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William Klinger Dallautonomismo alla costituzione dello Stato: Fiume 1848-1918*

1. Le origini del corpus separatum Trieste, fin dalla met del Settecento, divenne un grande emporio adriatico destinato a fare dellAustria una potenza marittima e commerciale.1 Lo sviluppo di Fiume, invece, come quello di Salonicco e Odessa, prese piede dopo che la Francia perdette le sue colonie in America e in Asia.2 Progressivamente verso Fiume iniziarono a convergere i traffici dellUngheria, costituiti soprattutto da prodotti agricoli destinati al mercato francese, mentre
* Il presente lavoro una sintesi della mia tesi di PhD, Negotiating the Nation. Fiume: from Autonomism to State Making (1848-1924), discussa presso lEuropean University Institute, Dept. of History and Civilization, nel 2007. Raffaele Romanelli fu il supervisor e fu solo grazie al suo supporto e alla sua pazienza che riuscii a completare un lavoro che si era rivelato molto pi complesso e difficile del previsto. 1. Gi nel 1717 la Commissione superiore di commercio fondata lo stesso anno a Graz da Carlo VI propose la citt di Fiume come sito ideale per la costruzione di un emporio. A favore di Fiume militavano considerazioni militari e difensive, viste le pretese di dominio che la Repubblica di Venezia continuava a vantare sul mare. Pare inoltre che i veneziani si opponessero meno ai progetti per Trieste fidando che il clima sfavorevole, la povert della citt e lassenza di tradizioni marinaresche dellAdriatico ne avrebbero impedito lo sviluppo. I. Iacchia, I primordi di Trieste moderna allepoca di Carlo VI. (Da documenti inediti degli archivi viennesi), in Archeografo triestino, s. III, VIII, 648 (1919), pp. 68-71. 2. Un documento in francese non datato n firmato, ma assai probabilmente copia di un atto francese proveniente da autorit supreme, intitolato Mmoire sur le commerce des ports de Trieste et Fiume, at ou royaume dHongrie, databile al 1768, assai eloquente a questo proposito. Lautore anonimo affermava che da parte francese ormai da molto tempo si cercava di attirare dallUngheria per via dei porti di Trieste e Fiume la somma pari a 12 milioni di lire tornesi che annualmente la Francia pagava a Inghilterra e Olanda per i rifornimenti di tabacco e carne salata (salaisons de buf). Archivio di Stato di Trieste, C.R.S. Intendenza Commerciale per il Litorale in Trieste, Hungarisches Commercium (17681771), busta 361, fogli 451-470.

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Trieste restava lo sbocco dei possessi della casa dAustria.3 Giuseppe II, dopo una visita ai porti del Litorale croato nel 1775, decise di renderli autonomi dallaccentramento del commercio marittimo in Trieste.4 Maria Teresa, con rescritto del 14 febbraio 1776, sciolse la Provincia mercantile del Litorale, reincorporando la costa da Buccari a Carlopago alla Croazia. Parimenti, univa la citt di Fiume alla Croazia e per mezzo di questa al Regno dUngheria, con il quale del resto Fiume aveva gi avviato in quegli anni relazioni commerciali in conseguenza dellavvenuta costruzione, auspice Carlo VI, di nuove strade che lavevano messa in diretta comunicazione con il suo retroterra orientale e con il bacino del Danubio. Nel 1779, appena fu completata la strada Josefina che doveva collegare la Croazia con lUngheria, Maria Teresa modific lordinanza del 1776, sottraendo Fiume dalla Croazia annettendola direttamente allUngheria quale corpo separato.5 Stando al testo del rescritto Fiume di San Vito, col suo distretto, era annesso alla Sacra corona del Regno dUngheria come corpo separato, a differenza del distretto di Buccari, col quale non andava confuso, appartenente al Regno di Croazia.6 Essendo lassetto politico della Croazia in piena riorganizzazione dopo lo scioglimento del Consiglio luogotenenziale croato, gli Stati ed Ordini della Croazia furono informati solo tardivamente di queste iniziative e protestarono solo il 23 ottobre 1779, rifiutandosi di accettarne linterpretazione.7
3. Il traffico veniva gestito dalle grandi manifatture della Compagnia orientale, gestita dagli olandesi, attraverso i quali la Francia continuava ad aver accesso ai mercati coloniali. Quando Fiume venne assegnata alla Croazia, il 14 febbraio 1776, il console francese a Trieste, conte Andr Grasset de Saint-Sauveur, riporta che Casanova fu spedito subito da Venezia in una missione di ricognizione a Fiume. Il Casanova produsse anche un rapporto che invi il 19 dicembre 1776 dove notava che il console di Francia a Trieste si stava adoperando per un trattato di commercio tra Ungheria e Francia, dove lUngheria in cambio di coloniali importati da Fiume (caff, zucchero in polvere, droghe) avrebbe esportato i suoi prodotti (carni salate, grani, lane, miele ecc.). R. Dollot, Un ami de Casanova. Le Comte de Saint-Sauveur, Consul de France Trieste (13 Juillet 1772-9 Mars 1781), in Archeografo triestino, s. III, XIX, 768 (1934), pp. 47-94. 4. I. Erceg, Dnevnik Josipa II o prilikama u Hrvatskoj i na jadranskoj obali god. 1775, in Starine JAZU, 53 (1966). La stessa tesi veniva sostenuta anche dai francesi nei loro dispacci allintendenza triestina nel decennio precedente. 5. Id., Konfiskacija zrinsko-frankopanskih imanja. Postanak i ukinue Severinske upanije u Hrvatskom primorju i Gorskom kotaru, in Jadranski zbornik, V (1961-1962), pp. 37-39. 6. S. Gigante, Storia del comune di Fiume, Firenze 1928, pp. 79-80. 7. Il Consiglio luogotenenziale croato era il supremo organo di governo della Croazia a capo del quale stava il Bano (vicer) con i suoi consiglieri. Istituito da Maria Teresa, su insistenza di Giuseppe II, nel 1767 con sede a Vienna, ebbe vita breve e fu sciolto nel 1779. Fino al

