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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo

NicolaSeverino

ILPAVIMENTOMUSIVODELLA BASILICADISANTAMARIAANTIQUA

Unnuovocontributoperlasuadatazioneeattribuzione

Roma2012
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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo Credits Siringraziaperlagentilecollaborazione: dott.GiuseppeMorganti,direttoredeilavoridirestauro,perlecomunicazioniin merito al pavimento della chiesa, il dott. Alessandro Lugari che ha pubblicato unatesidilaureasuipavimentidiS.MariaAntiquaperildottoratoinTecnologia deiBeniCulturaliallUniversitdellaTusciadiViterbo,peravermicomunicatoil proprio parere in merito al pavimento musivo della chiesa, al monaco benedettinoDonGregoriodellabbaziadiMontecassinoperavermipermessodi studiare ed analizzare il pavimento musivo di et desideriana, venuto alla luce sotto il pavimento settecentesco della chiesa abbaziale in seguito al tragico bombardamentodellasecondaguerramondiale,econservatoindiversecappelle sotterranee dellabbazia e nel locale Museo, il monaco benedettino Faustino Avagliano ancora dellabbazia di Montecassino, archivio manoscritti, per lacquisizione dei dati del mio libro Il pavimento precosmatesco dellabbazia di Montecassino, infine la dott.ssa arch. Lucia Prandi, dellassociazione Roma Sparita,peravermiconcessolapossibilitdivisitarelachiesadiS.MariaAntiqua nellultimaaperturastraordinariaalpubblicodellottobre2012. NicolaSeverino,29ottobre2012 Pag.2

NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo

Premessa
Ho da pochi mesi pubblicato un volume di grande formato dal titolo Pavimenti Cosmateschi di Roma, Storia, Leggenda e Verit nel quale in circa 610 pagine e centinaia di immagini ho cercato di raccontare la storia dei pavimenti cosmateschi pi importanti conservati in oltre quaranta basiliche e chiese di Roma.Insiemeallastoriadocumentale,hocredutonecessarioanchecompiereun salto di qualit consistente nel tentativo di sfatare alcuni luoghi comuni che da semprehannoaccompagnatoledescrizioniditaliopereesoprattuttocercaredi leggerenellafacieseneicaratteristilisticideirepertioggivisibilicicheilibrinon possono dirci e ci che gli autori del passano non hanno ritenuto importante tramandarci.Se,infatti,lamaggiorpartedeibeniartisticiearcheologicidiRoma sono trattati in ogni loro minimo dettaglio nelle migliaia di pubblicazioni che sono state prodotte dai codici manoscritti ai libri a stampa e nelle riviste specializzate, quasi nulla ci stato detto sui pavimenti cosmateschi che pure tantabellamostrahannofattoneltempoagliocchidistudiosi,viandantieturisti. TantomenodicicherimanedelpavimentomusivodellachiesadiSantaMaria Antiqua per il quale lunica possibilit di poter dire qualcosa di sensato un confronto diretto tipologico e stilistico con le altre opere simili. E quello che hannofatto,credo,perquantopossibile,iprincipaliautorichesisonocimentati in questa piccola impresa archeologicoartistica, ad iniziare probabilmente dai pi famosi Giovanni Battista De Rossi, Gustave Clausse, Gustavo Giovannoni, Edward Hutton, Annamaria Bessone Aureli, fino ad arrivare alla nota Dorothy Glass, ripresa dagli autori moderni come Alessandra Guiglia Guidobaldi, Peter CorneliusClaussen,EnricoBassaneviadicendo. Essendomigioccupatoinpassatodellaquestionedelladatazionedelpavimento musivo di questa chiesa, ritengo opportuno ripercorrere quella prima fase aggiungendointegralmentequantoavevopropostofindallinizio,quando,senza averancorapotutovisitarelachiesa,analizzavocicheglialtristudiosiavevano pubblicatoinmeritoeinparticolarealcuneconsiderazioniscaturitedallavisione di immagini, che ho poi messo a confronto con altri pavimenti, proposte nellarticolodiAlessandraGuigliaGuidobaldi,nonchdaquantocomunicatomi daAlessandroLugariinmeritoallasuatesididottoratosullargomento. La mia prima conclusione, come si potr leggere, differisce sensibilmente dalla nuova ipotesi che propongo in questo ulteriore studio. Tuttavia, la mia visione delle cose non era andata poi cos lontana dalla realt, avendo riconosciuto nel pavimentomusivodiSantaMariaAntiqua,relativamenteaipochilacertisimiliai pavimenti cosmateschi, n unopera databile al VI, VII od VIII secolo, n unopera tarda dei marmorari romani. Il confronto fotografico tra le immagini proposte dalla Guiglia Guidobaldi con le mie immagini dei pavimenti cosmateschidialcunebasilichediRomaeinparticolarediquellodellabasilicadi San Clemente, mi avevano indotto a credere che il pavimento musivo di Santa Maria Antiqua nella seconda zona del presbiterio fino allabside, fosse coevo a quellodiSanClemente,ciorisalenteallafinedelXIIoiniziodelXIIIsecolo. E bastata una prima semplice occhiata generale al pavimento, durante la mia visitaallachiesa,percapireallistantechelamiaconclusionedovevasoloessere corretta di circa un secolo, ma la sorpresa venuta stando sul posto, dopo qualcheminutodiriflessione... Pag.3

NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo PRECEDENTI:DOCUMENTIDIVALUTAZIONE. COMEVALUTARELOSTATODIUNPAVIMENTOCOSMATESCO La simmetria policroma: un elemento indicatore delle condizioni attuali dei pavimentirealizzatidaimaestrimarmorariromaninellechiesedelLazio. NicolaSeverino,giugno2011 IpavimentiinopussectilerealizzatinelLaziodal1071,annodellaconsacrazione dellabasilicadiMontecassinodovefurealizzatoilprimopavimentoimportante diquestogenerenellostilechecondurrallartedelpavimentocosmatesco,fino alla fine del XIII secolo, ci sono pervenuti, a seconda dei casi, in vari stati conservativi: da pochi frammenti mal messi, a significativi lacerti pi o meno rimastiintatti.Nellamaggiorpartedeicasi,irepertioriginalihannosubitodanni piomenoconsiderevolidovutiaunaseriepiuttostolungadifattoridiversi.Le principalicausedelcattivostatoconservativodiquestimonumenti,dipesadal naturale degrado dovuto al trascorrere dei secoli e quindi allusura stessa a cui furono sottoposti per luso, specie in edifici religiosi dove i fedeli si recavano quotidianamente. Poi vi lincuria delluomo, dovuta un po allinsensibilit verso ci che era stato realizzato, un p dalla stessa mentalit del tempo non ancoraaddestrataalconcettodipreservazionedelbeneperilsuovaloreartistico e architettonico. Ma tra le cause pi importanti dello stato degradato in cui ci sono pervenuti i pavimenti in opus sectile medievali, sono senza dubbio le distruzionidovuteafenomeninaturalicomeiterremoti,avoltedevastanti,come quellocherasequasialsuololabasilicadiMontecassinonel1349,eleguerreche generarono saccheggi, incendi e devastazioni. Ma oltre a ci, c da annoverare ancheloperadelluomoanchequandoessaavevailbuonintentodipreservarele opere:ilrestauro! Ipavimenticosmateschirestauratie rimaneggiatipi voltedalXIIXIV secolo e specialmentedurantegliannidellamodabarocca,versolametdelXVIIsecoloe finoatuttoilXVIIIsecolo,hannosubitoiltortodiesserestatiprivatidelgiocodi simmetriapolicromadeicoloritraletessere. Macisonoduetipidiinterventidadiversificare: quellichemiravanoapreservarelinteropavimento,obuonapartediesso,cos come si era conservato fino ad allora. In questo caso esso subiva solo un rimpiazzo delle tessere andate perdute, specie quelle pi piccole e delicate, ma sempresenzatenerecontodellordinecromaticodeimotivigeometrici; quelli che prevedevano di smontare in parte o totalmente il pavimento per fare spazio alla devastazione barocca del Seicento e Settecento, come il rialzo dei presbiteri, labbattimento delle iconostsi, lo smembramento degli amboni, ecc. Allora lantico pavimento veniva quasi totalmente staccato e, nel migliore dei casi,ricostruitoapiacere,cercandodiriprodurreglistessidisegnigeometrici,ma mescolando,percomodit,letessereneicoloriche,possiamoimmaginare,erano state ammucchiate a formare collinette di materiale marmoreo. Qualcosa del genere,mainpiccolo,lhopotutovederenellabasilicasuperioredellAbbaziadi SanVincenzoalVolturno,doveinunodeilocalianordsonostateammucchiate granpartedelletesseredellanticopavimentoinopussectiledellanavatacentrale dellachiesa,inattesaforsediunimprobabilerestauro,oriutilizzonelpavimento moderno.

