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NUMERO UNO

LAPERIODICO DI ZAMMARA

OTTOBRE 2012

Astrolabio
Un invito ad orientarsi attraverso la discussione
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rubrica dedicata agli interventi dei lettori che vogliono esprimere opinioni su argomenti di attualit, politica e cultura
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A partire dalla fine degli anni 70 ad oggi , si assistito ad un progressivo e costante declino delle forme di adesione allattivit politica dei partiti. Iscriversi ad un partito, simpatizzare per esso o esprimere il proprio convincimento di appartenenza attraverso un pieno attivismo politico, sembrano oramai lontane pratiche di un epoca andata e di cui rimane solamente il ricordo. A tale disaffezione si aggiunta, tra laltro, la sfiducia nei confronti delle istituzioni, con il risultato che oggi la nostra societ attraversata da un clima di generale incertezza e apatia. E tutto ci ha coinvolto in maniera preponderante soprattutto i giovani. Anche qui a Scordia. Ma esistono ancora delle buone ragioni per fare politica e per impegnarsi in prima persona? Di seguito due diversi punti di vista da parte di due giovani scordiensi.

Affacciarsi al mondo della politica


Il declino che essenzialmente imputiamo ai partiti dovrebbe consistere nella scollatura che essi stessi presentano dalle problematiche reali del Paese. Pi i partiti si sono chiusi in se stessi, pi si manifestata la necessaria conseguenza dellaumento della disuguaglianza sociale, per il semplice fatto che sono cambiate priorit di intervento. Di fronte a questi gruppi di potere, a queste oligarchie utilit ar ist iche, la maggior par t e dellopinione pubblica, per lo stato di ignoranza causato dallomissione voluta dei fatti grazie a un degradamento della funzione dei media e dello stato di informazione, caduta in un pozzo, offuscata da menzogne e da omissioni. Nel tempo,

di Tommaso Cappellano
famigerate fondazioni, fra essi e la scelta di incarichi nella pubblica amministrazione, e via dicendo), ma ha finito per allontanare per lo sconforto sempre pi gente, tanto da sapere al giorno doggi quanto sia elevata la percentuale di astensione dal voto in Italia. Lo strumento partito, pi che da ottimale e dinamico sentore del popolo atto a raccogliere le loro suppliche, si rivelato un carrozzone, una carcassa di interessi con sicura entrata per una pronta partizione. Le conseguenze politiche dopo anni di semina con tanto di veleni, sono dei frutti che oggi assaporiamo appena, ma che fra un paio di anni causeranno indigestioni non indifferenti. Continua a pag 2

questo particolare andazzo latente avrebbe generato primariamente rabbia e secondariamente totale disinteresse nei confronti di chi si occupa della gestione della cosa pubblica. Mentre la dialettica tra i partiti si risolveva ad accordi fra gruppi ristretti di potere, cresceva il malcontento verso la politica nel suo insieme. Lopera degenerata dei partiti sempre in espansione, in linea di massima nel periodo preso qui in riferimento (da Mani pulite ad oggi), configurandosi come gestione e spartizione di fondi pubblici e sconfessione di ideali che andavano a farsi benedire, riusciva non solo ad allargare a macchia dolio il suo raggio dazione (come lintreccio fra essi e le

Politica e giovani: due mondi ancora troppo lontani


Da parecchio tempo oramai limmagine dei giovani quella del disagio: incertezza per il futuro, precariet psicologica, ricerca di spazi espressivi autonomi. Si estende la cultura dellestraneit, per cui si pu stare dentro il sistema ma vivere con la testa altrove, con giganteschi vuoti di memoria, dove ci si sente vivi solo negli spazi e nelle pratiche alternative. Sono venuti meno nel tempo le figure e i luoghi di mediazione tra bisogni individuali e proposte della collettivit, c grande incertezza nelle famiglie, nelle scuole, nella vita associativa, su quali valori e mete proporre ai giovani, e sovente si interpreta lazione educativa come semplice accompagnamento, senza far maturare proposte. Con lavvicinarsi delle ultime elezioni politiche abbiamo potuto notare come tutti i mass media abbiano dato sempre maggior spazio alla pagina politica, dando risalto alle opinioni di ciascuno schieramento e cercando cos di informare e di orientare gli italiani verso la scelta pi opportuna. Nonostante ci bastava uscire per la strada e fare quattro chiacchiere con la gente per capire come le questioni politiche del nostro Paese hanno avuto come maggiore effetto la diffusione di un clima di malcontento, disillusione e incertezza, evidente soprattutto tra la popolazione giovanile. In passato dalla sfera politica si attendeva la soluzione e la risposta a tutti i problemi sociali,

