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ANNO II NUMERO 8
LESPRESSO DEL DIRETTORE

Corretto

OTTOBRE 2012

i recente uscito nelle sale cinematografiche italiane il film On the road, adattamento dell'omonimo romanzo di Jack Kerouac. Pubblicato nel 1957, il libro diviene una sorta di manifesto per la cosiddetta beat generation, ed considerato tra i migliori cento testi del secolo. La storia, ambientata negli anni Quaranta, narra del viaggio di due amici che attraversano gli States alla ricerca di un nuovo modo di vivere (libero da vincoli e da regole) oltre che di se stessi. Il libro ha segnato un'intera generazione, tanto dal punto di vista letterario quanto da quello della ricerca di forme e stili di vita alternativi; di fatto, l'on the road, ma pi in generale proprio il viaggio, diventato metafora di un cammino interiore che poi conduce a cambiamenti profondi. Per certi aspetti affine Into the wild, film del 2007 scritto e diretto dallo statunitense Sean Penn, che narra la storia di un giovane benestante che, dopo la laurea, cede tutti i suoi risparmi, abbandona amici e famiglia per sfuggire ad una societ in cui non riesce pi a vivere. Anche il suo viaggio, con tutti gli incontri che ne nascono e le esperienze che si trova ad affrontare, conduce ad un profondo mutamento interiore. Il tema, dunque, ha sempre riscosso un grande successo. Il perch pu essere forse spiegato con un'esigenza insita in ciascun individuo, in forme pi o meno forti, che nasce dal bisogno di evadere, per un periodo pi o meno lungo, dalla realt circostante, ma spesso anche dal bisogno di crearsi una vita alternativa, di ritrovare altrove stimoli che nella propria realt non si riescono pi ad ottenere, vuoi per motivazioni personali, vuoi per congiunture esterne. Ebbene, non mi sorprende, allora, che questa esigenza sia avvertita in modo particolarmente forte nell'ultimo periodo in Italia. La grave crisi economica ed occupazionale che stiamo attraversando e la sempre crescente difficolt per i giovani di affermarsi, anche dopo un lungo periodo di studi, spingono gli stessi ad emigrare per tentare di far valere altrove la propria professionalit o, quantomeno, per cercare di conquistare, anche con mille sacrifici, una propria indipendenza economica. E, proprio negli ultimi mesi, in tantissimi hanno fatto questa stessa scelta di vita e si sono trasferiti all'estero, sfidando le difficolt di inserirsi in un Paese straniero, di dover cercare casa e lavoro, di doversi adattare ad una realt diversa, pur di tentare di avere uno spazio che qui sembra non esserci. Forse allora la situazione davvero giunta ad un punto di non ritorno Angelo Maria Castaldo

La nostra Regione, terra di veleni


Ad Acerra il dossier su salute ed ambiente in Campania
l problema dell'inquinamento dei suoli campani argomento di discussione oramai da decenni. Tuttavia non molti, forse, conoscono la figura dei Medici per l'Ambiente, che studiano le connessioni tra la patologia tumorale e il dissesto naturale. Allo scopo di informare il cittadino acerrano, l'Associazione idos ha organizzato, presso il Castello Baronale, un meeting al quale ha preso parte un'equipe di oncologi di fama internazionale. Nel corso dell'evento stato anche presentato il libro Campania, terra di veleni, un dossier su salute e ambiente nella nostra regione. Scritto a quattro mani dal Dott. Antonio Giordano (Direttore dello Sbarro Institute presso la Temple University of Philadelphia) e dal Dott. Giulio Tarro (Primario dell'Ospedale Cotugno e Presidente della Fondazione Bonelli), si tratta della riedizione di un loro precedente lavoro, risalente a quasi quarant'anni fa, che, di fatto, il primo trattato di Patologia Ambientale. Il dibattito stato

Lions Club
na grande famiglia presente in ogni angolo del mondo che da circa un secolo opera nel sociale per essere un punto fermo e una testimonianza credibile nei territori in cui agisce. proprio con questo monito e con questa scelta rinnovata che il Club Lions Acerra Valle di Suessola ha festeggiato, di recente, il suo terzo anno di attivit nella nostra citt. Tre anni di crescita costante, di impegno concreto, di sviluppo e di supporto a molte attivit del territorio. Un club, come afferma uno dei suoi fondatori e primo Presidente il Dr. Raffaele Tagliamonte: Che punta ad avere radici solide e ad operare con costanza e dedizione, al servizio di chi meno fortunato e dell'intera area della Valle. Lo spirito con cui noi guardiamo al nostro tenimento e con cui intendiamo operare quello sottolineatoci dal nostro Presidente Internazionale. Egli, ricorda il Dr. Tagliamonte, ha pi volte dichiarato: Il nostro scopo quello di essere faro e luce per le esigenze delle terre dove operiamo, essere un punto fermo, una guida, un riferimento vivo per gli uomini e le donne che ci passano accanto ogni giorno. Nella sua presentazione l'Avv. Vito Vincesilao, il Presidente di quest'anno, ha sottolineato l'impegno che questo club si candida a rappresentare e il suo obiettivo principale: Vorremmo rendere concreta la nostra esistenza all'interno della zona, promuovendo la nascita di una nuova cultura, di un nuovo modo di agire e di pensare, improntato all'unione tra i club limitrofi, per operare in tandem su attivit di interesse comune. Come dire, uniti nella diversit, ma con un unico, grande obiettivo: ribadire che <<I Lions ci sono>>. Forti ed emblematiche le parole conclusive della carta d'impegno sottoscritta dai nuovi soci: Crediamo che ciascuno di noi non debba fare cose straordinarie, bens cose ordinarie in modo straordinario. Crediamo che sia importante mantenere una continuit d'azione e portare avanti i vari programmi che la nostra fantasia e l'ascolto del nostro territorio ci suggeriranno. Il nostro un paese difficile, ma anche ricco di storia e di icone capaci di ispirare e segnare il nostro agire. Primo impegno di questo nuovo anno la campagna di raccolta degli occhiali usati; un gesto concreto per tanti, soprattutto bambini, che, nei paesi poveri, purtroppo, non possono avere il diritto e la gioia della vista a causa del costo elevato degli occhiali. Da decenni, infatti, l'Associazione si occupa di raccogliere, ricondizionare e ridistribuire in questi territori un semplice ma utile strumento di promozione, sviluppo e crescita umana. Lello Tagliamonte

