Sei sulla pagina 1di 4

@

info@partitosocialista.it

DELLA DOMENICA

ANNO XIII - N. 10 DOMENICA 18 APRILE 2010


SPED. ABB. POST. - DL 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N 46 Art.1, Comma 1, DCB) ROMA TAXE PERCUE - TASSA RISCOSSA - ROMA ITALY

EURO 1,50

La morte di Stefano Cucchi

LOFFENSIVA PRESIDENZIALISTA DI BERLUSCONI

tefano Cucchi ha concluso la sua vita in modo disumano mentre era nelle mani dello Stato e della sua burocrazia. La direzione generale delle carceri e la commissione parlamentare di inchiesta fotografano i termini di una tragedia che tinge di vergogna unintera comunit nazionale. La nostra. La morte di Stefano Cucchi non pu essere archiviata in fretta n rimanere senza risposte. Avremmo voluto che lItalia si fosse ispirata al Paese disegnato da Beccaria fin dal 1786 e che rammentasse di essere stata, con la Toscana, il primo paese al mondo ad aver abolito la pena di morte e la tortura. Ora, allalba degli anni duemila, ci ritroviamo con un cittadino che, entrato in carcere, ne esce morto, dopo essere stato pestato a sangue. Non stiamo parlando di fatalit, incidenti, disavvertenze burocratiche. La morte di Stefano e le circostanze che sono emerse, sono fatti che sporcano la nostra stessa immagine di Nazione. Sul caso Cucchi (ma proprio un caso o non solo una tragedia esemplare, preceduta e purtroppo seguita ad altri casi?), vogliamo che sia fatta luce al pi presto, con condanne e provvedimenti, questi s, esemplari, che restituiscano la fiducia dei cittadini nelle loro istituzioni. Che tutti, governo, magistratura, uomini e donne del nostro paese, prendano esempio dal contegno eroico, commovente, dei familiari di Stefano Cucchi che chiedono solo la verit, e tutta lopinione pubblica se ne faccia carico, affinch anche il lavoro di chi opera con professionalit, coscienza e passione, non vada disperso e si confonda con lipocrisia dei tanti abituati a girare la testa senza tenere in nessun conto la sacrosanta tutela dei diritti umani.

Tra vergogna e ipocrisia


Riccardo Nencini

- Stampa e Tv -

n questi giorni nel dibattito politico sono tornate in primo piano le riforme istituzionali: lopzione del presidenzialismo ormai sulla bocca di tutti. Per cercare di capire meglio la differenza tra modello americano, francese, tedesco e tutte le implicazioni future che potrebbe avere un cambiamento del genere, ne abbiamo parlato con il professor Fulco Lanchester, giurista e costituzionalista italiano, professore ordinario di Diritto costituzionale italiano e comparato alla Sapienza di Roma. La bandiera del presidenzialismo viene spesso sventolata dalla destra. La sinistra non lha mai apprezzato. Perch un simile atteggiamento? Presidenzialismo e parlamentarismo sono termini ambigui. Molto spesso con presidenzialismo si intende indicare la degenerazione della forma di governo presidenziale. segue a pagina 2

Lanchester: attenti alla deriva plebiscitaria


Ilaria Tana

ome in un gioco di prestigio, lidea presidenzialistica tornata dimprovviso nel dibattito politico nostrano, subito dopo la conclusione delle elezioni regionali. Tale dibattito emerso dalla urgente necessit, quanto sincera difficile dire, di offrire una soluzione alla crisi costituzionale che travaglia il Paese da Tangentopoli in poi. La prospettiva sempre pi concreta dell attuazione del federalismo fiscale, sollecita un addizionale ripensamento complessivo dell architettura costituzionale. Lautorit governativa centrale, gi indebolita dalle cessioni di sovranit allUe - patto di stabilit e governo della moneta - rischia ora di essere sottoposta a dura prova dal processo di decentramento centrifugo alle istituzioni regionali o addirittura macro regionali. segue a pagina 3

S alle riforme ma non ad personam


Antonio Landolfi

iccardo Nencini dalle pagine del ultimo numero dellAvanti ha aperto la fase preparatoria del prossimo Congresso. Considero centrali tre questioni, con lobiettivo di definire nelle prossime settimane una piattaforma comune per evitare le divisioni che ridussero il congresso di Montecatini ad una inutile contrapposizione di rapporti interni.

Prima il progetto, poi le alleanze


Roberto Biscardini

a pagina 2

RIUNIONE TRA SEGRETERIA ED ELETTI NEI CONSIGLI REGIONALI

ioved 6 aprile si svolta a Roma, convocata dalla segreteria nazionale e dal segretario Riccardo Nencini, una riunione con tutti consiglieri regionali eletti alle ultime elezioni. I lavori sono stati aperti,dalla relazione di Nencini, ampiamente condivisa, che aveva lo scopo essenzialmente di mettere in chiaro alcuni punti fermi che caratterizzeranno la linea politica del partito per i prossimi mesi. Nencini ha anche sottolineato la soddisfacente affermazione elettorale dei socialisti in quasi tutte le regioni nel-

Prospettive nazionali e problemi locali a confronto


Luigi Iorio

le quali si votato, ed ha tenuto a comparare il risultato socialista a quello degli altri piccoli partiti. Si discusso anche di alcune carenze croniche, a partire da quello che oggi appare il vero punto debole non solo del Partito socialista ma in generale di tutta la sinistra, vale a dire lincapacit di trovare spazio e ricettivit, in senso non solo politico ma anche culturale, nelle regioni del Nord. Altro argomento affrontato nella riunione e toccato nella relazione di Nencini stato il congresso nazionale del partito. a pagina 4

