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Si pu parlare di NZEB quando si opera su EDIFICI ESISTENTI ENERGIVORI, inquinanti e con scarsa predisposizione alla sostenibilit? In un recente convegno internazionale a Napoli, la sfida europea del RETROFIT EDILIZIO, le esperienze della Francia e del Regno Unito
VALERIA DAMBROSIO

l tema della riconversione sostenibile del patrimonio edilizio esistente risulta, attualmente in Europa, uno dei punti qualificanti alla base di strategie comunitarie e governative rivolte alla riduzione degli impatti sullambiente del settore edilizio. Allinterno di tale tematica gli interventi di retrofit tecnologico, orientati allinnalzamento dellofferta prestazionale e delle caratteristiche degli edifici attraverso lutilizzo di tecnologie innovative, acquistano particolare rilievo in quanto il patrimonio edilizio esistente presenta numerosi deficit sia fisici che funzionali, mentre dal punto di vista prestazionale si presenta carente sul piano delle condizioni di comfort e del rendimento energetico. LUnit di Ricerca Tecnologia e Ambiente del Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica dellUniversit di Napoli Federico II, che da tempo svolge studi nellambito dellinnovazione tecnologica, della riqualificazione edilizia e urbana, del controllo degli impatti degli interventi e della loro correlazione con luso razionale delle risorse, ha organizzato recentemente a Napoli il Convegno Internazionale The Retrofit Challenge: learning from Europe. Planning, design and management of retrofitting. Levento ha previsto i contributi di importanti studiosi e professionisti internazionali da cui sono emerse alcune tra le principali azioni procedurali, progettuali e gestionali relative agli interventi di retrofit degli edifici attuate nel Regno Unito e in Francia. In questi paesi sono infatti previsti indirizzi di politica tecnica con misure di incentivazione e supporto allo sviluppo degli interventi di retrofit degli edifici esistenti, attraverso azioni per il loro adeguamento e aggiornamento tramite lutilizzo di prodotti e tecnologie innovative. In particolare dalle relazioni di qualificati progettisti ed esperti del settore sono emerse alcune riflessioni e significativi dati sul tema del retrofit. Regno Unito Nel Regno Unito la molteplicit dei programmi governativi per il finanziamento degli interventi di retrofit (The Green Deal, The Energy Company Obligation - ECO, The Feed in Tariff - FiT, The Renewable Heat Incentive - RHI) evidenzia limpegno politico e operativo a raccogliere la sfida di ridurre le emissioni di CO2 dell80% entro il 2050
MODULO PAROLE CHIAVE

CONVEGNO INTERNAZIONALE THE RETROFIT CHALLENGE: LEARNING FROM EUROPE. PLANNING, DESIGN AND MANAGEMENT OF RETROFITTING NAPOLI OTTOBRE 2011 UNIVERSIT DI NAPOLI FEDERICO II GAETANO MANFREDI MARIO LOSASSO

