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LICEO

SCIENTIFICO ENRICO FERMI STUDENTE: MAZZAROLO GIANLUCA CLASSE V C ANNO SCOLASTICO 2009/2010

IL CIELO TRA SUPERSTIZIONE E VERITA



PERCORSO PLURIDISCIPLINARE MATERIE TRATTATE: ITALIANO ASTRONOMIA FISICA Premessa Sin dai tempi pi remoti luomo ha contemplato la volta celeste cercandovi un ordine, una presenza superiore o semplicemente un fine, una spiegazione alle pi semplici domande esistenziali. In un primo momento si lasciato atterrire dalla grandezza delluniverso, dalla sua perfezione e dalla sua imperturbabilit, cos lo ha divinizzato, lo ha adorato e onorato riconoscendo ad esso potere e forza. Ha offerto al cielo vite di animali e di uomini, ha tremato di fronte ad eclissi e lo ha ringraziato per la luce e per la notte, per la vita e per il riposo. Non necessario ripercorrere la storia delle religioni antiche per rendersi conto di quale influsso abbiano avuto il Sole, la Luna e tutti gli astri, sulla vita e sul pensiero dellumanit. Fino a quando luomo ha considerato ci che non dipendeva da lui opera di esseri pi potenti e di forze sovrumane rimasto succube della natura; quando poi ha iniziato a dare un significato scientifico a ci che avveniva intorno a lui, ha cominciato a prendere fiducia in se stesso e nelle sue potenzialit.

I primi filosofi-scienziati decifrarono con precisione incredibile, considerando gli strumenti a disposizione, fenomeni celesti, distanze e grandezze; tuttavia quando vollero spingersi oltre la scienza e dare uno scopo al creato finirono per guardare luniverso attraverso il misticismo e la superstizione, minando talvolta la grandezza delle loro intuizioni. Nonostante sia indubbio attribuire un grande merito a coloro che per primi hanno cercato di dare una risposta alle domande delluomo, un merito speciale va agli illustri personaggi che nelle rispettive epoche storiche sono andati controcorrente rispetto alle idee dominanti del loro tempo e/o hanno cercato di mettere in evidenza alcuni degli errori compiuti nel descrivere i fenomeni naturali, cercando di far luce su di essi. Tra questi personaggi parleremo non di uno scienziato ma di un letterato famoso: Giacomo Leopardi. Centrale sar lintreccio tra gli errori delle popolazioni antiche riguardo alcuni fenomeni legati al cielo e la spiegazione che la moderna astronomia d di questi fenomeni. Una particolare attenzione sar rivolta al fenomeno dei fulmini.

INDICE ITALIANO: LEOPARDI - SAGGIO SOPRA GLI ERRORI POPOLARI DEGLI ANTICHI - PENSIERO GENERALE E CENNI SUI SEGUENTI CAPI CAPO 9: DEL SOLE CAPO 10: DEGLI ASTRI CAPO 11: DELLASTROLOGIA, DELLE ECCLISSI, DELLE COMETE CAPO 13: DEL TUONO ASTRONOMIA: - IL SOLE E LA RIVOLUZIONE TERRESTRE - LE STELLE CADENTI O METEORE - CONFUTAZIONE DELLASTROLOGIA: LA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI - LE ECLISSI - LE COMETE FISICA: - I FULMINI DESCRIZIONE DEL FENOMENO; DEFINIZIONE DI CAMPO ELETTRICO E DI POTENZIALE ELETTRICO; CENNI SU: CORRENTE, POTENZA, EFFETTO JOULE, GABBIA DI FARADAY.

