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Universit degli Studi di Palermo

Facolt di Scienze Politiche


Corso di Laurea Specialistica in Studi Europei

De Gaulle e lEuropa

Tesi di laurea di: Nicola Palilla Relatore: Ch.mo Prof.

Anno Accademico 2007/2008

PREMESSA
Per via della gran mole di documenti e testimonianze che sul tema come per molti altri egli stesso ha prodotto, affrontare la visione dellEuropa di Charles De Gaulle potrebbe sembrare semplice. Si tratta per lo pi di dichiarazioni alla stampa, memorie e atti ufficiali di governo che ci forniscono con immediatezza come il Generale concepisse, in un mondo diviso in blocchi ideologici e militari contrapposti, il ruolo della Francia ed il modo in cui lEuropa avrebbe dovuto organizzarsi per essere uno spazio estraneo alla contesa planetaria e ai pericoli di una guerra atomica; oltre che una regione in cui la potenza francese potesse rinnovarsi e ritrovarsi. In realt, lelaborazione del tema appare complesso per le medesime ragioni per le quali pu apparire semplice, poich non sempre agevole districarsi nella selva costituita dallinsieme di tali fonti cognitive, data la complessit dellordito in cui lardua trama del Generale fu ricamata. Di De Gaulle non pu certo parlarsi come di un pensatore o del fondatore di una dottrina politica, poich egli fu sempre e soltanto un uomo dazione con un solo, chiaro, solido scopo; uno scopo in funzione del quale ogni mezzo, per quanto incoerente e contraddittorio rispetto a quelli usati in precedenza e a quelli che sarebbero stati usati successivamente, sarebbe stato buono se fosse servito ad assicurarlo: la grandeur della Francia. Inoltre, va considerato che, nel momento storico in cui fu concepito, il suo ambizioso disegno politico non poteva non tener conto di quanto fosse indispensabile per una nazione europea che voleva mantenere un rango di potenza planetaria adottare una coraggiosa ed ampia visione strategica nella quale, inevitabilmente, gli aspetti economici, politici e militari dellEuropa e del Mondo risultassero concatenati e confusi da non consentirne quasi pi la distinzione. Il problema della conciliazione tra questa aspirazione nazionale e la consapevolezza dellineludibilit dellunit europea loggetto di questo lavoro. Vi un filo conduttore che, attraverso cinque capitoli e delle conclusioni, si cercato di dipanare durante tutta

lopera, ossia la domanda se pu esserci stata in De Gaulle una reale e sincera volont di realizzare lunit europea. Basandoci sulle feroci critiche con cui apostrof le Comunit e gli assertori del metodo funzionalista e considerati gli analoghi rilievi furono mossi allo stesso indirizzo dai federalisti, potremmo anche cedere alla tentazione di farci lidea che De Gaulle volesse lealmente opporre una visione decisamente pi romantica dellEuropa a quella grigia che, invece, andava concretizzandosi. Ora, se questo pu accadere quando limitiamo la nostra ricerca ad esplorare luniverso delle sue parole, nel momento in cui ci caliamo nel contesto della sua prassi politica, non possiamo fare a meno di riscontrare il sostanziale atteggiamento di indisponibilit del Generale per lEuropa, se questa avesse dovuto significare il sacrificio della grandezza della Francia. Convinti che il grado, lintensit e la qualit della democrazia si riducano allaumentare della distanza tra i governati ed i governanti; persuasi che le forme della democrazia nazionale, una volta applicate ad un contesto continentale, diverrebbero pure formalit democratiche, dobbiamo ammettere di essere stati, inizialmente, inclini a cedere a quella tentazione. Tuttavia, pensiamo, che la ricerca che abbiamo condotto ci abbia portati a valutare le cose secondo le giuste misure. Il primo capitolo, che ha anche una veste introduttiva, ha lo scopo di dipingere il quadro storico in cui lazione di Charles De Gaulle si colloc e tal fine presenta la situazione di divisione in cui lEuropa venne a trovarsi alla conclusione della seconda guerra mondiale. Illustrate le problematiche che da tale condizione scaturirono, la sezione si concentra sul processo di formazione delle Comunit europee e illustra tanto le tre tesi che animarono il dibattito sullunificazione europea nel secondo dopoguerra, quanto le caratteristiche del progetto gollista di unione politica dei primi anni Sessanta: il Piano Fouchet.

Il secondo capitolo tratta delle concezioni politiche di Charles De Gaulle mettendo una particolare attenzione sui temi del nazionalismo e della legittimit. Inoltre, mostrando come anche per De Gaulle lunit europea fosse inevitabile, torna a parlare del piano Fouchet e ne traccia un primo bilancio. Il terzo capitolo espone le argomentazioni che De Gaulle utilizz per porre in evidenza gli aspetti critici del processo dintegrazione europea a partire dalla fondazione del Consiglio dEuropa. Il capitolo non comprende la questione della CED perch abbiamo ritenuto opportuno, per omogeneit tematica, spostarla nel capitolo successivo, il quarto, riguardante limportante tema dellindipendenza dellEuropa dagli Stati Uniti. In questultimo capitolo trova collocazione anche la questione delladesione della Gran Bretagna al Mercato Comune, da noi considerata strategica e pertanto pi consona alla trattazione di questultima partizione che a quella precedente. Il capitolo Al vaglio della critica dei federalisti, il quinto, espone le critiche che al Generale furono rivolte dai federalisti tanto in riguardo al suo progetto dunione politica, quanto alla sua condotta nelle sedi comunitarie e internazionali. Il capitolo, che molto si basa sui giudizi espressi dai membri del Movimento federalista europeo sulle pagine dei loro organi di stampa, si conclude ponendo in evidenza la sostanziale giustezza delle tesi demolitorie di De Gaulle a proposito del principio della sopranazionalit e dellinsufficienza delle Comunit. Chiudono il lavoro alcune osservazioni che cercano di fare il punto definitivo sulla visione che Charles De Gaulle ebbe dellEuropa, ponendo in evidenza come, forse, vi sia stato un conflitto in questuomo tra la sua aspirazione a fare davvero dellEuropa unentit politica indipendente, e la necessit di non sacrificare mai gli interessi vitali della Francia e della sua grandeur. La risposta alla domanda che costituisce il filo conduttore della ricerca chiara; tuttavia, non ci si astenuti dallaccennare al fatto che gli ostacoli sulla strada della definitiva unit europea possono anche trovarsi al di l di Charles De Gaulle. 4

CAPITOLO I LEUROPA SI ORGANIZZA

1. LEuropa divisa Il pi grande problema lasciato in eredit dalla guerra allEuropa fu la questione tedesca. Saltati presto gli accordi presi a Yalta e a Potsdam, in Germania fu ricostituita la sovranit nella forma della Repubblica federale tedesca, ad occidente (maggio 1949), e della Repubblica democratica tedesca, ad oriente (ottobre 1949). Nonostante i timori che evocasse la ricostituzione dello Stato in Germania, quella decisione sera resa necessaria per questioni strategiche, potendo una Germania riarmata e ammessa legittimamente nella cerchia delle democrazie occidentali, prestarsi bene ad avanguardia del fronte atlantico contro la pi temuta avanzata sovietica1. Il maggiore disaggio, per, fu quello provato dalla Francia, alla quale ricomparvero gli spettri della potenza industriale e militare tedesca.

A proposito degli inizi della guerra fredda, P. VIOLA, Storia moderna e contemporanea, Il Novecento, Torino, Einaudi, 2000, pp.255-259: Lo scontro pi pericoloso avvenne in Germania, dove le tre zone doccupazione occidentali si andavano progressivamente integrando, mentre quella sovietica stava diventando un paese autonomo e separato. La cortina di ferro tagliava in due lEuropa e in particolare la Germania e questa realt imprevista alterava completamente lo spirito della collaborazione fra gli ex alleati. Tutti in Europa avevano ragione di temere il risorgere del fascismo tedesco, ma le democrazie occidentali oramai temevano molto di pi il comunismo sovietico, e una Germania troppo debole avrebbe costituito un pericoloso vuoto al centro del continente europeo. Agli americani sembrava pi prudente integrare una Germania democratica in un sistema difensivo occidentale. Anche se la nuova situazione europea spingeva di nuovo gli occidentale a fare della Germania un baluardo contro il comunismo, gli accordi di Yalta e di Potsdam avevano per previsto il disarmo e la deindustrializzazione del paese, oltre che la divisione in quattro diverse entit politiche. Inoltre, lUnione Sovietica aveva pagato un prezzo talmente alto alla guerra contro il nazismo, che qualunque rafforzamento tedesco le appariva non solo estremamente pericoloso, ma un vero tradimento degli accordi presi. In risposta alla nuova politica degli americani per la Germania, lURSS decise di scacciare gli ex alleati da Berlino, che costituiva unisola allinterno della zona doccupazione sovietica. Nel giugno 1948 lArmata Rossa chiuse le vie daccesso tra Berlino e la Germania occidentale[] Si inaugur un copione che divenne classico: ciascuna delle due superpotenze sapeva che la guerra mondiale era impraticabile, ma si serviva della minaccia rappresentata dallavversario per rafforzare il proprio dominio sui paesi alleati[]Dalla crisi di Berlino in poi, la Germania rapidamente si costitu in due diverse entit statali: una, la Repubblica federale tedesca, occidentale e capitalista con capitale Bonn; e unaltra, la Repubblica democratica, comunista, con capitale a Berlino Est. Nellaprile del 1949, mentre Berlino era ancora assediata dalle truppe sovietiche, i paesi occidentali costituirono unalleanza antisovietica: la NATO [] In pochissimi anni si era cos realizzato un rivolgimento molto significativo e molto veloce. Per gli Stati Uniti, la Germania da avversaria sconfitta era diventata alleata, mentre lUnione Sovietica vittoriosa e alleata era diventata invece nemica

Visti gli ultimi precedenti, sera diffusa lopinione che in Europa non ci sarebbe stata alcuna pace durata senza un perpetuo accordo tra Francia e Germania. Il confine tra i due paesi era unautentica polveriera: una nuova scintilla, nel contesto internazionale e con due superpotenze armate di congegni atomici, avrebbe potuto accendere la miccia della terza guerra mondiale, il conflitto pi prossimo allapocalisse. Se non lapocalisse medesima. Per gli Stati e i popoli europei, un tale conflitto sarebbe stato insostenibile. Oltre che di una grande civilt, quella europea anche la storia di sanguinose guerre. Per varie ragioni combattute, le guerre europee hanno visto protagoniste tutte le monarchie, le repubbliche e gli eserciti dEuropa: cos laffermazione pu apparire ovvia per quanto la Germania con le sue ambizioni fosse stata la causa dei due pi recenti conflitti, non era in quella terra che doveva trovarsi lorigine del dissidio sul Vecchio Continente. Tuttavia, la ricostituzione della sovranit in Germania, bench bipartita, provocava non poche preoccupazioni, soprattutto alla Francia. Dopo il maggio del 1949, il problema dei rapporti franco-tedeschi divenne di capitale importanza; conseguentemente, il dibattito sulla necessit dellunificazione europea, iniziato subito dopo la guerra ma fino a quel momento sterile di risultati concreti, usc dalla mera speculazione intellettuale per divenire oggetto della particolare attenzione del governo francese .

2. LEuropa dal Consiglio dEuropa alle Comunit Quando fu presa coscienza del fatto che lunificazione degli Stati europei non fosse pi differibile, solo due governi avrebbero potuto davvero farsi carico di questa storica impresa: quello inglese e quello francese. Mentre lInghilterra, per, per via delle fortunate vicende belliche aveva grandemente accresciuto il suo prestigio nazionale, la Francia, bench riconosciuta vincitrice, si trovava in enormi difficolt. Le situazioni dei due paesi erano agli antipodi. La prima poteva vantarsi non solo di aver condotto la guerra alla 6

Germania nazista dallinizio alla fine delle ostilit senza mai tentennare, ma anche di non aver subito negativi contraccolpi sul suo sistema politico. La seconda, invece, era piombata nella vergogna della resa e della collaborazione, che il moto rappresentato dalla coraggiosa azione del generale De Gaulle non aveva in pieno riscattato; oltretutto, allindomani della guerra, sera data lennesima e malferma costituzione repubblicana2. Presto risult evidente come Londra fosse disinteressata a seri propositi europeistici: cos, dopo una prima fase in cui sembr volesse dettare le direttrici del prossimo futuro unitario europeo, fu infine la Francia che diede limpulso decisivo affinch i paesi del Vecchio Continente iniziassero a praticare una credibile e fruttuosa integrazione. Costituito a Londra il 5 maggio 1949 con lobiettivo di far raggiungere ai propri membri una maggiore integrazione sulla base di un patrimonio di tradizioni comuni tra cui la libert politica il Consiglio dEuropa fu la prima organizzazione europea del secondo dopoguerra; tuttavia, esso fu ben lungi dal soddisfare le aspettative di chi voleva che si realizzasse una vera unit continentale: larticolo 1 dello statuto si limitava ad esprimere in modo generico lobiettivo di una pi larga unit tra i suoi membri allo scopo di salvaguardare e di realizzare gli ideali e i principi di una comune eredit e di facilitare il progresso economico e sociale3. Seguendo lo statuto, il Consiglio dEuropa si sarebbe costituito di due organi: lAssemblea consultiva ed il Comitato dei ministri. LAssemblea, formata da membri designati dai governi, avrebbe avuto lattribuzione di discutere e presentare raccomandazioni al Comitato dei ministri, organo costituito dai ministri degli Esteri dei paesi membri; il Comitato dei ministri avrebbe deliberato allunanimit dei votanti e a maggioranza dei suoi membri, dopo che i governi nazionali fossero stati investiti della questione per il tramite dei loro stessi ministri degli Esteri. Il Consiglio
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Nel referendum confermativo, la Costituzione della Quarta repubblica veniva approvata con 9.297.000 voti, mentre i contrari furono 8.165.000 e gli astenuti 8.520.000 [] il che far dire a De Gaulle che la costituzione era stata approvata perch un terzo dei francesi vi si era rassegnato, mentre un altro terzo laveva respinta e un terzo laveva ignorata. Citazione in G. MAMMARELLA, Storia dEuropa dal 1945 ad oggi, Roma-Bari, Laterza, 1980, p. 71. 3 ivi., pp.172-173.

dEuropa, quindi, si caratterizzava per il fatto di negare recisamente la fusione degli Stati e dei popoli europei e di favorire fra di essi solo blande forme di cooperazione, conservandone completamente integra la sovranit e, quindi, la libert dazione. Il Consiglio dEuropa nasceva pertanto come un foro di dibattito e un organo di consultazione sotto lo stretto controllo dei governi ed era ben lontano dal costituire, sia pure in nuce, il nucleo di un governo europeo4. Il cammino verso lunit europea ebbe inizio con la dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950. Ispirata direttamente da Jean Monnet, liniziativa del Ministro degli Esteri francese Robert Schuman proponeva che Francia e Germania, insieme con qualunque altro Stato avesse voluto parteciparvi, mettessero in comune tutta la loro produzione carbosiderurgica per sottoporla allautorit di unamministrazione sopranazionale. Visto che, praticamente, tutta la produzione di carbone e dacciaio dei due paesi trovava collocazione lungo quel confine per la presenza, ivi, di enormi giacimenti carboniferi, liniziativa di Schuman si presentava come la migliore soluzione dei contenziosi tra Francia e Germania ed era salutata con entusiasmo dallintera Europa occidentale democratica e molto positivamente dagli Stati Uniti dAmerica5. Il successo della proposta Schuman port, il 18 aprile 1951, alla firma a Parigi del trattato istitutivo della Comunit europea per il carbone e lacciaio (CECA) con, oltre alla Francia e alla Germania occidentale, ladesione di Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Il tratto distintivo della CECA fu la sopranazionalit, ossia il fatto che gli

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ibid. In L. LEVI, U. MORELLI, Lunificazione europea. Cinquantanni di storia,Torino, Celid, 1994, pag. 43 gli autori riportano un passo di Una vita per lEuropa di R. COUDENHOVE-KALERGI in cui il presidente Truman esprime viva condivisione dellidea di unificare lEuropa:Un giorno Creel domand a Truman che cosa pensasse degli Stati Uniti dEuropa E unottima idea! fu la risposta spontanea di Truman [] A met del 1946 tutta lAmerica, dalla Casa Bianca al Dipartimento di Stato e dal Congresso fino alla opinione pubblica, era pronta a sostenere lidea degli Stati Uniti dEuropa, premesso che gli europei stessi desiderassero questa unione. Perch gli americani non volevano imporre a unEuropa recalcitrante il proprio sistema. Sullargomento pu vedersi anche G. MAMMARELLA, op.cit., pag. 158 dove si riporta che il 22 marzo 1947 il Congresso statunitense approvava la risoluzione del senatore Fulbright in cui si affermava che Il Congresso degli Stati Uniti favorisce la creazione degli Stati Uniti dEuropa

Stati accettavano di riconoscere, limitatamente al settore carbo-siderurgico e al di sopra della propria, lautorit di un organismo sopranazionale costituito da unAlta Autorit, un Consiglio dei ministri, unAssemblea e una Corte di giustizia. Mentre lAssemblea, formata per cooptazione dei parlamenti nazionali, non aveva che poteri consultivi, il centro del sistema era lAlta Autorit, lesecutivo dellorganizzazione che, seppur costituita da membri nominati dagli Stati, era da questi ultimi, in buona sostanza, indipendente. Il Consiglio dei ministri, in cui sedevano i membri dei governi nazionali, svolgeva le funzioni di organo decisionale. La CECA fu un esperimento decisamente riuscito: non solo mostr in Europa che la pace fosse possibile, ma anche che davvero la prospettiva di addivenire, infine, ad un governo federale non fosse poi cos lontana. A dimostrazione di ci, il 25 marzo del 1957, si arriv alla firma, a Roma, dei trattati istitutivi della Comunit economica europea (CEE) e della Comunit europea per lenergia atomica (CEEA, pi nota come Euratom). Una particolare attenzione merita il primo dei due trattati. Pur essendo caratterizzata da una minore sopranazionalit rispetto alle altre, la Comunit economica aveva un maggiore ambito di competenza, essendo, infatti, deputata alledificazione di un Mercato Comune che regolasse, potenzialmente, il complesso degli scambi commerciali tra i paesi membri. In breve tempo, i suoi organismi, ed in particolare la Commissione (cio il vertice della CEE, analogamente allAlta Autorit per la CECA) forte del carisma e della personalit del suo presidente il tedesco Walter Hallstein presero a considerarsi, seppur ancora in forma embrionale, il governo dellEuropa unita. Tutto questo, per, fu inviso al generale De Gaulle il quale, nel corso del 1958 e in conseguenza dei drammatici fatti dAlgeri6, aveva preso il potere a Parigi. Deciso ad

Dopo aver guidato le organizzazioni France libre e France combattante durante la guerra, De Gaulle era stato riconosciuto dagli alleati quale legittimo capo del governo francese, malgrado che fino al giugno del 1943 quello del regime di Vichy, agli occhi tanto degli americani quanto dei sovietici, apparisse come il solo governo francese ufficiale. Fu soprattutto Churchill a volere che a De Gaulle fosse attribuita tale

invertire la rotta del processo dintegrazione europea, onde condurlo dal sistema delle comunit a quello degli Stati legati in un qualche vincolo confederale, durante il lungo periodo in cui fu alla presidenza della repubblica francese, De Gaulle polemizz con le istituzioni di Bruxelles ed in particolare con la Commissione CEE, contestando la legittimit politica che essa sosteneva davere e che gli altri Stati membri, difatti, le accordavano. Nel quadro di tale politica, agli inizi degli anni Sessanta De Gaulle propose il cosiddetto Piano Fouchet.

3. Il problema della sicurezza: nascita della NATO e fallimento della CED Oltre che organizzandosi sul fronte economico, per garantirsi la pace ed il progresso in un clima di fiducia e di ottimismo, lEuropa doveva curarsi della propria sicurezza contro il pericolo sovietico. La fine della guerra, oltre che in macerie e in una profonda crisi morale, consegn alla storia unEuropa politicamente ed ideologicamente divisa in due, con la parte occidentale legata agli Stati Uniti dAmerica, alleconomia di mercato e alla democrazia parlamentare, e con quella orientale, al contrario, sotto il giogo del totalitarismo sovietico. Bench originariamente, facendo affidamento anche sulla propria superiorit tecnologica, gli Stati Uniti pensassero di poter controllare lespansione sovietica grazie al fatto daver delineato lordine mondiale post-bellico con laccordo dellattuale avversario, presto lUnione Sovietica pales di poter rappresentare una pericolosa minaccia per lintero continente europeo. Ne segu che gli Stati Uniti dovettero

dignit. Lasciato il governo in polemica con i partiti politici nel gennaio del 1946, De Gaulle continu ad essere coinvolto nella vita pubblica ispirando la nascita del Rassemblement du peuples franais (RPF) ma rifiutando di assumervi incarichi. Torn al potere nel giugno del 1958, richiamato per fronteggiare la degenerazione del conflitto con la popolazione araba dellAlgeria, ormai considerata alla stregua di un comune dipartimento bench fuori dal territorio metropolitano. Nel 1956, quella che era iniziata come una rivolta due anni prima, aveva preso le sembianze di una vera e propria guerriglia alla quale i governi francesi non sapevano porre rimedio. Quando nel 58 De Gaulle fu richiamato al potere, pare che la Francia fosse minacciata da un colpo di Stato che aveva la sua mente proprio in Algeria. Chiamato a fronteggiare questo pericolo, De Gaulle condizion la sua investitura alla redazione di una nuova costituzione repubblicana con chiari tratti di presidenzialismo. Sulla vita di De Gaulle e gli episodi di Algeri sono consultabili: D. COOK, De Gaulle, Milano, DallOglio, 1987; C. WILLIAMS, De Gaulle, Milano, Mondadori, 1997; R. BRIZZI, M. MARCHI, Charles de Gaulle, Bologna, Il Mulino, 2008

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assumersi il gravoso compito di tutelare la sicurezza dellEuropa occidentale. Il 1949 fu, cos, importante per un altro fondamentale evento: la costituzione dellAlleanza Atlantica e, con esso, della NATO7. Scopo dellAlleanza Atlantica era di rafforzare la stabilit e la crescita del benessere e della libert dei paesi membri per mezzo di un sistema di sicurezza collettiva. In altre parole, lorganizzazione era stata creata per garantire lEuropa occidentale contro la minaccia di uneventuale aggressione sovietica. Ladesione alla NATO implicava, per effetto del principio dellintegrazione che ne costituiva la colonna vertebrale, la rinuncia da parte dei suoi membri di consistenti prerogative in materia di difesa, dato il carattere preminente che nellorganizzazione assumevano i vertici militari statunitensi. Fu proprio nel quadro della riorganizzazione della difesa europea che gli Stati Uniti avevano preso a giudicare indispensabile che la Germania, nella sua parte occidentale, fosse ricostituita e riarmata. Non deve, quindi, passare inosservato che la creazione della NATO, la costituzione del Consiglio dEuropa e la fondazione della Repubblica federale tedesca sono stati eventi accaduti nel giro di due mesi. Cos come non pu passare inosservato il fatto che liniziativa inglese di costituire il Consiglio dEuropa, quindi la sua stessa iniziale vocazione europeistica, stata connessa alle scelte strategiche americane. A proposito della fondazione del Consiglio dEuropa pu, dunque, dirsi che liniziativa inglese facesse parte di un pi ampio disegno strategico di fattura americana. In altre parole, la mossa del governo di Londra, che come si dimostr presto non era affatto appassionata al dibattito europeo, fu volta a favorire una certa sistemazione del Vecchio Continente. La Gran Bretagna si disponeva a far ci sulla base di un sistema di relazioni speciali con gli Stati Uniti che stava cominciando, allora, a delinearsi e che non pochi problemi comporter ad entrambi quando De Gaulle torn al potere.
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Ne fecero parte: Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti dAmerica. La Grecia e la Turchia furono ammesse nellalleanza nel 1952, la Repubblica Federale Tedesca nel 1955. Fonte: Microsoft Encarta 2007. 1993-2006 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati

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Proprio la specialit di detti rapporti saranno, tra le altre, la causa del fallimento europeo di darsi una propria difesa. Proposta allindomani della proclamazione della Repubblica federale, la Comunit europea di difesa (CED) si prefiggeva di mettere in comune la difesa dei Sei ma sintendeva estenderla anche alla Gran Bretagna mediante la costituzione di un esercito europeo. In verit, scopo del piano non era tanto lorganizzazione della difesa dei Sei, bens consentire alla Francia, che lo propose, di controllare il riarmo della Germania ed impedirle ladesione alla NATO. Lingresso della Germania nellAlleanza Atlantica era particolarmente osteggiata dalla Francia per il timore che gli Stati Uniti avrebbero finito per apprezzare la Germania come un alleato ben pi importante, essendo la sua posizione geografica maggiormente strategica nel contrasto allUnione Sovietica8. Poich il Piano Pleven (il progetto che sta a monte della CED e che prende il nome dal presidente del Consiglio francese che lo propose) prevedeva la costituzione di un esercito europeo composto da sei divisioni, con uno stato maggiore internazionale agli ordini del comandante in capo delle forze atlantiche, il tutto posto sotto il controllo di un ministro della Difesa europeo e di unautorit politica da nominare contestualmente9, la Comunit di difesa implicava la reiterazione della formula sopranazionale gi definita per la CECA; e siccome lesercito il fondamento stesso della sovranit; una politica militare non ha senso, se non in servizio di una determinata politica estera, luna e laltra sottoposte a controllo parlamentare e decise da organi democraticamente legittimi10, naturale corollario dellesercito comune non poteva che essere listituzione di unautorit politica europea. Questultima implicazione, nonch il rifiuto inglese di aderirvi, provocarono il fallimento del progetto della nuova Comunit11.
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Sulle finalit della politica estera francese si vedano G..MAMMARELLA, op.cit., p.181; B.OLIVI, LEuropa difficile. Storia politica dellintegrazione europea 1948-1998, Bologna, Il Mulino, 1998, pp.41-45 e G. MAMMARELLA, P. CACACE, Storia e politica dellUnione Europea, Roma-Bari, Laterza, 1999, pp.56-65 9 G. MAMMARELLA P. CACACE, op.cit., p.61 10 M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, Storia del federalismo europeo, Torino, 1973 , p.243 11 Alla base del diniego del parlamento francese di ratificare il trattato CED vi fu il diffuso timore che la costituzione di un esercito comune avrebbe inevitabilmente impedito alla Francia, impegnata in guerre

