Sei sulla pagina 1di 17

t - J LAr - z

F AC O LT A D I A R C H IT E TTURA DI P E S CA RA DOCUMENTI GRUPPO DEL COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA


a

N:J/LLrnl uu,i

""1

1974 t75

NORMATIVAARCHITETTONICA E REGOLAMENTI EDILIZI


G. Grasel - Normativa e alchitettura, introduzione alla ricerca A. Monestiroli - Gli elementi dell'architettura della citta: gli leolatl *-> C. A. Manzo - Gli editici colleffivi: caratteri arcnitettonici e urbanl A. Renna - Gll spszl llberi nella t:ostruzrone della citt G. Graesl . Rurale.e urbano nell'architettura L. Plsctotti - Archltettura e tecniche costruttive

ABRUZZESE LIBRARIA UNIVERSITARIA COOPERATIVA

C. L. U. A. - Copyr ig

Pescara ht n o v e mb re 1975

copisteria

xil!a!

moderna - francavilla t e l. 8 1 0 . 5 5 3

a1 mare -

faeolf ;ln.!rr,i{rrr:r | ,r,r.,i i i,r

t'h-

-,.-

LEI

Ur.,r r.r

(:!Z4.rjF

t.tJ,rir,

f,a\r.-rytu

*tr

PREMESSA Questa pubblicazione nasce dalltesigenza di racco$liere, in maniera sistematica, lrargomento ed i temi intorno ai quali si articolata la ricerca del Raggruppamento di Composizone nel comente aruro accademico. 11 Raggruppamento 'si colloca alltinterno dellr otganzzazione generaie che la Facolt d.i Architettura si data nel corrente anno: Lrlstituto del Piano che, nel contatto con la realta territoriale e eon Ie forze progressive esterne alllUniversit, vede un elemento di reale avanzamento della stessa. La pubblicazione si articola, pertanto, in una serie di comunicazioni tenute dai docenti del Raggruppamento: la prima riguarda il tema generale, le altre sono invece pi strettamente connesse ai tem specifici. Mancano in questa pubblicazione gli elaborati degli studenti; questo non solo per motivi di tempo, ma anche perch si voluto in questa raccolta organzzare tutto lrarco degli argomenti trattati, puntando pi al chiarimento del senso della ricerca e ciella metodologia drindagine che ai risultati della stessa. Per una maggiore chiarezza stato allegato gramma de1 Raggruppamento di Composizione. il pro-

.. r ."!..; ./r ...r ., i- \*{ ' .L,vL 'r' ttj ^

rL

NORM_ATrVA ARClirTEqTONrgA
(introduzione alla ricerca) di Giorgio Grassi

11 rapporto normativa architettonica / regolamenti (edilizi, ecc. ) lrargomento di studio che it nostro gruppo ha scelto allrinterno della pi vasta ipotesi di lavoro della nostra Facolt, che indicata ne1 programma dellrlstituto del Piai"o e che ha come'principale obiettivo quello di mettere in evidenza \a specificit del lavoro universitario ne1 rappcrto scuola/realt, facolt di architettura/forz e ester ne, ecc. Cercher di dare qui 1e linee generali di questo nostro lavoro, che ci occuper durante il prossimo anno accademico e, molto probabilmente, anche oltre. Diciarrp subito che Ia motivazione teorica del tema di ricerca sta per noi nel riconoscimento, anche su1 piano, storico, cli rrna sostanziale inscindibilit delle scelte formali dalle scelte tecniche di attuazione. Poich si tratta di un gruppo di progettazione, il cui fine palese resta per lta.ppunto il progetto, il nostro primo obiettivo sar' quello cii confrontare determinati enunciati che appartengono al.la nostra ricerca in questo campo specifico (progetto collettivo/trasmissibilit/norma certe/ecc. ) c.on il quadro ciegii strumenti tecnici pi comuni di controllo e di ati:uazione deLla costruzione delIa citt: come le norme di PR,G, i regolamenti, gli standards ediliz i, ecc. Questi strumenti rappresentano, infatti, il tramite pi

