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FRAGILI E OPACHI VASI DI CRISTO

Con Paolo: Dalla sofferenza della croce alla gioia della risurrezione, con pazienza

Grandi parole di Paolo


Meditiamo alcune parole di Paolo che riguardano la sofferenza e la gioia, la morte e la risurrezione, la
pazienza, la consolazione, la capacità di incoraggiare gli altri, di sperare contro ogni speranza camminando
verso la comunione dei santi, diventando unico corpo di Cristo, crocifisso e risorto, unica chiesa con tutti i
fratelli e sorelle del mondo. Con parole chiave, Paolo ci suggerisce l'essenziale del Vangelo come rivelazione
che Dio è il Padre di Gesù e il nostro; che Gesù, il Crocifisso, è il Figlio di dio, ed è l'unico Cristo e Signore,
vivente, in cielo, in terra e sottoterra; che lo Spirito Santo è potenza vitale di Dio, comunione della chiesa;
che la chiesa, animata dallo Spirito, è il Corpo vivente e morente di Cristo, e insieme con-vocazione di tutte
le genti in una nuova umanità, nel nuovo Adamo. Con la risurrezione dai morti, la chiesa è divinizzata in
icona eterna della Trinità, come figlia, sposa-tempio, comunione di tutti con tutti, in Dio.

La lectio
Parole come "soffrire, morire, risorgere, gioia, vita eterna" riportate nell'ordine della lettera, vanno lette e
sottolineate in ogni versetto. È utile leggere anche, nella Bibbia della CEI, ultima versione, questi versetti
nel loro contesto più immediato, rapportandoli cioè al titoletto del paragrafo a cui appartegono. Questo
sforzo di rileggere e ricordare meglio, può essere assecondato dall'uso di colori diversi per indicare le
antitesi soffrire e gioire, morire e risorgere, essere debole per essere forti. È necessario non legger la croce
staccata dalla risurrezione. Una lectio (= lettura devota) che arrivi all'actio (= missione, ministero,
apostolato) e infine all'oblatio (= all'offertorio di sé) sulla Croce ha bisogno di almeno 7 elementi:

1. Te

Come sei; come ti trovi ora; fa' uno stacco da tutto, accomodati per bene, distogli gli occhi da altro e da altri
per aprirli, spalancandoli, fissandoli sul testo della Parola di Dio concentrandoli sull'icona di Cristo che Paolo
ti rappresenta in circostanze diverse, ma tutte legate alla tua personale situazione di silenzio, di operatività,
di crocifisso/a con Cristo.

2. Luogo

Scegliene uno tranquillo, mettiti un'icona di Cristo (e di Paolo) con una candelina accesa davanti. Fai tu. La
cappella? La stanza? Un angolo per leggere e meditare, per pensare a Cristo crocifisso e risorto.

3. Tempo

Cinque minuti? Quanto te basta per leggere e rileggere almeno 7 volte un versetto?

4. Testo

Scegli, in base al tempo, un versetto, due versetti collegati tra loro, tutti i versetti di una lettera dove hai
individuato la stessa parola, o la stessa coppia di sofferenza e gioia e l'hai colorata con lo stesso colore;
oppure scegli l'intera lettera come riportata qui sotto e leggitela e rileggila più volte, con la matita per
sottilineare, una penna per scrivere.
5. Una parola da dire agli altri

Individua una frase breve da dire alla tua sorella, fratello, di dentro e di fuori della comunità, durante il
giorno, o nel tempo che ti prendi fino alla prossima lectio. Importante è ripetere ad altri quello che hai
imparato per te; imitando Paolo che proclama il Vangelo alle genti appreso da Cristo in persona o
trasmesso dalla Chiesa, come traditio (o parádosis).

6. Una parola da pregare

Trasforma in preghiera personale il versetto, la frase, che ti ha aiutato a scoprire i tuoi limiti, le tue
necessità, le omissioni rispetto alla missione-carisma che il Signore ti ha affidato come ministero, a servizio
dell'intera umanità e non solo della comunità in cui vivi.

7. Una parola da vivere

Devi prendere la tua decisione apostolica, che cosa vuole il Signore che tu faccia per lui e per il mondo. Devi
scrivere il tuo proposito apostolico, ricavandolo, quasi alla lettera, dai testi di Paolo e che può
corrispondere al n. 5: quello che dici agli altri lo devi prima fare e vivere tu.

Testi e contesti di Paolo, parola di Dio

Romani
1. Morire all'uomo vecchio per risorgere nuovi con Cristo
1,4
[Indirizzo e saluti di Paolo ai romani, scrivendo, forse da Corinto] costituito Figlio di Dio con potenza
secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti: Gesù Cristo Signore nostro;
1,10
[Preghiera di ringraziamento] ovunque nelle mie preghiere, chiedendo che finalmente mi si offra
secondo il volere di Dio una bella occasione di venire da voi.
1,23
[Le colpe dell'umanità – Il vangelo di Dio è salvezza di chiunque crede] e scambiarono la gloria di Dio
incorruttibile con le sembianze di uomo corruttibile, di volatili, di quadrupedi, di serpenti.
1,29
ripieni di ogni genere di malvagità, cattiveria, cupidigia, malizia, invidia, omicidio, lite, frode, malignità,
maldicenti in segreto,
2,4
[Il giusto giudizio di Dio] Oppure disprezzi il tesoro della sua bontà, della sua pazienza, della sua
longanimità, senza riconoscere che la benignità di Dio ti spinge alla conversione?
2,7
la vita eterna a quelli che nella perseveranza di un agire onesto cercano gloria, onore, immortalità;
2,9
Tribolazioni e angustie cadranno su ciascun essere umano che attua il male, giudeo in primo luogo e
greco;
3,15
[Nessuno è giusto] i loro piedi corrono veloci a versare il sangue,
3,16
strage e lamento sono sul loro cammino
3,25
[La giustificazione, la salvezza, è per la fede in Dio e in Cristo] Dio lo ha esposto pubblicamente come
propiziatorio, per mezzo della fede nel suo sangue, per mostrare la sua giustizia nella remissione dei peccati
passati,
4,6
[L'esempio di Abramo, il primo vero credente in Dio] come anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio
imputa la giustificazione, a prescindere dalle opere:
4,9
Questo dichiarare beato riguarda dunque la circoncisione o anche l'incirconcisione? Diciamo infatti: Ad
Abramo la fede fu computata a giustificazione.
4,17
[La promessa di Dio si realizza grazie alla fede] Infatti sta scritto: Ti ho costituito padre di molte nazioni,
davanti a Dio, cui egli credette come a colui che dà vita ai morti e chiama all'essere le cose che non sono.
4,19
e senza vacillare nella fede, considerò il suo corpo già privo di vitalità, avendo circa cento anni, e la
devitalizzazione del seno materno di Sara.
4,24
bensì anche per noi, ai quali pure doveva essere computata, che crediamo in Colui che risuscitò da
morte Gesù nostro Signore,
4,25
il quale fu dato per causa dei nostri peccati e fu risuscitato per compiere la nostra giustificazione.
5,3
[Risultati dell'intervento gratuito e giustificativo di Dio] Non solo, ma ci gloriamo perfino nelle tribolazioni,
ben sapendo che la tribolazione produce la costanza,
5,4
la costanza una virtù collaudata, la virtù collaudata la speranza.
5,7
In realtà, a fatica, uno è disposto a morire per un giusto, e per una persona dabbene uno oserebbe forse
morire.
5,9
A maggior ragione, dunque, giustificati come ora siamo per mezzo del suo sangue, saremo da lui salvati
dall'ira.
6,4
[Morire e risorgere con Cristo] Fummo dunque sepolti con lui per il battesimo per unirci alla sua morte, in
modo che, come Cristo è risorto dai morti per la gloria del Padre, così anche noi abbiamo un comportamento
di vita del tutto nuovo.
6,5
Se infatti siamo diventati un medesimo essere insieme con lui per l'affinità con la sua morte, lo saremo
pure per l'affinità con la sua risurrezione,
6,6
ben sapendo questo: il nostro uomo vecchio fu crocifisso insieme con Cristo affinché fosse annullato il
corpo del peccato, così da non essere più noi schiavi del peccato,
6,8
Se poi morimmo con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,
6,9
ben sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più, la morte non eserciterà più alcun dominio su di
lui.
6,12
Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale, portandovi ad obbedire ai suoi impulsi sfrenati,
7,4
[Analogia con il matrimonio]Così, fratelli miei, anche voi siete stati fatti morire alla legge mediante il corpo
di Cristo per essere dati a un altro, a Colui che è risorto da morte perché portiamo frutti degni di Dio.
7,5
Quando infatti eravamo in balìa della carne, le passioni che inducono al peccato, attivate dalla legge,
agivano nelle nostre membra facendoci portare frutti degni di morte.
7,9
[Legge e peccato] Ma io un tempo senza la legge vivevo; ma venuto il comando, il peccato si destò a vita,
7,22
[Conflitto interiore] Mi compiaccio della legge di Dio secondo l'uomo interiore,
7,24
Uomo infelice che sono! Chi mi libererà dal corpo che porta questa morte?
8,11
Or se lo Spirito di Colui che risuscitò Gesù da morte abita in voi, Colui che risuscitò da morte Cristo Gesù
darà la vita anche ai vostri corpi mortali, in forza dello Spirito che abita in voi.
8,17
Se figli, anche eredi, eredi di Dio, coeredi di Cristo, purché soffriamo insieme a lui, per poter essere con
lui glorificati.
8,18
[Gloria futura] Penso infatti che le sofferenze del tempo presente non hanno un valore proporzionato alla
gloria che si manifesterà in noi.
8,22
Sappiamo infatti che tutta la creazione geme e soffre unitamente le doglie del parto fino al momento
presente.
8,25
Ma se noi speriamo ciò che non vediamo, stiamo in attesa mediante la costanza.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