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4. De Gaulle, lInghilterra, gli Stati Uniti Una volta tornato al potere, contestando che la Francia, bench anchessa vincitrice e, cosa pi importante, grande potenza per storia e tradizione non fosse considerata dagli Stati Uniti un alleato alla pari, De Gaulle si concentr sulla costruzione dellunit dellEuropa per creare un contrappeso, s, al colosso americano in seno al mondo occidentale, ma anche un credibile mezzo con cui la Francia avrebbe potuto recuperare una certa libert dazione e condurre la sua politica di grandeur. Secondo lui, lEuropa, seppur alleata degli Stati Uniti, doveva essere in grado di determinare la propria politica e la propria posizione nel sistema delle relazioni internazionali da s stessa, nonch cercare di massimizzare la sua posizione strategica al centro delle due superpotenze col fare da ago della bilancia degli equilibri planetari; questEuropa, infine, avrebbe dovuto comprendere anche i paesi comunisti dellEst. Il tutto, secondo la formula da lui stesso prospettata di unEuropa europea. Per tale scopo raggiungere, la prima cosa da fare sarebbe stata attribuire, non gi ad una potenza straniera la difesa del continente, ma ad una nazione europea. Chiaro che questa nazione non poteva essere che la Francia. A cagione di ci, De Gaulle volle a tutti costi che il suo paese disponesse di un proprio arsenale nucleare la cosiddetta force de frappe del quale poter disporre indipendentemente dagli Stati Uniti (nel 1966 la Francia uscir dallorganizzazione militare della NATO). Una circostanza che pales grandemente il suo netto di rifiuto a che la leadership francese sul Vecchio Continente potesse essere contestata, fu quella in cui De Gaulle pose clamorosamente il veto allingresso britannico nel Mercato Comune. La vicenda piuttosto

coloniali, di difendere il proprio impero. Il fallimento della CED port gli inglesi a promuovere la ben pi vaga Unione europea occidentale (UEO) nel 1955. Sullargomento pu consultarsi E. GUCCIONE, Il fallimento della CED e lidea di federalizzazione in Carl Joachim Friedrich, Torino, Giappichelli, 2007. Si veda anche B.OLIVI, op. cit., p.45

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complessa, poich mostra come per De Gaulle non ci fosse soluzione di continuit tra la politica europea e quella internazionale. In questo senso, possiamo affermare che De Gaulle non ebbe mai una politica europeistica, neppure quando sostenne il piano Fouchet, ma solo una politica europea quale sottobranca di quella internazionale. Convinta di potere ancora giocare un ruolo internazionale di primaria importanza, alla fine della guerra la Gran Bretagna guard con diffidenza al processo dintegrazione economica che stava avendo corso nellEuropa occidentale. Presto ridimensionata nei suoi propositi di mantenere uno status da grande potenza tanto politico-militare quanto economica, la Gran Bretagna cominci a volgere il suo sguardo al Vecchio Continente, proponendo, in luogo di ununione doganale e di istituzioni sopranazionali, una blanda area di libero scambio, la quale, non trovando fortuna presso i Sei, si concretizz in seguito con la costituzione dellEFTA12. Linsuccesso delliniziativa che, in definitiva, mirava a mettere pressione sui membri della CEE affinch accettassero di scendere a compromessi con lei soprattutto in riguardo ai vantaggi che le provenivano dal Commonwealth, ma che alla fine non riusc nel suo scopo spinse subito la Gran Bretagna a chiedere ladesione alla CEE. Adesione che, infine, fu respinta per merito della Francia, oltre che per ragioni economiche la Francia temeva che si scardinasse la politica agricola comune soprattutto per questioni politiche. Dietro la richiesta dadesione britannica alla CEE, infatti, De Gaulle vedeva il tentativo di controllare la poderosa ripresa economica europea ad opera degli Stati Uniti, la cui bilancia dei pagamenti, per diretta conseguenza della ripresa europea, era oramai pericolosamente inclinata negativamente. Proprio i problemi di bilancio americani avevano condotto allabbandono della strategia della rappresaglia massiccia, fondata in primo luogo sulle forme convenzionali di guerra e solo secondariamente sullimpiego dellarma

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European Free Trade Association nel luglio 1959 con Svezia, Svizzera, Norvegia, Danimarca, Austria, Portogallo.

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atomica, a favore della risposta flessibile che, invece, si basava sullimmediata risposta atomica contro eventuali atti daggressione sovietica. Se negli anni Sessanta fu interesse degli americani richiamare le proprie truppe in patria, tale interesse chiamava necessariamente a nuove responsabilit i partners europei degli Stati Uniti. Fu sulla base di queste considerazioni, quindi, che il presidente Kennedy propose, col discorso del 4 luglio 1962, di ristabilire su base pi egualitaria i rapporti tra gli Stati Uniti e lEuropa mediante due strumenti: la formula della inter-indipendenza che mirava a creare una grande comunit atlantica (per dirla con le parole di De Gaulle) fondata sul libero scambio; il progetto della Forza multilaterale con la quale, per esempio, anche la Germania di Adenauer avrebbe avuto armi atomiche (da usarsi, per, sempre e solo per decisione americana). Le parole del presidente americano, che in quel discorso si augur che presto la Gran Bretagna aderisse alla Mercato Comune, unitamente al fatto che nel dicembre successivo Londra acquistasse missili atomici Polaris proprio dagli Stati Uniti, dimostrarono a De Gaulle che fra i due paesi vi era chiaramente un accordo strategico di fondo che spingeva definitivamente la Francia ai margini delle decisioni strategiche mondiali. Stando cos le cose, De Gaulle non ebbe esitazioni a denunciare il tutto pubblicamente e, inevitabilmente, ad annunciare il veto della Francia alla domanda inglese13.

5. Le tre vie dellunit europea

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La proposta americana, nota come Gran Design, dest una forte impressione in Europa. De Gaulle comprese subito che con la sua iniziativa, specie in materia commerciale, Kennedy stava appoggiando la candidatura della Gran Bretagna nella CEE. Un passaggio importante del discorso del 4 luglio 1962 fu quello in cui si esortava lEuropa ad organizzarsi e a prendere le proprie decisioni, alludendo, appunto, allingresso britannico nella CEE e alla possibilit che, avvenuto ci, i rapporti tra le due sponde dellAtlantico si sarebbero fatti pi intensi. De Gaulle comprese le intenzioni americane e si fece certo dellesistenza di un accordo tra Usa e Gran Bretagna per emarginare la Francia e per porre leconomia e la politica europea sotto il controllo anglosassone. Per approfondimenti, si veda G. MAMMARELLA, P. CACACE, op. cit., pp.116-117

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Pur avendo radici lontane nel tempo, un dibattito serio sullunit europea si ebbe solo alla fine della seconda guerra mondiale, alla fine della quale gli Stati del Vecchio Continente si ritrovarono non solo materialmente e moralmente distrutti, ma anche in grave pericolo per lemergere della potenza sovietica. Tale dibattito fu alimentato, sostanzialmente, da tre diverse tesi. Il pensiero federalista non propagandava un mero principio di organizzazione del potere, ma si presentava come una vera e propria teoria politica rivoluzionaria. Per i suoi pi convinti sostenitori, il federalismo costituiva unistanza di rinnovamento dei popoli e delle loro relazioni sulla base del pacifismo e della loro comune volont di darsi una nuova identit e di perseguire, oltre che quello materiale, il progresso sociale14. Tutto questo perch, a loro giudizio, lo Stato nazionale aveva esaurito la sua funzione e ragione storica per divenire un perfido strumento di oppressione e di guerra. Lidea federalista, quindi, aveva come obbiettivo la creazione di una federazione europea, ossia il superamento dello Stato nazionale tramite listituzione di organi legislativi, esecutivi e giudiziari europei con competenze in materia di politica estera, di difesa, di moneta, di imposizione e riscossione dei tributi. Pur essendo sostenuto da una considerevole spinta popolare15, il federalismo, la pi risolutiva tra le idee in questione, aveva il suo punto debole della completa estraneit allestablishment degli Stati. Tra i maggiori sostenitori di questa tesi vi fu Altiero Spinelli. La tesi funzionalista, a differenza del federalismo, non fu ci permettiamo di dirlo in riferimento al federalismo unideologia, bens pi propriamente un metodo. Muovendo
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A proposito del carattere del federalismo ci sembra utile riportare quanto segue: Un'Europa libera e unita premessa necessaria del potenziamento della civilt moderna, di cui l'era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era sar riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l'attuazione, saranno crollanti o crollate, e questa loro crisi dovr essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovr essere socialista, cio dovr proporsi l'emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni pi umane di vita. A. SPINELLI., E.COLORNI, E. ROSSI, Manifesto di Ventotene, 1941, in: www.freeweb.supereva.com 15 I sostenitori del federalismo, che si organizzarono sia a livello nazionale (in Italia nel Movimento federalista europeo) che a livello europeo nella Unione Europea dei Federalisti, chiesero che lunit europea si compisse mediante una procedura democratica, cio, lelezione di unassemblea costituente al suffragio universale. Si veda al riguardo S.PISTONE, Lintegrazione europea. Uno schizzo storico, Torino, UTET, 1999, pp.11-16

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dalla consapevolezza di quanto fosse difficile, malgrado tutto, unire Stati con diversi e contrastanti connotati e pur prefigurando in un orizzonte pi lontano la nascita di un governo federale, i suoi sostenitori si accontentavano, pur di cominciare ad unire lEuropa ed i suoi popoli, di procedere per integrazioni settoriali nella convinzione che la conseguente rimozione dei conflitti tra i diversi interessi nazionali, soprattutto economici, avrebbe portato allistituzione di un governo federale. La forza di questa tesi, che contrariamente a quella federalista non era sostenuta da alcun movimento popolare, era nel fatto che si conciliava bene con linteresse degli Stati di perpetuarsi il pi a lungo possibile, non implicando, infatti, repentine e complete cessioni di sovranit, ma solo quanto sarebbe bastato ad assicurare efficacia alle amministrazioni sopranazionali, nella sostanza indipendenti dagli Stati, che si sarebbero dovute occupare del governo del settore da integrare16. Jean Monnet fu, tra i maggiori sostenitori di questa tesi, colui che riusc pi degli altri a lasciare la sua impronta nella storia. La tesi confederale, infine, sostenendo che lo Stato nazionale continuasse ad essere la migliore incarnazione dei popoli, delle loro identit e della loro vocazione, proponeva che lunit europea si facesse col rispetto delle nazionalit e degli Stati, cos che le istituzioni, che si sarebbero create per agevolare ladozione di forme strette di cooperazione, non potessero privare gli Stati delle loro prerogative sovrane. Per i sostenitori della confederazione, quindi, non poteva avvenire che la sovranit nazionale fosse interamente ceduta ad un governo federale e nemmeno che essa fosse parzialmente e progressivamente trasferita a organi tecnici sopranazionali. I meccanismi che dovevano istituirsi tra gli Stati, invece, sarebbero stati di tipo intergovernativo, ossia tali da

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Sulle prospettive di lungo periodo dellintegrazione settoriale pu essere interessante considerare B. OLIVI, op.cit., p.28: Per i pi convinti ed ottimisti assertori della sopranazionalit settoriale il metodo funzionale contiene in nuce la soluzione globale asserita dai federalisti: invero inevitabile che lo sviluppo graduale dellintegrazione in settori o funzioni limitate provochi nel tempo un uguale processo per settori contigui condizionanti le funzioni stesse. Per esempio, le integrazioni settoriali di taluni segmenti della vita economica e sociale imporranno forme dintegrazione politica e con esse fatalmente lindebolimento e persino lo svuotamento delle sovranit nazionali

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consentire ai governi nazionali di raggiungere decisioni concordate in alcune materie di comune interesse17. La tesi confederale si caratterizzava per una certa contraddittoriet, giacch, da un lato sosteneva la necessit, viste le dimensioni crescenti dei problemi, di superare i tradizionali metodi della politica internazionale, dallaltro ribadiva lintangibilit della sovranit nazionale. Essendo funzionale alla conservazione degli Stati, dei loro interessi e delle loro ambizioni, la proposta confederale fu, tra gli altri e non a caso, sostenuta da due statisti provenienti da grandi ed orgogliose nazioni: Winston Churchill e Charles De Gaulle. Non vi possono essere dubbi, allora, sul fatto che, se il piano Fouchet fosse stato approvato, lunit europea si sarebbe fatta sul modello della confederazione.

6. Il piano Fouchet Nei primi anni Sessanta Charles De Gaulle meravigli lintera Europa portando avanti, con vigore e convinzione, un progetto di cooperazione politica tra i Sei che, sebbene in un orizzonte pi lontano, avrebbe dovuto traghettarli dalle Comunit ad una forma dorganizzazione di tipo confederale. Il progetto prendeva il nome di Piano Fouchet dal nome, Christian Fouchet, del presidente della commissione incaricata dalla conferenza di Bonn del 18 luglio 1961 di elaborare una bozza di trattato sulla unione politica tra i sei paesi gi aderenti alle Comunit. Sebbene la commissione fosse formalmente indipendente dagli Stati che lavevano espressa, le conclusioni che essa sottopose allapprovazione dei Sei corrisposero in pieno alle idee che in materia De Gaulle aveva ripetutamente espresse. Limpegno profuso dal Presidente in questa occasione, per, non imped che lo storico tentativo di unire finalmente lEuropa, anche nellambito politico e strategico, culminasse in un colossale fallimento.

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S.PISTONE, op.cit, p.19

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A monte del negoziato per lunione politica vi fu la speciale relazione che, fin dal suo ritorno al potere, il presidente De Gaulle volle instaurare con la Germania e personalmente con il suo cancelliere, Conrad Adenauer. Per grandi linee, infatti, il progetto per una stretta cooperazione tra gli Stati e non gi listituzione di una nuova comunit fu deciso nei vari incontri che i due statisti ebbero, a partire da quello di Rambouillet del 29 luglio 196018. Per quanto se ne parli al singolare, del piano Fouchet furono presentate tre diverse bozze. Tutte, per, esordivano istituendo ununione indissolubile di Stati e di popoli:
Il est institu par le prsent trait une Union d'tat, ci-aprs dsigne par le terme lUnion . LUnion est fonde sur le respect de la personnalit des peuples et de tats membres : galit des droits et des obligations. Elle est indissoluble19

Solo la prima bozza, quella del novembre 1961, garantiva, per, al paragrafo 5 del preambolo, il rispetto delle istituzioni comunitarie limitando le competenze delle nuove istituzioni alla politica estera, agli affari culturali e alla difesa, e non facendo accenno alcuno alla politica economica e la lealt atlantica. Secondo la bozza, organi dellUnione sarebbero stati: un Consiglio composto dai capi di Stato e di governo degli stati membri; unAssemblea parlamentare europea; una Commissione esecutiva. Il Consiglio si sarebbe riunito ogni quattro mesi e almeno tre volte allanno deliberando allunanimit; nessuna decisione, tuttavia, che non fosse stata condivisa da uno dei suoi membri avrebbe comportato, per detto membro, lassunzione di un qualunque obbligo e al contempo impedito agli altri di approfondire la loro cooperazione. AllAssemblea veniva riconosciuta

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I due sincontrarono la prima volta a Colombey-Les-Deux-glises il 15 settembre 1958. Altri incontri importanti furono quelli del successivo 26 novembre a Bad-Kreuznach, del 9 dicembre 1961 a Parigi, del settembre 1962 in Germania. In tutti questi incontri De Gaulle e Adenauer cercarono unintesa soprattutto su questioni politiche, strategiche ed economiche, tra le quali: i modi dellunit europea; la natura del MEC e delle istituzioni comunitarie; la riforma della NATO; gli armamenti atomici; lo status della RFT; i rapporti Est-Ovest. 19 Quello riportato larticolo 1 in tutte le versioni. Fonte: www.gaullisme.org

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la facolt di sottoporre interrogazioni e raccomandazioni al Consiglio, il quale, nel primo caso, avrebbe dovuto rispondere entro due mesi, mentre nel secondo avrebbe dovuto riferire di avervi dato seguito nella successiva riunione. La Commissione esecutiva, costituita da funzionari designati dagli Stati, avrebbe preparato le deliberazioni del Consiglio e vegliato sulla loro esecuzione. Larticolo 16 prevedeva che, dopo tre anni dalla sua entrata in vigore, il trattato sarebbe stato sottoposto a revisione al fine di rafforzare lUnione e far incamminare definitivamente lEuropa verso una confederazione20. In buona sostanza, il piano Fouchet prevedeva un Consiglio con poteri deliberativi, irresponsabile s di fronte ad unAssemblea decisamente impotente, ma legittimato dal fatto che i suoi membri sedessero nei governi nazionali, nonch una Commissione politica che, in quanto formata da funzionari legati agli Stati di nomina, non sarebbe stata affatto indipendente da questi. Non sbagliato affermare che, pur conservandosi i nomi gi adottati dalle strutture comunitarie, lunione politica non sarebbe consistita che nel rendere istituzionale la prassi degli incontri al vertice che, sotto il poderoso impulso del governo francese, si era in verit gi affermata. Pur essendo accolta come una buona bozza da cui cominciare a lavorare, non mancarono le rimostranze dei paesi soprattutto Paesi Bassi e Belgio che constatavano con amarezza lintento francese di annullare la logica della sopranazionalit21.

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D. CAVIGLIA, De Gaulle e il tentativo di spostare lasse politico europeo: il piano Fouchet, CEDAM, 2000, riporta cos al p.194 il contenuto dellart.16: Tre anni dopo lentrata in vigore del trattato celui-ci sera soumit une rvision gnrale, qui aura pour objet lexamen des mesures propres renforcer lUnion, compte tenu des progrs accomplis. Era, inoltre, specificato che la revisione avesse pour objectifs principaux ltablissement dune politique trangre unifie et la constitution progressive dune organisation centralisant, au sein de lUnion, les communauts europennes mentionnes dans le prambule du prsent trait. Oltre che D. CAVIGLIA, sul Piano Fouchet si vedano anche: B. OLIVI, op.cit. pp.73-75; G.MAMMARELLA, op.cit, pp 306-309; G.MAMMARELLA, P. CACACE, op.cit, pp.109-115. 21 Cfr. D. CAVIGLIA, op.cit., p.195. Per i due paesi, infatti, il piano francese rappresentava non gi una soluzione definitiva, ma un accettabile punto di partenza al quale era necessario apportare modifiche che andassero nel senso della sopranazionalit.

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Presentato come il necessario completamento politico delle istituzioni economiche gi esistenti e come uno strumento di rafforzamento della NATO22, il piano Fouchet, in realt, non era affatto in continuit con il processo comunitario inaugurato con la CECA e proseguito nel 1957 con la firma dei trattati di Roma, concernenti la fondazione della CEE e dellEuratom. La mente di De Gaulle aveva lavorato affinch lEuropa fosse uno strumento di grandezza della sua venerata Francia e affinch la sua posizione egemonica sul Vecchio Continente, basata anche sullaccordo strategico con Bonn, conferisse al suo paese o forse pi precisamente allo stesso Generale lautorit di esprimere il proprio punto di vista sugli equilibri mondiali a nome di tutta lEuropa democratica. Europa che, secondo De Gaulle, aveva il dovere di riconquistare la centralit perduta negli equilibri planetari e sbarazzarsi da quella indecorosa condizione di subalternit agli Stati Uniti dAmerica dovuta alla presenza dellAlleanza Atlantica. Lidea pi volte manifestata, e nuovamente confermata col piano Fouchet, di promuovere una confederazione non sarebbe stata di per s cattiva, se non fosse stato per il fatto che lunione politica di De Gaulle somigliasse pi ad un sistema di relazioni internazionali tra Stati europei facente perno su Parigi e sulla sua alleanza privilegiata con la Germania occidentale, che ad una vera confederazione europea. Detta alleanza, sfruttando il suo stesso peso negli equilibri del Continente, nonch il fatto che la Germania di Adenauer fosse molto limitata nei suoi movimenti, mirava chiaramente ad assicurare una guida francese allEuropa. proprio sulla base di questa intesa che De Gaulle, daltra parte, diede probabilmente dimostrazione della sua concezione pratica dellunit europea, ad esempio quando impose lagricoltura tra gli ambiti di competenza del Mercato Comune e regol in anticipo e privatamente con il suo partner privilegiato le grandi linee
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Cfr., ivi, pp. 117-118. De Gaulle spieg che il necessario completamento politico delle istituzioni economiche gi esistenti non avrebbe intaccato la sostanza dei trattati di Roma e, per ragioni diverse, avrebbe assunto i contorni di una cooperazione intergovernativa senza carattere sopranazionale. Anche la collaborazione in materia di politica estera e di difesa non avrebbe dato luogo a frizioni con gli americani ma, al contrario, avrebbe contribuito al rafforzamento della NATO attraverso lorganizzazione di paesi europei pi coscienti dei propri interessi.

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dellunione politica e le modifiche al piano Fouchet, lasciando ai rimanenti Quattro, in tal modo, la sola facolt di accettare23. De Gaulle confidava che la sola legge dei grandi numeri avrebbe fatto pendere verso Parigi la bilancia del potere europeo; dopo che le due bozze successive, per, intesero estendere lambito di applicazione dellunione anche alleconomia di fatto annullando la CEE e cancellare ogni riferimento alla NATO, ladozione del piano Fouchet fu compromessa per la ferma opposizione del Belgio e dei Paesi Bassi. Cos, dopo solo un anno e mezzo, nellaprile del 1962 il negoziato sullUnione politica era gi miseramente fallito.

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La seconda e la terza bozza datano, rispettivamente, 18 gennaio e 20 febbraio 1962. La seconda ometteva qualunque riferimento alle strutture previste dai Trattati di Roma e allAlleanza Atlantica. Inoltre, allAssemblea parlamentare venivano attribuiti poteri molto pi ridotti. La terza versione, che fu solo un estremo tentativo di compromesso, fu definita in seguito allincontro del 15 febbraio con il Cancelliere Adenaeur a Baden-Baden, nel corso del quale il presidente della Repubblica francese accettava nuovamente di modificare il testo su due punti: il preambolo del trattato avrebbe contenuto un riferimento al Patto Atlantico e larticolo relativo alle competenze delle nuove istituzioni avrebbe specificato che il Consiglio non avrebbe potuto discutere dei problemi economici che nel rispetto delle istituzioni esistenti. Si vedano G.MAMMARELLA, P.CACACE, op.cit., p.114 e B. OLIVI, op.cit., p.76

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CAPITOLO II CHARLES DE GAULLE TRA LA NAZIONE E LEUROPA

1. Nazionalismo e legittimit A Saint-Cyr sede dellaccademia militare presso la quale sera formato nel corso dei seminari da lui tenuti che culmineranno, in seguito, nella scrittura di Le fil de lpe, De Gaulle tratt largomento del carisma che un capo deve avere, esprimendo una notevole ammirazione per le personalit unificanti, ossia coloro che, grazie al coraggio di contravvenire alloccorrenza agli ordini dei superiori, riescono a plasmare gli eventi con la loro azione. Meglio: a cambiare il corso della storia con un semplice atto della loro volont. Cos, se vero che:
C un unico tema nella vita di Charles de Gaulle, e questo tema il potere. La sua grande e tormentata devozione per la Francia, i suoi sogni e le sue esortazioni alla grandezza avrebbero significato poco pi di un superpatriottismo filosofico da intellettuale militante, se egli non fosse stato

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capace di tradurli in un costante esercizio di potere [] Senza dubbio nella sua vita ci furono alti e bassi, ma non vi fu alcuna diversione da questa univoca fissazione mentale per il potere24,

altrettanto certo che pochi uomini nella storia hanno saputo fare ci che riuscito a De Gaulle, specie dalla definitiva affermazione dellantieroico ordine politico e sociale borghese. De Gaulle era convinto di possedere tutte le qualit delle personalit eccezionali e proprio tale convinzione lo sorresse nella sua opera il cui esito era tuttaltro che scontato di radunare i francesi durante uno dei loro peggiori momenti storici e, infine, ricondurli tra i vincitori della guerra; nonch accorrere in loro soccorso una seconda volta e stabilire, questa volta s, il suo regno al pari di un Alessandro, di un Cesare, di un Napoleone. Fu senzaltro un nazionalista, ma sarebbe un gravissimo errore pensare di ricondurre De Gaulle nelle categorie politiche tradizionali. Pur non costituendo scopo di codesto lavoro indagare circa la natura del nazionalismo di Charles De Gaulle, si ritiene essenziale, a questo punto giunti, svolgervi comunque qualche considerazione. Il nazionalismo di De Gaulle pu definirsi:
una concezione politica che non limita i suoi insegnamenti alla nazione francese nella quale si sviluppato, ma costituisce nella storia delle idee politiche nazionali, il ritorno alla moderazione, a un patriottismo che si libera dallinfluenza del nazionalismo ideologico estremo25.

Si tratta, quindi, di un nazionalismo di tipo ottocentesco, non militarista, che tende ad essere universalizzato26. Cos, anche se lo Stato nazionale un fenomeno organizzativo moderno, nella romantica visione di De Gaulle le nazioni esistono da sempre e da sempre
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D. COOK, op.cit., p.9 J.L. CHABOT, Il nazionalismo, Milano, Mondatori, 1995, p. 137 26 La caratteristica saliente del nazionalismo gollista [...] quella di proporre un sistema ideale aperto, sincretico e non esclusivo, e che per di pi volontariamente rinuncia a darsi confini insormontabili sia nella dimensione dello spazio che in quella del tempo. In tal senso, va innanzitutto ribadito il carattere cosmopolita del nazionalismo gollista. Elemento che pu essere apprezzato da due diversi punti di vista: il primo riguarda specificamente la Francia; laltro assume un significato universale in G. QUAGLIARIELLO, De Gaulle e il gollismo, Bologna, Il Mulino, 2003, p 29.

