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N. 01722/2012 REG.RIC.

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N. 06145/2012REG.PROV.COLL. N. 01722/2012 REG.RIC. N. 03453/2012 REG.RIC.

R E P U B B L I C A

I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

Sui seguenti ricorsi riuniti sul ricorso numero di registro generale 1722 del 2012, proposto da: Fallimento Villa Pini D'Abruzzo Srl, rappresentato e difeso dall'avv. Aristide Police, con domicilio eletto presso Aristide Police in Roma, via di Villa Sacchetti N. 11;

contro
Casa di Cura Privata Dr. G. Spatocco, rappresentato e difeso dall'avv. Tommaso Marchese, con domicilio eletto presso Alfredo Placidi in Roma, via Cosseria, 2;

nei confronti di
Regione Abruzzo e Commissario ad acta attuazione Piano Rientro disavanzi Regione Abruzzo, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei

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Portoghesi, 12;

sul ricorso numero di registro generale 3453 del 2012, proposto da: Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del Settore Sanit della Regione Abruzzo, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, 12; Regione Abruzzo;

contro
Casa di Cura Privata Dr.G. Spatocco Srl, con sede in Chieti, in rappresentata e difesa dall'avv. Tommaso Marchese, con domicilio eletto presso Alfredo Placidi in Roma, via Cosseria, 2;

nei confronti di
Fallimento Villa Pini, rappresentato e difeso dall'avv. Aristide Police, con domicilio eletto presso Aristide Police in Roma, via di Villa Sacchetti N. 11;

per la riforma
quanto al ricorso n. 1722 del 2012: della sentenza del TAR Abruzzo - L'Aquila, SEZ .I n. 00074/2012, resa tra le parti, concernente ANNULLAMENTO

DELIBERAZIONE 14 luglio 2010 n. 41 CON CUI IL COMMISSARIO AD ACTA PER IL PIANO DI RIENTRO DEL SSR ABRUZZO HA DISPOSTO IL RIACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE di PSICORIABILTAZIONE del

FALLIMENTO VILLA DEI PINI DABRUZZO AMMESSE

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AALESERCIZIO PROVVISORIO quanto al ricorso n. 3453 del 2012: della sentenza del TAR Abruzzo - L'Aquila, SEZ .I n. 00074/2012, resa tra le parti, concernente ANNULLAMENTO DELIBERA 14 luglio 2010 n. 41 meglio sopra indicata . Visti i ricorsi in appello e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Abruzzo e di Commissario ad acta attuazione Piano Rientro disavanzi Regione Abruzzo e di Casa di Cura Privata Dr.G. Spatocco Srl e di Fallimento Villa Pini; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti di entrambe le cause; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 13 luglio 2012, per entrambe le cause, il Cons. Lydia Ada Orsola Spiezia e uditi per le parti gli avvocati Police, Marchese e lAvvocato dello Stato Tito Varrone ; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO 1.Con delibera del gennaio 2010 il Commissario ad acta, nominato per il Piano di Rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Abruzzo, preso atto che la societ Villa dei Pini dAbruzzo srl, titolare di oltre 30 strutture psicoriabilitative per complessivi 359 posti letto provvisoriamente accreditati nellarea chietina, non era in regole con gli obblighi contributivi e retributivi nei confronti dei

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dipendenti, ne sospendeva laccreditamento predefinitivo ai sensi dellart. 7bis legge Reg. Abruzzo n . 32/2007. Poco dopo, con sentenza 16 febbraio 2010, il Tribunale di Chieti dichiarava il fallimento della Villa Pini dAbruzzo srl, ammettendola, peraltro, allesercizio provvisorio per i tre rami dimpresa sopra indicati. Con delibera 14 luglio 2010 n. 41 il Commissario ad acta, nominato per lattuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Abruzzo ( sciogliendo la riserva formulata nella delibera n. 40/2010 di pari data) accoglieva la richiesta formulata dal curatore fallimentare e, considerata la terziet del curatore rispetto agli atti di gestione dellazienda compiuti prima del fallimento, nonch la natura di strumento conservativo del patrimonio rivestita dallesercizio provvisorio, disponeva il

