Sei sulla pagina 1di 8

CORSO DI LAUREA IN MATEMATICA AA 2008/2009 Geometria 1 Appunti dalle lezioni - 15.12.2008 Prof.Rita Vincenti .

Lo spazio ane reale A = AG(3, R)

Sia V = R3 . La geometria ane A = (P, R, , I, //) ove P = {a|a V}, R = {u+ < m > |u, m V, m = {0V }}, = {u+ < v, w > |a, v, w V, v = kw, k R }, (P insieme dei punti, R insieme delle rette, insieme dei piani ), A I B per ogni A, B P R se A B = , A//B per ogni A, B R , A = a + S, B = b + S, dimS dimS se e solo se S S, lo spazio ane reale, cio A = AG(3, R). e e Dalla Nota 1 della sezione 1, Generalit, si ottiene la seguente a NOTA 1 - Siano r, r R, , . i) r//r se e solo se r = r oppure r r = con r r = , , ii) // se e solo se = oppure = , iii) r// se e solo se r oppure r = . NOTA 2 - Le rette r ed r tali che rr = e non sono contenute in un piano, si dicono sghembe. Valgono le seguenti propriet: a p1 ) due punti distinti appartengono ad una unica retta; p2 ) tre punti non incidenti una unica retta, appartengono un unico piano; p3 ) due rette non parallele e contenute in un piano si intersecano in un punto; p4 ) una retta ed un piano non paralleli si intersecano in un punto; p5 ) due piani o sono paralleli o si intersecano in una retta; p6 ) esistono 4 punti non appartenenti ad un medesimo piano. Dimostrazione. Le propriet p1 ), p6 ) sono state dimostrate in generale (v. propriet 1), 2) delle Generalit). a a a p2 ) Siano P = u, Q = v, R = w tre punti distinti. Non incidenti una medesima retta signica che le rette P Q = u+ < v u > e P R = u+ < w u > sono distinte. Ci equivale ad aermare che o < v u >=< w u >, quindi dim < v u, w u >= 2. .

Il piano = u+ < v u, w u > il piano cercato poich i vettori u, v, w si possono ottenere e e nel seguente modo: u = u + 0(v u) + 0(w u), v = u + 1(v u) + 0(w u), w = u + 0(v u) + 1(w u). Daltra parte se = a+ < m, n > un piano che contiene P, Q, R, deve contenere le rette e P Q = u+ < v u >, P R = u+ < w u > quindi i loro spazi direttori, per cui < m, n >=< v u, w u > e contenendo P deve essere a = u da cui segue = . p3 ) due rette non parallele e contenute in un piano si intersecano in un punto. Siano r = a+ < v >, r = a + < v > due rette. Se r = r possiamo scegliere due punti di r e un punto di r (o viceversa) cos che univocamente denito (dalla p1 ) il piano che le contiene e entrambe. Supponiamo r ed r parallele. Allora < v >=< v > e il piano = a+ < a a, v > quello cercato dato che a + v = a + 0(a a) + v e a + v = a + 1(a a) + v e lo spazio e direttore di r ed r contenuto nello spazio direttore del piano. e Siano r ed r non parallele. Quindi < v >=< v > e = c+ < v, v > per qualche c R un e piano che le contiene. Infatti da r segue a + v = c + v + v da cui r = a+ < v >= c + ( )v + v + < v >= c + v + < v >. Analogamente, da r segue a + v = c + v + v da cui r = a + < v >= c + v + ( )v + < v >= c + v+ < v >. Da a + v = c + v + v , a + v = c + v + v segue che c si pu esprimere con c = o a + ( )v + v o con c = a + v + ( )v e comunque univocamente determinato. e Gli eventuali punti comuni r r si trovano in corrispondenza di quei valori x, y R tali che c+v +xv = c+ v +yv e cio per x = , y = , da cui si ottiene u rr per u = c+v + v. e Il punto u unico poich dimostrato che per due punti passa una unica retta. e ee p4 ) una retta ed un piano non paralleli si intersecano in un punto. Sia r = a+ < v > una retta e = b+ < u, w > un piano. Possono accadere due eventualit: a i) < v > < u, w >= {0}, ii) < v > < u, w >= {0}. i) equivale ad aermare < v >< u, w > quindi v = u + w per cui r = a+ < u + w >. Se esiste un punto P r allora esistono , , R tali che a + (u + w) = b + u + w e da cui a = b + u + w da cui segue r = a+ < v >= b+ < u + w >, cio r Altrimenti, non esiste nessun punto quindi r = . In ogni caso si ottiene r//. ii) equivale ad aermare che u, v, w sono indipendenti uindi sono una base per R3 . Esprimiamo a = u + v + w, b = u + v + w da cui segue r = u + w+ < v > e = v+ < u, w >. Esiste un punto P r precisamente quando esistono x, y, z R tali che u + w + xv = v + yu + zw e ci accade scegliendo x = , y = , z = . Se esite un altro punto Q r , o P = Q da p1 ) si avrebbe r = P Q per cui r equivalente < v >< u, w > contro lipotesi assunta. p5 ) due piani o sono paralleli o si intersecano in una retta. Siano = a+ < u, v >, = a + < u , v > due piani. Possono accadere due eventualit: a i) < u, v >=< u , v >, ii) < u, v >=< u , v >.

