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Gaza-Israele notizie dalla guerra

tratte da www.ilvangelo-israele.it, 20nov12, con aggiunta di immagini dal web

Quel missile su Gerusalemme che non dimenticheremo


di Pierpaolo Pinhas Punturello, Roma ebraica, 19 novembre 2012
Per gli ebrei la citt santa, per Hamas solo un semplice obiettivo da distruggere
Casa danneggiata da un razzo palestinese (24ott12). (AP Tsafrir Abayov)

Un razzo da Hamas ha colpito un edificio (19nov12). (vosizneias)

Samuel Scharf (marito di Mira Scharf, uccisa da un razzo lanciato da Gaza verso Kiryat Malachi) (16nov12). (photo Moshe Shai/FLASH90)

Eravamo alla seconda strofa del canto mistico Yedid Nefesh, il pyut che in alcuni riti accompagna il pubblico verso l'accoglienza dello Shabbat. Stavamo per concluderla, richiamando la gioia eterna che avrebbe avvolto l'anima quando il gelo ha fermato le nostre voci. Il gelo della sirena. Il gelo del segno di un inverno nel quale gli abitanti del Sud di Israele si trovano ormai da anni. La mia prima sirena. Il primo trauma non solo per me ma per molti abitanti di Gerusalemme colpiti nell'immaginario prima ancora che nelle loro vite da quella che gli analisti hanno sottolineato come una grande novit militare: il coinvolgimento dell'aerea di Gerusalemme nel lancio dei missili di Hamas. Durante il lungo suono della sirena personalmente non ho avuto tempo di analisi storiche o militari. Ho a malapena continuato a respirare, a cantare, a prendere per mano mio figlio Joshua e portarlo, per quanto serenamente, nella sala antimissile della costruzione nella quale ci trovavamo. Nessuno, tra coloro che stavano pregando, ha interrotto il suo canto: testardamente, in lacrime, serenamente, con rabbia, con tristezza, con angoscia, nessuno ha cambiato il proprio tono. Un codice sottile di sguardi per univa tutti nell'ansia del momento e nel pensiero fatale: "Sanno arrivare anche a Gerusalemme!" Chi legge questa frase senza una adeguata consapevolezza potrebbe pensare ad un gruppo di abitanti viziati della capitale che hanno sempre considerato la guerra come una cosa da "Sud" di Israele, un problema di Beer Sheva, Ashkelon, Ashdod, Sderot le cose non stanno in questo modo. Il trauma della sirena a Gerusalemme indice di molte altre riflessioni, di un vento freddo che improvvisamente ha spalancato in una sola volta, con un solo soffio alcune delle innocenti certezze degli abitanti della capitale. Gerusalemme non una citt santa per gli arabi. Non nei loro pensieri come nei nostri, non nelle loro preghiere come nelle nostre, non nei loro cuori come nei nostri, non sulla loro lingua come nella nostra. Gerusalemme non ha per loro nessun diritto inalienabile, Geru-

Razzi che partono da Gaza. (AFP Getty)

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salemme per loro un obiettivo come un altro, come lo fu per l'imperatore Adriano, pagano e romano, che la rase al suolo perch per lui era solo una citt nemica, non Gerusalemme. Gli arabi voltano le spalle a Gerusalemme quando pregano per indirizzarsi verso la Mecca. Hamas pronta a sparare su Gerusalemme, pronta anche a sparare sulla moschea dalla cupola d'oro, sui fratelli mussulmani che vivono ad Est pur di tentare di ammazzare un nemico non mussulmano di Gerusalemme ovest. Quanta distanza etica tra questo approccio e quello di chi cerca, come Israele, di colpire solo obiettivi militari. Gerusalemme non per il mondo arabo un respiro dell'anima, uno stato del pensiero, un sospiro atavico. Da venerd scorso i palestinesi di Hamas hanno dimostrato al mondo che Gerusalemme un obiettivo militare. Come Sderot, come Ashkelon, senza alcuna differenza. Che il mondo segni e ricordi questa data, che il mondo tenga impresso nella mente questo missile quando ai prossimi negoziati di pace verr risollevata la "questione di Gerusalemme". Che il mondo cristiano e cattolico in particolare ricordi il silenzio del Pontefice nell'Angelus di questa domenica 18 novembre 2012, perch dopo due giorni, dal missile che ha minacciato il cuore delle nostre tre fedi, dal cuore di Roma non stata detta una parola per Gerusalemme ed a difendere, questo luogo, le nostre fedi ed il nostro cuore, restano solo gli ebrei e la loro santa testardaggine. Una difesa che non solo nostra, ma salvaguardia ogni singola libert della quale godiamo in Occidente, a cominciare da quella di religione. Perch Gerusalemme capitale indiscussa di Israele, ma pupilla dell'occhio del mondo, suo cuore, suo respiro eterno.

