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Tutte le note contrassegnate coli' asterisco * si abbiano per Illustrazioni Variazioni e Postille finora inedite, tratte dai manoscritti

del chiarissimo traduttore.

IL QUARTO LIBRO DEL PENTATEUCO


O SSIA.

In Curia Patriarchali Venetiis 3. Octobris 1828. Admittitur JAC. PATR.

I NUMERI.

PREFAZIONE. La traduzione de'LXX., e la nostra volgata diedero a questo libro il nome di libro de' Numeri, perch egli comincia dall'enumerazione del popolo ; la quale enumerazione fa vedere adempiuta la promessa fatta da Dio ad Abramo di moltiplicare la sua discendenza, come l'arena che sul lido del mare. Ma oltre questa enumerazione abbiam qui la storia di tutto quello che avvenne nello spazio di circa trentanove anni del pellegrinaggio degli Ebrei nel deserto, vale a dire dal mese secondo del secondo anno dopo l'uscita dall'Egitto, fino al principio dell'undecimo mese dell'anno quaranta. In questo pellegrinaggo degli Ebrei verso la terra di promissione figurato il pellegrinaggio del nuovo popolo, il quale pel deserto di questo mondo (luogo di tentazione e di combattimenti) s'incammina verso la terra de'vivi all'aequi sto di quella requie, di cui fu pur figura il possesso della terra di Chanaan, come c'insegna 1' Apostolo, Heb. iv. 8. 9. In questa terra beata, in questa requie non potevano introdurre gli uomini n Mos colla sua legge, n Aronne co' suoi sacrifizii ; ma ve gli condurr Giosu, figura del Salvator nostro Ges, il quale lavati, e mon-

dati, e santificati i credenti per le acque del santo Battesimo li rende concittadini de'Santi, e della stessa famiglia di Dio , figliuoli ed eredi del medesimo Dio, e coeredi dello stesso unico Figlio. Ma la maniera, onde il Figliuolo di Dio fatto uomo doveva essere la salute e la reparazione del genere umano^, mirabilmente rappresentata in quel serpente di bronzo alzato per ordine d Dio da Mos, e nella maniera eziando, ond' erano per mezzo dello stesso serpentex guariti tutti quegli, i quali morsi dagli infuocati serpenti di quel deserto erano vicini alla morte. Lo stesso Verbo umanato ci ha fatto intendere, che in questo gran fatto era prefigurato e predetto il mistero della sua Croce : come Mos. alz nel deserto il serpente, cos fa di mestieri che il Figliuolo dell'uomo sia innalzato, Joan. III. 14. Di tutti coloro, i quali furono mortalmente feriti dall' antico serpente, e per fraude di lui diventarono figliuoli dell'ira, e degni d' eterna morte, chiunque mirer con fede e amore questo Salvatore crocifisso ( morto pe'nostri delitti, e risuscitato per nostra giustificazione), avr vita. Del sacrifizio stesso di Ges Cristo una novella immagine quello della vacca rossa : e innumerabili sono anchen questo libro que'luoghi, ne'quali Mo-

s sotto il velo o de'fatti isterici, o de* precetti legali ci ha delineati, come in una varia e nobil pittura, i misteri di Cristo, e della sua sposa la Chiesa. Ma come se ci non bastasse a mantener sempre viva nel popolo di Dio la fede verso il venturo riparatore degli uomini, abbiam qui registrata la grandiosa nobilissima profeza messa dallo spirito del Signore nella bocca d'un empio, la qual profeza paragonata di poi con quello che avvenne nella nascita del Cristo, dovea servire a illuminare le genti, e condurle alla fede. Il Messa la stella che nascer di Giacobbe, ed egli quel Dominatore predetto da Balaam, il quale soggetter al suo regno le genti idolatre, e la venuta di cui sulla terra sar annunziata da una nuova stella che si lever nell'oriente, e condurr alla cuna del nato Messia le primizie delle nazioni. Ma qual ricco inesausto tesoro dlnstruzioni e di documenti utilissinai trover in questo libro il Cristiano che attentamente lo inediti ! Dio ripete di nuovo tutto quello che avea gi prescritto intorno a'sagrifizii da offerirsi ogni giorno, e ogni sabato, e nelle Neomenie, e nelle feste solenni: dichiara quello che da osservarsi riguardo a'voti, e riguardo alle promesse autenticate col giuramento;

e c'insegna a far grande stima di tutto quello che appartiene al suo culto, e il rispetto dovuto al suo santo nome. Lo sperimento ordinato riguardo alle mogli sospette di adulterio ci dimostra , quanto orribile sia negli occhi di Dio un tal peccato. Il gastigo terribile di Gore, diDathane di Abiron, figura e predice i gastighi ancor pi gravi e tremendi, co7 quali saran puniti coloro, i quali senza essere chiamati da Dio ardiranno di usurpare l'ecclesiastico ministero; e la proibizione fatta da lui a* sacerdoti e a'Leviti di aver parte veruna coloro fratelli nella eredit della terra di Chanaan dimostra, qual debba essere ne'ministri della nuova legge il distaccamento da'beni terreni, affinch possano dire, che il Signore la loro porzione, e la loro eredit. Non mi stendo di vantaggio su questo punto, e solamente pregher i Cr* stiani,cheleggeran questo libro, a ricordar* si, che secondo l'avvertimento di Paolo tutto quello che scrtto, per nostro insegna*mento fu scritto; ondeaDiochieggano,che illumini gli occhi del loro cuore, affine d'in^ tendere i documenti delF eterna divina Sapienza , e pi particolarmente quelli, de7 quali pdllo spirituale lor bene han maggio re il bisogno.

IL L I B R O

DE' N U M E R I .
CAPO PRIMO. Novero degli uomini atti alla guerra delle dodici trib. I figliuoli di Levi son destinati a portare i/ tabernacolo. i.Locutusque est Dominus ad Moysen in deserto Sinai in tabernaculo foederis prima die mensis secundi, anno aZtero egressionis eorum ex AEgypto, dicens : 2. (i) Tollite summam universae congregationis filiorum Israel per cognationes, et domos suas, et nomina singulorum,quidquid sexus est masculini :
(i) Exod. 3o. 12. Vers. 2. Fate il novero di tutti quanti i maschi ec. Questo fu il secondo censo del popolo fatto pochi mesi dopo il primo che notato, Exod. xxxviii. 11 fine, per cui fu fatto un nuovo censo , si fu per dare un miglior ordine agli alloggiamenti, dovendo gli Ebrei partir ben presto dal Sinai, e per avere uno sta-

1. E parl il Signore a Mos nel deserto del Sinai nel tabernacolo dell'alleanza il primo d del secondo mese, il secondo anno dell' uscita loro dall' Egitto, e disse : 2. Fate il^ novero di tutti quanti i maschi di tutta la moltitudine de' figliuoli d' Israele secondo le stirpi, e le case, e i nomi di ciascheduno :

3. A vigesimo anno et supra omnium virorumfortium ex Israel, numerabitis eos per turmas suas , tu et Aaron. 4. Eruntque vobiscum principes tribuum ac domorum in cognationibus suis. 5. Quorum ista sunt nomina: de Ruben Elisur,filiusSedeur :

3.^ Tu e Aronne farete la rassegna di tutti gli uomini forti d' Israele da'venti anni in su, divisi nelle loroschiere. 4- E saranno con voi i principi delle trib, e delle famiglie secondo la loro agnazione. 6. I nomi di questi sono: della trib di Ruben Elisur, figliuolo di Sedeur :

to esatto della gente che era in ciascheduna trib affin di distribuirle tutte attorno al tabernacolo. La somma di tutto il popolo qui la stessa che nel primo censo, bench fossero stati uccisi ventitremila uomini per avere adorato il vitello : perocch questo numero dovette essere supplito da quegli, i quali nel tempo di meZzo arrivarono a compiere 1' anno vigesimo. Un terzo censo lo vedremo nel capo 26. In questo novero non entrano n i proseliti, n i molti Egiziani che eran cogli Ebrei, n le donne , n i ragazzi, ma i soli Israeliti dall' et di vent' anni in poi, esclusi anche quelli che passavano i sessant'anni, per sentimento comune degl' interpreti. Sopra di che Origene hom. i. dice , che fino a tanto che alcun di noi ha puerili, o lubrici sentimenti , o dominato da femminile mollezza, o ritiene costumi da Egiziani, o barbari, non merita d'essere registrato dinanzi a Dio nel numera de' Santi, e a lui consacrati : perocch innumerabili secondo Salomone son qz^e' che periscono ; ma sono contati tutti quelli che si salvano. La trib di Levi fu contata a parte, Num. III. 15, xxvi. 67. Vers. 3. Divisi nelle loro schiere. Ogni trib potea essere divisa in corpi di mille, di cento, di cinquanta uomini co' loro capi. Vers. 4- I principi delle trib. Alcuni vogliono che fossero i primogeniti di maggior et in ogni trib ; altri, che questa dignit fosse propria di quegli che in retta linea discendevano da' patriarchi ; altri finalmente, che ad essa fossero eletti gli uomini di maggior merito, e i pi riputati ; e quest' opinione sembra pi verisimile anche per quello che a suggerimento di Jethro fece Mos. Exod. XVIII. 21.25.

6. De Simeon Sala6. Della trib di Simiel, filius Surisad- meon Salamiel, figliuodai : lo di Surisaddai : 7. De Juda Nahas7. Della trib di Giuson,filiusAminadab : da Nahasson, figliuolo di minadab : 8. De Issachar Na8. D' Issachar Nathaniel,filius Suar : thanael, figliuolo di Suar: 9. De Zabulon E9. Di Zabulon Eliab, liab,filiusHelon : figliuolo di Helon : 10. Filiorum autem 10. Pe* figliuoli di Joseph, de Ephraim Giuseppe della trib di Elisama, filius Am- Ephraim era principe miud: de Manasse Ga- Elisama, figliuolo di maliel,filius Phadas- mmiud : di quella di sur : Manasse Gamaliele, figliuolo di Phadassur : 11. De Beniami/z A11. Di Beniamin Abidan, filius Gedeonis : bidan, figliuolo di Gedeone: 12. De Dan Ahiezer 12. Di Dan Ahiezer, figliuolo di Amisaddai : filius Amisaddai : 13. Di Aser Phegiel, 13. De Aser Phegiel, filius Ochram : figliuolo di Ochram: 14. Di Gad Eliasaph, i4.De GadEliasaph, figliuolo di Duel : filius Duel: 15. Di Nephtali Ahi15. De Nephthali ra,figliuolodi Enan. Ahira, filius Enan. 16. Questi i nobilis16. Hi nobilissimi principes multitudinis simi principi della na-

Vers. i4. Eliphaz, figliuolo di Duel. Ne'LXX. figliuolo di Raguel. La somigiianza che hanno tra loro due lettere ebree, ha prodotto questa discrepanza.

per tribus, et cognatio- zione secondo le loro nes suas et capita e- trib, e famiglie , e capi dell' esercito d' Ixercitus Israeli sraele : 17.1 quali furon de17. Quos tulerunt Moyses et Aaron cum scritti da Mos ed Aomni vulgi multitudi- ronne, e tutta la moltitudine del popolo ne : 18. Fu ragunata da 18. Et congregaverunt primo die mensis essi il primo d del sesecundi, recensentes condo mese, e ne feceeos per cognationes, et ro il novero secondo la domos, ac fomz'lias, et loro genealogia, e secapita et nomina sin- condo la famiglia, e la guloruma vigeszmo an- casa, testa per testa, col proprio nome di no et supra, ciascheduno dall' et di vent' anni in poi, 19. Come il Signore 19. Sicut praeceperat Dominus Moysi. aveva ordinato a Mos, Numeratique sunt in E fu fatto il novero nel deserto del Sin ai. deserto Sinai. 20.Della trib diRui 20. De Huben primo genito Israelis per ge- ben primogenito d'InerationeSt et/amilias, sraele tutti i maschi ac domos suas, et no- da' vent' anni in su atmina capitum singulo- ti alla guerra secondo rum , omne , quod se- la loro genealoga, e faxus est masculini a vi- miglia, e casa, testa per gesimo anno et supra, testa, (furon contati) procedentium ad bel* tum
Vers, 16 E capi dell1 esercito. L'Ebreo E capi di mille. La volgata ancor chiamandoli princpi nobilissimi ha espresso il senso, non la lettera dell'Ebreo: perocch secondo questo, e secondo i LXX. si direbbono i chiamati o sia gli eletti dell' adunanza. Vedi quello che sopra la parola chiamalo si detto, Rorn. i. t,

ai. Quadraginta sex millia qungenti. 22. De filiis Si/neon per generationes,etfamilias, ac demos cognationum suarum recensiti sunt per nomina , et capita singulorum omne, quod sexus est mascolini a vigesimo anno et supra, procedentium ad belluni 23. Quinquaginta novem millia trecenti. 24. De filiis Gadper generatones, et fami" lias, ac domos cognationum suarum recensiti sunt per nomina singulorum, a viginti annis, et supra, omnes, qui ad bella procederent, 26. Quadraginta quinque millia sexcenti quinquaginta. 26. De filiis Juda per generationes, etfamilias, ac domos cognationum suarum, per nomina singulorum, a i%esimo anno et supra, omnes, qui poterunt ad bella procedere,

21. Quaranta sei mila cinquecento. 22. De' discendenti di Simeon tutti maschi da' venti anni in su atti alla guerra secondo la loro genealoga, e famiglia, e casa, testa per testa, co' nomi loro furo n contati

23. Cinquanta nove mila trecento. 24. De* discendenti di G ad tutti quelli che erano atti alla guerra secondo la loro genealoga, e famiglia, e casa col proprio nome di ciascheduno, furon contati dai venti anni in su, 26. Quaranlacinque mila secento cinquanta. 26. De' discendenti di Giuda tutti quelli che erano alti alla guerra, da' venti anni in su secondo la loro genealoga, e famiglia, e casa co' nomi di ciascheduno,

QJ. Recensiti sunt septuaginta quatuor millia sexcenti. 28. De filiis Issachar per generationes, et fomilias, ac domos cognationum suarum, per nomina singula* rum, a vigesimo anno et supra , omnes, qui ad bella procederei, 29. Recensiti sunt quinquaginta quatuor millia quadringenta. 30. De filiis Zabulon per generationes, familias, ac domos co* gnationum suarum recensiti sunt per nomina singulorum, a vigesimo anno et supra, o/wnes, qui poterant ad bella procedere 31. Quinquaginta septem millia quadringenti. 52. De filiis Joseph^ filiorum Ephraim per generationes, et fami liaS) ac domos cognationum suarum recensiti sunt per nomina singulorum, a vigesimo anno et supra, qui poterant ad bella pro* cedere,

27- Furon contati settanta quattro mila secento. 28. De" discendenti d'Issachar tutti quelli che erano atti alla guerra da' vent' anni in su secondo la genealogia, e famiglia, e casa loro co' nomi di ciascheduno, 29. Furon contati cinquanta quattro mila quattrocento. 3p. De' discendenti di Zabulon tutti quelli che erano alti alla guerra, da' vent'anni in su secondo la loro genealoga, e famiglia, e casa, co' nomi di eiaschedu.no, furoh contati 5i. Cinquanta sette mila quattrocento. 32. De* discendenti di Giuseppe, quanto a tutti i figliuoli di Ephraim, da venti anni in su atti alla guerra secondo la loro genealogia^ famiglia, e casa, co' nomi di ciascheduno far ozi contati

^Quadraginta milita quingenti. 34- Porro filiorum Manasse per generationes, et fomilias, ac domus cognationum suarum recensiti sunt per nomina singulorum a viginti annis et supra, omnes qui potrant ad bella procedere, 35. Triginta duo millia ducenti. 36. De filiis Benamin per genera tiones, et fomilias, ac domos cognationum suarum recensiti, sunt nominibus singulorum, a vigesimo anno et supra, omnes, qui poterant ad bella procedere, 37. Triginta quinque milUa quadringenta*. 38. De filiis Dan per generazione^, et fomilias, ac domos cognationum suarum recensiti sunt nominibus singulorum, a vigesimo anno et supra, omnes, qui poterant ad bella procedere, Sg. Sexaginta duo milia septingenti.

33. Quaranta mila cinquecento. 34. De' figliuoli poi di Manasse tutti quelli che erano alti alla guerra, da'venti anni in su secondo la loro genealogia, e famiglia, e casa, col proprio nome di ciascheduno, furori contati 35.. Trenta due mila dugento. 36. De' discendenti di Beniamin tutti quelli ch' erano atti alla guerra, da' venti anni in su secondo la loro genealogia, e famiglia, G casa, co' proprii nomi di ciascheduno, furono contati 3 7. Tre n laci n que mila quattrocento. 38. De' discendenti di Dan tutti quelli che erano atti alla guerra, da' venti anni in su secondo la loro genealogia, e famiglia, e casa col proprio nome di ciascheduno, furon contati, 39. Sessanta due mila settecento.

4o. De filiis Aser per ge/rerationes, et fmilias, ac domos cognationum suarum recensiti sunt per nomi" na singulorum, a viges/mo anno et supra, omnes, qui poterunt ad bella procedere, 41 .Quadraginta millia, et mille quingenti. 4.2. De filiis Nephthali per generationest etfomilias, ac domos cognationum suarum recensiti sunt nomini" bus singulorum, a vigesimo anno et supra, omnes, qui poterunt ad betta procedere, 43. Quinquaginta tria millia quadringenta. 44* -^i sunt quos numeraverunt Moyses et Aaron, et duodecim principes Israel, singulos per domos co gnationum suarum. 45. Fueruntque om//is numerus filiorum Israel per domos, et fomilias suas a vigesi77zo anno et supra, qui poterunt ad bella procedere,

40. De' discendenti di Aser tutti quelli che erano atti alle armi, da1 vent' anni in su secondo la loro genealoga, e famiglia, e casa col proprio nome di ciascheduno, furon contati 41. Quarantun mila cinquecento. 4. De* discendenti di Nephtali tutti quelli che erano atti alla guerra, da'vent' anni in su secondo la loro genealoga, e famiglia, e casa col proprio nome di ciascbeduno, furon contati 43, Cinquanta tre mila quattrocento. 44- Questi sono quelli che furon contati da Mos e da Aronne, e da' dodici principi d' Israele, ciascuno secondo la prpria casa e famiglia. 45. E tutto il numer de' figliuoli d* Israele da' vent' anni in su alti alla guerra noverati secondo le loro case, e famiglie fu

46. ( i ) Sexcenta /ria milita virorum quingenti quinquflginta. 47. Le vitae autem in trib familiarum suarum non sunt numerati cum eis. 43. Locutusque est Dominus ad Moysen, dicens : 4p. Tribum Levi noli numerare, neque po/res summa m eorujn cum filiis Israeli o. Sed constitue eos super tabernaculum testimonii, et cuncta vasa ejus, et quidquid ad caeremonias pertinet. Ipsi portabunt tabernacidum et omnia utensitia e/us : et erunt in ministerio, ac per gyrum tabernaculi metabuntur.

46. Secento tre mila cinquecento cinquanta uomini. 47. Ma i Leviti non furono contati con questi nelle famiglie della loro trib. 48. Perch il Signore parl a Mos, e disse : 49. Non registrare la trib di Levi, e non la mettere in conto co' figliuoli d'Israele : o. Ma d ad essi la soprintendenza del tabernacolo del testimonio , e di tutti i suoi vasi, e di tutto quello che spetta alle cerimonie. Ei porteranno il tabernacolo, e tutte le cose, che servono ad uso di esso, e saranno occupati nel ministero, e avranno il loro accampamento ali* intorno del tabernacolo. 61. Quando dovr 61. Cum proficiscendm fuerit,, deponent farsi viaggio, i Leviti
(i) Exod. 38.a5. Vers, 49- Non registrare la trib di Levi. Ella stava tutta attendata attorno al tabernacolo, ed era quasi la famiglia del Signore, e non era soggetta a' tributi, e agli aggravi! pubblici come le altre.

Le vitae tabemoculum; cum eastramentandum, *rigent. Quisquis externorum accesserit, occidetur. 62. Metabuntur autem castra filii Israel unusquisque per turmas, et cuneos, atque exercitum suum. 05. Porro Levitae per gyrum tabernaculi figent tentoria, ne fiat indignatio super multitudinem filiorum Israel, et excubabunt in custodite tabernaculi testimonii*

64. Fecerunt ergo filii Israel juxta omnia, quae praeceperat Dominus Moysi.

disfaranno il tabernacolo : quando dovr posarsi il campo, essi lo erigeranno. Se alcuno fuori di essi vi si accoster, sar ucciso. 62. E ifigliuolid'Israele pianteranno il loro campo divisi nelle loro squadre, e compagnie, e ordinanze. 63. Ma i Leviti pianteranno le loro tende ali' intorno del tabernacolo, affinch io non abbia a mandar l'ira mia sopra la moltitudine de* figliuoli d' Israele, ed essi veglieranno a guardia del tabernacolo del testimonio. 64. Fecero adunque ifigliuolid'Israele tutto quello che il Signore aveva ord nato a Mos.

Veri. 5a. Nelle loro squadre e compagnie. L'Ebreo porta secondo il loro stendardo. Vedi il capo seguente. Vers. 53. Affinch io non abbia a mandar V ira ma et5. Lo che avverrebbe, se e alcuno 01' altra trib, o qualche straniero, o qualche immondo ci accostasse al mio tabernacolo.

C A P O II. Disposizione della trib in quattro campi attorno al tabernacolo, uno verso ciascuno dquattro punti del mondo. Sono descritti i principi delle trib. 1. JLJOcutuscfue est Dominus ad Moysen et Aaron, dicens : 2. Singuli per turmas, signa, atque vexilla, et domos cognationum suarum castrametabuntur filii Israel per gyrum tabernaculi foederis. 1. JLj il Signore parl a Mos e ad Aronne, e disse : 2. I figliuoli d' Israele avranno gli alloggiamenti intorno al tabernacolo dell'alleanza, ciascheduno nella sua schiera, e sotto le insegne , e gli stendardi di sua famiglia, e casata. 3. La trib di Giuda 3. Ad orientem Ju-

Vers. a. Sotto le insegne, e gli stendardi ec. Tutto il popolo d'Israele essendo diviso in quattro grosse schiere di tre trib ciascheduna, si pu credere che oltre la insegna particolare ii' ogni trib, vi fosse uno stendardo comune per tutta la schiera. Chi avesse curiosit di vedere quello che gli Ebrei dicono intor-

vi restava lo spazio di duemila cubiti, e questo spazio era occupato da'Leviti ; il giro poi dell' atrio e del tabernacolo era quello che dicevasi l'accampamento del Signore. Questi alloggiamenti d'Israele, i quali eccitarono le maraviglie di Balaam, Num. xxiy. 5., erano una bella figura della Chiesa di Cristo, di cui fu detto , che bella come un esercito schierato in campagna. Notisi, che i Leviti tenevano nel viaggio lo stesso posto che avevano negli alloggiamenti, ed erano nel centro di tutto 1* esercito : si movevano prima le trib di Giuda, d'Issachar , di Zabulon ; indi quelle di Ruben, di Simeon, di Gad -, poi venivano i Leviti ; poi Ephraim, Manasse, e Beniamin; e finalmente Dan , Aser, Nephthali. Vedi vew. g. 16. 34- 31.

das figet tentoria per turmas exercitus sui : eritque princeps filiorum ejus 1Sahasson filius Aminadab : 4 Et omnis de stirpe ejus summa pugnantium septuaginta quatuor millia sexcenti. 6. Juxta eum castramelati sunt de trib Issachar, quorum princeps fuit Nathanael filius Suor : 6. Et omnis nume' ras pugnatorum ejus quinquaginta quatuor milita quadringenta 7. In trib Zabulon princeps fuit Eliab, filius Helon. 8. Omnis de stirpe ejus exercitus pugnatorum quinquaginta septem millia quadringenta*. 9. Universi) qui in castris Judae annumerati sunt, fuerunt centum octoginta sex millia, quadringenti. Et per turmas suas primi egredientur.

pianter le sue tende da levante divisa nelle sue schiere di combattenti : e di essa sar principe Nahasson figliuolo di Aminadab : 4. E tutto il numero dei combattenti della stirpe di Giuda settanta quattro mila secento. 5. Presso a Giuda ebbero il suo alloggiamento quelli della trib di Issachar , de' quali fu principe Nathanael figliuolo di Suar : 6. E tutto il numero dei suoi combattenti cinquanta quattro mila quattrocento. 7. Della trib di Zabulon fu principe Eliab, figliuolo di Helon. 8. Tutta la truppa dei combattenti di questa stirpe fu di cinquanta sette mila quattro cento. 9. La somma di quelli che si contarono nell'accampamento di Giuda, fu di cento ottantasei mila quattrocento. Ei si metteranno in via i primi, divisi nelle loro schiere.

10. In castris filiorum JRuben ad meridianam plagam erit princeps Elisur, filius Sedeur : 11. Et cunctus exercitus pugnatorum ejus qui numerati sunt, quadraginta sex mitlia quingenti. 12. Juxta eum castrametati sunt de trib Simeon, quorum princeps fuit Salamiel, filius Surisaddai: 13. Et cunctus exercitus pugnatorum ejus, qui numerati sunt, quinquaginta novem millia trecenti. 14. In trib Gad princeps fuit Eliasaph, filius Duel : 15. Et cunctus exercitus pugnatorum ejus, qui numerati sunt, quadraginta quinque millia sexcenti quinquaginta. 16. Omnes, qui recensiti sunt in castris Ruben, centum quinquaginta millia, et mille quadringenta quin-

10. Negli alloggiamenti dei figliuoli di Ruben dalla parte di mezzod sar principe Elisur, figliuolo di Sedeur : 11. E tutto il corpo dei suoi combattenti, che furono contati, era di quarantasei mila cinquecento, 12. Presso a lui si attendarono quelli della trib di Simeon, de* quali fu principe Salamiel, figliuolo di Surisaddai : 13. E tutto il corpo de' suoi combattenti, che furon contati, era di cinquantanove mila trecenti. 14. Della trib di Gad fu prncipe Eliasaph,figliuolo di Duel : 15. E lotto il corpo de' suoi combattenti , che furon contati, era di quarantacinque mila secento cinquanta. 16. Tutta la somma di quelli che si contaron nell'accampamento di Ruben, fu cento cinquant'un mila quattro-

quaginta per turmas cento cinquanta divisi suas \ in secundo loco nelle loro schiere : questi si metteranno in via proficiscentur. i secondi. 17.11 tabernacolo del 17. Levabitur autem tabernaculum testimo- testimonio disfatto sanii per officia Levita- r portato da' Leviti dirum, et turmas eorum: visi nelle loro schiere quomodo erigetur, ita secondo i diversi uffiet deponetur. Singuli cii : si eriger, e si disper /oca, et ordines far col medesimo ordi suos proficiscentur. ne. Ei parliranno ciascuno al suo posto , e nella sua squadra. 18. Ad occidentale. 18. Balla parte di ocplagam erunt castra cidente sar l'accanifiliorum Ephraim, quo- pamenlo de'figliuoli di rum princeps fuit Eli- Ephraim, dei quali sama filius Ammiudi principe Elisama figliuolo di Ammiud : 19. Cunctus exerci19. Tuti o il corpo de' tus pugnatorum ejus^ suoi combattenti, che qui numerati sunt, qua- furon conlati, fu di quadraginta Tflitlia quin- ranta mila cinquecento. genti. 20. Et cum eis tri20. E con essi la tribus filiorum Manasse, b dei figliuoli di Maquorum princeps fuit nasse, de' quali fu prinGamaliel, filius Pha- cipe G amaliele, figliuolo dassur : di Phadassur : 21. Cunctusque exer21. E tutto il corpo citus pugnatorum ejus, dei suoi combattenti, qui numerali sunt, tri" che furon contati, trenginta duo milita ducen- tadue mila dugento. ti. 22. Della trib de'fi-

Senamin princeps fuit Abidan, filius Gedeo* nis : 23. Et cunctus exercitus pugiatorum ejus, qui recensiti sunt, tri" ginta quinque millia quadringenta*. 24. OmneSt qui numerati sunt in castris Ephraim, centum octo millia centum per turmas suas : tertii pro* ficiscentur. 2 5. Ad aquilonis partem castra/retati sunt filii Dan, quorum princeps fuit Ahiezer, filius Ammisaddai : 26. Cunctus exercitus pugnatorum ejus, qui numerati, sunt, sexaginta duo millia sepngenti 27. Juxta eumfixere tentarla de trib Aser : quorum princeps fuit Phegiel, filius Ochran : 28. Cunctus exerci/s pugnatorum e/us, qui numerati sunt, quadraginta miltia, et mille quincentL

gliuoli di Beniamin il principe sar Abidan, figliuolo di Gedeone: 23. E tutto i! corpo dei suoi combattenti, che furon contati, treutacinque mila quattrocento. 24. Si contavano in tutto nell'accampamento d'Efraim cento otto mila cento uomini in varie schiere ; questi hanno il terzo luogo nel viaggiare. 24.Dalla parte di settentrione porranno gli alloggiamenti i figliuoli di Dan , dei quali sar principe Ahiezer, figliulo di Ammisaddai : 26. Tutto il corpo de* suoi combattenti, che furon conlati, settantadue mila settecnto. 27. Pressoa Dan pianteranno le lende quelli della trib di Aser: de' quali principe Phegiel, figliuolo di Ochran: 28. Tulto il corpo de' suoi combattenti, che furon contati, quarant'un mila cinquecento,

29. J)e trib filiorum 29. Della trib de' fiNephtfaalprinceps fuU gliuoli di Nephtali sar Ahirs, filius Enan ; principe Ahira, figliuolo di Enan: 30. Cunctus exerci30. Tutto il corpo tus pugnatorum ejus, de'suoi combatte n ti cinquinc}uagnta trio, mil- quantatr mila quattro-* ita quadringenta. cento. 31. Omnes, qui nu31. Si contarono in merati sunt i ccestris tutto n^gli alloggiaa/, fuerunt centum menti di Da n cento cfnqninquaginta septem quaatasette mila secenmillia sexcenti i et no- to uomini i e questi nel v/ssiidtt ^oficisce/ztur. viaggio sprauno gli ultimi. 32. Hic nmnerus fi32. Cosi il numero ktvum Israel, pe#<d4- de' figliuoli d'Israele dimos c<*$nationum sua- visi nelle loro schiere rum, et taf-mas S&is <, secondo Je lor* case, e exercito, sexceig* famiglie ascende va a setrin millia quin genti cento tre Hiila cinque-quinquaginta. cento .cinquanta, 33. Le vitae autem 33. t lieviti per non non sunt numerati in- entrarono nel* novero ter filios Israel : sic e- de' figliuoli d* Israele ; nim praeceperat Domi- perocch cosi aveva conus Moysi. mandato il Signore a Mos. 34. E i figliuoli d'I* 34- Ifeceruntque fil Israel juxta omnia, sraele adempierono tutq///ze mandar erat Do- to quello che aveva ordiminus. Castrameteto nato il Signore. Posero stttper turmas suas, gli alloggiamenti, e feet profect perfomilias cer cammino divisi nelle ac domos patrum suo- loro squadre secondo le rum. famiglie, e In cas loro.

C A P O 11 1. S registrano i Leviti eletti al ministero del tabernacolo co' loro principi : e sono accettati in luogo de primogeniti d Israele. Gli altri primogeniti, che oltrepassano il numero de Leviti, si riscattano con danaro. \.flae sunt generationes Aaron et Moysi in die, qua locutus est Dominus ad Moysen in monte Sinai. 2. (i) Et haec nomina filiorum Aarom primogenitus ejus Nadab, deinde Abiu, et Eleazar, et Ithamar. 3. Haec nomina filiorum Aaron s acerdotum, qui uncti sunt, et quorum rp/etae, et (i) Exod. 6. 23. 1. v^uesta la discendenza d'Aronne e di Mos nel tempo , in cui il Signore parl a Mos sul monte Sinai. 2. E questi i nomi dei figliuoli d* Aronne : il primogenito di lui Nadab , di poi Abiu, ed Elea zar , e Ithamar. 3.Qusti sono i nomi dei figliuoli d" Aronne sacerdoti, che furono unti, e de' quali furori

Vers. i, Questa la discendenza d' Aronne e di Mos. Dei figliuoli di Mos non si fa qui parola ; onde per discendenza di Mos alcuni intendono la stessa discendenza di Aronne, perch essendo essi fratelli germani, i posteri dell' uno si contavano come pesteri anche dell' altro. Del rimanente questo gran Legislatore e condottiero degli Ebrei non parla quasi mai de' suoi figliuoli, non gli innalzo, mentre visse , n lasci loro alcuna prerogativa alla sua morte, ed ei rimasero confusi nella moltitudine. Fedi Paralip. lib. i. cap. xxiu. vers. i a, 13. 14- 15.

Numeri. Vol. IH.

consecratae manus ut ripiene , e consacrasacerdotio fungerentur. te le mani , affinch 4- C1) Mortui sunt enim Nadab et A blu, cum offerrent ignem alienum in conspectu Domini in deserto Si/zai, absque liberis : functique sunt sacerdozio Eleazar et Ithamar coram Aaron p atre suo 5. Locutusque est Dominus ad Moysen, dicens : 6. Applica tribum Levi, et fac stare in conspectu Aaron sa" cerdo/is, ut ministrent ei, et excubent,
facessero le funzini del sacerdozio. 4. Nadab per e Abiu morirono senza figliuoli in offerendo al cospetto del Signore del fuoco straniero nel deserto del Sinai : ed EJeazar e Ithamar fecero le funzioni dei sa-* cerdozio sotto gli occhi d'Aronne loro padre. 5. E il Signore parl a Mos, e disse :

6. Fa che si appressi la trib di Levi, e stia dinanzi ad Aronne sacerdote, affinch lo servano , o stieno di guardia, 7. Et observent quid7. E facciano in tutquid ad cultum p erti- to le parti del popolo
(i) Levit. io. i. 2., i. Par. 24. 2.

Vera. 4- Sotto gli occhi d'Aronne. Dipendenti dagli ordini di lui lo aiutavano nelle funzioni del ministero. Vers. 6. Affinch lo servano ec. Tutta la trib di Levi fu destinata al servizio del tabernacolo. Aronne , e i suoi figliuoli ei>bero la dignit del sacerdozio per offerire a Dio i sacrifizii, i pani, le libagioni, P incenso, il sangue delle vittime. I Leviti furono soggetti ad Aronne, e agli altri sacerdoti per servire ne' ministeri inferiori pi faticosi, comuni ; ma questi 'non si accostavan mai ali' altare.

net multiti!dinis coram riguardo al culto sacro tabernacolo testimonii, dinanzi al tabernacolo del testimonio, $. Et custodiam va8. E ne custodiscano sa tabernaculi, servien- i vasi, e nel servizio di tes in m in isterio ejus. esso (tabernacolo ) sieno occupali. g. DabisquedonoLe" 9. E tu offerirai i Levitas vili io. Aaron, et filiis 10. Ad Aronne ^ e ejus, quibus traditi sunt a'fgliuoh di lui, a'quaa filiis Israeli Aaron li eglino sono slati riautem., et filios e]vs messi da'figliuoli d'Icon s titu es super cul- sraele . Ad Aronne, e tum sacerdotii : exter- a'figliuoli di lui assenz/s, qui ad ministran- gnerai le funzioni del dum accesserit) morie- sacerdozio : qualunque tur. altro, che s'ingerisca in tal ministero, sar messo a morie. 11. Zocutusque est 11. E il Signore parDominus ad Mbysen, l a Mos *e disse :_ dicens : J2. Ego tuli Levitas 12. lo ho preso da'fia filiis Israel pro om//i gliuoli d'Israele i Leviprimogenito^ ani aperti ti in luogo di tutti i
Vers. r. E facciano in tutto le part del popolo riguardo al cullo. Servano al tabernacolo del Signore, e al suo culto a nome di tutto il popolo. A tutto il popolo dovea appartenere l'incarico di servir il Signore ; le veci del popolo dapprima le fecero i primogeniti, indi i Levili (vei's. \i.), i quali, come si dice vers. 9. io. sono dati dal popolo a Dio per servirlo in vece dello stesso ''popolo, e sono dati ancor da questo a' sacerdoti per servir a Dio sotto.di essi. Qui tutti i Leviti sono chiamati iVathinei, cio dati , donati a Dio pel servigio del suo tabernacolo. Vedi Esdr, lib. i. cap. i i . 4-^.

vulvam filiis Israel, e* primogeniti, che aprono i primi l'utero della runtque Levitae mei. lor madre, e saran miei i Leviti. 13. Imperocch miei 13. (i) Meum est enim omne primogeni- sono tutti i primogenitum : ex quo percussi ti : da quel tempo , in primogenitos in terra cui uccisi i primogeniti AEgypti, sancti^cavi nella terra di Egitto, io mihi quidquid primum consacrai a me tutti i nascitur in Israeli ab primi parti in Israele : homine usque ad pecus dall'uomo fino agli animei sunt. Ego Domi- mali sono miei. Io il Signore. 7ZBS. 14. E il Signore par14. Locutusque est "Dominus ad Moysen in l a Mos nel deserto deserto Sinai, dicns : del Sinai, e disse : 15. Novera i figliuoli i5.Numerafilios Levi per domos patrum di Levi secondo le case suorum^ etfomilias, o- de' loro ptfdri, e famimnem mascuL<m ab glie , tutti i maschi da un mese in su. uno mense et supra. (i)Exod. i3. a.In/r. 8. 16.
Vers/i2. E saran miei i Leviti. Perch io per una gratuita liberissima elezione gli ho voluti per me : imperocch se in alcuni luoghi (Exod. XXXH. 29., Dealer. XXXHI. g.} sembra dirsi, che i figliuoli di Levi meritarono quest'onore per lo zela mostrato nel punire gli adoratori del vitel d' oro, ci non dee intendersi della elezione di essi, la quale era fatta gi avanti, ma piuttosto della confermazione, che Dio fece allora delia elezione gi fatta, manifestata a Mos. Veggonsi infatti prima dell' adorazione del vitello le leggi che debbono osservare i sacerdoti della stirpe di Levi, e la loro consacrazione, e le vesti che debbon portare : che se non si parla ancora in que' luoghi di tutta la intera trib, notisi, che fissato rn essa il sacerdozio , la sua destinazione alle funzioni minori del tabernacolo ne veniva come f?er conseguenza.

16. Numravit Moyses, ut praeceperat Dominus. 17. (i) Et inventi sunt filii Levi per nomina sua, Gerson, et Caath, et Merari : 18. Filii Gerson Lebni, et Semel : 19. Filii Caath Amram, et Jesaar, Hebron, et Oziel : 20. Filii Merari Moholi, et Musi. 21. De Gerson fuere familiae duae, Leoni' tica, et Semeitica : 22. Quarum numeratus est populus sexus masculini ab uno mense et supra, septem millia quingenti. 23. Hi post tavernaculum metabuntur ad occidentem, 24. Sub principe Eliasaph, filio Lael.
(i) Exod.G. 16.

16. Mos ne fece il novero, conforme avea ordinato il Signore. 17. E questi sono i nomi de'figliuoli di Levi, Gerson , e Caalh , e Merari : 18. Figliuoli di Gerson Lebni, e Semei: 19. Figliuoli di Caath Amram , e Jesaar , Hebron , e Oziel : 20. Figliuoli di Merari Moholi, e Musi. 21. Da Gerson uscirono due famiglie, quella di Lebni, e quella di Semei : 22. Delle quali contati tutti i maschi da un mese in su fecero il numero di sette mila cinquecento. 23. Questi avranno P alloggiamento dietro al tabernacolo ad occidente , 24. Sotto Eliasaph, figliuolo di Laci, loro principe.

Vers. 15. Da un mese in su. Per aver un maggior numero di Leviti da sostituire ad altrettanti primogeniti si contarono qui gli uomini della trib di Levi da un mese in poi.

25. Et habebunt ex25. E vegleranno socubias in tabernaculo pra il tabernacolo del1' alleanza. foederis. 26. Ipsum taberna26. Avranno cura delculum, et operimentum lo stesso tabernacolo, e ejus, tentorium, quod delle sue coperte, della trahitur ante fores te- tenda, che si tira dac foederis ^ et cortinas vanti alla porta del taatrii : tentorium quo- bernacolo dell' alleanza, que, quod appenditur e delle cortine dell' a# intrwtu atrii taber- trio t del velo parimennaculi, et quidquid ad te , che si sospende alritum altaris pertinet ; l'ingresso dell' atrio del funes tabernaculi, et tabernacolo, e di tutto omnia utensilia e/us. quel che serve al mini-^ stero dell' altare , delle" corde del tabernacolo, e di tutti i suoi utensili. 27. La discendenza 2^. Cognatlo Caath habebit populo s Amra- di Caath avr, le famimitaS) et Jesaaritas, et glie degli Amramiti, e He^ronitas, et Ozicli' Gesaariti, e degli Ebro* tas. Hae sunt familiae niti, e degli Ozieliti. Caatkitarum recensi- Queste sono le famiglie de'Caathiti pe'loro tae per nomina sua. nomi.

Vera. a5. Veglieranno /opra il tabernacolo ec. Invigileranno alla custodia delle cose del tabernacolo,- che ad essi saranno affi-. date. Intendasi nello stesso modo la stessa frase, vers. 28. La custodia del tabernacolo apparteneva a'sacerdoti, vers. 31. Ver. 26. Dello stesso tabernacolo, e delle sue coperte, ec. Per nome di tabernacolo intendi il velo interiore del tabernacolo fatto delle dieci cortine, Exod. xxvi. 1.6. Le coperte sono il velo di tela di Cilicia, e quelle di pelli rosse, e quelle di pelli violette.

28, Onmes generis masculini ab uno men' se et supra, ocio nui" ila sexcenti habebunt excubias sanctuaru, 39. Et castramela' buntur ad meridianam plagam. 30. Princepsque eorum erit Elisaphan, filius Oziel: 31. Et custodient arcam , mensamque, et candelabrum, altaria, et vasa sanctarii, in quibus m^zistratur, et velum, cunctamque hujuscemodi supellectilem. Sa. Princeps autem principum Levitarum Eleazar, filius Aaron sacerdotis, erit super excubitores custodiae sanctarii. 33. At vero de Merari erunt populi Mo-

28. La somma di tutti i maschi da un mese in su, otto mila secento avranno cura del santuario, 29. E avranno alloggiamento dalla parte eli mezzod. 30. E il loro principe sar Elisaphan, figliuolo di Oziel : 31. Ed eglino avranno cura dell'arca, e della mensa, e del candelliere, degli altari, e de* vasi del santuario, che servono al ministero, e del velo, e di tutte le robe, che van con queste. 32. Ed Eleazaro , figliuolo d'Aronne sacerdote , e primo principe de'Le viti, soprintender a quelli che hanno la custodia dell'arca. 33. Sotto Merari saranno le famiglie de*

Vers. a8. Avranno cura del santuario. Delle cose del santuario , che sono di poi noverate, vers. 38. Vers. 31. E del velo. Di quel velo che pende dinanzi al Santo de'Santi, nel quale involgevasi 1' arca portata da'Caathiti : gli altri veli li portavano i Gersoniti. Vers. 3a. Primo principe de' Levili. Eleazaro esercitava sopra tutti i Leviti un' autorit simile a quella che ronne esercitava sopra i sacerdoti ; ma ed egli, e tutti, e tutte le cose erano sotto la suprema autorit di ronne.

holitae, et Musitae re- Moholiti, e dei Musiti, eensiper nomina sua i de' quali fu fallo il novero nei loro nomi : 34- Tutti i maschi da 34. Omnes generis masculini ab uno men- un mese in su $eimila $j& et supra sex millia dugento. ducenti. 36. Princeps eorum 35. Il loro principe Suriel, filius Abihaiel: Suriel, figliuolo di Abiin plaga-septentriona- haiel : avranno gli alloggiamenti a settenli castrametabuntur. trione. 36. Saranno sotto la 36. Erant sub custodia eorum tabulae ta- loro cura le tavole del bernacuU,et vectes, et tabernacolo, e le siancolumnae, etc bases ea- ghe, e le colonne colle rum, et omnia, quae ad loro basi, e tutte le cocultum hujuscemodi se, che vanno con quepertinenti st. 5j. Colipnnaeque a* 37. E parimente le trii per circuitum cum colonne , che circonbasibus suis, et paxilli dano l'at rio , colle locumfunibus, ro basi, e i chiodi, e le funi. 38. Castrametabun38. Mos e Aronne tur ante tabernaculum coi suoi figliuoli avranfoederis, id est ad o- no T alloggiamento dirientalem plagam, nanzi al tabernacolo Mbyses et Aaron cum dell'alleanza ad oriente, filiis suis, habentes cu- vegliando alla custodia stodiam sanctuarii in del santuario in mezzo mediofiliorumIsrael : a' figliuoli d'Israele :
Vers. 38. * Mos ed 'Aronne co* suoi figlinoli. Ebr. e i LXX. per tutti i figliuoli.

quisquis alienus ac- qualunque straniero \\ si accosti, sar messo a cesseri/, morietur. morte. 39. Tutti i Leviti di 39. Omnes Levitae t quos numeraverunt sesso mascolino da un Moyses et Aaron jux- mese in su, che furon ta praeceptum Domini contati famiglia per faper familias suas in miglia da Mos e da genere masculino a Aronne secondo il comense uno et supra, mandamento del Signofuerunt viginti duo mil- re , furono ventidue mila. lia. 4- E il Signore dis40. Et ait Dominus ad Moysen: Numera se a Mos : Conta i priprimogenitos sexus mogeniti maschi de' fimasculini de filiis I- gliuoli d'Israele da un srael ab uno mense et mese in su, e tienne resupra, et habebis sum- gistro. mam eorum. 4t. E in vece di tut41. Toliesque Levi" tas mihi pro omni pri- ti i primogeniti de* fimogenito fiUorum I- gliuoli d'Israele, sepasraeL Ego sum Domi- rerai per me i Leviti. nus. Et pecora eorum Io sono il Signore. E i pro universis primole- loro bestiami in vece di nitis pecorum filiorum tutti i primogeniti de* bestiami de'figliuoli d'IIsrael. sraele.
Vera. 3g. Tutti i Levili ... furono ventiline mila. Messe insieme le somme di settemila cinquecento Gersoniti, di ottomila Caathiti, di seimila dugento Merariti, si ha il totale di ventiduemila trecento , ma trecento sono lasciati indietro, perch erano primogeniti ; onde come gi consacrati a Dio non potean computarsi nel numero de'Leviti che dovean permutarsi co'prmoge. uiti di tutto Israele ; mentre essendo eglino ancora primogeniti avean bisogno d'essere riscattati.

42. Kecensuit Moy 4a. Mos fece regises, sicut praeceperat stro dei primogeniti Dominus', primogenitos de' figliuoli d'Israele , conforme aveva ordinafiliorum Israel : to il Signore. 43' E i maschi regi43. Et fuerunt masculi per nomina sua a strati pe' loro nomi da mense uno et supra un mese in su furono viginti duo milia ventidue mila dugento ducenti septuaginta settantatr. tres. 44* Locutusque est 44* E il Signore parDominus ad Moysen, l a Mos, e disse : dicens : * 45. Prendi i Levili 45. Tolle Levitas pro primogenitis filiorum in luogo de' primogeIsrae^ et pecora Levi' niti deifigliuolid'Israetarum pro pecoribus le, e i bestiami dei Leeorum, eruntque Levi- yiti in vece de'bestiami le mei. Eg^um Do- di quelli, e i Leviti saminus. ranno miei. Io sono il Signore. 46. In predo autem 46. E pel prezzo ducentorum septuagin- de'dugento settantatr ta trium, qui excedunt primogeniti dei figliuonumerum Levitarum, li d'Israele, i quali so* de primogenitis filio no sopra il numero dei rum Israel, Leviti, 47- Accipies quinque 47- Prenderai cinque sclos per singula ca- sicli per testa al peso pita ad mensuram del santuario. Il siclo sanctuarii. Siclus ha- contiene venti oboli. bet viginti obolos. Exod, 3o. 13. Levit.

27. 26. In/r. 18* 16.


Ezeck. 45. 12.

48. darai questo 48. Dabisque pecuniam Aaron, et filiis denaro ad Aronne, e ejus , pretium eorum, a'figliuoli di lui pe'primogeniti, che sono di qui supra sunt. pi. 49. Prese adunque 49. Tulit igitur Moyses pecuniam eorum, Mos il denaro per qufuerant amplius, et quelli che erano di pi, quos redemerant a Le- e pe' quali si pagava il riscatto a'Leviti. vitis. 50. Per questi pri50. Pro primogenif's filiorum Israel mille mogeniti de' figliuoli trecentorum sexaginta d'Israele mille trecenquinque siclorum juxta to sessantacinque s-icli al peso del santuario. pondus sanctuarii. 61. E lo diede ad A61. Et dedit eam Aaron, et filiis ejus juxta ronne, e a'suoi figliuoli verbum quod praecepe- secondo 1' ordine datogli dal Signore. rat sibi Dominus.

Vers. 4y. Prenderai cinque steli per testa ce. Alcuni Rabbini dicono , che furono tirati a sorte que'primogeniti fino al numero di dugento settantatr, i quali non potendo essere permutati pagarono cinque sicli per uno. Vers. 49. * Per quelli ch' erano di pi. Oltre quelli che *i erano riscattati colla permuta de' Laviti.

C A P O IV. S Distribuiscono gli uffizii de' Leviti secondo la famiglia di ciascheduno. . JLjocutusque est Dominus ad Moysen et Aaron, dicens : 2. Tolle summamfiliorum Caath de medio Levitarum per domos, etfamilias suas. 3. A trigesimo anno et supra usque ad quin* quagesimum annum, omnium, qui ingrediuntur, ut stent, et mi/zistrent in tabernaculo foederis. 4-Hic esl yiltusfiliorum Caath. Tabernaculum foederis, et Sanctum sanctorum 6. Ingredientur Aaron, et filii ejus, quan1. JLj il Signore parl a Mos e ad Aronne, e disse : 2. Fa il novero de'figliuoli di Caath separatamente dagli altri Leviti secondo le loro case, e famiglie. 5. Dal trentesimo anno in poi fino al cin* quantesimo, conta tutti quelli che entrano di stazione , e servono nel tabernacolo dell' alleanza. 4- Questo 1' ufficio de' figliuoli di Caath . Nel tabernacolo dell'alleanza , e nel Sancta sanctorum 5. Entrer Aronne, e i figliuoli di lui, al-

Vers. 3. Dal trentesimo anno ec. Nel capo precedente furon contati i Leviti dal primo mese della loro nascita in poi, perch si trattava di surrogargli a' primogeniti ; ma qui si contano da' treni' anni sino a' cinquanta, perch si tratta di avere uomini robusti , atti a portare e il tabernacolo, e tutto quello che andava con esso , e ad esercitare -le molte faticose incumbenze del loro ministero,

C A P do movendo, sunt castra, et deponent velum quod pendei ante fores,involventque eo rcam testimonii,

6. Et operient rursum velamine yanthi narum pellium, extendentque desuper pai* lium totum' hyacinthinum, et inducent vectes. 7. Mensam quoque propositionis involvent hyacinihino pallio, et ponent cum ea thuribula, et mortariola, cyathos, et cratera ad liba fundenda : panes semper in ea erunt : 8. Extendentque desuper pallium cocci-

O IV. 37 lorch debbonsi muovere gli alloggiamenti, e caleranno il velo, che pende dinanzi alla porta , e in esso involgeranno V arca del testamento, 6. E la copriranno di pi col velo di pelli di color violetto, e sten deranno al di sopra la coperta di color di giacinto , e accomoderanno le stanghe. 7. Parimente la mensa della proposizione la involgeranno in coperta di giacinto, e con essa matteranno i turiboli , e i mortai, e i bicchieri, e i nappi per le libagioni: sopra la mensa vi saranno sempre i pani : 8. E vi stenderanno sopra il velo di scarlat-

Vers. 5. Entrer Aronn*,, e i figliuoli di lz*i ec. Ecco il solo caso , in cui i sacerdoti inferiori entravano nel Santo de' Santi, quando cio , dovendo muoversi il campo, conveniva d'involgere 1' arca per darla a portare a' Leviti : allora i sacerdoti vi entravano col pontefice per aiutarlo. Vers. 6. E accomoderanno le stanghe. Le stanghe stavano sempre fsse ali' arca, Exod. xxv. 15., ma si levavano probabilmente nel tempo che 1' arca s'involgeva ne' suoi veli, e dipoi si rimettevano. Altri spiegano l'Ebreo, come se volesse dire , che i sacerdoti mettevano le stanghe sulle spalle di que' che portavano l'arca.

neurn, quod rursum operient velamento ^athinarum pellium, et inducent vectes. 9. Sument et pai" liurn hyacinthinum, quo operient candelabrum cum lucernis, et forcipibus suis, et emunctO" riis, et cunctis vasis olei, quae ad concinnandas* lucernas necessaria sunt: 10. E/ super omnia ponent operimentum janthmar&m pellium, e/ inducent vectes. 11. Nec non et altare aureum involvent hyacinthino vestimento, et extendent desuper operimentum janthinarum pellium, inducentque vectes. 12. Omnia vosa, quibus ministratur in sanctuario, involvent hyacinthino pallio, et extende^ desuper operimentum janthinarum pellium j inducentque vectes

to , il quale sar ancor coperto colla tenda di pelli violette, e \ accomoderanno le stanghe. 9. Prenderanno anche una coperta di giacinto, colla quale involgeranno il candelabro colle lucerne, e le sue forbici, e le smoccola loie , e con tutti i vasi dell'olio, e quel che serve ad aggiustar le lucerne: 10. E sopra tutte queste cose metteranno una coperta di pelli violette, e v i accomoderanno le stanghe. 11. Similmente l'altare d' oro lo involgeranno in una coperta di giacinto , e vi stenderanno sopra un velo di pelli violette, e vi accomoderanno le stanghe. 12. Tutti i vasi che servono i santuario, li copriranno con una tenda di iacinto, e stenderanno sopra un velo di pelli violette, e vi accomoderanno le stanghe.

i3. Sed et altare 13. L'altare eziando mundabunt ci/zere, et degli olocausti ripulito involvent illud purpu- dalie ceneri lo involgereo vestimento, ranno in una coperta di porpora, 14* Ponentque cum 1-4. Posti sopra dieseo omnia vasa, quibus si tutti gli arnesi, che in ministerio ejus u- servono per esso ; vale tuntur ; id est, ignium a dire i bracieri , i forreceptacula, fuscinulas coni, i tridenti, gli unac tridentes, uncinos, cini , le padelle , gli aret batilla, cuncta vasa nesi dell'altare li coprialtaris operient simul ranno tutti insieme col velamine /anthinarum velo di pelli violette , e petlium, et inducent porranno { ogni cosa ) vectes. sopra le stanghe. 15. Cumque involvei5. E quando Aronrint Aaron, et filii e- ne , e ifigliuolidi lui jus sanctuarium, et o- avranno involto tutte le mnia vasa ejus in com- parti del santuario, e motione castrorum, tunc tutti i suoi vasi nel intrabunt filii Caath, ut muoversi il campo , alportent involuta : et non lora verranno i figliuotangentvasa sanctuarii, li di Caath a prendere ne moriantur. Ista sunt gl'involti: e non toconera filiorum Caath cheranno i vasi del sanin tabernaculo foede- tuario , altrimenti saris : rebbero messi a morte. Questa incumbenza dei figliuoli di Caath nel tabernacolo dell' alleanza :
Vers. 15. E non toccheranno i vasi del santuario. Non toccheranno neppure g' involti che cuoprono i vasi santi : la minaccia di Dio generale ; ma riguarda specialmente l'arca, la quale

16. Super quos erit Eleazar, filius Aaron sacerdotis, ad cujus curam pertinet oleum ad concinnandas lucernas et compositionis incensum, et sacri/icium, quod semper offertur, et oleum unctionis, et quidquid ad cultum tabernaculi pertinet, omniumque vasorum, quae in sanctuario sunt. 17. Locutusque e$t Dominus ad jfcfoysejz / Aaront dicens : 18. Nolite perdere populum Caath de medio Levuorumi

16. Il loro capo sar Eleazaro, figliuolo di Arnne sommo sacerdote, e a lui si apparterr l'aver cura dell'olio per preparare le lucerne, e dei profumi di composizione , e del sacrifizio perpetuo, e dell1 olio di unzione, e di tutto quello che riguarda il culto del tabernacolo , e di tutti i vasi, che sono nel santuario. 17. E il Signore parl a(' Mos ed Arnne, e disse : 18. Badate, che la stirpe di Caath non abbia ad essere sterminala di mezzo a'Leviti:

non era data a portare a' Caathiti, se non perch i sacerdoti non erano ancor in tal numero da poterla portar essi, come fecero dipoi. Vedi Deuter. xxxi. g. Vers. 16. Il loro capo sar Eleazaro. Egli avea soprintendenza a tutti i Levili, ma specialmente a quegli della stirpe di Caath, perch ad essi erano affidate le cose pi pregiate , e pi sante. E del sacrificio perpetuo. La voce ebrea significa l'obbJazione di farina, de'pani, d'olio, 'e di vino , la quale facevasi mattina e sera co' due olocausti , Levil. vi. 20. 21. E di qui impariamo, che anche nel deserto si offerivan questi sacrifzii, e la legge si osservava in tutto quello che si poteva. Vers. 18. .* Baiiate che la stirpe di Caath non abbici ad essere sterminata. Poich il mancar di rispetto verso le cose sante, 1' appressarvi! per mera curiosit, e fino il mirarle senz'aver l'animo penetrato da orror religioso, sarebbe stato un delitto ci* frutterebbe a' Caathiti la morte, come avvenne ne'Betsami-

i$, Sed hoc facile eis, ut vivant, et non moriantur, si tetigeri/zt sancta sanctorum.'. Aaron, et filii ejus intrabunt, ipsique disponent opera singulorum, et divident quid porta re quis debeat. 20. Alii nulla curiositate videant, quae su/zt in sanctuario , priusciuaminvolvantur, aliofjuin morientur.

21. Locutusque est Dominus ad Moysen, diceno : 22. Polle summam 22. Conta anche il etiam filiorum Gerson numero dei figliuoli di per domo s ^ ac familia Gerson secondo la loro genealogia, e famiglia, et cognationes suas e casa 23. Dai trentanni in 23. A triginta annis et supra, usque ad poi fino a' cinquanta . annos quinquaginta. Conta tutti quelli che Numera omnes, qui in- entrano a servire nel tagrediuntur, et mini- bernacolo dell'alleanza. strant in tabernaculo foederis.
ti 1. Reg. iv. Per non isterminarli il Signore ne raccomanda una special cura a Mos e ad Aronne, sicch eglino ben diretti senza disgustar Dio esercitino le funzioni del loro ministero.