2. Vita nuova nell'amore indistruttibile di Dio per noi in Cristo Gesù crocifisso e risorto
8,34
Chi li condannerà? Gesù Cristo che è morto, anzi che è risuscitato, lui che siede alla destra di Dio, lui che
intercede in nostro favore?
8,35
Chi ci separerà dall'amore di Cristo? La tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, i
pericoli, la spada?
10,9
[La salvezza è per tutti] se tu professerai con la tua bocca Gesù come Signore, e crederai nel tuo cuore
che Dio lo ha risuscitato da morte, sarai salvato.
11,3
[Il rigetto d'Israele non è definitivo] Signore, uccisero i tuoi profeti, demolirono i tuoi altari fin dalle
fondamenta; unico superstite sono rimasto io, ed essi cercano di togliermi la vita.
12,1
[La nuova vita in Cristo] Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come
un sacrificio vivente, santo, gradito a Dio, come vostro culto spirituale.
12,8
o di chi esorta, per l'esortazione. Chi distribuisce elargizioni, lo faccia con semplicità; chi dirige, lo faccia
con sollecitudine; chi esercita la misericordia, lo faccia con gioia.
12,11
[Segni del vero cristiano] siate solleciti e non pigri, ferventi nello spirito, servite il Signore;
12,12
abbiate gioia nella speranza, siate costanti nelle avversità, assidui nella preghiera;
12,15
prendete parte alla gioia di chi gioisce, al pianto di chi piange;
13,5
[Assoggetarsi alle autorità] Per tutto questo è necessario sottomettersi, non solo a motivo dell'ira, ma
anche a motivo della coscienza.
13,11
[Appello urgente] E fate questo, rendendovi conto del tempo nel quale viviamo: è tempo ormai per voi di
svegliarvi dal sonno; adesso infatti la nostra salvezza è più vicina che non quando demmo l'assenso della
fede.
14,17
il regno di Dio, infatti, non è cibo o bevanda, ma giustificazione e pace e gioia nello Spirito Santo.
15,4
Infatti tutto quanto è stato scritto prima, è stato scritto per nostro ammaestramento, in modo che per
mezzo della costanza e della consolazione che ci vengono dalla Scrittura, noi abbiamo la speranza.
15,5
Il Dio della costanza e della consolazione vi conceda di avere nelle vostre relazioni reciproche le stesse
aspirazioni secondo Gesù Cristo,
15,10
[Il vangelo è per giudei e gentili, è gioia per tutti] E di nuovo dice: Gioite, nazioni, insieme al suo
popolo.
15,12
E ancora Isaia dice: Verrà il germoglio della radice di Iesse e colui che sorge a dominare le nazioni: le
genti spereranno in lui.
15,13
Il Dio poi della speranza vi ricolmi di ogni gioia e pace nel credere, in modo che voi abbondiate nella
speranza in forza dello Spirito Santo.
15,16
perché io fossi ministro cultuale di Gesù Cristo nei riguardi dei pagani e prestassi il mio culto per quanto
riguarda il vangelo di Dio, affinché l'offerta sacrificale rappresentata dai pagani divenga accetta, santificata
com'è per mezzo dello Spirito Santo.
15,31
affinché io sia liberato dagli increduli della Giudea, e affinché il servizio che io presto a Gerusalemme
risulti gradito ai santi;
15,32
in modo che venendo a voi nella gioia, Dio voglia che possa riposarmi e rinfrancare il mio spirito con voi.
16,19
La fama della vostra obbedienza è giunta a tutti. Gioisco quindi per causa vostra, ma voglio che voi
siate saggi per il bene e immuni dal male.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


