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IL POPOLO VENETO

n.29/2012 Fondato nel 1921 n.29/2012 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato

FAME DI LAVORO
di Francesca Monti* LItalia una Repubblica democratica fondata sul lavoro, dice larticolo 1 della Costituzione italiana. Peccato che oggi il lavoro per un giovane come unoasi nel deserto. Con la crisi economica in Italia sempre pi difficile linserimento nel mondo delloccupazione, ancora di pi se sei un giovane al di sotto dei 30 anni. Da recenti statistiche Istat il tasso di disoccupazione giovanile nel nostro Paese sfiora il 36%. Un dato preoccupante, un fatto mai accaduto nemmeno negli anni pi bui. Mi vien da ridere quando il Premier Monti parla di flessibilit sul lavoro e dice che non bisogna aspirare a contratti a tempo indeterminato, perch meglio cambiare azienda nel corso della propria vita lavorativama se non ci sono posti, chi lascia il proprio lavoro dove va? Lunica cosa che pu fare tenersi stretto il posto che ha. Per non parlare di coloro che definiscono i ragazzi di oggi bamboccioni. Come si pu pensare di costruire una famiglia se non si hanno i soldi per la casa, per le spese, se non si ha uno stipendio sicuro? Ci saranno dei giovani che non si adattano o che hanno poca voglia di lavorare, ma la maggior parte ha fame di lavoro, solo che non ha la possibilit di mettere a frutto le proprie capacit. Se sei laureato il tuo curriculum troppo alto quando rispondi agli annunci, per cui dopo anni di sacrifici, se sei fortunato trovi un posto o a tempo determinato o con contratti atipici, ad esempio quello a progetto, con il quale non ti vengono pagati Tfr, ferie, malattia,

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percepisci uno stipendio minimo e la tua laurea considerata solo come un pezzo di carta. Se hai fatto degli studi professionali per imparare un lavoro le aziende ti sfruttano tramite stage non retribuiti o contratti di apprendistato attraverso i quali hanno delle agevolazioni sulle tasse e quando non servi pi ti lasciano a casa senza motivo, rifugiandosi in scuse tipo c crisi o mi serve una persona con esperienza. Per non parlare della condizione femminile, se sei una donna e sei sposata o hai in programma di crearti una famiglia avrai ancora pi difficolt a trovare un lavoro. Con la crisi economica le aziende tendono a licenziare o a mettere in cassa integrazione i lavoratori e i primi a pagare sono coloro che appartengono alle fasce pi deboli. Cos invece di incentivare il mercato del lavoro si crea il mercato della disoccupazione. Tutto questo facilitato anche da alcune decisioni prese dal Governo Monti in materia di diritto del lavoro, in particolare riguardo larticolo 18, dove stata cancellata la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo a fronte di una sentenza del giudice del lavoro favorevole al lavoratore stesso. Molto discutibili anche le decisioni prese dal governo Berlusconi riguardo larticolo 8, con le quali si operato per limitare drasticamente la centralit del contratto nazionale di lavoro, rimandando agli accordi aziendali materie importantissime quali la classificazione e l'inquadramento del personale, le mansioni, la disciplina dell'orario di lavoro, i contratti a termine, i contratti a orario ridotto,

