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Vo l u m e 6 N u m e r o 1 G e n n a i o - F e b b r a i o 2 0 0 8

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BIMESTRALE DI NOTIZIE, NOVIT, AGGIORNAMENTI, TERAPIE IN DERMOCOSMETOLOGIA

Direttore Responsabile: Riccarda Serri Comitato Scientifico e di Redazione: Mauro Barbareschi (MI), Enzo Berardesca (RM), Leonardo Celleno (RM), Gabriella Fabbrocini (NA), Marcella Guarrera (GE), Matilde Iorizzo (BO), Franco Kokelj (TS), Giorgio Landi (CE), Giuseppe Micali (CT), Giuseppe Monfrecola (NA), Paolo Piazza (RM), Marcella Ribuffo (RM), Corinna Rigoni (MI), Fabio Rinaldi (MI), Luigi Rusciani (RM), Adele Sparavigna (Monza - MI), Aurora Tedeschi (CT), Antonella Tosti (BO), Antonello Tulli (CH), Stefano Veraldi (MI) Segreteria di Redazione: Giuseppe Provveduto grafica@artcomsrl.it Redazione e Pubblicit: Via B. Verro, 12 20141 Milano Tel. 02 895 40 427 Fax 02 895 18 954 artcom@artcomsrl.it Editore: ARTCOM S.r.l. Via B. Verro, 12 20141 Milano Tel. 02 895 40 427 Fax 02 895 18 954 Stampa: Arti Grafiche Stefano Pinelli S.r.l. Via R. Farnetti, 8 20129 Milano Iscrizione al ROC n 9838 Iscrizione Tribunale di Milano n 87 del 15/02/2003

VALUTAZIONE DELLE EVENTUALI DIFFERENZE TRA LA CUTE DI SOGGETTI CHE UTILIZZANO ABITUALMENTE FONDOTINTA E SOGGETTI CHE NON NE FANNO UN UTILIZZO ABITUALE
Responsabili della Sperimentazione: Adele Sparavigna*, Michele Setaro
* Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia, Responsabile Ricerche Cliniche Ingegnere Elettronico, Biomedico, Responsabile Tecnologia e Statistica

ABSTRACT

Make-up is a daily habit for most of women in our society. In particular, the use of foundation among women has been increasing in the last decades. The formulations available on the market provide performances as concealing, giving a smooth, bright

and silky appearance to the skin, no transfer technology, etc. These performances are mainly due to the use of silicones. Perhaps, frome a dermatological point of view, some criticism on such an intensive use of silicones on facial skin should be made.

SEDE DELLO STUDIO

SCOPO DELLO STUDIO Scopo dello studio stato quello di valutare le eventuali differenze tra la cute di soggetti che utilizzano abitual-

ermIng S.r.l, Istituto di Ricerche Cliniche e Bioingegneria, Viale Cesare Battisti, 38 - 20052 Monza.

SOMMARIO

Pag. ISPLAD 2 Congresso Internazionale di Dermatologia Plastica


di Stefano Veraldi, Rossana Schianchi

Valutazione delle eventuali differenze tra la cute di soggetti che utilizzano abitualmente fondotinta e soggetti che non ne fanno un utilizzo abituale
Responsabili della Sperimentazione: Adele Sparavigna, Michele Setaro

Ancora lurea?
di Stefano Veraldi

ABBONAMENTI ANNUALI

Il fondotinta e la cute femminile


di Riccarda Serri

10 3

Rubrica aperta ai nostri sponsor

100 150

(Italia) (Estero)

I siliconi nei fondotinta


di Loredana Antoniazzi, Riccarda Serri

4 11

Ipotesi conclusiva allo Studio sui fondotinta eseguito da Adele Sparavigna


di Riccarda Serri

Notizie dalla Letteratura Internazionale e dai Congressi


5

Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

Tabella generale dei volontari


Utilizzo continuativo di fondotinta
SI NO NO SI NO SI

Vol n
1 2 3 4 5 6

Iniziali
SO MG PP RL CM PM

Et
56 62 45 45 50 59

Gruppo assegnato
1 2 2 1 2 1

Misurazione strumentale Sebo - Idratazione - pH

Vol n 1 4 6 media

sebo 218 222 240 226,7

idrat. 46 38 11 31,7

pH 6,74 6,16 6,15 6,35

Vol n 2 3 5 media

sebo 238 238 239 238,3

idrat. 15 22 36 24,3

pH 6,67 6,74 5,21 6,21

(TEACHSCREEN s.r.l) - SiascopeTM. - DermIng Tester mod. STC 20 - Skincheck pH Meter (Hanna Instruments) - Hydrapen (Callegari S.p.A.) - D-squame (CU-DERM CORP. U.S.A.) - SebutapeTM (Difa Cooper S.p.A) - Vetrini portaoggetti (MenzelGlaser) - Cianoacrilato (Henkel S.p.A.) - Silicone (liquid Optosil - Heraeus Kulzer - GERMANY)) - Catalizzatore (Universal Activator - OPTOSIL - XANTOPREN - GERMANY) METODO Sono stati arruolati nello studio 6 soggetti di sesso femminile di cui 3 che utilizzano abitualmente fondotinta (Gruppo 1) e 3 che non ne fanno uso (Gruppo 2). Le volontarie sono state scelte in modo tale che ad un soggetto appartenente al primo gruppo ne corrispondesse uno di et il pi possibile analoga nel secondo (vedi tabella generale dei volontari). Allo scopo di valutare eventuali differenze tra la cute di soggetti che utilizzano fondotinta e soggetti che non ne fanno uso stato effettuato quanto segue: - misurazione di pH, sebo ed idratazione a livello della guancia; - repliche cutanee a livello della guancia e del mento; - D-squame, sebutape e biopsia follicolare a livello della guancia; - ripresa con Fotofinder e Siascope a livello della guancia e del mento. RISULTATI

Valutazione clinica (score visivo) Sebutape - D-Squame

documentazione fotografica) relativi ai Sebutape effettuati a livello della guancia (maggior quantit di sebo nel gruppo che usa fondotinta = pelle pi grassa). Anche la documentazione fotografica relativa alle immagini ottenute con il Fotofinder ad un ingrandimento 20X e con il Siascope ha evidenziato differenze tra i 2 gruppi a confronto relativamente a numero e distribuzione dei pori della pelle (Fotofinder immagini ottenute a livello del mento), nonch a presenza di capillari (Siascope immagini ottenute a livello del mento). Al contrario le immagini relative alla biopsia follicolare e agli score clinici dei D-squame non hanno dimostrato differenze clinicamente evidenti tra gruppo 1 e gruppo 2 (vedi documentazione fotografica). CONCLUSIONI Le misurazioni di idratazione, sebo e pH effettuate a livello

Soggetti che utilizzano abitualmente fondotinta

(guancia)

Vol 1

Vol 4

Vol 6

Soggetti che non utilizzano fondotinta

(guancia)

Vol 5

Vol 3

Vol 2

Vol n 1 4 6 media

Sebutape D-squame 2 1 3 4 1 4 2,0 3,0

Vol n 2 3 5 media

Sebutape D-squame 2 3 1 4 0 4 1,0 3,7

della guancia, i Sebutape e le riprese effettuate a livello del mento con Siascope e Fotofinder, nonch i calchi cutanei effettuati sia a livello della guancia che a livello del mento hanno evidenziato differenze clinicamente

interessanti tra la pelle di donne che utilizzano abitualmente fondotinta e quelle che non ne fanno uso.

