Sei sulla pagina 1di 190

2_PERIODO_RIF

VITA NOMINALE

1 2 3

TIPI DI COSTRUZIONE Opere provvisorie Opere provvisionali - Strutture in fase costruttiva1 Opere ordinarie, ponti, opere infrastrutturali e dighe di dimensioni contenute o di importanza normale Grandi opere, ponti, opere infrastrutturali e dighe di grandi dimensioni o di importanza strategica Tabella 2.4.I Vita nominale VN per diversi tipi di opere Le verifiche sismiche di opere provvisorie o strutture in fase costruttiva possono omettersi quando le relative durate previste in progetto siano inferiori a 2 anni

CLASSI DUSO Classe I


Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli. Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per lambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attivit non pericolose per lambiente. Ponti, opere infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in Classe duso III o in Classe duso IV, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergenza. Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti. Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attivit pericolose Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attivit pericolose per lambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in Classe duso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro eventuale collasso. Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamit. Industrie con attivit particolarmente pericolose per lambiente. Reti viarie di tipo A o B, di cui al D.M. 5 novembre 2001, n.6792, Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade, e di tipo C quando appartenenti ad itinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non altres serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza critica per il mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente dopo un evento sismico. Dighe connesse al funzionamento di acquedotti e a impianti di produzione di energia elettrica.

Classe II

Classe III

Classe IV

COEFFICIENTE D'USO
CLASSE DUSO COEFFICIENTE CU I 0.7 II 1 III 1.5 IV 2

Tab. 2.4.II Valori del coefficiente duso CU Se VR 35 anni si pone comunque VR = 35 anni. PERIODO DI RIFERIMENTO PER LAZIONE SISMICA

Pagina 1

2_PERIODO_RIF
CELLE DI CONTROLLO 2

Vita Nominale VN (in anni) 10 50 100

no omettersi quando le relative

CELLE DI CONTROLLO

COEFFICIENTE CU

gricoli. nuti pericolosi per lambiente ivit non pericolose per n Classe duso III o in Classe ni di emergenza. Dighe il cui

0.7

con attivit pericolose con attivit pericolose per o IV. Ponti e reti ferroviarie la ti per le conseguenze di un 1.5

he con riferimento alla n attivit particolarmente 5 novembre 2001, n.6792, , e di tipo C quando ncia non altres serviti da per il mantenimento delle vie he connesse al ia elettrica.

Circolare Pagina 2

2_PERIODO_RIF

Pagina 3

2_PERIODO_RIF
CLASSE DUSO VITA NOMINALE VITA NOMINALE ADOTTATA COEFFICIENTE D'USO PERIODO DI RIFERIMENTO 50 msoxl:=INDEX(B15:I18,K14,8)

anni VR msoxl:=PRODUCT(E32:E33)

Pagina 4

2_PERIODO_RIF Leffettiva durata della costruzione non valutabile in sede progettuale, venendo a dipendere da eventi futuri fuori dal controllo del progettista. Di fatto, la grande maggioranza delle costruzioni ha avuto ed ha, anche attraverso successivi interventi di ripristino manutentivo, una durata effettiva molto maggiore della vita nominale quantificata nelle NTC.

Pagina 5

2_PERIODO_RIF

enendo a dipendere da nza delle costruzioni ha o, una durata effettiva

Pagina 6

2_COMBINAZIONI - Combinazione fondamentale, generalmente impiegata per gli stati limite ultimi (SLU):

G1G1 + G2G2 + PP + Q1Qk1 + Q202Qk2 + Q303Qk3 + (2.5.1) G1 + G2 + P + Qk1 + 02Qk2 + 03Qk3+ (2.5.2)

- Combinazione caratteristica (rara), generalmente impiegata per gli stati limite di esercizio (SLE) irreversibili, da utilizzarsi nelle verifiche alle tensioni ammissibili di cui al 2.7: - Combinazione frequente, generalmente impiegata per gli stati limite di esercizio (SLE) reversibili:

G1 + G2 +P+ 11Qk1 + 22Qk2 + 23Qk3 + (2.5.3)


- Combinazione quasi permanente (SLE), generalmente impiegata per gli effetti a lungo termine:

G1 + G2 + P + 21Qk1 + 22Qk2 + 23Qk3 + (2.5.4)


- Combinazione sismica, impiegata per gli stati limite ultimi e di esercizio connessi allazione sismica E (v. 3.2)

E + G1 + G2 + P + 21Qk1 + 22Qk2 + (2.5.5)


- Combinazione eccezionale, impiegata per gli stati limite ultimi connessi alle azioni eccezionali di progetto Ad (v. 3.6):

G1 + G2 + P + Ad + 21 Qk1 + 22 Qk2 + ... (2.5.6)

Nelle combinazioni per SLE, si intende che vengono omessi i carichi Qkj che danno un contributo favorevole ai fini delle verifiche e, se del caso, i carichi G2.
Categoria/Azione variabile Categoria A Ambienti ad uso residenziale Categoria B Uffici Categoria C Ambienti suscettibili di affollamento Categoria D Ambienti ad uso commerciale Categoria E Biblioteche, archivi, magazzini e ambienti ad uso industriale Categoria F Rimesse e parcheggi (per autoveicoli di peso 30 kN) Categoria G Rimesse e parcheggi (per autoveicoli di peso > 30 kN) Categoria H Coperture Vento Neve (a quota 1000 m s.l.m.) Neve (a quota > 1000 m s.l.m.) Variazioni termiche Tabella 2.5.I Valori dei coefficienti di combinazione 0j 0.7 0.7 0.7 0.7 1 0.7 0.7 0.6 0.5 0.7 0.6 1j 0.5 0.5 0.7 0.7 0.9 0.7 0.5 0.2 0.2 0.5 0.5 2j 0.3 0.3 0.6 0.6 0.8 0.6 0.3

0.2

Categoria 0j 1j 2j

1 0.9 0.8

Tabella 2.6.I Coefficienti parziali per le azioni o per leffetto delle azioni nelle verifiche SLU Coefficiente EQU A1 STR A2 GEO

Pagina 7

2_COMBINAZIONI

CELLE DI CONTROLLO 5 Categoria E Biblioteche, archivi, magazzini e ambienti ad uso industriale

Circolare Lo stato limite di equilibrio, EQU, considera la struttura, il terreno o linsieme terreno-struttura come corpi rigidi. Questo stato limite da prendersi a riferimento, ad esempio, per le verifiche Pagina 8

2_COMBINAZIONI

o linsieme terreno-struttura o, ad esempio, per le verifiche Pagina 9

2_COMBINAZIONI Carichi permanenti favorevoli 0.9 1 1 G1 sfavorevoli 1.1 1.3 1 Carichi permanenti non strutturali(1) favorevoli G2 sfavorevoli 1.5 1.5 1.3 Carichi variabili favorevoli Qi sfavorevoli 1.5 1.5 1.3 (1)Nel caso in cui i carichi permanenti non strutturali (ad es. carichi permanenti portati) siano compiutamente definiti si potranno adottare per essi gli stessi coefficienti validi per le azioni permanenti. 2.6.2 STATI LIMITE DI ESERCIZIO Le verifiche agli stati limite di esercizio riguardano le voci riportate al 2.2.2. Nel Cap. 4, per le condizioni non sismiche, e nel Cap. 7, per le condizioni sismiche, sono date specifiche indicazioni sulle verifiche in questione, con riferimento ai diversi materiali strutturali.

2.7 VERIFICHE ALLE TENSIONI AMMISSIBILI Relativamente ai metodi di calcolo, d'obbligo il Metodo agli stati limite di cui al 2.6. Per le costruzioni di tipo 1 e 2 e Classe duso I e II, limitatamente a siti ricadenti in Zona 4, ammesso il Metodo di verifica alle tensioni ammissibili. Per tali verifiche si deve fare riferimento alle norme tecniche di cui al D.M. LL. PP. 14.02.92, per le strutture in calcestruzzo e in acciaio, al D.M. LL. PP. 20.11.87, per le strutture in muratura e al D.M. LL. PP. 11.03.88 per le opere e i sistemi geotecnici. Le norme dette si debbono in tal caso applicare integralmente, salvo per i materiali e i prodotti, le azioni e il collaudo statico, per i quali valgono le prescrizioni riportate nelle presenti norme tecniche. Le azioni sismiche debbono essere valutate assumendo pari a 5 il grado di sismicit S, quale definito al B. 4 del D.M. LL. PP. 16.01.1996, ed assumendo le modalit costruttive e di calcolo di cui al D.M. LL. PP. citato, nonch alla Circ. LL. PP. 10.04.97, n. 65/AA.GG. e relativi allegati.

Pagina 10

2_COMBINAZIONI del ribaltamento dei muri di sostegno. Lo stato limite di resistenza della struttura, STR, che riguarda anche gli elementi di fondazione e di sostegno del terreno, da prendersi a riferimento per tutti i dimensionamenti strutturali. casi in cui le azioni sulle strutture siano esercitate dal terreno, si deve far riferimento ai valori caratteristici dei parametri geotecnici. Lo stato limite di resistenza del terreno, GEO, deve essere preso a riferimento per il

dimensionamento geotecnico delle opere di fondazione e di sostegno e, pi in generale, d strutture che interagiscono direttamente con il terreno, oltre che per le verifiche di stabilit globale dellinsieme terreno-struttura. Nel Cap. 6 delle NTC (Progettazione geotecnica), sono anche considerati gli stati limite ultimi di

tipo idraulico, che riguardano la perdita dequilibrio della struttura o del terreno dovuta alla sottospinta dellacqua (UPL) o lerosione e il sifonamento del terreno dovuto ai gradienti idraulici (HYD). NellApproccio progettuale 1 si considerano due diverse combinazioni di gruppi di coefficienti d sicurezza parziali, riguardanti le azioni, la resistenza dei materiali e la resistenza complessiva del sistema. Nella Combinazione 1 si fa riferimento ai coefficienti parziali del gruppo A1 della Tabell 2.6.I delle NTC e ai coefficienti parziali dei materiali e delle resistenze di natura geotecnica indicat nel citato Cap. 6. Nella Combinazione 2 si fa riferimento ai coefficienti parziali del gruppo A2 del Tabella 2.6.I delle NTC e ai coefficienti parziali dei materiali e delle resistenze di natura geotecnica indicati nel citato Cap. 6 per tale Combinazione. La Combinazione 1 generalmente condizionante il dimensionamento strutturale, men Combinazione 2 generalmente condizionante il dimensionamento geotecnico. NellApproccio progettuale 2 si considera ununica combinazione di gruppi di coefficienti parzia e, per le azioni, si fa riferimento ai coefficienti del gruppo A1. Per i materiali e le resistenze di natura geotecnica, si deve fare riferimento ai coefficienti parziali indicati allo scopo nel Cap. 6. Circolare Fanno dunque eccezione allimposizione citata le costruzioni di tipo 1 (VN 10 anni) e tipo 2 (50 anni VN <100 anni) e Classe duso I e II, purch localizzate in siti ricadenti in Zona 4; per esse ammesso il metodo di verifica alle tensioni ammissibili, da applicare utilizzando i riferimenti normativi riportati nelle NTC.

