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Gruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista

Provincia di Taranto

oggetto: o.d.g. atto di indirizzo sulla situazione delle discariche per "rifiuti speciali" nella
Provincia di Taranto, e annullamento in via di autotutela delle autorizzazioni alle
discariche "Vergine" di Fragagnano (in isola amministrativa del Comune di Taranto)
e "Ecolevante" di Grottaglie.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Vista la necessità per l’Amministrazione Provinciale di dotarsi di un Piano provinciale per i


rifiuti speciali con
il quale, tra l'altro, devono essere individuati i quantitativi prodotti nel territorio di
competenza e le volumetrie attualmente disponibili nelle discariche in esercizio;

Vista la Legge Regionale n. 29 del 31/10/2007 che, conformemente al Regolamento (CE)


n.1013/2006 e in applicazione della Direttiva CEE 75/422 del 15 luglio 1975 e ss.mm.,
disciplina lo smaltimento dei "rifiuti speciali" nel territorio regionale nel rispetto del
principio di prossimità e appropriatezza e che pone quale condizione imprescindibile per
consentirne lo smaltimento nella Regione Puglia l'obbligo che l'impianto presso il quale
dovranno giungere i rifiuti sia il più prossimo al luogo della loro produzione;

Tenuto conto delle gravi preoccupazioni manifestate dalle Comunità Locali, in particolar modo
nei Comuni di Grottaglie, San Marzano, Fragagnano e Carosino, attraverso grandi e ripetute
mobilitazioni popolari, anche attraverso un presidio permanente che da oltre un anno è
insediato nei pressi della discarica "Ecolevante" nel Comune di Grottaglie;

Tenuto conto inoltre che nel mese di ottobre 2007 il Nucleo di Polizia tributaria di Taranto,
nell’ambito di un servizio in materia di tutela ambientale presso la discarica già esistente, ha
appurato, sulla base di accertamenti esperiti sul posto che la suddetta discarica ha operato in
violazione delle prescrizioni e dei vincoli imposti dalla Provincia di Taranto con apposita
determina di autorizzazione concessa alla Ecolevante S.p.A. nel dicembre del 2006. Si
riscontrava, nella circostanza in questione, l’utilizzo della discarica per lo stoccaggio e
l’accumulo di ingenti rifiuti speciali in difformità rispetto alla relativa documentazione di
accompagnamento e senza alcuna verifica o analisi chimica dei rifiuti stessi, in violazione del
decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e del decreto ministeriale 3 agosto 2005. Si
procedeva quindi a sottoporre a sequestro preventivo di iniziativa, ai sensi dell’articolo 321,
comma 3-bis, del codice di procedura penale. E’ intervenuto successivamente il dissequestro
da parte del Tribunale del riesame di Taranto, avverso il quale la Procura ha formulato ricorso
per Cassazione. La Cassazione, ritenendo fondate le ragioni del Sostituto Procuratore ha
confermato, nel merito e nelle motivazioni, la legittimità del sequestro;

Considerate anche le ferme prese di posizione, contro lo smaltimento di grandi quantitativi di


"rifiuti speciali" provenienti da altre Regioni d'Italia e dei rifiuti solidi urbani del Bacino LE/2
smaltiti in via straordinaria e per effetto di una Ordinanza Commissariale nelle discariche
"Ecolevante" e "Vergine", dei Sindaci dei Comuni in questione nonchè di diversi esponenti di
ogni schieramento politico e diversi livelli Istituzionale;

Considerato inoltre che nel procedimento di approvazione del progetto e autorizzazione


all’esercizio del III lotto della discarica Ecolevante, non è stata valutata la presenza, a ridosso
dell’area adibita a discarica, dell’importante condotta idrica dell’A.Q.P.;

Rilevato inoltre che alla conferenza di servizi per l’approvazione del progetto e autorizzazione
all’esercizio del III lotto della discarica Ecolevante s.p.a., non è stato invitato a parteciparvi
l’Acquedotto Pugliese (AQP);

Rilevato altresì che nello stesso procedimento di approvazione del progetto e autorizzazione
all’esercizio del III lotto della discarica Ecolevante, non è stato tenuto in considerazione l’art.
184, 3° comma del regolamento di igiene e sanità pubblica del Comune di Grttaglie, ai sensi
del quale: “E’ fatto divieto di utilizzare cave per discariche di qualunque tipo”;