sattamente un anno orsono lItalia fu colpita al cuore dalla terribile devastazione provocata dal terremoto dAbruzzo, lo segu a tambur battente limpegno del Governo e del Presidente del Consiglio proprio mentre si abbatteva su di lui una rumorosa, quanto infruttuosa campagna scandalistica, celebrata dalla stampa di tutto il mondo, che si rallent soltanto in occasione della celebrazione del G8 proprio nei territori devastati dal sisma, a suggello delloperosit italiana alla ricerca della solidariet mondiale, e riprese pi tardi con laffondo delle procure siciliane e con lequazione che riproponeva il tema del rapporto fra la discesa in campo di Berlusconi e gli interessi della mafia. Linsieme delle campagne scandalistiche e gli scarsi risultati dellazione di governo sul piano economico e sociale non hanno sconfitto la maggioranza, lhanno resa elettoralmente pi stabile e politicamente oggi pi in condizione di sciogliere i nodi pi delicati che potrebbero consentire allItalia di presentarsi idoneamente allappuntamento con la ripresa economica. E un dato, ma quello italiano lunico governo delloccidente che non paga il dazio elettorale alla crisi strutturale del sistema economico moderno. Il mix di populismo ed interventismo sociale nelleconomia genera ancora fiducia ed aspettativa in larghe fasce dellelettorato italiano, esso certamente dimostra lontananza dal sistema politico disertando massicciamente le urne, ma coloro che vi si recano non lo fanno per punire il governo o per incoraggiare la ripresa dellopposizione, ma per confermare unampia delega di fiducia popolare. La protesta nel campo della maggioranza semmai si concentra alimentando il successo della Lega Nord, il partito territoriale, di lotta e di governo, che trae un indiscutibile vantaggio dal suo segue a pagina 4

Il populismo premia la Lega


Bobo Craxi

Invece di ricorrere alle minacce, Sacconi, Gasparri e le altre guardie svizzere di complemento delle gerarchie cattoliche, farebbero bene a spingere il governo a dare alle donne che lavorano, soprattutto a quelle che hanno contratti precari, effettive garanzie per la maternit, assistenza vera e asili nido. E il commento di Pia Locatelli, presidente del consiglio nazionale del Psi, diffuso dalle agenzie l8 aprile scorso. La RU486 resta una valida alternativa allaborto chirurgico, perch meno traumatico ed davvero senza senso la battaglia di retroguardia che si sta combattendo in Italia per impedirne luso. Se si vuole davvero ridurre il ricorso allaborto, basta rendere economicamente e socialmente sostenibile la cura e la crescita dei figli.

Si parli di garanzie per la maternit non di RU486

Quello che non vi hanno detto di noi

Bisogna uscire dal letargo e dare una nuova primavera al centrosinistra, isolando le posizioni estremiste e populiste, ricostruendo un sistema di alleanze che non escluda lUdci. Lo afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini, commentando i risultati delle elezioni regionali. Serve - aggiunge Nencini - aprire quanto prima un cantiere per promuovere una vera e propria rivoluzione, con un nuovo progetto politico di governo, con un patto per il futuro che sia in grado di non farci trovare impreparati per la sfida decisiva delle prossime elezioni politiche.

Costruire alleanze senza escludere lUDC

Probabilmente la grande riforma, l dove hanno gi fallito Craxi e la bicameralina di DAlema, non la far neppure Calderoli. Cos il 9 aprile scorso il segretario del Psi, Riccardo Nencini secondo cui improponibile pensare a un sistema presidenziale con la legge attuale e dunque se lultima parola quella di Gasparri e Rotondi, che non vogliono toccarla, chiaro che anche questo tentativo finir in una bolla di sapone. Per una radicale revisione della forma di governo - ha concluso - servirebbe unAssemblea costituente e non certo quattro dichiarazioni a giornali e Tv.

Per le riforme serve unAssemblea costituente

Laccusa rivolta da alcune autorit afgane a tre operatori umanitari italiani di preparare un attentato dietro pagamento da parte dei talebani appare a prima vista fantasiosa e romanzesca. Il 12 aprile Luca Cefisi, della segreteria nazionale del PSI critica anche latteggiamento davvero inquietante del governo, in particolare del ministro Frattini, che sembrato scaricare i nostri concittadini, manifestando addirittura una teatrale preoccupazione per delle accuse poco verosimili.

Emergency: inquietanti le parole di Frattini

DELLA DOMENICA

www.partitosocialista.it
ANNO XIII - N. 10 - DOMENICA 18 APRILE 2010

IN VISTA DEL CONGRESSO IDEE PER DARE SLANCIO AL PARTITO

>> DAL PALAZZO <<


a Confindustria ha calcolato che il PIL procapite dal 2000 al 2009 calato del 4,1%. Non poco. Quindi, giustamente, pone al governo il tema di una diversa politica economica che favorisca la crescita. Senza crescita si pi poveri. Anzi i ricchi sono pi ricchi. Lo dimostra laumento di alcuni particolari consumi. E i poveri sono sempre pi poveri. Lo dice ancora lIstat. Cala ancora il reddito disponibile della famiglie italiane. Nellultimo trimestre del 2009 diminuito del 2,8% rispetto al 2008, mentre la spesa delle famiglie si ridotta dell1,9%. E la riduzione pi significativa a partire dagli anni 90. Inoltre, il potere di acquisto delle famiglie diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto a quello corrispondente del 2008. Un vero casino e ce ne siamo accorti. In Europa, gi un anno fa, dalla classifica Ocse era emerso che un inglese guadagnava quasi il doppio (l87,8% in pi) di un italiano, un tedesco il 43,1% e un francese il 28,6% in pi. Adesso le cose stanno andando ancora peggio. Altre conferme? Altre statistiche. Una coppia di lavoratori italiani ci mette pi di 30 anni per poteracquistare un trilocale in una media citt italiana. A patto che al momento dellacquisto disponga della liquidit necessaria e non sottoscriva un mutuo, ovviamente. In quel caso, infatti, il tempo necessario pu anche raddoppiare! La Cgil commentando i dati dellOsservatorio sugli effetti della crisi ha sottolineato come, nei primi tre mesi dellanno i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig hanno perso nel loro reddito, oltre 830 milioni di euro. Il tasso di disoccupazione reale sopra l11,5%. Oltre un milione e cinquecentomila lavoratori sono andati in cassa integrazione nel 2010. Secondo i dati calcolati dallOsservatorio della Cgil, da gennaio a marzo di questanno, la cassa integrazione ha raggiunto 302.200.000 ore con un aumento sul 2009 del 133,88%. Speriamo nel Reddito di Cittadinanza proposto dai socialisti. E intanto la sinistra pi estrema grida allo scandalo perch il Ministro Gelmini ha silurato lex procuratore Borrelli dalla presidenza del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Tenendo conto che la nomina spetta al ministro in carica, scegliendo tra una terna di persone in possesso di alta qualifica professionale e aventi competenze in ambito artistico e culturale, difficile contestare lattuale ministro dopo la scelta fatta nel 2006 dal ministro dellepoca, Fabio Mussi. Salvo la musica di Mani Pulite di quale musica fu considerato intenditore Borrelli? Allora, la civilissima societ milanese, compresa quella musicale, si indign in silenzio. Il passaggio dal Tribunale al Conservatorio sembr persino disgustoso. Adesso tira un sospiro di sollievo, fatica a criticare la Gelmini e non pu che tacere di fronte ai titoli del nuovo Presidente. Barbanera
Chiuso in tipografia il 14/04/2010