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Nella lettura croata, qualsiasi territorio del Regno doveva venire accorpato ad un comitato nobiliare, per esservi rappresentato nella Dieta. La parte ungherese, invece, aveva tutto linteresse di conservare le franchigie che Fiume godeva in seno ai domini austriaci, per potervi esercitare un controllo diretto per mano del governatore. Questa ambiguit si conserv anche a livello istituzionale. Fiume divenne infatti sede di due uffici: quello del Comitato di Severin, parte integrante della Croazia e rappresentato alla sua Dieta, e del Gubernium di Fiume, i cui membri venivano nominati dalla cancelleria aulica ungherese. Cos, sulla base del rescritto del 1779, il corpus separatum di Fiume ottenne un grado di autonomia che, in base alle consuetudini del regno ungarico, non era riconosciuto a nessunaltra citt. Tutta la storia politica di Fiume dal 1779 al 1918 pu pertanto essere interpretata come una lunga disputa giuridica sullinterpretazione dei due atti imperiali del 1776 e 1779, tanto pi che lappartenenza della citt rimase ambigua fino al crollo della monarchia asburgica del 1918.8 2. Lautonomia negoziata (1861-1871) Nella Dieta ungarica del 1847 i liberali trionfarono, e dopo che le leggi di riforma del marzo 1848 ottennero la sanzione reale lUngheria divenne uno Stato retto da un governo costituzionale e legato alla casa dAustria solo dalla figura del palatino. Il pacchetto di riforma prevedeva un Distretto mercantile di Fiume rappresentato da una Pubblica Congregazione Generale a capo della quale stava il vice capitano nominato dal re e il governatore nominato dal governo ungherese. Fiume aveva uno status paragonabile a quello di una delle partes adnexae della Corona di Santo Stefano, non molto dissimile da quello goduto dalla Croazia. Lultima Dieta feudale di Zagabria del 1847 aveva ribadito la posizione della Croazia non come provincia soggetta al Regno di Ungheria, ma come regno socio in possesso di una sua autonomia.9 La Dieta riaffermava il diritto croato
1848, la Croazia dipese per tutti gli affari dalla Cancelleria aulica ungherese. Cfr. M. Pandi, Arhivi i pismohrane u doba Hrvatskog kraljevskog vijea (1767-1779), Zagreb 2005. 8. Largomentazione del diritto storico croato su Fiume venne redatta da F. Raki, Rieka prama Hrvatskoj, Zagreb 1867. Successivamente usc anche una traduzione in lingua tedesca, curata da Petar Preradovi: F. Raki, Fiume gegenber von Croatien, Zagreb 1869. 9. J. Krnjevi, The Croats in 1848, in The Slavonic and East European Review, 68 (1948), pp. 106-114.

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su Fiume e la Dalmazia e, anzi, sped un esposto al sovrano protestando perch, per lennesima volta, i deputati fiumani non si erano presentati ai lavori della Dieta.10 Il 3 giugno 1848 il nuovo bano Josip Jelai, rifiut le leggi di riforma ungheresi del marzo 1848 e dichiar di considerare Fiume e il suo territorio parte integrante del Regno di Croazia Slavonia e Dalmazia e di essere pronto a difendere il possesso di questi territori anche con le armi, contro qualsiasi tentativo ostile.11 Il pretesto fu dato dalla decisione di Kossuth di armare una nave da guerra per proteggere le persone e le propriet ungheresi sul Litorale ungarico, da Jelai considerato come un atto di aperta ostilit. Il vice capitano di Fiume, Tosoni, rivolse il 27 agosto un appello al Palatino e al principe Esterhazy, ministro ungherese degli esteri, entrambi residenti a Vienna, dove per la prima volta venivano espresse le tesi fondanti dellautonomismo fiumano.12 Quando il 28 agosto 1848 ebbe inizio loccupazione croata, essa and incontro allopposizione compatta della massima parte delle lites cittadine.13 Il luogotenente banale Bunjevac, nei rapporti trimestrali che inviava a Jelai, lamentava il fatto che i fiumani inneggiavano ad ogni vittoria dei rivoluzionari a Vienna o degli ungheresi contro le armate imperiali, sperando di essere liberati per mezzo degli ungheresi dal giogo croato.14 Secondo il Bunjevac tutto era causato dallazione di non pi di una ventina di patrizi
10. Fiume aveva il diritto, sancito dalla legge del 1808, di inviare due deputati alla Dieta (Sabor) di Zagabria ma a partire dal 1836 cess di inviare propri rappresentanti. A. Depoli, Fiume nel 1848 e negli anni seguenti, in Fiume, 3-4 (1952), pp. 187-188. 11. Gigante, Storia del comune di Fiume, p. 95. 12. Stando al documento, fin dai primordi della sua esistenza Fiume era costituita da una colonia di popoli circonvicini attrattivi dalla sua posizione atta al Commercio. Fiume presentava per s gli omaggi ai suoi sovrani e firmava per s la Sanzione prammatica. Incorporata alla sacra Corona Ungarica, non perdette nulla della sua posizione, ma il prosperamento che deriv da codesto destava gelosie nei luoghi vicini che, fomentate, scoppiarono in aperto rancore. Nel contesto delle deplorabili scissioni tra lUngheria e la Croazia, pare si voglia a tutta possa strappare a Fiume una dichiarazione esplicita di adesione alluna o allaltra parte, e Fiume ligia ai suoi principi risponde di conservarsi nella sua posizione politica di rispettare ugualmente la nazionalit di tutti, di voler armonizzare con tutto il mondo. Tale linea di condotta si mantenne tra le elites fiumane nei decenni successivi fino alla cessazione dello Stato libero. In A. Depoli, Fiume nel 1848 e negli anni seguenti, in Fiume, 3 (1954), pp. 105-108. 13. A.F. Giacich, Reminiscenze storiche del municipio di Fiume dal giorno delloccupazione dei Croati nel 1848, Fiume 1861, pp. 5-6. 14. A. Depoli, Fiume nel 1848 e negli anni seguenti, in Fiume, 1-2 (1954), p. 132.

