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S ambio d'energia nella me ani a ondulatoria

E. S hrodinger
La nota seguente e immediatamente onnessa on una serie di omuni azioni
apparse in questi Annalen, e impieghiamo qui la \me ani a ondulatoria" nella
forma multidimensionale la quasi ompletamente elaborata, he si puo portare in
a ordo on la me ani a quantisti a di Heisenberg e Dira , non in quella forma
tetra- (o se ondo O. Klein penta-) dimensionale , he orrisponde all'originaria on ezione di de Broglie e possibilmente oglie meglio l'essenza della questione, ma per
il momento e solo un programma, poi he on essa non si e in grado ora di formulare
il problema a piu elettroni. - Devo hiedere il permesso di sviluppare qui da apo
al une ose importanti, he da allora sono state esposte in altri lavori (Heisenberg,
Dira , Jordan). Potro os rendere omprensibili an he quelle he nei nuovi sistemi
di numeri (matri i, q-numeri) utilizzati da quegli autori non sono state an ora elaborate .
2

x1.

5
Il metodo della variazione delle ostanti

Per il problema perturbativo risolto in Q III (xx1 e 2) si sono da allora sviluppati


dei metodi piu generali per molti s opi ampiamente superiori. Consideriamo un
sistema onservativo, la ui equazione d'onda [Q IV, equazione (4")
(1)
 8 V 4i _ = 0
6

h2

abbia le autosoluzioni normalizzate


iEk t
(2)
ke h ;
dove k dipende solo dalle oordinate del sistema . k soddisfa quindi all'equazione
indipendente dal tempo
(3)
 k + 8 (Ek V ) k = 0:
2

h2

1 Energieaustaus h na h der Wellenme hanik, Annalen der Physik 83, 956-968


2 \Quantisierung als Eigenwertproblem", omuni azioni dalla prima alla quarta;

(1927).
questi Annalen

79, 361, 489; 80, 437; 81, 109. (1926); itate nel seguito on Q I - IV.
3 O. Klein, Zeits hr. f. Phys. 37, 895 (1926); W. Gordon, ibidem 40, 117 (1926); Q IV, 131;
E. S hrodinger, Ann. d. Phys. 82, 257 e 265 (1927); e altri.
4 Si pu
o paragonare la di olta generalmente per epita on la seguente. Se qual uno per esempio prima sviluppasse la ve hia teoria on azione a distanza dell'elettri ita in oordinate artesiane e poi passando alla teoria di Maxwell introdu esse insieme il al olo vettoriale, l'as oltatore
avrebbe molta di olta a distinguere tra il ontenuto si amente nuovo e la nuova forma. (Cos
puo fa ilmente sfuggire in P.A.M. Dira (Pro . Roy. So . A114, 250, x3) he qui si e introdotta
una ipotesi si a totalmente nuova, ossia un uso \s alato" o \raddoppiato" di quel pro esso he
Heisenberg hiama \passaggio alle matri i", Dira \passaggio ai q -numeri", ed io \passaggio alla
me ani a ondulatoria").
5 P.A.M. Dira , Pro . Roy. So . A112, 674 (1926).
6 vedi in parti olare M. Born, Zeits hr. f. Phys. 40, 172 (1926).
7 La funzione d'onda
dev'essere essenzialmente omplessa. Solo per sempli ita delle formule
poniamo reale la funzione delle oordinate k .
1

La soluzione generale della (1) e


(4)

X
k

k k e

2iEk t

dove i k sono ostanti arbitrarie in generale omplesse, he hiamiamo ampiezze (e


i quadrati dei loro valori assoluti per brevita quadrati delle ampiezze).
Introdu iamo ora una leggera perturbazione, temporalmente ostante, ioe sostituiamo nella (1) V on V +r, dove r e ovunque una funzione pi ola delle oordinate.
Cer hiamo di soddisfare l'equazione os perturbata an ora on la (4), onsiderando
le ampiezze ome funzioni lentamente variabili del tempo. Per questa dipendenza
temporale si ottiene, sostituendo la (4) nell'equazione (perturbata) (1) e tenendo
onto della (3)
8 r X k k e iEh k t 4i X _k k e iEh k t = 0:
(5)
2

h2

h k

Come ondizione ne essaria e su iente per l'annullarsi del primo membro usiamo la ondizione he esso sia ortogonale ad ogni funzione del sistema ortogonale
ompleto l . Otteniamo os le in nite equazioni
2i X "kl k e i Ekh El t
(6)
_l =
2

h k

on
(7)

"kl =

r k l dx:

L'equazione (6) non impli a al una approssimazione.


