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Interisti e juventini: tra tifo ed ideologia calcistica

La rivalit calcistica tra lInter e la Juventus, che coinvolge anche le rispettive tifoserie, non dovuta solo al fatto che le due societ in molte occasioni si sono contese la vittoria finale nel Campionato italiano, ma anche al motivo che, col tempo, hanno sviluppato una filosofia calcistica diversa. Addirittura, per certi versi, opposta.1 Il tifoso, infatti, in buona parte forgiato dalla storia del proprio club e a sua volta tende a influenzare lambiente e la mentalit della squadra oggetto del suo tifo. Cos i tifosi interisti e bianconeri rispecchiano, in qualche modo, la storia di Inter e Juventus: due storie profondamente diverse. Di fatto lo scandalo detto di Calciopoli, ha un po cambiato il tifoso juventino in quanto, per la prima volta, si sentito frustrato. Ma non frustrato come lo stato a volte linterista: perch la squadra ha deluso o perch ha subito delle ingiustizie, a volte non dovute al semplice caso, come appunto Calciopoli ha evidenziato, ma frustrati per essere stati beccati, come un ladro arrestato dalla polizia che lo ha scoperto. Sono stati scoperti e perci vengono messi in dubbio molti dei loro successi, visto il potere che da sempre ha aleggiato attorno alla Juventus. Per chi limmagine tutto e i meriti nulla o quasi, un brutto colpo. Perci gli juventini sono divenuti pi cattivi e il loro , spesso, un vero odio, che nulla ha a che vedere col senso di giustizia. LInter la nemica e basta, come i coloni americani che consideravano gli indiani cattivi a prescindere: per questo certi giudizi di juventini sono risibili quanto a obiettivit. Ma, a parte gli ultras, la maggior parte dei tifosi juventini, che labbiano o meno con lInter, sono dei moderati e, anzi, forse non sono nemmeno dei tifosi. Entriamo nel dettaglio. A Torino, citt dove ha sede la Juventus, c molta pi passione per i granata, cio per la squadra del Torino, che non per i bianconeri, che pure possono vantare un palmares nettamente pi ricco di quello dei cugini. Tanto vero che tempo fa, visto che in certe partite in casa della Juventus lo stadio rimaneva semivuoto, vi fu la proposta di far giocare certe partite in casa lontano da Torino. Il grosso dei tifosi juventini, infatti, 10 milioni circa, sono sparsi in tutta Italia. Ma, cosa curiosa, nonostante la Juventus possa vantare il pi alto numero di tifosi in Italia, quasi sempre lInter a fare in TV pi audience di tutti. Probabilmente ci significa che lInter capace di generare una passione pi violenta di quella che suscita il club bianconero. Lo juventino tipo, infatti, cio quello di fuori Torino, in non pochi casi, anche se si dice tifoso della Juve, in realt solo un simpatizzante, in quanto la sua prima passione la riserva alla squadra locale, che di solito non ambisce a vincere trofei. Juventino, perci, lo solo in seconda battuta, a volte perch affascinato dai trofei (i milanisti sffrono meno di questa sindrome, ma non ne sono immuni). Gli interisti, invece, sono sempre e solo interisti, ovunque in Italia. Ad esempio: per il tifoso bianconero di Perugia, prima viene il Perugia, poi la Juventus. Il nerazzurro perugino, invece, tifa Inter anche contro il Perugia. Ci non toglie per che, dopo lInter, tutta la sua simpatia vada per i grifoni perugini. La Juventus sempre stata ricca di classe, ma ci che la caratterizza maggiormente la solidit, mentre lInter particolarmente votata alla fantasia. Ci ha comportato che la Juventus ami il
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Mi riferisco, naturalmente, ad una tendenza generale, che ammette uninfinit di casi particolari. 1