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e notabili locali che permeavano la vita pubblica di quella che secondo lui era una pura citt croata.15 Successivamente ebbe a ricredersi in quanto neppure la rimozione di alcuni notabili municipali miglior la situazione, segno che lopposizione aveva una base sociale pi ampia.16 Il 4 marzo 1849 limperatore Francesco Giuseppe concedeva una costituzione che, se da una parte recideva tutti i legami della Croazia-Slavonia e di Fiume con lUngheria (73), dallaltra (68) menzionava Fiume separatamente dalla Croazia. Dopo un decennio di governo assolutista, nellottobre 1860, Francesco Giuseppe decise di ripristinare la vita costituzionale dellImpero, articolato in seno a diete provinciali dei paesi della Corona. Latto fece esplodere violente proteste a Fiume, prima citt a maggioranza italiana ad essere annessa alla Croazia.17 Siccome questa reclamava anche la Dalmazia (onde ripristinare il Regno Trino), i dalmati iniziarono a seguire molto da vicino le vicende fiumane. Il Tommaseo citando il via facti con il quale i croati a Fiume giustificavano la loro occupazione e lesercizio di un potere arbitrario, colse uno degli elementi catalizzanti per la nascita dellautonomismo in Dalmazia.18 Dopo la sconfitta austriaca del 1866, il compromesso con lUngheria era considerato cruciale per assicurare la sopravvivenza della monarchia, lintransigenza dei nazionali croati fu punita in quanto considerata una forza capace di destabilizzare tutta la Monarchia. Dopo un decennio assai turbolento, Fiume come corpo separato fu provvisoriamente consegnata allamministrazione dellesecutivo di Budapest, contravvenendo a quanto stabilito dagli atti del 1860-1861 che lavevano assegnata alla Croazia. Il sovrano, che nel 1861 aveva favorito i croati commissariando Fiume, pot ora favorire gli ungheresi commissariando lintero Comitato fiumano sottoposto al commissario Cseh.19 Con la prospettiva di perdere non solo
15. B. Janjatovi, Josip pl. Bunjevac u Rijeci (31. kolovoza 1848.) te ponovno ukljuivanje Rijeke u Bansku Hrvatsku, in Rijeka, 4 (1998-1999), pp. 39-52. 16. A. Depoli, Fiume nel 1848 e negli anni seguenti, in Fiume, 4 (1954), p. 206. 17. A.F. Giacich, Bisogni e voti della citt di Fiume, Fiume 1861; per la posizione croata durante le agitazioni cfr. E. Bari, La voce di un patriota, Fiume 1861. 18. N. Tommaseo, Via facti: la Croazia e la fraternit. Di nuovo a Dalmati, Trieste 1861. 19. Il commissario croato Smaich, proclam lo stato dassedio onde impedire le manifestazioni di piazza nella citt nel 1861-1862. Cseh, subentrato a Smaich nellaprile 1867, inizi a fomentare manifestazioni anticroate a Buccari. A. Depoli, Il distacco di Fiume dalla Croazia (1862-1869), in Fiume, 3-4 (1960), pp. 108-109.

