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Around The WORLD

n4 Novembre-Dicembre 2012

Moto:
KTM 990 ADV

L'itinerario:
Italia-Islanda-Italia

Giorni di viaggio: 30

Iceland 2012
by Sgari
tempo. Piove, nevica o splende il sole anche nel giro di qualche ora e anche ad agosto! Inoltre in Islanda esiste solo una strada asfaltata, la N1 detta# Ring Road# che percorre lisola lungo il perimetro, tutte le altre sono sterrate pi o meno percorribili a seconda del fondo, meteo e umi. Si passa dalla terra battuta, alla sabbia dei deserti no al fondo di colata lavica estremamente tagliente per le gomme. I umi meritano un capitolo a parte, i ponti in Islanda sono pochi ed i umi sono di origine glaciale, quindi in primavera, allo scioglimento delle nevi, hanno una forza tale da spazzare letteralmente qualsiasi cosa, pertanto molti umi e torrenti saranno da guadare.# Durante i week-end del mese di luglio ho controllato e preparato la mia da# KTM 990 Adventure con la quale copriremo circa 10.000 km, quindi si reso necessario un bel tagliandone. Non abbiamo nulla di prenotato se non il traghetto, quindi pernotteremo tendenzialmente in campeggio o dove troviamo. Il bagaglio consiste in 2 valige da 32 litri, 2 borse morbide da 40litri e 1 da 60 litri pi una borsa serbatoio e uno zaino per contenere: carte e guide, ricambi, attrezzatura fotograca e da campeggio, vestiti ecc.

PARTE_I_Attraversamento dellEuropa Domenica 29 Luglio 2012, ore 4:00

inalmente dopo tanti mesi dattesa, si parte per raggiungere lisola di fuoco e ghiaccio. Lappuntamento con la nave Norrona, che ci traghetter per 2 giorni attraverso le fredde acque del Mare del Nord# e dellOceano Atlantico, ssato per il 7 agosto a Hirtshals# in Danimarca. Io e Sara raggiungeremo dapprima la citt di# Berlino, dove trascorreremo un paio di giorni, per poi dirigerci verso Copenaghen# ed inne raggiungere il porto. In Islanda resteremo due settimane cercando di perlustrarla in lungo e in largo, natura permettendo. Appunto: Natura.# In Islanda la natura si fa sentire pi che nel resto del mondo (abitato) mostrando tutta la sua forza: vulcani, ghiacciai, umi e geyser. Inoltre, la sua posizione farebbe pensare ad un clima freddissimo, in realt investita in pieno dalla Corrente del Golfo che mitiga le temperature ma che rende molto instabile il

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Partenza, come previsto, intorno alle 4 di mattina, tutto bene no a poco dopo il conne dove un diluvio ci piomba addosso con tanto di fulmini e ci accompagner per i prossimi 500 km circa. Le tutine anti acqua della Tucano, i guanti impermeabili della Spidi e gli stivali della Gaerne fanno il loro lavoro e rimaniamo asciutti.# Foto di rito passando davanti ad un velox svizzero e via attraverso Liechestain, Austria e Germania. La moto stracarica ed sbilanciata dietro nonostante il precarico del mono sia al massimo; nei pochi curvoni incontrati ondeggia un po lo sterzo e in frenata non il massimo ma fatta labitudine rimane gestibile. Consuma uno sproposito: 190km ed entra in riserva, con 10 litri aggiuntivi delle taniche ho un autonomia di poco superiore ai 300km appena su"cienti in Islanda. Passiamo da Ulm, poi Norimberga dove, in unarea di parcheggio adiacente allautostrada prepariamo un super pranzo a base di crema di funghi e barrette energetiche. Arriviamo a Berlino intorno alle 19.00 piuttosto provati, ci fermiamo davanti ad una birreria: wrstel e birra per riprenderci. Uscendo dal locale conosciamo una coppia di italiani di rientro da Capo Nord# anche loro in moto, ci diamo appuntamento per una birra pi tardi. Iniziamo la ricerca di un letto: campeggi a Berlino non esistono se non a 30 km quindi dopo ben 3 ore troviamo un alberghetto poco fuori dal centro a poco prezzo con posto moto privato. Ora ci aspettano due giorni tranquilli per conoscere un po la citt poi, il primo agosto, Copenaghen! Dopo due giorni dedicati alla scoperta di# Berlino, oggi ci aspettano poco pi di 500km. Lidea

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principale era prendere il traghetto a# Rostock# ma cambiamo allultimo verso Puttgarden: qualche km in pi ma il Ferry costa tre volte meno. Partiamo presto per andare alla porta di Brandeburgo a fare giusto un paio di foto con la moto, prendiamo lautostrada in direzione# Amburgo: viaggio tranquillo eccezion fatta per un altro velox preso (forse) e per unape che riuscita ad entrarmi nel casco. Qualche km prima di Amburgo usciamo dallautostrada e tagliamo verso Lubeck dove la riprendiamo e puntiamo Puttgarden, arriviamo giusti giusti per il traghetto: 45 minuti di traversata per poi coprire i restanti 160 km no alla capitale danese. Come nel nord della Germania anche qui i campi si perdono a vista docchio tranne qualche istante, dove il mare fa capolino insieme ai lunghi ponti che collegano le tre isolette dello Sjaelland. Il tempo decisamente migliore con temperature intorno ai 25 gradi, gradevolissimi nonostante il vento che sposta letteralmente la moto sui ponti. Arrivati in citt troviamo il tourist info, convinti che ci possa essere daiuto, ma pi che dirci c scritto la non sanno fare. Alla ne troviamo un bel campeggio in periferia. Scarichiamo i bagagli, montiamo la tenda ed quasi ora di cena: fornelletto e cuciniamo pasta e fagioli proveniente dalle solite bustine del supermercato. Inne mega camminata no al centro citt, foto, qualche bestemmia per trovare il bus giusto per tornare alla tenda (venendo da Berlino un trauma, ma# a Milano forse peggio). Il buongiorno si vede dal mattino# infatti, appena sveglio, uscendo dalla tenda vedo la mia povera