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il regime della solidariet negli appalti, il ricorso alla somministrazione di lavoro e la modalit di assunzione e la disciplina del rapporto di lavoro. Per i giovani di oggi, una generazione di precari, le possibilit sono due: o restare qui nella nostra Italia, proseguendo con caparbiet nella ricerca di unoccupazione, oppure emigrare allestero, come hanno fatto nel secolo scorso i nostri nonni, cercando fortuna in America, in Brasile, in Europa o in Australia, la terra promessa dove tanti giovani italiani hanno deciso di trasferirsi. Prendendo in prestito le parole del discorso di Martin Luther King, I have a dream, ho un sogno, quello di unItalia diversa, basata sulla meritocrazia e non sulle raccomandazioni e sulla bellezza esteriore, dove i nostri ricercatori, medici, studiosi, non siano costretti a fuggire allestero, dove ognuno possa vedere realizzate le proprie capacit e le proprie aspirazioni, piccole o grandi che siano, in un lavoro appagante, che garantisca un futuro per s e per i figli che verranno, che permetta ad ognuno di lasciare la casa dei propri genitori per costruirsi la propria famiglia. E ora che la classe politica, senza distinzioni di partiti e colori, metta in primis al centro del proprio operato il bene della collettivit e cerchi di apportare dei miglioramenti per far tornare a risplendere la nostra Italia, non per farla sprofondare aumentando le tasse ai cittadini e vendendola alle banche. Per concludere vorrei mandare un messaggio ai giovani: viviamo in un periodo difficile, dove facile sentirsi dei falliti e perdere la speranza, ma proprio questo che non bisogna fare. Dobbiamo credere in noi stessi, nelle nostre capacit, dobbiamo mantenere vivi i nostri sogni e provare a realizzarli, perch possono toglierci tutto ma nessuno potr privarci dei nostri sogni.
* Francesca Monti - Vicedirettrice de "Il Popolo Veneto"

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BERLUSCONI, IL DELIRIO DI UN VECCHIO POLITICO

di Ivano Maddalena Larte di vivere consiste nel saper mescolare bene il ricordare e il dimenticare ...Frase di cui non conosco lautore, sentita pronunciare una sera in tv durante il serial C.S.I. alla fine di una soluzione di un caso complicato che la squadra di detective immancabilmente ha portato a buon fine. La frase offre spunti di riflessione. Ognuno ne comprende la portata e il valore. La lettura che sto per darne piegandola allennesimo tentativo di dire con chi abbiamo a che fare ben lontana dal significato profondo che essa ha per me e credo per molti. Dunque il saper mescolare bene il ricordare e il dimenticare! Credo che certi uomini siano davvero maestri esperti in tale capacit di mescolar bene il ricordare e il dimenticare. Sanno ben barcamenarsi. Sanno mescolare bene il ricordo, a loro favore, e altrettanto bene il dimenticare ci che non a loro pro. Potrebbero definirsi abili opportunisti, mentitori, schizofrenici, incalliti volta faccia a seconda che spiri il vento. Veniamo al dunque. Il lungo elenco di politici, se cos si possono definire, che esercita simile atteggiamento nel loro operato interminabile. In cima a tale classifica svetta sempre lui per: Colui che dice e smentisce ci che ha detto nel giro di poche ore. Colui che a seconda delloccasione ricorda, i torti subiti, e dimentica, il male fatto da lui stesso, atteggiandosi a puro e sciorinando la fila delle persecuzioni che lo hanno afflitto in questi anni in cui per amore sceso nellagone politico. Colui che si sente un perseguitato, novello messia portatore di un messaggio di speranza che ai pi ormai solo fumo e non credibile, al massimo via per dare vita a immensi interessi e guadagni personali. Colui che pi di tutti farebbe bene a ritirasi del tutto una volta per sempre dalla scena politica italiana. Silvio Berlusconi da Arcore. Ha appena ricevuto una sentenza di condanna, in primo grado, che non proprio allacqua di rose. Nel computo 4 anni per frode fiscale e 5