Siano ora tutte le di erenze degli autovalori grandi rispetto agli \elementi della
matri e di perturbazione" "kl , allora ogni k (k 6= l) puo essere onsiderato approssimativamente ostante durante il periodo del fattore esponenziale asso iato;
tutti questi termini produ ono quindi solo pi ole perturbazioni os illatorie su l .
Solo per il termine della somma k = l io non vale, per he in questo aso il fattore
esponenziale e 1. A pres indere da quelle pi ole os illazioni si ha quindi
2i "ll l ; l = e i"h llt :
(8)
 =
l

I moduli delle ampiezze risultano quindi (in questa approssimazione) essenzialmente


immutati, solo le loro fasi subis ono variazioni se olari ( he si possono an he onsiderare ome perturbazioni degli autovalori, vedi Q III).
Se nel sistema imperturbato ompaiono di erenze degli autovalori, he siano
onfrontabili on le quantita perturbative "kl o pi ole rispetto ad esse, allora le
ampiezze di tutte quelle os illazioni proprie, he appartengono al gruppo di autovalori vi ini, sono tramite le equazioni (6) nell'approssimazione prima onsiderata
tra loro a oppiate in modo tale he non piu il singolo quadrato dell'ampiezza e
ostante, ma solo la somma di essi. - Lo si dimostra os. Consideriamo in parti olare il aso di un autovalore di moltepli ita . l sia l'ampiezza di una os illazione

propria orrispondente. Allora vi saranno nel se ondo membro della (6) fattori
esponenziali uguali a 1, rimangono nell'approssimazione onsiderata termini se olari, e proprio relativi alle ampiezze, he orrispondono al medesimo autovalore.
Si devono pertanto onsiderare tutte le equazioni (6), nel primo membro delle
quali ompaia una di queste ampiezze. Otteniamo quindi per la loro determinazione
il sistema di equazioni nito, hiuso in se

2i X
"kl k ; l = 1; 2; : : : ;
(9)
_ =
l

h k=1

dove abbiamo numerato per sempli ita le ampiezze he intervengono on 1; 2; : : :


. Si trova quindi in generale uno s ambio tra ampiezze he appartengono ad
uno stesso autovalore , - nell'approssimazione onsiderata - solo tra quelle. Se si
moltipli a la (9) per il omplesso oniugato l , si prende la parte reale e si somma
su tutti gli l, si trova a se ondo membro (a ausa della simmetria di "kl ) zero, ioe

X
l l = ost.

(10)

k=1

e un integrale della (9). Del resto le equazioni sono naturalmente assai fa ili da
integrare, poi he gli "kl sono ostanti. Ci si ri ondu e alla trasformazione agli assi
prin ipali riportata in Q III, pag. 453. La soluzione e in a ordo on la \soluzione
perturbativa approssimata d'ordine zero", onnessa on gli \autovalori perturbati
in prima approssimazione" di ui la si parla.
x2.

La spiegazione se ondo la me ani a ondulatoria


degli s ambi d'energia quantizzati

La situazione assai sempli e prima delineata, ome hanno notato Heisenberg e


Jordan , fornis e la spiegazione se ondo la me ani a ondulatoria di quel fatto, he
si puo ben indi are ome il fondamento empiri o della teoria quantisti a, il fatto
ioe he tutti i fenomeni in un sistema si o si in uenzano tra loro solo quando
oin idono rispetto ad una \di erenza di livelli", o approssimativamente oin idono,
e he l'in uenza riguarda sempre solo i quattro livelli riti i e io sempre in modo
he uno dei due sistemi si sposta verso il suo livello piu alto a spese dell'altro, he
subis e uno spostamento \equivalente" in senso opposto.
Consideriamo due sistemi on le equazioni d'onda
(11)
 8 V 4i _ = 0
8

(12)

h2

(autofunzioni: k orrispondenti a Ek )
 ' 8 V ' 4i '_ = 0
2

h2

(autofunzioni: 'l orrispondenti a Fl )


8 W. Heisenberg, Zeits hr. f. Phys.
9 P. Jordan, ibidem 40, 661 (1927).

38, 411 (1926); 40, 501 (1926).