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Fiume, ma anche tutto il Litorale croato, la Dieta rinunci allo scontro incaricando la nuova maggioranza degli unionisti moderati dellingrato compito di sottoscrivere il compromesso ungaro-croato del 1868 e laccordo provvisorio fiumano del 1870.20 LUngheria, dilazionando, ottenne comunque di pi: dopo lindebolimento dellAustria in seguito alla sconfitta del 1866, limperatore riconobbe agli ungheresi col Compromesso del 1867 il diritto di formare un governo dotato di poteri esecutivi che rispondeva solo al parlamento di Budapest.21 La decisione dellottobre del 1860 di Francesco Giuseppe di ripristinare la vita costituzionale dellImpero in seno a Diete provinciali dei paesi della Corona fece convivere i due principi (storico e nazionale) in seno alla Duplice Monarchia, causando un profondo squilibrio del suo assetto costituzionale. Le Kronland della parte austriaca, per quanto piccole, restavano etnicamente disomogenee e la vita politica in seno alle diete provinciali assunse essenzialmente i connotati di una contrapposizione etnica. Solo lUngheria, una Kronland assai pi grande delle altre, pot intraprendere un processo di nation building simile a quello tedesco o italiano, senza perdere nel contempo i vantaggi dellappartenenza alla compagine statale asburgica. Il Compromesso del 1867 pose lUngheria al di fuori della sfera costituzionale austriaca in tutte le materie tranne che per gli affari esteri, la guerra e le finanze, che comprendevano solo le voci del bilancio comune. La Croazia era stata lunica provincia, assieme allUngheria, a rifiutare la legge del 1861. A questo punto la questione dellautonomia croata divenne una questione interna dellUngheria e i rapporti tra le due entit furono regolati col Compromesso ungaro-croato del 1868 che consent anche alla Croazia di esercitare unautonomia nazionale in maniera molto pi completa rispetto alle altre province imperiali. Fiume, che gli atti imperiali del 1860-1861 assegnavano ancora alla Croazia, ottenne lautonomia provinciale grazie al fatto che n lUngheria n la Croazia erano riuscite a trovare un accordo in merito. Il grado di autonomia riconosciuto allUngheria (1867), alla Croazia (1868) e, infine, nel 1870 anche a Fiume, pu essere considerato come il massimo spazio
20. A. Depoli, Il distacco di Fiume dalla Croazia (1862-1869), in Fiume, 1-2 (1963), pp. 17-47. 21. R.W. Seton-Watson, The Austro-Hungarian Ausgleich of 1867, in The Slavonic and East European Review, 53-54 (1939-1940), pp. 123-140.

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di libert che il sovrano era disposto a concedere alle province storiche dellImpero e che le lites della citt di Fiume (che non possedeva tale status) riuscirono a conquistare nel corso di un lungo e faticoso processo negoziale dal 1861 al 1872.22 Fiume divenne, di fatto se non di diritto, accanto allUngheria e alla Croazia, il terzo fattore dei Paesi della Corona di Santo Stefano. Tale status di privilegio fu per le lites cittadine marittime e commerciali la migliore garanzia per la perpetuazione della loro preminenza sociale, in molto maggior misura che in Istria o a Trieste, dove vigeva la legislazione austriaca che garantiva importanti diritti alle minoranze nazionali presenti nelle singole province. In Ungheria, Croazia e a Fiume tale legislazione non venne applicata ed esse poterono essere amministrate in ottemperanza ai dettami del nazionalismo, rispettivamente ungherese, croato e italiano. 3. Tra self government e concentrazione nazionale (1872-1896) In un importante articolo apparso qualche anno dopo sul quotidiano di Fiume La Bilancia si notava come, dal 1856, tre popoli, che gli uomini di Stato credevano morti, erano resuscitati: il popolo italiano, il magiaro ed il rumeno. LUngheria nel 1849 era caduta sotto i colpi della coalizione del panslavismo croato, della burocrazia austriaca e dellinvasione moscovita.23 I seguaci di Kossuth nel 1849 non avevano compreso che limpero, da baluardo anti-russo, si sarebbe salvato solo se nella sua parte orientale si fosse evitata la politica delle nazionalit che portava allo smembramento a sicuro vantaggio della Russia. Nellarea danubiana la politica delle nazionalit andava a vantaggio della sola Russia e non averlo compreso stato il maggiore errore da parte ungherese. Kossuth, da propugnatore di una nazionalit magiara, si alien il supporto di tutti gli altri popoli: i transilvani, i serbi, i croati e i polacchi gli divennero ostili. Le armi dello zar Nicola, laccanimento dei croati e il tradimento di Grgey mandarono tutto a catafascio.24 Il nuovo ministro Alexander von Bach, in sostanza, pot mettere mano alla realizzazione delle idee unitarie di Giuseppe II. Il rappacificamento dellUngheria con lAustria opponeva allinvasione mo22. Sulle trattative vedi: E. Mohovich, Fiume negli anni 1867 e 1868, Fiume 1869. 23. Studii sullUngheria IX. Epilogo, in La Bilancia, 30 giugno 1873. 24. Studii sullUngheria IV. Il principio di nazionalit, ibidem, 12 marzo 1873.

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scovita la stessa insormontabile barriera che arrest linvasione mongola e quella turca. LUngheria rigenerata, unita allAustria non da un vincolo di servit ma da un patto di libert, aspirava sempre pi ad entrare nel consorzio dei popoli veramente civili dei quali essa era in Europa lavanguardia contro la barbarie orientale.25 Era una continuazione della visione strategica di Szechenyi, a Fiume a suo tempo rappresentata dallAdamich, ma che la Santa Alleanza di Metternich aveva affossato completamente. Ora per il progetto di rafforzamento dellUngheria in chiave antirussa godeva del determinante appoggio inglese. Cos come Dek fu lartefice della riscossa ungherese, Giovanni de Ciotta ne divenne il protagonista fiumano.26 Stando a La Bilancia, al posto del principio di nazionalit bisognava adottare la politica della democrazia, ovvero la costruzione di capacit, facendo leva sulla libert, leguaglianza, il self government colle sue forme protettrici, il lavoro sostituito al privilegio, il governo a buon mercato, la riduzione delle imposte, listruzione diffusa in larga scala, la discussione e la pace atta ad assicurare il benessere morale e materiale degli individui.27 La corrente Dekista a Fiume dovette lottare non poco per stemperare il radicalismo politico che nella citt era di casa fin dal 1848 e che dal 1860 sub una notevole acutizzazione. Fiume restava un caposaldo kossuthiano: Gaspare Matcovich assieme a Stanislao dallAsta e Antonio Walluschnigg rimasero i principali oppositori di Ciotta. La strategia dei kossuthiani a Fiume, in quanto partito dopposizione, rest sempre quella della mobilitazione delle classi lavoratrici28 e della stampa29 e lo scontro tra i seguaci di Dek (detti del Partito del 67) e quelli di Kossuth (detti del Partito del 48) dur a fasi alterne fino al 1918. Su iniziativa dei kossuthiani di Fiume la questione dellappartenenza di Fiume allUngheria venne riproposta con nuova forza nel 1881. La cosa non manc di suscitare le reazioni di Zagabria e il primo ministro ungherese Tisza si prodig a rassicurare i fiumani che ogni eventuale modifica dello stato provvisorio non avrebbe intaccato lautonomia di
25. Studii sullUngheria IX. Epilogo. 26. Giovanni de Ciotta (1824-1903). Figlio primogenito di Lorenzo de Ciotta, originario di Livorno e Adriana Maria de Adamich, figlia di Andrea Lodovico de Adamich. 27. Studii sullUngheria IV. Il principio di nazionalit. 28. Matcovich, fin dal 1848 aveva organizzato la Societ degli artieri, prima organizzazione operaia di massa, che egli frequentemente mobilitava per i suoi fini politici. 29. Il principale giornale di Fiume La Bilancia era diretto da E. Mohovich, genero di Matcovich.