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moto con la freccia destra rottadevono esser stati quei bambini krukki giocando a palla, la vena assassina preme sul collo ma non vedo pi la famigliola al completo e non posso vendicarmi con un burn out sulle loro biciclette. Nastro americano e riattacco quello che rimane della freccia. Colazione coi mu"n al cioccolato presi al market e via verso il castello di Hillerod a 40 km da Copenaghen. Visita # che merita decisamente: castello del 500 pieno zeppo di quadri, mobilia e pezzi dellepoca conservati splendidamente, sale sfarzose e a!ascinanti non sgurano rispetto ai pi famosi castelli di Fussen in Germania. A pranzo un paio di hot dog dal kebabbaro e riprendiamo la strada verso Copenaghen per far visita alla Carlsberg con annessa birretta.# Visita che, purtroppo, non riusciamo a fare: appena fuori dallautostrada, fermi in coda al semaforo sento stridere le gomme di un autoneanche il tempo di capire cosa stia succedendo e sento un colpo fortissimo da dietro che ci lancia letteralmente in avanti. Non so come, riesco a tenere il manubrio tra le mani# evitando di cadere ma al tempo stesso impattiamo contro lauto davanti; listinto mi dice di mollare tutto ma rimango saldamente attaccato alla moto; sento un dolore fortissimo alla spalla sinistra e mi tocca poggiare a terra la moto.# Realizzo solo ora che qualcosa ci venuto addosso, mi giro verso Sara che a terra dietro di

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me ma fortunatamente si rialza subito: non si fatta nulla. Alzo lo sguardo e vedo la mia moto riversa a terra e il muso di una Golf col paraurti e il cofano schiacciati. La gente che ha assistito alla scena ci aiuta a spostare la moto che pensavo si fosse aperta in due. Mi tolgo il casco e guardo la motointera, senza un gra"o o meglio, non uno in pi di quelli che gi aveva. Il colpevole, che arrivato lungo al semaforo dire poco, subito scende chiedendo scusa, ecc, ecc alla ne un testimone ha chiamato la polizia che abbiamo aspettato unora insieme al ragazzo che ci ha steso e allautomobilista davanti a noi. La moto parte, sembra a posto, le forcelle ed il manubrio sono dritti, cerchio dietro dritto quello davanti storto come prima. Incredibile, le auto si son piegate la Ktm no. Il muso della Golf ha impattato sulla gomma posteriore limitando probabilmente i danni, la borsa laterale ha impedito alla moto di far cadere poi la moto su Sara che era gi a terra. Il tempo che aspettiamo la polizia il dolore alla spalla diminuisce no a scomparire, inne la polizia non risolve nulla: ci fa scambiare i dati e ci dice che non possono fare nemmeno un verbalebah. Rimontiamo in sella col morale a terra diretti in campeggio, la visita alla Carlsberg salta perch tardi. Dopo qualche km mi accorgo che non funziona il tachimetro e i faretti aggiuntivi, ma almeno la moto va dritta.

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Giro di telefonate ai vari ktm per il pezzo di ricambio ma in tutta Danimarca e anche in Svezia non hanno un ricambio per il 990, devono ordinarlo e servono 3 giorni lavorativi.# Troppi, il traghetto il 7 e non c tempo.# Guardo cosa pu essere e vedo il cavo del sensore tranciato dal disco! Taglio, spelo i fili e ricollego a mano con San nastro americano, accendo il quadro, giro la ruota efunziona cazzo! La donna che gestisce il campeggio che ha chiamato i vari concessionari per aiutarci ci offre una dannata Carlsberg per festeggiare! Poteva andare peggio, il viaggio continua. Oggi ci siamo svegliati tardi, colpa della serata passata intorno ad un fal bevendo whisky scozzese e birra con simpatici motociclisti di Edimburgo, una famiglia spagnola e con un ragazzo belga che si gira lEuropa in treno. Ci svegliamo con qualche acciacchino postincidente che ci accompagner tutta la giornata, che inizia nel migliore dei modi: pronti per partire, devo girare la moto per uscire dal camping e come un principiante spengo la moto appoggiandola a terra proprio di fronte ai ragazzi della sera prima. Mi aiutano a sollevarla, due battute tra motoclisti e si parte, sta volta senza intoppi. Usciamo dalla citt prendiamo lautostrada e tagliamo orizzontalmente tutta la Danimarca passando sul ponte a pagamento Straelleborg lungo 7 km fatto da noi italiani. Davvero imponente. Attraversiamo lOdense, sosta pranzo, altro ponte, pi corto, e arriviamo sulla costa ovest, parco naturale con le sue enormi spiagge e dune di sabbia alte anche 20 metri che sarebbero una figata da fare in moto, peccato che una parte sia zona militare per i collaudi dei carri armati e nella parte restante sembra sia vietato. Paesaggio davvero incantevole considerando che ci troviamo su una lingua di terra larga massimo 1 km, guardando da una parte o dallaltra vediamo solo mare, su questo pezzo di terra ci sono numerosi villaggi caratteristici e campeggi. Ci siamo fermati in uno a ridosso del mare sulla spiaggia, come sempre da un migliaio di km a questa parte vento forte tutto il giorno, nuvole onnipresenti che ogni tanto scaricano qualche goccia e freddo la sera. Domani raggiungeremo Hirtshals dove staremo fino al 7 giorno in cui salperemo verso lIslanda.

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Giro di telefonate ai vari Ktm per il pezzo di ricambio ma in tutta Danimarca e anche in Svezia non hanno un ricambio per il 990, devono ordinarlo e servono 3 giorni lavorativi.# Troppi, il traghetto il 7 e non c tempo.# Guardo cosa pu essere e vedo il cavo del sensore tranciato dal disco! Taglio, spelo i li e ricollego a mano con San nastro americano, accendo il quadro, giro la ruota efunziona cazzo! Ci svegliamo ancora con qualche dolorino, colazione, carichiamo tutto sulla moto e partiamo senza intoppi; diretti a Hirtshals percorriamo la strada che costeggia il mare: 18 gradi e cielo plumbeo che ogni tanto scarica qualche goccia. Schivo allultimo un altra auto danese che tenta di stenderci inchiodando sulla statale senza motivo davanti noi. Pranziamo in unarea di sosta col fornellino: della meravigliosa pasta in brodo. Arriviamo a Hirtshals deviando dalla statale, troviamo delle belle stradine sterrate tra le ormai consuete dune di sabbia ricoperte dalla vegetazione erbosa, scovando ogni tanto i mulini a vento. Riprendiamo la statale e a qualche chilometro dalla destinazione vediamo in lontananza altre dune ma ben pi alte. Sono le dune di Rabjorg, giusto 3 di numero alte 30-40 metri a strapiombo sul mare; si spostano di qualche metro lanno tant che il vecchio faro posto in mezze ad esse stato letteralmente coperto, qualche anno fa. Dopo la breve escursione arriviamo a Hirtshals e troviamo un camping adiacente al paese, anche questo sul mare. Nella piazzola di fronte la nostra troviamo un italiano con una bella Guzzi Stelvio anche lui diretto in Islanda. Due chiacchiere, doccia, laviamo qualche panno, cena e la serata nisce a guardare il tramonto sul mare. I panni stesi fuori dalla tenda si bagneranno ancora di pi sotto la pioggia della notte. PARTE_II_Islanda Marted 7 Agosto 2012, ore 7:30