riaccreditamento predefinitivo a favore delle suddette stutture psicoriabilitative, ricomprese nellesercizio provvisorio del fallimento Villa dei Pini dAbruzzo srl, assegnando alle medesime, altres il tetto di spesa per il 2010 . 1.1. Avverso la delibera di riaccreditamento la Casa di cura privata dr.G. Spatocco srl, con sede in Chieti, ha proposto ricorso al TAR Abruzzo, che con sentenza n .74/2012, respinte le eccezioni di , difetto del contraddittorio e di carenza di interesse, nel merito lo ha accolto e, per leffetto, ha annullato la delibera di riaccreditamento ; in sostanza il giudice di primo grado ha ritenuto che in capo al ramo

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di azienda ammesso allesercizio provvisorio persisteva, in sostanza, linosservanza degli obblighi retributivi e contributivi ostativi al ripristino dellaccreditamento ( in osservanza della specifica normativa regionale, art 7 bis citato) . 1.2. Con appello R G n. 1722, ritualmente notificato, il Fallimento Villa dei Pini dAbruzzo srl ha chiesto lannullamento, previa sospensione, della sentenza TAR Abruzzo : preliminarmente ha riproposto le eccezioni preliminari disattese in primo grado ( primo motivo), rappresentando, tra laltro, che la Casa di cura Abano Terme (nelle more del giudizio )aveva assunto la veste di contointeressata, in quanto in data 20 ottobre 2010 aveva stipulato con la Curatela un contratto di affitto del ramo di azienda Casa di cura Villa dei Pini e, di poi, con delibera del Commissario SSR Abruzzo 31 marzo 2011, n. 13, aveva ottenuto la voltura dellaccreditamento gi disposto a favore di Villa dei Pini; nel merito lappellante ha censurato la sentenza sotto pi profili (con due articolati motivi) in quanto, qualificando come vincolato il potere sanzionatorio previsto dallart 7 bis della legge Reg. Abruzzo n. 32/2007, da un lato, ha ritenuto che la ratio della suddetta norma sia identificabile nella tutela della par condicio tra le strutture sanitarie erogatrici di prestazioni per il SSR e, dallaltro, ha considerato transitata in capo alla curatela fallimentare la situazione ( ostativa al ripristino dellaccreditamento) di inadempienza degli obblighi gi maturata nei confronti dellazienda fallita; infine, ad avviso

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dellappellante, la pronuncia TAR non sarebbe condivisibile neanche nella parte in cui ha contestato la legittimit dellattivit del Commissario che, attraverso il richiamo alla valenza economica dello strumento dellesercizio provvisorio autorizzato nel caso di specie, avrebbe perseguito di fatto la tutela di interessi generali diversi da quello sotteso allaccreditamento, cio la garanzia della qualit delle prestazioni sanitarie a carico del SSR, consentendo la permanenza nellorganizzazione del SSR di imprese prive dei requisiti, in quanto fallite . 1.3. Si costituta in giudizio nella veste di appellata la soc. Synergo srl, con sede a Pescara, che ha preliminarmente rappresentato di avere interesse al giudizio, in quanto societ risultante dallatto di fusione per incorporazione della Casa di Cura privata Dott. G. Spatocco srl ( ricorrente in primo grado) con la Casa di Cura Pierangeli srl (con contestuale modifica della pregressa

denominazione in quella attuale), perfezionata in data 6 dicembre 2010. Con la memoria di costituzione la Synergo ha riproposto i motivi gi dedotti innanzi al TAR Abruzzo, assorbiti o non esaminati nella sentenza di primo grado, concludendo per il rigetto dellappello e la conferma integrale della sentenza impugnata; poi con successiva memoria, dopo aver chiesto che lappello sia dichiarato inammissibile per le censure che esulano dalle motivazioni poste dal Commissario a base degli atti impugnati, ha ulteriormente illustrato le censure