di Salvo Compagnino
ma la politica, e in particolare i suoi uomini, sono risultati impari alle aspettative, di qui la delusione sopravvenuta per chi nella politica aveva riposto ogni speranza. Da numerosi studi condotti sulla popolazione italiana, emerge come i ragazzi di et compresa tra i diciotto e i trentacinque anni, qualsiasi sia il ceto sociale cui appartengono, avvertono chiaramente tutti i difetti della nostra societ e si sentono ricordati dai politici solo durante le campagne elettorali, aspetto questo che non crea in loro (me incluso) nessuna passione per i partiti e alimenta una crescente insofferenza per la lentezza dei tempi e lincapacit di azione. Continua a pag. 4

Affacciarsi ...

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Io qualche anticorpo negli anni universitari, che tuttora vivo, lho ricevuto e continuo a riceverlo, e non credo che negli anni a venire vivremo tempi migliori di quelli del ventennio che ha preceduto tutti noi. Non sapendo se il postberlusconismo sar meglio del periodo che lo precede, dal periodo che lha generato, io potrei solo essere in grado di riconoscerne il germe di tale impostura e saprei dove andare a operare per correggerla, avendo deciso di munire pi gente possibile di anticorpi. In questo finto scontro tra oligarchie, andando ora a scavare sulla questione, il modo di vivere la democrazia nel suo insieme che stato soverchiato dal populismo delle destre, che stravolgendo i cardini dellagire politico ha travolto infine lo spirito democratico. La crisi adesso, pi che da additare al partito come strumento, assume contorno pi delineato ma di pi ampio respiro: il partito solo la superficie di una crisi ben pi profonda. Pensare diversamente, starebbe significando che lo strumento viene prima di chi lo usa, e non cos. Distinguendo infatti tra un uso e un abuso che se ne potrebbe fare di esso, ci risulta cosa fondamentale per chi crede che la decadenza morale non dipenda essenzialmente dagli strumenti offertici dalla Costituzione, in quanto ogni forma di raggruppamento ottiene un senso dal giusto uso che di esso se n fa nel rispetto delle regole democratiche. Bisognerebbe quindi prima di tutto ricostituire un tessuto culturale e morale, con ogni mezzo possibile, e da qui deriva linconsistenza della critica a priori dei puristi senza anima. Laffermazione e la rifondazione della democrazia dovrebbero passare necessariamente dalla rifondazione dei partiti politici stessi, perch a oggi, non credo vi sia modalit di rappresentanza migliore di quella partitica che possa assicurare una dialettica definita. E evidente che a un mancato rinnovamento della forma dei partiti, la risposta potrebbe essere duplice: aumento dellastensione dal voto o nascita di movimenti senza una chiara identit. Di fronte a questi scenari, chiaro come alla crisi culturale, aggiungendosi quella economica, il connubio potrebbe essere fatale, come la storia ci insegna. Ritengo necessario quindi pensare che di fronte ad una molteplicit di strumenti, bisognerebbe scegliere quello che pi consono allazione che siamo chiamati a compiere, ossia alla ricostruzione delle dinamiche e

delle virt democratiche, perch lindividuo che ha perso se stesso nella democrazia, con ogni punto di riferimento correlato. Stare in un posto che non gli compete, svolgere compiti ai quali non pu attendere sono questi i pensieri che sovvengono osservando esponenti della politica locale e nazionale, senza

distinguo, che si avvalgono della forza dei numeri. Vedere allopera nella pi generale arroganza questi ingiusti al potere, per dirlo con Platone, insano spettacolo dal doppio abuso: sia dello strumento partito che della forma democrazia. Questo doppio abuso, a sua volta, porterebbe a due conseguenze: da un lato lallontanamento consapevole di persone che ritenendosi immuni si chiudono nella sfera della cultura e dellarte, manifestando una quasi ascetica e individuale superiorit, come se gli ef-

