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LATTE, ALIMENTO KILLER

MOTIVAZIONI ETICO-SALUTISTICOANTROPOLOGICHE
Dopo i primi tre ani di vita l'uomo perde gli enzimi (rennina e lattasi) preposti per la digestione del latte. L'uomo il solo animale che continua a prendere il latte (dopo lo svezzamento) di un animale che egli considera inferiore sotto l'aspetto intellettivo, emotivo e spirituale. Tra il latte umano e quello vaccino c' la stessa differenza tra una donna ed una mucca. Il latte della mucca adatto al vitello che ha una velocit di crescita 3 volte superiore a quella del cucciolo umano ed una necessit proteica quasi 4 volte maggiore. I reni di un bambino nutrito con latte vaccino arrivano ad essere un terzo pi grossi di quelli di un bambino nutrito al latte di donna: l'ipertrofia determinata dal superlavoro cui sono sottoposti i reni a causa dell'eccesso proteico del latte vaccino che oltre ad oberare i reni ed il fegato, arreca danni all'ipofisi, alla tiroide e al surrene. Il latte vaccino nei bambini pu provocare sanguinamento gastroenterico; carente di ferro perch il fosforo e il calcio che contiene interferiscono con l'assosrbimento di questo minerale. (Dr.ssa Elena Guarnieri, nutrizionista. "Viversani", maggio 2009) Il latte umano oltre ad avere (in assoluto) il pi basso valore proteico, anche il pi dolce. Il cervello umano funziona a glucosio. I glucidi del latte umano, sotto forma di lattosio, sono essenziali per lo sviluppo cerebrale del bambino: sono presenti nel latte umano in misura quasi doppia rispetto al latte vaccino.

Solo il 25-30% del calcio presente nei latticini viene assimilato, il resto viene eliminato con le feci perch i latticini non contengono la vitamina K fondamentale per il corretto assorbimento del calcio. Il latte di vacca, anche se ricco di calcio, quando nel tubo digestivo umano la maggioranza di esso precipita sotto forma di fosfato di calcio e viene eliminato attraverso le feci. Solo una piccola parte viene assorbita. Nei formaggi vi un'alta concentrazione di farmaci, di diserbanti ed additivi. I nitrati (conservanti) si trasformano facilmente in nitrosammine potenzialmente cancerogene. I formaggi stagionati contengono molte proteine, grassi saturi e colesterolo

EFFETTI
Tre quarti di tutte le allergie e met dei problemi digestivi del bambino sono causati dal latte vaccino, oltre a casi di asma, di insonnia e di affezioni cutanee. Il latte produce catarro e muco che si fissa sulle pareti dello stomaco impedendo l'assorbimento delle sostanze alimentari. La caseina del latte la base di una delle pi potenti colle per il legno usata per la costruzione delle navi. Il latte vaccino apre la strada a: catarro, febbre da fieno, asma, bronchite, raffreddore, allergie, dissenteria, stitichezza, palpitazioni, malattie cardiache, angina, calcoli renali, artriti, spondiliti, tumori e cancro. Al latte e alle uova sono da attribuire almeno la met di tutti i cancri maschili e a pi di due terzi dei cancri femminili. Il fosforo presente nel latte vaccino circa 6 volte maggiore che nel latte umano, questo blocca l'assorbimento del calcio provocando nel lattante una tendenza alla ipocalcemia. Il

fosforo serve all'animale per costruire rapidamente il suo scheletro che gli consente di fuggire anche da cucciolo ad un pericolo improvviso. Rudolf Steiner sostiene che il bambino nutrito con il latte vaccino presenter da anziano sclerosi ed invecchiamento precoce. Nel 1942 un'indagine in Scandinavia sui legami tra latte vaccino e l'insorgenza dell'artrite, durata 30 anni, ha dimostrato che il latte vaccino causa il fattore artritico. Da un'indagine in alcune zone dell'India dove lo yogurt si consuma abbondantemente, pare che il galattosio sia la causa dell'insorgere della cataratta. I fermenti dello yogurt utilizzano per il proprio sviluppo la vit. B12 che si forma nell'intestino umano provocandone una diminuizione. Un quinto dell'umanit vive benissimo senza usare latte vaccino: Cinesi, Giapponesi e Coreani... Il latte di mucca provoca nel bambino carenza di ferro. L'uomo del paleolitico non usava latte vaccino ma aveva ossa robustissime con una dieta basata su cereali, verdure e frutta. Il pediatra prof. Marcello Giovannini ed il nutrizionista Ermanno Lanzola sconsigliano il latte vaccino nei primi 12 mesi di vita del bambino perch: ha ha ha ha troppe proteine; meno lattosio del latte umano; uno squilibrato rapporto di acidi grassi; valori squilibrati di calcio e fosforo;

