Sei sulla pagina 1di 181

Il pensiero crlllco

F I ~ I EMEZZI
Arnoldo Mondadori Editore
,

i::: li:::



'::;:
ALDOUS HUXLEY
I FINI E MEZZI
.::;;:
::;;: INDAGINE SULLA NATURA ::;;::

DEGLI IDEALI E SUI METODI ADDITATI
:::::
::::: PER REALIZZARLI ::;;:
t:l
:::::
:::::

-
i::: li:::


t;:
:::l ::;;:
:::::
::::: t;:

::a ::;;:
::::l ::;:
t:;
l i:::


t:t
::::


:::::

i:::
:::::
ii ARNOLDO MON DAD O R I ii
:::::
::::: EDITO RE ::;;:

::;;:



i:::


"
PROPRIET LETT E R ARI A RI SE RVATA
ddropnG oripu!lI:
E NDS AND MEANS
l JWIZIONS : nlIa M.1O
EDI ZIONE PROVVISORIA
LI ,-..; diffiullJ I, MidH , di
ili ",tlltri, pri"" ri (flJri"SO"tl tl 1'" il
_ Itl, tl p ila IIrtl , ptrfl"{itlM l ipol/"fl/Ubt &IN
1_ d,lt. fUll lrtl C61tl.
STAMPATO IN ITALIA PllINTED IN lTALY - Il MCMXLVII
....
c
- "'.
,. " . .. . o,' ,." , ,,,
. ..
-
)
),
,
' ~ ' - - " " '"
I
METE, VIE E ATTUALE PUNTO DI PARTENZA
N'
LLA nostra civilt esiste, ed esistito per circa
t rent a secoli, un accordo generale su quale sia la
mt a ideale degli sforzi umani. Da Isaia fino a Carlo
Mar x i profet i hanno parlato con una st essa voce. Nel-
l' et dell'oro a cui essi guardano vi sar libert, pace,
giustizia e amor fraterno . Nessuna nazione lever pi
la spada contro un 'altra nazione ; il libero sviluppo
di ognuna di esse porter al libero sviluppo di t utte ;
.. il mondo sar pieno della conoscenza del Signore, co-
si come le acque ricoprono il mare t .
Ripet o, riguardo alla mta c' da tempo un accordo
generale. Non si pu dire lo st esso riguardo alle vie
che conducono a quest a mta. Su questo punto l'una-
nimit e la sicurezza diventa no invece una terribile con-
fusione un cozzare di opinioni contraddittorie, sost e-
nute dogmat icament e e appoggiate con la violenza del
fanatismo.
Alcuni credono, si tratta anzi di una opinione assai
popolare in questo momento, che la strada maest ra
verso un mondo migliore sia quella delle riforme eco-
nomiche. Per alt ri la scorciatoia per arrivare al mondo
ideale la conquist a militare e l' egemonia di una data
nazione; per altri ancora invece la rivoluzione ar-
mat a e la dittatura di una particolare classe. Tutti
quest i pensano pio che altro in termini di meccanismo
sociale e di organizzazione su larga 'scala, Vi sono altri
. .
per che affrontano il problema dal lat o opposto, e
credono che i desiderati cambiament i sociali si possano
raggiungere pi efficacemente cambiando gli indivi-
dui che compongono la societ . Di quest i alcuni pog-
giano la loro fiducia sull'educazione, alt ri sulla psica-
nalisi, alt ri su un sistema di condotta (behaviourism)
applicato. Vi sono altri che, al contra rio, credono che
non si possa ottenere alcun favorevole cambiamento
morale senza un aiuto soprannat urale. Questi sosten-
gono che ci vuole un ritorno alla religione. (Purtroppo
. per non riescono a mettersi d' accordo quale dovrebbe
essere questa religione.)
A questo punto necessario dire qualcosa sull' indi-
viduo ideale nel quale quest i riformatori della morale
vorrebbero t rasformare se st essi e gli alt ri. Ogni et e
ogni classe ha il proprio ideale. In Grecia le classi di-
rigent i idealizzavano l' uomo magnani mo, una specie di
dotto-gent iluomo. Gli Kshatriyas dell'anti ca India e
i nobili feudali dell'Europa medievale avevano per
ideale l'uomo cavalleresco. L' honnte. bomme fa la sua
apparizione come l' ideale dei gentiluomini del sedice-
simo secolo; il philosophe come l' ideale dei loro discen-
dent i del secolo XVIII. Il XIX secolo ha idealizzat o
l' uomo rispettabil e. Il XX ' ha gi assist ito al sorgere
e al cadere dell'uomo liberale e alla nascit a dell'uomo
sociale privo di iniziativa e del divinizzato Condottiero.
E in t utto questo tempo il povero e l' oppresso han sem-
pre nostalgicament e sognato l' uomo ben nutri to, li-
bero, felice e non sfr uttato.
Quale dovremo scegliere fra questa sconcertante quan-
tit di ideali? La risposta che non ne sceglieremo
nessuno. E infatti evi dente che ognuno di questi ideali
contraddittori il frutt o di circostanze sociali part ico-
lari . Fino a un certo punto, naturalmente, quest o
vero per ogni pensiero o aspirazione che sia mai stata
IO FINI E MEZZI
l
MTE, VI E E PUNTO DI PARTENZA II
formul ata . Ma alcuni pensieri e aspirazioni dipendono
con meno evidenza di altri da circostanze sociali par-
ticolari . E qui sorge un fatto significat ivo; tutt i gli
ideali circa la condotta umana, formulati da persone
che siano riuscite a liberarsi dai pregiudizi del loro t em-
po o del loro ambiente, sono singolarmente simili. Lo.
liberazione dalle convenzioni di pensiero, di sent iment o
e di condotta dominanti si ottiene nel modo pi effi-
cace praticando virt disinteressate e medi ante
ta intuizione della vera natur a della realt ultima.
(Quest a intuizione un dono, inerente all'individuo: ma
per quanto gli sia inerente, non si pu manifest are
completamente se non a certe condi zioni . La prima di
quest e , appunt o, lo. prat ica di virt disinteressate.)
Anche l' intelletto critico , fino a un certo punto, una
forza liberat rice. Ma il modo con cui viene adoperat o
l'intelletto dipende dalla volont. Quando la volont
non disinteressata, l'i nt elletto t ende a essere adope-
rato (al di fuori dei campi ext ra-umani della tecnica,
scienza o matematica pura) solo come uno st rument o
per la razionalizzazione della passione e del pregiudi-
zio, la giustificazione del proprio interesse. Questa lo.
ragione per cui cosi pochi tra i filosofi anche i pi acuti
sono riusciti a liberarsi completamente dalla st retta pri-
gione della loro epoca e del loro paese. E ben raramente
raggiungono una libert t anto ampia come quella dei
mist ici e dei fondat ori di religioni. Gli uomini pi liber i
sono sempre stati quelli che hanno unit o la virt all 'in-
t uizione diretta.
Ora, fra quest i esseri umani liberi vi sempre stato
un sostanziale accordo, durante le ulti me 80 o go ge-
nerazioni , per quel che riguarda l' individuo ideale. Gli
uomini schiavi hanno posto su un piedest allo modelli
umani diversi: ma in ogni epoca e in ogni luogo gli
uomini liberi hanno parlato in un solo modo.
1 2 . FINI E MEZZI
E difficile trovare un termine unico che descriva ade-
guat ament e l' uomo ideale per quei filosofi, mist ici,
fondatori di religione, che siano uomini liberi . Forse
il migliore " non-attaccato". L'uomo ideale l' uomo
non-attaccato. Non at taccato alle sue sensazioni e ai suoi
desideri materiali. Xon at t accato alla sua set e di potere o
di possesso. Non attaccato agli oggetti di questi diversi
desideri . Non attaccato alla sua collera o al suo odio,
non attaccato ai suoi affetti esclusivi; non attaccato
alla ricchezza, alla gloria, alla posizione sociale. Non at -
. taccato nemmeno alla scienza, all' arte, alla speculazio-
ne, alla filantropia. Gi, nemmeno a quest e. Infatti,
come il patriottismo, queste cose, per dirlo con le parole
dell' Infermiera miss Cavell, "non bastano" . Il non-at-
t accamento a s stessi e a ci che vien definit o come " le
cose di questo mondo", st ato sempre connesso, negli
insegnamenti dei filosofi e dei fondatori di religioni, con
un attaccamento a una realt ultima maggiore e pi
significat iva della propria persona . Ed anche maggiore
e pi significativa delle cose migliori che possa offrire
questo mondo. Parl er negli ultimi capitoli di questo
libro della natura di questa realt ultima . Basta qui
che io faccia notare come l' etica del non-attaccamento
sia stata sempre collegata con le cosmologie che affer-
mano l' esist enza di una realt spirituale alla base del
mondo dei fenomeni , realt che attribuisce ad esso
quel qualunque valore e significato che esso possiede.
Questo non-attaccamento negativo solo di nome.
Praticare il non-attaccamento implica praticare t utte
le virt. Per esempio quel la della carit: non vi sono
infatti ostacoli maggiori della collera (anche di una
"giusta indignazione") e della malignit a sangue fred-
do, all' identificazione di s stessi con l'i mmanente e
trascendente " pi che s stess i". Implica praticare il
coraggio: infatti la paur a la penosa e ossessionante
MTE , VI E E PUNTO DI PARTENZA 13
identificazione di noi stessi col nost ro corpo. (La paura
sensualit negativa, propri o come la pigrizia malignit
negativa.) Implica colt ivare l'intelligenza: poich la stu-
pidit insensibile la fonte principale di tutti gli altri
vizi. Implica praticare la generosit e l'alt ruismo: poi-
ch l' avarizia e l' amore del possesso obbligano le loro
vittime a parificarsi con dei semplici oggetti. E cosi via.
-Non c' bisogno d'insist ere su quest o punto: apparir
infatti abbastanza evidente , a chiunque vi voglia ri flet -
t ere, che il non-attaccamento impone a chi lo vuole
prat icare l' adozione di un atteggiamento intensamente
posit ivo verso il mondo.
L' ideale del non-attaccamento stato ripet ut amente
formul ato e sist emati camente predicato nel corso degli
ultimi 3000 anni. Lo t rovi amo (insieme con ogni cosa)
nell'induismo. E alla base di tutti gli insegnament i di
Budda. Per i cinesi questa dottrina stat a formulat a
da Lao Tseu. Un po' pi tardi, in Grecia, l' ideale del
non-attaccamento proclamato, sebbene con una certa
pedanteria da farisei, dagli stoici. Il vangelo di Gesti
essenzialmente un vangelo di non-attaccamento "alle
cose di questo mondo" e di attaccamento a Dio. Qua-
lunque siano state le aberrazioni del crist ianesimo or-
ganizzato, che variano da uno st ravagante asceti smo
fino alle forme pi brutalmente ciniche di Realpoliti k,
non sono mancati i filosofi crist iani che affermano nuo-
vamente l'ideale del non-attaccamento. J ohn Taul er , per
esempio, ci dice che e la libert l' assoluta purezza e
il distacco che cerca l' Eterno: un essere isolato, rit irato ,
ide nt ico a Dio, o completament e attaccat o a Dio .
L'autore dell' Imitazione, ci spinge ad attraversare
molt e preoccupazioni come se non ce ne preoccupas-
simo: non alla maniera dell'infingardo, ma con un
certo atteggiamento della mente libera, che non si ag-
grappa a nessuna creatura con affetto smodat o l). Si
. l ...
. 9; , : . 1 , .J. ('., j(

14 FI NI E MEZZI
pot rebbero moltiplicare all 'infinit o quest e citazioni. In-
t anto anche i moralisti al di fuori della t radizione cri-
st iana hanno affermato la necessit del non-attacca-
mento, e con non meno insist enza dei cristiani. Ci
che per esempio Spinoza chiama beatit udine non
che lo stato di non-attaccament o: ela schiavit uma-
na t , secondo lui, la condizione di colui che si ident i-
fica con i suoi desideri , le sue emozioni e i processi del
suo pensiero, o con i loro oggetti nel mondo esterno.
L' uomo non-attaccato quello che, nella fraseologia
buddistica, pone fine al dolore: e pone fine al dolore
non solo per s ma, astenendosi da attivit mal igne
st upide, anche a quel dolore che pot rebbe infliggere ad
alt ri . Quest i nello stesso tempo l'uomo felice o " bea-
t o" , e l' uomo buono.
Alcuni moralisti , fra i quali Nietzsche il pi celebre
e il marchese di Sade il pi incondizionat amente coe-
rente, hanno negato il val ore del non-attaccamento. Ma
essi sono evidentemente vittime del loro temperamento e
del loro particolare ambiente sociale. Non essendo capa-
ci di prat icare il non-attaccamento) non sono capaci di
predicar1o: essendo schiavi essi stessi, non possono nem-
meno capire i vantaggi della libert . Stanno al di fuori
della grande t radizione della filosofia civile asiatica ed
europea. Nella sfera del pensiero etico sono degli ec-
cent rici. In modo simile le vittime di particolari cir-
costanze social i come Machiavelli, Hegel e i filosofi
del fascismo e del comunismo dittatoriale, sono eccen-
trici nella sfera del pensiero politi co.
Tali sono dunque gli ideali per la societ e per gli
individui , formulati originariamente quasi 3000 an ni fa
in Asia, e ancora accettati da coloro che non hanno rot-
t o i legami con la t radi zione della civilt. Quali sono i
fatti contemporanei che si connettono a questi ideal i?
Si possono riassumere molto brevemente. Invece di
I

Mt TE, VI E E PUNTO DI PARTE NZA 15


avanzare verso la mta ideale, la maggior parte dei
popoli del mondo se ne st a rapidamente allont anando.
Il vero progresso t, nelle parole del dott o R. R.
Mar et t , (I il progresso nella carit, ogni alt ro non
che secondario. Nel corso della st oria documentat a, il
vero progresso stato fat t o a sbalzi. Per iodi di progresso
nella carit si sono alternat i con al tri peri odi di regresso.
Il XVII I secolo stato un periodo di vero progresso:
cosi stato anche gran parte del XIX, malgrado gli
orrori. dell 'industrialismo, o forse per via dell' energia
con la quale gli uomini di buona volont han no cerca-
to di porre fine a questi errori. L'epoca attuale anco-
ra umanitaria ad intervalli ; ma dove si tratta di impor-
t ant i questioni polit iche, abbiamo visto un definitivo re-
gresso nella carit.
Infatti i pensatori del XVIII secolo furono unanimi
nel condan nare l' uso della t ortura da parte dello stato .
Non solo la t ortura largamente usata dai governanti
europei del secolo XX, ma vi sono anche dei teorici
pronti a giustificare ogni forma di at rocit organizzat a
dallo stato, dall a fustigazione e il marchio al massacro
general e delle minoranze e alla guerra universale. Un
altro sintomo dolorosament e significat ivo l'indiffe-
renza con la quale il pubblico del XX secolo reagisce ai
rapp?rti scritti. e perfino alle fot ografie e alle pellicole
1 massacri e le atrocit . Questo si pu
giustificare con la scusa che duran te gli ultimi venti
anni la gente si talmente satu rata di orrori da non
pi piet per le vittime, n indignazione cont ro
l fautori di t al i errori. Ma rimane il fatto dell'indifferen-
za, e poich nessuno si cura delle at rocit commesse
vengono perpetrate in numero sempre
grore.
fatto st rettamente legato al regresso della carit
11 declinar e del rispet to degli uomini per la verit.
MTE, VIE E PUNTO DI PARTENZA 17
st ra ? Queste sono le domande alle quali t enter di ri-
spondere in questo libro.
Nel rispondere a queste domande sar costretto a
trattare un gran numero di argoment i. Ci inevit a-
bile, poich l' attivit umana complessa e i mot ivi
delle azioni umane eccessivamente vari. Molti scrittori
n.on, ab?astanz3; 9,uest a molteplicit di pen-
sren , di opmroru. di propositi e di azioni umane. Sem-
plificando t roppo il problema, essi dnno una soluzione
t roppo semplificat a. Perci ho rit enut o necessario di-
prim.a n.at u: a stessa della spiegazione, che
gli argomenti principali del libro. Cosa intendi amo col
dire abb.iamo "spiegato" una sit uazione complessa ?
Cosa intendiamo quando parliamo di un evento come
causa di un altro evento? Se non possiamo rispondere a
queste domande le nostre speculazioni riguardanti la na-
tura e il modo di curare i disordini sociali saranno facil-
mente incomplet e e unilaterali.
. La nostra discussione sulla natura della spiegazione
Cl port a a concludere che la causal it nelle cose umane
multipla: in altre parole, che ogni dato evento ha mol-
t e cause. Ne consegue che non pu esist ere un unico rime-
so:rrano ]?Cr i mali del corpo politico. Il rimedio al
disordine SOCIale va cercato simult aneamente in molti
c:unPi !o.proceder, nei capitoli seguen-
tt , I piu Importanti di quest i campi di
attivit, cominciando da quello polit ico ed economico
per poi ,ai condotta personale. In
Ogni caso suggeri r Il genere di cambiamento necessario
perch l' uomo possa raggi ungere quei fini ideali verso
tutt i di , Questo ci coinvolge
incidentalmente In una diSCUSSIone sulla relazione che
passa t ra i e il fine. I fini buoni, come dovr spes-
so, far possono raggiungere solo impiegando
del mezzi adat ti. Il fine non pu6 giust ificare i mezzi,
r6 FINI E MEZZI
In nessun'epoca della storia la menzogna
stata praticata cosi impudentemente e, grazIe alla
tecnica moderna, cosi efficacemente e su cosi .
scala come lo dai dittatori polit ici ed cconomtcr del
nost ro secolo. La maggior parte di quest a n:enzogna
organizzata assume la forma di inculcan-
do l'odio e la vanit e preparando gh spirit i a,lla
Lo scopo principale di chi mente quello di sradicare
sentiment i e comportamenti caritatevoli nella sfera della
polit ica int ernazionale. , .
Un altro fatto questo: che la canta non pu pr?-
gredire verso l'universalit a che la cosmologia
predominante non sia o monoteist ica o pantestica,
meno cio che non regni l' opinione generale che t.uttI
gli uomini sono "figli di Dio" o, second?
indiana, che " t u sei questo", tat tvam aSJ . Negli
50 anni si assistito a un vast ? dal
smo verso l'idolat ria. L' adorazione di un .D.IO.
stata abbandonata in favore dell'adorazione dl.VI,mt
locali quali la nazione, la classe e perfino l individuo
deificato,
Questo il mondo nel quale ci troviamo: mondo che,
giudicat o in base all' unico accettabile, quello del
progresso, evident emente regrcsso. Il progresso t ec-
nico rapido, ma esso lnut,I le
so nella carit , Anzi peggio che inutile, poich CI ha
procurato dei mezzi pi efficaci per .ret rocedere.
Come pu venire fermato e rovesciat o questo regres-
so dalla carit che st iamo vivendo, e del quale
di noi in parte Come PU? la at-
t uale venire t rasformat a m quella SOCiet Ideale de-
scritta dai profet i? Come si
sensuale medio e l' uomo ambiZIOSO [eccezionale e
pericoloso), in uno di quegli esseri che soli
possono creare una societ molto migliore della no-
18 FINI E MEZZI
per la semplice ed ovvia ragione che i mezzi impiegati
determinano la natur a del fine prodotto. . .
Questi capitoli: dal fino. al. XII, costt!Ulscono una
specie di ricettano di conteng?no
ri cette polit iche, economiche, educati ve, !'lcette rt:r l or:
ganizzazione dell'industria, delle locali e dr
gruppi di indivi dui di buona Contengono an-
che, come avvertimento, una descrizione del modo
cui le cose non vanno fatte, ossia ricette per non realiz-
zare i fini che si pret ende di desiderare, per
l'idealismo, per lastricare l'inferno
Questo ricett ari o di riforme culmina par:
t e del libro, nella quale discuto le re.l aZlOnI esistent i
fra le t eorie e la prat ica dei riformaton, da. par te,
e la natura dell'universo, dall 'al tra. Che specie di mondo
quest o nel quale gli uomini aspirano al bene eppure
conseguono cosi spesso il male? Che senso ha tutto
quest o? Quale il posto che l'uomo.vi e che rap-
porto hanno i suoi ideali, i ?uoi sIst eI?I di con
l' universo in genere? QuestI sono glI. che
tratter negli ultimi tre capitoli. All'uomo pratico pos-
sono sembrare irril evant i ma in realt non lo sono: E
alla luce di quel che crediamo circa la natura
della realt, che noi formuliamo nostre concezrom
del .bene e del male, ed alla luce d quest e nostre con-
cezioni che regoliamo la nostra condotta, non soltanto
in relazione alla vita privata, ma anche .sfera d.ella
politica e dell' economia. Lungi dall'essere irrilevanti , le
nostre credenze met afisiche sono il che in defi-
nitiva det ermina t utte le nostre azroru. q:uest.c
ragioni mi sembrato
cettario pratico con una pnml.
Gli ultimi tre capitoli sono I pIU e, anch:
dal punt o di vist a pura mente pratico, I pIU importanti
di tutto il libro.
"
,
Il
LA NATURA DELLA SPIEGAZIONE
I
N quanto alla mta, ripeto, esiste da tempo un ac-
cordo generale. Sappiamo qual il genere di so- \
ciet della quale vorremmo far parte, e che specie di
persone ci piacerebbe di essere. Ma quando si tratta
di decidere il modo di giungere a questa mta, ecco
che si scatena la confusione delle opinioni in conflitto.
Quat homines, tot sententiae. L'asserzione falsa per
quel che riguarda i fini ultimi, ma quasi vera per quel
che riguarda i mezzi. Ognuno ha la sua medicina bre-
vettata, che garantisce di guarire tutti i mal i dell'u-
manit ; e in molti casi la fiducia nell 'efficacia della
panacea cosi ardente, che per essa gli uomini sono
pronti a uccidere e a farsi uccidere.
E fin troppo facile spiegare il fatto che gli uomini si
aggrappino cosi tenacement e ai dogmi che hanno in-
vent ato o accettato e che possano odiare con t anta
passione chi ha inventato o accettato altri dogmi. La
profondamente confortante, e l'odio paga un
dividendo alt issimo in eccitazione emot iva . E per me-
no capire perch debbano sorgere dottrine cosi
esclusive, e perch l'intelletto anche se non accecat o
passione, debba esser p;onto e perfino ansioso di
considerars ver e'. Vale la pena, a quest o proposito, di
dedicare nghe alla natura della spiegazione. In
che ?ella spiegazione? E qual la
quallta che Cl soddisfa mtellettualmente . in una data
.,..... .' ' . ",., .' -' . ".. .
.',.
FINI E MEZZI
la diversit all ' identit ma, fra l' altro, anche lo studio
del crudo fatto irrazionale del divenire . Nella scienza
vi sono due tendenze, quella verso l'ident ificazione e la
generalizzazione e quella verso l' esplorazione della cru-
da realt, accompagnata da un riconoscimento della
specificit dei fenomeni.
Dove il pensiero non soggetto alla disciplina di
una delle scienze organizzate, viene facilmente concessa
troppa libert d' azione alla prima t endenza, quella ver-
so l' identificazione e la generalizzazione che risulta
un'eccessiva semplificazione. Nella sua impazienza di
capire, nella sua fame e set e di spiegazione, l' intelletto
t ende a imporre ai fatti pi razionalit di quanto essi
non sanon grado di sopportare, e t ende a scoprire pi
identit nella cruda diversit dei fenomeni di quanto
non ne esist a in realt, o almeno pi identi t di quant a
l' uomo ne possa usare nelle questioni prat iche della vita.
Per l'essere che pu porsi dal punto di vista divino,
alcune diversit most rano una sottostante identit. L' a-
nimale, al contrario, deve accettarle per quello che ap-
paiono, specificamente diverse. L'uomo un essere du-
plice e pu porsi ora dal punto di vist a divi no, ora da
quello animale. Egli pu affermare , per esempio, che il
gesso e il formaggio sono entrambi compost i di elet -
troni, che sono forse ent rambi manifestazioni pi o
meno illusorie dell 'Assoluto. Tale riduzione del diverso
all 'ider:t ico .pu soddisfare la nostra sete di spiegazione;
ma nOI abbiamo un corpo oltre che un intelletto, e questo
corpo appet isce il formaggio e non gusta il gesso. In
quanto siamo animal i affamat i e asset at i, importante
sapere la differenza fra ci che sano e ci che vele-
noso. La riduzione all 'identi t pu andar benissimo
nello studio, ma a t avola non serve a niente.
Semplificare troppo nei riguardi di fenomeni come il
gesso e il formaggio, come HIO e Hl S0" ci porta rapi-
20
spiegazione? Queste domande sono state. con
grande acume e con enorme ri.cchezza di dottnna dal
defunt o Emile Meyerson, e nel seguono
ho abbondantemente attinto ai scritt i (I)" .
La mente umana ha a ridurr e
il diverso all' identico. Ci che CI dato dlre!t amente
dai nostri sensi molteplice e vario. Il intellet to
che ha fame e sete di spiegazione cerca ndurre questa;
diversit a una identit . Qualsiasi proporzione
l' esistenza di una identit sottostante diversi,
e che persista nel t empo e nei CI appare
intri nsecament e plausibile. Noi denVl::un0 pro.fonda
soddisfazione da ogni dottrina che
molteplicit alla razionale e A
questo fatto psicologico fondament ale e l esisten-
za della scienza, della filosofia, d.ella
cercassimo sempre di ridurre la diversit all 'identit Cl
t roveremmo quasi nell' impossibilit pensare. Il
do non sarebbe che un caos, una serte sconnessa. di fe-
nomeni vicendevolmente irrilevanti .
Lo sforzo di ridurre la diversit all'identit , pu essere,
ed generalmente, portato troppo oltre. 9"esto
in particolar modo per quel che.riguarci:: che
lavorano in campi non sogget ti .alla dlSclplm.a di una
delle scienze naturali ben orgamzzate: La
turale riconosce l' esistenza di un reslduo, .dl
irrazionale che non pu essere. all Ide?tlco e.al
razionale. Ammette per esempio 1eSist enza. di cambIa:
ment i irreversibili nel t empo. uno di
questi cambiamenti, non esiste un identit
t e fra la condizione originaria e quella che il. cam-
bi amento. La scienza non soltant o lo sforzo di ridurre
(I) Vedi Du cheminmunt de 111 pensle e De l'expliation dlll1Ji leJi scicllcn.
d i Il'''11. i!t[ltyaa soN. . .
I
.,
LA NATURA DE LLA ' SPIEGAZIONE 2r
"" ,., .
22
FINI E MEZZI
LA NATURA DELLA SPIEGAZIONE
23
damente a risult ati fat ali, raro perci che si facciano
t ali semplificazioni esagerate. Vi sono per alt re classi di
fenomeni nei cui riguardi possiamo super-semplificare
con una certa impunit. La pena che paghiamo per
quest i err ori non n spettacolare n immediat a. Anzi,
in molti casi, chi commette l' errore non si accorge nem-
meno di esserne punit o: poich la puni zione non t ogli:
un bene che gi si possiede, ma priva di un bene che SI
sarebbe potuto possedere se non si fosse commesso
l'errore. Prendiamo per esempio quella semplificazione
dei fatti, un tempo cosi frequente, che consiste nel ren-
dere Dio responsabile di t utti i fenomeni imperfetta-
ment e compresi. Le cause secondarie sono ignorate e si
fa risalire tutto al Creatore. Non si pu avere una ridu-
zione pi generale della diversit all'ident it , eppure il
suo effetto non immediatamente percepibile. Coloro
che commettono l' errore di pensare in termini di una
causa prima san destinati a non diventare mai degli
scienziati ma, poich non sanno cosa sia la scienza, non
si accorgono di perdere qualcosa.
Non pi di moda far risalire i fenomeni a una cau-
sa prima, almeno nel mondo occident ale. Le ident it
alle quali t entiamo di ridurre le complicate diversit
che ci circondano sono di altro genere. Quando, per
esempio, discutiamo sulla societ o sugli esseri umani
individuali non riduciamo pi le nostre super-sempli-
ficazioni ai t ermini di volont di Dio, ma a quelli di en-
t it come l'economia, o il sesso, o il complesso di inferio-
rit . Semplificazioni eccessive! Ma anche qui la pena
che paghiamo non n immediat a n evidente. La no-
stra punizione consiste nella nostra incapacit di realiz-
zare i nostri ideali, di sfuggire al pant ano sociale e psico-
logico nel quale brancoliamo. Non tratteremo mai ef-
ficacement e i nostri problemi umani fino a che non se-
gui remo l' esempio degli scienziati, t emperando il no-
st ro desiderio di semplificazione razionale con il rico-
noscimento di un certo residuo di irrazionalit , diversit
e specificit nelle cose e negli eventi. Non riusciremo
mai a cambiare la nost ra et del ferro in un'et del-
l' oro se non rinunzieremo alla nostra ambizione di t ro-
vare una causa unica a tutti i nostri mali , e non ammet -
t eremo l' esistenza di molte cause che agiscono simult a-
neamente, di int ricate correlazioni e di duplici azioni
e reazioni. Esiste, come abbiamo visto; una grande va-
riet di opinioni. sostenute con fanat ismo, sul miglior
modo di raggiungere la mta desiderat a. Sar bene
esaminarle t utte. Esaltarne una sola fino all'ortodossia
significa commettere l' errore di super-semplificare. In
queste pagine esaminer alcuni dei mezzi da impiegare,
e da impiegare simultaneamente, se si vuole realizzare
la mta che i profeti e i filosofi hanno proposto all'uma-
nit , cio una societ libera e giusta, adatta perch ne
facciano part e uomini e donne non-attaccati, e al tempo
stesso tale da poter essere organizzata solo da questi.
' ~ :
III
L'EFFICACIA E I LIMITI DI UNA RI FORMA
SOCIALE SU LARGA SCALA
E
SISTE, fra le persone di opinioni cosi dette "avan-
zate", la credenza assai comune che i fini da tutti
desiderati possano venir pi facilment e raggiunt i tra-
sformando la st ruttura della societ . Essi non propu-
gnano un cambiamento morale degli individui, ma la
realizzazione di cert e ri forme politiche e specialment e
economiche su larga scala.
Ora, le riforme economiche e politiche non sono
che un ramo di quel che si pu chiamare etica preven-
tiva. Lo scopo dell'etica preventiva di creare delle
circost anze sociali t ali da far si che l'individuo non ab-
bia l' opportunit di comportarsi in modo poco deside-
rabil e, cio in modo eccessivamente " attaccato".
Fra le preghiere pi spesso ripet ute dai cristiani vi
quella di non essere indotti in t ent azione. Il riforma-
t ore politico ed economico aspira a realizzare quella
preghiera. Egli crede che l' ambiente che circonda l ' ~ o
ma possa venire cosi bene organizzato, che la maggior
parte delle tent azioni non sorgano nemmeno. Nella so-
ciet perfetta, l' individuo pot r praticare il non-at-
t accamento, non perch sia deliberatamente e coscien-
temente non-attaccato, ma perch non avr mai l' oc-
casione di attaccarsi. E evidente che vi molt o di vero
nell' affermazione di questo riformator e. In Inghilterra,
per esempio, vengono commessi molt o meno assassini
L'EFFICACIA E I LIMITI DI UNA RIFORMA 25
che non in passato. Questa riduzione nel numero dei
delitti dovuta a una quantit di riforme su vasta
scala: alla legge che limit a la vendita e proibisce di
portare le armi , allo sviluppo di un efficace sistema le-
gale che procura una rapi da riparazione alle vittime di
aggressioni. Non dobbi amo poi dimenticare il cambia-
mento di educazione (esso stess o dovuto a molt e cause
diverse) che ha portato al decadere del duello, e a nuo-
va concezione dell'onore personale. Si potrebbero ci-
tare infiniti esempi simili. Le riforme sociali hanno avu-
t o indubbiamente l' effetto di ridurre il numero delle
t ent azioni nelle quali pu essere indotto l' individuo. (In
un altro paragrafo esaminer la quest ione delle nuove
tentazioni che possono creare le rifanne). Quando l' as-
senza di t entazioni si prolungat a per qualche te mpo,
si crea un'abitudine eti ca ; gli individui arrivano a pen-
sare che il male al quale non vengono indotti sia qual-
cosa di mostruoso, e quasi inconcepibile. Generalmente
essi prendono a loro credito quel che in realt dovuto
alle circost anze. Consideriamo per esempio la quest io-
ne della crudelt. I n Inghilterra le leggi contro la cru-
delt verso gli animal i, e poi verso i bambini e gli adul-
t i, vennero portate a buon fine da una piccola minoran-
za di riformatori che lottarono contro l'indifferenza e
perfino contro un' attiva opposizione. L' eliminazione del-
le occasioni di abbandonarsi avidamente allo spetta-
colo della crudelt, port dopo un certo te mpo alla for-
mazione di abi t udini di umanit. Grazie a queste abi-
tudini, un inglese si senti r profondamente scandaliz-
zato all' idea della crudelt e immaginer di essere egli
stesso assolutamente incapace di perpetrare o di assi-
st ere a un atto cr udele. Questa. ultima credenza forse
priva di fondamento . Vi molta gente che si crede fon-
damentalment e umana e che effettivamente agisce con
umanit, la quale, se le circostanze diverse offrissero
26 FI NI E MEZZI
l'occasione di essere crudele (specialmente se la crudel-
t fosse rappresentata come un mezzo verso qualche
nobile fine), soccomberebbe con entusiasmo alla t en-
t azione. Da ci l' enorme importanza di mantenere in-
t atta ogni radicata abitudine di agire con decenza e ri-
tegno. Da ci la necessit vitale di evitare la guerra,
internazionale o civile. La guerra. infatti , se combat-
tuta su vasta scala, dist rugge assai pi delle vit e di sin-
goli individui; essa scuot e tutta la st ruttura delle abi-
tudini , delle leggi, della mutua fiducia. dell 'uman.it e
bont abituale e irragionat a , su cui basata ogrn for-
ma t ollerabil e di vita sociale. Gl'i nglesi sono in com-
plesso un popolo ben disposto e gentile. Questo non
dovuto a una particolare loro virt, ma al fatto che
l' ult ima riuscita invasione della loro isola ebbe luogo nel
1066 e la loro ultima guerra civile, (un affare molt o mite
e da 'gent iluomini] nel 1688. Si not i inoltre che la
riet degl'inglesi si manifesta soltanto a casa loro e 10
quelle regioni dell'impero dove non vi sia stata per
recchio tempo n guerra n minaccia di guerra. Gl'in-
diani non trovano che i loro governant i siano gente par-
t icolarmente ben dispost a. E infatti, le regole etiche
degl' inglesi subiscono un profondo cambiament o quan-
do passano dall' atmosfera essenzialment e pacifica del
loro paese a quella dell'impero indiano, conquistato e
occupato milit armente. Cose che a casa loro sarebbero
assolutamente inconcepibili, in India sono, non solo con-
cepibili, ma fatt ibili e realmente fatte. Il massacro di
Arnritsar, per esempio. Una lunga immunit
e dalla violenza civile, pi di qualsiasi esortaztcne etica,
pu promuovere un' abituale moralit di vita. La guer-
ra e la violenza sono le prime cause della guerra e della
violenza.
Un paese come la Spagna, dove esist e una tradi-
zione di guerra civile, molto pi portato ad essa
L'EFFICACIA E I LI MITI 1lI UNA RIFORMA 27
di un paese nel quale esista una lunga abit udine di pa-
cifica collaborazione.
Vedi amo dunque come un' ampia trasformazione del-
l' ordine sociale possa far molt o per preservare l' indi-
viduo da te nt azioni, prima che siano effettuate le ri-
forme sempre present i e quasi irresistibili. E fin qui va
bene. Ma non dobbiamo dimenticare che delle ri forme
possono liber are gli uomini da una serie di mali. solo
per portarli verso mali di alt ro genere. Accade spesso
che le riforme non abbiano alt ro effetto che di t ras fe-
rire le t endenze deleterie negli individui da una dire-
zione all 'altra. Si chiude una via d'uscita ad una catti-
veria particolare, ma un'altra ne viene aperta. La cat -
tiveria non abolita, soltant o fornit a di un'altra serie
di possibilit per esprimersi. Sarebbe possibile scrivere
una st oria del Peccato st raordinariament e chiarifica-
t rice. most rando la misura delle possibilit che, nelle
diverse civilt. stata data alle varie tendenze di cat -
tiva condotta. enumerando i difetti di t utte le virt
proprie di ogni civilt, seguendo le successive met amor-
fosi del male fra varie condizioni t ecniche e politiche.
Esamini amo, per esempio, la storia recente di quella
fonte capit ale del male che la sete di potere, il desi-
derio sfrenato del successo e del dominio personale.
Possiamo qui descrivere il passaggio dalle condizioni
medievali a quelle moderne. come il passaggio dalla
violenza all 'astuzia, dall a concezione del pot ere in t er-
mini di valor milit are e di diritto divino dell' arist ocra-
zia, alla concezione del potere in termini di finanza.
Nel primo periodo la spada e la pat ente di nobilt sono
al t empo stesso il simbolo e lo st rument o del dominio.
Nel periodo successivo il loro post o preso dal denaro.
Da qualche tempo la sete di pot ere ha cominciat o a
esprimersi nuovamente in modo quasi medievale. Ne-
gli st ati fascisti si ha un ritorno al dominio della spada
" , ' N ' ' ,!,>" ",, - ' .
e del diritto divi no. E vero che il diritto quello di con-
dottieri auto-nominati invece che quello di arist ocra-
t ici ereditari , ma anch'esso essenzialmente divino.
Mussolini infallibile, Hitler inviato da Dio. Nella
Russia collettivizzat a si st abilit o un sist ema di capi-
t alismo di stato. La propriet privata dei mezzi di pro-
duzione scomparsa ed st ato reso impossibile agli
individui di usare il denaro come mezzo per dominare
gli alt ri. Ma ci non significa che la sete del potere sia
soppressa, ma piuttosto che stat a deviata in alt ra di-
rezione. Sotto il nuovo regime il simbolo e lo st rumento
del potere la posizione polit ica. Gli uomini non cer-
eano la ricchezza, ma una posizione strategica nella
gerarchi a. E st ato dimostrato durant e i processi per
tradimento del 1936 e 1937 con quant i pochi scrupoli
essi siano pronti a combattere per quest e posizioni . I n
Russia, e fino a un certo punto anche negli altri paesi
dittatoriali , la sit uazione simile a quell a che esisteva
un tempo negli ordini religiosi, dove la posizione era
pi importante del denaro. Fra i comunisti l' ambizione
si separata pi o meno effettivamente dall' avari zia,
e la set e di potere si manifest a in una forma che chiame-
rei chimicamente pura.
Quest o il momento per sorridere con indulgenza e
dire: Non si pu cambiare la natura umana I). A que-
sto l'antropologo risponde che invece sono state assunte
dalla natura umana le forme st raordinariamente pi
diverse, pi stranamente improbabili. Non impossibile
organizzare una societ in modo che anche una tenden-
za fondamentale come la set e del pot ere non vi possa
t rovare facilmente espressione. Fra gli indi ani Zuiii, per
esempio gli individui non vengono indotti in tentazio-
ni simili a quelle che attraggono gli uomini della nostra
civilt verso la gloria, la ricchezza, la posizione socia-
le o il potere. Da noi il successo sempre idolatrato.
28 FINI E MEZZI
L'EFFICACIA E I LIMITI DI UNA RIFOR),lA 29
'Ma fra gli Zufii considerato talmente di cattivo gusto
cercare di ot tenere distinzioni speciali , che pochissimi
sono quelli che t entano di sollevars i al di sopra dei loro
compagni, . e quelli che lo fanno vengono considerat i
peri colosi stregoni e puniti in conseguenza. L non vi
sono n Hitler, n Kreuger, n Napoleoni, n Calvini.
La sete del pot ere non riesce ad avere neanche l'occa-
sione di manifestarsi. Nelle tranquille ed equil ibrate co-
mu nit degli Zuiii e di altri indiani Pueblo tutte quest e
vie dell'ambizione personale sono chiuse: quella poli-
tica, quella finanziaria, quella militare, quella religiosa,
cosi dolorosamente note nella nostra storia.
Il modello della civilt Pueblo non pu cert amente
essere imit ato dalla nostra societ industrializzata. An-
che se ci fosse possibile, non sarebbe augurabile che
scegliessimo come modello queste societ indiane. In-
fatti. la vittoria dei Pueblo sulla set e di pot ere stata
raggiunta a un prezzo eccessivo. Gli individui non lot -
t ano, come da noi, per la ricchezza e per la posizione;
ma acquistano questi vantaggi a caro prezzo. Sono
oppressi dal gran peso della tradizione religiosa; sono
a ttaccati a tutto ci che vecchio, c hanno terrore di
tutto ci che nuovo e ignoto; impiegano un 'enorme
quant it di tempo e di energia nell' adempimento di
riti magici e nella ripeti zione di interminabili formul e
imparate a memoria. Per usare i termini della t eologia,
dire che i peccat i mortali ai quali noi siamo
particolar mente attaccati sono la superbia, l' avarizia e
la malignit. Il loro attaccamento particolare per la
pigrizia, specialmente la pigrizia mentale, o st upidit,
contro la quale i moralisti buddist i mettono t anto in
guardia i loro discepoli. Il problema che abbiamo din-
nanzi il seguente: possiamo congiungere i vantaggi
d ella civilt Pueblo a quelli della nost ra ? Possiamo
c reare un nuovo modello di vita dal quale siano assent i
-.
30 FINI E MEZZI
i difetti dei due modelli confrontat i, quello Pueblo e quel-
lo industriale occidentale? Ci sar possibile di conse-
guire le loro arrunirevoli abitudini di non-attaccamento
alla ricchezza e al successo personale, conservando al
tempo stesso la nostra vivacit intellettuale, il nost ro
interesse per la scienza, la nostra capacit a conseguire
rapidi successi t ecnici e mut amenti sociali ?
Non possibile rispondere a ques te domande con una
certa fiducia. Solo l'esperienza e il deliberato esperimen-
t o pot ranno dirci se il nost ro problema potr venire
completamente risolto. Quello che sappiamo con cer-
tezza che fino ad ora la curiosit scient ifica e la capa-
cit di conseguire rapidi cambiamenti social i si sono -
sempre associate a frequenti manifestazioni della sete
di potere e dell'idolatria del successo (I). E un fatto st o-
rico che il progresso scient ifico non mai andato disgiun-
t o dall ' aggressivit . Ci significa forse che quest e due
cose non potranno mai andare disgiunte ? Non neces-
sariamente . Ogni civilt piena di associazioni arbi-
t rar ie e fortuite, di modelli di condotta, di modelli di
pensiero, di modelli di sentimento. Quest e associazio-
ni possono durare per lunghi periodi e finch perdurano
vengono considerate necessarie, giuste, inerenti allo sche-
ma delle cose. viene il mome nto in cui , spinte da
circostanze mutate, queste vecchie associazioni si di -
sgregano e fanno posto ad altre, che col tempo arri vano
a parere non meno nat urali , necessarie e giuste delle
prime. Prendiamo qualche esempio. Nelle classi pio ric-
che della societ medievale e nelle prime societ mo-
derne europee vi era una st retta associazione fra pen-
sieri e abit udini riguardanti il sesso, e quelli riguar-
danti la propriet e la posizione sociale. 11 nobiluomo
(I ) Vedi nelt' u ltmo capitolo la decussoee sui rapporti esi stenti tra la eee-
tineoza sessuale forzata e l'energia sociale.
L' EFFICACIA E I LIMITI DI UNA RI FOR)l:A 31
.sposava un feudo, il borghese dei primi t em-
pI moderni sposava una dote. I re sposavano degli in-
teri paesi e scegliendosi con giudizio una compagna Pc-
t evano cost ruirsi un Impero. E non solo la moglie rap-
presentava una propriet , si pu di re che era una pro-
priet. L: gelosie che, t radizionalmente, era giusto
e conveniente sent ire, erano dovute almeno altrettanto
al senso della propriet offesa che alla passione sessuale
contrastata. L'orgoglio offeso e l'avarizia colpita si uni-
vano all 'amore ferito, e producevano quel genere di ge-
losia che poteva soddisfarsi solo col sangue della sposa
infedele. La sposa fedele invece veniva ornat a e ingioiel-
lata, a. volte forse anche .per vero affetto, ma pi spesso
e specialmente per soddisfare la vanaglori a del marito.
La moglie lussuosamente agghindata rappresent ava una
specie di .rclame ambulante della ricchezza e la posi-
zrone sociale del suo propriet ari o. La t endenza verso
ci che Veblen chiama "consumo di apparenza" ven- '
ne collegata, in queste civilt con il ti po di condotta
sessuale. Ho usato il passato nella frase precedente, ma
a dir la verit questo collegamento del consumo di ap-
parenza col mat rimonio, ed anche con l'adulterio,
ancora caratteristico delle nost re societ. Sotto al t ri
aspetti, per, vi stat a una certa misura di dissociazione.
I coniugi non si considerano pi propriet privata l' uno
dell'altro come facevano in passato, e per conseguenza
non sembra pi altrettanto nat ural e e giusto assassi-
nare il compagno infedele. E l'idea di un 'unione ses-
complet ame.nte disinteressata, indipendente da
dot i da cont ratt i, cosa ormai spesso presa in consi-
derazione anche da i ricchi. Al t empo stesso vige l' opi-
generale che anche i coniugi possono avere un
reciproco attaccamento sessuale. Quest o non esisteva al
t empo dei t rovatori ; infatti , secondo le parole di un
recente storico del periodo cavall eresco, l 'amore era al-
3"
L'EFFICACIA E I LI MITI DI UNA
" t " d" TI
associa I iversamente. In terzo luo o vedi
sfonnazioni su larga scala della st r!ttura che t ra-
no produrre certi "cambiament i nella
che questi cambiament i sono rarament f d
tali N bolo il e on amen-
. on a tscono male' non f h .
altre direzioni. Ma se ' e.
fini che t.utti occorre
un semplice deviamento del male ' biso a P 11 I
alle radici, nella volont f soppnrner!o
che una riforma su larga scala poliet ica eed
segue

non b t B' ' economica
. pu as are. lsogna attaccare il nostro obiet tivo
Ideale non soltant o su questo fronte m al t
so su tutti gli altri . Prima di esami a . empo st es,-
fatt? su questi altri front i devo
t agliatamente . la strategia e la t attica di
fronte della nforma su larga scala.
FI NI E MEZZI
3
2
Iora " un gigantesco sistema di bigamia". L'amore e
il matrimonio erano complet amente indipendent i.
Vi sono molte altre associazioni di modelli di pensiero.
modelli di sent imento e modelli di azione che ai loro
t empi sembravano inevit abili e naturali , mentre in al-
tri t empi e luoghi non esistevano affatto. Cosi l' arte
stata a volte collegata con la religione (come in Euro-
pa nel medioevo e fra gli antichi Maya): e a volt e, inve-
ce, non stata collegata con la religione (come presso alcu-
ne trib di indi ani amer icani e in Europa negli ultimi tre
secoli). Allo stesso modo il commercio, l' agricoltura, il
sesso, il cibo sono stati collegat i con la religione. a volte
si e a volt e no. Ci sono alcune societ in cui quasi ogni
attivit collegat a con emozioni negative, dove so-
cialmente corretto e moralmente lodevole essere cont i-
nuament e sospettosi , invidiosi e malevoli. Ve ne sono
altre in cui non meno corretto provare emozioni posi-
tive. E cosi vi a quasi all' infinito.
Ora , pu darsi che progressi vit e aggressivit siano
collegate altrettant o ar bitrariamente e fortuitament e
delle varie coppie di abitudi ni di pensiero e di azione
sopra menzionate. Pu darsi, d'altra parte, che quest a
associazione abbia le sue radici nel profondo della psi-
cologia umana e che sia molto difficile e forse impos-
sibile separare queste due t endenze congiunte . Su que-
sto non si pu dogmatizzare. Quel che si pu di re con
certezza soltanto che t ale associazione non ha bisogno
di essere cosi completa come lo adesso.
Riassumiamo e concludiamo. In primo luogo vediamo
dunque che la "immut abile natura umana" non af-
fatto immutabile, ma pu essere, e spesso stata, pro-
fondament e mutat a. In secondo luogo vediamo che
molt e e forse la maggior parte delle associazioni di
modelli di condotta osservate nelle societ umane pos-
sono venire dissociate e gli elementi che le compongono
-., '-
IV
RIFORMA SOCIALE E VIOLENZA
Q UANTO pi violenza, tanto meno t Sa-
r bene medit are su questo detto di Barthelemy
. . .
Una rivoluzione, per essere considerata riuscit a, deve
conseguire qualcosa di nuovo. Ma la violenza e gli effet -
t i della violenza, controviolenza, sospetto e rancore da
parte delle vittime, e il sorgere nei suoi autori di una
t endenza a usare maggiore violenza, sono cose anche
t roppo note , e rivoluzionarie. Una ri:
voluzione violenta non pu amvare ad altro che agli
inevit abili risultati della violenza, i quali sono vecchi
come il mondo.
Poniamo pure la quest ione in un alt ro modo. Nes-
suna ri voluzione pu essere considerata riuscit a se non
porta al progresso. Ora, il solo progresso reale, per usare
di nuovo le parole del dott oMaret t , il progresso nella
carit. E possibile raggiungere questo progresso con
mezzi essenzialmente anticaritatevoli? Se consideriamo
spassionatamente la nostra esperienza personale e la
document azione della storia, dobbiamo concludere che
non possibile. Ma cosi forte il nostro desiderio di
credere che esista una scorciat oia per il paese dell'Uto-
pia, e siamo cosi ben disposti verso le persone che nu-
(I) Vedi Po", va' n"e sallS llioknu (Traduzione inglese pubblicata da rtctmae-
Gal e lA Crlatrice. di D. Da I..IGT.
RIFORlfA SOCIALE E VIOLENZA 35
t rono opinioni simili alle nostre, che raramente possiamo
imporci la necessari a imparzialit . Insist iamo nel dire
che fini che crediamo buoni possono giustificare mezzi
che sappiamo con certezza essere abominevoli ; conti-
nuiamo a credere, contro ogni evidenza, che questi mez-
zi cattivi possono portarci verso fini buoni che deside-
riamo. La misura in cui delle persone anche profonda-
mente intelligenti possono illudersi su questo punto,
dall a seguente cit azione dell'opuscolo sul comu-
msmo del prof. Laski. E evidente. egli scrive che,
senza la ferrea dittatura dei giacobini , la repubblica
sarebbe andata distrutta. A chiunque considera can-
didamente i fatt i sembra ancora pi evidente che
proprio per via di questa ferrea dittat ura dei giacobini
che la repubblica and distrutta: la ferrea dittatura
ha portato alla guerr a all'estero e alla reazione all' in-
t erno. Guerra e reazione messe insieme produssero una
militare. La dittatura milit are produsse ancor
pi guerre. Quest e guerre servirono a intensificare il sen-
t imento nazionalist a in t utta l'Europa. Il nazionalismo
si crist allizzat o in una quantit di nuove religioni ido-
latre che hanno diviso il mondo. (Il credo nazist a, per
esempio, gi implicit o, anziin un certo senso del tut t o
negli scritti di Fichte). Al nazionalismo dob-
biamo !a coscrizione militare all 'interno e l' imperiali-
s'!l0 estero. &:nza la ferrea dittatura dei giacobini t
dice il prof. LaSk I, la repubblica sarebbe andata di-
strutta. Bei sent iment i! Purt roppo per vi sono an-
che i fatti.. Il primo fat to importante che la repubbli-
ca and distrutta davvero e che la ferrea dittatura dei
giacobini fu la prima causa della sua distruzione. Anzi,
questo fu solo il guaio causato dalla dittatura dei
gtacobini: essa port anche all 'inutile spreco e massa-
cro delle napoleoniche; all 'imposizione perpetua
della schiavit milit are, o coscrizione, in quasi tutti i
-.--" ,
-." ., -, '--;.-:
,....,., .. .. .. - , ,,-,- ,, ......_, '.-, .'
". " J' -- " . /
RI FORMA SOCIALE E VIOLENZA
FINI E MEZZI
paesI d' Europa; e al sorgere di quelle idolat rie
nalistiche che minacciano l'esist enza della . CI:
vi lt. Una bella serie di prodezze! Eppure I can.dldatI
rivoluzionari continuano a u53:n?O ?CI
. zi essenzialment e simili a quelli del n u.sclreb:
bero a produrre dei risultati diversi, quali
la giustizia sociale e la pace fra le nazioni .
La violenza non pu portare al vero progresso, .a
meno che , a t itolo di compenso e no? Sia
seguita dal la non violenza, da atti di gIUstizia e di be-
nevolenza. In questi casi per la condott?- compen-
satoria che consegue il progresso, e non la VIOlenza
quest a condotta compensare. Per
nella misura in CUi la conquista romana della Gallia e la
conquista inglese dell' I ndia produss.ero un. (ed
difficile dire se lo produssero, e impossibile
re se un simile progresso non sarebbe stato raggt,?nto
senza la conquista) , quest o fu .dovut? .mt e-
ramente alla condotta compensatoria degli amm.IDlst ra-
t ori romani e inglesi t erminat o il peri odo della vl,:lenza.
Nei casi in cui una buona condotta compensatona non
segue l' atto originario di avvenne per
i paesi conquist ati dai t urchi, non SI produce
vero progresso. (Dove la vi olenza spinta al suo
massimo e le vittime sono complet amente sterminate ,
la lavagna ripulita e gli autori della li-
beri di ricominciare da capo secondo altri In
quest o modo i colonizzatori inglesi set-
t entrionale risolsero il problema del pellirosse, scar:
t ando l' alternativa piu umana di William I n se
st essa abominevole, quest a politi ca attuabile solo
nei paesi poco popolati). . . . .
Pi a lungo st at a usata la Violenza, piu diffi-
cile a chi la usa di compiere degli atti di no?
Si fonna una t radizione di violenza ; gli uomuu giungo-
37
no ad accettare una scala di valori secondo la quale
gli atti di violenza sono calcolat i come eroici e virtuosi.
Quando ci avviene (come avvenut o, per esempio.
nel caso dci vichinghi e dei tartari , e come gli attuali
dittatori tentano di fare per tedeschi, italiani e russi),
vi poca spera nza che gli effett i della violenza vengano
rimediati da successivi atti di giustizia e di bont.
Da quant o precede, consegue che nessuna ri forma po-
t r facilment e ottenere i risultat i desiderat i, a meno
che non sia non solo ben intenzionat a, ma anche t em-
pestiva. Portare a termine una riforma sociale che in
date circostanze storiche provocher t anta opposizione
da necessitare l' uso della violenza, significa agire con
criminale imprudenza. I nfatti una riforma che pu im-
porsi soltanto con la violenza, probabilmente non solo
non produrr i buoni risultati sperat i,. ma render la
situazione realmente peggiore di quel che era prima.
La violenza, come abbiamo visto, pu produrre solo gli
effetti della violenza; quest i effetti possono essere an-
nullati solo per mezzo di una non violenza compensa-
t oria a fatti avvenuti; nei casi in cui la violenza sia
stata usata per un lungo periodo, si forma un'abit udine
di violenza e diventa estremamente difficile agli autori
di quest a di rovesciare la propria politica. Inolt re le
conseguenze della violenza si estendono infinitamente al
di l di quanto non pensino i ben intenzionati che vi
ricorrono. La " ferrea dittatur a" dei giacobini produsse,
come abbiamo visto, una tirannia militare, vent i anni di
guerra, coscrizione perpetua per tutta l' Europa, il sor-
gere dell'idolatria nazionalist a. Ai t empi nostri la pro
lungat a violenza dell'oppressione zarist a e l' acuta, ca-
t astrofica violenza della guerra mondial e, produssero la
" ferrea dittatura" dei bolscevi chi. La minaccia di una
ri voluzione mondiale provoc il fascismo; il fascismo
provoc il riarmo ; il riarmo ha portato con s il progres-
..... -, ,,-
"""t' "' '''
- . .. -"
38 FINI E MEZZI
sivo esautorarsi della libert nei paesi democratici. Solo
il t empo ci potr dire quali altri risultati avr la ." fer-
rea dittatura" di Mosca. In questo moment o (giugno
1937). le previsioni sono per lo me.no alquant o lugubri .
Quindi, se vogliamo fare delle n forme su larga
che non si dimostrino inut ili nel processo stesso di ap-
plicazione, dobbiamo scegliere le nostre misure in modo
t ale che non sia necessaria alcuna violenza per metterle
in prat ica o, alla peggio, se ne richieda un minimo. (Val
la pena far notare a questo proposit o che le riforme
portat e a t ermi ne sotto lo st imolo della paura
violenza da pa rte di vicini st ranieri, e allo scoPO .di
usare pi efficacement e la violenza in 10 -
temazional i, saranno all a lunga altrettanto mutili quan-
t o quelle che possono essere introdotte soltanto median:
t e il terrore, all 'interno. I dittat ori hanno fatto molt i
cambiament i su vast a scala nella st ruttura delle so-
ciet da essi governate senza dover ricorrere al terro-
rismo. La popolazione ha acconsent it o a quest i cam-
biamenti. spint a da un'intensa propaganda che ne mo-
st rava la necessit per rendere il paese sicuro dall' vag-
gressione st raniera". Alcuni di quest i cambiament i ave-
vano l' aspet t o di rifanne vantaggiose; ma in quan to
erano creat i per rendere il paese pi efficiente come mac-
china di guerra, t endevano a provocare al t ri paesi ,:d
aumentare la loro efficienza militare e rendere perci
pi probabile la guerra. Ma la natura della guerra mo-
derna tale che difficilmente le ri fanne utili sopravvi-
veranno alla cat astrofe. Cosi vedremo che quest e ri-
fanne int rinsecamente vantaggiose, accet tate senza op-
posizione, saranno anch'esse inutili se la comunit vie-
ne persuasa ad accettarle per mezzo di una
che sfrutti il suo t imore di fut ure violenze da par te di
t erzi, o insista sulla glori a di futura violenza usata con
successo da essa stessa). Per t ornare al nostro argomen-
-:
RI FORMA SOCIALE E VIOLENZA 39
t o cio all a necessit di evi tare la violenza
domestica durante l' applicazione delle riforme vediamo
che una essere int rinsecamente
ma cosi Irrilevante m rapporto alle circostanze st oriche
esistent i da essere praticament e inutile. Quest o non si-
gnifica che dovremmo commettere l'enorme errore di
Hegel, al legrament e ripetuto da t utti i moderni t iranni
che dei da giusti ficare e delle
da razionalizzare, l errore che consiste nell 'affermare che
ci che reale razionale, che storico equivale a ideal e.
Il reale non il razional e: e non t utto ci che , giusto.
I n m?mento della storia, il real e, come lo
conosciamo, contiene certi element i razionali , laboriosa-
ment e incorporati nella sua st ruttura dal paziente sfor-
z? fra le C?se .che al cune sono piu
giust e di alt re. Perci, il semplice buon senso richiede
che, nel fare delle riforme, abbiamo cura di conservare
t utti quegli element i cost it ut ivi dell'ordine esistente che
a?biano un certo valore. E questo non tutto, Il cam-
in s stesso pi o meno doloroso per la
maggior parte degli uomini. Stando cosi le cose, faremmo
bene a conservare anche quegli elementi dell'ordine esi-
stente che non siano particolarmente dannosi n abbia-
m? un valore, ma siano semplicemente neu-
Il conservat vismo umano un fatto che si verifica
ID sit uaz ione storica . Perci molto importante
1 nf?rmatori si astengano dal fare dei cam-
biamenti superflui, o dei cambiamenti di entit t ale
I,Jrofonde. Dovunque sia possibile, le
IStItUZIOnI famil iari estese o sviluppate in
modo provocare l risultati desiderati; i principi gi
accet tati andrebbero applicat i a campi pi vasti. In
quest? modo la quanti t e l'intensit dell 'opposizione al
cambla;ne?t o .sarebbe ridotta al minimo, e con essa
anche il rscho di dover ricorrere a misuredi violenza. ,., .. ..
, ''''"'f ''' '
v
LA SOCIET PIANIFICATA
P
RIMA della Grande Guerra solo i socialist i fabiani
parlavano di una societ pianificat a. Durante la
guerra tutte le societ belligeranti furono pianificat e. e
(considera t a la ra pidit con cui fu fatto il lavoro) lo
furono molto efficacemente, allo scopo di continuare
la guerra . Subito dopo la guerra vi fu una reazione,
abbastanza naturale, dat e le circosta nze. contro la pia-
nificazione. La crisi provoc una cont ro reazione e dal
1929 in poi l' idea della pianificazione ha una
popolarit quasi Int ant o del p13D1
st at i intrapresi, sistemat icamente e su vasta scala negh
stati tot alit ari , frammentariamente nei paesi democra-
t ici, Un fiume di letteratura sulla pianificazione sociale
vien fuori cont inuamente dai torchi . Tutti i pensatori
di idee "avanzat e" hanno il loro piano favorit o, e an-
che la gente comune ha subit o il contagio. La pianifica-
zione di moda , e non senza giusti ficazione. Il mondo
va male, e pare che sia impossibile sal varlo dai suoi
attuali guai, e t anto meno migliorarlo, se non facendo
deliber at amente dei piani. Si deve ammettere che que-
sta solo un'opinione, ma si ha ogni ragione di suppor-
re che sia ben fondat a. Intant o, per, certo, (poich
un fatto osservabile}, che nel te ntat ivo di salvare
nostro mondo, o parte di esso, dal suo attuale stato di
confusione, si corre il rischio di pianificarl o in modo .d?,
farlo assomigliare all' inferno, e causarne la definit i-
LA SOCIET PIANI FICATA 4
1
va distruzione. Vi sono delle cure peggiori del male.
Una qualche specie di pianificazione necessaria.
Ma quale specie, e quant a ? Non possiamo rispondere a
queste domande, n giudicare un qualsiasi piano, se non
riferendoci cont inuamente ai nostri postulat i ideali. Ogni
volta che esaminiamo un piano, dobbiamo domandarci se
contribuir a t rasformare la societ alla quale viene ap-
plicato in una comunit giust a, pacifica, moralmente e
intellettualmente progredita , di uomini non-attaccat i.
Se la rispost a affermat iva, pot remo dire che il piano
buono. Altriment i dovremo dichiararlo catt ivo.
Nel mondo cont emporaneo esistono due specie di pia-
ni cattivi : quelli ideali e messi in prat ica da chi non
accetta i nostri postulati ideali, e quelli ideat i e messi
in pratica da chi li accetta ma immagina che i fini pro-
posti dai profeti possano venir raggiunti con mezzi mal-
vagi o inadatt i. L'inferno lastricato di buone inten-
zioni ed facile che i piani fatt i dai ben intenzionati
della seconda specie abbiano dei risultati tanto disa-
st rosi quanto quelli fatti dai mal intenzionati della pri-
ma specie. E questo non fa che dimostrarci, ancora
una volta, come avesse ragione Budda, quando classi-
ficava l' ignoranza e la st upidit fra i peccat i mortali.
Esaminiamo alcuni esempi di cattiva pianificazione
appartenenti a queste due classi. Nella prima dobbiamo
collocare t utti i piani fascisti e quelli specificamente
militari st i. Il fascismo per dirlo con le parole di Mus-
solini, crede che solo la guerra porti le energie umane
alla loro tensione massima, e pone il sigillo della nobil-
t sui popoli che hanno il coraggio di affront arla e. E
ancora : una dottrina fondata sul dannoso postulato
della pace est ranea al fascismo . Il fascist a, dunque,
crede che il bombardament o di citt aperte con fuoco,
veleno ed esplosivo (in altre parole, la guerra moderna)
sia intrinsecamente desiderabile; egli rinnega gl' insegna-
4
2
FI NI E MEZZI
menti dei profet i e crede che la migliore societ sia una
societ nazionale che vive in uno st ato di cronica osti-
lit verso altre societ nazionali , preoccupandosi costan-
te mente di idee di rapina e di massacro; disprezza
l' individuo non-attaccato e offre all 'ammirazione gene-
rale quelle persone che, obbedendo a chi si in quel
momento impadronito del pot ere politico, coltivi siste-
mat icamente tutte quelle passioni (superbia, ira , invi-
dia, odio) che i filosofi e i fondatori di religioni hanno
condannato all 'unanimit come le pi malefiche. e meno
degne degli esseri umani. Qualsiasi pianificazione fa-
scista ha un fine ultimo: fare della societ nazionale
una macchina bellica pi efficiente. L' industria , il com-
mercio e la finanza sono cont rollat i a quest o scopo.
Si incoraggia la fabbricazione di surrogati affinch il
paese possa bast are a s stesso in caso di guerra. Ven-
gono imposte t ariffe doganali e quote d' immigrazione ,
vengono dist ribuiti premi per le esportazioni, i cambi
vengono abbassati per ottenere un vantaggio moment a-
neo o infliggere una perdita a un rivale. La politica
estera condotta secondo principi apertamente machia-
vellici. Vengono presi solenni impegni con la piena co-
scienza che verranno infranti il momento in cui sar
vantaggioso farlo. Si invoca il diritto internazionale
ogni volta che conviene, ma si ripudia quando impone
il pi piccolo freno ai progetti imperialistici della na-
zione. I nt anto i sudditi del dittat ore vengono sistema-
ticamente educat i ad essere dei buoni cittadini dello
st ato fascist a. Si sottopongono i bambini a una disci-
plina autoritaria per ch divent ino al t empo st esso ob-
bedient i ai superiori e brutali verso i sott opost i. Ap-
pena lasciat o il giardino d'infanzia, cominciano quell' al-
lenamento militare che culmina negli anni della co-
scrizione e continua fino a che l' individuo non t roppo
vecchio per essere un soldat o efficiente. A scuola vengo-
LA SOCIET PIAN IFICATA 43
no loro delle menzogne sulle pro-
dezze del loro antenati, e la verit sugli altri popoli
. trasformata o c?mpletamente soppressa. La stampa
v.lene In che i?li adulti sappiano solo
Ci che . conviene al di far loro sapere; vien
senza esprima delle opi-
mom. 51 orgamzzano degli elaborati si-
di spronaggto poliziesco per indagare sulla vita
pnvata .e le opinioni dell' individuo pi umile. Viene
la vengono compensat i gli infor-
'; Il t errorismo legalizzato. La giust izia viene
amminist rata segretamente, la procedura ingiust a, le
pene barbaramente crudeli. La brut alit e la t ortura
vengono impiegate abitualmente.
. Questa la fascista, la pianificazione
di . cc:loro che ripudiano I postulati ideali della civilt
crist iana e delle civilt asiat iche pi ant iche che l'han-
n? e dalle quali derivata la pianificazione
uomml. cui intenzioni sono apertamente malva-
g.le. ora esempi di pianificazione idea-
da politiche che accettano senza riserve
I pos.t ulah ideali, le cui intenzioni sono dunque buone.
che fini possano venir :raggiun-
t c?n mezzr non buoni. Per quant o essi mirino a
raggIUngere. delle n: te opposte a quel-
le del SI ostinano a seguire le st esse vie
d:u van Duce o Fhrer. Sono paci fisti , ma dei
pacifisti seguono .la teoria per cui la pace pu
n:e<hant e la guerra: sono riforma-
t on e rivoluzionari, ma riformatori convint i che de-
e ar bitrari possano portare alla giu-
stIz.la SOCIale, e rivoluzionari convint i che la centraliz-
zazrone del p?tere, e la schi.avi t u delle masse possano
portare alla libert per t ut ti. La Russia rivoluzionari a
ha il pi grande esercit o del mondo; una polizia segreta
44
f INI E MEZZI
mente che in Russia la necessit di usare dei mezzi
intrinsecamente buoni per conseguire fini utili. Ma an-
che in questi paesi sono st ati commessi in passato degli
errori enormi, e alt ri errori ancor pi gravi e pericolosi '
si stanno ora commettendo. La maggior parte di questi
errori dovuta al fatto che, pur professando di credere
nei nostri postulati ideali, i dirigenti e i popoli di queste
paesi sono, anch'essi, entro certi limit i e contraddit toria-
mente, militarist i e nazionalist i. Gli inglesi e i fran cesi
sono, vero, dei militaristi sazi, il cui desiderio prin-
cipale quello di vivere una vita t ranquilla, tenendo
stretto t utto ci che hanno afferrato nei loro giorni
impenitenti di rapine imperiali. Messi a confronto con
dei rivali che vogliono fare ora ci che essi fecero dal
principio del XVIII fino alla fine del XIX secolo, pro-
fessano, e certo provano realmente. una profonda indi-
gnazione morale. Hanno int anto cominciato a prepa-
rarsi, riluttanti ma determinati , al compit o di battere
le potenze fasciste al loro stesso giuoco. Come gli stati
fascisti, si stanno preparando alla guerra. Ma la guerra
moderna non pu esser condotta, e nemmeno preparat a,
se non da un potere esecuti vo strett ament e centraliz-
zato, che goda di un dominio assolut o su un popolo
docile. La maggior parte dei piani che si stanno facendo
nei paesi democratici sono dest inat i a rendere questi
paesi simili alle societ autoritarie, organizzate per il
massacro e la rapina. Fin ora la t rasformazione ha
procedut o abbastanza lent amente. La fede nei nost ri
postulati ideali ha agito da freno alla fascisti zzazione.
che ha dovuto perci procedere guadualmente, dietro
una cortina fumogena. Ma se la guerra verr dichiarata,
o anche se la sua minaccia diverr pi grave, il pro-
cesso diventer aperto e rapido. La di fesa della de -
mocrazia cont ro il fascismo implica inevi tabilmente la
trasformazione della democrazia in fascismo .
che pu competere con quella t edesca o it aliana per la
sua spiet at a efficienza: una rigidissima censura, un si-
st ema di educazione che, da che Stalin l'ha ri formato ,
autoritario quanto quello di Hitl er : un .sist ema gene-
rali zzato di allenamento militare, applicato olt re che agli
uomini anche alle donne e ai bambini ; un dittat ore cie-
camente adorato come gli uomini divinizzati di Roma e
di Berlino; una burocrazia. solidamente trincerat a come
nuova classe diri gente, che impiega t utti i poteri dello
stato per conservare i suoi privilegi e proteggere i suoi
int eressi acquisit i ; un partito oligarchico che domina
l'intera comunit , ent ro il quale non vi libert nem-
meno per i membri fedeli. (La maggor parte delle
cast e dirigenti sono democratiche per quel che riguarda
i loro membri. ~ I a non il Partit o Comuni sta russo,
nel quale il comitato Esecut ivo Central e pu. attra-
verso il Dipartimento Politico, sopraffare o liquidare
addirittura qualsiasi organizzazione regionale). I n Rus-
sia non ammessa alcuna opposizione. :Ma dove I'op-
posizione resa illegale, quest a automaticamente si na-
sconde e si trasforma in cospirazione. Donde i processi
e le epurazioni del 1936 e 1937. Ampi rimaneggiamenti
della st ruttura sociale vengono portati a t ermine cont ro
la volont della popolazione int eressata, e con assolut a
assenza di scrupoli. (Diversi milioni di contadini vennero
deliberatamente lasciat i morire di farne nel 1933 da i
pianificatori soviet ici). La crudelt genera risentiment o;
il risentimento deve essere contenuto con la forza.
Come sempre, il risultato pri ncipale della violenza la
necessit di usare altra violenza. Quest a dunque la
pianificazione sovietica, ben intenzionat a, ma che si
serve di mezzi mal vagi, i quali producono risultat i del
tutto diversi da quelli che gli autori originari della ri-
voluzione intendevano produrre.
Nei paesi democrat ici borghesi si intende pi chiara-
(
;
" o/'
.\.;\
'"
.,

