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PAOLO PALMERI ETIOPIA LULTIMO SOCIALISMO AFRICANO IL TRASFERIMENTO FORZATO DELLE POPOLAIZIONI SOTTO IL REGIME DI MENGHISTU UNA RICERCA

A ANTROPOLOGICA Trasferimenti di popolazione strumento spesso usato da governi di paesi in via di sviluppo Cause: alleggerire la pressione demografica, riassegnare le terre, razionalizzare luso delle risorse naturali, favorire la costruzione di grandi infrastrutture, motivi politici o ideologici Scelta dei territori in base a pregiudizi superficiali: bassa densit abitativa, grandi potenzialit agricole non sfruttate..; distinzione tra trasferimenti volontari o forzati: in realt, sempre una qualche forma di coercizione; cmq, dramma collettivo (anche per le popolazioni indigene dei luoghi ripopolati) il caso dellEtiopia uno dei paesi pi estesi e popolati dellAfrica; religione: cristiani ortodossi, musulmani, animisti zone ecologiche: zona centrale (altopiano e bassopiani, + del 70% della popolazione), sistemi di colline a montagne a sud, territorio desertico e savane a sud est, zone aride e foreste lungo il confine col Sudan, zona desertica verso la costa occidentale (Dancalia) e Rift Valley. Attivit economiche: agricoltura (occupa circa l86% della popolazione, coltivazioni principali: cereali, legumi, semi oleosi, caff; ma attivit ancora debole, di sussistenza anche perch progressivo degrado dei suoli, irrigazione inadeguata no autosufficienza alimentare del paese) e pastorizia (carne, pellami e latticini per consumo interno ed esportazione; ma attivit molto legata alla mentalit tradizionale per cui bestiame = prestigio conseguenze: il bestiame non si vende, si sacrifica; le mandrie vengono aumentate al di l di qualsiasi convenienza economica; inoltre, tecniche di allevamento inappropriate per uneconomia di mercato, carenza di assistenza veterinaria, scarsa qualit dei pascoli); nomadismo, caccia e raccolta. Zone scelte per il ripopolamento: aree di foresta, boscaglia e prateria a margini degli altopiani e bassopiani MA zone insalubri, infestati dalla malaria, con problemi di approvvigionamento dacqua e isolamento dalle vie di comunicazione; ulteriore danneggiamento dovuto a disboscamento, eccessivo sfruttamento dei pascoli e dunque degrado dei suoli dopo il trasferimento di popolazione Componenti etniche della popolazione (circa 30 etnie principali): a) Gruppo semita, abissini: amhara, tigrini, guraghe 50% pop b) Gruppo cuscita: oromo, beja, borana dancali, somali, c) Gruppo nilotico: nuer, nara, gumuz, begga d) Gruppo omotico Peculiarit del paese: - no dominio coloniale - professione del cristianesimo dal IV sec. - notevole continuit storica dominio degli abissini: rigida gerarchizzazione e stratificazione sociale, simile al sistema feudale occidentale; organizzazione del sistema fondiario: sovrapposizione sulla terra diritti di propriet ereditari o concessi dal negus ai suoi capi e alla chiesa, quasi totalit dei contadini relegati al ruolo di affittuari, sottoposti ad un sistema di tassazione complesso ed esoso + obbligazione e prestazioni in natura verso il proprietario terriero situazione di estrema precariet, anche perch continue e cicliche siccit, piogge irregolari, gravi fenomeni di erosione dei suoli, invasioni di locuste

continue carestie, aggravate dallobbligo per la classe contadina di usare il surplus per mantenere una classe parassita le scorte si consumano si ricorre allespediente di mangiare le sementi e poi si emigra in cerca di lavoro la terra viene lasciata incolta la carestia avanza (def. grave mancanza di cibo tale da costituire un pericolo per la sopravvivenza per la maggioranza di una popolazione) > in Etiopia gli effetti di calamit naturali e avverso condizioni climatiche sono aggravate dal modello politico, economico e sociale fondato sulloppressione e sul dominio dei proprietari terrieri, che ha portato ad una drammatica pauperizzazione del mondo rurale, asservito anche a mantenere la popolazione urbana che, essendo ritenuta pi pericolosa in caso di rivolte e ribellioni, veniva imbonita con prezzi delle derrate alimentari artificialmente bassi circolo vizioso della povert: cattiva annata malnutrizione ripercussioni sul lavoro e dunque sui successivi raccolti, etc. 1973 un gruppo di professori e studenti di Addis Abeba denuncia la situazione nelle campagne 1974 primi moti e proteste; rivolta dellesercito e costituzione del derg (comitato di ufficiali9 che depone limperatore Hail Selassi, che non era stato in nessun modo capace di ridistribuire la ricchezza del paese tra i suoi sudditi Violenta campagna per riassetto istituzionale del paese scelta del socialismo etiopico MA problema delle carestie e della guerra e dei movimenti separatisti Nazionalizzazione di imprese, banche, scuole (chiusura di scuole superiori e universit); espropriazione beni di stranieri e famiglia reale + RIFORMA AGRARIA terra = propriet collettiva del popolo etiopico: diritto duso a chi coltivava la terra, ridistribuzione delle terre tra i contadini, creazione di fattorie statali; i contadini erano lavoratori salariati: lo stato controllava il capitale (trattori) e remunerava i contadini in base alla loro partecipazione ai programmi di lavoro collettivo; costituzione delle AC e diffusione delle cooperative di produzione, che agivano anche come il braccio di controllo politico e amministrativo del governo Lavvento del regime rivoluzionario aveva portato allabbandono del paese da parte di Usa e altre nazioni europee, sostituite dall Unione Sovietica MA fretta e crescente dogmatismo dellelit al potere nel mettere in pratica il modello collettivista sovietico, sostanziale fallimento della riforma agraria, ricorso a sopraffazione e coercizione generale fallimento della transizione politica ed economica stallo ed involuzione, spt del settore agricolo Fattori: - incapacit delle cooperative di amministrarsi - partecipazione coercitiva dei contadini disaffezione diminuzione della produzione - fallimento dei trasferimenti di popolazione come mezzo per incentivare la produzione agricola - siccit persistente Inoltre - rifiorire della guerriglia indipendentista escalation di campagne militari governative + guerra con la Somalia e con lEritrea isolamento internazionale del governo flusso di rifugiati verso il Sudan (contadini, oppositori del regime, perseguitati) Drastica scelta del governo: amara medicina del resettlement per togliere alla guerriglia il retroterra umano che la sosteneva e portar via dalle aride e improduttive terre della carestie famiglie da tenere sotto stretto controllo nei nuovi villaggi dei bassopiani del sud ovest. La politica del resettlement Pratica gi sperimentata in Etiopia; motivi: allentare la pressione demografica su determinate aree, sottrarre la popolazione alle carestie, tacitare, reprimere e controllare masse di contadini affamati o in rivolta; disboscamento e dissodamento per le nuove aree di villaggizzazione MA povert, carenze