e uniamoli on ettualmente (\ on a oppiamento nullo") in un sistema, di modo


he l'equazione d'onda di questo, ome fa ilmente si ri ava, sara
(13)
( +  ) 8h (V + V ) 4hi _ = 0
on le autofunzioni k 'l orrispondenti agli autovalori Ek + Fl . Aggiungiamo ome
nel x1 a V + V un pi olo termine di a oppiamento r. Su edera he a ausa
dell'unione on ettuale ompariranno o meno nuove degenerazioni, ovvero degenerazioni approssimate ( ioe autovalori multipli o molto vi ini). Se io non su ede,
ioe se tutti gli autovalori Ek + Fl sono abbastanza nettamente separati, i due
sistemi non si in uenzano re ipro amente nella prima approssimazione trattata al
x1. Ma se nella (13) ompaiono nuove degenerazioni, si trova inve e uno s ambio
se olare delle ampiezze.
Sia per esempio per quattro valori parti olari k; k0 ; l; l0
(14)
Ek + Fl0 = Ek0 + Fl
( io ri hiede he nei due sistemi oin ida la di erenza d'energia Ek Ek0 = Fl Fl0 ).
Allora all'autovalore (14) orrispondono le due autofunzioni
(15)
k 'l0 e k0 'l :
Se le loro due ampiezze sono , , tra di esse avviene uno s ambio se ondo le
equazioni
2i (" + " );
_ =
h
(16)
2
i
_ =
(" + " );
h
dove le ostanti "ik sono de nite da un opportuna generalizzazione dell'equazione
(7) x1.
Evidentemente bisogna aspettarsi per esempio un a res imento dell'ampiezza
orrispondente a k 'l0 a spese della se onda nel senso dupli e he in un sistema
l'ampiezza di k si a res e a spese di quella di k0 , mentre nell'altro sistema
l'ampiezza di 'l0 si a res e a spese di quella di 'l . La situazione si puo pensare
os: la funzione d'onda del sistema omplessivo des rive d'un olpo sia lo stato
del primo sistema (quando si tras uri il pi olo a oppiamento e l'esistenza del
se ondo sistema) sia an he il vi e versa. Certo allora appaiono ome ampiezze non
piu sempli i numeri, ma ombinazioni lineari delle autofunzioni dell'altro, quindi
se ondo questa interpretazione, di un sistema ompletamente esterno. Ma questo
non disturba parti olarmente. Per il al olo di una qual he quantita si a he
riguarda il sistema onsiderato e sempli e eliminare per integrazione le oordinate
del sistema esterno, in modo analogo a ome e stato des ritto in Q IV, x7. Si trova
os per esempio per il quadrato dell'ampiezza di 'l la somma dei quadrati delle
ampiezze di tutte quelle autofunzioni del sistema totale he ontengono 'l .
2

11 1

12 2

12 1

22 2

10

10 La s omodit
a, he nell'ambito del metodo di al olo sempli e qui sviluppato non i si possa
liberare de nitivamente delle autofunzioni esterne, ioe he non si possa dare sempli emente
l'ampiezza omplessa di 'l nel sistema isolato, appare stare all'essenza della situazione. Non
e infatti possibile una reale eliminazione dell'a oppiamento senza prendere in onsiderazione un
ulteriore sistema, ossia la radiazione (ovvero l'\etere"). Per des rivere orrettamente la situazione:
i termini di a oppiamento oulombiano si sentono a lungo prima he diventino tras urabili, e debbano essere sostituiti dall'interazione radiativa.