La testimonianza da un kibbutz al confine con Gaza dove piovono missili


di Pietro Vernizzi, ilsussidiario.net, 19 novembre 2012
Il suo kibbutz si trova a 12 chilometri dalla Striscia di Gaza e i missili lanciati da Hamas continuano a cadere a poca distanza dalla sua abitazione. Asa Lebel vive vicino a Sderot, una delle citt nel sud dello Stato ebraico pi colpite dai razzi Fajr-5 di fabbricazione iraniana. La campagna nella quale si trova Lebel per fortuna non presa di mira come le aree urbane, e il cittadino israeliano spiega di non avere paura per la sua vita ma di provare molta tristezza per quanto sta avvenendo in queste ore. Lebel, che cosa ne pensa dell'escalation tra Hamas e Israele? Ritengo che quanto sta avvenendo sia molto triste per entrambi i popoli, ma Hamas ha messo Israele in una situazione tale da non lasciargli pi scelta costringendolo a rispondere. Il kibbutz di Ruhama nel quale vivo si trova vicino a Gaza e ci arrivano continuamente dei missili. Nessun altro Stato al mondo permetterebbe questa continua aggressione senza reagire. Ricordo che nel sud di Israele vive oltre un milione di persone, cio circa il 20% della popolazione dello Stato ebraico. Quanto vicino cadono i missili rispetto alla sua abitazione? I razzi cadono molto vicino, ma per fortuna finora non hanno colpito le strutture all'interno del mio kibbutz. Teme per la sua vita? Non ho paura. L'unico mio sentimento la tristezza: sono triste sia per la popolazione del Sud di Israele, sia per la maggioranza degli abitanti di Gaza, che di certo non vogliono questo conflitto.

Sondaggio: il 84% degli israeliani a favore dell'operazione contro Gaza


ANSAmed, 19 novembre 2012
TEL AVIV L'84% degli israeliani appoggia l'operazione 'Colonna di nuvola', contro un 12% che la rifiuta: questo il risultato di un sondaggio condotto dal quotidiano Haaretz e pubblicato al sesto giorno dell'operazione aerea sulla Striscia. A schierarsi per un attacco via terra su Gaza solamente il 30% del campione di israeliani consultato dal giornale, mentre il 39% intende continuare solo con gli attacchi aerei. A chiedere l'immediato cessate il fuoco il 19% della gente. Il 63% del campione non pensa ci sia un collegamento tra l'attacco alla Striscia e le elezioni politiche di gennaio, mentre il 28% ritiene che le due vicende siano unite. "Israele commenta il giornale da cos un chiaro segno di approvazione alla leadership che ha ordinato e diretto l'operazione, ovvero il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak".

Casa del kibbutz Ruhama. (cs.bgu.ac.il)

La maggioranza degli israeliani d'accordo con la reazione di Benjamin Netanyahu contro Gaza? Assolutamente s. Una maggioranza altissima della popolazione, quasi la totalit, sostiene completamente l'attuale reazione del governo Netanyahu. Gran parte delle persone certa del fatto che Hamas ha scatenato la guer-

