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entra la corte vito mazzara assente per rinuncia alla presente udienza vincenzo virga, presunto mandante, presente

a parma tramite collegamento il presidente Pellino fa il punto: dottoressa Fiorini, teste della difesa Virga, assente per condizioni di salute; il teste Marrocco dice che non pu sostenere le spese visto che la sua fone di reddito una pensione di invalidit la teste Di Ruvo Annamaria non si dato corso all'accompagnamento perch ha dato la stessa motivazione del Marrocco: impossibilit economica di affrontare le spese Pellino ricorda agli avvocati della difesa che Virga ha il gratuito patrocinio quindi le spese, anche per i testi, sono a carico dell'erario ma va attivata la procedura il pm produce documenti richiesti dalla corte (il certificato di morte di Cardella e di Vadan, dichiarazione di Genna Vincenzo e il confronto con BUlgarella e dichiarazioni di Bizzi Giuseppe e il verbale di confronto con genna, e identificazione della signora leoni, moglie del generale ghizzoni, integrazione della deposizione di vincenzo sinacori con altri interrogatori in cui si parla di bulgarella; verbale di brusca giovanni sempre riferito a bulgarella). si inizia con Claudio Fava avvocato miceli: c' un'intervista depositata dall'avvocato lanfranca, resa da lei a mauro rostagno a rtc, e poi un'intervista resa da rostagno a lei e pubblicata da King. quando conobbe Rostagno e quando decideste di registrare l'intervista? l'occasione fu un processo qui a trapani per l'assassinio di vito lipari, mauro aveva seguito l'omicidio, io ero citato come testimone per alcuni approfondimenti su punti significativi del nostro racconto giornalistico fatto sui Siciliani. in aula c'era un unico giornalista e mi stupii, ed era un operatore della comunit saman che lavorava per RTC. sapevo che rostagno dirigeva rtc ma non avevo altri elementi, li ebbi alla fine dell'udienza quando l'operatore mi invit in sede rtc per essere intervistato da rostagno andai, trascorremmo molto tempo insieme, una intervista che part dal processo e si allarg ad altri temi di attualit non solo nera ma anche civile e politica in sicilia. fu un'occasione per saldare un rapporto breve ma intenso. gli proposi un'intervista in quell'occasione, che si tenne nell'estate 88 Miceli: concordaste la linea da seguire durante l'intervista a RTC? fava: parlammo del processo, come giornalista ritenevo significativo (e cos mauro) il modo in cui si era arrivati alla determinazione degli imputati e cosa rappresentava trapani nelle vicende di cosa nostra di quegli anno. Trapani viveva in una linea d'ombra ed era diventato un luogo in cui si rinsaldavano interessi politica mafia si sospende per qualche minuto per problemi tecnici

rientra la corte avvocato Vezzadini non ha sentito per problemi tecnici e si deve ripetere la prima parte delle domande dell'avvocato Miceli a Claudio Fava Fava: l'omicidio del sindaco di Castelvetrano vito lipari era una metafora significativa della capacit espansiva di Cosa nostra in Sicilia

"esisteva una nuova geografia mafiosa, il fatto che alcuni imprenditori della sicilia occidentale investissero altrove indicava che ormai c'era una presenza diffusa della mafia in tutta la sicilia e non si concentrava solo a palermo" Fava sottolinea il livello di impunit a cui era arrivata la mafia in quegli anni, "per quello mi stupii molto che ci fosse solo un giornalista di questa rete locale mandato da Rostagno" un intellettuale come Rostagno che era venuto in sicilia mi stup favorevolmente, la sua capacitdi fare un tg che per un'ora raccontava trapani come non si era mai sentito, con un'attenzione assai professionale con nomi e cognomi senza evocare presenze astratte e al contempo con una grandissima ironia. mi ricord peppino impastato,la stessa capacit