Tab. 1, 2, 3

IL FONDOTINTA E LA CUTE FEMMINILE


Riccarda Serri
Specialista in Dermatologia - Universit di Milano

mente fondotinta e soggetti che invece non ne fanno un utilizzo abituale.

MATERIALI - FotoFinderDermoscope
(mento)

Soggetti che utilizzano abitualmente fondotinta

Vol 1

Vol 4

Vol 6

Soggetti che non utilizzano fondotinta

(mento)

Vol 5

Vol 3

Vol 2

I soggetti che usano abitualmente fondotinta presentano valori medi di sebo, idratazione e pH tendenzialmente differenti rispetto a quanto ottenuto per i soggetti che non lo utilizzano. In particolare, i risultati ottenuti (Tab. 1, 2, 3) indicherebbero per i soggetti del gruppo 1 la presenza di una pelle pi grassa, pi idratata e con un livello di pH pi elevato. I suddetti risultati sono confermati dagli score visivi (vedi tabelle e

empo fa facevo qualche considerazione con Adele Sparavigna, dermatologa che da anni, come la sottoscritta sebbene con modalit differenti si occupa di dermocosmetologia. Sorridevo affermando che le donne di oggi sono particolarmente disturbate da un nuovo nemico: il poro dilatato. Ed vero: uno dei disturbi estetici pi frequentemente riportati la presenza di pori dilatati (volgarizzazione di ostii follicolari allargati), molto spesso associata a quelle che vengono definite dai media impurita: comedoni aperti e chiusi, microcisti (milialike), cute asfittica, ovvero cute poco luminosa, untuosa in superficie ma che come sensazione soggettiva viene vissuta come

secca e disidratata (complaint: la pelle lucida ma mi tira) e spesso anche impercettibili desquamazioni e rossore nelle tipiche sedi della dermatite seborroica (soprattutto ai lati del naso), in assenza di una dermatite seborroica conclamata. Nella mia opinione, si tratta di una cute male curata, con routine cosmetica e prodotti cosmetici inadatti per quel tipo di pelle. Le pazienti che si rivolgono al dermatologo per queste problematiche vengono, nella maggior parte dei casi, poco considerate, e la proposta pi logica pare una serie di peeling esfolianti agli alfaidrossiacidi o al salicilico o ad altre sostanze cheratolitiche o abrasive. In effetti oggi c anche un gran

proliferare di esfoliazioni, ad ogni livello. Insomma ipotizzavo, con la dottoressa Sparavigna, che forse un qualche ingrediente presente in maniera massiccia in cosmetici universalmente usati da moltissime donne quali ad esempio i fondotinta potesse, forse, avere un possibile ruolo nella genesi del poro dilatato. E le ho proposto di studiare gli effetti dei fondotinta sulla cute femminile. La Sparavigna ha prodotto il lavoro che segue. E, assumendomi in pieno la responsabilit di quello che scrivo, continuo ad ipotizzare (le ipotesi si basano su 25 anni di esperienza sul campo, o meglio sulla pelle delle donne, e sul bellissimo rapporto tra la cute femminile e i

Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

cosmetici e i belletti...). Che tra i responsabili dellepidemia del poro dilatato possano esserci i siliconi, utilizzati in modo massiccio per le loro strabilianti caratteristiche cosmetiche? Solo i siliconi, in effetti, sono ingredienti presenti in quasi tutti i fondotinta,

e la loro presenza aumentata moltissimo negli ultimi 20 anni... Che sulla lunga distanza possano creare qualche piccolo problema? Poich, come scrivevo, lipotesi del tutto personale, sarei estremamente felice non solo di confrontare le mie deduzioni cliniche, ma

anche di poter approfondire ulteriormente gli studi, sia con test clinici duso (o, meglio, lungo uso), sia con prove strumentali e fotografiche.

cio lo fanno scorrere meglio: ecco perch i fondotinta siliconici si spalmano cos bene); - alto grado di lubrificabilit e scorrevolezza specie su substrati organici (cio sulla pelle fanno il famoso "effetto rullante" tipico, imitato in natura solo dai fitosteroli contenuti in alcuni burri vegetali); - alta idrorepellenza (sono unti, e quelli che lo sono di pi vengono usati nelle creme mani barriera perch impediscono che

l'acqua arrivi alla pelle) - inerzia fisiologica (ovvero non sono assolutamente riconosciuti dal nostro organismo, non penetrano e non danno allergie; ci nonostante, sembra che il silicone, specialmente quello volatile, in effetti qualche problemino lo dia, ma non sono stati fatti ancora studi ufficiali al proposito). Le caratteristiche positive sono quindi parecchie, la pi strabiliante delle quali la gradevolezza

duso e di effetto finale del fondotinta. Ma si tratta di molecole che aderiscono per molte ore alla cute. Che spesso contribuiscono a tenere in sede altri ingredienti. Che possono (possono) dare qualche fastidio sulla lunga distanza. Non sarebbe ora di studiarne in modo pi approfondito gli efetti sul lungo termine?