1i
;l

irrrnediato e diretto fra struttura politco/amr.inrsire"t:'ra e costruzione della citt,in cu possiam.o riconoscere un ruolo specifico dellrarchitettura. a. l.irielLo pol.itico, oggi il dibatSe jnfatti, i.n particolare -,rertere sri questiorr-i. piir vasf.e e complesse a tjt.: sembraLc sea.ia tex"::itot:ja.]-c- s6r.r-1-l: attt,-rnotnie lricali, i.l. n;olo region.ale,l.a clcfi.nizir)n-c lli conrprcrisorj.o,di pianrt e cli stand.ards repiona.L.i, eec. - prrr vero che ii rapporto pir immedia.tanrente rj.coru:sci'l-iile fr:a archj.te.ttura e struttura politicolarir.minist::a.tiva passa attraverso qirel sisterna rli norrie e cl.i leggi che i"egolano la costruzione della c.itt.. lin sister:n.a-cl.i.norme e cli leggi ch.e appartiene a.ncora in larga misura. a.lla citt borgh.ese B00esca. llrr sistema elementare cli norme del quale da tempo viene denunziata la crisi e Ia inadeguatezz,a, rn.a a.l. qr:a.l.enon si contrappone per ora a,lcunch cli a.ltrettanto semplice e chiaro (in particolare nei fj.ni),rispetto proprio a.i fini per i guali esso stato .esso a pr:nto. cio a dire Ia citt speculativa cleilr 8 0 0 . E, poich per ora sembra c : la struttura sia. incapace cl:t esprim.ere coerenter.rente coii s stessa, a.lmeno nel monro capitalista, delle indicazioni nel senso di una loro plausibile revisione, logico che noi si faccia in ;-iri-r-:o luogo i conti con c{uegli stessi strumenti, cereando di vederne la portata e il ruol,o da1 pu.nto di vista d.ellrarchitettura. R,icordando altres ch.e la cultura architettonica, scontrandosi spesso con ouesto tem.a,ha tentato di esp::imere un superaraento cieLle ca.l'enze ,Ji <iette norl:re agendo ali.rinterno riel.le nor:r-ne srtesse; e a.nche di questo bisogna tener conto vedenclone in part.icolare ia portata strl piano t eol'ico dellr ar:chitettura.. La formazione e la r,;efini,zj.one;rel. ternpo di questi stry menti cl.i attuazione un ca.mpo preciso della. r'icerca architettonica. Se. ci soffermialno, ad esempio, sn qttei moinenti della storia riella citt, in cui la sua costruzi.cne sembra mostrare ulla calratteristica volont di trasformazione e di. ::innovarnento, possiamo riconoscere che gii strunrenti di 4

xil!uil

:--.:*?-z1one tleila nu"ova.crtt hanno una risponclenza prec.' :, eiia volontr di autorappresentazione che si esprjme i.ir.e fbrme rj.nnova.te dellra.rchitettura; cio le scelte sL;' :'..:-aii rnostrano r.rna rispondenza precisa. nella sov:'asti.i;:. :-ra culturale e 1e scelie formali, che a questa si attribu, scono, starino i.n trna relazione stabile con le norme di ;ri" -'-:azione,espressione della struttura. E ancora: a una struttura normati"va determlnata na -:si sempre corrisposto, almeno in passato, una volonta -- stabilit formale per Lra.rchitettura, che si esprimeva -:- un definitet sisterra di norme. l)allranalisi condotta sul piano storico risulterebbe qr:.:' ta stretta relazione che unrsce il sistema di norme e :: ieggi che di volta in volta presiedono aila costruzione :ei;a citt con ia normativa dellrarchitettu-ra {e perci r:, : r- an par te deilre labora zio n e te o ric a d e ilra rc h it e t t u ra ). E t evidente che a noi qur interessa in p;inro luogo ur" --,,nfronto con il valore attribuito a.ttualmente a tal.i strtr'::.enti da1la sovrastruttura cultrrale. Da questo punto di vista sufficiente che r'evochiarrir-l :cn-rrnai'iamente g1i ultimi 30 anni del dibattito architetto* :rco i.n ltalia intorno a1le scelte pi generali che.'hairno : / i'esi eouio alia costru zio n e del1 e n o s t re c it t p e r re n d e rci conto ciella stretta relazione che unlsce il drsccrso ter' rico sullrarchitettura con un particolare giudlzr"o sugrl strument di attuazorte, e perci con una ciefinrta iniei":retazione del ruolo di quegl" strumenti stessi. 'Jon : i,r:ia rievocaztone esaltante: nella maggioranza der casi rr^ s al ta ir incon siste n za te o rrca e ia p ro v wis o rie t a d e 1 le s c e i :e e dei frequent cambiamenti di rotta, illuminati cia s1o* ;ans pir o roeno efficaci; ma risalta altres lraffermarsi : -.,,fr nter no del ciib a ttito cu ltu raLe, d i u n a lin e a g ro s s o mo d o sorda a qualsiasi discorso che ponesse critica-nrtana, :nente la questione di una norma per lrarchitettura (supe:-ancJoin questo lo stesso momen.to programmatico CeL -\ i. r vI.) . Gran parte di tali slogans (la critica a1 rquartiener/ -r L nr l.a cti vl cin a to/1 a rn u o va d ime n s io n e r/ llin t e rd is c ip lin a -'