- privo di fattori di difesa specifici; Il latte umano ha un elevato contenuto di acido linoleico, precursore delle prostaglandine e leucotrieni antiinfiammatori. Al contrario, il latte di vacca una sostanza infiammatoria al 100%. Il latte vaccino contiene circa 59 tipi di ormoni (pituitari, steroidei, adrenali, sessuali etc.) tra cui il pi importante l'ormone della crescita veloce dei vitelli. Il latte pu anche essere contaminato da prodotti chimici, ormoni, antibiotici, pesticidi, pus proveniente dalle mastiti, virus, batteri, prioni...viene arricchito con additivi, vitamine e minerali sintetici, semi, piante, frutti, proteine, acidi grassi... In alcuni casi, anche grassi di animali diversi. Le sostanze tossiche che con pi frequenza si possono trovare in un bicchiere di latte di vacca sono: Metalli e plastica; Detergenti e disinfettanti; Pesticidi e fertilizzanti; Micotossine: provenienti dal mangime che si d alle vacche; - Antibiotici ed altri farmaci; Diossine.

MALATTIE CONNESSE AL CONSUMO DI LATTE


ANEMIA FERROPENICA; ARTRITE REUMATOIDE E OSTEOARTRITE; ASMA; AUTISMO; CANCRO ALLO STOMACO; CANCRO DELLA MAMMELLA; CANCRO DI OVARIO; CANCRO DI PANCREAS; CANCRO DI PROSTATA; CANCRO AL POLMONE; CANCRO AL TESTICOLO; CATARATTA; COLITE ULCEROSA; DIABETE MELLITUS TIPO 1; DOLORI ADDOMINALI SENZA

INTOLLERANZA AL LATTOSIO; MALATTIA DI CROHN; MALATTIE CORONARIE; SCLEROSI MULTIPLA; STITICHEZZA; FATICA CRONICA; INCONTINENZA URINARIA; INTOLLERANZA AL LATTOSIO; LINFOMI; EMICRANIA; ORECCHIE, NASO, GOLA; REAZIONI ALLERGICHE; EMORRAGIE GASTROINTESTINALI; SINDROME DI CATTIVO ASSORBIMENTO; PROBLEMI DI SONNO; ULCERA PEPTICA.

IL PROBLEMA DEL CALCIO


Negli Stati Uniti, il paese maggior consumatore mondiale di latte, c' un'incidenza maggiore di osteoporosi tra la sua popolazione. Il Progetto di nutrizione Cornell Oxford-Cina, salute e ambiente, che si inizi nel 1983 con uno studio delle abitudini quotidiane di 6500 abitanti di 65 province disperse nella Cina rurale, una delle ricerche pi rigorose effettuate in materia di salute, si prov che le donne che non bevevano latte di vacca non soffrivano di osteoporosi. Se lasciavano questa dieta e introducevano latte di vacca, i loro livelli di calcio si abbassavano e aumentava l'incidenza di questa patologia. Le ricerche svolte dal dottor John McDougall (medico nutrizionista del ST. Helena Hospital di Napa California, USA) dimostrarono che le donne dell'etnia Bant che non bevono latte di vacca pur avendo una media di 10 figli e li allattano per lunghi periodi, non soffrono osteoporosi. Il lavoro del Dr. William Ellis, ex presidente dell'Accademia Americana di Osteopatia Applicata, stabil che le persone che bevevano da 3 a 5 bicchieri di latte al giorno presentano i livelli pi bassi di calcio nel sangue. Lo Studio pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition

stabil che l'eccesso di proteine del latte uno dei fattori pi importanti nello sviluppo dell'osteoporosi. Inoltre si dimostrava che fino all'et di 65 anni le donne che non bevevano latte ed erano vegetariane, avevano solo il 18% di perdita ossea, mentre le onnivore avevano una perdita ossea del 35%. Studi pi recenti mostrano che con un'ingestione di 75 grammi giornalieri di proteine del latte si perde pi calcio nell'urina di quello che si assorbe attraverso la dieta.