I SILICONI NEI FONDOTINTA


Loredana Antoniazzi, Riccarda Serri

l silicone quasi onnipresente nei fondotinta; forse un 5% dei prodotti sul mercato non lo contiene. Ad un fondotinta si chiede di mantenere un aspetto opaco della pelle, di stendersi benissimo in strato sottile e di non asciugarsi immediatamente mentre si sta stendendo, pena il formarsi di macchie di colore non uniformi; deve inoltre rimanere stabile nel tempo e mantenere in sospensione i pigmenti, che sono sempre in polvere, e che difficile incorporare in un preparato perch tendono a non bagnarsi, da un lato, e dallaltro tendono col tempo a precipitare sul fondo del vasetto se il fondotinta fluido. Tutti questi problemi vengono risolti alla dai vari tipi di silicone in commercio. I siliconi emollienti pi usati (normalmente si trovano ai primi posti dellInci di quasi tutti i fondotinta) sono quelli ciclici (la loro struttura non a catena ma ad anello) e hanno la caratteristica di evaporare molto velocemente. Si trovano in Inci come cyclopentasiloxane, cyclohexasiloxane, cyclomethicone. Hanno un ottimo effetto rullante e setoso, si spargono in film sottilissimo senza ungere, dopo mezzora sono completamente evaporati, lasciando il resto della formulazione sulla pelle (pigmenti e altro) e permettono di ottenere un risultato opaco, non unto, no transfer. Leffetto finale sulla pelle com-

pletamente opaco, non sono olii che danno un aspetto lucido come quelli comunemente conosciuti. Un silicone pi pesante ed untuoso che non evapora il dime thicone; difficile trovarlo ai primi posti dellInci, di solito sta in mezzo, proprio per questa sua untuosit intermedia, che in alcune formulazioni magari destinate a cuti pi secche funzionale nel rendere meno asciutta la presenza di siliconi ciclici; quando presente da solo in piccola quantit agisce come antischiuma e rende il prodotto pi scorrevole, senza tuttavia avere parte importante nella formula, serve per non rendere il prodotto un pastone difficile da spalmare. Suo parente il cetyl dimethicone o lo stearyl dimethicone. Naturalmente, per creare emulsioni stabili e leggere come texture, anche gli emulsionanti usati saranno siliconici: i vari PEG/PPG 10/1 dimethicone, cetyl PEG/PPG 10/1 dimethicone, dimethicone copolyol servono proprio a questo ed aggiungono con la loro presenza un effetto ancora pi vellutato nei primi due casi, pi emollienteuntuoso nel terzo. Per disperdere in maniera efficace le polveri nel prodotto, aumentandone la bagnabilit, esiste il dimethicone/vinyl dimethicone cros spolymer, normalmente situato poco pi in basso della met dellInci, presente nel 20% dei pro-

dotti: si tratta di una materia prima in miscela con olii siliconici (infatti non si trova mai da solo come unico silicone della formula). Phenyl dimethicone, diphenyl dimethicone, phenyl trimethicone sono siliconi che hanno una maggiore compatibilit con altri lipidi naturali presenti in formulazione, e sono solubili in alcool; vengono usati spesso quando ci sono filtri solari in formula perch migliorano la reologia del prodotto e aumentano pure lSPF. Fornscono una base idrorepellente che migliora la dispersione e la spalmabilit sulla pelle delle polveri che costituiscono i filtri solari fisici. Danno un aspetto lucido quindi non sono compatibili con le formulazioni matt. I siliconi hanno: - propriet uniformi in un ampio intervallo di temperatura (quindi non si addensano col freddo e non diventano pi liquidi col caldo, non solo, non sono degradati col calore come la maggior parte degli olii vegetali); - bassa tensione superficiale (qundi abbattono lo schiuma, e spesso sono usati in minima quantit nelle creme per questa loro propriet, proprio per evitare le scie bianche mentre si spalma; aumentano la bagnabilit del prodotto in cui sono inseriti,

IPOTESI CONCLUSIVA ALLO STUDIO SUI FONDOTINTA ESEGUITO DA ADELE SPARAVIGNA


Riccarda Serri

o studio eseguito dalla dottoressa Sparavigna apre un ventaglio di ipotesi e prospettive molto interessanti, ed andrebbe approfondito valutando, con particolare attenzione, anche il tipo di fondotinta utilizzato, oltre che il tipo di cute su cui viene applicato. suggestivo il fatto che si sia potuta osservare una differenza tra chi fa uso di fondotinta e chi non ne fa uso.

Ma estremamente interessante potere valutare il dato riportato in maniera cos magistrale dalla Sparavigna attraverso le foto: i pori sono indubitabilmente pi dilatati. Secondo me, lo zampino delloverdose di siliconi ha un ruolo, ma la mia solo una ipotesi: per quanto interessante, solo una speculazione personale, per adesso.

Come detto, sarebbe auspicabile che questo lavoro desse il via a nuovi e pi approfonditi studi non solo sulla tollerabilit cutanea e sulle perfomances cosmetico-estetiche dei fondotinta, ma anche sui loro effetti a medio e lungo termine sulla cute.

SPRAY

Idratante ed emolliente con azione lenitiva-ristrutturante


CREMA

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con nanosilisomi e CM Glucano:

Nanosilisomi: Liposomi di dimensioni nanometriche (50 nm), allinterno dei quali viene caricato il nanosilicio. Il loro involucro costituito da Lecitina pura (FosfatidilColina), componente essenziale della membrana cellulare. La loro funzione quella di favorire la penetrazione del nanosilicio nellepidermide e fornire i lipidi cutanei utili a mantenere integra la barriera cutanea. Nanosilicio: Silicio ultracolloidale, le cui particelle sono talmente piccole da essere facilmente assorbite a livello cutaneo. Le sue azioni sono: favorire il ripristino della barriera cutanea, incrementare e/o ripristinare lidratazione cutanea, ridurre prurito ed arrossamento. CM Glucano:
Polisaccaride reso solubile mediante un processo di carbossimetilazione per essere utilizzato topicamente. Svolge unimportante attivit anti-radicali liberi, prodotti da radiazioni UV o da uno stato di infiammazione cutaneo.

Impiego: In tutti i casi di cute secca e/o atopica Riparazione danni da raggi ultravioletti Riparazione del danno di barriera cutanea Lenitivo nelle situazioni di alterata reattivit cutanea Come coadiuvante nel trattamento con cortisonici

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Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

ISPLAD 2 CONGRESSO INTERNAZIONALE DI DERMATOLOGIA PLASTICA


Milano 6-8 Marzo 2008 Fiera Milano Congressi (MIC)