Prima il progetto, poi le alleanze


iccardo Nencini dalle pagine dellultimo numero dellAvanti ha aperto la fase preparatoria del prossimo Congresso. Considero centrali tre questioni, con lobiettivo di definire nelle prossime settimane una piattaforma comune per evitare le divisioni che ridussero il congresso di Montecatini ad una inutile contrapposizione di rapporti interni. Primo. Chi ritiene essenziale lesistenza di una forza politica di ispirazione socialista nel nostro paese, ma nega (pi o meno esplicitamente) che questa possa essere identificata nel PSI, di ieri, di oggi e di domani, ha il dovere di proporre lautoscioglimento del partito e di assumersi la responsabilit delle proprie scelte. Chi come noi, daltra parte, ritiene che non si possa avere una cultura e una politica socialista senza un partito che formalmente le rappresenta, ha il dovere di misurarsi con le sue debolezze e le sue insufficienze, indicando una linea di rilancio delliniziativa politica. Secondo. Dobbiamo evitare, anche nel prossimo congresso, il perdurare di un equivoco che ci trasciniamo da pi di un decennio. E cio la convivenza nello stesso partito tra coloro che pensano che lidea socialista possa vivere e possa persino avere pi successo da unaltra parte, nel PDL, nel PD come in SEL, e chi, come noi, non ci crede. Anzi crede persino nellopposto. E i fatti lo dimostrano: nulla di socialista nato, in questi anni, da coloro che hanno pensato di andare a far germogliare la pianta del socialismo in un altro partito. Non successo per chi andato nel PDL e non successo per chi, fin dal 1994, and in quello che oggi si chiama PD. Quindi, continuare a tenere insieme chi pensa al PSI come forza autonoma e chi non ci crede, ma ci sta per altre ragioni e altri interessi, rischia di diventare autodistruttivo. Anzi chi non ci crede o non ci ha mai creduto non fa altro che indebolire liniziativa del partito. Chi non ci crede, ma rimane in attesa di tempi migliori, non crea le condizioni perch si possa lavorare insieme rico-

Roberto Biscardini

struendo il valore della comunit e confonde la prospettiva politica del partito, tutta da costruire, con la prospettiva di finire altrove. Terzo. Anche alla luce dei risultati, emerge che sul piano elettorale il partito sostanzialmente fermo ad una percentuale che oscilla tra luno e il due per cento dal 1994 ad oggi. E la nottata non passata. Nello stesso tempo, fatte le debite proporzioni, le difficolt dei socialisti sono parte pi generale delle difficolt dellintero centrosinistra. E i dati del Nord lo dimostrano in modo evidente. In questa situazione, il prossimo congresso non pu avere per tema il dibattito sulle prospettive, se con ci si intende discutere con chi ci alleiamo o dove portiamo il partito. Puntare su chi, per andare con, non ha molto senso. Ci non farebbe che dividere, in modo devastante e persino ridicolo, i sostenitori dellalleanza con il PD, da quelli che la vorrebbero con Vendola o con Casini, e da coloro che pensano che prima viene la politica e poi le alleanze. Di conseguenza il congresso non pu avere per tema neppure la creazioni di ipotetiche federazioni, quella con i piccoli partiti, quella con SEL o quella con il PD. Anche questa opzione aprirebbe solo un dibattito divisivo e dissolutorio. Il punto un altro e riguarda la capacit concreta e lesame delle risorse umane a disposizione per uniniziativa di rilancio del PSI, come alternativa ad un lento declino. Una linea da perseguire con coraggio e con la barra dritta fino al 2013, convinti di poter arrivare vivi a quel appuntamento. Solo allora, anche in ragione della legge elettorale che avremo di fronte, si porr il tema delle alleanze. Ma se non saremo nulla o non avremo costruito nulla, il problema delle alleanze non si porr neppure. Quindi. Perfezionare un progetto politico chiaro. Essere per prima cosa quelli che stanno nel centrosinistra per cambiarlo. Per trasformarlo in una forza socialdemocratica, come lo sono le forze del socialismo europeo. Stare nel centrosinistra con la propria autonomia e le proprie diversit. Se necessario, polemizzando e scontrandoci. Perch se non si cambia, non si vince. Stare