n-

:tl

rit/ecc. ) teqd_g_Ve.? mettere in evideraza lrinadeguatezza pr prio sul piano strumentale, de1la normativa urbanisti* ca --' ed_ edilizia a partire anche dalla parzialit dei risiii". tati raggiunti (ma si veda anche il riflesso della vicenda europea contemporanea: in part. llesperienza inglese e quella dei grand ensembles); ma m-ettgngg ll _gy$gl-_r_?, altres, il suo essere contemporaneamente un vincolo a1la libq-a--spi s Si ne iht ettiiiiCa. Tuitavit, corne ;i detto;ii--PRc - cio Io zoning,Ia Oenita edilizia, g1i standards, i regolamenti, ecc. - rapplesenta 1o sviluppo logico di quel sistema di norme che 1a citt borghese dellr800 aveva messo a punto contemporaneamente alla sua costruzione. E, in questo senso, sia la citt 800 esca sia le norme corrispondenti rappresentano 1o sviluppo logico de11a citt capitalistica della storia e dei suoi rnezzi di attuazione; dove, come gi accennato, il rapporto che lega le norme ed!L-i_ai.e alla_ nqlr:qati:

I v. a_rgl1i! a e elJg-Lria, c io t 1I"*EgI i e _de11ar chi-t9J9", _gg} to-q!r',etto. g cos si spiega anche,in modo sufficiente-

xtIau
o,

mente chiaro,il sostanzia.le rrealismor de11a citt de11r800, il suo essere - oltre ogni possibiiit critica - 1rrr3., forse (ivi cog idea architettonica di citt lrultima, riconoscibile p resa la sce lta d e llre c le t is mo : q u a n d o , le c it t s i t s c eglievanol un passato). Ci dimoglrq, quanto-meno.sul piano sto-rico.-che una critica degii strumenti tecnici di attuazio4.g" cle rlnunci-a di citt e gterlt -in relazione con lridea architettonica " quindi anche con lridea di una possibile norma architettonr-ca eo-rrispode-nte, sign-ifica una riduzione che rischia di stravolgere ogni giudizio successi\ro, compreso quello sul1a realt attuale e sul ruolo che ha oggi in i:prticolare lrarchitettura. 11 fatto che, come gi. accennato, dal M. M. in poi que sta critica agli strumenti stata sempre preceduta dal dato per scontato,di una possibile normatirifiuto,ormai va per lrarchitettura, o quantomeno di una normativa che potesse in qualche modo misurarsi con la normativa co(v. ltantistoricismo programmatico del siddetta ciassica M. M. /i1 ruolo delle avanguardie).