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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo Una dimostrazione pratica della mia tesi data proprio dai resti superstiti dellantico pavimento della basilica di Montecassino, oggi ricollocati in varie cappelle del monastero. Essi furono rimossi sotto la direzione del monaco benedettinoAngeloPantoni,allepocaincuirinvenneireperti,attornoal1950, nellericognizionieffettuateinseguitoaibombardamentideglialleatinelsecondo conflittomondiale.Traipezziriportatiallaluce,venesonoalcuni,dipipiccole dimensioni, che furono semplicemente staccati nella loro integrit. Essi sono espostinelmuseoarcheologicodellabbaziaemostranochiaramentelaregolarit simmetricanelledisposizionidelletesserecolorate,cioquellagiustasimmetria policromacheallabasedelconcettostessodellordinegeometricoecromatico del pavimento in opus sectile. Diversamente, invece, i riquadri pavimentali dislocatinelmonastero,furonosmontatitesserapertessera,equesteaccantonate eriutilizzatenegliannisuccessiviperrimontarle,secondoidisegnidiPantoni,in riquadrisimilarinei pavimentidellecappelle.Mac unadifferenza.Apartela tecnicaapprossimativaincuiillavoroinopussectilepocovisibile,confughetra le tessere molto ampie e disegni geometrici spesso contorti, disallineati, ecc., si assiste ad un vero e proprio abbandono del concetto base della simmetria policroma. Infatti, per la gran parte della superficie dei reperti, le tessere sono state mescolate fra loro nei colori, senza tener conto di questa importante funzione. La quasi totalit dei pavimenti laziali che oggi vengono denominati tutti genericamente,esenzadistinzionealcunaspecialmentedainonaddettiailavori, cosmateschi, presenta i segni e le particolarit che ho descritto sopra. E non solo nel Lazio, ma anche quelli presenti sul territorio dellalta Campania, dove esempi eccellenti di pavimenti rimontati alla meno peggio, si osservano nel presbiterio della parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo a Capua, i cui resti del litostratodovrebberoesserequellidellanticopavimentodellexmonasterodiSan Benedettoe,semprenellastessacitt,irestidelpavimentodelDuomo,salvatisi dai bombardamenti perch sotto il vescovo Caracciolo, nel Settecento, furono rimontati nella cappella del Sacramento; e poi il misto di pavimenti nella Badia BenedettinadiSantAngeloinFormis,pressoCapua,edellacattedralediCaserta Vecchia,tantopercitarnequalcuno. Lintentodeimaestrimarmorari,siaromanichediinfluenzasiculocampana,che seguirono la scuola dei mosaicisti bizantini istituita a Montecassino alla fine dellanno Mille, era quello di riprendere il concetto di bellezza dellordine delle cose attraverso la meticolosa geometria delle figure rappresentate e, quindi, nel rispetto di una simmetria cromatica delle tessere colorate. Lalternanza di triangolidiporfidoverde,rossoebianco,oppuredeiquadratinineimotividelle lunghefascecheannodanoidischiporfireticidiguillocheequinconce,specienei colorigiallooroerossoantico,sialternanosimmetricamenteinmodoperfettoe consecutivo. Mentre nelle ricostruzioni dei pavimenti, dopo i restauri o manomissioni, si assiste ad un luccichio asimmetrico nei colori dovuto alla mescolanza casuale di tessere di reimpiego prelevate da materiale di risulta. Certo,nessunopotevaprendersilabriga,nelsalvareilsalvabile,difaredecinee decinedimucchiettiditesserinepersepararenonsololeformegeometrichema ancheirispettivicolori!Sarebbestatounlavorometicolosoquasiquantoquello perfareilmanufattooriginale! E per questo motivo che tale disordine cromatico che si osserva dovunque nei pavimenti cosmateschi attuali, porta alla considerazione finale che essi sono giuntianoiinunostatodiquasitotalealterazioneeinvarimodieformecheci abbastanza difficile poter scorgere. Se locchio ben allenato nellesperienza

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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo dellanalisivisualedeimoltimanufattidiquestogenere,siriesceacapireinquale statoeconqualipassaggisiagiuntofinoanoi. Sonoleconsiderazionifatteinquestepaginechemihannopermessodistabilire unastoriaedunacronologia,nonchaddiritturalapaternitpiprobabile,dei restisopravvissutidelpavimentocosmatescodellachiesadiSanPietroinVineis adAnagni,inCiociaria.Certo,lavicinanzadeipavimentidiCosma,lasuafirma e quella di Iacopo e Luca, sono elementi che mi hanno illuminato subito sulla possibilitchegliartistifosseroglistessiancheaSanPietroinVineis,perlidea dellariunificazionedeilacertipavimentalidelleduechiese,diSantAndreaedi San Giacomo in San Paolo, sempre ad Anagni, quali porzioni dellunico pavimentountempoesistenteinSanPietroinVineis,mivenutapropriograzie ariflessionicomequellequiriportate. Lo stesso si pu dire per quanto riguarda il mio pensiero sulla necessit di distinguere il periodo dei pavimenti precosmateschi con quelli specificamente cosmateschi.Eosservarequestidettaglineipavimentiromanimihapermessodi farenotevolidistinzionistilisticheequalitativedicichevisibile. Dalla fine del XIX secolo, quando larcheologia e larte del restauro erano diventatefinalmenteunascienzaenonpiunsistemapercercaredirecuperare il salvabile, spesso con lo spirito di ricavarne proventi economici, si assiste a restauri pavimentali pi mirati in cui forse per la prima volta si tenta di ripristinarelanticoneldovutomodo.Eprobabilmenteperquestomotivochein molte basiliche romane si osservano pavimenti cosmateschi di nuovissima fattura,comeaSantaMariaMaggiore,oaSanGiovanniinLaterano,perfaredue soliesempimonumentali.Quandohoavutomododianalizzareidettipavimenti, misonoresocontocheessieranoquasitotalmentenuovi,soprattuttonellefasce marmoreeperimetralieneiriquadricongranditessere,mentreconservavano,a tratti, il materiale meglio conservato nella fascia centrale, misto a quello moderno.Macichesiosservaecherisaltasubitoagliocchi,ilripristinodella simmetriapolicromaneidisegnigeometrici,almenoingranpartedelpavimento. Lo stesso si pu vedere in Santa Maria in Cosmedin, in Santa Croce in Gerusalemme, in San Clemente e in tutte le basiliche romane dove furono eseguitiingentirestauridallafinedelXIXsecolo.Inaltrechiese,invece,esistono pavimenticonservatiincondizionimoltopivicineacomeeranostaticoncepiti in origine. Uno di questi quello della chiesa dei Santi Quattro Coronati. Ma, comefacilmenteimmaginabile,nessunodegliantichilitostratimusividelXIIe delXIIIsecolo,sonoarrivatifinoanoiintatti.Glisconvolgimentidellestrutturee degli arredi delle chiese, hanno circostanziato gli eventi che modificarono laspetto, lungo un interminabile periodo di tempo come lo sono quasi otto o novesecolidistoria,deimonumenticheciinteressanodavicino.Perfinoipezzi smontati degli amboni e delle recinzioni presbiteriali, come i plutei, i troni vescovili,candelabri,pulpiti,tabernacolieviadicendo,furonospessosoggettia restauri che definirli una vera e propria manomissione, sarebbe un atto di generosit.Bastiperquesto,osservareindettaglioiritocchi,lesostituzioni,le alterazioni, le sovrapposizioni e le ferite apportate durante questi fatidici restauri alle meravigliose lastre marmoree conservate nel museo lapidario della cattedrale di Anagni, che testimoniano una piccolissima parte del ricchissimo arredo liturgico di arte cosmatesca di cui un tempo essa era ornata. Non solo pavimenti, dunque. Bens anche quelli che dopo, ai nostri giorni, sarebbero diventati rari reperti dellarte musiva dei magistri doctissimi romani. Restaurichefuronoeseguiti,comealsolitonelXVIIsecolo. Ecosanesarebberimastodelgloriosopavimentocosmatescodellacattedraledi CivitaCastellana,senelSettecentounreligiosolocale,mecenatedellarteantica, Pag.6

NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo compreso il valore del monumento non si fosse opposto, con la sua autorit, al suosmantellamentoedispersione? Gli autori moderni parlano del pavimento della cripta di San Magno, nella basilicainferioredellacattedralediAnagni,comeunodeipochiesempiarrivati finoanoiinlargaparteoriginale.Sipotrebbeesseredaccordoforseperquanto riguarda la struttura, la superficie e lomogeneit del disegno unitario, ma non certo per la conservazione che risulta in massima parte deturpata da antichi ritocchi e restauri. Ho avuto modo di constatare personalmente ci proprio dallosservazione dettagliata delle minute tessere che compongono il mosaico geometricopavimentale.Inalcunipunti,semprecorrispondentiazonetralepi rovinate, si nota forse la mano degli artisti e un aspetto pi fedele alloriginale, ma in molti altri, che purtroppo rappresentano forse la maggior parte della superficiedellitostrato,benevidentelinterventodelluomochedovetteessere, avarieriprese,distruttoreepreservatore. Nella basilica romana di Santa Prassede si pu osservare il pavimento nelle tre navate che si presenta in un aspetto piuttosto moderno, anche se forse con integrando il nuovo con materiale proveniente dagli avanzi antichi. Sul presbiterio, invece, si presenta tuttaltra situazione. Il pavimento facilmente riconoscibile come una ricostituzione dellantico litostrato, utilizzando anche materiale di risulta come frammenti di lastre con iscrizioni, in cui si notano le solite inconsuete caratteristiche: disomogeneit del disegno unitario, come luso disolepartizionirettangolarisulpresbiterio,cosachemaiiCosmatisisognarono di fare; mescolanza di tessere di vario colore senza rispetto alcuno della simmetriadeicolori;motivigeometriciassemblatiallamenopeggio,ecc. Nessun pavimento, dunque, sfugge alla deturpazione da parte sia degli eventi naturali,siadellamanodelluomo.Cos,nondestapistuporesenelpavimento diCivitaCastellanasivedeunquinconcegigantescodecentratochenonsiriesce aspiegareinnessunmodo;chenelpavimentodellacattedralediSanLiberatore allaMaiella,aSerramonacesca,cisianomaterialinuovimescolatiaquelliantichi edunalapidecheglistudiosiritengonovalidaperdatareilpavimento,chein tutti i suoi dettagli chiaramente coevo a quello di Montecassino, del 1275, fuori ciodaogniepocaveraepropriacosmatesca,quandoormainonsihannopida temponotiziediCosmaedeifigliLucaeIacopo;cheunaltralapideconlafirma diRainerius(Ranuccio),attesterebbeaquestomaestrolapaternitdelpavimento cosmatesco,dicuirimangonosolo pochi avanzi,dellabbaziadiFarfa,aFarain Sabina.Questisonosoloalcunitraitantiesempichedimostranocomesiafacile fare errori di valutazione, quando non si tenga presente le basilari osservazioni vistesopra.Nonrarovedereneipavimenticosmateschiinsertidilapidiricavate damaterialidirisulta,eancorapispessodilastrediplutei,trattidarecinzionio da amboni, che vanno a coprire zone rimaste vuote. Nel pavimento della cattedralediFerentino,fattodaIacopoIattornoal1204,buonapartedellenavate laterali sono vuote, indice che il pavimento originale andato perduto per una superficiedinonpococonto.Inqueipunti,nelcorsodeisecoli,chiunqueavrebbe potuto inserire lastre tombali, reperti romani, lastre marmoree, ecc. di cui si sarebbepotutoperdereognitracciaenotiziadocumentale. Rari sono i reperti pavimentali e di arredi che possono definirsi realmente originali, cos come uscirono dalle mani dei maestri marmorari. Di questa originalit oggi possiamo osservarne solo delle esigue tracce nei casi in cui si abbia la fortuna di trovarsi di fronte a materiali da sempre abbandonati e mai reimpiegatiorestauratiinqualsiasiepoca. Per quanto ho potuto vedere, mi sono convinto abbastanza che molti dei pavimenti delle basiliche romane siano stati originariamente concepiti allepoca Pag.7

NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo della consacrazione delle chiesa, quindi in un periodo che va dai primi decenni fino alla fine del XII secolo: tutti pavimenti precosmateschi quindi! Ma perch, allora, in molti di essi si vede in modo evidentissimo la mano dei maestri Cosmati?Perch,comelogicopensare,oltreaipavimenticommissionatiloroda realizzare nuovi, abbiano avuto anche incarichi di restaurare le parti pi importanti degli antichi pavimenti. In questo modo si spiega come mai, strutturalmente,talipavimentirisultanoesseredichiarostileprecosmatesconelle zone delle navate laterali, mentre si mostrano in tutto lo stile cosmatesco nella solafasciacentraleonellezonepiimportanti.ICosmatifurono,evidentemente, ancherestauratori. Per quantoriguardala conservazionefisicadeipavimentidiquellepoca,cda chiedersi come sia possibile che frammenti marmorei come le minuscole e delicate tessere che compongono il mosaico geometrico di tali monumenti, insiemeatuttelealtrecomponenti,comelefascedidelimitazionedeidisegni,gli stessi dischi di porfido, ecc., siano potuto arrivare a noi, dopo tante vicende drammatiche,inunostatodipreservazionetuttosommatobuono.Forsetroppo per poter credere che mai abbiano subito interventi di restauro e rimaneggiamentivariconsostituzioneanchedimateriali.Visitareunpavimento cosmatescoaRoma,comeaSantaMariainTrastevere,oaSantaMariaMaggiore, non lo stesso che visitare un pavimento simile abbandonato allincuria. Ma mentrenelprimosisonoperseletraccedelloriginalitdellavoro,nelsecondo, con un po di fortuna, esse si possono ancora scorgere, come nel caso del pavimento di San Pietro in Vinesi in Anagni, dove nel mirabile quinconce, incompleto perch interrotto dalle distruzioni, si pu ammirare il pregevole lavoro di Cosma nel fiore della vita composto con tessere verdi e rosse, dove tutto (o quasi) rimasto intatto, cos come concepito dallartista, anche se fortementeconsuntodaltempoedallincuria.Quisivedelamaestriadellamano di Cosma soprattutto nella perfetta disposizione delle tessere oblunghe che formano le foglie del fiore della vita. Si riesce a vedere come linee occulte, la perfettageometriadellecurvecheleganociascunafogliaelasuaopposta. Il fiore della vita nella mirabile realizzazione diCosmanelpavimentosuperstitedellachiesadi San Pietro in Vineis ad Anagni (per gentile concessione dellINPDAP di Anagni). Questa porzione di pavimento dovrebbe essere presa a modello per altri confronti. Qui si vede lo stato di conservazione delle tessere come dovrebbe forse essere realmente dopo otto secoli di storia. Innanzitutto si nota che le pi piccole sono andate in buona parte perdute perch sono le primesoggetteastaccarsidallincavoincuisono incastrate. Si vedono le tessere gialle a forma di triangolo oblungo che chiudono i vertici dei triangoli sferici tra le foglie e si nota come esse siano perfettamente incastrate. Si nota la pressochassenzadifugatraletessere,mentre nei pavimenti ricostituiti si vede la malta fuoriuscire dai bordi delle stesse e costituire fughe di notevole apertura. Si vede, e qui torniamo al dunque, la perfetta simmetriapolicromatraletesserecheilnostropuntodiriferimentoprincipaleperqualsiasiconsiderazionedafarisualtri pavimenticosmateschi. Pag.8