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combattono per la loro affermazione. Non pu esistere, quindi, alcuna realt alternativa a quella degli Stati nazionali; nel contesto mondiale, poi, ciascuno Stato deve giocare il ruolo che gli deriva dalla sua storia, dalla sua forza, dalla sua posizione geografica, dalla sua ambizione, dal suo genio. Brevemente, ogni nazione deve svolgere, sulla base della condivisione del principio di nazionalit da parte di tutti, la propria missione. Questo nazionalismo, inoltre, non ideologico, di destra, ma il tentativo di unificare i francesi, lacerati dalla competizione partitica e dalle ideologie, nonch la stessa Francia, divisa tra lAncien Rgime, la Rivoluzione, la Grande Guerra27. Per De Gaulle, lideologia solo un fenomeno culturale transitorio inidoneo a fornire una corretta rappresentazione della realt e, di conseguenza, alla lunga destinato a dimostrarsi incapace di guidare una nazione. Allideologia De Gaulle contrappone le nazioni, il primato delle circostanze e lazione morale28, mentre i partiti politici sono considerati fattori di disunione e di rovina:
Au caractre fractionnel des partis, qui les frappe dinfirmit, sajoute leur propre dcadence. Celle-ci se cache encore sous la phrasologie. Mais la passion doctrinale, qui fut jadis la source, lattrait, la grandeur des partis, ne saurait se maintenir intacte en cette poque de matrialisme indiffrente aux idals [...] Si le pouvoirs retombe lors discrtion, il est certain que leurs dirigeants, leurs dlgus, leurs militants, se mueront en professionnels faisant carrire dans la politique. La conqute des fonctions publiques, des postes dinfluence, des emplois administratifs, absorbera dsormais les partis, au point que leur activit se dploiera essentiellement dans ce quils nomment la tactique et qui nest que la pratique du compromis, parfois du reniement29

Solo dalla nazione, quindi, pu derivare la legittimit del potere. La concezione di De Gaulle si fa, a questo punto, piuttosto originale, poich egli ritiene che tale legittimit si affermi nel momento in cui la patria in pericolo e nelle mani di chi la conduce alla
27 28 29

Cfr .J.L. CHABOT, op.cit., p. 140 Cfr. QUAGLIARIELLO, op.cit, p. 31 e p. 64 C. DE GAULLE, Mmoires de guerre - Le Salut,Paris, Plon,1959, pp. 286-287

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salvezza. Sulla base di ci, De Gaulle giustifica la sua presa del potere tanto durante la guerra quanto nel corso della crisi dAlgeria30e, chiaramente, la legittima:
Ncessit vitale, qui en cas de pril publique simpose tt ou tard la collectivit! Ds lors, pour un pouvoir, la lgitimit procde du sentiment quil inspire et quil a dincorporer lunit et la continuit nationales quand la patrie est en danger31

Esercizio legittimo del potere e sovranit, per, non coincidono: se leccezionalit delluomo, la sua azione storica e morale a conferirgli quel potere atto a garantire lindipendenza della Nazione, la sovranit ossia la facolt di scegliere non pu non appartenere che al popolo. Lo Stato e le sue istituzioni sono, quindi, solo gli strumenti tramite cui il popolo esercita la sua sovranit, mentre nellautorit legittima sincontrano e si fondono la sovranit e la volont generale della nazione. Pur non essendo uno strumento daggressione, lo Stato non pu essere debole, frammentato e lacerato dalle dispute tra i partiti:
Or, si jtais convaincu que la souverainet appartient au peule ds lors quil exprime directement et dans son ensemble, je nadmettais pas quelle put tre morcele entre les intrts diffrents reprsents par les partis. Certes, ceuxci devaient suivant moi contribuer lexpression des opinions, et par suite, llection des dputs [] Mais pour que lEtat soit, comme il faut, linstrument de lunit franaise, de lintrt suprieur du pays, de la continuit dans laction nationale, je tenais pour ncessaire que le Gouvernement procdt, non point du Parlement, autrement dit des partis, mais, au-dessus deux, dune tte directement mandate par lensemble de la nation et mise mme de vouloir, de dcider et dagir32.

Non nemmeno possibile che la sovranit venga anche solo parzialmente ceduta allesterno.

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Nel corso della quale dichiar, prima ancora dessere invitato dal presidente Coty a costituire il nuovo governo, davere iniziato il regolare processo necessario alla formazione di un nuovo governo repubblicano capace di assicurare lunit e lindipendenza del paese. C. DE GAULLE, Memorie della speranza, Milano, Rizzoli, 1970,p. 24 31 C. DE GAULLE, Mmoires despoir, Paris, Plon, 1970, p.13 32 ivi, p. 15

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2. De Gaulle, un patriota Compreso che il nazionalismo di De Gaulle, per quanto ispirato dalla grandeur della Francia, non militarista e si richiama ai concetti di sovranit e di indipendenza secondo i loro significati pi genuini; considerando, inoltre, che, in quanto uomo dazione e non teorico della politica, De Gaulle non ha mai fondato una propria e coerente dottrina33, possiamo azzardare a spiegare come De Gaulle concepisse il suo tempo. A suo modo di vedere, il secondo conflitto mondiale era stata una guerra che si era combattuta per far conseguire ad alcune nazioni, e fra queste la Francia, lindipendenza dallimpero che li opprimeva: il Terzo Reich tedesco. La fine del conflitto, per, se aveva definitivamente ridimensionato le ambizioni della Germania, non aveva condotto tali nazioni alla loro completa liberazione, giacch due nuovi grandi imperi di cui uno era la solita Russia (trnlle, avrebbe detto lui), perch lUnione Sovietica solo una momentanea infatuazione per il comunismo stringono in una morsa non solo gli Stati europei, ma lintero pianeta. In tale scenario De Gaulle si vest degli indumenti del patriota, la cui missione provvidenziale non poteva non essere che combattere contro tutte le forme di oppressione, ovunque esse fossero state, per la libert delle nazioni. Le polemiche e le soventi tensioni che hanno caratterizzato i rapporti con gli Stati Uniti durante tutto il periodo della sua presidenza (ma per quanto riguarda solo le polemiche, possiamo risalire anche a tutto il periodo della Quarta repubblica) scaturirono dal rifiuto dellintegrazione indotta dalla NATO, ossia, dal rifiuto che la Francia potesse vedersi compromessa nella sua lindipendenza la sua libert dazione nello scenario strategico internazionale (scenario che, a dispetto dei tentativi di razionalizzazione esperiti
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In riguardo a tale questione alcuni autori, piuttosto che di gollismo, preferiscono parlare di gollismi. Sullargomento possono consultarsi: R. RMOND, La destra in Francia, Torino, U. Mursia & C., 1970, pp. 298-330; G. QUAGLIARIELLO, op.cit, pp. 17-50 e 683-732; J. SOUSTELLE, Gollismo. Ventotto anni di regime, Milano, Edizioni del Borghese, 1969. I primi due autori trattano della natura dei gollismi alla luce delle diverse ascendenze del pensiero di De Gaulle; il terzo, invece, durante tutta lopera parla di due diverse e contraddittorie forme di gollismo (gollismo e neo-gollismo) assumendo il ritorno al potere di De Gaulle quale spartiacque tra le due concezioni.

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dalla creazione di organizzazioni internazionali, prima fra tutte lONU, era ed notoriamente anarchico). In ambito europeo, invece, larma brandita dal Presidente per screditare il processo comunitario e logorare dal loro interno le istituzioni ispirate da Monnet, nonch usata, al contrario, per edificare una diversa Europa, fu la difesa della sovranit.

3. Linevitabile unit europea A sorreggerlo, Charles De Gaulle ebbe sempre una vivace intellettualit e una rigorosa moralit che, piegandosi solo alla ragion di Stato, furono ben aliene dallopportunismo e dallipocrisia dei partiti, dei loro uomini e delle loro clientele34. A proposito di ragion di Stato, sembra doveroso sottolineare come, invero, solo il federalismo assunse di fare lEuropa spogliando gli Stati di tali ragioni: se il federalismo al di l della retorica non ha mai trionfato, evidentemente, ci deve essere una ragione che va oltre lazione di Charles De Gaulle35. Nel 1948 a Marsiglia il Generale ebbe a dire:
Presque tout le monde admet quil faut organiser les peuples libres de lEurope en un tout conomique et stratgique, que ce tout pourrait comprendre un jour une confdration dtats allemands mais non pas un quatrime Reich, quil devrait tre li aux tats-Unis dAmrique sous

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Per quanto riguarda gli aspetti della moralit di De Gaulle: la storia a fare gli uomini o sono gli uomini a fare la storia? Il generale De Gaulle appartenne indiscutibilmente ed energicamente alla seconda categoria. Combatt costantemente per imporsi agli eventi e fece la storia della Francia al massimo livello. Fu un uomo da prendere in blocco e c una sorta di totalit nella sua personalit, che gli derivava dal modo in cui aveva posto ogni aspetto del suo carattere al servizio della sua pertinente ricerca del potere. La sua rigorosa dirittura morale divenne in qualche modo la spina dorsale della Francia che, in quanto a moralit, non aveva mai goduto di una grandissima reputazione in D.COOK, op.cit, p.15; una morale cristiana che si rivolge a una persona umana libera nelle sue scelte, malgrado la contingenza e le circostanze, e volitiva dei suoi atti. Il senso dello sforzo, dellardore, della riparazione dei torti, della disciplina lascia trasparire quanto il mestiere del militare vi abbia aggiunto, autorizzando come il caso dellesercito, il trasferimento alla collettivit morale di qualit simili e di virt possibili J.L.CHABOT, op.cit, p.142 35 A sottolineare lelemento conservatore e nazionale del funzionalismo sono B.OLIVI, op.cit., pp.3245, S.ROMANO, Europa storia di unidea, dallImpero allUnione, Milano, Longanesi, 2004, pp.175-179 e M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit, pp 265-277

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forme de garantie rciproque, et que cest la France quil appartient de prendre la tte de cette vaste entreprise 36.

Dal suo Manifesto e dalla sua azione, impariamo che per Altiero Spinelli lesigenza della federazione europea sorgeva dalla constatazione che lo Stato nazionale si era mostrato storicamente incapace di assicurare pace e progresso ai popoli europei, perch fisiologicamente espressione delle classi titolari di quei grandi interessi che infine muovono gli Stati a farsi guerra37. Secondo De Gaulle, invece, lEurope, elle, na pas les promesses de la vie ternlle38: lEuropa, dunque, non deve farsi secondo una qualche ideologia, perch nulla pu esistere al di sopra delle nazioni e degli Stati en dehors naturellement des mythes, des fictions, des parades39. LEuropa deve farsi per ragioni strategiche: perch opportuno porre sotto tutela la Germania, assicurandola allOccidente e in modo particolare alla Francia; perch utile che gli Stati europei cooperino in pi campi, specie in quello economico, al fine di potersi presto emancipare dagli Stati Uniti e liberarsi dalla scomoda morsa strettavi attorno da nordamericani e sovietici. Pur consapevole che lEuropa non fosse pi il centro del mondo40, De Gaulle attribuiva al centro dellEuropa un ruolo molto importante nei fragili equilibri del dopoguerra, facendo dipendere la pace mondiale dal rapporto tra i due popoli che maggiormente si erano confrontati nel corso dei secoli sul Vecchio Continente: i Galli e i Germanici. Per De Gaulle non vi potevano essere n la pace n lEuropa senza lamicizia tra queste due nazioni:

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Discorso pronunciato a Marsiglia il 18 aprile 1948.Fonte: www.gaullisme.org A.SPINELLI, E. ROSSI, E. COLORNI, op.cit. 38 C. DE GAULLE, Mmoires despoir, cit., p.154 39 Conferenza stampa del 15 maggio 1962 in Discours et messages, Paris, Plon, 1971 40 A tal proposito: Notiamo subito che De Gaulle del quale troppo spesso si detto avere la formazione mentale di un uomo pre-1914 non credeva affatto che lequilibrio intraeuropeo fosse il problema capitale della nostra epoca. Anzi, egli aveva visto benissimo che i centri del potere si erano trasferiti a Washington e a Mosca, e che un giorno forse se ne sarebbe creato un terzo a Pechino B.OLIVI, op.cit., p.65
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Il y aura ou il ny aura pas dEurope, suivant quun accord sans intermdiaire sera, ou non, possible entre Germains et Gaulois. 41

Effettivamente, la questione tedesca era uno dei fronti pi caldi della guerra fredda tanto per le quotidiane tensioni che caratterizzavano la gestione di Berlino quanto per il fatto che proprio sul suolo tedesco, a due passi da Parigi, ci si attendeva che avrebbe avuto luogo la resa dei conti definitiva tra USA e URSS 42. La bont dellintuizione di De Gaulle di costruire lEuropa a partire da un solido legame tra il suo paese ed il potente vicino, daltra parte, sar confermata dal successo del piano Schuman (con questo non si vuole affermare che De Gaulle ne sia stato un ispiratore; infatti: Presque tout le monde admet ). E ovviamente, nessuna visione che De Gaulle ebbe per lEuropa poteva non vedere alla sua testa la Francia, uscita dalla guerra intatta dans ses frontires et dans son unit ed unica nazione europea, occidentale e continentale, a potersi fregiare del rango di vincitrice43.

4. Il piano Fouchet: un primo bilancio I giudizi che si formularono nei confronti della politica europea del presidente francese non furono univoci. Tra quelli negativi, vi fu laccusa di volere il ritorno alla concezione ottocentesca della sovranit nazionale, foriera di nuovi disumani conflitti. Da questo punto di vista, lEuropa di De Gaulle consisteva nello scadimento dellideale unitario europeo proprio la Francia aveva giocato un ruolo fondamentale nella fondazione delle Comunit nella brama egemonica di una nazione decadente e la

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Discorso pronunciato a Bordeaux il 25 settembre 1949. Charles de Gaulle dclare le 27 juillet 1947 dans un discours prononc Rennes que la frontire du bloc sovitique nest spare de la ntre que par 500 kilomtres, soit peine la longueur de deux tapes du tour de France cycliste ! . in www.gaullisme.org 43 C.DE GAULLE, Mmoires despoir, cit., p.132 . Al riguardo possono consultarsi anche il discorso di chiusura del Consiglio nazionale del R.P.F., Saint-Maur, 6 luglio 1952 in Discours et messages, cit, e la dichiarazione del 17 agosto 1950 in www.gaullisme.org

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riduzione delle istituzioni comunitarie in unarena in cui mercanteggiare vantaggi e diritti. Nondimeno, non pu dirsi che il Generale non avesse una reale visione dellEuropa. Nemmeno pu dirsi che la sua visione fosse interamente da rigettare. Il punto di vista del Generale appare per molti aspetti non condivisibile a causa del cinismo con cui us le istituzioni comunitarie per porre la Francia al di sopra di tutti e tutto in Europa e nel mondo. chiaro che, in un contesto gi avviato di progressiva integrazione, la proposta di fare una Europa delle patrie appare difficilmente un progresso sulla strada per lunit politica. Tuttavia, non pu contestarsi a De Gaulle alcunch in riguardo alla sua concezione, nel senso che, rappresentando, quella, una delle tesi del dibattito sullunit europea, essa legittima e quanto meno condivisibile. Malgrado le accuse, quindi, che gli furono rivolte, se una virt pu essergli riconosciuta, quella la capacit, ancora al tempo della meccanizzazione esasperata44, di sapere vedere il mondo alla maniera dei romantici, cio tendendo allo Spirito piuttosto che alla cassa, di vedere comunque e sempre la politica al di sopra di tutto45. Cos dicendo, non si intende collocare nellOttocento una mitica Et dellOro della politica europea, ma sgomberarsi il campo da facili semplificazioni per cui il piano Fouchet sarebbe stato solo un delirio nazionalistico. De Gaulle, infatti, comprese chiaramente la necessit che lEuropa parlasse con una sola voce e che cooperasse su vari fronti, non solo quello economico, per le
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De Gaulle ebbe sensibilit per i cambiamenti sociali e culturali indotti dalla macchina. In Mmoires despoir, cit., p.111 scrisse Cependant, depuis longtemps, je suis convaincu quil manque la socit mcanique moderne un ressort humain qui assure son quilibre. Le systme social qui relgue le travailleur fut-il convenablement rmunr au rang dinstrument et dengrenage est, suivant moi, en contradiction avec la nature de notre espce, voire avec lesprit dune saine productivit, contestando in tal modo tanto il capitalismo, quanto il comunismo (nel seguito del passo: une tyrannie odieuse). In generale, per, egli sottoline le connessioni tra la macchina ed il dispotismo celato dietro luniformazione,come in Mmoires de guerre-Lappel, Paris, Plon, 1954, p.402: Il faut convenir que dans lpoque moderne, la transformation des conditions de vie, lagrgation croissante des masses et le gigantesque conformisme collectif qui en sont les consquences battent en branche les liberts de chacun [] Il se produit une sorte de mcanisation gnrale, dans la quelle, sans un grand effort de sauvegarde, lindividu ne peut manque dtre cras [] Or, cest dans ces tendances nouvelles que les dictateurs ont cherch et trouv le succs de leurs doctrines et de leurs rites. Assurment, ils ont russi dabord parmi les peuples qui, dans lespoir de saisir la domination sur les autres, ont adopt denthousiasme lorganisation des termitires. 45 Assunto il governo durante la guerra, a voler sottolineare la priorit da lui accordata alle questioni squisitamente politiche, pare che De Gaulle abbia detto: Lintendance suit. Nel corso dellintervista a Michel Droit del 14 dicembre 1965 negher di aver pronunziato tale frase.

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dimensioni ormai raggiunti dai problemi. Proprio per questo contest il sistema delle Comunit, il quale, se da un lato stava favorendo lavvicinamento sul terreno economico degli Stati e dei popoli europei occidentali, dallaltro, confidando sul fatto che fossero gli Stati Uniti a dettarne gli indirizzi politico-strategici, rimandava ad un momento troppo imprecisato il tempo in cui lEuropa, sovrana e indipendente, sarebbe divenuta una realt politica negli equilibri internazionali. per questo lo si vedr in seguito che la visione di De Gaulle pu considerarsi pi avanzata di quella che ebbero i suoi colleghi europei, al contrario soddisfatti di quanto si andava facendo e, comunque, incapaci di opporre al disegno gollista una proposta decisamente federale (anche questo punto sar toccato in seguito). Che sia condivisibile o no, lEuropa di De Gaulle fu una visione dellEuropa, manifestata al mondo intero mediante atti, scritti e dichiarazioni: tanto dopo la guerra quanto gi nel suo decorso; sia al governo che durante la traversata nel deserto. I maggiori dubbi circa lEuropa che sarebbe scaturita dallaccettazione del piano Fouchet consistevano nellabbandono, da parte di detto progetto, della sopranazionalit. Rifiutando la sopranazionalit, De Gaulle chiar di rifiutare lintero sistema delle Comunit. Al di l di qualunque argomentazione ufficiale che il Presidente us per screditare tale principio lo scippo della sovranit, limpotenza esecutiva della Commissione, linconsistenza giuridica e politica dellAssemblea, che saranno tutte affrontate in seguito invero la sopranazionalit fu bruscamente rigettata da De Gaulle per lincompatibilit di questo principio con la sua visione delle cose. Con tale espressione vogliamo riferirci al suo modo totalizzante di concepire la realt, un modo per il quale la Francia in s stessa una potente nazione, lo in Europa, lo nel mondo e lui, Charles De Gaulle, ne incarna lo Spirito; una visione per la quale lEuropa serve alla grandezza della Francia e la Francia a sua volta indispensabile per ristabilire unEuropa sovrana e indipendente; una concezione per cui ogni successo ottenuto in patria e a Bruxelles destinata a modificare gli equilibri del pianeta; infine, una visione per cui lo Spirito forgia 3 2

la Materia e a fare la storia e gli uomini sono il pensiero e lazione sommamente la politica e lesercizio del potere non gi la macchina e i commerci46.

CAPITOLO III LEUROPA DELLE PATRIE

1. Contro il Consiglio dEuropa Col senno del poi possiamo affermare che, con la creazione del Consiglio dEuropa, nella storia dellunificazione europea nulla di pi simile alla visione del Generale fu mai proposto. Ciononostante, De Gaulle fu tra i maggiori oppositori del Consiglio dEuropa. In un comunicato del 7 agosto 1949 alla direzione del RPF, De Gaulle espose le ragioni della
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Da parte nostra si cercato di esprimere il significato di questo modo totalizzante di vedere la realt facendo riferimento al groviglio costituito dalle strategie golliste e alla luce della sua concezione romantica della realt. Ma, meglio di noi si spiega il filosofo francese H. BERGSON, citato da D. COOK, op,cit, p. 39: Da cosa riconosciamo normalmente luomo dazione che lascia un segno sugli eventi nei quali il fato lo ha gettato? Non perch egli abbraccia una successione pi o meno lunga di quegli eventi in una visione istantanea? Pi grande la parte di passato che egli include nel suo presente, pi forte il peso con cui spinge il futuro in modo da premere sugli eventi che vanno preparandosi: la sua azione, come una freccia, si muove in avanti con una forza proporzionale a quella con cui la sua immaginazione si era spinta allindietro. Ovviamente, Bergson non si riferiva certo a De Gaulle, ma la citazione che ne fa Cook ci sembra coglierne in pieno la visione. Daltra parte, tanto R. RMOND, op.cit, quanto G. QUAGLIARIELLO, op.cit., trovano in Bergson una delle pi importanti ispirazioni del Generale.

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sua contrariet, criticando che nulla si fosse proposto sul piano dellunificazione economica e strategica, nonch il ricorso al voto allunanimit, linconsistenza dei poteri dellAssemblea, lassenza di democrazia. Analoghe critiche furono ribadite, tra le altre occasioni, anche a Bordeaux il 25 settembre 1949, al Palais dOrsay il 14 novembre 1949, a Bagattelle il primo maggio 1950, alla United Press nel 10 luglio 1950 e ancora il 17 agosto 1950. In questa fase del dibattito sulla federazione, De Gaulle sembr accettare il principio della sopranazionalit al fine di consentire la formazione di una federazione o di una confederazione con potest sullambito nella difesa terrestre, navale e aerea; sul coordinamento delle produzioni industriali; sulla liberalizzazione degli scambi commerciali; sulla moneta; sulla cultura e sullo sviluppo scientifico47. Sul piano economico e strategico, quelli in cui De Gaulle riteneva indispensabile che si facesse lunione, il Consiglio dEuropa non aveva alcuna competenza. Nei limitati ambiti definiti dal suo statuto, la sua capacit di decidere risultava piuttosto circoscritta a causa dellunanimit dei voti che in suo seno era richiesta per gli affari essenziali, essendo, invece, la maggioranza semplice riservata solo per questioni di procedura. Il Comitato dei Ministri degli Esteri non era altro che una conferenza di ambasciatori. Lassemblea consultiva non era una realt politica, poich, oltre a non avere alcun potere di decisione, non aveva legami con i popoli europei48. Il Consiglio dEuropa, proseguiva De Gaulle, non poteva realizzare lunit dEuropa, non aveva e non poteva avere alcun potere, perch privo della legittimit che solo il popolo europeo poteva dargli mediante il referendum, che a sua volta doveva anche delineare i tratti delle istituzioni continentali: nessun popolo, infatti, pu vedersi sottratta, quasi scippata, la propria sovranit49. In definitiva, cos

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Cfr. Comunicato del consiglio di direzione del R.P.F. del 7 agosto 1949 in Discours et messages, cit. 48 Cfr. Dichiarazione del 17 agosto 1950 in www.gaullisme.org 49 Cfr. Discorso pronunciato presso la Pelouse di Bagatelle, 1 maggio 1950

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strutturato, il Consiglio dEuropa poteva ambire solo ad essere un organo tecnico, un gruppo di studio che agevolasse la cooperazione tra gli Stati50. Due furono le domande che De Gaulle si pose: come pu unistituzione cos priva di reali possibilit dazione, nonch di legittimit politica e democratica assumere un compito cos gravoso che lunit europea? Come possono gli europei organizzare la propria difesa se continueranno a delegare al Patto Atlantico, cio allo straniero, tale materia strategica? In riguardo a questultima domanda, la risposta di De Gaulle, con evidente allusione tanto alla Gran Bretagna quanto agli Stati Uniti, era che solo la Francia, forte della sua storia e del suo rango, poteva ricondurre lEuropa sulla giusta strada 51. Secondo De Gaulle, in definitiva, con la creazione del Consiglio dEuropa si era soltanto inteso far credere che fosse iniziata lunificazione del Continente: chi laveva promossa, infatti, non solo non aveva inteso unire lEuropa, nemmeno ne aveva gettato almeno le fondamenta lasciando che, poi, la maturit dei tempi e lazione dei popoli europei si occupassero del resto. Il Consiglio dEuropa, insomma, era una falsa partenza e non conduceva ad alcuna parte :
Comme on na pas ralis la Confdration, quon ne la mme pas essaye, comme, cependant, on voulait paratre faire quelque chose, on a fait une caricature, cest le Conseil de lEurope. Ce Conseil laisse indiffrentes les masses europennes et naboutit rien52.

2. De Gaulle federalista? Dopo la firma del trattato istitutivo della CECA, De Gaulle dovette esprimere con pi precisione i suoi propositi per lEuropa:
Nous sommes pour la Fdration europenne. Cest--dire que nous sommes pour un accord qui lie entre eux, dune manire positive, sur des

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Cfr. Conferenza stampa tenuta al Palais dOrsay il 14 novembre 1949. Cfr. Discorso pronunziato a Bordeaux il 25 settembre 1949; Sul tema pu anche vedersi lintervista a M. Bradford dellagenzia United Press, 10 luglio 1950. 52 Conferenza stampa del 21 dicembre 1951

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sujets positifs, notamment lconomie, la dfense, la culture, les tats de lEurope qui le veulent53.

