbero essere gi pronti, ma nella migliore delle ipotesi hanno appena mosso i primi passi. E sul traffico le politiche sono state ondivaghe
Trasporti e chimere
Lelenco delle criticit sconfinato. A cominciare dalla viabilit, sulla quale il Comune di Palermo aveva piani pi che ambiziosi, al limite del rivoluzionario. Grandi opere, cantieri importanti, che avrebbero dovuto ridisegnare il volto della citt. Ben poco fin qui ha visto la luce. proprio sulla mobilit che si consumato il pi grande fallimento di questa amministrazione, accusa Davide Faraone del Pd, grande oppositore di Cammarata e candidato a sindaco. La metropolitana leggera automatica, ad esempio, doveva gi essere belle

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Attualit SCENARI

pronta nei piani originari. Un progetto ambizioso, per un miliardo di costi, che avrebbe dovuto collegare la stazione centrale a Mondello si andato via via ridimensionando. I fondi non ci sono mai stati, sostengono le opposizioni. E la metro resta una chimera. Un po meglio va per il tram. I cantieri si fanno vedere in alcune parti della citt. Ma il ritardo c tutto. Si sta lavorando su un paio di linee, ma il tutto doveva essere pronto gi nel 2006 secondo il Piano integrato del trasporto pubblico di massa redatto nel gennaio 2002. Intanto, la prima carrozza gi arrivata a fine maggio nel deposito Roccella dellAmat. Il grande piano prevedeva poi lanello e il passante ferroviario. Per il primo i lavori, secondo gli annunci del 2002, dovevano partire nel 2003 per concludersi nel 2006, quando si dovevano chiudere anche i lavori per il secondo, ossia il raddoppio della linea Brancaccio-Punta Raisi. Se per il passante qualcosa si mosso, con lavvio dei lavori nel 2008, lanello rimasto incagliato per via di una lievitazione dei costi, raddoppiati rispetto alle previsioni. Intanto, tra ondivaghe politiche sul traffico, dalle Ztl alle targhe alterne, mentre si attende lo sferragliare del tram, gli autobus a disposizione dellAmat si sono ridotti. Molte vetture sono vecchie e finiscono spesso e volentieri in officina. Lazienda, per, tiene a precisare di riuscire a mantenere in rete quanto previsto dal contratto di servizio. Ma questa, gi unaltra storia. Quella, deprimente, delle ex municipalizzate.

Un momento degli scontri durante la protesta Gesip

Le societ partecipate sono piene di debiti: Amia e Amia Essemme sono al tracollo, Amat e Gesip sullorlo del baratro . E lopposizione attacca: Sono state utilizzate come un bancomat
tappeto, tra laltro, una raffica di assunzioni (con tanto di scandalo parentopoli). il fallimento di un sistema clientelare commenta Faraone al quale si aggiungono le famose spese pazze di cui si sono occupati i giornali, dai viaggi allestero alle sponsorizzazioni e alle esternalizzazioni inutili: basti pensare che lAmia aveva appaltato a unaltra azienda le pulizie del palazzo della sede, un paradosso. Al disastro Amia si cerca di mettere rimedio, ma servono pi soldi da parte del Comune con un ritocco consistente del contratto di servizio. Intanto, in citt lemergenza munnizza si ripresenta periodicamente. Il fallimento delle politiche sulle societ commenta Fabrizio Ferrandelli, consigliere di Italia dei valori - si traduce in peggiori servizi per i cittadini, dalla manutenzione delle strade agli autobus. Uno dei problemi pi seri, che accomuna lAmia allAmat, azienda del trasporto pubblico, la mole di crediti che queste aziende vantano verso il Comune e che non vengono riscossi. LAmat, ad esempio, dovrebbe incassare qualcosa come 140 milioni. Per i quali il sindaco ha garantito di recente un piano di rientro. Il Comune in questi anni ha usato le societ come banche, evitando sistematicamente di pagare i propri debiti e portandole al dissesto accusa Faraone -. In questo processo hanno avuto una responsabilit pesante i vertici delle aziende, nominati secondo criteri politici tipo Partito comunista sovietico, che non hanno fatto quanto dovevano per incassare quelle somme. La conseguenza? Le aziende si rivolgono alle banche e gli interessi passivi da pagare volano. Scegliendo politici e non manager ai vertici, il blocco di potere Pdl-Pid ha creato societ-baracconi al servizio della malapolitica, commenta Leonardo DArrigo, capogruppo dellMpa, che con Cammarata ha rotto agli albori di questa consiliatura. Sempre in tema spazzatura, va menzionato anche quello che le opposizioni definiscono il fallimento della politica fiscale della giunta Cammarata, con i ripetuti tentativi, bocciati dal consiglio comunale, di aumentare la Tarsu e laddizionale Irpef.

esorbitanti, stipendi arretrati e proteste clamorose per le strade cittadine, al limite della guerriglia urbana. Gesip una sorta di dead man walking, un morto che cammina e che costa pi di cinque milioni al mese. Cifre che il Comune non pu coprire con un contratto di servizio e che hanno portato a uno stillicidio di proroghe temporanee della convenzione, scaduta e mai rinnovata. Nel calderone Gesip non mancano le chicche, dalle 10 mila ore annue di straordinario ai lauti stipendi dei dirigenti, pi che raddoppiati nel giro di quattro anni. Certo, il centrodestra in questi anni ha fatto presente di avere ereditato questa massa di precari da amministrazioni precedenti. pur vero, per, che i timidi tentativi di avviare una fuoriuscita di questi lavoratori sono morti sul nascere, e che loceano del precariato ha continuato a rappresentare una riserva di caccia per politiche clientelari. Intanto, notizia fresca, il Comune incassa 5 milioni da Roma, che serviranno a tirare il fiato per un mesetto. Ma il problema rimane tutto nella sua enormit. Io ho limpressione che si stia cercando di strappare a Roma quanto basta per arrivare a fine mandato e poi scaricare a chi verr dopo lemergenza, sospetta Faraone.

Laltro tasto dolente la cultura: il Teatro Garibaldi chiuso, il museo Pitr anche, i Cantieri della Zisa versano in condizioni disperate. E intanto sul sociale si abbattuta la scure dei tagli
favore delle categorie disagiate. Una vergogna, comment a caldo Cammarata.

Un sistema insostenibile
Qualche nota positiva c stata. I lavori alla Zisa, per esempio, o il recupero del Foro Italico, restituito alla citt. E ancora, la Galleria dArte moderna, larea verde recuperata vicino allo stadio Barbera o il grande parcheggio sotterraneo realizzato davanti al Palazzo di Giustizia. Anche qui, per, le opposizioni guardano il bicchiere mezzo vuoto. Ancora Faraone: Proprio quel parcheggio ha permesso allApcoa di prendersi le zone blu pi redditizie, lasciando il resto allAmat. Il problema dei problemi resta quello di un bilancio ingessato, divorato dalle spese correnti che incidono per 766 milioni (contro meno di 90 milioni di spese per investimenti), e che impongono tagli massicci su pubblica istruzione, sociale e altro. La spesa corrente divora tutto, per tenere in piedi un sistema di potere accusa DArrigo -. Fondi che dovrebbero servire per investimenti vengono utilizzati per gestire lesistente. Per non parlare del ricorso costante ai debiti fuori bilancio. Per mantenere lattuale sistema servirebbero 180 milioni in pi allanno, su un bilancio da 800 milioni. evidente che cos non si pu andare avanti, sintetizza Faraone. Insomma, il botto, da qui a qualche mese, potrebbe essere di quelli memorabili. Resta da capire a chi Cammarata lascer in mano il cerino acceso.
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Requiem per cultura e sociale


Il Teatro Garibaldi, inserito nel circuito dellUnione dei teatri dEuropa, chiuso dal 2007 per ristrutturazione. Chiuso da tre anni per lo stesso motivo anche il Museo etnografico Giuseppe Pitr, che custodisce una preziosa collezione di 40 mila reperti. Ci sono poi i Cantieri Culturali della Zisa, con diversi padiglioni chiusi e dimenticati. Palermo sar pure cool, come recitava una famosa campagna di comunicazione del Comune, ma la cultura, malgrado i roboanti annunci di tante conferenze stampa rimaste senza seguito, non sta messa bene. Cos come il sociale: una dopo laltra sono cadute tutta una serie di misure a sostegno delle categorie disagiate. una debacle assoluta, sono rimasti solo i fondi statali della 328, che dovevano essere aggiun-

Dallalto, Leonardo DArrigo, Fabrizio Ferrandelli e Davide Faraone

Le societ-bancomat
Il capitolo delle partecipate uno dei pi complessi e richiederebbe tonnellate di carta. Amia ed Amia Essemme sono al tracollo, la Gesip versa in condizioni disperate, lAmat resiste sullorlo del baratro. Stanno in piedi, invece, Sispi, Amap e Amg. La vicenda dellazienda delligiene urbana nota. LAmia, sommersa da una montagna di debiti, in amministrazione straordinaria. A metterla al

Il pasticcio Gesip
Capitolo a s merita la gigantesca grana della Gesip, societ mista per la stabilizzazione dellesercito di lavoratori socialmente utili. Quasi duemila dipendenti (uno famoso suo malgrado, Franco Alioto, loperaio-skipper che avrebbe lavorato sulla barca del sindaco), costi

tivi a quelli locali, scomparsi, dice Faraone. I tagli alle politiche sociali sono gravissimi: insieme alla cultura e alla Gesip rappresentano il fallimento di questa amministrazione, aggiunge Ferrandelli. Ma proprio sulle spese per il sociale, la maggioranza (che in consiglio, in realt, minoranza da un po) ha accusato nel dicembre scorso lopposizione per aver bocciato lassestamento di bilancio, con un voto che ha bloccato gli interventi in

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Attualit TRAPANI

di Rino Giacalone

Linterno della Cattedrale di Trapani

Scontro tra monsignori Cos la Curia si lacerata


Nasce dalla frattura tra il vescovo Francesco Miccich e il suo ex braccio destro, Ninni Treppiedi, la bufera che sta coinvolgendo la Chiesa trapanese. E negli uffici della Diocesi arrivato un commissario
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l prete davanti al suo vescovo . Ha chiesto insistentemente udienza per potere tornare a indossare la tonaca dopo essere stato sospe- amministrativi, curava gli affari giuriso a divinis. In quella stanza con il dici, poi la rottura con Miccich che vescovo ci sono altri sacerdoti e il capo lanno scorso lo trasferisce ad Alcadella Curia chiede al prete senza pi mo, con la nomina ad arciprete nella tonaca se sia disponibile a compiere Basilica pi antica della citt, tanto da un cammino di riabilitazione alla conquistare il titolo pro tempore - di fede: insomma se ammette il male monsignore. Ma quella - ecco il primo fatto e ne sveli il contenuto . Come giallo di questa storia - non era una preso da una estasi per il sacerdote promozione vera e propria: anzi, sevolge la testa in alto, Eccellenza non gnava la fine dellidillio tra il vescovo mi ci faccia pensare. Nasce da qui, da una frattura insanabile tra il vescovo Francesco Miccich e dal suo ex-braccio destro, don Ninni Treppiedi, la bufera che sta coinvolgendo la Curia di Trapani. Una vicenda di intrighi, sospetti e lettere anonime; una guerra di potere che coinvolge i vertici della Curia, deflagrata sulle colonne di una rivista alcamese e che fa intravedere sullo sfondo figure imporNinni Treppiedi tanti della politica trapanecon il senatore Antonio DAl se. Per questo dall8 giugno e la seconda moglie di questi, scorso la Diocesi di TrapaAntonia Postorivo ni stata commissariata dal Vaticano con linvio di un visitatore apostolico, monsignor Miccich e padre Treppiedi, che fino ad allora ne era stato stretto collaboDomenico Mogavero . ratore e consigliere. I protagonisti La storia dei contrasti dentro la Curia Da una parte il vescovo, monsignor trapanese comincia con questa proFrancesco Miccich, dallaltra lex sa- mozione di don Treppiedi, che in un cerdote don Ninni Treppiedi, sospeso primo momento sembra non la prena divinis. Treppiedi uno che non da proprio male: si addobba bene mai passato inosservato a Trapani: da neo monsignore, si presenta al sempre elegantemente vestito, con il clero alcamese con labito talare pi classico clergymen, camicia bianca elegante, porta il cappello dei monsicon il classico colletto alla romana gnori, celebra messa con un cuscino (di solito usato dai monsignori che rosso, uninsegna della Chiesa prima stanno in Vaticano), doppi polsi, con dellultimo concilio, sotto i piedi. tanto di sigle cucite. Per quasi 5 anni Certo fuori dalla Curia i contatti per Treppiedi stato direttore dei servizi lui si sono rarefatti: Treppiedi fug-

Treppiedi stato prima trasferito ad Alcamo e poi sospeso a divinis. Ma anche sul conto del vescovo sono arrivate insinuazioni: fra le altre, laccusa di essere vicino ai parenti di alcuni presunti maosi
ge spesso a Roma, dove in Vaticano tanto bene conosciuto da essere uno dei pochi preti a potersi permettere di aprire un conto corrente presso lo Ior. Alcamo per lui un esilio . Il Don a Trapani viveva tra autorit e personaggi di quelli che contano, pronto anche ad accompagnare vip, come quando lo si vide scendere un giorno destate dalla barca dove cerano Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci che aveva accompagnato sullisola di Formica dove in un primo momento il patron del Billionaire pareva volesse convolare a nozze.

Lamicizia con DAl


Ma lamicizia pi forte di monsignor Treppiedi quella con il senatore Antonio DAl. Non c stata mai una occasione ufficiale in cui i due non siano stati assieme, per non parlare degli incontri non ufficiali: facile incontrarli la sera in qualche ristorante, magari con inviti dellultimo momento, e lui puntualmente arrivava trafelato, ma arrivava, non potendo mancare alla chiamata del senatore. E il senatore DAl pare non abbia fatto mancare di far sentire la sua voce al vescovo Miccich quando lamico sacerdote stato rimosso dagli uffici direttivi della Curia e mandato ad Alcamo . Non ottenendo per alcun risultato . Lo scontro tra Miccich e Treppiedi deflagra quando su un periodico alcamese vengono fuori i rapporti pericolosi tra il vescovo e parenti di mafiosi o presunti tali, si accenna al suo rapporto con monsignor SalvaIL MAGAZINE CHE GUARDA DENTRO LA CRONACA - S

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Attualit TRAPANI

Assegni, rme falsicate e compravendita di auto C del marcio nella Curia


di Rino Giacalone i sono rivolto io alla magistratura esordisce il vescovo di Trapani allindomani dellarrivo di monsignor Mogavero inviato dal Vaticano. Parla carte alla mano Miccich, mentre compulsa alcuni documenti che qualche ora dopo questa intervista porter al pm Paolo Di Sciuva. Io dice ho scoperto gravi illeciti amministrativi che mi hanno portato a sospendere a divinis un presbitero (il sacerdote Ninni Treppiedi ndr), mi sono rivolto io alla magistratura, sono stato io a presentare querela per gravi fatti amministrativi. In particolare, secondo il vescovo, si tratta di autorizzazioni a stipulare rogiti notarili di vendita dove la mia firma apposta in calce stata scannerizzata da altri documenti. Nei documenti che il vescovo sta per consegnare in Procura, accanto alla sua firma compare quella dellallora direttore amministrativo della Diocesi, don Ninni Treppiedi. La domanda Monsignor Miccich naturale: lei non sapeva nulla di tutto questo? Assolutamente no, afferma il vescovo. per esporre quadri. Ma le ricerche Qualche rogito stato gi annullato, fatte agli atti della Diocesi e presso come quello della vendita della piccola le chiese dove padre Treppiedi ha servito chiesa che si trova nel centro storico di messa a sentire il vescovo hanno fatto Trapani, Maria Santissima di Custonaci, scoprire altro. Assegni movimentati in diventata atelier di pittura, e che quando banca di rilevanti importi dice inteil vescovo and a inaugurare non sape- stati alle chiese che finivano col diventava che quei locali erano diventati luogo re assegni circolari direttamente intestati

Monsignor Domenico Mogavero

al sacerdote, auto di lusso comprate e rivendute. Tra i documenti una nomina fatta dal vescovo Miccich presso un Ipab di Alcamo, che per Miccich non sapeva di avere fatto. E il milione che manca a proposito della fusione delle due fondazioni? Sono soldi depositati su un conto della Curia, non sono spariti, gli illeciti per me sono altrove dice il vescovo di Trapani. Allora secondo lei le notizie che sono finite sui giornali potrebbero essere una ritorsione? Credo proprio di s, taglia corto. La storia finita qui? Niente affatto. Intanto perch monsignor Mogavero gi al lavoro in Curia e ha cominciato a guardare alcune carte. E lo scandalo potrebbe

Adesso a dirimere la vicenda sar monsignor Domenico Mogavero, inviato dalla Santa Sede come visitatore apostolico chiamato a indagare sulla presunta scomparsa di un milione
tore Cassisa, il discusso vescovo di Monreale (finito al centro di numerose indagini, ma poi sempre prosciolto), per arrivare ad una clamorosa accusa: la scomparsa di un milione di euro dalle casse della Curia in seguito alla fusione, avvenuta tra il 2007 e il 2008, di due fondazioni che si occupano di assistenza . Un vero e proprio scandalo dal quale Miccich esce con svariati schizzi

di fango sulla tonaca. Fango che per arriva direttamente dallinterno della Curia e che alimenta uno scontro senza esclusione di colpi allinterno della Chiesa trapanese: volantini anonimi contro alcuni preti e tentativi di aggressione, fino a quando ad Alcamo lo stesso vescovo Miccich viene fatto oggetto di un danneggiamento alla sua auto. in questo contesto che avviene lincontro che dovrebbe sanare i contrasti e che finisce nel nulla. Insomma in tutto questo c poco di religioso e di cattolico e molto invece di tragedie: un classico della cultu-

ra siciliana. Come quando tanti anni addietro qualcuno si mosse proprio da Alcamo per avvicinare lallora vescovo Amoroso chiedendo di intercedere in favore dei mafiosi al 41 bis: il vescovo raccont tutto alla magistratura e sub la rappresaglia, sotto forma della classica mascariata secondo cui era a favore di un dialogo con la mafia. Intanto su tutta la vicenda non c unindagine aperta, n risulta un fascicolo contro qualcuno n tantomeno unipotesi di reato. Il vescovo Miccich si presentato in Procura. Da indagato? No, da persona informata dei fatti. Ma anche come querelante. E di storie ne sono venute fuori altre. Altrettanto clamorose. Alcune delle quali lo stesso vescovo le ha raccontate a S.