19. Ma affinch eglino non periscano, ove vengano a toccare le cose sante , fate cos : Aron n e, e i suoi figliuoli entrino ( nel santuario), ed ei preparino a ciascheduno il loro incarico , e spartiscano quello che gli altri debbono portare. 20. Gli altri non si lascin portare dalla curiosit a mirare le cose, che sono nel santuario, prima che sieno involte , altrimenti periranno. 21. E il Signore parl a Mos, e disse:

24. Hoc est officium familiae Gersonitarum i 26. Ut portent cortinas tabernaculi, ettectum foederis, operimentum aliud, et super omnia velamenyan* thinum, tentoriumque, quod pendei : in introito tabernacuKfoederis, 26. Cortinas atrii, e* velum in introito, quod est ante tabernaculum. Ontnia, quae ad altare pertinenti /niculos, et wzsa ministeri**, 27. Jubente Aaron, et filiis ejus, portabunt filii Gerson .* et scient singuli cui debeant oeri mancipari.

28. Hic est cultus familiae Gersonitarum in tabernaculo foederis : eruntque sub ma-

24. L' u%io della famiglia de'Gersonili questo : \ 25. Ei porteranno i veli del tabernacolo , e le Coperte dello stesso tabernacolo, e la seconda coperta , e il velame di pelli violette, che sta di sopra, e la tenda, che pende ali' ingresso del tabernacolo dell* alleanza , 26. Le cortine dell' atrio, e il velo dell'ingresso dinanzi al tabernacolo. Tutte le cose che spettano ali' altare, le funi, e i vasi del ministero, 27. Li porteranno i figliuoli di Gerson secondo gli ordini che avranno da Aronne, e dai figliuoli di lui, e ad ognun di loro sar noto il servigio che dee prestare. 28. Queste sono le incumbenze della famiglia de* Gersonili nel tabernacolo dell'allean-

Vers. a6. Tutte le cose che spettano ali' altare ec. Tutti i veli dell' atrio che cono intorno ali' altare degli olocausti.

nu Itkamar filii Aaron sacerdotis. 9. Filios quoque Merari per familias, et domos patrunt suorum recensebis. 3o A triginta annis et supra usque ad. annos quinquaginta omnes, qui ingrediu/ztur a<3 officium mini sterii sui, et cultum foederis testimonii. 31. Haec sunt onera eorum: Portabunt ta* bulas tabernacoli, et vects ejus, columnas, ac bases earum, 32. Columnas quo* que atrii per circuitum cum basibus , et paxillis, et funibus suis. Omnia vasa, et supeltectilem ad numerum accipient, sicque portabunt. 33. Hoc est officium familiae Meraritarum, et ministerium in taber/zacuto foederis : e-

za : essi dipenderanno da Itharnar figliuolo di Aronae sommo sacerdote. 29. Farai anche il novero de' figliuoli di Merari secondo le famiglie, e le case dei padri loro. 30. Da lrenf anni in su fino a' cinquanta conterai tutti quelli che entrano ad admpiere r obbligo del lor ministero, e a servire al tabernacolo dell' alleanza. 31. La loro incumbenza questa : Porteranno le tavole del tabernacolo e le sue travi, le colonne, e le loro basi, 32. Ed anche le colonne, che sono intorno al' atrio colle loro basi, e i chiodi, e le funi. Riceveranno in consegna tutti i vasi, e robe contate, ei poi le porteranno. 33. Questa rincumbenza della famiglia de' Merariti, e il ministero loro nel tabernacolo dell' alleanza: e

thamar filii Aaron sa- saranno subordinati a Ithamar, figliuolo del cerdotis. sommo sacerdote Aronne. 34- Mos adunque e 34. Recensuerunt igitur Moyses et Aa- Aronne, e i principi ron, et principes syna- della sinagoga fecero il 1 gogaefilios Caath per novero de figliuoli di cognationes, et domos Caath, secondo le famiglie, e le case de' papatrum suorum, dri loro, 35. Da3 treni5 anni in 35. A triginta annis e/ supra usque ad an- su |fino a5 cinquanta num quinquagesimum, contarono tutti (quelli omnes, qui ingrediwn- che entrano nel minitur ad ministerium ta- stero del tabernacolo dell' alleanza t bernaculi foederis i 36 Et inventi sunt 36. E si trovarono duo millia septingenti due mila settecento quinqua^inta. cinquanta. 07. Jhfic estnumerus 37. Questo il nupopuli Caath) qui in- mero di quelli della trani tabernaculum stirpe di Caath, che enfoederis : hos numera- trano nel taberncolo vit Moyses, et Aaron dell' alleanza : questi juxta sermonem Domi" furono contati da Moni per manum Moysi. s, e da Aronne secondo l'ordine dato dal Signore per mezzo di Mos. 38. Numerati sunt 38. Furon similmenet filii erson per co- te contati ifigliuolidi gnationes , et domos Gerson secondo le fapatrum suorum, miglie , e le case dei padri loro, 39. A triginta annis 39. Da' t re n t'anni in

et supra usque ad quinquagesimum annum, omnes, qui ingrediuntur, ut ministrent in tabemaculo foederis : 40. Et inventi sunt duo m illia sex centi tri' ginta. 41. Hic est populus Gersonitarum,quos numeraverunt Moyses et Aaron juxta verbum Domini. 4a. Numerati sunt et filii Merari per cognationes, etdomos patrum suorum, 43. A triginta annis et supra usque ad an" num quinquagesimum, omnes, qui ingrediuntur ad explendos ritus tabernaculi foederis > 44 J^t inventi sunt tria millia ducenti : 45. Hic est numerus filiorum Merari, quos reeensuerunt Moyses et Aaron juxta imperium Domini per manum MoysL 46. Omnes, qui recensit sunt de Levi-

su fino a' cinquanta furon contati tutti quelli che entrano a servire nel tabernacolo del1' alleanza : 40. E se ne trovarono due mila secento trenta. 41. Questa la somma dei Gersoniti contati da Mos e da Aronne secondo l'ordine del Signore. 42. Furono eziando contati i figliuoli di Merari secondo le famiglie, e le case de' padri loro, 43. Da'treni' anni in poi fino a cinquanta furon contati tutti quelli che entrano ad eseguire le loro incumbenze nel tabernacolo dell' alleanza ; 44- E si trovarono tre mila dugento : 45. Questo il numero dei figliuoli di Merari, che furon noverati da Mos e da Aronne, secondo 1* ordine dato da Dio per mezzo di Mos. 46. Tutti i Leviti, i quali da Mos e Aron-

tis, et quos recenseri focit ad nomen Moyses, et Aaron, et principes Israel^ per cognationes, et domos patrum suorum, 47. A trig7ita annis et supra, usque ad annum quinquagesimum, ingredientes ad mini' sterium tabernaculi, e/ onera portando, 48. Fuerunt simul octo milita quingenti octoginta. 4p. Juxta verbum Domni recensuit eos MoyseS) unumquemque juxta officium^ et onera sua, sicut praecepenit et Dominus.

ne, e da'principi d'Israele furon contati, e fatli registrare pe' loro nomi, secondo le famiglie, e le case de* padri loro, 47 Da' treni' anni in su fino a'cinquanta, i quali entravano a servire nel tabernacolo, e a portare i pesi, 48. Furono la somma di otto mila cinquecento otlanla. 49- Mos ne fece il novero secondo 1* ordine del Signore, assegnata a ciascheduno la sua incumbenza, e il suo peso, conforme aveva a lui comandato il Signore.

C A P O v;
Quali sieno gf immondi da tenersi lungi dagli alloggiamenti. In qual modo si soddisfaccia per le trasgressioni nate da negligenza. Delle primizie, e obblazioni, e della legge di gelosia. i. JLjocutusque est \. J J il Signore parDominus ad Moysen^ Ip a Mos, e disse : dicens : * '

s. Praecipe filiis Israel, ut ejiciant de ea* stris omnem lebrosum, et qui semine fluii, poi" lutusque est super mortuo : 3. T<2m mascwlum, quam feminam ej id te de castris, ne contaminent ea, cum habitaverim vobiscum. 4- Feceruntque ita filii Israel, et ejecerunt eos extra castra, sicut locutus erat Dominus Moysi. 5. Xocutusque est Dominus ad Moysen, dicens : 6. Zoquere ad filios Israeli Vir^ sive mulier, cum fecerint ex omnibus peccatis, quae solent hominibus acci

2. Ordina a* figliuoli d'Israele, che scafino dagli alloggiamen li tutt'i lebbrosi, e quelli che patiscono gonorrea, e quegli che sono immondi pe.r causa di ur* morto. 3. Maschi, o femmine che sieno, cacciate* gli via dagli alloggiamenti, affinch non li rendano immondi, mentre io vi abito insieme con voi. 4- JS cos fecero i figliuoli d'Israele, e cacciarono coloro fuori de* gli alloggiamenti, come il Signore avea detto a Mos. 5. E il Signore parl a Mos, e disse : 6. Tu dirai ai figliuoli d'Israele : Se un uomo, o una donna per negligenza far alcuno di quei peccali, che so

Vers. 2. I lebbrosi, * quegli ec. Sono notate tre specie d'immondezza, per la quale P uomo e la donna che vi fossero soggetti eran separati, e messi fuori degli alloggiamenti per ordine d Dio. I lebbrosi, e que' che pativan gonorrea, restavan fuori, sino amianto che fosser guariti e purificati, Levit. xiv. xv. : quelli poi che erano immondi pel toccamente d' un morto, passati i sette giorni, e fatte le loro purificazioni, tornavano agli alloggiamenti. Vedi Niim. six. M, 12.

dere, et per negligentzam transgressi fuerint mandatimi Domini, atque deliquerint, 7. Confitebuntur peccatum suum , et red. dent ipsum caput, quin tamque partem de su. per ei, in quem peccaverint. 8. Sin autem noti fuerit, qui recipiat, dabunt Domino, et erit sacervtis, excepto ariete, qui offertur pro expiattone, ut sit placabilis hostia. 9. Omnes quoque primitiae, quas offerunt filii Israel, ad sacerdotem pertinent : 10. Et quidquid in sanctuarium offertur a singulis i et traditur manibus sacerdotis, ipsius erit.

no ordinarii agli uomini , e per negligenza trasgrediranno il precetto ^del Signore, e peccheranno, 7. Confesseranno la loro colpa, e riiaranno i danni col quinto di xpi a colui contro del quale han peccato. 8. Se non hawi chi riceva la restituzione, la faranno al Signore, ed ella sar del sacerdote, eccettuato V ariete, che si offerisce in espiazione, e per esser ostia, ehe impetri perdono. 9. Tutte parimente le primizie offerte dai figliuoli d'Israele spettano al sacerdote : 10. E tutto quello che da ciascheduno portato al santuario, e posto nelle mani del sacerdote, sar del sacerdote.

Vers. 6. *. Se un nomo ... far alcuno di que' peccati ec. So- J, no que'peccati, co'quali gli uomini si danneggiano gli uni co- > gli altri, come noto s. Agostino q. g*., e la legge restringesi a fr que' peccati, i quali, essendo segreti, non possono essere puniti | , da'giudici. Uno adunque, che ha commesso slrail peccato, se pen- j lito presentasi al'sacerdote, dee prima confessare il suo fallo , e | dipoi fare la restituzione colla giuria d' un quinto, i

11. Locutusgue est Dominus ad Moysen, dicens : 12. Zoquere adfilios Israel., et dices ad eos: Vir, cujus uxor erraverit, maritumque contemnens 13. Dormierit cum altero viro, et hoc maritus deprehendere non quiverit, sed latet adulterium, et testibus argui 7/on potest, quia non est inventa in stupro : 14. Si spiritus aelotypiae concitaverit virum contra uxorem suam, quae vel polluta est, vel falsa suspicione appetiturt

11. E il Signore parl a Mese, e disse : 12. Parla a'figliuoli d'Israele, e di' loro : Se una donna cade in peccato, e dispregiando il marito 13. Dorme con altro uomo, e il marito non pu venirne in chiaro, ma l'adulterio nascoso, e non pu provarsi coi testimoni, perch ella non fu colla in fallo : i4- Se lo spirito di gelosa si impossessato dell' uomo riguardo alla sua moglie, la quale o slala disonorata , o senza ragionp f cnfinpf i n

Vers. 8._Se nan,~uumi chi riceva la restituzione. Se non pi vivo colui, a cui fu fatto il danno , e nemmeno egli ha eredi, ovver questi non si sanno ; lo che non pu accadere, se non riguardo a un proselito, perch un Israelita, come dicono gli Ebrei, non pu essere senza eredi. Questo caso non era stato espresso BC! Levitico, cap. vi. 2. 5. 6. Vers. 14- Se lo spirito di gelosa si impossessato dell' uomo ec. Non si permetteva alla donna di ricorrere a questo mezzo, primo, per non avvilire 1'autorit del capo della famiglia ; secondo, perch le donne sono di loro natura pi proclivi a lasciarsi trasportare dalla gelosia ; terzo , perch il matrimonio offeso pi dall' adulterio della moglie , che da quel del marito, per ragione dell'illegittima prole, ch'ella intrude nella famiglia ; onde P uomo ammogliato, che pecca con donna libera, non lapidato ; ma la douna maritata che pecca con uomo libero , lapidata, Levit. x*. io. Deuler, xxu. 4- Q es la legae adattata alla

Numeri. Vol IH.

'3

15. Quegli la menei 5. Adducet eam ad sacerdotem, et offeret r al sacerdote, e offeoblationem pro illa, de- rir per lei la decima cimam partem sati fa- parte d' un sato di faj rinae hordeaceae : non rina d orzo senza sparfundet super eam o- gervi sopra dell' olio, leum, nec imponet thus; n porv dell' incenso : quia sacrificum zeloty- perch questo sacripiae est, et oblatio in- zio di gelosia, e obvestigans adulterium. blazione fatta per iscoprire 1' adulterio. 16. Il sacerdote a16. Offeret igitur eam sacerdos, et sta- dunque la offerir, e presenter ( la donna ) tuet coram Domino : dinanzi al Signore: 17. E prender del17. Jssumetque aquam sanctam in va s e T acqua santa in un vafictili: etpaxillum ter so di terra, e vi getterae de pavimento ta- r dentro un pocolino bernaculi mittetin eam. di terra del pavimento del tabernacolo.
durezza di cuore degli Ebrei, ebbe per fine in primo luogo di rattener il furore de' mariti ; in secondo luogo di tenere in timore le mogli. A imitazione di questa legge fu introdotta tra' cristiani in certi tempi l'usanza di provare l'innocenza delle mogli col ferro infuocato, e. ; lo che fu giustamente vietato di pi dalla Chiesa. * E stata disonorata, o senza ragione sospetta. Niun creda , che un modo cos straordinario per verificare il delitto, o l'innocnza della consorte, si accordasse al marito per qualsiasi diffidenza ; ma solo in casi gravissimi, e dopo molte ammonizioni, e riprensioni fattele senza profitto. Vers. 15. Perche e sacrifizio di gelosa. Sacrifizio per lo peccato, che almen si presume commesso dalla donna \ onde non vi si adoperava n olio, n incenso, Levit. v. 11. * La decima parte d' un salo. Ebri e i LXX. d' un ephi. L'ephi equivaleva a tre sali. Vers. 17. Acqua santa. Intendesi l'acqua , di cui si servivano pelle Decorrenze del santuario.,

18. Cumque steterit imulierin conspectu Domini, discooperet caput ejus, et ponet super manus illius sacrificium recordatons, et oblationem zelotypiae : ipse autem tenebitaquas amarissimas, in quibus cum exsecratione maledicta congessiti 19. Adjurabitque eam, et dicet : Si non dormivit vir lienus tecum, et si non polluta es, deserto mariti toro, non te nocebiint aquae istae amarissimae, in qas maledicta congessi. 2 o. Sin autem declinasti a viro tuo, atque polluta es, et toncubuis ti cum altero viro, . 21. His maledictiontbussub/acebisrDet te Dominus in maledictionemexemplumque cunctorumin populo suo:

18. E stando la donna al cospetto del Signore, egli le scoprir il capo, e porr sulle mani di lei il s a orifzio di ricordanza, e Tobblazione di gelosia : ed egli terr le acque di amaritudine, sopra le quali ha proferite le maledizioni, ed esecrazioni : 19. E la scongiurer, e dir : S non ha dormito con te altro uomo, e se tu non ti sei disonorata , abbandonando il tlamo coriugale, non nuoceranno a te queste acque amarssime, sopra le quali ho gettate maledizioni. 0o. Ma se tu ti sei alienata dal tuo marito, e ti sei disonorala, e hai dormito con altro uomo, 21. Cadrai in queste maledizioni : il Signore ti faccia argomento ed esempio di maledizione a'tutto il suo po-

Vers. 18. Le acque di amaritudine. Elle sono .cosi chiamate, o perch il sacerdote vi mettesse dentro dell' assenzio , come dirono gli Ebrei, ovvero perch divenivano amare, cio funeste alla donna che avesse peccato.

putrescere/aciatfomur polo : faccia infracidir tuu/w, et tumens uterus il tuo venire, e gonfi, e tuus disrumpatur: crcpi il tuo utero : 22. Entrino le acque 22. Ingrediantur aquae maledictae in di maledizione nel tuo ventrem tuum, et utero ventre, ed enfiato il tuo tumescente putrescat utero s'infracidisca il fomur. Et respondebit tuo fianco. E la donna mulier : Amen, amen. risponder: Cosi sia, cos sia. 23. E il sacerdote s3. Seribetque sacerdos in libello ista scriver in un libretto maledicta, et delebit queste maledizioni, e ea aquis amarissimis, le canceller coli* acin quas maledicta con- que di amaritudine , gessi/, sopra le quali scaric le maledizioni, 24. E le dar a bere 24- Et dabit ei bibere; quas cum exhau- alla donna; e quando serit, ella le avr tracannate, 2 5. ToUet sac,rdos 25. Il sacerdote prende manu ejus sacri/i- der dalle mani di lei cium zelotypiae, et ele- il sacrifizio di gelosa, vabit illud coram Do- e lo alzer dinanzi al mino, imponetque illud Signore, e porrallo sulsuper altare : ita dum- T altare : con questo per, che prima taxat ut prius 26. Pugillum sacri26; Prender una ficit tollat de eo, quod manata dell' obblaziooffertur, et incendat ne, e la brucer sull'alsuper altare ; et sic po- tare : e allora dar a tem det mulieri aquas bere alla donna le acque arnarissime. amarissimas.
Vers. a3. E le canceller coli' acque. Ovvero le rader ridi' acque, e ci affinch la donna beva in eerto modo insieme coll'acqua le stesse maledizioni.

27. <Juas cum biberi/, si pollata est, et contempto viro, adulterii rea, pertransibunt eam aquae matedictionis, et infiato ventre, computrescet femur : erityue mulier in maledictionem, et in exemplum omni populo.

28. Quod si polluta nonfuerit> erit innoxia et faciet liberos. 29. Ista est /ex selotypiae. Si declinaverit mulier a viro suo, et si polluta fueri^ 30. Maritusque zelotypiae spiritu concitatus adduxerit eam in conspectu Domini, et fecerit ei sacerdos juxta omnia,quae scripta sunt,

27. Bevute le quali, se ella ha peccato, e se disprezzato il marito, si fatta rea di adulterio, s'impossesseranno di lei le acque di maledizione, ed enfiato il ventre, infracidir il suo fianco : e quella donna sar argomento, ed esempio di maledizione per tutto il popolo. 28. Che se non rea, non patir mal nissuno, e far figliuoli. 29. Questa la legge per le occasioni di gelosia. Se la donna si aliena dal suo marito, e si disonora, 30. E il marito preso da spirilo di gelosa la conduce al cospetto del Signore, e il sacerdote fa a lei tutto quello che si scritto,

Vers. 26. Prender una manata ec. Nello stesso tempo la donna bevea l'acqua, e il sacerdote bruciava la farina. Vers. 27. Se ella ha peccalo ... s' impossesseranno di lei ac. Dio adunque per provvedere alla pace e al bene delle famiglie, permette in un caso s delicato questa prova , e promette di manifestare la verit con miracolo, gastigando rigorosamente la donna impudica, salvando l'innocente.

31. Il marito sar 31. Maritus absque culpa erit, et illa reci- senza colpa, e quella pietiniquitatem suam. pagher il fio di sua iniquit. C A P O VI. Consacrazione de'Nasarei, e loro obblazione. Con quali parole i sacerdoti benedicano il popolo . i. JLjocutusque est Dominus ad Moysen, dicens : a. Lofjuere ad filius Israelt et dices ad eos : F?r, sive mulier, cum fecerint volunt^ ut sanctzficentar, et se vo/uerint Domino consacrare, V 1. Hi il Signore parl a Mos, e disse : 2. Parla a' figliuoli d' Israele, e di' loro : Quando un uomo , o una donna avran fatto voto di santificarsi, e vorran consacrarsi al Signore,

Vers. 31. Il marito sar fenza colpa. 11 marito non peccava, valendosi d' un mezzo permesso dalla legge a tranquillare il suo spirito , e provare la verit, e facendo questo per amore della giustizia, e per non ritenere con s un'adultera; ma avrebbe peccato , se fosse stato spinto a ci fare da spirito di vendetta, d odio, ec.; e,generalmente g' interpreti convengono, che di questa legge dee farsi lo stesso giudizio, che di quella del ripudio , la quale Ges Cristo affermo non essere stata permessa tra' Giudei , se non a motivo della durezza de' loro cuori, e per ovviare a mali maggiori. Vers. a. E vorran consacrarsi al Signore. Vorranno essere Nazare in onore del Signore , come porta 1' Ebro. Di questi Nazarei alcuni avean voto perpetuo , carne Samuele , Sansone, e s* Giovanni Batista ; altri solamente avean voto temporario, come si racconta di Paolo, Atti xxi. Giuseppe Ebreo dice che simil voto facevasi dagli Ebrei ordinariamente in occasione di grave malattia , o di altro pericolo.

3. A vino, et omni, guod inebriare potest, abstinebunt : acetum ex vino, et ex qualibet alia potione, et quidquid de uva exprimitur, non bibent: uvas recentes, siccasquenon comedent. 4 Cunctis diebus, quibus ex voto Domino consecrantur, quidquid ex vinca esse potest, ab uva passa usque ad acinum non comedent. 6. Omni tempore separationis suae (i)novacula non transibit per caput ejus, usque ad completum diem,
(i) Jdic4i3. 5.

3. Si asterranno dal vino, e da tutto quello che pu ubbriacare : non beranno aceto fatto di vino, o di qualunque altra bevanda, n di tutto quello che si spreme dall' uva; non mangeranno uve fresche, n secche. 4- Per tutto il tempo, in cui sono consacrati per voto al Signore , non mangeranno frutto di vite, n uva passa, n fiocino d'uva. 5. Per tutto il tempo di loro separazione non passer rasoio pel capo loro,fino a che sieno compiuti tutti i

Vers. 3. Non beranno aceto fatto di vino, o di qualche altra bevanda. L'Ebreo non beranno aceto d vino, o a,ceto di sterra. Questo passo , e alcuni altri hanno dato motivo ad alcuni di credere, che secor, o sicera ( la qual voce tradotta ordinariamente per qualunque specie d liquore, che pu ubbriacare ) significhi il vino vecchio. Vedi il Calmet in questo luogo. * Si asterranno dal vino. Nel vino s'intende 1' amor del mondo, ed il fervore delle passioni che inebriano lo spirito, e lo sconvolgono, Is. xxvui. v. 3. Ora, per separarsi dal mondo, e vivere a Dio , conviene non solo astenersi da questo vino , ma da quanto ne risveglierebbe la sete. E perci a'Nazarei s'interdiceva quant'ha rapporto coll'uva, e con g' inebrianti liquori. A mostrar poi che chi veramente a Dio si consacra, nulla dee riserbarsi, il Nazareo al terminar del suo voto allorch si radeva i capelli dovea abbruciarli in onor del Signore insieme coli'ostia pacifica,

quo Domino consecratur. Sanctus erit crescente caesarie capitis ejus. 6. Omni tempore con* secrationis suae super mortuum non ingredietur, 7. Nec super patris quidem, et matris, et fratris, sororisque funere contaminabitur, quia consecratio Dei sui super capu* ejus est. , 6. Omnibus diebus separutwnis suhe sanctus erit Domino. 9. Sin autem mortuus fuerit subito quispiam coram eo, polluetur caput consecrationis ejus: quod radei illico in eadem die purgationis suae, et rursum septima :

giorni, pei quali sono consacrati ai Signore. Egli (il Nazareo) sar santo nel tempo che crescer la chioma della sua testa. 6. Per tutto il tempo della sua consacrazione non entrer dove sia un morto, 7. E non contrarr immondezza per ragione del funerale neppur del padre, e della madre, e del fratello e della sorella ; perch egli ha sulla sua testa il segno di uomo consacrato al suo Dio. 8. Per tutti i giorni di sua separazione sar santo al Signore. 9. Che se alcuno venga a morire subitamente davanti a lui, il capo di lui consacrato contrarr immondezza : ed ei lo rader immediatamente lo stesso d in cui si purifica, e di poi il settimo giorno :

\ers, 5. Egli sar santo nel tempo che crescer la chioma Sar consacrato a Dio, e per tale riconosciuto dal lasciar crescere i suoi capelli. Vers. Q. Il capo di lui consacrato contrarr immondezza. Il Nazareo di voto temporario contraeva immondezza, quando fos-

10. In octava autem die afferei duos turtures, vel duos pullos columbae sacerdoti in introitu foederis testimonii : 11. Facietque s acerdos unum pro peccato, et alterum in holocaustum, et deprecabitur pro eo, quia peccavit super mortuo : sanctificabitque caput ejus in die illo : 12 .Et consecrabit Domino dies separationis illius, offerens agnum anniculum pro peccato: ita tamen ut dies priores irriti fiant, quoniam polluta est sanctificado ejus

13. /sta est lex consecrationis. Cum dies, quos ex voto decreverat, complebuntur, ad-

10. L'ottavo giorno poi offerir al sacerdote due tortore, o due colombini all'ingresso del tabernacolo dell* alleanza : 11. E il sacerdote ne immoler uno per lo peccato, e V altro in olocausto, e far orazione per lui, che ha pec calo per ragion di quel morto : e consacrer in quel giorno il capo di lui: 12. Ed ei consacrer al Signore i giorni di sua separazione, offerendo un agnello delT anno per lo peccato i con questo per, che i giorni precedenti restino inutili, perch la santificazione di lui fu contaminata. 13. Questa la legge di tale consacrazione. Compiuti i giorni determinati nel voto (il

se accaduto , che un uomo morisse repentinamente sotto i suoi occhi ; allora si radeva di nuovo, e ricominciava di nuovo il tempo del Nazareato : egli doveva attribuire ai suoi peccati l'accidente che gli era occorso. Vers. 11. Chi ha peccalo per ragion di quel morto. Ha contratto immondezza legale per ragion i quel morto.
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ducei em ad ostium sacerdote) lo condurr alla porta del tabernatabernacidi foederis. colo dell'alleanza. 14. E offerir l'obbla14 Et offeret oblationem ejus Domino, a- zione di lui al Signore, gnum anniculum im- un agnello dell' anno maculatum in holocau- senza macchia in olostum, et ovem anntca- causto , e una pecora lam immaculatam pro dell' anno senza macpeccato, et arietem im- chia per lo peccato, e maculatum, hostiam un ariete senza macchia in ostia pacifica, pacificam, 15. Canistrum quo15. E di pi un paque panum azymorum, niere di pani azzimi qui conspersi sint oleo aspersi d' olio , e torte et lagana absque fer- non lievitate unte d'omento uncta oleo, ac lio , ciascuna cosa colle lbamina singulorum. sue libagioni. 16. Quae offeret sa16. Le cpiaii cose il cerdos coram Domi" sacerdote offerir dinan*2o, et faciet tam pro zi al Signore , e far il peccato, quam in holo- sacrificio tanto per lo caustum. peccato, come dell'olocausto. 17. A rietem vero im17. E immoler l'amolabit hostiam pacifi- riete in ostia pacifica al caci Domino, offerens Signore, offerendo insimul canistrum azy* sieme il paniere degli morum, et libarne/ita, azzimi, e le libagioni, quae ex more deben- che vi vanno secondo tur. il rito.
Vers. 18. L metter, sul fuoco, sopra di cui fu messa ep. Li brucer sullo stesso fuoco dell* altare , sopra di cui si brucia 1* ariete, e le offerte di pane, e i liquori offerti in ostia pacifica pel Nazareo.

18. Tunc radetur ISazaraeus ante ostium tabernaculi foederis caesarie consecrado#is suae : tolletque capillos ejus et ponet super ignem, qui est suppositus sacrificio pacificorum. Act. 21. 24. 19. Et armum co,ctum arietis, tortamque absque fermento unam de canistro, et laga,num azymum unum, et tradet in manus Nazaraei,post quamrasum fuerit caput ejus. 2o.Susceptaque rur,sum ab eo, elevabit in conspectu Dominii et , sanc/i/cata sacerdotis erunt, sicut pectusculum, quodsepararijussum <?st, et femur: post haec potest bifare Nazaraeus vinum. f

18. Allora la chioma del Nazareo consacrata si rader dinanzi alla porta del, tabernacolo dell' alleanza , e (il sacerdote) prender quei capelline li metter sul fuoco , sopra di cui fu messa l'ostia pacifica. 19. E la spalla cotta dell' ariete, e una tori a non lievitata presa dal paniere, e una stiacciata azzima porr nelle mani del Nazareo, dopo che sar stato raso il capo di lui. 20. E riprese queste cose dalle mani di lui, le alzer al cospetto del Signore : ed essendo cose santificate, apparterranno al sacerdote, come pure il petto, che si detto doversi separare, e la-eQscia : dopo di questo il Nazareo pu bever vino.

Vers. 20. E riprese queste cose ... le alzer al cospetto del Signore, E accennato il rito descritto altre volte : il sacerdote metteva sulle mani del Nazareo la spalla sinistra dell' ariete , il pane , ec., e sostenendogli le mani, alzava le mani di lui e ci che vi era sopra, verso i quattro punti del mondo ; e di poi il Nazareo rendeva quelle cose al sacerdote , a cui per diritto appartenevano, Vedi Levt, va. 31, 3a.

21. Ista est lex Nazarae, cum voverit oblationem suam Domino tempore consecrationis suae, exceptis his, quae invenerit manus ejus: juxta quod mente devoverat, ita faciet ad perfectionem sanctificationis suae.

21. Questa la legge del Nazareo , quando al tempo di sua consacrazione ha fatto al Signore il voto di sua offerta,lasciando da parte le cose che egli abbia possibilit di fare : ei far secondo che ebbe in animo di promettere , affine di rendere perfetta la sua santificazione. 22. E il Signore par22. iocutusque est Dominus ad Moysen, l a Mos, e disse : dicens : 23. Di' ad Aronne , e 23. Loquere Aaron, et filiis ejus : Sic bene- a'suoifigliuoli: Voi bedicetis filiis Israel, nedirete cosi i figliuli d'Israele, e direte loro: et diceds eis: 24. Il Signore ti be24. (i) Benedicat tibi Dominus, et custo- nedica , e ti custodisca. diat te. 25. Il Signore ti mo25. Ostendat Dominus faciem suam ubi, stri la sua Taccia, e abbia piet di te. et misereatur tui. (i) Eccli. 36. 19.

Vers. 21. fasciando da parte le cose ch' egli abbia possibilit di fare. E in sua libert P aggiungere altre cose che sieno possibili allo stato suo, riguardo alle quali far tutto quello che la sua divozione gli sugger allorch fece il voto. S. Gregorio Nazianzeno, s. Basilio, s. Gregorio ]^agno , e altri Padri riconoscono ne'Nazarei perpetui una figura dei Monaci, e degli Asceti, i quali formaron di poi uno stato cosi distinto, e venerabile nella Chiesa, e furono il buon odore di Cristo a Dio per la totale separazione dal mondo, per lo spirito di penitenza, e di orazione , fc peli'esimia santit dei costumi.

26. Converta* Dominus cultum suum ad te, et det /ibi pacem. 27. Invoeabuntque nomen meum super filios Israelt et ego,benedicam eis.

26. Il Signore rivolga a te la sua faccia , e diati pace. 27. Ed eglino invocheranno il nome mio sopra ifigliuolid'Israele, e io li benedir.

C A P O VII. Obblazioni de' principi: delle dodici trib alla dedicazione del tabernacolo, e dell* altare. Il Signore parla dal propiziatorio a Mo s , che era entrato nel tabernacolo. i.Jt actum (i) est autem in die, qua complevit Mbyses taberna* culum, et erexit illud , unxitque, et sanctificavit cum omnibus vasis suis, altare similiter, et omnia vasa ejus, 2. O btulerunt principes Israeli et capita familiarum, qui erant
(O Exod. 4o. 16. Vers. a5. Il Signore ti mostri la sud faccia. Cio a dire, sia egli tua luce a dirigere i tuoi passi ; il Signore t'illumini. Osservano gli Ebrei, che lo stesso nome di Jehovah ripetuto tre volte in questi tre versetti 4- ^5. 26., sempre con accenti diversi , per significare il mistero dell' augustissima Trinit. Vers. i. Or nel giorno, in cui Mos cornet il tabernacolo ecQuello che raccontato in questo capitolo de' doni offerti dai principi delle trib, succedette il secondo giorno del secondo mese dopo 1' uscita dall'Egitto.

i. V^f r nel giorno , in cui Mos compi il tabernacolo, e lo alz , e lo unse, e lo santific con tutti i vasi suoi, e slmilmente 1' altare , e tutti i suoi vasi, a. I principi d'Israele , e i capi delle famiglie in cascheduna tri-

per singulos tribus , b, i quali soprastavapraefectique eorum, qui no a quelli, de' quali numerati fuerunt, erasi fatto registro, offerirono 3. Munera coram Do3. I loro doni dinanminai sex plaustra te- zi al Signore : sei carri et cum duodecim bo- coperti con dodici buoi. bus. Unum plaustrum Due capi offerirono un obtulere duo duces, et carro , e ognun di essi unum bovem singuli, un bue, e li menarono obtuleruntcjue ea in al cospetto del taberconspectu tabernacoli. nacolo. 4- Ait autem Domi4 E il Signore disse nus ad Moysen : aMos: 5. Suscipe ab eis, ut 5. Prendi da essi il serviant in ministerio loro dono per servigio tabernacoli^ et trades del tabernacolo, e lo riea Levitis juxta o?d* metterai ai Leviti, avunem minsterii $ui. to .riguarcjo al loro ministero. 6. Itaque cum susce6. Mos adunque apissetMoyses plaustra, vendo ricevuti i carri, et boves, tradidit eos e i bovi, li diede a'LeLevitis. viti 7. Duo plaustra, et 7. Due carri, e quatquatuor boves dedit fi- tro buoi li diede a' filiis Gerson, juxta id, gliuoli di Gerson, conquod habebant neces- forme ne avean bisosarium . gno. 8. Quatuor alia plau8. Quattro altri car<stra, et octo boves de- ri, e otto buoi li diede dit filiis Merari, secun- a' figliuoli di Merari, dum officia, et cultum avujto riguard agli ufYers. 5. * Avuto riguardo al loro minuter. Secondo 1' esigenza del lor ministero.

suum sub manu Itha- ficii, e incumbenze, che mar filii Aaron sace**- aveano sotto Ithamar dotis : figliuolo di Aronne sacerdote : 9'. Filiis autem Caath 9. A' figliuoli poi di non dedit plaustro,, et Caath non diede carri, boves : quia in sanctua- n bovi: perch servorio serviunt, et onera no al santuario , e porpropriis portant hume- iano i loro pesi sulle proprie spalle. ris. 10. 1 capi adunque of10. Igitur obtulerunt duces in dqdicationem ferirono le loro obbiaaltaris, die, qua un- zioni dinanzi ali' altare ctum est, oblationem per la dedicazione del1' altare , il giorno, nel suam ante altare. quale fu unto. 11. E il Signore dis11. Dixitque Domi nus ad. Moysen : Sin- se a Mos : Tutti i caguli duces per singu- pi offeriscano ogni giorlos dies off erant mune~ no i loro doni per la ra in dedicationem al' consacrazione dell' altare. taris. 12. Il primo giorno 12. Primo die obtu lit oblationem suam Na- fece la sua offerta Naas-* fyasson filius mina- son figliuolo di Aminadab della trib di Giuda; dab de trib Juda : 13. Fueruntque in ea 13. E in questa ofacetabulum argenteum ferta vi furono una scopondo centum trginta della d* argento di peso siclorum, phiala argen- di cento trenta sicli,
Vera. g. Perche servano al santuario. L' Ebreo hanno ministero di santit. Eglino dovean portare l'arca, e il cancelliere d' oro, e i vasi santi che stavan nel Santo, e nel Santo de' Santi T e tali cose, per la riverenza che meritavano, non doveano essere portate su carri, ma sulle spalle di questi Leviti.

tea habens septuaginta siclos ;uxta pondus sanctuarli , utrumque plenum s/mila conspersa oleo in sacrificium: 14. Mortarolum ex decem siclis aureis plenum incenso : 15. Bovem de armento, et arietem, et agnum anniculum in holocaustum : 16. Hircumque pro peccato : 17. Et in sacrificio pacificorumboves duos, arietes quinque, hircos quinque, agnos anncuIcs quinque: haec est oblatio Nahasson filii Aminadab. 18. Secundo die obtulit Nathanael filius Suar, dux de trib Issachar, 19. Acetabulum arg^nteum appendens centum triginta siclos, phialam argenteam habentem septuaginta siclos juxta pondus sanctuarii, utrumque plenum simila conspersa o/eo in sacrificuni:

una coppa d'argento di settanta sicli al peso del santuario, l'una e l'altra piene di fior di farina aspersa d'olio pel sacrifizio : i4 Un picciol vaso d'oro di dieci sicli pieno d'incenso: 15. Un bue di branco, e un ariete, e un agnello dell'anno per l'olocausto: 16. E un capro per lo peccato: 17. E pel sacrifizio pacifico due bovi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli delranno: questa l'offerta di Naasson figliuolo di Aminadab. 18. Il secondo giorno fece l'oiferta Nathanael figliuolo di Suar, capo della trib d'Issachar, 19. Una scodella d'ar* gento, che pesava cento trenta sicli, una coppa d'argento di settanta sicli al peso del santuario, 1'una e l'a.ltra piene di fior d farina aspersa d' olio pel sacri l zi o:

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20. Mortariolum aureum habens decem siclos plenum incenso: 21. Rovem de armento, et arietem, et agnum anniculum in holocaustum: 22. Hircumque pro peccato : 23. Et in sacrificio pacificorum bovesduos, aretes quinque^ hircos quinque, agnos anniculos quinque', haec fuit oblatio Nathanael filii Suor. 24. Tertio die prin-. cepsfiliorum Zabulon, Eliab filius Helon, 26. Obtulit acetabulum argenteum appende/zs centum triginta siclos, phialam argenteam habentem septuaginta siclos ad pondus sanctuarii, utrumque plenum simila eonspersa oleo in sacrificium: 26. Mortariolum aurewm appendens decem siclos1 plenum incenso : 27. Bovem de armento , et arietem, et agnum anniculum in holocaustum :

20. Un ptccol vaso d' oro, che pesava dieci sicli pieno ' incenso: 21. Un bue i branco , e un ariete , e un agnello dell' anno per l'olocausto : 22. E un capro per lo peccato: 23. E pel sacrifzio pacifico due bovi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli d'un anno : questa fu V offerta di Nathanael figliuolo di Suar. 24. Il terzo giorno Eliabfigliuolodi Helon, capo dei figliuoli di Zabulon, 26. Offerse una scodella di argento del peso di cento trenta sicli, e una coppa d'argento di settanta sicli a peso del santuario , 1' una e 11 altra piene di fior di farina aspersa d'olio pel sacrifizio : 26. Un piccol vaso d' oro , che pesava dieci sicli pieno d' incenso: 27. Un bue di branco , e un ariete , e un agnello dell' anno pel T olocausto :

a 8. Hircumque pro peccato : 29. Et in sacrificio pacificorum bovesduos, arietes quinque, hircos quinque, agnos anniculos quinque : haec fuit obltio EliabfiliiHelon. 30. Die quarto princeps filiorum Ruben Elisur filius Sedeur 31. Obtulit acetabulum argenteum appendens centum triginta siclos, phialam argentearfi. habentem septuar gifttq siclos <?d pondu$ sanctuarii, utrumque plenum simila conspersa oleo in sacr^ficium : 3?. Mortariolum aureum appendens decem siclos plenum incenso : 33. Bovem de armento, et arietem,et agnum anniculum in holocaustum : 34- Jircumque pro peccato : 35. Et in hostia s pacificorum boves duos, arietes quinque, hircos quinque, agnos anniculos quinque; haec fuit

28. E un capro per lo peccato : 29. E pel sacrificio pacifieo due bovi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell'anno : questa P offerta di EJiab figliuolo di Helon : 30. Il quarto giorno E lisur figliuolo di Sedeur, principe de' figliuoli di Ruben, 3.i. Offerse una scodella di argento di peso di cento trenta sicli,una coppa d' argento di settanta icli al peso del santu.ario, l'una e l'altra piene di fior di farina aspersa d' olio pel sacrifizio : 32. Un piccol vaso d' oro del peso di dieci sicli pieno d'incenso: 33. Un bue di branco, e un ariete , e un agnello dell'arnia pel1' olocausto : 34. E un capro per lo peccato : 35. E in ostie pacifichi due bovi , cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell'anno: questa fu l'offerta

di oblatio Elisur filii Se- d Elisur figliuolo d Sedeur. deur. , 36. Il quinto giorno 36. Die quinto przn- _ Salamiel figliuolo di ceps filiorum Simeon w Surisaddai, principe de' Salamiel, filius Suri- figliuoli di Simeon, saddai, 37. Offerse una sco37. Obtulit acetabudella di argento , che lum argenteum appen- e pesava cento trenta sidens centum triginta I cli, siclos, pUalam argen- < una coppa di argenteamhabentemseptua- ito di settanta sicli al ginta siclos adpondus ]peso del santuario, 1* santuarii, utramque iuna e 1' altra piene di plenum similaconsper- :fior di farina aspersa sa oleo in sacrificium : d'olio pel saerifizio : 38. Un piccol vaso 38. Mortariolum aureum appendens decem d' oro del peso di dieci siclos plenum incenso : sicli pieno d'incenso : 39. Un bue di bran39. Bovem de armento, et aretem, et agnum co, e un ariete , e un anniculum in holocau- agnello delV anno pel1' olocausto: s tum: 4- ^ utl capro per 40. Hircumque pro lo peccato : peccato ; 41 $ *n ost*e pacifi41. Et in hostiaspa, cificorum boves duos, che due bovi, cinque p arietes quinque^ hircos arieti, cinque capri, quinque, agnos a/?nicu- cinque agnelli dell' ant los quinque : haec fuit no : questa fu 1' offerta i oblatio Salamiel filii di Salamielfigliuolodi Surisaddai. Surisddai. :4 2 - 11 sesto giorno 42. Die sexto prin;ceps filiorum Gad, E- Eliasaph figliuolo di Duel, principe de' filiasaph filius Due 1, gliuoli di Gad, t43. Offerse una seo43. Obtulit acetabu-

lm argenteum appendens centum triginta sielbs, phialam argenteam habentem septuaginta siclos ad pondus sanctuarii , utrumque plenum simila consper \sa bleo in sacrificium: 44- Mortariolum aureum appendens decem siclos plenum incenso: 45. Bovem de arme/r/0, et arietem, et agnum anniculum in holocaustum : 46. H/reomque pro peccato i 47* t *n hostiaspa* cifieorum boves duos, arietes quinque, hircs quinque, agnos auniculos quinque : haec fuit oblatio Elisaph filii Duel. 48. Die septimo princepsjiliorum Ephraim, Elisama filius A mmiud, 4p. Obtulit acetabu/um argenteum appendenti centum triginta siclos, phialam argentea, habentem septuaginta siclos ad pondus santuarii , utrumque

della di argento, che pesava cento trenta sieli, una coppa d'argento di settanta sicli al peso del santuario, 1* una e l'altra piene di fior di farina aspersa d'olio pel sacrifizio : 44- Un piccol Vaso d'oro del peso di dieci sicli pieno d'incenso : 45. Un bue di branco, e un ariete, e un agnello dell'anno pell'olocausto ; 46. E un capro per lo peccato : 47 E in ostie pacifche due bovi, cinque arieti ; cinque capri , cinque agnelli dell' anno : questa fu 1' offerta di Elisaph figliuolo di Duel. 48. Il settimo giorno Elisamafigliuolo di Ammiud, principe de' figliuoli di Ephraim, 49- Offerse una scodella di argento del peso di cento trenta sicli, una coppa di argento di settanta sicli pi peso del santuario, l'una e l'altra piene di fior

plenum s/mila conspersa oleo in sacrificium : 6o. Mortariolum aureum appendens decem siclos plenum incenso : S i. B^em de armento, et arietem,e/ agnum anniculum in holocaustum : 62. Hircumque pro peccato: 63. Et in hostiaspacificorum boves duos, arietes quinque, agnos anniculos quinque: haec fuit oblatzo Etisama filii Amiud.

ii farina aspersa d'olio pel sacrifizio: 5o. Un piccol vaso d'oro del peso di dieci sicli pieno d' incenso : 61. Un bue di branco , e u ariete , e uri agnello dell' anno pel1' olocausto : 62. E un capro per lo peccato : 53. E in ostie pacifiche due bovi, cinque arieti, cinque capri , cinque agnelli dell' anno : questa fu V offerta diElisama figliuolo di Amiud. 54- L'ottavo giorno 64. Die octavo princeps filiorum Manas- Gamaliel figliuolo di se, Gamaliel filius Pha Phadassur, principe de' figliuoli di Man asse, dassur, 55. Offerse una sco65. Obtulit acetabu lum argenteum appen . della di argento del pcdens centum trigint* 5 so di cento trenta sicli, siclos, phialam arge/j . una coppa d'argento di team habentem septu<J settanta sicli al peso ginta siclos ac ponda ? del santuario , V una e e l'altra piene di fior di sanctuarii , utrumqa plenum similaconspe* - farina aspersa d'olio pel sa oleo in sacrificiun .: sacri fizo: 56. Un . piccol vaso 56. Mortariolum a> 5reum appendens dece n d' oro del peso di dieci siclos plenum incens >: sicli pieno d' incenso: 67. Un bue dibranb^.Bovemdearmt rao, et arietem, et agni m co } e un ariete , e un

anniculum in holocaustum : 68. Hircumque pro peccato; 69. Et in hostias pacificorum boves duos, aretes quinque, hircos quinque, agnos anniculos quinque: haec fuit oblato Camaliel filii Phadassur. 60. Die nono princeps Aliorum Beniamin, \Abidan filius Gedeonis, 61. Obtulit acetabu/um argenteum ap/?endens . centum triginta sic/os, p%ialam argenterrihabentem septuaginta siclos ad pondus sanctuarii, utrumque plenum simila conspersa oleo in sacrificium : 62. Et mortariolum aureum appendens decem siclos plenum incenso : 63. Bovem de armento , e/ arietem, et agnum anniculum in holocaustum: 64. Hircumque /?ro peccato : 65. Et in hostias pacifcoYum boves duos,

agnello di un anno pel1' olocausto : 68. E un capro per lo peccato : 5g. E in ostie pacifiche due bovi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno : questa fu 1' offerta di Gamaliel figliuolo di Phadassur. 60. Il nono giorno Abidan figliuolo di Gedeone , principe de' figliuoli di Beniamin, 61. Offerse una scodella di argento del peso di cento trenta sicli, lina coppa 8i' argento di settanta sicli al peso del santuario, l'una e 13 altra piene di fior di farina aspersa d'olio pel sacrifizio: 62. E un piccol vaso d'oro del peso d dieci sicli pieno d'incenso: 63. Un bue di branco , e un ariete , e un agnello dell'anno pel-' l'olocausto : 64. E un capro per lo peccato : 65. E in ostie pacifiche due bovi, cinque

aretes quinque, hircos quinque, agnos anniculos quinque : haec fuit oblatio Abidan filii Gedeonis. 66. Die decimo princeps filiorum Dan^Ahiezer filius Ammisaddai, 67. Obtulit acetabuIwm argenteum appendens centum triginta siclos, pTiialam argenteam habentem septuaginta siclos ad pondus sanctuarii, utrumque plenum simila conspersa oleo in sacrificium : 68. Mortariolum aureumappende?is decem siclos plenum incenso : 69. Rovem de armento ^ et aritem, etagnum annicuhtm in holocaustum : 70. Hircumque pro peccato : 71. Et in hostias pacificorum boves duos , aretes quinque, Jiircos quinque, agnos anculos quinque: haec fuit oblatio Ahiezer filii A nimis addai. 72. Die undecimo princeps filiorum Aser,

arieti, cinque capri, cinque agnelli dell' anno : questa fu T offerta di Abidan figliuolo di Gedeone. 66. Il decimo giorno Ahiezer figliuolo di Ammisaddai, principe de' figliuoli di Dan, 67. Offerse una scodella di argento del peso di cento trenta sicli, una coppa di argento di settanta sicli al peso del santuario , 1* una e T altra piene di fior di farina aspersa d' olio pel sacrifizio : 68. Un piccol vaso d' oro del peso di dieci sicli pieno d' incenso: 69. Un bue eli branco, e un ariete , e un agnello dell'anno in olocausto : 70. E tra capro per lo peccato : 71. E in ostie pacifiche due bovi, cinque arieti, cinque capri, cinque agnelli dell'anno : questa fu 1* offerta di Ahiezer figliuolo di Ammisaddai. 72. L'undecimo giorno Phegiel figliuolo di

Phegiel filius Ochran, Ochran , principe de'figliuoli di Aser , 73. Offerse una sco73. Obtulit acetabuum argenteum appen- della di argento del pedens centum triginta so di cento trenta sisiclos { phialam argen- eli, una coppa d'argentea habntem septua- to di settanta sicli al gnta siclos ad pondus peso del santuario, piesanctuarii , utrumque ne l'una e l'altra di fior plenum simila consper- di farina aspersa di olio sa ole o in sacrificium : pel sacrifizio : 74. Un piccol vaso 74. Mortariohim aure um appendens decem d'oro del peso di dieci siclos plenum incenso : sicli pieno d' incenso : 76. Un bue di branj.Bovem de armento, et ariete/n, et agnum co , e un ariete , e un anniculum in holocau- agnello dell'anno in olocausto : stum: 76. E un capro per f 76". H/rcumque pro lo peccato : peccato: 77. E in ostie paci11]. Et in hostias pacificorum boves duos , che due bovi, cinque arietes quinque, hircos arieti, cinque capri, quinque, agnos anni- cinque'agnelli dell'anculos quinque : haec no: questa fu 1'offer a /uit oblatio Phegiel fi- di Phegiel figliuolo eli Ochran. lii Ochran. 78. Il duodecimo 78. Die duodecimo princeps, filiorum Ne- giorno Ahira figliuolo phthali, Ahira filius di Enan, principe de' figliuoli di Nephtali, Enan, 79. Offerse una seo-' 79. Obtulit acetabuluzft argenteum appen- della di argento del dens centum triginta peso di cento 'trenta siclos, phialam argen- sicli, una coppa d'arteam habntem septua- gento di settanta sicli

ginta siclos ad pondus al peso del santuario -, * sanctuarii , utrumque F una e 1' altra piene di plenum simla oleo con" fior di farina aspersa spersa in sacrficium : d'olio pel sacrificio: 80. Un piccol vaso - 8o. Mortariolum au~ reumappendens decem d* oro del peso di dieci siclos plenum incenso : sicli pieno d'incenso: 81. Un bue di branfti.Bovem de armento, et arietem^et agnum co , e un ariete , e un anniculum in holocau- agnello dell' anno pell'olocausto : stum : 82. Hrcumque pro 82. E un capro per peccato: lo peccato: 85. Et in hostias pa83. E in ostie pacificf corum boves duos , che due bovi, cinque aretes qitque, hircos arieti, cinque capri, quinque , agjios anni- cinque agnelli dell' anculos quinque : haec no : questa fu 1' offerta fuit oblatio Ahra filii di Ahira figliuolo di Enan. Enan. 84- Haec in dedica84. Queste cose futione altaris ob lata sunt rono offerte da' princia principibus Israel in pi d'Israele alla dedidie, qua consecrctum cazione dell' altare, alest : acetabula, a.'gen* lorch questo fu contea duodecim, phialae sacrato ; dodici scodelargenteae duodecim, le d'^argento, dodici mortariola aurea duo- coppe d' argento, dodici vasetti d'oro : decim : 85,Con questa rego85. Ita ut centum triginta siclos argenti ha- la , che una scodella beretunumacetabulum^ pesava cento trenta siet septuaginta siclos c]i, e una coppa sethaberet una phiala : id tanta scli : vale a dire, est, in commune vaso- che in tutto pesavano rum omnium ex argen- tuti' i vasi d' argento Numeri. Vol.'III.

to sicli duo millia quadringenta pendere sanctuarii : 86. Mortariola aurea duodecim piena incenso, denos siclos appendentia pondera sanctuarii \ id est, simul auri sicli centum viginti : 87. Eoves de armento in holocaustum duodecim , arietes duodecim, agni anniculi duodecim, et libamenta eorum, hirci duodecim pro peccato. 88. In hostzas pacificorum, boves viginti quatuor, arietes sexaginta, hirci sexaginta, agni anniculi sexaginta. Haec oblata sunt in dedicatone altaris, quando unctum est. * 89. Cumque ingrederetar Moyses tabernaculumfoederis, ut conuleret oraculum, audiebat pocemloquentis ad. se de propitiatorio, quod erat super arcani testimonii inter duos Cherubini 4 unde et loquebatur ei.

due mila quattrocento sicli al peso del santuario: 86. I dodici piccoli vasi d' oro pieni d'incenso , i quali pesavan ognuno dieci sicli a peso del santuario, facevano tutti insieme cento venti sicli d' oro : 87. Bovi di branco peli* olocausto dodici, dodici arieti, dodici agnelli d' un anno colle loro libagioni, dodici capri per lo peccato. 88. Per le ostie pacifiche ventiquattro bovi , sessanta arieti, sessanta capri, sessanta agnelli dell'anno. Queste cose furono offerte alla dedicazione dell' altare, allorch questo fu unto. 89. E quando Mos entrava nel tabernacolo dell'alleanza per consultare l'oracolo, udiva la voce di lui, che gli parlava dal propiziatorio, che era sopra 1* arca del testimonio tra'due Cherubini , donde quegli parlava a Mos.

Del luogo, e della materia, eforma del candelabro. Dell'et, e della consacrazione de1Leviti. 1. JL/ocutusque est Dominus ad Moysen, dicens : 2. Loquere Aaron, et dices ad eum : Cum posueris septem lucernas, cande/abrum in australi parte erigatur. 7/oc igitur praecipe, ut lucernce contra boream e regione respiciant ad mensam panum proposidonis : contra eam partem, quam candelabrum respicit, facere debebunt. 3. Fecitque Aaron, et imposuit lucernas super candelabrum, ut pracceperat Dominus Moysi. il Signore parl a Mos , e disse : 2. Parla ad Aronne, e di' a lui : Quando tu avrai messe le selle lucerne sul candelliere, lo collocherai dalla parte di mezzod. Ordina adunque che le lucerne guardino a settentrione verso la mensa de' pani della proposizione ; esse debbon gettare la loro luce in quella parte , che dirimpetto al candelliere. 3. E Aronne fece cos, e pose le lucerne sul candelliere, conforme avea ordinato il Signore a Mos.

Vers.*?,. Quando tu avrai messe le sette lucerne. L'Ebreo pu significare quando avrai accese, ovvero quando accenderai le lucerne. Queste si cavavano, e si mettevano, essendo cosa staccata dal candelabro, come gi si disse. Che le lucerne guardino a settentrione ce. Il candelliere era situato nel Santo a mezzod, e un lato de' suoi brcci volgeva ad oriente , 1' altro a ponente , illuminando 1' altare dei timiami che era ali' oriente , e la mensa de'pani della proposizione die era a settentvk>w dirimpetto allo stesso canclel.iLro.

4. Haec autem erat factura candelabri : ex auro ductili tam medius stipes, quam cuncta, quae ex utroque calamorum latere nasceba/ztur; juxta exemplum, quod ostenditDominus Moysi, ita operatus est candelabrum.

4. Or ii candelabro era fatto in tal guisa : tanto il tronco di mezzo, quanto tutte le braccia, che spuntavano dall'uno e ..dall'altro lato, erano di un sol pezzo d'oro lavorato martello : secondo il modello mostra togli dal Signore fabbric Mos il candelabro. 5. E il Signore parl 5. Etlocutus est Dominus ad Moysen, di- a Mos, e disse : cens : 6. Separa i Leviticeli 6. Tolle Levitas de medio filiorum Israel, mezzo a' figliuoli d' Israele, e purificagli et purificabis eos 7. Con questo rito : 7. Juxta hunc ritum: aspergantur aqua lu- si aspergano coli' acqua strationis, et radant o- di espiazione, e radano mnes pilos carnis suae: tutti i peli del loro corcumque laverint vesti- po: e dopo che avranno menta sua, et mundati lavate le lor vesti, e si saranno mondati, fuerint, 8. Prenderanno un 8. Tollent bovem de armentis, et libame/z- bue di branco, e per tum e;us similam o/eo sua libagione del fior conspersam: bovem au- di farina aspersa d' otem alterm de armen-. lio: un altro bue di to tu accipies pro pec-, branco prenderai tu per lo peccato : cato :

p. Et applicabis Levitas coram tabernaculo foederis, convocata omni muldtudine filiorum IsraeL io. Cumque Levitae fuerint coram Domino, ponent filii Israel manus suas super eos : a i. Et offeret Aaron X e vitas, munus in conspectu Domini a filiis Israel, ut serviant in ministerio e;us. 12. Levitae quoque ponent manus suas super capita boum e quibus unum facies pro peccato, et^lerum in holocaustum Domini, ut depreceris pro eis.

9. E condurrai i Levili dinanzi al tabernacolo dell' alleanza , congregato tutto ilconcHio de' figliuoli d' Israele. 10. E quando i Leviti saranno dinanzi al Signore, ifigliuolid' Israele porranno le loro mani sopra di essi : 11. E Aronne offerir i Leviti qual dono de' figliuoli d'Israele al cospetto del Signore, perch a lui servano nel ministero. 12. Parimente i Leviti imporranno le mani loro sulle teste de5 buoi, de' quali uno lo immolerai per lo peccato , e l'altro in olocausto al Signore affine d'impetrare grazia per essi.

Vera. io. I figliuoli <P Israele porranno le loro mani sopra di essi. I figliuoli d'Israele, o piuttosto i principi delle trib, e un numero di anziani rappresentanti il popolo d'Israele , imporranno le mani a' Leviti, col qual rito dichiareranno, che separano dal loro ceto i Leviti per consacrargli al Signore , 6 al ministero del suo tabernacolo, affinch a nome di tutto il popolo lo servano. Vera. n. E Aronne offerir. Nell'Ebreo, elever i Levili: come si faceva di certe parti delie vittime , e di altre offerte che facevansi al Signore. Vedi cap. vn. a o. Si pu credere, che Aronne colla sua mano volgesse ciascun de' Leviti verso i quattro punti del mondo. Vedi vers. a i.