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rriviamo in Islanda attraccando al porto di Sey$isf%r$ur alle 7.30 spaccate con 23 gradi e il sole che splende, passaggio in dogana veloce e ci fiondiamo sulla Ring Road diretti al cratere dellAskja accompagnati da Alessandro su GS 800, un ragazzo conosciuto sul traghetto. Lidea iniziale prevedeva di fare il pieno di viveri e di soldi a Egilsstadir, incontrare allaeroporto l vicino gli amici del forum motoadv.org per un saluto veloce, fare ancora un pezzo di Ring Road per poi deviare sulla F901 (tutte le strade con la denominazione F sono sterrate)

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per fare rifornimento a M$rudalur, percorrere la F905, F910 e la F902 no a Kverkfjll per ammirare le grotte di ghiaccio e pernottare in zona.# Non le vedremo mai: arrivati al pittoresco benzinaio di Mo$rudalur scopriamo che rimasto a secco e, forse, sar in funzione alle cinque di sera, troppo tardi. Soluzione obbligata quella di andare no allo sperduto villaggio di A$albl per fare il pieno alla moto e alle taniche. Deviazione che ci far perdere almeno unora e mezza che, scopriremo poi, sar fatale. Sulla F905 Alessandro si stende alla prima sabbia che identica a quella Sahariana tranne per il colore: sabbia lavica quindi nera, per andare ad aiutarlo entro in fuori pista e carico come sono sprofondo letteralmente cadendo, la sabbia entrata nel comando del gas bloccandolo per tutto il giorno, iniziamo bene!! Bagnamo le ruote con facili e divertenti guadi, incrociamo due toscani su Honda Dominator, uno originale laltro un collage di parti di altre moto, faremo qualche km a tirarli su da terra diverse volte; il fondo della pista diventa sempre pi sabbioso e impegnativo. Il sole sparisce coperto da una strana nebbia scura e il vento persiste dalla mattina: entriamo in una valle lunare, ovunque guardiano vediamo sabbia e colate laviche, non a caso gli astronauti del primo allunaggio si allenarono qui. La pista si fa pi impegnativa no a galleggiare su una spanna di sabbia nissima. Troviamo ancora i toscani a terra, poco dopo incrociamo un ranger

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del parco che ci aggiorna sulle condizioni della pista: in corso una tempesta di sabbia; in condizioni normali il fondo sarebbe duro mentre ora sembra di stare al Pharaons Rally. Poco pi avanti due GS1200 girano e tornano indietro seguiti dai toscani e alcuni 4&4. Secondo il ranger sar cos per 10 km no al bivio con la F88 che porta allAskja mentre per le caverne di ghiaccio sar anche peggio. Sono gi le 19.00 di sera, decidiamo di tagliare le caverne e dirigerci subito allAskja, scelta consigliata dal ranger secondo cui la pista sarebbe fattibile, tornare indietro troppo lungo. Mai chiedere consigli sulla fattibilit di una pista in moto ad un Islandese, in moto non ci vanno ed hanno una concezione di fattibilit pesantemente sfalsata dalla nostra. Saranno i 10 km peggiori, la pista e il tempo peggiorano vertiginosamente, cadiamo molte volte, e sara si fa dei bei pezzi a piedi per via della sabbia veramente so"ce, la moto stracarica peggiora le cose. A 5 km dal rifugio veniamo investiti dalla tempesta di sabbia, che entra ovunque nei caschi costringendoci a chiudere gli occhi e a fermarci. Con gli occhi in amme poco a poco avanziamo no al rifugio dove la tempesta gi passata nonostante il vento sia ancora molto forte. Montiamo la tenda alle 20.30 circa con un vento infernale e la sabbia che entra ovunque anche nei sacchi a pelo. Siamo le uniche moto arrivate, come primo giorno non possiamo lamentarci. Ci svegliamo insabbiati, almeno il vento, che ha sferzato tutta la notte cessato.

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Visitiamo lAskja col suo lago freddo e un lago caldo dove si pu fare il bagno liberamente. Durante lEra Glaciale in questa zona esisteva un ghiacciaio sotto il quale avvenne un eruzione provocandone il crollo e chiudendo la camera magmatica. Si cre cos la caldera dellAskja, una successiva eruzione form i due laghi esistenti, il paesaggio assolutamente privo di vegetazione ma a!ascinante nella sua particolarit. Ripendriamo le moto e prendiamo la F88 verso nord, il lago Myvatn. Pista decisamente pi facile della precedente, fondo duro e sassoso a tratti con le fastidiose cunette immancabili dove sembra che si smonti la moto da un momento allaltro; pi si va piano e peggio . Primo guado, facile. Nei pressi del

secondo vediamo una moto ferma a riva col pilota intento ad armeggiare sul motore. italiano ed rimasto piantato nel guado facendo bere la moto. Un 4&4 di passaggio lha tirato fuori ma ora bisogna togliere lacqua dai cilindri. Con le candele smontate si fa girare il motorino davviamento per togliere lacqua dai cilindri d e l b o x e r B M W. D o p o qualche tentativo riparte, ora tocca a me a!rontare il guado mentre Sara passa a piedi. Come metto la ruota anteriore nel guado la corrente si fa gi sentire spostando la moto verso valle, troppo. Forse sono entrato troppo lento quindi do gas fa il letto del ume molle e inizio a sprofondare sempre di pi. Quando manca qualche metro la moto praticamente si ferma e perdo lequilibrio, troppo pesante e mi cade.