1Corinti
3. Non dividetevi: Appartenete infatti al suo unico corpo, la chiesa, convocazione del mondo
1,13
Ma Cristo è diviso? Forseché Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati
battezzati?
1,17
Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo, e non in sapienza di parola, perché
non venga resa vana la croce di Cristo.
1,18
La parola della croce è infatti stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano,
per noi, è potenza di Dio.
1,23
noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani;
2,2
Mi ero proposto di non sapere altro in mezzo a voi che Gesù Cristo, e lui crocifisso.
2,8
Nessuno dei prìncipi di questo mondo l'ha conosciuta; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso
il Signore della gloria.
3,8
Chi pianta e chi irriga sono una sola cosa, ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio
lavoro.
4,9
[Il ministero di un apostolo] Mi sembra in realtà che Dio abbia messo noi, apostoli, all'ultimo posto, come
dei condannati a morte, poiché siamo stati resi spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.
5,8
[La pasqua] Celebriamo dunque la festa non tra lievito vecchio, né in lievito di malizia e perversità, ma
con azzimi di purezza e di verità.
6,14
[Glorifica Dio nel tuo corpo] e Dio che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza!
7,26
Penso, dunque, che sia bene per l'uomo, a motivo della necessità presente, regolarsi così:
7,28
Però se ti sposi non fai male; né fa male la vergine che si sposa. Ma costoro avranno tribolazioni nella
carne, e io vorrei risparmiarvele.
7,30
quelli che piangono, come non piangessero; quelli che si rallegrano, come non si rallegrassero; quelli
che comprano come non possedessero;
7,37
Chi invece ha deciso fermamente nel suo cuore, senza esservi costretto, ma è padrone della sua
volontà, e ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene.
9,13
[I diritti dell'apostolo] Non sapete che quelli che celebrano il culto traggono il vitto dal tempio, e quelli
che attendono all'altare hanno parte dell'altare?
9,16
Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; necessità mi spinge, e guai a me se non predico il
vangelo!
9,25
Ed ogni atleta si astiene da tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una
indistruttibile.
10,7
[Impara dalla storia degli altri, gli antichi e i presenti] Non divenite idolatri come alcuni di loro, come sta
scritto: Il popolo si sedette a mangiare e a bere, e poi si alzò a divertirsi.
10,16
il calice della benedizione che noi benediciamo, non è comunione con il sangue di Cristo? Il pane che
spezziamo, non è comunione con il corpo di Cristo?
10,18
Guardate l'Israele secondo la carne: quelli che mangiano del sacrificio non sono forse in comunione con
l'altare?
11,25
[Tutto riferire alla Cena del Signore] Allo stesso modo, dopo avere cenato, prese anche il calice
dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, tutte le volte che ne berrete, in
memoria di me».
11,27
Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore indegnamente, è reo del corpo e del
sangue del Signore.
12,26
[Essere diversi ma, nell'amore, comunicare in un corpo solo, quello di Cristo] Quindi se un membro
soffre, tutte le membra ne soffrono; se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
13,6
non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità;
13,7
tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
14,20
[Il vangelo sempre vero: la morte di tutti è vinta dalla risurrezione di Cristo] Fratelli, non comportatevi
da bambini nel giudicare, siate fanciulli quanto a malizia ma adulti nei giudizi.
15,4
e che fu sepolto, e fu risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture;
15,12
Ora, se si predica che Cristo fu risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non si dà
risurrezione dai morti?
15,13
Ché se non si dà risurrezione dai morti, neanche Cristo fu risuscitato!
15,14
Ma se Cristo non fu risuscitato, è vana la nostra predicazione, vana la vostra fede.
15,15
E ci troveremmo ad essere falsi testimoni di Dio, perché abbiamo testimoniato di Dio che ha risuscitato
il Messia, mentre non l'avrebbe risuscitato, se fosse vero che i morti non risorgono.
15,16
Se infatti non si dà risurrezione di morti, neanche Cristo è risorto;
15,17
e se Cristo non è risorto, è inutile la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati.
15,20
Ma invece Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono.
15,21
Poiché, se per un uomo venne la morte, per un uomo c'è anche la risurrezione dei morti;
15,22
e come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo.
15,29
Se così non fosse, che cosa farebbero quelli che si battezzano per i morti? Se assolutamente i morti
non risorgono, perché si fanno battezzare per loro?
15,32
Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le fiere, a che mi gioverebbe? Se i
morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani morremo.
15,33
Non lasciatevi ingannare: Corrompono i buoni costumi i discorsi cattivi.
15,35
Ma qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?».
15,36
Stolto, ciò che tu semini non prende vita se prima non muore;
15,42
Così anche la risurrezione dei morti: si semina nella corruzione, si risorge nell'incorruttibilità;
15,43
si semina nello squallore, si risorge nello splendore; si semina nell'infermità, si risorge nella potenza;
15,44
si semina un corpo naturale, risorge un corpo spirituale.
15,45
Sta scritto: il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito vivificante.
15,50
Vi dico, o fratelli, che la carne e il sangue, non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile
eredita l'incorruttibilità.
15,52
in un istante, in un batter d'occhio, all'ultima tromba; suonerà infatti la tromba, i morti risorgeranno
incorrotti e noi saremo trasformati.
15,53
Questo corpo corruttibile deve rivestire l'incorruttibilità e questo corpo mortale rivestire l'immortalità.
15,54
Quando questo corpo corruttibile sarà rivestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si
realizzerà la parola che sta scritta: La morte è stata ingoiata nella vittoria.
15,55
Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?
15,56
Il pungiglione della morte è il peccato e la potenza del peccato è la legge.
15,58
Perciò, o fratelli miei carissimi, rimanete saldi, irremovibili, prodigandovi senza sosta nell'opera del
Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.
16,2
[Fare la colletta per i più bisognosi] Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta in disparte, per
conservarlo, quel tanto che gli viene bene, onde non si debbano fare collette quando io venga.
16,17
Godo della presenza di Stefana, di Fortunato e di Acaico, i quali hanno supplito alla vostra mancanza;