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rispetto ai livelli del 1990. Questo obiettivo si inserisce nellambito del Climate Change Act 2008. Gli interventi di retrofit risultano una priorit per il Regno Unito per il fatto che il patrimonio edilizio residenziale britannico tra i pi datati in Europa. Lo stock di edifici residenziali costituito da circa 26 milioni di abitazioni, di cui circa il 75% costruite prima del 1985; di queste, circa il 30% precedente al 1919. Le abitazioni esistenti si attestano generalmente su classi energetiche D ed E (documentate dai Certificati Energetici EPC) mentre pi di 5 milioni di abitazioni ricadono in classe F e G. Lobiettivo principale del Governo quindi indirizzato a interventi di mass retrofitting per ottenere un efficientamento energetico del patrimonio esistente tale da rispondere in maniera efficace agli obiettivi di riduzione imposti dal Climate Change Act. Ci determiner azioni volte a condurre edifici di bassa classe energetica almeno in classe B o ad essa superiore (livello raggiunto solo dall1-2% dello stock immobiliare). Un calcolo previsionale di massima individua limpegno economico di circa 25.000 ad alloggio interessando 20 milioni di alloggi per un investimento totale di circa 500 mld per 40 anni, corrispondenti a circa 600 mld. Lobiettivo ritenuto troppo ambizioso se si pensa che da un lato la riduzione dei consumi dell80% richiede interventi di retrofit degli alloggi diffusi e integrali, a fronte di un finanziamento che comunque limitato. Dallaltro, si tratterebbe di attuare interventi sostanzialmente radicali con una frequenza statistica di 1 retrofit al minuto per 40 anni. Un obiettivo pi credibile cos individuato, secondo altre tesi, nella riduzione del solo 60% di CO2, senza ricorrere al principio dellintervento whole house e alle case passive, troppo onerose ed eccessivamente performanti per obiettivi di medio termine e generalizzabili a una consistente quota del patrimonio edilizio esistente. Francia Il Ministero francese per l'ecologia ha promosso azioni mirate a promuove pratiche tese al risparmio energetico in base alla convergenza fra le politiche abitative, di rigenerazione urbana ed ecologiche. Lintroduzione di incentivi e agevolazioni , come in tutta Europa, indirizzata a favorire la riduzione delle emissioni di CO2 e a rendere pi efficiente limpiego dellenergia. Le recenti norme per il settore abitativo obbligheranno i nuovi edifici ad avere bassi livelli di consumi gi a partire dal 2015, per poi essere classificati dal 2020 come edifici passivi e successivamente a saldo positivo, cio in grado di produrre energia anche per terzi. Questo programma richiede delle strategie operative e un adeguato supporto di finanziamenti e di capacit pianificatoria e progettuale, trovando un interessante riscontro nelle politiche per il retrofit edilizio. Un punto di partenza individuato nel sostegno al mantenimento di un sufficiente comfort abitativo nellambito delle pi generali politiche rivolte al contrasto della fuel poverty, necessario per la prevenzione dellindebitamento delle famiglie per motivi energetici. A tal fine sono in atto programmi di informazione e di assistenza per il miglioramento delle prestazioni termo igrometriche degli edifici di quelle famiglie maggiormente vulnerabili. Lazione dellAgenzia Francese per lAmbiente e la Gestione dellEnergia (ADEME) - che opera sotto lautorit dei Ministeri dellEcologia e dello Sviluppo Sostenibile, del Ministero dellIndustria e di quello della Ricerca - ha lobiettivo principale dellefficienza energetica degli alloggi in cui vanno famiglie a basso reddito. Gli indirizzi ministeriali per gli interventi di retrofit hanno in previsione lintroduzione della classe energetica di Edifici a basso consumo con consumo energetico medio di 50 kWh/m2/a e la previsione di incentivi finanziari per le opere edilizie e impiantistiche per migliorare gli standard di efficienza energetica dellabitazione. Lapproccio alla riqualificazione sostenibile vede inoltre le azioni promosse dallAgenzia Nazionale per il miglioramento degli edifici (ANAH) con lofferta di sussidi per migliorare la qualit degli edifici. Infine LANRU (Agenzia Nazionale per il Rinnovo Urbano) - istituita nel 2004 con la finalit di sviluppare investimenti nel rinnovo urbano delle aree di edilizia residenziale pubblica degradate prevede per la regione Rhne-Alpes un Programma di sostituzione edilizia di 250.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica ed entro il 2013 la riqualificazione di 400.000 alloggi esistenti, prevalentemente di edilizia post bellica e degli anni 60-70. Lazione prevista stimata nel rinnovo di 20.000 alloggi allanno in un contesto che presenta caratteristiche dellambiente e del costruito molto eterogenee. La normativa energetica in Francia si basa sul Piano per il Clima 2004/2012 mentre lo strumento utilizzato per la valutazione e la certificazione energetica degli edifici il Regolamento Termico RT, introdotto nel 1975 e aggiornato ogni 5 anni in relazione agli obiettivi fissati dal Governo. Attualmente vigente la RT2005 del 2005, mentre presenta un interessante rilievo la Grenelle de lenvironnement 2009/2010, che regola gli interventi di retrofit sugli edifici del periodo di costruzione 1948-2009 attraverso la riduzione del 38% del consumo denergia del patrimonio esistente per il 2020, con la previsione della riqualificazione di 800.000 alloggi sociali su scala nazionale. Per gli alloggi rinnovati viene introdotta una classe di consumo < 150 kWh/ma, mentre prevista la riduzione delle emissioni di CO2 di un fattore 4 per il 2050. I processi di realizzazione si basano su approcci sperimentali e con partenariato pubblico-privato (Programma Restart, 1996; Convenzione ADEME/ALE, 2003 / 2004; PREBAT Programme de Recherche et d'Exprimentations sur l'Energie dans le Btiment, 2009).

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Una sofisticata architettura politicoeconomica, lINCENTIVAZIONE NO CASH, senza costi per gli abitanti e per lo Stato, perch il carico degli interventi di attualizzazione energetica si recupera sul successivo risparmio economico: la FORMULA INGLESE per il RETROFIT ENERGETICO DELLEDILIZIA SOCIALE
CAROLINA GIRARDI

Sequenza delle indagini da effettuare sugli edifici per poter stabilire gli interventi di retrofit pi opportuni: 1. rilievo delle caratteristiche dimensionali; 2. valutazione delle caratteristiche tecnicocostruttive; 3. analisi dei sistemi di ventilazione esistenti; 4. analisi dei sistemi impiantistici esistenti.

