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DELIBERAZIONE N IX / 4282

Seduta del 25/10/2012

Presidente Assessori regionali

ROBERTO FORMIGONI ANDREA GIBELLI Vice Presidente VALENTINA APREA GIOVANNI BOZZETTI ROMANO COLOZZI GIUSEPPE ANTONIO RENATO ELIAS ANDREA GILARDONI NAZZARENO GIOVANNELLI FILIPPO GRASSIA MARIO MELAZZINI CAROLINA ELENA PELLEGRINI LEONARDO SALVEMINI

Con l'assistenza del Segretario Marco Pilloni Su proposta dell'Assessore Nazzareno Giovannelli Oggetto

VERIFICA REGIONALE AI SENSI DELL'ART. 17 DELLA L.R. 11.03.2005 N. 12 DEL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO ADOTTATO DALLA PROVINCIA DI MILANO

Il Dirigente Gian Angelo Bravo Il Direttore Generale Bruno Mori

L'atto si compone di 51 pagine di cui 47 pagine di allegati parte integrante

VISTE:

La legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 Legge per il governo del territorio e successive modificazioni; la D.C.R. n. 951 del 19 gennaio 2010 Approvazione del Piano Territoriale Regionale e successivi aggiornamenti;

RILEVATO CHE:

lart. 15 della l.r. n. 12/05 e successive modifiche definisce i contenuti del piano territoriale di coordinamento provinciale ed in particolare:

al comma 1 esplicita che il PTCP atto di indirizzo della programmazione socio-economica della Provincia ed ha efficacia paesaggistico-ambientale, al comma 6 dispone che il PTCP individui le previsioni atte a raggiungere gli obbiettivi del Piano Territoriale Regionale (PTR); al comma 2, che nella fase di predisposizione del PTCP, la Provincia possa chiedere alla Regione consultazione diretta ad approfondire le risultanze di suo interesse della programmazione e pianificazione regionale; al comma 7, che la Provincia, successivamente alladozione e contestualmente alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, trasmetta il PTCP alla Giunta Regionale e che entro centoventi giorni dal ricevimento degli atti, ne verifica, garantendo comunque il confronto con la Provincia interessata, la conformit alla legge e la compatibilit con gli atti di programmazione e pianificazione regionale;

lart. 17 della l.r. n. 12/05 e successive modifiche, prevede:

lart. 18 comma 2 della l.r. n. 12/05 definisce le previsioni del PTCP con efficacia prevalente sugli atti del PGT; lart. 19 comma 1 della l.r. n. 12/05 definisce che il piano territoriale regionale (PTR) costituisce atto fondamentale di indirizzo e di orientamento della programmazione e pianificazione territoriale delle province e che il PTR
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ha natura ed effetti di piano territoriale paesaggistico ai sensi della vigente legislazione; VISTO il Piano Paesaggistico Regionale, art. 3 delle Norme di attuazione, che considera i PTCP quali atti a specifica valenza paesaggistica dal momento della loro entrata in vigore e come tali strumenti della pianificazione paesaggistica integrati nel Piano del Paesaggio Lombardo; PRESO ATTO CHE: la Provincia di Milano con nota n. 123693/2012 pervenuta in Regione il 5/07/2012, ha trasmesso il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, composto dagli elaborati citati nella Delibera di Consiglio Provinciale di adozione n. 16 del 7/6/2012; CONSIDERATO che al fine di garantire un ampio e approfondito esame delle tematiche proposte dal PTCP, in particolare per quanto concerne gli strumenti di programmazione regionale, stato coinvolto il Gruppo di lavoro interdirezionale "Aggiornamento annuale del PTR e verifica regionale dei PGT e dei PTCP" costituito con decreto del Direttore Generale della DG Territorio e Urbanistica n. 596 del 31/01/2012; DATO ATTO che il sopracitato Gruppo di lavoro regionale nelliter procedurale ha operato in raccordo con la Provincia di Milano programmando per il giorno 23/07/2012 una riunione plenaria informativa di presentazione del PTCP da parte della Provincia, una riunione conclusiva di valutazione del documento di verifica regionale in data 27/09/2012 nonch altri incontri su tematiche di settore; DATO ALTRES ATTO che stato predisposto il documento Verifica regionale ai sensi dellart. 17 della l.r. 11.03.2005 n. 12 del Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla Provincia di Milano con tutte le indicazioni e proposte di modifiche/integrazione formulate dalle Direzioni Generali regionali coinvolte, e
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che lo stesso deliberazione; VISTI

costituisce

lAllegato

A,

parte

integrante

della

presente

il Programma Regionale di Sviluppo della IX legislatura approvato con D.C.R. n. 56 del 28 settembre 2010 e la declinazione allo stesso nel PO 20 Valorizzazione e Governance del Territorio, OS 20.1 - Governo del Territorio, come da allegato alla comunicazione del Presidente Formigoni approvata con DGR 465 del 5 agosto 2010; la D.C.R. n. 276 del 8 novembre 2011 con cui il Consiglio Regionale ha approvato la risoluzione che accompagna il Documento Strategico Annuale (DSA); il D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 8;

Ad unanimit di voti espressi nelle forme di legge; DELIBERA 1. di approvare il documento Verifica regionale ai sensi dellart. 17 della l.r. 11.03.2005 n. 12 del Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla Provincia di Milano, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, di cui allAllegato A. 2. di trasmettere copia del presente atto di verifica alla Provincia di Milano, per lo svolgimento dei conseguenti adempimenti previsti dall'art. 17, comma 8, 9, 10, della l.r. 12/2005. Il SEGRETARIO MARCO PILLONI

ALLEGATO A VERIFICA REGIONALE AI SENSI DELLART. 17 DELLA L.R. 11.03.2005 N. 12 LEGGE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO DEL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI MILANO DELIBERA DI ADOZIONE n. 16 del 7 giugno 2012 INDICE Riferimenti procedurali 1. Considerazioni generali Principali contenuti e obiettivi dichiarati del Piano 2. Verifica dei contenuti del PTCP e raccordo con gli atti di programmazione e pianificazione regionale ai sensi dell art. 15 della l.r. 12/05 Coerenza con Programmazione Regionale Relazione con il Piano Territoriale Regionale (PTR) e coerenza delle strategie/azioni previste dal PTCP rispetto al Sistema di obiettivi definito dal PTR Indicazioni alla pianificazione locale
Uso del suolo e sistema insediativo Concetto di Progetto Strategico Poli attrattori e ruolo di Milano

Osservazioni a norme di Piano Coerenza con le politiche regionali nei settori:


Ambiente Commercio, Turismo e Servizi Istruzione, Formazione e Cultura Politiche per la casa Sanit Programmazione integrata Sport e giovani

3.

Previsioni del PTCP aventi efficacia prescrittiva e prevalente sugli atti del PGT, ai sensi dellart. 18 della l.r. n.12/05
Tutela dei beni ambientali e paesaggistici Sistema della Mobilit Ambiti Agricoli Strategici Assetto idrogeologico e difesa del suolo

4.

Considerazioni conclusive 1

Riferimenti procedurali Il presente parere finalizzato alla verifica della conformit del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Milano alle disposizioni contenute nella legge regionale n. 12/05 Legge per il governo del territorio e alla compatibilit del Piano con gli atti di programmazione e pianificazione regionale. Per le attivit di verifica, coordinate dalla Direzione Generale Territorio e Urbanistica, Unit Organizzativa Programmazione Integrata e Pianificazione Territoriale, Struttura Pianificazione Territoriale, stato coinvolto il Gruppo di Lavoro interdirezionale costituito, con DDG n. 596 del 31/01/2012, a seguito dei lavori sono stati raccolti i contributi espressi dalle seguenti Direzioni Generali: Agricoltura, Ambiente, Casa, Commercio Turismo e Servizi, Infrastrutture e Mobilit, Sistemi Verdi e Paesaggio, Sport e Giovani, Sanit, Istruzione Formazione e Cultura, Territorio e Urbanistica. In conformit con quanto previsto dallart. 17, c.7 della l.r. n. 12/05 il Gruppo di Lavoro regionale nelliter procedurale ha operato in raccordo con la Provincia di Milano, con una riunione plenaria informativa di presentazione dei contenuti del Piano tenutasi il giorno 23 luglio 2012 ed un incontro conclusivo di valutazione degli esiti del documento di verifica regionale in data 27 settembre 2012. 1. Considerazioni generali Principali contenuti e obiettivi dichiarati del Piano Il Piano Territoriale (PTCP) della Provincia di Milano, adottato con delibera di Consiglio Provinciale n. 16 del 7/6/2011 composto da: - Relazione di Piano - Norme di Attuazione - Repertori degli Alberi di interesse monumentale, delle Misure di mitigazione e compensazione ambientali, dei varchi della Rete Ecologica - Studio di incidenza - Elaborati cartografici costituiti da una tavola delle strategie in scala 1:100.000, e da 7 tavole in scala 1:30.000 relative al sistema infrastrutturale e agli ambiti ed elementi di rilevanza paesaggistica, mentre le altre sono prodotte in scala 1:50.000 - Valutazione Ambientale Strategica (VAS) Il PTCP identifica la Provincia di Milano come motore della Regione urbana milanese definita quale intensa rete di relazioni e di sinergie con le province contermini e individua quale obiettivo strategico di fondo il rafforzamento del policentrismo del territorio provinciale. Il policentrismo viene articolato su di un polo centrale costituito da Milano con 24 comuni e 13 Poli intermedi. Questo sistema policentrico costituisce una parte della regione urbana che comprende anche i territori delle province contermini. Per il conseguimento dellobiettivo strategico Regione urbana il PTCP ritiene necessario lindividuazione di linee di azione, che mettano in rete i rispettivi territori per un fine unitario, da attivare mediante accordi interistituzionali. I principali macro-obiettivi dichiarati dal Piano sono i seguenti: 2

- Compatibilit paesistico-ambientale delle trasformazioni; - Razionalizzazione e sostenibilit del sistema della mobilit e sua integrazione con il sistema insediativo; - Potenziamento della rete ecologica; - Policentrismo, riduzione e qualificazione del consumo di suolo; - Innalzamento della qualit dellambiente e dellabitare; - Incremento dellhousing sociale. 2. Verifica dei contenuti del PTCP e raccordo con gli atti di programmazione e pianificazione regionale ai sensi dellart. 15 della l.r. 12/05

Coerenza con Programmazione Regionale Relazione con il Piano Territoriale Regionale PTR - Coerenza delle strategie/azioni previste dal PTCP rispetto al Sistema di obiettivi definito dal PTR Il modello di pianificazione delineato dalla l.r. 12/05 conferisce al Piano Territoriale Regionale un fondamentale ruolo di coordinamento delle politiche e degli obiettivi considerati strategici per lintero territorio della Lombardia. Ai sensi degli articoli 19 e 20 di tale legge, il Piano Territoriale Regionale costituisce atto fondamentale di indirizzo e di orientamento della programmazione e pianificazione territoriale delle province ed quadro di riferimento per la valutazione di compatibilit degli atti di governo del territorio provinciale. Al fine di garantire la coerenza e la compatibilit fra le scelte locali e gli atti di programmazione regionali, il PTR formula indirizzi e orientamenti volti allindividuazione degli elementi di riferimento essenziali per la pianificazione comunale. E dunque fondamentale che nel quadro programmatico del PTCP sia inserito esplicitamente il Piano Territoriale Regionale, approvato con DCR 951 in data 19/01/2010 e i successivi suoi aggiornamenti, quale riferimento per la compatibilit delle strategie e degli obiettivi del Piano con le politiche regionali. Al fine di rafforzare la sinergia tra lo strumento regionale e provinciale e per promuovere un pi stretto raccordo tra le strategie regionali (anche di settore) e il PTCP, importante che vi sia coerenza fra gli obiettivi indicati nel PTR per i sistemi territoriali di appartenenza e le strategie dichiarate dalla Provincia. I Sistemi Territoriali definiti dal Piano Territoriale Regionale sono perimetri non rigidamente identificati che costituiscono ambiti di relazioni caratterizzati da tratti ed elementi comuni che li contraddistinguono rispetto agli altri. In accordo con quanto riportato nel PTR, ciascun Ente con competenze per il governo del territorio pertanto tenuto ad identificare in uno o pi dei sei sistemi proposti il proprio ambito dazione e a confrontare il proprio progetto o capacit dazione con gli obiettivi che per ciascun Sistema del PTR vengono proposti. Si invita dunque la Provincia ad identificarsi in uno o pi dei sistemi territoriali cos come definiti dal PTR, ad analizzarne gli obiettivi riportati per ciascuno di essi e a verificarne la coerenza con le strategie di Piano, individuando eventualmente azioni che potrebbero costituire ulteriori indirizzi per la pianificazione locale. 3

Indirizzi alla pianificazione locale Uso del suolo e sistema insediativo Pur non essendo un argomento avente efficacia prescrittiva e prevalente ai sensi dellart. 18 della l.r. 12/05, il tema delluso del suolo rappresenta unevidente e forte criticit per una realt territoriale quale la Provincia di Milano, interessata da percentuali di urbanizzazione e densit abitative fra le pi elevate a livello nazionale. Il tema del consumo di suolo, nella sua pluralit di significati e ricadute, dovrebbe dunque assumere una rilevanza almeno sovra comunale, ed essere coordinato a livello provinciale. In relazione ai contenuti di carattere programmatorio, si evidenzia che la Provincia identifica il controllo del consumo di suolo quale macro-obiettivo di Piano, e ne disciplina lutilizzo allart. 71 delle norme. Secondo quanto indicato nella tabella riportata al comma 4 del sopracitato art. 71 delle Norme di Piano, la quantit di suolo che un Comune autorizzato a consumare funzionale alla sua appartenenza allambito della Citt Centrale o al suo essere classificato quale Polo ed al fatto di prevedere o meno Progetti Strategici sul proprio territorio. Con riferimento allart. 70 delle norme di Piano, comma 5.b, in cui si legge: i Comuni Polo possono raddoppiare il consumo di suolo ammesso a condizione che lo strumento urbanistico preveda Progetti strategici(servizi o grandi funzioni di rilevanza sovracomunale o di eccellenza a prevalente interesse generale art. 70 comma 3) si invita la Provincia a fornire alla pianificazione locale strumenti utili e criteri uniformi per stabilire la stretegicit di un progetto, precisando i principali requisiti e gli elementi distintivi che deve possedere un intervento per essere ritenuto strategico, in modo da consentirne un corretto utilizzo evitandone eccessi o utilizzi limitati al fine di una gestione razionale e condivisa della risorsa suolo. Il PTCP dovrebbe dunque definire puntualmente quali sono le funzioni di rilevanza sovracomunale o di eccellenza a prevalente interesse generale che determinano la strategicit di un progetto e riportare tale definizione anche allinterno dei criteri e indirizzi specifici per i Comuni nella predisposizione dei PGT che la Provincia emaner entro tre mesi dallapprovazione del PTCP stesso, cos come indicato allart. 14 comma 6. Il PTCP definisce il Territorio Urbanizzato (TU) come superficie urbanizzata e urbanizzabile comprendendo in essa le parti di territorio su cui gi avvenuta la trasformazione edilizia pianificata o solo programmata da strumenti di governo del territorio (Art. 70 Norme di Piano). Tale definizione porta evidentemente ad inserire nel TUC porzioni di territorio sui quali insiste una previsione, ma che di fatto non sono ancora edificati, escludendo di conseguenza tali ambiti dal computo massimo consentito di consumo di suolo. Si ritiene necessario pertanto riconsiderare la definizione di Tessuto Urbanizzato, valutando la possibilit di includere esclusivamente il territorio edificato o in corso di edificazione. Il PTCP afferma inoltre che ai fini della valutazione di compatibilit degli strumenti di pianificazione comunale col PTCP, non si considerano comportanti consumo di suolo gli interventi di housing sociale riservati ad edilizia pubblica. A questo proposito si rileva la necessit di fornire 4

valori quantitativi di riferimento in modo che venga fatta almeno una stima del possibile utilizzo di suolo derivante da tali interventi. Si rileva che lassenza di una non chiara ed esaustiva esplicitazione di Progetto Strategico, nonch la definizione del Tessuto Urbanizzato che include anche aree inedificate, unitamente alle previsioni di housing sociale da non computarsi quale consumo di suolo, costituiscono potenzialit insediative rilevanti, che non sempre vengono considerate nel conteggio dei limiti massimi imposti dalla normativa di Piano, e che dunque sfuggono al controllo dellandamento generale dellutilizzo di suolo sul territorio provinciale. Poli attrattori Il Piano, in ottemperanza a quanto richiesto dallart. 9 comma 5 della l.r. 12/05, individua i comuni che hanno le caratteristiche di Polo Attrattore (Abbiategrasso, Binasco, Cassano dAdda, Trezzo dAdda, Vaprio dAdda, Castano Primo, Gorgonzola, Melzo, Legnano, Magenta, Melegnano, Paullo, Rho). Si ricorda che tali comuni, in relazione al flusso di pendolari per motivi di lavoro, studio e fruizione di servizi o caratterizzati da rilevanti presenze turistiche, sono tenuti a dotarsi di servizi pubblici aggiuntivi in funzione della popolazione fluttuante e devono prevedere dei servizi di interesse sovra comunale, necessari al soddisfacimento della domanda espressa dal bacino territoriale di gravitazione. Si reputa pertanto necessario che il PTCP definisca il tipo di attrattivit del Comune Polo affinch lo stesso, nellelaborazione del PGT, preveda i congrui servizi corrispondenti alla propria specificit. Poich il Comune di Milano non stato incluso nellelenco dei Poli attrattori, si richiede di esplicitare meglio il suo ruolo in termini di dotazione di servizi, che non possono prescindere dalla sua funzione e dalla sua natura di Polo di Sviluppo Regionale.