13. Statuesque Levitas in conspectu A aron, etfiliorum e/us, et consecrabis oblatos Domino, 14- Ac separabis de medio filiorum Israel, ut sint mei : 16. Et postea ingredientur tabernaculum foederis, ut serviant mihi. Sicque purificabis, et consecrabis eos in oblationem Dominii quoniam dono donati sunt mihi a filiis Israel. 16. (i) Pro primogenitis, quae aperiunt omnem vulvam in li srael, accepi eos : 17. Mea sunt enim omnia primogenita filiorum Israel tam ex hominibus, quam ex ;umentis: ex die quo percussi omne primogeni-

13. E presenterai i Leviti al cospetto d' Aronne, e dei suoi figliuoli, e offertigli al Signore li consacrerai, i4- E li separerai di mezzo a* figliuoli d' Israele, affinch sieno miei : i5.E dopo di ci entreranno nel tabernacolo dell' alleanza per servire a me. In tal guisa tu li purificherai, e li consacrerai in offerendogli al Signore: perocch sono stati donati a me da' figliuoli d'Israele. 16. Io gli ho accettati in cambio de' primogeniti , che escono i primi dal sen materno in Israele : 17. Perocch sono miei tutti i primogeniti de' figliuoli d'Israele tanto degli uomini, come degli animali: li riserbai per me fin da

(i) Exod. 13. . Sup. 3. 3. Lue. a. a3.


Vcrs. 15. Entreranno nel tabernacolo dell* alleanza. Vale a dire nell'atrio del tabernacolo ; ovvero entreranno nel tabernacolo stesso , quando sar disfatto, per prendere le parti di esso che ciascuno u dee portare.

tum in terra AEgypt , quel giorno, in cui io sanctificavi eos mihi'. uccisi tutti i primogeniti nella terra d'Egitto: 18. Et tuli Levitas 18. E io presi i Le vipro cunctis primogeni- ti in vece di tutti i pritisfiliorum Israeli mogeniti dei figliuoli d'Israele : 19. Tradidiffue eos 19. E trattili di mezdono Aaron , et filiis zo al popolo gli ho doejus de medio populi, nati ad Aronnc, e a' ut serviant mihi pro I- suoi figliuoli, affinch srael in tabernaculo servano a me per Israefoederis, et orent pro le nel tabernacolo deleis, ne sit in populo 1' alleanza, e per lui plaga, si ausi fuerint faccian preghiere, afaccedere ad sanctua- finch non sia flagellato il popolo , ove ardisse rium. d'accostarsi al santuario. 20. E Mos ed Aron2QFeceruntsjue Moyses, et Ao^a't et omnis ne , e tutta la moltitumultitudo filiorum I- dine de'figliuoli d'Israesrael super Levitis , le fecero riguardo 'Lecfuae praeceperat Do- viti quello che il Signominus Moysi: re avea comandalo a Mos: 2 r.PwriJtu&fgi^unf, ai. E furono purifiet laverunt vestimenta cati , e lavarono le loro sua. Elevavitque eos vesti , e Aronne gli eleAaron in conspectu Do- v al cospetto del Simini, et oravit pro eis: gnore , e fece orazione per essi: 22. 7t purificati in* 22. Affinch purificagrederentur ad officia ti entrassero ad esercisua in tabernaculum tare gli uffizii loro nel

tabernacolo dell'alleanza sotto Aronne, e i figliuoli di lui. Quello che il Signore ordin a Mos riguardo a* Leviti , fu fatto. a3. E il Signore par23. Locutusque est Dominus ad Moysen, l a Mos , e disse : dicens : 24. Questa la legge 24. Haec est lex Levitarum: A viginti quin- riguardo a' Leviti : Da' que annis, et supra in- venticinque anni in l gredientur , ut mini- entreranno a servire strent in tabernaculo nel tabernacolo dell' alleanza : foederis i 25. E compiuto l'an25. Cumque quinquagesimum annum aeta- no cinquantesimo deltis implevdrint, servire l'et loro, finiranno di servire : cessabunt : 26. E saranno aju26. Eruntque ministri fratrum suorum in ti dei loro fratelli al tatabernaculo 'foederis', bernacolo dell' alleanza ut custodiant quae sibi per aver cura delle cofuerint commendata \ se , che saranno loro afopera autem ipsa non fidate ;ma non faranno foederis coram Aaron^ et filiis ejus. Sicut praeceperat Dominus Moysi de Levitis, ita foe tum est.
Vers. a4- ^a' venticinque anni in l. Di sopra, cap. iv. 31., perch si trattava di portare le cose del tabernacolo, si ammise ro i Leviti da' trent'anni.in su : qui poi trattandosi generalmente di tutti i servigli, a' quali son destinati gli stessi Leviti, si fissa l'et di venticinque armi, nella quale certamente erano gi in istato' di far molte delle loro incumbenze. Alcuni Ebrei dicono, che ali' et di venticinque anni cominciavano a imparare le cose spettanti ali' uffizio loro ; a' trent' anni cominciavano ad esercitarlo : dopo i cinquanta anni erano esenti dalle fatiche pili gravi, e avevano una specie di riposo, e solamente davano la mano in quel eh potevano, e assistevon col consiglio i loro fratelli , come si dice in appresso.

faciant. St dspones le funzioni di prima. Levitis in custodiis Cos disporrai riguardo alle ncumbenze de'Lesu/s. viti. C A P O IX. In guai tempo debbano celebrare la Pasqua quei che sono mondi, e in qual tempo gfimmondi. La nube, che cuqpre il tabernacolo , di giorno qual colonna di nube, di notte come specie di fuoco, guida l'esercito per 4<>. interi anni. 1. Liocutus est Dominus ad Moysen in deserto Sinai, anno secundo postquam egressi sunt de terra AEgypti,men se primo, dicensi 2. (i) Faciant filii Israel Phase in tempore suo, 3. Quartadecima die mensis hujus ad vesperam , juxta omnes caeremonias, et justificationes ejus. 4-Praecepitque Moyses filiis Israele ut facerent Phase.
(i) Exod. 12. 3^ Vers. i. e 2. Il Signore parlo. Si potrebbe tradurre il Signore avea parlato : perocch questo segui prima del censo descritto nel capo i. Notisi, che secondo gli Ebrei la Pasqua, di cui qui si parla, la eola che gli Ebrei facessero nello spazio di quarant'anni nel deserto.

1. 11 Sign ore parl a Mos nel deserto del Sinai, l'anno secondo dopo 1* uscita dall'Egitto , il primo mese, e disse : 2. Facciano i figliuoli d'Israele la Pasqua nel d stabilito, 3. Il d decimo quarto di questo mese alla sera, secondo tutte le cerimonie, e i riti di essa. 4. E Mos comand a'figliuoli d'Israele, che facessero la Pasqua.

6. Qui /cerunt tempore suo, quartadecima die mensis ad vesperam in monte Sinai. Juxta omnia,quae manda verat Dommus Moysi,focerunt filii Israe/. 6. Ecce autem quidam immundi -super anima hominis, qui non poterunt facere Phase in die illo , accedente^ ad Moysen, et Aaron. 7. Dixerunt eis : Immundi sumus super anima Jiominis : quare fraudamur, ut non valeamus oblationem o/^ forre Domino in tempore suo inter filios Israe!?

5. Ed ei la fecero al tempo stabilito, il quartodecimo giorno del mese alla sera presso il monte Sinai. I figliuoli d'Israele fecer tutte le cose, come aveva ordinato il Signore a Mos. 6L Quand' ecco, che alcuni, che erano ima mondi per causa di un morto , e non potevano far la Pasqua in quel giorno , si accostarono a Mos ed Aronne . 7. E disser loro: Noi siamo immondi per causa d' un morto : perch ci egli tolto di poter fare obblazione al Signore nel tempo stabilito co' figliuoli d'Israele?

Vers. 7. Perche ci egli tolto ec. Da un lato erano esclusi pella loro immondezza dal toccar le cose sante, e dal mangiare delle vittime offerte al Signore ; dall' altro lato sapevano , che il Signore avea ordinato con grandi minacce, che tutti g' Israeliti facessero la Pasqua ; e questa essendo legata a un giorno fisso, dovevano restate almen tutto queli* anno senza far la Pasqua, non potendo allora farla cogli altri ; e sapevano ancora, che nella rima Pasqua celebrata in Egitto tatti, senza distinzione di mon e d'immondi avean fatto la Pasqua. Iddio senza derogare alla legge dell'immondezza legale ordin , che questi immondi facessero la Pasqua nel mese secondo ; e la stessa cosa decreto in grazia di quegli, i quali trovandosi per viaggio lontani dal loro paese non potranno arrivare al luogo destinato da Dio in tempo da poterla fare cogli altri.

8. Quibus respondit 8,Rispose loro Mos: Moyses : State, ut con- Aspettate, che io consulam, quid praecipiat sulti il Signore intorno Dominus de vobis a quel ch' ei disponga riguardo a voi. g.Locutusque est Do9. E il Signore parl miniis ad Moysen, di- a Mos , e disse : cens: io. Zoquere filiis Ilo.Tu dirai a'figliuosrael: Homo, qui fuerit li d'Israele : Se un uoimmundus super ani- mo del vostro popolo ma , sive in via procul immondo a causa d'un in gente vestra, fociat morto, od lungi in Phase Domino viaggio, ei far la Pasqua del Signore i i .In mense secundo, 11. Il secondo mese, quartadecima die men- il quartodecimo giorno sis ad vesperam : cum del mese alla sera: ei la azymis, et lactucis manger cogli azzimi, agrestibus comedent il- e colle lattughe salvatiche : lud: 12. Non ne serber 12 .Non relinquent ex <?o quippiam usque ma- nulla per fino alla matne , et os efus non con- tina, e non romper /ringent ; omnem rtum nissuno delle sue ossa ; Phase observabunt. osserver tutti i riti Exod. 12. 46- Joan. della Pasqua. 19. 36. 13. Ma se uno mon13. Si quis autem et mundus est, et in iti- do , e non per viagnere non foit, et tamen gio, e contttltoci non non fecit Phase, exter- ha fatto la Pasqua , saminabitur anima illa r sterminala quell'anide populis suis, quia sa- ma dalla societ del suo crificium Domino non popolo, perch non ha obtulit tempore suo : offerto al Signore il sa-

peocatum suum Ipse crfizo nel tempo stabililo : egli pagher il fio portabit. del suo peccato. 14. Parimente se vi i-4' Peregrinas quoque , et advena si fue* saranno tra voi degli ririt apud vos , facient stranieri, o venuti d.'alPhase Domino juxta tro paese, ei faran la caeremonias, et justi/- Pasqua del Signore secationes ejus. Praece- condo le sue cerimoptum idem erit apud, nie e riti. Lo stesso covos tam advenae, quam mando osserveranno tra voi il forestiere e indgenae. T abitante del paese. 15. Ora il giorno , in 15. ( i ) Igitur die qua erectum est tabernacu- cui fri eretto il taberlum> operuit illud nu- nacolo, lo ricoperse una bes. A vespere autem nuvola. Dalla sera poi super tentorium erat fino al mattino era soquasi species ignis us- pra il padiglione come una fiamma; que mane. 16. La cosa andav a 16. Sic fiebat jugiten per diem operiebat il- sempre cos : di giorno lud nubes, et per no^ il tabernacolo era coctem quasi species i- perto da una nuvola,di notte come da una fiam^nis. ma. 17.E quando si met17. Cumque ab/aia fuisset nubes, q7/ae ta- teva in moto la nuvola bernaculumprotegebat, che copriva il tabernatunc proficiscebn turfi^ colo , si mettevano in
(i) Exod. 4. 16. Sup. 7. i.
Vers. 14. Se vi saranno* tra voi degli'stranieri, o venuti da. altro paese. Gli Ebrei, che vengono d altro paese, e gli stranieri di nazione, nla convertiti al Giudaismo, e divenuti proseliti di giustizia , faranno la Pasqua. I proseliti di solo domicilio non potevano farla, perch non erano circoncisi, e non professavano tutta la legge.

Ili Israel : et in loco, viaggio i figliuoli d' L ubi stetisset nubes , ibi sraele , e ponevano gli castrametabantur. alloggiamenti, ove quella ferma vasi. \>.Ad imperium Do18. Al comando di mini proficiscebantur, Dio partivano , e al co. et ad imperium illius mando di lui piantavafigebant tabernaculum. no le tende. Per tutto (i) Cunctis diebus, qui- il tempo che la nuvola bus stabat nubes super restava immota sul tatabernaculum 5 mane- bernacolo , non si parbant in eodem loco : tivano da quel luogo: 19. Et si venisset, 19. E se per molto ut multo tempore ma- tempo si stava ferma 'neret super illud> erant sopra di quello, i fi\ filii Israel in excubiis gliuoli d* Israele stavaDomini, et non profici- no attenti ad ogni censcebantur no del Signore , e non si movevano 20. Quot diebus fuis20. Per tutti i giorni set nubes super taber* che si stava la nuvola naculum. Ad imperium sopra il tabernacolo. Al Domini erigebant ten- comando di Dio alzav an toria , et ad imperium le tende , e al comando illius deponebant. di lui le ripiegavano. 21. Si fuisset nubes 21. Se la nuvola era a vespere usque mane, stata ferma dalla sera et statim diluculo ta- al maitino, e subitabernaculum reliquis set, mente al primo albore proficiscebantur: et si si allontanava dal tapost diem % et noctem bernacolo , si mettevarecessisset , dissipa- no in viaggio : e se dobant tentoria. po un di, e una notte ella si ritirava, ripiegavano le tende.
(i) i. Cor. io- i.

a a. Si vero biduotaut uno mense, vellongiori tempore fuisset super tabernaculum, mane" bant filii Israel in eodem loco, et non profieiscebantun statim autem ut recessisset, movebant castra. 23. Per verbum Domini figebant tentoria, et per verbum illius proficiscebantur. erantque in excubiis Domini juxta imperium ejus per manum Moysi.

22.Se poi per due d, o per un mese , o per pi lungo spazio ella stava ferma sopra il tabernacolo , i figliuoli d* Israele si stavano nel medesimo luogo , e non si partivano : ma subito che ella si allontanava, movevano il campo. s 3, Alla parola del Signore piantavano le tende , e alla parola di lui si ponevano in istrada \ e stavano attenti ad ogni cenno del Signore , come questi avea ordinato per mezzo di Mos.

C A P O X. Dio comanda chefacciansi due trombe d*argen- to , e ne insegna V uso. Ordine, col quale si mosse il campo dal deserto del Sinai. Mos , prega Usuo parente 31ob ab ^ che vada con essi. Parole di Mos ne$ alzarsi, e nel deporsi deW arca* \*JLiocutus(jue est 1. LJ il Signore parDominus ad Moysen > l a Mos , e disse : dicens: a. Fac tibi duas tu2. Falli due trombe bas argenteas ductiles, di argento battuto al quibus convocare pos- martello, colle quali tu

sis multitudinem^quando movendo, sunt castra, 3. Cumque increpueris tubis, congregabitur ad te omnis turba ad ostium tabernaculi foederis. 4. Si semel clangne* ris, venient ad te principes , et capita multitudinis Israel. 5. Si autem prolixior, atque concisus clanger increpuerit, movebunt castra primi, qui sunt ad orientalem plagam. 6. In secundo autem sonitu, et pari ululatu tubae, levabunt tento ria, qf/i habitantadmeridiem : et juxta hunc modum reliqui focient, ululantibus tubis inprofectionem.

possa avvisare 1 ulla la moltitudine, quando dee muoversi il campo. 3.E quando suonerai le trombe, si rauner da te tutta la moltitudine alla porta del tabernacolo dell' alleanza. 4* Se suonerai una sola volta, verranno a te i principi, e i capi del popolo d'Israele. 5. Se il suono sar pi lungo, e rotto , si metterannoin via i primi, quelli che sono dalla parte d'oriente. 6. E ad un simile secondo suono , e grido della tromba, ripiegheranno le tende quelli che abitano a mezzo giorno : e nella stessa guisa faranno gli altri, ululando le trombe per la partenza. 7. Quando poi dee 7. Q uando autem congregando estpopulus, raunarsi il popolo, il simplex tubarum clan- suono delle trombe sa-

Vers. 3. E quando suonerai le trombe ec. 11 suono di tutte due le trombe era segno che tutto il popolo dovea adunarsi. Vers. 4- Se suonerai una sola volta. Ovvero (come ha l'Ebreo, e i LXX. ) con una sola tromba. Vers. 6. Ululando le trombe ec. Facendo le trombe nn suono simile agli urli delie bestie interrotti.

gor eri*, et non concise uli/labunf. 8. Filii autem Aaron sacerdotes c/angenttubis : eritque hoc legitimuTt sempiternum in generationibus vestris.

9. Si exieritis ad bellum de terra vestra contra hostes , qui dimicant 'adversum vos, clangetis ululantibus tubis, et erit recordatio vestri coram Domino Deo vestro, ut eruamini de .manibus inimicorum vestrorum. 10. Si quando habebi/is epulum, et dies /stos, etcalendas, canetis tubis super holocaustis, et pacificis 1victimis, ut sint vobis in recordationem Dei ve" s-tri.EgoDominus Deus vester.

r semplice, e non interrolto. 8. Suonatori delie trombe saranno i sacerdoti figliuoli d'Aronne: questa sar legge perpetua per tutta la vostra posterit. 9. Se uscirete del vostro paese per andare contro i nemici che vi fanno guerra, suonerete le trmbe, e il Signore Dio vostro ricorderassi di voi per sottrarvi dalle mani de* vostri nemici

10. Quando fere te banchetto, e ne' giorni festivi, e nelle calende suonerete le trombe nel tempo degli olocausti, e delle vittime pacifiche, affinch faccian memore di voi il vostro Dio. Io il Signore Dio vostro. 11. Anno secundo i 11. L' anno secondo, mense secundo, vigesi- il secondo mese, a Ven/na d/<? mensis elevata ti del mese la nuvola si

Ver. 8. Suonatori delle trombe faranno i* sacerdoti ec. Cos nell' esercito del Signore l'andare, lo stare, i' adunarsi, ec. tutto era regolato secondo gli ordini del Signore intimati per mezzo de' sacerdoti ministri del medesimo Dio.

est nub&s de tabernaculo foederis s 12. Profectique sunt filii Israet per turmas suas de deserto Si/sai, (i) et recubuit nubes in solitudine Pharan. 13. Moveruntque castra primi juxta imperium Domini in manu Moys 14- (2) Filii Juda per turmas suas : quorum, princeps erat Nahasson filius Aminadab. 15. In trib filiorum Issachar fuit princeps Nathanael filius Suar. 16. In trib Zabulon erat princeps Eliab filius Helon. 17-Depositumqueest tabernaculum , quod portantes egressi sunt filii Gerson^ et Merari. 18. Profectique sunt et filii Ruben per turmas, et ordinem suum,
(i) Exod. 19. i.

tolse di sopra il tabernapolo dell' alleanza : i a. E ifigliuolid' Israele divisi nelle loro schiere si partirono dal deserto del Sinai, e la nuvola si arresto nella solitudine di Pharan. 13. E i primi a movere ^1 campo secondo l'ordine dato dal Signore per mezzo di Mos furono i4- I figliuoli di Giuda divisi nelle loro schiere : dei quali era principe Nahasson figliuolo di Aminadab. 15. Nella trib de'figliuoli d'Issachar fu principe Nathauaei figliuolo di Suar. 16. Nella trihr di Zabulon era principeEliab figliuolo di Helon. 17. E fu disfatto il tabernacolo, e vennero a portarlo i figliuoli di Gerson e di Merari. 18. Partirono poi i figliuoli di Ruben divisi nelle loro schiere al lo-

(2)Sp. I. 7.

Vcrs. io. * Quando farete banchetto- Ebr. nc'giorni di gaudio

quorum princeps erat ro luogo : di questi era Helisur filius Sedeur. principe Helisur figliuolo di Sedeur. 19. In trib autem fi19. Nella trib de'filiorum S imeon princeps gliuoli di Simeon il prinuit Salamiel filius Su- cipe fu Salamiel figliuolo di Surisaddai. risaddai. 2 o. Porro in trib 2 o. Nella trib di Gad G ad erat princeps E- era principe Eliasaph liasaph filius Duel. figliuolo di Duel. 21. Profoctique sunt 21. Partirono poi i et Caathitae portante^ Caathili portando le cosa/ictuarium. Tamdiu se sante. Si portava il tabernaculum portaba- tabernacolo fino a tan/ur, donec venir-ent ad to che non si giungeva erectionis locum. al lugo , in cui doveasi erigerlo, 22. Moverunt castra 22. Mossero poi il et filii Ephraim per tur- campo i figliuoli di Emas suas, in quorum phraim divisi nelle locxercitu princeps erat ro schiere, nell'esercito Elisama filius A mmiud. de' quali era principe Elisarna figliuolo di Ammiud. 23. In trib autemfi23. Nella trib de' filiorum Manasse prin- gliuoli di Manasse era ceps /uit Gamaliel fi- principe Gamarei filius Phadassur. gliuolo di Phadassur. 24 Et in trib #e24. E nella trib di namin erat dux Abi- Beniamin era capo Abidan figliuolo di Gedeodan filius Gedeonis. ne. a5r. Gli ultimi a muo25. Novissimi castrorum omnium profecti vere il campo furono sunt filii Dan per tur. i figliuoli di Dan divimas suas, in quorum si nelle loro schiere ,

exercit princeps fuit Ahiezer filius Ammisaddai. a 6. In trib autem filiorum Aser erat princeps Phegiel filius Ochran. 27. Et in trib filiorum JVephthali princeps /it Ahira filius E?ian.

inell' esercito de' quali <era principe Ahiezer fiigliuolo di Ammisaddai. 26. Nella trib de'fi\gliuoli di Aser era prin<cipe Phegiel figliuolo di Ochran. 27. E nella trib de' figlinoli di NefMhali era principe Ahira figliuolo di E nan. 28. Questo T ordi28. Haec sunt castra , et profectiones fi- ne , col quale si metteliorum Israel per tur- va in viaggio il campo mas suas, quando egre- de'figliuoli d'Israele diviso nelle sue schiere diebantur. ogni volta che si moyea. 29. E disse Mos a 29. Dixitque Moyses Hobab filio Haguel Ma- Hobab figliuolo di Radianitae , cognato suo : guel Madianita, suo paProficiscimur ad lo- rente : Noi e* incammicum, quem Dominus niamo verso il luogo, daturus est nobis ; ve- del quale il Signore ci ni nobiscum, ut bene-, dar il dominio ; vieni faciamus tibi: quia Do-. con noi e ti faremo del minus bona prontisti\ bene; perocch il Signore ha promesso del Israeli. bene a Israele.
Vers 20. Disse Mos ad Hobab ec. La pm vermmile op.nione loia figliuolo di Jethro suocero di Mos , e fratello perci d. SeXra e cognato dello stesso Mos. Jethro tornandosene al paet1 Madia^ fExod. xviuj dovette lasciare 51figlmolodi HoCh Mos mostra gran desiderio di tenerlo seco, come pratico del oaese Ter cui dovean passare gli Israeliti : imperocch sebbenePqes'tiPavessero per loro scorta la nuvola, non doveano pe^trascurare i mezzi mani. Ma sotto questo pretesto pm ver.s,milmente credasi, che Mos nascondesse il desiderio di uu.re col

30. Cui Me respondit: Non vada/ tecum, sed revertar (i) in terram meam, in qua natus sum. 31. Et file ; Noli, inquit, nos relinquere: tu enim nosti in quibus locis per desertum castra ponere debeamus, et eris ductor noster. 5 2. Cumque nobiscum veneris, quidquid optimum fuerit ex opibus, quas /zobis traditurus est Dominus, dabimus doi. 33. Profecti sunt ergo de monte Domini viam trium dierum, arcaque foederis Domini praecedebat eos , per dies tres providens castrorum locum.
(i) E*od. 16. 27.

50. Ma quegli rispose a lui : Non verr teco, ma torner nel mio paese , dove son nato. 51. E Mos: Non volere, gli disse, ritirarti da noi, perocch tu sei pratico dei luoghi, nei quali dobbiamo posare il campo nel deserto, e tu sarai nostra guida. 32. E se vieni con noi, daremo a te il meglio che si trover tra le ricchezze, le quali il Signore dar a noi, 53. Partirono adunque dal monte del Signore , e camminaron tre giorni, e l'arca delT alleanza del Signore andava innanzi ad essi, segnando loro n'tre giorni il luogo da posarvi il campo.

popolo dflsraele la famiglia tutta di sua moglie, come segu. Vedi Jud. i. 16. Notisi, che il .paese, in cui erano allora gl'Israeliti, era noto .a Mos, il quale stando in casa di Jetbro nel paese di Madian conduceva le sue pecore nel deserto del Sinai, come si veduto, Exod. IH. i. Dalla maniera poi, qiyle Mos parla ad Hobab, sembra che egli riguardasse come vicina 1' entrata degli Ebrei nella terra promessa , non prevedendo le mormorazioni, e i peccati del popolo, pe'quali Dio dovea tenerlo da essa lontano per lungo tempo.

34*Nubes quoque Do34- E parimente la mini super eos erat per nuvola del Signore stadiem, cum incederent. va sopra di essi di giorno , mentre camminavano. 35. Cumque elevate35. E quando 1' arca tur arca, dicebat Moy- si alzava, Mos diceva: ses: (i) Surge , Domi- Sorgi, o Signore, e siene , et dssipentur ini- no dispersi i tuoi nimimici twi, etfugiant, qui ci , e fuggano dal tuo oderuntte^ a facie tua. cospetto coloro , che ti odiano. 36. Cum autem de36. E quando ella si poneretur, aiebat : Re- posava, diceva : Torna, vertere , Domine , ad o Signore , alla mollimultitudinem exerci- tudinc dell'esercito d'Itus Israel. sraele.
(\\Pi. 67. 2.

Vcrs. 33. V arca dell' alleanza del Signore andava innanzi <itl essi, segnando loro ?ze' tre giorni ce. Alcuni credono, che cianciente per que' tre giorni si facesse andare 1' arca innanzi a utto 1' esercito ; e ci veramente sembra indicarsi dalle parole e ella Scrittura : ma non cos\ facile di dire il motivo <li questo ambiamento ; perocch, come si detto di sopra, 1' arca ordinar amento camminava nel centro di tutto l'esercito. Altri dicono , clic l'arca portata in alto da'sacerdoti nel mezzo di tutta la mol.itudine , essendo veduta da tutti, era loro scorta non men elio a nuvola, onde al muoversi di lei si movevano , P al fermarsi si ormavano.

C A P O XI.
Gli "Ebrei mormorano per la stanchezza : ndi chieggono le carni, le cipolle, e le pignatte d* Egitto. Essendo Mos turbato di spirito, Dio divide le sue incumbenze tra settanta se* niori, i quali tutti profetano. Sono mandate le quaglie , ed punito il popolo per aver desiderato le carni. i. interea ortum est ( i)murmurpopu/i, quasi dolentium pro labore contra Dominum. Quod cum audisset Dominus , iratus est. Et (2) accensus in eos ignis Domini devoravit extremam castrorum partem. 2. Cumque clamasset populus ad Moysen, oravit Moyses ad Dominum , et absorptus est ignis. i. i rattanto si lev un mormoro nel popolo, quasi si dolessero delSignore per ragione delle fatiche. La qual cosa avendo udita il Signore , si mosse a sde. gno. E il fuoco del Signore acceso contro di essi consum 1* ultima parte degli alloggiamenti. 2. E avendo il ppolo alzate le strida a Mos , Mos fece orazione al Signore, e il fuoco rientr sotto terra.

(i) Num. 33. 16. Ps. 77, io. i. Cor. io. io. (a)ft. 7 7 .ai.
Vers. i. L'ultima parte degli alloggiamenti. Nella quale doveva essere principiata la mormorazione ; la qual mormorazione sotto i) falso pretesto delle fatiche nascondeva 1' avidit delle carni.

3. Vbcavitque nomen loci illius Incensio : eo quod incensus fuisset contra eos ignis Domini. 4- V~ulgusquippepro^ miscuum, quod ascenderat cum eis , fiagravit desiderio, sedens , etfiens, functis sibi pariter filiis Israel, et it: (i) Qz/is dabit nobis ad vescendum carnes? 5. Recordamur piscium, quos comedebamus in AEgypto gratis : in mententi nobis veniunt cucumeres, et pepones , porrique, et cepe, et alila. 6. Anima nostra ari' da est : nihil aliud re~ spiciunt oculi nostri , nisi man.
(i) i. Cor. io. 3.

S.EMos pose a quel luogo il nome d'Incendio : perch ivi si accese il fuoco del Signre contro di loro. 4. Imperocch la plebaglia , che era venuta con essi, arse d'ingorda brama , e stando assisa, e piangendo, unitisi a lei de' figliuoli d'Israele , diceva ; Chi ci dar carni da mangiare ? 5. Ci ricordiamo K? pesci, che mangiavamo a ufo in Egitto : tornano in mente a noi i cocomeri, i poponi, i porri, e le cipolle , e gli agli. o. L* anima nostra languente : gli occhi nostri non veggono altro , che manna .

Vers. 3. Pose a quel luogo il nome d'Incendio. E fu anche detto i Sepolcri della concupiscenza. Cosi s. Girolamo. Questo gastigo del fuoco raccontato qui per anticipazione ; e il suo luogo sarebbe dopo il versetto 33. Vers. 4- La plebaglia che era venuta con essi. Molti Egiziani erano andati dietro agli Ebrei. Questi furono i capi della mormorazione , la quale si sparse ben presto tra gli Israeliti. Vers. 5. I porri e le cipolle ec. Gli Egiziani ( ma particolarmente ne' tempi posteriori a Mos ) si astennero dai porri, e dalle cipolle per superstizione, rispettando in esse altrettanti numi.

7. Or la marma era 7* (i) Erat autem man quasi semen co- simile al seme di corianrindri, coloris bdellii. doli , del colore del bdellio : 8.E il popolo andava 8. Circuibatquepopulus, et colligens illud intorno a raccoglierla, frangebat mola , sive e la riduceva in farina terbat in mortarlo, eo- sotto le macine , ovver quens i/z olla , et /a- la pestava nel mortaio, eiens ex eo tortulas sa- e la cuoceva nella piporis q uasi partis oleati. gnatta , e ne faceva delle stiacciate di un sapore quasi di pane fatto coli'olio. o,. E caduta che era 9; Cumque descenderet nocte super castra la notte la rugiada neros^descendebat pari' gli accampamenti, cater et man. deva eziandio la manna. io. Ud adunqueMoi o. Aud/vit ergoMoysesftentempopulumper s , come il popolo se familias, singulos per ne stava piangendo , ostia tentorii sui. Ira' ognun colla sua famitusque est furor Domi- glia , e sulla porta delni valde : sed et Moy- la sua tenda. E il Sisi intoleranda res visa gnore s accese di furoest : ic : e allo stesso Mos parve cosa intollerabile. 11. Et ait ad Domi11,. E disse al Signonum: Cur afftixisti ser- re : Per qual motivo hai vum tuum ? quare non tu afflitto il tuo servo ?
(i) Exod. 16'. i4- Pf- 77> '-4- Sap. 16. ?.o. Joan. 6. 3i.

Vers. e). * Cadeva eziandio la manna, Ebr. aggiunge : sopra di quella rugiada.

invento gratiam coram te? et cur imposuisd pondus universi populi hujus super me ? 12. Numquid ego concep omnem hanc multitudinem , vel genui eam, ut dica s mihi: Porta eos in sinu tuo sicut portare solet nutrix infantulum, et defor in terram, pro qua jur asti patribus eorum? 13. Unde mihi carnes, ut dm tantae multtudini? Flent contra me, dicentes : Da nobis carnes, ut comedamus. 14. Non possum so/us sustinere omnem hunc populum , quia gravis est mihi. 15. Sin aliter tibi videtur, obsecro ut inter ficias me , et inveniam gratiam in oculis tuis , ne tantis affidar malis.

per qual motivo non trovo io grazia dinanai a te ? e perch mi hai tu posto sopra le spalle il peso di tutto questo popolo ? 12. Ho io concepito, o generato tutta questa turba , onde tu abbia a dirmi : Portali sul tuo seno , come suole la nutrice portare un bambinello , e conducili nella terra promessa da me con giuramento a' padri loro ? 13. Donde trarr io le carni da dare a si gran turba ? Piangono contro di me, e dicono: Da* a noi delle carni da mangiare. 14. Non posso io solo sostenere tutto questo popolo , il quale mi pesa. 15. Che se a te pare altrimenti, pregoti d uccidermi, e ch'io trovi grazia negli occh i tuoi, onde non rni resli bersaglio di lanti mali.

Vcrs. 15. Onde non mi resti bersaglio rii tanti mali. 11 vivo bftitiinento che egli ebbe dell7 ingratitudine del popolo contro Dio, G V idea de' mali terribili clic lo stesso popolo si tirava ad-

Numeri. Vol III.

16. Et dixit Dominus ad Moysen : Congrega mihi septuaginta viros de senibus Israel, quos tu nosti, fjuocl senes populi sint, ac magis tri: et duces eos ad ostium tabernaculi foederis, faciesque ibi stare tecum, 17. Ut descendam, et loc/uar libi-, etauferam de spiritu tuo, tradamfjue eis, utsustentent tecum onus populi, et non tu solus graveris.

16. E il Signore disse a Mos: Radunami settanta uomini de' vecchioni d'Israele, conosciuti da te come anziani , e maestri del popolo : e li condurrai alla porta del tabernacolo dell'alleanza, e farai che si fermino ivi con te , 17. E io scender , e ti parler : e prender del tuo spirilo, e lo dar a quegli, affinch teco sostengano il peso del popolo , e non sii tu solo aggravato.

dosso colla sua pervicacia , serravano talmente il cuore a Mos, che egli chiede in grazia la morte. Vers. 16. Radunami settanta uomini ec. Abbiam gi veduto, come per consiglio di Jethro Mos avea creati de' decani, e tribuni per decidere le controversie che nascevano nel popolo, Exod. vin. Ma oltre che tutti potevano appellarsi da questi.a Mos , tutte ancor le cause pi gravi, e specialmente quelle che riguardavano la religione, e il culto di Dio , restavano sempre sulle spalle di Mos. Dio adunque gli ordina di fare una scelta di settanta uomini, maturi di senno anche pi che di et , e accreditati presso del popolo , come quelli che aveano gi qualche parte ai governo , o meritavano d' averla. Gli Ebrei dicono , che a formar questo consiglio M[bs scelse settanta anziani del numero di quegli, i quali avean governato il popolo, mentre questo era nell' Egitto. Ecco l'origine , o almno il modello del famoso sinedrio, il quale continu di poi sino agli ultimi tempi della sinagoga, senza per , che ne' membri di esso risedesse lo spirito profetico, che fu dato da Dio a questi eletti ela Mos. Vers. 17. Prender del tuo spirito ec. Spirito vuol dire i doni dello spirito , come in altri parecchi ]u.cghi'delle Scritture. Dice adunque Dio, che ei far parte dello spirito , cio de' doni spirituali che aveva posti in Mos, ne far parte a questi uomini eletti, talmente che (come not s. Agostino) ne avesser questi quella misura, che Dio volle darne loro, senza che perci ne avesse

18. Populo quoque diees : Sanctificamini : cras comedetis carnes : ego enim audivi vos dicere : Quis da bit nobis escas carnium? bene nobis erat in AEgypto. ?7t det vobis Dominus carnes, et comedatis:

19. Non uno die, nec duobus vel quinque, aut decem, nec viginti quidem , 0o. Sed usque ad mensem dierum, donec exeat per nares vestrassi vertatur in nausea'ra ; eo quot? repuZeritis Dominum , qui in medio vestri est, et fieveritis coranico,dicea* te s : Quare egressi sumus ex AEgypto ?
21. Et ait Moyses: Sexcenta millia pedi" tum hujus populi sunt,

1.8. Al popolo parimente dirai: Purificatevi; domane mangerete delle carni, perocch io ho sentito , che dicevate : Chi dar a noi delle carni da nudrirci? Noi stavamo pur bene in Egitto. Onde il Signore dar a voi delle carni, affinch ne mangiate : 19. Non per un giorno , n per due, n per cinque , o dieci, e nemmeno per venti, 20. Ma per un mese intero , fino a tanto che vi escano per le narici, e vi muovano nausea: perocch voi avete rigettato il Signore , che in mezzo a voi, e avete pianto al cospetto di lui dicendo : Per qual motivo siam noi usciti dall'Egitto?. 21. E Mos disse: Vi sono secento mila fanti di questo popolo , e tu

Mos meno di prima. A questi settanta anziani dicono gli Ebrei, che fu comunicato da Mos il senso interiore , e spirituale della legge ; lo che afferm ancor s. Ilario in Ps. >., Vers. i 8. Purificatevi. Lavatevi , guardatevi da ogni immondezza , espiate colla penitenza le vostre mormorazioni contro il Signore.

et tu dicis i Dabo eis <5sum carnium mense integro. 22, (i) Numquid ovium, et boum multitudo caedetur, ut possit suocere ad cibum? vel omnes pisces -moris in unum congregabuntur, ut eos satent ? 2 3. Cui respondit Dominus : (2) Numquid manus Domini invalida est? Jam nunc videbis, utrum meus sermo opere compleatur, 24. Venit igitur Moyses, et narravit populo verba Domini, congregane septuaginta viros de senibus Israel, quos stare, fecit circa tabernaculum. 26. Descenditque Dominus per nubem, etlocutus est ad eum, aufe(i) Joan. G. io.

dici : Io dar loro delle carni da mangiare per un intero mese. 22. Si dovr egli uccdere una moltitudine di pecore , e di bovi, che bastar possa a cibarli ? ovvero si rauneranuo insieme tutti i pesci del mare per satollarli ? 23. Rispose a lui il Signore: ella forse spossata la mano del Signore ? Tu vedrai or ora , se la parola mia sar messa ad effetto. 24.' And adunque Mos , e rautati i settanta uomini degli anziani d'Israele (i quali fece slare presso al tabernacolo) rifer al popolo le parole del Signore. 2.E il Signore discese nella nuvola , e gli parl, e prese dello spiri-

(a) Isai, 5g. i.

Vers. zn. Vi sono secento mila fanti. Dice il numero di questi , che erano gi stati contati ; ma dal numero, degli nomini atti alla guerra si poteva inferire , qual fosse quello delle donne, ragazzi , ec. Certamente tutta la moltitudine del popolo dovea andare verso i tre milioni. S. Agostino cred , che Mos dubitasse non dell'effetto della promessa del Signore ma s\ del modo, onde ella doveva effettuarsi.

rens de spiritu, qui erat in Moyse, et dans septuagi/zta viris. Cumque recjuievisset in eis spiri/s, prophetaverunt, nec ultra cessaverunt. 26. Remansrant autem in castris duo viri, quorum unus vocabatur Eldad, et alter Medad, super quos requievit spiritus ; nam et ipsi descripti fuerant, et non exierant ad tabernacitlam. 27. Cumque prophetarent in castris, cucurrit puer , et nuntiavit Moysi, dicensi ldad, et Medad prophetant in castris. 28. Statim Josue fi lius Nun, minister Moy-

to , che era in Mos, e lo diede a' settanta. Ed entrato che fu in essi Jo spirito , profetarono , e non finirono mai pi. 26. Or due di questi erano rimasi negli alloggiamenti , de' quali uno chiamavasi Eldad , e F altro Medad, e lo spirito si pos sopra di loro : perch anch' essi erano stati messi nel ruolo,ma non erano andati al tabernacolo. 27. E mentre essi profetavano nel campo, corse un ragazzo, e ne rec la nuova a Mos , dicendo: Eldad e Medad profetano negli alloggiamenti. 28. Subitamente Giosu figliuolo di Nun,

Vers. 25. Entrato che fu in esso lo spirito, profetarono ec. Ricevettero lo spirito profetico , e ne dieder segni cantando in virt del medesimo spirito le laudi del Signore ; e questo spirito profetico fu sempre in essi abitualmente, e gli assist nel decidere le differenze , nel consultare sopra gli affari, e nel trattare le cose tutte riguardanti la religione. Vers. 26. Due di questi eran rimasi. O perch non fossero stati avvertiti, o perch avessero degli affari indispensabili, o come altri pensano , per sentimento d' umilt credendosi indegni di tal posto. Eldad , e Medad non erano andati cogli altri al tabernacolo. Nel libro di Henna intitolato il Pastore si fa menzione delle profezie di Eldad, e di Medad, lib. i. cap. 2,

si, et electus epluribus, ministro di Mos, eletto ait: Domine mi Moyses, tra molti, disse: Signor prohibe eos. mio Mos, non permetter loro tal cosa. 29. At ille : Quid, in29. Ma questi disse : quit, aemularis pro me? Per qual motivo ti prenQuis tribuat, ut omnis di tu gelosa per amor vopulus prophetet, et mio ? Chi mi dar , che det eis Dominus spiri profeti tutto il popolo, tum suum? e che il Signore idia a lui il suo spirito ? 30. Re^ersusque est 30. E Mos, e i seMoyses, et majores na- niori d'Israele tornarotu Israel in castra. no agli alloggiamenti. 31. ( i ) Ventus autem 31. E un vento manegrediens a Domino , dato dal Signore trasarreptans trans mare port seco di l dal maGoturnices detulit,et de- re delle quaglie, e le f' /nisit in castra itinere cadere verso gli allogquantum uno die confi- giamenti da ogni parte ci potest^ ex omni parte intorno al campo, per eastrorum per circui- lo spazio d'una giornatum, volabantcjue in ae- ta di cammino , e svore duobws cubitis alti" lazzavan per 1' aria altudine super terram. l'altezza di due cubiti sopra la terra.
(i) Ps. 77. 26. 27.
Vers. 28. dositi ... ministro di Mos, eletto tra molti disse ec. Non da dubitare, che Mos pel governo di s gran popolo avesse bisogno continuamente d'aver molte persone a'suoi fianchi per 1' esecuzione degli ordini che ei riceveva da Dio ; in questo numero era G;osu, ma il pi distinto tra tutti. Egli adunque pieno di zelo per la suprema autorit del suo signore e maestro Mos sent con pena , che quei'due avessero cominciato a profetare negli alloggiamenti, assente Mos , e senza saputa di lui, lo che parvegli che potesse diminuire ' autorit dello stesso Mos.

32. Surgens ergo populus toto die Illo, et nocte, ac die altero, congregavit coturnicum , qwi parum , decem coros : et siccaverunt eas per gyrum castrorum. 33. (i) Adhuc carne s erant in dendbus eorum, nec defecerat hujuscemodi cibus, et ecce furar D omini concitatus in populum, percussit eum plaga magna nimis. 34- Vocatusque est ille locus Sepulchra
(i) Ps. 77. 3o.

62. Si mosse allora il popolo , e per tutto quel giorno, e la notte, e il d seguente raunarono quelli che n'ebbero il meno, dieci cori di quaglie : e le seccarono intorno agii alloggiamenti. 33. Eglino avean tuttora tra' denti le carni, e non era venuto meno quel cibo , ed ecco che l'ira del Signore accesa contro del popolo , lo percosse con flagello stragrande. 34- Donde fu chiamato quel luogo i Sepolcri

Vers. 31. E un vento mandato dal Signore ec. Dio avea gi mandato altra volta provvisione di quaglie al suo popolo , come si veduto Exod. xvi. Queste furon gettate verso gli alloggiamenti da un vento forte che soffiava dalla parte del mar Rosso, Davidde dice, che il numero di esse agguagliava quello de' granelli della polvere, e della sabbia del mare. Le quaglie vanno da un paese ali'altro in grossissime schiere. Vedi il Bachart. Vers. 82. Ratinarono quelli che n'ebbero il meno, dieci cori. Dando tal quantit a ciascun capo di famiglia, e contando dieci persone per famiglia, e facendo anche il conto di quello che posson mangiare le dieci persone in un mese , i dieci cori faranno un' abbondanza e volte pi grande del bisogno ; onde Dio verific quello che a ea detto di voler mandare tal copia di carne , che uscisse loro per le narici, e movesse loro la nausea. Il coro conteneva tren moggi romani di venti libbre 1' uno. Vers. 33. Avean iltora Ira? denti le carni . . . ed ecco che P ira del Signore e Dio volle prima mantenere la parola , e vincere 1' ostinazione degl' increduli, e di poi punirli col fuoco, che consum l'estrema parte dc^li alloggiamenti. Vedi Ps, cv. 15.

concupiscentiae : ibi enm sepelierunt popu/um, qi desiderai* erat. Egressi autem de sepulchris concwpiscentiae venerunt in Haseroth, et manserunt ibi.

della concupiscenza : perch quivi seppellir la gente d'ingorda brama. Partiti di poi da'sepolcri della concupiscenza, giunsero ad Haserot, e ivi fermaronsi.

C A P O XII. Aronne e Maria mormorano contro del mansuetissimo Mos, e Do in faccia ad essi lo cele bra per la familiarit, ch' egli ha col Signore. Maria afflitta colla lebbra , ed separata per sette giorni dal popolo ; ma alle preghiere di Mos ricupera la sanit. i. JLjQCUtusque est Maria, et Aaron contra Moysen propter uxorem ejus AEthiopissam: i .JL/ Maria ed Arcane parlarono contro Mosq, a'cusa della moglie di lui, che era di Etiopia:

Vers. i. A causa della moglie di lui, che era d? Etiopia Questa donna d' Etiopia non altra , che Sefora del paese di Madian. Or nelle scritture questo paese una parte di quello che detto paese di Chusch, o sia Etiopia , come traducono i LXX., e dietro ad essi la nostra volgata. Vedi i. Agostino gitesi. 20., Teodor. quest. 22. Comunemente si crede, che alle querele di Maria e di Aronne contro di Sefora desse occasione un-po' di vanit nata in testa di questa donna dal veder quello che Dio faceva per mezzo del marito , e come egli era riverito da tutti qual legislatore , e condottiero supremo : e quest' opinione sembra assai bene fondata sulle parole ^di Aronne, e di Maria, vers. 2. Siccome adunque questa donna .parlava vanamente di s, e del marito, e si preferiva alla sorella di lui, e deprimeva Aronne in confronto del marito, e 1' uno e 1' altra perci con termine d'ingiuria la chiamavano Etiopissa; a torto per; mentre esseo*

2. Et dixerunt : Num per solum Moysen locutus est Dominus? Nonne et nobis similiter est locutus? Quod cum audisset Dominus,

37 (Erat enim Moyses vir mitissimus super omnes homines, qui * morabantur in terra ) 4 Statim locutus est ad eum, et ad Aaron , et Mariam: Egredimiii vos tantum tres ad tabernaculum foederis. Cumque fuissent egres5. Il Signore scese si, 6. Descendit Domi- nella colonna della nunus in columna nubis, vola , e si pose ali' indosi assoggettata alla legge, doveva essere considerata non pi come straniera , ma come Israelita ; n contenti di ci , 1' uno e l'altra vollero agguagliarsi a Mos. Il Parafraste Caldeo, e i Rabbini, e non pochi interpreti credono , che le querele di Maria e di Aronne fossero in favore di Sefora contro Mos , perch questi dopo che era stato assunto al ministero, si era separato dalla moglie per osservare continenza. Nella mormorazione di Maria contro 1' Etiopissa s. Girolamo , s. Ambrogio , e molti altri Padri hanno ravvisato una figura delle mormorazioni, e dell' invidia della sinagoga contro la Chiesa delle genti: La sinagoga (dice s. Ambrogio ) non conoscendo il mistero della Chiesa , che dovea unirsi insieme da tulle le nazioni, mormora ogni di, e poria invidia a quel popolo , per la fede di cui ella stessa sar sanala dalla lebbra di sua perfidia allajine del inondo, lib. x. ep. 82. Vedi anche Orig. homil. 6. e 7. in Niun., llier. ad Fabiol. Vers. 3. filose era il pi mansueto ec. Mos si diede questa lode per istinto dello spirito di Dio , come per istinto di umilia registro i suoi falli ; e ' n e l l ' u n a e nell'altra cosa fu imitato da Paolo. Fedi n. Coi: ,\i. 5. ec., xu. 11. 12.

2. E dissero : Ha egli forse il Signore parlalo solamente per bocca di Mos? Non ha egli parlato egualmente anche a noi ? Ci avendo udito il Signore, 3. ( Perocch Mos era il pi mansueto di quanti uomini viveano sopra la terra ) 4- Disse subito a lui, e ad Aronne, e a Maria: Andate voi tre soli ai tabernacolo dell'alleanza. E andali che furono,

6*

et stetit in introitu tabemaculi vocans A aron et* Mariam. Qui cum iissent, 6. Dixit ad eos: Audite sermones meos : Si quis fuerit inter vos propheta Domini, in visione apparebo ei, vel per somnium fognar ad illum. 7. At non talis servus meus Moyss, (i) qui in omni domo mea fidelissimus est : 8. (2) Ore enim ad os loquor ei: et palam, et non per aenigmata , etfiguras Dominum videi Quare ergo non ti' muistis detrahere servo meo Mbysi? 9. Iratusque contra eos abiit: 10. IVubes quoque recessit, quae erat super tabernaculum: ^3) et ecce Maria apparuit candens lepra quasi nix. Cumque respexis(i) Heb. 3. a.

gresso del tabernacolo, e chiam Aronne e Maria. E questi essendosi appressati, 6. Disse loro: Udite le mie parole: Se saravvi tra voi profeta del Signore , io gli apparir in visione, o gli parler in sogno. 7 .Ma non cos al mio servo Mos , il quale in tutta la mia casa , fdelissimo : 8. Perocch io a lui parlo testa a testa : ed egli chiaramente, e non sotto enimmi, o figure vede il Signore. Come adunque avete ardito di parlar male di Mos mio servo ? 9. E irato contro di essi si ritir : 10. E se n'and anche la nuvola che era sopra il tabernacolo : e di repente Maria comparve bianca come neve per la lebbra. E aven(3) Deut. 24. 9.

(a) Exod. 33. 1i.

Vers. 7. In tutta la mia casa /edelissimo. In cambio di fdelissimo , l'Ebreo ha la voce neernan , che pu significare ancora economo, maggiordomo , e procuratore ; e in tal caso usata pi volte nelle Scritture.

set eam Aaron, et vi- dola mirala Aronne , disset perfusam lepra, vedutala coperta di leb11. Alt ad Moysen : Obsecro domine mi, ne imponas nobis hoc peccatum,quod stulte commisimus, 12. Ne fiat haec quasi mortua^ et ut aborti" vum, quod projicitur de vulva matris suae: ecce jam medium carnis ejus devoratum est a lepra. \ 3. Clamavitque Moyses ad Dominum, dicens : Deus , obsecro , sana eam. 14* Cui respondit Dominus : Si pater ejus spuisset in faciem illius , nonne debaerat saltem septem diebus rubare suffundi? Separetur septem diebus exbra , 11. Disse a Mos : D grazia , signore mio , no n imputare a noi questo peccato che abbiamo stoltamente commesso , 12. E che costei non diventi come morta , e coin un aborto gettato fuor dell' utero di sua madre : ecco che la mela della carne di lei gi consumata dalla lebbra. 13. E Mos alz le sue grida al Signore dicendo : Rendile, ti prego , o Signore , la sanila. 14 Rispose a lui il Signore : Se il padre suo le avesse sputato in faccia, non avrebb' ella dovuto portar la sua confusione almeno per sette giorni? Sia

Vers. io. Maria comparve bianca coin neve per la lebbra* Di quella specie di lebbra che descritta , LeviL sui. io. 11. i?.. Vers. i a. La mela della carne di lei, consumata. In poco tempo la lebbra , che la rodeva elFctlivameute , la l'ecc appaiirs stenuaUj e come una persona che si consumasse.

tra castra, t postea re- separata fuor degli al* loggiamenti per selle vocabitur. giorni, e poi sar richiamata. 15. Fu adunque Ma16. Exclusa est iiaque Maria extra castra ria messa fuori degli alseptem diebus : et popu- loggiamenti per suite lus non est motus de giorni, e il popolo non loco itlo, donec revoca- si mosse da quel luogo, fino a tanto che Maria ta est Maria. non fu richiamata. C A P O XIII. 1 dodici esploratori mandati da Mos a visita re la terra di promissione, dopo quaranta giorni ne riportano un tralcio col suo grappolo di uva, e altri frutti in segno di fertilit ma tutti d' accordo , tolto Caleb , e Giosu ' mettono II popolo a romore. 1. Jirofoctusque est populus de Jtaseroih , fixis tentoriis in deserto Pharan, 2. Il'if/ue locutus est Dominus ad Moysen, dicensi 5. Mitte viros, qui consderent terrarii Cha" 1. Li partito il popolo da Haseroth, piant le tende nel deserto di Pharan, 2. Dove il Signore pario a Mos , e disse : 3. Manda a considerare la terra di Ca-

Yers. 14. Se il padre suo le avesf sputato in faccia ec. Se ella avesse offeso suo padre , e questi sdegnato le avesse sputato in faccia, ella non ardirebbe di presentarsi dinanzi al padre, se non passati almen sette giorni : quanto pi, avendo ella offeso ie 7i e il mio servo Mos?

naan , quam daturus sum filiis Israele singulos de singulis tribubus ex principibus 4. Fecit Moyses, quod Dominus imperar erat, (i) de deserto Pharan mittens principes viros, quorum ista sunt nomina : 5. De trib Huben , S ammuafilium Zechur; 6. De trib Simeon, S aphat filium Huri; 7. De trib Juda, C leb filium Jephone; 8. De trib Issachar, IgalfiliumJoseph ; 9. De trib Ephraim, Osee filium Nun;

naan, la quale io dar a'figliuolid'Israele, un uomo de' principali per ogni trib. 4- Fece Mos quello che avea comandato il Signore , mandando dal deserto di Pharan uomini principali, de'quali i nomi son questi: 5. Della trib di Ruben , Sa m m u figliuolo di Zechur; 6. Della trib di Simeon , Saphat figliuolo di Huri; 7. Della trib di Giuda , Galeb figliuolo di Jephone; 8. Della trib d'Issachar , Igalfigliuolodi Joseph; 9. Della trib di Ephraim, Osce figliuolo di Nun;

(i) Infr. 27. et 3a. 8. Deut. i. 22. et 9. a3.


Vers. 3. Manda a considerare la terra di Canaan, ce. Nel Deuteronomio , cap. i. 22., Mos racconta, che essendo giunto a Cadesbarne, a'confini della terra di Ganaan , egli esorto gl'Israeliti d' andar a prenderne possesso ; ma che il popol tutto lo prego di mandar prima a riconoscere la qualit del paese , e ad investigare da qual parte fosse meglio d' entrarvi. Questa diffidenza del popolo ricoperta sotto il manto specioso di prudenza, e di circospczione fu 1' origine d'infiniti mali per lo stesso popoloDio adunque non ordin a Mos dimandare questi esploratori, se non dopo che il popolo colla sua poca fede li cred necessari., e chiese a Mosc che li mandasse.

10. De trib Beniamin, Phalti filium Raphu; 11. De trib Zabulojit Geddielfilium Sodi; 12. De trib Joseph, sceptri Manasse, Gaddi filium Susi; 13. De trib Dan , Ammiet filium Gemmalli; 14. De trib Aser, S thur filium Mchael; 15. De trib NeMthali, Nahaifilium Vapsi\ 16. De trib Gad, Guel filium Machi. 17. Haec su,7/t nomina virorum, quos misit Moyses ad considerandarti terram : vocavitque O see filium Nun (i) Josue. 18. Misit ergo eos Moyses ad considerane
(i) Acr. 7. 45. #er. 4. 8.

10. Della trib d Beniamin, Phalti figliuolo di Raphu; 11. Della trib di Zabulon, Geddiel figliuolo di Sodi; 12. Della trib di Joseph , de' discendenti di Manasse, Gaddi figliuolo di Susi; 13. Della trib di Dan , Ammiel figliuolo di Gemmalli; 14. Della trib di Aser , Sthur figliuolo di Michael; 15. Della trib di Nephthali, Nahabi figliuolo di Vapsi; i6.DellatribdiGad, Guel figliuolo di MachL 17. Questi sono i nomi di quelli che Mos mand a visitare la terra : e ad Osee figliuolo di Nun diede il nome di Giosu. 18. Mandogli adunque Mos a visitare la

Vers. 1 7. Ad Osce figliuolo di Nun ec, Os/?a, ovvero Hoseah, significa salvato, oppur salvatore , e anche1 salute; Josue vuol dire ei salver, ovvero la salute di Dio, o sia salvatore di Dio. Tutti i Padri perci hanno riconosciuto in quest' uomo, e nelle cose operate da lui , come si vedr, un' immagine del principato di Cristo, e della saluic recata da lui al genere umano.

ofarn terram Canaan , et dixit ad eos: A scendile per meridanam plagam. Cumque veneritis ad montes, 19. Considerate terram, qualis sit, et populum, qui habitator est ejus,. utrum fortis sit, an infirmus; si pauci numero, an plures : 20. Ipsa terra, bona, an mala : urbes quales, muratae, an absque matris : 21. Humus, pinguis a?z slerilis; nemorosa, an absque arboribus. Confortamini, et a fferte nobis defructibus terrae. Erat autem, tempus, quando jam praecoquae uvae vesci possunt. 22. Cumque ascendissent, exploraverunt

terra di Canaan , e disse loro : Andate versa il mezzod. E quando sarete giunti alle montagne , 19. Considerate la qualit della terra , e il popolo che 1' abita , se sia forte , o debole ; se pochi di numero, o molti : 20. Se la terra stessa sia buona, o cattiva : quali le citt ; se murate , o senza mura : 21. Se il terreno sia grasso, o sterile ; selvoso , o senza alberi. Fatevi cuore , e portateci de' frutti della terra. Era allora il tempo quando le uve primaticce sono da mangiarsi. 22. E quegli essendo andati, disaminaron la

Vers. 18. Andate verso il mezzod. Con questa direzione entrando gli esploratori nella terra di promissione, si sarebbero ritrovati da prima in quel tratto della medesima , che era il men felice ed ameno. Tale si lo stile per l'ordinario tenuto da Dio-, il quale nel suo servzio , a chi lo imprende , prima delle consolazioni esibisce opposizioni ed avversit. Vers. ai. Era allora il tempo, quando le uve primalicce ec, Poterono cosi partire gli esploratori nel mese di giugno, perch in quel tempo le uve primaticce sono mature nella Palestina ? come ve ne son di mature in luglio uell' Italia.

terrami a deserto Sin usque Rohob mirantibus Emath. 23. Ascenderuntque ad meridiem, et venerunt in Hebron, (i) ubi erant Achiman, et Sisai, et Tholmai filii Enac: nam Hebron septem annis ante Tanm urbem AEgyp condita est. 24. (2) Pergentesque usque ad Torrentem Botri, absciderunt pai' miteni cum uva sua, quemportaverunt in vecte duo viri. De malis quoque granatis, et de ficis loci illius tulerunt:

terra dal deserto di. Sin fino a Rohob , per dove si va in Emalh. 23. Andarono Verso mezzod, e giunsero ad Hebron, dove slavano Achiman,e Sisai,e Tholmai figliuoli di Enac : perocch Hebron fu edificata sette anni prima di Tati im , citt dell'Egitto. 24. E tirando innanzi fino al Torrente del Grappolo , troncarono un tralcio col suo grappolo , e lo portarono due uomini appeso ad un bastone. Preser anche delle melagranale, e de'tchi di quel luogo: 26. Gli fu dato que25. Qui appellatus est Nehel-Escol, id est, sto nome di Nehel(i) Jos. i5. 14.
(2) Deut. i. 24.

