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MERCOLED 31 OTTOBRE 2012

il caso
La relazione che il commissario Ciclosi consegn a conclusione del suo mandato delineava un quadro finanziario a dir poco allarmistico: un debito di oltre un miliardo. Appena eletto il primo cittadino Federico Pizzarrotti e i suoi assessori fecero nuovi controlli. Trovarono lerrore: i calcoli fatti non tenevano conto del patrimonio del Comune

POLITICA E SCONTRI

La bancarotta di Parma ridimensionata dai conti


Il Comune pu contare su un attivo di 637 milioni
DAL NOSTRO INVIATO A PARMA PIETRO SACC

voluto laffronto di un reggiano - e cio di un rivale di sempre, nellantagonismo campanilista tra le due sponde dellEnza - perch a Parma si mettessero a fare i conti e arrivassero alla conclusione che la storia del colossale debito del Comune, su cui i grandi giornali nazionali hanno allestito paginoni nei mesi passati, era piena di esagerazioni allarmiste. Il bilancio in equilibrio assicura Gino Capelli, assessore al Bilancio della giunta grillina e, da privato, commercialista. Capelli ha preparato una relazione dettagliata sui conti del Comune per fare chiarezza e rispondere a Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dellAssociazione dei Comuni. Palermo e Napoli sono in condi-

la gioia del malmesso Pdl cittadino e di Pietro Vignali: lex sindaco di centrodestra costretto alle dimissioni da una serie di scandali di tangenti e con indagini (ancora in corso) che hanno coinvolto quasi tutta la sua giunta, si trova cos ad essere riabilitato - almeno in parte, e solo per quanto riguarda i conti comunali - dai "nemici" grillini. Mentre il Pd, che sullo spettro del fallimento aveva giocato molto nella sua campagna elettorale, infuriato: La realt - ribadisce il consigliere Massimo Iotti - che siamo vicini al dissesto. Il fatto che la relazione del commissario - oggi in pensione - nel calcolare i debiti non teneva conto dei patrimoni. come quando una famiglia compra casa con il mutuo: c il debito con la banca, ma non si pu ignorare il valore dellimmobile acquistato. Ecco i conti rivisti, al-

lora: il Comune di Parma ha un debito con le banche di 165 milioni di euro, con un importo pro capite sotto la media nazionale, poi ci sono 70 milioni di debiti "in conto capitale" che sono pi problematici, perch pur avendo i fondi (150 milioni) il Comune deve limitare le uscite come imposto dal Patto di Stabilit. Il Comune ha comunque un patrimonio attivo di 524 milioni. Poi ci sono i conti delle numerose societ partecipate (32 aziende). Queste aziende hanno tutte assieme 607 milioni di debiti, ma il loro patrimonio supera il passivo di ben 339 milioni. Considerando la sua quota in queste societ, il Comune pu contare su un patrimonio attivo per 113 milioni, che nei conti dellassessore grillino diventano 162 milioni perch si pu stralciare il passivo di una societ che va verso il concordato preventivo. Il risultato fina-

le che il Comune ha un bilancio consolidato, aziende incluse, in attivo di 637 milioni. Ci sono semmai problemi di finanza ordinaria: quelli legati al Patto di Stabilit e a 42 milioni di proventi a lenta manifestazione, cio crediti che entrano pi lentamente del previsto. Insomma, conclude Capelli, bisogner alzare un po le entrate e ridurre le uscite per gestire questo squilibrio contingente, ma i conti sono a posto. La vera eredit delle precedenti amministrazioni si sostanzia in questo, abbiamo fatto il passo