Osservazioni a Norme di Piano A livello di articolato normativo, si forniscono le seguenti indicazioni, da intendersi quali proposte di modifica o integrazioni, finalizzate ad assicurare piena rispondenza tra le politiche e le azioni di sviluppo delineate nel PTCP con il quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento alla coerenza del Piano rispetto alla disciplina della l.r. 12/05 e s.m.i. Art. 1 Finalit e contenuti del PTCP Si chiede di integrare larticolato normativo richiamando gli articoli 19 e 20 della l.r. 12/05 per definire le relazioni tra il Piano Territoriale Regionale (PTR) e il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP). Nei due articoli infatti viene esplicitato che il PTR costituisce atto fondamentale di indirizzo e di orientamento della programmazione e pianificazione territoriale delle province ed quadro di riferimento per la valutazione di compatibilit degli atti di governo del territorio provinciale. Art. 6 Varianti, adeguamenti, integrazioni e modifiche al PTCP 5

Si chiede allAmministrazione provinciale di fare riferimento ai comma 11, 12, 13 e 14 dellarticolo 17 della l.r.12/05, per la corretta applicazione delle procedure di approvazione del Piano e delle modalit semplificate per lapprovazione di modifiche concernenti la correzione di errori materiali e laggiornamento cartografico nonch lo sviluppo e la conseguente definizione localizzativa di interventi previsti dal PTCP e gli aspetti di ambito locale che non incidano sulle strategie generali del piano. Art. 8 Compensazione, perequazione e incentivazione urbanistica, territoriale e/o finanziaria Con riferimento allapplicazione di strumenti perequativi, si richiede di esplicitare che nelle aree destinate allagricoltura non possono applicarsi tali strumenti, cos come indicato dallart. 11 comma 2 della l.r. 12/05. In fase di formulazione di criteri specifici in materia di perequazione, si raccomanda di tenere in considerazione i contenuti della DGR n. 1681 del 29/12/05 Modalit per la pianificazione comunale e la DGR n. 999 del 15/12/10 Approvazione degli indirizzi e orientamenti per la pianificazione locale in riferimento a EXPO 2015 nell'ottica della sostenibilit. Si ricorda inoltre che qualora si commercino i diritti edificatori attribuiti a titolo di perequazione e di compensazione (l.r. 12/05, art. 11 comma 4) i comuni devono istituire il registro delle cessioni di tali diritti edificatori che deve essere aggiornato e reso pubblico. Art. 9 Perequazione territoriale di livello provinciale Comma 1, si chiede di meglio esplicitare larticolato e definire cosa si intende per intero territorio con identico indice di edificabilit territoriale. Si evidenzia che la corresponsione del contributo in denaro prevista dal comma 4 non coerente con le disposizioni regionali in materia. Si rammenta che ai sensi dellart 7 bis della l.r. 12/05 il PTCP pu individuare ambiti territoriali per i quali si rende necessaria la definizione di azioni di coordinamento per lattuazione del PTCP anche finalizzate allattuazione della perequazione territoriale intercomunale e alla co-partecipazione dei proventi derivanti dai contributi di costruzione. Art. 14 Contenuti minimi dei PGT Comma 1, si chiede di integrare lelenco dei documenti attuativi con le seguenti: - DGR n. 8138 del 1/10/2008 Determinazioni in merito al Piano di Governo del Territorio dei Comuni con popolazione compresa tra 2001 e 15.000 abitanti (art. 7, C. 3, L.R. n. 12/2005); - DGR n. 999 del 15 dicembre 2010 Approvazione degli indirizzi e orientamenti per la pianificazione locale in riferimento a Expo 2015 nellottica della sostenibilit. - DCR n. 951 del 19/01/10 Piano Territoriale Regionale PTR. Art. 15 Valutazione di compatibilit Si rileva che la possibilit della sospensione dei termini di istruttoria inserita al comma 4 non prevista dalla l.r. 12/05. Art. 60 Ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico. Comma 4, la tavola 6 del PTCP riporta i perimetri dei parchi regionali allinterno dei quali lindividuazione degli ambiti destinati allattivit agricola dinteresse strategico e relativa 6

disciplina saranno definiti in coordinamento con i relativi strumenti di pianificazione e programmazione. Si chiede di esplicitare in quale sede, prima dellapprovazione del PTCP stesso, saranno definiti gli ambiti destinati allattivit agricola dinteresse strategico allinterno dei perimetri dei parchi e come gli stessi saranno resi pubblici. Si segnala inoltre che in base al comma 2.c dellart.18 della l.r. 12/05, lindividuazione degli Ambiti Agricoli Strategici nel PTCP ha efficacia prescrittiva e prevalente sino allapprovazione del PGT comunale, che provvede alla definitiva perimetrazione delle aree destinate allattivit agricola. Art. 61 Obiettivi per la valorizzazione, luso e la tutela. Il comma 2 punto o) promuove la produzione di energia da fonti rinnovabili agroforestali con utilizzo prioritario degli edifici esistenti. Si rileva che solo le Regioni e le Province autonome possono porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per linstallazione di specifiche tipologie di impianti alimentati da fonti rinnovabili, come previsto dallart 12 c. 10 del D.Lgs 387/2003 Attuazione della Direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricit e dalle linee guida nazionali. La competenza della Provincia relativamente alla realizzazione di impianti a fonti rinnovabili viene esercitata esclusivamente in sede di procedimento autorizzativo ai sensi del sopracitato D.Lgs 387/2003. Art. 62 Criteri e modalit per la definizione delle aree agricole a scala comunale e per le modifiche degli ambiti provinciali destinati allattivit agricola di interesse strategico. In merito a quanto riportato al comma 2, sulla possibilit data ai Comuni di apportare riduzioni agli Ambiti Agricoli Strategici, si segnala la necessit di attenersi ai contenuti della DGR n. 8059 del 19/09/2008 Criteri per la definizione degli ambiti destinati allagricoltura di interesse strategico nei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali, in cui si esplicita che il Piano delle Regole, nel contesto della disciplina delle aree destinate allagricoltura, deve riprendere lindividuazione degli ambiti agricoli strategici operata nel PTCP, con facolt di apportarvi - rettifiche, precisazioni e miglioramenti - derivanti da oggettive risultanze riferite alla scala comunale. Il Piano prevede che la riduzione delle AAS (Ambiti destinati allAttivit agricola di interesse Strategico) fino al 3% dellestensione complessiva degli ambiti possa essere eseguita con variante semplificata. Poich tale percentuale pu comportare significative riduzioni di suolo agricolo, si ritiene necessario valutare lopportunit di prevedere una variante ordinaria al PTCP che segua la medesima procedura prevista per lapprovazione. Tali proposte di modifica alla normativa di Piano devono essere integrate con le ulteriori osservazioni di carattere orientativo o prescrittivo e prevalente, formulate dalle Direzioni Generali competenti.

Coerenza con le politiche regionali Le considerazioni che seguono sono distinte per tematiche riferite a precisi obiettivi individuati dal PTR e da atti di programmazione regionale e sono state espresse dalle Direzioni Generali e dalle Strutture regionali competenti, nei settori di seguito riportati:

DIREZIONE GENERALE AMBIENTE, ENERGIA E RETI


Verificati i contenuti della proposta di adeguamento del PTCP alla l.r. 12/05, adottata con deliberazione del Consiglio Provinciale n.16 del 7 giugno 2012, si formulano le osservazioni di seguito riportate. La proposta di PTCP si occupa ampiamente del tema risorse idriche e per questo potrebbe pertanto rappresentare un utile strumento per dare attuazione alla pianificazione di settore regionale e di distretto, per gli aspetti che richiedono lintegrazione con la pianificazione territoriale. Si ravvisano tuttavia alcuni aspetti di mancato raccordo e talvolta di incoerenza proprio con la suddetta pianificazione di settore - che, si richiama, costituita dal Piano di Tutela e Usi delle Acque della Regione Lombardia (PTUA) e dal Piano di Gestione del Distretto Idrografico del Fiume Po (PdGPo) - per la risoluzione dei quali si formulano di seguito alcune osservazioni e proposte. 1. Il PTCP non evidenzia n cartograficamente n nominalmente il reticolo idrografico di riferimento del PdGPO; tenuto conto che per i corpi idrici che costituiscono tale reticolo sono fissati degli obiettivi di qualit ambientale e che per il conseguimento degli obiettivi dovranno essere messe in atto le opportune misure di riqualificazione o tutela, appare necessario che i corpi idrici PdGPO siano posti in evidenza, rispetto allinsieme dei corpi idrici richiamati al comma 1 dellart. 24 delle NTA del PTCP, in quanto ad essi dovrebbero essere prioritariamente rivolte le risorse disponibili e gli sforzi dei soggetti coinvolti nellattuazione della pianificazione. 2. Si richiama la necessit che lindividuazione delle aree di ricarica delle acque sotterranee, riportata nella cartografia del PTCP, sia coerente con quella presente nel PTUA. Lart. 30, comma 1 delle NTA del PTUA prevede che laggiornamento delle zone di protezione delle acque sotterranee debba essere approvata dalla Giunta regionale su proposta dellAutorit dAmbito. Si suggerisce pertanto che, qualora la Provincia voglia proporre una migliore individuazione delle aree di ricarica aree che rientrano nella definizione pi generale di zone di protezione recepisca tale nuova individuazione cartografica allinterno del piano dambito del servizio idrico integrato, condividendola preliminarmente con i competenti uffici della Giunta regionale. Con riferimento al comma 5 dellart. 38 delle NTA del PTCP, si ravvisa il rischio che si presenti incoerenza tra il PTUA e il Piano di Settore che la Provincia prevede di adottare, con riguardo alle seguenti lettere del richiamato comma 5: a) valutazione della vulnerabilit intrinseca degli acquiferi; bench col PTUA non sia stata approvata una cartografia della vulnerabilit intrinseca, essa una delle basi per lindividuazione delle aree vulnerabili da fitofarmaci e da nitrati, per cui invece stata 8

3.

approvata apposita cartografia. La definizione di una carta della vulnerabilit intrinseca da parte della Provincia potrebbe pertanto risultare incoerente rispetto alle valutazioni effettuate nel PTUA al fine di pervenire allindividuazione delle suddette aree. b) perimetrazione delle aree di ricarica; la motivazione la medesima descritta al precedente punto 2. d) indirizzi e prescrizioni delle scelte urbanistiche per la tutela delle risorse idropotabili; il PTUA prevede che le misure di tutela delle acque destinate al consumo umano sia fatta con apposito regolamento regionale, tuttora non approvato. Nelle more della revisione del PTUA o dellapprovazione di tale regolamento si ritiene opportuno che eventuali prescrizioni o indirizzi che la Provincia riterr di adottare vengano preventivamente condivisi con i competenti uffici regionali. e) diversificazione degli usi delle acque sotterranee e riduzione dello sfruttamento delle falde profonde; le disposizioni regionali in materia di uso e risparmio delle acque sono contenute nel regolamento regionale n. 2 del 24 marzo 2006. Ulteriori disposizioni regionali in materia potrebbero essere emanate mediante lapprovazione del soprarichiamato regolamento per la tutela delle acque destinate al consumo umano o mediante la revisione del PTUA. Si suggerisce pertanto alla Provincia di proporre ai competenti uffici regionali le modifiche o le integrazioni alla normativa vigente che ritiene opportune, al fine di avviare un confronto volto alla sua revisione/implementazione. Per gli altri aspetti di tutela della risorsa idropotabile si richiama invece quanto indicato per la lettera d). 4. Con riferimento al comma 4 dellart. 38 delle NTA, con cui la Provincia definisce i contenuti minimi dei PGT rispetto al tema Ciclo delle acque, si segnala che taluni approfondimenti ivi richiesti - e in particolare quelli di cui alle lettere b), per quanto riguarda lanalisi dello stato qualitativo delle falde sotterranee e c), per quanto riguarda lanalisi della vulnerabilit degli acquiferi potrebbero essere di difficile praticabilit alla scala territoriale comunale e potrebbero portare inoltre a risultati difficilmente integrabili in assenza di una metodologia coerente per il loro svolgimento. Si richiama a tale proposito quanto evidenziato al precedente punto 3 e si chiede alla Provincia di valutare lo stralcio delle lettere b) e c), tenuto conto che analisi di questa tipologia potrebbero essere pi compiutamente svolte a scala sovracomunale, pertanto dalla Provincia medesima. Con riferimento ai contenuti minimi dei PGT relativi al tema Ciclo delle acque si richiama invece lopportunit che sia prevista una valutazione, da parte dei Comuni, della coerenza tra gli sviluppi urbanistici e la programmazione dei servizi idrici, in particolare quelli di fognatura e depurazione e che, allatto della revisione o adeguamento dei PGT, siano verificate ed evidenziate anche le criticit derivanti da carenze di tali servizi rispetto allurbanizzato esistente. Al fine di realizzare, mediante il PTCP, una prima integrazione tra pianificazione territoriale e pianificazione dei servizi idrici, si suggerisce inoltre che la cartografia di piano sia integrata con la perimetrazione degli agglomerati di riferimento per la pianificazione dei servizi di fognatura e depurazione.

5.

6.

Con riferimento ai parametri di sostenibilit di cui allart. 71, comma 4, si richiama lopportunit che il parametro relativo alla gestione delle acque meteoriche e il metodo di valutazione che la Provincia si propone di definire, siano condivisi con i competenti uffici regionali preposti alla pianificazione per la tutela e gli usi delle acque e per la difesa del suolo, in quanto sono attualmente in corso attivit di revisione della normativa regionale vigente in materia di gestione delle acque meteoriche e drenaggio urbano e potrebbero pertanto presentarsi incoerenze tra quanto contenuto nel PTCP e tale normativa, vanificando in questo modo lo sforzo della Provincia di condizionare laumento di consumo di suolo al rispetto di un parametro di sostenibilit relativo a tale problematica ambientale. Si suggerisce inoltre, proprio per agevolare il confronto su tale tematica, di stralciare dal PTCP lindicazione del valore del parametro in questione, rinviandone la definizione a successivi atti attuativi.

DIREZIONE GENERALE COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI


Introduzione Gli obiettivi del nuovo PTCP di Milano riferiti al settore commercio Le previsioni del PTCP della Provincia in relazione al commercio sono richiamate in linea generale nella relazione descrittiva generale e nello specifico nelle norme tecniche di attuazione agli articoli 3, 69 e 76. In generale il PTCP mira a promuovere una equilibrata programmazione e modernizzazione del sistema distributivo commerciale, nel rispetto delle esigenze di tutela del sistema paesisticoambientale coerentemente agli obiettivi di sviluppo del sistema insediativo e infrastrutturale della mobilit. Riguardo le previsioni localizzative, per le nuove grandi strutture di vendita si prevede di orientarle prioritariamente nei comuni individuati come Polo attrattore o gi dotati di grandi strutture di vendita con la finalit di potenziare e razionalizzare il sistema distributivo esistente. In questo quadro, i PGT comunali dovranno supportare la scelta di localizzazione con adeguate valutazioni condotte a una scala pi ampia rispetto al territorio comunale, in relazione allambito di gravitazione, al sistema economico commerciale e alle potenziali ricadute. Nelle norme tecniche di attuazione, oltre ai macro obiettivi di cui allart. 3, agli obiettivi specifici per il sistema insediativo di cui allart. 69, il PTCP di Milano definisce i seguenti ulteriori obiettivi per il sistema del commercio: a) agevolare i processi di razionalizzazione e ammodernamento dellofferta commerciale negli ambiti urbani; b) sostenere lo sviluppo e la qualificazione dei sistemi commerciali urbani, dei centri commerciali naturali, degli esercizi di vicinato anche favorendo condizioni di equilibrio tra le diverse tipologie o formule commerciali; c) disincentivare il consumo di aree libere in contesti extraurbani per la localizzazione di nuove funzioni commerciali, in particolare medie e grandi strutture di vendita, privilegiando la localizzazione in contesti urbani, prioritariamente connessi alla riqualificazione di comparti urbani con presenza di idonei mix funzionali; 10

d) agevolare la complessiva integrazione del sistema distributivo commerciale con il sistema della mobilit e in particolare con il trasporto pubblico, favorendo interventi che risolvano criticit pregresse; e) adozione di piani di localizzazione degli impianti di distribuzione carburanti che comprendano piani di sviluppo dellofferta dei carburanti ecocompatibili, con particolare riguardo al metano per le sue caratteristiche ecologiche, correlati alla programmazione regionale di settore. Qualora i comuni prevedano la localizzazione di nuove grandi strutture di vendita nel proprio territorio, i PGT supportano tali scelte con adeguate valutazioni condotte a una scala pi ampia rispetto al territorio comunale, in relazione allambito di gravitazione, al sistema economico commerciale e alle potenziali ricadute, in particolare rispetto a: a) riuso del tessuto urbano consolidato e riduzione dellimpermeabilizzazione complessiva dei suoli; b) contributo al potenziamento, alla razionalizzazione e al coordinamento del sistema dei servizi, in particolare nei comuni Polo Attrattore; c) contributo alla sostenibilit delle condizioni di mobilit anche attraverso la diffusione di impianti dotati di prodotti a basso impatto ambientale con particolare riferimento al prodotto metano d) contributo allattuazione dei progetti strategici di rete ecologica provinciale e grandi dorsali territoriali, allattuazione dei parchi locali di interesse sovracomunale, allo sviluppo di meccanismi di compensazione ambientale delle trasformazioni, in particolare in rapporto alla attuazione di interventi di qualificazione energetica paesistica e ambientale del territorio. Le previsioni di localizzazione e la realizzazione di aree commerciali allinterno di siti delle rete Natura 2000, parchi naturali, riserve naturali regionali, monumenti naturali, parchi regionali ad esclusione delle zone IC del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Non sono presenti riferimenti diretti alle relazioni tra le varie forme distributive e le reti commerciali in termini di collaborazione territoriale e rilancio economico anche in riferimento ai Distretti urbani e diffusi del Commercio. Gli obiettivi del nuovo PTCP di Milano riferiti al settore turismo Le previsioni del PTCP della Provincia - in relazione al turismo - sono richiamate in linea generale nella relazione descrittiva e nello specifico nelle norme tecniche di attuazione agli articoli 3 (macro obiettivo 3), 28, 30, 32, 65 e 66. Nella relazione accompagnatoria al piano si evince che il PTCP mira a promuovere uno sviluppo policentrico del territorio provinciale puntando alla qualificazione dellambiente, del paesaggio urbano, agricolo e naturalistico salvaguardando gli spazi aperti. Nellarticolazione del documento non sono individuabili azioni specifiche rivolte al settore turistico anche se sono desumibili da unattenta lettura di quelli che sono i macro obiettivi. In particolare il richiamo al sistema territoriale unitario (costituito da una fitta trama infrastrutturale, multimediale e multidirezionale) tenuto insieme da un tessuto di spazi verdi che ha lobiettivo di realizzare una citt che sia estesa, aperta, continua, urbana, ma nel contempo in grado di recuperare il tessuto materiale ed immateriale e sia capace di far coesistere passato e presente. 11

