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Frutti di Bosco

BIANCOSPINO
Crataegus monogyna Fam.: Rosaceae

Il nome volgare deriva a questarbusto dallavere rami spinosi che in primavera si ricoprono letteralmente di fiori bianchi e profumati. Il biancospino si pu rinvenire ai margini dei boschi, nelle radure, ai bordi delle strade; la sua fascia altitudinale compresa tra la pianura ed i 1000 m circa di quota, eccezionalmente raggiunge i 1500 m, indifferente al substrato. E un arbusto, talora piccolo albero alto sino ad 8 m, caducifoglio. Le foglie sono alterne, generalmente raggruppate in fascetti, profondamente incise in 5-7 lobi, il margine intero o poco dentato. I fiori, dal profumo simile a quello delle mandorle amare, sono riuniti in corimbi allapice di corti rametti. La corolla, con cinque petali bianchi, racchiude un unico stilo; pianta ermafrodita, fiorisce in aprile-maggio, I frutti (pomi) sono globulosi, rossi a maturazione; hanno diametro di 8-10 mm, recano allestremit un residuo del calice, contengono un unico seme. Epoca di fruttifcazione: settembre-ottobre. E una specie piuttosto comune. Impieghi: I frutti del Biancospino, da freschi dolciastri e farinosi, sono utilizzabili per preparare bevande fermentate e gradevoli marmellate con propriet astringenti, I fiori contengono principi attivi ad azione vasodilatatrice, ipotensiva e cardiotonica. Il legno, molto compatto e duro, utilizzato per lavori al tornio; inoltre ben levigabile.

CORNIOLO
Cornus mas Fam.: Cornaceae

Il nome volgare di questa pianta diminutivo di corno, forse a causa del legno ~ molto duro. Il Corniolo diffuso nellEuropa centroorientale e meridionale ed in Asia occidentale. In Italia cresce soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali, dalla pianura sin verso i 1500 m daltitudine; specie termofila con predilezione per ~ i terreni calcarei. un arbusto caducifoglio, o piccolo albero, alto sino a 6 metri; i rami hanno corteccia verdastra con toni rosso-bruni nella parte esposta al sole. Le foglie sono inserite opposte ai nodi dei rami, la lamina ovoidale acuminata con nervature parallele convergenti allapice, il margine intero e leggermente ondulato. I fiori sono riuniti in piccole ombrelle inserite lungo i rami, la corolla composta da quattro petali gialli acuminati; pianta ermafrodita, fiorisce in gennaio-aprile, I fiori, precoci, appaiono prima delle foglie. I frutti sono lucide drupe elissoidali, lunghe circa 1,5 cm, dapprima verde-giallo, in seguito arancio-rosso e infine rosso cupo, contengono un unico nocciolo; lepoca di fruttificazione settembre-ottobre. Impieghi: I frutti, di sapore acidulo, possono essere consumati freschi (solo quando il colore rosso cupo, altrimenti sono assai aspri), ma soprattutto si utilizzano per preparare marmellate ad azione blandamente astringente e per ottenere gelatine, succhi e salse. Linfuso di corniole nella grappa d un liquore simile alla Slivovitza. Anticamente i frutti erano canditi nel miele ed anche conservati in salamoia come le olive. La corteccia, che si utilizza in decotto o in tintura vinosa, contiene principi attivi con propriet astringenti e febbnifughe. Il legno ha alburno chiaro e durame rossastro durissimo e resistente; si presta ottimamente per lavori al tornio.