L'OPINIONE DI JEAN SEIGNALET


Il dottor Seignalet-ematologo, immunologo, biologo e cattedratico di Medicina all'Universit di Montpellier, a proposito del latte riferisce: "Il pericolo della mancanza di calcio un'illusione. vero che il latte di vacca ricco in calcio, per una volta che si trova nel tubo digestivo umano, l'immensa maggioranza di esso precipita sotto forma di fosfato di calcio e viene eliminato attraverso le feci. Solo una piccola parte viene assorbita. Il calcio assimilabile apportato in quantit pi che sufficiente dai vegetali, ortaggi, legumi secchi, verdure, frutta secca e fresca. Eliminare dall'alimentazione il latte animale non provoca carenza di calcio. Al contrario, il regime alimentare che esclude i derivati del latte, blocca 70 volte su 100 l'evoluzione dell'osteoporosi e permette di recuperare parte del terreno perso".

LA CASEINA DEL LATTE


Il bambino lattante assimila completamente la caseina del latte materno ma non quella del latte di vacca. La caseina animale in alcune persone aderisce ai follicoli linfatici dell'intestino impedendo l'assorbimento di altri nutrienti. Sbarazzarsi dei suoi residui metabolici causa perdita energetica per l'organismo e pu provocare problemi immunologici.

I GRASSI DEL LATTE

Il latte umano contiene 45 grammi di lipidi per litro, dei quali 55% sono acidi grassi poliinsaturi, e 45% di saturi; ha, soprattutto, un elevato contenuto di acido linoleico, precursore delle prostaglandine e leucotrieni antiinfiammatori. Al contrario, il latte di vacca contiene un 70% di acidi grassi saturi e 30% di poliinsaturi. Inoltre questo 30% di poliinsaturi perde le sue propriet quando per effetto del calore (tra i 40 e i 45C) si denaturano e non possono essere precursori di sostanze antiinfiammatorie. Per questo il latte trattato per il consumo una sostanza infiammatoria al 100%. I bambini che sono soliti bere vari bicchieri di latte al giorno hanno le arterie in peggiori condizioni di quelli che non lo prendono.

LA CARICA ORMONALE
La professoressa jane Plant, autrice del libro "La tua vita nelle tue mani" spiega che l'IGF1 specialmente attivo durante la pubert e la gravidanza. Nel caso delle bambine adolescenti quest'ormone stimola la crescita del tessuto della mammella. Durante la gravidanza aumenta i tessuti mammari e i dotti del latte materno per favorire l'allattamento. Alti livelli di quest'ormone incrementano fino a tre volte il rischio di soffrire di cancro della mammella o di prostata da parte di quelli che consumano molto latte, come la carne delle vacche da latte. Nello stesso modo gli estrogeni che si aggiungono al latte bovino sono altri fattori che stimolano l'effetto nocivo di quest'ormone e che indirettamente favoriscono la comparsa di tumori. Sostanze tossiche nel latte.

I macchinari utilizzati negli allevamenti per trasportare e

immagazzinare il latte pu contaminarlo. Di fatto si arrivati a trovare in esso ferro, rame, piombo, cadmio, zinco etc... o loro residui. Detergenti e disinfettanti. Formiolo, acido borico, acido benzoico, sali alcalini, bicromato di potassio etc...sostanze che si usano nella pulizia e disinfezione del materiale che viene a contatto col latte. Il suo uso viene giustificato dal fatto che l'acqua da sola incapace di trascinare i resti di materia organica e distruggere i batteri che contaminano le istallazioni e che possono passare al latte. Pesticidi e fertilizzanti. Nel mangime che si d alla vacca si possono trovare composti chimici: acaricidi, nematicidi, fungicidi, rodenticidi, erbicidi, DDT, dieldrin, lindano, metoxicloro, malation, aldrin etc...che possono causare il cancro. Micotossine. Provenienti dal mangime che si d alle vacche, quando contaminato da muffe, specialmente Aspergyllus flavus. Antibiotici ed altri farmaci. Impiegati nel trattamento e prevenzione delle malattie infettive e parassitarie delle vacche: possono passare al latte contaminandolo. La maggioranza delle industrie casearie usano circa 60 tipi di trattamento chimico per trattare i gonfiori del capezzolo dopo ogni minzione e per ridurre la propagazione della mastite nei branchi. Diossine. Derivati del cloro sono relazionati col cancro di polmone ed i