Esclusiva. Parla monsignor Miccich: La mia rma stata scannerizzata e messa su alcune autorizzazioni a stipulare rogiti notarili di vendita. Tra i documenti un giro di denaro nito nel mercato delle macchine di lusso
addirittura far tremare il conclave cardinalizio. Perch pare che una delle auto di lusso passate per le mani di padre Treppiedi sia finita proprio ad un cardinale. Unauto comprata ad Alcamo e finita a Roma.
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Attualit IL REPORTAGE
Liniziativa delle case in vendita a un euro a Salemi

Una veduta di Salemi

che fissa definitivamente il concetto, se mai ce ne fosse ancora bisogno: Salemi la citt di Vittorio Sgarbi. Arrivati a piazza della Libert, pieno centro, campeggia il Suo nome, in un manifesto superstite della campagna elettorale. Caff dobbligo allExtrabar, pronti, via . E anche qui, il protagonista il sindaco .

Benvenuti a Sgarbiland
Basta una semplice domanda da cronista ingenuo del tipo che succede a Salemi? che qualcuno subito risponde. Guardi che io lho votato, a Sgarbi, e lo rifarei. Ma mi deve dire che cosa sta facendo per Salemi, che qui non si vede mai. Ce lo avete sempre in testa e in bocca sto Sgarbi rintuzza un ventenne ma quando mai ha fatto il sindaco, stato sempre tutto in mano a Pino. Ed eccolo evocato quello che si potrebbe chiamare il sindaco-ombra di Salemi: Pino Giammarinaro, detto Manicomio, condannato per truffa, assolto per mafia, sorvegliato speciale e dal maggio scorso destinatario di una misura di sequestro per oltre 35 milioni di euro per aver gestito, attraverso prestanome, il sistema della sanit in tutta la provincia . Giammarinaro linventore di Sgarbi: Tu non ti preoccupare diceva al sindaco in una telefonata intercettata nel gennaio 2010 noi brutte figure non te ne facciamo fare. Secondo le indagini e la vox populi il vero sindaco lui, tant che era solito preparare le deleghe da far firmare a Sgarbi, pur non ricoprendo alcuna carica . Anche per questo sostiene il tribunale di Trapani che Giammarinaro abbia condizionato la vita amministrativa di Salemi utilizzando anche metodi mafiosi. Salemi come Corleone, nonostante il Museo della Mafia intitolato a Leonardo Sciascia? Finisce cos la rivoluzione salemitana che il critico darte ha sbandierato ai quattro venti? Forse no, ma di certo la luna di miele tra Salemi e il suo sindaco finita da

Benvenuti a Sgarbiland
di Nicola Biondo

Dopo linchiesta su Giammarinaro, a Salemi il sindaco sparito. Viaggio nella citt delle apparenze, dove la luna di miele con il critico darte sembra nita
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a il sindaco dov? Dov Sgarbi?. A Salemi non c strada, bar, ufficio o cortile, dove ad un certo punto del discorso qualcuno non si ponga la domanda .. Ma il sindaco dov?. Lo fanno tutti, amici e nemici, sodali e avversari. Soprattutto adesso dopo la bufera giudiziaria che ha investito Salemi e Pino Giammarinaro, accusato di condizionare con metodi mafiosi lattivit del Comune causando il con-

seguente invio di una commissione dindagine prefettizia . Eppure basta lasciare lautostrada A29 e iniziare la salita che porta al centro belicino che ci si accorge che Lui, il critico darte eletto sindaco nel 2008, praticamente dovunque. Sui cartelloni che allentrata del paese accolgono il visitatore campeggiano enormi scritte. Salemi citt del museo della mafia, Salemi citt del benedivino, Salemi citt demafizzata, Salemi capitale provvisoria del Tibet. Fino allultimo

In piazza la domanda ricorrente: Il sindaco dov?. E intanto in consiglio si vota sui debiti fuori bilancio e si prola un aumento della tassa sui riuti
un pezzo e le disavventure giudiziarie di Sua Sanit sono lennesimo colpo . Entrare nel cuore del centro storico
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Attualit IL REPORTAGE
Una via del centro di Salemi. A anco Vittorio Sgarbi e Pino Giammarinaro

Giammarinaro ha avuto con Sgarbi un rapporto a corrente alternata . Ma la vice del sindaco, Antonella Favuzza, veniva presentata dallex parlamentare come un suo prolungamento
di Salemi come viaggiare nel tempo . Strati su strati di dominazioni, culture e devastazioni: dai Fenici agli Arabi agli Spagnoli fino al terremoto del 1968. E se i nomi della toponomastica cittadina offrono dei segni al visitatore curioso della contemporanea Sgarbilandia, potrebbe dirsi che questo piccolo viaggio allinterno delle mura antiche salemitane parte da piazza della Libert e attraversando via Amendola ci porta nel fortino assediato, in piazza della Dittatura (garibaldina, of course) dove si trova il Palazzo del Municipio . Sgarbi ovviamente non c. Ma ci sono le carte che non dicono nulla di buono .

Salemi reality show


Salemi un Comune indebitato . Sono oltre trecentomila euro i debiti fuori bilancio che per ben due volte il consiglio ha rifiutato di ratificare. il frutto della rivoluzione, dicono sottovoce alcuni funzionari: mostre, iniziative, manifestazioni. E in effetti Sgarbi nel primo anno del suo mandato ha speso e si speso molto per far apparire Salemi come una nuova Magna Grecia . Ma adesso non ci sono pi nemmeno i soldi per organizzare qualcosa per la stagione estiva sottolinea un ex-elettore pentito di fede Giammariniana Pino ha scelto Sgarbi e Sgarbi ha scelto Salemi come suo palcoscenico. E adesso, dopo la bufera? Nelle riunioni della corrente di Giammarinaro si leva sempre pi spesso una critica: Pinuzzo, a chistu u purtasti tu e tu c pinsari. Critiche che il vulcanico ex-sorvegliato speciale a

volte ammette ma secondo le convenienze. Nei momenti di crisi, come quando il fotografo assessore Oliviero Toscani chiedeva la testa di Pino Manicomio, questi faceva girare la voce in paese: Non ne posso pi, mi sono pentito di averlo portato qui. Quando invece aveva bisogno di Sgarbi si mostrava in pubblico come il suo pi strenuo difensore. Una sorta di gioco delle tre carte. Negli ultimi due anni la rivoluzione di Sgarbi costata cos tanto che non ci sono i soldi per la manutenzione ordinaria, dai giardini allilluminazione pubblica . E i salemitani che hanno visto aumentare pesantemente la tassa sui rifiuti si chiedono ad un mese dalla scadenza del pagamento quanto ancora aumenter il tributo . E avvolto nel mistero rimane il bilancio del 2011, per il quale si aspetta il via libera del Collegio dei revisori dei conti.

Lassenza
Sgarbi sembra essersi disinnamorato della sua Salemi. Preso da mille impegni ha partecipato pochissimo alle riunioni di giunta, indicando come suo vice facente funzioni Antonella Favuzza, una fedelissima di Giammarinaro . Calatosi nei panni priapistici del Presidente del Consiglio ha investito la Favuzza con queste parole: Dovete considerarla come il prolungamento della mia minchia. E cos dopo essere stato plebiscitato nelle urne dal sistema di potere clientelare di Giammarinaro, imprenditore cresciuto allombra degli esattori mafiosi Salvo, Sgarbi gli ha consegnato le chiavi dellamministrazione. C ancora chi ricorda che per sapere quando il sindaco avrebbe poggiato le terga sulla sedia damascata del Comune bisognava comprare il Giornale di Sicilia, che allertato dallufficio

stampa pubblicava come uno scoop la notizia dellarrivo del sindaco nella sua citt. Presente sui giornali e in tv ma assente quando si deve decidere dellamministrazione del paese, denuncia da tempo il capogruppo del Pd Domenico Venuti. Sono stato sempre un avversario politico di Sgarbi, sul suo nome sono state riposte molte speranze che per sono andate deluse. Aveva il dovere di lavorare per Salemi che non significa confezionare slogan ma esserci, spendersi non solo per le grandi mostre ma per i cittadini comuni. Ed ecco che risuona la domanda . Ma il sindaco dov?. Cera ad esempio per propagandare loperazione di vendita degli immobili distrutti dal terremoto ad un euro . Una bella idea che proiett Salemi su giornali e tv fino a quando il presidente dellInter Massimo Moratti prov ad acquistarne una

e si scopr che limmobile non era stato trasferito al Comune ma aveva un suo proprietario . Adesso per il gioco si fa duro per Sgarbi e la sua giunta . Le indagini su Giammarinaro, linchiesta della prefettura sulle infiltrazioni mafiose, le richieste di dimissioni da parte delle opposizioni Democratici e Rifondazione e settori della maggioranza che si allontanano . E poi quella domanda che aleggia a Salemi, che segna se non insofferenza almeno un disilluso distacco dai proclami di Sgarbi. Lui, com nel suo stile, attacca tutti per bocca dellagguerrito ufficio stampa, legatissimo a Giammarinaro . E secondo alcune indiscrezioni medita di riproporre allex-prefetto Achille Serra un ruolo in giunta, come gi avvenuto nel marzo del 2009 (ma in quel caso Serra rifiut), per rimediare alla pessima pubblicit dovuta allinchiesta sul suo principale sponsor. Ma per un Giammarinaro che esce c un nuovo sponsor che preme. Si chiama Nino Scimemi e per anni stato il pi stretto collaboratore di Pino Manicomio con cui, secondo gli investigatori, cresciuto alla corte dei Salvo . Poco pi che cinquantenne Scimemi da anni studia da sindaco di Salemi e

In assenza di Sgarbi e dopo il tracollo di Giammarinaro, per, in paese si fa largo una nuova gura forte: Nino Scimemi, in passato collaboratore di Pino Manicomio. Ma anche sul suo conto ci sono state indagini
la sua influenza nella politica locale, anche grazie alla caduta di Giammarinaro, molto aumentata . Una foto recente lo immortala allinterno degli uffici comunali subito dietro alluomo forte della destra trapanese, Antonio DAl indagato per mafia durante la visita del ministro Brunetta . Scimemi stato arrestato nel 2007 con laccusa di essere il cervello di una mega truffa da 20 milioni di euro ai danni della Ue e secondo il collaboratore di giustizia Salvatore Lanzalaco sarebbe contiguo ad ambienti mafiosi mazaresi. Insomma, una possibile nuova grana per il sindaco . Che nonostante tutto a Salemi continua a farsi vedere assai di rado .
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Attualit PRIVATIZZAZIONI

Siremar, Sicilia

contro
Sicilia

per un affare in alto mare


Dopo aver riutato di acquisirla a titolo gratuito, la Regione vuole acquistare lazienda che gestisce i collegamenti con le isole minori. E per farlo sda, con il sostegno di un armatore campano, una cordata tutta siciliana
Il presidente della Regione Raffaele Lombardo

di Eliana Marino

i ha messo pi di dieci anni la Regione siciliana per dire addio alle sue velleit imprenditoriali (e non le sono neanche bastati, visto che in portafoglio ha ancora lItalkali). Ed ecco che, a dispetto delle traballanti casse regionali, il governo guidato da Raffaele Lombardo cede nuovamente alla tentazione di fare impresa . Navigando a vista . O meglio, navigando in alto mare. Oggetto del desiderio infatti la Siremar, la societ che effettua i collegamenti marittimi da e per le isole minori siciliane, asset dellex gruppo Tirrenia e adesso, come la capogruppo, in amministrazione straordinaria in attesa di essere privatizzata . Una passione grande quella di Lombardo per il mare visto che, per mettere in portafoglio la compagnia (che nel 2009 aveva rifiutato di acquisire gratuitamente), non sta esitando a fare concorrenza, con una cordata che fa capo al campano Salvatore Lauro, a una compagine totalmente made in Sicily. Ci sembra paradossale che la Sicilia faccia concorrenza a se stessa, fa notare Amedeo Benigno, segretario

In campo ci sono la Compagnia delle Isole, lazienda partecipata dalla Regione, e la Societ di Navigazione Siciliana, composta da Ustica Lines e Caronte & Tourist
generale della Fit Cisl Sicilia. E aggiunge: Sarebbe opportuno, piuttosto, che su Siremar, cos come avvenuto per Tirrenia, si aprisse un tavolo di confronto con le parti sociali in unottica di sviluppo dellazienda e salvaguardia dei posti di lavoro. Cosa che non mai avvenuta. Una cosa intanto certa: dopo due gare pubbliche chiuse con un nulla di fatto, sul tavolo del commissario straordinario, Giancarlo DAndrea, ci sono due offerte. La prima di 60,1 milioni della Compagnia delle Isole, ovvero la newco partecipata dalla Regione Siciliana e controllata dalla Mediterranea Holding dellarmatore napoletano Salvatore Lauro, e la seconda di 55,1 milioni di euro
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Attualit PRIVATIZZAZIONI
Una nave della Ustica Lines, una delle aziende entrate nella Societ di Navigazione Siciliana

Lassessore regionale allEconomia Gaetano Armao

La Cisl allattacco: Paradossale che la Sicilia faccia concorrenza a se stessa. Ma Armao difende la scelta di contrastare la Societ di Navigazione Siciliana: Si creerebbe un monopolio
della Societ di Navigazione Siciliana, la spa costituita da Ustica Lines e da Caronte & Tourist (questultima gestisce i servizi di traghettamento nello Stretto di Messina). Nella scelta DAndrea dovr tenere conto dei 300 milioni di euro di fondi Fas per il settore marittimo messi sul piatto dal governatore - soldi che permetterebbero di rimettere a nuovo, senza che i privati scuciano un euro, la flotta Siremar - e dellofferta irrevocabile e vincolante di Ustica Lines che, come spiega in una nota la societ, offre precise garanzie di copertura totale

dellesposizione debitoria, che ammonta a circa 71 milioni di euro, sia nei confronti degli istituti bancari, sia dei fornitori. Ustica Lines ha anche previsto la costruzione di tre nuovi aliscafi e lesecuzione di lavori di ristrutturazione e adeguamento funzionale delle navi traghetto facenti parte della flotta di Siremar per un importo complessivo di oltre ventuno milioni di euro. Ma le polemiche non mancano: Di tutto ha bisogno la Sicilia ha osservato Gaetano Armao, assessore regionale allEconomia dopo lapertura delle buste tranne che di un monopolio nei trasporti marittimi. A maggior ragione se riflettiamo su quanto importante sia questa modalit di collegamento per i nostri arcipelaghi e le nostre isole. Secondo il presidente nazionale di Nuovi Consumatori Europei Nunzio Vasta, che ha presentato un esposto allAu-

torit Garante per la concorrenza e il mercato, Ustica Lines detiene in Sicilia una quota di mercato pari al 40% e fruisce di contributi regionali per assicurare le cosiddette tratte sociali per circa 50 milioni di euro. Nel caso in cui il traffico passeggeri in Sicilia da e per le isole minori venisse gestito da un solo gruppo (Morace - Ustica lines, ndr) aggiunge verrebbe leso il generale principio di concorrenza e competitivit. Sullipotesi Regione-imprenditrice invece scettico Giuseppe Caronia, segretario generale della Uil Trasporti: Non va dimenticato che le maggiori colpe del disastro che sta travagliando le compagnie dellex Gruppo Tirrenia sono della Regione la quale, non avendo richiesto lacquisizione gratuita della Siremar, al contrario di quanto opportunamente hanno fatto le altre regioni per Caremar, Toremar e Saremar, oggi ancora societ in

bonis, ha causato il fallimento della prima gara. Ma questa acqua passata . Lamministratore straordinario sta adesso valutando le due offerte e la documentazione ad esse allegata per procedere alla privatizzazione, gi ampiamente prorogata rispetto ai tempi inizialmente richiesti dallUnione europea . Notizia che ha intanto fatto tirare un sospiro di sollievo agli amministratori pubblici, operatori economici e residenti nelle 14 isole siciliane, i cui collegamenti marittimi, dal 1976 sono stati gestiti, prevalentemente, dalla Siremar. La flotta navale della Siremar spiega Franco Lo Bocchiaro, segretario regionale della Fit Cisl marittimi composta, tra traghetti e aliscafi, da 19 unit. Ma alcune imbarcazioni, prevalentemente i traghetti, contano unanzianit media di oltre 20 anni. La nuova propriet dovr quindi programmare, nel tempo, il rinnovo della flotta per evitare che i guasti, oltre ai costi per le manutenzioni e riparazioni, continuino a imporre le interruzioni di linee. E per avere una idea dellinvestimento aggiunge Lo Bocchiaro basti pensare che il costo di un nuovo traghetto si aggira intorno ai 100 milioni di euro. Non a caso, per rendere pi appe-