Laffermazione e la rifondazione della democrazia dovrebbero passare necessariamente dalla rifondazione dei partiti politici stessi
fetti dellazione politica non potessero mai avere ripercussioni sulla sua vita; dallaltro lato, persone che non si sentono pi rappresentate in senso generale lasciano fluire il loro pensiero in un mare di disinteresse, ma svendendosi ipocritamente al migliore offerente politico di turno,volgendosi allastensione o al voto a piacimento. Nella nostra cittadina accaduta in proporzione una cosa simile, in quanto viviamo la societ che risultato venuto fuori dallindifferenza da un lato di coloro che, pur avendo consapevolezza di ci che accadeva, sono rimasti immo-

bili nel loro autocompiacimento, e dallaltro da coloro che hanno pensato sempre e solo a se stessi, non avendo consapevolezza per di ci che accadeva. Trovandoci una lacuna culturale ed economica non di poco, lambizione di oggi dei simulatori protagonisti passati non pu che suscitare il riso. Abituarsi al peggio di chi non ci rappresenta il male peggiore che possa capitare oggi! Durante e dopo lesperimento del volantino di informazione Maieutica, forse un passo affrettato ma che non escludo possa essere ripercorso a breve, ho preso atto che vivevo poco la democrazia. La democrazia un tempio a tre colonne dove linformazione solo una di esse per realizzare la libert dellindividuo. La mia azione rimaneva quindi amputata riguardo la cultura e il laPietro Scuderi voro, le colonne restanti. Cultura, lavoro e informazione sono i pilastri sui quali la democrazia si sorregge e dedicarsi solo allazione di sensibilizzazione attraverso linformazione era ai miei occhi poca cosa per dare risposta decente alla nostra circostanza. Impegnarsi in prima persona per creare un luogo favorevole in ambito politico fu il passo seguente, una conseguenza logica che trov piena concretezza. E da dove bisognava ripartire? La risposta venne a me offerta dallesperienza della campagna referendaria riguardante la difesa dellacqua come bene pubblico, contro il nucleare e il legittimo impedimento. Dalla discussione, anche casa per casa, intrapresa per sensibilizzare i cittadini su questioni cos delicate, emerse da un lato il totale sconforto e disaffezione di questultimi nei confronti della politica, ma dallaltro affiorava dalle loro parole la speranza di rinnovare la fiducia in uomini e idee sincere e credibili. E nel rapporto di fiducia da rinnovare, quindi, che risiede il punto dal quale ripartire per costruire uno spazio per limpegno politico... comunicare la diversit dei contenuti e che la volont di cambiare sia sentita come cosa sincera sar la sfida di chiunque vorr entrare in politica. Devo ammettere che per noi giovani che abbiamo compreso il nostro tempo, o che ci sforziamo di farlo, rinnovare il rapporto di fiducia in politica soprattutto attraverso un partito davvero difficile tenuto conto delleredit che ci hanno lasciato i nostri predecessori! Spesse volte, infatti, si scambia lagire senza secondo fine per puro agire egoistico o ambizione personale. Devo ammettere pure che ci non mi sorprende in quanto gli esempi ai quali siamo stati abituati non possono che con-