FITOLACCA
Phytolacca americana Fam.: Fitolaccaceae

Le specie vegetali di origine esotica costituiscono ormai il dieci per cento della flora europea. Una di queste, naturalizzata specialmente nellItalia settentrionale, la fitolacca, detta anche UVA TURCA, ma originaria del Nordamerica. Il nome scientifico ci ricorda una particolarit dei frutti: il rosso (lacca) cos tenace da colorare indelebilmente qualsiasi tessuto. Lhabitat preferito si trova ai margini dei pioppeti industriali, ai lati delle strade, nei luoghi incolti in genere sia in pianura sia in collina; preferisce terreni freschi e ricchi di humus. La fitolacca una pianta erbacea perenne munita di una radice fusiforme; i fusti nascono in aprile, fra i residui dellanno precedente, e raggiungono unaltezza di circa due metri. Le foglie, alterne, sono ovato-lanceolate, abbastanza ampie, il margine intero; sia i gambi sia le foglie divengono rosso-vivace ancor prima dellautunno. I fiori, riuniti in racemi opposti alle foglie, sono piccoli ed insignificanti. Le bacche divengono nere a maturazione; il succo che ne sorte rosso scuro. Lepoca di fruttificazione in ottobre. Impieghi: Esistono almeno 40 ricette per lutilizzazione delle varie parti. I turioni appena spuntati dal terreno sono utilizzabili come gli asparagi; le toglie sono commestibili (sia pur con cautela per la presenza di sostanze tossiche); le bacche sono utilizzate industrialmente per produrre un colorante naturale per dolci e liquori; se ne possono fare marmellate e gelatine. La radice ha effetti purgativi, ma non molto usata a questo scopo per la sua azione troppo drastica, e per le propriet emetiche.

GINEPRO
Juniperus communis Fam.: Cupressaceae

Il ginepro specie di amplissima distribuzione avendo colonizzato vastissimi territori del Vecchio e del Nuovo Mondo. I piccoli aghi pungenti lo salvaguardano dal morso degli erbivori e le lunghissime radici gli permettono di vegetare sulle rocce pi scoscese. Oltre a svilupparsi nelle pianure in esemplari alti sino a 6-7 m, ed a formare sui monti macchie di cespugli, il ginepro si evoluto in senso ecologico nella sottospecie, tipica delle brughiere alpine e dei crinali appenninici, denominata GINEPRO NANO. Questo un arbusto prostrato che sopravvive a lunghi innevamenti ed ai venti fortissimi dellambiente che Io ospita: il Ginepro nano riesce a vegetare sino a 3570 m (gruppo del Rosa). Le foglie del ginepro sono aghiformi, riunite in verticilli di tre, presentano una striscia chiara superiormente. I coni femminili sono evoluti in pseudobacche (galbuli) che maturano in due anni. pianta dioica. Impieghi : Le pseudobacche di Ginepro sono utilizzate come aromatizzante in cucina. Nella medicina popolare hanno impiego per lazione tonica e diuretica; mediante distillazione se ne estrae una essenza antisettica usata nelle affezioni delle vie respiratorie. Industrialmente sono impiegate nella preparazione di liquori.

LENTISCO
Pistacia Ientiscus Fam.: Anacardiaceae

Nellambito di quella che chiamata fascia climatica mediterranea, caratterizzata da clima temperato con estati siccitose, prosperano specie arboree dalle caratteristiche uniche (xerofilia ed eliofilia). Si tratta dalberi che non sono tropicali, ma neppure riescono a sopportare il clima continentale europeo, salvo le solite eccezioni. Tutti glialberi e gli arbusti della cosiddetta "macchia mediterranea" hanno delle caratteristiche comuni costituite da fogliame duro e persistente, portamento prostrato oppure folto, per sopportare i venti che tolgono umidit al suolo. Molte specie sono ricche di oli essenziali, sono insomma molto profumate come nel caso del rosmarino, della salvia, di vari tipi di timo e cos via. Abbiamo, a questo modo, delineato anche le caratteristiche del lentisco che fra i pi diffusi componenti di questassociazione vegetale. Il Lentisco presente in tutto il Bacino Mediterraneo e si spinge fino alle Canarie. Predilige i terreni silicei ed comune sulle coste italiane. li lentisco assume forma di cespuglio e pi raramente di piccolo albero alto sino a cinque metri. La corteccia bruna e squamosa: le foglie sono alterne, composte da foglioline ovali-allungate, ottuse in punta. I fiori sono piccoli, riuniti in racemi, di colore rossastro. i frutti sono piccole drupe tonde, rosse e poi quasi nere. E pianta dioica, fiorisce in marzo-giugno e fruttifica in settembre-novembre. Impieghi: I frutti erano impiegati per estrarne un olio usato come combustibile ed anche a scopo alimentare; sono usufruibili quale aromatizzante per acquavite. Il TEREBINTO, simile nellaspetto, ma pi diffuso e con foglie caduche; su di esso si innesta il PISTACCHIO, i cui semi sono noti in cucina, specie in Sicilia.