t,

e
lr

le

,J:esttultima, infatti, se costituisce ancora il riferimento :,,'- certo per tutta la rnanualistica pi avanzata dei pnni anni del secolo, ciiventa in seguito, a partire dagl enunciati del M. M. (ma non bisogna dimenticare il ruolo sostenuto precedentemente dallreclettismo), lrobiettivo da battere; e cos singolarmente anche oggi, anche se il carattere antistoricistico dellrarchitettue rivoluzionario ra del M M. da tempo ormai entrato in crisi. Dagli editti programmatici del M. M. in poi il dibattito sullrarchitettura ha sempre evitato di riprendere in considerazione il discorso sulia normativa architettonica, se non in senso riduttivo, convenzionale (v. il funzionalismo): e tuttavia propro qui risiedono ancora i risultati pi generali e convincenti (v. rexistenzminimumr e Ia ricerca tipologica corr. ); affidandosi invece per la definizione oegii elementi architettonici allo sperimentalismo ceile diverse scuole e tendenze, alllesempio concreto dei maestri riconosciuti. ln questo senso diverrta facilnrente comprensibile - a prescindere dalle diverse motivazioni caso per caso irevoluzione cieilrazione critica svolta rispetto agli strumenti di controllo e di attuazione del1a citt da parte del1a cultura architettonica negli ultimi trentranni. Quel processo cio che ha*viqto vanificare progre.s* sivamente r1 ruolo di ogni ricerca architettonica volta a1lrindividuazione dj. elementi di generalit e perci di stabilit formdl'e fre ha visto crescere, vice_v-ersa,i gradi di libert per Ia sperimentazione formale legata alle motivazioni teoriche e metodologiche pi disparate. E il conseguente, parallelo svuotamento di senso di ogni strumento normativo volto alla fissazione di standards architettonici (come, in ultima analisi, sono - o possono essere - i regolamenti ed. , ecc. ) e invece i1 crescente, LnJer.esse per quei fatti normativi, come quel1i funzionali, dimensionali o topografici, che, non implicando una indicazone riferentesi direttamente a1le scelte architettoniche, tendono invece a codificare una costruzione della citt sempre p. per interventi individuali,legati a poetiche singolari, che si ri.scattano appunto singoiarmente per 1a loro quaI

(qualt ad esempio lo strumento del piano _Lit evidente particolareggiato).

Questo in via di larga massima i1 processo che pos-i siamo rileggere ne1 dibattito architettonico dal dopoguer- i ra ad oggi in Italia relativo agli strumenti di controllo e I di attuazione dellrarchitettura della citt. I persino troppo facile, di recente, ricondurre El stato il discorso sulle rpar"ti della cittr,uno dei punti pi caratteristici e avanzati dei recenti studi analitici sulla struttura architettonica della citt della storia, al discorso della progettazione della citt per rparti altamente formalizzatet. A questo punto evidente che di tutta la normativa vigente in campo urbanistico e edilizio soltanto i1 PIANO PARTICOLAREGGIATO sembrava offrire garanzie sufficienti per uno sviluppo logico del progetto. E questa credo sia ancora oggi la tendenza pi accreditata. Tuttavia a noi qui non interessa tanto valutare la funzionalit di questo o quellraltro strumento normativo vigente, quanto sviluppare una critica - coerente con i presupposti teorici della nostra ricerca - di questi stessi strumenti a partire dalla loro stessa ragione di essere, rispetto alla costruzione della citt moderna. E da quanto detto fin qui risulta incontestabile che soltanto a partire da una precisa presa di posizione sul problema della normativa architettonica possibile impostare un discorso corretto sugli strumenti tecnici di attuazione.
alcune deA questo punto occorre quindi riprendere finizioni pi generali: a partire da cosa intendiamo per I{Q_RMAT rVA ARCHITE TToNICA. da tempo, crca.rlSu questo argomento noi lavoriamo pi specifici e gedo di metterne in evidenza i caratteri nerali, quelli che ne individuano la costante attualit; cerquesto tema ai luoghi cando in primo luogo di sottrarre pi triti e, dopo Ie generose polemiche del M. M. , comuni