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ra contro Israele, e le nostre autorit non avevano altra scelta che reagire. Il suo kibbutz non molto lontano da Gaza. Che cosa ne pensa dei suoi vicini palestinesi? Considero i palestinesi uguali a qualsiasi altro essere umano, ritengo che non ci sia alcuna differenza e auguro loro qualsiasi bene possibile. Spero soltanto che la loro leadership diventi a sua volta in grado di vedere gli israeliani come degli esseri umani. Lei dice che israeliani e palestinesi sono uguali, ma finora sono morti tre israeliani e 59 palestinesi. Non pensa che ci sia una grande differenza? Sarebbe una grande differenza se non fosse stato necessario. Ma guardiamo a quello che sta realmente accadendo: Hamas sta lanciando dei missili il cui obiettivo specifico la popolazione nelle grandi citt ebraiche. Per fortuna io mi trovo in un piccolo kibbutz, che finora stato risparmiato dai missili, ma Sderot, Ashdod o Ashkelon sono colpite di continuo. Significa che Hamas vuole uccidere il maggior numero possibile di israeliani. D'altra parte Israele ha la potenza e la tecnologia per fare altrettanto ai palestinesi, ma si sta limitando a compiere un'operazione chirurgica, cercando di minimizzare le perdite civili tra gli abitanti di Gaza. E lei chiama "operazione chirurgica" l'uccisione di donne e bambini? Nello Stato ebraico le vittime sono state di meno che a Gaza solo perch Israele ha una difesa antiaerea con la quale abbatte i missili, e i suoi abitanti sono molto pi addestrati a mettersi in salvo nei rifugi ogni volta che scattano gli allarmi. L'unica vera sproporzione in quanto sta avvenendo che i palestinesi stanno puntando in modo intenzionale i loro missili contro il territorio ebraico, e ogni giorno ci sono oltre 150 razzi indirizzati sulle grandi citt israeliane, dove si trova la maggioranza della popolazione civile. Dopo i fatti di queste ore, spera ancora nella pace per il futuro del suo Paese? Spero nella pace e in un cessate il fuoco, nella possibilit che entrambi i popoli possano trovare un po' di quiete e che la tregua duri per lungo tempo. Ma di fronte a un'ideologia estremista come quella di Hamas, che crede nella distruzione dello Stato di Israele, purtroppo ci sono davvero poche speranze per la pace. Quindi lei desidera la pace, ma non ci spera veramente ... Non vero. Dobbiamo andare nella direzione della creazione di due Stati, uno israeliano e uno palestinese. Il presidente dell'Autorit Palestinese in Cisgiordania, Abu Mazen, rappresenta un'ideologia e una prospettiva politica che ci d una speranza nel fatto che la pace possa essere raggiunta.

Tel Aviv: le sirene suonano, ma la paura non vince


TMNews, 19 novembre 2012
TEL AVIV Le sirene d'allarme continuano a suonare a Tel Aviv nei giorni della vera e propria guerra aerea che si combatte intorno alla Striscia di Gaza. Nella sola giornata di domenica su Israele sono stati lanciati 125 razzi, quasi tutti intercettati dal sistema di difesa dello Stato ebraico, e almeno due di questi erano diretti a Tel Aviv. Nella citt pi cosmopolita del Paese la vita continua apparentemente senza differenze, ma qualche abitante comincia a porsi delle domande. "Certo che penso ai razzi spiega un uomo ho scoperto che sono enormi, lunghi come un autobus e poi che fanno, esplodono? Mi trovo a pensare a cose che non credevo appartenessero al mio mondo". C' per anche chi non rinuncia a scherzare, in perfetto stile israeliano, sulla minaccia incombente. "Non sentivo le sirene da tanto tempo racconta un altro abitante di Tel Aviv e personalmente la cosa non mi dispiace, crea un'atmosfera di azione. Ma so che parlerei in modo molto diverso se fossi un abitante di Sderot: l gli abitanti sono davvero degli eroi". Al di l dell'ironia, la tensione in Medioriente sempre pi alta. Gli israeliani, comunque, sostengono per la stragrande maggioranza l'operazione militare in corso e non manca chi, come il figlio dell'ex premier Sharon, chiede di "radere al suolo Gaza". Video: http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/11/tel avivsirene19112012.mp4

L'attesa dei soldati israeliani nella Striscia di Gaza


RaiNews24, 20 novembre 2012
in corso un tentativo di arrivare al cessate il fuoco

Di fronte al rischio di un'imminente offensiva di terra israeliana nella Striscia, la tregua a Gaza sembra ancora un miraggio lontano, ma secondo una fonte palestinese a Ynet entrata "in una fase importante". Israele ha inviato un emissario al Cairo, che stato trasferito immediatamente dall'aeroporto alla sede dei colloqui con i mediatori egiziani. Shaath ha definito i contatti tra Israele ed Egitto come "un tentativo serio di arrivare al cessate il fuoco". E al Cairo atteso nelle prossime ore anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, che dovrebbe visitare anche Ramallah e Gerusalemme.