introdotto dal Dott. Luigi Montano, che ha illustrato, con cifre e statistiche inconfutabili, che l'area campana pi colpita da tumori e infertilit quella Nord-Occidentale. Il Dott. Giuseppe Comella, Oncologo presso l'Istituto Nazionale Tumori e Presidente dellAss. Medici per l'Ambiente ha ripercorso lo snervante iter necessario per l'approvazione della legge sulla prevenzione oncologica. Un dato confortante venuto dal Dott. Alfonso Ruffo, Direttore de "Il Denaro", che, invece, ha sottolineato la recente attenzione mediatica verso tale tema. Oggi se ne parla di pi, vero, ma ci non basta, c' bisogno di rivalutare la figura del medico; egli non deve limitarsi a diagnosticare, prescrivere, curare e prevenire, ma deve anche informare e schierarsi attivamente dalla parte dell'ambiente. Ci si poi interrogati sulle cause dell'inquinamento; se per il Dott. Bruno Zuccarelli, Presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli e Provincia, i veri responsabili siamo noi, poco indignati di-

nanzi alle violazioni del diritto alla salute, per il Dott. Alfredo Mazza, autore del noto articolo sul "triangolo della morte": In Italia regna la politica delle emergenze, manca una normativa ordinata e sensibile al problema ambientale, per non citare gli illeciti dal carattere malavitoso delle ecomafie. Nessuna delle teorie su esposte sembra infondata. Ogni evento frutto di reazioni a catena, influenzato da un numero infinito di variabili: s, colpa delle ecomafie, della classe dirigente, della mollezza delle istituzioni romane e anche dell'insensibilit dei cittadini. "Lavoro di squadra" la parola magica proposta dal Presidente della Commissione per le Petizioni al Parlamento Europeo, On. Erminia Mazzoni: sinergia, progetti, coraggio, onest e nessuna speculazione sulla salute. Sono questi gli elementi sui cui puntare al fine di ottenere risultati positivi per lambiente e, quindi, per la nostra salute. Marilena Laudando

Il fangoso Pantano della politica italiana


l tempo che viviamo particolare, a causa di una crisi economica ed etica spaventosa, senza una classe dirigente nazionale all'altezza e costretta, per necessit, dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a consegnarsi nelle mani dei tecnici montiniani. Una resa senza condizioni, pur di mantenere il loro pingue stipendio, con i benefici collaterali. Negli ultimi venti anni la politica italiana, famelicamente, ha divorato una montagna di soldi, mettendo in scena tanti scandali di spesa pubblica e malcostume, varie inchieste giudiziarie e festini carnevaleschi, con gli invitati dalla testa di maiale e con le zampe nelle natiche di femmine compiacenti e lascive. Cos, ben gioiosi e soddisfatti, come possono capire il dramma del Paese, con la gente che non ce la fa a tirare avanti, con l'ansia dei temuti licenziamenti, con i giovani che non trovano lavoro, e le difficolt di chi si ammala e deve comprare i farmaci e pagare i ticket? Cala il tenore di vita degli italiani e aumentano i nuovi poveri, che si recano alla mensa della Caritas, mentre i nostri ministri festeggiano con ostriche e champagne. Perci, cresce l'insofferenza e lo sdegno della gente, che non trova risposta in una politica guastata e festaiola. la nuova arroganza del Potere! Ci aumenta l'antipolitica, ovvero una reazione a questa cattiva politica, che non ha pi leader capaci di arginare l'emergenza mora-

le, economica e sociale. Come non ricordare allora gli statisti della Prima Repubblica, tra cui Alcide De Gasperi, che volava negli Stati Uniti per re-

cuperare la credibilit e la fiducia del Paese, pensando alle future generazioni? Al ritorno si riuniva nella sede della Dc per informare, dialogare e trovare consenso. Cos, i dirigenti del Pci andavano a Mosca e poi si riunivano con i compagni alle Botteghe Oscure. Nei partiti c'era il collegamento tra il centro e la societ. Oggi non ci sono pi le Frattocchie, non c' pi quell'Azione Cattolica, ove si formavano i vari Dossetti, La Pira, Moro, Andreotti. La cultura politica allora era quella dossettiana, intesa cio come servizio totale, estenuante, con orari debilitanti, vissuta sempre con gratuit e nel rispetto della professionalit. No alla politica intesa come professione! Col tempo tutto cambiato, con le mazzette ai partiti; ma il conto a Mani Pulite fu pagato dalla Dc e dal Pci, nonostante Bettino Craxi

in Parlamento, nel 1992, avesse dichiarato che tutti i bilanci erano truccati. Bisognava salvare il Pci e la sinistra democristiana! Oggi troppi soldi girano nelle tasche dei parlamentari; sono quelli dei rimborsi elettorali, la trovata truffaldina della Seconda Repubblica, che cancell il finanziamento pubblico che aveva sotterrato la Prima. E cos si comprano ville, suv, si fanno viaggi, vacanze, cene luculliane con cozze pelose ed ostriche. Di fronte a questo spettacolo non si pu pensare che la gente dimentichi, che il tempo stemperi le cose, perch resta un rifiuto, un rigetto di fiducia verso una classe dirigente che ha minato la democrazia. Tagliate il bubbone regionale, tagliate il numero dei consiglieri, tagliate il loro stipendio, che non trova riscontro in quello dei laureati, se riescono a trovare lavoro. Quanto pesante il futuro se non ci liberiamo di questa zavorra! Sono stato un convinto regionalista, ho creduto e credo nella politica. Ma come si esce da questo Pantano? Bisogna ricominciare da capo, cambiando il sistema e la cultura politica, che deve essere interpretata come servizio e non come occupazione di potere. Ai discepoli, che discutevano chi fosse tra loro il primo, il Maestro disse: Se uno vuole essere il primo, deve essere l'ultimo di tutti ed il servitore di tutti. Antonio Santoro