DAL CONGRESSO ISPLAD 2008 - Abstract di alcune Lectures significative


BIORISTRUTTURAZIONE CON ACIDO POLILATTICO (Riccarda Serri) sul British Medical Journal un articolo in cui i risultati di una ricerca evidenziavano una serie di peculiarit nel volto dei fumatori di lunga data, quali colorito grigiastro, rughe profonde, tono rilassato. Tali effetti negativi sono comunque rimediabili e reversibili alla sospensione del fumo. Il tema di elevato impatto sociale, al punto che stato possibile organizzare, in collaborazione con il Comune di Milano, Assessorato alla Salute e Commissione Pari Opportunit, la LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) sezione di Milano ed allAssociazione Manager Italia, una campagna di sensibilizzazione di massa rivolta alle donne sullopportunit di migliorare le condizioni della loro pelle semplicemente smettendo di fumare. Una campagna, quindi, pensata in positivo cio sottolineando i benefici di smettere di fumare piuttosto che basata sul comprensibile allarmismo suscitato dal tema degli esiti devastanti del fumo sulla salute. Allarmismo che, tra laltro, non conduce ai risultati sperati in termini di lotta allabitudine al fumo. La campagna stata avviata attraverso tre giornate di visite dermatologiche gratuite offerte dallAssociazione Donne Dermatologhe Italia, al pubblico delle donne presso ununit mobile attrezzata a tale scopo in Piazza Duomo a Milano. Durante levento, sono state individuate circa 60 fumatrici che manifestavano la loro intenzione di abbandonare il vizio del fumo. Queste donne hanno seguito un percorso di valutazione dermatologica ma anche di sostegno psicologico e dietologico durato nove mesi, per aiutarle a smettere senza ingrassare, e contemporaneamente monitorare i benefici sulla pelle. Oggi, a esperimento terminato, sono disponibili i primi dati, supportati da documentazione fotografica. Davvero notevoli: senza alcun trattamento antiage ma solo spegnendo lultima cicca, le rughe marcate tra naso e bocca, i cosiddetti solchi nasogenieni, sono diminuiti nel 54% dei casi, nel 65% dei casi anche le linee intorno agli occhi si sono visibilmente ridotte e si potuto osservare un aumento generale di tono ed elasticit cutanea nel 57% e dellidratazione nel 62% dei casi. Ma il dato pi eclatante riguarda la luminosit cutanea, aumentata in maniera visibile nell85% dei casi. Vengono altres esposti i dati relativi allandamento dellet biologica della pelle durante i nove mesi di sospensione del fumo, calcolo reso possibile dallutilizzo di valutazioni strumentali non invasive quali torsiometria, spettrofotometria, profilometria delle rughe e misurazione della regolarit del microrilievo di superficie cutanea. DERMOCOSMETOLOGIA DELLA PELLE SCURA (Stefano Veraldi) Qualche anno fa stato aperto, presso il nostro Istituto, un ambulatorio per la diagnosi e la terapia delle malattie infettive, parassitarie e tropicali della cute. Questa iniziativa ci ha permesso, tra le tante opportunit, di visitare numerosi pazienti con pelle scura. La pelle chiara e quella scura presentano una diversa anatomia. Nellepidermide della pelle scura si riscontrano un film idro-lipidico di superficie pi ricco in acidi grassi, uno strato corneo pi compatto e spesso e melanosomi presenti anche nei cheratinociti dello strato corneo; i melanosomi, inoltre, sono dispersi e di maggiori dimensioni. Al contrario, non esistono differenze tra pelle chiara e pelle scura per quanto riguarda il numero, la distribuzione e la morfologia dei melanociti. Il derma e il sottocute non presentano differenze significative rispetto alla pelle chiara. Le ghiandole sebacee e sudoripare sono, nella pelle scura, pi diffuse, pi numerose, di maggiori dimensioni e ipersecernenti. I peli sono meno diffusi e presentano un fusto incurvato e spiraliforme, con una sezione di taglio appiattita ed ellittica. Le unghie non presentano differenze rispetto alla pelle chiara.

al 6 all 8 Marzo 2008 si svolger a Milano il 2 Congresso Internazionale di Dermatologia Plastica. Il Congresso sar articolato in relazioni di aggiornamento su argomenti di interesse collettivo e su tematiche specifiche, con simposi e sessioni ultraspecialistiche, tavole rotonde e corsi precongressuali di aggiornamento, a valenza eminentemente pratica. Specialisti italiani e i pi autorevoli Esperti internazionali presenteranno le loro pi recenti esperienze, acquisite tramite le pi moderne tecniche di ricerca e studio. Si parler dei nuovi progressi in dermocosmetologia, delle pi nuove tecnologie nel campo dei

laser, luce pulsata, radiofrequenza, led, ecc.., di nuovi peeling e filler; si far il punto sulla tossina botulinica, sui farmaci lipolitici iniettabili. Ma si parler anche di dermo-oncologia, di effetti collaterali da terapie estetiche, di management e problematiche legali legate alle terapie a scopo estetico. La sede congressuale, Fiera Milano Congressi, moderna e funzionale, permetter un confortevole e moderno svolgimento dei lavori e potr assicurare unampia area espositiva per prendere visione delle pi nuove strumentazioni e tecnologie dermocosmetologiche. Trovandoci al centro della citt gli accompagnatori potranno usufruire delle interessanti opportunit che una citt cosmopolita

come Milano pu offrire (musei, mostre, monumenti, shopping, ecc...). Sar un evento molto importante e da non perdere sia per chi vorr entrare nel mondo della Dermatologia Plastica sia per chi vorr aggiornarsi e confrontarsi. Per avere informazioni pi dettagliate sul Congresso ci si pu collegare al sito: www.congresso.isplad.org. Il PresidenteISPLAD Prof. Antonino Di Pietro

ORGANI DIRETTIVI
2 COMITATO SCIENTIFICO Ayala Fabio, Baspeyras Martine, Borroni Giovanni, Cappugi Pietro, Celleno Leonardo, Cervadoro Gregorio, Dahan Serge, Fabbri Paolo, Gall Jvon, Giannotti Benvenuto, Guarrera Marcella, Landi Giorgio, Leigheb Giorgio, Micali Giuseppe, Mulas Patrizio, Pace Joe, Parodi Aurora, Pigatto Paolo, Puddu Pietro, Rebora Alfredo, Steiner Denise, Tosti Antonella, Vena Gino Antonio. 2 COMITATO ORGANIZZATIVO Agnusdei Concetto Paolo, Agolzer Antonina, Antonaccio Francesco, Barba Annalisa, Basso Matteo, Borda Giuseppe, Brambilla Lucia, Bruno Francesco, Bucci Maria, Buttafarro Franco, Carmagnola Anna Luisa, Carrieri Giuseppe, De Pit Ornella, Di Lella Emanuela, Di Pietro Antonino, Ferranti Giulio, Ferrari Angelo, Fileccia Piera, Fumo Giuseppe, Galluccio Antonia, Izzo Giuseppe, Lanzaro Florindo, Lopreiato Raffaele, Lorenzi Sandra, Luppino Ivano, Malasoma Alda, Marciani Daniela, Massimino Daniela, Mattutini Gino, Mazzarella Francesco, Mercuri Santo Raffaele, Perosino Elisabetta, Porcu Guido, Ricciuti Federico, Romagnoli Marina, Romani Andrea, Scarcella Giuseppe, Serri Riccarda, Spano Gianpaolo. 2 SEGRETERIA SCIENTIFICA: ISPLAD (International-Italian Society of Plastic-Aesthetic and Oncologic Dermatology) Via Plinio, 1 - 20129 Milano Tel. + 39 02 20404227 Fax + 39 02 29526964 e-mail: organizzazione@isplad.org website: www.isplad.org 2 SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: Via Lucilio, 60 - 00136 Roma Tel. +39 06 35530.1 - 227 Fax +39 06 35530.268 e-mail: isplad@gruppotriumph.it website: www.gruppotriumph.it

