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I Quaderni
di

idee e persone sul web 2.0 – vol.2

WEB: TENDENZE ED ESPERIENZE

a cura di

Enrico Alletto
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In questo Quaderno troverai:

1.Generazione web: per loro cambierà la percezione


della realtà?

Se per alcune persone la rete internet puo’ risultare un’opportunità che le


generazioni precedenti non avevano, per i giovani che vivono il presente la
fruizione costante dei nuovi strumenti telematici, potrebbe addirittura modificare i
processi stessi dell’apprendere e del ragionare.

2.Occorrono strumenti culturali adeguati per


diffondere un’utilizzo consapevole ed evoluto della
rete

Secondo l’indagine presentata a Roma lo scorso 5 giugno 2007 e commissionata


dall’Osservatorio permanente contenuti digitali ad ACNielsen, nell’era cosi detta
“delle tecnologie” il 52% degli italiani (26.6 milioni di persone) non utilizza ancora
Internet, mentre soltanto il 31% risulta essere all’avanguardia tecnologica.

3.Testimonianze: tirando le somme sulla mia


esperienza in rete …

Riporto di seguito la bella testimonianza di Anna Maria, lavoratrice, mamma e


navigatrice attenta del web, sulla sua esperienza con la rete internet.

4.Il rapporto del CENSIS e le sfide per il 2008

Il 76,1 per cento degli italiani sostiene che nessuno si preoccupa di ciò che accade
agli altri …
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Generazione web: per loro cambierà la


percezione della realtà?

Se per alcune persone la rete internet puo’ risultare un’opportunità che le


generazioni precedenti non avevano, per i giovani che vivono il presente la
fruizione costante dei nuovi strumenti telematici, potrebbe addirittura modificare i
processi stessi dell’apprendere e del ragionare.

Ad affermarlo e’ una ricerca commissionata dal quotidiano americano Washington


Post, riportata in Italia da Repubblica.it, in cui si afferma che il flusso continuo di
informazioni e stimoli a cui le giovani generazioni sono sottoposte causerebbe
difficoltà della memoria che nel medio-lungo termine potrebbero avere
conseguenze sull’abilità di focalizzare e sviluppare capacità critiche.

Dunque una generazione, la prossima, che fra l’e-mail, il cellulare, l’IPod, il


palmare ed uno sguardo ad MTV sarebbe inesorabilmente ed inevitabilmente
condannata ad essere priva di opinioni personali se non indotte dai media?

Potremmo interrogarci se questo desolante scenario sara’ realmente inevitabile


ed interamente imputabile alle nuove tecnologie o se qualche colpa non possa
invece essere attribuita a certi discutibili contenuti veicolati con disarmante
disinvoltura proprio dai nuovi media telematici.

La risposta a queste domande non puo’ che essere cercata in seno ad una
società civile che riflette e si esprime utilizzando con piu’ coscienza, maturita’ e
spirito di partecipazione quelli stessi strumenti per la comunicazione interattiva.
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Occorrono strumenti culturali adeguati per


diffondere un’utilizzo consapevole ed evoluto
della rete

Secondo l’indagine presentata a Roma lo scorso 5 giugno 2007 e


commissionata dall’Osservatorio permanente contenuti digitali ad ACNielsen,
nell’era cosi detta “delle tecnologie” il 52% degli italiani (26.6 milioni di persone)
non utilizza ancora Internet, mentre soltanto il 31% risulta essere all’avanguardia
tecnologica.

Di questa avanguardia, il 17% pari a circa 8.9 milioni di italiani utilizzano le


tecnologie per lo più in modo passivo, come svago o per comunicare su blog,
forum, ecc. mentre soltanto il 14% della popolazione (qualcosa come 7.4 milioni di
italiani) abbina un uso consapevole ed evoluto delle tecnologie con la propensione
ai contenuti culturali. Un consumo tecnologico molto ridotto e’ ancora tipico dei forti
fruitori di programmi TV.

Più che di digital divide è quindi ormai più corretto parlare di cultural divide.

Dall’indagine emerge chiaramente che anche i genitori “tecnologicamente più


avanzati”, non riescono a trasmettere la passione per la cultura ai figli che, di
conseguenza sempre di più, utilizzeranno le tecnologie come puro gadget.

Anche i figli di genitori piu’ consapevoli, legati cioè in misura maggiore alla
cultura, pur essendo emancipati in fatto di tecnologia, risultano comunque poco
dotati di strumenti culturali che permettono loro di controllarla e gestirla.

Un segnale positivo, afferma il comunicato stampa, arriva dalle ragazze più


giovani: le 14-24enni, infatti, usano Internet quanto i loro colleghi maschi, mentre
l’utilizzo settimanale di forum e blog vede un’incidenza addirittura superiore tra le
donne giovani (14-24 anni) forse per maggior bisogno di confronto e condivisione.
A partire dai 25 anni sono invece i maschi ad essere maggiori utilizzatori.
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Il presidente del Gruppo Editoria Digitale di AIE, Fernando Folini, afferma:


“L’indagine evidenzia che l’utilizzo consapevole ed evoluto delle tecnologie dipende
in gran parte dagli strumenti culturali di cui gli utilizzatori sono dotati. Solo creando
condizioni per il loro sviluppo sarà possibile sfruttare e sviluppare al meglio le
opportunità che le innovazioni man mano presenteranno…”.