Pagina 11

2_COMBINAZIONI

che gli elementi di fondazione e dimensionamenti strutturali. Nei deve far riferimento ai valori

a riferimento per il

di sostegno e, pi in generale, delle per le verifiche di stabilit

siderati gli stati limite ultimi di

a o del terreno dovuta alla eno dovuto ai gradienti idraulici

inazioni di gruppi di coefficienti di i e la resistenza complessiva del arziali del gruppo A1 della Tabella enze di natura geotecnica indicati ficienti parziali del gruppo A2 della le resistenze di natura geotecnica

nsionamento strutturale, mentre la onamento geotecnico. one di gruppi di coefficienti parziali i materiali e le resistenze di indicati allo scopo nel Cap. 6.

po 1 (VN 10 anni) e tipo 2 (50 ti ricadenti in Zona 4; per esse are utilizzando i riferimenti

Pagina 12

2_COMBINAZIONI

COMBINAZIONE DELLAZIONE SISMICA CON LE ALTRE AZIONI (3.2.16) Gli effetti dell'azione sismica saranno valutati tenendo conto delle masse associate ai seguenti carichi gravitazionali:
kj

G1 + G 2 + P + E + 2 j Q j

. (3.2.17) I valori dei coefficienti 2 j sono riportati nella Tabella 2.5.I Nel caso dei ponti, nelle espressioni
kj

G1 + G 2 + 2 j Q j

Pagina 13

2_COMBINAZIONI

Pagina 14

2_COMBINAZIONI

Pagina 15

3_AZIONI Tabella 3.1.I - Pesi dell unit di volume dei principali materiali strutturali

MATERIALI PESO UNIT DI VOLUME [kN/m3] Calcestruzzi cementizi e malte Calcestruzzo ordinario 24 Calcestruzzo armato (e/o precompresso) 25 Calcestruzzi leggeri: da determinarsi caso per caso 14,0 20,0 Calcestruzzi pesanti: da determinarsi caso per caso 28,0 50,0 Malta di calce 18 Malta di cemento 21 Calce in polvere 10 Cemento in polvere 14 Sabbia 17 Metalli e leghe Acciaio 78.5 Ghisa 72.5 Alluminio 27 Materiale lapideo Tufo vulcanico 17 Calcare compatto 26 Calcare tenero 22 Gesso 13 Granito 27 Laterizio (pieno) 18 Legnami Conifere e pioppo 4,0 6,0 Latifoglie (escluso pioppo) 6,0 8,0 Sostanze varie Acqua dolce (chiara) 9.81 Acqua di mare (chiara) 10.1 Carta 10 Vetro 25 Per materiali non compresi nella tabella si potr far riferimento a specifiche indagini sperimentali o a normative di comprovata validit assumendo i valori nominali come valori caratteristici.

Tabella 3.1.II Valori dei carichi desercizio per le diverse categorie di edifici qk [kN/m2] Qk Hk [kN] [kN/m]

Cat. Ambienti

Pagina 16

3_AZIONI

CELLE DI CONTROLLO 6

Cat. C3 Ambienti privi di ostacoli per il libero movimento delle persone, quali musei, sale per esposizioni, stazioni ferroviarie, sale da ballo, palestre, trib

Pagina 17

3_AZIONI

oni, stazioni ferroviarie, sale da ballo, palestre, tribune libere, edifici per eventi pubblici, sale da concerto, palazzetti per lo sport e relative tribune

Pagina 18

3_AZIONI

Pagina 19

3_AZIONI

Pagina 20

3_AZIONI

Pagina 21

3_AZIONI

Pagina 22

3_AZIONI

Pagina 23

3_AZIONI

Pagina 24

3_AZIONI

Pagina 25

3_AZIONI

Pagina 26

3_AZIONI

Pagina 27

3_AZIONI

Pagina 28

3_AZIONI

Pagina 29

3_AZIONI

Pagina 30

3_AZIONI

Pagina 31

3_AZIONI

Pagina 32

3_AZIONI

Pagina 33

3_AZIONI

Pagina 34

3_AZIONI

Pagina 35

3_AZIONI

Pagina 36

3_AZIONI

Pagina 37

3_AZIONI

Pagina 38

3_AZIONI

Pagina 39

3_AZIONI

Pagina 40

3_AZIONI

Pagina 41

3_AZIONI

Pagina 42

3_AZIONI

Pagina 43

3_AZIONI

Pagina 44

3_AZIONI

Pagina 45

3_AZIONI

Cat. B2 Uffici aperti al pubblico

Pagina 46

3_AZIONI

i aperti al pubblico

Pagina 47

3_AZIONI A Ambienti ad uso residenziale.

B C

F-G

Cat A Sono compresi in questa categoria i locali di abitazione e relativi servizi, gli alberghi. (ad esclusione delle aree suscettibili di affollamento) 2 2 1 Uffici. Cat. B1 Uffici non aperti al pubblico 2 2 1 Cat. B2 Uffici aperti al pubblico 3 2 1 Ambienti suscettibili di Cat. C1 Ospedali, ristoranti, caff, banche, 3 2 scuole 1 affollamento Cat. C2 Balconi, ballatoi e scale comuni, sale convegni, cinema, teatri, chiese, tribune con posti fissi 4 4 2 Cat. C3 Ambienti privi di ostacoli per il libero movimento delle persone, quali musei, sale per esposizioni, stazioni ferroviarie, sale da ballo, palestre, tribune libere, edifici per eventi pubblici, sale da concerto, palazzetti per lo sport e relative tribune 5 5 3 Ambienti ad uso commerciale. Cat. D1 Negozi 4 4 2 Cat. D2 Centri commerciali, mercati, grandi magazzini, librerie 5 5 2 Biblioteche, archivi, magazzini Cat. E1 Biblioteche, archivi, magazzini, 6,00 6 1,00* e ambienti ad uso industriale. depositi, laboratori manifatturieri Cat. E2 Ambienti ad uso industriale, da valutarsi caso per caso Cat. F Rimesse e parcheggi per il transito di Rimesse e parcheggi. automezzi di peso a pieno carico fino a 30 kN 2.5 2 x 10,001,00** Cat. G Rimesse e parcheggi per transito di automezzi di peso a pieno carico superiore a 30 kN: da valutarsi caso per caso Cat. H1 Coperture e sottotetti accessibili per Coperture e sottotetti 0.5 1.2 1 sola manutenzione Cat. H2 Coperture praticabili secondo categoria categoria categoria di apparte secondo di appartenenza secondo di appartenenza Cat. H3 Coperture speciali (impianti, eliporti, altri) da valutarsi caso per caso

* non comprende le azioni orizzontali eventualmente esercitate dai materiali immagazzinati ** per i soli parapetti o partizioni nelle zone pedonali. Le azioni sulle barriere esercitate dagli automezzi dovranno essere valutate caso per I valori nominali e/o caratteristici qk, Qk ed Hk sono riportati nella Tab. 3.1.II. Tali valori sono comprensivi degli effetti dinamici ordinari, purch non vi sia rischio di risonanza delle strutture. I carichi verticali concentrati Qk formano oggetto di verifiche locali distinte e non vanno sovrapposti ai corrispondenti carichi verticali ripartiti; essi devono essere applicati su impronte di carico appropriate allutilizzo ed alla forma dellorizzontamento; in assenza di precise indicazioni pu essere considerata una forma dellimpronta di carico quadrata pari a 50 x 50 mm, salvo che per le rimesse ed i parcheggi, per i quali i carichi si applicano su due impronte di 200 x 200 mm, distanti assialmente di 1,80 m. I valori riportati nella Tab. 3.1.II sono riferiti a condizioni di uso corrente delle rispettive categorie. Altri regolamenti potranno imporre valori superiori, in relazione ad esigenze specifiche. In presenza di carichi atipici (quali macchinari, serbatoi, depositi interni, impianti, ecc.) le intensit devono essere valutate caso per caso, in funzione dei massimi prevedibili: tali valori dovranno essere indicati esplicitamente nelle documentazioni di progetto e di collaudo statico.