Chi c dietro i due contendenti


Compagnia delle Isole (capitale sociale di un milione di euro): Mediterranea Holding di Navigazione spa (600 mila euro); Isolemar srl (50 mila), Davimar Eolia Navigazione srl, una cordata di imprenditori milazzesi e eoliani (Bartolo, Cristina e Anselmo Taranto, Felice Nania, Daniela Trio, Gaetano Nani, Carmelo Gitto, Antonio Bernardi e Poseidon srl), 200 mila; Navigazione Generale Italiana spa (100 mila); Lauro .it spa (50 mila). Cda presieduto da Salvatore Lauro . Societ di Navigazione Siciliana (capitale sociale 10 milioni di euro): Ustica Lines spa (5 milioni); Caronte & Tourist spa (5 milioni). Amministratore delegato: Vittorio Morace (patron dellUstica Lines)

Le offerte sono gi note: la Compagnia delle Isole ha messo sul piatto 60,1 milioni, la Societ di Navigazione Siciliana 55,1. La Uil: Il disastro dellex Gruppo Tirrenia colpa della Regione
tibile la privatizzazione, lo Stato ha messo sul piatto 55,6 milioni di euro allanno per 12 anni. Ci che non bisogna dimenticare ribadisce il sindacalista che dietro a tutto questo ci sono dei lavoratori, che devono essere garantiti e per questo necessario che la Regione faccia chiarezza sullinvestimento che intende effettuare. In particolare, in Siremar lavorano circa 500 dipendenti, che in estate sfiorano anche le 800 unit (il 30% sono stati assunti con contratti a tempo indeterminato, il resto sono dipendenti a termine). La Compagnia delle Isole, attraverso Salvatore Lauro, ha comunque sottolineato come nel progetto presentato non ci siano problemi per maestranze ed equipaggi, perch il piano presentato ha detto Lauro non prevede limitazioni per il personale.
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Attualit ECONOMIA
La sede della Banca dItalia

Il op

di Jeremie e Jessica
Per evitare che i fondi europei venissero bloccati, Palazzo dOrlans ha creato due fondi dinvestimento . Ma le procedure sono lente e nora non stato investito un solo euro
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Ci sono 208 milioni,


ma la Regione non li spende

di Geraldine Pedrotti

i era parlato tanto di loro, ma da un paio danni hanno fatto perdere le loro tracce. Che fine hanno fatto Jeremie e Jessica, i due fondi creati nel 2009 dalla Regione per evitare il disimpegno dei finanziamenti europei del Por-Fesr 2007-2013? Da Palazzo dOrlans tutto tace. Erano stati annunciati in pompa magna nel settembre di due anni fa, quando la Regione, con lacqua alla gola per il rischio che la prima tranche degli stanziamenti fosse disimpegnata, dirott 208 milioni del Fesr sui due fondi di partecipa-

zione, Jessica e Jeremie. In questo modo le somme sono state bloccate fino al 2015, data entro la quale la Sicilia dovr investirle. Nelle more, i due fondi (148 milioni bloccati per Jessica e 60 per Jeremie) non sono soggetti agli annuali controlli di spesa effettuati da Bruxelles che possono portare al disimpegno automatico . Il meccanismo che sta alla base dei due fondi ben congegnato e potrebbe risultare virtuoso . Non si tratta di finanziamenti a fondo perduto, ma di veri e propri prestiti erogati da istituti bancari scelti dal gestore degli holding fund, la Banca europea per gli investimenti, e indirizzati alle imprese e agli enti pubblici che ne fanno richiesta . Trattandosi di prestiti, le somme stanziate dovranno essere restituite in futuro, e questo permetterebbe di riutilizzarle per altri investimenti nellIsola . Jessica, il pi consistente tra i due fondi, finalizzato alla promozione della realizzazione di investimenti nelle aree urbane, ovvero infrastrutture e opere di urbanizzazione nelle piccole e grandi citt siciliane, ma anche interventi che riguardano lefficienza energetica e le energie rinnovabili. Beneficiari dei finan-

ziamenti sono enti locali, societ pubbliche e miste e i privati concessionari di opere pubbliche. Il presupposto per lerogazione dei prestiti la realizzazione di opere capaci di creare un indotto economico con cui rimborsare il prestito . Jeremie, invece, un fondo indirizzato alle piccole e medie imprese e consentir loro di migliorare laccesso al credito . Saranno privilegiati i prestiti per lavviamento delle attivit, per il miglioramento dellefficienza energetica, per linnovazione tecnologica e il microcredito . Da due anni a questa parte la situazione quasi del tutto ferma . Nessun finanziamento stato ancora erogato, n da Jessica n da Jeremie. Le procedure vanno a rilento e sono ancora ferme alla fase di ricerca degli interlocutori bancari che dovranno gestire i prestiti nellIsola . Ma dalla Regione usano toni rassicuranti: Si tratta di un ritardo fisiologico, che non ha niente a che vedere con i tempi della Regione dichiarano dal dipartimento alla Programmazione . Essendo stata la Sicilia la prima Regione a fare uso di questi strumenti e trattandosi di un fondo in via sperimentale, chiaro che il meccanismo sia da rodare e che i

tempi si allunghino . In ogni caso la fase di scelta e contrattazione con gli istituti di credito fa capo alla Bei, e non alla Regione, quindi i ritardi, se cos si possono definire, sono imputabili al Lussemburgo. Ma qual nel dettaglio lo stato di salute dei due fondi? Jessica spiegano dalla Programmazione stato suddiviso in due sotto-fondi diversi: il fondo generalista (93 milioni), che riguarda le linee di intervento urbano, e quello energetico (55 milioni). Il primo dei due si trova in una situazione pi avanzata: stata gi individuata la banca che si occuper dei prestiti, Equiter, ma la contrattazione effettiva si chiuder a luglio . Una volta conclusa questa fase si potr partire con quella di individuazione degli interventi e dei finanziamenti da erogare ai soggetti richiedenti. Il fondo energia, invece, va a rilento . Il bando per la scelta dellistituto bancario di riferimento aperto e scadr a settembre. Non vanno pi spedite le procedure per Jeremie, in cui tutto fermo alla fase embrionale. Il Fondo europeo per gli investimenti, gestore del fondo, non ha ancora scelto gli intermediari finanziari che dovranno erogare i prestiti in Sicilia . Nel frattempo, per, anche Jeremie stato diviso in due parti: un fondo da 44 milioni destinato a prestiti fino a 400 mila euro, e un altro da 9 mi-

I fondi servono per le infrastrutture e lavvio di nuove imprese. La Regione rassicura: I ritardi dipendono dallEuropa. Ma la Banca dItalia lancia lallarme: La spesa troppo lenta
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Attualit ECONOMIA

lioni per il microcredito, con finanziamenti fino a 25 mila euro . Nonostante i ritardi la Regione si dichiara ottimista sulla capacit di riuscire a impegnare e spendere i 208 milioni entro il 2015. Ma se per Jessica e Jeremie Palazzo dOrlans dice di essere in una botte di ferro, lo stesso non pu fare per il resto dei fondi europei. Nei mesi scorsi la Regione aveva ricevuto laut aut da parte della Commissione: i fondi strutturali vanno spesi anno per anno e non in blocco e, se entro il 31 dicembre la Sicilia non riuscir a utilizzare la somma prevista per il 2011, circa 1,4 milioni Il commissario europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn di euro, si andr necessariamente incontro al disimpegno . E una prima parte della revoca dei fondi sarebbe potuta arrivare gi alla fine di maggio per le Regioni che non avevano impegnato entro tale data il 100% delle risorse europee. La Sicilia riuscita a scampare il pericolo in extremis, rimodulando il piano e impegnando le somme disponibili per il 2011, attraverso nuovi obiettivi da raggiungere questanno, laccorpamento di linee di intervento e semplificando le procedure di spesa . Rimpinguati i fondi per le grandi opere, 50 milioni in pi per la velocizzazione della li- giungono dubbi sulla gestione dei nea ferroviaria PalermoAgrigento e finanziamenti europei da parte della per ladeguamento a quattro corsie Sicilia . Nellultimo report sullo stato della statale AgrigentoCaltanisset- delleconomia siciliana, Bankitalia ta . Circa 120 milioni sono stati as- sottolinea i bassi livelli di spesa dei segnati al settore dellinnovazione, fondi comunitari. Con riguardo al per il finanziamento della banda lar- ciclo di programmazione 20072013 ga . Tagliati di 167 milioni, invece, si legge nel dossier alla fine del 2010 turismo, beni culturali e ambiente. la spesa relativa per il Por-Fesr si atIl pericolo di vedere andare in fumo testata intorno ai 500 milioni, a fronte 900 milioni sembra per adesso scon- di impegni di spesa per 690 milioni. giurato, ma dalla Banca dItalia Situazioni simili nella gestione del

Anche la commissione europea insofferente: secondo il commissario europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn, i richiami alla Sicilia sono troppi. E i fondi usati per la Agrigento Caltanissetta e la SiracusaGela erano destinati ad altro

Por-Fse, in cui la spesa a fine 2010 era di 77 milioni contro i 90 previsti, e per il Programma di sviluppo rurale, che nello stesso periodo aveva impegnato il 18% della dotazione prevista . Preoccupazioni arrivano anche dallUnione europea . Fonti vicine al commissario europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn, rivelano linsofferenza di Bruxelles per i continui richiami alla Sicilia sulla gestione dei fondi. Nello specifico, le critiche riguardano il dirottamento di somme del Por-Fesr, che dovevano servire per la costruzione dei sistemi di mobilit sostenibile e che invece sono andate a finanziare i lavori per la AgrigentoCaltanissetta e la SiracusaGela . Opere che avrebbero dovuto essere di competenza dello Stato e dellAnas e che invece sono state pagate con i fondi europei. Ulteriori critiche sullAsse V, Sviluppo dellimprenditorialit e rafforzamento dei sistemi produttivi locali e del turismo, che ha come finalit principale fare ripartire leconomia regionale attraverso linnovazione, ma che in Sicilia si trasformato spesso in una pioggia di contributi a piccolissime imprese che difficilmente possono dare slancio alleconomia . Scorrendo lelenco dei beneficiari si possono notare, ad esempio, finanziamenti a 90 mini imprese, per un totale di 1,3 milioni. Tra loro copisterie, officine meccaniche, autoscuole, bar, gelaterie, negozi di giocattoli e laboratori odontotecnici.

Speciale Trapani

La citt del sale e della vela e la sua vocazione imprenditoriale. TRAPANI E LE SUE POTENZIALIT PRODUTTIVE
di Francesca Guglielmino

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TRAPANI TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE

C
LE IMPRESE ALLAVANGUARDIA, DAI CANTIERI NAVALI AL SETTORE TURISTICO, DALLA PRODUZIONE DEL VINO A QUELLA DEL SALE, PUNTE DECCELLENZA DELLA SICILIA

itt posta tra due mari, conosciuta come citt del sale e della vela, Trapani ha sviluppato nel tempo una forte vocazione imprenditoriale. La Sicilia occidentale e, in particolare, la provincia di Trapani rappresenta un territorio dalle innumerevoli potenzialit produttive grazie soprattutto allimportanza storica e culturale. Fiorente attivit economica legata allestrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo porto, si rivelata negli ultimi anni essere un importante punto di riferimento. Dalla produzione del vino a quella del sale, dal settore turistico alla cantieristica navale: i settori produttivi del Trapanese raggiungono punte deccellenza in alcuni comparti, come quello vitivinicolo che da solo rappresenta un importantissimo settore economico. Tali impianti rappresentano quasi la met di quelli dellintera isola. Inoltre la provincia trapanese gode di risorse paesaggistiche e naturali di incomparabile bellezza su tutto il suo territorio, comprese le isole che ne fanno parte. Una Sicilia tutta da scoprire, tra le tonnare e le saline, specialit e tradizione.

MARSALBOTTI. L ANTICO SAPERE DI UN MESTIERE


DEL PASSATO
ESPERIENZA E TRADIZIONE NELLA COSTRUZIONE DI BOTTI

DA PI DI CENTO ANNI,

l mestiere del bottaio unarte, per la quale occorrono estro e genialit, ma soprattutto tradizione, generazioni di esperienza, spirito di ricerca. Sono questi i principi su cui si fonda la Marsalbotti di Girolamo Li Causi. La famiglia Li Causi avvia lattivit di bottega nei primi decenni dell Ottocento distinguendosi nella produzione delle botti per passione e per maestria artigianale, valori cardine della vocazione di famiglia.

Mastro Francesco cresce e si forma come abile artista-artigiano in un clima, dove lincedere lento e tranquillo della vita segue i ritmi di bottega e apprende tutti i segreti e le tecniche di costruzione della botte, assimilando anche norme e ruoli sociali. Sono i tempi della casa-bottega. Lavorando con dedita costanza e seriet, Mastro Francesco sviluppa unabilit manuale straordinaria, avvalorata da unindole saggia, e comincia ad incarnare pienamente lo spirito artigianale. Dalla virtuosit artistica delle sue mani nascono botti perfette di fattura e di pregio elevato, che acquistano valenza artistica e divengono rappresentazione dellamore profuso per questo mestiere. Nel 1925, Mastro Francesco fonda la ditta a nome di Li Causi, continuando larte del bottaio con la dedizione e la professionalit ereditate dalla bottega di famiglia. Nel laboratorio della ditta nasce

Giuseppe. Sin da piccolo muove i primi passi e impara la vita tra le botti e gli arnesi, sotto lamorevole vigilanza del padre, che da subito gli insegna larte del bottaio. Divenuto anchegli mastro bottaio, Giuseppe prende in mano le redini della ditta facendo tesoro dellinsegnamento del padre e tramandandolo ai propri figli. Oggi la ditta Marsalbotti di Li Causi, gestita da Girolamo, figlio di Giuseppe, che perpetua con devozione la tradizione di famiglia, mettendo in ogni botte la passione e lesperienza che da due secoli rendono celebre il lavoro di questi artisti-artigiani. Cos, come il patrimonio aziendale si trasmette di padre in figlio, anche il personale operativo discende da famiglie di bottai; i corsi di formazione e aggiornamento, tenuti periodicamente, consentono poi di unire alla lavorazione artigianale lapporto delle pi moderne tecnologie. Limpresa vanta elevati livelli di professionalit grazie allentusiasmo di Girolamo Li Causi, che a seguito del lungo percorso formativo presso lazienda di famiglia, ha imparato larte della lavorazione del legno per lottenimento delle botti. Limpresa cresciuta nel tempo sia sotto il profilo economico che organizzativo - manageriale. Essa, infatti, ha saputo coniugare al dinamismo imprenditoriale delle nuove generazioni, luso delle moderne tecnologie. Presenti a livello fieristico nazionale ed internazionale, lazienda di Marsala riuscita a preservare dallazione del tempo, lantico sapere di un mestiere del passato. Tale riconoscimento giunto persino dalla Regione Sicilia che ha finanziato un corso per bottai presso la stessa Marsalbotti di Li Causi,

grazie anche al contributo di numerose aziende vinicole che hanno riconosciuto la superiorit e la maestria della famiglia. La ditta Marsalbotti di Li Causi apprezzata dai clienti prestigiosi per la produzione di botti di qualit costruite secondo le tecniche tradizionali. Metodo artigianale, personale altamente qualificato e un sistema produttivo efficiente sono i requisiti fondamentali che permettono allazienda di fornire botti di elevato standard qualitativo. La pregiata manifattura dei prodotti Marsalbotti di Li Causi, inoltre, garantita da un sistema di gestione della qualit e dellambiente, che assicura la qualit nella fabbricazione, installazione ed assistenza, in accordo con gli standard internazionali ISO. unazienda che ha fatto della propria esperienza e della maestria artigianale una vocazione per offrire al cliente una combinazione prodottoservizio migliore dal punto di vista qualitativo, tecnico ed economico. Lesperienza nella produzione di botti, che possiamo definire secolare, ha permesso alla Marsalbotti di Li Causi di sviluppare i mezzi per produrre prodotti ad altissima qualit e di ricevere un chiaro apprezzamento e riconoscimento da parte del mercato nazionale ed internazionale. MarsalBotti di Li Causi Via Favara, Zona Industriale - 91025 Marsala (Tp) Tel. +39 0923 721320 - Fax +39 0923 722098 em@il: info@marsalbotti.com

Attualit SPRECHI
Giovanni Avanti (Fonte: Provincia di Palermo)

Avanti: Nessun taglio su scuole e strade


Nessun taglio per scuole e manutenzione delle strade. il presidente Avanti precisa e rilancia: I dirigenti esterni? Non sono dieci, ma solo due. Gli altri sei, per un totale, dunque, di otto (e non dieci) sono direttivi, ovvero personale gi in servizio presso lente, ai quali sono state attribuite le funzioni dirigenziali per sostituire dirigenti andati in pensione. Sulle accuse di ritorsione nei confronti di uno dei dipendenti costretto a due traslochi Avanti parla di razionalizzazione degli uffici della direzione controllo ambientale che erano divisi in due distinti plessi, via Roma e San Lorenzo, ben distanti tra loro. Per quanto riguarda gli affitti, inne, nel centro direzionale di San Lorenzo vuoto solo il quinto piano. In questi stessi locali non possibile trasferire lex Provveditorato perch lo spazio non sufficiente. Sullauto del presidente: Si tratta di una Audi A6 conclude Avanti - utilizzata dalla maggior parte delle amministrazioni come auto di rappresentanza. In seguito ad una valutazione, gli uffici hanno ritenuto pi conveniente acquistarla piuttosto che prenderla a noleggio.

