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Il Gazzettino 23/07/2005 Via IV novembre, chiusa la ferita della citt Il Mattino di Padova 23/07/2005 Chiusa la falla, via IV Novembre

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Corriere del Veneto 15/09/2005 = Il precedente finito male Edizione PADOVA - Pagina 7 - via IV novembre PADOVA - Autosilos interrato. Si chiamava cos anche il parcheggio che la Trevi Spa stava realizzando in via IV Novembre. Lavori iniziati con la precedente amministrazione e che si concluderanno solo il prossimo ottobre. Non con il taglio del nastro inaugurale del park interrato, ma con la chiusura del buco provocato dai cantieri. Una voragine aperta per un errore di valutazione nell'esecuzione dei lavori e che si riempita d'acqua, mettendo in pericolo la tenuta statica delle tre palazzine sistemate attorno al parcheggio virtuale. Il buco di via IV novembre si era aperto nel febbraio del 2001. Da quel momento si innescata un'interminabile battaglia legale con gli ex inquilini degli edifici danneggiati. Il Gazzettino 23/07/2005 = Via IV novembre, chiusa la ferita della citt Edizione Padova - Pagina 5. - La Trevi voleva farci un park sotterraneo ma scavando intacc una falda e si inclin un palazzo che fu sfollato. Oggi il "buco" stato colmato Fra due mesi l'area sar ripavimentato Era la notte del 20 febbraio 2001. La notte del panico, quella in cui la palazzina del numero 9 di via IV novembre con un sinistro schricchiolio cominci a piegarsi in avanti, minata alla fondamenta. Era come se l'acqua di falda in pressione che sosteneva insieme al letto di ghiaia le fondamenta, fosse stata stappata. Pochi passi pi avanti infatti, scavando fino a 15 metri sottoterra per far stare l'ascensore del parcheggio sotterraneo, qualcuno aveva strappato via lo strato di argilla che faceva da parete e l'acqua usc di colpo. Il palazzo si scoll di oltre 10 centimetri dal piano di riferimento. Le otto famiglie che ci abitavano furono mandate via subito, neanche il tempo di prendere un vestito. Non ci sono pi tornate da allora. Ma oggi hanno una speranza in pi di veder concluso il loro calvario tutt'ora aperto con pi cause alla Trevipark di Cesena, titolare degli scavi. stata la stessa ditta dopo lunghe trattative col sindaco a riprendere in mano il progetto, dichiarare chiusa l'esperienza del parcheggio e riempire il buco. Hanno cominciato a fine aprile e non stato facile. Abbiamo dovuto stare molto attenti a usare pietra pomice e tufo, insieme a calcestruzzo leggero nella parte pi superficiale per compattare l'acqua e il materiale" dicono il capocantiere Roberto Vianelli e il direttore tecnico Marco Biferali.

C'era il problema di ricreare la stessa pressione idraulica. Cos sono stati riempiti 5mila metri cubi di volume e sopra, a mo' di tappo sono stati piazzati finora 143 cubi di cemento, di un metro cubo l'uno del peso di 2500 chili a testa. Servono per compattare il terreno. Alla fine saranno oltre 200 per arrivare a un peso di 700 tonnellate. Una specie di sovraccarico cui il terreno sar sottoposto per due-tre mesi. Poi saranno tolte e la via ritorner a rispendere come prima. Con i suoi marciapiedi rifatti e l'aiuola centrale. Questo ha assicurato ieri il sindaco Zanonato durante il sopralluogo. Intanto a partire da ottobre la recinzione attuale sar sostituita da una "trasparente" in modo che tutti possano verificare lo stato dei lavori. Ma se la ferita "fisica" sparir, non sar altrettanto facile per quella psicologica. Siamo tutti e 24 in causa con la Trevi riferiva ieri Marcello Semesa, abita al corpo C. Poi ci sono quelli del corpo B e quelli del corpo A, gli sfollati. Proprio a loro pensa il sindaco La Trevi ha gi comprato tre degli otto appartamenti e sta pagando il disturbo agli sfollati pagando loro gli affitti. So che esistono delle trattative in atto. Qualcuno dei cinque rimanenti vorrebbe essere risarcito ma almeno un paio di famiglie hanno chiesto di tornare dice il primo cittadino. Questo molto importante perch dal punto di vista psicologico che si gioca la questione. Mauro Giacon Il Mattino di Padova 23/07/2005 ALDO COMELLO = Chiusa la falla, via IV Novembre rinasce Edizione Nazionale - Pagina 17 - Lavori in fase conclusiva Presto la libert di passaggio - 140 cubi di cemento da 2500 chili l'uno per comprimere un terreno leggero fatto di pietra pomice E stata colmata la fossa, profonda 16 metri, che, in via IV Novembre, era diventata una sorta di totem, un dio locale ad esorcizzare la paura che aveva attanagliato il rione il 20 febbraio 2001, quando gli scavi per la costruzione dell'autosilo avevano liberato l'acqua di falda che uscendo e dilavando le fondamenta del fabbricato al numero 9 ne avevano provocato il disassamento. A questo finimondo con il fall-out dell'evacuazione degli alloggi della scala C e di parte di quella B, con il blocco dei garage (inutilizzabili per 4 anni), la chiusura dei negozi al piano terra, erano seguite 24 cause, una catena di denunce, una giungla di contenziosi giudiziari con al centro la ditta Trevi che aveva l'incarico dei lavori. Ieri in via IV Novembre c' stato il sopralluogo del sindaco Zanonato, accompagnato dall'assessore Ivo Rossi, ed stata quasi un viatico alla normalit, alla ripresa della vita, alla risistemazione dell'ambiente in una strada rimasta per 4 anni blindata, prigioniera del cantiere. Sul posto, a ricevere il sindaco, c'erano Roberto Vianelli capocantiere e il direttore dei lavori, ingegner Marco Biferni (non c'era al momento dell'incidente) in sostanza con l'incarico di un "piano Marshall" che ha aspetti promettenti, pur restando sempre una toppa perch il disvalore immobiliare non si scolla tanto facilmente. I tecnici della Trevi hanno, comunque, svolto quest'anno un lavoro di straordinaria alchimia. Parliamo di alchimia perch si tratta di un inedito, di un lavoro che non ha precedenti e che si potrebbe qualificare di alto artigianato. Come noto l'acqua fuoruscita dalla falda aveva lasciato un vuoto e questo aveva rotto la statica dell'immobile provocando anche reazioni a catena di minore entit sul tessuto urbano della zona. La fossa si era riempita d'acqua che non era stata prosciugata perch costituiva fattore di un nuovo equilibrio. La buca stata chiusa in aprile. Si trattava di colmarla con un materiale che avesse la stessa densit dell'acqua, ma, che allo stesso tempo fosse in grado di sopportare qualsiasi peso. Si adott un materiale leggerissimo: polvere e frammenti di pietra pomice, mescolati a calcestruzzo alleggerito. Furono fatte, in zone cruciali, anche numerose iniezioni di cemento. Ora in corso l'attivit di compattamento: lo spazio ha gi assunto l'andamento circolare di una piazza che ora ingombra di cubi di cemento. Ne abbiamo contati 143, ognuno pesa 2500 chili, l'azione di compressione sar completata distribuendo sull'area dove c'era la buca, 353 di questi pesi. La Trevi ha compensato i disagi, i costi dl'evacuazione, l'alloggio in albergo o in casa di amici - dice il sindaco Zanonato - ma il risarcimento dei danni ancora in corso, sarebbe importante un'intesa con i residenti. Se c' bisogno di dirlo il Comune dalla parte dei cittadini non dell'impresa. La palazzina numero 9 che si inginocchiata - una decina di centimetri di scollamento - ora staticamente a posto, i periti ne hanno garantito l'abitabilit, E tuttavia esiste un nodo psicologico abbastanza stretto. Non molti, conoscendo i precedenti, ci andrebbero ad abitare volentieri, anche se la zona incantevole e gli alloggi perfettamente sicuri. Gli appartamnenti in questione sono 8, tre dei quali sono stati acquistati dalla Trevi. Ci 3

sono inquilini che si sono sistemati in altro luogo, altri che vorrebbero tornare. Al centro della strada c' un'aiuola spartitraffico abbastanza ampia che lascia spazio a splendide piante di magnolia, attorno il verde del giardini. Ci fanno notare anche un'area, ora protetta da un telo di tessuto-non tessuto, ha destinazione vegetativa, ci sarano quindi altre piante. Si tratter anche di ripavimentare la piazzetta che sorger dove c'era la grande buca d'acqua, una fabbrica di zanzare che attingevano sangue dalla popolazione di tutto il quartiere. Il Mattino di Padova 01/06/2005 = Residenti e Trevi, risarcimenti lontani Pagina 18 - Cronaca - VIA IV NOVEMBRE La battaglia legale per i risarcimenti fra i condmini delle palazzine A, B, C del civico 9 di via IV Novembre e la ditta Trevi ancora molto lontana dal suo epilogo. A quattro anni dal cedimento strutturale del blocco A, causato dalla costruzione del parcheggio interrato, i sette appartamenti sono ancora vuoti, come i garage e le cantine di tutte le palazzine. un'enorme baggianata sostenere che l'accordo sui risarcimenti non si trovi per il nodo delle spese legali - sottolinea l'avvocato Sergio Belloni, uno dei legali dei condomini - Siamo stati noi a richiedere che le parcelle venissero liquidate dall'Ordine degli Avvocati. Per altro le spese legali riguardano il rapporto interno con il cliente e fanno parte del monte risarcimento, ma non le trattiamo certo con la Trevi. Il problema che la distanza fra la richiesta dei condomini e l'offerta della ditta molto ampia, nell'ordine delle decine di migliaia di euro. Il 5 aprile 2005 stata depositata la sentenza di primo grado del contenzioso civile in cui il giudice condanna la ditta di Cesena a compiere i lavori di consolidamento del terreno con iniziezioni di cemento (iniziate subito dopo il crollo di 4 anni fa, ma mai completate) e a versare la cauzione di 3 milioni di euro, non pi in contanti come preteso dal Tribunale in precedenza, ma con fidejussione bancaria. Nemmeno ora che la fidejussione costerebbe poche migliaia di euro la Trevi disposta a darla - spiega Belloni - La controparte sostiene che non dovendo pi completare il parcheggio, ma solo riempire il buco, si tratta di un'opera diversa su cui non c' necessit di cauzione. L'accordo con il Comune che prevede il riempimento del buco entro ottobre un'operazione che pu mettere a rischio il precario equilibrio geologico del terreno. I condomini cercano, quindi, di tutelarsi. (fr.pat.) Il Gazzettino 27/05/2005 = Tra settembre e ottobre i proprietari potranno rioccupare gli appartamenti della palazzina danneggiata Via IV Novembre: si torna a casa La Trevi sta riempiendo con il tufo lo scavo dove doveva esserci il parcheggio interrato Padova, Pagina 9. Potranno rientrare nelle loro abitazioni che avevano lasciato in fretta e furia quattro anni fa. Gli abitanti del civico 9, cio dell'immobile che nel febbraio del 2001 aveva accusato un cedimento strutturale a causa degli scavi effettuati dalla Trevi per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo, a partire da settembre hanno la possibilit di tornare a occupare gli appartamenti all'interno dei quali ci sono ancora tutti gli arredi e gli effetti personali. Per la verit potrebbero farlo anche ora, ma il sindaco Flavio Zanonato che sta seguendo la vicenda con il segretario generale Giuseppe Contino, per dare il via libera attende che sia ultimato il riempimento della voragine e che venga effettuata la definitiva perizia statica. I tempi sono certi - spiega il primo cittadino -. Il cantiere di ripristino stato avviato un mese e mezzo fa e l'impresa ha in totale 7 mesi di tempo per completare l'intervento che comprende pure il ripristino della situazione quo ante e cio la sistemazione del parcheggio in superficie, dell'asfaltatura, degli spazi di sosta per le macchine e del verde. La Trevi - ha spiegato Contino - ha presentato un progettino di ripristino al sindaco che prevede che alla fine via IV Novembre sia migliore di com'era al momento del sinistro. Il lavoro per riempire lo scavo richiede dei tempi piuttosto lunghi per ottenere i risultati migliori. Si proceder in questo modo sino a fine luglio e poi prevista pausa. Quando si ricomincer a lavorare sar per sistemare le opere di urbanizzazione in superficie che saranno ultimate tra settembre e ottobre. 4

Intanto continua il contenzioso fra la Trevi e proprietari degli appartamenti, ma allo stato attuale delle cose, grazie soprattutto alla mediazione di Zanonato e di Contino, le controparti sembrano non lontane dal raggiungere un accordo. Tre abitazioni sono state gi acquistate dalla ditta e quindi resta incerta la posizione delle sei rimanenti. Alcuni titolari pensano di vendere, altri invece sono intenzionati a tenere la casa e a tornare ad abitarci a ottobre, quando tutto sar finito e ci sar la perizia statica definitiva, quella che affermer che la situazione tornata com'era prima dell'incidente. La Trevi, dal canto suo, ha tutto l'interesse ad accelerare i tempi perch nel momento in cui gli inquilini rientreranno in via IV Novembre non dovr pi pagare gli affitti degli alloggi dove sono stati costretti da andare coloro che risiedevano nel palazzo pericolante. La perizia - ha detto ancora Contino - gi ora favorevole, nel senso che non sussistono problemi statici. Ma dopo tutto quello che successo bene aspettare la chiusura del cantiere prima di rioccupare le case. Tra settembre e ottobre, quindi ci potr essere il rientro per chi ha deciso di non cedere l'appartamento. Nicoletta Cozza Il Mattino di Padova 27/05/2005 = Sar riaperta via IV Novembre Pagina 21 - Cronaca Entro la fine di ottobre il buco di via IV Novembre verr chiuso, la strada sar riasfaltata e di nuovo aperta alla circolazione. Parola di Flavio Zanonato. I lavori di ripristino sono cominciati da quasi due mesi e il progetto prevede che in sei mesi si concludano - ha dichiarato ieri il sindaco - Il costo dell'operazione interamente appannaggio della Trevi. Tecnicamente non si tratta di riempire di terra il buco di quasi venti metri dove sarebbe dovuto sorgere il parcheggio, ma di gettare strati di materiale inerte tali da ricreare una solidit del sottosuolo ed evitare che una volta terminata l'operazione il terreno non abbia cedimenti o crei avallamenti. Abbiamo voluto che fosse la Trevi a chiudere il buco per avere un referente unico in caso di altri problemi - spiega Zanonato. Dunque, almeno per quanto riguarda la strada la vicenda di IV Novembre ormai ad un passo dalla soluzione. Rimangono aperti i contenziosi civili fra la Trevi e i residenti dalla palazzina A del civico 9. Tre appartamenti e i negozi sono gi stati acquistati dalla ditta di Cesena ma ci sono ancora differenze sulla valutazione degli immobili, svela Zanonato che aggiunge: vero che un ostacolo per chiudere il contenzioso sono le spese legali e proprio per questo ho suggerito che fosse l'ordine degli avvocati a stabilire l'esatto importo. Sembra infatti che la Trevi abbia gi raggiunto l'accordo con i proprietari su valore degli immobili, pagamento dell'indennizzo e spese condominiali ma la trattativa si sarebbe arenata sulle competenze legali. La Trevi disposta a pagarle in toto, ma non senza poterle controllare. (Francesco Patan) Il Gazzettino 06/05/2005 = Zanonato ha incontrato gli abitanti e li ha rassicurati mentre la Trevi sta chiudendo la voragine con il tufo Padova, Pagina 5. VIA IV NOVEMBRE Finalmente siamo a una svolta. Sono iniziati da un mese, infatti, i lavori per chiudere lo scavo di via IV Novembre, quello che era stato avviato nel 2001 dalla ditta Trevi che avrebbe dovuto realizzare un'autorimessa interrata. Come si ricorder, per, l'intervento causo dei danni rilevanti all'edificio attiguo che si era addirittura inclinato, tanto vero che i residenti da allora non hanno potuto far rientro nelle loro abitazioni. E la mega voragine si era riempita con l'acqua filtrata dal sottosuolo, che aveva provocato una sorta di smottamento, tale da condizionare la sicurezza statica del condominio. Dopo il suo insediamento Flavio Zanonato ha immediatamente preso in mano la questione e ha intimato alla ditta di intervenire in tempi rapidi per ripristinare lo status quo ante. E infatti nella voragine che occupa buona parte della strada stanno la stessa Trevi sta gettando del tufo, un materiale tenero usato 5

prevalentemente al sud, che risulta ideale per questo tipo di utilizzo. Nel giro di tre o quattro mesi - ha assicurato il primo cittadino - il cantiere dovrebbe essere definitivamente chiuso e in superficie saranno rifatti la strada, i marciapiedi e delimitate le aree per i parcheggi. Nei giorni scorsi ho incontrato i residenti che hanno voluto delle rassicurazioni su come stanno andando le cose e sulla sicurezza dei materiali che vengono utilizzati dalla Trevi. Da questo punto di vista possono stare assolutamente tranquilli perch c' l'Amministrazione comunale a vigilare. Certo, si tratta di un lavoro delicato, perch va controllato costantemente l'equilibrio idrico del sottosuolo della zona. L'Amministrazione, inoltre, ha intenzione di giocare un ruolo da protagonista anche in una fase successiva, quella in cui si decider la sorte della palazzina: due appartamenti e un garage sono gi stati acquisiti dalla Trevi, mentre gli altri sono ancora dei vecchi proprietari, alle prese con i problemi di risarcimento. E con loro ci sono pure i titolari dell'edificio attiguo, che ha subito dei danni rilevanti. Faremo da mediatori - ha garantito Zanonato - per far s che i cittadini abbiano quanto spetta loro, dopo tutti questi anni di contenziosi e, soprattutto, di disagi. Ni.Co. Il Gazzettino 19/04/2005 = Ancora da "tappare" la voragine della Trevi Padova, Pagina 2. VIA IV NOVEMBRE Ha compiuto quest'anno quattro anni la voragine di via IV novembre, piena d'acqua e con tanto di barchetta di salvataggio al centro, e risale all'ottobre scorso l'impegno del sindaco, Flavio Zanonato: Tombineremo quel buco al pi presto. Nel giro di un massimo di tre mesi la strada torner a essere esattamente com'era prima che iniziasse il cantiere della Trevi. Anzi dovr essere ancora pi bella, con i marciapiedi rifatti, l'asfalto perfetto e per terra le righe che indicano le aree di sosta per le macchine. Peccato che di mesi ne siano passati pi di cinque e il buco ancora l. Lo scorso ottobre il sindaco aveva convocato una riunione proprio con i dirigenti della ditta responsabile della realizzazione del famigerato parcheggio sotterraneo che ha danneggiato non solo la strada me, com' noto, i condomini adiacenti: Innanzitutto ho spiegato a questi signori che il Comune dalla parte dei cittadini - afferm in quell'occasione Zanonato - In secondo luogo ho detto loro che o finiscono il parcheggio oppure devono tappare il buco perch non si pu pi tenere chiusa la strada. Nel caso la Trevi non avesse scelto nessuna di queste due possibilit il sindaco ricord di avere la facolt di revocare la concessione edilizia per inadempienza nei confronti del concessionario (ovvero il Comune) oppure perch l'opera, cio l'autosilos interrato, non era stato costruito a regola d'arte. Se non faranno nulla far fare i lavori e poi li addebiter alla Trevi tuon il sindaco. L'impresa ha invece assicurato di occuparsi direttamente del "tombinamento", ma finora tutto come prima. Dal Comune fanno sapere che il cantiere si sta preparando e che ci vorranno almeno sei mesi per completare i lavori. La voragine infatti dovr essere riempita di tufo un po' alla volta, per non provocare altri danni "sismici". Il Mattino di Padova 26/02/2005 FRANCESCO PATAN = Riapre via IV Novembre Pagina 25 - Cronaca - Quattro anni dopo lo smottamento del terreno, sar definitivamente chiuso il cantiere dell'autosilo Ci vorranno 210 giorni di lavori per riaprire al traffico via IV Novembre, coprendo il buco del parcheggio sotterraneo che 4 anni fa caus il cedimento strutturale di una palazzina. La ditta Trevi ha presentato il progetto che la scorsa settimana stato deliberato in giunta. La notizia viene confermata dai vertici della Trevi, il gruppo romagnolo che si impegnato a chiudere il cantiere dell'autosilo sotterraneo bloccato da 4 anni a met della via di citt giardino. Abbiamo definito i termini progettuali per far tornare via IV Novembre alla situazione antecedente all'inizio dei lavori per il parcheggio sotterraneo - commenta Antonio Arienti, responsabile della divisione Park dell'azienda di Cesena 6