PAVIMENTI RIVESTIMENTI

La maison delle ceramiche

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Corretto

ANNO II NUMERO 8
LETTERE

aro Direttore, ho trascorso i mesi estivi di sole forte e caldo intenso tra zucche, patate e carciofini sott'olio. Ogni giorno alternavo, come mia consuetudine, la zappa con la penna, il lavoro dei campi alla scrittura delle mie riflessioni. Ho scritto un libro su un mio amico: un po' mago, un po' profeta, un po' matto, un po' prete. Mi accorgo, in questi casi, di non essere di parola. Negli ultimi anni mi ripeto di continuo che le parole sono diventate ormai un'inutile droga. La droga delle parole. E poi mi ritrovo, quasi senza rendermene conto, di nuovo a scrivere un libro. Nostre piccole contraddizioni quotidiane. Avverto sempre un certo disagio a parlare. Non voglio parlare pi. L'era delle parole inutili finita. Questa l'era dei fatti. L'era dei segni. Della societ concreta. C' una sola parola che sopravvive al giorno d'oggi. la parola che crea emozioni, che affascina, che entusiasma. La musica. La poesia. La favola. Queste s! Ma i discorsi, le prediche, gli articoli, i libri sono diventati ormai fuori moda. Nessuno pi sembra ascoltarli. Spesso sono solo un parlarsi addosso. Inutile, sterile, nevrotico. Tra poco il mondo intero torner al silenzio. Avanza ovunque e sempre pi potente la voglia, il bisogno di silenzio. La fortuna della terra quindi saranno le montagne, i deserti. Luoghi nei quali ancora gli uomini potranno rifugiarsi per abitare il silenzio. Oggi il mercatino del Marted qui in Locanda. Arrivano Laura, Angelo, Mimmo, Michela, Alessandro. Sono quelli del pane: vengono, prendono il pane della Locanda e lo portano a chi lo vuole. Oggi venuta, a sorpresa, anche Maria, la mia amica Maria La Faiette. Volevo salutarvi. Sono tormentata. Vorrei fare di pi per La Locanda, ma raccolgo rifiuti, apatia. Cerco di spiegarle allora che la partecipazione gi un miracolo, oggi. Partecipare, infatti, un modo concreto di amare. la sfida dell'amore. l'amore a fatti. Ricordo vagamente quella lettera: Cara Ninetta, ti amo. Ti Amo tanto. Per te scalerei anche le montagne. Farei un lungo viaggio per raggiungerti. Farei di tutto. Cara Ninetta, ci vediamo Venerd, se non piove? Il libro che ho scritto il racconto di un incontro con Antonio. anche un'opportunit per raccontare La Locanda, le storie di questo posto. I volti. Quelli visibili ed invisibili. C' anche l'incontro con il mio amico fantasma. Una pagina, solo una pagina rivela la storia di una ragazza che di notte vaga per le campagne del Bosco di Acerra. Una ragazza scomparsa mentre si preparava a diventare sposa, con suo bel vestito lungo. Il titolo del libro Caro Antonio. un po' un libro gemello di Droghe e Favole. Anche tra i libri, infatti, ci sono i gemelli. Ho dimenticato di dire che scrivo libri per fame, perch voglio aiutare la Locanda a vivere. Carlo Petrella

Il bisogno di conforto di chi richiede la morte


Un desiderio reale di porre fine all'esistenza o un modo per uscire dalla solitudine?
qualcuno che dichiara di voler morire sembra affermare la sua soggettivit e al tempo stesso negarla: la afferma, poich la richiesta espressa alla prima persona, Voglio morire ma, con ci stesso, la nega, giacch il desiderio espresso quello di una cancellazione di s. Difficolt che ha quasi sempre come conseguenza una destabilizzazione profonda di chi ascolta la richiesta, salvo nel caso in cui questi si ponga come esecutore freddo e non compassionevole. Di fronte a questo tipo di istanze, ciascuno viene rimandato alla propria impotenza. Dire qualcosa, esprimersi, porre problemi, formulare domande, sempre rivolgersi a qualcuno. Ogni parola mira ad essere ascoltata, qualunque cosa ne faccia in seguito. Colui che ascolta pu accettare questa parola o rifiutarla. Ma quel che certo che una parola pu significare molte cose. Non bisogna credere a un legame necessario, oggettivo e costante fra significanti e significati: si possono significare cose differenti con la stessa frase, cos come si pu significare la stessa cosa con proporzioni differenti. Come si fa allora ad avere accesso alla significazione specifica di una richiesta in un dato momento? Questione altamente complessa, che resta forse senza risposta. Ma si pu sperare di comprendere una simile richiesta se si

e difficolt insite in una richiesta

di morte risiedono nel fatto che

sopprime o si ignora il contesto in cui una parola viene pronunciata? Le circostanze non influenzano sempre le domande che vengono formulate, le aspettative che si nutrono, le risposte che ci si augura? Dietro una richiesta di morte Finiamola!, Voglio morire!, Fate qualcosa!, Non pi vita!, vi l'espressione di una sofferenza che non sa dirsi in altro modo. In ogni richiesta di questo tipo c' una parte di dubbio, di insondabile, di ambivalente, di ambiguo. A partire da ricerche che ha effettuato su individui

alla fine della loro vita, uno psichiatra americano, Harvey M. Chochinov, ha affermato che l'80% delle persone che reclamano una morte anticipata ha dolori male alleviati ed il 60% gravemente depresso. A ci poi bisogna aggiungere la perdita di autostima, la sensazione di essere un peso per chi li circonda, la vergogna di dover offrire agli altri un'immagine degradata di s, che generano la triste idea che la vita non valga la pena di essere vissuta. Il malato ha l'impressione di non essere pi lui perch la sua immagine si mo-

CHICCHI
L'Amministrazione Comunale ha espresso parere favorevole in merito alla richiesta del Dott. Santoro, inerente il conferimento della cittadinanza onoraria a Mons. Francesco Perrotta. Laureato in Teologia, Canonico della Cattedrale di Acerra, ha ricoperto l'incarico di Docente di Latino presso il Seminario locale e di Direttore dell'Archivio Storico e della locale Biblioteca Diocesana. Arciprete della Collegiata di Sant'Andrea Apostolo di Arienzo, Ispettore onorario della Sopraintendenza e Direttore della Rivista Storica di Terra di Lavoro, autore di molte pubblicazioni, tra cui quelle sulla Valle di Suessola e sui Mestieri del

CAFF
'500-'700-'800, collabora con varie testate giornalistiche locali. Poderoso il lavoro del Catasto Onciario della Citt di Acerra di prossima pubblicazione. *** Protocollata al Comune una richiesta del Dott. Antonio Santoro affinch si provveda al restauro conservativo della statua di Gaetano Caporale sita in Piazza Castello, spesso vittima di atti vandalici, ultimo la colorazione di nero del capo. Il monumento, voluto da un comitato di Acerrani, tra cui il Preside Luigi De Rosa, fu inaugurato il 28/10/1942. Questo oltraggio, afferma il Dottore, offende tutta la cittadinanza.