La mia parola di dire



La mia parola da vivere

2Corinti
4. Ministero costante: consola e incoraggia gli afflitti, sempre, anche mentre soffri, con la Nuova
Alleanza (non con l'Antica)
1,4
[Paolo ringrazia Dio dopo dure prove] il quale ci consola in ogni nostra tribolazione, affinché possiamo
consolare quelli che si trovano in qualunque tribolazione con quel conforto con cui siamo confortati noi stessi
da Dio.
1,5
Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, in virtù di Cristo, abbonda pure il nostro
conforto.
1,6
E quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza: quando siamo confortati, è per il vostro
conforto, il quale si manifesta nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo.
1,7
La nostra speranza è ferma a vostro riguardo, convinti che come siete partecipi delle sofferenze lo sarete
anche della consolazione.
1,8
Non vogliamo infatti che ignoriate, o fratelli, la tribolazione che ci è sopravvenuta nell'Asia: siamo stati
gravati oltre misura, al di là delle forze, sì da dubitare anche della vita;
1,9
ma abbiamo ricevuto su di noi la sentenza di morte affinché non confidassimo in noi, bensì in Dio che
risuscita i morti.
1,24
[Andare oltre i malintesi, confortando] No, non comandiamo sulla vostra fede, ma siamo i collaboratori
della vostra gioia; ché, quanto alla fede, voi state saldi.
2,2
Perché se io affliggo voi, chi potrà rallegrarmi, tolto colui che viene da me afflitto?
2,3
Perciò vi ho scritto in quei termini, per non dover poi essere rattristato alla mia venuta da quelli che
dovrebbero rendermi lieto, persuaso come sono, riguardo a tutti voi, che la mia gioia è la vostra.
2,4
Vi ho scritto invero in grande afflizione e col cuore angosciato, tra molte lacrime, non per rattristarvi, ma
per farvi conoscere l'affetto immenso che vi porto.
2,13
[L'ansia colpisce Paolo] non ebbi pace nello spirito perché non vi trovai il mio fratello Tito; perciò,
congedatomi da loro, partii per la Macedonia.
3,6
ma la nostra capacità viene da Dio che ci ha resi ministri idonei della nuova alleanza, non della lettera ma
dello Spirito; la lettera uccide, lo Spirito vivifica.
4,8
[C'è il tesoro in vasi fragili e opachi di creta] Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; incerti, ma
non disperati;
4,10
portando sempre e dovunque la morte di Gesù nel nostro corpo, perché anche la vita di Gesù sia
manifestata nel nostro corpo.
4,11
Sempre infatti, pur essendo vivi, noi veniamo esposti alla morte a motivo di Gesù, affinché anche la vita
di Gesù sia manifestata nella nostra carne mortale.
4,14
convinti che Colui il quale ha risuscitato il Signore Gesù risusciterà anche noi con Gesù e ci metterà
accanto a lui insieme con voi.
4,17
[Vivere di fede e riconciliare il mondo con Dio] Poiché il minimo di sofferenza attuale ci procura una
quantità smisurata ed eterna di gloria,
5,4
E quanti siamo nella tenda, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma
sopravvestiti, affinché ciò che è mortale venga assunto dalla vita.
5,15
e morì per tutti affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per Colui che è morto e
risuscitato per loro.
6,2
Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho aiutato.
6,3
Noi non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero;
6,4
ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fortezza, nelle tribolazioni, nelle angustie,
nelle ansie,
6,5
nelle percosse, nelle carceri, nelle sommosse, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni;
6,10
afflitti, eppure sempre lieti; poveri, mentre arricchiamo molti; gente che non ha nulla, mentre possediamo
tutto!
6,12
Non siete davvero allo stretto in noi; è nei vostri cuori che state allo stretto.
7,3
[La gioia per il pentimento della comunità] Non lo dico per condannare; ho detto sopra che siete nel
nostro cuore, per la vita e per la morte.
7,4
Sono molto franco con voi e ho molto da vantarmi di voi. Sono ricolmo di consolazione, pervaso di gioia,
nonostante ogni nostra tribolazione.
7,5
Infatti, da quando siamo giunti in Macedonia, il nostro corpo non ha avuto requie, da ogni parte siamo
tribolati, battaglie all'esterno, timori all'interno.
7,7
E non solo con la sua venuta, ma con la consolazione che ha ricevuto da voi. Egli ci ha riferito il vostro
desiderio, il vostro rammarico, il vostro affetto per noi; onde la mia gioia si è ancora accresciuta.
7,9
ora ne godo; non per la vostra tristezza, ma perché vi siete rattristati per convertirvi; vi siete infatti
rattristati secondo Dio, per non venire puniti da noi.
7,13
Ecco quello che ci ha consolati. A questa nostra consolazione si è aggiunta la gioia per la letizia di Tito,
per essere stato il suo spirito rinfrancato da tutti voi.
7,16
Godo di poter contare totalmente su di voi.
8,2
[Siate generosi come Cristo nella colletta per i poveri] nonostante la lunga prova della tribolazione, la loro
gioia è grande e la profonda povertà in cui si trovano ha traboccato della ricchezza della loro generosità.
8,12
se infatti c'è la prontezza del volere, essa riesce gradita secondo quello che si possiede, non secondo
quello che non si possiede.
8,13
Non si tratta invero di disagiare voi per sollevare gli altri, ma perché vi sia eguaglianza;
9,7
Ciascuno dia secondo che ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza; Dio ama il donatore
gioioso.
10,10
[Paolo con sofferenza e ironia difende la sua autenticità come apostolo: soffre come il Crocifisso]
Perché «le lettere -- si dice -- sono dure e forti, ma la sua presenza fisica è debole e la parola dimessa».
10,15
Né ci vantiamo indebitamente di fatiche altrui, ma nutriamo la speranza, col crescere della fede in voi, di
venire ingranditi ulteriormente nella nostra misura,
11,19
E voi, sapienti come siete, sopportate facilmente gli insensati;
11,23
Sono ministri di Cristo? Lo dico da stolto, io più di loro! Molto di più per le fatiche, molto di più per la
prigionia, infinitamente di più per le percosse. Ho rasentato spesso la morte.
11,27
[È la debolezza e tutte le sofferenze del Crocifisso la forza di Paolo come apostolo cristiano] fatica e
travaglio, veglie senza numero, fame e sete, digiuno frequente, freddo e nudità.
12,9
Mi rispose: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza si esprime nella debolezza». Mi vanterò quindi
volentieri delle mie debolezze, perché si stenda su di me la potenza di Cristo.
12,10
Mi compiaccio quindi delle infermità, degli oltraggi, delle necessità, delle persecuzioni, delle angustie, a
motivo di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte.
12,12
I segni dell'apostolo li avete veduti in opera in mezzo a voi, in una pazienza a tutta prova, con miracoli,
prodigi e portenti.
12,15
Ed io prodigherò volentieri e consumerò me stesso per le vostre anime. E se io vi amo tanto, dovrei
essere riamato di meno?
12,16
Ma sia pure, io non ho gravato su di voi; però, furbo qual sono, vi avrei preso con l'inganno.
13,4
Egli fu crocifisso per la sua debolezza, ma vive per la potenza di Dio. E noi che siamo deboli in lui,
saremo vivi con lui per la potenza di Dio verso di voi.
13,9
e siamo lieti quando noi siamo deboli e voi forti. Preghiamo anche per la vostra perfezione.
13,11
Per il resto, o fratelli, state lieti, mirate alla perfezione, incoraggiatevi, state uniti, vivete in pace, e il Dio
dell'amore e della pace sarà con voi.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


Galati
5. Porto fisse nel mio corpo le stigmate del Crocifisso, per lasciarlo vivere tutto in me
1,1
Paolo, apostolo non da uomini né in virtù di un uomo, ma in virtù di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo
risuscitò da morte,
1,16
di rivelare il Figlio suo in me, affinché io lo annunziassi ai pagani, subito fin da allora non consultai alcun
uomo
2,19
Io, infatti, attraverso la legge morii alla legge per vivere a Dio. Sono stato crocifisso insieme a Cristo;
3,1
O Galati sciocchi, chi mai vi ha incantato, voi dinanzi ai cui occhi Gesù Cristo fu presentato crocifisso?
3,4
Tante e così grandi cose avete sperimentato invano? Seppure poi invano!
3,21
La legge allora va contro le promesse di Dio? Non sia mai detto! Se infatti fosse stata data una legge
capace di dare la vita, la giustificazione si avrebbe realmente dalla legge.
4,15
Dov'è dunque adesso il vostro entusiasmo di allora? Vi do atto che, se fosse stato possibile, vi sareste
strappati gli occhi e me li avreste dati.
4,19
figli miei, per i quali soffro di nuovo le doglie del parto, fino a che Cristo non sia formato in voi.
4,27
Sta scritto infatti: Ràllegrati, sterile che non partorisci, prorompi in grida di gioia tu che non soffri i dolori
del parto, poiché molti sono i figli della donna che è sola, più di colei che ha marito.
5,11
E quanto a me, se io predicassi ancora la circoncisione, perché sono ancora perseguitato? Allora lo
scandalo della croce sarebbe eliminato!
5,22
Invece il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, longanimità, bontà, benevolenza, fiducia,
5,24
la legge non ha a che fare con cose del genere. Coloro che appartengono al Cristo Gesù crocifissero la
carne con le sue passioni e i suoi desideri.
6,2
Portate vicendevolmente i vostri pesi, così compirete la legge di Cristo.
6,12
Quanti vogliono far bella figura seguendo la carne cercano di costringervi a farvi circoncidere, solo per
non essere perseguitati a causa della croce di Cristo.
6,14
A me non avvenga mai di menar vanto se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo del
quale il mondo è stato crocifisso per me e io per il mondo.
6,17
Del resto nessuno mi infastidisca: io infatti porto nel mio corpo i contrassegni di Cristo.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