Rilevato inoltre che non è stato tenuto conto del fenomeno del “Bird Strike” regolamentato da
precise norme che prevedono il mantenimento di una distanza minima di 13,5 km tra un
impianto di discarica e un’aereoporto. La distanza che intercorre tra il terzo lotto della
discarica “Ecolevante s.p.a.” e l’aereoporto di Grottaglie è di circa 5’5 km, quindi
insufficiente;

Rilevato infine che alla conferenza di servizi per l’approvazione del progetto e autorizzazione
all’esercizio del III lotto della discarica Ecolevante, non è stato invitato a partecipare il
Comune di San Marzano di San Giuseppe, quale “ente locale interessato” ai sensi dell’art. 27
del d. l.vo n. 22/97 (oggi art. 208 del d. l.vo n. 152/2006);

Considerato inoltre che il successivo invito rivolto a tutti i Comuni della Provincia di Taranto,
così come anche al Comune di San Marzano di San Giuseppe, per riesaminare l’atto di
approvazione del progetto e autorizzazione all’esercizio del III lotto della discarica, è stato
fatto al limitato ed esclusivo fine di riesaminare il provvedimento di approvazione del
progetto e autorizzazione all’esercizio del III lotto della discarica Ecolevante, alla luce
dell’ordinanza del Commissario delegato n. 36 CD del 10.11.2005, e quindi sulla base di fatti
e atti sopravvenuti; senza perciò attivare il procedimento di annullamento in via di autotutela
della determinazione n. 173/2005 per vizi di legittimità propri di questo provvedimento;

Condividendo sia le preoccupazioni espresse dai Sindaci e dai cittadini, sia le finalità perseguite
dalla Legge Regionale n.29 del 31/10/07 che è stata in precedenza oggetto di discussione e
approvazione all'unanimità in questo Consiglio Provinciale;
Considerato inoltre la chiusura delle indagini da parte della Procura di Taranto, concluse con la
richiesta di rinvio a giudizio per il Dirigente del Settore Ecologia della Provincia per presunte
gravi irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni alla “Ecolevante s.p.a.”. Tali irregolarità (la
procura sostiene, tra l’altro, che l’autorizzazione non era di esclusiva competenza provinciale
ma che essa doveva essere rilasciata dalla Regione Puglia in quanto si tratterebbe di una vera
e propria nuova discarica e non di un “semplice” ampliamento) potrebbero, qualora
confermate in sede processuale, esporre l’Ente Provinciale a enormi richieste di risarcimento
da parte di soggetti terzi, sia essi Enti pubblici o privati, se non vi si pone rimedio attraverso
l’annullamento in via di autotutela delle autorizzazioni di competenza provinciale,

TUTTO CIO’ PREMESSO,


DELIBERA

1. Di impegnare il Presidente della Provincia e la Giunta Provinciale a procedere con la


massima urgenza, previe adeguate valutazioni tecnico-giuridiche tese ad individuare le
idonee motivazioni, ed anche sulla base delle considerazioni e rilevazioni di cui innanzi,
all'annullamento in via di autotutela, previa comunicazione di avvio procedimento a tutti i
soggetti interessati, dell’approvazione dei progetti e autorizzazioni all’esercizio rilasciate
per la realizzazione dei nuovi lotti delle discariche "Ecolevante" e "Vergine".

2. Di impegnare, in applicazione del principio di "sussidiaretà orizzontale" previsto dal titolo V


della Costituzione, il Presidente e la Giunta a promuovere con la massima urgenza la
istituzione di un "tavolo permanente" con i Sindaci delle varie Comunità coinvolte, con le
associazioni ambientaliste e con le rappresentanze dei vari comitati di cittadini, costituitisi
per affrontare il problema in numerosi Comuni della Provincia, assumendo l'impegno di:
a. diffondere tutti i dati in possesso dell'Amministrazione relativi al traffico dei "rifiuti
Speciali" extraregionali (compreso il CDR che è classificato rifiuto speciale in base all’art.
7, comma 11° del Decreto Legge n.452 del 29 dicembre 2001) del destinati agli impianti siti
nel nostro territorio;
b. consentire, quindi, anche ai cittadini ed alle associazioni ambientaliste di collaborare
all'esercizio di controllo e vigilanza sul rispetto della Legge regionale di iniziativa popolare
n.29 del 31/10/07 ,che proprio dai Comitati e dai cittadini è stata redatta e promossa (con la
raccolta di oltre 16.000 firme) per la prima volta nella storia della Regione Puglia.

3. Di impegnare la Giunta Provinciale ad approvare in tempi certi, il Piano provinciale per i


rifiuti speciali, garantendo la massima condizione di trasparenza e partecipazione delle
comunità locali e delle associazioni.