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formulate in primo grado avverso le delibere commissariali, le quali a suo dire-avrebbero attribuito allazienda in esercizio provvisorio un vero e proprio nuovo accreditamento in violazione de quadro normativo vigente in Abruzzo per lattuazione del Piano di Rientro dal disavanzo del SSR . Si sono costituiti in giudizio anche il Commissario ad acta per il Piano di rientro del SSR Abruzzo, la Regione Abruzzo e la Presidenza Consiglio Ministri, difesi dallAvvocatura generale dello Stato, i quali, con atto di pura forma, hanno chiesto laccoglimento dellappello e la conseguente riforma della sentenza TAR. Con ulteriori memorie difensive ciascuna delle parti ha meglio illustrato le proprie argomentazioni ed ha replicato alle avverse controdeduzioni. 1.4. Con appello R G n. 3453, ritualmente notificato, il Commissario ad acta per il Piano di Rientro del SSR Abruzzo e la Regione Abruzzo, previa necessaria riunione con lappello R G n. 1722/2012 gi pendente avverso la stessa sentenza TAR n. 74/2010, hanno chiesto anchessi la riforma della sentenza medesima, censurandola sia per il mancato accoglimento delle eccezioni di inammissibilit per difetto di legittimazione e di interesse della ricorrente sia, nel merito, per falsa applicazione dellart. 7 bis legge Reg. Abruzzo n. 32/2007, per contraddittoriet e per violazione art 7 cpa, con argomentazioni analoghe a quelle illustrate nelle difese formulate dallappellante Curatela fallimentare Villa dei Pini nel connesso giudizio meglio

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sopra indicato. Si costituito in giudizio il Fallimento Villa dei Pini che ha chiesto laccoglimento dellappello del Commissario ad acta e la riforma della sentenza TAR. Si costituita in giudizio la Synergo srl che, dapprima, ha riproposto le domande e le censure assorbite o non esaminate nella sentenza di primo grado e poi, con successiva memoria, eccepita

linammissibilit dellappello proposto dal Commissario ad acta per carenza di interesse a ricorrere a difesa della propria delibera, nel merito ha chiesto il rigetto dellappello del Commissario con argomentazioni analoghe a quelle gi esposte nel giudizio di cui allappello del Fallimento meglio indicato in epigrafe. Con ulteriori memorie ciascuna delle parti ha ampiamente contro dedotto e replicato . Alla pubblica udienza del 13 luglio 2012, uditi i difensori presenti per le parti, entrambe le cause sono passate in decisione . 2 . In diritto i due appelli in epigrafe vanno riuniti al fine di deciderli congiuntamente, ai sensi dellart 96, comma 1, c p a, essendo stati proposti entrambi avverso la sentenza TAR Abruzzo n. 74/2010. Nel merito la controversia concerne la contestata legittimit della delibera 14 luglio 2010 n. 41, con cui il Commissario ad acta per il Piano di rientro del SSR dellAbruzzo ha ripristinato, a favore del fallimento, con esercizio provvisorio, Villa dei Pini dAbruzzo s r l ,

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Chieti, laccreditamento predifinitivo delle oltre 30 strutture psicoriabilitative gestite da Villa dei Pini, gi sospeso (prima del fallimento, ai sensi della legge Reg . Abruzzo n. 32/2007 , art 7bis) a causa del mancato assolvimento degli obblighi retributivi e contributivi nei confronti dei dipendenti . Infatti, considerato che lesercizio provvisorio ha natura di strumento conservativo del patrimonio dellimpresa fallita e che la curatela ha posizione di terziet nei confronti dellattivit svolta dallimpresa prima dellapertura del fallimento, il Commissario del SSR ha ritenuto di poter sciogliere positivamente la riserva formulata nella delibera n.40/ 2010, di pari data, nellassegnare alle altre strutture private erogatrici di prestazioni riabilitative i tetti di spesa per il 2010 . Con la sentenza in epigrafe il TAR Abruzzo ha annullato la delibera commissariale di riaccreditamento sopraindicata, ritenendo che, poich persisteva in capo alla curatela linosservanza dei pregressi obblighi retributivi e contributivi nei confronti dei dipendenti, n il carattere di terziet del curatore fallimentare, n lautorizzazione allesercizio superamento provvisorio delle dellimpresa fallita al consentivano il

condizioni

ostative

riaccreditamento

predefinitivo (previste dal citato art 7bis della legge Reg. n.32/2007) . 2.1. Delineato come sopra il quadro della vicenda controversa, preliminarmente il collegio ritiene di poter prescindere dai mezzi di impugnazione dei capi della sentenza TAR, che hanno rigettato le

