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HIRAM

Rivista del Grande Oriente d’Italia


n. 4/2005

• EDITORIALE
3 Per aspera ad astra
Gustavo Raffi e Antonio Panaino

7 Massoneria tra realtà storica e mito


Anna Maria Isastia
41 Gli Eletti Cohen
Giuseppe Abramo

67 La Lire Maçonne: alcune considerazioni su Musica e Massoneria nel XVIII secolo.


Daniele Tonini
79 L’etica della rivolta in Albert Camus
Alfio Fantinel
87 La via della psicologia sacra secondo i Tarocchi
Alberto Samonà

• SEGNALAZIONI EDITORIALI 95
• RECENSIONI 103
Errata corrige 106
HIRAM, 4/2005
Direttore: Gustavo Raffi
Direttore Scientifico: Antonio Panaino
Condirettori: Antonio Panaino, Vinicio Serino
Vicedirettore: Francesco Licchiello
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EDITORIALE
Per aspera ad astra
di

Gustavo Raffi e Antonio Panaino


Gran Maestro del Grande Oriente dItalia Direttore scientifico di Hiram
Palazzo Giustiniani Università di Bologna

In this article the Authors discuss the positive impact of the entire cycle of public
events organized by the Grand Orient of Italy (Palazzo Giustiniani) in the occasion
of its 200 years of seminal activity, emphasizing also some new challenges to be
faced in the next future.

Carissimi Fratelli, che da Torino a Palermo, da Milano a


Roma, passando per Firenze e quindi, final-
opo un anno di iniziative volte a mente, a Bologna, il 3 dicembre 2005, han-
celebrare il bicentenario del no sicuramente proposto una rivisitazione
Grande Oriente d’Italia (Palazzo storica puntuale e rigorosa della storia del
Giustiniani) ci troviamo a fare qualche G.O.I. Si è trattato di un ciclo di grandi con-
bilancio e trarre alcune conclusioni, gravide vegni che ci hanno permesso di conoscere
di conseguenze per il nostro futuro. meglio il patrimonio umano, spirituale, eso-
Ci eravano prefissati l’obiettivo ambizio- terico e culturale della Massoneria italiana,
so di celebrare questa ricorrenza con un for- la quale ha avuto un impatto tanto signifi-
te spirito di outing, di incontro e dialogo cativo, quanto (talora) misconosciuto, nella
con il Paese, con la cultura, i giovani, le vita dell’Italia, che ciò piaccia o meno ai
pubbliche istituzioni e soprattutto con il vari detrattori. Il fatto che tutte queste ini-
mondo dei mass-media, senza cadere in una ziative abbiano visto non solo sfilare le più
sorta di autoesaltazione o, al contrario, di grandi autorità scientifiche sulla materia
depressivo elogio del passato sostanzial- (ossia specalisti di fama riconosciuta, chia-
mente fine a se stesso. Tutte le iniziative mati per i meriti accademici e non sulla
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EDITORIALE

base dell’appartenenza alla nostra Obbe- le che l’appartenere alla Libera Muratoria
dienza), ma anche partecipare un numero comporta. Ritornano così, di fatto, sebbene
sempre più crescente di cit- in modo sempre nuovo, i gran-
tadini estranei al Grande di temi che ci distinguono:
Oriente, di pubblici la difesa dello Stato Laico,
amministratori, giornali- la libertà di ricerca scientifi-
sti, semplici curiosi che ca dinanzi ai diversi tentati-
volevano saperne di più vi di subordinare il diritto
riguardo a questa strana alle visioni di questa o quel-
nebulosa che pare essere la teologia, la difesa dei
la Libera Muratoria, è un diritti civili e l’attenzione
successo straordinario. sempre costante alle nuove
D’altro canto il note- povertà ed alle sempre più
vole rispetto istituzionale subdole forme di prevarica-
che ci siamo guadagnati zione e di sfruttamento, la
sul campo, come associa- tutela della Scuola Pubblica
zione degna di conside- come luogo di formazione
razione e di stima, seria di un cittadino maturo ed
per finalità e costruttivi- equilibrato, capace di convi-
tà, non è venuto dal nulla, vere con culture diverse, ma
ma si deve all’impegno di tutti i fratelli che affratellate da comuni princìpi garantiti dal-
hanno condiviso un sogno, che sempre più la Carta Costituzionale. Siccome questi non
sembra farsi realtà: quello di vivere in una sono slogan, né una sorta di lista della spe-
patria più serena, dove l’appartenenza alla sa, ma contenuti profondi che accompagna-
Massoneria sia una scelta vista con rispetto no il nostro cammino da due secoli, il futu-
e non alla stregua di una sorta di marchio ro ci vedrà sicuramente chiamati a parteci-
d’infamia, come invece avveniva in un pas- pare, come uomini del dialogo e del dubbio,
sato non troppo lontano. Questi risultati fan- alle difficili riflessioni che emergono intor-
no molto riflettere sulle conseguenze di no ai processi di globalizzazione, ma anche,
quanto si è seminato, perché noi ci aspettia- più semplicemente, riguardo ai temi più
mo dei frutti, altrimenti saremmo stati degli tipici (ma non per questo scontati) del pen-
sciagurati o dei giocolieri velleitari. L’ e s s e- siero critico. Sì, perché in effetti, se ci pen-
re una realtà massonica di profilo così forte siamo bene, dove si pensa criticamente
significa reggere il confronto continuo con oggi? A parte nelle case private di coloro
la Società Civile, con le idee e le situazioni che lo fanno, purtroppo pochi. Lo spaesa-
che cambiano vorticosamente, senza inse- mento sempre più disarmante del soggetto,
guire strane Chimere o correre dietro gli ridotto a consumatore, gradatamente espo-
eventi quotidiani, ma con un senso sempre sto ad una perdita di senso, innanzitutto del
più profondo dell’alto significato etico-civi- proprio essere, svilito ad un’appendice del
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Per aspera ad astra, G. Raffi e A. Panaino

telefonino, che tra poco scriverà e parlerà al alcuno una “linea” o una verità preconfe-
suo posto, ci spaventa. Allo stesso modo ci zionata su cui costruire una casa di argilla.
spaventa il disagio giovanile, che non è solo Uomini che si trovano sempre più numero-
o soltanto frutto di si a discutere dell’antico
e m a rginazione o di motto conosci te stesso,
povertà; purtroppo il al fine di trovare quel
dolore individuale sem- Sé così sfuggente anche
bra crescere con la ric- a noi stessi, sanno bene
chezza e con l’incapa- che tale discesa nel pro-
cità di saper disegnare fondo, tale apertura di
un progetto individuale porte così “difese”, di
e collettivo. Non è, “censure” tanto sinuose
allora, un caso che la e traditrici, non costitui-
depressione ed in gene- sce affatto un cammino
re il disagio psicologico semplice. Come nei
emergano come le nuo- nostri rituali, a partire
ve malattie del secolo dall’iniziazione, biso-
appena incominciato. gna superare ostacoli e
Quale messaggio, quale prove, essere alchemi-
funzione, quale aiuto camente scomposti e
reale può e deve dare la Massoneria in que- ricomposti e, quindi, morire e rinascere,
sto scenario certamente non esaltante? così la nostra Massoneria muore e rinasce di
Bisogna allora ribadire, per quel poco giorno in giorno attraverso l’esempio e la
che possiamo fare (ma che andrebbe fatto), responsabilità che tocca, per la parte affida-
che un compito della Massoneria è proprio taci, a ciascuno di noi.
quello di offrire uno spazio di sociabilità Più giovani, più fratelli, non significa
dialogante, di ricerca e di spiritualità. Essa semplicemente più aderenti e più quote
si offre come luogo di mutua educazione, in associative, ma molta più responsabilità e
cui il massone si abitua a non accontentarsi senso del dovere, innanzitutto individuale e,
di risposte semplici o dogmatiche (qualsia- ovviamente, collettivo. Se i massoni si
si esse siano), ma a porsi sempre nuove sfi- devono riconoscere è per via di come sono
de, nuovi interrogativi, anche scomodi o, e di quello che fanno; per lo stile e per le
perfino laceranti. Forse, anche per questo, i capacità che dimostrano, innanzitutto come
giovani sono sempre più presenti nelle cittadini di serie A. Altri hanno cercato e
nostre logge, dato che vi possono trovare un provato a dimostrare il contrario. Siamo
luogo di discussione, lontano da apriorismi, qui, più fieri di prima, ma anche più sereni
disponibile come spazio di riflessione a tut- per il lavoro svolto.
to campo sulla complessità del reale, ma Si sta concludendo un anno di duro lavo-
anche così particolare da non imporre ad ro per tutti ed un altro ci aspetta gravido di
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EDITORIALE

responsabilità. Non vogliamo tediarvi con meraviglia che è la Libera Muratoria del
ulteriori considerazioni, ma solo porgere a Grande Oriente d’Italia. A loro vogliamo
tutti, anche a nome del dedicare la chiusa di
Gran Maestro, un questo breve editoriale.
a ffettuoso e fraterno Cari Fratelli, è giunto
augurio di buone il momento di salutarVi,
festività. così, ricordando che a
Vorremmo però, Voi è permesso decla-
prima di concludere, mare a voce alta i versi
esprimere un ringra- che Shakespeare mise
ziamento, come si è in bocca ad Enrico V
già fatto a Bologna, in prima della battaglia di
occasione della chiu- Agincourt, quando tutto
sura del Bicentenario, a sembrava finito, senza
tutti quei fratelli, molto più anziani rispetto possibilità di salvezza:
ai tanti che sono stati iniziati negli ultimi
anni (tra i quali si colloca anche il Direttore We few you happy few. We band of brothers
della nostra rivista), per età e per esperien- For he to-day that sheds his blood with me
za massonica, i quali hanno attraversato Shall be my brother; be he ne'er so vile,
molti momenti così difficili, che parvero per This day shall gentle his condition.
poco essere anche gli ultimi di una storia
gloriosa. Grazie per aver resistito quando nessuno
Sentiamo, insomma, il dovere, a nome ci avrebbe più creduto e per aver fatto rina-
dell’Obbedienza tutta, e soprattutto dei più scere dalle sue ceneri la Fenice ancor più
giovani, di ringraziare coloro che hanno vigorosa di prima.
resistito alle tempeste degli anni Ottanta e Duecento anni non sono che l’inizio, ma
Novanta per aver tenuto duro e per aver se possiamo dirlo a voce alta, lo dobbiamo
regalato non solo a coloro che sono arrivati a voi che siete restati tra le colonne con
in Massoneria quando ormai la tormenta era senno, benefizio e giubilo per tutta la
passata, ma anche all’Italia tutta, questa Comunione.
Massoneria tra realtà storica e mito
di Anna Maria Isastia
Università di Roma “La Sapienza”

Masonic Institutions spread in various Countries, even if they come from a sin -
gle initial background, have elaborated, in consequence of historical facts, many
significative differences which permit to distinguish them one from the other. In
the first part of this contribution the Author examines the historical motivations
which took Italian Freemasonry to grow independently from the English Craft
and from other Latin Masonic Institutions.
Then the Author speaks about the mythology which involved Freemasonry in
most of European culture of the last two centuries. The collective imaginery tend -
ed to transform in a multitentacular octupus what has been one of the places
where modernity and the culture of freedom were founded.

no studioso non massone che si ria italiana: Manlio Cecovini si staglia nel
avvicini alla Libera Muratoria panorama dell’Italia della seconda metà del
come oggetto di ricerca storica Ventesimo secolo con caratteristiche cul-
non può accontentarsi di raccogliere e stu- turali, ideologiche e politiche che lo avvi-
diare la documentazione disponibile, ma cinano idealmente a figure carismatiche del
deve almeno tentare di penetrare oltre, nel- passato quali Ernesto Nathan, Ettore Ferrari
la particolare psicologia dei fratelli, nella o Guido Laj.
quale pubblico e privato sembrano mesco- Commovente la fede che conserva,
larsi in modo praticamente inestricabile. anche in età avanzata per la Massoneria:
Forse è per questa sensibilità, che ho
Presto sarò, come uso dire, polvere di
acquisito nel tempo, che desidero introdurre
stelle, ma non ho dubbi che l’Istituzione
l ’ a rgomento citando alcune frasi scritte da
continuerà a vivere nei secoli, perché
un uomo che ha contribuito alla storia della risponde a un bisogno spirituale dei tanti
sua città, Trieste, e a quella della Massone-
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che non accettano i dogmatismi delle reli - te, ma non in quelli dove prevale un regime
gioni consolidate e tuttavia rifiutano di totalitario), all’accettazione dei princìpi
essere definiti atei. E ancora: Entrai in massonici da parte della società in cui i fra-
Massoneria (1949) per una consolidata telli vivono.
tradizione triestina liberale e
La Massoneria è considerata
patriottica, e vi trovai quel -
dagli storici una delle molte-
la fratellanza laica che altre
istituzioni generalmente plici fonti ideologiche della
non offrono1. democrazia e dunque del
mondo moderno3. Nella sua
Sono frasi, scritte nel preoccupazione di costruire
2002, che riecheggiano l’Uomo, ha funzionato dal
una Libera Muratoria che XVIII secolo come un cata-
sembra scomparsa e con- lizzatore di idee, ma soprat-
fermano una volta di più tutto come un vettore di nuo-
l’estrema complessità di una ve forme di sociabilità. Questo
Istituzione dalle tante e diverse concetto, generalmente condiviso
anime. dagli storici, è stato invece messo in dis-
cussione da studiosi massoni, come il Jones4
Prima parte: Cenni storici ripreso in Italia da Di Luca5 che lo conside-
ra riduttivo rispetto alla spiritualità murato-
L’Istituzione massonica, come collettivi- ria che sarebbe il vero aspetto peculiare di
tà rituale non può non avere anche scopi primaria importanza.
sociali2 e, come struttura organizzata, ha La Massoneria moderna, nata in Gran
sempre pesantemente risentito del contesto Bretagna nel 1717 e diffusasi rapidamente
storico in cui i fratelli hanno vissuto e ope- in Europa e nel resto del mondo, è venuta
rato anche se durante i lavori rituali essi assumendo, con il trascorrere del tempo,
dovrebbero vivere una dimensione che li connotati molto diversi nei diversi paesi.
pone fuori dal tempo storico e dallo spazio In Inghilterra c’è una storia senza storici,
reale. Tutto il resto però è calato nello spa- nel senso che l’attenzione degli studiosi è
zio, nel tempo e nella cultura di un determi- incentrata prevalentemente sull’evoluzione
nato paese, in una determinata epoca: dalla della ritualità mentre poco spazio è lasciato
possibilità stessa di avere una vita massoni- allo sviluppo delle relazioni storiche con il
ca (libera negli Stati retti democraticamen- mondo profano.

1 Cecovini, 2002: 134 e 212.


2 Vanni, 2002: 31.
3 Ciuffoletti 1991; Thual 1994.
4 Jones, 1995: 164-165.
5 Di Luca, 2000: 7-8.
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Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

Nel mondo latino abbiamo invece un “Gran Protettore”6 riprendendo una tradi-
confronto tumultuoso che, unito a rotture zione che risaliva a Federico II di Prussia.
politiche come la rivoluzione francese, ha La Massoneria inglese, dunque, diventa-
provocato una modifica profonda della ta “governativa” e, legata alla Corona, si
Massoneria. sviluppò in tutta tranquillità occupandosi
Eppure, anche nel passato dei problemi del pauperismo
della Comunione inglese è (istituzioni di carità, asili dei
possibile delineare una storia poveri, ospedali massonici).
e una nuova e diversa sto- Poco tollerante si dimostrò
ria, come accenneremo, però in materia di religio-
ricomincia ad averla oggi. ne se è vero che un Gran
La Massoneria inglese è sta- Maestro in carica, il mar-
ta a lungo segnata dallo scon- chese Earl de Grey and Rip-
tro tra le due Grandi Logge pon, dovette dimettersi nel
dei Moderns e degli 1874 perché si era converti-
Anciens; conflitto dovuto alle to al Cattolicesimo. In quel-
differenze di natura sociale e reli- la occasione i fratelli inglesi
giosa che opponevano i membri delle due decisero di stringere ulteriormente i legami
diverse Obbedienze. Il conflitto fu superato con la casa regnante offrendo la più alta
solo nel 1813 con la nascita della Gran Log- carica al principe di Galles che l’accettò, ma
gia Unita d’Inghilterra. solo un anno dopo, nel 18757. All’inizio del
Nel corso di quel lungo e difficile con- Ventesimo secolo, i massoni inglesi orga-
fronto, le due massonerie inglesi dovettero nizzavano ancora manifestazioni pubbliche
combattere (vittoriosamente) la legge che si contro i “clericali” nel corso delle quali sfi-
proponeva di limitare il diritto di associa- lavano con i paramenti di loggia. Ancora
zione (Combination Act del 1799). A s e g u i- oggi in Irlanda protestanti e massoni sfilano
to di quel pericolo si lavorò per l’unifica- in corteo sfidando i cattolici.
zione e contemporaneamente ci si avvicinò Durante la grande espansione coloniale
alla Corona. I massoni inglesi iniziarono inglese, la Gran Loggia Unita d’Inghilterra
tutti i membri della famiglia reale e procla- divenne una istituzione imperiale, ansiosa
marono i re d’Inghilterra “Protettori del- di servire la famiglia reale. Anche nel XX
l’Ordine”. secolo, fedele alla sua tradizione, è rimasta
Anche nella Germania appena unificata, molto vicina alla monarchia e agli ambienti
nel 1871, il kaiser Guglielmo I fu nominato politici conservatori.

6 Esposito, 1979: 88.


7 Il marchese Earl de Grey and Rippon era subentrato a Lord Zetland nel maggio 1870. Per avere
una idea della potenza della Massoneria inglese ricordiamo che nel 1874 vi erano 1299 logge con un attivo
di cassa di 38.025 sterline (Gould, 1887 vol. VI: 1814-1885).
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Lo storico massone Moramarco rileva Limitandoci a considerare il secondo


che il lealismo al trono britannico procla- Ottocento, appare con chiarezza la necessi-
mato nelle grandi logge del Common- tà delle massonerie latine di operare nei
wealth contraddice la presunzione neutrali- contesti nazionali. Ed è per questo che il
sta messa in discussione anche dalla fun- sapere massonico delle Comunioni latine è
zione di supporto esercitata dalle logge nel un patrimonio di conoscenze modellato su
controllo coloniale. ideali politici.
Alla luce di queste brevis- I massoni portoghesi che
sime note non può stupire la operavano in un paese dove
grande fortuna della Masso- il nazionalismo di Stato era
neria inglese che alla vigilia forte e dove la difesa del-
della prima guerra mondiale l’indipendenza nazionale
contava 210.000 fratelli8 ed è era sentita come un valore
arrivata a raccogliere primario, hanno elaborato
8/900.000 fratelli nella una Costituzione (1878)
seconda metà del Novecento. nella quale si contemplava
Gli studiosi delle massone- l’amore della patria e la
rie latine sentono la necessità di difesa dell’indipendenza
approfondire le connessioni tra la storia nazionale . In Spagna le Obbe-
9

dell’Istituzione e quella delle società in cui dienze massoniche erano tante e in perenne
ha operato. Gli inglesi invece sembrano conflitto tra loro; tutte comunque si impe-
tenere in scarsa considerazione questo gnarono per le libertà civili e la secolarizza-
aspetto, privilegiando gli studi sulle lontane zione della società. I massoni spagnoli pro-
origini della Gran Loggia Unita e quelli posero, in un primo periodo, la trasforma-
legati alle modifiche dei rituali. zione dello Stato su base repubblicana, poi
Nate da un unico ceppo, per motivi reli- rielaborarono il concetto di democrazia
giosi, culturali, politici le massonerie si all’interno del liberalismo. I massoni cata-
sono profondamente differenziate, assu- lani fondarono atenei del libero pensiero,
mendo caratteristiche peculiari nei diversi leghe anticlericali, scuole laiche, appoggia-
paesi in cui sono presenti. rono il primo pacifismo e l’emancipazioni-
Le massonerie nordiche e anglo-sassoni, smo femminile, esercitando una significati-
“organiche al potere”, hanno potuto far pre- va influenza sulla società civile.
valere gli aspetti rituali e speculativi, men- In Francia si arrivò a sostenere una tota-
tre le massonerie latine sono state chiamate le identità tra istituzione massonica e siste-
a svolgere un forte ruolo pubblico. ma repubblicano: la Massoneria è la Repub -

8 Nel 1913 la Gran Loggia di New York contava 180.000 membri (Acacia, 1913: 169).
9 Gonzalo, 1999:19.
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Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

blica al coperto. La Repubblica è la Masso - Della grande famiglia latina si conside-


neria allo scoperto sosteneva nel 1894 il ravano parte anche i fratelli belgi13 e lus-
ministro del commercio Gadaud sintetiz- s e m b u rghesi così come quelli ungheresi e
zando quello che molti pensavano10. A rumeni14.
fine Ottocento “tra le I massoni di oggi
colonne” sedevano repub- stigmatizzano, con evi-
blicani, liberi pensatori, dente disprezzo, le
anticlericali, concordi nel “deviazioni del passa-
volere riforme sociali. La to”. Natale Di Luca ha
Massoneria era considerata criticato, credo a
una forza filosofica e poli - ragione, nel suo lavo-
tica atta a radicare il laici - ro, le Grandi Mae-
smo nel Paese, combattere stranze di Giordano
la Chiesa e i monarchici, e Gamberini (1961-
preparare l’avvento di una 1970) e soprattutto di
società giusta e fraterna11. Lino Salvini (1970-
Le elezioni del 1902, che 1978), che gestì il
portarono al Blocco delle Grande Oriente d’Italia
Sinistre, condiviso dal Grand Orient, collo- come un partito politico creando le premes-
carono l’Ordine tra i pilastri del potere12. se della successiva catastrofe. La sua sensi-
I massoni italiani condivisero con le bilità di massone moderno ha indotto Di
altre Comunioni latine sentimenti, aspetta- Luca a condannare – in un libro del 2000 –
tive, problematiche. In più gli italiani senti- anche tutti i Grandi Maestri di età liberale,
vano il dovere morale di difendere la stessa commettendo, a mio giudizio, un errore di
esistenza dello Stato nazionale che alcuni di prospettiva storica15 che ha infatti corretto
loro avevano contribuito a far nascere. La nel successivo lavoro su Arturo Reghini, nel
potenza che lavorava per abbattere l’Italia quale appare molto più attento ad interpre-
unita era la Santa Sede e questo dato arric- tare positivamente la sensibilità dell’epoca.
chiva di ulteriori motivazioni lo scontro in Sulla stessa linea appare la posizione di
atto in tutta l’Europa cattolica. Massimo Della Campa, che parla addirittu-

10 Histoire des francs-maçons en France de 1815 à nos jours, sous la direction de Daniel Ligou, To u-
louse, 2000, pp. 89-97.
11 Combes, 1986: 86.
12 Le questioni discusse all’epoca nel Grand Orient de France sembrano più adatte ad un parlamen-
to che ad un consesso massonico (Acacia, gennaio-febbraio 1911, pp. 39-40).
13 Reggiani 2000.
14 Geografia massonica, Acacia, aprile-maggio 1910, p. 81.
15 Di Luca 2000.
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ra di “Massoneria deviata” in riferimento esse però non li vollero inerti, ed in ogni


agli anni di Adriano Lemmi (1885-1896), occasione nella quale, al di sopra di
Ernesto Nathan (1896-1904), Ettore meschini e partigiani interessi, si agitasse -
Ferrari (1904-1917)16. ro quistioni vitali per la
I massoni italiani di patria, i massoni si
schierarono sempre
cento anni fa invece
all’avanguardia, e con
rivendicavano con orgo- la parola e con l’opera
glio la loro specificità di cui procurarono il maggior
erano pienamente consa- bene del loro paese.
pevoli. Nel marzo del
1882 l’allora Gran Segre- Dunque gli italiani
tario del Grande Oriente si dibattevano tra la
d’Italia Luigi Castellazzo consapevolezza dei
scriveva sulla Rivista del - limiti posti loro dai
la Massoneria italiana: L a n d m a r k s, i princìpi
Coloro adunque che pre - base della fratellanza, e la
dicano l’assoluta astensione dalla politica spinta morale ad agire.
come un obbligo imprescrittibile per tutti Lo rilevava con acutezza un massone
i massoni, o scientemente aspirano ad evi - tedesco che visitò le logge italiane all’inizio
rare il nostro libero sodalizio per farne del Novecento notando la grande differenza
un’arcadia di pastori belanti, o una con - con quelle del suo paese:
fraternita di frati gaudenti, o, incoscienti,
e per vano spirito d’imitazione, si propon - Ciò che noi escludiamo, politica e reli -
gono ad esemplari quei massoni che, gione, forma in Italia parte considerevole
vivendo in ben altre condizioni di cose, dell’attività massonica. La loggia a dire il
hanno diritti e doveri ben dai nostri diver - vero, non si ingerisce nel sentimento reli -
si. gioso di ciascuno, si aspetta però che i suoi
componenti operino sempre in senso pro -
gressista e secondo le esigenze del libero
Il Gran Maestro Adriano Lemmi nel
pensiero17.
1886 scriveva, in una circolare in cui invi-
tava i fratelli a mobilitarsi in vista delle ele-
Segnalava che in loggia l’abbigliamento
zioni politiche:
era il più vario, le formalità di ricevimento
Se le antiche dottrine e tradizioni del - erano minime, mancava la parte musicale.
l’ordine vietarono ai liberi muratori di git - Colpiva molto il ruolo svolto dall’oratore,
tarsi in mezzo alle gare dei partiti politici, assente nel mondo anglo-sassone. Alla fine

16 Della Campa e Galli, 1998: 43.


17 Rivista della massoneria italiana, 1902, p. 262.
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Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

dei lavori non seguiva l’agape, cioè la cena coloro che hanno piccolissimi difetti fisici
tra fratelli, ma una semplice “bicchierata”. come, per esempio, la falange di un dito
La consapevolezza della diversità si amputata o addirittura per non poter pie -
trasformò in orgoglio della gare il dito medio di una
diversità nelle pagine mano19. In Pennsylvania,
della rivista Acacia nata uno degli Stati con il più
dopo la crisi massonica alto numero di massoni, il
del 1908 – risoltasi GM della GL ha deciso
con la scissione del che un nano non può
Rito Scozzese Antico e essere iniziato. Commen-
Accettato e la nascita to polemico: La Gran
della Serenissima Gran Loggia di Pennsylvania
Loggia d’Italia di Save- non riconosce il Gran -
rio Fera – nata proprio in de Oriente d’Italia: e que -
opposizione ad una linea sto ci fa veramente piacere20.
socio-politica contestata In realtà la questione della
perché troppo progressista e mancata ammissione di persone
troppo poco governativa. con difetti fisici era assai dibattuta negli
La rivista del Rito Simbolico appariva Stati Uniti ed era stata lasciata andare in
molto attenta a quanto accadeva nel mondo disuso in Inghilterra21.
anglosassone: molti gli spunti polemici che Sulla rivista Acacia si insisteva molto
si accompagnavano a serie riflessioni. La sulla metodologia di lavoro della Massone-
rivista è un florilegio di attacchi alla Mas- ria latina, rivendicandone la superiorità su
soneria anglo-sassone: quella anglo-sassone dove le logge consa -
Le logge degli Stati Uniti d’America cravano quasi tutte le loro tenute al Rituale
sono dei circoli sociali in cui si fa esclusi - e a banchetti22. Si stigmatizzava il fatto che
vamente del ritualismo recitando frasi le tornate di loggia settimanali si tenevano
catechistiche dopo le quali si pranza18. per lo più presso ristoranti, alberghi, sale da
pranzo o da ballo23, ignorando evidente-
Ma c’è di più. Si vuol far sapere che die- mente che si trattava di incontri informali
tro tanto sussiego c’è poca sensibilità uma- “d’istruzione” e non di tornate rituali.
na. Nella Carolina del sud si respingono In risposta al disprezzo delle Grandi

18 Acacia, dicembre 1909, p. 242.


19 Stranezze della massoneria nord-americana, Acacia, aprile-maggio 1910, p. 83.
20 Acacia, 1912, p. 186.
21 Jones, 1995: 261-262.
22 Acacia, gennaio-febbraio 1911, p. 41.
23 Ivi, p. 42.
• 14 •

Logge nord americane per la Massoneria cazione, in dimostrazioni di mutua solida -


latina e all’impossibilità per i fratelli del rietà.
Grande Oriente d’Italia di visitare le loro
officine, perché non riconosciuti, si proget- Dunque quelli che erano i punti cardine
tava di fondare logge all’obbedien- della Massoneria anglo-sassone
za italiana nell’Illinois, nel erano considerati da un
Massachusetts e nella massone italiano vuota
Pennsylvania24, in palese perdita di tempo.
conflitto con le potenze Zanni credeva nel-
massoniche che già occu- la missione delle mas-
pavano il territorio. sonerie latine e lamen-
Alla vis polemica si tava anzi lo scarso
accompagnava una più pro- impegno politico del
fonda riflessione. Il diret- Grande Oriente. Non
tore della rivista Umberto voleva certo che la
Zanni si interrogava sulle Massoneria facesse
motivazioni profonde che ave- politica di partito, ma
vano portato alla traumatica scissio- ribadiva che la Massoneria ha
ne del 1908 con considerazioni che restano tuttavia una sua politica. Riflettendo sulla
valide ancora oggi: diversa condizione delle altre Comunioni
ripeteva che:
Vi sono due anime entro la Massoneria,
due diverse concezioni del suo scopo L’apoliticismo propriodelle massonerie
immediato e dei suoi mezzi: e da questo dei paesi anglo-sassoni e tedeschi, che può
contrasto dipende la profonda crisi che, da essere giustificato dalle particolarità della
lungo tempo latente o poco manifesta, si fa loro vita politico-sociale non è possibile nei
oggi gravissima, sotto l’incalzare degli paesi latini e tanto meno è possibile in Ita -
eventi, tanto da richiedere decisioni ben lia25.
precise e rapide […] Siamo ad un bivio: o
interessare la Massoneria a tutta la vita
del paese e specialmente a quella politica, In realtà, come abbiamo già accennato,
aiutando alla attuazione dei princìpi il presunto apoliticismo inglese era invece
democratici sociali; o farla rimanere estra - totale adesione alla linea della Corona.
nea, smarrita in freddi e vuoti atteggia - Non erano solo gli italiani ad interrogar-
menti liturgici; pascoleggiante in pratiche si sui perché delle diversità. In una loggia di
di beneficenza, in preoccupazioni di edu - Strasburgo, regione di confine, il Venerabi-

24 Acacia, marzo 1910, p. 54.


25 La massoneria italiana al bivio, Acacia, giugno-luglio 1909, pp. 145-147.
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Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

le aveva spiegato la diversità fra massoni ad attaccare il nemico, ed era la sola cono-
francesi e massoni tedeschi sulle questioni sciuta dagli anti massoni che rifiutavano di
religiose facendo riferimento alla maggiore considerare l’altra Massoneria che reputa-
libertà mentale dei protestanti. A suo dire un vano “fossile”.
popolo soggetto al clero catto- La Massoneria considerata
lico non poteva avere la “fossile” era quella tradi-
nozione di Dio nel suo zionale che, diceva
senso più vasto, cioè in Wirth, esce dalla terra
quello dello Spirito ine- ogni volta che l’Istituzio -
splicabile dell’Universo, ne ha bisogno di rigene -
ma vi vedeva il Dio per- rarsi ritornando ai suoi
sonale e dogmatico che princìpi primitivi ed eter -
gli era stato insegnato e ni. Dunque la vera Mas-
in nome del quale per soneria era proprio quel-
secoli le coscienze era- la che i profani non pren-
no state oppresse. devano in considerazio-
Nei paesi protestanti ne; quella che non muore,
era molto più sviluppato il quella che si rinnova inces-
rispetto delle convinzioni e delle santemente, quella che rinasce dal passa-
persone. Dunque i fratelli francesi, to. Wirth si considerava un massone medi-
perseguitati e ingiuriati dai clericali tativo, un pensatore, ma sosteneva anche
erano obbligati a difendersi per non che la sua tranquillità era resa possibile dai
scomparire e quindi nelle loro lotte, com- massoni che combattevano in prima fila dis -
mentava il Venerabile alsaziano, sono obbli - putando di giorno in giorno il terreno al
gati a occuparsi della Chiesa cattolica che nemico27. Dunque, a suo dire, le due anime
cospira alla loro rovina e a quella della poli - della Massoneria potevano, anzi dovevano
tica liberale […]26. convivere lasciando ad ognuno la possibili-
tà di esprimere se stesso.
Anche Oswald Wirth della Gran Loggia Nel 1914, nei mesi che precedettero lo
di Francia si interrogava nel 1913 sulle due scoppio della prima guerra mondiale, si
diverse massonerie di cui una sola sembra nota una grande effervescenza nel mondo
vivente perché è essenzialmente combatten - massonico internazionale. Sembra di capire
te. Questa Massoneria era nata dall’istinto che si sentisse l’esigenza di “formalizzare”
di conservazione, che spinge a difendersi e i modi diversi in cui si erano venute evol-