Vers. 28. Giunsero ad Hebron, dove stavano ec. Enac fu un gigante della stirpe di Arbea fondatore di Hebron, Joiue xv. i3.; e i giganti del paese di Canaan dicevano 4* venire da questo Enac, onde furon detti Enacini. Mos raccontando, che Hebron era stata fondata sette anni prima di Tanis capitale dell'Egitto inferiore, reprime la vanit degli Egiziani, che esaltavano senza fine l'antichit della loro nazione, e delle loro citt. Hebron era su'monti a mezzod del paese di Canaan, e fu poi della trib di Giuda. Vers. 24. Lo portarono due uomini appso ad un bastone. S per la sua grossezza , s per non guastarlo. V ha de' viaggiatori moderni, che raccontano, come nella Palestina, nella stessa valle del Grappolo, si trovano de'grappoli di dieci, o-dodici libbre di peso, e anche de' molto maggiori.

Tor>ens Botri, eo quod Escol, cio Torrente botrum portassent inde del Grappolo, per averne indi portato quel filii Israel. grappolo ifigliuolid'Israele. 26. E tornarono gli 26. Reversique explora/ores terrae post esploratori dopo quaranquadraginta dies, omni ta giorni, avendo scorso tutto il paese, regione circuita, Deut. i. 34* 27.E andarono a tro27. Vtnerunt ad Moysen et Aaron , et var Mos ed Aronne e ad omnem cae tum filio- lutto il popolo de'figliuo5 rum Israel in desertum li d Israele nel deserto . di Pharan a Gades. E Pharan,quod est in C*ades. Locutique eis, et parlarono a lui, e a tutomni multltudin osten- to il popolo , e mostraderunt fructus terrae: rono de* frutti della terra : 28. E fecero il loro 28. Et narraverunt, dicentes: Venimus in racconto,dicendo: Giunlerram, ad quam misi- gemmo nella terra, dosti nos, quae revera ve tu ci mandasti, e quefiuit lacte, et melle, ut sta veramente scorre ex his/ructibus cogno- latte e miele, come si pu riconoscere da quesci potest': sti frutti : 29. Ma ella ha abita29. Sed cultores/brtissimos habet, et urbes tori forlissimi, e citt grandes, atque mura- grandi e murate. Ivi tas. S tir peni Enac vidi- abbiam veduto la stirpe di Enac. mus ibi. 5o.Da mezzod abita 30. Amalec habitat in meridie ; Hethaeus, Amalec -, V Hetheo, e lo et Jebusaews, et Amor' Jebuseo , e 1* Amorrheo rhaeus in montanis sulle montagne; il Ca-

Chananaeus vero mo- naneo poi verso il maratur juxta mare, et cir- re , e intorno al fiume ca fiuenta Jordanis. Giordano. 31. Frattanto Caleb 31. Inter haec Ca~ leb compescens mur- per sedare il rumore, mur populi', qui orieba- che principiava a levartur contra Moysen, aiti si nel popolo contro Ascendamus, et possi- Mos , disse : Andiamo deamus terroni : quo- a prender possesso di niam poterimus obtine- quella terra : perocch " re 0am. noipotrem farne acquisto. 32. Ma gli altri, che 32. Alii vero, quifuerant cum eo, dicebant: erano andati con lui, diNequaquam ad hunc cevano : No, che non populum valemus a- possiamo andar contro scendere, quia fortior quel popolo, perch nobis est. pi forte di noi. 33. Detraxeruntque 33. E screditarono 'terrete, quam inspexe- presso ifigliuoli d'Israerarat, apudfilios Israel, le la terra, che avean dicentes: Terra, quam visitato , dicendo : La lustravimus, devorat terra, che abbiamo scorhabitatores suos : popu- sa, divora i suoi abitanlus, quem aspeximus, ti : il popolo , che abprocerae staturae est biam veduto, di grande statura. 34. Ibi vidimus mon34- Vi abbiam vedustra quaedam filiorum to certi .mostri di fiEnae de genere gigan- gliuoli di Eiiac di razia
Vers. 33. Divora, i tuoi abitanti. Forse nel tempo, che ei vi entrarono, regnava in qualche luogo la peste; e bench Dio avesse gi detto loro (Levit. xvin. it\.) , che avrebbe fatto in guisa, che la terra vomitasse i suoi abitanti, in cambio di riconoscere 1' effetto delle promesse di Dio , vollero far passar il paese , come mal sano.

C A P O XIII. tea, quibus comparati, di giganti, paragonati quasi locustae videba- a' quali noi parevamo mur. locuste. CAPO XIV.

Caleb e Giosu tentano indarno di calmare le mormorazioni del popolo nate dalla relazione degli esploratori. Mos placa lo sdegno del Signore. Sono condannati tutti a morir, nel deserto ^ fuori che Caleb e Giosu. 1. ter le quali cose 1. Zgitur vociferane omnis turba fievit no- tutta la moltitudine alcte illa, z le strida , e pianse tutta quella notte, 2. E tutti i figliuoli 2. Et murmurad sunt contra Moysen et Aa- d'Israele mormorarono ron cuncti filii Israel, contro Mos ed Aronne, dicendo : dicentes : 3. Piacesse al cielo 3. Utinam mortui esse/nus in AEgypto : et che noi fossimo morti in hac vasta solitudine in Egitto : e piaccia al utinam pereamus, et cielo , che noi ci strugnon inducatnos Domi- giamo in questa vasta nus in terram istam, ne solitudine , e che il Si* cadamus gladio, et u- gnore non c'introduca xores, .ac liberi nostri in quel paese, dove noi ducantur captivi. Non' cadiamo sotto la spada, ne melius est reverti in e le nostre mogli, e i nostri figliuoli sieno meA E g/p tum? nati schiavi.Non sarebb' egli meglio di tornare in Egitto ? 1 4. E diceva 1 uno al 4- Dixeruntcjue alter

ad alterimi* Constituamus nobis ducem, et revertamur in AEgyptum. 5. Quo audito Moyses et Aaron ceciderunt proni in terram coram omni multitudinefiliorum Israel. 6", (i) At vero Josue . filius Nun, et Caleb filius Jephone, qui et ipsi lustraverant terram , sciderunt vestimenta sua, 7, Et ad omnem muldtudinem filiorum Israel loculi sunt: Terra, quam circuivimus, valde bona est : 8. Si propitius fuerit Dominus ) inducet nos in eam* et tradethumum lacte et mellemanantem. 9. Nolite rebettes esse contra Dominum: neque timeatis pop,tum terrae hujus \ quia sicut panem, ita eos possumus decorare: recessil ab eis omne prae-

l'altro: Eleggiamoci un condoltiere, e torniamo in Egitto. 5. Ci avendo udito Mos ed Aronne si prostrarono bocconi per terra dinanzi a tutta la moltitudine de' figliuoli d'Israele. 6. Ma Giosu figliuolo di Nun , e Caleb figliuolo d Jephone, che erano stati anch'essi a visitare la terra, si slrao ciaron le loro vesti, 7. E dissero a tutto il popolo de'figliuoli d'Israele: La terra, che noi abbiamo scorsa, buona assai: 8. Se il Signore ci sar propizio , e* introdurr in essa , e ci dar un paese, che scorre latte e miele. 9. Non vi ribellate contro il Signore: e non temete il popolo di quella terra ; perocch noi lo possiamo divorare come il pane : ei sono rimasi senza difesa : il

(i) Eccli. 46. 9. i. Mach. 2. 55. 56. Vers. 4- * Eleggiamoci un condoLllere. Tradussero altri: ponghiamo la nostra vita hi pericolo : arrischiamo la vita nostra.

sdium: Dominus nobiscum est, nolite metue* re. io. Cumque clamaret omnis multitudo, et lapidibus eos velle t opprimere, apparuit gloria Domini super tectum foederis cunctis filiis Israel. n. E i dixit Dominus ad Moysen : Usquequo detrahet mihi populus iste ? Quo usque non credent mihi in omnibus signis, quae feci coram eis? 12. Feriam igitur eos pestilentia> atque consumami te autem faciam principem super gentem magnani >etfortiorem quam haec est. 13. Et ait Moyses ad Dominum: Ut audiant AEgyplii, de quorum medio eduxisti populum istum, i4- Et habitatores , terrae hujus, qui audierunt, quod tu, Domine, in populo isto sis, et facie videaris ad faciem, (i) et nubes tua prete(i) Kxod i3. 21.

Signore con noi, non temete. 10. E schiamazzando tulio il popolo, e volendo lapidarli, la maest del Signore si f' vedere a tutti i figliuoli d'Israele sul tabernacolo dell' alleanza. 11. E il Signore disse a Mos : sino a quando mi oltragger questa popolo ? sino a quando non avranfede a me dopo tutti i prodigi), che ho fatto sugli occhi loro? 12. Io adunque li ferir colla pestilenza, e li consumer : te poi io far principe d'una nazione grande , e pi forte di questa. 13. E Mos disse al SignorerAffinCh giunga la nuova agli Egiziani, di mezzo a'quali tu hai cavato questo popolo, 14. E agli abitatori di questa terra , i quali han sentito, come tu, o Signore ,sei con questo popolo , e ti fai vedere faccia a faccia , e li pro-

gat illos, et in columna teggi colla tua nuvola , nubispraecedas eos per e colla colonna di nudiem, et in columna i- vola vai loro innanzi di gnis per nocte/n : giorno, e colla colonna di fuoco la notte : i fi. Quod occideris 15. Come tu avrai tantam multtudinem fatto morire tanta genquasi unum hominem , te , come un sol uomo , et dicant: e dicano : 16. Non poterat in16. Ei non avea postroducere populum in sanza per introdurli terram, pro qua jurave- nella terra, che avea rat\ (i) idcirco occidt loro promessa con giuramento : per questo eos in solitudine. nel deserto gli ha uccisi. 17. Si glorifichi adunij. Magnificetur ergo fortitudo Domini, sic- quq la fortezza del Siut furasti, dicens : gnore , come tu giurasti , dicendo : 1-8. (2) Dominus pai3.Il Signore pazientiens, et multae miseri' te , e di molta misericordiae, (3) auferens cordia, che toglie le iniiniquitatem , et scele- quit , e le scelleraggira, nullumque innoxium ni, e nissuno lascia imderelinquens\(jui(J\) vi- punito : tu , che visiti i si/as peccata patrum in peccati de' padri sopra filios in tertiam, et quar- i figliuoli sino alla tertam generationem, za e quarta generazione,
(i)Exorl. 32. 28. (2) Ps. 102. 8. (3) Exod. 3/|. 7. (4) Exod. 20. 5.

Vers. 14-E agH abitatori di questa terra. Della terra di Canaan. Mos rappresenta al Signore , che se egli gastigher il popolo , come questi avea meritato , gli Egiziani, e i Canani ne prende ranno occasione di bestemmiare il suo nome.

10. Dimitte, obsecro, peccatum populi hujus secundum magnitudi' nem misericordiae tuae, sicut propitius fuisti egredientibus de AEgyp/o usque ad locum istwm. 20. Dixitque Dominus : Dimisi juxta verbum tuum. 21. V~ivo ego: et zmplebitur gloria Domini universa terra. 22. Attamen omnes homines^ qui viderunt majestatem meam, etsi-" gna, quae feci in AEgypto, et in solitudine', et tentaverunt me jam per decem vices, nec obedierunt voci meae, 23. (i) Non videbunt (i)Deut. t.35.

19. Perdona, ti prego, secondo la misericordia tua grande , il peccato di questo popolo, come fosti propizio a costoro, dacch uscirono dalT Egitto fino a questo luogo. 20. E il Signore disse : Ho perdonato secondo la tua parola. 21. Io giuro, che della gloria del Signore sar ripiena tutta quanta la terra. 22. Tutti per quegli uomini, i quali hanno veduto la ma maest, e i prodigii fatti da me nell'Egitto , e nel deserto, e mi hanno a quest'ora tentato per dieci volte, e non hanno obbedito alla ma voce, a3. Non vedranno la

Vers. 18. E nissuna lascia impunito. L'Ebreo come nelP Esodo xxsvi. 6. dove secondo la volgata si tradusse e nissuna e di per sfi innocente (Uncinai a le. Ma in questo luogo molto giudiziosamente stato preso 1' Ebreo nel secondo senso , che ei pu avere ; perocch da notare, che Mos si affatica non per ottenere da Dio , ch' ei lasci senza gastigo la ribellione del popolo, ma che il popol tutto non istermini e distrugga, come ne era degno pel suo peccato. Vers, 22, Per dieci volte. Per moltp, e molte volte: cosi altre volte la tessa frase nelle Scritture,

ferram, pro qua ;uravi patribus eorum, nec fuisquam ex illis, qui detraxit mihi, intuebitur eam. 24* (O Servummeum Caleb, qui plenus alio spiritu secutus est me, inducam in terroni hanc, quam circuivit, et semen ejus possidebit eam. a5. Quoniam Amale" cites , et Chananaeus habitant in vailibus, cras movete castra , et repertimini in solitudine/n perviam maris Rubri. 261 Locutusque est Dominus ad Moysen et Aaron, dicens : 27. Usquequo multi ludo haec pessima murmurat contra me? querelas filiorum Israel audivi.
(i) Jos. 14.6.

terra promessa da me con giuramento a'padri loro, n alcuno di quelli che mi hanno oltraggiato , la mirer. 24. Il servo mio Ca leb, il quale pieno d'altro spirito mi ha seguitato , lo introdurr io nella terra , che egli ha scorsa: e la discendenza di lui ne avr il dominio. 25. Perch gli Amale citi, e i Cananei stanno nelle valli, domani movete il campo, e tornate nella solitudine verso il mar Rosso. 26. E il Signore parl a Mos ed Aron ne e disse : 27. Fino a quando questa gente pessima mormorer contro di me ? io ho,udito le querele de' figliuoli d' Israete. ,

Vers. a5. Perche gli Amaleciti, e i Cananei stanno nelle valli, ec. Dio il quale nel suo sdegno non s scorda mai di sua misericordia, avverte Mos, che gli Amaleciti e i Cananei stavano nelle valli aspettando, che il pop'olo s'inoltrasse per dargli addosso , e siccome ei non voleva dopo tanta perfdia premiarli eolla vittoria de'loro nemici, tornassero perci indietro , prendendo la strada del mare.

28. Die rgo eis: Vi" va ego, aitDominus: tfieut loculi estis, audiente me, sic faciam vobis. 29. (i) In solitudine hacjacebunt cada vera vestra. Omnes, qui numerati estis a viginti annis et supra, et murmurastis contra me, So. (2) Non intrabits terram, super quam levavi manum meam, uthabitare vosfocerem, praeter Caleb filium Jephone, et Josue filium Nun. 31. Parvulos autem vestros^ de quibus dixistis, quod praedae hostibus fwentt introducam, ut videantterram, quae vobis dispticuit. 32. Vestra cadavera jacebunt in solitudine, 33. Filii vestri erunt vagi in deserto annis quadraginta, et portabunt fornicationem ve-

28. Di'Ioro adunque: Io giuro, dice il Signore : io far a V0i quello appuntino, che ho sentilo dire da voi. 29. In questo deserto giaceranno i vostri cadaveri. Tutti voi, i quali siete stati contati dal ventesimo anno in poi, e avete mormorato contro di me, 30. Non entrerete nella terra , nella quale giurai di farvi abitare , eccettuato Caleb figliuolo di Jephone, e Giosu figliuolo di Nun. 31. Ma io vi condurr i vostri figliuoli, i quali avete detto, che sarebbono slati preda de'nemici, affinch veggano la terra , la quale a voi dispiaciuta. 32. I vostri cadaveri giaceranno nella solitudine. 33. I vostri figliuoli saran raminghi per quarant'anni nel deserto, e pagheranno il fio della

(i) Ps. io5. 26. Ifwn. 26. 65. et 3a. io. (a) Deut. i. 35.

'stram, donec consu- vostra infedelt , fino a mantur cadavera pa- tanto che sie n o nel de* trum in deserto, serto consunti i cadaveri de'ge nitori, 34 Secondo il nume34 Juxta numerum, quadraginta die- ro dei quaranta giorni rum i quibus considera- impiegati a considerastis terrami (i) annus re quella terra : si conpro die imputabitur.() ter un anno per un Et quadraginta "annis giorno. E per quaranta recipietis iniquitates ve- anni pagherete il fio delstras, et scietis ultio- le vostre iniquit, e vedrete la mia vendetta : nem meam : 35. Perocch nel mo35. Quoniam sicut locutus sum, ita faciam do , che ho detto, tratomni multudini huic ter io questa pessima pessimae, quae consur- generazione, la quale si rexit adversum me: in inalberata contro di solitudine hac deficiet, me : verr meno , e perir in questo deserto. et morietur. 36. (3) Igitur omnes 36. Quindi , che tutviri, quos miserai Moy- ti quegli, i quali erano ses ad contemplandam stati spediti da Mos a terram , et qui rever- contemplar quella tersi murmurare fecerant ra , e i quali dopo il ri contra eum omnem mul- torno erano slali causa, titudinemt detrahentes che tutta la moltituditerrae quod esset mala, ne mormorasse contro Mos , perch aveano screditata la terra, come cattiva,
Ci ) Ezech. 4. 6. f3) Cor. io. io. Hebr. 3. 17. Juclae i. 5. (*}Num. 32. i3.P*. 94. io. . Vers. 33. Saran raminghi per quartini? anni. Non entrarono nella terra di promissione se non trent'otto anni, e qualche mese dopo questa promessa, e qnarant' anni dopo V uscita dall' Egitto,

37. Mortui sunt, atque percussi in conspectu Domini. 38. Josue autem filius Nun, et Caleb filius Jephone vixerunt ex omnibus, qui perrexerant ad considerandam terram. 3p. Locutusrjue est Moyses universa verba haec ad omnes filios I\srael, et luxit populus nimis. 4' JEt ef:ce mane primo surgentes ascenderunt verticem montis, atque dixerunt : Parati burnus ascendere ad locum, de quo Dominus locutus est: quia peccavimus. 4*. Quibus Moyses : Cur, inquit, transgredimini verbum Domini , quod vobis non cedei in prosperum ? 42. (i) N olite ascendere: non enim est Dominus vobiscum: ne corruatis coram inimicis vestris. (ij Dott. i.43.

37. Perirono flagellati immantinente dal Signore. 38. E Giosu figliuolo di Nun s e Galeb figliuolo di Jephone rimasero vivi tra tutti quelli che erano andati a visitare la terra. 39. E Mos rifer tutte quelle parole a tutti ifigliuolid'Israele, e il popolo pianse inconsolabilmente. 40. Ed ecco che il d seguente al primo albore salirono sulla cima del monte , e dissero: Noi siamo pronti di andare al luogo , di cui ha parlato il Signore : perch noi abbiam peccato. 41. Mos disse loro : Perch trasgredite voi la parola del Signore , la qual cosa non vi riuscir bene? 42. Guardatevi dal1' andare : perch il Signore non con voi : affinch non cadiate per terra al cospetto dei vostri nemici.

43. Amalecites, et Chananaeus ante vos sunt, quorum gladio corruetis, eo quod nolueritis acquiescere Domino', nec erit Dominus vobiscum. 44- At illi contenebrati ascenderunt in vercem montis. Arca autem testamenti Domni, et Moyses non recesserunt de castris. 45. Descenditque Amalecites , et Chananaeus, qui habitabat in monte : et percutiens eos, atque concidens, persecutus est eos usque Horma.

43. Voi avete a frnte l'Amalecita , e '1 Cananeo, la spada de'quali vi abbatter , perch non avete voluto obbedire al Signore ; e il Signore non sar con voi. 44- Ma quegli, essendo accecati, salirono sulla cima del monte. Ma l'arca del testamento del Signore, e Mos non partirono dagli alloggiamenti. 45. E si mosse l'Amalecita , e il Cananeo, che abitava la montagna : e avendogli assaliti, e messi a fil di spada, g'insegu alle spalle insino ad Horma.

Vers. /p- Insino ad Horma. Citt vicina ad Arad , alla qual* citt questo nome di Horma fu dato in appresso per la ragione, che detta, Niun. xxi. 3.

C A P O XV.
Quali sieno le libagioni da offerirsi dopo C ingresso nella terra promessa. Separazione delle primizie. Pena del peccato commesso per ignoranza, o per superbia. lapidato un uomo , che raccoglieva delle legna in giorno di sabato. Frange, e nappe che gli Ebrei debbono avere dquattro angoli del pallio, le quali rammentino ad essi la legge di Dio. 1. JLJocutus est Dominus ad Moysejt, dicensi 2. Loquere adfilios Israel, et dice s ad eos: Cum ingressi fueritis terrarii habitationis vestrae, quam ego dabo vobis, 3. Et foceritis oblationem Domino in holocaustum, aut victimam, vota solventes , vel sponte ojferentes munera, aut in solemnitatibus vestris adolentes odorem suavitatis Domino i de bobus, sive de ovibus: 1. Al Signore parl a Mos, e disse: 2. Parla a'figliuoli d'Israele, e di' loro : Quando sarete entrali nella terra, in cui dovete abitare , della quale io darovvi il possesso, 5. E farete offerta al Signore di olocausto, o di vittima per adempire un voto, o per ispbntanea obblazione , o facendo abbruciare nelle vostre solennit in odor soavissimo al Signore, sieno bovi, sieno pecore:

Vers. 3. Quando farete offerta di olocausto, o di vttima. Intendesi di vittima, ovvero ostia pacifica. Le libagioni si usavano nell'olocausto, e nel]' ostia pacifica, non nel sacrifizio per lo peccato de' privati, tolto il sacrifizio de' lebbrosi, Levit. xiv. 11. Le libagioni, che erauo quasi appendici, e condimenti del sacri-

4. Offeret quicumque immolar erit vieti" mam , sacrificium similae, decimarti partem ephi, conspersae oleo, quod mensuram habebitf/uartam partem, hin: 6. Et vinum ad liba fundenda ejusdem mensurae dabit in holocaustum, sive in victimam per agnos singulos, 6. Et arietes erit sacrificium similae duarum decimarum, quae conspersa sit oleo terae partis hin : 7. Et vinum ad liba* mentum tertiae partis ejusdem mensurae offerel in odorem suavilatis Domino. ft. Quando vero de bobusjeceris holocaujstum, aut liostiam, ut impleas votum, vel pacificas victimas,

4. Chiunque immoler un* ostia , offerir pel sacrifizio di fior di farina la decima parte d'un ephi aspersa d'olio pel quarto di un hin:

5. E altrettanto di vino dar per fare le libagioni peli' olocausto, o pella vittima ad ogni agnello, 6. Ma a ciascun ariete si offeriranno due decimi di fior di farina aspersa d' olio pel terzo d un hin : 7. E offeriranno del vino per la libagione un terzo della stessa misura in odor soavissimo al Signore. 8. Quando poi offerirai dei buoi per olocausto , ovvero per ostia pell'adempimento d'un voto, o come ostie pacifiche, 9. Dabis per singu9. Per ogni bue darai los boves similae tres tre decimi di fior di fa-

imo , sono fior di farina, olio, vino, sale, incenso. Ostia pacifica in senso generale era quella che ofFerivasi o in ringraziamento 7 o per ottenere qualche benefizio da Dio, o per adempire un voto. Vers. 4- * Immolerei un' ostia. Presenter una vittima da immolarsi.

decimas conspersae oleo , quod iabeat medium mensura e hin : 10. Et vinum ad liba fundenda ejusdem mensrae in oblationem slavissimi odoris Domino. 11. Sic facies 12. Per singulos boves , et arietes, et agnos, et liaedos. 13. Tam ndigenae , quam peregrini 14- Eodem ritu offerent sacrificia. 16. Unum praeceptum erit, atque judicium tam vobis, quam advenis terrae. 16. Loculus est Dominus ad Moysen, dicens: 17. Loquere filiis Israel, et dices ad eos : 18. Cum veneritis in terram, quam dao vobis , ly.Etcamedertis de partibus regionis illius, separabitis primitias Domino de cibs vestris.

riria aspersa d'olio, che far la mela di un hin : io. E altrettanto di vino per le libagioni in offerta di soave odore al Signore. 11. Cos farai 12. Per ogni bue , e arie te, e agnello,ecapro. 13. Tanto quelli del paese, come i forestieri i4- Con uno stesso rito offeriranno i sacri* fi zii. 15. Una stessa legge, e ordinazione sar tanto per voi, che per i forestieri del paese. 16. Il Signore parl a Mos, e disse; 17. Parla a'figliuoli d'Israele, e di'loro : 18. Giunti che sarete nella terra, che io vi dar, 19. Quando avrete mangiato del pane di quel paese , metterete a parte le primizie del vostro cibo pel Signore,

Yers. 13.1 forestieri. I proseliti di giustizia.

20. Come separate le 20. Sicut de areis primizie dell'aia, primitias separatis, 21. Cos voi offerire21. Ita de pulmentis dabits primitiva Do- te al Signore le primizie di quel che manmino. giate. 22. Quod, si per i22. Che se per ignognorantiam praeterie- ranza lascerete di fare ritis quidquam horum, alcuna di queste <sose quae locutus est Domi' ordinate dal Signore a nus ad Moysen, Mos, 23. Et mandavit per 23. E da questo intieum ad vos a die, qua mate a voi da quel giorcaepit/ubere et ultra, no in poi, nel quale cominci egli a darvi i comandamenti, 24. E se tutta la mol24. Oblitaque fuerit facere multzYudo, o/fe- titudine si dimentica di ret vitulum de armento far tal cosa , ella offeriiolocaustum in odorem r un vitello di bransuavissimum Domino , co in olocausto in odor? et sacrificum ejus , ac soavissimo al Signore, liba , ut ceraemonae e l'offerta della farina postulant, hircumque colle sue libagioni, come il rito le richiede, e pro peccato : un capro per lo pec calo t

Vers. 19. 20. 21. Metterete a parte le primizie del vostro cibo ec. Ogni volta che farete il pane, ne metterete a parte una porzione della pasta , la qual porzione sar data al Signore, mettendola nelle mani del sacerdote. S. Girolamo racconta , che la quantit di quest'offerta, secondo l'uso costante degli Ebrei, dovea essere non pi della quarantesima parte di tutta la pasta, e | non meno della sessantesima. Alcuni hanno dubitato, se questa > offerta dovesse farsi solamente, quando si cominciava a fare il pane di rano nuovo ; ma I'HSO interprete della legge dimostra, che f quesi' offerta dovesse farsi ogni volta che facevasi pane.

25. Et rogabit sacerdos pro omni multtudinefilorum Israeli et dimittetur eis, q uoniam non sponte peceavenwzt; nihilominus offerentes incensimi Domino pro se, et pro peccato) atque 'errore suo : 26. Et dimittetur universae plebi jiliorum Israel, et advenis , qui peregrinantur inter eos: q uoniam culpa est omnis populi per ign orantiam. 27. Quod si anima una nesciens peccaverit, offeret capram anniculam pro peccato suo : 28. Et deprecabitur pro ea sacerdos, quod inscia peccar erit coram

25. E il sacerdote far orazione per tutta la molliludine de'figliuoli d'Israele : e saralle perdonato , perch non ha peccato per volont; offeriranno nondimeno il sacrifizio da bruciarsi interamente in onor del Signore per s, e pel suo peccalo, ed errore : 26. E sar perdonato a tutta a plebe de' figliuoli d'Israele, e agli stranieri dimoranti tra loro, perch la colpa di tulio il popolo procede da ignoranza. 27. Che se una sola persona ha peccato ignorantemente, offerir una capra di un anno pel suo peccato : 28. E il sacerdote far orazione per lei, che ha peccato perignoran-

Vers. ^4- Ella offerir un vitello ec. Secondo alcuni interpreti questa legge aggiunta a quella del Levitico, cap. iv. 13. ec.; onde ne' peccati di tutto il popolo si prescriverebbe qui, che oltre quello che ordinato io quel luogo , si offerisca anche un vitello in olocausto, e un capro per lo peccato. Altri poi seguendo 1' opinion de'Rabbini pensano, che quello del Levitico sia un sacrifizio per tutto il popolo, quest' altro poi sacrifizio per ciascheduna trib; sacrifizio da ripetersi tante volte, quante erano le trib ; lo che non sarebbe in sostanza diverso dulia prima opinione.

Domino', impetr oblique ei veniam, et dimittetur illi. 29. Tani indigenis, quam advenis una lex erit omnium qui peccaverini ignorante^. So.Anima vero,quae per superbiam aliquid commiscriti sive civis sit ille, sive peregrina/s (quoniam ad versus Dojninum rebellis fuit) , peribit de populo suo : 31. Verbum enim Do* mini contempsit^etpraeceptum illius fecit irritami idcirco delebitur, et portabit inicjuitatem suam.

32. Fac tum es t'autem > cum esse Jtt filii Israel in solitudine, et invenissent liominem colligentem Ug?ia in die sabbati,
33. Qbtulerunt eum Moysi, et Aaron, et universae multitudinL 34- Qui recluserunt eum in carcerem, ne-

ZSL dinanzi al Signore : e le impetrer il perdono, G saralle perdonato. 29. La stessa legge sar per quelli del paese , G pe' forestieri, che hanno peccato per ignoranza. 30. Ma la persona , che avr mancato per superbia, sia egli cittadino , o forestiero , sar sterminato dalla societ del suo popolo, perch si ribell contro del Signore : 3i.Perocch egli dispregi la parola del Signore, e viol il comandamento diluirper questo sar annichilalo, e pagher il fio di sua iniquit. 32. Or egli avvenne, mentre i figliuoli d' Israele erano nella solitudine , che fu trovato un uomo, che faceva un fastello di legna in giorno d sabato : 33. E lo presentarono a Mos , e ^d Aronne, e a tutta la molti ludine. 34. E lo misero in prigione ? non sapendo

seiewtes, quid super eo quel che avessero a farne. facere deberent. 55. E il Signore dis36. Dixitque Dominus ad Moysen : Morte se a Mos : Costui sia moriatur homo iste j ob- messo a morte; lo lapiruat eum lapidiUus o- di tutta la moltitudi/Tznis turba extra ca- ne fuori degli alloggiamenti. stra. 36. Cumque eduxis36. E condottolo fuosent eumforas, obrue- ra lo lapidarono , ed ei runt lapidibuslet mor- peri, come avea ordinatuus est, sicut praece- lo il Signore. perat Dominus. 7. Disse ancora il 37. Dixit cjuocfue DoSignore a Mos : minus ad Moysen : 38. Parla a' figliuoli 38. Loquere filius Israel^ et dices ad eos,, d'Israele, e di loro, che ( i ) ut jacian t sibi firn- si mettano delle frange Irias per angulos pai- agli angoli de'loro manlorum, ponents in eis telli, e vi pongano una fascia di color di givittas iyacintliinas i cinto ;
(ij Deitt. 22. 12. Maith..i3. 5.
Ve*s. 35. E il Signore disse a Mos ... lo lapidi ec. Mos prima di punire quest' uomo consult il Signore ; perch quantunque la pena di morte fosse stabilita contro i violatoti del sabato (Exod. xs-xi. 14-J Tnon era per fissato il genere di morte : e potevano esservi delle circostanze, che diminuissero la malizia del peccato di costui. 11 Gaetano osserva, che Dio pun sempre con maggior severit i primi trasgressori delle sue leggi -, cosi i nostri progenitori pel peccato di gola, cosi Caino peli' omicidio, cos la libidine col diluvio, il peccato de' Sodomiti col fuoco , e finalmente l'idolatria del vitello, il aaeiikigjo di Nadab e di Abiu, ec. ec. Yers. 38. Che si mettano delle frange ec\ Dio volle cesi dis~ into il suo popolo da tulle le altre nazioni ; e questo distintivo dovea ^ervire a rammemorargli i benefizii ricevuti dal suo Dio , e a sua steosa gratuita eleikme, e le leggi, colle quali Dio i

3p. Quas cum viderint recordentur omnium mandatorum Domini, nec sequamur cogitationes suas, et oculos per res varias fomicantes : 40. Sed magis memores praeceptorum Domini faciant ea, sintque sancti Deo suo. 41. Ego Dominus Deus vester, qui eduxi vos de terra AEgypti, ut essent Deus vester.

39. Mirando le quali si ricordino di tutti i comandamenti del Signore, e non vadan dietro a' loro pensieri, e a'ioro occhi, che nel reo amore di varii oggetti s'invescano : 40. Ma piuttosto si ricordino de'precetti del Signore, e gli adempiano, e sieno santi al loro Dio. 41. Io il Signore Dio vostro , che vi trassi dalla terra d'Egitto per essere vostro Dio.

aveva eletto , e a ritrargli dalla curiosit, e dalla dissipazione , e dalla concupiscenza degli occhi, seguendo la quale si allonlancrebbou da Dio, e si contaminerebbono coli' amore delle cose sensibili. Dalle parole del testo sembra inferirsi, che questo distintivo consisteva in una fascia assai larga cucita attorno, ali'estremit del pallio, e in quattro nappe di color celeste a'quattro angoli dello stesso pallio, che era quadr. Vedi quello che si eletto , Munii, xiv. 36. Ges Crislo port egli stesso queste frange, Mauh. ix. ao.

C A P O XVI. Core> Dathan, e Abiron fanno sedizione contro Mos e Aronne, e ambiscono il principato, e il sacerdozio ; onde sono ingoiati vivi dalla terra, e il fuoco uccide 25o uomini th offervan 1 incenso', e 14700 mormoratori son divo rad dalC incendio, che fu represso dalle orazioni di Aronne. \. JLLtcce autem Core filius Isaar filii Caath filii Levi, et Da* than, atque Abiron filii Eliab, Hon t/uogue filius Pheleth de filiis Ruben 2. Surrexerunt contra Moysen, aliiquefiliorum Israel ducenti quinquaginta viri proceres synagogae, et qui tempore concilii per nomina vocabantur. i..Allora Gore figliuolo di Isaar figliuolo di Gaath figliuolo di Levi, e Dathan e Abiron figliuoli di EUab, e Hon figliuolo di Pheleth della stirpe di Ruben 2. Si levaron su contro Mos insieme con altri dugento cinquanta figliuoli d'Israele de' pi illustri della sinagoga, e i quali in occasion di adunanze erano nominatamente invitati.

Vers. i. Core figliuolo di Isaar ec. Amram padre di Mos , e di Aronne , e Isaar padre di Gore erano fratelli, figliuoli ambedue di Caalh ; onde Cove era cugino di Mos e di Aronne, contro de'quali formo questa congiura sotto pretesto, che l'uno, cio Mos, si era appropriata tutta l'autorit nel governo del popolo; Aronne poi col suo pontificato era arbitro di tutte Le cose riguardanti la religione. Alcuni osservano, che Gore avea il suo padiglione presso a quelli della trib di Ruben a mciiod , onder

3. (i) Cumque stetissent adversum Moysen et Aaron , dixerunt : Sufficiat vobis i quia omnis multitudo sancto* rum est; et in ipsis est Dominus : cur elevamini super populum Domini ? 4. Quod cum audisset Moyses, ceciditpronus in faciem: 5. Locutusque ad Core, et ad omnem multitudinem-. Mane, inquit, notumfaciet Dominus, cjui ad se pertineant, et sanctos applicabit sibi: et quos elegerit, appropincjuabunt ei 6. Hoc igitur facite : Tollat unusquisque thuribula sua, tu, Core., et omne concilium tuum :

3. E portatisi al cospetto di Mos e di Aronne, dissero: Contentatevi un poco, conciossiach questo un popolo tutto di santi ; e con essi si sta il Signore : con qual titolo v* inalzale voi sopra il popolo del Signore? 4. Udita tal cosa, Mos si prostr boccone per terra : 5. E disse a Gore , e a tutta quella gente : Domani il Signore far manifesto, chi sie n quelli che son suoi, e chiamer a s que' che son santi : e si appresseranno a lui quei ch' egli avr eletti. 6. Pale adunque cos: Prenda ciascuno il sua turibolo , tu, Gore , e tutta la tua sequela :

(\) Ecc 1. 45. 22. Cor. io. io. Judae i. 12. ebbe facilit maggiore di fare i suoi conciliaboli con Hon, e al i n di quella trib. Vers. X Contentatevi un poco ec. Avete governato e comandato abbastanza , e pi del dovere. Vers. 5. * Domani il Signore fura manifesto chi siano quelli che sono suoi . Si noti la stessa espressione che ricorre II, Timoth. n. v. it). E si noti nel tempo stesso r che anche in caso. s orribile con differire il gastigo, aspetta il Siguorc aliine di usare pitia, Isai. xu. v. i S.

7- Et hausto'cras igne,ponite desuper thymiama coram Domino: et quemcumque e lege-' TYt, ipse erit sanctus : multum erigimini filii Levi. 8. Dixitque rursum ad Gore: Audite, filii Levi i 9. Num parum vobis est, quod separavit vos Deus Israel ab omni populo, et junxit sibi, ut serviretis ei in cultu tabernaculi^et staretis coram frequentia populi , et ministrar:etis ei ? 10. Idcirco ad se /ecit accedere te, et omnes fratres tuosfilios Levi, ut vobis etiam sacerdotium vindiceds,

7- E domani, messovi il fuoco, ponetevi sopra T incenso dinanzi al Signore : e chiunque da lui sar eletto , quegli sar santo : voi v* inalberate assai, o figliuoli di Levi. 8. E disse di pi a, Gore : Figliuoli di Levi, udite^: 9. E egli poco per voi l'avervi il Dio d'Israele separati da tutto il popolo, e uniti a s affinch lo serviste nel culto del tabernacolo, e steste dinanzi alla moltitudine del popolo , esercilando il suo ministero ? 10. A questo fine ha egli fatto accostare a s e le , e tutti i tuoi fratelli figliuoli di Levi, affinch vi usurpiate an<che il sacerdozio,

Vers. 6. Prenda ciascuno il suo turibolo. Era proprio ufficiode' sacerdoti, non de'Leviti, l'offerire incenso , ma questi Leviti che volevano , deposto Aronne, fare le funzioni del sacerdozio ,, aveano gi preparati i loro turiboli. Vers. 7. Dinanzi al Signore. Davanti al Santo de' Santi sul1'altare de' timiami. I soli sacerdoti entravano nel Santo mal lina e sera ad offerirvi l'incenso. Vers. 9. E steste dinanzi alla moltitudine ce. Rappresentando la slessa moltitudine , impiegati ^ci essa, e a nome di lei uti acrvigio e uel ministero del Signore,

11. E perch tutta la n. Et omnis globus tuus stet contra Domi- tua sequela si metta in num ? Quid est enim battaglia contro il SiAaron, ut murmurctis gnore ? che egli Aroncontra eum? iie , Che vi mettiate a mormorare contro di lui? 12. Mand adunque 12. Misit ergo Moyses, ut vocaret Dathan Mos a chiamare Daet Abiron filios Eliab. than e Abiron figliuoQuiresponderunt: Non li di Eliab. I quali risposero : Noi non venvenimus : ghiamo : 13. Ti par forse poco 13. Numquid parum esttibi, quod eduxisti l'averci levati da una nos de terra, quae la- terra, che scorre lai te cte et /nelle manabat, e miele, per ammazzarut occideres in deserto,, ci nel deserto, se di pi nisi et dominatus fue- non ci tiranneggi? ris nostri ? 14. Veramente tu ci i4- Revera induristi nos in terram, quae hai condotti in una terfiuit rivis lacus et mei- ra , che scorre latte e lis, et dedisti nobis pos- miele, e ci hai date delsessiones agrorum et le tenute di campi, e di vinearum : an et oculos vigne : vuoi tu ancora nostros vis eruerel non cavarci gli occhi ? noi venimus. non vanghiamo.
Vers. 14- Vuoi tu -ancora cavarci gli occhi? Vuoi tu con tue belle parole far s , che noi non veggiamo quello che pur veggiamo ; e farci consentire ad approvare i raggiri, per mezzo de'quali con nostro scorno hai innalzato alla somma autorit il fratello ? Altri danno a queste parole un altro senso, perch dicono , che la pena della disobbedienza, e della ribellione fosse di cavare al reo gli occhi ; onde Dathan e Abiron verrebbero a dire: quand* anche per la nostra disobbcdienza tu qual tiranno crudele volessi cavarci gli occhi, noi non verremo.

i5.x Iratusque Moyses valde alt ad Dominum : Ne respicias sacrificio, eorum : tu scis, quod ne asellum quidem unquam acceperim ab eis, nec afflixerim quempiam eorum.

16. Dixitque ad Core: Tu et omnis congregalio tua state seorsum coram Domino, et Aaron diecrastino separatim i 17. Tollite singuli thuribula vestra* et po nite super ea incensum, offerentes Domino ducenta quinquaginta thuribula ; Aaron quoque teneat thuribulum suum. 18. E quelli avendo 18. Quod cum focisse/*t, stantbus Moyse fatto questo alla preet Aaron , senza di Mos e di Aronne, 15. avendo rauna* ^ 19. Et coacervassent adversum eos omnem io in folla tutta la molmultitudinem ad ostium titudine all'ingresso del tabernaculi, apparuit tabernacolo, si fece a
Vers. 16. Dinanzi al Signore. A vista del tabernacolo, e in luogo vicino allo stesso tabernacolo. Nel tabernacolo non potea caprre tutta quella gente, e il popolo non avrebbe potuto vedere 1' evento.

io. E sdegnato forte Mos disse al Signore : Non volgere gli occhi a'ioro sacrifici: tu sai, com'io non ho mai preso da costoro neppur un asinelio , e non bo fallo torto ad alcuno di essi. 16. E disse a Gore : Tu, e tutta la tua sequela state da una par* te dinanzi al Signore, ed Aronne domani dal* l'altra parte: ij. Pigliate ciascuno i vostri turiboli, e mettetevi sopra l'incenso, offrendo al Signore du* genio cinquanta turiboli : Aronne parimente avr il suo turibolo.

cunctis gloria Domini. 20. Locutusque Dominus ad Moysen et Aaron, ait: 21. Separamini de medio congregationis hujus, ut eos repente disperdam. 22. Qui ceciderunt proni in faciem, atque dixerunt : tortissime Deus spirituum universae carnis , num uno peccante, contra omnes ira tua dsaevie/? 23. Et alt Dominus ad Moysent 2^. Pracipe universo populo, ut separetur a tabernaculis Gore, et Dathan, et Abiron. 25. SurrexitqueMoyses, etabiit ad Dathan et Abiron : et sequentibus eum senioribus Israel, 26. Dixit ad turbami Recedile a tabernaculis hominum impiorum, et nolite tangere, quae

tutti vedere la gloria del Signore. 20. E il Signore parl a Mos e ad Aronne, e disse: 21. Segregatevi da quest' adunanza , affinch io tutti a un tratto li disperga. 2 2. Si prostraron questi boccone per terra, e dissero : Fortissimo Dio degli spiriti di tutti gli uomini, infierirebb'ella mai l'ira tua contro di tutti pel peccato di un solo ? 23. E il Signore disse SL Mos: 24. Comanda a tutto il popolo, che si separi dalle tende di Gore, di Dathan, e di Abiron. 25. E Mos si alz , e and a trovare Dathan e Abiron : e seguendolo i seniori d' Israele, 26. E disse al popolo: Ritiratevi dalle tende degli uomini empii > e non toccate nissuna

Vers. 22. Fortissimo Dio degli spiriti di lutti gli uomini, Rammenta a Dio, che*gli spiriti e le vite di tutti gli uomini sono fattura sua, e suo dono, affiu di muoverlo a compassione verso la mollitudiuc sedotta.

ad eos pertinent r ne involvamini in peccatis eorum. 27. Cumque recessissent a tentoriis eorum per circuitum, Dathan et Abiron e gressi stabantin introito papilionum suorum cum uxaribus, etliberis, omnique frec/uentia. 28. Et ait Moyses : In hoc scietis, quod Dominus mserit me, ut facerem universa, quae cernitis, et non ex proprio ea corde protulerim : 29. Si consueta hominum morte in ferierint, et visitaverit eos plaga, qua et ceteri visitari solent, non misit me Dominus^. 30. Sin autem novam rem fecerit Dominus, ut aperiens terra os suum deglutiat eos , et omniafluae ad illos pertinent, descenderintcjue

delle cose loro per noti essere a parte de' loro peccati. 27. E ritiratosi il popolo d'intorno alle tende di quelli, Daihan & Abiron vennero a porsi all'ingresso dei loro padiglioni insieme colle mogli, e co' figliuoli, e eoa tutti i compagni. 28. E Mos disse: Da questo voi conoscerete, come il Signore mi ha mandato a fare tutte quelle cose , che avete veduto , e come io non le ho cavate dalla mia testa : 29. Se costoro morranno di morte ordinaria tr^ gli uomini, e saran Visitati da un flagello , dal quale anche gli altri soglion essere visitati, il Signore non mi ha mandato : So. Ma se il Signore fa cosa s nuova, che aprendo la terra la sua bocca divori costoro, e tutte le cose loro, e che vivi scendano nell' in-

Vers. 16. * Per non essere a parte de' lor peccati. Ebr. Pe?. non restar consunti pe' loro peccati.

viventes in infernum, scietis quod blasphemaverint Dominum. 31. (i) Confestim igitur ut cessavit loqui, dirupta est terra sub pedibus eorum, 32. Et aperiens os suum devoravit illos cum tabernaculis suis, et universa substantia eorum : 33. Descenderuntgue vivi in infernum aperti humo, et perierunt de medio multitu* dinis. 34- t vero omnis Isragl, qui stabat per gyrumtjugit ad clamorem pereuntium, dicens : Ne forte et nos terra deglutiat. 35. Sed et ignis egressus a Domino interfecit ducentos quinquaginta viros, qui <>/ferebant incensum.

ferno, voi conoscerete, che hanno bestemmiato il Signore. 31. E appena ebbe finito di dire , che spaccatasi la terra sotto i piedi di coloro , 3a. E spalancata la sua bocca, li divor insieme colle tende, e con tutte Je cose loro : 53. E ricoperti dalla terra sceser vivi ali' inferno , e perirono in mezzo alla moltitudine. 34. Ma tutto Israele, che stava ali' intorno , alle strida di que* che perivano, si diede alla fuga, dicendo: Che noi pure non e' ingoi la terra. 35. oltre a questo un fuoco spedito dal Signore uccise i dugento cinquanta uomini, che oiferivan1!' incenso.

(i} Deut. ir. 6. Ps. io5. 17. 18.


Vers. 33 Sceter vivi all'inferno. Quantunque nelle Scritture la voce inferno non abbia sempre il significato che le si d comunemente ; non ha dubbio per che in questo luogo ella significhi il luogo, dove son puniti i dannati. Moriron adunque questi sediziosi ingoiati dalla terra, e morirono impenitenti, e Je anime loro andarono al fuoco eterno.

36. Locutusque est Dominus ad Moysen, dicens : 37. Praecpe Eleazaro filio Aaron s acerdotis> ut tollat thuribula, quae jacent in incendio, et ignem huc illuccfue dispergat : quoniam sanctificata sunt 38. In montibus peccatorum ; producatque ea in laminas , et affigat altari, eo quod oblatum sit in eis incensum Domino, et sanctificata sunt, ut cernant ea pro signo, et monimento filii Israel. 39. Tuit ergo Eleazar saeerdos thuribula

36. E il Signore parl SL Mos , e disse : 37. Ordina ad Eleazaro sacerdote figliuolo di Aron ne, che prenda i turiboli sparsi in mezzo ali' incendio , e disperga qua e l il fuoco: perocch quegli sono consacrati 38. Per la morte de* peccatori ; ed egli li riduca in lame, e li conficchi ali' altare, perch in essi fu offerto incenso al Signore , onde rimasero consacrali, affinch ifigliuolid'Israele li tengano innanzi agli occhi come un segno, e monumento. 39. Prese adunque Eleazaro sacerdote i tu-

Vers. 35. t/n fuoco spedito dal Signore uccise ec. Gore si era ritirato nella sua tenda, lasciando dinanzi al tabernacolo i duento cinquanta Leviti suoi partigiani: or nello, slesso tempo, che a terra s'ingoi Dathan, Abiron, e Gore, il fuoco venuto dal cielo uccise que' Leviti. Siccome non fatta pi menzione di Hon in tutta la serie del racconto, alcuni perci credono , che egli si fosse ravveduto. Mos nel capo xxvi. io. 11. racconta, come allorch fu punito, Dio salvo prodigiosamente i suoi figliuoli. Vers. S'j. 38. Sparsi in mezzo all'incendio. In mezzo ai corpi abbruciati. Sono consacrali per la morte de'peccatori ec. Que'turiboli sono consacrati al Signore -, primo, perch ei vuole che survano a perpetua memoria di quel ch' egli ha fatto contro quei peccatori; secondo, perch vi fu messo il fuoco sacro, e il timiar ma -, terzo , perch le cose di coloro sono consacrate al Signore , come la lor vita , in pena dell' atroce loro delitto.

enea , in quibus obtulerant hi, quos incendium devoravit, etprouxit ea in laminas , qffigens altari : 4- &t haberent post' "ea filii Israel , quibus commonerentur, ne quis accedat alienilena , et qui non est de semine Aaron, ad offerendum incensum Domino , ne patiatur sicut passus est (7ore, et omns congregalo e/us , toquente Domino d Moysen. 4i Murmuravit aufem omnis multitudo filiorum Israel sequenti die contra Moysen et Aaron , dicens : Vos. interfecisds populum Domini. 4^. Cumque orirelur sedito, et tumultas incresceret, 43. Moyses et Aaron fugerunt ad tabernaculum foederis. Quod postquam ingressi sunt, operuit nubes, et apparuit gloria Ti omini.

riboli di bronzo, de'quali si eran serviti coloro, che erano stati divorati dalP incendio, e li tir in lame , e le affisse ali' altare : 4o. Affinch in appresso servissero a' figliuoli d* Israele di documento, perch nissuno estraneo, e che non sia della stirpe di Aronne, si accosti ad offerir l'incenso al Signore, affinch non abbia a soffrire quello che soffr Gore, e tutta la sua sequela', secondo la parola del Signore a Mos. 4f. Ma il d seguente mormorava tutta la turba de 5 figliuoli d'Israele contro Mos ed Aronne, dicendo: Voi avete fatto morire la gente del Signore. 42. E pigliando piede la sedizione , e crescendo il tumulto, 43. Mos ed Aronne si fuggirono nel tabernacolo dell' alleanza. E quando vi furono entrati, la nuvola lo ricoperse, e apparve la gloria del Signore.

44- E il Signore dis44* Dixitque Domi' se a Mos. TUS ad Moysen : 45. Recedi te de me45. Toglietevi di mezdio hujus multitudinis, zo a questa moltitudietiam nunc delebo eos. ne , or ora io gli sterCumque jacerent in miner. E stando quelterra, li prostrati per terra , 46. Disse Mos ad A46. Dixit Mqyses ad Aaron : Tolte thuribu- ronne : Prendi il turibim, et hausto igne de bolo, e messovi del fuoaltari, mitte incensum co dell'altare, ponvi sodesuper, pergens cito pra 1' incenso, e va suad populum , ut roges bito a trovare il popolo pro eis : (i) jam enim per far orazione perlui: e gres s a est ira a Do- imperocch il Signore mino, et plaga desaevit. ha gi sciolto il freno ali' ira sua, e il flagello infierisce. 47. E Aronne aven47. Quod cum fecisset Aaron^et cucurris- do ci fatto, ed essendo set ad mediani multi- corso nel mezzo alla tudinemt quam jam va- moltitudine, che era gi st<3tba/ incendium, ob- desolata dall'incendio, tulit thymiama : offerse i timiami i 48' E stando di mez48. Et stans inter mortuus ac vventes, zo tra i morii e i vivi , pro populo deprecatus preg pel popolo , e il est, et plaga cessavit. flagello cess.
(i) Sap. 18. 21.

Vers. 47. Offerse i timiami. Fuori del tabernacolo; lo che non era permesso secondo le leggi ordinarie , e molto meno era permesso al sommo sacerdote di andar a mettersi presso a' morti ; ma in tale occasione Dio fu quegli che ispiro a Mos di ordinare? che ci si facesse; e questa stess'azione fuori di regola dovea servire a infondere nel popolo maggior sentimento di penitenza.

49' Fuerunt autem, qui percussi sunt, quatuordecim millia hominum et septingenti absque his, qui perierant in seditione Gore. 5o. Reversusque est Aaron ad Moysen ad ostium tabernaculifoederis', postquam quievit interitus. C A P O

49. E gli uccisi .furono quattordicimila settecento uomini senza quelli che perirono nella sedizione di Core. 50. E Aronne ritorn da Mos alla porta del tabernacolo dell' alleanza , finito che fu lo sterminio. XVII.

Delle dodici verghe de* dodici principi delle trib. La sola verga di Aronne fior, e fruttific. Con questo miracolo confermato da Dio il suo sacerdozio, e la verga conservata nel tabernacolo. i.jC/t locutus est Dominus ad Moysen , dicens : 2. Loquere ad filios Israel, et accipe ab eis virgas singulas per co* gnationes suas, a cunctis principibus trilamm virgas duodecim, et uniuscuiusque nomen snperscribes virgae suae : 1. -Cj il Signore parl a Mos, e disse : 2. Parla a'figliuoli d'Israele , e fatti dare da loro una verga per ogni trib, dodici verghe da lutti i principi delle trib , e il nome di ciascuno di essi scriverai sulla sua verga ;

Vers. i. Fatti dare da loro una verga per ogni trib. Dio non contento d' aver confermato il sacerdozio d'Aronne colla ter-

3. ^Nomen autem A aron erit in trib Levi , et una virga cunctas seorsum familias continebit: 4. Ponesque eas in tabernaculo foederis coram testimonio, ubi loquar ad te: 6. Quem ex his eiegero, germinabit virga ejus : et cohibebo a me cjuerimonias filiorum Israel, quibus contra vos murmurant. 6. Locutuscjue est Moyses adfilios Israeli et dederunt ei omnes principes virgas per szngulas tribus : fueruntque virgae duodecim absque virga Aaron. 7. Quas eum posuisset Moyses coram Domino in tabernaculo testimonii, 8. Sequenti die regressus invent germi*

3. Ma il nome d Aronne sar sulla verga di Levi, e ciascuna delle altre famiglie avr uria verga distinta : 4- E le metterai nel tabernacolo dell' alleanza dinanzi ali' area, dove io ti parler : 6. La verga di colui, che sar eletto da me , fiorir : e io far cessare le querele de'fgliuoli d'Israele, onde ei mormorano contro di voi. 6. E Mos parl a'figliuoli d'Israele : e tutti i principi diedero a lui le verghe , una per trib : e furon dodici verghe senz^a la verga d' Aronne. 7. E avendole poste Mos dinanzi al Signore nel tabernacolo del testimonio, 8. Andatovi il d seguente trov , che la

rbil pena data a' sediziosi, vuol raffermarlo con nuovo miracolo. Queste verghe erano i bastoni che portavano ordinariamente gli Ebrei ; solo vi fu scritto sopra il nome della trib , e del principe della trib. Yers. 6. Dodici verghe fenza lei verga di Aronne. Furon adunque tredici verghe, perch la trib di Giuseppe era divisa in due , cio di Ephraina , e di Manasse, Vedi Or/g. 7it>m. g, in Nutn,

TSmnerl Vol IH.

nasse virgani A arem in domo Levi : et turgentibus gemrnis eruperant fiores^ rjui fol'ds dila talis , in amygdalas deformati sunt. 9. Protulit ergo Moyses omnes virgas de conspectu Domini ad cunctos filios Israeli videruntque, et receperunt singuli virgas suas. 10. Dixitque Dominus ad Moysen : Refer virgant Aaron in tabernaculum testimonii, (i) ut servetur ibi in signum rebellium filiorum Israel^ etcjuiescant querelae eorum a me, ne moriantur 11. Fecitque Moyses sicut praeceperat Dominus. 12. Dixerunt autem filii Israel ad Moysen : cce consumptisumus't omnes perivimus : 13. Quicumque accedt ad tabernacuLum Domni, moritur: num
(i) Heb. g. 4,

verga di Aronne per la trib di Levi era fiorila, e gettali i bottoni, n'- j, rano usciti i fiori, e aperle le foglie si formavano le mandorle. 9.Mos adunque port dal cospetto del Si- , gnore tutte le loro verghe a tutti i figliuoli d'Israele: e ciascuno vide, e riebbe la sua verga. 10. E il Signore disse a Mos : Riporta la verga di Aronne nel tabernacolo del testimonio, affinch ivi rimanga in memoria de'ribeli figliuoli d'Israele, e finisca io di sentire le loro querele,perch non abbiano a perire. 11. E Mos fece quanto aveva ordinato il Signore. 12. E i figliuoli d'Israele dissero a Mos : Ecco che noi siamo distrutti ; siamo tulli sterminati : 13. Chiunque si accosta al tabernacolo del Signore va alla mor-

usque adlnternecionem te : dovremo noi essere cuncti delendi sumus ? spersi tutti dal primo ali' ultimo ? C A P O XVIII. De* doveri de* sacerdoti, e delle incumbenze dei Iteviti. In cambio della porzione ereditaria sono assegnate a' sacerdoti Le primzie , le ob" blazioni, e i sacrijzii , e le decime a' .Leviti, i quali poi ne daranno la decima ad Aronne. i. Lrixitque Domi" nus ad Aaron : Tu , et filii tui, et domus patris fui tecum , portabitis inif/uitatem sanctuarii : et tu , et filii tui simul sustinebitis peccata sacerdoti* vestri : i. l_j il Signor e disse ad Aronne : Tu , e i tuoi figliuoli , e la casa del padre tuo con te porterete le iniquit commesse contro del santuario: e tu, e i tuoi figliuoli insieme pagherete il fio de' peccati, che riguardano il vostro sacerdozio :

Versa 3. Dovremo noi essere spersi lutti? Dio stesso nel capo eeguente risponde a questi lamenti, e consola gli Ebrei, insegnando loro di ricorrere alla mediazione , e alle preghiere del pontefice. In questa verga di mandorlo ( che in ebreo significa vigilante), in questa verga , che prima era secca, e ignuda , e di poi rinverd, e si abbell di foglie , e di fiori, e di fru ti, i Padri hanno ravvisato il divino nostro pontefice, prima unii alo, e privo di vita , e di poi rivestito di nuova vita , e di glor a nella sua risurrezione, il quale sempre vivente per intercede e per noi, : come dice 1' Apostolo. Alcuni ancora in questa verg medesima hanno veduta figurata la santissima Madre di Dio Bia a, la quale restando vergine concep partor il nostro vero pontefice Ges Cristo, questo fiore della radico di Jesse, come nolo s. Agostino, terni. 3. de te/np. Vedi Hiertm. in fiierem. cap. i. Orig. ho/n. g. in Num.

