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Luca era gay

di Emanuele Boffi Il padre assente, il primo innamoramento, lArcigay e il business delle crociere. Poi lAids, il buio, le mele buddiste e licona della Madonna. Ad agosto si sposato. Con Teresa Arcigay scatenata contro Povia e Luca A tredici anni Luca si innamor del suo compagno di banco. Lestate scorsa Luca si sposato con Teresa, una bella ragazza, che quando dice qualcosa di importante ha il vezzo femminile di guardare allins. Luca quel Luca, quello della canzone di Povia, quello del brano che il cantante dei bambini che fanno ooh porter al prossimo festival di Sanremo. Il titolo gi di per s assai significativo: Luca era gay. bastato il verbo coniugato allimperfetto per mandare su tutte le furie lArcigay che ha preventivamente senza conoscere n il testo n le note della canzone attaccato il cantautore, accusandolo di giocare con la vita altrui: un omofobo. In un comunicato lassociazione ha reso noto che il Luca della canzone potrebbe essere quel Luca Di Tolve che dichiara di esser un ex gay guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico integralista americano, le cui tesi sono state ampiamente confutate dalla comunit scientifica mondiale. Se Bonolis e il suo direttore musicale intendono mandare in scena uno spottone clerical reazionario contro la dignit delle persone omosessuali, sappiano fin dora che la nostra reazione sar durissima, rumorosa e organizzata. Per ora, oltre alle numerose pagine di siti internet che denigrano Luca e la sua scelta, la reazione si materializzata nella proclamazione di una manifestazione davanti a un centro parrocchiale in provincia di Brescia. Sabato 24 gennaio racconta Luca a Tempi ci sar un momento di preghiera allinterno di uno dei locali della parrocchia. il primo incontro di una serie, cui partecipano solo persone che credono che la fede li possa aiutare a rifiorire da una situazione personale indesiderata. Ripeto: un momento di preghiera, cui aderiscono liberamente delle persone. Eppure ci tocca subire delle contestazioni. Ma di che tolleranza parla lArcigay se uno non pu nemmeno essere libero di trovarsi con persone consenzienti a pregare?. Luca lo sa bene di essere diventato un simbolo, un personaggio, mio malgrado. Ma io non cerco pubblicit. Quel che faccio, lo faccio perch ci credo. Ci rimetto dei soldi e del tempo, non ci guadagno nulla. A queste contestazioni sono abituato, ma mi rincresce per quei ragazzi che vogliono iniziare il percorso con noi. Arrivano spesso da vicende difficili e unaccoglienza del genere non pu certo metterli a loro agio. Luca non conosceva Povia. Ho scoperto anchio il titolo della canzone dalle pagine dei giornali. Gli ho telefonato e mi ha detto che non sono io quel Luca, che lui vuole raccontare una storia e basta. Per nella comunit gay si sa che Luca lui. Luca il tab, Luca lo scandalo, Luca che si sposato ad agosto con Teresa. Nomadismo sentimentale I miei genitori si separarono quando ero piccolo, mio padre se ne and di casa. Rimasi da solo con mia madre, in un ambiente tutto femminile. Giocavo con le bambole, avevo mutato il tono della voce, mi sentivo molto rassicurato quando stavo con le donne e spaventato, anche se attratto, dalle figure maschili. Avevo tredici anni e nessun padre che mi spingesse a entrare nel gruppo dei maschi da cui, invece, venivo respinto perch avevo interessi diversi, perch non ero dei loro, perch non giocavo a pallone come tutti. Questo mondo che pure mi attraeva, al tempo stesso mi spaventava, mi lasciava ai margini, solo. A quellet questa mia infelicit e, al contempo, la necessit, come tutti, daffetto, si manifest in pulsioni omosessuali. Cos mi innamorai del mio compagno di banco, un tipo assai diverso da me, assai mascolino e virile. Sbaglia chi crede che gay si nasce, non vero quel che stato propagandato da certi manifesti. La mia esperienza