di dissacrare denunciando Trapani era una citt straordinaria per vitalit e per la capacit di nascondere se stessa; viveva in una linea d'ombra in cui erano confuiti interessi economici pesanti e di interessi di cosa nostra; parlammo in quell'occasione della loggia massonica iside 2: per la prima volta si parlva di un incontro fra interessi mafiosi economici e istituzionali. dentro questa loggia si ritrovavano esponenti di cosa nostra, delle istituzioni e imprenditori sapendo come giornalista siciliano la reticenza che i giornali avevano nel raccontare di queste cose, mi stup invece il modo e la determinazione che aveva Rostagno nel denunciare quel che accadeva con tanta attenzione; questo modo ci fece condividere una passione e un a responsabilit. questo mi spinse a proporre per King un'intervista a Rostagno. c'era condivisione di lettura fra me e Rostagno su quello che stava succedendo a Trapani - la proliferazione degli sportelli bancari, contraddittoria rispetto alla capacit di risparmio della citt, segno che qualcosa stava succedendo, lo avevo raccontato per I Siciliani e le stesse sensazioni le ritrovai nel lavoro di Rostagno. la figura di Mauro e la funzione di questa televisione era straordinariamente avvertita in questa citt c'era una telecamera in funzione durante tutta l'udienza che raccoglieva tutto; il racconto era molto esaustivo e faceva capire come quel processo fosse vissuto da rostagno come uno snodo fondamentale nell'evoluzione di cosa nostra miceli: lei parla di policentrismo mafioso, pu spiegare cosa intendeva? fava: era un'intuizione di dalla chiesa, dopo la sua morte provammo a capire cosa significava estendendo l'analisi anche fuori da palermo e dalla sicilia... p2, sindona, ognuna di queste vicende apparentemente autonome in sicilia trovavamo un punto di ricaduta comune. questa era la sensibilit che proposi a rostagno nell'intervista miceli: parlaste di nuovi livelli mafiosi? fava: siamo nell'88, era una convinzione consolidata che si fosse di fronte a una mappa consolidata del potere mafioso. c'era la prevalenza di un'imprenditoria siciliana che era un pezzo di questa mafia; reciproca convenienza e protezione fra boss e imprenditori. l'elemento di novit rispetto al passato era la convergenza di interessi fra un pezzo del sistema economica e la nuova nomenclatura mafiosa

miceli: le parl rostagno di voler ricostruire la mappa del nuovo potere mafioso? fava: mi disse che voleva raccontare questa citt. "spostiamo il cono di luce da palermo a trapani, qui un luogo dove c' una capacit di impunit perduta a palermo", diceva. che trapani fosse interessante per rostagno era chiaro: era una metafora di quello che stava succedendo e qui aveva trovato un luogo di riparo. a trapani la commissione antimafia non veniva. nell'88 trapani veniva considerata una provincia immune miceli: pu spiegare il significato il termine 'normalizzazione' usato nell'intervista? fava: a Mauro non era sfuggito che i giornali di trapani non parlavano, lui si trovava in oggettiva solitudine. molte cose accadevano quasi alla luce del sole in quegli anni ed era imbarazzante quanto venissero ignorate dalla stampa. quel processo vito lipari , fondamentale, era stato snobbato in modo incredibile, a parte da mauro. era una cosa che non poteva sfuggire allo sguardo di nessuno la presenza di mauro, proprio per il silenzio generale