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Fiume. Stando a voci di Vienna, lUngheria ora minacciava di opporsi allannessione croata dei confini militari se i croati non avessero abbandonato le loro pretese su Fiume.30 Fiume fu al centro delle discussioni al Sabor a Zagabria nella sessione apertasi il 23 giugno 1881.31 Nelloccasione gli scontri tra unionisti filo ungheresi e i loro oppositori costrinsero lesecutivo croato a delegare al governo ungherese la soluzione della questione fiumana.32 A questo punto liniziativa pass nelle mani del primo ministro ungherese Klmn Tisza e lanno successivo, il 21 marzo 1882, iniziava al parlamento comune ungaro-croato il dibattito per la soluzione, che si sperava definitiva, del provvisorio fiumano. Come prima mossa il governo ungherese sospese lo statuto del 1872 e in tal modo le disposizioni relative a Fiume cessavano di essere legalmente vincolanti per il governo ungherese.33 Il caporedattore del Pester Lloyd Maximilan Falk fu incaricato dal governo di Budapest come portavoce della commissione.34 In sostanza, affermava Falk, su Fiume esisteva un progetto, accettato da parte ungherese e fiumana ma rifiutato dai croati. Dopo 14 anni le delegazioni erano state nuovamente convocate per esprimere i loro pareri in merito. Falk precis subito che la posizione politica di Fiume non era oggetto di discussione essendo gi stata definita ai sensi delle indicazioni della Corona che furono poi fissate nellart. 66 della legge ungarica XXX del 1868, ratificata dal parlamento ungarico nonch dalla Dieta di Zagabria. Le deputazioni dovevano limitarsi a proporre i loro punti di vista relativamente ai problemi tecnici inerenti gli affari autonomi di Fiume, mentre alla delegazione ungarica spettava la decisione finale in merito. Siccome le delegazioni non pervennero ad alcun accordo e lo statuto del 1872 non venne pi rimesso in vigore, lautonomia di Fiume venne di fatto sospesa, in quanto la sua attuazione necessitava di un accordo tra Fiume e la Croazia al quale non si pervenne mai. Lanno successivo Tisza nomin il conte Khuen-Hdervry, suo cugino, allufficio di bano di Croazia, il quale avrebbe governato col pugno di
30. La Bilancia, 17 maggio 1881. 31. Per la ricostruzione croata degli eventi cfr. M. Gross, Dvadeset godina bijesa i oaja ili borba za Rijeku od 1861. do 1881, in Dometi, 4 (1987), pp. 183-225. 32. La Bilancia, 25 giugno 1881. 33. Le deputazioni regnicolari nella questione di Fiume negli anni 1868-1869 e 18831884 ( 66 dellarticolo di legge XXX 1868), Fiume 1898, p. 76. 34. L. Karpowicz, Ugarsko-hrvatski spor oko Rijeke, in Dometi, 4 (1987), pp. 227-238.

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ferro per ventanni.35 Loccupazione della Bosnia, il reintegro dei confini militari, il commissariamento della Croazia cambiavano il quadro strategico per i fiumani che ora non potevano pi sperare in nuove concessioni da parte ungherese. La delegazione ungarica present il suo rapporto nel maggio del 1884, a un anno dallo scambio di proposte delle delegazioni fiumana e croata. La strategia ungherese era quella di allargare il pi possibile lo spazio giuridicamente indefinito del provvisorio fiumano. Per quanto riguardava la legislazione, tutte le leggi ratificate in Ungheria avevano valenza automatica anche a Fiume, ma il governo si sarebbe impegnato a tradurle in italiano.36 Stando alla commissione lidea di convocare i deputati fiumani sia al Sabor croato che al parlamento ungarico era un assurdo. Lo statuto invece, per quanto riguardava il governo ungarico, era sospeso ai sensi della legge fino alla stesura di uno nuovo. La commissione promise a nome del governo un suo supporto per quanto concerneva la questione della chiesa fiumana, nonch per una fattiva unione con lUngheria, anche senza ladesione della Dieta croato-slavona.37 Ad ogni modo, osserva la Karpowicz, i negoziatori fiumani riuscirono ancora una volta a difendere i propri interessi, in quanto la perpetuazione del provvisorio era la miglior garanzia della conservazione dellautonomia, questione assolutamente vitale per una comunit politica rappresentata unicamente da lites di estrazione borghese.38 4. La difesa dellautonomia (1896-1905) Lo sforzo centralizzatore di Tisza non avrebbe tardato a far sentire i suoi effetti anche a Fiume, dove linsofferenza nei confronti del governo ungherese si rifletteva sulla stampa e lassociazionismo culturale.39 In citt la popolarit del governo ungarico inizi a declinare quando nel 1892
35. Sullo scioglimento della dieta croata, in La Bilancia, 24 gennaio 1884. La reintegrazione dei confini militari sfoci in tensioni e scontri tali che il 23 gennaio 1884 il Sabor venne sospeso e il governo ungherese minacci lintroduzione della legge marziale in Croazia. 36. Le deputazioni regnicolari, p. 81. 37. Ibidem, p. 83. 38. Karpowicz, Ugarsko-hrvatski spor oko Rijeke, p. 238. 39. Nel 1889 viene fondata La Voce del Popolo, diretta da Michele Maylender, che assumeva toni polemici rispetto al filogovernativo Bilancia. Nel 1893 venne fondato il

