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Trapezisti, tra pezzi e pazzie

ATTO I Scena I: Nella scatola Negli ambienti di un teatro diroccato, oggetti sparsi dappertutto; sullo sfondo voci di strada che raccontano storie, persone indaffarate che trasportano scatoloni e parlottano fra loro. Un rumore attrae l'attenzione di alcuni di questi.

RAGAZZO: (rialzandosi da terra) Scusate... REGISTA: (si avvicina) Ehil, benvenuto! RAGAZZO: Mi dispiace, eh! Non volevo disturbare: che ho visto una scatola aperta... e mi ci sono dovuto tuffare dentro! (si spolvera e rassetta nervosamente) REGISTA: Ormai che sei qui, vuoi darci una mano? RAGAZZO: Be', s, sinceramente non credo d'esser capace a far... cos' che fate? (guardandosi intorno) REGISTA: Ma guarda, semplice: l impastano e sfornano risate, l in alto, li vedi quei due? Loro sollevano i morali... RAGAZZO: (tra s) Okay, allora: risate, morali... REGISTA: Laggi, unisciti a quelli se ti va: Speranza! Femminilit! SPERANZA e FEMMINILIT: (insieme, emergendo dall'andirivieni) Eh, dicci! REGISTA: (a RAGAZZO) Sono le nostre rianimatrici d'arte e bellezza. RAGAZZO: (illuminandosi) Sarebbe proprio quello che mi serve... REGISTA: (a loro) Vi sto mandando questo ragazzo... REGISTA: (a RAGAZZO) Com' che ti chiami? RAGAZZO: Ragazzo, mi chiamo Ragazzo. (titubante) Ma, dicevo prima, quanto a offrire non saprei se... REGISTA: (si congeda con una pacca sulla spalla) Allora andata! REGISTA: (a tutti) Buon lavoro! FEMMINILIT: Vieni, vieni, che in questo posto c' un gran lavoro da fare... RAGAZZO: Ma lei, Speranza, normale che si veda e a tratti non pi? FEMMINILIT: Oh, suvvia, bello mio: ora non facciamoci troppe domande! Mica ti ho chiesto perch hai cicatrici e segni di sutura dalle spalle alle braccia!

RAGAZZO: (toccandosi il busto) Ah, eh, s, infatti. Niente domande... RAGAZZO: (tra s) Ma pure lei, Speranza! Sar forse che anche lei, come me...?

Scena II: A spasso Parco di divertimenti, una ruota dal raggio amplissimo va lenta in orizzontale. Nessun altro attorno, tranne il proprietario al botteghino pi in l.

SPERANZA: cos gli altri son tutti andati via, tornati a casa... RAGAZZO: (fra s) Han scordato la parte migliore della troupe! SPERANZA: Come? RAGAZZO: No, dicevo: tu non vuoi tornare o non avevi casa a cui far ritorno? SPERANZA: Un po' tutt'e due... (rabbuiandosi) RAGAZZO: Sei salita mai sulla Ruota Panoramica Equatoriale? Si chiama cos perch alcuni dicono di essere ritornati da Est, partendo da Ovest. Tipo Cristoforo! SPERANZA: (ride, perplessa) RAGAZZO: ... andiamo! (afferrandola per mano) SPERANZA: Ma ci vorr un sacco di tempo, no? (si spostano verso il botteghino) PROPRIETARIO: (accogliendo i due che arrivano) In due si paga mezzo biglietto, ed il tempo raddoppia! RAGAZZO: Sentito? Saliamo su questa, sta per passare di qua... (sorridendo entusiasta) SPERANZA: Caspita, per bello da qui: il mare... RAGAZZO: L'azzurro... viene voglia di tuffarsi! (guardandole gli occhi) SPERANZA: Ed ora? Andiamo verso i monti? RAGAZZO: Non so, sai? la prima volta che lo prendo. Ma dimmi una cosa, fai da molto la rianimatrice? SPERANZA: S, no, be', avevo fatto qualcosa prima... (incerta) RAGAZZO: Fammi indovinare: trapezista? SPERANZA: Ma come...? (sposta l'attenzione sul paesaggio) Guarda che stelle! E che nuvole! RAGAZZO: Gi, nuvoloni di pensieri intorno a due bellissime stelle... (tra s, ammirando nascostamente il suo volto) SPERANZA: S, comunque, l'ho fatto per un po', ci ho provato. Hai riconosciuto le cicatrici? RAGAZZO: Esatto: credevo non ce ne fossero pi, sai? Trapezisti alla vecchia maniera... (sorride arrossendo) SPERANZA: Ma di! No! Quindi anche tu!

RAGAZZO: Eh, s, lo so che non sembra, ma... anzi, sai che facciamo? Avvicinati che proviamo... (va verso di lei) SPERANZA: Qui? (avvicinandosi) RAGAZZO: Quale tendone pi maestoso del cielo stellato? SPERANZA: Ma sotto... (sussurrato) RAGAZZO: Sotto non c'importa, non c' mai importato: siamo trapezisti o no?

Scena III: In circus Dentro un tendone da circo, di tanto in tanto degli applausi stanchi, rulli di tamburi interrotti e fischi. Pendono due trapezi, a testa in gi dondola Ragazzo. Sotto una rete vistosamente bucata.

RAGAZZO: ...per, a ripensarci... che volo! Che volo incantevole che stato! (distraendosi perde l'equilibrio, riappendendosi poi con una mano) Ed adesso posso riprovare quanto voglio, ma quel numero fatto... fatto per noi... PROPRIETARIO: (voce da fuori) Ehi! Qui si dovr chiudere prima o poi, sai? RAGAZZO: S, s... Anzi no, perch? Non si chiudono i tendoni quando ospitano spettacoli! PROPRIETARIO: (voce stanca, logora) Non ne facciamo pi spettacoli: non c' n pubblico n compagnia. Solo fantasmi che ogni tanto nostalgici ritornano... RAGAZZO: Non ci credo, lei torner. Non siamo fantasmi, ci si pu toccare! Ci possiamo toccare, anche se non abbiamo peso. Quando voliamo non abbiamo peso, anche se prima di spiccarlo siamo pesantissimi, stracarichi, oberati. Ma poi siamo l'uno all'altro come piume, e le spalle reggono. Reggeranno fino alla fine... (accenna deciso un tuffo, stende le braccia, ma la traiettoria s'interrompe a mezz'aria, casca) PROPRIETARIO: (preoccupato) Cos' stato? Non starai ancora provando quel numero? Sei un incosciente, ragazzo mio! Perch lo fai, sapendo che va eseguito in due? Finirai per morirci, di queste tue acrobazie... RAGAZZO: (tra s, rialzandosi e guardando in alto al trapezio vuoto) Siamo trapezisti, nonostante tutto, e lo saremo sempre. Ma tu non ti butti pi, ti butti solo gi. Ed io resto a ciondolare, qui, proprio tra il vuoto delle tue braccia e quello sopra la mia testa; ed il baratro senza rete del mio cuore. (in un crescendo) In fondo che differenza ci sia non so: le follie sono acrobazie in frantumi, e la bellezza del tutto sarebbe troppo grande da ammirare, cos ce la viviamo circo-scritti. Non lo sapete o forse - ossa codarde! - lo ignorate, ma siamo un po' tutti trapezisti, tra pezzi e pazzie!