miceli: con sindona c' il primo incontro fisico fra la mafia e la p2. cosa diceste su questo tema? fava: emergevano dettagli importanti sul finto rapimento di sindona...la p2 e cosa nostra avevano interessi comuni. quando viene fuori la loggia iside2 quando si scopre che ci partecipava l'on canino ed erano iscritti esp0nenti di cosa nostra, era chiaro che venivano fuori delle domande sui legami fra mafia e istituzioni fava: sono vicende che sono venute poi fuori molte altre volte in sicilia. le vicende trapanese erano state anticipatrici di quel che venne fuori poi dopo in tutta la sicilia. miceli: rostagno le parl di gelli? fava: non ricordo questo dettaglio miceli: sull'intervista pubblicata su King. ricorda il contenuto? Fava: era un'intervista libera che voleva raccontare la vicenda umana di quest'uomo che che aveva scelto la sicilia come luogo di ,militanza umana e giornalistica. divent un racconto articolato che non si limitava a dire ma mostrava, avevo bisogno di spiegare cosa tenesse insieme i fili di questa esistenza cos ricca. il suo racconto fu ci che ci permise di spiegare l'assoluta coerenza di tutte le tappe umane del suo viaggio. Rostagno mi trasmetteva grande responsabilit e soddisfazione, era molto contento di quel che faceva a saman e a rtc miceli: le ebbe a parlare di dissapori con altri a saman? con cardella o la roveri? fava: assolutamente no. mi parlava di passione, si sentiva l'attenzione umana: parlando dei tossicodipendenti, mi disse 'questi ragazzi sono pi ricchi di noi, perch hanno guardato la morte e sono tornati indietro', manifestando una sensibilit e profondit rara. l'approccio a saman era non burocratico, non formale: capiva che in quelle esistenze c'erano elementi complessi da capire miceli: si manifest come proibizionista o antiproibizionista rispetto alle droghe? fava:il suo approccio era recuperare alla vita. a rtc lavoravano i ragazzi di saman, era un modo per coinvolgerli, in lui non c'era tolleranza ma un desiderio d capire ma non per contemplarne la sorte ma per riportarli a galla. con tutto il rigore e regole necessarie in una comunit di recupero, non era un luogo di anarchia, ma con un approccio umano, lucido e in pi l'apporto inetllettuale e umano personale di rostagno fava: rostagno sapeva bene che a trapani i trafficanti di droga avevano costruito una base operativa, era territorio fertile, non c'erano solo macroaffari fra politica e economia ma c'era anche traffico di stupefacenti, la fonte di reddito pi significativa per cosa nostra. miceli legge un brano dell'intervista: 'agli uomini capita di mettere radici...' "la mafia negazione della dignit dell'uomo"...

miceli: rostagno parla della possibilit di potarsi e adeguarsene oppure di 'fottersene'. perch rostagno parlava di avere questa possibilit? fava: il riferimento era alla sua sensibilit di giornalista... grande reticenza di altri e invece grande passione che tu metti in questo processo e nel raccontare la citt, gli elementi di disagio umano c'erano. mi disse una cosa che mi colp: io sono siciliano pi di te perch io l'ho scelta, e prevede un atto di responsabilit, aveva ben chiaro che c'era una fatica, anche per come la citt reagiva.. anche se non ebbi mai la sensazione che avesse ricevuto minacce. non mi stup: una procedura, la minaccia, a cui non si ricorre sempre (mio padre non ricevette minacce). si minaccia se la minaccia arriva a buon fine. nessuno disse mai a rostagno di smettere ma che ci fosse un disagio per il suo lavoro era chiaro e non mi stupiva per quello che questa citt era fava: la sensazione di avere toccato qualche nervo scoperto l'aveva avuta. in sicilia riuscire a cogliere la linea di confine fra il consiglio (ma chi te lo fa fare?) e l'avvertimento molto raro avv. Lanfranca: con riferimento all'intervista a RTC, ha detto "avevamo identit di vedute". con riferimento all'omicidio lipari, quale era la lettura che rostagno dava a quell'evento? Fava: una delle manifestazioni del policentrismo mafioso era questo omicidio - l'avevamo detto anni prima sui Siciliani - la mafia catanese che si sposta per ammazzare un sindaco fuori dal suo territorio... era segno di una svolta da raccontare giornalisticamente. andava ben oltre la cronaca giudiziaria: era il modo per mettere a