nel centrosinistra per qualcosa, non contro qualcuno. Ma contro lidea che si abbiano solo due alternative, una peggio dellaltra: battere Berlusconi per via giudiziaria o allearsi con la Lega contro il PDL. Perfezionare una proposta programmatica. Puntare sul rilancio delliniziativa del partito, intorno a poche proposte forti e ben identificabili. Da sostenere con continuit. Riconoscibili. Caratterizzanti. Per aprire nuovi varchi di interlocuzione con lopinione pubblica e i media. Non partiamo da zero. Sul lavoro, sulle riforme istituzionali e sul terreno delle politiche sociali abbiamo le carte in regola per farci sentire. Porre la questione settentrionale insieme a quella socialista. Perfezionare un diverso modo di essere partito. Un partito che sa riorganizzare e consolidare al centro un gruppo dirigente nazionale. Solidale e unito. Che si giochi la faccia e la vita da qui al 2013 per laffermazione del partito. Che non anteponga interessi o aspettative locali, pur legittime, agli interessi dellunit organica del partito nazionale. Un gruppo dirigente nazionale, non in quanto sommatoria di rappresentanze locali, come stato sostanzialmente finora, ma proprio perch nazionale, capace di promuovere nuovi gruppi dirigenti locali e nuove energie. Insomma recuperare autonomia e riorganizzare il partito al meglio delle sue possibilit. Non farlo morire. La lista sempre quella. In prospettiva bisogna intervenire sia sulla forma di governo (modificando il bicameralismo perfetto e riequilibrando i rapporti tra esecutivo e legislativo, in modo da dotare questultimo di incisi poteri di controllo), sia sul tipo di Stato (perfezionando la riforma federale in atto), sia - infine - sul tema strategico della cosiddetta legislazione elettorale di contorno (finanziamento della politica e comunicazione politica). Ma vorrei osservare qualcosa di pi generale. I fenomeni plebiscitari non hanno bisogno di mediazione partitica. Dal 92 93 in Italia si avuta una crisi che ha portato alla scomparsa non soltanto dello Stato dei partiti pi pesante dEuropa, ma anche di formazioni capaci di esprimere le indispensabili funzioni di espressione,articolazione e riduzione della domanda politica. Bisogna ricostruire su basi nuove dei partiti stabili o altrimenti si scivoler verso forme sempre pi aperte di plebiscitarismo. Pdl e Pd sono entrambi in gravi difficolt nellambito di un riallineamento incompiuto. Le riforme istituzionali per riuscire devono avere alle spalle un gruppo di forze decise, c bisogno di consensualit. Questa maggioranza le decisioni le ha prese? Le prender? Su questo interrogativo si gioca il prossimo triennio, sapendo anche che lattuale sistema costituzionale molto precario.

Lanchester: attenti alla deriva plebiscitaria


Allo stesso modo si parla di parlamentarismo come decadimento di quella parlamentare. In realt cos bisogna distinguere. Nel caso degli Stati Uniti si ha una forma di governo in cui esiste una separazione rigida tra i poteri attivi (Legislativo ed Esecutivo) e nella quale il Capo dello Stato viene eletto in modo sostanzialmente diretto dal corpo elettorale. Questo assetto istituzionale per non si rivelata adatto per lEuropa. Basta ricordare che lunica volta in cui si optato per un sistema del genere stato il 1848 in Francia, dando poi origine al secondo impero di Napoleone III. Quindi un sistema semipresidenziale sarebbe pi adatto allItalia? Il cosiddetto semipresidenzialismo una soluzione interessante, che per non deve rimanere solamente uno slogan, ma deve dispiegarsi nella sua concretezza con larticolazione di tutti i relativi poteri e i contropoteri. Il sistema alla francese una forma di governo parlamentare razionalizzata in cui, insieme allelezione diretta del Capo dello Stato, si mantengono la fiducia al Governo da parte del Parlamento, la controfirma ministeriale e la possibilit di scioglimento delle Camere, ovvero gli elementi esIlaria Tana dalla prima senziali della forma di governo parlamentare. E un modello a geometria variabile per i risultati e, come un vestito, deve essere adattato alle esigenze del Paese che lo indossa. Dopo la Lega, ora anche Berlusconi ha deciso di optare per una forma alla francese, cosa ne pensa? Il sistema francese ha una sua struttura ed una storia particolare : caratterizzato da una specifica articolazione della forma di governo e da un sistema elettorale maggioritario a doppio turno in collegi appositamente disegnati. Berlusconi sceglie dal complesso istituzionale francese solo la parte dellelezione diretta del Capo dello Stato per potenziare ancora una volta la propria capacit carismatica. E noto infatti che il Presidente del Consiglio riesce ad attrarre il consenso popolare. Ci che propone non quindi di intervenire sul sistema elettorale per lelezione delle Camere (richiesto da alcuni tra cui il Presidente della Camera Fini), ma solo di abbinare lelezione del Capo dello Stato con quelle parlamentari in modo che, come avvenuto anche in Francia, si abbia un effetto daggancio della prima sulle seconde capace di condizionare risultati. Berlusconi ha una grande visibilit, sfonda il teleschermo, e questo gli farebbe comodo.

Il sistema elettorale, il porcellum di Calderoli pensa verr cambiato perch inadatto al nuovo sistema di governo? Penso di no. Potr cambiare il rapporto centro-periferia e la stessa natura del Senato , ma secondo me non si interverr sul sistema elettorale, che pur non essendo norma costituzionale possiede la durezza di norma di regime. La legge del 2005 favorisce, infatti, il controllo della riproduzione del ceto politico: i singoli parlamentari non vengono pi eletti ma sostanzialmente nominati, e questo fa comodo alla maggioranza. Purtroppo stato dimostrato nel 2008 che anche il Partito democratico, nonostante alcune proteste, ha accettato un meccanismo che certifica lassenza di partiti vitali sul territorio. Quindi quale sarebbe la soluzione?