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IlPavimentodellachiesadiSantaMariaAntiqua Mieconsiderazionianterioriallaprimavisitadellachiesa
Il caso emblematico del pavimento cosmatesco datato al VI secolo della chiesadiSantaMariaAntiquaaRoma Quando si studia un pavimento musivo, sia esso di epoca antica o anche medievale, una delle prerogative essenziali la sua datazione. Tuttavia, in mancanza di atti documentali storici o di prove inconfutabili, come iscrizioni lapidee che ne testimoniano la paternit, resta sempre una difficolt a volte insormontabile quella di una datazione precisa del monumento. I metodi a disposizione dei ricercatori non sono molti e in mancanza degli elementi suddetti, ci si pu basare su confronti stilistici generali e particolari, relativi ai dettagli del disegno unitario o delle tipologie di motivi geometrici che formano un determinato repertorio di pattern, o dei materiali lapidei impiegati e dalle scelte cromatiche che a volte possono rivelarsi una componente fondamentale dellostilediquestaodiquellabottegadimarmorari. Ci comporta dei rischi nelle valutazioni che dipendono da una quantit di fattorinonsemprevalutabiliconsufficientecertezza,comeilfattocheimotivie lesceltecromatichedeglistessipotrebberoancheesserestatiadottatidamembri di famiglie diversi di marmorari che operarono nello stesso periodo, mentre qualcheelementoinpisipuricavaredalletipologiegeneralieparticolaridegli stilemi con i quali furono concepiti i disegni unitari dei pavimenti e le tessere lapidee,comeledimensioni,iltaglioeimotivigeometrici,piusualiepoverinei pavimentiantichi,pifitti,ricchididettagliecromatismiinquellidelXIIIsecolo, nonostante entrambi si adeguino costantemente a quel canone di centralit del disegno che caratterizza tutti i pavimenti delle scuole precosmatesche e cosmatesche. Tuttavia, tali elementi sono sempre scarsamente affidabili, specie se si fa una considerazionegeneralechespessovienesottovalutataeciochelaquasitotalit dei pavimenti musivi stata nel tempo sottoposta a restauri, rifacimenti, smantellamentiericostruzioni,spessodeltuttoarbitrarie,chehannomodificato definitivamente la facies dellimpianto originale, mettendoci nella condizione di nonaveresemprequellacertezzadesideratanelvalutarelecondizioni,lastoriae ladatazionedeipavimentisullabasedellecaratteristichedescritte. Pertalemotivoladatazionediunpavimentosempremoltodifficile,magrazie alleosservazionidialcunielementifondamentalichecontraddistinguonoalmeno letecnicheelemodalitdilavoroneisecoli,possiamoessereingradodistabilire almenoapprossimativamenteleepocheincuiessifuronorealizzati.Intalsenso, unosguardodinsiemeaipavimentiromani,cimostracheessisonocaratterizzati daunasortadifusionestilisticheetipologichecomesefosserostatisottopostia variinterventinelcorsodipisecoli.Comepossiamodistinguerelevariefasi?E necessarioaquestopuntoavereadisposizionedeimodellidicertaattribuzionee datazione per poter fare degli utili confronti. I pavimenti delle cattedrali di FerentinoedAnagnisonoentrambidicertaattribuzione,documentaleilprimoe peresseredatatoefirmatodaglistessiartisti,ilsecondo. Da essi quindi possiamo gi stabilire dei canoni stilistici per distinguere i veri pavimenti cosmateschi del XIII secolo, dai primi pavimenti precosmateschi realizzati dal secondo quarto del XII secolo in poi. Dalle consacrazioni delle basiliche,perlequalilecitopensarecheipavimentimusivi,entratisicuramente in voga come una moda dal tempo di papa Pasquale II in poi, fossero gi

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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo installati, insieme al compiuto arredo religioso degli interni, possiamo stabilire unepoca abbastanza precisa della realizzazione dei primi pavimenti precosmateschi.Lecondizionicheessimostrano,implicanochefuronosoggetti, probabilmente gi dalla met del XII secolo in poi, ad una serie di restauri e rifacimenti i quali furono commissionati anche ai maestri Cosmati sul finire del XII e nei primi decenni del XIII secolo. Questi operarono essenzialmente nelle fasce centrali determinando quella fusione che oggi simostra chiaramente nella maggior parte dei pavimenti delle basiliche romane, in cui si vedono elementi facilmente attribuibili allepoca precosmatesca, quasi esclusivamente nelle zone pavimentalidellenavatelateralieicaratteripropridellinguaggiocosmatescodel XIIIsecolonellefascepicentralidelpavimento. CideterminachemoltideipavimentidiRomafuronoconcepitinelXIIsecoloe restaurati o rifatti sul finire del XII e allinizio del XIII secolo. Sono pochi gli esempidipavimentirimastipiomenointatti,almenoinalcuneloroparti. Uncasoemblematicodierratadatazioneo,quantomeno,ambigua,quelloche riguardalachiesadiSantaMariaAntiquaaRomaperlaqualetuttiglistudiosi hanno scritto fino ad oggi vedersi al suo interno una porzione di pavimento cosmatesco del VIVII secolo. La datazione stata certamente proposta dagli archeologi che hanno condotto gli scavi presso lantico sito romano e una volta pubblicata ufficialmente la relazione stata poi divulgata ed accettata ufficialmente. Traglistudiosidiartecosmatescachenonhannobattutocigliosulladatazionedi questopavimentodistilecosmatescodipresuntadatazionedelVIsecolo,vila Guiglia Guidobaldi1 la quale accetta la datazione al sesto secolo del pavimento, manonpufareamenodievidenziarelaparzialeidentitdeimotivigeometricie del gusto cromatico fortemente analogo ai pavimenti delle basiliche dei Santi Quattro Coronati e di San Clemente arrivando addirittura a dire che viene persino fatto di pensare che intere stesure pavimentali del VI secolo siano state materialmenteriutilizzatedalmarmoraridelXII;ilche,peraltro,potrebbegiustificarela scarsasopravvivenzaaRomadiqueisectilia,riassumendopoiallafine,insintonia conilmiopensiero,cheilfattochesianogiuntisinoanoisoltantoquellichenelXII secolononeranopiinvista(percrollodelledificiooperaltrecause)potrebbeappunto lasciar supporrechequelliancorainuso aitempidei Cosmatisiano statitotalmenteda essi rifusi nelle nuove stesure pavimentali. In pratica la studiosa non riesce a spiegarsi come mai nel VI secolo esista un pavimento esattamente identico a quellicosmateschidelXIIIsecolo,tantochearrivaacrederecheimaestriromani abbiano letteralmente segato intere stesure pavimentali riutilizzandole nei loro pavimenti! La Glass (Studies on cosmatesque pavements, 1980), riprendendo il Toesca, dice almenocheilpavimentodiincertadatazioneproponendocheprobabilmente anterioreallVIIIsecolo!Poilodescriveconqualchedettaglioeallafineconclude che It would seem, then, that many of the consituent elements of a Cosmatesque pavementwereinevidenceinRomebytheninthcentury,assumendocosanchelei, con qualche incertezza, che pavimenti esattamente identici a quelli cosmateschi fossero gi presenti a Roma prima del IX secolo! Sembrerebbe che la storia dei pavimenticosmateschisiastravolta.Noncos.Sitrattasolo,amioparere,diun sempliceerroredivalutazione. GlistudiosidatanoilpavimentodiSantaMariaAntiquaalVIsecoloeprendono cometerminusantequemladatazionedegliaffreschimurali. Nel settembre 2011, ho avuto uno scambio epistolare con il restauratore dott. AlessandroLugariilqualehascrittolasuatesidilaureapropriosullachiesadi
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Tradizionelocaleeinfluenzebizantineneipavimenticosmateschi,BollettinodArte,26,1984,pp.5772.
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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo SantaMariaAntiquaelesueconclusionisulleproblematichedidatazionedame sollevatesonoleseguenti: Il pavimento datato abbastanza precisamente dal punto di vista archeologico: o contemporaneoaMariaReginaosuccessivo,macometerminusantequemabbiamoil ciclo di Martino I (649 655). Daltra parte vi sono decine di pavimenti simili sia a RomacheinGreciaeTurchiadalValVIIsec.Quellicosmateschidicuisiparla,sono tecnicamenteunaltromondo,itaglispessosonoprecisi,voluti,loschemageneralesegue una simmetria rispetto ad un asse delledificio. In questi pi antichi i tagli non ci sono quasimai.Leformellesonotuttedirecuperoespessoprovenientidapavimentidiversi, quindi con misure e spessori differenti. tutto questo d a tali decorazioni una caratteristica irregoralit e asimmetria, cosa che probabilmente, oltre che unanecessit,indicaancheunostileeungusto. Purtroppo non stato possibile, nonostante le mie insistenze via email, un ulterioreapprofondimentodellaquestione,percuidevoprendereperdefinitive leconclusionideldott.Lugariedavanzarelemieipotesiinmerito.Nonessendo stato possibile analizzare personalmente da vicino i frammenti di pavimentazionedellabasilicaromana,devoattenermialsempliceconfrontodelle fotopubblicatedaAlessandraGuigliaGuidobaldinellarticolopivoltecitato.E forseverocheinalcunipavimentiditardaepocaromana,ocomunquedelVVI secolo, si vedono lacerti musivi molto simili a quelli riprodotti in partizioni rettangolari nei pavimenti cosmateschi, ma, come dice lo stesso esperto A. Lugari, questultimi sarebbero unaltro mondo, e quindi perfettamente riconoscibili rispetto ai primi. Dal confronto delle foto pubblicate da A. Guiglia Guidobaldi, invece, non possibile stabilire una seppur minima differenza, n stilistica, n tecnica, n cromatica, se non forse lievemente nello stato conservativo dei due manufatti per via delle diverse vicende distruttive e di abbandonodeirispettiviedifici,chepossainqualchemodoconvincercichetrai due pavimenti vi siano effettivamente sette secoli di differenza! Di contro, ho vistodalveropavimentiromaniediepocatardoromana,finoalVVIsecolo,il cui lavoro in sectile pu essere simile nei motivi base, ovvero nel modulo elementareeneipattern,maladifferenzastilistica,dimaterialeedirealizzazione sinotaeccome.NelcasodiSantaMariaAntiqua,lacosapisorprendenteche sembra che addirittura i due pavimenti siano stati realizzati dalla mano dello stesso maestro, tanto sono uguali. Non solo, ma nei frammenti pubblicati si scorgeancheilconsuetoritoccooperatogipocotempodopodellepocaincuiil pavimento musivo fu realizzato: tessere originali, si presentano in successione cromaticagiustaeingenerichesimilicondizionidistatoconservativo,mentrele stesse file si alternano a tessere tipologicamente diverse, meglio conservate che indicano forse un restauro antico. La tecnica del sectile identica, come gli incastri, i tagli precisi e la grandezza delle tessere fino al materiale che sembra identico.Lediversecondizionidiconservazionechesiosservanonelleimmagini pubblicate non deve confondere nella valutazione della datazione perch il pavimento della basilica di San Clemente totalmente ricostruito e restaurato, comeanchegranpartediquellodellabasilicadeiSantiQuattroCoronatichela Guiglia Guidobaldi anche prende a confronto per il litostrato di S. Maria Antiqua. I confronti con la basilica Emilia a Roma, taberna VIII, il cui pavimento anchessodatatoalVIsecolomostraduecoseinteressanti:laprimacheesso diviso in ripartizioni rettangolari del tutto simili a quelle dei pavimenti cosmateschi, sebbene molto pi approssimative e larghe; la seconda che i motivi geometrici, pur essendo analoghi, sembrano essere realizzati con tessere moltograndiecontecnicadiversa.Losipuvederenellaseguenteimmagine.