-. Come ci ha chiesto il sindaco Zanonato lo scorso autunno. Ora attendiamo il via libera dall'amministrazione padovana per cominciare la chiusura. Secondo il progetto deliberato in giunta il buco, oggi pieno d'acqua, verr riempito con materiale a basso peso specifico, per evitare di alterare il meno possibile l'equilibrio statico che si ristabilito. Ci vorranno al massimo 210 giorni, sempre che non ci siano altri intoppi burocratici, che in questa vicenda ormai spuntano come margherite in primavera. E uno di questi intoppi pare che si sia gi verificato: non confermato, ma sembra che ci sia la richiesta di depositare anche per il cantiere di chiusura la cauzione di 6 milioni di euro, inizialmente pretesa dall'autorit giudiziaria per il completamento del parcheggio. Se non vado errato questa somma era stata prevista nel caso in cui la Trevi avesse deciso di concludere l'opera - spiega Arienti - Ma questo ben altro progetto e non mi risulta che necessiti della stessa cauzione, anche se per via IV Novembre tutto possibile. Un problema in pi per l'Amministrazione Comunale che ha bisogno urgente di poter disporre di via IV Novembre per ripristinare la normale viabilit di quartiere e per poter utilizzare una deviazione in pi durante i lavori del tram in corso Vittorio Emanuele. Secondo i piani del Comune infatti via IV Novembre sarebbe gi dovuta essere aperta al traffico, in modo da rendere pi agevole il cantiere nel tratto pi a Nord del corso. Invece, se come ha confermato l'assessore alla Mobilit Ivo Rossi, i lavori per le fognature e per la posa della via guidata del Tram si concluderanno entro l'inizio dell'estate, si dovr continuare con la deviazione odierna che sposta il traffico in via De Revel. Nei giorni scorsi il sindaco ha incontrato i proprietari dei palazzi di via IV Novembre danneggiati dal crollo strutturale del 2001 e a quanto si apprende alcuni di loro sarebbero contrari alla chiusura del buco prima che si concludano i contenziosi legali. La paura dei proprietari dello stabile A sarebbe quella di venire abbandonati dall'Amministrazione nella battaglia legale per ottenere i risarcimenti. Il Gazzettino 17/02/2005 = QUATTRO ANNI FA IL CEDIMENTO IN VIA IV NOVEMBRE La voragine aperta da quattro anni a questa parte dinnanzi al civico 9 di via IV Novembre somiglia molto alla bolgia infernale entro la quale sono metaforicamente precipitate, loro malgrado, le ventuno famiglie che abitavano nel palazzo reso pericolante dalla costruzione di un parcheggio sotterraneo. La vicenda di Via IV Novembre compie quattro anni, quattro anni di attese e speranze deluse, rabbia e rassegnazione. Da quella sera del 20 febbraio 2001 poco cambiato: quattordici nuclei familiari delle scale B e C vi hanno fatto ritorno quasi subito, dopo i controlli di rito. Per i sette dell'ala A il permesso di riprendere possesso dei propri appartamenti non mai arrivato. Nel frattempo l'ingegnere Leone Finesso deceduto senza poter tornare nella sua casa: gli eredi hanno venduto l'appartamento alla Trevi, cos come un'altra famiglia. Gli altri cinque nuclei continuano a vivere in abitazioni in affitto, sparse per la citt. E da poco sono morti altri due abitanti del palazzo: Nella Righi e Bianca Jacopetti, entrambe domiciliate nel corpo B mentre il loro vicino di pianerottolo Elvio Sartori era venuto a mancare gi anni fa. Risale all'ottobre scorso l'annuncio del sindaco Flavio Zanonato: Tombineremo il mega-buco. Ma l'attenzione dei residenti si concentra su un altro punto: che ne sar dell'edificio? L'intervento di ripristino, fissato in un protocollo d'intesa stilato nel 2001 tra i consulenti del pm e i tecnici della Trevi, consisteva - ricorda Raffaella Poli, figlia di due anziani sfollati - in una fase A di iniezioni di 200 metri cubi di cemento in tre cerchi concentrici attorno al pozzo per ridare consistenza al terreno circostante e in una fase B di consolidamento della palazzina sempre con iniezioni ad alta pressione, ma stavolta in direzione obbliqua sotto le fondazioni e con continui monitoraggi dei risultati, fino al completo raddrizzamento e messa in sicurezza dell'edificio. Ora la Trevi, terminata la fase A, non pi disponibile a portare a completare l'operazione di ripristino. Mi chiedo: le condizioni dell'ala A, tutt'ora inclinata rispetto alla verticale e ruotata rispetto alla posizione originaria, sono tali da renderla abitabile e sicura senza provvedere a consistenti opere di ripristino strutturale?. I lavori per raddrizzare il palazzo - aggiunge Giuditta Brattini, portavoce del Comitato di via IV Novembre - sono vincolati al versamento, da parte della Trevi, di 3,5 milioni di euro per eventuali danni futuri. Cosa che finora non stata fatta. Federica Cappellato

Il Mattino di Padova 28/01/2005 = Occorreranno tre mesi per tappare il buco Pagina 25 - Cronaca - Via IV Novembre. La convenzione del parking Dureranno novanta giorni i lavori della ditta Trevi, finalizzati alla chiusura dello scavo, alla rimozione del cantiere e al ripristino delle opere di urbanizzazione di via IV Novembre, dove doveva essere realizzare un parcheggio interrato. Lo prevede la convenzione sottoscritta dall'amministrazione comunale e dalla ditta cesenate, che allegata alla delibera con la quale la giunta ha approvato la risoluzione consensuale del rapporto. E' interesse del Comune e della societ Trevi - si legge nella convenzione - non forzare la situazione, con conseguenze e implicazioni difficilmente prevedibili, sul piano legale, finanziario e operativo, optando per la risoluzione consensuale del rapporto. Una tale soluzione dovrebbe altres contribuire al rientro dell'odierna situazione di tensione sociale e, quindi, favorire anche la definizione delle vertenze giudiziarie in atto con gli stessi proprietari ed abitanti della zona. Nel testo si puntualizza inoltre che ogni onere di qualsiasi natura, per la realizzazione delle opere necessarie e/o opportune per dare le opere finite ed a regola d'arte, sar a carico della Trevi spa. L'esito positivo delle verifiche, determiner lo svincolo delle fidejussioni a suo tempo prestate dalla ditta relativamente alla puntuale e regolare esecuzione dei lavori. Il Mattino di Padova 26/01/2005 = Via IV Novembre, la Trevi chiude e se ne va Pagina 16 - Cronaca - Restano aperte le cause legali e le trattative con i proprietari per risanare gli alloggi danneggiati nel 2001 Era la sera del 20 febbraio 2001. Flavio Zanonato, allora leader dell'opposizione, stava pronunciando la sua requisitoria contro il secondo bilancio di previsione presentato dalla giunta Destro, quando su Palazzo Moroni si abbatt la notizia del crollo di via IV Novembre. A quattro anni dall'improvvisa fuoriuscita d'acqua e materiale sabbioso dal fondo dello scavo del silos realizzato dalla societ Trevi, da cui sono derivate fessurazioni agli edifici prosimi al cantiere, toccato ieri proprio alla giunta guidata da Zanonato approvare la risoluzione consensuale del rapporto. In pratica la societ di Cesena si impegnata a ripristinare, a propria cura e spese, e sotto la propria esclusiva responsabilit, l'originaria situazione dei luoghi, richiudendo lo scavo e realizzando, altres, un'adeguata sistemazione della zona. In pratica la Trevi, che da tempo ha sospeso i lavori di realizzazione del parcheggio, si trovata di fronte a un bivio. Per continuare la realizzazione del silos (sette piani interrati, per cinquantotto posti complessivi) l'azienda di Cesena avrebbe dovuto, su richiesta del Tribunale, cui si sono rivolti i proprietari, fornire una cauzione di almeno 3 milioni di euro. Un onere cospicuo che avrebbe fatto saltare il piano finanziario a suo tempo predisposto per la realizzazione dell'opera. Pi conveniente (e pi tranquillizzante) si rivelata la soluzione di chiudere la voragine e di riportare la situazione allo stato originario. Anche se, naturalmente, tappare il buco non sar comunque una passeggiata. Per chiudere lo scavo, che ha una profondit di 20 metri, serviranno all'incirca 6280 metri cubi di tufo. E' cos prevedibile, secondo i tecnici, un andirivieni di 600 camion. Il programma d'intervento prevede almeno quattro mesi di lavoro. Va ricordato che il bando pubblico per la costituzione del diritto di superficie e di concessione dell'area di via IV Novembre, ai sensi della legge 122 del 1989, era stato approvato dalla giunta comunale il 30 settembre 1996. Il 3 settembre 1997 la giunta (anche allora guidata da Zanonato) aveva proceduto, sulla base degli esiti delle procedure del bando, all'individuazione, nella Trevi spa di Cesena, del concessionario per la realuzzazione di parcheggi ad uso privato. Il 29 giugno 1999 i rapporti tra il Comune e la Trevi erano stati definiti con una convenzione. Naturalmente resta in piedi il contenzioso in sede penale, amministrativa e civile che coinvolge i proprietari degli immobili che sorgono in prossimit dello scavo e che sono stati lesionati dal cedimento strutturale, la Trevi, il Comune, il direttore dei lavori e le rispettive compagnie di assicurazione. All'epoca del dissesto idrogeologico furono quattordici le famiglie, residenti al civico 9 di via IV Novembre, costrette a lasciare le loro abitazioni. Alcune non sono ancora tornate nelle loro case. Va ricordato che il 6 maggio 2004, nel corso della campagna elettorale, Zanonato aveva incontrato i residenti. Se lei amministrasse - gli avevano chiesto i cittadini - revocherebbe la concessione per la 8

costruzione dei parcheggi?. Se ci fossero i presupposti giuridici s aveva risposto l'allora candidato sindaco. Ieri, con la risoluzione consensuale del rapporto, quell'obiettivo stato di fatto raggiunto. Il Comune - assicura l'assessore Marco Carrai - sar comunque a fianco dei cittadini nella loro battaglia legale. (Claudio Baccarin) Corriere del Veneto 27/05/2005 E' APERTA DA PI DI QUATTRO ANNI C = Entro settembre buco chiuso Edizione PADOVA - PADOVA - VIA IV NOVEMBRE PADOVA - La telenovela di via IV Novembre alla puntata finale. Entro la fine di settembre la strada torner percorribile per le auto e il buco provocato dai lavori di costruzione dell'autosilos interrato, finalmente verr riempito. L'annuncio arriva dal sindaco Flavio Zanonato che ha pungolato la Trevi Spa perch restituisse al Comune la strada che le era stata data in concessione per realizzare il park sotterraneo. Nel giro di quattro mesi la strada ci verr riconsegnata assicura il primo cittadino. L'azienda che stava eseguendo l'intervento ha iniziato da qualche settimana gli interventi per riempire la voragine che si era aperta nel febbraio 2001 provocando l'allagamento del buco realizzato per l'autosilos e soprattutto causando seri danni strutturali agli edifici circostanti. Danni che hanno innescato un interminabile contenzioso legale, tutt'ora in corso. Ora per mettere la parola fine a questa vicenda, deve comprare gli altri alloggi. Nel frattempo gli ex inquilini della palazzina A continuano a vivere fuori casa. Quelli degli edifici B e C a sopportare il disagio di un laghetto artificiale e di un cantiere perennemente aperto sotto le finestre da oltre 4 anni. LA VORAGINE Corriere del Veneto 26/01/2005 = Via IV novembre, si chiude la voragine Edizione PADOVA - PADOVA - Il Comune trova un accordo con la Trevi: dovr ristabilire la strada com'era prima del crollo PADOVA - Il Comune ferma definitivamente il parcheggio interrato di via IV Novembre. L'autosilos che da tre anni a questa parte ha creato polemiche infinite, a causa della voragine aperta sotto un palazzo di via Iv novembre, da ieri solamente un ricordo. Con una delibera di giunta, l'amministrazione Zanonato ha deciso ieri di porre fine alla vicenda. Gli scavi aperti per la realizzazione dell'autosilos verranno interrati e la zona verr risistemata a spese della Trevi Spa di Cesena, la societ che stava realizzando la struttura. LA VICENDA - La decisione della giunta pone fine a una vicenda lunghissima, iniziata il 20 febbraio 2001, con il crollo e l'allagamento del parcheggio in costruzione, che caus il cedimento e il grave danneggiamento della palazzina A di via IV Novembre. La Trevi, dopo sette mesi di lavoro, aveva concluso la costruzione della parte interrata del parcheggio, per una profondit complessiva di 16 metri. L'autosilos avrebbe dovuto essere pronto per settembre 2001. La struttura per cui esiste una concessione comunale di 90 anni, avrebbe dovuto contenere 72 posti auto. L'impresa costruttrice li avrebbe messi in vendita al costo di 25mila euro ciascuno. Un'improvvisa infiltrazione d'acqua dal sottosuolo aveva per allagato lo scavo provocando il cedimento strutturale di uno dei tre edifici che si affacciano sul cantiere. I residenti scesero sul piede di guerra, fino a che i lavori non furono bloccati. Sulla faccenda intervenuta anche la Magistratura, che aveva messo sotto sequestro giudiziario il cantiere e imposto alla ditta una penale di tre milioni di euro come condizione necessaria per riprendere i lavori. L'impresa di Cesena aveva anche proposto l'acquisto degli appartamenti della palazzina A . Tre dei quali erano gi di sua propriet. Per gli altri cinque erano stati messi sul tavolo della trattativa con i residenti tra i 200 e i 250 mila euro ad alloggio. L'ACCORDO Tenendo conto anche del clima di ostilit che si era creato attorno ai lavori, i responsabili della Trevi spa, in accordo con il Comune, qualche giorno fa hanno ritenuto troppo oneroso proseguire con la realizzazione dell'opera. Tra l'amministrazione e la ditta romagnola si quindi deciso di definire il contratto. L'operazione non avr alcun onere di spesa per il Comune. I RICORSI - E' una soluzione che accontenta un po' tutti - ha spiegato l'assessore alla Sicurezza Marco Carrai- La ditta si presa l'onere di ricoprire lo scavo e di riportare la zona al suo aspetto originario e il Comune non dovr pagare alcuna penale. Quanto ai residenti che hanno subito danni da questo cantiere, hanno pienamente ragione nell'insistere nei ricorsi. 9

Chi stato danneggiato deve sapere che questa Amministrazione assolutamente dalla loro parte e che li sosterr politicamente in tutti i modi . IL COMITATO - Il Comitato dei residenti di via IV novembre, da quattro anni senza casa e senza rimborso per i danni subti, esulta per la scelta del Comune. Il sindaco Zanonato ce l'aveva promesso. Era un impegno che aveva assunto con noi, fermare il park interrato e chiudere la voragine - commenta Giuditta Brattini, portavoce del Comitato - . Per noi una battaglia vinta. Dal 2001 chiedevamo il ritiro della concessione alla ditta Trevi. Ci sono ancora sette famiglie senza alloggio, che hanno perso la casa. Per le altre trenta, in questi anni di disagi e paura, non ci sono stati risarcimenti. Stiamo ancora aspettando giustizia . Alberto Rodighiero Corriere del Veneto 26/01/2005 RODIGHIERO CATEGORIA: REDAZIONALE = Padova, in via IV novembre chiude lo scavo del parcheggio Edizione PADOVA - PRIMA PAGINA - Il Comune ha deciso di ritirare la concessione alla Trevi PADOVA - Il Comune ferma definitivamente il parcheggio interrato di via IV Novembre. L'autosilos che da tre anni crea polemiche, a causa della voragine aperta sotto un palazzo, da ieri diventa un ricordo. Con una delibera di giunta, l'amministrazione Zanonato ha deciso ieri di porre fine alla vicenda. Gli scavi aperti per la realizzazione dell'autosilos verranno interrati e la zona verr risistemata a spese della Trevi Spa di Cesena, la societ che stava realizzando la struttura. Il Comitato dei residenti di via IV novembre, da quattro anni senza casa e senza rimborso per i danni subti, esulta per la scelta del Comune. A pagina 6 l'articolo prosegue in altra pagina Il Gazzettino 14/01/2005 = Via IV Novembre: a giorni i lavori La ditta che aveva avviato i lavori per la realizzazione dell'autorimessa sotterranea provveder al ripristino della strada Oggi intanto verr sistemata la segnaletica per evitare ingorghi e code nella strettoia Il progetto sar consegnato a Flavio Zanonato in settimana. Dopo pochi giorni, quindi, i lavori potranno cominciare. Ha avuto esito, infatti, l'ultimatum che nell'ottobre scorso il primo cittadino aveva dato alla Trevi, la ditta che aveva avviato il cantiere per la realizzazione di un'autorimessa sotterranea in via IV Novembre. Come noto, per, poco dopo l'inizio dell'intervento il condominio a fianco aveva fatto registrare un cedimento strutturale talmente vistoso che i residenti avevano dovuto lasciare da un momento all'altro le loro abitazioni e trasferirsi in alloggi di fortuna, dove sono rimasti da allora, cio dal febbraio del 2001.Durante questo periodo i lavori sono stati bloccati e l'area e la vicenda stata oggetto di un'inchiesta della magistratura. Nell'autunno scorso il sindaco aveva messo alle strette i titolari della ditta intimando loro che, se non avessero provveduto a chiudere lo scavo e a ripristinare la zona esattamente com'era prima del sinistro, il Comune avrebbe effettuato direttamente l'intervento, rivalendosi poi sui concessionari. Il messaggio, quindi, stato recepito dalla Trevi che ha predisposto il progetto per la chiusura definitiva del "megabuco". Certo, - ha spiegato Flavio Zanonato - non una cosa che si riesce a fare dall'oggi al domani, perch questa non la tombinatura di un fosso, ma un intervento molto delicato che deve essere effettuato sulla base di determinate modalit, utilizzando materiali particolari. Le cose devono essere fatte bene: la citt ha aspettato quattro anni la conclusione di questa questione e adesso non saremo certo qui ad attendere il... 3000 per vederla chiusa. Questa parte della storia - ha detto ancora il sindaco - non ha nulla a che vedere - con la vicenda giudiziaria, che va avanti in Tribunale e nella quale l'Amministrazione a fianco dei cittadini, nelle contestazioni mosse alla ditta. Quanto al Palazzo, dopo che alcuni appartamenti sono stati acquistati dalla Trevi, la possibilit di metterlo in sicurezza implicherebbe l'utilizzo di attrezzature sofisticatissime ed estremamente costose: la scelta pi economica, quindi, quella di abbatterlo e di realizzare poi un nuovo edificio, dove gli inquilini potranno andare ad abitare in tutta tranquillit. Oggi, intanto, sar modificata la segnaletica nella zona, avvisando chi arriva in in via IV Novembre che poi non possibile svoltare in Corso Vittorio Emanuele, per la presenza dei cantieri per le fognature e il metrobus. 10

Ni.Co. Il Gazzettino 23/10/2004 = Viene chiusa la voragine di via IV Novembre Il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato i dirigenti della Trevi ai quali ha imposto di ripristinare la situazione quo ante e di asfaltare la stradaRimane aperto, invece, il contenzioso con i privati per la vendita degli appartamenti della palazzina peric La notizia era attesa da molto tempo. Sicuramente almeno dal febbraio 2001, quando, cio, l'edificio si inclin e divenne pericolante per le conseguenze dello scavo avviato proprio nell'area antistante durante le fasi di realizzazione di un parcheggio sotterraneo. La vicenda di via IV Novembre, infatti, adesso arrivata a una svolta, su iniziativa del sindaco Flavio Zanonato: la mega voragine, ancora piena d'acqua e sulla quale galleggia beffarda una barchetta, sar tombinata al pi presto. Nel giro al massimo di tre mesi la strada torner a essere esattamente com'era prima che iniziasse il cantiere della Trevi. Anzi - ha imposto il primo cittadino - dovr essere ancora pi bella, con i marciapiedi rifatti, l'asfalto perfetto e per terra le righe che indicano le aree di sosta per le macchine. Tutto partito da una riunione che si tenuta recentemente a palazzo Moroni, convocata proprio da Zanonato che ha voluto parlare in modo molto fermo ai dirigenti della Trevi, la quale peraltro una ditta che ha una vasta esperienza in materia, visto che ha realizzato silos interrati di grandi dimensioni in molti Paesi del mondo, tra cui il Giappone e gli Stati Uniti.Innanzitutto - ha sottolineato il sindaco - ho spiegato a questi signori che il Comune dalla parte dei cittadini. In secondo luogo, ho detto loro che, o finiscono il parcheggio, oppure devono tappare il buco, perch non si pu pi tenere chiusa la strada. Nel caso non scelgano nessuna di queste due possibilit il sindaco ha la facolt di revocare la concessione edilizia per inadempienza nei confronti del concessionario (che in questo caso il Comune), oppure perch l'opera, cio l'autosilos interrato, non stata fatta a regola d'arte. Se non faranno nulla - ha annunciato Zanonato - far fare i lavori e poi li addebiter alla Trevi. I dirigenti dell'impresa, per, hanno deciso che saranno loro a ripristinare la situazione. Nei prossimi giorni - ha osservato Giuseppe Contino, segretario generale del Comune - abbiamo in agenda l'appuntamento decisivo, durante il quale di proceder con la risoluzione della concessione e con il conseguente ripristino totale della strada. I vertici della Trevi hanno gi deciso di considerare quello di Padova "un incidente di percorso" e quindi di chiuder cos la vicenda. Fermo restando che rimane il contenzioso con i proprietari dell'edificio che ha riportato i danni maggiori. Sono soltanto tre, infatti, i privati che hanno venduto le loro abitazioni alla Trevi, mentre gli altri hanno ritenuto poco convenienti le offerte che hanno ricevuto. La partita, quindi ancora tutta aperta, anche perch la vicenda ha avuto dei risvolti giudiziari. Lo scavo sar riempito con una gettata di cemento e poi con terra, sopra i quali si proceder con l'asfaltatura. Alla Trevi, che si era impegnata a rimettere a posto la palazzina, era stato imposto di versare una cauzione pari a sette miliardi delle vecchie lire prima di iniziare i lavori di risanamento: la somma, per, non mai stata depositata. La sentenza di dissequestro del cantiere, infatti, conteneva proprio questo dispositivo cautelativo, come condizione nel caso la Trevi avesse deciso di fra ricominciare i lavori. Intanto a tre anni di distanza i proprietari degli appartamenti coinvolti nella vicenda sono ancora nell'incertezza: i loro effetti personali si trovano all'interno degli appartamenti che per non sono abitabili. E ancora oggi, per andare a prendere qualcosa devono indossare l'elmetto prima di entrare. Vivono in abitazioni provvisorie, con tutti i disagi che la precariet implica. Nicoletta Cozza Il Gazzettino 23/10/2004 = Gli abitanti di via IV novembre ... Gli abitanti di via IV novembre divennero sfollati nel febbraio 2001. Fu allora che un condominio si inclin e divenne pericolante, per le conseguenze dello scavo antistante per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Da allora si sono succedute petizioni, proteste, vicende giudiziarie. Ma adesso, finalmente, 11