26 Perché la massoneria francese è più radicale della anglo-sassone?, A c a c i a,giugno-luglio 1910, pp.
113-114.
27 Wirth, 1913: 157-160.
• 16 •

vendo le varie comunioni nei diversi paesi. dare la necessaria importanza al Libro della
L’italiano Giulio Capurro proponeva la Legge di Dio. Con queste premesse, era
suddivisione tra: assolutamente velleitario aspirare alla
Massoneria apolitica, Comunione Universale
filantropica (tipo la GLU con gruppi che procla-
d’Inghilterra); Massoneria mavano quei Land -
democratica (tipo GO di marks.
Francia); Massoneria di tipo La Massoneria dun-
misto (tipo GO del Belgio). que non poteva consi-
A sua volta, il Bureau derarsi universale fin-
International de Relations ché fosse rimasta divi-
Maçonniques con sede a sa in due gruppi, uno
Neuchàtel (non riconosciuto dei quali teista-apoliti-
dai Corpi massonici anglo- co, l’altro agnostico-
sassoni) proponeva la democratico.
seguente ripartizione: Solo rinunciando
Massoneria senza profes- all’affermazione politica
sione di fede (Grande Oriente di Francia, che, diceva Capurro, coinvolgeva anche la
Gran Loggia di Francia, Grande Oriente Massoneria inglese, e adottando i Land -
d’Italia, di Spagna, del Portogallo, del Bel- marks spiritualistici e teistici, si poteva spe-
gio, degli Stati Uniti, dell’America del sud); rare di raggiungere uno stato di perfezione.
Massoneria dei Landmarks (Inghilterra, Egli criticava l’anticlericalismo giudicato
Stati Uniti, Africa del sud, Germania, Sviz- una espressione negativa, senza contenuto
zera, Ungheria, Grecia, Olanda); Massone- spirituale e morale, ma riteneva che il cleri-
ria puramente cristiana (Scozia, Norvegia e calismo fosse il dogmatismo religioso pre-
Gran Loggia dei massoni tedeschi). dicato dai preti; eliminandolo restava il tei-
Negli stessi mesi anche la Gran Loggia smo e lo spiritualismo, l’albero religioso
Unita di Inghilterra stava istituendo a Lon- mondato delle male foglie. A suo dire l’orga -
dra un ufficio internazionale per i gruppi nismo religioso amputato del clericalismo
anglo-sassoni e dei Landmarks. era rappresentato dal teismo inglese, cui si
Riflettendo su questa realtà Giulio ricollegava la Massoneria, mentre l’anticle-
Capurro, un fratello assai critico nei con- ricalismo predicato nelle logge dei paesi
fronti della linea politica e culturale del latini era una forza negativa che non univa
Grande Oriente d’Italia, rimarcava i princi- ma separava i massoni.
pali punti che separavano i due raggruppa-
menti massonici. Il raggruppamento latino Per questo accade che la Massoneria
non riteneva importante seguire i seguenti latina si accontenti delle declamazioni, che
Landmarks: credere nell’esistenza di Dio, non abbia una sua spiritualità, mentre
come Grande Architetto dell’Universo; cre- quella degli anglo-sassoni è altamente spi -
rituale. […] È doloroso l’ondeggiamento
dere nella resurrezione ad una vita futura;
• 17 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

dell’opinione corrente nelle logge secondo della politica.


il momento politico e spirituale, è doloroso In Italia dunque la Massoneria aveva il
il vedere che sono rari quei bei caratteri duplice scopo di difendere la libertà di
massonici, granitici, impas - coscienza e di difendere la
sibili dinanzi agli eventi, patria dalle insidie del cleri-
chiusi nella loro fede,
calismo. I massoni italiani
felici di questa loro fede,
infinitamente superiori ai
avevano il dovere di lavorare
profani. Invece la Masso - attivamente perché il trino-
neria si è andata man mio rivoluzionario – scritto
mano profanando, in fin sul fronte dei templi –
di bene, in buona fede, entrasse nella coscienza dei
come un soldato che si popoli29.
disarmi per far piacere Posizioni inconciliabili
agli altri o muti la divisa, dunque all’interno dello stes-
per seguire la moda. so sodalizio, che già in passa-
Oggidì le tenute di molte to avevano causato scissioni poi rientrate.
logge sono sedute di circoli, con questa
L’ultima e la più grave, quella del 1908, non
aggravante che vi manca un’idea cardina -
le per confrontarle con circoli politici, e il
sarebbe stata più sanata.
divertimento per confrontarle cogli altri28. Le vicende della prima guerra mondiale
esasperarono ancora di più, se possibile, le
A questa accorata perorazione risponde- differenze e spinsero il francese Oswald
va sulle pagine dello stesso periodico Ferdi- Wirth, direttore della rivista Le Symbolisme,
nando Colucci ribadendo orgogliosamente a contrapporre al ritualismo inglese e allo
il carattere specifico della Massoneria lati- studio dei Landmarks la proposta di una
na che doveva essere un’associazione emi - Massoneria che si aprisse a tutti coloro che
nentemente politica e di una politica emi - erano in grado di “iniziarsi”.
nentemente democratica. Consapevole delle profonde trasforma-
Capovolgendo tutte le argomentazioni di zioni indotte dalla guerra, Wirth si diceva
Capurro, Colucci ricordava l’efficienza convinto che anche la Massoneria dovesse
organizzativa della Chiesa cattolica, le linee cambiare.
direttive da quella Istituzione perseguite, la Bisogna che allarghi la sua azione adat -
trama delle sue strutture sul territorio. La tando i suoi metodi alle nuove condizioni.
Chiesa non faceva sterile filosofia: essa fa Siamo rimasti troppo, troppo attaccati sin
della politica alta o spicciola che sia, ma fa qui a usi che non hanno più la loro ragion
d’essere. Ci rendiamo ridicoli con dei

28 Capurro, 1914: 193-196.


29 Colucci, 1914: 209-216.
• 18 •

segreti che non sono più tali da gran tem - più: adesso ci abbisogna la realtà che essi
po. Oramai bisogna che noi sappiamo simbolizzano30.
uscire fuori de’ nostri templi e chiamare a
noi tutti gli iniziabili. Concluso il lungo e doloroso periodo
Per questo scopo io penso che della prima guerra mondia-
bisogna diffondere molto larga - le, un ex Gran Maestro del-
mente la dottrina iniziatica, con la Gran Loggia di Francia,
l’intendimento che ognuno pos - Bernard Wellhof, sentì la
sa iniziarsi da se stesso, se ne è
necessità di pubblicare
capace. Si tratta dunque di
esteriorizzare una Massoneria
l’opuscolo Des tendan -
puramente intellettuale, a cui ces de la Franc-Maçon -
potranno aderire tutti quelli nerie française nel quale
che hanno l’intelligenza di com - si contestavano le accuse
prendere, senza che sia loro di ateismo e di politiciz-
imposta alcuna incorporazione. zazione. Le massonerie
In altre parole, bisogna insegnare a latine, egli diceva, profes-
farsi massoni [...]. savano il rispetto di tutte le credenze, senza
Ora, questa Massoneria nuova, noi però imporne nessuna ai propri adepti.
Latini siamo chiamati a costituirla. Essa Quanto alla politica, i massoni erano
risponde con la sua idealità al nostro genio
costretti a mescolarsi alla vita pubblica per
particolare, che non si piega che a fatica
difendere quei princìpi di tolleranza e di
alla stretta disciplina delle associazioni
materialmente organizzate. Lasciamo agli libertà che erano combattuti dalla Chiesa.
anglo-sassoni e ai tedeschi la Massoneria Gli inglesi nei loro scritti ribadivano
inspirata dei clubs o delle compagnie naturalmente argomentazioni opposte
finanziarie; ciò che attira e trattiene noi facendo raffronti tutt’altro che benevoli tra
latini è l’idea e tutto ciò che vi si riferisce le due Famiglie, delle quali quella anglo-
nella nostra vivace e impressionabile sassone aveva saputo conservarsi elitaria e
immaginazione […]. godeva di ottima reputazione, mentre quel-
la latina, invischiata nelle lotte democrati-
È iniziato chi comprende, rimane profa- che, era mal vista e sospettata addirittura di
no chi non comprende, anche se si decora anarchia e di ateismo.
delle più ambiziose insegne. Un Gran Mae- In Italia, come abbiamo visto, la que-
stro ignorante non è tutt’al più che il simbo- stione delle due massonerie era stata dibat-
lo di un massone ma non ne è la realtà. Or, tuta a lungo sulle pagine della rivista del
io comprendo che i simboli non ci bastano Rito Simbolico Acacia negli anni Dieci.

30 Il lavoro massonico dopo la guerra, Acacia, giugno 1916, pp. 1-3. Si tratta di una lunga lettera scrit-
ta a maggio 1916 ad Umberto Zanni, direttore di Acacia.
• 19 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

All’inizio degli anni Venti il dibattito ripre- liberale suo moto iniziale, proprio in
se su una nuova rivista, questa volta curata Inghilterra si andò manifestando durante
dal Rito Scozzese Antico e il secolo XIX un movi -
Accettato. La rivista L u x nac- mento involutivo che
que nel 1923 in un periodo condusse le Grandi
Logge Madri ad imitare
particolarmente tumultuoso
quella splendid isola-
della storia italiana contri- tion che informa la tra -
buendo al non facile lavoro di dizionale politica ingle -
chiarezza e difesa delle tradi- se. Onde quella Comu -
zioni democratiche del Grande nione si chiuse sempre
Oriente, contro lo sbandamen- più nelle sue formule
to filo-fascista di non pochi intransigenti e parve
fratelli. La volle l’ormai vec- disinteressarsi alle
chio, ma non domo, Ettore Fer- grandi lotte che le Fami -
rari31 per meglio divulgare il suo pensiero. glie latine sostennero per la libertà di
Essa fondeva questioni politiche a proble- coscienza e di pensiero, per il principio di
nazionalità e per la pace tra i popoli reden -
matiche esoteriche. Ancora alla fine del
ti dalle autocrazie e dalle teocrazie. E
1925 impegnava i fratelli a difendere i valo- quando nell’ottobre del 1921 si riuscì a
ri laici del Risorgimento. costituire la grande Federazione Massoni -
Scorrendo le pagine di questa rassegna ca Internazionale, mancò al convegno la
di cultura massonica e rituale, colpisce lo rappresentanza dell’Inghilterra.
scritto di apertura del numero del giugno
1925 nel quale si davano una serie di infor- Ribaltando le denunce inglesi, si accusa-
mazioni sui Landmarks di cui spesso è paro - va l’Inghilterra di aver operato cambiamen-
la nelle discussioni massoniche, e ai quali ti nel tempo ai princìpi dellaCostituzione
assegna una particolare importanza la Mas - di Anderson cui si riferivano invece i mas-
soneria anglo-sassone32. Ebbene anche que- soni latini che volevano preservare le pure
sto tema, trattato con esemplare correttezza, origini dell’Istituzione.
sfociava nella consueta polemica. L’autore
dello scritto, dopo aver discusso i princìpi La Massoneria deve avere per principii
base della fratellanza così continuava: la mutua tolleranza, il rispetto degli altri e
di se stessi, l’assoluta libertà di coscienza,
Disgraziatamente, proprio nel paese e considerare le concezioni metafisiche
dove la Massoneria sorse, dove Anderson come di esclusivo dominio dell’apprezza -
e Desaguillier le impressero l’originario e mento individuale de’ suoi membri, rifiu -

31 Isastia 1997.
32 Si informava che il tedesco Findel aveva stabilito 9 Landmarks e l’inglese Mackey li aveva
aumentati a 25.
• 20 •

tandosi ad ogni affermazione dogmatica. E


sembra a noi che sotto questa lata formula I fratelli italiani, insieme a quelli france-
ben possono convivere tutte le Famiglie si, ripetevano che le diversità, che indub-
massoniche e associarsi in un pro - biamente esistevano tra
gramma di lavoro benefico all’a - le diverse Comunioni,
vanzamento del genere umano.
erano una conseguen-
Ma l’intransigenza inglese non
si appaga di ciò, e vorrebbe
za di situazioni diverse
imporre alle altre Famiglie i suoi che non autorizzavano
particolari principii; il che è in giudizi negativi. I
aperto contrasto con lo spirito che massoni inglesi si era-
animò alle sue origini e suscitò la no mai trovati nelle
Massoneria speculativa. La quale condizioni del Gran
deve rimanere ciò che essa fu, e Maestro della Masso-
cioè un istituto aperto a tutte le neria belga, Carlo
concezioni, a tutte le idee morali Magnette34, imprigio-
ed alte, a tutte le aspirazioni lar - nato e minacciato di
ghe e liberali. Essa deve spaziare
fucilazione dai tede-
serenamente al di sopra delle dis -
schi, durante la guerra,
pute teologiche per restare l’asilo
sicuro sempre aperto a tutti gli spiriti per aver fatto il suo dovere di cittadino e di
generosi e audaci, a tutti i cercatori massone?
coscienziosi e disinteressati di verità, a Ribadivano che farsi massone nei paesi
tutte le vittime, finalmente, del dispotismo latini non era una cosa comoda.
e dell’intolleranza.
La figura del massone, da noi, non è
Ecco dunque il grande compito che sta punto aristocratica. […] Le nostre logge
innanzi alla Massoneria nel secolo ventesi- col loro fare democratico, li urtano alquan -
to [gli inglesi], Se essi vi si presentassero,
mo. Se l’età nostra, aiutata dagli eventi che
invece di gentiluomini corretti in abito da
si maturano, sarà riuscita a vincere la tena-
sera, stesi su eleganti poltrone, vi trove -
ce resistenza anglo-sassone e a raccogliere rebbero gente vestita alla buona su mode -
concordi sotto un unico landmark tutte le ste panchette. Ma vi troverebbero cuori
Famiglie massoniche del mondo, noi avre- veramente fraterni. […]
mo fatto un gran passo sulla via del pro- Che se vi sono nel mondo logge ove si
gresso e della solidarietà umana33. fanno distinzioni di credenza, di razza, di

33 Gunti, I Landmarks, Lux, giugno 1925, p. 99.


34 Nel 1924 Magnette era vicepresidente del Senato.
35 Massoneria latina e massoneria anglo-sassone, Lux, Bollettino del Supremo Consiglio dei 33 per
la giurisdizione italiana, a I, n. 1, novembre 1923, pp. 16-17.
36 Geografia massonica, Acacia, 1909, pp. 224-227.
• 21 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

nazionalità, di posizione sociale, dove si so intendeva sradicarla dall’intera nazione.


respinge l’israelita per la sua fede o l’ope - Eppure Mussolini si servì anche di massoni
raio per la sua giacchetta, esse, e non noi, per conquistare il potere, in particolare del-
sono fuori delle nostre leggi35. l’Obbedienza che faceva capo a Raul Paler-
mi, l’erede di Fera, un
Il confronto serra- fascista convinto che Mus-
to, come si può vede- solini facesse riferimento
re, si è dipanato nei alla Massoneria di Rito
decenni. Le argomen- Scozzese di Piazza del
tazioni restano le stes- Gesù quando dichiarava di
se e sono comuni a apprezzare la Massoneria
tutti i massoni di cul- di tipo anglo-sassone38 e
tura latina. Anche i che continuò a rivendicare
numeri segnano la dif- le proprie benemerenze
ferenza. Nell’area fasciste, convinto che la
anglo-sassone i mas- legge sulle associazioni del
soni, ai primi del 1925 avrebbe colpito solo i
Novecento, erano 1.600.000 contro i 60.000 confratelli del Grande Oriente di Palazzo
della Massoneria latina36. Giustiniani e avrebbe dato invece ricono-
Nel 1925 quando Mussolini portò in par- scimento giuridico al suo Ordine.
lamento il disegno di legge sulle associa- In quei frangenti, mentre i fascisti deva-
zioni, che mirava a mettere fuori legge la stavano le logge e la nuova legge imponeva
Massoneria, il relatore nazionalista Emilio lo scioglimento delle due massonerie, gli
Bodrero riprese un tema – strumentalmente inglesi stigmatizzavano l’attività antigover-
usato dal capo del governo – facendo sua la nativa di una parte dei fratelli italiani colpe-
distinzione tra la Massoneria anglosassone, voli di non comportarsi da “pacifici suddi-
che si riteneva fosse dedita solo alla filan- ti”, come richiesto dalle Costituzioni di
tropia, e quella latina, troppo interessata alla Anderson, e negli anni in cui i massoni ita-
politica37 e quindi da condannare per i suoi liani vissero in esilio o al confino, ogni loro
sentimenti democratici. L’avversione di richiesta di aiuto ai fratelli inglesi cadde nel
Mussolini nei confronti della Massoneria vuoto in nome della apoliticità della Comu-
datava dal tempo in cui militava nel Partito nione anglo-sassone e del rispetto che si
socialista. Allora aveva voluto estirpare la doveva ai governi in carica.
Massoneria dalle strutture del partito, ades-

37 Queste stesse argomentazioni si ritrovano in Mussolini, 1983 (1928): 121-122.


38 La bibliografia su questo argomento è vastissima. Segnaliamo De Felice 1966; Vannoni 1980;
Mola 1992; Pruneti 1994.
39 Indicativa al riguardo la Circolare n. 21 del 13 gennaio 1948 che invitava i massoni a votare per i
partiti che garantivano la democrazia e l’indipendenza politica e a combattere i partiti reazionari.
• 22 •

L’attività massonica riprese in Italia solo 1976 la popolazione massonica triplicò, sot-
dopo l’arrivo degli anglo-americani anche to la spinta del Gran Maestro Lino Salvini
se non mancò una certa operosità clandesti- che cercava uno spazio politico, nell’area
na. In poco tempo sorsero un numero incre- della democrazia progressista, per l’Istitu-
dibile di gruppi estre- zione da lui diretta.
mamente litigiosi Paradossalmente
che poi – negli anni la più grande crisi del
– confluirono pro- Grande Oriente d’I-
gressivamente nelle talia maturò a seguito
due Comunioni sto- dello sforzo fatto per
riche di Palazzo Giu- ottenere finalmente il
stiniani e di Piazza riconoscimento uff i-
del Gesù, l’una anco- ciale degli inglesi e
ra legata ai valori del per tentare di chiude-
laicismo progressista re il lungo contenzio-
ottocentesco e dello so con la Chiesa cat-
Stato aconfessionale39, tolica. Negli anni Set-
l’altra chiusa alla società. tanta il Grande Oriente sembrò rinunciare a
Il ciclo storico della Massoneria di cul- tutta la propria storia e alle proprie radici
tura risorgimentale si è chiuso in Italia all’i- per allinearsi alle posizioni di Londra.
nizio degli anni Sessanta, quando il Grande Abbandonati i temi del laicismo risorgi-
Oriente abbandonò la pregiudiziale anticle- mentale, il Grande Oriente provò con Gior-
ricale sotto la Gran Maestranza di Giordano dano Gamberini ad allacciare rapporti con il
Gamberini, di religione valdese, studioso Vaticano e cercò con Lino Salvini una nuo-
delle sacre scritture. Alla fine degli anni va visibilità politica mentre lasciava cresce-
Sessanta una lunga serie di incontri tra per- re al suo interno la loggia P2 che avrebbe
sonalità del mondo cattolico e della Masso- provocato in seguito uno sconquasso da cui
neria sembrarono preludere ad una apertura non si è ancora ripreso del tutto. Furono
della Chiesa cattolica mentre, nello stesso molti quelli che abbandonarono una Comu-
tempo cominciavano i primi contatti con la nione squassata al suo interno e travolta dal-
Gran Loggia Unita d’Inghilterra che nel le inchieste giudiziarie.
1972 concesse al Grande Oriente il sospira- Dieci anni dopo lo scandalo della P2, sul
to riconoscimento40. Negli anni Settanta le Grande Oriente che aveva appena comin-
logge italiane si moltiplicarono e crebbe ciato a trovare una nuova tranquillità si
molto il numero dei fratelli. Tra il 1970 e il abbatté l’inchiesta di un magistrato di Pal-

40 La notizia fu data dal Gran Maestro Lino Salvini il 20 settembre 1972 (Rivista massonica, p. 449).
• 23 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

mi, Agostino Cordova, che dopo molti anni Francia.


è approdata ad una archiviazione d’ufficio. L’iniziativa di Giuliano Di Bernardo
In questa sede ci interessa perché fu la cau- mirava a creare in Italia una Massoneria di
sa scatenante di un evento stampo inglese, can-
massonicamente di grande cellando definitiva-
rilievo. mente duecento anni
Il Gran Maestro allora di storia. Più chiaro
in carica Giuliano Di Ber- l’interesse inglese,
nardo, professore all’Uni- che è stato definito di
versità di Trento, divenne tipo neocoloniale e
infatti il peggiore accusa- neoreligioso ed ha
tore dei confratelli che lo infatti riscosso all’e-
avevano eletto e colse il poca l’adesione di
pretesto della presunta cor- alcune frange cattoli-
ruzione della Comunione che. A febbraio 1995
che dirigeva per dimettersi i settimanali cattolici
da Gran Maestro fondando Avvenimenti e L’al -
nel 1993 una nuova Istituzione massonica tra repubblica ripresero, condividendoli, gli
che ottenne subito la benevola attenzione di attacchi di Di Bernardo al Grande Oriente e
Londra che si affrettò a ritirare al Grande parlarono di una Massoneria buona (la
Oriente il riconoscimento per assegnarlo GLRI) che combatteva una Massoneria
alla neonata Gran Loggia Regolare d’Italia. fascista, razzista, di destra che faceva capo
Sembrava la prova della veridicità dell’in- alla Germania. Questo fatto darebbe credito
chiesta condotta da Cordova ed era invece il ad una ipotesi che vedeva nell’operazione
risultato di un ottimo lavoro diplomatico Di Bernardo il tentativo di fondare in Italia
degli inglesi decisi a recuperare peso e pre- una Massoneria cristiana coll’appoggio
stigio nella Massoneria internazionale. L’ I- inglese.
talia non fu l’unico paese a subire uno scos- Si disse che gli inglesi temevano la con-
sone di questo tipo. India, Grecia, Portogal- tiguità delle massonerie latine e il progetto
lo subirono nel giro di pochi mesi lo stesso di una specie di federazione continentale
trattamento degli italiani. La Gran Loggia che avrebbe legato i paesi europei, dalla
Unita d’Inghilterra revocò il riconoscimen- Grecia, alla Germania, al Portogallo. Per
to ai massoni greci, accusandoli di collusio- impedirlo avevano colpito le Comunioni
ne con la politica, e a quelli indiani respon- più piccole o comunque le più vulnerabili,
sabili di politeismo. Gli italiani furono inve- come quella italiana, favorendo la nascita di
ce ritenuti colpevoli perché riconoscevano una Obbedienza su posizioni filo-inglesi
al loro interno il Rito di Memphis legato come premessa per il successivo discono-
alla Francia. Anche i belgi erano stati con- scimento della Istituzione storica nazionale.
dannati alcuni anni prima perché legati alla L’operazione è però fallita ovunque per-
• 24 •

ché il prestigioso riconoscimento inglese rio Higham – una forte politica estera volta
non è stato sufficiente a dare lustro a Comu- a restituire a Londra, almeno in campo
nioni massoniche che non avevano tra- massonico, il prestigio perso in campo
dizione né storia. In Italia Di politico ed economico. Per que-
Bernardo contava di veder sto hanno tentato di costitui-
svuotare il Grande Orien- re una rete di massonerie
te, rimasto senza vertice fedeli per neutralizzare
in un momento in cui la prevalenza della
la stampa e la televi- Massoneria america-
sione non facevano na. L’operazione è
passare giornata senza clamorosamente falli-
denunziare sequestri ta e si è conclusa con
di carte e misteriosi le dimissioni del Gran
retroscena mentre l’atti- Segretario inglese alla
vità del tribunale di Palmi fine del 1997, cosa del
occupava le prime pagine tutto inusuale in quel paese.
dei giornali. Ci sono stati in La Massoneria inglese è in
effetti assonnamenti e abbandoni, ma forte crisi. Aveva circa 1 milione di
in numero molto minore al previsto perché confratelli che si sono ridotti a poco meno
la gran maggioranza dei massoni ha aspet- di 360.000, con un’età media molto alta.
tato che la bufera passasse. I massoni del Molte logge di conseguenza sono state
Grande Oriente, che erano circa diciottomi- demolite. In Inghilterra il capo della Mas-
la nel 1992, sono crollati a undicimila circa soneria era per tradizione il sovrano che poi
negli anni successivi, ma la Gran Loggia è anche il capo della Chiesa anglicana. Da
Regolare è rimasta di modeste proporzioni, cinquanta anni questa tradizione si è dovu-
fallendo clamorosamente la missione asse- ta forzatamente interrompere perché la regi-
gnatale; inducendo Londra a guardare con na non può essere nominata Gran Maestro
rinnovato interesse al Grande Oriente. in quanto donna. A dirigere l’Ordine trovia-
La caduta del muro di Berlino ha cam- mo un membro della famiglia reale. È però
biato gli equilibri anche nel mondo masso- significativo che il principe Carlo non abbia
nico, dove in passato le logge militari han- voluto essere iniziato.
no assolto anche un compito di penetrazio- L’avvento del governo laburista di Tony
ne pacifica e di controllo del territorio. Blair ha contribuito ad accelerare la crisi. Il
Dall’inizio degli anni Novanta c’è stata primo ministro britannico ha dichiarato
una corsa a penetrare nei paesi dell’est e le guerra alla segretezza delle logge del suo
massonerie estere si sono trasformate in paese, considerate il serbatoio di una parte
centri di affari. Gli inglesi hanno cercato di della classe dirigente del partito conserva-
compensare una pesante crisi interna all’I- tore, oggi all’opposizione. La lotta alle log-
stituzione avviando – con il Gran Segreta- ge di ordini professionali, la richiesta di
• 25 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

pubblicizzare i nomi dei fratelli è stata trau- te.


matica ed è stata vanamente contrastata con La crisi della Massoneria, comune anche
proteste e operazioni di lob - all’America del Nord, dove il
bing a difesa della tradizio- numero degli aderenti è crollato
ne. dai sei milioni circa a meno di due
Perse le prime battaglie, milioni e mezzo, con una età
si sta cercando di non per- media molto alta, è meno avverti-
dere la guerra ed, incredi- ta in Africa e nell’America centro-
bilmente, è iniziata una cer- meridionale.
ta apertura. Gli inglesi stan- Mentre in Africa le massonerie
no cominciando a farsi sono in genere gemmazioni mili-
conoscere e hanno avviato tari o di uomini d’affari e sono
un cauto proselitismo. Il ancora tutte da inventare, appa-
Gran Maestro in carica, il rendo più comitati d’affari che
duca di Kent, ha lanciato scuole iniziatiche per il migliora-
una campagna che invita tutti i fratelli a mento dell’uomo, nell’America centro-
presentare almeno un amico per incremen- meridionale la connotazione sociale è net-
tare il numero dei massoni41. tissima. L’uguaglianza propugnata degene-
Anche le massonerie francesi hanno ra, sia in teoremi parapolitici con venature
attraversato un momento delicato per il radicali e marxiane, cattoliche e giustiziali-
coinvolgimento di molti iscritti nei grandi ste, sia in manifestazioni di difesa delle dis-
scandali politico-finanziari esplosi in Fran- uguaglianze sociali a favore dell’alta bor-
cia alla fine del secondo millennio e le ghesia e dei militari.
inchieste giornalistiche che ne sono scaturi-

41 “Un amico in loggia” è il motto lanciato di recente dal Deputy Gran Master. Il 19 giugno 2002
l’ANSA ha lanciato il seguente dispaccio: La massoneria britannica cerca di darsi un’immagine più tra -
sparente e, per la prima volta nella sua storia, apre al pubblico la sede londinese: allo stesso tempo, però, si
batte in tribunale per garantire ai propri membri il diritto all’anonimato. Tra qualche giorno, la Grande Log -
gia dell’Inghilterra – che raggruppa i massoni inglesi e gallesi – aprirà al pubblico per un giorno le porte del
Grande Tempio presso il quartier generale londinese di Freemasons Hall. Il previsto open day rientra nella
“settimana per la comunità”, vale a dire 7 giorni di concerti, mostre e convegni previsti dai massoni bri -
tannici per mostrare l’anima sociale di un’organizzazione che ogni anno dona in beneficienza 14 milioni di
sterline (circa 22 milioni di euro). Se da una parte i massoni si aprono al pubblico, tuttavia, dall’altra fan -
no di tutto per proteggere la loro privacy. La settimana scorsa, la centenaria Grande Loggia Unita ha avver -
tito il Governo che è disposta a ricorrere alle vie legali per garantire ai membri il diritto all’anonimato. I n
particolare, una recente proposta di legge costringerebbe i poliziotti del Paese ed i membri del sistema giu-
diziario a dichiarare la propria appartenenza alla massoneria. I massoni cercano di dimostrare che non sono
una società segreta – ha commentato il parlamentare laburista Chris Mullin – ma allo stesso tempo si batto -
no fino alla morte per proteggere la loro segretezza.
• 26 •

venire a loro volta con editti di condanna


Parte seconda: Il mito che si aggiungevano alle scomuniche papa-
li che si sono reiterate nei secoli.
Alla vicenda storica della Libera Mura-
All’origine di tutto c’è però,
toria si affianca e si sovrappo-
quasi certamente, una moti-
ne il mito massonico che
vazione politica contingente
attraversa gran parte della
che si è poi mano a mano
cultura europea degli ultimi
arricchita di contenuti sempre
due secoli.
nuovi e sempre diversi.
Il filosofo massone Les-
Le interpretazioni della
sing ha scritto che il Massone
scomunica del 1738 sono le
è colui che organizza la pro -
più diverse e variegate, anche
pria esistenza in modo da se si ritiene ormai di poterla
contribuire al perfezionamen - collegare al conflitto giurisdi-
to di quell’opera d’arte che è zionalistico tra Roma e Firen-
la vita dell’intera umanità. ze, la cui situazione politica
È un ideale etico che stava particolarmente a cuore
dovrebbe essere apprezzato e al papa Clemente XII Corsini, che era fio-
invece sappiamo che l’antiMassoneria è rentino e preoccupato della fine della dina-
praticamente contemporanea alla nascita stia medicea.
storica della Massoneria. Eppure già nel La Muratoria viene scomunicata perché
‘700 l’abate Antonio Niccolini ha sostenuto mette in discussione il principio politico di
che la Massoneria rientra tra le cose che autorità della Chiesa e dello Stato. In questo
sono mala, quia proibita, non proibita quia contesto la scomunica è utilizzata per riaf-
mala. fermare l’autorità della Chiesa42. Per dare un
Fin dai suoi esordi la Massoneria è esempio ci si accanisce sul solo massone
venuta acquisendo un ruolo e una colloca- fiorentino che non occupa cariche e non ha
zione speciali, non tanto per i suoi meriti o titoli nobiliari: Tommaso Crudeli, poeta e
demeriti, quanto per l’attenzione che le ha segretario della loggia, che morirà in conse-
dedicato la Chiesa cattolica, imponendo ai guenza della durezza della detenzione.
sovrani cattolici dei paesi europei di inter- In quegli anni un altro personaggio subi-

42 Non sono state poche nella storia le bolle papali, pensate per motivi contingenti e poi rivelatesi
determinanti nel segnare le vicende di un’epoca. Si pensi per esempio alla strumentalità dei documenti papa-
li che a fine Quattrocento divisero tutte le terre appena scoperte tra Spagna e Portogallo. Nel 1460 il papa
assicurò il monopolio portoghese in Africa, mentre quaranta anni dopo, Alessandro VI per favorire gli ara-
gonesi contro i portoghesi, legittimò la colonizzazione dell’America meridionale e la spartizione del mondo.
43 Giarrizzo, 1994: 86.
• 27 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

sce un trattamento analogo, John Coustos, danne e alle persecuzioni. Sappiamo quan-
un ugonotto svizzero, intagliatore di pietre, to gli attacchi, le condanne e le persecuzio-
che apre una loggia a Lisbona. Arrestato ni siano importanti per cementare il senso di
dall’Inquisizione nel 1743 è appartenenza di un gruppo.
accusato di eresia e sodo- Bisogna infatti ricordare
mia, in quanto massone, e che l’antimassonismo ha
condannato a quattro anni di cominciato a fiorire dopo la
prigione. scomunica di Clemente
Così facendo, scrive lo XII44.
storico siciliano Giuseppe Gran parte della letteratu-
Giarrizzo, la Chiesa cattoli - ra antimassonica si alimenta
ca ha reso un doppio servi - delle accuse del mondo cat-
gio alla muratoria: le ha tolico – di cui troviamo una
dato dei martiri, e ne ha fat - prima sintesi nel 1745 in un
to un ordine religioso che ha libro del senese Giovanni
per regola la fraternità e la Gualberto Bottarelli ex
carità, che sono in un tempo monaco benedettino45 – e
di intolleranza politico-religiosa anche prin - come avverrà altre volte, la Chiesa cattolica
cipi e scopi43. contribuisce potentemente a definire l’iden-
Ecco come la Chiesa cattolica, fin dalla tità del nemico che vuole colpire, facendo
prima metà del ‘700 ha cominciato a nel contempo della Muratoria un oggetto di
costruire il mito massonico: una struttura crescente interesse per tutti coloro che si
associativa, destinata ad avere un suo ciclo entusiasmano alle nuove idee illuministi-
fisiologico di sviluppo e declino, ha comin- che.
ciato a diventare “altro” in seguito alle con- Negli anni Quaranta la Muratoria conti-