pi lungo della gamba e ora dobbiamo rimediare conclude lassessore, che prevede qualche anno di "risanamento" ma spera di ottenere un ritorno alla normalit entro la fine del mandato di Pizzarotti. E in ogni caso non consentiremo che la lotta politica venga consumata sulla pelle della nostra citt promette il responsabile bilancio dei grillini, movimento che in questa Parma imprevedibile si sta mostrando sorprendentemente moderato.
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Lassessore al Bilancio della giunta grillina, Capelli, ha preparato una dettagliata relazione per fare chiarezza dopo quanto dichiarato dal presidente dellAnci che aveva parlato di pre-dissesto
zione di pre-dissesto finanziario, Parma e Alessandria di dissesto vero e proprio ha garantito il 5 di ottobre Delrio in una puntata della telefonata televisiva di Maurizio Belpietro dedicata alle casse degli enti locali, costringendo il suo collega parmigiano Federico Pizzarotti primo sindaco grillino dItalia - a rispondergli che anche lui condivide la critica alle giunte di centrodestra che hanno governato Parma dal 98 al 2011 (caso unico nella rossa Emilia), ma di sicuro il suo Comune non al dissesto. Pochi giorni dopo la polemica, al Consiglio comunale interviene lassessore Capelli, che ridimensiona le cifre iperboliche circolate negli ultimi tempi. Il debito di Parma, infatti, non certo di 1,2 miliardi di euro, come molti hanno sostenuto leggendo frettolosamente la relazione che Mario Ciclosi - il commissario che ha amministrato la citt da novembre a maggio scorsi - ha consegnato prima di lasciare il Municipio a Pizzarotti. E i debiti non sono nemmeno di 846 milioni di euro, come quella relazione di inizio estate faceva comunque intendere. Lo stato patrimoniale del Comune, al contrario, in attivo, e in attivo per 637 milioni di euro. Per

lex sindaco Vignali

Con quelle cifre sballate, ferita la citt


DAL NOSTRO INVIATO A PARMA

Lex sindaco Pietro Vignali

he la relazione finale del commissario Ciclosi avesse qualche difetto contabile, quelli del Pdl lo avevano detto subito. Adesso che anche lamministrazione dei grillini lo conferma, lex sindaco Pietro Vignali tornato al suo lavoro di commercialista - si sente, almeno in parte, riabilitato. Diciamo subito che lei non si dimesso per problemi di bilancio... Diciamo che all80% mi sono dimesso per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la mia giunta. La magistratura sta ancora indagando, spero che le persone coinvolte possano dimostrare la loro innocenza. Quella dei problemi del bilancio una questione emersa dopo, molti lhanno cavalcata in campagna elettorale, con quelle cifre sballate si fatto solo male alla citt. Non potevate dirlo prima, che il debito della citt non sfiorava il miliardo? Lo dicevamo, ma pochi ci hanno ascoltati. La relazione del commissario Ciclosi stata una relazione sbagliata, nei toni e delle cifre, con affermazioni gratuite e con venature di carattere politico. Il dissesto dei conti era una grande

bufala, a lungo sbandierata per diffamare la mia giunta, e ora stata finalmente smentita: Parma non al dissesto, non lo mai stata. Per i conti della citt non sono comunque dei migliori. Trentadue societ partecipate...non avete esagerato? Da sindaco ne ho avviate solo 3, le giunte del mio predecessore, dove ero assessore, hanno creato molte delle altre

Ora il vecchio primo cittadino si sente in parte riabilitato: Fu una grande bufala, sbandierata solo per diffamare il mio governo
poco dopo che Parma ha ottenuto dallEuropa lAutorit alimentare. Ma bisogna capire che erano altri tempi: arrivavano tantissimi finanziamenti europei e italiani ed era un momento di grande crescita economica. Queste societ avevano grandi progetti urbanistici che avevano un senso, ma la crisi del 2008 e le sue conseguenze sui valori immobiliari hanno cambiato tutto e quelle partecipate sono diventate un

problema. Gli investimenti che abbiamo fatto dal 98 in poi hanno per rivoltato una citt che, trascurata dalla Regione, era il fanalino di coda dellEmilia. In che senso? Capiamoci: Parma aveva un pezzo di tangenziale con i semafori. Noi abbiamo realizzato infrastrutture e servizi avanzati. Abbiamo introdotto per primi il quoziente familiare, creato il Festival Verdi (e la Regione non ci ha aiutati), abbiamo potenziato le strutture sportive e sostenuto il sistema produttivo. La citt ai primi posti per la qualit della vita in Italia e in Europa e i cittadini ce lo hanno sempre riconosciuto. Progettavate anche di fare una metropolitana. S, quello stato un errore. Difatti alla fine abbiamo sospeso il progetto, azzerato il debito di 96 milioni di euro con la Cassa depositi e prestiti e ottenuto dallo Stato 70 milioni di euro di "compensazione". Sono soldi che lattuale giunta pu utilizzare per progetti in citt. Pietro Sacc
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La famiglia non va confusa con altre forme dunione