Attraverso strumenti quali accordi interistituzionali, o similari, si pu procedere alla messa in rete delle diversit territoriali cercando di creare un insieme unitario in grado di fare massa andando oltre le dimensioni territoriali, demografiche, economiche e culturali. I progetti della mobilit dolce come mezzo allinterno della pianificazione e programmazione locale devono risultare funzionali agli obiettivi di intercomunalit, interconnessione e intermodalit. Vengono inoltre promossi interventi destinati alla messa in rete delle piste ciclabili per le quali sono stati individuati itinerari provinciali lungo i canali e i navigli. La rappresentazione di tale rete dedicata alle strategie di piano assicura anche la fruizione di percorsi e di luoghi di interesse paesistico. Viene infatti chiesto ai comuni di prevedere la realizzazione di percorsi ciclabili che siano la congiunzione di fattori di connessione con le stazioni ferroviarie e metropolitane. In unottica Expo il PTCP si propone di valorizzare beni culturali, archeologia industriale, nonch di implementare lutilizzazione delle vie dacqua e attivare specifici circuiti riconducibili alle cascine. Sempre su Expo, con riferimento al Piano Territoriale dArea Navigli, viene lanciato il tema della gran traversata dei navigli per la formazione di unasse/percorso fruibile in continuo che attraversi lintera provincia dallAdda al Ticino. Il PTCP intende sviluppare e potenziare il progetto MiBici della Provincia di Milano, estendendo il sistema delle piste ciclabili sul territorio provinciale. Nelle norme tecniche di attuazione oltre ai macro obiettivi di cui allart. 3, si individuano accenni relativi alla tematica turistica in particolare anche negli articoli: 28-3: conservazione del paesaggio agrario quale fattore di identit culturale; 32: tutela e valorizzazione dei siti in rapporto alla capacit di assumere il ruolo di progetti di reti ecologiche per la strutturazione di percorsi turistico-ricreativi; 66: tematica preminente la mobilit ciclabile. Gli obiettivi del PTR Commercio Il Pianto Territoriale Regionale in riferimento agli obiettivi tematici del settore commercio prevede: la promozione di una rete distributiva sostenibile che possa contribuire al miglioramento della competitivit del territorio a) Integrando le politiche di sviluppo commerciale con la pianificazione territoriale e paesistica; b) Controllando la tendenza alla desertificazione commerciale. Interventi sulla capacit del sistema distributivo di organizzare il territorio affinch non si creino squilibri tra polarit, abbandono dei centri minori e aumento della congestione lungo le principali direttrici commerciali. Turismo 12

Il Pianto Territoriale Regionale in riferimento agli obiettivi tematici del settore turismo prevede: di incentivare lo sviluppo delle aree a vocazione turistica affinch le stesse valorizzino le risorse disponibili in un ottica di turismo sostenibile. di potenziare lo sviluppo turistico su tutto il territorio lombardo ed in particolare nelle aree protette (ad esempio: rete natura 2000). di valorizzare, anche attraverso la conoscenza e il riconoscimento del valore, il patrimonio culturale e paesaggistico in quanto considerati elementi di identit caratterizzanti il territorio lombardo. Considerazioni Commercio La proposta di PTCP, da un punto di vista generale, risulta coerente con i principi, gli indirizzi e gli obiettivi del Piano Territoriale Regionale e della programmazione regionale del settore commerciale. Si rileva per, in ordine alla capacit del sistema distributivo di organizzare il territorio affinch non si creino squilibri tra polarit, abbandono dei centri minori e aumento della congestione lungo le principali direttrici commerciali il mancato riferimento ai Distretti diffusi del Commercio quali strumenti di integrazione e valorizzazione delle risorse del territorio per rigenerare il tessuto urbano, incrementare lattrattivit e sostenere la competitivit. Si segnala altres che, in materia di mobilit sostenibile, vi carenza di proposte di interventi inerenti la promozione ed il sostegno alla diffusione di impianti di distribuzione carburanti dotati di prodotti ecocompatibili, ed in particolare del prodotto metano come previsto dalla programmazione regionale di settore, che consentirebbero migliore tutela della qualit dellaria e della salute pi in generale. Turismo Nel PTCP proposto, pur in assenza di riferimenti espliciti alle tematiche della programmazione in materia di turismo della Provincia (con particolare richiamo al programma di sviluppo turistico Luoghi da vivere - Sistema Turistico metropolitano), si intravedono comunque delle coerenze in linea con le strategie e le conseguenti azioni in ordine ai seguenti argomenti: itinerari di riscoperta (archeologia industriale, patrimonio storico-culturale, produzioni tipiche, etc.); mobilit sostenibile; creazione e messa in rete di un sistema di ospitalit (itinerari), legato a strutture quali cascine e agriturismi cos da valorizzare il patrimonio presente sul territorio, sottolineandone altres i caratteri particolari con riguardo alle tematiche in materia di cultura e qualit dellaccoglienza.

PTCP - Norme di attuazione - proposte di modifica

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Art 3 comma 1 lett b) Razionalizzazione e sostenibilit del sistema della mobilit, comprendente anche le infrastrutture della rete distributiva di rifornimento, e sua integrazione con il sistema insediativo Art 63 comma 1 Aggiungere allelenco: lett) l rete distributiva dei carburanti Art. 64 comma 1 lett. b) Utilizzare tecnologie e sistemi sostenibili al fine di minimizzare le pressioni ambientali, e indirizzare i fornitori di servizi di trasporto verso standard energetici sostenibili anche attraverso ladozione dei piani di localizzazione degli impianti di distribuzione dei carburanti previsti dalle norme vigenti (art. 86 della l.r. 2 febbraio 2010 n. 6 smi). Art. 68 Criteri per la mobilit nella pianificazione comunale Comma 1 e) Potenziare un sistema di mobilit ecosostenibile anche attraverso la promozione di una rete di distribuzione a basso impatto. Art. 76 Il sistema del commercio Comma 1 lett. d) Agevolare la complessiva integrazione del sistema distributivo commerciale con il sistema della mobilit e in particolare il trasporto pubblico, favorendo interventi che risolvano le criticit pregresse. Al fine di agevolare il conseguimento degli obiettivi precedentemente citati, e in particolare la complessiva integrazione del sistema commerciale con il sistema della mobilit i comuni, in sede di approvazione del PGT o modifica dello strumento urbanistico vigente individueranno, ove necessario, piani di localizzazione degli impianti di distribuzione carburanti in applicazione dellart. 86 della l.r. 2 febbraio 2010 n.6 smi. Per i comuni che non avessero provveduto alla individuazione suddetta le norme cui attenersi sono contenute nella DGR 29 febbraio 2000 n. 6/48714.

DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA


Il progetto di PTCP stato esaminato dai competenti uffici della mia Direzione, sia sotto il profilo della tutela e valorizzazione dei beni culturali sia per le indicazioni relative alla promozione e sviluppo delle attivit scolastiche e formative. Dalle verifiche della documentazione di piano, relativamente a quanto si riferisce al patrimonio culturale (Relazione generale, parte II, 4 "sistema paesistico ambientale"; Norma di attuazione artt. 30/32; tavole 2/5), si ritiene che il PTCP offra sufficienti strumenti di tutela e indirizzo. Per quanto riguarda le previsioni inerenti il sistema scolastico provinciale, si prende atto che il PTCP non individua uno specifico strato di pianificazione. Sotto il profilo della programmazione degli insediamenti su scala vasta, gli elementi facenti parte del sistema scolastico possono tuttavia essere adeguatamente ricompresi da quanto definito nelle norme dedicate sia ai cosiddetti poli attrattori che agli insediamenti di portata sovra comunale (artt. 72 e 73 delle NTA). 14

DIREZIONE GENERALE CASA Premesso che, ai sensi dellart. 15 della L.R. 12/2005 e s.m.i. il PTCP, per la parte di carattere programmatorio, deve indicare, tra laltro, gli obiettivi di sviluppo economico-sociale a scala provinciale, a tal fine raccordando le previsioni dei piani di settore la cui approvazione demandata per legge alla Provincia e approfondendo i contenuti della programmazione regionale, nonch eventualmente, proponendo le modifiche o integrazioni della programmazione regionale ritenute necessarie. Sotto tali profili, il PTCP si sforza di affrontare ad ampio spettro il tema dellabitare, sia a livello di strategie espresse nella Relazione Generale, che in sede pi operativa nelle Norme di attuazione. La definizione delle politiche generali pertanto nel solco delle politiche nazionali individuate dal Piano Casa e di quelle promosse in sede regionale. Nella Relazione Generale ed in particolare nel Macro-obiettivo 06 Incremento dellhousing sociale in risposta al fabbisogno abitativo e promozione del piano casa viene pertanto proposto di favorire la diversificazione dellofferta insediativa al fine di rispondere alla domanda di housing sociale per i nuclei familiari che non possono accedere al libero mercato immobiliare, di favorire interventi di housing sociale di elevata qualit urbana e architettonica integrati con il tessuto urbano esistente e motori virtuosi per il recupero delle periferie, di prevedere il reperimento di aree destinate ad interventi di housing sociale nonch di introdurre negli strumenti di pianificazione locale meccanismi urbanistici che favoriscano la realizzazione degli interventi stessi. Nel paragrafo 7.Sistema insediativo della Relazione Generale e nellart. 74, comma 3 delle Norme di attuazione si prevede che la Provincia metta a disposizione aree di sua propriet da destinare ad interventi di housing sociale e di coinvolgere e coordinare i comuni che presentino unesigenza di forte ampliamento dellofferta abitativa sociale per la realizzazione di progetti mediante lutilizzo di strumenti finanziari innovativi quali fondi comuni di investimento immobiliare destinati esclusivamente allhousing sociale. Si rileva la necessit che iniziative di tale natura vengano articolate in coerenza con la programmazione regionale in materia di edilizia residenziale pubblica, e nel rispetto di quanto previsto dallart. 4, comma 5 della L.R. 4 dicembre 2009, n. 27 e s.m.i.. Nelle Norme di attuazione il PTCP definisce ulteriori obiettivi specifici per il sistema insediativo (art. 69, comma i), e in particolare prevede che non comportino consumo di suolo gli interventi di housing sociale riservati ad edilizia sociale, con particolare riferimento alledilizia in affitto concordato o moderato, ai fini della valutazione di compatibilit degli strumenti di pianificazione comunale col PTCP (art. 70, comma 6). Il PTCP valuta idonei ad assicurare il conseguimento degli obiettivi del piano gli strumenti di pianificazione comunale che prevedano quote edificatorie riservate allhousing sociale che superino requisiti quantitativi minimi, variabili a seconda della classificazione dei singoli comuni (art. 74, comma 2). Si ritiene auspicabile che tra gli indirizzi del piano, da sottoporre allattenzione dei comuni, venga fatto un richiamo espresso allindividuazione delle aree per ledilizia residenziale pubblica, ai sensi dellart. 9, comma 1 della L.R. n. 12/2005 e s.m.i. e si esprima sempre pi attenzione ai temi dellintegrazione tra il tema dellabitare e quello della riqualificazione, anche al fine di affrontare i problemi di disagio sociale e della sicurezza e per il complessivo miglioramento della dotazione, anche sovracomunale, dei servizi, del verde, dellefficienza energetica, al fine della rivitalizzazione dei contesti abitativi e favorendo il mix sociale. 15

Si richiama la necessit di unazione di monitoraggio rispetto alleffettivo recepimento degli indirizzi del Piano da parte dei PGT comunali, implementando possibilmente un sistema che utilizzi indicatori significativi che consentano di verificare leffetto complessivo prodotto dalle norme dei PGT. Si rileva inoltre che il PTCP tratta solo marginalmente il tema della rilevazione e della quantificazione del fabbisogno abitativo, salvo che in modo estremamente sintetico utilizzando i dati CRESME (Relazione Generale, 7.Sistema insediativo Fabbisogno abitativo e housing sociale). Si suggerisce a tale fine il raccordo con lOsservatorio Regionale della condizione abitativa, che raccoglie con cadenza periodica gli elementi utili in materia di edilizia residenziale pubblica.

DIREZIONE GENERALE SANIT


In riferimento alla procedura istruttoria per lespressione del parere regionale di compatibilit con il Piano Territoriale Regionale, dellart. 17, comma 7, della l.r. 12/2005, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Milano adottato dal Consiglio Provinciale con delibera n.16 del 07/06/201211, che ha previsto il coinvolgimento del Gruppo di Lavoro Interdirezionale (Decreto n.596 del 31.1.2012), dove presente la DG Sanit, si comunica il parere di competenza. La U.O. Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria, comunica che, la D.G. Sanit ha emanato con d.d.g. 12678 del 21. 12.2011 le "Linee guida per la prevenzione del rischio da esposizione al gas radon in ambienti indoor " con l'obiettivo di promuovere e sensibilizzare la popolazione, affinch il rischio radon sia affrontato nelle abitazioni mediante l'adozione di tecniche di prevenzioni e in quelle esistenti, ove sussiste il problema, mediante ladozione di azioni di bonifica, prescindendo dalla collocazione geografica e quindi non solo in quei territori situati in zone a maggiore presenza di radon. Si invita pertanto ad inserire nelle norme di Piano anche quanto previsto dalle linee guida che prevedono soluzioni di prevenzione dellingresso del gas radon negli edifici. Il decreto citato scaricabile dalla sito web delle DG Sanit di Regione Lombardia, dove sono anche resi disponibili gli schemi tipo ad alta risoluzione, liberamente utilizzabili nella progettazione a condizione di citarne la fonte. La U.O. Programmazione e Sviluppo Piani Struttura Edilizia Sanitaria, rispetto agli atti relativi al PTCP adottato dalla Provincia di Milano, si esprime per quanto concerne la rete dei nuovi Ospedali realizzati e in fase di realizzazione. In riferimento alle indicazioni contenute nel Programma Regionale di Sviluppo (d.c.r. n. 56 del 28/09/2012) di valorizzazione delle funzioni territoriali degli Ospedali, rispetto allerogazione dei servizi sanitari, ed agli obbiettivi del Piano Socio Sanitario 2010-2014, cos come aggiornato dal Documento Strategico Annuale 2012, si richiede che nelle Norme di Attuazione relative allAdeguamento del PTCP alla l. r. 21/2005, venga inserito il riferimento alla rete di infrastrutture di edilizia sanitaria sia per quanto riguarda gli Ospedali esistenti sia per quelli di recente attivazione (Niguarda Fase 1, Vimercate, Legnano), sia per quelli in corso di realizzazione (Niguarda Fase2,

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Garbagnate, Ospedale dei bambini di Milano), sia per quanto riguarda la realizzazione del nuovo polo sanitario di eccellenza la Citt della Salute e della Ricerca. Tale inserimento dovr raccordarsi con le Norme di Piano di cui allArt. n. 3 relativamente al conseguimento dei macro-obbiettivi contemplati dallarticolo stesso, nonch ai Progetti Strategici di cui allart. 70 delle NTA. Inoltre si richiede che venga integrato lart.14 Contenuti minimi del PGT, con il riferimento ai contenuti della D.G.R 6053 del 5.12.2007: Partecipazione delle ASL e di ARPA ai procedimenti di approvazione dei Piani di Governo del Territorio -Indirizzi operativi (l.r. n. 2/2005). In particolare sulla promozione dellAccordo di Programma per la realizzazione della nuova Citt della Salute e della Ricerca nel Comune di Sesto San Giovanni, ai sensi dellart. 6 della l.r. 14 marzo 2003, n. 2, si precisa quanto segue. In data 7 Aprile 2009 stato sottoscritto lAccordo di Programma per la realizzazione della Citt della salute e della ricerca, approvato con D.p.r.g. del 16/06/2009 n. 5995 che prevedeva la localizzazione del progetto in un area adiacente allAzienda Ospedaliera Sacco (in Comune di Milano e Comune di Novate); successivamente con DGR del 02/07/2012 n. 3666: Determinazioni in ordine alla realizzazione della Citt della Salute e della ricerca- (di concerto con lAssessore Bresciani)- (Atto da trasmettere al Consiglio Regionale), stato dichiarato risoluto lAccordo di Programma sottoscritto nel 2009 e promosso lAccordo di Programma per la realizzazione della Citt della Salute e della ricerca nel Comune di Sesto San Giovanni (MI); tale Accordo di Programma costituisce variante urbanistica del PGT del Comune di Sesto San Giovanni, come previsto dallart. 6 della l.r. 14.03.2003, n. 2. In seguito con Decreto della Direzione Centrale Programmazione Integrata del 24.07.2012 n. 6647: Valutazione Ambientale Strategica dellAccordo di Programma per la realizzazione della Citt della Salute e della ricerca nel Comune di Sesto San Giovanni - individuazione dei soggetti interessati alliter decisionale relativo al provvedimento di Valutazione Ambientale Strategica, sono stati individuati i soggetti competenti in materia ambientale, gli enti territorialmente interessati e altri soggetti interessati alliter decisionale, da invitare alla Conferenza di Valutazione, tra i quali come Ente Territorialmente interessato la Provincia di Milano; stato avviato il procedimento VAS dellAccordo di Programma promosso dalla Regione Lombardia e pubblicato il Documento di Scoping.