44 I primi attacchi alla Massoneria sono arrivati, secondo gli studi dell’americana Margaret Jacob da
uno studioso di religioni pagane deluso nei suoi tentativi di influenzare la Gran Loggia, nel momento stes-
so in cui la Massoneria fissa le linee della sua cultura e organizzazione con le Constitutions del 1723. I temi
della battaglia antimassonica nascono contemporaneamente alla Massoneria moderna accusata di essere
legata al culto dei celti, all’esoterismo, alla qabbalah degli ebrei. Saranno poi gli attacchi del mondo catto-
lico quelli che domineranno la pubblicistica antimassonica.
45 L’Ordre des Francs-Maçons trahi et le secret des Mopses révélé, Amsterdam, 1745. La Massone-
ria è descritta come un ordine segreto che complotta per distruggere trono e altare e che ha fatto proprie le
tecniche che in passato erano state attribuite ai gesuiti. Si afferma anche che la Massoneria è stata fondata
da Olivier Cromwell e ha mire repubblicane. Per assicurarsi l’appoggio dei governi la Chiesa di Roma attri-
buisce alla Massoneria un contenuto eversivo e antistatale. Cromwell rappresentava il simbolo dello scon-
volgimento politico e sociale.
46 Giarrizzo, 1994: 87-88.
• 28 •

nentale si va definendo nel confronto con ta di pedagogia fondata sulla microsociabi-


l’Inquisizione, diventando non solo uno dei lità; ha assorbito e diffuso i princìpi di quel-
canali della anglomania, ma anche la sinte- la che è stata chiamata la cultura dei Lumi
si del modello inglese, patria della scienza, con la rivoluzione dell’individualismo e lo
della tolleranza religiosa, della libertà d’o- sviluppo della persona umana. Individuali-
pinione, mentre gli uomini di scienza smo e Massoneria sono emersi
si avvicinano alla loggia convinti di insieme nell’evoluzione della
trovare nella Libera Muratoria quel- società dell’epoca, ma è un erro-
lo che proprio loro vi portano46. È re ritenere che la Libera Murato-
questo un fattore di fondamentale ria sia all’origine di questa rivo-
importanza che spiega le succes- luzione culturale; ha avuto un
sive trasformazioni che i masso- suo ruolo nel consolidamento del
ni imprimono alla loro Istitu- mondo moderno accordando il
zione nel corso dei secoli; una primato alla coscienza individua-
sorta di grande involucro che le come fonte e fondamento della
viene riempito di contenuti morale, privilegiando nello stes-
diversi secondo i tempi e le so tempo lo sviluppo dell’uomo.
necessità dei fratelli. Questa equazione Massone-
Bisogna infatti ricordare ria-modernità – quali che siano le
che non esiste una sola posi- forme della Massoneria – è all’o-
zione culturale, una sola teoria rigine dei tanti equivoci e delle
scientifica, una sola ideologia persecuzioni che ella ha subìto
politica che sia nata in loggia, vale a dire dal momento della sua apparizione.
che sia stata autonomamente concepita in Si trattava infatti di una rottura col pas-
una sede massonica. I fratelli, al contrario, sato che è stata combattuta ritenendo che
intercettano le idee e la cultura del loro fosse sufficiente attaccare chi ne condivide-
tempo, la elaborano autonomamente, la vei- va lo spirito.
colano nelle logge e da queste sedi la ripro- Massoneria è diventato – a torto – sino-
pongono all’esterno diffondendola. nimo di modernizzazione e in quanto tale
Nel ‘700 la Muratoria ha ritualizzato la esaltata dagli uni, demonizzata dagli altri.
fraternità garantendo al proprio interno una Nel 1973, nel momento in cui ad alcuni
mobilità superiore a quella della società ecclesiastici è stato chiesto di studiare sen-
profana; ha facilitato la mescolanza tra bor- za preconcetti questa Istituzione, il gesuita
ghesia e aristocrazia47 considerata allora Giovanni Caprile faceva sua la seguente
molto sconveniente; ha sviluppato una sor- affermazione del massone francese Jean

47 Billington, 1986: 137.


48 Caprile, 1973: 358.
• 29 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

Saunier: Eppure il mito della rivoluzione francese,


opera della Massoneria, è duro a morire sia
La Massoneria del sec. XIX non ha fat -
to altro che echeggiare una
presso i massoni sia presso
corrente di idee nate fuori di coloro che li condannano.
essa e che sono le idee genera - La tesi del “complotto
li su cui si fonda la civiltà massonico” alla base dei
moderna; ma una cosa è con - profondi mutamenti che
siderare tali idee come travagliano l’Europa tra
moderne e perniciose, un’al - fine Settecento e inizi del-
tra scambiare la parte per il l’Ottocento, – paventato da
tutto e ammettere che la una parte della nobiltà e
Massoneria è all’origine di dagli ambienti clericali –
ciò che s’è limitata a diffon -
serve a spiegare una realtà
dere48.
drammatica e un totale stra-
volgimento di valori, iden-
Non è affatto esagerato tificando un nemico preciso
affermare che la Massoneria e facile da combattere.
si è affermata nel mondo sia Un esempio emblemati-
per l’impegno dei suoi membri che per la co di questa posizione è rappresentato dalle
virulenza dei suoi nemici. Sono molti quel- vicende di Giuseppe Balsamo, arrestato a
li che in passato sono entrati a farne parte Roma nel 1790.
attratti proprio dall’immagine costruita da Ciarlatano e filantropo, ma personaggio
coloro che volevano distruggerla. comunque carismatico, il Sant’Uffizio lo
Il peso reale della Massoneria è molto processa proprio perché massone, accusan-
inferiore a quello che si ritiene e la sua dolo anche di eresia e di magia. Si vuole
importanza viene più da quello che si crede colpire ciò che Cagliostro rappresenta e
che da quello che è realmente. Eppure la mentre questo protagonista del suo tempo
Massoneria, per gli entusiasmi e i rifiuti che viene mandato a marcire in una segreta del
suscita, per le ispirazioni che ha fatto nasce- forte di San Leo, la Curia si affretta a pub-
re, come per le leggende che ha accreditato, blicare e diffondere in tutta Europa gli atti
è un fenomeno che non può non essere stu- del processo per far conoscere l’indole della
diato come espressione della modernità setta de’ liberi muratori. Tutta la “vicenda
occidentale. Cagliostro” è chiaramente orchestrata a fini
Così come la Massoneria si è sviluppa- politici. A Roma, per decenni, avevano tro-
ta nell’epoca dei Lumi, ma non ne è all’ori- vato ospitalità noti massoni di tutta Europa
gine, così non si può negare che nelle log- che, malgrado le scomuniche, non avevano
ge siano stati elaborati temi che si sono poi mai avuto problemi. È la situazione politica
d i ffusi negli anni della rivoluzione france- internazionale che consiglia di cambiare
se. Ma è ridicolo pensare che la rivoluzio- registro attaccando un personaggio tanto
ne francese sia stata opera dei massoni. noto quanto chiacchierato e comunque pri-
• 30 •

vo di appoggi, che può essere speso re che l’appartenenza massonica è trasver-


“mediaticamente” nel modo migliore per sale, come dimostra il fatto che ritroviamo
ottenere il massimo del consen- massoni ovunque: tra gli emigrati
so, non tanto contro di lui così come in tutte le correnti politi-
quanto contro la Muratoria, che di quel periodo. Non dimenti-
che sarebbe responsabile della chiamo che il capo effettivo dei
congiura contro il trono e l’al- massoni francesi, il duca Montmo-
tare. È la prima volta che suc- rency-Luxembourg, designato a pre-
cede ed è un atto politicamente siedere la Nobiltà quando si riuni-
di grande rilievo. scono gli Stati generali il 5 maggio
La tesi del complotto mas- 1789, si segnala per la sua ostilità a
sonico è così dimostrata e ser- riconoscere nuovi diritti al Terzo
ve di base al lavoro dell’ex Stato, e poi è tra i primi a scappare
gesuita Augustin Barruel pub- dopo i fatti del 14 luglio.
blicato a Londra alla fine del All’opposto il Gran Maestro del
secolo. I Mémoires pour servir Grand Orient Filippo d’Orléans è
à l’histoire du Jacobinisme mischiano noti- invece un protagonista della rivoluzione –
zie vere a molte falsità. Si afferma che i ma non come massone – anzi nel 1793
club dei giacobini erano le logge massoni- rimette il mandato facendo sapere di aver
che, e che i massacri del settembre 1792 e le lasciato il fantasma per la realtà e solleci-
esecuzioni del Terrore sarebbero stati pro- tando alle autorità la chiusura dei templi.
grammati dai filosofi illuministi e dagli Alla fine del 1795 la Muratoria francese è
enciclopedisti coordinati dal Grand Orient ridotta a ben poca cosa e solo con il ritorno
de France. I quattro volumi di Barruel dell’ordine riprende ad espandersi.
diventano il documento principe della lotta Mito massonico e teoria del complotto
cattolica alla Libera Muratoria, come dimo- massonico hanno attraversato insieme i
stra la ristampa italiana dell’opera curata, secoli alimentati entrambi da ambienti cat-
nel 1887, addirittura da Propaganda Fide. tolici.
Bisogna però aggiungere che l’aff e r m a- Tutti gli snodi più importanti della storia
zione che la grande rivoluzione francese dell’’800 e del ‘900 sono stati collegati
sarebbe stata promossa dalla Muratoria impropriamente ad una improbabile regia
lusinga ancora oggi non pochi fratelli che massonica.
hanno accettato e rilanciato questa tesi rea- In Italia uno dei miti più resistenti è
zionaria e antimassonica, già all’epoca quello che lega alla Massoneria tutto il pro-
smentita dai protagonisti. cesso risorgimentale.
Al di là del mito bisogna invece ricorda- Il Risorgimento – opera della Massone-

49 La Civiltà cattolica, 3 aprile 1915, in Leti, 1925: 26.


• 31 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

ria – viene ripetutamente affermato da tutta mentabili.


la stampa cattolica con lo scopo dichiarato Eppure alcune frange del mondo cattoli-
di delegittimare, agli occhi dei credenti, l’I- co non hanno ancora cessato di riproporre
talia unita, frutto di questa operazione. Nel questa versione del processo di unificazio-
1915 si può leggere sulla rivista dei ne nazionale. Si pubblicano libri su
gesuiti: L’altro Risorgimento: una guerra di
religione dimenticata, oppure Il
dall’Alpi al Lilibeo tenevano il
loro sotterraneo esercizio le versi - Risorgimento: una guerra civile
pelli frazioni delle sètte coi nomi - tra cattolici e massoni.
gnoli di Guelfia, Adelfia, Sublimi Storicamente questo atteggia-
maestri perfetti, la Stella, la Spilla mento è più che comprensibile. L’ u-
nera, Cacciatori americani, Figli di nificazione della penisola ha signi-
Marate, Figli dell’onore, Fratelli ficato la fine del potere temporale
seguaci, Protettori repubblica - dei papi, considerato a lungo indi-
ni, i Decisi, i Federati, i Rifor - spensabile per poter esercitare
mati, i Patrioti etc.; i quali tutti liberamente il magistero spiritua-
in massima parte erano le. Questo dato di fatto ha spac-
altrettante parvenze di una
cato la società italiana per decen-
carboneria unica, la quale alla
sua volta non era se non lo
ni ed è stato sanato solo con la
sdoppiamento o la metamor - firma del Concordato nel 1929.
fosi della stessa Massone - Oggi il card. Ruini celebra l’I-
ria49. talia unita e riconosce che:
Il cattolicesimo italiano della secon -
In realtà nessuno storico è riuscito a tro- da metà dell’’800 è stato vissuto in antite -
vare documenti che dimostrino che il Risor- si con la “nazionalità” di Mazzini e di
gimento italiano sia stato fatto dai massoni, altri. Ma siamo nel XXI secolo e questa
contrapposizione si è sciolta. Nessun cat -
per il semplice motivo che dal 1815 al 1859
tolico, ormai, avverte in modo problemati -
in Italia non è esistita una struttura masso-
co il rapporto con la patria. L’identità ita -
nica in grado di elaborare, diffondere e rea- liana non si risolve nel cattolicesimo51.
lizzare un qualsivoglia programma50. Tutto
quello che è stato scritto sull’argomento si Questo afferma con convinzione un alto
basa su illazioni, ipotesi, demonizzazione o prelato cattolico, ma i massoni continuano
accettazione acritica di postulati non docu- ad essere condannati per aver fatto l’Italia.

50 Si veda al riguardo quanto pubblicato in Isastia, 2004: 35-50.


51 Il brano è tratto dal Corriere della sera del 28 marzo 2004: intervista al card. Ruini di Luigi Accat-
toli e Massimo Franco.
• 32 •

In realtà è vero che i massoni hanno svolto no che la modernità è stata una grande ere-
un ruolo nell’Italia liberale, ma solo dopo sia cristiana che la Chiesa non ha voluto
che la penisola era stata unificata. Ancora riconoscere.
una volta il loro ruolo è stato I massoni italiani
quello di partecipare alla di quel periodo si
modernizzazione del paese collocano senza
entusiasmandosi alle nuove alcun dubbio tra
idee e facendosene propa- coloro che si impe-
gandisti. gnarono a dare all’I-
È certamente indubbio talia nuove leggi e
che in Italia gli anni 1861- una cultura basata
1922 sono stati quelli della sui princìpi del libe-
contrapposizione più dura tra ralismo, ma appare
le posizioni clericali e le inspiegabile il fatto
posizioni laiche anticlericali. che tutti gli strali
Scontri non meno duri avve- furono indirizzati
nivano in tutti i paesi europei contro di loro, se non
a maggioranza cattolica, ma facciamo riferimento
in Italia erano resi più duri ancora una volta al
dalla “questione romana”. mito che ha accom-
Tra una Chiesa arroccata pagnato tutta la storia
nella difesa del passato e una classe politica della Massoneria.
impegnata a ridimensionarne il potere fino I massoni in Italia negli anni
a quel momento egemone, non poteva che Settanta/Ottanta dell’’800 erano poche
essere scontro aperto. Gli storici, anche cat- migliaia, divisi in Comunioni diverse e tra
tolici, sono generalmente concordi nel rico- loro in conflitto. Per di più, tra di loro, solo
noscere gli errori insiti nella difesa di certe una minoranza era attiva. Eppure Civiltà
posizioni. La chiusura di Pio IX a tutto Cattolica dedica una attenzione quasi osses-
quanto aveva elaborato il pensiero occiden- siva a quanto fanno e dicono i massoni e la
tale nel corso del secolo, trova la sua sinte- pubblicistica cattolica antimassonica fiori-
si nel Syllabus, l’elenco dei principali erro - sce con un numero impressionante di gior-
ri dell’età nostra condannati solennemente nali e pamphlets.
nel 1864. Era considerato errore l’idea che Ai massoni e alla loro attività si attribui-
il romano pontefice può e deve conciliarsi e sce, ancora una volta un ruolo e una impor-
venire a composizione col progresso, col tanza assolutamente sproporzionata al
liberalismo e con la moderna civiltà. Il sen- numero dei fratelli e agli obiettivi da loro
so del documento è dunque quello di con- perseguiti.
trastare una integrazione tra Chiesa e socie-
tà moderna. Quando a fine Ottocento anche in Italia
Sono molti i cattolici che oggi sostengo- cominciò a crescere il peso del Socialismo,
• 33 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

accanto alla colpa di aver fatto l’Italia, ai come sistema di conservazione dei suoi
massoni fu imputata la responsabilità del resti mortali, e raggiunge l’acme nel Con-
programma politico e sociale dei socialisti e gresso Antimassonico di Trento del 1896
il pericolo massonico fu dai che si fonda sulle accuse,
vescovi italiani coniugato totalmente inventate, di Leo
con il pericolo del sovversi- Taxil, un personaggio che
vismo socialista. costruì le sue fortune econo-
In questo contesto il miche cavalcando la creduli-
Gran Maestro dell’epoca si tà interessata degli ambienti
vantava di un potere che cattolici. La prova che le
non aveva e di una capacità rivelazioni di Taxil erano
di controllo sulla vita politi- completamente destituite di
ca italiana che era ben lungi fondamento non sono servite
dal poter realizzare, legitti- a far scomparire i suoi scritti
mando però così la reazione che continuano ancora oggi a
di quanti – terrorizzati dal- trovare lettori attenti e con-
l’avanzata di questi miscre- vinti. Eppure Taxil fu messo a
denti – dava vita a leghe antimassoniche e tacere dal gesuita austriaco Hermann Gru-
organizzava congressi antimassonici, arric- ber che ne denunciò la totale inaffidabilità52.
chendo impostori di ogni risma che diedero
alle stampe sciocchezze di ogni genere (che La Chiesa dell’’800 ha vissuto male il
ancora oggi vengono ristampate dagli stes- rapporto con la modernità considerata peri-
si massoni senza una riga di introduzione colosa per i cattolici, così come ha vissuto
critica, che spieghi al lettore il senso di ciò male il rapporto con gli ebrei, cuore di tutte
che sta leggendo). le diversità che i cristiani avevano imparato
È veramente impressionante il numero a temere.
di documenti papali antimassonici diffusi L’antigiudaismo e l’antimassonismo
sotto i pontificati di Pio IX e di Leone XIII, hanno molti punti di contatto. Degli uni e
cui vanno aggiunti quelli dei vescovi e dei degli altri si è detto che avrebbero elabora-
parroci, in un crescendo che culmina nel to piani di “dominio mondiale”. Clamoroso
decennio 1886-1896. La mobilitazione anti- il falso storico, noto come I Protocolli dei
massonica prende le mosse dalla scomuni- Savi di Sion, il sedicente piano ebraico di
ca, comminata a chi sceglie la cremazione, “asservimento dell’umanità da parte della

52 Una volta scoperto, lo stesso Taxil in una conferenza ammise di aver inventato tutto quello che
aveva scritto e divulgato per anni (Esposito, 1997: 335-370).
53 De Michelis 2002.
54 Giovanni Sale S.I., Antigiudaismo o antisemitismo? Le accuse contro la Chiesa e la “Civiltà cat -
tolica”, 1 giugno 2002, 3647, p. 421.
• 34 •

stirpe di Giuda” elaborato agli albori del hanno lasciato una traccia profonda nella
‘900 negli ambienti moscoviti delle “centu- cultura dei paesi a maggioranza cattolica.
rie nere” e destinato ad una dif- L’immaginario collettivo, ali-
fusione mondiale seconda solo mentato nel tempo, ha trasforma-
alla Bibbia53. Quest’opera, anco- to in una piovra dai mille tenta-
ra oggi, viene frequentemente coli quello che è stato uno dei
ristampata e promossa come luoghi della modernizzazione e
un’assoluta fonte originale, in uno dei luoghi di diffusione di
molti paesi. una cultura della libertà.
La stessa Civiltà cattolica, C’è sempre stata e persiste
parlando di antigiudaismo reli- tuttora una enorme sproporzione
gioso e antigiudaismo politico- numerica tra le parti in competi-
sociale ricorda che tra i motivi zione che non pare abbia mai
che spinsero a lottare contro interessato nessuno.
l’influsso che gli ebrei andavano Viene da pensare che la Mas-
acquistando a livello sociale fu soneria sia attaccata con tanta
il ruolo primario che molti di esemplare insistenza non perché
essi ebbero nella Massoneria sia forte, ma proprio perché vie-
internazionale fortemente anticat - ne giustamente percepita come
tolica e nei moderni movimenti rivoluzio - l’elemento debole della modernizzazione,
nari54. l’elemento meno coeso e nel contempo il
Il filo rosso del sempre rinascente com- più facile da colpire. Ecco allora che i mas-
plotto massonico attraversa tutto il Nove- soni sono accusati di essere libertini nel
cento: dalla prima guerra mondiale al nazi- ‘700, carbonari nell’’800, socialisti alla fine
smo non c’è vicenda tragica dietro la qua- dell’’800, comunisti nel ‘900. Si ha l’im-
le qualcuno non veda i massoni, anche se pressione che con il passare dei decenni
ipotesi del genere possono interessare solo cambi il tipo di accusa, mentre la Massone-
gli scrittori di fantapolitica55. ria resta sempre sotto tiro.
Due secoli e mezzo di demonizzazione

55 Il presunto “potere massonico” non venne meno in Italia neanche sotto il fascismo, dopo che le
persecuzioni e le leggi fatte approvare da Mussolini avevano azzerato le Istituzioni massoniche. I cattolici
temevano contatti tra il regime e i massoni in funzione anticattolica, mentre alcuni fascisti sembravano teme-
re un assai improbabile collegamento tra cattolici e massoni contro il regime. Nella primavera del 1929, subi-
to dopo la firma del Concordato, gli informatori del regime farneticavano di presunti contatti tra massoni ed
emissari del Vaticano in funzione antifascista. Nell’ottobre del 1929 si ipotizzò addirittura su una improba-
bile coincidenza di interessi tra il papa e i massoni!
56 Mola, 1992: 707.
57 Esposito, 1987: 356.
• 35 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

Nel secondo dopoguerra, gli attacchi stiani avevano imparato ad odiare; la pace
riprendono immediatamente, fin dalle ele- come sigillo di un bene che ricade senza
zioni politiche del 1948, in cui si distinzioni e privilegi sui giu -
mettono in guardia gli elettori sti e sugli ingiusti.
Ha ricordato Melloni
contro un – peraltro inesistente –
che Roncalli non aveva
pericolo massonico. Nel 1953 la
progetti di riconquista,
Sacra Congregazione del S. Uff i- paranoie di restaurazione,
zio ribadisce la necessità di con- tavoli di trattativa, ma una
trastare i massoni, anche quelli fede vissuta in piena uma -
che cercano di avere contatti con nità; questo era il centro
le Autorità ecclesiastiche. Nello della sua spiritualità e del
stesso anno Egilberto Martire suo concilio.
deputato popolare negli anni Ve n-
Negli anni Sessanta il
ti – pubblica il volume La Masso -
Gran Maestro del Grande
neria italiana. A proposito di una
Oriente d’Italia era il raven-
Massoneria filo-cattolica con lo
nate Giordano Gamberini
scopo dichiarato di stroncare sul
che affrontò per la prima volta questioni
nascere ogni ipotesi di mutuo rispetto tra
mai trattate da massoni. Esponente della
cattolici e massoni56.
Società Biblica Italiana, promosse nel 1968
Eppure nel 1955 Pio XII ha beatificato il
la pubblicazione della Bibbia concordata, di
sacerdote Jean M. Gallot martirizzato all’e-
cui fu uno dei curatori, coinvolgendo catto-
poca del Terrore (1794) e sicuramente
lici, protestanti, ortodossi ed ebrei ed apren-
iscritto alla loggia L’Union di Laval57.
do un capitolo totalmente nuovo nella storia
Non è affatto casuale che il confronto tra
dei difficili rapporti tra cattolici e massoni.
cattolici e massoni si avvii per la prima vol-
Gamberini insisteva su una questione di
ta quando, con il Concilio Vaticano II la
fondamentale importanza ricordando che la
Chiesa si apre alla modernità.
Massoneria, causa la scomunica che incom-
Lo ricorda Alberto Melloni, curatore
beva sui suoi adepti di fede cattolica, dal
della Storia del Concilio Vaticano II e coau-
1738 in poi, aveva dovuto limitare il pro-
tore della biografia documentata per la bea-
prio reclutamento a coloro che già in prece-
tificazione di Giovanni XXIII, il papa che
denza avevano in qualche modo respinto la
volle il cambiamento:
religione cattolica58.
Il rapporto con la modernità vissuta Diceva Gamberini:
come un luogo in cui dialogare e non come
la dannazione dei cattolici; il rapporto con Questa limitazione ne ha rallentato il
gli ebrei cuore di tutte le diversità che i cri -

58 Esposito, 1979: 17.


59 Ibidem.
• 36 •

cammino verso l’universalità, l’ha esposta essenza della nostra Istituzione. Siccome la
alla fatalità di adottare programmi a breve Massoneria non era una religione, simme -
e a medio termine e di con - tricamente essa fu per molti l’anti -
trarre alleanze devianti. religione60.
Sul versante cattolico si mani-
E ancora: festa, forse per la prima volta,
durante i pontificati di Giovanni
La scomunica della
XXIII e di Paolo VI, una sincera
Chiesa Cattolica era rivol -
volontà di conoscenza61.
ta proprio alla Massoneria
originaria, solo potenzial - Paolo VI nel 1965 istituisce il
mente alle sue deviazioni. Segretariato per i non credenti
Nel 1738, infatti esisteva - presieduto dal card. Fr. Koenig
no solo tre Grandi Logge, che, insieme al segretario, il sale-
tutte e tre indiscutibil - siano don Vincenzo Miano, avvia
mente ortodosse ed esenti una serie di incontri riservati e
da quelle che noi avremmo informali con esponenti della
considerato deviazioni: la Massoneria.
Gran Loggia di Londra, la All’estero caute aperture sono
Gran Loggia di Scozia e la
già presenti da decenni: si pensi
Gran Loggia d’Irlanda.
alle puntualizzazioni contro Taxil
Nessuna di esse aveva
compiuto atti di ostilità verso la Chiesa del gesuita tedesco Hermann Gru-
Cattolica. Al contrario, in Inghilterra la ber che scrive con lo pseudonimo di Ilde-
Massoneria era a quell’epoca il solo soda - brando Gerber o agli incontri tra il gesuita
lizio cui i cattolici venivano ammessi sen - Joseph Berteloot e il massone francese
za discriminazioni, alla pari di tutti gli Albert Lantoine che, negli anni Quaranta,
altri cittadini59. auspica una “santa alleanza” tra Chiesa e
Massoneria contro il materialismo bolsce-
Nel 1970 affermò in questo paese a reli - vico e il neopaganesimo nazista, in nome di
gione unica e ufficiale, ci fecero assumere un neoumanesimo.
una polarità che non proveniva né dai Negli anni Sessanta si moltiplicano in
nostri simboli né dalle nostre leggi né dalla tutti i continenti le sollecitazioni del mondo

60 Rivista massonica, settembre 1970, p. 392.


61 Prove di colloquio nel 1928 tra il gesuita padre Gruber e i tedeschi (p. 279); nel 1938 con padre
Berteloot gesuita francese (p. 278); 1948 in Austra (p. 281), in Don Ernesto Pisoni (testo autorizzato del
1976), Rapporti tra Chiesa e Massoneria, in La libera muratoria. Massoneria per problemi, Milano, 1978,
pp. 273-288. Una ricostruzione puntuale e completa è reperibile in Suchecki 1997.
62 Padre Caprile ha intrattenuto rapporti personali con Giovanni XXIII e con Paolo VI.
• 37 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

cattolico ad avviare un dialogo con i masso- argomentazioni di sempre. A seguito di que-


ni. sti incontri avvia uno studio serio e senza
Nel 1968 la Congrega- preconcetti che lo portano negli
zione per la dottrina della anni tra il 1971 e il 1980 a
fede effettua due inchieste pubblicare, sempre su Civiltà
sulla Massoneria presso C a t t o l i c a, molti saggi che
l’episcopato di tutto il capovolgono tutta la storiogra-
mondo, con positivi risul- fia cattolica.
tati. Nel 1979 Caprile traduce il
Nello stesso anno esce lavoro di Benimeli e lo pubbli-
in Spagna La Masoneria ca con integrazioni e aggiunte
después del Concilio del col titolo Massoneria e chiesa
gesuita Ferrer Benimeli cattolica ieri, oggi e domani.
che ha avviato un serio Esaurita la prima edizione, nel
lavoro di ricerca negli 1982 esce la seconda che però
archivi. viene fatta scomparire rapida-
In Italia si organizzano mente dagli scaffali delle libre-
incontri riservati tra cattolici rie.
e massoni. Da una parte Gamberini, l’avv. La veste talare non ha preservato nean-
Roberto Ascarelli, ebreo, il prof. Augusto che lui dal mito che trasforma in massone
Comba, valdese che insegna Storia del chiunque si avvicini, sia pure a titolo di stu-
Risorgimento all’Università di Torino. Dal- dio, a questa associazione. È infatti nella
l’altra parte don Miano, professore di filo- convinzione che si trattasse di un massone
sofia alla Pontificia Università Salesiana, il che il consiglio direttivo della Enciclopedia
paolino Rosario Esposito, professore alla Italiana affidò al gesuita Giovanni Caprile
Gregoriana, il gesuita Giovanni Caprile, la voce Massoneria nel IV supplemento
vaticanista di Civiltà Cattolica62. Esposito è pubblicato nel 1979.
autore di saggi e volumi polemicamente Dopo l’elezione al soglio pontificio di
antimassonici, ma ha modificato profonda- Giovanni Paolo II, a padre Caprile viene
mente le sue convinzioni dopo un soggior- detto di non occuparsi più di Massoneria. Il
no in Congo dove si è trovato a svolgere gesuita obbedisce e probabilmente è lui
attività umanitaria gomito a gomito con l’autore di uno scritto antimassonico appar-
massoni africani ed europei. Padre Caprile so sull’Osservatore Romano nel 1984 che
ha pubblicato su Civiltà cattolica una serie rispecchia non il suo pensiero ma il pensie-
di scritti antimassonici che reiterano le ro ufficiale della Chiesa in quel momento63.

63 Inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria, Osservatore Romano, 23 febbraio 1984.


64 Esposito, 1979a: 24.
• 38 •

Può essere di estremo interesse, per sostenendo e promovendo certi valori:


capire questo fondamentale snodo, seguire libertà, uguaglianza, fraternità, soccorso
la biografia intellettuale del dei più deboli, elevazione del -
gesuita Giovanni Caprile le classi umili, spirito di
che aveva cominciato ad nazionalità, azione per la
pace tra i popoli, opposizione
occuparsi di Massoneria
alle dittature e ai totalitari -
ripetendo le argomentazioni smi, diffusione della cultura,
di sempre. Poi, quando gli etc. Si tratta di valori positi -
fu invece chiesto di studiar- vi sui quali si potrebbe even -
la seriamente, la sua impo- tualmente trovare una
stazione cambiò completa- feconda collaborazione.
mente aprendosi ad una non Similmente bisogna rico -
celata disponibilità. Diceva noscerle i valori di un certo
Caprile nel 1979: spiritualismo, sempre
migliore del materialismo
Ho sempre sostenuto che professato da alcune corren -
il dialogo con la Massoneria ti politiche e ideologiche del
costituisce, per noi cattolici, un mondo attuale. Nel ribadire questi valori
atto di giustizia. Parlo di dialogo che, dello spirito – ciascuna nel suo ambito –
come ho notato, non va inteso né come un Chiesa e Massoneria potrebbero utilmente
decreto di beatificazione, né come una resa collaborare65.
incondizionata, né come un’andata a
Canossa, né come compromesso dottrina -
le, o cose del genere64. In un libro pubblicato nel 1979, quando
il dialogo tra Chiesa e Massoneria sembra-
Ancora Caprile (1970): va ormai ben avviato, don Vincenzo Miano
Considerando la realtà con animo sere -
(Segretario del Segretariato per i non cre-
no e con le disposizioni suggerite dal Con - denti) sosteneva che i Massoni non sono né
cilio, bisogna riconoscere la esagerazione e si possono considerare non-credenti.
la ingiustizia di certe prese di posizione Aggiungeva che molte delle difficoltà solle -
proprie della polemica cattolica di un tem - vate in generale nella Chiesa Cattolica
po, passate purtroppo nella mentalità cor - rispetto alla iscrizione di cattolici [si ricordi
rente e ancor oggi abbastanza vive. che la scomunica, cioè l’esclusione dalla
Oggi si tende a riconoscere anzitutto comunione ecclesiale, con la conseguente
che la Massoneria ha pur fatto qualcosa di proibizione d’accesso ai Sacramenti, riguar-
buono specialmente in campo sociale,
dava solamente i cattolici, e non, ad es., i
membri di altre confessioni cristiane, né gli

65 Ibidem.
66 Ivi, pp. 13-14.
• 39 •
Massoneria tra realtà storica e mito, A.M. Isastia

ebrei, musulmani, etc.], non avrebbero pressione per agire contro la propria
dovuto sussistere rispetto alle Massonerie coscienza cristiana. Così i membri non cat-
regolari: non si può, infatti, dire a loro tolici di una associazione massonica “rego-
riguardo che complottino con - lare” non erano e non poteva-
tro la Chiesa e i suoi insegna - no sentirsi vincolati dai dog-
menti dogmatici e morali66. mi e dalle norme dei cattolici,
Don Miano proseguiva affer- ma perseguivano liberamente
mando che il dialogo non la propria ricerca e le proprie
mirava a distruggere la natura opzioni. La Massoneria come
specifica della Chiesa e della tale li aiutava e non li coarta-
Massoneria, che restavano va, come non coartava, ma
comunque diverse, ma non spronava ed aiutava i membri
necessariamente incompatibi- cattolici, desiderosi anch’essi
li. Un cattolico poteva parteci- di approfondire la propria
pare con tranquillità di esperienza religiosa e la pro-
coscienza all’attività della log- pria vita morale. Don Miano
gia perché sapeva che in essa aggiungeva che il dialogo ha
non vi sarebbe stato alcun attentato contro come scopo primario la conoscenza mutua
la propria fede e le proprie convinzioni che può essere sempre allargata e approfon -
morali e che non avrebbe ricevuto alcuna dita, eliminando pregiudizi, chiarendo gli

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67 Ivi, pp. 14-16.


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Gli Eletti Cohen
di Giuseppe Abramo
Gran Segretario del Grande Oriente dItalia, Palazzo Giustiniani

Is the Elect Cohen mark significant in Freemasonry? Who are they and what have
they represented in that world that is rich of so many “-isms”: Occultism, Mar -
tinism, Martinezism, and why not also Cabalism, which – really – had been only
touched by the “Wisdom” of the Sefer ha Zohar?
The Age of Enlightenment is not far away, and yet, even the well informed thought,
sometimes has surrendered to this involvement.
The Author of this article – or better of this research – is convinced that time has
done justice of certain mixtures of extolled connections, but that nevertheless there
are others that have pretended to affirm a Masonic presence, which more that essen -
tial, reveals itself to be only conventional.
This complicated subject is tackled with some particular researches, aiming to
demonstrate the following basic thesis: the Order of the Elect Cohen is “unrelated”
to Freemasonry; that, on the other hand, does not exclude some links with other
institutions and organizations, maybe also with some “initiatory” ones.
This research, also with reference to the cabalistic aspects of the Elect Cohen doc -
trine, aims to give an informative and knowledge contribution to a subject that cer -
tainly is an old vexata questio.