difica. E questa percezione pu essere acuita dal fatto che le persone che lo circondano, alle prese con la loro angoscia, non sanno sempre combattere questa sorta di senso di spersonalizzazione del malato. In questi soggetti, il desiderio di vivere e quello di morire fluttuano costantemente. Sono suscettibili di cambiare in ogni momento, e specialmente in funzione della qualit delle cure, dell'accompagnamento e della disponibilit delle famiglie. Ecco perch quindi si deve prestare sempre un'attenzione estrema a quanto si dice, senza mai essere certi del suo significato. I bisogni della persona sono rispettati? Il malato adeguatamente sollevato nei suoi dolori? Si dedica un lasso di tempo abbastanza sufficiente ad ascoltarlo? Il suo ritmo e la sua intimit vengono rispettati? Si dicono parole di conforto per alleviare la sua angoscia? Di fatto, c' una grande differenza fra un malato che chiede si ponga fine alla sua vita, uno che esprime il desiderio di morire e uno che ha bisogno di parlarne. Questa richiesta di morte talvolta, per il paziente, un modo per uscire dalla sua solitudine, un tentativo di rompere la diga del silenzio, di combattere il senso di impotenza e la fragilit della natura umana, un mezzo per poter finalmente parlare della morte che, inesorabilmente, pian piano si avvicina. Aurelio Paradiso

La differenziata premia!
n riconoscimento importante stato assegnato ad Acerra dal Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), ente privato senza scopi di lucro, formato da ben 1.200.000 aziende produttrici e ultilizzatrici di imballaggi, con lo scopo di tutelare l'ambiente e di responsabilizzare Comuni e cittadini affinch il mondo diventi un posto pi pulito. Nel corso della cerimonia svoltasi presso il Castello Baronale, alla quale sono intervenuti il Sindaco Raffaele Lettieri e vari esponenti del mondo politico locale, il Presidente Roberto De Santis ha consegnato il premio Start-up alla nostra citt, per gli ottimi risultati conseguiti nella raccolta differenziata, la cui percentuale, estesa sul territorio comunale, passata dal 10% al 62% in soli diciotto mesi. A ritirare il premio il Primo Cittadino che ha dichiarato: La comunit di Acerra si messa all'opera e ha dimostrato di avere amore per la propria terra e un forte senso civico; solo grazie ai nostri concittadini se oggi riceviamo questa targa. Durante la manifestazione stata comunicata ed illustrata un'altra iniziativa, che prevede un sistema di premialit per coloro che conferiranno i rifiuti differenziati presso l'isola ecologica, ai quali verranno riconosciuti crediti corrispondenti a buoni

Quei giorni di Ottobre...


ell'Ottobre 1943, i nazisti in ritirata trucidano 200 acerrani colpevoli di aver accennato alla ribellione. Nel Giugno 1999 Acerra ottiene la medaglia d'oro al valor civile. A quasi 70 anni dalla strage, all'ingresso del Comune, stata apposta una lapide che ricorda il conferimento dell'onorificenza e le sue motivazioni. Presenti alla cerimonia: Mons. Giovanni Rinaldi, il Sindaco Raffaele Lettieri ed alcuni ex amministratori, tra cui il Dott. Antonio Santoro, la Prof.ssa Immacolata Verone, il Dott. Tommaso Esposito, e lOn. Michele Giardiello, Tutti hanno sottolineato l'importanza, per la memoria storica, dell'apposizione di questa targa, per commemorare un momento di forte unit e senso civico della comunit, che combatt per difendere il proprio diritto alla libert. Limpegno delle varie Amministrazioni, affinch alla citt fosse concesso il riconoscimento, sempre stato attivo. Gi nel Gennaio 1995, l'On. Giardiello scrive al Presidente della Repubblica Scalfaro, per informarlo del tragico episodio e chiedere la medaglia per Acerra. La richiesta viene rinnovata dal Sindaco Verone, per essere poi accolta durante il mandato di Michelangelo Riemma. L'importanza del ricordo stata sottolineata anche dal Prof. Aniello Montano, che

acquisto da spendere presso gli esercizi commerciali che hanno aderito al progetto. Le novit non finiscono qui; si pensa, infatti, di creare un'applicazione per smartphone in modo che sia possibile sapere sempre dove gettare un rifiuto, in quale giorno e a che ora. Ha concluso la cerimonia il Presidente del Conai che ha illustrato le motivazioni di tale premio: Con questo riconoscimento vogliamo sottolineare come si possano conseguire significativi miglioramenti nella gestione dei rifiuti di imballaggio anche nelle Regioni del Mezzogiorno, grazie all'impegno e alla responsabilit dei cittadini e degli Amministratori locali. Noi continueremo a renderci disponibili ad assistere quei Comuni che intendono elaborare progetti credibili di sviluppo della raccolta. Nonostante questo risultato, per, c' ancora tanto da fare; bisogna continuare sul cammino intrapreso e sperare che aumenti il numero di coloro che effettuano la differenziata, mentre scompaia del tutto l'indecorosa pratica di gettare i rifiuti sulle rampe autostradali. Abbiamo il dovere di salvaguardare la nostra terra e di garantire un ambiente pulito e sano alle future generazioni. Maria Bianca Russo

ha dichiarato: "Sono passati quasi settant'anni da quei terribili giorni in cui la "furia" dei tedeschi in ritirata semin lutti e dolore. Un lasso di tempo certo troppo lungo sia per la memoria individuale sia collettiva. Non sufficiente, per, per considerare quella "ecatombe" come un evento da archiviare. Richiamare alla memoria ogni anno le tragiche giornate vissute dagli Acerrani nell'Ottobre del 1943 assume il valore di una nobile lezione di etica civile. Assolve al compito di trasmettere ai pi giovani una pagina di storia triste ma alta della loro Citt. Ammonisce a non dimenticare gli orrori della guerra. E richiama ciascuno di noi al dovere morale di essere protagonista attivo nella difficile opera di rendere realizzabili e concreti, nella misura maggiore possibile, gli ideali di giustizia e di pace. La medaglia, destinata nellimmediato dopoguerra a Mons. Nicola Capasso, giustamente stata attribuita, anche se con ritardo ultracinquantennale, alla Citt. Questa, per, ha il dovere di essere all'altezza del riconoscimento ottenuto. La lapide deve essere occasione di ricordo dellevento, ma anche sollecitazione alle virt civili per tutti, Amministratori e cittadini". Angelo Maria Castaldo