sembra stia per arrivare una svolta: la voragine, oggi piena d'acqua, dove galleggia perfino una barchetta, sar tombinata al pi presto. In tre mesi la strada torner a essere esattamente com'era prima che iniziasse il cantiere della Trevi. Anzi - promette il sindaco Zanonato - dovr essere ancora pi bella, con i marciapiedi rifatti, l'asfalto perfetto e per terra le righe che indicano le aree di sosta per le macchine. In una riunione in Comune, Zanonato ha detto alla Trevi, la ditta del park, che o finiscono il parcheggio, oppure devono tappare il buco: non si pu pi tenere chiusa la strada. A PAGINA V Il Gazzettino 01/08/2004 = VIA IV NOVEMBRE: RISPOSTA LETTERA TREVI Riceviamo e pubblichiamo. Caro Gazzettino, contravvenendo al principio secondo il quale la difesa dei propri assistiti va sviluppata nella sede istituzionale, sento il dovere di intervenire quale legale del collegio che assiste i proprietari danneggiati dalla Trevi in via IV Novembre, di ristabilire, anche per i Tuoi lettori, quella verit che Trevi - nella lettera al Tuo giornale 30.7.04 - sottace e che non trova riscontro neppure nel titolo che da ingresso a questo scritto: "In via IV Novembre precluso ogni intervento". Eccotene le ragioni. 1. Qualche giorno or sono Trevi ha pubblicamente dichiarato che non intende "raddrizzare" l'edificio che si incrinato per i lavori del suo parking, e che ha comportato lo sgombero di tutte le famiglie di un intero stabile, nonch i garages e le cantine di due stabili adiacenti nel super condominio interessato alla sfortunata iniziativa edilizia della Trevi. Quest'ultima ha dichiarato che l'intervento "troppo costoso", e che quindi non lo eseguir: ma pochi mesi prima aveva depositato di fronte al Giudice del Tribunale un articolato progetto dichiarando che con la sua esecuzione sarebbe stato garantito il sollevamento del fabbricato. La decisione di Trevi di "abbandonare il campo" perch l'intervento "troppo costoso" avviene pochi giorni dopo che Trevi ha ottenuto l'archiviazione del procedimento penale che vedeva imputate le sue maestranze, e non pu non lasciare perplessi coloro che avevano esaminato il progetto che era stato sbandierato quale gioiello tecnico che la Trevi avrebbe realizzato per rimediare all'accaduto. 2. La cauzione di 3.000.000,00 (a garanzia dei danneggiati) stata disposta dal Tribunale dopo che Trevi aveva presentato una fideiussione fasulla, destinata a rappresentare una garanzia apparente, per modo che il Tribunale, che aveva inizialmente consentito a Trevi di prestare la garanzia attraverso una fideiussione bancaria, ha ritenuto che la cauzione debba essere versata in termini istituzionali, cio con un libretto da depositare nella cancelleria. Dieci Giudici del Tribunale Civile hanno posto la loro firma sotto questa decisione in occasione di ripetute iniziative svolte da Trevi per sottrarsi a questo provvedimento: ma a Trevi non importato granch del fatto che il Tribunale abbia ritenuto che compete ai danneggiati una adeguata garanzia, tanto ha pensato bene di non versarla e di esimersi dall'eseguire i lavori di ripristino che "costano troppo" (ma, forse, ai condomini costano di meno?). 3. Stando alla lettera di Trevi - dunque - sarebbe precluso ogni intervento in via IV Novembre per colpa degli avvocati (non dei suoi ovviamente ma quelli degli altri...) e dei giudici: sarebbe loro la responsabilit del non intendere Trevi por mano ai lavori di ripristino del fabbricato improvvisamente massacrato: ma ci evidentemente non vero, perch Trevi, che una societ leader nel campo delle fondazioni, potrebbe benissimo raddrizzare il fabbricato di cui ha colpevolmente causato la rovina, attenendosi alle disposizioni conseguenti al suo successivo, ancora improvvido, operare e cominciando con il ripristinare il fabbricato cos vistosamente danneggiato. L'unica preclusione quella che si rinviene nel giudizio di Trevi: "costerebbe troppo". Come dire: intanto paghino gli altri, il problema non mio. 12

4. Trevi non ha risarcito alcunch ai proprietari degli edifici B e C (non un solo euro) e si limitata a pagare il canone per l'affitto degli alloggi di quei proprietari che sono stati allontanati dalle loro case, lo sono ancora, alcuni sono morti, altri continuano a lamentarsi del fatto che Trevi non si induca neppure a ripristinare lo stabile, il minimo che ci si potrebbe aspettare dopo tre anni da un'impresa che sbandiera di avere operato per raddrizzare la Torre di Pisa. 5. L'Assitalia ha voluto dire a chiare lettere a tutti coloro che della vicenda sono parte d'avere versato a Trevi con effetto 30.4.00 l'importo di 1.084.560,00 (due miliardi di vecchie lire) per consentire a Trevi un ristoro del sinistro di cui stiamo parlando. Buon per Trevi! Ma cosa vuole farci credere con la sua lettera 30.7 al Gazzettino? Forse che a essere danneggiata lei, e non le 27 famiglie del condominio via IV Novembre? 6. Se Trevi ha deciso (oggi) di non riparare il danno ambientale, patrimoniale ed esistenziale conseguente al suo incauto operare, padrona di farlo: ci penseranno i Giudici (purtroppo con tempi che non potranno essere brevi: ma c' un proverbio - che a me tanto caro - e che dice che la giustizia lenta e zoppa ma che, in punta dei piedi, arriva. Arriva sempre). Quello che non mi sta bene che Trevi cerci di addossare ad altri (avvocati? Giudici? Sindaci? persino ai danneggiati!) la responsabilit del suo operato, che ha procurato e procura consistenti e diffusi danni, e delle sue decisioni che questi danni perpetuano e dilatano; e che questa verit possa essere mistificata. Avvocato Gian Paolo Belloni Peressutti Il Gazzettino 30/07/2004 = LETTERA TREVI Riceviamo e pubblichiamo: La Trevi non pu che rammaricarsi di constatare che dopo pi di tre anni dal noto evento preso il cantiere di via IV Novembre, le sia stata di fatto preclusa ogni possibilit di intervenire per ripristinare una situazione che, certamente, non procura giovamento alcuno a nessuno. Fin dai giorni immediatamente successivi al fatto, oltre a fornire ogni possibile contributo nella gestione delle fasi contingenti, la Trevi ha espresso in maniera chiara le proprie intenzioni su come avrebbe inteso porre rimedio a quanto verificatosi, sottoponendo un progetto articolato in tre fasi, che contemplavano sia il tentativo di ripristino completo della palazzina A del condominio di via IV Novembre n. 9, sia il completamento del parcheggio. Tale progetto dal punto di vista tecnico stato sostanzialmente condiviso da tutti i consulenti incaricati, sia di parte comunale, sia nominati dalla Magistratura. Il successivo sequestro penale dell'area ha per poi consentito solo lo svolgimento della prima fase, relativa al consolidamento dei terreni, che si conclusa con esito positivo gi nel luglio '02. Al termine dell'indagine svolta dal Pubblico Ministero, e della sua richiesta di archiviazione, le iniziative di opposizione promosse da alcuni residenti hanno indotto il G.I.P. ad aprire una seconda indagine, prolungando necessariamente lo stato di sequestro delle aree fino alla definitiva archiviazione, avvenuta solo nel mese di ottobre 2003. Qualsiasi ulteriore attivit stata inibita dalla presenza di tale vincolo di sequestro, cancellato solo il 30 settembre 2003. Da quel momento ogni possibile tentativo della Trevi di riprendere in tempi rapidi i lavori di ripristino, sia degli edifici sia del parcheggio, di fatto ostacolato da una serie di iniziative, alcune delle quali esplicitamente rivolte al blocco dei lavori ed alla revoca della concessione per la realizzazione del parcheggio, per annullamento della quale sono stati depositati due ricorsi al Tar del Veneto. Inoltre con una serie di istanze presso il Tribunale civile di Padova, stata contestata la cauzione fidejussoria di 3.000.000 predisposta e fornita nel maggio '02 dalla compagnia Assitalia, ridefinita poi, su richiesta dei legali dei condomini in un pi gravoso deposito fisico di una somma liquida di pari importo, che aggraverebbe la sostenibilit finanziaria dell'opera senza garantire alcuno pi della fideiussione assicurativa di Assitalia. Contestiamo quindi alcune dichiarazioni secondo le quali la Trevi non sarebbe intenzionata a fornire una cauzione a garanzia dei lavori da svolgere; vero che Trevi disponibile a rilasciare una garanzia ragionevole, ossia fideiussorio - assicurativa, nei termini normalmente accettati dalla contrattualistica nazionale ed internazionale. La messa a disposizione fisica di una somma liquida di 3 milioni di Euro, oltre ad avere un 13

impatto finanziario poco sostenibile, non tutela sufficientemente chi la fornisce, specialmente in un contesto di endemica litigiosit, non dovuto per alla Trevi. Va infatti tenuto presente che la Trevi ha ritenuto doveroso formulare alcune proposte conciliative (pur ritenendosi non responsabile), comprendenti tra l'altro l'acquisto (al valore ante-sinistro) degli appartamenti della palazzina A del condominio al n. 9; pur essendosi basata sul prezzo stimato sia da Tecnocasa sia da un perito che normalmente opera come C.T.U. del Tribunale di Padova, ha poi dato disponibilit di aderire ai pi elevati valori che i proprietari nell'ambito di trattative dirette hanno via via richiesto, mettendo a disposizione anche una somma consistente i contanti a titolo di risarcimento dei danni personali (ma sempre senza riconoscimento di responsabilit per un totale di circa 2.020.000); anche ai condomini delle palazzina B e C stata offerta una somma a titolo di risarcimento per i disagi personali, ma fino ad oggi solo tre proprietari del corpo A hanno poi confermato l'assenso ad una soluzione di questo tipo - che prevedeva in aggiunta anche l'accollo delle loro spese legali purch per giusti e ragionevoli importi o quali fissandi dal Giudice. La Trevi, nel ribadire di aver effettuato ogni tentativo, nei limiti delle proprie possibilit, per risolvere questa annosa e deprecabile situazione, non pu fare altro che prendere atto delle posizioni dei vari contraddittori ed attendere - per chi non voglia conciliare - con fiducia l'esito dei procedimenti legali, certa che questi potranno confermare le conclusioni a cui la magistratura gi pervenuta, nell'auspicio che l'intervento della nuova amministrazione possa contribuire a sbloccare una situazione di tale stallo.Trevi Spa Il Mattino di Padova 03/08/2004 = Delusi dalla Trevi, il sindaco Zanonato non ci abbandoni Pagina 20 - Pagina Aperta - LA PROTESTA L'ingegner Antonio Arienti, responsabile della Trevi Spa, uscito allo scoperto sul mattino di Padova del mese scorso dopo tre anni e mezzo dall'aver provocato il disastro di viale IV Novembre. Noi sapevamo che la Trevi, societ per azioni, con sede a Cesena in via Dismano numero 5819 e con uffici a Roma in via Nicotera numero 24, ha come presidente Davide Trevisani, vice-presidente e amministratore delegato Gianluigi Trevisani e ancora come amministratore delegato Cesare Trevisani, e credevamo che questi fossero i veri responsabili. Comunque dal 20 febbraio ad oggi sono tutti rimasti nell'ombra, anche se sollecitati dal nostro comitato (9 luglio 2001) con fax e allegati che proponevano un semplice invito a uscire allo scoperto e intavolare una trattativa per raggiungere in tempi brevi al giusto ristoro delle loro vittime. Ora si presenta l'ingegner Arienti in veste di responsabile per dettare le sue condizioni ai soli residenti del civico numero 9. Questo signore, spalleggiato da insigni avvocati, lautamente remunerati, crede di usare questa citt per gli interessi economici della Trevi Spa, e quando questi interessi non ci sono pi, ci annuncia che risanare e rimettere le cose com'erano prima costa troppo, e pertanto se ne lava le mani e fa intendere che la miglior soluzione : cari residenti di viale IV Novembre: arrangiatevi. Dalla propria assicurazione la Trevi Spa ha gi incassato qualche miliardo delle vecchie lire, che non ha usato per indennizzare le sue vittime ma solo, forse, per comprare a prezzi stracciati l'immobile reso inagibile dai lavori voluti e condotti contro la volont della maggior parte dei residenti stessi. Grande impresa la Trevi Spa, famosa in tutto il mondo, leader nella progettazione ed esecuzione di opere faraoniche e tecnicamente illuminate. Qui a Padova la Trevi Spa ha fatto un buco nell'acqua, un buco che ha devastato uno dei viali pi caratteristici di Padova; ignorando poi i danni provocati a decine di famiglie, e ora, dopo quasi quattro anni, candidamente afferma: Scusatemi, ma rimediare ai danni da me provocati non mi conviene e pertanto: arrangiatevi; per ogni eventuale ulteriore lagnanza rivolgetevi ai nostri legali, tanto ci costano meno degli interessi dell'ammontare dei danni stessi. Lasciamo stare l'ex assessore Tommaso Riccoboni e la sua degna amministrazione, e sentiamo cosa ha da ribattere questa nostr nuova amministrazione comunale, condotta dal sindaco Flavio Zanonato; lui conosce tutta la storia di questi dannati garage sotterranei, voluti dal Comune di Padova e dalla Trevi Spa dei signori Davide, Gianluigi e Cesare Trevisani.

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Flavio Zanonato, dopo aver tranquilizzato noi residenti, poche settimane prima di ricevere il giusto voto per la sua rielezione, ora deve confermare la volont espressa di chiudere il buco dell'orrore e indennizzare tutti i residenti danneggiati da quella insana operazione urbanistica. Caro sindaco Zanonato, non si nasconda come ha fatto la Giustina Destro, esca allo scoperto con noi per risanare realmente e completamente una situazione durata ormai troppo tempo. I residenti di tutto il viale IV Novembre Padova Corriere del Veneto 30/07/2004 = Trevi: Via IV novembre, ci impossibile intervenire REPLICA A ZANONATO P ADOVA - Auspichiamo che l'intervento della nuova amministrazione possa sbloccare la situazione . La Trevi Srl di Cesena, l'impresa costruttrice che stava costruendo il parcheggio interrato in via IV Novembre, ha voluto precisare in una nota la sua posizione e le sue speranze. Ci stata di fatto preclusa ogni possibilit di intervenire per ripristinare una situazione che non procura giovamento a nessuno spiega a proposito della voragine apertasi sul terreno dopo l'allagamento del cantiere e del cedimento strutturale di una delle palazzine che si affacciano sull'area dei lavori. Avevamo immediatamente espresso le nostre intenzioni su come porre rimedio a quanto successo con un progetto in tre fasi - si legge - progetto condiviso da tutti i consulenti sia di parte comunale che nominati dalla Magistratura . Il disegno prevedeva il consolidamento dei terreni, il ripristino della palazzina A e il completamento del park. A causa del sequestro penale stato portato a termine solo il primo intervento spiega la Trevi che nega anche di non voler pagare la penale fissata dal Tribunale ( 3milioni di euro) come vincolo per riprendere i lavori. Siamo disponibili a rilasciare una fideiussione assicurativa - spiegano i responsabili dell'impresa di Cesena - mettere a disposizione una somma liquida di 3milioni di euro, ha un impatto finanziario poco sostenibile e non tutela sufficientemente chi la fornisce . Corriere del Veneto 28/07/2004 = Via IV novembre, rivoglio quella strada Ultimatum di Zanonato alla Trevi: se non completano l'autosilos ristabiliscano il sito Per completare il parcheggio la societ dovrebbe versare una maxi- cauzione. La voragine centrale covo di zanzare e topi Le condizioni del cantiere PADOVA - Ultimatum di Zanonato alla Trevi, l'impresa di Cesena che stava realizzando il parcheggio interrato di via IV Novembre. Dopo tre anni e mezzo di incertezza, la voragine aperta dagli scavi, potrebbe finalmente essere chiusa. Devono completare l'autosilos o chiudere il buco, altrimenti gli revoco la concessione dell'area spiega il primo cittadino. Questa sera alle 19.30 il sindaco incontrer gli inquilini delle tre palazzine situate attorno al laghetto artificiale formatosi con l'allagamento. L'INCONTRO Zanonato ieri mattina a Palazzo Moroni ha incontrato Antonio Aglienti, direttore della divisione park della Trevi, facendogli presente le esigenze della nuova amministrazione. Il mio interesse primario la tutela dei cittadini rimasti danneggiati dal cedimento della palazzina - sottolinea il sindaco - . Dall'altra parte per il Comune non pu accettare una situazione di stallo. E' impensabile che tutta la citt paghi per quanto successo quasi tre anni fa. Devono restituirci la strada . Una posizione netta che non lascia aperte molte strade. L'impresa di Cesena ha due alternative. Proseguire i lavori di costruzione del parcheggio versando la cauzione di 3 milioni di euro fissata dal Tribunale a titolo di garanzia per eventuali danni aggiuntivi provocati dal cantiere. Oppure chiudere il buco che si formato il 20 febbraio del 2001 e riconsegnare l'area al Comune. Non possono pensare che si vada avanti cos - spiega Zanonato - . Le condizioni del cantiere incidono sulla qualitdella vita della gente. E' pieno di zanzare e di topi . Il primo cittadino proprio ieri ha inviato all'impresa costruttrice una lettera per informarla della volont del Comune e sollecitare la conclusione dei lavori. LA TREVI - Aglienti per il momento prende tempo anche se assicura che a breve la Trevi decider in via definitiva come comportarsi. Questo stallo non giova a nessuno - spiega - n ai cittadini danneggiati dal cedimento della palazzina, n al Comune, tanto meno a noi. Vorremmo poter concludere i lavori, come prospettato subito dopo l'incidente. Tuttavia non ci sono le condizioni per ripristinare il sito. Nei prossimi giorni faremo sapere le nostre intenzioni . Le difficolt a cui fa riferimento la Trevi riguardano la cauzione onerosa che dovrebbero versare e il clima di ostilit che si creato in questi anni spiega Aglienti. 15

Nel frattempo resta ancora in piedi l'offerta dell'impresa di Cesena per acquistare gli appartamenti della palazzina A . Tre sono gi di sua propriet. Per gli altri cinque sono stati messi sul tavolo della trattativa con i residenti tra i 200 e i 250mila euro ad alloggio. LA VICENDA - Il crollo e l'allagamento del parcheggio, che ha causato il cedimento della palazzina A di via IV Novembre, risale al 20 febbraio 2001. La Trevi, dopo sette mesi di lavoro, aveva concluso la costruzione della parte interrata del parcheggio, per una profondit complessiva di 16 metri. Avrebbe dovuto essere pronto per settembre 2001. L'autosilos per cui esiste una concessione comunale di 90 anni, poteva contenere 72 posti auto. L'impresa costruttrice li avrebbe messi in vendita al costo di 25mila euro ciascuno. Un'improvvisa infiltrazione d'acqua dal sottosuolo aveva allagato lo scavo provocando il cedimento strutturale di uno dei tre edifici che si affacciano sul cantiere. Marco De Rossi ILPALAZZODANNEGGIATO Il condominio di via IV Novembre ancora in attesa del restauro e dell'agibilit Il crollo del palazzo Il Mattino di Padova 28/07/2004 = Ritirer la concessione Pagina 19 - Cronaca - VIA IV NOVEMBRE La ditta deve ancora versare 6 miliardi Ieri il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato i responsabili della Trevi, l'impresa concessionaria dell'autosilo sotterraneo di via IV Novembre. Tre anni e mezzo fa gli scavi per la costruzione del park sotterraneo provocarono un grave dissesto idrogeologico: una palazzina disassata con pericolo di crollo, fenditure sulla strada e in alcune abitazioni della zona. Un'area che il giorno dopo il disastro sembrava terremotata. Questo "vulnere" al quartiere ancora aperto, lo scavo pieno d'acqua non stato svuotato perch la pressione idrica serve ad evitare ulteriori smottamenti, il percorso tecnico per finire i lavori stato trovato, ma la situazione giudiziaria intricatissima e l'impasse deriva soprattutto da questo. Flavio Zanonato, che oggi incontrer gli inquilini di via IV Novembre, molto deciso. In pratica un autaut quello che presenta alla Trevi. C' stata un sentenza - dice il sindaco - che ha sancito che la Trevi pu finire i lavori e realizzare l'autosilo progettato purch paghi una cauzione che amonta a circa 6 miliardi di vecchie lire. La decisione della magistratura dell'aprile scorso, ma la Trevi non ha ancora preso una decisione, non ha ancora pagato. Ebbene questo inaccettabile. L'impresa deve mettersi d'accordo con gli inquilini, accettare o non accettare le richieste di rimborso, c', forse un contrasto di perizie. A me, posto che sono dalla parte dei residenti danneggiati, questo non interessa. A me interessa un altro aspetto: la strada bloccata da pi di tre anni, la gente lamenta la presenza di zanzare, l'insalubrit, la sporcizia, i ratti che camminano sui marciapiedi e entrano nei giardini. E allora delle due l'una: o la Trevi paga la sua cauzione, finisce i lavori e chiude finalmente il cantiere o io, nel pubblico interesse, che quello di avere la citt libera da intoppi inutili ed eterni, le strade percorribili, l'ambiente decente, revocher la concessione alla Trevi. E' questa una decisione che credo giuridicamente e socialmente pi che motivata. Le pendenze tra residenti e Trevi, i contrasti tra studi professionali, le immancabili more di una vicenda giudiziaria cos intricata, costituiscono un orizzonte di interessi che non pu prevalere sugli obblighi che come primo cittadino ho nei confronti del territorio e dei suoi abitanti. Non tollerer quindi ulteriori indugi e impasse. Non concepibile che una strada cittadina resti bloccata per anni, isolata, che un quartiere resti imbalsamato in una situazione di degrado da cui vorrebbe sbarazzarsi. Il sindaco acquisir ulteriori dati sullo stato di fatto e sui disagi del rione dagli inquilini. Il Mattino di Padova 24/07/2004 = Via IV Novembre ripartono i lavori Pagina 22 - Cronaca - SOLUZIONE IN VISTA Ore decisive per gli abitanti di via IV novembre. A pi di tre anni dall'allontanamento dai loro alloggi danneggiati dalla costruzione del parcheggio interrato, per le famiglie sfollate si prospetta una svolta. Marted il sindaco incontrer i responsabili della Trevi nel tentativo di sbloccare i lavori, fermi ormai da un anno. Quindi mercoled sera Zanonato si confronter con i residenti. Il Gazzettino 21/07/2004 = Antonio Armenti, responsabile della ... 16