IL PIACERE
Silvia Avallone ACCIAIO Tutto Mina. Le origini Mina
Una musica: Rizzoli Un libro:

Direttore Politico
della domenica
Direttore Editoriale Roberto Biscardini Riccardo Nencini

Segreteria di Redazione Domenico Paciucci

Organo ufficiale del Partito Socialista Italiano aderente allInternazionale Socialista e al Partito Socialista Europeo

Direttore Responsabile Dario Alberto Caprio

Societ Editrice Nuova Editrice Mondoperaio srl Presidente del Consiglio di Amministrazione Oreste Pastorelli

Redazione e amministrazione P.zza S. Lorenzo in Lucina 26 Roma Tel. 06/68307666 - Fax. 06/68307659 email: avanti@partitosocialista.it Impaginazione e stampa L.G. Via delle Zoccolette 25 Roma Ufficio Abbonamenti Roberto Rossi 1 copia 1,50 - 1 copia arretrata 3,00

Sottoscrizioni versamento su c/c postale n. 87291001 intestato a Nuova Editrice Mondoperaio srl P.zza S. Lorenzo in Lucina 26 00186 Roma

Redazione Carlo Corrr, Emanuele Pecheux

aut. Trib Roma 555/97 del 10/10/97 La riproduzione consentita a patto che sia citata la fonte. Il materiale ricevuto non viene restituito.

www.partitosocialista.it

DELLA DOMENICA

www.partitosocialista.it
ANNO XIII - N. 10 - DOMENICA 18 APRILE 2010

Le scelte politiche dei socialisti nellisola sono sempre state senza ambiguit

era un tempo in cui il pudore faceva arrossire ed il consociativismo era considerato, tutto sommato, riprovevole. Era il tempo in cui il senso del ruolo istituzionale di maggioranza ed opposizione aveva ancora un peso nei gesti che ciascuno, da qualsiasi parte dello schieramento parlamentare, compiva giorno dopo giorno. Cera un tempo, almeno nei paesi di normale democrazia: ma forse, a leggere le cronache degli ultimi sessantanni di Autonomia siciliana, quel tempo nella nostra isola non c mai stato. Non sbaglia chi descrive nel consociativismo la cifra politica di unintera lite dirigente, che in pi occasioni ha disvelato la propria istintiva tendenza a costituirsi in un sostanziale monopartito. Tuttavia, contrariamente alla vulgata oggi in voga, la cartina di tornasole di tale inclinazione non rappresentata tanto dalla breve parentesi del milazzismo, quanto dal ben pi duraturo fidanzamento consociativo tra una parte della Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista siciliano, che ha invece percorso la gran parte della storia recente dellisola. Da sempre, questa logica compromissoria in Sicilia ha trovato nel Psi il principale avversario, come non mancava di ricordare il compianto compagno Nicola Capria. Dal 1947 ad oggi, la singolare democrazia consociativa di Palazzo dei Normanni ha gravemente inficiato e svilito i meccanismi decisionali del sistema politico dellAutonomia, che si sono basati sempre pi sulla ricerca di intese trasversali amichevoli e di soluzioni di compromesso. Una situazione simile pu essere a ragione considerata tanto la causa quanto la conseguenza dellattenuata forza di polarizzazione e mobilitazione dei blocchi politici nazionali in Sicilia. Lantica consuetudine tra i reduci della Dc e del Pci nella nostra regione ha attraversato indenne finanche il passaggio, avvenuto in modo traumatico nel resto dItalia, dalla Prima alla cosiddetta Seconda Repubblica. Il governo Lombardo-ter, che vede una parte del Partito Democratico coinvolta in maniera pressoch scoperta, altro non che il frutto avvelenato di una lunga storia di cattive pratiche parlamentari. La tempesta giudiziaria che sembra in procinto di abbattersi sul Governatore, ancorch tuttora avvolta da nebulose indiscrezioni che inibiscono ogni commento, sta producendo il solo effetto di far risaltare una volta di pi le contraddizioni del Pd siciliano, il cui capogruppo allArs, Antonello Cracolici, ha incontrato a casa propria il presidente della Regione, per di pi allinsaputa di una parte del suo stesso raggruppamento parlamentare.