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OTTOBRE 2012
Corretto

Storie di donne acerrane

Non sono un fottuto giornalista eroe


resentato, presso il Castello Baronale di Acerra, l'ultimo romanzo di Antonio Di Costanzo Non sono un fottuto giornalista eroe, edito da Cento Autori. Durante l'evento, organizzato dal Centro di Cultura Acerra Nostra, l'autore ha spiegato la genesi dell'opera e la fatica che comporta scrivere un racconto come questo. La storia prende spunto da varie esperienze, risultando cos una sorta di saccheggio della propria vita e di quella altrui. Nel romanzo c', ad esempio, tantissimo di Heinrich Karl Bukowski. Una prosa semplice, lineare, scorrevole ed incalzante, spesso irriverente, unita ad una visione tragicomica degli eventi, rende il racconto bello, interessante e piacevole alla lettura. Il romanzo non un vero e proprio giallo, poich non vi ritroviamo quella solita distinzione tra buoni e cattivi; inoltre, l'autore non si prodiga nel lasciare molti indizi sugli assassini. L'opera si potrebbe inquadrare meglio nel genere del realismo sporco. Il protagonista, Jacopo Fernandez, un giornalista alcolizzato, semidepresso che ha poca voglia di alzarsi presto la mattina e spaccarsi la schiena; l'unica sua ambizione quella di diventare, grazie ad un suo romanzo, uno scrittore ricco e famoso. Tra una

Annamaria Volpe
uesto mese la protagonista della rubrica Annamaria Volpe, che anni fa ha adottato suo nipote Luca in seguito alla tragica morte della madre. Il piccolo nasce prematuro, cosa che gli provoca una lieve asfissia celebrale; inoltre, riporta danni al cervello a causa dei maltrattamenti subiti da suo padre. Annamaria decide di aiutare il nipote e di prendersi cura di lui, pur consapevole dei tantissimi problemi che dovr affrontare. Negli anni Luca viene sottoposto a svariati interventi chirurgici e a lunghi cicli di terapie. La situazione, pian piano, inizia a migliorare, grazie anche alla tenacia, alla forza d'animo e alla volont della donna. Fondamentale, nella vita di questultima, , poi, l'incontro con Giovanni Bembo, un disabile, il cui supporto e la cui esperienza di vita, si rivelano, nel corso del tempo, di grande aiuto sia per lei che per Luca. Proprio il rapporto di amicizia con Giovanni spinge Annamaria ad impegnarsi ed interessarsi attivamente al mondo del sociale. La donna diventa insegnante di sostegno presso un Istituto di Napoli, citt in cui vive prima del suo trasferimento ad Acerra. Una volta giunta nel nostro paese, per, Annamaria si trova ad entrare in contatto, secondo quanto lei stessa ha pi volte dichiarato, con una realt diversa, in cui non sempre ci sono centri altamente specializzati per la cura e lassistenza dei diversamente abili. Per la donna inizia anche una nuova lotta per l'inseri-

mento scolastico del bambino. Continua intanto limpegno nel sociale, anche attraverso lorganizzazione di una serie di riunioni ed iniziative per quelle mamme e quelle famiglie che non accettano la disabilit dei propri figli. Annamaria cerca di far comprendere che questi bambini non sono una disgrazia, anzi, sono fonte di ispirazione ed insegnamento. Ho dovuto affrontare molte situazioni difficili, ma non sono mai stata sola, perch con me c'era Luca; se oggi mi sento una donna forte e ricca spiritualmente, devo ringraziare solo lui, dichiara la Volpe, che continua: Non si deve avere mai paura, perdere la speranza, demordere e pensare che sia finita; inoltre solo aiutando gli altri che si pu veramente capire quanto sia bella ed importante la vita, nonostante le avversit che possono presentarsi. Ed proprio per sottolineare l'importanza del sostegno a favore di coloro che vivono questi problemi che Annamaria ha fondato un'Associazione per disabili, Raggio di Sole. Intano, a breve Luca compir diciotto anni terminando cos il ciclo di istruzione obbligatoria. Secondo la legge, quindi, non potr pi frequantare una scuola statale, cosa che sua madre accoglie con grande preoccupazione e rammarico, dal momento che un'istituzione come questa di fondamentale aiuto per i ragazzi con difficolt simili. Maria Bianca Russo

sbronza e l'altra, per, deve districarsi tra mille problemi quotidiani: la convivenza con un gatto guercio che lo mette nei guai con il dentista del secondo piano; la strana coppia di idraulici simili a due personaggi di Walt Disney armati di trapani e martelli; l'incontro con l'ispettore di polizia, la bella Flavia Pulvirenti che, dal primo momento, considera come la sua futura moglie e tanti altri personaggi che invadono la sua vita e lo trascinano, quasi senza volerlo, in un complicato caso di omicidio. Jacopo si trova cos immischiato nella morte di un cingalese, situazione che lo porta a prendere parte a spiacevoli episodi di camorra. Sullo sfondo vi poi la citt di Napoli, compromessa dalla malavita e da una frenesia eccessiva, cause queste di un forte degrado che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, suscita realmente l'interesse di pochi. Ci troviamo cos dinanzi a cronisti assetati di fama pronti a scavalcare in qualsiasi modo chiunque si ponga sul loro cammino; politici disattenti e corrotti; poliziotti stanchi dei continui tagli alla sicurezza, che non permettono quindi di svolgere adeguatamente il loro lavoro; alte cariche della polizia bramose di successo ma incapaci e ben poco qualificate. Emerge cio il ventre di

Napoli dalla miseria atavica, dove nei bassi, prima abitati dai poveri, adesso prosperano numerosi extracomunitari costretti a vivere in quei tuguri stretti e malsani, pagando un esoso affitto che, per la maggior parte dei casi, supera i seicento euro. I contenuti sono, dunque, quelli tipici della denuncia sociale, attraverso la quale vengono smascherate le difficolt di un sistema che non permette di sentirsi sicuri e professionali nell'adempimento del proprio lavoro. Ma la pesante e cupa atmosfera di una citt succube di prevaricazioni, prepotenze, corruzione viene stemperata dal goffo Fernandez il quale si ritrova, pur senza volerlo, negli improbabili panni di un eroe. Proprio lui che si definisce: Un poco stimato giornalista ed aspirante scrittore, mezzo alcolizzato, semidepresso, che passa le giornate facendo finta di lavorare e le serate davanti alla tv, dopo aver girato con la sua Croma scassata per guardare trans e puttane in fila sui marciapiedi, l'unico che, mentre tutti gli altri stanno a guardare e vivono passivamente, forse, agisce davvero, anche se lui, ignaro, dice di comportarsi nel modo pi sbagliato possibile. Vincenzo Laudando