La matematica (alla Provincia)

I dieci dirigenti esterni costano pi di centomila euro lanno a testa . La loro nomina contestata dai revisori dei conti e dal ministero . Ma lamministrazione provinciale va Avanti
mentica il tetto per la nomina dei dirigenti esterni. E disegna un esecutivo che ha un numero di assessori del Pid (4) identico al numero dei consiglieri del partito del presidente Giovanni Avanti. Il caso dei dirigenti esterni somiglia tanto a quello che ha scatenato polemiche infinite alla Regione per le nomine effettuate da Lombardo un anno e mezzo fa . Ma la Provincia sembra sempre lontana dai riflettori, in una penombra rassicurante, appena sfiorata dalle polemiche. Indirizzate quasi sempre verso Palazzo dOrleans o Palazzo delle Aquile. Polemiche che risparmiano spesso un ente che costa, ultimo bilancio alla mano, 122 milioni e spiccioli. La top ten dei dirigenti esterni Sono dieci, entrati in modo diverso, e a rate. I dirigenti esterni alla Provincia raggiungono la doppia cifra . Uno stipendio medio annuo di centomila euro lordi. Un milione complessivamente. E la forza di scardinare l8% fissato dalla legge Brunetta sul ricorso agli esterni. Le posizioni dirigenziali alla Provincia di Palermo sono 33. Il numero massimo di esterni sarebbe tre. Ma, come dicevamo, la matematica qui stravolta . E la vicenda affonda le radici gi nellamministrazione Musotto, che ne aveva imbarcati sei. Il governo Avanti si limitato a confermare quei sei e ad aggiungerne altri 4. I primi sei, tra laltro, non erano degli sconosciuti per lEnte, visto che il sistema usato per lassunzione da esterni passato attraverso un vecchio giochetto, assai diffuso anche alla Regione: impiegati di categorie non dirigenziali vanno in aspettativa e rientrano attraverso una chiamata del Presidente. Insomma, escono dalla porta (nel migliore dei casi) da funzionari e rientrano da dirigenti. Il 31 dicembre, per Bernardo Di Miceli, Girolamo Schiera, Salvatore Serio, Francesco Trapani, Francesco Speciale e Fabrizio Di Bella scattata la proroga . Per un totale complessivo, tra emolumenti, oneri e retribuzione di posizione, di oltre 685 mila euro lordi lanno . Insomma, una media di

unopinione
di Accursio Sabella Quindici auto blu e 26 autisti, 15 milioni lla Provincia di Palermo la di affitti e locali deserti, dieci dirigenti matematica unopinione. Pu dare risultati inattesi, soresterni invece dei tre previsti dalla legge prendenti. A Palazzo ComitiBrunetta: benvenuti a Palazzo Comitini, ni, insomma, l8% di trenta fa dieci. E quattro sta a 12 come quattro sta a 22. dove la creativit ha la meglio sullaritmetica Magie dellalgebra provinciale, che di-

oltre 114 mila euro a testa . Per lopposizione, tra laltro, questa ulteriore proroga avrebbe degli aspetti di illegittimit, visto che il regolamento prevede un limite massimo di 2 anni per questi incarichi. Che invece, come dicevamo, vanno avanti dal 2005. A novembre, invece, Paola Di Trapani e Rosa Vicari sono diventate dirigenti esterni della Provincia con unindennit di quasi 119 mila euro lordi a testa . Le due dirigenti completano il quadro che, tra giugno e agosto del 2010, era stato arricchito dalle nomine a esterni di Massimo Rizzuto (116 mila euro di indennit circa) e Daniela Crimi (oltre 108 mila euro). Per questi ultimi due, un incarico di un anno rinnovabile per altri 3. Ricorsi, ispezioni e... traslochi Per la verit, lidea di colmare con dirigenti esterni le posizioni allora vacanti, viene portata dallamministrazione allesame dei revisori dei conti tra novembre e dicembre 2010. I revisori, facendo notare le eccessive spese per il personale e i limiti della legge Brunetta, emettono un parere contrario a questi incarichi, sottolineando la mancanza di copertura finanziaria della spesa, per le annualit 2011-2012 e la palese illegittiIL MAGAZINE CHE GUARDA DENTRO LA CRONACA - S

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Attualit SPRECHI

LEnte paga 800 mila euro di affitto per i locali dellex Provveditorato agli Studi. A un chilometro di distanza il centro direzionale di San Lorenzo resta quasi vuoto
mit della riqualificazione del personale interno [] in ordine al numero di contratti a tempo determinato per il settore della dirigenza. Parere che, evidentemente, non scuote lamministrazione che appena 25 giorni dopo rinnova i contratti esistenti e ne stipula altri due. A quel punto intervengono anche sindacati e opposizione. La Cgil e il capogruppo del Pd Gaetano Lapunzina sottopongono il caso allattenzione dellispettorato per la Funzione pubblica del ministero per la Pubblica amministrazione, allassessorato regionale alle Autonomie locali e alla Procura della Corte dei Conti. Le norme [] - scrive Lapunzina nella sua interrogazione sono da considerarsi norme imperative, e la violazione delle stesse comporta, di per s, la totale nullit dei provvedimenti che le violino o degli atti negoziali, ossia i contratti di lavoro conseguenti. Lispettorato, in effetti, invia una lettera alla Provincia, con la quale la invita a rispettare i limiti ed esclude la possibilit di una interpretazione della normativa vigente nel senso di ammettere la scelta discrezionale, senza limiti, a soggetti esterni allente. Ma anche in questo caso la Provincia si fa scivolare addosso queste critiche. Nel marzo del 2011, intanto, una sentenza della Corte dei Conti ribadisce il limite dell8% per gli enti locali. Ben oltre il 30% della Provincia palermitana. Dopo questa sentenza, sindacati e opposizione tornano allattacco. E non si limitano a richiedere il rispetto della pronuncia, ma sollevano la questione dellillegittimit delle cariche ad inte-

generale (due auto) e allufficio tecnico provinciale. Tutte le altre auto destinate ai vari servizi della Provincia si legge allarticolo 10 saranno richieste di volta in volta da Amministratori, i Direttori di Settore e Servizio che ne motiveranno limpiego, entro i limiti territoriali della Provincia. E in ogni caso, aggiunge larticolo 11, sono vietate tassativamente le assegnazioni di autovetture o di autisti ad personam n potr essere impiegato alcun mezzo o conduttore al di fuori dei servizi della Provincia. Quante sono, quindi, le auto della Provincia? Lautoparco composto da 180 vetture, 17 delle quali sono auto blu. Si tratta di Alfa 159 a noleggio, costate alla Provincia nei mesi di febbraio e marzo scorsi complessivamente 21 mila euro per il noleggio. Avanti, invece, di-

grazie al contratto di servizio con lEnte, oltre 6 milioni lanno (oltre a 700 mila euro circa per attivit di pulizia). Insomma, lazienda lavora con la Provincia e prende le commesse dallEnte. Ma chi il direttore generale della Palermo Energia? Giuseppe Li Calsi, assunto nellottobre del 2009 con uno stipendio di circa 160 mila euro lordi lanno. Li Calsi, per, non uno sconosciuto. Anzi. Si tratta dellex socio del presidente Avanti. I due, infatti, nel 2005, quando erano titolari della Csp Ingegneria Srl, furono beccati con i pc dello studio pieni di programmi senza la licenza. Per i due scattata la multa da 2 mila euro. Adesso, di fatto, sono al vertice dellEnte che paga oltre 40 milioni per il personale e a capo di unazienda che da quellente prende

Provincia decise persino di prelevare 450 mila euro dal Fondo di riserva . Su questi numeri si baser ledizione 2011: il programma prevede una spesa di 1,5 milioni. Ma si confida nel contributo della Regione per 400 mila euro . Tagli su strade e scuole Insomma, sulla festa, sugli affitti, sui dirigenti non si risparmia . Ma lEnte deve pur stare a galla, dopo i paletti imposti dal patto di stabilit e dalla Finanziaria . E cos arrivano i tagli. Per quanto riguarda le scuole, infatti, le spese di funzionamento che un regolamento aveva fissato a 2,5 milioni di lire per classe, sono scesi a 800 euro . I soldi per il diritto allo studio, negli anni, sono scesi da 400 milioni di lire a 40 mila euro . Nellultimo triennio, le somme agli istituti per lacquisto di immobili e attrezzature tecnico-scientifiche sono scese da 675 mila a 500 mila euro . I soldi per il funzionamento delle scuole, in tre anni, da 2,8 milioni sono passati a 2,2 milioni. E non solo scuole. La Provincia responsabile della manutenzione di ben 2.200 chilometri di strade. In un triennio, i fondi per la manutenzione sono passati da 1,5 milioni a 500 mila euro . Un terzo di quello che servir per Provincia in festa. La forza del Pid Numeri. Come quelli che rappresentano lesecutivo di Avanti. Un caso unico, dove gli assessori di un partito sono tanti quanto i consiglieri. I mutamenti politici di questi anni, con la scissione dellUdc, ad esempio, hanno ridotto ad appena 4 consiglieri la rappresentanza del Pid. La giunta, fatta da 12 assessori, dovrebbe, in linea teorica, rappresentare in maniera proporzionale i colori della maggioranza, composta da 22 consiglieri. Ma in giunta, ecco quattro assessori del Pid. Alla faccia delle proporzioni. E della matematica .
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Tagli a scuole e manutenzione stradale. Ma per la festa della Provincia questanno si spender un milione e mezzo di euro
rim assegnate negli ultimi 10 anni. Richiedendo la restituzione delle somme elargite ai dirigenti dal 2001 a oggi. In tutta questa vicenda di esposti e pareri, sentenze e osservazioni, lamministrazione non perde la passione per gli esterni. Per difendere lente o solo per ottenere un parere legale, infatti, lesecutivo decide di non rivolgersi allavvocatura, ma d mandato, di volta in volta, a due avvocati esterni (Giuseppe Ribaudo due volte e Agostino Equizzi una). Non finita. Per la Cgil, inoltre, ci sarebbe stata una sorta di ritorsione nei confronti di un dipendente, Saverio Cipriano, dirigente sindacale che ha firmato la lettera-esposto allIspettorato: tra gennaio e marzo sarebbe stato obbligato a due traslochi dagli uffici di via Roma a quelli di San Lorenzo. Una strana coincidenza per il sindacato. Gli affitti inutili Proprio a San Lorenzo, intanto, diversi piani sono completamente vuoti. In quella struttura, in effetti, potrebbero trovare posto molti uffici. Uno su tutti, suggerisce il consigliere provinciale del Pd Silvio Moncada: la Provincia paga per i locali dellex Provveditoraro agli studi 785 mila euro lanno alla ditta Fidam. In uninterpellanza del 4 aprile lo stesso Moncada ha chiesto il trasferimento del Provveditorato al centro direzionale di San Lorenzo. Anche perch la Provincia paga per i canoni oltre 15 milioni lanno. In alcuni casi, come quello dellImmobiliare Strasburgo, i soldi vanno o sono andati a ditte confiscate alla mafia. Le auto blu Ma dirigenti esterni in sovrannumero e affitti alle stelle non sono i soli lussi che la Provincia si concede. Le auto blu sono state ridotte, ultimamente, ma sono ancora tante. Anche perch il regolamento dellautoparco dellEnte consentirebbe di assegnare lauto di servizio solo al presidente, alla segreteria spone di Audi A6 berlina 3.0 TDI quattro di propriet della Provincia. Unauto necessaria alle esigenze del presidente: nella delibera si chiede che la vettura sia in grado di raggiungere i paesi delle Madonie. La Bmw serie 5 presente, inizialmente, nella convenzione Consip, stata rifiutata del presidente, perch a trazione posteriore. Raggiungere le Madonie con questa macchina sarebbe stato difficile. Cos il presidente decide di acquistare (non noleggiare) lAudi A6 per 54 mila euro. Insomma, non mancano le auto, alla Provincia. E nemmeno gli autisti, per la verit. A fronte delle 17 auto blu, infatti, alla Provincia lavorano 26 autisti. Sedici di questi sono impiegati provinciali, gli altri dieci dipendenti di una societ partecipata, la Palermo Energia. Lex socio del presidente La Palermo Energia sta alla Provincia un po come la Gesip sta al Comune di Palermo. Si tratta quindi di una cosiddetta ditta in house, che riceve, i soldi per dare lavoro a 200 persone. Insomma, alla Provincia non solo non si paga (la multa ad Avanti stata sospesa), ma si fa anche carriera. il caso dei dirigenti coinvolti nel famoso caso Ibs Forex, quando la Provincia butt in unavventata operazione finanziaria circa 35 milioni. Antonio Caruso, allora direttore generale dellente, si dimise. Ma continu a ricoprire il ruolo di dirigente. Adesso, per lui, arrivata la collaborazione con il ministero dellAgricoltura, dopo il nulla osta della Provincia. La festa della Provincia Il vero esempio positivo dellattivit dellEnte finisce per essere... un evento mondano . Provincia in festa il fiore allocchiello dellamministrazione. Un fiore assai costoso, per la verit. Se, per ledizione dellanno scorso, il costo stato di 865 mila euro, assai pi costose sono state le altre. Nel 2009, infatti, la kermesse cost 1,6 milioni. In quel caso, la

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Attualit AGRIGENTO

Il delitto
di Alo Sciacca
Antonella Alfano Antonella Alfano insieme a Salvatore Rotolo

imperfetto
Arrestato Salvatore Rotolo, uno dei carabinieri che hanno catturato Gerlandino Messina: avrebbe ucciso la danzata Antonella Alfano simulando un incidente. Ecco le prove che lo inchiodano
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a mamma e la sorella lo hanno capito sin dal primo momento . Da quando hanno visto la Fiat 600 in fondo alla scarpata di via Papa Luciani. Antonella Alfano non poteva essere morta in quel modo . E non ancora per quel dettaglio della castagna infilata in gola che ha fatto della sua morte una storia degna del miglior Andrea Camilleri. Ma per ci che solo loro sapevano . Per la tempesta che aveva scosso Antonella da viva . Per la relazione ormai finita con quel compagno improvvisamente cambiato nel momento in cui nata la bambina. Ma quelluomo un carabiniere. E non di quelli che aprono e chiudono la porta carraia. Salvatore Rotolo operativo, in prima linea nella caccia ai latitanti. Nel suo carniere c persino il numero uno ad Agrigento, limprendibile Gerlandino Messina . Difficile per i familiari anche solo esprimere i loro sospetti che si sono nutriti giorno dopo giorno dei dettagli che lindagine ha fatto venire a galla . A cominciare dallassenza di tracce di frenata sullasfalto, da quello strano incendio non giustificato dallimpatto dellauto contro lalbero e infine dalla castagna secca infilata nella gola della povera Antonella . Proprio lei che non mangiava castagne, ha continuato a ripetere la sorella Rossana . Ma sono stati necessari quattro lunghi mesi perch quel che i familiari avevano capito subito si trasformasse in indizi, prove e in un mandato di cattura . Salvatore Rotolo finito in carcere il 16 giugno . Un uomo dello Stato arrestato da altri uomini dello Stato con laccusa di aver ucciso la compagna, la bella e bionda ex modella che dieci mesi prima della morte gli aveva dato una bambina . Il delitto sarebbe stato commesso con laiuto di un complice, al momento non identificato . Ma diversamente da quel che avevano richiesto i pm, a sorpresa, il gip Alberto Davico ha ritenuto che si

tratti di omicidio preterintenzionale. Cio Salvatore Rotolo avrebbe soffocato Antonella anche se la sua intenzione non era quella di ucciderla . Di tuttaltra opinione la procura che aveva invece richiesto larresto per omicidio volontario . Nella loro ordinanza il procuratore Renato Di Natale, laggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto Giacomo Forte elencano minuziosamente tutti gli indizi a carico del carabiniere, suffragati dallautopsia e dalle perizie tecniche. E partono dallinizio, dalla relazione su quello che in un primo momento sembrava un incidente stradale. Le anomalie che hanno caratterizzato lincidente occorso alla Alfano scrivono i pm sono state messe in luce sin dal verbale della polizia stradale di Agrigento.