comune a tutti gli omosessuali che ho conosciuto. Tinnamori di un maschio perch quello che vorresti essere. Ecco perch gli omosessuali si travestono da poliziotti, da militari, da machi: perch quello che vorrebbero inconsciamente diventare, ma non possono essere. Lattrazione per il mio compagno non era corrisposta. Io stavo male, ero infelice, nascondevo i miei pensieri, non ne avevo fatto parola con nessuno. Finch i miei genitori mi portarono in un consultorio. L fu loro detto che ero gay, di non preoccuparsi, anzi di lasciarmi esprimere secondo la mia tendenza. Ecco il primo passo: se invece fossero stati aiutati a comprendere che il mio disagio nasceva dalla mancanza di una figura maschile di riferimento oggi, forse, saremmo qui a raccontare unaltra storia. Invece, e questo accade ancor con pi frequenza oggi, di fronte allomosessualit si ragiona secondo una falsa categoria di libert che non aiuta ad affrontare il problema, ma lo rimuove, lo elimina, lasciandolo, di fatto, irrisolto. Mio padre e mia madre, due cattolici per tradizione, non praticanti, non accettarono il giudizio dei medici ma erano disorientati, non sapevano bene che fare, come comportarsi. Io quel giorno, che ero rimasto fuori dalla porta, ma avevo sentito cosa veniva detto loro, iniziai a incuriosirmi. Omosessualit, e che cos? Erano gli anni di film come Il vizietto, La patata bollente, anni in cui iniziava a manifestarsi una certa cultura gay. Ne ero sollevato: non sono solo, ci sono altri come me. Me ne andai di casa a diciotto anni ed entrai in un mondo colorato, affascinante, ricco di persone estroverse, simpatiche e disinvolte. Iniziai a frequentare un ragazzo con qualche anno pi di me, a girare per discoteche e festini. Divenni ballerino in una discoteca per omosessuali. Le prime volte era bellissimo: gente accogliente e divertente sempre dedita al godimento della vita, allegra. Ma c anche laltro lato della medaglia: questi locali sono dei veri e propri labirinti di sesso, dove ai piani superiori o inferiori puoi soddisfare tutte le tue pi recondite perversioni. Gli omosessuali vivono un frenetico nomadismo sentimentale, non esistono relazioni stabili e vere. comprensibile: lomosessuale, come chiunque altro, cerca altro da s. Se nellaltro trova solo qualcosa a s simile, il rapporto non pu che essere effimero e compulsivo. Ma dopo la consumazione, quel che rimane solo una grande sensazione di vuoto, di insoddisfazione, di tristezza. Mi fanno sorridere le rivendicazioni di coloro che chiedono il matrimonio omosessuale: non pu esistere stabilit e fedelt nel mondo gay perch quel che cerchi non pu resistere a lungo. Anche l dove stato introdotto il matrimonio fra persone dello stesso sesso, quanti effettivamente si sono sposati? E quante di queste relazioni sono durate? Pochissime, forse nessuna. Le casse dellassociazione I primi tempi ero molto contento di questa mia vita. Eppure, la sera, quando rincasavo, sentivo come unombra di tristezza. Mi sentivo solo, mi mancava qualcosa di vero. E quando guardavo negli occhi i miei compagni vedevo la stessa ombra. Per nessuno lo ammetteva, nessuno lo diceva. Riconoscerlo uno strappo doloroso. Significa ammettere che il bene che professi solo complicit, che la cultura che sostieni basata solo sulla superficialit e il piacere. Non si pu avere una relazione con qualcun altro, se non si sa chi si . Il sesso il motore di tutto. Anche dei soldi, ovvio. Negli anni Novanta andavo spesso a Miami: facevo il ballerino nelle discoteche pi in, ma ero un po stanco di quella vita. Avevo studiato da accompagnatore turistico e pensai di far fruttare quelle mie conoscenze. Mi rivolsi allArcigay prospettando loro lidea delle crociere per soli omosessuali. Allinizio la loro reazione mi stup: mi dissero ok, ma devi rimanere nellambito della politica di sinistra. Politica? Sinceramente mi importava ben poco. Per avevo bisogno del logo dellArcigay per far funzionare gli affari. Alla fine capirono che il business fruttava bene e mi concessero il logo. Per anni ho versato quote consistenti dei miei guadagni allassociazione. E quando dico consistenti, intendo proprio consistenti. Ero anche diventato membro dellIglta (International gay & lesbian travel association) e frequentavo negli Stati Uniti i loro corsi di marketing. Vi si spiega che pi sesso regali, pi fai soldi. Per cui si consiglia di organizzare gli spazi con le docce in comune e di lasciare sempre degli ambienti con zone oscure in cui sia pi facile appartarsi. La cosa funzionava. La mia Malu group (avevo sullo stemma un delfino e delle palme) andava alla