DIREZIONE CENTRALE PROGRAMMAZIONE INTEGRATA


Si osserva in generale che il tema Expo, e tutti gli aspetti di trasformazione del territorio che necessariamente ne deriveranno, non presentano una trattazione esplicitamente dedicata. Inoltre, nell'ambito poi dei Progetti strategici che fanno riferimento all'evento Expo (Parco della Terra e dell'Acqua", "Expo fuori le mura" e la "Gran traversata dei Navigli") previsti dal PTCP all'interno della sezione "Grandi progetti territoriali", sono correttamente enunciati anche "progetti" da sviluppare in collaborazione con Regione Lombardia quali il Parco Idroscalo e la Via d'acqua. Una trattazione pi approfondita di tali tematiche avrebbe potuto meglio dettagliare le politiche in atto, tuttavia si ritiene corretto anche il solo "richiamo" a tali interventi strategici.

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Relativamente agli Accordi di Programma promossi dalla Provincia (o a cui la stessa ha aderito) e che vengono indicati nel Rapporto Ambientale come costitutivi delle scenario di riferimento del PTCP, si ritiene opportuno vengano coerentemente richiamati nella Relazione Generale trattandosi di strumenti di pianificazione negoziata di valenza sovra comunale, importanti punti di riferimento per la pianificazione locale.

DIREZIONE GENERALE SPORT E GIOVANI


Nel contesto del macro-obiettivo di riferimento del PTCP, ai fini di un miglioramento della qualit della vita, il piano dovr prevedere una equilibrata e congrua distribuzione di impiantistica e tipologie sportive nei tessuti urbani del territorio provinciale, marcato da una visione di assetto e sviluppo policentrico con le sue caratteristiche articolazioni. In particolare, si sottolinea che: A) il PTCP dovr assumere funzione di orientamento verso le politiche di governo locale volte al riequilibrio e congrua distribuzione degli impianti sportivi a livello sovracomunale, in coerenza con i principi della L.R. 26/02; lofferta dellimpiantistica sportiva non potr prescindere dallanalisi della domanda proveniente dalle associazioni ed enti sportivi presenti sul territorio; B) il PTCP dovr necessariamente, in indirizzo, raccomandare tutti gli Enti locali territoriali di tenere aggiornato il database regionale relativo agli impianti sportivi, gi in uso agli Stessi, per potere raggiungere le finalit istituzionali quali la promozione e valorizzazione dello sport nella cittadinanza, in linea con il vigente PRS.

3. Previsioni del PTCP aventi efficacia prescrittiva e prevalente sugli atti del PGT, ai sensi dellart. 18 della l.r. n.12/05. Tutela dei beni ambientali e paesaggistici Sistema della Mobilit Ambiti Agricoli Strategici Assetto idrogeologico e difesa del suolo

Considerazioni in merito alla Tutela dei beni ambientali e paesaggistici secondo il parere espresso dalla DG Sistemi Verdi e Paesaggio con nota F1.2012.0020373 del 12/10/2012, di seguito integralmente riportato. Visti gli atti ed elaborati di Piano si esprimono le seguenti considerazioni in ordine ai temi: 1. Paesaggio 2. Consumo di suolo 3. Ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico 18

4. Rete Ecologica Regionale e sviluppo, valorizzazione e tutela dei sistemi verdi territoriali 1. Paesaggio

Contenuti Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) stato analizzato sotto il profilo paesaggistico tenendo conto di quanto indicato dalla LR 12/2005, dalla DGR n. 6421 del 27 dicembre 2007 Criteri e indirizzi relativi ai contenuti paesaggistici dei PTCP ed in particolare di quanto previsto dalla normativa del Piano Paesaggistico Regionale (DCR n.951 19/1/2010). I dispositivi soprarichiamati comportano ricadute immediate sullimpianto del PTCP e devono venire assunti quale riferimento al fine di poter qualificare il PTCP come atto a maggior definizione del PPR. In particolare si evidenzia che, ai sensi dellart. 1 comma 2 della Normativa del PPR, il PTCP deve avere quale obiettivo principale quello di perseguire la conservazione dei caratteri che definiscono lidentit e la leggibilit dei paesaggi attraverso il controllo dei processi di trasformazione finalizzato alla tutela delle preesistenze significative dei relativi contesti, oltre che il miglioramento della qualit paesaggistica ed architettonica degli interventi di trasformazione del territorio. Il PPR colloca il territorio della provincia di Milano in parte nellunit tipologica di paesaggio dellalta pianura lombarda, territorio intensamente coinvolto nei processi evolutivi che si presenta come un paesaggio edificato per larghissima misura e caratterizzato dalla ripetitivit anonima degli artefatti (grandi supermercati, stabilimenti industriali, sedi terziari etc..), in parte nellunit tipologica di paesaggio della bassa pianura, determinata dalle divagazioni dei fiumi, generalmente poco urbanizzata e da sempre strumento di produzione agricola. Gli indirizzi di tutela del PPR indicano per lalta pianura la necessit di tutelare le residue aree naturali e preservare la continuit degli spazi aperti, nonch la riabilitazione dei complessi monumentali che spesso si configurano come fulcri ordinatori di un intero agglomerato. Leccessiva urbanizzazione tende infatti a compromettere il sistema naturale di drenaggio delle acque nel sottosuolo ed il carattere addensato dei centri e nuclei storici e la loro matrice rurale comune che costituisce un segno storico, in via di dissoluzione, per la diffusa tendenza attuale alla saldatura degli abitati e per le trasformazioni interne ai nuclei stessi. Per la tutela della bassa pianura vi la necessit di salvaguardare il mantenimento delle partiture poderali, della rete irrigua e dei manufatti che ancora oggi ne permettono luso e che comunque caratterizzano fortemente i diversi elementi della rete. La tutela deve essere inoltre orientata ad evitare linurbamento lungo le fasce fluviali, a conservare la configurazione morfologica delle aree golenali e a salvaguardare le naturali discontinuit del suolo per le lavorazioni agricole. 2. Consumo di suolo Contenuti 19

Il Piano: definisce specifiche norme e modalit per il contenimento del fenomeno (rif.: NdA, Titolo IV Sistema insediativo, in particolare vedi Artt. 70, 71 e 72; Relazione Generale, 7.Sistema insediativo Consumo di suolo, da pag. 29 a pag. 35) di seguito sinteticamente riportate. Definisce inoltre obiettivi e indirizzi, mirati al contenimento del fenomeno, che interessano diversi elementi dei sistemi (es.: commercio, art. 76). definisce il Territorio Urbanizzato (TU), inteso come superfice urbanizzata ed urbanizzabile (consolidato + previsioni di piani vigenti) definisce il Consumo di Suolo Qualificato (CS), calcolato come rapporto percentuale tra le superfici dei nuovi ambiti di trasformazione (ST) in incremento del TU, e lo stesso TU definisce Progetti strategici i servizi o le grandi funzioni di rilevanza sovracomunale o di eccellenza a prevalente interesse generale che concorrono allattuazione degli obiettivi del PTCP individua, ai fini dellapplicazione delle regole per il dimensionamento delle previsioni insediative (rif.: Tavola 0): o lambito della Citt centrale (interessa Milano + 24 Comuni)1 o lambito esterno alla Citt centrale (interessa 96 Comuni) o i Comuni con caratteristiche di Polo Attrattore (interessa 13 Comuni). intende idonei ad assicurare il conseguimento dei propri obiettivi quegli strumenti di pianificazione comunale che introducono nuovo consumo di suolo a condizione che, contemporaneamente: a) venga garantito il riuso di almeno il 30% delle aree dismesse o da recuperare b) venga migliorata la concentrazione degli insediamenti. prevede, oltre alle condizioni di cui ai precedenti punti a) e b), la possibilit che gli strumenti di pianificazione comunale introducano incrementi del TU solo se verificata lattuazione di almeno l80% delle previsioni di trasformazione edilizia, urbanistica o territoriale gi disposte dagli strumenti urbanistici vigenti prevede, incrementi di TU in relazione al rispetto di 5 parametri di riferimento di Indicatori di sostenibilit (rif.: NTA, art. 71). Gli indicatori definiti sono: a) Densit insediativa b) Mix funzionale c) Gestione acque meteoriche d) Aree verdi ecologiche

Comuni dellambito della Citt centrale: Baranzate, Bresso, Buccinasco, Cernusco sul Naviglio, Cesano Boscone, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Corsico, Cusano Milanino, MILANO, Novate Milanese, Opera, Pero, Peschiera Borromeo, Pioltello, Rozzano, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Segrate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Vimodrone Comuni con caratteristiche di Polo Attrattore: Abbiategrasso, Binasco, Cassano d'Adda, Castano Primo, Gorgonzola, Legnano, Magenta, Melegnano, Melzo, Paullo, Rho, Trezzo sull'Adda, Vaprio d'Adda. Comuni dellambito esterno alla Citt centrale: tutti quelli restanti

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e) Energie rinnovabili Il rispetto di ciascun parametro consente un incremento di consumo di suolo massimo ammesso pari al 2% (0,4% x 5), non ripetibile nel periodo di vigenza del piano e subordinato al rispetto dei parametri di riferimento (rif.: NdA, Tabella, comma. 4, art. 71). In particolare: o i Comuni dellambito della Citt centrale (25), possono introdurre il consumo di nuovo suolo (2%) o i Comuni esterni allambito della Citt centrale, possono introdurre il consumo di nuovo suolo (2%) o i Comuni con caratteristiche di Polo Attrattore (13), possono raddoppiare (4%) il consumo di suolo ammesso solo a condizione che il proprio Piano preveda Progetti strategici. Il Rapporto Ambientale definisce (pagg. da 160 a 162), al fine di verificare gli effetti dei dispositivi normativi sopra descritti, una simulazione/stima degli incrementi possibili di consumo di suolo prendendo in considerazione gli scenari di massimo consumo possibile rispetto alle NdA, ossia il caso in cui tutti i comuni utilizzino il massimo dellincremento ammesso. . Alla sup. territoriale insediata (rif.: Banca dati DUSAF 2.1) stata aggiunta la nuova sup. insediata, stimata con i seguenti criteri: 1. stato calcolato il 2% di incremento per i Comuni non polo (pari a 447,97 ha) 2. stato calcolato il 4% di incremento per i Comuni polo (pari a 144,05 ha) 3. stata aggiunta una quantit stimata per quanto riguarda lhousing sociale (pari a 44,4 ha) 4. non sono stati considerati/e: o incrementi nei comuni che hanno adottato o approvato il PGT al giugno 2011, in quanto gi inseriti nello scenario con i PGT (vedi Scenario E, pag. 80) o le sup. trasformabili a favore dei Progetti strategici o le sup. relative a strumenti di pianificazione negoziata attivati, sono gi inseriti nello scenario di riferimento La sperimentazione condotta prevederebbe un nuovo consumo di suolo atteso pari a 636,42 ha.

Dati vedere inoltre le tabelle allegate Il territorio urbanizzato (dati DUSAF 2009) copre circa il 41% della superficie territoriale provinciale. In particolare il territorio urbanizzato (% sul totale della sup. territoriale comunale) dei 134 Comuni risulta: 90%, 2 Comuni 80%, 6 Comuni 70%, 9 Comuni 60%, 9 Comuni 50%, 13 Comuni 21

40%, 22 Comuni 30%, 24 Comuni 20%, 25 Comuni 10%, 22 Comuni 0%, 2 Comuni Dal confronto delle banche dati DUSAF in sede storica si rileva quanto segue: Periodo 1955-2009 le Aree antropizzate sono aumentate di 43.790 ha (216,84% di variazione della classe duso) con un incremento medio annuo pari a 811 ha/anno. le Aree agricole sono diminuite di 48.175 ha (-37,42% di variazione della classe duso) con un decremento medio annuo pari a 892 ha/anno. Periodo 1999-2009 le Aree antropizzate sono aumentate di 7.324 ha (12,93% di variazione della classe duso) con un incremento medio annuo pari a 732 ha/anno. In particolare si rileva nel periodo pi recente 2007-2009 un contrazione dellincremento medio annuo che risulta pari a 682 ha/anno.

Considerazioni Si rileva positivamente la definizione di norme e modalit specificamente rivolte al contenimento del consumo di suolo. Pur tuttavia si evidenziano le seguenti criticit: 1. i meccanismi di calcolo dei possibili incrementi di consumo di suolo applicabili non prendono in considerazione i diversi livelli di antropizzazione/urbanizzazione rilevabili (rif.: Banche dati DUSAF). Tali incrementi indistinti e non graduati potrebbero comportare variazioni duso del suolo anche laddove si rilevano percentuali di Aree antropizzate molto elevate, per le quali, invece, risulterebbero necessarie politiche di inversione del trend. 2. la definizione di Territorio Urbanizzato (TU), utilizzato come riferimento per il calcolo dei possibili incrementi di consumo di suolo, non fa alcuna distinzione tra aree urbanizzate e urbanizzabili, queste ultime derivanti da previsioni di piani vigenti. A tal proposito si osserva che una modalit che consideri le sole Aree antropizzate come riferimento per il calcolo, previsto in norma, dei possibili incrementi di consumo di suolo risulterebbe pi utile al contenimento del fenomeno. Alla luce di quanto sopradetto, si rileva che la simulazione di uno scenario di massimo consumo di suolo possibile rispetto alle NdA, definito dagli uffici regionali: o incrementando per ciascun Comune i valori delle Aree antropizzate rilevate al 2009 (rif.: Cl. 1, Legenda cartografia DUSAF), con le percentuali applicabili previste in norma, pari a 1.881 ha o considerando la quantit stimata per quanto riguarda lhousing sociale, pari a 44 ha (rif.: RA). 22

comporta un incremento di consumo di suolo pari a 1.925 ha nel periodo di validit del Piano. Tale valore non risulta per comparabile con la simulazione/stima degli incrementi possibili di consumo di suolo definita dal Rapporto Ambientale (pari a 636,42 ha), che risulta per determinata con criteri diversi. Si rileva inoltre che in entrambe i casi le simulazioni/stime non contabilizzano la totalit delle possibili tipologie di trasformazione dei suoli e pertanto i dati risultano sottostimati rispetto ai consumi reali. 3. la garanzia di riuso di almeno il 30% delle aree comunali dismesse o da recuperare, condizione obbligatoria per i PGT che introducono nuovo consumo di suolo, concorre in sinergia con le altre modalit previste al contenimento del fenomeno. Pur tuttavia si rileva che attraverso tale condizione si potrebbe perseguire con maggiore efficacia la minimizzazione dello sfruttamento della risorsa, soprattutto in quelle situazioni dove la presenza di aree dismesse o da recuperare quantitativamente pi importante. Pertanto anche in relazione alle Politiche per l'uso e la valorizzazione del suolo (Agenda 2012 approvata con DGR 3075/2012) ed alla luce delle osservazioni riportate nella Relazione Ambientale- auspicabile un sensibile incremento di tale percentuale, nonch una sua differenziazione e graduazione da rapportare al dimensionamento delle aree dismesse o da recuperare presenti nei singoli comuni e da censire. In relazione a questultimo punto si rivela di estrema utilit laggiornamento da parte dei Comuni delle banche dati di Regione Lombardia e Provincia, finalizzato alla predisposizione di una cartografia delle disponibilit. 4. non risulta chiaro se lindicatore di Sostenibilit Aree verdi ecologiche definito dal Piano (rif.: commi 3 e 4, art. 71 NdA) preveda o meno anche una parametrazione specificamente dedicata alle possibili azioni/interventi di ripristino delle funzioni ambientali dei suoli impermeabilizzati. Tale previsione qualificherebbe ulteriormente lindicatore anche alla luce delle sempre maggiori attenzioni rivolte a dette azioni/tipologie di intervento. 3. Ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico - AAS Contenuti Il Piano definisce gli AAS (rif.: Tav. 6). I perimetri di tali ambiti hanno efficacia prevalente e prescrittiva sui PGT comunali fino alla loro approvazione, unitamente alla disciplina di valorizzazione, uso e tutela di cui allart. 61 delle NdA. Da tali ambiti sono escluse le aree dei PLIS non compatibili con la disciplina di cui al Titolo III della LR 12/2005 e quelle per le quali gli strumenti di pianificazione comunale prevedono reti, impianti tecnologici ed infrastrutture per la mobilit di livello comunale nonch opere pubbliche comunali previa, alloccorrenza, la positiva valutazione di compatibilit con il PTCP. Il Piano non rappresenta gli AAS allinterno dei Parchi regionali. A tal proposito il comma 4 dellart. 60 delle NdA dispone che allinterno dei Parchi regionali lindividuazione degli AAS e la relativa disciplina, venga definita in coordinamento con i relativi strumenti di pianificazione e programmazione. La Relazione Generale (pag. 24) prevede la perimetrazione degli AAS in sede di presentazione delle osservazioni. 23