ISPLAD 2 Congresso Internazionale di Dermatologia Plastica PROGRAMMA PRELIMINARE

Lacido polilattico (PLLA, Poly-LLactic Acid), ricostituito con acqua sterile iniettabile da un minimo di unora a un massimo di qualche giorno prima dellutilizzo, va iniettato in sede di derma profondo-ipoderma con tecniche differenziate rispetto ai classici fillers riassorbibili. Con il PLLA occorre infatti trattare lintero distretto da correggere, e non la singola ruga, per ottenere la correzione sia dellatrofia ipodermica senile e iatrogena, sia dellinvecchiamento gravitario, della ptosi, della perdita dei volumi (correzione, modellamento ed effetto tensore per neocollagenogenesi dei contorni del volto, della regione zigomatica, e, della regione periorale e mentoniera). Il ringiovanimento da PLLA potrebbe essere definito da fibrosi controllata: il PLLA definito anche un Dermal Stimulatory Device. Si discuter del miglioramento e dellampliamento delle tecniche di impianto, suggerite da 7 anni di esperienza con tale biopolimero riassorbibile e biodegradabile. E si parler della prevenzione e gestione di eventuali effetti secondari indesiderati come noduli precoci e tardivi (a partire dalla corretta selezione dei pazienti, fino alla gestione di noduli tardivi). Si discuter dellabbinamento di PLLA e di acido ialuronico, a seconda dei distretti del volto da trattare e del tipo di rugosit presenti. SMETTERE TI FA BELLA RISULTATI DI UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE DI MASSA CONTRO IL TABAGISMO A MILANO (Adele Sparavigna, Riccarda Serri) Il volto dei fumatori porta segni inequivocabili, racchiusi nella definizione di smokers face, coniato nel 1985 dal medico inglese Douglas Model, che ha pubblicato

Milano 6-8 Marzo 2008


Fiera Milano Congressi (MIC)

La Segreteria scientifica e la Segreteria organizzativa si riservano il diritto di apportare al programma tutte le variazioni che dovessero essere necessarie per ragioni tecniche e/o scientifiche.

ORGANI DIRETTIVI
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Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

Volume 6 Numero 1 Gennaio-Febbraio 2008

Considerata nel complesso, la pelle scura si differenzia da quella chiara fondamentalmente per il colore, dovuto alla particolare anatomia dei melanosomi. Questa diversa anatomia presuppone una diversa fisiologia, che condiziona una diversa incidenza e/o presentazione clinica delle malattie con espressivit cutanea. Si pensi, nel primo caso, alla rosacea (meno frequente su pelle scura) e alla vitiligine (pi frequente su pelle scura); nel secondo, alleritema: tutti i dermatologi sanno che su pelle chiara leritema appare come un arrossamento, di colore variabile dal rosa al rosso acceso, che scompare alla digitopressione, ma non tutti i dermatologi sanno che su pelle scura leritema appare di colore grigiastro. La diversa presentazione clinica delle malattie su pelle scura necessita di una sorta di revisione critica, da parte del dermatologo, della metodologia di lettura delle malattie cutanee. Il dermatologo si trova nuovamente a dover affrontare il problema della morfologia delle lesioni sulla pelle che gi da tempo era abituato a considerare come acquisite e definite. Si avr quindi un ritorno alla clinica pura, intesa come osservazione e classificazione di quadri dermatologici noti, ma con presentazioni cliniche nuove o atipiche: a questo fenomeno stato dato il nome di sindrome di Salgari 2. Inoltre, da ricordare che le malattie che si osservano su pelle scura si osservano anche su pelle chiara: non esistono quindi malattie cutanee specifiche della pelle scura. Un altro aspetto interessante emerso negli ultimi anni quello legato, per usare un termine impegnativo, allintegrazione. Molto semplicemente, individui con pelle scura che nel recente passato si recavano dal dermatologo per una malattia, oggi lo consultano spesso per problematiche cosmetologiche. Il passaggio da una domanda medica a una domanda cosmetologica non altro che una spia dellintegrazione di una cultura in unaltra. Nella nostra esperienza, le pi frequenti richieste da parte di soggetti con pelle scura riguardano la

diagnosi e la terapia dellacne, delle follicoliti, delle alterazioni della pigmentazione (dalla vitiligine al melasma), delle alterazioni della cicatrizzazione (cicatrici ipertrofiche e cheloidi) e delle alopecie (spesso causate da traumatismi chimici, termici e meccanici). Il dermatologo italiano si deve quindi adeguare, in tempi brevi, con una nuova cultura a una nuova realt sociale. FOSFATIDILCOLINA ED ADIPOCITA (Delia Colombo) La fosfatidilcolina un fosfolipide che il maggiore costituente della membrana cellulare. La fosfatidilcolina anche conosciuta come 1,2-diacil-:ussn:ue-glycero-3fosfocoline, PtdCho e lecitina. Il termine lecitina ha differenti significati quando viene usato in chimica e biochimica piuttosto che commercialmente. Chimicamente la lecitina la fosfatidilcolina. Commercialmente si riferisce ad una mistura naturale di lipidi neutri e polari. Fosfatidilcolina, che un lipide polare, presente nella lecitina commerciale in concentrazione dal 20% al 90%. Molti dei prodotti commerciali di lecitina contengono circa il 20% di fosfatidilcolina. La fosfatidilcolina importante per la composizione della membrana cellulare e per ripararle. anche la maggiore forma di trasporto della colina. La colina il precursore del neurotrasmettitore dellacetilcolina. La fosfatidilcolina implicata nell export delle verylow-density lipoprotein. Il ruolo della fosfatidilcolina nel mantenere lintegrit delle membrane cellulari vitale per tutti i processi biologici di base. Questi processi sono: il flusso di informazioni allinterno delle cellule dal DNA e RNA alle proteine; la formazione di energia cellulare e la comunicazione intracellulare o segnale di trasduzione. La fosfatidilcolina, in particolare quella ricca di acidi grassi poliinsaturi, ha un effetto marcato di fluidificazione sulle membrane cellulari. Una diminuzione nella fluidificazione delle membrane cellulari e la rottura delle stesse, cos come il