Troviamo quindi he, senza presupporre livelli di energia dis reti e s ambi di
energia quantizzati, e in parti olare senza he si debba onsiderare altro signi ato
degli autovalori he quello di frequenze, possiamo dare una sempli e spiegazione del
fatto he una interazione si a abbia luogo in modo del tutto preferenziale tra quei
sistemi, nei quali se ondo la ve hia interpretazione \interviene lo stesso elemento
d'energia". Si tratta, ome ha ben rilevato Heisenberg, di un sempli e fenomeno di
risonanza on battimenti, ome nel osidetto pendolo simpati o. Senza il postulato
dei quanti si perviene ad una situazione, he e esattamente ome se il postulato
dei quanti valesse per davvero. Questa situazione \ ome se" non e per noi niente
di nuovo. An he le frequenze emesse spontaneamente si omportano ome se gli
autovalori fossero livelli di energia dis reti e valesse la ondizione delle frequenze di
Bohr.
Non i ostringono i prin ip^ della ri er a in generale tenuti per giusti ad una
estrema prudenza, potrei quasi dire a didare del postulato dei quanti - a pres indere interamente dalla sua in omprensibilita ome assioma? E psi ologi amente
os hiaro: dal momento he una volta si e introdotta l'interpretazione dei \termini" ome livelli d'energia dis reti, si vede in ogni fenomeno di s ambio di nuova
s operta una onferma di questa interpretazione, an he quando in natura non su ede di fatto nient'altro he il suddetto fenomeno di risonanza. Non si obbietti: ma
proprio l'interpretazione dei termini ome livelli d'energia, se non da altro, non e
sostenuta oltre ogni dubbio dagli esperimenti di urto di elettroni; non vorrai mettere
in dubbio, he la di erenza di potenziale attraverso la quale ade misura l'energia
ineti a del singolo elettrone? - Repli o: mi hiedo se non sia molto piu giusto
portare in primo piano, al posto del on etto \energia ineti a del singolo elettrone", quello della frequenza dell'onda di de Broglie. E noto he per queste onde
avviene, all'attraversamento di una di erenza di potenziale, proprio quella variazione di frequenza he orrisponde all'energia ineti a ri evuta, e he l'equazione
d'onda da proprio quei ammini urvati dei raggi, he si osservano di fatto nella
determinazione di e=m e di v. Non posso reprimere l'impressione: las iare il postulato quanti o a anto al
fenomeno di risonanza ri hiede di a ettare due spiegazioni per lo stesso fatto.
Ma allora su ede ome per le s use: una e ertamente falsa, di solito tutt'e due.Nell'ultima sezione alla situazione \ ome se" di ui abbiamo parlato qui ne aggiungeremo una ulteriore.
x3.

Ipotesi statisti a

Se si prova ad ottenere dalle equazioni (9) una asserzione ir a la ripartizione


media delle ampiezze per un'interazione ontinuata, non si ries e, ome nel aso
analogo della me ani a lassi a, senza una parti olare ipotesi aggiuntiva di arattere statisti o. Come le equazioni fondamentali della me ani a, an he le equazioni
(9) sono evidentemente insensibili ad un ambiamento di segno del tempo, poi he
esso puo essere ompensato da uno s ambio di i on i ( ambiamento di segno di
tutte le fasi, orrispondente al ambiamento di segno di tutte le velo ita in me ani a lassi a). Cio mostra he nel pro esso di risonanza non e insita nessuna
\tendenza all'equilibrio". Infatti il al olo mostra he i valori medi temporali dei
quadrati delle ampiezze dipendono in generale dai loro valori iniziali. Per ottenere
a ermazioni statisti he e ne essaria quindi un'ipotesi sulla probabilita a priori dei
valori iniziali. Si mostra he solo una ipotesi e possibile, quando si impongano le
ondizioni:

1. L'ipotesi dev'essere indipendente dall'istante per il quale essa e introdotta,


ioe la probabilita di determinati valori delle ampiezze non deve mutare nel orso
del tempo a ausa dell'azione delle equazioni (9).
2. Essa dev'essere indipendente da quale si s elga degli in niti sistemi ortogonali,
he vanno l'uno nell'altro mediante un'arbitraria sostituzione ortogonale riguardante le autofunzioni appartenenti allo stesso autovalore. (Vedi Q III, pag. 448 e
seguenti).
Ci si persuade fa ilmente he sotto queste ondizioni non e possibile altra ipotesi
he questa: la densita di probabilita in uno spazio, nel quale si riportino le parti
reale ed immaginaria delle ampiezze ome oordinate ortogonali e funzione solo delle
somme dei quadrati delle ampiezze orrispondenti ad autovalori numeri amente
distinti.
Quest'ipotesi ha per onseguenza he i valori medi dei quadrati delle ampiezze
he orrispondono allo stesso autovalore sono uguali per simmetria, ovvero he ogni
somma parziale e essa stessa proporzionale al numero di termini della somma. Utilizzeremo nel seguito solo questa onseguenza, solo nel aso di una degenerazione
estremamente elevata e solo per somme parziali on un numero di termini estremamente grande.
Si deve rinun iare al tentativo di presentare questi valori medi, se ondo una
qual he analogia on l'ipotesi quasi ergodi a, ome vere medie temporali. E hiaro
he le equazioni (9) fanno adere una tale ipotesi (esse possiedono almeno integrali
olomor indipendenti, ossia i quadrati delle ampiezze delle \os illazioni normali").
Il aso appare del tutto analogo a quello del orpo rigido ideale, per il quale la
ostanza dei quadrati delle ampiezze delle os illazioni normali pare es ludere a
rigore ogni appli azione della statisti a.
Non posso tras urare di dire he nell'e etto Stark la stessa ipotesi riguardo ai
quadrati delle ampiezze delle os illazioni proprie orrispondenti ad un medesimo
autovalore e ne essaria per ottenere i orretti rapporti di intensita delle omponenti
della struttura ne (vedi Q III, pag. 465).
x4.