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Kourion,Cipro,BasilicaEpiscopale.FotodiDavidWalkerdel2007(daFotolibra) Ilconfrontodellimmagineprecedenteconquestaasinistra cheraffiguralostessomotivodiottagoniequadratinicome si presenta in Santa Maria Antiqua e pubblicata da A. GuigliaGuidobaldinelsuoarticolo,,credo,sufficienteper capire la differenza tra il pavimento precedente, realmente forse del VI secolo, e questo, erroneamente datato al VI, secolo, ma di chiara fattura cosmatesca del XII secolo avanzato. Limmagine in bianco e nero e poco dettagliata del pavimento della basilica di Kourion riportata da Guiglia Guidobaldi, non rende forse come dovrebbe la reale differenzatraiduepavimenti,malimmagineprecedente sufficientemente dettagliata perch siano ben visibili gli elementi che diversificano i due monumenti. Daltra parte, unaltroesempiochecavalcaquestoappenariportatodatodallafig.25 della tabella in cui ho riportato un elenco di pavimentazioni in sectile antichichesitrovaaGadarainGiordania. Unaltroesempiosipufareconunasecondaimmaginechemostraun trattodellapavimentazioneinopussectiledellachiesadiKourioninun motivoripresopoidaimaestriCosmati:unottagonouniformecentrale ai cui lati aderiscono quattro losanghe esagonali e, agli angoli quattro quadratini.Linsiemecostituisceilpatterncostituitodaunasuccessione diottagoniintersecantisi.NelcasodiKourionsinota,nelloriginalitdel manufatto, una buona corrispondenza geometrica e simmetrica, ma la differenza sostanziale che si ravvisa sta proprio come diceva il dott. Lugari sui tagli precisi che in quello di Kourion non ravvisabile su granpartedelletessere,coscomepergliincastrieinfineperlatipologia diversadelmateriale.Cosachenonsiriscontranelpavimentoromano. Il fatto stesso che la Guiglia Guidobaldi dichiari, citando altri autori, il pavimento di S. Maria Antiqua, come uno dei rari esempi altomedioevali esistentiequindiaccomunatoapavimentideltuttodiversioppure,guardacaso, cosmateschiritenutiperanchessidiepocaaltomedioevale,farifletteresulla possibilit che si stia discutendo di un caso pi unico che raro e che proprio per questo sarebbe da considerare con grande attenzione e

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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo prudenza. Dalla pianta della chiesa disegnata da Petrignani agli inizi del 900, si pu osservare che la zona in basso quella che a mio parere pu essere riferibile al VIIVIIIsecoloenedimostratuttelecaratteristiche,manoniltessellatoditipo cosmatesco. Questultimo invece quello che si vede, purtroppo in esigue porzioni,nellazonacentralesuperioreechemostratecnica,stile,gustoemotivi noti completamente affini ai pavimenti precosmateschi del XII secolo (ad quadratum,adtriangulum,esagoni,losangheromboidali...). Mentre si intravedono tracce di altre forme pavimentali (in basso a destra e sinistra,einaltoadestra),certamentepiantiche,forseleprimitive,formateda formelleabbastanzagrandidimarmo.NellachiesadiS.MariaAntiqua,quindi, coesistono sicuramente due stili di pavimentazioni (almeno nella zona del presbiterio),una,pivicinaallopusalexandrimunconmotiviflorealiegeometrici semplici,riferibilealVIIVIIIsecolo;laltra,nelgrandequadratocentralefinoal perimetroinalto,inopustessellatumprecosmatescoriferibileaiprimidecennidel XII secolo. Infatti, dopo la distruzione totale della chiesa, essa fu riedificata probabilmentesulfiniredelXIIsecolo,altempodeiCosmatieforseproprioda questi maestri fu realizzato il nuovo pavimento in opus tessellatum sullo strato dellanticolitostratodelVIsecolo. Lambiguit della datazione del pavimento di tipo cosmatesco nella basilica di Santa Maria Antiqua, nasce dal fatto che in quella chiesa gli affreschi presenti sono serviti come metodo di datazione che ha sostituito una pi ovvia comparazione tipologica e stilistica dettagliata dei reperti con i reali pavimenti cosmateschi. Cosa che, credo, non stata ancora mai fatta. A mio avviso basta confrontareleimmaginiproposteinquestepaginepercapirelarealedifferenza traiduepavimenti.Inoltre,unaltroelementochedeveaverfuorviatocoloroche si sono occupati della datazione del suddetto pavimento romano, stato quello legatoalfattochelabasilicavennedistruttadaunterremotoesuccessivamente abbandonata.Pertalemotivo,forsepochihannopensatocheineffettilabasilica conobbe un periodo di recupero tra la fine dellXI e il XII secolo e fu proprio allora che forse le stesse maestranze che operavano nella vicina basilica di San Clemente, furono chiamate a realizzare il nuovo pavimento dellantica chiesa, probabilmentesovrapponendolodipocoallivellodeipavimentipiantichidel VIVIIsecolo. Per dire qualcosa di definitivo, comunque, dovrei visitare la basilica che attualmentechiusaalpubblico.

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DisegnodiPetrignani Pag.14

NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo IL PAVIMENTO MUSIVO DI SANTA MARIA ANTIQUA DOPO LA MIA VISITADELLOTTOBRE2012 E vero. I pavimenti musivi dovrebbero essere studiati e analizzati dal vivo, ponendoci gli occhi sopra, fotografando ogni loro dettaglio e mettendo a confrontoognisingolaporzioneconglialtrilavoriconosciuti.Lemieconclusioni, basate solo sul confronto di una foto in bianco e nero proposta da Alessandra Guiglia Guidobaldi nel suo articolo visto in precedenza, con il pavimento cosmatesco della basilica di San Clemente, erano erronee, sebbene laffinit stilistica risulti evidente, ma ci che immediatamente si rende chiaro agli occhi quando si di persona sul posto, non pu esserlo altrettanto nel guardare una semplicefotocheritraepochicentimetridelpavimento. Mi bastato entrare nella chiesa e vedere linsieme del pavimento in falso opus Alexandrinum,cheprecedeilfalsotessellatoinstilecosmatesco,dicuisolopochi frammentirimangononellareaimmediatamenteantecedentelabsideconinotie pi importanti affreschi per i quali questa chiesa diventata famosa in tutto il mondo, per capire la sostanziale differenza tra i due pavimenti e quelli pi propriamentecosmateschideimarmorariromanidellabottegadiLorenzo. Sia chiaro che io considero queste mie conclusioni ancora parziali, in attesa di ulteriori conferme, ma sono abbastanza convinto che esse rappresentino la soluzione pi vicina alla realt, sebbene, la vera situazione reale sia stata nel tempo ormai completamente alterata da innumerevoli manomissioni. Infatti, la primacosachesievincesubitodaunprimosguardoalpavimentomusivo2che esso stato completamente ricostruito, mostrando le note caratteristiche dei pavimentimusividitipocosmatescoricostruitidalXValXIXsecolo,comehopi volte ribadito nei miei libri. Qui, non si osserva lopus tessellatum, o la tecnica dellopus sectile tra gli incastri delle tessere, semplicemente pressate nel letto di maltacementiziasottostanteesulqualesonostaticompletatiimotivigeometrici neiriquadricompresitralefascemarmoree,soloconiltracciatoreticolato,senza laggiunta di tessere fatte con materiale antico o nuovo. Non si osserva la necessaria simmetria geometrica tra i patterns e policroma nella disposizione delle tessere che compongono i motivi geometrici, come spiegato nelle pagine precedenti, regola basilare di ogni tipo di mosaico, sia nellimpiego di paste vitreecheditesserelapidee. Non sono a conoscenza di dettagli documentali e storici sulla lenta trasformazione che ha subito questo pavimento, dai tempi antichi fino alla sua primariscopertanel1702perarrivarenellostatoattualeedquindidifficile,se non impossibile, poter dire qualcosa di preciso su come e da chi sia stato manomessoneltempo.Lachiesafuriscopertaperlaprimavoltanel1702enon improbabilechegisecoliprima,talepavimentopossaesserestatoparzialmente rifatto. Daltra parte, gi a vedere la pianta di Petrignani, si pu scorgere che qualcosacambiatoealcuneporzionisonoandateperdutenelcorsodellultimo secolo. 2Da questo momentoper pavimento musivosidovrintendere qui,a meno che sia specificato diversamente, la porzione di pavimento che ci interessa direttamente, essendo essa la sola simile alle opere cosmatesche, e che si trova dopolaltare,nellareaantistantelabside.

