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Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione

Ministeri - Enti Pubblici - Universit - E.P.Ricerca - Aziende Autonome - Comparto Sicurezza - Vigili del Fuoco
Coordinamento Nazionale

Roma, 19 ottobre 2012 Prot. N. 227/2012

Al Ministro dellInterno Dott.ssa Anna Maria Cancellieri Al Sottosegretario di Stato allInterno Dott. Giovanni Ferrara Al Capo Dipartimento VVFSPDC Pref. Francesco Paolo Tronca Al Capo del Corpo Nazionale VVF Ing. Alfio Pini

Egregi, siamo venuti a conoscenza di un articolo dal titolo Vietato sprecare pubblicato su LEspresso n. 42 di ottobre 2012, nel quale lautore riferendosi al Rapporto sulla spesa delle Amministrazioni centrali dello Stato 2012 della Ragioneria Generale dello Stato, chiamata in campo dalla Legge sulla Spending review, avrebbe stimato in circa 305 milioni di euro i possibili risparmi nelle strutture periferiche dei Vigili del Fuoco. Da una attenta lettura dellarticolo, pur non affrontando in maniera dettagliata largomento, lautore attribuisce gli sprechi principalmente alle numerosissime sedi di Vigili del fuoco volontari del Nord Italia, come quelle del Trentino Alto Adige dove le caserme sono 239, addirittura pi numerose dei 217 piccoli e piccolissimi Comuni della regione e della provincia di Belluno che, tra le pi piccole dItalia, conta ben 37 sedi dei Vigili del fuoco tra cui 32 di volontari. Forse larticolo si riferisce anche a pubblicazioni fatte sul sito del quotidiano on-line La Valsugana http://www.lavalsugana.it/regione/item/3606-ivano-fracenaper-sunil-pellanda-dellidvtroppe-caserme-dei-vigili-del-fuoco.html o http://www.lavalsugana.it/home/le-interviste/item/3631intervista-a-giacomo-pasquazzo-sulle-caserme-dei-vigili-del-fuoco.html che denuncia: Dal 1954 esiste una legge che impone a ciascun municipio di avere un corpo di pompieri ed un luogo per il ricovero dei mezzi. Legge che forse, visto i tempi, sarebbe da rivedere dato che su 217 comuni del Trentino, che sono gi un lusso visto la crisi, abbiamo 239 Caserme. Occorre usare il buon senso, altrimenti ci si ritrova come nel caso di Ivano Fracena dove verranno spesi 1.200.00 euro per una struttura che di fatto non serve dato che nel giro di 3 km esistono gi altre 4 caserme: Strigno, Villa Agnedo, Ospedaletto e quella da poco inaugurata di Scurelle." Tali dichiarazioni mettono in evidenza un aspetto che la Ragioneria Generale dello Stato non ha valutato nel suo Rapporto e che pertanto, a parer nostro, necessita di una integrazione sostanziale, se si vuole davvero valutare leconomicit e lefficienza dei Comandi Provinciali; ci riferiamo ai costi che sostengono i Comuni per la sedi volontarie dei Vigili del fuoco. Costi che non sono sostenuti dallAmministrazione Centrale e che pertanto non appaiono nel Rapporto ma che, gravando sui cittadini attraverso tasse locali, fanno lievitare notevolmente i costi globali del servizio reso dai Vigili del fuoco e soprattutto, in un momento storico difficile per i lavoratori e per le famiglie, continuano ad illustrare un Paese incapace di eliminare gli sprechi.