t
r,
,.,
,

k
- ~
,

l'-
..
I
LA SOCIET PI ANIFI CATA
45
I
fascisti zzazione dei paesi democratici : la fascistizzazio-
ne dei paesi democratici trasformer le attuali proba-
bilit di guerra in certezza assoluta. Questo per quanto
riguarda la pianificazione int rapresa per scopi specifica-
mente milit ari.
Molt i piani per non ebbero carattere specificament e
milit are. Furono creati dai governi principalment e allo
scopo di controbilanciare gli effetti della crisi economi-
ca. Ma purtroppo, nelle condizioni attuali , anche quest i
debbono veni r concepiti ed attuati sullo sfondo di mi-
litarismo e di nazionalismo. Questo sfondo d ad ogni
piano nel campo internazionale, un carattere che, per
quanto sian buone le intenzioni dei pianificatori, es-
senzialmente militaristico. Val qui la pena di enunciare
una verit generale, che i primi antropologhi, come Fra-
zer, non hanno affatto afferrato: la verit che una data
abitudine, rito, o tradizione, assume il suo significato
particolare dal le condizioni di fatto che la circondano.
Due popoli possono avere le stesse abitudini : ma ci
non significa che le abitudini in questione abbiano lo
stesso significat o per i due popoli . Se lo sfondo sul qua-
le questo "identico" cost ume per caso diverso, come
generalmente, esso assumer dei significat i molt o di-
versi per i due popoli. Applicando questa generalizza-
zione al nostro problema particolare, vedremo che un
piano non milit arist ico, eseguito su uno sfondo milita-
ristico, avr facilmente un significato e dei risultati
molt o diversi da quelli che avrebbe su uno sfondo non
mili tarist ico.
Siccome anche i popoli democratici sono in certa
misura militarist i e adoratori dell'idolatria di un nazio-
nalismo esclusivista, quasi t utti i piani economici in-
t rapresi dai loro governi sono apparsi di carattere im-
perialistico agli osservatori stranieri, e hanno infatti
portato a un peggiorament o della situazione interna-
4
6
FINI E MEZZI
La maggior parte dei tentativi di pianific,:zione su
vasta scala so.n?
stati dettati dal desiderio di raggiungere l efficienza mili-
t are. I nfatti , il t entativo di coordinare l' imper o britan-
nico in un'unit economica bastante a se st essa era
un piano dettato specialmente da
t ari. Di carattere ancora pi specificamente militar:
sono i piani applicati alle indust rie .degli an:namenh:
non solo in Gran Bretagna, ma anche ID Francia e negli
altri paesi democratici , allo scopo di aumentarne la. pro-
duzione. Come i piani fascisti per aumentare l' effiCIC? Za
milit are, quest i tentativi di me-
vitabilmente peggiorare le cose, non migliorare. Tra-
sformando l'i mpero britannico da un'area di libero
bio a una propriet privata protetta
i governi interessat i hanno il mevi -
t abile di aumentare molto \ ostilit straniera verso
l' impero. Quando gli inglesi avevano l' indiscusso domi-
nio del mare si conciliavano l' opinione mondi ale la-
sciando le porte delle loro colonie al commercio
straniero. Ora che il dominio del mare st at o perduto ,
quest e porte sono chiuse. In alt re parole,
stimola l' ost ilit del mondo proprIo nel moment o ID
cui ha cessato di paterne sfidare l'osti lit. si
immaginare pazzia maggiore. Ma chi pens,: l?
di milit arismo commette inevitabi lmente SImili pazzie.
Esaminiamo il secondo caso. Il riar mo fatto sulla
enorme misur a attuale e con la sua odierna rapidit ,
non pu avere che due. ri.sultati. O vi
generale entro un brevissimo t empo: poich Si ViS bel:
lum, para bellum. Oppure, se la guerra sar rinviata di
qualche anno, la rapidit del. riarmo ve-
nire rallentata e sul mondo SI abbattera una cnsr eco-
nomica t anto grave quanto quella del 1929. La crisi
economica creer dei disordini; questi affretteranno la
LA SOCIET PIANIFICATA
47
'; '''." ;'' " .. ...
"" .
manente il meccanismo economico deve essere rifatto.
Ma i piani economici intrapresi da un
le a beneficio del suo popolo, t urbano inevit abilmen-
te l' armonia economica internazionale che risulta
l' assenza di pi anificazione nazional e. Nel processo.
pianificazione a vantaggio dei .rispettivi loro popoh, . l
governi nazionali int ralciano il fiusso del
. internazionale, creano nuove forme e sorgenti
di rivalit internazionale, disaccordo internazionale. Ne-
gli ultimi anni la maggior parte dei mon-
do hanno dovuto scegliere fra due mali quasi ugua-
li: o abbandonare alla loro sort e le vittime del processo
di adattamento economico, ma quest a decisione urta-
va i buoni sentiment i, ed era inolt re politicamente JH:-
ricolosa , poich le vittime potevano cont ro il
governo e perfino esplodere in aperta nvolta,. oppure
aiutare quelle vittime coll 'imposizi.on.e di pIan? go-
vernativo di attivit economica nel rispettivi paesI; ma
in questo caso portavano al caos il sistema
bi internazionali, e aumentavano la probabilit di una
guerra generale.
Fra le coma del dilemma esiste evidentemente una
via aperta e invit ant e. I vari governi .possono
riunirsi a consiglio e coordinare le loro attivit In modo
che un piano nazionale non int ralci il funzionamento
di un altro. Ma purtroppo nelle condizioni attuali
pu esser segui ta quest a via t anto ovvia .e assennat a. Gh
stati fasci st i non pretendono neanche di la
e la cooperazione internazionale, ed ?-nche quel
democratici che fanno le pi enfati che professioni
pacifismo, sono al t empo stesso nazionalisti, milit ari-
st i e impe rialisti. Il pensiero politico del XX secolo
incredibilment e primitivo. La nazione .
come se fosse un essere vivent e dot ato di pasSlOOl, de-
sideri e suscettibilit. La Persona Nazionale SOVIU-
FINI E MEZZI
zionale. I governi si son servit i di t ari ffe doganali,
premi di esportazione, quot e di immigrazione e svalu-
t azione della monet a, come espedienti per migliorare
le sort i dei loro sudditi ; nel mondo quale esso attual-
mente, questi piani sono sembrat i agli alt ri st ati azioni
di deliberata inimicizia, che meritavano rappresaglie del-
lo st esso genere. Le rappresaglie hanno portato all e
cont rorappresaglie. Gli scambi internazionali sono di-
ventati sempre pi difficili. Per conseguenza i governi
in questione hanno dovuto ricorrere a nuovi piani per
la protezione dei loro cittadini : nuovi piani che hanno
risvegliato all' estero un risentimento ancora pi acuto
e reso pi vicino il peri colo di guerra .
Ci troviamo qui di front e al gran paradosso della
pianificazione contemporanea. I vasti piani int rapresi
dalle singole nazi oni sfociano in un caos internazio-
nal e, e il grado di questo caos internazionale in pro-
porzione esatta al numero, alla completezza e all 'effi-
cienza dei diversi piani nazionali.
Durant e il XIX e per i primi anni del XX xecolo, gli
scambi economici fra le nazioni avvenivano senza nes-
sun intoppo. Le varie economie nazionali non erano
pianificate in nessun paese. Gli individui che si occupa-
vano di commercio internazionale erano obbligat i nel
loro stesso interesse a conformarsi ad alcune regole del
giuoco, come si erano venute formando nella City di
Londra. Se non le osservavano, erano rovinati e non se
ne parlava pi . Abbiamo qui l' inverso del paradosso
formulato pi sopra. La mancanza di piani nazi onali
in materia economica porta alla coordinazione econo-
mica internazionale.
Ci t roviamo di fronte ai comi di un dilemma. In ogni
paese un gran numero di persone soffre delle privazioni
dovute ai difetti del meccanismo economico. Questa
gente va ai utata, e per aiut arla in modo efficace e per-
LA SOCIET PI ANIFICATA
49
,.
',-
marra in misura ed energia, ma nella moralit com-
plet amente sub-umana. Non ci si pu aspettare dalla
Persona Nazionale un comportamento decente , essa
vien considerata incapace di pazienza, di t olleranza, di
indulgenza e perfino di buon senso e di illuminato in-
teresse verso s stessa. Appena cominciano ad agi re
come rappresentanti di una Persona Nazionale, gli stes-
si uomini che nella loro vita privata si comportano come
esseri ragionevoli e morali , assumono le sembianze della
loro st upida, ist erica e pazzament e suscettibile divinit
tribale. St ando cosi le cose si pu sperare ben poco
attualmente da conferenze internazionali generali. Non
si pu portare a compi mento nessuno schema di pianifi-
cazione int ernazionale coordinata senza che tutte le na-
zioni siano pronte a sacrificare qualcuno dei loro diritti
di sovranit. Ma molto improbabile che tutte o anche
una maggioranza di .nazioni consentiranno a quest o
sacrifizio.
In queste circostanze, la via migliore e pi ovvia fra
i corni del dilemma va abbandonata per scegliere vie
pi tort uose e int rinsecament e meno vantaggiose. Ca-
rne abbiamo vist o, i piani nazionali portano al disordine
negli scambi inte rnazionali e alla t ensione politica. Si
pu rimediare almeno in parte a quest o st ato di cose
in uno o in due modi. In pri mo luogo si possono fare
dei piani di coordinazione internazionale parziale fra
quei governi che vi acconsentirebbero . Ci si gi fatto
nel caso del Blocco della Sterlina, compost o di paesi i
cui governi trovano che vale la pena coordinare i loro
distinti piani nazionali in modo che non interferiscano
fra di loro. 13: possibile che col tempo altri governi tro-
vino di loro int eresse l' unirsi a questa confederazione. Su
questo punto per sarebbe imprudente essere t roppo
ott imisti. II tempo dimostrer forse i vant aggi della
cooperazione internazionale; ma intan to il tempo raf-
5
FINI E MEZZI
LA SOCIET PIANIFICATA 51
forza gl'interessi cost ituit i che si sono. creati 'nell' am-
bito dei diversi piani nazionali. PartecIpare a un pro-
getto di collaborazione int ernazionale, pu andare a
vantaggio di tutta la nazione ; ma non va
vantaggio di ogni singolo gruppo di
entro la nazione. Se questi interessi particolari sono
politicamente potenti, l' int eresse dell'intera nazione ver-
r sacrificato ai loro int eressi particolari . .
Il secondo modo di diminuire il disordine economico
internazionale e la tensione polit ica pi drastico; e
consist e nel rendere le nazioni, quanto pi possibile
economicamente, indipendenti l'una dall' altra. In
sto modo il numero dei contatti fra le nazioni sar n -
dotto al minimo. Ma poich, allo stat o. sen-
timento nazionalistico, i cont atti internazIonali
tano troppo spesso alla t ensione al fi -
schi o di guerra, ridurre il numero del contatti interna-
zionali significherebbe probabilmente ridurre le pro-
babilit di guerra. .
AI libero scambist a ortodosso un simile suggenmento
. grotte sco e quasi criminale. (t .La.geografia e la
geologia sono fat ti ineluttabili. naZIOnI sono dot ate
in mani era diversa. Ognuna di esse
eseguire un compito par ticolare: giust o VI
sia fra di esse una divisione di lavoro. Tutti I paeSI do-
vrebbero scambiare le merci che producono pi facil-
mente con quelle che non possono produrre o che pro-
ducono soltanto con fati ca, ma che alt rove possono
ser facilment e prodotte t . Cosi suona
ne del liber o scambist a; ed , o forse sarebbe due
era, un' argoment azione est remamente se ne
serve attualmente dimentica due cose: c CIo, 11 recente
esacerbarsi dei sentimenti nazionalistici e il progresso
della t ecnica. Per amor di prestigio e per timore.di quel
che pu succedere t empo di guerra, la maggior par-
" " ,
t e dei governi desiderano adesso produrre, a qualunque
costo, e malgrado i maggiori ost acoli naturali, ent ro il
proprio t errit orio quante pi merci possibile, anche se
si possono produrre pi facilmente altrove. E quest o
non t utto: il progresso della tecnica ha reso possibile
ai governi di adempiere questo proposito, per lo meno in
misura considerevole. Per il libero scambist a ortodosso
l' ideale dell'autarchia assurdo. :Ma invece essa pu
gi veni re in parte realizzata, sar realizzabil e in modo
ancor pi completo con ogni progresso della t ecnica.
Ogni governo nazionale pu impedire lo sviluppo di
scoperte t ecniche nel suo terri torio. Ma non pu impe-
dirne lo svi luppo al trove: e quando vengano sviluppate
ne risult ano t ali vantaggi che anche i pi conservatori
devono adottare la nuova t ecnica. Non vi dubbio
perci che, pri ma o poi, i sistemi che gi rendono possi-
bile a paesi poveri di raggiungere un certo grado di au-
t archia divengano di uso generale. Stando cosi le cose,
t anto vale far e di necessit virt e sfruttare sist emati -
camente le scoperte della t ecnica e sfruttarle per quanto
possibile a vantaggio di tutti. Att ualmente queste scoper-
te tecniche sono usate dai dittatori unicamente per scopi
bellici. Ma non c' ragione perch l'idea dell' autarchia
nazionale debba essere associata con l' idea della guerra.
La scienza rende inevitabile a t utti i paesi di raggiun-
gere prest o una not evole misura di autarchia. Quest o
inevitabile sviluppo dovrebbe essere diretto in modo da
servi re la causa della pace. E in fatti questo si pu
facilmente ottenere. L' inft. uenza dell'idolatria naziona-
list ica attualmente cosi forte che ogni contatto fra
nazioni mi naccia di provocare disaccordi. Perci, meno
abbiamo a che fare gli uni con gli altri, pi facile sar
mantenere la pace. Grazie ad alcune scoperte tecniche
non sar pi necessario d'ora in poi avere molti con-
t atti gli uni con gli altri. Pi rapidamente e pi siste -
52
FINI E MEZZI
,
LA SOCIET PIANIFICATA 53
maticamente faremo uso di queste scoperte, meglio sa-
r per tutti. . . . .
Esaminiamo per esempio il problema del rifornimen-
ti di viveri. Molti governi, inclusi quelli inglese, t ede-
sco, italiano e giapponese, giust ificano i loro prepara-
tivi di guerra, il loro possesso di colonie o, se non ne
hanno il loro desiderio di nuove conquist e. adducendo
la scusa che i loro territori non bastano a fornire il cibo
per gli abitant i. Al momento attuale quest a '.'na-
t urale" di viveri intensificata da un a scarsit art ificiale,
dovuta a un'errata politica monet ari a, che impedisce ad
alcuni paesi di acquistare il vettovagliame nto
Quest i sistemi monetari errati sono il risultat o del rm-
litarismo. I governi dei paesi in questi one preferiscono
spendere t utte le risorse nazionali per l' acquisto di ar-
mamenti: cannoni invece di burro. I viveri non posso-
no essere acquist ati perch il paese si prepara a ent rare
in guerra ; il paese deve ent rare in non
pu acquistare i viveri. Come al sohto, un circolo
vizioso.
I sist emi monetari sbagliati possono impedire ad al-
cune nazioni di acquist are i viveri all 'est ero. Ma anche
se cambiassero i loro siste mi, rimarrebbe pur sempre
vero che i viveri vanno acquistati a font i st raniere.
In rapporto ai rifornimenti int erni esist ent i, paesi co-
me la Gran Bretagna, la Germania e il
sovrappopolati . Donde, secondo i governant i di questi
paesi, la necessit. di una nuova aggressione, o, .
l' aggressione fu perpetrata in passato, la necessita di
mantenere gli imperi stabilit i da tempo. Fi no a
to la sovrappopolazione _una scusa valida il
t arismo e l'imperialismo? ..Secondo gli esperti pratici
della tecnica della moderna agro-biologia, l' imperi ali-
smo ha perduto oramai una delle sue principali
ficazioni. Si rimandano i lettori al libro del dott oWillcox
, --- , '" ',\",-
54
FINI E MEZZI LA SOCIET PIANIFICATA
55
Nations can Uve ai home, per un'esposizione sist ematica
del punt o di vista dell'agro-biologo. Secondo il dott.
Willcox qualsiasi paese che decide di applicare i sistemi
pu progredit i alla produzione di piante commest ibili
inclusi i foraggi, pu mantenere una popolazione molt o
maggiore della pi densa che esista ora in qualsiasi
parte del globo. I sistemi indicat i dal dott o Willcox
sono gi in uso nel commercio. Il nuovo metodo di
"agricoltura pulit a" inventata dal prof. Gericke della
Californi a, ancora allo stadio sperimentale; ma se
risulter soddi sfacente permetter una produzione mag-
giore 'di viveri , prodotti con minor fatica e su un' area
minore, di quanto non possa offrire qualsiasi altro met o-
do. Sembra anzi probabile che l' "agricoltura pulita"
provocher una rivoluzione agricola al cui paragone la
rivoluzione industriale del XVIII e XIX secolo sem-
brer il pi insignificante dei t urbamenti sociali (I).
Non si possono sopprimere delle invenzioni tecniche
vant aggiose. Se la scoperta del prof. Gericke si . dimo-
st rer commercialmente utile, verr certamente sfrut-
t at a. Anche soltanto nell'interesse degli agricolt ori, i
governi saranno obbligati a controllare lo sfruttamento
commerciale di questa scoperta rivoluzionaria. Nel con-
t rollarla nell'interesse degli agricoltori , potranno con-
t rollarla anche nell' interesse della pace mondiale. An-
che se I' vagr iccltura pulita" non dovesse dimostrarsi
commercialmente vant aggiosa, le nazioni, per dirla con
le parole del dott oWillcox, possono tuttavia " vivere a
casa loro" e vlvcrc (a meno che la natalit non salga
notevolmente) in un' abbondanza finora senza prece-
dent i. E molto significat ivo che nessun governo abbia
(I ) Nei rapporti della commissione nomin ata dal president e Roo aevelt per
ccusderare le probabili tendenze fut ure, l' "agricoltura puli ta" (dMless farmi ",)
fu elenca ta tra le t redici invenzioni che potranno portare degli i mportanti caec-
biameuti sociali Del prossimo futuro . Il rapporto fu stampato nel luglio dd 1937.
fatto finora alcun sforzo serio per applicare i sistemi
agro-biologici moderni su vasta scala , allo scopo di ele-
vare il livello del benessere materiale fra i suddit i c di
rendere superflui l' imperialismo c la conquista di nuove
t erre . Questo solo fatto sarebbe sufficiente a dimostrare
la verit che le cause della guerra non sono soltanto
economiche ma psicologiche. I popoli si preparano alla
guerra, fra l' altro, per ch la guerra rient ra fra le gran-
di tradizioni, perch la guerra eccitante e d certe sod-
disfazioni personali e compensat ive; perch vivono in
una societ in cui il successo, in qualunque modo rag-
giunto, idolatrato, e in cui la concorrenza sembra pi
" naturale" (e poich, nelle attuali condizioni, pi abi-
t uale) della collaborazione. Di qui proviene la riluttanza
generale a int raprendere una politica costruttiva, diret-
t a a eliminare almeno le cause economiche della guerra.
E da ci proviene anche la straordinaria energia che i
governanti ed anche i governat i pongono in una politica
distruttiva e guerrafondaia come il riarmo, la cent ra-
lizzazione del potere esecut ivo e l'irreggiment azione delle
masse.
Ho parlat o finora delle conseguenze internazionali
della pianificazione nazionale e delle misure che dovreb-
bero venir prese dai pianifi catori per ridurre al minimo
quest e conseguenze. Nei capitoli seguent i tratter della
pianificazione nei suoi aspetti non t ecnici. Alt ri hanno
scritto, lungamente e dettagliatamente, a proposito dei
problemi st rettamente t ecnici delle pianificazioni , e per
una discussione di quest i problemi rimando il lettore
alla copiosa letteratur a sull' argoment o (I). Mi propongo
qui di discutere delle pianificazioni in relazione ai no-
st ri postulati ideali e di esporre le condizioni che biso-
(I) Plannd Society, di trentaclnque aut ori {New Yor k, J937), contiene degli
autorevoli sommari di quasi tutti gli aSpoltti della p anif caaone, insieme con
bi bliografie complete.
. "' - ,
FINI E MEZZI LA SOCIET PIANIFICATA
57
,
gner adempiere affinch la pianificazione riesca a con-
tribuire all a realizzazione di questi ideali.
Nella sezione sulla Ri forma Sociale e la Violenza
ho esposto chiaramente come la maggioranza degli es-
seri umani siano conservatori, come anche cambia-
ment i vantaggiosi incontrino opposizione, e come nes-
sun piano che debba venir imposto con grande e prolun-
gata violenza sia atto a mai conseguire i risult at i van-
t aggiosi attesi. Ne consegue prima di t utto che si devono
intraprendere soltant o riforme strettamente necessa-
rie; in secondo luogo che non si deve imporre nessun
cambiamento, per quant o int rinsecamente desiderabile,
che possa provocare un 'opposizione vasta e violenta,
eccetto che gradualmente e a poco a poco; e in terzo
luogo che i cambi amenti desiderabili dovrebbero venir
fatti , dovunque sia possibil e, estendendo l'applicazione
di metodi gi familiari e gi approvati .
Applichi amo questi principi generali a singoli esempi
di pianificazione sociale , e prima di t utto alla grande
Arci pianificazione di tutti i riformatori: quella per t ra-
sformare la societ capit alist ica, in cui predomina il
movent e del profitto, in una societ socialista, in cui
la prima considerazione sia il bene pubblico.
Il nostro principio che si debbano intraprendere
soltanto cambiamenti strettamente necessari . Se vo-
gliamo trasformare una progredit a societ capitalistica,
quali saranno i camb iamenti dei quali possiamo per-
metterei di far e a meno? La risposta ovvia: i cambi a-
menti necessari , indispensabili, sono quelli nell 'organiz-
zazione della produzione di massa. Attualmente quest a
organizzazione nelle mani di individui irresponsabili
che cercano solo il profitto. Inoltre ogni grande unit
indipendente da tutto il resto: c' una completa man-
canza di coordinazione fra di loro. E proprio l' attivit
. non coor dinata della produzione di massa che porta a
'0
quelle cnsi e depressioni periodi che che infliggono t an-
te dure privazioni all e masse lavorat rici dei paesi in-
dustriali . La produzione su piccola scala, intrapresa da
individui che posseggono gli strumenti con i qual i la-
vorano personalmente, non va soggetta a depressioni
periodiche. Per di pi la propriet dci mezzi di produ-
zione person ale e su piccola scala non porta nessuna del-
le disastrose conseguenze politiche , economiche e psi-
cologiche della produzione su larga scala : perdita del-
l 'indipendenza, schiavit verso il datore di lavoro, man-
canza di sicur ezza circa il manteniment o dell 'impiego.
I vantaggi del socialismo possono essere ottenuti in-
t roducendo dei cambiament i nell 'organizzazione delle
unit di produzione su larga scala. Le piccole unit
di produzione non hanno bisogno di venir toccate. I n
quest o modo, molt i dei vantaggi dell 'individualismo pos-
sono essere mantenuti, ment re l' opposizione verso le
rifanne indispensabili sarebbe ridotta al minimo.
Il nost ro secondo principio che nessuna riforma,
per quant o intrinsecament e vantaggiosa, debba essere
int rapresa se ne pu risultare un 'opposizione violent a. Per
esempio, supponiamo (bench ci possa non esser vero)
che l'agricoltura collettivizzata sia pi produ ttiva da
quella individuale, e che il lavoratore agricolo collettiviz-
zato sia, socialmente parlando, un individuo migliore del
contadino che possiede la propria t erra. Ammesso quest o,
ne consegue che la collettivizzazione dell ' agricolt ura
una politica intrinsecamente desiderabile. Malgrado ci,
non dovrebbe venir intrapresa altro che molto gradual-
mente. Introdotta di colpo, provocherebbe inevit abil-
mente una violenta opposizione, che dovrebbe venir
repressa da una violenza ancora maggiore. In Russia
la rapida collettivizzazione dell'agricolt ura non ha po-
t uto essere effettuata se non liqu idando con la prigio-
nia, le esecuzioni e la fame, un enorme numero di con-
59
LA SOCIET PIANI FI CATA
(I) In alcuni ca si queste corporazioni hanno dovuto assumersi la responsabi_
li t per dei consoni con t roppo capitale. I n altri , il tasso d'i nt eresse mi nimo
era stato fissato troppo alto. Questi errori non i nfirmano il princi pio implicato .
care dei cambiamenti desiderabili nelle societ capit a-
list iche, vengono dati pi sotto. Il principio della li-
mitazione del profitto, e della sorveglianza esercitat a
dallo st at o nell'interesse pubblico, gi. stato ammesso
e applicato in corporazioni di utilit pubbli ca qual i la
Port 0/ London Authority , la Pori 0/ New Y ork Autho-
rity, il London Passenger Transport Board, l'Electrici ty
Board, la B. B. C. (I). Non vi dovrebbero essere difficol-
t insuperabili per est endere a campi pi vasti l' appli-
cazione di questo principio gi accettato. Come non
vi dovrebbero essere grandi difficolt per estendere l' ap-
plicazione del principio generalmente accettato della
cooperativa di consumo della cooperativa di produzione.
Consideriamo poi le forme attuali di t assazione. I n
quasi tutti i paesi i ricchi hanno accettato il principio
della t assa sul reddit o e della t assa di successione. Qual-
siasi governo che lo desideri pu usare questo metodo
di tassazione per ridurre le ineguaglianze economiche
fra gli individui e le classi, per imporre un salario mini-
mo e per trasferire il cont rollo sulla produzione di massa
e sulla finanza dalle mani dei privat i allo stat o. Un ul-
t imo esempio: il t rust di depositi una comodit fi -
nanziaria ben nota e molt o favorit a. Nelle condizioni
attuali esso un affare privato, generatore di profitto.
Non ci dovrebbero essere per gravi ostacoli t ecnici
o polit ici a t rasformarlo in un ente pubblicament e con-
trollato, con la funzione di diri gere razionalmente il
flusso degli invest imenti.
Ho parlato di riforme int rinsecament e desiderabili;
ma la frase cruda e necessit a di essere specificat a. In
pratica nessuna ri forma pu venir separata dallo sfondo
amministrativo, governativo, educativo e psicologico.

I
.,'
,,,,.,-.
FINI E hlEZZI 58
t adini proprietari. E probabile che almeno una parte
di ci che ora (1937) chiamiamo l' opposizione t rot zki-
sta sia compost a di individui che serbano rancore al
governo per quest o o quell' atto di terrorismo. Per schiac-
ciare I 'opposizioneJ il governo ha dovuto ricorrere a
nuove violenze, ha dovuto farsi ancor pi di quanto
non fosse prima " ferrea dittatura" (per usare l' eufemi-
st ica metafora metallurgica del prof. Laski). Queste
nuove violenze e quest a che chiameremo "dittatura
d' acciaio ad alta velocit " non pu che provocare i
soliti risult at i della brutalit e della t irannia : la schia-
vit o, il militarismo, l'obbedienza pass iva, l' irresponsa-
bilit. Fra i popoli alt amente industrializzati dell'oc-
. cidente, la collettivizzazione dell'agricolt ura avrebbe
avuto dei risult ati anche pi seri che in Russia. In-
vece di rappresentare una prepoderante maggioranza, i
contadini e gli agricoltori dell'Europa Occidentale e del-
l' America sono meno numerosi dei cittadini. Essendo
meno numerosi sono pi preziosi. Sarebbe fatal e per gli
abitant i delle citt liquidare, o anche mettersi in urto
con un gran numero di quest a indispensabile minoranza.
Alcuni milioni di contadini poterono esser lasciat i morir
di fame in Russia, eppure, essendoci tanti altri milio-
ni di contadini, la popolazione urbana pot essere nu-
t rit a. I n paesi come la Francia o la Germani a, l'Inghil-
terra o gli Stati Uniti , una politica di affamamento,
anche verso pochi contadini e agricoltori , causerebbe
inevitabilmente l'affamamento di enormi quantit di
lavorat ori urbani.
Dall'ult imo dei tre principi generali d' azione enunciat i
sopra deriva che i cambiament i desiderabili dovrebbero
venire attenuati, per quanto possibile, medi ante l' esten-
sione a campi pi vast i di sistemi gi familiari e gi
approvat i. Pochi esempi concret i sul modo con cui si
pot rebbero sviluppare le istituzioni esistenti per provo-
,
-',"";; -.' _'o , .. " .., .-
'-, n..
60 FINI E MEZZI LA SOCIET PIANIFICATA 6r
L'albero si conosce dai frutti , e i frutti di qualunque
riforma dipendono per la loro quantit e qualit tanto
dall' ambiente della riforma che dal la riforma st essa.
Per esempio, la propriet collettiva dei mezzi di pro-
duzione non ha per risult ato necessario e incondizio-
nato la liberazione di quelli che fin allora era no stat i
servi . La propriet collett iva dei mezzi di produzione
perfettamente compat ibile, come vediamo nella Russia
contemporanea , con la direzione autoritaria delle fab-
briche e delle fattorie, con l' educazione militari zzata e
la coscrizione, col governo di un dittatore, sost enuto da
un'cligarchia di uomini di partito, che adopera una
burocrazia pri vilegiata, una stampa censurata e un'e-
nonne forza di polizia segreta. La propriet collettiva
dei mezzi di produzione, libera si i lavoratori dalla loro
servit verso tanti piccoli dittatori (proprietari fondia-
ri , usurai , propri et ari di fabbrica ecc.). ~ I a se l' ambien-
te di questa riforma intrinsecamente desiderabile in-
trinsecament e indesiderabile, allora il risultato non sar
la libert responsabil e per i lavorat ori , ma un'alt ra for-
ma di servaggio passivo e irresponsabil e. Liberati dal-
la servit verso tanti piccoli dittatori , si troveranno
sotto il cont rollo degli agenti di un'unica dittatura cen-
tralizzata pi efficace dell'alt ra , perch padrona dei po-
teri materiali e sostenut a dal prestigio quasi divino dello
st ato nazionale.
L'ambient e per questa riforma migliore negli st at i
democratici che in quelli totalitari; perci i risult ati della
riforma saranno forse migliori negli stati democratici.
Purtroppo le circostanze attuali sono t ali che, se il pro-
cesso non incontrer la resistenza intelligente e attiva
degli uomini di buona volont, inevi tabile che quest o
sfondo migliore si deteriori con grande rapi dit. Le ra-
gioni di questo fatto sono semplici: prima di tutto anche
popoli democrat ici sono imperialisti e desiderano battere
gli st ati fascist i al loro stesso giuoco bellico. Per poter
prepar arsi efficacement e alla guerra moderna, il potere
politi co dovr essere pi st rettamente cent ralizzato, le
ist itu zioni aut onome dovranno venire gradualmente abo-
lit e, l' opinione pubblica dovr essere pru strettament e
controllata e l' educazione milit arizzata. In secondo luo-
go i paesi democratici soffrono ancora un po' della de-
pressione economica che cominci nel 1929. I vari go-
verni hanno dovuto ricorrere a un certo grado di pia-
nificazione economica per miti gare le sofferenze dei po-
poli. La pianificazione economica ha dato a questi go-
verni l' occasione di rafforzar e la loro posizione. In I n-
ghilterra, per esempio, l' esecutivo centrale, la burocra-
zia e la polizia sono probabibnent e pi potent i oggi di
quanto non siano mai st at i. Ma pi queste forze di -
ventano potent i e meno possono tollerare la libert de-
mocratica, anche in quella piccola quantit che esiste
fra i popoli cosiddetti democratici. Un' altra questione
che la pianificazione economica porta inevit abilmente a
nuova pianificazione economi ca, per la semplice ra-
gione che la sit uazio ne cosi complessa che non pos-
sono fare a meno di commettere degli errori. Gli errori
vanno rimediat i mediante l'improvvisazione e la ra-
pida messa in opera di nuovi piani. E probabile che
questi nuovi piani conte ngano alt ri errori , che a loro
volta dovranno essere rimediati con alt ri piani, e cosi
di seguito. Ora, dove la pianificazione stat a associat a
con un aument o di potere dell' esecutivo (e purtroppo
questo avvenuto in t utti i paesi democratici) ogni nuo-
vo passo sulla vi a della pianificazione, reso necessari o
dagli errori dei piani precedenti , port a il paese ancora
un passo avant i sulla via delta dittatura. Al t empo
stesso, come abbiamo vist o, la piani ficazione nazionale
molto est esa port a al caos internazionale e alla conse-
guente discordia. I n altre parol e, la pianificazione na-
.'.,;,."". ' , ' ." . '.,
6 2 FINI E MEZZI
zionale aumenta il r ischio di guerra; ma la guerra non
pu venir dichiarata, e nemmeno preparata che da un
governo altamente centralizzato. Si vede cosi che, sia
direttamente che indirettamente, la pianificazione eco-
nomica porta a un peggioramento dell'ambiente in cui
si pu effettuare una riforma vantaggiosa.
Nei capitoli seguent i mi dedicher quasi esclusiva -
meJ.1te ambienti desiderabili per una ri forma. La
ragione di questo semplice. I " pensat ori d'idee avan-
zate " hanno parlato e scritt o lungamente sulle rifor-
me desiderabili, specialmente su quelle economiche. Tut -
ti senti!o parlare della propriet pubblica dei
meZZI d produzione; della produzione per il consumo
e non per il profitto; del cont rollo pubblico sulle finan-
ze e. gli e di tutto il resto. Tutti, ripeto,
abbiamo sent it o parl are di quest e idee e la maggior
parte di noi cl'accordo che dovrebbero essere tras fe-
della t eoria a quello dei fatti. Ma ben P>
chi di nOI SI preoccupano degli ambienti amministra-
t ivi , educativi , e psicologici in cui si devono effettuare
le necessarie riforme! Ben pochi di noi si danno la pena
di pensare ai mezzi con i quali queste dovrebbero essere
effet! uate . la nost ra esperienza personale e lo
st udio della stona mettono bene in evidenza che i
mezzi con i quali cerchiamo di consegui re qualcosa so-
no alt rettanto import anti dei fini che voglia-
mo raggiungere. In realt sono anche pi importanti.
Infatti i mezzi impiegati det erminano inevit abilmente
la na t ura dei risult at i consegui t i; mentre, per quanto
essere lo scopo al quale si tende, la sua
virt Impot ente a controbilanciare gli effetti dei mez-
zi .che abbiamo adoperato per raggiungerlo.
CoSI, una n forma pu essere desiderabile al pi al to
grado: ma se gli ambient i in cui viene effettuata sono
indesiderabili, i risultat i. inevitabilmente. ci deludera n-
LA SOCI ET PIANI FICATA
no. Queste sono verit semplici ed evident i, cionondi-
meno sono quasi universalmente trascurate. Il mio com-
pito principale nelle pagine seguent i sar di illustrare
quest e verit e di most rar e come possiamo agire con
successo in base ad esse.
N OTA SULLA PIANIFICAZIONE FUTURA
Le comunit in cui il progresso t ecnico in atto"
sono soggette a cont inui cambiamenti sociali. Quando
i cambiamenti....sodali sono causati dal progresso della
tecnica vengono spesso accompagnat i da grandi soffe-
renze e inconvenienti. Si pu evitare, tutto questo?
Recent emente il president e degli Stat i Uniti ha nomi-
nato un comit ato per esaminare questa questione. Il
suo rapport o, al quale ci siamo riferiti pi sopra, fu
reso pubblico nell' est at e del 937 ed un documento
di grande valore.
Nel campo dell'indust ria, fanno notare i suoi autori,
il progresso tecnico non conduce mai a cambiamenti
sociali che non possano essere previ st i molti anni pri-
ma. Nella maggioranza dei casi la prima scoperta di
un nuovo processo dista dalla sua applicazione com-
merciale su vasta scala almeno un quarto di secolo.
(Spesso quest o periodo anche molto pi lungo). Qual-
siasi comunit che decida di usare l'intelligenza e l'i m-
maginazione dei suoi migliori scienziati pu prevedere
le probabili conseguenze sociali di un dato progresso
t ecnico molti anni prima che quest e si sviluppino real-
mente. Fino ad ora i cambiament i sociali dovuti al
progresso tecnico hanno preso le comunit di sorpresa ,
non perch siano avvenuti improvvisamente, come ca-
dut i dal cielo, ma .perch nessuna autorit si mai
-data la pena di esaminare anticipatamente quali po-
t essero essere questi cambiamenti, o quali fossero i mi-
FI NI E MEZZI
gliori sistemi per evitare che causassero delle sofferenze
evitabili. La commissione del presidente Roosevelt ha
indicato quali sono le recenti invenzioni che pi proba-
hilment e potrebbero portare degli importanti cambia-
ment i sociali nell ' immediato avvenire, e ha suggerito
un progetto per il funzionament o dell'amministrazione,
necessar io per ridurre al min imo i loro effetti dannosi.
Il problema, in questo caso, puramente un problema
che devono risolvere i tecnici.
Vi un campo in cui progressi tecnici molt o piccoli
possono produrre degli effett i sproporzionat amente gra-
vi per la societ : intendo il campo della fabbricazione
degli armamenti. Per esempio, un piccolo cambiament o
nel disegno dei motori a combustione int erna (cosi pic-
colo da non avere quasi nessun effetto sul numero di
uomini impiegat i alla loro cost ruzione) pu portare,
anzi ha realmente port ato, milioni di innocenti, fra cui
donne e bambini, molt o pi vicino alla morte per fuo-
co, veleno ed esplosione. In quest o caso nat uralment e
il problema non un problema per i t ecnici, un pro-
blema che pu essere risolt o solt anto quando un nume-
ro sufficiente di uomini di buona volont siano pront i
a usare i metodi che soli possono risolverlo. Per quel
che riguarda la natura di questi metodi devo rimandare
il lettore ai capitoli sulla Guerra e sul Lavoro individua-
le per la Riforma.
Gli alti e bassi nella natalit possono facilmente pro-
durre dei cambiament i sociali anche pi vasti di quelli
provocati dai progressi t ecnici. E cert o, t anto quanto
pu essere qualsiasi cont ingenza futura, che, fra mezzo
secolo, la popolazione dei paesi indust rial izzat i dell' Eu-
ropa Occidentale sar diminuita, sia in assoluto, sia
in rapporto ai paesi dell' Europa Orientale. Infatti, quan-
do la Gran Bretagna avr solt anto 35 milioni di abi-
tanti, di cui meno di un decimo sotto i quindici anni e

..~
!
LA SOCIET::PIANI Fl CATA
pi di un sest o sopra i sessanta, la Russia ne avr
circa 300 milioni. Pot r un paese relativamente cosi
poco popolato come l' Inghilterra del 1990 mantenere
la sua posizione di " Potenza Imperiale di prima clas-
se"? In passat o la Svezia, il Portogall o e l' Olanda han-
no t entato di mantenere lo status di Grande Potenza
sulla base di una popolazione scarsa in senso assoluto
e in senso relat ivo. Tutti quest i paesi hanno fallit o nel
loro int ent o. Se non alt ro, per ragioni demografiche
l'I nghilt erra dovrebbe far di t utto per evitare una lotta
per il potere imperia le che, se non sar immediatamente
fatale, quasi certamente lo sar fra un pai o di genera-
zioni. In un mondo milit ar istico, i paesi relativamente
poco popolati non possono sperare (a meno che non
sia no protetti da vicini pi potenti) di mant enere l'e-
sclusivo possesso di grandi imperi . L' imperialismo in-
glese andava benissimo quando l' Inghilt erra era , rela-
t ivamente, molto popolata e, grazie al fatto di essere
un'isola, invulnerabile. Per un'Inghilterra eccessivamen-
t e vulnerabile e relativamente poco popolat a, l'imperia-
lismo una polit ica da pazzi. (Vedi An Alternative lo
Rearmamen, di Griffin, Londra, 1936).
Ancora una volta il problema sollevato da una nata-
lit in declino non un problema per tecnici. Fa parte
di un problema generale di polit ica internazionale e di
guerra, e pu essere risolto solo se un numero sufficiente
di persone desidera realmente di risolverlo ed pront o
a int raprendere i passi necessari per farlo.
s.
.. ,\-<,
VI
LA NATURA DELLO STATO MODERNO
P
ER i .nost ri scopi i fatti significat ivi sui go-
. verm nazrom contemporanee sono i seguenti:
Vl sono pochi governant i e molt i governat i : i governanti
sono generalment e spinti dall'amore del potere; occasio-
nal ment e da un senso di dovere verso la societ; pia
spesso, st rano a dirsi, dalle due cose insieme. Il loro
attaccamento maggiore l'orgoglio, col quale spesso
sono la crudelt e l'avarizia. I governat i,
la maggior parte, accettano t ranquillamente la loro
posi zione subordinata e anche effettiva miseri a e in-
giustizia. In circostanze determinate succede che ces-
sano di accettarle. c' una rivolt a. Ma la rivolta l'ec-
cezione; la regola generale l' obbedienza .
La pazienza umana il fatto pi important e e forse
il .piti della st oria. La maggior parte de-
gli uorrum sono dispost i a tollerare l'int ollerabile. Le
r agioni di questo st rano stato di cose sono molt e e
sva riate. Prima di t utto l'ignoranza. Chi non conosce
uno st ato di cose diverso dall'intollerabile st at o in cui
si t rova .non sa che la sua sorte potrebbe essere miglio-
rata. POI c' la paura. Gli uomini sanno che la loro vita
intollerabile, ma hanno paura delle conseguenze di
una ribellione. L' esist enza di un senso di affinit e di
solidariet sociale costit uisce un'altra ragione per cui
la gente toll era l'int ollerabile. Gli uomini si sent ono at-
t accati all a societ di cui sono membri , vi si sent ono
LA NAT URA DELLO STATO MODERNO 6';
attaccati anche quando i governant i di questa societ
li trattano male. E degno di not a che, nelle crisi , i lavo-
ratori (che rappresentano i governat i) hanno sempre
combattuto per le loro rispettive nazioni (cio per i
loro governan ti) e cont ro altr i lavoratori.
Anche la semplice forza dell ' abitudine e la forza
d' inerzia sono est remamente potent i. Uscire da una car-
reggiat a, anche da una carreggiat a scomoda, richiede
uno sforzo maggiore di quanto la gente non sia disposta
a compiere. Nei suoi Studies in History and J urispm-
dence, Bryce si domanda se la ragione principale del-
l'obbedienza alla legge non sia semplicemente l'indolen-
za. t E questa la ragione t . egli dice cper cui una st renua
e inst ancabile volont diventa a volte una potenza cosi
enonne... quasi una forza ipnotica. t A causa dell' indo-
lenza i miserabili sono poco meno conservatori dei pos-
sident i ; si attaccano alle loro miserie familiari t anto
t enacement e quant o gli al tri si attaccano ai loro pri-
vilegi. I moralisti buddi sti e, pi tardi, quelli cristiani .
hanno noverat o la pigrizia fra i peccati mortali . Se si
accetta il principio che l'albero si giudica dai frutti.
dobbiamo ammettere che hanno avuto ragione. Fra i
molt i frutti velenosi della pigrizia st anno da una parte
la dittatura e l' irresponsabile obbedienza dall'altra. I
r iformatori dovrebbero tendere a liberare gli uomini
dalle tent azioni della pigrizia non meno che da quelle
dell ' ambizione, dell 'avarizia e della set e di potere e di
posizione. Per contro, nessuna riforma che lasci le masse
di popolo a crogiolarsi nella pigra irresponsabilit del-
l'obbedienza passiva verso l'autorit pu essere consi-
derata come un vero cambiamento verso il meglio (I).
A rinforzare gli effet ti dell 'indolenza, della bonariet
(l) Per i rapporti che esistono tra l'energia e la continenza. sessuaJe, vedi il
Capito lo XV.
e della paura, a razionalizzare queste emozioni in t er-
mini intellettuali , ci sono le credenze filosofiche. I go-
vernati obbediscono a chi li governa perch, olt re -a
tutte le al tre ragioni, accettano per vero qualche siste-
ma metafisica o t eologico che insegna che lo stato deve
essere obbedit o ed int rinsecamente degno di obbe-
dienza. I governanti si contentano raramente dei crudi
fatti del potere e dell 'ambizione soddisfatt a ; aspirano
a governare de [ure, quanto de facto. I diritti della vio-
lenza e dell' astuzia non bastano loro. Per rafforzare
la loro posizione in rapporto ai governat i e al t empo
stesso soddisfare i loro propri inquieti desideri di giu-
st ifi cazione eti ca, cercano di mostrare che governano per
diritto divino. La maggior parte delle t eorie dello st at o
non sono altro che congegni int ellettual i inventati dai
filosofi. al lo scopo di provare che le persone che det en-
gono effettivamente il potere sono proprio quelli che lo
devono detenere. Alcune t eorie sono stat e inventate da '
pensatori ri voluzi onari . Questi si preoccupano di dimo-
st rare che le persone a capo del loro partito pol itico
preferit o sono proprio quelle che devono detenere il
pot ere , e adoperarlo t anto spietat ament e quanto i ti-
ranni che, in quel moment o, sono in carica. E una pu-
ra perdit a di t empo discutere quest e teorie; esse so-
no al di fuori dei punti in discussione e sono irrilevanti
rispetto ai fatti significat ivi . Se vogliamo pensare corret -
t ament e intorno all o st at o dobbiamo farlo come psico-
logi, non come ' difensori particolari, che difendono la
causa dei tiranni o dei candidat i alla t irannia. E se
vogliamo fare un calcolo ragionevole del val ore di un
det erminato stat o, dobbiamo giudicare di esso nei
t ermini della pi c1evata moral it che si conosce, in
altre parole dobbiamo giudicarlo alla luce dei postu-
lati ideali formulati dai profeti e dai fondatori di reli-
gioni. Hegel, vero, considerava questi giudizi est re-
-
68 FI NI E MEZZI
LA NATURA DELLO STATO MODERNO 69
mamente "superficial i". Ma se la profondit conduce
al prussianesimo, come stato il caso per Hegel, datemi
allora la superficialit. Lasciamo a chi lo vuole essere
profondo; io preferisco la superficialit e la comune de-
cenza. Non capiremo mai niente dei problemi di gover-
no se non scendiamo ai fatti psicologici e ai primi prin-
cipi et ici.
In maggiore o mi nor mi sura dunque, tutte le comuni-
t civili del mondo moderno sono composte da una
piccola classe di governanti, corrotti dal troppo potere,
e da una vasta classe di suddit i, corrotta da troppa ob-
bedienza passiva e irresponsabile. La partecipazione a
un ordine sociale di questa specie rende molt o diffi-
cile agIi individui conseguire quel non-attaccamento in
mezzo all' attivit che il segno dist int ivo dell 'essere
umano ideale; e dove non esiste almeno un certo gra-
do di non-attaccamento, pur nella attivit, la societ
ideale dei profeti non pu essere realizzat a. Un ordine
sociale desiderabile quello che ci pu liberare da mal i
evitabili. Un ordine sociale cattivo quello che ci in-
duce in tentazioni le quali non sorgerebbero se le co-
se fossero organizzate pi intelligentement e. Il nostro
compit o attuale di scoprire quali sono i cambia-
ment i sociali su vasta scala pi indicati per liberar-
ci dai mali di un eccessivo potere e di un'eccessiva ob-
bedienza, passiva e irresponsabile. Si dimost rato nel
capitolo precedente che le rifanne economiche cosi ca-
re ai pensatori ava nzat i t non sono sufficient i a provo-
care da sole cambiamenti desiderabili nel carattere della
societ e degli individui che la compongono. Se non
vengono effett uati coi mezzi adatti e nelle ada tte condi-
z ~ o n i governat ive, amminist rat ive ed educat ive, queste
r iforme saranno sterili o addirittura dannose! Per po-
t er crea re le condizioni adatte per la riforma economica
dobbiamo cambiare il nostro sistema di governo, i no-

70 FINI E MEZZI
stri metodi di amministrazione pubblica e di organiz-
zazione indust riale, il nost ro sistema di educazione e i
nostri "credo" met afisici ed et ici. Tratter dell 'educa-
zione e delle credenze in un' alt ra parte del libro. Ora
mi occuper del governo e dell'amministrazione degli
affar i pubblici ed In
questi vari argomenti sono partI. lI1:separabih dI. una
singola entit. Gli esistenti sistemi di governo d or-
ganizzazione indust riale non pot ra;nno essere
cambiati se non da gente educata 10 modo
di cambiar li. Diversamente non probabil e che I go-
verni, composti come lo sono attualment e, il
sistema educativo in modo t ale da provocare la richie-
sta di una completa revisione dei sistemi di goveI?o.
E il solit o circolo vizioso dal quale, come sempre, esiste
una sola via d'uscita, quella cio consist ente in atti
liberi da parte di indi vidui moralmente illuminati , in-
t elligenti , ben informati e decisi, che agiscono.
Parler pi t ardi della necessit della v.o-
lontaria di quest i individui e della parte
sima che possono avere nel produrre. u:n
della societ. Per il momento, esarmmamo Il SIStema
di governo e l' amministrazione industriale.

,
"
I
'i.
.
VI!
CENTRALISMO E DECENTRAMENTO
ABBIAMO t rovato l' accordo per quel che riguarda la
.Il. societ ideale e l' essere umano ideale. Fra i rifor-
mat ori polit ici del secolo scorso troviamo anche un
certo accordo sui mezzi migliori per organizzare lo stato
in modo da raggiungere i fini che tutti desiderano.
Filosofi radicali fourieristi , mutualisti prudhoniani, anar -
chici, sindacalist i, tolst ojani , tutti sono d'accordo nel
dire che il governo aut orit ario e un eccessivo accen-
tramento di poteri sono fra i maggiori ostacoli sulla via
del progresso sociale e individuale. Anche i comunist i
manifest ano un'ant ipatia, almeno t eorica, per lo stato
centralizzato e autoritario. Marx ha descritto lo st at o
come un " parassit a della societ" e attendeva il mo-
mento in cui, dopo la rivoluzione, sarebbe automati-
camente scomparso. Intant o, per , ci doveva essere la
dittatura del proletariato e un enorme aumento del po-
t ere esecut ivo cent rale. L' attuale stato russo un' oli-
garchia fortemente cent ral izzat a. I suoi sudditi, donne
e fanciulli , al pari degli uomini , sono irreggimentati per
mezzo della coscrizione milit ar e, e un efficace sistema
di polizia segret a si occupa della gente che non sotto
le ar mi. Es ist e una censura della stampa, e il sistema
educativo, liberal izzato da Lenin, ritornato ora al t ipo
aut oritario, militari st ico, ben noto nella Russia zari st a,
nell'Italia di Mussolini , nella Germania di prima della
guerra e in quella di Hitler. I sostenitori del regime di
FINI E MEZZI
St alin ci voglion far credere che la via pi breve e mi-
gliore per arrivare alla libert sia quella della schiavit
mil it are; che la preparazione pi adatta per un governo
responsabile sia una ti rannia che si serve dello spionag-
gio poliziesco, della delazione, del te rrorismo legalizzat o
e della censura sulla st ampa ; che l' educazione adatta
per i futuri uomini liberi e amant i della pace sia quella
che usarono e che usano ancora i militaristi prussiani.
La t erra rotonda e perci si pu andare da Parigi
a Rouen passando da Sciangai. La nost ra st oria invece
pare che sia piatta. QueIli che vogliono raggiungere un
dato fine storico devono procedere in linea retta verso
di esso, e per quanto .camminino in direzione oppost a
non giungeranno mai a destinazione.
La mta di quelli che vogliono cambiare in meglio
la societ la liber t , la giust izia e la pacifica collabo-
razione fra individui non-attaccati ma pure attivi e
responsabili. Vi forse una minima ragione per sup-
porre che quest a mta possa venir raggiunta con lo
spionaggio poliziesco, la schiavit mil itare, la cent raliz-
zazione del potere, la creazione di una complicat a gerar-
chia politica, la soppressione della liber a discussione
e l'imposizione di un sist ema autori tario di educazione?
La risposta, ovvia e decisa, non pu essere che un : No.
Marx credeva che, dopo la rivoluzione, lo st at o sa-
rebbe a tempo debito automat icamente scomparso. Que-
sto un punt o che val la pena di esaminare dettaglia-
t amente. In qualsiasi societ, lo st ato, come ha fatto
not are Marx stesso, esist e, fra l'alt ro allo scopo di as-
sicurare alla classe dirigente la cont inuazione dei suoi
privilegi. In una comunit feudale, per esempio, lo sta-
to lo st rumento per mezzo del quale la nobilt t er-
riera si mantiene al pot ere. Sotto il capitalismo lo stat o
lo st rument o per mezzo del quale la borghesia si
riserba il diri tto di governare e d'essere ricca. E cosi
,
I
CENTRALI SMO E DECENTRAMENTO 73
sotto un sistema gerarchico di socialismo sta t ale, lo
st at o lo st rument o per mezzo del quale la burocrazia
diri gente difende la posizione alla quale riuscita ad
arrivare. Pi si consolida la gerarchia, pi t enacemente
i suoi membri si attaccheranno ai loro privilegi. Uno
st at o dittat oriale molto cent ralizzat o pu essere distrut-
t o dalla guerra e ' rovesciato da una rivoluzione dal
basso; ma non vi la minina ragione di supporre che
scomparir da s. La dittat ura del prolet ariat o in-
vece in fatto la dittatura di una piccola minoranza
privilegiat a : e la dittatura di una piccola minoranza pri -
vilegiata non porta alla libert , alla giust izia, alla pace,
e alla collaborazione di individui non-attaccat i ma at-
t ivi e responsabili: porta ad ancor pi alla guerra, o
alla rivoluzione, o (pi probabilmente) a tutte e tre
le cose abbastanza in ra pida successione.
No, la via politica per arri vare .a una societ migliore
(e non di mentichiamo che se vogliamo raggiungere la
mta, dobbi amo progredire su molte alt re strade olt re
che su quella della polit ica) quella del decentramento
e dell'autogoverno responsabile. Scorciatoi e dittatoriali
non ci possono in nessun modo portare a destinazione.
Dobbiamo avanzare direttamente verso la mta; se le
volt iamo le spalle non faremo che aumentare la distan-
za che ci separa dal luogo a cui vogliamo arrivare.
Ri peto, la strada politica verso una societ migliore
quella del decent ramento e dell' aut ogoverno respon-
sabile. Ma nelle circostanze att uali molt o improba-
bile ehe una nazione civile prenda questa strada. E
molt o improbabile per la semplice ragione che ho espo-
st o prima, che non mi scuso di ripetere. Nessuna societ
che si prepari alla guerra pu permettersi di non essere
fortemente cent ralizzat a. L' unit di comando essen-
ziale, non solo dopo lo scoppio delle ost ilit, ma, date le
circostanze della vit a contemporanea, anche prima. Un
" ;"
paese che si proponga di usare la guerra moderna co-
me st rument o della sua polit ica deve avere un potere
esecutivo potent issimo e fortemente cent ralizzato. (Per-
ci assurdo parlare della difesa della democrazia con
la forza delle armi. Una democrazia che faccia, o anche
che si prepari alla guerra scient ifica moderna, deve ne-
cessariamente cessare di esser democratica. Nessun paese
pu essere veramente pronto ad una guerra moderna
se non governato da un tiranno, alla t est a di una
burocrazia allenat issima e perfettament e obbediente) .
Ho detto che un paese che si proponga di usare la
guerra moderna come st rumento della sua politica deve
avere un potere esecut ivo potentissimo e altament e cen-
t rali zzato. Ma per contro, un paese che abbia un simile
esecutivo ha pi probabilit di dichiarare la guerra di
un paese in cui il potere sia decentralizzato e la popola-
zione si governi veramente da s. Vi sono diverse ra-
gioni per quest o fatto. Le dittature sono raramente
st abili. Ogni volta che un tiranno sente che la sua
polarit in declino, t entato a sfruttare la passione
nazionalistica per consolidar e la sua posizione. I Pc-
grom e i processi per t radimento sono i sistemi pi
comuni per mezzo dei quali un dittatore ravviva l' en-
t usiasmo decrescente del suo popolo. Quando questi
mezzi non bast ano, esso deve essere spint o alla guerra.
Non dobbiamo poi dimenticare che pi il dittatore
assolut o, e pi completamente t ende ad associare il
suo presti gio personale al presti gio della nazione che
governa. LJEtas c' est moi * un' illusione alla quale
soccombono con fatale facilit i re, i dittatori e perfino
quei membri minori della cricca governant e, che sono
i burocrati e i diplomatici. Per le vittime di quest a
illusione, una perdita di prest igio nazionale un colpo
alla loro vanit privata, una vittoria nazionale un
t rionfo personale . La estrema centralizzazione del po-
74
FINI E MEZZI CENTRALISMO E DECENTRAMENTO 75
tere crea per gli indi vidui identificarsi
con lo st at o. Per il tiranno il far e o rmnaccrare la guerra
di venta un modo di affermare s stesso. Lo stat o di-
vent a lo st rument o della mania di persecuzione e di
grandezza di un individuo. Vediamo cosi che
accent rament o del potere non soltant o necessano per
riuscire a fare la guerra ; ma anche una causa che
contribuisce a farl a scoppiare.
Nelle circost anze attuali le classi dirigenti di ogni
nazione sent ono di doversi preparare alla guerra. Que-
sto significa che vi sar tendenza general e ad au-
ment ar e il potere esecutivo cent rale. Quest o
di pot ere dell'esecutivo centrale t ende a rendere
probabile la guerra. Perci sar ceJ.1t rahz-
zazione ancora pi int ensa. E cosi V1a ad tnfimtum, o
piuttost o fino alla .
Fintanto che i paesi CIV1h cont inuano a pre pararsi
alla guerra, molto improbabile che un? di 10I"? perse-
gua una polit ica di decentramento e di estensione ,del
principio dell'autogoverno. AnzIJ il potere a
diventare sempre pi accentrato, non solo. J.1egh
ti autoritari ma anche nei paesi democrati ci, che m
conseguenza' diventeranno sempre meno democratici.
Anzi il moto di allontanamento dalle forme democra-
t iche di governo verso e
la t irannia militare gi cominciat o nel paesi
tic. In I nghilterra , sintomi come il Bill della
l' arruolamento di un esercito "guardie cont ro le mcursio-
ni aeree", l' allenamento segreto ma .dei f.un-
zionari dello stato nella t ecnica delle precauzrom antiae-
ree" sono evident i. In Francia l' esecutivo ha gi assunto
su di s il potere di coscrivere tutti e nel1' eventua:
lit dello scoppio della guerra. I n Belgio, 10 ,e nel
paesi scandinavi , come pure nell.e plU
t enti, si spendono somme enormi per .il n anno. Ma Il
FIN I E MEZZI
riarmo non soltanto un accumulare ferraglia. Ci deb-
bono essere degli uomini esercit at i ad adoperare le nuo-
ve armi, e una riserva di docili lavoratori per fabbri-
carle. Un aument o nell'armamento di un paese implica
un corr ispondente aumento nel grado della sua milita-
rizzazione. I mangia-fuoco della Sinist ra che, negli ul-
timi due anni, hanno reclamato un " atteggiamento
fermo" (cio un 'azione militare) da part e dei paesi
democrat ici cont ro l' aggressione fascista, hanno in real -
t chiest o un'accelera zione di quel processo mediante
il quale i paesi democratici si st anno trasformando gra -
dualmente, ma sistematicamente, fino ad assomigliare a
quegli stat i fascisti che t anto aborrono.
Niente ha successo come il successo, anche un succes-
so solt anto apparente. La prevalenza dell 'accent ramen-
t o nel mondo contemporaneo crea la fede popolare che
l' accentramento non sia ci che realmente : un gr an
male, imposto al mondo dalla minaccia della guerra
ed evitabile soltanto con difficolt e a prezzo di uno
sforzo enorme e di not evoli sacrifizi, ma che sia invece
una polit ica intrinsecamente giusta. Poich il potere
polit ico si va sempre pi concent rando, la gente si
persuasa che la via verso i cambiamenti desiderat i si
t rovi nell'accentramento del potere. L' accentrament o
all'ordine del giorno: lo Zeitgeist lo esige ; perci, essi
deducono, l'accent ra mento deve essere giusto. Dimen-
t icano per che lo Zeitgeist pu essere t anto uno spirito
del male quant o uno del bene, e che il fatto che una cosa
esista non garanzia che essa debba esistere.
Ogni dittatura ha il suo frasario particolare. I voca-
bolari sono diversi ; ma lo scopo che servono lo stesso
in t utti i casi : legittimizzare il dispotismo locale, far
appar ire un governo de facto come se fosse un governo
per diritto di vino. Questi frasari sono st rumenti di ti-
rannia altrett anto indispensabili quanto le spie della
E DECE NTRAMENTO 77
polizia e la censu ra sulla stampa. Essi procurano una
serie di termini in base a cui le pol itiche pi foUi posso-
no essere razionalizza te, e i delitti pi mostruosi abbon-
dantemente giustificat i. Servono come forme in cui pla-
smare i pensieri, i sent iment i e i desideri di t utto un po-
polo. Per mezzo loro gli oppressi possono venir convint i
non solo a tollerare, ma anche ad adorare i loro pazzi e
criminali oppressori. . .
E significativo che una parola sia comune a t ut ti I
vocabolari dittat oriali, usata allo scopo di giust ificare
e razionalizzare le azioni sia dei fascisti , che dei nazist i
e dei comunisti. Quest a parola "storico".
Cosi, la dittat ura del prolet ariato una " necessit
storica" . La violenza dei comunist i giust ificata perch,
a differenza della violenza fascist a, usata per aiutare
un ineluttabile processo " storico" .
Allo stesso modo il fascismo possiede, a det ta dei suoi
sostenitori, una qual it di inevit abilit " storica ".
italiani hanno una grande " missione st orica" che di
creare un impero, o in alt re parole di usare gas e mitra-
gliat rici su popoli pi deboli di loro.
Non meno "storicament e" necessarie e giuste sono
le brutalit degli uomini in camicia bruna. In quanto
all' importanza "storica" della razza .cosi
prodigiosa che qualsiasi malvagit , qual SiaSI.
permessa agli uomi ni da i ca pelli biondi e dagli occhi az-
zu rri , anche ai nachgedunkelten Schrump/ - Germanen
come Hitl er stesso e i neri piccoli Goebbels.
L'appello all a storia particolarmente comodo per
i dittatori : infatti l' assunzione che ne alla base che,
nel linguaggio di Hegel , il reale il razionale, e che ci
che avviene , in ultima analisi, lo st esso di ci che do-
vrebbe avvenire.
Per esempio, accade spesso che la for7:a tr.ion.fi sulla
giust izia: per ci la for za "storica" e menta di t n onfare.
"
78 FINI E MEZZI
Il pot ere assolut o poi deliziosamente inebriante.
Per conseguenza quelli che lo hanno afferrato sono di
solito pront i a usare qualsiasi mezzo, anche il pi in-
fame, per conservarlo. Lo spionaggio, la delazione, la
tortura, la detenzione arbitraria e le esecuzioni: in ogni
paese dittatoriale quest i sono gli st rument i usuali della
politi ca domestica. Avvengono; perci sono "storici" .
Essendo storici, sono, secondo un modo di vedere tiel
ed hegeliano, ragionevoli e giust i. - ,
Non c' da meravigliarsi che una simile dottrina sia
credut a e insegnat a dai tiranni. Ma il fatto st rano e
profondament e deprimente che essa debba essere ac-
cet tata per vera da milioni di persone che non sono
tiranni, e nemmeno loro suddit i. Infatti un numero
sempre maggiore di individui comincia ad accettare la
"st oricit " come uno dei valori supremi. Questo iden-
tificare implicit amente ci che dovrebbe essere con ci
che effettivamente, vizia ogni pensiero sulla morale,
sulla polit ica, sul progresso, sulle riforme sociali, e an-
che sull'arte. Quelli che accettano questa identificazio-
ne si creano una specie di fatalismo agit ato e panglos-
siano. Guardando il mondo, osservano che le circost an-
ze sembrano spingere gli uomini in una data direzione.
Questo movimento "storico", perci possiede un va-
lore: esiste , e perci deve esistere. Accettano ci che .
Anzi, fanno pi che accettare ; lo approvano, se ne
fanno mallevadori . Se il reale il razionale e il giusto.
ne segue che un'azione "storica" deve avere gli stessi
risultati di un' azione .dettata dalla ragione e dal pi
eletto idealismo. .
Torniamo, per prendere un esempio concreto, alla
questi one del potere cent ralizzato. Le particolari cir-
costanze del nost ro t empo (sentiment o nazionalist ico,
imperialismo economico, minacce di guerra e cosi via)
concorrono a creare una tendenza alla cent ralizzazione
CENTRALISMO E DECENTRAMENTO 79
e all 'accentramento dell'autorit. La conseguenza di ci
una limitazione delle libert individuali e una progres-
siva irreggiment azione delle masse, anche in paesi che
finora godevano di una forma democratica di governo.
L' ideal ist a razionalist a depl ora quest a t endenza verso
la t irannia e la schiavit , ed convinto che i suoi risul-
t at i non possono essere che cattivi. Ma non cosi l'uo-
mo che abbastanza liel per considerare la storicit
come un valore. II suo sc0IX> ultimo probabilmente
lo stesso di quello dell'idealista razionalista. Ma, dato
che egli crede che il reale sia il razionale, si convince
che la via che le circostanze concorrono a imporgli de-
ve necessariament e condurre allo scopo desiderato. Egli
crede che la ti rannia porter in qualche modo alla de-
mocrazia, la schiavit alla liberazione dell' individuo, il
concent rament o del potere politi co ed economico al-
l' autogoverno. E pronto, in una parola, a sopportare e
perfino a partecipare attivamente a qualsiasi malvagit
o imbecillit perch convinto che vi sia una provvi-
denza "storica" che far si che dei mezzi malvagi e
inadatti portino a dei buoni fini.
Quanto pi presto ci convinceremo che la "st orici-
t " non un valore e che ci che permett iamo alle cir-
costanze di farci fare non necessari amente connesso
con ci che dovremmo fare, tanto meglio sar per noi e
per il mondo. in cui viviamo. .In quest o moment o ci
che "st orico" decisament e cattivo. Accettare lo
" storico" e lavorare per esso, significa cooperare con le
potenze delle t enebre contro la luce.
"" i"
.- ,-
VIII
DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO
G
LI propongono di abol ire lo stato : e lo
stato ID quanto serve come st rumento mediant e il
quale le classi dirigenti conservano i loro privilegi , in
quanto lo strumento che permet te ai par anoici di sod-
disfare la loro cupidigia di potere e di effettuare i loro
folli sogni di gloria, merit a certamente di essere abolito.
:Ma in societ complesse come la nostra, lo stato ha al-
tre, pi utili funzioni da esercit are. E evidente, per esem-
pio, che in ogni societ come la nostra deve esistere
un'organizzazione responsabile per coordinare le atti-
vit dei vari gruppi che la costituiscono: evidente che
deve esist ere un ente complesso a cui vien delegato il
potere di agire in nome della societ . Se la parola "sta-
to." troppo spiacevolmente connessa all 'idea dell' op-
pressione all' interno, della guerra verso l'est erno, e del
dominio irresponsabile, nient e di pi facile che dare un
altro nome a questo necessario meccanismo sociale. Per
ora non vi - accordo generale sulla scelt a del nome'
perci cont inuer ad adoperare la vecchia brutta
rola, a che non ne sar inventata una migliore,
Da CI che st ato detto nei capitoli precedenti ri-
sulta che nessuna riforma economica, per quant o in-
t rinsecamente desiderabile, pu condurre a - dei cam-
per gli individui e per la societ
da e SSI cost it uit a, a meno che non venga effettuata in
un ambiente desiderabile e con metodi desiderabili.
DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO 8r
Per quel che riguarda lo stato, l' ambient e desiderabile
per la il decent rament o e l' aut ogoverno spinti
al massimo. I met odi desiderabili per effettuare la ri-
forma sono i met odi di non-violenza.
Passando dal generale al parti colare e al concreto
l' idealist a si trova di fronte al
d t?tto, con quali mezzi si pu appli-
care Il pn ncrpro dell autogoverno alla vita quot idiana
degli individui? In secondo luogo, fino a che punto
l' aut ogoverno delle parti che compongono la societ
compatibile con la sua efficienza come un tutto? E in
t erzo luogo, se un'organizzazione cent rale necessaria
per le ,attivit delle parti che si autogover-
nano, cosa impedir a questa organi zzazione di diven-
t are una governante come quelle che purtrop-
po conosciamo?
La tecnica per l' autogoverno dappertutto, l'aut ogo-
verno per la gente comune nei loro impieghi comuni
una questione che non possiamo discutere utilmente se
non una idea chiara di quel che si pu chia-
mare la stona naturale e la ,psicologia di gruppi. Quan-
t it ativamente un gruppo differisce da una folla per la
sua grandezza; qualit ativamente per la specie e l' int en-
sit della vita mentale degli individui che lo cost itu -
scono. Una ,una gran quantit di gente; un grup-
po fatto di pochi. Una folla ha una vita mentale infe-
r iore per qualit intellettual i, ed emot ivamente meno
sotto il cont rollo volontario della vita mentale di ognu-
no dei me.mbri La vita mentale di un grup-
po non e infer iore ne int ellettualmente n emotivamen-
t e alla v.ita; me,ntale degli individui che lo compongono,
pu anzr, m Circost anze favorevoli, essere superiore.
. I fatti rilevanti di una folla sono i seguen-
ti . Il t ono emotivo della folla essenzialmente orgiasti-
co e dionisiaco. In virt del fatto di esser membro di
c.
,
82 FINI E MEZZI DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO
una folla, l'individuo liberato dall e limit azioni della
sua personalit, ed liberato da quel sub-personale,
sub-umano mondo di sent iment i sfrenati e di credenze
non crit iche. Essere un membro di una folla un'espe-
rienza simile all'ebbrezza alcoolica. La maggior parte
degli esseri umani sentono il desiderio di sfuggire alle
limitazioni che frenano il loro io;di prendere delle va-
canze periodiche per evadere dal loro t roppo familiare,
t roppo squallido piccolo io. Non sapendo come salire dal-
la loro persona a una regione soprapersonale, e non essen-
do disposti, anche se ne fossero in grado, ad accettare le
condi zioni etiche, psicologiche e fisiologiche dell'auto-
trascendenza, si rivolgono naturalmente alla via di-
scendente, la via che conduce gin, dalla personalit alla
zona oscura dell'emot ivit sub-umana e dell' ani mali t
panica . Di qui proviene il continuo desiderio dei narco-
tici e degli stimolanti , di qui l'attrazione ete rna verso
la folla. Il successo dei dittatori dovuto in gran parte
al loro abilissimo sfruttamento del bisogno umano uni-
versale di evadere dal le limitazioni della personalit .
Essendosi accorti che la gente desidera prendersi una
vacanza, per sfuggire s stessa, nell' emotivit sub-u-
mana, hanno sistemat icamente procurato ai loro sud-
diti le occasioni per farlo. I comunist i accusano la reli-
gione di essere l' oppio del popolo, ma non hanno fatt o
al t ro che sostit uire la vecchia droga con un altro com-
post o simile. Alla folla riunita intorno alla reliquia di
un sant o hanno sost it uit o la folla riunita in un' adunata
polit ica; alle processioni religiose, le rivist e militar i e le
parat e del primo maggio. Lo st esso avviene con i dit-
t at ori fascisti. In tutti gli st at i t ot alitari le masse ven-
gono convint e, anzi obbligate , a prendersi. delle vacan-
ze, per sfuggire s st esse, nel mondo sub-uma no del-
l' emozione di folla. E significat ivo il fatto che, me nt re
incoraggiano e addirittura ordinano l'abbassament o ver-
so la sub-umanit , i dittatori fanno il possibile per im-
pedire agli uomini di prendere la via che porta a uscire
dalle limit azioni personali, la via che conduce al 0 00-
attaccamento delle " cose di questo mondo" e all'at-
t accamento a quello che super-pcrsonale . Le pu
elevate manifest azioni della religione sono molto pi
sospette ai t iranni di quelle pi basse, e con ragione.
I nfatti l'uomo che sfugge all 'egoismo per ent rare nella
super-personalit ha t rasceso il suo vecchio lealismo
idolat ra, non solo di fronte a s stesso, ma anche di
fronte alle divinit locali ; la nazione, il partito, la clas-
se, il padrone deificato. La t rascendenza di s, l' evasio-
ne dalla pri gione dell'io verso .l' unione con ci che
al disopra della personalit, si compie generalment e in
solit udine. Questa la ragione per cui i tiranni prefe-
ri scono ammassare i loro sudditi in quelle grandi folle
in cui l' individuo ridotto a uno st ato di ebbra sub-
umanit.
E giunto il momento ora di prendere in esame il grup-
po. La prima domanda che ci dobbiamo porre quest a :
quando che un gruppo diventa una folla ? Non si trat-
ta di un problema di definizioni verbali ; si t ratta di
osservazione ed esperienza. Empiricamente si osserva
che le attivit del gruppo e i sentiment i caratterist ici
del gruppo diventano sempre pi difficili quando vi sono
impli cati circa pi di venti individui o meno di cinque.
I gruppi che si riuniscono allo scopo di eseguire un com-
pito specifico di lavoro manuale possono permettersi di
essere pi grandi dei gruppi che si riuniscono allo scopo
di mettere insieme le loro nozioni ed elaborare una po-
lit ica comune, o di quelli che si riuniscono per degli
esercizi religiosi, o per mutuo conforto, o anche soltan-
t o per "st ar e insieme" convivialment e. Vent i e anche
trenta persone possono lavorare insieme e rimanere
gruppo . Ma tale numero sarebbe troppo grande per
FINI E MEZZI D E C E N T ~ I E N T O E AUTOGOVERNO
85
un gruppo che si fosse riunito per quegli scopi che ho
menzionat o. E signifi cativo il fatto che Gesti avesse
solo dodici apostoli; che i benedettini fossero divisi
in gruppi di dieci sotto un decano (dal greco Qixli:
dieci): che dieci sia il numero di individui che costit ui-
scono una cellula comunista. Comitati di pi di una
dozzina di membri risultano t roppo numerosi per es-
sere organizzati . Il numero perfet to per un pranzo
di otto persone. Le adunate dci quaccheri pi riuscite
sono in gener ale quelle alle quali si trovano poche per-
sane. Gli educatori sono d'accordo che il numero pi
soddi sfacente di alunni in una classe fra gli otto e i
qu indici. Nell 'esercito le unit minori sono di dieci uo-
mini. Il coven delle st reghe era un gruppo di tredici.
E cosi di seguito. Tutte le prove indicano chiaramente
che esiste una grandezza optimum per i gruppi, e che
quest a si aggira sui dieci per gruppi che si riuniscono
per scopi sociali, religiosi e intellettuali, e si aggira dai
dieci ai trenta per i gruppi impegnati in lavori manuali.
Stando cosi le cose chiaro che le unit autogove rnan-
tesi dovrebbero essere dci gruppi della grandezza op-
timum. Se sono inferiori all'ottimo non riusciranno a
sviluppare quel campo emozionale che d alle attivit
del gruppo la sua qualit caratteri st ica , mentre sar
inadeguata la quantit disponibil e di informazioni e di
esperienza accumulata. Se sono gruppi maggiori del-
l'ottimo t enderanno a dividersi in sotto-gruppi della
grandezza dell'optimum, o, se gli individui che li com-
pongono rimangono unit i, ci sar il pericolo che ricadano
nella stupidit ed emot ivit sub-umana della folla.
La t ecnica dell' aut ogoverno indust riale stata di-
scussa con una quantit di esempi concret i in un libro
importante dell'economist a francese Hyacint he Du-
breuil inti tolat o chacun sa chance. ' Dubreuil occupa
un posto a s fra gli scrittori che s'occupano dell'orga-
nizzazione indust riale; egli forse l'unico che abbia
avuto un'esperienza personale delle condiz ioni di fab-
bri ca come operaio. Perci quello che scrive sull'argo-
mento dell'organizzazione industriale ha un 'autorit che
non hanno le affermazioni di coloro che si basano su
informazioni di seconda mano come base per le loro
teorie. Dubreuil, fa notare che anche le pi grandi in-
dustrie possono venire organizzate in modo da consi-
stere in una serie di gruppi autogovernantisi e pure
coordi nati, compost i di un massimo di trenta membri .
All' interno dell'indust ria ognuno di questi gruppi pu
agi re come una specie di sotto-appaltatore che si im-
pegni a effett uare un dato lavoro, di una data qualit, e
per una data somma. L'equa divisione di quest a somma
fra i membri del gruppo lasciata al gruppo stesso,
come pure il mantenimento della disciplina, l'elezione
dei rappresentanti e dei dirigent i. Gli esempi citat i da
Dubreuil , t olti dagli annali della storia indust riale e dalla
sua propria esperienza di operaio, t endono a mostrare
che questa forma di organi zzazione apprezzata dai
lavoratori , ai quali essa d una certa indipendenza
anche all'int erno dei maggiori complessi indust riali , e
che, nella maggioranza dei casi, ha per risultato un
aument o di efficienza lavorativa. Come egli fa notare,
quest a forma di organizzazione ha anche il merito di
educare quelli che ne fanno parte all'esercizio della col-
laborazione e della mut ua responsabilit .
Nelle condizioni attuali la .grande maggioranza del-
le fabbriche sono piccoli despotismi, benevoli in alcuni
casi , malevoli in altri . Anche l dove prevale la benevo-
lenza si esige dagli operai un'obbedi enza passiva, e
questi sono diretti da sorveglianti non scelt i da loro,
ma nominat i dall' alto. In t eoria possono essere suddit i
di uno st at o democrati co; ma in pratica passano tutta
la loro vita lavorativa come sudditi di un piccolo ti-
ranno. Il piano di Dubreuil, se fosse generalment e adot-
tato, introdurrebbe una vera democrazia nelle fabbriche.
E se non si adotta un piano di quest o genere importer
poco all' individuo se l' industria nella quale lavora
propriet dello stato, di una societ cooperat iva, di
una societ per azioni o di un individuo privato. L'ob-
bedienza passiva verso ufficiali nominati dall ' alto,
sempre obbedienza passiva, chiunque sia il general e in
capo. I nversamente, anche se il comando supremo in
mani inadatte, l'uomo che accetta volontariamente del-
le regole nella cui compilazione ha avuto parte egli
stesso, che obbedisce a dei dirigenti scelt i da lui, che
ha contribuito a decidere quanto e in quali condizioni
lui ed i suoi compagni debbano essere pagat i, in quan-
t o a questo il suddito libero e responsabile di un gover-
no realmente democratico e gode di quei vantaggi psico-
logici che solo una t ale forma di governo pu dare.
Degli schiavi a salario moderni Lenin scrive che sono
t almente oppressi dalla povert e dal bisogno che (l non
possono venir seccati con la democrazia , e (l non hanno
t empo per la politica " e che perci nel corso ordinario
e pacifico degli eventi la maggioranza della popolazione
esclusa dalla partecipazione alla vita polit ica pub-
blica s. Quest a affermazione soltanto parzial mente
vera. Non t utti quelli che non si vogliono occupare del-
la democrazia sono esclusi dalla vita politica dal biso-
gno e dalla miseria. Molt i operai ben pagati e, anche,
molti fra i pi ricchi beneficiari del sistema capit ali-
stico, non hanno voglia di occuparsi di polit ica. La ra-
gione non economica ma psicologica: ha le sue radici
non nell' ambiente, ma nell'eredit . Le persone appar-
t engono a diversi t ipi psicologici e sono dotat e di gradi
di versi di intelligenza generale. La volont e l' abilit di
interessarsi efficacemente alla politi ca su vasta scala non
di t utti, n della maggioranza degli individui. E con-
86 FINI E MEZZI DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO 87
cesso solo a: pochi di sent ire preoccupazione per le idee
generali, per le cose e persone distanti nello spazio, per
avvenimenti cont ingenti che importeranno in futuro.
Cos ' per lui Ecuba, e cos' lui per Ecuba ? (Amleto,
Atto II, Se. II) t . La rispost a nella maggior parte dei casi
: proprio niente. Un miglioramento nel livello di vita
pot rebbe aumentare percettibilmente il numero di per-
sone per cui Ecuba significa qualcosa. Ma, anche se
tutti fossero ricchi, ci sarebbe sempre un gran numero
di persone congenitamente incapaci di occuparsi di cose
cosi lontane dai fatti caldi e t angibili della esperienza
quotidiana. Come stanno le cose attualmente, milioni
di indi vidui ent rano nella vita con un'incapacit con-
genit a. Hanno il privilegio di vot ar e su questioni poli-
t iche di vast a scala e di larga portata, ma sono per na-
tura incapaci di interessarsi intelligent emente a proble-
mi che non siano di scala e di portata minima. Troppo
spesso i creatori delle cost it uzioni democratiche hanno
agit o come se gli uomi ni fossero fatti per la democrazia
e non la democrazia per gli uomini. Il voto stato una
specie di letto di Procuste sul quale t utti gli esseri uma-
ni si sarebbero dovuti distendere, per quanto ampi i
loro orizzonti , per quanto limitate le loro abilit. :R
nat urale che i risultati di quest a specie di democrazia
abbiano portato a delle delusioni. Ciononost ante ri -
mane vero che la libert democratica una buona cosa
per quelli che ne godono, e che l' esercizio dell'autogo-
verno un elemento quasi indispensabile nel curriculum
dell'educazione morale e psicologica dell'uomo. Gli es-
seri umani appartengono a t ipi diversi: perci neces-
sario creare diversi t ipi di ist ituzioni democratiche e
autogovernantisi, adatte ai diversi tipi di individui.
Cosi le persone avent i interessi limitati possono t ro-
vare il campo adatto al loro genere di abilit politica
in gruppi autogovernantisi ent ro un'industria, o una
88 FINI E MEZZI DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO
89
cooperativa di consumo o di produzione, o nell'ammini-
st razione di una parrocchia, di un borgo o di una contea.
Medi ante cambiament i relativament e lievi negli attua-
li sistemi di organizzazione locale e professionale, sa-
rebbe possibile rendere quasi ogni individuo membro
di qualche gruppo autogovernantesi. In tal modo il
morbo dell'obbedienza passiva potrebbe essere elimi-
nato, curato il vizio dell 'indolenza politica e messi a
portata di tutti i vantaggi della libert responsabile e
attiva. Con riferimento a questo, val qui la pena di
notare un cambiamento molto importante avvenuto re-
centemente nelle nostre abitudini sociali. Mater ialmen-
t e questo cambiament o pu venir espresso come il de-
clino della comunit; psicologicamente come il decl ino
del senso della comunit . Le ragioni di questo doppio
cambiamento sono varie e di vario genere . Ecco alcune
delle pi impor t anti.
Il controllo del le nascite ha ridotto il numero dei
componenti della famiglia media e, per varie ragioni
che appariranno chiare in seguito, le vecchie abitudini
di vit a patriarcale sono quasi completamente scompar- .
se. E raro trovare al giorno d'oggi genitori , figli sposat i
e nipot i che convivano nella stessa casa o strettamente
associati. Le fami glie numerose e i gruppi patriarcal i
erano comunit in cui i bambini e gli adulti dovevano
imparare (spesso con mezzi assai dolorosi) l'arte della
cooperazione e la necessit di accettare delle responsa-
bilit per altri. Quest e scuole, in verit assai rudi, in
cui si imparava il senso della comunit, sono or mai
scomparse.
I nuovi mezzi di trasporto hanno profondamente mo-
dificato la vita del villaggio e della piccola citt. Fino
a non pi di una generazione fa, la maggior parte dei
villaggi erano delle comunit bastanti a s stesse. Ogni
mestiere era rappresentato dal suo tecnico locale; i pro-
','
dotti local i erano consumati o scambiat i nel vicinato;
gli abitant i lavor avano sul posto . Se desideravano istru-
zione o divertiment i o religione, dovevano mobilitare
i t alenti locali e produrre tutto ci da s. Oggi t utto
questo cambiato. Grazie al miglioramento dei t ra-
sporti, il villaggio or a st rettament e collegato al re-
sto del mondo economico. Le merci e i servizi t ecnici
vengono da lont ano. Gran numero dei suoi abitanti
vanno a lavorare nelle fabbriche o negli uffici in citt
lont ane. La musica e il t eat ro sono fomiti non dai talen-
t i locali, ma da onde invisibili e dallo schermo cine-
matografico. Un t empo tutti i membri della comunit
erano sempre sul posto, ora, grazie alle automobili , al le
mot ociclette e agli autobus, gli abitanti st anno di rado
nel loro villaggio. I di vertimenti della comuni t, il cul-
to della comunit, gli sforzi della comunit per assicu-
rarsi la cultura, tendono a declinare, per la semplice
ragione che nelle ore di svago gran parte dei membri
della comunit si t rovano altrove. E quest o non
t utto. I pi vecchi abitanti di Middletown, come ricor-
deranno i lettori della classica opera di Lynd sulla
vita di provincia americana, si lamentavano che il mo-
tore a scoppio avesse causato il declinare delle abitu-
dini di buon vicinato. I vici ni hanno la Ford e la Che-
vrolet, perci non san pi li per far e un buon vicinato;
o se per caso sono a casa si contentano di parlare per
t elefono. Il progresso tecnico ha ridotto il numero dei
contatti fisici , impoveri to i rapporti spiritual i fra i
membri di una comunit.
Il professionalismo central izzato ha influenzat o non
solo i t ratteniment i locali, ma anche le manifest azioni
di beneficenza locale e il mut uo soccorso. Gli ospedali
fornit i dallo stat o, i servizi medici e infennieristici del-
lo st at o, sono certo molt o pi efficaci delle prest azioni
dei vicini. Ma quest a aumentata efficienza guadagnata
" " " " ' " " " " : ~ " ' : " ' _ 'l'! "t ",""""''' j '
"
FINI E MEZZI
al prezzo di una certa t endenza da parte dei vicrm a
misconoscere la responsabilit comune e ad addossarla
completamente sull' autorit centrale. In un sistema per-
fettamente organizzato di socialismo di stato la carit
sarebbe non soltanto superflua, ma veramente criminale.
I buoni samaritani sarebbero t radotti in giustizia per
aver osato immischi arsi senza l'esperienza necessaria in
casi che appartengono ovviamente a professionisti pa-
gat i dallo st ato.
Le ultime tre generazioni hanno visto un grande au-
mento nella grandezza e nel numero delle grandi citt .
La vita pi emozionante e si pu gua dagnare pi
denaro nelle cit t che nei villaggi o nelle cittadine.
Perci cominciat a la migrazione dalla campagna alla
citt . I nsieme con questo esercit o di emigranti si sono
mossi gli ambiziosi, gli uomini di talento, gli avventu-
rosi. Per pi di un secolo c' st at a la t endenza, da par-
t e dei membri pi dot ati delle piccole comunit rurali,
a lasciare la loro casa e a cercare fortuna nelle citt.
Per conseguenza ci che rimane nei villaggi e nelle
citt di provincia dei paes i industrializzati , ha le carat -
t eristiche di una popolazione residua , selezionat a alla
rovescia in base alla sua mancanza di iniziat iva e di
doti intellettuali. Perch cosi difficile indurre i con-
t adini e i piccoli agricoltori ad adottare i nuovi me-
t odi scientifici ? Fra le altre ragioni, perch quasi t utti
i bambini eccezionalment e intelligenti nati nella fami-
glia rurale da circa un secolo hanno colto la prima oc-
casione per abbandonare la campagna per la citt. La
vi ta delle comunit nelle campagne perci assai im-
poverita ; ma (e quest o il punto pi importante) la
vita di comunit dei grandi cent ri urbani non se ne
arricchit a in proporzione. Non si arricchit a per la
buona ragione che, diventando enormi , le citt son di-
ventat e anche caotiche.Un' t'escrescenza" metropolitana,
DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO 9I
come gi Cobbett chiamava la piccola Londra dei suoi
t empi, non pi un tutto organico, non esiste pi
come comunit, alla cui vita gli individui JX>ssono parte-
cipare con vantaggio. Gli uomini e le donne sfiorano
al passaggio alt ri uomini e altre donne; ma il contatto
non che esterno e meccanico. Ognuno di essi pu dire,
come l' allegro mugnaio della canzone: cl o non mi preoc-
cuJx> di nessuno, e nessuno si preoccupa di me . La
vita metropolitana atomistica. La citt, come citt,
non fa niente per collegare le sue particelle umane fino
a disegnare uno schema di vita responsabile e comune.
Quello che la campagna perde da una parte, la citt
lo perde dall' altra,
Alla luce di queste affermazioni sulle principali ra-
gioni che hanno causato il recente declinare delle comu-
nit e del senso della comunit negli individui, possia-
mo suggerire qualche rimedio. Per esempio le scuole
e le universit potrebbero essere trasformate in comu-
nit organiche e usate per ritardare, per un breve peri o-
do nella carriera dell' individuo, la decadenza della fa-
miglia e della vita del vill aggio. (Si st a facendo un
esperimento int eressantissimo in questo senso all'uni-
versit di Black Mountain, nella Carolina del Nord).
Fino a un certo punto certamente l' antica vit a " nat u-
rale" dei villaggi e delle piccole citt , la vita che le cir-
costanze economiche, t ecniche e religiose del passato
hanno imposto a quest e comunit, pu essere sost it uit a
da un prodotto sint et ico, coscientemente invent ato; una
vita di associazioni organizzate per il governo locale,
per lo sport, per le' attivit cult ur ali e cosi via. Queste
associazioni esistono gi e Don dovrebbe essere difficile
farvi partecipare un numero maggiore di persone, e
al tempo stesso rendere le loro attivit cosi interessanti
che la gente senta il desiderio di parteciparvi invece
di prendere la via della minor resist enza come fa ora,
.':"": "

