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HOMEWORK Ilaria Gori

a) CAUSE DI MORTALITA' NEL TEMPO: dal dopoguerra a oggi


Ho preferito effettuare la mia analisi partendo dai dati pi recenti disponibili in rete. Gli elementi che costituiscono la mia prima indagine sono dati Istat e riguardano i decessi in Italia del 2007, sono basati sulla decima revisione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-10). La principale causa di morte, circa il 38% ogni 10.000 abitanti, dovuta a cause che riguardano problemi del sistema circolatorio, seguito da un 30% di decessi per tumori, con valori maggiori negli uomini rispetto alle donne. Queste sono le due macro-aree che compongono circa il 70% delle morti italiane seguite da una serie di decessi con percentuali pressoch identiche: 6% - malattie del sistema respiratorio 4% - malattie endocrine, nutrizionali, metaboliche - cause esterne di traumatismo e avvelenamento - malattie dell'apparato digerente - malattie del sistema nervoso e degli organi di senso 3% - sintomi, segni, risultati anomali e cause mal definite 2% - malattie del sistema genitourinario - disturbi psichici e comportamentali e decrescendo con le percentuali: malattie infettive e parassitarie malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo malattie del sangue e disturbi immunologici altre malattie malattie della pelle e del tessuto sottocutaneo I dati di riferimento riguardano le cause di morte multiple che consentono di fornire un quadro completo e complesso del contesto patologico in cui il decesso avvenuto. Infatti rispetto a qualche anno fa la nostra epoca caratterizzata da un'et media di vita delle persone maggiore e, per quanto riguarda la mortalit, da malattie cronico-degenerative. Cos il decesso non pu essere imputato a un'unica patologia ma ha una complessa relazione di pi cause e situazioni che probabilmente, se considerate singolarmente, non

risulterebbero letali. Devono essere inoltre segnalati anche i fumatori e i consumatori di alcol (22,8% e 16,4% della popolazione di 14 anni e pi) e le persone obese (10,3% della popolazione con et superiore a 18 anni) in quanto costituiscono una parte della categoria di individui a rischio. Per proseguire la mia analisi ho reputato necessario confrontare i dati sopra citati con alcune nozioni del passato; mi sembra utile segnalare una stima sulla mortalit, effettuata dall'Istat per il 150 anniversario dell'Unit d'Italia, la quale mette a confronto i decessi per multi-causa degli anni 1931, 1971 e 2009 per 100.000 abitanti:

Infine questo grafico penso che riassuma esplicitamente l'evolversi dei decessi per causa nel tempo:

Dall'analisi svolta e dai grafici che ho riportato possiamo evincere che abbiamo avuto un progressivo aumento delle malattie del sistema circolatorio e dei tumori, contrapposto a un notevole decremento delle malattie dell'apparato respiratorio, dell'apparato digerente, e soprattutto delle malattie infettive e parassitarie. La domanda che sorge spontanea : questo cambiamento che si sviluppato con il passare degli anni, probabilmente in seguito alla scoperta di nuovi farmaci e a un miglioramento dello stile di vita e a tutte le conseguenze che questi fattori comportano, ha avuto delle conseguenze nell'ambito della spesa per il sistema sanitario?

b) SPESA PER IL SISTEMA SANITARIO


Come mette in evidenza il grafico sottostante, relativo ai censimenti degli ultimi cinquanta anni e alle previsioni per i prossimi cinquanta, la speranza di vita alla nascita aumentata di circa 12 anni e aumenter di un'altra decina di anni da oggi al 2065 per entrambi i sessi.

Un aumento degli anni di vita non solo corrisponde al vivere di pi ma ha anche conseguenze a livello demografico, infatti negli ultimi anni il nostro Paese ha constatato un aumento del numero degli anziani, e a livello di una trasformazione della presa in carico e dei servizi che devono adeguarsi in base all'et e ai nuovi stili di vita degli individui. Alcuni esempi di questa trasformazione possono essere dati dal ricovero in ospedale, dalla richiesta di assistenza o dal consumo di farmaci rispetto alle diverse classi di et.

Dal grafico sopra riportato possiamo notare come il numero di farmaci consumati aumenti parallelamente al progredire sia dell'et dell'individuo che delle annate prese come riferimento. Allo stesso modo, nello stesso periodo analizzato nel grafico precedente, il nostro Paese ha affrontato anche un aumento della spesa sanitaria:

Ad oggi, la spesa sanitaria pubblica di circa 115 miliardi di euro, pari al 7,4% del Pil, e supera i 1.900 euro annui per abitante (2010), in aumento rispetto all'anno precedente sia in valore assoluto che in percentuale del Pil. Se confrontiamo l'Italia con altri importanti paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito) si evince che la spesa sanitaria pubblica per abitante molto inferiore. Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari a poco pi del 21%. La spesa sanitaria delle famiglie ammonta a circa 1000 euro. Un altro fattore importante da considerare il tasso di mortalit infantile che in Italia di 3,3 decessi per mille nati vivi. Negli ultimi dieci anni, il valore di questo indicatore ha continuato a diminuire su tutto il territorio italiano, raggiungendo valori tra i pi bassi in Europa.

Riprendendo quindi la domanda che mi ero posta nel primo punto di questo lavoro, la risposta non pu che essere affermativa: la variazione avvenuta nelle cause principali che portano al decesso dal dopoguerra a oggi, e le conseguenze che da essa derivano, sono state fra i principali fattori che hanno portato ad un aumento della spesa sanitaria sia pubblica che, in misura minore, privata.

SITOGRAFIA
http://www.istat.it http://www.istat.it/it/files/2011/06/italiaincifre2011.pdf http://www.istat.it/dati/catalogo/20120118_00/cap_4.pdf http://www.istat.it/it/files/2011/06/italiaincifre2002.pdf http://www.istat.it/dati/catalogo/20120803_00/testointegrale20120803.pdf