Pagina 48

3_AZIONI

Circolare Si evidenzia lintroduzione di una categoria specifica per i Centri commerciali, i Grandi magazzini, etc.

secondo categoria di appartenenza

dovranno essere valutate caso per caso

Pagina 49

3_AZIONI

commerciali, i Grandi magazzini,

Pagina 50

3_AZIONI

Pagina 51

3_AZIONI

Pagina 52

3_AZIONI

Pagina 53

3_AZIONI

Pagina 54

3_AZIONI

Pagina 55

3_AZIONI

Pagina 56

3_AZIONI

Pagina 57

3_AZIONI

Pagina 58

3_AZIONI

Pagina 59

3_AZIONI

Pagina 60

3_AZIONI

Pagina 61

3_AZIONI

Pagina 62

3_AZIONI

Pagina 63

3_AZIONI

Pagina 64

3_AZIONI

Pagina 65

3_AZIONI

Pagina 66

3_AZIONI

Pagina 67

3_AZIONI

Pagina 68

3_AZIONI

Pagina 69

3_AZIONI

Pagina 70

3_AZIONI

Pagina 71

3_AZIONI

Pagina 72

3_AZIONI

Pagina 73

3_AZIONI

Pagina 74

3_AZIONI

Pagina 75

3_AZIONI

Pagina 76

3_AZIONI

Pagina 77

3_AZIONI

Pagina 78

3_AZIONI

Pagina 79

3_AZIONI Categoria qk Qk Hk

5 [kN/m2] 5 [kN] 3 [kN/m]

Pagina 80

3_AZIONI

Pagina 81

3_AZIONI

Pagina 82

3_AZIONI

Pagina 83

3_AZIONI

Pagina 84

3_AZIONI

Pagina 85

3_AZIONI

Pagina 86

3_AZIONI

Pagina 87

3_AZIONI

Pagina 88

3_AZIONI

Pagina 89

3_AZIONI

Pagina 90

3_AZIONI

Pagina 91

3_AZIONI

Pagina 92

3_AZIONI

Pagina 93

3_AZIONI

Pagina 94

3_AZIONI

Pagina 95

3_AZIONI

Pagina 96

3_AZIONI

Pagina 97

3_AZIONI

Pagina 98

3_AZIONI

Pagina 99

3_AZIONI

Pagina 100

3_AZIONI

Pagina 101

3_AZIONI

Pagina 102

3_AZIONI

Pagina 103

3_AZIONI

Pagina 104

3_AZIONI

Pagina 105

3_AZIONI

Pagina 106

3_AZIONI

Pagina 107

3_AZIONI

Pagina 108

3_AZIONI

Pagina 109

3_AZIONI

Pagina 110

3_AZIONI

Pagina 111

SISMA

AZIONE SISMICA
CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE Categorie di sottosuolo Tabella 3.2.I Probabilit di superamento PVR al variare dello stato limite considerato Stati Limite PVR : Probabilit di superamento nel periodo di riferimento VR Stati limite di esercizio SLO 81% SLD 63% Stati limite ultimi SLV 10% SLC 5% Qualora la protezione nei confronti degli stati limite di esercizio sia di prioritaria importanza, I valori di PVR forniti in tabella devono essere ridotti in funzione del grado di protezione che si vuole raggiungere. Categoria Descrizione Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da valori di Vs,30 superiori a A 800 m/s, eventualmente comprendenti in superficie uno strato di alterazione, con spessore massimo pari a 3 m. B Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a grana fina molto consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di Vs,30 compresi tra 360 m/s e 800 m/s (ovvero NSPT,30 > 50 nei terreni a grana grossa e cu,30 > 250 kPa nei terreni a grana fina). Depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati o terreni a grana fina mediamente C consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di Vs,30 compresi tra 180 m/s e 360 m/s (ovvero 15 < NSPT,30 < 50 nei terreni a grana grossa e 70 < cu,30 < 250 kPa nei terreni a grana fina). Depositi di terreni a grana grossa scarsamente addensati o di terreni a grana fina scarsamente D consistenti, con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di Vs,30 inferiori a 180 m/s (ovvero NSPT,30 < 15 nei terreni a grana grossa e cu,30 < 70 kPa nei terreni a grana fina). Terreni dei sottosuoli di tipo C o D per spessore non superiore a 20 m, posti sul substrato di E riferimento (con Vs > 800 m/s) Fatta salva la necessit della caratterizzazione geotecnica dei terreni nel volume significativo, ai fini della identificazione della categoria di sottosuolo, la classificazione si effettua in base ai valori della velocit equivalente Vs,30 di propagazione delle onde di taglio (definita successivamente) entro i primi 30 m di profondit. Per volume significativo di terreno si intende la parte di sottosuolo influenzata, direttamente o indirettamente, dalla costruzione del manufatto e che influenza il manufatto stesso. Per le fondazioni superficiali, tale profondit riferita al piano di imposta delle stesse, mentre per le fondazioni su pali riferita alla testa dei pali. Nel caso di opere di sostegno di terreni naturali, la profondit riferita alla testa dellopera. Per muri di sostegno di terrapieni, la profondit riferita al piano di imposta della fondazione. Categoria Descrizione Depositi di terreni caratterizzati da valori di Vs,30 inferiori a 100 m/s (ovvero 10 < cu,30 < 20 kPa), S1 che includono uno strato di almeno 8 m di terreni a grana fina di bassa consistenza, oppure che includono almeno 3 m di torba o di argille altamente organiche. Depositi di terreni suscettibili di liquefazione, di argille sensitive o qualsiasi altra categoria di S2 sottosuolo non classificabile nei tipi precedenti

Pagina 112

SISMA

Circolare Lazione sismica ora valutata in condizioni di campo libero su sito di riferimento rigido a superficie orizzontale, riferendosi non ad una zona sismica territorialmente coincidente con pi entit amministrative, ad ununica forma spettrale e ad un periodo di ritorno prefissato ed uguale tutte le costruzioni, come avveniva in precedenza, bens sito per sito e costruzione per costruzione Tale approccio dovrebbe condurre in media, sullintero territorio nazionale, ad una significativa ottimizzazione dei costi delle costruzioni antisismiche, a parit di sicurezza.

Ai fini della determinazione delle azioni sismiche di progetto nei modi previsti dalle NTC, la pericolosit sismica del territorio nazionale definita convenzionalmente facendo riferimento ad u

sito rigido (di categoria A) con superficie topografica orizzontale (di categoria T1)
campo libero, cio in assenza di manufatti.

Pagina 113

SISMA

to di riferimento rigido a orialmente coincidente con pi do di ritorno prefissato ed uguale per sito e costruzione per costruzione. nazionale, ad una significativa

modi previsti dalle NTC, la almente facendo riferimento ad un

orizzontale (di categoria T1), in condizioni di

Pagina 114

SISMA

Pagina 115

SISMA Condizioni topografiche Tabella 3.2.IV Categorie topografiche Categoria Caratteristiche della superficie topografica T1 Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i 15 T2 Pendii con inclinazione media i > 15 T3 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media 15 i 30 T4 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media i > 30 Le suesposte categorie topografiche si riferiscono a configurazioni geometriche prevalentemente bidimensionali, creste o dorsali allungate, e devono essere considerate nella definizione dellazionesismica se di altezza maggiore di 30 m. VALUTAZIONE DELLAZIONE SISMICA Ai fini delle presenti norme l'azione sismica caratterizzata da 3 componenti traslazionali, due orizzontali contrassegnate da X ed Y ed una verticale contrassegnata da Z, da considerare tra di loro indipendenti. Salvo quanto specificato nel 7.11 per le opere e i sistemi geotecnici la componente verticale verr considerata ove espressamente specificato (v. Cap. 7) e purch il sito nel quale la costruzione sorge non sia in Zone 3 e 4. Le due componenti ortogonali indipendenti che descrivono il moto orizzontale sono caratterizzate dallo stesso spettro di risposta o dalle due componenti accelerometriche orizzontali del moto La componente che descrive il moto verticale caratterizzata dal suo spettro di risposta o dalla componente accelerometrica verticale. In mancanza di documentata informazione specifica, in via semplificata laccelerazione massima e lo spettro di risposta della componente verticale attesa in superficie possono essere determinati sulla base dellaccelerazione massima e dello spettro di risposta delle due componenti orizzontali. La componente accelerometrica verticale pu essere correlata alle componenti accelerometriche orizzontali del moto sismico Spettro di risposta elastico in accelerazione Lo spettro di risposta elastico in accelerazione espresso da una forma spettrale (spettro normalizzato) riferita ad uno smorzamento convenzionale del 5%, moltiplicata per il valore della accelerazione orizzontale massima ag su sito di riferimento rigido orizzontale. Sia la forma spettrale che il valore di ag variano al variare della probabilit di superamento nel periodo di riferimento PVR (v. 2.4 e 3.2.1). Gli spettri cos definiti possono essere utilizzati per strutture con periodo fondamentale minore o uguale a 4,0 s. Per strutture con periodi fondamentali superiori lo spettro deve essere definito da apposite analisi ovvero lazione sismica deve essere descritta mediante accelerogrammi. Analogamente si opera in presenza di sottosuoli di categoria S1 o S2. ag = accelerazione massima al sito; Fo = valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale; TC* = periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in accelerazione orizzontale. Il valore di ag desunto direttamente dalla pericolosit di riferimento, attualmente fornita dallo INGV, mentre Fo e TC* sono calcolati in modo che gli spettri di risposta elastici in accelerazione, velocit e spostamento forniti dalle NTC approssimino al meglio i corrispondenti spettri di risposta elastici in accelerazione, velocit e spostamento derivanti dalla pericolosit di riferimento. ag = TC* = Fo = Tipo suolo 0.35 m/s2 0.2 s 2.5 E http://zonesismiche.mi.ingv.it/ tabella appendice

Pagina 116

SISMA

15 i 30

one orizzontale; azione orizzontale.

Pagina 117

SISMA

Pagina 118

SISMA

Pagina 119

SISMA Amplificazione stratigrafica Tabella 3.2.V Espressioni di SS e di CC Categoria sottosuolo SS SS A 11 B 1.36 1.00 1.40-0.40F0ag /g 1.20 1.65 1.00 1.70-0.60F0ag /g 1.50 C D 2.27 0.90 2.40-1.50F0ag /g 1.80 E 1.9 1.00 2.00-1.10F0ag /g 1.60 Categoria sottosuolo Ss Cc msoxl:=INDEX(B59:I63,J59,3) msoxl:=INDEX(B59:I63,J59,8)

CC 1 1.52 1.45 1.72 1.59

Amplificazione topografica Per tener conto delle condizioni topografiche e in assenza di specifiche analisi di risposta sismica locale, si utilizzano i valori del coefficiente topografico ST riportati nella Tab. 3.2.VI, in funzione delle categorie topografiche definite in 3.2.2 e dellubicazione dellopera o dellintervento. Tabella 3.2.VI Valori massimi del coefficiente di amplificazione topografica ST Categoria topografica Ubicazione dellopera o dellintervento T1 T2 In corrispondenza della sommit del pendio T3 In corrispondenza della cresta del rilievo T4 In corrispondenza della cresta del rilievo Categoria topografica ST 1.4 S il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche S= 2.66 il fattore che altera lo spettro elastico per coefficienti di smorzamento viscosi convenzionali diversi dal 5% = 5% = msoxl:=SQRT(10/(F84+2)) TC = 0.2 s 0.07 s 1.74 s

ST 1 1.2 1.2 1.4

TB = TD =

Spettro di risposta elastico in accelerazione delle componenti orizzontali Spettro di risposta elastico e di progetto in accelerazione componente orizzontale
12 10 8

Se,h [m/s2]

6 4 2

Pagina 120

SISMA

Gli effetti dinamici possono essere valutati adottando ununica azione sismica, corrispondente alla categoria di sottosuolo che induce le sollecitazioni pi severe.
CELLE DI CONTROLLO 4

Circolare Per le componenti orizzontali dellazione sismica il coefficiente SS definito nella Tabella 3.2.V de su sottosuolo di categoria A ed definito in funzione della categoria di sottosuolo e del livello di p A parit di categoria di sottosuolo, landamento di SS con Foag caratterizzato da due tratti orizzontali, rispettivamente per bassi ed elevati valori di pericolosit sismica; tali tratti sono

raccordati da un segmento di retta che descrive il decremento lineare di SS con Fo In genere, a parit di pericolosit del sito (Foag), i valori di SS si incrementano al d

rigidezza del sottosuolo, passando dal sottosuolo di categoria A al sottosuolo di categoria E. In particolare, per Foag < 0.78g, il sottosuolo di categoria D mostra amplificazioni maggiori delle alt marcati per il sottosuolo di categoria C.