FINI E MEZZI
,
,
DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO
93
e di vivere una vita sconnessa, atomist ica, obbedendo
passivamente durante le ore di lavoro, e lasciandosi
passivamente diverti re da macchine durante le ore
di svago. L'esistenza di associazioni di quest o gene-
re servirebbe a rendere meno monotona la vita della
campagna e cont ribuirebbe perci ad arrestare la fuga
verso la citt. Al tempo stesso il decentrament o dell'in-
dustria e la sua associazione con l' agricoltura dovreb-
bero rendere possibile all' uomo di campagna di guada-
gnare quanto l' abit ant e delle citt . Malgrado la facilit
con la quale si pu dist ribuire adesso l' energia elettrica,
il movimento verso il decentramento dell' industria non
ancora molto forte. Dei grandi centri popolat i, come
Londra e Pari gi, hanno un' enorme forza di attrazione
per le industrie. Pi numerosa la popolazione, mag-
giore il mercato; maggiore il mercato e pi forte la for-
za di "gravit che. attira il fabbricante. Nuove indust rie si
impiantano ai margini delle grandi citt e le fanno
di ventare ancora pi grandi. Per ottenere dei guadagni
leggerment e maggiori , dovuti al minor cost o di distri-
buzione, gli indust riali stanno rapidamente rendendo
Londra caot icamente grande, disperatamente congestio-
nata, t erribilmente difficile accedervi e uscirne, e vulne-
rabile agli attacchi aerei quanto nessun'altra citt al
mondo. Una delle funzioni legittime, urgentemente ne-
cessarie, dello stato quella di cost ringere l'indust ria
a un ra zionale decentramento secondo un piano prest a-
bil it o.
La vita in una grande citt atomistica. Come le
si pu dare l'impronta della comunit? Come si pu
incorporare l'individuo in un gruppo responsabil e, auto-
governantesi? In una citt moderna il problema di or-
ganizzare la vita di comunit responsabili su una base
locale, non di facile soluzione. Le citt moderne sono
st ate create e sono conservate mediante il lavoro di
t ecnici altamente specializzati. Il massacro di alcune
migliaia di ingegneri, amminist ratori e medici, baste-
rebbe a ridurre qualsiasi grande centro metropolitano
a uno stato di caos, appestato c affamato. Perci, in
molte sue par ti , il governo locale di una grande citt
di ventat a una quest ione molto tecnica, una impresa
di quelle che devono seguire un piano cent rale e che
devono essere eseguite da esperti. La sola parte a cui
sarebbe possibile est endere vant aggiosamente le ist itu-
zioni esist enti dell' aut ogoverno locale, quella che ri-
guarda la polizia e l' osservanza delle leggi. Ho letto
che in Giappone le citt erano, e forse sono ancora,
di vise in frazioni di circa 100 abitanti ciascuna. Gli
abitant i di ogni frazione accettavano una certa quanti -
t di responsabilit l'uno per l' altro e dovevano rispon-
dere della buona condotta e dell'obbedienza alla legge
, all' interno di ognuna di esse. E evidente che un simile
sistema si presta ai pi most ruosi abusi sotto un go-
verno dittat oriale. Anzi, ci viene riferito che i nazi st i
hanno gi organizzato le loro citt in quest a ma niera.
Ma non vi ist ituzione governativa che non si presti
ad abusi. I parlament i eletti sono stati adoperat i come
st rumenti di oppressione; i plebiscit i ha nno servito a
confermare e a rafforzare la tirannia; le cort i di giust i-
zia sono st ate trasformate in t ribunali militari. Come
tutto il rest o, il sist ema delle frazioni pu essere una
fonte di bene in un ambiente buono, e una fonte asso-
luta di male in un ambient e catt ivo. In ogni caso un'
'sistema da esaminarsi da parte di coloro che aspirano
a imporre un senso di comunit alla vita atomistica e
irresponsabil e dci citt adini moderni. Per il rest o sembra
che la principale esperienza del cittadino, 'riguardo alle
istituzioni democratiche e all' autogoverno responsabile,
dovrebbe ottenersi non nell'amministrazione locale, ma
nel campo dell'industria e dell'economia, delle attivit
religiose e culturali, dell'atletica e dei divert iment i.
Nei paragrafi precedenti ho cercato di rispondere alla
prima delle nostre domande e ho descritto i sist emi
mediante i quali si possono applicare i principi dell'au-
t ogoverno al la vita quotidiana degli individui normali.
La nost ra seconda domanda riguarda la compatibilit
dell ' autogoverno nel suo complesso, con l' efficienza del-
l'indust ria in particolare e della societ in generale.
I n Russia l'autogoverno nell'industria stato tentato nei
primi anni della rivoluzione e fu abbandonato in favore
dell ' organizzazione aut orit aria. Nella fabbrica la disci-
plina non tenuta da rappresentanti eletti del Soviet
o del comit ato degli operai, ma da persone nominate
dal partito comunista. La nuova concezione dell'am-
mi nistrazione vigente nella Russia soviet ica stata rias-
sunta da Kaganovitch in un discorso al XVII congresso
del partito comunista. (I L' amministrazione t ha detto
Kaganovitch s ignifica il potere di distribuire le cose
materiali , di nominare e licenziar e i subordinati, in una
parola , di essere padroni delle singole imprese. t Questa
definizione dell 'amministrazione sarebbe approvata sen-
za esitazione da tutti i dittatori industriali nei paesi
capit ali stici.
I sostenitori dell 'attuale governo russo dicono che il
cambiamento dall' autogoverno all 'amministrazione au-
t oritaria st ato necessario nell' interesse dell 'efficienza.
Sembra infatti probabile che degli operai senza esperien-
za e senza educazione fossero incapaci di governarsi
da s e mantenere l' efficienza industriale. Ma nell' Eu-
ropa Occidentale e negli St at i Uniti non dovrebbe sor-
gere una simile sit uazione. Anzi Dubreuil ha fatto no-
t are, come fatto storico, che l'autogoverno nella fab-
brica ha spesso condotto a un aumento dell' efficienza.
Sembrerebbe allora che in paesi dove t utti gli indivi-
dui sono relativamente istruiti e abituat i ai procediment i
9 ~
FINI E MEZZI DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO 95
delle istituzioni democratiche non vi debba essere al cun
peri colo che l'aut ogoverno porti al venir meno della
disciplina nella fabbrica, e al declinare della produ-
zione. Ma, come la parola " libert", la parola " efficienza"
copre un' infinit di peccati. Anche se si potesse dimo-
strare infall ibilmente che l' autogoverno nell 'industria
porta invariabilmente a maggior benessere e a mag-
gior produzione, anche se si potesse provare sperimen-
talmente che gli aspetti migliori dell 'individualismo e
del collettivismo si potrebbero riunire se lo stat o coor-
dinasse le attivit delle industrie autogovernate, ci sa-
rebbero ancora lament at ori per l' " inefficienza" . E dal lo-
ro punt o di vista le lament ele sarebbero giustissime. In-
fatti per le classi diri genti , non solo nei paesi t otali -
t ari , ma anche in quelli democratici, l' vefficienza" si-
gni fica pri ma di tutto " efficienza milit are" . Ora, una
societ in cui il principio dell' autogoverno stato ap-
plicato alle attivit ordinarie di t utti i suoi membri,
una societ che a scopi puramente militari proba-
bilmente e decisamente inefficiente. Una societ militar-
mente efficiente quella i cui membri sono stat i educat i
all 'abitudine dell 'obbedienza passiva, e alla cui testa vi
un individuo che esercita l' autori t assoluta per mezzo
di una gerarchia per fettamente allenata di amminist ra-
t ori. In tempo di guerra una simile societ pu essere
maneggiata come una singola unit , con straordi na ria
rapidit e precisione. Una societ composta di indivi-
dui abituati a lavorare in gruppi autogovernati non
una perfetta macchina belli ca. I suoi membri possono
pensare e avere delle idee proprie. Ma i soldati non de-
vono n pensare n avere idee proprie. t A loro non t oc-
ca discutere, a loro tocca solo agire e morire t (Tenny-
son, Charge of t he Light Bri gadc). Inolt re una societ
in cui l'aut orit decentrat a, una societ composta
di parti coordinat e, ma autogovernate, non pu es-
FINI E MEZZI
sere maneggiata con t ant a rapidit e sicurezza quan-
t o una societ t ot alitaria sotto un dittatore. L'auto-
governo dappertutto non compatibile con l'efficien-
za militare. Fint ant o che le nazioni insist ono a usare
la guerra come strumento della loro politica, l' ef-
ficienza militare sar valutata sopra ogni altra cosa.
Perci i piani per estendere il principio dell'autogoverno,
o non saranno tent at i affatto o, se lo saranno, verranno
. pront amente abbandonat i, come avvenuto in Russia.
Ci t roviamo inevit abilment e un'altra volta di front e al
male centrale dei nost ri tempi, il crescente e predomi- .
nante male della guerra. Nel prossimo capitolo discu-
t er i metodi possibili per venire a capo di questo male.
Nel resto di quest o capitolo cercher di rispondere ai
problemi che riguardano l' efficienza di una societ for-
mata di unit coordinate e autogovernate , e la na-
t ura del corpo coordinante .
Dubreuil ci ha mostrato come anche le pi grandi im-
prese indust riali possano essere organizzate in modo da
consist ere in un numero di gruppi coordinati e autogover-
nat i; e ha portato delle ragioni che permettono di sup-
porre come una simile organizzazione non ridurrebbe
l' efficienza delle imprese in quest ione, e pot rebbe anzi
aumentarIa. Questa democrazia industriale su piccola
scala t eoricament e compat ibile con ogni specie di con-
trollo su vasta scala delle industrie in quest ione. Pu
essere (e in certi casi lo stata) applicata alle indust rie
funzionant i nel sist ema capitalistico; ad aziende sotto
il diretto cont rollo dello stato; ad imprese cooperative:
ad aziende mist e, come il Port of London Authority,
che sono sotto la giurisdizione dello st at o ma hanno
la loro amministrazione autonoma. In pratica quest a
democrazia indust riale su piccola scala, quest o aut o-
governo per tutti, intrinsecament e pi compatibile
con le organi zzazioni delle imprese di quest e due ultime
DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO 97
specie : la cooperativa e la mist a. E quasi ugualmente
i ncompatibile col capitalismo e con il socialismo di stato.
Il capit alismo t ende a produrre un'infinit di piccoli
di ttatori, ognuno alla test a del suo piccolo regno di affari.
Il socialismo di stato t ende a produrre un' unica ditta-
t ura centrale e t otalitari a, che detiene l'autorit asso-
luta su t utti i suddit i attraverso una gerarchia di agenti
burocratici.
Le cooperative e le imprese mist e esist ono gi e fun-
zionano benissimo. Non dovrebbe essere un atto rivolu-
zionario aumentare il loro numero ed estendere il loro
campo, nel senso che quest o non dovrebbe provocare
la violenta opposizione che gli uomini provano contro
i progetti che implicano un principio completamente
nuovo. Nei suoi effetti per l'atto sarebbe rivoluziona-
rio, poich porterebbe una profonda modificazione del
sistem.a esistente. Quest a sola ragione sufficiente per
prefenre queste forme, che in definitiva portano al con-
a qualsiasi L' intrinseca compa-
fi bilit dell'impresa cooperativa e dell'impresa mist a
con la democrazia industriale su piccola scala e con
l'autogoverno dappertutto, cost it uisce un' altra ragione
per preferirl a. Non mio compit o discutere a quest o
punto il modo di cordinare le attivit di imprese coo-
perat ive parzialmente autonome e di imprese miste.
Per i dettagli tec nici il lettore rinviato ancora una
volt a alla letterat ura sulla pianificazione sociale ed eco-
n.0rnica. l o mi limiter qui a citare un passo significa-
tivo saggio del prof. David Mit rany, sulla
aie del 1934. Parlar,t do della necessit di pia-
nifcazioni vaste, il prof. Mitrany scrive che quest e
non. significano necessari ament e un governo pi cen-
t rahzzato e un'amminist razione burocrat ica . Il con-
t rollo pubbli co pu significare alt rettanto bene decen-
t ramento, come per esempio se si t olgono a una corpora-
,.
zione privat a di importanza nazionale delle attivit e
dei servizi che potrebbero essere effettuat i con migliori
risultati da parte delle autorit locali. La pianificazione,
infatti , per essere fatta con int elligenza dovrebbe com-
prendere una grande quant it di diverse organizzazioni
e adattare la st ruttura e il funzionamento delle sue
parti alle esigenze di ogni singolo caso.
Un not evole cambiamento di opinioni su questa
questione evidente in questo paradosso: che la cre-
scente richiesta di intervent o da parte dello st at o
contemporanea a una crescente sfiducia nell 'efficienza
dello stat o. Perci troviamo che, anc he fra i socialist i,
come si pu vedere dagli ul ti mi opuscoli dei fabi ani ,
la vecchia idea della nazionalizzazione dell'industria sot -
t o la direzione di un ministero, responsabile di fronte
al Parlament o, sia per la polit ica che per l' amminist ra-
zione, stata generalment e sost it uit a da progetti che
anche nell' ambito della propriet pubblica prevedono
delle amministrazioni autonome. e Dopo aver descritto
la costituzione di imprese miste quali la Societ Elet-
t rica Centrale (fondata in I nghilt erra da un governo
conservatore), la British Broadcast ing Corporation e la
Societ dei Trasporti di Londra, il prof. Mitrany con-
clude che soltant o con simili mezzi che si pu elimi-
nare l'influenza sia della polit ica che del denaro. I ra-
dicali e i conservatori sono ormai d'accordo sulla ne-
cessit di mettere l'amministrazione di queste imprese
pubbliche su di una base puramente funzionale, che
riduca la parte che vi pu ave re il Parlamento o qualsiasi
altro corpo rappresentat ivo, alla determinazione lonta-
na, occasionale e indiretta di polit ica generale l).
Al di sopra di questi " amminist rat ori funzionali"
semi-autonomi chiaro che ci dovr essere un' autorit ~
definit ivament e coordinante, un gruppo di tecnici che
avranno il compito di amministrare gli amministratori.
9
8 FINI E MEZZI DECENTRAMENTO E AUTOGOVERNO 99
Cosa pu impedire all' esecutivo politico centrale di unirsi
a questi amministratori t ecnici per diventare I'oligarchia
governante di uno st at o t ot alitar io? La risposta sar che
fino a quando le nazioni continueranno a prepararsi
alla guerra scient ifica nulla pot r impedire che questo
avvenga, anzi ci sar ogni ragione di supporre che que-
sto avverr. In un ambient e militaristico, anche i cam-
biament i pi desidrabili saranno inevit abilmente defor-
mati. In un paese che si prepara per la guerra moderna,
le riforme int ese a portare un decentramento e una
vera democrazia saranno post e al servizio dell' efficienza
milit are, il che in pratica significa che saranno usat e per
rafforzare la posizione di un dittatore o di una oligar-
chia governante.
Dove l'ambiente internazionale milit aristic, i dit-
t atori useranno la necessit della "difesa" come la scu-
sa per impadronirsi del potere assoluto. Ma anche dove
non c' minaccia di guerra , la t entazione di abusare
della posizione di autorit sar sempre fort e. Come po-
t ranno liberarsi di questo male i nostri ipotetici ammini-
stratori di amminist ratori e i membri dell' esecut ivo po-
lit ico centrale? Questa questione discussa dettaglia-
t amente negli ultimi par agrafi del capit olo sull'I negua-
glianza, al quale rimando il lettore. L'ambizione pu
esser frenat a, ma non pu essere soppressa da nes-
suna specie di congegno legale. Se vogliamo est irparla
dobbiamo far lo dalla radice, mediante l' educazione in-
t esa nel senso pi vasto della parola. Nelle nost re socie-
t gli ' uomi ni sono paranoicamente ambiziosi perch
l' ambizione paranoica ammirata come una virt , e
se uno si arrampica con successo adorato come se
fosse un dio. Si sono scritti pi libri su Napoleone che
su qual unque altro essere umano. Cosa sogna della gen-
t e per cui il pi agile arrampicatore o il pi abi le bandit o
rappresenta l' eroe del quale pi desidera sentir parl are?
" ""r' ." . ~ ... . ." . " ,.~ ... ' c' .'
I OO FINI E MEZZI
I Duce e i Fiihrer cesseranno di essere la piaga del mondo
quando la maggioranza degli uomini considerer que
st i avvent urieri con lo stesso disgusto con il quale
guarda ora gl' imbroglioni e i banditi. Fint antoch gli
uomini adoreranno i Cesari e i Napoleoni , ci saranno
Cesari e Napol eoni e questi li renderanno infelici. Il
giusto atteggiament o verso I' veroe" quello di Baco-
ne, non quello di Carlyle. Fa come la scimmia t , scris-
se Bacone del tiranno ambizioso, fa come la scimmia,
che pi in alt o si arrampica e pi mette in mostra il
deretano . Le qualit dell' eroe sono brillanti: brill ant e
anche il sedere del mandrillo. Quando tutti saranno
d' accordo con il giudizio che d sui Fhrer il grande Can-
celliere, non vi saranno pi Fiihrer da giudicare. In-
t anto ci dobbi amo cont entare di porre degli ost acoli
amminist rativi e legali sulla strada dell'ambizioso. Que-
st i sono molto meglio di nient e: ma non saranno mai
completament e efficaci.
IX
LA GUERRA
T
UTTE le strade verso un migliorament o della so-
ciet sono prima o poi bloccat e dalla guerra, dalla
mi naccia della guerr a, dai preparat ivi per la guerra.
Questa la verit. odiosa e inevitabile, che emerge.
chiara ed evident e. dalle discussioni contenut e nei ca-
pitoli precedenti.
Esaminiamo brevemente la natura della guerra, le
sue cause e le sue possibili alt ernati ve, i met odi per
curare la mania del militarismo che affl igge il mondo
nel moment o attuale (I).
N ATURA DELLA GUERRA
I - La guerra un fenomeno puramente umano.
Gli animali inferiori fanno dei duelli nel calore dell' ec-
cit azione sessuale e uccidono per cibo e occasionalmen-
te per sport . ~ I a le attivit di un lupo che mangia una
pecora o di un gatto che giuoca con un topo, non ras-
somigliano alla guerra pi di quel che si assomiglino
le attivit dei macellai e dei cacciatori alla volpe. An-
che le lotte fra cani affamat i o cervi in amore sono co-
me le dispute di ost eria e non hanno niente in comune
con la guerra, che l' assassinio in massa organi zzato
(II Alcuni pani di quest o capitolo sono t olti con piccole var iant i da art icoli
stampati in .A" Enrydopedi4 01 Ptuifu m, Lcndcu, 1937.
a sangue freddo. Alcuni insetti socialmente organizza-
t i, vanno, vero, a combattere con degli esercit i: ma
i loro attacchi sono sempre diretti contro membri di
un' altra specie animale. L'uomo unico ad organizza-
re l'assassinio in massa della propria specie.
2 - Alcuni biologi, fra i quali il pi eminente sir
Arthur Keith, considerano che la guerra agisca come
una " roncola da pot at ura" , assicurando la sopravvi-
venza del pi fort e fra gli individui e le nazioni civil i.
Questo evidentemente assurdo. La guerra tende a
eliminare i giovani e i forti e a lasciar sopravvivere i
malat i. E non vi alcuna ragione di supporre che i po-
poli che hanno t radizioni di violenza e una buona t ecnica
di guerra siano superiori agli altri. Gli esseri umani pi
preziosi non sono necessariament e i pi bellicosi. Anzi,
non nemmeno storicamente provato che siano sem-
pre i pi bellicosi a sopravvivere. Possiamo riassumere
dicendo che, per quel che riguarda gli individui, la guer-
ra seleziona alla rovescia; per quel che riguarda le na-
zioni e i popoli seleziona puramente a caso, provocan-
do a volte il dominio e la sopravvivenza dei popoli
pi bellicosi, a volt e, al contrario, provocando la loro
distruzione e la sopravvivenza dei pi miti.
3 - Esist ono attualmente certe societ umane pri-
mitive, come quella degli eschimesi, in cui la guerra
non soltanto sconosciut a, ma inimmaginabile. Tutte le
societ civili sono per bellicose. Si pu domandare se
la correlazione fra la guerra e la civilt sia necessaria
e inevitabile. Le t est imonianze dell 'archeologia sem-
brano indi care che la guerra fece la sua apparizione in
un part icolare moment o nella st oria della civilt pri-
mitiva. Vi ragi one di supporre che l' apparire della
guerra fosse collegato a un improvviso cambiamento nel
modo di essere della coscienza umana. Questo cambia-
102 FI NI E MEZZI
LA GUERRA 103
mento, come suggerisce il dott oJ. D. Unwin (I), pu
essere stato a sua volta collegato con la accresciuta
cont inenza sessual e da parte delle classi dirigenti delle
societ bell icose. Il sintomo archeologico di quest o cam-
bi amento la quasi improvvisa apparizione di palazzi
reali e di elaborati monumenti funerari. Il sorgere della
guerra sembra collegato con il sorgere di condottieri
coscient i di s, pieni dell'idea del .dominio personale e
della sopravvivenza perso nale dopo la morte. Anche
oggi, quando le considerazioni economiche sono rit e-
nute que lle supreme, l'idea della " glori a" e della "ce-
lebrit immortale" ferment a ancora nelle menti dei
dittatori e dei generali, e ha una parte importante tra
le cause della guerra.
4 - Le varie civilt del mondo hanno adottato
verso la guerra degli atteggiamenti fondamentalmen-
t e diversi. Confrontate l 'atteggiament o cinese e indiano
verso la guerra con quello europeo. Gli europei hanno
sempre adorato l'eroe milit are e, dopo il sorgere del cr i-
st ianesimo, il martire. Il cinese no. L' essere umano
ideale secondo l'idea di Confucio l'uomo giust o, ra-
gionevole, umano e colto, che vive in pace in una so-
ciet ordi nata e armoniosa. Il confucianesimo, per ci- "
. t are Max Wcber , prefer isce una saggia prudenza al
semplice coraggio fisico, e dichiara che l'intempestivo
sacrificio della vita non degno dell'uomo saggio. l) La
nostra ammirazione europea per l'eroismo militare e per
il martirio ha portato a far credere agli uomini che
una bella mort e pi import ant e di una bella vita, e
che una lunga carriera di pazzie e di del itti pu essere
cancellata con un solo atto di coraggio fisico. Il mist i-
cismo di Lao -Tseu (o di chiunque fosse l'autore del Tao
~ - _ . ....---
(1) I n Se;,: ani Culture, Odoro, J934.
104 FIN I E MEZZI
"{eh Cbing) conferma e complet a il razionalismo di Con-
fucid:m Tao un et erno principio cosmico che al tempo
la pi intima radice dell' essere umano] Chi
vuole vivere in armonia col Tao deve astenersriIalla
superbia, dalla vanit e dall' aggressivit, deve coltivare
l'umilt e rendere bene per male.
Fin dal t empo di Confucio e di Lao Tseu gli ideali cinesi
sono stat i essenzialmente pacifisti. I poet i eur opei han-
no glorificato la guerra ; i teologi europei hanno trovato
delle giustificazioni per la persecuzione religiosa e per
l' aggressione nazionalist ica. Questo in Cina non avve-
nuto. I filosofi e i poet i cinesi sono st at i quasi tutti
antimilitaristi . Il soldato era considerato un essere in-
feriore, da non mettersi allo stesso livello con lo st udioso
o con l' amminist rat ore. Una delle t ragedie della storia
che della Cina abbia significat o
la progressiva milit ari zzazione di una civilt che per
circa t remila anni aveva cont inuamente predicat o l' idea-
le pacifista. La coscrizione fu impost a a un gran nu-
mero di cinesi nel 1936, e il soldato ora additato al-
l'ammirazione del popolo. E st rana, ma .signifcat iva , la
seguente dal New York Times del 17 giugno
' 937: e Il Sin Wan Pao, principale giornale di Scian-
gai in lingua cinese, ha oggi consigliato ad Adolfo Hi-
tler e a Benito )'lussolini di seguire l' esempio del genera-
le Yang Sen comandante della XX annat a nella pro-
vincia di Szechuan. Il generale ha 27 mogli. t All'et
di s:oli 40 anni il generale Yang ha un bambino per-
Ogni anno della sua vita t , dice il giornale. _Il generale
Yang ha organizzato un perfetto allenamento militare
per la sua prole. Questo comincia quando un piccolo
Yang raggiunge l' et di 7 anni, e il t rattament o diven-
t a. rigidissimo quando il bambino raggiunge i 14. La fa-o
possiede un campo mil it are esclusivamente per
se. Quando vengono delle visit e, i piccoli Yang fanno
LA GUERRA 105
loro un ricevimento militare e marciano davanti agli
ospiti in perfetto ordine di parata.. t Si. ride; tri-
ste verit che il generale Yang e l 40
loro perfett o ordine di smtoml.
del nuovo peggiorato spirito OCCIdentale di una Cina
che ha voit ato le spalle alla saggezza di Confucio e di
Lao Tseu e si prostituit a al militarismo europeo. L' ag-
gressione per forza. intensificare
sto nuovo spirito della Entro paIO
di generazioni la Cina stessa sara una
potenza aggressiva e imperialist a. .
Il pacifismo indiano t ro,:a sua pIU
completa negli insegnamenti di Budda. Il buddismo,
come I' nduismo, predica l' o la
so t utti gli esseri viventi. Proibisce. pe:fino ai laICI
avere niente a che fare con la fabbricazione e la vendi-
t a di armi, la preparazione di veleni con
il mest iere di soldato o il macello di ammali . Sola fra
tutte le religioni del mondo, il buddismo sef?U.it.o
sua st rada senza persecuzioni, censura o mqursizrom.
Sotto tutti questi riguardi la sua st oria enormemente
superiore a quella del cri sti anesimo che si fatto
da fra gente dedita al militarism.o e potev.a giusti-
ficare le sanguinarie t endenze del SUOI aderenti con un
appello alla selvaggia letteratura dell'Et del
contenuta nel Vecchio Testamento. Per l buddi st i la
collera sempre e incondizionat amente deplorevole. Pe.r
i crist iani educati a ident ificare Gehova con DIO, eSI-
ste invece il "giusto sdegno" . Grazie alla possibilit
che lo sdegno sia giust o, i cristiani si sono sempre
t it i autorizzat i a fare la guerra e a commet tere le p111
orrib ili atrocit.
Il fatto che sia stato possibile alle tre pri ncipa.Ii civil-
t del mondo adottare t re diversi atteggiamenti filoso-
fici verso la guerra incoraggiante : esso prova che non
CAUSE DELLA GUERRA
La guerra esist e perch la gente desidera che esista.
Desidera esista per una quantit di ragioni diverse.
vi niente di " nat urale" nella nostra attuale condi-
zione riguardo alla guerra. L'esistenza della guerra e
delle nostre giust ificazioni politiche e t eologiche per la
guerra non pi "naturale" di quanto non lo fossero
le sanguinarie manifest azioni di gelosia sessuale, cosi
comuni in Europa fino al principio del secolo scorso,
ora invece cosi rare. Un t empo si " usava" assassinare la
propria moglie infedele o l' amante della propria sorel-
la o madre. Essendo social mente "corretto", era consi-
derato inevit abi le: una manifestazione del fatto che la
natura umana non si cambia. Quest i assassini non sono
pi di moda fra la gent e per bene, perci non ci sem-
brano pio " naturali". Questa malleabilit della natura
umana tale, che non vi ragione perch, se lo deside-
ria mo e prendiamo le misure adatte, non ci si debba
liberar e dalla guerra cosi come ci siamo liberati dalla
t riste necessit di commettere un crime passionel ogni
volta che una moglie, amante, o parent e prossima, riu-
sciva ad essere sedotta. La guerra non una legge di
natura, nemmeno una legge della natura umana. Esist e
perch gli uomi ni desiderano che esist a e noi sappiamo
per esperienza storica che l' intensit di questo deside-
ri o passat a via via dall o zero assoluto a un massimo
di frenesia. Il desiderio della guerra nel mondo contem-
poraneo molto esteso e molt o intenso. Ma le nostre
volont sono in certo qual modo libere: possiamo de-
siderare cose diverse da quelle che facciamo. E t erri-
bilmente difficile cambiare i nostri . desideri su questa
questione, ma il difficile non l'impossibile. Dobbi amo
essere grati anche per i pi tenui mot ivi di consolazione.
106 FI NI E MEZZI
,
LA GUERRA 107
I Molta gente ama la guerra perch trova le pro-
prie occupazioni del t empo di pace o addirittura umi-
liant i e piene di delusioni , o semplicemente noiose. Nei lo- .
ro st udi sul suicidio, Durkheim, e, pi recent emente,
Halbwachs hanno mostrato come il numero dci suicidi
fra i non combattent i t enda a diminuire in t empo di
guerra, fino a raggiungere i due t erzi della cifra normale:
Questa diminuzione deve essere addebitata alle
cause: alla semplificazione della vita in t empo di guerra
(il numero di suicidi pi al to nelle societ compless.e
e altamente sviluppate) ; all' intensificazione del sent i-
mento nazionale al punto che la maggior parte degli
individui vive in uno st ato di entusiasmo cronico; al
fatto che la vita in t empo di guerra assume significat o
ed importanza, in modo che anche il mest iere pi in-
trinsecamente noioso nobilit at o come " lavoro di guer-
ra" ; alla prosperit artificiosa provocata, almeno per
qualche tempo, dall'espansione delle industrie di guerra;
all 'aumento di libert sessuale che sempre pret esa
dalle societ i cui membri (t utti o in parte) vivono sot -
t o la minaccia di morte violenta. Aggiungete a questo
il fatto che la vita in t empo di guerra (almeno nelle
guerre passate) est remamente interessante. almeno
durante i primi anni di guerra. Corrono voci disordinate,
e i giornali sono sempre zeppi di notizie eccit ant i. Si
deve attribuire all 'influenza della stampa il fatto che.
mentre durante la guerra franco-prussiana il numero
dei suicidi diminui solo nei paesi belligeranti , durante
la Grande Guerra una notevole diminuzione fu not at a
ancte negli stati neutrali. Nel 1870 circa la met degli
abitanti d'Europa erano analfabeti, e i giornali erano
pochi e costosi. Nel 1914 l' ist ruzione era
stata resa obbligatoria da pi di una genera zione e
l'abitudine di leggere i giornali si era estes a a tutte le

10 8 FINI E MEZZI
classi della popolazione. Di modo che anche i neut rali
potevano godere, almeno di seconda mano, dell' emo-
zionante esperienza della guerra.
Fino alla fine dell'ultima guerra i non belligerant i,
eccettuati i paesi soggetti all' invasione, non erano in
gran pericolo materiale. In una eventuale guerra futura
evidente che saranno esposti a rischi grandi, se non al-
trettanto, quasi come quelli affrontat i dai combattent i.
Questo t ender certamente a di minui re l'entusiasmo dei
non belligeranti per la guerra. Ma se risulter che gli
effetti dei bombardamenti aerei siano meno t erribili di
quanto non credano gli esperti, questo entusiasmo pot r
non spegnersi del t utto, almeno durante i primi mesi
di guerra. Durant e l' ultima guerra una certa pr oporzione
di combatte nt i god realmente, almeno in alcune fasi dei
combattimenti . L' evasione dalla routine noiosa e spesso
avvi lente del t empo di pace fu acquist at a a prezzo di pri -
vazioni materiali e del rischio della morte e della mutil a-
zione. E possibile che in una guerr a futura le condizioni
siano cosi t remende che anche gli individui piu avvent u-
rosi e combattivi per nat ura arriveranno ben prest o a
odiare e t emere il combattimento. Ma finch non scop-
pier la pr ossima guerr a nessuno pu avere l'esperienza
delle nuove condizioni di combattimento. Int ant o t utti i
governi sono att ivament e occupat i a fare una propa-
ganda insinuante, diretta contro i possibili nemici , ma
non contro la guerra. Avvert ono i loro suddit i che sa-
ranno bombardati dall' aria da squadriglie di aeropla-
ni nemici ; li persuadono o li obbligano ad assoggettar-
si a esercitazioni di difesa ant iaerea e ad altre forme
di disciplina militare; proclamano la necessit di accu-
mulare enormi quantit di armamenti a scopo di con-
trattacco e di rappresaglia, e nella maggior parte dei
paesi eur opei fabbricano effet tivamente armamenti in
t ale quantit, da assorbire la met o quasi t utte le
LA GUERRA 109
entrat e nazionali. Al tempo stesso di pe.r
fare appari re minore il pericolo degli aerei.
Milioni di maschere ant igas sono fatte e distribuit e con
l'assicur azione che queste una pro-
t ezione. Chi d queste assicurazioni sa benissimo che
sono false. Le maschere antigas non possono esser por-
tate da bambini piccoli, da malati e da .vec-
chie e non offrono alcuna protezione cont ro I vescican-
t i e' cont ro alcuni dei fumi velenosi, per quest a
ragione, saranno i prodotti chimici princlpaln:ente
t i dalle flotte aeree del mondo. Int anto gli ,avverti-
menti dati da esperti imparziali vengono
ignorati o sminuit i d'importanza. E molto SltrtlficatIvo
l' atteggiamento del portavoce del governo all adunanza
della Brit ish Medica! Association a Oxford nel 1936, e
quello del Times nel 1937, verso gli scienziati di Cam-
bridge che mettevano il pubblico .in cont ro i
probabili effetti dei bombardamenti aerei . L mtero sfor-
zo del governo diretto, ripeto, a fare
cont ro i nemici e a favore della guerra ;
. che tentano di dire la verit, sulla nat ura e. gli.
dei nuovi armament i, e in favore della di
t ali armament i in quantit sempre maggron. VI sono
due ragioni per cui questa 'propag.anda ha tanto suc-
cesso. La prima, come ho spiegato 10 quest o
sta nel fatto che, fino ad ora, molti non belligerant i
ed alcuni belligeranti hanno trovato nella guerra un
desiderato sollievo alla noia della pace. La seconda
sar espost a nel seguent e paragrafo, che t ratta un altro
aspetto delle cause psicologiche della guerra.
,
2 _ Una della cause principali della guerra il na-
zionalismo e il nazionalismo est remamente popo-
lare perch soddisfa psicologicamente i nazi?-
nalist i. Ogni nazionalismo una religione Idolat ra, m

ma per il SUO carattere morale sub-umana. L'etica


della polit ica int ernazionale precisament e. 'quella del
gangster, del pirat a, del del filibust iere.
cit tadino esemplare pu godere di una t emporanea cn -
minalit , non solo sullo schermo, ma anche nel campo
delle relazioni internazionali. La nazione divina di cui
fa, misticamente, parte commette prepotenze e inganni,
vant erie e minacce in una maniera che molt i trovano
profondamente soddisfacente per i loro istinti pi bas-
si, accuratamente repressi. Sottomesso con la moglie,
buono con i bambini; gentile con i vicini, l' onest per-
sonificata nei suoi affari, il buon cittadino prova un de-
lizioso fremito quando il suo paese "assume un atteg-
giamento deciso", "innalza il suo prest igio" , " vince
una battaglia dipl omatica", "est ende il suo t erritorio",
in altre parole quando commette prepot enze, imbrogli
e furti . La nazi one una st rana divinit. Impone dei
difficili doveri e richi ede i pi grandi sacrifici, e per
questo, e perch gli esseri umani hanno sete di giust i-
zia, essa amata. anche amata perch lusinga i
pi bassi composti della natura umana e perch uomini
e donne son felici di avere una scusa per provare orgo-
glio e odio, perch desiderano intensament e provare le
gioie della criminalit, anche di seconda mano.
Questo per quel che riguarda le cause psicologiche
della guerra, o, per essere pi esatti, questo lo sfondo
psicologico che rende possibili le guerre. Dobbiamo ora
esaminare le cause immediat e delia guerra. In defi-
nit iva anche quest e sono psicologiche; ma dato che
mettono in evidenza forme particolari della condotta
umana e dat o che queste forme si manifest ano in certi
campi di attivit altamente specializzati , preferiamo
.chiamarle cause "politiche" ed "economiche" . Ai fini
della classifica ci pi comodo, ma ha i suoi svantaggi.
Siamo portati a considerare la " politica" e l' "economia"
110 FINI E MEZZI
cui il dio lo st at o personificato , rappresentato in mol-
ti casi da un re o da un dittatore pi o meno deificato.
membri della nazione ex hypothesi divi na con-
siderato come avere una specie di preminenza mistica.
Cosi tutti gl't -inglesi del Signore" sono superiori alle
"razze minori fuori della legge" , e ogni inglese del Si-
autorizzat o a sent irsi supe-
n ore a tutt I membn delle razze minori, anche dei pi
eminenti, dei pi ricchi, dei pi intelligent i, dci pi do-
t at i, dei pi pii. Chiunque creda abbastanza ferma-
. ! mente nell 'idolatria nazionalisti ca locale pu t rovare
un antidot o contro il pi acuto complesso
d infer iorit . I dittatori alimentano la fiamma della
. vanit nazionale e colgono la loro ricompensa nella
gratitudine di milioni di persone la cui convinzione
di essere partecipi della gloria di una nazione divina
li consola della mordente coscienza della povert, della
meschinit sociale e del fatto di essere persone insi-
gnificanti.
Complementare alla vanit il disprezzo degli altri .
e l'orgoglio generano disprezzo e odio. Ma
il disprezzo e l'odio sono emozioni eccitanti, da cui
nasce un certo piacere. I seguaci di un'idolatria nazio-
nale piacere. nell'odio e nel disprezzo per i se.
di alt re idolat rie. Pagano il loro godimento col do-
versi preparare all<l; gu.erra, che l' odio e il disprezzo
rendono quasi nevitabile. Un'altra osservazione. Nel
co.rs.o degli avveni menti la maggior part e de-
gli. individui SI comporta abbastanza bene. Questo si.
che spesso devono frenare i loro impulsi anti-
.. una momentanea soddisfazione per
nel film e nei racconti di gangst ers, di pi-
rati , di t ruffat ori, di filibustieri ecc. Ora, la nazione
personificat a, come ho gi fatto not are, di vina per
la sua grandezza, la sua forza e superiorit mist ica,
LA GUERRA III
3 La prima delle cause politiche della guerra
la guerra stessa. Si sono combattut e molte guerre, fra
l'altro, allo st esso scopo di conquist are qualche t erri-
t orio strategicamente prezioso, o per assicurarsi una
front iera "nat urale", cio una frontiera facile da difen-
dersi, e dalla quale sia facile lanciare un attacco sui
vicini. I governanti delle nazioni attribuiscono un va-
lore quasi al trettant o alto ai vantaggi puramente mi-
litari che a quelli economici. Avere un esercito, una
marina e un' aviazione in s stessa una ragione per
ent rare in guerra. t Dobbiamo adoperare adesso le no-
st re forze , dice il militarist a, per pot erle usar e con
migliore effett o la prossima volta I) .
La parte che hanno gli armamenti nel causare le
guerre pu ben considerarsi sotto quest o t itolo. Tutti
gli uomini di st at o insistono nel dire che gli armamenti
come forze impersonali, al di fuori degli esseri umani.
In quanto gli esseri umani sono legati e condizionat i
dal loro ambiente sociale, la politica e l' economia pos-
siedono una certa limit ata autonomia, poich dovunque
esiste un 'organi zzazione sociale, gli individui t endono a
sottomettersi al funzionamento del suo meccanismo.
Ma l'uomo non fatto per il Sabbato, n sempre di-
sposto a credere di esserlo. Fino a un certo punto la
sua volont libera e a volte se ne ricorda e cambia il
meccanismo organizzativo che ha intorno per adat -
tarlo ai suoi bisogni. Quando questo accade, il concet t o
della polit ica e dell'economia come forze autonome, in-
dipendenti dalla psicologia umana, porta completa-
mente fuori st rada. Ri peto che comodo 'classificare le
cause polit iche ed economiche della guerra sotto inte-
stazioni diverse, ma non dobbiamo dimenticare che
t utte queste cause sono, in definitiva, di nat ura psico-
logica.
II2 FINI E MEZZI
LA GUERRA 113
del loro paese hanno soltanto uno scopo difensivo; e, al
tempo stesso, insistono a dire che l' esist enza degli ar-
mamenti degli altri paesi cost ituisce una ragione per
creare nuovi armamenti a casa propria. Ogni nazione
prende continuamente misure difensive sempre pi ela-
borate, contro le misure difensive sempre pi elaborate
delle al tre nazioni . La corsa agli armamenti cont inuereb-
be all 'infinito se non port asse inevit abilmente e inva-
riabilmente alla guerra. Gli armamenti portano alla
guerra per due ragioni. La prima psicologica. Gli ar-
mamenti di un paese creano t imore, sospetto, risenti-
mento e odio nei paesi vicini. In una simile atmosfera
qualsiasi discussione pu facilmente farsi cosi aspra da
diventare un casus belli . La seconda di carattere t ec-
nico. I modelli degli armament i invecchiano presto, e
al giorno d'oggi il processo di invecchiamento rapido
e accelerat o. Con la rapidit attuale nel progresso t ec-
nico, un aeroplano pu divent are sor passat o nel termine
di due anni e anche meno. Questo significa che per
ogni nazione vi pu essere un momento di prepar azione,
un momento in cui il suo equipaggiamento decisa-
mente superiore a quello di altre nazioni. Quest a supe-
r iorit pu scomparire in pochissimo t empo. e la na-
zione si trover di fronte al compito di disfare tutto il
suo armamento fuori moda e di cost ruirne uno nuovo,
uguale o migliore del nuovo armame nto dei suoi vicini .
Solo i paesi pi ricchi possono sopportare a lungo lo
sforzo finanziari o di un t ale procedimento. Le nazioni
pi povere non possono farlo. Perci vi sar sempre una
gran tentazione per i governant i dei paesi poveri di di-
.guerra durante il breve periodo in cui il loro
militare superiore a quello dei loro
rivali.
,
. Il fat.to che.gli armamenti sono in gran parte fabbrica-
t i da ditte pnvate e che queste ditte private hanno un
,.
int eresse finanziario a vendere armi ai loro e ad altri
governi, un' al t ra causa che contribuisce alla guerra.
Questa questione sar t rattata in altra parte del libro.
5 - In passato, molte guerre furono combattute per
la " gloria" che risultava dalla vittoria. La gloria era
generalmente considerata appartenente al condottiero
dell 'esercit o, o al re suo padrone. I monarchi assiri com-
battevano per la gloria; cosi pure Alessandro Magno ; e
4 - Le guerre possono esser fatte allo scopo di dif-
fondere una fede religiosa o polit ica. Le invasioni mao-
mettane, le crociate, le guerre religiose del XVI e XVII
.secolo, le guerre della rivoluzione francese, la guerra
civi le americana, la guerra civile spagnuola, sono t utti
esempi di ci che si pu chiamare guerra ideologica. E
vero che chi intraprendeva le guerre ideologiche er a
influenzato anche da considerazioni non ideologiche,
dall' avidit per la ricchezza e la conquist a, dal desi-
derio di gloria, e simili. Ma in ogni caso il motivo ideo-
logico era predominante. Se non ci fosse stat o il desi-
derio di propagare una nuova fede o di difenderne una
vecchi a, queste guerre non sarebbero scoppiat e. Inol-
tre la lotta non sarebbe stat a cosi aspra come era in
generale, se i combattenti non fossero st at i ispirati da
fede religiosa o pseudo-religicsa. Lo scopo della propa-
ganda nazionalistica moderna di t rasformare il nor-
mal e affetto degli uomini per le loro famiglie in un' ado-
razi one t erribilment e esclusiva per la nazione deificat a.
Le dispute fra le nazioni cominciano ad assumere quel-
la qualit di fanatismo senza compromessi che carat -
t er izzavano in passato il comportamento reciproco di
gruppi settari religiosi o politi ci. Sembra che t utte le
guerre fut ure saranno cosi ferocemente ideologiche quan-
t o le vecchie guerre di religione.
LA GUERRA II5
cosi molt i re e signori medioeval i; cosi Luigi XI V e i
sovrani dell 'Europa del XVI II secolo: cosi Napoleone;
e cosi forse i dittatori moderni. Dove i paesi sono go-
vernati da un singolo individuo alla test a di un 'oligar-
chia militare, vi sempre il pericolo che la vanit per-
sonale e la sete di gloria agiscano come forze che lo
spingono a coinvolgere il suo paese in una guerra.
6 - La gloria considerata di solito il requisito del
generale o del re ; ma non sempre e non esclusivamente.
In un paese i cui abitanti siano mossi da sent iment i
fort emente nazionalistici, la gloria si pu considerare
pertinente in una certa misura a ogni membro della
comunit. Tutti gli inglesi hanno part ecipato alla gloria
dei loro monarchi Tudor ; t utti i francesi a quella di
Luigi XIV. Durante la Rivoluzione francese vi fu un
coscient tentativo di popolarizzare la gloria per mezzo
della propaganda scritta e parlat a. Il t entativo riusei
in pieno. Tentativi simili si st anno facendo oggi in tutto
il mondo. La st ampa, la radio e il cinemat ogra fo met-
t ono la gloria nazionale all a portata di tutti. Quando
le cose vanno male a casa e la gente comincia a lamen-
tarsi, il dittatore sempre t entat o di creare un po' di
gloria compensatrice fuori di casa. La gloria in pas-
sato cost ava molto meno di adesso. Inoltre il ditt at ore
guerrafondaio dei t empi antichi non aveva bisogno di
prendere in considerazione l'opi nione pubblica quanto
lo deve fare il suo collega moderno, 'anche il pi as-
solut o. La ragione semplice. In passato la macchina
per fabbri care la gloria era costituita da un piccolo
esercito di professione. Fi ntanto che le battaglie erano
combattute a una ragionevole distanza da casa, la gen-
t e non si preoccupava t roppo di questo esercito di pro-
fessione; le sue sofferenze non li t occavano personal-
mente e, quando otteneva una vittoria, ricevevano la
FINl E MEZZI
II4

7 ~ La prima delle cause economiche della guerra,


per importanza storica, il desiderio di una nazione
di impossessarsi di un t erri torio fertile che appartiene a
jm'altra nazione. Hitler, per esempio. ha dichiar ato che
i t edeschi hanno bisogno di nuovo t erritor io per siste-
marvi la loro popolazione in eccedenza. Se la Ger mania
entrer in guerra con la Russia, quest o avverr almeno
i n parte per soddisfare questo desiderio. vero o immagi-
nario, di maggiore e migliore t errit orio.
Nei tempi moderni le guerre non sono state tanto
combattute per i fertili t erritori, quanto per il possesso
o il cont rollo delle materie pri me indispensabili all 'indu-
st ria. Le miniere di ferro della Lorena sono st ate oggetto
di contesa fra la Francia e Ia' Germania. Le attivit
giapponesi in Manciuria e nella Cina settentr ionale si
spiegano, almeno in parte, col bisogno di minerali. La
gloria di seconda mano e grat uit ament e. Oggi ogni uomo
deve prest are servizio come coscritto e I'aeroplano ha
reso la guerra quasi altrettanto pericolosa per i non
combattenti quanto per i soldat i di prima linea. La glo-
ria deve esser pagata da tutti ; la guerra concerne ora
ogni uomo, donna e bambino della comunit . Il costo
della guerra moderna in termini di vite e denar o cosi
enorme e deve essere dist ribuito cosi largamente, i suoi
possibili effetti sull'opinione pubblica e sulla struttura
del la societ sono cosi incalcolabili , che perfino i ditta-
t ori esitano a far combattere la loro gent e, a meno
che non si t ratti di "onore nazionale" e di " int eressi
vitali". Gli armamenti del vent esimo secolo sono una
assicurazione contro le guerre piccole e banali . D' alt ra
parte, rappresent ano una garanzia assoluta che quando
sono in giuoco gli "int eressi vitali" e l' t' onore nazio -
nale" la guerra che ne risult a avr una potenza di-
struttiva senza precedenti.
II6 FINI E MEZZI
LA GUERRA 117
part ecipazione it aliana e t edesca alla guerra civile spa-
gnuola non stata mot ivata esclusivamente da con-
siderazioni ideologiche. I due dittatori fascist i tengono
d'occhio il rame del Rio Tinto e il ferro di Bilbao, che
prima dello scoppio del conflitto erano sotto controllo
inglese.
8 . - Sotto il sist ema capit alist ico t utti i paesi alta-
mente indust riali zzati hanno bisogno di mercati st ra-
nieri. La ragione di questo fatto che dove la produ-
zione effettuata per il profitto, difficile o impossi-
bile distribuire abbast anza potere d'acquisto da pennet-
t ere alla gente di comprare le cose prodotte da loro
st essi. L' insufficienza del potere d' acquist o in patria deve
essere compensa ta con i mercat i st ranieri. Le attivit
imperialist iche delle gra ndi potenze durante il XIX
secolo erano dirette in gran parte ad assicurare dei mer-
cati alla loro produzione. Ma, e quest o uno dei pi
st rani paradossi del sistema capitalist ico, non appena
viene ottenuto un mercat o, sia mediant e conquista che
mediante penetrazione pacifica, ecco che gli stess i in-
dustriali che fabbricano per quel mercato cominciano
a riforni re questo paese conquistato o pacificamente
occupato di quel macchinario che gli permet ter di
fare a meno delle loro merci. La maggior parte dei pae-
~ i indust riahnente arretrati sono cosi stat i equipaggiati
ID modo da poter provvedere a s stess i e perfino da
potere esportare l'eccedenza, e quest o proprio da quei
capit alist i che in origine li avevano usat i come mercati
per la loro produzione. Una simile politica sembra, e a
lungo andare effett ivamente , completame nte assurda.
Vista nei suoi effetti immediat i abbastanza assennata.
l capitalisti in quest ione sono preoccupat i non solo di
vendere i loro prodotti ma anche di investi re i loro
risparmi . I risparmi invest it i in aziende industriali re-
(I) Vedi le i mportant i opere d i S2LDU e NOfiL BAK&Il , e gli op uscoli pubbli-
cati dall'Unione del Controllo Democratico.
centementc impiant at e in paesi arret rat i, dove il costo
della vita basso e la mano d'opera pu essere sfruttata.
producono generalme nte dei profitt i enormi, almeno
durant e i pri mi anni. Per conseguire questi enormi pro-
fitti t emporanei i capitalisti sono pront i a sacrificare
i profitti minori , ma pi durat uri, che possono ottenere
usando quest i stessi paesi come mercati per i loro pro-
dotti. Con l' andar del t empo i profitti degli investiment i
d'oltre mare diminuiscono, e nel frattempo i mercati
sono andat i perduti per sempre. Ma intanto i capit ali-
st i hanno guadagnat o delle somme enormi per i loro
invest imenti.
9 - Questo ci conduce a quella che una causa estre-
mamente importante della guerra : il t ent ativo, da par_
t e di minora nze polit icamente potent i in ogni nazione,
di perseguire i loro interessi pri vati. I colpevoli mag-
giori, o almeno i pi visibili, sotto questo riguardo,
sono i fabbri canti di anni. Non c' bisogno che io citi
fatti e cifre ; quest i si possono ottenere da una quantit
di libri e opuscoli ben document at i e facilment e acces-
sibili. (I) . Basta fare le seguent i semplici generalizza-
zioni. La guerra e la preparazione della guerra sono
vantaggiose per il fabbri cante di anni. Pi la nazione
si arma , e maggiori sono i suoi guadagni. St ando cosi
le cose, egli tentato di foment are le minacce di guer-
ra, di aizzare i governi gli uni contro gli al tri , di usare
ogni mezzo disponibile, dalla corruzione alla propaganda
" pat riottica", per rendere inut ili tutti gli sforzi di disar-
mo. Le documentazioni storiche mostrano che i fabbri-
canti di armamenti hanno soggiaciut o anche t roppo
spesso a quest e t entazioni.
LA GUERRA H g
Una delle misure comuni ai programmi di tutti i
partiti di sinist ra del mondo la nazionalizzazione delle
indust rie di guerra. Fin a un certo punto tutti gli stat i
sono gi nelle imprese di armamenti. I n I nghilt erra,
per esempio, gli arsenali del governo producono circa
cinque dodicesimi delle armi della nazi one, e le ditte
private circa i sette dodicesimi. Una nazionalizzazione
completa non sarebbe perci che un'applicazione pi
vast a di un principio gi ben st abilit o.
Ora, la completa nazionalizzazione delle industrie di
guerra otterebbe certamente un buon risultato: libere-
rebbe i governi dall'influenza dei capit alist i socialmente
irresponsabili, preoccupati solo di conseguire forti pro-
fitti. Fin qui tutto bene. Ma il male che quest a par -
t icolare riforma non va abbastanza avanti, anzi , non
va punto avanti . Gli armamenti sono armamenti, da
chiunque vengano fabbricati. Un aeroplano costruito
in una fabbrica governativa pu uccidere altrettante
donne e bambini quanto uno che esca dalla fabbrica
di un capi talista privato. I noltre il fatto che gli arma-
menti sono st ati fabbricati dallo stato servirebbe in
certo modo a legalizzar e e giust ificare un a prat ica in-
t rinsecament e abominevole. La massa dell' opinione pub-
blica ignorante arriverebbe a credere che un' industria
di guerra ufficialment e sanzionat a una cosa decorosa.
Perci l' abolizione totale di t utte queste maledette im-
prese sarebbe ancora pi difficile di adesso. Quest a di f-
ficolt sarebbe aumentata dal fatto che un potere ese-
cut ivo centrale che avesse complet o cont rollo dell' indu-
stria bellica sarebbe assai restio a separarsi da uno st ru-
mento di t irannia cosi efficace. Poich un' indust ria di
armamenti nazionalizzata proprio, potenzialmente, uno
strumento di t irannia, Lo stato pi potent e di un in-
dustriale privato, e il personale di un' indust ria bellica
complet amente nazionalizzata pot rebbe facilmente essere
,,)
:.,
.'. I
,
FINI E :PiI EZZI Il8
irreggimentato e corrotto fino a di ventare una specie
di esercito tecnico sotto il controllo dell 'esecuti vo.
Per ultimo dobbiamo anche considerare l'effetto della
nazionalizzazione sugli affari internazionali. Come st an-
no adesso le cose, degli avventurieri come sir Basil
Zaharoff sono liberi (ent ro i limit i impost i dalle leggi
sui brevetti) di viaggiare per il mondo, aliment ando le
fiamme della discordia internazionale e vendendo a
t utti cannoni e sottomarini . Questo stato di cose andreb-
be certamente cambiato. Ma lo stato delle cose in regi-
me di nazionalizzazione poco migliore. Una volta
entrati negli affari , anche i governi amano far dei Pro-
fitt i; e l' industria delle anni non cesser di dispensare
profitti per il fatto d'esser st at a nazionali zzat a. Anche
allora gli stati industrialmente arretrati dovranno com-
prare le anni da quelli pi industrializzati. Tutti gli
st at i molto industrializzati desidereranno vendere arma-
menti , non solo per via dei profitti , ma anche per pot er
esercitare un controllo sulla polit ica dei loro clienti .
Inevitabilmente quest o provocherebbe il sorgere di una
intensa rival it fra le potenze industrializzate, una ri-
va lit di pi, e perci un' alt ra causa pot enziale di di-
scordia inte rnazionale e di guerr a. Sembrerebbe allora
che la nazionalizzazione dell 'industria degli armament i
sia soltanto la sost it uzione di un male ad un al t ro.
Il nuovo male sar meno evidente, meno urtante, per la
morale, dell 'altro; ma non affatto certo che, per quel
che riguarda la guerra, i risultat i della nazionali zzazio-
ne sarebbero migliori di quelli della fabbricazione pri-
vata. Ci che necessario Don la nazionalizzazione
dell 'industria delle armi, ma la sua complet a abolizione.
L'abolizione: verr quando la maggioranza lo deside-
rer. Il processo da usare per persuadere la maggio-
ranza a desiderarlo sar descritto nel prossimo capitolo.
I fabbricanti di anni non sono i soli " mercant i di
morte" . Bisogna di re che fino a un certo punto noi
tutti meritiamo questo nome. Infat t i in quanto votia-
mo per i governi che impongono dogane e quot e limi -
t atrici di immigrazione, in quanto sosteniamo una
politica di ri armo, in quanto accettiamo nel nost ro
paese la pratica di un imperialismo economico, politico
e militare, anche in quanto ci comportiamo male nella
nostra vita privata, facciamo tutti la nost ra parte nel-
l'affr ettare un po' di pi la prossima guerra. La re-
sponsabilit dei ricchi e dei potenti per maggiore
di quella degli uomini comuni, poich i primi sono pa-
gat i meglio per quant o fanno per avvicinare la guerra,
e ca piscono meglio quello che st anno facendo. Non
meno dannosi dei fabbricanti di armi, per quanto me-
no manifestamente maligni, sono gli speculatori che
predicano l' imperialismo perch possono ottenere red-
diti alt issimi dai loro capitali investiti nei paes i pi
arret rati. Le colonie possono non rappresent are nessun
vantaggio, anzi essere addirittura un peso finanziario
per la nazione complessivamente. Ma per la minoranza
politicamente potente di finanzieri che hanno capit ali
da invest ire, di indust riali che hanno merce in sopra p-
pi da smerciare, queste stesse colonie possono esser
font e di grossi guadagni.
La minoranza, piccola ma politicament e potente di
finanzieri e di industriali , interessata anche in diverse
forme di imperiali smo economico. Mediante un uso giu-
dizioso delle loro risorse, i capit al isti delle nazioni alta-
mente industrial izzate si arrogano dei diritti in paesi
nomi nalmente indipendenti. Questi diritti vengono poi
rappresentati come se fossero i di ritti delle loro r ispett i-
ve nazioni, e le dispute fra i var i interessi finanziari
di ventano dispute fra gli st ati. La pace del mondo
stata spesso messa in pericolo perch i magnati del
petrolio pot essero arr icchirsi un po' di pi .
1 20 FIN I E MEZZI LA GUERRA 1 21
Nella st ampa, che appartiene ai ricchi, gli int eressi
della minoranza che invest e i capit ali vengono sempre
identificati (certamente in perfetta buona fede) con
quelli della nazione. Delle asserzioni continuamente
ripetut e finiscono per essere accettate come verit. In-
nocent i e ignorant i, quasi tutti i lettori sono convinti
che gli interessi pri vati dei ricchi siano realmente in-
t eressi pubblici e s'indignano quando questi interessi
sono minacciati da una potenza straniera, e interven-
gono in favore della loro minoranza affaristica. Gli
interessi in giuoco sono pochi ; ma l'opinione pub-
blica, che esige la protezione di quest i interessi, spes-
so un'espressione genuina dell'emozione della massa. I
molti credono e pensano verament e che valga la pena
di combattere per i dividendi dei pochi.
R IMEDI E ALTERNATI VE
Questo per quel che riguarda la natura e le cause
della guerra. Dobbiamo ora esaminare dapprima i me-
t odi per impedire che scoppi la guerra e per arrestarla
una volta cominciata, e in secondo luogo le alt ernat ive
politiche e gli equivalent i psicologici della guerra.
Sar meglio cominciare con i metodi gi esiste nt i
per prevenire la guerra. Quest i metodi non sono molto
efficaci. per due buone ragioni : pri ma, che in molti
casi sono di natura t ale da non pot er in nessun modo
provocare i risultati desiderati, e poi perch anche
quando sono intrinsecament e eccellent i non sono t ali
da eliminare le cause esistent i della guerra, o da creare
dci sost it uti psicologicamente equivalent i alla guerra.
Perci, dopo aver descritto e discusso i metodi usati
al giorno d'oggi, continuer descrivendo i met odi che
andrebbero usati , se si vuole eliminare le cause della
guerra, e creare delle adatte alternative alla guerra.

LA GUERRA 123
Sono state deluse le speranze che tanta gent e di
buona volont riponeva un t empo nella Societ delle
Nazioni . Il fatto che la Societ delle Nazioni non sia
riuscit a a pacificare il mondo dovuto in part e a un
caso storico, ma principalmente al fatto che stat a
fondat a su principi completamente sbagliat i. Il caso
storico che rese inutile lo sforzo della Societ delle
Nazioni per far bene, fu il rifiut o degli americani di
farne parte, e la lunga esclusione delle " potenze" ne-
miche e della Russia. Ma anche se l'America la Ger-
mani a e la Russia fossero stat i membri originari, si-
curo, quanto lo pu essere un fatto l.a
Societ delle Nazioni non avrebbe raggiunto l buom n-
su1tati che se ne aspettavano. La Lega accetta come mem-
bro qualsiasi comunit , per quanto piccola, che abbia
un esercito proprio. Nessuna comunit eleggibile. per
quanto grande sia, se non possiede un esercito: II!- pra-
t ica e impli citamente la Lega definisce le nazrom "so-
ciet organizzate per la guerra". Effettivamente questa
la sola definizione di nazione che si applichi a t utti
i membri della categoria. Qualsiasi altra definizione. in
t ermini di razza, colore, lingua, cultura o semplice t o-
pografia, si dimost ra inadeguata per il fatto che esi-
stono delle eccezioni. Formalmente e di fatto, la So-
ciet delle Nazioni una Lega di societ organizzat e per
la guerra.
Il milit arismo, implicito perfino nella definizione della
Lega, trova la sua espressione nei mezzi con cui , come
ora cost ituita, essa si propone di garant ire la pace.
I compilatori del Patto della Societ hanno fatto quello
che molti fra i compilatori della Costi tuzione americana
desideravano di fare, ma che fortunat amente Alexan-
der Hamilton li dissuase dal fare: inserirono una clau-
sola che decretava prima sanzioni economiche e poi
sanzioni militari contro un eventuale "aggressore".
,.

' \
;'
!
,-
}:
.
"
FINI E MEZZI 122
una zona limit at a al mondo int ero evident emente
basato su pr incipi errati. La guerra moderna distrugge
col massimo di efficienza e col massimo di indi scrimina-
zione, e perci impl ica delle ingiust izie molto pi nume-
rose e peggiori di qualsias i altra che si voglia riparare.
Val la pena di far qui not are che ormai possibile es-
sere un cattolico osservante e un assoluto pacifist a.
Condannare la guerra come tale e rifiutare, come hanno
fatto i quaccheri e altre stte prot est anti, di parteci-
pare a qualsiasi guerra un'eresia. S. Tommaso ha
dichiarato che la guerra giust ificat a se fatta in di-
fcsa degli interessi vitali di una comunit . Partendo
dalla posizione di S. Tommaso, alcuni pensatori catto-
lici, specialment e in Olanda e in Inghilterr a, sono giunt i
alla conclusione che, per quant o sia eretico condannare
la guerra come tale, si possa essere assolut amente paci-
fist a in relazione alla guerra nella sua forma attuale,
e pur rimanere ortodossi. La guerra giustificata quan-
do fatta in difesa degli interessi vitali della comunit .
Ma la guerra moderna di natura t ale da non poter
difendere i vitali interessi della comunit; al cont rario,
questi devono inevit abilmente soffrire pi della guerra
che dalla non resist enza alla violenza. Perci, nelle cir-
cost anze attuali, il pacifismo assolut o ragionevole,
giust o e perfino ortodosso. Il pacifismo di Bcrtram
Russell basato esattamente sulle st esse considera-
zioni di opportunit di quelle dei neo-tomisti . Gli ar-
gomenti di entrambi sono particolarmente adatti al pro-
blema delle sanzioni. I nfatti i sanzionisti chiedono pro-
prio che le guerre , che, per la natura stessa delle cose,
non possono far alt ro che distruggere gli int eressi vitali
della comunit in questione, siano trasformate da guer-
re fra due o poche nazioni, in conflitt i universali, che por-
t ano distruzione e ingiust izia a t utti i popoli del mondo.
A questo argomento i sanzioni sti rispondono assicu-
1 24 FINI E MEZZI
Valgono cont ro le sanzioni le stesse ragioni che val-
gono contro la guerra. Le sanzioni militari SOM guerra.
Le sanzioni economiche, se applicat e severamente, por-
t ano inevit abilmente a reazioni belliche da parte della
nazione alla quale sono pplcat e, e quest e reazioni pos-
sono essere cont robattute soltanto da sanzioni militari.
I sanzionist i chiamano il loro aizzamento alla guerra
con nomi roboant i. Non dobbiamo lasciarci ingannare
dalle parole. Nelle circost anze attuali, la "sicurezza col-
lettiva" significa un sistema di alleanze militari opposto
a un altro sistema di alleanze militari. Il primo sistema
si chiama la Lega ; il secondo viene anticipatamente
chiamat o ' Aggressore" .
Una volt a scoppiat a la guerra, le nazioni consulteran-
no i loro propri int eressi per decidere se conviene loro
di combattere o rest are neutrali; non permett eranno
che nessun accordoInternazionale diri ga il corso della
loro azione. Il 20 novembre 1936 Eden dichiar che
i nostri armament i possono essere usati per portare
aiuto alla vittima di un'aggressione in qualsiasi caso in
cui , a nost ro giudizio, sarebbe giust o, secondo il Patto,
di farl o. Ho usato deliberatamente la parol a " possono" ,
dato che in t al caso non vi un obbligo automatico di
int raprendere un' azione militare. E infatti giusto che
sia cosi, poich non ci si pu aspettare che le nazioni
si addossino degli obblighi milit ari automat ici, se non
per zone in cui sono in giuoco i loro interessi vitali l) .
Sostenere il Pat to della Lega non considerato un in-
teresse da parte delle nazioni. N, per quanto ri-
guarda l articolo XVI, deve esser considerato t ale. La
giust izia, come la carit, deve cominciare da s stessi,
e nessun governo ha il diritto morale di coinvolgere gra-
i propri suddit i in una guerra. La guerra
cosi radicalmente sbagliata che qualsiasi accordo in.
t ernazionale che consideri l'estensione delle ost ilit da

t. t
I
,
"
"
LA GUERRA 125
126 FINI E MEZZI- LA GUERRA 12
7
rando che il solo spiegamento di una grande forza mili-
t are da pa rte dei membri della Societ delle Nazioni
bast er a far desistere gli aggressor i potenziali. Mag-
giore la forza e mi nore la probalit di doverla usare;
perc i, dicono, riarmatevi per amore della pace. I fatti
storici non confermano questa asserzione. Le mi nacce
non spavent ano chi ben deciso, n il disperato ripiega
di fronte a uno spiegamento di for ze prepondcrant i.
Inoltre, nel mondo contemporaneo, non vi ragione
di supporre che la forza esibit a davant i a un aggressore
sia preponderante. "La Lega" e l ' ''Aggressore'' saranno
due gruppi di potenze alleat e ben assortiti. Anzi si pu
dire che la composizione di queste due alleanze gi
pu o meno fatta. La Francia, la Russia e probabilmente
l 'Inghilt erra sono dest inat i ad esser la " Lega" ; l'Italia,
la Germania e il Giappone sono desti nati ad essere
r-Aggressore" . Le nazioni minori rimarranno neut rali
o appoggeranno quella parte che pensano abbia maggiori
probabilit di vittoria. In quanto all 'esortazione del san-
.zionista di riarmarsi per la Lega e per la pace, quest a non
che la versione moderna del si vi s pacem, para bellum.
Chi si prepara per la guerra inizia una corsa agli arma-
menti e col tempo arriva alla guerra per la quale si
era preparato.
Secondo la teoria del sanzioni sta, la Lega deve int ra-
prendere un' azione militare per pot er raggiungere una
giusta sistemazione delle dispute. Ma le possibilit di
r aggiungere una giusta sist emazione alla fine di una
guerra fatt a dalla Societ delle Nazioni non sono mi-
gliori di-quanto lo siano all a fine di una qualunque altra
guerra. Le guerre portano delle giuste sist emazioni solo
quando i vincito ri agiscono con generosit , solo quando
essi ri parano alla violenza con l' esser giusti ed umani.
Ma quando le guerre son state lunghe e crudeli , quando
la dist ruzione avvenuta indiscriminatamente e su
grande scala, molto difficile per il vincitore compor-
tarsi generosamente o anche solt ant o con giust izia. Le
pa ssioni si erano t lmente scatenate durante l'ult ima
guerra, che fu psicologicamente impossibile per i vinci-
t ori arrivare a una sistemazione giusta ed umana.
Malgrado Wilson e i suoi 14 punti, essi imposero il
Trattato di Versailles, quel t rattat o che rese inevit a-
bile il sorgere di Hitl er e il t entat ivo della Gennania
di vendicarsi delle passate umiliazioni. Una guerra fatta
da membri alleati della Lega per imporre delle sanzioni
militari a un aggressore sar almeno alt rettanto distrut -
t iva della guerra del 1914, e forse anche di pi. Vi
forse ragione di supporre che la Lega vittoriosa , se poi
sar vittoriosa, sar di umore pi magnanimo di quant o
non furono gli Alleati nel 1918? Non vi nessuna ra-
gione per crederlo. I sanzionisti accarezzano ancora
la vecchia illusione della guerra per finire la guerra .
Ma le guerre non pongon fine alla guerra: il pi delle
volt e sfociano in una pace ingiust a che rende inevit a-
bile lo scoppio di una guerra di vendetta.
Val la pena di menzionare a questo proposito il pro-
getto di una "forza di polizia internazionale", sostenu-
t a dal partit o del Nuovo Commonwealt h e, ' per quel
che riguarda la polizia aerea internazionale, approvata
dal partit o laburista inglese. Prima di tutto dobbiamo
far not are che la frase " forza di polizia internazionale"
assolut amente inappropriat a. Un'azione poliziesca con-
tro un criminal e individuale t otalment e diversa da
un ' azione presa da una nazione o gruppo di nazioni
contro una nazione cri minale. La poli zia agisce con un
massimo di precisione ; procede all'arre sto della persona
colpevole. Le nazioni o gruppi di nazioni agiscono me-
diante le loro for ze annate che non possono agire che
col massimo di imprecisione, uccidendo, mutilando, af-
famando e rovinando milioni di esseri umani, la cui

schiacciante maggioranza non ha commesso alcun delit-


t o. Il processo descritto da tutti gli arroganti milit a-
risti, dal semplice sciovinist a al sanzionista e ai poli-
ziotti internazionali, come "la puni zione di una nazio-
ne colpevole". consiste nello st raziare e assassinare in-
numerevoli individui innocenti. Delle analogie fra un
esercit o e un corpo di polizia, fra la guerra (per quanto
" giust o" possa esser il suo scopo) e la prevenzione dei
delitti , non possono che portarci fuori st rada. Una " for-
za di polizia internazional e" non una forza di polizia e
chi la chiama con quel nome cerca , in buona fede o meno,
di ingannare il pubblico. Quello che viene para gonat o al
poliziotto (in complesso assai utile) in realt un eser-
cito e un' aviazione, armat i per massacrare e dist rugge.
re. Non impareremo mai a pensare come si deve, se non
chiamiamo le cose col loro nome . La polizia int ernazio-
nal e, se mai venisse costituita, non sarebbe una forza
di polizia: sarebbe una forza per commettere dei mas-
sacri indiscriminati. Se approvat e i massacri indiscri-
minati, dit elo. Non avete alcun diritto di ingannare gli
ingenui chiamando la vost ra forza per il massacro con
lo stesso nome di quella che controlla il traffico e arresta
i mal viventi.
Quest a Forza di Massacro Internazionale non esiste
ancora e, a parte la sua opport unit , sembra assai im-
probabil e che venga mai ad esistere. Come si reclute-
rebbe? Chi sarebbero i suoi ufficiali ? Come sarebbe ar-
mat a ? Dove sarebbe sta zionata? Chi dovrebbe decidere
quando deve venir usat a e cont ro chi? A chi dovrebbe
esser fedele, e come si garant irebbe la sua lealt ? E pro-
babile che gli stati maggiori delle diverse nazioni fac-
ciano dei progetti per l'invasione e la conquist a del
loro proprio paese? O che degli aviatori collaborino
lealmente al massacro della loro propria popolazione?
Come si possono convincere le nazioni a fornire uomini
128 FI NI E MEZZI LA GUERRA 129
c mat eriali per quest a forza internazionale? Questi con-
tributi dovrebbero essere uguali? Se non sono uguali e
le potenze maggiori forni scono la parte maggiore della
forza, cosa impedir a queste potenze di st abilire una
t irannia milit are in t utto il mondo? Il progetto appog-
giato dal gruppo del Nuovo Commonwealt h e dal par-
t it o laburist a somma tutti i vi zi morali e politici del
milit arismo, con l' assolut a imprat icabilit di un sogno
utopistico. Nel linguaggio degli allevatori di cavalli la
Forza Int ernazionale di Polizia pot rebbe essere descrit -
t a come puledro nato dall o stallone " Machiavelli" e
dalla cavalla "Not izie dell' Utopia" .
La moralit e il buon senso pratico sono d'accordo
nel richiedere che si resist a strenuamente agli sforzi di
creare una " Forza I nt ernazionale di Polizia" e che
l' articolo XVI venga rimosso dal Patto. Lo sforzo di
arrestare la guerra, una volt a scoppiata, per mezzo di
sanzioni milit ari o con l' azione di un esercito e un'avia-
zione internazional e, dest inato a fallire. La guerra non
pu essere impedita con un' altra guerra. Tutto quello
che pu far e un' alt ra guerra di estendere l' area della
distruzione e porre nuovi ostacoli sulla via che conduce
a un assestamento giusto e umano delle dispute int er-
nazionali. Dovrebbe essere compit o della Lega concen-
t rare tutte le sue energie sull'opera di prevenzione del-
le guerre. Questo pu esser fatto sviluppando l' attuale
meccanismo per l' assest ament o pacifico delle disput e in-
t ernazionali; est endendo il campo della collaborazione
int ernazional e nello st udio e nella soluzione dei mag
giori probl emi sociali; e infine cercando dei mezzi per
eliminar e le cause della guerra.
Non c' bisogno di dir molto sul meccanismo atto
a compor re pacificamente le disput e e a promuovere la
collabora zione internazionale. Un meccanismo pu es-
sere est remament e ingegnoso e lavorat o in modo ammi-
,-
13
0
FINI E MEZZI
revole, ma se la gente si rifiuta di adoperarlo o l' adopera
male, sar complet amente inutile, o quasi . Questo av-
viene con il meccanismo dei cambiamenti pacifici e
della collaborazione internazionale. E esistito per pa-
recchio t empo, e, se i governi delle varie nazioni aves-
sero volut o usarlo, avrebbe servito con not evole effica-
cia al suo scopo, che il manteniment o della pace.
Ma non sempre i governi hanno volut o usarne. Dovun-
que erano in giuoco I' vonore nazionale" e gli " interes-
si vitali" , hanno preferit o minacciare o addirit t ura usa-
re la violenza. Anche in casi in cui hanno consentito
ad adoperare il meccanismo per gli assest ament i pacifici,
hanno dimost rato a volt e una tale cattiva volont che
esso non ha potuto funzionare. Un buon esempio del
modo in cui la cattiva volont pu impedire anche al
migliore strument o di arbitrat o di conseguire i risult ati
che se ne aspettano, ci dato dalla storia della disputa
fra il Cile e il Per a proposit o delle provincie di Tacna
e Arica. La disputa cominci nel 1883, quando il Trat-
t ato di AnCOTI decise che le due provincie rimanessero in
possesso del Cile p e ~ u ~ periodo di .10. anni, d o ~ di che
si sarebbe dovuto indire un plebiscit o per decidere se
il territorio dovesse rimanere al Cile o t ornare alla so-
vranit del Per. Il trattato era ambiguo , in quant o
non specificava se il plebiscito dovesse esser indetto
immediatamente dopo il t ermine dei I O anni, n da
quali pot enze e sotto quali leggi dovesse essere organiz-
zato. I cileni approfittarono di quest a ambiguit per
ritardare il plebiscito fino a che, intimidit i ed espulsi gli
abit anti peruviani e importati alt ri abitanti cileni, fos-
sero certi di ottenere una maggioranza. Trattative di-
rette furono t entate e fallirono. Falli anche un ap-
pello alla Societ delle Nazioni del 1920. Finalmente
fu accettat o l'arbitrato del Presidente degli Stati Uniti
nel 1925 e si giunse a un accordo per indire un plebi-
LA GUERRA 131
scit o sotto gli auspici di una commissione presieduta dal
general e Pershing. Ma i cileni seguitavano a non aver
nessuna intenzione di permettere che il meccanismo fun-
zionasse. Pershing si ritir nel 1926 e il suo successore,
general e Lassit er, dovette dichiarare che bisognava scio-
gliere la commi ssione senza aver adempiuto alla sua mis-
sione. Finalmente, nel 1928, diet ro amichevoli pres-
sioni degli St ati Uniti, i due paesi ripresero le relazioni
diplomat iche (che erano st at e int errotte per circa 20
anni) e nel 1929 si decisero ad accettare l'arbitrato del
president e Hoovcr , che finalmente accomod la quest io-
ne assegnando Tacna al Per e Arica al Cile. Questo
litigio internazionale dur 46 anni . Fin da principio le
due parti avevano deciso di usare il meccanismo delle
modificazioni pacifiche (un plebiscito e il pagamento
di un compenso in denaro). Ma .fin da principio una delle
due parti si rifiut di permettere al meccani smo di fun-
zionare a dovere. Alla fine fu la noia che prese il post o
della buona volont . Lclcn non avevano pi voglia
di insist ere nella loro intransigenza. Fu permesso al
meccanismo di funzionare e nel termine di due mesi
esso forni la soluzione pacifica per la quale era stat o
creato. .
La quest ione della disputa anglo-americana a propo-
sito dei confini fra il Main e il New Brunswick molto
simile a quella della disputa pi recente fra il Cile e il
Peru. Dopo anni di lit igi, fu accettat o l' arbit rato del re
d'Olanda nel 1827; ma quando quest i espresse il suo lodo
nel 1831, gli St at i Uniti lo rifiut arono. La disputa con-
t inu, diventando sempre pi aspra, per altri I I anni.
Poi, seccat e di t utt a la faccenda, entrambe le parti de-
cisero che era l' ora di arrivare a un accordo. Lord Ash-
burton fu mandato a \ Vashington per trat t are col mi-
nistro degli Interni, Daniel Webst er, e in poco t empo
i confini del Maine, insieme a una quantit di altre
132 FINI E MEZZI
questi oni pendenti fra i due furono
mente decisi. Ancora una volta Il meccamsmo delle
modificazioni pacifiche ottenne i risultati per cui era
stato ideato, solo quando le due parti in furono
inclini ad adoperarlo cosi come doveva ventre ado-
perato. Un altro punto rilevante che le t rattat h:e fra
i due paesi fur ono molt o facilitate dal fatto l due
negoziatori , e perso-
nal i e godevano nel loro rispettivi paesI di un alta re-
putazione di int egrit e buon
lo svolgersi delle t rattative fu facile e I SUOi n sultatI:
per quanto attaccati due parti
dell'Atlantico, furono considerat i accet tabili dalla mag-
gior parte delle persone comuni e che fi,da-
vano nel giudizio e nell'onest dei negoziatori . I a.r:
bit ro, forse pi che per il la piu
importante il carattere. QualsIasI sospetto che m una
disput a internazionale il giudice sia corr?tto,
o anche solo poco giudizioso, basta a mettere m pencolo
il successo dell' arbitrato. Qui vediamo dunque un' altra
volt a che il meccanismo in s ste sso di importanza
secondaria: ci che importa la volont ,
il carattere morale degli uomini che adoperano. il .
canismo. E essenziale che questo esista e che SIa il mt-
gliore che i migliori ingegni legali e pos-
sano ideare. Il solo fatto che il meccanismo Cl Sia, sug-
gerisce ai liti ganti di usarne , piuttosto che ricorrere
violenza armata. L'occasione fa l' uomo onesto , propno
come fa il ladro. Come abbiamo visto, importante
liberare gli uomini dal male, riducendo il numer? delle
occasioni di comportarsi male. E ugualme.nt e Impor-
t ante creare nuove occasioni per comportarsi bene, pro-
curare alt ernat ive buone cont ro i cattivi procedimen-
t i prescritti dalla t radizione. con:e la
corte dell' Aia e, nella sua capacit a di arbitrat e c di col-
-.
LA GUERRA 133
laborazione, la Societ delle Nazioni non sono che par-
ti di un meccanismo giuridico e amminist rativo e non
possono fare niente da sole la pace o
curare il mondo della sua follia militaristi ca. La loro
esiste nza per un invi to e un'occasione per usare dei
metodi pacifici invece che violenti ; migliore sar il mec-
canismo, pi efficacement e gli uomini potranno sfrut -
t are l' occasione, una volt a afferrata.
Tutti i sistemi esist enti per prevenire la guerra sono '
caratterizzat i da uno di questi due difetti principali. O
sono come le sanzioni militari , intrinsecament e cattivi
e inc apaci di ottenere buoni risultati (i risultati
della illimit ata violenza e ast uzia sono esattamente gli
stessi, sia che il procedimento si chiami semplicemente
guerra, sia che si adoperino graziosi eufemismi come
"Sanzioni", "Si curezza Collett iva" , " Azione di Poli-
zia Int ernazionale"), oppure non sono che parti di un
meccanismo pi o meno ben congegnato, incapace di
influenzare da sole le cause fondamentali della guerra.
Questo vero anche degli speciali pezzi del
messi su di tant o in t anto dopo la Guerra Mondi ale,
allo scopo particolare di eliminare almeno qualcuna delle
cause economiche, polit iche e militari della guerra. La
Conferenza Navale del 1927 e la Conferenza generale del
Disarmo del 1932-1934 erano pezzi eccellenti di un mec-
canismo. Ma purtroppo nessuna delle parti in causa
most r il minimo desiderio di farne uso. Durant e la
conferenza del i927 la Societ di Cost ruzioni Navali
Betlchem (Betlchcm Shipbuilding Corporation), la Com-
pagnia di Cost ruzioni Navali e Darsene di Newport
News (Newport News Shipbuilding and Drykok Com-
pany) e la Societ Americana Brown Boveri (Amercan
Brown Boveri Corporation) impiegarono un certo sig.
Shearer per fare della propaganda ant inglese a Gine-
vra e negli St at i Unit i, allo scopo di impedire che venisse
134 FI NI E MEZZI
raggiunt? su una riduzione degli ar-
. navali. Il sig. Shearer spieg una grandissima
attivit e trovando di esser stato inadeguat ament e ri-
compensato, :ausa tre.Compagnie nel 1929 per
un quarto milione di dollan " per servi zi prest at i" .
Le Compagnie avrebbero pot uto risparmiarsi la spesa.
Anche senza l'i ntervento del sig. Shearer . quasi certo
cJ:e .le non avrebbero portato a una grande
diminuzione della mari na inglese e americana. Alla Con-
ferenza Generale del Disarmo apparve, ancor pi chia-
ran:ente che nel 1927, il proposito di non usare del mec-
camsmo. Nessun governo era dispost o nemmeno a pren-
dere in considerazione il disarmo unilaterale, e perfino
la soviet ica di un disarmo completo per t utti
fu. r,:diata dall'ordine del giorno anche prima che co-
mmcrasse la Conferenza. Le discussioni si protrassero
per due anni, discussioni che non riguardavano il di-
sarmo, il genere di armi da adoperarsi nella prossima
Finalmente la Conferenza fu aggiornat a si ne die
e le smgole potenze si misero a riarmarsi su una scala
.senza precedenti nella st oria umana.
La nel rifiut are di adoperare un
meccani smo intrinsecamente ottimo st at a mostrat a
alle diverse conferenze su problemi economici e mone-
tari. Tutti gli economist i son d'accordo nel rite nere che
il commercio int ernazionale non pu divent are normale,
.a. che non si abbattano le barriere doganali, non
S.I aboliscano le quote di immigrazione e non si stabi-
lisca un mezzo adeguato di scambi internazionali. N
questo t utto. Tutti sanno che la guerr a economica,
effettuat a per mezzo di svalut azioni della monet a di
d?gane, di quote .di immigrazione e di t assi di esport a-
inevit abilmente, prima o poi. alla guerr a.
CIOnondimeno, nessun governo si most rat o disposto a
usare nessuno degli ottimi congegni specialmente idea-
,'.
<
. .
.c:
I
,"
!.
' . ,
Jti
.
.'
LA GUERRA ' 35
ti allo scopo di risolvere i problemi economici mondiali.
Lo stesso avviene con il Sistema dei Mandati . Que-
st o un congegno che rende possibile ai popoli arret ra-
ti di esser posti sotto il controllo di un' autorit int er-
nazionale e non sotto il cor.t rollo esclusivo di una sin-
gola nazione. In quanto a colonie il mondo attualmen-
t e diviso in due cat egorie: gli Havee gli Have-nots, gli Ab-
bienti e i Nul1at cnenti. Gli Abbienti adottano il motto
della Lega Navale Britannica " Quello che ho
I Nullat enenti domandano un post o al sole o, ID linguag-
gio pi volgare, una parte del bottino. Negli ult imi anni
queste richieste sono diventate part icolarment e insist en- .
ti e minacciose. Gli Abbienti hanno perci pensato bene
di riarmarsi, fra l' altro per difendere le loro colonie. Ai
t empi in cui era determinante il predominio navale. la
difesa di un vast o impero era relat ivamente facile. Og-
gi, a dir poco, eccessivamente difficile. E st ato spesso
suggerit o che le pot enze imperiali rinunziassero ai loro
diritti di esclusivo possesso delle colonie e che, usando
il meccanismo del Sistema dei Mandati, ponessero i loro
t erritori coloniali sotto il controllo internazionale. Fa-
cendo quest o placherebbero l'invidia e il risentiment?
dei paesi senza colonie, diminuirebbero di parecchio il
pericolo della guerra e risolverebbero il problema at -
tualmente insolubile della difesa imperiale. Quest o sug-
geriment o non ha avut o nessun seguito fra i paesi
sessori di colonie. Al cont rario, st at o sdegnosamente
respint o. Tutti i governi in questione, dall ' Inghilt erra al
Portogallo, hanno espresso la determinazione di
fin l'ultima goccia di sangue dei loro sudditi pnrna. di
cedere un palmo di t erri torio coloniale. Il governo In-
glese ha fatto pi che rifiutare il t rasferiment o delle sue
colonie alla Societ delle Nazioni : ha scelt o il momento
in cui la Gran Bret agna non era pi padrona dei mari e
quando, anche se lo fosse st ato, questa padronanza non
sia a casa propria che all'estero. Cionondimeno i go-
verni in questione rifi utano di il .di
conciliazione e continuano ad oppnmere quel loro In-
felici suddit i che hanno il naso di una data forma o par-
lana una lingua che non dovrebbero parl are.
Il meccanismo per le modificazioni pacifiche
ad essere usato e in attesa; ma nessuno ne fa uso, pcrche
nessuno ne vuole fare uso. Dovunque guardiamo ci ac-
corgiamo che i veri ostacoli. pa;ce SO?O volont.
e i senti ment i umani, le convmzrom, I pregiudi zi, le OpI-
nioni umane. Se vogliamo abolire la guerra dobbiamo
prima di tutto abolire le sue cause
quando questo sar fatto anche i governant i delle naZIOnI
cominceranno a desiderare di abolirne le cause econo-
miche e politiche. . T
Di fatto e per definizione la Socet delle NaZIOnI ,
come abbiamo vist o, una Lega di societ preparate per
la guerra. E naturalmente molto improbabile
che governano delle societ essenzialment e milit ari sti -
che debbano prendere l'i niziativa le
se della guerra. Non si pu essere a capo di una societ
milit ari stica se non si milit ari sti , e se non si accettano
e non si amano i sentiment i che hanno per risultato una
politica militarist ica. St ando le cose, evidente che
la maggior parte del lavoro di t rasformazione delle
deme comunit militaristiche in comunit che deside-
rano la pace e che dimost rano la genuinit del loro de-
siderio perseguendo solo una J?Olitica di. pace,
esser svolto da privati, che agISCano soli o associat i.
. Raramente le riforme sono iniziate dai governi di una
nazione. Quest e hanno origine alla periferia e si fanno
st rada gradualmente verso il cent ro, finch alla fine la
forza del movimento di ri forma t ale che i suoi cap i
diventano governanti , o il governo esiste nte adotta i
principi e prosegue la politica del moviment o. Nel pros-
13
6
FI NI E MEZZI
avrebbe servito ' pi a gran che, per rovesciare la poli-
t ica del libero scambio mediant e la quale i governi
precedent i (bench alla testa di un paese infinitamente
pi forte e meno vulnerabile dell' Inghilterra attuale)
avevan bene di placare l'invidia delle altre Pc-
tenze. Ha Ch IUSO le porte delle sue colonie al commercio
de.lle nazioni, ricordando cosi ad esse la loro propria
rmsena, e fornendo loro nuovi argomenti di rancore
cont ro l'Impero britannico. Uno degli assurdi paradossi
che quegli inglesi che sono pi
desiderosi di stabilire rapporti cordi ali con le dittature
. con la . Germania e l' It alia, sono
quelli che gndano pu forte, denunciando il solo sist e-
ma cui gli St ati senza colonie pot rebbero venire
.. militari sti , vogliono rendersi amici gli
alt ri milit arist i : essendo sciovinist i, non possono accet -
tare le condizioni alle quali si potrebbe fondare una
simile condizioni che incident almente pot reb-
bero Iiberarci completamente dal militarismo. Il mec-
canismo del Sistema dei Mandati li, pronto a essere
usato, ma nessuno disposto a estendere il suo ambito,
e anche nei terri t ori attualmente sotto mandato le po_
t endono a dimenticare i loro obblighi
internazionali e a t rattare i loro mandati come semplici
colonie.
La Societ delle Nazioni ha anche ideato un mecca-
aI!0 scopo di assicurare i diritti elementari degli
appartenenti a minoranze, razzialmente o lin-
guisticamente disti nte dal la maggioranza degli abitant i
del l?ro paese. Fin dal principio i governi al pot ere nei
paesi che contenevano t ali minoranze si sono most rati
a usare di questo meccanismo, e recentemente
quest a nlutt anza si trasformata in molti casi in un
rifiuto vero e proprio. Tutti gli interessati sanno che
i malt rattament i delle minoranze creano risent imenti,
...
,
l '
l i
I
LA GUERRA
"37
~ - E st ato opinato che la diminuzione dei suici-
di in t empo di guerra fosse dovut o, fra l' altro, al.
simo capit olo parler del lavoro che deve esser fatto
- da privat i e da associazioni di individui. Nel rest o di
quest o capi t olo esaminer ad una ad una le cause della
guerra, come le ho descritte nei paragrafi precedenti,
e indicher come pot rebbero essere eliminat e.
I - La guerra, come abbiamo visto, t ollerata, e
da alcuni perfino desiderata, perch le occupazioni del
t empo di pace sembrano noiose, umilianti ed inuti li.
L' applicazione del principio dell' aut ogoverno all 'in -
dust ria e agli affari dovrebbe far molto per liber are gli
individui che si t rovano in posizioni subordinat e dal
senso di umil iazione senza speranza che viene dalla
necessit di ubbidire agli ordini arbit rari di superiori
irresponsabili; e il fatto di cost it uire un' unit di un pic-
colo gruppo cooperante dovrebbe cont ribuire a ren-
dere pio interessante la vita lavorat iva di ognuno dei
membri del gruppo stesso. Si pu ottenere un maggiore
interesse anche col riorganizzare pio adeguatament e i
compiti degli individui. Fourier ha insist it o molto t em-
po fa sui vant aggi della variet nel lavoro, e recente-
ment e il suo suggerimento st at o messo in prat ica , in
via di esperiment o. in molte fabbriche in Germani a. in
America, in Russia e alt rove. Il risultato fu una diminu-
zione della noia. c, in molt i casi, un aument o della pro-
duzione. I compiti possono essere variat i di poco, come
quando un operaio in una fabbrica di sigarette viene
sposta t o dal lavoro di int rodurre il tabacco in una mac-
china a quello di imballarlo e pesarlo. O possono essere
vari at i radicalment e e fondamentalmente, come quan-
do gli operai si alternano fra il lavoro industriale e quel-
lo agricolo. I risultati sembrano buoni in tutti due i casi.
LA GUERRA 139
maggiore significato e scopo della vita dur ant e un pe-
ri odo di emergenza nazionale. I n un simile periodo si
vede chiaramente il fine per il quale tutti combattono;
i doveri sono semplici ed esplicit i; l' incertezza e I'Inde-
finitezza degli ideali del t empo di pace fanno posto al-
la netta definizione dell'ideale del t empo di guerra, che
: la vittoria a t utti i cost i; la cont urbante complessit
della vit a sociale in t empo di pace sost ituita dalIa
vit a -semplicissima di una comunit che lotta per l'esi-
st enza. Il pericolo acut izza il senso di solidariet sociale
e aumenta l' ent usiasmo pat riottico. La vit a assume un
significat o e viene vissuta con un alto grado di intensit
emotiva.
L' apparent e inutilit della vita moderna in tempo di
pace, la sua mancanza di significato e di scopo, sono do-
vute al fatto che, almeno nel mondo occidentale, la
cosmologia predominant e quella che Gerald Heard ha
chiamato la cosmologia " meccanomorfica" della scien-
za moderna. L'universo considerato come una grande
macchina che prosegue senza scopo la sua via verso l'im-
mobilit definit iva e la morte, gli uomini sono dei'
piccoli germogli sulla macchina universal e, e corrono
verso la loro mort e particolare; la vit a fisica la sola
vit a reale; la ment e non che un prodotto del corpo;
il successo personale e il benessere materiale sono le
misure ultime dei valori . le cose per cui deve vivere
una persona ragionevole. Messe improvvisament e a con-
front o di questa cosmologia meccanomorfica , molt e delle
razze polinesiane si sono ri fiutate di conti nuare a molt i-
plicarsi e sono ora in processo di morire di una specie di
consunzione psicologica. Gli europei hanno una fibra pio
solida dei polinesiani, e poi hanno avuto circa t re se-
coli durante i quali pot erono acclimatarsi graduahnent e
alla nuova cosmologia. Ma anch'essi hanno sent it o gli
effet t i del meccanornorfismo. Essi procedono nella vita
_.'i.
.;
.,
FINI E MEZZI 138
FIN I E MEZZI
e senza c .cerc:ano di riempi re quest o vuot o
mediante st imoli esterni, come la lettura dei
a occhi. aperti al cinematografo, musica
e radio: ?ol partecipare e specialment e
assist ere al giuochi sport ivi e ai " divert iment i" di ogni ge-
nere. Parallelamente, qualsiasi dottrina che offra di dare
un? alla avidamenta accettat a. Per questo
le idolatrie nazionalisti che e comuniste hanno un succes-
so cosi in quanto negano ogni significato all' uni-
verso, ma sull' import anza e il significat o di
part i, arbit rar iamente scelt e, del, tutto: la nazio-
ne deificata, la classe divinizzat a.
. nazi?nalismo divent per la prima volt a una
religione Germania .durante le guerre napoleoniche.
Il C0t;tumsmo sorse .clrca 50 anni dopo. Quelli che
seguaci delle nuove idolat rie, o rimasero
crist iani, runanendo attaccati a dottrine che diven-
intellettualmente accettabili, ad
ogni Passo mnanzr che faceva la scienza , oppure accet -
tarono .11meccanomorfismo e si convinsero dell'inut ilit
d.ella La guerra mondiale fu un prodotto del na-
zional ismo fu t ollerat a e perfino approvata dalle gran-
di masse di coloro che t rovavano la vita senza scopo.
.gue rra non port che un sollievo passeggero alle
meccanomorfica. La delusione, la
fatica e Il cunsmo seguirono all' ent usiasmo iniziale e
quando fu finita, il senso della inutilit di tutto diven-
n.e u.n baratro chiedeva di esser riempito con dist in-
ZIOnI sempre pru Intense con "divertiment i"
. , f' l sempre
PI,U per i divertimenti non sono n significato
ne scopo. il 'V uoto riempito. Per
conseguenza , quando I naZIOnahstI e I comunisti apparve-
ro sulla CO? le loro semplici idolatrie e proclamando
che, vit a possa non significar nulla in s, ha al-
meno un significato t emporaneo e parzi ale, vi fu una forte
LA GUERRA 141
reazione dal cinismo degli anni post-bellicicMilioni di gio-
vani abbracciarono le nuove religioni idolatre, t rovaro-
no un significato alla vita , uno scopo alla loro esist enza,
e furono disposti perci a fare dei sacrifici, ad accet -
t are delle difficolt , a most rare del coraggio, della cost an-
za e della t emperanza, e anzi tutte le virt, eccettuate
quelle essenziali e primarie, senza di cui t utto il resto
pu servire solt ant o come mezzo per compiere il ma-
le con maggiore efficacia. Amore e conoscenza : que-
ste sono le virt primarie, essenziali. Ma il nazionalismo
e il comunismo sono idolatrie parzial i ed esclusive, che
inculcano sentiment i di odio, di durezza e di orgoglio,
.e impongono quel dogmatismo intollerante che para-
lizza l'i ntelligenza e restringe il campo degli interessi
e della conoscenza capace di simpatizzare.
La medaglia che ha da una faccia l'i nutilit di t utto,
ha dall' altra il nazionalismo e il comunismo idolatri.
Il nostro mondo oscilla da una nevrast enia che accetta
la guerra come sollievo, alla noia, a una mani a che porta
alla guerra. La cur a per quest e due terribili malattie
la stessa per ent rambe : l' insegnamento di una cosmolo-
gia pi corrispondente alla realt di quanto non lo
siano il meccanomorfismo c le grottesche filosofie che
sono alla base delle idolat rie nazionalistiche e comunist e.
Quest a cosmologia e le conseguenze et iche della sua
accettazione saranno discusse dettagliatament e in un
alt ro capitolo. Il mio primo compit o quello di t rattare
la parte che possono e debbono avere i singoli nell'in-
troduzione dei cambiamenti necessari .
x
L'OPERA INDI VIDUALE DI RIFORMA
ABBIA.\fO visto che i soli met odi efficaci per portare
Il. a t ermine riforme sociali su lar ga scala sono i metodi
della non-violenza. La violenza ottiene solo risultati
di violenza e il t entativo di imporre delle ri forme con
metodi violenti perci destinato a fallire . Gli unici
casi in cui i metodi violenti hanno avuto successo sono
quelli .in cui la violenza iniziale rapidamente seguita
che la compensino, atti di giust izia, di umanit,
di amichevole comprensione ecc. St ando cosi le cose il
semplice buon senso richiede che si cominci con la non
violenza e che non si corra il rischio di render va no
l'int ero processo di riforma usando la violenza anche
come misura iniziale.
I ?ella non-violenza di riforma hanno pi
probabilit di successo soltanto dove una maggioranza
della popolazione sia attivamente in favore della T-
stessa o, almeno, non sia pronta a cont rastarla
attlvam.ente. Dove la maggioranza non n favorevole
n neutral e rispetto alla ri forma, i t en-
t atv di Imporla con la violenza non possono che con-
durre all'insuccesso.
Nelle comunit governate da sovrani ereditari ac-
caduto a volte che un re part icolarmente illuminato
cercat o di fare delle riforme che, per quanto in-
t ri nsecament e buone, non era no desiderate dalla massa
del suo popolo. Un caso di questo genere quello di
0-'
L'OP ERA INDI VID UALE DI 143
Akhnat on. Questi t entativi di riforma fatti da gover-
nanti troppo per capiti dai lor? sudditi,
vanno facilment e incontro all insuccesso, parziale o to-
l ale.
Nei paesi dove i governanti sono scelt i con voto po-
polare non probabile che delle riforme nuove, st rane
e inaccettabili vengano iniziate dall'autorit centrale.
I n questi paesi i una riforma devon?
sempre cominciare alla pen fena e muovere verso Il
centro. Singoli individui, soli o a gruppi, devono formu-
lare l' idea della ri forma e renderla popolare fra le masse.
Quando l' idea ha ottenuto pu
essere incorporata nella legislazione della comunit .
Nel mondo moderno, come abbiamo vist o, il grande
ost acolo a ogni cambiament o in meglio la guerra.
La riforma cardinale, indispensabile, perci quella che
riguarda l' attuale polit ica delle .varie .nazio-
nali l'una rispetto all' alt ra. Oggi tutte le naztom svol-
gono la loro politic3: ?i pr incipi mili-
t ari st ici. Alcune nazrom sono pIU esplicit ament e, rumo-
rosamente e volgarmente militarist iche di altre ; ma tutte,
anche quelle che sogliono e
cifiche, agiscono costantement e IO base a principi mili-
t aristici. E quasi inconcepibile che una riforma nella
buona direzione venga iniziata da coloro che detengono
ora il potere. Il movimento di riforma deve perci par-
tire dai singoli individui privati. Il compito di quest i
individui quello di convincere la maggioranza dei
loro simili che la politica pacifista preferibile a quella
mi litarist a. Quando ci saranno riuscit i, e solo allora,
sar possibile cambiare quella politica nazionale mili-
t arist a che rende qu asi inevitabile lo scoppi o di un'altr,:
guerra e che ci facendo -ost acola l' int ero processo di
t rasformazione verso il meglio.
Si pu obiettare che la maggioranza degli indivi-
144 FINI E MEZZI
dui di t ut to il mondo desidera ardentement e la pace,
e che perci non necessario che dei privati facciano
propaganda in favore della pace. In risposta a questo
posso cit are una frase pr ofondamente significat iva dal-
l' Im itazione: c Tutti gli uomini desiderano la pace, ma
ben pochi desiderano quelle cose che promuovono la
pace . La verit nat ur alment e che non si pu mai
avere qualcosa per niente. Gli elettori di ogni paese
desiderano la pace. Ma pochi fra loro son dispost i a
pagare il prezzo della pace. Nel mondo moderno le "co-
se che promuovono la pace" sono il disarmo, se neces-
sario anche unil at erale; la rinuncia a degli imperi esclu-
sivisti; l'abbandono della politica di nazionalismo econo-
mico; la decisione di usare, in tutte le circostanze, solo i
met odi della non-violenza. Quanti di questi cosiddetti
amant i della pace accettano quest e condizioni indispen-
sabili alla pace? Ben pochi, davvero. Il compito dei sin-
goli individui quello di persuadere i loro simili che ci
che promuove la pace non so1tant o utile come un
mezzo per ottenere un dat o fine polit ico, ma anche
prezioso come un modo di esercit are gli individui nel-
l' arte suprema del non-attaccamento.
Gli individui possono lavorare da soli o in societ
con alt ri individui delle stesse idee. Il lavoro dell'indi-
viduo isolato soprat utto un preliminare al lavoro degli
individui associat i. L'individuo isolato pu int rapr ende-
re uno, o ent rambi, di quest i due import anti compit i:
il compito della chiarificazione int ellettuale ; il compito
del proseliti smo. Pu essere un t eorico, un esaminat ore
di idee, un cost ruttore di sistemi ; o pu essere un pro-
pagandista delle proprie idee o di quelle alt rui. Per
parlar chiaro, pu essere o uno scrittore o un orat ore.
Ent rambi quest i compit i sono ut ili e anzi indispensa-
bili, ma ent rambi, ripet o, sono preliminari al compito
maggiore e pi difficile che deve essere compiuto da
L' OPERA I NDIVIDUALE DI RI FORMA 145
individui associati. Il loro compit o quello di agire in
base alle idee dello scrittore o oratore isolato, di mettere
in pratica quelle che non sono che t eorie, di cost ruire
quando capit a dei piccoli modelli funzionanti della so-
ciet ideale immaginat a dai pr ofeti ; di educarli a essere
i modelli degli individui ideali descritti dai fondat ori
di religioni. Il successo di una simile impresa doppia-
mente prezioso. Se il successo di grande entit , l' ordi-
ne sociale ed economico avr subito una percett ibile mo-
difica verso il meglio. Al t empo stesso, la dimostrazione
che le nuove t eorie possono portare dei buoni t ~ t a
t i pratici agir come la miglior possibile propaganda
in loro favore. La maggior parte della gente t rova
l'esempio pi convincente della discussione. Il fatto
che una t eoria abbia realmente funzionat o una miglio-
re raccomandazione del suo valore di quanto non sia
la pi ingegnosa di alettica.
In quasi t utte le epoche e in quasi t utti i paesi, indivi:
dui singoli si sono associat i allo scopo di iniziare del
cambiament i ut ili e di elaborare per conto proprio un
modo di vivere superiore a quello dei loro cont empora-
nei. Quest i gruppi di individui di buona volont hanno
avuto una parte molt o .import ant e nel mant eniment o
e nello sviluppo della civilt, e credo siano destinati
ad avere una funzione non meno importante in avvenire.
Esamini amo brevement e l' insegnament o che si pu t rar-
re dall a st oria.
La pri ma condizione del successo che tutti i mem-
bri di una simile associazione accettino la stessa filoso-
fia della vita e siano pienamente decisi ad assumersi la
loro part e nel lavoro per il cui compimento fu fondata
l' associazione. Quest a condizione fu adempit a, in molte
occasioni e per dei lunghi periodi , dal monachesimo
cristi ano e buddi sta. Non fu invece adempiuta dalle
molte comunit politiche e religiose dell'America du-