2. Sed etfratres tuos de trib Levi, et sceptrum patris lui sume tecum, praestotjue sint, et ministrent ubi : tu autem et filii tal mini' strabitis in tabernacula testimonii. 3. Excz/babuntque i e vitae ad praccepta tua, et ad cune fa opera tabernaculi : ita dumtaxat, ut ad vasa sanctuarii, et ad altare non accedant, ne et illi moriantur, et pos pereatis simuli 4. Sint autem tecum, et excubent in custodiis tabernaculi, et in omnibus ceraemoniis ejus. Alienigena non mi" scebi tur vobis.

a. Oltre a ci prendi teco i tuoi fratelli deJla trib di Levi, e la famiglia dei padre tuo, ed ei ti assistano, e ti servano: ma tu, e i tuoi figliuoli servirete nel tabernacolo del testimonio. 3. E i Leviti staranno attenti a' tuoi ordini, e a tutto quello che da fare riguardo al tabernacolo : con questo per , che non si accostino a'vasi del santuario, n ali' altare , affinch ed essi non muoiano, e voi non siate sterminati con essi : 4. Eglino saranno con le, e veglieranno a guardia del tabernacolo, e a tutto il servigio di esso. Nissuno di altra stirpe si mescoler con voi.

Vers. i. Porterete le iniquit commesse contro il santuario ec. Renderete conto delle profanazioni, delle irriverenze , delle trasgressioni commesse riguardo alle leggi cerimoniali date da me. Io vi ho confermati solennemente nella vostra autorit: tocca a voi a difender P onor mio, e i diritti del mio sacerdozio. Vers. a. E la famiglia del padre tuo. Letteralmente lo scet* Ir del padre tuo; forse perch i capi delle trib, e delle famiglie portavano una specie di scettro, o bastone eli cornando. I LXX. tradussero la gente del padre tuo.

O. Vagliate alla cu~ sto dia del santuario , e al ministero dell' altare; affinch non iscoppi l'ira (mia ) contro i figliuoli d'Israele. 6. Io ho dati a voi i 6. Ego dedi vobis fratres vestros Levitas vostri fratelli Leviti sede medio filiorum I- parati dagli altri fisradl, et tradidi donum gliuoli d'Israele, e a voi Domino, ut serviantn gli ho rimessi , come ministeriis tabernaculi dono fatto al Signore ,, affinch servano r^egli ejus. ufficii del suo tabernacolo. 7. Tu poi, e i tuoi fi7. Tu autem , et filii lui custodite sacerdo- gliuoli custodite il votium vestrum : et om- stro sacerdozio : e tutnia, quae ad cultum al' te le cose , che spettataris pertinenti et intra no al culto dell' altare , velum sunt, per sacer- e quelle che sono di l dotes administrabun- dal velo , saranno sotto tur. Si quis externus il governo de'sacerdot Se alcuno estraneo vi accesserit, occidetur. metter la mano , sar ucciso. ft.Locutusque estDo- 8. E il Signore disse minus ad Aaron: Ecce ad Aronne: Ecco che io dedz tibi custodiam pri- ho date a te in customitiarum mearum. Om- dia le mie primizie . nia fjuae sattctificantur Tutte le cose, che sono a filiis Israel} tradidi offerte da'figliuolid'IVers. 7. E quelle che sono di la dal velo. Di l dal velo del Santo , di l dal velo che separa il Santo dall'atrio: uon potevano i Leviti oltrepassarti quel velo.

5. Excubate in custodia sanetuarii, et in ministerio altarls ; ne oriatur indignatio super filios Israel.

/ibi, et filiis tuis pro officio sacerdotali i legitime sempiterna. 9. Haec ergo accipies de his, quae sanctificantur , et oblata sunt Demmo. Omnis oblatio , et sacrficium, et quidquid pro pecca" to, atque delie/o reddi/u/4 mihi, et cedit in sancta sanctorum, tuum erit, etfiliorum tuorum. i o. In sanctuario comedes Mlud: mares tantum edent ex eo , quia consecratum est tibi.

sraele f le ho rimesse a te, e ai tuoi figliuoli per ragion dell' ufficio sacerdotale: questa elegge perpetua. 9/Ecco adunque quel che tu prenderai delle cose santificate, e offerte al Signore. Qualunque obbJazione, e sacrifizio , e qualunque cosa data a me per lo peccato , e per il delitto, onde diviene santissima, sar tua, e de'tuoi figliuoli. io. Tu la mangerai nel santuario: i maschi soli ne mangeranno , perch cosa riserbata a te.

Vers. 8. Ho date a te in custodia le mie primizie. La voce primizie significa qui tutte le obblaziu, come vedesi da quello che segue. Di queste da notare, che Dio d ad Aronne, e a'sacerdoti non il dominio, ma la custodia, nella quale cori ti casi 1* uso regolato , e fedele. Vers. g. Sar tua, e de* tuoi figliuoli. Sar de'-soli sacerdoti, no vi avranno parte i Leviti. Ecco la prima legge generale, e il primo stipendio assegnato a' sacerdoti, vale a dire tutte le vittime , e i sacrifizii offerti secondo la legge. * Cose santificate : Separate, Vers, io. Tu la mangerai nel santuario ec. Cio a dire nell'atrio del tabernacolo , nel luogo stabilito presso 1' altare degli olocausti. Aggiunge, che del sacrifizio per il peccato, e per il delitto non posson mangiarne, se non i maschi della famiglia del sacerdote, perch cosa sacrosanta, come disse. Dell'ostia pacifica potevano mangiare anche le donne, Levit. x. 14- Deut, &vi. n

n. Quanto poi alle 11. Primtas autem, quas voverint, et obtu~ primizie votive, e oflerint filii Israel, doi ferte da'figliuoli d'Israeded, filiis tuis ac filia- le, io le ho date a te, e bus tuis jure perpetuo : a' tuoi figliuoli, e alle gi mundus est in do- tue figlie per diritto perpetuo : chiunque mo tua, vescetur eis. mondo nella tua casa, ne manger. 12. Omnem medul12. Il pi squisito lam olei, et vi/zi, ac fru- olio, e vino , e frumenmenti , quidquid offe- to , e tutte le primizie runt primitiarum Do- offerte al Signore, le ho date a te. mino , tibi ded. 13. Universa fru^um 13. Tutti i primi frutinitia , quas gignit hu- ti prodotti dalla terra, mus; et Domino depo- e portati ( davanti ) al tantur, cedent in usus Signore serviranno ad tuos ; qui mundus est uso tuo : chiunque in in domo tua, vescetur tua casa mondo, ne manger. eis. 14. Omne , quod ex 14. Tutto quello che voto reddiderint filii I- i figliuoli d'Israele offesrael, tuum erit, riranno per voto, sar tuo. 15. Q uidfjiddprimum 15. Tutti i primogeerumpite vulvacunctae niti di qualunque specarnis, quam offerunt cie , che s offeriscono 'Domino sive ex homi- al Signore sia degli uonibus , sive de pecori- mini, sia degli animali, busfuerit^ tui juris erit: saranno di tua ragio-*
Vera. 11. Quanto poi alle primizie ec. S'intendono per questo nome e le parti deli' ostie pacifiche che spettavano al sacerdote , e le offerte volontarie , e anche le primizie propriumculc delle.

ita dumtaxat, ut pro ho- ne : con questo per , . minis primogenito pre- che in cambio del pritium accpias, et omne mogenito dell'uomo rianimai, quod immun- ceverai il riscatto, e fadum est, redimi factas: rai che sia riscattato qualunque animale immondo : 16. Il riscatto del16. Cujus redemptio erit post unum mensem l'uomo si far dopo un siclis argenti quinque mese con cinque sicli pendere sanctuarii. (i) d' argent al peso del Siclus viginti obolos santuario. Il siclo ha habet. venti oboli. 17. Non farai per 17. Primogenitum autem bovis, et ovis, et riscattare i primogenicaprae non facies redi' ti della vacca, e della mi; quia sanctificata pecora , e della capra ; sunt Domino: sangui* perch sono consacrati nem tantum eorum fun- al Signore : spargerai des super altare , et a- soltanto il loro sangue dipes adolebis in sua- sopra 1' altare, e brucevissimum odorem Do- rai il grasso in odor mino. soavissimo al Signore. 18. Le carni poi ser18. Carnes vero in usarti tuum cedent, aie- viranno ad uso tuo, cout pectusculum conse- me il petto consacralo, cratum, et armu dex- e la spalla destra saran ter tua erunt. cose tue. 19. Tutte le primi' 19. Omnes primitias sanctuarii, quas offe- zie del santuario , le runt filii Israel Domi" quali sono offerte da'fino, tibi dedi, et filiis, gliuoli d* Israele al Siac filiabus tuis jure per- gnore, le ho date a le , petuo. P actum salis est e a* tuoi figliuoli, e fi
Ci} Exod. 3b. i3. evit. 37. a5. Sup. 3. 47. JEWh. 45. a.

sempiternum coram Do- glie per diritto perpemin libi, ac filiis tuis. tuo. Questo patto inalterabile , e sempiterno dinanzi al Signore per te, e pe' tuoi figliuoli. 20. Dixitque Domiao. E il Signore disnus ad Aaron : In ter- se ad Aronne : Voi non ra eorum nihil possi- possederete nulla nella debiti^, nec habebids terra de' vostri fratelli, partem inter eos : ego e non avrete parte alla pars , et hereditas tua loro eredit: io tua porin medio filiorum I- zione , ed eredit in srael. mezzo a' figliuoli d11sraele. 21. Filiis autem Le21. A'figliuoli di Levi dedi omnes decimas vi ho dato il diritto di Israelis in possessio- tutte le decime d'Israenem pro mnstero, quo le per ragione del miserviunt mihi in taber- nistero , che esercitano per me nel tabernacolo naculo foederis. dell' alleanza.
Vera. 19. Le primizie del santuario. Offerte, consacrate all'onor mio, e presentate al tabernacolo. Patto inalterabile. O come ha T Ebreo, e la Volgata patto di sale, cio incorruttibile , immutabile, eterno -, perch il sale simbolo dell'incorruzione. Vers. 20. Voi non possederete nulla ec. Ebbero delle citt, e qualche spazio di terreno attorno alle stesse citt per pascolarvi i bestiami ; ma le citt di loro abitazione furon prese in questa , e in quella trib , essendo i Leviti sparsi ne' territorii di ognuna di queste trib. Dio volle, ch' ei fossero tutti intesi al loro ministero , e distaccati dalle cose terrene ; e al loro sostentamento provide, dando insieme a' loro fratelli occasione di esercitare la loro carit verso di essi. Ma quanto sono degne di riflessione pe'sacerdoti della nuova legge, della legge di spirito, quelle parole dette ai sacerdoti della legge Mosaica : io tua porzione ed eredita !

Numeri. Vol. III.

7 *

22. Affinch non si 22. Ut non accedami ultra filii Israel ad ta- accostinp pi i figliuoli bernaculum, nec com- d'Israele al tabernacomittant peccatum mor- lo , e non commettano un fallo, che porti tiferum, morte , a3. Solis filiis Levi 23. Servendo a me i mihi in tabernaculo ser- soli figliuoli di Levi nel vientibuset portanlibus tabernacolo , e portanpeccata populi : leghi* do essi i peccati del pomum sempiternum erit polo: questa sar legge in generationibus ve- eterna per la vostra postris, ( i j IVihil aliud sterit. Eglino non pospossidebunt, sederanno altra cosa, 24. Decimarum obla24. Contentandosi tione contenti, quas in delle decime offerte , le usus eorum, et neces- quali io ho separate ad saria separavi. uso loro, e pelle loro necessit. 25. Locutusque est 25. E il Signore par Dominus ad Moysen, l a Mos, e disse : dicens :
fiJDeut. 18. i. Vers. 21. * A'figl/uoZi di Levi ho dato il (Urlilo di tutte le decime d'Israele. Vuole il Signore che venga per tal modo a risplendere 1' amorosa sua liberalit verso i ministri del santuario a loro conforto , e ad accrescimento della piet de'Fedeli. Ritraendo i Leviti una delle dieci parti dei prodotti spettanti al1' intero popolo d'Israele , evidentemente godevano d' una copia maggiore d.i beni di qualunque altra delle dodici trib. Oltre di che profittavano coi sacerdoti sulle obblazioni, e spontanee , e votive, sulle vittime, su' primogeniti, e finalmente sulle citt, e sobborghi assegnati loro in abitazione. Vers. 28. E portando essi i peccati del popolo. Dovendo essi render conto, e portar la pena de'peccati che commetterebbe qualunque Israelita che indegnamente si accostasse al tabernacolo , o commettesse irriverenza riguardo ad esso : perocch la custodia del tabernacolo (dice Dio) stata da me commessa a'Leviti.

a6. Praecipe Levitisi atque denuntia : Cum acceperitis a filiis IsraeLdecimas^quas aedi vobis, primitias earum offerte Domino: id est, decimarti partem decimae, 27. T/t reputetur vobis in oblationem primitivorum tam de areis, quam de torcularibus : 28. Et de universis quorum accipitis primi" tas, offerte Domino^ et date Aaron sacerdoti. 29. Omnia, quae offeretis ex decimis , et in donaria Domini separabitis, optima et electa erunt. 30. Dicesque ad eos: Si praeclara, et meliora quaeque obtuleritis ex decimis, reputabitur vobis , quasi de area ,

26. D quest'ordine, e fa questa intimazione a' Leviti : Quando voi avrete riscosso da' figliuoli d'Israele le decime , le quali io ho date a voi, ne offerirete le primizie al Signore, vale a dire la decima parte delle decime, 27. Affinch questo sia contato a voi come u' offerta delle primizie tanto dell'aia, come dello strettoio: 28. E di tu:to quello che vi date , offerite le primizite al Signore, e dalele ad Aronne sacerdote. 29. Tutto quello che offerirete delle decime, e quello che separarete per donarlo al Signore, sar 1* ottimo, e il pi scelto. 30. Dirai ancora a'Leviti : Se il pi bello , e il meglio offerirete delle decime, avrete merito, come se deste le pri-

Vers. %8. E datele ad Aronne. Non per lui solo , ma per distribuirne a tutti i sacerdoti. Vedi s. Girol. in cap. /t5. Ezech. , e Giuseppe lib. 4- > Antiq. 4. Dando a lui qutste primizie, cio questa decima delle vostre decime, voi le dat a me, dice Dio.

et torcularl dederitis prmitias. 31. Et comedetis eas in omnibus locis vestris tam vos, quam familiae vestrae-, quia pretium est pro ministerio, quo servitis in tabernaculo testimonii. 32. Et rzon peccabitis super iot, egregia vobis , et p.nguia reservantes : ne polluatis oblationesfliorum Israel, et moriamjni.

mizie dell'aia, e dello strettoio. 31. Le decime saranno vostro sostentamento in qualunque luogo abitate e voi, e le vostre famiglie : perch son desse la mercede del ministero, a cui servite nel tabernacolo del testimonio. 62. E vi guarderete dal mancare in questo col serbare per voi il meglio, e il pi scelto : non contaminate le obblazioni de'figHuoli d'Israele per non essere puniti di morte.

Vers. 3o. Come se deste le primizie fieli1 aia e dello strettoio. Avrete il merito che hanno g' Israeliti, dando le primizie del loro grano, e quelle del vino, e dell'olio che si pigiano nello strettoio , o fattoio. Vers. 3?,. -ZVbn contaminate le obblazoni ec. Come fareste , se dando i figliuoli cT Israele a voi del meglio che abbiano , voi ne sceglieste il men luvuo per pagar la decima ai sacerdoti.

C A P O XIX. Con quali riti si faccia P acqua di lustrazione colla cenere della vacca rossa-, con questa aequa si toglievano varie immondezze. Di colu, che muore nella sua tenda. Del vaso senza coperchio. Di colui , die tocca il cadavere di un uomo. 1. J^Jocutusque est Dominus ad Moysen et Aaron^ dicens : 2. Ista est relgio victmae, quam constituit Dominus, Praecipe filiis Israel, ut adducant ad te vaccam rufam aetatis integrae^ in qua nulla sit macula, nec portaverit jugum : 3. Tradetisque eam Eleazaro sacerdoti, (i) qui eductam extra castra immolabit in con" spechi omnium :
(i} Heb. i3. 11.

1. il* il Signore parl a Mos e ad Aronne , e disse : 2. Queste sono le cerimonie della vittima comandata dal Signore. Ordina ai figliuoli d' 1sraele, che ti menino una giovenca rossa di perfetta et , e senza macchia, e la quale non abbia portato il giogo: 3. E la darete ad Eleazaro sacerdote , il quale condottala fuor degli alloggiamenti la immoler al cospetto di tutti.

Vers. ?.. Di perfetta et. Alcuni dicono di due, altri di tre anni. Questa vacca rossa secondo s. Girolamo s'immolava tutti gli anui : e gli Ebrei affermano , che dopo la distruzione del tempio di Salomone eglino ceaiiuarono a immolare , o bruciare la vacca rossa sul monte degli ulivi ; lo che attestato da s. Girolamo, ep. 27. Vers. 3. Fuor degli alloggiamenti. Qnesta vacca portando ia certo modo sopra d. s i peccati di tutto il popolo , era perci

4 Et tingens digitum in sanguino ejus, asperget contra fores tabernaculi septem vicibus ; 6. Comburetene eam cunctis videntibus, tam pelle, et carnibus ejus, quam sanguine, et fimo flammae traditis6. Lignum quoque cedrinum, ethyssopum, coccumque bis tinctum sacerdos mittetin fiamTTzam, quae vaccam vorat. 7. Et tane demum, Ibtis vestibus, et corpore suo, ingredietur in castra, commaculatuS' que erit usque ad vesperum. *

4 E intingendo \\ dito nel sangue di lei 3 ne far aspersione sette volte verso la porta del tabernacolo ; 5. E poi l'abbrucer a vista di tutti, dando alle fiamme s la pelle , e le carni d essa, e s ancora il sangue, e gli escrementi. 6. E il sacerdote getter ancor nella fiamma 3 in cui arde la vacca , il legno di cedro, e T issopo, e il cocco a due tinte. 7. E allora finalmente, lavate le vesti, e la persona, torner agli alloggiamenti , e sar immondo fino alla sera.

immondissima , onde anche il sacerdote , che la immolava, era immondo fino alla sera : per questo ordinato , che ella s'immoli fuori degli alloggiamenti. Yers. 4- Verso la porta del tabernacolo. Il sacerdote per fare queste aspersioni si voltava verso la parte orientale del tabernacolo ; or il sacerdote era non solo fuori dell' atrio , ma anche de"li alloggiamenti ; facendo per queste aspersioni verso il luogo, dov'era il tabernacolo, dimostrava, come a Dio offerivasi quel sangue per 1' espiazione de' peccati di tutto il popolo. Vers. 5. E poi 1' abbrucer. La far bruciare; perocch questo facevasi da un altro sacerdote, fers. 8. Vers, 6. Il legno di cedro, e V issopo, e il cocco a due tinte. Intorno al legno di cedro , e l'issopo, e la lana color di porpora a due tinte , vedi quel che si detto Levit. xiv. 4-

8. Sed et ille, qui combussert eam^ lavabit vestimenta sua, et corpus, et immundus erit usque ad vesperum. 9. Colliget autem vir mundus cineres vaccae, et effundet eos extra castra in loco purissimo , ut sint multitudini filiorum Israel in custodiam, et in aquam aspersionis: quia, pro peccato vacca combusta est.

8. Parimente colui, che la bruci, laver le sue vesti, e la persona , e sar immondo fino alla sera. 9. E un uomo , che sia mondo , raccorr le ceneri della vacca , e le depositer fuori degli alloggiamenti in luogo mondissimo, dove sieno custodite dalla moltitudine de'figliuoh" d'Israele , e se ne faccia 1' acqua di aspersione: perocch la vacca fu abbruciata per lo peccalo. 10. E dopo che colui, il quale port le ceneri delia vacca, avr lavale le sue vesti, sar immondo fino alla sera. Sar questo un rito santo , e inviolabile pe' figliuoli d'Israele , e pei forestieri 3 che dimoran con essi. 11. Colui che avr toccato il cadavere d'un uomo , e perci diverr immondo per sette giorni, 12. Sar asperso con quesl' acqua il lerao, e

10. Cumque laverit ^ qui vaccae portaverat cineres., vestimenta sua, immundus erit usque ad vesperum. Habebunt hoc filii Israel, et advenae, qui habitabant inter eos, sanctum jure perpetuo. 11. Qui tetigerit cadaver iomnis, et propter hoc septem diebus fuerit immundus, 12. Aspergetur ex hac aqua die tertia , et

septimo, et sic mundabitur. Si die tertia aspersus non fuerit^ septimo non poterit emun* dari. 13. Omnis , qui tetgerit iumanae animae morticinum, et aspersus hac commistione non fuerit, polluet faberjiaculum DomJii, et peribit ex Israel : quia aqua expiationis non est aspersus, immundus erit, et manebit spurcitia ejus super eum. 14. Ista est lex hominis, qui moritur in tabernaculo. Omnes, qui ingrediuntur tentoriun illius^ et universa vasa, quae ibi sunt, pollata erunt septem diebus. \ 6. Vas , quod non habuerit operculum , nec ligaturam desuper^ immundum erit. 16. Si quis in agro tet/gerit cataver occisi

il settimo giorno, e cos sar mondato. Se non sar aspersoli terzo di, non potr essere mondato nel settimo. 13. Chiunque avr toccalo il corpo morto di un uomo, e non sar stato asperso colla mistura di quest'acqua, render immondo il tabernacolo del Signore, e sar reciso dalla societ d'Israele : perch non fu asperso coli' acqua di espiazione , ei sar immondo, e rester sopra di lui la sua immondezza. 14. Questa la legge riguarda nte l'uomo, che muore nella sua tenda. Tutti coloro che entrano nella sua tenda, e tutti i mobili, che vi sono, saranno immondi per sette giorni. 15. 11 vaso, che non avr coperchio, e non sar turato alla bocca, sar immondo. 16. Se uno alla campagna tocca il cada^e-

Vers. i?.. * Sar asperso con questa acqua il ferzo, e il settimo giorno. Di qua forse pass nella chiesa 1' uso di fare in simili giorni dopo la morte , speciali suffragii per i defunti.

hominis , aut per se mortai, sive os illius , vel sepulchrum , immundus erit septem diebus. 17. Tollentque decinerius combustioni^ , atque peccati, et mittent aquas vivas super eos in vas : 18. In quibus cum homo mundus tinxerit hyssopum, aspergetex eo omne tentorium , et cunctam supeUectilem^ et homines hujuscemodi contazione pollutos ; 19. Atque hoc modo mundus lustrabit immundum tertio , et septimo die: expiatusque die septimo, lavabit et se , et vestimenta sua , et immundus erit usque ad vesperum. 20. Si quis hoc ritu non fuerit expiatus, peribit anima illius de

re d'un uomo ucciso, o morto da se, ower (tocca) un osso di lui, o il suo sepolcro, sar immondo per sette giorni. 17. E prenderanno delle ceneri della vacca bruciai^ per lo peccato , e vi getteranno sopra dell' acqua viva in un vaso : 18. E un uomo mondo avendone inzuppato V issopo asperger con essa tutta la tenda , e tutte le suppellettili, e gli uomini renduli immondi per simil causa : 19. E in tal guisa l'uomo mondo asperger 1' immondo il terzo d, e il settimo : e questi essendo espiato il settimo giorno, laver se stesso, e le sue vesti, e sar immondo fino alla sera. 20. Chi non sar purificato con questo rito , sar recisa l'anima

Vers. 16. O il suo sepolcro. Gli Ebrei aveano de'sepolcri fuori delle citt -, e avean cura di mettervi de' segnali, aftinch tutti potessero riconoscerli. Vers. in. Dell' acqua viva. Non di cisterna, ma di fiume , o ruscello, o fontana ; in una parola acqua di polla.

medio ecclesiae, quia sanctuarium Domini polluit, et non est aqua lustrationis aspersus : 21. Erit hoc praeceptum legitimum sempiternum . Ipse quoque, qui aspergit aquas, lavabit vestimenta sua. Omnis, qui tetigerit aquas expiationis, immundus erit usque ad vesperum. 22. Quidquid tetigerit immandus, immundum faciet: et anima, quae korum quippiam tetigerit, immunda erit usque ad vesperum*

di lui dalla societ della chiesa per aver contaminato il santuario del Signore , e non essere slato asperso colTacqua di espiazione : 21. Questo sar comandamento, e legge sempiterna. Colui, che fa l'aspersione con queste aeque, laver anch' egli le sue vesti. Chiunque toccher le acque di espiazione, sar immondo fino alla sera. 22. Saranno immonde tutte quelle cose , che un immondo avr toccate : e chi alcuna di esse avr toccato, sar immondo fino alla sera.

Vers. ai. Chiunque toccher, le aeque ce. L'acqua di espia zione mondava g' immondi, e rendeva immondi quelli che erano puri, quando la stessa acqua toccassero senza necessit, come spiegano gli Ebrei. Vers. 22. Saranno immonde tulle quelle cose che un immondo avr laccale. Secondo la pi verisimile opinione si parla qui di uno che immondo per aver toccato un cadavere : questi comunicava la sua immondezza a chiunque lo avesse toccato , e a tutte le cose che egli toccava. Gli Ebrei dicevano, che Saiomone istesso non avea mai saputo il perch nel sacrifzio di espiazione la giovenca dovesse essere di color rosso. Noi, che sappiamo per la parola di Cristo, che Mos in tutto quello che ei fece, o scrisse, non perde mai di vista il Messia fine della legge, e autore , e principio di giustizia per tutti i credenti ; noi riconosciamo con s. Agostino , Teodoreto, Gregorio , ec. nel sacrificio delia

C A P O XX.

Morte di Maria. Mormora il popolo \ e le acque sgorgano dal masso. Mos ed Aronne offendono Dio alle acque d contraddizione, e sono esclusi dall ingresso nella terra promessa. Edom nega il passaggio, e quelli partono verso il monte di Hor, dove consacrato in sommo sacerdote Eleazaro, Aronne padre di lui muore. i. r eneruntque filil Israel, et omnis multitudo m desertum Sin mense primo, et mansit populus in Codes. Mortuafjue est ibi Maria, et sepulto, in eodem loco.
i. Eli ifigliuolid'I sraele, e tutta la moltitudine arrivarono al deserto di Sin il mese primo, e il popolo si ferm a Gades. E quivi si mori Maria, e fu sepolta nel medesimo luogo.

vacca rossa significato il corpo terreno del secondo Adamo , col sacrificio del quale furono riparati con gran vantaggio i mali recati dal primo a tutta la sua discendenza : la qualit del sesso di questa ostia dinota l'infermit e passibilit della carne di Cristo ; come la perfetta et, e 1'esenzione'da ogni macchia, e il non aver mai portato giogo, dinotano la et, in cui Cristo pati, e la sua purit immacolata , e V assoluta libert , colla quale egli mori. Ma se 1' aspersione dell' acqua, in cui erano stemperate le ceneri della vacca rossa, giovo a purificazione della carne , e a togliere le immondezze legali, quanto pi il sangue d Cristo , il quale per ispirilo santo offerse se stesso immacolato a Dio, monder la nostra coscienza dalle opere di morte per servire a Do vivo i Hebr. ix. 13. 14. Vers. i. Arrivarono al deserto di Sin. Deserto differente da quello, di cui si parlato , Exod. xvi. i., dove fu 1' ottava mansione ; e ci apparisce si dalla diversa maniera, onde scrivesi questo secondo nell' Ebreo , e si ancora dalla diversit degli avvenimenti. Questo secondo luogo contasi per la quarantesima mansione.

2. Cumque indigeret aquapopulus, conveneruntadversum Moysen et Aaron : 3. Et versi in seditionem, dixerunt: Utinam periissemus inter fratres nostros coram Domino!

2. E penuriando di acque il popolo, si raunarono contro Mos ed Aronne: 5. E levatisi a sedizione dissero: Fossimo noi periti insieme co ' nostri fratelli dinanzi al Signore!

Il mese primo. Dell' anno quarantesimo dopo 1' uscita dal1' Egitto. Dal tempo, in cui segui la mormorazione degli Ebrei a Cadesbarne , che fu 1' anno secondo, Mos non parla pi del pellegrinaggio degl'Israeliti fino a quest1 anno quarantesimo. S. Girolamo, Eusebio, e molti dotti interpreti credono, che Gades sia l stesso, ch Cadesbarne, dove ora si trovano per la seconda volta gli Ebrei. Si mori Sfarla; Ella era maggiore di et, che Aronne e Mos, e credesi che avesse cento trent' anni. S. Gregorio d Nissa, e s. Ambrogio affermano, che ella visse, e mor vergine ; onde e per questo, e per quello che ella fece allorch procur, che il piccolo Mos fosse di consenso della figlia di Faraone allevato dalla propria madre , ella merit di essere una figura di quella gran Vergine , la quale ebbe tanta parte ali' opera di nostra redenzione. Da varii luoghi della Scrittura apparisce in qual concetto ella fosse presso gli Ebrei pella sua virt; e lo Spirito santo ne ha dato una gran prova facendone registrare la morte ; onore conceduto a poche persone. Che se ( come tiene s. Girolamo, e altri) quelle parole di Zaccaria : Io feci morire tre pastori in un mese, si debbono intendere di Maria, di Aronne, e di Mos, verrebbe ella ad essere dallo stesso Spirito santo aggua-* gliata a' fratelli ; onde s'intenderebbe , come ella dovette aver gran mano a tutto quel che fu operato da quelli ; lo che viene eziandio dimostrato da quelle parole, che ella dice, Nurn. xn. 2. ffa egli forse il Signore parlalo solamente per bocca di Moie? Non ha egli parlato egualmente anche a noi? Del rimanente la colpa di aver mormorato contro Mos, colpa , che fu a ]ei comune con Aronne, una di quelle debolezze e miserie, che Dio permette talora ne'Santi, affine di fondarli nell' umilt -, e in. questo stesso fatto ella fu figura della sinagoga, e della legge, la piale nissuna cosa conduce a perfezione , come dice 1' Apostolo, Heb. xu. 19.

4- (i) Cur eduxistis ecclesiam Domini in solitudinem, ut et nos, et nostra jumenta moriamur? 5. Quare nosfecistis ascendere de AEgypto, et adduxists in locum istum pessimum , qui seri non potest, qui nec ficum gignit, nec vineas, nec malogranata, insuper et aquam non habet ad bibendum ? 6.1ngressusffue Mbyses, et Aaron, dimiss a multitudine , tabernacitlum foederis, corrilerunt proni in terram , clamaveruntque ad Dominum^atf/ue dixerunt*. Domine Deus, andiclatnorem hujus populi^ et aperi eis thesaurum tuum^fontem aquae vi* vae , ut satiati, cesset murmuratio eorum. Et apparuit gloria Domini super eos.
(i)Exod. 17.3.

4 Per qual ragione avete voi condotta la gente del Signore in una solitudine, affinch muoia m noi, e i nostri giumenti? 5. Perch ci avete fatti partir dall'Egitto, e condotti in questo luogo miserabile , dove non si pu seminare, e il quale non produce n fichi, n viti, n melagrane , e oltre a ci non d acqua da bere? 6. E Mos ed Aronne, rimandata la moltitudine, entraron nel tabernacolo dell'alleanza, e prostrati boccone per terra alzaron le voci dinanzi al Signore, e dissero: Signore Dio, ascolta i clamori di questo popolo , e apri loro i tuoi tesori, Una fontana di acqua viva , affinch si dissetino, e abbian fine le loro mormorazioni. E la gloria del Signore si f vedere sopra di essi*

Vers. 6. * Mancano nell' originale quelle parole : E dissero : Signore Dio, ascolla, i clamori di questo popolo, e apri toro t

7-Locutusque estDominus ad Moysen, dicens: 8. Tolle virgam, et congrega populum tu, t Aaron frater tuus , et loquimini ad petram coram eis, et illa dabit aquas. Cumque eduxe* ris acjuam de petra, bibet omnis multitudot et Rumenta ejus. 9. (i) Tu/it igitur Moyses virgam, quae erat in conspectu Domini , sicut praeceperat.ei, 10. Congregata muldtudine ante petram, dixitque eis : Audite, rebelles , et increduli : (2) Num de petra hac vobis aquam poterimus ejicere ? 11. Cumque elevasset Mbyses manum 5 (1) Exod. 17. 5. 6. Sup. il. 4

7- E il Signore parl a Mos, e disse: 8. Prendi la verga, e raduna il popolo tu, e Aronne tuo fratello, e alla loro presenza parlate alla pietra, ed ella dar dell'acque. E quando avrai cavata 13 acqua dalla pietra, hera tutto il popolo , e i suoi giumenti. 9.Prese adunque Mos la verga , che era tenuta nel cospetto del Signore, come questi gli avoa ordinato, 10. E raunata la moltitudine davanti a un masso, disse loro: Udite voi, ribelli j e increduli: Potrem noi forse cavare a voi dell' acqua da questo masso? 11. E avendo Mos alzala la mano, e aven-

(2) Ps. 77. 15. 20. i, Cor. io. 4

tesori, unafonlana d'acqua viva, affinch si dissetino, ed abbiano fine le loro mormorazioni.
Vers. 9. Prese Mos la verga. La sua verga, la quale egli sovente dovea lasciare nel tabernacolo, come cosa sacra, perch Dio per essa aveva operati tanti prodigi. I LXX Prendi la tua verga; e nel versetto i j. secondo l'Ebreo si dice, che Mos percosse lg pietra colla sua verga.

percutiens v/rga bis silicem , egress ae sunt acjuae largissimae, ita ut populus biberet, et Rumenta. 12. Dixitque "Dominus ad Moysen et Aa~ ron : (3) Quia non credidistis mihi, ut sancdficaretis me coram filiis Israel, non intrducetis hos in terram , quam dabo eis.
(i) Deii*. 1.37.

do percossa due volte colla verga la pietra, ne scaturirono acque in grandissima copia, talmente che bevve il popolo, e i suoi bestiami. 12. E il Signore disse .a Mos e ad Aronne : Perch voi non avete creduto a me per far conoscere la mia santit dinanzi a' figliuoli d" Israele , voi non introdurrete questi popoli nella terra, che io dar loro.

Yers. i-i. Perche voi non avete creduto ec. Dio accusa Mos ed Aronne di poca fede -, e il loro peccato certo come certo anche il gastigo: ma quanto allo spiegare in qual modo peccassero di diffidenza non concordano g' interpreti. Io mi atterro al sentimento di s. Agostino , il quale cred , che Mos peccasse di diffidenza, non perch ei dubitasse del potere di Dio, ina perch veggendo il popolo si mal disposto, e pervicace verso Dio, tem, che forse il Signore non avrebbe fatto a tali uomini benefizio si grande , e miracoloso ; e agitato , e perturbato d spirito , come egli era, credette, che forse Dio avesse sol condizionatamente promesso. Questa sposizione sembra appoggiata a quelle parole di Mos : Udite voi, ribelli, e increduli: patrem noi forse, ec, , come se dicesse : persistendo voi nella vostra incredulit , e pertinacia , e ribellione contro Dio, credete voi che noi potremo ottener grazia si grande ? Vedi cap. xxvn. i A. I Rabbini, e con essi alcuni de'nostri interpreti vogliono, che il peccato di Mos consistesse nell'aver percossa la pietra, quando dovea solamente comandare ad essa di dare le acque, vers. 8. Ma per qual fipe adunque avrebbe Dio ordinato a Mos di prendere la sua verga ? vers. 8. g. Per far conoscere la mia santit , ec. Perch voi non mi avete colla vostra fede glorificato al cospetto del popolo, dimostrando piena fidanza nelle mie parole, nella mia veracit, e nella mia clemenza, e avete perci dato allo stesso popolo occasione

13. Haec est aqua contradictionis, ubi jurgati sunt filii Israel contra Dominum, et sanctificatus est in eis. 14- Misitinterea nun cios Mbyses de Cades ad regem Edam, qui dicerent : Haec mandat fra ter tuus Israel: JXosti omnem laborem qui apprehendit nos : i 5. Quomodo descenderint patrem nostri in AEgyptum, et habitaverimus ibi multo tempore, afflixeriitque nos AEgyptii, etpatres nostros :

13. Questa l'acqua di contraddizione, dove i figliuoli d1 Israele altercarono contro il Signore, ed egli fece conoscere ad essi la sua santit. 14. Frattanto Mos sped da Cades degli ambasciatori al re di Edom, perch gli dicessero: Queste cose li fa sapere Israele tuo fratello: Tu sai tutti i travagli, che abbiam sofferto: 15. Come i padri nostri andarono in Egitto e ivi abbiam dimorato per lungo tempo, e gli Egiziani straziaron noi e i padri nostri:

d dubitare di me, per questo voi non entrerete nella terra promessa. Mortificazione e pena certamente grande per due uomini, i quali per quarant' anni continui aveano fatto e patito tanto per condurre il popol di Dio in quel paese ; ma Dio, che avea permessa la loro caduta per tenerli nell' umilt, ordin anche la stessa pena a purificare la loro virt : li prov , e trovolli degni di se per la umilt, e rassegnazione, e per lo spirito di penitenza, col quale soffrirono la loro pena. Vers. 13. Fece conoscere ad ejsi la sua santit. La sua bont, la sua fedelt, e liberalit anche verso gF ingrati. Vers. 14- Al re di Edom. L'Idumea era sulla strada per passare da Cades nella terra di Canaan, Israele tuo fratello. I discendenti di Giacobbe fratello di Esa, da cui voi siete derivati.

t6. Et quomodo elamaverimus ad Dominum, et exaudierit nos, miseritque Angelum , qui edaxerit //os de AEgypto. Ecce in urbe Cades, quae est in extremis finibus tuis, positi, 17. Obsecramus, ut wobis transireliceatper ^rram tuam. Non ibitus per agros, nec per ^eas, non bibemus /uas de puteis tu?>, t? gradiemur via public, nec addexteram, nec ad sinistrarti declinantes^ donec transeaTI'US terminos tuos. 18. fui respondit Edomj Non transibis per me, alioquin armatus occurram tibi. 19. Dixeruntque filii Israel: Per tritam gradiemur viam,et ,yi biberimus aquas tuas, nos, et pecora nostra, dabimus quod justum est : nul/a

16. E come noi alzammo le voci al Signore, ed egli ci esaud, e mand un Angelo a condurci fuor delF Egiti o: ecco che adesso trovandoci nella citt di Cades, che agli ultimi tuoi confini, 17. Preghiam che siaci permesso il passaggio per le tue terre. Noi non cammineremo pe* campi, n per le vigne, non beve remo acqua de' tuoi pozzi, ma anderemo per la pubblica strada senza volgere n a destra, n a sinistra, fino a tanto che non siamo fuori del tuo dominio. 18. Risposegli Edom: Tunonpasserai sulmio, altrimenti verr armato ad incontrarti. 19. Dissero a lui i figliuoli d' Israele t Noi anderemo per la strada battuta : e se beremo delle tue acque noi, e i nostri bestiami, paghe-

Vers. 16. Mando un Angelo ec. Il quale nella colonna di i vola fu nostra scorta. * Nella citt di Cades, Presso la citt di Cades.

Na/neri.

<?rit in predo dfficultas, remo quel che giusto: tantum velociter trans- non sarawi difficolt sul prezzo , purch abeamus. biamo spedito il transito. 0o. At ille respondit'. 20. Ma quegli rispo"Non transbis. Statim- se: Non passerai. E toque egressus est obvius sto si mosse contro di cum infinita multitud- essi con infinita moltitudine, e gente valorojzet et manu forti: sa: 21. Ei non volle con21. Nec voluit acquiescere deprecanti, ut descendere alle preghieconcederei transitum re, n dare il transito perfines suos. Quamob- pe' suoi confini. Per la rem divertii ab eo 1- qual cosa Israele gir lontano da lui. srael. 22. Cumque castra 22. E mosso il cammovissent de Cades, ve- po da Cades giunsero al nerunt in montem Hor, monte Hor, che a5 qui estinfinibus terrae confini della terra di Edom: Edom: 23. Ubi locutus est 23. Dove il Signore Dominus ad Moysen, parl a Mos, 24. Pergat, inquit, 24- E disse: Vada AAaron ad populos suos-: rotine a riunirsi al suo non enim intrabit ter- popolo: perocch egli ram, quam dedi filiis I- non entrer nella terra srael, eo quod incredu- data da me ai figliuoli lus Juerit ori meo ad a- d'Israele, perch fu incredulo alle mie parole quas contradictionis. alle acque di contraddizioae.
Vers. 24. Vada Aronne a riunirsi al suo popolo. A' suoi padri, a' santi patriarcha , frase usata sovente nelle Scritture f come

25. (i) Tolle Aaron, et filium ejus cum eo, et duces eos in montem Hor. 26. Cumgue nudaverla patrem veste sua, indues ea Eleazarum filium ejus : Aaron colligetur, et morietur ibi. 27. Fecit Moyses, ut praeceperat Dominus : et ascendrunt in montem Hor coram omni muldtudine. 28. Cumque Aaron spoliasset vestibus suis, induit eis Eleazarum filium ejus.

e menali sul monte Hor.

26. E spogliato il padre della sua veste, ne rivestirai il suo figliuolo Eleazaro : Aronne si riunir ( ai padri suoi ), e ivi morr. 27. Fece Mos come aveva ordinato il Signore : e salirono al monte Hor, veggendoli tutto il popolo. 28. E dopo ch' egli ebbe spogliato Aronne delle sue vesti, ne rivesti Eleazaro suo figliuolo. 29. E morto che fu 29. Illo mortuo in montis supercilio , de- Aronne sulla cima del scendit cum Eleazaro: monte, ( Mos ) discese con Eleazaro;
(i) In/ 33. 38. Deut. 32. 5o. si veduto, e la quale non usata ordinariamente se non nella morte de' giusti. S. Girolamo, e altri padri hanno osservato, come n Mos, che rappresentava la legge, n Maria, che rappresentava i profeti, n Aronne, in cui cominci il sacerdozio Levitico , non ebbero la sorte d' introdurre il popolo di Dio nella terra promessa: perocch questa gloria era riserbata a Giosu figura espressa del Cristo, e della Chiesa fondata da lui, alla quale appartennero tutti i giusti di tutti i tempi per la fede nel medesimo Cristo , fine della legge. Questa legge non era se non come un pedagogo dato agli uomini ancor rozzi e carnali per introdurli alla cognizione de'misteri dello stesso Cristo, e della sua Chiesa , come dice l'Apostolo, Gai. in. ?.4- L'elogio di Aronne stato i*suto dallo Spirito Santo, E celi. XLV.

5o Omnisautem multtudo videns occubuisse Aaron ,fievit saper eo trl^inta diebus per cunctas famlias suas.

3o. E tutta la moltitudine avendo udito come Aronne era morto, lo piansero in tutte le case per trenta giorni. XXI.

CAPO

Il re Cananeo vinto da Israele. Serpenti mandati contro del popolo che mormora pella noia del viaggio, per la mancanza di acqua, e nauseando la manna. Alle morsicature di questi rimedio il serpente di bronzo . Sono vinti i re SeTion e Og. 1. v-^uod (i) cum audisset Chananaeus rex Arad,qihabitabat ad merdem, venisse scilicet Israel per exploratorum viam , pugnavit contra illum, et victor existens, duxit x eo praedam. 2. At Israel voto se Domino obligans, ait: Si tradideris populum
(i) Num. 33. 4o.
Vers. \.llv* d Arad. Citt non molto lontana da Gades, distante venti miglia da Hebren , e quattro da Malathis , secondo Eusebio. Essa fu d poi nella trib di Giuda. Per la strada degli esploratori. Per quella stessa strada che avevano fatta gli esploratori mandati a riconoscere la terra di Ganaan. Num. sui. 18. * Ne riport della preda. Ebr. 1 LXX. Fece de'prigionieri.

1. V>7r il re di Arad Cananeo, il quale abitava verso mezzod, avendo udito come g' Israeliti erano venuti per la strada degli esploratori, diede loro battaglia, e li vinse, e ne riport della preda. 2. Allora Israele fece voto al Signore, e disse: Se tu darai nelle mie

istum in manu mea, delebo urbes ejus. 3. Exaudivitque Dominus preces Israel, et tradidit Chananaeum^ quem ille interferii sub' versis urbibus ejus, et vocavit nomen loci il" lius Hor ma, id est, Anathema. 4- Profecti sunt autem et de monte Hor per viam, quae ducit ad mare Rubrum, ut crcumirent terram Edom. Et taedere coepit populuni ineris, ac laboris : 5. Locutusque contra Deum et Moysen , alt : Cur eduxisti nos de AEgypto, ut moreremur in solitudine ? Deest panis> non sunt aquaei anima nostra jam nauseat super cibo isto levissimo.

mani questo popolo, io distrugger le sue citt. 5. E il Signore esaud le preghiere d' Israe= le, e diegli in suo potese il Cananeo , il quale egli uccise, distrasse le sue citt, e pose a quei luogo il nome di Horma, vale a dire Anatema. 4- E partirono poi dal monte Hor per la strada, che conduce al mar Rosso per fare il gi ro della terra di Edom . E il popolo cominci ad annoiarsi del viaggio, e delle fatiche: 5. E parlarono contro Dio, e contro Mos, e dissero: Perch ci hai tu tratti fuor dell'Egitto , affinch morissimo in un deserto? Ci manca il pane, non ci acqua : ci fa gi nausea questo leggerissimo cibo.

Vers, 2. Io distrugger le sue citt. Vedi Levit. xxvn., Deut. xin. Vers. 3. * E il Signore esaud le preghiere.d'Israele , e diegli in potere il Cananeo. O Mos profetava quando scrivea cosi, o abbiamo quivi un' addizione di mano diversa sebbene autentica , con cui si racconta quello che accadde non molto dopo l'ingresso degli Ebrei nella Cananea sotto Giosu : trovandosi Josue xu. v. 14- il re di Hered ovvero Arad fra gli altri da quel supremo duce disfatti.

6. (i) Quamobrem 6. Per la qual cosa U Twisit Dominus in popu- Signore mand contro lum ignitos serpentes , del popolo serpenti, che ad quorum plagas, et bruciavano, e moltissimortes plurimorum, mi essendo piagati da questi, e morendo, 7. v~enerunt ad Moy7. And il popolo da sen, atque dixerunt : Mos, e disse : Abbiam Peccavimus, quia loculi peccato, perch abbiam sumuscontra Dominum parlato contro il Signoet te: ora, ut tollat a re, e contro te: pregalo, nobis serpentes. Ora- che allontani da noi i vite/u Moyses pro po- serpenti. E Mos fece orazione pel popolo, pulo, 8. E il Signore gli 8. Et Ibcutus est Dominus ad eum: Fac ser- disse: Fa un serpente pentem aeneum, et po- di bronzo, e ponlo cone eum pro signo : qui me segno: chiunque espercussus aspexert sendo ferito lo mirer, avr vila. eum, vivet.
(i) Judith. 8. 25. Sap. 16. 5. i. Cor. io. 9.

Vers. 5. Questo leggerissimo cibo. Cosi parlano della manna. Vers. 6. Serpenti che bruciavano. O col fiato , ovvero col calore che cagionavano le loro morsicature. Moltissimi interpreti credono , che questi serpenti fossero di quelli chiamati psestri; perch mordendo cagionano gonfiezza per tutto il corpo, e grandissima accensione nel volto. Bochart sostiene, che ei fossero idre, le quali quando stanno fuori de' loro padul, sono pi velenose e crudeli, e son dette chersidre. S. Girolamo nel Deuteronomio va. 15. ha tradotto la stessa voce ebrea che in questo luogo, per serpente che brucia col fiato. Vers. 8. Ponlo come segno ec. Questo serpente era di figura slmile a' serpenti mandati da Dio contro il popolo, come apparisce dall' Ebreo : in secondo luogo , questa figura fu messa sopra un' asta , o sia sopra una pertica. Ges Cristo medesimo nel suo Vangelo, Joan. ni. i/J., e* insegn a riconoscere in questo miracoloso serpente la virt della Croce, sulla quale egli dovea essere confitto per salute di quelli, i quali morsi dall' antico serpente

<).(0 Fecit ergo M.oysesSERPENTEMAE2TEUM, etposuit eum pro signo : quem cum percussi aspicerent, sanabantur. 10. P rofectique filiil~ srael castrametad sunt in O botti. 11. Unde egressi fixere tentoria in Jeabarim in solitudine, quae respicit Moab contra orentatem plaga/72. 12. Et inde moventes venerunt ad torrentem Zared. 13. (2) Quem relinquentes castrametati sunt contra Arnon ,quae est in deserto, et prominet in finibus Amorrh,aei: (3) siquidem Arnon terminus est Moab, dividens Moabitas, et Amorrhaeos.
(i) Joan, 3. 14. (?,) Deut. . g. (3) Judic. i i . i8,Dau,2. 4,

Q. Fece adunque Mos UN SERPENTE DI BRONZO, e lo pose come segno: e mirandolo quelli che eran piagati, ricuperavan la sanit. 10. E partiti i figliuoli d' Israele posero il campo in Oboth. 11. E sloggiati da questo luogo piantaron le tende in Jeabarim nella solitudine, cha guarda Moab verso l'oriente. ^2. E si mossero di l, e giunsero al torren' te Zared. 13. Lasciato il quale andarono ad accamparsi dirimpetto al fiume Arnon, che nel deserto, e sta sui confini degli Amorrei: perocch T Arnon il confine di Moab, e divide i Moabiti dagli Amorrei.

mseramente perivano. Vedi TertttlL de idoloL eap. v., Augusti senn. io5. de temp. ec. ec. Vers. ti. In Jeabarim. Che 'interpetra al guado de'pasteggieri, o sia del passaggio , in effetto vedesi che questo luo^o era presso al torrente Zared.

i4 Unde dicitur in libro bellorum Dominii Sicut fecit in metri Rubro, sic faciet in torrentbus Arnon. 15. S copuli torrentium inclinati sunt, ut requiescerent in Ar, et recumberent in finibus Moabitarum. 16. Ex eo loco apparuit puteus, Super quo locutus est Dominus

14 Quindi si dice nel libro delle guerre del Signore: Come ei fece al mar Rosso , cosi far nel torrente Arnon. 15. I sassi de'torrenti si ruotolano per fermarsi in Ar, e posarsi su' confini de5 Moabiti. 16. Dil! andando innanzi si vide il pozzo, di cui avea detto il Si-

Vers. 14- Quindi s dice nel libro delle guerre del Signore ec. Alcuni hanno detto, che questo fosse un libro profetico, in cui erano annunciate le guerre cte il popol di Dio doveva avere cogli AmorreL Altri credono, che ei fosse un semplice cantico composto sopra le guerre che erano state tra i Moabiti, e gli Amorrei nel tempo che questi ( gli Amorrei ) adoravano tuttora il vero Dio, e i Moabiti adoravano Chamos , vers. 29., onde non sarebbe necessario di dare a questo cantico un' autorit divina , potendo Mos averlo citato , come Paolo cit i versi di poeti Gentili. Questo cantico sembra scritto in verso ; almeno lo stile poetico : onde difficilmente si pu cavar fuori il senso di quel poco che ne cita Mos. Come ei fece nel mar Bosso, eos* ec. Secondo la prima sposizione si direbbe qui, che come Dio fece cose mirabili in favor del suo popolo al passaggio del mar Rosso , cos le far in favor loro al passaggio dell' Arnon. Vers. 15. I sassi de* torrenti si ruololano ec. Con queste parole tolte da quel libro profetico credesi, che Mos intenda di dimostrare quello che avea detto di sopra , cio,, che l'Arnon era confine degli Amorrei, e de'Moabiti. Ecco adunque questa prova : i sassi ( e per conseguenza le acque dell'Arnon) piegano verso la citt di Ar ( essa era de' Moabiti, e per quel che apparisce , in pianura) , e si posano a formar il confine tra' Moabiti, e gli Arnorrei. Sembra di pi che Mos con questo voglia dire agli Ebrei, che eglino facendosi padroni dcll"Arnon , e del paese di Sehon, re degli Amorrei, possederanno il paese fino a7confini di Moab. Fin qui le parole traile dal libro , o cantico delle battaglie del Signore.

ad Moysen : Co//grega populum, et dabo ei aquam. ij. Tunc cecinit Israel carmen istud: Ascendat puteus. Conci' nebant: 18. Puteus, quemfoderunt principes, et paraverunt duces multitudinis in datore legis, et in baculis suis. De solitudine Matthana. 19. De Matthana in Nahaliel: de Nahalel in Bamoth. 20. De Bamoth valiis est in regione IMLoab in vertice Phasga, quod respicit contra desertum.

gnore a Mos : Rauna il popolo, e io darogli dell' acqua. 17. Allora Israele cant queli' inno : Scaturisca il pozzo. Cantavano essi: 18. Il pozzo scavato dai principi, e preparato dai capi del popolo mediante il dator della legge, e mediante le loro verghe. Da quella solitudine andarono a Matthana. 19. Da Matthana a Nahaliel : da Nahaliel a Bamolh. 20. Da Bamoth vi una valle del paese di Moab sulla cima del Phasga, il quale verso il deserto.

Vers. 16. Di li andando innanzi ec. Abbiam supplito queste due parole andando innanzi, le quali debbono certamente sottintendersi. Partiti gli Ebrei dall' Arnon arrivarono in un luogo , dove mancando 1' acqua , Dio fece loro scoprire un pozzo. Rauna il popolo ec. Raduna tutta la gente, affinch venga a dissetarsi al pozzo che io le discoprir. Vers. 17. e 18. Scaturisca il pozzo ... il pozzo scavato dai principi. Dia acque perenni il pozzo ; il pozzo fatto scaturire , e scavato non mediante le braccia del popolo , ma da' soli principi e capi del popolo. Sembra, che Dio mostrasse a Mos la polla delP acqua , e che i capi e principi del popolo con poca fatica la dilatarono co' loro bastoni da viaggio per far bere la moltitudine. Simili polle trovansi nelPldumea nascoste sotto la sabbia, e non conosciute , se non dagli abitanti. 11 dator della legge Mos. Dove la voJgata portu CanLwa.ii essi, nell'originale ii rilurncl-

21. ( i ) Misit autem Israel nuncios ad Sehon regem Amorrhaeorum, dicens: 32.Obsecro, ut transire mihi liceat per terram tuam: non declinabimus in agros , et vi/zeas, non bibemus ayuas ex puteis, via regia gradiemur, donec transeamus terminos tuos. 23. Qui concedere Tzoluit, u^ transiret Israe/ per fines suos : quin potius , exercit congregato , egressus est obviam in deserfum, et venit in Jasa, pugnavitque contra
eum.
(i) Deut. a. 26. Judic. i1. i g.

ai. E Israele sped ambasciatori a Sehon re degli Amorre per dirgli: 22. Io ti supplico,che mi lasci passare per la tua terra : noi non ci svieremo pei campi, n pelle vigne, non beremo acque de5 pozzi, anderemo per la strada maestra, sino a tanto che abbiam trapassati i tuoi confini. 23. Ma quegli non volle permettere, che Israele passasse pel suo paese; anzi, raunato un, esercito, andogli incontro nel deserto, e giunse a Jasa, e venne con esso a battaglia.

lo del cantico : Celebratelo 7 celebratelo : vale a dire il pozzo mostrato da Dio. Vers. 20. Da Bamoth vi e una valle nel paese di Moab. Eusebio dice, che Bamoth una citt sull' Arnon, e dee credersi , che essa fosse appi di un monte , il quale le desse il-nome; perch Bamoth significa luogo elevato. Sulla cima del Phasga. Monte celebre per la morte diMos, Deut, xv. ed chiamato anche Abarim e IVebo, Deut. xxxu. 49. Vers. 21. Spedi ambasciadori a Sehon, Mos non voleva far guerra a questo principe, ma a' Cananei abitanti di l dal Giordano ; ma Dio dopo che Sehon ebbe negato 'di dare il passo, ordin a Mos di far guerra a Sehon , e ad Og, donde ne venne la conquista de' loro paesi, i quali per eran compresi nella promessa fatta da Dio ad Abramo. Gen. xv. 18.

24. (i) A quo percus* s#s est in ore gladii,et possessa est terra ejus ab Arnon usque Jaboc, etfilios Ammon : quia forti presidio tenebantur termini Ammonitarum. 2 5. Tulit ergo Israel omnes civitates ejus, et habitavit in urbibus A* morriaei) in Hesebon scilicet, et viculis ejus. 2.6. Urbs Hesebon fuit Sehon regis Amorrhaei, qui pugnavit contra regem Moab et tulit omnem terram, quae ditionis illius fuerat, usque Arnon. 27. Idcirco dicitur in proverbio : lenite in Hesebon, aedificetur> et construatur civitas Sehon:
(i) Ps. i34- 11. Awos 2. g.

24. Ma fu messo a fil d spada, e il suo paese fu conquistato da Israele dall'Arnon fino a Jaboc, e fino a' figliuoli di Ammon: perocch i confin i degli Ammoniti eran difesi d un farle presidio. 2,5. Israele adunque occup tutto quel paese, e abit nelle citt degli Amorrei,, vale a dire in Hesebon, e nelle altre minori, 26. La citldi Hesebon era di Sehon re degli Amorrei, il quale avea fatto guerra col re eli Moab, e si era impadronito di tutto il dominio di questo fino ad Arnon. 27. Onde si dice per proverbio: Venite a Hesebon, si edifichi, e si ristori la citt di Sehon;

Yers. 4- Perocch i con/ini degli Ammoniti es. Rende ragione del motivo, per cui, occupato tutto il domnio di Sehon, g' Israeliti non s'inoltrarono contro gli Ammoniti che confinavano collo stesso dominio : ma oltre alla ragione portata in questo luogo, si vede , che Dio aveva proibito agli Ebrei di toccare il paese di Ammon, Deat. 11. t).

