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Ebook

Agosto 2012

IMMAGINATE UN UOMO E LA SUA ISOLA .


Geom. Aleandro Bottichio

Questi pochi pensieri a compenso dei servigi gratuiti di tanti colleghi ed amici che con i loro scritti ogni giorno animano la rete e facilitano lattivit quotidiana oltre che lavorativa.

Questo ebook stato scritto e pubblicato di proprio pugno da Geom. Aleandro Bottichio, il quale dichiara di esserne lunico ed esclusivo autore. I fatti e i riferimenti raccontati sono di pura fantasia. Trattasi infatti di semplice letteratura fantasiosa con riferimenti economici di pura personale interpretazione o marginale conoscenza, dunque non basati su precise ricerche od apprendimenti verificati in campo. Lebook viene messo in rete gratuitamente affinch chiunque lo possa scaricare e far girare tra amici, al solo fine di scambio ed accrescimento culturale. La titolarit e lesclusivit, compresa la copertina, rimane a carico dellautore. Si augura buona lettura.

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opinione diffusa tra le genti italiane che gli attuali uomini di governo, i cosiddetti tecnici, nonostante gli altisonanti titoli accademici, siano degli emeriti dilettanti delle materia economica. Giustappunto perch tutto ci che intraprendono non fa altro che paralizzare le varie attivit economiche, creare incertezza, disagio, squilibrio economico e sociale, oltre a tutto quanto di drammatico si sta vivendo in questo periodo. Vorrei portare a titolo di esempio la questione dellI.M.U., ex I.C.I., ben conosciuta e vissuta dal sottoscritto, i cui effetti sono stati alquanto opprimenti del mercato immobiliare. Alla fine tutti hanno potuto constatare che la mazzata non stata poi cos terribile come preannunciato. Il problema dunque sta nel fatto che la discussione si protratta per ben sei mesi e la vicenda si concluder nei prossimi giorni di settembre, male che vada l'aliquota salir di qualche 0,1 / 0,2 %.
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A far male non stato quindi l'aumento dell'imposta, bens la discussione che alla fine si sar protratta per quasi un anno, durante il quale il mercato delle compravendite si bloccato. Quindi non si fermato perch mancavano i soldi o la voglia di compravendere, ma, al contrario, perch la gente stata terrorizzata da quello che doveva essere il tributo pi terribile dell'universo. Se l'oggetto del contendere fosse stato semplicemente l'aumento dellimposta sarebbe stato opportuno comunicare le nuove aliquote nei primi giorni di gennaio, placare da subito gli animi, consentendo alla gente di compravendere come in precedenza, con l'imposta leggermente aumentata, comunque certa fin dall'inizio. Al contrario la polemica durata per settimane intere, ha terrorizzato la gente che ha smesso di comprare casa e lo far fino a chiarezza definitiva sui nuovi tributi.