3-

i-

e-

)ri
I

: --- svuotati di senso. Diciamo anzitutto che la normativa architettonica in ltar:-:anto tale il tentativo per eccellenza di sottrarre in quanto ideazione alle leggi dellrarbitrario. :itettura Essa altres iI tentativo di dare un ordine razionale = quella che costituisce di fatto 1a qualit specifica del-'architettura nel tempo, cio a dire la ricchezza evoca::-'-a delle forme architettoniche. Si tratta perci di una esigenza determinata in vista lrarchitet:i un obiettivo di generalit per lrarchitettura: :'.ra vista cio come costruzione collettiva nel tempa.qq-.-e ogni opera .si misura concretamente con quelle opere -lolta sono state neflo :he lihnno precduia e che a loro stesso teinpo sfida e adesione ad altre opere. in cui possiamo riconoscere futte quelle architetture .rtre queGia sctta caratteristica ltespressione di una rS$nza di stilet indicano un processo definito gb, a!: --:avers- la individuazione e la definizione di un tema, ar:iva fino allrenunciazione e alltapplicazione d un iessiEo preligqgt_o. infatti una cotwettlessico prestabilito Jl zione necessaria legata al concc'to stesso di lavoro co1.ettif;--ed C "cfre la condizione necessaria di un processo di progettazione come quello indicato: lavoro colletti\:o e esigenz,a di stile sono infatti scelte inseparabili. Queste sono grossomodo le motivazioni teoriche della ma i1 processo secondo cui nel normativa architettonica; terrpo si sono fissati sistemi di norme per lrarchitettuta lon risulta quasi mai totalmente interno al campo detle Esso si applica a tali forme, ma forme architettoniche. trae origine da motivazioni diverse, se pure sempre possibile riconoscerne lrapparterLenza. alla sovrastruttura rinascimentale). culturale (v. ad es. la trattatistica qui in particolare allrincidenza diretta di Mi. riferisco altri sistemi di norme,legati ad esempio alla vita sociasegrele tipica di comunit particolari, istituzionalmente gate, come possono essere gti ordini monastici o le diverse comunit militari, religiose, di studio, ecc. Nel caso degli ordini monastici, ad esempio,la REGOLA si specchia che coruisponde direttamente nel1a norma architettonica

lllllt
ARc(

agli edifici collettivi di tale comunit, al punto che risulta praticamente impossibile distinguere iI fine morale, funzir:* nale, simbolico, gerarchico, ecc. dal fine pi propriamente estetico. Ma ltunit architettonica che ne deriva alla fine riflette soltanto i1 canone architettonico a cui comisponde e questrultimo palesa anzitutto il suo appartenere a una par ticolare idea di citt e di architettura, che a sua volta il segno caratteristico della particolare volont formale espressa in quel momento della storia da una determinata sovrastruttura culturale. Si veda a titolo dlesempio 1a Certosa di Pavia: essa la descrizione tangibile della norma che le propria ma anche ltespressione progressiva della architettura viscontea, cosl come il Castel1o e la Via Nuova a Pavia o lrOspedale Maggiore a Milano. A11o stesso modo i motivi difensivi o gerarchici'non spiegano,se non soltarrto in parte,i castra,le citt di fondazione rredioevali o i castelli. Er in ogni caso molto dj,f ficile escludere dalle norme relative a tali esempi anche estetica. una finalit propriamente risulta s esOltre a ci,lg_4slrnativa architettonica sere nel tempo un fatto specificamente interno al processo di definizione formale, ma sembra diventare operante in senso progressivo - e al limite possiamo dire: essa si fissa - nel momento in cui si misura concretamente prestabilita. E questo appuncon una norma strutturale to il campo deIle norme tecniche di attuazione di cui ci stiamo occupando. Sulta definizione di REC,OLAMENTO (edilizio/dtigiene/ di polizia/ecc. ) ct ben poco da dire oltre quanto gi si accennato: si tratta di uno strumento tecnico di control1o e di attuazione, propr;..t della citt della storia. Tutta1revia esso riflette nelle sue suceessive trasformazioni voluzione degli obiettivi strumentali, politici o morali propri della stnrttura, mentre, senza la testimonianza diretta potrebbe illuminarci della citt realzzata, difficilmente sulle modificazion degli obiettivi formali della corrispondente vicenda architettonica. 10