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Vernice rossa contro la sinagoga di Parma


di Laura Frugoni, Gazzetta di Parma, 19 novembre 2012
Imbrattato l'ingresso della sede della Comunit ebraica in vicolo Cervi: indagano la Digos e la scientifica

Secondo Ynet, Hamas vuole la fine degli omicidi mirati e l'allentamento del blocco navale su Gaza; mentre Israele punta a una tregua di 15 anni, allo stop del lancio dei missili, l'interruzione del contrabbando di armi e degli attacchi ai soldati di frontiera.

Secondo fonti palestinesi, Israele ha minacciato che se non avr risposte nel giro di 48-72 ore, lancer l'offensiva di terra, accompagnata da raid aerei e navali fino a che il regime di Hamas sar rovesciato.

PARMA La sinagoga di vicolo Cervi imbrattata con la vernice rossa. Una pioggia scarlatta che la notte scorsa ha inondato il portoncino blindato, colata sul marciapiedi, sugli infissi, sui muri. comparsa anche una scritta: le prime tre lettere di una parola monca (sto). Chi la stava scrivendo si dev'essere accorto della telecamera che sorveglia l'ingresso della sinagoga e ha rinunciato all'ultimo momento. Ad avvertire i responsabili della Comunit ebraica di Parma sono stati gli uomini della Digos, arrivati ieri mattina in vicolo Cervi con la polizia scientifica: con il conflitto tra Israele e Gaza tornato drammaticamente a infiammarsi negli ultimi giorni, toma l'esigenza di proteggere gli obiettivi sensibili. Come le sinagoghe. Sabato pomeriggio a Parma, come in molte citt d'Italia, c'era stata una manifestazione di solidariet per i palestinesi. Sotto i portici del grano erano comparsi manifesti contro Israele terrorista. Il tempio che sta a due passi da piazza Garibaldi era stato discretamente sorvegliato fino a tardi: non era successo niente. Chi ha azzardato quel lancio dev'essere arrivato parecchie ore dopo nel vicolo. A mezzogiorno la vernice era ancora fresca.

Il precedente: quelle svastiche incise nel legno con un cacciavite


Per noi questa la prima volta. In passato qualcosa era successo, ma sempre piccole cose, fa notare il vice presidente della Comunit. Scrutando i muri intorno alla sinagoga qualche disegnino di troppo lo scopri, ma non pare roba preoccupante. C' anche una stella di David. Da molto tempo il tempio di vicolo Cervi non veniva profanato da veli atti vandalici. L'ultima volta successe otto anni fa, novembre 2004: qualcuno incise con un cacciavite due svastiche sulla porta della sinagoga. Tutto un altro gesto rispetto alla vernice rossa lanciata l'altra notte: qui si sconfinava nell'odio razziale, nel fanatismo o semplicemente nella totale idiozia. Il responsabile rimase un fantasma e comunque la profanazione non venne sottovalutata dalla citt; tra i rappresentanti delle istituzioni si levarono diverse voci a bollare la gravit di un gesto che non feriva solo la comunit ebraica, ma la coscienza civile di tutti.

(foto: vosizneias.com)