Rimane quindi da capire perch i nuovi governanti, saggi conoscitori dei meccanismi economici, soprattutto di tutti quei comportamenti che spesso, in economia, si esplicano contro logica, abbiano protratto il dibattito fiscale fino alla paralisi del mercato immobiliare. Un simile comportamento era tollerato se tenuto dai politici, le cui azioni normalmente sono destinate alla raccolta di voti, non di certo perdonabile a gente del mestiere, economisti di professione, antipolitici per definizione. E chiaro che i governanti tecnici di oggi sono tuttaltro che stolti od incompetenti, molto probabilmente in retroscena vi sono delle questioni a noi poco logiche o comprensibili : motivazioni valide che li inducono ad agire in tal senso. Forse era proprio il mercato degli immobili che necessitava di essere arenato, magari a favore di altri settori economici, o volesse il cielo per questioni proprie intrinseche che sfuggono anche a coloro che maneggiano fabbricati ogni
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giorno, ci per meccanismi che sono ovvi solo agli uomini delleconomia complessiva e globale. O magari, come ho recentemente avuto modo di leggere in alcuni ebook o blog controcorrente, dietro la questione vi un preciso piano, quasi diabolico, congegnato dai potenti della terra. E stata appunto la lettura su tali congetture, le riflessioni in merito, il voler capire, il sintetizzare ed il dare valore alla questione che ha scaturito la storiella dell'uomo che viveva su di un'isola in sola compagnia di un televisore. La tv, allegoria dei tempi nostri, nella storiella sar lartefice di ogni accadimento, la macchina senza la quale nulla avrebbe potuto compiersi, ci come accade ad ogni istante nella nostra quotidianit. Durante la lettura vi chiederete come faceva a funzionare su unisola deserta, senza energia elettrica, il dubbio parlando di economia dovuto, per comodit diamo la colpa o il merito alle scie chimiche.
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La storiella recita pressappoco cos : Su un'isola immaginaria, viveva un uomo immaginario.. Era nato l, vissuto l, sempre solo, lontano da tutti, lontano dal continente, lontano pertanto da quella che veniva definita la civilt. Viveva semplicemente in ozio, giusto perch le condizioni dell'isola ne consentivano l'esistenza. Trascorreva le giornate guardando una vecchia televisione che un giorno il mare gli aveva portato. Imparo, malgrado suo, il modo con cui la.., oltre, sul continente , gli uomini come lui sembravano vivere. Un giorno il televisore si ruppe, perci luomo cadde in una terribile noia ed angoscia : nonostante le bellezze e lagiatezza dellisola gli mancava lozio televisivo. Voleva a tutti i costi possedere una nuova televisione, magari una moderna,
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sottile come una bionda ballerina, una tv come quelle che la vecchia ormai da tempo ostinatamente gli mostrava, quasi ad annunciare limminente dipartita, orgogliosa del miglioramento della specie videotelevisiva. Luomo prego, invano, per mesi il mare affinch gli portasse un nuovo tv, ma si sa la magia delle favole. Immagino pertanto che l'unico modo per avere un nuovo televisore fosse quello di avere, prima di tutto, disponibilit di quella terribile e maledetta moneta che tanto faceva girare le cose la, al continente. La pensata era geniale, avrebbe fatto arrivare dalla terra ferma banchieri, muratori, camerieri, materie di ogni genere e avrebbe prodotto anche lui, quella moneta indispensabile a tutto ci che il continente prometteva, compresa una nuova televisione. I conti, pi volte fatti e rifatti tornavano : 1 milione di euro quale prestito bancario, questo da dare ai muratori per la costruzione di un
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ristorante, 1 milione di euro quali interessi da versare alla banca, 1 milione di euro per i camerieri, i cuochi, il vettovagliamento, il cibo ecc. , oltre a 3.000.850 euro, quale incasso dai clienti continentali, avventori del nuovo ristorante sull'isola. Il guadagno corrispondente alla differenza di 850 avrebbe rappresentato la giusta quantit di moneta necessaria all'acquisto dalla snella televisione. Non esit oltre e da li a poco sull'isola si precipit un banchiere con un baule contenente l'auspicato milione di euro. In cambio fece firmare al nostro amico un pezzo di carta con l'impegno a cedere l'isola qualora il debito non fosse stato onorato nei giusti termini. In merito nessun problema anche perch il nostro saggio amico, avendo pi volte fatto i conti, era convinto sulla bont delle proprie scelte. Appena salutato il banchiere, l'uomo, a gratitudine per quella che sarebbe stata
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la sua nuova vita, volse lo sguardo al tramonto, qualcosa di strano per lo incurios : il mare gli stava portando una dolce e bionda sirena. Di questa se ne innamoro a tal punto che dimentico da subito la noia dei giorni precedenti e soprattutto i propositi della sua nuova attivit economica. Si narra che fecero l'amore ininterrottamente per due anni. Ecco quindi far ritorno sull'isola il banchiere a pretendere la restituzione del dovuto. Anche in questo caso il nostro amico non esito : con destrezza e convinzione di non aver fatto male alcuno prese il baule della moneta, ormai semi sepolto dalla polvere, lo spazzolo e lo restitu al banchiere. Chiuso, sigillato ermeticamente, cos, proprio come lo aveva ricevuto, agendo con lestrema ingenuit di colui che restituisce una cosa mai usata, sfruttata o deteriorata, quindi tale come laveva ricevuta. Tra laltro poi non avendola fruttata, il nostro caro amico era