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anni di interdizione dai pubblici uffici. Questa la sentenza del tribunale di Milano nellambito del processo sui diritti tv Mediaset. C un passaggio della sentenza che molto forte e onestamente opinabile. Silvio Berlusconi, stando alla sentenza di condanna, ha: una naturale capacit a delinquere. Ma costui stato per anni il presidente del consiglio italiano! Da rabbrividire. Le reazioni di Berlusconi non sono mancate.Ci saranno senzaltro delle conseguenze, mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia ed evitare che ad altri cittadini possano capitare queste cose cos ha profetato Berlusconi al TG5. Gi ieri (sabato 27 ottobre, ndr) Berlusconi, a Studio Aperto, ha detto: Ero certo di essere assolto da unaccusa totalmente fuori dalla realt, una condanna politica incredibile e intollerabile. Non si pu andare avanti cos, la conferma di un accanimento giudiziario e delluso della giustizia a fini politici. Berlusconi sembra avere una nuova missione da compiere dunque. Meglio, porter avanti quello che da anni cerca di fare; ossia sfuggire alle sue responsabilit, alla giustizia e sappiamo bene come tutto questo sia stato fatto con leggi ad personam a go go! Il personaggio principale del bunga-bunga atque burlesque vuole rientrare in campo per riformare il pianeta giustizia ed questa la migliore delle sue barzellette, sempre flosce. Riformare come? Con le vergognose e stomachevoli leggi ad personam? Con i vari lodi Alfano e Schifani? Non sa pi dove parare il Berlusconi. Nonostante tutto, la tragicommedia continua. Non vuole capire Berlusconi che non lo si vuole pi! E basta con questo ritornello della persecuzione, non ne possiamo pi. Se vuole provare a continuare i suoi imbrogli i suoi reati, perch di questo si tratta, che lo faccia da imprenditore, come ha sempre fatto prima del 1994. In un qualsiasi paese europeo, tranne che in Italia, Berlusconi sarebbe stato costretto ad allontanarsi dalla politica dopo i primi mesi di governo per come ha ridotto lItalia e la sua immagine allestero. La notizia della condanna stata ed tuttora al centro di numerosi commenti ed finita sui giornali di tutto il mondo. Per tutti citiamo il Financial Times che apre oggi con una grande foto di Berlusconi e un breve commento: Silvio Berlusconi, tre volte presidente del Consiglio in Italia, ieri stato condannato a quattro anni di carcere per frode fiscale, ma improbabile che il 76enne finisca mai in prigione a causa della sua et. In carcere non ci finir, ma che paghi per bene ogni debito e finisca in esilio si! Chiudo con una profezia che spero non si avveri: si ricandider, verr votato, diventer capo del governo e torneremo a vergognarci di essere italiani. Ma scherziamo!

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E SE IL PDL LASCIASSE BERLUSCONI AL SUO DESTINO?

di Luigi Pandolfi* Nel Popolo della Libert qualche sussulto di dignit incomincia ad intravedersi. E proprio da parte di quei cortigiani che a Berlusconi devono tutto, dalla loro carriera al proprio posto al sole. Non una cosa di poco conto, anche perch sembra un parricidio in piena regola. Quale sar lesito del braccio di ferro tra il padre ed i figli nel principale partito della destra italiana non facile prevederlo adesso, in queste ore. Ci si pu chiedere per cosa accadrebbe se i figli decidessero di cacciare il padre di casa, iniziando un nuovo cammino. Probabilmente a guadagnarci sarebbero pi i figli che non il padre. Questultimo, circondato da mezze figure, istintive come lui, potrebbe tentare la carta del nuovo partito, intraprendendo la strada dellantieuropeismo, su cui ritroverebbe la Lega ed altri pezzi di destra insofferente. Andrebbe, in altri termini, a dare vita col carroccio ad uno schieramento demagogico, pi vicino, in termini di idee e suggestioni, ai partiti populisti sparsi per il continente, che non alle forze appartenenti al campo del popolarismo europeo. Inutile dire che, in questa ipotesi, il concorrente diretto del Cavaliere, e di Maroni, sarebbe pi Grillo che non lalleanza di centrosinistra guidata da Bersani. E i figli? Finalmente liberi dal padre-padrone potrebbero tentare la carta del ricongiungimento con Fini e Casini, andando a costruire con essi, ma anche con Montezemolo ed alcune personalit del governo Monti, uno schieramento di centrodestra