Dire no al consociativismo in Sicilia


Antonio Matasso

S alle riforme, ma non ad personam


Il problema di un equilibrato rapporto, fra autorit centrale e poteri periferici, doveroso ricordarlo, era stato sollevato, in sede di Assemblea Costituente, da Piero Calamandrei che, proprio nel modello presidenziale americano, coglieva il principio della netta separazione fra Esecutivo e legislativo, tra potere federale e potere dei singoli stati federati. Non fu casuale il richiamo a Calamandrei evocato all epoca della Grande Riforma propugnata da Bettino Craxi alla fine degli anni 70 in tema di presidenzialismo che non poteva essere lasciato nelle mani della Nuova Repubblica di Randolfo Pacciardi e della destra missina. Evocazione tuttavia che fu solo testimoniale, senza alcun seguito politico effettivo, che le Bicamerali presiedute, nei due decenni ottanta e novanta, da Bozzi, Nilde Jotti, De Mita e DAlema, non tennero politicamente in alcuna considerazione. La spiegazione di questa discontinuit, oltre alla debolezza di una autentica volont riformatrice, era riconducibile alla inadeguatezza di una risposta solo parlamentare alla richiesta socialista di ridiscutere lassetto costituzionale nel suo complesso. Non infatti concepibile un ridisegno del quadro normativo dello Stato dallorganismo legislativo che pur sempre una espressione di rapporti politici, eletti democraticamente, ma di volta in volta emersi da motivazioni di carattere transeunte e avulse dai fondamentali di natura costituzionale. Ne discende la difficolt di contestare le argomentazioni di Rino Formica che reclama, a siffatto scopo, un organismo specifico, dotato nitidamente di un mandato popolare ad hoc, di cui abbiamo un precedente storico nellAssemblea Costituente del 1946 da cui scatur appunto, il 27 dicembre 1947, la nostra Costituzione. Non sarebbe politicamente accettabile infatti, in termini sociali e politici, la transizione da una Repubblica parlamentare a una Repubblica federale su base presidenziale con una semplice operazione di protesi normativa. Il carattere di una tale procedura, nellinteresse medesimo dei propugnatori del presidenzialismo, sarebbe fonte inevitabile di debolezza per carenza profonda di immedesimazione da parte della collettivit nazionale che non la saprebbe comunque vedere come una cosa sua. La mancanza di consultazione popolare esporrebbe una riforma costituzionale di tale portata a legittimare, da subito e per lungo tempo futuro, una contestazione ineccepibile di insufficienza democratica.La democrazia autentica, come la natura, non facit saltus , e il carattere rigido della nostra Carta costituAntonio Landolfi dalla prima zionale lo conferma allarticolo 138 .In presenza di una proposta complessiva dellapparato costituzionale, sembra assai pi confacente il ricorso preventivo alla volont popolare attraverso laffidamento di tale approvazione a una assemblea a ci delegata. Il richiamo reiterato del Capo dello Stato e di altri organi costituzionali, alla necessit di procedere a riforme condivise troverebbe, in tale soluzione, una sua nitida espressione, sia dal punto di vista della condivisione autentica sia da quello di una pi meditata coerenza delle proposte avanzate. Il percorso qui teorizzato offrirebbe una garanzia di consenso popolare in tutte le ipotesi attualmente in campo: dal presidenzialismo al semipresidenzialismo, fino al premierato. Se, come attualmente sembrano gli orientamenti prevalenti, si dovesse propendere a favore delle prime due, aggiungiamo noi, logica condurrebbe, rispettivamente, al modello presidenziale americano, ove si privilegiasse lalternanza degli schieramenti politici, o al modello semipresidenzialista francese, nel caso si voglia preferire, politicamente, lunga stabilit e poco ricambio politico.Osservando per inciso che il modello americano, almeno nellattuale fase storica e politica, potrebbe essere visto con favore dal nostro centro sinistra e il modello francese dal centro destra, come deducibile dalla lunga esperienza gollista transalpina, interrotta soltanto dalleccezione del governo di centro sinistra guidato da Francois Mitterrand. Ma al di l delle preferenze di merito, evidente la via obbligata della riforma parallela del sistema elettorale: ricordiamo laforisma di Pietro Nenni che paragon le leggi elettorali allopera del sarto incaricato di confezionare vestiti per persone distanti dalle misure medie somatiche E di anomalie, nella politica italiana, non vi certo carenza: loccasione dellassemblea costituente sarebbe la pi idonea a modificare la legge elettorale, in armonica coerenza con il sistema costituzionale che si intende proporre. La scelta di tale metodo sarebbe anche la cartina di tornasole della volont autentica di procedere alle riforme: fondato infatti il sospetto che certo riformismo sia propugnato con visione pi attenta agli interessi di fazione e assai meno al consolidamento democratico. Il punto cruciale sta in una legge elettorale che, nellindipendenza del parlamento e della sua funzione legislativa, quale che sia il regime complessivo adottato, assicuri lequilibrio dei poteri come condizione irrinunciabile di democrazia. E nellauspicio che non si addivenga al varo di riforme costituzionali concepite ad personam.

La posizione del Psi isolano sulla crisi strutturale del finto bipolarismo alla siciliana deve essere netta come in passato. Se tutto per si riducesse, da parte di noi socialisti, alla pur sacrosanta richiesta di rispetto del principio democratico di maggioranza, e non si tracciassero al contempo anche percorsi per dare lopportunit di costruire una nuova politica di trasparenza e sviluppo, offrendo cos risposte concrete alla legittime richieste del popolo siciliano, avremmo fallito miseramente il nostro obiettivo e non saremmo stati allaltezza del nostro passato. Questo messaggio affido ai tanti compagni che hanno rinnovato liscrizione al partito in Sicilia, affinch i prossimi mesi ci vedano tutti uniti nella paziente costruzione di un progetto alternativo tanto al centro-destra quanto al milazzismo al ribasso dellMpa e dei suoi amici allinterno del centro-sinistra.

disciplinata dalla Legge. Cota e Zaia dovreba discussione intorno alla pillola abortiva bero essere consapevoli che il ruolo che RU486 gi da mesi imperversa tra i polihanno come Presidenti di Piemonte e tici italiani. Pi volte ho avuto modo di sotVeneto non li autorizza in alcun modo tolineare come nel nostro Paese sussistaad interferire su quel diritto inalienabino ancora gravi lacune culturali difficile di ciascuna donna di compiere una lissime da sradicare, ma in questo caso a scelta che, in ogni caso, sicuramente queste ultime si associano non solo un sempre molto dolorosa e devastante. attore ovvio, come la Chiesa, ma anche Invio comunque il mio in bocca al luuomini politici, che sulla scia dellentupo ai due neo eletti Presidenti, con lausiasmo elettorale, si sentono in diritto di spicio che nella legislatura che sta per impedire alle donne di scegliere. La struwww.giovanisocialisti.it aprirsi inizino a mettere le persone prima mentalizzazione che i neo eletti Presidenti di della strumentalizzazione politica, rispettando Regione, Cota e Zaia, stanno facendo intorno alla loro dignit ed i loro diritti. la pillola abortiva va sicuramente oltre la politica e mi permetto di ricordare a questi signori che alle Regioni spetta Claudia Bastianelli il compito di decidere i tempi e le modalit di applicazione Pari Opportunit FGS della RU486, in quanto alla possibilit di utilizzazione, gi

RU486: interferenze contro la legge e contro le donne

FGS, IL FUTURO SOCIALISTA

FGS

mondoperaio
rivista mensile fondata da pietro nenni

DELLA DOMENICA

CAMPAGNA ABBONAMENTI 2010


Abbonamento annuale 50 Abbonamento sostenitore 150
Modalit di pagamento: Versamento su c/c postale n. 87291001 intestato a Nuova Editrice Mondoperaio srl - Piazza S. Lorenzo in Lucina, 26 - 00186 Roma Bonifico bancario codice IBAN IT46 Z076 0103 2000 0008 7291 001 intestato a Nuova Editrice Mondoperaio Srl Carta di credito o postepay sul sito Internet www.mondoperaio.it

Modalit di versamento: Su c/c postale n. 87291001 intestato a Nuova Editrice Mondoperaio srl - Piazza S. Lorenzo in Lucina, 26 - 00186 Roma Bonifico bancario codice IBAN IT46 Z076 0103 2000 0008 7291 001 intestato a Nuova Editrice Mondoperaio Srl (indicare nella causale contributo Avanti! della domenica)