durre a questa conseguenza di giudizio, potendola definire una deduzione ben giustificata! Rinnovare la fiducia in primo luogo e costruire parallelamente uno spazio fra persone che abbiano come riferimento la filosofia di certi principi costituzionali, che riportino al centro delle politiche quelle priorit che in questo periodo sono del tutto considerate secondarie, dovrebbe essere il movente dei giovani. Per essere liberi bisogna affermare i principi sui quali poggia la democrazia, pena la non realizzabilit di ci che essa ha in potenza, ossia la dignit e la libert individuale. Bisogna farne esperienza della democrazia, questo ci che intendo con la nozione attivismo, preciso in questo contesto storico. Ecco adesso come potrebbe essere pi comprensibile ci che accennavo prima, ossia la distinzione tra uso e abuso del mezzo partito: lazione di chi si apre in politica potrebbe consistere in ultima analisi nel ridare non un senso ma il senso al rapporto che vi tra lo strumento (partito o altro) e ci che esso vuole rappresentare (i cittadini). In concreto si tratta di ripristinare un contatto e di ristabilire delle priorit, e i partiti devono provare a rigenerarsi. Ma ecco la singolarit: la loro rigenerazione dovrebbe avvenire da loro stessi poich le regole per un loro rinnovamento sono stabilite dagli stessi partiti in Parlamento. Come ha giustamente rilevato Michele Ainis, risulterebbe falso reputare impensabile una democrazia senza partiti, ma allo stesso tempo io non riesco a trovare una alternativa riguardo una forma di rappresentanza che offra in qualche modo la via da percorrere. La democrazia diretta cara agli ateniesi, pur non essendo per niente una sciagura a dire di Ainis,

potrebbe a mio parere essere rischiosa di questi tempi, dove si persa la bussola generale: potremmo assistere al partorire di un mostro ancora pi pericoloso, che non promette nulla di buono. Condivido quindi la sua alternativa al suicidio dei partiti come via da percorrere, che consiste essenzialmente nel rendersi essi stessi pi leggeri e dinamici, perch non pi tempo della manutenzione ma di ristrutturazione. La sfiducia nella politica e nelle istituzioni cos profonda che non lascia spazi a distinguo, ed ci che fa pi male a me come ad altri giovani che chiediamo nuova linfa. Alla nostra richiesta di cambiamento, paradossalmente riceviamo come risposta etichettature e giudizi negativi per errori e intrighi che non abbiamo compiuto, additandoci colpe solo per lo strumento di cui ci serviamo. Chi tenta di gettare via il bambino con l'acqua sporca non sar per noi daiuto. Sulle ragioni che spingono i giovani ad affacciarsi al difficile mondo della politica, terminerei esponendo le ragioni che mi hanno in un certo senso distolto dallottica individualista per rivolgermi verso un ampliamento di raggio dazione che fosse pi completo e incisivo, provandoci con la speranza di trovare condizione favorevole per un cambiamento vero. Affermo ci perch il puro volontariato a lungo andare si rivela troppo poco di fronte alla barbarie del nostro tempo. Trovai una buona filosofia nelle pagine conclusive di un testo di Gustavo Zagrebelsky, Contro letica della verit, nella sezione Decalogo contro lapatia politica, dove si discute come lo spirito democratico, riferendosi al pensiero di Norberto Bobbio, sia stata una promessa non mantenuta della democrazia. A

Scordia, come in Italia, si democratici per assuefazione, e ci pu portare al rigetto della democrazia stessa. Dopo avere ritenuto pericolosa la partecipazione che si infiamma improvvisamente, lautore presenta un decalogo come una proposta di fattore spirituale che viene a completare il compito di politologi e costituzionalisti che si occupano, a suo parere, di una azione di sola spiegazione del funzionamento della democrazia e dei suoi apparati. La cura del singolo, lo spirito del dialogo e il rispetto della verit dei fatti, luguaglianza di fronte alle leggi, la tolleranza, la solidariet, lattenzione al linguaggio, la laicit, la tutela delle minoranze e la difesa delle diversit di fronte lincontro tra culture, limportanza del lavoro, sono dei punti che ritengo di dovere ricordare pi di altri in questa parte del testo. Le virt democratiche sopra elencate dovrebbero tornare a essere prioritarie nelle nostre azioni e nelle nostre modalit di ragionamento, ponendoli come dei pre-giudizi. Quando questi principi sono calpestati, quando essi sono totalmente in ombra e in pericolo , quali altre ragioni cercheremo per dedicarci alla politica, o meglio dire, adesso, alla democrazia? Di fronte allincivilt che tutto travolge, in modo diretto comunit e pensiero democratici, necessario ampliare il raggio dazione per migliorare le condizioni della vita democratica. Quella fra individuo e collettivit una distinzione perniciosa e fuorviante, poich bisogna comprendere che le due cose sono meramente intrecciate nella democrazia che fondata sul singolo e non sulla massa.