Per elevati livelli di pericolosit sismica del sito, caratterizzati da valori del prodotto Foag > 0.93g le accelerazioni massime su sottosuolo di categoria D sono inferiori a quelle su sottosuolo di categoria A. Si verifica cio una deamplificazione del moto in termini di accelerazione massima.
CELLE DI CONTROLLO 1

Circolare La rappresentazione di riferimento per le componenti dellazione sismica lo spettro di risposta elastico in accelerazione per uno smorzamento convenzionale del 5%. Esso fornisce la risposta massima in accelerazione del generico sistema dinamico elementare con periodo di oscillazione T 4 s ed espresso come il prodotto di una forma spettrale per laccelerazione massima del terreno Circolare A parit della categoria di sottosuolo, il coefficiente CC decresce al crescere di TC e conseguentemente, leffetto di amplificazione massima si sposta verso periodi pi brevi e si ridu

lestensione del tratto orizzontale caratterizzato da ordinata spettrale massima. In genere, a parit *, i valori di CC si incrementano al decrescere della rigidezza del sottosuolo, ovvero passando dal

sottosuolo di categoria A al sottosuolo di categoria E. Il sottosuolo di categoria D p nellintervallo di valori di interesse, valori di TC maggiori di quelli relativi alle altre
sottosuolo T 0.01 0.02 0.03 0.04 0.05 Se 0.93 1.14 1.35 1.56 1.77 1.98 S
d

T 0.01 0.02 0.03 0.04 0.05 Pagina 121

S v,e 0.12 0.16 0.2 0.24 0.27 0.31

v,d

SISMA

ne sismica, corrispondente alla

S definito nella Tabella 3.2.V delle NTC. Esso il rapporto tra il valore dellaccelerazione massima attesa in superficie e q oria di sottosuolo e del livello di pericolosit sismica del sito (descritto dal prodotto Foag). caratterizzato da due tratti sit sismica; tali tratti sono

remento lineare di SS con Foag. ri di SS si incrementano al decrescere della

l sottosuolo di categoria E. In a amplificazioni maggiori delle altre

valori del prodotto Foag > 0.93g, ori a quelle su sottosuolo di mini di accelerazione massima.

sismica lo spettro di risposta l 5%. Esso fornisce la risposta tare con periodo di oscillazione T ccelerazione massima del terreno.

al crescere di TC ta verso periodi pi brevi e si riduce

trale massima. In genere, a parit di

TC

ero passando dal

l sottosuolo di categoria D presenta, ri di quelli relativi alle altre categorie di

Pagina 122

SISMA

massima attesa in superficie e quello

Pagina 123

Spettro di risposta elastico e di progetto in accelerazione componente orizzontale


12 10 8

SISMA

Se,h [m/s2]

6 4 2 0 0 2 4

T [s]

10

12

Spettro di risposta elastico in accelerazione della componente verticale Tabella 3.2.VII Valori dei parametri dello spettro di risposta elastico della componente verticale Categoria sottosuolo SS TB TC TD 0.15 A, B, C, D, E 1 0.05 1 S= 1.4 Fv = 0.64 Spettro di risposta elastico e di progetto in accelerazione componente verticale
12 10 8

Se,h [m/s2]

6 4 2 0 0 2 4

T [s]

10

12

Pagina 124

SISMA 0.06 0.07 0.08 0.09 0.1 0.11 0.12 0.13 0.14 0.15 0.16 0.17 0.18 0.19 0.2 0.21 0.22 0.23 0.24 0.25 0.26 0.27 0.28 0.29 0.3 0.31 0.32 0.33 0.34 0.35 0.36 0.37 0.38 0.39 0.4 0.41 0.42 0.43 0.44 0.45 0.46 0.47 0.48 0.49 0.5 2.19 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.33 2.22 2.12 2.03 1.94 1.86 1.79 1.73 1.66 1.61 1.55 1.5 1.46 1.41 1.37 1.33 1.29 1.26 1.23 1.19 1.16 1.14 1.11 1.08 1.06 1.04 1.01 0.99 0.97 0.95 0.93 Pagina 125 0.06 0.07 0.08 0.09 0.1 0.11 0.12 0.13 0.14 0.15 0.16 0.17 0.18 0.19 0.2 0.21 0.22 0.23 0.24 0.25 0.26 0.27 0.28 0.29 0.3 0.31 0.32 0.33 0.34 0.35 0.36 0.37 0.38 0.39 0.4 0.41 0.42 0.43 0.44 0.45 0.46 0.47 0.48 0.49 0.5 0.31 0.31 0.31 0.31 0.31 0.31 0.31 0.31 0.31 0.31 0.29 0.28 0.26 0.25 0.23 0.22 0.21 0.2 0.2 0.19 0.18 0.17 0.17 0.16 0.16 0.15 0.15 0.14 0.14 0.13 0.13 0.13 0.12 0.12 0.12 0.11 0.11 0.11 0.11 0.1 0.1 0.1 0.1 0.1 0.09

SISMA

Pagina 126

SISMA

Pagina 127

SISMA

Pagina 128

SISMA 0.51 0.52 0.53 0.54 0.55 0.56 0.57 0.58 0.59 0.6 0.61 0.62 0.63 0.64 0.65 0.66 0.67 0.68 0.69 0.7 0.71 0.72 0.73 0.74 0.75 0.76 0.77 0.78 0.79 0.8 0.81 0.82 0.83 0.84 0.85 0.86 0.87 0.88 0.89 0.9 0.91 0.92 0.93 0.94 0.95 0.91 0.9 0.88 0.86 0.85 0.83 0.82 0.8 0.79 0.78 0.76 0.75 0.74 0.73 0.72 0.71 0.7 0.69 0.68 0.67 0.66 0.65 0.64 0.63 0.62 0.61 0.61 0.6 0.59 0.58 0.58 0.57 0.56 0.55 0.55 0.54 0.54 0.53 0.52 0.52 0.51 0.51 0.5 0.5 0.49 Pagina 129 0.51 0.52 0.53 0.54 0.55 0.56 0.57 0.58 0.59 0.6 0.61 0.62 0.63 0.64 0.65 0.66 0.67 0.68 0.69 0.7 0.71 0.72 0.73 0.74 0.75 0.76 0.77 0.78 0.79 0.8 0.81 0.82 0.83 0.84 0.85 0.86 0.87 0.88 0.89 0.9 0.91 0.92 0.93 0.94 0.95 0.09 0.09 0.09 0.09 0.09 0.08 0.08 0.08 0.08 0.08 0.08 0.08 0.07 0.07 0.07 0.07 0.07 0.07 0.07 0.07 0.07 0.07 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.06 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05

SISMA

Pagina 130

SISMA

Pagina 131

SISMA

Pagina 132

SISMA 0.96 0.97 0.98 0.99 1 1.01 1.02 1.03 1.04 1.05 1.06 1.07 1.08 1.09 1.1 1.11 1.12 1.13 1.14 1.15 1.16 1.17 1.18 1.19 1.2 1.21 1.22 1.23 1.24 1.25 1.26 1.27 1.28 1.29 1.3 1.31 1.32 1.33 1.34 1.35 1.36 1.37 1.38 1.39 1.4 0.49 0.48 0.48 0.47 0.47 0.46 0.46 0.45 0.45 0.44 0.44 0.44 0.43 0.43 0.42 0.42 0.42 0.41 0.41 0.41 0.4 0.4 0.39 0.39 0.39 0.39 0.38 0.38 0.38 0.37 0.37 0.37 0.36 0.36 0.36 0.36 0.35 0.35 0.35 0.35 0.34 0.34 0.34 0.34 0.33 Pagina 133 0.96 0.97 0.98 0.99 1 1.01 1.02 1.03 1.04 1.05 1.06 1.07 1.08 1.09 1.1 1.11 1.12 1.13 1.14 1.15 1.16 1.17 1.18 1.19 1.2 1.21 1.22 1.23 1.24 1.25 1.26 1.27 1.28 1.29 1.3 1.31 1.32 1.33 1.34 1.35 1.36 1.37 1.38 1.39 1.4 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.05 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.04 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.03 0.02 0.02 0.02 0.02

SISMA

Pagina 134

SISMA

Pagina 135

SISMA

Pagina 136

SISMA 1.41 1.42 1.43 1.44 1.45 1.46 1.47 1.48 1.49 1.5 1.51 1.52 1.53 1.54 1.55 1.56 1.57 1.58 1.59 1.6 1.61 1.62 1.63 1.64 1.65 1.66 1.67 1.68 1.69 1.7 1.71 1.72 1.73 1.74 1.75 1.76 1.77 1.78 1.79 1.8 1.81 1.82 1.83 1.84 1.85 0.33 0.33 0.33 0.32 0.32 0.32 0.32 0.31 0.31 0.31 0.31 0.31 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.29 0.29 0.29 0.29 0.29 0.29 0.28 0.28 0.28 0.28 0.28 0.28 0.27 0.27 0.27 0.27 0.27 0.27 0.26 0.26 0.26 0.25 0.25 0.25 0.25 0.24 0.24 0.24 Pagina 137 1.41 1.42 1.43 1.44 1.45 1.46 1.47 1.48 1.49 1.5 1.51 1.52 1.53 1.54 1.55 1.56 1.57 1.58 1.59 1.6 1.61 1.62 1.63 1.64 1.65 1.66 1.67 1.68 1.69 1.7 1.71 1.72 1.73 1.74 1.75 1.76 1.77 1.78 1.79 1.8 1.81 1.82 1.83 1.84 1.85 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01