28. Un fuoco venne 28. Ignts egressus est de Hesebon , fiam- fuori da Hesebon , una ma de oppido Sehon ^et fiamma dalla citt di devoravit Ar Moabita- Sehon, e divor Ar de' rum, et liabitatores ex- Moabiti, e gli abitatori dei luoghi eccelsi delcelsorum Arnon. l'Arnon. 29. Guai a te, oMoab; 29. (i) Vae ubi Moab\ peristi^ popule tu sei andato in rovina, Chamos. Deditfilios e- popolo di Chamos.Quejus in fugarti, et filias sli ha fatto che si desin captivitatem regi A- sero alla fuga i suoi figliuoli , e le sue figlie morrhaeorum Sehon. fossero schiave di Sehon re degli Amorrei.
(i) Jwdic. ii. 1^-3. Reg, ii. 7.
Vers. 26. La citta di Hesebon era di Sekon. Racconta Mos in qual modo la citt di Hesebon posta tra le montagne dirimpetto a Jei ico era venuta nelle mani di Sehon, essendo stata pli'innanzi de'Moabiti. Vedremo nel libro dei Giudici, cap. xi., co.me il re de' Moabiti pretese circa trecento anni dopo di ripetere dagli Ebrei Hesebon, e le altre citt. Vers. 27. Onde si dice per proverbio ec. Vuol dire, nelle bocche di tutti quella specie di cantico , che fu composto allorch Sehon re degli Amorrei conquisto Hesebon , e le altre citt de' Moabiti. L' ordinaria maniera , colla quale si conserv tra gli antichi popoli la memoria de' fatti pi importanti, furono questa specie di cantici, i quali s' imparavano a mente da tutti. I soldati , o il popolo degli Amorrei in questa loro canzone si esortano 1' un 1' altro a volere andare ad Hesebon per ristorarla e fortificarla, come quella che dovea essere capitale del regno di Sehon. Vers. 28. Un fuoco venne fuori da Hesebon ...e divoro Ar de1 Moabiti. Sembra evidente, che dopo la presa di Hesebon venisse nelle mani di Sehon anche la citt di Ar : questa per era :>T;ata gi ripresa da'Moabiti, quando gli Ebrei arrivarono in quel paese. Deut. i. 9. 18. 29. Yers. 29. Guai a te, o Moab ... popolo di Chamos. Il poeta si rivolge a' Moabiti, a' quali dice , che il loro dio Chamos non gli avea sottratti alla desolazione e rovina ; ma aveva abbandonati i Urlinoli di Moub al terrore e alla fuga, e le figlie alla schiavit.

30. Jugum ipS|Orum disperili ab Hesebon usque Dibon, lassi pervenerunt in Nophe , et usque Medaba. 31. Habitavit itaque Israel in terra Amorrhaei. 32. Misitque Moyses qui explorarent Jazer: cujus ceperunt viculos, et possederunt habita* tores. 33. (i) Verteruntcfue se, et ascenderunt per viam Basari, et occurrit eis O g rex Basan cum omni populo sua pugnaturus in Edra. 34- jyixtque Dominus ad Moysen : Ne timeas eum; c/uia in manu tua tradidi il/um, et omnem populum, ac terrarii ejus : facies que
(i) Deut. 3. 3. et 29. 7.

30. La loro dominazione svanita da Hesebon fino a Dibon , arrivarono trafelati a Nophe, e fino a Medaba. 31. Israele adunque abit nel paese dell* Aniorreo. 32. E Mos sped esploratori a Jazer : e presero i piccoli luoghi di essa, e miser le mani addosso agli abitatori. 33. E rivoltisi in altra parte andarono per la via di Basan , e and loro incontro Og re di Basan con tutta la sua gente fino ad Edrai per dar loro battaglia. 34. E il Signore disse a Mos: Non lo temere; perocch io ho dato in tuo potere lui e tutto il suo popolo, e tutto il suo paese: e lo tratte

Vers. 3o. Arrivarono trafelati a Nophe. I fuggitivi inseguiti da Sehon giunsero trafelati fino a Nophe , e a Medaba. Questa seconda citt nota nelle Scritture: la prima credesi, che sia Nabo rammentala da Isaia xv. 2., e da Gerema XLVIII. i. 22. Vers. 82. Spedi esploratori a Jazer. Dall' Ebreo apparisce, che egli la prese: ella era degli Amorrei, e fu poscia de' Leviti. Vers. 33. Og re di Basan. Della grandezza di questo gigante vedi Deut. ni. 11. 11 paese di Basan eia sommamente fertile.

illi sicut fecsti Sehon rai, come hai fatto a Seregi Amorrliaeorum ha- hon re degli Amorrei, che abitava in Hesebitatori Hesebon. bon. 35. Uccisero adunque 35. Percusserunt igitur et hunc cum filiis anche lui co'suoi figliuosuis, universumque po- li , e con tutta la sua pulum ejus usque ad gente dal primo fino alnternecionem, et pos- 1'.ultimo, e conquistasederunt terram illius. rono il suo dominio. C A P O XXII. Due volte chiamato f indovino Balaam da Sa lac re di Moab, perch maledica Israele; ed sgridato dall'Angelo per mezzo dell'asina che parla. j. JLrofectque cstrametati sunt in eampestribus Moa , ubi trans Jordanem Jercho sita est. 2. Videns autem Balac filius Sephor omnia quae fecerat Israel Amorrhaeo, 1. fi/ tirando innanzi posero il campo nelle pianure di Moab, dove posta Gerico di l dal Giordano. 2. Ma Balac figliuolo di Sephor avendo veduto in qual modo Israele avea trattati gli Amorrei,

Vers. i. Posero il campo nelle pianure di Moab. Vale a dire nelle pianure che erano state del dominio de' Moabiti, ma erano state conquistate da Sehon, e di poi furon occupate dagli Ebrei. Queste pianure sono lungo il Giordano, dove erano allora gli Lbrei, passato il quale si trova Gerico. Vers. 2. Balac figliuolo di Sephor. Re de' Moabiti : egli veggendo il suo popolo impaurilo, e incapace di resistere agli Ebrei, cerc in primo luogo di unirsi co'Madiauiti.

3. Etqaod pertimuissent eum Moabitae, et impetum ejus forre non possent, 4. Dixit ad majores nata Madian: Ita delebithicpopulus omnes, qui in nostris finibus commorantur, quomodo solet bos herbas usque ad radices carpere. Ipse erat eo tempore rex in Moab. 5.(i) Misitergo nuncios ad Balaam filium Beor hariolum, qui habitabat super fiumen terrete fiUorum Ammon , ut vocarent eum , et dicerent : Ecce egressus est populus ex AEgypto, qui operuit superfi~ ciem terrete, sedens contra me.
(i) Deut. 28. 5. Jos. i[\. 9.

3. E come i Moabiti lo temevano , e non potevano resistergli, 4- Disse agli anziani di Madian : Questo popolo strugger tutti gli abitanti del nostro paese, come suole il bue sterpar 1* erba fino dalla radice. Questi era in quel tempo re di Moab. 6. Mand adunque dei nunzi i a Balaam figliuolo di Beor indovino, il quale abitava sul fiume del paese dei figliuoli di Ammon , affinch lo chiamassero, e gli dicessero : Ecco che un popolo, il quale ingombra la superficie della terra, uscito dal1* Egitto, ed in campo contro di me.

Vers. 4- Disse agli anziani di Madian. Questi Madianiti non dovevano aver re , ma governarsi con una specie d' aristocrazia. Eglino abitavano a occidente del paese di Moab nell' Arabia Petrea. Vers. 5. Abitava sul fiume del paese ec. Abitava presso l'Eufrate che bagna la parte orientale del paese degli Ammoniti; quindi molti inferiscono, ch'ei fosse della Mesopotamia; altri Io vogliono Madianita. Gli Ebrei al tempo di s. Girolamo dicevano, che Balaam era disceso da Buz , che egli era lo stesso che Eliu , nno degli amici di Giobbe ; che egli fu prima santo e profeta del Signore , di poi scellerato e indovino di professione ; e che tale

6. ^eni igitur, et maledic populo huic, quiafortior me est*, si quo modo passim per* cutere, et ejicere eum de terra mea : novi enim, quod benedictus sit, cui benedixeris, et maledictus, in quem maledicta congesseris. 7. Perrexeruntque seniores Moab , et majores natu Madian^ habentes divinatiojiis pretium in manibus. Cumque venisse/zt ad Balaam, et narrassent ei omnia verba Baiaci 8. Ille respondit: Mane te hic nocte, et respondebo quidquid mihi dixerit Dominus . Manentibus illis apud Balaam> venit Deus, et <t ad eum-.

6. Vieni adunque a maledir questo popolo, perch egli pi possente di me, affinch io vegga, se posso abbatterlo in qualche modo, e cacciarlo dal mio paese: perocch io so , che benedetto colui, che tu benedici, e maledetto colui, che ha maledizione da te. 7. E andarono gli anziani di Moab, e i seniori di Madian, portando in mano la mercede deli* indovino. E avendo trovato Balaam e riferite a lui tutte le parole di Balac: 8. Quegli rispose : Fermatevi qui stanotte, e vi risponder quello che mi dir il Signore . Stettero quegli in casa di Balaam, e Dio venne a lui, e disse:

divenne per la sua avarizia. Comunemente i padri e gl'interpreti credono, che Balaam fosse profeta non di Dio , ma del Demonio ; n altra idea ce ne d la Scrittura, chiamandolo indovino, il quale nome mai sempre preso in mala parte ue'Libri santi, sia con quello che di lui qui raccontato". Vers. 8. Fermatevi qui stanotte ec. Balaam volea la notte consultar il Demonio ; ma egli fnge di voler consultare il vero Dio : e Dio in grazia del suo popolo in cambio del Diavolo fa, che gli comparisca un Angelo rappresentante la persona di Dio.

9. Quid sibi volunt homines isti apud te? 10. Respondit:Balac filius Sephor rex Moaitarum misit ad me, dicens: 11. Ecce populus, qui egressus est de AEgypto, operuit superficiem terrae. Veni, et maledie ei, si quo modo possim pugnans abigere eum. 12. Dixitque Deus ad Balaam: Noli ire cum eis , neque maledicas populo^ quia benedictus est. 13. Qui mane con* surgens dixit ad principes: Ite in terram vestram, quia prohibuit me Dominus venire vobiscum. 14. Reversi principes dixerunt ad Balac: Noluit Balaam venire no l/iscum. 15. Piursum ille multo plures, et 7iobliores quam ante miserai^ misit. 16. Qui cttw venis~ seni ad Balaam, dixe-

9. Che domandano questi uomini, che sono in casa tua? 10. Rispose: Balac figliuolo di Sephor re de* Moabiti ha mandato a dirmi: 11. Ecco che un popolo uscito dall'Egitto ingombra tutta la superficie della terra. Vieni, e maledicilo, perch io possa in qualche modo assalirlo. 12. E Dio disse a Balaam: Non andar con loro, e non maledir quel popolo ; perch egli benedetto. 13. Ed egli alzatosi la mattina disse a que' principi: Andale al vostro paese : perocch il Signore mi ha proibito di venire con voi. 14. Tornati i principi dissero a Balac : Balaam non ha voluto ve* nire con noi. 15. Il re mand di nuovo altri in maggior numero, e pi ragguardevoli, che que' di prima. 16. I quali giunti dove era Balaam, dissero:

runt: Sic dicit Balac filius Sephor: Ne cuncteris venire ad me: 17. Paratus sum honorare te, et quidquid volueriSi dabo tibi : veni, et maledic populo isti. 18. Respondit Baiaani: (,1) Si dederit mili Balac plenarii domum suam argenti i et auri, non poter immutare verbum Domini Dei mei, utvelplus, vel minus loquar. 19. ObsecrQi ut hic maneats etiam hac nocte, etscire queam, quid mihi rursum respondeat Dominus* 20. Tenti ergo Deus ad Balaam nocte, et ait ei: Si vocare te venerunt homines isti, surge, et vadcr cum eis ita dumtaxat, ut quod tibi praecepero, factas.
(i)/n/r.a4. 3.

Balac figliuolo di Sephor ha detto questo : Non tardare di venir da me: 17. Io sono risoluto di farli onore, e ti dar tutto quel che vorrai : vieni, e maledici questo popolo. 18. Rispose Balaam: Quando Balac mi desse la, sua casa piena d' argento e d' oro, non potr io alterare la parola del Signore Dio mio per dire o di pi, o di meno. 19. Vi prego di rimaner qui ancora questa notte, perch io possa sapere quello che per la seconda volta mi risponda il Signore. 20. Venne adunque Dio a Balaam la notte, e gli disse : Se questi uomini sono venuti a chiamarti, levati, e va con loro : con questo per, che tu faccia quello che io ti comander.

Vers. i 8. Non potr io alterare ec. Egli s sentiva contro sua Volont costretto a non dire n pi, n meno di quello che Dio \olea ch' ei dicesse.

21. Surrexit B alaam mane, et strata asina sua, profectus est cum eis. 22. (i) Et iratus est Dominus. Stetitque Angelus Domini in via contra Balam, qui insidebat asinae, et duos pueros habebat secum. 23. Cernens asina Angelum stantem in via evaginato gladio, avertit se de itinere, et ibatper agrum. Quam cum verberaret Balaam, et vellet ad semitam reducere, 24. S tetit Angelus in angustis duarum maceriarumquibus vineae cingebantur. 2 5. Q uem videns a si- /za junxit se parieti, et attrivit sedentis pedem. At ille iterum verberabat eam:
(i) a. Pet. a. 15.

21. Alzatosi Balam la mattina, et messa la sella alla sua asina, si parti con quelli. 22. Ma Dio si adir. E l'Angelo del Signore si pose sulla strada dinanzi a Balam, che cavalcava 1' asina, e avea seco due servitori. 23. L1 asina , che vedeva l'Angelonellastrada colla spada sguainata , usci di via, e anda?va pel campo. E battendola Balam , che volea rimetterla sulla strada, 24. Si pose V Angelo in un angusto sentiero tra due muri a secco , che servivano a chiuder le vigne. a5. E vergendolo l'asina si serr al muro ,. e pest il piede di lui che la cavalcava. Ed egli seguitava a bastonarla^

Vere. aa. Ma Dio ti adir <x Dio vide , che Balam messosi in viaggio, accecato dal desiderio dell'oro, e dalle lusinghe di quelli cha lo accompagnavano, avea fissato in cuor suo di fare non quello che gli avea comandato il Signore, ma quello che volea tialac.

2 6. Con luttoci l'An26. Et nihilominus Angelus ad locum au- gelo andato B. porsi in gustum transiens, ubi un luogo stretto , dove nec ad dexteram , nec non era possibil di volad sinistram poterat gersi n a destra, n a sinistra, fermossegli dideviare, obvius stetit. nanzi. 27. E l'asina, veg27. Cumque vidisset asina stantem Ange- gendo ivi fermo 1' Anlum, concidit sub pedi- gelo, cadde sotto i piebus sedentis , qui ira- di di lui, che le stava /us, vehementius cae- sopra : il quale vie pi debat foste latera e- acceso di collera scarijus. cava colpi di bastone su'fianchi di essa. 28. E il Signore a28. Aperuitcjue Dominus os osinae, et lo- perse la bocca dell' asicuta est: Quid feci fiol? na , ed ella disse : Che cur percuds me ecce ti ho fatt 5 io ? perch jam tertia? ornai per la terza volta mi batti ? 29. Respondit Bala29. Rispose Balaam: am: Quia commeruisti^ Perch tu l'hai meritaet illusisti mihi', utinam to , e ti burli di me : haberent gladium, ut avess' io una spada per te percuterem] ammazzarti ! 30. Dixit asinai Non30. Disse l'asina: Non ne animai tuum sum, sono io la tua bestia , cui semper sedere con sulla quale se'stato semVers. 28. Il Signore aperse la bocca dell' asina. Nella stessa guisa che il Demonio avea mossa la bocca del serpente, affinch parlasse con va ; cos 1' Angelo mosse la lingua dell' asina, perch parlasse con Balaam. S, Agostino in tutto questo fatto nulla trovava che fosse degno di stupore, quanto la stupidit , e la cieca perversit di Balaam, quest. 48. e 5o. Cosi Balaam fu ripreso della sua pazzia: una muta bestia da soma con umana voce parlando^ raffrena la stoltezza del profeta, z. Pet, n. 16.

suevisti usque in praesentem diem ? die quid simile unquam fecerint tibi. At ille aiti Nunquam. 31. Protinus aperuit Dominus oculos Ealaam, et vidit Angelum stantem in via evaginato gladio, adoravitque eum pronus in terram. 32. Cui Angelus:Cur, inquit, ter do verberas asinam tuam? Ego veni, ut adversarer tibi, cjuia perversa est via /u, mihique contrariai 33. Et nisi asina declinasset de via , dans locum resistenti , te occidissem, et illa viveret; 34- Di-rit Balaam: Peccavi, nesciens, quod tu stares contra me : nunc, si dispUcet tibi ut vadam^ revertar.

pre solito di cavalcare sino a quest'oggi? dimmi s'io ti ho fatto mai cosa simile. Disse quegli : Giammai. 31. Aperse tosto il Signore gli occhi a Balaam , ed ei viete 1' Angelo del Signore starsi sulla strada colla spada sguainata , e prostrato per terra lo ador. 32. E l'Angelo a lui: Perch , disse , per tre volte batti la tua asina ? Io son venuto per attraversarmi a te, perch la tua strada perversa, e si oppone a me: 33. E se l'asina non fosse uscita di strada , cedendo a chi le poneva ostacolo, io avrei ucciso te, lasciando quella in vita. 34. Disse Balaam : Io ho peccato, non sapendo che tu fossi contro di me: e adesso, se dispiace a te ch' io vada , torner indietro.

Vera. 3a. La tua strada e perversa ec. Le tue intenzioni, e il fine che tu hai in questo viaggio, scellerato, ed contro al voler mio a te manifestato. Vers. 3/|. Ho peccato, non sapendo e.c. Egli mentisce sicuramente : perocch avea gi udito da Dio quello che dovea fare ;

35. Alt Angelus: Vade cum istis, et cave , ne aliud quam praece/?ero tibi, loquaris. Ivit igitur cum principibus, 36. Quod cum audis'set Balac, egressus est in occursum ejus in oppido Moabitarum^ quod situm est in extremis finibus Arnon. 37. Dixitque ad Balaam: Misi nuncios, ut vocarem te-, cur non statim venisti ad me ? An quia mercedem adventui tuo reddere nequeo 38. Cui ille respondit'. Ecce adsumi numquid loqui poter aliud nisi quod Deus posuerit in ore meo? 39. Perrexerunt ergo simul, et venerunt in urbem , quae in extremis regni e;us finibus erat.

55. Disse 1' Angelo : Va con coloro, e guardali dal dire altra cosa fuori di quello che io li comander. Egli adunque and con que'principi. 36. E giuntane la novella a Balac , gli and incontro lino ad una citt dei Moabiti situata agli ultimi confin di Arnon. 37. EdisseaBalaam: Mandai de' nunzii a chiamarti: per qual motivo non venisti subito da me ? Forse perch' io non posso ricompensarti del tuo viaggio? 38. Rispose quegli a lui : Eccomi qui : potr io forse dire altro , se non quello che il Signore metter nella mia bocca? 39. Andarono adunque insieme, e giunsero ad una cill, che era negli ultimi confini del suo regno*

onde nn poteva dubitare, che covando egli contrario disegno, si opponeva a Dio, e Dio ne avrebbe fatta vendetta. Vers. 36. Gli ando incontro fino ad una citt ec. Secondo Eusebio questa citt A r , ovvero Areopoli.

4-0. Cumque occidisset Balac bove s , et oves, misit ad Balaam et principes', qui cum eo erant, munera. 4i Mane autem facto, duxit eum ad excelsa Baal, et intuitus est extremam partem populi. C A P O

40. E avendo Balac ucciso de' buoi, e delle pecore, mand delegali a Balaam , e ai principi, che eran con lui. 41. Venuto poi il mattino, lo condusse a'iuoghi eccelsi di Baal, donde egli mir fino alle ultime parti del popolo (d'Israele). XXIII.

Balaam, alzati gli altari, s dispone a maledire gli Ebrei ; ma invece di maledire benedice una e due volte il popolo d'Israele, di cui molte cose predice. i. JLJixtque Balaam ad Balac: AEdifica mihi hic septem aras, et para totidem vitulos, ejusdemque numeri arietes. i. JL* disse Balaam a Balac: Alzami qui sette altari , e prepara al* treltanti vitelli, e un eguai numero di arieti.

Vers. 4o- Manilb de' regali. De' pezzi delle vittime uccise. Vers. 4 1 - A'iuoghi eccelsi di Baal. Luoghi eccelsi nelle Scritture sono detti i luoghi consacrati agli dei sulle eminenze, e in mezzo a' boschi, dove gl'idolatri onoravano i loro dei, e banchettavano , e si abbandonavano ad ogni spezie d'infamit. Secondo LXX in quel luogo , dove Balaam fu condotto da Balac, vi era zi/za colonna del Dio Baal, cio eretta in nome di Baal. Vers. i. Alzami sette altari, e prepara ec. Gli altari, e i sacrifzii erano certamente destinati all'onore del Dio di Balac: perocch questi sacrifi/ii li facevano in comune Balaam, e Balac; e il luogo , dove si offerivano, era sacro a Baal, come si o veduto,

a. Cumque fecisset juxta sermonem Bala/zm, imposuerunt simul vitulum, et arietem su\per-aram. 3. Dixitque Balaam ad Balac : Sta paullisper juxta holocaustum /uum, donec vadam si forte occurrat mihi Dominus, et quodcumque imperaverit, loquar tibi. 4. Cumque abiisset velociter , occurrit il/i Deus. Itocutusque est ad eum Balaami Septem, inquit, aras erexi, et imposui vitulum, et arietem desuper. o. Dominus autem posuit verbum in ore e/us, et ait: Revertere ad Balac et haec loqueris. 6. Reversus invenit stantem Balac juxta holocaustum suum et omnes principes Moabitarum.

2. Ed essendo stato fatto , come avea detto Balaam, posero insieme un vitello , e un ariete sopra eia s cuti altare. 3. E Balaam disse a Balac : Sia per un poco presso al tuo olocausto, mentre io vo per vedere, se a sorte mi si presenti il Signore, e io ti dir tutto quello ch' ei mi comander. 4. Ed essendosi egli partito in fretta, se gli f incontro Dio. E Balaam gli disse: Io ho eretti sette altari, ed ho messo sopra ognuno un vitello, e un ariete. 5. E il Signore pose nella bocca di lui le parole , e disse : Torna a Balac, e digli questo. 6. Torn, e trov Balac in piedi presso al suo olocausto con tutti i principi de'Moabiti.

Alcuni hanno pensato , che nel numero di sette altari, sette vitelli, ec.Balaam come astrologo e mago avesse riguardo a'sette pianeti, e a' sette demoni! ch'ei credesse preposti agli stessi pianeti. Vers. 4- Se gli f incontro Do. L' Angelo stesso che gi si era fatto vedere a lui. * Essendosi egli partito in fretta : Solo addirittura. Vers. 5. Pose nella bocca di lui le parole. Dio cangia per uu tempo e l a mente , e le parole di Balaam ; talmente che in vece di maledire Israele , lo benedir.

7. Assumptaqu parabola sua dixit: De Aram adduxit me Balac rex Moabitarum de montibus orientis. Weni, inquit, et maledic Jacob: propera, et dete' stare Israel. 8. Quomodo maledi' eam.) cui non maledixit Deus? Qua ratone detester , quem Dominus non detestatur? 9. De summis silicibus videbo eum, et de collibus consideralo illum. Populus solus liabitabit, et inter gente s non reputabitur. 10. Quis dinumerare possit pulverem Jacob, et nosse numerum stirpis Israel? Moriatur anima mea morte justorum, et fiant novissima mea horum similia. .11. Dixitque Balac ad Balaam : Quid est hoc, quod agis ? Ut ma-

7-E prendendo il suo tuono disse : Balac re de'Moabiti mi ha condotto da Aram da'monti d* oriente. Vieni, ha egli detto, e maledici Giacobbe : affrettati, e manda imprecazioni ad Israele. 8. Come maledir chi dal Signore non maledetto ? In qual modo mander imprecazioni a chi non in odio al Signore? 9. Io lo vedr dall'alto dei massi, e lo considerer dalle colline. Questo popolo si star solo , e non sar noverato tra le nazioni. 10. Chi.potria contare i granelli della polvere di Giacobbe, e sapere il numero della stirpe d'Israele? Possa io morire della morte de'giusti, e simile al loro sia il mio fine. li. Ma Balac disse a Balaam:Che quel che tu fai ? Io ti ho fatto

Vcrs. 9. Questo popolo si tiara solo. Vi vera separato di religione , di leggi, di costumi da tutte le altre nazioni : ei non sar un popolo simile agli altri.

Numeri.

lediceres inimicis meis venire, perch tu mavacavi te : et tu e con" ledica i miei nemici : e tu ali' opposto li benetraro benedicis eis. 12. Cui ille respondit: Num aliud pos sum loqui, 7/isi quod jusserit Dominus'? 13. D ix it ergo B alac t Ven mecum in alterum locum, unde partem Israel videas , et totum, videre non po s* sis; inde maledicito ei. 14 Cumque duxisset eum in locum sublimem super verticem montis Phasga, aedificavit Ba* laam septem aras, et imposids supra vitulo, atque ariete, 15. Dixit ad E alac : Sta hic juxta holocaustum tuum, donec go obvius pergam.
dici. 12. E quegli rispose a lui : Posso io dir altro che quello che mi ha ordinato il Signore?, 13. Disse allr Balac : Vieni meco in altra parte, donde tu vegga una porzione d'Israele, e non possa vederlo tutto ; e di li lo maledirai. 14. E condottolo in luogo elevato sulla cima del monte Phasga, eresse BaJaam sette altari, e posto sopra ciascuno un vitello, e un ariete, 16. Disse aBalac: Sta qui tu presso al tuo plocausto, mentre io vo ad incontrare ( il Signore ).

Vers. io. Chi potria contare i granelli della polvere ec. Chi potr noverare la moltitudine infinita , alla quale crescer Israele ? Questa moltitudine sar innumerabile, come i granelli della polvere, Gen, xni. 16. Possa io morire della morte de'giusti. I LXX. Possa io morire tra i giusti. Inefficace e passeggero desiderio di un empio, il quale essendo vissuto tra' nemici del popolo di Dio, tra questi pur si mori, JSfum. xxxi. 8. * E sapere il numero della stirpe d'Israele ? Ebr. il numero della quarta parte d'Israele: restringendosi in certo modo a considerare u solo ordine di tre delle trib Israelitiche.

16. Cui cum Dominus occurrisset, posuissetque verbum in ore ejus, ait: ^.evertere ad Balac, et haec loqueris ei. 17. R'eversus i//venit eum stantem juxta holocaustum suum, et principes Moabitarum cum eo * Ad quem Baiaci Quid, inquit., locutus est Dominus"} 18. At ille assumpta parabola sua, ait: Sfa, Balac, et ausculta ; audi, fili Sephor. 19. Non est Deus quasi homo, ut mentiatur: nec ut filius hominis, ut mutetur. Dixit ergo, et non faciet ? locutus est, et non implebit? 2 o. Ad bejiedicendum adductus sum, benedictionem prohibere non valeo. 21. Non est idolum in Jacob, nec vide tur

16. Ed essendogli venuto incontro il Signore , e avendogli messa in bocca la parola, disse j Ritorna a Balac, e di' a lui queste cose. 17. E quegli essendo tornato trov Balac , che stava in piedi presso al suo olocausto insieme co' principi de5 Moabiti. E disse a lui Balac t Che ha egli detto il Signore? 18. Ma quegli preso il suo tuono disse: Sta su, o Balac, e pon mente ; porgi le orecchie, o figliuolo di Sephor : 19. Dio non come 1' uomo , che pu mentire: n come il figliuolo dell' uomo , che pu mutarsi. Egli ha detto uria cosa, e non l far ? ha parlato , e non manterr la parola ? 20. Sono stato condotto per benedire , e non posso sopprimere la benedizione. 21. Non v'ha idolo in casa di Giacobbe, e non

Vers. 21. E vi s ode il suono della vittoria del re. Allude alle due trombe d'argento , il suono delle quali egli dice che annunzia la vittoria di Dio re d'Israele.

simulacrum in Israel. Dominus Deus e jus cum eo est, et clangor victoriae regis in il/o. 22. ( i ) D e//s eduxit illum de AEgypto , cujus forti ludo similis est rlnocerotis. 23. Nonestaugurium in Jacob, nec divinatio in Israel. Temporibus suis dicetur Jacob, et Israel^ quid operatus sit Deus. 24. Ecce populus in /eaena consurget, et quasi leo erigetur : non accubabit, donec devoret praedam, et occiso" rum sa?iguinem bibat. 25. Dixitque Balac ad Balaami Nec male"
(!) In/r. 24. 8.

vedesi simulacro in Israele. Il Signore suo Dio con lui, e vi si ode il suono della vittoria del re. 22. Il Signore lo trasse dall' Egitto : egli simile al rinoceronte nella fortezza. 23. Giacobbe non ha augurii , n indozzamenti Israele. Si racconter a suo tempo a Giacobbe, e ad Israele, quali cose abbia operate il Signore. 24. Ecco un popolo, che si lever su qual lionessa, e come leone si alzer : non si sdraier , se non dopo che avr divorato la preda, e bevuto il sangue degli uccisi. 25. E Balac disse a Balaam : Non dar loro

Vers. >.->.. Egli e simile al rinoceronte. Questo, animale grosso come un elefante, e ha un solo corno sul naso, donde ebbe il nome : combatte coli' elefante , e lo vince. Vers. 3. .Giacobbe non ha augurii ec. Si pu anche tradurre : Non vale augurio contro Giacobbe, n indozzamenlo contro Israele. Si racconter a suo tempo a Giacobbe ec. Senza bisogno di augurii, n d'indovini, Giacobbe sapr per mezzo de'veri profeti quello che il Signore ha fatto e far pel suo popolo.

dicas ei, nec benedicas. 26. Et ille ait:Nonne dixi tibi, quodquidquid mihi Deus imperarci t hocfocerem? 27. Et ait Balac ad eum : v"eni, et ducam te ad alium locum : si forte placcai Deo , ut inde maledicas eis. 28. Cumque duxisset eum super verticem montis Phogort qui respieit solitudinem, 29. Dixitei Balaam: AEdifica mihi hic septem aras , et para totidem vitulos, ejusdem* que numeri arietes. 30. Fecit Balac, ut Balaam dixerat: imposuitque vitulos, et arietes per singulas aras.

maledizione, n benedizione. 26. Ma quegli disse: Non ti ho io detto, che avrei fatto tutto quello che il Signore comandasse? 27. E Balac gli disse: Vieni, ti condurr in altro luogor se mai piacesse a Dio , che di l tu li maledicessi. 28. E condottolo sulla cima del monte Phogor, che guarda il de* serto, 29. Balaam gli disse; Fammi qui sette altari, e prepara altrettanti vitelli , ed eguai numero di arieti. 30. Fece Balac, come avea detto Balaam: G pose i vitelli, e gli arieti uno per ogni altare.

C A P O XXIV. Balaam benedice per la terza volta gli Ebrei : predice le loro felicit, e il Cristo. Profeta intorno agli Amaleciti, e a' Cineit e intorno allo sterminio de Romani. 1. vyumque vidiS" set Ealaam, quod piacerei Domino, utbenediceret Israel, nequaquam abiit, ut ante perrexerat, ut augurium quaereret: sed dirigens contra desertum vultum suum, 2. Etelevans oculos, vidit Israel in tentoriis commorantem per tribus suas : et irruenle in se spiritu Dei, o. Assumpto- parabola, azt: Dixit Ealaam filius Beor: dixit homo, cu/us obturatus estoculus : t. iT-la veggendo Balaam, come era di piacimento del Signore , che egli benedicesse Israele, non and pi come per l'avanti a cercare augurio, ma volgendo il suo sguardo al deserto, 2. E alzati gli occhi, vide Israele , che se ne stava sotto le sue tende diviso nelle sue trib : ed entrato in lui lo spirito di Dio, 3.Preso il suo tuono, disse: Parola di Balaam figliuolo di Beor : parola di quell'oiomo, che ha chiuso 1' occhio :

Vers. 3. Di quell'uomo che ha chiuso Vecchio. Allude a quello che gli era avvenuto allora quando non vedeva l'Augelo veduto dall'asina, il qual Angelo fu veduto da lui dopo che fu caduto. * Parola di que!!' uomo che ha chiuso V occhio. I LXX e molte versioni : del veggente : del verace

4- Dixit auditor sermonum Dei, qui visionem Omnipotentis intuitus est, qui cadit, et sic aperiuntur oculi e-> jus : 5. Quam pulchra tabernaculatua. Jacub, et tentoria tua, Israeli 6. Ut valles nemorosae , ut horti juxta fluvios irrigui, ut tabernacula , quae fixit Dominus , quasi cedri prope aquas. 7. Fluet aqua de situia ejus , et semen il" lius erit in aquas multas . Tolletur propter A gag, rex ejus, et auferetur regnum illius.

4- Parola di colui, che ud i parlari di Dio, che ha vedute visioni del1' Onnipotente, di lui, che cade, e cos apre gli occhi : 5. Quanto belli sono i tuoi padiglioni, oGiacobbe, e le tue tende, o Israele ! 6.Come valli selvose, come orti presso ad un fiume , che li rinfresca, come i tabernacoli piantali dal Signore, come cedri vicini ali* acque. 7. La sua secchia getter acqua, e la sua stirpe crescer in grandi acque. Il suo re sar rigettato a causa diAgag, e sar a lui tolto il reame

Vers. 4- * Di lui cha cade eo. Di lui che si prostra, e apre gli occhi. Vers. 6. Coma i tabernacoli piantati dal Signore. In vece di tabernacoli molti credono, che la voce ebrea in questo luogo ! gnifichi una pianta odorifera ; ma non convengono in dire qual ella sia. 11 Caldeo intese la cassia. Vers. 7. La sua secchia getter acqua ec. Il vero senso di questo luogo si : Israele sar sempre fecondo. Le acque significano la propagazione de'figliuoli in molti luoghi della Scrittura: e quello che segue la tua stirpe crescer in grandi acque, spiega le prime paarole, ripetendo alla maniera de' profeti lo stesso senso. IL suo re sar rigettato et cauta di Agag. Saulle rigettato da Dio per aver salvato Agag re degli Anoaleciti. Vedi i. Keg. xv,, e s-. GiroL m cap, 38, Eaech.

8. Deus eduxit illum de AEgypto, (i) cujus fortitudo similis estrhinocerotis. Devorabunt gentes hostes illius, ossaque eorum confringent, et perforabunt sagittis. 9. Accubans dormi" vil ut leo, et quasi leae/za, quam suscitare nullus audebit. Qui benedixerit tibi, erit et ipse benedictus : qui maledixerit, in maledictio#e reputabitur. 10. Iratusque Balac contra Balaam, compiosis manibus , ait : Ad maledicendum inimicis meis vacavi te, quibus e contrario tertia benedivisti : 11. ^.evertere ad locum tuum. Decreveram quidem magnifice honorare te : sed Dominus privavit te honore disposilo. 12. Respondit Balaam ad Balac : Non
(0 Supr. 23. 22.

8. Dio lo ha tratto fuor dell'Egitto, e la fortezza di lui come quella del rinoceronte. Ei divorer le genti, che gli sono nemiche, e spezzer le loro ossa , e le trafigger colle saette. 9.Si sdraiato, e dorme come un lione, e come una lionessa, cui nssuno avr ardir di svegliare. Chi ti benedir , sar egli pure benedetto : e chi ti maledir, sar tenuto per, maledetto. 10. Ma Balac sdegnato contro di Balaam, battendo mano con mano , disse: Io li ho chiamato a maledire i miei nemici, e ornai per la terza volta tu gH hai benedetti : 11. Torna donde se* venuto. Io veramente avea stabilito di onorarti grandiosamente : ma il Signore ti ha privato dell' onore , che ti era preparato. 12. Rispose Balaam a Balac : Non ho io det-

ne, nunciis tuis, quos m/sisti ad me, dixi: 13. ( i ) Si dederit mihi Balac plenam domum suam argenti et aurit non poter prae terire sermonem Domni Dei mei, ut vel boni quid, vel mali prof eram ex corde meo: sed quidquid Dominus d" xerit, hoc loquar ? 14- Verumtamen pergens adpopulum meum dabo consilium, quid populus tuus populo huic faciat extremo tempore. 15. Sumpta igitur parabola, rursum ait : Dixit Balaam filius Beor: dixit homo, cujus obturatus est oculus : 16. Dixit auditor sermonum Dei, qui novit doctrinam Altissimi, et visiones Omnipotentis
(i) Supr. 23. 18,

lo a' nunzii, che tu mi mandasti : 13. Quando Balac mi desse la sua casa piena d' argento e d'oro, non potr io trasgredir la parola del Signore Dio mio per cavar di mia testa qualche cosa di bene, o di male : ma dir tutto quello che avr detto il Signore ? i4- Nulladimeno tornandomene a casa mia, dar consiglio di quel che abbia a fare alla fine il tuo popolo a questo popolo. 1-5. Profetando adunque d nuovo disse: Pa? rola di Balaam figliuolo di Beor: parola di quelF uomo , che ha chiuso P occhio : 16. Parola di lui, che ha udito i parlari di Dio, che sa la dottrina dell'Altissimo, e vede le

Vt'rs. 14- Dar consiglio di quello che abbia a fare ec. Balaam stando per toriiarserie al suo paese dice , che dar consiglio a Balac di quello che sia da fare per vincere Israele , ma delle appena queste poche parole lo spirilo del Signore lo poria a nuovamente celebrare le grandezze d'Israele , e la massima sua gloria , il Messia che di quel popolo dee nascere. Il consiglio lo diede di poi Balaam, come vedremo, cap, \\\, i (i.

9 *

videt, qui cadens aper- visioni dell* Onnipotente , il quale cadendo tos habet oculos. aperse gii occhi. 17. Io lo vedr , ma 17. Videbo eum, sed non modo : intuebor il- non ora : fisser in lui lum, sed non prope (i) lo sguardo , ma non da ORIETUR STELLA vicino: Di Giacobbe NAex Jacob , et consurget SCERA'UNA STELLA, virga de Israeli et per- e spunter da Israele cutiet duces Moab, va- una verga , e percuotestabitque omnes filios r i capi di Moab, e roviner tutti i figliuoli Seth. di Sth. 18. E l'Idumea sar 18. Et erit Idumaea possessi ejus : heredi- suo dominio : T eredit tas Seir cedei inimicis di Seir andr a'suei nesuis : Israel vero forti" mici : ma Israele si porter aget. tera con fortezza.
(i) Maith. a. a.
Vers. ij. Io lo vedr, ma non ora. Balaam parla del Messia ( mostratogli intcriormente con gran chiarezza da Dio ) come se tutti quei che 1' udivano , vedessero lo stesso Messia , o egli ne avesse gi ad essi parlato. Egli dice, che lo vedr non egli stesso in sua propria persona, ma ne'suoi discendenti, perocch la cosa K lontana , come egli dice . Egli adunque lo vide nella persona de'magi, i quali, veduta la stlla comparsa nella nascita del Sal^ valore, andarono ad adorarlo. Notisi, che gli antichi maestri della sinagoga del Messia intesero , e al Messa applicarono questa grandiosa profezia di Balaam. Di Giacobbe NASCER* UNA STELLA. Il Cristo , che chiamato la Stella splendente del mattino , Apoc. 11. i. Le vittorie clic egli riporter sopra i Moabiti, i figliuoli di Seth , g' Idurnei, ce. significano la conversione di queste genti soggette al Vangelo. I figliuoli di Seth. Significa tutti gli omini; perocch essendo perita nel diluvio tutta la discendenza di Caino , la terra fu ripopolata da' figliuoli di No, il qual No era della stirpe di Selli. "Vers. 18. L'eredit di Seir andr cf suoi nemici. Gl'Israeliti, cio il Cristo disceso da Giacobbe conquister il paese di Scir ,

19. De Jacob eri/, qui dominetur, et perdat reliquias civitatis. 0o. Cumque vidisset Amalec > assumens parabolani , ait : Princi" pium gentum Amalec, cujus extrema perdentur. 21. Vidit quoque Cinaeum, etassumpta parabola , ait : Robustum quidem est tabernaculum tuum : sed si in petra posueris nidum tuum,

19. Da Giaeobbe ver* r il domDalare, e sterminer gli avanzi della citt. 20.E gettalo lo sguardo verso Amalec ( Balaam ) profetando disse : Amalec capo delle nazioni: il suo fine lo sterminio. 21. Gett anche lo sguardo verso il Cineo, G profetando disse: Forte veramente la tua casa : ma quando ponessi il tuo nido in un masso,

1' Idumea , che fu il regno di Esali nemico di Giaeobbe , e i posteri del quale Esa saranno frequentemente in guerra cogl' Israeliti. Vers. iq. Da, Giaeobbe verni il dominatore, ec. Da'posteri di Giacobbe verr il Cristo, il quale distrugger le reliquie degli empii, che resteranno nella citl , sede primaria dell' idolatria , cio in Roma, Questa sposizione degli Ebrei. Notisi, che in questa profezia Balaam ha in vista principalmente il Messia^ e di poi anche Davidde, figura, e progenitore dello stesso Messia, le imprese del quale contro g' Idumei sono descritte nei libri de'Re. Yers. 20. E gettato lo sguardo verso Amalec. Dal monte altissimo di Phasga Balaam mirava i popoli dell' Arabia , e della Palestina , e volgendosi or a questo or a quello r profetava secondo che Dio g' ispirava. Dopo aver parlato dei Moabiti, e degl'Idumei parla adesso agli Amaleciti, i quali dice , essere una Huiione principale , primaria; vedi Gen. xiv. 7. \ ina questa iiarzione dice, che sar sterminata: Sauile in cffeLlo tlistrusse ^11 Atnalcciti, i Reg- xv. Vers. 21. 22. Getto anche lo sguardo verso il Cineo. Di questa nazione era Jethro suocero di Mos , la cui famiglia s' incorpor cogli Ebrei, Jud. i. 16. iv. 11.1 Ciuci abitavano dula parte occidentale del mar Rosso, e confinavun coli' Idumea. /'urte e veramente la tua casa: ma quando pon&ssi il tuo nulo ce. 1 Giuei, come alui popoli dell' Arabia PcUca, si scavano

2 2.E fossi l'eletto del22.Et/eris electus de stirpe Cin, quamdiu la stirpe di Gin, per poteris permanere? As- quanto tempo potrai tu sussistere ? perocch sur enim capiet te. Assur li prender. 23. E profetando di 2 3. Assumptaque parabola iterum locutus nuovo disse : Ahi ! chi est : Heu! quis victurus sar vivo, quando Dio <?st, quando ista faciet far queste cose ? Deus ? 24. Verr genie sulle 24. (i) Venient in trieribus de Italia , su- navi dall' Italia , vinceperabunt Assyrios, va- r gli Assiri, e desoler stabuntque Hebraeos, gli Ebrei, ed ella ancor <?t ad extremum etiam finalmente perir. ipsi peribunt. z. E Balaam si al2 5. Surrexitque Balaamt et reversus est z, e se ne torn a casa in locum suum : Balac sua: e anche Balac se ne quoque via, qua vene- and per la strada, onrat , rediit. d'era venuto.
(\) Dan. ii. 3o.
anche oggid le loro case ne' massi ; e a questo costume allude Balaam, come anche al nome di Cineo, che viene da una parola, che vuol dir nido. Balaam predice a' Cinei, che saranno sempre abbattuti, e depressi ; e finalmente saran menati schiavi dagli Assiri,i quali fecero grandi mali non solo nella Giudea, ma anche in tutte le vicine regioni al tempo di Sennacherib, e di Nabucodonosor, di Oloferne. Vers. 28. Chi sar vivo, quando ec. Queste parole possono o dimostrare la distanza grande del tempo, in cui debba accadere quello che il profeta per dire, ovvero l'estrema miseria di quel tmpo, come se dicesse : chi potr allora salvar la vita? Vers. 24. Verr genie, ec. Profezia chiarissima de' Romani, i quali conquistarono la Siria, la Mesopotamia r e gli altri paesi dell' oriente ; e finalmente la potenza degli stessi Romani avr fine colla rovina del loro imperio. Vers. 26. Se ne torno a casa sua. O egli dopo il ritorno a sua casa torn nel paese di Madkui, ovvero ud' andarsene a casa fu

C A P O

XXV.

Per la fornicazione cT Israele colle donne di Moab e di Madian periscono 24000 uomini del popolo. dato il sommo sacerdozio a Phinees in ricompensa di avere per zelo di Dio trafitto Zambri e Cozbi col suo pugnale. 1. LfJLorabatur autem eo tempore Israel in Settim, (i) et fornicatus est populus cum filiabus Moab, 2. Quae vocaverunt eos ad sacrificia sua. At illi comederunt, et adoraverunt deos earum 3. (2) Initiatuscjue est Israel Bee.lph.egor: ei iratus Domiius 4. Ait ad Moysen : (3) ToUe cunctos prin(i) Jos. 3. i.
(?.) Jos. 22. 17. Ps. 105. 28. ApOC. 2. 14-

1. J sraele era allora in Settimi, e prevaric il popolo colle figlie di Moab, 2. Le quali gl'invitarono a' loro sacrifizii, e quelli mangiarono, e adorarono gli dei di quelle. 3. E Israele si consacr a Beelphegor : e il Signore sdegnalo 4-Disse a Mos: Prendi teco tutti i principi

(3) Deut. 4. 3.

trattenuto dai Madianiti, dove vedremo quello che fu di lui t cap. xxxi. 8. Egli nel partire diede a Balac il consiglio , che gli avea promesso : dal qual consiglio ebbe origine quello che si racconta nel capo seg. Vedi 2. Pet. l i . 15., Jud. 11. , Apoc. 11. i4Vers. i. In Sellini. Dove fu la quarantesima seconda, e 1' ultima mansione. 1 Moabiti, e i Madianiti mandarono le loro figlio attorno al campo dcgl' Israeliu secondo il consiglio di Balaam. Vers. 3. Si consacro a Beelphegor. Alcuni credono, che que* sto do fosse Priapo, alifi Adonide , ovvero il sole.

eipes populi, et suspende eos contra solem, in patibuls : ut avertatur /uror meus ab Israel. 6. Dixitque Moyses ad judces Israel (i) : Occidat unuscjuisque proximos suos, qui iniziati sunt Beelpkegor. 6. Et ecce unus de filiis Israel intravit coram fratribus suis ad <scortumMadianitidem> vidente Moyse, et omni turba fiKorum Israel, qui -fiebant ante jores tabernacuU. 7, (2) Quod cum vidisset JPhinees filius El&azari filii Aaron sacerdotis, surrexit de

del popolo, e attacca coloro alle forche in pieno giorno, affinch il mio furore si ritiri indietro da Israele. 5.E Mese disse a'gudici d'Israele : Uccida ciascuno i suoi vicini, che si sono consacrati a Beelphegor. 6. Quand' ecco uno dei figliuoli d'Israele, veggendolo i suoi fratelli , entr dov'era una meretrice di Madian sugli occhi di Mos , e di tutto il popolo, che piangevano dinanzi alla poria del tabernacolo. 7. La .qual cosa avendo veduta Phinees figliuolo di Eleazaro figliuolo di Aronne soni-

(i)JFxod. 3a. 27. (A) Ps. io5. 3o. i. Mac. 2. 26. i. Co/1, io. 8.

Vers. 4- Prendi leco i principi elei popolo , ec. Ho seguitato nella traduzione il senso de'Parafrasti Caldei, e di quasi tutti gl'interpreti antichi, e moderni. Credasi, che prima si uccidessero i fornicatori, e di poi s'impiccassero. Vers. 5. .Uccda ciascuno i suoi vicini. Ognuno de'giudici l'accia morire quelli' che sono della sua trib, ovvero sollo la sua immediata giurisdizione. Vers. 6. * QuancVecco uno de'figliuoli ec. Ebr. venne con ima donna <li Madian tra i suoi fratelli. I LXX. condusse uno de'suoi fratelli ad una donna di Madiuu

medio multtudinis, et mo sacerdote , si alzo di mezzo al popolo , e arrepto pugione, preso un pugnale, 8. And dietro a quel8. Ingressus est post vrm Israelitem in lu- l'Israelita nel postribopanar , et perfodit ani- lo , e li trafisse ambebos simul, virum scili- due , 1' uomo e la doncet et mulierem, in lo- na, nelle parti, che vercis genitalibus. Cessa- gogna cela : e il flagelvitque plaga a filiis I- lo , che infieriva sopra i figliuoli d'Israele , cessrael: s : 9. E vi rimaser morti 9. Et occisi sunt viginti quatuor millia ho- ventiquattro mila uomini. minum. 10. E il Signore disio Dixitqz/e Domise a Mos : nus ad Moysen : 11. Phnees figliuolo 11. Phnees filius Eleazari filii Aaron sa- di Eleazaro figliuolo di cerdotis avertit iram Aronne sommo sacermeam a filiis Israeli dote ha rimossa l'ira quia zelo meo commo- mia da' figliuoli d'Israetus est contra eos, ut le ; perch egli si innon ipse delerem filios vestito del mio zelo contro di essi, affinch Israel in zelo meo : io stesso col zelo mio non isterminassi i figliuoli d'Israele :

Vers. 8. E il flagello che infieriva ... cess. Di qui vedesi, che Dio avea mandato o la pestilenza, o nitro simile gastigo a punir la fornicazione, e l'idolatria degli Ebrei. Vedi Ps. io5. ^q. Vcrs. 9. Vi rimasero morii ventiquattro mila uomini. Tra quelli che furono uccisi, e impiccati du' giudici, e quelli clic peliroiio sotto il flagello inuuduto da Dio,

12. Per questo lu gli 12. Idcirco loquere ad eum: (i) Ecce do ei dirai, che io gi gli do pacem foederis mei: la pace di mia alleanza: i 3. Et erit tam ipsi , quam semini ejus pa~ et/im sacerdoti sempiternum , quia zelatus est pro Deo suo, et expiavit scelus filiorum Israel.

13. E per lu, e per la sua discendenza eterno sar il patto del sacerdozio, perch ha avuto zelo pel Dio suo, ed ha espiata la scelleraggine de* figliuoli d* Israele . 14 Erat autem no* 14. Ls uomo Israelita men viri Israelitae, qui che fu ucciso colla donoccisus est cum Madia- na di Madian, avea nonitide , Zambri filius me Zambri figliuolo di Saluy dux de cognatio- Salu, capo di una fane, et trib Simeonis. miglia della trib di Simeon. (i) E celi. 45. 3o. i. Mac. 2. 54Vers. 12., e 13. La pace di ma alleanza. Confermo in favore di lui la stabilit del patto fermato da me con Aronne, e per conseguenza* con lui, che della stirpe di Aronne ; ed egli succeder al padre nel sommo sacerdozio , il quale rester per sempre nella sua famiglia, come segui: imperocch in una successione di molti secoli non si dee tener conto di qualche interruzione, la quale ebbe luogo, quando fu promosso al pontificato Meli della famiglia d'ithamar; ma dopo quattro pontefici di questa famiglia ritorn il pontificato nella famiglia di Phinees, e in essa duro sino a' tempi di Cristo. Vuoisi anche osservare , come nelle promesse di tal natura s'intende sempre apposta la condizione del merito delle persone, alle quali promesso qualche special favore da Dio. Questo patto di Dio con Phinees, e co'suoi discendenti dicesi eterno, vale a dire da durare fino a tanto che durer il sacerdozio Levitico , e la repubblica d'Israele. < Vers. i4-, e 15. Li-uomo Israelita che fu uccso et: E descritta la condizione dell' Ebreo, e delia Madianitide, perche si veda sempre pi la grandezza dell'azione di Phinees, il quale non ebbe riguardo a persone di tanta nobilt. Nel capo xxxi. Sur detto uno de'cinque principi de'Madianiti.

15. Quanto poi alla donna di Madian , che fu uccisa insieme , ella chiamavasi Cozbi figliuola di Sur principe nobilissimo de' Madianiti. 16. E il Signore par16. Locutusque est Dominus ad TLysen , l a Mos, e disse i dicens : 17. Fate che i Ma17. (i) Hostes vos sentiant Madianitae, dianiti vi provino nemici , e assaliteli-, et percutite eos; 18. Perocch eglino 18. Quia et ipsi hostiliter egerunt contra ancora hanno trattato vos, et decepere ins" voi da nimici, e vi handiis per idolum Pho- no ingannati colle lorogor, et Cozbi filiam du- fraudi per mezzo dell'icis Madian sororem dolo Phogor, e di Cozbi suam, quae percussa figliuola del principe di est in die plagae pro Madian loro sorella, che fu uccisa il d del flageK sacrilegio Phogor. lo a causa del sscrilegio di Phogor.
fi} In/r. 31. 2.

15. Porro mulierMadianitis, quae pariter interfecta est, vocabatur Cozbi filio. Sur principis nobilissimi Madianitarum.

Vera. 17. Fate che i Madianiti ec. I)if> risparmia i Moabiti , bench rei almeno egualmente che i Madiauiti, sia per riguardo a Lot, da cui erano derivati, sia per riguardo a Ruth , da cui dovea discendere il Cristo, cap. xxxi. i.

C A P O XXVI. Rassegna degl' Israeliti di ciascuna trib atti alla guerra, i quali sono per entrare nella terra promessa : secondo questo numero dee dividersi loro la terra* i. JL ostquamnoxiorum sanguis effusus est, dixit Dominus ad Moysen, et Eleazarum filium Aaron, sacerdotem : 2. (i) Numerate omnem summamfiliorum Israel a viginti annis, et supra, per domos, et cognationes suas > cunctos, qui possunt ad bella procedere. 3. Locati sunt itaque Mbyses et Eleazar sacerdos in campestribus Moab super Jordanem
(i) Sup. i. a. 3.

parso che fu il sangue de' rei, disse il Signore a Mos, e ad Eleazaro figliuolo di Arnne, sommo sacerdote; 2. Fate il novero de* figliuoli d'Israele da' venti anni in su, di tutti quelli che sano atti alle armi, secondo le loro case e famiglie. 3. Mos adunque ed Eleazaro sommo sacerdote parlarono nella pianura di Moab lungo

Vers. a. Fate il novero eo. Questo il terzo censo del popolo, e fu fatto l'anno quarantesimo, quando gli Ebrei stavano per entrare nella terra promessa, affinch la terra stessa si potesse dividere proporzionatamente al numero degli uomini, onde era composta ciascuna tribi, e nello stesso tempo si veniva a eaperc il numero degli uomini atti alla guerra, de'quali poteva farsi capitale per conquistare il paese* La guerra dur sstte anni, e il comandante fu Giosu.

contra Jericho} ad eos, li Giordano dirimpetto qui erant a Gerico , a quelli che 4- A viginti annis, et supra , sicut Dominus imperaverat) quorum iste est humerus. 6. Ruben primogenitus Israeli (i) hujus filius Henoch, a quo familia Henochitarum: et Phallu, a quo familia Phalluitarum : 6. Et fLesron , a quo familia Hesronitarum: et Charmi, a quo familia Charmitarum: 7. Hae sunt familiae de stirpe Ruben : quarum numerus inventus est quadraginta tria millia et septingenti triginta. 8. Filius Phallu, Eliflb : hujus filii, Namuel, et Dathan, et Abiron : 9. Isti sunt Dathai et Abiron principes populi , (2) qui surre XQrunt contra Moysen et A aron in sedidone Co(ij Slip. l6, 1 . 2 .

erano 4- Da* venti anni in su, come il Signore avea loro comandato, ed eccone il numero. 5. Ruben primogenito d'Israele : di lui fu figliuolo Henoc,dal quale la famiglia degli Henochiti : e Phallu , da cui la famiglia de'Phalluiti : 6. E Hesron , da cui la famiglia degli Hesroniti : e Charmi, da cui la famiglia de'Charmiti : 7. Queste sono le famiglie de5 discendenti di Ruben : e si trov in esse il numero di quarantatr mille settecento trenta uomini. 8. Figliuolo di Phallu fu Eliab : e di questo furono figliuoli Namuel, e Dathan , e Abiron : 9. Questi Dathan e Abiron principi del popolo , furon quelli che alzaron bandiera contro Mo s e Aronue

(i) Gen. 46. 9. Exotl G. 14. , Par, 5. 3,

re , quando adversus Dominum rebell verunt: 10. Et aperiens terra os suum devoravit fore, morientibus pirimis, quando combussit ignis ducentos quinquaginta viros. Et factum est grande mira" culum, 11. Ut, Gore pecunie , filii iltius non perirent. 12. Filii Simeon per cognationes suas : Na/ue/, ab hoc familia Nanwelitarum : Jamin, ab hoc familia Jaminitarum : Jachin, ab hoc familia Jachinitar&m : 13. Zare , ab hoc familia Zareitarum : S dui i ab hoc familia Saulitarum : 14. Hae sunt familiae de stirpe Simeon, quarum omnis numerus

nella sedizione di Gore, quando si ribellarono contro il Signore: 10. E quando spalancatasi la terra inghiott Gore, e perirono moltissimi , allorch il fuoco divor dugento cinquanta uomini. E avven* ne il gran prodigio , 11. Che essendo perito Gore, non perirono i suoi figliuoli. 12. Figliuoli di Simeon secondo le loro famiglie : Namuel, da cui la famiglia dei Namueliti : Jamin , da cui la famiglia delli laminiti : Jachin , da cui la famiglia dei Jachinti: 13. Zare, da cui la famiglia de* Zareiti : Saul, da cui la famiglia de' Sauliti : i4- Queste sono le famiglie de'discendenti di Simeon , nelle quali

Vers. 12. e 14 Figliuoli d Sirneon ... ventidue mila (Indento. Nel secondo censo,~.ZVum. i. la trib di Simeon contava cinquanta nove mila, e trecento uomini da' venti anni in su. Gli uomini di Simeon avendo pi d' ogn' altra trib offeso il Signore col lasciarsi sedurre dalle figlie di Madian perirono perci in gran numero pel flagello mandato da Dio contro i fornicatori.

fuit viginti duo millia ducenti.

furono in tutto ventidue mila dugenlo uomini. 15. Figliuoli di Gad 15. Filii G ad per cognationes suas : Se- secondo le loro famiplion , ab hoc familia glie : Sephon , da cui la Sephonitarum : Aggi, famiglia de' Sephoniti s ab hoc familia A g gita- Aggi, da cui la famiglia rum-. S uni, ab hoc fa- degli Aggiti: Suni?J da cui la famiglia de' Sumilia Sunitarum : niti : 16. Ozni, dal quale 16. Ozni, ab hoc fala famiglia degli Oznimilia Oznitarum : Hert ab hoc familia Herita- ti : Her , da cui la famiglia degli Heriti : rum : 17. Arod, da cui la 17. A rad, ab hoc familia Aroditarum : A- famiglia degli Arodit : riel, ab hoc familia A- Arie 1, da cui la famiglia degli Anelili : rielitarum. 18. Queste sono le 18. Lstue sunt familiae Gad, quarum o- famiglie di Gad , nelle mnis numerus fuit qua- quali furono in tutto draginta millia quin- quaranta mila cinquecento. genti. 19. Figliuoli di Giu19. (i) Filii Juda Her et Onan , qui am- da Her ed Onan, i quabo mortui sunt in terra li morirono ambedue nella terra di Canaan. Chanaan. 20. Altri figliuoli di 20. Fueruntque filii Juda per cognationes Giuda secondo le loro suas: S ela, a quo fami- famiglie furono : Scia , lia Selaitarmn : Pha- da cui la famiglia de'Seres, a quo familia P ha- laili: Phares, da culla
(\) Gcn. 38. 3. 4.

famiglia de' Pharesiti : Zare, da cui la famiglia de' Zareiti. 21. Porro filii Pha. i" 21. Figliuoli di Phares: Hesron, a quo fa- res, Hesron , da cui la :milia fiesronitarumi et famiglia degli Hesroni't Hamul, a quojamilia ti : e Hamul, da cui la a Jlamulitarum. famiglia degli Hamulil. 22. Istae sunt fami> 2 2. Queste sono le faliae Juda, quarum o- miglie di Giucla, nelle imnis numerus fuit sep- quali furono in tutto tuaginla sex mittia quin- settantasei mila cinzgenti. quecento uomini. 23. Filii Issachar 23. Figliuoli d'Issaper cognationes suas i char secondo le loro faThola, a quo familia: miglie: Thola , da cui Ttiolaitarum : Phua, a la famiglia dei Tholaiquo familia Phuaita- ti ; Phua, da cui la farum : miglia de' Phuaiti: 24. Jasub,aquo/a24. Jasub , da cui la milia Jasubitarum: famiglia de', Jasubiti : Semran , a quo familia Semran , da cui la faSemranitarum. miglia de' Semranili. % 25. Haesunt cogna20. Queste sono le tiones Issachar, qua- famiglie d'Issachar, nelrum numerus fuit sexa- le quali furono numero ginta quatuor millia isessanlaquattro mila, trecenti. e trecento uomini. 26.Filii Zabulon per 26. Figliuoli di Zacognatones suas : Sa- ]bulon, secondo le loro red, a quo familia Sa- j famiglie : Sared, da cui reditarumi Elon, a quo \ famiglia de'Saredili : la familia Elonitarum : ] Elon, da cui la famiJalel a quo familia fglia degli Elonili : JaJalehtarum : Jlel, da cui la famiglia de' JaleJiti ;

resitarumi Zare, a quo :o familia Zareitarum.