fallimento dei processi di riparazione, associata con molte malattie che includono le patologie epatiche, le neurologiche, vari tipi di tumori e la morte cellulare. La fosfatidilcolina viene da oltre 50 anni utilizzata in medicina come farmaco per una lunga serie di patologie, non ultime anche per le sue propriet anti colesterolo e anti trigliceridi. Lazione si esplica attraverso la emulsificazione naturale dei grassi, con la loro eliminazione per conversione in energia. Per questo motivo da pi di 10 anni utilizzata con iniezioni sottocutanee come potente lipolitico. Si suppone che il medicamento penetri negli adipociti attraverso il doppio strato lipidico, agendo come agente emulsificante/ tensioattivo. La modificazione dei lipidi, indotta dal farmaco, dovuta alla trasformazione in prodotti idrosolubili. Ci porta alla loro eliminazione perch non compatibili con il contenuto liposolubile della cellula adipocitica. Tuttavia, fino ad ora non completamente chiaro il completo meccanismo dazione della fosfatidilcolina sui depositi di grasso.. COSMETOLOGIA MASCHILE (Luigi Mario Rigano) Il nostro primo impatto con le persone visivo. Un aspetto gradevole essenziale per migliorare la comunicazione sociale. Un cambiamento comportamentale che ha influenzato ormai entrambi i sessi, e aumentato luso dei cosmetici, anche se gli uomini sono ancora riluttanti a usare prodotti per la cura della pelle. Tuttavia, una serie di fattori sociali sta conducendoli verso ladozione di programmi di mantenimento e trattamento cosmetico. Ad esempio, il fare ginnastica regolarmente nelle palestre e centri benessere. Oppure, lesigenza di accurate attenzioni per la pelle che invecchia, in una popolazione in cui un terzo ha pi di 60 anni, non pi epoca di riposo sociale e sentimentale. Infine, la competizione professionale con le giovani generazioni, che impone inoltre occasioni di confronto basate anche sullapparenza. Tutto ci ha portato anche gli uomini a ricorrere in

modo programmato alluso di creme e lozioni. Lindustria cosmetica si prontamente adeguata a questo nuovo mercato (aveva cercato di alimentarlo gi da molti anni) con prodotti specifici e strumenti di comunicazione adeguati. Nuove formule in contenitori specialmente disegnati per attrarre gli uomini, senza attentare al concetto di mascolinit. Gli uomini sono pi interessati alle soluzioni (offerte dal prodotto cosmetico nel suo complesso) dei problemi cutanei che al particolare ingrediente attivo, di cui non possiedono, per ora, la cultura. Ma sappiamo se la pelle degli uomini talmente differente da richiedere prodotti specifici di trattamento? Gli studi in proposito sono pochi. In dermatologia, le patologie cutanee sono pi o meno egualmente distribuite tra i sessi,

con la sola eccezione dellallergia al nickel, pi frequente nelle donne che indossano bigiotteria. Tuttavia, la pelle maschile sana possiede differenze particolari che meritano cosmetici su misura. Innanzitutto, il pH cutaneo, mediamente pi acido di quello femminile. Secondariamente, lo strato corneo, che ha maggiore spessore e la diffusione degli attivi in profondit ridotta. Poi, linfluenza ormonale che quasi costante invece che ciclica, ed ha effetti prolungati sia sulla struttura e vita media dei capelli che sullattivit delle ghiandole sebacee. Ancora, lelevato numero di ghiandole pilifere, che agisce da imbuto alla penetrazione di ingredienti in certe zone. Infine, la rasatura regolare, che causa un frequente rinnovamento della pelle del viso e pu facilitare le irritazioni.

Tutte queste caratteristiche richiedono strategie formulative specifiche e bilanciate, che devono sempre considerare il ruolo sociale degli uomini e la loro percezione del mondo dei cosmetici. Nel campo dei veicoli cosmetici nuove materie prime sono apparse e destinate soprattutto al trattamento maschile: oli emollienti a buona massaggiabilit e distribuzione, non untuosi, trasparenti e incolori, come i polideceni idrogenati o lolio di schiuma dei prati, stanno sostituendo ormai gli oli minerali e vegetali tradizionali. Intanto, dopo avere criticato tanto i prodotti anti-cellulite, il mondo maschile si fa affascinare sempre pi da quelli per scolpire gli addominali, dalle lozioni facciali scrub e da generose dosi di autoabbronzanti.

ANCORA LUREA?
Stefano Veraldi
Istituto di Scienze Dermatologiche, Universit di Milano, Fondazione I.R.C.C.S., Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, Milano

l successo di una linea di prodotti italiani a base di urea ci ha spinti a ristudiare questa molecola. Lurea (carbamide o diamide dellacido carbonico o amide dellacido carbamico) stato il primo composto organico sintetizzato in laboratorio (precisamente da Whler, nel 1828). La sintesi dellurea si ottiene per reazione tra anidride carbonica e ammoniaca. Lurea si presenta sotto forma di cristalli prismatici, singoli o aggregati, semi-trasparenti o bianchi, inodori e stabili allaria. Lurea solubile in acqua e in alcol a 90, mentre insolubile in etere e in cloroformio. Inoltre, decomposta dagli alcali. La degradazione dellurea influenzata dal pH e dalla temperatura: in ambiente neutro o basico e ad alte temperature, lurea si decompone liberando idrossido di ammonio. Questa sostanza pu essere responsabile di una dermatite irritativa, caratterizzata da eritema,

xerosi/ desquamazione, prurito e bruciore, che si pu talvolta osservare quando lurea applicata ad alte concentrazioni e in occlusiva. Linstabilit dellurea pu essere ridotta aggiungendo acido lattico: per ottenere una stabilizzazione ottimale, necessario miscelare lurea allacido lattico secondo i seguenti rapporti: - parti 1 di urea e 0.25 di acido lattico, oppure - parti 1 di urea e 0.5 di acido lattico. Lassorbimento dellurea dopo applicazione topica dipende dalla concentrazione e dallarea su cui applicata la sostanza: maggiore la concentrazione, maggiore lassorbimento; inoltre, lassorbimento maggiore alle grandi pieghe. Tuttavia, nel complesso, lassorbimento modesto, essendo compreso tra lo 0.1 e l1%. Lurea completamente eliminata con le urine.