Via Cavour, 228/c 00184 Roma - Tel. 06.48905618 - Fax 06.48987037 - E-mail uilvvf@tiscalinet.it uilvvf@uil.it

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Su tale questione siamo disponibili a fornire il nostro contributo quale sindacato dei Cittadini di cui siamo orgogliosi ricordando, a riguardo, che da anni stiamo cercando di sensibilizzare lAmministrazione e le Istituzioni sul problema oggi evidenziato da LEspresso, e cio sugli sprechi relativi alle numerosissime sedi dei distaccamenti volontari presenti in taluni Comuni del Nord Italia che si traducono inevitabilmente in un aumento delle tasse locali ai cittadini. Nellarticolo sindacale Volontari o precari della rivista UIL PA VVF 115 Emergenza n. 78 del 2008, evidenziammo quanto di seguito: E infine necessario che nostri referenti politici facciano una attenta e seria analisi che non si presti ad interessi personali o di partito tesi ad ottenere consensi, ma che vada nellottica della reale funzionalit del servizio reso dai Vigili del Fuoco ai cittadini e di un ottimale utilizzo del denaro pubblico. E infatti evidente che nelle realt dove la componente volontaria del Corpo molto sviluppata con la presenza di un numero esagerato di distaccamenti volontari (si pensi alla provincia di Belluno con 33 distaccamenti volontari) il servizio potrebbe essere reso dal personale permanente con gli stessi tempi di intervento e meno di 1/3 dei distaccamenti oggi presenti, con un risparmio notevole in termini di risorse relative alle spese per le sedi di servizio, e allacquisto di automezzi, materiali ed attrezzature, oltre che di dispositivi di protezione individuali e uniformi. Risparmi che potrebbero compensare e quindi giustificare lutilizzo del personale permanente al posto di quello volontario (precario). (Articolo allegato) Mentre nellarticolo sindacale I professionisti del soccorso pubblicato sulla rivista UIL PA VVF 115 Emergenza n. 96 del 2012, consultabile sul sito UIL PA VVF www.uilvigilidelfuoco.com abbiamo ancora una volta evidenziato che: Il crescente ricorso allapertura di distaccamenti volontari, giustificato con il conseguimento di un risparmio su base monetaria, riconducibile al fatto che il volontario viene retribuito solo nella fase di intervento, va necessariamente integrata con ulteriori elementi relativi al profilo di efficienza, cos leventuale risparmio svanirebbe dinnanzi, ad esempio, alla considerazione che solo un ridottissimo numero di distaccamenti volontari garantisce una copertura estesa durante tutte le 24 ore. Alcuni recenti studi condotti dalla facolt di Economia e Commercio di Lecce hanno stimato che nei territori in cui i distaccamenti volontari sono molto numerosi, il servizio potrebbe essere reso dal personale permanente con gli stessi tempi di intervento e meno di 1/3 dei distaccamenti oggi presenti, con un notevole risparmio in termini di risorse relative alle spese per il mantenimento delle sedi di servizio, acquisti di attrezzature, automezzi, materiale, dispositivi, visite mediche periodiche ecc. (Studi e Ricerche Aziendali Universit del Salento Dipartimento di Studi Aziendali, Giuridici ed Ambientali). Tali studi hanno altres evidenziato che anche sotto il profilo dellefficacia gestionale che il ricorso indiscriminato al volontariato non risponde a criteri di economicit; infatti risorse umane completamente differenti che si trovano ad essere perfettamente equiparate generano profili di particolare criticit aziendale con evidenti ripercussioni sulleconomicit stessa del sistema. Gli articoli evidenziano in maniera chiara la posizione assunta dalla UIL PA VVF negli anni, finalizzata a fare chiarezza su dei costi assurdi che i cittadini sono tenuti a sostenere evitando, per quanto possibile, lapplicazione di tagli lineari che non fanno altro che ingessare il Corpo Nazionale non permettendogli il regolare assolvimento della sua missione istituzionale. Pertanto chiediamo lavvio di un serio e costruttivo dibattito sulla questione attraverso lindividuazione di criteri uniformi sul territorio nazionale che definiscano la mappa delle sedi VVF permanenti e volontarie necessarie a garantire lo standard del servizio richiesto al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, analogamente a quanto fatto in passato con il progetto, pi volte ripreso, di Italia in 20 minuti. Il Coordinatore Generale Alessandro Lupo
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