nudo quel che era successo a trapani in quegli anni. Lanfranca: c'erano detenuti presenti? Fava: agate non ricordo, certo non c'era santapaola lanfranca: ha avuto modo di constatare se rtc era seguita? fava: me ne accorsi dopo aver conosciuto rostagno. mi accorsi poi che era diventata una specie di piccola mitologia locale, anche per la capacit affabulatoria e l'ironia di rostagno, per la sua grande cultura e la grande presa che aveva lui sul pubblico avv. Galluffo (difesa Mazzara): sui Siciliani lei ha parlato sempre di mafia.. Fava: abbondantemente, s Galluffo: Rostagno le parl mai di Cardella? Fava: no, sicuramente, Cardella non era presente a Saman... se l'ha fatto me ne parl come dei protagonisti ma senza alcun riferimento negativo GAlluffo: le capitato mai di apprendere circostanze su Gladio,Centro Scorpione? Fava: s sapevo che aveva un luogo operativo a Trapani e una pista che forse stata usata per trasportare armi Galluffo: cosa ricorda su Gladio a Trapani? FAva: so cosa ho appreso da cittadino... non ne parlammo sicuramente con Rostagno. avv. Ingrassia: quante volte ha incontrato Rostagno? Fava: due volte, durante la mia deposizione al processo e la seconda per l'intervista a King. due giornate piene Ingrassia: avete parlato dei problemi derivante dal consumo di droghe? FAva: era la ragione stessa della comunit di recupero, non ci fu bisogno di parlarne Ingrassia: era in preparazione la Iervolino VAssalli che prevedeva pene severe anche per il consumo di cannabis. ne parl con Rostagno? Fava: no

Ingrassia: ha mai saputo se Rostagno fosse favorevole al proibizionismo della cannabis? Fava: no, non me lo sono chiesto, non era questo il punto su cui ci siamo incontrati (avv. Miceli cita l'intervista a King in cui Rostagno dice "se ti fai e sei contento io non ho niente da dirti, ma se vuoi uscirne io ti do una mano"). a Rostagno non interessava giudicare ma aiutare. la sua posizione non partiva da un pregiudizio ideologico c'era un elemento laico profondo nel modo di intendere la terapia di Rostagno presidente Pellino: nel corso del secondo incontro, Rostagno le parl della sua preoccupazione in ordine a casi di ricadute nella droga di giovani della comunit? Fava:non ricordo Pellino: lei dice che R. parl della nuova mappa del potere mafioso. Rostagno fece collegamento fra traffico di droga e di armi? le disse se stava conducendo un'inchiesta su questi traffici? Fava: mi parl di armi e di droga ritenendo che questa provincia per la sua marginalit era luogo in cui era possibile che alcune cose accadessero e che quel processo (lipari) rivelava che gli interessi fra cosche di province diverse si saldavano. la provincia di trapani aveva condizioni di potabilit per questi due traffici, ben pi che in altre province Il teste congedato Si chiama a deporre Francesca Lipari, ex ospite comunit Saman Lipari: ottobre '85 sono entrata in saman per la prima volta poi varie volte. Galluffo: ha conosciuto silvio Bruno? Lipari: era il mio compagno G: stata a Palermo in quel periodo con lui? L: s, in fiera del Mediterraneo. G: ha conosciuto Cardella? L: certo Galluffo: le parl di Isola serafini? L: era un nuovo centro Saman, io fui incaricata di metterlo su insieme a silvio Bruno. i rapporti con cardella erano ottimi, sono stata anche a Milano. cardella da Lenzi mi trasfer a Milano. Ho conosciuto Rostagno a Saman. Lipari: con Mauro curavo una ragazzina ospite di Saman, trascorrevamo tempo insieme, ci fu una storia che and oltre, di breve durata... (avv. Galluffo chiede particolari su spostamenti per uno spettacolo teatrale, lei non ricorda). ho conosciuto Luciano MArrocco. Lipari ricorda, sollecitata da Galluffo, avvenimenti in saman.. l'amicizia di Chicca Roveri con MArrocco, il conseguente nervosismo di Mauro... Lipari e Rostagno fanno un breve viaggio. conferma che nacque una breve relazione. quando tornarono in comunit discusse con Chicca Roveri "un piccolo battibecco"... Pressata da Galluffo, dice che Marrocco "stava molto vicino a Chicca. MArrocco stesso diceva che aveva una relazione con Chicca. Non facevano niente per mostrarlo, ma tutti ne eravamo al corrente". Parla di MArrocco come di una persona impulsiva (Galluffo continua a ricordare a Lipari una precedente deposizioni... Lipari non ricorda che a fatica)