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DisegnodiPetrignani,dettagliodelsolopavimentoinstilecosmatesco. Petrignani disegna 19 frammenti di pavimento musivo tessellato come furono vistialmomentodelloscavo.Credocheilsuodisegnosiaabbastanzafedelealla situazionerealeecipermettediosservarelenotevolidifferenzeconilpavimento attuale.Lepochetraccedellefascemarmoreechecontornanoimotivigeometrici, corrispondono nella misura e nella forma a quelle ricostruite, confermando un elemento di grande importanza, quasi risolutivo per il nostro studio, come vedremotrapoco.Nellafigurasoprahomessoinevidenzaquindiciriquadri,di cui quelli corrispondenti ai numeri 10 e 11 comprendono in realt diversi frammentichesitrovavanopresumibilmenteinriquadridiversi.Attualmente il pavimentostatoricostruitoricomponendounaseriedicinqueriquadriinsenso longitudinale e sei in senso trasversale per un totale di 30 riquadri. Con buona approssimazioneimotivigeometricisitrovanopiomenonellastessaposizione indicatadallamappadiPetrignani,conqualchesignificativadifferenzaperquelli delriquadro11nellafiguraealcuniframmentiscomparsi,ospostati,indicatinei riquadri 1, 8, 9 e 10, dove oggi lo spazio occupato maggiormente dal gradino dellaltare. Nella tabella che segue, riporto alcuni dei riquadri disegnati da Petrignani e quelli che si vedono oggi per un confronto diretto in cui possibile vedere la differenza dovuta alle aggiunte della ricostruzione. Lorientamento delle foto rispettoaidisegninoncorrispondente,maledifferenzesinotanocomunque. Pag.16

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In queste due ultime immagini, si pu fare un confronto tra la zona pavimentale disegnata da Petrignanielasituazioneattuale.Comesipuvedere, imotivigeometricisonoglistessi,maleporzioninon corrispondono tra loro in modo preciso. E evidente che qualcosa andato perduto e il pavimento manomesso, sebbene in minima parte. In ogni caso, grazie alla mappa di Petrignani e visto laspetto odierno del litostrato, si possono fare alcune considerazionidiunacertaimportanzaperapprontare lenuoveipotesichemisonoproposto. Pag.18

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Lenuoveipotesi
Fin dal primo momento che sono entrato in chiesa, al primo sguardo di questo pavimento mi venuto subito in mente, per confronto e somiglianza, quello desideriano dellabbazia di Montecassino. Le analogie pi forti tra questi due pavimentisonoleseguenti: 1) Identit tipologica e stilistica dei riquadri che comprendono i motivi geometrici, in entrambi i casi quadrati, pi o meno delle stesse dimensioni, compreselefascemarmoree; 2) identit tipologica e stilistica dei motivi geometrici, del tutto ascrivibili alle primeopereprecosmateschee,dalconfrontoconlefotodelpavimentocassinese chepropongonellepaginesuccessive,unprototipodisuaderivazione; 3) identit di patterns nello sviluppo modulare ed uso di tessere originali di gialloanticoobiancheconleffettorisaltantedelbiancoeneropermoltiriquadri, cosa che si ritrova nei lacerti di pavimento pi antichi ricostruiti nelle cappelle sotterraneedellabbaziadiMontecassino; 4)carenzadeimotivigeometrici(solo4patternsdiversitralorosu30riquadri), ripetitiviedisempliceconcezione; 5) assenza di patterns evoluti come quelli sviluppati nella cultura cosmatesca dellafinedelXIIsecolo; Oltre a questi cinque punti, chi ha visto da vicino i resti del pavimento fatto costruire dallabate Desiderio per la chiesa abbaziale di Montecassino in occasione della sua consacrazione del 1071, non pu fare a meno di riconoscere nel pavimento di Santa Maria Antiqua, un suo perfetto gemello, forse coevo, o piprobabilmenteposteriorediqualchedecennio.Unoperabenedettina,quindi, oalmenoderivatadallaculturamusivachelabateDesiderioincentivgraziealla scuolabizantinacheistitunelcenobiobenedettinocassineseeinalcuneabbazie da essa dipendenti, nel tempo in cui si lavorava alla decorazione della chiesa sotto la diretta partecipazione degli artisti bizantini fatti venire dallabate appositamentedaCostantinopoli.

Ladatazioneelastratigrafia
Per quanto riguarda la questione della datazione per mezzo dellanalisi stratigraficadegliambientiinteressati,credosiastatofattounerroredifondoche haindirettamentecoinvoltoilpavimentoinquestione.Selesamestratigrafico correttoperladatazionealVIoVIIsecolodelpavimentoinopusAlexandrinum, nonsipudirelostessoperquellotessellatoperilqualepersonalmentenonho visto una situazione stratigrafica convincente. Al contrario, il pavimento tessellato potrebbe essere stato realizzato tra la fine dellXI e gli inizi del XII secolo, da coloro che diedero un nuovo impulso vitale e curarono parte della ricostruzione in questo complesso religioso, dopo la completa distruzione avvenutaperilterremotodell847.Inquelperiodo,quindisidovetteprocederea coprire o sostituire il pavimento preesistente in opus Alexandrinum, questo si di stile, manifattura e origine bizantina sicuramente databile al VIVII secolo, con quello pi consono alle esigenze decorative che la cultura benedettina di allora stava proponendo, cio in stile precosmatesco. Quindi, alla fine, il nostro pavimento, potrebbe essere considerato come una testimonianza diretta della ripresa della vita religiosa nel complesso religioso di Santa Maria Antiqua, insiemeairepertiditipocosmatescochefungevanodaarredoliturgicoecheoggi sitrovanorepertatinellegabbiemetallichepostenellospazioantistantelentrata dellachiesainattesadiunacollocazionemusealeconsona. Pag.19

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In queste due immagini si vede il confronto tra il disegno di Petrignani e il pavimento attuale nella zona sinistra antistante labside. Come si vede, il muro con gli affreschi ricade sui riquadri appartenenti allantico pavimento del VII secolo e tale situazione identica nel disegno di Petrignani a conferma che ci quantocipervenutodallantico,almeno dalXIIsecolo.Nientedipiprobabile che per la caduta sulla chiesa dei palazzi sovrastanti a causa del terremoto dell847,ilpavimentodavantilabsideanddistrutto,salvandosi,comepuessere logico,sololapartelimitataalperimetrodelmurocheinquestocasocorrisponde solo al lato sinistro. Durante la ripresa, la comunit monastica, probabilmente benedettina,fecericostruireilpavimentomancante,trail1080eil1100,secondolo stile dettato dalla scuola musiva cassinese e secondo lo standard del pavimento dellabbazia di Montecassino del 1071 per cui oggi possiamo osservare tra i due pavimenti le strettissime analogie viste sopra. Tuttavia da rilevare che i muri perimetrali non cadono sul pavimento in modo correttamente allineato con gli scomparti musivi, n su quelli di tipo bizantini, n su quelli di tipo tessellato. Questa condizione non facilmente spiegabile se non pensando ad un adattamentoforzatodeiriquadricheperoggisivedonoinunasituazionenondi facile lettura. Sul perimetro del muro a destra, guardando labside, invece lallineamento sembra essere corretto probabilmente perch i marmorari iniziaronoaricostruireilpavimentodaquestolato,allineandolefascemarmoree conillatodelmuroearrivandodallaparteoppostaprimadelmuro,inprossimit dellafiladiriquadribizantinicheprobabilmentescamparonoalladistruzionedel terremoto. Infatti, il disegno di Petrignani lascia intravedere la giusta corrispondenza delle fasce marmoree originali residue con lallineamento di detti riquadri bizantini. E anche logicopensarechenelVIVIIsecoloilpavimentobizantinosiestendesseatuttalachiesaenonsoloallazonache precedeilpresbiterio.