GIACOMO LEOPARDI
La pi sublime, la pi nobile tra le Fisiche scienze ella senza dubbio lAstronomia. Luomo sinnalza per mezzo di essa come al di sopra di se medesimo, e giunge a conoscere la causa dei fenomeni pi straordinari (da Storia dellAstronomia dalla sua origine fino allanno 1811 Giacomo Leopardi) Cos inizia lintroduzione della Storia dellAstronomia dalla sua origine fino allanno MDCCCXI scritta da Giacomo Leopardi nel 1813 in soli sei mesi. Il saggio venne completato quando lautore non aveva ancora compiuto sedici anni, sebbene il giovane fosse oppresso da pesanti studi di greco, latino ed ebraico e fosse gi impegnato nella stesura delle sue prime composizioni poetiche. Gli anni che vanno dal 1809 al 1816 sono infatti quelli dello studio matto e disperatissimo in cui Leopardi si dedic giorno e notte allo studio e alla scrittura, impossessandosi di unerudizione solidissima, resa possibile dalla ricchezza della biblioteca paterna che vantava circa quindicimila volumi. In questi anni il giovane poeta accolse con entusiasmo le idee illuministe, matur fiducia nella scienza, nella ragione e nella ricerca sperimentale ed empirica della verit. Tant che sia nella Storia dellAstronomia sia nel Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, egli si batt contro le credenze popolari e le superstizioni legate allapparizione di comete o alle eclissi di sole e di luna. Il motivo per cui decise di scrivere una storia dellastronomia ben esplicato nella parte finale dellintroduzione. LAstronomia dunque s stimata da tutti i sapienti, s favorita da tutti i principi saggi ed illuminati, s utile ad ogni genere di persone, condotta dalle umane ricerche allo stato in cui al presente si trova merita alcerto che lo studioso filosofo si applichi ad indagare lorigine, a ricercare i progressi e a conoscere lepoche principali. Non credei dar cosa discara alla letteraria repubblica nel tesser la Storia delle pi ardite imprese dell umano intelletto. I pi celebri astronomi s antichi, che moderni, e le pi interessanti vicende dellAstronomia verranno in questa con la possibile esattezza noverate e descritte (da Storia dellAstronomia dalla sua origine fino allanno 1811 Giacomo Leopardi) Esattezza, quella di Leopardi, al limite dellincredibile data la sua giovane et e lampiezza della biblioteca paterna che conteneva s un immensit di volumi, ma che non poteva certo rivaleggiare con le biblioteche delle antichissime universit in cui lAstronomia era sempre stata studiata. In questa sede tratteremo in maniera specifica solo il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi

SAGGIO SOPRA GLI ERRORI POPOLARI DEGLI ANTICHI G. LEOPARDI Il mondo pieno di errori e prima cura delluomo deve essere quella di conoscere il vero. (da Saggio sopra gli errori popolari degli antichi - Capo primo: Idea dellopera - G. Leopardi) Inizia cos uno dei saggi pi eruditi ma meno conosciuti di Giacomo Leopardi che in diciannove capitoli si scaglia contro tutti i generi di credenze popolari affermatesi fino ai suoi giorni e che ancora sopravvivono, non solo nel basso volgo. Iniziamo considerando il Capo nono, nel quale lautore parla del Sole e confronta i pensieri di varie scuole filosofiche antiche. Il Sole fu infatti il primo oggetto celeste ad attirare lattenzione delluomo poich era sia il corpo pi visibile nel cielo, sia loggetto celeste che pi condizionava la vita delluomo. Vennero fatte dagli antichi molte congetture sia sulla composizione di questa stella sia sulla sua origine, intessendo il tutto con folti rimandi mitologici. Ben chiaro era per fin dallantichit che il Sole aveva un ruolo fondamentale per la vita, per lagricoltura ed aveva effetti profondi sul clima. La moderna astronomia afferma infatti che il moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole causa fenomeni ben visibili gi agli uomini antichi come: Lalternarsi delle stagioni La divisione del globo in zone climatiche Movimento apparente del Sole sullo sfondo dello Zodiaco La differenza tra giorno solare e giorno sidereo e altri fenomeni che vennero studiati pi tardi (dal 1730 c.a.) come: La parallasse annua e laberrazione stellare Pitagorici, Platonici, Peripatetici, Stoici, Cinici, Epicurei, Scettici, Cirenaici, Megarici, Eclettici scrive Leopardi si accapigliavano, si facevano beffe gli uni degli altri, mentre qualche vero saggio si rideva di tutti. Il popolo, lasciato solo in questo fracasso, non rimaneva ozioso, ma lavorava tacitamente per accrescere lenorme cumulo degli errori umani. (da Saggio sopra gli errori popolari degli antichi Capo nono: Del Sole G.Leopardi) Questironica immagine spiega bene la confusione concettuale dellepoca antica, in parte giustificabile se si considera che le teorie di quel periodo erano pure speculazioni filosofiche che non disponevano degli strumenti per essere verificate. Ci non significa per che le epoche antiche siano state vane e inutili dal punto di vista astronomico: esse sono infatti di grande importanza per quella che viene oggi chiamata