146 FINI E ~ { E Z Z I
rante il XIX secolo. L'esperimento della "Nuova Ar-
monia", per esempio, era desti nato all ' insuccesso per-
ch il fondatore della comunit, Roberto Owen, non
fece alcuno sforzo per escludere dei collaboratori ina-
datti. New Harmony fu colonizzat a da gente delle
pi diverse opinioni, gran par t e della quale era composta
da falliti, eccent rici o imbroglioni. Perci la sua vita
fu breve e squallida e la sua fine vergognosa. ] ohn
Humphrey Noyes, invece, ebbe sempre la prudenza
di ammettere fra i suoi seguaci solo quelli che avevano
subito con successo un lungo periodo di prova. Quest a
una delle ragioni per cui la Comunit di Oneida pro-
sper materia1mente e spirit ualmente .
Alt ra cosa essenziale che queste associazioni siano
istituite per il raggiungimento di fini nobili e in nome
di un alt o ideale. Il fatto che una comunit esiga dei
notevoli sacrifici da parte dei suoi membri, imponga
una rigida disciplina e richieda uno sforzo costante,
non uno svant aggio. Al cont rari o, se si sente che lo
scopo degno di venir raggiunto, uomi ni e donne san
disposti a fare dei sacrifici. La regola dei t rappisti at-
tir il maggior numero di postulant i al t empo in cui,
sotto l'abate don Agost ino di Lestrange, la sua osser-
vanza fu resa pi rigida che mai. Per quelli che accet -
tavano la cosmologia crist iana, una pratica di austerit
come quella impost a dall a regola t rappista era logi-
cissima. Per una concezione diversa della realt ultima,
non avrebbe alcun senso. Il t rappismo non qui citato
come esempio da imitarsi, ma solt anto per most rare
come anche dei disagi non necessari e supererogatori
possano essere accettati con gioia per amore di Dio.
E non solo per amore di Dio. Nel mondo contempora-
neo ogni causa politica , dal comunismo al nazismo,
ha attirato un suo esercito di seguaci, uomini e donne
pronti ad accettare povert e disagi, l'i ncessante la-
t

L' OPERA I NDIVIDUALE DI RIFOR)[A 147


voro e il rischio del carcere e a volt e anche la morte.
Chi convinto che la sua causa buona non t eme n
sfugge la sofferenza: la accetta volentieri .
In t utto il mondo e in tutti i tempi le associazioni
di individui pronti a sacri ficarsi hanno mostrato una
caratteristica comune: la propriet stat a comune e
t utti i membri si sono vot ati alla povert personale.
In alcune comunit, indu, buddist e e crist iane, vi
stat a l' usanza che i membri mendicassero il loro pane.
Alt ri hanno preferito lavorare per vivere. Associazioni
di individui devot i attirano l' attenzione e l' ammira-
zione; e, dove quest i individui era no vincolati alla cau-
sa della religione localmente accettata, l' ammirazione
era mescolata a t imore superst izioso. La gente esprime
la propria ammirazione e t imore facendo doni di pro-
priet e di denaro. La maggior parte delle comunit
religiose hanno cominci at o in povert e hanno finito
con grandi ricchezze. Una grande ricchezza non com-
patibile con il non-attaccamento, e questo vale non solo
per gli individui , ma anche (bench il processo di cor-
ruzione sia meno rapido) per le comunit. Niente
vot ato all 'insuccesso quanto il successo. Gli ordini re-
ligiosi che hanno raggiunt o il successo hanno sempre
avuto la t endenza a sprofondare nel compiaciment o
di s, impantanati nelle sabbie mobili dci loro beni.
Per fortuna per vi sono sempre stat i degli spirit i avven-
turosi pronti e capaci di ricominciare da capo con gran-
de entusiasmo e poco denaro. Con l'andar del t empo
anche quest i arrivano al successo, e il movimento verso
la riforma deve ricominciare da capo.
Tutte le comunit efficient i sono fondat e sul princi-
pio della responsabilit illimitat a. Nei piccoli gruppi
composti di membri che si conoscono personalmente,
la responsabilit illimitata d una educazione liberale
accentrando il senso di responsabilit , lealt e riguardo
FIXI E MEZZI
verso gli alt ri. E su questo principio che Raiffeisen
bas iI suo sistema bancario agricolo cooperativo, siste-
ma che funzion benissimo anche fra una popolazione
analfabet a e disperatamente miserabile qual era quel -
la dello sterile distretto prussiano di Westerwald tra
il '40 e il '50.
Riassumendo in poche frasi, le condizioni economi,
che per una comunit efficiente sembra che debbano
essere le seguent i. I gruppi devono accettare il princi-
pio della responsabilit illimit ata. I singoli membri do-
vrebbero possedere tutto e nulla ; nulla come individui,
tutto come comproprietari della propriet t enuta in co-
mune e dei redditi prodotti in comune. La propriet
e il reddito non dovrebbero essere tanto grandi da di-
ventare fine a s stessi, n tanto piccoli da far si che
tutte le energie della comunit debbano esser dirette
a provveder e al pane quotidiano.
Arriviamo ora al problema della disciplina. La storia
ci mostra come sia possibile che delle associazioni di
individui di buona volont sopravvivano, pur avendo
dei sist emi discipli nari cosi radicalmente diversi fra loro
come quelli rispettivamente della Societ di Ges e
d ~ l l a Societ degli Amici. Loyola era un soldat o, e l'or-
dme che fond fu organizzato su principi militari. La
sua famosa lettera sull'obbedienza fu scritta nello spirito
di ci che si pu chiamare l'Alto Militarismo. Il generale
dell 'ordine investito non solo dei poteri di comandante
in capo in t empo di guerra : ma i suoi inferiori lo devo-
no anche considerare come uno che sta al posto di Dio
e va obbedito come tale, senza riferimento alle sue qua-
lit personali come essere umano. A loro non tocca
ragionare; a loro tocca obbedire e morire. Questa
dottrina, cosi cara al comune militarista secolare, riaf-
fermata da Loyola nel linguaggio teologico dell' Alt o
Militarismo. "Il sacrificio dell'Intelletto" il t erzo e
L'OPERA I NDIVIDUALE DI RI FORMA 149
pi alto grado di obbedienza, particolarmente grato a
Dio. L'inferiore deve non solo sottomettere la sua vo-
lont a quella del superiore; ma deve anche sottomet-
tere il suo intelletto e il suo giudizio, deve pensare i
pensieri del superiore e non i propri.
Fra l'Alto Militarismo di Loyola e la completa demo-
crazia di un comitato quacchero in cui le risoluzioni
non sono neanche messe ai voti, ma discusse finch
alla fine non emerge un "senso dell' adunanza" gene-
rale, si pone la monarchia costituzionale del mona-
chesimo benedettino. Gregorio Magno caratterizz la.",re-
gola benedettina come " notevole per la sua discrezione".
Aveva ragione. La discrezione la caratteristi ca prcdo- .
minante di quasi tutti i sett anta capitoli di San Bene-
detto. La vita del monaco discretamente divisa fra
lavoro pratico e devozione, egli discret amente vestito
e discretamente nutrito, non troppo bene, e neanche
troppo mal e. La vita del monastero ascet ica, ma
ascet ica con discrezione. La discrezione non meno
evidente nei capitoli che trattano delle funzioni del-
l' abate. L'abate il re del monast ero e in ultima analisi
la sua aut orit assoluta. Ma prima di dar e un ordine
suo dovere, se la questi one importante, consultare
tutta la comunit e sent ire quel che ha da dire anche
il pi umile dei membri di essa. In quest ioni meno im-
portanti deve conferire con un gabinetto formato dai
monaci pi anziani . Inoltre la sua aut orit non perso-
nale. Egli regna ; ma il suo regno un regno della legge.
I suoi monaci sono soggetti alla Regola, e a lui solo
in quanto egli rappresenta e applica la Regola.
Le comunit governate in base a principi gesuit ici,
a principi benedettini, a principi quaccheri, sono tre
tipi di comunit capaci di sopravvivere, la storia ce lo
ha dimost rato. La nostra scelt a fra i vari tipi sar det er-
minat a in parte dalla natura dei compiti da eseguire.
1 50 FI NI E
ma principalmente dall a natura della nostra concezio-
ne di quello che dovrebbero essere gli esseri umani e le
societ. Cert i compiti richiedono una direzione t ecnica
e centralizzat a. Ma anche in questi
Casi t ecnico compatibile in genere, co-
me SI vsto, con l' autogoverno nella fase della esecu-
zione. La scelta del sisfema dell'Alto Militarismo da
di fu dettata in parte dalla sua esperienza
di .soldat o m parte dal fatto che, ai suoi t empi, la
Chiesa era m guerra, spiritualmente e mat erialmente
con il prot est antesimo. Per combattere questa guerra ci
voleva un esercito. Loyola si mise a reclutare e a alle-
questo esercito. Oggi la concezione della guerra
di fatto posto a quella della guerra di classe.
Perci abbiamo l'organizzazione essenzialmente milit are
dei .pa.rtit i e comunisti, organi smi che, sotto
sono st ranamente simili a quelli dell'or-
dine di Loyola. N i fascist i n i comunisti accettano
per valido il vecchio ideale dell' individuo come essere
non-attaccato. Alla luce della loro filosofia della vita
han?o senza dubbio perfettamente ragione di
zarsr come fanno. Ma Loyola invece accettava l' ideale
del non-attaccamento. Alla luce della sua filosofia. dun-
que. aveva certament e torto nell' adottare l'Alto Ml-
1.1 inutile se non quello
d un indivi duo pienamente responsabile. Un cadavere
non pu essere n maligno, n ambizioso, n lascivo;
ma non per .prat ica il non-attaccamento. Il po_
gesuit a , m altre parole, obbligat o a imit are
il di un cadavere. Deve permettere ai
SUOI supenon di muoverlo e dirigerlo come se fosse un
cadavere o u,: .oggetto: Una tale obbedienza passiva
non compatibile con Il genuino " non-attaccament o" .
Se crediamo all'import anza del non-attaccamento dob-
biamo evitare l'Alt o Militarismo e ideare un sistema
L' OPERA I NDIVIDUALE DI RIFORMA 15r
di organizzazione che sia non solo efficace, ma educativo
nel pi ampio senso della parola. La monarchia cost itu-
zionale dei benedettini pi educativa del tot alitari-
smo di Loyola. E dove i membri della comunit abbia-
no raggiunto un certo grado di responsabilit, la demo-
crazia quacchera probabilmente migliore della Regola
benedettina.
In ogni t empo e luogo le comunit si sono costituite
allo scopo di rendere possibile ai loro membri di vivere
pi in accordo con gli ideali religiosi corrent emente
accettat i, di quanto non pot rebbe esser fatto nel " mon-
do". Queste comunit hanno sempre dedicat o una note-
vele proporzione del loro t empo e delle loro energie
allo st udio, all' adempimento di atti rituali, di devozione
e, almeno in certi casi, alla prat ica di " esercizi spirit ua-
li". La natura e lo scopo degli "esercizi spirit uali" verr
discussa dettagliamente nel capitolo delle " Pratiche Re-
ligiose" . Qui baster dire che i migliori esercizi spirit ua-
li cost it uiscono un met odo mediante il quale la volon-
t pu esser rafforzata e diretta, e la coscienza elevata
e allargata. La Regola benedettina non prescrisse alcun
corso sistematico di esercizi spirit uali. Gli esercizi di
Loyola furono molto efficaci per rafforzare e dirigere
la volont , ma tendevano a impedire alla coscienza
di elevarsi ai pi alti livelli di cont emplazione mistica.
I quaccheri t rovarono per caso un metodo il quale,
se usato bene, non solo rafforzava la volont ma eleva-
va la coscienza. Purtroppo accadeva spesso che il me-
t odo non venisse usat o bene. Singoli mist ici crist iani
come S. Giovanni della Croce e l' aut ore della Nuvola
dell'I gnoranza hanno pienamente capito la natura psi-
cologica e il valore spirit uale ed educat ivo della giust a
specie di esercizi spirit uali. Una simile comprensione
si t rova in Orient e, dove le comunit indu e buddiste
fanno uso sist ematico degli esercizi spirituali come di
15 2 FINI E MEZZI
un mezzo per l' intuizione spirit uale della realt ultima
e allo scopo di purificare, dirigere e rafforzare la volont.
Molt e comunit si sono cont ent at e di cercare la sal-
vezza per i loro membri solt ant o e rit enevano di fare
abbast anza per il " mondo" pregando e procurandogli
un esempio di piet e di vita esemplare. Molt e comunit
buddist e e la maggior parte di quelle ind apparten-
gono a quest o t ipo. In alcuni paesi per i monaci bud-
disti considerano loro dovere insegnare, e ai monast eri
sono aggiunt e delle scuole per bambini e per adult i.
In Occidente la maggioranza delle comunit crist iane
ha sempre considerato l'esercizio di qualche lavoro pra-
t ico parte indispensabil e delle sue funzioni. Secondo
la Regola benedettina, i monaci dovevano dedicare circa
t re ore al giorno alle devozioni e circa set te al lavoro.
Cluny assegn un tempo maggiore alle devozioni e meno
al lavoro. Ma la riforma cist ercense rappresent un ri-
t orno alla lettera della Regola benedett ina. :E st at o
scritto molt o sull' influenza civilizzat ri ce dei monasteri
nella loro capacit pratica, non religiosa. I primi bene-
dettini fecero rivi vere la vita agricola dopo il collasso
dell' Impero romano, ricolonizzarono la terra che era
st at a abbandonata, rintrodussero la t ecnica industriale
in luoghi dove era andata quasi complet amente perduta.
Settecento anni pi t ardi, i cistercensi furono promo-
tori di un altro grande risveglio agricolo. Sotto la loro
influenza, delle paludi furono prosciugat e e assoggettate
all 'aratro; allevamenti di cavalli e di bestiame furono
not evolment e migliorat i. In Inghilt erra si dedicarono
specialmente alla pastorizia e furono i promotori di quel
grande commercio lanifero che fu una delle fonti prin-
cipali della prosperit inglese del medi oevo. Per molt i
secoli l' educazione e la diffusione della conoscenza at-
I t raverso i libri scritt i era principalment e nelle mani
dei benedettini. I soccorsi ai poveri e gli aiuti sanitari
. ,
.
,
" ..
"
L'OPERA I NDIVID UALE DI RIFORMA 153
furon o anche essi fomit i dai monasteri , e in molt i paesi
fino a pochissimo t empo fa non vi erano altre infermiere
oltre quelle che avevano fatto i loro corsi in una comu-
nit di suore. Durante gli ultimi due secoli la maggior
parte del lavoro non religioso, prima eseguito da com.u-
nit religiose, st at o compiuto dal lo st at o o da orgamz-
zazioni secolari, come facente p a r t ~ dei loro compit i.
Fino ad allora, per, n l'autorit cent rale n l' uomo
d'affari privato erano dispost i o capaci di assumersi
questi compit i. Possiamo arrischiare una generalizzazio-
ne e dire che in qualunque momento della st oria
dovere di associazioni di individui di buona volont
assolvere compiti che le persone sagge giudicano ne- "
cessari, ma che nessun altro disposto ad eseguire.
Alla luce di questa breve esposizione delle caratteri-
st iche salienti delle antiche comunit del passato, pos-
siamo vedere quello che dovrebbero essere e quello che
dovrebbero fare le comunit del futuro. Vediamo che
dovrebbero essere compost e di individui accurat ament e
selezionat i, uni ti da una fede comune e dalla fedelt
a un comune ideale; che la propri et e il reddito dovreb-
bero esser comuni e che ogni membro dovrebbe assu-
mersi un'illimit at a responsabilit per t ut t i gli altri
membri: che la disciplina pu esser regolat a in vari
modi, ma che la forma pi educat iva quella democra-
tica. Vediamo che opportuno che le comunit intra-
prendano, olt re allo st udio, alle devozioni e agli esercizi
spirit uali, un lavoro pratico di un genere che gli altri
agent i sociali, pubblici o privati siano incapaci o non
disposti ad eseguire.
Le credenze religiose e filosofiche e i metodi con cui
si pu esercitare la volont e illuminare la ment e ver-
ranno discussi in altri capitoli. Qui voglio occuparmi
della quest ione del lavoro pratico, secolare.
Noi t utti desideriamo una societ migliore. Ma la
societ non pu migliorar e se prima non vengano ese-
guit i due grandi compit i: se non si stabilisca saldamen-
t e la pace e non si modifichi profondamente l' ossessione
dovunque dominante del denaro e del potere, non vi
speranza di pot er fare dei cangiament i in meglio. I
governi non sono disposti ad assumersi questi compit i ;
anzi in molt i paesi perseguitano attivamente anche chi
non fa che esprimere l' opinione dell'utilit di quest i
compiti. I privati non sono dispost i ad eseguirli come
loro lavoro ordinario. Se il lavoro deve esser fatto,
(ed evidente che alt riment i le condizioni del mondo
divent eranno sempre peggiori), deve essere fatto da as-
sociazioni di indi vidui di buona volont. Assistere gli
ammalati , soccorrere i poveri , insegnare gratuit amente,
sono t utti compiti intrinsecament e ottimi. Ma adesso
sarebbe superfluo e. in un certo senso, anacronist ico
che delle associazioni di individui di buona volont
eseguissero questi compit i. Era giusto che lo facessero
quando nessun alt ro era disposto a farlo. Ma facendolo
adesso, quando gli stessi compiti sono eseguit i con gran-
de efficienza da altri agent i, esse non farebbero che spre-
care la loro buona volont . Dovrebbero usare quest a
energia per far e ci che nessun altro vuol fare, per dis-
sodare un t erreno non dissodato da altri.
La funzione dell' individuo di buona volont che agi-
sce isolat amente. consiste nel formulare o diffondere
delle verit teoriche. La funzione degli individui di
buona volont . associat a. quella di vivere secondo
queste verit , di dimost rare cosa avviene quando la
t eoria viene tradotta in prat ica. di creare dei piccoli
modelli prati ci di quella forma migliore di societ a
cui vuole arrivare l' idealist a speculat ivo. Esaminiamo
il genere di cose che dovrebbero esser fatte da associa-
zioni di individui dedit i al compit o di st abilire la pace
e una nuova forma di organizzazione economica e so-
154
FINI E MEZZI
L'OPERA I NDIVID UALE DI RIFORMA 155
ciale forma in cui l' attuale ossessione del denaro e del
potere non abbia occasione di manifest arsi. I due com-
piti sono st.rettamente Sia il ca-
pit alismo che il nazionalismo sono frutti di 9.l!est a os-
sessione del pot ere, del 5U.CCesSO, La
concorrenza economica e Il predominio SOCiale
fondamentalmente militarist ici. Entro
t le varie classi hanno i loro imperialismi pri vati ,
proprio come la societ ha il 5U,O
pubblico. sost anzialm.ent.e simile. E COSI VIa.
associazione che t enti di creare un modello pratico di
societ non ossessionata dalla sete del potere e del s',1c-"
cesso . creerebbe al tempo st esso un modello prat ico
di una societ che vive in pace e che non ha alcuna
ragione di ent rare in guerra. Per comodit t ratter.
separatamente le attivit per la pace e quelle
che della nostra associazione ipotet ica. I n realt per I
due tipi di attivit sono st rettament e collegat i e comple-
mentari .
4: Tutti gli uomini desiderano la pace, ma molto po-
chi desiderano le cose che promuovono la t I:a.
che pi di ogni altra promuove la .pace l SI-
st ematico in tut t i i rapporti umam, della non-violenza.
Per le discussioni pi complete e pi recenti su questo
argomento rimando il lettore al libro di
The Power 01 Non-Violence, e alle opere di Barthelemy
de Ligt , specialmente Pour vaincre violence
La Paix crarice. Nei paragrafi seguenti ho t entat o
far e un sommario breve, ma abbast anza completo, degli
argomenti in favore della .
L'inefficienza della violenza stat a discussa 10 un ca-
pitolo precedente; ma l' ar goment o cosi
the non reputo fuor di luogo ripetere la sost anza di
quanto ho gi detto. . . .
Se si risponde alla violenza con la Violenza. il n sultato
I5
6
FINI E MEZZI
un combattimento fisico. Ora, un combattimento fisico
risveglia inevitabil mente, nelle menti di coloro che vi so-
no direttamente o indirettament e interessati. delle emo-
zioni di odio, di timore, di rabbia e di rancore. Nel calore
della lotta t utti gli scrupoli vengono gettat i, e dimentica-
t e tutte abitudini di t olleranza e di umanit, lentamen-
te e labonosamente formate durante generazioni di vita
civile. Nient e importa, eccetto la vittoria. E quando fi -
giunge la vittoria per l'una o per l' alt ra delle
parti In causa, questo risult at o finale del conflitto fisico
non ha necessariamente un rapporto con il torto o le
ragioni della controversia ; e nella maggioranza dei casi
non porta a una durevole sistemazione della cont roversia.
. I ,in cui la vittoria milit are porta a una pacifica-
zrone pru o meno durevole possono esser classificati co-
me segue:
I - La vittoria porta a una pacificazione definiti-
va i vinti sono complet amente sterminat i o
quasr. Questo avvenuto ai pellirosse dell 'America
del Nord e agli eret ici prot est anti della Spagn a del
XVI secolo. E vero che il sangue dei martiri il seme
della Chicsa , ma solo quando un buon numero di per-
sone sopravvive al martirio. Se il numero dei martiri
uguale al numero totale dei fedeli (come fu il caso
dei. crist iani giapponesi durante il XVI I secolo). nessuna
sangue, e la disputa fra gli orto-
dOSSI e gli eretici sar composta una volt a per sempre.
Le guerre moderne .avvengono generalmente. fra i paesi
densame nte popolati. In questi casi lo sterminio com-
pieta improbabile. Una guerra t ende perci a generar-
ne un'altra.
2 - Dove le forze combattenti" sono cosi piccole che
la massa deUe popolazioni rivali lasciata fisicamente
. : non inasprita dal con-
flitto, la vittoria deII uno o dell'alt ro esercito pu dar
"
",
.Il'
'<l'


\
I
L' OPERA I NDIVIDUALE DI RI FOR}.IA 157
l uogo a una pacificazione permanente. Oggi delle int ere
popolazioni possono faciJment e venire coinvolt e nelle
guerre dei loro rispettivi paesi. Le guerre
innocue, condotte secondo un elaborat o codice di re-
gole da parte di piccoli esercit i di professione, apparten-
gono al passato.
3 - La vittoria pu6 portare a una pace permanent e
quando i vincitori si stabiliscono fra i vinti come mi -
noranza governante e con l' andar del tempo vengono
assorbit i da quest i ultimi. Questo caso non si applica
alle guerre moderne.
4 - Infine, la vittoria pu venir seguita da un atto di
riparazione da parte dei vincitori. La riparazione disar-
mer il risentimento dei vinti e porter a un acco-
modamento permanente . Questa fu la politica seguit a
dagli inglesi dopo la guerra boera. Una simile politica
, sostanziahnente, l' applicazione dei principi della non-
violenza. Pi lungo e crudele il conflit to, pi diffi-
cile fare un atto di riparazione dopo la vittoria. La
giust izia fu relat ivamente facile per Campbell-Banner-
man esser giusto dopo la guerra contro i Boeri; per i
firmat ari del Trattato di v ersaillcs la magnanimit era
psicologicament e quasi impossibile. Tenuto cont o di que-
sto fatto evidente. il buon senso richiede che si appli-
chino i principi della non-violenza non dopo una guerra,
quando cosi difficile la loro applicazione, ma prima
che scoppi il conflitto fisico e in sost ituzione di tale
conflitto. La non-violenza la conseguenza prat ica che
deri va dalla fede nella fondamentale unit di t utti gli
esseri . Ma anche a parte la validit della sua base filo-
sofica (che discut er in un altro capitolo), la non-vio-
lenza pu dimost rare il suo valore pragmaticarncnt e,
funzionando. Abbiamo tutti 'avuto occasione di osserva-
re e di esperimentare che efficace nella vita privata.
Tutti abbiamo visto come la collera tragga alimento se le
..
FIN I E MEZZI
si risponde con la collera, e come venga disarmata dall a
bont e dalla pazienza . Tutti abbiamo provato cosa
voglia dire vedere le nostre meschinit svergognate dalla
magnanimit altrui mut arsi in un'eguale magnanimit ;
cosa voglia dire sentir fondere le nost re antipati e da un
at to di gentilezza; sent ire, per l' esempio dell'altrui-
smo, t ras formare la nost ra freddezza e la nost ra durezza
in sollecit udine. L'uso della violenza accompagnato dal-
la collera, dall'odio e dalla paura, o dall a cattiveria esul-
tante c dalla crudelt cosciente. Quelli che intendono pra-
t icare la non-violenza devono esercitare il cont rollo di s,
devono imparare ad avere del coraggio moral e oltre che
fisico, devono opporre alla collera e alla cattiveria una
costante benevolenza e una pazient e det erminazione . a
capire e a simpat izzare. La violenza rende gli uomini
pi catt ivi; la non-vi olenza li rende migliori . Nei rap-
porti casuali della vita sociale i principi della non-vio-
lenza sono fissat i, anche se imperfettamente, dal ga-
lat eo. I precetti della religione e della moralit rappre-
sentano la codificazione degli stessi principi per quanto
riguarda le relazioni personali pi complesse e pi ap-
passionat e di quelle dei salotti o della st rada.
Degli uomini di forza morale eccezionale e anche della
gente qualunque, quando rafforzat a da una intensa con-
vinzione, hanno dimostrato mille volt e nel corso della
st oria il potere della non-violenza a vincere il male,
a deviare la collera e l' odio. Le agiografie di tutte le re-
ligioni sono piene di relazioni di simili imprese, e st orie
del genere si t rovano nelle document azioni dei missio-
nari moderni e degli amministratori coloniali, nei seguaci
della resist enza passiva e degli "obiettori di coscienza " .
Quest e manifest azioni sporadiche di non-violenza pos-
sono venir considerate eccezionali e prive di importanza
storica. A chi solleva quest a obiezione voglio far no-
t are che nel corso dell'ult imo secolo e mezzo i principi
,,:
"
L' OPERA I NDIVIDUALE DI RIFORMA 159
della non-violenza sono stat i applicati anche pi siste-
maticament e, e rendendosi sempre maggiormente con-
t o del loro valore pratico, nella soluzione di problemi
sociali e di medicina, prima d' allora considerat i insolu-
bili. Non fu che nei secoli XVI II e XIX che si comin-
ci a capire che que.ll.o dei pazzi, ,dei
criminali, dei "selvaggI", erano insolubili solo per che la
violenza li aveva resi t ali. Infatti il trattamento crudele
fatto ai pazzi aggravava e rendeva incurabile la loro
malattia. Non fu che nel 1792 che Pine} spezz le cate ne
degli infelici ospiti della Sal pet!,re. un comi -
t ato della Camera dei Comuni fece un inchiesta sulle
condizioni dell'Ospedale Bct hlehem e le trov t erri bili.
Bed1amera un luogo di sporcizia e di squallore, con celle
"sott erranee, catene, e camere di t ortura. Fino al 1840
grande maggioranza dei manicomi dell'Europa Occiden-
t ale erano ancora delle prigioni, e i loro abit ant i erano an-
cora trattat i come se fossero criminali. Verso la met del
secolo si fece un notevole sforzo di riforma e da allora
i medici , nei loro t rattament i, hanno cominciato ad affi-
darsi sempre pi alla gentilezza e all ' intelli gente
prensione, e sempre meno. alla durezza e alla
zione. Se volete una relazione completa e molt o Viva
della vita in un ospedale per gli alienati, moderno e ben
organizzato, posso raccomandarvi Asylum di \V. B. Sea-
brook. Confront ate questa testimonianza con una de-
scrizione della' Sai pt ri re prima dell'epoca di Pinel, o
di Bedlam prima della riforma. La differenza quella
fra la violenza organizzata e l'organi zzat a non-violenza.
La st oria delle riforme carcerarie quasi uguale a
quella delle rifanne nei manicomi. Quando J ohn Howard
cominci la sua inchiest a verso il 1875. le sole prigioni
decent i in Europa erano quelle di Amst erdam. (E ab-
bastanza significativo che vi fossero meno delitti in Olan-
da che in altri paesi). Le prigioni erano case di t ortura
160 FINI E MEZZI
,..
,
,
L' OPERA I NDI VIDUALE DI RIFORMA 16r
in cui gli innocent i si corrompevano e i criminali lo
divent avano sempre di pi. Malgrado Howard, non ven-
ne fatto nemmeno in I nghilterra fino al XI X secolo
inolt rato un vero tentativo di riforma di quest o mostruo-
so sist ema . Grazie all'opera di Elizabeth Fry e della
Societ della Disciplina delle Prigioni (un alt ro esempio
dell'opera meritoria che pu venir svolta da associazio-
ni di individui di buona volont). il Parl amento inglese
fu infine indotto ad approvare due Atti , nel 1823 e nel
1824. Att i che enunciavano il principio di un sistema
nuovo c migliore. Non ho bisogno di descrivere l' ulte-
ri ore corso della riforma. Basti dire che almeno in t utt i
i paesi democratici la t endenza era per una maggiore
umanit . Tutti coloro che erano meglio qualificati per
esprimere un giudizio. furono d'accordo nel rit enere che,
se si vogliono riformare i criminali o se si vuole almeno
impedire loro di diventare peggiori , la violenza organiz-
zata deve esser sost it uita da una non-violenza organiz-
zata e int elligente. Quest a t endenza umanitaria st at a
sempre cont rastat a da coloro che dicono che " non bi -
sogna vizi are i criminali" . I ndagando sui mot ivi di una
simile opposizione, si trova che sono sempre assolut a-
ment e indegni. La gente ha bisogno di capri espiato-
ri su cui far ricadere le proprie colpe e in confronto ai
quali si possa sent ire est remament e virtuosa; inolt re ri-
cava un certo piacere dal pensiero delle sofferenze al-
trui . Comunque, malgrado il ben nascost o sadismo e la
molt a presunzione apertamente esibit a, la t endenza urna-
n i t a ~ a ?a progredito cont inuament e. Solo nei paesi dit-
t atoriali ha subito un arresto . Qui l' idea della riforma
st at a abbandonat a e l'antica idea della pena del t a-
glione stata rimessa in onore. Quest o un sint omo
significativo di quel regresso nella carit che una ca-
ratterist ica di tanta attivit contemporanea.
Come l'alienist a e il carceriere, l' amminist rat ore co-
loniale e l' antropologo hanno scoperto che la non-vio-
lenza organizzata e int elligente la polit ica migliore e
pi pratica. Da parecchio t empo gli olandesi e gli in-
glesi, come fecero i romani prima di loro, hanno capito
che dovunque fosse possibile era meglio ' lasciare in
pace gli indi geni" . Durante gli ult imi t rent'anni, gli
antropologhi di professione hanno lasciat o le bibliot e-
che in cui i loro colleghi pi anziani mettevano insieme
il loro mosaico dalle st orie di viaggi e dai pettegolezzi
di missionari, e hanno cominciato a vivere realmente
in mezzo all' oggetto dei loro st udi. Per poter far questo
senza pericolo, hanno vist o che era necessari o applicare
i principi della non-violenza in modo assolut amente t cl-
st oiano. Come conseguenza si sono guadagnata l' amici-
zia dei loro "selvaggi" e hanno impar ato infinit amente
di pi sul loro modo di pensare e di sent ire di quanto
non fosse stato fatto fino allora. Negli ultimi anni,
l' amminist razione delle colonie belghe olandesi, inglesi
e francesi divent ata in complesso pi umana e, al
t empo stesso, pi efficiente. Questo duplice miglioramen-
t o dovuto principalmente agli ant ropologhi e alla loro
dottrina di intelligent e e benevola non-violenza. Gli or-
ribili sistemi adoperati per la conquist a dell'Abissinia
sono purtroppo sintomat ici del nuovo e peggiore spi-
rit o che aleggia oggigiorno.
Quest o per quant o riguarda il potere della non-vio-
lenza nei rapporti fra gli individui. Dobbiamo ora esa-
minare i moviment i di massa nei quali i principi della
non-violenza sono applicati ai rapporti fra grandi grup-
pi o intere popolazioni e i loro governi. Prima di citare
degli esempi sar bene riesaminare brevement e una que-
st ione gi t occata in un capitolo precedente, cio i ri -
sult at i che seguono i t ent at ivi di effettuare dci cambia-
menti sociali utili per mezzo di met odi violenti. La
st oria sembra dimost rare molto chiaramente che quan-
n .
...
FINI E MEZZI
do una rivoluzione accompagnat a da una violenza
pi che minima, non raggiunge i risult ati utili previst i
dai suoi promot ori, ma raggiunge invece alcuni, o t utti.
dei cattivi risultat i che scat uriscono dall 'uso della vio-
lenza. Durant e la Rivoluzione francese. per esempio. il
t rasferimento del potere al Terzo Stat o fu effettuat o
dall'Assemblea Nazionale regolarmente eletta. Il Terro-
re fu il frutto di sordide dispute per il pot ere fra i rivo-
luzionari stessi, e i suoi risult at i furono l'estinzione
della repubblica e il sorgere, prima del Direttorio, poi
della dittat ura milit are di Napoleone. Sotto quest 'ulti -
mo, quel fervore rivoluzionario che trovava la sua espres-
sione naturale in atti di violenza fu facilment e trasfor-
mat o in fervore militare. L'imperialismo francese ebbe
per risultato l'int ensificazione dei sent imenti nazionali-
st ici in tutta Europa, la quasi universale imposizione
della schiavit militare, detta coscrizione, e la crist alliz-
zazione della rivalit economica fra i gruppi nazionali.
Sarebbe int eressante di costruire una "Ucronia" sto-
rica (per adoperare l'efficace parola di Renouvier) ba-
sata sul postul at o che Robespierre e gli alt ri capi gia-
cobini fossero st ati pacifist i convint i. La storia "non
cuclidiana" che si dedurrebbe dal primo principio sa-
rebbe una storia, lo sospetto, priva di Napoleone, di
Birsmarck, dell' imperialismo inglese e della lott a IX' r
l' Africa, della Guerra Mondiale, del comunismo e del
fascismo milit ante, di Hitler e del rianno universale.
Quel che segue una relazione " ucroniana" di storia re-
cent issima, quale pot rebbe esser stata se la Repubblica
spagnuola fosse stata pacifista. Pur sapendo che il
pacifi smo era altrettanto impossibile per la psicologia
delle classi operaie della Spagna del 193 1, quant o per
quella degli St at i Uniti del ' 9'7, important e far no-
t are che se la Repubblica spagnuola fosse stata real-
mente pacifista in pratica e in t eoria, l' attuale contro-
L'OPERA I NDI VID UALE DI RIFORMA 163
ri voluzione non sarebbe mai sorta. Una repubblica
pacifi st a avrebbe naturalment e subit o liberat o i Mori
vinti e li avrebbe t rasformati in amici ; avrebbe li-
cenziat o i generali del vecchio regime e avrebbe ri-
mandato gli eserciti alla vit a civile. Avrebbe abolit o
i ti mori della Chiesa e dei contadini, esigendo dai
comunisti e dagli anarco-sindacalisti la rinunzia alla
violenza durante il periodo del Front e Popolare. t
(Da Wal abOlii Spai n? di j essie Wall ace Hughan, Ph.
D. Societ di resist enza alla Guerra, New-York).
Per t ornare dalle speculazioni ucroniane all'esame
della sit uazione attuale, t roviamo che in Russia lo sco-
po dei rivoluzionari era la creazione di una societ che
godesse della maggior quantit possibile di auto-gover-
no in ogni campo di atti vit . Purtroppo i governa nt i
del paese hanno continuato a usare dei met odi violenti
ereditat i dal vecchio regime zarista. Con quali risul-
t ati ? La Russia adesso una dittatura milit are ed eco-
nomica altamente centralizzat a. Il suo governo oli-
garchico e fa uso di sist emi di polizia segreta, della
coscrizione, della censura sulla stampa, e di un ' int ensa
propaganda o bourrage de crdne, allo scopo di tenere
il popolo in mut a acquiescenza.
Per cont rapposto esaminiamo alcuni esempi di rivo-
luzione non violent a. Fra queste, i movimenti pi na-
t i ai lettori di lingua inglese sono quelli organizzat i
da Gandhi nel Sud Africa e pi t ardi nell'I ndia. Il
moviment o del Sud Africa pu essere considerat o come
pienament e riuscit o. La legislazione discriminat oria
contro gli ind fu ritirat a nel 1914, unicament e co-
me risultato della resist enza non-violent a e della non
collaborazione da part e della popolazione indiana. In
India furono ottenuti molt i successi important i e si
t rov che numerosi gruppi di uomini e donne pot evano
venire esercit at i a rispondere al trattament o pi bru-
,
164 FI NI E MEZZI
t ale con un tranquillo coraggio ed una serenit che
fecero una profonda impressione sui loro persecutori ,
sugli spettatori delle immediate vicinanze, e, attraverso
la st ampa, sull'opinione pubblica del mondo int ero. Il
compit o di educare efficacement e delle grandi masse in
un t empo molto breve si rivel per troppo grande,
e Gandhi, piuttost o che vedere il suo moviment o dege-
nerare in una guerra civile (nella quale gli inglesi, es-
sendo meglio armat i, avrebbero ottenuto una vittoria
completa) , sospese la attivit del suo esercito non-vio-
lent o.
Tra gli alt ri movimenti di non-violenza coronati da
successo parziale o completo, vanno ricordati i seguent i.
Dal Igol al 1905 i finnici condussero una campagna di
resist enza non-violent a cont ro l' oppressione russa, cam-
pagna che ottenne un successo completo, e nel 190 5
fu revocata la legge che imponeva ai finnici la coscri-
zione. La lunga campagna di non-violenza e non coo-
perazione condotta dagli ungheresi sotto la guida di
Dek fu coronata da un complet o successo nel 18 61.
(E significativo il fatto che il nome di Kossut h, capo
della rivoluzione ungherese del 18 48 , fosse, ed ancora
sia, molt o pi conosciuto di quello di Dek. Kossuth
era un milit arista ambizioso che amava il pot ere e che
falli completamente nel suo t ent ati vo di liberare il suo
paese. Dek rifiut il potere polit ico ed ogni distinzione
personale, fu un pacifist a convinto, e, senza spargimen-
t o di sangue, cost rinse il governo austriaco a rist abilire
la costit uzione ungherese. La nost ra preferenza per l' am-
bi zione e il militari smo t ale che Kossut h ricordato
da t utti malgrado il suo insuccesso, e Dek not o a
ben pochi bench abbia ottenut o un successo complet o).
I n Germania, due campagne di resist enza non-violenta
furono felicemente condotte cont ro Bismarck: la Kul-
t urkamps dai cattolici, e quella delle classi lavorat rici,
L' OPERA I NDI VI DUALE DI RI FORMA 165
dopo il 1871 , per il riconoscimento del partito social-
democratico. Pi di recente, nell' Egitto moderno furono
impiegat e con sucesso la resistenza non-violent a e la
non-collaborazione contro il dominio inglese.
Una forma speciale di non-collaborazione il boicot -
t aggio che stato usato con successo in molt e occasio-
ni. Per esempio. fu adottato dai persiani per spezzare
l' odiat o monopolio dei t abacchi. I cinesi lo adoperaro-
no cont ro le merci inglesi, dopo che le truppe inglesi
ebbero sparat o sugli st udent i. Fu usato anche in India
dai seguaci di Gandhi. Un esempio lampant e del modo
con cui anche la minaccia della non-collaborazione non
violenta pu evit are la guerra, ci dato dal Movimento
laburist a inglese nel I g20 . Il Consiglio d' Azione forma-
t o il 9 agosto di quell'anno il governo c.he,
insisteva nel suo progetto di mandare t ruppe inglesi
in Polonia per attaccare la Russia, sarebbe st at o indet -
t o uno sciopero generale, gli operai avrebbero rifiut ato
di t rasportare uomini e munizioni , e sarebbe stato pro-
clamato un boicottaggio della guerra. Di fronte a que-
st'ult imatum il governo di Lloyd George abbaI!d<:>n
il suo piano di fare la guerra alla Russia. (Questo epISO-
dio dimost ra due cose: primo, che se un numero suffi-
ciente di persone lo desiderano e se hanno la decisione
sufficiente per farlo, possono impedire al governo del loro
paese di ent rare in guer:a; che quest e con?i -
zioni si riscontrano solo m Circost anze rare ed eccczro-
nali. Nel maggior numero dei casi, la grande maggio-
ranza degli abitanti di un paese non desidera , quando
viene il momento, impedire al proprio governo di ent ra-
re in guerra. Essa vien trascinata dall'ondat a di sent i-
ment i nazionalist ici che si scatena sempre nei momenti
di crisi, e che un governo abile sa come accrescere e di:
rigere per mezzo dei suoi st rument i di propaganda. .SI
vede una volt a di pi che il meccanismo per Impedire
la guerra esiste, ma che generalmente la volont di
usarlo quella che manca. Creare e rinforzare questa
volont, prima in noi stessi, quindi negli altri, il com-
pito di individui pieni di abnegazione. unit i dall o scopo
comune di mantenere la pace.}.
Ho forni to degli esempi dell 'uso della non-violenza
relazioni degli individui tra di loro e in quelle del-
I insieme delle popolazioni verso i loro governi. Bisogna
ora esaminare l'uso della non-violenza nelle relazioni tra
governo e governo. Esempi di non-violenza sul piano
governativo sono rarament e di carattere molto eroico
. . ,
e l moventi che fanno agire le parti inte ressate sono ra-
r amente puri. La t radizione politi ca una tradizione
essenzialmente sleale. Il mondo sanziona due sistemi
una per gli individui, una per i gruppi, na-
. zionali non nazionali. Uomini che nella vita privat a
sono coerentemente onest i, umani e riguardosi , riten-
g.ono che, nell'agire come rappresentanti di un gru ppo,
SIa permesso loro di fare cose che, come individui , rico-
noscono disonorevoli e vergognose. La nazione, come
abbiamo visto, vien personificata nelle nostre menti co-
me un essere sovrumano in gloria e potere, e sub-
umano nella moralit . E non ci si aspetta nemmeno
che quest o essere non si comporti nel modo pi disono-
revole. Poich cosi stanno le cose, non dobbiamo sor- '
, prenderei se gli esempi di comportamento genuinamente
n.on-violento tra i governi sono rari , salvo in casi che
n guardano quest ioni di import anza cosi secondaria
che i contendenti non ritengono che valga
dI.combattere. Quest i cas i possono in genere ve-
mre risolti abbastanza facilmente per mezzo del meccani-
smo di conciliazione esistente . Ma t utte le volte che sono
in gioco dci fini pi importanti, vien data mano libera
all'egoismo nazionale, e il meccanismo della concilia-
zione o non viene usato affatto, o viene usat o soltanto
r66
FIN I E MEZZI
f
.'
L'OPERA I NDIVIDUALE DI RIFORMA 167
cen riluttanza e con manifest a cattiva volont . Nella
recente storia europea possibile trovare soltanto un
esempio di un accomodamento t ot almente pri vo di vio-
lenza in una disputa importante tra due governi. Nel
18 14 il Trattato di Kiel st ipulava che la Norvegi a ve-
nisse ceduta al regno di Svezia. Bernadotte invase il
paese, ma dopo quindici giorni, durante i quali non av-
venne nessun serio conflitto, inizi i negoziati. L'accordo
circa l'unione dei due paesi venne raggiunto, secondo
i termini del preambolo all 'Atto di' Unione non con
la forza delle armi, ma con la libera convinzione e.
Novant' anni dopo, l'unione si sciolse. Con una maggio-
ranza schiacciante i norvegesi decisero di ri acquistare
la loro indi pendenza. Gli svedesi accettarono questa
decisione. La violenza non venne usata da nessuna delle
parti. Le relazioni tra i due paesi sono rimaste dopo
di allora sempre cordiali.
Questa stata una digressione lunga ma necessaria.
Poich la violenza viene cosi spesso considerata come
" cosa poco pratica, o, nella migliore delle ipotesi, come
un met odo che pu venir usato soltanto da indi vidui ec-
cezionali, essenziale dimostrare, primo, che essa real-
mente efficace, anche quando viene applicata sporadi-
camente e senza sistema (come stato il caso fino ad
ora); secondo, che pu venir usata da gente qualsiasi,
ed anche, all 'occasione, da esseri moralmente sub-uma-
ni, come re, uomi ni polit ici, diplomat ici, e altri rappre-
sentanti dei gruppi nazionali , considerat i nella loro ve-
st e professionale. (All'infuori delle ore di lavoro questi
esseri moralmente sub-umani possono vivere secondo le
pi st rette regole et iche.)
Le associazioni moderne tra individui di buona volon-
t , avranno tra le loro funzioni principali la colt ivazione
sistemat ica del comportamento non-violento in tutte le
comuni relazioni della vit a, nelle relazioni personali , in
quelle economiche, in quelle dei gruppi t ra di loro, e
dei gruppi coi governi.
I mezzi coi quali le comunit possono assicurare un
comportamento non-violent o tra i loro membri sono es-
senzialmente quelli che devono venire applicat i da tutti
i riformat ori . La st ruttura sociale della comunit pu
venir sist emat a in modo t ale che gli individui non ab-
biano la t entazione di assicurarsi il pot ere, di esercit are
la prepot enza, di divenire rapaci. E al t empo st esso
un attacco diretto pu essere fatto alle fonti della vo-
lont individuale ; in alt ri t ermini, si pu educare l'in-
dividuo (ed: educarlo ad auto-educarsi) a reprimere le
sue tendenze verso la rapacit , la prepotenza, la ricerca
del potere e cose simili. Un alIenamento ulteriore sar
necessario, non solt anto per reprimere il timore, risul-
t ato raggiunto con successo dall 'all enamento militare,
ma anche per reprimere l'odio e il risent imento. l
membri della nost ra ipotetica associazione devono essere
capaci di affront are la violenza senza rispondere con la
violenza, senza t imore e senza lamenti ; e devono sa-
perla affrontare in quest o modo, non solt anto nei mo-
menti di ent usiasmo, ma anche a sangue freddo, pri vi
emotivo di amici e di simpa tizzant i. La
resist enza non-violenta alla oppressione violenta rela-
t ivament e facile nei moment i di grande eccitazione emo-
tiva ; ma molto difficile in qualunque altro momento.
Ed cosi difficile da essere praticamente impossibile,
salvo per coloro che si sono sottopost i ad un allenamen-
t o sistematico rivolto a quest o scopo. Ci vogliono tre
o quattro anni di allenamento per fare un buon soldat o.
Ci vorr probabilmente almeno altrettanto per fare un
buon non-violento, capace di mettere in pratica i suoi
principi in qualunque circost anza, per quanto orribile.
La quest ione dell'allenament o di un gruppo stata
esaurientemente discussa da Riccardo Gregg nel suo
168 FI NI E
l
I
L' OPERA I NDI VIDUALE DI RIFORMA I 6g
Power 01 non-Violence, ed in.utile io
t a qui la discussione. Le t ecnIche, per
fluenzare le sorgent i della t ecni-
che sviluppate dai seguaci di tutte le religioni, sono
t rattat e in un capit olo seguent e. . . .
Gli individui allenati avrebbero due funzioni pnn-
cipali: primo, sarebbe mant.enere la vita
dell ' associazione ad un livello piu alto di quello della
societ circost ante, e in tal modo fornire a quest a so-
ciet il modello efficace di un tipo superiore di orga-
nizzazione sociale. I n secondo luogo, dovrebbero "an-
dare nel mondo". ove le loro capacit organizzate po-
t rebbero essere utili nel mit igare la violenza quando
quest a si fosse manife;;tata, e . nell'?rganizzare .la resi-
st enza non-violent a all oppressione int erna, e al prepa-
rat ivi di una guerra internazionale.
Esist ono gi dei gruppi di individui che si sono im-
pegnati a non prendere parte in alcuna guerra futura
(per es. TM Wa, Resistere' International , The Peace
ge Union) ; ma la loro organizz.azione vaga e I
loro membri sono troppi e troppo sparsr, per pot erla
considerare un' associazione nel senso nel quale ho ora
usato il t ermine. Cionondimeno essi possono rendersi, e
si rendono, molto utili alla causa per la qual e hanno
sempre combattuto i riformat ori . . So.no, . prima di
tutto, dei propagandisti.
le riunioni pubbliche, negli opuscoli e negli articoli di
giornale, i loro membri predicano il della
violenza, proseguendo ed estendendo ID t al modo 10
campi non settari il lavoro ammirevole fatto dalla So-
ciet degli Amici e da altre organizzazioni
religiose. Il risultato che in Inghilt erra, in Olanda, nel
paesi scandinavi , in America , e fino a un
anche in Belgio e in Francia, il grosso pubblico cornm-
eia a rendersi conto. anche se in modo oscuro e ancora
170 FINI E MEZZI
t eorico, che esistono alternat ive moralmente migliori e
pi efficaci alla rivoluzione, alla guerra, alla violenza
e alla brutalit di qualsiasi specie.
Quando i gruppi resist enti alla guerra sono abbastan-
za numerosi e abbastanza unani mi nei momenti di crisi
essi possono impedire al loro governo di ent rare in
ra. Questo fu dimostrato chi aramente nel 1920 , quando
il Consiglio di Azione costrinse Lloyd George a ritirare
la sua minaccia di attacco ai Soviet s. Disgraziat amente
assai evident e che non probabile che i capi ufficiali
dei vari partiti di sinist ra di tutto il mondo facciano
appello in un futuro immedi at o ad una resist enza pas-
siva di front e ad una guerra che venga rappresentata
come "guerra di di fesa", " guerra per salvare la demo-
a:azia", "guerra al Fascismo" , o anche "guerra per
di struggere la guerra". Ci significa che, praticamente,
in caso di qualunque guerra che abbia probabilit di
scoppiare in un prossimo avvenire, non si pu contare
sulle organizzazioni socialiste per il mantenimento del -
la pace. Senza l'aiut o delle organizzazioni socialiste, gli
oppositori hanno delle probabilit minime di riuscire
realmente ad impedire ai loro governi di dichiarare
una guerra. Ciononost ante essi possono certamente fare'
qualcosa per renderne il processo pi difficile moral-
ment e e anche mat erialmente, di quanto sarebbe al-
trimenti. La pace pu venire assicurat a e mantenuta
soltanto con l'adottare simul taneamente in molt i cam-
pi diversi una politica a lunga scadenza, accuratamen-
t e rivolta a questo fine. Tuttavi a esiste gi ora una po-
litica immediata che ogni individuo pu adottare, quel-
la della resist enza alla guerra.
Le persone di "idee avanzat e" spesso mettono in
dubbio quest a conclusione. Le cause della guerra, es-
si dicono, sono in prevalenza economiche; quest e cau-
se non possono"venir rimosse che da cambiamenti nel
f
I
Li OPERA I NDI VIDUALE DI RIfORMA 171
sist ema economico esistente; perci da considerarsi
fut ile la politica di resistenza alla guerra da parte di
singoli.
Coloro che usano questi argomenti appartengono a
due classi principali : i riformatori del sist ema di circo-
lazione monetari a e i socialisti .
Quest i riformatori del sistema monetario, come
es. il maggior Douglas e i suoi seguaci, fanno not are I
difetti del nost ro sistema monet ario e affermano che
correggendo questi difetti la prosperit si di ffondereb-
be in tutto il mondo ed ogni possibile causa di guerra
sarebbe eliminata. Essi sono certamente ultra-ottimi-
stioI difetti del sistema monetario possono intensificare
in generale i conflitti economici. non affatto vero
che tutti i conflitti economici siano conflitti t ra nazio-
ni. Molti dei pi accaniti conflitti
t ra gruppi rival i ent ro la stessa ma:
questi gruppi rivali provano un sentimento di. solida-
riet nazionale, i loro conflitti non hanno per n sultato
la guerra. E soltant o quando i sono
organizzati nell' interesse di una particolare naZIOne:
gruppo di nazioni, che essi diventano cause pote nziali
di guerra. Finch esiste il nazionalismo, un sistema
monet ario scientificamente diretto pu realment e por -
t are pi alla guerra che alla pacco Quando coloro che
controllano il sistema monet ario nazionale cominciano
ad applicare coscientemente il loro potere per miglio-
rare le condiz ioni del loro popolo, sorgono allora con-
flit ti monetari su basi st rettamente nazionali, come ac-
cade oggi nelle svalutazioni monetarie fatte per ra-
gioni di concorre nza e nei cont rolli degli scambi. t [Ken-
neth Boulding in Economie Causes .lVar.)
maggiore il controllo scient ifico COSCIent e,
dalle autorit nazionali , tanto maggiori sara nno gli at -
triti internazionali, almeno fino a che tutte le nazioni si
. 17 2 FIN I E MEZZI
accordino per adottare gli stessi metodi di controUo.
(Vedi i passaggi che si riferiscono a questo punt o nel
capitolo sulla " Societ Pianificata").
II siste ma economico present e inefficiente ed in-
urgent e e opportuno, come sost engono i
socialisti, che venga cambiato al pi prest o. Ma un t ale
cambiamento non porter immediat amente ed aut oma-
t icament e alla pace universale. (l Nella misura in cui la
socializzazione di una singola nazione crea dei veri mo-
nopoll nazionali nelle esportazioni di quest a nazione, il
potere del governo aument a e il carattere nazionale dei
conflitti economici si intensifica. In t al modo la socializ-
di si?gola bench i capi di questa
nazione abbiano int enzioni pacifiche, probabile che in-
il t imore delle altre nazioni in proporzione
dell controllo del governo socialista sopra
la VIt a economica del suo paese... A meno che essi non
.da u? e sent imento di pace,
eSSI (I .rcgum socialist i delle singole nazioni) possono
volgersi alla guerra, alt rettanto efficacemente (e forse
pi ) delle societ capitaliste. (op. cit.).
Si vede .in t al mo?0 che oppositori singoli alla
guerra , agiscano eSSI da soli o In associazioni hanno
una part e molt o importante nel futuro immediato. :E
evident e che dei cambiament i debbono esser fatti nel-
l' attuale sist ema economico e monetario' ed anche
chi aro che, a lungo andare , tali cambiamenti favori-
ranno lo st abilirsi di condizioni di pace permanent e.
Ma nel frattempo, fintanto che persist e il sent imento
nazionalistico, le riforme del siste ma economico e mo-
net ari o possono accrescere t emporaneament e i risent i-
menti int ernazionali e le probabilit di una guerra. La
funzione delle di che si oppongo-
no alla guerra, quella di impedire, se possibile, che dei
cambiament i necessari e intrinsecamente desiderabili nel

I
I
L' OPERA I NDI VIDUALE DI RIFORMA 1 73
sist ema economico e monet ari o portino a discordi e in-
t ernazionali e alla guerra.
In alcuni paesi i missionari della non-violenza posso-
no ancora predicare indisturbati il loro vangelo. Ma,
nella maggior parte del mondo, possono soltanto, e nean-
che sempre, lavorare in segret o. Gli .uomini d.i
volont hanno sempre dovut o associare le virt del
serpente a quelle ser-
pent ina pi che mal necessana, oggi che la .reslst enza
ufficiale agli uomini di buona volont maggiore e me-
glio organizzata che in qualsiasi periodo precedente . Il
progresso nella t ecnologia e .n<:lla del-
l' organizzazione ha reso .aI di portare
la loro polizia a un grado di efficienza mal sognato da
Napoleone, da Met ternich e dagli altri gran vi.rtuo:i
delle regole di polizia segreta delle et Pn-
ma del Risorgiment o, l' Aust ria governava l' Hall:," per
mezzo di gendarmi, di spie e di agenti provocaton . Ga-
ribaldi ha combattuto per liberare il suo paese da que-
sti disgustosi parassiti. Oggi Mussolini ha una polizia
segreta molto superiore a quella di cui pot esse mai van-
t arsi l' Aust ria. La stessa cosa avvi ene nella Russia con-
t emporanea. La polizia di Stalin simile quella dello
czar ; simile, ma molto pi efficiente , gran e al t elefono,
al t elegrafo senza fili. alle rapidi aut omobili e ai .m?der-
nissimi sistemi di schedario. E lo stesso pu dIrSI per
ogni alt ro paese. In t utto il mondo la pu
con una precisione, una rapidit e una
uguagliate nel passato (I ). Inolt re, essa forni t a di
mezzi scient ifici che le persone comum non possono
(I) Come qualu nque al t ro st rumen to , la lorza di polizia .moderna pu
bene o male i mpiegat a . Se poli zia educat a. alla non- vlolenz.a . pu
met odi moderni pe r preveni re ogni esplosi one <l i vi olenza 7lo os tl _
lit1l. pot enzial i, e per favorire la coopera zione. Una forza di poliZia no n-viole nta
potrebbe sost itui re completame nte un esercito.
174 FINI E MEZZI L'OPERA I NDIVIDUALE DI RIFORMA
175
Contro forze cosi armate ed organizzate, la
violenza e l'astuzia sono impot enti . L soli metodi per
mezzo dei quali la gent e si pu difendere dalla t irannia
dei governanti in possesso di forze di polizia moderne.
sono i met odi non-violenti di non-cooperazione in massa
e la disubbidienza civile. Tal i met odi sono gli unici che
diano al popolo l'occasione di trarre vantaggio dalla
sua superiorit numerica in confronto alla casta gover-
nante, e di scontare la sua mani festa inferiorit in fatto
di armament i. Per t al ragione ha una importanza enorme
che i principi della non-violenza vengano diffusi rapida-
mente e il pi largament e possibile. Perch soltanto
per mezzo di un ampio c ben organizzato moviment o
di non-violenza che le popolazioni di tutto il mondo
possono sperar di evi tare quell' asserviment o all o stato
che in t anti paesi gi un fatto compiuto e che le minac-
ce di guerra e i progressi della tecnica st anno port ando
a compimento anche altrove. Nelle condizioni del no-
st ro t empo, la maggior parte dei moviment i di violenza
rivoluzionaria hanno la probabilit di venire soppressi
istantaneamente; nei casi in cui i rivoluzionari siano
ben equipaggiati con armi moderne, t ali movimenti si
t rasformerebbero probabilmente in una guerra civi le,
lunga e ost inatamente combattuta, come avvenuto
in Ispagna. Le probabilit che dei ca mbiamenti in me-
glio possano risultare da una simile guerra sono estre-
mamente scarse. La violenza porterebbe i soliti risul-
t ati prodotti dalla violenza, e le condizioni che ne de-
riverebbero per il paese sarebbero peggiori di quelle
precedenti. Poich cosi , soltanto la non-violenza offre
una speranza di sal vezza. Ma, al fine di resistere agli
assalti delia polizia numerosa ed efficiente, o per il caso
di una invasione milit are st raniera, i movimenti non-
debbono venire ben organizzat i e ampiamente
diffusi. Il regresso dell'umanit arismo, caratterist ica del
nostro tempo, avr probabilmente per risultat o di trat -
tare le manifestazioni di resistenza non-violenta con
una severit pi spiet at a di quella di mostrata recente-
mente da molti governi. A tali severit si p u solo ri-
spondere aumentando il numero dei non- violenti e l' ab-
negazione alla causa... Messa di fronte a masse impo-
nenti determinate a non-cooperare ed ugual mente de-
terminate a non usare violenza, anche la pi spietata
dittatura sopraffatta. Inoltre, anche la pi spietata
dittatura ha bisogno dell 'appoggio della opinione pub-
blica, e nessun governo che massacra o imprigiona un
grande numero di individui sistematicamente non-vio-
lenti , pu sperare di ottenere tale appoggio. Quando sia
gi stato st abilito un governo dittatoriale, il compito di
orga nizzare la resistenza non-violent a alla t iranni a o
alla guerra diventa estremamente difficile. La speran-
za del mondo ripost a in quei paesi dove ancora pos-
sibile agli individui associarsi liberamente, esprimere
la propria opinione senza cost rizioni, e, in genere, esse-
re almeno parzialmente indipendenti dallo stato.
Una forza di polizia pi efficient e non il solo ostacolo
che i progressi t ecnici hanno messo sulla strada dei
cambiamenti utili. Ho detto che anche la dittat ura pi
crudele ha bisogno dell'appoggio dell'opinione pubblica;
disgraziatamente , la t ecnica moderna ha dato in mano
alle minoranze governant i dei nuovi st rument i per in-
fluenZare la pubblica opinione, incomparabilment e pi
efficient i di quelli che possedevano i tiranni del pass at o.
Abbiamo gi la stampa e la radio, e tra pochi anni la
t elevisione sar senza dubbio perfezionata. E il vedere
porta a credere anche pi che il sent ire ; un governo che
pu riempire ogni casa con visioni sottilmente propa-
gandistiche, olt re ai discorsi e alla st ampa, sar proba-
bilmente in grado, entro larghi limit i, di fabbri care
qualsiasi specie di opinione pubblica di cui possa aver
176 FINI E MEZZI
bisogno. I missionari della nostra ipotetica associazione
troveranno probabilmente in questa pubblica opinione,
fabbricat a sinte t icamente, un nemico anche pi difficile
a sopraffare o circuire della polizia segreta. Parte del lo-
TO lavoro dovr essere educativo, per formare negli
individui delle menti che sappiano resist ere int ellet-
tualment e ed emot ivamente alla suggest ione. (Vedi i
passaggi che si riferiscono a questo punto nel capitolo
sul1' "Educazione")
Questo per quanto rigua rda il primo compit o delle
nost re associazioni, ossia il raggi ungimento della pace
col fare e con l' insegnare quelle cose che portano alla
pace. Altro compit o che spetta loro quello di guarire
s stessi e il mondo dall a predominante ossessione del
denaro e della potenza. Ancora una volta, il modo di
abbordare direttament e le font i della volont indivi -
duale deve essere associat o all' "et ica preventiva" di
un ordinamento sociale che protegga dalle tentazioni
dell' avarizi a e dell'ambizione. Quale dovrebbe essere la..
natura di quest o ordinament o sociale? Sar meglio co-
minciare considerando ci che non dovr essere. Molti
di coloro che negli anni recenti hanno fondat o delle as-
sociazioni di individui dediti alla pace, non hanno nean-
che cercat o di risolvere i problemi economici del nostro
t empo: li hanno semplicemente evitati. Sgomenti dalle
complessit della vita in un'epoca di progressi t ecnici,
hanno cercat o di t ornare indiet ro. Le loro comunit
sono st at e come piccole riserve di caccia per pellirosse
di un'economia primitiva, protette contro il mondo vol-
gare degli affari . 1\Ia non possibile risolvere i problemi
dell' industria e della finanza moderne costi t uendo delle
piccole societ irrilevanti di dilettanti artigiani e conta-
dini, incapaci nella maggioranza dei casi di guadagnarsi
la vita e che di pendono, per il loro pane e companatico,
dalle rendite che vengono loro dall'odiato mondo delle
I
I
,
I
I
i
I
j
I
I
,
L' OPERA I NDIVIDUALE DI RI FORMA 17 7
macchi ne. Non ci si pu sbarazzare dalle macchine per
la semplice ragi one che, nel processo di sbarazzarcene,
saremmo obbligati a sbarazzarci anche di quella met
della razza umana la cui esistenza su questo pianet a
resa possibile soltanto dall'esist enza delle macchine. L' e-
t delle macchine in Erhewhon non aveva evident emente
portato ad un impressionante aumento della popolazi o-
ne; da ci la facilit relativa con cui agli erhewhoniani
fu possibile t ornare al cavallo e alla civilt artigiana.
Nel mondo reale, le macchine hanno portato in un secolo
e mezzo alla triplicazione della popolazione nei paesi
industriali. Un ritorno ai cavalli e all 'artigianat o signi-
ficherebbe un ritorno, per mezzo della farne, delle rivo-
luzioni, dei massacri e delle malattie, all 'ant ico livello
nel numero della popolazione. E questo ritorno , in
modo ovvio, all 'infuori della sfera della politi ca.pratica.
Coloro che predicano questo ritorno e che, nelle loro
comunit, lo mettono in pratica, non fanno che ri fiut arsi
di prendere in considerazione le questioni reali. La pro-
duzi one meccanica non pu venire abolita; essa esiste
e rimarr. La questione di vedere se rester come uno
strumento di asservimento o come una st rada verso la
libert. Una questione simile sorge riguardo alla ricchezza
creata dalla produzione meccani ca. Dovr questa ric-
chezza venir dist ribuit a in modo da assicur are un mas-
simo od un minimo di ingiust izia sociale? I governi e
le compagnie private, nella trattazione ordinaria degli
affari non si occupano molto di t rovare le giuste solu-
zioni a questi problemi. Il compito dunque spetta ad
associazioni di individui di buona volont.
Ci accorgiamo quindi che se t ali associazioni vogliono
essere utili al mondo moderno, esse debbono entrare
nel mondo degli affari , ed ent rarci nel modo pi scien-
ti fico e meno primitivo possibile.
Ora, per pot ersi impegnare in qualunque forma mo-