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Fortuna che le borse fanno da spessore e il 990 non beve. La sollevo, spingo e do gas riuscendo a passare dallaltra parte, bagnato ma con la moto funzionamte. Qualche problema anche per Alessandro con l800, rientro nel ume e lo spingo fuori. Bagnati fradici riprendiamo la strada, scorrevole con velocit intorno ai cento orari. Solo unaltro guado, semplice, e in poco tempo siamo sulla Ring Road. Andiamo verso il lago Myvatn, troviamo un camping in posizione strategica: benzinaio e market dietro la strada, diamo una pulita alla catena e si va a letto. Domani ci aspetter un giro leggero, panoramico e rilassante prima della pista F26 che taglia lintera isola da nord a sud per quasi 400km. Oggi, 11 agosto, giro tranquillo turistico: cascate e vulcani. Tagliamo lasfalto deviando su una pista sterrata che porta a Husavik, cittadina sui ordi del nord. Un po di asfalto e poi di nuovo sterrato per le spettacolari cascate di Dettifoss e Selfoss; arrivati al parcheggio mi accorgo di aver perso per strada la leva smonta gomme lunga: 5 minuti di tempo alle cascate e poi di corsa percorro la strada a ritroso, la ritrovo con gran soddisfazione: in caso di foratura la mia salvezza. Visita al vulcano# Kraa# e poi gi in camping a pulire, ingrassare e tirare la catena. La sera bagno presso la sorgente dacqua calda di Myvatn. Il giorno seguente salutiamo Alessandro e partiamo, ahim, troppo tardi per la pista F26 che taglia lIsola da parte a parte. Subito allinizio ci fermiamo alle cascate di Godafoss dove ripartiamo a mezzogiorno.

Dopo 10 km perdiamo la sacca laterale di Sara torniamo indietro con la speranza di ritrovarla. Contiene il sacco a pelo, di vitale importanza per la notte che ci aspetta. Dopo pochi km vediamo arrivare un GS800Alessandro! Diretto ad# Akureyri# ha trovato il nostro sacco al bivio della strada con la# Ring Road# e ce lo stava riportando! Dopo questo fortunato incontro, insieme, andiamo ad unaltra cascata sulla F26, particolare per le rocce di basalto ottagonali. Noi proseguiamo, lui torna indietro. Entriamo nel cuore dellisola, nel deserto di lava, osservati costantemente dai due ghiacciai centrali: il# Vatnajokull# ( il piu grande dEuropa) e lHofsjokull. un deserto nel vero senso della parola, il nulla assoluto per oltre 250 km. Solo un rifugio, nostra meta, a met strada.# Rifugio che raggiungeremo con non poche di"colt. Tutto bene no a 5 km dalla meta, un ume glaciale largo quasi 100 metri ci separa. Sono quelli da guadare al mattino presto, ora sono le 15 del pomeriggio, fa caldo da giorni quindi il livello alto e la corrente forte. A ingannarci sono i primi metri dove lacqua bassa, dove si fermata Sara per farmi le foto. Fino a met riesco senza problemi ma tutto ad un tratto sprofondo letteralmente in oltre mezzo metro dacqua. Perdo lequilibrio e cado a sinistra in acqua insieme alla moto. La corrente ci sposta di un paio di metri verso valle# ma il 990 si incaglia subito bloccandosi, fortunatamente, con la ruota anteriore fuori dallacqua su una secca del ume.

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Mi alzo tutto fradicio, sollevo la moto ancora accesa, il peso tutto al posteriore ha fatto si che il davanti galleggiasse senza far aspirare acqua dal ltro e avendo il monoscarico a destra lacqua non riuscita ad entrare. Con Sara, che per poco, non stava per essere portata via anche lei dalla corrente tentiamo di spingere# la moto sulla secca. Dopo vari tentativi ed essere quasi riusciti sento il motore girare a vuoto. Temendo per la frizione spengo subito, guardo bene e vedo la catena molle, gi dalla corona. Ci sono 13 gradi, siamo completamente bagnati in mezzo ad un ume enorme, con la moto dentro, senza trasmissione. arrivata una famiglia olandese con un pick up camperizzato che oltre a guardare non fa nulla, quasi mezzora che siamo

qua dentro e non fanno una piega, maledetti.# Guardo meglio, la catena non ha subito danni, solo saltata fuori, quindi lunica soluzione rimetterla in posizione e c e r c a r e d i r i p a r t i r e .# Smontiamo i bagagli e li portiamo a mano dallaltra parte, dove il livello rimane molto alto e la corrente anche. Arriva una specie di 4&4 tipo cherokee che si lancia senza indugi nel ume davanti a me, lacqua gli arriva alle p o r t i e re , l a c o r re n t e l o sballotta un po e ci rimette il paracoppa e un pezzo di plastica del paraurti posteriore ma riesce ad uscire. Prendo gli attrezzi, con le mani ormai tremanti smollo il dado della ruota posteriore che mezza sommersa, sdraio la moto da un lato e regolando i registri catena riesco a rimettere la trasmissione in posizione.

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Arriva un Pajero che, vedendo un italiano fradicio in mezzo al fiume intuisce che, forse, ho bisogno daiuto. Va avanti lui per trovare dei punti pi bassi dove passare, fa un po di prove e finalmente trova la via, lo seguo. Riesco ad attraversare indenne gli ultimi metri dopo quasi unora. Foto non siamo riusciti a farne purtroppo, solo un video che vedremo al ritorno (non salvato). Mentre ricarichiamo la moto arriva un pick up dei ranger che aiuta lolandese a passare. Ormai certi di avercela fatta vediamo un altro guado, enorme, subito prima del rifugio. Entro in acqua per cercare i punti migliori ma sembra peggio del primo.# Un Land Cruiser preparatissimo dei soccorsi ci viene incontro; distrutti fisicamente # decidiamo di lasciare la moto li e andare al rifugio con loro. Riprender la moto la mattina seguente alle 7.30 quando il livello del fiume basso. Lindomani terminiamo la# F26# senza intoppi arrivando fino alla capitale# Reykiavik# in un campeggio. Ripartiremo il 15 agosto verso i fiordi occidentali. Un giorno e mezzo dedicati alla visita della Capitale pi a nord del mondo, nulla di eccezionale rispetto ad altre ma decisamente gradevole. Bello il Duomo con la facciata che ricorda un geyser in azione e carine le colorite vie del centro animate da numerosi ragazzi seduti nei frequenti locali. Una passeggiata sul lungomare permette di vedere la casa dove# Reagan# e Gorbaciov# posero fine alla Guerra Fredda. Gita in battello# per vedere e fotografare, con scarsi risultati, le pulcinelle di mare. Andiamo alla ricerca dei due negozi di moto che ci ha consigliato un motociclistica che abbiamo fermato la sera prima: dobbiamo comprare degli stivali nuovi per Sara, si sta staccando la suola ed entra acqua ovunque. Al secondo negozio# (concessionario TM Racing!! )# li troviamo. A pranzo ci fermiamo in un ristorante alla mano e, sembra, per locali; ci facciamo consigliare dalla cameriera e che ci porta due piatti tipici: un pesce che sembra merluzzo ricoperto da una purea di patate, formaggio e burro, molto buono ed un piatto con una tagliata di carne rossa stile fiorentina,# balena e non me ne voglia nessuno# ( spiace anche a me )# ma eccezionale. Nel tardo pomeriggio al camping ritroviamo il guzzista, con il quale scambiamo le nostre esperienze.