Efesini
6. Riconoscersi un solo corpo, di Cristo, la Chiesa vivente nell'unità di diverse culture, unite
mediante il sangue di Cristo
1,7
In lui, mediante il suo sangue, otteniamo la redenzione, il perdono dei peccati, secondo la ricchezza della
sua grazia,
1,20
che dispiegò nel Cristo risuscitandolo dai morti e insediandolo alla sua destra nella sommità dei cieli,
2,5
per quanto morti in seguito ai traviamenti, ci ha fatto rivivere col Cristo -- foste salvati gratuitamente! --
2,6
e ci ha risuscitati e insediati nella sommità dei cieli in Cristo Gesù,
2,13
Ora però in Cristo Gesù, voi, un tempo i lontani, siete divenuti vicini grazie al sangue del Cristo.
2,16
e per riconciliare entrambi con Dio in un solo corpo mediante la croce, dopo avere ucciso in se stesso
l'inimicizia.
3,13
Vi prego, perciò, di non scoraggiarvi per le mie afflizioni a vostro favore, perché sono la vostra gloria.
4,31
Estirpate di mezzo a voi ogni asprezza, animosità, collera, clamore, maldicenza, ogni cattiveria.
4,32
Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi reciprocamente, come anche
Dio vi ha perdonato in Cristo.
5,2
e camminate nell'amore sull'esempio del Cristo che vi ha amato e ha offerto se stesso per noi, oblazione
e sacrificio di soave odore a Dio.
5,14
infatti quanto è manifestato è luce. Per questo si dice: Svègliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo su
te risplenderà.
6,12
infatti non lottiamo contro una natura umana mortale, ma contro i prìncipi, contro le potenze, contro
dominatori di questo mondo oscuro, contro gli spiriti maligni delle regioni celesti.
6,24
La grazia sia con tutti coloro che amano il Signore nostro Gesù Cristo con sincero amore.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


Filippesi
7. Gioia del prigioniero di Cristo, celebrando la liturgia come oblazione di sé
1,4
in ogni mia supplica prego sempre con gioia per tutti voi,
1,16
gli uni annunciano il Cristo per amore, ben sapendo che io sono posto a difesa del vangelo,
1,18
Che me ne importa? Dopo tutto, o per pretesto o sinceramente, Cristo in ogni modo è annunciato. E di
questo godo. Anzi continuerò a godere:
1,23
Sono preso da due sentimenti: desidero andarmene ed essere col Cristo, e sarebbe preferibile;
1,25
Persuaso di ciò so che rimarrò e sarò accanto a tutti voi per il vostro progresso e la vostra gioia nella
fede,
1,29
poiché per riguardo al Cristo, a voi è stata concessa la grazia non solo di credere, ma anche di soffrire
per lui,
2,2
ricolmatemi di gioia andando d'accordo, praticando la stessa carità con unanimità d'intenti, nutrendo i
medesimi sentimenti.
2,8
si umiliò facendosi obbediente fino alla morte e alla morte in croce.
2,17
Ma anche se il mio sangue venisse versato sul sacrificio e l'offerta della vostra fede, io gioisco e godo
con tutti voi;
2,18
allo stesso modo gioite anche voi e godete insieme a me.
2,28
Perciò ne ho anticipata la partenza, affinché, vedendolo, vi rallegriate di nuovo e io sia meno triste.
2,29
Accoglietelo dunque nel Signore con grande festa; onorate le persone come lui,
3,1
Infine, fratelli miei, rallegratevi nel Signore. Scrivervi gli stessi avvertimenti a me non dà fastidio, mentre a
voi dà sicurezza.
3,10
e per conoscere lui con la potenza della sua risurrezione e la partecipazione alle sue sofferenze,
trasformandomi in un'immagine della sua morte,
3,11
per giungere, in qualche modo, a risorgere dai morti.
3,18
Perché molti, dei quali spesso vi ho parlato e ora ve ne riparlo piangendo, si comportano da nemici della
croce di Cristo;
4,1
Pertanto, miei fratelli diletti e desiderati, mio gaudio e mia corona, perseverate così nel Signore, o diletti.
4,4
Siate sempre allegri nel Signore. Ve lo ripeto: siate allegri.
4,10
Mi sono molto rallegrato nel Signore a vedere finalmente rifiorire i vostri sentimenti per me; certamente li
coltivavate anche prima, ma vi mancava l'occasione.
4,14
Ciononostante avete fatto bene a condividere le mie tribolazioni.
4,18
Ricevo tutto e sto nell'abbondanza: sono ricolmo avendo avuto da Epafrodito i vostri doni, profumo
soave, sacrificio gradito, che piace a Dio.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


Colossesi
8. Cerca quaggiù, nel tuo presente, le cose di lassù, con gioia, paziente nella sofferenza
1,11
irrobustiti con ogni vigore, secondo la potenza della sua gloria, per tutto sopportare con perseveranza e
magnanimità,
1,20
e di riconciliarsi, per suo mezzo, tutti gli esseri della terra e del cielo, facendo la pace mediante il sangue
della sua croce.
1,24
Ora io gioisco nelle sofferenze che sopporto per voi, e completo nel mio corpo ciò che manca dei
patimenti del Cristo per il suo corpo, che è la chiesa,
2,5
Se infatti con il corpo sono lontano, con lo spirito sono con voi e vedo con gioia la vostra disciplina e la
vostra saldezza nella fede per Cristo.
2,12
Sepolti con lui nel battesimo, in lui siete stati anche risuscitati in virtù della fede nella potenza di Dio che
lo ha ridestato da morte.
2,13
Proprio voi, che eravate morti per le trasgressioni e la incirconcisione della vostra carne, Dio ha
richiamato in vita con lui condonandoci tutti i falli; e,
2,14
annullando le nostre obbligazioni dalle clausole a noi svantaggiose, le ha soppresse inchiodandole alla
croce.
3,1
Se dunque siete risorti col Cristo, cercate le cose di lassù dove è il Cristo, assiso alla destra di Dio;
3,8
Ora però banditeli tutti anche voi: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono
dalla vostra bocca.
4,13
Infatti attesto che si preoccupa molto di voi, di quelli di Laodicea e di Gerapoli.
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La mia parola da vivere