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eccezioni di inammissibilit e improcedibilit (tardivit del ricorso , incompletezza del contraddittorio e carenza di interesse a ricorrere) , poich entrambi gli appelli sono fondati nel merito con riferimento alle censure di erronea applicazione dellart 7 bis della legge Reg. Abruzzo n. 32/2007 e di illogicit , illustrate, quanto allappello della curatela fallimentare, nellambito del secondo motivo, al punto 7, nonch nel terzo( ed ultimo ) motivo , e, quanto allappello del Commissario ad acta (sicuramente fornito di legittimazione ed interesse ad agire, a tutela di un proprio provvedimento impugnato), nellambito dellunico articolato motivo, mentre non appaiono condivisibili le censure del ricorrente che, dichiarate assorbite o non esaminate in primo grado, sono state riproposte dallappellato ( gi ricorrente in primo grado) in questo giudizio di appello . 2.2 Invero, in primo luogo, va precisato che nel caso di specie il Commissario non ha disposto un riaccreditamento a favore della curatela in assenza dei requisiti di correntezza e regolarit retributiva e contributiva prescritt, ma, in realt, ha ritenuto che al curatore fallimentare non dovessero essere imputate le preclusioni

perfezionatesi in capo allimpresa andata in fallimento: in tali sensi va intesa la terziet cui si riferisce la delibera del Commissario, che ha attribuito il budget di competenza alle strutture psicoriabiltative della curatela fallimentare di Villa dei Pini . Infatti il curatore fallimentare, pur se subentra in tutti i rapporti attivi e passivi gi facenti capo allimpresa fallita, non configura un

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sostituto del fallito , ma un organo del fallimento che, in veste di pubblico ufficiale, ha lamministrazione del patrimonio fallimentare nellinteresse dei creditori . Pertanto, posto che la dichiarazione di fallimento costituisce una evidente cesura tra la gestione dellimpresa prima del fallimento e lattivit della curatela fallimentare, correttamente il Commissario ad acta ( nel verificare il ripristino dei requisiti necessari per laccreditamento) ha ritenuto di dover scindere la pregressa situazione di omessi versamenti imputabile allimpresa fallita da quella attuale del curatore che, ottenuto lesercizio provvisorio dal Giudice fallimentare, ha provveduto a regolarizzare i pagamenti venuti a scadenza nel corso dellesercizio provvisorio, mentre, ovviamente, la soddisfazione dei debiti pregressi, congelati nello stato passivo del fallimento, fuori della disponibilit dello stesso curatore e non pu non seguire i tempi e le modalit della liquidazione dellattivo del fallimento . Tra laltro, come ha osservato lAvvocatura Generale dello Stato (nellatto di appello del Commissario) , il Ministero del Lavoro ( vedi circolare Min . Lav. 14 giugno 2010 n. 10849) ha fato presente che il D U R C pu essere rilasciato anche ad un impresa coinvolta in procedura fallimentare in applicazione dellart.5, comma 2, del D .MIN . Lavoro 24 ottobre 2007, che considera regolare la posizione contributiva nel caso di sospensioni dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative.

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Al riguardo il Collegio reputa irrilevante la precisazione ( fatta in memoria di replica dalla societ appellata) che tale posizione del Min. Lavoro concerne la diversa situazione delle imprese soggette alle disposizioni dettate dal d. lgs . n.270/1999 per le grandi imprese in crisi, in quanto appare evidente che la ratio degli interventi a tutela delle grandi imprese in crisi , in sostanza, analoga a quella sottesa alla ammissione di un impresa insolvente al beneficio dellesercizio provvisorio allespresso fine di valorizzarne la persistente oggettiva capacit produttiva con la prospettiva di una migliore soddisfazione degli stessi creditori e di una successiva collocazione sul mercato con un nuovo assetto proprietario . N, in una moderna visione della procedura fallimentare nellattuale quadro economico e produttivo, la sentenza TAR appare condivisibile quando osserva che la curatela ha interesse alla utilizzazione del patrimonio dellimpresa fallita, e non alla conservazione del complesso aziendale: infatti agevole replicare che, in realt, se la realizzazione della maggior massa attiva possibile costituisce lobiettivo naturale minimo della procedura fallimentare , quello del recupero del complesso aziendale per il suo reinserimento nell attivit economica rappresenta il pi proficuo, anche se difficile, obiettivo della curatela, e non un interesse di natura incompatibile con la mera liquidazione dellattivo. 2.3. Inoltre la motivazione della sentenza appellata non appare condivisibile neanche quando configura come un mero effetto