SOSTIENI IL TUO GIORNALE

DELLA DOMENICA

www.partitosocialista.it
ANNO XIII - N. 10 - DOMENICA 18 APRILE 2010

RIUNIONE TRA SEGRETERIA DEL PARTITO E ELETTI NEI CONSIGLI REGIONALI

OSSERVATORIO EUROPEO

ioved 6 aprile si svolta a Roma, convocata dalla segreteria nazionale e dal segretario Riccardo Nencini, una riunione con tutti consiglieri regionali eletti alle ultime elezioni. I lavori sono stati aperti,dalla relazione di Nencini, ampiamente condivisa, che aveva lo scopo essenzialmente di mettere in chiaro alcuni punti fermi che caratterizzeranno la linea politica del partito per i prossimi mesi. Nencini ha anche sottolineato la soddisfacente affermazione elettorale dei socialisti in quasi tutte le regioni nelle quali si votato, ed ha tenuto a comparare il risultato socialista a quello degli altri piccoli partiti. Si discusso anche di alcune carenze croniche, a partire da quello che oggi appare il vero punto debole non solo del Partito socialista ma in generale di tutta la sinistra, vale a dire lincapacit di trovare spazio e ricettivit, in senso non solo politico ma anche culturale, nelle regioni del Nord. Altro argomento affrontato nella riunione e toccato nella relazione di Nencini stato il congresso nazionale del partito. Si arrivati alla conclusione che necessario celebrarlo nella prima decade di luglio. Il congresso dovr essere il luogo deputato ad una ampia discussione, dove tutti i compagni

Luigi Iorio

Prospettive nazionali e problemi locali a confronto


possano individuare una strada comune allinsegna della solidariet e di una proposta programmatica che sappia rinnovare il quadro politico del paese. Al termine della relazione introduttiva,si sono susseguiti gli interventi dei consiglieri eletti. Molti sono stati gli spunti ricchi di riflessione,dai quali emerso un indirizzo chiaro: il PSI, con i propri amministratori, non ammaina la sua bandiera ed amzi rilancia, palesando la volont di intraprendere con una leadership coesa - un cammino che porti con successo verso le elezioni politiche del 2013. Tale cammino deva partire da una rinnovata e accresciuta attenzione al territorio, nella convinzione che il costante impegno della base socialista a sostegno delle comunit locali riesce ancora a premiare in termini elettorali.I lavori sono terminati con lauspicio di buon lavoro da parte della segreteria nazionale a tutti i presenti, sia a coloro che sono stati eletti per la prima volta sia ai consiglieri che sono stati confermati nel loro incarico, e con lidea di creare, a breve, una consulta dei consiglieri regionali che consenta di accrescere la collaborazione e il dialogo tra eletti nelle realt locali e partito nazionale. Lobiettivo infatti non pu non essere lelaborazione di proposte univoche e coordinate tra loro in tutti i consigli regionali.

Il populismo premia la Lega


caratterizzarsi come forza di espressione popolare e localista, elemento di profonda denuncia dei presupposti squilibri economici che penalizzerebbero il Nord. Questi sarebbero la causa profonda dei disagi sociali e di quelli del sistema produttivo, in particolare medio e piccolo, che si sente vessato da un fisco iniquo, aggredito su scala economica dallinvasione dei competitori internazionali e su scala sociale dalla nuova immigrazione legale ed illegale, la prima insidia per loccupazione, la seconda per la sicurezza e causa del crescente numero delle aggressioni alle cose ed alle persone. La Lega non rappresenta pi una variabile indipendente del sistema politico italiano, ma essa per la prima volta dal 94 forza politica a tutto tondo unica, superstite della scomparsa repubblica dei partiti, movimento ideologico di massa, ramificata sul territorio, strutturata come tradizionalmente lo furono i grandi partiti del dopo-guerra, interlocutore indispensabile per il formarsi di maggioranze politiche necessarie per governare un Paese decisivo e fondamentale nellEuropa e nelloccidente industrializzato. La Lega non rappresenta il braccio militante del berlusconismo, ma ne un suo fondamentale compendio, e apparir sempre di pi come necessaria e convincente, nellipotesi di una nuova Riforma Costituzionale che punta a rafforzare la premiership dello Stato centrale per garantire un contrappeso a quello che viene assumendo il Partito del Nord. In termini elettorali assoluti chiaro

Craxi dalla prima

che esso non potrebbe esercitare alcun potere di veto, ma il crescente fiancheggiamento culturale, economico e politico che sta contrassegnando questa nuova stagione della Lega, segna una svolta storica dagli esiti financo imprevedibili, per la tenuta della forma Stato-Nazione che potrebbe entrare in crisi come avvenuto in altre parti del Continente allindomani della fine della contrapposizione degli anni della guerra fredda. Fenomeni politici , epocali di questa natura non possono essere giudicati o valutati con il semplicistico metro del bilancino elettorale, ma meritano analisi pi complesse e richiedono iniziative e risposte adeguate, allaltezza dei tempi e degli interrogativi che ci pongono. In un certo senso anche semplici e banali elezioni regionali nellItalia del 2010 segnano un definito passaggio di fase storica, e la prospettiva che viene avanzando pu essere foriera di cambiamenti. E non affatto detto che possano essere cambiamenti positivi.

