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I

I

costante richiamo

ne deriva alle soluzioni

grandi porticati

ii,

più generale esce

dell'elemento naturale

tipologiche.

rafrorzata. si tratta

e

alla

sicurezza che ad esempio, ai

Mi riferisco,

in cui trovano posto, nel succedersi delle stagio-

della vita quotidiana e da cui l'idea formale

di grandi idee architettoni-

i diu"rri

per

q.ruri ^e

aspetti

noi si confondono con la nozione stessa di progres-

idee generali che le stesse città hanno potuto esprimere com-

solo in determinati momenti della loro storia. Sem'

"n"in"

so,

piutameite

Lr"

ral"

ed efficacia questa

ste,

e perciò

che il mondo rurale, per la sua stessa vicenda cultu-

custodire con maggiore continuità

attaccamento vitale

alle u idee giu-

storica, abbia potuto

(leggi: idee

.ortu

di

che non negano nulla delle necessità naturali)

positiva'

a questa consuetudine costruttiva

una consuetudine che ci consente di parlare, così come per

.

i momenti di grande unità stilistica delle citta, di un lessico pre-

stabilito,

to su un principio

sì adeguata, ma

in'

pila-

sezione del quale sarà sempre un rettangolo prossimo

non

ma qui oltre

nello

il tempo, oltre

i luoghi,

fondato

anzitut-

di non-contraddizione' Dove ogni soluzione è

stesso tempo

è anzitutto

un

fatto

destinata

un tetto

ad evocare u ade-

e

il

grado

di

indiscusso

e

così un

difforme

gaateàaot

I[narione

stro, la

al quadrato

forse

"uoiu

una

oeniìineolo

porta

dorr" un tetto

delle

sue falde

(una casa sostenuta su qualcosa di

e così una finestra

figure ben più sofisticate che non un portico?); dove

a

è una porta

e ciò che dà forma

elemento è un principio

di chiarezzae di persuasio-

riconoscibiiita dell'elemento stesso. Costruzioni

la geometria è solo un mezzo per costruire figure e non fi-

alla

"E-;lpót"

in

gurazione essa stessa;

cui

dove n composizione o ha significato

sulle relazioni

let-

fra

I"rut"

elementi largamente definiti.

poiché l,accento è posto sui rapporti,

184

Agostino

Renna

CITTA' CAPITALISTICA

E' assurdo concepire le attività statali o pubbliche astrat-

contrario l,individualità par-

cui agiscono le

tam_ente,per sé, ponendo come loro

ticolare. Gli affari

statali

sono modi

concreti

in

qualità sociali degli uomini che, in quanto

dei

quahta sociale e non quella

privata.

terminate, qualificate

blico, non sono proprieta aggiungere che le attività

legate a degli individui in qualità di membri dello stato, all'in-

dr-yrduo politico cioè.

o dell,ente pub-

de-

rappresentanti

che attività

poteri

statali, manifestano la loro

se quindi

è una tautologia come attivita

privata

pubbliche

affermare

deilo stato

ma

statale, è indispensabile

sono tuttavia

e dello Stato

Nella

società feudale la società civile

aveva immediaramen-

!e qrl carattere

politico;

gli

elementi

della vita

civile,

come ad

es. Ia proprietà, la famiglia o la maniera del lavoro, erano ele-

menti della vita dello stato. ogni sfera privata aveva un carat- tere politico o era una sfera politica. La concreta fisicità del sovrano, ad es., esprimeva la sovranità stessa. Allo stesso modo gli elementi dell'architettura erano diret-

tamente elementi della costruzione della città: elementi dell'ar-

chitettura,

del commerciante

no i caratteri, le nonne della costruzione della città. Ogni azione costruttrice, ogni edificio aveva senso ed era tutt'uno con le ragioni della costruzione della citta. Non vi era

cioè, e nofine

coincidevano. La

dèIlàitigiano,

inter-

o del principe

esprimevano "asa dal proprio

t85

I

una norma che regolasse l'altezza della casa o la larghezza della strada, ma la casa aveva al proprio interno la ragione della sua

altezza e del suo rapporto con la strada. L'architettura era dun- que il reale principio della costruzione urbana; città e architet- tura esprimevano un dualismo reale. Tuttavia, così come la vita del popolo, nella concretezza storica, coincideva con la vita dello Stato, ma era un popolo di sudditi, così come l'uomo era il reale principio dello Stato, ma l'uomo non era libero, così come la democrazia era la democra- zia della non libertà, la cornpiuta alienazione, allo stesso modo I'architettura costruiva la città, ma era compiutamente indivi-

duale, e la città era divisa, frantumata

so-

la citta esprimeva la completa privatizzazione e trovava unità

Io nella Chiesa o nella Reggia, massimo atto della.costruzione

privata dell'architettura.

nelle sue parti singolari;

La rivoluzione politica borghese sopprime il carattere po-

litico della societa civile. La costruzione dello Stato politico e

là dissoluzione della società civile negli individui indipendenti,

il cui rapporto è il diritto, così come il rapporto degli uomini

degli stati e delle arti era il privilegio, si compiono in un mede-

simo atto. La società civile si spezza nelle sue parti costitutive semplici: da un lato gli individui, dall'altro gli elementi materia-

li e spiritirali che costituiscono il contenuto della vita, la situa- zione civile di questi individui. L'uomo reale è riconosciuto so- lo nella figura dell'individuo egoista, in quanto < naturale >, l'uomo vero solo nella figura del " cittadino > astratto.

Di riflesso anche nella costruzione della città ottocentesca

si opera uno sdoppiamento. Da un lato lo schema, l'edificio nel-

la sua generalità, dall'altro la costruzione concreta ridotta alla sua natura economica. Se il carattere di generalità esprime il contenuto progressivo del diritto borghese esso tuttavia non abolisce il privato nella sua " naturalità " speculativa ma lo pre-

suppone. Non la casa per chi, ma la casa migliore per un livello economico determinato.

18ó

'La

costruzione deila città

si

spezzain due: la costituzione

accompagnano alra dis-

del regolamento e la nascita del piano si

soluzione della città negli edifici indipendenti, ìl

porto è appunto il regolamento. L'edificio reare è

solo-nella sua qualità economico/speculativa, in ciò la sua

-cui

unico rap

riconosciuto

na-

formali

turarta

astratte,

",

l'edificio

urbano

soro nefle

caratteristiche

cioè generalizzabilj.

Se noi pensiamo che solo quando l,uomo

aitratto,

e organizza le sue proprie

non

politica,.

^separa

più

da sé ra forma

reale, individua_

figura -è

,

Ie, riassume in sé il cittadino

l,uomo

forze come forze sociali e

della

compiu-

soltanto q"u;;;

sociare nella

fr-cònosce

perciò

soltanto alrora l'emancipazione umana

::r"î

àllora possiamo, di

-ta; ti

, yentano contenuti della " regola,,, allora

riflesso,dire che solo quando i contenu- r

contenuti deil'architer,;;;.

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l

gli

uomini costruisco_\r

e Ie esigenzepratí-

della citta e della sua storia, i

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che ed

zione della citta.

collettivi più p.ofri

estetiche della società diventanó h

ragione a"eilacostru-