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totalmente inconsapevole di quanto li a poco gli sarebbe capitato. Infatti, prontamente il banchiere si lament perch la cifra, da restituire, quella pre-concordata, non era pi l'originario milione di euro, bens 1 milione e duecento mila euro, giusto perch comprendente gli interessi maturati nei due anni di prestito. Al contrario l'uomo non poteva far altro che restituire lammontare ricevuto, non vi dubbio che sull'isola esisteva solamente il milione di euro portato dal banchiere. E chiaro che lisolano non possedeva la moneta corrispondente agli interessi, gli ulteriori 200 mila euro, sull'isola non c'erano, non c'erano mai neppure stati, nessuno li aveva portati. Per il banchiere fu altrettanto semplice : si tenne per se il baule originario e, purtroppo, l'isola medesima, attribuendo alla stessa, almeno a suo dire, il giusto valore maturato dagli interessi sul prestito.
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Il nostro amico venne cacciato dalla sua isola e prontamente mandato sul contenete, gli venne comunque concessa la gentile possibilit di scegliere tra il fare luomo povero di strada, oppure, una lunga vita di schiavit, per gratificata da una nuova televisione. Lesperienza lo aveva fatto saggio e pertanto scelse la prima soluzione. Al contrario la bionda sirena rimase su quel meraviglioso approdo marino, con il banchiere. Si vocifera che fossero amici di vecchia data. Per me forse anche la Tv era quella del banchiere, in un primo momento pensavo quella vecchia scartata dallo stesso, ma pi logico acquistata vecchia a proposito : per mostrare quelle di nuova generazione. Vi chiederete cosa centra questa storiella con la situazione economica odierna. Le circostanze sono analoghe : lisola con il suo uomo non son altro che il mondo e noi tutti, anche il banchiere il
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medesimo, esiste pure la bionda sirena sottile come una televisione moderna. Ci almeno a decorrere da quando le banche - che contrariamente al pensiero comune sono tutte imprese private - sono state autorizzate dagli Stati alla stampa dei soldi dal nulla, senza controvalore in oro o simile materiale ed oltretutto possono stampare cartamoneta solo in caso di prestiti. Il denaro da almeno cinquantanni viene stampato solo a prestito e dal nulla, senza controvalore in preziosi. Conseguenza a ci che oggi gira, a parte la misera riserva del 2%, unimmane quantit di denaro dato a prestito e quindi stampato dal nulla, concesso a seguito di innumerevoli contratti bancari che prevedono la restituzione del medesimo denaro, maggiorato degli interessi monetari e tutti suggellati in ogni caso da una miriade di ipoteche immobiliari. Tutto ci apparentemente funziona bene se non fosse per la bizzarra, a dir poco burlesca ( quasi una barzelletta sui banchieri ), questione che sulla terra non
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esiste - come sullisola il denaro necessario a pagare gli interessi. Noi tutti, compresi gli Stati, come l'uomo dell'isola, siamo in grado di restituire il denaro ricevuto a prestito, non siamo per in grado di versare gli interessi, proprio perch non abbiamo cartamoneta, questa non mai stata stampata, quindi non esiste, zero assoluto. Siete in grado di immaginare una situazione simile, fantascienza? purtroppo No, esiste ed il mondo odierno. Neppure il nostro caro amico immaginava una tale disfatta, ma alla fine ha compreso, si convinto ed ha abbandonato lisola senza indugio, rassegnandosi a vita meno agiata. Nel mondo odierno, a prestito in cambio di interesse bancario (che non c ) la questione si fatta complicata. Le banche sono delle imprese private, non pubbliche al contrario dellopinione collettiva, la loro destinazione finale il profitto, come ogni altra impresa esistente sulla terra, e ci plausibile.
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Lattivit sociale che gli stata attribuita nellultimo mezzo secolo la stampa del denaro, per, malgrado loro, solo per prestarlo con attribuzione di ipoteche su immobili, ci gratuitamente perch abbiamo precisato che i soldi per restituire interessi non ci sono, non sono mai stati stampati. E che genere di attivit economica sarebbe questa ? non certo unattivit bancaria, direi unagenzia di servizi che prenota appuntamenti dal notaio e prenota la stampa di soldi, un agenzia e basta. Questo perch le banche non sono autorizzate a stampare i soldi per comprarsi ci che vogliono ma li devono semplicemente prestante ai cittadini o agli stati, per con ipoteca immobiliare e qui la cosa si fa interessante. Quale sar di conseguenza il ruolo futuro delle banche ? di certo non quello di concedere ulteriori prestiti !! ci semplicemente perch questa si mostrata un'attivit che porta a nulla, solo dispendio di tempo, di persone a stipulare contratti, ipoteche prenotare appuntamenti