Gi nel corso del 1951, tornato sul tema delle istituzioni da dare allEuropa, De Gaulle sembr modificare il suo verbo, pronunziandosi non pi per una federazione, bens a chiare lettere per una confederazione tra Stati, la quale, dovendo perseguire lobiettivo di unire lEuropa nei campi delleconomia, della difesa e della cultura, dovr necessariamente comportare la cessione, da parte degli Stati, di parti della propria sovranit:
Comment faire lEurope ? Que doit-elle tre ? Vous savez quelle est ce sujet la position de celui qui vous parle. Depuis des annes je pense, avec beaucoup d'autres dailleurs, que la communaut europenne doit tre une Confdration. Oui, une confdration dtats constituant entre eux un pouvoir confdral commun, auquel chacun dlgue une part de sa souverainet. Ceci particulirement dans la matire conomique, dans la matire de la dfense et dans la matire de la culture [] Oui, une confdration dtats constituant entre eux un pouvoir confdral commun, auquel chacun dlgue une part de sa souverainet54.

Sembra che il Generale abbia proposto, nel giro di pochi mesi, due cose diverse: nondimeno, argomentando una volta a favore del federalismo, laltra a favore della confederazione, De Gaulle non si contraddisse affatto. Pur adoperando due parole dal diverso significato egli intese esprimere il medesimo concetto: non la fusione degli Stati nazionali in ununica entit, bens una loro stretta cooperazione negli ambiti delleconomia, della difesa e della cultura. possibile affermare ci con certezza, visto che la medesima confusione dei termini federazione e confederazione fu presente nelle sue parole anche a proposito della Germania, in riguardo alla quale lidea del Generale, al di l della terminologia variamente impiegata, fu chiaro fin dalla guerra: lunit tedesca che

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Conferenza stampa tenuta al Palais dOrsay il 22 giugno 1951 in Discours et messages, cit. Conferenza stampa al Palais dOrsay, 21 dicembre 1951 in Discours et messages, cit.

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egli indic sempre e soltanto con la parola Reich non pu essere ricostituita55. Cos, che si chiamasse federazione o confederazione, lunit dellEuropa non poteva farsi per fusione degli Stati. Malgrado si possa pensare che, tra la fine degli anni Quaranta e linizio dei Cinquanta, De Gaulle fosse favorevole a costruire lunit europea mediante la cessione della sovranit nazionale ad una qualche forma dorganizzazione continentale tanto da parlare di una parentesi sopranazionale56 non possono esserci dubbi anche col senno del poi sul fatto che per De Gaulle non potesse esistere altra prospettiva che una Europa delle patrie.

3. De Gaulle contro la Quarta Repubblica Per quanto frequentemente non la pensassero esattamente come lui e per quanto lo stesso De Gaulle fosse dai pi di questi inviso, gli uomini di stato e i politici francesi, al pari del Generale, continuavano a serbare lambizione o la speranza che, finita la guerra con lennesima sconfitta della Germania, la Francia sarebbe tornata, forte del suo Impero interamente conservato, a recitare il ruolo di grande potenza mondiale e di arbitro indiscusso della politica europea. Non fu il nazionalismo ad alimentare tale speranza, bens labitudine, che i francesi avevano appreso nel corso della storia, di guardare alla propria patria come ad un grande paese, uninesauribile fonte di civilt universale, una guida per tutti i popoli europei e non. In fondo, malgrado possano talvolta apparire di cattivo carattere, come dar torto a questi francesi: hanno davvero avuto per secoli una potente monarchia, affermato la cultura illuministica, decapitato un re, messo fine allAncien Rgime, enunciato la triade: libert, galit, fraternit, quasi unificato il continente con

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Sul tema della Germania e della sua unit, De Gaulle si espresse nel discorso conclusivo della seconda Assise nazionale del R.P.F., Lille, 12 febbraio 1949 e nel discorso del 18 aprile 1948, entrambi in Discours et messages, cit. 56 Cos si esprime il sito internet: www.gaullisme.org .

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Napoleone, diffuso un nuovo diritto civile e una nuova cultura politica, conquistato il secondo Impero coloniale del pianeta, vinta una sacrificante guerra mondiale, riconquistato un ruolo internazionale di primo piano nonostante le vicende negative della guerra al nazismo57. Solo ad una grande nazione concesso vivere cos a lungo e tra cos tante e gravose difficolt58. Per quanto si possa discutere sulla loro origine, natura e forma, gli Stati derivano necessariamente la loro attuale condizione dal loro passato, ci implicando che anche le direttive della loro politica estera e militare vale a dire la loro volont di potenza scaturiscono dalla storia. Tali direttive, se non permanentemente, ne contrassegnano senzaltro a lungo lesistenza (la missione), a prescindere dalla transitoriet della vita umana. Lo statista oculato di una qualunque nazione dal considerevole passato non pu
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In R. RMOND, La Francia e lEuropa, Comunit Europee, anno IX, n12 del Dicembre 1963, quanto da noi scritto sulla concezione della Francia da parte dei francesi espresso in modo molto pi dettagliato: Non vi da stupirsi se il concetto di unEuropa a carattere sopranazionale non abbia incontrato in Francia, a tutta prima, unaccoglienza unanimemente favorevole. [] oggi ancora la Francia ha lo sguardo rivolto tanto verso lAfrica che verso lEuropa, e vivo ha il senso delle sue responsabilit pressanti nei riguardi dei popoli che a lungo furono alle sue dipendenze e tuttora rimangono suoi associati. N questo orientamento verso altri orizzonti viene esercitato a scapito dellEuropa, poich esso sempre stato un fattore dellespansione civilizzatrice di questo continente, diffondendo nel mondo, attraverso lazione della Francia, i valori della civilt europea. [] in primo luogo, ci che pu essere definito come il nazionalismo francese fu raramente xenofobo, ripiegato su s stesso; se si escludono i rari momenti in cui lopinione francese sofferse di un complesso di paura, il suo desiderio di mantenere in Europa il suo posto fu quasi sempre inseparabile dalla volont di lavorare per tutti i popoli. Questa aspirazione alluniversalit una componente fondamentale del patriottismo francese [] anche ci che a prima vista nella storia francese sembra essere il comportamento meno europeo, concorre invece a suo modo alledificazione di una nuova Europa [] la monarchia francese che rimette in auge il concetto di stato sovrano e subordina i vari corpi allautorit di un potere centrale, al servizio dellinteresse generale [] con la Rivoluzione del 1789 la Francia ha forse fornito al mondo il suo apporto pi sostanziale. Essa non si limitata a vivere una singolare esperienza, ma ha inteso enunciare dei principi di portata universale ed indicare un esempio da imitare [] La Francia stata la prima societ a fondare lordinamento politico e lautorit del potere sul consenso dei cittadini [...] la Francia ha per primo concepito la visione dinsieme della democrazia [] la Francia ha servito la civilt europea anche in altro modo, diffondendola in altre parti del globo con la sua presenza, con lirradiamento ed il prestigio della sua opera di colonizzazione [] essa ha potentemente contribuito allavvento di una civilt universale che trae appunto dallEuropa lessenziale delle sue nozioni e dei suoi valori [] 58 C. DE GAULLE, Mmoires despoir, cit, p. 13, esprime tale idea come segue La guerre fait natre et mourir les Etats. Dans lintervalle, elle ne cesse pas de planer sur leur existence. Pour nous, Franais, depuis 1815 et jusqu 1870, ce quil est advenu de notre vie nationale, de nos rgimes politiques, de notre situation dans le monde, a t dtermin par la coalition hostile qui unissait les Etats de lEurope contre la Rvolution [] Aprs quoi et au cours des quarante-quatre ans que dura la paix arme , cest notre dfaite, le sourd dsire de la rparer, mais aussi la crainte que lAllemagne unifie ne nous en inflige une nouvelle, qui dominrent notre comportement intrieur et extrieur [] A prsent et en consquence du dernier conflit o elle faillit prir, daprs quelles donnes la nation franaise peut-elle rgler sa marche et son action ? De ces donnes, la premire est, quen dpit de tout, esse est vivante souveraine et victorieuse. Il y a l, certes, un prodige

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non raccogliere leredit della storia del suo paese e non essere gravato dellenorme responsabilit di non contravvenire allo suo Spirito. Meno enfaticamente e pi concretamente, egli non pu non tener conto di tutto quel complesso di interessi politici, militari, economici che si venuto a creare nel corso dei secoli solo perch animato da una qualche ideologia o da una visione diversa delle cose. Non rispettando le aspettative e gli interessi che in modo del tutto legittimo i cittadini, i gruppi di pressione, gli apparati, etc.., hanno imparato ad assumere nel corso del tempo, egli non sarebbe un buon governante. Di che mondo mondo, da un governante a prescindere dal suo carattere democratico o autoritario ci si attende sempre che soddisfi degli interessi collettivi. Leuropeismo connesso alla tutela e alla promozione degli interessi nazionali non fu solo un atteggiamento del governo di De Gaulle: perch la Gran Bretagna, unica vera vincitrice europea della guerra alla Germania nazista, unica vera potenza mondiale dEuropa (forte dei suoi rapporti privilegiati con gli Stati Uniti), unica credibile candidata alla guida del processo dintegrazione europea, nel 1949 decide di non impegnarsi nella causa del Vecchio Continente? Perch ancora oggi i britannici sono tiepidi nei confronti degli obblighi europei? La storia e la geografica delle isole britanniche le portano naturalmente a vedere i propri interessi altrove: perch la Gran Bretagna, poi, dovrebbe legarsi ad un club di vinti59 che le sarebbe solo da zavorra?60 Nessun governante francese avrebbe potuto e voluto rinunciare ai vantaggi che derivavano al suo paese dal disinteresse inglese per lEuropa e dalla sconfitta tedesca. Seppur con mezzi diversi rispetto a quelli auspicati da De Gaulle e comunque con grandissima moderazione e discrezione, gli uomini della Quarta Repubblica non

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Lespressione in B. OLIVI, op.cit., p.57 In P.QUARONI, LEuropa al bivio, Milano, Ferro, 1965, p.91 si pu leggere: Fin dallinizio, la posizione dellInghilterra nei riguardi della costruzione europea stata sostanzialmente negativa. Non n facile n necessario cercare di analizzare qui le ragioni del rifiuto inglese, che sono pi di una: lillusione di avere ancora la possibilit di una funzione autonoma, nazionale, nel mondo; una certa diffidenza per la mentalit europea e per le combinazioni continentali; lattrazione di un mondo pi vasto, rappresentato da un impero che, alla fine della guerra, copriva ancora una parte considerevole dellorbe

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perseguirono che linteresse della Francia: ben consci dellimpossibilit di rivaleggiare con Stati Uniti e Unione Sovietica o semplicemente di poter provvedere da s alla garanzia dei propri confini, quei uomini optarono per una strategia di basso profilo ma efficace. Solo in tal modo pu spiegarsi la disponibilit del governo francese ad accettare la proposta di Monnet e di creare una comunit del carbone e dellacciaio61. Anche se liniziativa del governo francese, coronata da rapido successo, avrebbe messo nelle mani di Parigi la leadership dellEuropa che andava integrandosi, De Gaulle consider fallimentare lesperienza della Quarta repubblica ed il suo approccio alla questione dellunit del continente62. Il problema essenziale sollevato da De Gaulle riguardo alle conseguenze della guerra e della contrapposizione politico-ideologica tra Stati Uniti ed Unione Sovietica fu quello dellindipendenza dellEuropa nel suo complesso e degli Stati europei nel particolare. Secondo De Gaulle, era chiaro che fosse lindipendenza della Francia a rappresentare il punto pi critico del problema ed possibile affermare che nel linguaggio di De Gaulle la perdita dellindipendenza significhi incamminarsi lungo il sentiero della
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Perseguendo lobiettivo di mantenere per la Francia uno status di potenza mondiale, la Quarta Repubblica cerc in tutti i modi di mantenere in vita lImpero, prima riformandolo con listituzione di una Unione francese, poi impegnandosi sul fronte militare in dispendiosissime campagne in Indocina e in Algeria; si oppose strenuamente allunificazione delle aree doccupazione occidentali della Germania e alla sua stessa ricostituzione in stato unitario. Inoltre, possibile ricondurre la dichiarazione Schuman, cos come le altre iniziative francesi per lintegrazione europea, a precise esigenze di politica estera della Francia. Sotto questo profilo la proposta Schuman va vista come unabilissima iniziativa diplomatica francese, che senza dubbio permise alla Francia di iniziare la ricostituzione di una zona di influenza con nuovi mezzi. Sulla questione: S. ROMANO, op.cit., p.178, G. MAMMARELLA, P. CACACE, op.cit., pp. 45-49, B. OLIVI, op.cit., pp. 39-40; 62 Un pessimo giudizio sulla Quarta repubblica espresso in C. DE GAULLE, Memorie della speranza, cit., p.13Quello che io avevo realizzato a costo di aspri sforzi per lindipendenza, il rango e gli interessi della Francia, fu ben presto compromesso. Venuta meno lenergia grazie alla quale ci si teneva in piedi, il regime sindustriava soprattutto a soddisfare gli altri, trovando, beninteso, per coprire questa resa, le ideologie opportune: luna che liquidava in nome dellunit europea i vantaggi procuratici dalla vittoria; laltra che sottometteva la Francia allegemonia anglosassone col pretesto della solidariet atlantica. Cos venne accettato, nonostante lassenza di valide garanzie, il ristabilimento di un potere centrale tedesco nelle zone occidentali. Cos veniva istituita la Comunit europea del carbone e dellacciaio, che, senza dare alle nostre miniere distrutte i mezzi per riprendere a funzionare, dispensava i tedeschi dal fornirci gli indennizzi di combustibili e procurava agli italiani il necessario perch si dotassero di una grande siderurgia. Cos veniva abbandonata lassimilazione alla Francia delleconomia della Sarre e il mantenimento in questo territorio dello Stato autonomo che era stato creato Cos si approvava la creazione di una Comunit europea di difesa che avrebbe tolto alla Francia vittoriosa il diritto di avere un esercito [] per rimettere il comando di questo insieme apatride agli Stati Uniti dAmerica.

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decadenza: cos, delegando la propria difesa e la propria sicurezza alla NATO, lEuropa, e con essa la Francia, si erano arrese alla dcadence in quanto non avrebbero avuto pi la possibilit di provvedere alla propria sicurezza e in quanto sarebbero state dipendenti dalle strategie difensive degli anglo-americani nel caso di uniniziativa sovietica improvvisa. Senza contare che, nel caso in gli americani avessero giudicato pi saggio, onde scongiurare un conflitto atomico apocalittico, non reagire affatto, lEuropa sarebbe stata totalmente indifesa. Dal suo punto di vista, la Francia della Quarta repubblica commetteva un gravissimo errore a partecipare in modo disciplinato, ossia senza chiedere di essere trattata alla pari, allAlleanza Atlantica; tuttavia, vista la drammatica situazione economica e militare francese come di tutta lEuropa dallora anche De Gaulle si rendeva conto, almeno per il momento, di quanto fosse necessaria quellalleanza63. Proseguendo con la stessa argomentazione, De Gaulle giudic negativamente listituzione della CECA, in quanto basata sul principio per cui gli Stati debbono cedere una parte della loro sovranit ad un organismo internazionale che, per quanto europeo, ha il difetto genetico di essere stato costituito senza previamente consultare i popoli interessati.

4. Contro la CECA Frutto dellapplicazione delle idee funzionaliste, la CECA, al fine di risolvere i problemi e sminuire le paure francesi dellepoca, secondo De Gaulle non fu n una soluzione politicamente buona n economicamente equilibrata. Politicamente, essa non fu buona in quanto implicava per gli Stati e per i popoli europei la perdita della sovranit (seppur parziale). A questa prospettiva De Gaulle opponeva lidea della confederazione, cio, della definizione di istituzioni di carattere non sopranazionale, investite dai popoli e

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Cfr. C. DE GAULLE, Memorie della speranza, cit., p.183

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di tal fattura da non ledere lindipendenza e la sovranit di ciascuno Stato partecipante64. Solo attraverso simili istituzioni, egli pensa, la questione dei rapporti con la Germania potr trovare una buona soluzione, malgrado che, per la venuta in esistenza della Germania, la sua idea originaria sulla confederazione non sia pi perfettamente applicabile:
Vous me demandez dabord si je conois que lAllemagne sous la forme dun Reich puisse entrer dans une Confdration europenne. Vous savez que jai dit, en effet, depuis la fin de la guerre, et mme avant, que la paix serait plus probable et lEurope plus facile faire si lAllemagne ne reparaissait pas sous la forme dun Reich. Combien de questions, en particulier celle de la Rhur et celle de la Sarre, eussent t beaucoup plus simples si on navait pas, par les absurdes accords de Londres, malgr moi et contre moi, restaur le Reich allemand. [] A prsent je suis oblig comme tout le monde, de prendre les choses comme elles sont65.

Per De Gaulle si era operata una scissione tra la questione della Germania e quella dellunit europea che, invece, non avrebbe dovuto consumarsi. Il Generale, assumendo il presupposto che il problema tedesco fosse esso stesso il problema europeo, proponeva in primo luogo un accordo storico tra francesi e tedeschi e che il mantenimento della divisione della Germania nei suoi stati tradizionali fosse riassorbito allinterno di un vincolo confederale europeo, il solo nel quale gli stati tedeschi avrebbero potuto conoscere di nuovo una qualche forma di legame. Con la confederazione, le risorse della Rhur e della Sarre non sarebbero state messe in comune ed il loro sfruttamento regolato da unautorit amministrativa internazionale, bens messe a disposizione dellintera confederazione e finalizzate a rendere lEuropa di nuovo indipendente66. La ricostituzione della Germania

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Cfr. Conferenza stampa del 21 dicembre 1951 in Discours et messages, cit. 65 Ibid. 66 Parlando della Rhur e della Sarre, De Gaulle manifestava il timore che la Germania potesse sfruttarle per tornare ad essere una minaccia militare e per questo proponeva di legare i tedeschi alla Francia, per mezzo dellEuropa: Les Allemands doivent renatre comme des hommes associs leffort commun de lhumanit pour sa reconstruction, et spcialement leffort commun de lEurope, mais jamais plus ils ne doivent retrouver les moyens de redevenir une menace . La citazione tratta dalla conferenza stampa del 12 novembre 1947 in www.gaullisme.org. Un altro discorso degno di nota trattante la Rhur e la Sarre quello pronunciato a Vincennes 22 maggio 1949 disponibile nello stesso sito.

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con piena sovranit sulla Rhur e sulla Sarre (invero, in questo caso solo a partire dal 1957), pur snaturando il progetto originario, non fece quindi cambiare idea a De Gaulle circa lopportunit di una confederazione. Non solo la decisione di fondare la CECA non fu politicamente buona (si tralascia di sottolineare il fatto che, per il suo carattere settoriale, la CECA in s stessa non poteva fare lEuropa), ma tale soluzione non fu nemmeno equilibrata in ambito economico perch, a dire di De Gaulle, pur ammettendosi la necessit dello sfruttamento in comune del carbone e dellacciaio, la CECA finiva per favorire tutti i membri fuorch la Francia, la quale avrebbe avuto tutto linteresse ad integrare in una comunit europea anche settori economici in cui la sua superiorit, rispetto ai partners, fosse palese come nel caso dellagricoltura:
En outre, pourquoi traiter sparment pour le charbon et lacier, domaine sur lequel, comme par hasard, nous nous trouvons en tat dinfriorit ? pourquoi ne pas traiter en mme temps en dautres domaines conomiques o nous avons, au contraire, lavantage, comme par exemple les produits agricoles []? Quant au cas spcial du pool charbon-acier, il est vident quil y a un intrt europen ce que le charbon et lacier soit exploits en commun. Je ne sais pas si vous vous rappelez quil y quelques annes, quand jtais au Gouvernement, mon plan tait de faire en sorte que la Ruhr fit, en tant que telle, partie intgrante de la Confdration europenne que je projetais. Ainsi son charbon et son coke auraient pu tre utiliss par tous les confdrs. Aprs de moi, bien entendu, on a renonc cette ide. On la remplace par une caricature qui sappelait lautorit de la Ruhr, la quelle autorit devait tre qualifie pour fournir la France le coke indispensable sa mtallurgie [] Or, parmi les quatre contractants du pool, la France se trouve, comme un hasard, la seule qui soit dsavantage67

Largomento adoperato da De Gaulle, in realt, piuttosto controverso e ci azzardiamo a dire originale. Egli sostiene che dallassociarsi ad altri paesi nel settore carbo-siderurgico la Germania, avendo cos tanto carbone e ferro da estrarre, avrebbe
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Conferenza stampa del 21dicembre 1951in Discours et messages, cit.

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ricevuto solo vantaggi per la convenienza a cederli; che lItalia avrebbe avuto tutto da guadagnarvi per via della povert del suo sottosuolo; che i paesi del Benelux sarebbero stati sostanzialmente indifferenti in quanto gi soddisfatti dalla propria produzione. La Francia, invece, qui, elle, a du fer, mais peu de charbon et peu de coke68, sarebbe stata in balia delle decisioni dellAlta Autorit per quanto riguardava i sui approvvigionamenti. Largomento originale per la domanda che spontaneamente ispira: perch la Germania, ricostituita (parzialmente) nella sua sovranit statale, dovrebbe accettare di condividere con altri la sua ricchezza? perch il Benelux dovrebbe associarsi ad unorganizzazione alla quale indifferente? perch lItalia, anchessa dipendente dalle decisioni dellAlta Autorit, avrebbe pi da guadagnarvi che la Francia? La verit che, al di l di tutte le particolari argomentazioni peraltro discutibili nel sistema di pensiero di De Gaulle tutto prima o poi deve ricondurre alla politica e alla ragion di stato. Il vero motivo della sua opposizione alla CECA, quindi, non fu di natura tecnica, ma squisitamente politico: il rifiuto della sopranazionalit. Fin dallinizio De Gaulle avvers lapplicazione di tale principio perch limitante dellindipendenza e della sovranit dello Stato. Cosa avrebbe comportato, infatti, lapplicazione di detto principio e la messa in funzione dellAlta Autorit? Che il governo francese non avrebbe pi avuto il controllo sulle decisioni relative ad una materia di cos grande importanza sia industriale che militare, e, inoltre, che si sarebbe dovuto sottomettere alle decisioni di un potere, per costituzione, incurante degli interessi nazionali e particolarmente di quelli francesi. Senza carbone e acciaio, insomma, non c possibilit alcuna di grandeur. Dato che la federazione tanto ambiguamente da lui proposta in alternativa alla Comunit avrebbe comunque comportato delle cessioni di sovranit, lecito chiedersi cosa proponesse, davvero, De Gaulle.

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ibid.

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La polemica condotta contro la CECA mise fortemente in luce i limiti della proposta del Generale, evidentemente ponendolo in un qualche disagio: non a caso e in tal modo ci ricolleghiamo, chiudendola del tutto, alla questione della parentesi sopranazionale questo dibattito lo indusse ad abbandonare in modo definitivo le vaghe aspirazioni federative fin l manifestate e a contrapporre unEuropa di nazioni confederate a unEuropa sopranazionale, dominata dai tecnocrati e ispirata direttamente dagli anglosassoni, desiderosi di tutelare i loro interessi69. Da questo momento, De Gaulle comincer a chiarire le sue idee, parlando sempre meno finanche di confederazione e iniziando a promuovere, invece, una qualche forma di associazione o di unione degli Stati.

5. UnEuropa franco-tedesca Dopo la clamorosa firma del trattato istitutivo della Comunit Economica Europea, ci si cominciava a rassegnare allidea che esso sarebbe rimasto lettera morta per linatteso ritorno al potere in Francia di Charles De Gaulle in conseguenza dei drammatici fatti dAlgeri. Praticamente da ogni parte si dava per certo che il trattato, ancora in attesa di essere applicato da Parigi, sarebbe stato presto denunciato dal nuovo governo, il quale non nascondeva, oltre alla sua ostilit al principio sopranazionale, che lesprit et les termes70 dello stesso trattato non corrispondessero agli interessi del paese. Ci era soprattutto dovuto alla vaghezza con cui si trattava della materia agricola, la cui regolamentazione in sede comunitaria doveva essere assolutamente indispensabile, anche a costo di liquidare il Mercato Comune71. In effetti, per De Gaulle bisognava cambiare tutto quanto sera fatto in Europa dalla fine della guerra, giacch egli non vincolava il suo ritorno al governo alla sola risoluzione della crisi dAlgeria. Per lui si sarebbe trattato di imporre un cambiamento
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G. QUAGLIARIELLO, op.cit., p.191 C. DE GAULLE, Mmoires despoir,cit, p.146 Cfr. ibid.