1. Gli Eletti Cohen e la Massoneria L’interessante articolo affronta con com-


petenza e precisione le impostazioni con-
u Hiram n. 2/2005 è apparso un cettuali e strutturali del Martinismo ed
pregevolissimo articolo a firma di anche del Martinezismo, ma, ritengo per
Ovidio La Pera intitolato Martin - scelta dell’Autore stesso, i legami con la
ismo e Martinezismo. L’Ordine dei Cava - Massoneria sono rimasti alquanto sfumati e
lieri Massoni Eletti Cohen dell’Universo. appena accennati.
In verità era da tempo che non si sentiva Ciò premesso, poiché, nonostante talora
più parlare di “Eletti Cohen”, di un categoriche affermazioni o altrettanto
“Ordine” abbastanza antico (che – a dire di chiare e precise “denominazioni”, nutriamo
qualcuno – vanterebbe importanti legami il fondato dubbio di trovarci di fronte a
con la Massoneria), di “riunioni equinoziali “Istituzioni” o “Organizzazioni” che non
e solstiziali” in paesi “esotici”, “tellurica- hanno né “profondi” nè “decisivi” legami
mente validi” e così via di questo passo. con la Massoneria, vogliamo qui, dopo aver
• 42 •

ringraziato Hiram e l’illustre Autore del- finito con l’assumere una luce del tutto nuo-
l’articolo in argomento, per lo stimolo allo va e diversa.
studio e alla ricerca, cer- Ciò premesso lo “studio” può
care di dare un modesto definirsi un semplice lavoro di
contributo ad una ancora “assemblaggio” di pensieri ed
vexata quæstio. idee spesso altrui, utilizzati
allo scopo di dimostrare la tesi
Per cercare di chiarirci di fondo che consiste, pura-
le idee e di capire di che mente e semplicemente, nella
cosa si tratta, dobbiamo profonda convinzione che
“avventurarci” in un mon- l’Ordine degli Eletti Cohen
do che, sin dalle primis- non abbia nulla a che fare con
sime “battute”, si annun- la Massoneria, ma forse, con
cia ricco di Occultismo, di altre istituzioni od organiz-
Misticismo, di Martini- zazioni, probabilmente anche
smo e non so di quanti “iniziatiche”.
altri “-ismi”; sicché in un Tuttavia è bene sin d’ora
mondo così vasto e particolare non è facile precisare che, con queste affermazioni, tutte
trovare un punto da dove incominciare. da dimostrare, non si intende formulare
Tuttavia, prima di intraprendere qualsiasi alcun giudizio su quell’Ordine, ma piuttosto
disamina ci corre l’obbligo di precisare che lasciare ai suoi adepti, (se tuttora “attivi e
i contenuti sostanziali e talora anche sem- quotizzanti”, sempre che l’espressione sia
plicemente formali di questo lavoro, attin- compatibile), la responsabilità del suo va-
gono innanzitutto a documentazione “uff i- lore intrinseco.
ciale” la cui reperibilità è relativamente
facile e che è stata sempre chiaramente indi- Abbiamo detto che è difficile trovare un
cata o riportata ed inoltre a fonti bibliogra- punto di partenza. Comunque, non avendo
fiche (in verità abbastanza scarse in lingua molta fantasia partiamo dal nome, “Cohen”,
italiana) che talora si sono occupate del che è un adattamento del termine ebraico
tema solo indirettamente. “Choanim” con il quale venivano designati
Inoltre, per correttezza di informazione è i membri della casta sacerdotale costituita
il caso di dichiarare che chi scrive ha avuto da Salomone, per assicurare il servizio divi-
la fortuna di conoscere “personaggi”, non no nel Tempio. La discendenza proviene
solo studiosi della materia, ma talora anche direttamente da Aronne, anche se il fonda-
direttamente coinvolti in qualcuna di quelle tore degli “Eletti Cohen” afferma, in verità
vicende che si intendono esaminare e per- senza nessuna dimostrazione o plausibile
tanto “notizie, indicazioni o suggerimenti” ragione, che questa casta sarebbe esistita
che sembravano essere solo un pour parler, anche prima del regno di Salomone e prima
con il tempo e con qualche ricerca hanno ancora di Mosè.
• 43 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

Ciò detto è bene abituarsi sin d’ora a non A questi succede Sebastiano de Las
formulare troppi “perché” e a prendere le Casas, che appare alquanto disinteressato
cose come vengono, talora delle sorti dell’Ordine e
cioè, anche, come si suol che già nel 1780 con-
dire, non proprio “con i siglia ed invita gli Eletti
piedi per terra”. Cohen a chiudere i loro
Così ad esempio è Templi (che nel periodo
“notorio” che il sopra di maggior fioritura era-
accennato fondatore era un no arrivati a 12, di cui
“massone riconosciuto”, uno a Port au Prince
anche se si ignora quando nell’Isola di S. Domin-
fu accolto nell’Istituzione. go) e a consegnare gli
Tuttavia c’è chi è pronto archivi ai Philaleti.
a giurare che Jacques de D’altra parte l’Ordine,
Livron Joachin de la Tour quasi subito dopo la
de la Case Martinez de morte del suo fonda-
Pasqually, nato a Grenoble tore, aveva iniziato un
nel 1727 e morto a S. precipitoso declino.
Domingo nel 1774, ha lasciato una traccia Ma torniamo alla “iniziazione massoni-
indelebile nella Massoneria (!?) che l’in - ca” di Martinez, che, contrariamente a
sieme dei contenuti della dottrina massoni - quanto avevamo sempre ritenuto e cioè che
ca, debba essere indissolubilmente associato la trasmissione potesse aversi solo per il
all’insegnamento di Martinez de Pasqually tramite di una regolare organizzazione
e, per finire, che Martinez è sostanzialmente “tradizionale”, sarebbe avvenuta per via
il fondatore del regime massonico che più di “ereditaria” o “sanguigna”. Infatti egli era
ogni altro ha colpito e sollecitato l’immagi - in possesso di una “patente” massonica con-
nazione mistica negli ultimi due secoli e tut- cessa a suo padre da Carlo Edoardo Stuart
to ciò con quell’Ordine dei Cavalieri Mas- nel 1738, con la quale si autorizzava l’in -
soni Eletti Cohen dell’Universo, costituito testatario Don Martinez Pasqualis, scu-
all’Equinozio di Ariete del 1767, e che, diero, di sessantasette anni, nativo della cit -
praticamente cessa ogni attività, al massimo tà di Alicante in Spagna [...] nonché [...]
nel 1781, con la consegna degli “Archivi” suo figlio primogenito, di ventotto anni di
al marchese Savalette de Lange, conserva- età, nativo della città di Grenoble in Fran -
tore anche degli Archivi dei Philaleti. cia [...] a costituire massoni e ad aprire tem -
Infatti dopo la morte di Martinez de pli A.G.D.G.A.D.U.
Pasqually (1774) a succedergli come Sovra- In sostanza Martinez, pur non essendo
no Universale viene chiamato Caignet de stato iniziato con le normali procedure,
Lester, che muore dopo pochi anni il 19 poteva trasmettere l’iniziazione massonica
dicembre 1779. da solo, cioè senza il concorso di altri
• 44 •

Fratelli, com’è nella normale prassi, cosa Non vogliamo qui insistere sulla
che peraltro Martinez fece quando i pochi iniziazione massonica di Martinez, anche
discepoli non reclutati nella se, quanto meno, andrebbe
Massoneria provenivano chiarito il testo della
dal mondo profano, ed in cosiddetta “patente Stu-
questi casi conferiva subito art” che parla di [...] suo
tutti i gradi che aveva a figlio primogenito, di
disposizione (Apprendista, ventotto anni di età,
Compagno e Maestro). nativo della città di
Non credo che sia qui il Grenoble in Francia [...].
caso di cimentarsi in una Questo “figlio” era il
discussione sull’importan- fondatore degli Eletti
za della “patente” Stuart, Cohen oppure no?
ma tenuto anche conto del Al riguardo c’è da
fatto che il Grande Oriente considerare che se la data
di Francia è ancora di là da della “patente” è quella
venire (sarà infatti istituito del 1738, a tale epoca
solo nel 1773), un qualche Martinez aveva solo 11
valore deve aver avuto, se è anni, se invece, come pare
vero, com’è vero, che nel 1765 la Gran ritenga Ambelain (L’Initiation n. 2, 1959, p.
Loggia di Francia riconosce regolare la 84) la patente massonica che Martinez pre-
Loggia Madre dei Cavalieri Massoni Eletti tendeva di aver ereditato da suo padre
Cohen dell’Universo, costituita nel 1764 a avrebbe in realtà portato la data del 1758, a
Bordeaux, sotto il titolo La Francaise Elue tale epoca Martinez aveva 31 anni.
Ecossaisse, e nel 1776, dopo la morte di C’è anche chi, per far quadrare i conti,
Martinez, il Tempio di La Rochell ritorna ritiene come data di nascita di Martinez
all’obbedienza della Gran Loggia di Francia quella del 1710, ma poi se la data della
ben presto seguita da quelli di Libourne e patente è, come dice Ambelain, il 1758 i
Marsiglia. conti nuovamente non tornano.
Inoltre, come si è accennato, il recluta- Tuttavia, anche a non voler discutere del-
mento avveniva nella Massoneria e la strut- la iniziazione massonica di Martinez, una
tura dell’Ordine degli Eletti Cohen elenca- cosa è certa e cioè che l’Istituzione masso-
va nei primi tre gradi gli stessi della Mas- nica servì solo al reclutamento, e, come
soneria Universale, il che dava all’Ordine meglio vedremo in seguito, l’Ordine degli
stesso l’apparenza di un rito massonico. Eletti Cohen di massonico non sembra
Abbiamo detto “l’apparenza” e non a mostrare tracce significative anche perché,
caso, perché di questo si trattava e non – in definitiva, pur poggiandosi formalmente
come vedremo – di una effettiva situazione su basi massoniche, in realtà era un ordine
massonica. sacerdotale, con una sua dottrina, una sua
• 45 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

liturgia, che voleva richieggiare il vero cul- tive varianti dovute alla diversità degli
to dato da Dio stesso, ed i membri che ne Autori, possono così riassumersi:
facevano parte dovevano necessariamente 1) Massoneria blu o di S. Giovanni:
accettare una regola per poter Apprendista, Compagno,
compiere i riti stabiliti. Maestro;
Infatti l’eletto Cohen dove- 2) Classe del “Portico”:
va osservare una regola di vita Apprendista Cohen, Compa-
a carattere ascetico. I piaceri gno Cohen, Maestro Cohen;
dei sensi dovevano essere con- 3) Classe (o Gradi) del
tenuti al massimo. L’alimen- Tempio: Grande Architetto (o
tazione abituale richiedeva Apprendista R+C), Grande
l’abolizione del sangue, del Eletto di Zorababel (o Comm.
grasso e delle interiora degli d’Oriente o Comp. R+C);
animali. L’uso dell’alcol era 4) Classe Segreta Reau
assai limitato. Erano inoltre +Croix.
prescritti dei periodi di digiuno
e di ritiro dalla vita profana che Della Massoneria di San
dovevano essere scrupolosamente osservati. Giovanni si è già detto.
Quanto ai gradi della Classe del “Porti-
La precisione delle cerimonie – scrive-
va Martinez de Pasqually – non è da
co” pur conservando un aspetto massonico,
sola sufficiente, necessita una esattezza ed in realtà preparavano alla rivelazione della
una santità di vita all’adepto che vuole dottrina segreta.
entrare in relazione con gli Spiriti e gli Infine i gradi del Tempio introducevano
necessita una preparazione spirituale fat - nel pieno dell’esoterismo Martinista, in cui
ta per mezzo della preghiera, del ritiro e invece di essere iniziati si veniva ordinati.
dell’attesa. Infine l’ultimo grado, quello della Classe
Segreta, trasportava sul piano pratico teur-
Il testo “sacro” per eccellenza, tesoro, gico la teoria appresa in precedenza.
supporto e codice del sistema, fu il Trattato In queste ultime considerazioni ci sembra
della reintegrazione degli esseri nelle loro di poter cogliere una sostanziale e diversa
primitive virtù e potestà, che veniva dato impostazione di fronte a quella massonica.
manoscritto ai soli iniziati, probabilmente Infatti innanzitutto, il che non è poco,
accompagnato da una liturgia e da quegli nella Classe Segreta erano ammesse anche
elementi magico-teurgici indispensabili per le donne e pertanto per raggiungere il mas-
la operatività. simo grado dell’ordine non era necessaria
Ma una ulteriore ragione che ci porta ad l’appartenenza alla Massoneria, in quanto le
escludere una significativa impronta mas- donne allora non vi erano sicuramente
sonica nell’Ordine degli Eletti Cohen sem- ammesse.
bra rintracciabile nelle liste dei gradi Cohen Inoltre, a nostro avviso, nella tradizione
che, pur presentando alcune non significa- muratoria operativa, la “Mistica” non è
• 46 •

ignorata, ma è solo una delle “scienze fare, con questo, alcuna affermazione
madri”, al pari dell’Astrologia o del- pregiudizievole o negativa – che nelle
l’Alchimia e viene sovente associata alla cronache o nella Storia della Massoneria,
“Teurgia” (dal greco theos quale ci è stata traman-
“dio” e ergon “opera”), la data da qualsivoglia
quale – secondo il significa- Autore, non ci sembra
to che le attribuivano i neo- di poter cogliere una
platonici – altro non è che un importante e significati-
insieme di “tecniche” va presenza degli Eletti
iniziatiche per mezzo delle Cohen, cosa che al con-
quali l’uomo dovrebbe trario troviamo, in par-
essere in grado di realizzare ticolare dopo il loro
in sé una progressiva “risveglio” ad opera di
“divinizzazione”. R. Ambelain nel 1943,
Nella visione Martinezista nell’Ordine Martinista
la “Mistica” o la “Teurgia” sia in Francia, sia in
sembra assumere il signifi- Italia. Infatti, mai, in
cato di magia superiore, di nessun contesto locale
tecnica, di arte che permette o nazionale o inter-
all’adepto di porsi, tramite la nazionale rappresentati-
magia cerimoniale in rapporto con le Intel- vo dell’Istituzione massonica universale,
ligenze che popolano la nostra biosfera, gli Eletti Cohen come tali, cioè nella loro
costituente la “quarta dimensione”. espressa e dichiarata qualità, sono stati de-
A testimonianza e conferma di questo stinatari di “poteri” massonici o hanno pre-
assunto ricordiamo il segno o il “passo”, so parte “ufficiale” ad una qualche mani-
cioè il risultato delle operazioni teurgiche festazione massonica, cosa che, al con-
del Cohen, vale a dire, la comparsa sul trario, come si è già detto, è avvenuta nel-
piano del quaternario delle potenze e degli l’ambito del Martinismo.
spiriti interposti tra l’operatore e la Causa D’altra parte basta appena enunciare le
Prima. tematiche degli Eletti Cohen per rendersi
conto della loro lontananza ed estraneità da
Per il momento, su questo argomento, quelle della Massoneria. Infatti, come
conviene fermarsi, sperando che le diver- vedremo, gli Eletti Cohen professavano uno
genze o le diversità fra le due situazioni gnosticismo legato alla Cabala, ricercavano
e m e rgano meglio e più chiaramente dal una “illuminazione interiore” che desse
seguito di questo lavoro. Tuttavia, prima di accesso alle “Verità Superiori”. Per ottenere
passare ad altro, va precisato che, a conclu- ciò il rituale prevedeva “esorcismi” – con-
sione di questo primo approccio, ci sembra tro il male e contro le proprie tendenze
comunque di poter constatare – senza voler basse – ed un culto rivolto alle “Potenze
• 47 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

Celesti” con l’ausilio degli “Antenati” e con prensione dello scopo da raggiungere; nei
la “Comunione dei Santi”, cioè richiedendo riti di riconciliazione appoggiati ai riti di
l’ausilio invisibile di coloro che avevano purificazione e di servizio o di lotta contro
già raggiunto lo stato di “congiunzione con la negatività.
il Logos”.

2. La dottrina di Martinez de Indicativamente si


Pasqually può dire che tutte le
operazioni Cohen pos-
Prima di passare ad esaminare gli sono essere raggruppate
eventi “storici” che ci interessano e in tre categorie:
che possono aiutarci a chiarire la tesi 1) operazioni di
che vogliamo dimostrare non ci purificazione dell’aura
appare superflua qualche riflessione terrestre; 2) operazioni
sulla dottrina di Martinez che, come è di guarigione; 3) opera-
stato accennato, è contenuta nel Trat - zioni di riconciliazione
tato della reintegrazione degli esseri e di reintegrazione.
nelle loro primitive virtù e potestà. In definitiva la “via
Cominciamo con il precisare che – operativa Cohen” si
secondo il pensiero di Martinez – gli esseri avvale di una, diciamo così, tecnica inizia-
emanati dal Primo Principio, furono “pre- toria, strutturata secondo tecniche magiche
cipitati” a causa della “prevaricazione” di classiche e soprattutto di una tecnica cul-
Adamo. Essi, pertanto, dovranno “riconci- tuale, ritenuta idonea a realizzare le finalità
liarsi” con Dio, ma la cosa appare alquanto espresse nella dottrina contenuta nel T r a t -
problematica data l’assoluta negatività del tato di Martinez.
nostro mondo. A scopo meramente informativo riportia-
Tra l’uomo ed il suo “Maestro celeste” mo qui i culti propri dell’Ordine, sui quali
esiste tutta una gerarchia di esseri non mate- poi torneremo per altre considerazioni: 1)
riali e, tra questi, ve ne sono anche di mal- Culto di espiazione; 2) Culto di grazia par-
vagi e di prevaricatori. ticolare generale; 3) Culto operatorio contro
Per la sua salvezza “l’uomo di deside- i demoni; 4) Culto di prevaricazione e di
rio”, oltre a divenire signore di se stesso, conservazione; 5) Culto contro la guerra; 6)
cioè della sua natura inferiore, focalizzando Culto di opposizione ai nemici della legge
il suo essere verso il divino, deve anche divina; 7) Culto per ottenere la discesa del-
combattere contro i tentativi delle entità lo Spirito Divino; 8) Culto di affermazione
decadute che cercano di asservirlo e di della fede e di perseverazione nella Virtù
legarlo agli impulsi inferiori ed al mondo Spirituale divina; 9) Culto per la fissazione
delle percezioni sensoriali. dello Spirito Conciliatore Divino in sé; 10)
I mezzi per la reintegrazione consistono: Culto di dedicazione annuale di tutte le
nello studio dei misteri cosmici e nella com- operazioni al Creatore.
• 48 •

La tecnica cultuale è concepita secondo i molto probabilmente nel vecchio terreno


canoni della teurgia. Nel corso del culto il teurgico egiziano e greco.
Cohen prende contatto con Ciò premesso, se l’unico punto
forze sempre più sottili di contatto con la Massoneria
(elevate) che gli si mani- può essere rintracciato nella
festano secondo i “passi”. Cabala, che, a nostro avviso,
Egli ascende quindi verso più di tutte o quanto meno al
il Pleroma iniziale ele- pari di altre dottrine tradizio-
vandosi di regione spiri- nali, costituisce il fondamento
tuale in regione spiri- del pensiero massonico, è ne-
tuale. Questa “ascen- cessario cercare di capire la
sione” (che dura tutta la Cabala del Martinezismo per
vita) è guidata e confer- poter poi andare a verificare se
mata da manifestazioni è esatto quanto abbiamo accen-
dell’aldilà, i cosiddetti nato e cioè che si tratta piuttosto
“passi” che sono dei glifi di forma che di sostanza vera.
luminosi, delle Entità di Martinez scrive:
cui sono le manifestazioni nella nostra
Dio emana degli esseri spirituali, a sua
dimensione, i cui segni sono contenuti in un gloria nella sua divina immensità.
repertorio generale che ne enumera circa
2.400, classificati secondo i loro rispettivi E prosegue:
“ranghi” e “classi”. Ci si domanderà chi fossero questi
In tal modo il Cohen, mediante la inter- esseri prima della loro emanazione divina,
pretazione del segno corrispondente al glifo s’essi esistevano o non esistevano. Essi
luminoso visto durante le sue operazioni, è esistevano nella immensità, nel seno della
Divinità, ma senza distinzione di azione,
in grado di conoscere il livello raggiunto nel
di pensiero e di intendimento; essi non
suo ascenso e di controllare il progresso sul
potevano né agire, né sentire se non per
duro cammino della propria reintegrazione. mezzo della sola volontà dell’essere supe -
Dall’esame di quanto innanzi illustrato ci riore che li conteneva e nel quale ogni cosa
sembra che emerga – con sufficiente era muta. In verità esistere così significa
chiarezza – l’estraneità o la diversa non esistere. Non vi sarebbe affatto un
sostanziale impostazione dalla “via” mas- Creatore senza il regno infinito degli
esseri che sono in lui innati e che egli
sonica. Tuttavia qualcosa in comune forse
emancipa per mezzo della sua sola volon -
c’è, ma nella forma, più che nella sostanza.
tà e quando piace a lui. È per mezzo di
Infatti questa forma è più propriamente questa moltitudine infinita di emanazioni
cabalistica, si avvicina a teorie giudeo- di esseri spirituali che gli compete il nome
gnostiche, ma per approdare ad una pratica di Creatore ed alla sua opera quello di
magico-teurgica assolutamente estranea alla creazione divina, spirituale animale, spiri-
Massoneria e che affonda le sue radici tuale temporale. [...]
• 49 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

Non credo che si debba fare molto sforzo imperfetto. Non procede quindi dall’Asso-
per riconoscere in questo Dio di Martinez luto, ma questo deve esercitare necessaria-
l’En Soph che contiene in mente la sua influenza su
potenza ogni essere creato. di lui e se fosse altrimen-
L’En Soph è l’essere infinito, ti il mondo non potrebbe
libero, identico a se stesso, esistere. Da qui la neces-
unito a sé, ma non deve sità di un intermediario,
essere considerato come l’in- l’insieme delle Sephi-
sieme degli esseri, né come roth, che in virtù dell’in-
la somma dei suoi propri tima connessione con
attributi. Ma senza questi l’En Soph costituiscono
attributi e gli effetti che ne un tutto perfetto, ma che
risultano, vale a dire senza a causa della loro
una forma determinata, è molteplicità sono neces-
impossibile comprenderlo e sariamente imperfette.
conoscerlo. Passiamo ora a Mar-
Di qui alle Sephiroth – tinez de Pasqually, la cui
altro punto nodale della Cabala dottrina possiamo meglio
– il passo è breve. Nell’Idra Suta infatti si capire con le premesse che abbiamo fatte.
legge: Le Sephiroth sono i cosiddetti “Spiriti
Denarii” e ad essi si applica tutto ciò che
L’antico degli antichi è nello stesso
nella Cabala si riferisce alle Sephiroth.
tempo lo sconosciuto degli sconosciuti;
egli si separa da tutto ma non è affatto se- Martinez, dunque, così scrive nella sua
parato; perché tutto si unisce a lui come a opera:
sua volta egli si unisce a tutte le cose e non [...] I primi spiriti emanati erano innati
vi è nulla che non sia in lui. Egli ha una nella Divinità, essi sono reali ed immor -
forma e si può dire che non l’ha. Prenden - tali, essi hanno una esistenza personale,
do una forma egli ha dato l’esistenza a tut - assoluta ed eterna, essi esistono sempre nel
to ciò che è; egli dapprima ha fatto sorgere cerchio divino. Sono detti Spiriti Superiori
dal suo seno dieci luci che brillano per la o Denarii perché dieci è il numero divino,
forma che hanno da lui ricevuta e rispan - origine di ogni essere spirituale maggiore,
dono dappertutto un chiarore immenso inferiore e minore e di ogni legge di azione
così come un faro invia in ogni parte i suoi sia spirituale sia spiritosa.
raggi luminosi. L’antico degli antichi, lo
sconosciuto degli sconosciuti è un faro ele -
Senza continuare a ricercare tutti i pas-
vato che lo si conosce soltanto attraverso le
saggi che si riferiscono alle Sephiroth con-
sue luci che brillano ai nostri occhi [...].
cludiamo con le parole di Le Forestier:
Queste luci sono le Sephiroth, gli inter- Il tema cabalistico delle sephiroth si
mediari tra l’En Soph ed il mondo contin- impose così dispoticamente alla immagi -
gente. In effetti questo mondo è limitato ed nazione di Pasqually che, per una volta, si
• 50 •

allontana dalla prudenza con la quale Invece, molto si indulge in quella forma
ordinariamente dissimulava i suoi presti - pratica della Cabala che è teurgica, che è
ti. Egli rimarca in effetti che la circon - magia, che è arte trasmutatoria, e che – con
ferenza divina che fa da supporto al i grandi Maestri cabalisti – non ci sentiamo
Denario è chiamata “domi - di accettare. La
nazione”. Ora dominazione o
dimostrazione di ciò
reame è precisamente il nome
della decima Sephira, Malkhut
sembra emergere,
che rappresenta nel sistema sia pure in maniera
cabalistico la somma del mondo approssimativa ed
intelligibile (prima triade delle immediata, già dalla
Sephiroth) del mondo morale semplice enunci-
(seconda triade) e del mondo azione delle ope-
fisico (terza triade) e che è l’ar - razioni della teurgia
monia dell’universo. degli Eletti Cohen,
anche se dobbiamo
NelTrattato infine troviamo dire che, per una
anche le 32 Vie della Sapienza migliore intelligen-
(che – com’è noto – sono le 22 za, sarebbe indi-
lettere dell’Alfabeto che costi- spensabile uno stu-
tuiscono i “sentieri” dell’Albero dio profondo e det-
della Vita addizionate alle dieci Sephiroth). tagliato di tutto il “rituale” Cohen, il che,
Infatti Martinez dice che ogni Spirito supe- certamente esorbita da questo lavoro.
riore 10, maggiore 8 e minore 4 [...] al Tuttavia, solo per chiarire il perché di
momento della prima emanazione aveva il certe “impressioni”, pensiamo ad esempio a
suo soggiorno nella circonferenza divina. determinate “tecniche” che comportano:

Anche se abbiamo appena sfiorato il a) gli esorcismi “destinati a stroncare


problema non v’è dubbio che la dottrina l’azione demoniaca nel cosmo, ad ostaco-
segreta di Martinez ha una radice, una base lare la loro azione sugli uomini, a distrug-
cabalistica ed infatti non ci sembra difficile gere il loro potere sull’operatore e i suoi
andare a constatare che, nel T r a t t a t o, il pa- discepoli, ad ottenere la fine o la limitazione
rallelismo tra microcosmo-uomo e macro- di certi flagelli, ad annullare le operazioni di
cosmo-Adam Kadmon si rivela ad ogni piè Magia nera”;
sospinto; tuttavia, – a nostro avviso – non ci b) gli scongiuri “destinati a stabilire un
sembra che si vada mai oltre certe abba- contatto con il ‘Mondo Angelico’ e (per
stanza semplici e lineari impostazioni di effetto dell’influsso ‘cristiano’) con la
base e non si arrivi mai a sviscerare o ad ‘Comunione dei Santi’. Tra questi ultimi
a ffrontare chiaramente la grande proble- l’operatore si sceglie dei ‘patroni’ p a r t i c o-
matica cabalistica e tutta la sua più elevata lari e, nel Mondo Angelico, dei Guardiani e
e decisa speculazione. delle Guide”;
• 51 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

c) le preghiere “rivolte a Dio per ottenere 3) Culto operatorio contro i demoni.


la sua Grazia e la sua Misericordia, in vista Autori della degradazione all’inizio dei
della Reintegrazione. Esse sono integrate tempi, essi tendono a mantenere e ad aggre-
nei rituali di scongiuro che gare il loro giogo
precedono e sono destinati a su tutta l’umanità.
canalizzarle e ad ampliarle”. Con degli esorci-
Ma non basta: accanto a smi (le celebri
queste “tecniche” si deve “operazioni
porre la conoscenza della Equinoziali”) il
Astrologia e la sua pratica per Cohen li combatte
i necessari calcoli della e li respinge fuori
posizione degli astri, la dell’aura terrestre
conoscenza delle analogie e (Sephira: Hod).
delle sue pratiche applicazioni 4) Culto di Pre-
in ordine a strumenti, colori, varicazione e di
vesti etc., le tecniche per la costruzione di Conservazione. È il seguito della prece-
cerchi operatori i cui elementi variano in dente. Questa operazione consiste nel com-
rapporto allo scopo delle operazioni, ai tem- battere e nel punire i seguaci della magia
pi ed ai supporti impiegati. nera e della stregoneria e soprattutto nel
Ma forse più che continuare in questi punire gli spiriti decaduti che ne sono i col-
esempi vale la pena di riportare il Culto laboratori (Sephira: Netzach).
Divino – quello segreto rivelato da Mar- 5) Culto contro la guerra. Se l’omicidio è
tinez – secondo la suddivisione di Le il più grave dei crimini, l’omicidio colletti-
Forestier, ripresa dall’Ambelain (Alchimia vo è evidentemente ancora più grave. Il
Spirituale) ed ormai classica, che, come Cohen lotta contro le Potenze dell’odio tra
abbiamo già accennato, poteva suddivider- le Nazioni e tenta di sviare la loro azione
si in dieci parti: (Sephira: Tipheret).
6) Culto di opposizione ai nemici della
1) Culto di espiazione. L’uomo manife- legge divina. Operazione teurgica che ha
sta il suo pentimento, tanto delle proprie per scopo la lotta contro le azioni umane
colpe quanto della caduta del prototipo che tendono a diffondere l’ateismo, il
iniziale, l’Adamo primo, corego del coro satanismo, il luciferismo, sotto le forme
delle Anime Preesistenti. Ne deriva una egualmente umane (Sephira: Gheburah).
ascesi ed un rituale penitenziale (Sephira: 7) Culto per ottenere la discesa dello
Malkhut). Spirito Santo. Operazione che ha per scopo
2) Culto di grazia particolare generale. la infusione dello Spirito Santo e dei suoi
Operazioni che consistono nel sostituirsi doni (Sephira: Hesed).
all’insieme dell’Umanità terrestre del 8) Culto di rafforzamento della Fede e
momento e nel farla partecipare ai frutti del- della Perseveranza nella virtù spirituale e
l’Operazione individuale(Sephira: Jesod). divina. Operazione che ha per scopo la
• 52 •

comprensione dei Misteri Divini, compren- 3. Gli Eletti Cohen e l’Ordine Martinista
sione che permette all’emulo di rafforzare
la sua fede in modo assoluto e definitivo Per una migliore intelligenza di quanto
(Sephira: Binah). abbiamo innanzi accennato e
9) Culto per fissare in di quanto andremo eviden-
sé lo Spirito riconciliatore ziando in seguito circa i rap-
divino. È l’accoglienza porti tra gli Eletti Cohen e
totale dello Spirito Santo, l’Ordine Martinista, è neces-
la discesa delle “lingue di saria qualche puntualiz-
fuoco” della Pentecoste, zazione, tenuto conto del fatto
l’illuminazione finale, con che sul Martinismo esistono
i privilegi che essa com- pareri, punti di vista e termi-
porta (Sephira: Hochmà). nologie che lo rendono
10) Culto di dedica estremamente confuso oltre
annuale di tutte le opera- che nel suo messaggio, nelle
zioni al Creatore. Questa sue tecniche e nelle sue possi-
parte comprende l’insieme bilità, anche nella storia dei
delle consacrazioni, delle suoi diversi momenti.
benedizioni etc. Il Martinismo, anche se cer-
ti dettagli e validità in qualche “momento”
Non credo che sia necessario alcun com- possono essere discutibili, in linea di mas-
mento, né ci sentiamo in grado di com- sima, è stato ritenuto una forma occidentale
petere con quello di Ambelain. Facciamo di “via iniziatica”, anche se, per la maggio-
solo notare che al di là di ogni collegamen- ranza delle persone esso è una dottrina
to, cabalistico, magico o quel che si vuole, filosofica, un movimento di idee ed un
chiaramente traspare da questi scritti l’im- Ordine costituito per propagandarle che si
postazione moralistica e cristiana (e perciò riconnettono a Louis Claude de Saint Mar-
stesso lontanissima da ogni visione mas- tin da cui avrebbero avuto origine.
sonica) dei “culti” martinezisti e la loro pos- Così si definisce con il termine di M a r -
sibile vicinanza, più che a strette concezioni tinezismo quella corrente di idee, quella
cabalistiche, a tematiche probabilmente visione del mondo e quell’insieme di
classificabili come martiniste, volendo con pratiche rituali atte a realizzarne i presup-
ciò far riferimento ad una via mistico-reli- posti teorici stabilite da Martinez de
giosa, interiorizzata in opposizione al mate- Pasqually, Maestro di L.C. de Saint Martin.
rialismo ed allo scientismo di alcune cor- Infine con il termine Willermozismo si
renti dell’Illuminismo e, alla quale Martinez indica l’adattamento massonico di queste
apportò un accento di scienza occulta, con idee e di queste pratiche che ne fece Giovan
programmi magici e teosofici. Battista Willermotz.
• 53 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

In linea generale, dunque, si può ritenere dapprima con Willermotz per staccarsi suc-
che l’importanza dell’unicità della fonte, cessivamente da ogni ritualità di tipo mas-
cioè l’insegnamento di Martinez de sonico e per praticare la via cosiddetta “car-
Pasqually, è abbastanza relativa, tanto che diaca”, ad indirizzo mistico-filosofico.
Saint Martin abbandonerà completamente c) Martinismo moderno. Papus fu l’ani-
le tecniche teurgiche insegnategli dal suo matore e l’organizzatore (anche se non uni-
Maestro e Willermotz dovette accettare il co) di tale forma di Martinismo che
loro adattamento alla Massone- si diffuse notevolmente nel
ria, cioè ad una via iniziatica periodo antecedente la pri-
che presentava, come già ma guerra mondiale e
innanzi accennato, carat- che talvolta assunse
teristiche che se pure non anche aspetti competitivi
erano in netto contrasto, con la Massoneria
certamente ne differivano (Ordine nel quale, per-
nell’“essenza”. altro, Papus non venne
Ciò premesso, possia- mai accettato).
mo riassumere i diversi Pur essendo partito
momenti del Martinismo da basi sufficientemente
come segue: valide, in un secondo
a) Martinezismo (o Martini- momento assunse aspetti
smo primitivo). Ha come ispiratore degenerativi e mistico-devozionali,
Martinez de Pasqually e come espressione precipitati a livelli pressoché profani.
l’Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen d) Martinismo contemporaneo. Ha come
dell’Universo; in questo Ordine è da sotto- ispiratore Robert Ambelain. In esso per-
lineare la presenza di una classe segreta, mangono indirizzi ereditati dal Martinismo
quella dei Reau+Croix, meta di un iter c o n- moderno che, come si verifica particolar-
sistente in una pratica progressiva di natura mente in Francia, giunge a degenerazioni
magico-teurgica. mistiche-cristiane.
b) Martinismo antico. Ebbe come ispira- Per documentare quest’ultima affer-
tori i due discepoli di Martinez, ciascuno mazione riteniamo più che sufficiente
dei quali diede vita ad una scuola con tec- qualche frase di Papus:
niche sue proprie ed esattamente: G.B. Occorre ricordare che la potenza invi-
Willermotz creò l’Ordine dei Cavalieri Be- sibile viene da Cristo, Dio incarnatosi
neficienti della Città Santa di Gerusalemme attraverso tutti i piani e perciò non
innestato sull’Ordine Massonico della Stret- bisogna entrare nel piano invisibile con un
ta Osservanza Templare che seguiva una essere astrale o spirituale che non confessi
tecnica prevalentemente ritualistica ed ope- il Cristo in questo modo.
rativa-massonica; L.C. de Saint Martin dal Trattato elementare
di scienza occulta.
abbandonò le tecniche Cohen, collaborò
• 54 •