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Fiume, assieme a Trieste, perse lo status di porto franco. Si trattava di una misura derivante dallentrata dellAustria nel sistema tedesco dello Zollverein, il che diede facili argomenti ai kossuthiani. Ciotta prepar la sua offensiva in occasione delle elezioni per il deputato fiumano alla Dieta del Regno. Il governo di Budapest propose come unico candidato lex segretario del dittatore Kossuth nella guerra dindipendenza, Lajos Csernatony, che ricopriva il posto ininterrottamente dal 1878. Organizzati da Michele Maylender, venticinque consiglieri municipali (erano in tutto cinquantasei) avanzarono la candidatura del conte Teodoro Batthyany che sotto la supervisione di Ciotta vinse alle elezioni.40 La frattura divenne insanabile nel 1896, lanno delle celebrazioni del millennio ungherese. A capo dellesecutivo ungherese stava ora Dezs Bnffy, nominato per decreto del sovrano per mettere ordine nelle finanze del Paese, ma che in patria godeva di scarsissima popolarit sia tra i seguaci di Tisza che tra quelli di Kossuth. Ai fini di un miglioramento della sua immagine in patria, Bnffy decise di introdurre una serie di leggi che sospendevano anche nei fatti lautonomia del comune di Fiume.41 Ciotta rassegn le dimissioni e Maylender ebbe la maggioranza dei voti, ma il governo annull i risultati imponendo alla fine il commissariamento del comune. Maylender non si diede per vinto e fond un settimanale politico, La Difesa, col compito di dare al partito autonomo un foro di discussioni per dotarlo di una direzione strategica. La Difesa inizi le pubblicazioni il 1 gennaio 1899 a Suak dove le autorit croate evidentemente mostravano una certa benevolenza. Sulle pagine del suo settimanale, Maylender elabor una visione originale della nazione e dello Stato, adattando la tradizione municipale fiumana ai sensi del compromesso austro-ungarico del 1867, in quanto la citt veniva esplicitamente menzionata in atti che avevano valenza costituzionale. Maylender cercava parallelismi interessanti con la Germania bismarckiana, frequentemente presa a modello dai governi ungheresi. Se le citt liCircolo letterario e poco dopo la Societ filarmonico-drammatica. In tutte queste iniziative spicca lattivit del Maylender. 40. S. Gigante, Memorie frammentarie di un vecchio fiumano, in Studi saggi e appunti. Miscellanea della Sezione di Fiume della Deputazione per la storia patria per le Venezie, 1944, pp. 119-120. 41. In particolare quella sullistituzione del tribunale amministrativo, a Fiume sottoposto agli uffici del governatore, con poteri di revisione di ciascun atto votato dalla locale rappresentanza civica.

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bere continentali della Germania erano scomparse, non cosi invece le citt anseatiche di Lubecca, Brema e Amburgo.42 Se la Germania bismarckiana poteva essere un modello di Stato nazionale per lUngheria, quello anseatico poteva essere il modello giusto per Fiume. Dopo la caduta di Bnffy del 1901, il suo successore, Klmn Szll, un seguace di Tisza, abol il regime commissariale di Fiume e indisse nuove elezioni per il podest e Maylender, ormai vero eroe di Fiume, riport una facile vittoria. 5. Verso una nazionalit fiumana: Zanella e la riscossa kossuthista (1905-1914) Con linclusione di Fiume nellUngheria, iniziarono a confluire investimenti massicci per lo sviluppo della citt, soprattutto rivolti allo sviluppo del porto e delle infrastrutture, palesemente inadeguate per competere nei mercati internazionali. Gli investimenti ungheresi si concentravano entro i confini del corpus separatum, che ad oriente era delimitato dal corso della fiumara, dove sorgeva Suak che si stava rapidamente trasformando in una citt satellite di Fiume, restando parte integrante della Croazia. Nel 1900 Suak era gi la seconda citt della Croazia (dopo Zagabria) per importanza economica, e fu da qui che una cordata di imprenditori dalmati decise di imprimere un nuovo corso alla politica croata. A dirigere il Novi list (letteralmente Giornale nuovo) fu chiamato un giovane giornalista di Ragusa (Dubrovnik), il quale grazie al suo foglio Crvena Hrvatska era riuscito a scalzare il primato degli autonomisti ragusei. Come nota la Karpowitz, assai significativo che lidea di lanciare il Novi list e invitare Supilo a Fiume coincidesse proprio con il momento in cui lo scontro tra Maylender e il governo Bnffy raggiunse lapice.43 Il giornale, il cui primo numero usc il 2 gennaio 1900, annunci che si sarebbe opposto a tutti i nemici dellunificazione nazionale del popolo croato: tedeschi, austriaci ungheresi, serbi nonch ovviamente gli italiani di Trieste, Istria, Dalmazia. A Fiume i nemici da combattere erano gli autonomisti di Maylender, in quanto irredentisti italiani camuffati. Dopo il trionfo di questi ultimi alle elezioni del gennaio 1901, il Novi list si limit ad os42. L. Karpowicz, Rijeki Corpus Separatum: 1868-1924, Tesi di dottorato, Universit di Lubiana, Facolt di Scienze politiche, 1986. 43. Ibidem, p. 174.