Sistema arbitrario in un bagno termi o

Ritorniamo alle onsiderazioni del x2. Assumeremo ora he nel sistema totale
si debba onsiderare (e d'ora in poi) e itato solo l'autovalore (14). Inoltre assumeremo ora he i quattro autovalori di ui si parla dei sistemi parziali Ek , Ek0 , Fl ,
Fl0 , he abbiamo assunto ta itamente nel x2 ome sempli i, abbiano le moltepli ita
k , k0 , l , l0 . L'autovalore (14) ha allora moltepli ita k l0 + k0 l , quindi al
posto di due autofunzioni degeneri (15) ompaioni due gruppi on k l0 ovvero
k0 l omponenti. Se ondo l'ipotesi statisti a del x3 la somma dei quadrati delle
ampiezze del primo gruppo sta a quella del se ondo gruppo ome
(17)
k l0 sta a k0 l :
Per quanto detto alla ne del x2 e questo an he il rapporto tra la somma dei
quadrati delle ampiezze di tutte le os illazioni proprie orrispondenti ad Ek e la
somma dei quadrati delle ampiezze di tutte le os illazioni orrispondenti a Ek0 nel
primo sistema onsiderato da solo.
Se ondo la nostra ipotesi statisti a l'interazione on il sistema esterno forza quello
in esame da un rapporto indeterminato tra i quadrati delle ampiezze orrispondenti
ad autovalori distinti ad un valore ssato, quello determinato dai prodotti \in ro e"

dei gradi di degenerazione. (In ro e signi a: si deve far orrispondere al livello


\superiore" del sistema in esame quello inferiore del sistema esterno, e vi eversa).
- Per brevita indi heremo d'ora in poi la somma dei quadrati delle ampiezze orrispondente ad un autovalore ome la sua intensita di e itazione.
Trattiamo ora un aso un po' piu ompli ato. Manteniamo sso he nel sistema
omplessivo sia ostantemente e itato un solo autovalore, he hiamiamo E . Ma il
se ondo sistema ('l ; Fl ), he ora hiameremo bagno termi o, sia un sistema estremamente grande on uno spettro di autovalori estremamente denso, di modo he
per ias un Ek del primo sistema, he hiameremo termometro, esista sempre un
autovalore del bagno termi o Fl0 , he soddis la ondizione
(18)
Fl0 = E Ek ;
e inoltre Fl0 abbia una elevata moltepli ita.
Pertanto le intensita d'e itazione di tutti gli autovalori Ek del termometro
stanno tra loro in rapporti interamente ssati, essi si omportano ioe ome il
prodotto
(19)
k l0 :
I rapporti degli l0 si possono determinare in modo del tutto generale. La domanda
ir a la moltepli ita l0 dell'autovalore Fl0 del bagno termi o, ioe ir a il numero di
autofunzioni essenzialmente distinte del bagno termi o he orrispondono a questo
autovalore e infatti evidentemente identi a alla domanda: in quanti modi essenzialmente distinti si puo ollo are l'energia Fl0 nel bagno termi o, qualora questo
fosse \quantizzato in energia". Ma questa e proprio la domanda he porrebbe la
statisti a quantisti a di Plan k per il al olo dell'entropia del bagno termi o, he
essa assume uguale a k volte (k = ostante di Boltzmann) il logaritmo della quantita
in questione. La sola di erenza e he per noi basta porre la domanda nella forma
di un periodo ipoteti o - il risultato del onteggio e naturalmente indipendente dal
tipo di interpretazione adottata.
Esso ri hiede he sia
k lg l0 = S (E Ek );
dove il se ondo membro e l'entropia he risulta avere il bagno termi o di energia
E Ek se ondo la statisti a di Plan k. Per la (19) le intensita di e itazione degli
autovalori Ek del termometro si omportano ome le quantita
(20)
k e k S E Ek
(si perdoni la omparsa della lettera k on signi ati diversi). Se il bagno termi o
e molto grande, si puo porre
11