linfomi. La esposizione alla diossina stata messa in relazione con il diabete, i problemi di sviluppo del bambino e diversi problemi di squilibrio del sistema immunitario.

MALATTIE CONNESSE AL CONSUMO DI LATTE


ANEMIA SIDEROPENICA. Il Dr. Frank Oski (direttore del dipartimento di Pediatria della scuola di medicina dell'Universit John Hopkins (USA) asserisce che nel suo paese tra il 15 e il 20% dei bambini minori di due anni soffrono anemia ferropenica e che la met del resto delle anemie che si producono negli USA sono relazionate con il consumo di latte e suoi derivati a causa delle piccole emorragie gastrointestinali che il latte pu provocare. ARTRITE REUMATOIDE E OSTEOARTRITE. Si constatato che i complessi antigene-anticorpo generati dal latte si depositano a volte nelle articolazioni provocandone infiammazione e tumefazione. Studi realizzati nell'Universit della Florida (USA) confermano che i sintomi si aggravano in pazienti, che consumano latte, con artrite reumatoide. In un articolo pubblicato nella rivista Scandinavian Journal of Rheumatology, si affermava che in persone affette da questa patologia quando smisero di ingerire latticini e bevvero solo acqua, t verde, frutta e succhi vegetali entro 7 e 10 giorni l'infiammazione e il dolore diminuirono significativamente: quando uno tornava a una dieta latto-ovo-vegetariana i sintomi riapparivano. Un gruppo di ricercatori israeliani dimostr nel 1985 che il latte pu indurre anche l'artrite reumatoide giovanile. ASMA. Il latte pu stimolare la produzione eccessiva di muco nelle vie respiratorie. L'allergia al latte causa di asma. I bambini con eccesso di muco e difficolt respiratorie ai quali si toglie il latte di vacca migliorano in modo sorprendente.

AUTISMO. I sintomi neurologici dei pazienti autistici peggiorano quando consumano latte o grano. Si crede che i peptidi del latte possano avere un effetto tossico nel sistema nervoso centrale interferendo con i neurotrasmettitori. Nelle loro ricerche i dottori dell'Universit di Roma notarono un miglioramento marcato nel comportamento di questi malati dopo aver smesso di ingerire latte per otto settimane. Nel loro sangue c'erano alti livelli di anticorpi contro la caseina, la lattoalbumina e la betalattoglobulina. CANCRO ALLO STOMACO. Ricercatori dell'Istituto Nazionale di Salute Pubblica di Morelos (Messico) trovarono un aumento significativo di rischio di contrarre cancro allo stomaco in pazienti che consumano latticini: in quelli che consumavano anche carne, il rischio triplicava. CANCRO DELLA MAMMELLA Il latte considerato da molti esperti causa diretta di questo tipo di cancro. Se a questo si aggiunge l'influenza dell'ormone insulinico, le probabilit di contrarlo aumentano considerevolmente nelle grandi consumatrici di latte. CANCRO DELLE OVAIE. Il galattosio (uno degli zuccheri del latte) stato messo in relazione anche con il cancro dell'ovario. Alcuni ricercatori affermano che le donne che bevono pi di un bicchiere di latte intero al giorno hanno tre volte pi probabilit di contrarre cancro di ovario rispetto a quelle che non ne bevono. CANCRO DEL PANCREAS. Ricercatori dell' Universit di Harvard (USA) affermano che esiste una relazione "positiva e forte" tra il cancro del pancreas e il consumo di latte, uova e carne. CANCRO DELLA PROSTATA. Secondo il Dr. Chan