Nel verbale in questione si evidenzia che sulla sede stradale sia sulla direttrice verso la Ss 640, verosimile direzione di marcia tenuta dallautovettura, che nella direttrice opposta non stata rilevata alcuna traccia di frenata o di scarrocciamento. Ma dice di pi la stradale: Considerato il modesto danno riportato dallautovettura dallurto contro lalbero, allaltezza del gruppo ottico, e delle tracce di schiacciamento dellerba e non di trascinamento o strappo, della stessa, durante lattraversamento dello spiazzo prima di precipitare nella scarpata, si ritiene che la velocit tenuta dallautomezzo fosse alquanto moderata. Insomma a quella velocit limpatto non poteva provocare lincendio dellauto . E questo per un altro det-

La scena del delitto

Dopo lomicidio preterintenzionale secondo il gip, volontario per la procura lassassino ha dato fuoco allauto, spinto la ragazza in un burrone e le ha inlato una castagna in gola per ingannare lautopsia

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Attualit AGRIGENTO
Salvatore Rotolo, il carabiniere arrestato con laccusa di omicidio

taglio . Procedendo alla disamina del blocco di accensione dellautovettura scrivono i periti della procura si appurato che la chiave di accensione risulta posizionata in corrispondenza della scritta Stop. Questo permette di affermare che, tenuto conto che il blocco accensione ha tre posizioni, corrispondenti allo Stop, alla Marc. (marcia) e allAvv. (avviamento), al momento in cui si sprigionato lincendio, il mezzo non era in marcia . Si consideri infatti che dopo laccensione durante la marcia la chiave di accensione deve trovarsi necessariamente nella posizione Marc. in quanto la posizione di Stop interrompe i flussi di alimentazione con conseguente spegnimento del motore. Insomma: lauto era spenta . Eppure andata quasi completamente in fiamme avvolgendo anche il corpo della povera Antonella . Il suo cadavere stato rinvenuto ancora al posto di guida . Ma lassassino ha trascurato un dettaglio . Ha spostato troppo indietro il sedile. Considerato che la Alfano, per come si rileva dalla carta di identit, aveva una altezza di metri 1,60 si legge nellordinanza ne consegue che la posizione del sedile lato guida era tale da non permetterle di arrivare con i piedi ad azionare i comandi della frizione e del freno . Questo escluderebbe come la stessa, in modo peraltro compatibile con la posizione del corpo cos come rilevata dagli accertamenti, fosse alla guida della vettura. Altro errore stato commesso per incendiare lauto . Per appiccare il fuoco stata utilizzata una miscela di gasolio e benzina . Ma com possibile pensare ad un incendio spontaneo se la Fiat 600 era a benzina? Ecco perch i pm non hanno dubbi: Lincendio stato dolosamente provocato mediante una miscela di liquido infiammabile costituita da benzina e da gasolio . Che si trattato di una miscela diversa e predisposta alluopo si ricava da un dato certamente

Lauto era a benzina, ma lincendio stato provocato anche dal gasolio . Per i magistrati lassassino Rotolo: la dissimulazione, infatti, comporterebbe competenze investigative troppo speciche
non trascurabile, vale a dire il fatto che nonostante gli ingenti danni subiti dalla vettura, la tanica del serbatoio si presentava ancora intatta con allinterno la presenza di benzina . Alla luce di tutti gli elementi sopra evidenziati pu allora affermarsi con certezza che la vettura non stata affatto coinvolta in un incidente ma stata dolosamente incidentata e poi spinta gi per la scarpata. Infine c il particolare pi sconcertante di questa storia: la castagna infilata nella gola della donna quando era gi morta e al fine di simulare una morte accidentale. Ipotesi, scrivono i pm, che si fonda su un dato che si pone come individualizzante rispet-

to alle competenze e allesperienza dellindagato. Chi ha commesso lomicidio infatti ben sapeva, per le sue competenze tecnico-investigative, che lincendio successivo del cadavere non avrebbe certo occultato del tutto il precedente delitto, tenuto conto che una indagine autoptica avrebbe certamente permesso di rilevare la assenza (come in effetti stato) di fuliggine nelle vie respiratorie profonde. Linserimento della castagna, dunque, non si pone come semplice messa in scena e simulazione di un soffocamento, ma come ipotesi giustificativa della prevista mancata contaminazione delle vie aeree ad opera dei fumi sprigionati dalle fiamme. Resta in ogni caso fermo il dato per cui chi ha commesso quellomicidio ha avuto una freddezza tale da porsi tutta una serie di problematiche future legate alle indagini, in tal modo lasciando palesare le proprie competenze ed esperienza sul campo investigativo. E dunque escluso che sia stata proprio la castagna ad avere una qualche incidenza causale, una volta affermato che la donna era stata uccisa prima che venisse appiccato il fuoco (che sulla base di quanto detto sopra si pu ipotizzare essere stato appiccato allinterno dellabitacolo), ne consegue che la morte logicamente riferibile proprio ad una azione asfittica di tipo meccanico con soffocamento e che la castagna sia stata inserita in un secondo momento, quando la ragazza era ormai morta, appunto per simularne un soffocamento accidentale. Se tutti questi indizi e prove raccolte dai pm sono vere come si fa a ipotizzare solo un evento preterintenzionale? Forse il gip si soffermato esclu-

Il procuratore Renato Di Natale

Sopra Antonella Alfano, sotto il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo

E in conferenza stampa scoppia la polemica


una polemica abbastanza inconsueta, con la Procura da una parte e il giudice per le indagini preliminari dallaltra. Inconsueta perch scoppiata addirittura nella conferenza stampa convocata per parlare dellarresto, ma anche perch a pronunciarsi pubblicamente direttamente il procuratore Renato Di Natale. Che fa una premessa: Portiamo il massimo rispetto per la decisione del gip di derubricare in omicidio preterintenzionale laccusa nei confronti del carabiniere Salvatore Rotolo, che ha strangolato la sua convivente Antonella Alfano. Ma la smentisce subito dopo: Dissentiamo fortemente dice il capo della Procura agrigentina -. una decisione disancorata dagli elementi processuali. Siamo sicuri che si trattato di un omicidio volontario seguito dal tentativo di depistaggio e distruzione della salma. Di Natale, del resto, sostiene di avere elementi chiari, indiscutibili, per dire che ad ammazzare la mattina del 5 febbraio Antonella Alfano stato il carabiniere Rotolo. Intanto, il carabiniere arrestato a met giugno comparso davanti al gip per il primo interrogatorio, ma si avvalso della facolt di non rispondere.

I magistrati annotano la freddezza dellassassino: Chi ha commesso lomicidio si posto problemi futuri legati alle indagini, lasciando palesare le proprie competenze ed esperienza sul campo investigativo

sivamente sul momento dellomicidio avvenuto per soffocamento, probabilmente al termine di una lite, come confermano i graffi che Rotolo aveva al volto . Teoricamente possibile che la morte sia giunta inaspettata . E chiaramente fino a quando non ci sar un processo ed una sentenza passata in giudicato nulla si pu dare per scontato . Anche che il principale sospettato

riesca a dimostrare la totale estraneit ai fatti. Ma una cosa certa . Se Antonella stata uccisa nel modo decritto dai pm e soprattutto se verr confermato quel macabro depistaggio della castagna infilata in gola lassassino ha fatto molto di pi che ucciderla . Ha cercato con freddezza ed ostinazione di farla franca senza mai mostrare un accenno di rimorso .
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Attualit PALAZZO DEI NORMANNI


a cura di Accursio Sabella

Lo strano caso degli elicotteri notturni


licotteri antincendio per volare di notte. Anche se di notte non si pu. La Regione ha affidato, nel mese di febbraio, lappalto per la fornitura dei velivoli contro Fabio Mancuso gli incendi boschivi. Vincitrice dellappalto da 11 milioni (e unica societ, per la verit, a partecipare al bando) la Heliwest, con sede legale in provincia di Asti. Societ specializzata nella costruzione di questi elicotteri. Forse troppo specializzata, secondo il deputato del Pdl Fabio Mancuso che, con uninterrogazione (primo firmatario il capogruppo Innocenzo Leontini), lo scorso 22 febbraio, ha sollevato qualche dubbio sullaffidamento . E non solo per lo strano caso del volo notturno . Gi nellinterrogazione, infatti, Mancuso evidenziava come lidea di prevedere nel bando anche la fornitura di un elicottero biturbina, a differenza di quelli monoturbina utilizzati finora dalla Regione per le azioni antincendio, comportasse un costo di circa mezzo milione di euro in pi lanno, senza duplicarne i risultati nello specifico impiego, bens con unefficacia nello spegnimento degli incendi notevolmente inferiore. In effetti nel capitolato doneri per laffidamento prevista la fornitura di un elicottero bimotore, oltre a otto monomotore a turbina . Ma il punto pi controverso , come detto, quello del volo notturno . Le normative di riferimento (tra laltro richiamate esplicitamente nel bando), infatti, secondo

Mancuso, impedirebbero il volo notturno per operazioni antincendio . Previsto, invece, nellarticolo 13 del capitolato doneri, dove viene specificato che laggiudicatario dovr garantire durante la campagna antincendio, tra le altre cose, che il servizio per gli elicotteri abilitati al volo notturno sia assicurato nellarco delle 24h. E i dubbi sullaffidamento sembrano molto forti, al punto che lo stesso assessorato sembra intenzionato a fare piena luce su questi voli notturni.

E la burocrazia travolse unazienda


uanto possono costare i ritardi burocratici e linerzia dellamministrazione lo sanno bene i titolari e i dipendenti della Nebrodi inerti Srl, Roberto Corona di San Marco dAlunzio, nel Messinese. La vicenda di questa societ raccolta in uninterrogazione presentata allArs dal deputato del Pdl Roberto Corona . Sedici dipendenti, oltre a una quarantina di lavoratori coinvolti nellindotto ha detto il deputato - rischiano il proprio posto di lavoro mentre la stessa srl in predicato di esser chiusa. E il motivo, come detto, starebbe nella mancata concessione, da parte degli uffici dellassessorato allAmbiente di un semplice parere sullistanza di Via (valutazione di impatto ambientale) e Vinca (valutazione di incidenza ambientale) riguardanti un progetto di ampliamento della cava di San Marco DAlunzio . Corona

fa notare come la cosiddetta legge sulla trasparenza approvata dallArs nellaprile di questanno fissi precisi termini entro i quali lamministrazione deve esprimersi. Termini di gran lunga superati. Gli uffici regionali scrive Corona dovrebbero favorire le iniziative economiche anzich ostacolarle con lungaggini burocratiche incomprensibili.

Acqua, la Sicilia arrivata prima del referendum


a Sicilia aveva anticipato il referendum. Prima ancora dei s sullacqua pubblica, infatti, era approdato allArs un disegno di legge che, di fatto, riGiovanni Panepinto calca il quesito referendario . E proprio allArs, pochi giorni dopo lesito delle urne, si sono ritrovati i promotori del comitato Due s per lacqua bene

comune, composto dal Forum dei movimenti per lacqua e dal coordinamento degli enti locali per lacqua bene comune. Il referendum non ha fatto che confermare ha detto Antonella Leto, del dipartimento beni comuni della funzione pubblica della Cgil Sicilia lidea diffusa tra i cittadini e le amministrazioni siciliane: la gestione privata dellacqua mostra gravi inefficienze gestionali e anche incapacit economiche. E le conseguenze sono spesso sulle spalle dei cittadini. E degli amministratori, che gi alla fine del 2010 hanno portato allArs una proposta di legge sulla pubblicizzazione del servizio idrico . lunico caso simile nella storia dellassemblea siciliana . La proposta di legge, infatti, stata sottoscritta da ben 140 Comuni (con sindaci di ogni colore politico), tre province e 40 mila cittadini ed tuttora allesame della Commissione ambiente e territorio . LArs ha detto Giovanni Panepinto, deputato del Pd e sindaco di Bivona - approvi entro lestate la riforma, sulla base dei disegni di legge gi presentati e della norma inserita dal Pd nella finanziaria 2010.
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Il presunto covo di Matteo Messina Denaro, nel quale fallito lultimo blitz

Fra covi falsi e veri per Messina Denaro c un altro identikit


Nuovo blitz per catturare il boss di Castelvetrano: ma nelloleicio segnalato dai servizi non cera nemmeno un topo. E intanto la polizia ha realizzato unimmagine per le ricerche
di Nicola Biondo e Riccardo Lo Verso

a soffiata sembrava di quelle concrete. La notizia spifferata ai Servizi segreti doveva condurli al latitante di Castelvetrano . E invece gli agenti si sono ritrovati in un edificio dismesso . Un rudere sperduto nelle campagne di Partanna, in mezzo agli ulivi. Mobili e vetri rotti. Balle di paglia putrida . Dellultimo dei padrini in libert neppure una traccia . Solo detriti e segni, tangibili, di abbandono . La caccia resta aperta . Il pool di investigatori composto dagli uomini delle squadre mobili di Trapani e Palermo e del Servizio centrale operativo di Roma possono contare su un nuovo identikit. Tecnicamente si chiama Age Progression. Praticamente, il volto reso noto quattro anni fa nel corso di una conferenza stampa stato invecchiato con sofisticate tecniche informatiche. A primo acchito, da profano, sembra la faccia di un uomo pi grande dei 49 anni, reali, del latitante. Il blitz del 19 maggio lungo la provinciale 4 tra Castelvetrano e Partanna si iscrive, dunque, nella lista dei tentativi andati a male. Eppure la segnalazione era precisa . Matteo Messina Denaro avrebbe dovuto trovarsi in un oleificio in contrada Seggio Torre Staglio . Un blitz di unora, dalle quattro alle cinque del mattino, per accorgersi che era vuoto l, non ci stava nemmeno un topo, per usare le parole di un investigatore. La struttura apparteneva a Salvatore Sansone, costruttore palermitano arricchitosi grazie a Cosa nostra . sta-

La struttura dellultimo blitz era stata sequestrata e assegnata a Libera . Ma c anche un precedente non raccontato: due anni fa i servizi avevano segnalato un altro covo . Anchesso vuoto
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Il vicequestore aggiunto Giovanni Giudice

Il presunto covo di Messina Denaro . A sinistra, un murales raffigurante il boss

Il blitz del 2009 insospett molto gli investigatori, che dopo la replica del falso allarme si chiedono se ci sia una regia precisa. Qualcuno che vuole testare i tempi di reazione delle forze dellordine
ta sequestrata il 20 aprile 1995 dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo e qualche anno dopo confiscata in appello . Ledificio confina con un fondo agricolo, in passato feudo di Francesco Messina Denaro, che oggi viene gestito da Libera e i cui prodotti finiscono nella rete di Libera terra, mentre loleificio andato al Comune di Partanna che non lo ha utilizzato . Per la cronaca, lanno scorso il terreno adiacente stato danneggiato da un piccolo incendio doloso . Il blitz di maggio ha un precedente mai raccontato: nel dicembre 2009 i servizi dellAisi, lAgenzia informazioni e sicurezza interna, lex Sisde, aveva messo in moto la macchina per fare irruzione in un magazzino appena fuori da Castelvetrano . Anche l nessuna traccia ma la vicenda insospett molto gli investigatori. Gli stessi che oggi, di fronte alla replica della vicenda, vedono aumentare lo scetticismo e si chiedono se ci sia una regia precisa dietro questi falsi allarmi. Forse qualcuno testerebbe la capacit e i tempi di reazione delle forze dellordine. Che presidiano, a tappeto, Castelvetrano e dintorni. Si registrano strani movimenti: capita che in un istante una contrada di campagna si riempia di agenti. Insomma, la taglia messa sulla testa di Messina Denaro, un milione e mezzo di euro, finora non ha prodotto risultati. Forse aveva ragione quel boss bagherese che copriva la latitanza del padrino trapanese. Ma che pensa-

Cos ci si muove fra segnalazioni reali e presunte tali: il boss si sarebbe trovato in un covo a Palermo nei pressi di piazza Don Bosco, con bastone e occhiali scuri, poi nei dintorni di Terrasini
giorno fa, una di loro ha pure sfidato chi era andato a fare visita nella sua abitazione. Aveva bonificato dalle cimici la casa e lo ha fatto sapere agli agenti. Come dire, se state cercando le microspie le abbiamo fatte sparire noi. Ecco perch la frase pronunciata da unaltra sorella - Ma unn Matteo - pi che lo sfogo di chi si preoccupa per il fratello sembrerebbe un tentativo di mettere fuori strada gli investigatori. La certezza che Matteo Messina Denaro pi che un latitante sembra un fantasma . La sua presenza si fiuta appena . Eppure riesce a comunicare e reggere i fili. Come faccia costituisce il grande interrogativo . Dallanalisi dei pizzini emerso che il boss pretende che linvio e la raccolta della posta avvenga tre sole volte lanno e in date prestabilite. Il sistema, per, non pu bastare, da solo, a farne perdere le tracce. Qui tornerebbe di grande attualit la sua dimestichezza con le tecnologie. Daltra parte sempre stato uno attento a non commettere passi falsi. Nel 1990, gli anni della dolce vita trapanese che lo hanno reso un mito per una societ dai valori rovesciati, Messina Denaro era fidanzato con una ragazza austriaca . Per scriverle affidava la lettera ad un uomo fidato di Brancaccio, che la imbucava nel quartiere palermitano dove il latitante pu contare su solide parentele. Come mittente indicava il nome di un residente a Enna . Un tizio che esisteva davvero . Ci vorr, dunque, tutta la migliore intelligenza investigativa per acciuffarlo . Gli uomini sono al lavoro . Servizi segreti compresi. Ci si deve muovere fra segnalazioni reali e presunte tali. E cos Matteo si sarebbe trovato in un covo a Palermo nei pressi di piazza Don Bosco, con bastone e occhiali scuri, poi nei dintorni di Terrasini. Voci incontrollate. Come quelle di chi sostiene che la cattura ha bisogno di una sceneggiatura, di un contesto che va creato ad arte. E il suo essere fantasma farebbe parte di questo piano . Fantasma s, ma non per tutti.
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no che lo vendo per i soldi?, diceva dopo avere intascato, probabilmente, una parte del denaro promesso . Dov davvero il boss? Gli investigatori raccolgono segni della sua presenza nel territorio della provincia trapanese. Sarebbe attivo un canale attraverso cui Messina Denaro fa giungere notizie ai familiari. Sanno che si muove nel Trapanese, ma non conoscono, per ragioni di sicurezza, il luogo o i luoghi dove si rifugia, coperto da uno strettissimo gruppo di fiancheggiatori. Due o tre persone al massimo che cambiano periodicamente. In particolare, le sorelle Bice, Patrizia, Giovanna e Rosalia dimostrano grande capacit di adattamento alla situazione di parenti di un uomo braccato . Qualche