i) equivale ad aermare // essendo traslati di uno stesso spazio direttore. ii) equivale (da Grassmann) a dim(< u, v > < u , v >) = 1. Sia < w >=< u, v > < u , v >. Per il teorema della base incompleta possiamo rappresentare < u, v >=< w, t > e < u , v >=< w, t >. I due piani possono quindi essere espressi da = a+ < w, t >, = a + < w, t > ove < w, t, t >= R3 . Sopra la base {w, t, t } si esprime a = a1 w + a2 t + a3 t e a = a1 w + a2 t + a3 t da cui si ottiene = a3 t + < w, t > e = a2 t+ < w, t > per cui = {a3 t + a2 t + w| R} = e a3 t + a2 t+ < w > che una retta. Equazioni cartesiane Sia AX = b un sistema lineare m n, ove X = (x1 ...xn )t , b = (b1 ...bm )t , A = (aij ) matrice a entrate reali m n. Indichiamo con S linsieme delle soluzioni di XA = b. Sia s = (s1 , ..., sn ) un qualunque elemento scelto e ssato in S. Il sistema XA = 0 denito il sistema lineare omogeneo associato ad XA = b. e n Sia U0 R il sottospazio delle soluzioni di XA = 0. LEMMA - S = s + U0 . Dimostrazione. Sia s una soluzione ssata di AX = b. Per ogni u0 U0 si ottiene A(s + U0 ) = As + AU0 = b. Se invece As = b, allora As As = 0 quindi A(s s ) = 0 da cui s s U0 . Sia B = {e1 , e2 , e3 } la base canonica di R3 cos che un punto P possa esprimersi con coordinate cartesiane (x, y, z) rispetto al riferimento (O, E1 , E2 , E3 ), O := (0, 0, 0), Ei := ei , i = 1, 2, 3. Il piano Sia un piano di A = AG(3, R), = w+ < u, v >. Si esprimano i vettori w, u, v sopra la base prescelta cos che ad essi si possano associare rispettivamente le terne coordinate (w1 , w2 , w3 ), (u1 , u2 , u3 ), (v1 , v2 , v3 ). La equazione cartesiana del piano si ottiene considerando la condizione a cui un punto P di coordinate (x, y, z) deve soddisfare anch appartenga a = a+ < u, v > equivalente a e (x, y, z) = (w1 , w2 , w3 ) + (u1 , u2 , u3 ) + (v1 , v2 , v3 ). Tale uguaglianza equivalente a 3 relazioni e scalari che esprimono la rappresentazione parametrica del piano , ovvero equivalente a x w1 y w2 z w3 u2 u3 = 0. det u1 v1 v2 v3 Notare che la sottomatrice B di A formata dalle righe 2, 3 e da tutte le colonne ha rango 2 dal momento che i vettori u, v sono indipendenti. Espandendo il determinante si ottiene una equazione lineare della forma (1) ax + by + cz + d = 0