DA PARMA MATTEO BILLI

on fa bene a nessuno confondere e creare confusione tra la famiglia e altre forme di unione, nelle quali le tutele possono essere garantite dal diritto delle persone che le compongono. Cos Enrico Solmi, vescovo di Parma, nellomelia di domenica, a chiusura della settimana mariana diocesana, ha sostenuto il valore e lunicit della famiglia che una sola come afferma la Costituzione della Repubblica italiana anche se ci sono iniziative che tentano di minarla nella sua origine. Una risposta chiara, anche se senza riferimenti espliciti, alla

delibera del consiglio comunale di Parma che gioved scorso ha approvato listituzione del Registro delle unioni civili. Un s a larga maggioranza quello arrivato alla proposta del consigliere Ettore Manno, rappresentante del Partito dei Comunisti italiani, al termine di oltre unora e mezza di discussione: 30 voti favorevoli (Movimento 5 Stelle, Pd, Pdci e tre liste civiche) e 2 contrari (Pdl e Udc). Il regolamento approvato "tutela e sostiene le unioni civili al fine di superare situazioni discriminatorie e favorirne lintegrazione nel contesto sociale, culturale ed economico". Possono iscriversi nel registro due persone maggiorenni di sesso diverso o dello stesso sesso,

residenti nel Comune da almeno due anni - ma bastano dodici mesi per chi ha pi di settanta anni -, di nazionalit italiana o straniera, non legate da vinco-

li, passando per lo sport, i trasporti, la sanit, fino ad arrivare ai servizi educativi - rispetto alle quali gli atti del Comune non possono essere discriminatori per le unioni civili. A detta del consigliere Monito del vescovo Solmi dopo Manno, i presupposti per il registro si trovano la decisione del consiglio allart. 2 della Costitucomunale di Parma di istituire zione e in alcune sentenze della Corte Costiil Registro delle coppie di fatto tuzionale, tra cui la 138 del 2010. La discussione in aula invece ruoli di matrimonio, parentela, affitata attorno allesistenza o meno nit, adozione, tutela, curatela o di un interesse pubblico. Il noda altri vincoli giuridici ma solo do importante che si va a staaffettivi. Nel documento si indibilire che un legame affettivo e viduano una serie di aree temaduraturo tra due persone di per tiche - dalla casa ai servizi sociase stesso un valore della societ

e il registro evidenzia il suo valore pubblico - ha affermato il consigliere del Pd, Giuseppe Bizzi -. Proponiamo e approviamo la delibera anche per far avanzare la legislazione nazionale che ora manca. Diametralmente opposto il pensiero di Giuseppe Pellacini, consigliere Udc: una dichiarazioni di intenti che ha valore zero. La nostra costituzione tutela la famiglia fondata sul matrimonio, il resto una scelta legittima, ma privata. Il vero obiettivo di questi registri cercare di dare un riconoscimento pubblico alle relazioni omosessuali. Voto contro perch me lo dice la mia coscienza.
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Plauso ai due consiglieri comunali che hanno detto no ai Dico alla parmigiana
Caro Direttore, il 12 maggio 2007 un milione e trecentomila persone gremivano Piazza San Giovanni a Roma. Il sottoscritto guidava un gruppo di parmigiani, avevamo noleggiato un pullman, per dire il nostro s alla famiglia fondata sul matrimonio e tutelata dalla nostra Costituzione e un No netto allipotesi Dico. Quella imponente manifestazione popolare riusc a fermare il progetto di legge. Ma il lupo perde il pelo ma non il "vizio", e i Dico fatti uscire dalla porta, piano piano sono rientrati dalla finestra. Quella dei Comuni. Una operazione a macchia di leopardo che ha portato il consiglio comunale di Parma ad approvare ad amplissima maggioranza, 30 s e 2 no, il registro sulle unioni civili, veri Dico alla "parmigiana". Hanno votato a favore il Movimento 5 Stelle, il Pd, Pdci e i consiglieri Ubaldi, Guarnieri e Ghiretti. Gli unici a votare contro sono stati i consiglieri, Pellacini, Udc, e Buzzi, Pdl. A questi due consiglieri comunali va il mio plauso sincero. Glauco Santi Bologna