La cultura, sviluppo e crescita di un paese


'associazionismo l'unione di persone, uomini e donne, che si mettono insieme per un'idea, per un progetto, per un programma. Sulla base dell'ambito di azione e del fine che si vuole raggiungere nascono diversi tipi di associazionismo; c' quello politico, quello religioso, quello artistico (teatro, musica, pittura, architettura), quello sportivo (Tennis, Basket, Atletica leggera, Cicloamatori); ancora c' quello della protezione civile e il volontariato nella sanit. L'associazionismo e la cultura sono due facce della stessa medaglia. In che modo incidono e rappresentano una risorsa della societ? Di solito, si dice che la cultura non si mangia. Invece, la cultura fa mangiare, perch eleva lo spirito, arricchisce l'uomo e crea lavoro con tante persone impegnate in questo mondo: teatro, musica, biblioteche, musei, impianti spor-

Antichi mestieri locali

Il Sacerdote
n Acerra moltissimi erano i sacerdoti. Qui si descrive il loro ministero. Prete, accorciativo derivato dalla radice greco/latina: presbitero, significa persona anziana, cio matura, responsabile. Il prete ordinato per evangelizzare il piano della salvezza da Dio progettato per l'uomo peccatore; per attualizzarlo in tutti, mediante la celebrazione dei sacramenti specialmente del battesimo, dell'eucarestia, della riconciliazione; per essere, con la sua testimonianza esistenziale, modello della vera testimonianza cristiana, che ogni battezzato chiamato a dare. La storia ha conosciuto momenti nei quali il livello di povert materiale dei sacerdoti fu grande e lo spessore culturale e spirituale di molti di essi, modesto; in altri invece era elevato. Ci sono stati preti che per campare, anche in Acerra, furono costretti a manganare; a fare i mediatori, i coltivatori della terra, perfino i porcari. La vita di questi preti era incerta, pregna di sacrifici, al limite talvolta della sopravvivenza. Al contrario ci furono altri che, titolari di benefici, anche molto pingui, si godevano le rendite, trascurando personalmente i doveri pastorali legati all'ufficio ad

essi attribuito. Questi, col compenso di poche briciole, delegavano l'esercizio del ministero pastorale ad altri. Il livello culturale fu, poi, per diversi, molto basso. Insieme con teologi e pastori pieni di scienza e di zelo, troviamo preti che neppure sapevano legger il latino; che interrogati circa i rudimenti della fede non sapevano dare risposte adeguate; che non sapevano assolvere e/o celebrare la Santa Messa. Infine, insieme con la santit di vita, di cui brilla la maggior parte di questi ministri, altri ce ne furono, che portavano armi, danneggiavano il patrimonio degli altri, davano poca edificazione. La verit vi fa liberi ha detto Ges, e noi non abbiamo paura di gridarla. Forse capiremo meglio l'affermazione che il sacerdote ex hominibus assunctus e come, non sempre, esso si sentito pro hominibus constitutus. Il prete uno che, con la sua vita, deve dimostrare Cristo ed essere di esempio; ed dovere grave del popolo cristiano, invece di criticare ingrandendo o addirittura inventando miserie, di pregare, perch i preti siano numerosi e santi. Don Ciccio Perrotta

tivi. La cultura, quindi, crea sviluppo e crescita del Paese. Pensate che nel 2011, il sistema produttivo culturale ha prodotto il 5% del Pil, con un aumento del 17,7 % di presenze in teatro; dell'11% per concerti e musica classica e leggera. E, recentemente, Adriano Celentano, nonostante la crisi, ha riempito l'Arena di Verona ed ha raggiunto addirittura uno share televisivo del 31% . Nei musei e siti archeologici la presenza dei visitatori salita del 6%. La cosa, per, non funziona nell'associazionismo politico, perch la cultura dei Partiti stata snaturata dal fiume di danaro pubblico, che scorre nel sistema vascolare dei singoli gruppi e monogruppi, che sono diventati la moda del momento, con il Presidente che il Presidente di se stesso. La cultura, linfa essenziale per ogni associazionismo, ai margini della politica nazionale che non Direttore Responsabile Flora Monda Direttore Editoriale Angelo Maria Castaldo Redazione Antonio Santoro, Lello Tagliamonte, Aurelio Paradiso, Don Ciccio Perrotta, Carlo Petrella, Teresa Caporale, Martina Di Martino, Francesca Esposito, Marilena Laudando, Vincenzo Laudando, Andrea Luigi Mennitto, Giuseppe Petrella, Domenico Rao, Maria Bianca Russo, Ciro Zeero Bianco Impaginazione, Grafica e Stampa F.lli Capone - Acerra (Na)

mette a disposizione i fondi necessari e, quando nel bilancio dei Comuni di tutta Italia c' qualcosa da tagliare, l'accetta cade sulla cultura e sulla ricerca. Cos, crollata la casa dei gladiatori a Pompei, una figuraccia mondiale; cos, stato sfrattato l'Istituto degli Studi Filosofici; cos, rischiano di crollare la Casina Spinelli e il portale del Ginnasio Parificato in Via Trento e Trieste, ove si sono formate tante generazioni acerrane. Nella nostra nazione bisogna rifondare l'associazionismo politico, partendo dall'etica politica, che franata con uno spettacolo indecoroso che mina e devasta la democrazia. La cultura rimane l'energia pulita per la crescita della societ. Ma il momento che viviamo il peggiore della Repubblica, per il declino culturale e della scuola. Antonio Santoro La collaborazione a questa testata da ritenersi completamente gratuita. Le foto e gli articoli inviati non si restituiscono. Gli articoli pubblicati riflettono il pensiero dei singoli autori, i quali se ne assumono la responsabilit civile e penale. *** Le lettere e le opinioni inviate a mezzo e-mail o posta devono sempre essere firmate con nome e cognome o pseudonimo. Si prega di contenere il testo in 2700 battute. Edizione del 28 Ottobre 2012