n misura pi dinamica rispetto ad altre nazioni europee e con un particolare slancio innovativo, il ruolo vitale che pu giocare la riqualificazione degli edifici chiaramente percepito dal Governo e dagli stakeholders operanti nel settore edilizio britannico: lunico modo per rendere efficace la sfida dellefficienza energetica ed ecologica quello di rinnovare gli edifici esistenti attraverso programmi di deep renovation e mass retrofitting. Tradotto in termini numerici, significa migliorare il rendimento energetico degli edifici di circa l80%, attraverso luso di tecnologie avanzate, sistemi impiantistici ad alta efficienza energetica, prodotti per ledilizia altamente performanti ed eco-efficienti. I benefici derivanti dal raggiungimento di tali obiettivi primari sono molteplici e non solo di natura ambientale; tra questi, la creazione di nuove opportunit lavorative, luscita dalla crisi economica e il rilancio del settore delle costruzioni. Il Governo britannico, nellambito del quadro programmatico degli obiettivi di medio-lungo termine emanati allinterno del Climate Change Act del 2008, punta a ridurre in maniera vincolante del 34% le emissioni di gas serra entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990, e del 50% entro il 2025, obiettivo intermedio che servir a raggiungere una riduzione del 60% nel 2030 e dell'80% entro il 2050. Sebbene vi siano alcune perplessit in merito alla possibilit di raggiungere tali obiettivi, il Ministro per l'Energia e i Cambiamenti Climatici ha confermato l'impegno del Governo a trasformare in legge le raccomandazioni contenute nel quarto Carbon Budget stilato dal Committee on Climate Change, Comitato tecnico indipendente a cui dal 2008 affidata la pianificazione delle strategie per il taglio delle emissioni nazionali di CO2, tenendo conto dello sviluppo tecnologico attuale e futuro, nonch della necessit di implementare i tagli secondo un'attenta analisi costi-benefici. Nella revisione periodica sullo sviluppo delle energie rinnovabili, tale Organismo ha previsto che nel 2030 le fonti rinnovabili coprano il 30% del fabbisogno nazionale, da una base attuale del 3%, non escludendo possibilit di incremento fino al 45%. Uninteressante iniziativa che punta al raggiungimento degli obiettivi strategici delineati la politica tecnica del Green Deal, tesa allefficientamento energetico del patrimonio edilizio residenziale britannico, il cui lancio previsto nellautunno del 2012. Il programma prevede che siano le stesse utility a farsi carico degli interventi, recuperando i costi sostenuti direttamente dal risparmio economico derivante dai ridotti consumi energetici delle abitazioni servite. Tale sistema di incentivazione no-cash, ossia senza costi per gli abitanti n per lo Stato, consente di non disperdere risorse economiche in azioni non coerenti rispetto ai principi del Green Deal, stimolando al contempo le economie locali e generando un cospicuo volume potenziale di investimenti privati (pari a circa sette miliardi di sterline all'anno). Nellambito delle numerose iniziative intraprese a livello nazionale e locale, nel marzo del 2009 il Technology Strategy Board, Ente pubblico promotore dellinnovazione tecnologica in tutto il Regno Unito, ha lanciato uniniziativa da 17 milioni di sterline, chiamata Retrofit for the Future. Obiettivo del programma, primo nel suo genere, dimostrare che i futuri obiettivi di riduzione di CO2 possono essere raggiunti attraverso limplementazione di interventi di retrofit tecnologico su unampia variet di tipologie edilizie

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appartenenti allo stock abitativo presente su tutto il territorio britannico, adottando tecnologie innovative, testando le performance energetiche degli edifici riqualificati, e puntando poi alla condivisione dei risultati raggiunti. Sebbene il programma sia inizialmente focalizzato sul settore del social housing, lintenzione di sviluppare un know how per intervenire, in risposta alla sfida lanciata dal Green Deal, su circa l80% dello stock abitativo del Regno Unito; gli interventi di retrofit attuati sulledilizia sociale, fungendo da prototipi in termini dinnovazione tecnologica, rendimento energetico e contenimento di gas serra, forniscono utili linee guida e indirizzi per il trasferimento di conoscenze e prassi operative destinate alla riqualificazione energetica e tecnologica del costruito, assicurando cos che gli interventi di retrofit futuri possano inserirsi in una logica di miglioramento continuo, adottando scelte avanzate ed economicamente contenute. Il programma risulta suddiviso in due fasi. In fase iniziale, ai candidati stato richiesto di sviluppare soluzioni di retrofit tecnologico per lintera abitazione, con il duplice obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e migliorare le performance energetiche delledificio, adottando un approccio sistemico di tipo Whole House; sono stati presentati circa 200 studi di fattibilit da associazioni (housing associations), studi di progettazione, imprese edili e Consigli Locali, ai quali stata destinata una somma di 20,000 a progetto. Nella seconda fase, solo ottantasei delle proposte presentate hanno avuto accesso ad ulteriori finanziamenti, con una media di .142.000 a progetto destinati allimplementazione degli interventi di retrofit previsti. Tali interventi sono stati pubblicizzati attraverso un database (LEB, Low Energy Building Database) destinato a raccogliere tutti i dati significativi relativi ai progetti realizzati, quali le caratteristiche degli immobili, le performance energetiche delle abitazioni riqualificate prima e dopo gli interventi migliorativi e i feedback sui consumi monitorati ed effettivamente registrati in fase duso, valutati su un periodo di almeno due anni. Un ulteriore, importante, punto di svolta nella formulazione di azioni strategiche destinate alla riqualificazione del patrimonio esistente il National Refurbishment Centre, nato nel 2010 su iniziativa congiunta del BRE Trust e dellEnergy Saving Trust e supportato da numerosi partner provenienti dal mondo della ricerca, dellindustria, della progettazione e dellimprenditoria. Liniziativa, il cui manifesto programmatico titolato Rethinking refurbishment, prevede la creazione di un portale di circa 500 casi esemplari di retrofit edilizio da cui estrapolare i dati e le conoscenze necessari a diffondere le modalit operative dintervento sugli edifici esistenti ed a fornire, dunque, uno strumento tecnico-conoscitivo di supporto alle decisioni. Gli approcci metodologico-operativi delineati, entrambi di tipo evidence-based, in accordo con lIndustria e il Governo aiuteranno nei prossimi anni il settore delle costruzioni a formulare e divulgare buone pratiche sulla riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio esistente su scala nazionale, stabilendo in maniera univoca i nuovi benchmark qualitativi di riferimento.
Schema di funzionamento del Green Deal nella promozione di interventi di retrofit low carbon.