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in grado di contendere al Pd il governo del paese. Fantapolitica? Beh, certo, ad oggi sembrerebbe proprio cos. Ma se ci si ragiona un po sopra questo scenario appare il pi logico, il pi razionale. Per gli uomini del Pdl davvero lultima spiaggia, se si considerano le manovre che gi sono iniziate a seguito dei risultati del voto siciliano. Non era ancora finito lo spoglio che Casini gi rilanciava lalleanza tra progressisti e moderati, rinfrancato dalla vittoria di Crocetta e spaventato dal successo dei grillini. Ma che il cuore di Casini, e soprattutto dei suoi elettori, batta altrove non un mistero. Cos come non un mistero che Fini non riuscirebbe tanto agevolmente a portare le sue truppe nel campo degli ex e dei post comunisti. Quantunque questultimi le accettassero. Di contro una lista centrista, promossa soltanto da Fini e Casini col supporto di qualche imprenditore di successo, potrebbe sperare in uno scenario di ingovernabilit dopo le elezioni, per far pesare ex post i propri voti in parlamento, ma non potrebbe minimamente pensare di vincere le elezioni, qualunque fosse la legge elettorale. Se poi la legge elettorale rimanesse quella attuale, nemmeno la prima ipotesi, evidentemente, avrebbe fondamento. Ecco allora che un Pdl senza Berlusconi, ancorch ridimensionato nel suo peso elettorale, potrebbe rivelarsi la carta giusta per tentare la ricomposizione di un fronte di centrodestra alternativo a quello che andrebbe a costituirsi allombra del Pd, che, individuando un buon candidato alla premiership, potrebbe davvero giocarsi la partita. Inutile dire che in unipotesi del genere le primarie appena convocate andrebbero immediatamente archiviate, oppure riproposte come primarie della nuova coalizione. Il che sarebbe anche utile per dare al progetto pi forza e visibilit. Cavranno pensato Alfano, Formigoni, Gasparri e tutti gli altri? Io credo di si. Ma poi, come si dice in certi casi, tra il dire (o il pensare) e il fare
* Luigi Pandolfi autore dei libri: "Lega Nord. Un paradosso italiano in 5 punti e mezzo" (Laruffa 2011) e "Crack Italia. La politica al tempo della crisi" (Laruffa, 2012).

IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 91 n. 29 / 2012 www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Vice-direttrice: Francesca Monti. Reg. Tribunale di Rovigo Numero 16/04 . Stampa in proprio (02/11/2012). Giornale gratuito. Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu

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RISCOPRIRE LITALIA PER USCIRE DALLA CRISI

di Pino Rossi Un paese integrato nel commercio internazionale dovrebbe vigilare sul saldo della sua bilancia commerciale. Uno stato povero di materie prime e di risorse energetiche come l'Italia, presenta fisiologicamente un saldo negativo per questo genere di prodotti, che vengono importati, utilizzati nelle produzioni per poi essere esportati come prodotti finiti. Tuttavia negli ultimi anni questo meccanismo virtuoso ha conosciuto dei problemi, le esportazioni italiane sono diminuite in molti settori e il costo delle importazioni aumentato. Il saldo negativo della bilancia commerciale si origina dagli acquisti e dalle vendite fatti verso l'estero. L'Istituto Commercio Estero comunica che nello scorso 2011 la bilancia commerciale italiana si chiusa con un disavanzo di quasi 25 miliardi di euro (per la Germania con un avanzo di oltre 150). Questa somma costituisce la differenza tra importazioni ed esportazioni, ma anche tra pagamenti ed incassi, quindi indica che i capitali in uscita dall'Italia per pagare le importazioni superano quelli in entrata, con i quali vengono pagate le esportazioni italiane. In ultima analisi in disavanzo di 25 miliardi nella bilancia commerciale indica che 25 miliardi di euro sono usciti dall'Italia diretti verso altri stati. Quindi dal sistema industriale e bancario italiano viene meno una cifra ingente, che non pu pi essere impiegata per finanziare le aziende o le famiglie italiane. Esistono settori merceologici che il mondo intero ci invidia, che non sono soggetti ad imitazioni e che tuttavia sono stati trascurati dalla politica italiana. Un tipico esempio il settore primario, nel quale le importazioni 2011 hanno superato le esportazioni di ben 7,2 miliardi (a fronte dei 5,5 del 2010), questo pessimo dato stride con la grande considerazione che i nostri prodotti hanno a livello internazionale, rappresentando punte di eccellenza straordinarie e che consentono una dieta sana che ha consentito agli italiani di avere una vita media tra le pi lunghe del mondo. Un impegno concreto della politica a tutela della