ove (a, b, c) = (0, 0, 0) essendo a, b, c proporzionali ai determinanti dei minori di ordine 2 estraibili da B (parametri di giacitura) e che rappresentano lo spazio direttore del piano . Se si scelgono altri generatori dello spazio direttore del piano, ad esempio < u, v >=< u, v >, la equazione cartesiana che si ottiene con analoga procedura la (1) moltiplicata per il fattore . e Quindi la equazione cartesiana di un piano denita a meno di fattori di proporzionalit non nulli. e a Viceversa, sia assegnata una equazione lineare ax + by + cz + d = 0 con (a, b, c) = (0, 0, 0). Usando il Lemma sopra dimostrato, denotiamo con w = (x0 , y0 , z0 ) una soluzione di ax + by + cz = d. Lequazione omogenea associata ax + by + cz = 0 ha come spazio soluzione un sottospazio U0 R3 con dimU0 = 2. Se ad esempio a = 0 si ottiene U0 =< (a1 b, 1, 0), (a1 c, 0, 1) > da cui ponendo u = (b, a, 0), v = (c, 0, a) si ottiene che la equazione ax + by + cz + d = 0 rappresenta il piano = w+ < u, v >. Concludiamo quindi che lequazione ax + by + cz + d = 0 ove (a, b, c) = (0, 0, 0) e denita a meno di fattori di proporzionalit non nulli lequazione cartea e siana del piano . Se = w + < u, v > un piano parallelo a , = , una sua equazione cartesiana e e ax+by+cz+d =0 ove (a , b , c ) = (a, b, c) e d = d. Ci equivalente ad aermare che la matrice oe a b c a b c d ha rango 1 e la matrice ha rango 2. a b c a b c d . La retta Sia r una retta di A = AG(3, R), r = u+ < v >. Esprimiamo i vettori u, v sopra la base prescelta cos che ad essi si possano associare rispettivamente le terne coordinate (u1 , u2 , u3 ), (v1 , v2 , v3 ). La rappresentazione cartesiana della retta si ottiene considerando la condizione a cui un punto P di coordinate (x, y, z) deve soddisfare anch appartenga ad r = u+ < v > equivalente a e (x, y, z) = (u1 , u2 , u3 ) + (v1 , v2 , v3 ). Tale uguaglianza equivalente a 3 relazioni scalari che e esprimono la rappresentazione parametrica della retta r, ovvero equivalente ad aermare che la matrice x u1 y u2 z u3 . v1 v2 v3 ha rango 1. .

Espandendo i tre minori si ottiene v2 x v1 y + u2 v1 u1 v2 = 0 () v3 x v1 z + u3 v1 u1 v3 = 0 v3 y v2 z + u3 v2 u2 v3 = 0 .

Si osservi che, ad esempio, la prima equazione di () si ottiene come combinazione lineare con coecienti v2 e v1 rispettivamente della seconda e della terza equazione. Quindi il sistema () e equivalente al sistema formato da due qualunque delle sue equazioni. In generale dalla forma di r = u+ < v > si ottiene un sistema lineare () ove a b c a b c ha rango 2. a b c a b c ha rango 2. ax + by + cz + d = 0 ax+by+cz+d =0 .

Viceversa, sia assegnato un sistema lineare () ove

Usando il Lemma sopra dimostrato, denotiamo con u = (x0 , y0 , z0 ) una soluzione di (). Il sistema omogeneo ax + by + cz = 0 ax+by+cz =0 . associato a () ha come spazio soluzione un sottospazio U0 R3 con dimU0 = 1. a b Se ad esempio det = 0 si ottiene U0 =< (bc b c, a c ac , 1) > da cui ponendo a b v = (bc b c, a c ac , 1) si ottiene che il sistema () rappresenta la retta r = u+ < v >. Si conclude che il sistema ax + by + cz + d = 0 ax+by+cz+d =0 . ove . Piani e rette di equazioni particolari Si noti che ogni piano =< u, v > e retta r =< m > un sottospazio contiene quindi il vettore e (0, 0, 0) quindi il punto O scelto come origine del riferimento (O, E1 , E2 , E3 ). Si considerino i tre piani coordinati yz = OE2 E3 , xz = OE1 E3 , xy = OE1 E3 . Si ha yz =< e2 , e3 >, xz =< e1 , e3 >, xy =< e1 , e2 >. Essi hanno rispettivamente equazioni cartesiane: . a b c a b c ha rango 2 la rappresentazione cartesiana della retta r. e

yz : x = 0, xz : y = 0, xy : z = 0. Le rette coordinate asse delle x: rx =< e1 >, asse delle y: ry =< e2 >, asse delle z: rz =< e3 >, hanno rispettivamente equazioni cartesiane rx : y=0 z=0 ry : x=0 z=0 rz : x=0 y = 0.