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La mattina del 15 agosto, ripartiamo verso la penisola dello# Snfellsnes; pranziamo con dei noodles presi in Danimarca sulla spiaggia# Ytritunga# dove avvistiamo le foche giocare sugli scogli e in acqua vicino alla riva. Proseguiamo e, sulla strada in senso contrario al nostro, incrociamo Alessandro col GS 800 di ritorno dai ordi occidentali, nostra meta dei prossimi giorni. Anche con lui ci scambiamo le varieavventure/ disavventure# e ci consiglia di fare una strada sterrata che taglia la punta della penisola.# Strada fenomenale per il paesaggio da urlo: si sale sulla costa della montagna ricoperta dalla lava pietricata con strane forme mentre la cima ricoperta da un ghiacciaio, il tutto con il mare a fare da sfondo. Terminiamo la giornata al campeggio di Stykkishlmur# non facendoci mancare la visita allultima fattoria che pratica la lavorazione dello squalo, antica prelibatezza islandese. Oggi non pi pescato ma lo comprano per poi prepararlo. Dopo averlo ragliato lo conservano 2 mesi per la fermentazione in apposite casse; poi lo appendono allesterno per lessicazione. a dadini, ha un odore molto forte di ammoniaca e il sapore anonimo, nulla di speciale. Controllo olio motore, lavaggio e ingrassaggio carena e# siamo pronti per i selvaggi ordi occidentali. Partiamo da Stikkisholmur# con il cielo grigio# poco promettente e un freddo polare, 10 gradi ad agosto per noi un freddo polare. entriamo nella bellissima regione dei ordi occidentali, nostro

giro di boa.# Ci " spariamo ogni singolo ordo andata e ritorno. La strada, # a tratti asfaltata a tratti no, concede ai nostri occhi scorci di paesaggio spettacolari ora che il sole si fa spazio tra le nubi. Imbocchiamo la 612 strada che porta al punto pi a Ovest dellisola, e se non fosse per le Azzorre, dEuropa. Prima per prendiamo unaltra diramazione per andare a# Rau$isandur, la spiaggia rossa, unica di quel colore qui. Tornando indietro, al bivio per Bjartanga punto pi occidentale, tento una manovra da perfetto imbecille: una macchina ferma in mezzo sllincrocio, sterrato. Devo girare a sinistra e Al posto di tagliare interno passo largo nel punto in contropendenza a bassa velocit, troppo bassa per il fondo duro e secco coperto di polvere. Quando prendo in mano il gas la mia gomma posteriore sentenzia che dobbiamo cadere. Nulla di che, a 3 allora non ci si fa nulla. Ci rimane secca la valigia sinistra che dopo due anni di cadute, pali, sassi, alberi e # una# Golf# danese si arrende e spezza lattacco sl telaietto. Abituati allandazzo non facciamo una piega: tiriamo su la moto e con la cinghia che tiene il sacco laterale ci lego anche la valigia. Andiamo al capo, foto di rito e in mezzo alla strada di ritorno la Provvidenza ci fa un bel regalo: una bella cinghia persa da qualcuno. Un ulteriore punto di ssaggio per la valigia malandata. In serata, dopo altri ordi meravigliosi, arriviamo alla bellissima cascata di# Dynjandi# dove campeggiamo liberamente in un area attrezzata.

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La valigia sembra andare benone e# ci addormentiamo soddisfatti. La mattina dopo ripartiamo lungo gli instancabili fiordi; a# Isafjordur# facciamo la spesa e compriamo un nuovo set di padelle da campeggio per sostituire le ormai distrutte# Quechua. A pranzo ci fermiamo a ridosso di alcuni scogli usati dalle foche come sdraio per prendere il sole. Saziati da dei formidabili fusilli al pesto ripartiamo verso lo Strandir, posto assolutamente dimenticato da Dio dove ad un certo punto termina la strada senza motivo in un villaggio dimenticato anche dagli islandesi. A sorpresa, a ridosso di una malandata pompa di benzina, sorge un# Kaffi# nel quale ci scaldiamo con due the caldi e una fetta di torta per lonesta cifra di 13 '. 8 gradi e il calendario del locale ci ricorda che fa un freddo boia. Torniamo sui nostri passi per 100 km e ci fermiamo a# Holmavik, supermercato di fronte al camping e non ci facciamo mancare un bel filetto di manzo corto sulle nuove padelle. Domani si torna a sud via F35. Superati i fiordi, prendiamo la# F35# diretti a sud, neanche 30 km dalla partenza, su un tratto sterrato, liscio come asfalto sento, tutto ad un tratto, che lavantreno perde il controllo; se non fossi stato stato in curva a strapiombo sullOceano# non mi sarei# preso tanta paura,# non avevo mai bucato prima# e ci ho messo un po a capire cosa stesse succedendo sotto le ruote. Riusciamo a fermarci sani e salvi dopo aver zigzagato per la strada,# scendo e vedo la ruota a terra. Ok, ho la camera daria di scorta, le leve, gli attrezzi e sono in grado di cambiarmela. Scopro che lincidente di Copenaghen mi ha compromesso i cuscinetti della ruota, nel giro di unora con laiuto di Sara e qualche imprecazione siamo di nuovo in marcia. Mangiamo in unarea di sosta e imbocchiamo la F35, pista facile a tratti sassosa ma con vento forte; riesco a tenere un buon passo e nel giro di unora arriviamo ad Hveravellir, parco naturale nel deserto con fumarole e una pozza dacqua calda dove si pu fare il bagno. Montiamo la tenda col vento onnipresente e alle otto e mezza crollo nel mio sacco a pelo. La mattina dopo riprendiamo la strada verso sud, 70 km ci dividono dallasfalto e da# Geysir, nostra meta; 10 km e sento la stessa perdita di controllo dellavantreno: seconda foratura allanteriore: lunica camera da 21( pollici lho