Antonio Armenti, responsabile della Trevi spa, uscito allo scoperto dopo tre anni e mezzo dall'aver provocato il disastro di viale IV Novembre. Noi sapevamo che la Trevi con sede a Cesena e con uffici a Roma ha come presidente Davide Trevisani, vice-presidente e amministratore delegato Gianluigi Trevisani e ancora come amministratore delegato Cesare Trevisani, e credevamo che questi fossero i "veri" responsabili. Comunque dal 20 febbraio ad oggi sono tutti rimasti nell'ombra, anche se sollecitati dal nostro Comitato proponendo di intavolare una trattativa per raggiungere in tempi brevi il giusto ristoro delle loro vittime. Ora si presenta l'ing. Armenti in veste di "responsabile" per "dettare" le sue condizioni ai soli residenti del civico n. 9. Questo signore crede di usare questa citt per gli interessi economici della Trevi e quando questi interessi non ci sono pi, ci annuncia che risanare e rimettere le cose com'erano prima costa troppo, e pertanto se ne lava le mani e fa intendere che la migliore soluzione : cari residenti di viale IV Novembre, arrangiatevi. Dalla propria assicurazione la Trevi ha gi incassato qualche miliardo delle vecchie lire, che non ha usato per indennizzare le sue vittime ma solo, forse, per comprare a prezzi stracciati l'immobile reso inagibile dai lavori voluti e condotti contro la volont della maggior parte dei residenti stessi. A Padova la Trevi ha fatto "un buco nell'acqua", un buco che ha devastato uno dei viali pi caratteristici di Padova, ignorando poi i danni provocati a decine di famiglie, e ora, dopo quasi quattro anni, candidamente affermando: scusatemi, ma rimediare ai danni da me provocati non mi conviene e pertanto: arrangiatevi, per ogni eventuale ulteriore lagnanza rivolgetevi ai nostri legali. Il sindaco Flavio Zanonato conosce la storia di questi dannati garage sotterranei, voluti dal Comune di Padova e dalla Trevi. Zanonato, dopo aver tranquillizzato noi residenti, poche settimane prima di ricevere il voto per la sua rielezione, ora deve confermare la volont espressa di chiudere il "buco dell'orrore" e indennizzare i residenti danneggiati. I residenti di viale IV Novembre Padova Il Mattino di Padova 16/07/2004 FRANCESCO PATAN = Paghiamo, ma non risaniamo Pagina 22 - Cronaca - VIA IV NOVEMBRE. La ditta Trevi detta le condizioni per i proprietari danneggiati dallo sprofondamento del 2001 - Abbiamo assicurato anche un congruo indennizzo La ditta Trevi non intende rialzare la palazzina A di via IV novembre sprofondata nel 2001 in seguito ai lavori per la costruzione del parcheggio sotterraneo. Il progetto presentato dall'azienda troppo oneroso e il rischio che venga solo coperto il buco con cemento. Intanto i residenti del civico 9, palazzina A continuano a non poter entrare in casa propria da oltre tre anni, vivendo nella precariet e senza alcuna assicurazione sul futuro della propria casa. Una situazione che ha sfiancato gli otto proprietari, al punto che tre hanno gi venduto i loro appartamenti alla Trevi, altri due (Minuzza-Milani e Barboni) sono indecisi sul da farsi, mentre soltanto tre famiglie non accettano a nessuna condizione di vendere sotto costo il proprio immobile (Poli, Pietrobon e Guarini) alla ditta di Cesena. Su quest'ultimo aspetto per l'ingegner Antonio Arienti, responsabile della divisione Trevi Park, assicura: Tranne in un caso abbiamo accettato senza battere ciglio la cifra proposta dai proprietari, prospettando loro anche un concruo indennizzo per il disagio. Dopo l'archiviazione del procedimento penale per disastro colposo, in corso il contenzioso civile fra le parti per i risarcimenti. Un iter che arrivato circa a met e che, secondo le stime degli avvocati dei residenti, non si concluder prima di tre anni. Il nodo sostanziale sono le condizioni poste dal giudice per il prosieguo dei lavori: la Trevi deve immobilizzare come cauzione, oltre tre milioni di euro in contanti per poter avviare la seconda e la terza parte del progetto, che la stessa ditta aveva presentato un paio di mesi dopo lo sprofondamento della palazzina. A queste condizioni non ci stiamo, con il clima ostile che si venuto a creare e con questo tipo di cauzione come finire su una graticola e la nostra azienda non intende finirci. - commenta l'ingegner Antonio Arienti - Non traiamo nessun vantaggio da questa situazione, ma in questo momento non possiamo muoverci, non ci sono le condizioni. D'altra parte per l'azienda di Cesena ad inizio giugno stata liquidata dall'assicurazione Assitalia con la cifra di 1 milione di euro, per la propria polizza di responsabilit civile per danni a terzi. Il cambiamento di rotta della Trevi per quel che riguarda il ripristino della verticalit del corpo A e il successivo completamento del parcheggio stanno creando non poche difficolt nella trattativa fra i legali dello studio Belloni (che difende i proprietari) e quelli della Trevi (gli studi De Poli di Padova, Di Giovanni 17

di Forl e Consolo di Verona). A quanto dato sapere la proposta su cui si cercato un accordo fino ad ora stata quella di vendere alla Trevi gli immobili del corpo A ad un prezzo stabilito, permettere alla ditta la ristrutturazione necessaria e dare ai vecchi proprietari l'opzione di potersi riacquistare allo stesso prezzo l'appartamento conclusi i lavori. Se per verr meno la volont da parte della Trevi di continuare i lavori, il rischio fondato che la palazzina A rimanga inclinata, che il parcheggio venga chiuso con il cemento. Intanto per sommare disagio a disagio i residenti di via IV Novembre lamentano il totale disinteresse da parte dell'amministrazione comunale: alcuni mesi fa sono stati rifatti i marciapiedi per ovviare al problema del cantiere aperto, ma soltanto su un lato della strada. Motivo? A quanto pare sono finiti i soldi.

Il Gazzettino 07/05/2004 = I residenti sfollati: Chiudete quel buco Zanonato promette: Il Comune con voi VIA IV NOVEMBRE (G.Colt.) Quello che i residenti di via IV Novembre vorrebbero sentirsi dire : Chiudiamo quel buco. Il riferimento al silos sotterraneo della Trevi per settantadue garages che ha reso disabitato un condominio intero e sta costringendo gli abitanti delle due adiacenti ali a vivere in condizioni assai poco dignitose tra crepe e fessurazioni. Flavio Zanonato, candidato sindaco del centro sinistra, ha incontrato ieri mattina, sul "luogo del delitto", i rappresentanti del comitato. Il peccato originale risale all'amministrazione da lui diretta, quando in linea di massima vennero individuati i siti dove collocare i parcheggi interrati per la sosta permanente. Ma se vero che lui una sorta di Adamo, bisogna anche dire che Giustina Destro la corrispettiva Eva che ha staccato dall'albero la mela matura. Se ci fossero le condizioni giuridiche per revocare la concessione la revocherei subito. Lo riterrei un dovere. Parola di Zanonato. Il Comune non pu che essere dalla parte dei cittadini. E definisce "scorretto" il comportamento della ditta concessionaria. La vicenda stranota. Il silos sorge nel centro di quella strada che un tempo si chiamava non a caso via Acquette, per la presenza di canali sotterranei e l'abbondanza di falde freatiche. Andarci a fare un buco era da pazzi. Eppure l'hanno fatto. E un anno dopo l'inizio dello scavo - era il febbraio 2001 - il condominio al civico 9 ha registrato un cedimento strutturale. Tutti fuori. E sono sfollati ancora oggi, a distanza di tre anni. in corso un contenzioso civile finalizzato a garantire i condmini per i danni futuri che l'impresa potrebbe causare. Il tribunale , ritenendo effettivamente "pericolosa" l'attivit della Trevi, ha condannato la ditta a rispettare determinate cautele progettuali e a prestare una cauzione di 3 milioni di euro. Ma la fidejussione depositata di gran lunga inferiore a quanto stabilito dai giudici. Nel frattempo, a parte qualche lavoretto di sistemazione dell'area circostante lo scavo, tutto fermo. Il comitato dei residenti stigmatizza l'indifferenza dell'amministrazione comunale. Siamo stati abbandonati dalla giunta. Unico riconoscimento finora ottenuto:una riduzione dell'Ici. Flavio Zanonato indica una via percorribile: la transazione,nella quale il Comune abbia un ruolo da protagonista, ruolo dal quale l'amministrazione non pu sottrarsi per una precisa responsabilit morale. Il che significa mettere le mani nel portafoglio del municipio. La riduzione dell'Ici rappresenta una cifra ridicola, qui vanno messe a disposizione dei cittadini ben altre risorse economiche. L'amara esperienza dei residenti di via IV Novembre dovrebbe insegnare qualcosa ai pubblici amministratori. Per esempio a meditare sui silos sotterranei progettati a Pontecorvo e Piazza Insurrezione. Il Mattino di Padova 07/05/2004 = Revocher la concessione Zanonato: Silos, il Comune deve stare dalla parte dei cittadini Cittadini esasperati L'amministrazione ci ha abbandonato Qui ci sono solo topi e zanzare Se dovesse amministrare, revocherebbe la concessione alla ditta che sta costruendo il parcheggio sotterraneo in via IV novembre?. La domanda secca arriva verso la fine dell'incontro tra il candidato sindaco Flavio Zanonato e i cittadini della via. E' la richiesta pi sentita, molti vogliono sapere del loro futuro. Le palazzine in cui abitano nel febbraio del 2001 sono state lesionate da un cedimento strutturale, in seguito agli scavi effettuati per la realizzazione del parcheggio. Molti sono anziani, alcuni di loro, a tre anni dall'accaduto, non sono ancora rientrati nelle loro case. 18

Zanonato per non si fa cogliere di sorpresa: Se ci fosse la possibilit giuridica di revocare la concessione alla Trevi lo farei. Devo per studiare il problema e vedere se una revoca di questo tipo possibile. Dopo tre anni di battaglie e di iniziative, i residenti delle tre palazzine lesionate ora guardano avanti. Le elezioni possono essere un buon periodo per arrivare ad una soluzione. Siamo stati abbandonati dall'amministrazione - lamenta Giuditta Brattini, del comitato dei residenti - La gente chiede sicurezza non solo quando esce la sera, ma anche per la qualit della vita: qui adesso ci sono solo topi e zanzare. Il cantiere, infatti, stato dissequestrato nel settembre 2003, ma da allora stata solo sistemata l'area intorno allo scavo. Nel progetto per l'autosilos di Pontecorvo sono previsti 24 carotaggi - afferma una delle residenti - Qui la ditta ne ha realizzati solo due. Il comitato ha presentato un documento con alcune richieste che far ai candidati sindaci. Oltre alla revoca della concessione, quindi, i residenti chiedono anche un riconoscimento del danno subito, tramite la restituzione dell'Ici pagata in questi anni, e un intervento del Comune per risolvere il problema. Il Comune ha una responsabilit, se non altro altro morale, nella vicenda - ha affermato poi Zanonato - A questo punto bisogna creare un tavolo per cercare di conciliare le parti e mettere a disposizione delle risorse per risolvere il problema. L'esigenza di sanare la ferita di via IV novembre ormai simbolica per Padova. Dai residenti poi ancora una domanda secca: Secondo lei il Comune deve stare dalla parte della gente o della ditta?. C' una ditta che non si comportata correttamente, forse non ci sar stato il dolo, ma sicuramente pi di qualche leggerezza - risponde il candidato sindaco - I cittadini sono un pezzo di citt, l'amministrazione non pu che stare dalla loro parte. Il Mattino di Padova 23/02/2004 = Via IV Novembre Niente Ici per gli sfollati A tre anni esatti dal cedimento strutturale del palazzo al civico 9 di via IV Novembre gli abitanti del corpo A dello stabile sono ancora sfollati. Il buco dove sarebbe dovuto sorgere il parcheggio sotterraneo di 72 posti pieno d'acqua e i lavori di consolidamento non si sa se e quando cominceranno. Vogliamo che venga ripristinata al pi presto la situazione che c'era prima del 20 febbraio 2001 - commenta Roberto Meneghetti, uno di residenti dello stabile, esasperato da un silenzio lungo tre anni - Non cambiato nulla da quella tragica sera. Il consigliere comunale Alessandro Naccarato (Ds) ripropone all'attenzione del consiglio comunale una mozione (protocollata lo scorso 13 febbraio) in cui si chiede di promuovere entro breve tempo un tavolo di confronto fra il sindaco di Padova, la societ Trevi e il comitato dei residenti. I Ds propongono l'eliminazione dell'Ici per i residenti danneggiati e un accordo con la Trevi che permetta di valutare, di fronte ai recenti cedimenti nelle vie limitrofe, anche l'eventuale ritiro della concessione per il parcheggio sotterraneo. Il rischio - commenta Naccarato - che questo modo di operare diventi prassi: una ditta ottiene la concessione, inizia i lavori, crea il disastro e poi aspetta che i residenti, logorati dal disagio, vendano la propria casa alla stessa impresa a prezzi molto pi bassi. E, guarda caso, la ditta Trevi ha gi acquistato dai residenti gli uffici al piano terra del blocco A e i due appartamenti al primo piano. Sempre per quel che riguarda la concessione il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Tosi un anno fa ha presentato in Regione un esposto-denuncia sull'illegittimit della concessione alla ditta Trevi. Pur essendo un parcheggio privato, sorge su suolo pubblico (sotto la strada) per cui necessaria l'approvazione della Regione - commenta Tosi - Bene, nel piano urbano dei parcheggi non viene menzionato quello di via IV novembre, per cui ho denunciato la cosa al consiglio. Ma a distanza di 12 mesi nessuno mi ha ancora risposto. Sulla questione l'assessore comunale all'Urbanistica Tommaso Riccoboni chiaro: La legge Tognoli stata creata per agevolare l'iter della costruzione di parcheggi privati su suolo pubblico, evitando le lungaggini dell'approvazione da parte della Regione. Il parcheggio di via IV Novembre rientra in questa tipologia e dunque le concessioni sono regolari. (Francesco Patan) Il Gazzettino 21/02/2004 = Tre anni passati per niente IL DRAMMA DI VIA IV NOVEMBRE 19

I residenti hanno denunciato l'immobilismo dell'amministrazioneIl capogruppo Ds, Naccarato, annuncia una mozione in consiglio comunale "Sono passati tre anni da quando il diritto a vivere in tranquillit nelle vostre abitazioni stato violato. E da allora, purtroppo, nulla cambiato. Un'Amministrazione sorda ad ogni legittima richiesta ha prima creato le condizioni perch si verificasse l'enorme disagio che tuttora vivete e poi non ha fatto nulla per trovare una soluzione accettabile. Su vostra sollecitazione abbiamo presentato interrogazioni parlamentari e ordini del giorno in Consiglio comunale ma la risposta sempre stata l'arroganza e il disinteresse. La situazione non pi tollerabile". Questo l'incipit della lettera che l'onorevole Piero Ruzzante (Ds), impegnato a Roma sulla legge Gasparri, ha fatto recapitare ieri ai residenti di via IV Novembre, nel terzo anniversario del cedimento del palazzo al civico 9 a causa dei lavori di costruzione di un autosilos. Per smuovere le acque di una situazione che stagna - proprio come quelle del "buco" aperto davanti all'edificio, emblema di una vicenda che sta rasentando l'immobilit - il capogruppo Ds in Consiglio, Alessandro Naccarato, ha presentato una mozione perch sulla vicenda venga posta la giusta attenzione, aprendo un tavolo di confronto tra il Comune, la ditta romagnola Trevi Park che realizz i lavori di scavo e il Comitato dei residenti. Che dopo tre anni sono sempre pi arrabbiati, delusi, affranti. Cinque famiglie della scala A continuano a vivere da sfollate, le altre quattordici dei corpi B e C abitano nel palazzo ma hanno ancora cantine e garages sotto sequestro. Intanto un ufficio e due appartamenti dell'ala A, interdetta all'uso, sono stati venduti alla Trevi che, a detta dei residenti, avrebbe intenzione di comprarla tutta. "Sono nauseata - dice Tiziana Zoppellaro - il Comune ha preso una posizione e l'ha mantenuta nonostante avesse il potere per fare qualcosa di concreto. E continua a promuovere la costruzione di parcheggi sotterranei". Le fa eco Franca Merlin: "Il Comune non si fatto pi vivo, mentre da tempo stato depositato in Procura un esposto-denuncia di Mauro Tosi di Rifondazione comunista per accertare l'eventuale illegittimit nel rilascio della concessione". Aggiunge Roberto Meneghetti: "Le trattative vanno a rilento. Intanto noi siano sempre pi esasperati: chiediamo che il palazzo ritorni nelle condizioni precedenti l'incidente e che la via venga sistemata, com'era una volta". Federica Cappellato

Il Gazzettino 19/02/2004 = VIA IV NOVEMBRE. Dalla prima Oggi via IV Novembre degradata, squallida voragine riempita di acqua marcia con corollario di topi ed insetti a due passi dal Prato della Valle, l'esemplificazione del contrasto con la Padova preziosa e curata promessa nei depliant che il Comune ci spedisce a casa. L'autosilos di via IV Novembre, figlio di una politica della mobilit che lascia sempre e comunque campo libero all'auto, il capostipite di una folta serie di opere sotterranee, la cui realizzazione tutt'ora incombe su Padova. La vicenda grida vendetta, ricordiamo il perch. 1) Anche se non fosse successo alcun incidente quel parcheggio sotterraneo sarebbe stato comunque una scelta sbagliata, un obbrobrio urbanistico: si sacrificato un pezzo di citt, ricca di verde e di memoria storica, per realizzare un parcheggio che, come per tutti i parcheggi in centro, diventata automaticamente un grande attrattore di traffico, portando congestione ed inquinamento alla zona. 2) L'opera stata partorita rovesciando i principi della buona amministrazione, che invece di cercare fondi per realizzare buoni progetti propri, sforna cattivi progetti per cogliere al volo un finanziamento statale. Errori che capitano quando non si ha un progetto di citt sostenibile e vivibile, ma la si intende piuttosto come un territorio da sezionare e appaltare. 20

3) Via IV Novembre poi un macroscopico un esempio di cattivo dialogo tra i cittadini e i loro amministratori. Cittadini le cui proteste e i cui timori non sono stati raccolti a tempo debito (ricordiamo come i residenti non siano mai stati consultati sull'opportunit di fare l'autosilos e che permangano dubbi sulla legittimit di una concessione edilizia che non mai passata al vaglio del Consiglio di Quartiere) e che successivamente sono stati in sostanza - abbandonati. L'Amministrazione aveva il dovere di esercitare un opera di tutela nei confronti delle persone colpite, innanzi tutto fornendo loro una sistemazione dignitosa e confortevole, e poi svolgendo autorevolmente un opera di mediazione tra gli interessi della ditta Trevi responsabile dello scavo e i bisogni di chi fu danneggiato. 4) Ma soprattutto rappresenta la clamorosa dimostrazione di quanto sia pericoloso non cercare realmente la compatibilit con i limiti ambientali che esistono in ogni territorio, anche il pi urbanizzato. Le prossime vittime designate per gli autosilos sono Piazzale Pontecorvo, Piazza Rabin (l'ex foro boario di prato della Valle), Piazza Inusrrezzione, Piazzale San Giovanni. Vogliamo permetterlo? Lucio Passi Coordinatore Legambiente Padova

Corriere del Veneto 21/02/2004 = Via IV Novembre, tre anni da sfollati Gli abitanti: Si sono dimenticati di noi PADOVA - Era il 20 febbraio 2001, quando in via IVNovembre, a causa degli scavi della societ Trevi di Cesena per la costruzione di un autosilos interrato, si verific il cedimento di una parte dello stabile al civico 9. Gli abitanti abbandonarono le proprie case. Oggi 20 febbraio 2004 non cambiato nulla. E' questo l'ennesimo grido di dolore e di rabbia lanciato dagli abitanti della zona esasperati. E' stata presentata dai Ds, e dall'onorevole Piero Ruzzante, presso il Comune, in data 13 febbraio 2004, una mozione per chiedere interventi. Sono stanchi persino di parlare gli abitanti del corpo C, che da tre anni non possono scendere in garage e nelle cantine, pur essendo tra i fortunati che ancora risiedono. Nessuno si pi fatto vivo - dicono la signora Franca Merlin del comitato, e Tiziana Cappellaro -. Stiamo ancora aspettando la visita del sindaco. E poi dovremo anche pagare l'Ici... . E le voci corrono. Pare che la ditta Trevi, abbia acquistato due appartamenti, e l'ufficio dove aveva sede l'ente di formazione Domani Donna, trasferito in Via Savelli. Un vero affare considerato che gli immobili si sono notevolmente deprezzati. Un meccanismo pericoloso - secondo Alessandro Naccarato consigliere comunale dei Ds -. Prima si crea un disastro e poi si acquistano gli appartamenti a prezzi stracciati . Nemmeno le due incursioni delle Iene, con il giornalista Alessandro Sortino, hanno scosso la situazione. Gli abitanti della zona assistiti dagli avvocati dello studio Belloni, raccontano di trattative che vanno a rilento. 21