Astronomia descrittiva, branca dellastronomia che si occupa soprattutto di determinare la posizione degli astri e di prevedere i loro spostamenti. Ad esempio, Leopardi spiega come gi Aristotele si fosse accorto e avesse descritto il cambiamento di declinazione del Sole durante lanno, dandone per una spiegazione alquanto misticheggiante. Oggi sappiamo che il Sole varia la sua declinazione (che potremmo anche chiamare Latitudine celeste) poich il piano delleclittica (ovvero contenente lorbita solare apparente) inclinato di 23,27 rispetto al piano contenente lequatore (v. diap.). E proprio il cambiamento della declinazione del Sole durante lanno a determinare la variazione della durata del d e della notte. Questi due fenomeni sono responsabili dellalternarsi di periodi caldi e freddi sulla terra. In altri casi gli antichi hanno fatto misurazioni che sono risultate essere molto simili a quelle effettuate con la moderna tecnologia, come nel caso di Eratostene, il quale dette un valore della circonferenza terrestre molto vicino a quello attuale. Nel Capo decimo Leopardi parla quindi degli errori sulle concezioni legate agli astri. Fu un nulla per gli antichi, dopo aver divinizzato gli astri, il supporre che qualcuno tra essi precipitasse talvolta dal cielo, con pericolo evidente di rompersi il collo. (da Saggio sugli errori popolari degli antichi Capo decimo: Degli Astri G. Leopardi) Infatti, spiega lautore, ben presto la meraviglia suscitata dalla volta celeste diede luogo alla curiosit, madre del sapere e degli errori. E allora gli antichi diedero le pi disparate spiegazioni al fenomeno delle stelle cadenti: Lucano disse che erano stelle che cadevano a terra, Ovidio dubit se cadessero solo apparentemente, Virgilio afferm che cadevano a causa del soffiar del vento; Aristotele, (facendosi tra laltro beffe di tutti) afferm che si avvicinavano alla Terra per cibarsi. In realt, sappiamo oggi che le stelle cadenti sono meteore: le meteore sono frammenti di comete o di asteroidi che entrano nellatmosfera terrestre e si incendiano a causa dellattrito (non sono stelle quindi). Vi sono periodi dellanno in cui la Terra incontra veri e propri sciami di meteore: il 10 agosto (La Notte Di San Lorenzo) la Terra incontra lo sciame delle Perseidi mentre il 15 aprile quello delle Leonidi. Alla fine del capo decimo, introducendo al successivo, Leopardi afferma come le stelle siano legate ad uno dei pi grandi errori antichi che permea tuttora la nostra societ: lAstrologia.