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nostra agricoltura sarebbe quindi necessario, e potrebbe inoltre generare nuovi posti di lavoro, oltre che assicurare la produzione di alimenti di qualit eccellente. I prodotti metallurgici rappresentano un altro tallone d'Achille dell'industria italiana, (la bilancia commerciale passata da -4,2 miliardi nel 2010 ai -6,1 nel 2011) Il venir meno di una produzione tanto ingente quanto basilare avrebbe ricadute catastrofiche su numerosissimi comparti produttivi italiani. Questo rispecchia la mancanza di una politica industriale. Altro settore critico quello dei computer e apparecchi elettronici (-17 miliardi circa nel 2011) questo dato indica che non riusciamo pi a competere nei settori avanzati, non investiamo pi in ricerca ed innovazione. Competere con i paesi emergenti sul costo del prodotto impossibile, quindi rinunciare alla ricerca e all'innovazione folle. Molti altri settori potrebbero essere citati, ma quello che desidero sottolineare che la crisi che si generata ha le sue radici anche nelle modalit di scelta dei consumatori. La soluzione una sola, riportare la bilancia commerciale in positivo, e non di poco per questo che sarebbe opportuno che il governo e tutte le istituzioni avviassero una campagna di informazione sui prodotti made in Italy, introducessero un metodo di riconoscimento valido e indiscutibile, e con l'impegno di tutti gli italiani, bilancia tornerebbe immediatamente in positivo (automobili italiane o costruite in Italia, prodotti della dieta mediterranea coltivati in Italia e non importati dall'estero, abbigliamento, e cos via...). Portata la bilancia in positivo di qualche miliardo il sistema bancario non avr pi da approvvigionarsi e lo spread si avviciner quello tedesco.
I grafici sintetizzano landamento delle bilance commerciali di alcuni importanti paesi europei e la stretta correlazione che le bilance commerciali hanno avuto, a partire dal 2008, sullo spread.

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SUSANNA CAMUSSO NON E NED LUDD

di Francesco Toscano La semplificazione del processo produttivo rese possibile, soprattutto nellindustria tessile, il largo impiego di donne e bambini che furono sottoposti a livelli disumani di sfruttamento. La condizione operaia era caratterizzata dalla estrema precariet del posto di lavoro (). Gli operai erano costretti ad abitare in situazioni igieniche di sovraffollamento, in case fatiscenti e in pessime condizioni igieniche, potendo contare su una alimentazione povera in qualit e quantit. La formazione dei grandi agglomerati di popolazione urbana e le nuove modalit di aggregazione sociale (), diffusero la consapevolezza di un destino comune. Si diffuse il luddismo, una delle prime manifestazioni di opposizione sociale. Questo movimento, organizzato in segrete e disciplinate bande di guerriglia, prese il nome dal leggendario tessitore Ned Ludd (). In questa elementare protesta trovavano espressione soprattutto il rifiuto del nuovo ordinamento della produzione e delle condizioni di vita che a questo si accompagnavano, ma anche la reazione della politica governativa (), improntata alla repressione di ogni fermento e di ogni spinta associativa dei ceti subalterni. La durissima legislazione penale () contro qualsiasi forma di organizzazione, di sciopero e di rivendicazioni salariali venne ulteriormente inasprita () con lintroduzione della pena di morte (). Sabbatucci e Vidotto nel loro Storia Contemporanea, lOttocento

