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G

LAURA FRANZA
ualcuno era comunista. Partiamo da questa tua celebre canzone, diciamo canzone ma un monologo in realt, non c la musica solo un commento, un ambiente. Il testo non nasce da unanalisi vera e propria, nel senso che il pi delle volte, anzi quasi sempre direi, il nostro lavoro (e dico nostro per tutte le cose firmate Gaber e Luporini) parte da una sensazione fisica, e non tanto da unosservazione razionale. Vedevamo finire un periodo, una serie di sfaceli in giro per il mondo cominciati tanto tempo prima, non certo solo quelli degli ultimi due anni, un periodo in cui effettivamente c stato una specie di crollo generale. Ed ecco la sensazione fisica, un interrogarsi anche su noi stessi, su come hai vissuto, su come ti sei comportato, su come hai creduto, su come ti sei mosso insomma, e succedere, non ci sono rimpianti, senti che la domanda nasce da un non si pu dire: Era meglio che disagio, un malessere che riguar- tutto rimanesse uguale. Coda s in generale la perestrojka, munque penso che questo camma anche prima, arriviamo alle biamento cos rapido lo paghereBrigate rosse, e anche pi indie- mo nei prossimi ventanni, non una cosa che ci lascer indenni. tro. Quindi hai usato il termine co- chiaro che una frattura del monmunista, ma per intendere tanto do nei due grandi blocchi, dove in di pi uno si vive in un certo modo, nelS. La parola comunista in laltro si vive in un altro non potequalche modo andava intesa e va durare, per carit. chiaro che spiegata. Il malessere di cui parla- ci dovesse essere un cambiamenvo era dovuto se vuoi al Muro che to, anche perch le distanze si socadeva, alla miseria nellUnione Sovietica, alla sinistra in bala da una parte di sensi di colpa co- Penso che questo me dire: Abbiamo sbagliato, cambiamento forse. Dallaltra parte con mancanze quasi propriamente fisi- cos rapido che, c gente che gli mancata la lo pagheremo nei mamma, mancata la sicurezza. prossimi ventanni e con la scissione tra Pci e Rifondazione questa insicurezno accorciate, i paesi sono pi viza diventata pi evidente S, e a quel punto ecco, il ma- cini, ci sono i satelliti, e tanti fattolessere generale cui accennavo ri che non potevano conservare malamente, io lho provato. Con questa sorta di invulnerabilit, la sensazione che tutto quello che di intoccabilit delle due parti, era accaduto in fondo doveva niente da obiettare. Per la sensa-

Il brano tratto da unintervista inedita fatta nel 1992 al celebre artista

LUTOPIA DEL SIGNOR


Una breve storia della Sinistra secondo Gaber
zione era comunque sgradevole... Allora, mi sono un po interrogato, partendo da questo malessere, e mi venuta fuori lindispensabilit di chiarire non tanto il presente quanto il passato, perch in fondo il malessere ha radici nel passato e quindi andava visto l, e ho avuto la netta sensazione che sulla parola comunista si siano creati negli anni grandissimi fraintendimenti. Non credo allinizio, dove semmai i fraintendimenti erano probabilmente legati a una non conoscenza, ma comunque a posizioni molto legate al sovietismo in genere e alla Russia, alla dittatura del proletariato, a Lenin In seguito nel dopoguerra, io non cero ma lo immagino, credo che il mito della Russia fosse molto presente. Poi negli anni in cui sono diventato un po pi grande, quindi parliamo gi dopo il 56, questo voto a sinistra, questa adesione alla sinistra, che anchio ho dato negli anni Sessanta, cominciava a diventare un voto in pi, imprecisato, un voto di opposizione, un voto che teneva conto di alcune spinte ideali del comunismo, ma che si allontanava sempre pi non dico dalla teoria marxista, ma da quella leninista. Lanalisi di Marx sulla societ, sul condizionamento dellindividuo alla produzione e gli altri concetti, forse essendo idee teoriche e lontane, in qualche modo venivano considerate filosofia, mentre lapplicazione naturalmente andava nella direzione di Lenin e del centralismo democratico russo. Ecco, questo tipo di posizione andava via via, secondo me, trasformandosi fino a raggiungere negli anni 68-69 una diciamo adesione alla sinistra, di massa in questo caso, completamente diversa, molto confusa, molto pi allargata. Come se ognuno se la facesse su misura? S, diciamo che era come se ognuno in qualche modo ci mettesse le sue spinte ideali dietro le bandiere rosse, che a quel punto gi si cominciavano a distinguere, perch cerano quelle cinesi, quelle russe e quelle italiane, e