Corretto

Periodico locale di informazione, cultura ed opinione


Aut. Trib. Nola N10/10 del 25/10/10

REDAZIONE Via Togliatti, 25 - 80011 Acerra (Na) Il tuo libro, la tua azienda, la tua iniziativa culturale, la tua attivit commerciale sulle nostre pagine? INFO & PUBBLICIT 335.80.76.392 giornaleilcaffe@gmail.com facebook.com/giornaleilcaffe

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Corretto

ANNO II NUMERO 8

Un esempio di caff letterario in citt. Vittorio Piscopo in mostra


econdo un antico proverbio cinese: L'uomo che non fa niente non sbaglia mai. questo il motto con cui stata inaugurata, presso il Bar Terminal di Acerra, sito nel Rione Madonnelle, una mostra itinerante dedicata all'artista acerrano Vittorio Piscopo. In un'atmosfera familiare, soffusa e piacevole si tentata una riproposizione dei suggestivi caff letterari di un tempo. La manifestazione, curata da alcune Associazioni e Circoli locali (Centro di Cultura Acerra Nostra; La Botte e Don Pedro Alvarez de Toledo), ha dunque legato l'aspetto figurativo a momenti musicali,

grazie alla presenza del sassofonista Peppe Renella e alla splendida voce di Alessandra Iorio, sorella della cantante Valentina Stella. L'evento stato introdotto dal Maestro Modestino de Chiara che, dopo aver ringraziato il numeroso pubblico, ha lasciato la parola al Dott. Eustachio Paolicelli, per la presentazione del protagonista di questa prima tappa della rassegna Acerrani nel mondo. Vittorio Piscopo nasce ad Acerra il 24 Ottobre del 1913 e muore a Napoli nel 2004; si impone, con riscontri mondiali, come pittore e scenografo. Collocabile nella corrente futurista (sebbene egli subi-

sca gli influssi di un Futurismo non pi agli albori), realizza quadri, serigrafie e stampe. La sua arte ingloba e sintetizza le varie soluzioni del movimento d'avanguardia, rielaborandone e moderando ogni precetto, ma conservando l'estetica della velocit e l'elemento dinamico. Il movimento coinvolge l'oggetto e lo spazio in cui esso si muove, come si evince da un'opera del 1941 esposta al Bar Terminal: Sintesi di una cavalcata, che consacra a pieno l'effetto della velocit e della corsa, grazie alla scomposizione e ricomposizione di linee spezzate, spigolose e veloci, capaci di mettere

in evidenza le spinte propulsive delle forme. Ma l'artista avverte anche l'influenza delle sue origini e non si sottrae alla sua napoletanit, anzi alla sua acerranit, dipingendo oltre cinquanta Pulcinella, simbolo ed espressione di uno spirito vicino alla gente, una maschera popolare capace di evocare la tradizione e che diventa portavoce e manifesto della sua gente. Il suo , per, un Pulcinella lontano dagli stereotipi, il custode e lerede dellantica saggezza popolare. Una curiosit: Vittorio Piscopo nel 1933 organizza una sua prima importante mostra al Caff dello Sport sito nella

Galleria Umberto I a Napoli, che lo consacra tra i fondatori di un nuovo movimento artistico, definito Futurismo Partenopeo. A quasi otto anni dalla sua scomparsa, in un Caff Acerrano si ripropongono alcune sue opere e si offre un momento di intrattenimento capace di riunire musica, cultura, storia e soprattutto di diffondere, come auspicano gli organizzatori: Una buona dose di patriottismo e senso di appartenenza, per una citt che possiede un potenziale culturale di altissimo spessore. Martina Di Martino

Rostocco: un compleanno tra emozioni, ricordi e nuovi progetti


Presentato il nuovo cartellone dello Stabile di Via Calzolaio che da quest'anno anche laboratorio di canto
l Teatro Rostocco ha compiuto un anno. Ed allora, per festeggiare il primo compleanno e presentare la nuova ricchissima stagione, presso lo Stabile di Via Calzolaio, stata organizzata una conferenza stampa seguita da un divertente spettacolo degli attori della compagnia. Ad aprire la serata un suggestivo video con clip dei momenti pi importanti dello scorso anno e frammenti tratti dalle rappresentazioni portate in scena nella passata stagione e dalle proprie produzioni. A seguire i saluti, i ringraziamenti e gli interventi di coloro che hanno messo su questa importante realt culturale della citt, questo che, al momento il pi interessante esperimento teatrale che Acerra abbia avuto ne-

gli ultimi anni: Ferdinando Smaldone e Vincenzo Morgillo. proprio grazie al loro coraggio e alla loro determinazione, e ad un gruppo di amanti dell'arte scenica che li ha seguiti in questa folle impresa, che essi sono riusciti a dimostrare che in un territorio difficile come il nostro l'innovazione e il talento possono far arrivare lontano. A porgere il loro saluto al numeroso pubblico in sala, tra cui spiccava la presenza di uomini della cultura locale (molti, per, anche i curiosi che di passaggio hanno fatto il loro ingresso nel Teatro), anche lattore, cantautore e cabarettista Ottavio Buonomo (che ha gi recitato in pi di un'occasione sul palco di Via Calzolaio, con La passione secondo noi e Lo sfogo),

e la Maestra di canto Maria Aprile, che da quest'anno hanno unito le loro due compagnie a quella dei Rostocchi. Il nuovo calendario, presentato dal mentore Smaldone, ricco di novit e soprattutto denota l'alto profilo che

IL CAFF

SCorretto

La virt na ricchezza sicura che n tiempo la consuma, n tempesta se la porta, n crola la reseca. *** La virt una ricchezza sicura che non teme n il passar del tempo n la furia delle tempeste.