Lipari minimizza nel ricordare le circostanze sollecitate dall'avv. Galluffo (gelosie, relazioni, nervosismi e reazioni) Lipari: a Rostagno Marrocco non andava a genio, non lo apprezzava... si diceva che avesse una pistola ma io non l'ho mai vista. per conto di cardella svolgeva un ruolo che non ricordo GAlluffo: ha conosciuto Giovanni Genovese? che soggetto era? era violento? Lipari: ...per alcuni versi, per altri era carina, gioviale, simpatica... ricordiamoci che si trattava sempre di persone con problemi, siamo in una comunit di recupero Galluffo chiede se a Saman c'erano cassette di sicurezza. Lipari dice s... non sa cosa ci fosse in particolare, in generale documenti e oggetti di valore. Galluffo chiede se ci sono mai stati furti, lei non ricorda casi particolari (anche se era capitato, si diceva Giovanni Genovese). "ma sono cose riportate, non ero presente, ricordo quel che si diceva all'interno della comunit" La teste non ricorda quasi nulla, l'avv. Galluffo rilegge la precedente deposizione.. Lipari dice di aver conosciuto Monica Serra... Galluffo chiede se la Serra aveva una relazione, lei non ricorda, Galluffo legge: "fra Serra e Genovese c'era una relazione". Lipari: io non ero nemmeno presente in comunit, non lo sapevo di persona. tra Cardella e Genovese i rapporti erano buoni Galluffo: i rapporti fra Cardella e Rostagno erano buoni? Lipari: erano ottimi.ci fu poi l'episodio in cui Rostagno fu trasferito fuori dal Gabbiano per ordine di Francesco Cardello, per un'intervista su King in cui si sostitu a Cardella, cio aveva preso il ruolo di CArdella. poi litigarono perch forse cardella voleva che stesse pi in comunit e non in televisione... quando rostagno fece poi un po' di rumore con il suo lavoro a rtc, cardella si preoccup per lui. avv. Miceli chiede quando ci fu la relazione con Rostagno: "l'86, dur poco, non oltre l'estate dell'86... la relazione fra Roveri e Marrocco fu (e fin) nello stesso periodo, contemporaneamente... dopo Roveri e Rostagno tornarono insieme. dopo la rottura fra Roveri e Marrocco non ci furono episodi di nervosismo di Marrocco contro Rostagno. episodi di nervosismo o di aggressivit sono normale in caso di astinenza di droga. erano generalizzati fra tutti gli utenti" Lipari: alcuni utenti ricadevano nella droga ma venivano riaccolti dai terapeuti quando tornavamo. non ci sono state mai denunce per detenzione di stupefacenti. Lipari: la nuova comunit sull'isola Serafini (in provincia di Piacenza) non ricordo quando fu fondata. ma non ricordo che Rostagno ne fosse coinvolto Avv Miceli: nel 96, durante la prima deposizione, aveva gi interrotto con le droghe? Lipari: s ma prendevo farmaci per altri problemi miei. Avv. Esposito (Saman): fu accertato che era stato Genovese a rubare? Lipari: non ho idea, non ero nemmeno a Lenzi. un sentito dire. anche per quel che riguarda i rapporti fra Serra e Genovese, io non ho mai visto di persona Lipari: serra e genovese avevano avuto uno 'sgamo', niente di pi, insomma