Noi nel mirino per gli eventi in Medio oriente


sicuramente un gesto da mettere in stretto rapporto con quel che sta succedendo tra Israele e Gaza, non credo affatto sia riferito alla comunit ebraica di Parma. Il vice presidente Riccardo Joshua Moretti scandisce a voce alta un pensiero condiviso da tutti gli altri che ieri mattina sono accorsi davanti alla Sinagoga violata.
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La dietrologia dell'atto vandalico pare fin troppo facile. E per nel drappello che si raccoglie intorno al portone inzaccherato di vernice color sangue, insieme alla preoccupazione si respira anche un certo stupore. Siamo una delle pi piccole comunit d'Italia, 24 persone in tutto. Questa sinagoga stata costruita nel 1866. Raramente abbiamo avuto problemi, Parma sempre stata rispettosa nei nostri confronti, ma purtroppo queste cose vanno al di l della convivenza pacifica. una storia che Moretti conosce ormai a menadito (e si .spera sempre che non degeneri mai): quando i venti di guerra tornano a soffiare in Medioriente, in Europa si accende facilmente la miccia del vandalismo e della violenza. Ci tiene anche a rimarcare la collaborazione straordinaria con le forze dell'ordine: francamente da loro non possiamo pretendere di pi.... Il problema della sicurezza per in vicolo Cervi resta e nessuno minimizza. Giusto tre settimane fa da Roma era arrivato il responsabile della sicurezza per un sopralluogo. Il portone che stato imbrattato l'altra notte blindato e a proteggere il tempio c' anche un'altra porta con la vetrata antiproiettile. Di fianco all'ingresso svetta una telecamera ed stata proprio quella, l'altra notte, a fermare gli imbrattatori: la vernice devono averla lanciata con un sacchetto restando all'imbocco del borgo dalla parte di piazzale Cervi (sul selciato rimasta la scia delle goccioline rosse). In quel punto non potevano essere inquadrati, ma, quando si sono spinti davanti al portone la presenza dell'occhio elettronico li ha fatti desistere. Una protezione comunque insufficiente, a sentire le voci del gruppetto che s' radunato: manca un sistema d'allarme e ci vorrebbero le sbarre alle finestre. Preoccupati di ripulire tutto al pi presto, ma anche con il cuore e la mente lontani da qui, alla guerra riesplosa in Medio Oriente. Sembra di essere ripiombati ai tempi della Guerra del Golfo. Alon Arohef pensa a sua madre che abita a Tel Aviv: L'ho sentita anche stamattina: ha dormito in un corridoio interno della casa. Un modo per proteggersi un po' di pi, seppure una protezione esile. Quando l'altro giorno le sirene si sono alzate per la prima volta, la gente non ci credeva che fosse per i missili: ha pensato che fosse un'esercitazione.

Vita nei rifugi antimissile israeliani


Il Borghesino, 18 novembre 2012
Ai bambini insegnato ad intonare canzoni al ritmo delle sirene che suonano l'allarme. Anche il gioco serve a sconfiggere la paura e l'ansia. Video: www.youtube.com/watch?&v=uTDtN_GZL5E

Sderot: Rifugio alla fermata dell'autobus. (sharpe-stick.blogspot.com)

Radio Hamas in mano a Israele


Inviati messaggi ai palestinesi: state alla larga da Hamas

ANSA, 18 novembre 2012


GAZA, 18 nov Sfruttando una netta superiorit tecnologica l'esercito israeliano si oggi impadronito a Gaza della frequenza 106.7 MHz utilizzata da radio Al-Aqsa di Hamas e ha mandato alla popolazione palestinese perentori messaggi, in buon arabo. ''State alla larga stato detto dai miliziani di Hamas, che giocano con le vostre vite''. L'attacco ai grattacieli utilizzati dai mass media stranieri a Gaza stato duramente condannato dall'Associazione della stampa estera in Israele.

Israele posiziona verso la frontiera palestinese carri armati e truppe


euronews, 18 novembre 2012
Rafforza le difese Israele, contro i lanci di razzi palestinesi. L'esercito ha attivato anche la quinta batteria di Iron Dome, nei dintorni di Tel Aviv. Il sistema anti-missile, del costo di quaranta milioni di euro, era previsto che entrasse in funzione a partire dal 2013.

Rifugio a Sderot (2008). (blog.amnestyusa.org)

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I lanci da Gaza proseguono per senza sosta. Tre soldati sono rimasti feriti in prossimit della frontiera palestinese, mentre i razzi hanno raggiunto anche la citt di Ashdod. Cinque i civili feriti in modo lieve. Secondo il portavoce dell'esercito israeliano le altre quattro batterie anti-missile, posizionate alla frontiera con Gaza, stanno intercettando i razzi, di cui 222 sarebbero stati neutralizzati. Al tempo stesso Israele ha richiamato con urgenza in servizio i riservisti. Dei 75 mila mobilitati, gi 20 mila hanno raggiunto le proprie unit militari. "Sto bene dice Doron, soldato israeliano Siamo venuti ad aiutare per qualsiasi evenienza e faremo quello di cui c' bisogno". "Sono un po' agitato aggiunge Ihab, riservista ma non stato un problema lasciare la mia casa. Sono uscito per venire qui e basta". Oltre a truppe in assetto militare, verso la frontiera della Striscia di Gaza, Israele sta ammassando carri armati e bulldozer. Tutti elementi che rendono sempre pi probabile l'inizio di una vasta operazione di terra. Video: www.youtube.com/embed/mMEDZCYIKqg