si voluto dare alla stagione, con attori, autori e registi di chiara fama internazionale ed altri emergenti ma comunque di straordinaria bravura. Ad arricchire ulteriormente il cartellone, ovviamente, gli spettacoli di propria produzione. Non mancheranno incontri, seminari, dibattiti, presentazioni di libri, mostre, convegni ed altre iniziative cittadine. Da citare anche una collaborazione avviata con il Museo di Puclinella. Ma lo Stabile di Via Calzolaio anche scuola di teatro e pertanto ritornano i seminari di recitazione e, novit, arrivano i corsi di canto a cura della new entry Maria Aprile. Gli allievi che prenderanno parte alle lezioni, che si terranno sempre in sede, potranno partecipare direttamente al-

le piece targate Rostocco. La serata stata densa di emozioni, ed proseguita con le Pillole Rostocche. Per concludere, uno spettacolo degli attori della compagnia, che ha visto un surreale susseguirsi di personaggi atipici, comici e grotteschi che hanno letteralmente catturato gli spettatori. Ad Acerra quest'anno, con la chiusura del Teatro Italia, la scena occupata dal Rostocco e deve essere un motivo d'orgoglio per la citt l'avere una realt del genere che guarda anche al moderno teatro d'avanguardia e che riuscita a riscuotere stima e ammirazione ben oltre Il Ponte di Napoli in soli dodici mesi di attivit. Francesca Esposito

La nuova stagione del Teatro Rostocco raccontata in sessantanove parole


i siamo. Ferdinando fa il baciamano alla contessina Julie in una terra di mezzo tra munno e terzo munno. In quel luogo non si pu restare mutu dinanzi alla metamorpho-si culturale che in atto. L puoi incontrare Ida e Ada al bar di Edo o partecipare alla cena dei cretini. Che ora ? difficile da spiegare! La moglie dell'eroe lo sa che solo gli sciocchi muoiono per amore! Ecco in 69 parole la seconda stagione del Rostocco. Tredici dunque gli spettacoli in cartellone: testi di forte impatto e impegno sociale e civile, autori che hanno segnato la storia del

teatro contemporaneo, risate, storia e tanto altro. Si debutta con Munno e terzo munno, un'opera in versi di Luigi Credendino diretta da Giovanni Meola; al centro vi la piazza di spaccio pi famosa d'Europa. Michele Danubio e Antonella Morea, diretti da Agostino Chiummariello in Metamorpho ci raccontano, invece, di una presunta gravidanza che, se svelata, provocherebbe un grande delirio collettivo che il protagonista non intende affrontare. poi la volta del Premio Avignone 2012, Mutu, di Aldo Rap. Questo spettacolo, di forte impe-

gno civile, ha solo quattro tappe in Italia, di cui una ad Acerra, e poi girer mezza Europa. Vi il ritorno di Niko Mucci con il suo Ida e Ada al bar di Edo. Pina De Gennaro con Terra di mezzo ci far incontrare cinque donne dell'inizio secolo scorso alle prese con la speranza ed il bi/sogno dell'emigrazione. Tornano anche gli extravagantes con un testo di Manlio Santanelli, Il Baciamano, nel quale due creature tanto lontane l'una dall'altra si scoprono partecipi dello stesso destino. C' poi Ferdinando di Annibale Ruccello. Lucio Piezzo ci fa rivi-

vere le gesta di Donna Clotilde, la baronessa borbonica che sceglie l'isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese dell'unit d'Italia. Di nuovo ad Acerra anche Francesco Sisto, regista de La contessina Julie di Strindberg. L'opera affronta le tematiche dell'interazione tra classi sociali differenti e tra il genere maschile e quello femminile. E poi ci saranno le nostre produzioni: un cast tutto al femminile che omagger il teatro delle donne di Stefano Benni; Difficile da spiegare, il nuovo lavoro di Ottavio Buono-

mo; Solo gli sciocchi muoiono per amore, spettacolo musicale di Fabio Soriano; Che ora ?, testo liberamente tratto dal film di Ettore Scola con Mastroianni e Trosi e, a chiudere, la commedia di successo di Francis Veber La cena dei cretini. Riconfermata la formula che prevede che il Venerd precedente la messa in scena, il cast di attori e registi incontri gratuitamente il pubblico per introdurre la due giorni. Vi aspettiamo! Buon Rostocco a tutti! Ferdinando Smaldone

4 zampe protagoniste ad Acerra con la I Edizione della Dog's cup


na massima recita: Non c' fedelt che non tradisca almeno una volta, tranne quella di un cane. La cultura dell'animale domestico si impone sempre pi nelle case della maggior parte delle famiglie e il cane risulta essere uno dei pi amati compagni della quotidianit. Coccolati, curati, cresciuti e addestrati, i fedeli amici a quattro zampe ricoprono un ruolo importante nella vita degli uomini, fino a diventare, talvolta, anche un piacere da esibire. Ed cos che diventano sempre pi frequenti le mostre, le

sfilate e i concorsi canini. Grazie all'Associazione Endas stato possibile assistere ad un evento simile anche nella nostra citt. Presso il complesso sportivo Arcoleo molti acerrani hanno potuto vantare i loro amici nel corso della Acerra dog's cup, esposizione amatoriale di cani con e senza pedigree e di meticci. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Acerra e riconosciuta anche dal Coni, ha richiamato l'attenzione della cittadinanza e ha fatto registrare una forte affluenza. Con una piccola quota d'iscrizione, e

dopo una regolare procedura di registrazione, i simpatici partecipanti hanno avuto l'opportunit di esibirsi per un'intera giornata. Divisi in tre gruppi: da caccia, da compagnia e da difesa, tutti i protagonisti hanno sfilato, uno ad uno, accompagnati dai loro padroni. Pi di duecento i concorrenti, tra barboncini, maltesi, pastori tedeschi, cocker, labrador, mastini ed altre razze. Alla presenza del giudice di gara Ercole Del Gaudio, Responsabile Regionale dell'Asi settore cinofilo, sono stati scelti per ogni categoria in gara

tre vincitori, che si sono poi rimessi in gioco per la competizione finale. Un ulteriore premio,The best show, stato assegnato al cane pi bello di tutti. Per la prima volta ad Acerra stata organizzata una manifestazione del genere, anche se, in chiusura stato formulato l'augurio di arrivederci; gli organizzatori hanno lasciato intendere, insomma, che ci sar una seonda edizione. Eventi come questi sono importantissimi non solo per gli appassionati che da sempre coltivano una cultura rispettosa nei confronti degli

animali, ma lanciano un forte messaggio a tutti, in quanto racchiudono un invito alla cura, alla tutela del cane come essere vivente, fungendo quasi da monito contro la pratica dellabbandono. C da dire inoltre che, anche se del tutto inconsapevolmente, i nostri amici a quattro zampe hanno favorito un piacevole momento di aggregazione della comunit acerrana, che ha dimostrato di saper rispondere positivamente a queste iniziative. Martina Di Martino

> Preparazione per il nocillo