Capo decimoprimo DellAstrologia, delle Ecclissi, delle Comete Si pens che i diversi movimenti di quei corpi lucidi, che brillano sopra la volta azzurra del firmamento, potessero aver qualche correlazione con lavvenire. (da Saggio sugli errori popolari degli antichi Capo decimoprimo: DellAstrologia, Delle Ecclissi, Delle Comete G. Leopardi) Lautore afferma come questa scienza del futuro avrebbe permesso alluomo di trarre grandi vantaggi, avrebbe concesso di soddisfare la curiosit, la cupidigia, i timori della gente. Si estese la influenza, che il Sole esercita sopra il nostro globo, alla Luna, ai pianeti, alle stelle tutte; gli astri furon creduti gli arbitri delle cose terrene; la scienza dei loro movimenti fu riputata quella del futuro. Ecco lorigine naturale dellastrologia. (da Saggio sugli errori popolari degli antichi Capo decimoprimo: DellAstrologia, Delle Ecclissi, Delle Comete G. Leopardi) Inizialmente, afferma Leopardi, non si poteva provare la vanit di questarte poich occorreva un gran numero di osservazioni. Tuttavia quando si pot averle fatte, [], non era pi tempo di spogliare gli astrologi del loro credito e i popoli dei loro pregiudizi. Lastrologia infatti una pseudo-scienza piuttosto antica ed ancora in voga ai giorni nostri. Essa, in sostanza, si basa su proposizioni che devono essere il pi generiche possibili e devono andare bene ad un vastissimo numero di persone (se lattuale popolazione mondiale di 6 miliardi di persone, essendoci 12 segni, teoricamente circa 500 milioni di persone avranno ogni giorno lo stesso oroscopo). Finora sono state eseguite migliaia di osservazioni che hanno dimostrato che non esiste alcun tipo di relazione tra i movimenti delle stelle e dei pianeti. Tuttavia vi sono alcuni nodi di fondo che minano sia lastrologia antica che quella moderna. Per quanto riguarda lastrologia antica, come hanno fatto gli astrologi a fare previsioni (corrette) se non sapevano dellesistenza di alcuni pianeti scoperti solo di recente come Urano, Nettuno e Plutone (anche se questultimo stato recentemente declassato a pianeta nano)? Non conta il loro influsso? Per quanto riguarda lastrologia moderna dobbiamo invece fare una premessa: abbiamo detto che la rivoluzione della Terra attorno al Sole determina il movimento apparente del Sole stesso sullo sfondo dello Zodiaco (v. diap). Tuttavia, il Sole e la Luna esercitano sulla Terra delle influenze gravitazionali che danno origine ad un moto millenario chiamato precessione degli equinozi. Questultimo un movimento retrogrado (ovvero in senso antiorario) dellasse terrestre il quale descrive un doppio cono che ha come vertici il centro della Terra e che presenta una superficie laterale costantemente inclinata di 23,27 rispetto al piano delleclittica.