1Tessalonicesi
9. Tre sorelle indissolubili: Fede, Speranza e Amore, per vivere e addormentandosi con loro nel
Signore
1,3
avendo incessantemente presente, davanti a Dio e nostro Padre, l'opera della vostra fede, lo sforzo della
vostra carità, la fermezza della vostra speranza, nel Signore nostro Gesù Cristo.
1,6
E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, accogliendo la parola in mezzo a molta tribolazione con
gioia di Spirito Santo,
1,10
e per aspettare dai cieli il suo Figlio, che egli risuscitò dai morti, Gesù, che ci libera dall'ira che viene.
2,2
ma, dopo aver prima sofferto ed essere stati insultati a Filippi, come siete a conoscenza, abbiamo preso
l'ardire in Dio nostro di annunziare a voi il vangelo di Dio in mezzo a molti ostacoli.
2,7
pur potendo essere di peso, come apostoli di Cristo, siamo stati al contrario affabili con voi: come una
madre che cura premurosamente i suoi figli,
2,9
Voi ricordate, infatti, o fratelli, le nostre fatiche e i nostri stenti: lavorando giorno e notte per non essere di
peso a nessuno di voi, vi abbiamo predicato il vangelo di Dio.
2,14
Infatti voi, o fratelli, siete diventati imitatori delle chiese di Dio che sono nella Giudea, in Cristo Gesù;
poiché voi pure avete sofferto le stesse persecuzioni da parte dei vostri compatrioti, come quelle da parte dei
Giudei,
2,19
Chi, infatti, è la nostra speranza, la nostra gioia e la nostra corona di gloria davanti al Signore nostro
Gesù Cristo alla sua parusia, se non proprio voi?
2,20
Voi, certo, siete la gloria e la gioia nostra.
3,3
affinché nessuno sia sconvolto in queste tribolazioni. Voi stessi ben sapete che a questo siamo destinati.
3,4
Quando, infatti, eravamo fra voi, vi predicevamo che avremmo dovuto subire tribolazioni, come è
accaduto e voi sapete.
3,5
Perciò, non potendo più resistere, mandai a prendere notizie della vostra fede, nel dubbio che il seduttore
vi avesse tentato e che vana fosse stata la nostra fatica.
3,7
Così, fratelli, abbiamo trovato in voi conforto in ogni avversità e tribolazione, a motivo della vostra fede.
3,9
Quale azione di grazie, dunque, possiamo rendere a Dio per voi, a motivo di tutta la gioia che godiamo a
causa vostra innanzi al nostro Dio?
4,14
Se infatti crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, così Dio riunirà con lui anche quanti si sono
addormentati in Gesù.
4,16
Poiché il Signore stesso, al segnale dato dalla voce dell'arcangelo, dalla tromba di Dio, discenderà dal
cielo e i morti che sono in Cristo risorgeranno per primi.
5,3
Quando diranno: Pace e sicurezza, allora improvvisamente precipiterà su di essi la rovina, come i dolori
del parto sulla donna incinta; e non sfuggiranno.
5,16
Siate sempre lieti.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


2Tessalonicesi
10. Soffrite e lavorate per tutti, con la resistenza al dolore di Paolo, attendendo il ritorno di
Cristo
1,4
tanto da gloriarci noi stessi di voi davanti alle chiese di Dio, per la vostra perseveranza e la vostra fede in
tutte le persecuzioni e tribolazioni che sopportate:
1,5
indice del giusto giudizio di Dio in cui siete stimati degni del regno di Dio, per il quale anche soffrite.
1,6
È infatti giusto da parte di Dio contraccambiare tribolazioni a quelli che vi affliggono
1,7
e sollievo a voi, tribolati insieme a noi, quando verrà la manifestazione del Signore Gesù dal cielo insieme
con gli angeli della sua potenza,
3,5
Il Signore diriga i vostri cuori verso l'amore di Dio e la pazienza di Cristo.
3,8
né abbiamo mangiato il pane gratuitamente da alcuno, ma lavorando notte e giorno con fatica e stenti,
per non essere di peso a nessuno di voi.
3,12
A questi tali comandiamo, e li ammoniamo nel Signore Gesù Cristo, che mangino il proprio pane,
lavorando senza chiasso.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


1Timoteo
11. La donna forte come Cristo che serve, e l'uomo di Dio che fugge ogni male, ricercando ogni
bene per la chiesa
1,17
Al Re dei secoli, l'incorruttibile, invisibile ed unico Dio, gloria ed onore per i secoli dei secoli! Amen.
2,11
La donna impari in silenzio, con perfetta sottomissione.
2,12
Non permetto alla donna d'insegnare, né di dominare sull'uomo, ma che stia in silenzio.
5,6
Al contrario, la vedova che si abbandona ai piaceri, anche se viva è già morta.
5,10
abbia in suo favore la testimonianza delle buone opere: se educò i figli, se praticò l'ospitalità, se lavò i
piedi dei santi, se venne in soccorso ai tribolati, se si dedicò ad ogni opera buona.
5,16
Se qualche donna fedele ha con sé delle vedove, provveda al loro sostentamento e non si aggravi la
chiesa, affinché essa possa provvedere a quelle che sono veramente vedove.
6,11
Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose; ricerca invece la giustizia, la pietà, la fede, la carità, la
pazienza, la mansuetudine.
6,13
Ti scongiuro, davanti a Dio che vivifica tutte le cose, e davanti a Cristo Gesù che testimoniò la bella
confessione sotto Ponzio Pilato,

2Timoteo
Ricordati ogni giorno, di me e di Gesù Cristo, il Crocifisso che è risorto dai morti
1,4
Ricordandomi delle tue lacrime, desidero anche di rivederti, per essere riempito di gioia,
1,8
Non arrossire dunque della testimonianza del Signore nostro, né di me suo prigioniero, ma soffri piuttosto
con me per il vangelo, confidando nella forza di Dio.
1,10
ma che è stata manifestata ora mediante l'apparizione del Salvatore nostro Gesù Cristo, che ha distrutto
la morte e ha fatto risplendere la vita e l'immortalità per mezzo del vangelo,
1,12
Anzi, è proprio per questo motivo che sopporto tali cose; ma io non ne arrossisco, perché so a chi ho
creduto e sono pienamente convinto che egli ha potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno.
2,3
Soffri insieme con me da buon soldato di Cristo Gesù.
2,8
Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato da morte secondo il mio vangelo.
2,9
Per esso io soffro travagli fino alle catene, come se fossi un malfattore: però la parola di Dio non è
incatenata!
2,10
Perciò io soffro tutte queste cose per gli eletti, affinché anch'essi ottengano la salvezza che è in Cristo
Gesù, insieme alla gloria eterna.
2,11
È degno di fede il detto: Se siamo morti insieme con lui, con lui anche vivremo.
2,12
Se avremo pazienza, con lui anche regneremo; se poi lo rinnegheremo, anch'egli ci rinnegherà.
2,18
i quali hanno deviato dalla verità dicendo che la resurrezione è già avvenuta e sconvolgono in tal modo
la fede di certuni.
Soffri da militante, sopporta tutto per il vangelo, come me, come Cristo
3,1
Sappi poi che negli ultimi giorni sopravverranno tempi difficili.
3,10
Tu però hai seguito da vicino il mio insegnamento, la mia condotta, i miei disegni, la mia fede, la
longanimità, la carità, la pazienza,
3,11
le persecuzioni e i patimenti, come quelli che mi capitarono ad Antiochia, a Iconio e a Listra. Quali
persecuzioni non ho sofferto! Eppure da tutte mi ha liberato il Signore.
4,5
Tu, però, sii prudente in tutto, sopporta i travagli, fa opera di evangelista, adempi il tuo ministero.
4,6
Quanto a me, io sono già versato in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele.