1a

,:.
, l (-,

;e

etdl

te-

ta

e1lat

)n-

diI
he
iFq.-

e
t

un:i
te/

si ro1ae-

'rota on-

Ma non in modo cos netto: al punto che risulta quasi s jmpre molto difficile mantenere una distinzione precisa :ra il rregolamentor cos inteso e ad esempio Ia rRegoiai' cui abbiamo accennato. Ci che complesso, perch appartiene a un sistema sociale complesso (ad es. ltinsieme dei regolamenti e la citt corrispondente),diviene chiaro in un sistema sociale elementare e immediatamen te comprensibile nelle norme che 1o individuano (ad es. ia tRegolar e Ia Certosa). Si detto che a tali norme non mai estranea una definita finalit estetca: ci chiaramente riconoscibile nella rRegolal,ma non difficile riconoscere 1a stessa finalit anche nella normativa tecnica della citt, nei momenti pi importanti, nei passaggi pi significativi della sua vicenda storica. La stessa citt 800esca, quando metpunto una serie di norme distinte per ogni queter a stione emergente relativa aIIa costruzione della citt (reg. dtigiene/di potizia/ecc. ), ngn rinuncer a mantenere un orgeno di controllo resteticot precedente (le rCommissioni drOrnatot della citt neoclassica). Lo svuotamento di senso di un organismo di questo tipo storia relativamente recente (Ie sovrintendenze attuali ne sono grossomodo una parodia, non possedendo parametri di giudizio in merito) e mostra s ltinvoluzione del discorso teorico sullrarchitettura a partire dallteclettismo, ma mostra anche una precisa volont politica diretta a ridurre a mero strumento dlordi.ne la normativa del1a citt. La stessa finalit estetica che riconosciamo nelle norme che presiedono alla costruzione di strutture edilizie particolari in determinati momenti storici (v. le norme apemanate da S. Carlo e le chiese della Controriforma) partiene anche agli strumenti di piano della citt quando la volont costruttiva assume direzioni precise. Si veda il caso dellrarchitettura sovietica del dopoguerra: molto difficile sostenere che alla scelta Ineoclassicar di ta(malgrado Itevidenza delle motivazioni le architettura politico/ideologiche) fosse estranea una scelta di ordine a livello strutturale. estetico E questa scelta, questa finalit secondo me un fatto 11

1," ,l:lll,
AR r

positivo in senso affatto generale (cr da chiedersi infatti se non sia proprio questo lrelemento qualificante principale dellresperenza sovietica); dal momento che, come si detto,l?-scelta formale,per potersi esprimere compiutamente, deve essere fatta proprio dalla struttura. Et questa stessa finalit che noi dovremmo aspettarci di riconoscere, qualsiasi essa sia, nei piani, nelle leggi, nelle norme, ecc. , che dirigono la costruzione de1le nostre citt. Ed proprio il fatto che essa nqn $gglti in alcun modo che ci fa dire che oggi la citt borghese nega lrarchite-ttura in quanto tale. E questo , per cosl dire, un doveroso riconoscimento. p_elreDi fatto -o_gg-i. -istema golamento edilizio, ad esempio, stintende iiir di norme in cui non pi riconoscibile una finalit di ordine estetico per la citt: o in ogni caso fra tale finali-"biettivi, se pur confusi, della sovrastruttura t e gli culnon vi pi alcuna tangenza turale Ma ha un senso che sia cos? Cr da chiedersi se si tratta di un discorso senza sbocco. Per quanto riguarda la struttura della citt borghese la risposta s, probabilmente. Ma se guardiamo lrarchitettura, e perci anche lleredit dellrarchitettura,la sua storia, i monumenti, ecc. ? La vicenda della citt testimonia, proprio attraverso la grandi modifiche strutturali: la decasua architettura,le denza e il rifiorire delle citt. La citt socialista un fatto concreto. I contributi all,a sua costrtrzione sono riconoscibili oltre che nelle citt costruite delle democrazie popolari anche, ad esempio, nelle esperienze pi progressive dellrarchitettura del M. M. : quelle esperienze in cui ci che abbiamo indicato, come esigenza di stile e come idea di lavoro collettivo, si sono fissate in architetture esemplari; non si tratta tanto di prefigurazioni, quanto di reali contributi alla costruzione della nuova citt. Allora forse possiamo dire (dopo un cosl lungo period di elabor azione elitaria) che per ltarchitettura, nel momento stesso in cui viene est_romessa di fatto dal processo di costruzione della moderna ctt borghese,diventa concretamente plausibile una condizione di massa. t2

(ct da chiedersi infatDsto qualificante lrrinbl raomento che, come esprimere comFersi rio dalla struttura. oi ool-rerruno aspettaria, :ei piani, nel1e Iegla costruzione del1e r ce essa non risulti _ggg: ia citt borghese E c-r:esto , per cos D. fgtto oggl pglt-'rge-ie un sistema di iil.e -:ra finalit di orp. caso fra tale finalib:-= sovrastruttura cu1E-

Ritengo in ogni caso che le condizioni per la costru; ': re della nuova citt siano quelle che pi indietro ho :ercato di descrivere e che rimandano tutte alllesigenza

per lrarchitettura

di una norma che le sia propria.