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HOUSING SOCIALE al tempo di Dickens: due edifici riqualificati in chiave energetica, un mix calibrato di interventi che hanno reso sostenibili struttura, involucro e impianti con risultati significativi in termini di RIDUZIONE DELLE EMISSIONI E DEI CONSUMI ENERGETICI. A Londra
ENZA TERSIGNI

el 2008 il Department of Energy and Climate Change (DECC) aveva stimato che il consumo energetico del settore residenziale aveva raggiunto 146 Mtep, pari a circa il 27% delle emissioni di CO2 totali nel Regno Unito. Si tratta di una percentuale certamente significativa e, considerando che la maggior parte delledilizia residenziale che sar abitata nel 2050 gi costruita, si rendono necessari immediati e decisivi interventi di retrofit. Al fine di ottenere riduzioni sulle emissioni di CO2 cos elevate molti progettisti nel Regno Unito hanno deciso di adottare lo standard energetico Passivhaus. In termini quantitativi un edificio per soddisfare il rigido standard tedesco deve essere caratterizzato da: un fabbisogno energetico annuale per il riscaldamento non superiore a 15 kWh per m2; una tenuta allaria dellinvolucro edilizio n500,6/h; una richiesta annuale di energia primaria per tutti i servizi energetici (ACS, riscaldamento, utilizzi elettrici obbligati) non superiore a 120 kWh per m2. Il primo intervento di retrofit certificato con lo standard Passivhaus nel Regno Unito stato realizzato su un edificio residenziale del 1850, il 100 Princedale Road a Londra, progettato dallo studio Paul Davis+Partners. Lintervento di retrofit sullalloggio di edilizia sociale di propriet della Octavia Housing, completato nellOttobre 2010, stato finanziato dal programma di ricerca governativo Retrofit for the future, avviato dal Technology Strategy Board. La strategia dintervento basata sullintroduzione di nuovi materiali e tecnologie innovative allinterno dellinvolucro edilizio esistente. In linea con i principi base di un edificio Passivhaus, allintradosso della copertura, su tutte le pareti e al piano terra stato aggiunto uno strato continuo di isolamento interno formato da doppi pannelli di poliuretano (dello spessore di 200 mm) con interposto uno strato di OSB con funzione di tenuta allaria. Al fine di eliminare i numerosi ponti termici esistenti e di impedire la formazione di condensa interstiziale stato necessario smontare e riposizionare i travetti del solaio collegandoli a travi di acciaio appoggiate su cuscinetti isolati. Le porte esterne sono state sostituite con porte in legno isolanti, mentre le finestre originarie, dovendo per richiesta delle autorit locali rispondere a precisi requisiti estetici, sono state riprogettate con infissi a ghigliottina con triplo vetro. Collaborando con imprese locali stato quindi necessario lavorare ad un nuovo prototipo di infisso, non esistendo sul mercato un prodotto corrispondente alle richieste di progetto. Un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore (MVHR) ed un labirinto interrato a scambio di calore posto al di sotto del solaio del piano terra, in grado di pre-raffrescare laria in estate e pre-riscaldarla in inverno, riescono a garantire condizioni di comfort ottimali allinterno delledificio, riducendo al minimo i consumi energetici. LACS (circa il 65%) invece prodotta dalla combinazione di pi sistemi: tre collettori solari posti in copertura e collegati ad un serbatoio da 300 litri e un serbatoio da 200 litri integrato allunit MVHR connessa ad una piccola pompa di calore ad aria. La fornitura di energia elettrica avviene invece direttamente dalla rete nazionale poich, secondo i calcoli effettuati, linstallazione di sistemi FV avrebbe prodotto quantit oltremodo esigue di energia. Secondo le stime, queste soluzioni mirano ad una riduzione delle emissioni di CO2 dell83%, fino a 15 kg CO2/m2 anno, un consumo per il riscaldamento di 10 kWh/m2 anno e una richiesta di energia primaria di 80 kWh/m2 anno. Un altro specifico intervento, che partendo dal programma Retrofit for the Future stato completato allinizio del 2011, la Balham House a Londra. Anche in questo caso per raggiungere lobiettivo dell80% di riduzione di CO2, lo studio Prewett Bizley Architects ha adottato i principi della Passivhaus. Il pro-