Tito
Pastorale significa sobrietà, pazienza ed essenzialità nel fare bene a tutti e male a nessuno
2,2
Che i vecchi siano sobri, dignitosi, prudenti, sani nella fede, nella carità e nella pazienza.
3,3
Anche noi, infatti, siamo stati un tempo insensati, ribelli, fuorviati, asserviti a concupiscenze e voluttà
d'ogni genere, vivendo immersi nella malizia e nell'invidia, abominevoli, odiandoci a vicenda.

Filemone
1,7
Ho provato infatti una gioia profonda e consolazione per il tuo amore, poiché il cuore dei santi è stato
ricreato per merito tuo, fratello.
1,14
ma non ho voluto decidere a tua insaputa, affinché la tua opera buona non sia imposta, ma spontanea.

La mia parola di dire


La mia parola da vivere


Interpretare Paolo con Paolo


Paolo, non è ingenuo; non inventa il greco, né lo stile, neppure, ci sembra, si preoccupi di imitare retori
come Demostene o Cicerone, o stoici che scrivono epistole come Seneca, o più dimessi cinici del suo
tempo. Paolo pensa e scrive da apostolo delle genti, che ha avuto una formazione rabbinica. È infatti fariseo
e metodologicamente attrezzato nella lettura dei testi biblici, antecedenti alle sue lettere. Studiare le sue
regole ermeneutiche non arreca danno, anche se esse non sono moderne. Almeno lo studio della Teologia
paolina potrebbe risultare più corretto rispetto alle convinzioni che ci deriverebbero dalla semplice
applicazione del moderno metodo storico-critico.

01. Una prima regola, da leggere, rileggere e spiegare bene a partire dal contesto immediato, è
ricavabile dall'antitesi, solo paolina ma ripetuta spesso, tra spirito/Spirito e Scrittura (Rom 2,29; 7,6;
2 Cor 3,6): diventare ministri adatti della Nuova Alleanza [non della Torah], non dello scritto [in
greco grámma, reso solitamente con "lettera"] ma dello Spirito; perché ciò che è scritto uccide ed è
solo lo Spirito che dà la vita. Di questa regola fa parte anche la convinzione di non doversi servire di
retorica o sofismi greci (cfr. 1Cor 1,17; 2,1-4.13; Col 2,23) per rendere lo scandalo della croce
razionale e accettabile. Né legge mosaica né filosofia greca sono sufficienti per convincere che Gesù
crocifisso è il Cristo e il Signore, il Figlio di Dio (cfr. 2Cor 4,2) – parola di Dio e non di uomini (cfr. 1Ts
2,13).
02. Una seconda regola, anche questa essenziale a stabilire gerarchie di ricerca per l'analisi dei
contenuti, è espressa dalla coppia, anche antitesi letteraria, scienza/conoscenza e agápe (cfr. 1 Cor
8,1-3; 13,2.8; 2 Cor 2,4; 6,6; 8,7; Ef 3,19): la "scienza" [o gnôsis, anche quella biblica e morale]
gonfia, mentre l'agápe edifica. Cfr. anche la regola sintetica della vita cristiana in Gal 5,6 e che
consistete nel non separare la fede dall'amore: "in Cristo Gesù non è la circoncisione [e quindi
l'essere di tradizione giudaica] che conta o la non circoncisione [e quindi l'essere proseliti o timorati
di Dio – o del tutto pagani di origine], ma la fede [= pístis] operante per amore [agápe]".

03. Una terza regola è ricavabile da 1Cor 9,16: evangelizzare è l'unica cosa necessaria per Paolo.
Non è tanto il battezzare (cfr. 1Cor 1,13-17) o l'amministrare altri sacramenti che Paolo considera
importante come "apostolo dei gentili" (cfr. Rm 1,5; 11,13; Gal 2,8; 1Tm 2,7)

04. Una quarta regola è simile, ed è espressa in termini strategici, in vista dei diversi destinatari, in
1Corinti 9,19-23: farsi tutto a tutti, a giudei e greci, pur di portare al Vangelo qualcuno di loro.

05. Una quinta regola, utile per decidere o discernere ciò che più vale, per Paolo, tra istituzioni
etniche e religiose, tradizioni, titoli accademici e quant'altro suona importante anche nella chiesa
che oggi legge il corpus paulinum, è ricavabile da Filippesi 3,4-9: tutto è una perdita [zemía – e
anche skúbala = escrementi animali] di fronte alla sublimità della conoscenza [gnôsis] di Cristo
Gesù.

06. Una sesta regola serve a individuare la chiesa e la gerarchia, in essa dei carismi, ministeri e
attività, e a stabilire chi, tra Pietro e Paolo, ha il primato. Una prima parte di questa regola è
ricavabile da 1Cor 3,18-23: Paolo, Cefa, Apollo, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro:
tutto è vostro! - Il primato è dunque dell'unità della Chiesa di Dio - Voi siete di Cristo e Cristo è di
Dio Padre, come Figlio. Nessuno sostituisce, da solo, il Cristo nel suo ruolo di Capo e nessuno. Una
seconda parte della regola è deducibile dall'affermazione convinta che la Chiesa, "convocazione" di
tutte le genti, è corpo di Cristo in cui tutti sono membra gli uni degli altri (cfr. Rom 12,5; 1Cor 12,12-
27; Ef 4,12; 5,23; Col 1,24; 3,15). Fondamento della Chiesa (cfr. Rom 15,20; 1Cor 3,10-16) è la fede
di Pietro e di Paolo e degli altri apostoli in Cristo pietra angolare (cfr. Ef 2,20). Una terza parte di
questa regola di unità nella chiesa è ricavabile dalla distinzione tra carismi e ministeri, di cui Paolo
fa una gerarchia particolare: "Alcuni sono stati posti da Dio nella Chiesa al primo grado come
apostoli, al secondo come profeti, al terzo come dottori; poi vengono i prodigi, poi i doni di
guarigione, quelli che hanno il dono dell'assistenza, del governo, delle lingue" (1Co 12,28). In Ef
4,11s, un testo canonico anche considerato di dubbia autenticità paolina, si parla, similmente, di
Cristo asceso al cielo come di colui che "ha donato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri
come evangelisti, altri come pastori e dottori per preparare i santi al ministero, per la costruzione
del corpo di Cristo". In 1Cor 12,3ss, un testo trinitario, Paolo ancora distingue e unisce competenze
diverse per la costruzione di un solo corpo: "Perciò vi dichiaro che nessuno, mosso dallo Spirito di
Dio, può dire: «Maledizione a Gesù», e nessuno può dire: «Gesù Signore», se non in virtù dello
Spirito Santo. C'è poi varietà di doni, ma un solo Spirito; c'è varietà di ministeri, ma un solo Signore;
c'è varietà di operazioni, ma un solo Dio, che opera tutto in tutti." Dividere il corpo di Cristo è
contro l'unità di Dio: Spirito, Signore e Padre.