Sbotta la signora Cappellaro: Prima della Cappella di Giotto, ci sono i cittadini . Nel giardino degli stabili danneggiati la situazione desolante, tra crepe e fili dell'elettricit penzoloni. L'onorevole Piero Ruzzante impegnato alla Camera dei Deputati per l'opposizione alla Legge Gasparri, in uno scritto per i cittadini parla di arroganza e disinteresse del consiglio comunale e annuncia battaglia. La battaglia per via IV Novembre interessa l'intera citt. La Giunta Destro infatti si appresta a progettare e realizzare altri parcheggi interrati in punti delicatissimi della citt: Piazzale Pontecorvo, Piazza Rabin, Piazza Insurrezione, Piazzale San Giovanni. Altri cittadini temono che la storia di via IV Novembre possa ripetersi . Daniela Loro Il Gazzettino 20/02/2004 = A tre anni dal disastro 5 famiglie ancora fuori casa Chi potuto rientrare continua a vivere tra i disagi "Sono trascorsi tre anni da quella sera: mia madre stava facendo il pur e mio pap era davanti alla tv. Improvvisamente si sono trovati dentro un'ambulanza e da allora non sono pi tornati a casa. All'epoca non capimmo di essere precipitati dentro una vicenda che si sarebbe trascinata per anni, altrimenti non avremmo mai accettato il trasferimento in un anonimo appartamento ammobilitato che ha reso ancora pi dura una vicenda amara". Via IV Novembre, tre anni dopo. Raffaella Poli rivive il dramma dei genitori Vittorio e Vanda, entrambi avanti con l'et, protagonisti loro malgrado di una storia che non ha trovato soluzione e che rende ancor pi triste, per i "terremotati di casa nostra", l'anniversario di oggi. Era la sera del 20 febbraio 2001 quando, a causa dei lavori per la costruzione di un parcheggio sotterraneo da parte della ditta romagnola "Trevi Park", il terreno sotto il civico numero 9 di via IV Novembre cedette: ventun famiglie furono costrette a sfollare in fretta e furia. Quattordici, delle scale B e C, vi fecero ritorno dopo i controlli di rito. Per i sette nuclei familiari dell'ala A il permesso di riprendere possesso dei propri appartamenti non arriv mai. Dopo tre anni di speranze e delusioni, alla rabbia subentrata la rassegnazione. Nel frattempo un residente del corpo A, l'ingegnere Leone Finesso, deceduto senza poter tornare nella sua casa: gli eredi hanno venduto l'appartamento alla Trevi, cos come un'altra famiglia. Gli altri cinque nuclei continuano a stare in abitazioni in affitto, sparse per la citt: i signori Poli, che vivevano al quarto piano del palazzo, sono alloggiati in galleria san Bernardino. "Da allora mio padre non mai pi uscito di casa. La girandola delle ipotesi, l'altalena delle speranze puntualmente deluse hanno fatto il resto. Forse non tutti - commenta la figlia Raffaella - capiscono quale effetto possa avere questa estrema incertezza su coloro che, come i miei genitori, non sono pi giovani e ogni giorno sperano di poter tornare nella loro abitazione". Ma anche chi rientrato deve tuttora affrontare non pochi disagi: garages e cantine sono ancora sotto sequestro giudiziario. Da tre anni le auto sono parcheggiate in giardino e davanti all'edificio, nella voragine aperta per costruire l'autosilos, l'acqua fetida, a volte nauseabonda, per non parlare degli insetti e dei topi che la abitano. Liliana Paggi Falcaro vive, insieme al padre di 106 anni, nel corpo B e ogni volta che si affaccia alla finestra quel "buco" le ricorda la precariet della situazione. Giovanna Burloni abita da oltre mille giorni in un miniappartamento in piazza Insurrezione. Ha chiesto alla Trevi Park (che paga gli affitti) di poterlo scambiare con un alloggio non ammobiliato per poter trasferire i suoi mobili. Le stato risposto picche. Intanto anche Elvio Sartori del corpo B venuto a mancare. "I residenti si sentono abbandonati perch in tre anni, di fatto, non cambiato nulla. I lavori per raddrizzare e consolidare il palazzo - commenta Giuditta Brattini, portavoce del Comitato di via IV Novembre - sono vincolati al versamento, da parte della Trevi, di 3,5 milioni di euro per eventuali danni futuri. Cosa che finora non stata fatta". Federica Cappellato

Il Gazzettino 27/12/2003 = Preciso che l'iniziativa svoltasi ... Preciso che l'iniziativa svoltasi nella sala del Redentore della parrocchia S. Croce non stata promossa e voluta dai residenti di via IV Novembre civico n. 9 e cio gli unici diretti interessati alla vicenda.

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altres necessario precisare che non si pu parlare di accordo ed inizio lavori sino a quando la ditta Trevi non verser la cauzione di Euro 3.500.000 (sette miliardi vecchie lire), cos come richiesto dal Giudice per gli eventuali danni futuri. Relativamente alle dichiarazioni dell'assessore Riccoboni e cio che stato fatto tutto quello che era di nostra competenza e ancora la concessione si pu revocare solo in condizioni di particolare gravit voglio dire che tra l'interesse del privato e il diritto del cittadino alla propria casa e ad una vita tranquilla e serena dovrebbe prevalere la seconda; constato invece che per quasi tre anni l'Amministrazione comunale ha scelto l'interesse del privato. Inoltre mi chiedo se non sia sufficientemente grave aver causato un dissesto indrogeologico, che ha compromesso la falda freatica, e reso inagibile un palazzo lasciando alla situazione di sfollati i nuclei famigliari che vi risiedevano e in assoluta precariet i residenti dei corpi B e C del civico n. 9 e, seppure in maniera diversa, tutti i residenti della via. Nessuno fra i residenti del civico n. 9 era interessato all'acquisizione di un posto macchina nel nuovo parcheggio, diversamente tra i promotori dell'iniziativa in parola qualcuno ha prenotato dei posti macchina. L'incontro, che ha visto partecipi gli amministratori pubblico, dopo mesi di assenza e silenzio ha molto di pi il sapore di una campagna promozionale per la future elezioni amministrative che il non voler seriamente affiancare e sostenere i cittadini. Giuditta Brattini del Comitato di via IV Novembre n. 9 Il Gazzettino 21/12/2003 = La Trevi e i residenti vicini all'accordo VIA IV NOVEMBRE Gli abitanti del palazzo sembrano disposti a concedere l'okay al consolidamentoLa ditta romagnola dovr anche raddrizzare per quanto possibile l'edificio danneggiato Pare che i residenti del civico 9 di via IV Novembre e la Trevi Park stiano trovando un accordo. Sembra che gli abitanti di uno dei palazzi pi famosi della citt siano prossimi a concedere l'autorizzazione alla ditta romagnola a "mettere le mani" sull'area di loro propriet, vale a dire a consolidare il terreno e a raddrizzare per quanto possibile l'edificio. Se le parti raggiungeranno un'intesa, si proceder a compiere una trentina di iniezioni di malta per stabilizzare il terreno nella zona di propriet privata (nel suolo pubblico il consolidamento gi avvenuto), a mettere in sicurezza il "buco" scavato, ormai tre anni fa, per costruire il parcheggio sotterraneo e a rimettere in sesto il fabbricato che cos torner agibile. Dal punto di vista tecnico, l'operazione dovrebbe durare dai 4 ai 5 mesi. E' quanto emerso ieri pomeriggio nel corso della riunione indetta dai residenti di via IV Novembre nella sala del Redentore della Parrocchia di Santa Croce, alla quale hanno partecipato l'assessore comunale ai lavori pubblici Tommaso Riccoboni, il caposettore al Verde pubblico Giampaolo Barbariol, la presidente del Quartiere 4 Rossella Ferrara, il consigliere Giuliano Guerreschi. All'appuntamento, convocato da Giovanni Ugurgieri, gli abitanti del civico 9 non si sono per presentati. In sala solo una ventina di residenti della zona. L'atmosfera, inizialmente tranquilla, a tratti si fatta bollente. Gli intervenuti hanno chiesto la revoca della concessione edizia alla Trevi Park e l'assegnazione di un'altra area per il parcheggio sotterraneo, ottenendo una parziale soddisfazione. La concessione si pu revocare solo in condizioni di particolare gravit - ha sottolineato l'assessore Riccoboni e, per quanto grave sia la vostra, tuttavia non rientra tra le possibilit contemplate dalla legge. Solo dopo che la Trevi e i proprietari avranno raggiunto un accordo, si potr intervenire per consolidare il terreno e mettere a posto il fabbricato. Ci non significa - ha osservato l'amministratore comunale - che l'edificio torner come prima ma che si raddrizzer il pi possibile, data la complessit dell'operazione. Solo una volta ultimata questa fase, penseremo a cosa fare del parcheggio. Ventilata l'ipotesi di spostarlo altrove. A fine riunione la parola passata a Raffaella Poli, figlia di due sfollati. L'amministrazione comunale avrebbe potuto fare di 23

pi, ha osservato la signora. Replica di Riccoboni: Abbiamo fatto tutto quello che era di nostra competenza. Federica Cappellato Il Gazzettino 21/12/2003 = IL CANTIERE In via IV Novembre, intanto, hanno rifatto l'asfalto. Nei prossimi giorni, invece, cio nel momento in cui il pavimento si sar asciugato, saranno tracciate le linee bianche che delimiteranno gli spazi per la sosta delle macchine. Una precedente ordinanza del Settore Mobilit imponeva la realizzazione di una serie di parcheggi a pettine a ridosso del cantiere, riservati prevalentemente ai residenti. Adesso per che la segnaletica orizzontale deve ancora essere fatta, la situazione estremamente caotica a causa della sosta "selvaggia", che in certi casi impedisce agli automezzi il transito nel "pertugio" che stato aperto per coloro che da Corso Vittorio Emanuele devono raggiungere via Configliachi. Abbiamo in animo - ha segnalato Tommaso Riccoboni, assessore ai Lavori Pubblici - di mettere a posto anche i marciapiedi. Intanto i tecnici del settore Mobilit stanno predisponendo un progetto che discipliner la sosta nella zona vicina al cantiere. Per poter lasciare le vetture bisogner esporre l'autorizzazione rilasciata a chi abita nella zona. D'altro canto la richiesta di poter disporre di posti per la sosta era arrivata proprio dai residenti. La prima ordinanza riguardante via IV Novembre risale al luglio del 2001: allora fu emesso un provvedimento che imponeva il divieto di transito in tutta la zona vicina allo scavo realizzato dalla Trevi per il parcheggio sotterraneo. ni.co. Il Gazzettino 19/12/2003 = Un calvario come La Fenice VIA IV NOVEMBRE Residenti e sfollati invitano ad un confronto amministratori e tecnici comunaliTrascorsi tre anni dall'evacuazione degli edifici lesionati dallo scavo del park Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del dottor Giovanni Ugurgieri sulle condizioni di via IV Novembre dove la Trevi Park sta realizzando un parcheggio sotterraneo. Sono passati ormai tre anni da quel tranquillo 20 febbraio, il nostro percorso sembra identico a quello del famoso teatro "La Fenice" di Venezia: cinque anni di burocrazia poi due anni di vera ricostruzione. Noi vorremmo abbreviare i tempi, ci bastano i tre anni trascorsi nell'inutile burocrazia e passare ai fatti concreti. Siamo meno famosi della Fenice, non di molto, e pertanto riteniamo di poterci accontentare dei tre anni di calvario, che non augureremo neanche al nostro peggior nemico: neanche alla Giustina Destro, per intenderci. Il nostro "peggior nemico" noi lo vorremmo amico, e pertanto domani, sabato, alle ore 15.30, abbiamo invitato nella sala del Redentore della Parrocchia di S. Croce in Corso Vittorio Emanuele II tutti i residenti di via IV novembre e dintorni, i responsabili del nostro quartiere n. 4, dal presidente Rosella Ferrara al consigliere di opposizione della Lega Nord Daniele Buso, a tutto lo staff tecnico e politico del Comune di Padova. Abbiamo gi avuto conferma di partecipazione: l'assessore ing. Tommasi Riccoboni, il consigliere dott. Giuliano Guerreschi, l'ing. Luigino Gennaro, l'ing. Claudio Zamboni, il dott. Davide Agostini, il dott. Forestale Gianpaolo Barbariol. Sono i massimi responsabili del settore edilizio, delle strade, della mobilit e traffico e del verde pubblico del Comune di Padova.

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Un summit importante, crediamo vivamente e finalmente, per far volare la nostra via IV Novembre come la mitologica Fenice. Il clima natalizio fabuoni tutti, speriamo. L'invito contiene nove richieste, la decima gi stata evasa dal Comune, asfaltando da pochi giorni l'intera via IV novembre. Il Gazzettino 19/12/2003 = Domani alle 15,30, nella sala del ... Domani alle 15,30, nella sala del Redentore della parrocchia di Santa Croce, si riuniscono i residenti e gli sfollati di via IV Novembre assieme ai rappresentanti del quartiere e dell'amministrazione comunale. I residenti chiedono la revoca della concessione edilizia alla Trevi Park e l'assegnazione di un'altra area per il parcheggio sotterraneo. Il Gazzettino 21/11/2003 = E su acqua!... Dopo l'accuratissima ... E su acqua!... Dopo l'accuratissima confezione in via IV Novembre del Ground Zero padovano (riapertura parziale della strada, ripulitura del cantiere, riverniciatura del perimetro di cemento, cancellazione delle scritte oscene, elegante illuminazione del passaggio pedonale) ad opera di tecnici specializzati di fama internazionale della ditta Trevi Park, e dopo il piccolo Vajont cittadino di ieri sera, l'APS avr certamente il suo bel da fare per controllare l'intera rete idrica urbana. Ma sicuramente in via Cavazzana l'esplosione della tubatura stata l'effetto delle vibrazioni prodotte dal traffico, quelle stesse che fanno tremare di gioia i pavimenti e i cuori dei residenti, perch, ad occhio e croce (oggi l'occhio del passante cade facilmente nella voragine piena di operai), la grossa tubatura non affatto molto vecchia, come si dice (e si scrive). Adesso probabilmente l'assessore Menorello manterr la sua esitante promessa d'istituire il senso unico nella 'sfortunata' via, per tranquillizzare i cittadini preoccupati e recuperare qualche voto; ma questo risolver solo in minima parte il problema, a meno che invece non lo aggravi. La recentemente restaurata via Battisti sar anche "gibbosa", come lamentano gli abitanti che dopo le pioggie devono correre ad asciugare le loro cantine, ma di certo il marciapiede di via Sanmicheli, rifatto circa un anno fa con grossi disagi dei passanti durante l'esecuzione dei lunghi lavori, una conca di raccolta dell'acqua piovana, al punto che i pedoni devono marciare sulla carreggiata, a meno che non portino gli stivaloni di gomma (quand' asciutto invece il marciapiede-pista diventa un' ottima bretella per lo scorrimento del traffico motociclistico, naturalmente contromano). La domanda : chi controlla responsabilmente in questa citt che i "lavori pubblici" vengano eseguiti 'ad opera d'arte'? Chi garantisce la sicurezza? Risposta: probabilmente le Compagnie di Assicurazione, come dimostra il caso di via IV Novembre (due milardi di lire per assicurare la rischiosa costruzione dell'autosilos, probabilmente spesi per pagare gli avvocati della Trevi, che stata assolta). Giuseppe Ferraboschi Padova Il Gazzettino 20/11/2003 = Il giudice archivia l'autosilo della Trevi La nuova perizia ha escluso pericoli di crollo Il parcheggio sotterraneo della Trevi Park, in via IV Novembre, finisce in archivio. Il provvedimento porta la firma del giudice delle indagini preliminari Nicoletta De Nardus. Dal supplemento di consulenza tecnica disposto dal sostituto procuratore Paola De Franceschi, affidata ai professori Alberto Burghignoli e Augusto Desideri, dell'Universit La Sapienza di Roma, e al professor Piero D'Ardia, dell'Universit di Pescara, non sono emerse significative discordanze rispetto alla precedente perizia: in sostanza, nessun pericolo di crollo per gli edifici adiacenti al cantiere. L'ipotesi accusatoria formulata dalla Procura era il disastro colposo. Sei le persone sottoposte ad indagine: Elvio Novellini, 52 anni, di Cesena, Roberto Vianelli, 52 anni, di Spinea, Stefano Lovato, 41 anni, di Villafranca Padovana, Antonio Arienti, 39 anni, di Cesena, Marco Bertero, 64 25

anni, di Forl, Giovanni Pagotto, 50 anni, di Cervia. Tutti assistiti dall'avvocato Franco Antonelli. Ad avviare l'inchiesta sulle lesioni patite dagli edifici confinanti lo scavo, ed in particolare su un condominio fatto tempestivamente evacuare, era stato il sostituto procuratore Federico Prato. Alla luce delle consulenze tecniche il magistrato aveva chiesto l'archiviazione del caso. Immediata l'opposizione degli abitanti di via IV Novembre, tutelati dagli avvocati Emanuele Fragasso jr., Cesare Vanzetti e Riccardo Borsari, che avevano contestato le conclusioni dei consulenti dell'accusa producendo gli elaborati redatti dai professori Siviero e Mazzucato e dagli ingegneri Zoppellaro e Croce, che erano pervenuti a conclusioni diametralmente opposte. Il giudice aveva perci respinto la richiesta di archiviazione rimettendo il fascicolo alla Procura per un supplemento di indagine. In seguito al trasferimento del magistrato che aveva avviato l'azione penale, assegnato ad un importante incarico a Bruxelles, l'inchiesta era stata ereditata dalla collega De Franceschi. Ma anche la perizia-bis non ha evidenziato un concreto pericolo di crollo degli edifici confinanti con lo scavo del garage sotterraneo. Il fenomeno che ha interessato il fondo dello scavo dell'autosilo non ha prodotto crollo o rovina degli edifici circostanti o dei loro elementi strutturali principali. Questo sostengono gli esperti: il fenomeno si sarebbe in ogni caso stabilizzato prima che le conseguenze comportassero irreparabili danni ai fabbricati confinanti. Quindi, mancando l'elemento oggettivo del reato, l'accusa in giudizio non sarebbe sostenibile: di qui l'archiviazione dell'inchiesta. E la Trevi - ignorando la prescrizione dei giudici civili che intimava il deposito di una cauzione di 3 milioni di euro a garanzia di eventuali futuri danni - i lavori sono ripresi. Il Mattino di Padova 20/11/2003 = Rivissuto l'incubo di via IV Novembre Sono passati oltre due anni e in via Cavazzana si rivive l'incubo del crack di via IV Novembre (nella foto). Anche ieri sera, come allora, le parole sono state le stesse: Come una scossa di terremoto, le case hanno tremato. Sono state queste le parole usate dai residenti per descrivere il tremolio del palazzo rosso via IV Novembre 9 avvenuto alle alle 19.30 del 20 febbraio 2001. Una lunga e larga crepa dal marciapiede al quarto piano dell'edificio. Di quella voragine la zona sta ancora portandone le cicatrici e le famiglie sono ancora sfollate. Un dissesto idrogeologico insorto durante i lavori della Trevi Park, impegnata a costruire un parcheggoio sotterraneo in una zona dove un tempo scorreva un fiume. All'improvviso si era formato un pozzo enorme, di venti metri di diametro, ovvero il sito del futuro parcheggio sotterraneo. Il pm dell'epoca, Federico Prato, apr subito un'inchiesta per disastro colposo (articolo 449 del codice penale) al fine di accertare le cause dello spostamento e inclinamento della palazzina con 14 appartamenti. Dall'oggi al domani, 25 persone vennero evacute. Il Mattino di Padova 06/11/2003 = E' giusto trattare cos i cittadini? Lo scavo di via IV Novembre stata un'operazione sciagurata da tutti i punti di vista, culminata in un dissesto ambientale con sgombero immediato di due condomini. La notte del 20 febbraio 2001 i miei genitori Vanda e Vittorio Poli, ottantenni, furono strappati dalla loro casa e da quella sera non vi hanno mai pi fatto ritorno. Un trauma profondo che non si canceller mai dalla loro vita, specialmente considerando la loro et. Da allora ebbe inizio per noi il tormento di un'attesa che a quanto pare non ha fine. A questa situazione gi di per s drammatica, stata aggiunta della sofferenza che poteva essere evitata. Spinti dall'assoluto bisogno di trovare una sistemazione urgente, abbiamo accettato un appartamento ammobiliato del cui affitto si fece carico la ditta Trevi. Se avessimo capito che non si trattava di pochi mesi ma di anni, non avremmo mai accettato quella soluzione. Che senso ha che i miei genitori, oltre che strappati dalla loro casa, vivano lontano dalle loro cose, i mobili e i ricordi che costituivano il loro mondo? E' questa una crudelt inutile che poteva essere evitata. Ma non lo abbiamo capito. N da parte dell'amministrazione comunale stato fatto alcuno sforzo per farci capire la nostra reale situazione. Ma per dire Ci siamo ficcati in una situazione gravissima, che si trasciner, se tutto va bene, per dieci anni ci voleva lealt, ci voleva coraggio, e sicuramente era molto pi conveniente vaneggiare di una rapida soluzione, annunciare prodigi della tecnica e descrivere il tutto come uno sventurato incidente che era l l 26

per essere risolto. E in fondo, di due persone anziane, che non hanno neppure la forza di difendere personalmente i loro diritti, e nessuno ha neanche mai visti, chi se ne importa? Ora la faccio io una semplice domanda: In un Paese che vuol dirsi civile, giusto trattare le persone cos? Raffaella Poli figlia di Vittorio e Vanda Poli sfollati di via IV Novembre Padova

