Sei sulla pagina 1di 2

Analisi degli aspetti che caratterizzano la societ moderna (Parte II)

Leterno scontro fra Fede e Ragione


Di Paolo Leone
Pur essendo impresa alquanto ardua riuscire in breve a definirne i contorni essenziali, importante comprendere come il rapporto fra fede e ragione costituisca uno dei pilastri fondamentali sul quale poggia la struttura della moderna societ. Durante la fioritura delle prime civilt la differenza tra i due insiemi era inesistente, in quanto luomo tendeva esclusivamente a risolvere bisogni pratici (il fuoco e la ruota prima, la scrittura e la moneta poi) e professava religioni politeistiche nelle cui concezioni tutto avveniva per volere degli dei. Con la diffusione del pensiero delle civilt elleniche inizi a prendere vita lo studio dottrinale dei processi conoscitivi, in particolare con Platone (la tecnica dicotomica) ed Aristotele (il sillogismo), attraverso i quali, pur restando la religione centro della vita sociale, veniva esplicato come con luso della ragione si potesse pervenire alla conoscenza di un determinato oggetto. La vera e pi profonda dottrina su fede e ragione ebbe il suo sviluppo soltanto dopo il diffondersi nellimpero romano della religione cattolica, e proprio un vescovo cattolico, Agostino di Ippona (354-430), diede una prima definizione dei due insiemi. Per Agostino fede e ragione sono, in sintesi, due elementi complementari: la fede luce per lintelletto, la ragione la condizione per accogliere la fede dentro di s, risultando dunque gli estremi del rapporto che lega luomo a Dio. Fu un filosofo e teologo inglese, Guglielmo di Ockham (1288-1349), il primo a contrapporsi alle tesi dellIpponiense, ritenendo che per giungere alla conoscenza era necessario soltanto lintelletto e non la fede: infatti nel principio metodologico da lui creato (cd. Rasoio di Ockham) era considerato inutile formulare pi teorie di quelle strettamente necessarie per spiegare un determinato fenomeno. Il contrasto fra fede e ragione divenne un vero ed aspro scontro durante il processo galileiano, nel corso del quale nonostante il Galilei dimostr con la certezza dei fatti (la ragione) la validit del modello eliocentrico copernicano, la Chiesa, sostenitrice dellormai obsoleto modello geocentrico aristotelico-tolemaico lo costrinse allabiura, basandosi esclusivamente sulle interpretazioni delle sacre scritture (la fede). Il progressivo allontanamento dei due sistemi si trasform in completa e profonda frattura in et illuministica, in particolare per opera di Rousseau e Voltaire, i quali ribadirono, per lasciarsi alle spalle il buio della cieca fede che aveva caratterizzato il medioevo e parte del rinascimento, limportanza del lume della ragione. La solidit della fede, legata soprattutto alla spiritualit della Chiesa, venne messa nuovamente a dura prova in et ottocentesca, quando il naturalista britannico Charles Darwin (1809-1882) formul la teoria dellevoluzionismo, che si contrapponeva ed addirittura negava la teoria creazionista che costituiva per la Chiesa fondamento ineluttabile. Su questo scontro che iniziato secoli addietro nata la societ moderna, ed essendo la lotta ancora esistente non sono mancati momenti di tensione fra i sostenitori delle diverse teorie nonch fra gli ambienti ecclesiastici e quelli filosofico-scientifici. La tensione diminuita in tempi molto recenti grazie allenciclica Fides et Ratio pubblicata da Giovanni Paolo II nel 1998, il quale ha tentato di ricondurre le parti al dialogo costruttivo

sostenendo che fede e ragione non debbano per forza escludersi, ma al contrario esse si completano e sostengono a vicenda. Infatti, scrive il Pontefice, la fede e la ragione sono le due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verit. Ad oggi, in conclusione, il confronto, anche se meno aspro rispetto al passato, continua e sia i sostenitori della forza della fede sia i sostenitori della forza della ragione cercano di ottenere risultati importanti, anche insieme, come dimostra il recente collegamento fra Papa Benedetto XVI e gli astronauti della stazione spaziale internazionale, Certamente ci non sufficiente ed altri sforzi dovranno essere fatti, ma qualcosa, per dirla alla Galileo, e pur si muove!