. 27. Hae sunt cogna27.Queste sono le fationes abulon , qua- mglie di Zabulon, nelrum numerus fuit sexa- le quali furono numero gi/zta millia quingenti. sessanta mila cinquecento uomini. 28. Filii Joseph per 28. Figliuoli di Jocognatones suas Ma- seph secondo le loro fa miglio Manasse ed Enasse et Ephraim. phraim. 29. De Man asse or29. Di Manasse natus est Machir, a quo cque Machir , da cui la familia Machiritarum. famiglia dei Machiriti. (1) Machir genuit Ga- Machir gener Galaad, laad , a quo familia da cui la famiglia dei Galaaditi. Galaaditarum. 3 o. Galaad habuit 30. Figliuoli di G a-4 filios Jezer, a quo fa- laad furono Jezer, da milia Jezeritarum : et cui la famiglia de' JezeHelec , a quo familia rili ; ed Helec , da cui Helecitarum : la famiglia degli Helecili : 31. Et Asr/el, a quo 31. E Asriel, da cui familia Asrielitarum : la famiglia degli Asrieet Sechem, a quo fami- liti : e Sechem , da cui lia Sechemitarum : la famiglia de3 Sechemiti : 32. EtSemida, a quo 32. E Semida, da cui familia Semidaitarum-, la famiglia de'Semidai(2) et Hepher , a quo li : ed Hepher , da cui familia Hepheritarum. la famiglia degli Hepheriti. 33. Fuit autem He33. Hepher poi fu papher pater Salpliaad, dre di Salphaad, il quaqui filios non liabebat ^ le non ebbe figliuoli,
(i) Jot, 17.1.
f; In/ 2 7. i

sed tantum filias, quarum ista sunt nomina : (i) Maala, et Noa , et Hegla, etMelcha, et Thersa : 34- Hae sunt fami' liae Manasse : et numerus earum quinquagi//ta duomillia septingenti. 35. "Filii autem Ephraini per cognationes suas , fuerunt hi. Suthala, a quo familia Suthalaitarum: Bechert a quo familia Becheritarum \ Thehen , a quo familia Thehenitarum: 36. Porro filius Suthala fuit Jferan, a quo familia Heranitarumi ^.Haesuntcognationes filiorum Ephraim , quarum numerus fuit triginta duo millia quingenti. 38. Isti sunt filii Josephper familiae suas. Filii Beniamin in co* gnationibus suis: Bela, a quo familia Belai fa(i) Inf. a;. i.

ma solamente delle figlie , i nomi delle quali sono : Maala, e Noa, ed Hegla, e Melcha, e Thersa : 3/|. Queste sono le famiglie di Manasse : nelle quali furono numero cinquantaduemila settecento. 35. Figliuoli di Ephraim secondo le loro famiglie furono: Suthala , da cui la famiglia de' Suthaliti : Becher da cui la famiglia dei Beclieriti : Thehen , da cui la famglia de'Thehen iti : 36. Figliuolo di Suthala fu Heran , da cui la famiglia degli Heraniti: 37. Queste sono le famiglie de' figliuoli di Ephraim, nelle quali furono numero trentadue mila cinquecento uomini. 38. Questi sono i figliuoli di Giuseppe, distinti nelle loro famiglie. Figliuoli di Beniamin secondo le loro fa*

rum : Asbel, a quo familia Asbelitarum : Ahiram, a quo familia Ahiramitarum : 39. Supham, a quo familia Suphamitarumi Hupham , a quo familia Huphamitarum. 40. -Filii #el^: He' red et Noeman. DeHeT'ed, familia Hereditarum : de Noeman , familia TUoemanitarum : 41. Hi sunt filii Beniamin per cognationes suas , quorum numerus fuit quadraginta quinque millia sexcejiti. 42. Filii D an per cognationes suasrSuham, a quo familia Suhamitarum : hae sunt cognationes Dan per familias suas : 43. Omnes fuere Suhamitae, quorum numerus erat s ex ag'mta quatuor millia quadrin gen-

ti.
44- Filii Aserper cognationes suas; Jemna^ Numeri. vV. III.

miglie : Bela, da cui la famiglia de' Belait : Asbel, da cui la famiglia degli Asbeliti: Ahiram , da cui la famiglia degli Ahiramiti : 3p. Supham , da cui la famiglia de' Suphamiti : Hupham , da cui la famiglia degli Huphamiti. 40. Figliuoli di Bela: Hered , e Noeman . Da Hered la famiglia degli Herediti: da Noeman la famiglia de' Noemaniti: 41. Questi sono i figliuoli di Beniamin secondo le loro famiglie , nelle quali furono numero quarantacinque mila secento uomini. 42. Figliuoli di Dan secondo le loro famiglie; Suharn , da cui la famiglia dei Suhamiti: questi i discendenti di Dan, e la loro famiglia : 43. Tutti furono Suhamiti , e il loro numero fu di sessantaquattro mila quattrocento uomini 44- Figliuoli d JkSer seconde le loro famiio

a quo familia Jemnaitarum : Jessui, a q//o familia Jessuitarum : Urie, a quo familia Brietarum. 45. Filii Brie: Heber, a quo familia Heberitarum : et Melchiel, a quo familia Me/chielitarum : 46. Nomen autem filiae A,ver, fuit Sar : 47. Hae cognationes filiorum Aser, et nume' rus eorum, quinquaginta tria millia quadri/agenti, 48. Filii Nephthali per cognationes suas : Jesiel, a quo familia Jesielitarunt : G uni , a quo familia Gunitarumi l\g. Jeser, a quo /amilia Jeseritarum: Seilem, a quo familia Seilemitarum : 5o. Hae sunt cognationesfiliorumNeph tha* li per familiae suas : quorum numerus qua" draginta quinque mi/lia quadrngent.

o i. Ista est summa

glie : Jemna , da cui la famiglia de' Jemnaiti : Jessui, da cui la famiglia delli Jessuili: Brie, da cui la famiglia de' Brieili. 45. Figliuoli di Bre: Heber , da cui la famiglia degli Heberiti e Melchiel, da cui la famiglia de' Melchieliti. 46. E il nome della figlia di Aser fu Sar: 4?- Queste sono le famiglie de' figliuoli di Aser , nelle quali il numero fu di cinquantatr mila quattrocento uomini. 48. Figliuoli diNephlhali secondo le loro famiglie : Jesiel, da cui la famiglia dei Jesieliti: Guni,da cui la famiglia de' Guniti : 49- Jeser, da cui la famiglia delli Jeseriti : Sellem , da cui la famiglia de' Sellemiti : 50. Questi sono i discendenti di Nephlhali secondo le loro famiglie, nelle quali furono qua* raniacinque mila quattrocento uomini. 51. La somma de1 fi-

filiorum Israele qui recensiti sunt, sexcenta miliia, et mille septin' genti triginta. 62. Locutusque est Dominus ad Moysen, dicens : 53. Istts divide tur terra juxta numerum vocabulorum in possessiones suas. 54- Pluribus majo' rem partem dabis , et paucioribus minorem : singulis', sicut nunc recensiti sunt i tradetur possessio : 55. Ita dumtaxat ut sors terram tribubus dividat, etfamiliis.

gliuoli d'Israele , che furono noverati , ell' questa : secenlo un mila , e settecento trenta. 52. E il Signore parl a Mos , e disse : 53. A questi sar divisa la terra secondo il numero de' veri nomi in loro dominio. 54. Ne darai porzione pi grande al maggior numero, minore al pi piccolo : sar data la sua possessione a ciascuno secondo il novero, che ora stato fallo. 55. In tal guisa per, che la terra sar divisa a sorte tra le trib e famiglie. 56. E quello che porter la sorte, sar dato o ai pi, o a9 meno.

66. Quidquid sorte cpntigerit, hoc vel plures accipiant, vel pauciores. 5?, (i) Hic quoque 67. Questo parimenest numerus filiorum te il numero de'figliuoli Levi per familias suas: di Levi secondo le loro
fi)Exod. 6. 16.
Vers. 55. In tal guisa per, che la terra sar divisa a sorte. Doveano farsi dodici porzioni del paese, porzioni eguali tra di loro , calcolata l'estensione, e il valore delle terre. Una trib dopo l'altra tiravano a sorte, e avevano ognuna la loro porzione ; questa porzione di poi doveva o dilatarsi, o restringersi secondo il maggiore , o minor numero delle persone , che erano nella trib.

Gerson, a quo familia Gersonitarum : Caath, a quofamilia Caathitarum : Merari, a quo familia Meraritarum : 58. Haesuntfamiliae Levi : familia Lobni , familia Hebroni, familia Moholiyfamilia Musi, familia Gore. A t vero Caath genuit Amram : 69. Qui habuit uxorem Jochaed filiam Levi, quae nata est ei in. AEgypto : haec genuit Amram viro suofilios Aaron et Moysen, et Mariam sororem eorum. 60. De Aaron orti sunt Nadab et Abiu, et Etcazar et Ithamar : 61. (i) Quorum Nadab et Abiu mortui sunt, cum obtulissent ignem alienum coram Domino. 62,Fuerun tque omnes-, qui numerati sunt, viginti tria mi/lia generi^ masculini ab uno

famiglie:Gerson, da cui la famiglia dei Gersoniti: Caath, da cui la famiglia de' Caathiti : Merari, da cui la famiglia dei Merarili: 58. Queste sono famiglie di Levi : la famiglia di Lobni, la famiglia di Hebroni,la famiglia di Mollali, la famiglia di Musi, la famiglia di Core.Or Caath gener Amram : 59.11 quale ebbe per moglie Jochabed figlia diLevijla quale nacque a questo nell' Egitto : questa partor ad Amram suo marito Aronne, e Mos, e Maria loro sorella. 60. Da Aronne nacquero Nadab e Abiu, ed Eleazar e Ithamar: 61. De' quali, Nadab e Abiu morirono, quando oiFersero fuoco straniero dinanzi al Signore. 62. E tutti quelli che furono contati, fecero il numero di venlitr mila maschi da un me-

<i) Lev, io. i, Slip. 3. 4. r. Par. 24. 2,

mense , et supra : quia non sunt recensiti interfilios Israe^ nec eis cum ceteris data possessio est. 63. Hic est numerus filiorum Israele qui descripti sunt a Moyse, et Eleazaro sacerdote in campestribus Moab supra Jordanem contra Jericho : 64- d) Inter quos nullus fuit eorum. , qui ante numerati sunt a Moyse et Aaron in deserto Sinai. 66. (2) Praedixerat enim Dominus, quod omnes morerentur in solitudine. Nullusque

se in su : perocch quesli non furono messi in nota tra' figliuoli d' Israele , n fu data loro possessione alcuna, come agli altri. 63. Questo il numero de' figliuoli d' Israele descritti da Mos, e da Eleazaro sacerdote nella pianura di Moab lungo il Giordano dirimpetto a Gerico: 64. Tra' quali non vi fu nissuno di quelli che erano stati prima noverati daMos e da Aronne nel deserto del Sinai. 65.Perocch il Signore aveapredetto, che sarebbono tutti morti nella solitudine. E non ne

(i) i. Cor. io. 5.

(2) Sup. 14- *3> 24.

Vers. 64. Non vi fu nissuna di quelli che erano stati prima noverali ec. Questo popolo (come dice Origene hom. ai. in Num. ) di circoncisi, di mormoratori, di ribelli non va oltre i confini della terra di promissione : un nuovo popolo d' incirconcisi, popolo pi obbediente e pi fedele de'padri *uoi, entra felicemente nella terra slessa non sollo la condona di Mose datore della legge , ma sollo un Ges figura del Salvator nostro, per grazia di cui siamo introdotti nella terra de' vivi, e ottenghiamo l'eredit promessa affiglinoli di Dio.

remansit ex eis , nisi rimase nissuno , eccetCalb filius Jephone, et tuato Caleb figliuolo di Josue filius Nun. Jephone , e Giosu figliuolo di Nun. C A P O XXVII.

Le figliuole di Salphaad in mancanza di maschi succedono al padre nell' eredit. Il Signore dice a Mos, che ei morr, quando dal monte Abarim avr mirata la terra di promissione , e avr sostituito Giosu al governo del popolo.

4 1. *JL ccesserunt autem filiae Salpkaad filii Hepher filii Galaa filii Machir filii Manasse , qui fuit filius Joseph : quarum, sunt nomina, Maala, et Noa> et Hegla, et Melcha, et Thersa : Supr. 26. 02.33. Infr. 36. i. Jos. 17. i. 2. S teteruntgue coram Mo/se, et Eleazaro sacerdote^ et cunctis principibus populi ad ostium tahernacul foederis, atque dixerunt:

1. x\llora andarono le figliuole di Salphaad ( figliuolo di Hepher figliuolo di Galaad figliuolo di Machir figliuolo di Manasse , il quale fu figliuolo di Giuseppe) : i nomi delle quali erano Maala, e Noa , ed Hegla , e Melcha , e Thersa : 2. E si presentarono a Mos , e ad Eleazaro sommo sacerdote , e a tulli i prncipi del popolo dinanzi alla poria del tabernacolo dell' alleanza , e dissero : 3. Il padre nostro si 3. Pater noster mortuus est in deserto, nec mori nel deserto, e non

fuit in seditione , quae (i) concitata est contra Dominum sub Core, sed in peccato suo mortuus est : hic non habuit mares filios. Cur tollitur nomen illius de familia sua, quia non habuit filium? date nobis possessione/ inter cognatos patris nostri.

ebbe parte alla sedizione mossa contro il Signore , di cui il caporione fu Gore ; ma si mor nel suo peccato : egli non ebbe figliuoli maschi. Per qual ragione il suo nome tolto alla sua famiglia , non avendo egli avuto un figliuolo ? Dateci una porzione tra i parenti di nostro padre. 4- E Mos rimise la loro causa al giudizio del Signore , 6. Il quale gli disse: 6. Le figliuole di Salphaad chiedono una cosa giusta : d loro una porzione tra* parenti

(i) Supr. 16. i.


Vers, 3. Si mori nel suo peccalo. Nel peccato che fu comune a lui, e a tutto il popolo, cio a dire di aver mormorato contro Dio, e contro Mos al ritorno degli esploratori. Per (jual ragione il suo nome e tolto alla sua famiglia? Si vede da questo luogo, che presso gli Ebrei, essendovi un maschio nella famiglia, questi era l'erede universale , talmente che le figlie non avean veruna parte : e questo , perch solo i maschi danno nome alle famiglie , e le distinguono , e le conservano , e Dio volle che somma cura si avesse nel popol suo della conservazione e distinzione delle famiglie , e ci principalmente pr riguardo al Cristo , e aftinch potesse aversi sempre in mano la prova dell' essere lui nato dalla trib di Giuda secondo la profezia di Giacobbe, Gen. XLVX. io. Queste figlie di Salphaad domandano di avere la porzione del padre , colla quale avrebbon potuto trovare alcuno che sposandole volesse far rivivere il nome, e la famiglia dei padre.

tris sui, et ei in here- del padre loro , e succedano nella eredit d ditatem succedant. lui. 7-E a'figliuoli d'Israe7. Adfilios autem Ile dirai : srael loc/uers haec : 8. Se un uomo muoti. Homo cum mortuus fuerit absque filio, re senza aver figliuoli, ad filiam ejus transi- T credila passer alle figliuole : tili hereditasi 9. Se non avr nis9. Si filiam non habuerit, habebit succes- suna figliuola,i suoi fratelli saranno suoi eresores fratres suos : di : 10. E se non avr 10. Quod si et fratres non fuerint, dabi- nemmen fratelli, darete tis hereditatem fralri- T eredit a' fratelli del padre di lui : bus p atris ejus : 11. Sin autem nec 11. E se neppur avr patruos habuerit, da- delli zii paterni, sar bitur hereditas his, qui data l'eredit a* pi ei proximi sunt: erit- prossimi, che egli abque hoc filiis Israelsan- bia : e sar questa una cium lege perpetua, sic- legge perpetua pe' fiut praecepit Dominus gliuoli d'Israele, come ha ordinato il Signore Moysi. a Mos. 12. Dixit quoque Do12. Disse ancora il minus ad Moysen : ( i ) Signore a Mos : Sal Ascende in montem i- su questo monte Abastum Abarim , et con- rim , e di l contempla templare inde terram, la terra , che io dar a' quam daturus sum fi- figliuoli d'Israele : liis Israeli
(i) Deut. 3. 46.

13. Cumque videris eam , ibis et tu ad popu/um tuum , sicut ivit frater tus Aaron :

13. E quando T avrai veaula, andrai anche lu a trovare il tuo popolo , come and Aronne tuo fratello i 14. (i) Quia offeni4Perch voi mi disdistis me in deserto Sin gustaste nel deserto in contradictione mul- di Sin nella contraddititudinis, nec sanctifi- zione della moltitudicare me voluistis co- ne , e non voleste gloram ea super aquas : rificarmi dinanzi a lei hae sunt aquae contra- per mezzo delle acque: dctionis in Cades de- queste son le acque di serti Sin. contraddizione presso Cades nel deserto di Sin. 15. Cui respondit 15. Mos gli rispose: Moyses : 16. Provideat Domi" 16. Il Signore Dio nus Deus spirituum o- degli.spiriti di lutti gli mnis carnis hominem, uomini provveda a quequi sit super multitu- sto popolo un capo , dinem hanc, 17. Il quale abbia 17. Et possit exire , et intrare ante eos , et virt per andare e staeducere eos , vel intr- re al loro governo, e per ducere : ne sit populus guidarli fuori, e per riDomini sicut oves abs- condurgli: affinch non sia il popolo del Signoque pastore. re come un branco di pecore senza pastore. 18. E il Signore dis18. Dixtf/ue Dominus ad eum'. (2) Tolle se a lui: Prendi Gosu Josue filium Nun , vi- figliuolo di N u n , nel
(i) Supr. 20. 12. Deut. 32. 5i. (2) Deut. 3. 21. 10*

rum in quo est spiriius , et pone manum, iuam super eum, 19. Qui stabitcoram Eleazaro sacerdote, et omni multitudine : 20. Et dabis ei praecepta cunctis videntibus , et partem gloriae tuae, ut audiat eum omnis synagogafiliorum Israel. 21. Pro hoc si quid agendum erit, Eteazar sacerdos consu/et Dominum. Ad verbum e/us egredietur ipse, et ingredietur ipse, et omn es filii Israel cum eo} et celer multitudo. 22. Fecit Moyses, ut praeceperat Dominus. Cumque tulisset Josue,

quale sta il (mio) spirito , e poni sopra di lui la tua mano, 19. Alla presenza di Eleazaro sommo sacerdote, e d tutta la moltitudine : 20. E gli darai i tuoi precetti pubblicamente , e una parte di tua autorit, affinch tutta la sinagoga de' figliuoli d'Israele 1' obbedisca. 21. Per lui Eleazaro sacerdote consulter il Signore, quando siavi da far qualche cosa. Secondo la parola di lui egli andr, o star , e con lui tutti i figliuoli d'Israele, e tuttala moltitudine. 22. Fece Mos , come aveva ordinalo il Signore. E prese Gio-

Vers. i 8. Poni sopra di lui la tua mano ec. Consacrandolo con tal cerimonia al .servigio mio, come capo e condottier del mio popolo. Vers. 21. Secondo la parola di lui ec. Secondo la risposta , che Eleazaro avr dal Signore : Giosu andr, o star , intraprender una cosa o non la intraprender, e lo stesso far tutto il popolo , rispettando nella parola del pontefice 1' ordine, e la volont di Dio. Sotto Elea/aro e Giosu fu distinta la potest del sacrificio dalla potest del principato , le quali erano riunite in Mos, lasciata a'pontefici l'autorit di dirigere i consigli de' principi, non dovendo questi far cosa di momento senza consultarli.

statuii sum coram E- sue , e lo present dileazaro sacerdote, et nanzi ad Eleazaro somomni frefjuentia populi: mo sacerdote, e a tutta
l'adunanza del popolo:

2 3. Et imposi tis capi25. E imposte le mafi ejus manibus ) cuncta ni sul capo di lui, spiereplicavit, quae man- g tutti gli ordini dati da verat Dominus. dal Signore.
C A P O XXVIII.

Sacrifij di ogni giorno, e del settimo giorno, e delle calende, e delle due solennit degli azzimi , e delle settimane.
i. Lf ixit quoque Dominus ad Moysen : 2. Praecipe filiis ISrael, et dices ad eos : Oblationem meam, et panes , et incensum odoris suavissimi offerte per tempora sua. 3. Haec sunt sacrificio,) quae off erre debetis : ( i ) Agnos anniculos immaculatos duo s quotidie in holocaustum sempiternum : (i) Exod. 29. 38.

1. L/isse ancora il Signore a Mos : 2. Tu darai questi ordini a' figliuoli d' Israele , e dirai loro: Offeritemi a* suoi tempi le mie obblazioni, e i pani, e l'incenso di soavissimo odore. 3. I sacrifizii, che voi dovete offerire, son questi: Due agnelli dell'anno immacolati ognigiorno in olocausto sempiterno :

Vers. 3. I sacrifizii che vo dovete offerire, son questi. Credesi, che questi ordini fossero dati a Mos dal Signore poco avanti la morte dello stesso Mos. Il Signore ripete adesso quello che

4. Unum offeretis mane , et alterum ad vesperum : 6. Decimam partem ephi simili*e, quae conspersa sit oleo purissimo , et habeat quartam partem hin : 6. Holocaustum /uge est, quod obtulistis in monte Sinai in odorem suavissimum incensi Domino: 7. Et libabi/is vini quartana partem hin per agnos singulos in sanctuario Domini. 8. Al/erumque agnum similiter offeretis ad vesperam juxta omnem ritum sacrificii matu-

4. N* offer*etc uno la mattina , e un altro la sera : 5. E una decima parte di un ephi di fior di farina aspersa di purissimo olio per una quarta parte di un bin : 6. Egli 1' olocausto perpetuo , che voi offeriste presso il monte Sinai, abbruciamelo di odor soavissimo al Signore : 7. E a ciascun agnello farete libagione di vino per una quarta parte di un hin nel santuario del Signore. 8. E un altro agnello offerirete parimente la sera con tutti i riti del sacrificio della mattina,

era stato gi altre volte stabilito riguardo a' sacrifizii da offerirsi, affinch la nuova intimazione di questi ordini sia come il testimonio di Mos , e questi restino meglio impressi nel cuore degl' Israeliti vicini ad entrare nella terra di Canaan, dove avrebbon potuto con maggior esattezza osservare tutto quello che era prescritto pel culto di Dio. Yers. 6. Egli e l'olocausto perpetuo, che voi offeriste presso il monte Sinai. Da queste parole ne inferiscono alcuni, che pel trentott' anni seguenti del deserto fosse stato intermesso il sacri-i fzio perpetuo. Io per me non so qui veder altro, se non che sul Sina fu instituito, e cominci ad offerirsi lo stesso sacrifzio, e non so come possa inferirsene , che ei fosse poi trascurato si lungamente. Vers. 7. Nel santuario dei Signore. Ncll' atrio sull' altare degli olocausti.

tini, et tibatnentorum ejus, oblationem suavissimi odoris Domino. 9. ( i) Die autem sabbati offeretis duos agnos anniculos immaculatos, et duas decimas similae eleo conspersae in sacrificio, et liba, 10. Quae ritti fun~ duntur per singula sablata in holocaustum sempiternum. 11. In calendis autem offepetis holocaustum Domino vitulos de armento duos, arietem unum , agnos anniculos septem immaculalo s. 12. Et tres decimas similae oleo conspersae in sacrificio per singulos vitulos : et duas decimas similae
(i} Matth. 12. 5.

e colle sue libagioni, obblazione di odor soavissimo al Signore. Q. Nel giorno di sabato offerirete due agnelli dell'anno immacolati , e due decimi di fior di farina aspersa d' olio pel sacrifizio , e le libagioni, 10. Le quali secondo il rito si versano ogni d sopra l'olocausto perpetuo. 11. Nelle calende poi offerirete in olocausto al Signore due vitelli di branco, un ariete, e sette agnlli dell' anno senza macchia. 12. E tre decimi di fior di farina aspersa d'olio pel sacrifizio ad ogni vitello , e due decimi di fior di farina &

Vers. 9. Nel giorno di sabato ... due agnelli ec. Oltre quello del sacrifizio perpetuo che si offeriva prima d' ogni altro , offerivansi la mattina del sabato due altri agnelli. Vers. 11. Nelle colende poi ec. Sono prescritti i sacrifzii per le caleudc, o sia novilunii, ovvero neomenie, de'quali non si era finora parlato. Nelle calende non era proibito di lavorare ; nondimeno si vede da varii luoghi della Scrittura, che molti se ne astenevano per divozione. Alcuni dicono , che il corninciamento della nuova luna si annunziasse a suono di tromba.

oleo conspersaeper singulos arietes : 15. Et decimam de* cimae similae ex oleo in sacrificio per agnos singulos : holocaustum suavissimi odoris, atque incensi est Domino. i4- Libamenta autem vini, quae per singulas fundenda sunt victmas , ista erunt: media pars hinper singulos vitu/os, tertia per ariete/n , quarta per agnum: hoc erit holocaustum per omnes menses, qui sibi anno vertente succedunt. \ 5. Hircus quoque offere tur Domino pro peccatis in holocaustum sempiternum cum libamentis suis. 16. (i) Mense au(i) Exod. 12. 18. Levit, 23. 5.

spersa d'olio ad ogni ariete : 13. E la decima parte di una decima di fior di farina aspersa d'olio pel sacrifizio ad ogni agnello : olocausto questo di odore, e di abbruciamento soavissimo al Signore. i4 Le libagioni poi del vino, che debbon farsi sopra ciascuna vittima , saran queste : la mela di un hin ad ogni vitello, un terzo per un ariete, un quarto per un agnello : questo sar 1* olocausto di tutti i mesi, che vengono l'un dietro all'altro nel giro dell' anno. 15. Si offerir anche un capro al Signore per i peccati in olocausto sempiterno colle sue libagioni. 16. Il primo mese ai

Vers. 13. La decima parte di una decima. Un assaron, che la decima parte di un ephi, il qual ephi era la decima parte del .coro. Vers, 15. * Un capro per i peccati in olocausto sempiterno Ebr. oltre P olocausto perpetuo. Le vittime che si offrivano per Io peccato aveano riti diversi dall* olocausto, e non ammettevano n obbJazjone di ferina , n libagioni.

lem primo quartadecima die mensis Phase Domini erit, 17. Et quintadecima die solemnitasi septem diebus vescentur azi mis. 18. Q u arum dies prima penerabilis, et sancta erit: omne opus servi/e nonfacietis in ea : 19. Offeretisque incensum holocaustum Domino vitulos de armento duos, aretem unum, agnos anniculos immaculato s septem : 20. Et sacrificia singulorum ex simila , quae conspersasitoleo> tres decimas per singulos vitulos et duas decimas per arietem, 21. Etdecimam decimae per agnos singulos, idest per septeni agnos. 22. Et liircum pro peccato unum, ut expietur pro vobis,

quattordici del mese sar la Pasqua del Signore , 17. E a1 quindici la solennit.'per sette giorni mangeranno gli azzimi. 18. De* quali giorni il primo sar venerabile , e santo : in questo non farete alcuna opera servile : 19. E offerirete al Signore in abbruciamento di olocausto due vitelli di branco, un ariete , e sette agnelli del1' anno immacolati : 20. E ad ognuno di essil' obblazione di fior di farina aspersa d'olio, ire decimi per ogni vitello, e due decimi pel1' ariete, 21. E un decimo di decimo ad ogni agnello , vale a dire per eiaschedunode'setle agnelli. 22. E un capro per lo peccato, affinch serva per voi di espiazione,

Vers. 28. Olire 1' olocausto del mattino. E oltre quello ancor della sera , il quale non si tralasciava giammai : ma si parla d quel del mattino , perch di questo potea nascer dubbio , se potesse lasciarsi, attesi gli altri sacriiizii.

2 o. Praeter holocaustum matutinum, quod semper offeretis. 24. Ita facietis per singulos dies septem dierum in fomitem ignis, et in odorem suavissimum Domino, qui surget de holocausto, et de libationibus singulorum. 26. Dies quoque septimus celeberrimus, et sanctus erit vobis: omne opus servile non focietis in e^ 26. Dies etiam /?rimitivorum , quando offeretis novas fruges Domino, expletis hebdomadibus, venerabilis , et sancta erit : omne opus servile non facieds in eo. 27. Offeretisque iolocaustum in odorem suavissimum Domino, vitulos de armento

23. Oltre l'olocausto del mattino , che voi sempre offerirete. 2/f. Cos farete in ognuno dique'selte giorni in alimento del fuoco, e in odor soavissimo al Signore, il qual odore svaporer dall'olocausto , e dalle libagioni d5 ogni vittima. 26. Il settimo giorno ancora sar per voi celeberrimo e santo: e non farete in esso opera alcuna servile. 26. Parimente il giorno delle primizie, quando , compiute le (sette) settimane, offerirete i nuovi frutti della terra al Signore , sar venerabile e santo : e in esso non farete alcun'opera servile. 27.E offerirete in olocausto di odor soavissimo al Signore due vitelli di branco, un arie-

Vers. 27. Due vitelli di branco. Notisi, che nel Levitico xxur. 18., dove si dice Offerirete co* pani un vitello di branco , ci s'intende del sacrifzio che andava unito ali' offerta delle primizie; qui poi del sacrifizio proprio di quel giorno della Pentecoste,

duos\ arietem unum, et agnos anniculos immoculatos septem : 28. Atque in sacrificiis eorum similae eleo conspersae tres deci" mas per singulos vitulos ; per arietes duas ; 29. Per" agnos decimani decimae, qui simul sunt agni septem : hircum quoque, 30. Qui mactabitur pro expiatione, praeter holocaustum sempiternum , et liba e;us. 31. Immaculata offerets omnia cum libationibus suis.

te , e sette agnelli del1' anno immacolati : 28. E colla obblazione di questi offerirete tre decimi di fior di farina aspersa di olio per ogni vitello ; due decimi per ogni ariete; 29. Per ogni agnello la decima di una decima , vale a dire per ciascuno de' sette agnelli: offerirete anche un capro , 30. Il quale sar immolato per la espiazione , oltre 1' olocausto perpetuo , e le sue libagioni. 61,Tulle queste vittime, che offerirete colle loro libagioni, saranno senza macchia. XXIX.

C A P O

Solennit del mese settimo, e quel che in esse debba offerirsi. Queste sono la solennit del" le trombe, dell' espiazione , e de' tabernacoli, le quali negli otto giorni hanno varie obbla* zo/li. i. J 1 primo di del msis etiam septimi prima dies ve- sellimo mese sar ancor ncraiilis^etsancta erit venerabile per voi, e

vobis : omne opus servile non faciatis in ea ; quia dies clangoris est, et tubarum. 2. Offeretisque Itolocaustum in odorem suavissimum Domino, vitulum de armento unum, arietem unum, et agnos anniculos immaculatos septem: 3. Et in sacrificiis eorum similae oleo con* spersae tres decimas /?er singulos vitulos, duas decimas per arietem 5 4- Unam decimam per agnum , qui simul sunt agni septem : 5. Et hircum pro peccato, qui offertur in expiationem populi, 6. Praeter holocaustum calendarum cum sacrificiis suis , et holocaustum sempiternum cum libationibus solitis, eisdem cerae-

santo : in esso non farete opera alcuna servile ; perocch egli il giorno de* suoni, e delle trombe. 2. E offerirete n olocausto di odor soavissimo al Signore un vitello di branco, un ariete , e sette agnelli del1* anno immacolati : 3. E coli' obblazione di questi, tre decimi di fior di farina aspersa d* olio per ogni vitello, due decimi per ogni ariete i 4- Una decima per ogni agnello, vale a dire per ciascuno de* sette agnelli : 6. E un capro per Io peccato, il quale si offerisce per la espiazione del popolo, 6. Oltre l'olocausto delle calende colle sue obblazioni, e l'olocausto perpetuo colle solite libagioni, questi gli offerirete colle stesse

Vers. i. Il primo d del settimo me/e ec. Vedi Levit.. xxxur. Questo mese settimo dell' anno sacro era il primo deli' anno civile, come si detto.

monili offereds in odorem suavissimum incensum Domino. 7. (i) Decima quoque dies mensis hujus septimi erit vobis sanet, atque venerabilis , et affligetis animas vestras : omne opus servile non facietis in ea. 8. Offeretisque holocaustum Domino in odorem suavissimum, vitulum de armento unum, arietem unum, agnos anniculos immaculatos septem : 9. Et in sacrificiis eorum similae oleo conspersae tres decimas per singulos vitulos , duas decimas per arie/em, 10. Decimam decimae per agnos singulos , qui sunt simul agni septem : 11. Et hircum pro peccato absque his , quae off erri pro delicto
(i) Levt. 16. 29. et 23. 7.

cerimonie, abbruciamenlo di odor soavissimo al Signore. 7. Slmilmente il decimo giorno di questo settimo mese sar per voi santo e venerabile, perch umilierete le anime vostre : in esso d non farete opera alcuna servile, 8. E offerirete in olocausto di odor soavissimo al Signore un vitello di branco, un ariete , sette agnelli delT anno immacolati : 9. E coli' offerta di questi, tre decimi di fior di farina aspersa d' olio per ogni vitello, due decimi per ogni ariete, 10. Una decima di decima per ogni agnello, o sia per ciascuno de' sette agnelli : 11. E un capro per lo peccalo , olire quelle cose, che sogliono

Vers. 7. Slmilmente il decimo giorno ec. Vedi cap. xvi, e crtp. xxxiit. del Levil,

solent in expiationem offerirsi in espiazione etholocaustum sempi- per lo delitlo 4 e olire ternum cum sacrificio, l'olocausto perpetuo et libaminibus eorum. colle sue obblazioni e libagioni. 12. Quintadecima ve12. Nel di quindici ro die mensis septimi, poi del settimo mese , quae vobi,y sancta erit^ giorno santo per voi, e atgue venerabili?, omne venerabile, non farete opus servile non facie- opera alcuna servile , <fiis in ea , sed celebra" ma celebrerete festa sobitis solemnitatem Do- lenne in onor del Signomino septem diebus: re per sette giorni : 13. Offeretiscjue ho13. E offerirete in olocaustum in odorem locausto di odor soavissuavissimum Domino simo al Signore tredici vitulos de ^armento tre- vitelli di branco, due decim, arieles* duos, a- arieti, quattordici agnos anniculos imma- gneJli dell' anno immaculatos fjuatuordecimi colati : i4- Et in libamentis 14. E per l'offerta da eorum similae oleo con- farsi con essi, tre decispersae tres decimas mi di fior di farina asperper vitulos singulos , sa d'olio per ogni vitelqui sunt simul vituli lo, cio per ognuno de' tredecim , et duas de- tredici vitelli, e due decimas arieti uno, idest cimi per un ariete, cio simul arietibus duobus, per ognuno de' due arieti,
Vers. 11. Olire quelle cose che sogliono offerirsi in espiazione per lo delitto, Sen*a i sacrifizii descritti nel Levit. xiv. 3. 5. ec. Vers. 13. * Tredici vitelli. Riflettendo sul numero totale dei vitelli per*gli olocausti di questa solennit, e sulla giornaliera loro diminuzione immaginarono alcuni Dottori, che questi si offerissero a nome ed in contemplazione delle nazioni straniere distinte in settanta linguaggi, le quali diminuendosi o"nora finalmente ali' arrivar del Messia svanirebbero affatto.

15. Et decimam decimae agnis singulis , qui sunt simul agni {juatuordecim : 16. Et hircum pro peccato absque holo'causto sempiterno , et sacrificio, et libamine ejus. ij. In die altero offeretis vitulos de armento duodecim, arietes duos, agnos anniculos immaculatos (juatuordecim : 18. Sacrificiaque et libamina siigulorum per vitulos et arietes , et agnos rite celebrabitis : 19. Et hircum pro peccato absque holocausto sempiterno, sacrficioque, et libamine ejus. 20. Die tertia offerelis vitulos undecim, arietes duos, agnos anniculos immaculatos quatuordecim : 21. Sacrificiaque et libamina singulorum per vitulos , et arietes, et agnos rite celebrabitis :

15. E una decima di decima per ogni agnello , cio per ognuno de' quattordici agnelli : 16. E un capro per lo peccato , oltre 1' olocausto perpetuo colle sue obblazioni e. libagioni. 17. Il secondo giorno offerirete dodici vitelli di branco , due arieti', quattordici agnelli delP anno senza macchia : 18. 'E osserverete il rito consueto riguardo alle offerte e libagioni per ciascun dei vitelli, arieti , ed agnelli : 19. E un capro per lo peccato , oltre P olocausto perpetuo, e la obblazione di farina , e le sue libagioni. 20. Il terzo giorno offerirete undici vitelli, due arieti, quattordici agnelli dell'anno senza macchia: 21. Eie obblazioni di farina e le libagioni ad ogni vitello , ariete, ed agnello secondo il rito: 22. E un capro per

22. Et hircum pro

peccato absque holocau- lo peccato oltre 1' olos/o sempiterno, sacrifi- causto perpetuo, e l'obcioque, et libamine e;us. blazione di farina , e le libagioni. 23. Il quarto giorno 23. Die quarto offe* retis vitulos decem, a- offerirete dieci vitelli, rietes duos, agns a/*- due arieti, quattordici niculos immacula tos agnelli dell'anno senza macchia : quatuordecim : a4 E le bblazioni 24. Sacrificiaque et lbamina singulorum di farina e le libagioni per vitulos, et arietes, ad ogni vitello, ariete, et agnos rite celebra* e agnello, secondo il rito : bitis : 26. E un capro per 25. Et hircum pro peccato absque holo* lo peccato , oltre 1' olocausto sempiterno, sa- causto perpetuo , e la crificioque ejus, et li- sua obblazione di farina , e le libagioni. bamine. 26. II quiifto giorno 26. Die quinto offe" retis vitulos novem , <*- offerirete nove vitelli, rietes duos , agnos an- due arieti, quattordici niculos immaculatos agnelli dell'anno senza macchia : quatuordecim : 27. E le bblazioni 27. Sacrificiaque^ et liba/raina singulorum di farina, e le libagioni per vitulos , et arietes, per ogni vitello, ariete, et agnos rite celebra- ed agnello, secondo il bitis : rito : 28. Et hircum pro 28. E un capro per peccato absque holo- lo peccato, oltre 1' olocausto sempiterno, sa- causto perpetuo colla crificioque ejus, et liba" sua obblazione di farimine. na , e le libagioni. 29. Die sexto offere29. Il sesto giorno /is vitidas ocio, arietes offerirete otto vitelli,

duos*, agnos anniculos immaculatos quatuordecim, 5o. Sacrificiaque et libammo, singulorum per vitulos, et arietes , et agnos rite celebrabitis : 31. Et hircum pro peccato absque holocausto sempiterno, sacrificioque e;us, et libamine. 32. Die sep timo offeretis vitulos septem, et arietes duos, agnos anniculos immaculatos quatuordecim : 33. Sacrificiaque et libajnina singulorum per vitulos , et arietes , et agnos rite celebrabiti-, 34. Et hircum pro peccato absque holo* consto sempiterno, sacrificoque ejus, et libatine. 35. Die celavo , qui est celeberrimus, omne opus servile non facietis,

due arieti, quattordici agnelli dell'anno senza macchia , 30. E le obblazioni di farina, e le libagioni per ogni vitello, ariete, e agnello , secondo il rito : 31. E un capro per 10 peccato , oltre l'olocausto perpetuo colla sua obblazione di farina, e le libagioni. 32. Il settimo giorno offerirete sette vitelli , e due arieti, e quattordici agnelli dell'anno senza macchia : 33. E le obblazioni di farina , e le libagioni per ogni vitello, ariete, ed agnello, secondo 11 rito : 34. E un capro per lo peccato, oltre 1' olocausto perpetuo colla sua obblazione di farina , e le libagioni. 35. L' ottavo giorno, che il pi celebre, non farete opera alcuna servile ,

V^rs. 35. ' ottavo giorno, th e il pi celebre. Le altre feste duravano solamente sette giorni ; questa ne dorava otto , e 1' ot-

36. Offerentes holocaustum in odorem suavissimwn Domino vitulum unum, ariete/n unum., agnos anniculos immaculatos septem, 37. Sacri/Eciaque , et libamina singulorum per vitulos , et arietes , et agnos rite celebralitis : 38. Et hircum pro peccato absque holocausto sempiterno, sacrificioque ejus, etlibawine. 39. Haec .offeretis Domino in solemnitatibus vestris, praeter vota , et oblationes spontaneas in iolocausto , in sacrificio, in libamine , et in hostiis paci'ficis.

36. E offerirete in olocausto di odor soavissimo al Signore un vitello , un ariete , sette agnelli dell'anno senza macchia, 37. E le obblazioni di farina, e le libagioni per ogni vitello, e ariete , ed agnello secondo il rito : 38. E un capro per lo peccato , oltre 1' olocausto perpetuo colle sue obblazioni, e libagioni. 69. Queste sono le cose, che offerirete al Signore nelle vostre solennit , oltre i voti , e le obblazioni spontanee di olocausti , sacrifzii, libagioni, e ostie paci- 3 fiche.

lavo giorno era il pi solenne de'giorni dell'ottava, ma. per men solenne del primo , ed era giorno di colletta, o sia di adunanza.

C A P O XXX.

Del voto, e del giuramento degli uomini: e quando sie/z rati, o inutili i voti delle fanciulle, e delle mogli. i.J. Varravitque Moyses filiis Israel omnia\ quae ei Dominus imperarat: 2. Et locutus est ad principes tribuum filiorum Israel : Iste est sermo, quem praecepit Dominus : 3. Si quis virorum votum Domino voverit, aut se constrinx erit juramento, non faciet irritum verbum suum : sed omne, quod promisit, implebit. 4 Mulier si quippiam voverit, et se constrinxerit juramento , quae est in domo patris sui, et in aetate adhuc puellari : si cognoverit pater votum, quod poilicita est., et juramentum^ quo obligavit animam suam, et tacuerit, voti rea erit : 1. IVJLos rifer a'figliuoli d'Israele tutte le cose , che il Signore aveva a lui comandate. 2. E disse a' principi delle trib de'figliuoli d'Israele : Questo comandamento dato dal Signore : 3. Se un uomo fa un voto al Signore, o si obbliga con giuramento , non violer la sua parola ; ma adempir tutto quello che ha promesso. 4. Se una donna far un voto , e si obbligher con giuramento, essendo ella nella casa del padre , e in et ancor fanciullesca: se il padre ha saputo il voto , ebe ella ha fatto, e il giuramento, col quale si legata , e non ha detto nulla , il suo voto la obbliga :

6. Quidquid pollici" ta est, et juraviti opere complebit : 6. Sin autem, statim ut audierit, contraffaxerit pater, et vota , et juramenta ejus irrita erunt, nec obnoxia tenebitur sponsioni, eo quod contradixerit pater. 7. Si maritum habuerit, et voverit aliquid, et semel de ore ejus verbum egredens animam ejus obligaverit juramento : - 8. Quo die audierit vir , et non contradixerit , voti rea erit, reddetque quoscumque promiserat: 9. Sin autem audiens statim contradixerit, et irritas fecerit pollicita-

5. Ella adempir d fatto tutto quello che promise, e giur di fare: 6. Ma se subito che lo ha saputo il padre , se le opposto, tanto i voti, come i giuramenti di lei saranno nulli ; e non sar tenuta a fare quel che ha promesso, perch il padre le ha contraddetto. 7. Se ha marito colei, che ha fatto qualche voto, e mediante le parole da lei proferite ha impegnata l'anima sua in un giuramento : 8. Subito che il marito ne sar stato inteso , e non si sar opposto , ella sar obbligata alF adempimento dei voto , e far tutto quello che ha promesso : 9. Ma se quegli, subito che n' stato informato , si opposto,

Vers. 4- Essendo ella nella casa del padre , e in et ancor fanciullesca. La stessa regola secondo gli Ebrei era pe* figliuoli di tenera et, e anche per le figlie pi grandi, che abitassero . nella casa paterna. Il padre se voleva opporsi al voto, non avea pi d' un giorno di tempo, vers. 15. Vers. 7. e S. Se ha marito coZei, M. S'intende, se promessa, 3e spnp;tatti,gli sponsali, ma ella abita tuttora nella casa del padre. Anche in questo caso lo sposo, e non il patire pu irritare il suo voto, Vedi f, dgost, quaest. 5g.

tiones ejus , verbaque , quibus obstrinxerat animarn suam, propius erit ei Dominus. 10. Vidua , et repudiata quidquid voverint, reddent. 11. Uxor in domo viri cum se voto constrinxerit, et juramento, 12. Si audierit vir, et tcuerit, /zec contradixerit spon sioni , reddet quoscumque promiserat. 13. Sin autem extemplo contradixerit, non tenebitur promissionis rea, quia maritus contradixit, et Dominus ei propitius erit. 14 Si voverit, et juramento se constrin xerit, ut per jejunum, vel ceterarum rerum abstinentiam affigat animam suam, in arbitrio viri erit, utfociat, sive non faciat,

e annulla la promessa di lei, e la parola , con cui si era obbligala , il Signore le perdoner. 10. La vedova , e la repudia la adempiranno i lor voti, qualunque ei sieno. 11. La moglie , che sta in casa del marito , se s obbliga con volo, e con giuramento, 12. Se il marito lo sa, e tace, n si oppone alla sua promessa , far tutto quel che ha promesso. 13. Ma s' egli subito contraddice , non sar tenuta ad eseguir la promessa,perch il marito si opposto, e il Signore le perdoner. 14. Se far volo, e si obbligher con giuramento ad affliggere l'anima sua col digiuno, o con altre astinenze , sar in arbitrio del marito , che ella faccia , o non faccia , tali cose.

Vers. 14. Se ... si obbligher ad affliggere 1' anima sua col digiuno, o con altre astinenze. La maggior parte degl' interpreti credono, che queste parole non sieno poste , se non per un esempio de'voti che soijlion farsi dalla moglie, e non per restrin-

15. Quod si audiens vir tacuerit, et in alteram diem distulerit sententiam , cjuidquid voverat, atque prontiserat, reddet; quia sta#m ut audivit, tacuit : 16. Sin autem contradixeritpostquam rescivi/, portabif ipse iniquitaf/n e;us. 17. Istae sunt leges, quas co/istituii Domi' nus Mbysi inter virum et uxorem, inter patrem et filiam, quae in puellari adhuc aetate est, vel quae manet in parentis domo.

15. Ma se il marito essendone inteso si tace , e differisce di dire il parer suo fino al di seguente , ella far tutto quel che ha promesso con voto; perch quegli subilo che ne fa inteso , si tacque : 16. Ma se egli si opposto , dopo che ne fu informato, porter egli 1' iniquit di lei. 17. Queste sono le leggi, le quali il Signore intim a Mos da osservarsi tra '1 marito e la moglie, tra '1 padre e la figlia, che ancor in et fanciullesca, o fa sua dimora in casa del padre.

gere a questi soli 1' autorit del marito. Contuttoci s. Agostino, e i dottori Ebrei sostengono, che il marito non possa irritare, se non questi voti. Vers. 16, Porter egli l'iniquit di lei. Se alcuna colpa vi sar nell' omettere 1' adempimento del voto, questa poser non sopra la donna, ma sopra il marito,

C A P O

XXXI.

Trucidati i Madianiti per ordine di Dio , sono salvate le sole vergini. Le spoglie sono divise egualmente tra i combattenti , e la plebe. Sono date a' sacerdoti, e as Leviti le primizie. Si rendono grazie, e doni a Dio, perch nissuno de' Giudei perito. 1. I.- il Signore par1. J-Jocutusque est Dominus ad Moysen, l a Mos , e disse : dicens : 2. Fa prima vendet2. Ulciscere prius fiKos Israel de Madia- ta delmalefattoda'Manitis , et sic colligeris dianiti a' figliuoli d' Israele, e poi te ne anad populum tuum. drai al tuo popolo. 3. E Mos subito 3.( i ) Statimque Moyses: Annate, inquit, ex disse : Si mettano alvobis viros ad pugnam, 1' ordine per combattequi possint ultionem re un numero di vostra Domini expetere de gente,che possano esercitar la vendetta del Madianitis : Signore sopra de' Madianiti : 4. Si scelgano mille 4- Mille viri de singulis tribubus eligan- uomini da ogni trib tribubus tur ex lsrael> qui mit- d'Israele , che si spediIsrael, scano a questa guerra , tantur ad bellum ,
(i) Sup. 25. 17.
Vers. 58. Fa vendetta ec. Questa guerra contro i Madianiti fu intrapresa nn mese prima della morte di Mos, l'undecimp mese dell' anno quarantesimo dopo 1' uscita dall'Egitto.

5. Dederuntque millenos de singulis tribbus , idest, duodecim mlllla expeditorum ad pugnam : 6. Quos misit Moyses cum Phinees filio 'Eleazarisacerdotis\ vasa quoque sancta, et tubas ad clangendum traddit ei. 7. Cumque pugnasse n t contra Madianitas, atque vicissent, omnes mares acciderunt,

5. E furono eletti mille di ogni trib, cio dodici mila uomini armati di tutto punto:

6. I quali Mos, sped con Phinees figliuolo di Eleazaro sommo sacerdote ; e diede a lui anche i vasi santi , e le trombe per suonare. 7. E avendo attaccata la mischia cos Madianiti , e avendoli vinti , uccisero lutti i maschi , 8. E i loro re , Evi, e 8. (i) Et reges eorum, EP, et Recem, et Recem , e Sur , e Hur , Sur, etHur, et Rebe, >e Rebe , cinque princi(i) Jo. i3. 21.

Vers. 6.1 ij itali Mos sped con Phinees ... e diede a lui anche i vasi santi ec. Lo zelo dimostrato da Phinees contro i prevaricatori della legge del Signore, gli merito di esser eletto capitano di questa spedizione contro i Madianiti, i quali avevano perfidamente cercato d'indurre gli Ebrei ali' idolatria per mezzo della fornicazione. Non sappiamo , se Giosuc fosse impedito da malattia, o per qual altro motivo non si trovasse a questa guerra. 1 va'si santi sono 1' arca colle tavole della legge, e co' cherubini del propiziatorio ; la quale arca solevasi portare nelle battaglie, come un pegno della protezione di Dio, e della vittoria. Vers. 7. * Uccisero tutti i maschi. Nel paese occupato soltan' to ; mentre di li a non molto si trovano i Madianiti si forti da ritener per pi anni in soggezione gl'Israeliti medesimi, Jud. vi. v.-i. Vers. 8. E i loro re ec. Alcuni vogliono, che questi cinque regoli fossero tributarii del re di Madian ; altri, che fossero re ciascheduno della sua citt , e del territorio. Anche Balaarn figliuolo di Bear. Cos egli ebbe finalmen-, te la mercede dovuta alla sua avarizia, e ali' empiet dimostrata nello scellerato consiglio dato a'Madianiti.

Quinque principes' gentis : Balaam quoque filium Beor interfecerunt gladio. 9. Ceperuntque mulieres eorum, et parva* los , omniaque pecora , et cunctam supellectilem : quidqud habere potuerant, depopulati sunt'. 10. Tam urbes,quam viculos, et cas tella fiamma consumpsit. 11. Et tulerunt prae dam, et universa, quae ceperant tam ex homi" nibus, quam ex jumentis, 12. Et adduxerunt ad Moysen, et Eleazarum sacerdotem, et ad omnem multitudinem filiorum Israeli reliqua autem utensili^ portaverunt ad castra in campestribus Moab juxta Jordanem contra Jericho. 13. Egressi sunt autem Moyses, et Eleazar sacerdoS) et omnes

pi di quella nazione : uccisero anche Baia ani figliuolo di Beor. 9. E presero le loro donne , e i fanciulli, e tutti i bestiami, e tutte le robe loro: tutto quel che poterono avere fu messo a saccomanno. 10. E furono consumate dalle fiamme le citt, e i borghi, e i castelli. 11. E tolsero la preda , e tutto quello, onde si erano impadroniti , tanto uomini, come bestie , 12. E li condussero a Mos , e ad Eleaaaro sommo sacerdote, e a tutta la moltitudine de* figliuoli d" Israele : le altre robe poi le portarono agli alloggiamenti nella pianura di Moab vicino al Giordano dirimpetto a Gerico. 15. E Mos edEleazaro sommo sacerdote, e tutti i principi della

Vers. io. * E i castelli. Capanne: ovili: chiusi per bestiai Yctli Genesi xxv, v. i G.

principes synagogae in concursum eorum extra castra. i 4- Iratusque Moyses principibus exercitus, tribunis , et centurionibus, qui venerant de bel/o; 15. Ait:Cur feminas reservastis ? 16. (i) Nonne stae sunt, quae deceperunt filios Israel ad suggestonem Balaam, et praevaricari vos /cerunt in Domino super peccato Phogr, unde et percussus est populus ? 17. (2) Ergo cunctos nterficite quidquid est generis masculini, etiam in parvulis: et mulieres, quae noverunt viros in coitu, iugulate: 18. Puellas autem, et omnes feminas virgines reservate vobis :
(i) Sup. 25. 18.

sinagoga andaron loro ali* incontro fuora degli alloggiamenti. i4- E Mos and in collera contro i capi delT esercito, i tribuni, e i centurioni, che lornaron dalla guerra ; 15. E disse : Perch avete salvate le donne? 16. Non sono elleno quelle che a suggestione di Balaam sedussero ifigliuolid'Israele, e vi fecero prevaricare contro il Signore col peccaminoso culto di Phogor, onde il popolo ebbe flagello ? 17. Or voi uccidete tutti i maschi anche di tenera et : e scannate le donne che han conosciuto uomo : 18. Ma serbatevi le fanciulline , e tutte le donne vergini :

(i) Jud. 21. il.

Vers. i "j. e 18. Uccidete tutti i maschi anche di tenera ela e scannate, le donne ec. Il sesso e P et che suoi essere rispettata nelle altre guerre , non volle Dio che trovasse piet in questa occasione. Sono riserbate le donne vergini di qualunque et ; od molto credibile , che queste fossero riconoscibili alla maniera del vestire, come si distinguon tuttora in certi paesi.

io.. 'Et manete extra castra septem diebus. Qui occidert hominem, vel occisum /etigerit, lustrabitur die tertia, et septimo ; 20. Et de omnipraeda, sive vestimentum fuerit^ sive vas, et aliquid in utensilia praeparatum de caprarum pellibus, et pilis , et ligno, expiabitur. 21. Eleazar quoque sacerdos ad viros exercitus, qui pugnaverant, sic locutus est: Hoc est praeceptum legis, (i) quod mandavit Dominus Moysi : 22. Aurum, et argentni, et aes, etforrum, et plumbum, t stannum, 23. Et omne, quod potesttransireperfiammas, igne purgabitur : quidquid autem ignem non potest sustinere,

19. E restale fuora degli alloggiamenti per selle giorni. Chi avr ucciso un uomo, o toccato un ucciso, si purificher il terzo, e il settimo giorno : 20. E tutta la preda, sieno vesti, sieno vasi, o mobili fatti di pelle , o di pelo di capra , ovvero di legno, si purificher. 21. Anche il sommo sacerdote Eleazaro parl cos a' soldati, che erano stati alla battaglia : Questo l'ordine dato dal Signore a Mos : 22. L'oro e l'argento, e il rame, e il ferro, e il piombo, e lo stagno, 23. E tutto quello che pu reggere al fuoco , si purificher col fuoco : quelle cose poi, che non possono soffrir

(\) Lev. 6. 28. et 11. 33. et i5. 11.