che richiama draltra parte quanto gi ricordato: cio lq rlcssg.ria complementarit e unit di fine fra normati-,'a architettonica e norme tecniche di attuazone per la

Ci i

citfi.
11 riconoscimento di questa sostanziale identificazione ira normativa architettonica e norme tecniche, sia sul piano analitico dellrarchitettura sia su quello pi propria:nente teorico del progetto, resta lrobiettivo principale della nostra ricerca. Per quanto riguarda il secondo possiamo per ora riinandare soltanto ad alcune definizioni e enunciati e poi alla struttura organizzativa che abbiamo scelto per il Iaboratorio di progettaziope. Ma per quanto si riferisce invece al lavoro analitico di ricerca, che stiamo awiando, cercher ora di accennare brevemente alle linee principali secondo cui ltindagine sar. diretta e di indicarne i motivi pi evidenti. L-lanatisi tipologica degli edifici, e la classificazione a dei tipi in base ai parametri usuali (forma/occupazione del lotto/rapp. con lo spazio pubblico/dimensione/ecc. ); costituisce anche in questo caso il campo dtindagine principale: infatti essa consente di mettere in evidenza 1a relazione che intercorre fra citt costruita succssive esperienze normative (in questo senso ad es. la co4n parazione dei diversi regolamenti edilizi ne1 tempo e in citta diverse diventa un campo preciso dellrindagine). Essa consente altres il riconoscimento del ruolo di tale normativa come elemento razionalizzente di una realt urbana determinata oppure come elemento direttore principale delle pi significative trasformazioni tipologiche e di desti.nazione degli elementi della citt (dai regolamenti di igiene, ai piani di embellisement, alle trasformazioni dluso pi significative come il caso delle propriet religiose 13

' C!.= :a chiedersi se si D- ?e: cuanto riguarda lr :=?osra s, probae perci anche ltm::a. : nonumenti, ecc. ? :=attraverso la ,p--.rl Ia deca *-=t'.:raii: socralista un [a r= D. cosinrzrone sono ri:e deLle democrapi proes'erier,ze fc I-: -- e-e esperienze es'genza di stile e le rsiir Sssate in archi@-1 -. prefigurazioni, <iella nuova rhrrc,Ee cos lungo pe: @ I :': "ra:r'ctritettura, nel IoEessa cii fatto dal prola cirt borghese, divendi massa. @.zrone

'1

allrinizio del sec. XDO. Allrinterno di questa analisi, gli EDIFICI PER LA VITA proprio nel loro confinto con gli altri tipi COLLETTM redilizi rnettono in evidenza La relazione nel tempo fra le norme prticolari loro proprie e la nofmativa della costruzione della citt in generale. Infatti quanto si accennato sulla tregolat degli edifici cbllettivi ella storia e sulle norme delle fondazioni urbane pi antiche ha una precisa rispondenza nelle espansioni pianificate delle citt nel tempo, nella cosiddetta rarchitettura civiLer, fino allresperienza delle Siedlungen moderne, fino alltunit dthabitation o agli edifici multifirnzionali delle pi recenti reaIizzazoni o utopie. Ma vi sono anche parametri diversi, che non i tipi edilizi, che si pongono in relazione diretta con la forma complessiva della citt: mi riferisco qui ad esempio alla nozione di IS_9L-ATO. lg_pazio- edificato e dqLimitat,o_da elperfici llbe_tg_r_n genere ad uso pubblico pu s appartenere a un solo edi( ft_c_io quGio spesd iI caJ aaAi difii cttttivij, ma mqflq _pI -f r-egueptelae n [e -9*9. 9gq9__? guo _-int rno i inpl 1 e tipi di ed{i,ci, al9lr9_$ye_rsi fra loro_; e ggsti--glt11l S: ventano qiqp_gtto_, ell1iggleto, visto come unit architettnica indiv-i_dugta e g!ps!ib-_i-1e, veri e propri elementi della composizione di questi- ultimi. glgl"a--a-fi**-il"-dssffnp-ione-dellfigataig-nsolto preciso momento collettivo o di spesso appartielg a_ _Lrn 'una piano, logico che pgssiamo--aspettarci-l lettura coqr paG-Oegli isolati e da una loro eventuale classific azio-ne pr t-ipI-,dTl indicazioni rg_lqlive jroprjo.al -rapporto fra archiltettula-, noi.mativa ait citt. Questo settore dellrindagine tipologica si mstrato particolarmente interessante, ad esempio, nello studio storico della citt di ,oea*tja. In.gqg$g caso la permanenza nel tempo del traccia regolare-ro-mao. nOhe-in {irytto, copfro_n-togU iso:1ati tutti u"gggli,-fra loro e sono agevolmente riconoscibili, a secanda del1-a.destinazione e della colloeeZ.rone d gegg-lird9i_p_rincpi fissi generalizzabI sulla lolo forme e suddivisione.
-*! -