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radicale alla politica francese e agli equilibri internazionali. In breve, la storia doveva essere riscritta. Il ritorno di De Gaulle, sopra gli altri, inquietava la Germania e personalmente il cancelliere Adenauer, contro il quale il Generale si era violentemente scagliato nel 1953 per la sua dedizione alla causa comunitaria:
Monsieur Adenauer veut tre europen. Il souhaite quon fasse lEurope. Fort bien ! Mais croit-il que ce soit faire lEurope, nest-ce pas plutt la tuer, que de fabriquer, grand renfort dinterventions amricaines, ce monstre artificiel, ce robot, ce Frankenstein, que, pour tromper le monde, on appelle la Communaut? Monsieur Adenauer ne croit-il pas quil y aurait beaucoup mieux faire? 72

Per realismo De Gaulle sera fatto tosto una ragione che la Germania fosse stata ricostituita, nonostante seguitasse a vedere negli eventi del 1949 qualcosa che invero aggravava il problema dei fragili equilibri europei. La costituzione delle due repubbliche, oltre che rendere ufficiale la totale incomunicabilit dei due blocchi malgrado lONU e la consapevolezza che una deflagrazione nucleare avrebbe potuto distruggere lintera umanit riportava in auge il fattore dinstabilit che aveva condotto lEuropa al dramma: la riapparizione di una Germania sovrana e militarizzata al confine con la Francia. Nondimeno, il primo atto di politica estera del nuovo governo francese fu improntato a stabilire rapporti damicizia e di collaborazione tra i due paesi, nella prospettiva di costituire un vero e proprio asse su cui far ruotare i nuovi indirizzi della politica estera francesi e di rendere reale il disegno di unEuropa indipendente da entrambi i blocchi in concorrenza. Loccasione fu lincontro dei due leaders di governo presso Colombey-Les-Deux-Eglises, residenza privata di Charles De Gaulle73. Cos operando, De Gaulle mostr la sua intenzione di essere coerente a quanto lungamente dichiarato durante

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Conferenza stampa tenuta allHotel Continental il 12 novembre 1953 in Discours et messages, cit.. Per un resoconto dellincontro: C. DE GAULLE, Mmoires despoir, cit, pp.139-143

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gli anni precedenti, ossia di ritenere indispensabile un accordo politico globale e generale tra la Francia e la Germania, in luogo di quelle insufficienti intese settoriali volte solo a creare organi burocratici e annientare la politica. La prima preoccupazione del Presidente , per, che la Germania non debba pi rappresentare una minaccia per la Francia:
Au coeur du problme et au centre du continent, il y a lAllemagne. Cest son destin que rien ne peut tre bti sans elle et que rien, plus que ses mfaits, na dchir lAncien Monde []Dsormais, toutes prcautions doivent tre prises pour prvenir le retour en force des mauvais dmons germaniques74

A tal riguardo, quindi, non poteva astenersi dal dettare le sue condizioni alla Germania: laccettazione del fatto compiuto per quanto riguardava le frontiere, un atteggiamento che mostrasse buona volont per i rapporti con lEst, una rinuncia completa agli armamenti atomici, una grande pazienza per la riunificazione75. Per De Gaulle questa alleanza privilegiata, cio, questo accordo politico generale con la Germania doveva servire a modificare, dapprima, gli equilibri continentali e, in seguito, finanche quelli mondiali. Pi precisamente, il suo obbiettivo era di sostituire ad una Europa atlantica una Europa europea tramite il distacco della Germania dallalleanza atlantica o, quanto meno, lattenuazione dei suoi legami con gli Stati Uniti. Per un accordo politico generale, De Gaulle intendeva ci che poi sar disposto nel trattato franco-tedesco del 22 gennaio 1963 e vale a dire, essenzialmente, un metodo per affrontare e risolvere insieme i problemi del Continente76.

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C. DE GAULLE, ivi, cit., p.138 Cfr. C. DE GAULLE, ivi,cit., pp. 147-148 76 Il 22 gennaio 1963 De Gaulle e Adenauer firmarono il trattato sulla cooperazione franco-tedesca col quale, sancirono ufficialmente la riconciliazione franco-tedesca e fissarono le regole della consultazione periodica tra Capi di Stato e di governo, ministri degli esteri, della difesa della pubblica istruzione. Con tale accordo, De Gaulle pens di aver costituito, in Europa, il contrappeso allalleanza privilegiata tra Stati Uniti e Inghilterra. Il trattato, per, aveva anche la funzione di stabilire una sorta di direttorio europeo per consentire al meglio il funzionamento delle Comunit. Questasse, comunque gi esistente ufficiosamente prima del 22 gennaio 1963, aveva lo scopo di preparare le decisioni pi importanti del Consiglio dei ministri e dei vertici di capi di governo e a definire lindirizzo della politica comunitaria. Per approfondimenti si possono consultare L.LEVI, U. MORELLI, op.cit., p.155 e P. QUARONI, op.cit, pp. 109-113.
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In sostanza, la riconciliazione tra la Francia e la Germania, per De Gaulle, non doveva essere importante in quanto premessa necessaria per lunificazione dellEuropa (che per lui lo si ricorda non fu mai un fine, bens un mezzo), ma nel senso che Francia e Germania erano le due sole Potenze autorevoli e che, una volta daccordo loro, gli altri dovevano semplicemente seguirle77. Lalleanza privilegiata con la Germania federale e gli stretti rapporti personali stabiliti con il cancelliere Adenauer costituiranno la base solida su cui il presidente De Gaulle vorr edificare la propria azione in Europa. Il rapporto personale instauratosi tra De Gaulle e Adenaeur sorprende solo in apparenza. I motivi possibili dattrito tra i due furono gli stessi che ne permisero lamicizia: entrambi volevano che la propria nazione recitasse una parte da protagonista in Europa e nel mondo. In fondo, stata proprio lopportunit di far riabilitare politicamente la Germania e di farla tornare una grande potenza economica ad aver spinto Adenauer a sostenere lEuropa delle Comunit; quindi, non lintento di annullare lidentit tedesca in quella europea, ma la volont opposta di far rinascere la Germania grazie allEuropa 78. Comprese ed assecondate le vere intenzioni del collega tedesco, De Gaulle pot agevolmente fondare sulla loro intesa una sorta di direttorio o forse un duumvirato la proposta di avviare il negoziato sullunione politica79. La premessa dellaccordo tra i due uomini di governo era che lEuropa poteva farsi solo per associazione degli Stati e non gi richiedendone la liquidazione. Questa premessa era in s stessa la ricusazione della apatride Europa di Monnet:

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P. QUARONI, op.cit., p.109 Ci che pensava Adenaeur dellEuropa bene espresso in P.QUARONI, op.cit., pp.110-111: Lorientamento di De Gaulle ha trovato uneco pi che favorevole in Adenauer. Adenauer indubbiamente un grandissimo personaggio: luomo che ha preso in mano la Germania ridotta a un mucchio di rovine e a un paria nella comunit internazionale, e in pochi anni lha trasformata in alleata dei vincitori [] La riconciliazione con la Francia era lo scopo numero uno della su politica; e lEuropa non un fine, ma soltanto un mezzo per realizzare questa riconciliazione. Egli conosceva abbastanza bene la situazione politica francese interna e le sue complesse reazioni. Sapeva che non era possibile imbastire una riconciliazione tramite rapporti diretti: ci voleva qualcosa di pi vasto, un ideale comune, degli altri partecipanti: ci voleva lEuropa 79 Si ricorda che lavvio del negoziato fu deciso nel corso dellincontro di Rambouillet del 29 luglio 1960

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Per Adenauer, come per me, da escludere che i nostri popoli, con i loro Stati e le loro leggi, possano scomparire allinterno di una qualche costruzione apatride, sebbene egli ammetta di aver tratto a profitto della Germania solidi vantaggi dalla mistica dellintegrazione []80

Laccordo con la Germania federale, per, non doveva servire solo a preparare il progetto di unione politica, essendo tale accordo ritenuto necessario anche per iniziare da subito a praticare la Europa delle patrie, mediante lintroduzione, nella prassi di Bruxelles, di un nuovo spirito. Le istituzioni comunitarie e i suoi sostenitori avrebbero dovuto arrendersi allevidenza che lEuropa poteva farsi solo assumendo gli Stati quali suoi fondamenti, giacch, in ultima analisi e nonostante limpegno della Commissione Hallstein, i governi nazionali erano effettivamente gli unici responsabili dellesecuzione dei trattati nel rispetto della loro autorit e della sovranit popolare. Le differenze dovute alla loro propria storia, alla loro lingua, alle loro ambizioni, al loro genio, non dovevano essere visti come degli ostacoli:
Construire lEurope, cest--dire lunir, cest videmment quelque chose dessentiel []or, quelle sont les ralits de lEurope? Quels sont les piliers sue lesquelles on peut la btir ? en vrit, ce sont des tats qui sont, certes, trs diffrents les uns des autres, qui ont chacun son me soi, son Histoire soi, sa langue soi, ses malheurs, ses gloires, ses ambitions soi, mais des Etats qui sont les seules entits qui aient le droit dordonner et lautorit pour agir. Se figurer quon peut btir quelque chose qui soit efficace pour laction et qui soit approuv par les peuples en dehors et audessus des tats, cest une chimre81

La prima pratica conseguenza dellaccordo tra De Gaulle e Adenauer fu lappoggio che il secondo diede al primo nella battaglia intrapresa da questultimo per ottenere linclusione dellagricoltura nel Mercato Comune, secondo modalit che alterarono definitivamente lo spirito comunitario, in precedenza alieno al concetto della reciprocit

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C. DE GAULLE, Memorie della speranza, cit.,p.161 Conferenza stampa tenuta al palazzo dellEliseo il 5 settembre 1960

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tipico dei rapporti tradizionali tra gli Stati82. Per De Gaulle, per, questo non era un problema visto che il trattato CEE, piuttosto che quella sorta di costituzione che era nella mente degli europeisti, era solo un semplice trait de commerce facilitant les changes et obligeant notre industrie se moderniser 83, il quale, in quanto tale, se non rispondente agli interessi economici del suo paese, poteva e doveva naturalmente essere modificato come un qualunque altro trattato, pena, in questo caso, la definitiva rovina del Mercato Comune. Il fatto che un interesse cos vitale per la Francia non fosse stato seriamente preso in considerazione da coloro che avevano negoziato il trattato costituiva una dimostrazione in pi che questo non rispondeva alle sue necessit e, conseguentemente, che anche gli organi previsti dal trattato, in primis la Commissione, non ne assecondassero le esigenze.

6. Allattacco della CEE Dallentrata in vigore del Mercato comune e dal suo ampliamento ai prodotti agricoli, la Francia aveva guadagnato molto. Considerando tali successi come il frutto della sua azione riformatrice, De Gaulle si sent nel giusto a seguitare nella sua politica di demolizione delle Comunit. In modo particolare, fu contro la Commissione della Comunit Economica guidata da Walter Hallstein che si scagli violentemente, perch accusata di volersi accreditare come un governo federale portando alle estreme conseguenze lapplicazione della sopranazionalit (daltra parte, era proprio questo lauspicio dei sostenitori del metodo funzionalista). De Gaulle manifest costantemente la sua avversione per la sopranazionalit mediante le sue numerose pubbliche dichiarazioni, la pratica delle istituzioni comunitarie e le mosse di politica estera del suo governo. Bench cercasse, allo stesso tempo,
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Cfr. B. OLIVI, op.cit., p.87 Nota al Primo Ministro M. Debr a proposito della politica europea, 27 febbraio 1961 in Lettres, notes et carnets 1961-1963, Paris, Plon, 1986, pp.48-49
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energicamente e gradualmente di imporre allEuropa la sua visione chiedendo a gran voce lapertura di un negoziato per la cooperazione politica e, contemporaneamente, logorando le Comunit dal loro interno, vi fu un evento in cui De Gaulle fece toccare il punto pi elevato e drammatico del suo dissidio con la Commissione Hallstein: la cosiddetta crisi della sedia vuota84. De Gaulle non aveva mai nascosto la sua profonda irritazione per lattivismo del presidente Hallstein, reo di attribuirsi i crismi della sovranit e di mirare a creare un superStato europeo85. Alla base di questo dissidio, per, non bisogna vedere solo un conflitto tra due centri di poteri per la leadership dellEuropa, ma la concorrenza tra due visioni antitetiche, di cui una, quella del francese, si preoccupava di garantire che lo Stato, e in ultima analisi il popolo che ne elegge il governo rappresentativo, non fosse spogliato delle sue prerogative sovrane per favorire lavvento, secondo limpostazione del tedesco e in attesa che la Commissione diventi per davvero il governo federale dEuropa, di una

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La crisi della sedia vuota fu il rifiuto della Francia di far partecipare i propri rappresentanti alle riunioni del Consiglio e della Commissione, dal 30 giugno 1965 al 29 gennaio 1966, per protestare contro la proposta della Commissione Hallstein di attribuire risorse proprie alla Comunit Economica. Poich savvicinava la data della completa liberalizzazione degli scambi commerciali il 1gennaio 1967 la Commissione Hallstein, col solo voto dei due commissari francesi, aveva proposto che si dotasse la Comunit Economica di risorse proprie attraverso la costituzione di una cassa comune costituita dai proventi dei diritti doganali e dei prelievi agricoli. La proposta della Commissione non si esauriva solo nella richiesta di risorse proprie, poich ne erano naturali corollari lattribuzione sia di un enorme budget finanziario alla Commissione che di reali poteri di bilancio allAssemblea parlamentare. In s la proposta era pi che sensata ed opportuna, giacch, diversamente da come era stata disegnata nel trattato di Roma, la Commissione si trovava adesso a dover sovrintendere ad una dispendiosissima opera: la politica agricola. Fu, dunque, per ironia della sorte (ma non troppo!), proprio lostinazione di De Gaulle di voler violentare la Comunit Economica ed affermare, allo stesso tempo, il primato della politica sulla mera amministrazione dei tecnici, ad indurre la Commissione a reagire come fece. La proposta, si detto, era pi che sensata ed opportuna, da un lato perch mirava, sotto questo profilo, ad omogeneizzare la CECA e la CEE, visto che la prima dispose fin dallinizio di risorse proprie (e tornato al potere De Gaulle non sembra che contest la cosa, accanendosi invece solo contro la Commissione Hallstein); dallaltro, perch essa sinnestava perfettamente nella logica e nel metodo della sincronizzazione ossia la pratica che ogni concessione fatta ad un paese dovesse adesso avvenire in condizione di reciprocit inaugurato proprio allindomani della maratona agricola. Va notato, infine, che la proposta proveniva da un profondo sostenitore delle tesi di Monnet, ossia quel Walter Hallstein che, al pari del francese, riteneva che la Comunit fosse un complesso di strumenti giuridici atti a forzare la storia, onde addivenire alla federazione europea. 85 Walter Hallstein est le Prsident de la Commission. Il pouse ardemment la thse du super-Etat et emploie toute son habile activit obtenir que la Communaut en prenne le caractre et la figure. De Bruxelles, o il rside, il a fait comme sa capitale. Il est l, revtu des aspects de la souverainet, dirigeant ses collgues entre lesquels il rpartit les attributions [] Ces raisons naltrent pas lestime et la considration que je porte Walter Hallstein mais font que les buts que je poursuis pour la France sont incompatibles avec de tels projets in C. DE GAULLE, Mmoires despoir, cit.,p.147

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tecnocrazia apatride politicamente irresponsabile. La giusta dimensione della Commissione Economica deve essere quella di facilitare la cooperazione tra gli Stati mediante lo svolgimento di soli compiti tecnici e di supporto a quelle decisioni finali che solo gli Stati sono legittimati a prendere e capaci di far eseguire86. Lazione politica attuata nelle Comunit, in definitiva, fu molto ambigua (ma non priva di logica). Da un lato De Gaulle cerc di sfruttare al massimo le vantaggiose possibilit economiche che il trattato offriva, disponendovisi favorevolmente al suo ritorno al potere nel 1958 e finanche inducendo la Francia al sacrificio della delega della sovranit [solo] nella misura in cui questo apriva i mercati dei Sei ai suoi prodotti agricoli87. Dallaltro, cerc in ogni modo di stancarne lo spirito originario e di alterarne le meccaniche di funzionamento in modo da poter affermare il primato della politica sulla tecnocrazia in attesa che lunione politica si compisse.

7. LEuropa dei popoli Nel concepire i modi con cui raggiungere lunit europea, interessante osservare come De Gaulle abbia proposto le medesime soluzioni applicate in patria per la riunificazione della Francia e dei francesi. Per il Generale, quanto per il Presidente, non poteva esistere alcuna Europa senza i caratteri della sovranit e dellindipendenza. Ora, se la sovranit appartiene al popolo, lEuropa unita non pu farsi senza il diretto coinvolgimento dei popoli europei. Allo stesso tempo, non pu costituirsi alcuna autorit legittima se, posto che lEuropa in pericolo, una personalit eccezionale non provveda a farsi carico della sua salvezza. Per De Gaulle il referendum, oltre ad essere uno strumento strategico per aggirare lopposizione di un parlamento dominato da corpi intermedi, era il miglior mezzo per
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Conferenza stampa del 31 janvier 1964 in Discours et messages, cit. B. OLIVI, op. cit., p.100

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fare direttamente partecipare i cittadini alle grandi scelte nazionali. Esso, per, era anche il miglior strumento per esplicitare lunione mistica tra un popolo ed il suo capo e la costanza di quel rapporto fiduciario che, in ultima analisi, conferiva solo al capo la rappresentanza nazionale. Tra la fine degli anni Quaranta e linizio dei Cinquanta, De Gaulle aveva avanzato lidea del referendum da tenersi in contemporanea in tutti gli Stati interessati, in modo da conferire un carattere democratico e popolare alla costruzione europea. In particolare, egli sosteneva che bisognasse porre tre domande ai popoli europei:
Voulez-vous quon fasse lunit de lEurope, notamment au point de vue de son conomie, de sa culture et de sa dfense ? Voulez-vous que lon constitue un organe confdratif des peuples de lEurope pour grer cette unit? Pour laborer les institutions europennes, voulez-vous nommer une Assemble? 88

La proposta di De Gaulle, quindi, era che i popoli europei venissero interpellati per decidere non solo sulla vaga idea di realizzare una qualche forma di unione, ma anche sulla necessit di eleggere unassemblea costituente per definire le istituzione di questa unione. Inoltre, pensando che tale referendum avrebbe dovuto svolgersi anche nei paesi comunisti, si faceva certo di trascinare anche tali paesi nellunit di tutto il continente, e non gi della sola parte occidentale. Il ricorso allo strumento referendario fu caldeggiato soprattutto prima del suo ritorno al potere; tuttavia, anche da presidente De Gaulle non abbandon completamente tale idea, pensando che le istituzioni confederali da dare allEuropa dovessero fondarsi su di un regolare concerto dei governi responsabili e sul lavoro di organismi specializzati nel trattare le materie poste in comune, nonch su di unassemblea periodicamente convocata e chiamata a deliberare, infine, su di un solennel rfrendum

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Conferenza stampa tenuta al Palais dOrsay il 14 novembre 1949 in www.gaullisme.org. Lidea del referendum sar ribadita anche allHotel Continental il 25 febbraio 1953 (il discorso consultabile in Discours et messages, cit.)

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europen, de manire donner ce dmarrage de lEurope le caractre dadhsion et de conviction populaire qui lui est indispensable 89. Frequentemente si parla del sistema di governo istituito in Francia da De Gaulle come di un nuovo bonapartismo, se non addirittura della versione presentabile di un regime fascista; nondimeno, facendo lo sforzo di andare oltre certe categorie tradizionali e comunque tenendo in debito conto che effettivamente De Gaulle forzasse pi di una volta la sua stessa costituzione, attribuendosi sempre maggiori prerogative90 possibile vedere nelle concezioni istituzionali di De Gaulle il tentativo di dare vita ad una forma diretta di democrazia nazionale. Questo pu essere affermato, in primo luogo, perch sarebbe un grave errore ignorare come il fatto di rendere possibile il contatto diretto tra il vertice dello Stato e la sovranit popolare abbia rappresentato una preoccupazione di fondo del gollismo91; in un secondo luogo, perch, malgrado la costituzione e la prassi politica concentrassero grandi poteri nelle sue mani De Gaulle non ha revocato la Repubblica, non ha ricostituito la dinastia, neppure una di diversa natura92. Infine perch, appoggiandosi al popolo, consultato nella sua totalit contro le assemblee di rappresentanti, il gollismo incarnava una certa concezione della democrazia diretta, che trovava la sua applicazione nella pratica del referendum93. Nonostante queste premesse, nel piano Fouchet non vi fu nessuna traccia di istituzioni democratiche. Infine, era opinione di De Gaulle che per unire un popolo come quello europeo, al pari di quanto era avvenuto in Francia, ci sarebbe voluta laffermazione di unautorit legittima, un fdrateur. Ora, De Gaulle non vedeva alcuna simile figura in Europa, giacch, per la refrattariet delle nazioni a fondersi in una sola, fallirono nellimpresa, a
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Conferenza stampa tenuta al palazzo dellEliseo il 5 settembre 1960 in Discours et messages, cit. A tal proposito J. SOUSTELLE, Gollismo. Ventotto anni di regime, Milano, Edizioni del Borghese, 1969, op. cit., p.168 Ho gi mostrato che la sovversione della legge costituzionale cominci fin dal primo giorno del nuovo regime, con ritocchi insensibili e invisibili al pubblico, grazie alla complicit del Primo Ministro Michel Debr 91 G. QUAGLIARIELLO, op.cit., p.39 92 J.L. CHABOT, op.cit., p.138 93 R.RMOND, op.cit, p.309

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loro tempo, i vari Cesare, Carlo Magno, Ottone, Carlo V, Napoleone e, pi di recente, Hitler94. Solo gli Stati Uniti potrebbero riuscirvi (infatti: Il y aurait peut-tre un fdrateur, mais il ne serait pas Europen95) ma a quel punto lEuropa avrebbe perduto la sua identit. Inoltre, tanto era nota limpossibilit di unire lEuropa, che chi vi aveva per ultimo provato aveva dovuto affidare lEuropa a dei burocrati. A qualunque idea di fusione, De Gaulle contrappose sempre quella che gli Stati dovessero imparare a cooperare. E, seguendo questo metodo, egli non aveva alcun dubbio che, se non proprio la parte del fdrateur, la Francia sarebbe riuscita a recitare quella di sapiente guida dellEuropa.

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Cfr. Conferenza stampa allEliseo del 15 maggio 1962. Dello stesso tenore la conferenza stampa allEliseo del 9 settembre 1965. Entrambe sono state tratte da Discours et messages, cit. 95 Conferenza stampa del 15 maggio 1962.

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CAPITOLO IV LEUROPA EUROPEA

1. Contro la CED Per De Gaulle la Francia non pu essere se stessa se non grande: nella sua idea trasfigurata, la Francia simile a la princesse des contes ou la madone aux fresques des murs e dalla Provvidenza destinata ad essere autrice di grandi successi come anche ad essere colpita da immani sciagure. Questo, per, il prezzo che la Francia deve pagare per essere la prima nazione al mondo96. Non pu esserci grandezza, per, per una nazione se questa non dispone della completa indipendenza e della piena capacit di determinare le propria politica in autonomia. Agli inizi degli anni Cinquanta per De Gaulle la parola grandeur voleva dire conservare lImpero coloniale, quello stesso Impero che da Brazzaville97 aveva sanzionato il ritorno in guerra, dal lato della civilt, della Francia ternelle. La bocciatura della CED al parlamento francese evidenzier come la preoccupazione del Generale fosse diffusamente condivisa. Dichiarazioni del tipo: La France doit rester en Indochine 98ovvero:
Action imprial? Parce que nous fumes capable douvrir au progrs moderne des contres qui, auparavant vgtaient dans les abus, la misre, lanarchie, parce que nous avons assums sans les rejeter dans le trouble ou les livrer aux ambitions des autres, parce quen les perdant nous perdrions notre rang de grande puissance, nous avons, vis--vis du monde
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Cfr. C. DE GAULLE, Mmoires de guerre- Lappel, cit, p.7 Il 27 ottobre 1940, De Gaulle costitu il Conseil de dfense de lEmpire per dirigere la guerra della Francia contro la Germania dalle colonie. Nel Manifesto politico pubblicato lo stesso giorno, De Gaulle parla della volont degli Alleati di contribuer restaurer lindpendance et la grandeur de la France 98 Discorso del 14 novembre 1949, cit.

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entier, le droit et le devoir de faire vivre et de dvelopper lunion Franaise que nous avons proclame au pire moment de la pire des guerres99,

che dimostrano come, oltre che per i vantaggi economici e politici, avere un Impero coloniale era considerato importante per la missione di civilizzazione che ivi la Francia andava esercitando, non lasciano dubbio alcuno sul fatto che De Gaulle considerasse in quel momento pi importante conservare la libert di manovra necessaria per difendere lImpero che curarsi della difesa della Germania, per la quale comunque avrebbe garantito la NATO. Nessuna libert di manovra, infatti sarebbe stata appannaggio della Francia se questa avesse rinunciato al proprio esercito, giacch prevedibilmente nessuno dei suoi cinque partners lavrebbe seguita nelle sue dispendiose guerre coloniali. La questione dellindipendenza non riguardava solo i rapporti tra la Francia e le altre democrazie dellEuropa occidentale, ma coinvolgeva anche gli Stati Uniti, tenuto conto che, pur costituendo lesercito europeo, in ultima analisi la CED gliene affidava la direzione. La CED, quindi, non soltanto avrebbe costretto la Francia a patteggiare con gli altri europei la propria politica estera, ma ancor pi grave avrebbe spogliato lintera Europa della possibilit di definire una propria politica estera100. , per, ovvio che quello dellindipendenza fosse concretamente avvertito come un problema solo dalla Francia, in quanto solo la Francia aveva un Impero coloniale da difendere oltre che un rango di potenza mondiale: il resto dEuropa era composto da piccoli Stati o da grandi nazioni sconfitte e non ancora pienamente riabilitate sul piano morale per le dittature che le hanno guidate nel loro recente passato.
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ibidem Il commento contenuto in M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit., p.244 a proposito della CED chiarisce quale rapporto si sarebbe stabilito tra lEuropa e gli Stati Uniti e i limiti, a tal riguardo, della comunit in questione: Lautorit militare da crearsi non avrebbe avuto alcun potere di prendere decisioni fondamentali concernenti lEsercito europeo: queste sarebbero rimaste di competenza degli Stati nazionali, che le avrebbero esercitate allunanimit. E restava limpressione che, poich questa unanimit sarebbe stata difficile da raggiungere su problemi cos delicati, tali competenze sarebbero state di fatto svolte dal supremo comando atlantico, entro il quale la CED avrebbe dovuto essere strettamente inclusa e subordinata: e cio dal soverchiante alleato americano. Il progetto era realmente insufficiente, giacch senza un governo europeo non pu esistere un esercito europeo.
100

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Ecco come De Gaulle esprimeva tutto il suo malessere per la Comunit di difesa:
Quelle atmosphre trange, quel malaise indfinissable, psent

aujourdhui sur notre pays ds quon voque sa dfense! Cest que, dans la situation o se trouve actuellement la France et qui est caractrise par une profonde dpression nationale et par linconsistance extrme de lEtat, une certaine quipe est luvre pour faire admettre aux pouvoirs publics ce quelle appelle: larme europenne et o linstinct national aperoit un renoncement qui pourrait tre dfinitif 101.