SISMA

Pagina 138

SISMA

Pagina 139

SISMA

Pagina 140

SISMA 1.86 1.87 1.88 1.89 1.9 1.91 1.92 1.93 1.94 1.95 1.96 1.97 1.98 1.99 2 0.23 0.23 0.23 0.23 0.22 0.22 0.22 0.22 0.22 0.21 0.21 0.21 0.21 0.21 0.2 1.86 1.87 1.88 1.89 1.9 1.91 1.92 1.93 1.94 1.95 1.96 1.97 1.98 1.99 2 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01 0.01

Pagina 141

SISMA

Pagina 142

SISMA

Pagina 143

3VENTO

AZIONI DEL VENTO


VELOCIT DI RIFERIMENTO La velocit di riferimento vb il valore caratteristico della velocit del vento a 10 m dal suolo su un terreno di categoria di esposizione II (vedi Tab. 3.3.II D.M. 2008), mediata su 10 minuti e riferita ad un periodo di ritorno di 50 anni. In mancanza di specifiche ed adeguate indagini statistiche vb data dallespressione: per as a0 vb = vb,0

vb = vb,0 + ka (as a0)

per a0 < as < 1500 m

dove: vb,0, a0, ka sono parametri forniti nella Tab. 3.3.I e legati alla regione in cui sorge la costruzione in esame, in funzione delle zone definite in Fig. 3.3.1; as laltitudine sul livello del mare (in m) del sito ove sorge la costruzione as= 150 m

Tabella 3.3.I D.M.2008


Zona Descrizione 1 Valle dAosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia (con leccezione della provincia di Trieste) 2 Emilia Romagna Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria (esclusa la 3 provincia di Reggio Calabria) 4 Sicilia e provincia di Reggio Calabria Sardegna (zona a oriente della retta congiungente 5 Capo Teulada con lIsola di Maddalena) Sardegna (zona a occidente della retta congiungente Capo Teulada con lIsola di 6 Maddalena) 7 Liguria 8 Provincia di Trieste Isole (con leccezione di Sicilia e Sardegna) e mare 9 aperto vb,0 [m/s] 25 a0 [m] 1000 ka [1/s] 0.01

25 27 28 28 28 28 30 31

750 500 500 750 500 1000 1500 500

0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.02 0.01 0.02

Per altitudini superiori a 1500 m sul livello del mare si potr fare riferimento alle condizioni locali di clima e di esposizione. I valori della velocit di riferimento possono essere ricavati da dati supportati da opportuna documentazione o da indagini statistiche adeguatamente comprovate. Fatte salve tali valutazioni, comunque raccomandate in prossimit di vette e crinali, i valori utilizzati non dovranno essere minori di quelli previsti per 1500 m di altitudine. Zona

Vb,0 a0 ka Vb TR R
vb(TR) = R vb

[m/s] msoxl:=INDEX(B14:F22,G12,3) [m] msoxl:=INDEX(B14:F22,G12,4) msoxl:=INDEX(B14:F22,G12,5) [1/s] 28.0 [m] 1000 anni

1.1574 1157.4 anni

Pagina 144

3VENTO

CELLE DI CONTROLLO 1

Circolare

vb(TR) = R vb

Ma va usata questa???

Pagina 145

3VENTO

Pagina 146

3VENTO

Pagina 147

3VENTO

AZIONI STATICHE EQUIVALENTI


Le azioni statiche del vento sono costituite da pressioni e depressioni agenti normalmente alle superfici, sia esterne che interne, degli elementi che compongono la costruzione. Lazione del vento sul singolo elemento viene determinata considerando la combinazione pi gravosa della pressione agente sulla superficie esterna e della pressione agente sulla superficie interna dellelemento. Nel caso di costruzioni o elementi di grande estensione, si deve inoltre tenere conto delle azioni tangenti esercitate dal vento. Lazione dinsieme esercitata dal vento su una costruzione data dalla risultante delle azioni sui singoli elementi, considerando come direzione del vento, quella corrispondente ad uno degli assi principali della pianta della costruzione; in casi particolari, come ad esempio per le torri a base quadrata o rettangolare, si deve considerare anche lipotesi di vento spirante secondo la direzione di una delle diagonali. PRESSIONE DEL VENTO La pressione del vento data dallespressione: p = qb ce cp cd dove qb la pressione cinetica di riferimento ce il coefficiente di esposizione cp il coefficiente di forma (o coefficiente aerodinamico), funzione della tipologia e della geometria della costruzione e del suo orientamento rispetto alla direzione del vento. Il suo valore pu essere ricavato da dati suffragati da opportuna documentazione o da prove sperimentali in galleria del vento; cd il coefficiente dinamico con cui si tiene conto degli effetti riduttivi associati alla non contemporaneit delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alle vibrazioni strutturali. AZIONE TANGENZIALE DEL VENTO Lazione tangente per unit di superficie parallela alla direzione del vento data dallespressione: pf = qb ce cf dove qb , sono definiti successivamente ce cf il coefficiente dattrito, funzione della scabrezza della superficie sulla quale il vento esercita lazione tangente. Il suo valore pu essere ricavato da dati suffragati da opportuna documentazione o da prove sperimentali in galleria del vento. PRESSIONE CINETICA DI RIFERIMENTO La pressione cinetica di riferimento qb (in N/m) data dallespressione: qb = 1/2 r vb2 490 N/m = dove vb la velocit di riferimento del vento (in m/s); Pagina 148

49 kN/m2

3VENTO

Pagina 149

3VENTO

Pagina 150

3VENTO

Pagina 151

3VENTO r la densit dellaria assunta convenzionalmente costante e pari a 1,25 kg/m3.

COEFFICIENTE DI ESPOSIZIONE Il coefficiente di esposizione ce dipende dallaltezza z sul suolo del punto considerato, dalla topografia del terreno, e dalla categoria di esposizione del sito ove sorge la costruzione. In assenza di analisi specifiche che tengano in conto la direzione di provenienza del vento e leffettiva scabrezza e topografia del terreno che circonda la costruzione, per altezze sul suolo non maggiori di z = 200 m, esso dato dalla formula: per z zmin ce (z) = kr2 ct ln (z/z0) [7+ ct ln (z/z0)] ce (z) = ce (zmin) per z < zmin dove kr , z0 , zmin sono assegnati in Tab. 3.3.II del D.M.2008 in funzione della categoria di esposizione del sito ove sorge la costruzione; ct il coefficiente di topografia. Tabella 3.3.II Parametri per la definizione del coefficiente di esposizione
Categoria di esposizione del sito I II III IV V Kr 0.17 0.19 0.2 0.22 0.23

z0 [m]
0.01 0.05 0.1 0.3 0.7

zmin

[m]
2 4 5 8 12

In mancanza di analisi specifiche, la categoria di esposizione assegnata nella Fig. 3.3.2 in funzione della posizione geografica del sito ove sorge la costruzione e della classe di rugosit del terreno definita in Tab. 3.3.III del D.M.2008. Nelle fasce entro i 40 km dalla costa delle zone 1, 2, 3, 4, 5 e 6, la categoria di esposizione indipendente dallaltitudine del sito.

Figura 3.3.2 - Definizione delle categorie di esposizione Il coefficiente di topografia ct posto generalmente pari a 1, sia per le zone pianeggianti sia per
quelle ondulate, collinose e montane. In questo caso, la Fig. 3.3.3 del D.M.2008 riporta le leggi di variazione di ce per le diverse categorie di esposizione. Nel caso di costruzioni ubicate presso la sommit di colline o pendii isolati il coefficiente di topografia ct pu essere valutato dal progettista con analisi pi approfondite. Categoria esposizione sito Pagina 152

3VENTO

CELLE DI CONTROLLO 4 1

COEFFICIENTE TOPOGRAFICO

I valori del coefficiente di topografia ct, riferito alla componente del vento ortogonale al ciglio della collina o del pendio, fatte sa

Dette H l'altezza della collina o del dislivello, e H/D la sua pendenza media (figura C.7.5.), il coefficiente ct fornito dai capover H altezza della collina o del dislivello 1 [m] D dist. fra due tratti piani del pendio[m] 1 [m] Pagina 153

3VENTO

la collina o del pendio, fatte salve pi approfondite analisi, possono essere calcolati con le formule di seguito riportate.

fficiente ct fornito dai capoversi a), b), c) varia lungo l'altezza z della costruzione secondo un coefficiente dato da:

Pagina 154

3VENTO

seguito riportate.

Pagina 155

3VENTO Kr z0 0.22 0.3 m 8m 13 m 1 2.0 m

zmin
zaltezza sul suolo del punto considerato ct ce (z)

COEFFICIENTE DINAMICO Il coefficiente dinamico tiene in conto degli effetti riduttivi associati alla non contemporaneit delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alla risposta dinamica della struttura.

Esso pu essere assunto cautelativamente pari ad 1 nelle costruzioni di tipologia ricorrente, quali
gli edifici di forma regolare non eccedenti 80 m di altezza ed i capannoni industriali, oppure pu essere determinato mediante analisi specifiche o facendo riferimento a dati di comprovata affidabilit. cd 1 COEFFICIENTE DI FORMA In assenza di valutazioni pi precise, suffragate da opportuna documentazione o prove sperimentali in galleria del vento, per il coefficiente di forma si assumono i valori riportati ai punti riportati in seguito, con lavvertenza che si intendono positive le pressioni dirette verso linterno delle costruzioni. cp 1.7

PRESSIONE DEL VENTO p = qb ce cp cd

163.6 kN/m2

COEFFICIENTE DI ATTRITO In assenza di pi precise valutazioni suffragate da opportuna documentazione o da prove sperimentali in galleria del vento, si assumeranno i valori riportati nella tabella:
Superficie Liscia Scabra Molto scabra (acciaio, cemento a faccia liscia, ...) (cemento a faccia scabra, catrame, ...) (ondulata, costolata, piegata, ...) Coefficiente dattrito cf 0.01 0.02 0.04

Superficie Coefficiente dattrito cf AZIONE TANGENZIALE DEL VENTO pf = qb ce cf

0.04

3.9 kN/m2

COEFFICIENTE DI FORMA (O AERODINAMICO) In assenza di valutazioni pi precise, suffragate da opportuna documentazione o prove sperimentali in galleria del vento, per il coefficiente di forma si assumono i valori riportati ai punti seguenti, con lavvertenza che si intendono positive le pressioni dirette verso linterno delle costruzioni.