organizzative e insufficiente copertura finanziaria delle operazioni di trasferimento e insediamento; inoltre, disagi per le popolazioni autoctone: per lo pi agricoltori itineranti, cacciatori e raccoglitori che necessitavano di grandi estensioni di territorio Nel periodo imperiale: a partire dagli anni 50, elaborazione di 3 piani quinquennali di sviluppo; inizialmente concentrazione delle risorse nel potenziamento del settore industriale ; poi, decisione di ricorrere al resettlement in questa fase ancora prevalentemente spontaneo per fronteggiare la crescita demografica nel nord est, mettere in produzioni vasti bassopiani, sedentarizzare le popolazioni pastorali dedite allagricoltura itinerante; piano di intervento in agricoltura per sviluppate fattorie commerciali a larga scala e unagricoltura su piccola scala MA nel privilegiare lagricoltura intensiva vennero favoriti solo i grandi proprietari terrieri. Tentativo di coordinare i vari interventi con la costituzione del Ministero della Land Reform and Administration; inoltre 1972 - creazione di un comitato per compiere studi di fattibilit per il resettlement delle popolazioni; 5 effettivi trasferimenti di popolazione, quasi subito abbandonati dal governo scarso successo delle iniziative, risultati limitati e non sostenibili nel tempo. Ritorno ai villaggi originari di molti settlers. Il resettlement dal colpo di stato alla carestia del 1984: trasferimento di quasi 190.000 persone, in 88 nuove localit; Ragioni: 1- svincolo delle terre ad opera della riforma agraria 2- violenza e persistenza delle due carestie di questo decennio; comunque, oltre alle vittime della carestia vennero trasferiti anche disoccupati urbani, prigionieri, profughi di guerra, oppositori del regime Obiettivi: autosufficienza alimentare, aumento della produzione, riabilitazione della popolazione colpita Modalit: inserimento dei settlers nelle farms commerciali nazionalizzare nel 1974, trasferimenti a sud e sud ovest, in programmi in cui lintervento governativo era pi o meno presente; mobilitazione anche di insegnanti e studenti + supporto di alcune ong + unica agenzia RRC per pianificazione e sviluppo dei programmi. Critiche: - Iniziale trasferimento solo del capofamiglia MA la famiglia era anche ununit produttiva - infelice scelta dei luoghi (dovuta alla centralizzazione) Infatti bassa produttivit e diminuzione dei raccolti Ultima fase del regime (1984 1991): vastissime dimensioni, centinaia di migliaia di persone devastante effetto di destabilizzazione sociale resettlement come programma politico per consolidare il regime aumentando la dipendenza dei contadini dal potere centrale, spopolare le zone di guerriglia e favorire la repressione. Istituzione del NCCP, comitato per lelaborazione di un piano decennale per - autosufficienza alimentare incremento produzione materie prime per uso industriale promozione esportazione prodotti agricoli interventi per stoccaggio e conservazione del raccolto sviluppo tecnologico Cmq, centralit del resettlement, prioritario nella politica governativa: ripartire da zero in nuove comunit avrebbe favorito cambiamenti pi radicali nel sistema di produzione; i nuovi insediamenti avrebbero favorito la collettivizzazione delle masse contadine questa avrebbe favorito la meccanizzazione Inoltre, villaggizzazione: creazione di nuovi agglomerati rurali da gestire centralmente e razionalmente 4 tipi di programmi: insediamenti convenzionali, a basso costo, integrativi, in 33 zone totali; trasferimento di pi di 2 000 000 di persone MA gravi carenze organizzative

Le conseguenze Fretta e disorganizzazione violenze, soprusi, sofferenze; molti decessi durante i trasporti (1520%); modalit di reclutamento arbitraria basata sulla cattura; campi di concentramento fino al momento delleffettivo trasferimento; disgregazione delle famiglie. Dopo larrivo, problemi di alimentazione, alloggio, condizioni igieniche e sanitarie; notevoli disagi anche per le popolazioni autoctone. Gravi conseguenze ambientali del disboscamento e del passaggio dalla shifting coltivation allagricoltura intensiva. Anche aiuti umanitari strumentalizzati perch tutti aiuti internazionali gestiti da Addis Abeba o cmq da ong che dovevano scendere a continui compromessi col governo (che ad es. usava gli aiuti alimentari come arma per adescare nuovi settlers o al contrario per affamare i movimenti di liberazione). Proteste espulsione di MSF