(21)

S (E Ek ) = S (E )

 S 

E E

 Ek = S (E ) ETk ;

11 Intervengono naturalmente le ben note pi ole di erenze nella determinazione parti olare
dei \livelli di energia" della nuova me ani a quantisti a rispetto alla ve hia (quantizzazione
\semintera", e etera). Si nota inoltre: riguardo a io he oggi si ama hiamare il tipo di statisti a
(di Bose-Einstein, di Fermi, e etera), nulla e pregiudi ato dalle onsiderazioni assai generali del
testo. Esso interviene quando si appli hi alle autofunzioni un prin ipio di es lusione di Pauli o
di Heisenberg, ioe quando si onsiderino nel onteggio di Plan k essenzialmente distinte o meno
erte distribuzioni dell'energia.

dove T indi a la temperatura del bagno termi o al olata se ondo Plan k per
l'energia E . Cio signi a he al posto della (20) si puo usare
Ek
(22)
k e kT :
Abbiamo pertanto ottenuto l'importante risultato:
Le intensita di e itazione medie degli autovalori di un sistema in un bagno
termi o stanno tra loro ome - se ondo la ve hia statisti a quantisti a - le frequenze
relative dei membri di un insieme anoni o he si trovino in uno stato singolo
pensato quantizzato. Inoltre le moltepli ita degli autovalori del sistema onsiderato
si omportano ome \pesi quanti i".
Possiamo liberar i dell'ipotesi, fatta inizialmente, he nel sistema totale sia da
onsiderarsi e itato un singolo autovalore E . Questo pro edimento orrisponde
esattamente a quando nella statisti a lassi a si parte da un insieme mi ro anoni o
e si assume he un pi olo sistema parziale sia distribuito anoni amente nello
spazio delle fasi. Se si vuole, si puo sempre su essivamente imporre an he al
sistema omplessivo una distribuzione anoni a; il risultato per il sistema parziale
resta immutato. An he ora naturalmente a ade la stessa osa.
Il risultato (22) puo in linea di prin ipio bastare per trasportare pari pari nella
nuova teoria tutti i risultati importanti della ve hia statisti a quantisti a, innanzitutto la statisti a dei gas, della materia ondensata e dell'\hohlraum" (formula
della radiazione di Plan k), he possono tutti essere fondati su questa formula;
naturalmente, on le modi he grandi o pi ole ri ordate nell'ultima nota. Che
io sia possibile, an he senza appoggiarsi al postulato dei quanti, lo vorrei porre in
parti olare evidenza.
Se si vuole, si puo intendere tutto quanto e stato detto in questa nota se ondo
l'interpretazione di Born , he mantiene il postulato e interpreta i quadrati delle
ampiezze non ome intensita ad uno stesso tempo per un sistema singolo, ma
soltanto ome probabilita (frequenze relative) degli stati quanti i dis reti in un
insieme virtuale. Ho tentato di stabilire se in questo modo si possa evitare l'ipotesi
statisti a del x3. Risulta he questo non a ade. Se ondo Born la variazione temporale del \ ampo di probabilita" e governata deterministi amente (\ ausalmente")
dall'equazione d'onda, quindi la variazione temporale delle \ampiezze di probabilita" deterministi amente dalle equazioni (9). La reversibilita menzionata nel x3
riguarda adesso la variazione temporale delle ampiezze di probabilita. Cos prevedo
he non si possa mai giungere ad un'evoluzione unidirezionale (irreversibile) senza
un'ipotesi aggiuntiva sulla probabilita relativa delle diverse possibili distribuzioni
per i valori iniziali delle ampiezze di probabilita. Rifuggo da questa on ezione,
non tanto per la sua ompli azione, quanto per he da una teoria he postula una
probabilita assoluta, primaria ome legge di natura si dovrebbe pretendere he a
questo prezzo per lo meno i liberasse dalle ve hie \di olta ergodi he", e permettesse di apire l'evoluzione unidirezionale dei pro essi naturali senza ulteriori
ipotesi aggiuntive.
Zuri h, Physikalis he Institut der Universitat.
12

(ri evuto il 10 giugno 1927)


12 M.

Born, Zeits hr. f. Phys. 37, 863; 38, 803; 40, 167 (1926).