FINI E MEZZI
derna di produzione industri ale e agricola, sono neces-
sari dei capit ali considerevoli. Il fatto deplorevole; ma,
nelle circostanze ora esist ent i, non pu essere altrimenti.
Le buone intenzioni e l'abnegazione personale non sono
sufficienti a salvare il mondo; se lo fossero, il mondo
sarebbe stato salvato gi da un pezzo, perch i sant i
non sono mai mancati. Ma, i buoni, sono qualche volt a
st upit i e molt o spesso male informati. Pochi sant i sono
st at i anche degli scienziati e degli organi zzat ori . Reci-
procamente, pochi scienziati ed organizzatori sono stati
dei sant i. Se si vuoI salvare il mondo, bisogna associa-
re i met odi scient ifici alle buone int enzioni e all 'abne-
gazione. Isolatamente, n la bont n l'i ntelligenza so-
no pari al compit o di cambiare in meglio la societ e
gli individui.
Per quanto concerne la produzione industri ale e agri-
cola, i metodi scientifici non possono venire applicat i
in vacuo. Debbono venire appli cat i a delle macchine, a
degli operai, a una organizzazione d'uffi cio. Ma le mac-
chine debbono essere comperat e e fornit e di ci che
forma il loro potere, gli operai e gli amminist ratori deb-
bono venire pagat i. Da ci il bisogno di capitali. Nelle
condizioni della vit a moderna, le associazioni di indivi-
dui di buona volont possono concludere ben poco se
non dispongono dei mezzi per un investimento conside-
revole.
Dopo aver investito i propri capitali , ed aver iniziat o
la produzione, l'associazione deve t rovare, con degli espe-
rimenti pratici, le soluzioni pi soddisfacent i per pro-
blemi come i seguenti:
Trovare il miglior modo per associare l'aut ogoverno
degli operai all ' efficienza t ecnica: libert responsabile alla
periferia e moderna direzione scient ifica al cent ro.
Trovare il miglior modo di vari are il lavoro individua-
le per eliminare la noia e molti plicare i cont atti educat i-
f
,
r
"
,
,
.:, I
' ~ N
L' OPERA I NDI VIDUALE DI RI FORMA 179
vi con altri individui che lavorano in gruppi responsa-
bili aut ogovernant isi.
Trovare il miglior modo di disporre della ricchezza
creata dalla produzione meccanica. Una qualche for-
ma di propriet comune dei beni e del reddito sembra ,
come si vist o, essere una condizione necessaria per il
buon successo di una associazione di individui di buona
volont .
Trovare il miglior modo di investire la ricchezza su-
perflua, e determinare in che proporzione quest a ric-
chezza debba venir t rasformat a in capitale.
Trovare il miglior modo di impiegare le doti naturali
dei singoli operai e il miglior modo di impi egare le per-
sone appartenent i ai vari tipi psicologici. (Vedi il capi-
t olo sull' " Ineguaglianza").
Trovare la forma migliore per la vita della comunit
e per l' impiego delle ore di svago. ..
Trovare la forma migliore per l'educazione dei bam-
bini e per l'aut o-educazione degli adulti. (Vedi i capi-
toli su l' " Educazione" e su le " Pratiche Religiose").
Trovare la forma migliore di governo comunale e il
miglior modo di usare le qualit dei capi senza che gli
individui dot ati di t ali qualit soccombano alle tent a-
zioni dell' ambizione, e senza suscitare nelle loro menti
la sete del pot ere. (Vedi il capit olo sull ' v' In eguaglian-
za"). .
Degli individui intelligenti e di buona volont che
viva no in una associazione e lavorino sist emat icament e
secondo quest e linee di condotta, dovrebbero poter giun-
gere rapidament e alla costruzione di un modello effica-
ce di un ti po di societ pi soddisfacente dell'attuale.
XI
INEGUAGLIANZA
r
mondo abitato dal povero non uguale a quello
abitato dal ricco. Se vogliamo che ci sia una colla-
borazione int elligente tra tutti i rnembri dclla societ ,
bisogna raggiungere un accordo sulle cose alle quali es-
si debbono lavorare insieme. Delle persone forzate dal-
l' ineguaglianza economica ad abitare universi dissimili
non saranno capaci di collaborare in modo int elligente .
E probabilmente impossibile, e forse anche non desi-
derabile. ottenere una completa eguaglianza dei reddit i.
Ma vi sono dei passi verso l'eguaglianza che si possono
e che, senza dubbio, si debbono fare.
Anche nei paesi capit alisti gi stato ammesso il
pri ncipio, non soltanto del salario minimo, ma anche
di quello massimo. Negli ultimi trent ' anni ci -si gene-
ralmente t rovati d' accordo nell' ammettere che ci sono
dei limiti olt re i quali le entrate e l' accumulazione per-
sonale dei capit ali non debbono andare. Nei paesi come
l'Inghilt erra, la Francia e, pi di recente, gli Stat i Uniti ,
le ricchezze vengono diminuite ad ogni decesso di una
cifra che varia da un decimo ai tre quart i. E t ra un
decesso e l'altro, l 'esattore delle t asse t oglie regolarment e
al ricco una cifra che varia da un quarto ai tre quint i
delle loro rendit e. Ora che il principio della limitazione
della ricchezza stato accettato implicitamente anche
dai ricchi , non dovrebbe essere molto difficile imporre
un massimo assoluto.
..'
I NEGUAGLI A... ": ZA 18I
A che cifra dovrebbe venire fissat o il salario massimo?
Un giudice della Corte dei Falliment i di Londra, ri-
t irandosi da questo ufficio dove aveva lavorato per
met della sua vit a, ha fatto di recent e una dichiarazio-
ne interessante sui rapporti t ra le ent rate e la felicit .
Egli ha osservato, dice, che l'aumento delle rendit e
t endeva a portare un aumento di soddisfazione perso-
nale fno al limite di circa 5000 st erline all ' anno. Al di
l di questa cifra, la soddisfazione sembra generalmen-
t e subire un declino. (Il non-attaccamento, possiamo
aggiungere noi , per molte persone diventa difficile o
impossibile molto al di sotto di quest a cifra. t E pi
difficile per il ricco... ecc. I . Il possesso di una ricchezza
considerevole porta gli uomini ad identificare s stes-
si con ci che inferiore all' io, e quest o avviene alt ret-
t ant o effettivament e di quando i mezzi sono t ant o mini-
mi da far soffrire all 'individuo la fame e la cont inua
preoccupazione. Anche la povert est rema- pu rappre-
sentare la "cruna dell'ago" ).
Il problema del reddito massimo pu venire affrontat o
anche da un al tro punto di vista. Si pu porre la questio-
ne come segue: nelle condizioni attuali, di quant o ha
bi sogno un individuo per pot er vivere nelle migliori
condizioni di efficienza fisica e int ellettuale di cui ca-
pace il suo organismo? Si calcolat o che, per essere ben
nutrit o, alloggiat o ed educat o, per avere vacanze e viag-
gi di ist ruzione sufficienti, una sufficiente assistenza me-
dica, una persona ha bisogno di un reddito di circa 6 o
700 sterline all'anno, o del suo equivalente in contant i
o in servizi fomiti dalla comunit . Se pi persone vi vo-
no in un nucleo famili ar e, quest a somma pu senza
dubbio venir dimi nuit a, senza diminuire le possibilit
di sviluppo dell'ind ividuo. Oggi, la grandissima mag-
gioranza degli esseri umani possiede soltanto una Ira-
zione di quest o reddito ideale.
182 FINI E MEZZI INEGUAGLIANZA
Il grado di incguaglianza economica non lo stesso
in tutti i paesi. In Inghilterra. per esempio, l'inegua-
glianza maggiore che in Francia, anche t ra gli impie-
gati dello stato. Il pi alto impiegat o statale in Inghil-
terra pagato quaranta o cinquanta volte pi del pi
basso. In Franci a, il capo di un dipartimento riceve uno
st ipendio soltanto vent i volte maggiore di quello di una
dattilografa. E cosa abbast anza st rana che il grado di
ineguaglianza economica sembra maggiore nella Russia
sovietica che in molti paesi capit alist i. Max Eastman
cita delle cifre le quali dimostrano come, mentre il diret-
t ore di una mini era in America ha uno st ipendio qua-
rant a volte superiore a quello di un minatore, la perso-
na che gli corrisponde in Russia , pu guadagnare som-
me ottanta volte supe riori al salario dell' operaio meno
retribuito.
Quale il grado di ineguaglianza economica che pu
essere permesso in qualsiasi comunit ? E chiaro che
non pu esistere una rispost a universalmente valida,
almeno nelle circostanze att uali. In una societ dove
il salario minimo sia molto basso, pu essere necessario
fissare la proporzione dell' ineguaglianza ad un livello su-
periore che in una societ dove la maggioranza guada-
gni somme che si avvicinino a quelle del reddito " idea-
le" . Ci pu sembrare ingiust o e, poich i poveri e i
ricchi vivono in mondi diversi, inefficace. E lo , infatti.
Ma il danno di ridurre t utte le ent rat e ad un livello
molto al di sotto di quello ideale probabi lmente mag-
giore a quello di mantenere alcuni reddit i al livello
ideale o anche a uno superiore. Nessuna societ pu
fare dei progressi se almeno qualcuno dei suoi membri
non possiede un reddito suffici ente ad assicurare il pro-
prio pieno sviluppo. Ci significa che, ave i redditi mi-
nimi sono bassi, come lo sono anche nelle pi ricche
comunit contemporanee, pu essere necessario per-
mettere agli individui meglio pagati di riscuotere som-
me venti e anche trenta volte superiori a quelle di colo-
ro che ricevono i redditi pi bassi. Se poi diverr pos-
sibile dist ribuire il reddito ideale a tutti, la proporzione
di ineguaglianza pot r essere molto ridotta. In una s0-
ciet simile non ci sar ragione che i redditi maggiori
siano pi di due o tre volte superiori a quelli pi bassi.
L'ineguaglianza economica non l'unica specie di
incguaglianza. C' anche quella pi formidabile, c meno
rimediabil e, che esiste tra individui di tipo psicologico
diverso. Lo stolto non vede lo stesso albero che vede
l'uomo saggio. Gli universi di due individui possono
di fferire profondamente, anche se essi possiedono dei
redditi ugnali . Pitt sta ad Addingt on come Londra st a
a Paddington. La. natura quanto il t enore di vita hanno
scavato t ra di noi degli abissi. Alcuni di quest i abissi
sono insonnontati e sembrano insormontabili ; non c'
via di comunicazione che li attraversi . Per esempio,
non posso immaginar e come si senta un genio al giuoco
degli scacchi, o un gran matemat ico, o un compositore,
che pensa in t ermini di melodie e di progressioni di ar -
monie. Alcune persone ha nno una vista cosi acut a che
possono scorgere le lune di Giove senza tc1escopio; in
altri il senso dell' olfatto cosi sviluppat o da poter con-
t ar e, dopo un certo allenamento, gli element i costit uen-
ti un profumo composto di quindici o venti sost anze
diverse ; al tri ancora possono percepire delle minime va-
riazioni di t ono a cui sorda la maggioranza degli
orecchi.
Si sono fatti molti tentativi per classificare scient ifi-
camente i tipi umani nei termini delle loro cara tteristi-
che fisiche e psicologiche. C'era , per esempio, la classifi-
cazione ippocratica secondo il predominio di uno o
dell'altro dei quattro umori ; quest a t eoria ha dominato
la medicina europea. per pi di duemila anni. Contem-
FINI E MEZZI
poraneamente gli astrologi e i chiroma nti usavano una
classificazione quintupla secondo dei t ipi pianetart. Si
parla ancora di ti pi sanguigni o mercuriali , si descrive
la gente come gioviale , flemmat ica, melanconi ca o sa-
t urnina. Arist otele scrisse un t rattato sulla fisionomia
nel quale cerc di classificare gli individui secondo le
suppost e caratterist iche degli animali ai quali somiglia-
vano. Quest a classificazione pseudo-wologica degli es-
seri umani continu a riaffiorare nella letteratura fisio-
nomica fino al tempo di Lavater.
Negli ultimi anni abbiamo avuto numerose nuove
classificazioni. St ockard, nella sua Physical Basis 01
Personality, usa una duplice classificazione disti nguendo
" umani di lineare" e "late rali". Kret schmer usa una
triplice classificazione. Cosi pure il dottor William Shel-
don, di cui in quest o capitolo user la classificazione,
dist inguendo il t ipo somatotonico, viscerotonico e cere-
brotonico. Sembra probabile che, con gli ultimi st udi
in quest o campo, ci si avvicini ad una descrizione real-
mente scient ifica dei tipi umani. Al tempo stesso, non
. bisogna dimenticare che i vecchi sistemi di classifica-
zione, bench impiegassero dei t ermini strani e delle
erronee esplicat ive, erano fermamente basati su fatti
di osservazione di esperienza personale.
Val la pena di not are che ci sono state delle mode ~
per i t emperamenti, proprio come per gli abiti e le
medicine, la t eologia e la figura femminile. Per esempi o,
gli uomini del diciottesimo secolo ammiravano sopra
ogni alt ro il temperamento flemmatico, il temperamento
degli uomini naturalmente cauti, riflessivi e che non
si commuovono facilment e. Volt aire fece post o a Rous-
seau ; e il culto della sent imentalit per s st essa, succe-
dette all 'ammirazione per una certa freddezza sagace.
La flemma perse il suo ant ico prestigio, e il t empera-
mento sanguigno (passione ardente e umide lagrime)
,
I
I NEGUAGLI ANZA 185
ebbe un posto preminente nella moda, dal quale fu
scacciato un secolo dopo dal t emperamento byroniano,
che un miscuglio di sanguigno e di melanconico, uno
strano ibrido di inconsist enze calde e lagrimose unit e
ad arida freddezza. Nel frattempo, quando si era giunti
al culmine gotico del movimento romant ico, i f losof
radicali facevano del loro meglio per resuscitare il pre-
st igio della flemma; e poco dopo venne di moda il tem-
peramento collerico , quello dell'energico e sbrigativo uo-
mo d'affari. Con la cristi anit muscolare, anche la reli-
gione diviene collerica e (per usare il t ermine di Shel-
don) somat otonica.
In vist a del fatto che l' appartenere all'una o all'altra
specie psico-fisiologica ereditario e inalienabile, l' abi-
tudine di esaltare un temperamento a spese di t utti gli
altri decisament e sciocca. Tutti i t emperamenti esi-
stono, si pu cavare qualcosa di buono da ognuno di
essi. Le persone hanno diri tto ad essere flemmatiche,
proprio come ad essere grasse. Nella nost ra int olleran-
te ignoranza vogliamo che t utti si conformino ad un
ideale alla moda e che t utti siano, diciamo, melanco-
nici o esili. A volte (tale la nost ra follia), vorremmo che
la gente avesse delle caratteristiche psicologiche in gran
parte incompatibili con le particolarit fisiologiche di
moda in quel mome nto. Cosi, fino ad un anno o due fa,
noi volevamo che le donne fossero molto socievoli e al
t empo stesso secche come chiodi. Ment re la persona
congenitalmente socievole appartiene al tipo laterale,
grassoccio e bene in carne. La moda in questo caso do-
manda la congiunzione di cose incompatibili .
Tutti i sist emi di classificazione si accordano nel dire
che nessun individuo appartiene esclusivamente ad un
tipo; fino a un certo punto, tutti gli individui apparten-
gono a dei tipi mist i. Ma il grado di mescolanza,. pu.
essere pi o meno grande. Quando esso scarso, l indi-
186 FISI E MEZZI
viduo si avvicina al t ipo puro, ed separato da un abis-
so psicologico da coloro in. cui pn:-
dominano le carat t erist iche di qualche altro tipo. CoSI,
impossibile al melanconico penetrare nell' universo in
cui vive il collerico. L' individuo che, se diventasse paz-
zo, sarebbe un maniaco-depressivo, non pu comp ren-
dere la vittima potenziale della schizofrenia . Un mondo
separa il gioviale e rot ondo tipo "lat eral e" dal " linea-
re" int rospettivo e riservato. Il "viscerotonico" non
pu nemmeno immaginare come mai -il "cerebrotonico"
non sia socievole come lui . Il primo ha "il cuore caldo",
le sue reni " lavorano" , la sua pancia "si commuove" :
l' alt ro "un posatore intellettuale" e "non ha viscere" .
(Tesori di fisiologia psicologica sono sepolt i nel
gio del Vecchio Testamento, e anche nel gergo del ra-
gazzi di scuolal]
A questo punto pu andar bene un esempio t ratto
dalla mia esperienza personale. Il mio t emperamento
nell 'insieme, piuttosto flemmatico, e, per consegucn-
za mi molt o di ffici le ent rare nelle esperienze di coloro
che si commuovono facilmente e con violenza. Davanti
a delle opere d'arte come il Werther, per esempio , o
Donne I nnamorate, o i Libri Pro/etici di William Blake,
io resto ammirato ma perplesso. Non capisco perch
la gente debba venir scossa da simili emot ive
per degli st imoli, a parer mio, cosi leggen. Leggendo poco
t empo fa i Libri Pro/etici, notai che certe parole come
" urlo" , " nube", " tempesta" , "st rido", si ripetevano
con frequenza straordinaria. La mia curiosit si svegli,
e feci un segno a lapis in margine ogni volta che tro.vavo
quest e parole. Facendo la somma dopo una mattinata
di lettura, mi accorsi che in media s'incont ravano due
urli e una t empest a in ogni pagina di versi. I Libri Pro:
[etici sono, naturalmente , descrizioni di st ati
psicologici. Quale sar st ata la ment alit di un uomo
,.
INEGUAGLI ANZA
per il quale t uoni, lampi, e st rida
le pi appropriate figure ret oriche per descrivere l SUOi
sentimenti e pensi eri abi tuali? Per conto mio non posso
nemmeno immaginarlo. l o osservo i fatti , li noto,
ma solt ant o dall'esterno, come un nat uralist a. Cosa si-
gnifichino secondo la reale esperienza, non pretendo
nemmeno di saperlo. Qui c' dunque un abisso, un' assen-
za di comunicazione. Ciononost ant e, se avessi conosciu-
to Blake, avrei certamente scoperto qualche punto di
contatto t ra di noi, e la possibilit di stabilire delle buone
relazioni umane. Se, per esempio, io mi fossi comportato
verso di lui con cort esia e considerazione , egli si sarebbe
comportato nello st esso modo verso di me. Se lo avessi
t rattat o lealmente, probabi le che avrebbe fatto lo
st esso con me. Se avessi riposto in lui la mia fiducia,
si pu6 ritenere che, presto o t ardi, mi avrebbe dimost ra-
t o una fiducia eguale. La soluzione del problema della
ineguaglianza naturale (o di quella acquist at a , d?ve
morale e pratica. Gli abissi che separano gli um.anl
di t emperament i dissimili e di diversi di
non coprono l'intero campo della personalit . GlI abit an-
ti degli altipiani dl1' Arizona sono separat i dal profon-
do abisso del Gran Canyon. Ma se seguono le coste del
Colorado verso la foce, si trovano infine nella pianura,
dove il fiume pu venire facilment e attraversato. Qual-
cosa di analogo avviene nel mondo psicologico. Gli es-
seri umani possono essere separati da differenze di ca-
pacit int ellettuale, larghe e profonde quanto il Gran Ca-
nyon, possono scrutarsi senza comprendersi, attraverso
l'abisso delle differenze di t emperamento. Ma sempre
possibile per loro spost arsi dalle zone ove que-
ste divis ioni; sempre possibile, se lo desiderano,
trovare un t erreno comune d'azione, il luogo adatto
per costruire un ponte largo e solido che colleghi anche
gli universi psicologici pi incommensurabili . Spetta al
riformatore su larga scala sistemare la st ruttura della
societ in modo tale che non venga impedito il gettar
ponti . Ed compito degli educato ri e insegnanti di reli-
gione persuadere gli individui che il gettar ponti cosa
buona e insegnar loro. al te mpo st esso, come trasformare
le t eorie e le buone intenzioni plat oniche in pratica
effet t iva.
Gli ostacoli alla cost ruzione dei pont i saranno pi
numerosi nelle comunit ove le differenze di reddit i (c,
insieme a quest e le differenze di educazione) sono molto
grandi c dove il tipo di societ gerarchico ed autorita-
rio. Saranno minimi nelle comunit dove il principio
dell'autogoverno applicat o con pi larghezza, dove
una vit a di gruppo responsabile pi intensa, e dove
sono minori le ineguaglianze di reddit i e di educazione.
Feudal ismo, capitalismo e dittat ura militare (accompa-
gnat i o no dalla propriet pubblica dei mezzi di produ-
zione) sono quasi egualment e poco propizi alla costru-
zione dei ponti, Sotto quest i regimi le ineguaglianze
naturali vengono accent uate, e nuove ineguaglianze arti-
ficiali create ex nihilo. L'ambient e pi propizio per l' egua-
glianza costituito da una societ ave i mezzi siano
di propriet cooperativa, ave il potere sia decent rat o,
dove la comunit sia organizzat a sulla base di piccoli
gruppi t ra loro collegat i di individui vicendevolmen-
t e responsabili , ma, per quanto possibile, auto-gover-
. nant isi.
L'eguaglianza nell' azione, o, in alt re parole,la buona
condotta reciproca, l'unica specie di eguaglianza che
esista realmente. Ma questa eguaglianza nell 'azione pu
venire pienamente realizzata solt ant o dove gli indivi-
dui di diversi tipi e professioni abbiano la possibilit
di associar si liberamente e frequent emente tra di loro.
E compit o del ri format ore su larga scala sist emare la
st ruttura sociale in modo da rimuovere gli ostacoli che
188 FI NI E MEZZI
..
I NEGUAGLIANZA 1 89
impediscono il libero e frequente contatto tra gli indivi-
dui, e da creare nuove opportunit di contatto. Il cam-
biament o da un modello di societ aut orit ario ad uno
cooperat ivo abolirebbe effettivamente molte delle arbi -
t rarie barri ere di casta che attualment e rendono co-
si difficile agli individui l'incontrar si liberament e. Al
t empo st esso bisogna creare delle nuove occasioni per
stabilire in vari modi dei nuovi contatti. Per esem-
pio, sar possibile estendere a una cerchia pi larga i
vantaggi di un sistema simult aneo di educazi one acca-
demi ca e t ecnica svolto dal dottor A. E. Morgan al-
l'Antioch College di Ohio. (Torner su quest'esempio
nel capit olo sull'educazione).
Non soltanto nel periodo dell 'educazione vera o
propria che possono venir creat e delle opportunit di
nuovi contatti. Facendo in modo che gli individui pos-
sano passare da un lavoro ad un alt ro, il riformatore
su larga scala pu aumentar e moltissimo il numero delle
relazioni personali fatte durante un dato periodo di
vita lavorativa. Simili cambiamenti di lavoro hanno
molto valore, non soltanto perch mettono in cont atto
l' individuo con nuovi gruppi di suoi simili , ma anche
perch alleviano la noia causata dalla monotonia e
dalla vista di luoghi t roppo familiar i. (La noia, come si
gi visto, una delle ragioni della persistent e popol a-
rit della guerra; qualsiasi cambiament o, sia nella st rut-
tura della societ che in quello della personalit indivi -
duale, che t enda a ridurre la noia, t ende anche a ridurre
il pericolo della guerra).
Ho dato soltanto due esempi; ma molt i alt ri met odi
possono senza dubbio venire studiat i per molt iplicare i
contatti utili e t rasformare cosi la vit a di ogni indivi -
duo in una educazione alla responsabilit e all a colla-
borazione su un piede di eguagl ianza.
Non ci sono ponti sul Gran Canyon. Coloro che vt-
190 FI NI E MEZZI
vano sulle opposte sponde dell'abisso devono scendere
alla pianura per trovare un passaggio. Ma t ra quelli
che vivono sulla stessa sponda la comunicazione fa-
cile. Possono anda re e venire senza impedi ment o, pos-
sono unirsi liber amente ai loro compagni. In altre
parole, individui di t ipi diversi possono stabilire un con-
t atto reciproco solt ant o nell'azione, e soltanto a condi-
zione che si comportino bene reciprocamente. Gli indi-
vid ui dello st esso ti po sono psicologicamente commen-
surabili. La comunicazione t ra di loro naturalmente
facilitata dalla buona reciproca condotta ; ma anche se
la loro condotta non buona, anche se provano ant ipa-
t ia e sfiducia, possono capirsi l'un l' altro. I cerebroto-
Dici che hanno ricevuto la stessa specie di educazione
si possono incontrare sul piano int ellettuale. I viscero-
t onici si uniranno nel rumoroso ed espansivo camerati-
smo che piace a tutti loro. I somatotonici capiranno il
godimento di ognuno di loro nell' attivit muscolare fine
a s stessa. Ci sono poi anche delle sottodivisioni. I
matematici si associeranno con altri matematici. I mu-
sicisti parlano una lingua che tutti gli altri musicisti
comprendono. Le persone che hanno le stesse eccentri-
cit sessuali si incontrano sul terreno comune delle loro
particolari aberrazioni. (Cosi la massoneria degli omo-
sessuali riunisce uomini dei tipi pi diversi, int ellettuali
invertiti e scaricatori di porto, emozionali viscerotonici
e gente del t ipo somatot onico, lottat ori professionisti
e aitant i marinai.) In poche parole , ci sar sempre la
t endenza, per uccelli dello stesso t ipo, a volare insieme.
Ci giust o ed inevitabil e. Ci che non giust o che
l' unione avvenga esclusivament e t ra uccelli di quel tipo.
E essenziale che la societ sia congegnata in modo da
fornire possibilit di cooperazione t ra gente di tipo diver-
so. Ci, nat uralmente, non impedir alle persone dello
.st esso t ipo di raggrupparsi tra loro. perch fortuna-
,
I NEGUAGLI ANZA 19
1
t amente possibile per gli esseri umani far parte di pi
gruppi allo stesso In. l' uomo pu ave-
re una famiglia e vari gruppi dl .amlcl ; essere
bro di una associazione professionale e di una societ
di mutuo soccorso, di un circolo sport ivo, di chiesa ,
di una associazione scientifica. Val la pena di notare a
quest o propostito, che, per quant o concerne i fatti
creti dell'esperienza umana, la "societ"
ne priva di senso. Un individuo non ha espenenza di-
retta dei suoi rapport i con la
soltanto dei suoi rapporti con de.1gruppi hm.ltatl mdi:
vidui simili o dissimili . La t eona e la pratica SOCIale SI
sono spesso sviat e, perch partivano da una
quale la "societ " invece . ch; d::i fatti .dell'espen enza:
concret a, ossia dalle relazioni COI gruppl e del gruppI
t ra di loro. E un fatto st orico significat ivo che le filosofie
polit iche che fanno grande uso di simili paroloni ast rattr
come "societ " , sono stat e generalmente filosofie volt e
a giust ificare una tirannia, militare-capitalistico-feudale,
come la t irannia della Prussia di Hegel e il Ter zo " Reich"
di Hitler o milit arest ato-socilalist o-burocratica, come
quella della Russia dopo la morte di Lenin . Se voglian: o
realizzare i buoni fini indicat i dai profet i, sar meglio
che parliamo meno delle rivendicazioni
(che si sono sempre indent ificate, st ando al nudi
con quelle di una oligarchia dominante) e molt o di pi
dei diritti e doveri dei piccoli gruppi cooperant i.
Alcuni individui hanno una int elligenza pi universale
di altri; alcuni possiedono delle abilit speciali che al-
tri mancano ' alcuni hanno un temperament o che 11 ren-
de poco adatti a essere direttori o amministratori; in
altri, -al cont rario, la configurazione degli umori :ale
da renderli mirabilmente atti alla direzione di una Im-
presa comune. Il problema consist e, prin;.o: nel.l'adat -
t are le chiavi alla serratura ; secondo: nell' impedire che
19 2 FI NI E MEZZI
chi ha attitudini di capo, quando nel posto che gli
spetta per queste attit udini, sfrutti la sua posizione in
modo non desiderabile.
Nel suo libro. A chacun sa chance, Hyacynte Dubreuil
ha dimost rat o che, quando dei piccoli gruppi sono
impegnati in un dato compit o per il quale siano respon-
sabili in comune e rimunerati non come individui , ma
come gruppo, la scelta di un capo e l' assegnament o dei
compit i individuali presenta rarament e delle difficolt
speciali. Ognuno giudice molt o acut o delle competenze
professionali di coloro che lavorano nel suo stesso cam-
po. Ognuno sa che cosa siano la considerazione e la lealt ,
e generalmente ognuno si rende abbast anza ben conto
di quale persona, nel gruppo part icolare in cui lavora
in quel momento , dia garanzie di giustizia e considera-
zione, olt re che di efficienza. In molt e circostanze della
vit a di lavoro, si pu cont are sulle esigenze del lavoro
stesso per indurre coloro che lavorano insieme in piccoli
gruppi responsabili e cooperant i, ad eleggere come capo
e organi zzat ore propri o la persona pi indicata per que-
sta carica (I) . E non c' gran pericolo che un simile
capo abbia la tentazione (o, se ce l'ha, che vi riesca)
di sfruttare la sua posizione a danno dei suoi compagni.
Il problema di ci che si potrebbe chiamare la direzio-
ne su piccola scala non difficile, salvo che nelle societ
di tipo gerarchico. In t ali societ (e dove si tratta di
organizzazione industri ale, anche gli stati democrat ici
sono gerarchici e dittatoriali ), il piccolo capo ha la t en-
t azione costante di vendicarsi sui suoi sottopost i per
t utte le angherie che gli sono stat e inflitt e dai suoi
superiori . I polli di run pollaio hanno un ordi ne ben de-
o.
{I l Quel che ha trovato D UBRll:lI'I L confermato da Pil: T7.R SCOTt', che ha fatto
UDa la rga espe ri en za or ganizzando de i groppi cooperat ivi tra i d isoccupat i ncl
pae se di Galles. Kot che questi gruppi ten devano sempre ad eleggere co me
capo gli i ndividui di maggior val ore.
I NEGUAGLI ANZA 193
finito nel beccarsi t ra di loro. La gallina A becca la
gall ina B, la b;cca C, e cosi, di Lo stesso
avvi ene nelle societ umane nell ordinamento attuale.
Il t iranno capo ufficio in gran parte il prodotto della
tirannia degli st rat i superiori. I grandi dittatori genera-
no i piccoli dittatori , con la st essa certezza con cui i
grossi scorpioni generano dci piccoli scorpioni e i grossi
scarafaggi generano dei piccoli scarafaggi. Una societ
organizzata su piani non gerarchici ma cooperativi,
nella qu ale il principio dell'autogoverno venga apph-
cato ovunque possibile, dovrebbe essere abbastanza
immune dalla pest e della t irannia in miniatura.
Un cattivo capo dannoso a qualunque livello sociale.
Alla sommit , pu produrre non soltanto disagio lo-
cale, ma un disast ro generale. Il corpo polit ico va. sog-
getto a due gravi malattie del cervello: la follia e l' im-
becillit. Quando degli individui come Silla o Napoleone
assumono la funzione eli un cervello sociale, la comunit
che essi dirigono soccombe a qualche forma di follia.
La fonna pi comune la paranoia ; tutte le dittature
contemporanee, per esempio, soffrono in ferma acuta
di mani e di grandezza e di persecuzione. E l' alt ernati-
va al pazw re Cicogna , t roppo spesso, l'inefficient e e
deficiente re Travicello che infetta il corpo politico
con la sua imbecillit . Gli imbecilli ottengono il potere,
o per diritto ereditario, o, se il sistema di scelt a eletti-
vo, perch possiedono un certo grado di talent o dema-
gogico, o, molto spesso, perch fa comodo a certi potent i
int eressi all'interno della comunit di avere in carica
un imbecille. La maggior part e delle societ moderne
ha abolito il principio eredit ario in politica; idioti e
ubriaconi non possono pi governare un paese per dirit -
t o di sangue. Nel mondo della finanza e dell' indust ria,
comunque , il principio ereditario ancora ammesso;
dei deficienti e degli ubriaconi possono dirigere delle
'l
194 FINI E MEZZI
societ per diri tto divino. Nel mondo della politi ca, col
sistema elettivo, la probabilit di avere per capi degli
imbecilli pu venire considerevolmente ridotta, sotto-
ponendo gli uomini politici ad alcuni di quegli
per la idoneit intellettuale, fisica e morale, a CUI ven-
gono sottopost i i candidati a quasi -ogni alt ra specie di
lavoro. Ci si pu immaginare il grido di indignazione
se i propriet ari di alberghi assumessero dei camerieri
senza domandare le referenze ai precedent i datori di
lavoro ; se i capita ni delle navi fossero presi da asili di
alcoolizzat i; se le compagnie ferroviarie affidassero i loro
treni a dei macchinisti arteriosclerotici e con disturbi alla
prost ata ; o se gli impiegat i civili e i dottori potessero
esercit are la professione senza subire degli esami ! Tutta-
via, quando i dest ini di una int era nazione sono in gio-
co non si esita ad affidare la direzione degli affari a
. . .
. uomini di reput azione not oriamente cat tiva: a uorm-
ni imbevut i d'al cool ; a uomini cosi vecchi e infermi da
non pot er fare il loro lavoro, e nemmeno capire di cosa
si trat ta; ad uomini senza abilit e spesso senza educa -
zione. In quasi ogni altra sfera di attivit abbiamo ac-
cettato il pri ncipio che nessuno possa assumere delle
responsabilit se non subisce prima un esame, se
mostra la sua cartella sanit ari a c se non produce t est i-
monianze sulla sua reputazione; e anche cosi l' impieg?
vien dato, in molt i casi, soltant o con la clausola che il
tit olare lo lascer raggiungendo certi limit i d'et. Ap-
plicando quest e rudimentali precauzioni agli uomini po-
lit ici, saremmo in grado di escludere dalla nost ra vita
pubblica una buona dose di quella st upidit pretenzio-
sa, di quell'autoritaria incompetenza senile e di quella
disonest che ora la contamina.
Difendersi contro l'uomo dall' ambizione attiva e pa-
ranoica, dal pot enziale re Cicogna della societ poli-
t ica o indust riale, pi difficile che difendersi dal defi-
,
i
I NEGUAGU ANZA 195
ciente dal rammollito e dall'imbroglione, I freni politici
e legali all' ambizione, come quelli contenuti nella Co-
st it uzione amer icana, sono efficaci si, ma soltant o fino
ad un cert o punto. I freni legali e gli equilibri, sono
semplicemente della sfiducia eretta ad istituzione; e la
sfiducia, comunque elaborata ed ingegnosament e t ra-
dotta in t ermini di legge, non pu mai essere una base
adeguat a per la vit a sociale. Se gli individui non vogliono
giuocare il giuoco politico o le
prescritte, nessuna sorveglianza pot r impedire loro di
profitt are indebitamente ogni volta che possono. c S0-
pra le montagne t dice la vecchi a canzone e sotto le
t ombe t l' avarizia e la sete di pot ere c troveran no la
st rada t anche pi sicuramente dell'amore.
la st rada fint ant o che si educher la gente a considera-
re l' ambizione come una virt, e l' accumular denaro
come l' occupazione pi important e per l' uomo. Per ora
noi accettiamo di organizzare la nostra vita politica
ed economica e di educare i nostri figliuoli in un modo
che ci porter certamente a soffrire in maniera sempre
pi grave e cronica della paranoia organizzat a dalla dit-
t atura. anche se le riforme venissero applicate oggi
st esso, i loro pieni effet t i non sarebbero sensibili fino a
che coloro che sono stat i allevati sotto la legge presente
non fossero morti o cadut i nell'impotenza della vecchiaia.
Frattanto, ci si pu domandare, c' nessun cambia-
mento nell'organizzazione sociale che possa rendere pi
diffi cile per gli ambiziosi di imporre il loro volere alla
societ ?
Un sistema d'esami pot rebbe liberare la nost ra poli-
t ica e i nostri affari dagli imbecilli e dagli imbroglioni
pio astuti . Ma sarebbe poco efficace nell'escludere gli
individui consumat i dall' ambi zione, e non lo sarebbe
affatto, quando questi avessero superat o la prova, per
educarli ad una forma mentale migliore e meno avida-
rg6 FINI E MEZZI
mente napoleonica. Ci vuole qualche cosa di pi di un
_esame. Il semplice meccanismo sociale non pu dare
per intero questo " qualche cosa di pi", ma tutto quel-
lo che si pu cavare dal meccani smo sociale verrebbe
prohabilment e fotnito da qualche istituzione simile a
quella dci ragionieri patentati : un'unione autogovernan-
t esi di professionisti che hanno accettato certe regole,
assunto certe responsabilit reciproche e possono con-
cent rare l' intera forza della loro opi nione pubblica orga-
nizzat a in schiacciant e disapprovazione su qualsi asi
membro delinquente della societ . Tale organizzazione
uno dei pi pot ent i espedient i educat ivi che sia mai
stat o inventato. Le funzioni direttive non sara nno mai
rese efficaci e responsabili finch non ci sar un ordine
riconosciuto di direttori d' affari , un altro di uomini
politici e un altro di amminist rat ori. (In Inghilterra, i
gradi pi alti del servizio civile formano quasi una cast a,
regole e t radizioni, che vengono rinforzate distribuendo
quella forma di lode cosi apprezzat a e quella forma di
biasimo cosi insopportabile: .la lode e il biasimo dei col-
leghi professionali . E deve al fatto di avvicinarsi ad un
ordine riconosciuto di amministratori , se possiede t ant a
efficienza e tanta immunit della corruzione.)
Sottoporsi a degli esami e far parte di un ordine pro-
fessionale cont ribuirebbe senza dubbio molt issimo ad ele-
vare il livello di chi diri ge l' economia e la polit ica, e a im-
pedire che le t endenze degli ambiziosi escano dai giusti
limiti . Est endere l' applicazione di un vecchio principio
sempre pi facile che int rodume uno nuovo; e siccome
il sist ema degli esami usat o quasi universal mente, e le
organizzazioni professionali riconosciute sono largamente
conosciute e rispettate, non dovrebbe essere difficile esten-
dere semplicemente i loro campi d'applicazione. Solo in
t al modo si pu diminuire il pericolo sociale inerente al
fatto della ineguaglianza individuale.
XII
L'EDUCAZIONE
G
Ll educatori di professione, e, insieme con loro, certi
psicologi , hanno avut o la t endenza ad esagerare
l' efficacia della educazione infantile e di ci che avviene
nei primi anni della vita. I gesuit i si vantavano che,
se fosse st at o affidato loro un bambino in et abbast an-
za t enera, avrebbero potuto rispondere dcII'uomo. In
modo simile, i freudiani attribuiscono alle esperi enze
della prima infanzia t utti i dist urbi spirit uali dell'uomo.
).la i gesuit i hanno educato t anto dei liberi pensatori e
dei rivoluzionari che dei docili credent i. E molti psicologi
si stanno allont anando dall' opinione che tutte le ne-
vrosi siano dovute a qualche penosa esperienza della
prima infanzia. t La cura in conformit alla t eoria del
trauma psichico e scrive ] ung, _ spesso est remament e
dannosa al paziente , perch lo obbliga a ricercare nella
sua memoria, spesso in un lungo periodo, un event o
ipotet ico della sua infanzia, mentre vengono grossola-
namente trascurate cose di importanza immediata. La
verit che l' uomo soffre non soltanto del suo passato,
ma del suo presente, e di ci che prevede nel futuro. Il
processo di condizionament o che avviene nell'Infanzia .
non determina completamente e in precedenza la con-
dotta dell'uomo. Almeno fino ad un certo punto, questi
pu venire ricondizionat o dalle circost anze della sua
adolescenza e della sua vita di adulto; fino ad un certo
punt o la sua volont libera, e, se egli sa vedere e sce-
19 8 FI NI E MEZZI
gliere la st rada per farlo, pu da solo rieducarsi alla vita.
Questo ricondizionamento pu avvenire in senso buono,
ma pu anche avvenire in senso non desiderabile. Per
esempio, il condizionamento che i bambini ricevono ora
negli asili in genere eccellente . Quello che ricevono
nelle scuole che vengono dopo in genere cattivo. Mal-
grado ci che dicono Freud e i gesuiti, la cattiva edu-
cazione dell'adolescenza neutral izza quella buona rice-
vuta nell' infanzia. Nella sua Anatomy 01 Frustration,
H. G. wells fa commentare al suo eroe la penosa dif-
ferenza tra 4: il fascino, la viva int elligenza, la libert
senza t imore del" bambino moderno di sei o sette anni,
e la goffa futilit mentale del ragazzo di dieci anni
dopo s, La prima il prodotto dell'asilo infantile, la
seconda quello della scuola elementare e secondaria, e
del collegio. Si educano i bambini alla libert, all'intel-
ligenza, alla cooperazione responsabile e volontaria ; e
quando sono pi grandi vengono educat i all'accetta-
zione passiva della tradi zione, e ad un' alternativa fra
il potere e la subordinazione. Questo fatto un sintomo
dell'incert ezza di proposit i che prevale nelle democrazie
occident al i. La vecchia t ra dizione pat riar cale coesiste
nelle nost re menti con una brama nuova e incompatibile
verso la libert e la democrazia. Nel nostro ent usiasmo
per la seconda , abituiamo i nostri bimbi piccoli ad es-
sere degli individui liberi ed autogovernantisi; e dopo
~ averlo fatto ci spavent iamo e, ricordando che la nostra
societ ancora gerarchica e molt o autoritaria, impie-
ghiamo tutte le nostre energie per insegnar loro ad
essere dci dominat ori da un lat o, e dall' altro degli ac-
quiescent i subordinat i.
Si pu qui, incident alment e, notare che le scuole
"moderne" possono essere anche troppo " moderne". C'
il pericolo che ai bimbi venga data pi libert di quanto
possa loro esser ut ile, e piu responsabilit di quant a
LO EDUCAZIONE 19 9
essi desiderino o sappiano assumersi. Il dare ai bambini
troppa libert e responsabi lit . imporre loro uno sfor-
zo che molti di essi t rovano opprimente ed anche est e-
nuant e. Salvo casi eccezionali , i bambi ni amano sen-
t irsi sicuri , amano sent ire l' appoggio di un a solida in-
quadratura di leggi morali e anche di regole di buone
maniere. Entro un' inquadrat ura cosi saldament e sta-
bilit a, c' spazio abbondante per allenarsi all 'indipen-
denza, alla responsabilit e alla cooperazione. La cosa
importante quella di evitare gli est remi, di troppa li-
bert e responsabilit da un lato, e, dall'altro, di troppe
restrizioni , e, soprattutto, di troppe restrizioni sbagliat e.
L' inquadrat ura stabilit a pu essere una regola buona o
cattiva. I bambini possono t rovare un senso di sicurezza
t anto da una regola morale, diciamo, di milit arismo,
che da una regola di "non-attaccamento". Ma i risul-
t ati di una educazione entro una inquadratura di mora-
lit milit aristi ca saranno completamente diversi da quel-
li di una educazione nell 'etica del " non-attaccament o".
Per t ornare al mondo quale noi lo conosciamo, dob-
biamo rivolgerei una domanda import ante. Anche se
venisse prolungato il t ipo d'educazione dell' asilo, ossia
il t ipo dell'educazi one all'autogoverno e alla coopera-
zione responsabile, se, diciamo, questo venisse continua-
t o fino alla t arda adolescenza, riusciremmo, nel mondo
come oggi, a produrre qualche importante cambia-
mento in meglio nella societ o negli individui che la
compongono? La vit a pratica il migliore di tutti i
maestri. Prendete degli adolescenti educati all'autogo-
verno e alla cooperazione e scaraventateli in una societ
gerarchica, emulat rice e adoratrice del successo; cosa
ne succeder? Pot ranno sopravvivere gli effetti dell'e-
ducazione ricevut a alla scuola ? Molt oiprobabilrnente
no. Verosimilmente ci sarebbe un periodo di sbalord-
mento e di angoscia ; poi, nella maggioranza dei casi,
un riadat t ament c alle circost anze della vita. Ci che di-
most ra, una volta di pi . che la vita un t utto e che dei
cambiamenti opportuni in un campo non produrranno
i risultati che se ne attendono, se non accompagnati
da opportuni cambiamenti in t utti gli altri campi.
Nei paragrafi precedent i ho avanzato l' ipotesi che una
buona educazione non cost it uisce quella cura infalli-
bile per tutti i mali. come qualche entusiasta ha rit e-
nuto. O piuttost o. che potrebbe divenir t ale soltant o se
fosse associat a a delle buone condizioni negli altri cam-
pi dcJJa vit a. Come al solito, non si t ratta di una semplice
quest ione di causa ed effetto, ma di rapporti pi com-
pIessi , di azione e di reazione. Una buona educazione
sar pienament e efficace solt ant o quando le condizioni
sociali siano buone, e siano buoni i-sent iment i e le opi-
nioni degli individui ; ma t anto quest e che quelli non
possono essere pienamente soddisfacenti, finch non si
abbia una buona educazione. Il problema della riforma
il probl ema consistente nello spezzare un circolo vizio-
so e nel costruire al suo posto un circolo buono e sa-
lutare.
E giunto il momento di chiederci in cosa consist a
veramente una buona educazione. Nei pri mi mesi e
primi anni dell'i nfanzia l' educazione semplicement e
fisiologica; il bambino, per usar e il linguaggio degli al-
levat ori di cani, viene "educat o alla pulizia" . Nel pas-
sato questo era considerato un ar gomento volgar e e
insulso, del quale era inutile e poco delicato discutere.
Usando iI t ermine delIo zio Toby Shandy, si veniva
sculacciati per questo e poi non se ne parlava pi. Gli
psicologi moderni hanno scopert o che l'argoment o non
affatto banale e che, almeno per il bambino, le escre-
zioni e iI relat ivo processo d'educazione sono argoment i
di profondo int eresse. A questo proposito devo cit are
soltanto l' opera del compianto dott oSut tie , il cui libro
200 FINI E MEZZI
,
I
I
L ' EDUCAZIONE 201
The Origins 01 Love and Hatred, contiene un interessan-
t e capitolo sugli effetti della prima educazione aIla
" pulizia" sulla vita emotiva degli esseri umani. Quest i
effetti, sembra , sono generalment e cattivi; ed egli porta
delle ragioni che inducono a supporre che la nostra vita
emot iva sarebbe pi serena se la nostra educazione alla
puli zia non fosse cominciata cosi prest o. I bambini po-
co pulit i sono una peste; ma se, lasciandoli un po' pi
liberi di fare le loro piccole sudicerie, possiamo garan-
. t ire che diventino degli adult i pi sereni, meno irasci -
bili, e liberi da ci che Suttie chiama il nost ro " tab
in materia di tenerezza", la piaga sarebbe pi soppor-
t abile.
Questo per quant o riguarda l'educazione fisiologica
della pri ma infanzia. Passiamo ora alla educazione mo-
raIe ed intellettuaIe degli anni che seguono. Le due
cose sono, naturalment e, inseparabili ; ma opportuno
t rattarl e una alla volta. Cominciamo col domandarci
in che cosa consiste una buona educazione morale.
Non dimentichiamo che il nostro scopo di educare gli
esseri umani alla libert, alla giustizia , aIla pace. Come
possiamo attenerlo? Nel suo recente libro, Whi ch fVay
lo Peace? Bcrtrand Russel ha scritto un paragrafo si-
gnificativo su quest o argomento . Le scuole "t, egli dice,
t hanno subi to dei grandi miglioramenti nel secolo at -
tuale, almeno nei paesi rimasti democrat ici. Nei paesi
cha hanno un a di ttat ura milit are, compresa la Russia,
si- avuto in questi ultimi dieci anni un grande regresso
comprendent e una recrudescenza di st retta disciplina
e di obbedienza assolut a, un comport ament o ridicol-
mente servilc verso gli insegnanti, e un modo d' appren-
dere piuttosto passivo che attivo. Ci viene considerato
giustamente dai governi interessati un met odo atto a
produrre una ment alit milit are, al t empo stesso ub-
bidiente e prepot ente, codarda e brutale... Da quanto
praticano i despot i, possiamo vedere che essi sono d' ac-
cordo coi difensori della educazione " moderna" sui rap-
porti t ra la disciplina della scuola e l 'amore per la guerra
in et matura.
La dottoressa Maria Montessori ha sviluppat o lo
stesso tema in un recent e opuscolo: Il bambino che non
ha mai imparato ad agi re da solo, a dirigere le sue azioni ,
a guidare la sua volont, si sviluppa fino a di vent are
un adult o che viene facilmente guidato e che deve sem-
pre appoggi arsi agli altri. Lo scolaro, essendo continua-
mente scoraggiato e sgr idato, finisce per acquistare
quel mist o di timore e di sfiducia nelle sue capacit che
viene chiamata timidezza e che in seguito, nell 'adulto,
prende la forma dello scoraggiamento e della sottomis-
sione, dell 'incapacit a produrre la minima resist enza
morale. L'obbedienza che si chiede al fanciull o t anto a
casa che a scuola , un 'obbedienza che non ammette n
la ragi one n la giust izia, prepara l 'uomo ad essere docile
verso le forze cieche. Quella punizione cosi comune nel-
le scuole, che consiste nell'esporre il colpevole al biasimo
pubblico, ed quasi equivale nte alla t ortura della ber -
lina, riempie l'anima di un timore pazzo e irragionevole
della pubblica opinione, anche se quest a ~ chiaramente
ingiusta e falsa. Tra quest i adattamenti, e molti altri
che sviluppano un permanente complesso d'inferi orit ,
nasce lo spirito di devozione, per non dire l' idolat ria,
verso i condottieri e i capi e. La dottoressa Montes- '
sori avrebbe pot uto aggiungere che il complesso di in-
feriorit spesso trova espressione e compenso nella bru-
talit e nella crudelt . L'educazione tradizionale una
preparazione alla vita in una societ gerarchica e mi -
litarist a, nella quale gli individui sono ubbidienti in
modo abbietto ai loro superiori, e crudeli verso i loro
inferiori . Ogni schiavo "si rif" con lo schiavo che gli
sta sotto.
.. 202
FINI E MEZZI

L'EDUCAZIONE 203
Alla luce di queste due citazioni,' possiamo capire con
maggior chiarezza perch la storia abbia preso il corso
che ha effettivamente preso, negli ultimi anni. L'i nten-
sificazione del nazionalismo e del militarismo, il sor ge-
re delle dittat ure, il diffondersi di governi autorit ari a
spese dei governi democratici , sono tutti fenomeni che ,
come gli altri event i della st oria umana, hanno una va-
riet di cause inter-agenti. Le pi copiscue t ra queste
sono naturalmente quelle economiche e politiche. Ma
non sono le sole. Ci sono anche delle cause educative
psicologiche. Tra quest e bi sogna mettere il fatto che,
negli ult imi sessant ' anni, tutti i bambini sono stat i as-
soggettati all a st retta e autoritaria disciplina della scuola
di stato. Nella recente st oria europea una cosa simile
non era mai avvenuta. In certi periodi, vero, e in certe
classi sociali , la disciplina imposta entro la famiglia era
strettissima. Per esempio, la famiglia puritana del se-
dicesimo secolo era governata in modo quasi altrettan-
t o arbitrario c rude che quella del colono romano o
quella del samurai giapponese. Samurai e romani ave-
vano in vista lo stesso fine, quello di allevare i bambini
nelle virt milit ari, in modo da fame dei buoni soldat i.
I purit ani avevano in vista un fine religioso; imitavano
J ehova ; facevano di tutto per spezzare la volont dei
loro figli perch S. Agost ino e Calvino ha nno insegnat o
che questa volont essenzialmente vlta al male.
Tuttavia, bench i fini fossero diversi, i risultati del si-
stema educativo pur itano erano gli stessi di quelli ot-
t enuti coi sistemi essenzialmente simili studiat i dai IO:'
mani e dai sarnurai per un fine completamente di verso.
I loro figli diventavano dei soldat i di prim' ordine e,
quando non venivano chiamati all a guerra, dimostra-
vano le loro qual it militari nel campo del commerc io
e dell 'industria, diventando (come Tawney e Weber
hanno dimostrat o) i primi e i pi spietati capit ali st i. I
purit ani, ripet o, avevano una st rettissima disciplina fa-
miliare. Ma non t utte le popol azioni eTano formate da
puritani. Quando molt i bambini veni vano educati nelle
fami glie, molt i di loro conoscevano soltant o gentilezza
e riguardo. In altri casi, una brutalit sporadica si al-
t ernava con una sporadica affezione. In altri ancora,
-senza dubbio, i genit ori avrebbero desiderato imporre
una disciplina romana od ebraica, ma erano t roppo
pigri per farlo sistemat icamente, cosicch i bambini ne
uscivano incolumi. E un fatto molto significativo che
i membri delle classi superiori , che da piccoli hanno
avuto dei t utori o hanno frequent ato la scuola, sono
sempre st at i gli elementi attivamente militaristi ci nella
societ medioevale e nelle prime epoche della societ
moder na . La gente del popolo era assai di rado spon-
taneamente bellicosa. La guerra e il bri gant aggio im-
perialist ico erano le preoccupazioni dei suoi padroni,
uomini che godevano del privilegio, durante l'infanzia,
di venire minacciati da qualche pedagogo di lingua pun-
gente e di mano pesante.
Nella prima met del secolo diciannovesimo, l'educa-
zione secondaria per le classi medie venne estesa molt is-
simo; nella seconda met l'educazione primaria venne
resa universalmente obbligatoria. Per la prima volt a tu t -
ti i bambini vennero sottomessi ad una disciplina st ret -
ta, sistemat ica, cost ante, quella specie di disciplina che
produce una mentalit militari stica, al t empo stesso
obbediente e prepotente l . I membri delle classi medie
e superiori sono ancora sot topost i, in molti paesi, a un
periodo di educazione pi lungo dei poveri . Ed perci
che i membri delle classi medie superiori sono ancora,
nell' insieme, pi bellicosi che i membri delle classi lavo-
ratrici. (Organizzazioni come la Peace Pledge Union
hanno pi aderenti tra i poveri che t ra i ricchi). Anche i
poveri, tuttavia, subiscono oraalcuni anni di discipli na
24
FINI E MEZZI
L' EDUCAZIOSE
20
5
autoritaria. Il declino della democrazia ha coinciso
t amente con l' arrivo all'et adult a e al potere politico
della seconda generazione del prolet ariato all 'e-
ducazione obbligatoria. Questa una
fortuit a. Nel 19 20 tutti gli europet che erano.
alla educazione obbligat oria primaria erano morti o Impo-
t ent i per vecchiaia. Le I?as.se passat e
prima, a sei o sette anni di tirociruo scolastIco,. ID
molt i paesi, a qualcosa come da uno .a anm di . cc:
scrzione. e finalment e, a quattro anm di guerra. DISCI-
plina che per c al
stesso obbedienti e prepotenti l . Quelli che . erano plU
attivamente dominatori salirono sulle vette, Il rest o ob-
bedi ed ebbe il privilegio di pot er minacciare chi st ava .
di sott o nelle nuove gerarchie polit iche. .
I primi riformat ori che l'I-
struzione universale pnmana e, possibilmente, secon-
daria avrebbe liberato il mondo dalle sue cat ene, e lo
avrebbe reso "pronto per la democrazi a". Se .non lo
ha fatto, se, invece, ha semplicement e preparato Il. mon-
do alle dittature e alla guerra universal e, la
molto semplice. Non si pu raggiungere un dat o obtet.-
tivo st orico camminando nella direzione oppost a. Se Il
vost ro scopo la libert e la. allora
insegnare al y di liberi e di
governarsi. Se gli msegna ,. invece, quella .della ,mi-
naccia e dell' obbedienza passiva. non si raggmngera la
libert e la democrazia a cui si mira. Fini buoni non
possono venire raggiunt i con mezzi ve:
rit assolutamente ovvi a. Tuttavi a CI ri fiutiamo di
agire basandoci su di essa. Ed. IX: r questo che ci t ro-
vi amo nella nost ra present e SItuazione.
I due t ipi di educazione, quello per la libert e la. re-
sponsabilit, e quello per la prepot enza e la subordma:
zione, coesist ono nelle democrazie occidentali. ove gli
206 FINI E MEZZI
asili infantili appartengono al primo t ipo, e molte delle
.al secondo. Nei paesi fascisti , nemmeno gli
asili mfant.l h al primo t ipo. E ab-
bastanza signi f icat ive il fatto che la societ Montessori
in venne .dalla polizia polit ica nel 1935;
e grugno 1936 Il Ministro dell'Educazione di Mus-
solini decret la cessazione in I talia di tutte le att ivi-
del metodo Montessori. AI t empo di Lenin,
l era basat a, in ogni stadio, su dei
pnncrpr simili a quelli enunciati dall a dottoressa Mon-
t essori. e nei .decret i pubblicati poco dopo
che Lcnin sah al potere, SI possono leggere frasi come
L' ut ilizzazione di un sistema di segni per valu-
tare .il e la condotta degli allievi abolito...
La distribuzione di medaglie e di premi abolita... La
vecchia forma di disciplina che corrompe l'intera vita
della scuola e il libero sviluppo della personal it del
bambino non pu essere mantenut a nelle scuole di la-
progresso del lavoro stesso sviluppa quella disci-
plina mterna .senza la .quale non si pu immaginare il
lavoro collettIvo. e. razionale... Tutte le punizioni nelle
sono proibite... Tutti gli esami sono aboliti...
L uni forme scolast ica abolita t.
.Il 4 set tembre 1935, un Decreto di riforma accade-
nuca venne promulgat o dal governo di St alin. Quest o
cont eneva, t ra gli altri , i seguent i ordini: e Ist -
t uire una commissione... elaborare un progetto di re-
golamento per ogni tipo di scuola. Il regolamento deve
un cat egorico e assolutamente obbliga-
t OrIO per gh allievi per gli insegnanti. Questo re-
deve essere Il documento fondamentale... che
strettamente il regime degli st udi e le basi
dell ordine per la scu.ola..: sost egno del regolament o
per la condotta degli allievi deve venir stabilita una
st retta e coscienziosa applicazione della disciplina... Nel.
LO EDUCAZIONE 207
le not e personali verranno segnate per l' intera durata
degli st udi i punti dell'allievo in ogni t rimestrevi suoi
premi e le sue punizioni... Uno speciale apparato di
giovani organizzatori comunist i verr istituito per la
sorveglianza degli allievi dentro e fuori la scuola. Essi
dovranno sorvegliare la moralit e lo st at o d'animo
degli allievi ... Stabilire una forma unica di abbigliamen-
t o per gli allievi delle scuole primarie, medie e seconda-
rie; questa uniforme deve essere introdotta, per comin-
ciare, nel 1936 nelle scuole di Mosca t.
Quest o decret o fu seguito da un alt ro, uscito nel feb-
br aio del 1937, il quale ordinava che le organizzazioni
esist ent i per dare una ist ruzione milit are ai bambini
(dagli otto anni in su) dovessero venire rinforzate ed
estese. Quest o sistema di coscrizione infantile esiste
gi nei paesi fascisti e, se conti nua la mi naccia della
guerra, sar senza dubbio impost o anche alle democra-
zie occidenta1i.
Qualunque cambiament o in peggio nei metodi edu-
cat ivi significa un cambiamento in peggio nella menta-
lit di milioni di esseri umani per tutta la durata della
loro vita. La pri ma educazione, come ho fatto not are,
non determina completamente e irrimediabilment e. la
condotta degli adult i; ma rende senza dubbio pi diffi-
cile per gli indi vidui pensare, sent ire, agire in modo di -
verso da come st at o insegnat o loro nell'i nfanzia. Dove
le condizioni sociali sono in armenia col sistema preva-
lente di educazi one, l'impresa di uscire dal cerchio dei
primi insegnamenti pu rappresentare una difficolt qua-
si insuperabile. Stalin ha reso praticamente certo che
la filosofia della vita prevalente in Russia sar, per i
prossimi trent a o quarant 'anni, essenzialmente mili-
tarist ica.
La disciplina non il solo st rument o per l' educazione
del carattere. Una delle maggiori scoperte psicologiche
dei tempi moderni fu la scoperta che il giuoco, non sol-
t anto per i bambini piccoli, ma, (e anche in modo pi
signi ficativo) per gli adolescenti e per gli adult i, poteva
venire impiegat o a degli scopi educat ivi. In parte ca-
sual ment e, in parte con sottile e profondo calcolo, gli
educatori inglesi della seconda met del diciannovesi-
mo secolo ebbero l' idea di organizzare lo sport allo sco-
po di educare il carattere dei loro allievi . A Rugby,
quando Toro Brown andava a scuola, non esistevano
giuochi organizzati . Il dott or Arnold era immerso t rop-
po esclusivamente nelle riforme sociali della Bassa Chie-
sa e nello st udio della st or ia del Vecchio Testamento,
per occuparsi di cose cosi futili come i divertimenti dei
suoi ragazzi . Una generazione dopo, il "cricket" e il
gioco del calcio erano obbligatori . in ogni scuola pub-
blica, e lo sport organizzato veniva usato sempre pi
deliberatament e come un mezzo per modellare il carat -
tere del gentiluomo inglese.
Come ogni alt ro ist rument o inventato dall'uomo, lo
sport pu venire usat o tanto per fini buoni che per fini
cattivi. Ben impiegat o, pu insegnare il coraggio e la
pazienza, senso di lealt e rispetto delle regole, la coor-
dinazione degli sforzi e la subordinazione degli int eres-
si personali a quelli del gruppo. Usato male, pu incorag-
giare la va nit personale e quella di gruppo, l' avido
desiderio di vittoria e l' odio per i rivali , un int ollerante
spirito di corpo e il disprezzo per chi non fa parte di un
certo gruppo scelto arbit rariamente. In ent rambi i casi
lo sport insegna la cooperazione responsabil e; ma quan-
do viene usato male , la cooperazione volta a dei fini
non buoni e porta a un aumento di attaccamento del
carattere individuale; quando viene usato bene, il ca-
rattere viene modificat o nel senso del non-attaccament o.
Lo sport pu essere t anto una preparazione alla guerra
quanto, in un certo senso, un surrogato della guerra;
208 FINI E MEZZI L'EDUCAZIONE 209
pu educare dei guerrieri in pote nza o dei pacifisti in
pot enza ; pu eserci t are una infiuenza educativa che
formi dei militarist i o degli uomini pronti e capaci di
applicare i principi: del pacifismo ad ogni attivit della
vita. Sta a noi scegliere quale sar la funzione che
eserciter il divertimento organizzato degli adult i e dei
bambini. Nei paesi dittat oriali la scelta st at a fatta,
coscientemente e senza compromessi. In questi paesi lo
sport una ben definita preparazione alla guerra, e una
doppia prepar azione. Viene usato, in primo luogo, a
preparare i bambini per il periodo di schiavit milit are
al quale dovranno sottoporsi quando saranno di leva,
per abituarli alla resistenza, al coraggio e agli sforzi
coordi nati, e coltivare in precedenza quello spirito di
corpo, quella vani t e quell'orgoglio di gru ppo che sono
la base del carattere di un buon soldato. In secondo
luogo, viene usat o come uno st rumento di propaganda
nazionalistica. Le partite di calcio t ra squadre di paesi
stranieri vengono considerate come questioni di presti -
gio nazionale; la vittoria vien valutata come un t rion-
fo sopra un nemico, un segno di superiorit nazionale
o di razza; una sconfitta viene attribuita a slealt nel
gioco, e tratt at a quasi come un casus belli . I t eorici ot -
timisti considerano lo sport come un legame t ra le na-
zioni. Ma nello stat o presente dei sentimenti nazionali-
sti ci, soltanto una causa di pi per dei malintesi in-
t ernazionali . Le battaglie combattute sui campi spor-
t ivi non sono che dei preliminari, o anche delle cause
che cont ribuiscono "a confiittipiu sert. In un mondo
che non possiede una comune religione o filosofia della
vita, ma nel quale ogni gruppo nazionale prat ica una
sua speciale idolatria privata, le partite internazionali
di calcio e le contese sport ive non possono fare altro
che del male.
La scelt a dei dittatori stata, come abbiamo vist o,
".
'2 10 FINI E MEZZI
L'EDUCAZIONE
' II
chiara e senza. compromessi. Essi hanno deciso che lo
sport deve essere soprattutto una preparazione alla guer-
ra. I paesi democratici hanno, come sempre, due opi.
nioni in proposito. L' idea di usare lo sport soltanto
come una preparazione alla guerra ci scandalizza; al
t empo stesso non sappiamo deciderci ad usarl o coscien-
t emente e coerentemente per educare dei pacifist i attivi.
Fino a un certo punto lo sport viene usato come una
preparazione militare. c La battaglia di \Vat erloo fu
vinta sui campi di gioco di Et on l, e "fu pure su questi
campi , e su una dozzina o due di campi sportivi di al-
t re scuole, che stato conquist ato e tenut o soggetto
l' Impero indiano. Il massacro di Amrit sar "un prodot-
t o genuino e t ipico del sistema dei prefetti di collegio
e del "cricket " obbligatorio. La mano del suo capi-
t ano batt la sua spalla : .. Giuoca e giuoca fino in fon-
do!" E la partit a fu giuocata tra gli alt i muri di J a-
lianwallabgh al suono di non so pi quante cent inaia
di morti e di feriti. Ma se l' India fu conquistata e t e-
nut a soggetta sui campi sportivi delle scuole pubbliche
inglesi, viene anche amminist rat a con quei sist emi, ed
amministrata con un grado considerevole di giustizia
e di incorruttibilit. E su quegli st essi campi anche
in corso il processo della sua liberazione (molto gradua.
le, e fatta con molt a riluttanza, per dire il vero). Nella
semi-democrazia dell'Inghilterra moderna, lo sport non
viene usato soltanto per preparare la guerra e per sti-
molare la vanit e l' orgoglio di gruppo; viene usato
anche per insegnare ai ragazzi a comportarsi con genui-
na lealt , ossia come educazione al non-attaccamen-
t o. Nel mondo quale oggi, non ci si pu pennettcre
di avere opinioni in proposito. O si usa lo sport (e in
generale tutto il sistema educativo) come un espedien-
t e per preparare degli individui non-attaccati , non mi-
litaristi ; oppure, sotto la impellente minaccia di una
guerra, bisogna risolversi ad essere pi prussiani dei
nazisti e, sui campi sportivi di Eton e delle alt re .scuole,
prepararsi a vincere dei futu ri Wat crlco. La pnrna al-
t ernativa implica un grande rischio, ma pu condurre,
non solt ant o gli inglesi, ma t utto il rest o del
fuori dalla valle della distruzione ave esso st a ora VI-
vendo la sua vita precaria. La seconda alternativa pu
portare solt ant o a un peggiorament o dei rapporti
nazionali, e, in ultimo. alla catast rofe generale. Dlsgra:
ziatamente verso questa seconda alternativa che I
governanti dell' Inghilterra sembrano t endere ora.
Ho parlato finora come se esistesse solt anto un t ipo
di sana educazione. Ma si vist o, nel capitolo sull' I ne-
guaglianza, che gli esseri umani appartengono a. tipi
diversi. Poich cosi, non forse un errore prescnvere
un solo sistema di educazione del carattere? La rispost a
a quest a domanda al t empo stesso afiennativa e ne-
gat iva. Non un errore .un unico.
di educazione del carattere, perche (npetendo I ternum
usat i in un capit olo precedente) sempre in potere
dell'uomo allontanarsi dai territori dove esist ono le
divisioni psicologiche, perch gli sempre possibile, se
lo desidera, t rovare nel mondo comune dell'azi one il
luogo adatto per un largo e solido ponte che unisca
anche i pi incommensurabili universi psicologici. L'e-
ducazione del carattere per mezzo dell'autogoverno, del-
la cooperazione responsabile, la disciplina dei giuochi
volont ariamente accettata, qualche cosa che accade
entro quel comune mondo dell'azione, nel quale soltan-
t o possibile l' unione degli individui di diverso tipo
psicologico. Prescrivere una t ecnica fondamentale di
educazione del carattere non perci un errore. D' altra
parte sarebbe chiaramente sciocco non adattare la t ec-
nica fondamentale unica ai differenti t ipi di individui.
Discut ere la natura di queste vari azioni richiederebbe
t roppo tempo, e poich l' argomento non di importanza
fondament ale, passer subito a t rattare l'argomento se-
guente, ossia l'educazione come istruzione.
Nei paesi occidentali pi civili l' educazione primaria
obbligatoria e universale da pi di sessant 'anni. L'edu-
cazione secondaria e superiore stata anche essa resa
accessibile, meno largamente in I nghilterra che in Ame-
rica, in Francia e in Italia che in Germania. ma ovunque
ad un numero molto considerevole di giovani e di adult i.
Quando si confront ano le grandi speranze nutrite dai
primi difensori dell'ist ruzione universale, coi risultati
effettivamente raggiunti dopo due generazioni di inse-
gnamento intensivo ed estensivo, non si pu fare a
meno di sent irsi un po' scoraggiati. Milioni di bambini
hanno passato migliaia di milioni di ore sotto la disci-
plina scolastica, leggendo la Bibbia, ascoltando pie t iri-
t ere, e gli abit ant i del mondo si prepararano a t rucidar-
si scambievolment e, pi scient ificamente e con pi zelo
che mai ; l'umanitarismo declina visibilmente ; l'adora-
zione idolat ra per gli uomini forti aumenta; la polit ica
int ernazionale viene condotta con un grado di cinismo
brutale sconosciut o dai t empi di Alessandro VI e di
Cesare Borgia in poi. Passiamo dall'educazione mo-
rale a quella intellettuale. Quanto di meglio sia st ato
detto e pensato stato gridato da milioni di pedago-
ghi, per milioni di volte, in milioni di piccole orecchie;
e la letteratura poliziesca, gli st upefacenti, i grands iour-
naux d'informations circolano a decine di milioni ogni
mat tina e ogni sera per t ut to l' anno; ogni mese riviste
da st rapazzo offrono a milioni di lettori la loro dose
di sincere confessioni, di amenit cinematografiche, di
piccant i storie poliziesche, di mist eri sensazionali; per
t utto il giorno si srot olano nei cinematografi milioni di
metri di pellicole sceme e moral mente squallide, davan-
ti ad un avvicendarsi di pubblico. Da migliaia di sta-
212 FINI E MEZZI
L' EDUCAZIONE
21
3
zioni trasmittenti , per diciotto ore
nell' et ere cont aminat o vengono versati
(in prevalenza cattiva), e propaganda pre-
valenza falsa e malevola) . Da un lat o st rument i di mera:
vigliosa ingegnosit e potere ; e un modo
usare questi st rumenti che . o o c
due le cose insieme. QuestI sono l frutti morali e .mt el-
let tuali del nostro sistema d'educazione" E ora di
qualche cosa per mutar e la natura dell albero che da
simili frutti. . .
Nei paragrafi precedenti ho indicato Cl? ?lSOgna
fare se si vuole allevare una razza di uorrum e di don.ne
non-attaccati e attivamente amici della pace:
mo ora prendere in i ,metodi migliori
per nutrire l'i nt elligenza e ImpartIre, Il sc:pere.
Al giorno d' oggi l'educazione come istruzione
una delle due fonne: accademica (o liberale) e t ecnica.
Si suppone che l' educazione
effetti per coloro che la subiscono; SI rrtiene m pnrno
luogo che sia una ginnastica per della quale
essi potranno sviluppare t utte le facolta men-
t e, dal potere di analisi logica a quello d
t ica; e, in secondo luogo, si ritie?e al
vani una inquadrat ura di rapporti e
chimico-biologici, ent ro la quale ogm nozione da essi
acquist ata in seguit o possa trovar un posto ada:to
e significat ivo, parte,
solt ant o a dei risul t ati pratici, SI ritiene c?e renda .1
giovani efficient i in qualche mestiere o professione parti-
colare. .
Delle indagini recent i (per esempio, quelle .mtr.apre-
se qualche anno fa dall e autorit della pubblica IStru-
zione scozzese) hanno dato una forma e un contenuto
st at ist ici alle conclusioni l' esperie?7..a versonal,e ha
impost o da lungo tempo agli Insegnanti : ossia, che l edu-
cazione accademica (bench dispe nsat a a malincuore,
nella sua forma secondaria e superiore) viene im-
partita a un gran numero di ragazzi e di giovinette che
non sono in grado di t rame grande profit to. Fino ad
un certo punto, senza dubbio. questo insuccesso dovu-
t o ai difetti del nostro sistema d'insegnamento e alle
insufficienze individuali degli insegnanti. (L' insegnamen-
t o un 'arte e non una scienza; e il numero dei cattivi
art ist,i ha sempre di gran lunga superato quello dei
pur facendo tutte queste concessio-
sembra chlar: sslmo che molt i giovani , probabilmente
l sono congenit almente incapaci
di ncevere CI che l'educazione accademica pu offrire.
Al tempo stesso, non meno chiaro che chi riesce a su-
perare i corsi accademica , emerge da
questa o simile a ,:n pappagallo che ripete delle
formule Imparate .a memona senza capirne il vero signifi-
cato ; o, se lo capisce, come uno specialist a che sa t utto
su un dato soggetto e non si interessa di niente altro'
o, infine, come un intellettuale t eoricamente al corrente
di t utto, ma irrimerliabilmente inetto nelle cose della
vit a ordinaria. Qualcosa di analogo avviene agli allievi
delle scuole t ecniche. Essi entrano nel mondo con una
grande esperienza, nel loro lavoro particolare, ma sa -
pendo di il resto e senza possedere nes-
sun pn nclplO. nei cui t ermini possano inqua-
drare le nOZIOnI event ualmente acquist ate e dar loro
un significato nel futuro.
E possibile rimedi are a questi difetti del nostro siste-
ma educativo? Ritengo di si. Bisogna cominciare dal -
l'accettazione pi franca, pi scientificamente obietti-
v.a. che gli esseri umani appartengono a dei
t ipi diversi. Congenitament e, il cerebrotonico non
espansivo come il viscerotonico, che pu assorbirsi co-
si profondamente nella sua ricca vita emot iva, da non
21
4
FINI E MEZZI
L'EDUCAZIONE
21
5
aver voglia di occuparsi di ricerche
nelle quali eccelle il cerebrot0D:lcO. Il somato-
t onico predestinato dal suo abito pslco-fisiCO a
pi interesse e ad esser.e piu nell,e attivit
muscolari che in quelle intellet t ual i e? em?1ve., Pren-
diamo in considerazione delle at tit udini particolari:
bra che quest e siano spesso e po,ssan,o , vemr
svi luppate solt anto a di alt re
esempio, i buoni . matematIcI sono spesse
cisti, ma apprezzano molto raramen.te le arti VIsive).
C' poi il problema, soggetto ancora ID parte
versia, dei vari gradi di intelligenza: GlI esan:lI per. rm-
surare l' intelligenza hanno del negli ul -
timi anni; ma avranno il loro pieno slgmficato
quando i loro risult.ati siano. ,giust e
relazioni L' affennazlOne che 11 quoziente d ntellgenza
di A di di ' B, ci di per s,
poco; se si vuole che abbia un vero dobbi amo
conoscere molti altri fatt i; per esempio se A ,e .B
t engono allo stesso tipo psico-fisico, o a trp
se si avvicinano al tipo puro o se sono molto
E cosi di seguit o, L'esame dell'intelligenza': perci,
uno st rument o imperfetto; ma per quanto
ha dato una forma e un contenuto st at istico
zione universale che alcune persone sono plli ,
di certe altre. Accettato il fatto che
appartengono a tipi diversi, soJ.l0 dot,ah. d,I
diverse e possiedono dei diversi di,
dobbiamo t ent are di dare ad ognuno di essi 1educazione
meglio calcolata per al ffi?Ssimo le sue ca-
pacit . :E: quello che , m un modo piutt osto rozzo
i nefficiente sti amo tentando di fare anche ora. I ragazza
intelligenti' sono promossi agli esami e ri cevo?-o
borse di st udio che li portano dalle scuole pnmane
quelle secondarie, e da queste all'universit , I ragazzi
FI NI E MEZZI
. L' EDUCAZIONE 21
7
che hanno delle abilit manuali di ventano apprendisti
o frequentano delle scuole tecniche per imparare qual-
che mest iere specializzato , E cosi via. Un sistema mol-
to alla buona, e che non sempre buono. I suoi difetti
sono duplici. Prima di t utto i metodi impiegati nella
scelta dei candidati alle vari e specie di educazione sono
che soddi sfacenti ; e i t ipi di educazione a
CUi vengono sottopost i i candidati che riescono, sono
anche meno soddisfacent i dei met odi di scelta.
Dal sistemu; degli esami non necessario che io parli
a lungo. Molti educat ori sono d'accordo in teoria sul
fatto che un singolo esame decisivo non fornisca la
miglior prova dell'abilit di un individuo. Molt i di loro
sono anche passati dalla t eoria alla pratica, e hanno
a.bbandonato singolo, decisivo a favore di un
basato su di una serie di prove periodiche del-
I int elligenza e del sapere, e sulle relazioni degli inse-
gnanti e degli ispettori per un periodo di anni. Comple-
tat o da una graduazione di un esperto secondo i crit eri
del t ipo fisio-psichico, quest o secondo met odo di sce-
gliere i candidati alle varie specie di educazione dovreb-
be dare dei buoni risultati.
, Dobbiar:no prendere in considerazione i vari t ipi
di educazione al qual i (secondo il loro ti po) i giovani
dovrebbero venire sottoposti.
Abbiamo visto che i due t ipi di educazione esistent i,
t,anto l'educazione tecnica quanto quella accademica o
non dnno dei buoni risultat i. Il problema che
dobbiamo affront are quest o: correggerle in modo che
l' educazione t ecnica diventi pi liberale, e l'educazione
,sia una preparazione piu adeguata alla vit a
In una societ che deve essere migliorat a.
SI ,che una educazione liberal e fornisca, primo,
una ginnastica, secondo, un quadro di riferimento. In
altri termini, dovrebbe essere simult aneamente un con-
gegno per sviluppare l' intelligenza e la font e di capa-
cit int egrative. . '
Nell'educazione accademica come OggI la conosciamo,
il principio d'integrazione principa.lmente
e st orico. Possiamo esporre la questione altrimenti, e
dire che il quadro dei e sui
fatti, e che i fatti , che l' Int ellet to logico viene
a prendere in considerazione, sop,ratt.utto fat t i ri -
guardanti l' universo material e e l um.amt 10 q,uant.o fa
parte di quest o . . st 011:a, come mse-
gnata nelle scuole e nel collegi, di due specie: quella
non scientifica, che solt anto un ramo della propaganda
nazionalist ica, e quella scientifica, che quasi ra:
ma della fisica. Gli st orici scientifici t rattano l fat ti
che riguardano gli esseri umani come fatt i dell'universo
materiale. Parlano degli uomini come se fossero delle
molecole di gas, delle quali si possa effi cacement e trat -
t are facendone la media.] .
L' individuo che segue i corsi della nost ra educazione
accademica pu diventare un pappagallo., I n questo
caso diciamo che l' educazione non ha raggiunto Il suo
scopo. O pu divent are uno specialist a efficiente. In
questo caso diciamo che l' educazione ha un
cesso solt ant o parziale, O ancora (e quando CI aV:' Jene
rit eniamo che l' educazione abbia pienamente raggiunto
il suo scopo) pu emergerne un intellettuale, ossia una
persona che ha imparato a st abilire. delle relazioni t ra
i diversi elementi della sua somma di conoscenze, e che
possiede un sistema coorente di nel quale pos-
sono trovar posto t utte le nuove nozioni che pu rac-
cogliere nel corso della sua vit a, Possiamo definire que-
st o sistema di relazioni riferendole a ci che not o e
dire (come si detto sopra) che esso: , s? pratt?"tto,
scient ifico e storico, logico e basat o SUl fatti , Possiamo
anche definirlo nei termini dello scienziato e dire che
esso principalmente conoscit ivo, e non affettivo o
conativo.
Il pappagallo ri pete, ma non capisce; il limit at o spe-
ci,alist a capisce, ma capisce solt anto la sua special it ;
l'Intellettuale compiuto capi sce le relazioni che esistono
tra molt i settori della realt che egli via via conosce,
ma le capisce soltanto t eoricamente. Egli sa, ma non
animato da nessun desiderio d'agire secondo la sua co-
noscenza, e non stato educato a questa azi one. Vedi a-
mo dunque che anche l'uomo considerat o abitualment e
come un felice prodot t o della nostra educazione acca-
demica, un individuo poco soddisfacente.
Agli allievi delle nostre scuole tecniche non vien dat o
integrativo. I loro insegnanti non li
f?mlSCOno di nessun quadro di ri ferimento, di nessun
sist ema coerente di relazioni. Vien loro insegnat o un
lavoro e nulla pio, vien loro forni t a una t ecnica e quel
po' di teori a su cui basata quella t ecnica part icolare,
m modo da farne dei lavorat ori pi efficient i. Essi escono
dalla scuola complet amente impreparati a trattare in
modo intelligente i fatti dell' esperienza. Manca loro
complet amente quel t essuto di relazioni conoscitive,
quella ret e di conoscenze che, nella mente dell ' intellet -
t uale compiuto, connette gli atomi con la nebula spira-
le, e t utt 'e due queste cose con la sua colaz ione mattu-
t ina, la musica di Bach, il vasellame dell a Cina neo-
lit ica, ecc. Per l'uomo educat o t ecnicamente esistono
dei frammenti di informazioni, non come parti di un
vasto .insie":le, ma . isolat i, come molte stelle sparse in
un abisso di nera incomprensione. O se c' un insieme,
probabile che sia format o da idee prese a prestito dalla
. t eologia dell ' Et del bronzo, dalla st oria aneddotica,
dall a C<?me vie?e insegnata nei giornali . Il pro-
ben riuscit o dell educazione tecnica cosi poco
soddisfacente quanto quello dell'educazione accademica.
218 FI NI E MEZZI
L'EDUCAZIONE
21
9
Quale il rimedio a quest o stato. di cose ?
hanno suggerit o che l'educazione .resa plU
li berale, come quella accademica, I!I
generale, e soprattutto di fatti e di
Hanno suggeri to che i tecnici ricevere un pn.n-
cipio integrativo fondamentale sl?",I\.e .a 9-ucllo vie-
ne usato dagli intellettual i, un pn ncipio int egratvo che
lo scienziat o ritiene principalmente e che,
definito nei termini di ci che not o, pnnclpalmente
scient ifico. .
Ci sono due buone ragioni per ntenere erroneo .quest o
suggerimento. In primo luogo, la. grande maggioranza
di quelli che ricevono sono in-
capaci di usare questo prmcipio mtegyab vo e,
incapaci di usarlo, non ci t rovano perci.
se. Anche t ra coloro che seguono di
accademica, soltanto pochi divent.ano int ellettuali
piuti. La maggior parte di loro pappagalli o
specialisti. (Buona parte di questi rit ornano nelle
le come insegnanti, e si dedicano .ad altn
pappagall i e specialist i.) rare le menti ch. go-
dono di ci che si pu chiamare il su larga scala:
ossia il sapere che riguarda le relaZIOD1 t ra cose ed eventi
lont anissimi nello spazio e nel e non
no aver rapporto t ra di loro. L educazione
vien ritenut a capace di fornire t.lpo . di
e di comunicare agli individui un VIVO di JX?sse-
derlo; ma , in realt , sono assai pochi quelli che SUbiSCO-
no il contagio, e pochi quelli che riescono. a
questo sapere. Sarebbe SCI<>CC? fornire
agli individui un principio integrativo che essi non de-
siderano, e che non saprebbero usare. . .
Quest o non tutto. Abbiamo vist o che anche.d compi-
t o intellettuale assai lontano dall' essere
La sua connessione con il mondo soltanto conoscitiva.
220
FI NI E MEZZI L'EDUCAZIONE 221
non affettiva o conativa. Per di pi, l'inquadrat ura
eO,tro cui sistema la propria esperienza quella delle
SCIenze nat ural i e della stona trattat a come se fosse
scienza nat,!,rale. si interessa soprattutto al-
I umve.rso matenale, e. alI umanit come parte di que-
sto universo. Non 51 interessa al l'umanit in quant o
umana, . in. quan.to .. pot enzialmente, pi che umana.
Uno del .nsul tatI di questa preoccupazione per l' univer-
so matenale che , nelle rare occasioni in cui un intellet -
t uale ent ra in contatto affett ivo e conat ivo col mondo
I' umanit real i, egli tende a most rare una curiosa
Impazlcnz<: che degenera facilment e in crudelt. Consl-
gli esseri n,mani "scient ifcamenta", come parti
dell ulll ve.rso egli non capisce perch non pos-
veni r c?me le altre parti di quest o
universo, ammucchiat i qUI come carbone o sabbia fatti
?efluire l c.omc. acqua! : ' liquidat i" (i Russi
Il vocabolano d quegli Int ellettuali che prepararono e
fece;o la come ghiaccio sul fuoco.
L t :cmca non un principio inte-
l educazione accademica usa di un principio
che Int egra solt ant o sul piano conoscit ivo soltanto nei
termini di una scienza naturale che st udi a unicamente
le leggi dell'universo materiale. E: necessario invece un
principio integrativo,un pri ncipio che i t ecnici e
gh accademici mal. siano congenit amente in gra_
d.o dI .usare;.un pnncrpro che coordini i frammenti spar-
le di specializzat a o soltanto profes-
sIOna!c, pnn.clpl? complet i il quadro di riferi-
menti st or co-scient ifc usato ora dagli int ellettuali e
poss.a a. t rasformarsi da semplici spettatori
10 at t ori intelligenti della commedia umana.
essere la natura di questo nuovo
principio di Int egrazione? La risposta sembra abbast an-
za chiara , almeno nelle sue linee principali: dovrebbe
essere psicologico ed etico. Ent ro il nuovo quadro di
ri ferimenti , la coordinazione delle conoscenze e dell 'espe-
rienza sarebbe fatta in t ermini umani; la ret e delle re-
lazioni significat ive non sarebbe material e ma psicolo-
gica ; non indifferente ai val0r:i , ma non soltant o
conoscitiva, ma anche affettiva e conatrva. .
Un esempio concret o mi far meglio.
Prendiamo un giovane che st ia st udiando mgegnena e
meccanica pratica. Nelle condizioni presenti T?0lto
probabile che, finit i gli st udi, s.ar profondament e
rante in t utto quello che non riguar da la sua
La sua educazione non gli avr fornito alcun pnncrpio
per mezzo del quale possa integrar e. le sue .espe:
rienze e le sue nuove conoscenze. GlI educato n, abit uati
alle scuole accademiche esistent i, ritengono possibil e di
rendere pi liberale la sua e.ducazione pe: mezzo di
qualcosa che lo port i, dal pratIco. e particolare, alla
t eoria scientifica generale . Dategli. la
za della t eoria scient ifica generale, cd egh avra un prm-
cipio che gli permetter di integrare t utte le sue cono-
scenze ed esperienze. Ast rattamente, quest o schema .sem-
bra abbastanza buono; ma in pratica non funziona.
Perch molto probabi le che il giovane non prendcr,
interesse alla t eori a scient ifica generale e non vorra,
n sapr , integrare la sua esperienza e le . sue nozioni
nei t ermini delle leggi dell 'universo matenale. Stando
ai fatti storici puri e semplici, i grandi
t eori a scient ifica sono raramente dovuti a degli abili
arti giani. L'uomo pratico che conosce il lavoro,
si interessa a questo, e forse a quel po di t eona
t a alla pratica che pu permettergli di meglio.
Molt o raramente egli diventa uno scienziato, e sono
veramente pochissime le generalizzazioni do:
vute a uomini di questa specie . In generale, I
della t eoria scient ifica sono st at i fatti da uomtm di un
2 22 FI Ni E MEZZI
altro tipo, da uomini che non si occupavano di problemi
t ecnici o professionali, ma che li consideravano dall'ester-
no, e procedevano poi a generalizzare e a razionalizzare
ci che fino allora era stato soltanto particolare ed em-
pirico. Tra l'uomo pratico e quello che si interessa alle
t eori e scient ifiche dell'insieme dell' universo, esiste un
abisso. Essi appartengono a t ipi diversi. Il tentativo
di rendere pi liberale l' educazione t ecnica per mezzo
del principio che gli intellet t uali usano per integrare la
loro esperienza, votat o all ' insuccesso.
L' uomo l' unico sogget to al quale si inte ressano t utti
gli. di tipo e di qualunque grado di
abilit . Il futuro mgegnere pu non sa pere n 'volere
a.ddentrarsi nello st udio delle leggi dell 'universo mate-
!'lale. Non sar difficile, comunque, di fargli prendere
mteresse alle cose umane. Ed , perci, in t ermini di
affari umani . che la sua educazione t ecnica pu es-
sere resa '. Non sar difficile integrare qualsiasi
soggetto tecnico ID uno schema comprensivo di relazio-
ent r? la inq?adratura umana, et ica e psicolo-
grca. L ist ruzione t ecnica 'dovrebbe essere accompagnat a
un ch.e .spieghi. g!i della t ecnica in que-
stione, In terrnn di bene e di male, di benes-
sere e di sofferenza. Il nost ro ipotetico giovane impare-
rebbe non soltanto ad essere un tecnico ma anche
a capire il modo con cui le macchine hanno infl uito
influiscono e possono influire sulla vita degli esseri umani :
Pot rebbe cominciare dagli effetti delle macchine sull' in-
.t ali sono esaminat i, per esempio, in un
saggio di st ona contemporanea di St uart Chase Uo-
mini e Macchine o nella relazione di Hammond sulla
rivoluzione industriale. In seguit o, gli si pot rebbero far
in senso pi largo, le t rasfor-
mazrom del paesi t ecnicament e arretrat i, la fine di anti-
chi t raffi ci, la creazi one di nuove industrie. I n questi
L' EDUCAZIONE 2 23
e in simili modi, una rete complet a di rapporti potreb-
be venir creata nella mente dello st udente , una rete che
colleghi delle cose in apparenza senza rapporto tra di
loro, come, per esempio, dei carburator i e l: eduC3;zi.one
dei bambini nel Nuovo Messico, le leghe dell alluminio e
gli eccidi di abissini e di spagnoli, le fibre viscose e la
rovina dei contadini giapponesi e della vallat a del Ro-
dano. Un simile quadro di riferimenti sociologici, psic<:-
logici ed et ici, potrebbe venir usato, non cer:t0 .per.
tuire, ma per integrar e l'i nquadratura di nfenmenh
scientifici usata nell' educazione accademica. Il t ecnico in-
t egrerebbe la sua esperienza e conoscenza speciale in t er-
mini solt ant o umani ; l' int ellettuale, t anto in t ermini del-
l' universo materiale non umano, che in quelli del mondo
umano. Tutte e due le educazioni verrebbero cosi rese
pi genuinamente liberali; liberali nel senso accademico,
perch anche allo st udente tecnico verrebbe dato un
vasto ordine di conoscenze ed un principio int egrativo;
liberale anche nel senso politico, perch sarebbe diffi-
cile ricevere una simile educazione senza trame un pi
largo ordine di simpatie, e un desiderio pi vivo di
azione.
Non possibile, nello spazio di cui dispongo, rendere
conto di tutti i felici esperimenti educativi tentati negli
anni recenti. Mi possibile soltant o accennare ai pi
important i t entativi di liberar ci dai sistemi esistent i:
Ho gi parlato dell' opera della dottoressa Mont essori
. per i bambini piccoli, e del perch abbiamo esistato ad
applicare i suoi metodi all' educazione degli adolescenti.
E vero, come fa not ar e Russel in un passo sopracitato,
che nei paesi democratici la nostra esitazione non ha
significato un completo rifiuto di applicare il met odo
Montessori . Ma le applicazioni sono st ate parziali, e
sono sempre stat e fatte in un ambiente intrinseca-
mente non-montessoriano. Consideriamo, per esempio,
224 FINI E MEZZI
la scuola pubblica inglese. Ent ro una inquadratura fis-
sa, i suoi allievi si auto-governano in una certa misura.
Disgraziatamente, le regole, le abi tudini e leggi d'onore
che formano il sostegno dell' inquadratura sono quelle
di una societ gerarchica, di concorrenza e imperiali-
stica. Tale insegnamento d'autogoverno e d' autoinsegna-
ment o che ricevono gli allievi, serve soltanto a fame
dei membri pi efficienti e intraprendenti di questa so-
ciet intrinsecamente indesiderabil e. Qualcosa di simile
avviene in un esercito che si prepari alla guerra in con-
dizioni moderne. Il vecchio sist ema di addest ramento
per mezzo del quale i soldat i venivano formati in mo-
do da vincere la paura, da coltivare la ferocia e da ob-
bedire ciecamente ai superiori , inadeguato per allena-
re uomini che devono combattere con armi moderne. La
meccanizzazione della guerra ha reso necessario un
nuovo genere di addestramento. Il soldato deve venir
educat o a cooperare con piccoli gruppi di suoi colleghi,
a prendere delle rapide decisioni, ad usare il proprio
giudi zio. Il consiglio di Tennyson era buono per i sol-
dati del secolo diciottesimo. l'la per l'equipaggio di un
carro armato o di un' unit mot orizzat a di mit ragliat rici,
.. fare e morire" non sufficiente ; essi devono anche
capirne la ragione. Entro l'inquadratura dei regolamenti,
abitudini, e leggi d'onore del militarismo si insegna ai
soldati ad usare la loro intelligenza e ad agire di loro
iniziat iva. Entro questi limiti i principi Montessor sono
stati adottat i perfino nell'esercito. ).[a, nella condizione
presente, i soldat i, par zialment e aut ogovernant isi e aut o-
didatti, non vengono educat i alla giust izia e alla libert ,
pi che non lo venga il loro fratello minore, lo scolaro,
parzialmente autogovernant isi e autodidatta.
Un t ent at ivo specialmente felice di allargare la por-
t at a e di umanizzare il carattere dell' educazione ac-
cademica, venne fatto, negli anni dell' immediato dopo
L' EDUCAZIONE 225
guerra, dal dottor A. E. Morgan (divenuto poi diret-
t ore dell' Ente per la Vallat a del Tennessee) all 'Antioeh
College. Con le norme educat ive applicate dal dot tor
Morgan. periodi di st udio vengono, come si detto,
alt ernati con periodi di lavoro nelle fabbriche, negli
uffici, nei campi, e anche nelle prigioni e nel manico-
mio. Tre mesi di t eoria vengono complet ati ed illust rati
da tre mesi di pratica. Si insegna all 'intellettuale a fare
"uso dell' inquadratura di riferimenti umani come di quel-
la di riferimenti st orici e scient ifici, e, ci che pi importa,
nel modo pi effi cace di t utti , in t ermi ni di contatto
fisico con dei reali campioni di realt umana. Il suo
principio d'integrazione non soltanto conoscit ivo; gra
zie a un sistema educativo che lo obbliga a prender
part e a molt e specie diverse di lavoro prat ico, anche
affett ivo c conat ivo (1).
Un sist ema educativo, in parte simile a quello appli-
cat o all'Ant ioch College, viene usato nelle scuole annes-
se alle fabbriche nella Russia soviet ica. Tutti questi
sistemi non sono che este nsioni e generalizzazioni del
t radizionale sist ema d'educazione ebraico. ' t Colui che
non insegna un mesti ere a suo figlio . st a scritto nel
Talmud, t gli insegna virtualmente a rubare . S. Paolo
non era soltanto uno st udioso; fabbricava anche delle
t ende. L'ideale dello st udioso e del gent iluomo ebbe
origine tra i filosofi propriet ari di schiavi di Atene e
della Jonia. E una delle ironie delia st oria che il mondo
moderno abbia preso dagli ebrei t utto quanto c' di
peggio nella loro eredit cult urale : la feroce letterat ura
dell'Et del bronzo; gl' inni in lode della guerra; i rac-
conti di carneficine ispirat e da Dio e di tradimenti san-
(I) t da notarsi a questo proposito l' uso de Ua " terapia del la voro " nelle
malattie mental i. Esisto no cer te forme di malattia mentale per le quali il
lavoro manuale rappresenta. la cura migliore.
' l
titicati ; la fede pri mit iva in un dio personale , dispoti co
e appassionatamente privo di scrupoli; la bassa nozio-
ne milesiana che la virt meriti un premi o in denari con-
t anti e in considerazione sociale. E, ripeto , una delle
ironie della st oria che abbiamo preso t utto quest o e
respinto la tradizione rabbinica mirabilmente ragie-
nevole sull'educazione complet a, al tempo stesso aC4
cademica e t ecnica, in favore dell 'ideale rist retto e
immorale degli schiavist i ellenici.
Per perfezionare il sistema del1'Ant ioch College, sa-
necessario le sue dispo-
SIZIOnI dagli allievi al corpo degli insegnant i. Il profes-
sore fossile un oggetto familiare per chi ha frequentat o
le citt universitarie. Il processo di piet rificazione P>
trebbe venire ritardato, se agli insegnanti veni ssero
dati periodicamente, non soltanto gli anni di ferie con-
sacrati, ma anche anni non consacrati, anni durante
i quali dovrebbero occuparsi di lavori che non avessero
nient e a che fare col mondo accademico.
Negli ultimi anni si dedicata molt a attenzione al.
l' educazione delle emozioni attraverso l' arte. In nume-
rose scuole e collegi, la musica, le rappresentazioni
drammatiche, la poesia e le arti visive, sono st at e im-
piegat e pi o meno sistemat icamente come espedient i
per allargare la coscienza ed impartire una direzione
opportuna al flusso delle emozioni.
La musica, per esempio, pu venir impiegata per in-
segnament i di gran valore. Ascolt ando della buona
musica, anche le persone di capacit limit ata possono
realmente provare i processi di pensiero e di sent imento
propri ad uomini di potere intellettuale notevole e di
eccezionale penetrazione. (Questo si applica, natur al-
mente, a tutte le arti; ma si ha ragione di ritenere che
un maggior numero di persone possa partecipare, e in
modo pi intenso, all 'esperi enza del musicist a, che a
226 FINI E MEZZI L'EDUCAZIONE 227
quella, per es., del pittore, o dell'archit etto, o forse anche
dello scrittore di fantasie). Le pi belle opere d' art e
sono preziose, tra l'altro, perch ci rendono possibile
sapere, anche se in modo imperfet to e per breve t empo,
cosa significa realmente pensare con finezza e sent ire
con nobilt .
La musica insegna anche una specie di cooperazione
emot iva di grande valore. Cantando e suonando insie-
me, si impara, non solo ad eseguire delle azioni com-
plicate che domandano grande abilit muscolare e
l' intera attenzione della mente, ma anche a sent irsi in
armonia, ad essere unit i in un'emozione condivisa.
Passando alla letteratur a, t roviamo che anche le re-
cite filodrammatiche possono venir usate allo scopo di
una educazione emoti va. Recitando la parte di un per-
sonaggio molt o simile o molt o dissimile da noi, ci si
pu rendere conto della nostra natura e dei suoi rapporti
con le alt re. E pu darsi che, fino a un certo punto,
anche. assistere a delle recite serva allo stesso scopo.
Dobbiamo t uttavia guardarci dall 'attribuire al dramma
delle virt educat ive che, almeno nella sua forma
presente, certamente non possiede. E un puro assurdo
parl are della catarsi aristot elica in rapporto alla com-
media o al film moderno. Una tragedia greca era molto
pi di una rappresentazione; era anche una funzi one
religiosa, una delle cerimonie del culto nazionale. 1.0
spettacolo era una illust razione delle scritture , un' espo-
st o di teologia. I drammi moderni, anche i migliori ,
non sono null a di tutto ci; sono essenzialmente secolari .
Color? che vanno a vederli non lo fanno perch venga
loro n cor.data la loro filosofia della vit a n per stabilire
una . di co.munione coi loro di, ma solt anto per
sent l:sl e per sollet icare i propri sent imenti.
L'abito di sollet icarsi cresce con ci di cui si aliment a.
Per i greci le rappresentazioni drammatiche erano "so-
228 FINI E MEZZI
le.nni e rare". Per noi sono uno st imolante quasi quoti-
diano . Abusandone, come ne abusiamo adesso l'arte
drammatica non in alcun modo catartica ; soltanto
una forma di masturbazione emotiva . Tutte le arti
possono venir usate come una forma di aut oinganno'
ma la per del dramma
mente la fonna prost ituzione artistica, e per
la recit are uno dei mestieri pi
pericolosi. E ran ssrmo t rovare un attore il cui carattere
non sia st ato sciupato dalla pratica della sua profes-
sione. Nessuno pu abituarsi all'esibizione, nessuno pu
sfruttare la sua personalit per il piacere di esercitare
,!-Ina specie potere ipnoti co sugli altri, e rimanere
Incolume COSI facendo. (Nella comunit Oneida si scopri
che la "febbre della prima donna", come la chiam
J ohn Noyes, pot eva produrre degli effetti delet eri di
Noyes, che era un psicologo
di gemo e un acutissimo moralista pratico riusci a ste n-
t o a impedire una recrudescenza di questa malattia
che . stata la rovina di t ant i attori e virtuosi). (I )
Recit are l' ego come pochissime alt re professioni .
Per un frequent e auto-inganno emot ivo, le
nostre societ condannano una larga classe di individui
a una perpetua incapacit di praticare il non-att ac-
camento. E un pagar caro il nost ro divertimento.
La principale virt educativa della letteratura con-
siste nel suo cl! f0!"'1ire ai lettori degli esempi
che J?Ossano . vemr Imit ati. In un certo senso t utti gli
esserI . umam sono, secondo l' espressione di J ules de
" bovaryst ic", ossia hanno la capacit di ve-
dersi come non sono, di recit are una parte diversa da
quella che l'eredit e le circost anze sembrano aver loro
(I) Vedi A Ya nAee Sa int (l ' ult ima e la mi gliore biografia di Ncycs, di Roa ERT
ALLERTON PJ. RKEIt.. New York. 1935).
L'EDUCAZIONE 229
assegnata. L'eroina del romanzo di Flaubert ebbe una
tragica fine; ma non c' ragione perch ogni condotta
bovaryst ica debba finire cosi disast rosamente come nel
caso della vera signora Bovary. Esiste un buon bova-
r ysmo come ne esiste uno cattivo. Gli educatori hanno
sempre saputo questo fatto e, da tempi immemorabili,
hanno cercato di modellare il carattere dei loro allievi
fornendo loro dei modelli letterari da imit are nella vita
reale. Questi modelli possono essere mit ici, storici, o
fitti zi. Ercole e Thor sono esempi della prima specie di
modello eroico; i soldat i e gli uomini di stato di Plut ar-
co, e i santi del calendario cristiano sono esempi del
modello storico; Amlet o e \ Verther , ] ulien SoreI e Alyo-
sha Karamazov. Giuliett a e Lady Chatterley, sono escm-
p.i di eroi ed eroine fi ttizi, sui qua li, in different i periodi,
SI modellat o un grande numero di esseri umani. In
ogni caso, una certa dose di letteratura art ist ica e
necessaria, sia essa mitica, storica o fittizia ' se il raccon-
. .
t o vren fatto in modo inadeguato, l'allievo non ne rest er
impressionat o e non sent ir nessun desiderio di imit are
il modello proposto. Da ci l'import anza, anche nel-
l' istruzi?ne morale, della buona arte. Per di pi. ogni
generazione deve produrre il suo assortimento di modelli
da potersi imit are, descritt i nei t ermini di un'arte che
sia non :oltanto buona, ma anche moderna. La grande
arte ant ica non avr mai la stessa efficacia di quella
moderna ; per molti, veramente, non pu far concorrenza
nemmeno all'arte moderna cattiva. Molti si bovaryzza-
no sui modelli fornit i dalle rivist e da st rapazzo invece
C?C.su .quelli forniti da Shakespeare. Esist ono due ra-
grom ?I 9-uest o fatto. La prima che queste rivist e,
benche SCIatte e incompetenti , t rattano di caratteri con-
t em,porane,i, Shakespeare, bench sia incompa-
rabil e neIl arte di " rappresent are le cose" vecchio di
' pio di trecent ' anni ; la seconda va cercata nel fatto
230 FINI E MEZZI
che lo sforzo morale richiesto per imitare gli eroi di
ed i suoi "furfant i", molt o pi
grande .dl quell.o .richiest o per imit are i personaggi dei
delle I racconti di quest e
t rascr.lzlonI del sogni quotidiani p u banal i
e plU. facili; .SOgnl di eccitazione sessuale, di successo
di lussuria, di riuscit a sociale. I personaggi
di hanno proporzioni pi grandi . Essi in-
l. stravaganti e difficihnente realizzabili
d paranoici ; di uomini che sognano di essere amanti
straordinariamente fe?:li, prodi sal vat ori del loro paese,
disinteressati e st raordinariament e
malvagi, st raordinariamente vendi cat ivi e ma-
Iigni . A quest o proposito val la pena notare che se si
eccettua il duca di Measure ior Measure, (e questo
a st ento un essere umano, ma piuttosto un simbolo)
Shakespeare non descri ve nessun essere non-attaccato:
E veramente, delle buone rappresentazioni di esseri
umam non-at taccati, sono singolarmente rare nella let-
mondiale. I buoni, nelle commedie e nei ro-
manzi, sono dei personaggi complet i e pie-
? sono un po' deficienti come I'epi-
le.ttIco pnncrpe Mishkin di Dost oievsk, come l'eremit a
Vi rtuoso imbec ille di Gorki, o il Cheerybles di Dic-
ma infant ile, oppure, come nel caso
di sono resi simpat ici rappresentandoli co-
me eccent.flc.1 ,fino all 'assurdit : possiamo tollerare la
!oro supenon t a virt perch ci sentiamo superiori
m senso. e pi spesso, ci vengono
descritti come buoni, essere intelligent i, come il
Ne.wcome, o Il contadino che parla a Pietro
m pngione, m Gu&!,a e pace. Questi individui sono
buoni, entro un sistema abominevole, che
eSSI ?on dIscutono . Uomini profondament e
buoni senza essere intelligent i sono spesso arri vati alla