Una equazione in cui manca una variabile (cio zero il coeciente di una variabile) rappresenta ee un piano parallelo allasse di nome la coordinata mancante. Quindi ax + by + d = 0 rappresenta un piano parallelo allasse z, ax + cz + d = 0 un piano parallelo allasse y, by + cz + d = 0 un piano parallelo allasse x. La equazione ax + by + d = 0 pu essere interpretata, se saltiamo dentro al piano xy (il nostro o ambiente quindi per il momento piatto) quale la equazione di una retta. Se invece ci rimettiamo e nellambiente spazio, quella retta la retta intersezione del piano parallelo allasse z di equazione e ax + by + d = 0 con il piano z = 0. E analogamente per le altre possibilit. a Fasci e stelle Linsieme dei piani che passano per una retta r, si chiama fascio di piani, la retta r si chiama asse del fascio; linsieme dei piani passanti per un punto P si chiama stella di piani, il punto P si chiama centro della stella; stella di rette linsieme delle rette per un punto (centro della stella), e fascio di rette linsieme delle rette appartenenti ad un piano e passanti per un punto (centro e del fascio) . Sia r rappresentata da ax + by + cz + d = 0 a x + b y + c z + d = 0. Il fascio di piani di asse r rappresentato dalla equazione e (a + a )x + (b + b )y + (c + c )z + (d + d ) = 0 ottenuta combinando linearmente le due equazioni, al variare di , R. Se P = (x0 , y0 , z0 ), la stella di piani che passa per P ha equazione a(xx0 )+b(yy0 )+c(zz0 ) = 0 ottenuta dalla equazione generica del piano imponendo il passaggio per il punto P . E chiaro quindi che a(x x0 ) + b(y y0 ) + c(z z0 ) = 0 a (x x0 ) + b (y y0 ) + c (z z0 ) = 0 al variare di a, b, c, a , b , c con (x0 , y0 , z0 ). . . a b c a b c di rango 2, rappresenta la stella di rette per P =

Il fascio di rette del piano : ax + by + cz + d = 0 (a, b, c, d ssati) di centro P = (x0 , y0 , z0 ) si rappresenta con due equazioni di cui una ssa (quella del piano ) e laltra rappresenta la stella di piani per P ax + by + cz + d) = 0 a (x x0 ) + b (y y0 ) + c (z z0 ) = 0 Pu essere rappresentato anche come intersezione di con un qualunque fascio di piani di asse o r per il punto P . . Il gruppo delle anit dello spazio A = AG(3, R) a In analogia a quanto denito nel caso del piano e omettendo alcune dimostrazioni introduciamo le seguenti nozioni. DEFINIZIONE 2 - Una anit dello spazio A = AG(3, R) una biiezione dellinsieme P a e dei punti, che trasforma biunivocamente linsieme R delle rette e linsieme dei piani conservando lincidenza e il parallelismo. Sia T il gruppo delle traslazioni di R3 e sia G = GL(3, R) il gruppo degli automorsmi lineari di R3 . Sia = a f ove a T, f G. La azione di sui punti espressa da (P ) = f (p) + a ove e e P := p. PROPOSIZIONE 1 - = a f una anit di . e a Deniamo A A := T G = {a f |a T, f G}. PROPOSIZIONE 2 - A A il gruppo delle anit di A. e a Rappresentazione in coordinate ani del gruppo AA Dalla (P ) = f (p) + a, esprimendo sulla base prescelta per R3 P = (x, y, z), (P ) = (x , y , z ), a = (h, k, l) ed f con la matrice invertibile (aij ) si ottengono le seguenti due relazioni scalari in coordinate cartesiane: x = a11 x + a12 y + a13 z + h y = a21 x + a22 y + a23 z + k . z = a31 x + a32 y + a33 z + l Al variare di aij , h, k linR le tre relazioni rappresentano quindi, in coordinate cartesiane, il gruppo AA. x =x+h y = y + k al variare di h, k, l R. Il sottogruppo T delle traslazioni rappresentato da e z =z+l

Per ogni a T a (P ) = P per ogni P P. e x = kx y = ky al variare di k R . Il sottogruppo D delle dilatazioni rappresentato dalle e z = kz Ogni trasformazione = f 0 = f ssa il punto O. E facile provare che mentre (T, ) isomorfo ad (R3 , +), (D, ) isomorfo ad (R , ). e e Ogni elemento AA pu riguardarsi sia come trasformazione di movimento dello spazio A o rispetto ad un ssato riferimento, sia come coordinatizzazione dello spazio rispetto a riferimenti diversi. Il primo riferimento (O, E1 , E2 , E3 ) ed il secondo (O , E1 , E2 , E3 ). e e La (aij ) la matrice del cambiamento di base da {e1 , e2 , e3 } a {e1 , e2 , e3 } e il vettore a = (h, k, l) e della traslazione trasforma il punto O nel punto O . .