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Andrea Camilleri, Salvo amato... Livia mia...

Boccadasse, 2 luglio Salvo amore mio, al telefono non sono riuscita a parlare perch ero troppo sconvolta. Qui a Boccadasse, una volta che sei venuto a trovarmi, hai intravvisto la mia amica Francesca. Di lei, a Vigta, ti ho parlato spesso. Avrei tanto desiderio che tu l'avessi conosciuta veramente e ogni volta che venivi da Vigta l'invitavo a casa mia, ma lei si ritraeva, inventava pretesti, riusciva (salvo in quell'occasione) a evitare d'incontrarti. Ho persino pensato che fosse gelosa di te. Mi sbagliavo stupidamente. Ho capito dopo qualche tempo che se Francesca non voleva venire a Boccadasse mentre c'eri tu era per delicatezza, per discrezione, aveva timore di disturbarci. Come forse ti ho gi detto, Francesca l'avevo incontrata anni fa in ufficio, lavorava al reparto legale, ed eravamo diventate rapidamente amiche, malgrado lei fosse pi giovane di me. Poi l'amicizia si era mutata in affetto. Era una creatura estremamente leale e generosa, nelle ore libere si dedicava al volontariato. Non mi ha mai parlato di qualche uomo che l'avesse particolarmente interessata. Non beveva, non fumava, non aveva vizi. Insomma, una ragazza normalissima, tranquilla, contenta del suo lavoro e della sua vita in famiglia. Figlia unica, abitava con i genitori. Come faceva da sempre, avrebbe trascorso le vacanze con loro. Sarebbero dovuti imbarcarsi sul traghetto alle venti.

Grazia Deledda, Canne al vento All'alba part, lasciando il ragazzo a guardare il podere. Lo stradone fino al paese era in salita ed egli camminava piano perch l'anno passato aveva avuto le febbri di malaria e conservava una gran debolezza alle gambe: ogni tanto si fermava volgendosi a guardare il poderetto tutto verde fra le muraglie di fichi d'India; e la capanna lass nera fra il glauco delle canne e il bianco della roccia gli pareva un nido, un vero nido. Ogni volta che se ne allontanava lo guardava cos, tenero e melanconico, appunto come un uccello che emigra: sentiva di lasciar lass la parte migliore di se stesso, la forza che d la solitudine, il distacco dal mondo; e andando su per lo stradone attraverso la brughiera, i giuncheti, i bassi ontani lungo il fiume, gli sembrava di essere un pellegrino, con la piccola bisaccia di lana sulle spalle e un bastone di sambuco in mano, diretto verso un luogo di penitenza: il mondo. Ma sia fatta la volont di Dio e andiamo avanti. Ecco a un tratto la valle aprirsi e sulla cima a picco d'una collina simile a un enorme cumulo di ruderi, apparire le rovine del Castello []. Efix si ferm davanti a un portone attiguo a quello dell'antico cimitero. [] Tre porticine s'aprivano sotto un balcone di legno a veranda che fasciava tutto il piano superiore della casa, al quale si saliva per una scala esterna in cattivo stato.