Lart. 6 determina: o che luso e la valorizzazione degli AAS deve essere compatibile con le previsioni del Piano e dove stabilito anche con quelle di Piani e Programmi regionali o che la disciplina delle aree agricole demandata ai Piani delle Regole comunali o la disciplina duso, di tutela e valorizzazione orientandola al rispetto di obiettivi Lart. 62 definisce criteri e modalit per la definizione delle aree agricole alla scala comunale e per le modifiche degli AAS. La norma (commi da 2 a 4) prevede che i Comuni individuino le aree agricole recependo i perimetri degli AAS individuati dalla Provincia. In tale fase, i Comuni, hanno la facolt di apportare modifiche, rettifiche, precisazioni miglioramenti, nel rispetto di obiettivi (rif.: art. 3 e comma 2, art. 61) e criteri qualitativi (rif.: comma 3, art. 62), che possono anche comportare la riduzione dellestensione degli AAS (comma 2, art. 62). La riduzione dellestensione degli AAS: non ripetibile nel periodo di vigenza del piano deve essere inferiore al 3% dellestensione complessiva degli AAS non ammessa nei Comuni (comma. 4, art. 62): o con estensione degli AAS inferiore al 25% della superficie comunale o nei quali sono presenti aree dismesse a da recuperare per le quali il PGT non preveda il recupero e il riuso o nei quali non ammesso il consumo di suolo (rif.: comma 4, art. 70) Il comma 5 dellart. 62 definisce lidonea documentazione conoscitiva che i Comuni devono predisporre nel caso intendano apportare le suddette modifiche, rettifiche, precisazioni miglioramenti. Il Piano prevede lapplicazione della perequazione, in specifiche situazioni, per le aree agricole (es.: Relazione generale, pag. 37; NdA, art. 48, pag. 31; etc). A tal proposito si ricorda che listituto della perequazione previsto dalla norma vigente (art. 11, LR 12/2005) non trova applicazione per le aree agricole e per quelle non soggette a trasformazione urbanistica.

Considerazioni Trovano riscontro nel Piano, in adempimento alla normativa regionale vigente (art. 15 LR 12/2005): la definizione degli AAS e di norme specificamente a questi dedicate la definizione di criteri e modalit per la definizione delle aree agricole alla scala comunale, nonch dei a tali ambiti. Il riconoscimento dellefficacia prevalente e prescrittiva sui PGT comunali fino alla loro approvazione degli AAS (art. 18, LR 12/2005). 24

Pur tuttavia si rilevano le seguenti criticit: 1. il Piano non rappresenta -in questa fase- le aree agricole ricomprese nei Parchi regionali , rinunciando allinterpretazione del Sistema rurale-paesistico-ambientale di cui alla DGR 8059/2008 Criteri per la definizione degli AAS nei PTCP. 2. larticolo art. 61 delle NdA prevede per gli AAS una disciplina duso, di tutela e valorizzazione semplicemente orientata al perseguimento/rispetto di obiettivi macro e non. Tale disposizione non appare sufficiente a garantire adeguatamente luso, la tutela e la valorizzazione di tali ambiti che viene richiesta dalla norma regionale. Il Piano, non propone nessuna articolazione e caratterizzazione degli AAS individuati. 3. i criteri e le modalit per la definizione delle aree agricole alla scala comunale definiti dallart. 62 consentono ai Comuni la facolt di apportare modifiche, che possono anche comportare la riduzione della superficie degli AAS, nel rispetto di obiettivi e criteri qualitativi. Tale facolt non appare coerente le disposizioni regionali (rif.: comma 5, LR 12/2005 e par. 2.2 dellAllegato 1 della DGR 8059/2008), che prevedono che il Piano delle Regole , nel contesto della disciplina delle aree destinate allagricoltura, deve necessariamente riprendere lindividuazione degli AAS operata dal PTCP, con facolt di apportarvi rettifiche, precisazioni e miglioramenti derivanti da oggettive risultanze riferite alla scala comunale; tale passaggio deve essere operato sulla scorta di ulteriori indagini conoscitive. 4. la documentazione conoscitiva, che i Comuni devono predisporre nel caso intendano apportare rettifiche, precisazioni miglioramenti di cui al punto precedente (comma 5 dellart. 62), risulta descritta in modo generico, rispetto a quando previsto dallAllegato 5 della DGR 8059/2008. 5. relativamente alle aree destinate allagricoltura le norme di piano non si rileva un esplicito riferimento allassoggettamento delle stesse ai disposti di cui alla Parte II, Titolo III della l.r.12/2005.

4.

Rete Ecologica Regionale e sviluppo, valorizzazione e tutela dei sistemi verdi territoriali Contenuti Premesso che, per quanto riguarda la Valutazione di Incidenza, sar espresso specifico decreto da parte della Struttura Valorizzazione aree protette e biodiversit, si rileva il sostanziale corretto recepimento nella variante in esame del disegno e dei contenuti della Rete Ecologica Regionale, di cui allart. 3ter della LR 86/1983. La RER infatti inserita sia tra gli obiettivi di piano (Macro-obiettivo 03 Potenziamento della rete ecologica), sia nel Capo III delle Norme Tecniche Tutela e sviluppo degli ecosistemi, in particolare negli articoli: 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 70, riprendendo e sviluppando gli indirizzi forniti a livello regionale.

25

Si sottolinea inoltre che il comma 8 dellarticolo 70 mette in rilievo il ruolo che pu avere il disegno di Rete Ecologica Comunale nel disporre il bilancio ecologico comunale, assicurando la compensazione ambientale preventiva delle trasformazioni comportanti consumo di suolo. Altri contenuti importanti sono presenti nei Repertori dedicati alla definizione puntuale di alcuni Varchi della rete ecologica e alle Misure di mitigazione e compensazione paesistico ambientali. Relativamente allo sviluppo, alla valorizzazione e tutela dei sistemi verdi territoriali il Piano definisce obiettivi ed indirizzi (art. 48 NdA) relativi alle grandi dorsali territoriali corrispondenti ad Est con la Valle del Lambro, ad Ovest con la Valle dellOlona, a Nord con la cosiddetta terra di mezzo. La norma prevede, tra gli indirizzi, la conservazione o laumento delle aree libere (comma 3). In particolare per la Dorsale verde nord, individuata alla Tav. 4, si riconosce una valenza di connessione ecologica e ambientale della parte settentrionale della provincia (comma 1). Il comma 4, lascia ai Comuni il compito di verificare e integrare nei PGT la delimitazione di tale Dorsale evidenziando gli eventuali elementi di interferenza. La norma non esclude la possibilit di nuove previsioni di trasformazione previo specifica documentazione di analisi e precise opere di mitigazione e compensazione. Considerazioni Registrata positivamente lattenzione al tema si segnala quanto segue: 1. lart. 48 di semplice indirizzo, anche alla luce della facolt dei Comuni di proporre nuove previsioni di trasformazione, non risulta sufficiente a garantire la conservazione o laumento delle aree libere (comma 3). Inoltre non propone criteri e/o modalit rivolte ai Comuni per la definizione (comma 4): A. della documentazione di analisi da presentare con le proposte di nuove previsioni di trasformazione; B. delle opere di mitigazione e compensazione; 2. Relativamente alla Dorsale verde nord si rileva che il Piano non ha potuto considerare il Patto per lo sviluppo del Sistema verde V'Arco Villoresi sottoscritto, il 14 giugno 2012, tra Regione Lombardia e Consorzio Est Ticino Villoresi Patto al quale hanno aderito le Province di Varese, Como, Lecco, Milano e Monza e Brianza, i Parchi regionali della Valle del Ticino, delle Groane, Nord Milano, della Valle del Lambro e dell'Adda Nord, 11 Plis e la societ Expo 2015 spa. Tra gli obiettivi del Patto, il potenziamento del patrimonio naturalistico per aumentare la biodiversit, contribuire allo sviluppo della rete ecologica, preservare l'infrastrutturazione idrografica, incrementare la fruizione delle aree protette e la tutela e valorizzazione del sistema paesaggistico del Villoresi.

26

Dagli atti ed elaborati di Piano non si rilevano indicazioni circa possibili sinergie finanziarie e/o progettuali con i Comuni e/o altri soggetti pubblici e privati per la realizzazione di interventi forestali a rilevanza ecologica e di incremento della naturalit, attuabili per la parte comunale con le risorse derivate dallapplicazione del comma 2 bis, art. 43, LR 12/2005.

Tenuto conto del quadro di riferimento e delle considerazioni sopra esposte si definiscono le seguenti conclusioni e prescrizioni: A) Paesaggio

In linea generale emerge unattenta analisi del territorio sotto il profilo paesaggistico, che ha prodotto una corretta lettura del quadro territoriale e la conseguente individuazione degli obiettivi del piano. Lapprofondimento delle analisi contenute ed indicate nel PPR stato condotto non limitandosi al semplice passaggio di scala ma definendo specifiche relazioni tra obiettivi e articolato normativo. Si apprezza soprattutto ladeguatezza ed il recepimento degli obiettivi e delle misure generali di tutela paesaggistica dettati dal PTR e dagli indirizzi e prescrizioni del PPR. Si constata ladeguatezza ai criteri della DGR 6421/2007, finalizzati ad agevolare il confronto tra letture e politiche di piani relativi a diversi territori provinciali, nonch la costruzione di un quadro di livello regionale che possa individuare le sinergie con lazione locale, sia a livello intraregionale che interregionale. Tuttavia, nonostante la documentazione cartografica dia un quadro complessivo delle conoscenze del territorio non si rileva la componente strategica del piano, carente anche dei rapporti prescrittivi previsti dallart. 18 della LR 12/2005. Non emergono inoltre specifiche indicazioni di ordine sovracomunale utili a definire i livelli di tutela e le ipotesi di eventuali trasformazioni del territorio provinciale. A tal proposito si segnala che per i grandi progetti territoriali (paragrafo 8 Parte II della Relazione), Fare rete, Nuovi paesaggi, Expo fuori le mura, finalizzati a ricostruire il quadro progettuale dei quattro sistemi territoriali della Provincia (sistema paesistico-ambientale, sistema agricolo-strategico, sistema infrastrutturale e sistema agricolo), non si riscontrano specifiche azioni o interventi che definiscano il quadro di riferimento per altri progetti settoriali, ma soprattutto che consentano di definire lefficacia prescrittiva e prevalente del Piano come richiesto dalla sopracitata legge regionale. Ad esempio, chiaro e si concorda sul concetto di integrazione delle varie componenti del territorio secondo una logica sistemica ed organica, si apprezza la scelta dellelaborazione dei Piani di Cintura Urbana e dei relativi approfondimenti legati ai tre importanti temi strategici (dorsale territoriale, parco della terra, parco dellacqua), ma si ravvisa la mancanza di specifiche indicazioni progettuali, temporali e sistemiche. A tal proposito risulta opportuno un riscontro normativo di prescrizioni relativamente al sistema paesistico ambientale riportato sulla tav. 0. In relazione agli ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico, si rileva, come specificato nellart. 60 delle norme, che la perimetrazione e la relativa disciplina saranno definiti successivamente con gli strumenti di pianificazione dei parchi. 27

Tuttavia, nonostante gli artt. 61 e 62 delle norme individuino obiettivi per la strategia e la tutela, nonch i criteri e le modalit per la definizione delle aree agricole strategiche a scala comunale (come definito dallart. 15 della LR 12/2005), risulta difficile valutare leffettiva ricaduta e lefficacia delle sinergie individuate negli indirizzi e nei criteri formulati. Non chiaro inoltre come gli ambiti agricoli di interesse paesaggistico, si relazionino con gli ambiti agricoli di interesse strategico. Pertanto, al fine di una migliore definizione della complessa relazione tra paesaggi agricoli e territorio opportuno formulare una cartografia che espliciti chiaramente lindividuazione di tali ambiti strategici (ambiti agricoli strategici ex art.18 LR 12/2005, ambiti agricoli di interesse paesaggistico). Si riconosce in generale alla proposta di Rete verde un valore strategico in quanto concorre sia alla promozione di una migliore fruizione del paesaggio che alla limitazione del consumo di suolo. La stretta relazione con la rete ecologica (come previsto al comma 2 dellart. 24 del PPR) costituisce un sistema integrato di elementi che definiscono la riqualificazione e la ricomposizione paesaggistica dei contesti urbani e rurali, nonch la tutela dei valori ecologici e naturali del territorio. Si chiede di elaborare una cartografia a scala pi leggibile finalizzata a definire con pi precisione la rete verde e restituire agli enti territoriali comunali, per la scala di maggior dettaglio, gli indirizzi e le prescrizioni che definiscano i riferimenti degli ambiti del sistema paesistico-ambientale. Inoltre si rileva che alcuni interventi infrastrutturali in programma (vedi Tav.1 sez.4), ricadono allinterno della rete ecologica (Tav.4), pertanto si segnala la necessit, qualora le opere fossero di interesse provinciale, di valutare leffettiva coerenza della previsione infrastrutturale con i caratteri naturalistici presenti nei luoghi. Per quanto riguarda i fenomeni di degrado e compromissione paesaggistica, il PTCP ha condotto un corretto approfondimento generale rispetto agli indirizzi del PPR. I temi del degrado sono stati ricondotti a tutte le classi che interessano il territorio provinciale. Proprio in considerazione della completezza dellapparato ricognitivo si ritiene che il piano possa dettare specifiche indicazioni relativamente a tutti i temi che hanno contribuito alla trasformazione negativa del territorio, non solo citando lart. 28 del PPR, ma integrando gli indirizzi e le prescrizioni dellart. 35 delle norme con gli indirizzi di tutela regionali - Parte IV del PPR Riqualificazione paesaggistica e contenimento dei potenziali fenomeni di degrado (tavole F, G e H del PPR). Negli aspetti paesaggistici il PTCP individua il sistema della viabilit storico-paesaggistica e i luoghi della memoria storica (art. 34 delle norme) quali ambiti ed elementi di prevalente valore simbolico e sociale, per completezza dellapparato ricognitivo, si chiede di integrare la documentazione con la corretta dicitura dei tracciati guida paesaggistici e delle strade panoramiche, riportate nei Repertori del PPR, che attraversano la provincia e la citt metropolitana milanese. Per quanto riguarda lapparato normativo si segnala che gli articoli relativi alle previsioni in materia di tutela dei beni ambientali e paesaggistici (in attuazione dellart.77 LR 12/2005), 28

devono avere efficacia prescrittiva e prevalente sugli atti dei PGT ai sensi dellart.18 della LR 12/2005. Pertanto si invita lamministrazione provinciale a valutare e specificare gli aspetti prescrittivi degli articoli 17, 26, 28, 34, 58, 59, 60, e 61 .