MIRTILLO NERO
Vaccinium mirtiIIus Fam.: Ericaceae

Ha vasto areale di diffusione, in Europa ed in Asia. In Italia lo si trova sulle Alpi e sullAppennino centro-settentrionale, da 500 m sin oltre i 2200 m di altitudine, come pianta tipica del sottobosco, ma anche nei pascoli poco soleggiati. Preferisce i suoli acidi. Il mirtillo nero, un piccolo arbusto caducifoglio con fusto sotterraneo strisciante da cui si originano rami eretti, angolosi, di colore verde. Le foglie sono alterne, ovate o ellittiche, acute, con margine minutamente seghettato; in autunno ingialliscono. I fiori sono piccoli, inseriti allascella delle foglie, ed hanno la corolla tubolare di colore verdognolo o rosata. Il frutto una bacca globosa nero-bluastra a maturazione, con polpa violacea; caratterizzata da una cicatrice circolare residuo del calice. Fruttifica da luglio a settembre. Impieghi: I conosciutissimi frutti del Mirtillo nero possono essere consumati freschi o sotto forma di gelatine, sciroppi e marmellate; si possono anche conservare sotto spirito o utilizzare per aromatizzare acquaviti. Nei Vosgi e in altre localit si ottiene un liquore distillando il succo. I contadini austriaci producevano un vino di mirtillo aromatizzato con radici di genziana.

RIBES ROSSO
Ribes rubrum Fam.: Saxifragaceae

pianta diffusa nellEuropa centrale. In Italia si trova solo in alcune zone delle Alpi e dellAppennino settentrionale, specialmente in boschi umidi e in luoghi dirupati freschi, sino a circa 2000 m di altitudine. Il ribes rosso risulta specie abbastanza rara, le poche piante spontanee, probabilmente cresciute in seguito alla disseminazione operata dagli uccelli. E un arbusto alto sino a 2 m, spesso si moltiplica tramite ramificazioni striscianti che emettono radici. Le foglie sono alterne, lobate con 3-5 lobi, a margine dentato. i fiori sono raccolti in infiorescenze pendule, in gruppi di 6-20; i petali, molto piccoli, hanno colore giallo-verdastro con toni porpora. i sepali hanno dimensioni maggiori di quelle dei petali, sono verdastri e glabri. E' pianta ermafrodita, fiorisce in giugno-agosto. i frutti sono bacche globose, con diametro di circa 6-8 mm, rosso brillante a maturazione. Lepoca di fruttificazione da luglio a settembre. Impieghi; Le bacche del Ribes rosso hanno sapore acidulo ma gradevole; si possono mangiare fresche e sono indicate altres per marmellate, gelatine e sciroppi.

ROVO
Rubus ulmifolius Fam.: Rosaceae

Il rovo una pianta diffusa soprattutto nellEuropa e nellAsia mediterranee. in Italia presente e comune su tutto il territorio, isole comprese; cresce preferibilmente nelle siepi, nei luoghi incolti e ruderali, sino ad unaltitudine di circa 1300 m. Il rovo comune un arbusto cespuglioso con foglie lungamente persistenti, alto sino a 3 m; fusti angolosi spinosi e polloni ricoperti da una pruina glauca. Le foglie sono composte da 3-5 foglioline, ellittiche od obovate ed acuminate; la pagina inferiore tomentosa e biancastra; il margine irregolarmente seghettato. i fiori sono riuniti in racemi allestremit dei rami, la corolla appare bianco-rosea; pianta ermafrodita, la fioritura avviene da maggio ad agosto, i frutti (more), composti da parecchie (sino a 20) piccole drupe, sono dapprima verdi, poi rossi ed infine neri lucenti a maturazione. Fruttifica da agosto ad ottobre. Impieghi I frutti dal sapore gradevole, sono consumabili freschi o confezionati in marmellata o gelatina; sono inoltre utilizzati nella preparazione di sciroppi astringenti. Propriet analoghe ha il decotto di foglie, utilizzabile per questo in cosmesi, o come anti infiammatorio delle vie orali. Il succo ottenuto spremendo le more si impiega per diluire il brandy o si pu Iasciar fermentare, come il mosto di uva, ottenendo un leggero e gradevole vinello.