Lurea si pu utilizzare a concentrazioni comprese tra il 3 e il 50%; tuttavia, le concentrazioni inferiori al 10% sono poco utilizzate perch scarsamente efficaci. Lurea quindi attiva a concentrazioni comprese tra il 10 e il 50%. Al 10-15% lurea un idratante, perch trattiene acqua nellepidermide, soprattutto nello strato corneo. A concentrazioni superiori al 15%, lurea un cheratolitico. Questa azione si esplica mediante la lisi della sostanza cementante e, soprattutto, mediante la denaturazione e la solubilizzazione delle proteine, in particolare le cheratine: ci si verificherebbe per rottura dei ponti idrogeno. Lazione cheratolitica stata sfruttata per il trattamento di malattie caratterizzate da xerosi, desquamazione e ipercheratosi, come la psoriasi volgare, le ittiosi (ereditarie e non), le cheratodermie palmo-plantari (ereditarie e non), la pityriasis rubra pilaris, la dermatite atopica, la cheratosi pilare, gli eczemi cronici, le neurodermatiti e la

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xerosi senile. Lazione cheratolitica massima alla concentrazione del 40-50%. A queste concentrazioni lurea pu anche essere utilizzata in occlusiva, associata alla vaselina e/o a un antimicotico, per lavulsione delle lamine ungueali. Lurea, a una concentrazione uguale o superiore al 10%, anche un batteriostatico nei confronti dei batteri Gram-positivi, soprattutto Staphylococcus sp. Allazione batteriostatica sarebbe legato il noto effetto deodorante dellurea. Lazione fungistatica si estrinseca soprattutto nei confronti dei dermatofiti, mentre scarsa o nulla nei confronti dei lieviti e delle muffe. Infine, lurea spesso utilizzata come veicolo per favorire lassorbimento di vari farmaci, tra cui, soprattutto, i corticosteroidi e gli antimicotici, ma anche, per esempio, lacido salicilico.

Lazione antipruriginosa e anestetica indiretta, essendo legata alleffetto emolliente: noto che il prurito e il bruciore diminuiscono riducendo la xerosi e la desquamazione. Lurea responsabile di effetti collaterali locali rarissimi, lievi e transitori. La dermatite allergica da contatto eccezionale. Eccezionali sono anche le dermatiti fotoallergiche e fototossiche da contatto, a conferma del fatto che i prodotti che contengono urea possono essere utilizzati con sicurezza anche destate. Come riferito precedentemente, lidrossido di ammonio, metabolita dellurea, pu raramente causare una dermatite irritativa da contatto caratterizzata da eritema, xerosi/desquamazione, prurito e bruciore. Ci si verifica quando lurea applicata ad alte concentrazioni e in occlusiva. Questa dermatite regredisce spontaneamente in alcuni giorni.

Non sono stati fino a oggi descritti casi di effetti collaterali sistemici causati dallurea dopo applicazione topica. A conferma di questo, stato dimostrato che la somministrazione di 15 mg/die per os di urea non ha causato effetti collaterali (lurea si pu mangiare!, diceva il Professor Caputo). Infine, non sono mai state descritte alterazioni di laboratorio causate dallurea dopo applicazione topica.

Notizie dalla Letteratura Internazionale e dai Congressi I contributi editoriali dei Lettori vanno inviati a:
artcom@artcomsrl.it NATO UN SEVERITY INDEX ANCHE PER LA DERMATOMIOSITE Gli autori ci propongono in questo articolo un sistema per assistere il clinico che diagnostica una dermatomiosite, in modo che possa stabilire il grado di severit della malattia nel modo pi oggettivo possibile. Nello stabilire e nel validare questo indice di severit sono state considerate le caratteristiche cliniche della malattia (ulcerazione, poichiloderma, prurito) e la qualit di vita del paziente affetto da dermatomiosite. Oltre ad assistere il medico nella diagnosi questo indice pu anche essere utilizzato nei trials clinici. - (C.L. Carroll, W. Lang, B. Snively, S.R. Feldman, J. Callen, J.L. Jorizzo. Development and validation of the Dermatomyositis Skin Severity Index. Br J Dermatol 2008; 158: 345-350). Matilde Iorizzo - Bologna/Milano I RISCHI DELLA COSMESI UNGUEALE Ancora una volta un articolo sui rischi della cosmesi ungueale. Questa pratica sempre pi diffusa nonostante ripetute volte sia stato sottolineato quanto possa essere dannosa per le unghie. Anche un semplice manicure, quando troppo aggressivo, pu danneggiare le unghie e i tessuti periungueali. Pochi si ricordano, infatti, che le cuticole non vanno mai tagliate, ma solo spinte prossimamente, e che non bisogna abusare dello smalto perch il solvente usato per toglierlo disidrata la lamina ungueale. I danni che possono derivare vanno da semplici infezioni a distrofie permanenti della lamina ungueale. Quando entrano in campo le unghie finte, le unghie scolpite e le decorazioni ungueali gli allergeni che possono provocare dermatite da contatto, sia locale che a distanza, sono numerosi. La resina toluen-sulfonamidica, gli acrilati e i cianoacrilati sono gli allergeni pi comuni, ma spesso si incontrano anche formaldeide e idrossido di potassio. Il personale dei saloni di cosmesi ungueale ovviamente il pi esposto alle allergie dato che alcuni allergeni possono causare anche dermatiti trasmesse per via aerea. Recentemente sono state inoltre stabilite regole molto strette nei confronti del personale sanitario che assolutamente non deve sfoggiare unghie lunghe, finte e decorate in quanto veicolo di germi. - (W.R. Heymann. Nail cosmetics: Potential hazards. J Am Acad Dermatol 2007; 57: 1069-1070). Matilde Iorizzo - Bologna/Milano VITAMINA D, SOLE, BENESSERE E MORTALIT.
LA TERAPIA CON VITAMINA D RIDUCE LA MORTALIT

Bibliografia
Leigheb G: Terapia galenica in dermatologia. Roma, 1987. Cervadoro G, Cervadoro E, Semeraro RM: Azione cheratolitica di una crema cosmetica emolliente. G Ital Dermatol Venereol 2003; 138: 507-11.