B)

Consumo di suolo

In relazione alle considerazioni sopra rilevate si chiede allAmministrazione Provinciale di: 1. verificare che criteri e meccanismi di calcolo definiti per il contenimento del consumo di suolo sia a livello provinciale che comunale garantiscano il raggiungimento dellobiettivo. A tal proposito i valori assoluti e parziali2 relativi alle Aree antropizzate3 riportati nelle tabelle allegate in calce alla presente nota costituiscono un utile riferimento per la definizione dei limiti quantitativi dei possibili incrementi del consumo di nuovo suolo, sia il livello provinciale sia per il livello comunale. 2. nel caso non fosse dimostrato il raggiungimento dellobiettivo, introdurre modifiche/integrazioni degli gli atti di Piano con criteri e specifiche misure atte ad assicurare il raggiungimento dellobiettivo di contenimento del consumo di suolo. Tali criteri e misure costituiranno riferimento per i Comuni e saranno finalizzati alla minimizzazione del fenomeno e, nei casi dove possibile lesaurimento del suolo agricolo entro pochi anni, a determinare una inversione di tendenza rispetto ai trend rilevati in sede storica. 3. verificare che nelle rilevazioni relative ai consumi di suoli siano conteggiate tutte le tipologie di trasformazione. 4. valutare la possibilit di: a. applicare meccanismi di calcolo suolo che considerino i diversi livelli di antropizzazione/urbanizzazione rilevabili (rif.: Banche dati DUSAF) b. considerare come Territorio urbanizzato le sole aree gi antropizzate. Al proposito utile riferimento costituito dalle Aree antropizzate (Cl. 1) della Legenda della cartografia DUSAF di ERSAF c. incrementare il valore della percentuale di riuso delle aree comunali dismesse o da recuperare - ora del 30% - prevista quale condizione obbligatoria per i PGT che introducono nuovo consumo di suolo d. prevedere in norma il divieto trasformazioni di suoli liberi in mancanza di una cartografia dedicata delle aree comunali dismesse o da recuperare e. integrare lindicatore di Sostenibilit Aree verdi ecologiche definito dal Piano (rif.: commi 3 e 4, art. 71 NdA) in modo che nel computo delle superfici vengano considerate anche le possibili azioni/interventi di ripristino delle funzioni ambientali dei suoli impermeabilizzati.
2

Consumo suolo medio annuo


3

Classe 1, Banca dati DUSAF 3.0, Elab. ERSAF

29

C)

Ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico - AAS

In relazione alle considerazioni sopra rilevate: 1. si prescrive allAmministrazione Provinciale di: A. recepire nel Piano le Aree Agricole individuate dai PTC dei Parchi regionali e rappresentarle in cartografia (tav. 6) con la dizione Aree Agricole. B. integrare lart. 61 delle NdA con specifiche norme di valorizzazione, di uso e di tutela degli AAS. A tal riguardo si segnala lopportunit/utilit di caratterizzare gli ambiti in base alle funzioni prevalenti rilevate (paesistiche, ambientali, produttive, etc), ricercando ove possibile larmonizzazione con le altre norme di piano come ad esempio gli ambiti agricoli di rilevanza paesaggistica (art. 28), gli ambiti di frangi urbana (art. 33) C. ricomprendere la facolt dei Comuni di apportare modifiche in riduzione della superficie degli AAS, prevista dallart. 62 delle NdA, a quanto previsto dalle disposizioni regionali vigenti ovvero rettifiche, precisazioni e miglioramenti derivanti da oggettive risultanze riferite alla scala comunale (art. 15 comma 5, LR 12/2005 e DGR 8059/2008). 2. si raccomanda allAmministrazione Provinciale di: A. integrare i criteri rivolti ai Comuni per lindividuazione della aree destinate allattivit agricola con quelli riportati nellAllegato 5 della DGR 8059/2008; B. esplicitare in norma lassoggettamento delle aree destinate allagricoltura individuate dai Comuni ai disposti del Titolo III della LR 12/2005; C. coerenziare gli atti di Piano con la normativa vigente relativa allistituto della perequazione. 3. Si richiama infine la possibilit che lamministrazione provinciale, in forza del ruolo di coordinamento affidatole dalla LR 12/2005, possa proporre ulteriori Aree Agricole nelle aree a Parco Regionale o Naturale nel segno della continuit e della strategicit del comparto. Si evidenzia inoltre che per le aree per le quali lEnte Gestore del Parco ha rinviato la pianificazione al livello comunale (aree di iniziativa comunale orientata) lamministrazione provinciale ha comunque la facolt di definire AAS in continuit con le Aree Agricole e con ulteriori AAS fuori area a parco. D) Rete Ecologica Regionale e sviluppo, valorizzazione e tutela dei sistemi verdi territoriali Conseguentemente alle considerazioni sopra espresse non vengono espresse prescrizioni in materia di Rete Ecologica. In relazione allo sviluppo, alla valorizzazione e tutela dei sistemi 30

verdi territoriali si raccomanda in ogni caso allAmministrazione Provinciale di verificare la possibilit di: 1. modificare larticolo 48 prevedendo una formulazione prescrittiva atta a garantire la conservazione o laumento delle aree libere. Integrare il comma 4 con criteri e/o modalit rivolte ai Comuni per la definizione della documentazione di analisi da presentare con le proposte di nuove previsioni di trasformazione e delle opere di mitigazione e compensazione; 2. relativamente alla Dorsale verde nord, integrare gli atti e gli elaborati di Piano con le indicazioni necessarie al recepimento delle progettualit derivanti dal Patto per lo sviluppo del Sistema verde VArco Villoresi; 3. integrare tutti gli atti e gli elaborati di Piano con indicazioni mirate a definire sinergie finanziarie e/o progettuali- con i Comuni e/o altri soggetti pubblici e privati per la realizzazione di interventi forestali a rilevanza ecologica di cui al comma 2 bis, art. 43, LR 12/2005.

31

TABELLA 1 Superfici delle Classi duso del suolo Aree antropizzate, Aree agricole e Territori boscati e ambienti seminaturali, rilevate alle 5 soglie. Valori assoluti e percentuali (da elaborazioni ERSAF - DUSAF)

1955
Superficie (ha) Sup/STAA (%) Superficie (ha)

1980
Sup/STAA (%) Superficie (ha)

1999
Sup/STAA (%) Superficie (ha)

2007
Sup/STAA (%) Superficie (ha)

2009
Sup/STAA (%)

STAA
(ha)

AREE ANTROPIZZATE (classe 1) AREE AGRICOLE (classe 2) TERRITORI BOSCATI E AMBIENTI SEMINATURALI (classe 3)

20.195 128.729 8.286

12,82 81,73 5,26

41.844 107.876 6.403

26,57 68,49 4,07

56.661 87.394 11.426

35,97 55,49 7,25

62.620 81.861 11.041

39,76 51,97 7,01

63.985 80.554 10.688

40,62 51,14 6,79

157.504

Note: SUPERFICIE TOTALE AMBITO AMM.VO - STAA

32

TABELLA 2 Variazioni delle Classi duso del suolo: Aree antropizzate, Aree agricole e Territori boscati e ambienti seminaturali, rilevate in 5 periodi. Valori assoluti e percentuali (da elaborazioni ERSAF - DUSAF)

CONFRONTO 1955-2009
Variazione annuale media (54 anni) Intensit media annua di variazione Variazione percentuale Variazione assoluta

CONFRONTO 1955-1980
Variazione annuale media (25 anni) Intensit media annua di variazione Variazione percentuale Variazione assoluta

CONFRONTO 1980-1999
Intensit media annua di variazione Variazione percentuale Variazione annuale media (19 anni) Variazione assoluta

CONFRONTO 1999-2007
Variazione annuale media (8 anni) Intensit media annua di variazione Variazione percentuale Variazione assoluta

CONFRONTO 2007-2009
Variazione annuale media (2 anni) Intensit media annua di variazione ha
682

ha AREE ANTROPIZZATE (classe 1) AREE AGRICOLE (classe 2) TERRITORI BOSCATI E AMB. SEMINATURALI (classe 3)
43.790

%
216,84

ha
811

%
4,02

ha
21.649

%
107,20

ha
866

%
4,29

ha
14,817

%
35,41

ha
780

%
1,86

ha
5.959

%
10,52

ha
745

%
1,31

ha
1.365

Variazione percentuale %
2,18

Variazione assoluta

%
1,09

48.175

37,42

892

0,69

20.853

16,20

834

0,65

20.482

18,99

1.078

1,00

5.533

6,33

692

0,79

1.307

1,60

653

0,80

2.402

28,99

4 4

0,54

1.883

22,72

7 5

0,91

5.023

78,45

264

4,13

385

3,37

4 8

0,42

353

3,20

176

1,60

Note: in colore NERO valori e percentuali in aumento (segno +) in colore ROSSO valori e percentuali in diminuzione (segno -) 33

TABELLA 3 Variazione della presenza di siepi e filari nel periodo 1955-2007. Valori assoluti e percentuali (da elaborazioni ERSAF - DUSAF)

SIEPI e FILARI 1955


Lunghezza (m) 4.926.741

2007
Lunghezza (m) 2.094.763 Assoluta (m) - 2.831.978

Variazione (52 anni) Percentuale (%) -57,48 Annuale media (m) -54.461

34

TABELLA 4 Simulazione/Stima consumo suolo massimo ammissibile a partire da valori Aree antropizzate rilevati al 2009 Valori assoluti e percentuali (a partire da elaborazioni ERSAF - DUSAF)
NOME COMUNE
Comuni ambito Citt centrale Comuni Poli attrattori Comuni esterni amb. Citt centrale

SUPERFICIE COMUNALE (ha)

AREE ANTROPIZZATE 2009 ha

AREE ANTROPIZZATE / SUP. COMUNALE (%)

STIMA CONSUMO SUOLO MAX AMMISSIBILE (ha)

AREE AREE ANTROPIZZATE ANTROPIZZATE + CONSUMO % + CONSUMO SUOLO MAX APPL SUOLO MAX AMMISSIBILE/ . AMMISSIBILE SUP. (ha) COMUNALE (%) 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 4 2 2 2 2 4 2 2 2 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 334,71 1.162,64 286,62 1.161,03 483,10 747,48 433,53 1.147,95 14.897,72 362,59 315,53 512,08 1.344,84 167,14 214,33 415,06 1.282,44 339,24 872,04 214,89 837,30 1.498,34 311,91 840,87 550,72 328,38 295,55 313,87 741,10 483,62 749,71 255,99 455,10 426,79 186,09 530,77 734,38 678,44 564,18 172,87 98,90% 98,79% 93,07% 91,42% 89,55% 88,24% 86,54% 81,81% 81,97% 81,49% 79,51% 77,94% 77,95% 75,99% 77,36% 75,63% 72,36% 70,62% 68,11% 67,77% 68,22% 66,84% 63,43% 63,19% 61,91% 61,21% 59,66% 56,79% 57,79% 55,82% 56,73% 54,47% 55,52% 52,35% 52,34% 52,07% 52,05% 51,70% 52,25% 50,23%

BRESSO SESTO SAN GIOVANNI CUSANO MILANINO CINISELLO BALSAMO CORSICO COLOGNO MONZESE PERO PADERNO DUGNANO MILANO CORMANO CESANO BOSCONE ARESE SEGRATE SAN GIORGIO SU LEGNANO BARANZATE NOVATE MILANESE LEGNANO VIMODRONE LAINATE SAN VITTORE OLONA ROZZANO RHO PREGNANA MILANESE CERNUSCO SUL NAVIGLIO GARBAGNATE MILANESE CARUGATE MELEGNANO CANEGRATE SAN DONATO MILANESE SENAGO PIOLTELLO POGLIANO MILANESE ASSAGO RESCALDINA VILLA CORTESE CERRO MAGGIORE PARABIAGO BOLLATE TREZZANO SUL NAVIGLIO TREZZANO ROSA

338,44 1.176,88 307,97 1.270,04 539,47 847,12 500,95 1.403,22 18.175,49 444,92 396,82 657,01 1.725,26 219,95 277,05 548,81 1.772,22 480,40 1.280,34 317,10 1.227,41 2.241,60 491,72 1.330,78 889,54 536,51 495,36 552,69 1.282,48 866,42 1.321,56 469,98 819,75 815,21 355,53 1.019,35 1.411,02 1.312,30 1.079,68 344,14

321,84 1.117,92 275,60 1.116,37 464,52 718,73 416,85 1.125,44 14.324,73 348,64 303,39 502,04 1.293,11 163,86 206,08 399,09 1.257,29 326,19 854,94 210,68 805,10 1.468,96 305,80 808,53 539,92 321,95 289,76 307,71 712,60 474,14 720,87 250,97 437,59 418,42 182,45 520,36 719,98 665,14 542,48 169,48

95,09% 94,99% 89,49% 87,90% 86,11% 84,84% 83,21% 80,20% 78,81% 78,36% 76,46% 76,41% 74,95% 74,50% 74,39% 72,72% 70,94% 67,90% 66,77% 66,44% 65,59% 65,53% 62,19% 60,76% 60,70% 60,01% 58,49% 55,68% 55,56% 54,72% 54,55% 53,40% 53,38% 51,33% 51,32% 51,05% 51,03% 50,68% 50,24% 49,25%

12,87 44,72 11,02 44,65 18,58 28,75 16,67 22,51 572,99 13,95 12,14 10,04 51,72 3,28 8,24 15,96 25,15 13,05 17,10 4,21 32,20 29,38 6,12 32,34 10,80 6,44 5,80 6,15 28,50 9,48 28,83 5,02 17,50 8,37 3,65 10,41 14,40 13,30 21,70 3,39

35

NOME COMUNE
Comuni ambito Citt centrale Comuni Poli attrattori Comuni esterni amb. Citt centrale

SUPERFICIE COMUNALE (ha)

AREE ANTROPIZZATE 2009 ha

AREE ANTROPIZZATE / SUP. COMUNALE (%)

STIMA CONSUMO SUOLO MAX AMMISSIBILE (ha)

AREE AREE ANTROPIZZATE ANTROPIZZATE + CONSUMO % + CONSUMO SUOLO MAX APPL SUOLO MAX AMMISSIBILE/ . AMMISSIBILE SUP. (ha) COMUNALE (%) 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 4 2 2 4 2 2 4 2 2 2 2 2 2 4 2 2 4 2 2 2 2 2 2 553,50 190,24 328,79 349,78 534,69 116,98 285,10 365,02 200,65 577,50 447,67 226,37 557,72 606,60 1.033,61 350,96 562,26 257,02 363,98 228,40 233,67 184,31 265,45 225,14 421,15 398,10 107,67 409,16 258,02 440,53 162,32 460,32 275,68 231,48 253,94 296,82 212,70 235,17 726,71 199,83 1.010,49 590,73 247,27 245,43 57,11 371,12 225,54 243,11 50,00% 49,67% 49,66% 49,49% 49,43% 48,22% 47,73% 48,52% 47,52% 48,29% 46,55% 45,01% 45,01% 44,99% 44,02% 43,16% 43,06% 42,70% 42,62% 41,25% 41,02% 40,21% 39,99% 39,45% 37,44% 37,37% 36,41% 36,24% 36,15% 35,94% 35,57% 35,50% 35,36% 35,03% 34,67% 34,24% 34,23% 33,82% 33,28% 32,60% 33,03% 32,35% 31,77% 31,61% 30,83% 30,45% 30,23% 29,11%

CORNAREDO BINASCO SOLARO CASSINA DE PECCHI SETTIMO MILANESE GREZZAGO VITTUONE OPERA POZZO D`ADDA BUCCINASCO MELZO SANTO STEFANO TICINO ARLUNO NERVIANO PESCHIERA BORROMEO MARCALLO CON CASONE PIEVE EMANUELE OSSONA TURBIGO VANZAGHELLO MESERO BASIANO PESSANO CON BORNAGO CESATE BAREGGIO GORGONZOLA BUBBIANO MAGNAGO VAPRIO D`ADDA BUSTO GAROLFO BUSSERO TREZZO SULL`ADDA SEDRIANO CASOREZZO CAMBIAGO VIGNATE DAIRAGO TRIBIANO MAGENTA VANZAGO SAN GIULIANO MILANESE CASSANO D`ADDA GESSATE BUSCATE CALVIGNASCO INVERUNO BOFFALORA SOPRA TICINO ARCONATE

1.107,01 383,00 662,12 706,78 1.081,81 242,59 597,28 752,27 422,26 1.195,88 961,79 502,94 1.239,20 1.348,43 2.348,18 813,23 1.305,84 601,92 853,94 553,68 569,62 458,42 663,71 570,70 1.124,97 1.065,17 295,76 1.129,05 713,70 1.225,80 456,38 1.296,76 779,58 660,73 732,50 866,99 621,35 695,39 2.183,78 612,97 3.059,50 1.825,86 778,21 776,45 185,26 1.218,68 746,09 835,06

542,65 186,51 322,35 342,92 514,13 114,68 279,51 350,98 196,72 555,29 438,90 221,93 546,78 594,70 993,85 344,08 551,24 251,98 356,85 223,92 229,09 180,69 260,24 220,73 412,89 390,29 105,56 401,13 252,96 431,89 159,14 451,30 270,27 226,94 248,96 291,00 208,53 230,56 712,47 195,92 971,63 579,15 242,42 240,62 55,99 363,85 221,12 238,35

49,02% 48,70% 48,68% 48,52% 47,52% 47,27% 46,80% 46,66% 46,59% 46,43% 45,63% 44,13% 44,12% 44,10% 42,32% 42,31% 42,21% 41,86% 41,79% 40,44% 40,22% 39,42% 39,21% 38,68% 36,70% 36,64% 35,69% 35,53% 35,44% 35,23% 34,87% 34,80% 34,67% 34,35% 33,99% 33,56% 33,56% 33,15% 32,63% 31,96% 31,76% 31,72% 31,15% 30,99% 30,22% 29,86% 29,64% 28,54%

10,85 3,73 6,45 6,86 20,57 2,29 5,59 14,04 3,93 22,21 8,78 4,44 10,94 11,89 39,75 6,88 11,02 5,04 7,14 4,48 4,58 3,61 5,20 4,41 8,26 7,81 2,11 8,02 5,06 8,64 3,18 9,03 5,41 4,54 4,98 5,82 4,17 4,61 14,25 3,92 38,87 11,58 4,85 4,81 1,12 7,28 4,42 4,77

36

NOME COMUNE
Comuni ambito Citt centrale Comuni Poli attrattori Comuni esterni amb. Citt centrale

SUPERFICIE COMUNALE (ha)

AREE ANTROPIZZATE 2009 ha

AREE ANTROPIZZATE / SUP. COMUNALE (%)

STIMA CONSUMO SUOLO MAX AMMISSIBILE (ha)