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usata ieri e kit di riparazione non ne ho. Deserto e deserto a perdita docchio, mi invento una riparazione con nastro americano e colla del materassino ma ogni 500 metri dobbiamo fermarci e rigonfiare la ruota. Un ciclista di passaggio ci lascia una toppa per la camera ma# non abbiamo la colla adatta# e la riparazione un disastro. Abbiamo il numero di# Alessandro, lui ha le camere di scorta e forse non le ha usate. Lo chiamo per sentire dov a 3 ore di strada# ma ci promette di aiutarci venendoci incontro. Ormai rassegnati, ci prepariamo la pasta in una stupenda landa desolata con i ghiacciai a vista. Allorizzonte si vede una nube di polvere alzata dalla sagoma di una motonon pu essere gi lui. un austriaco su una vecchia BMW seguito da un amico tedesco sempre su una vecchia BMW. Si fermano, gli spiego il problema, la sua camera da 21 lha persa per strada e in due ne hanno una e non possono darmela, ma per fortuna hanno il kit di riparazione. Armeggiamo con la ruota, leve e kit, fanno un bel lavoro e la camera tiene! Ringraziamo sapendo che tra motociclisti ci si aiuta. Ripartiamo, ormai Alessandro gi in strada, lo incontreremo infatti appena toccato lasfalto. Insieme visitiamo Gullfoss e Geysir poi ci dirigiamo alla pista F208 del Landmannalaugar detta dei guadi, posto di incredibile bellezza. Ci fermiamo a met strada in un camping attraversando un guado giusto per bagnarci gli stivali prima di andare in tenda. Giornata lunga e stancante finita senza altri imprevisti. Imprevisti che ritornano il giorno dopo: sempre sulla F208 dopo molti guadi facili, in uno al GS 800 di Alessandro si stacca la catena dalla corona esattamente come successo a me sulla F26. Fortunatamente qui il guado piccolo e la moto gi fuori dallacqua. In una valle dai colori contrapposti: terra nera, montagne verdi brillante e cielo grigio rimetto in sesto la catena. Ricomincia a piovere, pioggia che ci accompagner tutto il giorno. Arriviamo al paese di# Vik# dove ci rifugiamo in unarea di servizio per ore mangiando hamburger e riscaldandoci, i 10 gradi persistono instancabili. Aldil della strada c un campeggio dove piazziamo le tende grazie ad una breve pausa dalla# pioggia. Mangiamo e poi a nanna.

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Ci svegliamo bagnati fradici, ha piovuto tutta notte, la tenda ha retto no ad un certo punto oltre il quale lacqua ha incominciato a invadere ogni cosa. Ci prepariamo e partiamo, dopo 500 metri ci rifugiamo nella stazione di servizio, amica del giorno prima. Colazione e ritrovo casuale con altri motociclisti italiani conosciuti sul traghetto e incontrati ogni tanto in giro per lisola. Finiti i convenevoli partiamo davvero# verso est. Lacqua nalmente ci abbandona e per molti km saremo osservati costantemente dalle nuvole. Alla vista del# Vatnajokull, il ghiacciaio pi grande del mondo fuori dal circolo polare, ci fermiamo pi volte per scattare fotograe. Sostiamo qualche minuto davanti ai resti di un ponte spazzato dalla furia di un alluvione glaciale. Nei pressi della laguna di# Jokullsarlon, il tempo ritorna brutto ma non rovina lo spettacolo o!erto dagli iceberg nella laguna e sulla spiaggia. Procediamo verso la cittadina di# Hofn in cerca di un letto asciutto, per oggi il campeggio se lo possono tenere. Dobbiamo far asciugare tutta la roba compresi noi stessi. Troviamo una bella fattoria, in stile bed&breakfast, che ci lascia una camera a poco. Giornata tranquilla, quasi noiosa rispetto alle precedenti, nita ad asciugare le nostre cose.# Dopo oltre due settimane di viaggio ci concediamo una notte in un letto vero. Ripartiamo da# Hofn# col solito cielo grigio e qualche goccia; oggi lultimo giorno e dobbiamo

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raggiungere il porto di Sey$isfjourdur, ci separano poche centinaia di km:ci aspetta unaltra giornata tranquilla. Allunghiamo la strada per vedere in particolare un ordo dove il mare si dovrebbe infrangere regalando spettacolari scatti; se non ci fosse stato il mare piatto come un tavolo da biliardo ci avremmo anche provato. Delusi riprendiamo la strada, ormai la solita dopo km di soli ordi, pecore, vento e acqua. Arrivati, cerchiamo una sistemazione con un tetto, per ripararci dalla pioggia ma tutto pieno quindi ci rifugiamo al campeggio strabordante di tende. Domani salpiamo per la Danimarca. PARTE_III_Il rientro Sabato 25 Agosto 2012

ue giorni di navigazione spesi a mangiare, bene, dormirepoco grazie ai russatori di professione, e a raccontare, con i compagni di viaggio, le disavventure vissute. Il 25 sbarchiamo a# Hirtshals, il tempo sembra tenere quindi con una deviazione di 100km andiamo a# Skagen. La moto dallincidente andata bene ma quando ho forato e avevo la ruota anteriore smontata ho visto che i cuscinetti si erano rotti, dopo 4000 km in queste condizioni ora inizia a sbacchettare vistosamente lo sterzo. In# Danimarca# non hanno un pezzo di ricambio per la mia moto quindi spero di riuscire ad arrivare in un KTM in Germania. Scendendo lungo la Danimarca abbiamo deciso di fermarci a# Billund# per vedere# Legoland, decisione assolutamente azzeccata per gli appassionati come me. Domani ripartiamo verso# Amburgo# sperando di risolvere il problema. Ripartiamo da# Billund, diretti in un centro Ktm poco prima di# Amburgo, 250 km di autostrada dove la moto, stranamente, migliora rispetto ai giorni precedenti: lanteriore vibra molto meno. <<Ormai rassegnati, ci prepariamo la pasta in una stupenda landa desolata con i ghiacciai a vista. Allorizzonte si vede una nube di polvere alzata dalla sagoma di una motonon pu essere gi lui. un austriaco su una vecchia BMW seguito da un amico tedesco sempre su una vecchia BMW.>>