BIO-PERFORMANCE INTENSIVE SKIN CORRECTIVE PROGRAM La funzione barriera assicurata quando lepidermide possiede una differenza di potenziale di - 11 mV. Un ruolo essenziale svolto dalla concentrazione degli ioni calcio e magnesio presenti sotto il corneo e dal loro rapporto 2:1. Gli ioni calcio controllano lestrusione dei lipidi dai corpi lamellari, quelli magne-

sio, come Shiseido ha scoperto, ne facilitano lo spostamento e lallineamento ordinato tra le cellule. La carica della cute dipende dai cheratinociti metabolicamente attivi dello strato granuloso: quando invecchiano non sono pi in grado attivare la pompa ionica e l efficienza della funzione barriera si riduce. Ne deriva un incremento delle microflosi cutanee che riducono ulteriormente il metabolismo dei cheratinociti. Per interrompere

questo circolo vizioso della cute che sta invecchiando, Shiseido ha realizzato Bio-Recharger MC, un complesso a base di sali di Calcio e Magnesio. Fornendo gli ioni Calcio e Magnesio nella proporzione ottimale 2:1, normalizza subito la differenza di potenziale e la funzione barriera. Lacido Bio-Ialuronico Super e lEstratto di Foglie di Ciliegio aumentano lidratazione contribuendo cos ad un ripristino ottimale della fisiologia cutanea.

Key words: vit. D, mortalit, malattie croniche La relazione tra carenza di vitamina D (vit. D) e rachitismo un dato acquisito accanto al quale si sta consolidando un ruolo non tradizionale della vit. D rispetto a diverse patologie croniche come le malattie cardiovascolari, il diabete e le neoplasie che da sole sostengono, nei paesi ad alto reddito, il 60-70% della mortalit totale in soggetti di et 50 anni(1). In diverse popolazioni i livelli di vit. D, preormone che viene normalmente prodotto nella pelle quando i raggi UVB attivano la conversione del 7-deidrocolesterolo, sembrano inadeguati per il mantenimento di uno stato di

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salute ottimale. Studi ecologici ed osservazionali hanno evidenziato che il tasso di mortalit per malattie croniche tanto pi grande quanto maggiore la distanza dallequatore delle popolazioni studiate e che la sopravvivenza dei soggetti con malattie cardiovascolari o neoplastiche (polmone, mammella, colon ecc) risulta pi elevata quando la diagnosi formulata nei mesi estivi rispetto ad altri periodi stagionali(2, 3). Queste evidenze rendono ipotizzabile un nesso di causalit tra le variazioni della sintesi di vit. D e la mortalit per patologia cronica. Dati biologici hanno confermato la presenza dei recettori della vit. D in vari organi. La 1 ,25 idrossivitamina D3 (calcitriolo) in grado, attraverso lattivazione recettoriale, di indurre la differenziazione, inibire la proliferazione cellulare e langiogenesi, che rappresentano meccanismi peculiari della cancerogenesi, ma altrettanto coinvolti nelle malattie cardiovascolari. Una metanalisi condotta dai ricercatori dellInternational Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione e dellIstituto Europeo Oncologico (IEO) di Milano e pubblicata sugli Archives of Internal Medicine ha identificato 18 studi randomizzati, controllati, indipendenti che hanno valutato limpatto della supplementazione con vit. D sulla mortalit per ogni causa di 57.311 soggetti. I gruppi di pazienti studiati erano complessivamente sani, anche se molti dei trial studiavano soggetti ad alto rischio di fratture. La compliance variava dal 47,7 al 95%. I dosaggi di vit. D differivano da 300 a 2000 UI/die, con una dose media corretta di 528 UI/die. In 9 trial stata misurata la concentrazione serica di calcitriolo che nel gruppo di intervento variava da 1,4 a 5,2 volte rispetto ai controlli. Sono state identificate 4777 morti

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durante un follow up medio corretto per la grandezza dei trial di 5,7 anni. Gli individui randomizzati per la supplemetazione con vit. D presentavano una riduzione di mortalit del 7% significativa per ogni causa (RR = 0,97 IC95% 0,77-0,99) che, nei gruppi di intervento, non subiva variazioni per lassociazione di terapia con calcio. Nonostante tutte queste differenze non stata rilevata eterogeneit tra gli studi (p = 0,52) o bias di pubblicazione (p = 0,77). I motivi per cui la vit. D pu ridurre la mortalit per tutte le cause non sono chiari. Diversi trials hanno studiato soggetti anziani fragili ad alto rischio di cadute e fratture non traumatiche. In questi casi la vit. D aumenta la stabilit posturale e riduce lincidenza di fratture del 22% permettendo di evitare una caduta per 15 soggetti trattati. Questo effetto per non pu essere messo in relazione con la mortalit ridotta del 7%, poich il trial Womens Health Iniziative(4) da solo rappresenta pi della met dei partecipanti presi in considerazione nella

metanalisi e include donne giovani con bassa probabilit di morire per una caduta. Gli effetti pleiotropici extra-scheletrici del calcitriolo, mediati attraverso lattivazione dei recettori della vit. D e implicati nel ridurre laggressivit dei processi neoplastici e lespansione delle lesioni ateromasiche, potrebbero essere anche coinvolti nella riduzione di mortalit indotta dalle statine attraverso un aumento dei livelli di vit. D e di stimolazione di recettori analoghi. Questi e altri aspetti dello studio hanno permesso agli autori di affermare che: - la terapia con dosi convenzionali di vit.D associata ad una riduzione di mortalit; - la relazione tra lo status iniziale di vit. D, le dosi terapeutiche e la mortalit totale sono oggetto di ulteriori studi; - necessario confermare questi dati con un trial di popolazione randomizzato controllato in soggetti 50 anni della durata di almeno 6 anni che abbia come end point primario la mortalit totale.

Quindi, in un corpo di evidenze che associano numerosi ed eterogenei problemi di salute con la carenza di vit. D, questa metanalisi fornisce al medico uno stimolo ulteriore per identificare, prevenire e trattare questa condizione. - Autier P, Gandini S Vitamin D Supplementation and Total Mortality Arch Intern Med. 2007; 167: 1730-7. Riccarda Serri - Milano

Bibliografia
1. National Center for Health Statistics Center for Disease Control and Prevention october 04, 2007. 2. Grant WB Ecological studies of solar UVB radiation and cancer mortality rates Recent Results Cancer Res. 2003; 164: 371-7. 3. Zitterman A et al. Putting cardiovascular disease and vitamin D into perspective Br J Nutr. 2005; 94: 483-92. 4. Jackson RD et al. for the Womens Health Initiative Investigators Calcium plus Vitamin D Supplementation and the Risk of Fractures N Engl J Med 2006; 354: 83.

La missione SkinCeuticals migliorare laspetto della pelle e combattere le cause principali dellinvecchiamento cutaneo. Trattamenti ad alta concentrazione di attivi in forma pura e assorbimento percutaneo ottimale, formulati per prevenire e correggere i segni dellinvecchiamento naturale e ambientale (UV, inquinamento, fumo).

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