Il risultato di questo movimento che gli equinozi anticipano ogni anno di circa 20 minuti: ci significa che la Terra si ritrova nella posizione di equinozio dopo aver compiuto 359 59 10 anzich un angolo giro completo. Questo fenomeno si chiama precessione degli equinozi ma in realt riguarda tutte le posizioni astronomiche. Cos anche le costellazioni che formano lo Zodiaco si sono mosse e nonostante questo moto sia molto lungo (26000 anni) sono passati alcuni millenni da quando stato stabilito lintervallo di ogni costellazione: attualmente, ad esempio, quando la Terra si trova nel solstizio destate, il Sole nella costellazione dei Gemelli mentre 2000 anni fa era nella costellazione del Cancro; quando la Terra era nellequinozio di primavera il Sole era nella costellazione dei Pesci mentre ora nellAriete. Gli attuali segni zodiacali hanno quindi un valore puramente simbolico. Leopardi passa quindi a parlare delle eclissi di Sole e di Luna. Era ben naturale che gli antichi tremassero allimprovviso oscurarsi del sole e della luna, e al coprirsi la natura di tenebre tutto ad un tratto poich temevano infatti che sole e la luna si spegnessero al loro eclissarsi (da Saggio sugli errori popolari degli antichi Capo decimoprimo: DellAstrologia, Delle Ecclissi, Delle Comete G. Leopardi) Lautore racconta quindi due episodi celebri nei quali lintelligenza e lastuzia trionfarono sullignoranza legata a tale fenomeno. Il primo tratta di come Pericle, al comando di una nave ateniese, riusc a scacciare dai suoi soldati il timore per uneclisse avvenuta durante la partenza della flotta, spiegando loro il fenomeno; il secondo di come Talete, predicendo uneclissi, stup a tal punto i sacerdoti che lavevano condannato a morte, che essi lo liberarono. Un terzo episodio, tratto da un libro di un professore di un universit americana, racconta di come Cristoforo Colombo si serv della previsione di uneclisse per domare alcuni indigeni infastiditi dallindisciplina della sua ciurma. Sebbene il principio alla base di questo fenomeno sia stato compreso abbastanza presto nella storia delluomo (una testimonianza illustre quella di Tito Livio che descrive leclisse del 190 d.C.) le eclissi sono sempre state un presagio infausto, spesso al servizio dellastrologia. Sappiamo da lunga data il principio alla base delle eclissi: le eclissi di Luna avvengono quando la Terra interposta tra il Sole e la Luna mentre quelle di Sole quando la Luna interposta tra il Sole e la Terra. La condizione basilare che Sole, Terra e Luna siano allineate. La periodicit del fenomeno (ci sono sempre da 2 a 7 eclissi lanno) ha permesso a popolazioni antichissime di stilare veri e propri calendari. Tuttavia in tempi moderni la spiegazione del fenomeno stata arricchita di particolari derivati da studi astronomici e fisici. Riveste una particolare importanza leclisse di Sole del 1919, grazie alla quale un gruppo di astronomi, guidati dallastrofisico Eddington, misurarono lo spostamento apparente di alcune

stelle dovuto alla deviazione della loro luce da parte del campo gravitazionale del Sole, dando una prima verifica della Teoria della Relativit Generale di Einstein. Il saggio leopardiano continua quindi con la trattazione del fenomeno delle comete. Non meno durevole del timore ispirato dalle ecclissi, e pi comune forse fra i dotti, stato quello cagionato dalle comete. Un corpo luminoso di figura non ordinaria, veduto in una notte oscura nel cielo, accompagnato da una lunga e larga striscia di fuoco, o circondato da fiamme, , quanto allapparenza, un oggetto tristo e spaventoso. (da Saggio sugli errori popolari degli antichi Capo decimoprimo: DellAstrologia, Delle Ecclissi, Delle Comete G. Leopardi) La spiegazione scientifica di questo fenomeno rimasta sconosciuta per molto tempo. A tal proposito Leopardi cita lillustre filosofo Seneca: il filosofo latino nelle Naturales Quaestiones, parlando delle comete, prende infatti coscienza che per la descrizione di alcuni fenomeni celesti gli strumenti del suo tempo sono ancora inadeguati e profetizza lavvento di unepoca in cui un maggior sviluppo della scienza e unamaggior diligenza (quasi alludendo al futuro metodo scientifico galileiano) faranno conoscere ci che ancor si ignora. Per quanto riguarda lAstronomia moderna solo nel XVII secolo Edmund Halley us le teorie newtoniane per calcolare il preciso periodo orbitale di una cometa (passata poi alla storia come la cometa di Halley) (76 anni c.a.). Bisogna per aspettare il 1950 per avere un modello comunemente accettato che descriva cosa sia una cometa. Secondo questo modello, le comete sono corpi celesti di piccola massa, costituiti da ghiaccio e polveri, visibili quando si avvicinano al Sole. Sembra che provengano da una zona ai confini del Sistema Solare, oltre la nube di Oort. Le orbite delle comete possono essere ellittiche, paraboliche o iperboliche. Il nucleo delle comete solido ed composto da elementi volatili ghiacciati. Quando si avvicinano al Sole, sotto lazione della radiazione solare il nucleo lascia evaporare questi elementi e sviluppa una chioma tondeggiante (grande anche 10 volte il diametro terrestre). La chioma, a causa del vento solare, dalla parte opposta al Sole. Le comete sono un fenomeno periodico, che viene per ad esaurirsi quando finiscono gli elementi volatili del nucleo. Tra le comete pi famose ricordiamo quella di Encke (dal breve periodo orbitale), la cometa di Halley (76 anni) e la cometa Hale-Bopp (200 anni). Le comete rivestono attualmente particolare importanza poich di recente stata rilevata in esse la presenza di sostanze organiche.