07. Una settima regola è ricavabile da Col 2,6-3,1 (ma anche da Romani 14,5.13.21-15,1-3; Galati
4,10) ed è liturgico-ecclesiale: "cercate le cose di lassù [non quelle di quaggiù, secondo la carne],
dove è il Cristo, il vero corpo [tò sôma], la sostanza, mentre filosofia, prescrizioni ascetiche e vie
mistiche tradizionali, visioni private e ogni altra cultura o devozione sono solo ombra [skiá], segni,
simboli – non la realtà.

08. Un'ottava regola, serve anch'essa a capire quando Paolo parla come apostolo, di Cristo e non di
altro alla luce della traditio-parádosis. Qui è necessariamente oggettivo, pur essendo in un contesto
storico specifico e non in un altro allo stesso tempo. In vari passi egli parla della necessità di essere
assolutamente fedeli ad una parádosis (Rom 6,17; 1 Cor 11,2.23 ["Vi lodo poi perché in ogni cosa vi
ricordate di me e conservate le tradizioni (paradóseis) così come ve le ho trasmesse (parédoka)- Io,
infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso - parédoka: il Signore Gesù,
nella notte in cui veniva tradito - paredídeto, prese del pane…"]; 15,3 ["Vi ho trasmesso dunque,
anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le
Scritture…" - segue il credo essenziale in Gesù, Cristo e Signore, crocifisso e risuscitato]; Gal 1,14; Col
2,8; 2 Ts 2,15; 3,6 ["Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di
tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la
tradizione - parádosin – che ha ricevuto da noi"])In 2Cor 4,7ss Paolo distingue il vaso, fragile e
opaco, che è lui, dal suo contenuto, che è il tesoro del Vangelo di salvezza, il Cristo risorto e vivente.

09. Una nona regola, pastorale è più soggettiva; è ricavabile da altri passi, dove sono utilizzate
espressioni che iniziano con "ritengo, penso, credo; do un mio parere, un consiglio…" In questi casi
Paolo distingue le proprie, pur vagliate opinioni, dai "comandi" ineludibili o dalla "legge" o
parádosis–trasmissione-consegna, quella del Vangelo di Cristo, la trasmissione del credo cristiano.
Per esempio, in Rom 8,18; 9,1 [Dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia coscienza me ne dà
testimonianza nello Spirito Santo:… ]; 1 Cor 4,9; 7,25s.40 ["Quanto alle vergini, non ho alcun
comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e
merita fiducia. - Penso dunque che sia bene per l'uomo, a causa della presente necessità, di
rimanere così. - Ma se rimane così, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch' io lo Spirito
di Dio."]; 2 Cor 8,8.10 ["Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la
sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. -- E a questo riguardo vi do un consiglio: si
tratta di cosa vantaggiosa per voi, che fin dall'anno passato siete stati i primi, non solo a
intraprenderla ma a desiderarla."]; 10,2; 11,5.16s.21 ["Quello che dico, però, non lo dico secondo il
Signore, ma come da stolto, nella fiducia che ho di potermi vantare."]; Ef 3,2; Flp 3,13; Fm 1,14
["Ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere, perché il bene che farai non sapesse di costrizione,
ma fosse spontaneo."]. In tutti questi casi Paolo esprime pareri non dogmi.

10. Una decima regola, utile per riportare all'unità della fede in Cristo, la chiesa sempre divisa tra
giudei e greci, tra deboli e forti, tra uomini e donne, è l'insistenza sulla koinonía dello Spirito Santo
tra cháris di Gesù Cristo, il Figlio, e l'agápe di Dio, il Padre (cfr. 2Cor 13,13) – e quindi su Dio intero,
comunione di vita – leggi ancora: Rom 15,1 (nel contesto dei cc. 14-15); 1 Cor 1,25.27; 4,10; 15,43;
2 Cor 10,10; 12,10; 13,3.9. Esamina questi versetti, tutti sul tema della distinzione, e anche della
tensione, deboli-forti, nei loro contesti e scopri, sottostante alla regola del farsi debole per
diventare forte, la via del vangelo, riassumibile nella fede che il Crocifisso è il Risorto, è il Cristo e il
Signore sia dell'Antico Testamento che del Nuovo, del passato, come del presente ed è ereditare la
salvezza dell'umanità. La chiesa, secondo Paolo, è, non una societas giuridica, pari e diversa dallo
Stato, ma corpo vivente di Cristo, connessione di ogni membro dell'umanità, convocazione delle
nazioni, nell'unico nuovo Adamo. Paolo è l'apostolo, araldo del Vangelo e maestro – didáskalos, dei
pagani (non dei cristiani!).

Per crescere nella comprensione del corpus paulinum ci sembra necessario ricuperare l'antica tensione, o
almeno distinzione, tra Pietro e Paolo. In questo tentativo, rispettoso del testo biblico, ci può aiutare la
duplice metafora, della roccia (Pietro) e dell'acqua (chi? Paolo?), assieme alla sempre più importante
distinzione, in Pietro stesso, tra "pescatore di uomini" (Lc 5,10) e "pastore di pecore e agnelli" (Gv 21,15-
17). Paolo in almeno questi versetti affronta il tema del pastore, della pecora, dell'acqua e della pietra
(Rom 8,36; 9,32s; 11,9; 12,20; 14,17; 1Cor 4,11; 9,7 - 10,4.31; - 11,26ss; 12,13; 15,32; 2Cor 3,3; 11,27; Ef
2,20; Col 2,16; 1Tm 5,23). La pietra è dura, fondante, fondazionale, ferma, stabile, affidabile. L'acqua non
ha forma, non ha colore, è liquida, fluida, si mescola, purifica, lava, disseta, vivifica il deserto, leviga la
pietra. Può Pietro da solo essere anche Aqua? È (solo) in Cristo, secondo Paolo in 1Cor 10,4, che le due
metafore si fondono una sola realtà: "tutti hanno bevuto la stessa bevanda spirituale (bevevano infatti da
una roccia spirituale che li accompagnava: quella roccia era Cristo)". Per il resto, i carismi sono diversi, e al
primo posto non ci sono i pastori ma gli apostoli, meglio se, come Paolo, aperti alle nazioni di tutta la terra
e non solo ad un proprio piccolo ovile.

Ritengo che questi criteri paolini, e alla lista altri possono esserne aggiunti, non danneggino una
comprensione vivace e onesta del corpus paulinum, che la Chiesa considera, canonicamente, parádosis e
parola di Dio, a vantaggio dell'umanità e non solo di se stessa. Impariamo a leggere Paolo attraverso i
suggerimenti che egli stesso ci fa, come interprete di più antiche Scritture. Non necessariamente basta
leggere Paolo a partire da categorie moderne, "secondo la carne" (i diritti dell'uomo e della donna; la
democrazia delle opinioni; la libertà di pensiero) e non "secondo Dio" o "secondo lo Spirito".

Angelo Colacrai