grande. Ero un convinto sostenitore dellassociazione ed ero tra coloro che pi si erano spesi la vicenda mi port una certa notoriet per organizzare il Gay Pride di Napoli. Continuavo la mia vita dissipata tra i party della citt, frequentavo persone importanti della Milano bene, avevo contatti nel mondo dellalta moda. Eppure ero sempre pi insoddisfatto. Se il sesso tutto, quando finisce quello, finisce tutto. Gli amici morivano da soli Arrivarono gli anni Novanta e arriv lAids. Vedevo gli amici morire, soprattutto vedevo quanto fossero fragili le relazioni fra noi. Quando uno si ammalava, il compagno fuggiva. Ne ha uccisi pi la solitudine che il virus. Molti si rifugiarono nella droga, alcuni si suicidarono. Mor anche un mio amico, aveva solo ventisei anni. Mi feci controllare e risultai sieropositivo. Sono letteralmente impazzito. La malattia mi ha costretto a mollare tutto: lappartamento in centro, il lavoro, i soldi. Eppure oggi dico che la mia malattia stata la mia grazia, perch mi ha costretto a riportare a galla domande che il vagabondare di quegli anni avevano sopito ma non spento. Cos ho cercato risposte nel buddismo e questa esperienza mi ha aiutato soprattutto a staccarmi da quel mondo tutto materiale in cui ero immerso. Un giorno, mentre ero nel tempio buddista assorto in preghiera, alzai gli occhi. Davanti a me stavano delle mele e una pergamena, perch questo il loro modo di pregare. Fu un lampo, fu un pensiero e mi ritornarono in mente le immagini della Madonna che mia madre teneva in casa. Perch devo stare qui, inginocchiato davanti a delle mele, quando ho in me unicona della Madonna? Tornai a casa, ero depresso e mi chiedevo perch quel Dio che bestemmiavo non potesse benedirmi. Mi aggrappai al rosario, iniziando a recitare preghiere di cui non ricordavo nemmeno le parole. Era un periodo molto confuso, per ero convinto di aver trovato qualcosa in cui poter confidare. Non uscivo mai di casa, se non per andare a Messa. Mi confessai, incominciai a lavorare come commesso, io che fino a poco tempo prima impartivo ordini a due segretarie. Va bene gay, ma mica sarai cattolico? Un giorno trovai tra le carte di un amico degli appunti su un tale Joseph Nicolosi, uno psicologo cattolico americano celebre per la sua teoria riparativa. In breve: un percorso psicologico che aiuta a recuperare le relazioni maschili che sono andate perdute. Allinizio mi arrabbiai. duro accettare la distruzione della propria identit, difficile smontare la propria intimit. arduo perdonare gli altri e se stessi. Per ero curioso, ero alla ricerca di una salvezza, anche immeritata. Per me, dopo anni che seguo questo percorso, stata una grazia. Laspetto pi bello stato scoprire che, man mano che instauravo rapporti di amicizia con degli uomini, le mie pulsioni omosessuali sparivano. Cio, man mano che le mie relazioni diventavano vere, sincere, non superficiali, io imparavo a non sentirmi costantemente inferiore agli altri maschi. Ho imparato a non idealizzare gli altri uomini, ho imparato a sdrammatizzare (gli omosessuali non ne sono capaci). Ho ricominciato a dormire di notte, letteralmente. La prima volta che mi sono ritrovato a fare delle allusioni pesanti su una collega stata per me una situazione incredibile, assurda, gioiosa. Ho chiesto appuntamento a una ragazza. Siamo usciti e lei ha subito messo in chiaro che era a favore della pillola abortiva. Io le ho detto delle mie esperienze omosessuali, ma questo non lha affatto sconvolta. Quando per ho aggiunto che ero cattolico, e quindi contrario alla pillola, mi ha mollato. La schiavit dei sorrisetti Ma come? dicevo nelle mie preghiere dopo tutto il cammino che mi hai fatto fare, ora mi deludi cos? Durante un pellegrinaggio a Medjugorje conobbi Teresa. Diventammo amici. Mi divertivo con lei, mi piaceva, ci siamo fidanzati. Non sapevo come... insomma, alla fine glielho detto. Quel che mi ha risposto dice tutto di lei: Luca, quel che sei stato non pi. Importa quel che sei ora. Dopo un anno di fidanzamento ci siamo sposati. Oggi siamo alla guida del Gruppo Lot: aiutiamo gli omosessuali a rifiorire. Non siamo psicologi, non il nostro lavoro. Per quel che stata la mia esperienza posso dire solo che il lavoro psicologico e questi gruppi di preghiera hanno avuto per me

pari importanza. Ma sono due binari paralleli, possono non intersecarsi. Vivo in affitto, non ho pi le belle automobili di un tempo, non mi interessa farmi pubblicit. Chiedo solo di poter affermare quello che credo. Io stesso ne sono la prova vivente. Il problema dellomosessualit non riguarda il sesso, riguarda la propria umanit. Ero schiavo dei sorrisetti e delle mistificazioni. Oggi sono un uomo vero, un uomo libero.