(epidemiologo dell'Universit di Harvard) il consumo di molto latte e suoi derivati associato con un incremento del rischio di cancro di prostata nell'uomo. Ci pu essere dovuto al fatto che l'alto contenuto di calcio nel latte fa diminuire la quantit di vitamina D del corpo incaricata di proteggere dal cancro di prostata. Epidemiologi italiani del Aviano Cancer Center calcolarono che se si prendono due o pi bicchieri di latte al giorno il livello di rischio di soffrire questo cancro aumenta 5 volte. Un altro studio (realizzato dalla stessa equipe di ricercatori dimostr che gli uomini che consumano grandi quantit di latte e/o latticini hanno un 70% di rischio in pi di contrarre cancro di prostata. Il consumo di latte scremato associato con un maggior incremento rispetto a quello intero. CANCRO AL POLMONE: Ricercatori olandesi nel 1989 hanno concluso che le persone che bevono due o pi bicchieri di latte al giorno hanno una probabilit 2 volte maggiore di sviluppare cancro al polmone di quelle che non lo bevono. Le persone che bevono questa stessa quantit di latte scremato sembrano essere pi protette. Inoltre si documentato che esiste una relazione diretta tra l'ormone somatotropina e il cancro al polmone, e tra questo e la diossina che contamina il latte. In un articolo pubblicato nel giornale americano The Washington Post, si affermava che le persone che consumano grandi quantit di grassi (carne e latticini) sono 10 volte pi predisposte a contrarre il cancro, specialmente di polmone. CANCRO AL TESTICOLO. Ricercatori britannici scoprirono che esiste una relazione tra il cancro testicolare e il consumo di latte. Il rischio incontrato fu 7,19 volte maggiore rispetto alla popolazione generale e aumenta di un 1,39 per ogni quarto di litro di latte in pi che si consuma. CATARATTA. C' una crescente evidenza della relazione tra il consumo di latte e la cataratta. Secondo diversi studi scientifici le popolazioni umane che consumano grandi quantit di

latticini hanno una maggior incidenza di cataratta rispetto a quelli che lo evitano. Questo difetto stato posto in relazione con il lattosio e il galattosio. COLITE ULCEROSA. Anche in questo disturbo stato associato il consumo di latte. COLON IRRITABILE. Ci sono diversi studi che mettono in relazione il consumo di latte con lo sviluppo di questa patologia. DIABETE MELLITUS TIPO 1. Diversi studi dimostrano che i lattanti alimentati con latte di vacca presentano un maggior rischio di soffrire di diabete insulino dipendente. Uno studio pubblicato nella Rivista di medicina della Nuova Inghilterra identifica il latte come "elemento responsabile o fattore scatenante in alcune persone geneticamente sensibili". Eliminare il latte e derivati dalla dieta infantile potrebbe diminuire drasticamente l'incidenza di questo tipo di diabete. MALATTIA DI CROHN. Il Dottor John Hermon-Taylor, direttore del Dipartimento di Chirurgia della Scuola di Medicina dell'Hospital St. George (Gran Bretagna) afferma: "Dopo aver studiato la malattia di Crohn per 20 anni, la Paratubercolosi indubbiamente associata a questa patologia e che questo microorganismo si trasmette fondamentalmente attraverso il latte perch la pastorizzazione non lo distrugge". In uno studio realizzato tra il 1990 e il 1994 sui contenitori per il latte si trov che il 7% di essi erano contaminati con la Paratubercolosi. MALATTIA CORONARICA: Numerosi ricercatori relazionano alcuni componenti del latte (il colesterolo, i grassi, il suo alto contenuto in calcio, la presenza di xantina ossidasi, etc.) con questo tipo di problemi. L'enzima bovino xantina-ossidasi causa problemi quando il latte omogeneizzato: il suo danno