Capo decimoterzo - Del tuono Si teme generalmente il tuono. Questo timore non irragionevole []. Ma esso inutile e dannoso. (da Saggio sugli errori popolari degli antichi Capo decimo terzo: Del Tuono G. Leopardi) In questo capitolo Leopardi non tratta molto il fenomeno: fornisce invece, quasi divertito, una lunghissima serie di famosi personaggi appartenenti al mondo antico che temevano i tuoni e i fulmini tra i quali spiccano le figure di Omero, Cicerone e dell imperatore romano Augusto. Analizziamo allora in dettaglio il fenomeno. FISICA: I FULMINI Un fulmine una scarica elettrica di grandi dimensioni e che si instaura fra due corpi con una elevata differenza di potenziale elettrico. I fulmini pi frequenti sono quelli che si verificano durante i temporali ma possono essere causati anche da tempeste di sabbia, bufere di neve o dalle nuvole di polvere vulcanica. Esistono fulmini pi facilmente osservabili come quelli fra una nuvola e il suolo, ma possono avvenire anche scariche fra due nuvole o all'interno di una stessa nuvola. Anche un oggetto sospeso nell'atmosfera pu innescare un fulmine: esempi sono fulmini che colpiscono aeroplani o che dagli aeroplani si propagano al suolo. Sulla terra si hanno circa 100 fulmini al secondo, la maggior parte dei quali si sviluppa nelle aree tropicali. Due condizioni necessarie affinch si formi un fulmine sono che laria del luogo sia umida e che allinterno di una nube (la nube tipica dei temporali il cumulonembo - v. diap.) si formi una corrente di aria calda ascendente. Cos facendo laria giunge nella parte pi alta della nuvola (anche 15 km sul livello del mare) dove le temperature vanno in media dai -20C ai - 50C e quindi si raffredda bruscamente. Se laria contiene molto vapore acqueo le goccioline dacqua del vapore si congelano: dalla formazione di molecole di ghiaccio dipende lo sviluppo di grandi quantit di elettricit. Mentre la nube temporalesca si forma, si crea al suo interno una frizione tra le particelle di ghiaccio che risalgono la nube e quelle che la discendono: questultime in genere sono pi grosse e scendono perch il loro peso supera la forza ascendente delle correnti d'aria e strappano cos alle particelle pi piccole una certa quantit di elettroni. Si pu immaginare il grande sfregamento di particelle se si pensa che le correnti di aria allinterno del cumulonembo possono raggiungere velocit anche di 40 m/s (144 km/h). Questo sfregamento crea, all'interno della nube, una differenza di potenziale (v. diap.) poich le particelle caricate positivamente, che hanno ceduto elettroni, risalgono la nube (solitamente), mentre quelle caricate negativamente, la discendono (solitamente); si crea cos una parte superiore positiva e una parte inferiore negativa. Ecco che quindi la parte inferiore della nuvola crea un campo elettrico (v. diap) con il terreno con direzione nuvola-terra e verso rivolto alla nube (v. diap.)