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Gerlandino Messina

Io, vittima dellusura, minacciato in nome

di Gerlandino
di Maristella Panepinto

Parla uno degli imprenditori vessati dai presunti strozzini coinvolti nelloperazione Easy Money: Per convincerci a pagare facevano il nome del superlatitante Messina, e qui la maa non ha smesso di sparare

sura e mafia. Un binomio sacrilego per la Cosa Nostra di una volta. Una vergogna che i boss con il battesimo non avrebbero perdonato. Le cose, per, cambiano e anche la mafia, per fare soldi, si adegua alle leggi del mercato criminoso. S riuscita a contattare una vittima dellusura in provincia di Agrigento. Una vittima che racconta il suo terrore per una vicenda sulla quale gli inquirenti mantengono lassoluto riserbo.
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Lomicidio di Mariano Mancuso, che sarebbe stato ucciso nel 1993 proprio per non aver pagato gli usurai Larticolo che S ha dedicato alloperazione Easy Money un anno fa

Spesso le banche non ti concedono i prestiti e per realizzare un progetto a volte non hai scelte. Diventi succube di un sistema che si presenta come unorganizzazione legittima
Le piste al vaglio portano proprio a Cosa nostra. Lassist lavrebbe lanciato, una quindicina di anni fa, Salvatore Fragapane, boss di Santa Elisabetta, per diversi anni alla reggenza della provincia agrigentina. Sarebbe stato lui a dare lassenso perch Mariano Mancuso, piccolo imprenditore di Milena, fosse freddato ad Aragona nel 1993. La sua colpa sarebbe stata linsolvenza nei confronti dei fratelli Agr, presunti usurai protetti da Fragapane. Da quel momento la prassi si sarebbe diffusa, seppur con declinazioni differenti, in alcuni punti nevralgici della mafia agrigentina . Porto Empedocle e Favara: questi, secondo indiscrezioni investigative, le due centrali dove usura e mafia farebbero tuttuno, a danno di decine, forse centinaia di

malcapitati. Tra questi malcapitati ce n uno che ha voluto parlare con S, mantenendo fermo lanonimato perch troppa la paura che me la facciano pagare. Quelli hanno uomini dapertutto. Dalle indagini viene fuori un nome eccellente: quello di Gerlandino Messina, lex superlatitante empedoclino oggi rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo . Era il 2010 quando la Mobile agrigentina, coordinata dalla procura di Agrigento, sgomin unapparentemente inestricabile rete di strozzini, terrore di Porto Empedocle e dintorni. Easy Money si chiamava linchiesta e, sempre secondo fonti investigative, da l, per bocca delle vittime, venuto fuori il nome del boss empedoclino: secondo le indagini alcuni degli strozzini, per pressare i debitori, usavano il nome di Gerlandino . Vedi che mi manda lui, attento che lo diciamo a Gerlandino: terrorismo psicologico che, in pi casi, avrebbe costretto le vittime a procacciarsi i soldi per sanare il debito . In quel caso, come

confermarono gli inquirenti, i tassi di interessi arrivarono a toccare il 500%. Nellindagine finirono diversi personaggi in larga parte di Porto Empedocle - alcuni dei quali, secondo indiscrezioni, erano nelle grazie della famiglia Messina - ma anche di Agrigento, Palma di Montechiaro e San Giovanni Gemini. Gli inquirenti sono cauti nellattribuire a Messina anche la colpa dellusura, ma, a detta di fonti accreditate, pare che i portavoce degli strozzini, se non gli stessi usurai, gravitassero nellentourage dellallora latitante. Vittime del giro diversi imprenditori che operano tra Porto Empedocle, Favara e Agrigento e che avrebbero avuto bisogno di soldi per gli investimenti. L entrava in gioco il clan: il prestito e quindi la minaccia mafiosa . Condita da un elemento ambientale: l, la mafia, non ha mai usato mezze misure. Lusura, del resto, era lunica opzione. Spesso dice la vittima intervistata da S le banche non ti concedono i prestiti e per realizzare un progetto

a volte non hai scelte. Diventi succube di un sistema che si presenta come unorganizzazione legittima . C ladescamento, le buone maniere e poi tutto precipita in un tunnel nel quale anche la tua vita stessa sembra irrilevante. Arrivi a desiderare che, insieme ai tuoi beni, sia risucchiata anche la tua persona. Un meccanismo infernale. I soldi da restituire si moltiplicano a vista docchio, senza il tempo di capire. Ho vissuto al limite di continue crisi di nervi, temendo per me e per quanti mi stavano accanto . Quando entri in quel giro, i soldi non bastano mai, non possono bastare, perch le richieste e le maggiorazioni degli interessi diventano incalcolabili. C poi il desiderio di inventarsi di tutto pur di saldare il debito, ma questo, spesso non possibile. A questo poi si deve aggiungere la paura di un passo falso: la criminalit, da queste parti, non perdona . E non vero che non si spara pi: alloccorenza si continua ad ammazzare, eccome, Lusura, s, ma anche il pizzo . Anche alle vittime degli usurai, infatti, venivano presentate richieste estorsive, che si aggiungevano al peso degli interessi. Una girandola del terrore solo in parte sgominata da Easy Money e di poco allentata dopo larresto del superlatitante empedoclino . Ci sarebbero, infatti, diverse propaggini del clan, ancora attive, che tengono alte le finanze di una famiglia mafiosa, quella empedoclina, indebolitasi sia come potere economico, che come appeal criminale. Negli affari entrava lusura, ma anche altri tipi di reati. Droga, furti e intimidazioni sarebbero, in linea generale, governati da una mano invisibile, facente per capo allorganizzazione mafiosa . Questo, in termini territoriali, varrebbe tanto per Porto Empedocle, quanto per Favara e Realmonte, ma anche per una serie di realt satellite, come i quartieri di Villaseta, Cannatello e Villaggio Mos e la frazione di Montaperto . Tutto a far

Intanto Carmelo Filippazzo, coinvolto nelloperazione e scarcerato dopo aver patteggiato la condanna a due anni, ha deciso di collaborare e sta ricostruendo la mappa delle vittime
brodo per un tipo di mafia senza re n regno, ma sempre temibile e con un primato che fa riflettere. Linchiesta, intanto, va avanti. Dei dodici arrestati, nelle ultime settimane, molti sono stati scarcerati per

effetto dei patteggiamenti e dei riti abbreviati. Tra gli altri questa sorte toccata a Carmelo Filippazzo, quaranteseienne di Porto Empedocle, autista presso una societ che gestisce i rifiuti. Filippazzo ha scelto di collaborare con i pm della Procura agrigentina, facendo la mappa del giro di usura empedoclino . Per lui un patteggiamento di due anni di reclusione, risoltosi, su disposizione del gip, nella scarcerazione. Obbligo di firma invece per Roberto Melfa, dopo un patteggiamento, anche nel suo caso di due anni.
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di Maristella Panepinto

Per chi vota Cosa nostra


Dalloperazione Kamarat emerge un retroscena politico: secondo i pentiti la maa avrebbe dato sostegno elettorale a Vincenzo Milioto, Nuccio Cusumano e Peppe Reina
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ecchi intrighi che mescolano la mafia che regola i conti, che non si ferma neppure di fronte allinnocenza dei bambini, con quella altolocata, quella che incontra la politica . questa linchiesta Kamarat, che a fine maggio, ha colpito duramente la mafia della montagna agrigentina . Quattro arresti, condotti dai carabinieri della compagnia di Cammarata, agli ordini del capitano Alessandro Trovato, hanno portato in carcere i reucci della mafia montana, con in testa Angelo Longo, capo della famiglia di San Giovanni Gemini, accusato anche di avere avuto un ruolo chiave nel sequestro del piccolo Di Matteo . Con lui in manette anche Giovanni Scozzaro, u campiuni, luogotenente della famiglia di Casteltermini, Vincenzo Giovanni Scavetto, uno degli anziani del clan montanaro, e Mariano Gentile, cammaratese, ma in forze nella famiglia di Castronovo, di cui, secondo laccusa, avrebbe tenuto le redini. Fuori, ma non per questo non in allerta, altre 12 persone, finite nellindagine diretta dalla Dda di Palermo, con i pm Giuseppe Fici, Luciano Ravaglioli e laggiunto Vittorio Teresi. Una mafia che riflette lanima delle montagne: silenziosa, complessa, ben nascosta dietro tante, troppe buone intenzioni. Cammarata, San Giovanni Gemini, Casteltermini sono paesini gradevoli
Vincenzo Milioto

da vedere, lambiti solo soprapelle dai soliti affari di sangue di Cosa nostra. Luoghi per anni silenziosi, ma che, dun tratto, rivelano di avere una delle principali luogotenenze su cui pu contare Cosa Nostra . Sul conto della montagna ne hanno da dire in molti tra i pentiti storici della mafia agrigentina, nissena e palermitana. Ed proprio nei rimbalzi delle dichiarazioni - che ripercorrono storie di agguati finiti male, ossia senza morti, latitanze di boss, fino alla squallida pagina a nome Giuseppe Di Matteo - che spuntano anche i nomi di politici che contarono molto . Chiedere voti alla mafia in cambio di sostegno . La solita prassi, che non finisce mai di aggiungere nomi nuovi a un elenco gi fitto . Per chi ha votato Cosa nostra I nomi vengono ancora una volta dai verbali di Di Gati, che risponde alle domande dei pm Fici e Ravaglioli. Lex boss di Racalmuto sussurra il nome di un suo compaesano, lex parlamentare Vincenzo Milioto, e getta un ombra pesante anche su Nuccio Cusumano, gi sottosegretario al Tesoro del governo Ciampi. Altro soggetto politico dice il collaboratore di giustizia era Vincenzo Milioto, altro candidato credo sempre di Forza Italia nella medesima competizione elettorale delle nazionali dellanno 2001. Anche il Milioto voleva essere aiutato ed era candidato nel collegio elettorale che comprendeva Racalmuto e Canicatt (omissis). Milioto promise a mio fratello Benia-

Di Gati: Milioto voleva essere aiutato ed era candidato nel collegio elettorale che comprendeva Racalmuto e Canicatt. Milioto promise a mio fratello Beniamino che nel caso in cui fosse stato eletto avrebbe sicuramente dato una mano daiuto agli amici
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Giuseppe Reina

Seppi dai Longo che avrebbero garantito un numero di voti limitato a favore di Milioto, atteso che sostenevano la candidatura di Nuccio Cusumano
mino che nel caso in cui fosse stato eletto avrebbe sicuramente dato una mano daiuto agli amici. Non tutta la famiglia Di Gati, per, era daccordo: Mio fratello Roberto spiega il pentito non era molto convinto di sostenere questa candidatura. Io invece decisi di appoggiarlo perch lo conoscevamo e poteva comunque fornirci aiuti. Seppi che fu eletto . Io pertanto sostenni la candidatura di Milioto e lo raccomandai alla famiglia mafiosa di Casteltermini, allepoca capeggiata da Raffaele Faldetta. Preciso che cercai di raccomandare Milioto anche nei territori di Cammarata e San Giovanni Gemini, territori da sempre considerati centri nevralgici nelle competizioni elettorali perch c un grande bacino elettorale gestito dalla famiglia Longo e, dopo la morte di Luigi, dai cugini Tot ed Angelo Longo. Seppi dai Longo che avrebbero garantito un numero di voti limitato a favore di Milioto, atteso che sostenevano la candidatura di Nuccio Cusumano. Una vicenda sulla quale, per, chi indaga mantiene il massimo riserbo, poich, al momento, lunica voce quella del collaboratore racalmutese, elemento che, in s, potrebbe non essere sufficiente per lapertura di un capitolo di inchiesta . invece del pentito Ciro Vara lombra lanciata sulla memoria dellex deputato socialista Peppe Reina, gi sottosegretario alle Poste: Ho saputo ha detto agli investigatori - che nel 1987 Cosa Nostra ha appoggiato alle elezioni lonorevole Reina di Casteltermini, per il Partito Socialista Italiano. Un filo porta allomicidio Di Matteo Kamarat ha rispolverato tante storie, alcune delle quali sembravano ormai

Nuccio Cusumano

seppellite nella nebbia dei tempi. C un nome - ma ancora prima unaccusa - che, su tutto, ha fatto arrabbiare la comunit montana. la storia di Angelo Longo e del suo coinvolgimento a parere degli inquirenti - nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Era il 1993 quando il bambino pass per le montagne agrigentine e l trascorse lultimo Natale della sua vita. Una storia le cui firme erano gi state, in parte, individuate. Per la montagna fin in carcere Salvatore Longo, accusato di essere il carceriere del bambino.

Suo cugino Angelo, invece, rimase fuori dalle indagini. Rampollo di una famiglia mafiosa (il padre Luigi, morto qualche anno fa, fu lo storico capomandamento di Cammarata), Angelo raccolse dal padre il bastone del comando, che per anni fu condiviso proprio con il cugino Salvatore. Un duo apparentemente inossidabile, di poco incrinato, per, da unintuizione di Salvatore: Mio cugino - avrebbe dichiarato il boss, parlando con Maurizio Di Gati - scarica le responsabilit su di me e lui rimane un po defilato.

Del sostegno allesponente socialista, invece, parla Ciro Vara: Ho saputo che nel 1987 Cosa Nostra ha appoggiato alle elezioni lonorevole Reina di Casteltermini, per il Partito Socialista Italiano
Cos, effettivamente, stato, almeno per la vicenda Di Matteo, nella quale, per anni, Angelo sembr averla fatta franca. Fino a quando Luigi Putrone, un altro collaboratore di giustizia, non ha parlato della vicenda: Ricordo che Castronovo Calogero, uomo donore di Agrigento, venne a cercarmi per dirmi che, su sollecitazione di Fragapane Salvatore, avrei dovuto trovare una persona disponibile a dare una mano a Longo Angelo per alcuni giorni. Non mi specific che si trattava di dare una mano nella custodia del piccolo Di Matteo, ma io gi ne ero a conoscenza e quindi nel rivolgermi a Messina Gerlando gli dissi di mettersi a disposizione per qualche giorno per la custodia del bambino. Della presenza a Cammarata del bambino io ero stato informato da Focoso Joseph e, poi, ne avevo avuto conferma da Fragapane Salvatore. Allorario indicatomi dal Castronovo mi recai nel luogo concordato, di fronte ad un bar allingresso di Cammarata, dove trovai Longo Angelo in compagnia di unaltra persona. A distanza di una decina di giorni, e sempre con riferimento al sequestro del piccolo Di Matteo sono tornato a Cammarata, questa volta presso la masseria di Longo Angelo, dove nel frattempo era stato spostato il bambino. Ma non solo . Portai Messina da Angelo Longo prosegue Putrone - ed insieme siamo andati insieme in una casa vicino Cianciana . L giunti in una casa tutta di pietra ho lasciato Messina . Le chiavi della casa le aveva Longo, l il bambino stato tenuto per un tempo. Sul conto dei Longo emergono anche un nome e unaltra storiaccia della mafia cammaratese. linizio degli anni 90 e Costantino Lo Sardo, fratello di Girolamo, indagato nellinchiesta, scompare. Ci vuole poco per capire che si tratta di una lupara bianca, tanto pi che lauto di Lo Sardo viene ritrovata, carbonizzata, in un terreno nei pressi di Valledolmo . Per il colla-

I due politici si difendono: Mai chiesto voti alla maa


Non ho mai chiesto voti alla maa. I Di Gati sono una famiglia di Racalmuto e se costoro mi hanno o meno votato non mia conoscenza saperlo. categorico, Vincenzo Milioto, anche se un appoggio potrebbe esserci stato: Sottolineo che storicamente i Di Gati, al tempo in cui non erano ancora una famiglia di maa, erano vicini al Partito socialista dice Milioto - per cui se avevano espresso delle preferenze alla mia direzione, non me le spiego nei termini di una trattativa. Io non ho mai negoziato nulla con la maa, ho solo chiesto, pubblicamente, come logico e come lecito, che i miei cittadini mi votassero. Pi netto Nuccio Cusumano: Non conosco i Longo di Cammarata afferma e sono moralmente lontano anche solo dallidea di chiedere appoggio elettorale alla maa. E poi, nel 2001, io sono stato eletto nel collegio di Roma, allinterno della lista Margherita. Non vedo come i Longo potrebbero avermi sostenuto su Cammarata e San Giovanni Gemini, comuni che non facevano parte del collegio nel quale ero candidato. Ma. P.