Pagina 156

3VENTO H/D = tgf b g a) Costruzioni ubicate sulla cresta di una collina b) Costruzioni sul livello superiore di un dislivello c) Costruzioni su di un pendio 1 1 1 1 [m] 1 1 [m] 1

ct x ct h ct

COEFFICIENTE DI FORMA - per elementi sopravento (cio direttamente investiti dal vento) con inclinazione sull'orizzontale a 60: cpe= 0.8

C3.3.10.1 Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate, curv

+0,03a -1 ( in gradi)

-0.7

-0.4

0,2

0.8 quando la parete aperta sopravento; -0.5 quando la parete aperta sottovento o parallela al vento;

1,2per gli elementi normali alla direzione del vento; 0,2per i rimanenti elementi
CELLE DI CONTROLLO 3 1

Pagina 157

3VENTO

alde, inclinate, curve

l'orizzontale a 60:

Pagina 158

3VENTO

Pagina 159

3VENTO

Casi possibili Edifici a pianta rettangolare con coperture piane, a falde, inclinate, curve
- per elementi sopravento, con inclinazione sull'orizzontale 20< <60:

pe

- per elementi sopravento, con inclinazione sull'orizzontale 0 < <20 e per elementi sottovento (intendendo come tali quelli non direttamente investiti dal vento o quelli investiti da vento radente):

pe

Per la valutazione della pressione interna si assumer - per costruzioni completamente stagne:

c pi=
- per costruzioni non stagne:

c pi=

1 - per costruzioni che hanno (o possono anche avere in condizioni eccezionali) una parete con aperture di superficie non minore di 1/3 di quella totale

Coperture multiple

Si intende per copertura multipla un insieme di elementi identici e contigui (ad esempio coperture a shed, C.7.6.2.1. - Per la determinazione delle azioni dovute al vento diretto normalmente alle linee di colmo si pr valutazioni seguenti. Azioni esterne sui singoli elementi: - per la prima copertura colpita dal vento valgono i coefficienti stabiliti nel punto C.7.6.1.; - per la seconda copertura il coefficiente relativo allo spiovente sopravento viene ridotto del 25%; - per tutte le coperture successive i coefficienti relativi ad ambedue gli spioventi vengono ridotti del 25%.

cpi = cpi = - per costruzioni che presentano su due pareti opposte, normali alla direzione del vento, aperture di superfi 1/3 di quella totale: cpe + cpi = cpi =

Pagina 160

3VENTO

ate, curve

Azioni d'insieme:

- si applicano al primo e all'ultimo spiovente le pressioni valutate secondo i coefficienti indicati nel punto C.7.6 - contemporaneamente si considera applicata alla superficie proiettata in piano di tutte le parti del tetto, una a superficiale orizzontale di tipo tangenziale il cui valore unitario assunto convenzionalmente pari a: 0,10 qref c C.7.6.2.2. - Per la determinazione delle azioni dovute al vento diretto parallelamente alle linee di colmo (e ai pi

considerer in ogni caso un'azione tangente come definita al punto 7.3., utilizzando i coefficienti di attrito indic C.7.5. al punto C.7.7. C.7.6.3. Tettoie e pensiline isolate

Per tettoie o pensiline isolate ad uno o due spioventi per le quali il rapporto tra l'altezza totale sul suolo o la ma 0,6 (1 + sina ) cp = per spiovente sopravento cp = 0.6 per spiovente sottovento - tettoie e pensiline a un solo spiovente piano (vedere figura C.7.8.) cp = 0.8 per 35 cp = 1.2 per >35 Fig. C.7.8.
C.7.6.4. TRAVI AD ANIMA PIENA E RETICOLARI

Travi isolate. Indicate con: S = la superficie delimitata dal contorno della trave; Sp = la superficie della parte piena della trave;
F = Sp/S;

la pressione totale va considerata agente solo su Sp e va valutata utilizzando i seguenti valori per il coefficiente cp: 2-4/3 fPer 0 f < 0,3 cp = cp = 1.6 Per 0,3 f < 0,8 2,4 fPer 0,8 f < 1 cp = Travi multiple. Nel caso di pi travi disposte parallelamente a distanza d non maggiore del doppio dell'altezza h, il valore della pressione sull'elemento successivo sar pari a quello sull'elemento precedente moltiplicando per un coefficiente di riduzione dato da: -0.2 Per d/h 5 gli elementi vengono considerati come isolati. Per 2 <d/h <5 si procede all'interpolazione lineare. C.7.6.5. TORRI E PALI A TRALICCIO A SEZIONE RETTANGOLARE O QUADRATA. Per torri e pali a traliccio a sezione rettangolare o quadrata, per vento spirante normalmente ad una delle pareti, salvo pi accurate valutazioni, i coefficienti di forma sono da valutare nel modo seguente: Pagina 161

3VENTO

nti indicati nel punto C.7.6.1.; tte le parti del tetto, una azione nalmente pari a: 0,10 qref ce alle linee di colmo (e ai piani di falda) si

i coefficienti di attrito indicati in tabella

zza totale sul suolo o la massima

della pressione duzione dato da:

areti, salvo pi

Pagina 162

3VENTO

Pagina 163

3VENTO

Pagina 164

3VENTO
cp =

L'azione di insieme esercitata dal vento spirante normalmente ad una delle pareti va valutata con riferimento alla superficie della parte piena di una sola faccia. Per vento spirante secondo la bisettrice dell'angolo formato da due pareti, l'azione d'insieme pari a 1,15 volte quella sopra definita. Salvo documentazione specifica, i medesimi coefficienti si adottano cautelativamente anche per torri a sezione triangolare per le quali non da applicare il coefficiente 1,15 suddetto. C.7.6.6. CORPI CILINDRICI Per i corpi cilindrici a sezione circolare di diametro d e lunghezza h i coefficienti di forma sono i seguenti:
cp = (1,783 - d q) essendo d espresso in metri e q = qref ce (N/m2), con qref , ce definiti rispettivamente ai punti 7.4. e 7.5.

L'azione di insieme esercitata dal vento va valutata con riferimento alla superficie proiettata nel piano ortogonale alla direzione del vento. Le espressioni sopra indicate valgono anche per i corpi prismatici a sezione di poligono regolare di otto o pi lati, essendo d il diametro del cerchio circoscritto. C.7.6.7. CORPI SFERICI Per una sfera di raggio R l'azione di insieme esercitata dal vento va valutata con riferimento alla superficie proiettata sul piano
ortogonale alla direzione del vento, S= R2, utilizzando il coefficiente cp=0,35.

C.7.6.8. PRESSIONI MASSIME LOCALI Le pressioni massime locali non vengono messe in conto per la determinazione delle azioni d'insieme: a) nei casi di cui ai punti C.7.6.1., C.7.6.2 e C.7.6.3, nelle zone di discontinuit della forma esterna della costruzione, il valore assoluto del coefficiente di pressione pu subire sensibili incrementi. Convenzionalmente, il valore massimo locale della pressione si otterr applicando un coefficiente c= 1,6; b) nei casi di cui ai punti C.7.6.6. e C.7.6.7. le pressioni massime locali vanno determinate utilizzando il coefficiente di forma c, la cui distribuzione rappresentata in figura C.7.9. Per le curve Per le curve
aabaab 0 +1,00 +1,00 70 -2,15 -0,80 10 +0,90 +0,95 80 -2,37 -0,73 20 +0,55 +0,80 90 -2,45 -0,50 30 +0,05 +0,50 100 -2,38 -0,50 40 -0,50 0 110 -2,10 -0,50 50 -1,10 -0,45 115 -1,24 -0,50 60 -1,70 -0,72 120-180 -0,25 -0,50 Fig. C.7.9. - Coefficienti di forma c

Pagina 165

3VENTO

to alla superficie

olte quella sopra

ione triangolare per

gonale alla direzione

pi lati, essendo d il

proiettata sul piano

ostruzione, il valore

oefficiente di forma c,

Pagina 166

3VENTO

Pagina 167

3_NEVE

CARICO NEVE
Il carico provocato dalla neve sulle coperture sar valutato mediante la seguente espressione: qs = mi q sk CE Ct dove: q s il carico neve sulla copertura; i il coefficiente di forma della copertura qsk il valore caratteristico di riferimento del carico neve al suolo [kN/m2] per un periodo di ritorno di 50 anni; CE il coefficiente di esposizione Ct il coefficiente termico Si ipotizza che il carico agisca in direzione verticale e lo si riferisce alla proiezione orizzontale della superficie della copertura.

Valore caratteristico del carico neve al suolo


Il carico neve al suolo dipende dalle condizioni locali di clima e di esposizione, considerata la variabilit delle precipitazioni nevose da zona a zona. In mancanza di adeguate indagini statistiche e specifici studi locali, che tengano conto sia dellaltezza del manto nevoso che della sua densit, il carico di riferimento neve al suolo, per localit poste a quota inferiore a 1500 m sul livello del mare, non dovr essere assunto minore di quello calcolato in base alle espressioni riportate nel seguito, cui corrispondono valori associati ad un periodo di ritorno pari a 50 anni. Va richiamato il fatto che tale zonazione non pu tenere conto di aspetti specifici e locali che, se necessario, dovranno essere definiti singolarmente. Laltitudine di riferimento as la quota del suolo sul livello del mare nel sito di realizzazione delledificio. Per altitudini superiori a 1500 m sul livello del mare si dovr fare riferimento alle condizioni locali di clima e di esposizione utilizzando comunque valori di carico neve non inferiori a quelli previsti per 1500 m. as laltitudine sul livello del mare del sito ove sorge la costruzione as= 150 m I valori caratteristici minimi del carico della neve al suolo sono quelli riportati nel seguito. qsk [kN/m2]
Zona I - Alpina Zona I Mediterranea Zona II Aosta, Belluno, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, Como, Cuneo, Lecco, Pordenone, Sondrio, Torino, Trento, Udine, Verbania, Vercelli, Vicenza: Alessandria, Ancona, Asti, Bologna, Cremona, Forl-Cesena, Lodi, Milano, Modena, Novara, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Treviso, Varese: Arezzo, Ascoli Piceno, Bari, Campobasso, Chieti, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Gorizia, Imperia, Isernia, La Spezia, Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Padova, Perugia, Pescara, Pistoia, Prato, Rovigo, Savona, Teramo, Trieste, Venezia, Verona: Agrigento, Avellino, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caltanisetta, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Enna, Frosinone, Grosseto, LAquila, Latina, Lecce, Livorno, Matera, Medio Campidano, Messina, Napoli, Nuoro, Ogliastra, Olbia Tempio, Oristano, Palermo, Pisa, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Taranto, Terni, Trapani, Vibo Valentia, Viterbo: as 200 m 1.5 1.5 1 as > 200 m 1.45 1.43 0.93