Si pu dire che in condizioni di bel tempo il valore del campo elettrico al suolo praticamente nullo, mentre in presenza di una nuvola temporalesca il valore del campo sale. E quindi prossimo il fenomeno della scarica (v. diap) Si possono identificare principalmente tre fasi : scariche Leader e inizio formazione del canale formazione della contro-scarica sviluppo del canale e fulmine visibile Se ci riferiamo ad un fulmine che abbia origine dalla nuvola verso terra, si pu notare che la scarica si genera nella parte inferiore della nuvola a causa dellintenso campo elettrico locale e della rarefazione dellaria. In seguito, sotto lazione del campo elettrico, una scarica, detta Leader, si propaga verso terra assumendola forma di un canale ramificato. Questo canale costituito da un nucleo altamente conduttore (plasma ionizzato - gas) del diametro di circa 1 centimetro, circondato da una certa quantit di carica disposta nello spazio circostante. La scarica si propaga in aria a zig-zag in base a dove trova meno resistenza ed accumula una significativa quantit di carica elettrica, in genere alcuni Coulomb, al massimo 8 o 10: nonostante sembrino piccoli numeri, a causa della grande velocit alla quale avviene il fenomeno, la corrente associata pu andare da 2kA (1kA=1000 Ampre) fino a 200kA (i = Q/t). Quando il canale del fulmine arriva in prossimit del suolo (circa 20-100 m di altezza), il campo elettrico diventa molto intenso (con la conseguente creazione di un campo magnetico molto intenso vedi IV eq. Maxwell). Si forma pertanto un fenomeno di contro-scarica Leader che si sviluppa verso lalto fino ad incontrare il canale discendente. La lunghezza del canale di contro-scarica in genere di alcune decine di metri. Quando il canale discendente incontra quello di contro-scarica il canale si formato: ha inizio la scarica a terra (il drenaggio della nuvola) che coinvolge correnti dellordine anche di 300 kA poich la velocit di scarica va dal 10 al 50 % della velocit della luce (c=300.000 km/s). E questa la fase pi visibile del fenomeno di fulminazione (fulmine). Tutta lenergia di un fulmine potrebbe alimentare, se immagazzinata, una lampada da 60 Watt per un mese, e ci relativamente poco; pi rilevante invece la potenza del fenomeno, che superiore a quella che sono in grado di fornire tutte le centrali elettriche installate in Europa nello stesso (brevissimo) intervallo di tempo (si noti che P = L/t). Un fulmine caratterizzato dal bagliore luminoso della scarica, il lampo, e dal rispettivo fenomeno acustico, il tuono. Questultimo dovuto al rapido riscaldamento dellaria, lungo lo stretto canale percorso dalla scarica. Durante il passaggio di corrente si ha infatti un brusco cambiamento di temperatura e di densit nel canale ionizzato (da temperatura ambiente a 45000C). Questo cambiamento origina unonda di pressione che si propaga e che viene percepita come tuono. Il lampo e il tuono solitamente non vengono percepiti contemporaneamente a meno che il fulmine non sia molto vicino. La differenza tra la visione del bagliore e la percezione del rumore dovuta alle differenti velocit di propagazione della luce e del suono. La luce si propaga a quasi 300000 kilometri al secondo mentre il suono a soli 340 metri al secondo (quindi il tuono percorrer circa 1 km in 3 secondi).