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(Laterza editore), fotografano la condizione disperata delle classi pi deboli allindomani della rivoluzione industriale inglese. La fame, la miseria, la disoccupazione e la violenta repressione, rappresentano i malevoli protagonisti di questa triste pagina storica. Provate ora, con un volo pindarico, a trasportare queste atmosfere ai giorni nostri. Il destino delle nostre giovani generazioni, disorientate da una globalizzazione strabica e mal gestita, simile a quello dei salariati ai tempi della rivoluzione industriale. Le forze governative reazionarie, ieri Lord North oggi Mario Monti, usano il pugno di ferro per vincere leroica resistenza di uomini gi piegati dalla miseria e dallabbandono. Un malinteso concetto di competitivit viene endemicamente declinato nellaccezione criminale che impone come ineluttabili alcuni provvedimenti destinati a comprimere salari e diritti dei pi deboli. Possibile che la storia non insegni nulla? Possibile che qualcuno, magari in buona fede, possa per davvero ancora credere che lopera di neoschiavizzazione attualmente in atto su scala continentale rappresenti per davvero soltanto il frutto di una non meglio specificata crisi economica? Nessuno di voi, commentatori illuminati, riconosce nelle scelte politiche di oggi lo stesso sadico indirizzo che guidava la mano dei governanti di ieri? Ned Ludd, eroe proletario inglese, fu giustiziato nel 1779 per avere distrutto un telaio. E morto da uomo, versando il sangue per una causa nobile che lo ha reso immortale. Ma se ieri Ludd affront la morte per difendere le ragioni dei suoi simili, oggi alcuni indegni rappresentati dei diritti dei lavoratori lavorano subdolamente nellinteresse dei negrieri. La disoccupazione alle stelle, i suicidi aumentano ma la Camusso, ad esempio, capo del principale sindacato italiano, fiancheggia un partito come il Pd che sostiene le politiche affamatrici di Mario Monti. Chiedere che la Cgil della Camusso difenda il lavoro contro lo sfruttamento e i soprusi troppo. Sarebbe gi importante che la smettesse di recitare in pratica lindegno ruolo del caporale che bastona i lavoratori per ingraziarsi il padrone.

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APPELLO PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO


Questa settimana unaltra vittima della folgorazione in Vneto. Aveva solo 36 anni Andrea B. e un bimbo di appena un anno. Intanto a Nordest la percentuale delle vittime sul lavoro per contatto elettrico diretto e indiretto arriva al 9,3 per cento contro una media nazionale del 5,7 per cento. Questi i dati relativi ai primi nove mesi del 2012 elaborati dallOsservatorio di Vega Engineering. E il presidente dellOsservatorio, lIngegner Mauro Rossato lancia lappello: Insistere con pi efficacia sulla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro: pi formazione, organizzazione e controlli. Quasi il 10 per cento delle morti bianche a Nordest la conseguenza di una folgorazione. Il 9,3 per cento per la precisione, secondo i dati elaborati dallOsservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, relativi ai primi nove mesi del 2012. Ben al di sopra della media nazionale che arriva al 5,7 per cento. Lultimo dramma avvenuto marted mattina a Campalto in provincia di Venezia, dove Andrea B. 36 anni, sposato e padre di un bimbo di un anno, stato trovato morto accasciato sul carroponte tra due vasche nellimpianto di depurazione di Veritas dove lavorava. Il magistrato ha aperto un fascicolo per infortunio sul lavoro dovuto - molto probabilmente - a folgorazione. Un lutto che si aggiunge, purtroppo, alla lunga epigrafe dei decessi sul lavoro e che dovrebbe spingere a riflettere tutti noi sullimportanza di ogni singola vita. Perch - dice il presidente dellOsservatorio Sicurezza Vega Engineering - questi tremendi incidenti mortali che spezzano lesistenza di centinaia di lavoratori ogni anno (a fine settembre 2012 erano gi 392 i decessi in ambiente ordinario di lavoro in Italia, 54 a Nordest) non devono rimanere nel limbo della mera notizia di cronaca che vive una manciata di secondi per la sua lettura, ma dovrebbero indurre ad un maggior impegno per tradurre gli obblighi legislativi gi esistenti in concrete azioni mirate ad acquisire un modus operandisicuro. Prima di Andrea B., a fine agosto, Angelo P., trentasettenne di Scorz, padre di tre figli, era morto folgorato in una cabina elettrica in provincia di Treviso. Unaltra vita e unaltra famiglia distrutte. Entrambi esperti, entrambi professionisti. Purtroppo accade che nonostante lesperienza e la professionalit acquisita in anni di lavoro gli incidenti gravi e talora mortali siano allordine del giorno - prosegue lIngegner Rossato - e, laddove mancano esperienza e professionalit, si verificano con maggior frequenza specie per la sottovalutazione del rischio che porta a trascurare limportanza del rispetto delle procedure di sicurezza. Ecco perch fondamentale approfondire le tematiche della valutazione del rischio elettrico e della gestione della sicurezza elettrica in azienda. Esistono delle norme (CEI EN 50110-1 e CEI 11-27), che purtroppo ancor oggi sono sconosciute a molti addetti ai lavori. Non molti sanno infatti che ciascun impianto elettrico aziendale dovrebbe essere affidato alla responsabilit di una persona, denominata "Responsabile dellImpianto" (RI) e insiste il Presidente dellOsservatorio mestrino - i lavori stessi affidati ad un Preposto ai lavori elettrici (PL), qualifiche che vanno attribuite a personale appositamente formato. Lappello alla sicurezza, poi, si dovrebbe concretizzare anche attraverso coloro che hanno il compito di sanzionare i comportamenti illegali con una maggiore severit nei controlli".