È a Saint Martin stesso che l’Ordine è Infine ci sembra di una qualche utilità
debitore non solo del Sigillo dell’Ordine, ricordare la circostanza più che notoria che,
ma anche del nome mistico verso la fine della sua
del Cristo che orna tutti i vita, Papus divenne
documenti ufficiali del un cristiano convin-
Martinismo. Occorre vera -
to, tanto che sembra
mente la mala fede di un
clericale per pretendere che
fosse sua intenzione
questo nome sacro si rap - sciogliere l’Ordine
porti a persona diversa da Martinista e trasfor-
Nostro Signore Gesù mare i Superiori
Cristo, il Verbo Creatore. Incogniti in altret-
da Martinismo, Willer - tanti Samaritani
mozismo, Martinismo e Incogniti.
Massoneria. D’altra parte lo
stesso Ambelain
[...] Il terzo carattere del
Martinismo è d’essere cri- non sembra essere
stiano. Il Martinismo stato estraneo a
difende l’azione del Cristo, certe tentazioni o
illuminatore della razza convinzioni.
bianca su tutti i piani [...]. C’è, infine, da
notare che alcune impostazioni ed anche
Il Figlio di Papus, Philippe, rincara la quel tingersi di occultismo di cui Papus fu
dose: volgarizzatore e propagandista, così come
l’eccessivo eclettismo portarono, dopo la
[...] il Martinismo è una cavalleria cri-
stiana, o se si preferisce è una linea ca- morte di Papus, a numerose scissioni, fra le
valleresca di perfezionamento individuale quali ricordiamo le principali: l’Ordine
e collettivo. Martinista Sinarchico di Blanchard (1918);
l’Ordine Martinista facente capo alla sede
E, dulcis in fundo, in una circolare del 5 di Lione con coloritura fortemente Mar-
aprile 1968 è proprio Papus figlio ad obbli- tinezista (1920); l’Ordine Martinista
gare i Martinisti alla credenza nella divinità Tradizionale con Agostino Chamboseau
del Gesù Cristo e alla recita del Pater nelle (1931) che proprio insieme a Papus era sta-
riunioni di gruppo. to uno dei fondatori del Martinismo moder-
Non intendiamo affatto trarre conclusioni no; l’Ordine Martinista Rettificato di J.
sulla base di quanto innanzi indicato, tut- Boucher (1948).
tavia ci sembra giustificata, tenuto conto di Per completezza di informazione, ed
queste premesse, l’esistenza di qualche anche per i fini che ci siamo prefissi, è qui il
“ombra” sul carattere “iniziatico” e caso di aggiungere che il Martinismo
tradizionale del Martinismo, affermato da Francese che abbiamo innanzi tentato di
più parti e da più autori. classificare e di schematizzare, almeno
• 55 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

nelle sue linee principali trova una sua Robert Ambelain che era in possesso del-
proiezione nel Martinismo Italiano, nel la filiazione di Chamboseau il 4 aprile del
quale, in verità, non si rin- 1942, inizia altri due
vengono che labilissime amici al Martinismo,
tracce di quello che abbi- costituendo così un
amo chiamato “Martini- primo triangolo e
smo Primitivo”. Infatti, facendo sorgere dal-
pare che siano esistiti due l’oblio del tempo le
o tre Cohen, ben presto forme operatorie dei
confluiti nei Cavalieri vecchi Cohen (cioè
Beneficienti della Città del Martinismo Pri-
Santa. mitivo) ed addirittura
Quello moderno ebbe nel settembre, il 24,
delle caratteristiche parti- dello stesso anno,
colari perché subì l’in- otto operatori ritual-
fluenza della scuola mente compirono il
ermetica italiana. Non è “Grande Scongiuro
superfluo, al riguardo, Equinoziale” e tre di
ricordare che Giuliano questi ottennero la
Kremmerz collaborava alla comparsa dei “passi”.
rivista martinista O Thanatos. Sicché come scrive lo stesso Ambelain:
Inoltre, nel Martinismo moderno si
ebbero anche caratteristiche degenerative, e Il 4 aprile 1943 alla Nuova Luna di
quanto a quello contemporaneo proveniente Equinozio, 18 cerchi teurgici si accesero
dalla scuola di R. Ambelain continuò – a Parigi. Il 29 settembre dello stesso anno
come in Francia – il suo non sempre pacifi- 25 schemi teurgici simili si illuminarono
co rapporto con quello Papusiano, anche a alla stessa ora, nel silenzio della notte.
causa della diversità delle tecniche e della [...] A Pontarlier, a Lione, a Calais, a
formazione iniziatica. Nantes altri S.I., al centro di circoli
magici simili, circondati dalle stesse
A questo punto, non ci sembra il caso di
“luci” simboliche che avevano protetto
continuare ad esaminare nei dettagli il Mar-
gli Eletti Cohen di un tempo, lanciavano
tinismo. Qualche informazione l’abbiamo alla stessa ora, con una forma identica, lo
data, per avvicinarci allo scenario che ci stesso “vortice” liberatore. Lo slancio era
interessa, e quindi è tempo di passare ad preso, esso non doveva più arrestarsi, la
altro ed esattamente ad uno studio più coorte di Teurgi che era stata suscitata da
ravvicinato dell’Ordine Martinista degli Martinez de Pasqually andava rinascen -
Eletti Cohen. do ed organizzandosi, vera “Cavalleria
Cominciamo innanzitutto con il preci- mistica” all’interno di un mondo sempre
sarne la genesi. più materialista.
• 56 •

Dopo i primi tempi del “risveglio” degli cui storia abbiamo abbandonato intorno agli
Eletti Cohen, in cui si manifestò qualche anni ‘20 e che, per il momento, non ci inte-
incerto passo verso la Massoneria (sembra ressa seguire nei dettagli, almeno fino agli
che fosse stata anche costitui- anni ‘50, che si presen-
ta una loggia massonica) tano ricchi di eventi e
l’Ordine venne veicolato di avvenimenti interes-
verso il Martinismo di Saint santi per i nostri fini.
Martin che era la sua effet- Quindi, per illu-
tiva radice, secondo le strare brevemente lo
seguenti corrispondenze: scenario nel quale ci
Prima serie (Ordine este- muoviamo, precisiamo
riore): 1) Associato; 2) che agli inizi degli anni
Iniziato; 3) Superiore ‘50, in Francia, degli
Incognito. antichi ordini e movi-
Seconda Serie (Ordine menti Martinisti erano
Inferiore): 4) Maestro sopravvissuti: l’Ordine
Cohen o Superiore Incogni- Martinista Martinezista
to Libero Iniziatore; 5) (sede Lione) che deriva
Maestro Eletto Cohen equi- la sua filiazione da
valente a Scudiero Novizio; 6) Gran Mae- Papus, ma ha pretese precedenti mar-
stro Cohen equivalente a Grande Architetto, tineziste (scuola di Lione, quindi Willer-
Cavaliere Beneficente della Città Santa, motz, allievo di Martinez, quindi Bricaud
Apprendista Reau+Croix; 7) Cavaliere che vuol rivivere e fa rivivere la selettività
d’Oriente equivalente a Grande Eletto di massonica e la Gnosi come condizioni sine
Zorobabele, Cavaliere Professo, Compagno qua non per la “qualificazione” di marti-
Reau+Croix; 8) Comandante d’Oriente nista); l’Ordine Martinista degli Eletti
equivalente a Cavaliere Professo, Maestro Cohen ricostituito da Robert Ambelain che
Reau+Croix; 9) REAU+CROIX equiva- dichiaratamente si rifà a Martinez de
lente a Cavaliere Gran Professo 2°, Potente Pasqually e possiede una via operativa, pur
Maestro Reau+Croix. ammettendo nel suo seno – ma sino al IV
Come appare con assoluta evidenza vi è grado – Martinisti che intendevano seguire
la serie completa dei gradi degli Ordini la via interiore o “cardiaca”; il Nuovo
Martinisti che culmina con il quarto grado, Ordine Martinista con Philippe Encausse
quello del Libero Iniziatore o del Superiore (che assume anch’egli il nome di Papus) e
Incognito. che in quest’epoca incomincia un profondo
Gli ulteriori sviluppi della storia dell’Or- travaglio, alla ricerca della propria via.
dine confermeranno questa impostazione. Dobbiamo fermarci un poco su quest’ul-
Per meglio capire questi sviluppi dobbia- timo Ordine, per meglio chiarire gli svilup-
mo ritornare al Martinismo in generale, la pi ulteriori.
• 57 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

Nel 1953 rivide la luce, diretta da ri di Papus, la donna è ammessa con


Philippe Encausse, con la collaborazione eguaglianza assoluta con l’uomo, essendo
anche di R. Ambelain, l’una il completamento
L’Initiation, la rivista dell’altro.
fondata da Papus padre Nell’ultimo numero
nel 1888 e pubblicata della rivista del 1954 si
fino al 1914. Nel primo poteva leggere un avviso
numero (gennaio-feb- in cui i membri maschili
braio 1953) sulla coper- dell’Ordine Martinista
tina faceva bella mostra (di Papus), desiderosi di
di sé la scrittaL ’ O r d i n e mettere in pratica gli
Martinista di Papus insegnamenti di Mar-
rinasce… e all’interno tinez de Pasqually, e di
fra le notizie riguardanti applicare la teurgia degli
l’Ordine si leggeva: Eletti Cohen, si pote-
vano rivolgere a Robert
Aperto agli Uomini
Ambelain. Ciò significa-
e alle Donne di buona
volontà, il Martinismo
va, sic et sempliciter, che
è un gruppo iniziatico lo stesso Ordine Martini-
che possiede una dottrina ed sta di Papus, o almeno i
una mistica, un metodo di lavoro sia indi - suoi membri maschi erano autorizzati ad
viduale che di gruppo, una linea di ispi - appartenere anche ai Cohen, ma questo
razione su cui ciascuna intelligenza deve indicava altresì che si erano stabiliti validi
lavorare secondo le proprie possibilità. rapporti fra i gruppi e che da tali rapporti
Il suo fine è quello di costituire una sarebbero scaturiti futuri legami.
cavalleria mistica ed esoterica al fine di Tuttavia certe situazioni non lasciavano
lottare – ciascun membro nella sua sfera – presagire nulla di buono. Infatti, ad esem-
in nome dei princìpi che ci dirigono, in
pio, un articolo apparso sulla rivista così
favore dello spiritualismo.
terminava:
L’Ordine Martinista comprendeva: Fermiamoci a chiudere il cerchio di
Membri associati o aderenti; Iniziati li- questo breve studio... che può essere il pre -
mitati al solo grado di Superiore Incognito ludio di un rinizio... In un futuro apo-
(solo il grado di S.I. conferisce il diritto ed calittico dei rari adepti mormoreranno
il potere di iniziare secondo la Tradizione). come una litania ricca di incanti:
Quanto alla presenza delle donne si pre- Martinez de Pasqually: il Profeta
Claude de Saint Martin: l’Iniziato
cisava:
Philippe: il Reintegrato.
Conformemente alle direttive di Louis E che dire dell’art. 10 dei Regolamenti
Claude di Saint Martin ed a quelle ulterio- Generali che così recita:
• 58 •

Il Venerdì santo alle ore 21 (ora di Pari - b) l’Ordine Martinista di cui l’Illustrissi-
gi) tutti i Martinisti sparsi sulla superfi - mo Fratello Philippe Encausse è il Sovrano
cie del globo ed aderenti all’Ordine Gran Maestro in quanto successore regolare
dovranno, sia individual - dell’Ill.mo F. il dott. Ge-
mente, sia in gruppo, rac - rard Encausse, detto
cogliersi, recitare il P a t e r ed
Papus, suo Padre, Ordine
indirizzare con tutta la loro
anima e tutto il loro cuore
risvegliato a Parigi, nel
un pensiero di Amore e di 1951;
gratitudine a Nostro Signore c) l’Ordine Martinista
Gesù Cristo. degli Eletti Cohen di cui
l’illustrissimo F. Robert
Eppure, nonostante queste Ambelain è il Sovrano
premesse, i legami tra i mar- Gran Maestro essendo
tinisti delle diverse correnti stato nominato Gran
ed il desiderio di arrivare ad Maestro Sostituto dagli
una unificazione dell’Ordine illustrissimi e compianti
portarono i rappresentanti Georges Lagreze e
più qualificati del Martini- Camille Savoire “Cava-
smo alla costituzione – il 26 lieri Beneficienti della
ottobre 1958 – della Unione Città Santa” al momento del
degli Ordini Martinisti. risveglio dell’Ordine nel 1942 e detentore
A questo punto vale la pena di riportare regolare degli archivi autentici (XIII sec.)
qualche stralcio del documento firmato il 15 del Martinismo.
dicembre 1958 dai tre grandi Maestri: Art. II. Questa Unione degli Ordini Mar-
Dupont, Encausse, Ambelain. tinisti ha per organismo direttore una “Ca-
Innanzitutto, all’Art. I, vengono elencate mera di Direzione” di sei membri compo-
le sopravvivenze legittime del Martinismo sta dai tre sovrani Gran Maestri e dai loro
e cioè: Fratelli Assistenti.
a) l’Ordine Martinista Martinezista di cui L’Art. III dichiara che l’obiettivo è quel-
l’Illustrissimo Fratello Henri-Charles lo di mantenere i contatti fraterni tra i FF.
Dupont è il Sovrano Gran Maestro in quan- dei tre Ordini.
to successore legittimo e regolare degli L’Art. IV stabilisce che i candidati saran-
illustri e compianti Fratelli Teder, Bricaud e no orientati secondo le tendenze di ciascuno
Chevillon, successione che rimonta al 1916, d’essi verso il Martinismo di Saint Martin
alla morte dell’Illustre e compianto Fratello (via cardiaca) o verso il Martinismo di Don
Papus deceduto il 25 ottobre di quell’anno Martinez de Pasqually (via operativa).
ed il cui anniversario è stato commemorato L’Art. V dichiara che solo l’Unione, per
al cimitero del Pere Lachaise la vigilia di mezzo dei tre Ordini, è abilitata a concedere
questa riunione; i poteri di costituzione di gruppi martinisti
• 59 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

internazionali, così come a confermare a Senza aggiungere interpretazioni o com-


quelli esistenti i poteri che detengono. menti particolari, per una migliore lettura
Stabiliti gli elementi di base dell’unifi- degli eventi, affidiamoci al seguente stralcio
cazione ben presto si del protocollo di unifi-
pervenne ad intese cazione:
sempre più strette, tan-
L’Ordine Martinista
to che il 1 dicembre fondato dal dottor Gerard
1959 si convenne che Encausse nel 1891 e rico-
“parole, segni e tocca- stituito dopo il 13 agosto
menti” divenissero gli 1960 con la fusione del -
stessi nei tre Ordini, per l’Ordine Martinista detto
i primi tre gradi (Asso- di Papus – che aveva
ciato, Iniziato e Superi- ripreso forza e vigore
ore Incognito). nel 1952 – e l’Ordine
Il 13 agosto 1960 Martinista di Lione – il
C.H. Dupont, G.M. cui primo Sovrano Gran
dell’Ordine Martinista Maestro fu nel 1916
Martinezista designa Teder – e l’Ordine Mar -
Philippe Encausse tinista degli Eletti Cohen,
come suo unico e rego- derivante dall’Ordine
Martinista tradizionale e
lare successore e il 16
dall’Ordine della Rosa+
settembre 1960, con una lettera circolare, Croce d’Oriente e ricostituito clandestinamente
invita i membri del suo Ordine a riconoscer- nel 1942 durante l’occupazione tedesca [..., qui
lo come loro Gran Maestro, mentre per co- segue tutta una serie di premesse e di con-
loro che si sentivano portati alla pratica siderazioni] si suddividerà in due organiz -
operativa consigliava (in applicazione del zazioni iniziatiche distinte e cioè:
Trattato di Unione) di continuare la loro
attività nell’Ordine Martinista degli Eletti a) un Cerchio Esteriore detto Ordine di
Cohen. Così facendo praticamente chiude- Saint Martin corrispondente al vecchio
va l’Ordine Martinista di Lione e il 1 otto- Ordine Martinista ed all’Ordine esteriore
bre 1960 Dupont moriva. dei Cohen in cui vengono raggruppati i
membri dei due sessi nei gradi di Associa -
Tutto questo ci serve per precisare che, a
to, Iniziato e Superiore Incognito e per i
partire dall’agosto 1959, in Francia esiste- soli maschi di S.I.I. 4;
vano solo due Ordini Martinisti il cui b) un Cerchio Interiore detto Ordine
processo di collaborazione e unificazione si degli Eletti Cohen riservato agli uomini e
faceva sempre più stretto sicché in data 28 composto dei gradi seguenti: Maestro
ottobre 1962 si registra l’ultima fase: viene Eletto Cohen, Cavaliere d’Oriente, Com -
infatti proclamata l’unificazione dei due mendatore d’Oriente e Reau+Croix.
Ordini in un solo Ordine Martinista.
• 60 •

Alla testa dell’Ordine Martinista (Cer- Precedentemente, come si è detto, il 29


chio Esteriore) veniva posto Encausse, alla giugno 1967, aveva designato come suo
testa dell’Ordine Interiore Ambelain. legittimo e regolare successore I.M. il quale
La nuova formazione prende il 14 agosto 1967 firmava
dunque il via con l’accordo un protocollo con
di tutti, ma ben presto le dif- Philippe Encausse
ferenti tendenze comincia- con il quale veniva
rono ad emergere seguite dal- sancita la fine dell’u-
lo scambio di accuse reci- nificazione stabilendo
proche di magia da una parte che: a) la divisione in
e di fideismo o di forme di un Ordine esteriore
adorazione dall’altra, se non ed uno interiore è
addirittura di Cristianesimo soppressa; b) che vi
stretto (del resto Encausse ed saranno d’ora innanzi
il suo entourage non facevano due Ordini distinti:
mistero di tale ultima l’uno che seguirà la
posizione). via “cardiaca”, l’altro
Fatte queste premesse, si la via “operativa”; c)
giunge al 1967 quando Robert Ambelain si che poiché la base del-
dimette dall’Ordine che aveva creato e che l’Ordine degli Eletti Cohen è formata da
reggeva come Sovrano trasmettendo ogni S.I.I. 4°, esso avrà la qualità (i poteri) di
cosa al suo luogotenente Hermete (I.M., un trasmettere i primi tre gradi del Martinismo
noto pittore ed altrettanto noto esponente che nel protocollo viene definito
della Massoneria italiana ed ancor più del “tradizionale”; d) che la doppia appartenen-
Rito Scozzese Antico ed Accettato). za è ammessa; e) che l’Ordine, d’ora in
In una circolare del luglio 1967 A m b e- avanti, riprende il titolo di Ordine dei Ca-
lain, dopo aver lamentato lo stato delle valieri Massoni Eletti Cohen dell’Universo.
scienze esoteriche e delle organizzazioni Tutto sembrava abbastanza chiaro e
iniziatiche, prende commiato da tutti termi- definitivo, ma in verità le cose nell’Ordine
nando così: Cohen si trascinarono sino all’aprile del
1968. Ambelein fu sollecitato a riprendere
Per questo augurando lunga vita e la sua carica, fu richiesto il suo parere che
prosperità all’Ordine Martinista e feconda
non negò (lettere del 4 aprile 1968 e 20
evoluzione spirituale ai suoi membri, io vi
aprile 1968), partecipò anche alla riunione
prego di credermi, carissimi FF. e SS. fra -
ternamente a voi davanti alle Luci, fir - del Tribunale Sovrano del 22 aprile, ma
mandomi per l’ultima volta Aurifer – rimase irremovibile nella sua decisione.
Sovrano Gran Commendatore dell’Ordine La riunione del 22 aprile avvenne
Martinista. insieme a qualche chiarimento nei rapporti
interpersonali tanto che Ambelain il 27
• 61 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

aprile scriveva al F. Hermete (I.M.): [...] Tu dità delle filiazioni e sulla “presenza” della
feras de cet Ordre ce que tu jugeras bon. Peur “energia prima” nel corso delle operazioni
moi, je me consacre à une autre e via dicendo.
formule [...]. È giunto il momento
Probabilmente erano sor- di fare il punto della situ-
ti dei dubbi sulla validità azione e di trarre qualche
delle proposte di Ambelain conclusione. Non abbia-
ad una ripresa dell’attività mo motivi per dubitare
dell’Ordine stesso. E termi- che l’Ordine creato da
nava: Nous demeurons Fréres Martinez si estinse defi-
par qualque chose de solide e de nitivamente senza nessun
valable, la fraternité séculaire
erede diretto che abbia
qui unit millions e demi
d’Hommes par le monde. C’est
ricevuto il “sacramento”
assez pour que continue a te dell’Ordine. Oggi e così
dire: très fraternellement a toi: al tempo del risveglio nel
R. Ambelain. 1942-43 non esiste né esisteva una fili-
Il 29 aprile 1968 una circolare firmata azione diretta.
per l’Ordine Cabalistico della Rosa+Croce Altro discorso molto probabilmente
dal Gran maestro R. Ambelain e per l’Or- potrebbe essere fatto per quanto concerne i
dine Martinista Iniziatico da G. Bousset gradi della Professione dei Cavalieri Bene-
annunciava la costituzione dell’Ordine ficenti della Città Santa creati da Willer-
Martinista Iniziatico dopo aver fatto il pun- motz, il quale ultimo, in tutta questa vicen-
to sullo stato dei rapporti che erano inter- da appare l’unico “massone attivo”, a dif-
corsi tra il Martinismo di Papus e l’Ordine ferenza di Saint Martin che era un mistico e
Interiore dei Cohen e constatato che il pri- di Martinez che sembra essere stato soprat-
mo non aveva mantenuto il patto di unifi- tutto un occultista.
cazione perché era stata condotta una cam - A proposito di Willermotz è il caso di
pagna senza cessa contro il Martinismo ricordare che egli fu l’animatore dello
Operativo, la Teurgia Martinezista, quali- scozzesismo francese ed infatti dalla sua
ficando [...] questi studi e le operazioni di opera ebbe origine il Rito Scozzese Rettifi-
satanismo e di magia nera. cato che sorse in Francia nel 1782.
Tuttavia, questo Rito, introdotto in Italia
Il 14 agosto 1968 l’Ordine dei Cavalieri nel 1985 da S.M. (ex Gran Dignitario del
Massoni Eletti Cohen dell’Universo veniva Grande Oriente d’Italia) è, quasi in tutto il
posto in sonno per un periodo indetermina- mondo, escluso da quelli riconosciuti uni-
to dal suo sovrano I.M. versalmente “massonici”. D’altra parte è
Questo era il frutto sia della citata riu- noto che seguiva un indirizzo mistico-mi-
nione, sia di una riunione tenuta il 10 mag- sterico-cristiano della matrice degli Eletti
gio 1968 in cui erano sorti dubbi sulla vali- Cohen e del Martinezismo (specialmente
• 62 •

nella Classe dei “Beneficienti della Città Cohen, o più esattamente, dell’iniziazione
Santa”), ed applicava tecniche teurgiche e Cohen: così la successione apostolica corrispon -
l i t u rgiche di evocazioni delle derebbe all’aspetto sacerdotale di questa
Potenze Celesti. iniziazione (per lo meno al grado di
C’è chi – e tra questi lo stes- Reau-Croix); la successione detta
martinista stabilirebbe, con il sup -
so Ambelain – come risulta
posto intermediario Saint Martin,
dalla comunicazioneF i l i a t i o n un legame con Martinez de
de la resurgence de l’Ordre Pasqually; i gradi dell’Ordine inte -
inviata ad Hermete (I.M.) il 9 riore del Rito Scozzese Rettificato
ottobre 1958, ha ritenuto di trasmetterebbero ai Cohen alcuni
poter impostare una linea di punti della dottrina Martinezista
successione legittima veicola- [...].
ta dai Cavalieri Beneficienti Ed ancora: l’inconveniente di
della Città Santa. un simile procedimento è, a mio
E ciò è tanto vero che nel avviso, quello di introdurre nel-
documento, innanzi indicato, l’ordine degli elementi estranei,
firmato il 15 dicembre 1958, senza con questo restituirgli la
recante l’Unificazione degli successione Cohen.
Ordini Martinisti, nell’art. 1, E per finire, sempre dalla stes-
quello, per così dire della “ve- sa Relazione, sembra estrema-
rifica dei poteri” cioè quello in mente illuminante questo passo:
cui vengono elencate le soprav- La successione Cohen non può
vivenze legittime del Martinismo, la rego- essere nemmeno identificata con la succes -
larità della posizione di R. Ambelain Sovra- sione dei Grandi Professi, classe segreta del -
no Gran Maestro dell’Ordine Martinista l’Ordine interiore dei Cavalieri Beneficien -
degli Eletti Cohen viene fatta dipendere dal- ti della Città Santa – fatte le dovute ri-
l’essere stato costui nominato Gran Maestro serve sull’esistenza di questa successione
Sostituto dagli illustrissimi e compianti all’epoca attuale.
Georges Lagreze e Camille Savoire “Cava- Lo stesso Willermotz ha definito il senso
lieri Beneficienti della Città Santa”. col quale ha redatto l’Istruzione segreta del-
Al riguardo, nella relazione sulla “Suc- la Grande Professione, della quale egli ne è
cessione Cohen” redatta il 26 febbraio l’inventore scrivendo:
1968, per incarico del Sovrano Hermete
Legato da una parte dai miei propri
(I.M.), da Robert Amadou (studioso e stori-
impegni [verso l’Ordine Cohen] e dal -
co del Martinismo), relazione che è men- l’altra trattenuto dal timore di alimentare
zionata anche nel decreto di “messa in son- una frivola curiosità, oppure di esaltare
no” dell’Ordine Cohen, si ritiene “di- troppo certe immaginazioni se venivano
scutibile” (sic) il principio della ricostruzione loro presentati dei programmi di teoria
delle successioni sostitutive, ciascuna delle quali annuncianti una pratica, sono stato
corrispondente ad un aspetto delle successioni costretto a non farne menzione alcuna e
• 63 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

per di più a presentare soltanto un quadro lo di “Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti
molto limitato della natura degli esseri, dei Cohen dell’Universo” dopodiché – forse
loro rapporti rispettivi, avendo compreso il bistic-
nonché delle divisioni uni - cio – lo pose in sonno per
versali (12 ottobre 1781). un tempo indeterminato,
Come si può allora pre -
sonno che – per quanto è
tendere – conclude lo stes-
so Amadou – che l’accesso
dato sapere – sembra sia
alla Grande Professione, stato interrotto per un
dove tutto fa pensare che breve periodo, e poi
venisse data semplicemente ripreso (definitivamente?).
con la lettura dell’Istruzione Il F. Hermete (I.M.), nel
segreta, poteva comportare porre in sonno l’Ordine
anche l’iniziazione o l’ordi - che di massonico aveva
nazione ad un grado Cohen, solo il nome, ebbe perfet-
qualunque esso fosse? tamente ragione in quanto
l’Ordine, nella migliore
Ciò premesso e precisato, delle ipotesi, è stato un
torniamo agli Eletti Cohen per misto di Massoneria e non. La Classe Se-
ribadire che fu Robert Ambelain che riaprì greta non ebbe mai carattere massonico,
l’Ordine. Quando abdicò dalla sua carica di essa piuttosto “cavalcava” un sistema di
Sovrano designò, il 29 giugno 1967, come Massoneria Mistica di alti gradi posti a loro
suo successore I.M.. Questi divenne quindi volta sopra i gradi blu universali, per neces-
il legittimo successore dell’Ordine rivitaliz- sità di ambientazione e di reclutamento.
zato da Ambelain ma non dell’Ordine dei Il grado in cui si operava teurgicamente
Cavalieri Massoni Eletti Cohen creato da era in realtà solo l’ultimo, negli altri si stu-
Martinez de Pasqually, ormai estinto senza diava e ci si addentrava progressivamente
successioni dirette, come riteniamo di aver nella conoscenza della dottrina di Martinez
ampiamente chiarito. che era segreta e che veniva consegnata
Uno dei primi atti del nuovo Sovrano fu solo ai Reau+Croix.
quello di svincolare l’Ordine dal contesto Oggi che il libro della Dottrina della
del Martinismo nel quale era sorto e nel reintegrazione si trova anche sulle banca-
quale trovava la ragione logica della sua relle appare assurdo praticare dei gradi
esistenza. (massonici o martinisti o quello che sia)
A sottolineare tale evento e volendo per apprendere cose che, per chi ne ha
“ricreare” lo spirito massonico (che peraltro voglia, possono comodamente essere stu-
non aveva che parzialmente posseduto ai diate in poltrona, nel proprio salotto. Quan-
tempi di Martinez, tanto che questi per to poi alla pratica di “certe tecniche” o di
legittimare la qualifica di “massonico” con- “certi culti” i nostri dubbi sono fortissimi e
feriva i gradi di Apprendista, Compagno e preferiamo stendere un velo di “pietoso
Maestro in una sola volta) gli restituì il tito- silenzio”.
• 64 •

Ricapitolando e riassumendo, appare mentata” circostanza che l’Ordine ha visto


chiaro e peraltro evidente, se solo si tra i suoi nuovi adepti soggetti che pur
vogliono esaminare i documenti giusti e avendo “notevoli qualificazioni”,
non “inventarne di riservati, segreti, allo stato, erano privi della
veri e non per tutti”: regolarità massonica).
1) che il risveglio operato da
Ambelain può anche essere Infine, senza aggiun-
qualificato “legittimo” e gere un punto 6), ma
quand’anche non vi fosse per quel minimo di
una regolarità obbedienziale esperienza realizzata
per i gradi massonici, i poteri in qualche anno di
d’ordine relativi e necessari “frequentazioni eso-
alle consacrazioni e alle ordi- teriche”, ci è difficile
nazioni martiniste sembrano concludere senza fare una
perfettamente regolari; riflessione su certi aspetti
2) che i “poteri” nell’Ordine degli della “iniziazione”.
Eletti Cohen (indipendentemente dalla L’iniziazione non può essere
dizione che si voglia dare) non sono affatto trasmessa unicamente per il tramite di una
massonici, ma diciamo così, semplicemente organizzazione regolarmente costituita, ma
“sacerdotali”; deve esistere nella sua condizione di luce
3) che senza poteri obbedienziali mas- che deve essere tramandata; è necessario
sonici, la trasformazione operata da I.M. nel che esista anche quello che deve essere con-
1968 appare difficilmente legittima e ciò cesso agli adepti.
giustifica appieno il fatto che contempo- Pertanto occorre che l’Istituzione dicia-
raneamente l’Ordine veniva dallo stesso mo così “trasmittente” non sia soltanto
posto in sonno; “iniziatica” e fornita di regolari poteri ma le
4) che tale Ordine può avere una sua si richiede anche un insegnamento e nello
regolarità solo se si tiene conto che l’indi- stesso tempo una potenza spirituale da
rizzo dato, a suo tempo, da Ambelain che o ffrire in successione, sì da assicurare la
era anche nel pieno possesso dei poteri catena tradizionale.
Martinisti, era quello maggiormente valido Nel corso delle ricerche che siamo andati
nella carenza di altri poteri obbedienziali; svolgendo non siamo riusciti a cogliere
5) che, allo stato attuale, per quanto è molto di “iniziatico” e alcuni momenti ded-
dato sapere in ordine al cosiddetto “risve- icati al “rituale” ci sono apparsi addirittura
glio” e alla successiva nuova chiusura, le come aspetti inferiori (oserei perfino
cose non sembrano subire alcuna definirli di Magia Cerimoniale) nei quali
sostanziale modifica, almeno per quanto non interviene quasi nulla di “spirituale”.
attiene ai legami con la Massoneria (tenuto Il rito di per se stesso non offre alcun va-
anche conto della non trascurabile e “docu- lore e l’operatore non impiega le forme ri-
• 65 •
Gli Eletti Cohen, G. Abramo

tuali che come punto di appoggio, perciò è iniziatiche. Diversamente si cade in un


necessario intenderlo nel suo senso reale. movimento ordinario che ha lo stesso va-
Pertanto malgrado la perfetta lore di un rito fatto da un
conoscenza di un rito, se profano.
questa è fatta vivere fuori Quanto poi al rito a
dalle condizioni regolari, il carattere “cultuale”, vien
rito stesso è interamente quasi da dire “religioso”,
sprovvisto di ogni valore. è indispensabile che ci sia
Per esempio, prendiamo un’ordinazione sacerdo-
un rito che si riduca ad una tale e colui che non abbia
semplice espressione, vale a ricevuto questa ordi-
dire alla pronuncia di una nazione, sebbene esegua
formula. La tradizione indù tutto alla perfezione,
offre il Mantra che, allorché osservi ogni regola, ed
si esegue imitando sola- abbia le migliori inten-
mente i movimenti ed il zioni, non potrà mai rag-
suono della bocca di un giungere alcun risultato.
Guru, non ha alcun effetto, E per concludere, non
perché questo Mantra non è stato vivificato credo che sia il caso di affrontare il benché
mediante l’influenza spirituale che deve minimo discorso sugli aspetti cabalistici del
essere utilizzata come veicolo. sistema di Martinez ed ancor più dei suoi
Gli elementi essenziali di una cerimonia successori regolari o irregolari che siano.
si basano sull’impiego di un meccanismo Per produrre effetti veritieri, in molti casi, si
che necessita di caratteristiche spirituali ed è condizionati dalla trasmissione.
La Lire Maçonne.
Alcune considerazioni su Musica
e Massoneria nel XVIII secolo.
di Daniele Tonini
Università di Bologna