boratore Ciro Vara, proprio il luogo del ritrovamento dellautomobile una delle chiavi di lettura della vicenda: Costantino Lo Sardo dice - era molto ambizioso, come ho detto era sottocapo di Cammarata, e si dava molto da fare in quel contesto criminale, nei contatti con le imprese e nelle relative messe a posto . Gestiva, pertanto, in prima persona le estorsioni a Cammarata e San Giovanni Gemini, unitamente a Luigi Longo, e questo suo carattere creava problemi alla famiglia di Cammarata . Il Costantino Lo Sardo era in ottimi rapporti con Bernardo Provenzano, e con i corleonesi in genere, ed ha favorito, negli anni 19831984, la latitanza di Ignazio Vacanti nel territorio di Cammarata . Tornando a Costantino Lo Sardo, la sua scomparsa non legata al problema relativo alle estorsioni commesse dal fratello ma ai problemi legati al suo carattere ed ai difficili rapporti con gli altri appartenenti alla famiglia di Cammarata . Mi risulta, in particolare, che venne accusato di avere rubato unimballatrice di fieno di propriet di Tot Longo, e cio di quel soggetto di cui ho ampiamente parlato poich coinvolto nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo . I Longo accusavano del furto il Lo Sardo Costantino ed un figlio di Privitera Vincenzo a nome Giuseppe; ai Longo era stato riferito, cos a me stato riferito dallo stesso Longo Tot, che limballatrice di fieno in questione era stata vista per lultima volta in orario notturno presso il sottopassaggio della ferrovia dello scalo ferroviario di Valledolmo . Dopo la scomparsa di Costantino Lo Sardo, lautovettura dello stesso venne rinvenuta bruciata proprio nel luogo ove era stata notata per lultima volta limballatrice. Di Caro ucciso per errore Collegato a Longo non solo per mafia, ma anche per parentela, Mariano Gentile. Secondo le rivelazioni dei pentiti, Gentile sarebbe il capo della famiglia mafiosa di Castronovo. Un
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C anche un nuovo accusato per il sequestro del piccolo Di Matteo: si tratta di Angelo Longo, che avrebbe anche ospitato il bambino in una masseria di sua propriet a Cammarata
comune minuscolo, ma dalla collocazione nevralgica, che lo fa diventare un trait dunion tra le province agrigentina e palermitana . Gentile, infatti, sarebbe stato il collante tra la mafia dei corleonesi e quella degli agrigentini, gi al tempo in cui al timone cera, ad Agrigento, Salvatore Fragapane. Ad avvalorare laccusa, anche le dichiarazioni di Nino Giuffr sulla morte di Nino Di Caro, ucciso dai corleonesi perch sospettato di aver fatto arrestare Salvatore Fragapane. A detta di Giuffr, Gentile a scagionare Di Caro . Ma a cose fatte. Dopo larresto del Fragapane dice Manuzza - noi palermitani indagammo e scoprimmo, cos mi rifer poi Provenzano Bernardo, che il traditore era stato il dottore Di Caro, per tale ragione poi assassinato dai corleonesi con il metodo della lupara bianca. Tempo dopo, Gentile Mario mi ha fatto intendere, in vario modo, che il dottore Di Caro era innocente del grave addebito mossogli ed era rimasto vittima di una tragedia interna. Gli uomini della mafia di Casteltermini Ma il blitz utile anche per definire lorganigramma della mafia di Casteltermini. Pieno di uomini donore vicini ai grandi capi del passato, anche recente, e fedelissimi anche nel pericoloso compito di proteggere le latitanze. In manette finito un volto noto, Giovanni Scozzaro. Impiegato presso una societ di smaltimento rifiuti di Agrigento, u Campiuni sarebbe quasi del tutto analfabeta. Titolare di un alloggio popolare alla periferia del paese, Scozzaro sarebbe stato un vicecapo-factotum. Nato a Campofranco e, secondo gli investigatori, attivo fino

Gli arrestati
1 Mariano Gentile, 2 Angelo Longo, 3 Vincenzo Giovanni Scavetto, 4 Giovanni Calogero Scozzaro

motivo si erano fatti notare in piazza mentre discutevano con altre persone. Vaccaro, in un altro interrogatorio, insiste sulla vicenda: Nessuno dei quattro conosceva lidentit della vittima, per cui avevano appuntamento con un tale Giovanni di Casteltermini che avrebbe dovuto mostrare loro il gruppo. In uno dei sopralluoghi il soggetto aveva effettivamente indicato a Fanara le vittime, ma ci nonostante le stesse non si erano presentate nel luogo ove erano attese. Dopo due sopralluoghi infruttuosi il progetto era stato abbandonato. Le posizioni degli indagati Intorno allinchiesta Kamarat aleggia un velo, quello dei dodici indagati, le cui posizioni, a giudicare dalle carte, sembrano pesanti quasi quanto quelle degli arrestati. C anche una coltre di certezze, che nei centri di provincia pi forte che altrove: i quattro erano conosciuti da tutti, in molti li temevano, in troppi li riverivano. Soggetti che, secondo le carte, avrebbe tenuto il pugno fermo su ogni sorta di appalto: da quello per il centro commerciale Edera, di Cammarata, fino ai lavori per il miglioramento di arterie stradali. E non basta, esattori del pizzo tour court, pare tenessero a testa bassa anche buona parte dei piccoli imprenditori locali, imponendo, se non un pagamento in moneta, lassunzione di parenti, amici o il saldo o addirittura il saldo in natura. Una mafia asfissiante, di quelle che tengono in pugno intere comunit, avvalendosi delle leggi del ricatto silenzioso, avvalorato dallomert a tutti i costi. questo quello che emerge sottovoce tra la gente, a Casteltermini, a Cammarata, a San Giovanni Gemini, a Castronovo. Paesi che si dovrebbero sentire liberati, ma anche, fatte poche eccezioni, non gioiscono, non sorridono, non proferiscono verbo .
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Il capitano Alessandro Trovato, che ha condotto loperazione

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Faldetta, u Campiuni c sempre stato . Anzi, a detta del pentito Giuseppe Salvatore Vaccaro, di SantAngelo Muxaro, lo stesso Scozzaro potrebbe essere stato qualcosa di pi che un semplice faccendiere a disposizione dei capi. Vaccaro parla di un progetto di triplice omicidio, che sarebbe stato architettato dai membri del clan castelterminesi, compresi Giovanni Scozzaro e Vincenzo Giovanni Scavetto . Anchegli arrestato in Kamarat. Altra vicenda relativa a miei rapporti con uomini donore di Casteltermini dice Vaccaro - relativa a un triplice tentato omicidio che avrebbe dovuto essere eseguito in quel paese se non erro intorno al 1993, allepoca in cui il Fragapane Salvatore era latitante. Ricordo di aver fatto parte del commando omicida e con me erano quel giorno Fanara Giuseppe, Focoso Joseph e Salvatore Castronovo di Agrigento . Il Licata Vincenzo di Grotte, cui ho fatto cenno pocanzi, ci aveva fornito

alla punciuta sul fronte mafioso del nisseno, dopo il matrimonio si sarebbe messo a disposizione della famiglia di Casteltermini. L i capi non mancano: c Vincenzo Di Piazza, il boss storico, e dopo di lui Raffaele Faldetta. Pastore uno, ex minatore laltro, due anziani affidabili per Cosa Nostra, finiti in manette il primo nel 1994 per avere favorito la latitanza del boss Fragapane, il secondo nel 2002, nel corso delloperazione Cupola, sono oggi liberi. Nelle carte delloperazione Kamarat si parla spesso di loro. Di Piazza e il figlio Giuseppe sono formalmente indagati (il figlio, quando il padre era in carcere, si sarebbe adoperato a fare il piccione viaggiatore, mandando messaggi e direttive). Di Faldetta, invece, i pentiti ribadiscono un ruolo di punta nelle vicende della mafia provinciale, compreso anche un piccolo ruolo nella protezione della latitanza di Fragapane. Sia nellera Di Piazza che in quella

Loperazione ha permesso di ricostruire lorganigramma di Cosa nostra a Casteltermini: accanto a Vincenzo Di Piazza e Raffaele Faldetta emerge la gura di Giovanni Scozzaro e di Vincenzo Giovanni Scavetto
le armi e lautovettura . Si trattava di eliminare soggetti che davano fastidio al Di Piazza, ma non seppi neppure allepoca come si chiamavano . Fu il Fanara a prendere accordi con quelli di Casteltermini, con il quale concord il posto preciso, nei pressi di una stalla, dove avremmo dovuto attendere le vittime predestinate per lagguato mortale. Abbiamo aspettato questi soggetti per almeno un paio dore e poich non veniva nessuno il Fanara decise di recarsi al centro del paese per chiedere spiegazioni e ricevere indicazioni dagli uomini donore di Casteltermini che avevano commissionato il triplice omicidio . Il Fanara torn indietro dove eravamo appostati senza alcuna precisa indicazione e, quindi ci siamo spostati tutti quanti al centro di Casteltermini per cercare di capire cosa dovevamo fare. Le armi, per, le abbiamo lasciate nei pressi della stalla dove eravamo appostati. In tale occasione abbiamo notato in piazza sia Di Piazza Vincenzo, sia Giovanni Campione, sia il macellaio (secondo le fonti investigative, il riferimento a Giuseppe Baiamonte, indagato nellinchiesta Kamarat, ndr), anchesso uomo donore, sia Faldetta Raffaele, sia Schiavetta (Vincenzo Giovanni Scavetto, ndr) il parente del Di Piazza intenti a conversare ciascuno con diverse persone poich intenzionati a precostituirsi un alibi. Le persone che ho appena indicato erano consapevoli che dovevamo commettere il triplice omicidio e proprio per questo

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Maa LIBRI
Nino Di Matteo

Tutti i nomi della maa


secondo Lo Verso
Raccolti in un volume i verbali del nuovo pentito . Che ha gi fatto trovare un cadavere: si tratterebbe dei resti di Andrea Cottone, fatto sparire con la lupara bianca nel 2002
della provincia palermitana. La pi vicina al capoluogo, che comprende i comuni di Ficarazzi, Bagheria e Villabate. Lo Verso fornisce una fotografia attuale degli assetti mafiosi. Le sue dichiarazioni rischiano di inguaiare personaggi gi in carcere e gente ancora libera. Come Giovanni Mezzatesta, assolto dai giudici della Corte di appello di Palermo dallaccusa di associazione mafiosa. Il settantenne ex impiegato della Cassa di Risparmio di Bagheria ed ex consigliere comunale del Pri a Ficarazzi sarebbe il leader indiscusso della cosca. A lui sarebbero finiti i soldi delle estorsioni. Poi, Lo Verso traccia il ruolo di Giovanni Trapani e Atanasio Alcamo che sulla base di una recente inchiesta erano in guerra per il potere. Ricostruisce fatti e circostanze per ogni nome che tira in ballo. E sono tanti: Pietro Lo Iacono, Giuseppe Comparetto, Pino Di Fiore, Onofrio Morreale, Nicola Mandal, Ezio Fontana, Damiano Rizzo. Boss emergenti e pezzi da Novanta di una mafia colpita al cuore dalle indagini, come Ciccio Pastoia, Nicola Eucaliptus e Tommaso Cannella. Nei verbali si parla di omicidi. Alcuni eseguiti, come quello di Andrea Cottone, inghiottito dalla lupara bianca nel 2002 a Villabate. Altri, fortunatamente, solo programmati, come quelli per eliminare il pubblico ministero Antonino Di Matteo, il deputato nazionale Giuseppe Lumia e un dentista di Ficarazzi. Lala dura di Cosa nostra, guidata da Pino Di Fiore, bagherese e cassiere della mafia, era pronta ad alzare il tiro. Erano bene armati. Solo lintervento di Provenzano, fautore della strategia della sommersione, avrebbe evitato spar-

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li restavano una manciata di mesi di carcere da scontare. In fin dei conti, forse, Stefano Lo Verso ha scelto la strada pi difficile. Quella di diventare un collaboratore di giustizia. Mafioso di Ficarazzi, fiancheggiatore di Bernardo Provenzano e oggi pentito. Finora sono una decina i verbali del neo collaboratore resi pubblici. Li abbiamo raccolti e pubblicati nella collana dei libri di S. Ne venuto fuori un viaggio nella mafia

gimenti di sangue (Non lo so, avevano lacido pronto, lo dovevano portare in campagna... le dico, forse meno male che ci sono stati questi arresti, meno male, pazzi scatenati... Avevano fatto una Stefano Lo Verso riunione addirittura per eliminare tutti pendio con i mafiosi. Oltre ai nomi di chi questi soggetti ed era stato convocato si piegato al racket, Lo Verso ricostruiBernardo Provenzano a questa riunio- sce la lunga scia di attentati intimidatone e fu lui che mise la pace e non fece ri subiti da chi osava ribellarsi. Il fuoco succedere questa guerra). spegneva ogni impeto di legalit. Una parte delle dichiarazioni tocca an- Il pentito ha detto che dietro la sua che la politica. Con senatori, deputati e scelta c la voglia, coltivata nella fede, amministratori locali fin troppo disponi- di cambiare vita. Di voltare pagina. bili con Cosa nostra (Il senatore quan- Solo il tempo ci dir se di conversiodo si deve candidare viene avvicinato ne si sia davvero trattato. Il tempo e dal signor Mezzatesta perch ci va il se- i riscontri. Il primo gi arrivato. Lo natore a casa del signor Mezzatesta e gli Verso ha fatto trovare le ossa che apdice: ti devi ritirare, non ti devi candida- parterrebbero a Cottone sepolti sotto re). Tutti, rappresentanti delle istituzio- uno strato di terra e cemento. In tanti ni e imprenditori, dovevano ubbidire al tremano nella provincia mafiosa. Luovolere dei boss. Chi si ribellava rischiava mo a cui restava una manciata di mesi grosso. E cos i commercianti pagavano di carcere da scontare uno che si il pizzo e gli onorevoli dividevano lo sti- sporcato le mani sul campo prima di

Secondo Lo Verso la maa voleva uccidere anche il senatore del Pd Giuseppe Lumia, il magistrato Nino Di Matteo e un dentista. Ma c anche un elenco sterminato di nomi
ricevere lincarico di restare vicino a Provenzano. Lo ha ospitato, accudito, accompagnato agli appuntamenti. A volte lo ha atteso fuori dalla chiesa dove il padrino si ritirava in preghiera. Si sentiva forte perch la mafia non che ragiona, perch una cosa brutta, la mafia la forza, non la ragione, perch quando succede qualcosa vince sempre la forza, non vince mai la ragione, loro unendosi fanno la forza e vincono sempre loro e anche una cosa storta la fanno diventare dritta.

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Pizzini

Chiesta

Fiancheggiatori di Provenzano scarcerati:

larchiviazione per Cimino

polemica fra giudici


Diatriba giuridica sullasse Roma-Palermo . Il caso della scarcerazione dei presunti ancheggiatori di Bernardo Provenzano - Gioacchino Badagliacca, Giampiero Pitarresi, Vincenzo Paparopoli e Vincenzo Alfano - ha generato un botta e risposta fra i giudici della Cassazione e quelli della corte dAppello di Palermo . Questultima, infatti, ha ssato in 4 anni il termine ultimo della custodia cautelare che scaduta, quindi, lo scorso 29 marzo . Ma la Suprema corte ha risposto, tramite una nota stampa, che, per lassociazione maosa con due aggravanti, la pena pu arrivare a 22 anni e mezzo e, quindi, i termini di custodia cautelare hanno un tetto di sei anni e le ordinanze sono erronee. Il presidente della corte dAppello di Palermo ha risposto che stata applicata la legge e seguita una linea dettata dalla stessa Cassazione. Nel caso specico, la scorsa prima-

Arcabascio torni in cella

Gaspare Spatuzza ci riprova: chiesta di nuovo la protezione


Gaspare Spatuzza ci riprova: i suoi legali hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per chiedere lammissione al programma di protezione riservato ai collaboratori di giustizia. Il 19 maggio, i giudici amministrativi hanno richiesto una serie di documenti per emettere la sentenza: latto di impulso della Procura nazionale antimafia, le richieste di programma provvisorio e definitivo di protezione di Spatuzza con i relativi pareri, una serie di verbali e resoconti di riunioni della Commissione antimafia. Una documentazione non sufficiente per la difesa di Spatuzza che aveva anche chiesto lastensione da ogni pronuncia da parte del sottosegretario allInterno e presidente della Commissione centrale per la definizione e lapplicazione delle speciali misure di protezione. Gi in precedenza, infatti, Spatuzza era stato bocciato e, comunque, sostengono i legali del pentito, il sottosegretario aveva espresso pubblicamente il proprio parere sulla vicenda prima della decisione della Commissione. Per i giudici, per, i tempi sono maturi per la pronuncia della sentenza che avverr in tempi brevi.