AREE AREE ANTROPIZZATE ANTROPIZZATE + CONSUMO % + CONSUMO SUOLO MAX APPL SUOLO MAX AMMISSIBILE/ . AMMISSIBILE SUP. (ha) COMUNALE (%) 2 2 2 2 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 165,03 537,43 156,67 331,71 254,79 498,37 385,49 88,03 211,85 82,53 173,41 105,24 109,02 416,79 205,74 270,13 156,78 263,74 246,51 216,19 296,31 216,19 124,83 244,86 324,96 458,07 75,81 835,12 222,01 239,41 346,52 263,39 323,26 292,64 373,25 328,85 76,90 172,64 213,44 167,66 123,04 173,70 48,41 53,74 84,76 113,19 65.845,14 28,88% 28,67% 27,45% 27,32% 27,17% 26,10% 25,94% 25,24% 24,83% 24,70% 24,49% 24,11% 23,96% 23,85% 22,92% 21,85% 21,50% 21,36% 21,30% 21,30% 21,21% 20,57% 20,36% 20,18% 19,64% 18,97% 17,99% 17,86% 17,21% 15,97% 15,78% 15,30% 14,57% 14,33% 14,01% 13,37% 12,84% 11,77% 11,43% 11,42% 11,14% 11,13% 10,91% 10,73% 6,72% 4,34%

VIZZOLO PREDABISSI CORBETTA PANTIGLIATE INZAGO LISCATE CASTANO PRIMO CUGGIONO DRESANO BASIGLIO CASSINETTA DI LUGAGNANO SAN ZENONE AL LAMBRO MASATE BELLINZAGO LOMBARDO SETTALA PAULLO POZZUOLO MARTESANA CASARILE LOCATE DI TRIULZI CUSAGO CERRO AL LAMBRO ROBECCHETTO CON INDUNO MOTTA VISCONTI VERMEZZO BERNATE TICINO SAN COLOMBANO AL LAMBRO LACCHIARELLA COLTURANO ABBIATEGRASSO RODANO ALBAIRATE MEDIGLIA CARPIANO TRUCCAZZANO ROBECCO SUL NAVIGLIO GAGGIANO ZIBIDO SAN GIACOMO GUDO VISCONTI CISLIANO ROSATE VERNATE OZZERO NOVIGLIO ZELO SURRIGONE NOSATE BESATE MORIMONDO

571,42 1.874,39 570,76 1.214,34 937,66 1.909,68 1.486,26 348,75 853,27 334,10 708,03 436,59 455,02 1.747,54 897,66 1.236,34 729,34 1.234,97 1.157,35 1.015,03 1.396,97 1.051,10 612,98 1.213,15 1.655,00 2.415,19 421,40 4.676,58 1.290,26 1.499,44 2.195,99 1.721,62 2.218,60 2.042,04 2.663,94 2.459,31 598,64 1.467,04 1.866,96 1.467,72 1.104,91 1.559,99 443,59 500,78 1.260,72 2.610,64 157.504,15

161,80 526,89 153,60 325,21 249,79 488,60 377,93 86,30 207,70 80,91 170,01 103,18 106,89 408,62 201,70 264,83 153,70 258,57 241,68 211,95 290,50 211,95 122,38 240,06 318,59 449,08 74,32 818,75 217,66 234,72 339,73 258,22 316,92 286,90 365,93 322,41 75,39 169,26 209,25 164,37 120,63 170,29 47,46 52,68 83,10 110,97 63.984,53

28,32% 28,11% 26,91% 26,78% 26,64% 25,59% 25,43% 24,75% 24,34% 24,22% 24,01% 23,63% 23,49% 23,38% 22,47% 21,42% 21,07% 20,94% 20,88% 20,88% 20,79% 20,16% 19,96% 19,79% 19,25% 18,59% 17,64% 17,51% 16,87% 15,65% 15,47% 15,00% 14,28% 14,05% 13,74% 13,11% 12,59% 11,54% 11,21% 11,20% 10,92% 10,92% 10,70% 10,52% 6,59% 4,25%

3,24 10,54 3,07 6,50 5,00 9,77 7,56 1,73 4,15 1,62 3,40 2,06 2,14 8,17 4,03 5,30 3,07 5,17 4,83 4,24 5,81 4,24 2,45 4,80 6,37 8,98 1,49 16,37 4,35 4,69 6,79 5,16 6,34 5,74 7,32 6,45 1,51 3,39 4,19 3,29 2,41 3,41 0,95 1,05 1,66 2,22 1860,61

37

Considerazioni in merito al Sistema della mobilit secondo il parere espresso dalla D.G. Infrastrutture e Mobilit con nota n. S1.2012.0081108 del 19/10/2012 di seguito integralmente riportato. A riscontro della richiesta di parere formulata dalla D.G. Territorio e Urbanistica nell'ambito della riunione del 17.7.2012 del Gruppo di lavoro interdirezionale costituito con Decreto D.G. Territorio e Urbanistica n. 596 del 31.1.2012, questa Direzione Generale ha provveduto all'esame degli elaborati adottati dal Consiglio Provinciale di Milano con deliberazione n. 16 del 7.6.2012 per ladeguamento del PTCP vigente ai disposti della l.r. 12/2005 e s.m.i., verificandone i relativi aspetti di conformit normativa e di compatibilit rispetto alla programmazione regionale di settore. Si esprimono, per quanto di competenza, le seguenti valutazioni.

Premessa: il quadro programmatico

Il quadro degli interventi di sviluppo della rete di mobilit sovraprovinciale che il PTCP chiamato a recepire declinato nel vigente Piano Territoriale Regionale - come aggiornato con Delibera del Consiglio Regionale n. 276 dell8.11.2011 - con specifico riferimento al Documento di Piano ( 1.5.6 Infrastrutture prioritarie per la Lombardia) e alla sezione SO1degli Strumenti Operativi (tabella Progetti di riferimento per le previsioni infrastrutturali stradali e ferroviarie), che devono essere esplicitamente richiamati nella Relazione generale quale presupposto delle opere strategiche indicate nel PTCP e del valore prescrittivo che devessere attribuito alla loro localizzazione sul territorio anche ai sensi dellart. 18 della l.r. 12/2005 e s.m.i.

A) Valutazioni di carattere generale

La variante generale presenta una complessiva coerenza con le politiche regionali in atto in materia di potenziamento del sistema infrastrutturale e dei servizi per la mobilit, pur registrandosi disomogeneit di trattazione rispetto ad alcune modalit di trasporto ugualmente rilevanti in chiave sovraprovinciale. Tra gli obiettivi espressamente richiamati nelle strategie del Piano figurano la qualificazione ed estensione delle reti infrastrutturali, lo sviluppo della rete metropolitana e dei servizi ferroviari e il potenziamento dei sistemi di interscambio. Lassunzione del quadro programmatorio sovraordinato relativo al rafforzamento della rete, in particolare, si riscontra nel recepimento sostanzialmente corretto dei tracciati di progetto delle opere stradali e ferroviarie di cui in premessa e nellintroduzione di norme a tutela della loro realizzabilit urbanistica, com noto assenti nel PTCP vigente. Loggettiva unicit su scala quantomeno lombarda - del contesto insediativo e territoriale di riferimento del Piano viene per declinata privilegiando soprattutto il tema dellintegrazione tra i sistemi della mobilit ed insediativo, focalizzando (e disciplinando di conseguenza) il principio per cui la sussistenza dei requisiti di sostenibilit trasportistica delle trasformazioni territoriali proposte dai Comuni debba essere dimostrata fin dalla fase pianificatoria locale, al fine di identificare preventivamente gli eventuali interventi di potenziamento del sistema infrastrutturale alla cui realizzazione subordinare lattuabilit delle trasformazioni stesse. Allinterno di questo quadro generale, si evidenzia che in tema di infrastrutture fisiche (stradali, ferroviarie e metrotranviarie in particolare) il PTCP necessita di alcune modifiche volte ad assicurare la piena coerenza dello strumento rispetto: 38

a)

agli obblighi di integrale recepimento degli interventi strategici previsti nella programmazione nazionale e regionale, con particolare riguardo alle opere qualificate nel P.T.R. Obiettivi prioritari di interesse regionale ex art. 20 comma 4 l.r. 12/2005; b) ai disposti dellart. 18 della l.r. 12/2005 e s.m.i., con specifico riguardo allesigenza di esplicitare meglio, nello strumento adottato, i riferimenti identificativi dei predetti interventi strategici e dei vincoli di salvaguardia ad essi associati. Alla luce delle innovazioni introdotte da tale norma di legge - che, rafforzando la prevalenza sulla pianificazione sottordinata delle indicazioni strategiche dei PTCP relative al sistema della mobilit, dispone che ogni Piano individui le previsioni localizzative dotate di tale efficacia - si ritiene che la disciplina di attuazione debba essere integrata con unapposita tabella in cui siano esplicitamente indicati, per ognuno dei nuovi interventi infrastrutturali rappresentati 4), la fonte progettuale assunta per la trasposizione in cartografia dei tracciati e il corrispondente dimensionamento metrico dei corridoi di tutela, cos come ricavabili dal recepimento delle fasce di salvaguardia obbligatoria operanti ai sensi di legge (cartografate o meno nei progetti stessi) ovvero opportunamente stabilite dalla Provincia con la finalit di assicurare la permanenza delle condizioni di fattibilit urbanistica delle opere. Tale modalit - adottata nello stesso Piano Territoriale Regionale e in altri Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali redatti dopo lentrata in vigore della legge di governo del territorio appare particolarmente indicata in quanto rende esplicito che nellambito della verifica di compatibilit ex art. 13 l.r. 12/2005 di piani urbanistici o progetti di intervento sul territorio, il riferimento che il PTCP deve assumere per accertare leffettivo assoggettamento delle aree al vincolo di salvaguardia costituito non gi dai tracciati infrastrutturali come graficamente trasposti nelle tavole bens dallatto-progetto (in linea di principio quello pi recente approvato o pubblicato) da cui gli stessi sono tratti. Questa impostazione consente una migliore gestione del PTCP anche ai fini dei suoi successivi aggiornamenti, che risultano pi agevoli in quanto lintroduzione delle variazioni derivanti dalla continua maturazione progettuale delle opere viene ricondotta, di fatto, alla revisione di un prospetto testuale sintetico, evitando che le verifiche di compatibilit si risolvano nel raffronto diretto tra elaborati cartografici spesso redatti a scale e con finalit diverse. Per quanto riguarda specificamente il sistema delle infrastrutture viarie, si rileva che gli obblighi di adeguamento del Piano alla programmazione sovraordinata riguardano principalmente il recepimento completo del progetto di Collegamento S.S. 11 (Magenta)-Milano-Abbiategrasso (c.d. Comparto Sud-Ovest Milano), di cui lo strumento adottato non contempla la realizzazione del tratto in raddoppio della S.P. 114 da Milano ad Albairate, e il perfezionamento della trasposizione grafica di alcuni tracciati di progetto. Relativamente al sistema delle infrastrutture e servizi ferroviari e delle metrotranvie, emerge principalmente la necessit di una verifica e aggiornamento nella descrizione della rete ferroviaria esistente, oltre che anche in questo caso di adeguamenti della rappresentazione adottata in cartografia per gli interventi in programmazione, che, a causa della particolare simbologia grafica utilizzata per differenziare le qualifiche delle diverse opere, risulta di difficile leggibilit. Aggiornamenti puntuali alla suddetta qualificazione vengono prescritti anche per alcune stazioni ferroviarie/di interscambio e per lindicazione delle linee metrotranviarie Milano-Limbiate e Milano-Desio-Seregno. In materia di sistemi per la navigazione si propongono adeguamenti puntuali alla Normativa di attuazione finalizzati ad un migliore perseguimento degli obiettivi di sviluppo della rete (anche per

) quantomeno le opere di cui ai punti a) e b) dellart. 63, comma 3 delle N.d.A.

39

parti) e della mobilit sostenibile sui tratti lombardi degli itinerari idroviari LocarnoMilano e Lario-Adda-MilanoPo. Non risultano invece sviluppati nel Piano gli aspetti relativi alle componenti logistica e interscambio merci, per le quali si rendono quantomeno opportuni lindicazione cartografica delle strutture esistenti e, nella parte descrittiva/normativa, un pur generale richiamo ai criteri di approccio al tema in ordine alle sue implicazioni su scala provinciale. Non sussistono rilievi sui contenuti della variante generale inerenti la programmazione dei servizi di trasporto pubblico su gomma e della mobilit ciclistica.

B) Proposte di modifica

4. 5. Per quanto in premessa si formulano le seguenti proposte di modifica e integrazioni finalizzate ad assicurare piena rispondenza tra le politiche e le azioni di sviluppo del sistema della mobilit delineate nel PTCP e il quadro della programmazione infrastrutturale nazionale e regionale, con particolare riferimento alla coerenza del Piano rispetto alla disciplina ex artt. 15, comma 2 lett. e) e 18, comma 2 lett. b), della l.r. 12/2005 e s.m.i.
1) Norme di Attuazione

Art. 2 Articolazione del PTCP ed efficacia delle norme Lattuale formulazione del comma 5. prefigura che lefficacia delle previsioni definite prescrittive e prevalenti non operi dallentrata in vigore dello strumento provinciale, bens da un momento successivo legato al recepimento da parte dei Comuni nei relativi strumenti di pianificazione e programmazione territoriale. In relazione alla finalit della norma, si ritiene necessario modificare larticolato nei termini predetti; Art. 14 Contenuti minimi del PTCP Si chiede di integrare larticolato nei termini descritti nelle prescrizioni formulate al successivo Art. 68; Art. 21 Sistemi ed elementi di particolare rilevanza geomorfologica In analogia e coerenza con la formulazione adottata nel seguito delle N.d.A., si ritiene che il divieto alla realizzazione di interventi infrastrutturali in corrispondenza degli orli di terrazzo (punto a) del comma 3.) debba essere circoscritto ai casi in cui sia dimostrabile la praticabilit di soluzioni alternative di pari fattibilit tecnico-economica e diversa localizzazione; Art. 27 Sistemi dell'idrografia artificiale Si osserva che nella definizione del Macro-obiettivo 01 - Compatibilit ambientale e paesistica delle trasformazioni, introdotta dallArt. 3, non viene opportunamente rimarcato il principio espresso dal PTRA Navigli lombardi relativamente allo sviluppo della navigazione, anche per tratti, e della mobilit sostenibile sul tratto lombardo dell'itinerario Locarno-Milano (che nella sua articolazione include un tratto del Fiume Ticino, il Canale Industriale, il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese) nonch lungo l'idrovia Lario-AddaMilano-Po, comprendente il Naviglio di Paderno e il Naviglio della Martesana. Ne consegue lesigenza di evidenziare, nel presente articolo, che il divieto espresso nel PTRA 40

di realizzare attraversamenti o altri manufatti che ostacolino la navigazione lungo tutta l'idrovia deve intendersi valido per entrambe le infrastrutture sopra citate;

Art. 59 Inserimento paesaggistico delle infrastrutture Occorre che sia precisato in termini coerenti con la riformulazione dellArt. 63, di cui in seguito - il riferimento ai corridoi di salvaguardia introdotto al punto a) del comma 3. ma non ulteriormente declinato (nella natura, caratteristiche, effetti del vincolo) se non per gli aspetti relativi al dimensionamento minimo; TITOLO III - Sistema infrastrutturale della mobilit Richiamato che questa sezione della Normativa dovr essere aggiornata con lintroduzione della tabella di cui in premessa e di riferimenti allo sviluppo nel Piano del tema logistica/intermodalit, sul contenuto dei singoli articoli si esprimono le seguenti osservazioni: Art. 63 Reti infrastrutturali in relazione alla classificazione proposta al comma 2. per gli elementi del sistema infrastrutturale rappresentati nel PTCP, articolati in funzione del diverso livello di maturazione programmatorio e progettuale, il comma 3. necessita di essere perfezionato coerenziando nei seguenti termini il livello di cogenza da attribuire alle c.d. Opere in programma: a) lindividuazione nella tavola 1 del PTCP delle opere di cui al comma 2., lettera a) ha valore prescrittivo in qualit di interventi con efficacia localizzativa prevalente ai sensi dellart. 18 comma 2 l.r.12/2005; () al comma 5. si chiede di sostituire il termine definendo con trasponendo, ritenuto pi rispondente al carattere non discrezionale delloperazione di recepimento dei tracciati infrastrutturali di progetto negli strumenti pianificatori sottordinati; al comma 6. lapplicazione del principio di preventiva concertazione interistituzionale previsto dal PTCP come condizione per il recepimento nei piani comunali delle previsioni viabilistiche e trasportistiche riguardanti il quadrante sud-ovest del territorio provinciale devessere espressamente circoscritta alle sole opere non gi dotate di prevalenza conformativa o di salvaguardia ex lett. a) e b) del precedente comma 3.; Art. 65 Integrazione delle reti Si ritiene opportuna una maggiore articolazione (con eventuale rivisitazione) dei criteri alla base della proposta di classificazione adottata dal PTCP per i sistemi di interscambio, disciplinata al comma 1. dellarticolo; Art. 68 Criteri per la mobilit nella pianificazione comunale Larticolo introduce il principio del concorso obbligatorio della strumentazione comunale e provinciale di settore nel valutare preventivamente a mezzo di documentazione specifica da produrre a corredo degli atti di pianificazione i requisiti di sostenibilit trasportistica delle trasformazioni insediative agli effetti delle ricadute indotte sul sistema della mobilit. Tuttavia, a differenza di quanto enunciato sul tema nella Relazione generale, tale disciplina non trova riscontri operativi nellattuale formulazione dellArt. 14 (Contenuti minimi dei PGT), che si chiede pertanto di integrare in tal senso. Si ritiene opportuno, in linea generale, un coordinamento dellarticolato anche rispetto ai contenuti del comma 2. dellArt. 73 (Insediamenti di portata sovracomunale). 41