L' EDUCAZIONE 231


santit come nel caso del Curato d'Ars e di S. Pietro
Claver. Si devono ammirare questi uomini per le sovru-
mane qualit di carattere che essi dimostrano in con-
front o dei modelli correnti. Al tempo stesso, mi sembra
necessario riconoscere che essi non sono esseri completi,
pienamente maturi. Il perfetto non-attaccamento ri-
chiede, da parte di coloro che vi aspirano, non solt anto
compassione e carit, ma anche l'intelligenza che per-
cepisce implicazioni di atti part icolari, che vede l'es-
sere individuale entro il sistema di rapporti cosmici e
sociali di cui non che una parte. Sotto quest o aspetto,
mi sembra, il buddismo si mostra decisament e superio-
re al cristianesimo . Nel buddismo la st upidit morale,
ovvero incoscienza, viene annoverata tra i peccati capi-
t ali. Al t empo stesso si avvertono gli individui che essi
devono assumersi la loro part e di responsabilit nel-
l'ordine sociale a cui appartengono. Uno dei rami del
Sentiero di otto rami chiamato "giust i mezzi di gua-
dagnarsi la vita". Il buddist a non si deve impegnare in
occupazioni socialmente dannose come fare il soldato,
fabbri care anni e droghe inebrianti . I moral ist i cri -
stiani commettono l'enorme errore di non insistere sui
giust i mezzi di guadagnarsi la vita. La Chiesa tollera
che ci si possa ri tenere buoni crist iani pur riscuotendo
i di videndi di fabbriche d'anni, mettendo in pericolo il
benessere dei nost ri simili con speculazioni di borsa,
pur essendo imperiali st i e non partecipando alla guerra .
Tutto quello che si richiede a un buon cristiano di os-
servare la casti t e di praticare un minimo di carit
nelle sue immediate relazioni personali. I morali st i cri-
stiani non insistono sulla comprensione intelligente e la
val utazione delle pi lontane conseguenze degli atti (I) .
(I ) Nel Med io Evo la Chi esa compi un se rio sforzo per moralizzare l' a ttivit
economica. Questo tent ativo, come ha d imost rato TAWlfEY in Religion alld tlle
Rise 01 Capilari s"" venne abbandonato dop o la Ri forma.
esistere senza l' obbedi enza passiva da parte dei tiran-
neggiati. )OIa l' ubbidienza passiva all 'autorit non
compatibile col libero esercizio dell'intelligenza. E per
quest a ragione che t utti i tiranni fanno t anti sforzi per
sopprimere del t utto l' intelligenza, o per cost ringerla
ad esercit arsi soltanto entro certi limit i prescritti e in
certe direzioni precedentemente st abilit e. Da ci l'uso
sist emat ico da parte di tutti i dittatori dello st rumen-
to della propaganda.
Nella societ pi primitiva della nostra, societ in
cui una religione t radi zionale e un codice t radizionale
di morale sono accettat i senza discussione, non c'
bisogno di una propaganda deliberata. La gente si com-
port a "per ist int o" nel modo tradizionale, e non si fer-
ma mai a considerare obiettivamente ci che essa fa,
sente e pensa. Anche nelle societ come le nost re c'
una dose st upefacente di accett azione indiscussa dei
modelli consuetudinari di condotta, di pensiero e di
sent imento. Un numero grandissimo di individui, anche
intelligenti, usano la loro intelligenza solt anto allo sco-
po di fare bene ci che per tradizione considerano il
loro dovere ; la usano rarament e. o mai. per portare un
giudizio sulla natura del dovere stesso. Da ci l' orrendo
spett acolo degli scienziat i e dei t ecnici che usano tutte
le loro capacit per aiutare i governi del loro paese a
commettere dei delitti in massa. con sempre maggiore
efficienza e indiscriminatezza; di st udiosi e uomini di
lettere che prost ituiscono il loro talento allo scopo di
appoggiare il prest igio nazionale con delle sapienti rnen-
rogne e con una affascinante retorica. Anche nei paesi
democrat ici, l'intelligenza viene usata generalmente per
creare (usando l' espressione di Thoreau) dei mezzi mi-
gliori per fini dettati da pregiudizi socialmente sanzio-
nati dalle passioni pi basse. Questo , ripeto, avviene
generalmente; ma, per fort una, non sempre. Dove l'in-
23
2
FI NI E MEZZI
Uno dei risultati di questa insufficienza dottrinaria
che, t anto nella lett eratura fant astica quanto che in
quella. st r3:na assenza di personaggi
che siano VIrtUOSI con int elligenza, che pratichino il
non-attaccamento in modo maturo, sui quali i giovani
possano modellare la loro condotta. Questo stato di
cose veramente deplorevole. L'esempio letterario
un potente strumento per modellare il carattere. Ma la
dei nostri esempi letterari , come abbiamo
VISto, sono una semplice idealizzazione dell'uomo sen-
suale medio. La maggioranza dei caratteri pi eroici
da paranoici grandiosi; gli alt ri sono buoni, ma
modo incomplet o e senza intelligenza; sono
virtuosi entro un sistema cattivo che essi non vedono
la necessit di cambiare; uniscono a una parte di non-
attaccamento nelle questi oni personali, un lealismo ver-
so qualche fede, come il "fascismo il comuni smo il na-
zionalismo, che qualunque delitto venga com-
messo suo nome: SI sent e un gran bisogno di art isti
che educhino un nuovo tipo di essere umano.
Disgraziat amente, la maggioranza degli artisti appart iene
essa pure al vecchio tipo umano. Essi sono st at i educati
in modo che, anche se sono rivoluzionari , pensano nei
termini dei valori accettati dalla societ essenzialmente
della,qua.le fanno parte. Quis custodiet custo-
des? Chi educhera gh educatori? La risposta, nat ural-
semplice: nessun altro che gli edu-
caton stessi. Il nost ro mondo composto di una serie
senza fine di circoli viziosi, dai quali possibile sfuggire
soltanto con un atto, o piuttost o con una successione di
att i, di volont intelligentemente guidata.
I dittatori. aliconsiderano la libera int elligen-
za Il, loro peggIore nemico. In ci hanno, con ogni
probabilit , perfettamente ragione. La tirannia non pu
I
L'EDUCAZIONE
233
23 4 FINI E MEZZI
t elligenza pU esercit arsi liberamente, ci saranno sem-
pre pochi individui che la useranno allo scopo di giudi-
care i fini tradizionali olt re che per studiare dei mezzi
efficaci a raggiungere t ali fini. E grazie a questi individui
che l'idea st essa di cambiament i desiderabili pu nascere.
Per il dittat ore queste intelligenze libere e indagat ri-
ci sono est remamente pericolose; perch essenziale, se
vucl conservare la sua posizione, che i pregiudizi san-
zionati socialmente non vengano discussi, e che gli uo-
mini usino le loro facolt ment ali soltanto allo scopo di
scoprire dei mezzi pia efficaci per raggiungere i fini com-
patibili con la dittat ura. Da ci la persecuzione degli
audaci, il bavaglio alla stampa, e il sistemat ico t enta-
t ivo, per mezzo della propaganda, di creare una opinio-
ne pubblica favorevole alla t irannia. Nei paesi dittat o-
riali l'individuo assoggettato alla propaganda, come
all'ist ruzione militare, fin quasi dall ' infanzia. Tutta la
sua educazione propagandist ica e, quando lascia la
scuola, egli esposto all 'influenza di una stampa con-
t rollat a, di un cinema cont rollato, di una letteratura
e di una radio cont rollate. Tra qualche anno una tele-
visione controllat a, e forse un servi zio cont rollato di
te1escrittura funzionant e in ogni casa, saranno da ag-
giungere alle armi della dit tatura. Questo non tut to;
molt o probabile che la farmacologia sar chiamata in
aiuto della psicologia applicata. Esist ono delle droghe,
come, per esempio, una mescolanza di scopolamina e di
clorat o, che aumentano enormemente la suggest ibilit
individuale. E pi che probabile che presto i dittatori
ricorreranno all 'uso di t ali sostanze per aument are la
sottomissione e la fede cieca dei loro sudditi .
Nei paesi democratici l'intelligenza ancora libera di
farsi t utte le domande che desidera. Questa libert, qua-
si cert ament e non soppravvi ver ad un' altra guerra. Gli
educat ori devono perci fare t utto quello che possono
L' EDUCAZIONE 235
finch ancora t empo per cost ruire nelle menti che
gono loro affidat e l' abitudine a resist ere su:g!?est.lOne.
Se non viene creat a quest a resist enza, gli
la prossima generazione saranno in .bJ.!ia dI. ogm
propagandista che riesca a impadronirsi degli st rumenti
di informazione, di persuasione. La resist enza alla sugge-
stione si pu creare in due modi. Primo: si PU?insegnare
ai bambini a fidarsi soltanto delle loro nsorse Interne e a
non dipendere dai cont inui
doppiament e importante. Fidarsi degli st imoli esterni
non una cosa buona per il cara ttere. E inolt re quest o
stimolo l' esca che i propagandisti mettono al loro
lo zucchero in cui i dittatori avvolgono le loro pillole
ideologiche. Un individuo che si fida ester-
o no si espone perci alla piena forza di qualsiasi
ganda che venga fatta nel SU? la
ranza degli abit anti dei paesi
t ilment e l'ascolt are inut ilmente la radio, I assist ere InU-
t ilmente a dei film, si sono aggiunt i, come equivalent i
psicologici, all 'alcool e alla I.:a: .
un punto t ale, che ci sono milioni di
che soffrono di una vera angoscia se sono t agliat i fuon
per qualche giorno, o anche per qualche ora,. dai gi?r-
nalj, dalla radio e dai cinematografi . ChI
ad itna droga, essi devono abbandonarsi al loro VIZIO,
non perch indulgendovi provino un piacere attivo, ma
perch se non vi indulgono si sent ono penosamente su.b-
normali e incomplet i. Senza giornali, cinema e trasmts-
sioni radio, essi vivono di una vita diminuita; si sentono
pienamente s stess i solt ant o 50 0 <,>
notizie sport ive, processi sensazionali, musica e discorsi
per radio, e nei surrogati di t errori , di trionfi e di erot i-
smo che fornisce il cinematografo. Anche delle persone
int elligent i rit engono ora che t ali equivalent i
siano inevit abili e perfino desiderabili e che non Cl SI
renda per loro giusto e ragionevole di agire cosi, a me-
no che non conoscano qualche t ecnica per mezzo della .
quale possano esser sicuri di ott enere un effetto prat ico
per le loro buone intenzioni.
Video meliora proboqve;
Deteriora sequor.
E inut ile vedere e approvare il meglio, se poi si prose-
gue regolannentc il peggio. Quale la filosofia della vita
che andrebbe insegnata? E quale la tecnica adatta
per mezzo di cui la gente possa persuadere s stessa ad
agire secondo le proprie convinzioni? Questi sono ar-
gomenti che verranno t rattati in un capit olo successivo.
Quest o per quant o riguarda il primo metodo per rin-
forzare la resistenza alla suggest ione. Si vedr che ci
consist e essenzialment e nell' insegnare ai giovani a fare
a meno degli stimoli gradevoli offert i dai giornali, dalla
radio e dal cinematografo, st imoli che, come ho detto,
servono di esca al propagandi st a. Boicottare le notizie
sportive, le storie poliziesche, il J azz e il variet , i film
d'amore, d'avventure e di lussuria, significa al t empo
stesso boicotaggio della propaganda polit ica economica
ed et ica. Da ci l' importanza vit ale di insegnare al mag-
gior numero di giovani il modo cii divertirsi da s e, al
t empo stesso, di indurii a desiderare di farl o.
L' altro met odo per aumentare la resist enza alla sug-
gest ione puramente int ellettuale, e consist e nell'edu-
care i giovani a sot tomettere alla analisi crit ica gli espe-
di enti dei propagandist i. La pr ima cosa che debbono
fare gli educat ori di analizzare le parole usate comune-
mente nei giornali, nei discorsi, dai predicatori e dai
radioannunciatori . Cosa significa, per esempio, la parola
" nazione"? Fino a che punto sono giust ificat i gli ora-
t ori e gli scrittori parlandone come di una persona?
Chi precisamente quel "lei" di cui si parla quando si
236 FINI E MEZZI
pe; il fatto che la maggioranza
degli individui civili non Siano capaci di vivere delle loro
proprie risorse spirit uali, ma debbano di pendere in mo-
do abbietto dall 'incessant e st imolo est erno. Recent emen-
te, ,per ho un piccolo libro nel quale un
eminente biologo amencano espone le sue vedute circa
il fut uro. Egli profetizza che la scienza aument er enor-
memente la felicit e l' int elligenza umana e lo far
t ra l' al,tro, dei microcinemat oi afi, che
SI sul naso come degli occhiali, quan-
do S.I La serenza sar senza dubbio in grado di
fornirci presto delle miero-bottiglie t ascabili delle mi-
jpodermiche, micro-alcool, e
rmcro-cocama. Evvi va la scienza !
Come si pu insegnare ai bambini a fidarsi delle loro
risorse spirituali e a resist ere alla t ent azione di diven-
dei viziosi della lettura, della radio e del cinema ?
Poma di t utto, bisogna insegnar loro a divertirsi da soli,
e:eguendo dei lavori, suonando qualche st rument o, st u-
diando per uno scopo, facendo delle osservazioni scien-
t ifiche,. colt ivando qual che arte, e cosi via. Ma quest a
educazione della mano e dell' int elletto non basta. An-
la psicologia ha la sua legge di Gresham; il suo cat-
tivo quello buono. :Molta gent e
eseguire le aZIOnI che richiedono il minimo sfordJ!' a
pensare i pensieri pi facili, a provare le emozioni piu
comuni, ad indul gere ai desideri quasi ani-
mali . E t endono a far questo anche se hanno le nozioni
e la capacit di fare alt rimenti . Oltre- a quest e nozioni e
a questa capacit , bisogna dar loro la volont di usarlc
anche sotto la pressione della tentazione incessante di
seguire la linea di minore resist enza e di diventare dei
viziosi di droghe psicologiche. Molte persone non desi-
dereranno di resist ere a quest e t entazioni, a meno che
non posseggano una coerente filosofia della vita che ,
."
L'EDUCAZIONE 237
238 FINI E MEZZI
discut e la politica estera di una nazione? (<< L'Inghilt er-
ra una potenza imperiale. Essa deve difendere il suo
Impero o). In che senso si pu dire che una nazione ab-
bia una volont o un interesse nazionale? Questi in-
t eressi e quest a volont sono gli interessi e la volont
di t utto il popolo? O di una maggioranza? O di una
casta governante e di alcuni polit ici di professione? In
qual modo "lo stato" differisce. ammesso che differisca,
dal signor Tizio o dal signor Caio o da quegli altri genti -
luomini che siano riusciti in quel momento ad assicu-
rarsi il potere politico? Dat o il carattere del signor Ti-
zio o del signor Caio, ecc., perch dovrebbe "lo st ato"
venir considerato come una ist ituzione degna di rispetto
quasi religioso? Dove risiede l' onore nazionale? Perch
la perdita di Hong-Kong, per esempio, dovrebbe es-
sere un colpo importante per l' onore brit annico, men-
tre la sua conquist a, dopo una guerra nella quale l' In-
ghilterra cerc di obbligare i cinesi a comperare l' oppio,
non cost ituisce una macchia sullo stesso onore? E cosi
di seguito. " Nazione" soltanto una t ra alcune dozzine
di parole ricche e sonore che vengono comunemente
accet tat e senza riflessione, ma che essenziale. se vo-
gliamo pensare con chiarezza, assoggettare alla pi st rin-
gente anal isi.
E non meno importante che ai bambini venga
insegnat o a esaminare t utte le personificazioni, t utte
le met afore, tutte le ast razioni che incont rano negli ar-
ti coli che leggono e nei discorsi che ascolt ano. Essi de-
vono imparare a tradurre quelle parole vuote nei ter-
mini della concret a realt cont emporanea. Quando un
Asquith dice, t noi non riporremo nel fodero la spada
che non venne sfoderat a con leggerezza , quando l' ar -
civescovo di Canterbury afferma che la forza, la spa-
da , l' istrumento di Dio per la protezione del popolo &,
i bambini debbono imparare a t radurre questa nobile
..
L' EDUCAZIONE 239
verbosit nella lingua del t empo presente. Le spade
non hanno avuto una parte apprezzabile nelle guerre
degli ultimi duecento anni. Nel 1914 la spada di Asquith
era fatta di potenti esplosivi, di shrapnel, di mit raglia-
t rici. di corazzate e di sottomarini. Nel 1937 l' ist ru:
ment o di Dio per la prot ezione del popolo . era fatto di
t utti gli armament i esist ent i nel 1914. pi i carri arma-
ti , gli aeroplani , la t hermite, il fosgene, i vapori d'arse-
nico, la lewisite e molt i alt ri st rument i di assassinio
pi efficient i e pi ciechi di qualunque cosa nota in pas-
sato. E spesso nell' interesse dei governanti di una na-
zione t ravest ire i veri fatti della realt contemporanea
coi fitti veli di una verbosit ingannatrice. E compito
degli educat ori insegnare ai loro allievi a t radurre quelle
frasi pittoresche o vuote nella lingua della realt contem-
poranea.
La propaganda verbale non forse la sola e la pi
efficace forma di suggest ione organizzata. Ne esiste un'al -
tra, molto in favore presso i moderni agenti di pubbli-
cit e usata da tempi immemorabili dai propagandisti
non commerciali, come re, pret i. militari. Essa consiste
in una associazione arbitraria dell' idea che si vuol sug-
gerire con qualche oggetto, od immagine, o suono, o
descrizione letteraria, intrinsecament e deliziosa, o che
in qualche modo suggerisca il piacere. Per esempio. il
rec1amist a di un sapone mostrer l'i mmagine di una
donna giovine e voluttuosa che fa il bagno in un gabi-
netto di marmo rosa e di cromo. Il reclamist a di sigaret -
t e far vedere degli individui che cenano con quello che
una scrittrice chiamerebbe "impeccabile abito da sera",
o riprodurr delle fotografie di qualche ben not a stella
cinemat ografica. o di qualche milionario, o di qualche
ti t olato. Il rcc1amista di una marca di wisky illustrer
un gruppo di bellissimi giovani servit i dai pi ossequiosi
domest ici in un ambient e lussuoso. Lo scopo in questi
FIN I E MEZZI
casi lo stesso: associare l'i dea delle off.erte
vendit a con le idee che il pubblico considera g.t deli-
ziose, come quella del piacere erot ico, per-
sonale, della ricchezza e della supen ont a SOCiale. l.n
altri casi l' idea della merce associata ad un paesaggtO
delizioso, a dei bambini buffi o .pate:
tici, a fiori o ad animali favoriti , a scene della vit a di
famiglia. Nei paesi dove permessa la per . ra-
dio, i propagandi st i commerciali t rovan.o ut ile
l' idea delle loro automobili , delle loro sigaret te , del
cereali in scatola, ecc. a recite di artist i o a.
di musica vocale e orchestrale. Quest'ultimo tipo as:
sociazione d' idee quello preferito dai re, dal
e dai pret i. Dal della ,.st oria, i
ottengono il successo associando 1Idea del loro gm emo
ad una pompa sfarzosa, ad una architettura di grande
effetto, ad ogni specie di cose rare, sont u?se e
Lo st esso hanno fatto i militari . La
inebria come il vino, e, a modo suo, una
t are non meno inebriant e. (L' autore del del
Cantici giunge al punto di st abilire
emot iva tra una persona s-:ssualmente .deslderabIle
un esercito con le sue bandiere). I !anno ",I so di
un t ipo di propaganda simile. han:
no associato sistemat icamente l'Idea del loro dio e di
.s stessi in quanto rappresentanti di di? ,. a delle opere
d'arte d'ogni specie, int rinsecament e deliziose, dall.
a
mu:
sica e architettura fino all' abbigliamento, con
di ricchezza c di pot ere, alla gioia e al t errore orgamz-
zati , e, in alcune religioni, ai mist eri con crudelt e lus-
suria organizzate.
La propaganda di questo genere dimostra di essere
generalment e irresistibile. Le vengono
perat e in quantit sempre maggiore: folle
grandi e pi ent usiast e si assiepano alle rivist e rnili-
l
\
l

L'EDUCAZIONE 24 1
t ari, alle cerimonie reali e dittatoriali, agli splendidi
cerimonial i dell'idolatria nazionalistica. Ancora una vol-
t a la resist enza alla suggesti one pu venire aumentata
soltanto coll'ac uire la facolt criti ca degli interessat i.
L'arte di dissociare le idee dovrebbe far parte di ogni
corso di st udio. I giovani debbono venire allenat i a
considerare i problemi di governo, di politica interna-
zionale, di religione ecc., isolati dall e immagini piacevoli
nelle quali una particolare soluzione di quei problemi
st at a associata, pi o meno deliberatamente, da co-
loro il cui int eresse di far si che il pubblico pensi,
sent a e giudichi in un certo modo. Il corso potrebbe
cominciare analizzando la rclame popolare. Si pu di-
mostrare ai bambini che non esiste un necessario nesso
organico t ra la bella fanciulla nella sua cost osa vest e
da camera, e i meriti della pasta dentifricia alla quale
deve servire di rclame. Questo t ipo di lezione pu
venir ribadito da dimostrazioni pratiche. La cioccolata
pu essere confezionata in carta ornata da figurine rea-
listiche di scorpioni, e l'olio di ricino e il chinino in
involucri in fonna di cagnolini e di Shirley Temple.
Dopo aver imparato a dissociare le immagini della pub-
blicit commerciale, si pu mostrare ai nostri ragazzi
il modo di applicare lo st esso met odo critico alle associa-
zioni ugualmente arbitrarie, ed anche pi pericolosa-
mente disorientanti, che esistono nel campo della poli-
t ica e della religione. Bisogner mostrar loro che pos-
sibile t rarre il maggior godimento estet ico da una ceri -
monia militare o religiosa , senza perrnet tere che quest o
godimento influenzi in qualche modo il giudizio riguar-
do al valore della guerra come st rument o polit ico, o
riguardo alla verit e all 'utilit morale della religione in
quest ione. Bisognerebbe insegnar loro a giudicare la mo-
narchia e la dittatura in base ai loro metodi politici ed
etici. e non in base ai meriti coreografici delle processioni
,6.
, 24 2 FINI E MEZZI
e dei cerimoniali di corte, n in base ai merit i architet -
tonici dei palazzi , n a quelli retorici dei discorsi, n a
quelli organizzat ivi di una certa specie di efficienza
t ecnica. E cosi di seguito.
E molt o improbabile che l' arte della dissociazione ven-
ga insegnata in scuole poste sotto il diretto cont rollo
dello stato. Chi al potere desidera sempre conservare
un dato ordine di cose. Perci cerca sempre di persua-
dere o di costringere i suoi suddit i ad accettare, come
giuste e ragionevoli , certe soluzioni (che rarament e
le migliori) dei pi salient i problemi di politica e di
economia. Da ci l'insist enza da parte dei governi, ad
associare sempre le idee che incarnano queste soluzioni
a delle immagini intrinsecament e gradevoli. L' arte della
dissociazione pu veni re insegnat a soltanto da individui
che non siano sotto il dir et t o cont rollo governat ivo.
Quest a una delle ragioni per cui cosi importante
che l' educazione cont rollata dallo st at o sia, dove pos-
sibil e, completat a da quella affidat a a pri vat i. Alcune di
queste educaz ioni or ganizzat e privatamente saranno cer-
t amente cattive ; alcune esisteranno probabilmente sol-
tanto per ragioni di snobismo. Ma alcuni t ra gli educa-
t ori privat i saranno veramente int elligent i e t enteranno
degli esperiment i ; alcuni useranno la loro beata indipen-
denza per introdurre i cambiamenti desiderabili che non
permesso iniziare agli insegnant i cont rollat i dallo sta-
to. Les enfants n'appartiennent qu' la Rpublique t .
Cosi scrisse il marchese di Sade. Che un uomo simile
sia stat o un cosi ardente sost enit ore dell ' esclusiva edu-
cazione di stato un fatto che, alla luce della storia
delle dittat ure contemporanee, ricco di significato.
Usando un sistema di classificazione arbit rario ma
inevit abile, ho parlato successivament e dell' educazione
come allenament o del carattere, deli' educazione come
istruzione e dell 'educazione come allenament o delle emo-
r
L' EDUCAZIONE 243
zioni. E ora necessario parlare di un'altra forma di edu-
cazione, che deve sostenere e accompagnare t utte le
al tre, ossia l'educazione del corpo.
Nel mondo quale lo conosciamo, il corpo e la mente
formano un singolo insieme organico. Ci che succede
nella mente influenza il corpo e viceversa. L'educazione
deve perci consist ere in un processo di allenamento
fisico oltre che ment ale.
Di che nat ura deve essere quest o allenament o fisico?
Non si pu rispondere a questa domanda altro che nei
t ermini dei nostri primi principi. Si era convenuto che
l 'essere umano ideale un essere non-attaccato. In con-
seguenza, tutta l'educazione, inclusa quella fisica, deve
mirare come scopo ultimo ad ottenere il non-attacca-
mento. Se vogliamo scoprire la forma migliore di all e-
namento fisico, dobbiamo cominciare con lo stabilire
le condizioni fisiche del non-attaccamento.
In primo luogo chiarissimo che il non-attaccamento
molto difficilmente real izzabile per chi abbia un cor-
po seriamente infelice. Un corpo infelice influisce sulla
mente in molt i modi. Quando l'infermit molt o gran-
de. il corpo soggetto a malessere e a dolori . Il malesse-
re e i dolori invadono il campo della coscienza , col
risultato che il suo possessore trova difficile non iden-
t ificarsi coi suoi difettosi processi fisici. Un essere
che potenziahnente pi di ci che si usa chiamare
una "persona", si riduce, attraverso il malessere e il
dolore, a un essere che molt o meno di ci. Finisce
per ident ificarsi con uno degli organi del corpo che .
non funzionano.
In alt ri casi pu non esistere malessere e dolore; ma
il corpo infermo pu essere soggetto, senza che il suo
se ne renda cont o, a degli sforzi e a delle
tensioni croniche. Ci che succede nel corpo influisce
sulla mente. Una t ensione fisica provoca una t enso-
244 FINI E MEZZI
ne psicologica. Il corpo lo st rument o usato dalla
mente per st abilire i cont atti col mondo Qua-
lunque modificazione in quest o .st t:"mento modificher
in modo corrispondente le relazioni della ment e con la
realt est erna. Quando il corpo infermo e sottoposto
a una tensione, le relazioni della mente (sensorie, emoti-
ve, int ellettuali, conat ive) con la realt esterna saran-
no probabilmente insoddisfacenti. E lo stesso sar per
le relazioni mentali con ci che si pu chiamare la realt
int erna, con quel " pi-che-s-stessi" che, se vogliamo,
possiamo scoprire entro di noi, e che i .
identificato con Dio, la Legge, la Luce, il pnnclplo m-
t egrativo del mondo. Tutti i mist ici orient ali insistono
sulla necessit della salute corporea. Un uomo ammalat o
non pu raggiungere l' illumi nazione. Essi indicano inol-
t re che assai difficile conquistare l' arte della contem-
plazione se non si osse:-:an? ce:te regole di e.
si assumono certe posmom fisiche. Osservazioni simili
sono state fatte dai mist ici crist iani dell' Occidente.
Per esempio, l' aut ore di The Cloud 01 Unknowing, .dice
in" un passo molto curioso e int eressante, che CIter
in un capitolo seguente, che l'illuminazione o unione
misti ca con Dio non pu venire raggiunt a da
che non si controllano fisicamente, fino al punto di
agitarsi, ridere nervosament e, fare dei gest i e delle smor-
fie strane. Dei tics e delle cont razioni simili, (come si
pu osservare) si associano quasi invariabilmente ad
un malessere e ad una tensione fisica. Ove quest i esisto-
no, le pi alte forme del non-attaccamento non sono
raggiungibili. Ne segue perci che il sistema ideale di
educazione fisica deve liberare dall' infermit e dalla
t ensione.
Un'altra condizione del non-attaccamento la co-
scienza. L' incoscienza una delle principali cause del-
l'attaccamento e del male; perdona loro perch non
L' EDUCAZIONE
sanno quello che fanno . Quelli che non sanno quello
che fanno hanno veramente bisogno di perdono; perch
sono responsabili di una immensit di sofferenze. Tut -
t avi a, pi urgent e del loro bisogno di perdono il loro
bisogno di sapere. Perch pu darsi che, se sapessero,
non commette rebbero quegli att i stupidi e criminali le
cui conseguenze ineluttabili non possono venire impedit e
da tutta l' indulgenza. umana e divi na . Una buona edu-
cazione fisica deve insegnare la coscienza sul piano fi -
sico, non la coscienza ossessionante e involontaria che
il dolore impone alla mente, ma la coscienza intenzio-
nale e volontaria. Il corpo deve venir abit uato a pensa-
re. E veramente ci avvi ene ogni volt a che impari amo
una abilit manuale; il nostro corpo pensa qu ando dise-
gniamo. quando giuochiamo a golf, o prendiamo una
lezione di pianoforte. Ma tutti questi sono dei modi
di pensare da specialist i. Ci che ci abbisogna una edu-
cazione del corpo che sia, sul piano corporeo, liberale
e non semplicemente t ecnica e st rettament e specifica. La
coscienza di cui abbisogna il nostro corpo la conoscen-
za di qualche principio generale di giusta integrazione,
e, insieme a quest a, la conoscenza di un modo appro-
pri at o di applicare questo principio a ogni fase dell'atti-
"vit fisica .
Non pu esservi non-attaccamento senza inibizione.
Quando lo stato di non-attaccament o sar divent ato una
seconda nat ur a, l'inibizione non sar senza dubbi o pi
necessaria ; perch non sorgeranno pi gli impulsi che
richiedono l'inibizione. Sono pochi coloro in cui lo st a-
t o di non-at taccament o permanente. Per tutti gli alt ri
gli impulsi che bisogna inibire sorgono con una frequen-
za disperante. La t ecnica dell'inibizione deve venir im-
parata su t utti i piani del nostro essere. Sul piano in-
t ellettuale, perch non si pu sperare di pensare in modo
intelligente o di praticare la pi semplice forma di ri-
L'EDUCAZIONE 247
FINI E MEZZI
flessione se non impariamo ad inibire i pensieri incoe-
renti. Su l piano emotivo, perch non raggiungeremo mai
memmeno il pi basso grado di
non freniamo mentre sorgono i moviment i cost anti di
malizia, di vanit, di concupiscenza, di ignavia, di ava-
rizia di collera e di timore, Sul piano fisico, perch se
siamo infermi (come molti di noi sono, nelle condizioni
della vita urbana moderna), non possiamo aspettarci
di raggiungere l'integrazione se non sappiamo inibire
le nostre t endenze ad eseguire delle azioni morbose nel
modo per noi familiare. Ment e e corpo formano una
organica ; ed per conseguenza coerentemente probabtle
che, se impariamo l'arte della inibizione cosciente sul,pia-
no fisico, questa ci aiuter ad acquistare e
la stessa arte sul piano int ellettuale ed emotivo. Cidi
cui abbiamo bisogno, una moralit pratica efficace per
ogni piano, da quello corporeo a quello
Sar una buona educazione fisica quella che fornir al
corpo proprio una simile una mo-
ralit curativa, una moralit a di inibizione e di controllo
cosciente, e al t empo st esso, col favorire la ,e una
adeguat a integrazione sar di Ci
ho chiamat o et ica preventiva, che ffi?lte Specl:
di disturbi con non fornir loro l'opportumt a di prodursi .
Per quanto posso rendermi cont o, l' unico
educazione fisica che risponda a tutte quest e condizio-
ni, quello di F. M, Alexander. Ale=:cander ha fa.tta una
completa esposizione del suo sistema ID tre volumi, ognu-
no dei quali ha una prefazione del prof. J ohn Dewey (I ).
Non perci necessario che io lo descriva qui, t at;t o
che nessuna descri zione verbale pu render giustizia
a una tecnica che implica il cambiamento, att raverso
(I ) Man' , InherilallU, Omsdow. Cmi"ol, TM U Si 0/
1M & 1/.
un lungo processo d'istruzione da parte, dell' insegnante
e di attiva cooperazione da parte dell' allievo, delle espe-
rienze sensorie individuali. Non si pu descrivere l' espe-
rienza di vedere il colore rosso. Similment e non si pu
descrivere l' esperienza molt o pi complessa di un pro-
gresso nel coordinamento fisico. Una descrizione verbale
avrebbe senso soltanto per chi avesse realmente subita
l' esperienza descritta; per la persona mal coordi nata, le
stesse parole avrebbero un significat,o diverso.
Inevit abilmente le interpret erebbe nel t ermini della sua
l esperienza sensoria, che quelli di una
coordinata. Una comprensione completa del Sistema SI
pu avere soltanto pr at icandolo. Tutto ci che neces-
sario dire qui che sono sicuro, per esperienza ed osser-
vazione personale, che ci d quel che, ab-
biamo cercat o in un sistema di educazione fisica : sollievo
dalla t ensione dovuta al malessere, e conseguente mi-
glioramento della salut e fisica e mentale; aumento della
coscienza dei mezzi fisici impiegati a raggiungere i fini
. proposti dalla e, insieme
t o generale della coscienza su tutti I piam: una t ecmca
di inibizione, efficace sul piano fisico per impedire al
corpo di scivolare, sotto l'i nfluenza di un ingordo t de-
siderio di raggiungere certi fini e, nelle vecchie abitu-
dini di cattivo coordinamento, ed efficace (per una spe-
cie di analogia organica), ad inibire gli impulsi inoppor-
tuni e incoerenti rispettivament e sul piano emot ivo ed
int ellettuale. Non si pu chiedere di pi ad un sistema
di educazione fisica ; n, se desideriamo seriament e di
t rasformare in meglio gli esseri umani, gli si pu chie-
dere di meno.
effetti. Se queste cose aiutano a mantenere un' organiz-
zazione sociale soddisfacente, se servono a facilitare
e ad arricchire le relazioni tra gli uomini e tra i gruppi,
allora egli pot r accordar loro un certo giust ificato
favore. Pot r, vero, riconoscere chiarament e che tali
prat iche non aiutano gli uomini a raggiungere le pi
alte forme dell'evoluzione umana, ma sono, in realt
degli impediment i su questo cammino. Il Budda indica
il ritualismo come una delle Dieci Pastoi e che legano
gli uomini all' illusione e impediscono loro di raggiun-
gere l'illuminazione. Tuttavia, in vista del fatto che
molt i individui non aspirano certament e all 'illumina-
zione, in alt re parole, ad evolversi fino ai limiti della
capacit umana, si pu t rovare qualche cosa di buono
nel rituaIismo. L' attaccamento alle cerimonie tradi zio-
nali e la fede nell'efficacia magica del rituale, posso-
no impedire agli uomini di raggiungere l'ill uminazione;
ma, d'altra parte, possono aiutare quegli indi vidui che
non hanno il desiderio n la capacit di raggiungerl a,
a comportarsi un po' meglio di come farebbero altri-
menti.
E impossibile discut ere il valore dei riti e delle ceri-
monie simboliche senza riaprire una questi one gi trat-
tata nei capitoli suU' l neguaglianza e l'Educazione: la
questione dei ti pi psicologici e dei gradi di sviluppo
mentale. E abbastanza significat ivo il fatto che la mag-
gior parte dei fondat ori st orici di religioni e la maggio-
ranza dei filosofi religiosi si sono t rovati d' accordo su
quest'argomento. Essi hanno diviso gli esseri umani in
una minoranza di individui, capaci di fare gli sforzi
richiest i per raggiungere "l'illuminazione" , e una gran
maggioranza che non ne capace. Questa concezione
fondamentale nell'induismo, nel buddismo, e in ge-
nerale, in t utta la filosofia indiana. F. implicit a nell' inse-
gnamento di Lao Tseu, e anche in quello degli stoici .
XIII
PRATICHE RELI GIOSE
T A religione , t ra molt e altre cose, un sist ema di
L educazione per mezzo del quale gli esseri umani
si possono abit uare, in pri mo luogo. a conseguire dei
cambiamenti desiderabili nella loro personalit c, al
t empo stesso , nella societ , e in secondo luogo, a ele-
vare la loro coscienza e a st abilire dei rapport i pi
adeguati tra loro stessi e l'universo di cui fanno parte.
La religione. ripet o. t utto questo, insieme a molt e
altre cose. Perch, ahim, non t utte le dottrine e
le pratiche delle religioni esist ent i sono intese a miglio-
rare il carattere o ad elevare la coscienza. Al contrario,
gran parte di ci che viene insegnato e fatto nel nome
delle religioni anche pi alt amente evolute , netta-
mente pernicioso, e una parte ancora maggiore moral-
mente neutra, non particolarment e cattiva, ma, d' alt ra
parte, nemmeno specialmente buona. Verso quella spe-
cie di religione i cui frutti sono moralmente cattivi e
oscurantist ici, l' idealista razionale pu most rare solt an-
t o una ost ilit intransigent e. Cose come la persecuzione.
la soppressione o la deformazione della verit, sono
intrinsecamente cattive, ed egli non pu aver nient e
a che fare con organi zzazioni religiose che favoriscono
iniquit simili.
Il suo atteggiamento verso le abit udini, i riti e le ceri-
monie et icamente neutri della religione organizzata sa-
ranno determinati esclusivamente dalla natura dei loro
.,
"
.,
PRATI CHE RELIGIOS E
249
251
religioni
PRATICHE RELI GIOSE
modo pi completo. Siamo di fronte a due
dist inte per due t ipi distinti di esseri umani.
La st oria delle idee in gran parte la storia della
loro errat a interpretazione. Un individuo eccezionale
scrive la storia della sua vita, ovvero formula. alla luce
della sua esperienza personale, una t eoria circa la natura
del mondo. Altri individui, che non possiedono le sue
doti naturali, leggono ci ch' egli ha scritto, e, poich
il loro abito psicologico diverso da quello dell' aut ore,
non capiscono ci che egli vuol dire. Essi reinterpre-
t ana le sue parole alla luce della loro esperienza , delle
loro conoscenze e dei loro pregiudizi. In conseguenza,
essi imparano, non a esser simili a chi insegna loro, ma
ad essere pi simili a s stessi. Le sue parole, mal com-
prese, servono a giustificare i loro desideri , a raziona-
lizzare le loro fedi . Non tutta la magia, la lit urgia e il
rituale esist enti nelle religioni st oriche sono una soprav-
vivenza di et pi primitive . E probabile che buona
part e sia rel at ivament e nuova, sia il prodotto dell' in-
comprensione. Molt i scrittori mist ici, scrivendo le loro
esperienze psicologiche in linguaggio simbolico, hanno
fatto spesso supporre ai non mistici di aver parlato di
alchimia e di riti magici. Episodi di vita int eriore, proiet -
t ati nel mondo est erno in modo stranamente deformato,
contribuirono ad ingrossare il fiume maestoso della pri-
miti va superst izione. C' il pericolo che l' attuale e dif-
fuso int eresse per la psicologia e la filosofia orient ale
porti , per incomprensione, a una recrudescenza delle
fanne pi grossolane di superst izione.
. ~ i ~ o a che punto si possono usare nei t empi moderni
l ntl . e le formule, gli atti e gli oggetti simbolici ? La
quest ione st ata posta di frequente dacch il crist ia-
nesimo . organizzat o cominci a perdere la sua presa
sull 'OCCIdente . Tentativi per fabbricare dei rituali sinte-
t ici hanno avuto scarso successo. Il culto della Ragione
"
'I
(1) Una delle accuse d ire tte contro Eckart dall' I nquisizione, fu di ave.. par-
lato apertamente dei mi steri aac:ri.
250 FINI E MEZZI
Gesti di Nazareth insegn che . molti sono i chiamati
ma JXK:hi gli eletti t e che certi esseri costituiscono il
sale della t erra t e possono perci preservare il mondo
dalla corruzione. Le stte gnost iche credevano all'esi-
stenza di un insegnamento esoterico e di uno exoterico,
quest ' ult imo riservato ai molt i, il primo ai pochi capaci
di t rame profi tto. La Chiesa cattolica stermin gli
gnosti ci, ma si organizz come se la credenza gnost ica
negli insegnament i esot erici ed exoterici fosse vera (I).
Per il volgo provvide il cerimoniale, le formule magiche,
l' adorazione delle immagini , un calendario delle fest i-
vit. Ai pochi insegn, attraverso la parola dei mist ici,
che t ali esterni " aiuti alla devozione" sono (come Bud-
da aveva indicato molt i secoli prima) delle pastoie po-
t enti che t engono lont ani gli uomini, dall'illuminazione,
cio, nella fraseologia crist iana, dalla comunione con Dio.
In pratica, il cristianesimo, come l'induismo e il bud-
dismo, non formato da una ma da pi religioni, adat -
t at e ai bisogni dei diversi tipi di esseri umani. Una Chie-
sa cristiana nella Spagna meridionale, in Sicilia, o nel
Messico somiglia singolarmente a un t empi o ind . L'oc-
chio ral legrat o dagli stessi colori vivaci, dalle st esse
decorazioni t rinate, dalle st esse statue gest icolant i; il
naso respira gli st essi profumi inebrianti ; l'orecchio, e,
con lui, l' int elletto, vengono cullat i dalla cant ilena degli
stessi incomprensibili incantesimi, eccitati dalla stessa
musica suggestiva e sonora. Al polo oppost o, conside-
ri amo la cappella di un monastero ciste rcense, e la sala
di medit azione di una comunit di buddisti Zeno En-
t rambe sono ugualmente nude ; gli aiut i alla devozione
(in alt re parole, le past oie che impediscono all ' anima
di conseguire l'illuminazione) mancano in entrambe nel
FINI E MEZZI
e dell 'Essere Supremo della Rivoluzione Francese mori-
rono con la reazione di Termidoro. La religione dell'Uma-
nit, di Comte {vcat t olicesimo senza crist ianesimo"
come la chiam T. H. Huxley) non mise mai radi ci:
Anche i rituali e le cerimonie inventat i di t anto in
tanto .dai fortunati promotori di risvegli crist iani sop-
pravvivono raramente ai loro autori e non si diffondono
al di fuori dei templi dove vennero praticati in origine.
D'alt ra part e, nuovi rit uali e cerimoniali sono sort i
in rapporto al culto del nazionalismo e del socialismo
san? sorti e hanno conti nuato a fiorire per un
penodo.
eser.npi, .te?tiamo alcune gene-
ralizzazioni . I e l cerimoniali sorgono quasi spon-
ogm qualvoIta delle masse di popolo si riu-
mscono per prender parte a un'attivit che t occhi la
I?ro Questi riti e cerimoniali sopravvivono e
SI SViluppano finch l'interesse emot ivo viene sentito. E
impossibile persuadere gente ad eseguire riti e ceri-
mome m rapport o a una Idea o a una persona per cui non
prova un interesse emotivo. Creare un rituale, come
fece Comte, sperando che esso crei una emozione reli-
come at.tacca:e il davanti ai buoi. Quando
l interesse emotivo esiste, II ntuale servir a rinforzarlo
e anche a ?uand.ol'entusiasmo languisce ;
esso non puo creare l (Per essere pi precisi,
non pu creare un sentimento durevole. Una cerimonia
bene eseguita un'opera d'arte che pu colpire anche
uno scettico. Ma si pu essere profondamente
da Macbeth, senza convertirsi alla stregone-
rra, SI puo provare un emozione assistendo a una Messa
papale o a una ri vist a di Camiie brune senza sentirsi
obbligati a di vent are cattolici o nazist i).
'Al giorno d'oggi nell'occidente industrializzato non
c' molto da dire in favore dei riti, delle cerimonie e
PRATICHE RELIGIOSE 253
delle t radizioni del crist ianesimo t radi zionale. Non c'
da dire molto in loro favore per la semplice ragione che
si dimost rano del tutto inefficaci. Essi non fanno asso-
lut amente niente per mantenere una vita sociale cristia-
na, e hanno dimostrato di non saper resist ere alla con-
correnza dei nuovi riti e delle nuove cerimonie del-
l' idolatria nazionalist ica. Gli uomi ni sono molt o pi te-
deschi o inglesi imperialist i che protestant i, molto pi
francesi o fascist i che cattolici. Nel passat o, i ceppi del
rituale crist iano possono aver t enuto la gente lont ana
dall'illumi nazione ; ma questi st essi ceppi servi vano a
legare fortemente gli individui al corpo della societ
cristiana. Oggi essi hanno in gran parte sopravvissut o al-
la loro funzione sociale. E si pu verament e dire che
la preoccupazione pei riti e le cerimonie t radi zionali
separa realmente gli indi vidui dal la societ in mezzo
a cui vivono. Troppi sono gli individui che, quando
hanno scrupolosamente ripet ut o le frasi prescritte, ese-
guiti i gesti indicat i, e osservati i t ab tradizionali,
si ritengono autorizzati a non occuparsi di niente alt ro.
Per questi individui l'eseguire i riti t radizionali diven-
t ato un sost it ut o dello sforzo morale e dell'intelligenza.
Essi sfuggono i problemi della vita reale rifugiandosi
nelle cerimonie simboliche ; t rascurano i doveri verso s
stessi, il loro prossimo e il loro Dio per offrire un'adora-
zione idolat ra a qualche oggetto tradiziona lmente con-
sacrat o, per recitare delle sciarade liturgiche o per par-
t ecipare a qualche ant ica mascherata. Citer un esempio
recent e su quest'argomento. Nell'aut unno del 1936 il
Times di Londra riport il fatto che, per deferenza al
sentimento religioso, gli idroplani non sarebbero pi st a-
t i autorizzat i ad ammarare nel Mare di Galilea. Questo
un esempio caratteristi co di come la preoccupazione
degli oggetti sacri sia un impediment o non solt anto per
procedere verso l' illuminazione, ma anche per conside-
rare razionalment e i fatti della realt contemporanea.
Abbiamo qui un "sentimento religioso" che viene pro-
fondamente offeso se le macchine volant i t occano un
certo specchio d'acqua consacrat o, ma che (a giudicare
dalle affermazioni pubblicate dai decani e dai vescovi
anglicani ), non t rova niente di particolarmente scan-
daloso al pensiero che queste stesse macchine volant i
possano venir usate per buttare fuoco, veleno ed alti
esplosivi sugli abitanti di citt indifese. Se quest a
religione, che Dio ci salvi da una simile imbecillit
criminale.
Qual e sar la moral e dei precedent i par agrafi e l'in-
segna mento prat ico che l' idealist a razional e pu t rarre
dalla considerazione della natur a dei riti e delle cerimo-
nie religiose? Egli concluder, in primo luogo, che, es-
sendo il rit ualismo un impedimento a cui troppi esseri
umani sono tenacemente legati , inut ile t ent are di li-
berarsene. In secondo luogo, osservando che i riti e le
cerimonie possono venir usati , come qualunque altro
strumento, per dei fini cattivi non meno efficacement e
che per dei buoni, far quanto gli possibile per incora g-
giare il loro uso per dei buoni fini, e per impedire con
la dimost razione, la persuasione o la sat ira che vengano
usat i per causare mali maggiori. Finalmente, valendosi
dell 'insegnament o degli insuccessi passati , non perder
t empo a fabbricare nuovi cerimoniali per qualsiasi mo-
vimento nel quale i partecipanti non trovino gi un
int eresse emotivo.
Questo per quanto riguar da gli aspett i positivamente
nocivi ed estet icamente neut ri della religione. Conside-
riamo ora gli element i delle pratiche e delle credenze
religiose che han no un valore positivo.
Tutti i sistemi di classificazione t endono pi o meno
a deformar e la real t ; ma impossibile riflettere su di
essa con chiarezza se non si usa qualche sistema di clas-
254
FI NI E MEZZI PRATICHE RELIGIOSE 255
sificazione. Perci, anche rischiando di essere t roppo sem-
plicist a, classificher separatamente le variet delle pra-
t iche e delle credenze religiose.
Questo capitolo t ratt a solt anto delle prat iche religiose
esistent i (non delle fedi), e le tratta da
un punto di vist a umanist ico. Da quest o punto dI.vIst a,
le pratiche religiose hanno val ore in
dei met odi di auto-educazione, met odi che gli uorrum
possono usare per t rasformare il loro carattere e appro-
fondire la loro coscienza.
I metodi meno conosciuti nell'occidente cont empera-
neo sono quelli che chiamer fisiologici. Questi met odi
si possono classificar e nei seguent i gruppi principali .
Molti popoli selvaggi , e anche certi seguaci di religioni
pi elevate, fanno uso di ripet uti
come di un met odo per provocare degli st ati d anrmo.
Questi moviment i rit mici possono assumere forme sva-
ria te' dal solitario passeggiare avanti e indietro del
prete cattolico che legge il suo breviario, alle
danze rituali dei primitivi di tutto il mondo. La rrpe-
tizione di movimenti ritmici sembra avere lo stesso
effetto della ri pet izione di formule verbali o di frasi
musicali : blandisce, fino a farla riposare, la parte super-
ficiale della coscienza , e permette alla parte pi pro-
fonda della mente o di concent rarsi sulla realt ultima
(come nel caso del prete solitario che passeggia su e gili
leggendo il breviario), o di speriment are un profondo
senso di solidariet con gli alt ri esseri umani e con la
divinit tutelar e (come nel caso dei danzatori rit uali).
Sembra che il cristianesimo abbia commesso un grande
errore permettendo che la danza si secolarizzasse com-
plet ament e. Per gli individui del t ipo somatotonico, le
danze rit uali rappresentano una esperienza religiosa pi
soddisfacent e e convincente di qualunque alt ra.
Un altro metodo fisiologico quello dell' ascetismo.
FIN I E MEZZI PRATI CHE RELlGIQSE
257
Digiuno, veglia, disagio e auto- flagellazione sono stat i
usati dai devoti di ogni religione, come metodi, non
soltanto di espiazione del peccato, ma anche di educa-
zione della volont e di modificazione dell' ordinari a co-
scienza quotidiana .
A ci mirano anche quegli ascet i indiani che allenano
sist emat icamente i loro corpi, fino ad essere in grado di
esercitare un cont rollo cosciente sui processi fisiologici
che si svolgono normalmente in modo incosciente. I n
molti casi essi giungono a provocare degli stat i mentali
insoliti , modificando profondamente e sistemat icamen-
t e certe funzioni fisiche, quali la respirazione e l' atto
sessuale.
Si hanno prove che dimostrano che tali pratiche pos_
sono produrre dei risultati di gran valore. L'uomo che
pratica i met odi della mortifi cazione o del Voga, pu
raggiungere un alto grado di non-at t accamento verso le
cose di quest o mondo t e al t empo stesso elevare la
sua coscienza in modo da pot ersi attaccare pi compl e-
t amente dell'uomo normale a ci che pi grande di
lui, al principio integrativo di tutto l' essere. E possibi-
le, ripeto; ma non facile. Tutti coloro che conoscono
qualcosa sui metodi di mortificazione o del Voga, o per
osservazione o per esperienza personal e, concordano nel
dire che sono metodi pericolosi. Prima di t utto, sono
peri colosi fisiologicamente; molti corpi non resistono
allo sforzo che vien loro imposto. Ma quest o non tutto;
esist e anche un pericolo morale. Tra quelli che int ra-
prendono questi metodi , pochi solt anto sono quelli che
lo fanno per ragioni giuste. L'ascet ismo degenera facil-
mente nel t entativo di battere dei record . C' poca
differenza t ra Simone Sti lita e i moderni arrampicatori
di pert ica ameri cani o tra un fachiro sul suo letto di
chiodi e i partecipanti alle t orturant i marat one di danza.
La vanit e la brama di eccellere, di distinguersi, di
I
'. ,
l
,
I
I
I
i
,
I
~
riconoscimenti pubblici figurano t roppo di frequente tra
i motivi dell'asceti smo. Per giunta , in t utt i gli individui,
tranne in quelli pi allenati , il dolore fisico t ende ad
innalzare, piuttosto che a smorzare la normale preoc-
cupazione per il pr oprio corpo. Chi soffre fa molt a fatica
a non identificarsi con l'organo sofferente. (Lo stesso
vero, naturalment e, per chi prova un piacere intenso).
Alcuni ascet i riusciranno a educare la loro ment e in
modo da ignorare la propria sofferenza, e a ident ificarsi
con ci che pi della sofferenza e pi della t otalit
del loro essere indi viduale. Molti , al cont rario, finiranno
per essere diminuiti , identificandosi con la sofferenza e
con l' orgoglio di essere capaci di sopportare t anto.
Il pericolo inerente alla pratica dei metodi di cont rollo
fisiologico cosciente di un genere un po' diverso. Si
dice che i met odi dell' Hatha Voga, come li chiamano
in I ndia, abbiano per risult ato di elevare le facolt men-
tali e fisiche. (Arthur Avalon d delle informazioni mol-
t o int eressanti su quest o argomento nel suo Kundalim)
(I) . E per godere di quest e facolt , e non per usarl e
come mezzi di " illuminazione", che molti adept i dello
Hat ha Voga iniziano il loro allenamento. Orgoglio e
sensualit sono i loro movent i, e una maggiore capacit
di dominio e di piacere la loro ricompensa. Quest i
individui escono dal loro tirocinio possedendo vera-
mente facolt maggiori, ma queste facolt non sono
che gli str umenti di un carattere che peggiorato in-
vece di migliorare.
L'idealist a razionale, partendo, come deve, dal prin-
cipio che l' albero si giudica dai frutti, evit er tutti i
metodi di auto-educazione religiosa che implicano un
est remo ascet ismo, o una pr ofonda modificazione delle
funzioni fisiologiche, e seguiter ad evitarli finch delle
( 1) Vedi anche Yogo del Dottor K. BEtHANAN. New YOlk, 1937.
' 7
FINI E MEZZI PRATICHE RELIGIOSE
259
aumentate conoscenze scient ifiche non permettano di
usarli con pi sicurezza di quanto sia ora possibile.
Int ant o, naturalmente, non t rascurer nessun sistema
di allenamento che consenta di aument are senza peri-
colo il cont rollo cosciente da parte dell' individuo del
proprio organismo. (Ci stato discusso abbastanza det -
t agliatamente alla fine del capitolo suU'Educazione).
Il secondo metodo di auto-educazione insegnato dalle .
varie religioni, consist e essenzialmente nel colt ivare una
intima relazione emotiva tra l' adoratore e un dio per-
sonale o alt ri esseri divini. Questo metodo emot ivo
quello meglio conosciuto in occidente , perch quello
usato dall a maggioranza dei cristiani. I n India noto
come bhakti-marga, il sent iero della fede devota, con-
trappost o al karma-marga, il sent iero del dovere o delle
opere, e al [nana-ma rga, il sentiero della conoscenza.
Il bhakti-marga non ebbe una parte di grande impor-
tanza nella religione indiana, almeno in quella delle
classi colt e; fino alla ri forma bhagavata, nel Medio
Evo. Ribellandosi contro il panteismo della filosofia
vedanta e l' ateismo della filosofia sankhya e del bud-
dismo, i capi della riforma bhagavata insistevano sulla
natura personale di Dio e sull' interna esistenza perso-
nale delle anime individuali . (Si ha ragione di rite-
nere che delle influenze cristi ane agissero sui riformatori).
Una specie di bhakti-marga si insinu nel buddismo
col sorgere del Pia Grande Veicolo. In questo caso.
per, i t eologi avevano cura di insist ere che gli oggetti
di bhakti, i Budda, non erano dei eterni, e che realt
ult ima, sost anziale per il mondo, era impersonale.
Ho detto che per gli individui del tipo prevalentemen-
_t e sornat ot onico, i rituali che comprendono dei movi -
menti ritmici forniscono una forma di esperienza reli-
giosa che li soddisfa in modo par ticolare . E attraverso
i loro muscoli che essi raggiungono pi facilmente la
conoscenza del divino. In modo simile, per i viscero-
t onici, l' esperienza religiosa t ende naturalmente ad as-
sumere una forma emotiva. Ma difficile poter avere
una relazione emot iva, salvo che con una persona; i
viscerot onici, per ci, tendono a rendere razionali le pre
ferenze del loro temperamento, nei t ermi ni di una t eo-
logia personalista. La loro intuizione diretta, potrebbero
dire, quella di un Dio personale. Ma qui viene in luce
un fatt o molt o significat ivo (che verr discusso ampia-
mente nel prossimo capitolo e che qui basta accennare).
Coloro che si allenano all'ardua t ecnica del misti cismo
finiscono sempre, se si spingono abbastanza avanti nel-
l'opera di riflessione e di meditazione, col perdere la
loro intuizione di un Dio personale e con l'avere della
diretta esperienza di una realt ult ima che imperso-
nale. L' esperienza dei grandi mistici di ogni t empo e di
ogni paese sta a provare che la t eologia associat a col
bhakti-marga inadeguat a, che rappresenta erronea-
mente la natura della realt ultima. Coloro che persi-
sistono nell' avere relazioni emotive con un Dio che essi
rit engono personale, non si sono mai dati la pena di
intraprendere l' arduo allenament o che solo rende pos-
sibile l'unione mist ica dell'anima col principio integran-
t e di tutti gli esseri . Ai viscerotonici, con la loro brama
di esperienza emotiva, e anche ai somatotonici, con la
loro brama di esperi enza muscolare, questo allenamen-
t o deve sembrare particolarmente arduo. Infatti, l'in-
t uizione mist ica genuina pu essere una esperienza qua-
si impossibile per molt i individui appartenenti a questi
tipi psicofisiologici. Sia quel che si vuole, rimane il fatto
che questi individui scelgono generalmente il tipo di
esperienza religiosa che per loro pi gradevole e pi
facile.
La t eologia del bhakti-marga pu non essere vera;
ma produce spesso e molto rapidame nt e dei risultati
260 FI NI E MEZZI PRATICHE RELIGIOSE 26 1
molt o notevoli. In altre parole si pu dimostrare I'effi -
cacia del metodo emotivo di auto-educazione religiosa.
Bisogna notare, per. che ii metodo emotivo secolare di
auto-educazione raggiunge degli effetti non minori. Nel
suo volume Dio o Uomo il professor Leuba ha fatto no-
t ar e che delle conversioni impressionanti possono av-
venire senza che sorga mai la questi one religiosa ; che
l' imitazione di ammirat i modelli umani pu produrre
dei cambiament i in meglio nel carattere propr io come
l'imit azione dei modelli divini. L'inconveniente del bhak-
ti-marga di essere anche t roppo efficace. La devozione
a un qualunque oggetto d'adorazione, per quanto intrin-
secamente grottesco o anche nocivo, capace di produrre
dei gran cambiamenti nel carattere dei devoti , cambia-
menti che. fino a un certo punto, sono dei veri migliora-
menti. Coloro che hanno seguito il culto americano
contemporaneo del negro uomo-dio, Padre Divi no, de-
vono essere ri masti colpit i dal fatto che molt i, probabil-
ment e la maggioranza, degli adoratori del Padre hanno
subito un'impressionant e conversione e sono, sotto mol-
ti aspe tti, uomini e donne migliori di quanto fossero
pri ma della loro conversione al divinismo (r ). Ma
questo miglioramento di carattere ha dei limiti molt o
definiti. La teologia dei divinisti li impegna a credere
nella perfezione del Padre. Bisogna obbedire ai coman-
dament i di un essere perfetto. E infatti vi obbediscono,
anche quando, (e questo sembra il caso in certe t ran-
sazioni finanziar ie della nuova Chiesa) non siano in ac-
cordo coi pi severi pri ncipi della morale. Vale la pena
di st udiare ci che anormale per la luce che getta sul
normale. Il divinismo una specie di fantastica par o-
dia di una religione di devozione personale; ma proprio
(l ) Ved i Tll e / lItredible Messiah, d i ROBltkT ALLllRTOS P ARIl;ER. Ne...
York. 1937.
perch una parodia, most ra molto chiaramente i peri-
coli e i difetti, come pure le virt , del bhakti-marga. Il
bhakti verso il Padre produce degli eccellent i risultati
finch il Padre st esso si comporta con virt perfetta, o
finch i suoi seguaci ritengono che si comporti cosi.
Ma quando cessa di essere virtuoso, o quando gli venga-
no attribuite delle azioni poco virtuose, la devozione dei
suoi seguaci cessa di esercitare una buona influenza
sulla loro vit a, e diventa una influenza nociva. E ovvio
che i seguaci obbedient i o gli imitatori di una persona
che , o viene rit enuta, nociva in un modo o nell'altro,
non possono essere interamente buoni.
Ci che si applica all 'adorazione del Padre Divino, si
applica, mutais mutandis , a t utte le altre forme di
bhakt i-marga. La devozione e l' imit azione di una divini-
t personale, dnno ai fedeli maggiore energia, per il loro
miglioramento e per quello del mondo che li circonda,
di qualunque al t ra fonna di aut o-educazione religiosa.
Questo un fatto empirico. Ora, l' energia una buona
cosa purch sia ben diretta. La devozione per una divi-
nit personale genera molt a energia; ma imprime an-
che una buona direzione alla energia prodotta ? Lo
st udio della storia most ra che i risultati dell'adorazione
di una personalit non sono affatto necessariamente buo-
ni. Infatti, l' energia sviluppata da devozione verso un a
persona stata diretta a fini nocivi almeno al t rettanto
spesso quanto a fini buoni. C'era da aspettarsi che
questo dovesse essere, data la natura della cosa. La de-
vozione verso un essere umano ancora vivente , ma dei-
ficato per acclamazione generale, alla lunga non pu
mancare di essere disast roso. Il bhakt i-marga nei con-
fronti di un Alessandro il Grande, di un Napoleone, o
di un Hitl er, pu cominciare col produrre dei cambia-
ment i in meglio nei suoi seguaci; ma non pu fare a
meno di produrre una degenerazione nell 'essere ado-
rat o. e Il pot ere corrompe sempre t scrisse lord Acton.
e Il potere assoluto corrompe complet ament e. Tutti i
grandi uomini sono cattivi t. Un uomo deificato ro-
vinato moralmente dal fatto stesso di venir adorato.
Coloro che, adorando, lo obbediscono e lo imitano,
finiscono inevit abilment e, grazie alla loro st essa adora-
zione, per obbedire e "imit are un essere completamente
cattivo e corrotto.
Quando l'essere adorato non pi vi vo, l' adorazione
non pu corrompere il suo oggetto. Ma anche i migliori
esseri umani hanno i loro di fetti e i loro limiti : e a questi
, .
se sono morti, bisogna aggiungere i difetti e i limit i dei
loro biografi. Cosi , secondo i suoi molto inadeguati bio-
grafi, Gesti di Nazareth non si occup mai di filosofia,
di arte, di musica, di scienza, e ignor quasi complet a-
m e n ~ e i problemi politici , economici e i rapport i ses-
suali. E anche st ato detto che maledisse un albero di
fico perch non dava frutt i fuori st agione, che frust i
mercanti del t empio, che fece annegare un bra nco di
porci. La scrupolosa devozione per la persona di Gesti
e la sua imitazione, hanno finito troppo spesso per por-
t are fatalmente i crist iani pi seri a disprezzare la crea-
zione artistica e il pensiero filosofico; a disprezzare l' in-
t elligenza indagatrice, a evitare t utti i problemi pi
vasti e pi complessi di politica e di economia, e a rit e-
nersi giust ificati nell'abbandonarsi alla collera, o, come
preferirebbero chiamarla, " alla giusta indignaz ione" .
In molti casi la devozione diretta non verso un es-
sere vivente o che ha vissuto nel passato, ma verso
un Dio eterno omnisciente e onnipossente , che viene
considerato come un essere personale. Anche in quest o
caso il bhakti-marga pu dare dei risultati non soddisfa-
centi. I t eologi fanno grandi sforzi per asserire che il
dio personale un essere assolut amente perfetto; ma,
malgrado tutte le loro precauzioni , la divinit t ende a
262 FI NI E MEZZI PRATI CHE RELIGIOSE 263
venir concepita dai suoi adorat ori come se appartenesse
all' unica specie di esseri dei quali essi hanno conoscenza
. diretta ossia come un essere umano. Quest a tendenza
naturale a concepire un Dio personale come un essere
umano prevale specialmente tra i crist iani educat i sul
Vecchio Test amento. In quest o not evole compendio di
letteratura dell' Et del bronzo, Dio personale fino
ad un punto quasi sub-umano. Troppo spesso il fedele
si sent ito giust ificato a dar libero corso alle sue peg-
giori passioni dal la riflessione che, cosi facendo, non
fa che basare la propri a condotta su quella di un Dio
che prova odio e gelosia, che non sa cont rollare la sua
ira, e si comport a generalmente come un t iranno orien-
t ale particolarment e feroce. La frequenza con la quale
gli uomini hanno identificato gli stimoli delle loro pas-
sioni con la voce di un Dio t roppo personale, realmen-
t e spaventevole. La st oria di quelle stt e le quali rit ene-
vano che gli individui potessero basare la loro condotta
sulla guida dell'i spirazione momentanea da parte di una
divinit personale, costit uisce una lettura molt o depri-
mente. Da Thomas Schucker, l'anabattist a svizzero, che
fu divinamente guidat o a t agliare la test a del fratello,
e che cosi fece davanti all'ampia assemblea di cui
facevano parte i suoi genitori, fino a Smyth-Piggot , che
credeva di essere Dio, e che fece concepire alla sua ca-
meriera due figli illegittimi chiamat i rispettivamente
Pot ere e Gloria, la lunga serie dei maniaci, dei pazzi e
dei criminali divinament e giust ificati , si svolge nella
st oria fino al t empo attuale. La fede in un Dio perso-
nale ha suscitato un'enorme quantit di energia indi-
rizzata verso fini buoni ; ma ne ha probabilmente susci-
t at a una quantit ugual e verso fini sciocchi o pazzi o
assolut amente nocivi . Ha portato a quell' enorme su-
per-valut azione dell'ego individuale, cosi caratterist i-
ca delle filosofie popolari dell'Occidente. Tutte le grandi
ricchezza fosse un segno del favore di Dio, e la povert
degli altri una turpitudine morale.
Sarebbe possibile molt iplicare t ali esempi dei disa-
strosi effetti pratici derivati da fede metafisica errata.
4l Tutto ci che noi siamo & scrive l'aut ore del Dham-
mapada, il risult at o di ci che abbiamo pensato. o
Se pensiamo erroneament e, il nostro essere e le nostre
azioni saranno soddisfacent i. Cosi, gli atzechi credevano
che il sole fosse una persona vivente che volesse nutrirsi
del sangue di vittime umane. Se non gli fosse stat o
fornito sangue in quantit sufficiente, il sole sarebbe
mort o e la vit a si sarebbe est int a su quest a terra.
Perci gli at zechi dovevano dedicare gran parte della
' loro energia a far la guerra, per poter prendere e ucci-
dere abbast anza prigionieri da soddisfare l' appeti to del
sole.
Un alt ro caso, Nel sottosuolo del Museo di Londra
appeso un cartello che descrive il processo, tenuto
verso il 1830, di due uomini accusat i di prat iche omoses-
suali. Condannandoli, il giudice affermava che, con la
loro colpa, essi mettevano in grave pericolo il loro
paese. Sodoma era stata dist rutta a causa della sodomia;
si aveva ogni ragione di ritenere che, se si fosse permesso
all ' omossessualit di diffondersi, Londra avrebbe sof-
ferto dello stesso fat o, Ne seguiva perci che i due de-
linquenti meritavano largamente la morte. Di conse-
guenza venne ordinato di impiccarli su di un palco
diverso da quello che serviva all ' esecuzione degli altri
criminali, perch la loro presenza non cont aminasse in
qualche modo i ladri, i falsari e gli assassini, relativa-
mente innocent i, condannati nella stessa sessione.
Ancora un esempio. La teologia hitl eriana afferma
che esiste una razza nordica congenit ament e superiore
a tutte le altre. E quindi giusto che i nordici si organi z-
zino per la conquista e che facciano del loro meglio
FINI E MEZZI
religioni hanno insegnat o la necessit di trascendere la
personalit; ma i crist iani hanno reso molto difficile
agire secondo questo insegnamento. Essi hanno unit o
all'ingiunzione che gli uomini debbano dar la vit a per
salvarsi, l' asserzione che Dio stesso una persona e che
i valori personali sono i pi alt i che possiamo cono-
scere.
Una divinit personale tende a venir considerata co-
me affatto trascendente, come qualcuno " laSSI''' , sepa-
rato da chi lo percepisce, e diverso da questo. A pi
riprese nella storia del crist ianesimo, i pensat ori hanno
insistito con enfasi particolare sulla incornrnensurabile
diversit della nat ura di Dio. S. Agostino, Calvino,
Kierkegaar de e, ai nostri giorni , Barth si sono soffer-
mat i enfaticamente e a lungo su questo t ema. La dot -
t rina della completa trascendenza e diversit di Dio
probabilmente falsa e i suoi risultat i nella vita di chi
vi ha prest ato fede sono sempre st ati estre mamente
nocivi. Essendo Dio completamente " altro" , vien con-
siderato come capace di qualunque cosa, anche (nelle
parole di Kierkegaarde) delle pi mostruose " sospensio-
ni t eologiche di moralit" . Di nuovo, la fede nella diver-
sit di Dio implica la fede che la grazia sola sia efficace
a procurare la salvezza e che le opere e il colt ivare si-
st ematicamente la vita interiore siano inutili. Non c'
niente di fortuito nel fatto che i primi e pi crudeli
capit alisti furono uomini allevati nella tradizione del
calvinismo. Credendo che le opere buone e la vit a in-
teriore non avessero nessun significato et erno, rinun-
carono alla carit e alla auto-educazione e volsero t ut-
ta la loro attenzione a farsi st rada nel mondo. Traendo
dal Vecchio Test amento la sordida dottrina che la virt
merita una ricompensa materiale, poterono ammas-
sare ricchezze ed opprimere i poveri con la coscienza
completamente tranquilla; erano convinti che la loro
)
\
I
PRATICHE RELIGIOSE 26
5
per sterminare dei popoli come gli ebrei, che apparten-
gono a una razza inferiore.
Val la pena di notare che, in tutti questi casi, la divi-
nit t utelare personale. Per gli atzechi il sole era una
persona suscettibile di provare set e di sangue. Il Dio
che si t emeva avrebbe dist rutto Londra a causa delle
eccentricit sessuali dei suoi abitant i di sesso maschile,
era il Dio anche t roppo personale del Vecchio Testa-
mento. Il Dio di Hitler una versione ringiovanit a del
" vecchio Dio t edesco" del kaiser , una personalit divi-
na che si int eressa profondament e al dest ino dell' impero
di Bismarck ed pronto a combattere al fianco dei suoi
esercit i, come Athena al fianco dei greci. Le credenze
t eologiche che portano ad agire in modo nocivo non
sono necessariament e associate al dogma di un Dio per-
sonale . Ma un fatto storico che gli errori t eologici pi
eccent rici sono stat i molto spesso associat i all a fede
nella personal it di Dio. Ci nat urale. Un individuo
ha delle passioni e dci capricci ; ed perci nat urale
che faccia delle cose st rane: che chieda a gran voce il
cuore delle vittime sacrificat e, che domandi la persecu-
zione degli ebrei, che minacci la distruzione di intere
citt perch alcuni degli abitanti sono per caso omo-
sessual i.
I pericoli del bhakti-marga sono manifesti; ma sfortu-
natamente il fatto che spesso i suoi risult ati siano per-
niciosi, non diminuisce l'att rattiva che eserci ta sugli es-
seri umani di un dat o t ipo psicologico. Molti individui
godono troppo del processo del bhakti-marga per poter
fare attenzione ai suoi effetti su s st essi e sulla societ
in genere. La sto ria ci dimostra che, quando il met odo
emotivo ha preso radice, non t ende a lasciar libero il
campo. Ho gi menzionat o la riforma bhagavata che
trasform cosi profondament e la natura della reli- .
gione indi ana duran te il Medio Evo. Fino ad oggi il
266 FINI E MEZZI PRATICHE RELIGIOSE 267
bhakt i-marga conserva la popolarit conquist at a tra il
dodicesimo e il quindicesimo secolo. Il buddismo giap-
ponese, come ricorderanno i. lettori di The T ~ l e o/ q e ~ ~ i ,
era diventato, al t empo di Lady Murasaki, (all 'inizio
del secolo undicesimo} una religione in cui predominava
la devozione personale. Il fondat ore indiano del bud-
di smo, per cit are il professor Geden, ara IX>C0 pi di una
figura e di un nome. La religione di Sakyamuni (una
combinazione di karma-marga e di i nana-marga). era
stata sostit uita dal bhakti -marga di retto verso Amida
Budda. Un movimento di riforma fu iniziat o in Giappo-
ne nel tredicesimo secolo, lo scopo del quale era di st a-
bilire Sakyamuni al posto supremo. Si dimostr t utta-
via un complet o insuccesso. Il sent iero della devozione
sembrava ai giapponesi pi gradevole che quello della
conoscenza e del dovere.
Nel crist ianesimo, il bhakti verso un essere personale
sempre stat a la forma pi popolare di pratica reli -
giosa. Fino al t empo della Cont ro-Riforma, per, al
sent iero della conoscenza (chiamato nel linguaggio cri-
st iano " teologia mistica" ) veniva accordato un posto
onorato accanto al sent iero della devozione. Dall a met
del secolo sedicesimo in JX>i , il sentiero della conoscenza
cominci a venire trascurato ~ anche condannato. Don
J ohn Chapman ci dice che eMercuriano, generale della
Societ (di Gesti) dal ' 573 al ' 580, proibi l'uso delle
opere di Tauler, Ruysbroeck, Suso, Haphius, Santa Gel-
t rude e Santa Mechtilde . I Contro-Rifonnist i fecero
ogni sforzo per aument are la devozione dei fedeli per
una divinit personale. Il contenuto letterario dell' arte
barocca isterico, quasi epilet t ico, nella violenza della
sua emot ivit . Divent a perfino necessario chiamare la
fisiologia in aiuto al sent iment o. Le est asi dei sant i sono
rappresent ate dagli artisti del secolo diciassettesimo,
come francamente sessual i. Il drappeggio del secolo di-
268 FI NI E MEZZI PRATI CHE RELIGIOSE
ciasettcsimo si contorce come budella. Nell 'equivoco per-
sonaggio di Margherita Maria Alacocque la devozione del
seicento si effonde su un cuore che sanguina e pal pit a.
Sembra che la cristianit cattolica non sia mai guarita
da questa orgia di emot ivit e di sensazionalismo.
Il signi ficat o del bhakti in relazione all a fede cosmo-
logica sar discusso nel capitolo prossimo. Qui dobbia-
mo occuparci del suo aspetto psicologico e social e.
I suoi risultati , come gi abbiamo visto, sono general-
mente buoni fino a un dato punto, e cattivi oltre quel
punto. Cionondimeno, il bhakti cosi gradevole, special-
mente per gli individui di abit o viscerotonico, che
desti nato a sopravvivere. Ai nost ri giorni, la maggio-
ranza degli euro pei trova intellettualmente impossibi le
pagare un t ributo di devozione agli esseri soprannatu-
rali che era no oggetto d'adorazione pel periodo della
Contro-Riforma. Ma il desiderio d'adorare persiste, il
processo dell 'adorazione esercita ancora la sua attrattiva.
Le masse cont inuano a percorrere il sentiero della devo-
zione; ma oggetti di quest o bhakti non sono pi i santi
e il Dio personale ; sono la personi ficazi one delia nazione
o della classe, e il Capo deificato. Il cambiament o
del tutto in peggio.
E chiaro che, data l'esistenza di tipi viscerotonici e
somatot onici, le pratiche religiose della specie emoti va
e fisiologica saranno sempre popol ari. Le pratiche fisio-
logiche si possono adattare a quasi ogni specie di fede.
n met odo emotivo, d'altra parte, impone inevitabilmen-
te a chi lo pratica la sua teologia persona1istica. Coloro
che godono del bhakti non potranno mai venir persuasi
a rinunciar e alle loro pratiche gradevoli e alle credenze
che vi si riferiscono. In quest e circostanze, cosa deve
fare l' ideal ista razional e? Per quanto posso giudicare,
egli ha due compit i princi pal i. Deve fare del suo me-
glio per far conoscere il fatto che il met odo fisiologico e
quello emotivo non sono gli unici met odi di auto-edu-
cazione religiosa, e specialmente che esiste una alt erna-
tiva al bhakti e all e credenze quasi certamente errate
che vi si associano. Grazie al discredit o di cui ha sof-
ferto la t eologia mist ica (o il sent iero della conoscenza)
in questi ultimi secoli, molte mentalit religiose euro-
pee non si rendono nemmeno conto che esiste una al-
t ernat iva al bhakti. L' esistenza di questa alt ernat iva
deve venir proclamata e il suo uso pratico e le sue im-
plicazioni cosmologiche sviluppat e. L' altro compito del-
l' idealista razionale pi difficile. Accettando come ine-
vitabile la sopravvivenza di un grande residuo di se-
guaci del bhakti-marga, dovr fare t utto il possibile per
convogliare questa corrente irreprimi bile nei canali dove
far meno danni. :E: ma nifesto, per esempio, che il bhak-
ti diretto verso i condottieri deificati, e la personi fica-
zione delle nazioni, delle classi e dei partiti, risulter
un male, non solt ant o per la societ , ma, in ultima ana-
lisi anche per gli individui , (qualunque possa essere il
suo buon effetto immediato riguardo alle virt minori ).
Ripet ere a t utti i proposit i questo fatto ovvio, forse
il compit o pi faticoso, ma anche il pi necessario del-
l' idealist a razionale. Verso le religioni t rascendentali
il suo atteggiamento pu essere quello di un crit ico
discriminante. Il punto che deve sempre ricordare e
far ricordare al mondo che ogni qualvolt a vien con-
cepito Dio (secondo la frase di Arist ot ele), come il co-
mandante in capo piuttost o che come l'ordinamento
dell'esercit o - come una persona trascendente invece che
come un principio d'integrazione immanente e anche
trascendente - t ender sempre a sorgere la persecuzione.
l ~ un fatto est remament e significat ivo che, prima della
venuta dei maomettani , in India non esisteva virtual -
mente la persecuzione. Il pellegrino cinese Hiuen Tsiang,
che visit l'India nella prima met del settimo secolo
270 FINI E MEZZI
e ha lasciat o un dettagliato resoconto del suo soggiorno
di quattordici anni in quel paese, dimostra chiaramente
che gli inciti e i buddisti vivevano fianco a fianco senza
nessun impiego di viol enza. Ogni partito tentava la con-
versione dell 'altro; ma i met odi usat i erano quelli della
persuasione e dell 'argoment azione e non quelli della
forza. N il buddismo n l'induismo si sono macchiati
di qualcosa che corrisponda all ' Inquisizione; n sono
mai st at i colpevoli di iniquit simili all a crociata contro
gli albigesi o di pazzie criminali come le guerre di reli-
gione del cinque e del seicento . I mussu1mani che inva-
sero l' India portarono con s l'idea di un Dio che non
era l'ordinamento dell 'ecercito delle creature ma il suo
generale. Il bhakti verso quest'essere dispotico, si associ
a eccidi su larga scala di buddisti e di ind.
In modo simile, il bhakti verso il Dio personale del
cristianesimo si associato , attraverso la storia di
questa religione, alle carneficine; su larga scala, di pa-
gani e alle torture e agli eccidi al minuto di eretici. E
compito dell 'idealista razionale insistere su questo fatto
di importanza capitale. In t al modo, forse, potr miti-
gare le t endenze dannose che la storia most ra inerenti
alla devozione e alla corrispondente fede in una divi-
nit per sonale.
E st at o necessario fermarsi a lungo sull'argomento
del met odo emotivo di auto-educazione religiosa, per
la buona ragione che questo metodo possedeva, e ancora
possiede, una grandissima importanza st orica. Dedi-
cher parecchio spazio anche al t erzo met odo di auto-
educazione religiosa, quello della meditazione. Esso
importante, non soltanto storicamente, per le sue in-
fluenze sulle cose umane, ma anche metafisicamente,
per la luce che getta sulla natura della realt ultima.
Tratter del suo significat o met afisico nel capitolo pros-
PRATICHE RELIGIOSE 271
simo. Qui mi occuper principalmente dei risul tati so-
ciali e psicologici di questi metodi (I ). .
Il metodo della meditazione st at o usato spesso. m-
sieme a quello emotivo e fisiologico. Nella sua forma pi
pura, per , sembra essere affatto indipendente da en-
trambi. E possibile praticare la medit azione anche sen-
za ascet ismo, o Hatha-Yogis, e anche a chi non creda
in un Dio personal e. Anzi si pot rebbe dire che impossi-
bile, a chi crede in un Dio personale, di praticare la medi-
t azione in modo adeguato, o di avere una genuina espe-
rienza mistica. Di ci t ratter pi a lungo pi avanti .
Dobbiamo ora occuparci dell' aspetto pratico dell 'argo-
mento. Da un punto di vista umanistico, quale pre-
cisamente la ragione e lo scopo della medit azione? La
risposta si t rova nelle parole qui riportate, t olte dal pre-
zioso saggio del professor Irving Babbitt su Budda e
l'Occidente. {C Veniamo qui a quello che per Budda
fondament ale nella religione. A molte cose considerat e
indispensabili nelle altre fedi, per esempio la preghiera
e la fede in una di vinit personale, egli accorda un posto
secondario, o anche nessun posto; ma senza l' atto della
riflessione o della concent razione spirit uale, egli r itiene
che non pu esistere assolut ament e vita religiosa. J) Par-
lando dell'amore e della compassione del buddist a, il
prof. Babbitt nota che essi possono, come il nirvana,
{C venir compresi soltanto in rapporto all a speciale
forma di attivit che vien proposta alla meditazione.
L'amore del buddista non sgorga spont aneament e dal-
l' uomo naturale, ma , come la carit cristiana , la virt
soprannat urale per eccellenza. La confus ione corrente
su questo punto, forse il pi singolare risultato del scn-
(J) Per infor mazioni ulteriori su questo soggetto. consultare i Rdigiour
d i . TU..L.... R.D; The .,b t 01 .Um tal di BIWI': FROST e I'anoni-
ma and Medit ation. pubhli cata dalla Loggia buddi sta di Londra .
La religione fisiologica pu avere una forma t ant o
solitaria che sociale. Cosi , un numero considerevole di
individui pu prender parte a una danza religiosa; ma
quando l'allenamento richiede delle prat iche ascet iche,
o l'acquisizione di un controllo coscient e sopra dei pro-
cessi fisici finora inconsci, esso deve, per la natura. delle
cose, avvenire in solit udine.
Nello stesso modo, la religione emot iva pu essere
solitaria o sociale. Il tent ativo di stabilire un rapporto
emot ivo con una persona divina pu venir fatto in soli-
t udine o in compagnia. In quest'ultimo caso, qualche
forma di rituale viene frequentement e utilizzata, per
cosi dire, come un canale lungo il quale l'emozione con-
divisa dei fedeli pu fiuire verso il suo oggetto.
La medit azione viene generalment e prat icata in soli-
t udine; ma esiste anche una medit azione in gruppo.
Le condizioni di successo per la meditazione in gruppo
sono le seguenti. Primo, il gruppo non deve essere t rop-
po numeroso, alt riment i est remamente improbabil e
che i suoi membri raggiungano quella intuizione di soli-
dari et tra di loro e con qualche cosa pi grande di
loro, che la meditazione in gruppo si propone di raggiun-
gere. Secondo, gli individui che compongono il gruppo
debbono essere esercitat i nell'arte dell a riflessione, e ave-
re qualche esperienza dei suoi buoni risultati. Un grup-
po nel quale siano ammessi dci bambini , o del quale
facciano parte degli adult i che, per quanto animati da
buone intenzioni, non sappiano come praticare la rifles-
sione n quale sia il suo valore quando vien praticata,
quasi certamente non giunger a nessun risult ato. Tra-
scurando di st udiare la psicologia della loro religione.
i quaccheri hanno spesso commesso l' errore di tent are
la meditazione in gruppo in riunioni t roppo numerose,
dist urbate dalla presenza di bambini irrequieti e di
adult i non esercitat i. Tali riunioni sono quasi sempre
272 FIN I E MEZZI
f imentalismo del diciottesimo secolo e del romanti ci-
smo emot ivo del dici annovesimo, che lo ha prolungato.
Questa confusione pu venir definita psicologicament e
come una t endenza a sost it uire a una concent razione
super-razionale dell a volont, una espansione sub-razio-
nale del sentimento . La funzione della meditazione di -
venta allora quella di aiutare l'uomo a sviluppare una
qualit speciale di volont. (La meditazione, dice San
Pedro de Alcantara, soltanto un discorso indirizzato
dall'intelletto alla volont). Qnesta qualit speciale di
volont che propria dell'uomo, va considerata come un
fatto di osservazione e di esperienza. Come si pu spie-
gare quest o fatto ? Il cristiano, come osserva Babbitt ,
lo spiega nei termini della grazia divina, come qualcosa
che vien impart ito da una sorgente soprannat ural e che
esist e al di fuori dell' individuo. I buddisti afferma no
che l' io il signore dell' io e concepiscono la volont
super-razionale come qualcosa di latent e nella psiche
individuale, una potenzialit che ogni individuo, se lo
desidera e"se ne sa il modo, pu real izzare in quest a esi-
st enza o (piu probabilment e, perch la via dell'ill umina-
zione lunga e ardua) in una vita fut ura. Vediamo
dunque che, da un punto di vista umanistico, la medi -
tazione un metodo di auto-educazione particolarmen-
t e efficace.
I riti e i cerimoniali sono attivit essenzialmente so-
cial i. (La persona che desidera eseguire dei riti in pri-
vato generalment e vittima di una neurosi cost rittiva
che la obbliga, come nel caso del dottor j ohnson, a vi-
vere la sua vita con l' accompagnamento di elaborate ge-
st icolazioni e formule). Essi forniscono, t ra l' altro, un
meccani smo che permette agli individui che hanno dei
comuni int eressi emotivi di ravvivare il loro senso di
solidariet . Il rit uale una specie di cemento emot ivo
che pu da r coesione a grandi masse di individui.
PRATICHE RELIGIOSE 273
.,.
274
FI NI E MEZZI PRATICHE RELIGIOSE
275
state degli insuccessi. Per, non t utte le riunioni di
quaccheri sono degli insuccessi. Quando le condizioni
sono favorevoli, lo scopo della meditazione in gruppo
viene raggiunt o, proprio come nei primi giorni del quac-
eherismo. La medit azione in gruppo conosciut a t ra i
buddisti hinayana di CeyIoo e i buddisti mahayana
del Tibet . In Giappone i monaci Zen praticano la rifles-
sione tutti insieme, ognuno al suo posto stabilit o nella
sala di medit azione del monast ero. La medit azione in
gruppo viene anche praticat a da cert i dervisci mussul-
mani in Asia Minore, o almeno veniva prat icat a finch
Kemal At aturk, qualche anno fa, non t rov opportuno
impiccarli t utti.
VaIe la pena, a questo proposit o, di ampliare una con-
statazione fat t a nel capitolo precedente riguardo al
fatto che tutti i dittatori e, in generale, t utt i i riforma-
t ori politici, diffidano profondamente dei misti ci. La
ragione non va cercata molto lont ano. .. La religione s,
per citare le parole del professar \ Vhitehead, * lea-
lismo verso il mondo . C' un rapporto t ra l' universa-
lit e la solit udine , poich <d' universalit un distac-
co dalle cose immediatamente circostant i. Ma ci
precisament e quanto i politici, e specialmente quelli dit -
t atoriali, che pensano in t ermini di classe e di nazio-
ne, non possono t ollerare. Tut ti i dittat ori, di qualun-
que colore siano, hanno attaccato la religione. Dove
la dit tat ura rivoluzionaria, quest a ostilit dovuta
in parte al fatto che, come istituzione politica, la Chie-
sa generalmente prende le parti degli interessi costituiti .
Ma anche dove, come in Germania, la dittat ura so-
st iene ed sostenuta dagli int eressi cost ituiti, l' ost ilit
alla religione di poco meno intensa che nei paesi che
hanno dittature rivoluzionarie. In Italia, vero, Mus-
solini ha fatto la pace con la Chiesa, ma l' ha fatta a
modo suo. La Chiesa ha ricevut o pochi chilomet ri qua-
drati di t erritorio indipendente; ma Mussolini ha otte-
nuto in cambio l' influenza della Chiesa sull'animo de-
gli it aliani. L' Italia quindi soltanto in apparenza una
eccezione alla regola. Qualunque religione, (sia essa t eist i-
ca, o pant eist ica, o, come il buddismo, ateist ica), che in-
coraggia gli uomini al non-attaccament o alle " cose di
quest o mondo" , e che insegna loro un lealismo verso
il principio int egrativo dell'universo un anat ema per
il dittat or e, che domanda ai suoi suddit i un attacca-
mento intenso, nella forma di un nazionalismo frenetico,
e un lealismo rivolt o soltanto a lui e allo stat o di cui
il capo . Il ditt atore, e in genere l' uomo politico, non
pu ammettere il diritto individuale all'universali t e
alla solit udine. Egli vuole che tutti gli uomini siano
appassionatamente gregari e campanilist i. Da ci la
persecuzione di Hitler verso i crist iani , t anto prot est ant i
che cattolici ; da ci la campagna russa contro Dio;
e la liquidazione delle sttc dei dervisci non soltant o
da parte di Kemal , ma anche di Ibn Saud; da ci l' uso
machiavellico da part e di Mussolni della religione come
di uno st rument o di governo, da ci la sua polit ica di
assegnare a Dio la parte di secondo violino rispet to a
Cesare, da ci il male che si d perch ai giovani non
venga insegnato un Iealismo monot eisti co verso il mon-
do, ma solt anto un lealismo verso gli idoli locali : la na-
zione, il partit o e s st esso (I ).
(t) I n Giappone le ("lassi dtri gerrt hanno usat o la tecnica della meditazione
per esercitare la volont i n H'noizio del I cadett i navali erano. e
lo.sono anc:ora . sottoposti a un corse <ifogli u C'rcizi mentali di zen. Come .
gh stru menti, questo metodo pu venir usato male da quelli che lo de-
ederano.
xv
CREDE NZE
ll..TEI ca pitoli precedenti ho posto tre quesit i e ho
J.~ tent at o di rispondervi. Pri mo: che cosa vogliamo
divenire? Secondo: che cosa siamo adesso? Terzo: come
ci proponiamo di passare dal la nost ra condizione pre-
sente a quella che desideriamo di raggiungere? Al t er-
zo di quest i tre quesiti stato risposto met odicamente,
in una serie di considerazioni pi o meno elaborate sui
modi e sui mezzi. Al secondo st at o risposto incidental-
ment e in diversi punti di queste considerazioni. Il primo
quesito, come si ricorder, fu posto nel capitolo iniziale
e ricevette solt anto rispost e concise c categoriche. I n quel
che segue, mi propongo di esaminare quelle risposte ,
di esaminare gli ideal i sociali dei profeti e quelli perso-
nali dei fondat ori di religioni, all a luce di ci che sap-
piamo circa il mondo. _Tutto ci che noi siamo il
risultato di ci che abbiamo pensato. t Gli uomini vi -
vono conformement e al la loro filosofia dell a vita , alla
loro concezione del mondo. Questo vero anche per i
pi stolt i. E impossibile vivere senza una metafisica.
La scelt a che ci concessa non fra una dat a met afisica o
nessuna ; ma sempre tra una metafisica buona e una
cattiva , tra una met afisica che corrisponda abbastanza
esattamente alla realt osservata e dedotta, e una che
non le corr isponda affatto. Logicamente, quest a discus-
sione sulla natura del mondo avre bbe dovuto preceder e
la discussione dei modi e dci mezzi pratici per modifi-
CREDENZE 277
care noi stessi e la societ nella quale VIVIamo. Ma il
met odo logicamente pi corretto non sempre il pi
comodo. Per varie ragioni, mi sembrato pi efficace
riservare agli ult imi capitoli questa discussi one sui primi
principi.
Cominciamo con un sommario, nei t ermini pi gene-
rali, di ci che ci noto circa il mondo in cui viviamo.
La scienza, secondo la frase di Mayerson. la riduzio-
ne della diversit all 'identit (I). Il diverso, il fatto
brut o e irrazionale, ci dato dai nost ri sensi. Ma non ci
cont ent iamo di accettare la diversit come ci dat a.
Noi abbiamo fame e set e di spiegazioni e per la mente
umana la spiegazione consiste nella scoperta della iden-
tit celata dietro la diversit. Ogni t eoria che post uli
l'esistenza di ident it dietro le diversit , ci colpisce
come intrinsecament e plausibile.
La natura sembra voler soddisfare questa brama della
mente; perch, dalle indagini , risulta che le identit si
nascondono infatti diet ro l'apparent e diversit. Ma una
spiegazione in quest i termini non mai molto complet a.
Il fatto dell 'esist enza di sensazioni e di cambiament i
irreversibili nel tempo cosa irrazionale che non pu
venir resa complet amente razionale con la riduzione
all 'ident it . La scienza riconosce la specificit delle cose
come la loro identit nascosta. L'errore di Hegel era
quello di immaginare che la nat ura fosse completamen-
te razionale, e perci deducibile a priori; Sarebbe molto
comodo che fosse cosi; ma disgraziat ament e non lo .
La di versit del mondo materiale stata ridotta, per
quant o possibile, ad una identit ult ima. Tutta la
mat eria, secondo i fisici, cost ruita, secondo un numero
limitato di t ipi , con delle unit di energia che, isolate,
non sembrano possedere nessuna delle qualit che or d-
(I ) Vedi Capitolo I I.
nariamente si associano alla massa della mat eria. Tra
un bilione di unit sub-at omiche ed una unit sub-at o-
mica, esist e una differenza non solt anto di quantit
ma anche di qualit. Le scienze nat urali, come la fisica,
la chimica, la biologia. si occupano della mat eria come
se fosse cost r uita in vari gradi di tipi complessi. La
specificit delle cose, immediatament e percepit a dai no-
st ri sensi, in rapporto col numero e la disposizione
delle unit finali di energia. .
L'universo materiale viene descritto dalla scienza co-
me compost o da una diversit di t ipi fatt i di una so-
st anza sola. Il senso comune sceglie arbitrariamente
certi gruppi di unit d' energia appartenent i a certi ti-
pi e li considera come esist ent i individualmente e iso-
lat ament e. Quest o modo di procedere sembra intera-
ment e ingiustificabile. Le cosi dette esist enze separate
e individuali, dipendono le une dall e altre per il loro
st esso essere. Sono connesse t ra di loro da una rete di
rapporti: elett ro-magnet ici, di gravitazione, chimici e
(nel caso degli esseri sensibili) mentali . Questa ret e d
loro l' essere e la realt. Una esistenza individuale
nulla salvo che come parte di un tutto pi grande. In
al tre parole, non ha una esistenza individuale. Le cose
che noi chiamiamo normal mente oggetti o individui,
un albero, un uomo, una t avola, non sono " real t corr-
eret e" come gli ant i-intellet t uali romantici vorrebbero
farci credere. Sono ast razioni di una realt che consi-
st e, come rivelano le indagini sistemat iche, in una ret e
di rapporti t ra parti int erdipendenti di un t utto incalco-
labilment e pi grande. L'uomo, per esempio, ci che
solt anto in virt dei suoi rapporti con l'universo che
lo circonda . La sua intera esiste nza condizionata dall a
sua vicinanza alla t erra, col suo potente campo di gra-
vit; radiazioni di varie specie lo rendono dipendent e
da dist ant i corpi celesti; egli il locus di un cont inuo
278 FINI E MEZZI
r
CREDENZE 279
processo di scambi chimici; mentalmente in rapporto
con le menti dei suoi cont emporanei e dei suoi prcccdes-
sori, ed da quest e influenzat o. Le affermazioni del
senso comune, che noi viviamo in mezzo, e siamo noi
stessi delle esiste nze indipendenti, sono basate sull ' igno-
ranza. Nelle circost anze presenti, per, coloro che se-
guitano a parlare degli indi vidui come se avessero delle
esistenze indipendent i "concret e", si possono giusti fi-
care per la ragione che t ale opinione, bench inesatta,
meno falsa di quella dei t eorici politici i quali conside-
rano che gli esseri umani debbano venir sacrificat i a del-
le ent it come " la nazione", " lo stato", " il partito", " il
destino della razza" e cosi via di seguito. La verit che
esistono molt i diversi gradi di astrazioni dalla realt .
Le ent it colle quali ha a che far e la t eori a polit i-
ca appart engono ad un ordine d' astrazione superiore
a quelle delle esist enze separate del senso comune; so-
no pi remote, per cosi dire, dalla realt concreta che
consist e nelle parti int erdipendenti di una t otal it . I
mali mostruosi che nascono quando queste ast razioni
remot e come " nazione" e "stat o" vengono conside-
rat e realt pi concret e e di maggior significat o che
gli esseri umani, si possono rimediare, in parte, insi-
stendo sulla relativa concretezza degli esseri umani.
Ma anche quest'ult ima dottrina fonte di grandi mali,
ai quali non si pu porre rimedio finch non si riconosca
che anche l'individuo una ast razione dalla realt , e
non si decida di agire in conseguenza . Le esist enze iso-
lat e, individuali, sono illusioni del senso comune. Le
indagini scientifiche rivelano (e queste scoperte, come
vedremo in seguito, sono confermate dalla intuizione
diretta dei mist ici e dei contemplat ivi esercit at i) che
la realt concret a consist e nelle part i interdipendenti di
una t ot alit e che le esist enze indipendenti sono sol-
t anto delle astrazioni dalla realt .
Le indagini scient ifiche recenti hanno reso chiaro che
il mondo dell' esperienza dei sensi e del senso comune
soltanto una piccola parte dell'insieme del mondo. Pic-
cola per due ragioni : primo, perch siamo confinat i in
un punto particolare dello spazi o e non abbiamo quasi
nessuna cognizione per esperienza diretta, e ben poca
anche per deduzione, delle condizioni che regnano nelle
parti dist anti dell' universo; secondo, perch gli organi
per mezzo dei quali si stabiliscono le comunicazioni
dirette col mondo esterno non sono in grado di cogliere
l'insieme della realt . Questa seconda limit azione pi
significat iva della prima. Anche se fossimo in grado di
fare dei vi aggi d'esplorazione nello spazio interst ellare,
saremmo sempre nell' impossibilit di scorgere le vibra-
zioni elettromagnetiche pi cort e di quelle che vengono
percepite ora come violette, e pi lunghe di quelle di
cui siamo coscient i come rosse. Saremmo sempre effet -
tivamente incapaci di vedere o di sent ire un oggetto
grande anche come una molecola. La pi breve unit
di t empo a noi percepibile, sarebbe pur sempre una
ampia frazione di secondo. Saremmo sempre sordi spac-
cat i a t utti i suoni al di sotto di un certo limite. Sarem-
mo sempre privi delle facolt che rendono possibile
l' orientamento agli uccelli migratori . E cosi di seguito.
Ogni specie ani male abita un universo fatto su misura,
scavato nel mondo reale per mezzo dei suoi organi di
percezione e delle sue facolt intellettuali. Nel caso
dell'uomo, le facolt intellettuali sono t ant o sviluppate
da pcrmettergli, diversamente dagli alt ri animali, di
dedurre l'esistenza di un mondo pi vasto che include
il suo universo part icolare. Egli non pu vedere oltre
al violetto; ma sa per illazione che esist ono'le radiazioni
ultraviolette, ed anche in grado di utilizzare prat i-
camente quest e radi azioni di cui i suoi sensi e il senso
comune gli negano l' esist enza. L'universo nel quale vi-
viamo giornalment e il prodotto delle nostre limita-
zioni. Lo abbiamo fabbricat o noi stessi, selezionandolo
(perch lo desideravamo, o perch eravamo incapaci di
fare altriment i) da una realt t ot ale molto pi vasta
dell'universo del senso comune, e qualit ativamente mol-
to diversa. Su quest e, che sono le pi importanti tra le
scopert e fondament ali della scienza, avr occasione di
t ornare pi t ardi , ad altro proposit o.
Questo per quanto riguarda la descrizione scient ifica
del mondo mat eri ale. La descrizione scient ifica della
mente , purtroppo, t racciata con chiarezza molto mi-
nore . E, verament e, non esiste una singola descrizione
scient ifica della mente; esistono alcune descri zioni di-
verse e inconciliabili. Alcuni investi gatori scient ifici in-
sistono nel descrivere la mente come un semplice epi-
fenomeno della materia : il cervello secerne il pensiero
come il fegato la bile ; la stessa nozione di coscienza deve
venire scartat a, e t utte le attivit mentali debbono essere
spiegat e in t ermini di riflessi condizionati; la ment e non
altro che uno st rumento, foggiat o nel corso dell'evolu-
zione per assicurare il cibo, la soddisfazione sessuale e
le condizioni di sopravvivenza fisica. Alt ri , al cont rario,
arguiscono che i fenomeni st udiat i dal la scienza sono
in gran parte costruzioni della coscienza invest igat rice ;
che la mente non pu veni r determinata da una "ma-
t eria" che essa stessa, in parte, una creazione della
mente ; che la mente una realt fondamentale del-
l'universo, ed , in conseguenza, capace di dare dei giu-
dizi validi circa la nat ura del mondo; che le leggi del pen- .
siero sono anche le leggi delle cose. Quale fra queste due
opinioni sar la giust a ? A questo proposit o c' un fatto
altamente significat ivo. Tutti gli uomini di scienza, qua-
lunque sia Ia loro opinione, agiscono costantement e eo-
me se credessero nella capacit dell' intelletto umano,
usando il metodo logico, per dare dei giudizi esatt i circa la
280 FI NI E MEZZI
I
,
/
. ,
.,
l