Il Riesame ribalta la decisione

Niente processo per Michele Cimino, esponente di Forza del Sud ed ex vice presidente della Regione, per suo padre Gioacchino e per il segretario Giovanni Galizia . Questa la richiesta avanzata dalla procura di Palermo nellambito dellinchiesta Family, coordinata dalla Dda, che ha gi portato alla condanna di tre dei cinque arrestati (Angelo Alaimo, otto anni; Giuseppe Arnone, otto anni e Angelo Alaimo, dieci anni). Cimino era indagato per concorso esterno in associazione maosa in quanto secondo alcuni pentiti avrebbe ricevuto voti dalle cosche maose di Porto Empedocle. Ma le loro dichiarazioni non hanno trovato alcun riscontro, per cui il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e il sostituto Fernando Asaro hanno escluso la congurabilit del concorso esterno . Il gip dovr decidere sulla richiesta della procura mentre sono gi stati rinviati a giudizio Antonino Bartolotta, ritenuto il capo della famiglia maosa, e lex sindaco di Castrolippo Salvatore Ippolito . Per loro il processo comincer il 19 settembre di fronte al tribunale di Agrigento .

vera stato rimesso in libert Gioacchino Badagliacca. Un provvedimento annullato dal Riesame che, pur condividendo i 4 anni di tetto massimo, sosteneva che andassero computati anche i periodi di sospensione per il deposito delle motivazioni delle sentenze. E la Cassazione aveva anche confermato la decisione avallando, di fatto, il giudizio sul calcolo dei termini massimi. La procura generale ha, dunque, impugnato lordinanza di scarcerazione, ottenendo dalla Cassazione che i quattro tornassero in carcere.

Maa e appalti Tre rinvii a giudizio


Ai domiciliari e poi di nuovo in cella. Alessandro Arcabascio, nito in cella a dicembre con laccusa di estorsione, nito al centro di uno scontro fra i magistrati: prima, a met aprile, era stato spostato ai domiciliari per badare alle glie, poi, allinizio di giugno, il tribunale del Riesame ha deciso che debba tornare in cella. Semplice la motivazione: alle glie possono badare la moglie di Arcabascio o al limite i nonni, tutti pensionati. La decisione non ancora esecutiva: perch lo diventi necessario che si pronunci la Cassazione, alla quale si sono appellati i legali di Arcabascio, Nino Caleca, Mario Grillo e Marcello Montalbano. Tre rinvii a giudizio, 12 riti abbreviati e due posizioni stralciate. Ha superato la fase delludienza preliminare il processo Mafia e appalti il gip Luigi Petrucci, infatti, ha rinviato a giudizio Filippo Chiazzese, Eugenio Avellino e Pietro Bordonaro, accusati a vario titolo di concorso in associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni. Per loro il processo inizier il 21 settembre. Il 13 luglio, invece, si proseguir con le udienze per i 12 imputati che hanno scelto il rito abbreviato: si tratta di Franco Bonura, Carmelo Cancemi, Francesco Gottuso, Francesco Lena, Antonino Maranzano, Vincenzo Marcian, Nino Rotolo, Francesco e Francesco Paolo Sbeglia, Fausto Seidita, Massimo Giuseppe Troia e Pietro Vaccaro. Stralciate infine le posizioni di Salvatore Sbeglia e Vincenzo Rizzacasa: il primo, infatti, ha avuto un problema di salute ed essendo le due posizioni intimamente collegate ludienza che riguarda entrambi stata rinviata.

Appalti facili sulle Madonie Concluse le indagini


Appalti facili grazie alla mafia. laccusa contestata a Gaspare e Giusy Ofria, titolari della Edilnaf, che si sarebbero aggiudicati la costruzione di un agriturismo e la realizzazione dellacquedotto a Polizzi Generosa, sulle Madonie, e la sistemazione di alcune strade provinciali grazie alle garanzie di personaggi legati a Cosa nostra. A loro, ai titolari di una ditta toscana e di altre due aziende siciliane, stato notificato lavviso di conclusione indagini. Linchiesta, condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dai pm Marcello Viola e Lia Sava, aveva portato alla scoperta di una mega truffa internazionale orchestrata da Leonardo Badalamenti, figlio del capomafia Tano, che consisteva nellapertura di linee di credito grazie a falsi titoli di Stato del Venezuela. Anche Leonardo Badalamenti destinatario dellavviso ma, dopo essere stato scarcerato dal tribunale del Riesame di Palermo, si reso irreperibile. Cos come latitante anche Midaisi Perez Flores, moglie di Giovanni Vassallo che, invece, detenuto in Francia dove ha ricevuto la notifica.

Mineo, c una nuova accusa


Settimo Trapani parla e per il deputato regionale di Forza del Sud, Franco Mineo, indagato per intestazione ttizia di beni e peculato, potrebbero essere ulteriori guai. Il pm Pierangelo Padova ha, infatti, depositato alludienza preliminare in cui si sarebbe dovuto decidere sul rinvio a giudizio del parlamentare, il verbale di interrogatorio di Trapani, presidente della Onlus Caput Mundi, che si presentato spontaneamente di fronte ai magistrati. A loro ha raccontato di essere stato vittima di un raggiro da parte di Mineo per cui avrebbe sottratto fondi alla sua associazione per dirottarli sulla Seneca a cui fa capo lesponente di Fds. Trapani ha poi aggiunto di aver ricevuto la richiesta da parte di Mineo di utilizzare i soldi della Caput Mundi per la campagna elettore delle regionali del 2006 per sostenere la candidatura di Gianfranco Miccich. Richiesta a cui Trapani si sarebbe opposto . Franco Mineo, nellinchiesta che lo vede indagato, accusato anche di aver fatto da prestanome al boss dellAcquasanta, Angelo Galatolo .

Torna in libert Salvatore Raccuglia


Salvatore Giuseppe Raccuglia, non imparentato col boss di Altofonte, ma accusato di aver favorito la sua latitanza, stato scarcerato. Il tribunale del Riesame ha accolto la tesi difensiva facendo decadere laggravante maosa. In pratica luomo ha ammesso di aver voluto aiutare Mimmo Raccuglia ma non lintera Cosa nostra. Cos i termini di custodia cautelare sono passati da un anno a tre mesi e luomo, arrestato in dicembre, uscito dal carcere.

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Indice analitico
A Adamo Giulia 49, 51 Adimina Ivana 25 Adimina Salvatore 25 Agnello Maurizio 37 Alaimo Angelo 110 Alcamo Atanasio 108 Alfano Angelino 33, 51 Alfano Antonella 87, 88, 89 Alfano Giuseppe 37 Alfano Rossana 87 Alfano Vincenzo 110 Alighieri Dante 20 Alioto Franco 54 Amato Giuliano 34 Arcabascio Alessandro 111 Aric Alessandro 51 Armao Gaetano 66 Arnone Giuseppe 110 Asaro Fernando 110 Avanti Giovanni 83, 85 Avellino Eugenio 111 B Badagliacca Gioacchino 110 Badalamenti Leonardo 110 Baiamonte Giuseppe 107 Barone Vincenzo 43 Bartolotta Antonino 110 Battisti Cesare 14 Baucina Leonardo 25 Bellavista Caltagirone Francesco 33 Benigno Amedeo 65 Berlusconi Silvio 22, 49 Bernardi Antonio 67 Bevilacqua Claudia 37 Bisconti Salvatore 28 Bonomi Roberto 30 Bonomo Mario 50 Bonura Franco 111 Bordonaro Pietro 111 Boscarino Iole 34 Brancati Vitaliano 20 Briatore Flavio 57 Brunetta Renato 63, 83 Brusca Giovanni 14 Buccafusca Girolamo 12 Bufardeci Titti 51 Buscemi Antonio 27 Buscemi Giuseppa 27 Buscemi Maria Luisa 27 C Calaciura Giuseppe 41 Caleca Nino 111 Cammarata Diego 53, 54 Campione Giovanni 107 Campione Santo 35 Cancemi Carmelo 111 Cannella Giampiero 12 Cannella Tommaso 30, 108 Cappadona Nunzio 50 Caputo Salvino 27, 28 Carbonaro Carmelo 30 Caronia Giuseppe 66 Caronia Marianna 49 Cascio Francesco 27, 28, 53 Cascio Salvatore 49 Casini Pierferdinando 49 Casisa Salvatore 58 Castello Simone 25 Castronovo Salvatore 106 Catalano Santi 49 Ceraulo Lorenzo 27 Chiazzese Filippo 111 Chinnici Caterina 10 Ciancimino Massimo 14 Ciancio Mario 33, 35 Cimino Gioacchino 110 Cimino Girolamo 27, 28 Cimino Michele 51, 110 Cimino Paolino 29 Cimino Simone 10 Cinquegrana Rita 35 Cirignotta Salvatore 36, 38 Comparetto Giuseppe 108 Contrada Bruno 16 Cordaro Toto 49 Corona Roberto 90, 91 Cottone Andrea 108 Crimi Daniela 83 Cristaudo Giovanni 51 Cristina Bartolo 67 Cuffaro Salvatore 45, 46, 47 Currenti Carmelo 51 Cusumano Nuccio 103, 104 D DAgata Vincenzo 33, 35 DAgostino Emanuele 16 DAlema Massimo 34 DAl Antonio 57, 63 DAmico Domenico 25 DAndrea Giancarlo 65, 66 DArrigo Leonardo 54, 55 Dalla Chiesa Carlo Alberto 16 Davico Alberto 87 De Luca Cateno 49 De Mauro Mauro 16 De Simone Antonino 25, 29 Dentici Salvatore 12 Di Bella Fabrizio 83 Di Caro Nino 106 Di Fiore Pino 108 Di Gati Maurizio 103, 104 Di Gati Roberto 104 Di Giovanni Ignazio 25 Di Matteo Giuseppe 103, 104, 105 Di Matteo Nino 108 Di Miceli Bernardo 83 Di Natale Renato 87, 89 Di Piazza Giuseppe 106 Di Piazza Vincenzo 106, 107 Di Sciuva Paolo 59 Di Trapani Paola 83 Dina Nino 49 Dolce Salvatore 25 E Equizzi Agostino 84 Eucaliptus Nicola 108 F Fagone Fausto 51 Faldetta Raffaele 104, 106, 107 Fanara Antonino 33, 35 Fanara Giuseppe 106, 107 Faraone Davide 27, 53, 54, 55 Favuzza Antonella 62 Ferrandelli Fabrizio 54, 55 Fici Giuseppe 103 Fidelbo Melchiorre 40, 41 Filippazzo Carmelo 101 Fini Gianfranco 50 Finocchiaro Anna 40, 41, 42 Fiorenza Dino 50 Focoso Joseph 106 Fontana Ezio 108 Fonzo Ignazio 87 Forte Giacomo 87 Forzese Marco 49 Fragapane Salvatore 100, 106 G Galatolo Angelo 111 Galizia Giovanni 110 Galluzzo Giuseppe 25, 26, 28, 29 Gari Edoardo 35 Gariffo Carmelo 27 Gennaro Giuseppe 33, 34, 35 Gentile Luigi 51 Gentile Mariano 105, 106 Gervasi Vincenzo 10 Giaconia Alberto 35 Giammarinaro Pino 60, 61, 62, 63 Gianni Pippo 50, 51 Giosu Francesco 37 Gitto Carmelo 67 Giudice Francesco 28 Giuffr Nino 106 Giuliano Boris 16 Gottuso Francesco 111 Greco Giovanni 51 Gregoraci Elisabetta 57 Grillo Mario 111 Guarrasi Vito 16 H Hahn Johannes 70 I Impastato Andrea 25, 26, 29 Impastato Francesco 25, 29 Impastato Giacomo 25, 29, 30 Impastato Luigi 25 Imperiale Salvatore 25, 26 Incardona Carmelo 51 Ippolito Salvatore 110 L La Barbera Marisa 30 La Barbera Salvatore 30 La Iannusa Ferdinando 28 La Iannusa Giuseppe 28 La Malfa Ugo 22 La Marca Benedetto 37 La Punzina Gaetano 84 Lanzalaco Salvatore 63 Lauro Salvatore 65, 67 Lena Francesco 111 Lentini Salvatore 27, 49 Leontini Innocenzo 90 Li Calsi Giuseppe 85 Licata Vincenzo 106 Lipari Pino 26

Tutti i nomi dalla A alla Z


Liuzzo Antonio30 Lo Bocchiaro Franco 67 Lo Cascio Giuseppa 25 Lo Cascio Melania 29 Lo Giudice Pio 50 Lo Iacono Pietro 108 Lo Piccolo Salvatore 25, 26, 27 Lo Sardo Costantino 105 Lo Sardo Girolamo 105 Lo Verso Stefano 108, 109 Lodato Patrizio 27, 28 Lombardo Raffaele 34, 42, 49, 51, 53, 65 Longo Angelo 103, 105 Longo Luigi 104, 105 Longo Tot 104 Lucca Antonino 37 Lumia Giuseppe 108 Lunardi Pietro 34 M Maira Rudy 49 Mancuso Fabio 90 Mancuso Mariano 100 Mandal Nicola 108 Manno Pietro 28 Manzoni Alessandro 20 Maranzano Antonino 111 Marcian Vincenzo 111 Marinese Ignazio 51 Marletta Guido 35 Marletta Vera 35 Marrocco Livio 51 Martoglio Nino 20 Melfa Roberto 101 Messina Denaro Francesco 96 Messina Denaro Matteo 95, 96, 97 Messina Gerlandino 87, 100, 105 Mezzatesta Giovanni 108, 109 Miccich Francesco 57, 58, 59 Miccich Gianfranco 28, 49, 111 Miceli Franco 27 Miceli Vincenzo 27 Milioto Vincenzo 103, 104 Mineo Franco 27, 28, 51, 111 Mogavero Domenico 57, 59 Monaco Crea Daniela 35 Moncada Silvio 84 Montalbano Marcello 111 Monti Dario 37 Morace Vittorio 67 Moratti Letizia 52 Moratti Massimo 63 Morcone Mario 52 Morreale Onofrio 108 Mulone Angelo 25 Muscar Salvo 35 Musotto Francesco 49, 51, 83 Musotto Franco Mario 27, 28 N Nani Gaetano 67 Nania Felice 67 Nicotra Raffaele 49, 51 Nistic Vittorio 16 O Obama Barack 22 Ofria Gaspare 110 Ofria Giusy 110 Orestano Pier Fausto 29 P Padova Pierangelo 111 Palermo Francesco 25 Panepinto Alba 28, 29 Panepinto Giovanni 91 Paparopoli Vincenzo 110 Parlavecchio Mario 27 Pastoia Ciccio 108 Patan Michelangelo 33 Perez Flores Midaisi 110 Pesce Massimo 35 Petrarca Francesco 20 Petrucci Luigi 111 Pirandello Luigi 20 Pitarresi Giampiero 110 Pitr Giuseppe 20 Polizzi Salvatore 28 Portobello Gaspare 27, 28 Priolo Giulia 27 Privitera Giuseppe 105 Privitera Vincenzo 105 Provenzano Bernardo 25, 26, 27, 30, 105, 106, 108, 109, 110 Provenzano Giuseppa 25 Putrone Luigi 105 R Raccuglia Domenico 110 Raccuglia Salvatore Giuseppe 110 Raspanti Francesco 30 Ravaglioli Emanuele 103 Reina Ninni 10 Reina Peppe 104 Rendo Mario 35 Ribaudo Giuseppe 84 Riina Salvatore 16 Rizzacasa Vincenzo 111 Rizzo Damiano 108 Rizzuto Daniela 30 Rizzuto Massimo 83 Romano Saverio 50 Rossella Biagio 37 Rosso di San Secondo Pier Maria 20 Rotolo Nino 111 Rotolo Salvatore 87, 89 Russo Giuseppe 16 Russo Massimo 39, 40, 41, 43 Russo Roberto 25, 27, 28, 30 Russo Rosetta 53 Rutelli Francesco 50 S Salvi Cesare 34 Salvi Giovanni 34 Sansone Salvatore 95 Santonocito Agata 34 Santonocito Nino 29 Sava Lia 110 Savatteri Gaetano 14 Savona Riccardo 27, 28, 50 Sbeglia Francesco 111 Sbeglia Francesco Paolo 111 Sbeglia Salvatore 111 Scalia Salvatore 35 Scalzo Giacomo 35 Scammacca Della Bruca Guglielmo 51 Scapagnini Umberto 35 Scavetto Vincenzo Giovanni 107 Scavone Antonio 41 Schiera Girolamo 83 Sciacca Salvatore 41 Sciacchitano Salvatore 41 Sciascia Leonardo 20, 61 Scilla Toni 51 Scimemi Nino 63 Scozzaro Giovanni 106 Seidita Carmelo 30 Serio Salvatore 83 Serra Achille 63 Sgarbi Vittorio 60, 61, 62, 63 Spampinato Mario 34 Spatuzza Gaspare 111 Speciale Francesco 83 Stancanelli Raffaele 35 T Tafuri Carolina 35 Tafuri Elvira 35 Tafuri Gaetano 34, 35 Tarantino Roberto 25 Taranto Anselmo 67 Teresi Vittorio 110 Tinebra Giovanni 33, 34 Tomasi di Lampedusa Giuseppe 20 Tomba Alberto 49 Toscani Oliviero 62 Trapani Francesco 83 Trapani Giovanni 108 Trapani Settimo 111 Travaglio Marco 22 Treppiedi Ninni 57, 59 Trio Daniela 67 Troia Mariano Tullio 30 Troia Massimo Giuseppe 111 Troia Serio 30 Trovato Alessandro 103 Turco Livia 41 Turturro Paolo 10 V Vacanti Ignazio 105 Vaccaro Giuseppe Salvatore 106, 107 Vaccaro Pietro 111 Vara Ciro 104 Vassallo Giovanni 110 Vasta Nunzio 66 Venuti Domenico 63 Verga Giovanni 20 Vernengo Antonino 25 Vicari Rosa 83 Viola Marcello 110 Vitale Vito 26 Vittorini Elio 20 W Williams Robin 22 Z Zucconi Vittorio 22

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