SORBO DEGLI UCCELLATORI


Sorbus aucuparia Fam.: Rosaceae

Sia il nome italiano sia quello scientifico di questo grazioso alberello indicano che esso buono per prendere gli uccelli: questa fama gli deriva infatti dallabbondanza dei frutti che sono tra i preferiti da un gran numero di uccelli silvani, tanto che i cacciatori si appostano presso alberi di questa specie per catturare tordi, merli e cesene; gli uccellatori ne coglievano i frutti per farne pasture per attirare i volatili; questi ultimi contribuiscono alla disseminazione in quanto i semi non vengono digeriti e quindi possono germinare una volta evacuati. Il sorbo degli uccellatori poco esigente in fatto di terreno e di clima, ma in pratica, Io si trova solo a livello montano e subalpino sulle nostre dorsali montagnose, Sicilia Compresa; manca in Sardegna. Questo sorbo pu raggiungere una discreta altezza (10 m) ed il suo tronco un diametro di non trascurabili dimensioni, sebbene la sua tendenza ad emettere polloni lo porti a formare macchie anche dense. Le foglie sono alterne, composte e le singole foglioline sono lanceolate e seghettate tranne che alla base; i fiori sono riuniti in corimbi ed i numerosi frutti (pomi), dapprima verdi e poi gialli, a maturazione (agosto-settembre) assumono un bel colore rosso vivo che spicca da lontano. Impieghi: I frutti possono essere utilizzati per fare una grappa ed anche, fermentati e distillati, per produrre un raro spirito che vanta ancora qualche amatore nelle valli delle Alpi orientali; se ne pu anche ricavare un aceto, oppure con i frutti ben maturi, gelatina da tavola. I frutti di sorbo sono anche indicati per fare marmellate e, essiccati, si possono conservare e utilizzare per fare un decotto con virt medicinali (antiemorragico, astringente, diuretico).

SORBO MONTANO
Sorbus aria Fam.: Rosaceae

Quanto si detto circa le utilizzazioni del sorbo degli uccellatori potrebbe essere valido anche per questo sorbo che nellaspetto se ne discosta sensibilmente. Dal punto di vista vegetazionale il sorbo montano, detto anche FARINACCIO, appare specie con distribuzione prevalentemente collinare e montana, con preferenza per i terreni calcarei asciutti. Ha ampia diffusione europea, raggiungendo anche lIrlanda, manca nellEuropa settentrionale ove per vegetano alcune specie affini. Il sorbo montano ha propensione a produrre arbusti ed anche quando assume portamento arboreo non raggiunge mai dimensioni notevoli. il suo aspetto appariscente a causa delle foglie, che sono intere, alterne, doppiamente dentate, fortemente tomentose al di sotto, cos da apparire argentee. I fiori sono bianchi, riuniti in corimbi, pi radi di quelli del sorbo degli uccellatori. i frutti sono pi grossi e allungati, di un bel tono rosso vivo a maturazione; perdurano a lungo sulla pianta e per questo motivo costituiscono cibo prediletto da merli e da cesene in tempo di neve. Lepoca d fruttificazione in settembreottobre. Impieghi: I pomi sono utilizzabili per fare grappe e, frammisti ad altra frutta, per confezionare marmellate; sono anche usufruibili allo stato fresco, ma risultano piuttosto insipidi e farinosi. Le propriet medicinali sono identiche a quelle degli altri sorbi.