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servare che solo i croati potevano essere i veri difensori dellautonomia di Fiume, in procinto di essere trasformata in una citt ungherese non diversa da Debreczen o Szeged ed egli, pertanto, decise di spostare la redazione del Novi list da Suak a Fiume.44 Per Supilo il problema erano i compromessi costituzionali, la cui architettura permetteva ai tedeschi di dominare gli ungheresi e questi a loro volta potevano soggiogare i croati. La Croazia era poi la principale vittima di tali arrangiamenti, in quanto i suoi territori si trovavano divisi tra lAustria (Dalmazia e Istria), la Croazia e Fiume, direttamente amministrata dagli ungheresi come una colonia. Il mondo per Supilo era diviso in due campi: quello dominante latino germanico soggiogava il mondo slavo e gli sloveni e i croati si trovavano sulla linea di faglia. La Croazia doveva riprendere liniziativa e cercare supporto allestero, approfittando delle divergenze presenti tra i suoi avversari invece che mettersi al servizio di Pest e Vienna, o magari di Belgrado e Berlino. Progressivamente Supilo si convinse che in fondo il dualismo austroungarico non era altro che uno strumento per il Drang nach Osten. Il progetto trovava consensi anche a Budapest, dove si caldeggiava laccorpamento della Dalmazia e della Bosnia alla corona ungarica. Nel 1901 Supilo intraprese il suo primo viaggio a Budapest da Fiume, dove si convinse che la strategia del partito kossuthiano poteva essere adottata anche in Croazia. LUngheria doveva diventare uno stato indipendente e i croati avrebbero dovuto aiutarla ad ottenere questo scopo.45 Avvicinandosi ai kossuthiani, Supilo pot finalmente trovare degli interlocutori a Fiume. A Fiume intanto nel 1902 Zanella prese il posto di Maylender nella direzione de La Voce del Popolo, che ben presto avrebbe conosciuto una grande fortuna presso il pubblico fiumano e che gli permise di affermarsi come leader del partito autonomo. Il giornale era espressamente indirizzato ai ceti medio bassi, in rapida crescita nellemporio fiumano. In uno dei suoi primi editoriali apparso il 4 aprile 1902 e intitolato Metamorfosi di un partito Zanella analizzava la situazione politica ungherese: se il Partito liberale di Dek rappresentava lanimo aristocratico della nazione ungherese, il Partito di Kossuth invece, era la sua espressione democratica. Zanella user gli argomenti dellirredentismo italiano, anticipati gi nel suo primo programma elettorale del 1901 che egli adatt abilmente alla strategia dei
44. 16 febbraio 1901, cit. in Karpowicz, Rijeki Corpus Separatum, p. 175. 45. F. Supilo, Politika u Hrvatskoj, Zagreb 1953.

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kossuthiani ungheresi: loppressione esercitata dagli ungheresi su Fiume ricalcava quella che i tedeschi esercitavano sullUngheria. Il 1903 fu un anno denso di cambiamenti: a Belgrado un golpe militare insedi gli antiaustriaci Karaorevi, inaugurando unera di conflitti politici che avrebbe condotto allo scoppio della Grande guerra. In Croazia, col pretesto di una nuova introduzione di scritte ungheresi negli uffici pubblici, esplosero violente manifestazioni che portarono alla caduta dellimpopolare bano Khuen-Hdervry. Egli si rese subito conto che le proteste erano rivolte non tanto contro di lui, ma contro tutto il compromesso dualista. Hdervry rimase isolato e senza appoggi in patria. Ferenc Kossuth, figlio di Lajos, infatti appoggi la rinnovata fratellanza tra serbi e croati, in unottica anti austriaca. Gli ungheresi erano spinti ad appoggiare un progetto jugoslavo con la prospettiva di annettere la Bosnia e la Dalmazia alla Croazia e, attraverso essa, allUngheria. Lo sconvolgimento dur anni e divenne noto come crisi costituzionale ungherese e fu seguito con molta attenzione dalle diplomazie europee.46 La Croazia tornava alle urne dopo 20 anni di forzata ibernazione politica, in un contesto che rendeva reale unopzione irredentista di unione con la Serbia. Nel corso del 1903 lavvicinamento tra Zanella e Supilo inizi a dare i suoi frutti. Supilo era tutto intento a rifondare la politica croata in senso kossuthiano e Zanella gli consent di candidarsi alle elezioni per il Sabor di Zagabria, aiutandolo a ottenere la pertinenza fiumana nonch la cittadinanza ungherese. I kossuthiani dovevano dimostrare di essere in grado di attrarre anche le nazionalit minori nel loro progetto di emancipazione politica. I croati, essendo uniti agli ungheresi da un patto di compromesso e da una comune avversione verso lAustria, apparivano i candidati migliori. Come lopposizione ungherese era coalizzata contro il compromesso con lAustria, cos con Supilo lo divenne pure quella croata. Per tentare la spallata al potere, Supilo ebbe lintuizione di creare una coalizione tra croati e serbi di Dalmazia e Croazia in unottica di aperta sfida al compromesso austro-ungarico del 1867. La Risoluzione di Fiume del 4 ottobre 1905, facendo leva
46. N. Stone, Constitutional Crises in Hungary, 1903-1906, in The Slavonic and East European Review, 104 (1967), pp. 163-182. Molto importanti allepoca i lavori di Henry Wickham Steed e Robert William Seton-Watson: gli inglesi sostenevano il rafforzamento delle nazionalit minori in Ungheria in unottica di contenimento della spinta tedesca verso i Balcani e il Medio Oriente.