Il Gazzettino 05/11/2003 = lo scavo di via IV Novembre stata ... lo scavo di via IV Novembre stata un'operazione sciagurata da tutti i punti di vista, culminata in un dissesto ambientale con sgombero immediato di due condomini. Quella notte del 20 febbraio 2001 i miei genitori Vanda e Vittorio Poli, ottantenni, furono strappati dalla loro casa e da quella sera non vi hanno mai pi fatto ritorno. Un trauma profondo che non si canceller mai dalla loro vita, specialmente considerando la loro et. Da allora ebbe inizio per noi il tormento di un'attesa che a quanto pare non ha fine. A questa situazione gi di per s drammatica, stata aggiunta della sofferenza che poteva essere evitata. Spinti dall'assoluto bisogno di trovare una sistemazione urgente, abbiamo accettato un appartamento ammobiliato del cui affitto si fece carico la ditta Trevi. Se avessimo capito che non si trattava di pochi mesi ma di anni, non avremmo mai accettato quella soluzione. Che senso ha che i miei genitori, oltre che strappati dalla loro casa, vivano lontano dalle loro cose, i mobili e i ricordi che costituivano il loro mondo? questa una crudelt inutile che poteva essere evitata. Ma non lo abbiamo capito, ne' da parte dell'amministrazione comunale stato fatto alcuno sforzo per farci capire la nostra reale situazione. Ma per dire: ci siamo ficcati in una situazione gravissima, che si trasciner se tutto va bene per dieci anni ci voleva lealt e coraggio, e sicuramente era molto pi conveniente vaneggiare di una rapida soluzione, annunciare prodigi della tecnica e descrivere il tutto come uno sventurato incidente che era l l per essere risolto. E in fondo, di due persone anziane, che non hanno neppure la forza di difendere personalmente i loro diritti, non vanno a dibattiti, e nessuno li ha neanche mai visti, chi se ne importa? Ora la faccio io una semplice domanda: In un paese che vuol dirsi civile, giusto trattare le persone cos? Raffaella Poli Il Gazzettino 01/11/2003 = Via IV novembre, tornano le ruspe CITT GIARDINO La Trevi Park ha ripreso i lavori, non per completare il parcheggio ma per sistemare l'areaSopralluogo dell'on. Ruzzante: Case nuovamente in pericolo. Annunciato un blitz delle Iene La Trevi Park ha ripreso gli interventi all'interno del cantiere di via IV Novembre. Non per continuare i lavori di costruzione di uno dei parcheggi pi contestati d'Italia, quanto per sistemare una zona, ora dissequestrata, per lungo tempo abbandonata a se stessa. Ruspe tornate in azione e i residenti alzano la voce mentre sette nuclei familiari, prevalentemente composti da anziani (alcuni inabili) fino all'inizio del 2001 domiciliati nell'ala A, continuano a stare in affitto in appartamenti sparsi per la citt e gli inquilini dei corpi B e C, pur vivendo sotto il proprio tetto, devono fare i conti con garages e cantine ancora off limits. Vogliamo esprimere la nostra solidariet ai residenti per non farli sentire soli e abbandonati dalle istituzioni. E' possibile che gli abitanti di questo stabile - si chiede Piero Ruzzante (Ds) che ieri li ha incontrati - non siano informati da parte dell'amministrazione comunale su quello che si intende fare del cantiere e soprattutto sulla loro prospettiva personale? Quando potranno tornare nelle loro case?. Ruzzante ha proposto la creazione di un tavolo istituzionale che veda partecipi i residenti del palazzo, i loro legali, i rappresentanti della Trevi e dell'amministrazione comunale. I cittadini che hanno subito il danno ora devono sopportare la beffa - osserva l'onorevole - Si rischia la ripresa di lavori che potrebbero produrre nuovi dissesti e cedimenti, senza contare che in questi giorni sono state denunciate nuove crepe in edifici di via Configliachi. Far tramontare l'ipotesi del parcheggio: questa la richiesta avanzata da Ruzzante al Comune per chiudere definitivamente una vicenda che nel prossimo febbraio compir tre anni. In quest'arco di tempo, due residenti avanti con l'et sono deceduti. Via IV Novembre stata un'operazione sciagurata sotto ogni profilo - sottolinea Raffaella Poli, figlia di Vittorio e Vanda, "terremotati di casa nostra" - ma un'amministrazione si giudica anche da come gestisce gli errori. E mentre il gruppo consiliare dei Ds 27

presenter in Consiglio comunale un ordine del giorno per sollecitare una soluzione all'annosa questione, l'assessore ai lavori pubblici Tommaso Riccoboni fa il punto sulla situazione: Con i lavori di questi giorni vogliamo ridurre il disagio dei residenti e mettere ordine in una zona da tempo abbandonata, creando un passaggio pedonale ed eventualmente un varco per far transitare le auto. Al fine di consolidare il palazzo, e quindi farlo tornare abitabile, dobbiamo avere l'assenso esplicito dei residenti. Per riprendere i lavori sottolinea Riccoboni - abbiamo bisogno che gli abitanti e la Trevi Park trovino un accordo. In tal caso ci vorrebbero dai 6 agli 8 mesi per sistemare l'edificio. Solo dopo questo intervento, valuteremo cosa fare del parcheggio. Intanto previsto un nuovo blitz delle "Iene" che da anni seguono la vicenda, televisivamente parlando. Federica Cappellato Corriere del Veneto 01/11/2003 = Via IV novembre, il Comune ci ignora I residenti: l'impresa che costruisce il parcheggio spera di comprare il palazzo a prezzi irrisori PADOVA - Il Comune di Padova ha abbandonato gli abitanti di via IV novembre . L'accusa parte dal deputato Ds Piero Ruzzante, che ieri mattina ha incontrato le famiglie che da quasi tre anni hanno dovuto lasciare il proprio appartamento in seguito al crollo che si verificato durante i lavori per la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Da una decina di giorni il cantiere che stato all'origine di tanti problemi stato dissequestrato - spiega Ruzzante - Ma nessuno dell'amministrazione ha avuto il tempo di annunciare la novit ai residenti della zona. Il Comune ora deve spiegare se ritiene ancora opportuna la realizzazione del parcheggio . La settimana scorsa in alcune case della vicina via Confligliacchi si sono aperte delle crepe, tanto che sono intervenuti i vigili del fuoco - continua il deputato - Mi chiedo se anche questi fenomeni hanno una relazione con le attivit del cantiere . I Ds presenteranno in consiglio comunale un ordine del giorno perch venga istituito un tavolo di confronto tra l'amministrazione, il comitato dei residenti e la ditta Trevi, titolare dell'appalto per la realizzazione del parcheggio, con l'obiettivo di stabilire un adeguato risarcimento economico a quanti hanno dovuto lasciare i propri appartamenti. Mentre la giunta fa finta di niente, la Trevi fa il possibile per posticipare i tempi della soluzione - denuncia Giovanna Burloni, una degli inquilini - Perch spera, sfruttando la nostra stanchezza, di risolvere tutto acquistando il palazzo a prezzi risibili . P. B. EVACUATA Una delle palazzine evacuate durante lo scavo del parcheggio di via IV novembre Il Mattino di Padova 15/10/2003 GIULIANO DORO = Via i sigilli, sono pronte le ruspe Ma intanto la societ non versa la cauzione al Tribunale Una settimana fa Antonio Arienti, procuratore speciale della societ cesenate Trevipark, ha firmato il verbale di dissequestro penale del residence di via IV Novembre. A due anni e otto mesi dal crollo dell'edificio di Citt Giardino, con questo provvedimento la possibilit di tornare alla normalit non soltanto un'ipotesi. Da un anno e mezzo pronto un nuovo progetto ma prima che le benne delle ruspe riprendano il lavoro, la Trevi dovr versare al Tribunale una cauzione sei miliardi di vecchie lire. Ora si apre una partita a scacchi. Sul tavolo del magistrato c' un'ulteriore istanza avanzata dall societ quotata in Borsa perch venga modificata la causale della cauzione. Il giudizio stato sospeso in attesa dell'esito delle trattative. Che da un bel po' si sono configurate in rigide posizioni di concetto. La situazione si ulteriormente articolata per cui non saprei davvero ipotizzare cosa potrebbe accadere domani, di sicuro che noi siamo pronti a riprendere il lavoro per completare l'opera rispristinando l'area. L'avvocato Giampaolo Belloni, che assiste i 26 condomini sfollati, fa invece intendere che non si deroga dalle cauzione. Tout court. Ecco il senso dell'appello di Arienti. L'inchiesta sulle responsabilit del crollo ha appurato come la Trevi abbia operato correttamente e questo un primo aspetto di chiarezza attacca. E continua: Tuttavia oggi non possiamo non rilevare come la vicenda sia stata purtroppo strumentalizzata da quanti hanno dichiarato un bench remoto interesse impedendo ogni soluzione. 28

In via extragiudiziale tre degli otto proprietari nel corpo A (sette appartamenti e un negozio) hanno gi raggiunto un accordo con la societ di Cesena. Ma rimane un'altra trentina di posizioni da definire. Da Roma, dove si trovava ieri, l'assessore Riccoboni si detto fiducioso in una rapida ripresa dei lavori. Arienti per divide i condomini in due gruppi. Quelli del corpo A che sono stati evacuati e che hanno patito molti disagi e tutti gli altri, quelli che hanno fatto ostruzionismo e basta - dice -. La Trevi non si mai nascosta ma le nostre proposte sono state strumentalizzate e perci sono stati persi due anni e mezzo di tempo. La proposta di soluzione tecnica prospettata dalla societ stata valutata dai due tecnici del Comune che l'hanno in parte modificata. Torneremo a formulare le nostre soluzioni ai residenti - annuncia Arienti -, ma i proprietari non ci hanno mai risposto mantenendo un tacito disaccordo. I residenti si stanno organizzando per impedire la realizzazione del park... Auspico che a prevalere sia il buonsenso e confido che anche il Comune faccia la sua parte altrimenti non si va da nessuna parte. Tuttavia siamo disposti a valutare ogni proposta. Se ci arrivasse.... Pagherete la cauzione? Cos come congenata ora, credo di no. Il Gazzettino 14/10/2003 = I disastrati e gli sfollati di ... I disastrati e gli sfollati di via IV Novembre vengono considerati meno delle proprie "scoasse", 120 miliardi delle vecchie lire per le immondizie dei padovani, contro danni per decine di miliardi sulle spalle dei residenti di via IV Novembre, provocati, dal devastante primo progetto promosso dalla Amministrazione Destro all'indomani del suo insediamento. Un contratto sottoscritto dal Comune di Padova e dalla Ditta Trevi Park con l'intento di realizzare i primi garages sotterranei a Padova, il risultato, a tutti ben noto, si avuto il 20 febbraio 2001 con il cedimento di un palazzo e il lesionamento di altre decine. Ora la nostra Sindaco si ripropone, alla scadenza del suo mandato, per elencarci nuovi mille e uno progetti per Padova, che vanno dalla realizzazione del tram al nuovo sistema di raccolta delle nostre sempre pi care, anzi carissime immondizie. La lettera aperta della Destro sottolinea: "...proseguendo il dialogo e il confronto aperto e trasparente che ci ha caratterizzato sino ad oggi.." e pi avanti conclude affermando: "...l'istituzione comunale si far sempre portavoce delle esigenze dei cittadini". Noi residenti di via IV Novembre, da quasi tre anni, non siamo quindi pi considerati cittadini di Padova: pertanto alle elezioni amministrative che si terranno la prossima primavera, sceglieremo un Sindaco che ci rappresenti realmente e sappia portare a termine i suoi "Progetti" rimediando con immediatezza anche ad eventuali "incidenti di percorso". indefinibile l'atteggiamento assunto dall'Amministrazione Comunale di Padova che continua a rimanere sorda a tutte le sollecitazioni e a tutti gli appelli che decine di famiglie, tra sfollati e seriamente danneggiati, continuano a rivolgere. Forse il nostro Sindaco punta sull'eliminazione fisica di noi residenti, gi tre non ci sono pi e alcuni eredi hanno gi ceduto l'abitazione alla Trevi Park. I residenti e gli sfollati di via IV Novembre Il Mattino di Padova 22/08/2003 FELICE PADUANO = Via IV novembre, torna la paura Un fontanazzo all'incrocio, arriva l'Aps e transenna la zona Intorno al lago morto che si formato all'interno del maxi-parcheggio sotterraneo con 72 posti-auto che stava per essere costruito all'incrocio tra le vie Configliachi e IV Novembre, a Citt-Giardino e che il 20 febbraio 2000 ha causato il dissesto geologico di una palazzina di quattro piani, scoppiata una nuova emergenza. All'angolo ovest dell'incrocio si improvvisamente formato un fontanazzo. Un nuovo segnale pericoloso che ha spaventato non poco i residenti. Dopo l'emersione del fontanazzo sono stati immediatamente chiamati il Comune ed anche i tecnici dell'Aps, intervenuti non appena hanno ricevuto l'allarme. Il Comune ha deciso il transennamento dell'area e fatto eseguire dall'Aps anche un lavoro di bonifica sugli alberi coinvolti. Intanto dopo due anni e mezzo dallo sgombero di tutti gli abitanti del palazzo, cosiddetto della Scala A, i residenti non conoscono ancora il loro destino. Da un lato la societ che ha ottenuto l'autorizzazione a 29

costruire il parking, prima dalla Giunta Zanonato e dopo dall'Amministrazione guidata dalla Destro, la TreviPark di Cesena che parte di una multinazionale delle costruzioni, sta facendo di tutto per portare a termine la realizzazione del parcheggio underground; dall'altro lato c' la resistenza dei residenti, compresi quelli della palazzina della Scala B (che non presenta alcuna lesione ndr), che non si stancano di dire che il parcheggio non s'ha da fare perch continuerebbe a provocare ulteriori dissesti idrogeologici. Naturalmente in tale contenzioso tra le due parti, che dura da oltre due anni e che finito diverse volte anche alla ribalta delle televisioni e della stampa nazionale, predomina pur sempre la decisione della magistratura padovana, che a tutt'oggi non ha ancora eliminato il vincolo del sequestro giudiziario del cantiere. D'altronde la posizione della Trevi oramai nota a tutti gli addetti a lavori. La societ di Cesena ha gia acquistato, naturalmente a prezzi stracciati, due appartamenti dai sette proprietari del condominio della Scala A. Per una terza abitazione la trattativa gi stata aperta. La strategia della Trevi, a questo punto, sembra essere molto chiara: la societ intende comprare tutti gli appartamenti del condominio A (quello lesionato) per poi potere avere carta bianca nell'ultimazione dei lavori per la realizzazione del contestato parcheggio sotterraneo. Ieri mattina abbiamo effettuato una visita al lago morto e siamo venuti a conoscenza di particolari inediti, a dir poco interessanti. Siamo davanti ad una vicenda paradossale - dice Renato Finesso, fratello di Leonino, uno dei residenti nella Scala A, deceduto poco tempo fa -. Anche per pagare la parcella di 20.000 euro ai nostri avvocati difensori, noi eredi siamo costretti a vendere ad un prezzo modesto l'abitazione di mio fratello alla stessa societ, che ha causato i danni. Secondo voi questa la chiamate giustizia?. Anche la signora Bianca Jacopetti, 83 anni, madre del musicista Jacopo, residente all'ultimo piano del condominio della Scala B, arrabbiatissima. Mai vista una vergogna simile - dice l'anziana donna -. Non capisco perch sia il Comune che la societ Trevi insistono a volere terminare i lavori del parcheggio sotterraneo. E nessuno ci informa in modo chiaro. E' proprio vero che il lago dentro il buco non pu essere eliminato perch i palazzi limitrofi subirebbero altri danni? Perch dovremmo sopportare ancora a lungo una situazione del genere, che da maggio ci sta regalando una valanga di zanzare tigre ed ulteriori inquietudini? Sono stanca di vivere gli ultimi anni della mia vita in queste condizioni. Ho deciso di vendere il mio appartamento ed andare a vivere altrove. Prima del fattaccio mi avevano offerto un miliardo di vecchie lire. Oggi, purtroppo, il valore reale stato deprezzato. Dovrei perderci minimo il trenta per cento. Non giusto. Il Mattino di Padova 22/08/2003 = Febbraio 2001, l'inizio dell'incubo Sigilli al cantiere, poi dissequestrato. Una lunga battaglia giudiziaria L'incubo di via IV Novembre inizia il 20 febbraio 2001, quando un sifonamento provocato dai lavori di costruzione di un autosilos sotterraneo di 72 posti auto, affidato alla ditta Trevi Park di Cesena, fa smottare il terreno ed inclina il corpo A del civico 9 di 15 centimetri. Crepe nelle case ed anche in strada. Il cantiere subito messo sotto sequestro e gli abitanti della Scala A costretti ad abbandonare le loro case. E' l'inzio della loro odissea. La Trevi assicura il risanamento del terreno e delle case danneggiate a proprie spese, ma la magistratura impone i sigilli al cantiere e apre un fascicolo sul caso con l'accusa di disastro colposo. I cittadini del condominio lesionato si riuniscono in un comitato che invia un'esposto in Procura sul caso. Ma dopo qualche mese il cantiere dissequestrato e gli indagati prosciolti. Nel tentativo di stabilizzare la situazione, dopo che si sono registrati movimenti del palazzo per sei millimetri al mese, si iniettano nel terreno robuste quantit di cemento. Ma un anno dopo il primo incidente, i tecnici della Trevi, tornati al lavoro, nel trivellare il terreno nella zona circostante il silo provocano un secondo allagamento rompendo una tubatura. Un pomeriggio di allagamento e grande spavento per i cittadini ma per fortuna nessun ferito e danni non significativi. Il 22 ottobre 2002 la giunta stanzia 14.309 euro per i residenti, ma il comitato si lamenta di non trovare nell'amministrazione comunale un interlocutore valido. Sul fronte giudiziario dopo una serie di perizie, l'ultima, affidata a due professori dell'Universit La Sapienza, ha stabilito che non ci sono pericoli di crollo del palazzo A. Ad oggi due dei sette proprietari di appartamenti nello stabile sgomberatohanno venduto il proprio appartamento alla Trevi, le altre cinque famiglie sono ancora sfollate, in attesa che il procedimento giudiziario arrivi a conclusione e possano essere iniziati i lavori di ristrutturazione del palazzo. Continuano a vivere in condizioni fortemente disagiate gli inquilini delle scale B e C. (c.ma.) 30

Il Gazzettino 08/07/2003 = Attenti all'acqua, anche Giotto in pericolo RESTAURI Sopralluogo del professor James Beck al cantiere abbandonato in via IV novembre. Al suo fianco l'architetto De Simone Per lo storico dell'arte i carotaggi prima degli scavi per il parcheggio sono stati insufficienti, proprio come atto Non la prima volta che il professore James Beck, natali e carriera in Usa, moglie della Val d'Aosta e casa in Toscana, presidente di Artwatch, critica l'operato del Comune padovano nei confronti di Giotto. Presi di mira non solo il restauro degli affreschi, ma la staticit stessa della cappella degli Scrovegni, minacciata a suo dire dall'acqua su cui l'edificio trecentesco poggerebbe. Questa volta a dargli man forte non solo l'architetto padovano Fernando De Simone, specializzato in costruzioni sotterranee, ma il cantiere ancora aperto, o meglio bloccato, in via IV novembre. Non sono un ingegnere n un architetto, ma uno storico dell'arte - ha ribadito ieri il professore davanti alle residenti del condominio al civico numero 9, squassato dagli scavi per la realizzazione del famigerato parcheggio sotterraneo - Lo sanno tutti che la vostra una citt d'acque e che ogni volta che si va sottoterra c' pericolo. Qui in via IV novembre i carotaggi per tastare il terreno sono stati insufficienti, appena due. La stessa sorte toccata alla cappella degli Scrovegni: sono bastati un paio di buchi per rassicurare il Comune, al punto da fargli costruire anche l'ingresso "tecnologico". Nemmeno io sono in grado di affermare con sicurezza che gli affreschi giotteschi sono a rischio per colpa dell'acqua, ma nessuno finora ha potuto provare il contrario. Sulla stessa lunghezza d'onda l'architetto De Simone: Io invece sono un esperto in materia, visto che ho gi lavorato per i norvegesi nel realizzare un tunnel per auto 260 metri sotto il livello del mare del Nord: consuetudine riservare ai sondaggi un 10 per cento del budget previsto per un progetto che richiede scavi in profondit. Nel caso del parcheggio a citt Giardino dei circa 30 miliardi stanziati 3 dovevano essere dunque utilizzati per i carotaggi, non poco pi di 200 milioni, sufficienti a tastare due punti al centro della strada e nulla pi. Idem per gli Scrovegni: il povero professore Illiceto si dovuto arrangiare con una settantina di milioni. Sono bastati per due "buchetti" a venti metri dalla chiesetta. Finch a Padova scorrevano i canali era in vigore una "disciplina" delle acque. Oggi che sono quasi tutti interrati non c' pi alcuna verifica, riservata solo alle fognature. L'informale sopralluogo del professor Beck, incredulo di fronte al cratere occupato da anni da acqua stagnante, ha trovato compatte le residenti del condominio irrimediabilmente danneggiato dagli scavi: La ditta Trevi non si fatta pi vedere se non per speculare ed acquistare due appartamenti. A nulla valsero le nostre proteste prima e durante i lavori, nessuno qui aveva richiesto quel garage. E ora? Subiamo l'invasione delle zanzare e il degrado dell'intera via, mentre continuiamo a pagare l'Ici. Con una lettera portata a mano al sindaco abbiamo almeno chiesto la restituzione della tassa. Staremo a vedere. Di fronte, al civico 10, in una bella palazzina degli anni 20, una signora, soprannominata fin da ragazza "chiodo" per la sua risolutezza, ha paura delle crepe che continuano ad affiorare sotto la carta da parati e sul soffitto di una cappellina dedicata a padre Leopoldo, copia in miniatura di quella del vicino santuario: Questa via una volta si chiamava guarda caso Acquette. Vi dice niente? Caterina Cisotto Corriere del Veneto 08/07/2003 = I residenti: Da noi cadono delle pietre IN VIA IV NOVEMBRE Due anni fa gli scavi. Poi il terreno ha ceduto PADOVA - Sono passati pi di due anni. Ma dalla sera del 20 febbraio 2001 quando, a causa degli scavi per la realizzazione di un parcheggio interrato, il terreno ceduto non cambiato nulla. Al civico 9 di via IV Novembre il condominio pi danneggiato dallo smottamento ( nella foto) ancora sotto sequestro da parte delle forze dell'ordine. Le sette famiglie che ci vivevano da allora abitano in piccoli mini- appartamenti arredati il cui affitto viene pagato dalla Trevi, la ditta che si occupava dei lavori. Ogni tanto sentiamo cadere qualche pietra - commenta la signora Anna Tartini, proprietaria di 31