CORBEZZOLO
Arbutus unedo Fam.: Ericaceae

lI nome scientifico di questalberello della macchia mediterranea, secondo alcuni dovuto agli antichi Romani: lo chiamavano "arbusto di cui si pu mangiare un solo frutto" (unum edo) in relazione al sapore aspro dei frutti non ben maturi, e comunque piuttosto ricchi di tannino. Di rilievo appare il fatto che una delle pi belle farfalle italiane (Charaxes jasus) parassita solo le foglie di questa specie. Il corbezzolo, pianta mediterranea termofila, in epoche interglaciali colonizz zone distanti dallodierno areale di diffusione. Alcune di queste zone si sono mantenute come relitti, cos possibile rinvenire questalberello sulla costa atlantica francese, in Irlanda ed in Italia nella valle dellAdige e sui colli Euganei. Il corbezzolo predilige i terreni acidi e la sua capacit di emettere polloni lo fa rivegetare in breve nei luoghi incendiati; diffuso su tutto il litorale della Penisola, in Sardegna lo si trova anche sino a 600 m di altitudine. Grazioso albero sempreverde non pi alto di 10 m, ma pi spesso arbusto, presenta tronco e rami con corteccia giovane rossastra e poi grigia che si squama verticalmente. Le foglie, alterne, sono ovali a margine seghettato. I fiori, riuniti in racemi e forgiati a orciolo pendulo, sono presenti durante linverno contemporaneamente ai frutti che, dapprima verdi, assumono tutti i toni dal giallo sino al rosso acceso. Tale frutto (bacca) ha una buccia granulosa ed lungamente picciolato; il sapore risulta un poco asprigno. Impieghi: I frutti del Corbezzolo sono noti da tempo, ove la pianta frequente se ne ricavava addirittura un vino, come in Corsica. Da questi frutti possibile ottenere marmellate e canditi. pianta talvolta impiegata come arbusto decorativo.

COTOGNASTRO COMUNE
Cotoneaster integerrimus Medicus Fam.: Rosaceae

pianta presente nella fascia montana dellEuropa e dellAsia. In Italia rinvenibile, se pur non molto frequentemente, nei boschi asciutti, nei luoghi rocciosi relativamente aridi; vegeta da 600 m sino a circa 2000 m di altitudine. E raro e localizzato nellAppennino meridionale. Il cotognastro comune un arbusto caducifoglio alto sino a 1,5 m, la corteccia ha colore violaceo-rossastro ed i rami giovani sono tomentosi e grigiastri. Le foglie, inserite alterne o fascicolate, sono ellittiche-tondeggianti, con margine intero; superiormente glabre, sono bianche e tomentose nella pagina inferiore. I fiori sono inseriti isolati o riuniti in fascetti di 3-5 allascella fogliare, sono piccoli e penduli; la corolla composta da cinque petali di colore biancorosa; hanno un ricettacolo molto evidente. Il cotognastro risulta pianta ermafrodita; la fioritura avviene in maggio-luglio, I frutti (pomi) sono globosi, lisci, con diametro di 6-8 mm, di colore rosso a maturazione. Lepoca di fruttificazione in settembre-ottobre. Impieghi: I frutti del Cotognastro sono assai farinosi e insipidi, pur essendo commestibili non hanno particolari impieghi in gastronomia e nemmeno nella farmacopea. E' pianta talvolta coltivata a scopo ornamentale, divenendo decorativa nel periodo autunnale.

FRAGOLA
Fragaria vesca Fam.: Rosaceae

Diffusa in tutta Europa, la Fragola in Italia vegeta nelle radure e nei boschi radi; rinvenibile dalla pianura sin quasi al limite altitudinale della vegetazione arborea. E una pianta erbacea perenne con rizoma cilindrico, con numerosi e lunghi stoloni che originano fusticini fiorali alti sino a 25 cm. Le foglie sono composte da tre foglioline ovoidali a base cuneiforme, il margine dentato tranne nella porzione basale. I fiori sono riuniti in racemi posti allestremit dei fusticini fiorali, la corolla composta da cinque petali bianchi; pianta ermafrodita, fiorisce da aprile a luglio. i frutti sono in realt falsi frutti, derivanti dal ricettacolo floreale, portanti in superficie i veri frutti (acheni); lepoca di fruttificazione compresa tra giugno e agosto. Impieghi: La fragola sicuramente uno dei frutti selvatici pi conosciuti. Lingestione dei frutti talvolta pu provocare fenomeni allergici in soggetti predisposti. Le fragole si possono consumare fresche oppure sotto forma di gelatine, di sciroppi e di marmellate. Le foglie essiccate sono utilizzate per preparare un infuso, abbastanza simile al t, con propriet diuretiche e astringenti. Il rizoma, essiccato ed in seguito impiegato per la preparazione di decotti, contiene principi attivi con la propriet di
stimolare lappetito ed aumentare la diuresi.