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legaledel fallimento ( e non una giustificazione) limpossibilit di soddisfare i crediti contributivi della cessata struttura sanitaria fuori della fase della liquidazione dellattivo del fallimento : infatti tale effetto legale, mentre ostativo per la soddisfazione immediata dei singoli creditori, invece, nei confronti del Commissario ad acta SSR Abruzzo, acquista la funzione di spartiacque tra la gestione dellimpresa fallita e le iniziative imputabili al curatore, titolare dellesercizio provvisorio dimpresa, e, quindi, pu assumere anche il diverso valore di giustificazione del persistente inadempimento degli obblighi di natura retributiva e contributiva maturati a carico della impresa ante fallimento . 2.4. N (a differenza di quanto espone la appellata Synergo s r l, riproponendo analoga censura gi formulata in primo grado ) le delibere del Commissario sono censurabili per aver assegnato un vero e proprio accreditamento surrettizio, originalmente creato ..ad uso del curatore in palese contrasto con il divieto di riconoscere nuovi accreditamenti fino alla conclusione delle verifiche previste nel Piano di Rientro dal disavanzo: in realt il riaccreditamento predefinitivo in controversia non configura unipotesi di nuovo, non consentito, accreditamento. Infatti il curatore, avendo lamministrazione del patrimonio fallimentare , subentrato nei rapporti attivi instaurati in capo allimpresa fallita e, quindi, anche nella titolarit dellaccreditamento che, a causa della pregressa sospensione, si trovava solo in uno stato

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di temporanea inefficacia ; su tale situazione di quiescenza intervenuto il Commissario ad acta , quando , valutata la estraneit della curatela ai pregressi inadempimenti e linserimento del relativo debito nello stato passivo, con le delibere in controversia ha ripristinato in capo alla curatela il pregresso accreditamento di Villa dei Pini . N in tal guisa il Commissario avrebbe attribuito al fallimento un effetto premiante oppure valenza di sanatoria della irregolarit contributiva in cui versava la medesima, ove si consideri che lobbligo di eliminare le irregolarit , mediante linserimento nello stato passivo, risulta soltanto differito fino alla conclusione della liquidazione della massa attiva con la conseguente temporanea rimozione, a seguito di una ponderata valutazione delle oggettive potenzialit del complesso aziendale in esercizio provvisorio, degli effetti ostativi connessi alla persistenza dellinadempimento . Pertanto non si tratta di un accreditamento illegittimamente riconfermato a favore della struttura inadempiente, ma, in pratica, di un diverso regime dellonere contributivo a favore della curatela, conseguenza necessitata delle finalit del beneficio dellesercizio provvisorio, che volto a valorizzare le potenzialit produttive di alcuni complessi aziendali allo scopo di realizzare il miglior soddisfacimento dei creditori . 2.5. Infine la sentenza appellata afferma che il Commissario illegittimamente ha motivato il disposto riaccreditamento con

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riferimento allesercizio provvisorio, quale strumento conservativo del patrimonio dellimpresa: in tal guisa, ad avviso del TAR, il Commissario avrebbe illegittimamente tutelato pretesi interessi generali a mantenere sul mercato delle prestazioni sanitarie le imprese fallite, occupandosi di un interesse di competenza della curatela, e non della attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del SSR, rientrante nella propria competenza. Il ragionamento non condivisibile . Invero, in primo luogo, la stessa sentenza del Tribunale di Chieti , nel dichiarare il fallimento dellimpresa in questione in data 16 febbraio 2010, ne disponeva lesercizio provvisorio allespresso fine di tutelare, non solo linteresse dei creditori e dei dipendenti della Struttura sanitaria, ma anche linteresse generale alla conservazione dei servizi sanitari attualmente erogati dalla societ. Inoltre, ad avviso del Collegio, appare evidente che la valutazione dellinteresse alla conservazione dellofferta sanitaria, non solo rientra nella competenza del Commissario ad acta, ma, nel caso di specie, risulta chiaramente speculare alla considerazione che lesercizio provvisorio, avendo natura di strumento conservativo del patrimonio dellimpresa, consente di non interrompere lattivit assistenziale gi erogata dalla struttura in questione . In tal guisa, infatti, il Commissario ha perseguito il duplice obiettivo, da un lato, di non disperdere improvvidamente, nellattuale situazione di crisi economica ed occupazionale, il complesso di beni