De Gaulle considerava la ratifica del trattato CED come la catastrofe ultima della Francia, come a voler dire che ci che le guerre non erano riuscite a fare, ossia annientarla, era invece lo scopo della Quarta Repubblica ed in modo particolare di coloro che volevano che la Francia fosse uno strumento militare e politico in mano a potenza straniere, tra i quali spiccava Jean Monnet, linspirateur di quello spirito dabbandono tipico della Quarta repubblica102 Per De Gaulle, per, la questione dellindipendenza non era soltanto un fatto di prestigio nazionale, ma un fatto pratico, giacch se era vero che la Francia non era ancora in grado di difendersi da sola, non era affatto certo che le esigenze difensive americane sarebbero corrisposte sempre a quelle europee e, soprattutto, della Francia. Per cui se lEuropa fosse stata attaccata, non solo la Francia non avrebbe avuto un esercito per tutelarsi, ma avrebbe potuto anche non poter contare sugli stessi alleati atlantici:
On dit aussi: il sagit dassurer la France un puissant concours amricain sans compromettre son indpendance. Or, le trait subordonne la stratgie amricaine sans nous garantir aucunement que la France serait dfendue103.

101 102 103

Conferenza stampa del 25 febbraio 1953, cit Ibid. Ibid.

5 8

Lopinione di De Gaulle era che la CED non realizzasse affatto un esercito europeo104. Sostenendo, inoltre e sul punto fu in buona compagnia105 che non poteva esistere un esercito europeo senza un governo dellEuropa, De Gaulle argomentava la sostanziale natura menzognera della retorica europeista, convinta che dallintegrazione per settori potr e dovr scaturire un giorno lunit del Continente:
Je viens de dire que le nom donn larme dite europenne est un titre fallacieux. Pour quil y ait larme europenne, cest--dire larme de lEurope, il faut dabord que lEurope existe, en tant quentit politique, conomique, financire, administrative et, par-dessus tout, morale, que cette entit soit assez vivante, tablie, reconnue, pour obtenir le loyalisme congnital de ses sujets, pour avoir une politique qui lui soit propre et, pour que, le cas chant, des millions dhommes veuillent mourir pour elle. Est-ce le cas ? Pas un homme srieux noserait rpondre oui 106

In ogni modo, anche se lEuropa fosse organizzata come uno Stato, secondo il trattato CED non potrebbe disporre del suo esercito, perch la partecipazione alla NATO fa s che il suo impiego venga deciso dal vertice supremo dellAlleanza secondo lindirizzo della politica estera e di difesa americana e non gi secondo le esigenze difensive degli Stati europei107. Questa particolare critica tocca il nervo scoperto dellalleanza difensiva occidentale mettendola in luce per quella che davvero, secondo De Gaulle, vale a dire un sistema difensivo dellAmerica su territorio europeo. La CED, quindi, non era altro che una parvenza dunit in materia di difesa e di politica estera, finalizzata a consegnare alla NATO la tutela dei Sei; ma essendo la stessa NATO uno strumento non efficace di difesa dellEuropa, la sua inidoneit avrebbe finito per travolgere inevitabilmente anche la CED108. Non potendo pi il governo francese nemmeno istruire, formare, ricompensare o

104 105

Ibid. Largomentazione infatti tipica dei federalisti 106 Conferenza stampa del 25 febbraio 1953, cit 107 Cfr. ibid. 108 Va detto che la CED prevedeva solo la costituzione di un esercito comune, e non gi anche di una flotta navale e di una aerea comuni; cos come non aveva alcun potere in riguardo a questioni di fondamentale importanza come le comunicazioni, gli approvvigionamenti e gli equipaggiamenti.

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punire i propri soldati, De Gaulle temeva pure possibile che truppe straniere venissero messe a protezione Parigi:
Cest ainsi que, sil paraissait bon au commandant en chef de mettre les Allemands en garnison Strasbourg, Colmar, Paris, au lieu des Franais, il suffirait littralement quil obtint laccord du Chancelier Adenauer. Quant au Gouvernement franais ou ce qui oserait encore porter ce nom il naurait rigoureusement rien dire. Le commandant en chef amricain peut encore refuser au Gouvernement franais denvoyer outre-mer aucune fraction des contingents que celui-ci livrs [] Mais, lors mme quils y russiraient, le trait nen tuerait pas moins lUnion Franaise109.

Lopposizione di De Gaulle alla CED non fu alimentata solo dalle sue preoccupazioni in riguardo allindipendenza della Francia, al mantenimento del suo impero coloniale e, con esso, del suo prestigio mondiale. Per De Gaulle, la sopranazionalit della CED era unassurdit perch pretendeva che i Commissari nominati dai Sei governi nazionali e i ministri riuniti in Consiglio si dimenticassero temporaneamente della loro provenienza al fine di servire solo la causa europea, per poi tornare nuovamente dei fedeli servitori dei loro Stati dorigine, e dei loro interessi, una volta tornati alle loro tradizionali mansioni. La regola dellunanimit rendeva impossibili le decisioni importanti. Infine, la mancanza di una qualunque forma di legittimazione democratica restringeva lo spazio per liniziativa politica e rendeva lintera costruzione del tutto irrealistica, concentrandosi il potere nelle mani di unoscura burocrazia comunitaria110. De Gaulle non ebbe, per, solo critiche da esprimere. Messo in evidenza come lEuropa non potesse organizzare la propria difesa senza dotarsi di una qualche forma unitaria, egli ribad la sua proposta confederale, basata sulla necessit che lEuropa non

109 110

Conferenza stampa del 25 febbraio 1953, cit. Cfr. ibid.

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pu farsi sulla base delle parole degli illusionnistes111, ma a partire da ci che caratterizza la realt del Continente, ossia gli Stati e le Nazioni:
Or, la ralit, cest quactuellement lEurope se compose de nations. Cest partir de ces nations quil faut organiser lEurope et, sil y a lieu, la dfendre. Au lieu dune fusion intolrable et impraticable, pratiquons lassociation112 ,

lassociation non essendo altro che il nome pi idoneo a descrivere il vincolo confederale immaginato da De Gaulle. Infatti, cosa propone De Gaulle? Non unintollerabile ed impraticabile fusione, ma una stretta alleanza tra nazioni libere ed eguali con il suo cuore politico e strategico in un Consiglio dei capi di governo ed il suo supporto tecnico in una Commissione senza ambizione alcuna di sovranit:
Au lieu dune fusion intolrable et impraticable, pratiquons lassociation. En poursuivant des chimres, on a dj perdu des annes. Commenons par faire lalliance des Etats libre de lEurope. Il y faut une direction : ce sera le Conseil des Chefs de gouvernements runis dune manire organique et priodique. A cette direction, il faut un instrument de travail et dexcution. Ce sera lEtat major combin, si lon veut le Commissariat, mais un Commissariat qui naura pas le front de se proclamer souverain []Ainsi, seront fusionnes tous les services qui doivent ltre : infra structure, communications, ravitaillement, fabrications darmements, etc113

2. La NATO e legemonia americana Lindipendenza non certo per importanza, ma solo nellambito della nostra esposizione lultimo fondamento della visione gollista dellEuropa. Anche la richiesta dindipendenza per lEuropa, in realt, fu solo un mezzo per far recuperare alla Francia la sua indipendenza, poich De Gaulle sapeva benissimo che, senza unEuropa capace di
111 112

Ibid. Ibid. 113 Ibid. Sempre sul tema della confederazione si possono vedere il discorso pronunciato a Nmes il 7 gennaio 1951; il discorso di chiusura della quarta Assise nazionale del R.P.F, Nancy, 25 novembre 1951, quello del 12 novembre 1953 da Discours et messages, cit ; la dichiarazione del 6 giugno 1952 in www.gaullisme.org

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darsi un indirizzo unitario in politica estera e di assicurare da s la propria sicurezza, la stessa Francia avrebbe avuto nessuna possibilit di condurre la propria politica di prestigio e di grandezza. Infatti, non essendo pi quella grande potenza militare che era stata fino a prima del secondo conflitto mondiale, la Francia, malgrado le pretese di De Gaulle, non avrebbe potuto nemmeno difendere s stessa in caso daggressione sovietica. Per il Generale, dunque, la Francia, al pari degli Stati Uniti, aveva bisogno di un sistema difensivo che, in primo luogo, ne assicurasse la sicurezza propria e che, in secondo, costituisse una valida difesa anche per il resto dellEuropa. Un aspetto fondamentale della Europa europea di De Gaulle costituito dallopposizione alla NATO. De Gaulle aveva una pessima opinione della NATO, principalmente perch la considerava come il sistema difensivo europeo degli Stati Uniti, non gi come il sistema difensivo americano dellEuropa. Ci che potrebbe sembrare un gioco (nostro) di parole, in realt, coglie bene lopinione di De Gaulle, il quale temeva che, nel caso di un conflitto, gli Stati Uniti avrebbero potuto effettivamente non difendere lEuropa in conseguenza di un calcolo politico-strategico. De Gaulle dubitava fortemente del fatto che, in caso daggressione sovietica, gli Stati Uniti sarebbero intervenuti in Europa. Tale dubbio gli veniva ispirato dalle vicende di entrambe le guerre mondiali, nel corso delle quali gli americani entrarono in causa solo a conflitto iniziato e, soprattutto, dopo che la Francia aveva gi subito considerevoli perdite114. De Gaulle, inoltre, era contrario allintegrazione dei paesi europei nella NATO, perch questa avrebbe costretto lEuropa ad accettare una permanente limitazione della propria indipendenza politica e militare a favore degli Stati Uniti. Secondo lui, gli Stati Uniti sarebbero stati i veri federatori dellEuropa, perch la dipendenza politica dellEuropa da quelli si sarebbe rinsaldata con lintegrazione militare. Gli europei, quindi,

114

C.

DE GAULLE Memorie della speranza, cit, p.196

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avevano delegato alla NATO una parte della loro sovranit e in cambio avevano ottenuto che gli Stati Uniti ponessero in posizione di soggezione lintera Europa occidentale115. Egli trovava infamante che una potenza come la Francia riconosciuta vincitrice della guerra, socio fondatore dellONU, membro del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto fossa trattata al pari di paesi sconfitti o privi di una rispettabile storia militare, ossia come un mero strumento di difesa degli Stati Uniti; altres, riteneva impossibile per principio che la Francia rinunciasse ad un proprio sistema difensivo. Per tutte queste ragioni, De Gaulle chiese continuamente una profonda riforma della NATO, giungendo, a modo di provocazione, ad uscirne nel corso degli anni Sessanta116. Nelle strategie americane la NATO, oltre che unalleanza militare, doveva essere anche un compatto blocco politico ed economico finalizzato al contenimento della diffusione del socialismo. Coerentemente con tale scopo, con lobiettivo di permettere la ripresa economica e sociale dellEuropa occidentale e promuoverne la coesione nel quadro dellavversione al comunismo sovietico, contemporaneamente allistituzione della NATO, gli Stati Uniti varavano il Piano Marshall e, per la sua efficace applicazione, creavano la OECE, la prima organizzazione volta a realizzare la cooperazione economica tra gli Stati europei. Negli stessi anni la Gran Bretagna favoriva la nascita del Consiglio dEuropa e, dopo il fallimento della CED, la UEO. Accertato che dietro le forme iniziali della cooperazione europea si celavano sempre gli Stati Uniti e le loro strategie, De Gaulle vedeva anche dietro Jean Monnet e la sua Europa la longa manus del governo americano117. Si pu capire come per De Gaulle lindipendenza dellEuropa quella qualit che lavrebbe fatta in grado di mediare tra i due

115 116

G. MAMMARELLA, op.cit., p.302 Gli scopi della politica estera di De Gaulle sono ben presentati in D. CAVIGLIA, op.cit.,p.4: Per M.Couve de Murville, ministro degli esteri durante il governo Debr, la preoccupazione principale della politica gollista risiedeva nel cambiamento dei rapporti di forza con gli anglo-americani, passando attraverso la creazione non istituzionalizzata di un direttorio a tre e la riforma dellAlleanza Atlantica 117 Tale opinione trov espressione della gi citata (a proposito della CED) conferenza stampa del 25 febbraio 1953

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blocchi e di non farsi, eventualmente, coinvolgere nella terza guerra mondiale, nonch di tornare ad esprimere la sua civilt nel mondo passasse attraverso la liquidazione delle Comunit, la creazione di una force de frappe, lallargamento dellEuropa ai paesi dellEst, nonch il rifiuto delladesione inglese al Mercato comune.

3. La force de frappe e la prematura fine dellEuratom De Gaulle considerava essenziale che la Francia si dotasse di un arsenale atomico la cosiddetta force de frappe perch solo acquistando gli stessi mezzi di deterrenza di Stati Uniti, Unione Sovietica e Gran Bretagna, essa avrebbe potuto recuperare, oltre che il suo prestigio, una certa libert di manovra sulla scena internazionale. Per De Gaulle la disponibilit di un armamento atomico doveva essere uno dei fondamenti irrinunciabili della politica francese, il necessario presupposto alla sua indipendenza. Allobiezione che gli veniva mossa, per la quale la Francia non sarebbe mai stata in grado di rappresentare una minaccia credibile per lUnione Sovietica, De Gaulle rispondeva dimostrando di attenersi alla logica della risposta flessibile, ossia che era sufficiente poter minacciare in qualsiasi momento lavversario anche con un solo missile per poterlo intimorire. Quindi quello che la Francia otteneva (e non era poco) era, in caso di unaggressione sovietica, il diritto di decidere da s limpiego dellarma atomica sul Continente, a propria tutela e a tutela dellintera Europa. Tale opinione era rafforzata dalla convinzione che gli Stati Uniti,
essendo ormai esposti al pericolo di distruzione in caso di guerra totale, avrebbero fatto ricorso al proprio deterrente nucleare solo se attaccati direttamente sul proprio territorio118 e non anche in

caso di aggressione allEuropa. Impegnandosi, quindi, a perseguire una propria politica nucleare al fine di ottenere lordigno esplosivo, De Gaulle dichiar conclusa sul nascere la cooperazione europea in materia di energia atomica, liquidando cos lappena nata Euratom:
118

G. MAMMARELLA, op.cit., p.306

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En mme temps, pour lEuratom, apparat irrductible lopposition entre la situation de la France, dj dote depuis quelque quinze ans dun actif Commissariat lnergie atomique, pourvue dinstallations multiples, applique mettre en uvre des programmes prcis et tendus de rechercher et de dveloppement, et celle des autres pays qui, nayant rien fait par eux-mmes, voudraient que les crdits du budget commun servent leur procurer ce qui leur manque en passant les commandes aux fournisseurs amricains119.

Diversamente che la CEE, quindi, lesistenza dellEuratom fu segnata fin dallinizio dalla tenace volont di De Gaulle di dotare la Francia di un armamento atomico. Poich non incontr presso i partners la volont di attribuire alla Comunit un importanza militare, gi nel 1958, egli inform il governo tedesco e quello italiano che questa collaborazione atomica, appena imbastita, non esisteva pi e che la Francia avrebbe realizzato da sola il suo programma nucleare120

4. LEuropa" dallAtlantico agli Urali Se la battaglia contro la NATO veniva condotta per assicurare lindipendenza dellEuropa sul versante occidentale, su quello orientale era sintetizzata nella formula dellEuropa dallAtlantico agli Urali. In realt, per, tale idea rimase sempre alquanto nebulosa. Bench De Gaulle si adoperasse per lEuropa allargata ad Est solo nella seconda met degli anni Sessanta, cio dopo il fallimento del piano Fouchet, la crisi della sedia vuota e la sua rielezione, lidea che lEuropa fosse, malgrado la frattura ideologica, un tuttuno lo aveva sempre caratterizzato (De Gaulle si gi visto considerava lideologia un fenomeno momentaneo, destinato inevitabilmente a cedere il posto al ritorno delle nazionalit).

119 120

DE GAULLE C, Mmoires despoir, cit., p.145. P. QUARONI, op.cit., p.79

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Interpretando la morte di Stalin e lapertura di squarci di libert nei paesi satelliti come il segno che il comunismo fosse sulla via di regredire, De Gaulle si risolse a promuovere attivamente questa nuova formula con numerosi viaggi e dichiarazioni. Il Generale aveva manifestato per la prima volta questa concezione nel 1950 in termini molto vaghi:
Je suis convaincu que si la France, une fois debout et conduite, prenait linitiative dappeler lEurope se faire, en particulier avec le concours des Allemands, toute latmosphre europenne serait change de lAtlantique lOural et mme les hommes en place de lautre ct du rideau de fer en prouveraient les consquences. Cest en Europe quest la clef de la Libration de lEurope 121.

Pi che un progetto politico, infatti, sembr che con quellespressione si riferisse ad uno spirito europeo, ad una comunit di uomini accomunati dal fatto di aver scritto insieme la storia del continente. Comunque, questa idea esclude una comunit legata da un nesso federale: sarebbe al pi una giustapposizione di stati sovrani, decisi a vivere in pace fra loro e a risolvere, daccordo, certe questioni di interesse comune122. Per realizzare tale obbiettivo, che sarebbe servito anche ad allontanare il rischio che la resa dei conti definitiva tra le due superpotenze avesse luogo proprio sul suo gi martoriato territorio, De Gaulle invoc per gli Stati satelliti dellURSS lautonomia necessaria affinch questi potessero partecipare alla rinascita dellEuropa e della sua civilizzazione, ossia la caduta del comunismo:
Il sagit que la Russie volue de telle faon quelle voie son avenir, non plus dans la contrainte totalitaire impose chez elle et chez les autres, mais dans le progrs accompli en commun par des hommes et par des peuples libres. Il sagit que les nations dont elle a fait des satellites puissent jouer leur rle dans une Europe renouvele [] Il sagit que lEurope, mre de la civilisation moderne, stablisse de lAtlantique lOural dans la

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Conferenza stampa tenuta al Palais dOrsay il 16 marzo 1950 in www.gaullisme.org P. QUARONI, op.cit., p.167

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concorde et dans la coopration en vue du dveloppement de ses immenses ressources et de manire jouer, conjointement avec lAmrique sa fille, le rle qui lui revient quant au progrs de deux milliards dhommes qui en ont terriblement besoin123

Infine, questEuropa avrebbe inevitabilmente implicato la riunificazione tedesca e fatto sparire uno dei fronti pi caldi della guerra fredda dato che, nel contesto dellunit europea, la divisione della Germania non avrebbe avuto pi alcun senso:
[] jestime ncessaire que la Rpublique fdrale fasse partie intgrante de la coopration organise des tats, laquelle je vise pour lensemble de notre continent. Ainsi serait garantie la scurit de tous, entre lAtlantique et lOural et cr dans la situation des choses, des esprits et des rapports un changement tel que la runion des trois tronons du peuple allemand y trouverait sans doute sa chance124

La politica dapertura allEst si interruppe bruscamente, non senza qualche disagio, quando tutto il mondo prese coscienza che il sistema sovietico non sarebbe crollato a breve125.

5. Il veto allInghilterra Nel disegno gollista di unEuropa dallAtlantico agli Urali vi era posto anche per la Gran Bretagna; tuttavia, nessun allargamento della CEE si sarebbe potuto fare fin tanto che essa fosse stata il cavallo di Troia degli Stati Uniti dAmerica. In primo luogo, ci che De Gaulle temeva era che lInghilterra sarebbe stato un fattore di disunione e che, volendo salvaguardare e promuovere i suoi interessi, avrebbe messo a dura prova lintegrazione gi

123 124

Conferenza stampa tenuta al palazzo dellEliseo il 4 febbraio 1965 in Discours et messages, cit. C. DE GAULLE, Mmoires dEspoir, cit., p. 183. 125 Levento fu linvasione sovietica della Cecoslovacchia. Dato che sera fatto convinto dellimminente caduta del comunismo e che confidava nella sua capacit di alimentare il nazionalismo represso dalla dittatura comunista, De Gaulle aveva intrapreso una politica damicizia con i paesi dellEst. Gli eventi cecoslovacchi, dimostrando la totale infondatezza di quelle convinzioni, misero in un certo disagio il presidente. Si veda J. SOUSTELLE, op. cit., p.279-287

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conseguita dai Sei. Inoltre, viste le relazioni speciali intercorrenti con gli Stati Uniti, lInghilterra avrebbe condotto lEuropa sempre pi sotto i controllo degli americani:
Il est prvoir que la cohsion de tous ses membres, qui seraient trs nombreux, trs fiers, ny rsisterait pas longtemps et, quen dfinitive, il apparatrait une Communaut atlantique colossale sous dpendance et direction amricaine et qui aurait tt fait dabsorber la Communaut europenne126

Gli interessi inglesi di cui De Gaulle temeva la concorrenza erano legati alla natura insulare della Gran Bretagna, natura per la quale questo paese aveva la vocazione a legarsi molto pi facilmente sugli oceani che sulla terraferma e a trovare il soddisfacimento dei suoi interessi ben lungi che allinterno del sistema delle Comunit 127. Originariamente, per, De Gaulle non fu contrario a che lInghilterra entrasse nel sistema comunitario. A monte di questa non contrariet che De Gaulle accord, vi fu la preoccupazione che il negoziato per la regolamentazione dellagricoltura, al quale tanto egli teneva, potesse fallire. In quel tempo De Gaulle si era mostrato possibilista, se non addirittura entusiasta, per la partecipazione della Gran Bretagna al processo dintegrazione europea. Cos, malgrado la difficolt dei problemi connessi a questa adesione, egli la salutava con molto favore:
De tout temps, les participants au March commun, qui sont six, ont souhait que dautres, et en particulier la Grande Bretagne, se joignent au trait de Rome, quils en assument les obligations et que je pense, ils en reoivent les avantages. Nous savons trs bien quelle est la complexit du problme, mais il semble que tout porte maintenant laborder et, pour ma part, je nai qu men fliciter, non seulement au point de vue de mon pays, mais je crois aussi au point de vue de lEurope et, du mme coup, au point de vue du monde 128.

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Conferenza stampa del 14 gennaio 1963 in Discours et messages, cit. Cfr. ibid Ibid.

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Quando, per, il negoziato per la politica agricola and favorevolmente in porto, la vera opinione di De Gaulle si manifest compiutamente: gli interessi che lInghilterra avrebbe salvaguardato e posto allattenzione dei suoi partners, pensava non a torto, sarebbero stati quelli connessi alle produzioni agricole del Commonwealth, i quali avrebbero finito per far perdere alla Francia i vantaggi di quella politica agricola comune, per la quale tanto si era speso da minacciare il fallimento del Mercato Comune. Lingresso della Gran Bretagna nel Mercato Comune, quindi, avrebbe rivoluzionato gli equilibri della Comunit e sostituito a quellasse tra la Francia e la Germania che le era stato benefico, la rivalit tra la Francia e la Gran Bretagna che, inevitabilmente, per la maggiore disposizione degli europei nei confronti della copertura atlantica che verso la force de frappe francese, avrebbe potuto agevolmente soffiare a Parigi la leadership continentale e

conseguentemente consegnare lEuropa e con questa anche la Francia ai nordamericani:


Il est vident quun march commun sept ou dix ne rassemblera en rien au march commun primitif. Lquilibre politique y sera modifi du tout au tout. La primaut de linfluence franaise ne pourra tre maintenue. A la conjonction franco-allemande qui t jusqu prsent pratique se substituera au mieux une rivalit franco-anglaise [] Il nest pas douteux quune fois le march commun largi, on en riviendrait rapidement la prpondrance de Washington et de Londres129

I motivi che indussero De Gaulle a rifiutare lingresso della Gran Bretagna nel Mercato comune furono clamorosamente resi noti nel corso della conferenza stampa del 14 gennaio 1963, nel corso della quale, s, manifest le sue preoccupazioni in riguardo ai temi economici, ma fece anche presente come vi fossero ragioni politiche pi importanti a motivare tale decisione. Si trattava dellincompatibilit non gi tra due visioni dellEuropa, dato che tanto la Francia della Quinta repubblica quanto lInghilterra erano contrarie alla sopranazionalit, bens tra due leaderships. De Gaulle si rendeva conto che lInghilterra,
129

Relazione sulladesione dellInghilterra al Mercato Comune, Parigi 28/08/61 in D. CAVIGLIA, op.cit., p.234

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legata da relazioni speciali agli Stati Uniti, non avrebbe mai abbandonato il suo alleato per aderire ad una velleitaria politica antiamericana e, inoltre, che linfluenza inglese avrebbe impedito che gli altri paesi europei lo seguissero nella sua polemica contro gli americani. LInghilterra era, in altre parole, come un intruso, spinto dalla pretesa di cacciare nelle terre che la Francia considerava come una sua riserva: bisognava metterla fuori per rimettere lordine del pollaio130. Stigmatizzando i comportamenti ripetutamente tenuti dagli inglesi nei confronti dellintegrazione europea, De Gaulle si era convinto che Londra volesse soltanto sabotare lintegrazione dei Sei e gli sforzi da questi sostenuti per lapprofondimento della loro cooperazione. De Gaulle non ebbe dubbi nel ricondurre lispirazione di questa politica britannica negli interessi di Washington e nella sua visione atlantica dellEuropa. Non fu affatto una casualit che De Gaulle annunciasse quel veto dopo il discorso del presidente americano Kennedy del 4 luglio 1962 e dopo che Washington, nel dicembre successivo, acconsent a fornire missili atomici Polaris al governo di Londra. LEuropa, per essere autenticamente europea, non poteva e non doveva aprirsi a chi non avrebbe voluto farla capace di costituirsi come un soggetto indipendente e potente, in grado anche di porsi alla pari con gli Stati Uniti:
Lunion des Six, une fois ralise et, plus forte raison, si elle venait se complter dadhsions et dassociations europennes nouvelles, peut et doit tre, vis--vis des tats-Unis, un partenaire valable en tous domaines, je veux dire puissant et indpendant 131

Espresso nel gennaio del 63, possibile che il veto allInghilterra fosse gi stato deciso da De Gaulle gi durante lestate del 1962132, per la ragione che dietro al fallimento del piano Fouchet della primavera del 1962, De Gaulle vedeva chiaramente i risultati delle
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P. QUARONI, op. cit., p.98 Conferenza stampa tenuta allEliseo il 21 febbraio 1966 in Discours et messages, cit. 132 B. OLIVI, op.cit., p.79 : Sembra storicamente attendibile che il veto francese fu deciso dopo la tornata di luglio-agosto 1962 dei negoziati britannici, e forse anche qualche settimana prima, mentre lepisodio di Nassau ne ebbe a costituire latteso detonatore

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pressioni esercitate dal governo inglese su quelli olandese e belga al fine di fermare quella cooperazione politica europea che, se anche non avesse dato vita ad una Europa europea, sicuramente avrebbe realizzato una Europa francese. Ancora una volta, De Gaulle ribad che solo alla Francia sarebbe spettata la leadership dellEuropa democratica. Lunica nazione che poteva legittimamente pensare di unire lEuropa e di farla indipendente, europea facendo cos, anche in questo caso, se non proprio la parte del fdrateur, quanto meno quella della sapiente guida era la Francia, la sola nazione europea davvero arbitra di s stessa e con i mezzi, la volont, la vocazione necessari:
En attendant que le ciel se dcouvre, la France poursuit par ses propres moyens ce que peut et doit tre une politique europenne et indpendante. Le fait est que, partout, les peuples sen flicitent et quelle-mme ne sen trouve pas mal [] En voulant et en proposant lorganisation dune Europe ayant sa propre politique, la France est certaine de servir lquilibre, la paix et le progrs de lunivers133 [] la France, sans renier aucunement lamiti quelle porte aux nations anglo-saxonnes, mais rompant avec le conformisme absurde et prim de leffacement, prenne une position proprement franaise au sujet de la guerre du Vit-nam, ou du conflit au Moyen-Orient, ou de la construction dune Europe qui soit europenne, ou du bouleversement quentranerait, pour la Communaut des Six, ladmission de lAngleterre et de quatre ou cinq autres tats, ou des rapports avec lEst, ou de la question montaire internationale []134

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Conferenza stampa allEliseo del 23 luglio 1964 in Discours et messages, cit. Allocuzione radio e teletrasmessa del 10 agosto 1967 in www.gaullisme.org. In questoccasione De Gaulle si riferisce alla svalutazione della sterlina che, avvenuta nella seconda met degli anni Sessanta su decisione unilateralmente del governo di Londra, aveva provocato non poche ripercussioni sulleconomia dei Sei. Levento degno di nota in quanto porter De Gaulle ad annunciare un secondo veto quando, con il governo Wilson, lInghilterra far nuovamente richiesta di partecipare al MEC.