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Decidiamo allora di non fermarci e di proseguire verso a casa, la ruota sembra farcela, 200 km dopo, sempre in autostrada la smentita: in un tratto tra# Hannover e# Kassel a tre corsie ridotte a due, per lavori in corso, abbastanza tra"cato sento lo sterzo vibrare sempre di pi.# Riduco la velocit, intorno ai 100 orari e di colpo, con# uno stok molto forte, sento nettamente la ruota cedere e la moto si inclina leggermente a sinistra. Lo sterzo # incontrollabile, tagliamo tutta la carreggiata da destra a sinistra, Sara bravissima non muove un muscolo, e riesco a tenere in equilibrio la moto zampettando qua e la sperando che dietro nessuno ci venga addosso. Non oso toccare i freni, la moto ci ha portato al sicuro dalle auto nella corsia dei lavori in corso facendo gli ultimi metri sul cerchio e fermandosi da sola. Scendiamo increduli e guardo sconcertato la ruota davanti a terra, per la terza volta, con la gomma stallonata e il cerchio praticamente quadrato. Dopo qualche minuto si ferma un auto della# Polizei che ci chiama il carro attrezzi. Dopo solo unora di attesa, passata a sperare di non ripetere le 9 ore di tre anni fa in Austria, arriva un furgone dellADAC, lACI tedesca. Lomone parla solo tedesco, come quasi tutti in questa zona, e tra domande in tedesco e risposte in inglese con apostrofazioni italiane# capiamo solo Ducati e 15 km. So per certo che il primo Ktm a 60 km quindi per una ruota ce la facciamo andare bene lo stesso.# In realt non abbiamo capito nulla, noi e loro. Ci porta alla base# ADAC a 15 km, dopo unora di scene fantozziane con protagonisti altri 4 tedeschi, che messi assieme parlano tre parole di inglese e una di spagnolo ( da quando?), tentiamo, sempre in inglese e aggettivi coloriti in italiano, di fargli capire che la mia moto non una Ducati ma una Ktm e che ci devono portare in Ktm e non in Ducati. Per loro Italiano=Ducati, Ktm=Austriaco. E!ettivamente in questo viaggio non la prima volta che mi capita di essere avvicinato da tedeschi che riconoscendo la moto mi parlassero in tedesco, quindi non mi stupisco che abbiano pensato che fosse una Ducatima cazzo ha adesivi Ktm enormi sulle carene! Comunque si sono dimostrati gentili e disponibili, dopo aver pagato il carro attrezzi piu costoso che conosca, ci portano in ktm ormai gi chiuso dove lasciamo la moto ad una specie di custode e poi, gentilmente, lomone tedesco ci porta in centro a# Kassel per trovare un albergo.

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Lo troviamo con non poche difficolt, in citt c una sorta di festival dellarte e gli hotel sono tutti pieni ma alla fine ce la facciamo. Lindomani mattina andiamo al concessionario Ktm/Suzuki, piu Suzuki che Ktm, con titolare che parla un buon inglese ci illustra la situazione: cerchio da buttare, gomma tagliata quindi da sostituire, perno ruota# compromesso, distanziali rotti, supporto pinza dx fresato dal disco.Lincidente ha rotto i cuscinetti i quali lavoravano male e storti, inoltre, il cerchio stortato dalla botta amplificava il fenomeno. Alla fine ha ceduto il tutto in autostrada ad un giorno di viaggio da casa. Ordiniamo i pezzi con la speranza che arrivino il giorno dopo Come previsto i pezzi arrivano in tempo e per ora di pranzo siamo di nuovo in strada. Vorremmo arrivare a casa in serata, sono poco meno di 900 km dautostrada e in linea teorica dovremmo farcela. Giusto le soste per fare rifornimento e arriviamo in Svizzera intorno le 20.00, solo 300 km ci separano da casa ma il cielo cambia e nei pressi di Zurigo inizia a piovere, decidiamo cos di fermarci. Sapevamo che fosse cara la Svizzera ma cos tanto no, prezzo medio di una camera di un albergo 2/3 stelle 130 Euro senza colazione! Cos dopo unora in giro per Zurigo tra un Hotel e laltro mi girano i cosiddetti e punto la moto verso casa prendendo lennesimo veloxfar la collezione. buio pesto e a Lucerna la pioggia aumenta di intensit e complice il faro del 990 poco collaborativo # prendo un uscita a caso e, come al solito, penso di aver beccato la zona pi in della valle, il pi economico ha una stanza a poco meno di 150 euro con colazione. Sono le dieci di sera, piove e non abbiamo ancora mangiato, quindi la prendiamo e risparmiamo sulla cena facendo lultima porzione di pasta attaccando il fornellino sul davanzale della stanza. Andiamo a letto distrutti e ci svegliamo tali e quali dopo 7 ore, vogliamo arrivare a casa per pranzo, il primo vero pranzo dopo un mese di viaggio. Autostrada, cielo grigio e come passiamo la dogana a Como inizia piovigginare ma lItalia e lItalia ancora un oretta scarsa e spegniamo per lultima volta la moto carica. Felici di essere arrivati sani e salvi ma tristi per aver concluso, anche se il prossimo viaggio gi in testa! Stay Tuned...

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Info utili
Fuso orario: 1 ora indietro rispetto all'Italia, 2 ore in estate perch non adottata l'ora legale. Valuta: Corona islandese 1 Euro=152,31 Isk (al 26/07/2012). Bancomat e carte di credito: sono accettate tutte le principale carte. Documenti: Carta d'identit valida per l'espatrio o il passaporto. Assistenza sanitaria: garantita a tutti i cittadini in possesso di della Carta regionale dei servizi. Corrente elettrica: 230V presa tipo C e F (schuko) Ricettivit turistica: Gli alberghi, le fattorie e gli ostelli stentano a soddisfare la richiesta, pertanto consigliato prenotare per tempo oppure di portarsi la tenda che in caso di bisogno i campeggi non mancano. Mangiare: un Paese costoso, quindi mangiare sempre nei ristoranti o trattorie comporta un certo esborso economico. Quando partire I mesi ideali per visitare l'Islanda in moto vanno da Giugno a met Settembre. Giugno e Luglio, nell'instabilit climatica islandese, sono i mesi pi tranquilli ma non escluse perturbazioni tali da portare anche neve (soprattutto nel centro dell'Isola) e si pu ammirare il famoso Sole di Mezzanotte. E' un Isola viva e di anno in anno le cose possono cambiare anche di molto, quindi nei mesi prima di Agosto possibile che alcune piste interne siano ancora chiuse, se il maltempo persiste per residui di neve e/o troppo fango. Se si vuole essere quasi sicuri di praticare le piste interne bisogna andare ad Agosto ma il meteo solitamente pi ballerino, di certo se qua il maltempo occasionale e il sole la costante l il contrario quindi preparatevi a prendere acqua. Discorso temperature: ne ho sentite tante e alla ne come stare nelle nostre localit alpine a

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1500-2000m in estate, 21-22 di massima e di notte se brutto arriva anche a zero ma non scende di pi. Nelle zone costiere il clima pi "caldo" e meno variabile rispetto all'interno, tenetelo presente se viaggiate in campeggio. Appunto personale: se chiedete a 10 persone che tempo hanno trovato quando sono state in Islanda da Giugno a Settembre, anche negli stessi giorni, vi daranno 10 risposte diverse. Il meteo troppo variabile e troppo velocemente e le previsioni non hanno senso ne utilit. Come raggiungerla In aereo: voli dai maggiori aeroporti italiani con destinazione Keavik a pochi km dalla capitale, spedendo la moto tramite corrieri. Via terra: l'unica compagnia che traghetta dal continente la Smiryl Line e ad oggi parte solamente da Hirtshals (Danimarca). Per risparmiare tempo e km si pu prendere il treno (DBautozug) da Alessandria, Verona e Bolzano con arrivo ad Amburgo viaggiando una notte, il costo per andata e ritorno con cuccetta supera i 500 euro ma prenotando last minute i prezzi si dimezzano.