2)

Elaborati cartografici

Fermo restando, per quanto richiamato nella parte in premessa, il carattere esclusivamente indicativo della cartografia di PTCP agli effetti dellidentificazione puntuale delle aree interessate dal sedime o dalle fasce di rispetto o di salvaguardia delle infrastrutture esistenti o previste, nel merito della rappresentazione grafica proposta si formulano i seguenti rilievi: a) Viabilit Lintervento relativo al c.d. Comparto Sud Ovest Milano devessere inserito nel PTCP anche relativamente alla tratta Milano-Albairate, parte organica al pari della AlbairateMagenta, della variante di Abbiategrasso e della riqualifica della S.S. 494 fino al nuovo ponte sul Ticino, tutte recepite del progetto preliminare approvato in Legge Obiettivo con delibera CIPE n. 8/2008, nonch del progetto definitivo sviluppato da ANAS nel 2009 e gi licenziato favorevolmente dalla Regione con d.g.r. n. VIII/9491 del 20.5.2009 nellambito della medesima procedura approvativa. Si ritiene inoltre che, in relazione alla valenza strategica ad esso riconosciuta dallinserimento tra gli Obiettivi prioritari di interesse regionale ex art. 20 comma 4 l.r. 12/2005, lintervento relativo alla 3a corsia Milano-Meda debba essere recepito negli strumenti urbanistici comunali con obbligo di individuazione delle salvaguardie di cui allart. 102 bis l.r. 12/2005 e relativi criteri di attuazione (d.g.r. n. VIII/8579 del 3.12.2008). Si prescrive, pertanto, di attribuire a tale intervento la qualifica di Opera prevista, in luogo dellattuale Opera allo studio. In merito al recepimento del Sistema Viabilistico Pedemontano, si osserva che per l'opera connessa TRVA 13-14 occorre recepire la soluzione progettuale dello svincolo sulla ex S.S. 527 Bustese condiviso nell'ambito della seduta del 16 giugno 2011 del Collegio di Vigilanza del relativo Accordo di Programma (ved. Dossier TR VA 13-14 Recepimento prescrizioni e raccomandazioni Delibera CIPE n. 97 del 6/11/2009). Relativamente allAutostrada Brescia-Bergamo-Milano devessere invece recepito il progetto esecutivo approvato da C.A.L. S.p.A., in particolare facendo riferimento agli elaborati planimetrici trasmessi dalla Societ Bre.Be.Mi. S.p.A. con nota prot. SDP-U-1203197-DT-DGR del 27 marzo 2012 ai sensi del D. Lgs. 163/2006. Occorre altres trasporre il progetto della variante della S.P. 14 Rivoltana nei pressi dell'abitato di Tregarezzo, cos come da soluzione condivisa nell'ambito della seduta del 21 luglio 2010 del Collegio di Vigilanza del relativo Accordo di Programma. Rispetto alla Tangenziale Est Esterna di Milano si rileva che, in relazione al quadro prescrittivo CIPE di cui alla Delibera n. 51/2011 e alle decisioni successivamente condivise nell'ambito dei Tavoli del relativo Accordo di Programma, necessario stralciare l'opera XD25 - Potenziamento della S.P. 39 Cerca in quanto non disposta dal CIPE, nonch la parte dell'opera CD10 - Sistemazione stradale/ambientale di attraversamento della frazione di Balbiano in attesa della definizione di una nuova soluzione progettuale in ottemperanza a quanto prescritto dallo stesso CIPE. Si precisa, infine, che in occasione del Tavolo Lombardia del 29.7.2011 l'intervento denominato Varesina sud (Collegamento A8-Rho Monza) stato stralciato dalle opere connesse ad Expo 2015 per limpossibilit di realizzazione entro lorizzonte temporale dellevento, a causa della mancanza di copertura finanziaria. La sua indicazione nel PTCP va pertanto considerata come ipotesi oggetto di analisi e di condivisione. b) Interventi ferroviari 42

Si chiede di adeguare la simbologia grafica adottata per differenziare le qualifiche delle diverse opere agli effetti della classificazione ex Art. 63 comma 2. N.d.A., nonch per descrivere la rete esistente, che risulta poco leggibile. c) Servizi ferroviari, t.p.l. e metrotranvie Si chiede di eliminare dalle tavole lindicazione della fermata Stephenson (tra Milano Certosa e Rho Fiera sulla linea RFI Milano-Rho), nonch di qualificare come opera allo studio lipotesi di dismissione della stazione Milano Porta Genova. In relazione al loro grado di maturazione programmatorio/progettuale, le stazioni milanesi Sondrio, Zama, Canottieri e quelle di Poasco e Opera sulla linea RFI Milano-Pavia, qualificate nel PTCP come stazioni o interscambi di progetto, devono essere propriamente ricondotte ad ipotesi ancora in fase di studio. Relativamente alle opere metrotranviarie, lintervento relativo alla Milano-Limbiate va qualificato come Opera prevista mentre la Milano-Desio-Seregno devessere indicata come Opera in programma. d) Logistica e interscambio merci Gli elaborati devono essere aggiornati indicando quantomeno le strutture esistenti (Segrate, Milano Smistamento, Melzo). Considerazioni in merito agli ambiti destinati allAttivit Agricola di interesse Strategico secondo il parere espresso dalla DG Agricoltura con nota n. M1.2012.0014971 del 16/10/2012, di seguito integralmente riportato. Per quanto di competenza della DG Agricoltura, sono stati analizzati gli elaborati del PTCP adeguato alla LR 12/2005, adottato con Delibera del Consiglio Provinciale n.16 nella seduta del 7 giugno 2012, con particolare riferimento alle parti che riguardano il sistema rurale. Dalla Relazione generale si evince che le previsioni di piano sono articolate nei seguenti quattro sistemi territoriali: paesistico-ambientale e di difesa del suolo, ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico, infrastrutturale della mobilit, insediativo. Per quanto riguarda il sistema degli gli ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico (di seguito AAS) viene evidenziata la rilevante ed estensiva vocazione agricola del territorio che stata analizzata attraverso le caratteristiche, delle risorse naturali e le funzioni del territorio rurale, sulla base delle indicazioni di Regione Lombardia desunte dal progetto Sal.Va.Te.R (Salvaguardia e Valorizzazione del Territorio Rurale, 1999-2000) e dalle sperimentazioni condotte per la messa a punto degli indirizzi regionali in materia propedeutica allindividuazione degli ambiti agricoli. Le suddette elaborazioni sono contenute nello studio condotto dalla Provincia di Milano Il sistema di conoscenza per lindividuazione degli ambiti agricoli nel PTCP realizzato nel 2007, antecedentemente quindi ai criteri regionali per lindividuazione degli ambiti agricoli strategici di cui alla DGR 8/8059 del 19/9/2008. Lo studio citato costituisce il quadro conoscitivo di riferimento a partire dal quale il piano provinciale ha riconosciuto gli ambiti destinati allattivit agricola di interesse strategico (di seguito AAS) secondo quanto indicato allart. 15 della l.r. 12/05 e s.m.i. Dalla lettura delle strategie di piano e dei macro-obiettivi, non emerge una specifica valorizzazione delle aree agricole e dellattivit agricola. Infatti la Relazione Generale di piano indica a pag. 5 che la strategia di fondo il rafforzamento del policentrismo costitutivo che punta su vari obiettivi tra 43

cui la qualificazione dellambiente e del paesaggio urbano, agricolo e naturalistico salvaguardando gli spazi aperti tra polo e polo e tra questi e il polo centrale. Un altro importante obiettivo centrale del PTCP la qualit con particolare rilievo al tema degli spazi aperti e delle aree di frangia. Nel contesto della strategia di piano al sistema rurale sembra venire assegnato un ruolo essenzialmente qualificante sotto il profilo paesaggistico e di presidio degli spazi aperti trascurandone tuttavia una serie di funzioni tra cui in particolare quelle produttive, ambientali, di riequilibrio idrogeologico e altro che sarebbe ragionevole ritrovare anche negli aspetti di sviluppo economico e territoriale provinciale. Anche nei macro-obiettivi elencati al capitolo 3 non si evincono attenzioni specificatamente rivolte al sistema rurale. Solo scendendo di scala e analizzando il corpo normativo del PTCP, si ritrovano allart. 61 obiettivi specifici che viceversa contemplano gli aspetti di multifunzionalit sopra citati ma che non risultano accompagnati da una norma che declini azioni e strumenti adatti al loro raggiungimento. Se da una lato questi obiettivi possono considerarsi complessivamente compatibili con quelli del PTR, dallaltro si configurano come buoni propositi che rischiano di restare disattesi se non sostenuti da regole di valorizzazione, di uso, e di tutela citate nella relazione generale (pag. 25) ma non riscontrabili nelle Norme di Attuazione. Poich al PTCP la LR 12/05 assegna un ruolo di esclusiva competenza per il riconoscimento del valore strategico delle aree dedicate allattivit agricola, si ritiene opportuno che emerga con maggiore rilevanza nei macro-obiettivi di piano la valorizzazione delle aree agricole e dellattivit ad essa connessa, anche in considerazione che la valutazione di compatibilit del PTCP rispetto agli atti propri, degli enti locali e di altri enti, operata rispetto ai citati macro-obiettivi (art. 15 c. 2 delle Norme di Attuazione). In particolare si chiede di valutare lopportunit di introdurre strumenti che consentano il perseguimento degli obiettivi specifici richiamati allart. 61 delle Norme di Attuazione. A tal proposito si richiama il Parere Motivato della VAS del piano che prevede la necessit di individuare modalit per favorire la permanenza sul territorio delle aziende agricole, condizione che potr essere assolta anche attraverso i pi opportuni strumenti che il piano individuer. Per quanto attiene il riconoscimento degli AAS, anche a partire dal quadro conoscitivo di cui allo studio di settore Il sistema di conoscenza per lindividuazione degli ambiti agricoli nel PTCP realizzato nel 2007, si evince una coerenza complessiva rispetto ai criteri di cui alla DGR 8/8059 del 19/9/2008 avendo il piano analizzato in particolare le caratteristiche, le risorse e le funzioni del territorio rurale. Nonostante la caratterizzazione sia stata fatta su tutto lambito provinciale, la delimitazione degli AAS si limitata alle aree esterne ai parchi regionali, riferendosi ai settori nordovest e nord-est della provincia, rimandando la loro individuazione entro le aree a parco a seguito di una specifica attivit di coordinamento da eseguirsi in una fase non ben specificata (Relazione Generale pag. 24). In sede di conferenza conclusiva di Vas (09/02/2012) lo scrivente Settore ha fornito un contributo (prot. M1.2012.0001755 del 08/02/2012) in cui, tra laltro, veniva invitata la Provincia di Milano a coordinarsi con gli enti gestori dei parchi per la delimitazione degli ambiti agricoli strategici come previsto al comma 7 dellart. 15 della LR 12/05, rilevando che il disegno proposto (uguale a quello degli elaborati del piano adottato) sminuisce il concetto di strategicit introdotto dalla LR 12/05, e 44

che disattende altres la logica di continuit ed estensivit che tali ambiti dovrebbero assumere a livello territoriale. Tale affermazione ha trovato riscontro nel Rapporto Ambientale (giugno 2012) che alla pag 170 riporta che la scelta di escludere dalla pianificazione provinciale gli ambiti agricoli dei parchi, () determina una perdita della visione strategica nei confronti del sistema agricolo nella sua globalit e complessit. Inoltre il parere motivato espresso dallautorit competente per la VAS indica una serie di elementi che condizionano il parere positivo circa la compatibilit ambientale del PTCP tra cui si segnala lopportunit di individuare una modalit per la delimitazione degli ambiti agricoli strategici anche nei territori dei Parchi Regionali, in accordo e in coordinamento normativo, con gli enti gestori degli stessi e con i comuni. Lart. 60 c.4 delle Norme di attuazione del piano riportano che allinterno del perimetro dei parchi lindividuazione degli AAS e relativa disciplina, saranno definiti in coordinamento con i relativi strumenti di pianificazione e programmazione: questa previsione non esplicita in quale fase di definizione del piano debba avvenire il coordinamento, lasciando margini interpretativi che per altro non si conciliano con quanto richiesto dal parere motivato VAS. Ai fini della tutela del suolo agricolo di cui allart. 4 quater della LR 31/08, quale elemento costitutivo del sistema rurale, si chiede di verificare le richieste del parere motivato di VAS in tema di delimitazione degli AAS in aree a parco regionale proponendo le pi opportune modalit per coerenziare gli elaborati di PTCP; In considerazione dellindividuazione su tutto il contesto provinciale di ambiti agricoli di rilevanza paesaggistica (Tav. 2 del PTCP) e della relativa disciplina riportata allart. 28 delle Norme di Attuazione, si ritiene che i relativi obiettivi specifici di tutela potrebbero essere assunti a livello generale per il sistema delle aree agricole provinciali. La loro definizione e disciplina potrebbe integrarsi e armonizzarsi con quella degli AAS, e, fatte salve le verifiche dei criteri della DGR 8/8059 del 19/9/2008 costituire un unico livello di rappresentazione; Si chiede inoltre di considerare tra le specificit dellattivit agricola che insiste sul territorio provinciale, la presenza di distretti rurali in quanto associazione di imprese agricole caratterizzate da unidentit territoriale omogenea (art. 13 del DLGS 228/2001 e smi e art. 4 della LR n. 1 del 2/2/2007). Due di essi sono gi stati riconosciuti da Regione Lombardia: il Distretto Agricolo Milanese (DAM) e Distretto agricolo della valle del fiume Olona, mentre in corso di riconoscimento il Distretto neorurale. In considerazione della loro funzione di presidio del territorio, di valorizzazione dellattivit agricola e della estensione territoriale, si ritiene opportuno riconoscere queste realt come parte integrante di un sistema strutturato di AAS.

A livello normativo si ritiene opportuno evidenziare quanto segue: gli obiettivi elencati allart. 61 delle NdA dovrebbero essere integrati con il sostegno della multifunzionalit delle attivit agricole quale strumento per incentivare lo sviluppo economico delle aziende agricole favorendone la permanenza sul territorio, nonostante il titolo dellart. 62 delle NdA richiami i criteri e modalit per la definizione delle aree agricole a scala comunale, di fatto larticolato si concentra sulla possibilit da parte dei comuni di modificare il perimetro degli ambiti agricoli provinciali non esprimendo 45

nulla riguardo alle aree con funzione agricola non strategiche. Poich tali aree, confinanti con il sistema urbano, sono quelle pi delicate sotto il profilo della conservazione/valorizzazione dellattivit agricola, si chiede di valutare lopportunit di definire indirizzi e criteri per la loro trasformabilit ad usi non agricoli, il comma 2 dellart. 62 alla possibile riduzione degli ambiti agricoli strategici, introduce un criterio temporale riferito alla non ripetibilit nel periodo di vigenza del PGT: tale affermazione non trova riscontro rispetto al fatto che il piano delle regole non ha periodo di validit. Si segnala che nellart. 62, tra le possibilit assegnate alla pianificazione comunale, compare il termine modifica che non trova riscontro nellart. 15 della LR 12/05 e s.m.i.: si chiede pertanto di verificarne la corretta applicabilit. Considerazioni in merito allAssetto idrogeologico e difesa del suolo secondo il parere espresso dalla DG Territorio e Urbanistica con nota n. Z1.2012.0026192 del 15/10/2012, di seguito integralmente riportato. Dallanalisi della documentazione costituente il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Milano, e con riferimento alla cartografia del Piano, si evidenzia quanto segue: Tavola 7 Difesa del suolo (alla scala 1:50.000) La tavola contiene, correttamente riportate, le fasce fluviali dei Fiumi Ticino, Olona, Arno, Lambro e Adda, e le perimetrazioni delle aree a rischio idrogeologico molto elevato (ex lege 267/98) 070LO-MI e 071-LO-MI. Normativa La componente geologica del P.T.C.P. trattata nel Capo II (articoli dal n. 36 al n. 41 delle Norme di Attuazione. Si segnala, che in provincia di Milano sono compresi tre Comuni (San Colombano al Lambro, Trezzo sullAdda e Vaprio dAdda) che sono tenuti agli adempimenti di cui allart. 18 delle N.d.A. del P.A.I., e quindi anche ai vincoli previsti dallart. 9 delle stesse Norme; un quarto Comune (Rho), inoltre, ha optato autonomamente di adempiervi. Si chiede pertanto di adeguare larticolo 37 delle N.T.A. (in particolare i commi 1 e 4) con laggiunta dei riferimenti allart. 9 delle N.d.A. del P.A.I. Negli articoli 36 comma 3, 37 comma 3, 38 comma 4 e 41 comma 4 si chiede di aggiornare i riferimenti normativi relativi alla direttiva tecnica regionale in campo geologico della l.r. 12/2005, che stata aggiornata con DGR 30 novembre 2011, n IX/2616. Nellart. 37 comma 2 dovrebbe essere inserito un riferimento relativo alle aree di laminazione delle piene fluviali individuate e gi inserite nel Piano Territoriale Regionale.

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