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CAPITOLO V AL VAGLIO DELLA CRITICA FEDERALISTA

1. Il rifiuto del nazionalismo e dellautoritarismo Si pi volte sottolineato nel corso dellopera come lo scopo primo ed ultimo di De Gaulle sia sempre stato il prestigio e la grandezza della Francia e che, conseguentemente, lindipendenza politica, militare ed economica dellEuropa fossero da lui considerati solo dei mezzi per servire detto scopo. Tanto tenacemente ha combattuto contro le istituzioni comunitarie, che De Gaulle ha ispirato nei suoi contemporanei non solo presso Capi di stato e di governo europei, ma anche presso lopinione pubblica lidea che egli volesse soltanto distruggere lintegrazione che fin l aveva avuto luogo, senza voler in alcun modo costruire qualcosa di davvero alternativo. Malgrado la complessit e lambiguit della sua azione di governo, la copiosit e la verbosit delle sue dichiarazioni, De Gaulle, invero, ebbe solo poche ma fisse, quasi ossessive, idee durante tutta la sua vita. Cos, se possibile ricavare da questa abbondanza cosa egli non volesse fosse fatto in Europa, pi difficile appare comprendere, al contrario, cosa davvero volesse. Certo che, anche alla luce dei

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successivi passi dellintegrazione europea, le critiche e le domande che egli sollev non furono mai pretestuose. Quanto alle risposte, chiaro come la sua irriducibile volont di affermare la Francia e i suoi interessi al di sopra di tutti e tutto finisse puntualmente per screditare da s stessa qualunque proposta che egli facesse. Il rifiuto del nazionalismo e delle sciagure da questo provocate nel recente passato fu la fondamentale causa dopposizione alla politica di De Gaulle e a quella visione che vi faceva da ispiratrice. Quando il Generale torn al potere per i fatti dAlgeria, pressoch unanime fu presso le cancellerie europee ed i sostenitori della federazione europea il timore che il processo dintegrazione del lato occidentale del continente si sarebbe presto arrestato: erano, infatti, gi note le sue opinioni sullEuropa, le quali, lungi dal collocarsi in continuit con quelle di Monnet, intendevano la cooperazione europea solo come un mezzo per rilanciare la potenza francese nel continente e nel mondo. Dato lo spirito con cui la strategia comunitaria era stata adottata dai Sei (compresa la Francia della Quarta repubblica), il ritorno del nazionalismo preoccupava enormemente sia per lapproccio che la Francia avrebbe avuto da quel momento in poi nelle Comunit, che per linfluenza politica che un paese come quello non poteva non esercitare sugli altri. In particolare, il ritorno al potere di De Gaulle era vista come una soluzione catastrofica per lavvenire perch basata su di un nazionalismo oltranzista, militarista, orgoglioso, presuntuoso nel credersi ed affermarsi padrone della sua sorte135, che inevitabilmente avrebbe spinto la Francia allautarchia e influenzato le altre nazioni europee a fare lo stesso. Ossia, tornare a chiudersi in s stesse e porsi in contrapposizione prima sul fronte economico, e poi su quello militare. Secondo i suoi oppositori, le conseguenze della politica gollista furono essenzialmente due: la prima, una volta rotta larmonia e laccordo tra i Sei, fu quella di spingere gli Stati verso la riedizione di quel gioco politico delle alleanze, delle
135

F. SRUSCLAT, Il pericolo De Gaulle, Popolo europeo, anno I, n5, maggio 1958, p.4

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controalleanze, dei ricatti, dei boicottaggi, delle ripicche che nei secoli tanto male aveva provocato allEuropa e particolarmente ai suoi devastati popoli; la seconda che, contrariamente ai suoi disegni, la politica del Generale stava accentuando legemonia americana sullEuropa, perch in assenza di unautorit politica europea, la sola autorit sopranazionale esistente era quella americana, alla quale ci si rivolgeva perch offriva maggiori garanzie di sicurezza e di pace136. Ora, se era pur vero che, in mancanza di un governo federale con legittima autorit su tutta lEuropa dei Sei, sarebbe stato opportuno che si colmasse il vuoto politico generato dal carattere tecnocratico e burocratico delle Comunit, la pretesa francese di adempiere a tale opera non poteva essere condivisa per lassenza presso la Francia dei requisiti necessari per tenere unita lEuropa, la ragione di ci essendo il fatto che nessuno Stato europeo avrebbe accettato in una confederazione la leadership francese, perch la guerra dAlgeria e la decomposizione crescente delle istituzioni e del costume democratico le hanno tolto qualsiasi prestigio morale137. In particolare, furono i membri del Movimento federalista europeo, per la loro tradizione politica democratica, a vedere nel nazionalismo e nelle sue tendenza autoritarie il principale ostacolo a fare della Francia la guida dellEuropa unita138 e a smascherare proprio loro che erano accusati da De Gaulle di propagandare una nuova cattiva ideologia il carattere a sua volta ideologico della visione gollista139. Secondo i federalisti i progetti di De Gaulle non potevano essere credibili per la semplice ragione che questi non potevano avere un carattere democratico e popolare, coerentemente con lordinamento politico della

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A. CABELLA in La truffa dellEuropa delle Patrie, Popolo Europeo, anno V, n4, aprile 1962, p.1 A. SPINELLI in Le proposte di De Gaulle, Popolo europeo, anno III, n10, ottobre 1960, p.1-2 138 A. CABELLA , cit. 139 Per avere unidea di come lideologia nazionale di De Gaulle era denunciata: ibid. Che poi questa concezione di entit nazionali pure, assolute, intangibili, sia frutto di una ideologia romantica ottocentesca, quella appunto della nazione come figurazione metafisica animistica che si sovrapposta alla concezione democratica ed illuministica dello stato costituzionale, questo de Gaulle non lo sospetta, o non lo interessa perch nella Nazione francese lui crede, e crede in s come sacerdote della Patria. [] lideologismo nefasto per De Gaulle leuropeismo, in quanto produce lidea di unorganizzazione statale europea sopranazionale, unentit puramente tecnocratica, burocratica e anonima, di una economicit priva di eticit e spiritualit

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Quinta repubblica: infatti, se vero che vi contraddizione tra gli esecutivi forti e la democrazia, i progetti di De Gaulle sottendevano lauspicio che lEuropa si uniformasse e si modellasse sulle strutture sempre meno democratiche e autoritarie francesi, con la concentrazione delle supreme decisioni prese al vertice nelle mani pochi uomini investiti di tutto il potere140. Nonostante ci, parve che a De Gaulle stesse riuscendo di fare lEuropa confederale, a dimostrazione di come tra i paesi europei il vento del nazionalismo fosse tornato a soffiare pericolosamente. De Gaulle ebbe buon gioco nellapparire lo strenuo difensore della causa europea, perch si mostrava abile nel nascondere il suo atteggiamento profondamente nazionalista, antieuropeo ed egemonico sotto una maschera europeistica che si presentava esteriormente coi connotati della gradualit, del realismo, della difesa della Comunit a Sei, ma che, in verit, celava il disegno di soffocare lEuropa con una unione politica fatta di consultazione periodiche fra i capi di Stato e di governo e istituzionalizzata in una segreteria permanente, nonch di legarne leconomia ad una visione chiusa e conservatrice141. Sfruttando questa abilit, De Gaulle pot affermare di avversare lingresso della Gran Bretagna per il rischio che la sua presenza dissolvesse la Comunit originaria ed i suoi consolidati equilibri, piegandone al contempo le strutture fino a renderla nientaltro che una zona di libero scambio. Cos, pur volendo soltanto tutelare la posizione e gli interessi della Francia, De Gaulle poteva presentarsi e farsi scambiare per il custode dei trattati di Roma del 1957. Quei trattati, per, erano completamente snaturati. Data linconsistenza giuridica del principio della sopranazionalit, solo la buona volont e la fiducia reciproca dei governi avrebbero potuto preservare quanto fatto e incoraggiato quanto ancora da fare: De Gaulle min questa fiducia ed impose, obbligando la Commissione alla sincronizzazione, il

140 141

Cfr. M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit, p 286 Cfr. M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit., p.288

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ritorno della logica per cui ogni concessione tra gli Stati dovesse essere coperta da vantaggi reciproci. De Gaulle, da parte sua, applic questa pratica negoziale di ritorno ricorrendo sempre pi frequentemente agli strumenti pi spregiudicati: con il ricatto e lultimatum ha imposto il suo punto di vista con metodi presi dalla politica di potenza. De Gaulle veniva accusato di far leva sullo spirito europeo e comunitario per, infine, ucciderlo con il nazionalismo, una volta liberato questultimo da quella sorta di vaso di Pandora in cui era stato celato. La sua azione politica di tutela ad oltranza della sovranit e dellindipendenza della Francia infliggeva continuamente colpi al processo dunificazione europea, direttamente ed indirettamente, cio sia mediante il logoramento delle istituzioni comunitarie dal loro interno, che influenzando negativamente le richieste ed i comportamenti dei cinque partners, oramai anche loro votati alla difesa delle proprie ragioni politiche, economiche e di sicurezza, oltre al fatto che dubbi si sollevavano sui futuri progressi dellintegrazione europea, visto che era chiaro come il suo disegno fosse di usare le Comunit per fare della Francia una potenza atomica e far divenire lEuropa uneconomia chiusa e protezionistica, tale da richiamare alla mente finanche Napoleone ed il suo blocco continentale142.

2. Le critiche al piano Fouchet In riferimento alla questione delle istituzioni e della cooperazione politica, il giudizio su De Gaulle gi allora si mostrava meno severo, soprattutto perch, contrariamente a quanto avveniva a proposito del suo ideale nazionale, su questo argomento fu possibile scorgere una certa e comunque non superficiale sensibilit verso i problemi organizzativi dellEuropa. Anzi, considerato che i federalisti hanno costituito una voce nel deserto fin dallinizio della storia delleuropeismo, da ammettere che De Gaulle

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Cfr. anonimo, Spirito comunitario e nazionalismo, Popolo europeo, anno VI, n4, aprile 1963,

p.3

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ebbe quanto meno il merito di proporre un piano organico, un modello possibile di Europa politica. Spinelli in persona ha potuto apprezzare come le proposte del generale De Gaulle sullorganizzazione dellEuropa avessero talune notevoli qualit: in primo luogo, esse furono il tentativo di rispondere al problema reale dellassenza di unit; in secondo luogo, si connotarono per una notevole coerenza logica143. Ora, mentre la prima piuttosto scontata, la seconda merita un po dattenzione. La coerenza di De Gaulle nel fatto che la sua proposta di confederazione del tutto in linea con lambizione egemonica della Francia, giacch, mentre una federazione toglie agli stati membri la loro sovranit e li riduce a organi amministrativi e non pu funzionare che nella misura in cui trasferisce certi loro poteri ad un governo federale, una confederazione riconosce la sovranit dei suoi membri e riesce perci a tenerli uniti solo se uno di essi possiede una certa preponderanza, incontestata ed incontestabile sugli altri. Una confederazione che non abbia nel suo seno una potenza leader votata allimpotenza e al fallimento:
Se la Francia potesse realmente essere la potenza predominante dellEuropa occidentale, si potrebbe deplorare labbandono del cammino delle istituzioni federali, ma si dovrebbe riconoscere che la formula confederale sarebbe vitale144

Confermata la correttezza delle questioni sollevate dal Presidente, Spinelli, per, condann lEuropa che sarebbe scaturita dal piano Fouchet, definita una ridicola assise di capi di governo145. Il piano Fouchet rifletteva bene la concezione confederale dellunit europea propria del Generale: non mirava alla fusione degli Stati, ma allaffermazione della supremazia del momento politico e dellanalisi globale dei problemi del Continente contro ogni forma di sopranazionalit e di delega di poteri decisionali ad organi settoriali e

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A. SPINELLI Le proposte di De Gaulle, cit. Ibid. 145 A. SPINELLI, Adenaeur, De Gaulle e la democrazia europea, in Popolo europeo, anno V, n5, ottobre 1962, p.1 e 5

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tecnici; inoltre, estendendosi anche alla materia culturale, pur in una prospettiva progressiva e necessariamente non breve, il piano voleva raggiungere lobiettivo di far apprendere ai popoli europei i modi della convivenza pacifica e fruttuosa. Il progetto, per, per i suoi oppositori non rispondeva affatto alle necessit dellEuropa, specialmente nella sua seconda versione, tanto per la mancanza di una prospettiva integrazionista - data la cancellazione della clausola, presente in quella originaria, per la quale alla fine dei tre anni il trattato sarebbe stato modificabile per stabilire nuove e pi approfondite forme di cooperazione quanto perch estendeva le competenze del Consiglio organo decisamente intergovernativo nel quale le decisioni sarebbero state prese allunanimit anche alle questione economiche, omettendosi qualunque riferimento allesistenza della CEE e, conseguentemente, alla sopranazionalit e al voto maggioritario. Infine, perch instaurava tra le due sponde dellAtlantico un potenziale ed inopportuno conflitto. Tuttavia, non si escludeva che, per la incapacit della classe politica europea di avere una visione democratica e per la sua mancanza di consapevolezza del problema europeo, la concezione di De Gaulle infine avrebbe trionfato146. Possono farsi almeno cinque critiche al piano Fouchet. Innanzitutto, esso tendeva da subito a cristallizzare lunione, riducendola ad una semplice giustapposizione di Stati sovrani e rifiutandone, anche in un futuro remoto, unevoluzione in senso federale. Unaltra critica era che il piano non prendeva in una qualche degna considerazione la funzione della rappresentanza parlamentare europea, funzione che, invece, gli altri membri ritenevano necessaria. Il vero problema non era tanto avere lelezione a suffragio diretto dei membri dellassemblea, fermo che tali elezioni avrebbero potuto avere una grande importanza per propagandare lidea europea nei Sei. Il fatto di essere chiamati ad eleggere dei deputati al parlamento europeo avrebbe certamente portato la massa degli elettori a
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Ibid.

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rendersi conto che lidea di Europa non era qualche cosa di astratto, ma una realt concreta. Il problema reale era, per, quello dei poteri. Se questi non fossero stati effettivi, il suo peso negli affari europei non sarebbe stato molto importante147. Gi durante la crisi della sedia vuota, De Gaulle aveva obiettato che senza un vero governo europeo non poteva esservi un parlamento propriamente detto: daltra parte, come si poteva pensare che il governo francese, che a casa sua aveva ridotto a ben poca cosa i poteri del proprio parlamento, consentisse a rafforzare lautorit di un parlamento europeo, su cui fra laltro non avrebbe avuto nessun controllo? 148 La terza critica riguardava il fatto che il piano Fouchet spostava il cuore delle istituzioni europee dagli organi sopranazionali al Consiglio, organo, al contrario, decisamente intergovernativo. La conseguenza di tale fatto sarebbe stato che nessuna decisione sarebbe stata presa se non allunanimit e questo, inevitabilmente, avrebbe reso molto difficile addivenire a soluzioni condivise sui problemi comuni. Effettivamente, per, piano Fouchet o no, la decisione suprema restava sempre nelle mani dei governi 149. Cos, la quarta obbiezione non poteva che contestare il fatto che il piano Fouchet, offrendo soltanto un sistema di procedure per consentire o promuovere la discussione sui due punti cruciali dellunione - la politica estera e la politica di difesa non assicurava meccanismi decisionali adeguati allinterno della stessa, in tal modo costringendo gli Stati a trovare da s e per s, quindi al di fuori dellunione, le soluzioni specifiche ai singoli problemi. In tal modo, forte del peso del suo regime e del suo armamento atomico, la Francia sarebbe stata in tale unione pi uguale degli altri ed avrebbe esercitato di fatto

147 148 149

M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit, p.288. P. QUARONI, op.cit,,p.124

ivi, p.122

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uninfluenza egemonica sugli altri cinque, in concorrenza ed in alternativa agli Stati Uniti150.

3. I giudizi sullindipendenza la De Gaulle La quinta critica al piano Fouchet, connessa con la seconda conseguenza della politica gollista di cui si diceva pocanzi, riguarda la questione dei rapporti con gli Stati Uniti e, quindi, lindipendenza dellEuropa. Nella politica gollista tale questione passava necessariamente attraverso la NATO. Che lEuropa avesse bisogno di darsi una posizione autonoma e responsabile nei confronti del mondo in particolare nei confronti degli Stati Uniti che la facesse uscire dallo stato di puro satellite atlantico, appariva evidente a tutti. Nondimeno, questo avrebbe dovuto realizzarsi non gi col rafforzamento della sovranit nazionale e col recupero della libert dazione dei singoli Stati, bens attraverso la creazione della federazione europea. Innanzitutto, questa avrebbe dovuto pensare a rafforzare al suo interno il regime democratico e solo in seguito, e non per una velleit di irrazionale e pretenzioso nazionalismo europeo, avrebbe potuto non solo darsi una propria politica estera e militare ed un proprio esercito, ma anche dotarsi di un proprio credibile armamento nucleare, dato che una potenza come la federazione europea non potrebbe precludersi in avvenire il diritto di darsi un proprio armamento atomico151. Il progetto della force de frappe francese era giudicato pi formale che sostanziale e connesso ai rischi di disseminazione indiscriminata delle armi nucleari e di indebolimento della solidariet atlantica. Fin quando non sar davvero unita, quindi, lEuropa non potr fare a meno dellAlleanza Atlantica e
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M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit., p.288. Questa critica comune a pi autori, per esempio presente in J.P. GOUZY, De Gaulle, il piano e la bomba, in Popolo europeo, anno VI, n4, aprile 1963, p.1: LEuropa degli uomini di stato che ragionano in termini nazionali, sufficientemente abili nel manovrare nellambito delle alleanze, la celebrazione delle solidariet equilibrate, delle amicizie concertate, lesaltazione della potenza nazionale: questa la visione politica di De Gaulle. Pu vedersi anche P.QUARONI, op.cit., p.128, p.1 151 Cfr. M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit, 294-295

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dellintegrazione, tanto pi che a garantire che gli americani difenderanno lEuropa in caso daggressione sovietica saranno alcune centinaia di migliaia dei suoi soldati schierati sulla prima linea di difesa delle frontiere dellEuropa152. La Francia, invece, malgrado il da farsi di De Gaulle, non rappresentava unalternativa credibile agli occhi degli altri cinque153. De Gaulle avrebbe voluto creare unEuropa indipendente rigettando lintegrazione delle forze armate e la tutela americana, considerati nocivi per la sopravvivenza della Francia, esattamente nello stesso modo in cui i suoi partners, invece, consideravano tali due fattori essenziali alla loro sopravvivenza. Nellidea di Europa europea larma atomica era necessaria, ma era implicito che essa dovesse essere solo francese. De Gaulle avrebbe voluto, in pratica, che la politica estera dellEuropa si conformasse alla sua personale concezione dei rapporti internazionali, col risultato che questa politica estera europea si sarebbe realizzata soltanto previa accettazione integrale delle tesi francesi154. Se il progetto di unEuropa europea, per quanto evocativa, per gli oppositori di De Gaulle doveva intendersi come unEuropa francese, non diversa fu la sorte dellidea dellEuropa dallAtlantico agli Urali. La realizzazione di questo progetto, il quale similmente che il precedente non comportava alcuna organizzazione federale degli Stati compresi tra questi due limiti naturali, presupponeva due elementi: che le nazioni dellEst europeo fossero liberate dallideologia comunista e dallinfluenza russa; che lespansione sovietica, sia sotto il profilo ideologico che militare, si arrestasse in modo definitivo. Con la morte di Stalin, De Gaulle sera talmente fatto convinto dellimminenza del crollo del comunismo che, tra il biasimo degli altri membri dellEuropa comunitaria e dellAlleanza Atlantica, pensava di poter da s fissare la rotta della politica mondiale di distensione, cio anche contro il parere dei suoi alleati, in particolare quelli europei. Ora, se vero che uno
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P. QUARONI, op.cit., p126 ivi, p. 175 ivi p.128

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dei futuri possibili compiti che la federazione europea dovr darsi sar il recupero dei paesi dellEst, nel presente e invocando per s e per la Francia libert di movimento, De Gaulle non poteva che mettere a repentaglio la sicurezza dellEuropa facendo il gioco dei sovietici, perch se era vero che lUnione Sovietica voleva evitare il conflitto con gli Stati Uniti, lo era altrettanto il fatto che non aveva alcuna intenzione di allentare, sia pur di poco, i vincoli che imponeva alle nazioni vicine. LURSS voleva certamente che il sistema atlantico si disgregasse e a tal fine vedeva di buon occhio la politica di De Gaulle quando questi bloccava qualsiasi sviluppo dellorganizzazione europea e prendeva le distanze dagli Stati Uniti; accoglieva, per, freddamente i suoi sforzi nellesortare alcuni paesi dellEst a deviare un poco fuori dallorbita sovietica155. Stabilire un equilibrio tra la Francia e lUnione Sovietica entrambe dotate di armi atomiche in unEuropa senza forze pi americane, sarebbe stato forse la realizzazione di quell idea di Europa dallAtlantico agli Urali; tuttavia, lecito era chiedersi se non sarebbero stati pi probabilmente i Soviet sino allAtlantico156.

4. I giudizi quanto meno non negativi di oggi naturale che il trascorrere del tempo permetta la riconsiderazione a mente fredda degli eventi remoti, cio, di vederli senza la fisiologica interferenza del coinvolgimento indotto dalla contemporaneit. Sulla base di tale considerazione, si pu spiegare perch oggi, venuto meno il confronto tra due sistemi ideologici e, conseguentemente, molte delle ipocrisie statali del passato, lazione del Generale in favore dellEuropa stata riconsiderata in senso quanto meno non negativo. Non manca chi sostiene che, malgrado il nazionalismo, il suo progetto di cooperazione politica fosse pi avanzato di quello dei

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156

Cfr. J. SOUSTELLE, op. cit., p. 321. Cfr. M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit., p 323

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sostenitori del Mercato comune157. Col senno del poi, n possiamo dire che De Gaulle lo abbiamo argomentato sia stato un fanatico nazionalista militarista, e nemmeno che la sua associazione di Stati potesse segnare la dissoluzione dellEuropa anche se sicuramente non possiamo cosa sarebbe stata nel concreto tale associazione. Malgrado il suo nazionalismo, non appare impossibile che il Generale abbia potuto avere una certa condivisile concezione dellEuropa: unEuropa confederale con una guida politica propria che estendesse le sue competenze anche allambito economico quello delle Comunit sopranazionali oltre che a quello militare e culturale. Inoltre, nonostante gli evidenti limiti dello strumento, possibile giudicare positivamente la proposta gollista del referendum europeo che, pi volte ribadita, doveva far aderire le masse popolari alla costruzione europea e legittimarla158; cos come possono apprezzarsi le critiche rivolte agli organi delle Comunit che, nonostante il loro carattere tecnico e lassenza di legittimit democratica, tendevano a considerarsi, seppure in forma embrionale, il governo dellEuropa. Oltre che per le questioni inerenti le istituzioni, lazione di De Gaulle giudicata quanto meno non negativa perch, se vero chessa fu orientata a preservare e promuovere gli interessi francesi, in effetti fu questa azione che difese e favor lintegrazione europea, che mise un punto fermo sulla riconciliazione con la Germania elemento, questultimo, tanto fondamentale per De Gaulle da essere stato reso ufficiale ed istituzionale con il trattato franco-tedesco del 1963 che diede un impulso decisivo allistituzione del Mercato comune e che, infine, difese la stabilit e gli equilibri raggiunti dai Sei con il veto allInghilterra, rea di non aver ancora operato una scelta definitiva e chiara per lEuropa e

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In L. LEVI U. MORELLI, op.cit, p.148 troviamo scritto quanto segue: De Gaulle era un nazionalista. Sosteneva i primato e lineliminabilit delle realt nazionali. Tuttavia, siccome viveva nellepoca della crisi dello Stato nazionale, (il corsivo nostro) era diventato europeista [] con il suo piano De Gaulle proponeva comunque un approfondimento dellintegrazione europea e si poneva su un terreno pi avanzato dei sostenitori del Mercato comune 158 Cfr. ibid.