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getto piuttosto che mirare alluso di singoli sistemi o componenti in grado di ridurre i consumi, trend purtroppo in atto in molti interventi di retrofit, si concentrato su un approccio di tipo whole house, ossia un approccio olistico nel quale linterazione fra il nuovo e lesistente in grado di garantire livelli prestazionali elevatissimi. Dalle precise indagini preliminari svolte in sito la principale criticit riscontrata stata la tenuta dellinvolucro: le forti dispersioni e i numerosi ponti termici portavano a consumi molto elevati per il riscaldamento. Fra i principali interventi, quindi, si prevista laggiunta di uno strato di isolamento interno in corrispondenza della facciata principale per conservarne il carattere architettonico (trasmittanza raggiunta: U=0.12 W/m2K) e uno strato esterno sul fronte posteriore con pannelli isolanti rigidi in EPS da 280 mm (U=0.10 W/m2K). Per garantire la tenuta allaria dellinvolucro sono stati posati in modo continuo pannelli OSB da 12mm sulle pareti interne. E stato inoltre necessario il taglio dei travetti in corrispondenza dei nodi in facciata ed il loro ricollocamento previo inserimento di uno strato isolate per eliminare i ponti termici. Anche per la sostituzione degli infissi si scelto di intervenire con modalit differenti sui due prospetti: su quello principale sono state inserite nuove finestre in legno a ghigliottina con infissi a doppio vetro U=1.9 W/m2K, mentre sul secondario nuovi infissi a triplo vetro consentono di raggiungere una trasmittanza di U=0.85 W/m2K. Un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore (MVHR) permette di immagazzinare e riutilizzare il calore generato allinterno della casa, mentre lACS prodotta da una caldaia a gas con tubazioni isolate per ridurre al minimo le perdite di calore. Un sistema FV installato sul tetto produrr approssimativamente 1000 kWh di energia elettrica lanno. Di particolare interesse, infine, il sistema di gronde studiato sul retro della casa per consentire una corretta integrazione con lisolamento a cappotto dellinvolucro: anche in questo caso, attraverso sperimentazioni attuate con limpresa di costruzioni, stato progettato e testato un nuovo sistema di gronda che sar a

Costi e tempi di ammortamento Costi Isolamento pareti 10,892 + nuove strutture in acciaio 12,785; 23,676 Isolamento coperture: 1,554 Finestre e porte: 32,007 Impianti: 30,240 Totale delle misure per ridurre il fabbisogno energetico 87,477 Costo totale della riqualificazione: 178,290 Bollette prima dell'intervento di retrofit Energia richiesta: 21,110 kWh/anno Riscaldamento: 1,860 Apparecchiature: 220 Totale: 2,080 Bollette dopo l'intervento di retrofit Energia richiesta: 1,700 kWh/anno Riscaldamento: 177 Apparecchiature: 220 Totale: 397 Tempi di ammortamento Se il prezzo del carburante non aumenta: 59 anni Con un incremento del costo del carburante del 5% 39 anni Con un incremento del costo del carburante del 10%: 15 anni

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breve disponibile sul mercato. A fine lavori il test di permeabilit allaria ha restituito un valore di ermeticit di 1.2 m3/h m2 (con una differenza di pressione di 50 Pa), valore otto volte superiore a quanto richiesto dalle normative del Regno Unito per edifici di nuova realizzazione. Per quanto riguarda i consumi, a differenza di valori iniziali oltre i 65 kg CO2/m2 anno, con i primi monitoraggi stata rilevata una riduzione fino circa 17 kg CO2/m2 anno. Dallanalisi dei due progetti emergono alcune questioni chiave negli interventi di retrofit per il raggiungimento di pi elevate o nuove qualificate prestazioni: dalle indagini preliminari sulledificio alle simulazioni termiche ed energetiche, dallapproccio whole house alladozione dello standard Passivhaus, dallelaborazione dettagliata del progetto alla partecipazione attiva delle imprese durante tutte le fasi di realizzazione delle opere. Tema, questultimo, particolarmente interessante alla luce delle istanze indotte dalla crisi economica ed energetica; sono numerosi infatti gli aspetti connessi agli interventi di retrofit che richiederebbero lo sviluppo di nuovi prodotti e che costituirebbero quindi un impulso rilevante nel campo della ricerca nel settore delle costruzioni. Quello del retrofit pertanto si rivela un comparto in potenziale crescita, capace di favorire uno sviluppo sostenibile basato su un efficace rendimento energetico degli edifici. Questioni, che mentre del nord Europa cominciano a far parte di prassi operative progressivamente consolidate, tardano ancora ad essere assimilate da gran parte degli attori del processo edilizio in paesi come lItalia, dove il problema dei consumi energetici degli edifici riguarda oltre 27 milioni di alloggi.