Zona III

0.6

0.56

Zona qsk

0.60 kN/m2

Pagina 168

3_NEVE

Coefficiente di esposizione Il coefficiente di esposizione CE pu essere utilizzato per modificare il valore del carico neve in copertura in funzione delle caratteristiche specifiche dellarea in cui sorge lopera. Valori consigliati del coefficiente di esposizione per diverse classi di topografia sono forniti in Tab. 3.4.I del DM2008 Se non diversamente indicato, si assumer CE = 1. Tabella 3.4.I D.M.2008 Valori di CE per diverse classi di topografia
Topografia Normale Battuta dai venti Riparata Descrizione Aree pianeggianti non ostruite esposte su tutti i lati, senza costruzioni o alberi pi alti. Aree in cui non presente una significativa rimozione di neve sulla costruzione prodotta dal vento, a causa del terreno, altre costruzioni o alberi. Aree in cui la costruzione considerata sensibilmente pi bassa del circostante terreno o circondata da costruzioni o alberi pi alti

CE
0.9 1 1.1

Topografia

CE Coefficiente termico

Il coefficiente termico pu essere utilizzato per tener conto della riduzione del carico neve a causa dello scioglimento della stessa, causata dalla perdita di calore della costruzione. Tale coefficiente tiene conto delle propriet di isolamento termico del materiale utilizzato in copertura. In assenza di uno specifico e documentato studio, deve essere utilizzato Ct = 1. Ct 1

Carico neve sulle coperture


Devono essere considerate le due seguenti principali disposizioni di carico: - carico da neve depositata in assenza di vento; - carico da neve depositata in presenza di vento

Coefficiente di forma per le coperture


In generale verranno usati i coefficienti di forma per il carico neve contenuti nel presente paragrafo, dove vengono indicati i relativi valori nominali essendo , espresso in gradi sessagesimali, langolo formato dalla falda con lorizzontale. I valori del coefficiente di forma 1, riportati in Tab. 3.4.II si riferiscono alle coperture ad una o due falde. a 1 angolo formato dalla falda con lorizzontale. 10 a 2 angolo formato dalla falda con lorizzontale.

Tabella 3.4.II D.M.2008 Valori del coefficiente di forma


Coefficiente di forma 1 2

0 30 30 < < 60
0.8 0.8 1.33 1.6

60
-

Per coperture a pi falde, per coperture con forme diverse, cos come per coperture contigue a edifici pi alti o per accumulo di neve contro parapetti o pi in generale per altre situazioni ritenute significative dal progettista si deve fare riferimento a normative di comprovata validit. Pagina 169

3_NEVE

AZIONE NEVE mi = qs = mi q sk CE Ct qs = aiRq s Casi possibili

0.8 48 56 kN/m2 kN/m2

Copertura ad una falda Si assume che la neve non sia impedita di scivolare. Se lestremit pi bassa della falda termina con un parapetto, una barriera od altre ostruzioni, allora il coefficiente di forma non potr essere assunto inferiore a 0,8 indipendentemente dallangolo a. Si deve considerare la condizione riportata in Fig. 3.4.2 D.M.2008, la quale deve essere utilizzata per entrambi i casi di carico con o senza vento. a m
1 1

10 0.8

Copertura a due falde Si assume che la neve non sia impedita di scivolare. Se lestremit pi bassa della falda termina con un parapetto, una barriera od altre ostruzioni, allora il coefficiente di forma non potr essere assunto inferiore a 0,8 indipendentemente dallangolo a. Per il caso di carico da neve senza vento si deve considerare la condizione denominata Caso I riportata in Fig. 3.4.3 del D.M.2008. Per il caso di carico da neve con vento si deve considerare la peggiore tra le condizioni denominate Caso II e Caso III riportate in Fig. 3.4.3 del D.M.2008.

a a m m

1 2 1 2

10 0.8 0.8

Pagina 170

3_NEVE

Copertura a pi falde Per il caso di neve depositata in assenza di vento si deve considerare la condizione denominata Caso (i), riportata nella figura C3.4.2 della Circ. 02.02.09, n. 617. Per il caso di neve depositata in presenza di vento si deve considerare la condizione denominata Caso (ii), riportata nella figura C3.4.2 Circ. 02.02.09, n. 617.

a a m m

1 2 1 2

10 0.8 0.8

Coperture cilindriche Si assume che la neve non sia impedita di scivolare. Per il caso di carico da neve depositata in assenza di vento si deve considerare la condizione denominata Caso (i), riportata in figura C.3.4.3 della Circ. 02.02.09, n. 617. Per il caso di carico da neve depositata in presenza di vento si deve considerare la condizione denominata Caso (ii), riportata in figura C.3.4.3 della Circ. 02.02.09, n. 617. I valori dei coefficienti di forma sono dati dalle espressioni seguenti:

h b

10 5 60 0.2

m m

Coperture adiacenti o vicine a costruzioni pi alte Pagina 171

3_NEVE Per il caso di neve depositata in assenza di vento si dovr considerare la condizione denominata Caso (i) nella figura C.3.4.4 della Circ. 02.02.09, n. 617. Per il caso di carico da neve depositata in presenza di vento, si dovranno considerare gli effetti dei possibili accumuli causati dai due fenomeni seguenti: - scivolamento della neve dalla copertura posta a quota superiore; - deposito della neve nella zona di ombra aerodinamica. La condizione di carico conseguente ai fenomeni di cui sopra denominata Caso (ii) nella figura C.3.4.4 della Circ. 02.02.09, n. 617. I valori dei coefficienti di forma sono dati dalle espressioni seguenti: 0.8 1 (assumendo che la copertura inf. sia piana) 20 m

b1 b2 h
ls

10 5 3 6

m m m m

2 = s + w s il coefficiente di forma per il carico neve dovuto allo scivolamento della neve che vale: per 15 s = 0
per > 15 s calcolato in ragione del 50% del carico totale massimo insistente sulla falda della copertura superiore, valutato con riferimento al valore del coefficiente di forma appropriato per detta falda. Peso dellunit di volume della neve g 2 kN/m3

w il coefficiente di forma per il carico neve dovuto alla redistribuzione operata dal vento, che vale: w 2.5
Nel caso in cui b2 < ls il valore del coefficiente di forma al livello della fine della copertura posta a quota inferiore dovr essere valutato per interpolazione lineare tra i valori di m1 e m2.

EFFETTI LOCALI
Le indicazioni che seguono sono da intendersi riferite a fenomeni locali, che debbono essere presi in considerazione per la verifica delle membrature da questi direttamente interessate. Le seguenti condizioni di carico verranno pertanto considerate esclusivamente per le verifiche locali. Pagina 172

3_NEVE Accumuli in corrispondenza di sporgenze Se la deposizione della neve avviene in presenza di vento la presenza di sporgenze, quali ad esempio i parapetti di bordo presenti su coperture piane, causano la formazione di accumuli nelle zone di ombra aerodinamica. Per coperture pseudo-orizzontali si dovr considerare la condizione di carico illustrata nella figura C3.4.5 Circ. 02.02.09, n. 617, nella quale si assumer: m1 0.8 m
2

h
ls

6.7 2

m m

Neve aggettante dal bordo di una copertura In localit poste a quota superiore a 800 m sul livello del mare, nella verifica delle parti di copertura a sbalzo sulle murature di facciata si dovr considerare lazione della neve sospesa oltre il bordo della copertura, sommato al carico agente su quella parte di tetto, secondo lo schema illustrato nella figura C3.4.6 Circ. 02.02.09, n. 617. I carichi dovuti alla neve sospesa in aggetto saranno considerati agenti in corrispondenza del bordo della copertura e si possono calcolare mediante lespressione: k qs qse 0.03

48 23

kN/m2 kN/m2

Peso dellunit di volume della neve Profondit del manto nevoso sulla copertura

g d

3 0.01

kN/m3 m

Carichi della neve su barriere paraneve ed altri ostacoli In talune condizioni la neve pu scivolare via da un tetto a falde o curvo. In questo caso si assume pari a zero il coefficiente di attrito tra la massa di neve e la superficie della copertura. Lazione statica Fs impressa da una massa di neve che scivola su barriere paraneve o altri ostacoli, nella direzione dello scivolamento, per unit di lunghezza delledificio pu essere assunta uguale a: Fs = qs b sin 13 kN/m2 qs

48

kN/m2

Pagina 173

3_NEVE Distanza in pianta (misurata in orizzontale) tra il paraneve o lostacolo ed il successivo paraneve o il colmo del tetto.

b
a

5 3

Pagina 174

3_TEMPERATURA

AZIONI DELLA TEMPERATURA


TEMPERATURA DELLARIA ESTERNA

Tmax = 45 C; Tmin = -15 C.