Generalmente si descrive il fulmine come una singola scarica, ma sono molto frequenti i casi in cui si verifica una serie di scariche in rapida successione. Solitamente l'intervallo di tempo tra una scarica e l'altra pu oscillare tra i 5 e i 500 millisecondi. Tutta l'energia trasportata da un fulmine si trasforma in luce, onde sonore, radiazioni, e calore; il massimo picco di temperatura raggiunge i 50.000 gradi ed ha la durata di qualche millesimo di secondo. Interferenze elettromagnetiche Il fulmine genera un forte impulso elettromagnetico che provoca interferenze nella ricezione di segnali radio, fino a frequenze di diversi MHz. Questo fortissimo impulso pu danneggiare in modo irreversibile componenti elettronici funzionanti a bassa frequenza. Pericolosit dei fulmini Un corpo colpito da un fulmine viene riscaldato per effetto Joule (P = Vi): le grandi correnti in gioco possono, a seconda dei casi, incendiarlo o fonderlo all'istante; quando un fulmine si scarica nell'acqua, essa pu vaporizzarsi. Leggermente diversa la situazione se il fulmine colpisce una persona: leffetto joule infatti riguarda i corpi conduttori mentre il corpo umano un cattivo conduttore e ci interferisce; si parla quindi di folgorazione e le conseguenze possono essere molto gravi: in una frazione di secondo un fulmine pu danneggiare il cervello e arrestare il battito cardiaco. Per ridurre i rischi derivanti dai fulmini si utilizzano i parafulmini. Le scariche elettriche sono attratte dalla presenza di materiali conduttori oppure da energia nelle sue varie forme, e, a parit di materiale, tendono a concentrarsi sulle punte (ecco perch sarebbe bene evitare gli ombrelli). La densit di carica elettrica misurabile in un materiale conduttore risulta infatti massima nelle sue punte e spigoli, dove tendono a concentrarsi le particelle elettriche libere: in base a questo principio che funziona il parafulmine. Questo infatti cerca proprio di attrarre a s il fulmine per poi scaricarlo a terra attraverso un circuito isolato. I luoghi chiusi, come la macchina o la casa, sono dei posti sicuri in caso di temporale. Essi infatti funzionano come una gabbia di Faraday, interposta fra il temporale esterno e la persona che vuole proteggersi. Il principio alla base della gabbia di Faraday che in un conduttore (se carico, come un aereo appena colpito da un fulmine) le cariche si dispongono sulla superficie esterna e quindi allinterno gli effetti elettromagnetici sono nulli. Non si pu pi parlare di gabbia di Faraday, e viene meno la protezione dai fulmini, se vi sono porte o finestre aperte, o in presenza di sorgenti elettromagnetiche, come un cellulare acceso. Per quanto riguarda gli aerei, anchessi funzionano come gabbie di Faraday ma necessitano di un ulteriore dispositivo costituito da alcune punte che letteralmente soffiano via la carica acquisita dallo sfregamento con laria o dal fulmine. Senza questo dispositivo, se un passeggero, uscendo, posasse la mano sul bordo dellaereo verrebbe fulminato. Le macchine non hanno questo problema: infatti, se colpite da un fulmine, si scaricano a terra.

In ogni caso la enumerazione degli antichi errori sar sempre utile. Essa ci porr in istato di paragonare le opinioni moderne con cotesti errori, e di conoscere se ci che ora si tiene per costante sia stato mai sotto altro aspetto condannato dagli uomini; essa metter i fabbricatori di sistemi, fuori dalla possibilit di rinnovare impunemente gli errori antichi; e giacch la dimenticanza, in cui questi cadono bene spesso, favorisce il loro risorgimento, essa impedir che i falli dei nostri antenati vadano mai sepolti in questa fatale obblivione. (da Saggio sopra gli errori popolari degli antichi Capo decimo G. Leopardi)

Bibliografia: Leopardi Tutte le opere Sansoni Editore (1989) C.P. Feyles, I. Neviani Geografia generale Societ Editrice Internazionale (2010) Halliday, Resnick Fondamenti di fisica (1980) U. Amaldi La fisica di Amaldi Zanichelli (2009) William H. Calvin How the Shaman Stole the Moon: The Search of Ancient Prophet Scientists: From Stonehenge to the Grand Canyon - Bantam Books (1991) Sitografia: Wikipedia www.wikipedia.org/wiki/Leopardi www.wikipedia.org/wiki/Precessione_degli_equinozi www.wikipedia.org/wiki/Cometa www.wikipedia.org/wiki/Eclissi www.wikipedia.org/wiki/Fulmini www.wikipedia.org National Weather Service - http://www.lightningsafety.noaa.gov/science.htm Sistema Italiano Rilevamento Fulmini - http://www.fulmini.it/fulmine/parametri.htm