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QUALIT ARCHITETTONICA E URBANA, mixit: la RIQUALIFICAZIONE DEI QUARTIERI FRANCESI in ottica di sostenibilit, non solo energetica. A LIONE
MATTIA LEONE

egli ultimi venti anni, grazie anche all'evoluzione della normativa energetica, le citt francesi sono diventate il laboratorio per un nuovo approccio al tema della riqualificazione urbana. E in atto un progetto di rinnovo globale caratterizzato dallassenza di "ricette" applicabili a priori e orientato verso l'adattamento e la valorizzazione dellesistente. Gli interventi nei sites inscrits (aree patrimonio UNESCO) prevedono un notevole miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici senza alterare le caratteristiche tipo-morfologiche dell'esistente, recuperando elementi tecnici e costruttivi tipici della tradizione locale. I progetti di riqualificazione dei grand ensembles degli anni '50 e '70 pongono al centro dell'attenzione la necessit di un rinnovamento globale dei complessi di edilizia residenziale e dello spazio pubblico come condizione imprescindibile per la mitigazione dei crescenti conflitti sociali, in linea con quella politique de la ville che a partire dagli anni '80 ha visto crescere in maniera esponenziale le azioni di supporto da parte di soggetti pubblici.

Riqualificazione del quartiere Duchre-Sauvegarde (2009-2012, costo 5,1 milioni , finanziati per il 50% da Grand Lyon Habitat). Gli interventi hanno previsto la riorganizzazione funzionale spaziale degli alloggi, l'isolamento termico dell'involucro opaco e trasparente, la sostituzione dei sistemi impiantistici, portando gli edifici originariamente di classe D (155 kWh/m) alla classe B (94 kWh/m). Fleurent Valette Architectes, retrofit dell'edificio al n. 288 di rue Vendme a Lyon (2009). L'intervento ha previsto l'isolamento a cappotto delle facciate (14 cm di PSE, U da 2,34 W/m2K 0,267 W/m2K), del sottotetto (30 cm di PSE) e del solaio di primo livello (5 cm di lana minerale). La richiesta di non alterare la tipologia di finestre esistenti ha richiesto il restauro degli infissi per realizzare il taglio termico e consentire l'inserimento di tripli vetri (U<1,1 W/m2K); la parte impiantistica stata integrata con un sistema di ventilazione a doppio flusso con scambiatore di calore e caldaia a condensazione.

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In Francia gli organismi per lalloggio sociale gestiscono quasi 5.000.000 di alloggi e, nella sola regione Rhne-Alpes, sono presenti oltre 400.000 alloggi sociali, di cui la met costruita prima del 1974 in assenza di specifiche normative energetiche, con necessit di rinnovo stimate in 20.000 alloggi allanno. In questo contesto si inserisce l'attivit di Grand Lyon Habitat, il principale Office Public de l'Habitat nella regione Rhne-Alpes, gestore di oltre 25.000 appartamenti suddivisi su 380 edifici nella Comunit Urbana di Lyon (Le Grand Lyon, 1,3 milioni di abitanti distribuiti in 58 comuni). L'ambizioso programma di interventi di retrofit energetico (40.000 alloggi sociali in 10 anni) si basa su precisi obiettivi strategici, che vanno dall'applicazione della Grenelle de lEnvironnement all'introduzione di buone pratiche e di strumenti di management ambientale, sviluppando metodologie progettuali in grado di garantire l'efficacia delle azioni intraprese, attraverso politiche di intervento partecipate, l'uso di materiali e tecnologie a basso impatto, l'attenzione alla durabilit delle soluzioni tecniche e un accurato monitoraggio post-intervento. La riqualificazione del quartiere Duchre-Sauvegarde a Lyon 9me rappresenta un modello di intervento che coniuga il raggiungimento di elevati standard prestazionali energetici con obiettivi di carattere generale legati alla qualit architettonica e urbana: l'integrazione di quartieri ex periferici con la citt consolidata, il rafforzamento della mixit sociale e il potenziamento della dotazione di servizi collettivi. Il progetto, realizzato da Gautier+Conquet Architectes, prevede il retrofit di 8 edifici residenziali, la rea-