un appartamento nell'immobile di fronte - inutili sono le nostre telefonate al Comune: non ci degnano nemmeno di una risposta . Qualche mese fa, il sindaco - spiegano i residenti della via- aveva promesso di venire almeno a vedere la nostra situazione. Non se ne pi saputo nulla. Anche della possibilit, da parte dell'amministrazione di togliere la concessione alla ditta Trevi sull'area ora cantierata nessuno ha pi avuto notizie. Eppure la clausola sul contratto c'era: Qualora il cantiere dovesse procurare danni, il Comune dovr togliere la concessione . Il Comune ha ceduto il terreno alla ditta Trevi per un periodo di novantanove anni. Ci fanno comunque pagare l'Ici - commenta Maria Gabriella Gio - ma i nostri garage e le nostre cantine sono ancora tutti sequestrati . Mancano controlli - denunciano gli abitanti - nessuno fa le pulizie, l'entrata del cantiere stata pi volte forzata, all'interno del cantiere se ne sta un'ampia pozza d'acqua putrida profonda una quindicina di metri. Per noi non s' fatto nulla - commenta Anna Tartarini - nel frattempo per il Comune gi pensa a costruire altri parcheggi sotterranei. E il sindaco ha avuto dice che il parcheggio di via IV novembre verr portato a termine . E. C. Il Gazzettino 13/06/2003 = VIA IV NOVEMBRE Invasione di zanzare in via IV Novembre dove ormai da oltre due anni i residenti convivono con un incubo che fatica ad abbandonarli: un "pozzo" d'acqua ormai fetida e puzzolente. Avrebbe dovuto essere un parcheggio sotterraneo multipiano, invece una malsana e antigienica piscina a cielo aperto, ricettacolo di zanzare e insetti che, con questo caldo, stanno letteralmente assalendo le famiglie dei palazzi circostanti. Tant' vero che il "Comitato di via IV Novembre" - costituitosi all'indomani dello smottamento che costrinse a sfollare ventun famiglie del caseggiato al civico 9, poi in parte rientrate nei loro appartamenti anche se 7 sono attualmente in affitto altrove - ha contattato l'Usl 16, il Comune e l'Arpav per sollecitare una disinfestazione. Finora non si presentato nessuno, un immobilismo che ricalca - lamenta Giuditta Brattini, portavoce del Comitato - l'andamento della situazione generale. Per gli sfollati e i residenti, che continuano a non poter usufruire di cantine e garages tuttora sotto sequestro, non ci sono miglioramenti in vista. Ora ci si messo pure il caldo che sta rendendo insostenibile un quadro gi di per s precario. Siamo invasi dalle zanzare tanto che dobbiamo stare tutto il giorno con le finestre chiuse. Con queste temperature tropicali gli insetti si moltiplicano e l'acqua marcia e puzzolente diventata insopportabile. E che dire - denuncia una residente, Franca Merlin - dei topi che scorazzano per il giardino e nei garages? Se qualcuno desidera conoscere il terzo mondo, non necessario che vada in Africa, sufficiente che venga qui, al numero 9 di via IV Novembre. Dopo estenuanti trattative con la ditta Trevi, costruttrice dell'autosilos, e con il Comune, non sappiamo pi a chi rivolgerci. Le fa eco un'altra inquilina, Tiziana Zoppellaro: A met marzo abbiamo incontrato il sindaco e l'assessore Riccoboni: tante promesse ma finora non cambiato nulla. Intanto qui diventato un immondezzaio: la notte la zona completamente buia e gli extracomunitari vengono a dormire nelle panchine di fianco al pozzo pieno d'acqua. Il giornalaio a pochi metri da qui gi stato derubato due volte. Via Anelli verr risanata, e via IV Novembre? Intanto i residenti del palazzo sono nuovamente trasaliti quando, un paio di settimane fa, hanno sentito per un'intera giornata un insistente rumore di calcinacci che cadevano all'interno della visibile crepa tra le scale A e B, causata dallo smottamento del terreno in un lontano 20 febbraio 2001.Federica Cappellato Il Gazzettino 23/04/2003 = VIA IV NOVEMBRE Le sei famiglie sono ancora "sfollate". Nella voragine ci sono sempre quindici metri d'acqua, a coprire un abisso inquietante, che ha trasformato quella che era una zona di pregio in un'area degradata. In via IV Novembre due anni dopo non cambiato nulla. Sembra che il tempo si sia fermato a quel pomeriggio di febbraio del 2001 quando il palazzo ubicato al civico 9 si inclinato in avanti, in seguito a uno "smottamento" provocato dalla Trevi, la ditta che stava realizzando un parcheggio sotterraneo.Qual adesso la situazione? La vicenda nelle mani dei legali dei proprietari degli appartamenti da una parte e dell'impresa dall'altra. Che non riescono a trovare un punto d'accordo. I vertivi della Trevi si sono dichiarati disponibili ad effettuare le iniezioni di malta nelle fondamenta della palazzina per rimetterla in sesto. Ma i titolari degli immobili, giustamente, pretendono delle garanzie economiche, per tutelarsi nel caso l'operazione non avesse esito, o, nella peggiore delle ipotesi, provocasse addirittura il crollo del condominio. 32

Vorrei davvero poter far qualcosa - ha osservato Tommaso Riccoboni, assessore comunale ai Lavori Pubblici - ma il Comune non ha alcun titolo n per intervenire sull'impresa, n per indurre i proprietari ad accettare le proposte della Trevi. Abbiamo cercato di fare tutto quanto era nelle nostre possibilit, come ad esempio rimborsare l'Ici e la Tarsu. Abbiamo inoltre imposto alla ditta di sistemare dapprima il palazzo e poi di andare avanti con i lavori per ultimare il parcheggio. Inoltre stiamo cercando di fare in modo che l'area non paghi ulteriormente lo scotto di questa situazione: per renderla pi gradevole stata installata una nuova illuminazione, sistemato il verde ed effettuati altri interventi di manutenzione. Come Amministrazione non abbiamo nulla da rimproverarci, tanto vero che sono stati profumatamente pagati anche tre professionisti incaricati di prendere in esame i progetti di ripristino proposti dalla Trevi. Purtroppo siamo in una pericolosa fase di stasi che, con i tempi giuridici che ci sono in Italia per le cause civili, rischia di protrarsi per parecchi anni. Per rimettere in asse l'edificio - ha concluso Riccoboni - potrebbero bastare un paio di mesi. Anche se indubbiamente si tratta di un intervento delicato che deve essere effettuato con la massima cautela. Gli strumenti che controllano la situazione negli ultimi sei mesi non hanno pi rilevato "spostamenti" dell'edificio". Ni.Co. Il Gazzettino 19/02/2003 = Due anni: vergogna VIA IV NOVEMBRE Amaro anniversario per gli sfollati di casa nostra Nulla cambiato. Un "profugo" nel frattempo morto Il nostro terremoto, ossia la voragine di via IV Novembre, due anni dopo. Amaro anniversario, domani, per gli sfollati di casa nostra. Era la sera del 20 febbraio 2001 quando, a causa dei lavori per la costruzione di un parcheggio sotterraneo da parte della ditta romagnola "Trevi Park", il terreno sotto il civico numero 9 cedette: 21 famiglie furono costrette ad andarsene da casa. Quattordici, delle scale B e C, vi fecero ritorno dopo i controlli di rito. Per i sette nuclei familiari dell'ala A il permesso di riprendere possesso dei propri appartamenti non arriv mai. Dopo due anni di speranze e delusioni, alla rabbia subentrata la rassegnazione. Nel frattempo un residente del corpo A, l'ingegnere Leone Finesso, deceduto senza poter tornare nella sua casa, e una famiglia ha venduto l'appartamento alla Trevi. Gli altri nuclei sono in affitto in abitazioni sparse per la citt. A PAGINA IV Il Mattino di Padova 01/02/2003 = Via IV Novembre: nessun pericolo Depositata l'ultima perizia sugli edifici davanti all'autosilos La magistratura si era affidata ad un pool di esperti dopo i pareri contrastanti dei tecnici di parte Nessun pericolo di crollo per gli edifici di via IV Novembre. Lo ribadisce anche il supplemento della consulenza tecnica, che stato depositato alcuni giorni fa in Procura. E' l'ultimo atto dell'inchiesta che riguarda il crollo avvenuto nella notte del 20 febbraio 2001, quando il corpo A della palazzina al civico 9 cedette d'improvviso. Di fronte c'era il cantiere del garage sotterraneo di sette piani... Su incarico del pubblico ministero Paola De Franceschi e del capo della Procura Pietro Calogero, un pool di esperti aveva il compito di verificare il cantiere dell'impresa Trevipark di Cesena. Si tratta di due docenti dell'Universit La Sapienza di Roma specializzati in geotecnica (Alberto Burghignoli e Augusto Desideri) affiancati da Piero D'Asdia, docente di Tecnica delle costruzioni all'Universit di Pescara. I magistrati avevano affidato loro il compito di stabilire se gli edifici di via IV Novembre (danneggiati dal cantiere) hanno riportato fenomeni di crollo o rovina delle fondamenta o di altre strutture. L'indagine prima di passare nelle mani del pm De Franceschi era coordinata da un altro magistrato, Federico Prato. I consulenti da lui incaricati erano arrivati ad una conclusione opposta rispetto all'analisi degli esperti nominati dalle parti offese. I professori Barla e Lancelotta del Politecnico di Torino hanno spiegato che non ci sono situazioni di pericolo. I professori Enzo Siviero e Alberto Mazzuccato per gli inquilini di via IV Novembre (difensore avvocato Emanuele Fragasso) e l'ingegnere Umberto Croce e Riccardo Zoppellaro per gli inquilini dei 33

palazzi vicini (avvocati Cesare Vanzetti e Riccardo Borsari) hanno sostenuto l'esatto contrario. Il pm Prato aveva chiesto l'archiviazione del procedimento aperto per disastro colposo nei confronti dell'ingegnere Elvio Novellini, 53 anni di Cesena, direttore delle opere; il capocantiere Roberto Vianelli, 53, di Spinea; l'architetto-progettista Stefano Lovato, 42, di Villafranca Padovana; il legale rappresentante della divisione parcheggi Trevi, l'architetto Antonio Arienti di Cesena; e i dirigenti Marco Bertero, 64 anni di Forl e Giovanni Pagotto, 51, di Cervia. Il gip aveva bocciato la richiesta. Il Gazzettino 27/12/2002 = Il nostro secondo 25 dicembre da terremotati VIA IV NOVEMBRE Vanda e Vittorio Poli da due anni sono "sfollati" per il cedimento della palazzina in cui vivevano, causato dal cantiere per il park sotterraneo Non sono neppure andati a prendere il presepe nell'edificio pericolante perch& Statuette e capannina sono ancora al loro posto, a casa mia. Come l'anno scorso non andr a prenderli per fare il presepio perch tornare in quella casa mi farebbe troppa tristezza. A parlare Vanda Poli che, con il marito Vittorio, vive dal 20 febbraio 2001 tra quattro mura che non sono le sue. La coppia, non pi giovane, fa parte dei "terremotati di casa nostra", le sette famiglie di via IV Novembre che, per il secondo anno consecutivo, si apprestano a trascorrere il Natale in abitazioni prese in affitto. Da quando, in una sera d'inverno, a causa dei lavori per la costruzione di un parcheggio sotterraneo firmato "Trevi Park", il terreno cedette sotto il civico numero 9 di via Novembre: ventuno famiglie furono costrette a sfollare. Quattordici, delle scale B e C, vi fecero ritorno dopo i controlli di rito. Per i sette nuclei familiari dell'ala A il permesso di riprendere possesso dei propri appartamenti non arriv mai. Un'altalena di speranze e delusioni, promesse e marce indietro, che ha finito per logorare i nervi, avvilire, rattristare. Ora la rabbia si mescolata alla rassegnazione. Ricomincer a fare il presepe quando sar di nuovo a casa mia anche se, a questo punto, non so quando verr quel giorno. Se un tempo mio marito ed io abbiamo vissuto l'angoscia di non sapere cosa ci avrebbe riservato il domani - osserva la signora Poli - ora viviamo la desolazione di aver capito che i tempi della giustizia non sono quelli di due persone anziane che una sera sono state buttate fuori dalla loro casa e che ancora non sanno quando questa tragedia finir. Ogni tanto incontro qualcuno che mi chiede notizie e si stupisce nel sapere che siamo ancora in questa condizione'. E s che nei mesi successivi a quel 20 febbraio le promesse da parte del Comune sono state molte, alcune reiterate anche di fronte alle telecamere di "Mi manda Raitre" e de "Le iene". A conti fatti, senza alcun risultato concreto. Purtroppo questa la nostra realt, il secondo 25 dicembre che viviamo da sfollati in un appartamento arredato, lontani dal nostro quartiere, i nostri amici, la parrocchia e i luoghi dove abbiamo trascorso tutta la vita. L'ho detto - conclude Vanda Poli - e lo ripeto: ogni giorno passato lontano dalla propria casa un giorno che nessuno ti ridar indietro. E chiss che serva di memento a chi ha l'autorit per prendere una decisione, finalmente definitiva. Anche se al regalo di Natale gli sfollati di via IV Novembre non ci credono quasi pi. Federica Cappellato Il Gazzettino 20/12/2002 = No al grande autosilos di cinque piani Gli abitanti di Porta Livia si mobilitano PONTECORVO Respinta l'ipotesi a cinque piani, l'ultima versione del progetto-autosilos in piazzale Pontecorvo, o presunta tale, che sta girando. Ed giunta tra le mani dei residenti e dei cittadini dell'associazione Porta Liviana, che non riescono a trattenere la rabbia. Ci stata data da un informatore che vuole restare anonimo, ma che assicura trattarsi di progetto esecutivo - dicono allarmati - Vogliamo farci sentire, non ce la facciamo pi a essere esclusi da ci che riguarda innanzitutto noi. Il piano, se fosse confermato, prevederebbe non pi lo sviluppo verticale su cinque piani, ma una maggiore estensione in piano. L'area sarebbe doppia, - dice Pino Fidora - con circa 250 posti-auto su due piani, pi strutture pensili con cui si arriverebbe a una capienza di oltre 500 auto. A 300 metri da qui c' il l'autosilos Busonera, che dovrebbe aver soddisfatto l'interesse pubblico - nota Wanda Mazza, docente - ma, evidentemente, ci sono precise mire economiche. Tra i punti da ricordare alla Giunta, ripetono gli abitanti, l'inquinamento che soffocherebbe un'area gi tra le pi colpite; il ruolo della falda acquifera per la stabilit, con lo spettro di via IV Novembre; il valore storico del sito e, come indicato dall'architetto Adriano Verdi del comitato Mura, la presenza di strutture sotterranee e 34

"movimenti di terra sagomati nel '500", porta, ponte a tre arcate e fossa. Perch non parcheggi scambiatori alle porte delle citt? Che senso ha - chiede Veronica De Angeli dell'associazione - realizzare qui un interrato, con ingresso a rotazione davanti agli ospedali? Creare caos? Per agevolare chi, ospedale e commercianti? Questa zona non pu morire cos". Piena solidariet dal deputato Ds Piero Ruzzante e da Dario Marini, capogruppo Comunisti Italiani in Comune, che ha denunciato che "del parcheggio usufruirebbero almeno 1200 vetture al giorno, con gravi ricadute sulla qualit della vita. Ci che risulta pi intollerabile - rimarcano i cittadini di Pontecorvo - la sensazione di essere raggirati" e che le operazioni si svolgano "di nascosto": Mi viene in mente Tot che con Peppino cerca di vendere la fontana di Trevi a un turista - dice Marini -. In Consiglio di questa novit non c' neppure l'ombra e l'assessore Menorello nega. Devono informare, incredibile che vogliano porre il residente davanti a fatti compiuti. Mentre in Comune giace la delibera che prevede l'acquisto del Busonera. Troppi misteri per padovani che, sopra ogni altra cosa, chiedono chiarezza. Francesca Scapinelli Il Gazzettino 06/11/2002 = Via IV novembre, il nostro terremoto DISASTRI PUBBLICI Due consiglieri comunali invitano il sindaco ad un sopralluogo al cantiere bloccato dopo le lesioni Da oltre un anno e mezzo sette famiglie costrette a vivere in abitazioni "di fortuna" I proprietari degli appartamenti (i nostri terremotati) dell'edificio di via IV Novembre, diventato pericolante in seguito al mega scavo effettuato dalla ditta Trevi per realizzare un parcheggio sotterraneo, sono ancora sistemati in alloggi di fortuna. Ieri mattina, hanno sottolineato ancora una volta la loro drammatica situazione durante un incontro a Palazzo Moroni promosso da Ivo Rossi e Antonino Pipitone della Margherita, i quali si stanno adoperando per sostenere la causa di queste sfortunatissime famiglie, che stanno vivendo un incubo. dal 20 febbraio del 2001 che sono "sfollate" e il loro futuro appare pi che mai incerto, visto che i lavori per l'autosilos interrato sono bloccati e la palazzina ancora piegata su se stessa, quanto basta per non essere agibile. All'interno, per, i loro arredi, i loro oggetti personali e i loro ricordi sono rimasti dov'erano, in uno scenario apocalittico.A PAGINA VI Il Gazzettino 06/11/2002 = Siamo noi i "terremotati" di Padova VIA IV NOVEMBRE Da un anno e mezzo sette famiglie vivono in sistemazioni di fortuna perch le loro abitazioni sono nell'edificio pericolante Ivo Rossi e Pipitone invitano Giustina Destro a fare un sopralluogo nel palazzo danneggiato dal park Anche Padova ha i suoi "terremotati". La loro casa, per la verit, ancora in piedi. Peccato, per, che non possano usufruirne e che per entrare a prendere qualcosa debbano mettersi l'elmetto in testa, farsi accompagnare dai pompieri e recitare una preghiera prima di varcare la soglia.I proprietari degli appartamenti dell'edificio di via IV Novembre, diventato pericolante in seguito al mega scavo effettuato dalla ditta Trevi per realizzare un parcheggio sotterraneo, sono ancora sistemati in alloggi di fortuna. Ieri mattina, hanno sottolineato ancora una volta la loro drammatica situazione durante un incontro a Palazzo Moroni promosso da Ivo Rossi e Antonino Pipitone della Margherita, i quali si stanno adoperando per sostenere la causa di queste sfortunatissime famiglie, che stanno vivendo un incubo. dal 20 febbraio del 2001 che sono "sfollate" e il loro futuro appare pi che mai incerto, visto che i lavori per l'autosilos interrato sono bloccati e la palazzina ancora piegata su se stessa, quanto basta per non essere agibile. All'interno, per, i loro arredi, i loro oggetti personali e i loro ricordi sono rimasti dov'erano, in uno scenario apocalittico. I sette nuclei del corpo A - racconta Giuditta Brattini, portavoce degli inquilini -, ironia del destino, continuano a pagare Ici, tasse sulle immondizie e quant'altro, senza neppure usufruire dell'abitazione. E non possono neppure venderla. Il Comune - ha proseguito - non ha concesso nessuno sconto, ma ha erogato un contributo di 2.500 euro: una cifra irrisoria, se si considera che abbiamo dovuto sostenere di tasca nostra le spese per pagare il tecnico che ha effettuato la perizia inviata in Procura e quelle per sistemare l'entrata, i citofoni, l'illuminazione che sono zone in comune con chi abita nei corpi B e C e che peraltro vivono in situazione di disagio anche se sono all'interno dei loro appartamenti. Nella querelle con la Trevi, chiediamo che ci sia una controparte - hanno detto a gran voce - che ci porti a un concordato. E 35

questa deve essere il Comune, che ha il dovere di tutelarci e non di ignorarci. Stiamo pagando sulla nostra pelle per una vicenda di cui non abbiamo alcuna colpa E noi fin dal 2000 avevamo segnalato inutilmente a palazzo Moroni che la situazione idrogeologica era molto critica.Sotto il perimetro del palazzo - ha aggiunto Ivo Rossi - dovevano essere fatte delle iniezioni di una particolare sostanza per riequilibrare il palazzo. Un'operazione rischiosa e per dare l'assenso i proprietari hanno chiesto che la Trevi depositasse in banca sette miliardi di cauzione. Ci non avvenuto e quindi i lavori sono fermi: insomma un circolo vizioso da cui non si viene fuori. Nei prossimi giorni, quindi, chieder al sindaco Giustina Destro di incontrare gli "sfollati" nel cantiere e di spiegare loro a che punto la situazione. Serve l'attivazione di una "unit di crisi" che si assuma la responsabilit di coordinare gli interventi. Invitiamo l'Amministrazione a fare delle proposte serie - ha rincarato Pipitone - e si costituisca parte civile. Non possibile che dopo un anno e mezzo ci sia ancora gente che non pu vivere nella sua casa, debba pagare tutte le spese comprese quelle condominiali e sia costretta ad abitare in alloggi di fortuna. Nicoletta Cozza Il Gazzettino 23/10/2002 = Si allungano i tempi della perizia VIA IV NOVEMBRE Il pm De Franceschi ha chiesto al gip De Nardus altri due mesi di proroga per i consulenti Il pool di esperti ancora al lavoro sullo scavo della "Trevi" che ha danneggiato due palazzi Occorreranno altri due mesi di accertamenti per conoscere le conclusioni dei nuovi consulenti del pubblico ministero sul parcheggio della "Trevi", in via IV Novembre, i cui scavi hanno danneggiato gli edifici circostanti. Il sostituto procuratore Paola De Franceschi ha chiesto al giudice delle indagini preliminari, Nicoletta De Nardus, una proroga di altri sessanta giorni per permettere ai suoi esperti di finire la consulenza tecnica. Si tratta dei professori Alberto Burghignoli e Augusto Desideri, dell'Universit La Sapienza di Roma, e del professor Piero D'Ardia, dell'Universit di Pescara. Il pubblico ministero De Franceschi ha preso in mano l'inchiesta prima dell'estate ed apparso subito in sintonia con il giudice De Nardus, che aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell'estate 2001, restituendo il fascicolo al pubblico ministero perch ordinasse altri accertamenti. Neppure al sostituto De Franceschi suonavano bene le conclusioni cui erano giunti i precedenti periti della Procura. C'era troppa diversit tra il risultato dei loro accertamenti e quello degli esperti nominati dai residenti, i quali chiedevano uno studio pi severo del terreno. L'ipotesi accusatoria rimane quella del disastro colposo, in relazione ai danni provocati alla statica di un condominio dallo scavo del parcheggio sotterraneo. Sei le persone indagate. Elvio Novellini, 52 anni, di Cesena, Roberto Vianelli, 52 anni, di Spinea, Stefano Lovato, 41 anni, di Villafranca Padovana, Antonio Arienti, 39 anni, di Cesena, Marco Bertero, 64 anni, di Forl, Giovanni Pagotto, 50 anni, di Cervia. Tutti assistiti dall'avvocato Franco Antonelli. Il pubblico ministero Federico Prato, che aveva avviato le indagini, aveva disposto una consulenza tecnica affidando l'incarico ai professori Barla e Lancelotta del Politecnico di Torino. I due esperti dovevano accertare se gli edifici vicini al cantiere, quelli lesionati, abbiano corso il pericolo di crollo e se tale pericolo sia ancora attuale. La risposta data dai tecnici era stata negativa: Data la geometria e le caratteristiche dell'opera da escludere che si siano verificate circostanze tali da configurare pericolo di crollo della struttura stessa e degli edifici adiacenti allo scavo. I due docenti del Politecnico avevano anche precisato che in assenza di interventi esterni tali assestamenti avrebbero potuto produrre danni pi importanti di quelli misurati, ma rimane esclusa l'ipotesi di crollo degli edifici circostanti. Da qui la richiesta di archiviazione. Immediata l'opposizione dei residenti di via IV Novembre, in particolare degli inquilini del condominio lesionato, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Gli avvocati Emanuele Fragasso, Cesare Vanzetti e Riccardo Borsari, che tutelano gli interessi dei residenti, avevano contestato le conclusioni dei consulenti tecnici nominati dal sostituto procuratore Prato e avevano prodotto le perizie eseguite dai professori Siviero e Mazzucato e dagli ingegneri Zoppellaro e Croce i quali erano pervenuti a conclusioni esattamente opposte. 36

