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~Prologo~

Tutto era buio. Non vi era nulla di familiare nella densa oscurit che la circondava, che sembrava inghiottirla bloccando ogni suo movimento. Ogni suo muscolo sembrava paralizzato, quasi fosse avvolta da una spessa rete. Il suo corpo era trafitto da dolori lancinanti, accentuati da ogni singolo respiro. Tuttavia, langoscia di non sapere dove si trovava era ancora peggiore della sofferenza; cos, piano, prov a socchiudere gli occhi, per niente certa di riuscirci. Subito una luce accecante la obbligo a chiuderli nuovamente, e istintivamente la sua mano sal al viso per cercare di bloccare almeno in parte quellintollerabile chiarore. Il secondo tentativo and meglio, e lentamente i contorni delle cose andarono definendosi. Si trovava in un vicolo, e scopr che la luce, ora era decisamente pi tollerabile, era data dalle numerose fiamme che lavvolgevano. Il silenzio ovattato fu squarciato da numerosissime urla, cos tante da rendere impossibile definire da dove provenissero con certezza. Subito la ragazza avvert un dolore fortissimo alladdome, ma non avrebbe saputo dire cosa laveva provocato. Confusa, prov lentamente a tirarsi su, immediatamente ricadendo rovinosamente di schiena; il respiro le manc per qualche secondo, e prima di tentare di nuovo cerc di trovare un senso a ci che le stava accadendo. La sua mente per non rispondeva: ogni volta che provava a ricordare una sorta di muro si erigeva tra lei e la verit di cui aveva disperatamente bisogno. Con un sospiro, dando a fondo a tutte le sue energie, strisci verso il muro pi vicino e, con questo sostegno, riusc finalmente a mettersi seduta. Stremata, quasi avesse corso per ore senza sosta,con cautela prov a analizzare il proprio corpo: era messa decisamente male, con tagli e bruciature dappertutto e, come aveva gi immaginato,una ferita profonda alladdome, la pi dolorosa. Inoltre, le sue membra erano intorpidite, come sotto leffetto di un qualche veleno. Tuttintorno, il caos non accennava a smettere, anzi le urla sembravano essere cresciute nel breve arco di tempo trascorso. Listinto, pi che la mente ottenebrata, le suggerirono di lasciare subito quel luogo, dove avrebbe potuto trovare solo la morte per mano di un qualcosa di cui nemmeno conosceva o riusciva a ricordare lesistenza; tuttavia non fece nemmeno in tempo a considerare il proposito. Una fortissima nausea lavvinse, e il suo corpo gi straziato si pieg in due dal dolore. Ricadde supina, gradualmente perdendo conoscenza mentre la sua mente ricadeva di nuovo nellabisso dal quale era prima riuscita a fuggire.

Lultima cosa che vide fu un piccolo elicottero volare sopra di lei, e le parve di notare due figure buttarsi verso la citt in fiamme. Poi, tutto si fece nuovamente buio, leco delle grida si spense lentamente, finch non rimase che loblio.