Detry&Levy, retrofit dell'edificio al n. 12 di Cours Lafayette a Lyon (2010-2012). L'intervento ha previsto l'isolamento termico delle pareti dall'interno (15 cm in ovatta di cellulosa spruzzata, barriera al vapore e 5 cm di lana di roccia; U=0,16 W/ m2K); l'isolamento della copertura al di sotto della mansarda con uno spessore di 35 cm di lana minerale (U=0,16 W/m2K) e del primo livello in corrispondenza di un locale commerciale non riscaldato con 20 cm di lana minerale (U=0,17 W/m2K); la sostituzione degli infissi esterni con serramenti in legno, con doppi vetri con argon sul lato strada (Uw=0,78 W/m2K) e tripli vetri con argon sulla corte (Uw=0,8 W/m2K con fattore solare 0,52). Le finestre vincolate sono raddoppiate con nuovi infissi sul filo interno della parete (serramenti in legno e doppi vetri con argon per Uw=1,5 W/m2K). Il retrofit dei sistemi impiantistici ha previsto l'inserimento di un sistema di ventilazione a doppio flusso con scambiatore di calore e di una caldaia a condensazione ad alto rendimento, integrata a collettori solari posti in copertura.

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lizzazione di una piastra commerciale e di un parco urbano che connette il quartiere con il centro cittadino attraverso una nuova fermata della metropolitana. La demolizione parziale di due edifici in linea lunghi 150 m ha consentito di realizzare un nuovo asse di circolazione "lenta" e un sistema di spazi pubblici attrezzati a servizio delle residenze. Un approccio analogo stato proposto per il quartiere di Mermoz Nord a Lyon 8me, per un progetto di riqualificazione urbana complesso che prevede la demolizione di 4 edifici, la riqualificazione energetica di 172 alloggi e la costruzione di 90 nuovi alloggi. L'intervento consiste per il 55% di alloggi sociali e per il 45% di abitazioni private. Anche in questo caso un ruolo importante affidato alla riconfigurazione degli spazi pubblici e della viabilit di quartiere, attraverso la demolizione di un cavalcavia sottoutilizzato che ha lasciato spazio ad un sistema lineare di spazi pubblici pedonali e di aree verdi. Accanto ad un approccio operativo su grande scala orientato al raggiungimento di una elevata qualit energetica e al contenimento dei costi al fine di garantire un livello minimo di affitti e di spese per gli utenti finali degli alloggi sociali, Grand Lyon Habitat promuove interventi pilota su edifici storici nel centro di Lyon, caratterizzati da standard prestazionali spesso inferiori ai grandi complessi residenziali delle periferie. Si tratta di azioni finalizzate ad introdurre metodologie progettuali in grado di coniugare il miglioramento delle prestazioni energetiche con il rispetto dei vincoli imposti alle trasformazioni, come nel caso del retrofit dell'edificio al n. 288 di rue Vendme a Lyon 3me, realizzato nel 2009 da Fleurent Valette Architectes. L'edificio a corte di inizio secolo (antecedente al 1914) si trova in una zona vincolata sulla riva sinistra del fiume Rhne ed composto di 9 alloggi su 5 livelli per complessivi 422 m di superficie abitabile, distribuita su 4 tipologie di abitazione non modificabili. I vincoli riguardavano il rispetto delle proporzioni generali della facciata su strada, il mantenimento della dimensione delle finestre, la conservazione dei sistemi di oscuramento tipo jalousie lyonnaise e dei lambrequins, l'impossibilit di installare solare termico o fotovoltaico in copertura. L'insieme delle soluzioni tecniche previste per il retrofit energetico ha consentito di ridurre i consumi complessivi di oltre l'80% (da 450 kWh/m a 70 kWh/ma), per un costo di 55.000 ad alloggio (circa 1131 /m SLP). La dimensione sperimentale ma reiterabile dell'intervento ha consentito di avviare progetti analoghi in aree sensibili, come nel caso del progetto di Detry&Levy per un edificio di 5 livelli del XIX secolo al n. 12 di Cours Lafayette a Lyon 3me. L'intervento ha richiesto il rispetto dei vincoli esistenti sulle facciate (stucchi, modanature e infissi) e sugli interni (pannellature e caminetti). L'involucro stato riqualificato mediante l'isolamento termico delle pareti, della copertura e del solaio del primo livello. Gli infissi esterni, di basso valore storico documentario, sono stati sostituiti da serramenti in legno ad alte prestazioni, mentre le finestre vincolate sono raddoppiate con nuovi infissi sul filo interno della parete, restaurando le tradizionali jalousies lyonnaises esistenti. I consumi complessivi sono stati ridotti del 60%, portandoli dai 179 kW/m2a iniziali a 72 kWh/m2a, con un budget per i lavori complessivo pari a 630.000 (circa 969 /m2 SLP). L'esempio del centro di Lyon delinea una strategia dintervento per la riconversione del patrimonio storico in alloggi sociali, incentrata sul primato dellintervento sullinvolucro, sul comfort duso e sulla coerenza architettonica (che definiscono le modalit dintervento sulledificio), sul controllo dei costi globali e su un dettagliato monitoraggio post-intervento finalizzato al controllo delle prestazioni e al riscontro dei dati di progetto, prevedendo nel tempo eventuali rettifiche. L'esperienza francese si caratterizza come una best practice per lo scenario italiano, evidenziando le potenzialit derivanti da un approccio sistematico da parte del settore pubblico al tema del retrofit energetico, riconosciuto come asse strategico su cui allineare non solo l'attuazione degli obiettivi comunitari sui temi ambientali, ma anche una ripresa economica incentrata sulle piccole e medie imprese e sui servizi, un rafforzamento delle politiche sociali e unazione di tutela delle fasce deboli. Il raccordo virtuoso tra gli attori del processo edilizio consente di controllare l'intera filiera che va dalla programmazione fino alla gestione e al monitoraggio degli interventi, a partire dall'inquadramento delle azioni di retrofit energetico all'interno di pi ampi processi di riqualificazione urbana, dall'individuazione delle specificit proprie di ciascun intervento, per definire efficaci indirizzi e strategie operative replicabili e in grado di orientare un rinnovamento delle citt in chiave sostenibile.