avv. Vezzadini (difensore Virga) chiede ulteriori conferme in che anni era presente Lipari a Saman Gli avvocati Galluffo (prima) e Vezzadini (ora) ripercorrono la deposizione di Lipari resa nel maggio del '96 ma la teste oggi stenta a ricordare. Gli avvocati devono continuamente 'agevolare il ricordo' Lipari ribadisce che la "brevissima storia" con Rostagno fin nell'86, la teste si lamenta con vigore che le vengono poste domande inutili, per nulla attinenti ad "un processo del genere" Lipari dice che non avrebbe mai dovuto firmare la deposizione del '96... contesta cose che le vengono rilette, per esempio che la relazione fra Roveri e Marrocco continu anche dopo l'86 le due relazioni finirono contemporaneamente, ribadisce Il presidente Pellino chiede chi designava gli 'angeli della notte';se c'erano requisiti particolari per la scelta. "erano persone ritenute responsabili". chiede ancora se la teste ricorda in saman alessandra faconti ("s") e una donna di nome Leonides ("no"). Pellino chiede se ricorda quando venne aperta una sede Saman a Marsala ("non ricordo"). la teste congedata si fa una pausa si riprende con la teste Anna Buono, ex ospite Saman Buono: avevo in Saman diverse mansioni, autista, cucina, ecc Pm Paci: c'era un criterio per l'assegnazione delle mansioni? Buono: dipendeva probabilmente dalle capacit di ciascuno. Denaro non ne avevamo quasi Pm: venuta a conoscenza di cosa poteva aver portato alla morte di Rostagno? Buono: eravamo costernati, abbiamo pensato al suo impegno politico-sociale, sembrava l'ipotesi pi verosimile. nn vedo proprio quale altra possibilit ci fosse Buono: niente che avesse a che fare con Saman, comunque Pm: ricorda se questa conclusione era basata su qualche dato concreto? Buono: ricordo solo quel che dicevano i mezzi di informazione Pm ricorda che nella precedente deposizione resa da Buono, la teste aveva affermato che si diceva fra gli ex ospiti che Rostagno aveva subito minacce. Buono oggi dice che Rostagno ci rideva su, sul fatto di 'dare fastidio' col suo lavoro giornalistico avv. Miceli: ricorda di essere tornata a Lenzi dopo aver lasciato la comunit nell'87? Buono: ricordo di esserci tornata con Luigi pellegrini Miceli: 28 e 29 settembre '88 ci sono i nomi registrati di Pellegrini e Buono nel registro ospiti Saman. ricorda di esserci stata nell'estate dell'88? registrata nel mese di luglio. riesce a collocare le minacce ricevute da Rostagno? Buono: direi in questa settimana dell'88 avv. Galluffo: i rapporti con i responsabili di Saman come erano? Buono: ottimi

Galluffo chiede se la teste ricorda quando e da chi erano state fatte queste minacce... e se era preoccupato. "aveva un modo particolare di mostrarsi preoccupato: la sua risata era pi forzata" Galluffo ripropone la questione dell'allontanamento di Mauro dal Gabbiano. La teste ricorda discussioni e in seguito a una di queste Rostagno era andato a dormire altrove... "ho pensato che fosse una questione di coppia" Pellino chiede se si ricorda come veniva compilati i registri delle presenze giornaliere in Saman, la teste non ricorda bene. l'avv. Miceli chiede alla corte se pu mostrare i registri alla teste, l'avv. Galluffo si oppone; il presidente d il consenso la teste non li riconosce, non ha un ricordo specifico dei registri Avv. Miceli chiede alla teste se Rita Lipari era presente anche a luglio '88, la teste non ricorda. la teste viene congedata Il presidente legge un'ordinanza che riguarda la deposizione di Curcio (sento poco, appena capisco qualcosa specifico) una questione di procedura... ricusata la richiesta della difesa di acquisire le dichiarazioni di curcio nell'amabito del procedimento bis sui mandanti occulti dell'omicidio Rostagno prossimi testi: Luciano Marrocco non viene richiamato per le difficolt economiche, acquisito il verbale delle pregresse dichiarazioni; alla dottssa Fiorini, molto anziana, la difesa mantiene la riserva sulla convocazione fino alla prossima udienza. Su Annamaria Di Ruvo: la difesa non rinuncia e seguir l'onere normativo previsto; viene chiamata per il 5 dicembre. la prossima udienza sar dedicata a integrazione testi e documenti. l'udienza chiusa. prossima udienza il 28 novembre