TEMPERATURA DELLARIA INTERNA


Tint = 20 C
AZIONI TERMICHE SUGLI EDIFICI Tabella 3.5.II Valori di Tu per gli edifici Tipo di struttura Strutture in c.a. e c.a.p. esposte Strutture in c.a. e c.a.p. protette Strutture in acciaio esposte Strutture in acciaio protette

Tu
15 C 10 C 25 C 15 C

EFFETTI DELLE AZIONI TERMICHE Tabella 3.5.III Coefficienti di dilatazione termica a temperatura ambiente T [106/C] Materiale Alluminio 24 Acciaio da carpenteria 12 Calcestruzzo strutturale 10 Strutture miste acciaio-calcestruzzo 12 Calcestruzzo alleggerito 7 Muratura 6 10 Legno (parallelo alle fibre) 5 Legno (ortogonale alle fibre) 30 70

Pagina 175

4_MATERIALI

COSTRUZIONI CIVILI E INDUSTRIALI

COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO
Tabella 4.1.I Classi di resistenza CLASSE DI RESISTENZA C8/10 10 C12/15 15 C16/20 20 C20/25 25 C25/30 30 C28/35 35 C 32/40 40 C35/45 45 C40/50 50 C45/55 55 C50/60 60 C55/67 67 C60/75 75 C70/85 85 C80/95 95 C90/105 105 Tabella 4.1.II Impiego delle diverse classi di resistenza CLASSE DI RESISTENZA STRUTTURE DI DESTINAZIONE MINIMA Per strutture non armate o a bassa percentuale di armatura ( 4.1.11) C8/10 Per strutture semplicemente armate C16/20 Per strutture precompresse C28/35

B450C
fy nom ft nom 450 540

B450A
450 [Mpa] 540 [Mpa] Diametro 5 < f < 40 mm Diametro 5 < f < 10 mm

Pagina 176

4_MATERIALI

CELLE DI CONTROLLO 5 C25/30

Pagina 177

4_MATERIALI

Pagina 178

4_MATERIALI

Pagina 179

4_SLU

CARATTERISTICHE DEL CALCESTRUZZO


Resistenze Classe di resistenza

Rck fck = 0,83Rck fcm = fck + 8

Resistenza caratteristica cubica a compressione a 28 giorni Resistenza caratteristica cilindrica a compressione a 28 giorni Resistenza cilindrica media

30 24.9 32.9 2.56 1.79 3.07 31447 0.15 1.00E-005 0.85 1.5 14.1 1.19

fctm Resistenza media a trazione fctk =0,7* fctm Resistenza caratteristica a trazione frattile 5% fcfm Resistenza media a trazione per flessione
E n a Modulo elastico Coefficiente di Poisson Coefficiente di dilatazione termica Coefficiente riduttivo per le resistenze di lunga durata Coefficiente parziale di sicurezza relativo al calcestruzzo Resistenza di calcolo a compressione Resistenza di calcolo a trazione

cc C fcd = ccfck /C fctd = fctk / C


Ritiro

Tabella 11.2.Va Valori di c0 fck 20 40 60 80 24.9 UR c0 h0 kh cd, = kh c0 20 -0.62 -0.48 -0.38 -0.3 -0.59 Deformazione da ritiro per essiccamento (in ) Umidit Relativa (in %) 40 60 80 90 -0.58 -0.49 -0.3 -0.17 -0.46 -0.38 -0.24 -0.13 -0.36 -0.3 -0.19 -0.1 -0.28 -0.24 -0.15 -0.07 -0.55 -0.46 -0.29 -0.16

100

Umidit relativa Deformazione da ritiro per essiccamento Dimensione fittizia pari al rapporto 2Ac / u essendo Valore medio a tempoC della deform. per ritiro da essicc. Deformazione da ritiro per essiccamento

60 -0.46 600 0.7 -0.32

Tabella 11.2.Vb Valori di kh h0 (mm) kh 100 1 200 0.85 300 0.75 500 0.7 t Et del cls nel momento considerato

300 28

ts

Et del cls a partire dalla quale si considera leffetto del ritiro Pagina 180

4_SLU

vecchi valori [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] [Mpa] C-1 2.61 fctm = 1.82 fctm = 3.13 28443 0.15 1.00E-005 1 1.6 15.56 1.14 30 24.9

0,30fck2/3 2,12ln[1+fcm/10]

per classi C50/60


per classi > C50/60

[Mpa] [Mpa]

CELLE DI CONTROLLO -0.46 60

60 -0.49 -0.38 -0.3 -0.24 -0.46

%
[mm]

ca,
4.41 3.59 2.78 1.99 1.22 0.45
Pagina 181
ecd
12

Sviluppo neltempo della deformazione ecd

[giorni] [giorni]

5 10 15 20 25

10

4_SLU

neltempo della deformazione ecd

Pagina 182

4_SLU (normalmente il termine della maturazione). ds(t-ts) = (t-ts) / [(t-ts)+0,04 ho3/2 ] cd (t ) = ds (t ts) cd, 0.32 -27.89 -0.000037

ca, = -2,5(fck-10)10-6
Viscosit

Valore medio a tempo della def. per ritiro autogeno

Tabella 11.2.VI Valori di (, t0). Atmosfera con umidit relativa di circa il 75% t0 75 150 300 600 3 3.5 3.2 3 2.8 7 2.9 2.7 2.5 2.3 15 2.6 2.4 2.2 2.1 30 2.3 2.1 1.9 1.8 60 2 1.8 1.7 1.6 28 2.34 2.14 1.94 1.84 Tabella 11.2.VII Valori di (, t0). Atmosfera con umidit relativa di circa il 55% t0 3 7 15 30 60 28 UR h0 h0 75 mm 4.5 3.7 3.3 2.9 2.5 2.93 h0 = 150 4 3.3 3 2.6 2.3 2.62 h0 = 300 3.6 3 2.7 2.3 2.1 2.31 h0 600 3.3 2.8 2.5 2.2 1.9 2.22

75 600 2.8 2.3 2.1 1.8 1.6 1.84 55 600 3.3 2.8 2.5 2.2 1.9 2.22 60 600 28 2.13

Umidit relativa Dimensione fittizia pari al rapporto 2Ac / u essendo Et del cls nel momento in cui si mette in carico Coefficiente di viscosit a tempo

t0
(, t0)

CARATTERISTICHE DELL'ACCIAIO
fyk Diametro tipico barre Tipo di acciaio Tensione caratteristica di snervamento dellacciaio Coefficiente parziale di sicurezza relativo allacciaio Resistenza di calcolo dellacciaio 16 B450C 450 1.15 391.3

fyd

Tensione tangenziale di aderenza acciaio-calcestruzzo

=
fbk = 2,25 fctk Resistenza tangenziale caratteristica di aderenza

1 4.03 2.69

fbd = fbk / C

Pagina 183

12

10

4_SLU

%
[mm] [giorni]

[mm] \ [Mpa]

30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 105 110 115 120 125 130 135 140 145 150 155 160 165 170 175 180 185 190 195 200 205 210 215 220 225 230 235 240

-0.3 -1.04 -1.76 -2.48 -3.18 -3.87 -4.55 -5.22 -5.88 -6.53 -7.16 -7.79 -8.41 -9.02 -9.62 -10.21 -10.79 -11.37 -11.93 -12.49 -13.04 -13.58 -14.11 -14.63 -15.15 -15.66 -16.17 -16.66 -17.15 -17.64 -18.11 -18.58 -19.05 -19.5 -19.96 -20.4 -20.84 -21.28 -21.71 -22.13 -22.55 -22.96 -23.37

ecd

0 0 2 4

t [g]

[Mpa] [Mpa]

Pagina 184

4_SLU

t [g]

10

12

Pagina 185

4_SLU Nel caso di armature molto addensate o ancoraggi in zona di calcestruzzo teso, la resistenza di aderenza va ridotta dividendola almeno per 1,5 Diagrammi di calcolo tensione-deformazione del calcestruzzo

c2 = c3 = c4 = cu =

0.20% 0.175% 0.07% 0.35%

Diagrammi di calcolo tensione-deformazione dellacciaio

Pagina 186

4_SLU

va ridotta dividendola almeno

245 250 255 260 265 270 275 280 285 290 295 300

-23.77 -24.17 -24.56 -24.95 -25.33 -25.71 -26.08 -26.45 -26.82 -27.18 -27.54 -27.89

Pagina 187

4_SLU

Pagina 188

Tabella10
Larghezza Posizione armatura compressa Posizione armatura tesa Area armatura compressa DATI Area armatura tesa Resistenza calcestruzzo Deformazione ultima calcestruzzo Resistenza acciaio Modulo elastico acciaio Deformazione ultima acciaio Deformazione snervamento acciaio b d' d A's As fcd ecu fyd Es esu eyd 250 40 360 308 1018 14.11 0.350% 391 206000 10.000% 0.190% 12.174 -0.800% -1648.0 -1209 233 0.290% 391.3 1991 4 45.965 639 87.475 939 b 87.475 1.090% 164 a b g X ec e's X ec e's 2.8220E+03 -7.7565E+06 3.9708E+08 52.184 1.695% 0.396% ### 98.450 3.764% 2.235% ### es [Mpa] [mm2] [Mpa] [mm2] [mm] [mm] [mm] [mm] [mm] [mm2] [mm2] [Mpa] n 2 4 f 14 18

Posizione asse neutro X23-4 Confine 23-4 Deformazione armatura compressa Tensione armatura compressa Posizione asse neutro Confine 3-4 Deformazione armatura compressa Tensione armatura compressa CAMPO DI ROTTURA Posizione asse neutro snervamento A's X23a-b Campo 23 Armatura snervamento A's As23a-b Sottocampo Posizione asse neutro snervamento A's X4a-b Campo 4 Armatura snervamento A's As4a-b Sottocampo Posizione asse neutro snervamento A's X5a-b Campo 5 Deformazione armatura tesa Sottocampo Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Campo 23a Posizione asse neutro Deformazione calcestruzzo Deformazione armatura compressa Posizione asse neutro Campo 23b Deformazione calcestruzzo Deformazione armatura compressa Armatura snervamento A's As5a-b e's s's X3-4 e's s's

Armatura al confine 23-4 As23-4

Armatura al confine 3-4 As3-4

Momento ultimo MRdu

Momento ultimo MRdu

Pagina 189

Tabella10
Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Campo 4a Posizione asse neutro Deformazione armatura compressa Deformazione armatura tesa Posizione asse neutro Campo 4b Deformazione armatura compressa Deformazione armatura tesa a b g X e's es X e's es 2.8220E+03 -1.7632E+05 -8.8791E+06 95.446 0.203% 0.970% ### 98.450 0.208% 0.930% ### 2.8220E+03 9.5587E+05 -2.7308E+08 184.830 0.274% 0.332% ### 2.8220E+03 8.5436E+05 -2.6420E+08 189.998 0.276% 0.313% ###

Momento ultimo MRdu

Momento ultimo MRdu Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Campo 5a Posizione asse neutro Deformazione armatura compressa Deformazione armatura tesa Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Coeff. equazione 2 grado Campo 5b Posizione asse neutro Deformazione armatura compressa Deformazione armatura tesa a b g X e's es a b g X e's es

Momento ultimo MRdu

Momento ultimo MRdu

Pagina 190