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LITALIA RIPUDIA LA GUERRA ANCHE IL 4 NOVEMBRE

Ricordare le vittime delle guerre, costruire la pace e la sicurezza attraverso il Disarmo. Lappello del Movimento Nonviolento: Il 4 novembre non un giorno di festa: un giorno di lutto per le vittime delle guerre e d'impegno per il disarmo. Non festa ma lutto, perch si ricorda la fine di una "inutile strage", come Benedetto XV defin la prima guerra mondiale, e non si pu non ricordare che tutte le guerre sono "inutili stragi" e tutti gli eserciti ne sono gli strumenti. Non festa ma impegno, perch per ricordare davvero - e non retoricamente e ipocritamente - le vittime delle guerre l'unico modo "ripudiare la guerra" e costruire la pace, attraverso la via realistica del disarmo. Eppure il 4 novembre - unica celebrazione traghettata dal fascismo alla Repubblica - si continuano a "festeggiare" le forze armate, cio gli strumenti di guerra. Ed una festa che si prolunga tutto l'anno: nelle varie manovre finanziarie, qualunque siano i governi in carica, si continuano a dilapidare preziose risorse in spese militari e di armamenti (23 miliardi nell'ultimo anno), si continua a finanziare l'acquisto di terribili strumenti d'attacco come i caccia f-35 (15 miliardi previsti) ed a condurre operazioni di guerra come l'occupazione militare in Afghanistan, atti contrari alla Costituzione italiana. Si lascia invece quasi privo di risorse il Servizio Civile Nazionale, strumento di difesa civile della Patria prevista dalla legge e coerente con la Costituzione.

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Del resto, le forze armate e i loro armamenti non sono solo strumenti di guerra potenziale, che diventano attuali solo quando entrano in azione. Le armi sono strumenti e mezzi di guerra in atto anche quando non sparano, perch la quantit enorme di risorse pubbliche che vengono destinate alle spese militari, alla preparazione della guerra contro minacce ipotetiche o pretestuose, lasciano la Patria senza difesa ed insicura rispetto alle reali minacce alle quali sono gravemente sottoposti, qui ed ora, tutti i cittadini, sul proprio territorio: la disoccupazione e la precariet del lavoro, la povert e lanalfabetismo, la fragilit edilizia in un paese sismico e i disastri idro-geologici Svuotare gli arsenali e riempire i granai, diceva il Presidente Pertini, ed invece abbiamo riempito gli arsenali e svuotato i granai, offrendo la peggiore delle risposte possibili alla crisi economica e sociale che stiamo vivendo. Ricordare davvero le vittime delle guerre e costruire la pace pu dunque avvenire solo avviando un serio disarmo, attraverso la riconversione dalla difesa militare alla difesa civile; liberando le risorse necessarie per l'affermazione dei principi fondamentali sanciti nei primi dodici articoli della Carta costituzionale, quelli che offrono la sicurezza della cittadinanza- il lavoro, la solidariet, luguaglianza, la cultura, la difesa del patrimonio naturale - attraverso il ripudio della guerra e degli strumenti che la rendono possibile. Il 4 novembre, come tutto l'anno. Per questo il nostro Movimento, insieme a Peacelink e al Centro di ricerca per la pace di Viterbo, ha lanciato per il 4 novembre la campagna "Ogni vittima ha il volto di Abele", affinch in ogni citt si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre.
Movimento Nonviolento www.nonviolenti.org via Spagna, 8 - 37123 Verona tel. 045 8009803 Fax 045 8009212
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