CREDENZE 2 8 1
282 FI NI E MEZZI
natura del mondo. Quest a condotta behaviour seguita
dai behavi ouri st i. Ma, secondo la loro t eoria, i behaviou-
rist i (come t utti gli spregiat ori della mente) non hanno
diritto a condursi in quest o modo. Se la mente solt an-
t o un epifenomeno della materia , se la coscienza deter-
minata completa mente da moti fisici, se l' intelletto
soltanto una macchi na per procurare il cibo e il piacere
sessuale, non si ha allora assolut ament e nessuna ragio-
ne di supporre che qualunque t eoria prodotta da quest o
st rumento possa avere una validit universale. Per esem-
pio, se il behaviourismo corretto, non si ha ragione di
supporre che la ment e IX>ssa dare sul mondo qualsiasi
specie di giudizio valido. ~ l a tra i vari giudizi sul mondo
figura la teoria del behaviourismo. Perci se il beha-
viourismo corretto, non c' ragione di dare la minima
importanza alle opinioni , tra le altre, dei behaviouristi.
I n alt re parole, se il behaviourismo corretto, proba-
bile che il behaviourismo sia errato.
Tutti coloro che avanzano delle t eorie sulla mente
cont enenti le parole " nient e altro che" t endono a coin-
volgere s stessi in quest a specie di cont raddizione. Il
fatto st esso di formulare delle t eorie che essi ritengono
di validit general e; il fatto stesso che, avendo st udiato
alcuni fenomeni (che non sono comunque fenomeni ma
"epifenomeni " , fatti di coscienza) si ritengono giust i-
ficati nel fare illazioni circa tutt i i fenomeni passati ,
presenti e futuri , cost ituisce in s stesso una sufficiente
sment it a alla validit dei giudizi a base di "niente altro
che", concernent i la natura della mente. Ogni scienza
basat a su di un atto di fede: fede nella validit del
processo logico mentale, nella possibilit di spiegazione
ultima del mondo, fede che le leggi del pensiero siano
le leggi delle cose. In pratica, ripeto, se non sempre in
t eoria, t ali concezioni sono fondamentali per ogni at-
t ivit scient ifica. Per il rest o, gli scienziat i sono op-
CREDENZE
portunisti. Passano dall e opinioni di senso comune urna-
no alle teorie idealist e pi spinte , impiegando le une o
le altre, a seconda del campo di st udio nel quale st anno
lavorando. Purtroppo, in quest i giorni di specializza-
zione, pochi scienziati vengono chiamati a lavorare in
campi di st udio un po' vasti. Si ha quindi una t endenza,
da parte degli specialist i individuali, ad accettare come
vere delle t eorie particolari che sono solt anto t empo-
raneamente comode. E un vero peccato che a cosi pochi
scienziat i venga insegnato qualcosa circa i fondamenti
metafisici della scienza .
Delle ricerche recent i in medicina, in psicologia spe-
rimentale e in ci che ancora vien chiamat a parapsico-
logia, hanno gettato molta luce sulla nat ura della men-
t e e sulla sua posizione nel mondo. Negli ultimi qua-
rant'anni, t ra i medici, si molto accresciut a la convin-
zione che molt i casi di malattie, t anto organiche che
funzionali , siano causat i direttamente da stat i mentali .
Il corpo si ammala perch la mente che lo cont rolla
desidera segretament e renderlo ammalat o, o per ch
in un tale st at o di agit azione da non poter impedi re al
corpo di ammalarsi. Qualunque sia la natura fisica, la
resist enza verso la malattia senza alcun dubbio in
rapporto con le condizioni psicologiche del paziente (I ).
In una relazione letta al Congresso dentisti co americano
nel 1937, fu sostenuto che anche un dist ur bo cosi gros-
solanamente fisico come la carie dentaria pu essere
dovuto a cause mentali. L' autore segnalava che anche
dei bambini che seguano una dieta perfetta, possono tut-
t avia soffrire di indeboliment o dentale. In questi casi ,
le indagini generalmente dimostrano che la vita del
bambino a casa o a scuola per qualche ragione non
(r) Per le basi fisiche di esi st enza. ved i TA, NIJlur, (>1 Diu lI., . di J. E. R.
Mc DO:fAGH, F. R. C. S.
FINI E MEZZI CREDENZE 285
pienamente soddisfacente. I denti si guast ano perch il
10m possessore sottoposto ad una t ensione mentale.
La mente pu non soltanto procurare delle malatt ie,
ma anche curarle. Un paziente ott imista ha molt e pi
probabilit di guarire di uno che sia preoccupato e in-
felice. Gli esempi regist rat i di guarigioni prodotte dalla
fede includono casi in cui anche delle malattie organiche
vennero guarite quasi istant aneamente.
Gli esperiment i di ipnoti smo hanno dimostrato che
possibile far venire una vescica soltant o dicendo ad
un soggetto profondamente ipnoti zzato che si sta bru-
ciando. Il met allo che t occa la pelle freddo; ma il sog-
getto sente il dolore e most ra tutti i sintomi fisici di
una bruciatura. Reciprocamente, l' ipnoti smo pu venire
usato per anestet izzare. anche in operazioni importanti.
Cosi, verso il milleottocentocinquanta. J ames Esdai le
esegui pi di duecento operazioni su dei pazienti ane-
stet izzati per mezzo dell' ipnosi. La t ecnica chirurgica
di Esdaile era prelist eriana : tuttavia la mortalit t ra i
suoi pazienti ipnot izzat i era est remamente bassa.
Negli ult imi cinquant'anni sono state condotte ad
int ervalli delle ricerche siste matiche int ese a dimostrare '
l' esist enza della t elepatia. Tra quest e. le pi recenti e
considerevoli sono quelle fatte dal professar Rhine alla
Duke University nella Carolina del Nord. L'opera di
Rhine, che st ata ripresa con successo da molti altri
indagat ori , non lascia dubbio circa l' esist enza della t e-
lepatia e della chiaroveggenza, e ne lascia ben poco
circa l' esist enza della preveggenza. Nel suo discorso
presidenziale pronunciato davanti alla Societ per le
Ricerche psichiche nel 1936, il prcfessor C. D. Broad
discute il problema fatto sorgere dalla t elepatia. Come
funziona la t elepatia? E ovvio che non si tratta di un
processo fisico simile a quello delle t rasmissioni radio,
perch la forza dei messaggi non dimi nuisce con la di-
stanza. Dopo avere discusso varie altre alternative, il
professar Broad conclude che probabilmente neces-
sario postulare l' esist enza di qualche "medium" pura-
mente ment ale, nel quale siano immerse le ment i indi -
viduali, come in una specie di ete re non fisico. E se esiste
qualcosa come la preveggenza, dobbiamo presumere che
quest o "medium" mentale esista al di fuori del t empo.
Sembrerebbe allora che la mente. o almeno qualche
cosa di natura mentale, un " fattore psichico" ent ro
un mezzo psichico, esista indipendentemente dal corpo
e dalle condizioni spaziali e t emporali della vita cor-
porea.
Ho considerat o il quadro scientifico del mondo mate-
riale e di quello mentale. Dobbiamo ora considerare il
quadro scient ifico della storia di quest o conglomerato
mentale e materiale. L'unica parte dell' universo della
quale abbiamo una conoscenza diretta quest o pianeta.
Esso anche l' unica porzione dell' universo nel quale
possiamo st udiare i fenomeni della vita e della coscienza.
Fino a che punto siamo giustificat i nel trarre delle illa-
zioni circa la nat ura generale delle cose dalle illazioni
tratte previamente dalla evidenza piuttosto scarsa circa
la storia della vita su quest o pianeta? E molt o difficile
dirlo. Abbiamo visto che sulla t erra, la mat eria sembra
costi t uita dalle st esse unit d'energia che la cost it uisco-
no nelle parti remote dell' universo, e che le leggi del
pensiero sono le leggi delle cose, non solt ant o qui ma,
secondo ogni apparenza. anche in quelle par ti remot e.
Poich cosi stanno le cose. generalizzare dalle illazioni
riguardanti la nat ura della storia del nost ro pianet a
non sembrerebbe un processo del t utto illegittimo.
Frattanto, per, dobbiamo scoprire quale sia la natura
di questa storia.
lo non sono in grado di discutere i metodi dell'evolu-
zione, e non mi pare che sia qui il caso di imbarcarsi
286 FI NI E MEZZI CREDENZE
in una simile discussione. Per i nost ri scopi particolari,
i risultat i dell 'evoluzione sono pi importanti che il
meccanismo per mezzo del quale essi furono raggiunti.
Circa quest o meccanismo, l'evidenza di cui disponiamo
sembra rendere probabil e la conclusione che le mut a-
zioni nell' ibridismo, i ritardi di sviluppo e di fatalizza-
zione (che sono i prodotti della mutazione) e la selezione
naturale siano sufficient i per spi egare i cambiamenti
evolutivi e che non sia necessario invocare dei concetti
come l'or togenesi e l' eredit ariet dei caratteri acquisit i.
Il lamarcki smo stato spesso sostenut o da coloro che
desiderano rivendicare la supremazia della mente nel
mondo. Ma, come Halda ha fatto notare, questi soste-
nit ori rendono verament e un cattivo servizio alla loro
causa. Se i caratteri acquisit i come risultato di sforzi
pi o meno intelligentemente diretti sono eredit ari , ci
si dovrebbe aspettare che l 'evoluzione fosse un processo
rapido. Ma invece un processo est remamente lento. Se
l'evoluzione dovuta all' "abilit " pi che al "caso",
l 'abili t sarebbe molto debole; perch ha fatt o avanzare
la vita di ben poco in un peri odo molto lungo. Infat t i,
l 'evidenza del lamarckismo molto inadeguat a. (N il
lamarckismo n la t eoria ortogeneti ca sembrano com-
patibili col fatto che la maggioranza delle cautazioni
sono dimostrabilment e delet erie). La mente, come noi
la conosciamo, pu infiuire profondament e sul corpo e
in molti modi. Ma un fatto .empirico che il suo po-
t ere sul corpo limitato. La modificazione della dispo-
sizione dei geniali deve venir compresa, sembra, t ra le
cose che non pu fare.
Esiste solt ant o un altro punto riguardo al meccani-
smo della selezione del quale devo or a parlare. La con-
correnza, quando esist e, di due tipi: t ra i membri di
spec ie diverse (inter-speci fica) e t ra membri della st essa
spec ie [intra-specifica}. La selezione intra-specifica pi
comune tra le specie numerose che tra quelle che con-
t ano un piccolo numero di individui, ed ha una parte
pi importante nella loro evoluzione. Molt i r isultati della
selezione naturale sono dimostrabilmente delet eri , e
si scoperto che quest o avviene soprattutto ove la sele-
zione sia stata causat a da concorrenza intra-specifica;
questo porta, per esempio, a un adat t ament o eccessi-
vamente preciso a un dato ordine di circost anze: in
altre parole ad una eccessiva special izzazione che , come
vedremo poi, sempre nemica del genuino progresso
biologico. Haldane considera biologicamente dannosa,
nell'insieme, ogni concorrenza intra-specifica. La con-
corre nza t ra gli adult i della stessa specie t ende a t ren-
der la specie in complesso meno capace di dominare
il proprio ambiente... Gli adattamenti speciali favoriti
dalla concorrenza intra-specifica sot t raggono da altre
funzioni una certa quantit di energia t . L' uomo ha
ora poco da t emere dalla concorrenza delle altre specie.
I suoi peggiori nemi ci , all' infuori della sua propria
specie, sono gli insetti e i batteri; e anche con questi
egli stato (e senza dubbio cont inuer ad essere) capace
di lottare con successo. Per l'uomo, la concorrenza
adesso specialmente intra-specifica . Un'analisi spassio-
nat a delle condizioni in cui vive ora la razza umana,
rende chiaro che la maggior parte di quest a concorren-
za intra-specifca non impost a da nessuna necessit
biologica, ma completamente gr atuita e volontaria.
In altre parole, noi persegui amo deliberatamente e paz-
zamente una linea di condotta che non ci necessario
persegui re, e che le migliori ragioni scient ifiche ci dicono
essere disastrosa per l' insieme della specie. Adoperiamo la
nostra intelligenza per adattarci sempre pi efficacement e
alle condizioni moderne della concorrenza intra-specifica.
Facciamo del nostro meglio per sviluppare una "iper-
t elia" milit aristica, in alt re parole, per special izzar-
288
FINI E ?oIEZZI
CREDENZE 28
9
ci nell'art e di uccidere i nostri simili.
,L ha portato.al mondo quale oggi lo cono-
SCiamo. ESIste qualche ragione per considerare il mondo
superiore a quello delle primitive epoche geolo-
gichei In altre parole, possiamo considera re l'evoluzio-
ne un progresso genuino? Si pu rispondere affermat i-
a queste domande e in modo perfettamente
giust ificat o. Nel corso si sono sviluppat e
certe proprIet che impossibile non considerare come
un grande valore. Le forme pi basse della vita
pi o meno immutat e; ma, tra le sue forme
ptli alte, si verificata una nett a tendenza verso un
e una maggiore indipendenza dell'am-
biente Gli esseri che appartengono alle forme pi
VIt a hanno aumentato la loro capacit di aut o-
hanno creato un ambiente interno suscetti-
di inalterato attraverso grandissimi cam-
del mondo esteriore, si sono procurati un mac-
chinario per raccogliere le nozioni t anto del
mondo est enore che di quello int eriore, e hanno creato
uno st rumento st raordinariamente efficace per t rattare
conoscenze. Il progresso di due spe-
ere: progresso In ogm direzione, e parziale,
p.rogresso limit at o a particolare. Quest ' ul-
t imo porta alla spccializzazione, L'evidenza fornita dal -
lo dei. fossili e delle fanne vivent i giust ifica la
nostra induzione che ogni forma vivente che ha intra-
un progresso unil ateral e si metta nell'impossibi-
lita di raggi ungere un progresso generale. Niente pio del
al falliment o; e le creat ure che sono riu-
SCIte a superlat ivo nell'eseguire un
dato compito e a Vivere In un dat o ambient e sono per
quest o stesso fatto predest inate a un insuccesso finale
Il fallimento pu prendere la forma dell'est inzione'
o, invece, della sopravvivenza e dell 'eliminazione
l'adattamento in fonne che raggiungono una posizione
relativamente stabile e divent ano incapaci di sviluppo
ulteriore, poich quest o sviluppo metterebbe in pericolo
l'equil ibrio che esiste tra la creat ura vivente e il Suo
ambient e. Una specie solt anto, tra t utti i milioni che
esist ono e sono esist iti, ha finora resist ito alla t enta-
zione di specializzarsi. Prima o poi tutto il rest o ha fini-
t o per soccombere e si cosi preclusa la gara dell'evolu-
zione. Questo vero anche per i mammiferi. Dopo essere
riusciti a raggiungere un ambi ente int erno stabile, un
parto placentale "e, in "alcuni casi, monotoco, gli organi
sensori molt o sviluppati ed un sistema nervoso ben coor-
dinato, tutte le specie, meno una, cominciarono a specia-
lizzarsi e ad escludersi cosi dalla possibilit di un progres-
so ulteriore. L'uomo soltanto si aste nne dalla specia-
lizzazione e fu perci capace di seguitare a progredire
"verso una maggior coscienza, una maggiore int elligenza e
un maggior cont rollo dell'ambiente circostante. Inoltre, .
il solo, tra t utt i gli esseri viventi su questo pianeta,
che sia in grado di progredire ult eriormente. Se l'uomo
si estinguesse, sembra cert o che nessun altro animale
esist ente avrebbe la possibilit di svilupparsi in un es-
sere comparabile all'uomo per il controllo sull' ambiente
e la sua indipendenza da quest o, per la capacit di cono-
scere il mondo e la sua propria mente.
Che conclusioni generali dobbi amo t rarre dal quadro
scienti fico della st oria della vita su questo pianeta ? Non
necessario, in questo luogo, prendere in considerazione
qualcuna delle fanne inferiori della vi ta. :E. sufficiente
not are, per esempio, che gli ani mali a sangue freddo
hanno un pot ere molt o pio limit ato a rendersi indi-
pendenti dall' ambient e; che il cont rollo efficace del-
l' ambi ente non possibile per animali al di sotto di
una certa grandezza ; che alcuni animali, non solt ant o
sono troppo piccoli, ma sono predest inati, come gli ar-
".
290 FI NI E MEZZI
tropodi , dal loro sistema di respirazi one t racheale, a
rimanere tali fino alla fine; che la piccolezza assolut a
limit a le dimensioni del sistema nervoso e quindi , ap-
parent ement e, la quant it di un potere ment ale di cui
ogni animale pu disporre. E cosi via. Si pu riassumere
l' argoment o dicendo che il progresso pu venir conse-
guito soltant o dai t ipi pi elevati della vita animale.
Anche t ra quest i t ipi, l' evoluzione pu cont inuare ad
essere un progresso genuino soltanto quando si realiz-
zino certe condizioni . Enumeriamo le pi impo rtanti di
tali condizioni.
In primo luogo, l' organismo deve progredire, per cosi
di re, sull ' intero fronte biologico, e non soltanto par-
zialmente, o in una direzione particolare. Il progresso
uni laterale specializzat o incompatibile col progresso
genuino. Ma il progresso unilaterale specializzato vie-
ne incoraggiato, come si vist o, dalla concorrenza in-
tra-specifica. Questo ci porta alla seconda delle nostre
condizioni, consistente nel fatto che la concorrenza in-
t ra-specifica deve essere ridotta al minimo. Il progres-
so dipende dalla preponderanza della cooperazione intra-
specifica. A condizioni uguali, progredir maggiormente
quella specie i cui membri siano meno combattivi , e
pi inclini a collaborare invece che a combattersi. La
t erza condi zione l'int elligenza. Non pu esistere una
cooperazione efficace a un livello superiore a quello
ist intivo, salvo che t ra creat ure che siano coscient i dci
loro bisogni reciproci e siano in grado di comunicar e
tra loro. (Val la pena di not are che l' int elligenza non
pu svilupparsi t ranne che in base al verificarsi di certe
condizioni fisiologiche e meccaniche. Quest e condizioni
sono state espost e da Ellit o Smit h e da altri aut ori. Per
esempio, tra le condizioni dell'intelligenza umana va
compreso il portamento eretto dell'uomo e il conseguen-
te sviluppo della mano).
CRE DENZE 291
L' int elligenza essenziale; ma essa non pu funzio-
nare a dovere, se viene troppo spesso o t roppo violent e-
ment e osteggiata dalle emozioni, dagli impulsi e dal le
sensazioni cariche di emotivit. Le sensazioni pi for-
t emente ricche di contenuto emot ivo sono quelle del-
l' olfatto. L'olfatto dell'uomo relat ivamente povero, e
da quest o svantaggio apparent e risult ato per lui un ,
effettivo vantaggio (I) . Invece di correre avanti e
indiet ro come un cane, fiut ando i lampioni e agitandosi
profondamente per l' odore che vi fiuta, l'uomo pu t e-
nersi appartato dal mondo e usare gli occhi e il senno
in calma relat iva. E ci non tutto. Il suo pot ere di
inibizione sulle emozioni che prova evidentemente
molto maggiore di quello della maggior parte degli alt ri
animali. Quando venne fatto l'esperimento di alleva re
un bambino insieme a uno scimpanz (vedi La sd mmia
e i l bambino, del professore e della signora Kellog), si
const at che l' int elligenza dello scimpanz era pi o
meno uguale a quella umana, almeno durante i primi
diciotto mesi di vita. Al contrari o, il suo potere di inibi-
zione sulle emozioni era molto inferiore e, in conseguen-
za, molto spesso non era in grado di far uso della sua
int elligenza. (Per. esempio, quando si allontanavano i
genit ori , il bambino piangeva per alcuni minuti, poi si
rimetteva allegrament e a giuocare ; la scimmia era in-
consolabile per alcune ore, durante le quali non poteva
fare altro che affliggersi). Gli animali si t rovano in
condizioni di inferiorit per eccesso di emot ivit quasi
al trettant o che per mancanza d'int elligenza. Questo ec-
cesso di emot ivit ha reso impossibile a t utti gli animali
meno che all 'uomo di passar e dal linguaggio emot ivo a
quello concettuale. Le besti e possono produrre suoni
(I ) ELLloT SllllTa ha dimostrato che le patti del cervello umano i n rapporto
con le pili alt e funzioni intellettual i Ili sono svi luppate a spese del centro 01.
fattivo.
29 2 FI NI E MEZZI
che esprimono i loro sent iment i : ma non possono produr-
re dei suoni che rappresent ino oggetti e idee come t ali,
considerat i separat i dai desideri e dall e emozioni che
essi fanno sorgere in loro. Il linguaggio concettuale rese
possibile lo sviluppo del pensiero disinteressato, e la
possibilit del pensiero disint eressato rese possibile lo
svi luppo del linguaggio concettuale.
Nessuna esposizione del quadro scient ifico del mondo
e della sua storia sarebbe completa se non tenesse conto
del fatto, spesso dimenticat o dagli scienziat i stessi, che
questo quadro non pret ende nemmeno di includere t ut -
t o. Dal mondo nel quale viviamo realmente, il mondo
quale ci dato dai nost ri sensi , dalla nostra intuizione
della bellezza e .della bont, dane nost re emozioni e
dai nostri impulsi, del nostro umore e dai nostri sent i-
menti, l' uomo di scienza est rae un universo particolare
di che possiedono soltanto le qualit
c!te SI usava " primarie". Egli sceglie arbit ra-
n amente dall insieme dell' esperienza, (perch pi
comodo; perch i suoi met odi non gli permettono di
trattare l'immensa complessit della realt) soltanto
quegli element i che possono venir pesati, misurati, nu-
merati , o che si prest ano in qualche modo ad essere
t rat t ati matematicament e. Usando questa t ecnica di
semplificazione e di ast razione, lo scienziat o riuscito a
comprendere e a dominare l' ambiente fisico in modo
sorprendent e. Il successo stato inebbriante e, con una
di logica che, date le circostanze, era indub-
;;cusabile, molt i scienziat i e filosofi giunsero
ad Immaginare che quest a ut ile ast razione dalla real t
fosse .Ia realt stess3:' La realt come viene sperimentat a
effet tivament e contiene delle intuizioni di valore e di
significato, cont iene amore, bellezza, estasi mist ica in-
tuizioni della divinit . La scienza non possedeva e
ancora non possiede gli st rument i intellettuali per trat -
CREDENZE 293
tare quest i aspetti della real t . Di conseguenza li ha
ignorat i e ha concentrat o la sua attenzione su quegli
aspetti del mondo che possono venir tratt ati per mezzo
dell'arit metica, della geomet ria e dei vari rami della ma-
tematica superiore. La nostra convinzione che il mondo
sia privo di significato dovut a in parte al fatto (discus-
so in uno dei paragrafi precedenti ), che la filosofia che
nega tale significato si prest a molt o efficacemente a
farci conseguire i fini della passione politica o erotica ;
in part e dovuta a un genuino errore int ellettuale,
quello di identificare il mondo della scienza, un mondo
dal quale st at o deliberatament e escluso ogni signifi-
cato e ogni valore, con la realt ult ima. Val la pena di
citare a quest o proposit o le parole con le quali Hume
chiude il suo Enquiry: Se si prende in mano qualsiasi
volume, per esempio sulla divinit o la met afisica sco-
lastica , dobbiamo chiederci: Contiene forse qualche ra-
gionamento ast ratto che riguardi la quantit o il nu-
n:ero? No. Contiene forse qualche ragionamento spe-
nment ale che riguardi questioni di fatto e di esist enza ?
No. Allora gettat elo nel fuoco; perch non pu conte-
nere altro che dei sofismi e delle illusioni . Hume fa
menzione solt anto della divinit e della met afisica sco-
lasti ca ; ma il suo argoment o calzerebbe anche applicat o
alla poesia, alla musica, alla pittura, alla scultura e a
tutto l' insegnamento etico e religioso. L'Amleto non
contiene dei ragionamenti astrat ti intorno alla quantit
o al numero e nessun ragionamento sperimentale su ci
che evident e; e non ne cont iene la Sonata Hammer-
klavier, n il David di Donatello, n il Tao Te Ching,
n l' I mitazione di Cristo. Gettate perci t utto quest o
nel fuoco perch non cont iene che sofismi e illusioni.
.no.n viviam.o ora nella ebbrezza deliziosa prodotta
dal prrrm successi della scienza, ma in una orribile at -
mosfera da "giorno dopo", quando ormai evidente
294 FlNI E MEZZI
che ci che la scienza t rionfante ha fatto finora st at o
soltanto migliorare i mezzi per raggiungere dei fini
punto migliori o addirittura peggiori. I n quest a con-
dizione di sobriet perspicace possiamo renderei con-
to che il conte nuto della letterat ura, dell'arte, della
musica, e in parte anche della teologia e della met afisi-
ca scolastica, non sono sofismi ed illusioni, ma solt ant o
quegli element i d'esperienza dei quali gli scienziat i non
hanno voluto t ener conto, per la buona ragione che non
avevano metodi int ellett uali che per mettessero loro di
prenderli in considerazione. Nelle arti, nella filosofia,
nella religione, l' uomo t enta, indubbiamente, senza riu-
scirci del t utto, di descrivere e di spiegare gli aspett i
puramente qualit at ivi della realt non misurabili. Dal
t empo di Galileo, gli scienziati hanno ammesso, t alvol-
t a esplicit ament e, molt o pi spesso in modo implicit o,
di essere incompetent i a discut ere questi argomenti. Il
quadro scient ifico del mondo ci che perch gli uo-
mini di scienza associano la loro incompetenza a certe
loro competenze speciali. Essi non possono pret endere
che quest o prodotto della incompetenza e della specia-
lizzazione sia un quadro complet o della realt . Stori-
camente per, questa pret esa st at a sempre avanzata.
Le fasi successive nel processo di identificare una astra-
zione arb itraria della realt con la realt stessa sono
st ate descritte in modo completo e lucido nell' eccellen-
t e .J.lfetaphysical Foundati ons of M odem. Science, di Burtt ;
non quindi necessario che io sviluppi ulteriorment e
l' argoment o. Sar sufficiente aggiungere che, negli ul-
t imi anni, molti scienziat i si sono resi conto che il qua-
dro scient ifico del mondo parziale, ed il pro-
dotto della loro competenza speciale in matematica e
della loro speciale incompetenza a trattare sistemat ica.
ment e i valori estet ici e morali, le esperienze religiose
e le intuizioni di ci che significat ivo. Purt roppo,
CREDENZE 295
le 'idee nuove vengono accettate dai membri meno intel-
ligent i della societ solt ant o .con molt o
o settanta anni fa, la maggioranza degli scienziat i cre-
deva (e quest a fede causava loro molto spesso un consi-
derevole dispiacere), che il prodotto delle loro incompe-
t enze speciali fosse identico all 'insieme della realt. Oggi
quest a fede ha cominciat o a cedere il passo, nei circoli
scient ifici, ad una convinzione diversa e molto pi veri-
dica dei rapport i t ra la scienza e l' esperienza t ot ale. Le
masse, al contrario sono appe na arrivate al punt o rag-
giunto dagli antenati degli scienziat i moderni due ge-
nerazioni fa. Essi erano convinti che il quadro scienti-
fico di una ast razione arbitraria della realt fosse la
rappresentazione dell'insieme della realt e che perci
il mondo fosse privo di valore e di significat o. Ma nes-
suno ama vivere in un mondo simile. Per soddisfare
la loro sete di senso e di valori , le masse si convertono
a dottrine quali il nazionalismo, il fascismo e il comu-
nismo rivoluzionario. Filosoficamente e scient ificamente
quest e dottrine sono assurde ; ma per le masse di qual-
siasi comunit esse possiedono quest o grande merito:
attribuiscono il significat o e il valore t olti dall'insieme
a quella parte speciale di questo in. cui si trovano a
vivere i loro seguaci.
Quest e ultime considerazioni sollevano una questione
importante che bisogna ora esaminare dettagliatamente .
Possiede il mondo nel suo insieme quel valore e quel
significato che noi attribuiamo costantemente a certe
parti di esso (come, per esempio, agli esseri umani e
alle loro opere)? E se lo possiede, quale sar la natura
di questo valore e di quest o significato ? Questa una
domanda che alcuni anni fa io non avrei nemmeno
fatta . Perch, come molt i dei miei cont emporanei, ero
certo che fosse priva di senso. Ci era dovuto in parte al
fatto che io condividevo l'opinione comune che la rap-
presentazione scient ifica di un'astrazione della realt fos-
se una vera rappresent azione dell'insieme della realt;
in parte era dovuto anche ad alt re ragioni, non int ellet-
tuali. Avevo dei motivi per non desiderare che il mon-
do avesse un senso; di conseguenza, deducevo che non
ne avesse e riuscivo senza nessuna difficolt a trovar e
delle ragioni soddisfacenti per quest a ipotesi.
La maggior parte della ignoranza pu essere vinta.
Spesso ignoriamo perch non desideriamo sapere. Di-
pende dalla nostra volont il decidere come e a quali
argoment i applicheremo la nostra intelligenza. Chi tro-
va che il mondo privo di significat o, generalmente
lo fa perch, per una ragione o per l'altra, gli t orna conto
che non ne abbia alcuno.
La condotta dei pazzi solt anto quella degli esseri
normali un po' esagerata e deformat a. L' anormale get t a
sul nor mal e una luce rivelat rice. Da ci l' int eresse che
suscita, tra gli altri pazzi, la figura stravagante del
mar chese di Sade. Il mar chese si vantava di essere un
pensatore. I suoi libri contengono verament e pi filo-
sofia che pornografia. L' avi do ricercatore di sconcezze
deve sorbirsi dei lunghi capitoli di speculazioni astratte
per t rovar e la crudelt e le oscenit di cui ghiotto.
La filosofia del di Sade la filosofia dell'assenza di
ogni significat o portata alle sue conclusioni logiche: la
vita pri va di senso; i valori sono illusori e gli ideali
non sono che le ast ute invenzioni dei pret i e dei re.
Le sensazioni e i piaceri animali soltanto possiedono
una realt e sono le sole cose per cui val ga la pena di
vivere ; non esist e la minima ragione perch un indi-
viduo debba avere per chiunque altro la bench minima
considerazione; per chi trova piacere nella violenza e
nel delitto, quest e sono attivit pienamente legittime ;
e cosi via.
Perch mai il mar chese non poteva trovare nel mondo
296 FINI E MEZZI CREDEt'ZE 297
significat o e valpre? La sua intelligenza era forse pi
acut a di quella degli altri uomini? L' acut ezza della sua
visione lo cost ringeva forse a penet rare al di l dei veli
del pregiudi zio e della superst izione fino alla spaventosa
realt che si nasconde dietro di essi? Possiamo dubi-
t arne. La vera ragione per cui il marchese non pot eva
t rovare senso o val ore nel mondo va cercata in quelle
descrizioni di fornicazioni, sodomic e t orture che si
alternano con i filosofemi di ] ustine c di ] uliette. Nelle
circost anze ordinarie della vit a, il mar chese non era
particolarmente crudele; anz i si dice che si sia messo
in seri impicci durante il Terrore per la sua clemenza
verso i sospett i di sent iment i ant irivoluzionari. La sua
perversione era st rettament e sessuale. E per aver fru-
st at o delle attrici , ferito con t emperini delle commesse,
e fatto mangiare a delle prostitute dei dolciumi impre-
gnat i di cantaride, che ebbe a che far e con la polizia.
Le sue disquisizioni filosofiche che, come le sue fant asie
pornografiche, furono per la maggi or parte scritte in
prigione e al manicomio, erano la giustificazione teori -
ca delle sue prat iche erot iche. Similment e, le sue convin-
zioni politiche erano dettate dal desiderio di vendicarsi
di quei membri della sua famiglia e della sua classe
che lo avevano, riteneva , ingiust ament e perseguit ato .
Egli era un rivoluzionario ent usiasta, almeno in t eoria ;
perch, come si vist o, in pratica era t roppo mansuet o
per soddisfare i suoi compagni giacobini. I suoi libri
presentano un int eresse e un valore permanent e perch
cont engono una specie di reductio ad absurdum della
t eori a rivoluzionari a. Sade non ha paura di essere rivo-
luzionar io fino in fondo. Non contento di negare il parti-
colare siste ma di val ori incarnato dall'allcien rgime,
egli si spinge fino a negare l' esist enza di ogni valore,
di ogni idealismo, di qualsiasi obbligatorio imperativo
morale. Egli predica la rivoluzione violenta non soltant o
29
8 FINI E MEZZI CREDEKZE
nel campo della politica e dell 'economia, ma, (logico
della logica spaventevole dei maniaci) anche in quello
dei rapporti personali , inclusi i pi intimi, i rapporti
tra gli amant i. E, dopo tutto, perch no? Se legittimo
torturare e uccidere in un dato ordine di circostanze,
deve esserlo egualmente in tutte le altre circost anze.
Sade l'unico rivoluzionar io della storia interamente
coerente e completo.
Se mi sono indugiat o cosi a lungo su questo mani aco,
perch la sua pazzia illumina le zone oscure della
condotta normale. Nessuna filosofia completamente
disint eressata. Il puro amore della verit sempre uni -
to, fino a un certo punto, al bisogno, senti t o pi o meno
cosciente ment e anche dai filosofi pi nobili e pi intel-
ligenti , di giust ificare una data forma di condotta perso-
nal e o sociale, di razionalizzar e i pregiudizi tradizionali
di una data classe o di una data comunit. Il filosofo
che trova nel mondo un significato , si preoccupa non
soltant o di delucidar e quest o significato, ma anche di
provare che questo espresso nel miglior modo in qual -
che religione cost it uita, in qualche codice accettato.
Il filosofo che t rova il mondo privo di significato, non si
preoccupa soltant o di un problema di metafisica pura;
si preoccupa anche di provare che non esist e alcuna ra-
gione valida perch egli personalmente non debba far e
ci che desidera , o perch i suoi amici non debbano
impadronirsi del potere politico e governare nel modo
pio vant aggioso per loro. La ragione arbit raria, contrap-
post a a quella int ellettuale per sostenere la dottrina, per
esempio, mat erialistica, pu essere prevalent emente erot i-
ca , come nel caso di Lamettrie (vedi la sua enumerazi one
lirica dei piaceri del letto ne La volupt, c alla fine
de L'homme machine). o prevalentemente polit ica, co-
me nel caso di Carl o Mar x. Il desiderio di giust ificare
una data forma di organizzazione politica , e, .in alcuni
casi , di una personale volont di pot ere, ha avut o una
parte egualmente grande nella formulazione di filosofie
che postulano l' esist enza di un significato nel mondo.
I filosofi crist iani non hanno trovato difficolt nel giu-
st ificare l'imperialismo, la guerra, il sistema capit ali-
stico, l'uso della tortura, la censura della st ampa e
le tirannie ecclesiast iche d'ogni specie, da quella di Ro-
ma a quelle di Ginevra e della Nuova Inghilterra. In
t utti questi casi, essi hanno dimostrato che il signifi-
cato del mondo era compatibile con le iniquit che ho
ricordato sopra, e che era anzi espresso nel modo pio
completo da queste iniquit che, per l' appunto, serviva-
no agli int eressi personali o sett ari dei filosofi in que-
st ione. Al momento opportuno, sorsero dei filosofi che
negarono non soltant o il diritto a questi speciali apo-
logist i cristiani di giust ificare le iniqui t appellandosi
al significat o del mondo , ma anche il loro diritto a tro-
varvi un qualsiasi significato . Date le circostanze, il
fatto non pu sorprendere: una deformazione poco scru-
polosa della ver it t ende a generare altre ed opposte
deformazioni . La passione pu trovar soddisfazione in
questo processo; ma l' amore disinteressato della cono-
scenza subisce un'eclissi.
Per me, come senza dubbio per la maggior parte
dei miei contemporanei, la filosofia che nega ogni signi-
ficato era essenzialmente uno st rumento di liberazione.
Si desiderava contemporaneamente essere liberati da
un cert o sistema politico ed economico e da un cer to
sistema di morale. Ci si opponeva alla morale perch
questa ost eggiava la nostra libert sessuale; e ci si op-
poneva al sistema politico ed economico perch era in-
giust o. I sostenit ori di questi sistemi pret endevano di
incarnare in qualche modo il significato del mondo (un
significat o cristi ano beninteso). Esist eva un met odo
semplicissimo per confutare quest a gente e al t empo
stesso per giustificare la nost ra ri volta politica ed ero-
t ica: negare che il mondo avesse un senso qualsiasi.
Una tattica simile era st ata adottata durante il secolo
diciottesimo, e per le stesse ragioni. Dai romanzi eri
popolari di quel periodo. come .Cr bllon e Andrea de
Nerciat , apprendiamo che la ragione principale per es-
sere .. filosofi" era perch in t al modo ci si poteva liberare
dai pregiudi zi, sopratt utto da quelli di natura sessuale.
Scrittori pi seri associarono il pregiudizio polit ico a
quello sessuale, e consigliarono la filosofia (in pratica,
quella negativa) come una preparazione alla riforma so-
ciale o alla rivoluzione. 11 princi pio del secolo dician-
novesimo vide un a reazione a favore di una filosofia
affermat rice di significato, filosofia che potesse essere
usata per giust ificare la reazione polit ica. I seguaci del
nuovo illuminismo, verso la met del secolo dicianno-
vesimo, usar ono di nuovo la filosofia negatrice come
un' arma contro i reazionar i. La passione vittori ana per
la rispettabilit fu, per, t ant o grande che, dura nte
il periodo in cui vennero formulati, n il positivismo n
il darwinismo furono usat i per giust ificar e l'indulgenza
sessuale. Dopo la guerra, la filosofia negat rice fu di
nuovo t rionfalmente alla moda. Come ai t empi di La-
mettrie e dei suoi successori, il desiderio di giustifi care
una certa licenza sessuale ebbe, nel rendere popolare
la filosofia negativa, una parte almeno al tret tanto im-
portant e quanto il desiderio di liberazione da una forma
di organizzazione sociale ingiust a e ineffici ente. Verso
il 1930 comi nci a manifestarsi una reazione, che si
allontanava dalla accomodante filosofia di negazione ge-
nerale per andare verso una t eologia dura e feroce di
idolat ria nazionalistica e rivoluzionaria. Il valore dove-
va essere reintrodotto nel mondo, ma solt ant o a zone. .:
L'insieme dell'universo rimaneva sempre pri vo di sen-
so, ma alcune delle sue parti , come la nazione, lo st at o,
3
0 0 FI NI E MEZZI
CREDENZE 301
la classe, il partit o, vennero dotate di significato e' del
pi grande val ore, L' accettazione generale di una dot -
t rina che nega il senso e il valore del mondo come un
tutto, mentre li riconosce in grado supremo ad alcune del-
le sue parti scelte arbit rariament e, avere S?ltant o
dei risultat i nocivi e disastrosi. 4: Tutto Ci che siamo (e
quindi tutto ci che di .ci. che
abbiamo pensato. t Cl Siamo considerat i membn di co-
munit supremamente ricche di senso e di valore, come
nazioni deificate, classi divine, e roba simile, che esisto-
no in un universo privo di senso. Ed perch abbiamo
pensato cosi , che il riarmo in pieno sviluppo, il nazio-
nalismoeconomico diventa sempre pio intenso, la bat-
t aglia delle propagande rivali sempre pi feroce, e
a umentano sempr e pi le probabil it di una guerra ge-
nerale.
E st at a la natura manifestamente velenosa dei frutti
che mi ha costretto ad esaminare nuovamente l' al bero
filosofico sul quale erano maturat i. E certamente dif-
ficile, e forse impossibile, dimostrare qualche rapporto
necessario t ra la verit e la bont prat ica . Era molt o
di moda, durante l'illuminismo della met del secolo
scorso, parlar e della necessit di fornire alle masse
delle " menzogne vit ali", calcolate non solt anto per da -
re a coloro che le accettavano, la felicit ma anc he
per assicurarsi la loro buona condotta. La verit -cio
il fatto che non vi era significato o val ore nel mondo - do-
veva essere rivelata soltanto ai pochi che erano abba-
st anza forti per sopport arl a. Ora, naturalmente, pu
darsi che la natura delle cose abbia st abilit o un abisso
tra la verit circa il mondo, da un lat o, e la bont
prat ica dall' al t ro. Ma tuttavia, la delle cose
sembra aver costi t uito la mente umana In modo che
essa accetta con est rema riluttanza una tale conclusio-
ne, salvo sotto la pressione del desiderio o dell'interesse.
3 0 2 FINI E MEZZI
Inolt re, coloro che accettano la dottrina dell'assoluta
di per venir liberat i da costrizioni po_
Iitiche o sessuah, tendono, dopo un po' di t empo, ad
essere t anto insoddisfatti della loro filosofia (malgrado
i servi zi che essa rende) da essere disposti a cambiarla
con qualunque dogma, per quanto evidentemente in-
sensat o, che ridia senso anche soltanto ad una parte,
se non a tutto l'universo. Alcuni, vero, possono vi-
vere contentandosi di una filosofia negat ricc anche a
lungo. Ma nella maggioranza di t ali casi si scoprir
che questi individui possiedono qualche t alent o o qual-
che dono che permette loro di vivere una vita che,
ent ro un dato limit e, pr ofondamente piena di senso e
di valore. Cosi un art ista o uno scienziato pu profes-
sare una filosofia di negazione generale e vivere tuttavia
perfettamente felice. La ragione di ci va ricercata nel
fatto che la creazione artist ica e la ricerca scient ifica
sono occupazioni deliziosament e assorbenti che, per di
pi, possiedono un cert o significato speciale per via della
loro relazione con la verit e la bellezza. Nondimeno la
creazione art istica e la ricerca scient ifica possono es-
sere, sono, usate .come espedienti per
sfuggire alle responsabiht a della VIta. Esse vengono di -
chiarate dei fini ottimi in s stessi , dei fini cosi ammire-
voli, che chi li persegue di non occuparsi di
mente altro. Questo vero specialment e per la scienza
contemporanea. La massa di nozioni accumulat e tal -
grande che ora impossibile, per un individuo,
d possedere complet amente pi di un piccolo campo di
studio. Al t empo stesso, non vien fatto nessun tent a-
t ivo per produrre una sintesi che comprenda i risultat i
generali delle ricerche scient ifiche. Le nostre universit
non possiedono cattedre di sintesi. Tutte le dot azioni,
per di pi, sono a st udi special i, che quasi
sempre non ne hanno bISOgnO, come la fisica, la chimica