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la sua emancipazione dagli Stati Uniti159. Anche sul fronte dellindipendenza dellEuropa la politica di De Gaulle appare oggi degna di considerazione perch rispondente agli interessi dellEuropa, in quanto evidente che lunit politica europea era ed la sola alternativa allatlantismo e che in assenza di un governo federale, era inevitabile che la Francia, lo Stato pi libero e forte, svolgesse un ruolo di potenza guida 160. Stando cos le cose, forse corretto vedere la ripresa del nazionalismo che si manifest in quegli anni, in Francia e negli altri paesi europei, come una malattia di crescita delleuropeismo 161. Ovviamente i fatti rimangono pi che le parole: cos, non vi dubbio che concretamente De Gaulle blocc qualunque sviluppo istituzionale di tipo sopranazionale lunico al quale i suoi partners erano disposti impedendo lelezione diretta dellAssemblea parlamentare, il passaggio a un bilancio comunitario alimentato da risorse proprie e al voto a maggioranza in seno al Consiglio dei ministri e perseguendo altres con successo lindebolimento del ruolo delle Commissioni europee. I fatti, per, dicono pure che i suoi avversari non proposero nulla dalternativo e di credibile; e quando ci avvenne, scatenando la crisi della sedia vuota, paradossalmente fu proprio De Gaulle che riusc a trarne maggior vantaggio, imponendo il suo punto di vista con laccordo del Lussemburgo.

5. De Gaulle non aveva tutti i torti Tenendo conto che gli europeisti di stretta osservanza continuavano a non vedere con grande favore lingresso dellInghilterra nel Mercato Comune162, si pu ritenere la vicenda del veto allInghilterra emblematica di quanto le distruttive tesi golliste, per quanto apparissero le bordate antieuropeistiche di un nazionalista, fossero testimonianza di una notevole sensibilit di De Gaulle per i problemi dellEuropa e di come potessero

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Cfr. S. PISTONE, I movimenti per lunit europea, Universit di Pavia, 1996, p.12 ibid L. LEVI U. MORELLI, op.cit, p.116 P. QUARONI, op.cit., p. 99

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coincidere, in fondo, con le critiche che anche i federalisti inviavano allo stesso indirizzo. De Gaulle fu in buona compagnia nel denunciare la sopranazionalit. Innanzitutto, si pu rilevare che al termine sopranazionale, termine coniato da Robert Schuman nel 1950, non corrispondesse alcun valore giuridico, volendo, il termine, soltanto indicare la posizione delle istituzioni comunitarie rispetto agli Stati. Chiarito che la sopranazionalit non poteva essere invocata come un principio giuridico su cui costruire lEuropa, tale considerazione sarebbe stata di per s sufficiente a screditare lintera organizzazione dellintegrazione europea in un sol colpo163. Essendo, poi, il difetto delle Comunit europee detto paradossalmente in una sola parola [era ed , come si gi accennato] quello di non essere affatto sovrannazionali164 trovava fondamento anche largomentazione di De Gaulle secondo cui queste fossero il frutto e, al contempo, mezzi di propaganda165. Il centro della decisione politica, di fatti, non poteva essere la Commissione, ma il Consiglio dei Ministri, che a norma dei trattati assumeva le decisioni allunanimit (almeno fino alla conclusione della seconda fase dattuazione dei trattati); e poich lapplicazione delle decisioni sarebbe sempre spettata solo agli Stati, anche il voto a maggioranza avrebbe potuto non significare molto:
Ogni paese, si tratti della Germania o del Lussemburgo, ha dunque il diritto di veto. E non una questione puramente teorica [] molto dubbio se, e fino a che punto, sia possibile obbligare un Paese sovrano ad accettare una decisione contraria ai suoi interessi, veri o presunti, solo perch la maggioranza degli altri vuole cos [] Qualsiasi cosa sia stata scritta nei trattati, non esistono mezzi effettivi per imporre a uno Stato che non intenda accettarle, delle decisioni prese dagli altri, seppure a maggioranza166
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P. FOSSI, Charles de Gaulle o la fede nello Spirito, Milano, Marzorati editore, 1973, p.239 (in nota) racconta lepisodio come segue: (Davanti allAssemblea Nazionale, il 25 luglio 1950) Egli diceva: Lessenziale di creare lautorit sopranazionale che sia espressione della solidariet fra i paesi e alla quale sar conferita una parcella dei poteri di ciascuno di questi paesi[] stato questo errore di dottrina politica, errore involontario e fatto con le migliori intenzioni, che ha sviato e condotto in un vicolo cieco lazione per la unificazione europea. In esso si sono gettati gran parte degli uomini politici europei, in buona e meno candida fede 164 M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op. cit., p.255 165 Cfr. ivi, 259 166 P. QUARONI, op.cit., p.120

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Ora, poich lEuropa sopranazionale non era (e non ) che un modo, in fin dei conti, per mascherare il riaffermarsi degli Stati nazionali e dei loro interessi167, nessuna Commissione potendo qualificarsi come un esecutivo europeo ed il cosiddetto Parlamento non essendo altro che unassemblea consultiva, si veniva a dimostrare che, in fondo, De Gaulle avesse torto solo nella fase construens del suo discorso (in realt non poco!), fermo che quella destruens fosse comunque condivisile. Invero, i federalisti non negavano che lEuropa potesse dotarsi di un arsenale atomico, che potesse recitare un ruolo, in futuro, di grande e ritrovata potenza mondiale in grado di competere, su tutti i fronti, con Stati Uniti ed Unione Sovietica168. Inoltre, ( a modo di riepilogo) essi sostenevano che lintegrazione settoriale non rispondesse esaurientemente agli interessi e alle aspirazioni europee, che gli esecutivi delle comunit non avessero le caratteristiche tecniche e di legittimit per ergersi a governo europeo, che lassemblea parlamentare non fosse un vero parlamento, che la sopranazionalit fosse un principio privo di contenuto giuridico, che le istituzioni comunitarie arretrassero per necessit quando i governi nazionali tenevano troppo ai loro interessi. In breve, essi non negavano che quelle che De Gaulle considerava delle finzioni, dei miti, delle chimere fossero davvero tali169. Per loro, il Mercato Comune era senzaltro unesperienza positiva per lEuropa, sia sul piano dellintegrazione e dello sviluppo economico che su quello dello spirito della cooperazione sopranazionale. Questo, per, non poteva considerarsi la forma definitiva dellEuropa, anche per la sua evidente debolezza di fronte alla visione dellEuropa delle Patrie di De Gaulle. A questultimo progetto andava necessariamente contrapposto un modello davvero europeo, avanzato e democratico. De Gaulle, in fondo, non aveva fatto altro che toccare il punto debole della costruzione sopranazionale, ossia
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Ibid. Sullargomento pu vedersi M. ALBERTINI, A. CHITI BATELLI, G. PETRILLI, op.cit, 294-295 169 Sulle debolezze istituzionali delle Comunit: A. CABELLA, cit ; A. SPINELLI, Le proposte di De Gaulle, cit.; G. MAMMARELLA, P. CACACE, op.cit, p.100
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che, fino a quando gli Stati avranno la volont di applicare i trattati, questi funzioneranno; ma nel momento in cui la congiuntura economica cambier, se lo sviluppo del Mercato comune leder un paese o qualche gruppo politicamente rilevante al suo interno, potendo giungere alla conclusione che per loro pi conveniente sottrarsi agli impegni assunti, questi Stati faranno andare la Comunit in pezzi. Essi, per, negavano che la risposta di De Gaulle fosse adeguata, perch la loro opinione era che lo Stato nazionale avesse esaurito la sua funzione storica. Quando sollev la domanda di chi sarebbe stato il federatore dellEuropa, De Gaulle pose una domanda corretta, s, ma rispose male perch vedeva solo gli Stati nazionali170. Eppure, egli era ben consapevole che pi che un federatore in carne ed ossa, allEuropa sarebbe servita unispirazione un principio ideale animatore, una missione in cui credere, una ragione comune desistenza171.. Solo che egli pensava di poterlo trovare ricreando in Europa una sorta di atmosfera romantica, deteriore per necessit, ma pur sempre animata da uno slancio dello Spirito e non dalla mediocrit affaristica borghese.

CONCLUSIONI
Bench dalla fine della guerra De Gaulle avesse parlato molto anche dEuropa, sul tema della sua unit egli usc dallambiguit solo negli anni Sessanta. Prima del suo ritorno al potere, nella sua condizione di semplice generale in pensione, aveva, s, espresso lopinione per cui questunit europea aveva da farsi non per fusione degli Stati, ma nel rispetto delle loro sovranit; tuttavia, abbiamo visto come egli parlasse anche di federazione e accennasse a possibili deleghe di sovranit. Fu tornando al potere, posto di
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Cfr. A. SPINELLI, Adenaeur, De Gaulle e la democrazia europea,cit. A. CABELLA , cit.

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fronte alle Comunit e alla necessit di far si che la Francia fosse grande nel mondo, che, mediante la sua condotta politica, De Gaulle chiar la sua visione sullEuropa, spiegando cosa accettasse di quella integrazione a Sei e cosa, invece, rifiutasse. Nel voler chiarire in modo definitivo quale fosse la sua idea dellEuropa, per, ci si accorge presto che tale visione va desunta da tutti i rifiuti che De Gaulle oppose alle Comunit. Innanzitutto, riconosciuto come essenziale che lEuropa sia unita, per De Gaulle indispensabile che essa si fondi su qualcosa di reale, come sono gli Stati. LEuropa sopranazionale, invece, sillude di mettere insieme popoli diversi, senza tener conto delle loro differenze di storia, di lingua, di genio ed altro ancora. Evidentemente, solo gli Stati sono le realt su cui pu farsi lEuropa, perch solo gli Stati sono le entit che hanno il diritto e lautorit dagire in nome e per conto dei popoli: pensare che si possa costruire qualcosa al di sopra dello Stato, che abbia la capacit di decidere e di applicare le decisioni prese, una chimre. Solo lo Stato incarna lo Spirito di un popolo e solo al suo interno possono esistere la politica e la legittimit172. Sul piano istituzionale, il rifiuto di De Gaulle del sistema delle Comunit netto, poich tale sistema tradisce i principi della cultura politica europea: le Commissioni (gli esecutivi) si proclamano indipendenti, ma i loro membri sono nominati e pagati dagli Stati, non hanno alcun legame con i popoli e non vi rispondono del loro operato; lAssemblea riunisce membri cooptati dai parlamenti nazionali a cui nessuno, per, ha mai conferito un mandato europeo. Per il fatto di configurare un governo di tecnocrati, vale a dire un governo senza responsabilit politica e legittimato solo dalla competenza tecnica, queste istituzioni hanno la tendenza ad annullare la democrazia perch, oltre tutto, svuotano progressivamente di prerogative i governi nazionali, rendendo in tal modo illusoria la sovranit popolare anche dentro gli Stati. Questo furto della sovranit
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Sullargomento possono consultarsi i seguenti documenti : Conferenza stampa del 5 settembre 1960 ; Conferenza stampa del 23 luglio 1964 ; Seconda intervista radio e teletrasmessa con Michel Droit, 14 dicembre 1965. Tutti sono disponibili in Discours et messages, cit.

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nazionale si completa con la previsione del voto a maggioranza in seno al Consiglio, saggiamente evitato con laccordo del Lussemburgo173, che ha leffetto di costringere uno Stato ad accettare le decisioni altrui e che impedisce, mediante lunghi ma ragionevoli negoziati, che si possa giungere ad assumere decisioni condivise ed eque174. Il voto a maggioranza semplicemente impraticabile, perch il ny a pas moyen, lheure qui est, de faire en sorte quune majorit trangre puisse contraindre des nations rcalcitrantes175. Dunque, piuttosto che farla, il voto a maggioranza rischia di romperla lEuropa. La regola delle decisioni deve essere indiscutibilemente lunanimit. Lunica soluzione alternativa ad un aropage technocratique, apatride et irresponsabile dunque la confederazione176. La sopranazionalit, oltre tutto, un principio illusorio perch, gli esecutivi comunitari si dimostrano del tutto incapaci di decidere sulle questioni pi importanti, in occasioni delle quali, il tradizionale lavoro della diplomazia a consentire di giungere a conclusione177. andando oltre i fatti organizzativi, per, che troviamo finalmente una concezione positiva, ossia affermata senza contrapporsi a qualcuno. Pi che unopinione, per, un sentimento. De Gaulle ritiene che lEuropa sia soprattutto ununica grande civilt che si fonda su di une comune manire di vivre, un meme droit des gens e che ha dominato il

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Larticolo 1 del compromesso di Lussemburgo, che chiuse la crisi della sedia vuota, sanciva quanto segue: Quando, nel caso di decisioni che possono essere prese a maggioranza su proposta della Commissione, sono in gioco interessi molto importanti di uno o pi partners, i membri del Consiglio si adopreranno a trovare, in un ragionevole lasso di tempo, soluzioni che possano essere adottate da tutti i membri del Consiglio, nel rispetto dei loro interessi e di quelli della Comunit, conformemente allart. 2 del Trattato Larticolo 2 proseguiva cos: Per quanto riguarda il paragrafo precedente, la delegazione francese ritiene che, quando si tratta di interessi molto importanti, la discussione dovr essere proseguita sino al raggiungimento di un accordo unanime. La fonte L. LEVI, U. MORELLI, op.cit, p.162 174 Cfr. Conferenza stampa allEliseo, 21 febbraio 1966, Discours et messages, cit. 175 Conferenza stampa allEliseo, 15 maggio 1962, cit. 176 Cfr. Conferenza stampa del 9 settembre 1965, in Discours et messages, cit. 177 La preponderanza dei governi nazionali nel procedimento decisionale comunitario ben espressa in C. DE GAULLE, Mmoires despoir,cit., p.145 Ainsi doit-on remarquer que les soi-disant excutifs install la tte des organismes communes en vertu des illusions dintgration qui svissaient avant mon retour, se trouvent impuissants ds lors quil faut trancher et imposer, que seuls les Gouvernements sont en mesure de le faire et queux-mmes ny parviennent quau prix de ngociations en bonne et due forme entre ministres ou ambassadeurs

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mondo par sa richesse, sa puissance, son rayonnement178; che, dopo linfatuazione ideologica e i drammatici recenti eventi bellici, deve ricostituirsi unie par lesprit de libert et de relle dmocratie, groupe en vue du progrs conomique, social et culturel commun179. Finanche i pi grandi letterati, per De Gaulle, appartengono al patrimonio culturale europeo, per quanto siano legati alla propria tradizione nazionale e alla propria lingua:
Dante, Gthe, Chateaubriand, appartiennent toute lEurope dans la mesure mme o ils taient respectivement Italien, Allemand et Franais. Ils nauraient pas beaucoup servi lEurope sils avaient t des apatrides et sils avaient pens, crit en quelque espranto ou volapk intgr [] 180.

Fu proprio in virt di queste considerazioni che De Gaulle volle che tra le materie della sua unione politica vi fosse pure la cultura. Infine, questEuropa deve poter affermare la propria identit nel mondo e pesare negli equilibri internazionali. Intesa come una sorta di comunit continentale di uomini liberi e di Stati indipendenti organizzati, lEuropa deve essere in grado di contenere le pretese egemoniche che provengono sia da Ovest che da Est e stabilire, tra le due masse rivali, un fattore dequilibrio da cui scaturir la pace. Ma per ottenere questo risultato, necessario che lEuropa riesca a darsi una politica autenticamente europea, ossia che operi il superamento di quella sopranazionalit la quale, affidando il governo alla tecnocrazia e annullando il momento della scelta politica, finisce per favorire lassorbimento atlantico dellEuropa. Solo listituzione della cooperazione politica, economica e strategica degli Stati, quindi, pu portare lEuropa, ormai sazia di conquiste e maturata nella consapevolezza che ogni popolo della Terra ha il diritto di decidere del proprio destino, ad affermarsi come una delle tre potenze planetarie e permettere che un giorno questEuropa

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Discorso pronunciato a Strasburgo, 7 aprile 1947 in Discours et messages, cit. Allocuzione pronunciata allassociazione della stampa anglo-americana, 9 luglio 1947 in www.gaullisme.org 180 Conferenza stampa allEliseo, 15 maggio 1962,cit.

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unita potr finanche arbitrare tra i due avversari e garantire, finalmente, le condizioni per una pace duratura: Y aurait-il eut une guerre en Asie, y en aurait-il une en Orient, si notre continent avait organis sa coopration ? Y aurait-il eu une guerre du Vit-nam si lEurope tait unie ?181 lecito chiedersi, a questo punto, come sarebbe stata questa confederazione vagheggiata da De Gaulle. Posto di fronte al rischio di vedere fallire la sua proposta di unione politica, il 15 maggio 1962 De Gaulle dichiarava: Quest-ce que la France propose ses cinq partenaires? Je le rpte une fois de plus. Pour nous organiser politiquement, commenons par le commencement. Organisons notre coopration. Runissons priodiquement nos Chefs dEtat ou de Gouvernement pour quils examinent en commun les problmes qui sont les ntres et pour quils prennent leur gard des dcisions qui seront celles de lEurope. Formons une commission politique, une commission de dfense et une commission culturelle, de mme que nous avons dj une commission conomique Bruxelles qui tudie les questions communes et qui prpare les dcisions des six Gouvernement 182. Per quanto riguarda le sue forme, in realt, lEuropa di De Gaulle tutta qui. Ci che si evince con grande chiarezza come egli faccia la distinzione tra il ruolo della politica e quello dei tecnici, parlando, s, della necessit di costituire varie commissioni per i diversi aspetti della cooperazione da approfondire la politica, la difesa, la cultura ma sottolineando come lambito della decisione debba sempre essere riservato ai capi di Stato e di governo, rimanendo alle Commissioni solo il compito di fungere da strumenti per facilitare la cooperazione. In altri termini, tale confederazione era un patto di

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Si vedano : conferenza stampa tenuta al palazzo delleliseo, 23 luglio 1964; conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 28 octobre 1966; Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 9 settembre 1968 in Discours et messages, cit; discorso pronunciato a Lille, 29 giugno 1947; discorso pronunciato al parlamento polacco, 11 settembre 1967 in www.gaullisme.org 182 Conferenza stampa del 15 Maggio 1962

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consultazione a pi livelli, che allontanava indefinitamente la prospettiva di unEuropa integrata e sopranazionale183. Il piano Fouchet rispecchiava in pieno questultima logica. Ci che manc del tutto nel piano Fouchet furono i contenuti democratici. Dalla sua adozione sarebbero potuti conseguire effetti positivi per lEuropa, giacch prevedibile che listituzione della cooperazione politica, ponendo attorno ad un tavolo i governi europei per la trattazione di questioni diverse da quelle economiche, avrebbe potuto permettere il superamento di quella convinzione per la quale nessuna forma, se non vaga, di idealismo poteva unire lEuropa meglio che il business. Bench in un certo senso lungimirante184, tale impostazione non era affatto soddisfacente. Sostenere che con la pratica intergovernativa si faceva salva la sovranit popolare, infatti, era azzardato, visto che, in ultima analisi, non era nemmeno nei governi rappresentativi degli Stati che si sarebbero concentrano i poteri decisionali, ma nelle mani di pochi uomini. Tale incoerenza era in rebus. Riconducendo, De Gaulle, la legittimazione dellautorit politica non gi nel popolo, ma nella nazione, nelle personalit eccezionali, o semplicemente nella Provvidenza, e ricorrendo al popolo solo per fondare e rigenerare di volta in volta il patto sociale: come si poteva pensare che proprio De Gaulle avrebbe potuto proporre istituzioni democratiche per lEuropa, secondo le consuete formule parlamentari? Dal suo punto di vista, la democrazia, cos come qualunque forma di governo, non ha alcuna importanza, avendo rilevanza solo la legittimit del potere. Fu sul tema della legittimit, infatti, che De Gaulle attacc lEuropa, non gi su quello della democrazia. Con il suo piano Fouchet, sul terreno istituzionale, De Gaulle mirava solo a creare un sistema europeo legittimo. Stabilito che De Gaulle, malgrado la sua concezione

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G. MAMMARELLA, op.cit., p.308. Sintende dire che secondo noi possibile affermare che lEuropa uscita da Maastricht assomigli molto pi a quella auspicata dal generale che non a quella perseguita dai federalisti. Inoltre, ci sembra che vi sia una notevole corrispondenza tra lEuropa attuale e quella dallAtlantico agli Urali. Lavallo a questa intuizione fornita da G. MAMMARELLA, P. CACACE, op.cit., p.122 e da G. QUAGLIARIELLO, op.cit., p. 728

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del potere, non fosse un fautore di eventi bellici, ma anzi proponeva per lEuropa la pace e, in qualche modo, lunit, non pu dirsi che le sue intenzioni non fossero condivisibili. Usciti dallambito delle idee ed entrando in quello della politica di governo, ossia della ragion di Stato, si deve, per, osservare in De Gaulle un comportamento prevalentemente distruttivo. Lo stesso piano Fouchet ne un esempio. Una domanda rimasta insoluta nel corso di questo lavoro: perch De Gaulle modific la bozza sulla quale ci sarebbe stato, probabilmente, laccordo con i cinque partners? La risposta, a nostro giudizio, che il piano Fouchet, in vero, costituisse unesca al fine dottenere che lagricoltura entrasse prepotentemente nel Mercato Comune, essendo tale settore considerato di vitale importanza per leconomia francese. vero che De Gaulle cercasse fin dallinizio di mettere leur place, le comunit per tutte le ragioni ampiamente esposte185; tuttavia, chiaro che, quando comprese che non sarebbe mai riuscito a separare i cinque partners dagli Stati Uniti dAmerica, egli pens soltanto di ottenere dai trattati tutti i vantaggi possibili, usando tutti i mezzi che, dentro o al limite della legalit e dello spirito di questi trattati, potevano essere utili allesclusivo interesse francese. Per affermare ci sufficiente la considerazione che, svolgendosi in parallelo i negoziati per lagricoltura, per lunione politica e per lingresso dellInghilterra nel Mercato Comune, egli affrett il pi possibile laccordo sul primo negoziato, per poter, ottenuto il suo scopo, modificare le condizioni del secondo e, infine, poter invocare lincompatibilit tra le regole dellagricoltura comunitarie e il Commonwealth britannico onde neutralizzare il terzo. In questo senso, quindi, la generosit della prima bozza Fouchet va vista solo come la

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Ci sembra importante riportare unindicazione che il Generale diede al suo primo ministro M.Debr, tratta da Lettres, Notes et Carnets 1958-1960, p 399, in cui manifesta che la sua vera intenzione nel promuovere lunione politica il completo superamento del sistema comunitario : Si nous parvenons faire natre lEurope de la coopration des tats, les Communauts sont ipso facto mises leur place. Cest seulement si nous ne parvenions pas faire natre lEurope politique que nous en viendrons nous en prendre directement aux premiers fruits de lintgration.

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contropartita promessa ai partners in cambio dellagricoltura. Solo che, una volta soddisfatto linteresse francese, non ci fu alcuna contropartita. Ora, fatto certo che De Gaulle non avrebbe mai realizzato una reale unit europea e che la sua visione dellEuropa fosse, pi che altro, quella di una comunit umana con il compito, per una necessit storica e morale, di organizzarsi al fine di recuperare il suo ruolo di dispensatrice di civilt universale, la sua politica avrebbe dovuto indurre i suoi oppositori a contrapporgli seriamente il progetto di una federazione. Il fatto che, a distanza di anni dalluscita di scena del Generale, lEuropa non si sia ancora data un assetto federale, per quanto da tutti considerato indispensabile, potrebbe dimostrare che se la ragion di Stato venuta e continua ad essere un ostacolo allunit, tale ostacolo non risponde necessariamente al nome di Charles De Gaulle.

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Discorso del 6 luglio 1952 Conferenza stampa tenuta allHotel Continental, 25 febbraio 1953 Conferenza stampa tenuta allHotel Continental, 12 novembre 1953 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 5 settembre 1960 Allocuzione radio e tele trasmessa pronunciata al Palazzo dellEliseo, 5 febbraio 1962 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 15 mai 1962 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 14 gennaio 1963 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 31 gennaio 1964 Allocuzione radio e teletrasmessa pronunciata al Palazzo dellEliseo, 16 aprile 1964 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 23 luglio 1964 Discorso pronunciato a Strasburgo, 22 novembre 1964 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 4 febbraio 1965 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 9 settembre 1965 Seconda intervista radio e teletrasmessa con M. Droit, 14 dicembre 1965 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 21 febbraio 1966 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 28 ottobre 1966 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 16 maggio 1967 Discorso pronunciato al parlamento polacco, 11 settembre1967 Conferenza stampa tenuta al Palazzo dellEliseo, 9 settembre 1968

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