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Per quanto riguarda la sistemazione in nave se si vuole partire ad agosto conviene prenotare sei mesi prima giusto per avere libera scelta sulla sistemazione (cuccetta, posto letto in cabina o cabina doppia ecc), inoltre prenotando anche i pasti si ha un risparmio di circa il 10% sul prezzo di listino. Camping e attrezzature La pratica del campeggio una bella esperienza ma se si fa in moto o ami la vita in tenda o la odi. Personalmente la mia prima volta stata in moto davanti al tunnel del Parpaillon e mi sono innamorato! Dico sempre che un hotel per quante stelle abbia non ne avr mai quante il cielo la notte...ed meglio organizzarsi con criterio per evitare il pi possibile di trasformare il viaggio in agonia. Tenda: da chiusa deve essere il pi piccola possibile, scegliete sempre quella con un "posto in pi", cio: siete da soli? prendete quella da 2, siete in due? prendete quella da 3 e non andrei oltre. Perch avendo anche tutta l'attrezzatura da moto e quant'altro una tenda pi larga fa sempre comodo, soprattutto quando piove o siete bagnati. Poi dipende anche dove andate: in Sardegna ad agosto prenderete una estiva monotelo, se andate come me in Islanda prendete una 3 o 4 stagioni doppio telo che abbia una buona impermeabilit. Costi: ci sono tende da 50 euro a 1000 e passa, quindi dipende dalle vostre tasche, pi si sale pi si ha qualit ma come detto prima bisogna guardare anche lo spazio da chiusa e la facilit e velocit di montaggio (fondamentale in caso di forte vento o pioggia). Preferite sempre la tipologia "igloo" che sono autoportanti (non devono essere legati ad alberi o pali) e meno sensibili alle raffiche di vento. Personalmente dopo svariati mesi di ricerche la migliore reperibile in Europa ed in Italia per quanto riguarda prezzo, qualit, facilit di montaggio e spazio occupato da chiusa stata la Bertoni Nordkapp 3 ALU. Costo sotto le 150 euro, 3 stagioni doppio telo con un ottima impermeabilit, autoportante, la 3 posti pi piccola e montaggio veloce grazie ad una paleria semplicissima. Tende di maggior qualit e quindi costo erano troppo ingombrati da caricare sulla moto. Sacchi a pelo: anche qui conta il luogo del viaggio,

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quindi condizioni climatiche, e spazio occupato. I migliori sacchi a pelo in quanto a piccole dimensioni sono i Ferrino, costano ma sono di indubbia qualit. Per l'Islanda io e la mia ragazza abbiamo optato per due Ferrino io il...non mi ricordo il nome comunque per la scelta bisogna guardare la temperatura di comfort ovvero quella indicata nel mezzo della scala di temperature (uguale per tutte le marche) quindi io ho preso un 4C gradi di comfort e la mia ragazza un 0C. Le temperature sono da considerare equivalenti per un adulto in buono stato di salute, vestito e in tenda con quella temperatura esterna in condizioni stabili (no vento, no pioggia, no neve e umidit nella media). Per comfort non si intende: "minchia quanto fa caldo!", ma dormire 8 ore senza interruzioni dovute al freddo e vi garantisco, dopo una notte a 2650 m con 0C, che se avete freddo non dormite o continuate a svegliarvi. Quindi meglio stare sicuri e togliersi magari una maglia che dormire un po' si e po' no. Pi si scende con la temperatura di comfort e pi sale il prezzo. Il sintetico rispetto alla piuma vincente per lo spazio, la resa circa la stessa con il vantaggio che non si inzuppa se si bagna. Generalmente le donne sentono di pi il freddo ma c' una scala di temperature apposite: uomini e donne. Materassini: ci sono due tipi: autogonfianti o gonfiabili. I primi sono pi pratici, hanno un valvolino da aprire o chiudere a seconda se si deve gonfiare o sgonfiare ma sono pi ingombranti da chiusi. Hanno diversi spessori, consiglio quelli da 2,5 cm che chiusi sono poco pi grandi di un sacco a pelo. Quelli gonfiabili occupano pochissimo spazio ma bisogna avere una pompetta dietro. Mangiare: ci sono tante soluzioni ma bisogna scremare. Anche qui servono piccole dimensioni quindi fornelletti minimal (ce ne sono di tutte le marche) che si trovano al decathlon a pochi euro e vanno benissimo. Le ricariche di gas meglio scegliere quelle smontabili dal corpo del fornelletto in modo da riporle meglio nelle valigie. Per il cibo la soluzione migliore ma pi costosa quella di prendere le buste liofilizzate, si bolle l'acqua e po la si versa dentro queste buste ed gi pronto: risparmio di tempo e di gas (oltre che evitare di pulire la pentola)ma costano circa 5 euro l'una! Quindi io ho optato per quelle buste col cibo

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precotto tipo knorr, star e similari a 1 euro l'una e spendo un p pi di gas perch oltre far bollire l'acqua poi bisogna cuocere il tutto con tempi che vanno dai 5 ai 15 minuti. Inoltre bisogna sempre ricordarsi di tenere almeno mezzo litro d'acqua per cucinare altrimenti si sta stomaco vuoto se non si riesce a recuperare. Quindi avere delle "cose" gi pronte come simmental, rio mare ecc di scorta utile. Dopo aver mangiato c' l'odioso rito del pulire le vettovaglie: prendete i saponi biodegradabili (esistono) cos non si inquinano torrenti ecc. Se campeggiate liberamente abbiate il buon senso di mettere i riuti in un sacchetto per poi buttarlo appena possibile. Ricordiamoci per che stiamo viaggiando e quindi attraversando culture diverse dalla nostra, una bella puntatina ogni tanto in locali tipici dove assaggiare il cibo locale cosa buona e giusta. Preparazione moto: Si pu andare con qualsiasi moto, ma pi votata per il fuoristrada e pi sar accessibile e "facile" l'interno dell'Islanda.

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Generalmente serve: - buona autonomia, almeno 300 km - gomme durevoli, A/R si sorano i 10.000 km e a seconda del tipo di moto bisogna organizzarsi. Se si vuole portare dietro un treno di gomme una buona idea. sgari

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