Dall’indagine emerge, in sintesi, che un utilizzo consapevole delle nuove


tecnologie ed in particolare degli strumenti telematici sara’ possibile solamente
creando e diffondendo una cultura del mezzo elettronico che, oltre ai risvolti
negativi che ormai tutti conosciamo, può essere utilizzato per accorciare le
distanze, aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica del
paese, favorire la preparazione e l’aggiornamento professionale e per molte altre
applicazioni che potranno integrarsi alle normali attività gia’ presenti sul territorio.
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Testimonianze: tirando le somme sulla mia


esperienza in rete …

Riporto di seguito la bella testimonianza di Anna Maria, lavoratrice, mamma e


navigatrice attenta del web, sulla sua esperienza con la rete internet.

Creare uno spazio per confrontarsi su un argomento che non ha confini, come
la tecnologia nella famiglia moderna, credo aiuti ad accomunare uno spirito critico e
vigile nei confronti della rete.

Internet mi ha dato tanto, rischiavo di isolarmi dopo un’esperienza difficile, non


avevo più nessuno attorno a me, e quindi mi ha dato modo di uscire dal mio guscio
e conoscere persone, scambiare opinioni e punti di vista. Anch’io, come alcuni, lo
considero un mezzo, ma l’ho sempre tenuto ad una distanza di sicurezza da me,
nel senso che internet non è tutto, non è la tua vita, non è la risposta ai tuoi
problemi, non è la risposta alla mancanza di contatti, non è la risposta alla
mancanza di affermazione di se stessi nella vita sociale. E’ un mezzo che accomuna
che crea contatti e da modo di conoscere persone e pensieri che altrimenti non si
sarebbero mai conosciuti, accorcia distanze.

Certo, se ne trova di spazzatura, così come se ne trova ormai sui giornali e in


tv, bisognerebbe quindi aumentare lo spirito critico nei confronti di tutto e fare una
cernita delle informazioni e dei contatti, per non avere brutte sorprese, bisogna
essere sempre attenti.

Mia figlia ha 11 anni, internet non le interessa ancora, e io per questo non
dispero, anzi… sono contenta e non la forzo. Ci sono amici della sua età che ormai
chattano, giocano con internet, scambiano file e foto, e io spero che lei lo faccia il
più tardi possibile. E che comunque lo usi solo per trovare le risposte alle sue
ricerche scolastiche.

Spero solo che quando inizierà a ricercare i suoi contatti sul web sia pronta ad
avere quello spirito critico e diffidenza che ti porta ad avvicinarti con sicurezza
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verso questo mezzo. Da parte mia mi chiedo se riuscirò ad imparare ad essere


sempre comunque presente anche a distanza di sicurezza nei suoi contatti.

Qualcuno diceva, che nella vita di tutti i giorni si controllava nel parlare e negli
atteggiamenti con la gente che aveva attorno realmente e che sulla rete non
intendeva farlo, io credo invece che la rete è fatta di persone reali che sono dietro
ad uno schermo e che comunque la correttezza ed il rispetto devono continuare ad
esserci, anche su internet. Fondamentalmente non si può essere due persone
diverse fuori e nella rete, almeno per come sono fatta io, ma immagino che questa
non è una regola che seguono tutti.

Tirando le somme, fino ad ora, direi che la mia esperienza in rete è positiva,

soprattutto perchè ne faccio un uso parsimonioso.


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Il rapporto del CENSIS e le sfide per il 2008

Proprio in questi giorni mi è capitato di leggere il rapporto del CENSIS per il


2007 in cui emerge che la società italiana, frammentata, inconcludente e senza
“sguardo al futuro” è disillusa da politica ed istituzioni e continua a perdere la
propria identità collettiva. Il 76,1 per cento degli italiani sostiene che nessuno si
preoccupa di ciò che accade agli altri

Ma se di alcuni argomenti nessuno parla o ne parla poco, se alcune persone


non hanno voce o rimangono inascoltate, se da parte delle istituzioni manca la
sensibilità o la forza di occuparse, bhè qualcuno dovrà pure provare a farlo ed in
questo, ne sono convinto, la rete può concretamente aiutare le persone di buona
volontà a migliorare la vita quotidiana di chi vive intorno a noi

Ancora dal rapporto del CENSIS: in una società così inconcludente appare
difficile attendersi l’emergere di una qualsivoglia capacità o ripresa di sviluppo di
massa, di “sviluppo di popolo” come si diceva una volta; e le offerte innovative
possono venire solo dalle nuove minoranze attive tra cui, per esempio, le tante
minoranze che hanno scelto l’appartenenza a strutture collettive (gruppi,
movimenti, associazioni, sindacati, ecc.) come forma di nuova coesione sociale e di
ricerca di senso della vita

Ma se ad un certo punto quelle minoranze avessero voce (la rete) e con la


voce il seguito (nelle città) e con il seguito anche le idee e la forza (anche politica)
per realizzarle? Cosa potrebbe accadere? Il 2008 sembra sfidare noi italiani a
trovare una risposta a queste domande …

www.enricoalletto.it – idee e persone sul web 2.0


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