si centra nei vasi sanguigni. Sembra che questo enzima attraverserebbe intatto le pareti intestinali facendosi trasportare dal sangue e distruggerebbe il masmogeno, uno dei componenti della membrana delle cellule che formano il tessuto cardiaco. Uno di questi ricercatori il dottor Kurt Oster, capo di servizio di cardiologia dell'ospedale Park City a Bridgeport (USA), durante un periodo di quasi 4 anni studi 75 pazienti che soffrivano di angina pectoris e arteriosclerosi. Quando si elimin il latte dalla loro dieta e gli si dette acido folico e vitamina C (entrambe combattono la xantina-ossidasi) il dolore diminu. Il dottor Kurt Esselbacher ( dell'Universit di Harvard) afferma che: "Il latte omogeneizzato, dovuto al contenuto di xantina-ossidasi, uno delle cause maggiori di malattie coronarie negli Stati Uniti". Studi realizzati in Russia secondo i quali chi beve tre o pi bicchieri di latte al giorno ha 1,7 volte pi probabilit di soffrire malattie ischemiche cardiache di chi non ne consuma. Il consumo abituale di latticini aumenta il colesterolo cattivo (LDL). Anche il consumo di proteine lattee sembra avere una relazione diretta con la mortalit coronaria. Inoltre le proteine del latte contribuiscono alla formazione di omocisteina: la connessione tra il latte, il lattosio, il calcio e l'omocisteina potrebbe essere responsabile della calcificazione delle arterie. SCLEROSI MULTIPLA. Scienziati dell'Universit di Michigan (USA) hanno potuto stabilire una relazione tra la sclerosi multipla e un eccessivo consumo di latte. STITICHEZZA. Il latte causa accertata di stitichezza in bambini ed anziani. La sua eliminazione dalla dieta e un maggior consumo di verdure e fibra di solito risolve questo problema. Allo stesso modo, tanto la stitichezza cronica come le lesioni perianali sono state associate ad una chiara intolleranza al latte di vacca. FATICA CRONICA. Secondo uno studio realizzato con

bambini a Rochester (New York) nel 1991, bere latte aumenta 44,3 volte il rischio di soffrire questa malattia. INCONTINENZA URINARIA DEI BAMBINI: Molti bambini che bagnano le lenzuola smettono di farlo quando eliminano dalla loro dieta il latte, i prodotti che lo contengono ed i loro derivati. INTOLLERANZA AL LATTOSIO. Il lattosio, zucchero del latte, per essere utilizzato dal nostro organismo deve essere previamente idrolizzato per mezzo di un'enzima chiamato lactasi, che sparisce lentamente quando cominciano a crescere i denti. Nella razza bianca la lactasi resta per pi tempo che nella razza negra. Nella maggior parte delle persone che non producono lactasi, o lo producono a livelli molto bassi, il lattosio non idrolizzato passa all'intestino dove viene attaccato dai batteri generando fermentazione, meteorismo, coliche, diarrea, etc. oltre che irritazione delle pareti intestinali, microferite con perdite di sangue che possono provocare carenza di ferro. Inoltre il lattosio pu favorire l'assimilazione dei metalli pesanti come il cadmio, il mercurio e il ferro ed altre sostanze tossiche. LINFOMI. In uno studio realizzato nell'Universit di Bergen (Norvegia) durante un anno e mezzo con quasi 16.000 pazienti si osserv che le persone che consumano due bicchieri di latte al giorno presentano un rischio 3,4 volte maggiore di soffrire di linfoma rispetto a quelli che ne bevevano di meno. Pare che il latte di vacca possa trasmettere il virus della leucemia bovina. Questo stesso studio trov un'associazione, anche se debole, tra il consumo di latte e il cancro ai reni ed agli organi riproduttivi femminili. Un altro meccanismo attraverso il quale si pu contrarre linfoma il latte contaminato con diossina. EMICRANIA: Si provato sperimentalmente che quando si sopprime il latte dalla dieta di pazienti affetti da emicrania si