LAMPONE
Rubus idaeus Fam.: Rosaceae

Questo profumato frutto del sottobosco deve il nome scientifico al rosso dei suoi frutti (rubeo ed al fatto di essere stato particolarmente abbondante sul monte Ida in Grecia cos che Dioscoride (uno dei primi naturalisti della storia) lo chiam appunto "rovo del monte Ida". Il lampone, detto anche FRAMBOS, ha distribuzione europea, asiatica e nordamericana: si tratta dunque di una specie holartica. Il lampone essenzialmente specie montana e subalpina distribuita fra 600 e 1900 m di quota; si trova nei boschi ombrosi, ai margini di questi e delle strade, nei luoghi dirupati e ricchi di sostanze azotate. Il lampone ha una porzione sotterranea perenne che ogni anno emette lunghi getti spinosi muniti di foglie alterne composte da 3 a 7 foglioline, dentellate al margine. Questi nuovi rami non producono fiori; al secondo anno divengono legnosi e fruttificano, morendo per nellinverno successivo. I frutti sono drupe appressate, come quelle delle more, di un colore caratteristico fra il rosso ed il rosa carico e con un profumo veramente ineguagliabile. Lepoca di fruttificazione essenzialmente in agosto. Impieghi: Proprio per la bont dei suoi frutti il lampone oggetto delle cure dei vivaisti che ne producono variet a frutti assai grossi e che fruttificano anche al primo anno: nessuna delle "cuItivar" raggiunge la fragranza dei frutti delle piante selvatiche. Oltre che gradevoli da mangiare freschi sono ottimi in marmellate, gelatine ed anche per produrre elisir e grappe, ovviamente tutti molto profumati. Il lampone ricordato anche nella farmacopea galenica quale astringente, depurativo, rinfrescante, tonico e sudorifero. Per questi scopi si utilizzano sia i fiori sia le foglie, da cogliere in agosto e seccare allombra.

LUPPOLO
Humulus Iupulus Fam.: Cannabaceae

ad una famiglia benemerita (per la Canapa), ma anche vituperata ~ (per la Marjuana), il Luppolo una pianta rampicante che deve il nome alla sua attitudine a vegetare nei luoghi umidi, ed anche ad una "(fantasia" citata da Plinio, in cui si accusa il luppolo di abbarbicarsi agli alberi di Salice sino a farli morire (Iupus salicarius). Secondo la tradizione, poi, il decotto di luppolo e santoreggia toglierebbe le fatture amorose e le foglie di luppolo seccate e poste nel cuscino terrebbero lontano i diavoli. La storia del luppolo strettamente legata a quella della birra, inventata probabilmente dai Celti e perfezionata poi nel Medioevo in epoca carolingia: da allora il luppolo diventato pianta coltivata anche al di fuori dellEuropa. Il luppolo una pianta lianosa perenne, i suoi lunghi ma esili fusti volubili compaiono in marzo-aprile, prodotti da un grosso rizoma sotterraneo, e salgono immediatamente a spirale verso il sostegno pi vicino oppure si attorcigliano fra loro. Le foglie hanno un picciolo lungo e sono palmato-bobate con margine seghettato. Assai caratteristico il frutto, una sorta di pigna composta da brattee di consistenza cartacea, dapprima verde-giallo, poi biancastra ed infine marrone quando comincia ad infracidire; i semi sono posti allascella di queste brattee. Il luppolo pianta dioica; i frutti si raccolgono in settembre. Impieghi: Il luppolo elemento determinante nella fabbricazione della birra, linconfondibile tono amaro si deve ai suoi semi; essi entrano in molte altre ricette di liquori (ad es. il Gin). Le cime di luppolo, (foto in basso), appena spuntate dal terreno sono consumate come verdura: si cuociono e si mangiano come gli asparagi o gli spinaci (tale utilizzazione conosciuta anche in Russia).

Appartenenti

MIRTO
MyrIus communis Fam.: Myrtaceae

Pianta sacra a Venere, il mirto, era considerato simbolo di autorit ed amore presso i Greci ed i Romani. Questi ultimi usavano comporre ghirlande di mirto dopo vittorie ottenute senza spargimento di sangue. Durante le cerimonie religiose il legno di questa pianta veniva bruciato come lincenso. Il famoso mirto pianta diffusa nelle regioni mediterranee. In Italia presente su tutte le coste della penisola fino alla Liguria ed allEmilia e Romagna, e sulle isole. un arbusto sempreverde alto da 1 a 5 m, dalla corteccia rosata fessurantesi longitudinalmente, e rami inseriti opposti al fusto. Emana un aroma resinoso, caratteristico. Le foglie sono sessili, opposte, coriacee, a forma ovoidale o