Tazebao

( i libri meglio leggerli)

Primo appuntamento per questa rubrica, con il quale voglio presentarvi non un libro ma una collana di libri. Leditore Chiare Lettere ha mandato in stampa, da un anno circa, una nuova collana chiamata INSTANT BOOK : libri del passato pensati per il futuro, come recita lincipit di ogni testo. Una serie di libri brevi composta da saggi, discorsi, articoli e testimonianze di grandi personaggi del passato che hanno avuto un peso nella storia della cultura; attraverso questi loro scritti viene proposto un approfondimento dellattualit culturale, politica e sociale di oggi. Un ottimo metodo, a mio avviso, per invitare ad un diverso approccio verso la lettura, che diviene anche procedimento di formazione civile attraverso il pensiero di questi uomini illustri. Trasmissione di valori, quindi, alla base di ogni lavoro presentato. E giacch la memoria (storica) viene intesa innanzitutto come la capacit di immagazzinare informazioni nel tentativo di modificare, in base ad esse ed in meglio, il presente, questi libri si prestano mirabilmente allo scopo. Aiutano, inoltre, a scalfire una odiosa quanto dilagante mediocrit culturale, che spinge la societ verso linteresse particolare immediato negando linteresse generale di lunga scadenza (il futuro).
Pietro Scuderi Dieci le uscite ad oggi: si iniziato con Antonio Gramsci (Odio gli indifferenti), ed attraverso Don Lorenzo Milani (A che servono le mani pulite se si tengono in tasca), Piero Calamandrei (Lo stato siamo noi), George Bernard Shaw (Sia fatta la sua volont), Etienne De La Botie (Discorso sulla servit volontaria) ed altri, si arrivati allattuale libro di Alexander Langer (Non per il potere). Scritti maneggevoli e snelli, soprattutto nel senso dellimpegno mentale, che non hanno un costo eccessivo e che possono essere letti agevolmente in ogni luogo, anche in tram.

Orazio Manuele

Politica e giovani ...

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I pochi giovani, poi, che tentano di accostarsi alla vita politica italiana sono cos pochi e scarsamente considerati da formare una classe in concreto inesistente: da un lato, infatti, quelli che hanno coltivato degli ideali politici sono decisamente rari; dallaltro invece quelli che cercano di impegnarsi attivamente in politica vengono raramente ascoltati dai leader di partito, pochi dei quali sanno prendere in considerazione nuove proposte. Non ci si pu quindi meravigliare se molti giovani hanno unopinione negativa della politica, provano sentimenti di rabbia, diffidenza e noia verso la politica tanto da allontanarsene del tutto. Le promesse non mantenute, gli scandali, lopportunismo, i giochi di potere, queste sono le ragioni per la quale regna lo scetticismo tra le nuove generazioni che sono diventate il soggetto escluso da una politica e una cultura nate e cresciute in un mondo parallelo alluniverso giovanile. Accettiamo senza reagire gli orizzonti dei bassi profili. Viviamo in simbiosi con la rassegnazione. Ci vengono meno le grandi passioni. Lo scetticismo prevale sulla speranza, lapatia sullo stupore, limmobilismo sullestasi. Stessa cosa, ovviamente non si pu dire per il Volontariato, ed in particolar modo per due motivi di fondo: Il primo che oltre alla Chiesa che lo ha

sempre fatto, tutti hanno cominciato a parlare di solidariet e volontariato, dai giornali ai politici agli insegnanti, ognuno parla di impegno civile e volontariato. La seconda motivazione va ricercata nei mezzi dinformazione. Difatti questi ultimi si sono evoluti sempre di pi negli anni tanto da riuscire a fornire alle persone le notizie in tempo reale, cosa impossibile qualche anno fa. Chi disposto a fare del