riducono significativamente i sintomi. INFEZIONI RICORRENTI ORECCHIE, NASO, GOLA. Nel 1994 la rivista Natural Health pubblicava una serie di scoperte che relazionano al latte l'aumento di infezioni di orecchie e gola. Gli studi dimostrano che le tonsille e le adenoidi si riducono quando si limita il consumo di latte. REAZIONI ALLERGICHE. L'allergia alle proteine del latte di vacca una reazione dei meccanismi immunologici a una o pi proteine del latte (caseina, alfa lattoalbumina, betalattoglobulina). Attualmente molti studi medici riconoscono la relazione tra il latte e le reazioni allergiche stabilendone la prevalenza tra un 2 e un 5% della popolazione mondiale. EMORRAGIE GASTROINTESTINALI. Dovute all'intolleranza alle proteine del latte di vacca nei bambini sono state adeguatamente documentate. Il sanguinamento cos serio che si colloca come una delle cause pi comuni di anemia nei bambini. SINDROME DI CATTIVO ASSORBIMENTO. Ricercatori dell'Universit di Helsinki (Finlandia) hanno provato la relazione tra le proteine del latte e il danno alla mucosa intestinale. Questo danno caratterizzato da diarrea cronica, vomito e crescita ritardata. PROBLEMI DI SONNO. Studi realizzati nell'Universit Free di Bruxelles tra gli anni1986 e 1988 confermarono la relazione tra il consumo di latte ed i problemi di sonno nei bambini. Tutti i sintomi miglioravano quando si escludeva il latte dalla dieta e peggioravano quando lo si riintroduceva. Il tempo medio per notare un miglioramento era di 5 settimane. Anche l'agitazione che manifestavano i bambini diminuiva.

ULCERA PEPTICA. Il latte e derivati aggravano tutti i sintomi. Il sollievo temporaneo che in passato sentivano questi pazienti era dovuto semplicemente al fatto che normalmente il latte lo si beveva freddo ed era la temperatura del liquido che faceva migliorare temporaneamente la situazione. ALTRE REAZIONI PROVOCATE DAL LATTE. Acidosi lattea associata all'allergia al latte di vacca; difficolt di apprendimento in bambini e, alcuni casi, infertilit femminile. Le madri che bevono latte di vacca durante il periodo dell'allattamento espongono i loro figli ai rischi associati a quest'alimento. L'omogeneizzazione. Un processo meccanico mediante il quale si riduce la misura delle particelle di grasso del latte evitando che la crema si concentri nella superficie. Si spara un getto di latte a pressione contro una placca di acciaio ad una temperatura tra 50 e 60C: si ottiene un latte pi bianco che si mantiene liquido nel contenitore ma si rompono anche gran parte delle strutture lipidiche e proteiche. Secondo alcuni esperti, diminuire di 10 volte la dimensione delle particelle di grasso pu far aumentare il rischio di soffrire attacchi al cuore in quelli che ne consumano grandi quantit, probabilmente a causa dell'enzima bovino xantina-ossidasi che attraversa intatto le pareti intestinali e, utilizzando il sangue come veicolo, distruggerebbe il masmogeno, un componente delle membrane cellulari del tessuto cardiaco. La Pastorizzazione Consiste nell'applicazione di alte temperature per un determinato tempo. Con questo metodo si distrugge la maggior parte dei microorganismi che possono alterare il latte, ma non tutte le spore: si ottiene il latte fresco del giorno che si mantiene in condizioni adeguate solo per 2 o 3 giorni. Esistono due tipi di pastorizzazione: quella alta (che dura 15 secondi ad

una temperatura di 72C) e quella bassa (che dura 30 minuti a 65C). Il latte poi sottoposto ad un raffreddamento rapido, ma se quest'ultimo trattamento non avviene in forma corretta possono germininare le spore che sono sopravvissute al trattamento termico. Inoltre con questo metodo si produce la coagulazione delle proteine e si perde il 5% delle vitamine B1 e B6, il 10% della B12 e il 25% della vitamina C. La pastorizzazione disgrega calcio, magnesio e fosfati indispensabili per la formazione delle ossa, oltre a causare parziale coagulazione delle proteine. La Sterilizzazione. Un processo che combina alte temperature in un tempo abbastanza lungo: si assicura l'assenza di germi patogeni e tossine ed il prodotto si mantiene in buone condizioni per un tempo pi lungo. Con questo processo si perdono per le vitamine B1, B2, B3, B6, B12, A, C, D ed alcuni amminoacidi essenziali. PROCEDIMENTO UHT. Latte che stato trattato a temperatura molto alta per un tempo molto corto. Con questo metodo le alterazioni biochimiche a danno delle proteine sono molto importanti.

Tipi di latte di mucca.


Latte intero. Presenta il maggior contenuto di grasso del latte. Il suo apporto calorico e di colesterolo molto elevato: un bicchiere di latte apporta 7,2 grammi di grasso e 123 calorie: l'impatto di questa sostanza sul sistema cardiovascolare molto significativo. Latte scremato Ha meno calorie del latte intero. In funzione della quantit di grasso si chiama "scremato" (<0,18%) o "semiscremato" (0,52%). Ha un sapore pi gradevole ma il suo valore nutritivo scarso.