lanceolata con il margine intero, i fiori, solitari od appaiati allascella delle foglie, sono sorretti da un peduncolo, la corolla bianca; emanano un intenso profumo. Appare specie ermafrodita; la fioritura avviene nei mesi di maggioluglio. I frutti sono bacche di forma globosa o subsferica del diametro di circa 5-10 mm, presentano alla sommit i residui del calice e sono azzurro-nerastri, talora bianchi, a maturazione. Fruttifica nel mese di novembre. Impieghi: I frutti del Mirto sono da sempre impiegati, soprattutto in alcune regioni dellItalia centro-meridionale, per aromatizzare le carni insaccate. Le foglie sono adoperate per aromatizzare gli arrosti. Dai fiori si ricava "lacqua dangelo" utilizzata per la cura della pelle. In farmacologia le foglie sono utilizzate per preparare sciroppi e tinture con propriet balsamiche ed astringenti. Un vino di mirto si ottiene ponendo a macerare i frutti nel vino ed aggiungendo un po di miele. In Corsica, ancora oggi, si produce un liquore digestivo facendo fermentare le bacche del Mrto nellacqua.

ROSA CANINA
Rosa canina Fam.: Rosaceae

E difficile trovare un fiore pi famoso; dalla Bibbia ai poeti del nostro Rinascimento e sino a quelli pi moderni, la rosa celebrata e citata a similitudine di grazia e bellezza femminili. Della rosa sono conosciute da tempo anche le virt medicinali ed il profumo, quasi certamente uno dei primi ottenuti dopo linvenzione della distillazione. Tra le molte rose spontanee presenti in Italia, la rosa canina, detta anche rosa selvatica, la pi nota e facile a riconoscersi. E specie comune nelle boscaglie e negli arbusteti, dalla pianura a circa 1500 m di quota. un arbusto caducifoglio a rami aculeati, eretti e poi arcuati, alto sino a 3 m. Le foglie sono composte da 5-9 foglioline ovoidali a margine dentato. I fiori, ermafroditi, sono isolati o riuniti in corimbi; la corolla biancastra o rosea. I frutti sono in realt falsi frutti, derivanti dal ricettacolo, di forma ovale allungata e con un residuo del calice allestremit; rossi a maturazione. La fruttificazione avviene in settembre-ottobre. Impieghi: I frutti sono impiegati nella medicina popolare da tempo immemorabile ed utilizzati per marmellate e per sciroppi dal profumo particolare. Essiccati, ed in seguito triturati, servono per preparare gradevoli tisane. Possono anche essere utilizzati per aromatizzare liquori. La Rosa canina impiegata quale portainnesti per innumerevoli cultivar; interessante come le odierne tendenze dei floricoltori siano rivolte a creare rose simili a quelle selvatiche, ovverosia con pochi ed ampi petali.

SAMBUCO NERO
Sambucus nigra Fam.: Caprifoliaceae

Il sambuco pianta conosciuta sin dallantichit, lo testimoniano la quantit di semi rinvenuti presso insediamenti preistorici. Il suo impiego in medicina risale a Dioscoride che consigliava la radice cotta nel vino come efficace contro i morsi delle vipere. Il nome deriva dal greco "sambych" voce indicante un particolare strumento musicale. pianta diffusa nellEuropa centro-meridionale, in Asia occidentale ed in Africa settentrionale, in Italia frequente dalla pianura sin verso i 1500 m di altitudine. Vegeta nelle radure ed ai margini dei boschi, lungo le strade, nelle siepi e nei luoghi ruderali; predilige terreni fertili e freschi. Il sambuco un arbusto o un piccolo albero caducifoglio alto sino a 7-9 metri, dallodore poco gradevole; i rami presentano un abbondante midollo bianco. Le foglie sono opposte, composte da 5-7 foglioline ellittiche-lanceolate, seghettate al margine. I fiori, piccoli, odorosi, bianco-giallognoli, sono raccolti in ampie infiorescenze; pianta ermafrodita, fiorisce da maggio a luglio. i frutti sono drupe sferiche (diametro 6-8 mm) colore nero-violaceo a maturazione, producono un abbondante succo violaceo. Lepoca di fruttificazione in agosto-settembre. Impieghi: I fiori contengono principi con propriet sudorifere e depurative, si impiegano contro raffreddori, asma, reumatismi, affezioni renali. I boccioli florali vengono anche utilizzati per aromatizzare vini ed aceto. Con i frutti ben maturi (altrimenti contenenti sostanze tossiche) si possono preparare sciroppi e marmellate. Il succo ha applicazioni terapeutiche nel caso di tosse, nevralgie e dolori reumatici. Il decotto di foglie e midollo serve per allontanare parecchi insetti. Una curiosit: le donne romane utilizzavano le sue ceneri per schiarirsi i capelli.