Pietro Scuderi

volontariato sa per tempo cosa deve fare e dov il problema senza che questo sia filtrato o modificato dal propagarsi lento e informale della notizia. Quindi i giovani soprattutto quelli di ultima generazione fin da piccoli sono stati sensibilizzati al problema della solidariet e del volontariato. Ma in realt in un mondo dove tutti parlano ma pochi fanno qualcosa, a mio modesto parere, sono tre i motivi principali che portano il giovane ad accostarsi sempre di pi al volontariato e sempre meno alla politica:

La prima che i giovani hanno notato che gli interventi da parte di enti istituzionali sono insufficienti, precari e non sempre efficaci, e siccome, fin da piccoli, hanno sempre avuto a che fare con il problema, riescono a trovare pi facilmente, soluzioni pi efficaci e moderne. La seconda motivazione pi di carattere psicologico. Ogni persona tende sempre a rispecchiarsi nella personalit degli altri, o a cercare dei caratteri della propria personalit in quella degli altri. Cos coloro che precedentemente sono stati in una situazione di bisogno, vedono se stessi in coloro che contemporaneamente soffrono, e il fatto di aiutarli visto come un aiutare se stessi. La terza motivazione che alcune persone per natura sono portate a saper aiutare gli altri e perci decidono di mettere a disposizione dei pi bisognosi questa qualit. E comunque tutte queste motivazioni hanno un fattore comune, e cio che chi decide di entrare a far parte di questi interventi un volontario e in quanto tale non potendo trarre alcun profitto da questa attivit, agisce per bont danimo e sopratutto in buona fede. Comunque alle volte accade che unorganizzazione, a causa di attriti interni o di persone mosse da malafede o di lentezza dello svolgersi di procedure burocratiche, non raggiunga gli obbiettivi prefissati. Quindi qualunque sia il traguardo raggiunto da questi volontari non ha importanza, almeno loro ci hanno provato e per questo vanno lodati. Il volontariato la pi alta forma di politica diceva qualcuno ...

RAPPORTO TRA IL SENSO ESTETICO DELLA VITA E LARTISTA


Diversi sono i filosofi che hanno incentrato la propria riflessione sul rapporto tra il senso estetico della vita e la creazione dellartista, giungendo nel tempo a giudizi e ad affermazioni spesso contraddittorie tra loro. Secondo Bergson, il sentire creativo non ha bisogno di opere; ci che conta lesperienza, la quale si afferma autonomamente da qualsiasi opera esteriore, o da qualsiasi fare artistico. Quella di Bergson si pu quindi definire una teoria dellesperienza artistica e non del fare artistico. Croce sottolinea lidentit tra genio e gusto, tra lattivit produttrice dellartista e quella riproduttrice del fruitore dellopera darte: Croce infatti sostiene che tanto il creatore quanto il consumatore dellarte partecipano della stessa intuizione lirica. Ben raramente nella storia dellestetica la fruizione dellopera darte stata tenuta in cos grande considerazione. Anche per Lukcs larte rivolge al ricettore un ingiunzione che lo riguarda direttamente e che lo invita a cambiare la sua vita e a renderla pi ricca, pi profonda e significativa; ne deriva che larte non affatto illusione, ma rappresenta la massima potenza culturale, lunica via attraverso cui la vita quotidiana pu essere trasfigurata. Larte dunque intrinsecamente emancipatrice e rivoluzionaria perch ci libera dalla situazione affettiva della quale siamo prigionieri. Larte sempre lotta per la libert contro al realt; da ci deriva la gioia che sgorga dallesperienza estetica. Per Hartman lesperienza artistica non ha niente a che fare con la conoscenza. Larte qualcosa di troppo complesso per potersi risolvere in filosofia! Chi dunque lArtista? Chi crea la propria opera frutto della propria genialit e intuizione? O chi ne intuisce la presenza e interagisce con essa nel palcoscenico della vita? Uno, lartista laltro lo spirito artistico. Katia Vespertino