cambiamento molto meno dellInter, tanto vero che, solitamente la Juventus tendeva ad innestare nella rosa 1 o 2 giocatori lanno, mentre lInter, spesso, operava delle rivoluzioni. Naturalmente con la Juventus finita in B nel 2006 e la sua ripresa ad alti livelli, oltre che con il calcio mercato aperto per vari mesi lanno, le cose sono un po cambiate. Ma le filosofie di fondo sono fondamentalmente rimaste le stesse. Perci il tifoso juventino apprezza, in una squadra, principalmente la solidit. E perci , in genere, pi pacato, misurato, sicuro, consapevole, sussiegoso. Uno che non scherza mai sulla propria squadra, n sopporte le battute. Linterista, invece, spesso lopposto. In ambedue le tendenze, quella misurata e quella passionale, ci sono pregi e difetti. Cos, se lInter dovrebbe fare tesoro, senza snaturarsi, dellesperienza bianconera, cosa che ultimamente ha cominciato a fare, prima con lallenatore Mancini, che, anche se un po a scapito della classe, ha cercato di dare anche costanza e solidit, poi con Mourinho e, ora, con Stramaccioni, forse anche la Juventus dovrebbe prendere qualcosa dallesperienza dellInter. Un minimo, giusto per essere pi felici. Fondamentalmente, per, lo juventino non capisce linterista che, per lui, rimane un mistero. Cos, ad esempio, quando il tifoso bianconero vuole essere gentile con un amico interista quando lInter reduce da una vittoria, gli dice: Oggi sarai contento!. Ma, forse, non si rende conto che linterista non pu essere pienamente soddisfatto se il successo non stato convincente. Viceversa, in caso di sconfitta dellInter, il tifoso bianconero pensa che il collega nerazzurro debba per forza essere sconfortato e frustrato, senza capire che, in caso di sconfitta meritata, al contrario di tanti altri tifosi, il nerazzurro se ne fa una ragione e, anzi, spesso si unisce alle critiche dei tifosi avversari. Mentre in caso di sconfitta immeritata, pur non nascondendo la delusione e, a volte, anche la rabbia, non riesce ad essere davvero infelice, perch certe sconfitte rafforzano lorgoglio e la fierezza. Per un interista, che di solito anche un vero sportivo (cosa che non vuol dire necessariamente essere obiettivo) una sconfitta immeritata vale pi di una vittoria immeritata. In certi casi, anzi, le sconfitte possono diventare leggenda. Come quelle interiste nei campionati del 1967 e del 1998 o come quella che la Nazionale italiana sub nel 1938 a Londra contro lInghilterra. Cos, mentre lo juventino rimane frustrato se la Juventus dovesse arrivare seconda in qualche manifestazione, allinterista nessuno pu togliere lorgoglio. Neanche se, per assurdo, lInter retrocedesse in serie B. In tal caso il tifoso nerazzurro assomiglierebbe a quei nobili che, bench ridotti alla fame, non rinunciano alla loro alterigia. Gli juventini sono orgogliosi delle loro vittorie, gli interisti soprattutto dei loro colori; gli juventini enumerano i successi, gli interisti le imprese; gli juventini traggono la propria gioia calcistica, o meglio la propria soddisfazione calcistica, visto che un bianconero gioioso non riesco proprio a immaginarlo, per i successi della propria squadra e non per il calcio, di cui, in fondo, non gli importa un gran che. Cos lo juventino, di Ronaldo, come di tanti altri fuoriclasse nerazzurri, pu ammetterne la bravura, pu arrivare a considerarlo un buon giocatore, quasi come Vucinic, ma senzaltro lo considera meno utile di Chiellini. Linterista, invece, ha sempre apprezzato Zidane, cos come Platini, Bettega, Sivori, fino allentusiasmo, senza problemi. Lo juventino ricerca pi la quantit, come chi sceglie il ristorante soprattutto per la quantit del cibo. Linterist ricerca soprattutto la qualit, come chi in un ristorante cerca sapori e ambienti tipici, capaci di creare una particolare atmosfera. Per questo linterista particolarmente legato ai ricordi, perch certi eventi gli hanno lasciato sensazioni indelebili e irripetibili.