{14 I

Unraltra angolazione di lettura degli elementi costituti'.', della citt che pone in relazione costante Ia costruzio::e della citt alla parallela costruzione di'un sistema nor* :nativo quella della lettura tipologica delle SUPERFTCI \ON EDIFICATE. Una classificazione per tipi delle JJe, j e i l e pi azze,e cc.,che tenda a me t t e re in e v id e n z a c o s t a n re fia spazi libero e citt edificata e che superi concreiamente una distinzione meramente funzionale (si pensi solo, ad es. , alle costruzioni precarie sul.suolo pubblico rel tempo: si pensi al Pont-Neuf di Parigi), ha la possibilit. di risaltare iI ruolo della normativa edilizia rispetto a definiti obiettivi architettonici. Lo stesso dicasi per lruso pubblico o meno di tali aree indipendentemente dalla propriet del suolo: cio le corti aperte o chiuse. le corti allungate, i passaggi coperii, ecc. della citt storica (fino, ad es. , alla fitta trama cei rtraboulesr lionesi, che si sovrappone come un doppio rndecifrabile a1la rnaglia delIe vie pubbliche e de1le piccole piazze del Vieux Lion). Ma si pensi anche alla dibattuta questione dei percorsi differenziati nel1e moderne unit residenziali. Questi esempi, come molti altri ancora,mostrano altres le differer.ze nel concetto di propriet pubblica o privata de1 suolo urbano nel tempo e in situazioni culturali differenti. Er da notare a questo punto che proprio la nozione di prpriet e di uso del suolo che sembra essere uno della diilgdegli elementi pi importanti : caratteristici renza fra esperienza storica urbana e rurale. La contrapposizione CITT4|/CAMPAGNA, per quanto concerne lrarchitettura, infatti un altro argomento che noi dovremo affrontare. Lrintervento di unrottica allargata alla contemporanea esperienza ruraLe divent". importante proprio di fronte al per quanto ritema che ci siamo proposti: in particolare guarda il rapporto fra normativa e istituzioni ne]la citt, dove queste ultime si prsenTlfr spesso sul piano storico di un pi vasto sistema cultucome un caso particolare rale (cii us, ecc. ), il quale conserva pi stabilmente nella conterrporanea esperienza rurale alcuni motivi originali. 15

Anche llasalfsi tipologica allargata alla vicenda dei tipi edilizi rurali, ai tipi di dispersione o di agglomerazioagglomera3ipne degl.i insediamenti , alle nuove fondazioni, cos come quel eli la applicata ai tipi di suddivisione del suolo, alltuso pubblico/privato di questo, al concetto stesso di proprief e di servit, pu costituire un concreto contributo alla conoscenza delle forme rtipicher urbane e della loro intricata genealogia; e al loro contemporaneo riflettersi nelle strutture degli insediamenti rurali. Non da ultimo, unranalisi di questo tipo pu fornire gli elementi per una critica pi consapevole di quelIe periodiche rfughe verso la naturat che caratterizzeno la storia della citt e delle sue espansioni negli ultimi due secoli e di cui la campagna ha spesso rappresentato ltincerto traguardo; per una critica pi consapevole quindi anche dei caretteri mi.stificanti di tali soluzioni, ivi compresa la rcitt-giardinor come soluzione per la citt borghese 800esca e per la nascente citt industriale; e quindi anche per una critica della condizione stessa di conflitto e contrapposizione fra citt e campagna.
(e che compaGli argomenti qui brevemente descritti iono anche nel prograrnma di ricerca dai noi presentato allrinizio delllanno) sono lrindicazione sommaria delle prime considerazioni fatte sul tema <itindagine prescelto. primo compito sar quello di approfondire Nostro questi stessi argomenti, facendone oggetto di comunicazioni particolari.

16