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Evoluzione normativa, dottrina e prima giurisprudenza di fatto in materia di mediazione civile.

La giustizia non esiste di per s, ma solo nei rapporti reciproci e in quei luoghi dove si sia stretto un patto circa il non recare n ricevere danno. EPICURO

. () Elementi di dottrina e giurisprudenza di merito () () .. Sui dubbi di legittimit si gi detto, ma vale la pena citare lordinanza del 21 settembre 2011 del Giudice di Pace di Mercato san Severino, che opera una remissione alla Corte di Giustizia UE per una domanda di pronuncia pregiudiziale, in merito alla quale il servizio giuridico della Commissione europea ha presentato le osservazioni scritte alla Corte di Giustizia stessa, che dovr decidere sulla causa in oggetto (C/492-11), in base allart. 267 del Trattato sul funzionamento dellUnione Europea. Il giudice muove da una causa in materia di assicurazione e solleva alcuni quesiti in merito alla mediazione civile e commerciale. Senza dettagliare i fatti e la procedura, per i quali si rimanda il lettore alla visione del parere della Commissione1, si segnalano le osservazioni date in merito ad alcuni punti rilevanti sulla mediazione civile e commerciale. In
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Commissione Europea, al signor Presidente e ai signori Giudici della Corte di Giustizia dellUnione Europea osservazioni scritte, causa C-492/11, Bruxelles, 2 aprile 2012, SJ.g (2012) 416803.

particolare il giudice ricorrente aveva segnalato, nella sua domanda pregiudiziale, la possibilit che la mediazione civile, cos come regolata dalla normativa italiana ( in recepimento della direttiva 2008/52/CE), osti con gli art. 6 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali, lart 47 CDFUE, la direttiva 2008/52/UE ed il principio generale del diritto dellUnione di tutela giurisdizionale effettiva. In particolare il giudice di rinvio si interroga sulle sanzioni processuali ed economiche ( quesiti pregiudiziali da 1 a 5) che sanzionano la non partecipazione ingiustificata al procedimento di mediazione. A tal proposito la Commissione si esprime con una sostanziale approvazione, affermando che tali sanzioni, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, non ostano in alcun modo ad un normale e corretto ricorso alla giustizia, () 63. Alla luce di quanto finora esposto, la Commissione ritiene che la Direttiva 2008/52/CE, letta alla luce delart 47 CDFUE, non osti ad una normativa nazionale come quella oggetto della presente causa che prevede che la parte che ingiustificatamente non partecipa al procedimento di mediazione sia sanzionata con la possibilit per il giudice successivamente investito della controversia di desumere argomenti di prova dalla mancata

partecipazione e con la condanna al pagamento di una somma corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio. Tali sanzioni, non risultano tali da ostacolare o rendere particolarmente difficile laccesso al giudice.2
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Commissione Europea, al signor Presidente e ai signori Giudici della Corte di Giustizia dellUnione Europea osservazioni scritte, causa C-492/11, Bruxelles, 2 aprile 2012, SJ.g (2012) 416803. Punto 63.

Pi articolata risulta invece la riflessione operata dalla Commissione in merito ai casi di sanzione previsti per mancata accettazione della proposta del mediatore, in questo caso viene rilevato un sostanziale impedimento o rallentamento del ricorso alla giustizia da parte del cittadino, nella misura in cui deve sottostare alla proposta del mediatore, con il rischio di incorrere in sanzioni, nel caso di mancata accettazione. In particolare viene evidenziato il fatto che le sanzioni su un procedimento obbligatorio possono incidere sulla libert delle parti di porre fine quando vogliono al procedimento di mediazione , in pi il fatto che la sanzione possa intervenire su procedimenti obbligatori non apparirebbe in linea con la ricerca consensuale dellaccordo, base imprescindibile del procedimento di mediazione. La commissione sembra per commettere una svista nel riferimento alla nostra legislazione, in particolare nella formulazione della proposta da parte del mediatore che, come gi visto, obbligatoria solo se le parti gliene fanno concorde richiesta, () 69. Alla luce di quanto esposto, la Commissione ritiene che un sistema di mediazione quale quello istituito dal D.lgs. 28/2010, il quale prevede che il mediatore possa e a volte debba, senza che le parti possano opporvisi, formulare una proposta di conciliazione che le parti sono indotte ad accettare per evitare di incorrere in determinate sanzioni economiche, non in grado di consentire alle parti di esercitare il diritto di decidere liberamente quando chiudere il procedimento di mediazione e pertanto non appare in linea con la ricerca consensuale dellaccordo di mediazione3

Commissione Europea, al signor Presidente e ai signori Giudici della Corte di Giustizia dellUnione Europea osservazioni scritte, causa C-492/11, Bruxelles, 2 aprile 2012, SJ.g (2012) 416803. Punto 69.

In maniera molto chiara invece la Commissione si esprime favorevolmente sul termine di quattro mesi della mediazione obbligatoria, anche se questo dovesse , in determinate circostanze, addirittura aumentare. Non osterebbe di fatto , n ritarderebbe la introduzione e la definizione di un eventuale successivo giudizio, dal momento che la stessa mediazione obbligatoria persegue lo scopo di ridurre i tempi processuali per la risoluzione delle controversie e quello di far diminuire quantitativamente il contenzioso giudiziario, migliorando indirettamente lefficienza dellamministrazione pubblica. In relazione ad altri quesiti pregiudiziali, vertenti invece sulla onerosit del procedimento di mediazione, la Commissione rimanda al giudice nazionale il compito di valutare, caso per caso, se i costi del procedimento siano tali da rendere la misura sproporzionata rispetto allobiettivo di una composizione pi economica delle controversie. Appare doveroso osservare , per , che la Commissione non sembra tenere conto del fatto che i costi effettivi possano dipendere anche dalle indennit pratiche dai singoli organismi, n del fatto che risulta di difficile comparazione il contributo unificato alle suddetta indennit come costo del giudizio, rientrando in questo anche lonorario del legale e la eventuale perizia tecnica. Appare del tutto trascurato , infine, il fatto che il DM 145/2011 ha fortemente ridotto le indennit per le mediazioni obbligatorie rispetto al DM 180/2010. .()
da. L. Possieri, E.F. Franchino, "Confliggere mediando al tempo della crisi. La mediazione civile e commerciale: evoluzione normativa e approccio filosofico", casa editrice Youcanprint self-publishing, Tricase (LE), paper in progress, pubblicazione aggiornata entro dicembre 2012