The present contribution is divided into two parts: in the first one the Author
describes, from the historical and cultural point of view, the general milieu where,
in 1793, the well-known musical collection entitled Lire Maçonne, one of the most
important anthology of masonic chants, was written. In the second part of the arti -
cle more æsthetical and musical contents shall be discussed. At the end of both arti -
cles some chants are presented.

a storia della Massoneria mo- sulle origini storiche (bibliche o postbi-


derna, e in particolare di quella bliche, divine o umane) dell’Istituzione,
del XVIII secolo, si è arricchita sono state parti di conflitti specifici, interni
negli ultimi anni di numerosi studi i quali, ed esterni, comunque per contenuto e lin -
grazie ad accurati lavori di indagine inter- guaggio riconducibili a vicende di non dub -
disciplinare, hanno messo in luce l’impossi- bia evidenza e suscettibili di storica rico-
bilità di darne conto come fenomeno uni- struzione ed interpretazione1. Tentare una
tario. Come nota Giuseppe Giarrizzo, la interpretazione filosoficamente univoca
Massoneria fu un ombrello sotto il quale si della Massoneria del Settecento risulta
raccolsero e disposero merci svariate, quindi storicamente e concettualmente irre-
diverse obbedienze ed osservanze; e le orto - alizzabile. Nel suo lineare pragmatismo,
dossie medesime, legate sempre a dispute l’Anderson, nelle Constitutions Of The

1 Giarrizzo, 1994: 12.


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Free-Masons2, uno dei testi fondativi della pagnia di Gesù, e la storia dello scontro che
Libera Muratoria moderna, ci ne seguì è costellata di repressioni feroci,
indica infatti non tanto cosa ma anche di incontri e con-
sia un Free-Mason e quale taminazioni reciproche3.
sia la sua dottrina, ma come Avendo quindi definito
egli si debba comportare, la fratellanza dei Liberi
segnatamente verso Dio, ver- Muratori come tutt’altro
so il potere civile, verso i che un fenomeno monoliti-
Fratelli, verso la propria co, nell’atto di accingerci ad
famiglia e verso i non affrontare lo studio di un
accettati. Nella sua diffu- qualche personaggio storico
sione nel continente però ad di cui sia certa o presunta la
opera di possessori di paten- sua appartenenza all’Or-
ti vere o presunte della dine4, dobbiamo procedere
Grand Lodge of London, o di con molta attenzione
altre istituzioni iniziatiche, chiedendoci quale fosse
questo atteggiamento pragmati- innanzi tutto il suo milieu, se
co venne rovesciato. In Europa infatti la fosse appartenuto alla Massoneria giacobi-
Massoneria – che, ricordiamo, nasceva ta o londinese, se fosse stato un ancient
anche dalle esperienze sanguinarie della oppure un modern, se avesse praticato la
rivoluzione inglese e dal laboratorio politi- sola Massoneria azzurra o anche i gradi alti
co della restaurazione e della Gioiosa rivo- e in quale rito, se fosse un Illuminato, se
luzione che portò alla cacciata degli Stuart fosse seguace di Mesmer o di Cagliostro
e alla ineleggibilità sul trono di S. Giorgio oppure se partecipasse ad uno dei tanti
di un re cattolico – venne subito a configu- movimenti esoterici e paramassonici che
rarsi con risvolti spiritualistico-dottrinali a numerosi si diffondevano in Europa e che
causa dello scontro con i poteri religiosi, spesso – assai poco fraternamente – di-
non solo cattolici, che portarono l’Ordine a sputavano tra di loro.
confrontarsi aspramente sul campo mistico-
religioso. Tra le autorità religiose in prima Questa ricca varietà di posizioni,
linea da parte cattolica troviamo la Com- tradizioni e affiliazioni si manifestò in tutti

2 Anderson 1723.
3 L’introduzione dei “gradi superiori” ad opera di Michel Ramsay, è stata a lungo contestata e vista
come un intrigo dei Gesuiti per portare confusione all’interno della Massoneria, una tesi che ebbe fortuna
per tutto l’Ottocento e che venne sostenuta anche dall’importante storico della Massoneria Joseph Gabriel
Findel.
4 Intendiamo riferirci qui unicamente a ricerche scientifiche storico-filosofiche o di altre discipline
umanistiche.
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La Lire Maçonne. Alcune considerazioni su Musica e Massoneria nel XVIII sec., D. Tonini

i campi della cultura ed ebbe conseguente- teschi, si trova di fronte ad un numero assai
mente una ricaduta non trascurabile nella significativo di musicisti che hanno fatto
musica. L’elemento egiziano del libretto di parte dell’Ordine, un segno sensibile di
Emanuel Schikaneder della Zauberflöte aspirazione ad ideali di affinità tra le
mozartiana ci si presenta quindi con sue armonie umane e musicali. L’indice compi-
specifiche valenze lato da Alberto Bas-
rispetto alla lumi- so in appendice al
nosità classica suo fondamentale
romano-imperiale studio su Musica e
del Carmen Sæcu - Massoneria del Set-
lare5 di Philidor; tecento9, riporta, tra
l’esotismo fantasti- tanti, i nomi di
co dell’Oberon6 di Johann Christian e
Wieland rimane Wilhelm Friederich
estraneo alla ripro- Ernest Bach10, inoltre
posta della temperie egiziana della mai Michel Blavet, Luigi Cherubini, Nicolas-
completata seconda parte della Zauberflöte7 Marie Dalayrac, François Devienne, Fe-
che Goethe aveva sentito la profonda neces- derico II di Prussia11, Francesco Geminiani,
sità di abbozzare, o alla metafisica ambien- Franz Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus
tazione di Das Märchen, conosciuto in Mozart e suo padre Leopold, Jacques-
Italia come Il Serpente verde8. Cristophe Naudot, François-André Philidor,
Niccolò Piccinni, Gaspare Spontini, Gio-
Chi frequenti per motivi professionali o vanni Battista Viotti, e molti altri personag-
per passione i repertori musicali settecen- gi di prestigio nella storia della musica.

5 Venerdì 26 febbraio 1779 ebbe luogo a Londra, alla Freemasons’ Hall di Queen Street, l’esecu-
zione dell’oratorio latino su testo di Orazio concepito da Giuseppe Baretti, con la musica dell’allora famo-
so compositore e scacchista francese François-André Philidor. Quanto la tradizione massonica inglese sia
debitrice a quella palladiano-vitruviana di architetti come Christopher Wren è ormai assodato.
6 Oberon, Poema eroico romantico in dodoci canti, venne pubblicato nel 1780. Una delle opere più
importanti del romanticismo tedesco, è una fiaba cavalleresca dai forti contenuti simbolici.
7 Die Zauberflöte zweiter Teil è il testo di un progetto operistico mai completato che Goethe, sin-
cero ammiratore di Mozart e della sua opera, cercò di realizzare almeno fino al 1810.
8 Goethe e Wielend appartenevano entrambi alla Loggia Amalia di Weimar. Il 18 febbraio 1830
Goethe tenne l’orazione funebre per il confratello davanti al catafalco eretto nel Tempio per il poeta, la Rede
zum brüderlichen Andenken Wielands, conosciuta anche come Freimaurerische Trauerrede.
9 Basso 1994.
10 Rispettivamente figlio e nipote di Johann Sebastian Bach.
11 Federico II di Prussia fu un valente flautista e compositore dilettante.
• 70 •

Abbiamo poi numerosi musicisti per i quali to Magico, quasi che una frequentazione di
la presunzione di appartenenza all’Ordine è una loggia fosse di rilevanza simile alla fre-
più che motivata pur non avendo riscontri quentazione del club di tiro con l’arco,
storici. Citiamo, tra questi, per brevità, solo come quello che Amadè frequentò con il
i nomi di Carl Philipp Emanuel Bach, Lud- padre Leopold ai tempi del primo incontro
wig van Beethoven, e s a l i s b u rghese con il
anche François Couperin, l i b r e t t i s t a / a t t o r e / c a n-
Christoph Willibald Gluck, tante/regista/libero pen-
Georg Friederich Haendel, satore massone Emanuel
Jean-Philippe Rameau. Schikaneder13. Dalla sua
iniziazione in poi possia-
Per meglio capire cosa mo percepire concreta-
volesse dire per un mente la straordinaria
musicista di quel secolo maturazione e accele-
l’appartenenza alla Mas- razione della presenza
soneria prendiamo ad dell’elemento spirituale
esempio – aprendo una nella sua produzione
piccola parentesi – il cattoli- artistica. Pensiamo in pri-
co salisburghese Wolfgang Amadeus mo luogo ai quartetti scritti a ridosso della
Mozart, il più noto ed amato compositore sua affiliazione: il K. 458, il K. 464 e
Libero Muratore, attorno alla cui figura si è soprattutto il K. 465 detto Delle disso -
ultimamente indagato in modo serio per nanze14 datato 14 gennaio 1785. A queste
ricondurne la vita e l’opera al sincero sen- opere si affiancano poi quelle numerose
tire degli ideali latomistici12. Per molto tem- destinate ai lavori di loggia, tra le quali
po infatti la sua affiliazione alla Loggia spicca il Lied zur Gesellenreise K. 468 scrit-
viennese Zur Wohlthätigkeit, avvenuta il to per la cerimonia di passaggio al secondo
14 dicembre 1784, era stata ritenuta pur da grado del padre Leopold, commovente
validi storici della musica una curiosità omaggio a chi, tra le colonne, da padre
accessoria e finalizzata alla genesi del Flau - diventa Fratello.

12 In tale direzione si sono già espressi Nettl (1956), Chailley (1968), ma riveduto ed ampliato nel
1983, e Alberto Basso, nell’op. cit. Mentre scriviamo apprendiamo dell’uscita di un nuovo volume ad ope-
ra di Lidia Bramani, Mozart massone e rivoluzionario, a testimonianza di rinnovato interesse verso questo
campo di indagini.
13 Nel 1780 il futuro librettista della Zauberflöte, alla testa della sua troupe itinerante e già Frei-Mau-
rer, si trovava a Salisburgo. Vedi Jacques Chailley, 1968: 19-20.
14 L’uso della dissonanza o durezza ha fatto sempre parte del vocabolario tecnico-espressivo della
musica speculativa.
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La Lire Maçonne. Alcune considerazioni su Musica e Massoneria nel XVIII sec., D. Tonini

Il contributo artistico di Mozart, nella con il canto i confratelli all’armonia, ai


sua luminosa esemplarietà, si affianca nel comportamenti e agli ideali propri della
corso del Settecento a quello di tanti altri Libera Muratoria per condurli, anche politi-
numerosi musicisti Liberi Muratori che cer- camente e socialmente, ad una convivenza
carono, con minor talento o con minore suc- armoniosa, nel nome della fratellanza e del-
cesso anche se con non minore passione, di la tolleranza.
porre le basi sia di
un repertorio che Alcuni cenni sulla
fosse in grado di Libera Muratoria
divulgare gli ideali nei Paesi Bassi
massonici ad un
pubblico anche di L’Olanda ci si pre-
non accettati, sia di senta come una delle
un repertorio che nazioni più interes-
dovesse servire per i santi e particolari del
lavori e le agapi ri- continente europeo,
tuali. Tra i brani più all’interno del quale si
interessanti del reper- è sempre distinta per la
torio possiamo citare la Suite orchestrale La capacità di tenere fronte, nonostante le pic-
foresta incantata di Geminiani, il già citato cole dimensioni territoriali, alle maggiori
Carmen Sæculare di Philidor, gli oratori di potenze, con le quali si è sempre confronta-
Haydn Die Schöpfung e Die Jahreszeiten, e, ta attraverso una strategica e singolare va-
naturalmente, Die Zauberflöte assieme ai lorizzazione delle risorse economiche e
vari numeri di catalogo mozartiano crono- intellettuali di chi vi trovava rifugio per
logicamente riconducibili al periodo della motivi religiosi o culturali, permettendo di
sua affiliazione, includendo anche l’apo- praticare la propria libertà personale nel
teosi corale beethoveniana della Nona Sin - pieno rispetto di quella altrui. Nel 1731
fonia. Per il repertorio rituale abbiamo una abbiamo una prima testimonianza della
serie di raccolte di canti che circolarono – in operatività di una loggia inglese all’Aja,
forma manoscritta o a stampa, in sillogi dove, nello stesso anno, venne iniziato
autonome o in appendice ad altri libri15 – Francesco di Lorena, Granduca di Toscana
durante tutto il Settecento ed oltre. Il fine e successivamente Imperatore del Sacro
evidente di queste raccolte era di educare Romano Impero. Sempre all’Aja, nel

15 Nelle già citate Constitutions dell’Anderson sono presenti i primi quattro canti “ufficiali” della
Massoneria moderna: The Master’s Song, or the History of Masonry, The Warden Song, an other History
of Masonry, The Fellow-Craft’s Song, Enter’d Prentice’s Song.
• 72 •

novembre 1734 in ambienti orangisti legati tipi di Rutger van Laak. Il successo cres-
all’ambasciata inglese, venne costituita la cente delle quattro edizioni (1763, 1766,
Loge du Grand Maître des 1783 e 1787) con le
Provinces Unies et du ristampe e i supplementi
Ressort de la Généralité16, che portarono il già
affiliata alla Grand Lodge of cospicuo numero di canti
London. della prima edizione, cen-
totrentadue, ai duecen-
Ma nel dicembre del tosessantotto dell’ultima,
1735, anche nei tolleranti testimonia il grande inte-
Paesi Bassi la Massoneria resse di cui venne fatta
venne dichiarata illegale. oggetto.
Era palesemente una
reazione alla sua rapida Rutger van Laak era un
crescita, che non le impedì editore e dilettante di
comunque di proliferare musica dell’Aja affiliato
anche nell’illegalità17. Il 26 all’Istituzione nel 1757 e
dicembre 1756 dopo anni di sarà anche l’editore del
attività clandestina e dopo essere giunti codice massonico olandese, mentre uno dei
all’esito orangista della rivoluzione olan- due curatori dell’edizione, De Vignoles
dese, venne costituita la Groote Loge der alias Jean-Joseph Joniot, era una delle per-
Zeeven Vereenigde Nederlanden (la “Gran sonalità di spicco della Massoneria olan-
Loggia delle Province Unite”). In questa dese dell’epoca; fu Grande Maestro Provin-
nuova atmosfera favorevole alla Massone- ciale per le Logge Straniere18. Il secondo
ria apparve all’Aja la silloge musicale che curatore era J.-P.J. Du Bois, conosciuto
Alberto Basso definisce il più importante anche come l’autore del codice massonico
canzoniere pubblicato nei Paesi Bassi e uno olandese, approvato dalla Grande Loggia
dei più grandiosi in assoluto: si tratta della dei Paesi Bassi il 27 luglio 1760 e redatto
ben nota raccolta La Lire Maçonne, ou sulle base delle Costituzioni dell’Anderson.
Recueil de Chansons de Francs-Maçons ... L’autore della piccola stampa che orna il
par les fréres de Vignoles et du Bois, per i frontespizio era il Fratello Charles-Anges

16 La loggia venne fortemente voluta dal Duca di Richmond, Grande Maestro della Grand Lodge. Il
suo primo Maestro fu Vincent Lachapelle, iniziato a Londra, e chef de cuisine dell’ambasciatore inglese Phil-
lip Stanhope, Earl of Chesterfield, e successivamente di Guglielmo IV d’Orange, Stadholder delle Provin-
ce Unite durante la rivoluzione olandese del 1747.
17 Jacob 1981.
18 Vedi Stolper, 1983: 211-218.
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La Lire Maçonne. Alcune considerazioni su Musica e Massoneria nel XVIII sec., D. Tonini

Boily19. Frontespizio, introduzione, dedica e sfaccettata realtà olandese, nella quale i


avvertimento dell’editore sono in lingua Vry-Metzelaars20 operavano in logge con
francese, ma l’opera si di- una composizione
stingue anche per il bilin- sociale e culturale
guismo franco-olandese molto eterogenea,
di una buona parte dei caratterizzate da
canti. Ricordiamo a una forte presen-
questo proposito che il za, anche inter-
francese era la lingua nazionale, di mer-
franca dell’Europa del canti, di militari,
XVIII secolo, la lingua di artisti, di intel-
delle scienze, della cul- lettuali e infine di
tura e della politica, parla- avventurieri.
ta correntemente in tutte le L’uso della lingua
corti e centri di potere, mentre la lingua francese permise alla silloge una estesa cir-
olandese venne praticata con orgoglio come colazione europea, e fu una scelta felice che
simbolo di unità nazionale. La scelta le attribuì una notorietà ed una autorità con-
bilingue era estremamente confacente alla tinua ed indiscussa.

Riferimenti bibliografici

Anderson, J. (1723) The Constitutions Of The Free-Masons, Containing The History,


Charges, Regulations, &c. of the most Ancient and Right Worshipful Fraternity, Londra.
Basso, A. (1994) L’invenzione della gioia, Musica e massoneria nell’età dei Lumi, Milano.
Bramani, L. (2005) Mozart massone e rivoluzionario, Milano.
Chailley, J. (1968) La flûte enchantée, opéra maçonnique, Parigi.
Giarrizzo, G. (1994) Massoneria e illuminismo nell’Europa del Settecento, Venezia.
Jacob, M.C. (1981) The Radical Enlightenment, Londra.
Nettl, P. (1956) Mozart als Freimaurer und Mensch, Salisburgo.
Stolper, E.E. (1983) More about de Vignoles, Provincial Grand Master for Foreign Lodges,
in Ars Quatuor Coronatum, 96.

19 La copia presa a riferimento è l’esemplare H.88 conservato presso il Civico Museo Bibliografico
Musicale di Bologna. Si tratta della ristampa del 1775 della seconda edizione edita, sempre a spese del van
Laak, nel 1766.
20 Utilizziamo qui, sia per la lingua francese che per la olandese, la grafia originale utilizzata dai
redattori della Lire.
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1. CHANSON D’UNION De pénétrer nos Secrets, nos Misteres;


Traduite de l’Anglois par le Frere LANSA
Ils ne sauront pas seulement
Freres et Compagnons Comment boivent les Freres. (bis)
De la Maçonnerie,
Sans chagrin jouïssons Ceux qui cherchent nos Mots,
Des plaisirs de la vie: Se vantant de nos Signes,
Munis d’un rouge bord, Sont du nombre des sots,
Que par trois fois un signal de nos verres De nos soucis indignes.
C’est vouloir de leurs dents
Soit une preuve que d’accord Prendre la Lune dans sa course altiere.
Nous buvons à nos Freres. (bis) Nous-mêmes serions ignorans,
Sans le titre de Frere. (bis)
Le monde est curieux
De savoir nos ouvrages; On a vû, de tout tems,
Mais tous nos envieux Des Monarques, des Princes,
N’en seront pas plus sages. Et quantité de Grands,
Ils tâchent vainement Dans toutes les Provinces,
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La Lire Maçonne. Alcune considerazioni su Musica e Massoneria nel XVIII sec., D. Tonini

Pour prendre un Tablier, Ainsi buvons à leurs santés,


Quitter sans peine leurs armes guerrieres, Et vuidons tous nos verres. (bis)

Et toujours se glorifier Joignons-nous main en main,


D’être connus pour Freres. (bis). Tenons-nous ferme ensemble,
Rendons grace au Destin
L’Antiquité répond Du nœud qui nous assemble:
Que tout est raisonnable, Et soïons assurés
Qu’il n’est rien que de bon, Qu’il ne se boit, sur les deux Hémispheres,
De juste et d’agréable
Dans les Sociétés POINT DE PLUS ILLUSTRES SANTES,
Des vrais Maçons et légitimes Freres: QUE CELLES DE NOS FRERES. (3 fois)

1. CANZONE D’UNIONE
Tradotta dall’inglese dal Fratello LANSA Si sono visti, nel corso dei tempi,
Dei Re, dei Principi,
Fratelli e Compagni E innumerevoli grandi,
Della Massoneria, Da tutte le Province,
Gioiamo senza tristezza Per prendere un Grembiule,
Dei piaceri della vita: Lasciare senza fatica le loro armi guerriere,
Con un bicchiere colmo di vino rosso,
Che tre volte un segnale dei nostri bicchieri E sempre gloriarsi
Sia una prova che in armonia Di essere conosciuti come Fratelli.
Noi beviamo alla salute dei nostri Fratelli.
L’Antichità ci dice
Il mondo è curioso Che tutto è razionale,
Di conoscere le nostre opere; Che vi sono solo cose buone,
Ma chi ci invidia Giuste e piacevoli
Non diventerà più saggio. Nella Società
Si sforzano invano Dei veri Muratori e Fratelli legittimi:
Di conoscere i nostri Segreti, i nostri Misteri;
Così beviamo alla loro salute,
Essi sapranno solo E vuotiamo i nostri bicchieri.
Come bevono i Fratelli.
Congiungiamo le nostre mani,
Quelli che cercano le nostre Parole, Teniamoci fermi insiemi,
E si vantano di conoscere i nostri Segni, Ringraziamo il Destino
Sono degli sciocchi, Del nodo che ci unisce:
Indegni dei nostri crucci. E rassicuriamoci
È come se volessero con i denti Che non si beva, nei due Emisferi,
Prendere la Luna nella sua corsa altera.
Anche noi saremmo ignoranti, Ad una Salute più illustre
Senza il titolo di Fratelli. Di quella dei nostri Fratelli.
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La Lire Maçonne. Alcune considerazioni su Musica e Massoneria nel XVIII sec., D. Tonini

6. L’EXCELLENCE DE L’ORDRE
Nous enseignons à tous bons Freres,
Nous seuls, des secrets des Maçons, Les moïens de vivre contens:
Possedons l’entier héritage: En vain on veut nous accabler,
Sur nous le soleil sans nuage En vain l’envie et l’imposture,
Répand l’éclat de ses rayons. Contre nous arment le parjure.
Si tous les Maçons de la terre Rien ne sauroit nous ebranler.
Ne sont qu’un corps de bâtimens, Le Ciel, par sa bonté suprême,
Nous sommes la pierra angulaire, Nous garantira de leurs coups;
Sur qui posent ses fondemens. Et les portes de l’enfer même
Ne prévaudront point contre nous.
Choeur: Auteur de la Terre et des Cieux,
De notre Art chantons l’excellence, Maître absolu de la Nature,
Ses secrets sont notre bonheur. De tes présens, l’Architecture
De notre Art chan-tons l’excellence, Fut toujours le plus précieux;
Exaltons sa magnificence, Des Rois on a vû le plus sage,
Qui des Roi montre la grandeur. Unir le sceptre et le marteau;
Et pour te rendre un digne hommage,
De l’Art, le grand Roi Salomon, Prendre l’équerre et le ciseau.
Nous a fait les dépositaires;
Mais nous déguisons nos Misteres D’un sort si doux, si glorieux,
A tous froids et mauvais Maçons. Que chaque Frere s’applaudisse,
Pour Compagnons de nos ouvrages, Et que la Loge retentisse
Nous ne reconnoissons jamais, De nos accords mélodieux.
Que les Mortels discrets et sages, Armons-nous tous ici d’un verre,
Les Amis constans et parfaits. Et que cette aimable liqueur,
Coulant dans le sein du mistere,
Bien loin d’exercer nos talens, Soit le sceau de notre bonheur.
Comme de lâches mercenaires,

6. L’ECCELLENZA DELL’ORDINE
Cantiamo l’eccellenza della nostra Arte,
Noi soli, dei segreti dei Massoni, Esaltiamo la sua magnificenza,
Possediamo l’intera eredità. Che dimostra la grandezza dei Re.
Sopra di noi il sole senza nubi
Diffonde lo splendore dei suoi raggi. Dell’Arte, il gran Re Salomone,
Se tutti i Massoni della terra Ci ha reso i depositari;
Fossero un unico edificio, Ma noi mascheriamo i nostri Misteri
Noi ne saremmo la pietra angolare, A tutti i Massoni insensibili e cattivi.
Sulla quale posano le fondamenta. Come Compagni delle nostre opere,
Noi riconosciamo solo,
Coro: I Mortali discreti e saggi,
Cantiamo l’eccellenza della nostra Arte, Gli amici costanti e perfetti.
I suoi segreti sono la nostra gioia.
• 78 •

Assai lontani da esercitare il nostro ingegno, Dei tuoi doni, l’Architettura


Come dei vili mercenari, E’ sempre stato il più prezioso;
Noi insegnamo a tutti i bravi Fratelli, Si è visto il più saggio dei Re,
Come vivere contenti: Unire lo scettro e il martello;
Invano ci vogliono opprimere, E per renderti un degno omaggio,
Invano l’invidia e la menzogna, Prendere la squadra e lo scalpello.
Armano lo spergiuro contro di noi.
Nulla potrebbe farci tremare. Che ogni Fratello si rallegri
Di un destino così dolce e glorioso,
Il Cielo, nella sua bontà suprema, E che la Loggia risuoni
Ci proteggerà dai loro colpi; Dei nostri accordi melodiosi.
E le stesse porte dell’Inferno Armiamoci quindi un bicchiere,
Non avranno la meglio su di noi. E che questo amabile liquore,
Artefice della Terra e del Cielo, Scorrendo nel seno del mistero,
Maestro assoluto della Natura, Sia il sigillo della nostra felicità.
L’etica della rivolta in Albert Camus
di Alfio Fantinel
Docente di Storia

In our era, when principles and fundamental structures are destabilized, in the era
of terrorism, the political and philosophical masterwork of A. Camus L’Homme
Révolté could be a very useful reading and a matter of reflection.
The book tells about the rebellion of a man against the presence of evil in the world,
and, more precisely, against the sufferences and injustices imposed to the weaker
citizens. The Author defines this attitude a “metaphysical rebellion” because it is
directed to God too, who is implied in the innocent sufference of mankind. In this
perspective Camus reminds the nihilistic thought of phylosophers like Karamazov
(the main character of Dostojevskij’s work), Stirner and Nietzsche.
Camus’ rebellion is a not violent fighting and an intimate revolution; it is expressed
by human solidariety and it denies any legitimacy to homicide.
Camus, who could be well approached to the great Master of peace and justice, is
extremely conscious of the many difficulties that the historical practice of the not-
violent principle of the Ethic of rebellion implies.
Solidariety, cooperation and agreement become for the Author important moments
for making a tentative, at least, of “arithmetically diminuishing the pain spread in
the world”.

n tempi, quali sono i nostri, di ter- lare profondità. Quest’opera, scritta nel
rorismo e di tentata destabiliz- 1951, è senza dubbio, nell’ampia e diversi-
zazione delle strutture socio- ficata produzione letteraria di Albert
politiche, L’uomo in rivolta* può senz’altro Camus, il suo testo filosofico fondamentale.
offrirci degli spunti di riflessione di partico- Per i problemi e le tematiche affrontate,

* L’Autore prende a riferimento la traduzione italiana del volume a cura di L. Magrini, ed. Bompiani, Mila-
no 1990.
• 80 •

questa pubblicazione ha aperto ampi dibat- L’uomo in rivolta, infatti, è l’uomo che si
titi e acceso intense polemiche (si ricordi ribella di fronte al mondo assurdo non più,
per tutte la polemica con Sartre), tanto da o non solo, per la sua incomprensibilità, ma
essere considerata un importante evento per la presenza del male e, più precisamen-
politico-culturale. Prima di evi- te, per la soff e r e n-
denziare il tema di fondo, sul za dei più deboli e
quale poi cercherò di proporre per l’ingiustizia
alcune riflessioni, mi piace che ne consegue.
ricordare la bellezza della pro- Ecco perché la
sa di quest’opera la cui lettura, rivolta contro l’as-
pertanto, oltre ad essere occa- surdo, in questo
sione di profonda meditazione caso, assume una
filosofica, offre l’opportunità connotazione eti-
di apprezzare uno stile lettera- ca, ragion per cui
rio di insuperata maestria. si può sensatamen-
Per Camus “l’uomo che ragiona onesta- te parlare di “un’etica della rivolta”.
mente” non può che constatare e, ancor più La ricognizione storica e analitica di
concretamente, sentire il legame assurdo Camus si articola in modo ampio e diversi-
che lo unisce al mondo. L’assurdo, come ficato, interessando aspetti filosofici, stori-
tensione tra “il desiderio violento di chia- co-politici, letterari e artistici di “due seco-
rezza” e l’impenetrabile estraneità del mon- li di rivolta” che, come dice l’Autore nel-
do, è la prima certezza che l’uomo scopre e l’introduzione, si offrono alla riflessione. Le
sulla quale deve misurare la sua afferma- mie considerazioni intendono limitarsi agli
zione o negazione della vita. aspetti più strettamente filosofici; per que-
Per questo il primo serio e ineludibile sto mi soffermerò ad enucleare alcuni punti
interrogativo consiste nel chiedersi se valga di quella che Camus definisce “rivolta
o no la pena di vivere: la possibilità/legitti- metafisica”.
mità del suicidio costituisce il tema centra- Con questa espressione l’Autore com-
le che Camus svolge ne Il mito di Sisifo, un prende le filosofie nichiliste di Karamazov
saggio scritto nel 1942. L’uomo in rivolta, (celebre personaggio dostojevskijano), di
per questo aspetto, si pone come continua- Stirner, di Nietzsche, e che, pur con diverse
zione del saggio del ‘42, ampliandone la connotazioni e tonalità, possono essere
prospettiva e questo perché la questione ricondotte nel comune denominatore della
intorno a cui interrogarsi non è più centrata denuncia e della negazione di Dio.
sulla possibilità/legittimità di uccidere se Scagliarsi contro Dio nella rivolta meta-
stessi, ma l’interrogativo si sposta sulla pos- fisica può significare incriminare Dio come
sibilità/legittimità di uccidere l’altro, sull’o- responsabile della sofferenza degli innocen-
micidio dunque, pur commesso in nome di ti (Karamazov); può significare, in contrap-
un qualche ideale rivoluzionario. posizione ad un Dio inteso come esterno e
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L’etica della rivolta in Albert Camus, A. Fantinel

sopra di noi, l’affermazione assoluta, come sistenza assurda ed ingiusta, scopre la prima
unico valore quindi, dell’io individuale evidenza e l’unico valore: mi rivolto, dun -
(Stirner); può significare infine, con Nietz- que siamo!
sche, liberare il mondo, In questo modo
nella sua terrestrità, da l’estraneità, la sof-
tutto ciò che sa di spiri- ferenza del mon-
tuale, di religioso, di do che un solo
valori trascendenti e pro- uomo provava
clamare infine “la morte diviene peste col -
di Dio”. La rivolta meta- lettiva (p. 27);
fisica del nichilismo fa l’individuo perciò
piazza pulita di ogni si trascende nel-
principio, di ogni valore, l’altro, scopre la
che possa stare a fonda- solidarietà (termine
mento della vita: fondamentale nel pensiero di Camus) fra gli
uomini e da questo punto di vista, la solida -
Se a nulla si crede, se nulla ha senso e rietà umana è metafisica (p. 21), ed è
se non possiamo affermare alcun valore, appunto quest’ultima che fa compiere un
tutto è possibile e nulla ha importanza. primo passo allo spirito alle prese con un
Non c’è pro né contro, né l’assassino ha
mondo assurdo (p. 307).
torto o ragione. Si possono attizzare i for -
La rivolta, scoperta ed espressione della
ni crematori, come anche ci si può consa -
crare alla cura dei lebbrosi. Malizia e vir -
solidarietà umana, dovendosi concretizzare
tù sono a caso o capriccio.[…] Nulla storicamente nella rivoluzione (in Camus i
essendo vero o falso, buono o cattivo, la concetti di rivolta e rivoluzione sono antite-
norma consisterà nel mostrarsi il più effi - tici) si trova di fronte alla possibilità, o for-
cace, cioè il più forte. Gli uomini allora se alla necessità, dell’omicidio: la rivolu-
non si divideranno in giusti ed ingiusti, zione storica e politica deve infatti uccidere
ma in signori e schiavi. i tiranni, i carnefici, o, dal punto di vista
marxista, contro la cui ideologia (o, meglio,
È appunto da questi “deserti nichilisti” contro la realizzazione storica della stessa)
che prende le mosse la sfida etica di Camus è indirizzato il saggio di Camus, i padroni;
e perciò essa è tanto più forte e significati- ma, dice il nostro in proposito, che un solo
va, quanto più, rinunciando a dogmi rassi- padrone sia ucciso, e l’insorto in certo modo
curanti e a teodicee consolatorie, è lucida ed non è più autorizzato a richiamarsi all’au -
onesta l’analisi della condizione umana da torità degli uomini da cui tuttavia traeva
cui inizia. L’uomo in rivolta è l’uomo che giustificazioni (p. 307).
grida la sua protesta contro la sofferenza dei Nel momento in cui la rivoluzione, come
più deboli, che si ribella all’ingiustizia, ed è attuazione storica della rivolta, uccide un
in questa ribellione che, nel deserto di un’e- solo uomo, essa tradisce, invalidandosi così,
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l’unico valore o fondamento che stava alla alla realizzazione storica e violenta della
base della rivolta stessa; la rivoluzione pre- rivoluzione, nega in essa il valore della
tende di “plasmare” storicamente la natura dignità umana, valore affermato sì nella
umana, ma la rivolta è, rivolta, ma smentito
nell’uomo, il rifiuto di poi dagli omicidi
essere trattato come cosa perpetrati dalla rivo-
e ridotto alla pura sto - luzione (per tutti
ria. È l’affermazione di basti ricordare le
una natura comune a “purghe staliniste”).
tutti gli uomini che Camus pone qui
sfugge al mondo della di fronte con magi-
potenza (p. 271). strale efficacia, pur
La natura umana è, se in modo estremo
dunque, per Camus un e radicale, un’auten-
qualcosa che non è asso- tica e profonda que-
lutamente riducibile alla storia, ma anzi, ne stione etica che, in ultima analisi, non può
costituisce il limite: non toccare la coscienza personale di ogni
uomo; in questo senso l’etica della rivolta
[...] Dall’affermazione di un limite di riesce ad esprimere in modo estremamente
una dignità e di una bellezza comune agli significativo l’ineludibile e l’innegabile
uomini, deriva soltanto la necessità di responsabilità storica di ogni individuo: a)
estendere questo valore a tutti e a tutto e chi non si rivolta e mantiene un orgoglioso
di procedere verso l’unità senza rinnegare distacco, accetta l’oppressione e condivide
le origini (p. 272). la responsabilità dell’ingiustizia nel mondo;
b) chi si rivolta, collaborando ad una rivo-
Ma, come si è visto, l’affermazione del
luzione che uccide esseri umani, nega con
valore della natura umana, ragione e fonda-
ciò stesso quell’umanità che ispirava la
mento della rivolta, trova nella rivoluzione
rivolta, condividendo la responsabilità di
che uccide gli oppressori la negazione della
questa nuova ingiustizia.
rivolta stessa. Camus descrive molto eff i c a-
cemente questa impasse etica utilizzando,
come antitesi, due figure emblematiche: lo È lo stesso Camus a chiedersi, a questo
yoghi e il commissario. Il primo infatti (lo punto, quale possa essere l’atteggiamento
yoghi), rifugiandosi in un’astratta dimen- dell’uomo in rivolta e, quindi, tentando una
sione, si rifiuta di intervenire nella storia, via d’uscita da questa antinomia etica, la
a ffermando una pura, quanto sterile, non- interpreta come tale, come antinomia cioè,
violenza, e, così facendo, non rivoltandosi solo perché pensata in termini di una pura
cioè contro l’ingiustizia sociale, in realtà, in assolutezza dove, cioè, senza mediazione
qualche modo, l’accetta; il secondo invece alcuna vengono irrigiditi mondo e pensiero.
(il commissario), adeguandosi totalmente Il valore della mediazione viene, invece,
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L’etica della rivolta in Albert Camus, A. Fantinel