Latte condensato. Latte al quale si toglie circa un 60% del contenuto acquoso e gli si aggiunge un 40% in peso di zucchero per impedire la proliferazione di batteri. Latte in polvere. Si ottiene scaldando il latte liquido fino a fargli perdere circa il 60% dell'acqua che contiene. Nel processo si perdono tra un 25 ed un 50% delle vitamine idrosolubili (vitamina C e complesso B). Formaggi. Le materie prime utilizzate possono essere molto diverse, come i processi di elaborazione: tutti hanno bisogno della coagulazione della caseina per mezzo del caglio. Il caglio si elabora con mucosa seccata della quarta cavit stomacale dei ruminanti e, a volte, del maiale. Perci nutrendosene si ingerisce un derivato animale.

Una storia reale


La storia della professoressa Jane Plant, goechimica e capo scientifico del British Geological Survey un esempio significativo per molte donne: sopravvissuta a 5 tumori della mammella e alle pratiche mediche convenzionali per trattare i suoi cancri. Lo ha fatto, come ella stessa afferma, eliminando tutti i latticini dalla sua dieta. "Soffr l'amputazione di una mammella, mi sottomisero a radioterapia e a chemioterapia molto dolorosa. Mi videro specialisti tra i pi eminenti del mio paese: dentro di me sentivo che stavo per morire e fui al punto di arrendermi" racconta la professoressa Plant nel suo libro (La tua vita nelle tue mani) e racconta la propria esperienza e come arriv all'idea che le ha salvato la vita. "All'origine di un viaggio con

mio marito in Cina cominciai a pensare che la mia malattia era inesistente in quel paese. Di fatto solo una tra 10.000 donne muore di cancro al seno in Cina mentre solo nel Regno Unito le cifre officiali parlano di una ogni 12. Allora con mio marito (uno scienziato) cominciammo a studiare il modo di vita e l'alimentazione delle orientali fino a che arrivammo all'idea che mi salv la vita: le donne cinesi non si ammalano di cancro al seno, n gli uomini sviluppano tumori prostatici perch sono incapaci di tollerare il latte e, pertanto, non lo prendono. I cinesi non utilizzano mai il latte e tanto meno per allattare i loro bambini! Non una casualit che pi del 70% della popolazione mondiale sia incapace di digerire il lattosio. Allora decisi di sopprimere completamente l'ingestione di latticini, compresi tutti gli alimenti che contengono un po' di latte: zuppe, biscotti, dolci, margarine etc... E cosa successe? In solo pochi giorni il tumore cominci a ridursi. Due settimane dopo il tumore cominci a prudere. Dopo divent pi blando e cominci a diminuire. Sei settimane dopo era sparito. Il mio oncologo del Charing Cross Hospital di Londra non pot reprimere un'esclamazione di meraviglia: "Non lo trovo!". Indubbiamente non si aspettava che qualcuno con un cancro tanto avanzato (che aveva invaso il mio sistema linfatico) potesse sopravvivere". Pi di 60 donne che soffrivano di cancro al seno si misero in contatto con lei per domandarle consiglio. I loro tumori sparirono. La Plant spiega che la relazione tra i latticini e il cancro al seno simile a quella che esiste tra il tabacco e il cancro di polmone. Ma non solo questo. Ad esempio nel 1989 il dottor Daniel Cramer (dell'Universit di Harvard) determin che questi prodotti sono implicati anche nella comparsa del cancro di ovario. E i dati sul cancro di prostata conducono a conclusioni simili. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanit (OMS) afferma che il numero di uomini che soffre questo

cancro in Cina dello 0,5 per ogni 10.000 persone, mentre nel Regno Unito la cifra 70 volte maggiore, La chiave sta dunque, senza dubbio, nel consumo di latticini. Per la professoressa Plant il latte di mucca un grande alimento... ma solo per il vitello! Ed afferma che la natura non lo ha destinato ad essere consumato da nessun'altra specie. "Spero che la mia esperienza possa servire a pi donne ed uomini che, senza saperlo, possono star male a causa dei latticini che consumano."