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e recarsi in tipografia a far stampare nuovo denaro. Anzi peggio perch nelleconomia moderna si arricchisce chi chiede in prestito ed investe. Cosa dovrebbero fare le banche? continuare a far firmare ulteriori contratti dove la gente e gli Stati ricevono del denaro e si impegnano a restituirlo comprensivo degli interessi che di fatto non possono restituire ? la risposta retorica. E pi credibile pensare che in futuro le banche vogliano materializzare gli interessi, immobilizzare, ovvero, dare corso alle ipoteche sottraendo gli immobili concessi a garanzia, proprio come al nostro amico stata portata via l'isola. Per far ci, preso atto che l'economia moderna a debito gira molto meglio rispetto a quella tradizionale del controvalore materiale necessario che la catena positiva si rompa e che le cose ad un certo punto inizino ad andare male. Altrimenti alla fine saranno le imprese banca ad avere la peggio.
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Infatti non si pu di certo pretendere di portar via la casa ad un imprenditore che ha chiesto un prestito e con lo stesso ha guadagnato il doppio, logico pensare che il nostro impresario sar portato a far ulteriori debiti per guadagnare ulteriormente il doppio, diventando cos sempre pi ricco e ponendosi in concorrenza o superiorit rispetto alle banche medesime. Ci a meno che, in generale, le cose vadano male e le imprese siano poste nelle condizioni di non trarre pi vantaggi dalle loro attivit. Ci proprio come successo all'uomo dell'isola che dovendo seguire la bionda sirena non ha pi potuto attuare il suo ineccepibile piano economico e che alla fine si fatto portare via l'isola. Forse sotto questa ottica appaiono pi coerenti le azioni dei governanti moderni, magari ho immaginato un piano diabolico : la rovina dell'economia recente, che non male, che ha fatto stare bene tutti, sostituendola con un'economia di povert che consentirebbe la surrogazione con
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immobili degli interessi che tutti noi dobbiamo le banche per i prestiti ricevuti in attuazione dell'economia positiva moderna. A ci si aggiunga che se leconomia moderna positiva del debito non si arena alla fine ad averne la peggio saranno le banche stesse che con i loro prestiti avranno arricchito le concorrenti. Questa una semplice storiella tra le tante, comunque la pi rappresentativa fra tutte della situazione odierna : quella dei governanti degli anni 2000 che da decenni ( senza lungaggini vedi mani pulite di 20 anni fa e la storia continua anche ai giorni nostri ) hanno stronizzano gli uomini politici, quelli votati, voluti dalla gente, indifferentemente di destra o sinistra, i quali, con i modi pi svariati appartenenti loro linguaggio politico, in sostanza non facevano altro che dire di spendere i soldi, di farli girare, di far girare leconomia. Infatti in questi mesi la frase << non girano pi i soldi>> sulla bocca di ogni imprenditore piccolo o grosso che sia.
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Che bella la frase << i soldi girano >>, appunto ruotano come una macchina che si muove, che produce, del resto luomo si evoluto da quando un semplice oggetto ha iniziato a ruotare. Od ancora lenergia meccanica ed elettrica che ci ha portato nel ventesimo secolo stata prodotta dal ruotare di un congegno. Per le medesime leggi del cosmo non sar cos anche per i soldi ? sar dunque che anche loro debbano girare per creare il benessere di universale ? Al contrario, gli esperti della materia economica, dicono l'opposto, chi avr ragione ? non dato ancora sapersi, staremo a vedere. Noi poveri amanti della tv ancor prima delle bionde lo sapremo fra qualche decennio. Allora forse potremo capire se ad avere ragione saranno stati i politici spendaccioni oppure i pi parsimoniosi esperti economici. Ora per devo concludere perch ormai passato mezzogiorno del 20 agosto,
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il fatidico giorno della scadenza dellUnico, dimenticavo!! devo andare in rete a versare i saldi dei tributi dellanno passato e pure gli acconti per lanno che verr. E se questo ebook, che mi accingo a mettere in rete, dovesse funzionare e fossi costretto a cambiare attivit ? me li rimborseranno gli acconti che oggi verso per il vecchio mestiere ? ma chiss come e quando, dovr fare lInterpello allAgenzia delle Entrate ed aspettare la circolare.. per cosa ci scrivo nella domanda? <<considerato che ho scritto quattro stupidate per criticare la situazione economica moderna ho avuto successo ed ho preferito lasciare il mio vecchio e faticoso lavoro per uno pi rilassante, mi ridate in conseguenza gli acconti delle tasse sulla vecchia attivit >> magari mi dicono anche di Si. Comunque oggi ci hanno pure indorato la pillola, le tasse infatti non si versano pi in banca con la cartamoneta ma si obbligati a pagarle in rete, attraverso dei siti tutti belli colorati, accompagnati da bionde appariscenti, cos il carico fiscale appare meno gravoso di
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quando si andava in banca con il pacchettino in contanti. Quindi corro perch mi hanno detto che oggi la biondina e mezza svestita, del resto con il caldo che fa ha ragione. Gi la settimana scorsa, quando era pi bardata, mi ha fatto perdere una mezza mattinata, giusto perch la sua bella chioma nascondeva il clik per accedere alla versione Accise del modello F23 informatizzato, chiss oggi, quanto tempo ci dovr perdere, devo pure cercare il clik per i contributi previdenziali. Lui almeno, il barbone ex dellisola, di questi problemi non n ha pi.

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