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Sono molti gli eventi che hanno manifestato con evidenza le differenze tra interisti e juventini, due tipi di tifosi estremi: tutte le altre tipologie di tifosi, pi spostati verso una parte o verso laltra, si ritrovano, comunque, entro larea compresa tra questi estremi. Vediamone alcune. Anni fa, prima Davids, quando giocava nella Juventus, poi Kallon, quando giocava nelInter, sono stati riconosciuti colpevoli di aver fatto uso di EPO, una sostanza dopante. Le rispettive squadre non sono state coinvolte nella vicenda per cui la condanna della giustizia sportiva ci fu solo per i 2 giocatori. Ma le reazioni delle squadre, come delle tifoserie, sono state molto diverse: di accettazione da parte dellInter e dei suoi tifosi e di scomposta negazione da parte della Juventus e dei suoi tifosi i quali, pur non avendo letto le carte in possesso della giustizia sportiva, si dicevano sicuri che Davids fosse innocente. Quando usc il libro in cui Ferruccio Mazzola manifesta i suoi sospetti su delle pasticche che, dice lui, si facevano prendere ai giocatori della Grande Inter, nessun tifoso interista si detto certo che cos non fosse. Ci si limitati a ricordare che le leggi sullaantidoping allora erano molto pi blande di quelle attuali e che, secondo le testimonianze di vari ex giocatori, nelle altre squadre si faceva molto pi uso di sostanze che allInter: non solo si usavano pasticche, ma anche iniezioni. Qualcuno ha anche invitato a leggere bene tutto il libro, anche la parte in cui Ferruccio Mazzola dice che quelle pasticche i giocatori pi forti della Grande Inter, quelli che, appunto, lhanno resa grande, si rifiutavano di assumere tali pasticche. Tra costoro anche suo fratello Sandro. Quando invece fu provato che gli juventini prendevano senza ricetta mix di farmaci non necessari, tra cui antidepressivi, i tifosi juventini negarono. Zidane fece il nome dei farmaci che prendeva, disse che pensava fossero vitamine, ma i nomi da lui fatti non corrispondevano a vitamine. Disse che cose del genere non le aveva mai assunte n prima della Juve n, dopo, al Real. Eppure i tifosi juventini non considerarono affatto la testimonianza di Zidane. E quando apparve la notizia che lematocrito dei giocatori juventini era cos sballato da far pensare allEPO, per i tifosi bianconeri era sicuro che il doping non centrava. La Grande Inter stata accusata da un giornalista inglese, guarda caso poche settimane dopo lesplosione dello scandalo di Calciopoli, di essere riuscita a corrompere larbitro in 2 partite di Coppa dei Campioni. Ovviamente laccusa uscita senza prove n testimoni (il testimone citato dal giornalista inglese, un ex arbitro ungherese, era morto anni prima). Gli interisti hanno solo ricordato che le accuse vanno almeno accompagnate da qualche indizio e che le partite in questione lInter le ha vinte dominando e senza aiuti. Ma i tifosi juventini non hanno dubbi: tutto vero. Quando la Juventus fu accusata di falso in bilancio gli interisti hanno lasciato fare alla giustizia, n mai hanno detto che la Juventus era colpevole. Riguardo al caso Passaportopoli, lInter e i suoi tifosi non lo hanno mai negato ed hanno accettato la condanna, equa in rapporto al reato. Ricordano solo che tale scandalo riguard non solo lInter, ma anche altre 5 squadre, tra cui il Milan, che hanno avuto lo stesso trattamento dellInter. Ma riguardo a Calciopoli, nonostante ci siano le incredibili intercettazioni di Moggi in cui si parla chiaramente di arbitri coi disegnatori arbitrali, cosa illegale secondo le leggi della giustizia sportiva, nonostante sia stato provato che Moggi (il quale lo ha ammesso) sia entrato nel camerino dellarbitro Paparesta, cosa proibita, i tifosi juventini dicono che tutta una farsa. Preferiscono credere a Moggi, che quando Figo disse di averlo visto entrare nel camerino dellarbitro anche a San Siro, fu smentito dallo stesso Moggi e per questo condannato ad una multa salata, che allevidenza dei fatti. Preferiscono credere a chi avrebbe invitato Cannavaro ad imbrogliare lInter fingendosi malato per poi finire quasi gratis alla Juve, che non allevidenza delle intercettazioni.

Il nome Juventus ispirato alla giovent, ma mai la storia di un club di calcio ha contraddetto in modo pi radicale le proprie origini. Cos la Juventus diventata una Vecchia Signora. Con tutti i pregi di una vecchia signora. Ma anche coi limiti. La Juventus, al proprio tifoso, infonde la calma che deriva dallesperienza e dalla prudenza e la sicurezza che deriva dalla consapevolezza di non riservare sorprese (oltre che larroganza della ricca signora consapevole del suo rango, abituata a fare le regole e a cambiarle). Stile, misura, sicurezza,: questi i pregi della Vecchia Signora. Pregi non da poco. Il limite che la Signora Vecchia non fa battere forte il cuore nel petto.