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Ilpavimentocheprecedeilpresbiterio.Nonrimanepinulladelloriginale.

Ilpavimentobizantinodelpresbiterio,risalentealVIVIIsecolo Pag.21

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Ilpavimentotessellatodelpresbiterio,risalenteallafinedellXIsecolooaiprimiannidelXII. Nelle tre immagini precedenti, si vede chiaramente la differenza tra i tre pavimenti:quantorimanedellanticoequantotrasformatoneltempo. Ci che difficilmente potr essere svelato, per, se il pavimento tessellato fu concepitoerealizzatoperquestachiesaosefuprelevatodaunaltroluogoedivi reimpiegato per il rifacimento del litostrato dopo il terremoto. Qualche perplessit pu derivare dalla constatazione che la scuola bizantina di Montecassino sembra avesse gi delineato i canoni stilistici decorativi dei pavimentimusividiquestogenere,secondoiqualilezonedigrandeimportanza della chiesa, come il presbiterio e la Schola cantorum, dovevano essere decorati conlavorisostanzialmentepiimportantirispettoaquellidellezoneperiferiche. Nel disegno settecentesco di Erasmo Gattola, in cui si pu vedere lunica rappresentazione conosciuta del pavimento antico di Montecassino fatto realizzare dallabate Desiderio per la consacrazione della basilica nel 1071, si vedechiaramentequestascelta,dovelongitudinalmenteallanavatamaggioresi estendeunalargafasciadecorativaricchissimadi motivimusivi, rotae,tesserea losanga,oblungheeintreccidiognitipo;mentreaffiancoaquestafasciaenelle navate minori vengono sviluppate, in senso longitudinale, file di partizioni reticolari rettangolari musive con i pi consueti motivi geometrici, la maggior parte dei quali di stile precosmatesco ma che danno una idea della ricchezza decorativadellopera.Nonsicomprende,quindi,ilmotivopercuinelpresbiterio diSantaMariaAntiquasiastatorealizzatounpavimentoinopustessellatumcon 30 riquadri dei quali in 19 di essi ci sono pervenuti i frammenti dei motivi geometrici e di tutti questi solo 4 patterns diversi tra loro sono catalogabili ed appartengonoalpisempliceeanticorepertoriomusivodeipavimentidiquesto genere. Una povert musiva che non si addice certo ad unopera decorativa concepitaperunpresbiteriodiunachiesacosantica. Pag.22

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Perchunpavimentoprecosmatescobenedettino?
Quando mi sono trovato davanti il pavimento del presbiterio della chiesa di SantaMariaAntiqua,dopoaverloimmediatamentericonosciutonellostileenelle fattezze quasi come un gemello di quello desideriano della basilica di Montecassino, mi sono chiesto se per caso in questa chiesa o nelle immediate vicinanze non si fosse insediata una comunit di monaci benedettini, dopo labbandonodellastrutturainseguitoalladistruzionedelterremotodell847.Al riguardo sembra che non siano note prove documentali certe, ma la presenza benedettinastataaccertatadadiverseosservazioni.TratuttericordoquelladiJ. Osborne3ripresodaPietroDeLeo4secondocuiilmonasterogrecodiSantaMaria Antiqua, dopo il suo abbandono alla met del IX secolo, fu occupato da una comunitmonasticabenedettina.Lostudiodelpavimentodellachiesa,potrebbe aiutare nella datazione di tale insediamento che, secondo una logica, dovrebbe essere postumo alla consacrazione della nuova basilica di Montecassino e corrisponderecosconquellaripresadivitareligiosacheglistudiosiriferiscono attorno allXI secolo. Lo stile del pavimento, nella sua essenza e nellanalisi dei moduligeometricideipatterns,confrontaticonquellidiMontecassino,ancheper quanto riguarda il taglio e la tipologia delle tessere lapidee sembrano indicare unadatazioneposteriorealpavimentodiDesideriodiunperiodochepuessere stimatononpilungodimezzosecolo,quinditrail1080eil1130.Leanalogie, infatti, non sono riferibili solo al pavimento cassinese, ma trovano corrispondenza, per esempio, anche con alcune parti pi antiche del pavimento della basilica dei Santi Quattro Coronati, i cui elementi precosmateschi sono riferibili ai primi decenni del XII secolo. Non un caso che a Roma la maggior parte delle basiliche in cui furono realizzati pavimenti precosmateschi e poi restaurati o rifatti dagli stessi Cosmati del XIII secolo, furono insediamenti benedettiniedancheovviochelaculturadelpavimentomusivonellostiledel prototipo cassinese venisse diffusa nellarchitettura e nellarte decorativa delle comunitmonastichebenedettineaRoma,comenelLazio,nellaCampaniaedel resto dellItalia centromeridionale. Ho sempre affermato che la cultura dei pavimenti precosmateschi dellXI e XII secolo benedettina, ereditata poi dagli altriartistilocali,sianoessiromanichesiculocampani. Da quanto detto, risulta ovvio, quindi, laccostamento per analogia stilistica del pavimento di Santa Maria Antiqua (solo la parte dei riquadri in tessellato) a quello quasi coevo di Montecassino e alle produzioni simili della fine dellXI secolo. Daltra parte le immagini che seguono credo che esprimano abbastanza bene quantohoscrittofinoraechepossanoconsiderarsiunvalidosostegnoalleipotesi quiproposteperlaprimavolta. 3TheAtriumofS.MariaAntiqua,Rome:AHistoryinArt,pubblicatoinPapersof theBritishSchoolatRome,LV,1987,pagg.186223. 4SanBrunodiColonia:uneremitatraOrienteeOccidente,RubbettinoEditore,2004, pag.259.

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Roma,SantiQuattroCoronati

Roma,SantaMariaAntiqua Pag.24

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Montecassino,FrammentodelpavimentodiDesiderio(1071)nelMuseo

Roma,SantaMariaAntiqua Pag.25

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Montecassino,Museo

Roma,SantaMariaAntiqua,patternderivatodaquellodellafiguraseguentediMontecassino

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Montecassino,Museo.Quilelosanghesonoesagonalieilmodulosovradimensionato

Roma,SantaMariaAntiqua Pag.27

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Montecassino,ChiesasotterraneadiSanMartino,tessituraorizzontale

Roma,SantaMariaAntiqua,frammentopavimentalericostruito,patternadtriangulum

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Roma,SantaMariaAntiqua. I due listelli marmorei di giallo antico, bellissimi, sopravvissuti dal reperto probabilmente originale, ci dicono che quasi sicuramente anche gli altri erano dello stesso colore, formando cos una griglia di giallo antico contrappostaalserpentinodelletesseretriangolariequadrate;mentreiquadratigrandicentralipotevanoessere diporfidorosso.Sotto,ilpavimentomistodiframmentioriginaliepartimoderne.

