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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI PERUGIA I SEZIONE ClVILE In persona del Giudice dr.

ssa Loredana Giglio, all'esito di udienza di discussione orale ai sensi dell'art.281 sexies c.p.c. , ha emesso dandone contestuale lettura la seguente SENTENZA Nella causa civile iscritta al nr.5075/2009 del registro generale degli affari contenziosi promossa da M.G., elettivamente domiciliato in Perugia, via xxxx presso lo studio dell'A xxx del foro di Perugia che lo rappresenta e difende come da procura a margine dell atto di citazione ATTORE nei confronti di "G.C. S.p.a" in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Perugia, via xxx presso lo studio dell'A vv. xxxx che la rappresenta e difende come da delega in calce alla copia notificata dell'atto di citazione CONVENUTA Oggetto: domanda di annullamento per dolo contratto di vendita fatto e svolgimento del processo Con atto di citazione ritualmente notificato il sig. M.G. ha convenuto in giudizio avanti al Tribunale di Perugia la "G.C." S.p.a. chiedendo che, previo accertamento del dolo contrattuale relativo all' acquisto di veicolo usato "Volvo V70 05 Optima tg. (...), per asserita dolosa manomissione del contachilometri, sia pronunciato l'annullamento del contratto di vendita e la societ venditrice condannata alla restituzione del prezzo, previa riconsegna del bene, la condanna al rimborso di spese sostenute per il maggior chilometraggio del veicolo e del risarcimento dei danni da effettuarsi con valutazione equitativa; in via subordinata ha chiesto sia comunque riconosciuta la sussistenza del dolo c.d. incidente, ex art. 1440 c.c. e la condanna della convenuta alla restituzione di una somma pari al 50% del valore del prezzo pagato per l'acquisto del veicolo ed al risarcimento di ogni danno conseguente da liquidarsi anche in via equitativa. Ha esposto a fondamento della domanda che: nel mese di settembre del 2007 ha acquistato il veicolo gi indicato in premessa per la somma complessiva di Euro 15.700,00, provvedendo contestualmente al versamento di 224,00 per l'acquisto di garanzia c.d. " Motive service"; l'autovettura al momento dell'acquisto segnava sul contachilometri 160.123 Km; il veicolo era venduto alla concessionaria dall'Avv. M.R.; a seguito di notizie di cronache relative a procedimento penale iscritto presso la locale Procura della Repubblica a carico dei titolari della societ convenuta per il reato di truffa - correlata proprio alla dolosa alterazione del chilometraggio dei veicoli venduti - era venuto a conoscenza, direttamente dal precedente proprietario che il veicolo, al momento della cessione, aveva sicuramente percorso un numero di chilometri superiore a quello riportato ed a conferma di tale dato produceva copia di fattura emessa da una carrozzeria in favore del precedente proprietario circa un anno prima della vendita dalla quale risultava un chilometraggio pari a Km. 176.100 da ci deducendo la sicura manomissione dolosa del contachilometri da parte della concessionaria venditrice. Ha asserito di essere stato indotto all'acquisto sulla base dell'affidamento riposto nei dati forniti dalla concessionaria sul chilometraggio e di aver dovuto poi sostenere delle spese di ordinaria e straordinaria manutenzione direttamente correlate con la taciuta vetust del veicolo dolendosi anche

dei danni correlati al c.d. interesse contrattuale negativo. Si costituita in giudizio la societ convenuta contestando la ricostruzione dei fatti offerta dall'attore, asserendo non esserci alcuna divergenza di sua diretta conoscenza circa il numero riportato dal contachilometri al momento della vendita e quello reale; ha dedotto la scarsa incidenza sulla conclusione del contratto della diversit del chilometraggio emergente dalla fattura consegnata dal precedente proprietario sull'acquisto di un veicolo avente gi quasi 5 anni di vita. Ha sostenuto che sino al diffondersi di notizie di cronaca del tutto indimostrate il G. non ha formulato alcuna doglianza in ordine al veicolo ed anzi ha ceduto alla concessionaria altro veicolo Volvo ad un prezzo superiore al suo reale valore di mercato. Ha affermato peraltro che il prezzo realmente corrisposto dal G. ammonta a complessivi Euro 10.720,00 e non alla cifra di Euro 15.920,00 corrisposta