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sullopposizione kossuthiana, voleva essere un superamento allAusgleich e alla Nagoda entrambi considerati frutto delle correnti liberali filo asburgiche in Ungheria e Croazia. Lobiettivo immediato era la reincorporazione della Dalmazia ai regni della Croazia, Slavonia e Dalmazia ai quali dipende gi virtualmente e in via di diritto. Liniziativa si ispirava ai principi kossuthiani ed era volta ad una futura riorganizzazione su basi nazionali degli slavi del sud, facente perno sulla Croazia, parte del regno dUngheria. Per Supilo le conferenze di Fiume e Zara (mirante allalleanza con i serbi) furono un trionfo e assieme al leader serbo S. Pribievi, nel dicembre 1905, diede vita alla Hrvatsko-srpska koalicija, la quale, con un programma jugoslavo, divenne presto il primo partito della Croazia. Paradossalmente, i rapporti tra il popolo croato e quello serbo di Croazia, Slavonia e Dalmazia secondo Supilo dovevano ricalcare il compromesso austro-ungarico ovvero quello ungaro-croato. Tale soluzione permetteva agli occhi di Supilo di dare vita ad un nuovo stato degli slavi del sud, capace di unirsi anche alla Bosnia e alla Serbia nel caso di unoccasione propizia.47 Le contraddizioni presenti in seno alla Coalizione, accompagnate alle lotte intestine tra serbi e croati furono facilmente sfruttate dal governo filoungherese di Zagabria. Supilo si ritir dalla politica attiva e fece ritorno a Fiume. Al Novi list i suoi intenti nazionalistici croati gli procurarono una ordinanza governativa di cessazione nel 1907.48 Il declino di Supilo avvenne nel momento opportuno per Zanella, il quale allinizio aveva salutato la composizione politica jugoslava che egli aveva aiutato a far nascere a Fiume.49 In Ungheria i kossuthisti vinsero le elezioni del 1905 e Zanella fu eletto deputato di Fiume alla Camera di Budapest. Anche Zanella si sarebbe discostato da una aperta professione di irredentismo italiano in uno scritto del 1905, sostenendo che la nazionalit fiumana comprendeva elementi italiani, croati e ungarici ma che era e doveva essere leale alla Corona di Santo Stefano per difendere il diritto di Fiume autonoma in seno alle terre della
47. Loccasione sembr presentarsi nel 1916, quando la Serbia, sconfitta dagli austrotedeschi, sembr cedere sul progetto politico jugoslavo attivamente sostenuto da Supilo a Londra, illusione che sarebbe durata fino al 1917 quando divenne chiaro che un regno slavo per il governo di Pai non poteva essere altro che una Grande Serbia. Lopera di riferimento tuttora L. Valiani, La dissoluzione dellAustria-Ungheria, Milano 1966. 48. S.S. Cella, Giornalismo e stampa periodica a Fiume 1813-1947, in Fiume, 5 (1957), p. 35. 49. D. epi, Italija, saveznici i jugoslavensko pitanje: 1914-1918, Zagreb 1970.

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Corona ungarica. Come lUngheria si era conquistata il suo diritto allindipendenza nazionale in seno allimpero in quanto patria della nazione ungarica, e la Croazia aveva conservato la sua autonomia per la sua specificit storica e nazionale, cos Fiume per preservare la sua autonomia nellorizzonte kossuthiano doveva sviluppare una propria specificit nazionale. Questa non poteva essere limitata alla sola componente italiana in quanto in tal maniera si sarebbe necessariamente fatta unaperta professione di irredentismo, che in fondo a Kossuth non appariva necessaria. La preponderanza ungherese sulleconomia fiumana dava fastidio a Maylender, ma non al suo successore Zanella in quanto permetteva di contrastare la crescente presenza croata sostenuta dallimmigrazione. La possibilit di sviluppare e affermare un specifico carattere culturale italiano fu lapporto originale di Fiume alla storia dellAdriatico orientale in unepoca di nazionalizzazione delle masse. A riprova, nel 1918 Fiume fu lunica sede di un Consiglio nazionale italiano.50 Dopo il 1918 Zanella pens di trasformare la Kulturnation fiumana in un Nationalstaat, procurandosi lappoggio jugoslavo per il progetto dello Stato libero.51 Questo venne sancito a Rapallo e con esso lItalia dovette abbandonare le richieste territoriali in Dalmazia.

50. W. Klinger, Le origini dei consigli nazionali: una prospettiva euroasiatica, in Atti del Centro di ricerche storiche di Rovigno, 40 (2011), pp. 435-473. 51. W. Klinger, Germania e Fiume. Questione fiumana e diplomazia tedesca (19211924), Trieste 2011.