rivelato dalla rivolta stessa, sia nei confron- Ecco come, in questo modo, emerge piut-
ti di un puro storicismo, che non può che tosto il senso di una “natura umana” che,
avere il nichilismo come esito, oltre che quale comune
sia nei confronti di un sedi- origine, si rivela anche
cente razionalismo assoluto come fine cui tendere,
che, a sua volta, non può che attraverso una solida-
concludersi nel cinismo. rietà tutta umana in cui,
Relativamente alla conce- più che un’assoluta
zione del puro storicismo, libertà, ci può essere
Camus si richiama a Karl solo una libertà relativa,
Jaspers per sottolineare l’in- dove cioè la libertà di
concepibilità di tale concezio- uno ha come limite
ne per la stessa impossibilità quella dell’altro. Pro-
dell’uomo di cogliere, essen- prio per questa costitu-
done piuttosto dentro, la tota- tiva relatività o recipro-
lità della storia, ecco perché cità dell’esistere uma-
ogni iniziativa storica non può no, non ci può che esse-
essere allora che un’avventura più o meno re gradualità e approssimazione nella edifi-
ragionevole e fondata. È innanzi tutto un cazione della comunità umana, e, scrive
rischio. In quanto rischio, non potrebbe giu - Camus, perché l’approssimazione venga
stificare alcuna dismisura, alcuna posizione progressivamente a definirsi, bisogna
implacabile e assoluta. Se la rivolta potesse lasciare libero corso alla parola (p. 317).
fondare una filosofia, questa sarebbe al con - Il dialogo fra uomini liberi diviene ele-
trario una filosofia dei limiti, dell’ignoran - mento indispensabile, ma il dialogo deve
za calcolata e del rischio (p. 316). essere “ad altezza d’uomo” perché, afferma
Per Camus, dunque, una “filosofia della il nostro, questo costa meno caro del vange -
rivolta” può consistere nella consapevolez- lo delle religioni totalitarie, monologato e
za di quel limite o misura che, rinunciando dettato dall’alto di una montagna solitaria
a posizioni ideologiche e assolutistiche e, (p. 310).
quindi, a fanatismi di qualsiasi sorta, fa del- L’Assoluto non si raggiunge né si crea
la prassi umana un “rischio calcolato” e, in attraverso la storia; per questo la storia non
questo senso, una “ragionevole avventura”. deve essere assolutizzata. Scrive ancora
E la misura è la natura comune degli uomi- Camus:
ni che non è certo da intendersi come una
qualche entità o idolo cui sacrificare gli La politica non è religione, o allora è
individui, ma, scrive Camus, per conquista - inquisizione. Come potrebbe la società
re l’essere, bisogna partire da quel poco definire un assoluto? Ognuno forse cerca,
essere che scopriamo in noi, non cominciare per tutti, questo assoluto. Ma la società e
la politica hanno il solo compito di sbriga -
col negarlo (p. 317).
re gli affari di tutti perché ciascuno abbia
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il tempo e la libertà di questa ricerca Da venti secoli a questa parte la somma


comune. La storia allora non può più esse - complessiva del male non è scemata nel
re innalzata ad oggetto di culto. È solo mondo. Nessuna parousia né divina né
un’occasione, che si tratta di rivoluzionaria, si è
rendere feconda con una compiuta, ecco
rivolta vigile (p. 330). perché la vera
generosità verso
Penso valga la pena sotto- l’avvenire consiste
lineare l’importanza e il nel dare tutto al
valore di quest’ultima rifles- presente (p. 332).
sione, perché in essa, a mio
avviso, Camus, con mirabile E, dunque, per
sintesi, compendia l’essenza concludere, affer-
della società libera, direi ma il nostro:
anche “democratica” se que-
sto termine, per il troppo Nel suo sforzo
maggiore, l’uomo
abuso che se n’è fatto, non fosse
può soltanto proporsi di diminuire aritme -
troppo logorato. Società libera non può che ticamente il dolore nel mondo. Ma ingiu -
essere quella in cui ognuno è libero di cer- stizia e sofferenza perdureranno, e, per
care e di vivere il “proprio” Assoluto (il ché limitate che siano, non cesseranno di esse -
non esclude, peraltro, che questo possa re scandalo (p. 331).
essere cercato e vissuto liberamente anche
assieme agli altri), sia esso religioso o di Come considerazioni conclusive, convie-
altra natura; in tale libera società l’organiz- ne ora riprendere e, quindi, focalizzare alcu-
zazione politica, più che essere un compli- ni punti che, a mio avviso, rendonoL ’ e t i c a
cato e sovrastante apparato di potere, della rivolta di Camus non solo particolar-
dovrebbe funzionare semplicemente come mente significativa, ma le conferiscono un
“disbrigo di affari” e, quindi, limitarsi ad valore di innegabile attualità.
alcuni indispensabili aspetti economico- Anche se non connesso ad un precetto
amministrativi, senza pretesa alcuna di religioso, magari imposto o recepito solo
monopolizzare o, comunque, condizionare per paura del castigo divino, il divieto di
la vita dei singoli individui. uccidere non è meno assoluto e intransigen-
Né Cristianesimo, che Camus definisce te; un’assolutezza ed una intransigenza non
“storicista”, né Materialismo possono esse- riscontrabile neanche nella religione bibli-
re risposte adeguate all’etica della rivolta, ca, se è vero che Dio ha ordinato ad A b r a-
perché si rinvia ad un’altra vita, come nel mo di sacrificargli il figlio; ma è sufficiente
primo, o ad un’improbabile lontano futuro, poi pensare alla cruenta storia dell’uomo
come nel secondo, la giustificazione di per contare gli innumerevoli omicidi perpe-
quelle sofferenze e ingiustizie che si pati- trati in nome di un dio o di una qualche reli-
scono nel presente: gione. Non ci può essere alcuna causa o fine
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L’etica della rivolta in Albert Camus, A. Fantinel

per cui diviene legittimo uccidere un essere me nell’esercizio di una libertà relativa, di
umano: mi pare che questo principio trovi una libera comunicazione perché praticata
nell’Etica della rivolta un’espressione ed “ad altezza d’uomo”, e infine si concretizza
una forza difficilmente nella solidarietà
superabili. Per questo che è “quel poco
aspetto, non penso sia di essere” che
fuori luogo avvicinare scaturisce dagli
Camus ai grandi mae- esseri umani
stri del pensiero non- posti di fronte al
violento. dolore e all’in-
L’etica della rivolta giustizia.
potrebbe poi rispondere Per un’etica da
e fficacemente anche superuomini,
alla critica di vuota e potrebbe sembra-
astratta idealità per l’impossibilità di tra- re una sorta di rassegnazione affermare,
durre la rivolta in rivoluzione. Si è visto, come fa Camus, che lo sforzo maggiore del-
infatti, come Camus individui nella media - l’uomo in rivolta sia quello di diminuire
zione, valore che scaturisce dalla rivolta aritmeticamente il dolore nel mondo, senza
stessa, l’unica via praticabile tra l’utopismo pretendere di superarlo completamente; per
appunto, e un vile realismo privo di qual- un’etica che si ponga di fronte alla dura
siasi tensione ideale. In proposito afferma realtà con responsabilità e realismo, credo,
esplicitamente Camus: le ciance umanitarie invece, che il messaggio di Camus possa
non hanno maggior fondamento della pro - indicare una via che risponde con profonda
vocazione cinica (p. 324). Valore della onestà ai problemi e alle pene dell’umana
mediazione, dunque, che, denunciando il esistenza nella drammaticità che ancor oggi
fanatismo degli ideologi assolutisti, si espri- la caratterizza.
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La via della psicologia sacra
secondo i Tarocchi*
di Alberto Samonà
Giornalista

This is a research about Tarot cards and their esoteric language. The Author writes
that Tarots are a book of universal knowledge of ourselves, but also an ency -
clopaedia of sacred sciences: Alchemy, Cabala, Astrology and natural Magic.
Tarots consist of 78 cards: the 22 tarots called “the major arcane” are numbered
from 1 to 21; 56 others are divided into four suits of 14 cards each. These are a way
to search Truth with interior work, expecially through a correct use of thinking,
not like positivist rationalism, but following an analogical and creative way. The
contribution also offers a description about correspondences between Tarots and
Masonic work.

a vera comprensione dei Taroc- di quel relativismo scientifico che analizza


chi apre l’essere umano alla e schematizza. Le formule del cosiddetto
conoscenza di sé. Più che un “pensiero positivo” non bastano a com-
comune mazzo di carte da gioco, ci si trova prendere l’oggettivo significato dei simboli,
di fronte ad un libro aperto sull’uomo, sulla che può essere percepito soltanto da chi vi
natura e sul cosmo e dunque, ad una porta si accosti, aprendosi ad essi mediante la
per entrare in una dimensione altra, in cui il legge dell’analogia e con la libertà di quel
disordine della mondanità progressiva- pensiero creativo e sintetico che stimola
mente svanisce e nel silenzio si riesce a per- l’intuizione del ricercatore. La compren-
cepire l’influenza del Divino. Un libro, per sione rivelatrice è la possibilità attraverso
la cui lettura, però, è necessario un approc- cui le porte dei Tarocchi si dischiudono a
cio diverso dalla mentalità dogmatica, figlia colui che “povero in spirito” non formula

* Una versione parziale di questo scritto è stata pubblicata nel volume Tarocchi, edizioni Mirror, Palermo,
2005.
• 88 •

giudizi, mentre si serrano, al contrario, per i punto centrale, equidistante dalle due figu-
curiosi, intrisi di profane certezze e pronti a re geometriche. Il triangolo (arcani maggio-
mettere in dubbio ogni verità nel nome del- ri) rappresenta la dimensione spirituale e
l’ego e di facili ten- cioè, Dio; il quadrato
tazioni mondane. Il (arcani minori), la real-
carattere distintivo del tà materiale, dominata
grande libro della natu- dai quattro elementi,
ra è, infatti, la libertà. mentre il punto centra-
I Tarocchi sono costi- le, il Matto, è l’uomo,
tuiti da 78 carte: le pri- perno di giunzione fra
me 22 sono gli arcani il Divino e il mondo
maggiori, contraddistin- manifesto: egli si pone
ti da numeri e lettere, al centro di una mistica
oltre che da variopinte croce che unisce la
figure; fra queste, c’è realtà fenomenica
una carta non indicata (asse orizzontale) a
da alcun numero e raffi- quella dei noumeni
gura il Matto. Essa può (asse verticale).
essere estrapolata dai Il Sacro Nome di
primi 21 arcani maggiori Dio, nella tradizione
e considerata, per la sua peculiarità, come ebraica, è indicato dalle quattro lettere I o d,
un elemento di giunzione: unisce, infatti, i He Vau, He): la lettera Iod è associata al
primi 21 simboli alle successive 56 carte, Padre (elemento fuoco, bastoni), He alla
denominate arcani minori, e divisibili, a madre (acqua, coppe), Vau al Figlio (aria,
loro volta, in quattro mazzi da 14 carte cia- spade) ed He (terra, denari) è il prodotto di
scuno, distinti in denari, bastoni, spade e questa mistica unione, che genera la santa
coppe, ovvero quadri, fiori, picche e cuori. trinità.
Secondo questa suddivisione, poi, ad ogni Da questi brevi cenni, si comprende
seme viene analogicamente accostato cia- come il Libro dei Tarocchi possa essere
scuno dei quattro elementi: terra (denari, considerato una sorta di enciclopedia delle
quadri), acqua (coppe, cuori), aria (spade, scienze sacre. Nelle carte degli arcani mag-
picche) e fuoco (bastoni, fiori). giori può, infatti, trovare riscontro la sapien-
I 21 arcani maggiori (senza il Matto), a za ermetico-alchemica e quella ebraico-
loro volta, possono essere distinti in tre cabalistica, ma anche l’astrologia e la magia
gruppi da 7, in modo da formare i tre lati di cerimoniale, così come la psicologia sacra,
un triangolo equilatero; i 56 arcani minori, compresa così bene dai custodi degli antichi
suddivisi nei quattro mazzi di 14 carte, misteri ed oggi pressoché dimenticata; in
compongono i 4 lati di un quadrato circo- esse è indicata la stessa via del libero-mura-
scritto al triangolo, mentre il Matto è un tore, il cui scopo è di costruire il proprio
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La via della psicologia sacra secondo i Tarocchi, A. Samonà

tempio interiore mediante un cammino ini- Gli arcani maggiori possono essere stu-
ziatico attraverso cui, gradualmente, si diati secondo una progressione numerica o,
aprono le porte della verità. I simboli come ci ricordano Oswald Wirth e lo stesso
espressi dai Tarocchi indicano, dunque, al Ouspensky, anche seguendo la legge della
ricercatore molteplici percorsi per l’ot- corrispondenza, disponendo le carte
tenimento dell’unico risultato: la palin- a coppie, la prima con l’ultima, la
genesi e dunque, quel cambiamento seconda con la penultima, la ter -
ontologico del proprio stato, vero sco- za con la terzultima e così via.
po di tutte le iniziazioni, di tutte le La carta che reca il numero 1
scuole esoteriche e del sapere è il Bagatto: raffigura un giova-
occulto delle stesse religioni. ne biondo e di bell’aspetto
Non è un caso che uno stu- davanti ad un tavolo a tre
dioso di vasta competenza gambe su cui si trovano una
come Piotr Demianovitch coppa, una spada e un dena-
Ouspensky abbia definito i ro; in una mano reca un
Tarocchi come un libro di con- bastone e sul capo un cap-
tenuto filosofico e psicologico, pello a forma di infinito ().
una sorta di sinossi delle scien - Questo giovane è colui il
ze ermetiche in cui la cabala, quale può fare, che entra in
l’alchimia, l’astrologia e la una via di perfezione inte-
magia sono sistemi simbolici riore e, consapevolmente,
paralleli di psicologia e metafisica. adopera gli strumenti che
Essi rappresentano, sotto forma di l’Arte riserva al proprio percorso
complessi simboli, un grande siste- interiore. Esprime l’io cosciente e la
ma psicologico, in grado di studiare volontà di chi sa che per giungere al
il mondo dei fenomeni e fra questi termine della via occorre volere,
l’uomo, in modo unitario, non disgiunto osare, sapere e tacere. Solo un esse-
dalla dimensione spirituale, ma fondato su re simile potrà ricevere la Luce massonica,
di essa, da cui trae la sua stessa esistenza: perché potrà guardare oltre il velo solo colui
un mezzo complesso e completo per cono- il quale, nella stessa vita profana, manifesti
scere se stessi e tracciare un intimo percor- quelle qualità essenziali per incominciare il
so che porti l’essere disgiunto e frammenta- lavoro di sgrossamento di se stesso.
to alla soglia della vera individualità, alla Una volta espresso il proposito di inizia-
dimensione dell’uomo totale. Seguendo re il percorso, ci si accosta alla porta del
questa traccia, appare chiaro come la com- tempio, custodito dalla Papessa (II): essa è
prensione non debba essere ricercata sui seduta su un trono, avvolta da un manto di
libri, ma nasca da un lavoro reale, poiché porpora e ha in testa una tiara d’oro sor-
occorre penetrare dentro di sé per fare in montata dalla luna. In una mano reca il libro
modo che il fiore germogli. della Gnosi, nell’altra le due chiavi d’oro e
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d ’ a rgento, che indicano al ricercatore la sull’armatura il sole e la luna. Tale corri-


necessità di passare fra le due colonne, una spondenza ci ricorda come la via incominci
bianca (Jakin) e l’altra nera (Bohaz). Le due e termini nello stesso punto. Il corpo è lo
chiavi sono le forze che eternamente si strumento a nostra disposizione e noi pos-
contrappongono nell’uomo: siamo esserne vittima o padroni. Colui
positiva e negativa, l’azione che impera è seduto sul quadrato dei
e la reazione. Riuscirà a pas- quattro elementi e dunque, conosce la
sare oltre, però, soltanto chi natura materiale, non ne è schiavo,
riconoscerà l’esistenza di ma è assiso su di essa, poiché è il
una terza forza, quella neu- re del mondo e governa la propria
tralizzante, ovvero la “San- natura fisica con saggezza, senza
ta conciliazione” fra gli soggiogarla e, al contempo,
opposti, indicata da una senza subirla.
chiave non visibile come le La quinta porta è quella del
prime due: chi sarà in gra- Papa (V): eccolo, con la sua tuni-
do di sperimentare in se ca color porpora e la tiara d’oro
stesso tale processo avrà sul capo. Egli è il grande maestro
imboccato la via per usci- interiore che alberga dentro colui
re dalla dualità e giungere che cerca se stesso. Davanti al
all’individualità. sommo sacerdote sono raffigurati
Questo è possibile grazie due fedeli, che indicano uno la
all’intelligenza creativa, sim- fede passiva e l’altro l’eterodossia
boleggiata dall’Imperatrice (III) del dubbio corrosivo. Essi, però,
che reca in una mano uno scettro devono riconoscere la superiore
e nell’altra l’aquila del potere. Ella legge del Papa, poiché bianco e nero
stessa è alata, sul capo una corona e la testa non sono che lati speculari della totalità e
circondata da un’aureola con dodici stelle; soltanto colui che sta nel centro è equidi-
un fiore bianco sboccia al suo fianco, per stante, non vittima della cecità del dogma e
ricordare che l’intelletto non può crogiolar- neppure figlio della ribellione contro-spiri-
si passivamente nel turbine delle associa- tuale, ma principio equilibratore, fonte di
zioni mentali che succhiano le energie vita- pace e di silenzio, quel silenzio interiore che
li, ma attraverso il pensiero attivo, far risve- accompagna il cammino.
gliare il lume dell’intuizione e della cono- La VI lama dei Tarocchi è quella dell’In -
scenza analogica. namorato. Giovane di bell’aspetto, è attor-
Proseguendo per questa via, dentro di noi niato da due donne: l’una tenta di trascinar-
prende forma l’Imperatore (IV): egli è sedu- lo con sé verso il vizio; l’altra, dall’aspetto
to su un trono cubico, con i piedi ben fissi regale, si limita a poggiare una mano sulla
sul terreno, in mano uno scettro egizio e sua spalla e indica la virtù. Per diventare un
nell’altro la sfera sormontata dalla croce; uomo vero, egli dovrà riconoscere come il
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La via della psicologia sacra secondo i Tarocchi, A. Samonà

proprio scopo debba essere quello di eleva - Chi cerca viene privato dalle illusioni e
re templi alla virtù e scavare oscure e pro - arranca, poiché non è in grado di
fonde prigioni al vizio. Il ricercatore, infat- vivere sulla terra senza di esse.
ti, ad un certo punto del proprio viaggio Se vi riesce avrà ricono-
interiore, è costretto a fare una scelta: sciuto una legge interiore,
può lasciar perdere, abbandonandosi poiché avrà sentito la
ad una vita meccanica in cui non vi è presenza di un ordine
coscienza né volontà; una vita passiva, dentro di sé. Ecco la
contraddistinta dal vorticoso alternarsi Giustizia (VIII) che ristabili-
degli “io” che albergano in noi, ciascuno sce l’equilibrio.
dei quali mosso per mera reazione agli Nel silenzio è possibile
accadimenti esterni, in balia degli ele- sentire una vibrazione di
menti e “preso” dalla frenesia assassina un altro livello:
del divenire; può, al contrario, lontani dal frastuo-
sentire la propria nullità e mettersi no e dalla distra-
consapevolmente al lavoro per tentare zione, occorre cingersi di
una relazione con se stesso e riacquistare un mantello che isoli dal
la dignità che il proprio scopo comporta. chiasso dei molteplici “io”
Se persevera, oltrepasserà le sette porte caotici e faccia riscoprire
della sapienza e potrà salire sul Carro il gusto per la solitudine.
(VII) del trionfo. Trascinato da due L’iniziato sarà allora
sfingi, una bianca e una nera, il Car- come l’Eremita (IX), il
ro è sormontato da un baldacchino alla cui bastone sul quale si
cui sommità vi è un cielo stellato: l’ini- avviluppa il serpente del-
ziato ha conquistato padronanza di sé ed ora la mobilità altro non è se
può trasmettere l’Arte poiché è “maestro non il caduceo ermetico. Il manto
venerabile”, ma la volontà e la coscienza da cui è coperto ricorda il grembiule indos-
non si sono ancora pienamente fissate in lui sato dal massone per proteggersi dalle
e il Carro trionfale potrà pur sempre essere schegge durante il lavoro di levigazione
trascinato dalle sfingi in questa o in quella della Pietra del sé, che da grezza deve
direzione non desiderata. Per questa ragio- diventare cubica, e corrisponde al nero
ne, è necessario cristallizzare i risultati fin mantello del “Superiore Incognito” del
qui ottenuti in un “centro di gravità perma- Martinismo, che ad un certo livello di com-
nente”, fino ad udire la voce del padrone – il prensione, si isola interiormente dalla real-
sé –, la cui lingua è compresa anche dal tà profana, essendo come i mistici gnostici
cocchiere – l’intelletto – e consente a questi nel mondo ma non del mondo.
di farsi obbedire dalle due sfingi – le emo- Chi prosegue il proprio cammino vede
zioni – per condurre, infine, il carro – il cor- come la vita ordinaria sia costellata dall’al-
po – nella direzione voluta. ternarsi di entusiasmo e depressione, esatta-
• 92 •

mente come le stagioni, contraddistinte da Per rinascere ad una nuova condizione


solstizi ed equinozi, in un eterno ritorno occorre prima morire. La Morte (XIII),
espresso dalla Ruota della fortuna (X), che, però, è una conquista non facile, ma indi-
però, è solo l’ombra del “qui ed ora”, in cui spensabile per nascere nudi di fronte a se
tutto ciò che accade è il presente. In esso stessi, senza il proprio fagotto pieno di cose
non vi sono alternanze, c’è solo inutili accumulate nella
l’essere immobile che vede, allo vita inconsapevole. La
stesso modo della sfinge impressa prima operazione del-
su questa carta, e resta fermo nel- l’Alchimia è la “Nigre-
la pienezza della raggiunta pace. do”, la cosiddetta O p e -
L’undicesima carta è la Forza: ra al nero che si com-
con sguardo distaccato, una don- pie soltanto quando la
na chiude le fauci di un feroce materia (l’uomo) si
leone, senza opporre ad esso decompone, divenendo
un’energia brutale, ma imponen- nera come la pece:
do il proprio volere con la digni- andando dentro se stes-
tà di chi conosce bene l’animali- si, nelle zone più pro-
tà della bestia. Il corpo, infatti, fonde, quelle più inti-
non deve essere soggiogato con me, si potrà morire a
violenza, ma addomesticato, poi- questa vita e abbando-
ché non è un nemico, ma un nando il proprio modo
fedele alleato. Per questo, l’intel- abituale di pensare e di
letto deve conoscere il linguag- vivere si potrà risorge-
gio del fisico e delle emozioni, re, come la fenice, dalle
per parlar loro con autorità ma fiamme che bruciano
senza tentare di imporre cieca- nel forno in cui la mate-
mente le proprie decisioni. ria grossolana è destina-
Soltanto colui che può sacrifi - ta a trasformarsi in
care tutto può fare tutto: è questo l’inse- aurea. La morte è, perciò, la prima meta di
gnamento dell’Appeso (XII), l’impiccato un lungo percorso, attraverso cui, scioglien-
che indica l’uomo che ha visto la verità. Per do i legacci di una vita vissuta male, il ricer-
lui, la vera vita è capovolta rispetto a quella catore diviene indulgente con la propria
illusoria e vegetativa della propria meccani- condizione, rappresentata ora dallaT e m p e -
cità. Chi riesce a rinunciarvi potrà ottenere ranza (XIV), grazie alla quale emerge la
grandi conquiste. Solo chi non è più incate- virtù, la moderazione e l’equidistanza da
nato alla propria immagine, alle proprie cer- ogni cosa. Essa è raffigurata con due ali
tezze, alla propria personalità, potrà ricono- bianche, poiché il nome dell’angelo è Tem -
scere in sé l’essenza. Solo chi non è schiavo po: sulla sua fronte c’è il cerchio. Questo è il
può essere libero. segno dell’eternità, il segno della vita.
• 93 •
La via della psicologia sacra secondo i Tarocchi, A. Samonà

Solo dissolvendo il volatile e volatiliz - alla propria condizione primigenia, in armo-


zando il fisso si potrà scorgere il tesoro che nia con il Raggio di Creazione, che racchiu-
nasce dal metallo volgare. È l’insegnamen- de in sé le sacre leggi del cosmo,
to della carta numero XV, il Diavolo. Raf- comprensibili attraverso le Stel -
figurato con la mostruosa testa di le (XVII). È qui che, nel buio, i
capro del Baphomet templare, con costruttori del tempio rimasti
il corpo da donna e le ali da pipi- orfani scorgono un ramo d’aca-
strello, tale simbolo esprime l’esi- cia, simbolo della presenza
stenza materiale, la corporeità, la terra della tomba del maestro
madre, la propria fisicità, che Hiram: dopo la sua ucci-
non va rifuggita e distrutta, ma sione, la Fiamma della Tra-
che è il veicolo per l’evoluzio- dizione sembrava essersi
ne interiore, il lasciapassare spenta e la parola perduta;
per il Cielo. Il Diavolo è la le spoglie del maestro
porta per ottenere il Paradiso, finalmente ritrovate indica-
perché l’iniziato, vivendo no che la catena non si è
appieno il proprio corpo, sen- spezzata e che gli operai
tendolo senza subirlo passivamen- possono nuovamente udire
te, ne diviene il padrone e può con- la parola sacra, riannodan-
durlo dove vuole. Questo è, perciò, do, così, l’invisibile filo della
uno strumento prezioso a disposizio- corda fraterna. La notte, però,
ne degli esseri umani, che possono è illuminata da una pallida
farne un uso fruttuoso o, al contra- luce d’argento, quella della Luna
rio, condurlo alla rovina. Nel primo (XVIII), a causa della quale i colori
caso, diverrà la materia in cui si con- della realtà sono deformati. Bisogna
densano le energie superiori, mentre nel dunque rifuggire dalle teorie erronee e rico-
secondo, il risultato sarà la propria auto- noscere che il lavoro su di sé non è ancora
distruzione e la disperazione. terminato: ci si trova nella fase alchemica
Chi spera di ottenere risultati senza un dell’Opera al bianco, la cosiddetta “Albe-
vero lavoro su di sé, prima o poi dovrà fare do”, in cui la materia (l’uomo) è quasi giun-
i conti con la realtà e le proprie illusorie ta al proprio scopo, ma non ancora del tutto.
pretese conquiste interiori cadranno come Dopo la notte lunare, il Sole (XIX),
colpite da una saetta, allo stesso modo della comunque, risorge sempre e la sua aurea
Torre (arcano XVI): non si può mentire a se luce spazza via i tetri colori notturni: la
stessi, perché la natura odia l’inganno e Grande Opera si compie. Ecco la “Rube-
l’uomo non può sottrarsi alle sue leggi. Chi do”, l’Opera al Rosso, grazie alla quale il
sente la necessità di ritrovarsi, infatti, non fanciullo viene incoronato Re e il piombo si
può fremere d’impeto, ma lavora paziente- trasmuta in oro. L’essere umano, una volta
mente, perché lo scopo è quello di tornare in preda a forze contrapposte, ha ora trova-
• 94 •

to nell’armonia dei due, la sua vera natura, Egli ora è parte del tutto, dell’asso-
in cui uomo e donna sono Uno. Padre, luto ed è come il Matto, carta
madre e figlio (intelletto, emozioni e cor- che non è indicata da alcun
po) parlano adesso un’unica lingua e numero ed è quindi equiva-
attendono liberi che si compia il G i u - lente allo zero. Lo zero
dizio (XX) finale, poiché vita e metafisico è l’Ain Soph
morte non hanno più potere. La della tradizione ebraica, che
realtà quotidiana assume allora è al di là del cosciente e del
un nuovo significato. Il Mondo razionale, l’assoluto che
(XXI) appare così com’è, rac- avvolge il relativo, antena-
chiuso dalla ghirlanda del tempo to degli dei e degli uomini,
ciclico che ritorna all’origine, oltre il bene e il male. La
contraddistinto dai quattro ele- condizione finale è quella
menti, ma non fa più paura, per- dell’individuo assoluto,
ché il ricercatore ha sperimentato colui che unisce il Divino
direttamente la via. (arcani maggiori) con la
Il triangolo adesso è tracciato realtà fenomenica (arcani mino-
dentro di sé, perché in colui che ha ri), figlio del Padre e al tempo
preso coscienza della propria nullità stesso madre di questo mondo, nel
si è cristallizzata l’influenza spirituale. quale il tutto è uno e l’uno è tutto.

Fonti bibliografiche di riferimento:

Demiamovitch Ouspensky, P. (1991) Il simbolismo dei Tarocchi, in Un nuovo modello del -


l’universo, Edizioni Mediterranee, Roma.
Wirth, O. (1973) I Tarocchi, Edizioni Mediterranee, Roma.
Segnalazioni editoriali

IRÈNE MAINGUY
Simbolica Massonica del terzo millennio
Illustrato da 125 figure e XX tavole di Henri-Jean Deguillemain
e Amis. Edizione italiana a cura di Paolo Lucarelli.
Traduzione di Milvia Faccia.
Edizioni Mediterranee, Roma, 2004  26,80

Il testo di Irène Mainguy risponde a una duplice necessità.


Innanzitutto quella di mettere a disposizione dei Massoni uno
strumento completo e fidato, che li possa aiutare nella loro per-
sonale riflessione sui simboli e sui rituali che li accompagnano
nel progresso iniziatico. Con pacata competenza l’Autrice propone le varie interpre-
tazioni, le completa seguendo i migliori Autori che hanno meditato e arricchito questo
fecondo complesso di pensiero, e ce ne offre una lettura sempre coerente e ordinata,
fondata sui più importanti documenti storici ed etimologici.
In secondo luogo quest’opera permetterà ai curiosi, che non hanno mai frequentato le
logge, di accedere a quel vasto sistema etico, filosofico e metafisico che il lavoro mas-
sonico ha prodotto nei secoli, eliminando forse una volta per tutte le incomprensioni e
le diffidenze verso un mondo che talvolta è apparso inquietante, proprio perché poco e
mal descritto.
A questo scopo, per l’edizione italiana, il curatore, Paolo Lucarelli, ha ritenuto oppor-
tuno premettere una sintetica descrizione delle caratteristiche principali della Libera
Muratoria, in modo che tutti possano apprezzare il testo nei suoi dettagli. Per lo stesso
motivo si è voluto aggiungere un breve capitolo sulla situazione della Massoneria in
Italia.

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SEGNALAZIONI EDITORIALI

VITTORIO GNOCCHINI
L’Italia dei Liberi Muratori
Ed. Mimesis, Il flauto magico ed Erasmo Editore
Milano-Roma, 2005  29,00

[Il presente volume] mette a disposizione degli studiosi una


fonte di grande interesse. Coloro che si occupano della storia
sociale e politica italiana degli ultimi tre secoli potranno
trovarvi indicazioni preziose per le loro ricerche e spunti in gra-
do forse di dischiudere nuovi fronti d’indagine. Ma anche il let-
tore comune potrà scorrere le pagine del libro con partecipe curiosità, sorpreso forse
di vedere quanti personaggi illustri o almeno di una certa notorietà hanno fatto parte
dell’istituzione nei decenni e nei secoli passati. E in effetti l’elenco è impressionante.
Si tratta di una rassegna di patrioti, uomini politici, artisti, militari, scienziati, profes-
sori universitari, ciascuno dei quali ha lasciato una traccia significativa nella storia d’I-
talia. In molti casi la loro appartenenza alla Massoneria era nota, in altri del tutto
sconosciuta. Ma è soprattutto il quadro d’insieme che sollecita riflessioni e suggerisce
percorsi di lettura che, ovviamente, nel quadro di una breve premessa non è possibile
sviluppare. Tali percorsi ognuno potrà svolgerli per conto proprio, partendo da questo
libro e utilizzando per i necessari approfondimenti i numerosi studi critici sulla storia
della Massoneria italiana che sono apparsi da qualche anno a questa parte.
dalla prefazione di Fulvio Conti

THE CANONBURY PAPERS, VOLUME 2


Freemasonry in Music and Literature
Edited by Trevor Stewart
The Canonbury Masonic Research Centre, London, 2005

The Canonbury Papers è il secondo volume della serie di pub-


blicazioni progettate e prodotte dal Canonbury Masonic
Research Centre (CMRC) e contiene i contributi presentati in
occasione delle annuali conferenze internazionali che si tengono
presso Canonbury Tower, Islington, London.
Il presente volume contiene nove contributi offerti durante la quinta conferenza dell’1
e 2 novembre 2003 sul tema della Massoneria nella Musica e nella Letteratura. Inoltre

4/2005
HIRAM
• 97 •
SEGNALAZIONI EDITORIALI

il volume include anche un discorso sull’apporto dato da Mozart all’Istituzione; il testo è


corredato da illustrazioni di esibizioni corali o soliste di alcune delle sue migliori opere
composte per un auditorio massonico.
Questo volume dei Canonbury Papers abbraccia alcune significative prospettive di ricer-
ca sui legami effettivamente stretti tra varie forme d’arte e la Massoneria a partire dagli
ultimi 250 anni se non da prima. Il proposito è che questo volume rimanga come valido
contributo per gli ulteriori sviluppi della storiografia massonica.