Come quanto sta avvenendo in Grecia e Ungheria conferma, c un malessere generale che agita lEuropa, impregnato di insicurezza sociale ed individuale, la cui origine complessa. Certo che le strutture socio-economiche dei Paesi dellUnione Europea sono messe a dura prova dalla fortissima infiltrazione di prodotti cinesi (e pi in generale asiatici), indebolite da una finanza pubblica sprecona e logorata dal neo-liberismo nonch piegate dalla spietata concorrenza internazionale e dai crescenti costi dellenergia. Ci vorrebbe un supergoverno europeo per reagire, ma temo che prevarranno le forze centrifughe e protezionistiche, che sono anacronistiche perch mai possibile oggi, per esempio,chiudere le frontiere agli asiatici? Gli Stati Uniti hanno impostato una politica economica volta alla ripresa, quasi di tipo neo-keynesiano tanto che leconomia Usa ha ricominciato a creare posti di lavoro, un fatto che dimostra come il Paese stia cominciando a svoltare langolo, ha dichiarato Obama il 2 aprile scorso.Forse sarebbe il caso che, in Europa, la cinghia la stringano tutti, non solo i ceti a reddito medio, medio-basso e basso: meno Cajenne e Rolex e pi Panda e Swatch; meno lavoro precario ed evasione fiscale e pi flexsecurity ed equit tributaria; niente paradisi e scudi fiscali e pi occupazione e nuovo

Linsicurezza si diffonde in Europa

Lettere

welfare; meno privilegi alla casta e pi etica nella politica. Non c pi trippa per i gatti, tantomeno per i pescecani. Elio Capriati Napoli

La corte dei conti ha rilevato che dal 1994 ad oggi il meccanismo del rimborso delle spese elettorali ai partiti ha portato nelle casse delle forze politiche ben 2.253.612.000 euro di fronte a spese accertate per importi notevolmente inferiori. Lonere a carico dello stato triplicato in questi ultimi 15 anni. La stessa Corte dei conti ha dichiarato anche che la corruzione dal 2008 al 2009 aumentata del 229% e la concussione del 153%. Notizie giornalistiche, non smentite dal governo, hanno reso noto che nel 2009 lo Stato ha speso in consulenti 59 miliardi di euro, il 20% in pi dellanno precedente e che il governo dispone di 4.000 consulenti, stipendiati per fare ci che dovrebbero e potrebbero fare gli impiegati. Si tratta di persone assunte senza concorso a insindacabile parere dei ministri. Tutto ci indica che la qualit della politica ulteriormente scaduta. Stupisce la congiura del silenzio su questa situazione. La campagna elettorale non stata edificante. Anzi ha avvalorato lulteriore diffusione di questo scadimento della politica anche in periferia. Tempo fa certe forme di costosa propaganda

Troppe spese per la campagna elettorale

l Partito del Socialismo Europeo si rivolge direttamente allopinione pubblica, attraverso le sue campagne trasversali e transanazionali. E il 24 aprile, in tutta Europa diventa la giornata di mobilitazione socialista per la FTT, la tassa sulle transazioni finanziarie. E un tam tam che corre su Internet, e potrete saperne di pi sul Web (www.pes.org) e su Facebook (gruppo PES @activists). Ma cos una tassa sulle transazioni finanziarie ? E luovo di Colombo, ma anche un tab perch se un cittadino paga lIva sullacquisto di beni e servizi normale, se paga le tasse sul suo reddito normale, ma se un istituto finanziario paga una tassa sulle transazioni, allora siamo stando a sentire certa gente - al rifiuto cattolico della sacralit del Denaro, o al comunismo fuori stagionea vostra scelta ! Tanti anatemi sul controllo fiscale del mondo, ignoto ai comuni mortali, delle transazioni finanziarie, che oggigiorno avvengono su scala globale e sulle reti telematiche in pochi click. Eppure, proprio linformatizzazione degli scambi potrebbe consentire di effettuare un controllo pressoch automatico sui flussi finanziari, basta che ogni scambio preveda in automatico la detrazione fiscale. Sarebbe, in fondo, soltanto lapplicazione moderna del bollo che sin dal lontano 1694 la Corona britannica ha imposto su ogni scambio e vendita di azioni. Una tassa minima (lo 0,5%, per esempio) sarebbe la prima risposta semplice ed ovvia alla necessit, da tutti proclamata a parole, di alleggerire il carico fiscale sul lavoro, per colpire piuttosto la rendita improduttiva e la speculazione. Naturalmente, nelleconomia globale, occorre uno sforzo concertato da parte dellintera comunit internazionale, o almeno dei principali governi. E per questo che ci sono i socialisti europei e lInternazionale: tuttaltro che strutture ottocentesche; anche se i nostri valori sono antichi, sulla modernit che incidiamo. erano considerate americanate. Ora i vari candidati hanno fatto spesso ricorso a una campagna ricca e disinvolta, nonch fuorviante rispetto ai problemi reali del paese. Possiamo permetterci il lusso di rimanere sorpresi di tutto questo ? Evidentemente no. Occorrono nuove norme perch le spese elettorali siano contenute, controllate e accertate con scrupolo e gli eventuali rimborsi statali non siano eccedenti rispetto alle spese. Sen. Giuseppe Righetti - Pesaro

Tassare la finanza non solo i cittadini


Luca Cefisi

IL WEB SOCIALISTA
www.partitosocialista.it www.avantidelladomenica.it www.mondoperaio.it www.giovanisocialisti.it www.fondazionesocialismo.it AVANTI! DELLA DOMENICA Mondoperaio Fondazione Socialismo Federazione dei Giovani Socialisti - FGS Donne Partito Socialista su Facebook Riccardo Nencini, Pia Locatelli, Marco Di Lello, Oreste Pastorelli, Roberto Biscardini, Luca Cefisi, Giovanni Crema, Mauro Del Bue, Lello Di Gioia, Luigi Incarnato, Gerardo Labellarte, Angelo Sollazzo, Luigi Iorio, Gennaro Acquaviva, Bobo Craxi, Anna Falcone.

Perch Geronzi diventato presidente delle Generali?

IL QUIZ DELLA SETTIMANA

PartitosocialistaPSE

Risposta esatta: lultima

PARTITO SOCIALISTA ITALIANO - PSI (GRUPPO UFFICIALE)

1) Perch si chiama Geronzi ed un banchiere stimato in Italia e nel mondo ed esperto nel ramo delle assicurazioni; 2) perch si chiama Geronzi ed un banchiere stimato in Italia e nel mondo; 3) perch si chiama Geronzi ed un banchiere; 4) perch si chiama Geronzi; 5) il perch chiedetelo a lui;