invece al proprietario originario Aw. M.R. ed ha chiesto il rigetto della domanda. La causa stata istruita a mezzo di acquisizioni documentali e dell'audizione del teste Avv. M.R. e quindi decisa - previo deposito di note scritte - all'esito di discussione orale ex art. 281 sexies c.p.c. con contestuale lettura della sentenza. In via preliminare va dichiarata l'inammissibilit della domanda " riconvenzionale" formulata in via subordinata dalla convenuta nelle note scritte depositate in vista della discussione orale, trattandosi di domanda nuova proposta oltre i termini perentori di legge e in modo del tutto irrituale. Passando alla valutazione di merito la domanda solo parzialmente fondata per i motivi e le ragioni che seguono : dalle dichiarazioni testimoniali rese dall' Avv. M.R. e dalla fattura emessa dal riparatore autorizzato della Volvo allegata all'atto di citazione emerge quale dato fattuale una palese divergenza tra il chilometraggio riportato al momento della vendita sul contachilometri e il chilometraggio effettivo. Pare del tutto illogico che il veicolo un anno prima della vendita all'attore riportasse un'chilometraggio di 176.100 e successivamente il chilometraggio inferiore pari a 160.123 Km segnato sul contachilometri e sul certificato di garanzia rilasciato dal concessionario. Il dato indicato nella fattura non stato peraltro contestato dalla convenuta - che ha omesso anche di articolare qualsivoglia richiesta di prova - che si limitata genericamente a sostenere di non essere a conoscenza di presunte divergenze tra il chilometraggio indicato e quello reale. L'Avv. M.R., precedente proprietario del veicolo, ha peraltro direttamente confermato tale dato ed ha chiarito di aver fornito tale informazione all'attore dopo che anche altri acquirenti di veicoli da lui ceduti alla stessa concessionaria avevano chiesto informazioni sul chilometraggio reale. Si ritiene che il teste sia oggettivamente credibile perch le sue dichiarazioni trovano diretto riscontro nella fattura emessa da rivenditore autorizzato della Volvo e soggettivamente perch non portatore di un proprio interesse nel giudizio. La circostanza che lo stesso si sia doluto dei toni utilizzati nei suoi confronti nella comparsa di costituzione e risposta ( cfr. istanza di estrazione copia atti formulata ai sensi dell'art. 391 quater c.p.p. e relativo provvedimento di questo Giudice) e che abbia riferito direttamente al difensore di controparte ( cfr. verbale di udienza del 1.2.2011) di essersi sentito " offeso" dal contenuto di alcune frasi contenute nella comparsa, costituiscono elementi inidonei a fondare una valutazione di inattendibilit, posto che le dichiarazioni rese nel giudizio riguardano fatti ai quali lo stesso del tutto estraneo e non emergendo alcun elemento neanche di prova indiziaria o logica per ritenere un suo coinvolgimento nella indicazione di chilometraggio superiore a quello reale del veicolo. Pu dunque ritenersi accertato che il numero di chilometraggio reale del veicolo ceduto all'attore fosse superiore a quello indicato sul contachilometri e sulla garanzia rilasciata dalla concessionaria sicch appare, alla luce di una pluralit di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, provata l'alterazione del contachilometri e la vendita del bene con caratteristiche diverse da quelle apparenti. L'indicazione sul contachilometri e sulla garanzia di un chilometraggio superiore a quello reale integra una condotta di violazione dei principi di correttezza e buona fede contrattuale che ha inciso sulla formazione complessiva del consenso da parte dell'acquirente. Si ritiene tuttavia che il dolo accertato nella condotta del venditore non sia stato determinante del consenso posto che nessuna