A CURA DI MARCO NOVARINO


L’Italia delle minoranze. Massoneria, Protestantesimo e
Repubblicanesimo nell’Italia contemporanea.
Edizioni L’Età dell’Aquario, Torino, 2003, pp. 259  19,50

In Italia i rapporti tra Massoneria, Protestantesimo e Repubbli-


canesimo furono molto stretti nell’età liberale, non solo a causa
del comune anticlericalismo. La Chiesa cattolica era sì l’avver-
sario forte e agguerrito ma c’era anche, tra queste minoranze, la
volontà di incidere sul progetto di laicizzazione del nostro paese,
sviluppando l’associazionismo nella società civile e definendo
un assetto istituzionale che privilegiasse la dimensione statuale dell’intervento politi-
co. La difesa delle libertà democratiche e di culto, il sostegno ad uno stato laico, demo-
cratico e riformatore, la convinzione che il progresso scientifico e l’educazione fossero
alla base dell’emancipazione dell’uomo, furono i contributi fondamentali da esse offer-
ti alla modernizzazione dell’Italia.

JÜRGEN HABERMAS
L’Occidente diviso
Editori Laterza, Roma-Bari, 2005, pp. 214  15,00

L’Occidente è stato diviso non dal pericolo del terrorismo


internazionale, bensì dalla politica dell’attuale governo statu-
nitense, che ignora il diritto internazionale, emargina le
Nazioni Unite e dà per acquisita la rottura con l’Europa.
In gioco è il progetto kantiano della abolizione dello stato di
natura fra gli Stati. Le menti si dividono non su fini politici
superficiali, ma su una delle più grandiose iniziative tendenti
a civilizzare il genere umano.
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SEGNALAZIONI EDITORIALI

Ma la scissione segna trasversalmente l’Europa e l’America stessa. In Europa essa preoc-


cupa soprattutto coloro che si sono identificati per tutta la vita con le migliori tradizioni del-
l’America - ossia le radici dell’Illuminismo politico attorno al 1800, la ricca corrente prag-
matica e l’internazionalismo ripreso dopo il 1945.
In Germania l’abbandono puro e semplice di tali tradizioni ha prodotto l’effetto di una carti-
na di tornasole. Oggi la combinazione chimica in cui fin dai tempi di Adenauer consisteva
l’orientamento occidentale della Repubblica federale si è scomposta nei suoi due elemen-
ti: l’adesione opportunistica alla potenza egemone, che ha tenuto l’Europa sotto il suo scher-
mo nucleare ai tempi della guerra fredda, si scinde chiaramente da quella fedeltà intellet-
tuale e morale a princìpi e convinzioni di base della civiltà occidentale, alla quale è dovuta
l’autocomprensione normativa di una Repubblica Federale divenuta finalmente liberale.
Vorrei anche rammentare questa differenza. La ricerca della costituzionalizzazione del dirit-
to internazionale mi offre il destro di raccogliere alcuni contributi già pubblicati, i quali illu-
minano il nesso che lega tale questione allo scopo dell’Unione Europea.
dalla prefazione dell’Autore

Canti sumerici d’amore e morte


A cura di Pietro Mander
Paideia Editrice, Testi del Vicino Oriente antico
Brescia, 2005. pp. 201  21,20

Al pari di ogni tradizione letteraria, anche le due letterature


mesopotamiche tramandate in testi in cuneiforme, la sumerica
e l’accadica, presentano composizioni a carattere amoroso o
erotico.
I canti d’amore in lingua sumerica mostrano uno spiccato carat-
tere popolare.
Fra le centinaia di migliaia di testi pervenuti, una parte considerevole canta gli amori
della dea Inanna, l’astro del pianeta Venere, e del dio Dumuzi, suo amante e marito.
Sono canti di corteggiamento e di matrimonio, e anche canti di morte che narrano le
tristi vicende del rapimento agli inferi di Dumuzi.
In questa antologia, la prima nel suo genere in lingua italiana, questi canti sono accom-
pagnati da componimenti in versi che appaiono come generici canti d’amore e che ben
completano l’immagine che le vicende di Inanna e Dumuzi forniscono non solo del
motivo dell’amore e della morte, e delle nozze sacre, nelle antiche letterature sumeri-
ca e accadica, con particolare riguardo al mito di Inanna e Dumuzi, e insieme ne
approfondisce il contesto religioso, anche a confronto con le altre letterature del Vi c i-
no Oriente Antico.
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SEGNALAZIONI EDITORIALI

BENT PARODI
La tradizione solare nell’antico Egitto
Edizioni Asram Vidya, Roma, 2005  14,00

In questo breve ma denso saggio l’Autore ripercorre le tappe che


formano il presupposto dell’esperienza religiosa di Akhenaton il
faraone “ebbro di Dio”, ultimo vero erede dei “faraoni del sole”.
Sul finire della diciottesima dinastia (XIV sec. a.C.) Akhenaton
promosse una riforma religiosa, che sconvolse temporaneamente
il pantheon tradizionale degli dèi.
Il culto del sole, che aveva già conosciuto periodi di grande
splendore in epoche arcaiche e durante le prime dinastie, venne riproposto con nuove e
più ricche suggestioni spirituali. Alla formulazione teriantropica della divinità solare
(Ra-Harakhte con la testa di falco e il disco sopra il capo) seguì una raffigurazione del-
l’Aton come un disco solare i cui raggi terminanti in tante piccole mani con i simboli
della croce egizia si protendevano a infondere il “soffio della vita”.
L’Aton simbolizzava bene, come cerchio celeste, l’idea della totalità e dell’infinito
anche per gli altri popoli. Ogni riferimento all’iconografia tradizionale era scomparso;
la divinità, adesso, era rappresentata nella forma più astratta che mai si fosse vista in
terra d’Egitto. Aton era il perfetto visibile, contrapposto al concetto dell’invisibilità di
Amon, che chiunque poteva adorare nel suo aspetto naturale; la sua presenza in cielo
era garanzia di vita per tutti. Il re tornava a essere il supremo sacerdote, l’unico vero
officiante e intermediario fra il Divino e il mondo, come un tempo la tradizione aveva
previsto. Akhenaton, in sostanza, propose la vecchia teologia in termini assolutamente
nuovi, purgata da ogni impurità e compromesso: la forma più spirituale che potesse dar-
si alla religione del sole.
La dottrina dell’Aton è esposta nel “Grande Inno” composto dallo stesso re; l’inno, che
presenta uno straordinario parallelismo di pensiero e di struttura con il Salmo 104, è
considerato fra i capolavori della letteratura egizia e, a una attenta “lettura interna”,
svela tutte le caratteristiche della fede di Akhenaton. Scrive l’Autore: <<…abbiamo
parlato, e non a caso, di “lettura interna” perché (come è stato dimostrato dalle ricerche
più recenti) l’unico modo per cercare di capire il messaggio della sapienza egizia è
quello di smettere gli abiti della mentalità moderna, di farsi, in qualche modo,
“egiziani” con un senso di comprensione e di simpatia, rivivendone, senza preconcetti,
il mistero dall’interno>>.
In “Appendice” è stato inserito lo scritto, Donna, sacerdotessa, dea: i tre livelli del fem -
minile nell’Egitto antico, dove l’Autore sottolinea come poche civiltà hanno accorda-
to, al pari di quella egizia, tanto rilievo ed emancipazione alla donna quale modello sen-
sibile di un archetipo cosmico.
.
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SEGNALAZIONI EDITORIALI

GIORGIA VITTONATTO
Il Capanno di Garibaldi.
Culto del Risorgimento, memoria locale e cultura politica
a Ravenna.
Introduzione di Roberto Balzani
Longo Editore, Ravenna, 2005 pp. 154  14,00

Il Capanno in cui Giuseppe Garibaldi si rifugiò, nei pressi di Raven-


na, durante la tragica ritirata, seguita alla caduta della Repubblica
Romana del 1849, non è solo un luogo della memoria. Custodito dai
democratici del luogo fin dai primi anni Sessanta dell’Ottocento, e
poi consegnato ad una società di cittadini che esiste tuttora, il Capanno è anche la te-
stimonianza pressoché unica di un culto patriottico vissuto a livello popolare, senza
mediazioni istituzionali e senza eccessivi irrigidimenti retorici. Nel Capanno, i repub-
blicani e i mazziniani di Ravenna si ritrovavano per ricordare la vicenda straordinaria
della Trafila garibaldina, per celebrare, nel giorno di S. Giuseppe, i loro eroi, infine
per alimentare una schietta socialità attraverso “merende”, frugali refezioni, “banchet-
ti”. La dimensione celebrativa, resa più solenne all’indomani della morte del Generale,
il 2 giugno 1882, si fondeva (e si fonde tuttora) con quella relazionale e interperso-
nale, saldando generazioni, famiglie e militanti in un blocco di sentimenti e di valori
che ha attraversato i secoli. E che si presenta, ancora ai nostri giorni, come un’eredità
fra le più fresche, originali e vitali della tradizione risorgimentale.

SAURO MATTARELLI
Dialogo sui Doveri.
Il pensiero di Giuseppe Mazzini.
Tascabili Marsilio, Saggi, Venezia, 2005 pp. 119  6,00

I Doveri dell’uomo rappresentano una sintesi esemplare del


pensiero di Mazzini. Diffuso dal 1860 in oltre un milione di
copie, viene qui riproposto in forma dialogica, scorrevole,
accessibile attenendosi però rigorosamente all’opera origina-
ria, salvaguardandone i contenuti essenziali e mantenendo inal-
terata la sequenza dei capitoli.
Ne deriva un filo rosso da cui si possono intravedere i fonda-
menti di un’etica rigorosa che raccoglie le sfide che provengono dall’impero dell’in-
teresse, dalle rivoluzioni fallite, dalla crisi della democrazia, dai fanatismi di vario se-
gno, dalle dottrine utopiche o pseudo-scientifiche tragicamente sperimentate e poi
riposte nel cassetto.
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SEGNALAZIONI EDITORIALI

IL PENSIERO MAZZINIANO. DEMOCRAZIA IN AZIONE.


ANNO LX - NUMERO 2 - MAGGIO-AGOSTO 2005

Editoriali e commenti
Discorso del Presidente della Repubblica al Parlamento Europeo
Mazzini che non c’è, R. Balzani
Mazzini e l’Europa, R. Brunetti
L’antico difetto del trasformismo, P. Caruso
Venti Settembre Duemilacinque, G. Raffi
Saggi e interventi
Primo Risorgimento
Il mancato moto veneto del 1864, S. Delureanu
Europa e Stati Uniti nella cospirazione mazziniana, S. Pozzani
Il Risorgimento dei fratelli Bandiera, F. Fabiano
Arcangelo Ghisleri missionario di pace, L. Bisicchia
La lettura della filosofia della musica in Mazzini, S. Ragni
Giovanni Pendola garibaldino e mazziniano, A. Pendola
Giuseppe Mazzini e le ideologie dell’Ottocento, R. Li Volsi
Mazzini politico nel secondo dopoguerra, S. Bonella
Secondo Risorgimento
Epigrafe e orazione di Calamandrei, M. Proli
Il 60° anniversario della Liberazione e la stampa, F. Trocini
Quando la parabola resiste. La memoria del Pd’A, M. Dall’Agata
Terzo Risorgimento
Rendere possibile l’intervento, Apm
Dieci anni di accordi di Dayton, G. Zanni
Finis Europae, A. Chiti-Batelli
Gastro-Anomia, F. Milandri
Alla origine della crisi dei partiti, V. Cimiotta
Nicola Chiaromonte: un’anima nobile, M. Barnabè
Cultura e società
Gli aforismi del Kafka filosofo, P. Permoli; Dietro al quadro del Mazzini morente, P.
Caruso; Filosofia Open Source, A. Sfienti; La sfida terrorista, D. Boschini; Nel segno
di Mazzini, L. Pupilli; Nell’anno del Bicentenario scommettiamo sui giovani, M.
Finelli
Studi Repubblicani
Guerra fredda e consolidamento di un co-dominio, S. Samorì; Emilio Lussu e la
nascita del P.S. d’Azione, E. Piras
Libri Cultura e Società - Riletture, a cura di Pm - L’opzione, di A. Fancellu
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Scelta ragionata, di S. Cingari - Fra gli scaffali, recensioni, a cura di Pm
HIRAM
L’opera dell’artista Giorgio Facchini
Il piccolo formato della scultura in una medaglia del Bicentenario del Grande Oriente d’Italia
La medaglia è stata un ornamento, un sigillo d’arte minore. Rappresentava una didattica “storica”.
Anche la medaglia degli artisti diventa una rappresentazione scultorea con le caratteristiche di una precisa vis-
ibilità moderna e contemporanea.
La mini scultura realizzata dall’artista Giorgio Facchini per il Bicentenario della Massoneria Italiana 1805-2005,
riflette nel definito labirintico simbolico, alcuni dettagli: luna, sole, occh i o, capitello, squadratura di un pav i-
mento, terra, acqua, che evidenziano una capacità di liberarsi dalle limitazioni oggettive, in un progetto di un
nuovo interesse visivo.
La medaglia è coniata in 150 esemplari in bro n zocon bagno ga l vanico di doratura; è inserita in un contenitore
di perspex con una custodia a libro nera.
Per ordinare l’opera: studio di Giorgio Facchini
tel. 0721.802849 Fax 0721.838609
E-mail: giorgio.facchini@libero.it

Foto di P. Mosconi

Nato a Fano nel 1947. Studia a Fano e Venezia. All’età di 10 anni frequenta la bottega orafa di un grande arti-
giano dove apprende le conoscenze tecniche. Successivamente, l’incontro con lo scultore Mannucci è determi-
nante per la sua formazione. Opera nelle Marche (a Fano, sua città natale, ha lo studio) e Milano, dove è docente
di Discipline Plastiche all’Accademia di Belle Arti di Brera. Straordinario quanto realizza nella piccola dimen-
sione scultorea; gioielli, medaglistica, oggetti, un filo conduttore che si unisce all’ampiezza della grande scultura.
Recensioni

MORRIS L. GHEZZI
Il segno del compasso. La massoneria e i suoi persecutori attraverso simboli, idee, fatti e
processi
Mimesis, Milano, 2005, pp. 241  16,00
di Pierre Dalla Vigna

Le recensioni, quando sono veramente tali, sono sempre infedeli: il recensore pretende
di spiegare ad altri il contenuto di un testo, quando sta riportando le proprie convinzioni per-
sonali e le proprie idiosincrasie. I riassunti sono pertanto menzogneri, particolarmente se
ad essere riportate sono pagine di filosofia, come nella prima parte del volume in questio-
ne, nonché di mistica laica in forma poetica, come nella seconda parte dello stesso. Coeren-
temente con tale assunto, il lettore di questa stessa recensione è invitato dunque a dubitar-
ne, e ad andarsi a leggere piuttosto il testo originale, ricordando la massima, sempre valida,
di Philip K. Dick: Tutto ciò che credi di sapere è falso!
Ma tale premessa non è solo un assunto generale: è valida anche in modo peculiare per
il lavoro di Morris Ghezzi, il quale consegna al suo pubblico qualcosa di difforme – e assai
più – di ciò che afferma di volergli comunicare. In prima istanza, il testo in questione sem-
bra una raccolta di saggi variamente intrecciati, aventi lo scopo di chiarire alcuni degli
assunti per così dire filosofici del pensiero massonico. Già solo il mantenere gli intenti del
titolo – costruire una sorta di storia delle idee fondamentali del pensiero massonico attra-
verso la disamina che ne fecero gli inquisitori che perseguirono alcuni personaggi chiave
della Massoneria, da Giordano Bruno a Cagliostro – sarebbe stata un’operazione culturale
di per sé altamente meritoria. Ma Morris Ghezzi con quest’opera ha fatto molto di più: ha
messo in gioco – intellettualmente – se stesso, la propria vita.
La partenza del volume, la reinterpretazione in chiave massonica dell’immagine agio-
grafica del diavolo zoppo che accompagna un pellegrino cristiano, dà la stura ad una serie
di analogie con l’esperienza iniziatica. Lo zoppicare diventa l’eterna incompiutezza di chi
si è posto il compito di perfezionare se stesso come pietra grezza, la ricerca di chi, pur tra

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RECENSIONI

errori e fraintendimenti, cerca una fuoriuscita dalle tenebre e dal dogmatismo delle religio-
ni rivelate e dal monismo teologico.
Una volta individuato il problema e la via di risoluzione – la tolleranza, il pensiero plu-
rale, la democrazia, i valori della rivoluzione francese, libertà, fraternità, eguaglianza… –
era facile riconoscere i nemici di una “società aperta”. Tali avversari, che Ghezzi continua
pervicacemente a indicare nelle religioni del Libro, sono le gerarchie ecclesiastiche e le
Chiese, ma anche gli Stati totalitari che, nel nome di un Dio geloso o di un’ideologia che ha
funzioni analoghe, continuano a rivendicare in esclusiva un potere temporale oppressivo e
normativo.
Nella ricostruzione dei processi a Bruno, a Cagliostro, e, in generale, delle campagne
antimassoniche della Chiesa, Morris Ghezzi rivendica i valori più elevati del libero pensie-
ro e dell’Illuminismo, intesi come creazioni parallele e confacenti in massimo grado alla
costruzione del Tempio interiore massonico. Proprio nelle pieghe di questa difesa di valo-
ri, è possibile individuare la peculiarità della posizione di Ghezzi. Se il nemico è il pensie-
ro unico in tutte le sue varianti, chi questo pensiero unico contrasta è, dal suo punto di vista,
necessariamente fautore di pluralismo, o meglio, di dualità e, in senso lato, “gnostico”. L’i-
dea che il mondo stesso sia un’oscura prigione, che il Re del mondo abbia catturato le ani-
me belle e le tenga prigioniere non è certo recente, accompagna la storia del Cristianesimo
come suo perenne alter ego, anzi è senz’altro più antica del Cristianesimo stesso, poiché si
può rintracciare per lo meno nel Mazdeismo iranico, nonché in alcune eresie ebraiche. I
manoscritti di Nag Hammadi, i rotoli del Mar Morto, i testi manichei ritrovati in vari siti
dell’Asia centrale, le stesse confutazioni che delle tesi gnostiche hanno fatto gli eresiologi
cristiani e mussulmani hanno permesso una conoscenza piuttosto dettagliata di questa serie
di visioni che non riuscirono a farsi Chiesa né a farsi Stato, eppure continuarono sotterra-
neamente a riemergere nella coscienza e nelle riflessioni anche dei canonici delle religioni
ufficiali. Padri della psicanalisi come Jung, storici delle religioni come Puech e Jonas, let-
terati come Cioran, persino scrittori di fantascienza come Dick manifestano ancora in età
contemporanea la loro predilezione per un divino rovesciato, in cui l’inferno è qui ed ora,
e la salvezza di là da venire, in quanto il nemico marcia alla testa di coloro che vorrebbero
liberarsi. Il lavoro del Libero Muratore diviene dunque l’attività di sublimazione dell’al-
chimista. A sua volta, quest’ultimo è lo spirituale, il pneumatico, che cerca le vie di fuga
dalla prigione del mondo, dal velo di Maia delle illusioni che il mondo stesso produce, e
che sono le mura invalicabili della prigione stessa. Le sette gnostiche del mondo antico –
dai nomi pittoreschi: Marcioniti, Ophiti, Barbeliti, Valentiniani, etc. fino ai loro epigoni
medievali, Bogomili e Catari – prediligevano l’idea di un Salvatore dall’esterno, un invia-
to ultraterreno di un dio benevolo, spesso identificato con la figura di Cristo. Gli gnostici
moderni hanno rinunciato, di solito, a tale consolazione metafisica e, per evitare di cadere
nella più cupa disperazione, hanno mantenuto soltanto la fede nella Ragione, già elaborata
nel Seicento da autori non certo confondibili col dualismo, come Cartesio, Spinoza, Gali-

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HIRAM
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RECENSIONI

leo e approfondita nel Settecento dalla generazione dei Philosophes. Ma se il Secolo dei
Lumi poteva ancora aprire la speranza di un progresso vissuto positivisticamente e inge-
nuamente come inarrestabile, eventi come le catastrofi delle guerre mondiali, dei Lager, dei
Gulag e lo spettro dell’olocausto atomico nel Novecento e quello del disastro ecologico nel
presente hanno segnato un’ulteriore ondata di pessimismo storico. Il canto leopardiano di
un pastore errante d’Asia poteva parere anacronistico in un’epoca che, come il XIX Seco-
lo, si apprestava a conquistare i cieli e i mari, nell’età della riproduzione allargata di qua-
lunque ricchezza. Ma quel sogno del paese di Cuccagna oggi lascia il posto all’idea di una
rivoluzione tradìta, di ideali travisati, di un destino di decadenza e morte.
Di fronte a tali e tanti segnali di tragedia, la tentazione gnostica, meglio, la risposta del-
la gnosi, è una via possibile, sebbene sia, a parere di chi scrive, in ultima istanza, senza spe-
ranze. L’apertura verso l’essere, verso una vita che continuamente è apertura di nuove pos-
sibilità, è una via più feconda e praticabile. Tuttavia, come non lasciarsi cogliere dalla ver-
tigine, di fronte alla protesta poetica di chi vive la dimensione del tragico quotidiano inscrit-
to nel presente? La parte poetica del volume di Ghezzi ci porta di fronte a certi dilemmi esi-
stenziali, al ruolo di Dio nella creazione, al senso più compiuto dell’esistenza con una radi-
calità che ha pochi precedenti, che richiama gli esiti di qualche mistico autore di Vangeli
apocrifi, o i versi di un Rimbaud. Di fronte a un Dio silente, Ghezzi lancia con orgoglio una
sfida, lo maledice addirittura, gli chiede un’impossibile manifestazione: […] // Dai qualche
segno / di consapevolezza / per non chiamarti / Nulla.
Ma altri versi sono più concilianti, come nella poesia La marcia dei tre, cinque e sette pas -
si, che chiude il volume. In questa splendida metafora dell’iniziazione massonica, il rap-
porto con l’Essere supremo è più problematico: […] // Il grande architetto dell’Universo /
prescrive / itinerario e regole d’ingaggio. / Se il viaggio ti soddisfa / Egli è un buon Demiur -
go; / pessimo e malvagio / Dio minore / se il diritto alla felicità / non prevale. // […] // L’o -
riente / è sempre e solo / eterno / o non è.

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HIRAM
ERRATA CORRIGE

Per erro re, nel numero 3/2005 di Hiram è risultata omessa l’ultima
parte del contributo della dott.ssa A.M. Corradini dedicato all’Orfismo.
Scusandoci sentitamente con l’Autrice, si riporta il testo mancante:
[...] Attorno a questo leitmotiv si sono sovrapposti altri elementi che poi han -
no determinato la complessità con tutte le sue sfaccettature dell’Orfismo. È
però certo che Orfeo, nell’immaginario mitico dei Greci ed in seguito dei
Romani, rimane il cantore che affascina ed ammalia riuscendo a superare la
morte con il dono dell’immortalità.
n. 1/2003

Editoriale
La fierezza “trasgressiva” di essere Massoni,
G. Raffi – A. Panaino
Riflessioni
La filosofia, la conoscenza dell’umano, il dialogo
col pensiero religioso, S. Moravia
Storia della Massoneria
Le prime logge massoniche in Italia, A. Africa
300° anniversario della nascita di Tommaso
Crudeli, R. Rabboni
Esoterismo
L’alfabeto latomistico, RL XX Settembre 1870 n°
843
Filosofia e Massoneria nel Secolo dei Lumi
Piccola guida per orientarsi nella storia della
Massoneria settecentesca, D. Monda
Il conte Henry de Boulainvilliers tra spinozismo e
astrologia, A. Delfino
Metamorfosi e stili del moderno. Dal neo-cinismo al neo-stoicismo, P. Dalla Vigna
Ricerca massonica fra Illuminismo e Idealismo. Da Lessing a Fichte, W. Moncada
Recensioni
Segnalazioni editoriali

n. 2/2003

Il diritto alla Felicità


Editoriale
Il diritto alla felicità, G. Raffi
La felicità nelle Dichiarazioni delle rivoluzioni
moderne, G.M. Cazzaniga
La ricerca della felicità in un’epoca senza passioni,
P. Chiozzi
Rapporto tra ricerca e benessere, S. Licheri
L’incantesimo di Prospero: letteratura,
immaginario, felicità, G. Lombardo
Esiste un’etica della sofferenza?, C. Marcelletti
Aspetti socio-culturali della felicità, G.-A. Marselli
Esistenza e felicità, S. Moravia
La cultura della felicità, B. Parodi di Belsito
Il diritto-dovere alla felicità, P. Renner
Il diritto alla felicità nella tradizione costituzionale
americana, M. Teodori
Eudemonia. La felicità degli antichi, M. Vitali
n. 3/2003
Editoriale
Qualche riflessione a proposito della futura
Costituzione Europea, G. Raffi
Il diritto alla Felicità
Moralità del benessere ed etica della responsabilità
di fronte alle sfide della ricerca scientifica, F. Manti
La questione sociale della felicità, M.L. Ghezzi
Globalizzazione, una sfida da raccogliere,
D. Pecchioli
Francis J. Bellamy. Autore del Pledge
of Allegiance, M. Neri
Centralità dell’uomo, P.F. Bayeli
Esoterismo
Labirinti gnostici, E. Albrile
La Bibbia sull’ara, G. Cacopardi
Esoterismo e Antropologia
Riti e cerimoniali alla corte di Bisanzio, M. Manini
La “danza del sole” della Nazione Lakota,
dove il passato vive col presente, A. Martire
Massoneria e Sincretismo, G. Capruzzi
Segnalazioni editoriali
Recensioni

n. 4/2003
Editoriale
La centralità del Lavoro Rituale
nei Tre Gradi Massonici, G. Raffi
oJdoipovroi ejsme;n ejn tw`/ bivw/
Il viaggio come categoria tra esilio e diplomazia
nell’età della Restaurazione: Frapolli, Sazanov
e Marx in Svizzera , F. Martelli
Montaigne in Italia. Come un “padre” del libero
pensiero vide il nostro Paese, G. Greco
L’Italia e l’Europa di Montesquieu, D. Monda
Stendhal e l’Italia, L. Tinti
Il Viaggio in Italia di Goethe, N. Piccari
La figura del viandante come metafora
del percorso iniziatico, S. Florio
In memoriam
Orazione funebre per il Fr. Eduar Eugen Stolper,
F. Rasi
Segnalazioni editoriali
Recensioni
n. 1/2004
Editoriale
La Città dell’Uomo, A. Panaino
M come Musica, B. Parodi
La Musica Rituale Massonica Opus 113
di Jean Sibelius. “La Grande Sconosciuta”,
P. Comparini
Giustizia è !!!
Interpretare il fenomeno gnostico, E. Albrile
L’Occultismo moderno tra Éliphas Lévi
ed Aleister Crowley, A. D’Alonzo
Angelo Soliman. Il primo Venerabile africano,
M. Neri
Segnalazioni editoriali
Recensioni
Carlo Galli, La guerra globale. Editori Laterza,
Saggi Tascabili. Bari, 2002. A cura di F. Martelli
Giovanni Montanari, Ravenna: l’iconologia.
Saggi di interpretazione culturale e religiosa dei cicli
musivi. Longo Editore Ravenna, Le Tessere 7. Ravenna, 2002. A cura di A. Carile

n. 2/2004

Editoriale
La Città dell’Uomo, G. Raffi
Orizzonti di luce nell’era dei fondamentalismi
e degli integralismi
L’Occidente e la pace. Luci e ombre all’alba del
terzo millennio, S. Moravia
Tradizione e responsabilità nell’Occidente
democratico e liberale, M. Teodori
Dal diritto alla guerra al diritto alla pace,
A. Scavone
Per la luce e per la pace: la scelta della guerra
dello spirito, C. Bonvecchio
Cultura e solidarietà nel villaggio globale, N. Sgrò
Punti fermi e nuove frontiere dell’identità
massonica, L. Aricò
La Massoneria in Russia nel primo Novecento:
1906 – 1917, L. Ferrari
Esoteristi e Tradizionalisti, G. Cacopardi
Note sul simbolismo esoterico della Menorah, A. Samonà
Segnalazioni editoriali
Recensioni
Erik Hornung, Il sapere segreto degli Egiziani e la sua influenza sull’Occidente.Deutscher
Taschenbuch Verlag. München, 2003. A cura di Serena De Maria
Stefania Tuzi, Le colonne e il tempio di Salomone. La storia, la leggenda, la fortuna. Gangemi.
Roma, 2004. A cura del Servizio Biblioteca del G.O.I.
n. 3/2004
Editoriale
Morale e Diritto positivo, G. Raffi
Daidalos. Il gioco dell’Artista, D. Banaudi
Centralità dell’Uomo: Dante Alighieri e Cecco
Angiolieri, P.F. Bayeli
Genesi ed evoluzione della corrente teosofica
all’interno della cultura europea, A. D’Alonzo
Solve et Coagula, M.L. Ghezzi
Il concetto di Libertà nell’evoluzione
del pensiero scientifico, M. Mafucci
L’esoterismo in Sicilia, B. Parodi
Segnalazioni editoriali
Recensioni
Luigi Sessa, I Sovrani Grandi Commendatori.
Breve storia del Supremo Consiglio d’Italia
del RSAA Palazzo Giustiniani.
Bastogi Editrice Italiana, Foggia, 2004.
A cura di Giuseppe Capruzzi

n. 4/2004
Editoriale
Duecento anni di storia: qualche passo indietro,
ma solo per andare avanti, G. Raffi
Tempo, mito, storia e fine della storia
nell’escatologia zoroastriana, A. Panaino
Che cos’è l’iniziazione, B. Parodi
Medicina del corpo – Medicina dello spirito
Salute del corpo e salute dell’anima nella
Medicina di Età classica, G. Poma
L’Omeopatia secondo Empedocle, M. Bellin
Stregoni, guaritori e ciarlatani, F. Ponzetti
Diritto di morire?, M.C. Del Re
Considerazioni sulla medicina ufficiale
o alternativa e sugli organismi biologici
e geneticamente modificati, P.F. Bayeli
Segnalazioni editoriali
Recensioni
n. 1/2005
Editoriale
Tra Pessimismo Cosmico e Sconsiderato Ottimi-
smo un Richiamo alla Forza delle Idee e della
Ragione, G. Raffi
Miti e ideali, E. D’Ippolito
I misteri di Osiride, A.M. Corradini
Simbologia delle colonne del Tempio di Salomone,
D. Banaudi
Pratica Sufi e iniziazione occidentale, un binomio
possibile, A. Samonà
Attraverso la Psyche
Gli Archetipi e la tradizione ermetica, R. Ortoleva
Il simbolo in Jung, S. Artale
Jung, l’alchimia e oltre, M. Nicolosi
Carl Gustav Jung e la cultura religiosa dell’Oriente,
D. La Barbera
L’attività immaginativa: una finestra per l’Anima,
F. Testa
La psicanalisi di S. Freud, A.M. Buonincontro e F. Sinatra
Segnalazioni editoriali
Recensioni

n. 2/2005
Editoriale
Allocuzione del Gran Maestro (Gran Loggia,
Rimini 2005), G. Raffi
Ma siamo davvero relativisti?, A. Panaino
Il R.S.A.A. in Italia e la Bibbia, G. Cacopardi
Martinismo e Martinezismo. L’Ordine dei
Cavalieri Massoni Eletti Cohen, O. La Pera
La Porta del Temp(i)o, D. Banaudi
G come Giustizia, B. Parodi
Globalizzazione e diritti umani, F. Dalpane
L’utopia concreta della libertà, A. Fantinel
Medicina e soddisfazione del paziente,
M. Piancastelli
I Dialoghi per Massoni di Gotthold Ephraim
Lessing, G.C. Maggi
Guido Calogero, il filosofo del dialogo,
E. D’Ippolito
Gaetano Filangieri, B. Starita
Il tradimento nella tradizione, P. Winkler
Segnalazioni editoriali
Recensioni
n. 3/2005
Editoriale
La forza della Ragione dialogante
e le ragioni della Forza, G. Raffi
L’Orfismo, A.M. Corradini
I fondamenti del simbolismo, B. Parodi
Giorgio Gemisto Pletone: “prisca philosophia”
e critica dell’ermetismo, M. Neri
Nei giardini di Toth: cultura ermetica
ed arti magiche a Siena nel Rinascimento
Ermetismo e magia nella Siena colta del
Rinascimento, M.A. Ceppari Ridolfi e V. Serino
Cultura ermetica e spiritualità “altre”
a Siena nel Rinascimento, V. Serino
Scipione Zondadari, giovane mago
e “filosofo occulto” nella Siena del tardo
Rinascimento, P. Turrini
Segnalazioni editoriali
Recensioni

n. 4/2005
Editoriale
Per aspera ad astra, G. Raffi e A. Panaino
Massoneria tra realtà storica e mito, A..M. Isastia
Gli Eletti Cohen, G. Abramo
La Lire Maçonne: alcune considerazioni su Musica e
Massoneria nel XVIII secolo, D. Tonini
L’etica della rivolta in Albert Camus, A. Fantinel
La via della psicologia sacra secondo i Tarocchi, A.
Samonà
Segnalazioni editoriali
Recensioni
Errata corrige