modulo 375 119

La riqualificazione energetica in Italia impone riflessioni di natura economica e politica, oltre che architettonica e urbana. Quali possono essere degli obiettivi reali?

lo chiede a
MARIO LOSASSO - DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE URBANA E DI URBANISTICA GAETANO MANFREDI - PRORETTORE UNIVERSIT DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

MODULO

Modulo:. Quale livello di prestazione energetica plausibile avere come obiettivo negli interventi di retrofit in un contesto come quello italiano? M. Losasso:Lefficienza energetica degli edifici determinata prevalentemente dalle prestazioni dellinvolucro, dal rendimento degli impianti, dai sistemi di controllo passivo per la climatizzazione estiva e invernale. Tuttavia lefficienza energetica non pu essere valutata isolatamente ma deve necessariamente misurarsi con la pi generale sostenibilit delledificio. Mentre un pensiero di ecologismo radicale si orienta verso edifici simbolo ad elevatissime prestazioni energetiche, una strada pi ragionevole e pi economica da percorrere quella che vede un sistema di interventi mirati magari correlati alle detrazioni fiscali previste dal quadro normativo nazionale attraverso cui correggere i principali punti di dispersione o di indesiderato accumulo termico (a seconda delle stagioni) per tenere sotto controllo in maniera naturale e passiva il comfort e avvalendosi, solo nei momenti di picco climatico, degli adeguati apporti degli impianti che dovranno essere pi efficienti rispetto a quelli convenzionali. Modulo: Quanto la crisi energetica, climatica ed economica conferiscono una valenza di necessit agli interventi di retrofit? M. Losasso: I nuovi scenari che accompagnano le tre crisi si collegano allaltro elemento della sicurezza internazionale e delle possibili difficolt di approvvigionamento di combustibili fossili da paesi politicamente instabili. Come noto, lItalia uno dei paesi pi esposti in quanto totalmente dipendenti dallestero per lapprovvigionamento energetico. Ci rende obbligato il passaggio alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti da un punto di vista non solo etico ed economico - in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e dei costi della bolletta - ma anche politico. Lindividuazione di una strategia del risparmio e dellefficienza energetica degli edifici unitamente alla valorizzazione delle risorse energetiche locali sole,

vento e geotermia determina le condizioni per ottenere opportuni margini di autonomia energetica. Modulo: Quanto ritiene che il livello di integrazione delle competenze possa incidere sullinnalzamento della qualit della sostenibilit degli interventi di riqualificazione urbana ed edilizia? Gaetano Manfredi: Nei paesi pi industrializzati il volume degli investimenti per il recupero edilizio ha largamente superato quello per le nuove costruzioni. La sfida del futuro rendere sostenibili questi grandi interventi di riuso urbano. Si tratta di un tema centrale sia dal punto di vista della ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e metodologiche, che dal punto di vista di un nuovo approccio culturale alla progettazione. Avere qualit nella sostenibilit significa pensare in una logica fortemente integrata in cui recupero energetico, sicurezza strutturale e valutazioni del ciclo di vita dei materiali sono tante facce della stessa medaglia. Per realizzare un vero breakthrough in questo campo necessario ottimizzare la filiera produttiva dei prodotti per ledilizia incrementandone il contenuto tecnologico. Modulo: Quali sono gli strumenti e le strategie da mettere in campo per gli interventi di retrofit nei Centri Storici italiani Gaetano Manfredi: I temi del retrofit del costruito costituiscono una sfida tecnica e culturale in un ambito di tipicit tutta italiana che quella dei Centri Storici di grande pregio architettonico. Si interviene in un sistema vincolato con tessuti edilizi complessi che pongono grandi limiti agli interventi e richiedono competenze estremamente specializzate. Ma coniugare conservazione e sostenibilit rappresenta una opportunit per il mondo italiano delle costruzioni. LUniversit con le sue tante competenze pu esprimere in questo contesto elevati livelli di ricerca e di conoscenza, che possono interagire con competenze ed esperienze che provengono dal mondo della produzione e delle professioni nel contesto delle regole della P.A. e degli Enti di Tutela.