SORBO DOMESTICO
Sorbus domestica Fam.: Rosaceae

Questo sorbo deve il nome al fatto che un tempo era coltivato, negli orti e nei giardini, per motivi che ci sfuggono in quanto i suoi frutti non sono certo una leccornia. Ha distribuzione europea meridionale con areali disgiunti in Crimea, Caucaso e Turchia. In Italia presente nei boschi misti su substrato calcareo. Essendo specie meridionale non ama le quote elevate e non vegeta oltre i 900 m di altitudine; non molto frequente. Il sorbo domestico un albero alto sino a 15 m, piuttosto longevo (anche 500 anni). Le foglie sono alterne, composte da parecchie foglioline lanceolate, seghettate dallapice sino a circa met fogliolina. I fiori sono riuniti in corimbi. I frutti, a forma di pena, sono relativamente grossi (lunghi da 2 a 4 cm), di colore giallo che diviene rossiccio e parzialmente bruno ad avanzata maturazione. La fruttificazione avviene in ottobre. Impieghi: I frutti possono essere consumati freschi ma, al pari delle nespole, debbono essere ammezziti a lungo; inoltre si possono confezionare in marmellata. Fatti macerare con laggiunta di poco zucchero e quindi distillati, offrono uno squisito liquore simile per altro a quello degli altri sorbi. Fermentati producono un vino conosciuto gi dagli antichi Romani, come citato da Virgilio; questo il motivo per cui si pensa che tale albero sia stato introdotto in molte regioni, in seguito rinselvatichendosi. Il legno pregiato in quanto resistente allattrito; un tempo era usato in particolare per fabbricare le viti dei torchi, che ora possiamo ammirare nei musei della civilt contadina.

UVA SPINA
Ribes uva-crispa Fam.: Saxifragaceae

Il nome del genere deriva da una antica parola scandinava ribs, che sta ad indicare il ribes di cui luva spina parente stretto. Luva spina ha avuto una certa diffusione per opera delluomo, ma il suo areale originario ancora riscontrabile; essenzialmente europea, luva spina si spinge piuttosto a nord, mentre assente dalle rive del Mediterraneo. Lautentica stirpe selvatica di uva spina si pu ancora trovare da noi sulle Alpi e sullAppennino centro-settentrionale. Questa specie vegeta nei luoghi cespugliosi, ai margini dei boschi, nei luoghi pietrosi e pu raggiungere la quota di 1.700 m. Laspetto delluva spina inconfondibile: un piccolo cespuglio con esili rami dalla corteccia grigio-bruno che si sfalda verticalmente. Le foglie sono simili a quelle del ribes, palmate e lobate, ma pi dentellate, esse si dipartono a gruppi di tre dallascella formata dalle spine che sono pure riunite a tre a tre sullasse dei rami; queste spine sono deboli, ma acutissime. Il fiore piccolo, gialliccio con tendenza al rosso nei sepali, solitario o a gruppi di 23. lI frutto (bacca) del tutto simile ad un acino duva, translucido, coperto da una peluria spinosa e di colore verde che tende poi al giallo od al rosso a maturazione avanzata. La fruttificazione avviene in luglio-settembre. Impieghi: Luva spina ha conosciuto una certa popolarit in tempi passati, ma ora nettamente in regresso come specie orticola. Un tempo era impiegata per formare siepi che, utili in quanto spinose, fornivano in autunno un frutto abbastanza apprezzabile. Nella farmacopea galenica simpiegano le foglie, le radici ed anche i frutti. Luva spina ricchissima di vitamine e sali minerali.