Vers. 19. Restate fuori degli atteggiamenti per sette giorni Vedi Num. su. 11.12.

aqua expiationis san- il fuoco , si santifichec&ficabitur : ranno coli' acqua di esptazione : 24. E il settimo di 24* Et lavabitis vestimento, vestra die se- laverete le vostre vesti, ptimo, et purificati post- e purificali entrerete poi negli alloggiamenti. ea castra intrabitis. a5. Dixit quoque Do20. Disse anche il Signore a Mos : minus ad Moysen : 2. Tallite summam 26. Fate il conto d eorum, quae capta sunt tutto quello che preab homne usque ad da dagli uomini fino alpecus , tu , et leazar le bestie , tu , ed Eleasacerdos, et principes zaro sommo sacerdovulgl; te, e i principi del popolo: 27. Dividesque ex 27. E dividerai in aequo praedam inter parti eguali il bottino eos, qi pugnaverunt, tra coloro che hanno egressique sunt ad el- pugnato , e son iti alla lum, et inter omnem re- guerra, e tra tutta l'alliquam multitudinem : tra moltitudine : 28. Etseparabis par28. E della parte di tem Domino ab his, qui quelli che pugnarono, pugnaverunt, et fue- e andarono alla guerra, runt in bello , unam a- ne separerai pel Signonimam de quingentis re ogni cinquecento catam ex hominibus , pi uno tanto degli uoquam ex bobus, et asi- mini , come de5 buoi, nis , et ovibus, pecore , ed asini , 29. Et dabis eam E29. E la darai ad Eleazaro sacerdoti, qua leazaro sommo sacerdoprimitiae Domini sunt. te, perch queste son le primizie del Signore. 3 o. Ex media quo30. Dell'altra mela que parte filiorum I- ancora,che e de'tigliuo-

srael accipies quinquagesimum caput homi" num, et boum , et asinorum , et ovium , cunctorum animantium, et dabis ea Z/evitis, qui excubant in custodiis tabernaculi Domini. 3 i.Feceruntcfue Moyses et Eleazar, sicut praeceperat Dominus. 32. Fuit autem praeda, quam exercitus ceperat, ovium sexcenta septuaginta.quinque miUia, 33. Boum septuagin/a duo milita, 34. Asinorum sexaginta millia^et mille-. 35. Animaehominum sexusfominei, quae non cognoverant viros, triginta duo millia. 36. Da/aque est media pars his, qui in praelio Juerant > ovium trecenta triginta septem milliacjuingentae: 07. E quibus in partem Domini supplitatae sunt oves sexcentae septuaginta quinque. 38. St de bobus tri"

li d'Israele , prenderai ogni cinquanta capi, uno degli uomini, de' buoi, degli asini, delle pecore, e di tulli gli animali, e li darai a'Leviti, che vegliano al servgio del tabernacolo del Signore. 31. E Mos ed Eleazaro fecero secondo il comando del Signore. 32. E la preda falla dall' esercito fu secento setlanta cinque mila pecore , 33. Settanta due mila buoi, 34 Sessanlun mila asini : 35. Trenta due mila persone di sesso femminino , che eran vergini. 36. E la mela fu data a quelli che erano stati alla battaglia, trecento trenta sette mila cinquecento pecore : 37. Delle quali si serbareno per la porzione del Signore seeenlo sessanta cinque pecore. 38.E de'lrenla sei mi-

ginta sex millibus, boves septuaginta, et duo: 69. De asinis triginta millibus quir/gentis asini sexaginta unus : 4o. De animabus hominum sexdecim mi/libus , cesserujtt in partem Domini triginta duae animae. 4 i. Tradiditque IVLoyses numerum primitiarum Domni JLleazaro sacerdoti, sicut fuerat ei imperaturn , 42. Ex media parte filiorum Israel, quam separaverat his, qui in praeHo fuerant : 43. De media vero parte, quae contigerat reliquae multitudini, id est, de ovibus trecentis triginta septem millibus quingentis,

44- Et de bobus triginta sex millibus, 45. Et de asinis trig/ita millibus quinge/ztis, 46. Et de hominibus 46. E da*sedici mila' sexdecim millibus, uomini, 47. Tulit Moyses 47. Tolse Mos un quinquagesimum ca- capo per ogni cinquan-

la hovi si serbarono settanta due bovi: 39. De' trenta- mila cinquecento asini, asini sessantuno : 40. Delle sedici mila persone furono assegnate per la porzione del Signore trentadue persone. 41- E Mos secondo 1' ordine ricevuto diede ad Eleazaro sacerdote il suo numero delle primizie del Signore, 42. Tolte da quella met , che era stata assegnata a' fj^liuoli d'Israele , che erano stali alla guerra: 43. E dall'altra met, che era toccata al restante della moltitudine , vale a dire dalle trecento trenta selle mila cinquecenlo peco- re, 44- E da' trentasei mila buoi, 45. E da' trenta mila cinquecento asini,

put, et dedit Levitis, qui excubabant in tabernaculo D omini, sicut praeceperat Dominus. 48. Cumque accessissent principes exercitus ad Moysen , et tribuni , centurionesque, dixerunt : 49- -ZVo servi tui recensuimus numerum pugnatorum, quos habuimus sub manu nostra : et /ze unus quidem defuit. 5o. Ob hanc causam offerimus in donariis Domini si/zguli, quod in praeda auri potuimus invenire, periscelides , et armillas, an7*ulos, et dextralia, ac muraenuls, ut depreceris pro nobis Domi* num. 61. Susceperuntque Moyses, et Eleazar sacerdos omne aurum in diversis speciebus, 62. Pondo sexdecim miliia, septmgentos (juinquaginta siclos , a tribunis, et centurionibus\ 03. Unusqusque c-

ta , e li diede a' Leviti , che vegliavano al servigio del tabernacolo dei Signore, come avea ordinato il Signore. 48. E appressatisi a Mos i capi dell'esercito , e i tribuni, e i centurioni , dissero : 49- Noi servi tuoi abbiam contato il numero de' combattenti, che avevamo sotto di noi: e non ne manca neppur uno. 50. Per questa ragione noi offeriam ciascheduno in dono al Signore tutto l'oro , che abbiam potuto trovar nella preda,cintoli, e braccialetti , anelli, e orecchini , e vezzi, affinch tu preghi il Signore per noi. 51. E Mos edEIeazaro sacerdote riceverono tutto P oro lavorato in diverse guise, 52. Offerto da' tribuni , e da' centurioni in peso di sedici mila settecento cinquanta sicli; 53. (Perocch quello

nim quod in praeda ra- che ciascuno nel saccopuerat, suum erat. manno avea piglia lo, era suo ). 64. Et susceptum in64. E lo presero, e lo tulerunt in tabernacu- portarono nel tabernalum testimonii in mo- colo del testimonio per nimentum filiorum I- istarvi come monumento de'figliuolid'Israele srae/coram Domino. dinanzi al Signore. C A P O XXXII. A'figliuoli di Ruben, e di G ad, e alla mezza trib d Ma nasse , perch aveano gran copia di bestiami^ data i a lor porzione di l dal Giordano a condizione, che armati vadano innanzi * lorfratelli nella terra promessa. 1. (i) JL ilii autem Ruben et Gad habebant pecora multa, et erat illis in jumentis infinita substanda. Cumque vidissent Jazer et Galaad aptas animalibus alendis terras,
1. ^Jr i figliuoli di Ruben e di Gad aveano molti bestiami, e un capitale immenso in giumenti.E avendo veduto , come le terre di Jazer e di Galaad erano atte a nutrir animali. 2. fenerunt ad Moy2. Si presentarono a <sen , et ad Eleazarum Mos , "e ad Eleazaro
(i)Deut. 3. la..
Vers. 53. Duello che ciascuno nel saccomanno avea, preso era sito. Le cose manesche (lir cosi) fiiron lasciate a chi le aveva prese, e i soldati se le ritennero; solamente questi capi delJa milizia offerirono al santuario lutto quello che avevano presa di oro.

sacerdote/n, et principes multitudinis, atque dixerunt : 3. Ataroth, et Dibon, et Jazer, et Nemra,Hesebon, et Eleale, et Saban, et Nebo, et Beon, 4- Terra , quam percussit Dominus in con* spectu filiorum Israel, regio uberrima est ad pastum animalium: et nos servi tui habemus jumenta plurima : 5. Precamurque , si invenimus gratiam coram te, utdes nobis famulis tuis eam in possessione/n, nt ' facias nos transire Jordanem. 6. Quibus respondit Moyses: Numquid/ratres vestri ibunt ad pugnam, et vos hic sede* bitis? I.Cursubvertitis mentes filiorum Israel, ne transire audeant in locum, f/uem eis daturus est Dominus?

sommo sacerdte, e a* principi del popolo , e dissero : 3. Ataroth, e Dibon, e Jazer , e Nemra , Hesebon , ed Eleale, e Saban , e Nebo, e Beon , 4- Terre, che il Signore ha domate per mano de' figliuoli d'Israele , sono un paese grassissimo pel pascolo degli animali : e noi tuoi servi abbiamo molti be* stia mi ; 5.E ti preghiamo che se abbiam trovato grazia dinanzi a te , tu lo dia a noi tuoi servi per nostra possessione, e non ci facci passare il Giordano. 6. Rispose Mos:Anderanno eglino i vostri fratelli a combattere, e voi slare |e qui a sedere?

7. Per qual motivo disanimate voi ifigliuoli d'Israele a segno , che non abbian coraggio di andare nel paese, che il Signore vuol dare ad essi ? i 8. Nonne ita egerunt 8. Non fecer eglino patres vestri, quando altrettanto i padri vo-

misi de Cadesbarne ad siri, allorch io da Gaexplorandam terram ? desbarne mandai ad esaminare il paese? 9. (i) Cumque venis9. Ed eglino essendo sent usque ad vallerti arrivali fino alla valle Botri, lustrata omni re- del Grappolo, girato gione, subverterunt cor avendo tutto il paese , filiorum Israel, ut non disanimarono i figliuoli intrarentfines, quos eis d'Israele, perch non entrassero nella terra Dominus dedit. assegnata loro dal Sim, gnore. 10. Onde irato con 10. (2) Qui iratusjuessi giur , e disse : ravit, dicens : 11. Questi uomini u11. Si viderunt homines isti, qui ascen- sciti dall' Egitto dalderai ex AEgypto a l'et di venti anni in viginti annis> et supra, poi, non vedranno la terram, quam sub jura- terra promessa da me mento pollicitus sum A- con giuramento ad Abraham , Isaac , et Ja- bramo, ad Iscco, & cob : et noluerunt se- Giacobbe, perch non qui me, hanno voluto seguir me, 12. Eccetto Caleb fi* 12. Praeter Caleb filium Jephone Cene- gliuolo di Jephone Gezaeum, et Josue filium nezeo, e Giosu figliuoNun : isti impleverunt lo di Nun : questi hanno adempiuta la mia voluntate/n meam. volont.
(i) Sup. 13. 24.
(}.) Sup > l 4 20,

Vers. 12. Caleb figliuolo di Jephone Cenezeo, Non pu dirsi di certo, donde venisse a Caleb questo soprannome di Cenezeo ; forse egli lo prese da alcuno de'suoi maggiori chiamato Cenez.

i3. Iratusque Domi' nus adversum Israel circumduxit eum per desertum quadraginta annis , (i) donec consumeretur universa generatio, quae focerat malum in conspectu ejus. 14 Et ecce , inquit, vos surrexistis pro patribus vestris, incrementa , et alumni hominum, peccatorum, ut augeretis furorem Domini contra Israel. 15. Quod si nolueritis sequi eum, in solitudine populum derelinquet, et vos causa eritis necis omnium. 16. A t illi prope accedentes dixerunt: CWulas ovium fobricabimus, et stabula jumentorum, parvulis quoque nostris urbes munitas :
(\) Deut. 2. 14.

i3. E il Signre sdegnato con Israele lo ha fatto andar girando pel deserto quarant' anni, sino a tanto che quella generazione , che avea fatto il male dinanzi a lui, fosse consunta. i4- E adesso (diss'egli ) siete usciti fuora voi in luogo dei padri vostri, rampolli ed allievi di uomini peccalori , ad attizzare il furor del Signore contro Israele. 15. Ma se voi non vorrete seguirlo, e gli lascer il popolo nella solitudine , e voi sarete cagione dello sterminio di tutti. 16. Ma quegli fattisi pi da presso dissero : Noi fabbricheremo dej recinti per le pecore, e delle stalle pe' giumenti , e le citt forti pe' nostri fanciulli :

Vers. 16. Fabbricheremo ... le citta forti Vale a dire noi ristaureremo le citt smantellate ; perocch fabbricare qui lo stesso, che rifabbricare.

17' -ZVbs autem ipsi armati, et accincti pergemus adpraelium ante filios Israel, donec introducamus eos adisca sua. Parvuti nostri, et quidquid habere possumus , erunt in urbibus muratis propter haitatorum insidias. 18. Non revertemz/r .in domos nostras,usque dum possideant filii Israel hereditatem suam:

19. Jfec quidqttam quaeremus trans Jor~ danni, quia jam habemus nostram possessionem in orientali e/us plaga. 20. Quibus Moyses ait : Si facitis , quod promittitis , expediti perdite coram Domiiio ad pugnam : Jos. i. 1421. Et omnis vir bel2i.Eogniuomoalto lator armatus Jorda- alla guerra passi anna-

17. Noi poi armati, e in ordine anderemo alle battaglie innanzi a'figliuoli d'Israele, sino a tanto che gli avremo introdotti ne' luoghi loro. I nostri fanciulli , e tutti i nostri beni resteranno nelle citt munite per esser sicuri dalle insidie di quegli abitanti. 18. Noi non torneremo alle nostre case, sino a tanto che i figliuoli d'Israele sieno al possesso della loro eredit : 19 E non cercheremo nulla di l dal Giordano , perch abbam gi la nostra porzione dalla parte orientale di esso. 20. Rispose loro Mos : Se voi fate quello che promettete, andate pronti alla pugna davanti al Signore :

Vers. 17, Sicuro dall'insidie di quegli abitanti. Cio dei ni Moabiti, Ammoniti, Idumci.

nem transeat, doiec to il Giordano, per fino subvertat Dominus ini" a tanto che abbia il Simicos suos. gnore distrutti i suoi nemici. 22. Et subjidatur ei 22. E sia soggetto a omnis terra : tunc eri- lui lutto quel paese : tis nculpables apud allora voi sarete irreDominum, et apud I- prensibili presso il Si,?rael, et obtinebitis re- gnore , e presso Israegiones, quas vultis, co- le , e otterrete con apram Domino. provazione del Signore le terre, che voi bramate. 23. Sin autem, quod 23. Se poi non faredicitis, non /eceritis, te quello che dite , non nulii dubium est, quin v' ha dubbio, che pecpeccetis in Deum : et cherete contro Dio : e scita te, quoniam pecca- sappiate , che il vostro tovi vestrum apprehen- peccato vi coglier. det vos. 24. Rifabbricate a24. AEdificate ergo urbes parvulis vestris, dunque le citt pe' voet caulas, et stabula ci- stri fanciulli , e de' revibus , ac jumentls : et cinti, e delle stalle pelquod po/liciti estis im- le pecore, e pe'giumen. li: e adempite la vostra plete. promessa. a5.E dissero i figliuo25. (i) Dixeruntque filii G ad et Ruben ad li di Gad, e di Ruben a Moysen : Stfrvi tui su- Mos : Noi siamo tuoi
(i) JOS. 4- *2.

Yers. 20. Davanti al Signore, Innanzi ali' arca del Signore*

mus, facemus, quod servi, faremo quello che jubet Dominus noster\ ci comanda il Signor nostro. 26. Lasceremo \ no26. Parvulos nostros, et mulieres, et pecora , stri fanciulli, e le donac jumenta relinque- ne , e i greggi, e i giumus in urbibus Galaad: menti nelle citt di Galaad : 27. E noi tutti servi 2 7. Nos autem famuli lui omnes expediti tuoi andremo pronti pergemus ad bellum, alla guerra , come dici sicut tu, domine., lo- tu, o signore. queris. 28. Praecepii ergo 28. Mos dunque inMoyses Eleazaro sa- tim , e disse ad Eleacerdoti, e/ Josue filio zaro sacerdote,e a GioNun, et principibus fa- su figliuolo di Nun, e miUorarti per tribus I- a'principi, delle famiglie srae/, et dixit ad eos : delle trib d'Israele: 2, S^ transierint fi2p. Se i figliuoli di lii Gad, et filii Ruben Gad e di Ruben pasvobiscum Jordanem, o- seranno con voi il Giormnes armati ad bel- dano tutti armati per lum coram Domino , et combattere davanti al vobis fuerit terra sub- Signore, conquistato jecta , date eis Galaad che sia da voi quel paein possessione. se , date loro la terra di Deut.3 i2Jos.i3.8et24. Galaad in dominio. 3o. Sin autem nolue3o. Ma se non vorrnttransire armati vo- ranno passare con voi biscum in terram Cha- nella terra di Canaan, naan , inter vos habi- abbiano tra voi il luotandi accipiant loca. go da abitare.
Vers. 3o. Abbiano tra voi il luogo da abitare. Non permettete loro di restar di qua dal Giordano ; ma li costringerete a

51. Respoideruntque filii Gad, et filii Rufren: Sicut locutus est Dominus servis suis, ita faciemus. 32. Ipsi armati pergemus coram Domino in terram Chanaan, et possessonem jam suscepisse nos confitemur trans Jordanem. 33.Dedit itaque Moyses filiis Gad et Ruben , et dimidiae tribui Manasse filii Joseph regnum Sehon regis Amorrhaei , et regnimi O g regis Basa//, et terram eorum cum urbi" bus suis per circuitum. 3os. 22. 4. 34- Igitur extruxerunt filii Gad Dibon, et Ataroth, et Aroer, 3 5. Et Etroth, et Sop/ian, et Ja^er, et Jegbaa, 36. Et Bethnemra, et Betharan urbe s mu-

31. Risposero i figliuoli di Gad e di Ruben : Come ha detto il Signore a' suoi servi, cosi faremo : 32. Noi armati andremo sotto la condotta del Signore nella terra di Canaan, e confessiamo di aver gi ricevuta la porzione nostra di qua del Giordano. 33. Diede adunque Mos ai figliuoli di Gad e di Ruben, e a mezza la trib di Manasse figliuolo di Giuseppe il regno di Sehon re degli Amorrhei, e il regno di Og re di Basan , e la terra di essi colle citt ali' intorno. 34- I figliuoli adunque di Gad. fabbricarono Dibon , e Atarotb, e Aroer, 35. Ed Etroth, e Sophan , e Jazer, e Jegbaa, 36. E Bethnemra , e Betharan citt munite,

passarlo, e a prendere la loro porzione tra voi nella terra di Canaan. Vers. 34. Fabbricarono. Rifabbricarono, restaurarono. Cos vers. 3j.

e parchi pe* loro bestiami. 67. E i figliuoli di Ruben edificarono Hesebon, ed Eleale, e Caria ihaim , 38. E Nabo, e Baalmeon , e parimente Sabama , cangiali i nomi, e imponendone altri alle citt che edificarono. 39. E i figliuoli di Machir figliuolo di Manasse entrarono nella terra di Galaad, e l devastarono uccisi gli Amorrhei, che la abitavano. 40. Diede adunque Mos la terra di Galaad a Machir figliuolo di Manasse, il quale 1* abit.. 41. Jair autem filius 41. E Jair figliuolo Manasse abiit, et oc- di Manasse and ad occupavit vicos ejus, quos cupare de' borghi , ai qppellavit Havoth-Jair, quali diede il nome di id est, Villas Jair. Havoih-Jair, cio borghi di Jair. nitas, et caulas pecaribus suis. 37. Filii vero JRuben aedificaverunt Hesebon, et Eleale, et Cariathaim, 38. EtNabo,etBaal" nteon, versis Hominibus', Sabama quoque, imponentes vocabula urbibus, quas extruxeraiit. 3p. Porro filii Maclr flii Manasse perrexerunt in Galaad, et vastaverunt eam , interfecto Amorrhaeo ha filatore ejus. Gen. 5o. 22. 4- Dedit ergo Mo/ses terram Galaad Ma" thtr filio Manasse, qui habitavit in ea.
Vers. 4- Diede Mos la terra di Galaad. Cio a dire una parte ; perocch il resto fu dato alle trib H Ruben e di Gad. A Machir figliuolo ec. A'posteri di Machir, il qual Machir fu figliuolo di Manasse. Vers. 41- Jair figliuolo di Manasse. Jair fu figliuolo di Segui, nipote di Esron, e pronipote di Machir figliuolo di Manasse. Nelle Scritture si d sovente il nome di figliuolo a' discendenti pi remoti,

4*. Nobe quoque perrexit, et apprehendit Chanath cum viculis suis : vocavitque eam ex nomine suo Nobe.

42. Nobe parimente and, e prese Chanath 1 co suoi villaggi : e le diede il suo nome di Nobe. XXXIII.

C A P O

Descrizione delle quarantadue mansioni de* figliuoli d3 Israele nel deserto. E ordinato da Dio , che sieno sterminati i Chananei. 1. Hac sunt mansiones filiorum Israel, qui egressi sunt de A-Egypto per turmas suas in manu Moysi et Aai.v^ueste sono le mansioni de' figliuoli d' Israele usciti dall'Egitto divisi nelle loro schiere sotto la condotta di Mos e di Aronne, 2. Descritte da Mos secondo i luoghi degli alloggiamenti, i quali luoghi ei cambiavano secondo l'ordine del Signore. 3. Partirono adunque da Ramesse il primo mese, ai quindici del

ron ,
2. Quas descripsit Moyses juxta castrorum loca, c/uae Domini }ussione mutabant. 3. Prof e eti igitur de Ramesse mense primo, fjuintadecima die men-

Vers. i. Queste sono le mansioni ec.In questa descrizione del viaggio, e delle fermate degli Ebrei s'incontrano alcune difficolt originate dalla diversa maniera di scrivere, e di pronunziare i nomi de'luoghi, nomi facilissimi ad alterarsi negli antichi monumenti. Il senso spirituale di queste mansioni spiegato da s. Girolamo , ep. ftil FabioL , dove con perpetua allusione ai nomi ebrei di queste mansioni dimostra , come elle figurano le vie , poi le quali conduce Dio i credenti al possesso della terra <te'vivi.

mese primo , il giorno j dopo la Pasqua, i figliuoli d' Israele con gran possanza a vista di tulli gli Egiziani, j 4- I quali seppelliva- j 4-Etsepelientibus primogenitos, q uos percus- no i loro primogeniti \ serat Dominus ( nam uccisi dal Signore, il et in diis eorum exer- quale anche sopra gli ! dei loro aveva esercita- !. cuerat ultionem ) , te le sue vendette , , j5.. Castrametati sunt 5. E posarono il camin Soccoth. po in Soccoth. } 6. E da Soccoth an! 6. Et de Soccoth venerunt in Etham, quae darono aEtham, la qua- r est in extremis-finibus le ali' estremit della solitudinis* solitudine . 7. (i) Inde egressi 7. Donde essendo parvenerunt contra Phiha- titi arrivarono dirimhiroth, quae respicit petto a Phihahiroth,che Beelsephon, et castra- guarda Beel-Sephon , e metati sunt ante Mag- posero gli alloggiamendalum. ti dinanzi a Magdalo. ft.Profectique de Phi8. E partiti da Phihahiroth transierunt hahiroth passaron pel per medium mare in mezzo del mare nella solitudinem; (2) et am- solitudine: e dopo aver bulantes tribus diebus camminato per tre giorper desertum Etham, ni pel deserto di Etham, castrametati sunt in posero il campo aMara. M'ara. fr 9. (3) Profoctique de 9. E da Mara andaM ara venerunt in E- rono ad Elim, dov'era^m , ubi erant duode- no dodici fontane di sis primi, i altera die Piase, filii Israel in manu excelsa, videntibus cunctis AEgyptiis,
(*J Kxod. 14. 2. (*} Exocl 15. 22. fi) Exod. 15. 27.

cim fontes aquarum , et palmae septuaginta: ibique castrametati sunt. io Sed et inde egressifixerunt tentoria super mare Rubrum . Profectique de mariJRubro, 11 * Castrametati sunt in deserto Sin. 12. Unde egressi venerunt in Daphca. 13. Profectique de Daphca, castrametati sunt in Alus. 14. Egresszque de Alus in JRaphidimfixere tentoria , ubi populo defuit aqua ad bibendum. 15. (i) Pro/ctique de jRaphidim , castrametati sunt in deserto Sinai. 16. Sed et de solitudine (2) Sinai egressi, venerunt ad sepulclira concupiscentae. 17. (3) Pro/ctique de sepulchris concupscendae, castrametati sunt in Haseroth*
(i) Exod. 17, i.

acqua, e settanta palme , e ivi si attendarono. 10. E avendo slog* gato da quel luogo piantarono le tende vicino al mar Rosso. E dal mar Rosso andarono 11. Ad accamparsi nel deserto di Sin. 12. Di dove andarono a Daphca. i3.E da Daphca passarono in Alus. 14. E partiti da Alus poser letendeinRaphidim, dove manc al popolo acqua da bere. 15. Da Raphidim an* darono a porre gli alloggiamenti nel deserto del Sinai. 16. E partiti dal deserto del Sinai giunsero ' sepolcri della concupiscenza. 17. E da' sepolcri della concupiscenza andarono ad attendarsi in Haseroih.
(3) Stip. l i , 34-

(2) Exod. i<). >.,

18. (i) Et de Ha18. E da Aserot giunseroth uenerunt in Re- sero in Rethma. ritma. 19. E da Rethma an19. Profectf/ue de Rethma, castrametad darono a porre il camsunt in Remmompha- po in Remmomphares. res. 0o. Di dove partiro2 o. Unde egressi veno, e arrivarono a Lebnerimi in Lebna. na. 21. Da Lebna passasi.DeLebna castra* melati sunt in Ressa. rono a Ressa. 22. E parliti da Res22. Egressique de Ressa venerimi in Cee* sa giunsero a Ceelalha. la/ha. 23. E di l passarono 23. Unde pro fedi castrametatisuntin mon- ad accampare al monte Spher. te Sepher. 24-E lasciato il mon24. Egressi de monte Sepher venerunt in te Sepher andarono ad Arada. Arada. 25. E di l si mosse25. Inde proficiscenfs castrametad sunt ro per andare a Maceloth/ 7i Maceloth. 26. E da Maceloth 26. Profectique de Maceloth, venerunt in passarono a Thahalh. Thahath. 27. Da Thahath pose2 7.De Thahath castraro il campo a Thare. metad sunt in Thare. 28. Donde partirono, 28. Unde egressi, fixere tentoria in Me- piantarono le tende in Methea. thea. 29. E da Methea pas29. EtdeMethea castrametad sunt in He* sarono ad Hesmona. smona.
(i) 3up. i3. i.

So. Profectique de lesmona , venerunt in Moseroth. 51. Et de Moseroth castrametati sunt in Benjaacan. 52. (i) Profectique de Benjaacan, venerunt in montem Gadgad. 33. Unde profecto castrametati sunt in Jetebatha, 34. Et de Jetebatha venerunt in Hebrona. 35. Egressique de Hebrona, castrametati sunt in Asiongaber* 36. (2) Inde profecti venerunt in desertum Sin, haec est Cades. 37. Egressique de Cades, castrametati sunt in monte Hor in extremis finibus terrae Edom. 38. Ascenditene Aaron sacerdos in montem Horjubente Domino : et ibi mortuus est anno quadragesimo egressionis filiorum Israelex AEgypto, mense quinto , prima die mensis, Sup. 20. i5. Deut,32.5o.
(i) Deut. io. 7.

30. E parliti da Hesmona giunsero a Moseroth. 31. E da Moseroth andarono ad accamparsi a Benjaacan. 52. E parliti da Benjaacan giunsero al monte Gadgad. 33. Donde partirono, e passarono a Jetebatha, 34. E da Jetebatha andarono ad Hebrona. 35. E lasciala Hebrona si attendarono ad Asiongaber. 36. Donde partirono, e giunsero nel deserto di Sin, che Cades. 37. E da Cades andarono a porre gli alloggiamenti sul monte Hor negli ultimi confini della terra diEdom. 38. E Aronne sacerdote sommo sali per ordine del Signore sul monte Hor : ed ivi mor il quarantesimo anno dopo T uscita de' figliuoli d'Israele dal1' Egitto, il quinto mese , il primo del mese,

(a) Snp, io. i

Sp. Cum esset annorum centum viginti trium. 4- Audiv/tque Cananaeus rex Arad, qui habitabat ad meridiem in terram Chanaan, venisse fi/ios Israel. 41. Et profocti de monte Hor castrametati sunt in Salmona. 42. Unde egressi venerunt in Phunon.

43. Profectique de Phunon castrametati sunt in Oboth. 44- Et de Oboth venerunt in Jieabarim, ^uae est infinibus Moabitarum. 45. E partiti da Jie4.5. Profoctique de Jieabarim fixere ten- abarim andarono a piantar le tende a Di/oria in Dibongad. bongad. 46. Di dove passa46. Unde egressi eastrametati sunt in Hel- rono a Helmondeblathaim. mondeblathaim. 47. E da Helmonde4?. Egressique de Helmondeblathaim ve- blathaim arrivarono alnerunt ad montss A- le montagne di Abarim dirimpetto a Nabo. barim contra Nabo. v 48. E lasciate le mon48* Profoctique de montibus Abarm trans* tagne di Abarim pasierunt ad campestria sarono nelle pianure di

39. Essendo egli in et di cento ventitre anni. 40. E Arad re de'Cananei, che abitava verso il mezzo giorno, ud come i figliuoli d'Israele eran venuti nella ter-? ra di Canaan. 41. E partiti dal monte Hor andarono ad attendarsi a Salmona. 42. E di li partirono , e andarono a Phunon. 43. E da Phunon passarono ad alloggiare ad Oboth. 44. E da Oboth andarono a Jieabarim, che ai confini de'Moabiti.

Moab supra Jordanem Moab sulle rive del Giordano dirimpetto a contra Jericho. Gerico. 49- E ivi si attenda4p. Ibique castrarnetati suntdeBethsimoth rono da Bethsimoth fiusque Abelsatim in pia- no ad Abelsatim ne'luonioribus locis Moabi- ghi pi piani de' Moabiti. tarum. o. Dove il Signore o. Ubi locutus est Dominus ad Moysen : disse a Mos, : 61. Intima a'figliuoli i. Praecipe filiis Israel, et die ad eos : d'Israele, e di'loro queQuando transieritis ste cose : Quando, voi Jordanem , intrantes avrete passato il Giordano , entrando nella terram Chanaan, terra di Canaan, 62* Sterminate tutti 62. Disperdite cunctos habitatores terrae gli abitanti di quel paeillius : (i) con/ringif se : fate in pezzi gli altztulos, et statuas com- tari } e riducete in polminuite, atque omnia vere le statue , e devastate tulli i luoghi ecexcelsa vastate, celsi, 63. Purificano*la ter63. Mundantes terram, ethabtntes in ra , e voi l'ablt-ete : ea : ego enim dedi vo- perocch io ne ho dato bis illam in possessio- a voi il dominio. nem. 64. E ve la dividere54- Quem dividetis vobis sorte. Pluribus te a sorte. A'pi darete dabitis latiorem, et plu- porzione pi ampia : ribusangustiorem. Sin- a* meno , pi ristretta. gulis, ut sor s ceciderit, ciascuno sar data la ittf tribuetur hereditas. sua credila secondo che
(i) Deut. 7. 5. Jud. a. *.

Per tribus, et/amilias possessio dividetur. 55. Sin autem nolueritis interficere habitatores terrae; qui rema/Zi aerini, erunt vobis quasi davi in oculs, et lanceae in lateribus, et adversabuntur vobis in terra habitation*? vestrae. 56. Et quidquid il" lis cogita veram facere, vobis faciam. . ,
;

porter la sorte. La divisione farassi per trib , e per famiglie. 55. IVfa se voi non vorrete uccidere gli abitatori del paese; quelli che resteranno, saran per voi come stecchi negli occhi, e lance nei fianchi, e vi daranno da fare nel paese di vostra abitazione. 65. E far a voi tutto quello che io avea risoluto di fare ad essi.
*

C A P O XXXIV. Sito confini della terra di promissione secondo i quattro punti del mondo. Ella dee divi" dersi a sorte : nome di quelli che debbon di* viderla. -JLJocutusque est "Dominus ad Moysen, dicens : 2. Praecipe filiis Israel, et dices ad eos : Cum ingressi fueritis terram Ghanaan ^ et in

i. Hi il Signore parl a Mos , e disse, : a. Tu darai quest'ordine a' figliuoli d'Israele, e dirai loro : Quando sarete entrati nella

Vera 5. Safari, per voi come stecchi negli occhi, eo. Saranno tormento perpetuo per voi, non vi lasceranno aver pace, o ra ribellandosi contro di voi, ora inducendovi a partecipare alle loro empiet, e ali' abbominevol culto degl' idoli.

possessione/n vobis sor- terra di Canaan, e ne te cecderit, his finibus avrete tirate a sorte le porzioni da possedere, terminabitur : t confini di essa saranno questi : 3. La parte di mezzo3. (i) Pars meridiana incipiat a solitudi- giorno comincer dalne Sin, quae est juxta la solitudine di Sin, che Edom : et habebit ter- presso a Edom : e amnos contra orientem vr per suoi limiti almare salsissimum : l'oriente il mar salato. 4*Qui circuibunt au4- E (questi confini) stralem piagarti per a- gireranno ' al mezzod, scensum Scorpionis,ita per la salita dello Scorut transeant in Senna, pione, e passeranno per et perveniant a meri- Senna , e arriveranno die usque ad Cades- dal mezzod fino a Gabarne : unde egredien- desbarne: di dove i contur confinia ad villam fini arriveranno fino al nomine A dar, et ten- villaggio chiamato Adent usque ad Ase- dar , e si stenderanno mona : fino ad Asemona : o. Ibitque per gyrum 5. E anderanno giterminus ab Asemo- rando da Asemona fino na usque ad torrentem al torrente di Egitto, AEgypti, et maris ma- e finiranno al lido del gni litore finietur. mar grande.
(i) Jos. 15. i.
Vers. 3. 71 mare salato. O sia lago Asphaltite detto anche mare Morto. Vers. 5. Al torrente cV Egitto. Questo torrente quello che passa vicino a Rinoconura , e divide la terra della trib di Giuda, e di Simeon dal deserto , e dall'Egitto. Cosi s. Girol. in eap. vi. Amos , e altrove. 1 LXX in vece di torrente d' Egitto mettono Rinoconura. Al lido del mar grande. Del Mediterraneo,

6. Plaga autem occide n talis a mari maglio incipiet, et ipso fine claude tur. 7. Porro ad septentrionalernplagam a mari magno termini incipient, perveniente^ usque ad montem aliis simum, 8. A quo venient in Ematk usque ad terminos Sedadai 9. Ibuntque confinia usque ad Zephrona, et villam Enan hi erant termini in parte ' aquilonis : 10. Inde metabuntur fineS contra orientalem plagam de villa Enan usque Sephama: 11. Et de Sephama descendent termini in Rebla contra fontem Daphnim : inde perve/ziet contra oriente/n ad mare Cenereth:

6. La parte occidentale comincer al mar grande.e finir allo stesso mare. 7. Asettentrione principieranno i confini del mar grande, e arriveranno fino al monte altissimo , 8. Di dove andranno verso Emath fino al territorio di Sedada: 9. E si stenderanno fino a Zephrona, e al villaggio diEnari: questi saranno i confini dalla parte di settentrione: 10. Indi i confini verso l'oriente si prenderanno dal villaggio di Enan fino a Sephama: 11. E da Sephama scenderanno a Rebla dirimpetto alla fontana di Daphnim : di l si stenderanno all'oriente fino al mare di Cenereth :

Vers. 7. Sino al monte altissimo. 11 monte Libano, secondo la pi ragionevole opinione. Vers. 8. Verso Einath. Questa citt doveva essere vicina al monte Libano : la lunghezza della terra di Canaan sovente descritta nelle Scritture dall'ingresso di Emath fino al torrente (VEgitto. Alcuni credono, ch'ella fosse Emesa sul fiume Oronte. Vers. i . Al mare rii Cenerelh. Al lago detto poi di Tiberia <!:, o di Gencsarelh nella Galilea.

12. Et tendent usque ad Jordanem, et ad ultimum saldissimo claudentur mari. Hanc liabebitis terram perfi/zes suos in circuito. iS.Praecepitque Moyses filiis Israely dicens: Haec erit terra , quam possidebitis sorte , et quam jussit Dominus dari novem tribubus , et dimidiae tribui. i4 Tribus enim filiorum Euben per familias suas , et tribus filiorum Gad juxta cognationum numerum, media quoque tribus Managse, 15. Id est duae semis tribus acceperunt partemsuam trans Jordanem contra Jericho ad orientalem plagam. 16. Et ah Dominus ad Moysen : 17. (i) Haec sunt nomina virorum, qui terram vobis dividenti (O Jos. i4-1- y-

12. E arriveranno sino al Giordano, e finalmente saran chiusi dal mare salalo. Questa k la terra co'suoi confini, che la serrano da ogni parte, la quale voi possederete. 13. E Mos diede ordine a'figliuoli d'Israele , e disse : Questa sar la terra , la quale vi sar distribuita a sorte, e il Signore ha ordinato ch' ella sia data alle nove, trib, e mezza. i4- Imperocch la trib dei figliuoli di Ruben colle sue famiglie 4 e la trib de' figliuoli di Gad con tutto il numero di sue famiglie, e anche mezza la trib di Manasse, 15. Vale a dire due trib e mzza hanno avuta la loro porzione di l dal Giordano dirimpetto a Gerico verso 1' oriente. 16. E il Signore disse a Mos : 17. Questi sono i nomi degli uomini, i quali faranno tra voi lo

Eleazar sacerdos, et scompartimento della terra : Eleazaro sacerJosue filius Nun. dote , e Giosuq figliuolo di Nun. 18. E un principe di 18. Et si/iguli principes de tribubus sin* ciascuna trib, gulis, 19. De1 quali stm 19. Quorum ista sunt vocabula : De trib Ju- questi i nomi: Della da, Caleb filius Je- trib di Giuda, Caleb figliuolo di Jephone. phone. 20. De trib Simeon, 20. Della trib di SiS amuelfilius Ammiud. meon, Samuel figliuolo di Ammiud. 21. Della trib di Be21. De trib Benia min, E ldad filius Cha; niamin, Elidad figliuolo di Ghaselon. selo. 22. D"e trib filiorum 32. Della trib de5 fiDan, Bocci filius Jogli. gliuoli di Dan, Bocci figliuolo di Jogli. a3. Filiorum Joseph 23. De'figliuoli di Jode trib Manasse, Han- seph della trib di Maniel filius Epkod. nasse , Hanniel figliuolo di phod. 2 4-De trib Ephraim, 24. Della trib di Camuelfilius Sephthan, Ephraim , Camuel figliuolo di Sephthan. 26. De trib Zabu25. Della trib di Za/on i Elisaplian filius bulon , Elisaphan fiPharnach. gliuolo di Pharnach. 2 ~.De trib Issachar, 26. Della trib d Isdux Phaltiel filius O- sachar, il principe Phalsan. tiel figliuolo di Ozan. 27. De trib Aser, 27. Della irib di Ahiud filius Salami. Aser, Ahiud figliuolo di Salom.

s8.De trib Nephthali, Phedael filius Animi? d. 29. Hi sunt, quibus praecepit Dominus, ut dwiderent filiis Israet terram Chanaan.

* 28. Della trib di Nephlhali, Phedael fi^ gliuolo di Ammiud. 29. Questi sono coloro , ai quali il Signore diede ordine di fare la divisione della terra di Canaan tra i figliuoli d'Israele.

C A P O XXXV. ordinato, che sie/io assegnate quaranf otto citt ed sobborghi ~Leviti\ e di queste, sei so no citt di rifugio per P omicdio non volontario. Legge dell omicidio volontario, e del non volontario : nissun o sar punito sulla testi" monianza di un solo. 1. JTlaec quoque locuius est Dominus ad Moysen in campestribus Moab supra Jordanem contra Jericho: 1. Oisse ancor queste cose il Signore a Mos nelle pianure di Moab presso al Giordano dirimpetto a Gerico: 2. (i) Praecipe filiis 2. Comanda a'figluoIsrael, ut dent Levits li d'Israele, che de' loro de possessionibus suis domimi dieno a'Leviti
( i ) /OS. SI. 2.

Vers. 2. 3. Comanda , , . che ... dieno a' Leviti delle citta da abitare, ec. Tutta la trib di Levi era esclusa dal 1' aver parte a' terreni del paese di Canaan ; era per giusto, che avessero dove abitare : e perci Dio ordina , che si assegnino loro delle citt con un determinato territorio ali' intorno , che fosse di loro propriet , e dove potessero far pascolare i loro greggi, G giumca-

3. Urbes ad habitandum, et suburbana earum per circuitum, ut ipsi in oppidis maneant, et suburbana sint pecoribus, ac jumentis : 4- Quae a muris civitatum /rinsecus per circuitum mille passuum spatio tendentun o. Contra oriente* duo mittia erunt cubiti^ ^ et contra meridiem similiter enmt duo rntHa : ad mare quoque^ quod respicit ad occidentem, eadem mensura erit, et septenirionalis plaga acquali termino finietur: eruntque urbes in medio, et foris suburbana. 6. ( i) De ipsis autem oppidis, quae Levitis

3. Delle citt da abitare, e i loro sobborghi all'intorno, affinch abitino le citt , e i sobborghi sieno pe' loro greggi, e giumenti : 4- I quali sobborghi s stenderanno fuori per lo spazio di mille passi dalle mura delle citt ali' intorno : 5. Da oriente saranno due mila cubiti, e da mezzod parimente due mila cubiti: e verso il mare che guarda a occidente , vi sar la stessa misurale dalla parte di settentrione sar eguale spazio : e le citt saranno nel mezzo, e fuori i sobborghi. 6. Di queste citt po* che voi assegnerete aj

(i) Deut. 4- 41- > et IQ- a - Js- 2P" a<

$i. Questo territorio fissato fino ali' estensione di mille passi (vers. 4-J, ossia di due mila cubiti (vers. 5.J che lo stesso, pereji i due mila cubici fannp i mille passi. Cos s. Girol. ad Algas, Origeti Teofii, ec. * I sobbrghi fieno pe' loro greggi. Non doveano dunque i Leviti ne* terreni loro assegnati fabbricar case, piantare vigne , o uliveti, n farvi specie di coltivazione permanente ; ma dividerseli per la pasturatici proprii bestiami, e farvi de'chiusi per tcjfieryeli custoditi,

dabitis, sex erunt in /^gitivorum auxilia separata, ut /giat ad ea quifuderit sanguinem: et exceptis his, alia quadraginta duo oppida, 7. Id est, simul quadraginta ocio cum subwrbanis suis. 8. Ipsaeque urbes, quae dabuntur de possessionibus filiorum Israel, ab his, qui plus habent, plures au/rentur: et qui minus, pauciores : singuli juxta mensuram hereditatis suae dabunt oppida Le-> vitis. 9. Ait Dominus ad Mofsen : 10. Loquere filiis Israel, e/ dices ad eos s

Leviti, sei saranno destinale al ricovero de' fuggiaschi, affinch in esse abbia rifugio chi avr sparso del sangue: e oltre a queste vi saranno altre quarantadue citt, 7. Vale a dire quarant' otto in tutto coi loro sobborghi. 8. E di queste citt il maggior numero sar dato da quei figliuoli d' Israele , i quali possederanno maggiore spazio di terra : il minor numero da quelli che possederanno minore spazio : ciascuno secondo la misura delle lor possessioni daranno le citt a' Leviti. 9. Disse il Signore a Mos : I o. Parla a'figliuoli di Israele, e di'loro? Quan-

Vers. 6. Sei saranno destinate al ricovero ec. Dio ordina di fissare nei numero delle quarant' otto citt assegnate a'Leviti sei citt , nelle quali possa rifuggirsi chiunque fosse reo di omicidio involontario -, colla quale istituzione volle il Signore in primo luogo provvedere alla sicurezza dell'innocente contro i primi impeti dell'ira de'parenti dell' ucciso; secondo, togliere le occasioni di nuove risse; terzo, far conoscere con quanta severit si dovesse punire 1' omicidio volontario, mentre per quello , che era senza colpa, dovea P uccisore prendersi il bando dalla propria easa per trovare un asilo.

(i) Quando transgresi juerits Jordanem in terram Chanaan, 11. Decernite quae urbes esse debeant in praesidiafugitivorum 3 quinolentes sanguinem faderint : 12. In quibus cum fuerit profugus, cognatus occisi non poterit eum occidere, donec stet in conspectu muldtudinis , et causa illius judicetur,

15. (a) De ipsis autem urbibus, quae ad fugitivorum subsidia separantur, 14- Tres erant trans 14. Tre saranno di Jordanem t et tres in qua dal Giordano, e tre terra Chanaan : nella terra di Canaan:
(i) Deut. ig. 2. Jos. ao. 2. (a) Deut. 4- 41- Js- 2O- 7- 8. Vers. 12. Nelle quali quando uno ti sar rifuggito, non potr ec. Non potr il parente pi prossimo dell' ucciso cercare di far punire colui, che gode dell' asilo in una delle sei citt. Notisi che quand' uno si era cos messo in salvo, la giustizia non lasciava di prendere le necessarie informazioni, e di appurare il fatto: se il fuoruscito era giudicato innocente, e l'omicidio non volontario , era lasciato in pace nella eitt del refugio : se si fosse provato, che il suo omicidio era volontario, si estraeva dal suo asilo, e si puniva colla morte secondo la legge. Questo giudizio sembra chiaro dal versetto 5,, che si facesse nella citt , dove era stato fatto 1' omicidio, e il reo vi era condotto per essere disaminato, e rimesso poi con-tutta sicurezza nella citt del refugio, quando era deciso, ehe il easo era involontario.

do, passato il Giordano, sarete entrati nella terra di Canaan, 11. Determinate le citt che dovranno essere il rifugio de' fuggiaschi , i quali senza volerlo avranno sparso del sangue : 12. Nelle quali quando uno si sar rifuggito , non potr il parente dell'uccso ammazzarlo, sino a tanto che .egli si presenti dinanzi al popolo, e sia giudicata la sua causa. 13. Di queste citt destinate al ricovero de' fuggiaschi,

15. Tam filiis Israel, quam advenis, atque peregrinis, ut con/giat ad eas qui nolens san* guiemfuderit. 15. Si quis ferro per casserit, et mortuus fuerit qui percussus est, reus erit homicidii , et ipse morietur. 17. Si lapidem fecerit, et ictus occubuerit, similiter punietur. 18. Si ligno percussus ihterierit, percussoris sanguine vindicabitur.

19. Propinquus occisi homicidam interficiet: statim ut apprhenderit eum, interficiet. so. Se uno per odio 0o. (i) Si perodium quis hominem impule- d la spinta a un uo(f) Detti, 19, n.

15. E (saranno) tanto pei figliuoli d* Israele , come pei forestieri di altre nazioni, affinch in esse trovi rifugio chi senza volerlo ha sparso del sangue. 16. Chi ha ferito con ferro , se il ferito viene a morire , egli reo di omicidio, ed egli pur morir. 17. Se scaglier un sasso, e muore il ferito, avr la medesima pena. 18. Se colui che stato percosso con bastone, viene a morire, sar vendicato col sangue dell' uccisore. 19. Il parente dell'ucciso uccider 1' omicida : lo uccider subito che lo avr nelle mani.

Vers. i g. Il parente dell'uccso uccider91'omicida ec. Potr ucciderlo, senza che per questo egli possa essere punito in giustizia : pu ammazzarlo impunemente , se lo incontra prima che quegli siasi ritirato nella citt del refugio. A raffrenare gli spiriti duri e protervi permise Dio a'pi prossimi parenti di far vendetta della morte del loro parente colla morte dell'uccisore, esimendoli da ogni pena nel foro esterno , senza per che per questo fossero esenti dalla colpa negli occhi di Dio medesimo, quando per ira e odio spargevano il sangue dell'^omicida.

ri/, velfeceritquippiam in eum per insidiar, 21. Aut cum esset ini/hicus, manu percusserit, et i/le mortuus fuerit, percussor homi" ciii reus erit i cognatus occisi, statim ut invenerit eum, jugulabit. 22. Quod si fortuita, et absque odio 23. Et inimicitiis quidquam horum fecerit, 24. E* hoc, audience populo, fuerit compro* batum, atgue inter percussorem, e propinquum sanguinis quae" stio ventilata, a 5. Liberabitur innocens de ultoris manu, et reducetur per sententiam in urbem , ad quam confuterai, manebitque ibi ,.donec sacerdos magnus , qui olo sancto unctus est ^ moriatur.

mo, o getta sopra di hii qualche cosa con mala intenzione, 21. O se, essendo suo nemico , lo batte colle mani, e quegli viene a morire, il percusfore reo d j omicidio : il parente dell'ucciso, subito che lo trover, potr ammazzarlo. sa. Ma se per accidente , e senza odio a3. E senza nimiciaa ( anteriore ) egli ha fatto alcuna di tali cose , 24. E ne avr recate le prove dinanzi al popolo, quando sar s tata ventilata la causa tra il percussore , e il parente del morto, ^5. Sar egli liberato come innocente dalle mani del vendicatore , e sar per sentenza ricondotto nella citt, in cui erasi rifuggito, e ivi star fino a tanto che il sommo sacerdole che unto coli' olio santo venga a morire.

Vers, 5. Fino a tanto che il sommo sacerdote ... venga a norire. Notisi, come l'omicidio involontario, e provato tale in

' 126". Si interfector extra fines urbium , quae exulibus deputa* tae su/it, 27. Fuerit inventus , tpercussus ab eo, qui Itor est sanguinis^ absque noxa erit qui eum occiderit :

26. Se 1' uccisore sar trovato fuori de'confini delle citt destinate agli esuli, 27. E sar ucciso da colui che vuol vendicare il parente ucciso, un tal uccisore sar senza colpa :

giudizio punito coli' esilio da durare sino alla morte del pontefice. Solamente alla morte di questo poteva 1' esule ritornare ^1la patria, ritornare tra' suoi, ritornare a godere de' diritti di cittadino. Per ragione di questa disposizione della legge si dice primo, che cosi si dava tempo, affinch l'ira de' parenti del morto si mitigasse ; e questi di poi avendo dinanzi agli occhi la morte del sommo sacerdote, e il pubblico lutto, che faceasi per essa, venissero a ricordarsi della comune condizione degli uomini, e deponesser lo sdegno, essendo anche giusto , che morto il primario ministro delle cose sante, si ponesse fine alle private querele, e si seppellisse la memoria delle ingiurie ricevute da chicchessia, Teodor. In secondo luogo, veniva cosi a dimostrarsi e la venerazione somma che aveasi pel sommo sacerdote , e 1' orrore , in cui doveva aversi 1' omicidio , mentre non si toglieva a questa specie di morte civile 1' omicida bench involontario , se non morto che fosse colui, nel pontificato del quale era stato fatto tal omicidio. In terzo luogo finalmente non credo debba dubitarsi, che Dio abbia in questa legge avuto principalmente in mira di significare , come colla sola morte del sommo sacerdote Ges Cristo , e mediante il sangue di lui doveano gli uomini conseguire la libert , e il diritto di tornare alla patria celeste. Vers. 27. Sar senza clpa. Ci non gli sar imputato a colpa nel foro esterno. Osservano gli Ebrei, che Dio permetteva a un uomo di far vendetta dell' ingiuria fatta a un altro , ma non del1' ingiuria fatta a s stesso ; perch assai pi diffcile di serbar moderazione in quello che tacca noi stessi, che in quello che risguarda i nostri prossimi, particolarmente quando non abbiam nulla da sperare, n da temere da loro. Dio per raffrenare in una nazione cruda , e di genio feroce l'impetuosit dello sdegno , e impedire lo spargimento del sangue , arma contro 1' omicida non solo il braccio inflessibile, ma lento delle leggi, ma anche il naturale risentimento del sangue, e attutisce la protervia degli no-* mini sanguinarii colla difficolt di scampar dalla pena

28. Debuerat enim profugus usque ad mortem pontificia in urbe recidere : postquam autem ille Merli, homicda revertetur in terram suam. 29. Haec sempiterna erunt, et legitime in cunctis habitationibus vestris. 30. Homicida sub te* stibus punietur : ad unius testimonium nui" lus condemnabitur. 5i. Non accipietis pretum ab eo, qui reus est sanguinis ; statini et ipse morie tur. Sa. Exules, et profug ante mortem pontificis nullo modo in urbes suas reverti poterunt. 33* Ne polluatis terram habitationis vestrae, quae insontium cruore maculatur, nec aliter expiari potest, nisi per ejus sangui"

28. Perocch doveva il fuggitivo starsene nella citt fino alla morte del pontefice : dopo la morte del quale )'- omicida pu tornare nella sua patria, * 29. Queste leggi sa* ranno osservate in perpetuo in qualunque luogo , dove voi abitiate. 30. L'omicida sar punito, uditi i testimoni : sul deppsto d'un solo testimone nssuno sar condannato. 5i. Non riceverete denaro da colui che ha sparso del sangue: egli pure dee immediatamente morire. 32. Gli esuli, e fuggitivi non potranno in verun modo tornare nelle loro citt prima della morte del pontefice. 33. Guardatevi dal contaminare la terra di vostra abitazione, la y quale resta macchiata dal sangue degli innocenti , e non pu esser

\ f 1 \

Ver* Si. * Non riceverete danaro. Riscatto.

nem, qui alterius sanguinem fuderit. 34- Atque ita emuTidabitur vestra possessio, me commorante vobiscum : ego enim sum Dominus, qui habito in ter filio s IsraeL

espiata, se non col sangue di colui che ha sparso il sangue d' un altro. 34- In tal guisa sar mondata la vostra terra , e io mi star con. voi : perocch io sono il Signore che abit o tra ifigliuolid'Israele.

Vers. 33. Guardatevi dal contaminare la terra ec. Dell'omicidio si dice, che per esso contaminata la terra che riceve il sangue dell'uomo ucciso, ond'ella ne resta moralmente immonda, particolarmente ove si tratti d' una terra santa e privilegiata, nella quale Dio si faccia vedere, come era la terra d'Israele.

C A P O

XXXVI.

Si stabilisce la legge, che le figlie, che consegui' scono P eredit del padre, prendano mariti dalla stessa loro trib, affinch per ragione de'matrimonii non si mescolino le trib, e si confondano le possessioni. 1. w4f ccesserunt ( i ) autem et principes familiarum Galaad filii Machir filii Manasse, de stirpe fiKorum Joseph, /ocutique sunt Moysi coram principi' bus temei, atque dixerunt : 2. Tibi domino nostro praecepit Dominus, ut terram sorte divideres filiis Israel, et ut filiabus Salphaad fratris nostri dares pos(i) Sup. 07. i.

\. JL.YjLa i principi delle famiglie di Galaad figliuolo di Machir figliuolo di Manasse, della stirpe de'figliuoli di Giuseppe, andarono a parlare a Mo s dinanzi ai principi d'Israele , e dissero : 2. Il Signore ha dato ordine a te, signor nostro , che tu divida a sorte la terra tra i figliuoli d'Israele, e che tu dja alle figliuole di

Vera. i. I principi delle /amigli* di Galaad. Sembrami che non- debbansi intendere ( come alcuni han voluto ) i capi della mezza trib di Manasse, che aveano gi avuta .la loro porzione di l dal Giordano nella terra di Galaad : ma bens quelli che doveano aver la porzione nella terra di Canaan, i quali sono detti principi non della terra, o del paese di Galaad, ma delle famiglie di Galaad, preso questo nome daCalaad figliuolo di Machir loro progenitore : e infatti le figlie di Salphaad ebbero tra questi secondi la parte (fej padre loro, Jos. XVH,

sessionem debitam pa- Salphaad nostro frateltrii lo la porzione dovuta al padre : 3. Quas si alterius 3. Or se elle si maritribus homines uxores teranno a persone di acceperint , sequetur altra trib, riterranno possessio sua, et trans- seco i loro beni, i quali lata /id aliam tribuni, trasportati in altra tride nostra iter editate b , diminuiranno la min u tur. nostra eredit. 4- Atque itafiet, ut 4. E cos egli avvercum jubilaeus , i<^ est, r che venuto 1* anno quinquagesimus annus del giubbileo , cio il remissioni^ advenerit, cinquantesimo anno di confundatur sortium remissione , la dislridistributio , et alio- buzione fatta a sorte rum possessio ad alios rester confusa: e i betranseat. ni degli uni passeranno agli altri. 5. Respondit Moyses 6. Rispose Mos a'fifiliis Israel, et Domino gliuoli d'Israele ^dispraecipiente ait: Recte se per ordine del Sitribus filiorum Joseph gnore : Bene ha parlalocuta est. to la trib de' figliuoli di Giuseppe. 6. Et haec lex super 6. Ed ecco la legge filiabus Salphaad aDo- stabilita dal Signore mino promulgata est: per le figliuole di Sal(i) Nubant quibus vo- phaad: Sposino chi vor-

(O Tob. 7.14.
Vers. 4 Venuto P anno del giubbilo ec. Secondo la legge (Xevit. xxv. lo.j nell'anno del giubbileo le cose alienate tornano a' loro primi padroni -, ma queste figlinole maritandosi in altre trib, vi porteranno i beni della nostra, i quali rimarranno perpetuamente , dove saranno andati con esse per ragione del ma-

/unt, tantum ut suae ranno, purch prendano uomini della loro tribus hominibus : trib : 7. Affinch non vada7. Ne commisceatur possesso filiorum I- no a confondersi i beni srael de trib in tri- de'figliuoli d'Israele col ^um. Omnes enim viri passare d'una in altra ducent uxores de tri" trib. Imperocch tutbu , et cognatio/ze sua : ti gli uomini prenderanno moglie della loro trib, e famiglia : 8. E tutte le don8. Et cunctae feminae de eadem trib ma* ne prenderanno marito ritos accipient, ut here- della stessa trib, affinditas permaneat info- ch l'eredit resti nella famiglia, miliis, 9. E le trib non si 9. Nec sibi miscean* tur tribus, sed ita ma* mescolino insieme, ma neant , si rimangano, 10. Ut a Domino se10. Come dal Signoparatae sunt. Fecerunt- re furon.distinte. E le que filiae Salphaad, ut figliuole di Salphaad fefuerat imperatum : cero, come era stato loro comandato.
^^ers. 6. Purch -prendano uomini (Iella loro trib , e anche della famiglia del loro padre secondo 1' Ebreo : lo che fu ordinato per ischivare quanto mai si poteva la confusione delle porzioni. Vers. 7. Tutti gli uomini prenderanno moglie della loro trib, e famiglia. L'Ebreo limita questa legge alle fanciulle eredi. Queste non possono essere sposate i se non da uomini della stessa trib, e famiglia ; e ci per la ragione gi detta. Ma fuori di questo ca*o 1' uso certamente-fu , che una fanciulla, la quale avendo fratelli, non era erede, potea sposarsi ad un uomo di qualunque altra trib; e il versetto 8. dimostra evidentemente, che anche la nostra volgata dee intendersi nel senso dell' ebreo. Notisi , che secondo questa regola le figlie della trib di Levi non potendo aver retaggio paterno (quale non lo aveano neppur i loro fratelli ), aveano tutte un'iutera libert di matrimonio con tutte le altre trib.

11. Et nupserunt 11. E Maala, e TherMaala, et Thersa , et sa, ed Hegla, e Melcha, Hegla , et Melcha , et e Noa sposarono i fiNoa filiis patrui sui gliuoli dello zio loro paterno 12. De familia Ma12. Della famiglia di nasse , qui foit filius Manasse, il quale fu Joseph : et possessio figliuolo di Giuseppe : (juae illis fueral altri" e i beni che furono ad iuta, mansit in trib , esse assegnati restaroet familia patria earum. no nella trib, e nella famiglia del padre loro. 15. Haec sunt man13. Queste sono le data atque judicia, leggi e gli ordini dati quae mandavt Domi- dal Signore per mezzo nus per manum Moysi di Mos a' figliuoli d'Iad filios Israeli in cam- sraele nelle pianure di pestribus Moab supra Moab lungo il GiordaJordanem contra Je- no dirimpetto a Gerico. richo.

Vcrs. ii. Sposarono i figliuoli del loro zio paterno. Vale a dire, sposarono de' discendenti del fratello del padre loro. Si notato altre volte, che il nome di figliuolo ha uu senso molto t'strsft nelle Scritture.