La canzone

Qualcuno era comunista


Qualcuno era comunista perch era nato in Emilia/ Qualcuno era comunista perch il nonno, lo zio, il pap la mamma no/ Qualcuno era comunista perch si sentiva solo.(...)/ Qualcuno era comunista perch il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche lo esigevano tutti Qualcuno era comunista perch glielo avevano detto/Qualcuno era comunista perch non gli avevano detto tutto.(...)/ Qualcuno era comunista perch piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, lItalicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera/Qualcuno era comunista perch chi era contro era comunista/Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcosaltro. (Un estratto da Qualcuno era comunista di Gaber) Berlinguer che diceva, al di l di Jalta e meglio al di qua, cio cominciava a fare dei distinguo sullessere comunisti. (...) Allora potremmo chiederci come mai non si creato un tessuto culturale di sinistra, tale da unire le varie posizioni, un nuovo progetto di sinistra. C stata ignoranza, scarsa sensibilit? Direi che essendo in atto un desiderio positivo molto forte, a nessuno conveniva creare dei distinguo sul modo di essere comunista, perch comunque sia era gente contro. Lo stesso Partito comunista, tanto per dirne una, allora era molto prudente sul ripudiare Stalin (poi lha fatto), come anche ad esempio sulladerire alle istanze giovanili del periodo (che ha ripreso poi molto pi tardi). (...) Fuori dal partito invece cera una grossissima chiamiamola aggregazione comunista, che passava attraverso le donne, lautocoscienza, il personale politico, tutta una serie di stimoli che allora il partito ignorava, perch aveva paura. Questo va avanti con grandi entusiasmi e fermenti, quindi grandi movimenti, fino alle Brigate rosse, quando vengono riproposti, in comunicati secondo me deliranti, concetti assolutamente legati alla vecchia logica della dittatura del proletariato, del partito che comanda le masse, la classe operaia tutti discorsi che noi ormai, ovvero quella sinistra di cui stavamo parlando prima, un po vaga, un po co-

La rivista
Su MicroMega c lintervista inedita a Gaber qui in parte anticipata. Nella rivista interventi di Cordero,Ingroia e Viale. C anche lappello ai giovani dei vecchi democratici, per la realizzazione della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza anti-fascista, firmato da Camilleri, Flores dArcais, Hack, Manacorda, Spinelli e Prosperi me si dice tra virgolette creativa, aveva assolutamente abbandonato. Per la riproposizione a questo punto di una linea politica assolutamente tradizionale di comunismo appare molto pi evidente, molto pi forte, molto pi espansiva, e provoca la fine del movimento. chiaro che quando cominci a sparare gli altri sono completamente spiazzati. Il movimento, che si chiamava allora Movimento di sinistra, quindi era comunista con le bandiere rosse, ma non assolutamente soltanto legato al Partito comunista, era molto pi allargato. Quellarea l in qualche modo ambiguo definirla con la parola comunismo. Devo dire la verit, il periodo, e per poco tempo anche, in cui io mi sono sentito pi vicino a questarea, in quanto sentivo al suo interno, nella sua vaghezza, una serie di stimoli interessantissimi, che oggi sono ancora rimasticati e riportati fino al disgusto, sono cose dette e ridette, fatte, provate. Ma non tradotte in azione politica. No, non tradotte in azione politica. E anzi direi che per quanto originali e interessanti nellenunciazione, sono stimoli che sono stati logorati soprattutto da un uso spesso ideologico dai grigi compagni del Pci non solo loro in particolare, sono discorsi che si facevano gi allora. Il femminismo ha un momento di inaridimento, oppure di

Di quel periodo di vaghezza, ma di slancio reale dentro, io sento la mancanza


radicalizzazione inaccettabile, il discorso della psicoanalisi, che nasce in quel periodo, diventa un fatto da rotocalco, i discorsi sul corpo, tutte cose che alla fine uno dice: basta, per carit non se ne pu pi! E diventano insopporta-

bili proprio perch vengono sputtanate da tutti, a cominciare dai mass-media, che se ne sono appropriati. Ecco, secondo me quel tipo di tensione morale di sinistra cos allargata, primo non vero che si identificava con la militanza, secondo, conteneva dei segnali che sono anarcoidi, non anarchici, anarcoidi nel senso di contro, in maniera un po imprecisa, non con un progetto politico preciso, buoni comunque a riempire i sogni della gente per andare alle manifestazioni... Nel 77 io sento che il movimento, che gi comincia a rimasticare stimoli degli anni precedenti, va avanti per inerzia e faccio uno spettacolo che si chiama Polli di allevamento in cui ho anche rischiato e sono stato trattato malissimo perch dico: ragazzi, finita, quella roba l finita Ora, di quel periodo di vaghezza, ma comunque di slancio reale dentro, io sento la mancanza, perch in realt quella cosa cera... Di fronte alla sensazione che fra cinque anni tutto quello che abbiamo vissuto passer come sciocchezze, come banalit, come insulsaggine, ho voluto riaffermare questa mia sensazione, questa mia certezza, che non era cos e che dietro a quella parola, in quegli anni, cerano stimoli, desideri, voglie, tensioni morali che ora non esistono pi. E oggi questo il vuoto che abbiamo, la mancanza della parola significa la mancanza dellutopia.
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