Per questo motivo il giudice De Nardus aveva ritenuto di rigettare allo stato la richiesta di archiviazione e di restituire gli atti all'Ufficio del pubblico ministero per ulteriori accertamenti. Lino Lava Il Gazzettino 18/07/2002 = Via IV Novembre: un collegio di esperti per una nuova consulenza DECISIONE DEL PM Il pubblico ministero Paola De Franceschi non intende demordere nell'inchiesta sul parcheggio della "Trevi" in via IV Novembre, i cui scavi hanno danneggiato gli edifici circostanti. Il giudice delle indagini preliminari ha respinto l'istanza di incidente probatorio per una nuova consulenza sul terreno? Va bene, il pubblico ministero non discute le ragioni procedurali adottate dal gip Nicoletta De Nardus e va avanti per la sua strada. A fine mese dar l'incarico ad un collegio di esperti per una nuova consulenza tecnica. Il sostituto De Franceschi ha preso in mano l'inchiesta di recente e vuole vederci chiaro, dal momento che non la convincono del tutto le conclusioni cui sono giunti i precedenti periti della Procura. C' troppa diversit tra il risultato dei loro accertamenti e quello degli esperti nominati dai residenti, i quali chiedono uno studio pi severo del terreno. A PAGINA V Il Gazzettino 18/07/2002 = Un pool di esperti per la nuova perizia VIA IV NOVEMBRE Il giudice delle indagini preliminari, Nicoletta De Nardus, ha respinto l'istanza di un incidente probatorio Il pubblico ministero Paola De Franceschi a fine mese nominer un collegio di consulenti (L.L.) Il pubblico ministero Paola De Franceschi non intende demordere nell'inchiesta sul parcheggio della "Trevi" in via IV Novembre, i cui scavi hanno danneggiato gli edifici circostanti. Il giudice delle indagini preliminari ha respinto l'istanza di incidente probatorio per una nuova consulenza sul terreno? Va bene, il pubblico ministero non discute le ragioni procedurali adottate dal gip Nicoletta De Nardus e va avanti per la sua strada. A fine mese dar l'incarico ad un collegio di esperti per una nuova consulenza tecnica. Il sostituto De Franceschi ha preso in mano l'inchiesta di recente e vuole vederci chiaro, dal momento che non la convincono del tutto le conclusioni cui sono giunti i precedenti periti della Procura. C' troppa diversit tra il risultato dei loro accertamenti e quello degli esperti nominati dai residenti, i quali chiedono uno studio pi severo del terreno. L'ipotesi accusatoria rimane quella del disastro colposo, in relazione ai danni provocati alla statica di un condominio dallo scavo del parcheggio sotterraneo. Sei le persone indagate. Elvio Novellini, 52 anni, di Cesena, Roberto Vianelli, 52 anni, di Spinea, Stefano Lovato, 41 anni, di Villafranca Padovana, Antonio Arienti, 39 anni, di Cesena, Marco Bertero, 64 anni, di Forl, Giovanni Pagotto, 50 anni, di Cervia. Tutti assistiti dall'avvocato Franco Antonelli. Il pubblico ministero Federico Prato, che aveva avviato le indagini, aveva disposto una consulenza tecnica affidando l'incarico ai professori Barla e Lancelotta del Politecnico di Torino. I due esperti dovevano accertare se gli edifici vicini al cantiere, lesionati, abbiano corso il pericolo di crollo e se tale pericolo sia ancora attuale. La risposta data dai tecnici stata negativa: Data la geometria e le caratteristiche dell'opera da escludere che si siano verificate circostanze tali da configurare pericolo di crollo della struttura stessa e degli edifici adiacenti allo scavo. Da qui la richiesta di archiviazione. Immediata l'opposizione dei residenti di via IV Novembre, in particolare degli inquilini del condominio lesionato, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Gli avvocati Emanuele Fragasso, Cesare Vanzetti e Riccardo Borsari, che tutelano gli interessi dei residenti, hanno contestato le conclusioni dei consulenti tecnici nominati dal sostituto procuratore e hanno prodotto le perizie eseguite dai professori Siviero e Mazzucato e dagli ingegneri Zoppellaro e Croce i quali sono pervenuti a conclusioni esattamente opposte. Il Gazzettino 14/07/2002 = 37

Nuova perizia sullo scavo VIA IV NOVEMBRE C' troppa differenza tra le conclusioni degli esperti finora nominati Il pm De Franceschi vuole che sia il giudice a nominare i consulenti una sorta di inchiesta bis. Il pubblico ministero Paola De Franceschi vuole una nuova consulenza tecnica sul parcheggio della "Trevi" in via IV Novembre, i cui scavi hanno danneggiato gli edifici circostanti. Ma non sar un'iniziativa autonoma. Perch il rappresentante dell'accusa ha formalizzato una richiesta di incidente probatorio al giudice delle indagini preliminari Nicoletta De Nardus. Insomma, vuole che sia il gip a nominare i consulenti, con le relative garanzie per tutte le parti. Una perizia che riesca finalmente ad individuare le cause del disastro. Il pubblico ministero De Franceschi ha preso in mano l'inchiesta di recente e appare in sintonia con il giudice De Nardus, che aveva respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura un anno fa e aveva restituito il fascicolo al pubblico ministero. Neanche al sostituto De Franceschi vanno bene le conclusioni cui sono giunti i precedenti periti della Procura. C' troppa diversit tra il risultato dei loro accertamenti e quello degli esperti nominati dai residenti, i quali chiedono uno studio pi severo del terreno. L'ipotesi accusatoria rimane quella del disastro colposo, in relazione ai danni provocati alla statica di un condominio dallo scavo del parcheggio sotterraneo. Sei le persone indagate. Elvio Novellini, 52 anni, di Cesena, Roberto Vianelli, 52 anni, di Spinea, Stefano Lovato, 41 anni, di Villafranca Padovana, Antonio Arienti, 39 anni, di Cesena, Marco Bertero, 64 anni, di Forl, Giovanni Pagotto, 50 anni, di Cervia. Tutti assistiti dall'avvocato Franco Antonelli. Il pubblico ministero Federico Prato, che aveva avviato le indagini, aveva disposto una consulenza tecnica affidando l'incarico ai professori Barla e Lancelotta del Politecnico di Torino. I due esperti dovevano accertare se gli edifici vicini al cantiere, lesionati, abbiano corso il pericolo di crollo e se tale pericolo sia ancora attuale. La risposta data dai tecnici stata negativa: Data la geometria e le caratteristiche dell'opera da escludere che si siano verificate circostanze tali da configurare pericolo di crollo della struttura stessa e degli edifici adiacenti allo scavo. I due docenti del Politecnico hanno anche precisato che in assenza di interventi esterni tali assestamenti avrebbero potuto produrre danni pi importanti di quelli misurati, ma rimane esclusa l'ipotesi di crollo degli edifici circostanti. Da qui la richiesta di archiviazione. Immediata l'opposizione dei residenti di via IV Novembre, in particolare degli inquilini del condominio lesionato, costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Gli avvocati Emanuele Fragasso, Cesare Vanzetti e Riccardo Borsari, che tutelano gli interessi dei residenti, hanno contestato le conclusioni dei consulenti tecnici nominati dal sostituto procuratore e hanno prodotto le perizie esegute dai professori Siviero e Mazzucato e dagli ingegneri Zoppellaro e Croce i quali sono pervenuti a conclusioni esattamente opposte. Per questo motivo il giudice De Nardus ha ritenuto di rigettare allo stato la richiesta di archiviazione e di restituire gli atti all'Ufficio del pubblico ministero affinch provveda all'integrazione probatoria. Lino Lava Il Gazzettino 13/07/2002 = Progetto definitivo: ultimatum alla Trevi VIA IV NOVEMBRE Ma gli inquilini protestano Ripristinare il palazzo danneggiato dagli scavi dell'autosilos Trevi Park? I residenti di via IV Novembre lo chiedono da un anno e mezzo. Ora il Comune e la ditta romagnola propongono un progetto di recupero stilato, a detta dei condmini, senza che essi ne siano stati coinvolti. E loro non ci stanno. A giugno 2001 i tecnici della Trevi, unitamente a quelli nominati dal Tribunale e ai tecnici di parte hanno sottoscritto ricorda Giuditta Brattini, portavoce del Comitato di via IV Novembre - un accordo che puntualizzava come le decisioni relative ai lavori di consolidamento del terreno intorno allo scavo, agli interventi sull'edificio A e al completamento del parcheggio sarebbero state prese unitamente da tutti i soggetti interessati. All'incontro, promosso nei giorni scorsi, hanno partecipato invece solo i tecnici della Trevi e del Comune insieme con l'assessore Riccoboni. Non sono stati invitati n i legali n i tecnici di parte. Noi non siamo stati minimamente interpellati. 38

Ora l'Amministrazione avrebbe dato un ultimatum alla Trevi: presentare entro il 31 luglio un progetto definitivo ai condmini, alla Procura e al Comune. Un progetto che i residenti sono chiamati a valutare e ad accettare, che prevederebbe la sistemazione del blocco A e la ripresa dei lavori del parcheggio. La cosa certa - commenta amaramente Giuditta Brattini - la costruzione dell'autosilos; meno certo invece quando lo stabile sar posto in sicurezza. Intanto tutti hanno dovuto pagare l'Ici: il Comune ha proposto di rimborsare in parte l'imposta, per un massimo del 50 per cento. Loro vorrebbero esserne esentati completamente. E sono passati nuovamente all'azione: gi avviata la notifica di 24 atti di citazione, a nome di ciascun condmino, che indicano il Comune quale corresponsabile degli avvenimenti. Federica Cappellato Il Gazzettino 10/07/2002 = Le crepe guarite con "punture" VIA IV NOVEMBRE Forse uno spiraglio che potrebbe garantire l'agibilit delle case danneggiate Un summit Comune-Trevi: il palazzo sar raddrizzato con iniezioni di cemento Un incubo che dura da un anno e mezzo. Da allora il condominio di via IV Novembre sempre nella stessa situazione: fessure sulle pareti, pavimenti irregolari... L davanti resta la mega buca di quattromila metri cubi scavata dalla Trevi per realizzare un parcheggio sotterraneo. Il cantiere fermo, la voragine dove doveva esserci l'autosilo interrato colma d'acqua e per ora vi parcheggiata soltanto una... barca. Un dramma per venti famiglie di cui forse nessuno si rende conto fino in fondo. Ma adesso, forse, la possibilit che per Natale tutto possa tornare come prima, o quasi, c'. Ieri mattina a Palazzo Moroni, nello studio dell'assessore Tommaso Riccoboni c' stato un summit con i tecnici comunali, i legali dei proprietari degli appartamenti e i professionisti incaricati della Trevi di riportare tutto alla normalit, partendo da un dato confortante: lo spessore della fessura della palazzina si sarebbe ridotto. A PAGINA III Il Gazzettino 10/07/2002 = Un botto sordo e l'edificio si piega: il 20 febbraio 2001 iniziato l'incubo QUANDO ERA SUCCESSO (Ni.Co.) Era il 20 febbraio dello scorso anno quando i residenti avevano dovuto lasciare il condominio di via IV Novembre 9. Un botto sordo, come quello provocato da una porta che sbatte. E poi il crepitio dei muri e gli intonaci si sbriciolano. Ma la cosa pi inquietante era quello squarcio sulla parete principale, dal piano terra al quarto, che aveva provocato il piegamento in avanti dell'edificio. Il cedimento strutturale era stato subito messo in relazione con il cantiere della Trevi che stava costruendo proprio nell'are antistante un park sotterraneo. Garages e cantine sotterranei erano allagati. La gente, terrorizzata si era riversata in strada. L'inizio di un incubo. Il Gazzettino 10/07/2002 = Dopo mesi di traslochi da parenti e in albergo adesso vivono in abitazioni provvisorie DOVE SONO I PROPRIETARI (Ni.Co.) Dove sono finite le famiglie che abitavano in via IV Novembre al civico 9? Dopo alcuni mesi di assoluta precariet, con collocazioni di fortuna in alberghi, o da parenti, si sono sistemate provvisoriamente in alloggi di vario tipo e il canone d'affitto viene pagato dalla Trevi, la ditta che sta realizzando il garage sotterraneo che ha provocato l'inagibilit dell'edificio. Un paio di famiglie sono andate a vivere in mini appartamenti ammobiliati in Piazza De Gasperi, un'altra ha traslocato in Galleria Borromeo e un'altra ancora alloggia nelle Riviere. Alcune abitazioni sono state individuate dai diretti interessati, che non avevano trovato consone quelle che erano state loro proposte. Nella palazzina di via IV Novembre hanno lasciato comunque tutte le loro cose. 39

Il Gazzettino 10/07/2002 = Via IV Novembre: un progetto per l'edificio Ieri si sono incontrati i professionisti della Trevi e del Comune: il palazzo sar raddrizzato con iniezioni di cemento L'incubo per gli inquilini dura da un anno e mezzo. E il condominio di via IV Novembre sempre nella stessa situazione. Le fessure sulle pareti, i pavimenti irregolari e un aspetto lugubre. Lo spettro di quella che fino al febbraio dello scorso anno era una palazzina viva e vissuta. Beffarda, resta l davanti la mega buca di quattro mila metri cubi scavata dalla Trevi per realizzare un parcheggio sotterraneo. Il cantiere fermo, la causa di tutti i suoi guai. La voragine dove doveva esserci l'autosilo interrato colma d'acqua e per ora vi parcheggiata soltanto una... barca.Un dramma per venti famiglie di cui forse nessuno si rende conto fino in fondo. Ma adesso, forse, la possibilit che per Natale tutto possa tornare come prima, o quasi, c'. Ieri mattina a Palazzo Moroni, nello studio dell'assessore ai lavori pubblici Tommaso Riccoboni c' stato un summit promosso dall'Amministrazione, al quale hanno partecipato i tecnici comunali, i legali dei proprietari degli appartamenti e i professionisti incaricati dalla Trevi di riportare tutto alla normalit, partendo da un dato confortante: lo spessore della fessura della palazzina si sarebbe ridotto. Dai monitoraggi che effettuiamo continuamente sull'edificio ubicato al civico 9 e anche su quelli vicini spiega Riccoboni - risulta che la tendenza al miglioramento. Il palazzo evacuato, in sostanza, sta lentissimamente tornando alla posizione originaria. Si era abbassato di una decina di centimetri e adesso sta "risalendo", come dimostra il fatto che la larghezza della crepa fra i due muri si ridotta. Ci dovuto sia alle iniezioni di malta cementizia effettuate dalla ditta sotto il parcheggio, sia anche all'alta temperatura. La Trevi, infatti, in questi mesi si era impegnata a effettuare questo tipo di intervento in modo da riposizionare il materiale che era andato perduto a causa della fuoriuscita dell'acqua: in pratica l'obiettivo era quello di riportare i volumi ai livelli originari. Importantissimo - ha osservato ancora l'assessore - che si sia invertita la rotta, interrompendo il cedimento. A questo punto, quindi, pu andare avanti il progetto per il ripristino del fabbricato presentato dalla Trevi. I nostri consulenti che hanno l'incarico di giudicare l'intervento sulla base della proposta formulata dalla ditta di Cesena, hanno detto che sono d'accordo con le indicazioni, anche se hanno aggiunto qualche dettaglio. A questo punto, quindi, il progetto definitivo, comprensivo cio delle aggiunte decise oggi, entro la fine del mese sar trasmesso ufficialmente ai proprietari e, in copia, alla Procura della Repubblica. Ci vuole l'autorizzazione dei titolari, infatti, per procedere con le iniezioni di cemento da effettuare nelle fondamenta della palazzina. In questo modo il condominio, stando al parere degli esperti, torner nella posizione originaria e, di conseguenza, potr essere abitato. Quello che ci interessa che la decisione sia partecipata e condivisa. Le infiltrazioni ad alta pressione in direzione obliqua sotto le fondazioni devono essere effettuate con molta cautela: si comincia con cinque millimetri di sostanza e si procede poi via via. Nel frattempo l'edificio viene monitorato e si determina poi la quantit da iniettare successivamente. L'assessore Riccoboni sostiene che, una volta avuto l'okay dai proprietari, ci vogliono tre o quattro mesi per completare il lavoro. Solo quando tutto sar ritornato a posto riprenderanno i lavori per la realizzazione del parcheggio.A proprietari - ha detto ancora Riccoboni - il Comune dar dei contributi. Ma per quanto riguarda gli indennizzi sar la Trevi a rispondere poi a conclusione della vicenda. Nicoletta Cozza Il Gazzettino 02/07/2002 = Via IV novembre: nessun esonero, devono pagare l'Ici DA UN ANNO E MEZZO I CONDOMINI NON POSSONO ENTRARE NELLE LORO CASE. AVEVANO CHIESTO DI NON VERSARE L'IMPOSTA 40

al top tra gli ecomostri d'Italia: il cantiere del parcheggio sotterraneo di via IV Novembre entrato nel novero delle brutture del bel Paese. Al concorso indetto su Internet dall'emittente televisiva La7 l'istantanea padovana con l'autosilos in costruzione dirimpetto al palazzo inclinatosi in avanti si classificata al primo posto. Una soddisfazione, si fa per dire, per sfollati e residenti che da un anno e mezzo combattono una battaglia, finora persa su pi fronti. Il 17 giugno scorso abbiamo inviato a sindaco, assessori e consiglieri comunali una lettera nella quale chiedevamo di essere esonerati dal pagamento dell'Ici. Non abbiamo avuto risposta. Allo stato attuale dobbiamo versare l'importo, completo e senza sconti, fanno sapere i condmini esasperati. Giuditta Brattini, portavoce del Comitato di via IV Novembre, riepiloga le ultime tappe di quella che sta diventando una storia infinita: Due mesi fa il Tribunale di Padova ha ritenuto l'attivit della Trevi pericolosa e quindi condannato l'impresa a rispettare determinate cautele progettuali e a prestare una cauzione di 3milioni di euro per eventuali danni futuri, se un giorno i lavori dovessero riprendere. La Trevi ha quinidi depositato una fideiussione giudicata per dagli avvocati dei condmini non corrispondente al provvedimento cautelare disposto dal Tribunale: in pratica la ditta non sarebbe in grado di garantire che quella cifra a copertura e a disposizione dei residenti in caso di danno. E Brattini incalza: E' vergognoso da parte dell'Amministrazione pubblica non essere intervenuta, a distanza di un anno e mezzo dall'incidente e sostenere, come recentemente accaduto in una trasmissione televisiva, che i lavori non possono riprendere a causa del mancato assenso dei condmini. Il consolidamento del terreno, da tre mesi che doveva durare, giunto al sesto dicono perlessi i residenti. E sottolineano che il nome Trevi stato accuratamente cancellato sia da macchinari che cartelli. Intanto le sette famiglie sfollate dal corpo A continuano a vivere lontane dalla propria casa, in appartamenti in affitto pagati dalla ditta romagnola. Inoltre cantine e garages di tutte e tre le scale, A B e C, sono da quel 20 febbraio 2001, sotto sequestro, regno incontrastato di topi e pantegane. E nel cantiere, riempito con 25 metri d'acqua, comparsa una barchetta, come prevede la normativa in tema di sicurezza. Quella sicurezza concludono i residenti - che finora mancata. F.Cap. Il Gazzettino 24/04/2002 = Trenta cause contro la Trevi park per i danni agli appartamenti VIA IV NOVEMBRE Trenta cause civili contro la Trevi park. A promuoverle le famiglie dei corpi A, B e C del palazzo di via IV Novembre che, singolarmente, hanno deciso di chiedere giustizia. Un provvedimento - spiega l'amministratore del condominio, Vito Vianello - che terr conto dei danni strutturali di ogni appartamento e dei danni morali dei suoi abitanti. Gli avvocati Giampaolo Belloni Perissutti, Vittorino Pietrobon, Cesare Janna ed Emanuele junior Fragasso si sono gi mobilitati. Intanto da un paio di giorni i condmini di via IV Novembre sono preoccupati dalla ripresa dei lavori. I lavori di consolidamento del terreno si sono gi conclusi venti giorni fa. Temiamo che gli attuali possano essere propedeutici ad una ripresa della costruzione del parcheggio. Ma ci sarebbe anche un altro problema. In seguito ad un'azione giudiziale cautelare per denuncia di nuova opera promossa da me e da altri condmini - spiega Annamaria Menato - alla fine di marzo il Tribunale di Padova, accertata la pericolosit degli interventi che la ditta romagnola deve condurre sulla statica degli edifici limitrofi, ha prescritto l'impresa di prestare una cauzione di 3 milioni di euro quale condizione per lo svolgimento degli stessi. Al momento attuale risulta che questa cauzione non sia ancora stata prestata e che tuttavia i lavori proseguano in spregio alle prescrizioni dei giudici. Gli abitanti di via IV Novembre contestano ancora una volta la completa latitanza dell'amministrazione comunale. E pare che la proposta, formulata solo a livello ufficioso dalla Trevi di comprare l'ala A, ristrutturarla e rivenderla, sia caduta nel vuoto. F.Cap. 41