allegazione o prova stato fornita dall'attore a dimostrazione che nel caso di un chilometraggio pi elevato non avrebbe concluso il contratto, sicch deve escludersi la ricorrenza del dolo quale causa di annullamento ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1439 c.c. La circostanza che l'attore abbia pattuito un certo prezzo a fronte di un chilometraggio inferiore a quello reale induce piuttosto a ritenere che il raggiro utilizzato pur non avendo determinato il consenso in via esclusiva ha, tuttavia, condotto lo steso a stipulare il contratto a condizioni pi onerose, sull'erronea convinzione di aver acquistato un veicolo pi nuovo e in migliori condizioni di uso, rilevando dunque la condotta tenuta quale dolo incidente ai sensi dell'art. 1440 c.c. Il raggiro sul reale chilometraggio del veicolo investe un elemento certamente non trascurabile del contratto ( la determinazione del prezzo) sicch deve ritenersi operante, in applicazione di pacifici orientamenti della giurisprudenza di legittimit, l'operare di una presunzione iuris tantum sulla circostanza che senza la condotta illecita tenuta dalla concessionaria l'attore avrebbe stipulato il contratto a condizioni di miglior favore. Venendo alla " quantificazione" del danno va dichiarata infondata la domanda risarcitoria formulata con riguardo alle spese asseritamente sostenute per l'installazione del gancio ( cfr. fattura allegata) posto che nessun elemento stato allegato per dimostrare che tale spesa sia da correlarsi al maggior chilometraggio del veicolo e non piuttosto frutto della scelta dell'attore di dotare il veicolo di un accessorio diretto a migliorarne la funzionalit, del tutto autonoma rispetto all'accertata condotta illecita. Deve invece essere risarcito il danno derivante dall'aver versato un prezzo pi elevato di quello corrispondente alle valutazioni di mercato dell'usato per un veicolo con le caratteristiche di quello venduto ed avente un chilometraggio superiore a quello riportato. Sul punto in assenza di specifici parametri pu ritenersi, trattandosi comunque di veicolo avente gi 5 anni di vita, in via equitativa che il prezzo " congruo" sarebbe stato inferiore di circa il 30 % di quello pattuito, dunque, pu essere liquidato a titolo di risarcimento del danno la somma complessiva di Euro 4.710,00 ritenendosi che un veicolo usato con circa 16.000 Km. in meno rispetto a quelli fittiziamente indicati sul contachilometri e sulla garanzia avrebbe avuto un prezzo complessivo congruo non superiore ad Euro 10.000,00. Tale somma costituente debito di valore - stante la riconducibilit della responsabilit c.d. precontrattuale alla responsabilit da fatto illecito - dovr essere rivalutata secondo gli indici ISTAT a decorrere dalla data di commissione dell'illecito sino alla pronuncia e sulla stessa annualmente rivalutata dovranno essere corrisposti gli interessi compensativi nella misura legale sino alla pronuncia e i soli interessi legali dalla pronuncia sino al saldo. L'attore ha formulato richiesta di ulteriore risarcimento del danno cagionato dalla condotta della convenuta. La domanda deve essere rigettata stante la sua generica formulazione e la mancanza di qualsivoglia allegazione e prova anche solo presuntiva sul danno ulteriore cagionato dalla violazione del principio di buona fede contrattuale. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo tenuto conto del valore della causa, dell'attivit svolta dalle parti e del pregresso sistema tariffario. pqm Il Tribunale di Perugia definitivamente pronunciando sulla causa promossa da M.G. nei confronti della " G.C. S.p.a." in parziale accoglimento della domanda formulata da parte attrice - ogni altra domanda o eccezione disattesa - cos provvede : 1) accerta e dichiara, ai sensi dell'art. 1440 c.c., che la societ convenuta ha dolosamente taciuto al sig. M.G. il reale chilometraggio del veicolo Volvo tg. (...) - oggetto di contratto di vendita stipulato in data 24.9.2007 - cos inducendolo a pattuire un prezzo di vendita a condizioni diverse da quelle corrispondenti al reale valore del bene;

2) condanna la societ convenuta, ai sensi dell'art. 1440 co.2 c.c., al risarcimento del danno cagionato all'attore in conseguenza della condotta descritta al capo che precede, che liquida, in via equitativa, nella somma di Euro 4.710,00 oltre rivalutazione ed interessi come determinati in motivazione dalla stipulazione del contratto sino alla pronuncia ed interessi legali dalla pronuncia sino al saldo; 3) dichiara inammissibile la domanda ri convenzionai e formulata dalla convenuta nelle note conclusive perch tardiva e costituente domanda "nuova"; 4) condanna la societ convenuta alla refusione delle spese di giudizio in favore del sig. M.G. che liquida nella somma complessiva di Euro 2858,00 di cui Euro 358,30 per spese ed Euro 2500,00 per compenso professionale, oltre I.V.A., C.A.P. ed accessori di legge.