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aziendali, al cui recupero aveva rapidamente mostrato fattivo interesse la Casa di cura Abano Terme ( che, preso in affitto il complesso di beni, ha richiamato dalla Cassa integrazione oltre 500 ex dipendenti di Villa dei Pini), e, dallaltro, di mantenere in esercizio una struttura sanitaria che risultava ancora idonea a soddisfare linteresse generale alla erogazione di prestazioni sanitarie efficienti ed appropriate nellambito del SSR , visto che la pregressa sospensione dellaccreditamento predefinitivo era stata disposta dallo stesso Commissario non per la carenza dei requisiti tecnici ed organizzativi, ma espressamente a causa della inadempienza della Casa di cura agli obblighi retributivi e contributivi nei confronti dei propri dipendenti . Inoltre sulle valutazioni del Commissario, sotto il profilo di garantire una adeguata offerta di prestazioni, non poteva non incidere la consapevolezza della intervenuta revoca, in quel periodo,

dellaccreditamento di altre strutture psicoriabilitative operanti nella stessa area ( vedi delibera comm . n.41/2010) . Infine utile rappresentare che la scelta dellobiettivo di valorizzare il patrimonio aziendale, al fine di un possibile recupero della iniziale insolvenza di unimpresa in regime di curatela fallimentare, stata codificata recentemente con la introduzione nella legge fallimentare del 1942 dellart. 186 bis, che consente allimpresa ammessa al concordato preventivo la continuazione dei contratti con la P. A. e la partecipazione a gare ad evidenza pubblica .

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3. Per le esposte considerazioni, quindi, il Collegio, illustrata linfondatezza delle censure che, dedotte ed assorbite in primo grado, sono state riproposte dallappellato innanzi a questo Consiglio, ritiene meritevoli di accoglimento lappello della Curatela

fallimentare, quanto al secondo (in parte qua) ed al terzo motivo, nonch lappello del Commissario ad acta nei sensi esposti. 3.1. In conclusione, quindi, previa riunione dei due appelli in epigrafe, respinta leccezione di inammissibilit dellappello proposto dal Commissario ad acta e prescindendo per economia di mezzi dai profili di inammissibilit eccepiti nei confronti del ricorso proposto innanzi al TAR, gli appelli medesimi vanno accolti nel merito nei sensi illustrati e, per leffetto, in riforma della sentenza TAR Abruzzo in epigrafe, va respinto il ricorso proposto in primo grado per lannullamento della deliberazione 14 luglio 2010 n .41, adottata dal Commissario ad acta per il Piano di rientro del SSR Abruzzo per il riaccreditamento a favore della Curatela fallimentare con riguardo alle strutture di Villa dei Pini ammesse allesercizio provvisorio per le prestazioni psicoriabilitative. Sussistono, comunque, per entrambe le cause giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di lite, per lintero giudizio, in considerazione della peculiarit della controversia . P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), previa riunione degli appelli in epigrafe, li accoglie nei sensi di cui in

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motivazione e per leffetto, in riforma della sentenza appellata, respinge il ricorso proposto innanzi al TAR avverso la deliberazione del Commissario ad acta per il Piano di Rientro del SSR della Regione Abruzzo 14 luglio 2010 n. 41. Spese di lite compensate tra le parti per entrambi i gradi di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa. Cos deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 luglio 2012 con l'intervento dei magistrati: Alessandro Botto, Presidente FF Vittorio Stelo, Consigliere Roberto Capuzzi, Consigliere Lydia Ada Orsola Spiezia, Consigliere, Estensore Alessandro Palanza, Consigliere

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 30/11/2012 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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