'.
CREDENZE 303
e la meccanica. Nelle nost re ist ituzioni di cult ura supe-
riore si spende quasi dieci volte di pi per le scienze na-
turali che per quelle che riguardano l'uomo. Tutti i
nost ri sforzi sono diretti, come sempre, a migliorare i
mezzi per raggi ungere dei fini non migliori. Nel frattempo,
la specializzazione int ensa t ende a ridurre ogni ramo
di scienza in una condizione che si avvicina quasi alla
assenza di significato. Ci sono degli scienziati realmen-
te fieri di questo stato di cose. L' assenza di significato
specializzat a giunta quasi a venir considerata, in cert i
circoli, come una specie di marca di garanzia della vera
scienza. Coloro che cercano di mettere in relazione i pic-
coli risultati particolari della spccializzazione con la vita
umana nel suo insieme, e con la sua relazione con l' uni -
verso, in generale vengono accusati di essere dei cattivi
scienziat i, ciarlatani , che vogliono farsi della pubblicit.
Chi volge loro tali accuse, lo fa, naturalment e, perch
non desidera assumersi nessuna responsabilit, ma de-
sidera solt ant o rit irarsi nel suo laborat orio isolato e
divertirvisi eseguendo delle ricerche piacevolmente int e-
ressanti. Troppo spesso la scienza e l' art e non sono
che dr oghe di qualit superiore che possiedono questo
vantaggio sull' alcool e la morfina : che ci si pu dare
a loro con la coscienza t ranquilla e con la convinzione
che, nell' abbandonarvisi, si partecipa ad una "vita su-
periore" . Fino a un certo punt o, nat uralmente, questo,
vero. La vita dello scienziato e dell'artist a una vita
superiore. Ma disgraziat amente, quando viene condot-
t a in modo irresponsabile e unilaterale, la vita superio-
re produce probabilmente pi danno all 'individuo che
la vita meno elevat a dell'uomo medio sensuale, e nel
caso dello scienziato certamente pi nociva alla so-
ciet in generale.
Ci accorgiamo dunque che la mente cost ituita in
modo che una filosofia negatrice viene accettat a solt an-
304 FINI E
t o per suggerimento delle passioni, e mantenut a
soltant o da coloro a cui l' eredit c l'educazione rendono
possibile di vivere come se il mondo avesse
un significat o parziale. Il fatto che la ment e. proVI . un.a
certa difficolt ad accettare la filosofia negatnce SIgnI-
ficat ivo, sia pure solo in quant o la domanda
se la verit e la bont non abbi ano m qualche modo
rapporto con la natura N vecchio appello
st oico al consensus genttUm , In OgnI .modo, compIe:
t amentc trascurabile. Il fatto che tanti filosofi e tanti
mist ici, appartenent i a culture st at i
convint i, per ragionament o o per IntUIZIOne diret ta, che
il mondo possieda un significato e un valore, .
st anza notevole perch valga la pena almeno di Inda-
gare circa la credenz':l in qu: st ione. . .
Cominciamo l'indagine considerando gl argoment i co-
muni usati a sostegno del t eismo. Tra quest i, l' argo.men-
t o del finalismo era una volt a il pi popolare. Oggi
pi alt rettanto Per cominciare,
ma pi sicuri che il finalismo, sul c I pom!
pensatori basavano i loro SIa qual,cosa di
pi di un' apparenza di finalismo. CIO .che l aspett?
di essere stat o premedit at o, pu essere infatti solt ant o II
risult ato di un processo d' adattamento lungamente pro-
tratto. I rapporti esiste nti tra X e Y possono del
genere che avrebbe pot uto un essere intel-
ligent e; ma quest a non ragione per supporre
un essere intelligente lo abbia fatto Quest !
rapporti possono, con altrettanta essere l
risultat i di una selezionze nat urale che abbia lavorat o
ciecament e per produrre uno stato di equilibrio t ra du.e
entit originariamente discordanti e mutualI?cnt e .di -
sadatte. I noltre, anche se l' evidenza del finalismo vien
considerata nel suo valore apparente (come fu fatto
da Kant ), non c' ancora una ragione per supporre che
..
-,
';REDESZE 3
0
5
l' architetto fosse un singolo essere supremo. Su questo
punto, gli argomenti addotti da Hume e da Kant so-
no decisivi.
L'argomento ontologico anche meno convincent e di
quello finalist ico. Anselmo fu decisamente refutat o dal -
l'Aquinate c Cartesio da Kant. Negli ult imi anni, i fon.
damenti verbali dello logica sono stat i sottopost i alle
analisi pi penetrant i, i cui risultati sembrano rendere
l' argoment o ontologico ancor meno soddisfacent e di
quanto non fosse anche al tempo di Kant .
La prova cosmologica dell'esist enza di Dio basata
sull'argomento che, se esistono gli esseri contingent i,
deve esistere anche un essere necessario; e che se c'
un ens necessarium, quest o deve al t empo stesso essere
un ens realissimum. Nei suoi primi scritt i, Kant dette
una prova speculativa molto elaborat a dell'esist enza di
Dio, basata sull' argoment o che il possibile presuppone
il reale. In seguito, dopo aver sviluppat o la sua Filo-
sofia Crit ica, egli respinse quest a prova , e cerc di di-
mostrare che t utt i gli argoment i a favore della t eologia
. nat urale, incluso quello cosmologico, erano erronei. Nel
corso della sua posteriore refutazione della prova co-
smologica, Kant dovette sbarazzarsi dell'argomento della
teologia nat urale secondo cui l' esist enza di event i in
rapporto causale implica l' esistenza di una Causa Pri-
ma. Egli lo fa argoment ando che la causalit sia sol.
t anto un principio per coordinare le apparenze nel mon-
do sensibile, e che .per conseguenza non possa venire
usato legittimamente per trascendere il mondo dei sen-
si. Questo argomento sta to riesumato, in una forma
meno pedant esca, da Brunschvigg nel suo Progr s de la
Conscience (II 778) : t En toule vidence, cet4x-l mme
qui invoqnent le principe de la causalit camme une l oi
fondamentale de la raiscn humaine, ne peuvent y obri
strictement que s'il en font usage pour relier de l 'unit d'un
306 FI NI E MEZZI
iugement deux obfets don leur est
ct,tifi. C'est la loi elle-mtme qJU s oppose ce qu Jls ail -
lent forger de leur auto, it prive le qus
la mi se en oeut're eocctu)C du -princi pe: l appllcatfOn
transcendentale de la causalit revient la Ptition d'un
objet imaginaire . Sorge .la quali sono. gli
oggetti che venir al
principio di causalit ? Rant .SI In st raor-
dinarie limit ando la causalit agl i event i del mondo
sensibile. lasola forma di causalit della quale ab--
biamo conoscenza diretta la nost ra attivit volon-
t aria. Sappiamo che la n?st ra volont
la causa che ci fa eseguire una dat a azione nel m0';ldo
sensibile. E senza dubbio vero, come dice Brunschvigg,
che abbiamo diritto di applicare il principio di causa-
lit solt ant o agli oggetti di cui conosciamo gi l' esist en-
za, sia per conoscenza diretta che per deduzione.
in base a quest o principio, possiamo postulare
mamente un rapporto causale t ra un oggetto sensibile
ed un alt ro' e anche t ra un oggetto sensibile ed uno
stato ment ale che non sia un oggetto sensibile. Che
possano effett ivamente esist ere degli stati mentali che
non appartengono a esseri o
un' alt ra questi one. Tutto CI che a
questo particolare proposito . che, se stat i mcn:
t ali esist ono, non sembra esist ere una ragi one perche
(supponcndoli analoghi ai nost ri stat i essi. non
debbano essere in rapporto causale con gli event i del
mondo sensibile.
L' argoment o morale a favore del t eismo si pu ri as-
sumere in breve nel modo seguente : l' azione morale
mira alla realizzazione del massimo bene; il massimo
bene pu venir realizzato solt anto dove esista una volon-
t razionale virt uosa nelle persone e un mondo nel quale
quest a volont razionale virtuosa non venga avversat a,
.'
CREDEI\'ZE 30 7
un mondo ove la virt sia unit a alla felicit . Ma una
quest ione di fatto brutale ed empirico che, nel mondo
dei fenomeni, i pi virtuosi non sono necessariament e i
pi felici, e che la volont razionale non sempre
quella che prevale. Ne segue perci che l' unione della
virt e della felicit , senza la quale il bene massimo non
pu realizzarsi, deve venir effett uata da qualche potere
est eriore a noi , il quale disponga le cose in modo che,
per quanto parziale e t emporanea possa esserne l' appa-
renza, l' ordine tot ale del mondo sia morale e dimo-
st ri l 'unione della virt e della felicit.
Coloro che si oppongono a questo argomento lo fanno,
primo, adducendo la ragione che si t ratta soltant o di
un credere a quel che desidera ; secondo, che parole
come " virt" , " bene" e simili non possiedono un senso
definit o, ma variano da comunit a comunit .
Noi non di amo credito ai pensieri generat i dai desi-
deri ; e in molt issime circostanze abbiamo certamente
ragione di farlo. Ma esistono alcune circostanze nelle
quali i desideri sono att endibili fonti d'informazione,
non soltant o su noi st essi, ma anche sul mondo esteriore.
Per esempio, dall a premessa della sete , siamo giust ifi-
cat i nell'arguire l' esistenza di qualcosa che la possa ap-
pagare. E non soltanto nel mondo dei fenomeni che
.quest i argoment i basat i sul desiderio sono validi. Come
ho fatto not are in un paragrafo precedente, noi siamo
asset ati di spiegazioni. Quest a set e viene soddisfatta
colla riduzione della di versit all 'ident it, al punt o che
qualsiasi t eori a che postuli l' esist enza dell' identit nella
diversit ci sembra int rinsecament e plausibile. Al pari
della flosofia e della religione, la scienza un t entat ivo
sistemat ico per soddisfare la sete di spiegazioni nei
t ermi ni di t eorie che sembrano plausibili perch postu-
lano l' esist enza dell'i dentit nella diversit. Ma qui
emerge un fatto int eressante e molto significativo: I'os-
servazione e l' esperimento sembrano dimost rare che ci
che la mente umana considera come int rinsecament e
plausibile, , in realt , vero, e che la sete di spiegazioni,
che la set e di ident it nella diversit , viene realment e
soddi sfatta dal mondo reale, perch questo si rivela in-
fatti come un'unit nella diversit. La sete di spiega-
zione fu sent it a dall' uomo migliaia di anni prima che
gli st rumenti , per mezzo dei quali quest a sete pu venire
appagata scient ificamente , fossero st at i invent at i. Gli
antichi filosofi della natura placavano quest a sete Pc-
s!ulando l' esistenza di qualche singola sostanza, mate-
n aie o ment ale, al di sotto dell'apparente diversit delle
es istenze indipendent i, o affermando che tutta la mat e-
ria deve essere costit uit a da at omi ident ici, vari amente
ordinati. Negli ult imi cinquant ' anni, l'indagine fatta per
mezzo di st rument i di precisione ha dimost rato realmen-
t e che queste t eorie cosmologiche le quali , fino allora ,
pot evano venir considerate come esempi del credere ci
che si desiderava, int esi a soddisfare la sete innata di
spiegazioni, erano invece not evolmente in accordo coi
fatt i del mondo empirico. La sete di giust izia sembra
essere una caratteri st ica umana fondament ale quanto
la sete di spiegazione. L' argomento morale in favore
del teismo certamente un caso che rient ra nel credere
ci c ~ ~ si desidera, ma non pi arbit rario degli argo-
ment In favore della t eoria atomica proposti da Demo-
crit o e da Epicuro, o anche da Boyle e da Newton. La
t eoria per mezzo della quale questi filosofi della natura
cercarono di soddisfare la sete di spiegazione, venne
t rovat a in sufficiente accordo coi fatti scopert i dai pi
t ardi ricercat ori . munit i di st rumenti pi efficaci per
esplorare la realt fisica. E molt o dubbio che sia mai
possibile verificare la t eoria dei filosofi moral i con l' os-
servazione diret t a e l' esperiment o. Ma questa non
una ragione per negare la verit di t ali teorie. N,
3
0
8 FI NI E MEZZI
... .,
CREDENZE 309
come abbiamo vist o, lo il fatto che esse abbiano origi-
ne da un desiderio. Tu ne me ehereherais pas si tu ne
me possdais fI, scrive Pascal . Ne t'inquite dono pas ,
Le t eorie immaginat e per soddisfare la sete di spiega-
zione si sono rivelate notevolmente esatte nella loro
spiegazione della natura del mondo; non abbiamo il
di ritto di respingere come illusioni puramente sogget -
tive le tesi analoghe immaginate per soddisfare la set e
di giust izia, di significato, di valore.
A quest o punt o dobbiamo affrontare l' argoment o che
parole simili a " bene" " virt" ed alt re dello stesso
genere, non possiedono un significato definito, ma vo-
gliono dire quest a o quella cosa secondo il grado di
lat it udine, il colore della pelle e la mitologia locale.
Quest o, naturalmente per fettament e ver o. Il conte-
nut o dei giudizi di valore dimostrabilmente variabile.
Bisogna per notare a quest o proposito due punt i im-
portant i. Il primo che tali giudizi vengono dati da tutti
gli esseri umani, che la cat egoria del valore uni versal-
mente adottata. Il secondo , che, via via che aumenta
la conoscenza, la sensibilit e il non-attaccament o, i
contenuti dei giudizi di valore, emessi anche da uomini
appartenent i a culture dissimili, t endono ad avvicinarsi.
Le dottrine et iche insegnate nel Tao Te Chng, da Gau-
t ama Budda e dai suoi seguaci nel Minore e soprat tutto
nel Maggiore Veicolo, nel Sermone della Mont agna, e
dai migliori sant i crist iani, non sono dissimili. Tra gli
esseri umani che hanno raggiunto un certo livello di
civilt e di emancipazione personale dall e passioni e dai
pregiudizi sociali, esiste un vero consensus gentium ri -
guardo ai pri mi principi etici. Quest i primi principi
sono, naturalme nt e, cost antemente minacciati dalle pas-
sioni e dall'ignoranza, la quale in molti casi il frutt o
delle passioni. La passione e l'ignoranza agiscono non
solt anto sugli individui ma anche t alvolt a sulle int ere
comunit . In quest 'ultimo caso viene compiut o un t en-
t ativo sistemat ico per sost it uire ai primi principi etici
dell'umanit civile al tri primi principi pi in accordo
con le emozioni prevalenti nelle masse e con gli interessi
nazionali . Questo processo si st a svolgendo ora in t utto
il mondo. La passione nazionalist ica e rivoluzionaria si
trova in conflitto coi principi della moralit civile. Per
conseguenza questi principi vengono ovunque denun-
ciati come falsi e cattivi, e nuovi principi' vengono
messi al loro posto. La natura di questi nuovi pri ncipi
varia ma di ben poco, secondo gli ideali politici dei
paesi che li adottano. Essenzialmente tutte le morali
nuove, comunista, fascist a, nazist a, o semplicemente
nazionalist ica, sono singolarment e simili. Tutte affer-
mano che il fine giusti fica i mezzi; ed in tutte, il fine
rappresentato dal t rionfo di una parte dell'umanit
sopratutto il resto. Tutte giust ificano l'uso illimitato
della violenza e dell' astuzia. Tutte predicano la subor-
dinazione dell' individuo ad una oligarchia regnante, dei-
ficata come " lo stat o". Tutte inculcano le virt minori
quale la t emperanza, la prudenza, il coraggio e simili;
ma t ut te scredit ano le virt maggiori, la carit e l' intel-
ligenza, senza le quali le virt minori non sono che
degli st rument i per fare il male con aumentata efficacia.
Gli esempi di ritorno alla barbarie causato dalla pura
ignoranza abbondano purtroppo nella storia della cri-
stianit . l crist iani primitivi commisero l'enorme errore
di caricarsi del Vecchio Test amento, il quale cont iene,
insieme a molt a bella poesia e ad una solida moralit ,
la storia delle crudelt e dei t radimenti di un popolo
dell' Et del bronzo, che combatteva per un posto al sole
sotto la prot ezione della sua divinit t ribale e ant ropo-
morfica. l t eologi cristi ani fecero del loro meglio per
civilizzare e moralizzare quest a divinit tribale; ma il
Vecchio Testamento, ispirato in ogni sua linea, dettato
310 FIN I E MEZZI
, ; -
"".
CREDENZE 3 1l
da Dio st esso, era sempre li per refut arli. L'ignoranza
antica era stata sant ificat a come rivelazione. Coloro ai
quali faceva comodo essere ignoranti , e, i n s i e ~ e con
loro, i semplici e gli incolti. potevano t rovare m quel
tesoro di barbara st upidit delle giustificazioni per qua-
lunque delitto e follia. Test i per giustificare abomina-
zioni quali le guerre di religione, le persecuzioni degli
eretici , il mancar di parola verso i miscrcdenti, si pote-
vano trovare nei libri sacri e vennero infatti usati a pi
riprese durant e tutta la storia della Chiesa crist iana per
mitigare la incomoda onest della morale civile. In
ultima analisi, tutta questa follia e malvagit pu v e ~
nir attribuita ad una erronea opinione del mondo. Gli
ebrei dell' Et del bronzo rit enevano che il principio
int egrativo dell'universo fosse una specie di essere
umano molt o ingrandito, con tutti i sent iment i e le pas-
sioni di una persona umana. Era, per esempio, iracondo,
geloso e vendicativo. Cosi stando le cose, non c'era
ragione perch non fossero iracondi gelosi e vendicat ivi
anche i suoi fedeli. Questa cosmologia primit iva port
i cristiani a bruciare gli eretici e le st reghe, a massacrare
in massa gli albigesi, i catarist i, i prot est ant i, i catto-
lici e centinaia di altre stte. Nel mondo moderno,
l'i gnoranza circa la natura dell'universo prende la for-
ma di un rifiuto a speculare su tale natura, e afferma
che non esiste senso o valore tranne che in alcune pic-
cole parti scelte arbitrari amente dal t utto, quali la
nazione. lo st ato, la classe e il partito. Credere che la
nazione sia Dio un errore grottesco quanto credere
che il sole morirebbe se non gli venissero immolate del-
le vittime o che Dio sia una specie di grande uomo in-
visibile, con tutte le pi vergognose passioni umane.
Siamo di nuovo al punto raggiunt o in una pagina
precedente in cui si scopre che una errat a filosofia della
vit a porta in prat ica a risultati disastrosi ; il punto
dove ci si rende conto della necessit di cercare un'al-
t ernativa filosofica che sia vera, e per conseguenza porti
frutti di bene. Nell 'int ervallo abbiamo esaminato gli
argoment i classici in favore del t eismo ed abbiamo
visto che alcuni di questi non sono affatto convincenti ,
ment re il rest o pu soltant o far sorge re una presunzione
in favore delia teori a che il mondo possieda qualche
principio integrativo che gli dia un significato e un
valore. Non esiste probabilment e un argomento per
mezzo del quale la causa del t eismo, o del deismo, o
del . pantcismo, t anto nella sua forma pancosmica che
in quella acosmica, possa venir provata in modo con-
vincente. Il massimo a cui possa giungere il ragiona-
mento pi astratto (per usare la frase di Hume) di
creare una presunzione in favore di una o dell' altra
ipotesi; e questa presunzione pu venir aumentata per
mezzo del e ragionamento sperimentale concernente que-
st ioni di fatto o cose evident i t. La convinzione finale
pu essere raggiunta solt anto da coloro che fan no un
atto di fede. La maggior parte di noi t rova questa idea
molt o penosa.. Ma ci si pu domandare se questo parti-
colare atto di fede sia intrinsecament e pi difficile di
quelli che dobbiamo fare, per esempio, ogni volta che
si d forma ad una ipotesi scient ifica, ogni volt a che,
considerando alcuni fenomeni, se ne traggono delle con-
elusioni concerne nt i ogni fenomeno passato, presente e
futuro. Con prove molto scarse , ma senza scrupoli del-
la coscienza intellettuale, presumiamo che la nostra
sete di spiegazione abbia un oggetto reale in un uni verso
spiegabil c, che la soddisfazione estet ica che t roviamo in
certi argomenti sia una prova della loro verit , che le
leggi del pensiero siano anche leggi delle cose. Non
sembra esistere una ragione perch, dopo avere in-
goiat o quest a grossa pillola, non ne possiamo ingoiare
un'altra, che certamente non pi grande della pri ma.
3
12 FINI E MEZZI
"
CREDENZE 313
Le ra gioni per le quali resistiamo all a seconda pillola
sono gi st ate spiegate. Una volt a riconosciute, cessano
di esistere e noi siamo liberi di conside rare secondo i
loro meriti le prove e gli argoment i che ci giustifiche-
rebbero ragionevolmente nel fare il finale atto di fede
nel presumere la verit di una ipotesi che non siamo
in grado di dimostrare pienament e.
Il ragiona mento ast ratto t deve ora cedere il posto al
ragionamento sperimentale concerne nt e quest ioni di
fatto o di evidenza t . La scienza nat urale, come abbiamo
visto, si occupa solo di quegli aspetti della realt suscet -
t ibili di un t rattament o matematico. Il rest o lo ignora
semplicement e. Ma alcune delle esperienze che la scien-
za naturale ignora in t al modo, le esperienze est etiche,
per esempio, o religiose, gettano molta luce sul problema
presente. E di queste esperienze e delle prove che esse
forniscono circa la natura del mondo, che dobbiamo
occupar ci.
Discutere la natura e il significato dell'esperienza
est et ica ci prenderebbe troppo t empo. E qui sufficien-
te suggerire soltanto che le opere migliori di arte lette-
ra ria, plast ica e musicale ci dnno assai pi di un sem-
plice godimento; ci forniscono delle informazioni crca .
la natura del mondo. Il Santus nella Messa in re di
Beet hoven, la Grande ] atte di Seurat , il Macbetb, e
opere simili, ci dicono, per mezzo di implicazi oni st rane
ma sicure, qualcosa di significat ivo circa la real t ul-
tima al di l delle apparenze. Anche dalla perfezione di
capolavori minori, certi sonetti di Mallarm, per esem-
pio, certe ceramiche cinesi, possiamo trarre dei luminosi
indi zi circa quel qualcosa molto pi profondamente
effuso t , circa ala pace di Dio che olt repassa ogni com-
prensione t. Ma l' argomento dell 'arte enorme ed oscuro,
e il mio spazio scarso. Devo perci limit anni all a di-
scussione di cert e esperienze religiose che ci portano
3I4 FINI E MEZZI
pi direttamente al problema presente di quel che non
facciano le nost re esperienze di creatori e amatori del-
l' arte.
Nei capitoli precedent i ho parlato della meditazione
come di un mezzo per produrre (usando le parole di
Babbi t t ) una concent razione super-razionale della volon-
t t. Ma la meditazione qualcosa di pi che un metodo
di autoeducazione; stata anche usata, in ogni parte
del mondo e fin dai periodi pi remoti, come un metodo
per acquist are la conoscenza circa la nat ura essenziale
delle cose, per stabilire una comunione tra l' anima e il
pri ncipio int egrativo dell'universo. In alt re parole, la
medit azione la t ecnica del mist icismo. Praticat a C0-
me si deve, con la dovuta preparazione fisica, mentale
e morale, la meditazione pu portare a uno stato del
genere di quello che stato chiamat o "coscienza t ra-
scendentale" , la intuizione diretta di un'ultima realt
spirituale percepita simultaneamente al di l dell'indi-
viduo e dentro di lui, e l'unione con quest a. Dio che
nel profondo di noi dice Ruisbroeck, riceve Iddio
che viene a noi : Dio che contempla Iddio e) . I non
mist ici hanno negato la validit dell' esperienza misti ca,
descrivendola corno solt ant o soggettiva e illusoria. Ma
bisogna ricordare che, a chi non l' ha mai realment e
provat a, ogni intuizione diretta deve sembrare sog-
gett iva ed illusoria. E impossibile al sordo farsi una
idea della natura e del significato della musica. E l' in-
capacit fisica non il solo ostacolo per la comprensio-
ne musicale. Un indiano, per esempio, t rova la musica
orchest rale europea int ollerabilmente rumorosa e com-
plicata, iper-intellettuale, inumana. Gli sembra impos-
sibile che qual cuno riesca a scorgervi bellezza e signi-
ficato, a riconoscere in quest a cacofonia un'espressione
delle emozioni pi profonde e sottili. Eppure, se ha la
pazienza di ascoltarla abbastanza a lungo, giunger
1
CREDENZE 3 I 5
finalmente a rendersi cont o, non soltant o t eoricament e,
ma anche per intuizione diretta e immedi ata, che questa
musica possiede t utte le qualit che gli europei le attri-
buiscono. Tra le esperienze di vita pi ricche di signi-
ficato e di piacere, le pi semplici solt ant o sono accessi-
bili a t utti senza discriminazi one. Le altre possono
venir godute soltant o da chi si sottoponga ad un alle-
namento adatto. Anche per godere i piaceri dell' alcool
e del t abacco bisogna essere abituat i; i primi " wiskies"
sembrano disgustosi, i pri mi sigari rivolt ano anche i
pi forti st omachi giovanili. Similmente , i primi sonetti
di Shakespeare sembrano privi di senso, le prime fughe
di Bach sono una gran seccatura , e le prime equazioni
differenziali una vera t ortura. Ma l' abitudine cambia la
natura delle nostre esperi enze spirit uali. Quando sar
giunto il momento, il contatto di un poema oscuramente
bello, di un elaborato brano di contrappunto, di un
ragionament o mat ematico, ci fara nno provare l' int ui-
zione diretta della bellezza e del significato. Lo stesso
avviene nel mondo morale. Un individuo che si sia eser-
citato nella bont , giunge ad avere delle intuizioni
dirette sul carattere, sui rapport i tra gli esseri umani,
sulla sua stessa posizione nel mondo; int uizioni affatto
diverse da quelle dell'uomo medio sensuale. La cono-
scenza sempre una funzione dell'essere. Ci che per-
cepi amo e comprendiamo dipende da ci che siamo; e
ci che siamo di pende in parte dalle circostanze, in parte
e pi profondament e dalla natura degli sforzi che abbia-
mo fatto per realizzare il nostro ideale, e dalla natura
dell' ideale che abbiamo cercato di realizzare. Il fatto
che la conoscenza dipenda dall' essere, porta, natural-
mente, a una quantit immensa di malintesi. Il signi-
ficato delle parole, per esempio, cambia profondament e
secondo l'esperienza e il carattere di chi lo usa. Cosi,
per il santo parole come "amore" , l' carit" compas-
sione", vogliono dire qualcosa affatto diverso da quello
che significano per l'uomo ordinario. All'uomo ordinario,
la dichiarazione di Spinoza che . la beat it udine non
la ricompensa della virt ma la virt stessa. non
sembra vera. Essere virtuoso , per lui, un processo
molto deprimente e noioso. Ma evidente che, per chi
si eserci tat o nel bene, la virt realment e una beati-
tudine. ment re la vita dell'uomo ordinario, coi suoi
vizi meschini e la sua mancanza animalesca di pensiero
e di sensibilit, sarebbe per lui una vera t ortura. I n vi-
st a del fatto che il conoscere condizionato dall'essere,
e che l' essere pu venire profondamente modificato
dall'esercizio, siamo giusti ficat i nel non prendere in con-
siderazione la maggior parte degli argoment i che i non
mistici hanno cercato per scredita re l'esperienza dei mi-
st ici. La cost it uzione di un individuo che sia cieco al
colore t ale da non permettergli alcuna competenza
nel giudicare la pittura. L' individuo insensibile al co-
lore non pu venire educato a dist inguere i colori, e a
quest o riguardo diverso dal musicista indiano, che
comincia col t rovare semplicement e assordante e in-
comprensibili le sinfonie europee , ma pu venir educato,
se lo desidera, ad apprezzare le bellezze di quest a specie
di musica. Similmente, l'essere di un individuo non-
mist ico t ale che non pu capire la natura dell' int uizio-
ne misti ca . Per, come il musicista indiane, libero, se
vuole, di far e qualche esperienza diretta di ci che per
il moment o non pu capire. Questa educazione gli sem-
brer certamente molt o noiosa; perch implica, primo,
di condurre una vita di consapevolezza costante e di
indefesso sforzo morale; secondo, una pratica sicura del-
la tecnica della medit azione, che probabilmente diffi -
cile quanto quella di suonare il violino. Ma, per quanto
noiosa, questa educazione pu venir int rapresa da
chiunque lo desideri. Chi non l 'ha intrapresa non pu
316 FI NI E MEZZI
CREDENZE 3
1
7
farsi un'idea del genere di esperienza che si apre a chi
lo ha fatto, ed altrett ant o poco
la validit delle int uizioni dirette di una realt a spn t ua-
le ult ima, al t empo stesso ed immanente, di
quanto lo fossero i professon a
priori la validit dell'intuizione diretta di .Galileo,
possibile dal telescopio) del fatto che Giove possiede
numerosi satelliti.
La vali dit dell'esperienza mist ica viene spesso mes-
sa in dubbio per la ragione che i mistici di
ne han no intuizioni dirette soltant o delle divi nit par-
ticolari che sono abit uat i ad adorare. Questo vero
soltanto in parte. Ci sono dei buoni e dei c,at.t ivi
proprio come ci sono dei : dei cat t ivi art ist i. La
grande maggioranza degli art ist i sono, e sono .sempre
stat i cattivi o indifferenti, lo stesso probabilmente
vero ' per la maggioranza dei
gnificativo che sia sempre t ra quel che I
autorevoli considerano di seconda qualit , che l intur-
zione della realt ultima prende una forma
st ica. Ai mist ici considerati i maggiori della loro
la realt ultima non appare sotto l' aspetto delle
t locali , ma come una realt spirit uale t abnente al di
l di una forma e di una personalit part icolare, che
non le si pu aggiungere nessun predicat o.
L'atman silenzio .. ci che dicono gli ind del-
l'ultima realt spirit uale. L'unico linguaggio che pu
dare una idea circa la natura di quest a real t quello
della negazione, del paradosso, della esa-
gera zione. Lo pseudo-Dionigi parl a del ra%glo dell.a
divi na oscurit t , della super-lucent e oscurit
lenzio e, e della necessit di lasciare dietro di se l
sensi e le operazioni int ellettuali e tutte le cose
sciute dal senso e dall 'intelletto. Se qualcuno , cgh
scrive. vedendo Dio, capisce ci che ha vist o, non ha
318 FI NI E MEZZI
vist o Dio t . .. Nescio, nesciot , ci che scrisse S. Bernar-
do sull' ulti ma realt ; .. neti, neti t fu il verdetto di Yajn-
navalkya dall 'alt ra parte del mondo... Non so, non so:
non cosi, non cosi . Siamo molto lont ani dalle divinit
particolarizzat e crist iane o indiane.
Le biogra fie della maggior part e dei-mist ici crist iani
di prim'ordine sono st ranamente simili. Educati a cre-
dere in un Dio personale uno e trino e nell 'esistenza e
nell'onnipresenza di alt re persone divi ne, come la Ver-
gine e i Santi , essi iniziano la loro carriera misti ca en-
trando in rapporto, come suppongono, con personalit
che progrediscono in quest o
camrruno, (e tutti I mist ici concordano nel dire che que-
st o processo un vero progresso) si accorgono che le
loro visioni scompaiono, che la lOTO coscienza di una per-
che l' esu'?eranza di emozioni appro-
pnate quando n t enevano di essere davanti a un essere
personale diventa tot alment e inadeguata , e d final-
mente posto ad uno stato nel quale ogni emozione
assente. Per molti mistici crist iani quest o processo
st at o est remament e penoso. L' angoscia di perdere il
contatto con una personalit , di dover abbandonare le
credenze t radizionali , costit uisce ci che S. Giovanni
della Croce chiama la Notte dei Sensi, e sembr a che la
stessa angoscia sia un'elemento di quella desolazione
anche pi spaventosa, la Notte dello Spirito. S. Giovanni
della Croce rit iene che t utti i veri mist ici debbano
necessari amente att raversare quest a notte t erribilmen-
t e oscura . E per quanto concerne i crist iani rigidamente
o.rtodossi,. ha probabilmente ragione. A quest o propo-
Sito, Ia VIta di Maria Latast e (1) cost it uisce un docu-
ment o di grande valore. Maria Lat aste era una conta-
dinella senza istruzione, che ignorava complet ament e
(Il Riassuuti negli Spi rituali di MIS5 TrUYARD, p. 202.
CREDENZE 3 19
la storia del mist icismo. Cominci con l' avere delle
visioni della Vergine e di Crist o. La sua esperienza
misti ca, in quest o periodo, consiste essenzialmente in
rapporti emot ivi con persone divine. Col
tempo, il senso di una presenza personale cessa ID lei.
Si sent e sola e abbando nata. E quest a la notte oscura
dell' ani ma. Alla fine, per, comincia a comprendere che
quest a nuova forma d' esperienza, la cognizione, priva
d'immagini e di emozioni, di qualche grande forza im-
personale, superiore all' antica, e rappresenta un avvi:
cinament o pi intimo alla realt ultima. Il caso di
Maria Latast e particolarmente inte ressante perch la
sua ignoranza della let teratura mist ica preclude la pos-
sibilit che essa imit i, deliberat amente o inconsciamente,
qualche altro mist ico. La sua esperienza le appartiene
completament e. Allevat a nella credenza tradizionale che
Dio sia una persona, essa scopre gradat ament e con la
intuizione diretta che Egli non una persona ; e. al-
meno per un certo tempo, la scopert a l' addolora consi-
derevolment e. Per i crist iani ort odossi, ripet o, la oscura
notte dell'anima sembra essere un orrore a cui non si
pu sfuggire. -
E abbast anza significat ivo che quest a forma particola-
re di angoscia spirit uale non venga provata dai crist iani
non ortodossi, n da quei mistici non crist iani che profes-
sano una religione che considera Dio come impersonale.
Per esempio il pi not evole dei tardi mist ici medioevali ,
l'autore di The Cloud 01 Unknmoing, non menziona alcuna
fase di angoscia spirit uale. Il fatt o che non ha ragione
di essere angosciat o. Fin dall'inizio egli preoccupato
del Dio Padre pi che del Figlio; e fin dall' inizio egli
presume che Iddio sia impersonale. Non deve perci ab-
bandonare con dolore nessuna credenza amat a. La dot -
t rina da cui parte viene realmente confermata dalla
int uizione dir ett a della realt ult ima cui arr iva nei suo
momenti di esperienza mist ica. Similmente, per quanto
mi risulta, non si parl a mai di niente di simile alla Notte
dei Sensi nella letteratura buddist a o nel mist icismo
ind. Qui di nuovo, la credenza dall a quale parte il
mist ico orientale, in accordo con la t estimonianza della
sua esperienza. Egli non deve rinunciare ad alcuna
credenza preziosa per lui ; perci l'illuminazione non gli
impone alcuna angoscia spirit uale.
Tutt i gli scrittori appartanent i alla grande tradizione
della t eologia mist ica crist iana hanno insistito sulla
necessit di purgare la mente da qualunque immagine.
durante la meditazione sull a realt ultima. Da Clemente
di Alessandria, che mori al principio del t erzo secolo e
che fu il primo scrittore cristiano di teologia mistica,
fino a S. Giovanni della Croce, nel sedicesimo, la t radi-
zione inint errotta. E convenuto che il t entativo di
concepire Iddio nei t ermini di immagi ni, e la real t
ultima come avente una forma o una natura descrivibile
con le parole, predestinat a all'insuccesso. Nell'ultima
parte del sedicesimo secolo si ebbe un rovesciamento
completo della t radizione. Questo soggetto stato t rat-
t ato con grande ricchezza di dotti dettagli da Dom
] ohn Chapma n nel suo mirabile saggio sul misti cismo
cattolico romano, st ampato nell'Enciclopedia di Reli -
gione e di Etica di Hasting ed sufficiente che io faccia
un breve riassunto delle sue concl usioni. Proprio a
quel t empo (la fine del secolo sedicesimo) i t eologi dog-
matici insorgevano cont ro la t eologia mist ica. I grandi
domenicani , seguendo l' esempio di S. Tommaso nella
sua Summa, la ignoravano; i grandi gesuiti negavano
al sua esist enza. (1 gesuiti, naturalmente, erano st at i
educati con gli esercizi spirit uali di S. Ignazio, nei quali
. si fa ogni sforzo, non per sopprimere le fant asie forma-
trici di immagini , il peggior ostacolo, secondo S. Gio-
vanni della Croce e i mistici primitivi, sulla via della
3
20 FI NI E MEZZI

CREDENZE 3 21
intuizione genuina della real t ultima, ma per sviluppar-
la, se possibile, fino all'allucinazione). Alla met del
secolo diciassettesimo, il cardinal Bona constatava che
la pura preghiera esercit ata senza visioni universal-
mente respinta dagli scolast ici t . Nello stesso periodo ,
l' arte cominci a rappresentare i santi non pi tran-
quillament e inginocchiat i in adorazione, ma mentre agi -
t ano le braccia e storcono il collo e rot eano gli occhi ,
in estasi di desiderio sensuale, lacerandosi gli abiti per
alleggerire i loro petti ardent i t. Nel frattempo, si era
giunt i a considerare la conte mplazione come principal-
mente il gusto sensibile dei misteri , specie di quello
della Passione t . (Val la pena di notar e che e la t enden-
za a sostituire la concentrazione super-razi onale della
volont con una sub-razionale espansione dei sent i-
menti t ebbe inizio, almeno nell a sfera della religione,
non nel secolo diciottesimo, come dice Babbit t , ma nel
dici assettesimo) . In questa atmosfera non propizia, il
misticismo non poteva attecchire; e, come fa notare
Doro Chapman, si verific una penuria quas i completa
di mistici cattolici dalla fine del secolo sedicesimo fino
ai nostri giorni. A quest o proposit o significativa l' os-
servazione fatta da padre Bede Frost , nella sua Art 01
Menta! Prayer, sul fatto che la grande epoca del sacra-
ment alismo ebbe inizio nel secolo diciannovesimo. Du-
rante il Medio Evo si dava molto meno importanza
. alla religione sacrament ale che ai nost ri giorni, e molta
di pi alla preghiera e, soprattutto, agli esercizi spiri-
tuali e alla contemplazione. Un osservatore critico sa-
rebbe giustificato nel not ar e il fatto come un sint omo
di degenera zione. Una religione che dava prima impor-
t anza alla necessit di colt ivare la- volont dell'uomo e
di educare la sua anima per la comunione dirett a con
la realt ultima e che ora d una importanza suprema
alla celebrazione dei Sacramenti, (che si ritiene portino
...
322 FINI E MEZZI
alla infusione della grazia divina) (I) e alla esecuzione
di riti intesi a indurre nei partecipanti una e subrazio-
naie espansi one di sent imenti e, non certamente in
progresso. Peggiora invece di migliorare.
L' allenament o sist emat ico alla riflessione e alla medi-
t azione rende possibile l' esperienza mist ica , la quale
una int uizione diretta della realt ultima. In t utt i i
t empi e in ogni parte del mondo, i misti ci di prim'or-
dine hanno sempre convenuto che quest a realt ult i-
ma afferrata nel processo della meditazione essenzial-
mente impersonale. Questa istruzione diretta di una real-
t spirit uale impersonale, che pervade t utto l' essere, in
accordo con le scoperte dei maggiori filosofi del mondo.
Esiste e, scrive il professor \Vhit ehead, in Religion
in tk Making, un largo consenso nella dottrina nega-
t iva che l' esperienza religiosa non includa nessuna in-
tuizione diretta da una definita persona o indi viduo...
La prova dell' esistenza di un consenso generale, se pur
non universale, nella dottrina che non esista una visio-
ne diretta o un Dio personale, pu venir t rovat a sol-
t anto considerando il pensiero religioso del mondo civi-
le... Attraverso l'India e la Cina, il pensiero religioso,
fin dove stato int erpret at o in forma precisa, rinnega
l' intuizione di una personalit ult ima sostanziale al -
l' universo. Ci vero per la filosofia di Confucio, per
quella buddist a e per quella ind. Possono esistere delle
incarnazioni personali, ma il subst rat o impersonale .
La t eologia cristiana ha anche adottato, in sostanza,
la posizione che non esist a una intuizione diretta di un
simile substrat o personale per il mondo. Mantiene la
dottrina di un Dio personale come una verit , ma so-
stiene che la nostra fede basata su di una illazione.
(I ) Il Concilio d i Trento anatemiu si quis di;fltrit s<iU'a...t ,,' Q "<>va,,
hgis fi O" c o t l l i " t ~ t r , Qti a... '.
CREDENZE 323
Non sembra per che ci sia una ragione che ci costringa,
in base alle prove esistent i, a t rarre una t ale illazione.
Inoltre, come ho fatto notare nel capitolo precedent e,
i risultati prat ici nel t rarre una simile illazione sono
buoni solt ant o fino ad un certo punto; olt re quel punt o,
sono spesso molto cattivi. .
Siamo ora in grado di arrischiare qualche concl usione
framment aria circa la nat ura del mondo e la nost ra
relazione con esso e coi nost ri simili. All'osservat ore
causale, il mondo sembra esser format o da un grande
numero di esistenze indi pendent i, alcune delle quali
possiedono la vit a e coscienza. Fin dai t empi remot i, i
filosofi sospettarono che questa opinione del buon senso
fosse, almeno in part e, illusoria. Gli indagatori pi recen-
t i, educat i nella disciplina della fisica matemat ica e for-
niti di st rument i di precisione, hanno fatto delle osserva-
zioni dalle quali si pu desumere che tutte le esist enze
apparentement e indi pendenti sono formate da un nu-
mero limit at o di tipi di ident iche unit di energia. Una
ult ima ident it si nasconde sotto l' apparente diversit
fisica del mondo. Inoltre, t utte le esistenze apparente-
mente indipendent i sono, in fatto, interdipendenti. Frat-
t ant o i mist ici avevano dimostrat o che gli indagatori,
allevati alla disciplina della riflessione e della medita-
zione, pot evano ottenere delle esperienze dirette di una
unit spirituale nascost a sotto l' apparent e diversit
della coscienza indipendent e. Essi resero chiaro che ci
che sembra il fatto ultimo della personalit non ef-
fettivamente un fatto ult imo, e che possibile agli in-
dividui trascendere i limiti della personalit e fondere
la loro coscienza particolare in una coscienza pio vasta
e impersonale diet ro la ment e personale.
Alcuni hanno negato la possibilit stessa di una co-
scienza personale. McTaggart, per esempio, asserisce che
non pu esist ere un' esperienza che non sia esperimen-
324 FI NI E MEZZI
t ata da un io, perch ci sembra evidente, non come
parte del significato dei t ermini, ma come una verit
sintet ica circa l' esperienza. Quest a verit ult ima. Non
pu venire difesa contro attacchi, ma sembra al di l
di ogni dubbio. Quanto pi chiaramente noi ci rendiamo
conto della natura dell' esperienza, o della conoscenza,
della volizione e dell'emozione, t anto pi chiarament e
appare che ognuna di quest e non sarebbe possibile che
come esperienza di un io t . Questo ci ri porta una volt a
di pi alla connessione tra il sapere e l' essere. A chi si
t rova al comune livello dell 'essere, sembra veramente
evidente come verit sintetica sull 'esperienza t che
t utte le esperienze debbano essere sperimentate da un
io. Per tali persone questa verit ultima ft. Ma
essa non ultima per chi abbia scelt o di int raprendere
l' educazione mist ica nella virt e nella riflessione. Per
questi evidente, ti come verit sintet ica sull'esperien-
za t, legittimamente dedotta dai fatti empirici o dalla
loro intuizione diret t a, che esiste un'esperienza che non
l'esperienza personale di un io. Tale esperienza non
precisament e emozione n volizione, e nemmeno co-
noscenza ordinaria. Emozione, volizione e conoscenza
sono le: fanne di esperienza not e all 'io che vive sul
piano comune dell 'essere. L'esper ienza not a a chi adem-
pie le condizioni et iche e int ellettuali che permettono
all'individuo di passare a un alt ro livello dell'essere,
non la loro propria emozione, volizione o conoscenza,
ma .una coscienza senza nome e forse indescrivibile, di
specie diversa, una coscienza nella quale il rapporto
t ra soggetto e oggetto non esiste pi. e che non appar-
tiene pi all' individuo che ne fa l'esperienza.
Il mondo fisico della nost ra esperienza quot idiana
un universo particolare scavat o nella realt t ot ale che
i fisici deducono essere molt o pi grande di lui. Quest o
uni verso particolare differente, non solt anto dal mon-
CREDENZE 325
do reale, la cui esistenza noi possiamo dedurre anche
se .non possiamo afferrarla 'dirett ament e, ma anche da-
gli universi particolari abi tat i dagli alt ri animali , uni-
versi nei quali non pot remo mai penet rare, ma circa la
cui natura possiamo fare, come ha fatto von Uexkul ,
delle int eressant i congetture speculat ive. Ogni tipo di
creat ur a vivente abit a un universo la cui natura de-
t erminat a e i cui limit i sono impost i dalle speciali in-
sufficienze dei suoi organi sensort e della sua intelli-
genza. Nell'uomo l' int elligenza si t ant o sviluppata da
renderlo capace di dedurre l' esist enza ed anche, fino a
un certo punto, la nat ura del mondo reale al di fuori
del suo universo particolare. La nat ura degli organi dei
sensi e l' int elligenza degli esseri vivent i vengono impost e
dall a necessit biologica o dalla convenienza. Gli st ru-
menti delia conoscenza sono sufficient i per permettere
ai loro possessori di sopravvivere. Degli st rument i di
conoscenza meno inadeguati pot rebbero, non soltant o
non portare nessun vantaggio biologico, ma costituire
un vero svantaggio. Esseri umani individuali sono riu-
scit i a trascendere i limiti dell'universo particolare al-
l'uomo, solamente in quanto sono stat i alleggerit i dalla
pressione biologica . Un'individuo pu essere alleggerito
in due modi da quest a pressione: dall 'est erno, grazie
agli sforzi altrui ; e dall'interno, grazie ai suoi propri
sforzi. Se egli deve t rascendere i limiti dell 'universo
particolare dell 'uomo, deve far part e di una comunit
che lo protegga contro l'inclemenza dell 'ambient e e gli
renda facile la soddisfazione dei suoi bisogni fisici. Ma
quest o non sufficiente. Deve anche esercitarsi nel-
l' art e di essere spassionato e disinteressato, deve colti-
vare la curiosit int ellettuale fine a s st essa e non per
l'utile che ne potrebbe t rarre come animale.
La concezione moderna dei rapport i intellettuali del-
l' uomo con l'universo fu antici pat a dalla dottrina bud-
326 FI NI E MEZZI
dist a che afferma che il desiderio la sorgente dell'il-
lusione. La ment e libera dall' illusione nella misura in
cui ha dominato il desiderio. Questo non vero solt an-
t o per lo scienziato, ma anche per l' artist a e per il filoso-
fo. Soltanto una ment e disinteressat a pu trascendere il
senso comune e olt repassare i limiti della vita animale
o di quella umana media sensuale. Il mist ico most ra il
disinteresse nel pi alto grado possibile all 'essere uma-
no, ed per ci capace di t rascendere i limit i ordinari
in modo pi completo che lo scienziat o, l'artist a e il
filosofo. Ci che egli scopre olt re i confini dell' universo
dell'uomo medio sensuale una realt spirit uale che
permea e unisce tutte le esist enze apparentemente se-
parate , una realt nella quale pu fondersi e dall a
quale pu t rarre pot eri morali e anche fisici che v e n g o ~
go generalment e considerat i come super-normali.
La realt ultima che pu venir scoperta da chi riesce
a modi ficare il suo essere in modo da potere avere una
conoscenza diretta di t ale realt, non , come abbiamo
vist o, una persona. Poich non personale, non sarebbe
legittimo attribuirle delle qualit etiche. Dio non
buono t , disse Eckhart, lo sono buono t . La bont
un mezzo col qu ale gli individui possono superare l' il-
lusione di avere delle esistenze complet ament e indi pen-
denti, e possono elevarsi al livello dell'essere al quale
diventa possibile, con la riflessione e la medit azione,
realizzare il fatto della sua unit con la realt ultima,
conoscerla e, in una certa misura, associarvisi effettiva-
ment e. Questa realt ultima ela pace di Dio che 01-
trapassa ogni comprensione t; la bont il mezzo per
poterla avvicinare. Gli esseri finit i t, nelle parole di
Royce, sono sempre quali sono, in virt di una disat-
tenzione che li rende ciechi verso i loro real i rapporti
con Dio e coi loro simili . Quest a disatt enzione il
frutto, secondo l' espressione buddist a, del desiderio.

f
l
i
;
r
,
l
'i"
:;
..~
.
CRE DENZE
Noi t rascuriamo di fare attenzione ai nost ri veri rapporti
con ' la realt ultima e, attraverso questa, coi nostri
simili, perch preferiamo attendere alla nostra natura
animale e a far st rada nel mondo. E ovvio che non pos-
siamo mai ignorare completament e l' ani male che in
noi e i suoi bisogni biologici. Il nostro isolamento non .
una completa illusione. L'elemento di specificit delle
cose un brutto fatto di esperienza. La diversit non
pu venir ri dotta all'identit completa neanche nella
t eoria scient ifica e filosofica, t anto meno nella vita vis-
suta dal corpo, ossia da un t ipo particolare di quelle
unit d'energia che in . ulti mo sono identiche. Non
compat ibile con la nat ura delle cose il non fare atten-
zione all ' animale che in noi; ma, nelle condizioni
della vit a civile, non certo necessario dargli molt a
attenzione, o t utta. La bont il met odo per mezzo del
quale la nost ra attenzione viene dist olt a dall' argomento
singolarment e noioso della nost ra animalit e del no-
st ro isolamento individuale. La riflessione e la medit a-
zione aiut ano la bont in due modi : producendo, per
usare le parole di Babbitt. una concentrazione super-
razionale di volont t e rendendo possibil e alla mente
di rendersi conto, non solt anto t eoricamente, ma anche
per int uizione diretta, che l' universo particolare del-
l'uomo sensuale medio non identico all 'insieme del-
l' universo. Inversamente, la bont aiut a la meditazione
st accandola dall 'animalit e rendendo cosi possibile alla
mente di prest are attenzione ai suoi veri rapporti con
la realt ult ima e cogli altri individui. La bont, la
meditazione, l' esperienza mist ica e l' ultima realt im-
personale scoperta con l'esperi enza mist ica sono in
rapport o organi co. Questo fatto ci libera dai timori
espressi dal dottor Albert Schweitzer nel suo recent e
libro sul Pensiero indiano. (I II misti cismo e, egli dice,
l' opini one giust a sul mondo; ma, per quanto giust a ,
non soddisfacente nel suo cont enuto et ico. La realt
ultima del mondo non morale (Dio non buono) e il
mistico che si unisce a questa realt ultima si unisce con
un essere non-morale, perci lui stesso non morale t .
Ma questo puro verbalismo e non tien conto dei fatti
reali dell'esperienza. Non possibile che il misti co fac-
cia attenzione ai veri rapporti con Dio e coi suoi simili,
se non ha prima dist accat a questa at tenzione dalla sua
natura animale e dalla preoccupazione del suo successo
sociale. Ma non pu distaccare la sua attenzione da
quest e cose se non praticando ost inat amente e coscien-
t emente le pi alte moralit . t Dio non buono e; ma
se io voglio ottenere anche la pi piccola conoscenza di
Dio, devo essere buono sia pure in misura minima; e
se voglio giungere alla conoscenza massima di Dio che
pu essere raggiunta da un essere umano, devo essere
buono quant o dato di esserlo ad un essere umano.
La virt il preliminare essenziale all 'esperienza misti-
ca. E questo non t utto. Non esiste nemmeno una in-
compat ibilit t eorica t ra una realt ultima, imperso-
nale e perci non moral e, e l'esist enza di un ordine
morale sul piano umano. L'indagine scient ifica ha di-
mostrato che il mondo una diversit permeata da
una identit di sost anza fisica; l' esperienza mistica at-
t est a l'esist enza di una unit spirit uale che pervade la
diversit delle coscienze separat e. E difficile esprimere
un'opinione circa la relazione tra l'unit fisica sotto-
st ant e e l' unit spirituale sottost ant e. E non neces-
sario, a questo proposito, esprimerne una. Il fatto che
importa al nost ro scopo presente che sia possibile
scoprire l'unit fisica e spirituale che sta sotto le esi-
stenze indipendenti, (indipendent i in parte solt anto ap-
parentement e, in parte in realt, almeno per gli esseri
sul nostro piano d'esiste nza), delle quali formato il
nostro universo del senso comune. Ora, un fatto d'e-
3
28 FINI E MEZZI
\
.'
CRE DENZE
sperienza che possiamo accentuare il nostro isolamento
dagli altri esseri e dall a realt ultima del mondo, o ac-
centuare la nost ra unit con quest o o con quelli. Al-
meno fino ad un certo punto, la nostra volont libera
a quest o proposit o. Gli esseri umani sono creat ure che,
in quanto sono animali e persone, t endono a conside-
rarsi esist enze (indi pendent i, collegate t utt'al pi da
legami puramente biologici, ma che, in quanto si ele-
vano al disopra dell' anima e della personalit, possono
per cepire di esser parte connesse di un tutto fisico e spi-
rit uale incomparabilmente pi grande di loro. Per t ali
esseri, il comandamento morale fondament ale : Dovete
realizzare la vost ra unit con tutto l' essere. }'Ia l'uomo
non pu realizzare la sua unit con gli altri uomini e
con la realt ultima, se non pratica la virt dell'amore '
e della comprensione. L'amore, la compassione e la
comp rensione o intelligenza, sono le virt primari e nel
sist ema et ico, le virt organi camente in relazione con
ci che si pu chiamare la concezione scient ifica-mist i-
ca del mondo. La realt ult ima impersonale e . non-
et ica ; ma se vogliamo realizzare le nostre ver e relazioni
con la realt ultima e i nostri simili, dobbiamo prati-
care la moralit, e (poich nessuna personalit pu im-
parare a trascendere s st essa se non ragionevolmente
libera dalle coercizioni esterne) rispettare la personalit
altrui. La fede in un Dio personale ha port ato troppo
spesso a un dogmatismo teorico e ad una intolleranza
pratica, a un cost ante rifiut o di rispettare la personalit
e ha portato a commettere ogni specie di iniquit nel
nome di una divinit personale e morale.
Il fatto dell 'instabilit del mal e , usando le parole
del professor Whitehead, l'ordine morale del mon-
do. Il male ci che porta all'isolament o; e ci che
porta all 'isolamento auto-dist ruttore. Quest a auto-
distruzione del male pu essere improvvisa e violenta,
3 30 FINI E MEZZI
come quando l' odio micidiale sfocia in un conflitto che
porta alla morte di chi odia ; pu essere graduale, co-
me quando un processo degenerat ivo finisce nell'impo-
t enza e nell'estinzione; o pu essere riformatore, come
quando un lungo cammino di male porta alla nausea e
al disgusto della dist ruzione e della degenerazione, t ant o
da indurre a cambiare st rada, t ras formando cosi il
male in bene.
La st oria evolutiva della vita illustra chiaramente
l' inst abilit del male, nel senso in cui st at o definito
pisopra. La specializzazione biologica pu venir con-
siderat a come una t endenza da parte di una specie a
persist ere nel suo isolament o; e il risult at o della specia-
lizzazione, come abbiamo visto, o negat ivamente disa-
st roso, nel senso che preclude la possibilit di ult eriori
progressi biologici, o positivamente disastroso, nel sen-
so che porta all 'estinzione della specie. Nello stesso
modo, la competi zione intraspecifica pu venir conside-
rat a come l' espressione di una t endenza da parte degli
individui in relazione t ra di loro ad insist ere sul loro
isolamento e sulla loro indipendenza ; gli effetti della
compet izione int ra-specifica sono, come abbiamo vi-
sto, quasi t ot alment e cattivi. Inversament e, le qual it
che hanno portato al progr esso biologico sono quelle
che rendono possibile agli esseri individuali di sfuggire
al loro isolamento: l' int elligenza e la t endenza alla
cooperazione. L' amore e la comprensione hanno valore
anche sul piano biologico. L'odio, l' incoscienza, la st u-
pidit e t utt o ci che porta ad aument are l'i solamento
sono le qualit che hanno infatti storicamente portat o
o all' est inzione di una specie, o hanno port at o a farla
divenire un fossile vivente, incapace di un ulteriore
progresso biologico.
..
l
x v
ETI CA
O
GNI cosmologia ha un 'etica che le corrisponde. L' e-
tica corrispondente alla cosmologia t racciata nel
capit olo precedent e ha come principi fondament ali le
seguent i proposizioni : il bene ci che t ende all' unit;
il male ci6 che t ende all 'isolamento. Riferendo questi
t ermini alla fraseologia impiegata nei primi capitoli, pos-
siamo dire che l' isolamento attaccament o, e che senza
il non-attaccamento nessun individuo pu raggiungere
l'unit con Dio, o, attraverso Iddio, con altri individui.
Nei paragrafi che seguono cercher di illustrare l' appli-
cazione dei nost ri princi pi et ici alla vita.
Il bene e il male esistono sul piano del corpo e delle
sue sensazioni, su quello delle emozioni e su quello del-
l'i ntelletto. In prat ica quest i piani non possono venir
separat i. Gli event i che si producono su uno di quest i
piani hanno il loro riscont ro in quelli che si producono
negli altri piani del nostro essere. E: necessari o t ener
sempre presente questo fatto quando si classificano i
fenomeni come fisici, emot ivi , int ellet tuali. Ma, purch
ci non sia diment icato, non c' niente di male a espri-
mersi in t al modo. Questa particolare classificazione,
come t utte le alt re, non t ien conto della complessit
della vita reale; ma in compenso ha il merit o di essere
molt o comoda .
Cominciamo col considerare il bene ed il male sul
piano corporeo. In generale si pu dire che ogni sensa-
la t entazione di pensare esclusivament e al suo corpo
malato, ha fatto dci buoni progressi verso quella con-
cent razione super-razionale della volont t alla. quale
mira l'aut o-educazione religiosa. Nel proclamare 11 valo-
re della malattia, Pascal difende il metodo di t irocinio
fisiologico per mezzo del domin,io dolore.
gi vist o che questo e p:cncoloso; t roppo di
frequente il dolore non vien dominato ma domma, e
porta all'attaccamento invece .che al
Poich cosi , possiamo capire perch I aut ore di The
Cloud 01 Unknowing abbia scelt o il punto di vista op-
posto a quello di Pascal. Per la malattia
un serio ost acolo sul camrruno della vera devozione
verso Dio e deve di conseguenza venir calcolata come
una forma di peccat o. Il passo in cui egli comment a
. certi sint omi di ci che noi oggi chiameremmo nevr o-
si l) cosi interessante che non mi prit o di cit arlo per
intero. Alcuni uomini . , egli scrive, sono cosi imbaraz-
zat i da curiose abitudini di comportamento del loro
corpo che nell' ascolt are torcono la t est a curiosamente
da un lat o ed alzano il mento; stanno a bocca aperta
come se ascolt assero con quest a e non con gli orecchi.
Altri , nel parlare, puntano le dita sul loro petto o su
quello di coloro con cui parlano; altri non possono star
-in piedi, n seduti, n a giacere dime-
nare i piedi e giocherellare con le mam ; alt n, ment re
parl ano, agitano le braccia a t empo con le loro parole:
come se nuot assero in alto mare. Altri ancora, ad ogm
parola, sorridono e ridono c?me ragazzine
o giocolieri burloni.. . Non dico che tutte queste abitu-
dini siano dei gran peccat i, n che tutti coloro che le
hanno siano dei grandi peccatori. Ma, se quest e abit udi-
ni disdicevoli e disordinate dominano l'individuo al
punto che non ne possa fare a meno se vuole, dico
che sono indizio di superbia e di ricercat ezza dello spr-
332 FINI E MEZZI
zione fisica intensa , t anto di piacere che di dolore, tende
a portare l' individuo che la prova ad identificarsi con
questa sensazione. Egli smette persino di essere s stes-
so e diventa solta nto una parte del suo corpo : quel-
l' organo dal quale gli viene il piacere o il dolore. Tra-
scender s stessi divent a cosi doppiament e difficile, ben-
ch nat uralmente ci non sia impossibile, come pro-
vato da molt i esempi di equanimit e di non-attacca-
mento verificat osi durant e sofferenze o gioie intense.
Comunque, in genere, un eccesso di gioia e di dolore
spinge all'isolamento. Tutti i cont emplat ivi orientafi in-
sist ono enfat icament e sull'importanza della salute fisica
come condizione dell'unione spirit uale con la realt ulti-
ma. Esist ono t ra i cristiani due scuole di pensiero:
quella che raccomanda la mortificazione, e quella che
insist e sull'importanza della salut e. Pascal pu esser
citato come un rappresentante della prima scuola, e
l' autore anonimo di The Cloud 01 Unknowing come
quello della seconda. Per Pascal la mal attia la condi-
zione veramente crist iana; perch, liberando automati-
cament e gli uomini da qualcuna almeno delle loro pas-
sioni, li libera da ogni specie di t entazione e di dist ra-
zione, e li prepara a vivere secondo la teoria et ica cri-
st iana. Pasca1 ignora il fatto che la malattia pu creare
t ante t entazioni e distrazioni quant e ne sopprime: di-
st razioni in forma di malessere e di dolore, t ent azioni
nella forma quasi irresistibile del non pensare che a s
stessi. C' tuttavia, un elemento di verit nella dottrina
di Pascal . La malattia o l'i nsufficienza fisica, quando
non siano eccessive, possono agire come un memen-
t o che le cose di quest o mondo non sono impor-
t anti come sembrano all 'arri vist a animale e sociale
che esiste in noi. Una ment e che abbia fatto quest a
scoperta e che riesca poi , come risultato di un t irocinio
adatto, ad ignorare le distrazioni del dolore e a superare
. j
ETICA
333
334
FINI E MEZZI
ETICA
335
rito, e di esibizionismo e di brama disordi nata di cono-
scenza; e sono specialmente indizio di inst abilit di cuo-
re e di irrequi etezza di mente, e pi specialmente della
mancanza di ci che l' argomento di quest o libro t
[ossia la medit azione come addest rament o all 'esperien-
za mist ica).
Questa identificazione delle deficienze fisiche col pec-
cato pu sembrare in qualche modo dura e inumana.
Ma, se si deve giudicare il peccato dai suoi risult at i,
allora natural ment e l' autore di The Cou 01 Unknounng
ha perfettament e ragione di considerare t ra i peccati
ogni abit udine o st at o corporeo che porti l' individuo
a concent rarsi nel suo isolament o, e che gli impedisce
di prest are at tenzione alle sue vere relazioni con Dio e
coi suoi simili , rendendogli cosi impossibile l' attuazione
coscient e dell' unione con loro. Sul piano del corpo. la
malattia deve generalment e venire considerata come
un peccato. Perch, per mezzo della malattia e del do-
lore, come per mezzo del piacere estremo, il corpo insist e
nel suo isolamento e costringe la mente ad ident ificarsi .
con lui.
Il detto c a chi ha sar dato e a chi non ha sar tolto
anche ci che ha t , assai duro; ma esso per l'appunto
un riassunto est remament e succint o ed accurato degli
eventi della vita moral e. Coloro che peccano fisicamen-
t e coll 'avere qualche difetto corporeo, possono essere
cost rett i a pagare per quest o difetto in modo emot ivo e
intellettuale, olt re che fisico. Alcuni ammalat i sono ca-
paci di compiere lo sforzo quasi sovrumano che t ra-
sforma lo svantaggio di un difetto fisico in un trionfo
?pirituale. Agli alt ri vien t olto anche ci che possiedono
intellettualment e ed emoti vamente . Perch? Perch, sul
piano corporeo, appartengono alla cat egoria di coloro
che non hanno. Gli uomini possono essere scusabili l),
dice Spinoza, e t ut t avia non raggiungere la felicit ed
essere t orment at i in mille modi. Un cavallo scusabile
di essere un cavallo e non un uomo; tuttavi a egli deve
necessariamente essere un cavallo e non un uomo. Chi
non pu imporre una regola alle sue passioni, n t enerle
a freno per rispetto alla legge, mentre pu essere scusat o
sul terreno della debolezza , sar tuttavia incapace di
godere la t ranquillit dello spirit o e la conoscenza e
l'amore di Dio; e sar inevitabilmente perduto . t Si pu
perdonare alla debolezza ma , finch quest a esist e, nes-
sun perdono pu impedirle di produrre i suoi risult ati
abituali . Questi risultati si manifestano nella vita pre-
sent e, e, se esiste qualche forma di sopravvivenza alla
morte corporea, senza dubbio si manifesteranno in qual-
siasi esist enza futura .
Il sesso un' attivit fisica e al t empo st esso emot iva
e intellettuale. Se lo esamino qui, non perch lo rit enga
pi fisico che emotivo o intellettuale, ma soltanto per
ragioni di comodit. E un fatto empirico di esperienza e
di osservazione che l'attivit sessuale porta t alvolta a
reali zzare l' uni t di un individuo con un al tro, e, at -
t raverso quest o, con la realt del mondo; t al volt a, al
contrario. t ende ad int ensificare l' isolamento indivi-
duale. In altre parole, il sesso porta t alvolta al non-at -
taccamento e t al al tra all' attaccamento' talvolta un
. .
bene e t alvolta un male.
Sul piano del corpo, il sesso un male quando prende
la forma di una inclinazione fisica. (Tutto quello che
pu esser detto sul sesso a quest o proposito vero
anche, mutatis mutandis, per le altre forme di inclina-
zione fisica, per esempio all ' alcool, alla morfina e alla
cocaina) . Come le droghe che generano abit udine, cosi
il sesso che genera un' abit udine un male perch co-
st ringe la mente ad identi ficarsi con una sensazione
fisica e non le permette di pensare a niente alt ro che
alla sua esist enza animale isolata. L'inclinazione non
337
336 FINI E MEZZI
pU venir distrutta per mezzo delle saziet , ma tende,
se vi si indulge, a di ventare ben pi di una semplice
abitudine, una ossessione demoniaca. Questo, natural-
mente, specialment e vero nel caso di individui molto
coscient i e civilizzat i, di individui che sanno quello che
fanno, ma che si sono tuttavia lasciati asservire dalla
loro inclinazione. Per i membri non civilizzati di quelle
che J. D. Unwin ha chiamato " zoistiche", o per gli stra-
ti zoistici delle societ civil i, la incl inazione sessuale
soltanto una abit udine piacevole all a quale essi indul-
gono con la coscienza tranquilla. Ci impedisce loro di
accumulare quell 'energia che li renderebbe capaci di
diventare coscienti di s, di riflettere sullo st rano mondo
che li circonda e di giungere alla civilt ; ma poich non
se ne rendono conto, non gliene importa. Non C05(
per gli individui civili e coscient i di s. Di questi non si
pu dire che non sanno ci che fanno. Lo sanno anche
troppo bene; sanno esattament e ci che fanno e ci che
perdono in questo processo. Per essi, l'inclinazione
una reale ossessione. Il dmone che li possiede li costrin-
ge a fare ci che essi sanno che fa loro del male, e che,
con la parte migliore del loro essere , non vorrebbero
fare. La natura di questa ossessione demoniaca de-
scr it ta con potenza incomparabile da Baudelaire nei
-Fleurs du Mal.
Une nuit que j' tais prs d'une affreuse Juive,
Comme au long d'un cadavre un cadavre tendu...
L'inclinazione persist e, la vera ossessione da parte
di un demoni o che vuole malignamente l'infelicit delle
sue vittime, anche quando tutto il piacere fisico esau-
rito, anche malgrado il disgusto e la nausea. Come la
virt, riceve la propria ricompensa, e la ricompensa che
riceve miseria e tormento del corpo e della mente.
l
l
ETICA
Jamais vous ne -pcurrez assouvir votre rage,
Et votre cluitiment nostra de vos plaisir.
Jamais un rayon jrais n'claira vos cavernes ..
Par les jentes des murs des miasmes fivreux
Filent en s'enflammant ainsi que des lanternes,
Et pntrent vos corps de leurs parfums affreux.
L'apre sterilit de votre [ouissance
Altre votre soi f et roidil uore peau,
Et le vent furibond de la concupiscence
Fait claquer votre chair ainsi qu'un vieux dropeau;
Loin des peupies vivants, errantes, condamn es,
A travers les dserls courrez comme des loups ; '
Faites votre destin, dmee dsordonnes,
Et fuyez l'infini que vous portez en vous.
L'ultima linea ricorda irresistibilmente la frase di Ro-
yce circa il fatto che gli esseri finit i sono sempre quali
sono, in virt di una disattenzione che sul momento li
acceca, sui loro reali rapporti con Dio e con gli alt ri
esseri . L'essere dedito a un vizio reso cieco dalIa sua
inclinazione nei confront i di quell' ( infinito che porta in
s e, nei confronti dei suoi reali rapporti con Dio e
con gli altri esseri. Al t empo st esso, si rende general -
mente conto, se pur solt ant o per una specie di nostal-
gia, per un desiderio senza speranza di ci che gli manca,
che " l' infinito" esist e in lui , e che i suoi " reali rapporti
con Dio" sono quelli di una parte rispetto al suo tutto.
Si rende cont o di questo fatto c ne soffre ; c, al t empo
stesso, il dmone che ha evocato perch lo possieda ,
aument a deliberatamente la sua sofferenza, forzandolo a
fuggire l'infinito che porta in s e, a rifiutarsi, co-
scientemente e deliberatamente, a prestare attenzione
ai "suoi reali rapporti con Dio" .
Il sesso rappresenta un male non soltanto quando
FIN I E MEZZI
"
I
ETICA
339
prende la forma di una inclinazione fisica. Ma anche
quando si manifest a come un modo di soddisfare la
cupidigia di potere e la brama dell'arrivista verso la
posizione e la dist inzione sociale. L'amore, (e quest o
vero non soltant o per quello sessuale, ma anche per
quello materno) pu essere soltant o un mezzo per im-
porre all'amato il volere di chi ama. Tra il marchese
di Sade, con le sue fruste e i suoi temperini, e la madre
appassionata ma tirannica, che rende schiavo il figlio
per pot erlo meglio dominare, esistono delle differenze
ovvie di metodo e di grado, ma nessuna differenza fon-
damentale di specie. In quest i casi , la parte attiva,
insistendo sul suo diritto di essere prepot ente, di coman-
dare e di dirigere, insiste con ci nel suo isolamento.
Al t empo stesso, r ifiutandosi di rispettare la personalit
altrui, l' amant e imperioso rende impossibile alla sua
vittima adorata di prest ar e attenzione a quell 'e infini
que vous portez en vous . L'inclinazione degrada sol-
t anto colui che vi si dedica. La brama di pot ere non
danneggia solt ant o la persona che la prova, ma anche
la o le persone alle cui spese tale brama vien soddi-
sfatta. Il non-attaccamento divent a impossibile per en-
trambe le parti.
Il sesso come un mezzo per soddisfare la vanit so-
ciale un male appena minore di quando usato per
soddisfare la brama di potere. Alcuni individui non
sposano una persona, ma il denaro, un t it olo, la posi-
zione sociale . Qui il sesso diviene st rument o di avar izia
ed ambizione, passioni che oscurano la realt e portano
l'i solamento al massimo grado. Altri sposano la bellez-
za o la dist inzione col solo scopo di pot erne vantare il
possesso esclusivo agli occhi del mondo invidioso. Que-
st a una forma speciale della brama di possesso, un'ava-
rizia il cui oggetto non formato dal denaro ma da un
essere umano e dalle sue qualit sociali. Quest a brama
di possesso pu accecare e isolare come l' avari zia co-
mune, e pu recare alla persona posseduta un dan-
no quasi grande quanto quello che la brama di potere
legata al sesso o all 'amore materno porta alla sua vit-
t ima adorata e t orment at a.
Non sempre il sesso un vizio n sempre usato co-
me st rument o di dominio o come espressione di vanit e
di snobismo. E anche, alt rettant o spesso, il metodo col
quale gli indi vidui non egoisti e non avidi giungono
all'unione coi loro simili e, indirettamente, col mondo
che li circonda. Tutto il mondo ama chi ama , e, in-
versamente, chi ama, ama il mondo t utto. Quella vio-
lenza con la quale tal volta un uomo adora una crea-
tura soltanto una scint illa di quell'amore verso tutti
che nasconde nella sua nat ura. Quando si adorano le
perfezioni e le bellezze di qualche creatura part icolare,
non che si amino t roppo quest e, ma t roppo poco
tutto il resto delle cose. Non si mai amato t roppo
qualcosa in quest o mondo, ma molte cose sono state ama-
t e in modo sbagliat o, e t utte in misura troppo scarsa.e
Traherne avrebbe potuto aggiungere (ci che stat o
notato da molti poet i e romanzieri) che, quando si
adorano le perfezioni e le bellezze di una creatura par-
t icolare , molto spesso si portati ad amare le altre
creature . I noltre, in molti casi , essere innamorat i aver
raggiunto uno st at o nel quale diventa possibile una in-
t uizione diretta della natura essenzialmente degna di
amore della realt ultima. *Che mondo sarebbe questo,
se t utto fosse amato come dovrebbe esserel s Per molti
individui t utto amato come dovrebbe essere I) sol-
t anto quando essi amano una creatura particolar e.
La cinica saggezza popolare afferma che l' amore cieco.
Ma forse, in realt, ciechi sono coloro che non sono
innamorati e che perci non possono accorgersi di come
il mondo sia bello e adorabile.
34
FINI E MEZZI ETI CA
34
1
Dobbi amo ora considerare brevemente la relazione
dell'attivit sessuale con quella mentale negli indivi-
dui e con le condizioni culturali della societ. Quest o
,
argoment o stato discusso dal compianto dottor J.
D. Unwin, la cui opera monumentale Sesso e cu/lura
di massima importanza. Le conclusioni di Unwin,
basate su di un ricchissimo materiale dimost rativo ac-
curatamente vagliato, possono riassumersi nel modo
seguent e. Tutte le societ umane si t rovano in uno
di quest i quattro st adi culturali : zoist ico, umanisticc,
deist ico e razionalist ico. Tr a quest e societ, la zoistica
dimostra il minimo di energia sociale e mentale, la
razionalist ica il massimo. Dalle indagini risulta che
le societ che most rano il minimo di energia sono
quelle dove non impost a la continenza prenuziale
e dove sono maggiori le opportunit di licenza sessua-
le dopo il matrimonio. La condizione cult ural e di una
societ cresce in proporzione esatta di quanto essa
imponga restrizioni pre e postnuziali alle possibilit
sessuali.
Tutte le societ deist iche impongono la cast it
prenuziale; viceversa , tutte le societ che impongono
la cast it prenuziale si t rovano in condizioni dei-
stiche.
Esist e qualche rapport o causale t ra la continenza
obbligatoria e il pensiero, la riflessione, l' energia che
producono il cambiamento da uno sta dio culturale ad
un alt ro?
(l Una cosa certa: se esist e un rapporto causale, la
cont inenza deve aver causat o il pensiero, e non il pen-
siero la cont inenza. t
E ancora , (l la pote nza di pensiero innat a ; in modo,
simile, innato il pot ere di esplicare energia sociale;
ma tanto l' energia sociale che quella ment ale non si
possono manifest are che in certe condizioni , Queste
condizioni sorgono quando le possibilit sessuali sono
ridotte al mini mo. Le societ civili si possono dividere
in diversi st rat i che rappresentano ogni tipo di condi-
zione culturale, dall a zoistica alla razionalist ica. (l. Entro
la societ, il grupJX> soggetto alla maggiore' cont inenza
most ra la maggiore energia e domina la societ. .. Il
gruppo dominante determina la condotta dell' insieme
della societ. Finch almeno uno stat o della societ
impone ai suoi membri la cont inenza prenuziale e li-
mita le possibilit postnuziali per mezzo di una st retta
monogami a. tutto l'insieme si comporter come una
societ civile.
L'energia prodotta dalla continenza sessuale comin-
cia a manifest arsi come energia "espansiva" e porta
a una aggressivit della societ , che conquist er i suoi
vicini meno energici , che fonder delle colonie. svilup-
per il suo commercio, ecc. :Ma quando la tradizione
rigorosa (di restrizione sessuale) t rasmessa da un se-
guito di generazioni. l'energia divent a produttiva t . L'e-
nergia produttiva non si mani festa soltanto con l'espan-
sione; ma si applica alla scienza, alla speculazione filo-
sofica, all'arte, alle riforme social i. Dove l' energia pro-
duttiva persist e per un certo periodo, entra in gioco
un fattore che il dottor Unwin chiama " ent ropia uma-
na". L'ent ropia umana la tendenza innata verso
un aumento di raffinatezza e di accurate zza. che si
manifesta appena si verifichino delle condizioni sociali
adatte.
(I Nessuna societ pu spiegare dell 'energia sociale
produttiva a meno che la generazione seguent e non
eredit i un sistema sociale nel quale le possiblit sessuali
siano ridotte al minimo. Se questo sistema vien conser-
vato, si creer una t radizione sempre pi ricca, raffinata
dalla ent ropia umana l) .
Per dir proprio le cose come st anno, nessuna societ
34
2 FINI E MEZZI ETICA
343
civile ha t ollerato molt o a lungo le limitazioni che ridu-
cono al minimo le possibilit sessuali. Nel giro di poche
generazioni le regole che impongono alle femmine una
assoluta continenza prenuziale e un mat rimonio as-
solut amente monogamo si rilasciano. Quando ci av-
viene, la societ o la classe perde la sua energia, e vie-
ne sostit uita da un 'altra societ o da un'altra classe i
cui membri sono st ati resi energici dalla prat ica della
cont inenza sessuale. Talvolta , scri ve il dottor Unwin,
si sent ito qualcuno esprimere il desiderio di godere
i vant aggi di una cultura elevata e di abolire la cont i-
nenza obbligatoria. La natura innata dell' organismo
umano, comunque, sembra esser t ale che questi desideri
sono incompat ibili e anche cont raddit tort.; Qualunque
societ umana libera di scegliere t ra il possesso di una
grande energia e il godimento della libert sessuale;
l' evidenza dimostra che non si pu godere di ent rambe
per pi di una generazione .
Abbiamo vist o che, effettivament e, nessuna societ
ha acconsentito a conservare per molt o t empo la tra-
dizione della cont inenza prenuziale e della monogamia
assoluta. Ma anche vero che finora quest e t radi zioni
si sono sempre associate all'oppressione delle donne e
dei bambini. Nelle societ deist iche, le mogli sono state
considerate come schiave o come semplici oggetti che
non possiedono ent it legale. L' uso e la legge le ha
lasciate in balia dei loro mariti. Discutendo quest o fatto,
il dottor Unwin azzarda l' opinione eche fosse il de-
stino di diseguaglianza delle donne, e non la continenza
obbligat oria, a causare il decadere della monogamia
assoluta. Nessuna societ ancora riuscita a regolare
i rapporti t ra i sessi in modo che le possibilit sessuali
rimangano al minimo per un periodo prolungato. La
conclusione che io traggo da quest a evidenza st orica
che, se si desidera raggiungere questo risult at o, i sessi
debbono essere prima posti in condi zione di completa
eguaglianza legale.
In quest o brevissimo riassunt o non ho certamente
dato una idea adeguata del not evolissimo libro del dot-
t or Unwin; ma, pur dandone una idea inadeguat a, non
credo di avere svisat o le sue principali conclusioni. L' evi -
denza di t ali conclusioni cosi complet a che non vedo
come pot rebbe ro venir respinte. Queste conclusioni sem-
breranno certo poco gradevoli agli attempati superst it i
di una generazione liberale. Questi non sono liberali sol-
t anto politicamente, ma anche nel senso in cui sono i " pa-
stori liberali" di Shakespcare (quelli che chiamavano
delle piant e selvatic he con un nome osceno). Essi sono
stati ' sent it i dichiarare e, spesso e ad alt a voce, che
e desiderano godere i vant aggi della cult ur a elevata e
abolire la continenza obbli gatoria . Vivendo, come essi
fanno, su un capitale di energia accumulat a da una pre-
cedente generazione di monogami, le cui mogli giunsero
a loro virgines intactae, essi possono t rarre il miglior
partit o da entrambi i mondi durant e la loro vit a. Le
ricerche del dottor Unwin , per, hanno accertato che
quest o non sar possibile ai loro figliuoli.
Se le conclusioni del dottor Unwin sono fondate (ed
difficile credere che non lo siano), come si adattano al
nost ro schema et ico generale? Il primo fatto significa-
t ivo che va not at o che t la cont inenza caus il pensiero
e non il pensiero la continenza . Le societ zoist iche
vivono in una condizione di solidarier animale. Secon-
do le parole del dottor Unwi n, esi comincia con una
societ nella quale t utti gli individui sono uni ti da for-
ze che non possono capire; quest a societ non dimost ra
energia s. Ora, questa solidariet animale ha certi me-
rit i; preferibile, per esempio, all ' individualismo ani-
male della concorrenza intraspecifica senza restrizioni.
Ma questi merit i sono sub-et ici; in alt re parole, la solida-
riet animale al di sotto del bene e del male; gli
individui al livello zoist ico si preoccupano troppo del-
l' indulgenza sessuale senza restri zione e ne sono troppo
completament e devitalizzati per pot er fare attenzione
alla loro vere relazioni con Dio e con gli altri indivi-
dui t. La coscienza la condizione di ogni condotta
morale superiore a quella degli animali. L' individuo non
pu trascendere s st esso, se prima non impara a essere
conscio di s e dei suoi rapport i con gli alt ri indivi -
dui e col mondo. Una certa cont inenza sessuale la
condizione pregiudiziale della coscienza e delle altre
forme di energia mentale, conat ive ed emotive quanto
conoscit ive. ~ I a non necessari o che la condizione pre-
giudi ziale della condotta morale sia essa pure morale.
Per dire la verit , l' energia sviluppata dall a continenza
sessuale stata spesso diretta verso fini immorali.
L'energia sociale e morale pu essere comparata all'ener-
gia idraulica; pu venir usat a per qualunque scopo che
l'uomo si proponga : per opprimere i deboli e sfruttare
i poveri , come per esplorare i segret i della natura, per
creare dei capolavori d'arte e per stabilire l'uni one con
la realt ultima.
La castit rappresenta una delle virt maggiori, in
quanto senza di essa le societ mancano di energia e gli
individui sono condannati all'incoscienza perpet ua, al-
l' attaccamento e all ' animalit . I n un altro senso, per,
la castit pu venir considerata una virt minore; per-
ch, con le alt re virt minori , come il coraggio, la pru-
denza, la t emperanza, ecc. pu venir usat a uni cament e
come mezzo per aumentare l'efficienza nel far male.
Se non vengono guidate dalle virt maggiori, amore e
int elligenza, le virt minori non sono affatto virt, ma
aiuti alla cattiveria. Storicamente, il purit anesimo st a-
t o associato al capitalismo e al militarismo, alla guerra,
alla persecuzione e allo sfruttament o economico, a ogni
sorta di ricerca di potere e di crudelt . La cast it non ha
un rapporto necessario con la carit; al contrario, l'orga-
nismo umano cost it uit o in modo che sembra esist ere
un rapporto naturale tra la cont inenza forzata e un'e-
nergia che malevole almeno alt rettanto spesso quan-
t o benevola. (Sui risult at i polit ici di quest o rapporto
si pu consult are il Sub-conscious Europe del dottor
Vergin; il libro cont iene l'esposizione troppo enfatica
e qui ndi un po' deformata di un caso interessante) .
Quest a t endenza naturale e, direi quasi, fisiologica della
cast it di associarsi alla mancanza di carit, non si
manifest a solt anto nel periodo nel quale l'energia crea-
t a dall ' ast inenza sessuale "espansiva", ma anche, per
quant o forse con int ensit minore, quando " produt -
t iva" .
La cast it , quindi, la pregiudiziale condizione neces-
saria per qualsiasi specie di vit a morale superiore a
quella animale. Al tempo stesso, l' energia creata dalla
castit ha una t endenza natural e ad essere, nell'insieme,
pi dannosa che utile. Realizzando le condizioni con le
quali, e con le quali solt anto, possibile una VIt a morale
prrelevat a, noi trasformi ircf atrostra natura in modo
da rendere "