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Ipotesidiattribuzione
Se la datazione del pavimento musivo tessellato della chiesa di Santa Maria Antiqua presenta difficolt tali per cui non si possono avere certezze e lapprossimazione la sola via di uscita senza prove documentali sicure, la sua attribuzioneancorapiproblematica.Nonpossibile,infatti,individuarecon precisione, nellambito della cronologia dei marmorari romani, maestri a cui loperapavimentalepuessereriferita.Tuttavia,sesiaccettalasuadatazioneal periodo compreso tra il 1080 e il 1120, le uniche ipotesi di attribuzioni possibili sonoleseguenti: 1)MagisterPaulus 2)TebaldoMarmoraro 3)GiovanniMarmoraro,padrediRanuccio 4)Christianusmagister Christianus magister il pi antico marmoraro romano conosciuto, ma egli attestatoattornoal964perlarealizzazionedellatombadelcardinalePietronella basilica di Santa Prassede, in unepoca, quindi, troppo anteriore a quella conasiderata; Giovanni marmoraro, operante dal 1100, come generalmente accettato dagli studiosi nella cronologia, il padre di Ranuccio le cui famiglie eredi credo abbiano lavorato quasi esclusivamente agli arredi liturgici e progetti di microarchitetture delle basiliche romaniche, ma quasi mai ai pavimenti musivi dei quali quei pochi oggi generalmente a loro attribuiti, ho dimostrato essere invecedellabottegadiLorenzo; Tebaldomarmoraro,attivoancheluiattornoal1100,ilpadrediLorenzodella famosabottegadeiCosmativeriepropri. MagisterPaulus,attivonel1106aFerentino,anchegliuncandidatoprobabile, ma non certo. In ultima analisi, i soli due nomi possibili potrebbero essere Tebaldo e Paulus che probabilmente frequentarono la scuola per mosaicisti bizantinaistituitadallabateDesiderioaMontecassino,comeinaltreabbazieda essa dipendenti (come Serramonacesca e forse S. Vincenzo al Volturno). I patternsdelpavimentosonopochietroppogenerici,tuttiderivatidalrepertorio precosmatesco di Montecassino, ma anche dalla tradizione musiva romana e bizantina.Tralaltrononsihalacertezzacheilpavimentosiastatoconcepitoin origineperquellachiesa,mentresefossestatotrasportatodaunadellebasiliche romaneintempiprecedentiecoevialpapatodiPasqualeII,alloralattribuzione aunodiquestiduemaestrisarebbeancorapilegittima. In definitiva, non possibile proporre una attribuzione che abbia un qualche fondamento sicuro, ma se la datazione approssimativamente giusta, il pavimentopotrebbeessereounapartederivatadaunaltrachiesaerealizzatoda una delle due famiglie dei marmorari predetti, o realizzato in situ per S. Maria Antiqua da allievi poco attenti o da operai che adoperarono materiale di riuso allo scopo di sostituire il precedente pavimento bizantino del VIVII andato parzialmentedistruttoconilterremotodell847. Infine, la porzione di pavimento tessellato, potrebbe essere stata reimpiegata al suo luogo attuale dopo essere stata prelevata dai resti del pavimento tessellato del monastero benedettino annesso alla chiesa e del quale sembra documentata unaripresadivitareligiosanelperiodoinesame. Pag.30

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Nicola Severino nasce nel 1960 a Sparanise, un piccolo paesino agricolo della provincia di Caserta, ma al centro di un territorio che dal 1071 al XIII secolo conobbelevolversielespandersidellartecosmatescapermanodegliartistiche frequentarono la scuola per mosaicisti istituita dallabate Desiderio a Montecassino. Diplomatosi geometra, intraprende, invece, la carriera musicale cheportaavantiperalcunidecenni.NelfrattemposisposaaGaetaconDaniela Iacovella, attualmente insegnante di lettere nelle scuole di primo e secondo grado,erisiedeaRoccasecca,patriadiSanTommasodAquino.Dal1985coltiva per diversi anni la passione dellastronomia osservativa, fonda associazioni di astrofiliepiccolerivistedivulgative,collaborandoconlUnioneAstrofiliItaliani. Nel 1989 incontra la Gnomonica e la coltiva con amore e passione per oltre ventanni,finoallostatoattuale.Scrivesullargomentodozzinedilibriecentinaia di articoli per riviste specialistiche italiane e straniere, diventando uno dei massimi esponenti della divulgazione della storia della gnomonica. Nel 2010, nellambito di un progetto di ricognizione degli affreschi medievali presenti sul territorio del basso Lazio, incontra per la prima volta larte cosmatesca, rimanendoneestremamenteaffascinato.Nonuncasoallorachetaleincontrosia avvenuto proprio nel 2010, cio nellottavo centenario della fabbrica della cattedrale cosmatesca di Civita Castellana, insigne monumento dei magistri marmorari romani. Da allora, il pensiero fisso, 24 ore su 24, sono i pavimenti cosmateschi, il loro mistero, la loro storia, la loro leggenda, le opinioni degli esperti,leindaginiricognitive,leveritmancate.Risiedendoa15kmdallabbazia di Montecassino, ovvio che abbia iniziato il percorso di studio proprio dal capostipite di quelli che saranno i pavimenti cosmateschi, cio il pavimento precosmatesco fatto costruire dallabate Desiderio per abbellire la basilica del monasteroinoccasionedellasuanuovaconsacrazioneavvenutanel1071.Poila ricercaelanalisititutteleoperesimiliederivatedaMontecassinosulterritorio dellalta Campania e del basso Lazio. Infine, la citt cosmatesca per eccellenza: Roma.Unadecinadilibrietresitiwebinmenodidueanninonsonopochiese da una parte essi potrebbero peccare di approssimazione nella grafica, nellimpaginazione e nello stile di esposizione del testo rispetto ai canoni della scritturadellastoriadellarte,dallaltrapresentanounnuovomodusoperandiche ha portato a nuove ipotesi, da studiare, verificare, ma che comunque hanno apertounanuovapaginadaquellontano1980incuiGlasspubblicperlaprima volta unopera dedicata esclusivamente ai pavimenti cosmateschi. Non perch eglinonsiaunostoricodellarteprofessionista,ounarchitetto,ounostudiosodi Pag.31

NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo storia antica, gli preclusa la ricerca dellanalisi di questi monumenti e il confronto con le fonti ufficiali. Anzi, proprio perch scarsissimi sono stati i riferimentispecificiaipavimenticosmateschi,eglihaavutolalibertdimuoversi in modo completamente autonomo rispetto a procedimenti di analisi che in genere vengono stabiliti da procedure canonizzate dagli esperti. Come per gli edificiantichi,ancheperipavimenticosmateschi,hascopertochelaloroanalisie la loro storia stato ricostruita in modo parzialmente oggettivo, perch in mancanzadidocumentazionistoricheedepigraficheipochistudiosichesisono pronunciatihannoelaboratoipotesibasatesostanzialmentesucosegiscrittein passatoesuanalisialquantoapprossimativedeglistessipavimenti.Peresempio egli pensa che nessuno abbia mai considerato in modo significativo il fatto che quasituttiipavimentidellebasilicheromanerisultanoessereunaricostruzione, spesso arbitraria e con il riuso di ci che avanzava degli antichi litostrati cosmateschismantellatidalXVsecoloinpoi.Moltihannotrattatotalipavimenti come se fossero i veri originali, producendo ipotesi su improbabili significati iconologici e impossibili analisi di rapporti proporzionali su monumenti ricostruiti in cui molti elementi erano stati sostituiti, alterando le misure dei dischi esterni ed interni dei quincunxes e delle guilloche. Per tale ragione, il modus operandi autonomo, e forse insolitamente condotto distinto, ha permesso allautore di costruire le nuove ipotesi basandosi pi che sulle fonti ufficiali, sullosservazionedirettaedilconfrontotratuttiimonumentianalizzatinelLazio e nella Campania. Per quanto potrebbe sembrare insolita, una tale procedura trova la sua spiegazione nelle significative parole di Camillo Boito prima e di AntonioMuozdopotrattandodeirestauridiSantaSabinaeSantaPrassede,che ricalcandoproprioilconcettoespressosopra,cossiesprimono: Intrapresi le ricerche senza preoccuparmi delle notizie storiche, che talora, se posteabasediindaginiarcheologiche,possonosviareepreoccupare:solodopo completate le mie osservazioni le sottoposi al confronto con i dati forniti dalle fonti storiche, tenendo per presente laurea massima di Camillo Boito: I documentinonsonolastoriadelledifizio,massimeneisuoivecchiperiodi.Giovanosi,ma nonbastano;anzipudarsi,esidinqualchecaso,cheildocumentosembricontraddire ledifizio.Allorahatortoilprimoeragioneilsecondo. SitiInternet nicolaseverino@libero.it http://www.cosmati.it http://cosmati.wordpress.com http://cosmati.blogspot.com Libriearticolidellautoreinletturagratuita(eseguirelaricercanellastringacon ilnomecosmati) http://archive.org http://www.scribd.com

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NicolaSeverinoIlPavimentoMusivodellaChiesadiSantaMariaAntiqua:unnuovocontributo Libriscrittidal2010al2012 LacattedralecosmatescadiFerentino(pavimentoearredo) LacattedralecosmatescadiAnagni(pavimentoearredo) IlpavimentoprecosmatescodellabbaziadiMontecassino IlpavimentodellachiesadiSanPietroinVineisinAnagni IpavimenticosmateschidellabbaziadiSanVincenzoalVolturno LeLuminariedellafede:itineraricosmateschinellaltaCampania LeLuminariedellafede:itineraridartecosmatescanelbassoLazio IlpavimentocosmatescodelduomodiSalerno PisaCosmatesca IlpavimentocosmatescodellacattedralediAnagni:nuoveipotesieattribuzioni. Il pavimento cosmatesco della cattedrale di Civita Castellana: nuove ipotesi e attribuzioni. PavimentiCosmateschidiRoma:Storia,LeggendaeVerit Inpreparazione: IpavimenticosmateschidellaTusciaedellaSabina:nuoveattribuzioni.(2012) Cosmati.Lartedelmeraviglioso(2013)

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