La mia Gerusalemme sotto attacco


di Lorenzo Bianchi, Quotidiano.Net, 18 novembre 2012
Il traffico poco, come sempre di sabato. La gente tornata con calma alle occupazioni di sempre. Sergio Della Pergola, 70 anni, il demografo pi noto di Israele, racconta la sua citt, Gerusalemme, dopo il primo attacco con un missile sparato dall'esercito di Hamas. Certo, c' apprensione. Ma quasi tutti hanno grande fiducia nel sistema antimissile Kipat Barzel, impropriamente tradotto 'Cupola di ferro'. La percentuale di intercettazioni dell'80 per cento. in grado di distinguere i razzi che atterreranno in aree disabitate da quelli che possono fare vittime. Anche oggi ne ha polverizzato uno a Tel Aviv. Il professore ieri andato regolarmente alla sinagoga italiana della Citt Santa: Era pi affollata del solito, per la cerimonia di Bar Mitzvah, la maturit religiosa, di Gai, tredici anni, un ragazzino di famiglie molto note arrivate qui negli anni Trenta. Non mancato il Kiddush, il ricevimento con la benedizione del vino. un sabato come tanti altri. Certo nel sud molto diverso, la vita scompaginata, si sta nei rifugi per molte ore al giorno. L'arrivo di un missile nei pressi di Gerusalemme stato il brusco risveglio dall'illusione che l'alto numero di abitanti palestinesi fosse una sorta di scudo. Dimostra dice Della Pergola progressi nella tecnologia di Hamas, e che Gaza non isolata. Attraverso i tunnel arrivano missili, benzina e derrate. Dall'operazione Piombo Fuso di quattro anni fa sono caduti su Israele 6mila razzi. Su un attacco di terra cauto: Entrare in massa a Gaza significa per forza coinvolgere la popolazione civile, suscitare lo sdegno dell'opinione pubblica anche internazionale. Subentra un calcolo dei costi e dei benefici. Il richiamo di tanti riservisti, in sostanza, per ora solo una minaccia.

Israele ha subto 44 milioni di cyber-attacchi


TGCOM24, 19 novembre 2012
Il governo ha ammesso oggi di essere stato bersagliato pi volte dai pirati informatici da quando sono riprese le ostilit aperte con i palestinesi

Il fronte palestinese non l'unico sul quale Israele si trova impegnato in questi giorni. Il governo ha ammesso di essere stato bersagliato, dall'inizio dell'offensiva a Gaza, da milioni di cyber-attacchi condotti da pirati informatici contro i siti web delle istituzioni pubbliche. il ministro delle Finanze, Yuval Steinitz a dare l'allarme: "Il governo israeliano attualmente impegnato in una guerra su un "secondo fronte, quello dei cyberattacchi contro Israele". Negli ultimi quattro giorni, Israele ha "intercettato 44 milioni di cyber-attacchi contro i siti web del governo. Tutti gli attacchi sono stati sventati, tranne uno che aveva colpito un sito internet che rimasto paralizzato per sei o sette minuti", ha aggiunto il ministro. Ieri i pirati informatici del gruppo Anonymous avevano annunciato di avere bloccato i siti di decine di organizzazioni israeliane. Il collettivo hacker aveva lanciato due giorni fa l'operazione #OpIsrael in sostegno ai palestinesi di Gaza, ha inoltre annunciato d'aver oscurato gi oltre 9.000 siti web israeliani e di aver "cancellato il database di Bank of Jerusalem", uno dei principali istituti finanziari, e del ministero degli Esteri.

Dopo centinaia (migliaia) di razzi sparati da Gaza verso la popolazione civile d'Israele Che cosa faresti? (idfbot.n0tice.com)

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